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Applicazioni per Analisi non lineare di un palo rispetto alle azioni orizzontali
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Strutture
Il metodo di Broms (1964) è uno dei metodi più applicati nel
calcolo della portanza limite orizzontale di pali/micropali sotto l’azione di
Idraulica
forze e/o coppie applicate in sommità. Si tratta di un metodo spedito, basato
sull’analisi limite in campo plastico e trae, quindi,
Impianti tecnologici
fondamento dalla teoria
della plasticità del continuo.
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Analisi non lineare
di un palo rispetto
alle azioni
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La lunga campagna di sperimentazioni condotta a partire


dagli anni ’60 fino alla fine del secolo scorso (e anche oltre) ha permesso di
tarare questo - come altri metodi - sulla base di evidenze misurabili e non più
solo ipotesi, dimostrando quanto le risorse di resistenza di
un palo possano
essere ben superiori a quelle che ci si potrebbe aspettare. La letteratura
tecnica sull’arbomento fornisce, solitamente,
due approcci al problema:

1)    
analisi in esercizio

2)    
analisi a rottura (ovvero allo stato limite
ultimo)

Il primo tipo di problemi è retto dai parametri di rigidezza


dei mezzi continui coinvolti, ipotizzati linearmente elastici, quindi modulo
elastico, momento di inerzia e così via. Il secondo tipo di problemi è, invece,
governato da parametri di resistenza che, per un terreno
alla Mohr-Coulomb sono
solitamente l’attrito Ø e la coesione c, mentre per il materiale costituente il
palo sono di solito il momento
resistente (in presenza o meno di taglio e
sforzo assiale).In entrambi i casi si parla di problemi di analisi strutturale
piana (cioè di un
problema bi-dimensionale) per ragioni di simmetria. I due
problemi hanno, per anni, seguito due binari paralleli restando, tuttavia,
scollegati a causa della non linearità di comportamento, sia del terreno che
dei materiali che possono costituire un palo/micropalo.
L’avvento del computer
e l’implementazione degli algoritmi basati sul metodo degli elementi finiti e
delle differenze finite hanno fornito i
mezzi per esplorare a fondo (anche con
il supporto della sperimentazione in situ) il comportamento del palo e
l’interazione palo-terreno
in campo non lineare. I tanti software professionali
e/o di ricerca hanno fornito strumenti rapidi per progettare le fondazioni
profonde
anche nei riguardi delle azioni orizzontali permettendo non solo di
stimare il probabile carico di collasso orizzontale ma anche di
ipotizzare lo
stato di sollecitazione e di deformazione in prossimità della rottura. Si arriva
a parlare di rottura del complesso palo-terreno
e non più, come prima, di
rottura del solo palo attraverso la classica analisi lineare con molle alla
Winkler. La valutazione del
comportamento non lineare del palo, sia dal punto
di vista geometrico (ovvero effetti del secondo ordine) che dal punto di vista
meccanico (ovvero legge costitutiva non più lineare bensì elasto-plastica) si
combina con la non linearità di comportamento del terreno
e si arriva,
attraverso un’analisi non lineare (di tipo incrementale, oppure con algoritmi
vari di convergenza della soluzione) a stimare gli
spostamenti che il generico
“nodo” del palo esibisce essendo sottoposto alle reazioni del terreno e allo
stato di sollecitazione interna del
palo.

Si viene, così, a colmare il gap che, per molti hanni ha


rappresentato un grosso limite nella progettazione di fondazioni profonde e
paratie/berlinesi. Qui di seguito si propone un confronto tra il classico
metodo lineare (palo immerso in suolo alla Winkler) usato,
soprattutto in ambito
accademico, ed il noto metodo di Broms, sia nella veste classica (secondo le
espressioni proposte dagli autori) che
nella nuova veste di analisi agli
elementi finito non lineare. Per semplicità ci si limità al caso, invero più
frequente nella pratica
professionale, di palo vincolato in sommità da un
pattino in modo da non poter ruotare ma solo traslare orizzontalmente.

Il metodo di analisi lineare è stato, indubbiamente, il più


usato nel secolo scorso ed è per questo che la letteratura tecnica è così piena
di abachi, tabelle e formule per fornire “la molla di Winkler” in funzione
della profondità, per ogni tipo di terreno. In questo senso il
metodo Winkler,
pur con i suoi grossi limiti è stato privilegiato proprio grazie alla grossa
mole di informazioni provenieni dalla
sperimentazione.

