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Data 23/01/2009

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Il presente documento propriet esclusiva di MC Engineering Srl e dellAutore. Non pu essere riprodotto o copiato, anche parzialmente, con nessun mezzo salvo esplicito permesso di MC Engineering Srl o dellAutore.

ANALISI AD ELEMENTI FINITI DI UN PALO SINGOLO IN SABBIA

Mario Chinni (m.chinni@studio-chinni.it) MC Engineering Srl

Sommario: La determinazione della capacit di punta di un palo in sabbia viene determinata attraverso una analisi parametrica ad elementi finiti. Scopo dellanalisi quella di identificare la dipendenza dei fattori di capacit alla base, valutati in funzione dello stato deformativo del palo, non solo dai parametri di resistenza (angolo dattrito efficace e/o densit relativa DR) ma anche dalla deformabilit del terreno e dallo stato tensionale alla base del palo. A tal fine si introduce un fattore di rigidezza dato dal rapporto tra la rigidezza e la resistenza limite del deposito, definito in questo caso in funzione del modello costitutivo utilizzato per la simulazione del deposito sabbioso che fa riferimento a parametri ottenibili da una prova edometrica e dalla conoscenza delle caratteristiche fisiche e meccaniche del deposito. Parole Chiave: Palo singolo, capacit di punta, comportamento meccanico delle sabbie 1. INTRODUZIONE La determinazione dei fattori di capacit di punta dei pali in terreno incoerente stata affrontata da numerosi autori (Brinch Hansen, 1961, Vesic, 1967, Berezantzev et al., 1961) con modelli che fanno riferimento ad un comportamento rigido plastico del terreno utilizzando la teoria dellanalisi limite (utili indicazioni sui procedimenti si possono rilevare in Sokolovski, 1960, Tamagnini, 2005) con diverse ipotesi di sviluppo della superficie critica del terreno alla base del palo. Tali teorie trovano ragionevole riscontro nel caso di pali infissi ma evidenziano elevata dispersione dei risultati. La tendenza diffusa nella pratica ingegneristica quella di utilizzare la curva di Berezantzev, che risulta la pi conservativa, cos come riportata da diversi autori (Fleming et al, 1992, Poulos e Davis, 1980) senza tenere conto, come originariamente riportato nel modello di Berezantzev (1954), del fattore di snellezza del palo. Particolari considerazioni e correzioni relative al fattore di snellezza di Berezantzev sono state affrontate ultimamente da Cheng (2004/2005) riproponendo la riduzione di Nq al crescere di L/B. Nel caso dei pali trivellati, vista la diversa modalit di installazione che provoca elevato disturbo alla base del palo, occorre associare al fattore di capacit portante anche il livello deformativo ammesso (ONeil e Reese, 1999). In realt i coefficienti di capacit portante non possono essere associati al solo angolo dattrito, la cui determinazione riveste particolare importanza (Fleming et al., 1999) ma devono essere intesi dipendere anche dalla deformabilit del terreno. In questa direzione indirizzata la ricerca di Vesic (1972) che assimila il comportamento del terreno sotto la base di un palo, a quello di una cavit espandente. Scopo della presente analisi quello di mostrare la variabilit del comportamento dei pali in funzione della deformabilit del terreno, della sua resistenza e dello stato tensionale attraverso una analisi parametrica che considera diversi livelli tensionali, diverse deformabilit e diverse geometrie del singolo palo. I valori dello stato tensionale sono stati generati sia nella soluzione secca che in presenza di falda al fine di variare, a parit di altre condizioni, lo stato tensionale iniziale del modello. La pressione alla base (qb) per dato tasso di deformazione espresso come rapporto adimensionale di spostamento rispetto al diametro ( = s/D) viene descritta dallespressione:
* qb, = Nb, ' v,L

(1)

