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Istituto Italiano Calcestruzzo


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Francesco Biasioli

Il progetto delle pavimentazioni industriali in calcestruzzo non armato secondo UNI 11146

Istituto Italiano Calcestruzzo


Villa Greppi - via Montegrappa, 21 23876 Monticello Brianza (MI) Tel/Fax 039 920.90.18 e-mail info@iic.it

INTRODUZIONE

Le pavimentazioni industriali in calcestruzzo impiegano circa il 10% di tutto il calcestruzzo prodotto in Italia. Anche se talora considerate fasi minori della realizzazione di un edificio industriale, le pavimentazioni industriali sono con relativa frequenza oggetto di contenzioso tra committente, impresa generale, impresa specializzata e fornitore di calcestruzzo. Di qui linteresse delle associazioni di categoria a favorire la conoscenza delle problematiche tipiche di tali opere e a promuovere la redazione e diffusione di documenti tecnici, linee guida e capitolati-tipo che ne facilitino la corretta progettazione, esecuzione e controllo [1]. Recentemente sono state emessi il DM 14/9/05 contenente le Norme Tecniche per le costruzioni e la norma UNI 1146 Pavimenti di calcestruzzo ad uso industriale - Criteri per la progettazione, la costruzione ed il collaudo [2] [3]. Con riferimento a tali documenti nel seguito vengono descritte alcune procedure per il dimensionamento di una pavimentazione industriale in calcestruzzo non armato, in cui cio non sia presente unarmatura specificatamente dimensionata e posizionata per resistere alle sollecitazioni di flessione.1 Una prima procedura permette di calcolare lo spessore della pavimentazione a partire da ipotesi sul tipo di calcestruzzo con cui essa sar realizzata, sul tipo e comportamento geomeccanico del sottofondo e sul tipo, intensit, posizione e frequenza dei carichi agenti su di essa. Lo spessore di pavimentazione calcolato per tale disposizione di carico in base agli stati limite ultimo (punzonamento) e di esercizio (limitazione delle tensioni) pu essere modificato per tener conto della presenza di eventuali carichi multipli o di altre disposizioni di carico (su un giunto/bordo o in un angolo). La seconda procedura permette di calcolare la distanza tra i giunti da realizzare in opera. Una sintesi delle formule, non essenziale per la comprensione della metodologia operativa, riportata in allegato. Si cercato di proporre metodologie operative semplici, valide in fase di preprogetto. Le scelte definitive di progetto, in particolare la distanza e lorganizzazione dei giunti bene siano verificate con lesecutore della pavimentazione. 2 MODELLI DEL TERRENO Un pavimento di calcestruzzo posato su terreno pu essere analizzato mediante il modello semplificato di una piastra appoggiata su un sottofondo costituito da un letto di molle (modelli di Winkler e Boussinesq).

Deformazioni di sottofondo alla Winkler (sin), caratterizzato dalla costante k e alla Boussinesq (destra), caratterizzato dal modulo elastico Eg e dal modulo di Poisson g - da [2] Entrambi i modelli presuppongono la linearit del legame costitutivo - del materiale che costituisce il terreno e la simmetria di comportamento a trazione e compressione, quindi la capacit del terreno di reagire anche in presenza di sollevamento della piastra.

1 Una rete antiritiro, se posta nella parte centrale della pavimentazione, non risulta efficace per assorbire tensioni di trazione localizzate ai lembi della sezione.

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Il modello di Winkler assume il terreno come un insieme di elementi tra loro indipendenti, quindi con cedimento, proporzionale alla forza applicata, localizzato nella sola zona caricata; il modello di Boussinesq tiene conto dellinterazione fra elementi contigui (semispazio elastico) pertanto il cedimento in un generico punto dipende dalla distanza fra detto punto e quello di applicazione del carico. A parit di conduzioni lutilizzo del modello di Boussinesq porta, in generale, a una riduzione dello spessore della pavimentazione. I parametri che caratterizzano il comportamento del terreno (costante di sottofondo k o modulo elastico Eg) vanno definiti sulla base di prove specifiche in situ (prove di carico su piastra). Nel prospetto 1 dellallegato 2 sono indicati i valori della costante k suggeriti dalla norma UNI per diversi tipi di terreno. Secondo la norma il valore minimo da assumere in progetto kmin = 0,03 N/mm3. 3 MODELLI DI CARICO Il carico pu essere: ripartito p uniformemente sulla superficie oppure, concentrato P1 su unarea A (area della piastra di ripartizione del montante di una scaffalatura o dellimpronta di una ruota di un carrello elevatore). A questa tipologia di carico si fa riferimento nel seguito. Indipendentemente dalla forma effettiva dellarea di carico si assume, nel calcolo, unarea di carico ideale (area efficace) di superficie A avente forma circolare, dunque di raggio a = 0,564 A . La pressione di contatto cont sul calcestruzzo vale dunque:
cont = P1 P = 12 A a

[1]

STATO LIMITE ULTIMO DI PUNZONAMENTO

Per punzonamento si intende la rottura locale del calcestruzzo di una piastra per effetto di un carico agente su unarea limitata. La verifica allo stato limite di punzonamento determina lo spessore MINIMO della pavimentazione. Per il progetto/verifica allo stato limite ultimo di punzonamento il D.M. 14/09/05 al punto 5.1.2.1.6.4 fornisce la formula FRd = 0,5 u h fctd FRd fctd forza resistente a punzonamento allo stato limite ultimo (indicata con F nel DM) valore di calcolo della resistenza a trazione assiale ricavabile (D.M. 14/09/05 - punti 5.1.2.1.4.2 e 11.1.10.2) dividendo la resistenza caratteristica fctk0,05 per il coefficiente mc = 1,6.

f ctd =
u

f ct 0,05

mc

0,7 0,48 Rck 1,6

= 0,21 Rck

perimetro del contorno resistente a punzonamento, ottenuto dal contorno effettivo dellarea caricata mediante diffusione a 45 estesa allo spessore della piastra.

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I perimetri uc e ug del contorno resistente sono tratteggiati in figura, rispettivamente per carico posto in zona centrale (a sin) o in adiacenza a un bordo libero (a destra).

2a + h

2a + h

contorno resistente

contorno resistente

h/2

h/2

h/2

h/2

ZONA CENTRALE

ZONA GIUNTO

uc = (2a + h)

ug = 0,5 (2a + hg) + 2a

Nel caso di un solo carico concentrato P1 la verifica soddisfatta se: FRd F P1 Il fattore moltiplicativo delle azioni viene assunto F = 1,5 (D.M. - punto 5.1.2.1.2). cioe considerando, a favore di sicurezza, tutte le azioni come variabili. Si ottiene2:
h = 3 c ont 1,5 P 1,5 P 1 1 = a2 + a = a 1+ 1 0,5 uc fctd 0,5 fctd fctd
hg = 1,5 P1 0,5 ug fctd = uc h ug

[2] [3]

Poich uc > ug la disposizione di carico in prossimit di un bordo individua uno spessore di pavimentazione hg maggiore di quello h calcolato per carico in zona centrale. Lincremento funzione del rapporto a/h. Se lungo il bordo sono presenti dispositivi specifici (barotti, giunti organizzati) in grado di trasferire tra piastre adiacenti una quota pari almeno al 30-40% del carico, lo spessore h calcolato con la [2] pu non essere modificato. In assenza di dispositivi di trasferimento del carico, poich per i valori a/h che si riscontrano nella pratica il rapporto uc/ug varia tra il 30 e il 40%, si pu assumere hg = 1,35 h

Non si tiene conto, a favore di sicurezza, della riduzione del carico P1 dovuta alle tensioni del terreno nella zona sottostante larea di carico.

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5.1

STATO LIMITE DI ESERCIZIO DI LIMITAZIONE DELLE TENSIONI


RAGGIO DI RIGIDEZZA RELATIVA

Le piastre su suolo elastico rappresentano un caso di interazione struttura-terreno. Gli effetti dei carichi (sollecitazioni, spostamenti) dipendono dal rapporto tra: la rigidezza flessionale della piastra
D= Ec h 3 12(1 c 2 )

la rigidezza del terreno di sottofondo, espressa dalla costante di sottofondo di Winkler k oppure dal modulo C =
Et 2(1 t 2 )

Nelle formule h lo lo spessore della piastra, Ec c Et e t i moduli elastici e i coefficienti di Poisson del calcestruzzo e del terreno. I raggi di rigidezza relativa per terreno alla Winkler
lW = 4 Ec D h3 =4 K 12 (1 c 2 ) K
2 D h 3 E c (1 t ) =3 6 E t (1 c 2 ) C

per terreno alla Boussinesq

lB = 3

individuano la zona circolare di piastra di raggio lw o lB interessata dalla applicazione di una serie di carichi concentrati. Nel caso di un singolo carico il momento flettente, con valore positivo massimo (trazione al lembo inferiore della piastra) direttamente sotto il punto di applicazione del carico, si riduce a zero a distanza l dal carico. Successivamente il momento diventa negativo (trazione al lembo superiore della piastra) con massimo, di intensit significativamente minore di quella della momento positivo, a distanza 2l dal punto di applicazione. Si vuole valutare se alcune delle variabili che definiscono il raggio di rigidezza abbiano variabilit contenuta, dunque possano essere assunte con valore costante.
Calcestruzzo

Il modulo elastico E, funzione di Rck, compare nelle formule del raggio come ln 4 E o ln 3 E :
C16/20 20 25.491 2,54 3,38 Calcestruzzo classe C20/25 C25/30 25 30 28.500 2,56 3,42 31.220 2,59 3,45 C29/35 35 33.722 2,61 3,47

Rck (N/mm2)
E = 5700 Rck (N/mm2)3

ln 4 E ln 3 E

Poich la variabilit di ln 4 E o di ln 3 E tra le classi minore del 3%, lecito assumere per E un valore costante. Nel seguito si assume il valore intermedio E = 28.500 N/mm2. Per il coefficiente di Poisson c si assume il valore costante c = 0,20, dato che per il progetto si ipotizza il calcestruzzo come non fessurato,.

