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LA TORSIONE NEI PROFILATI E NELLE TRAVI METALLICHE F.M. Mazzolani ervizd «. 20122 MILANO - Piazza Velasca 8 Un vivo ringraziamento all’ ing. Franco Pazzaglia che ha efficacemente col- laborato alla esecuzione delle tabelle e degli abachi, nonché alla stesura degli esempi numerici. F. M. Mazzolani Napoli, Istituto di Tecnica delle Costruzioni della Facolta d’ ingegneria. Giugno 1972. PRESENTAZIONE I continuo progredire e competere della costruzione me- tallica é essenzialmente legato al successo strutturale della trave in parete sottile che ne costituisce elemento co- struttivo predominance: limpiego sempre piit frequente di profil laminati semplici 0 compost, di profi in tamiera stampata e di elementi profilati a freddo ha apportato all'attenzione teorica ¢ sperimentale dei ricercatori il pro- blema del coniportamento statico di questa « trave » ben diversa da quella a sezione piena trattata con la teoria tecnica di De Saint Venan. Va riconosciuto che anche in questo campo l'ingegneria civile ha dovuto avvalersi di studi gid da tempo avviati nell'ingegneria aeronautica negli anni trenta, quando l'ado- zione di travi in parete sottile comincid a manifestarsi uni tamente all'impiego di strurture a guscio. Per gli elementi in parete sottile aperta le ricerche furono portate sistematicamente avanti fino alla formulazione della teoria delle aree settoriali, iv particolare atiraverso gli studi di Viassov ¢ di Timoshenko che peraltro fin dal 1905 aveva anticipato per la sezione a doppio T la necessitd di modificare la trattazione classica della trave compatia per cogliere gli effetti della torsione non uniforme in sezioni con tre dimensioni geometriche differenziate. Gli studi di Wagner, Ostenfeld. dei due Bleich ¢ di Kappus negli anni trenta e quelli di Vlassov, Timoshenko, Karman ¢ Christensen intorno agli anni quaranta ammettevano tacitamente che il « warping » della sezione trasversale ‘fosse presente solo in caso di torsione non uniforme e che ‘¢880 rappresentasse per di pit il solo effetto causato dal flusso primario delle tensioni tangenziali associato allali- quota di momento torcente assorbito in base alla teoria classica: tale ipotesi veniva rimossa da Karman ¢ Wei- Zang Chien per travi sottili a sezione cellulare sottoposte 4 torsione non uniforme. D'altra parte Cicala aveva fin dal 1940 affrontato il pro- Blema con riferimento specifico alle costruzioni aeronau- tiche ed aveva denunciato la presenza di deformazioni lo- cali accentrate, non previstetdalla trattazione precedente. Appariva quindi necessario rimuovere le approssimazioni di base, accettando la sola ipotesi di indeformabilita della ‘sezione trasversale e cercando al tempo stesso di considerare il caso della sezione aperta ¢ della sezione chiusa in parete sontil. Una risposta completa a tale esigenza veniva fornita nel 1964 da una serie di studi affromtati da Capurso che per una trave sottile di sezione generica prendeva in conto tutti sli efferi di « warping » della sezione trasversale causati dda rorsione, taglio e distorsioni; si confermava la rispon- denza della teoria delle arce settoriali a rappresentare lo stato tensianale della sezione sonile cosi come quella clas- sica era adatta per lo studio della sezione compatta. Al tenipo stesso venivano portati avami gli studi sul pro~ bblema della stabilita di tali elementi strutturali, ancora una volta per fornire una risposta concreta alle esigenze delle costruzioni aeronautiche: i carichi critici di sezioni sottili soggetti a°carichi assiali si presentavano molto in- Jeriori a quelli culeriani e gli esperimenti su sezioni dotate di due assi di simmetria rivelano il cosiddetto effetto Wagner di instabilita per torsione pura Anche in questo campo le ricerche di Timoshenko e Vlassov