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Esercizi sulla semplicità, sulla diagonalizzazione ed esercizi di riepilogo

Le soluzioni degli esercizi non svolti sono disponibili sul sito:


http://www.dmi.unict.it/~bonacini/compiti_svolti/.

1 Esercizi su autovalori e autovettori


1.1. Sia f : R3 → R3 l’endomorfismo tale che:
 
1 1 2
M ( f ) =  −2 0 −1  .
3 1 3

Verificare che (1, −1, 2) è autovettore per f , specificandone l’autovalore associato, e che (2, 1, 1)
non è autovettore per f .
Soluzione
Per verificare che (1, −1, 2) è autovettore per f occorre calcolare f (1, −1, 2):
       
1 1 1 2 1 4
M ( f ) ·  −1  =  −2 0 −1  ·  −1  =  −4  .
2 3 1 3 2 8

Dunque, f (1, −1, 2) = (4, −4, 8) = 4 · (1, −1, 2). Ciò vuol dire che (1, −1, 2) è autovettore as-
sociato all’autovalore 4. Per verificare che (2, 1, 1) non è autovettore cominciamo col calcolare
f (2, 1, 1):        
2 1 1 2 2 5
M ( f ) ·  1  =  −2 0 −1  ·  1  =  −5  .
1 3 1 3 1 10
Dunque, f (2, 1, 1) = (5, −5, 10) e si vede facilmente che i due vettori (2, 1, 1) e (5, −5, 10) non
sono proporzionali tra loro. Infatti, la seguente matrice ha rango 2:
   
2 1 1 R2 +5R1 2 1 1
−−−−→ .
5 −5 10 15 0 15

/ L ((2, 1, 1)).
Questi vuol dire precisamente che (2, 1, 1) e (5, −5, 10) non sono l.i., cioè che (5, −5, 10) ∈

1.2. Sia f : R4 → R4 l’endomorfismo definito da:

f ( x, y, z, t) = (2x − 2y + z − t, x − y − 2z + 3t, 3x − 3y + z + t, z + t)

per ogni ( x, y, z, t) ∈ R4 . Verificare che (1, 0, 2, 1) e (1, 1, 0, 0) sono autovettori per f , specificando
i valori degli autovalori associati.
Soluzione
Dall’assegnazione è immediato vedere che:

f (1, 0, 2, 1) = (2 + 2 − 1, 1 − 4 + 3, 3 + 2 + 1, 2 + 1) = (3, 0, 6, 3) = 3 · (1, 0, 2, 1),

per cui (1, 0, 2, 1) è autovettore associato all’autovalore 3. In maniera analoga:

f (1, 1, 0, 0) = (2 − 2, 1 − 1, 3 − 3, 0) = (0, 0, 0, 0) = 0 · (1, 1, 0, 0),

cioè (1, 1, 0, 0) è autovettore associato all’autovalore 0.

1
1.3. Sia A = [(1, −1, 2), (0, 1, 1), (1, 0, 1)] una base di R3 e sia f : R3 → R3 l’endomorfismo definito
da:  
−1 2 2
M A ( f ) =  −2 1 −1  .
2 −2 0
Verificare che (1, −1, 6) è autovettore per f , determinando l’autovalore ad esso associato.
Soluzione
Occorre, prima di tutto, calcolare [(1, −1, 6)]A , cioè determinare x, y, z ∈ R tali che:

(1, −1, 6) = x (1, −1, 2) + y(0, 1, 1) + z(1, 0, 1) = ( x + z, − x + y, 2x + y + z)



x + z = 1
⇒ − x + y = −1
2x + y + z = 6.

La matrice completa associata al sistema è:


   
1 0 1 1 1 0 1 1
riducendo
 −1 1 0 −1  − −−−−→  −1 1 0 −1  ,
2 1 1 6 0 2 0 4

da cui:  
x + z = 1 y = 2
− x + y = −1 ⇒ x = 3
2y = 4 z = −2.
 