Nel calcolo di E si adotta la formula del DM 9/1/96 pag.4/16 F.Biasioli Il progetto delle pavimentazioni industriali secondo UNI 11146

Terreno

Per la maggior parte dei terreni i valori del modulo K risultano compresi tra 0,03 e 0,30 N/mm3 e quelli del modulo Eg tra 6 e 48 N/mm2. Il coefficiente di Poisson del terreno ha valore variabile tra 0,15 e 0,35. Le variabilit dei termini ln 4 1 / K e ln 3 1 / E t risultano significative.
Modulo di sottofondo K (N/mm3) 0,09 0,15 0,24 0,631 0,474 0,357

0,03
ln 4
1 K

0,30 0,301 48 1,29

0,876 6

Modulo elastico Eg (N/mm2) 18 30 42 0,96 1,13 1,24

ln 3

1 Et

0,60

Nelle formule che definiscono i raggi di rigidezza relativa le variabili significative sono pertanto, oltre allo spessore h della pavimentazione, solo quelle relative al terreno. Al variare di h e k in tabella sono indicati alcuni valori del raggio di rigidezza lw.
Modulo K 3) (N/mm Spessore della pavimentazione h (mm) 140 160 180 200 220 240 260

0,03 0,06 0,09 0,12 0,15 0,18 0,21 0,24 0,27 0,30

690 580 524 488 461 441 424 410 398 388

762 641 579 539 510 487 469 453 440 429

833 700 633 589 557 532 512 495 481 468

901 758 685 637 603 576 554 536 520 507

968 814 736 684 647 619 595 576 559 544

1033 869 785 731 691 660 635 614 597 581

1097 923 834 776 734 701 675 652 633 617

Raggi di rigidezza relativa lw (E = 28.500 N/mm2 c = 0,20)

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5.2

FORMULA DI WESTERGAARD

In base alle formule di Hertz Timoshenko un carico P1 = cont a2 distribuito su unarea circolare di raggio a induce in una sezione di piastra posta sotto lasse del carico il momento flettente sollecitante per unit di larghezza (allegato 1):

mS = m1 = 0,30

P1 a a 0,616 ln = 0,30 cont a 2 0,616 ln l l

[4]

Le sollecitazioni flettenti nella piastra dipendono dallintensit del carico e dal rapporto a/lw (a/lB) tra il raggio a dellarea efficace e il raggio di rigidezza relativa (interazione struttura-terreno) Secondo Westergaard se a/h < 1,724 per la validit del modello si deve utilizzare il raggio ridotto (raggio corretto) ac < a che vale:

a a c = 1 + 1,6 0,675 h
5.3 FORMULA DI PROGETTO

per a/h < 1,724

Detta f la tensione ammissibile a trazione per flessione del materiale della piastra in condizioni di esercizio, il momento resistente della sezione rettangolare di larghezza unitaria e spessore h non armata vale:
mR = f h2 6

Imponendo luguaglianza tra i momenti sollecitante mS e resistente mR si ottiene:

1 cont a a = 0,616 ln f h 1,8 l


La tensione ammissibile a trazione per flessione
f =
1,2 f ct 0,05

[5]

FAT

1,2 0,7 0,48 Rck

FAT

si ottiene dividendo la resistenza caratteristica a trazione assiale fct0,05 (DM 14/9/05 punto 11.1.10.2) per il coefficiente di sicurezza a fatica. FAT.
C16/20 1,50 Calcestruzzo classe C20/25 C25/30 1,68 1,84 C29/35 1,99

fct0,05 (N/mm2)

Il valore del coefficiente di sicurezza a fatica FAT funzione del numero N di cicli di carico/scarico previsti nel periodo di vita utile della pavimentazione. Ne caso di una pavimentazione industriale tali cicli sono sostanzialmente dovuti al movimento dei carrelli trasportatori.

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La legge di fatica del calcestruzzo proposta nel FIB Model Code 90 (punto 2.1.7.1) per regimi di sollecitazione di compressione e trazione vale: ct , max log N = 12 1 f ctk , min in cui: N numero di cicli a fatica ct,max massima sollecitazione di trazione nel calcestruzzo

f ctk ,min
Posto risulta

resistenza caratteristica minima a trazione

ct ,max =

f ctk ,min

FAT =

12 12 log N

Per la norma UNI 11146 (prospetto 9) il coefficiente di sicurezza a fatica vale FAT = 3. Tale valore si riferisce a una verifica allo stato limite ultimo, caso in cui le azioni vanno moltiplicate per il coefficiente F = 1,50. Per una verifica di tensioni in esercizio F = 1,0 e di conseguenza FAT = 3*(1,0/1,50) = 2. A tale valore corrisponde dalla formula un numero di cicli N > 1.000.000. Il valore di FAT pu essere ridotto se N > 1.000.000 (allegato 2), ma dato che la tensione ammissibile a trazione deve essere sempre stimata cautelativamente, in quanto negativamente influenzata dai fenomeni di ritiro, particolarmente significativi nel caso delle pavimentazioni, si suggerisce di assumere in progetto FAT = 2. Sostituendo nella [5] il raggio di rigidezza relativa lw e il valore E = 28.500 N/mm2 si ottiene:
1 = cont f 1,8
2 a a 4 1 ln + 2,57 ln hK h h

[6]

Assumendo K in N/mm3, h e a devono essere espressi in mm. Per assegnati valori del rapporto tra le tensioni di contatto cont e ammissibile a flessione f utilizzando la [6] possibile, studiare la variabilit di h al variare del raggio a e del modulo K. La convergenza al valore costante a primo membro, con impiego di una procedura di ottimizzazione, fornisce le serie di valori numerici delle variabili (a,h,K) che contemporaneamente soddisfano luguaglianza [6]. Interpolando numericamente i valori cos calcolati si ottiene la formula di progetto: h = Z a [7] con Z e funzione del rapporto cont/f e di K. Nella [7] a e h vanno espresse in millimetri. Nella formula a il valore del raggio utilizzato per il calcolo della pressione di contatto cont. Se risulta a < 1,724 h possibile una stima pi precisa dello spessore h se si iteran il procedimento di calcolo, sostituendo ad a il raggio corretto ac

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CASI PARTICOLARI

Il modello di Westergaard non valido nelle zone in cui vengono realizzati giunti di contrazione o di costruzione, armati o non armati, o ai bordi liberi o nelle zone dangolo allincrocio di due giunti ortogonali.. Stante il numero relativamente elevato di tali giunti relativamente probabile che i carichi, fissi o mobili, possano agire in prossimit di essi.
6.1.1 CARICO DANGOLO - FORMULA DI PICKETT

Nel caso di carico dangolo nascono momenti flettenti radiali, che inducono tensioni al lembo superiore della sezione, stimabili mediante la formula (approssimata) di Pickett:
a l m g = 0,7 1 a 0,925 + 0,22 l P 1

[8]

Il coefficiente riduttivo del carico tiene conto della quota di sollecitazione trasferito tra due piastre adiacenti per ingranamento degli inerti o per presenza di unarmatura di collegamento. Si assume:
= 0,80 - 0,60 (dunque un trasferimento del 20-40% del carico) nel caso di giunto

organizzato: giunto di contrazione dotato di armatura passante o giunto di costruzione con barre dacciaio passanti (barrotti) o con altri dispositivi di trasferimento; = 1 nel caso di bordo libero o di giunto di costruzione non organizzato Nei due casi la norma UNI 11146 all. B suggerisce valori di mg compresi tra 1,5 m1 (giunto organizzato) e 2,0 m1 (bordo libero). Assumendo come variabile il parametro a/l la [8] pu essere confrontata con la [5] o la [6] sia in termini di sollecitazione momento che di spessore h della sezione. Dette hg laltezza determinata con la formula di Pickett e h quella secondo Westergaard risulta infatti:
hg h = mg m1

Assumendo nei casi reali il parametro l/a valori compresi tra 4 e 24, per la variazione percentuale h = 100(hg h)/h si ottengono, per = 0,8 e = 1, i risultati di tabella.
l/a 4 8 16 24 m1 0,183 0,247 0,310 0,347 mg = 0,8 0,286 0,380 0,447 0,477 h % 25 24 20 17 mg = 1,0 0,357 0,475 0,559 0,596 h % 40 39 34 31