offrivano una interessante messa a punto della questione che veniva inguadrata ¢ sostenuta da Como con una for- mulazione completa del problema degli equilibri instabili per effetto di forze esterne e di coazione. In questo filone di studi perseguiti presso il nostro Istituto di Teenica delle Costrucioni si inserisce questa monografia di Mazzolani che presenta in chiave tccnica un inquadra- ‘mento teorico della questione, corredato da una estesa bibliografia. L’Autore passa in rassegna gli argomenti pil significativi ced offre spunti interessanti per le applicazioni pit frequenti attraverso un'esposizione chiara ed esauriente, che com pendia in giusta misura gli aspetti analitici con l'interpre- tazione fisica dei fenomeni. La presentazione di questa monografia tanto pit utile nella progettazione in quanto arricchita di numerosi abachi € tabelle che facilitano notevolmente Vapplicazione dei risultati tecnici, e che pertanto si inserisce felicemente nella collana « Progettare Acciaio », yuole essere soprat- tutto un invito ai tecnici dell’acciaio a meditare su un tema di notevole attualita ed interesse. Elio Giangreco 9. 10. iT 2. GENERALITA SUL COMPORTAMENTO STATICO DELLE TRAVI IN PARETE SOTTILE APERTA RICHIAMI SULLA TEORIA DELLE ARE SETTORIAL! DETERMINAZIONE DEL CENTRO DI TAGLIO. ToRSIONE PURA (0 UNIFORME) TORSIONE DI INGOBBAMENTO IMPEDITO TORSIONE MISTA . Pte a LA RESISTENZA A TORSIONE DELLE TRAVI IN PARETE SOTTILE LA RIPARTIZIONE DEL MOMENTO TORCENTE £ CARATTERISTICHE DELLA SOLLECITA- ZIONE NEI PROBLEM! DI TORSIONE MISTA (0 NON UNIFORME) Lo STATO TENSIONALE NELLA FLESSO-TORSIONE LA TORSIONE MISTA NELLE TRAVI TORSIONALMENTE IPERSTATICHE IL COMPORTAMENTO TORSIONALE DELLE TRAVI IN PARETE SOTTILE F LE APPROSSI- MAZIONI CONNESSE CON LA TEORIA APPLICAZIONI ‘SimaoLocia BiBuioGRAFIA DIAGRAMME 21 4 6 39 43 Generalita sul comportamento statico delle travi in parete sottile aperta 2 Sotto il nome di travi in parete sottile aperta si intendono raggruppare quegli elementi strutturali, il cui comporta- mento statico si differenzia sostanzialmente da quello delle travi a sezione compatta, per le quali viene assunto come modello di calcolo quello classico del solido di de Saint-Venant. Il comportamento statico delle travi in parete sottile @ stato studiato da molti anni da numerosi Autori (cfr. Bibliografia) ¢ le corrispondenti ricerche sono in gran parte indirizzate allo studio degli stati tensionali conseguenti alla sollecitazione di torsione Liinteresse universalmente testimoniato al problema é giustificato dalla sempre maggiore diffusione che tali ele- menti strutturali vanno acquistando in tutti i Settori della tecnica moderna, non solo nel campo dell'ingegneria ci- vile, ma anche in quelli delle costruzioni navali ed aereo- nautiche. In particolare alla categoria dei profii in parete sottile appartengono tutti gli elementi strutturali_ propri delle costruzioni metalliche, che comprendono (fig. 1): i profili laminati a doppio Ted U a (fig. 1a); i profili com- posti in composizione saldata ¢ bullonata (fig. 16); i profiliin lamiera stampata, sagomata ed imbutita (fig. 1c): le sezioni trasversali degli impalcati da ponte a lastra orto- tropa ed a sistema misto acciaio-calcestruzzo (fig. 1d). L’elemento a sezione sottile aperta viene contraddistinto da tre dimensioni geometriche fondamentali 1 = spessore delle singole parti componenti il profilo (ala, anima, ...); dimensione complessiva caratteristica della sezione trasversale (altezza, larghezza); = lunghezza della trave. Ciascuna delle tre dimensioni é di un ordine di grandezza differente da quello delle altre due ed in particolare cia- scuna pud considerarsi trascurabile rispetto alla succes- siva. Cade pertanto la limitazione alla base della teor di de Saint-Venant (teoria tecnica delle travi), pet la quale Je