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Studio Tecnico Ing. Carlo Sigmund: calcoli e modellazione delle strutture - Tarcento (UD) - analisi FEM 2D e 3D - str...

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Competenze Pubblicazioni Analisi FEM Analisi FEM2 Software utilizzati Contatti

Nota...
Portanza punta palo
Passerella pedonale
Sottopasso ferroviario
Analisi frequenze
Svergolamento
Tensoni lamiere ------------------------------------------------
Analisi modello FEM
Nota
Sismica telaio ( beam)
Sismica teaio ( plate) In questa sezione, si riportano alcuni esempi di parte dei risultati di analisi di modelli agli elementi finiti estratti da lavori di consulenza effettuati dallo Studio per conto di
Pushover su telaio 2D vari Committenti eseguiti tramite il codice di calcolo agli elementi finiti Straus7. Qualora qualcuno fosse incuriosito, necessario attendere alcuni secondi per permettere
Terreno Mohr -Coulomb alla pagina di caricare tutte le animazioni. Grazie.
Statica lineare acciaio
Instabilit - buckling Back to Top
Pila viadotto ferrovia
Muro di sostegno (plate) ------------------------------------------------
Moti di filtrazione
Analisi dell'interazione di una palificata in un terreno coesivo saturo, schematizzato secondo il criterio di Tresca

Prima di procedere alla modellazione di una palificata con pali in calcestruzzo armato (di diametro 50 cm e con profondit di infissione di 8 m in un terreno essenzialmente
coesivo saturo), si ritenuto necessario preliminarmente eseguire una prova su un semplice modello di calcolo agli elementi finiti, costituito da una sola sezione di palo
cilindrico in calcestruzzo circondato da un volume sufficiente di terreno per condurre l'analisi. Il contatto tra superficie del palo e terreno stato modellato utilizzando degli
elementi "Beam" del tipo " Point contact " e "Normal". Poteva in ogni caso utilizzarsi anche un elemento di tipo "Cutoff Bar ", in quanto nella simulazione si deciso di
prescindere dagli sforzi attritivi eventualmente agenti sulla superficie laterale del palo. La natura del deposito di tipo argillo -limosa, con un valore medio rappresentativo
della coesione non drenata di circa Cu = 60 kPa. All'interno del modello FEM, il palo stato considerato linearmente elastico, mentre il terreno argilloso stato
schematizzato come un materiale elasto -plastico perfetto con caratteristiche non associative, basato sul modello di Tresca, come caso limite del modello alla Mohr -Coulomb.
Volendo valutare la portanza alla punta del palo, per limitare ragionevolmente le dimensioni del modello matematico, si deciso di impiegare un'analisi assialsimmetrica. In
Straus7, infatti, i modelli assialsimmetrici vengono implementati utilizzando elementi "Plate" situati nel solo piano XY. L'asse di simmetria che si assume l'asse Y, mentre
l'asse X funge da asse radiale. Poich l'analisi di interazione del terreno con un singolo palo pu essere contenuta entro tale piano, si potuto evitare di impiegare un
modello tridimensionale completo, potendo il modello assialsimmetrico rappresentarne una sezione radiale. Tutto il modello stato schematizzato utilizzando elementi
"Plate" isoparametrici a 4 nodi ed elementi "beam" per modellarne il contatto. Mentre, per imporre il carico in testa al palo si sono impiegati opportuni "Link" di tipo " Master-
Slave". Trattandosi di terreni a comportamento non lineare, si preferito applicare il carico in testa al palo per deformazioni imposte mediante incrementi monotonicamente
crescenti, fino a plasticizzazione dei terreni. Infatti, se il carico venisse applicato per incrementi imposti di forza, ragiunta la plasticizzazione si avrebbe per ogni piccolo
incremento del carico una deformazione molto elevata con difficolt di convergenza della soluzione. stato imposto uno spostamento arbitrario della testa del palo di 10 cm
in seno al mezzo coesivo. Si quindi lanciata un'analisi statica non lineare, fissando il numero dei Load Steps pari a 10. La soluzione non ha presentato nessun problema di
convergenza e nessuna necessit di creare sub-incrementi. In basso, i risultati delle analisi del modello FEM. In particolare, poich da ricerche sperimentali la resistenza di
punta si mobilita per cedimenti dell'ordine del 10-30% del diametro del palo alla punta (50 cm), si sono lanciate varie simulazioni imponendo degli spostamenti in testa di
almeno 0,2x(50 cm) = 10 cm. Si noti nell'animazione sottostante (spostamento imposto 10 cm), come dell'elemento palo che si abbassa venga visualizzata la sola met, in
virt proprio del tipo di simmetria scelta:

I risultati si prestano ad essere letti "in negativo". Avendo infatti isolato nell'animazione di sinistra le zone in cui le tensioni di compressione superano il valore della coesione
non drenata del terreno e, nell'animazione di destra, avendo evidenziato senza colorazioni le zone raggiunte dalla plasticizzazione (secondo il criterio di Tresca). Come si pu
notare, la mesh del modello stata infittita in modo da interessare i massimi gradienti delle tensioni e le zone di discontinuit geometrica (spigoli). Si nota, tra la superficie
del palo e quella del terreno circostante, una sottile intercapedine utilizzata per poter collegare i nodi tra i vari elementi plate a contatto mediante elementi "Beam" di tipo
" Point Contact". Per uno spostamento imposto di 10 cm, l'integrale delle forze di reazione FYY [kN/m] del terreno lungo il raggio del palo (effettivo 0,25 m, ma di 0,325 m in
virt della necessaria presenza dell'intercapedine nel modello agli elementi finiti) si attesta al valore di 140 kN/m (10: Increment Area: 139,8896) e quindi con una pressione
effettiva sulla punta del palo di (139,89 kN/m)/(0,325 m) = 430 kN/mq (nell'ultimo incremento di carico). Dagli andamenti, si notato che all'aumentare dell'entit dello
spostamento imposto, la soluzione tende a convergere con sempre meno facilit, e al tempo stesso le curve integrali tendono a "schiacciarsi" su una curva integrale limite
della soluzione teorica. In basso, il grafico calcolato per spostamenti imposti alla testa del palo pari a 25 cm. Si crede utile ricordare che, nel caso particolare di un'analisi
assialsimmetrica, quando si voglia graficare l'integrale di una forza lungo una linea che colleghi (a partire dall'asse di simmetria Y) un certo numero di punti di elementi
"Plate", i valori riportati in ordinata devono operativamente intendersi direttamente come kN/mq. Pertanto, il relativo integrale "Area" risulta espresso in kN/m.

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Come si pu vedere da quest'ultimo grafico, per uno spostamento imposto di 25 cm, l'integrale delle forze di reazione FYY [kN/m] del terreno lungo il raggio del palo tende
al valore di 163 kN/m circa (10: Increment Area: 162,4346) e quindi con una pressione effettiva sulla testa del palo di (162,43 kN/m)/(0,325 m) = 500 kN/mq. Pertanto, la
portanza che ne deriva si calcola Qp = (500 kN/mq)(0,196 mq) = 98 kN. Quest'ultimo risultato ottenuto conferma la sufficiente qualit del modello e del percorso di carico
imposto. Infatti, come noto, per pali che con la punta interessano terreni argillosi e limosi, in condizioni non drenate (con Nc = 9 ed Nq = 1), l'espressione della portanza
alla punta si stima: Qp = Ap x [Nc x Cu] = (0,196 mq) x [9 x (60 kPa)] = 106 kN circa. Il modello risulta, quindi, sufficientemente tarato.

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Analisi di fattibilit per un progetto di una passarella pedonale in acciaio a travatura spaziale lineare su luci libere di 28 m: ottimizzazione spessori lamiere

Si riporta l'analisi di fattibilit di una passerella pedonale in acciaio il cui progetto architettonico predilige una forma a travatura reticolare spaziale lineare che permetta di
sfruttare la trasparenza offerta dello scheletro solido. La passerella interessa una luce libera di 28 m con dimensione trasversale dell'impalcato di 3500 mm e ingombro
verticale della struttura portante reticolare di 3500 mm. La struttura, a tubi saldati, copre l'intera luce con l'impalcato appeso ai due correnti inferiori del traliccio, nei punti di
convergenza dei tubolari diagonali. L'impalcato sostenuto da profilati HEA240 posti ad interasse di 3500 mm, opportunamente appesi sui nodi inferiori della reticolare e
considerati quindi in semplice appoggio. Il piano di calpestio previsto con solaio in lamiera grecata collaborante in c.a. da 115 mm (gracata alta 75 mm, spessore lamiera
1,15 mm completata da getto integrativo in c.a. di 40 mm con rete elettrosaldata fi8/20x20 e opportuna armatura integrativa nei travetti), ed ordito lungo la direzione
longitudinale della passerella. Completano il piano di calpestio il massetto delle pendenze (0,60 kN/mq) e la pavimentazione, prevista in doghe di legno (0,20 kN/mq). I pesi
propri e permanenti portati relativi al piano di calpestio sono stati valutati attorno ai 2,75 kN/mq; mentre il sovraccarico di esercizio (traffico pedonale) stato assunto pari a
5.00 kN/mq. In particolare, per modellare il sovraccarico della folla, si seguita l'indicazione riportata nella UNI EN 1991-2: 2005, relativamente al progetto dei ponti. Le
controventature delle travi HEA prevedono dei profilati ad "L" di tipo 200x90x12 (modellati come elementi "TRUSS"), imbullonati tramite opportuni fazzoletti sulle
piattabande inferiori dei profilati. I tubolari inferiori del traliccio prevedono un diametro esterno di 219 mm con spessore di almeno 10 mm in previsione delle dimensioni dei
lati dei cordoni di saldatura necessari per realizzare le connessioni tra il traliccio e le travi portanti dell'impalcato (subordinatamente ai limiti imposti dalla norma CNR 10011 -
97 - p.to 9.2.9); mentre, il profilo tubolare superiore e i diagonali utilizzano medesimo diametro di 219 mm ma con spessore da ottimizzare (si iniziata l'analisi ipotizzando
uno spessore minimo di 6,0 mm). I tubolari inferiori del traliccio sono vincolati alle spalle, in direzione longitudinale, da cerniere fisse all'imbocco della passarella e da
appoggi scorrevoli sulla parte opposta, al suo arrivo. Trasversalmente, gli appoggi fungono da cerniere fisse per contrastare gli effetti trasversali dei venti e del sisma. Le
travi dell'impalcato sono state svincolate alle estremit (semplice appoggio e considerate appese ai nodi inferiori della reticolare); i profili tubolari del traliccio spaziale sono
stati considerati nei vari modelli analizzati sia come elementi "TRUSS" sia come elementi "BEAM", valutando di volta in volta la schematizzazione che ha portato ad
evidenziare i punti maggiormente deboli nella struttura. In particolare, per ogni modello considerato si lanciata un'analisi statica lineare, un'analisi di buckling e infine
un'analisi statica non lineare (si tenuto conto delle non linearit per materiale e per geometria). La verifica a deformazione in condizioni di stato limite di esercizio ha
portato una freccia massima di DZ = 40 mm in mezzeria, con L/DZ = (28000 mm)/(40 mm) = 700 > 600, rientrando nei parametri di comfort per traffico ciclabile e/o
pedonale. L'animazione sottostante segue l'andamento delle deformazioni in condizioni di SLE con pesi propri, permanenti portati e traffico pedonale (1,0xDL + 1,0xLL):