Lincremento medio % h di uno spessore h calcolato con la formula di Westergaard pu pertanto essere assunto pari a: h = 20% per giunto organizzato ( = 0,60 - 0,8) h = 35% per bordo libero o giunto non organizzato ( = 1,0). Se si adottano i momenti della norma UNI 11146 i due valori diventato rispettivamente: h = 22% per giunto organizzato (mg = 1,5 m1) h = 41% per bordo libero o giunto non organizzato (mg = 2,0 m1)
6.1.2 CARICO SUL BORDO
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Un carico in prossimit di un bordo libero o di un giunto ma lontano da un angolo induce tensioni di trazione al lembo inferiore della piastra, che peraltro possono risultare ridotte dalla presenza di altri carichi posti in prossimit. Ne derivano valori di spessore intermedi tra quelli calcolati per i due casi di carico (in zona centrale e nellangolo) esaminati in precedenza: tale disposizione di carico non viene pertanto presa in considerazione.
6.1.3 CARICHI MULTIPLI

I momenti m1i che ulteriori carichi Pi - anchessi lontani dai bordi e a distanze xi dal punto di applicazione del primo carico P1 - generano nella sezione in corrispondenza del carico P1 dipendono, oltre che dalle distanze xi , dallinterazione piastra/terreno:
x m1i = Pi f i l

[9]

La funzione di influenza f(xi/l), tabellata per valori xi/l 0,20, fornisce landamento del momento flettente per unit di larghezza nel punto 1 per un carico Pi unitario a distanza xi .Linterpolazione dei valori numerici fornisce, con elevata precisione (r2 > 0,99), lequazione:
1, 46 x l f i = 0,245 e l xi

xi/l 0,20

Il momento totale nella sezione sotto il carico P1 vale pertanto:


n n n x + m1T = m1 + m1i = m1 + Pi f i = m1 1 1i = m1 (1 + 1CAR ) l 2 2 2 n

[10]

avendo posto

1CAR = 1i =
2

1 m1

Pi f
2

xi l

[11]

Il coefficiente 1CAR rappresenta lincremento totale percentuale della sollecitazione m1 (o del carico P1 che la genera) dovuto ai carichi in prossimit. Sostituendo la [4] nella [11] si ottiene la percentuale di incremento 1i dovuta a ciascun carico Pi:
x P 1 P f 1i = i i = i T(x i , K, a, h ) a P1 0,30 l P1 0,616 - ln l

[12]

Tenuto conto dellespressione di l e delle considerazioni relative al materiale calcestruzzo svolte ne punto 5 le variabili nella [12] sono: xi, K, a, h. In tabella 4 dellallegato 2 sono riportati i valori del coefficiente T (xi, K, a, h). Il calcolo va svolto iterativamente, assumendo come valore h di prima approssimazione quello calcolato considerando agente il solo carico principale P1. 7 CALCESTRUZZO CON FIBRE

La presenza di fibre con opportuno rapporto daspetto e con adeguato dosaggio permette di modificare il valore della tensione ammissibile a trazione del calcestruzzo f . Per la stima occorre riferirsi alla documentazione tecnica del produttore di fibre o effettuare prove sperimentali.

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PROCEDIMENTO OPERATIVO (All. 2 schede 1-2)

8.1 Dati di base 1. Resistenza del calcestruzzo Rck funzione dellambiente a cui si suppone sar esposta la pavimentazione (classe di esposizione ambientale seecondo UNI EN206-1). funzione del numero N di cicli di 2. Coefficiente di sicurezza a fatica FAT carico/scarico previsti nel periodo di vita utile della pavimentazione (in assenza di indicazione specifica si suggerisce di assumere il valore FAT = 2). 3. Modulo K di Westergaard del terreno di sottofondo: in assenza di misure dirette o indirette mediante prove di laboratorio, valori indicativi sono in tabella 1. 4. lntensit del carico applicato P1 e coefficiente percentuale di incremento 1CAR per i carichi agenti in prossimit del carico principale. Nella prima iterazione 1CAR = 0. 8.2 Resistenza a trazione di calcolo fctd e per flessione f In base ai valori di Rck e FAT la tabella 2 fornisce la resistenza a trazione di calcolo fctd (verifica a punzonamento) e la tensione ammissibile a trazione per flessione f. 8.3 Raggio a Il raggio a dellarea circolare di superficie equivalente a quella effettiva di carico dipende dal tipo di carico (montante di scaffalatura, carrello elevatore con ruote in gomma piena o con pneumatici). Nel caso di montanti occorre conoscere le dimensioni della piastra di base, in genere di forma quadrata/rettangolare con lati compresi tra 100 e 200 mm. Nel caso di carrello con ruote in gomma piena, limpronta di base di una ruota ricavabile dalla documentazione tecnica del carrello. Pe carrello con pneumatici il raggio a pu essere calcolato in base alla pressione di gonfiaggio e al carico massimo ammesso per ruota/asse. 8.4 Spessore minimo hmin (verifica a punzonamento) Per carico P1, raggio dimpronta a e calcestruzzo assegnati la [2] fornisce laltezza minima hmin che soddisfa la verifica a punzonamento. 8.5 Spessore h (verifica a flessione carico principale) Al variare di cont/f e K la tabella 3 fornisce i valori dei coefficienti Z e . Si interpola tra i valori di tabella individuando i rapporti (cont/f )inf e (cont/f )sup allinterno dei quali risulta compreso il valore di cont/f del caso in esame. 8.6 Spessore h (verifica a flessione carichi adiacenti) La scheda 2 permette il calcolo del coefficiente di incremento 1CAR del carico principale P1 . Noto 1CAR si ripete la procedura di dimensionamento (scheda 1) per la sola parte relativa alla sollecitazione di flessione (punto 8.5) e si determina un nuovo valore dello spessore h. Non risulta in genere necessaria una ulteriore iterazione. Nella seconda iterazione si pu, se del caso, sostituire al raggio a il raggio corretto ac funzione del rapporto a/h. 8.7 Spessore finale h della pavimentazione Si incrementa lo spessore per tener conto della situzione di carico in prossimit di un giunto. Lo spessore cos calcolato va confrontato con lo spessore hmin richiesto per la verifica a punzonamento: si sceglie il maggiore tra i due e lo si approssima per eccesso al centimetro superiore (es. 174 mm diventano 180 mm = 18 cm).

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VERIFICHE TENSIONALI

Secondo il D.M. 14/9/05 lo stato limite di limitazione delle tensioni di esercizio andrebbe verificato per la condizione di carico quasi permanente, tenendo dunque conto di carichi variabili dintensit ridotta. Data lelevata frequenza di presenza dei carichi variabili di servizio durante la vita utile della struttura, si suggerisce che gli stessi siano assimilati a carichi permanenti, dunque non ridotti. Tale ipotesi, certamente prudenziale, tiene conto delle possibili modifiche di destinazione duso del fabbricato industriale nel tempo, con conseguente modifica dellintensit dei carichi di servizio. Noti lintensit e la posizione dei carichi, le caratteristiche dei materiali e le grandezze geometriche (dimensioni dellarea di carico, posizione dei carichi e spessore della pavimentazione): la [12] permette di calcolare, per ciascun carico Pi posto a distanza xi dal punto oggetto di verifica, la quota di incremento del carico nel punto; si calcola lintensit del carico totale nel punto sommando le diverse quote e con la [3] il momento m1 che ne deriva; si calcola il valore della tensione per flessione e lo si confronta con la tensione ammissibile a trazione per flessione f , ridotta per tener conto dei fenomeni di fatica. Deve risultare f. 10 PROGETTO DEI GIUNTI Definito lo spessore h della pavimentazione, per una corretta progettazione occorre individuare tipo e posizione dei giunti, che nelle pavimentazioni non armate possono essere: 1. giunti di isolamento 2. giunti di costruzione 3. giunti di deformazione (dilatazione o contrazione). 10.1 Giunti di isolamento Isolando la pavimentazione da elementi fissi e/o singoli (muri, pilastri, travi di fondazione, pozzetti ecc.), servono ad evitare linnesco di fessure dovute alla impedita deformabilit della pavimentazione in prossimit di tali elementi. Estesi a tutto lo spessore della pavimentazione, sono realizzati ponendo, prima del getto, una striscia continua di materiale deformabile lungo tutto lo sviluppo dellelemento da isolare. Nel caso di elementi singoli (pilastri) la forma geometrica preferibile quella circolare o comunque poligonale senza spigoli accentuati. 10.2 Giunti di costruzione Suddividono la pavimentazione in moduli di cui prevista la realizzazione in tempi successivi. Estesi a tutto lo spessore, sono spesso organizzati in modo da trasmettere quota parte del carico da una zona alla zona adiacente. Si cerca in tal modo di ridurre il gradino di deformazione che si verificherebbe nel caso di diverso schema di carico delle due piastre, ostacolo alla circolazione dei mezzi e oggetto di precoce deterioramento. Devono ovviamente coincidere con uno degli altri tipi di giunto, in particolare con i giunti di dilatazione (v. oltre).