I metodi basati sull’analisi limite, di contro, sono meno


ingordi di informazioni poiché i parametri meccanici di resistenza del terreno
sono
contenuti in qualunque relazione geologica/geotecnica e non occorre la
consultazione di manuali e formule/abachi di letteratura per
implementare il
metodo. Tuttavia, come si vedrà più avanti, questi metodi presentano degli
“inconvenienti” proprio perché sono legati
alle ipotesi della plasticità.

In questo studio comparativo si assume che il mezzo che


costituisce il semispazio in cui è immerso il palo (cioè il terreno) abbia una
rigidezza variabile linearmente con la profondità con legge Kw = 0,1 z [GPa/m].
Si assume, inoltre, che il palo

- abbia lunghezza L=26 m

- sia in calcestruzzo armato di modulo elastico Ec = 30 GPa

- abbia una sezione con diametro D = 1 m, armata con 20


barre Ø28 e staffatura Ø12/10.
Si assume, infine, che il palo sia
sollecitato in sommità, da un carico assiale di compressione N = 1000 kN ed un
taglio V = 1360 kN. Le
caratteristiche di resistenza della sezione del palo così
stabilita e così sollecitata sono:

Mrd = 1957 kNm (momento resistente)

Trd = 1518 kN (taglio resistente)

Per quel che riguarda sia il terreno che il palo,


inizialmente assumiamo l’ipotesi di mezzo linearmente elastico (alla Winkler
per il
terreno) indefinito, ossia senza alcun tipo di restrizioni sulla
resistenza. Mettiamo, quindi, la spunta solo sulla casella relativa al pattino
in
testa. Prescindendo dall’applicazione dei vari coefficienti di modello e dei
materiali che le norme tecniche attuali (le NTC 2018 ovvero gli
Eurocodici)
prevedono.
I risultati dell’analisi agli elementi finiti, in questo caso,
coincidono con le classiche formule chiuse che si trovano in letteratura. Il risultato
è che il palo - immerso in un mezzo lineare
alla Winkler di resistenza infinita e rigidezza linearmente variabile del tipo
descritto sopra - è
sollecitato da un momento massimo in testa di circa 2163
kNm, quindi superiore alla sua resistenza a pressoflessione. Resta, invece,
soddisfatta la verifica a taglio strutturale. Lo spostamento massimo (in
sommità) è di 0.43 cm.

E’ evidente che questo tipo di analisi è puramente


convenzionale e, pertanto, dobbiamo aspettarci nella realtà spostamenti
superiori (e
ciò non solo per il fatto che il palo collassa a pressoflessione
prima che il taglio raggiunga il valore di 1360 kN!). Per analizzare meglio il
comportamento del complesso palo-terreno iniziamo, quindi, ad assegnare al
mezzo delle caratteristiche di resistenza meccanica
assumendo, ad esempio,
l’ipotesi di terreno incoerente (ipotesi che si sposa bene con la legge lineare
delle molle di Winkler assunta
sopra): Spuntiamo, quindi, l’ipotesi di non
linearità del terreno che, in pratica, si traduce in comportamento
elastico-perfettamente
plastico.
I risultati di quest’analisi, come
si può vedere, sono misurabili in termini di incremento del momento in testa al
palo e degli spostamenti
massimi (0.84 cm!).
 
Osserviamo che in entrambe le analisi il taglio è assegnato
ed è inferiore alla resistenza a taglio del palo. Ciò nonostante, il momento
flettente indotto in testa supera abbondantemente la resistenza a
pressoflessione del palo che, stando alle ipotesi assunte, collassa. La
conseguenza è, pertanto, che la portanza trasversale limite (NB. parliamo di
portanza limite e non di progetto, in questa sede lasciamo
volutamente fuori
tutti i vari coefficienti di sicurezza riduttivi  previsti dagli approcci di progetto) è
inferiore al carico orizzontale applicato
ed è valutabile, nel primo caso,
facendo una semplice proporzione (problema lineare -> Hlim = 1360*1957/2163 = 1230 kN); nel
secondo caso,
facendo un po’ di tentativi si ottiene Hlim = 1029 kN:
Ebbene, tutti i tecnici del settore sanno che il calcestruzzo
presenta un comportamento meccanico molto complesso, legato
strettamente alla
presenza e al quantitativo di armature trasversali oltreché longitudinali.
Tuttavia normalmente la legge costituiva del
calcestruzzo, da assumere in fase
di analisi strutturale, è di tipo lineare (è consentita una ridistribuzione dei
momenti flettenti nel caso di
travi continue) ma nel caso di elementi che
lavorano a mensola (quali i pali) il raggiungimento del momento resistente
coincide con il
collasso delle sezione del palo.