Dunque, [(1, −1, 6)]A = (3, 2, −2). Da:


       
3 −1 2 2 3 −3
M A ( f ) ·  2  =  −2 1 −1  ·  2  =  −2 
−2 2 −2 0 −2 2

deduciamo che [ f (1, −1, 6)]A = (−3, −2, 2), cioè:

f (1, −1, 6) = −3(1, −1, 2) − 2(0, 1, 1) + 2(1, 0, 1) = (−1, 1, −6) = −1 · (1, −1, 6).

Questo vuol dire che (1, −1, 6) è autovettore associato all’autovalore −1. D’altronde, anche senza
fare conti avremmo potuto notare che:

[ f (1, −1, 6)]A = (−3, −2, 2) = −1 · (3, 2, −1) = −1 · [(1, −1, 6)]A ,
il che implica necessariamente che (1, −1, 6) è autovettore associato all’autovalore −1.

1.4. Dato V = L (v1 , v2 , v3 ) ⊂ R4 , dove v1 = (1, 0, 1, 1), v2 = (0, 1, 1, 0) e v3 = (0, 1, 0, 1), determinare
la sua equazione cartesiana. Dato l’endomorfismo f : V → V definito dalle condizioni:

f (v1 ) = (1, 0, 3, −1)


f (v2 ) = (1, −3, −2, 1)
f (v3 ) = (−4, −1, −5, −4).

Mostrare che v = (1, 2, 2, 2) ∈ V e che esso è autovettore per f .


Soluzione
Dato che la seguente matrice  
1 0 1 1
 0 1 1 0 
0 1 0 1

2
è ridotta di rango 3, A = [v1 , v2 , v3 ] è una base di V. Cerchiamo la sua equazione cartesiana:
   
1 0 1 1 1 0 1 1
 0 1 1 0  riducendo  0 1 1 0 
 − −−−−→  
 0 1 0 1   0 1 0 1 
x y z t 0 2x + y − z − t 0 0

⇒ V = {( x, y, z, t) ∈ R4 | 2x + y − z − t = 0.}
Vediamo che v = (1, 2, 2, 2) ∈ V in quanto verifica la sua equazione cartesiana. Cerchiamo [v]A :

x=1 
x = 1


y+z = 2

(1, 2, 2, 2) = x (1, 0, 1, 1) + y(0, 1, 1, 0) + z(0, 1, 0, 1) = ( x, y + z, x + y, x + z) ⇒ ⇒ y=1
x+y = 2
z = 1.

 
x+z = 2

Dunque, [v]A = (1, 1, 1), cioè:

v = v1 + v2 + v3 ⇒ f ( v ) = f ( v1 + v2 + v3 ) = f ( v1 ) + f ( v2 ) + f ( v3 ) =
= (1, 0, 3, −1) + (1, −3, −2, 1) + (−4, −1, −5, −4) = (−2, −4, −4, −4).
Dunque, f (1, 2, 2, 2) = (−2, −4, −4, −4) = −2 · (1, 2, 2, 2). Ciò vuol dire che (1, 2, 2, 2) è autovet-
tore per f associato all’autovalore −2.

2 Studio della semplicità


2.1. (Compito 27 novembre 2010) È assegnata la matrice:
 
−1 h
A= 1 1 
0 h+1

con h ∈ R. Date le applicazioni lineari f : R2 → R3 e g : R3 → R2 tali che M ( f ) = A e M( g) = tA,


sia ψ = f ◦ g : R3 → R3 . Verificare che ψ è semplice per h = 1 e determinare una base di
autovettori.
2.2. (Compito 28 gennaio 2014) È data l’applicazione lineare f : R3 → R3 definita da:

f (2, 1, 1) = (2h + 2, h + 1, h + 3)
f (1, 0, 1) = (h + 1, h + 1, h + 1)
f (0, 1, 1) = (2, h − 1, h + 1)

al variare di h ∈ R. Nel caso h = −1 studiare la semplicità di f , determinando, se possibile,


una base di autovettori. Determinare il valore di h per il quale (4, −1, −3) risulta essere un
autovettore.
2.3. (Compito 1 febbraio 2011) È assegnato l’endomorfismo f : R4 → R4 la cui matrice associata
rispetto alla base canonica di R4 è:
 
k −1 0 0
 2 1 0 0 
A=
 0 0 k 1 .