Essendo v,L la tensione litostatica efficace valutata alla base del palo prima dellinstallazione e N*b, un fattore di capacit di base dipendente dalla resistenza del terreno e dalla sua rigidezza. Nella pratica ingegnerisica per i pali trivellati si utilizzano valori di s/D di 0.05 e 0.10. Le analisi sono eseguite in termini di tensioni efficaci e quindi in condizioni drenate trattandosi di sabbie e quindi di un mezzo ad elevata permeabilit. La simulazione proposta si ritiene sia tale da simulare linstallazione di un palo trivellato. 2. IL MODELLO GEOMETRICO La mesh utilizzata per la simulazione del continuo assialsimmetrica con dimensioni di 50 m di raggio e 50 m in altezza ed indicata in figura 1. E composta da 1139 elementi triangolari a 15 gradi di libert per complessivi 11618 nodi. La connessione tra il dominio del palo ed il dominio del terreno circostante stata simulata mediante elementi di interfaccia con attrito nullo lungo la superficie laterale e con coefficiente di attrito palo/terreno corrispondente a tan alla base. In tal modo si inteso considerare il solo apporto della base In questo modo si considerata la sola componente di resistenza alla punta del palo. Il carico stato indotto considerando una graduale deformazione alla testa del palo fino al

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raggiungimento di uno spostamento verticale del 25% del diametro del palo. I punti di controllo del cedimento sono stati inseriti alla base del palo in corrispondenza del centro della sezione (lungo lasse di assialsimmetria). I vincoli sono formati da carrelli liberi di spostarsi verticalmente sia sullasse di simmetria (r = 0) che a bordo mesh (r = 50 m), la base fissata in r e z

provino triassiale per una data pressione di confinamento 2 = 3. La fase di cario risulta fortemente non lineare, ed il modulo di deformabilit in carico E50 dipende dalla pressione di confinamento (tensione principale minima) 3 e viene espresso, per un materiale incoerente, dallespressione:
' E 50 = E 50,ref 3 ref
m

(4)

Dove E50,ref rappresenta il modulo di riferimento secante al 50% di qf alla pressione di confinamento di riferimeno ref e lesponente m dipende dal materiale e viene assunto per le sabbie uguale a 0.5.
800

600

q qf linea di rottura

asintoto

q = '1- '3 (kPa)

400 0.5 qf 200

3 = 220 kPa E50 = 51913.4 kPa 'p = 34

Fig. 1 Dominio ad elementi finiti 3. IL MODELLO COSTITUTIVO DEL TERRENO Il terreno stato simulato utilizzando un modello non lineare che prevede un legame tensio deformativo incrudente descritto dalla legge (Schanz et al., 1999) contenuto nel codice di calcolo Plaxis v.9 (Brinkgreve et al., 2008):
1= q 1 3 2 E 50 q (1 3 ) per q qf

0 0

1,50

0.02

0.04

0.06

0.08

0.1

1 (-)

Fig. 2 Variazione di q con 1 Il modello costitutivo prevede inoltre un differente modulo in scarico che, a differenza del modulo di deformabilit in carico, risponde alle leggi dellelasticit lineare. Anchesso dipende dallo stato tensionale e viene descritto, per un materiale incoerente, dallespressione:
' E ur = E ur,ref 3 ref
m

(2)

Le tensioni 1 e 3 rappresentano le tensioni principali rispettivamente massima e minima, E50 il modulo di deformazione secante nel piano q-1 al 50% del carico di rottura ed i tensori qf e q sono descritti, per un materiale incoerente rispondente al criterio di rottura di Coulomb, da:
qf =

(5)

( ) p' 3 sen( p )
6 sen p

q =

qf Rf

(3)

Analogamente, non essendo il modulo E50 associabile alle leggi dellelasticit, viene definito anche il modulo edometrico, che per un materiale incoerente assume la forma:
' E oed = E eod,ref 1 ref
m

Dove p la pressione principale efficace media e p langolo dattrito efficace di picco. Rf viene definito rapporto di rottura e si assume usualmente uguale a 0.9. Nel caso Rf = 1 il comportamente perfettamente incrudente. In figura 2 viene riportato nel piano q-1 il comportamento descritto dalle (2) e (3) in un

(6)

Il modello non associato (' '), la dilatanza (') correlata allangolo di attrito efficace di picco (p) dalla relazione (Bolton, 1986):

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' p = ' cv +0.8 '

(7)

dalla formula proposta da Jaky (1944): K 0,nc = 1 sen ' p

( )

(10)