dimensioni della sezione trasversale debbono essere comparabili fra di loro. Per tali elementi strutturali é stato infatti necessario, specificamente per la sollecitazione di torsione, generaliz~ zare i risultati di de Saint-Venant istituendo una nuova teoria che, seppur approssimata, giustifichi le discor- danze verificatesi in sede sperimentale con i risultati della « teoria tecnica delle travi ». mE Pah es o[? LI T\.. at ee aaa aga Fig. 1 (@,b,6,d) La nuova teoria, nota oggi col nome di teoria delle aree settoriali 0 di teoria della torsione non uniforme, & stata sviluppata da Timoshenko [3, 5, 7], Bornschever (10, 11], Viassov [1, 22] ed Altri (6, 12, 13, 14] per le travi a sezione trasversale monoconnessa ed estesa anche a travi con se- zione generica [2, 4] La caratteristica principale di questa teoria risiede essen- zialmente nel suddividere il flusso delle tensioni tangen- Ziali provocato dalla caratteristica momento torcente in due parti: il flusso primario classico della teoria di de Saint-Venant associato alla cosidetta « torsione pura » ed iil flusso secondario associato alle tensioni tangenziali legate per lequilibrio alle tensioni normali provocate dall'ingobbamento disuniforme delle sezioni trasversali do- vyuto al flusso primario (« torsione d’ingabbiamento ») Tale teoria pud quindi in sostanza considerarsi per le travi in parete sottile cid che la « teoria tecnica » costitui- sce per le travi a sezione compatta, dal momento che in essa_ricade quando l'ingobbamento & costantemente eguale in ogni sezione trasversale. La teoria delle aree settoriali (0 della torsione non uni- forme) per le travi a sezione sottile aperta costante € applicabile quando per le tre dimensioni geometriche della sezione trasversale sono verificate le seguenti con- dizioni: t d Teo P< Si suppone inoltre che il profilo possa considerarsi inde- formabile nel proprio piano e che si possa ritenere nulla la deformazione della superficie media per effetto del taglio, L'aspetto caratterizzante il comportamento statico delle travi in parete sottile risiede essenzialmente nel fatto che, per ef- fetto di un comportamento spaziale indotto da carichi torcenti, possono manifestarsi deformazioni lungo le fibre longitudinal della trave e conseguenti tensioni normali ad esse proporzi nali. L’analisi di questo stato tensionale non é presa in consi- a) ®) ) Fig. 2 (a,6,0) derazione nella teoria classica della torsione alla de Saint- Venant, ma costituisce l'oggetto principale della teoria delle aree settori Le tension normali associate al comportamento torsionale della trave costituiscono uno stato tensionale definito com- plementare o secondario, ma i cui valori possono essere molto ‘grandi e dello stesso ordine di grandezza di quelli dovuti al carico puramente flessionale. Sotto "aspetto deformativo si verifica che le sezioni trasversali 2 dopo la deformazione dell’elemento non si mantengono piane, ma subiscono un « ingobbamento ». Prima di passare alla formulazione analitica, ¢ opportuno chia- rire attraverso un esempio la qualita de! fenomeno. Si consideri una trave a doppio T vincolata a mensola e sotto- posta ad una forza orizzontale F applicata all’ala superiore (fig. 20) La forza Fé staticamente equivalente a due condizioni di ca- rico: la prima (fig. 26), con due forze equidirette pati a F/2, genera nella trave una deformazione di flessione semplice; la seconda (fig. 2c), con due forze dirette in verso opposto pari a F/2, genera deformazioni di torsione e di flessione. Per il principio di sovrapposizione degli effetti lo stato defor- mativo completo pud ottenersi quindi come somma di uno stato di « flessione pura » e di uno stato di « flesso-torsione ». Per la prima condizione di carico le sezioni si mantengono pit re; per la seconda condizione di carivo Ie ali della trave