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Ennio Morricone

Ennio Morricone, è stato un compositore, direttore d’orchestra e


arrangiatore italiano.
La sua carriera da compositore di musiche per immagini lo ha
portato ad essere riconosciuto nell’olimpo dei grandi.
Ha ricevuto le più grandi riconoscenze attinenti al campo della
musica da film: Oscar, BAFTA, Nastro D’argento, David di
Donatello.
Ennio Morricone ha rappresentato un importante risorsa musicale
per il sound anni ’60 e ’70 italiano, infatti molti degli
arrangiamenti musicali di brani famosi, per citarne alcuni: Sapore
di sale, Il mondo, Se telefonando.
Ennio Morricone è un compositore ama il Jazz, la musica
d’avanguardia, e durante un’intervista ci rivela che gli artisti che
lui predilige sono: Giovanni Pierluigi da Palestrina, Claudio
Monteverdi, Igor Stravinsky e Goffredo Petrassi (suo maestro
di composizione)

C’è da spendere due parole sulla sua esperienza con la musica


d’avanguardia. Dal 1964 entra a far parte del  Gruppo di
“Improvvisazione Nuova Consonanza”, un gruppo di compositori
fondato qualche anno prima da  Franco Evangelisti, con cui
Morricone suonò e registrò album fino al 1980. L'ensemble,
c o m p o n e v a p r i n c i p a l m e n t e m u s i c a d ' a v a n g u a r d i a  e
di  improvvisazione libera, si proponeva di ricercare nuovi metodi
musicali nel campo dell'improvvisazione.
Il Morricone più interessante e sperimentatore lo si può ascoltare
nelle prime colonne sonore composte per i primi film e cioè negli
anni ’60 e ’70 anche se la vena sperimentatrice non l’ha mai
abbandonata, basti pensare a tutti gli strumenti a suono
indeterminato (non sempre corrispondenti a quelli canonici:
Pistole, fruste ecc…) che erano parte integrante delle
composizioni
Un brano come “Mio Caro Assassino” colonna sonora
dell’omonimo film (1972), presenta una forma compositiva
appartenente alla corrente musicale sperimentale di Iannis
Xenakis, Luciano Berio, Luigi Nono.
Stesso discorso vale per “I Basilischi” colonna sonora del film di
Lina Wertmüller (1963), il brano inizia con un’impostazione
armonica dissonante, stile contemporaneo, con un motivo ben
evidente enunciato da una chitarra classica, nella parte centrale il
brano abbandona la struttura armonica iniziale per abbracciare un
accompagnamento consonante che regge il tema nella sua
emotività, ambientazione che dura solo per per poche battute per
poi ritornare nella situazione presentatasi all’inizio.
"Quattro mosche di velluto - Suite II” colonna sonora del film
omonimo di Dario Argento è un’altra prova di come il maestro
amasse cimentarsi nelle armonie dissonanti e tendenti alla scuola
contemporanea
Vero è che il suo curriculum di colonne sonore presentano molti
film a tema poliziesco e horror, e determinate ambientazioni
armoniche, per far si che la suspense e l’obiettivo del film giunga
allo spettatore.

Mio Caro Assassino:

https://www.youtube.com/watch?v=aP6GMzGJvYI

I Basilischi:
https://www.youtube.com/watch?v=OGC4Xw-caeY

Quattro mosche di velluto - Suite II:


https://www.youtube.com/watch?v=dKphH0Oq988

Celebre per essere stato l’inventore delle musiche che hanno


standardizzato le ambientazioni dei film Western all’italiana.
Duello Nel texas (1963) considerato il primo lavoro del maestro
all’interno di un film western, nel brano “A Gringo Like Me”
possiamo ascoltare le prime caratteristiche peculiari delle