Dove cv rappresenta langolo dattrito a volume costante che una invariante di data sabbia in qualsiasi condizione di addensamento e ' la dilatanza. Definito DD come indice di dilatanza, esso legato alla densit relativa (DR) dallespressione:
D D = D R (Q ln(p' )) 1

Tab. 2 Moduli di riferimento (ref = 100 kPa)


Consistenza E50,ref (MPa) Eoed,ref (MPa) Eur,ref (MPa)

Sciolta Media Densa

23 35 50

17 37 58

93 138 199

(8)

Essendo Q una costante dipendente dal tipo di sabbia che per sabbie con quarzo o feldspati assume il valore di 10. La tensione principale p espressa in kPa e DR espresso in funzione dellunit. La (7) pu essere riscritta da evidenze sperimentali per stati triassiali di deformazione mediante lespressione valida per 0 < DD < 4:
' p = ' cv +3 D D

(9)

I parametri di peso di volume nella consdizione secca (d) e naturale (n) si assumono rispettivamente uguali a 17 kN/m3 e 19 kN/m3 per tutti i casi esaminati trascurando variazioni conseguenti alla densit relativa. Il valore del coefficiente di Poisson in scarico (ur) si assume uguale a 0.2 in tutti i casi non essendo comunque il comportamento in scarico predominante nellanalisi.
0

Tab. 1 Parametri di resistenza (cv = 30)


Consistenza DR (-)

'v (kPa)
400

Nellanalisi ad elementi finiti vengono assunti I parametri di resistenza di tabella 1 compatibili con quanto indicato da Bolton considerando una sabbia quarzosa e con cv = 30 in funzione di tre diversi stati di addensamento e tenuto conto del legame approssimato ' - 30.

200

p
()

p
()

DR = 0.25 DR = 0.50 DR = 0.75

Sciolta Media Densa

0.25 0.50 0.75

30 34 38

0 4 8
600 25 30 35

40

45

In realt p decresce con lincremento della pressione principale media p e quindi il valore di picco di un deposito di sabbia omogeneo, assunto DR costante, decresce con la profondit ed in maniera pi marcata allaumentare di DR come mostrato in figura 3. Valutando la portanza alla base e la natura parametrica dello studio si ritiene comunque valido lassunto di costanza dei parametri di resistenza del deposito. Il modello costitutivo HS permette, definiti p e p, di calcolare langolo dattrito mobilitato (m) in funzione dello stato tensionale. Ci porta a definire una curva di stato limite non lineare ed incrudente. Per i parametri di deformabilit si fa riferimento al lavoro di Lengkeek (2003) che suggerisce per le sabbie i seguenti valori dei moduli in funzione della consistenza del deposito (tab. 2) e quindi della densit relativa DR. Nella valutazione dello stato tensionale iniziale il valore di K0 si assume dato

'p ()
0 DR = 0.25 DR = 0.50 DR = 0.75

200

'v (kPa)
400 600 0 3 6 9 12

'p ()

Fig. 3 Variazione di p e p con lo stato tensionale

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4. IL MODELLO COSTITUTIVO DEL PALO Vista lelevata differenza tra il modulo del palo e quello del terreno e lo stato deformativo cui soggetto si utilizza per questo un modello elastico lineare i cui parametri sono riportati in tabella 3 Tab. 3 Caratteristiche elastiche del palo
E0 (GPa)

come emerge da rilievi sperimentali (Vesic, 1977), oltre certe profondit il valore di resistenza limite di punta (qb,lim) rimanga pressoch costante.
250

200

'p = 34

(-)

25

(kN/m )
150

5. IL RAPPORTO DI RIGIDITA Al fine di considerare la dipendenza della capacit del palo a diversi livelli deformativi viene introdotto un rapporto adimensionale che tiene conto sia dei parametri di deformabilit che di quelli di resistenza definito, tenuto conto del modello costitutivo con il quale stato simulato il comportamento del terreno, dallespressione:
R ss = E oed '1,max

Rss (-)

25

0.1

'p = 38

100 'p = 30 50

100

200

300

400

500

600

'v (kPa)

(11)