si in- flettono nel loro piano una in un verso l’altra nel verso op- posto: il risultato é che le sezioni trasversali del profilato non restano piane. Questa deformazione, per cui i punti della se- Zione subiscono spostamenti longitudinali fuori dal piano della sezione stessa, viene di norma chiamata « ingobbamento ». Per effetto dell'ingobbamento impedito dal vincolo della trave, rnascono tensioni normali che si accompagnano a tensioni tangenziali Le risultanti delle tensioni normali danno luogo ad un sistema di forze longitudinali autoequilibrate in ciascuna sezione tr sversale. ‘Nel caso in esame i due momenti flttenti, agenti nel piano delle ali a causa della loro inflessione contrapposta, danno luogo ad una forza generalizzata che caratterizza l'intera se zione € che viene chiamata « momento d'ingobbamento » 0 « bimamento ». Al bimomento uo essere valutaty come mo- ‘mento del secondo ordine, dato dal prodotto del momento flettente agente in una delle sli per la distanza fra i due piani delle ali stesse. Si consideri una trave in parete sottile a profilo aperto soggetta a carichi torcenti, a sezione costante e vincolata genericamente. Si assume quale sistema di riferimento (fig. 3) un sistema i, coordinate principali (0, x, y, 2): V'origine O coincide con il baricentro della sezione di riferimento, gli assi x € y sono coincidenti con gli assi principali d’inerzia della sezione, I’asse z € diretto parallelamente alle fibre longi- tudinali della trave Fig. 3 Nel piano della sezione trasversale si introduce inoltre la coordinata curvitinea s, che pud sostituirsi alle coordinate x ey nella definizione della posizione del generico punto della sezione. Viene inoltre definita per i punti della sezione trasversale una terza coordinata, chiamata area settoriale w, funzione delle coordinate x e y 0 pits semplicemente di s. La fun- ione c (8) rappresenta, a meno di una costante, il doppio della superficie generata dal raggio vettore CM, quando M descrive la linea media della sezione (fig. 4). Fissata M=M(s) b) Fig. 4,8) Vorigine Mo dell’ascissa curvilinea s in un generico punto della linea media della sezione trasversale, il valore pun- tuale di w é dato da: @ = os) [irasy as (con dimensioni [Z2), (1) essendo r: (s) la distanza dal punto C all’asse tangente 1 la sezione nel punto (s) (fig. 4). Il punto C prende il nome di polo ¢ Vorigine Mo delle ‘coordinate curvilinee (s) di punto settoriale mullo. Considerando w come terza coordinata dei punti della sezione trasversale di area A, accanto alle gid note carat- teristiche geometrichi Slab) a) momenti statici (con dimensioni (1°): Se Jotai Sv= J xdas Q b) momenti d°inerzia principali (con dimensioni {L‘]) h= Jota: me [ 344: @ ©) momento d’inerzia centrifugo (con dimensioni [L*)): Jey = [xd 4) 1380 ase. b) nosi-gesb —149-Rasb Rezo eear-noab ly 913, b= 4173 em e) f) che intervengono nel problema della flessione deviata, si introducono nuove caratteristiche generalizzate ote. nute con lintroduzione della rerza coordinata settoriale «) (fig. 5a): a) momento statico settoriale (con dimensioni [L+)): S.= f oda; © b) momento d'inerzia settoriae (con dimensioni [L') t= [ orda; 6 9) Fig. 6 (@,8,c,d,6,f,8) ©) momenti d’inerzia centrifughi settoriali (con dimensioni (ep: Teo = Ix = J wd Ine hy = fyovdd. 1) Nella valutazione della funzione « (s) & possibile scegliere un’origine Mo delle coordinate curvilinee (s), tale da rendere nullo il momento statico generalizzato Sy ; se contemporaneamente la terna di riferimento della. se- zione (0, x, y, 2) & baricentrica, si ha (fig. 56): S2= Sy =S.