0 0 1 k
con k ∈ R. Studiare la semplicità di f per k = −2 e k = −1, determinando in ciascun caso, se
possibile, una base di autovettori per f .

3
2.4. (Compito 23 febbraio 2011) È assegnato l’endomorfismo f : R3 → R3 tale che:
f (1, −1, 0) = (h + 1, −h − 1, 0)
f (1, 0, 1) = (0, h − 1, h + 2)
f (0, 1, −1) = (h − 1, 0, −h),
con h ∈ R. Studiare la semplicità di f al variare di h ∈ R, determinando, se possibile, una base
di autovettori per f .
2.5. (Compito 4 ottobre 2011) Sia f : R3 → R3 l’applicazione lineare definita da:
f (1, 1, 1) = (h + 1, h + 1, h + 1)
f (1, 1, 0) = (h + 2, h + 2, 2)
f (1, 0, 0) = (2, 1, 1)
Verificare che T = 1 è una autovalore per f e studiare la semplicità di f al variare di h ∈ R.
2.6. (Compito 12 luglio 2011) È assegnato l’endomorfismo f : R3 → R3 la cui matrice associata
rispetto alla base canonica di R3 è:
 
h 1 1
M ( f ) =  h 1 1 − 2h  .
1 1 h
Data la base A = [(1, −1, 1), (0, 1, 0), (0, 1, −1)] di R3 , determinare MA ( f ). Studiare la sempli-
cità di f .
2.7. (Compito 6 luglio 2010) Dati i vettori di R3 v1 = (1, 1, 1), v2 = (1, 1, 0) e v3 = (1, 0, 0), sia
A = [v1 , v2 , v3 ] la base di R3 da essi individuata. Sia f : R3 → R3 l’endomorfismo avente come
matrice associata rispetto alla base A la matrice:
 
1 −1 1
MA ( f ) =  1 h 1  .
1 1 h
Studiare la semplicità di f al variare di h ∈ R.
2.8. (Compito 10 settembre 2009) Sia V il sottospazio di R4 cosı̀ definito:
V = {( x, y, z, t) ∈ R4 | x − 2y + 2z − t = 0}.
Studiare la semplicità dell’endomorfismo di f : V → V definito dalle relazioni:
f (1, 0, 0, 1) = (−k, 1, 2, −k + 2)
f (0, 1, 0, −2) = (0, k, 1, −2k + 2)
f (0, 0, 1, 2) = (0, 2, k + 1, 2k − 2)
al variare di k ∈ R.
2.9. (Compito 14 gennaio 2020) Siano v1 = (1, 0, 0, 1), v2 = (0, 1, 0, 1) e v3 = (0, 0, 1, 1) ∈ R4 e sia
V = L (v1 , v2 , v3 ). È dato l’endomorfismo f : V → V definito da:
f (v1 ) = v1 + 2v2
f (v2 ) = −kv1 + kv2 + 2kv3
f ( v3 ) = v1 + v2 − v3 ,
con k ∈ R. Dato u = (1, 2, 0, 3), mostrare che u ∈ V e determinare il valore di k ∈ R per il quale
u è autovettore per f , specificando il valore dell’autovalore associato. Studiare la semplicità di f
al variare di k ∈ R, determinando, se possibile, una base di autovettori nei casi k = 0 e k = 1.