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10.3 Giunti di deformazione A differenza dei precedenti, servono ad assorbire i movimenti termo-igrometrici della piastra di calcestruzzo: dilatazioni dovute a escursioni termiche (nel caso di pavimentazioni poste allesterno), contrazioni dovute al ritiro igrometrico del calcestruzzo (sempre presente, ma di particolare rilievo per le pavimentazioni interne protette dallescursione termica). 10.3.1 Giunti di dilatazione (variazione termica) Si tratta di giunti aventi larghezza massima 5 - 6 mm circa a tutto spessore, riempiti di materiale a basso modulo elastico e normalmente organizzati in modo da permettere il trasferimento dei carichi. Una piastra non armata di lunghezza L soggetta a una escursione termica media (a livello baricentrico) pari a T varia la sua lunghezza della quantit: l = L T = 10-5 1/C coeff. di dilatazione lineare del calcestruzzo (D.M. 14/9/05 punto 11.1.10.5). La dilatazione del calcestruzzo parzialmente contrastata dallattrito piastra-terreno, ma tale effetto, favorevole, non viene normalmente preso in conto nel calcolo di l. La distanza Lgt tra due giunti successivi viene convenzionalmente calcolata assumento una larghezza di calcolo lg del giunto pari all80% della larghezza effettiva, per evitare che il materiale di riempimento, soggetto a pressioni elevate, fuoriesca dal giunto stesso. Per un giunto costruttivo di larghezza effettiva massima 5 mm la distanza Lgt tra due giunti successivi, espressa in metri, risulta pertanto pari dalla relazione 0,8 x (5 x 10-3) = 10-5 Lgt T
L gt 400 T

(m)

[13]

10.3.2 Giunti di contrazione (ritiro igrometrico) Presenti in tutte le pavimentazioni, sia allesterno che allinterno di un fabbricato, sono caratterizzati dal fatto di interessare solamente una parte (allincirca 1/4-1/5) dello spessore della pavimentazione. Sono realizzati tagliando superficialmente con un disco abrasivo o diamantato il calcestruzzo non appena lo stesso risulta pedonabile, in modo da formare riquadri approssimativamente regolari o con un massimo del 10% di differenza nella lunghezza di due lati ortogonali. Il taglio realizza un indebolimento della pavimentazione, dunque una zona di localizzazione preferenziale di una fessura, in modo da evitare che la pavimentazione, quasi sempre di spessore variabile causa la scarsa planarit del sottofondo, presenti fessure con andamento casuale. Le fessure sono dovute al raffreddamento del calcestruzzo che avviene nella fase di postidratazione del cemento, che genera tensioni di trazione contrastate dallattrito calcestruzzo-terreno di sottofondo e/o dalla presenza di una rete antiritiro. Ogni giunto dovrebbe essere armato almeno con una striscia di rete elettrosaldata posta immediatamente sotto la zona di taglio, a circa 1/3 dello spessore, saldamente ancorata da entrambi i lati del giunto: scopo di tale rete di limitare lapertura del giunto cos da mantenere la capacit di trasferimento dei carichi per ingranamento degli inerti attraversati dalla fessura sottostante il giunto.

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Secondo la UNI 1146 la distanza minima tra due giunti di contrazione successivi pu essere calcolata in funzione dello spessore h della pavimentazione con la formula Lgs = 18 h + 100 [14] Nella [14] Lgs e h sono espresse in cm. Nel caso di pavimenti posati su barriera a vapore la distanza Lgs va ridotta del 20%. In molti casi, soprattutto per pavimenti di medio spessore, possono essere realizzati campi di dimensione maggiore di quella calcolata con la [14], con lati fino a 6,00 m. La distanza tra i giunti di contrazione essendo nettamente minore di quella tra i giunti di dilatazione, tra due successivi giunti di dilatazione sono normalmente presenti numerosi giunti di contrazione. 10.4 Incurvamento delle lastre Le lastre di calcestruzzo di un riquadro possono incurvarsi (curling = incurvamento): - se poste allesterno, per effetto delle variazioni di temperatura diurne e stagionali (temperatura del calcestruzzo sulla superficie inferiore della piastra minore/maggiore di quella del calcestruzzo sulla superficie superiore). - se poste allinterno, per effetto delle variazioni di ritiro (legato allumidit del calcestruzzo, generalmente maggiore in prossimit della superficie della piastra in vicinanza del terreno e minore al lembo superiore esposto allaria). Tali effetti potrebbero limitare le distanze calcolate con le [13] o [14]. Il sollevamento parzialmente impedito dal peso proprio delle lastre, ma di tale effetto favorevole non si tiene generalmente conto. Una piastra avente distanza massima tra due punti pari a d (per una piastra approssimativamente quadrata la distanza tra i due vertici di una diagonale) soggetta a curvatura costante (1/) su tutta la lunghezza presenta una deformazione massima f del punto di mezzeria rispetto ai vertici pari a:
f = 1/ 2 d 8 f 1 / = 1,41l d 8 f 1 l = 5,67 d 1

Per riquadri approssimativamente quadrati di lato l (d = 1,41 l) La distanza massima tra due giunti risulta pertanto:

[15]

10.4.1 Rapporto f/d La deformazione massima va correlata alla classe di planarit della pavimentazione, definita nella norma UNI 11146 come ...lo stato di una superficie piana che non presenta irregolarit, sia convesse che concave... Il grado di planarit di una pavimentazione deve essere definito in funzione della destinazione duso della pavimentazione. Sono talora utilizzate due classi di planarit, A e B, le cui deformazioni massime, misurate su una distanza di 2 m, sono pari a: classe A: 3 mm (1,5) classe B: 5 mm (2,5)

Tali valori possono essere assunti nella [15] come rapporto massimo f/d di ciascuna classe.

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10.4.2 Curvatura (1/) La curvatura (1/) di una piastra di spessore h : - per variazione termica differenziale: = 10-5 1/C Tsi = (Tsup Tinf)
Tsi 1 = h T

coefficiente di dilatazione lineare differenza tra le temperature della superficie superiore (esposta) e inferiore (protetta) della piastra;
si 1 = h S

- per ritiro igrotermico: si = (s,sup s,inf)

differenza tra le deformazioni relative di ritiro della superficie superiore (esposta) e inferiore (protetta) della piastra.

Le deformazioni di ritiro dipendono da molti fattori: rapporto inerte/cemento, contenuto dacqua e di cemento della miscela, estensione della superficie dellelemento esposta allaria, umidit ambientale ecc. Valori di riferimento sono riportati nel punto 11.1.10.6 del DM 14/9/05. Essendo le pavimentazioni strutture con elevata superficie esposta allaria la norma UNI suggerisce di assumere valori di deformazione di ritiro non minori dello 0,4 per ambienti interni e dello 0,2 per ambienti esterni. In tal caso la curvatura dovuta al ritiro dellordine di grandezza di quella dovuta alla variazione termica. 10.4.3 Distanza massima tra due giunti Per una piastra di spessore h assegnato, fissato il livello di planarit accettabile espresso come (f/d) calcolati i valori di curvatura per variazione termica (se allesterno) o ritiro (se allinterno) la [15] permette di verificare i valori di Lgt o Lgs precedentemente calcolati in via approssimata. Si assumono i valori minimi che derivano dal calcolo. 11 CONCLUSIONI Il metodo di progetto a punzonamento/flessione dello spessore di una pavimentazione di calcestruzzo non armata, in presenza di carichi multipli, fa uso di tabelle e di una sola formula di progetto. La disposizione di carico a cui si fa riferimento quella di carico in zona centrale (Westergaard) con eventuale maggiorazione forfetaria dello spessore per tener conto del caso di carico in prossimit di un giunto dangolo. Noto lo spessore si calcolano le distanze tra i giunti di contrazione e di dilatazione. BIBLIOGRAFIA [1] CONPAVIPER Codice di buona pratica per i pavimenti in calcestruzzo, 2003 [2] UNI 1146-2005 Pavimenti di calcestruzzo ad uso industriale - Criteri per la progettazione, la costruzione ed il collaudo [3] Min. Infr. e Trasporti DM 14/09/2005 Norme tecniche per le costruzioni [4] Knapton, J. Single pour industrial floor slabs Thomas Telford, London, 1999 [5] Lancellotta, R. Geotecnica - II ed.- Zanichelli, Bologna, 1997 [6] Quaranta, F. Considerazioni teoriche e pratiche sul calcolo delle pavimentazioni rigide di strade e aeroporti Giornale del Genio Civile n. 5 1960
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Allegato 1
Timoshenko e Hertz hanno sviluppato formule per il calcolo del momento sollecitante una piastra su suolo elastico soggetta a un carico distribuito q agente su unarea circolare. Adottando la simbologia utilizzata da Timoshenko nel volume (nel seguito indicato con TIM) Theory of plates and shells, il momento sollecitante per unit di larghezza di piastra vale:

ms =
essendo a=2le c P1 = q c2
c
-

(1 c )c 2 P1 (1 ) P1 a (1 + c )ln + 1 c 4 4a 2 c 8

(TIM pag. 66-269)

coefficiente di Poisson del materiale della piastra l raggio di rigidezza relativa = 0,5772 costante di Eulero raggio dellarea di carico risultante del carico distribuito q sullarea circolare di raggio c

Raccogliendo e sostituendo:

ms =

P1 (1 + c ) 2le ln 4 c

(1 c )c 2 1 + (1 + ) c (1 + c ) 4 2le

(1 c ) 2(1 + c )

Sostituendo i valori = 0,5772 e c = 0,20 (valido per calcestruzzo non fessurato) nei soli termini in parentesi quadra si ottiene:

ms =

P1 (1 + c ) 4

2l 1 0,8 c 2 0,8 + ln 0 , 5772 2 0,57722 1,2 1,2 4 4 l e 2,4 c


2 c c ln 0,0772 0,1322 l 2l

ms =

P1 (1 + c ) 4

Se si trascura il temine (c/l)2 in quanto nei casi reali c << l, tale formula coincide con la soluzione ricavata da Hertz (1884). Dividendo i termini entro parentesi per (4) e adottando, come nella norma UNI 11045., la variabile a per il raggio c dellarea di carico si ottengono:
2 a a m s = P1 (1 + c ) 0,0105 0,0796 ln + 0,049 l l 2 a a m s = P1 (1 + c ) 0,0105 0,1832 log + 0,049 l l

essendo ln(m) = 2,302log(m)