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Dai risultati dell'analisi di instabilit di buckling emerso un moltiplicatore critico minimo di circa 6 (valutato sulla combinazione di carico SLU: 1,35xDL + 1,5xLL) che porta
allo svergolamento del tubolare superiore maggiormente compresso in campata, come era intuitivo aspettarsi. Di seguito, l'andamento circa sinusoidale della prima
deformata modale che interessa il corrente superiore:

La successiva analisi statica non lineare ha invece mostrato che, pur infittendo molto i "load steps", la soluzione tende a convergere con difficolt gi per un moltiplicatore
dei carichi prossimo a 1 (moltipicatore carichi agenti 0,99 all'incremento di carico n. 19). Si deduce, quindi, che il tratto centrale in campata del tubolare superiore della
reticolare tende a penetrare in campo plastico, gi in condiziioni di stato limite di esercizio, molto prima di presentare cenni di sbandamento. Si pu osservare,
nell'animazione sottostante, l'andamento dell'evolversi delle tensioni verso la plasticizzazione sul tronco di tubolare maggiormente compresso (a colori le sole parti della
struttura le cui tensioni di compressione iniziano a superare i 200 MPa):

Nella definizione dei dati e delle condizioni al contorno per un'analisi non lineare si imposto, infatti, per tutte le lamiere dei profilati, un acciaio da carpenteria di resistenza
S235, il cui pianerottolo di snervamento stato imposto pari al valore di progetto fyd = fyk/gm0 = (235 MPa)/1,1 = 214 MPa (impiegando un modello elastico
perfettamente plastico sia in trazione che in compressione). Il materiale delle lamiere, nella definizione degli elementi "Beam" e/o "Truss" in ambiente Straus7 (" Beam
Element Property") stato settato come "Elastic Plastic ". Avendo poi caricato la struttura metallica solo con incrementi di carico monotonicamente crescenti, non si reso
necessario distinguere tra " Isotropic Hardening" e "Kinematic Hardening", fornendo in generale nel primo ciclo di carico il medesimo risultato.

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Di seguito, in funzione degli accorciamenti assiali unitari nelle lamiere, graficato l'andamento della risultante delle forze di compressione (indicate in modulo) sulla sezione
trasversale del tubolare superiore (219 mm x 6,0 mm) maggiormente compresso, in campata. Si nota, entrando in campo plastico, il "taglio" delle massime risultanti delle
forze vincolari interne al sopraggiungere dello snervamento del materiale:

Questo risultato conferma l'entrata in campo plastico della reticolare gi in condizioni di SLE; infatti, impiegando per la passerella lo schema statico di struttura
semplicemente appoggiata agli estremi, la massima sollecitazione di flessione in esercizio su una sezione della reticolare in mezzeria pu stimarsi velocemente (con
coefficienti parziali sui carichi pari all'unit) pari a Msle = (1/8)(3,5 m)[(3,0 + 5,0) kN/mq](28 m)^2 = 2750 kNm circa. Del resto la reticolare, in virt dello spessore di
partenza fissato per le lamiere del tubolare compresso, in grado di estrinsecare un momento interno al pi di (800 kN)(3,5 m) = 2800 kNm. Gi l'analisi statica lineare,
eseguita sia su modelli con elementi "TRUSS" che su modelli con elementi "BEAM", utilizzando come legge sforzi -deformazioni dei materiali una relazione perfettamente
lineare, aveva anticipato in condizioni di SLU il superamento della soglia plastica con tensioni massime nelle lamiere (stress alla Von Mises) attorno ai 290 -300 MPa,
evidenziando l'insufficienza delle sezioni magiormente cimentate.

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Modello agli elementi finiti (2D Plain-Strain) di un sottopasso pedonale: analisi in condizioni di SLE

Si riporta parte delle analisi per il calcolo delle sollecitazioni sulle strutture maggiormente cimentate di un sottopasso pedonale attraversato dalla linea ferroviaria,
perpendicolarmente al proprio asse longitudinale. L'analisi svolta nel piano (larghezza delle sezioni di verifica pari a B = 1,00 m), utilizzando il metodo " 2D plane strain
analysis" di Straus7, e in condizioni di stato limite di esercizio. La struttura scatolare viene supposta infinitamente lunga nella direzione di fuga del suo asse. Le dimensioni
geometriche del sottopasso sono: spessore costante di 50 cm, larghezza netta interna 5,00 m, altezza netta interna 4,00 m. Soletta di fondazione con mensole di 50 cm di
sporgenza. Lo spessore medio del ballast pi l'armamento di circa 80 cm; mentre lo spessore del rinterro di circa 10 cm. Si ha quindi sull'estradosso della soletta di
copertura: ballast: (0,80 m)(18,00 kN/mc) = 14,40 kN/mq, rinterro: (0,10 m)(20,0 kN/mc) = 2,00 kN/mq. Ammontano a 16,40 kN/mq. Sono stati considerati entrambi i
modelli di carico LM71 e SW2 ripartendoli secondo una pendenza 1:4 all'interno del ballast e una pendenza 1:1 nel rilevato e nella soletta in c.a. dello scatolare. La
ripartizione dei carichi stata effettuata considerando un solo binario caricato, in quanto non vi sovrapposizione tra le zone di influenza dei due binari. I massimi valori
delle sollecitazioni flettenti e taglianti risultano correlate al modello di carico LM71 (par. 5.2.2.3.1.1 - D.M.14.01.2008), che stato schematizzato da quattro assi da 250 kN
disposti ad interasse di 1,60 m e da un carico distribuito qvk di 80 kN/m in entrambe le direzioni, a partire dagli assi d'estremit e per una lunghezza illimitata. Utilizzando
un coefficiente di adattamento di 1,1 e un coeffciente dinamico pari a 1,35 si calcolato, per il suddetto treno di carico rapportato a B = 1,00 m di fuga del manufatto,
l'equivalente alle forze concentrate: q1k = [1,1 x 1,35 x [(250 kN)/(1,60 m)]/Ld] x (1,00 m) = 77,5 kN/m circa; avendo calcolato una lunghezza della ripartizione del carico
sull'asse della soletta pari a: Ld = (2,30 m) + 2x(0,35 m)/4 + 2x[(0,10 m + (0,50 m)/2] x tan(45) = 3 m circa. A favore di sicurezza, stata considerata la striscia di carico
distribuita LM71 (qvk = 80 kN/m > 77,5 kN/m) agente solo lungo la soletta di copertura dello scatolare (da asse -asse piedritti). Il modello consta di elementi "Plate"

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isoparametrici a 8 nodi con elementi " Beam" a comportamento non lineare per modellare il contatto tra struttura scatolare e terreno. Nell'animazione sottostante viene
riportata la mappatura delle tensioni assiali relativa alla semplice condizione di carico SLE: 1,0 x peso del terreno + 1,0 x treno di carico LM71:

In base alla stratigrafia del sito, ai risultati delle prove penetrometriche dinamiche (S.P.T.) e all'esame delle curve granulometriche, si potuto classificare l'area di sedime
dei terreni (coltre detritica alluvionale) come ghiaia sabbiosa con trovanti pluridecimentrici a media/bassa plasticit. Per la schematizzazione matematica del terreno si
adottato il modello di rottura non lineare alla Mohr -Coulomb, in termini di tensioni totali (condizioni non drenate). Tre provini di terreno sono stati assoggettati ad una prova
triassiale senza consolidazione e senza drenaggio (TxUU). I risultati hanno consentito di tracciare l'inviluppo a rottura nel diagramma " sigma-tau" ottenendo un valore della
Cu pari a circa 90 -100 kPa. In termini di tensioni efficaci, dalle prove di taglio drenate, si sono desunti valori dell'angolo di attrito tra i 18 e i 28 con coesioni variabili da 0
a 80 kPa circa. Il range dei valori medi per il modulo elastico dinamico stato stimato attorno ai 100 -500 MPa; mentre il modulo dinamico di Poisson oscilla tra 0,29-0,38. Il
peso dell'unit di volume stato considerato pari a 22,0 kN/mc (terreno tal quale). Relativamente alla modellazione, il contatto tra struttura scatolare e terreno stato
simulato tramite l'introduzione di particolari elementi " truss" a comportamento non lineare di tipo " cutoff-bar" (" compression only" e di tipo " brittle"). In particolare, tali
elementi sono stati modellati lungo le superfici di contatto in modo da reagire a compressione evitando che superfici di terreno e muro tendano a compenetrarsi; viceversa,
tali elementi sono stati anche definiti in modo tale da non opporre alcuna rigidezza a trazione qualora punti di terreno e muro a contatto tendano ad allontanarsi.
Nell'animazione sottostante riportato il controllo dell'entrata o meno del terreno in campo plastico per la combinazione elementare di carico considerata. Secondo le
modalit di plottaggio in Straus7, avendo definito un legame non lineare per il criterio di rottura dei terreni (in termini di tensioni totali), viene qui rappresentata per ogni
punto la differenza tra tensione nel terreno e coesione non drenata assegnata. Valori negativi indicano quindi che il mezzo rimane all'interno della relativa superificie di
snervamento.