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musiche che caratterizzeranno questo genere di film e cioè un
ritmo incalzante, la presenza nell’organico strumentale di ottoni,
archi e chitarra classica e idiofoni a suono determinato, il tema è
spesso decantato dalla tromba.
Con il tempo si vedrà l’evoluzione e la sperimentazione che il
maestro Morricone applicherà in questi brani, esempio celebre è il
“Main Theme” del film Il Buono, il Brutto, il Cattivo di Sergio
Leone.
Il brano presenta un organico strumentale tradizionale più altri
strumenti come l’ocarina, la chitarra elettrica, strumenti che era
insolito trovare all’interno di un’orchestra, ai tempi in cui fu
composto il brano.
Curioso e innovativo è come Morricone utilizza il coro e la voce
solista; le famose tre parole “Ua Ua Ua” ripetute dalla voce
solista, a quanto detto in un’intervista dal maestro, altro non sono
che gli ululati del coyote.
Ma l’ululato non è l’unico verso alternativo con cui il maestro
espone un tema; il tema del film Un Pugno di Dollari è proprio un
fischio, oltre che ad essere presenti le caratteristiche peculiari
della musica western all’italiana e cioè ritmo incalzante e chitarra
classica presente nell’organico, nel caso del brano appena citato
possiamo ascoltare anche la presenza delle campane tubolari.
Nel brano “Addio a cheyenne” in C'era una volta il west a
cantare il tema è sempre il fischio e ad accompagnarlo sono un
banjo e una chitarra classica.
Ma qual è stato il lavoro speciale del Maestro Morricone all’interno
delle colonne sonore dei film Western? La specialità sta
nell’enorme lavoro sui Leitmotiv, nel meticoloso intrecciare di
questi ultimi all’interno della trama, nell’essere riuscito a
trasformare in musica i grandi scenari che hanno come i
protagonisti Gran Canyon e praterie, nell’essere stato
“un’alchimista” delle armonie, riuscendo a manipolarle e farle
divenire vere e proprie suggestioni.
In questi lavori Morricone è più di un compositore, vorrei
considerarlo un “aiuto regista”. È stato in grado di rendere le
musiche un vestito aderente per il film, facendolo così divenire

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riconoscibile anche quando le immagini non ci sono davanti agli
occhi dello spettatore.

Addio a cheyenne:
https://www.youtube.com/watch?v=akfT5BJaLMY
Il Buono, il Brutto, il Cattivo Main Theme:
https://www.youtube.com/watch?v=enuOArEfqGo
A Gringo Like Me:
https://www.youtube.com/watch?v=aIF-RwkQkYI

Il Morricone che più ci ha fatto emozionare è quello del


“Gabriel’s Oboe” “Falls” musiche del film “The Mission” (1986)
brani dove gli archi hanno un ruolo speciale, evocativo, con i loro
respiri e i vari contrappunti; sembra di riascoltare una di quelle
grosse tessiture orchestrali di Mahler, compositore che tanto ha
ispirato il maestro, presenti i corni Beethoveniani che rimarcano
la lontananza e l’eroico.
L’amore per Palestrina viene esplicitato nel brano
“On Earth as it is in Heaven” dove il coro ricopre un ruolo
fondamentale, la forma in cui è stato composto, il fraseggio di
ogni parte ci ricorda le composizioni del grande Palestrina.

Nel “Tema dell’amore” in “Nuovo Cinema Paradiso” ad


introdurre il brano è il pianoforte, a seguire una tessitura
orchestrale, dove i ritardi tra le parti aumentano l’enfasi, poi
l’oboe espone il tema e a seguire il flauto e poi i corni con i violini
che fanno da contrappunto e successivamente riprendono il tema.

Un Morricone diverso, più riflessivo, lontano dalle composizione


per il cinema western.