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2.10. (compito 22 giugno 2009) Sullo spazio vettoriale R4 sono assegnati i vettori v1 = (1, 0, 0, 0),
v2 = (1, 1, 0, 0), v3 = (1, 1, 1, 0) e v4 = (0, −1, 1, 1) e l’applicazione lineare f : R4 → R4 definita
dalle relazioni:

f ( v1 ) = v2 + v4
f ( v2 ) = v1 + v4
f (v3 ) = v2 + hv3 + v4
f (v4 ) = 2v4

con h parametro reale. Studiare la semplicità di f al variare di h ∈ R.

2.11. (Compito 28 febbraio 2012) È assegnato l’endomorfismo f : R3 → R3 definito dalle relazioni:

f (1, 1, 0) = (h + 1, h + 1, h)
f (1, 0, 1) = (2, 3, 2)
f (1, 1, 1) = (h + 2, h + 2, h + 2),

con h parametro reale. Studiare la semplicità di f e determinare, quando possibile, una base di
autovettori.

2.12. (Compito 16 aprile 2010) Sia f : R3 → R4 l’applicazione lineare associata alla matrice:
 
1 h −1
 −2 2 − 2h h + 1 
M( f ) =  .
 1 2h −1 
−1 2 h

Detta g : R4 → R3 l’applicazione lineare definita da:

g( x, y, z, t) = (2x + 2y + z − 2t, 2x + y, 2x + y),

studiare la semplicità al variare di h di g ◦ f .

2.13. (Compito 7 febbraio 2012) Nello spazio vettoriale R4 sono assegnati i vettori v1 = (2, 0, 0, −1),
v2 = (0, 0, 1, 0) e v3 = (0, 2, 0, 1) e i sottospazi V = L (v1 , v2 , v3 ) e:

W = {( x, y, z, t) ∈ R4 | x − y + ht = 0, (h − 1) x + y + z − t = 0, y + z + ht = 0},

al variare di h ∈ R. È dato l’endomorfismo f : V → V cosı̀ definito:

f (v1 ) = hv1 + (1 − h)v3


f (v2 ) = hv2 + (1 − h)v3
f ( v3 ) = (1 − h ) v1 + ( h − 1) v2 + v3

al variare del parametro reale h. Studiare la semplicità di f al variare di h ∈ R.

2.14. (Compito 26 giugno 2012) È assegnato l’endomorfismo f : R3 → R3 mediante le assegnazioni

f (1, 1, 1) = (h + 1, h + 2, h + 1)
f (1, 0, 1) = (h + 3, 4, h + 1) con h parametro reale
f (2, 1, 0) = (2h, h, 0).

Studiare la semplicità di f al variare di h e verificare che esiste una base di autovettori indipen-
dente dal parametro.

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2.15. (Compito 30 novembre 2012) Sia f : R4 → R4 l’applicazione lineare la cui matrice associata
rispetto alla base canonica è:
 
1 0 0 2
 0 h 3 0 
M( f ) = 
 0 1 h+2 0 ,

2 0 0 1

con h ∈ R. Studiare la semplicità di f , determinando una base di autovettori indipendente dal


parametro.

2.16. (Compito 12 settembre 2011) Siano v1 = (1, 0, 1, 0), v2 = (0, 1, 0, 0), v3 = (0, 0, 0, 1) e sia V ⊂ R4
il sottospazio avente come base A = [v1 , v2 , v3 ]. Sia f : V → V l’endomorfismo la cui matrice
associata rispetto alla basa A è:
 
h − 1 −h − 1 h+1
A
M (f) =  −2 0 2 .
h − 1 −h + 1 h+1

Trovare una base di autovettori di V per f indipendente dal parametro h.