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In base alle opzioni disponibili in ambiente Straus7, stato possibile integrare i valori delle forze assiali e le sollecitazioni flettenti ai nodi relative alla condizione di carico
elementare SLE considerata. In particolare, lanciando un'analisi statica non lineare (6 "Load -Increments"), gi tenendo conto solo del treno di carico LM71 e del peso
proprio del terreno, si potuto individuare immediatamente l'ordine di grandezza delle armature minime inferiori (tese) sulla sezione di mezzeria della soletta di copertura.

Integrando, infatti, le sollecitazioni sui nodi dei due elementi "Plate" dello scatolare in mezzeria (mediante la funzione "XY Plots" di Straus7) si stimata una componente
flettente in condizioni di stato limite di esercizio pari a circa M = 183 kNm/m (condizioni di pressoflessione retta con N = 118 kN/m). Pertanto, adottando un coefficiente di
penalizzazione della tensione limite di esercizio degli acciai delle armature di circa 0,6 = 2200/3600 (per tenere conto forfetariamente delle necessarie verifiche a
fessurazione: wk = 0,3 mm), risulta: As(min) = M/[0,9h x (0,6 x 0,8fyk)] = (18300 kNcm/m)/[0,9(43 cm)(22,00 kN/cmq) = 22 cmq/m. Si prevede, quindi, un'armatura
inferiore per la soletta di copertura pari a non meno di: 1fi18/20 + 1f16/20 = 23 cmq/m circa.

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Modello agli elementi finti su Straus7: analisi delle tensioni e delle frequenze di vibrazione di una rampa in acciaio

Di seguito viene proposta la mappatura delle tensioni alla Von Mises per una rampa in carpenteria metallica (S235JR) avente sviluppo in pianta di circa 9,5 m e imgombro
trasversale di circa 1,5 m. La scala stata pensata ancorata, tramite due mensole HEA200 - S235JR, su una parete in c.a. esistente dello spessore di 25 cm. E' risultato
conveniente adottare ancoranti chimici del tipo HILTI (HIT -HY 150 MAX + HIT-V (8.8), M16), stimando n. 6 ancoranti per ciascuno dei due incastri delle mensole. Si sono
infatti calcolate le seguenti sollecitazioni di progetto all'estremit della mensola HEA200: taglio z -z (impegna l'anima): 62 kN; taglio y -y (impegna le piattabande): 35 kN;
flettente y-y (attorno all'inerzia maggiore): 43 kNm; flettente z-z (attorno all'inerzia minore): 10 kNm. La non instabilit flessotorsionale delle mensole HEA200 (con carico
sull'intradosso) sicuramente garantita risultando gi: (b x tf)^2 [mmq] > 1,26 x L [cm] x Msd [kNcm]. L'interasse verticale delle due file di ancoranti (singola fila da 3)
stato posto pari a 300 mm, mentre l'interasse tra gli ancoranti della singola fila orizzontale stato posto pari a 150 mm, in modo da rispettare i minimi interassi per

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garantire una rottura ragionevole tipo "lato calcestruzzo". L'estremit del profilato HEA200 stato saldato tramite cordoni doppi (9 mm sulle piattabande e 6 mm sull'anima)
ad una flangia 400x400x25 - S355JR, in modo da garantire il giusto proporzionamento degli ancoranti compatibilmente con il metodo di calcolo " Valutazione ingegneristica
SOFA BOND". Si reso necessario, a tal proposito, riempire lo spazio tra l'ancorante e la piastra con una malta di opportuna resistenza a compressione. I diametri dei fori
sulle piastre sono di 18 mm e gli ancoranti M16 - cl 8.8 prevedono una coppia di serraggio di 0,080 kNm. La profondit del foro nella parete esistente in calcestruzzo di
187 mm, compatibilmente con le caratteristiche dell'ancorante.

Dati i brevi tempi di soluzione, si sono lanciate due analisi (statica lineare e non lineare con 1 singolo incremento) per indagare l'andamento delle tensioni sia nei profilati
metallici (elementi "Beam") sia nelle lamiere (elmenti "Plate" isoparametrici a 4 nodi). I cosciali della rampa (UPN240 - S235JR) sono stati modellati con elementi di tipo
"Plate" (di forma quadrangolare, mantenendo il pi possibile i valori dell'" aspect ratio" prossimi all'unit). I profilati metallici di appoggio dei gradini in gligliato sono stati
modellati tramite profilati angolari doppi (con singolo elemento "beam" a sezioni accoppiate). Le zone bullonate, di appoggio dei cosciali alle piattabande superiori delle
mensole, sono state modellate tramite " Rigid-Link" (da asse profilato HEA200 a punto di contatto della superficie della piastra bullonata) e tramite link di tipo "Master-
Slave" (per schematizzare la rigidezza della piastra bullonata anche in senso trasversale all'asse delle mensole). I carichi sono stati applicati direttamente sui profili angolari
che sostengono i gradini e successivamente combinati all'interno di Straus7. Il minimo valore dell'" error ratio" delle due condizioni elementari di carico considerate
(permanenti e variabili di esercizio con 4,00 kN/mq) risultato dell'ordine di E -12. Le sezioni scelte per i profilati portanti hanno garantito ovviamente il rispetto delle freccie
elastiche in condizioni di combinazione di carico rara (coefficiente unitario su tutte le combinazioni di carico agenti) ma sopratutto hanno consentito di arginare il pi
possibile gli effetti di disturbo causati dalle vibrazioni trasmesse dall'utilizzo stesso della scala, prevista come nuovo ingresso principale di una struttura alberghiera. Tenendo
anche conto della deformabilit delle mensole di appoggio, il massimo abbassamento in mezzeria (in corrispondenza del pianerottolo centrale) del cosciale esterno (misurato
perpendicolarmente al suo asse) di circa 10 mm, mentre il cosciale esterno ha un analogo abbassamento di poco pi di 6 mm. La successiva analisi delle frequenze ha
consentito di individuare i modi principali di vibrazione. Si vuole far notare che sia per le analisi statiche che per le analisi delle frequenze stato considerato il medesimo
modello FEM con identica suddivisione degli elementi: sostanzialmente si cercato di suddividere in elementi finiti in modo da consentire il pi possibile la massimizzazione
dell'energia cinetica con maglia dei nodi regolare (essendo nella realt le masse della rampa disposte in modo regolare nello spazio occupato). In ogni caso, interessando
solo le frequenze pi basse non stato necessario utilizzare una suddivisione in elementi finiti troppo dettagliata o particolarmente infittita in alcuni punti. Ci perch
l'addensamento della mesh nel modello stato assunto sufficientemente costante, soprattutto in virt della semplicit della struttura e della localizzazione, nota a priori,
delle maggiori tensioni prevedibili nelle lamiere. Come si pu notare dalla mappatura delle tensioni, la rigidezza dell'intera struttura risulta distribuita abbastanza
uniformemente nello spazio, confermando la scelta a priori di una suddivisione il pi possibile regolare in elementi fniti. In tal caso, si ritenuto sufficientemente attendibile
il modello con una risposta delle frequenze distribuita con maggiore regolarit sull'intera struttura, essendo prioritaria la verifica allo stato limite di esercizio in termini di
vibrazioni. Anche le connessioni bullonate di attacco dei cosciali alle piattabande superiori delle mensole HEA200 possono essere considerate, almeno in prima
approssimazione, relativamente rigide ed essere descritte senza particolare attenzione ai dettagli; non avendo infatti effetti sensibilmente importanti almeno per le basse
frequenze. Si riporta di seguito la prima forma modale (frequenza minore):

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Il minimo valore delle frequenze fondamentali della rampa stato valutato pari a circa 4 Hz (vibrazione essenzialmente orizzontale della rampa). I profilati utilizzati fanno
quindi ritenere la rampa di accesso adeguata dal punto di vista del "comfort " poich le frequenze dei modi di vibrare principali sono sufficientemente distanti dall'intervallo
delle frequenze critiche del passo degli utilizzatori (pedoni) compreso grosso modo tra 1,6 e 2,4 Hz per le frequenze verticali e tra 0,8 e 1,2 circa per le frequenze
orizzontali.

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Modello agli elementi finti su Straus7: svergolamento di un arcareccio OMEGA 150x80x5x50 (piegato a freddo)

Si riporta la verifica allo svergolamento di un arcareccio di una copertura metallica di un capannone ad utilizzo industriale. La Committenza ha imposto un interasse dei
portali di circa 6,60 m. L'interasse delle terzere stato imposto pari a 1,20 m, compatibilmente con il pacchetto di copertura previsto. Il profilo "omega" risulta di classe 4.
La verifica allo svergolamento stata eseguita modellando le lamiere dell'arcareccio mediante elementi "Plate" isoparametrici a 4 nodi. I carichi che sono stati considerati
sono: 0,20 kN/mq (pannelli coibentati di copertura), incidenza peso proprio arcarecci (0,16 kN/mq), sovraccarico per neve (1,30 kN/mq), pressione/depressione del vento in
falda (0,26 kN/mq). La verfica della freccia elastica in combinazione SLE rara ha mostrato un abbassamento in mezzeria (con vincolo di semplice appoggio tra le campate) di
circa 30 mm < L/200 = 32 mm circa. E' stata lanciata un'analisi di stabilit lineare di buckling eseguita partendo dai risultati di una precedente analisi statica non lineare,
necessaria per modellare la condizione di appoggio tra le superfici di contatto delle ali inferiori dell'arcareccio con la piattabanda superiore del traverso del portale. Tramite
infatti l'introduzione di opportuni elementi di tipo " point contact", reagenti solo a compressione, si potuto tenere conto in fase di modellazione del fatto che le superfici in
contatto non possono compenetrarsi ma possono in parte allontanarsi durante le deformazioni. Il minimo moltiplicatore critico di buckling (nelle peggiori condizioni allo SLU:
1,35(Gk1 + Gk2) + 1,50Qk1 + 0Qk2) risultato pari a 1,15 > 1. Pertanto, l'arcareccio, stante le ipotesi di vincolo fissate nella modellazione, non risulta suscettibile di
instabilit flessotorsionale, anche se al limite. Il risultato si considera pienamente soddisfacente a patto che il manto di copertura venga fissato in opera in modo
sufficientemente robusto se non altro per prevenire il distacco delle lamiere per depressioni del vento.