Fig. 4 v vs Rss
5. CURVE DI CARICO

Che rimaneggiata e considerando la (6) e la condizione di assialsimmetria (2 = 3) si puo riscrivere nella forma, per un terreno incoerente che risponde al criterio di rottura di Coulomb:
' E oed,ref v ref R ss = 1 + sen ' p K0 1 sen ' p
m

( ) ( )

(12)

' v

Dove K0, v e p sono valutati alla quota di arrivo del palo ed allo stato iniziale. La (12) pu essere riscritta pi semplicemente, per materiali incoerenti, come:

Sono state condotte una serie di simulazioni su un palo di diametro (D) 1.00 m e lunghezza variabile con rapporti di snellezza L/D rispettivamente di 10, 20 e 30 e considerando, al fine di produrre variazione delle tensioni efficaci, sia il caso secco che con falda a quota -5.m dal piano di installazione del palo. Le curve carico / cedimento determinate alla base del palo risultano del tipo riportate in figura 5, considerando il cedimento alla base del palo (s) in termini adimensionali (s/D) e riportando in linea tratteggiata il caso con falda a -5 m dal pc. Risulta possibile correlare la curva carico cedimento con una funzione esponenziale del tipo:
s Q b = Q b,ref s ref

(13)

R ss =

Eoed,ref K p K 0 m ref

(' v )m 1

(12b)

In figura 4 viene indicato landamento di Rss con la funzione litostatica efficace per le tre sabbie di analisi. Per p costante, Rss varia esponenzialmente riducendo il proprio valore al crescere della tensione litostatica efficace v e quindi della profondit di installazione del palo. Per m < 1 la (12b) tende lentamente a 0 per v che tende ad infinito. Di fatto il coefficiente di rigidit tende con la profondit a stabilizzarsi ed assumere valori simili il che contribuisce a confermare che,

Essendo un coefficiente dipendente dallangolo di resistenza, Qb,ref e sref rispettivamente il carico di riferimento ed il rispettivo cedimento. In tabella 4 sono riportati i valori di determinati dallanalisi e la loro variazione per ottenere valori con intervallo di confidenza del 5% considerando una distribuzione normale dei campioni ottenuti. In figura 6 viene riportato il grafico della (12) con riferimento ai valori di di tabella 4. Lesponente , dallosservazione dei dati rilevati e riportati in tabella 4, pu essere essere approssimativamente espresso in funzione di p

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mediante la relazione:
3 tan p

( )

(13b)

Tab. 4 Valori dellesponente


'p
()

variazioni dei fattori di capacit di base ai livelli deformativi pari a s/D = 0.05 e s/D = 0.10 in funzione del rapporto di rigidit (RSS). Come evidenziato in figura 7 risulta che N*b varia sensibilmente in funzione dei parametri di resistenza della sabbia (p) e presenta un andamento approssimabile linearmente in funzione del rapporto di rigidit.
12 ' = 30 ' = 34 8 Qb / Qref ' = 38

0.57 0.02 0.64 0.02 0.73 0.02

30 34 38

15000

' = 30 D = 1.0 m L/D = 10 L/D = 20 L/D = 30

10000 Qb (kN)

0 0 5 10 s / sref 15 20 25

5000

Fig. 6 Curva carico cedimenti normalizzata Considerando la (13) e tenuto conto dellapprossimazione definita dalla (13b) possibile definire il fattore di capacit alla base, per dato valore di p, per ogni tasso di cedimento s/D = facendo riferimento a quello con rapporto s/D = 0.10 mediante lespressione: 0 .1
3tan( p )

0 0 5 10 s / D (%) 15000 ' = 34 D = 1.0 m L/D = 10 L/D = 20 L/D = 30 15 20 25

10000 Qb (kN)

* Nb,

* Nb,0.10

(14)