2.17. (Compito 2 dicembre 2009) Sia f : R4 → R4 l’endomorfismo determinato dalla matrice:


 
1 1 −1 1
 0 h 0 0 
M( f ) = 
 0 −h − 1 2h + 1 0 

0 −2h 2h 1

al variare di h ∈ R. Studiare la semplicità di f al variare di h ∈ R, determinando gli autospazi


per ogni h. Detto V = {( x, y, z, t) ∈ R4 | y − z + t = 0}, mostrare che la restrizione f |V : V → R4
induce un endomorfismo g : V → V e trovare una base di autovettori per g indipendente dal
parametro h.

2.18. (Compito 22 giugno 2012) Sia f : R4 → R4 l’endomorfismo definito da:

f (1, 1, 0, 0) = (h + 1, 1, 0, 1)
f (0, 0, 1, 1) = (h + 1, 1 − h, h + 2, 3)
f (0, 0, 0, 1) = (1, 1, 1, 2)
f (0, 1, 1, 0) = (2h, 1 − h, h, 2),

dove h ∈ R. Dato V = {( x, y, z, t) ∈ R4 | x − y = 0}, determinare il valore di h per il quale la


restrizione f |V induce un endomorfismo g : V → V e verificare che g è semplice.

2.19. (Compito 9 aprile 2011) È assegnato l’endomorfismo ϕ : R4 → R4 la cui matrice associata rispetto
alla base canonica di R4 è:  
1 h 2 −1
 0 1 h−1 2 
M( ϕ) =  1 0 1 − h −2  .

0 1 −2 1
con h ∈ R. Dati V = {( x, y, z, t) ∈ R4 | x − y = z − t = 0} e W = {( x, y, z, t) ∈ R4 | x + y = z +
t = 0}, determinare il valore del parametro h per il quale ϕ determina un endomorfismo f : V →
V. Verificare che per lo stesso valore di h la restrizione di ϕ a W determina un endomorfismo
g : W → W. Determinare una base di autovettori di V e una di W rispetto agli endomorfismi f e
g.

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2.20. (Compito 8 settembre 2010) Dati i vettori di R4 v1 = (1, 1, 0, 0), v2 = (0, 0, 1, 1) e v3 = (0, 1, 1, 0),
sia V = L (v1 , v2 , v3 ) e sia f : R4 → V l’applicazione lineare definita da:

f (e1 ) = hv1 + 2v2 − v3


f (e2 ) = hv1 − 2v2 + hv3
f (e3 ) = −hv1 + (1 − h)v3
f (e4 ) = 2hv1 + (h − 1)v2 + (h − 1)v3

al variare di h ∈ R. Detta g la restrizione di f a V, studiare la semplicità di g al variare di h ∈ R.

2.21. (Compito 20 giugno 2014) È data, al variare di h ∈ R, la matrice:


 
1 −1 − h
 1 h 1 
A= 
 −h − 1 h + 1 0 
1 0 1

e l’applicazione lineare f : R3 → R4 tale che M( f ) = A. Nel caso h = 0, dati l’endomorfismo


ψ = f ◦ g : R4 → R4 e V = L ((1, 0, −1, 0), (0, 1, 0, 1)), mostrare che la restrizione ψ|V induce un
endomorfismo semplice φ di V. Determinare una base di autovettori di φ.

2.22. (Compito 3 febbraio 2015) È assegnato l’endomorfismo f : R4 → R4 definita da:

f (1, 1, 0, 1) = (k + 2, 1, −k − 1, k )
f (1, 0, 1, 1) = (k + 2, 1, −k − 1, 0)
f (0, 0, 1, 1) = (k + 1, 1, −k − 1, 0)
f (0, 0, 0, 1) = (k, 0, −k, 0).

Dato V = {( x, y, z, t) ∈ R4 | x + y + z = 0}, verificare che la restrizione di f a V induce un


endomorfismo ϕ : V → V per ogni k ∈ R. Verificare che ϕ non è semplice per alcun valore di
k ∈ R.