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Modello agli elementi finti su Straus7: analisi stato tensionale lamiere irrigidimenti traverse IPE330 portale di capannone industriale

Per indagare lo stato tensionale in punti delle lamiere non deducibili da sole semplici analisi con elementi "Beam", si sono analizzate nel dettaglio le tensioni in un modello
tridimensionale, sufficientemente particolareggiato. Si provveduto ad imporre sulle superfici e sui i bordi di estremit delle lamiere (S275JR), come condizioni di carico
iniziali di progetto, le caratteristiche delle sollecitazioni equivalenti dedotte da una precedente analisi delle sollecitazioni (condotta con soli elementi "beam") agenti lungo le

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sezioni dei profilati maggiormente cimentate. Mediante questa analisi di dettaglio, si potuto ottimizzare lo spessore delle lamiere irrigidenti e il posizionamento dei piatti di
irrigidimento trasversali, nell'intorno della sezione di incastro del portale alle colonne HEA320. Il portale (a 2 falde con pendenza 5%) prevede un profilato IPE330 continuo
bullonato sul colmo (al cambio di pendenza) e sulla piattabanda delle colonne. Per ridurre le tensioni in prossitimt degli incastri e per economizzare i costi, essendo la
maggior parte dei profilati da impiegare imposti dalla Committenza, si scelto di recuperare tronchi di profilato IPE330, opportunamente tagliati, saldandoli sia
sull'intradosso della piattabanda inferiore dell'IPE330 (passante) e sia sulla flangia bullonata (sp. 20 mm) di attacco del traverso alla colonna. Il tratto irrigidito di traversa
(pari a circa il 10% della luce del portale) stato rinforzato con dei piatti saldati di opportuno spessore. Lanciando un'analisi lineare di buckling (minimo moltiplicatore critico
circa 3) e successivamente un'analisi statica non lineare (per geometria e materiali), stato possibile appurare che le zone del traverso rinforzate riescono a rimanere in
campo elastico (massima tensione alla Von Mises attorno a 240 MPa circa), mentre si deduce che la cerniera plastica tender a svilupparsi sul traverso immediatamente a
valle della fine del rinforzo traverso -colonna. Nella modellazione, la discretizzazione delle lamiere stata condotta cercando di mantenere in tutti i punti un valore
dell"aspect ratio" prossimo all'unit, in modo da contenere cos il pi possibile eventuali errori di interpolazione/approssimazione all'interno del modello. Mediante l'analisi
statica non lineare si voluto tenere conto degli effetti del 2 ordine, per deformazione delle lamiere sotto carico: il numero dei " Load-Step" stato fissato pari a 10.

L'adozione del rinforzo delle traverse agli incastri stato anche necessario per soddisfare ragionevolmente le verifiche allo stato limite di esercizio, in quanto l'irrigidimento
delle zone nodali ha portato ad una benefica riduzione degli spostamenti verticali e trasversali del portale.

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Modello agli elementi finti su Straus7: analisi di fattibilit per un progetto architetonico di una torre in c.a. in assenza di isolatori alla base

Si riporta, di seguito, l'analisi sismica di un modello agli elementi finiti per lo studio di fattibilit di una torre di 18 piani in cemento armato ordinario, ubicata in zona sismica
(PGA pari a 0,35), a base fissa. La struttura prevista fondata su terreni notoriamente di elevata compattezza per un'altezza complessiva di oltre 60 metri dallo spiccato. La
torre una struttura essenzialmente di forma parallelepipeda. L'impalcato tipo, di pianta irregolare, circoscritto dalle seguenti dimensioni complanari: 32 m x 23 m circa. Il
progetto architettonico prevede che le finiture esterne siano costituite interamente da particolari pannelli di vetro su sovrastruttura in acciaio. I solai sono dei diaframmi a
piastra piena in cemento armato, dello spessore di 25 cm, orditi in entrambi i sensi e con sbalzi mediamente di 2 m dai pilastri di bordo (con punte di 2,90 m circa in
prossimit dei vertici). Gli elementi controventanti della torre sono rappresentati dai nuclei dei vani scala e dai nuclei degli ascensori (previsti con spessore costante di 30 cm
lungo l'intera altezza della torre). Essi risultano disposti in pianta in maniera tale da ridurre il pi possibile l'eccentricit tra il baricentro geometrico e il baricentro delle
rigidezze degli impalcati. La suddivisione della "mesh" dell'impalcato tipo ha richiesto una preventiva lavorazione (in ambiente CAD) di un opportuno modello piano, in cui
sono state impostate opportune "wireframes" seguendo la particolare disposizione dei fili fissi, aderentemente con l'idea del progetto architettonico. Successivamente,
importando in Straus7 il modello in output dall'ambiente CAD sotto forma di file formato ACIS (.sat), si provveduto alla creazione automatica della mesh per la
modellazione. In particolare, per la schematizzazione matematica dei solai a soletta piena sono stati impiegati elementi isoparametrici a 4 nodi a comportamento a piastra,
cos come per i setti dei nuclei controventanti.

I materiali pensati per il progetto della struttura sono i seguenti: conglomerato Rck = 50 MPa per i primi 5 ordini di pilastri; Rck = 40 MPa per i pilastri degli ordini
successivi. Impalcati e setti con conglomerati Rck = 30 Mpa. La distanza massima complanare tra asse pilastri e setti dell'ordine dei 7 metri circa; mentre, l'interasse tra i
pilastri a sezione circolare (tutti di 60 cm di diametro) varia tra i 4,5 m e i 6,5 m. Il carico di esercizio caratteristico sugli impalcati di circa 0,002 MPa (200 kg/mq); mentre
il peso proprio e i sovracarichi permanenti caratteristici dell'impalcato tipo ammontano a circa 0,0091 MPa (930 kg/mq). stata eseguita un'analisi dinamica modale con la
tecnica dello spettro di risposta (smorzamento: 5%). Lo spettro di progetto utilizzato stato riferito ad un terreno appartenente ad una categoria di suolo di tipo A. Come
era facile prevedere, la presenza di un terreno molto compatto in fondazione ha dimostrato una tendenza a "smorzare" gli effetti delle basse frequenze e ad esaltare invece

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gli effetti delle alte frequenze. La torre, infatti, ricevendo dal terreno azioni sismiche principalmente ad alta frequenza, ha fatto s che queste (subordinatamente alla
geometria e rigidezza dell'intera struttura) risultassero sfasate rispetto a quei particolari modi di vibrazione propri della struttura che coinvolgono la maggiore percentuale di
massa eccitata. Inoltre, a causa della forma irregolare dell'impalcato, si deciso di affrontare l'analisi sismica abbandonando la comoda ipotesi di impalcato infinitamente
rigido nel proprio piano. In particolare, si sono affrontate 32 diverse combinazioni di carico sismico: 8 coppie di azioni sismiche ortogonali per le 4 possibili posizioni in pianta
dei baricentri degli impalcati. A causa dell'elevata altezza della struttura, le suddette 32 combinazioni di carico hanno considerato, al loro interno, anche l'effetto combinato
delle imperfezioni geometriche sulla struttura durante il transitorio sismico. Tali imperfezioni, come da normativa, sono state applicate separatamente in direzione X e Y
all'altezza del piano di giacitura degli impalcati. In particolare, analizzando differenti modelli della torre, e settando per ognuno differenti vincoli al contorno "ad
hoc" (spostamenti imposti uniformemente su punti di parte del bordo di ciascun impalcato: "node restraint"), si riusciti tramite tentativi a definire due gruppi di forze
statiche equivalenti a distribuzione lineare (sia lungo X che lungo Y) che riescono, separatamente, a riprodurre le due inclinazioni della struttura lungo la verticale (Teta_i)
causate delle imperfezioni. In particolare, per saggiare la bont di tale approssimazione, sono state lanciate tutte analisi statiche lineari richiedendo anche la verifica di un
"Perform Residual Check", in modo da poter controllare di volta in volta l'accuratezza del modello e quindi l'entit degli errori di approssimazione ("maximum error ratio"
dell'ordine di 8,6E 15) durante la fase di decomposizione della matrice delle rigidezze (metodo di Crout). Parallelamente, sono anche stati studiati differenti e separati
modelli della torre per valutare gli effetti delle sole torsioni accidentali (tutte le soluzioni hanno fornito un rapporto tra max e min "pivot" dell'ordine di 1,0E+03 < 10E+10
confermando, quindi, una buona schematizzazione del modello). Tali effetti torsionali sono stati determinati come inviluppo degli effetti risultanti da un'analisi statica della
torre soggetta ad una distribuzione di momenti torcenti applicati lungo l'asse verticale di ogni impalcato e agenti tutti concordemente. In particolare, in queste ultime
simulazioni, per poter "leggere" le sollecitazioni e le tensioni sugli elementi resistenti verticali, per ciascun impalcato si reso necessario introdurre dei "rigid -link" che
permettessero di fissare il centro geometrico dell'impalcato sui cui applicare la coppia torcente. Come da norma, le eccentricit sono state valutate pari al 5% delle
dimensioni in pianta dell'impalcato tipo. Anche a conferma dei risultati dell'analisi delle frequenze di vibrazione, la torre non risulta particolarmente sensibile agli effetti
torsionali per eccentricit dei carichi (il massimo coefficiente di partecipazione modale per il modo puramente torcente di vibrare non supera infatti il valore dell'1,3%);
anche in virt della presenza baricentrale dei nuclei controventanti. Di seguito, viene riportata un'animazione relativa alla simulazione dei soli effetti delle eccentricit per
tagliante sismico sulla struttura in direzione X (in particolare, con ey > 0). I principali periodi propri di vibrazione della torre risultano: Tx = 1,73 sec; Ty = 2,3 sec.