Trascurando il temine (a/l)2 , assumendo c = 0,20 anche per il moltiplicatore di P1 e posto P1 = cont a2

m s = 0,30

P1 a a 0,616 ln = 0,30 cont a 2 0,616 ln l l

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Secondo Timoshenko: per i raggi di rigidezza relativa si possono adottare le formulazioni sia di Winkler che di Boussinesq Winkler essendo: Ec hw3 D= 12 1 c 2

lw = 4

E c hw 3 1 D =4 K 12 1 c 2 K

Boussinesq

lB

=3

Ec hB 3 1 t 2 D 3 = C Et 6 1 c2

rigidezza a flessione della lastra rigidezza del terreno alla Winkler

(TIM pag. 5) (TIM pag. 259) (TIM pag. 278)

K
C=

2 1 t 2

Et

rigidezza del terreno alla Boussinesq

se a < 1,724 h si pu assumere il raggio corretto

a c = 1,6 a 2 + h 2 0,675 h

ac a = 1 + 1,6 0,675 h h

A parit di carico agente, il momento sollecitante calcolato secondo il modello di Winkler uguale a quello ottenuto con Boussinesq se i rispettivi raggi di rigidezza relativa sono uguali. Si ottiene una stima del rapporto tra gli spessori della pavimentazione nei due casi.
4

E c * hw 3 1 E c * hB 3 2 1 t 2 3 = Et 12 1 c 2 K 12 1 c 2

E 1 / 12 * 12 1 2 1 / 12 3/ 4 c hB = c h w 2 1/ 3 1/ 4 1/ 3 2 1 t K Il rapporto tra hB e hW dipende dalle caratteristiche del calcestruzzo (Ec, c) e del terreno (k, Et, t). Per il calcestruzzo possibile assumere, come in precedenza, c = 0,20; il modulo elastico compare nel termine Ec(-1/12), il cui valore non varia in modo significativo al variare di Ec. : E pertanto possibile assumere per esso un valore medio, ad es. Ec= 28.500 N/mm2 Sviluppando i calcoli si ottiene la relazione: 1 hB = 0,412 4 K
3

[ ( (

)] )

(1 )
2 t

Et

3/ 4 hw

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ALLEGATO 2

ELENCO DELLE VARIABILI

Rck fctd

resistenza caratteristica a compressione del calcestruzzo (D.M. 14/09/05 p.11.10.1) resistenza di calcolo a trazione del calcestruzzo (D.M. 14/09/05, punti 5.1.2.1.4.2 e 11.1.10.2)

f ctd =

f ct 0,05

mc

0,7 0,48 Rck 1,6

= 0,21 Rck

resistenza di calcolo a trazione per flessione del calcestruzzo (D.M. 14/09/05, punto 11.1.10.2) f =
1,2 f ct 0,05

fat

0,40 Rck

fat

K P1, Pi A a cont xi T1i

modulo di Westergaard (N/mm3) carico trasmesso alla pavimentazione dal piedritto di una scaffalatura o dalla ruota di un carrello (P1 = carico principale) area di contatto piastra di base/ruota e pavimentazione raggio dimpronta (raggio dellarea circolare equivalente allarea effettiva): a = tensione di contatto area carico pavimentazione: cont = P / A distanza del carico i-esimo Pi dal carico principale P1 coefficiente per il calcolo dellincremento del carico 1 per effetto del carico i-esimo coefficiente dincremento percentuale totale del carico 1 : 1CAR =

1CAR FAT

P
2

Pi
1

T1i

fattore di sicurezza del calcestruzzo per fatica, funzione della tipologia di carico e/o del numero di cicli di carico/scarico sulla pavimentazione. In assenza di informazioni: per carichi uniformemente distribuiti su una superficie o carichi in fase di costruzione (gru, camion, deposito materiali): fat = 1,5 1,7; per veicoli in movimento o carichi concentrati statici (piedritti, scaffalature): fat = 1,7 2,0 spessore minimo della pavimentazione che soddisfa la verifica a punzonamento spessore della pavimentazione in zona centrale e di giunto coefficienti per la determinazione dello spessore mediante la formula h = Z a

hmin h, hg Z,

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Tabella 1: Modulo di reazione del sottofondo K


Tipo di terreno Argilla o limo (umido) Argilla o limo (secco) Argilla con sabbia Sabbia fine o poco costipata Sabbia ben costipata Sabbia molto ben costipata Pietrisco con sabbia Pietrisco Pietrisco moto ben compattato K (N/mm3) 0,03 0,06 0,08 0,10 0,08 0,10 0,015 0,03 0,05 0,10 0,10 0,15 0,10 0,15 0,20 0,25 0,20 0,30
cont f
0,20 0,25 0,30 0,40 0,50 0,75 1,00 1,25 1,50 1,75 2,00 2,25 2,50 2,75 3,00 3,25 3,50 4,00 4,50 5,00 5,50 6,00 7,00 8,00

Tabella 3: Coefficienti Z e
0,89 0,92 0,92 0,93 0,93 0,94 0,95 0,95 0,95 0,95 0,95 0,96 0,96 0,96 0,96 0,96 0,96 0,96 0,96 0,96 0,96 0,96 0,96 0,96 0,04 1,55 1,50 1,67 1,88 2,14 2,55 2,83 3,18 3,50 3,79 4,06 4,12 4,34 4,56 4,76 4,95 5,14 5,49 5,82 6,13 6,43 6,71 7,23 7,72 0,06 1,49 1,45 1,62 1,83 2,09 2,49 2,77 3,12 3,43 3,72 3,98 4,05 4,27 4,48 4,68 4,87 5,06 5,40 5,73 6,03 6,32 6,60 7,11 7,59 0,08 1,44 1,42 1,59 1,80 2,05 2,45 2,73 3,08 3,39 3,67 3,93 4,00 4,22 4,43 4,62 4,81 4,99 5,34 5,66 5,97 6,25 6,52 7,04 7,51 K [N/mm ] 0,10 Z 1,41 1,39 1,56 1,77 2,02 2,42 2,70 3,04 3,35 3,63 3,89 3,96 4,18 4,38 4,58 4,77 4,95 5,29 5,61 5,91 6,19 6,46 6,99 7,44
3

0,12 1,37 1,37 1,54 1,75 2,00 2,39 2,68 3,01 3,32 3,60 3,85 3,93 4,14 4,35 4,54 4,73 4,91 5,25 5,57 5,86 6,15 6,41 6,92 7,36

0,14 1,35 1,35 1,52 1,72 1,97 2,37 2,65 2,99 3,29 3,57 3,82 3,90 4,11 4,32 4,51 4,69 4,87 5,21 5,53 5,83 6,11 6,37 6,87 7,29

0,16 1,32 1,33 1,50 1,71 1,95 2,35 2,63 2,97 3,27 3,54 3,80 3,88 4,09 4,29 4,48 4,67 4,84 5,18 5,50 5,79 6,07 6,34 6,84 7,26

Tabella 2: Tensioni a trazione e a trazione per flessione (FAT fatt. di sicurezza per fatica)
Classi di resistenza Rck fctk,f fctd
(N/mm ) (N/mm ) (N/mm )
2 2 2

C 16/20 20 1,80 0,94

C 20/25 25 2,02 1,05

C 25/30 30 2,21 1,15

C 29/35 35 2,39 1,24

n di cicli
< 15.000 25.000 50.000 100.000 150.000 200.000 250.000 500.000 > 1.000.000

FAT
1,53 1,58 1,64 1,71 1,76 1,79 1,82 1,90 2,00 1,18 1,14 1,10 1,05 1,03 1,01 0,99 0,95 0,90 1,31 1,28 1,23 1,18 1,15 1,13 1,11 1,06 1,01

f
1,44 1,40 1,34 1,29 1,26 1,23 1,22 1,16 1,10 1,56 1,51 1,45 1,39 1,36 1,33 1,31 1,25 1,19

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Tabella 4: coefficiente T1i


x (mm)
(N/mm3)