5000

0 0 5 10 s / D (%) 15 20 25

15000 ' = 38 D = 1.0 m 10000 Qb (kN) L/D = 10 L/D = 20 L/D = 30

5000

0 0 5 10 s / D (%) 15 20 25

Fig. 5 Curve Carico Cedimento


6. FATTORI DI CAPACITA

Vengono

riportati

diagrammi

rilevati

delle

Lanalisi non ha evidenziato peraltro nessuna indicazione relativa al contributo del rapporto di snellezza per gli stati deformativi analizzati. In figura 8 vengono a tal proposito riportati i valori di N*b,0.10 in funzione della snellezza L/D riscontrati per p = 34 per pali con diametri 0.6 m, 1.0 m e 1.5 m. Risulta che la tendenza di Nb a calare con laumento della snellezza ma con forte dispersione dei risultati evidenziando inoltre una marcata dipendenza dal diametro con fattori di capacit superiori per i diametri minori. A parit di diametro si evidenziano forti dispersioni a parit di snellezza. Si ritiene ragionevole quindi non considerare la snellezza quale parametro di ricerca nella determinazione di N*b. Valutando anche pali di diametro e snellezza differente rispetto a quelli di figura 7 si evidenzia, come riportato nel grafico di figura 9 per p = 34, che il comportamento rimane pressoch invariato e poco dipendente dal diametro del palo nellintervallo di valori di Rss considerato, pur indicando un modesto effetto scala con limitate

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variazioni a crescere per i pali di diametro inferiore (0.6 m) e a decrescere per i pali di diametro maggiore (1.5 m).
40

determinabili considerando lazzeramento degli strumenti di misura allinizio della prova di carico. Risulta ragionevole quindi considerare che la riduzione di portanza alla base sia da accreditarsi oltre che alla riduzione dellangolo dattrito in funzione dello stato tensionale, al rapporto tra rigidezza e resistenza del palo.
7. CONCLUSIONI

Base Bearing Factor (N*b,0.05)

30

D = 1.0 m s/D = 5%

20

= 38

Il modello presentato, pensato coerente con il comportamento reale del terreno il modello di comportamento incrudente carico cedimento HS, evidenzia alcuni aspetti importanti.
22

= 34 10

= 30

'p = 34 20 D = 0.6 m D = 1.0 m D = 1.5 m

0 40 80 120 160 200 240

Stiffness Strength Ratio (Rss)


40

18

N*b,0.10 (-)
D = 1.0 m s/D = 10% = 38 = 34

16

Base Bearing Factor (N*b,0.10)

30

14

12
20

10 0 10 20 30 40

10 = 30

L/D (-)

Fig. 8 L/D vs Fattore di capacit


25

0 40 80 120 160 200 240

' = 34 D = 0.6 m D = 1.0 m D = 1.5 m

Stiffness Strength Ratio (Rss)

Fig. 7 Rss vs N*b Risulta che per pali snelli il fattore di capacit risulta inferiore rispetto a pali corti. Ci implica ovviamente che maggiore la snellezza del palo, minore il contributo della punta alla portanza complessiva del palo stesso. Da evidenze sperimentali su pali infissi in terreni incoerenti stato rilevato (Vesic, 1977) un valore limite della resistenza alla base oltre il quale non si riscontrano significativi incrementi infiggendo il palo. Tale effetto stato pensato, senza particolari riscontri sperimentali, prodotto dallinstaurarsi di un ipotetico effetto arco lungo il fusto del palo, introdotto questultimo da una errata valutazione dei risultati delle prove di carico (Fellenius e Altaee, 1995) conseguente alla non considerazione delle azioni residuali sul palo non

Base Bearing Factor (N*b)

20

s/D = 0.10

15 s/D = 0.05

10

5 50 100 150 200 250

Stiffness Strength Ratio (Rss)

Fig. 9 Rss vs N*b per diversi valori del diametro del palo Il fattore di capacit oltre a dipendere, ovviamente, dai parametri di resistenza (p), sensibilmente influenzato dalla deformabilit del

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terreno posto sotto la base e quindi la riduzione della pressione limite alla base allaumento della profondit di installazione risente non tanto della snellezza del palo o da un ipotetico effetto arco, ma dal rapporto tra rigidezza e resistenza del palo. Lanalisi parametrica proposta ha comunque il solo scopo di individuare quali siano gli indicatori da utilizzare nella determinazione della portanza alla punta trascurando leffetto del trasferimento di carico presente tra resistenza laterale e di punta poich stato escluso ogni fenomeno attritivo lungo il fusto del palo.
BIBLIOGRAFIA

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