L'analisi dell'inviluppo delle sollecitazioni sismiche sulla struttura (EC0 prospetto A1.2(A) e punto 6.4.3.4) ha mostrato che le massime sollecitazioni flettenti interessano le
solette degli impalcati (vincolati iperstaticamente in testa e al piede dei pilastri e ai bordi dei setti verticali), come era d'altronde facile prevedere, essendo la struttura
abbastanza snella con tipica deformazione a flessione da "mensola equivalente" (ovviamente in termini di configurazione mediamente assunta). Come noto, infatti, la
componente flessionale di una struttura sottoposta a forze orizzontali diventa sempre pi importante (rispetto alla deformabilit per solo taglio, tipica delle strutture basse e
con comportamento di telaio "shear-type") all'aumentare del rapporto altezza/larghezza del telaio, fino a diventare predominante nelle strutture molto snelle. Si visto,
infatti, che ai piani bassi le forze di interazione tra i setti dei nuclei e gli impalcati orizzontali tendono ad incrementare le sollecitazioni sulle pareti verticali stesse, mentre ai
piani superiori tendono a sollecitare maggiormente le solette degli impalcati, concentrando i maggiori punti lungo il perimetro di contatto con le pareti esterne dei nuclei. A
tal proposito, si deciso di analizzare nel dettaglio le sollecitazioni allo SLU dell'impalcato maggiormente sollecitato (assunto quale "impalcato tipo") dalla Myy [kNm/m].
Stante la geometria della torre e l'ipotesi di base fissa, per una stima qualitativa della corrispondente quantit di armatura lenta necessaria per la soletta piena, stato
utilizzato un filtro sul plottaggio dei valori delle sollecitazioni flettenti agenti. Ovvero, fissando su tutta la superficie dell'impalcato tipo un'armatura diffusa (disposta
superiormente e inferiormente lungo X-X e Y-Y) di 1fi18/20 = 12,72 cmq/m, il relativo momento resistente ultimo ammonta a circa: Mrd = [0,9*(21 cm)*(39 kN/cmq)/(100
cm/m)]*(12,72 cmq/m) = 93,8 kNm/m. Pertanto, forzando in Straus7 il plottaggio utilizzando proprio quest'ultimo valore come limite minimo, si riusciti (rendendo incolori
tutte le aree con Msd < Mrd) ad individuare immediatamente i punti e le zone con i maggiori picchi di sollecitazioni flettenti: parti prive di colore tutte quelle aree "coperte"
dalle armature diffuse. Particolari nella figura sottostante:

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Come si pu notare oltre all'armatura diffusa fissata, necessario disporre delle reti aggiuntive in corrispondenza principalmente dell'incastro con i pilastri e lungo alcune
parti del perimetro di contatto con i setti verticali. In particolare, avendo definito per gli elementi isoparamentrici una coppia di inviluppi (minimo e massimo assoluti),
tenendo conto della convenzione sui segni delle sollecitazioni di Straus7, possibile risalire immediatamente al quantitativo di armature (rispettivamente, inferiori e
superiori) necessarie. Nel particolare, lungo la direzione maggiormente sollecitata Y -Y, il quantitativo (massimo) di rete aggiuntiva (superiore), da posare sotto i pilastri e
all'incastro con i setti verticali, ammonta a:

Ff = [(426,05 93,80) kNm/m]*(100 cm/m)/[0,9*(21 cm)*(39 kN/cmq) = 45,07 cmq/m (pari a 1fi24/10).

Mentre lungo la direzione X -X le reti superiori in corrispondenza dei pilastri (che vanno ad integrare l'armatura diffusa) ammontano ad un massimo di 1fi18/20. Con
procedura del tutto analoga, si potuto dedurre che le reti aggiuntive (inferiori e in direzione Y -Y) sotto i pilastri ammontano ad un massimo di 1fi20/10; mentre, in
direzione X-X la rete diffusa inferiore di 1fi18/20 sufficiente anche in corrispondenza dei pilastri e lungo il perimetro dei setti.

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Analisi dinamica modale con spettro di progetto su telaio "shear -type"

Animazione relativa ai risultati di un'analisi dinamica modale, tramite l'utilizzo dello spettro di risposta, per struttura a telaio in calcestruzzo armato, destinata a civile
abitazione. La struttura ubicata in zona sismica di tipo 1 (Ord. 3274 punto 3.2.1) con PGA pari a 0,35 e appartenenza del suolo di fondazione al tipo B. Il valore del fattore
di struttura q utilizzato per la definizione dello spettro di risposta in termini di pseudo-accelerazioni stato valutato pari a 5,85. Sebbene la struttura verifichi sia le condizioni
di regolarit in pianta che in altezza, si deciso di eseguire ugualmente un'analisi dinamica modale. Nella modellazione FEM (travi e pilastri schematizzati con elementi di
tipo "beam"), la rigidezza delle sole travi stata ridotta della met per tenere conto degli effetti fessurativi, mentre le sezioni dei piastri sono state considerate integre. Il
modello implementato, da un punto di vista dinamico, ammette valida l'ipotesi di impalcato infinitamente rigido nel proprio piano, essendo quindi caratterizzato da tre gradi
di libert per singolo impalcato (presenza di "rigid-liks). Inoltre, applicando opportuni momenti nei punti baricentrali di convergenza dei rigid-links, si potuto tenere conto
degli effetti delle eccentricit accidentali nel calcolo delle sollecitazioni sui vari elementi strutturali. I valori massimi della risposta (CQC) ottenuti da ciascuna componente
orizzontale dell'azione sismica, applicata separatamente, sono stati combinati sommando, ai massimi ottenuti per l'azione applicata in una direzione, il 30% dei massimi
ottenuti per l'azione applicata nell'altra direzione. Sono state, quindi, considerate 32 diverse combinazioni di carico, in quanto 8 sono le coppie di azioni ortogonali da
moltiplicare per le 4 possibili posizioni del centro delle masse.

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Analisi dinamica modale 3D (no "shear-type")

Si studiato un modello FEM costituito sia da elementi di tipo "plate" (impalcati e travi) che da elementi di tipo "beam" (pilastri). Anche in questo caso, tramite l'utilizzo
dello spettro di progetto delle pseudo-accelerazioni, stato possibile approssimare la struttura in campo elastico, eseguendo in particolare un'analisi dinamica modale.
Schematizzando l'impalcato con elementi di tipo "plate" stato possibile valutare l'ordine di grandezza delle sollecitazioni flettenti che sollecitano i solai. Il modello in
questione risulta regolare in altezza ma non regolare in pianta, poich l'elevata eccentricit tra il baricentro geometrico e il baricentro delle rigidezze non rispetta le
prescrizioni della Normativa utilizzata per il calcolo (a causa dei vani scala eccentrici). Inoltre, in questo particolare modello, non stata imposta la condizione di piano
infinitamente rigido (assenza di rigid-links); non stata inoltre considerata alcuna riduzione delle rigidezze degli elementi strutturali. In quest'ultimo caso, risultando

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maggiormente rigida tutta la struttura, nella verifica allo SLU si sono interessate frequenze maggiori dello spettro, con pi alti valori delle accelerazioni di risposta. Viceversa,
nel condurre la verifica allo SLD, si ridotta opportunamente la rigidezza dei montanti in modo da spostare la risposta verso le frequenze minori, penalizzando gli
spostamenti di interpiano. Inoltre, essendo la struttura ubicata in zona montana, non si trascurato lo studio degli effetti del vento Qk2 in concomitanza con i carichi
permanenti Gk e variabili di esercizio Qk1. L'animazione sottostante riporta parte dei risultati delle analisi condotte.

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Pushover su telaio 2D (analisi statica non -lineare)

In questa animazione, si implementata un'analisi statica non -lineare (di tipo "pushover") per studiare la risposta di un telaio perimetrale di una struttura esistente in c.a. in
campo non lineare, valutando l'ordine di grandezza dell'effettiva duttiit globale attraverso l'evoluzione delle cerniere plastiche (evidenziate, nell'animazione, di colore rosso
e in forma normalizzata rispetto alla soglia plastica). Come noto, le analisi di "pushover" costituiscono un sistema sintetico che ha lo scopo di ottenere una rappresentazione
globale semplificata della risposta anelastica di un sistema complesso nGL (ad esempio, un telaio multipiano), evitando di eseguire l'integrazione diretta dei sistemi delle
equazioni del moto, altrimenti necessaria per valutare il comportamento in campo non lineare. Dal punto di vista operativo, stato necessario definire preliminarmente i
diagrammi momento-curvatura per tutte le sezioni del sistema strutturale (travi e pilastri), utilizzati come dato input nella modellazione. Questo si tradotto in un rilievo
delle armature, della geometria delle sezioni e delle caratteristiche meccaniche dei materiali della struttura esistente. In particolare, l'analisi statica non -lineare stata
condotta applicando al telaio piano un sistema di forze (applicate sul baricentro di ciascun livello) proporzionale al prodotto delle masse sismiche per la prima forma modale
(preventivamente ottenuta dall'analisi modale troncata al I modo di vibrare). Attraverso un'analisi incrementale si analizzata la progressione delle plasticizzazioni degli
elementi fino al raggiungimento del collasso per formazione delle cerniere plastiche alla base dei montanti. Tramite questo tipo di analisi, stato possibile ricavare il valore
effettivo del coefficiente di struttura del telaio. Inoltre, stato possibile appurare che la progettazione della relativa struttura 3D con il criterio del "capacity design" ha
consentito di indirizzare correttamente le plasticizzazioni nelle travi. I risultati dell'analisi di "pushover" sono stati poi utilizzati per ottenere una rappresentazione sintetica
della capacit sismica della struttura, esprimendola in termini prestazionali generalizzati, che stata poi confrontata direttamente con la "domanda" espressa dallo spettro di
progetto.