300
0,04 0,10 0,15 0,04

500
0,10 0,15 0,04

700
0,10 0,15 0,04

850
0,10 0,15 0,04

1000
0,10 0,15 0,04

1250
0,10 0,15 0,04

1500
0,10 0,15 0,04

1750
0,10 0,15

2000
0,04 0,10 0,15

h (mm) 150 160 170 180 190 200 210 220 230 240 250 260 270 280 290 300 310 320 330 340 350 h (mm) 150 160 170 180 190 200 210 220 230 240 250 260 270 280 290 300 310 320 330 340 350 h (mm) 150 160 170 180 190 200 210 220 230 240 250 260 270 280 290 300 310 320 330 340 350

a = 50 mm
45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 55 56 57 57 58 59 59 60 60 61 41 43 44 45 47 48 49 50 51 52 53 54 55 55 56 57 58 59 59 60 61 39 41 42 43 45 46 47 48 49 51 52 53 53 54 55 56 57 58 59 59 60 29 31 32 33 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 44 45 46 47 47 48 49 24 26 27 29 30 31 32 34 35 36 37 38 39 40 41 42 42 43 44 45 46 21 23 24 26 27 28 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 19 21 22 23 24 26 27 28 29 30 31 32 33 33 34 35 36 37 38 38 39 14 16 17 18 19 20 21 23 24 25 26 27 28 29 29 30 31 32 33 34 34 12 13 14 15 16 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 28 29 30 31 32 14 15 16 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 27 28 29 30 31 31 32 33 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 20 21 22 23 24 25 26 26 27 28 8 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 19 20 21 22 23 24 24 25 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 23 24 25 26 26 27 28 6 7 8 9 10 11 12 12 13 14 15 16 17 17 18 19 20 20 21 22 23 5 6 6 7 8 9 9 10 11 12 12 13 14 15 15 16 17 18 18 19 20 6 7 8 8 9 10 11 12 12 13 14 15 15 16 17 18 18 19 20 20 21 3 4 4 5 6 6 7 8 8 9 9 10 11 11 12 13 13 14 15 15 16 2 3 3 4 4 5 5 6 6 7 7 8 9 9 10 10 11 12 12 13 13 4 4 5 5 6 7 7 8 8 9 10 10 11 12 12 13 14 14 15 15 16 2 2 2 3 3 4 4 5 5 6 6 7 7 8 8 9 9 10 10 11 11 1 1 2 2 2 3 3 3 4 4 4 5 5 6 6 7 7 8 8 9 9 2 2 3 3 4 4 5 5 6 6 7 7 8 8 9 9 10 10 11 12 12 1 1 1 2 2 2 2 3 3 3 4 4 5 5 5 6 6 7 7 7 8 1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 3 3 3 4 4 4 5 5 5 6 6 1 2 2 2 2 3 3 4 4 4 5 5 6 6 6 7 7 8 8 9 9 0 1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 3 3 3 4 4 4 5 5 5 6 0 0 0 1 1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 3 3 3 3 4 4 4

a = 100 mm
52 53 54 55 55 56 57 57 58 58 59 59 60 61 61 61 62 62 63 63 64 49 50 51 52 53 54 54 55 56 57 57 58 59 59 60 61 61 62 62 63 63 46 48 49 50 51 52 53 54 55 55 56 57 58 58 59 60 61 61 62 62 63 34 36 37 38 39 40 41 42 43 43 44 45 46 46 47 48 48 49 50 50 51 29 30 31 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 43 44 45 46 47 47 48 26 27 28 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 44 45 46 22 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 36 37 38 39 39 40 41 17 18 19 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 31 32 33 34 35 35 36 14 15 16 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 29 30 31 32 33 33 16 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 28 29 30 31 32 32 33 34 34 11 12 13 14 16 17 17 18 19 20 21 22 23 24 25 25 26 27 28 29 29 9 10 11 12 13 14 15 16 17 17 18 19 20 21 22 23 23 24 25 26 26 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 22 23 24 25 26 26 27 28 28 29 8 8 9 10 11 12 13 14 15 15 16 17 18 19 19 20 21 22 22 23 24 6 7 7 8 9 10 10 11 12 13 14 14 15 16 17 17 18 19 19 20 21 7 8 9 10 10 11 12 13 13 14 15 16 17 17 18 19 19 20 21 21 22 4 5 5 6 6 7 8 8 9 10 10 11 12 12 13 14 14 15 15 16 17 3 3 4 4 5 5 6 6 7 8 8 9 9 10 10 11 12 12 13 13 14 4 5 5 6 7 7 8 9 9 10 10 11 12 12 13 14 14 15 15 16 17 2 2 3 3 4 4 5 5 6 6 7 7 8 8 9 9 10 10 11 11 12 1 2 2 2 3 3 3 4 4 4 5 5 6 6 7 7 8 8 9 9 9 2 3 3 4 4 5 5 6 6 7 7 8 8 9 9 10 10 11 12 12 13 1 1 2 2 2 2 3 3 3 4 4 5 5 5 6 6 7 7 7 8 8 1 1 1 1 1 2 2 2 2 3 3 3 4 4 4 5 5 5 6 6 6 1 2 2 2 3 3 3 4 4 5 5 6 6 6 7 7 8 8 9 9 10 1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 3 3 3 4 4 4 4 5 5 5 6 0 0 0 1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 3 3 3 3 4 4 4

a = 150 mm
62 62 62 63 63 64 64 64 64 65 65 65 66 66 66 66 67 67 67 68 68 58 59 60 60 61 62 62 63 63 63 64 64 65 65 66 66 66 67 67 68 68 56 57 58 59 59 60 61 61 62 62 63 63 64 64 65 65 66 66 67 67 68 40 42 43 43 44 45 46 47 47 48 49 49 50 51 51 52 52 53 53 54 54 34 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 45 46 47 47 48 49 49 50 51 51 31 32 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 44 45 46 47 47 48 49 49 26 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 37 38 39 40 40 41 42 42 43 43 20 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 34 35 36 37 37 38 39 17 18 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 31 32 33 34 35 35 36 19 21 22 23 24 25 26 27 28 29 29 30 31 32 33 33 34 35 35 36 37 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 24 25 26 27 28 28 29 30 31 31 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 21 22 23 24 25 25 26 27 28 28 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 25 26 27 28 28 29 30 30 31 9 10 11 12 13 14 15 16 16 17 18 19 20 20 21 22 23 23 24 25 25 7 8 9 9 10 11 12 13 14 14 15 16 17 17 18 19 20 20 21 22 22 8 9 10 11 12 13 13 14 15 16 17 17 18 19 19 20 21 22 22 23 23 5 5 6 7 7 8 9 9 10 11 11 12 13 13 14 15 15 16 17 17 18 3 4 4 5 6 6 7 7 8 8 9 10 10 11 12 12 13 13 14 14 15 5 6 6 7 8 8 9 10 10 11 12 12 13 13 14 15 15 16 17 17 18 2 3 3 4 4 5 5 6 6 7 7 8 8 9 9 10 10 11 12 12 13 2 2 2 3 3 3 4 4 5 5 5 6 6 7 7 8 8 9 9 10 10 3 3 4 4 5 5 6 6 7 8 8 9 9 10 10 11 11 12 12 13 13 1 2 2 2 2 3 3 3 4 4 5 5 5 6 6 7 7 8 8 8 9 1 1 1 1 2 2 2 2 3 3 3 4 4 4 5 5 5 6 6 6 7 2 2 2 3 3 4 4 4 5 5 6 6 7 7 7 8 8 9 9 10 10 1 1 1 1 1 2 2 2 2 3 3 3 4 4 4 5 5 5 6 6 6 0 0 1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 3 3 3 3 4 4 4 5

F: Biasioli Il progetto delle pavimentazioni industriali secondo UNI 11146

SCHEDA 1 CARICO PRINCIPALE P1 PROGETTO DELLO SPESSORE h


resistenza caratteristica del cls N/mm2

Rck FAT =
K=

tabella 2 N/mm3 kN %

fctd f

DATI

coefficiente di sicurezza a fatica modulo sottofondo (tabella 1) carico applicato


coefficiente di incremento del carico

P1 = 1CAR =

1 CALCOLO DEL RAGGIO DIMPRONTA a


SCAFFALATURA
piastra di base

CARRELLO ELEVATORE
GOMMA PIENA impronta di base PNEUMATICI pressione di gonfiaggio

B= L=
A=B*L

mm mm mm2 mm

B= L=
A=B*L

mm mm mm2 mm a = 100
P1 gonf

gonf =

atm

a=

a=

mm

2 SPESSORE PAVIMENTAZIONE PER PUNZONAMENTO hmin


cont = 1000
hmin =
a 1+

P1 a 2
3 cont fctd (*) 1 (1 + %)

N/mm2 (*) Per carichi al centro piastra % = 0; per carichi in prossimit di giunti: % = 35%

mm

3 SPESSORE PAVIMENTAZIONE PER FLESSIONE h


f cont = f
N/mm2

mm

( )
tabella 3

cont f sup

sup = Zsup =

K=
= inf + sup inf (
cont f

( )
) sup (
cont f

cont f inf

inf = Zinf =

) inf

cont f

cont f

) inf

Z = Z inf +
mm mm

Z sup Z inf (
cont f sup

cont f inf

cont f

cont f inf

h = Z * a = hf = max(h, hmin)
1,21 * hf 1,35 * hf

SPESSORE - ZONE DI GIUNTO hg ( = 0,8) = hg ( = 1) =


mm mm

hreale =

mm

F: Biasioli Il progetto delle pavimentazioni industriali secondo UNI 11146

SCHEDA 2 CARICHI SUCCESSIVI Pi - CALCOLO DEL COEFFICIENTE 1CAR


DATI DAL FOGLIO PRECEDENTE Modulo K Carico P1 Raggio dimpronta a Altezza hreale N/mm3 kN
x1-4 x1-3
DISPOSIZIONE DEI CARICHI

P1

x1-2

P2

mm mm

P4

P3

CARICO 2 distanza x1-2 (mm)

n carichi simili n2 = tabella 4 (K,a,h,x1) T12


P2 P1

T12 n 2

P2 = P1

carico P2 (kN)
CARICO 3 distanza x1-3 (mm)

n carichi simili n3 = tabella 4 (K,a,h,x1-3) T13


P3 P1

T13 n3

P3 = P1

carico P3 (kN)
CARICO 4 distanza x1-4 (mm)

n carichi simili n4 = tabella 4 (K,a,h,x1-4) T14


P4 P1

T14 n 4

P4 = P1

carico P4 (kN)

= 1CAR =
%

RITORNO ALLA SCHEDA 1 DATI

F: Biasioli Il progetto delle pavimentazioni industriali secondo UNI 11146

ESEMPI DI CALCOLO ESEMPIO 1 SCAFFALATURA


Un pavimento industriale deve sostenere una scaffalatura con sei montanti disposti come in figura. Ogni montante, mediante una piastra di appoggio di dimensioni: BxL = (80 x 80) mm, trasferisce alla pavimentazione il carico Pi = 20 kN. Progettare lo spessore della pavimentazione e verificare le tensioni nel calcestruzzo. Calcestruzzo classe C29/35 (Rck = 35 N/mm2), coefficiente di sicurezza fat = 2 Modulo della massicciata K = 0,06 N/mm3
P2 P1 P2

P3

P4

P3

PROGETTO DELLO SPESSORE h


Il progetto descritto nelle schede allegate. Con due iterazioni si ottiene h = 200 mm.