2.23. (Compito 25 febbraio 2016) È assegnata l’applicazione lineare f : R3 → R4 definita dalle seguenti
relazioni:

f (1, 1, 1) = (h + 10, h, 2h + 1, −1)


f (0, −1, 1) = (h + 1, 9, 1, 8)
f (0, 1, 0) = (3, −3, h, −3)

al variare di h ∈ R. Determinare il valore di h ∈ R per cui ϕ ammette l’autovalore −1. Per tale
valore di h determinare una base di autovettori di ϕ.

2.24. (Compito 23 giugno 2016) Siano v1 = (2, 0, 2, 0), v2 = (0, 1, 0, 1) e v3 = (0, 0, 2, 0) ∈ R4 e sia
V = L (v1 , v2 , v3 ). È assegnata l’applicazione lineare f : V → V definita dalle seguenti relazioni:

f (v1 ) = (2 − 2h, −4h, 2 − 2h, −4h)


f (v2 ) = (h, 2h + 1, h, 2h + 1)
f (v3 ) = (−2h, −2h, 2, −2h)

al variare di h ∈ R. Determinare il valore di h per cui f ammette gli autovalori 1 e 2. Per tale
valore di h verificare che f è semplice e determinare una base di autovettori di V per f .

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3 Diagonalizzazione di matrici
3.1. (Compito 15 aprile 2016) Diagonalizzare la matrice:
 
1 1 0
A =  1 2 1 .
0 1 1

3.2. (Compito 12 luglio 2016) Diagonalizzare la matrice:


 
1 0 0
A =  −1 2 1  .
0 0 1

3.3. (Compito 24 novembre 2017) Data al variare di h ∈ R la matrice:


 
h 1 h
A =  0 h+1 1 ,
0 1 h+1
determinare il valore di h ∈ R per il quale A è diagonalizzabile e determinare una matrice
diagonale simile ad A.
3.4. (Compito 10 settembre 2009) Sia V il sottospazio di R4 cosı̀ definito:

V = {( x, y, z, t) ∈ R4 | x − 2y + 2z − t = 0},

È dato l’endomorfismo di f : V → V definito dalle relazioni:

f (1, 0, 0, 1) = (−k, 1, 2, −k + 2)
f (0, 1, 0, −2) = (0, k, 1, −2k + 2)
f (0, 0, 1, 2) = (0, 2, k + 1, 2k − 2)

al variare di k ∈ R. Data la base B = [(1, 0, 0, 1), (0, 1, 0, −2), (0, 0, 1, 2)] di V, diagonalizzare
MB ( f ) nel caso k = 0.

4 Esercizi vari
4.1. (Compito 15 aprile 2016) Sia f : R3 → R3 l’applicazione lineare definita dalle seguenti condizioni:
(a) Ker f = L ((1, 1, 1))
(b) (1, 1, 0) sia autovettore associato all’autovalore 1
(c) f (0, 1, 0) = (h, h + 1, h),
al variare di h ∈ R. Studiare f , al variare di h ∈ R, determinando in ciascun caso Ker f e Im f .
Studiare la semplicità di f al variare di h ∈ R.
4.2. (Compito 22 gennaio 2018) Sono dati i vettori v1 = (1, 0, 0, 1), v2 = (0, 1, 0, 1) e v3 = (0, 0, 1, 0) ∈
R4 e il sottospazio V di R4 avente A = [v1 , v2 , v3 ] come base. È assegnato, inoltre, l’endomorfi-
smo f : V → V tale che:  
2 0 1
MA ( f ) =  0 3 1 ,
h 0 h+1
al variare di h ∈ R. Determinare e studiare l’applicazione lineare g : R4 → V tale che g|V = f e
g(0, 0, 0, 1) = (1, 1, −1, 2).