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Cliccando su " Result Settings " in ambiente Straus7 stato possibile settare le preferenze per il plottaggio delle zone in cui si sviluppano le plasticizzazioni (" Normalize to
Yield"):

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In particolare, avendo orientato gli assi degli elementi "Beam" delle travi secondo l'asse "3", la curvatura delle travi verr misurata rispetto al piano individuato dall'asse
locale "2" delle trave, perpendicolare al suo asse e nel piano del telaio analizzato (assi locali 2-3 per gli elementi "Beam" delle travate). Per chiarezza di lettura, si imposto
di plottare con colorazione rossa tutte le zone in cui si formano e si sviluppano le zone plasticizzate (oltre la soglia di snervamento):

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Analisi terreno: tensioni e cedimenti fondazione (analisi statica non -lineare)

Nell'animazione sottostante viene riportato il risultato di un'analisi statica non -lineare, relativa al progressivo andamento degli effetti tensionali indotti in un terreno a causa
dei cedimenti imposti ad una struttura di fondazione in cls schematizzata come rigida e di forma quadrata in pianta (larghezza 6,0 m), con piano di imposta a livello del
piano campagna. Il terreno, supposto non interessato da falda, stato schematizzato (tramite elementi piani di tipo "plate") come un materiale elastico perfettamente
plastico alla Mohr -Coulomb. Come noto dalla Geotecnica, il modello di Mohr -Coulomb descritto da un legame di tipo attritivo che mette in relazione l'intensit degli sforzi
normali (e dell'eventuale coesione) con il valore della resistenza al taglio, in funzione anche del valore dell'angolo di attrito interno che schematizza il tipo di terreno
indagato. Data la simmetria geometrica del problema, la simulazione stata condotta considerando una sola met della fondazione, applicando per le dovute condizioni al
contorno per rendere coerente il modello FEM analizzato con la configurazione reale studiata. Considerando il volume di terreno interessato di estensione infinta e con
identiche caratteristiche meccaniche e fisiche in tutto il suo spazio, stato possibile affrontare un'analisi piana considerando identicamente nulle le deformazioni unitarie (e
quindi le relative tensioni) del terreno in direzione Z (direzione orizzontale, perpendicolare al foglio). Vengono, in sostanza, ignorate tutte le deformazioni che non sono
comprese all'interno del piano che contiene il modello FEM. Entrando nel dettaglio, uno tra i tanti scenari di progetto considerati prevedeva i seguenti dati di progetto per la
descrizione del terreno: modulo di Young E = 250 MPa; coefficiente di Poisson v = 0,28; coesione terreno c = 0,09 0,1 MPa (condizioni senza consolidazione e senza
drenaggio: TxUU). La fondazione stata ipotizzata perfettamente rigida e aderente in ogni suo punto al terreno, eliminando eventuali slittamenti in direzione orizzontale.
Avendo precedentemente previsto per altra via un abbassamento complessivo della base della struttura di circa 10 cm, si imposto nei punti di contatto tra fondazione e
terrreno un cedimento pari all'abbassamento calcolato. In questo modo, tenendo conto della non linearit del materiale, stato possibile valutare l'andamento e le intensit
delle tensioni di compressione all'interno del terreno durante il progredire dei cedimenti. In questo particolare caso, stato quindi possibile calcolare, sull'estradosso della
fondazione, una pressione massima di contatto attorno ai 500 kPa (ovviamente mediata nei punti di contatto tra struttura e suolo). ck to Top

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Modello FEM copertura metallica: analisi statica lineare allo SLU

Nell'illustrazione sottostante riportato un esempio di modello agli elementi finiti utilizzato per la verifica di fattibilit del progetto architettonico di una copertura metallica di
circa 16,0 m di luce in pianta. Il progetto architettonico prevedeva, in particolare, delle travi portanti composte con singola piattabanda superiore e con forature circolari
nell'anima. L'interasse tra le travi portanti era stato fissato pari a 4,50 m. La particolare scelta della geometria della trave portante, nella fase del progetto architettonico, ha
costretto la modellazione di ciascuna trave metallica mediante l'utilizzo di elementi bidimensionali (di tipo "plate" ad 8 nodi) in modo anche da ubicare i fori nelle posizioni
fissate come da progetto architettonico. Inoltre, per eliminare alcune particolari condizioni di singolarit durante il lancio della soluzione del modello ("drilling degree of
freedom stiffness"), stato necessario posizionare in modo opportuno dei "rigid -link" nei nodi di connessione delle travi secondarie sull'anima del profilato forato. Inoltre,
per verificare le travi dell'orditura secondaria si proceduto ad imporre opportuni svincoli del grado di incastro agli estremi ("end -release") in modo da imporre il vincolo di
semplice appoggio. Il modello FEM consta di 41605 nodi, 1617 elementi "beam", 12660 elementi "plate" e 3107 Link (di cui 2676 di tipo "Master -Slave" e 431 rimanenti di
tipo "Rigid-Link"). La struttura stata verificata anche all'instabilit, eseguendo un'analisi di buckling per valutare il moltiplcatore critico applicato alla condizione di massimo
sovraccarico. In particolare, il carico permanente del pacchetto di copertura, stimato attorno ai 45 daN/mq, stato combinato con il massimo sovraccarico variabile per neve
(stimato attorno a 150 daN/mq). I vari carichi sono stati assegnati caricando in modo opportuno gli elementi "plate" che modellano la piattabanda superiore del profilato
forato. La resistenza di calcolo utilizzata per l'acciaio fyd = 235 MPa. Come si pu vedere, nella peggiore combinazione di carico allo SLU, la massima tensione (Von Mises)
sul profilato metallico forato nell'anima arriva a circa 223 MPa (Plate Stress).

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Instabilit per imbozzamento dell'anima (analisi lineare di buckling)

Come anticipato sopra, gli elementi strutturali portanti della copertura metallica sono stati analizzati anche all'instabilit, eseguendo un'analisi lineare di buckling. Il metodo
di calcolo utilizzato prevede l'estrazione degli autovalori come moltiplicatori critici dei carichi (in questo caso, la peggiore combinazione dei carichi: pesi propri, sovraccarichi
permanenti in presenza di neve sulla copertura Qk1). Essendo il modello abbastanza particolareggiato, per la soluzione del problema degli autovalori si sfruttato il metodo
di "iterazione del sottospazio" limitando a 2 il numero dei coefficienti critici di collasso. In particolare, il numero di vettori addizionali inclusi nell'iterazione nel sottospazio

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stato scelto pari a 6. Il limite per il "check" della convergenza del calcolo iterativo stato posto pari a 1,0e -5. I due autovalori (moltiplicatori critici) ottenuti dall'analisi sono
1,14740 per il modo 1 e 1,14762 per il modo 2. Parallelamente, stato comunque controllato l'esito della verifica allo "Sturm check" (in gergo "spectrum slicing") per
verificare il corretto numero di autovalori nel calcolo iterativo nel sottospazio. Come possibile vedere dall'animazione sottostante, l'instabilit per imbozzamento (buckling,
appunto) un tipo di instabilit elastica tipica di strutture lunghe e sottili (in questo caso, quelle parti dell'anima del profilato forato sollecitate maggiormente a
compressione). In pratica, tramite l'analisi di buckling si esaminato l'equilibrio (in campo elastico) degli elmenti portanti della copertura nel punto di biforcazione
dell'equilibrio: alcune parti della struttura soggette ad intense compressioni (zone dell'anima ai bordi inferiori dei fori) passano dall'equilibrio elastico all'instabilit,
imbozzandosi fuori dal loro iniziale piano di giacitura. Ovviamente, il limite di questo tipo di analisi che nulla dice a valle del punto di biforcazione: stata in ogni modo
necessaria, come preverifica, per poter meglio definire i parmetri necessari alla corretta impostazione della successiva analisi statica non -lineare. Si ritenuto infatti
necessario eseguire anche un'analisi statica non-lineare, infittendo il numero di incrementi di carico in vicinanza del valore del carico critico, in modo cos da studiare il
comportamento della struttura in condizioni di instabilit eventualmente anche al di fuori del campo elastico, avendo definito in particolare un legame elastico perfettamente
plastico per il materiale acciaio, nell'eventualit appunto che alcune parti della struttura si plasticizzino.