VERIFICA DELLE TENSIONI NEL CALCESTRUZZO


Al momento m11 dovuto al carico P1 nel suo punto di applicazione:
m11 = 0,30 P1 a 0,616 ln l x m1i = Pi f i l

occorre aggiungere i momenti m1i dovuti ai carichi Pi posti a distanza xi: Per x 0,20 l si pu usare la funzione: f = 0,245 e
x l
1, 46 x

( l ) . Calcolata la tensione dovuta al 1

momento totale (m11 + m1i) occorre verificare che risulti 1 f. In base alla classe del calcestruzzo: f =
1,2 0,7 0,48 Rck 0,40 35 N = 1,18 2 mm 2
N mm 2
Eh 3 12 (1 2 ) K

fat

Ecls = 5700 Rck = 5700 35 = 34672 Raggio di rigidezza relativa lw = Raggio dimpronta a = Poich
A
4

= 0,20 =
4

34672 2003 = 796 mm 12 (1 0,202 ) 0,06

= 45 mm

a 45 = 0,22 < 1,724, occorre sostituire al raggio a il raggio corretto ac = h 200 0,30 73 0,616 ln = 5,74 kNm/m 796
x1i (mm) 1500 1800 1000 x1i/l 1,88 2,26 1,26 f(x1i/l) 0,016 0,009 0,039 m1i = Pi f(x1i/l) (kNm/m) 0,31 0,18 0,78

ac = 1,6 a 2 + h 2 0,675 h = 1,6 452 + 2002 0,675 200 = 73 mm Carico principale Carichi ulteriori
i 2 3 4 P (kN) 20 20 20

m11 = 20

Tensione massima nel calcestruzzo m1t = m11 + 2 m12 + 2 m13 + m14 = (5,74+ 2 0,31+2 0,18+ 0,78) = 7,50 kNm/m . Con u.d.m. N e mm: 6 7,50 106 N = = 1,13 < 1,19 2 200 1000 mm 2
F: Biasioli Il progetto delle pavimentazioni industriali secondo UNI 11146

SCHEDA 1 CARICO PRINCIPALE P1 PROGETTO DELLO SPESSORE h


resistenza caratteristica del cls N/mm2

Rck = FAT = K= P1 = 1CAR =

35 2 0,060 20 0

tabella 2 N/mm kN %
3

fctd f

1,24 1,19

coefficiente di sicurezza a fatica


DATI

modulo sottofondo (tabella 1) carico applicato coefficiente di incremento del carico

1 CALCOLO DEL RAGGIO DIMPRONTA a SCAFFALATURA


piastra di base B= L= Area
A=B*L

CARRELLO ELEVATORE
GOMMA PIENA impronta di base PNEUMATICI pressione di gonfiaggio

80 80 6400 45

mm mm mm2 mm

B= L= Area
A=B*L

mm mm mm2 mm

gonf =

atm

a=

a=

a = 100

P1 gonf

mm

2 SPESSORE PAVIMENTAZIONE PER PUNZONAMENTO hmin


cont = 1000
a

(1 + 1CAR ) P1
a
1+
2

(*)

3,14 87

N/mm2 (*) Per carichi al centro % = 0;


per carichi in prossimit di giunti: 1CAR = 0; % = 35%

hmin =

3 cont fctd

(*) 1 (1 + %)

mm

3 SPESSORE PAVIMENTAZIONE PER FLESSIONE h


f cont = f 1,19 2,64
N/mm2

a tabella 3

45

mm
cont f sup

( )

2,75

sup = Zsup =

0,96 4,48 0,96 4,27


)

K=
= inf +

0,060
sup inf (
cont f

( )
) inf

cont f inf

2,50
Z sup Z inf (
cont f sup

inf = Zinf =

) sup (

cont f

cont f

cont f

) inf

0,96 169 169

Z = Zinf +
mm mm

cont ( ) inf f

cont f

cont f inf

4,39

h = Z * a = hf = max(h, hmin)

SPESSORE - ZONE DI GIUNTO hg ( = 0,8) = hg ( = 1) = 1,21 * hf 1,35 * hf


mm mm

hreale =

170

mm

F: Biasioli Il progetto delle pavimentazioni industriali secondo UNI 11146

SCHEDA 2 CARICHI SUCCESSIVI Pi - CALCOLO DEL COEFFICIENTE 1CAR


DATI DAL FOGLIO PRECEDENTE DISPOSIZIONE DEI CARICHI
Scaffalatura industriale

modulo K carico P1 raggio dimpronta a altezza hreale

0,060 20 45 170

N/mm3 kN mm mm

P2

P1

P2

P3

P4

P3

CARICO 2 1500

n carichi simili n2 = tabella 4 (K,a,h,x1-2) 20 T12


P2 P1

2 5 1 2 3 1 1 12 1
T14 n 4 P4 = P1 T13 n3 P3 = P1 T12 n 2 P2 = P1

distanza x1-2 (mm)

10 % +

carico P2 (kN) CARICO 3 1800

n carichi simili n3 = tabella 4 (K,a,h,x1-3) 20 T13


P3 P1

distanza x1-3 (mm)

6% +

carico P3 (kN) CARICO 4 1000

n carichi simili n4 = tabella 4 (K,a,h,x1-4) 20 T14


P4 P1

distanza x1-4 (mm)

12 % =

carico P4 (kN)

1CAR =
RITORNO ALLA SCHEDA 1 DATI

28 %

F: Biasioli Il progetto delle pavimentazioni industriali secondo UNI 11146

SCHEDA 1 CARICO PRINCIPALE P1 PROGETTO DELLO SPESSORE h


resistenza caratteristica del cls N/mm2

Rck =

35 2 0,060 20 28

tabella 2 N/mm kN %
3

fctd

1,24 1,19

coefficiente di sicurezza a fatica


DATI

FAT =
K= P1 =

modulo sottofondo (tabella 1) carico applicato coefficiente di incremento del carico

1CAR =

1 CALCOLO DEL RAGGIO DIMPRONTA a SCAFFALATURA


piastra di base B= L= Area
A=B*L

CARRELLO ELEVATORE
GOMMA PIENA impronta di base PNEUMATICI pressione di gonfiaggio

80 80 6400 45

mm mm mm2 mm

B= L= Area
A=B*L

mm mm mm2 mm

gonf =

atm

a=

a=

a = 100

P1 gonf

mm

2 SPESSORE PAVIMENTAZIONE PER PUNZONAMENTO hmin


cont = 1000
a

(1 + 1CAR ) P1

(*)

a
1+

4,02 131

N/mm2 (*) Per carichi al centro % = 0;


per carichi in prossimit di giunti: 1CAR = 0; % = 35%

hmin =

3 cont fctd

(*) 1 (1 + %)

mm

3 SPESSORE PAVIMENTAZIONE PER FLESSIONE h


f cont = f
1,19 3,38
N/mm2

a tabella 3

45

mm
cont f sup

( )

3,50

sup = Zsup =

0,96 5,06 0,96 4,95


)

K=
= inf +

0,060
sup inf (
cont f

( )
) inf

cont f inf

3,25
Z sup Z inf (
cont f sup

inf = Zinf =

) sup (

cont f

cont f

cont f

) inf

0,96 193 193

Z = Zinf +
mm mm

cont ( ) inf f

cont f

cont f inf

5,00

h = Z * a = hf = max(h, hmin)

SPESSORE NELLE ZONE DI GIUNTO hg ( = 0,8) = hg ( = 1) = 1,21 * hf 1,35 * hf 233 260


mm mm

hreale =

200

mm

F: Biasioli Il progetto delle pavimentazioni industriali secondo UNI 11146

ESEMPIO 2 - CARRELLO ELEVATORE Su una pavimento industriale circola un carrello elevatore con le seguenti caratteristiche: - portata utile: 30 kN (3000 kg) C a rre llo e le v a to re p o rta ta 3 0 0 0 k g - pressione di gonfiaggio pneumatici: 10 atm - carreggiata anteriore 1.000 mm P1 P2 - passo 1.670 mm - peso totale asse anteriore: 72 kN (7200 kg) - peso asse posteriore: 8 kN (800 kg) P4 P3
1670 mm

Calcestruzzo classe C20/25, FAT = 2 Modulo della massicciata K = 0,10 N/mm3 Progettare lo spessore h e verificare le tensioni nel calcestruzzo.