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4.3. (Compito 11 settembre 2015) Dato lo spazio vettoriale V = L (v1 , v2 , v3 ), con v1 = (1, 0, 0, 0),
v2 = (0, 1, 0, 0) e v3 = (0, 1, −1, 1) ∈ R4 , è assegnata l’applicazione lineare f : V → R4 tale che:
f (v1 ) = (h, 1, −1, 1)
f (v2 ) = (1, 1, 1, h)
f (v3 ) = (1, 2, 1, h),

al variare di h ∈ R. Nel caso h = 1 determinare l’estensione ϕ : R4 → R4 di f tale che (0, 0, 0, 1) ∈


V1 .
4.4. (Compito 22 giugno 2015) Sia V = {( x, y, z, t) ∈ R4 | x − z + t = 0} e sia f : V → V l’endomorfi-
smo di V definito dalle condizioni:
f (1, 1, 2, 1) = (k − 1, k − 1, 2k − 2, k − 1)
f (1, −1, 2, 1) = (1 − k, k − 1, 2 − 2k, 1 − k )
f (0, 0, 1, 1) = (−1, −1, 0, 1)

al variare di k ∈ R. Per k 6= 1 determinare l’endomorfismo ϕ : R4 → R4 tale che la restrizione


ϕ|V induce f e ker ϕ = L ((1, 0, 0, 0)).
4.5. (Compito 11 luglio 2014) Sono assegnati in R4 i vettori v1 = (1, 0, 0, 1), v2 = (0, 1, 0, 1) e v3 =
(0, 0, 1, −1), il sottospazio V = L (v1 , v2 , v3 ) e l’endomorfismo f : V → V definito dalle relazioni:
f (v1 ) = (1, −1, −1, 1)
f (v2 ) = (0, 0, −1, 1)
f (v3 ) = (0, 2, 3, −1).
Verificare che f è semplice e determinare una base di autovettori. Determinare l’endomorfismo
ϕ : R4 → R4 la cui restrizione a V induce f e ha come autospazio associato all’autovalore 1 il
sottospazio V1 = {( x, y, z, t) ∈ R4 | z − t = 0}.
4.6. (Compito 26 settembre 2016) È assegnato l’endomorfismo f : R3 → R3 definito dall’assegnazio-
ne:
f ( x, y, z) = (hx + y + z, x + hy + z, − x + y + z),
al variare di h ∈ R. Data la matrice:
 
1 0 1
A =  0 2 0 ,
0 0 4

determinare il valore di h ∈ R per il quale A = MB ( f ), essendo B = [(1, 1, −3), (1, 0, −1), (0, 0, 1)].
4.7. (Compito 17 febbraio 2017) Dire per quali valori del parametro reale h le assegnazioni

 v1 = (h, 0, 1) ∈ V1 è autovettore rispetto all’autovalore T = 1,
v2 = (1, 1, 0) ∈ V2 è autovettore rispetto all’autovalore T = 2,
f (e1 ) = f (1, 0, 0) = (0, 2, 2)

definiscono un endomorfismo f : R3 → R3 .
4.8. (Compito 20 giugno 2017) È assegnato l’endomorfismo f : R3 → R3 definito dalle seguenti
relazioni:
f (1, 2, 2) = (1, 3, 3)
f (1, −1, −1) = (1, −3, −3)
f (0, 1, 2) = (0, h + 1, 3)

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al variare di h ∈ R. Discutere la semplicità di f al variare di h ∈ R. In particolare, determinare
una base di autovettori nel caso in cui f è semplice e ha un autospazio associato di dimensione
2. Dire per quali valori di h ∈ R esiste un endomorfismo g0 : R3 → R3 tale che g0 ◦ f = 2i, dove
i : R3 → R3 è l’identità.
4.9. (Compito 11 luglio 2017) Sono assegnati in R4 i vettori v1 = (0, −1, −1, −1), v2 = (1, 0, 0, −1)
e v3 = (1, 0, 1, 0) ed il sottospazio V = L (v1 , v2 , v3 ). Data l’applicazione lineare f : V → R4
definita da:

f (v1 ) = (h, −4, −h, h2 − h)