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Analisi dinamica di una pila bicava per impalcato ferroviario

Nell'animazione sottostante viene riportato il risultato di un'analisi dinamica di una pila bicava in c.a. di un viadotto ferroviario. La soluzione strutturale adottata per
l'impalcato del viadotto ha previsto l'impiego di due cassoni in c.a.p. preteso. Dopo lo scassero ed il trasporto, i due cassoni prefabbricati sono stati agganciati ad un carro
varo per la posa in opera sugli appoggi definitivi. Successivamente, dopo il completamento dei getti di sutura, si provveduto alla tesatura dei cavi di precompressione dei
traversi. In questo particolare caso, le due semi-met dell'impacato sono state realizzate in un campo di prefabbricazione in cantiere, presentando un peso di circa 4600 kN
ciascuna. Il viadotto costituito da impalcati della lunghezza di 33,60 m ciascuno, con altezza delle travi precompresse di 2,97 m. Brevemente, si elencano i dati di progetto
fondamentali per l'analisi sismica: peso complessivo (strutturale, ballast, ecc.) dell'impalcato sostenuto dalla singola pila: 13000 kN; peso pulvino 2000 kN. La pila in
questione, di altezza maggiore, si erge per circa 22,0 m dallo spiccato. La pila presenta alla base un dado di fondazione di pianta quadrangolare di dimensioni 16,00 m e
11,50 m e di spessore pari a 2,50 m. Il dado di fondazione ancorato in profondit nel terreno tramite 12 pali di diametro 1500 mm ad interasse di 4,50 m l'uno dall'altro e
profondi circa 50 m. La natura geologico-geotecnica e dinamica dei terreni di fondazione, richiedendo in particolare ai pali di lavorare sia di punta che per attrito laterale, ha
permesso in un primo momento di schematizzare la pila come incastrata alla base. La pila sottoposta ad analisi presenta un andamento rastremato verso l'alto. In
particolare, ha all'interno due cavit uguali separate da un setto di spessore costante (60 cm) lungo tutta l'altezza. Allo spiccato la sezione della pila presenta uno spessore
medio delle pareti esterne di circa 100 cm con dimensioni in pianta pari a 11,50 m e 4,30 m. In sommit, la sezione presenta dimensioni pari a 10,00 m e 3,20 m con
spessore medio delle pareti esterne pari a 50 cm. Il viadotto (fattore di importanza pari a 1,0) interessa terreni di tipo B con PGA pari a 0,35. Seguendo le indicazioni della
normativa utilizzata per la progettazione, in funzione della geometria della pila, si sono calcolati i seguenti valori dei coefficienti di struttura per le due direzioni X e Y
interessate dal tagliante sismico. In particolare, si calcolato: dirX q = 3,50 e dirY q = 1,91. Sono stati utilizzati quindi due differenti spettri di progetto nelle due direzioni X
e Y componendo gli effetti dei taglianti sismici secondo le prescrizioni della normativa usata. In funzione delle sollecitazioni di progetto fornite dalle analisi, su ogni sezione
della pila, stato possibile effettuare un predimensionamento delle armature longitudinali e trasversali necessarie come dato input (diagrammi momento -curvatura) per una
successiva analisi dinamica nel transitorio, tramite l'impiego di accelerogrammi spettro -compatibili.

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Analisi statica non -lineare: taratura parziale di un modello di interazione terreno-struttura di sostegno, mediante analisi tensionale piana

Si riporta l'analisi di uno stato tensionale piano (" 2D plane strain"), relativamente all'interazione di un'opera di sostegno in calcestruzzo armato (di altezza 6,0 m e spessore
costante di 50 cm per le sezioni resistenti in c.a.) con un terreno a comportamento non lineare. La struttura in calcestruzzo armato stata modellata nel piano utilizzando
elementi "Plate" quadrati (25 cm x 25 cm) isoparametrici a 8 nodi, perfettamente elastici; mentre, il volume di terreno interessato dall'opera stato schematizato con
elementi "Plate" isoparametrici a 4 nodi a non linearit meccanica, con medesima dimensione di base, opportunamente infittiti in certi punti per agevolare la convergenza. A
monte, il terreno risulta sollecitato da un carico superficiale massimo, a stesa uniforme, di circa 2 t/mq (valore caratteristico). Le indagini in situ del terreno in questione
hanno permesso di fissare i seguenti parametri geotecnici, almeno per il calcolo: densit terreno tal quale 21 kN/mc; modulo elastico (tangente iniziale) E = 20 MPa;
modulo di Poisson 0,3; angolo di attrito efficace 35; coesione 0,05 MPa. Pur essendo maggiormente corretto impiegare modelli elastoplastici incrudenti per i terreni, si
deciso di modellare il volume interessato dall'opera utilizzando un modello elastico perfettamente plastico (analisi statica non lineare per non linearit meccanica). La
resistenza al taglio del terreno stata in particolare espressa tramite il modello attritivo alla Mohr -Coulomb. Di seguito, si riportano i dati inizialmente posti in input per
schematizzare parte del terreno spingente in ambiente Straus7. Notare il valore del modulo elastico, fissato pari al valore tangente iniziale:

Relativamente alla modellazione, il contatto tra muro e terreno (in assenza di sforzi di frizione) stato simulato tramite l'introduzione di particolari elementi "truss" a
comportamento non lineare di tipo "cutoff-bar" (" compression only" e di tipo "brittle "). In particolare, tali elementi sono stati modellati lungo le superfici di contatto in modo
da reagire a compressione evitando che superfici di terreno e muro tendano a compenetrarsi; viceversa, tali elementi sono stati anche definiti in modo tale da non opporre
alcuna rigidezza a trazione qualora punti di terreno e muro a contatto tendano ad allontanarsi. Si inoltre riportato lo stato tensionale del terreno nell'intorno dell'opera e in
vicinanza dell'applicazione del carico superficiale. Utilizzando infatti un'opportuna mappatura a colori (" Mohr-Coulomb equivalent stress ", II animazione sulla destra) stato
possibile misurare direttamente di quanto ciascun punto di tensione del terreno sollecitato dista dalla relativa superficie di snervamento: valori negativi stanno ad indicare
infatti che parti del terreno sono ancora all'interno della superficie di snervamento; mentre valori positivi indicano che parti del terreno sono al di fuori della superficie di
snervamento (quindi sono penetrati in campo plastico). Come si pu notare nella prima simulazione in basso a destra, seppur in circoscritte zone immediatamente a valle
del muro, il terreno penetra localmente in campo plastico (Plate Stress MC > 0), dando conferma cos della posizione del centro istantaneo di rotazione del sistema muro -
terreno e quindi dell'ipotesi di rotazioni per condizioni di spinta attiva. In questa simulazione, si supposto un terreno spingente e un terreno di fondazione con circa il
medesimo grado di compattazione e analoghe caratteristiche attritive:

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La discretizzazione della mesh del modello stata man mano ottimizzata fino a favorire una veloce convergenza della soluzione non lineare. Gli step di carico sono stati
applicati in maniera monotonicamente crescente fino alla configurazione di progetto (1,35xDL + 1,5xLL); rimanendo la soluzione globalmente entro i limiti della portanza del
terreno. L'infittimento della maglia agli elementi finiti si reso comunque necessario soprattutto negli angoli di contorno dell'elemento muro (spigoli) a contatto con il
terreno e nell'intorno della zona di applicazione del carico distribuito a monte; coerentemente con i limiti propri di una schematizzazione del terreno alla Mohr -Coulomb in
un'analisi agli elementi finiti. L'analisi concentra la sua attenzione sullo stato tensionale (trazione -compressione) nella sezione orizzontale di incastro del paramento alla
soletta, dove maggiori risultano le tensioni. A tal proposito, la struttura di contenimento in c.a. stata modellata come elastica lineare e, tramite la funzione " XY Plots" di
Straus7, si potuto integrare le sollecitazioni tensionali (in termini di "Plate Force YY ") lungo i bordi degli elementi "Plate" della struttura in c.a. Relativamente all'ultimo
incremento dei carichi ("11 Increment"), e in funzione dei dati di progetto fissati per i terreni, nelle sezioni prossime all'incastro si sono letti i seguenti valori delle
sollecitazioni (compressione assiale) Nsd = 91 kN/m e (flettente) Msd = 294 kNm/m:

L'entit della sollecitazione di flessione all'incastro risulta inferiore al valore atteso relativamente ad un muro di sostegno alto 6 metri con terreno in condizioni di spinta
attiva. Avendo infatti rinunciato ad una descrizione, e discretizzazione troppo dettagliata nel modello, delle caratteristiche geologiche e geotecniche dei terreni interessati
dall'opera (nessuna differenziazione sui moduli elastici) e dovendo per stimare almeno le massime sollecitazioni alla base del muro anche in presenza di spinte
idrodinamiche, si inizialmente deciso di tentare la taratura del modello variando solo alcune condizioni al contorno; lasciando quindi invariati i dati geotecnici assunti per
l'intero volume di terreno. A tale scopo, bastato imporre un opportuno grado di vincolo (" Node Restraint ") al solo nodo di contatto degli spigoli inferiori della mensola a
valle, nell'intorno del centro istantaneo di rotazione del sistema terreno-muro. Come si pu notare infatti nell'animazione sottostante a destra, il vincolo cinematico imposto,
eliminando tutte le punte localizzate di terreno plasticizzato negli spigoli in fondazione, sfalsa per completamente lo stato tensionale soprattutto attorno alla soletta.

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D'altra parte, mediante l'introduzione del vincolo cinematico, le massime tensioni nel paramento verticale risultano sufficientemente allineate ai risultati deducibili da un
semplice schema teorico di corpo rigido con schema isostatico di mensola incastrata alla base e con carico triangolare del terreno (in condizioni di spinta attiva). In basso,
viene riportato il grafico delle sollcitazioni integrali agli stati limite ultimi (Nsd; Msd) valutate tramite analisi " 2D Plain Strain" nella sezione maggiormente cimentata del
paramento, in presenza di detto vincolo:

Il risultato dell'analisi dimostra la sufficiente taratura del modello almeno - si rimarca - per quanto riguarda le sollecitazioni all'incastro del paramento. Infatti, nel caso di una
mensola rigida isostatica (corpo rigido), la risultante della spinta litostatica orizzontale del terreno (condizioni attive) P = 0,5[(21 kN/mc)(6,0 m)^2]0,27 = 102 kN/m, con
retta di applicazione ad 1/3 dalla sezione di incastro: (1/3)(6,0 m) = 2,0 m; avendo appunto valutato un coeffciente di spinta attiva pari a 0,27 per terreno con angolo di
attrito efficace di 35. La risultante delle pressioni orizzontali dovute al sovraccarico uniformemente distribuito in superficie, a monte del muro, invece: Q = (20 kN/mq)
(6,0 m)0,27 = 32,4 kN/m, con retta di applicazione a quota 0,5(6,0 m) = 3,0 m dalla sezione di incastro. La sollecitazione flettente di progetto (1,35xDL + 1,5LL) si calcola
quindi: Msd = 1,35[(102 kN/m)(2,0 m)] + 1,5[(32,4 kN/m)(3,0 m)] = 420 kNm/m; prossima al valore computato mediante analisi FEM (430 kNm/m). L'armatura tesa
(minima necessaria) da disporre nella sezione pressoinflessa allo spiccato : As = MSd/[0,9hfyd] - Nsd/fyd = (43000 kNcm/m)[0,9(44 cm)(39 kN/cmq)] - (91 kN)/(39
kN/cmq) = 25,5 cmq/m. Dovendo tenere conto anche delle necessarie verifiche a fessurazione e delle sollecitazioni in presenza di sisma (comunque con ag/g SLV = 0,144,
Betam = 0,29 e in terreni di classe A), si fissata un'armatura tesa di almeno: 1fi18/20 + 1fi20/20 (per un totale di 28,4 cmq/m). Poich la struttura di contenimento
stata modellata utilizzando elementi "Plate" isoparametrici a 8 nodi di forma quadrata (25 cm x 25 cm), stato agevole in ambiente Straus7 studiare anche differenti
condizioni di carico al contorno, agenti quest'ultime direttamente sulla superficie del paramento (distribuzioni idrauliche statiche e dinamiche). In questo modo, interessando
soprattutto le massime sollecitazioni alla base del muro, bastato variare in input il valore della densit del terreno spingente (terreno alleggerito in falda), mantenendo il
risultato in un file separato. In quest'ottica, conveniente mantenere separate le due differenti analisi tramite il solutore " Nonlinear Static", eseguendo disgiuntamente
analisi non lineari per i carichi della sola matrice solida delle terre e per i carichi idrodinamici, utilizzando sempre un modello tarato. Infine, potendo fattorizzare i risultati
delle due analisi su un unico file "Target.nla" (non lineare) si potuto monitorare l'andamento complessivo delle sollecitazioni tensionali per qualsiasi configurazione di
carico. Nell'animazione sottostante riportato invece il risultato di un'analisi statica non lineare effettuata fissando per il terreno spingente a monte un modulo elastico
(secante) di circa 8-10 MPa (ad esempio, una sabbia sciolta al primo ciclo iniziale di carico e una pressione di contenimento di 0,1 MPa). Mentre, per il terreno di fondazione
stato utilizzato un valore del modulo (tangente iniziale) pari a 300 MPa.

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Quest'ultima soluzione ha utilizzato un numero di "Load Steps" pari a 10. Non avendo considerato alcuna frizione nell'interfaccia paramento-terreno, si potuto utilizzare
indifferentemente elementi di contatto di tipo "Point Contact" (Normal) o di tipo "Cutoff bar". stato possibile riportare l'andamento delle pressioni orizzontali del terreno
spingente sul paramento in funzione dei vari incrementi di carico. Si pu osservare come la distribuzione pseudotrapezoidale delle spinte tenda a delinearsi, con pendenze
sufficientemente definite, a partire da circa 1 metro al di sotto della testa del paramento, essendo quest'ultimo rastremato in testa per 75 cm. Come si pu notare,
nell'ultimo incremento di carico (vedere legenda nella figura in basso "10 Increment"), la risultante complessiva delle spinte del terreno risulta pari a circa 120 kN/m (Area:
1,193x10^2), in buon accordo con il valore complessivo (terra + sovraccarico) precedentemente computato sul semplice schema di mensola isostatica: (102 kN/m + 32,4
kN/m = 134,4 kN/m):

Si nota che la curva finale (relativa all'incremento 10) presenta la classica forma a trapezio, tipica dell'azione contemporanea di una spinta triangolare del terreno con una
spinta rettangolare costante dovuta al sovraccarico in superficie. Anche in questo caso, si voluto indagare lo stato tensionale nella sezione di incastro del paramento.
Integrando sulle tensioni, si sono ricavati i seguenti valori delle sollecitazioni di progetto (Nsd = 91 kN/m; Msd = 394 kNm/m):

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I risultati, in questo caso, risultano in buon accordo con quelli attesi per l'opera in oggetto in assenza di attrito all'interfaccia muro -terreno. Si potranno quindi allineare
agevolmente i risultati del modello FEM, al caso teorico di mensola isostatica incastrata, semplicemente "aggiustando" per tentativi il valore del modulo elastico (secante) del
solo volume di terreno a tergo del muro.

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Analisi stazionaria di un moto di filtrazione in un terreno saturo: analogia con equazione di Laplace per un flusso di calore in condizioni stazionarie

Si riporta l'analisi termica stazionaria (eseguita con il solutore "Steady State heat " di Straus7) di un flusso di calore da "nodi sorgente" (di colore rosso, a temperatura fissata
di 4C) a "nodi riferimento " (di colore bianco, a temperatura minore di valore costante di 0C ), attraverso uno spazio bidimensionale. Il mezzo attraverso cui avviene il
flusso di calore stato schematizzato come omogeneo e isotropo in tutte le direzioni nel piano. Tramite l'analogia tra bilancio di un flusso stazionario di calore attraverso un
solido e bilancio del moto isocoro di filtrazione in un mezzo permeabile saturo stato possibile utilizzare l' equazione di Laplace. In particolare, si voluto indagare
l'andamento delle superfici di carico piezometrico (moto stazionario nell'acquifero) per filtrazione nell'intorno di un diaframma di 8,5 metri (ipotizzato completamente
impermeabile), infisso per 4,5 m in un terreno di permeabilit pari a k = 0,00001 m/s. Le perdite di carico piezometrico complessive, in base alle condizioni al contorno
riscontrate nei pressi del diaframma, sono stimate attorno ai 4 m di colonna d'acqua. Per analogia, in virt della dell'equazione di Laplace, stato possibile associare alla
temperatura T (C) il valore del carico piezometrico h (in termini di metri di colonna d'acqua). Le condizioni al contorno nel modello richiedono di fissare per i nodi a monte
(segnati in rosso) una temperatura fissa di hin = Tin = 4C, e per i nodi a valle del diaframma (segnati in bianco) una temperatura fissa di hfin = Tfin = 0C. Nei punti del
modello dove fisicamente non pu esserci flusso normale alle superfici (in particolare, lungo il contorno della superficie del diaframma e lungo le rimanenti zone perimetrali
che delimitano lo spazio del mezzo filtrante) bastato non specificare in input alcun valore di temperatura ai nodi. La perdita di carico piezometrico complessiva ammonta a:
hin - hfin = 4 m. Il mezzo di filtrazione stato modellato attraverso elementi "Plate" a 4 nodi isoparametrici, ponendo il valore della conducibilit termica uguale al valore
della conducibilit idraulica del mezzo poroso. L'andamento dei contorni delle temperature rappresentano, secondo l'analogia, le linee di carico piezometrico costante (per
l'analogia ai C corrisponde il carico piezometrico in termini di metri di colonna d'acqua):

Le mappature dell'andamento dei flussi di calore, secondo l'analogia nell'equazione di Laplace, rappresentano invece i campi delle isovelocit (medie) di filtrazione

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(apparente) in seno al mezzo poroso, sempre in condizioni di flusso stazionario. Notare che, essendo la soluzione dell'equazione di Laplace dipendente solamente dalla
conducibilit e dalle condizioni al contorno del mezzo, per la costruzione del modello si fissato arbitrariamente uno spessore della membrana degli elementi Plate/Shell di 1
mm e si allo stesso modo convenuto arbitrariamente di costruire le geometrie considerando 1 mm nel modello FEM pari ad 1 m nella realt: il modello risulta scalato
rispetto alla realt ma mantiene i giusti rapporti geometrici. Pertanto, avendo immesso in input al software Straus7 il valore della permeabilit k = = 0,00001 m/s in termini
di m/giorno (0,864 m/giorno), anche i valori dei moduli delle componenti delle velocit (plottati in analogia in termini di J/s/mmq) andranno interpretati in termini di
m/giorno. L'animazione sottostante riporta come massimi valori delle componenti verticali di filtrazione (apparente) i valori di V = +/ -0,5 m/giorno (pari a circa +/ -6x10E-3
mm/s).

Secondo il sistema di riferimento cartesiano fissato, flussi lungo Y > 0 indicano componenti delle isovelocit dirette dal basso verso l'alto (in zone a valle del diaframma).
Punti di una medesima curva di isovelocit comprendono punti dell'acquifero con medesime componenti delle velocit di filtrazione sempre perpendicolari alle rispettive (e in
generale differenti) curve dei carichi piezometrici. Ci in funzione del bilancio delle portate idriche transitanti, del tragitto effettuato in seno al mezzo poroso e delle relative
perdite di energia sostenute attraverso gli interstizi del terreno. Il masimo gradiente idraulico risulta quindi pari a: imax = Vmax/k = (0,5 m/giorno)/(0,864 m/giorno) = 0,6
e localizzato nelle zone al piede del diaframma (maggiore addensamento delle linee di carico piezometrico h) dove appunto maggiori sono i rischi di sifonamento per
sollevamento del fondo. A tal proposito, stimando il coefficiente di sicurezza secondo Terzaghi al piede e a valle del diaframma, in funzione delle caratteristiche geotecniche
assunte per il terreno si ha: Fsif = gamma' x D/(gammaw x h) = (9,2 kN/mc)x(4,50 m)/[(9,81 kN/mc)x1,4] = 3 superiore al valore di 2,5 suggerito da Terzaghi e da Harr.
Si in ogni caso deciso, per sicurezza, di collocare immediatamente a valle del diaframma un opportuno filtro di caratteristiche tali da aumentare leggermente la forza
stabilizzante senza modificare il regime idraulico del moto di filtrazione. In base, infine, al rapporto "n" stimato tra area media dei vuoti in una sezione ortogonale al flusso e
la sezione stessa si potuto dedurre la velocit effettiva Veff in funzione della velocit di filtrazione: Veff = nxV. Le mappature delle velocit effettive attraverso i meati della
matrice solida del terreno sono state poi ottenute agevolmente, rilanciando la soluzione, mettendo in input il valore della permeabilit "k" amplificato del valore stimato per
il rapporto "n".

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