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Tema dell’amore:

https://www.youtube.com/watch?v=uWYxBhSCXTw

Gabriel’s Oboe:

https://www.youtube.com/watch?v=vVNmVSufv0A

On Earth as it is in Heaven:

https://www.youtube.com/watch?v=QZ0kgWcmOxc

L’ultima traccia e io la considero la più riassuntiva è quella delle


composizioni per il film "The Hateful Eight" (2015) di Tarantino.
In tutta la colonna sonora sono presenti gli elementi fondamentali
e caratteristici utilizzati per ogni genere di film lungo tutta la sua
carriera. Credo che la maturità del maestro sia tutti riassunta in
questo ultimo lavoro.
“L'Ultima Diligenza di Red Rock” è una composizione che
raccoglie il mondo della musica atonale, il liricismo degli archi,
l’epicità degli ottoni, la ritmica incalzante tipica dei primi lavori
per il cinema western.
In “Sei Cavalli” brano contenuto sempre nello stesso film
sembra di ascoltare uno Stravinsky del 21° secolo, con le sue
armonie dissonanti e gli ottoni aggressivi.
Un Morricone minimale lo ascoltiamo in “I Quattro Passeggeri”
dove i violini nelle posizioni più alte suonano una tessitura e il
fagotto espone il tema principale del film, il clarinetto risponde
con un frammento del tema e sotto una grancassa e un charleston
portano una ritmica silenziosa assieme al pizzicato degli archi.

Colonna sonora di The Hateful Eight (suddivisa in singoli brani):


https://www.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_lBuR-
i0vOLEiK6Jno9Vm3hiLksPmEcIAY

Analizzare Ennio Morricone per ogni suo film mi porterebbe a


scrivere un libro di oltre mille pagine.

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Resta una figura importante e fondamentale per la musica
applicata alle immagini, un esempio di rigore e responsabilità nel
comporre.
Poliedrico e innovativo, l’Italia avrà ancora da raccontare e da
insegnare grazie all’operato del maestro Morricone, così come
abbiamo potuto fare grazie all’operato di Palestrina, Monteverdi,
Scarlatti, Rossini, Verdi, Puccini e tutti i nostri grandi del passato.

Abbiamo avuto l’opportunità di studiare e ascoltare due grandi


della musica per immagini, i quali sono i maestri Trovajoli e
Morricone.
Entrambi nati a Roma, studiano nello stesso ambiente accademico
e cioè quello del Conservatorio S. Cecilia.
La differenza tra i due compositori sta nell’aver scelto di guardare
verso due differenti facce della contemporaneità. Scelta presa
dopo i profondi e accurati studi musicali incentrati sul percorso
classico.
Trovajoli guardò verso il Jazz, Morricone si immerse nella musica
d’avanguardia ed elettronica
Questi sposalizi musicali li incontriamo spesso nei loro percorsi
lavorativi, vedi le influenze jazz in Trovajoli nei lavori come
“That’s old Time” in Toto Sexy, “Love is a Woman” in Il
Commissario Pepe

“Ricordando Duke” in Toto Sexy, "Seven Golden Men” o come
abbiamo visto in Morricone i già citati brani della prima fase, veri
e propri brani di musica d’avanguardia.
Entrambi hanno dato un’importante importante alla musica
leggera italiana degli anni’60, lavorando come arrangiatori in
molti lavori discografici.
L’impronta del maestro Trovajoli la si può ascoltare in brani come
Roma nun fa' la stupida stasera  composta per  Nino
Manfredi  e  Lea Massari. L’apporto musicale di Morricone alla
discografia italiana, lo si ascolta nelle musiche di Se telefonando,
composta per  Mina su  testo di  Maurizio Costanzo  e  Ghigo De
Chiara.

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Questi due brani sono solo pochi esempi delle tante canzoni
arrangiate e composte da i due Maestri romani

Morricone e Trovajoli sono state due figure poliedriche, grandi


commentatori dell’emozioni che il sotto-testo di un film emana e
attenti ricercatori dei nuovi linguaggi e forme musicali che si
erano evolute durante e successivamente al dopoguerra.