f (v2 ) = (h + 2, −1, 2, h2 )
f (v3 ) = (2, −1, h, −2),

al variare di h ∈ R, determinare il valore di h ∈ R per il quale f induce un endomorfismo


g : V → V. Per tale valore di h studiare la semplicità di g, determinando, se possibile, una base
di autovettori. Determinare l’endomorfismo ϕ : R4 → R4 la cui restrizione a V induce g e per il
quale W è autospazio associato all’autovalore 2.
4.10. (Compito 7 febbraio 2019) Dato W = {( x, y, z, t) ∈ R4 | x = z = 0}, si determini l’endomorfismo
ϕ : R4 → R4 tale che:

ϕ(0, −1, 1, 0) = (0, 0, 0, 0)


ϕ(2, −2, 0, 1) = (0, 0, 0, 0)

e che W sia l’autospazio Vλ = {v ∈ R4 | ϕ(v) = λv} associato all’autovalore λ ∈ R, λ 6= 0.


Studiare la semplicità di ϕ al variare di λ ∈ R. Si determini e si diagonalizzi la matrice associata
a ϕ rispetto alla base canonica di R4 .
4.11. (Compiti 21 giugno 2019) Nello spazio vettoriale R4 sono assegnati i vettori v1 = (1, 1, 0, 0),
v2 = (0, 1, 0, 1), v3 = (0, 0, 1, 0) e il sottospazio V = L (v1 , v2 , v3 ).

(a) Determinare il valore di h ∈ R per il quale le relazioni:

f (v1 ) = (h, −3, 1 − 2h, −1)


f (v2 ) = (−3, h − 1, 5, h + 2)
f (v3 ) = (−3, 2h, −3h, −1)

definiscono un endomorfismo f : V → V.
(b) Verificare che f è semplice e determinare una base di V formata da autovettori.
(c) Determinare la generica applicazione lineare g : R4 → R4 la cui restrizione a V sia estensio-
ne di f e tale che Im g = V.
(d) Determinare il valore del parametro reale k per cui esista, tra le applicazioni lineari g deter-
minate in precedenza, un’applicazione lineare g0 : R4 → R4 tale che g0 (0, 1, 0, 0) = (0, k +
1, k, 0). Scrivere la matrice associata a g0 rispetto alla base canonica di R4 e diagonalizzarla.

4.12. (Compito 28 gennaio 2014) È data l’applicazione lineare f : R3 → R3 definita da:

f (2, 1, 1) = (2h + 2, h + 1, h + 3)
f (1, 0, 1) = (h + 1, h + 1, h + 1)
f (0, 1, 1) = (2, h − 1, h + 1)

al variare di h ∈ R. Studiare f al variare di h ∈ R, determinando in ciascun caso Ker f e Im f . Nel


caso h = 1 determinare l’applicazione g : R3 → R3 tale che ker g = ker f e V2 = Im f . Studiare la
semplicità di g.

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4.13. (Compito 22 febbraio 2010) Nello spazio vettoriale R4 sono assegnati i vettori v1 = (0, −1, 0, 2),
v2 = (0, 1, 0, −1), v3 = (1, 1, 1, −1) e i sottospazi V = L (v1 , v2 , v3 ) e W = {( x, y, z, t) ∈ R4 |
x + y − t = 0, z − y − t = 0}.

(a) Determinare W ∩ V e W + V.
(b) Studiare l’applicazione lineare f : V → R4 definita dalle seguenti relazioni:

f (v1 ) = (−h, −2, −h, 2)


f (v2 ) = (1, 2, 1, −1)
f (v3 ) = (h + 1, 2, h + 1, −1)

dove h è un parametro reale.


(c) Verificare che f induce un endomorfismo f 0 : V → V per ogni valore di h.
(d) Trovare al variare di h una base di autovettori di f 0 , quando esiste.
(e) Determinare l’unico endomorfismo ϕ : R4 → R4 tale che ϕ|V = f e avente W come auto-
spazio.

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