Dall’altra parte, l’analisi col


metodo di Broms fornisce una situazione limite di:

che, tradotta numericamente,


significa Hlim =
1360 kN, ovvero che il palo sollecitato in testa da una forza orizzontale Hlim
e impedito di
ruotare, necessità di un momento resistente Mlim = 1957 kNm. per
non collassare. Nel nostro caso, essendo Mrd = 1957 kNm = Mlim, il
metodo di
Broms ci consente di affermare che la portanza limite trasversale è pari al
carico Hlim = 1360 kN ipotizzato.

Come si è visto in precedenza, il metodo di Broms è basato


sull’analisi limite: una delle ipotesi su cui si poggia tale analisi è la
possibilità di avere delle risorse oltre il campo elastico, cioè si da per
scontato che i materiali (terreno e calcestruzzo del palo)
esibiscano un
comportamento che, oltre una certa soglia (punto di snervamento) cambia
andamento entrando in campo plastico e
permetta grandi deformazioni prima di
raggiungere la rottura. Per non farla troppo lunga, il metodo di Broms coincide
con l’analisi agli
elementi finiti in campo non lineare solo se si ipotizza,
per il palo, un comportamento elastico fino al valore del momento resistente
Mrd,
ma al di la di questo il palo deve presentare un pianerottolo plastico
molto lungo.

La simulazione agli elementi finiti


in campo non lineare, tenendo conto ora anche della non linearità meccanica del
palo (elastico-
perfettamente plastico con snervamento per M = Mrd) fornisce infatti:
Se si osserva il diagramma del momento flettente si può
notare che la “pancia” ha un valore uguale al valore in testa, e dunque il
momento flettente si è “ridistribuito”. Ma a quale prezzo? sicuramente di un
notevole incremento dello spostamento in testa. Tuttavia
abbiamo assunto una
legge costitutiva che, se per un palo in acciaio può, in certi casi, essere
accettata, di sicuro non lo è per un palo in
calcestruzzo armato. In
conclusione dobbiamo osservare che il metodo di Broms, pure se basato su una
larga sperimentazione è,
almeno in via teorica, non conservativo poiché
sovrastima la portanza orizzontale dei pali (almeno per quelli in calcestruzzo
armato).

Il metodo di Broms, come tanti altri


metodi basati sull’analisi limite, non fornisce alcuna valutazione sull’entità
degli spostamenti e sul
peso che possono avere eventuali effetti di non
linearità geometrica, ovverossia gli incrementi del momento flettente legati
alla
deformata e al carico assiale applicato in testa. Questo aspetto,
tutt’altro che secondario, non è indagabile se si rimane confinati
nell’ambito
dell’analisi rigido-plastica e nell’ambito dei classici metodi lineari: è
necessario spingersi fino a considerare
contemporaneamente tutti gli aspetti di
non linearità che presenta questo problema (infatti gli effetti non lineari non
sono sovrapponibili!).

Se si attiva anche l’ultima casella rimasta senza la spunta,


ossia la non linearità geometrica, l’analisi agli elementi finiti non lineare
del
palo fornisce:

Siamo, ora, nelle ipotesi di Broms (incluso il comportamento


elasto-plastico indefinito del palo) ma il taglio limite scende da 1360 a 1320
kN. Questo è, pertanto, il corretto valore della portanza limite assumendo le
ipotesi di Broms con, in più, gli effetti del II ordine.
L’analisi corretta della portanza trasversale del palo in
calcestruzzo, tuttavia, richiede che si rimuova l’ipotesi di non linearità
meccanica
(perché, come si è detto, il comportamento del calcestruzzo armato è
lontano dal mezzo elastico-perfettamente plastico). Il valore
corretto della
portanza limite orizzontale è dunque Hlim = 1023 kN:
Il valore corretto della portanza
limite trasversale, pertanto, non è quello valutabile con la formula di Broms (Hlim
1360 kN) bensì
Hlim=1023 kN che, come appena vistom considera la non linearità
geometrica ma non tiene conti di quella meccanica del palo (il
terreno resta elasto-plastico!).
La differenza è, dinque, circa un 25% in meno, tutt’altro che trascurabile.

Il merito di questo tipo di analisi


FEM non lineare, tuttavia, non si esaurisce nella corretta valutazione della
portanza limite ma, anche,
nella possibilità di contemplare, in più:

1)    
la presenza della falda ad una quota generica

2)    
la presenza di una stratigrafia variabile (prevedento
contemporaneamente sia terreni coesivi che incoerenti!)

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