1000 m m

PROGETTO DELLO SPESSORE h Il progetto descritto nelle schede allegate. Con due iterazioni si ottiene h = 250 mm.

VERIFICA DELLE TENSIONI NEL CALCESTRUZZO


f =
0,40 25 = 1,0 2

Ecls = 5700 Rck = 5700 25 = 28500 Raggio di rigidezza relativa lw = Raggio dimpronta Poich a=
4

N mm 2

= 0,20

28500 250 3 = 789 mm 12 (1 0,20 2 ) 0,1 ( gonf )

= 107 mm

a 107 = = 0,43 < 1,724 h 250

ac = 1,6 107 2 + 250 2 0,675 250 = 116 mm

Carico principale m11 = 36 Carichi ulteriori


i 2 3 4 P (kN) 36 4 4

0,30 116 = 8,71 kNm/m 0,616 ln 789

x1i (mm) 1000 1950 1670

x1i/l 1,27 2,47 2,12

f(x1i/l 0,0381 0,0071 0,0115

m1i = Pi f(x1i/l (kNm/m) 1,37 0,03 0,05

Tensione massima di trazione per flessione: m1t = m11 + m12 + m13 + m14 = 8,71 + 1,37 + 0,03 + 0,05 = 10,16 kNm/m
6 10,16 10 6 N = 0,97 < 1 2 250 1000 mm 2

F: Biasioli Il progetto delle pavimentazioni industriali secondo UNI 11146

SCHEDA 1 CARICO PRINCIPALE P1 PROGETTO DELLO SPESSORE h


resistenza caratteristica del cls N/mm2

Rck =

25 2 0,10 36 0

tabella 2 N/mm kN %
3

fctd

1,05 1,0

coefficiente di sicurezza a fatica


DATI

FAT =
K= P1 =

modulo sottofondo (tabella 1) carico applicato coefficiente di incremento del carico

1CAR =

1 CALCOLO DEL RAGGIO DIMPRONTA a SCAFFALATURA


piastra di base B= L= Area
A=B*L
mm mm mm2 mm

CARRELLO ELEVATORE
GOMMA PIENA impronta di base B= L= Area
A=B*L
mm mm mm2 mm

PNEUMATICI pressione di gonfiaggio

gonf =

10

atm

a=

a=

a = 100

P1 gonf

107

mm

2 SPESSORE PAVIMENTAZIONE PER PUNZONAMENTO hmin


cont = 1000
a

(1 + 1CAR ) P1 a
1+
2

(*)

1 106

N/mm2 (*) Per carichi al centro % = 0;


per carichi in prossimit di giunti: 1CAR = 0; % = 35%

hmin =

3 cont fctd

(*) 1 (1 + %)

mm

3 SPESSORE PAVIMENTAZIONE PER FLESSIONE h


f cont = f
1,0 1,0
N/mm2

107

mm
cont f sup

( )
tabella 3

sup = Zsup =

K=
= inf +

100
sup inf (
cont f

( )
cont f

cont f inf

1,00
Z sup Z inf (
cont f sup

inf = Zinf =

0,95 2,70
)

) sup (

) inf

cont f

cont f

) inf

0,95 229 229

Z = Zinf +
mm mm

cont ( ) inf f

cont f

cont f inf

2,70

h = Z * a = hf = max(h, hmin)

SPESSORE NELLE ZONE DI GIUNTO hg ( = 0,8) = hg ( = 1) =

1,21 * hf 1,35 * hf

mm mm

hreale =

230

mm

F: Biasioli Il progetto delle pavimentazioni industriali secondo UNI 11146

SCHEDA 2 CARICHI SUCCESSIVI Pi - CALCOLO DEL COEFFICIENTE 1CAR


DATI DAL FOGLIO PRECEDENTE DISPOSIZIONE DEI CARICHI
Carrello elevatore portata 3000 kg

modulo K carico P1 raggio dimpronta a altezza hreale

100 36 107 230

MPa/m kN mm mm

P1
1670 mm

P2

P4
1000 m m

P3

CARICO 2 1000

n carichi simili n2 = tabella 4 (K,a,h,x1-2)


36

1 15 1 1 6 0,11 1 2 0,11
T14 n 4 P4 = P1 T13 n 3 P3 = P1 T12 n 2 P2 = P1

distanza x1-2 (mm)

T12
P2 P1

15 % +

carico P2 (kN)
CARICO 3 1670

n carichi simili n3 = tabella 4 (K,a,h,x1-3)


4

distanza x1-3 (mm)

T13
P3 P1

0,66 % +

carico P3 (kN)
CARICO 4 1950

n carichi simili n4 = tabella 4 (K,a,h,x1-4)


4

distanza x1-4 (mm)

T14
P4 P1

0,22 % =

carico P4 (kN)

1CAR =
RITORNO ALLA SCHEDA 1 DATI

15,9%

F: Biasioli Il progetto delle pavimentazioni industriali secondo UNI 11146

SCHEDA 1 CARICO PRINCIPALE P1 PROGETTO DELLO SPESSORE h


resistenza caratteristica del cls N/mm2

Rck =

25 2 100 36 16

tabella 2 MPa/m kN %

fctd

1,05 1,00

coefficiente di sicurezza a fatica


DATI

FAT =
K= P1 =

modulo sottofondo (tabella 1) carico applicato coefficiente di incremento del carico

1CAR =

1 CALCOLO DEL RAGGIO DIMPRONTA a SCAFFALATURA


piastra di base B= L= Area
A=B*L
mm mm mm2 mm

CARRELLO ELEVATORE
GOMMA PIENA impronta di base B= L= Area
A=B*L
mm mm mm2 mm

PNEUMATICI pressione di gonfiaggio

gonf =

10

atm

a=

a=

a = 100

P1 gonf

107

mm

2 SPESSORE PAVIMENTAZIONE PER PUNZONAMENTO hmin


cont = 1000
a

(1 + 1CAR ) P1 a
1+
2

(*)

1,16 133

N/mm2 (*) Per carichi al centro % = 0;


per carichi in prossimit di giunti: 1CAR = 0; % = 35%

hmin =

3 cont fctd

(*) 1 (1 + %)

mm

3 SPESSORE PAVIMENTAZIONE PER FLESSIONE h


f cont = f
1,00 1,16
N/mm2

107

mm
cont f sup

( )
tabella 3

1,25

sup = Zsup =

0,95 3,04 0,95 2,70


)

K=
= inf +

100
sup inf (
cont f

( )
cont f

cont f inf

1,00
Z sup Z inf (
cont f sup

inf = Zinf =

) sup (

) inf

cont f

cont f

) inf

0,95 247 247

Z = Zinf +
mm mm

cont ( ) inf f

cont f

cont f inf

2,92

h = Z * a = hf = max(h, hmin)

SPESSORE -ZONE DI GIUNTO hg ( = 0,8) = hg ( = 1) =

1,21 * hf 1,35 * hf

299 333

mm mm

hreale =

250

mm

F: Biasioli Il progetto delle pavimentazioni industriali secondo UNI 11146

3- Giunti
3.1 Calcolare la distanza tra i giunti di dilatazione Lgt di una pavimentazione di calcestruzzo di spessore 18 cm posta allesterno, soggetta alle condizioni: temperature sulla superficie a vista Tsup = 30C, temperatura sulla superficie a contatto con il terreno Tinf = 10C . Planarit: classe B (f/d= 2,5) Temperatura media T0 = (30 +10)/2 = 20C Distanza teorica tra i giunti di dilatazione (eq. 13): Lgt = 400/ T0 = 400/20 = 20 m Curvatura dovuta alla variazione di temperatura Tsi = (Tsup Tinf) = (30 10) = 20
Tsi 1 20 10 5 = = = 1,11 10 3 h 0,18 T

Dimensione massima piastra per imbarcamento dovuto a variazione di temperatura (eq. 15):
L gt = 5,67 2,5 10 3 1 1,11 10 3
= 12,8 < 20 m

Distanza massima tra i giunti di contrazione (eq. 14): Lgs = 18x18+ 100 = 424 cm = 4,24 m Si realizzano lastre di lato 12,60 metri formate da (3x3) quadrotti di lato 4,20 m.

3.2. Calcolare la distanza tra i giunti di contrazione Lgt di una pavimentazione di calcestruzzo di spessore 15 cm posta allinterno, soggetta alle condizioni: ritiro sulla superficie a vista sup = 0,7, sulla superficie a contatto con il terreno sup = 0,2. Planarit: classe B (f/d= 2,5) Distanza massima tra i giunti di contrazione (eq. 14): Lgs = 18x15+ 100 = 370 cm = 3,70 m Curvatura l dovuta al ritiro si = (sup inf) = (0,7 0,2) = 0,5= 0,5 10-3
si 1 0,5 = = 10 3 = 3,33 10 3 = h 0,15 S

Dimensione massima piastra per imbarcamento dovuto a ritiro (eq. 15)

L gt = 5,67 2,5 10 3

1 3,33 10 3

= 4,25 m

Dato che il giunto non passante a tuttaltezza i singoli riquadri non sono, come nel caso precedente, tra loro completamente indipendenti, si pu assumere un valore intermedio tra i due valori calcolati, ad es. Lgt = 4,0 m.

F: Biasioli Il progetto delle pavimentazioni industriali secondo UNI 11146

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