= ®) Inoltre con un sistema di riferimento principale generaliz- zato, avente cioé gli assi x ed y principali d’inerzia ed il polo C coincidente con il centro di taglio T della sezione (polo principale) risulta: Tay = lew = Iw ) Nel riferimento principale generalizzato le caratteristiche meceaniche generalizzate si riducono pertanto a Iz, Jy € Iu (fig. 5c) € le coordinate det polo principale rispetto ad un qualsiasi polo ausiliario B sono date da Ie fee yoy = — (1) xen 7 ‘A titolo di esempio si consider il profilo asimmetrico di fig. 6a (*) riferito al sistema di assi principali x e y, che formano tun angolo @ = 21° 42' rispetto alla terna ausiliaria %, y. Siano: A= 285,6cm? area della sezione; Je = 43.040 em‘ i aera 1, = 120,300 emt | OMEN Principal d‘inerzia della sezione. er la determinazione delle caratteristiche settoriali della se- zione si scelga un polo ausiliario B con coordinate xa = 17,88 em e ys = — 3,55 cme si costruisca l’andamento delle aree settoriali wa a partire da questo punto, cosi come rappresen- tato in fig. 6b accanto agli andamenti delle due coordinate x ed y (fig. 6, ce d). I momenti d’inerzia centrifughi settor pertanto risultano (7): Jeg = J onxdd = — 1.402.000 em? ; Ine = [onda = — 2050008, Possono quindi calcolarsi a partire dal polo ausiliario B le coordinate del polo principale che per le (10) valgono: xes=—5,18cm; yen = 11,66 em; (9) Ctr. bibl, (22). da cui le coordinate rispetto al baricentro del polo principale , coincidente con il centro di taglio, sono date da: 17,88 — 5,18 = + 12,70cm; Yo= 3,55 + 11,66 = 81cm, A partire dal polo principale si costruisce l’andamento delle aree settoriali, avendo assunto il punto settoriale nullo Mo a distanza 6 dall’asse dell’elemento verticale di sinistra, Con la condizione: Sum J eaa 41,73 cm (fig. 6). cosi la posizione di Mo, gli andamenti delle aree settoriali principali © e dei momenti statici settoriali S, sono rappresentati in fig. 6 fe g. Con questi dati é possibile mediante la (6) a determinazione del ‘momento d’inerzia settoriale principale Per le sezioni pit comuni nelle costruzioni metalliche, dotate di semplice o doppia simmetria, le espressioni ana- litiche della posizione f del polo principale (C = T) e del momento d'inerzia settoriale principale 14 sono fornite nella fig. 7. Per i profili a doppio T della serie IPE ed HE e per i pro- fili ad U del sagomario i valori delle caratteristiche settoriali 0, Say Lay sono stati calcolati_numericamente e riportati nelle tabb. 1. Il, Il e IV alle pagg. 10, 11 ¢ 12 3, Determinazione del centro di taglio I centro di taglio € quel punto della sezione trasversale del profilo per il quale deve passare la retta d’azione del carico esterno, affinché la flessione risultante non sia accompagnata da una rotazione torsionale. La conoscenza della sua posizione & molto importante per poter calcolare le grandezze meccaniche che inter- yengono nello studio della torsione. Un metodo generale per la determinazione del centro di taglio prevede il calcolo degli sforzi di taglio nei vari ele- menti della sezione per effetto di una forza tagliante unitaria ¢ la determinazione della loro risultante. Effet- twando questa valutazione per due direzioni ortogonal il punto d’intersezione delle due risultanti fornisce la posizione del centro di taglio. In alternativa, ricordando quanto detto nel paragrafo precedente, poiché un sistema di riferimento principale generalizzato considera il polo principale coincidente con ill centro di taglio, la posizione del centro di taglio pud essere determinata imponendo le condizioni: Jew = Ips = 0. Pertanto le posizioni f indicate in fig. 7 per il polo prin- cipale, valgono anche per il centro di tagtio. In generale l'intuizione della posizione del centro di ta- tlio pud essere guidata da considerazioni di simmetria, Per i profili aventi due assi di simmetria (come il profilo a doppio T) od: un punto di simmetria (come il profilo « 2), il centro di taglio coincide con il baricentro (vedi fig. 7, casi 4, 6, 7, 8). Quando c’é un solo asse di simmetria (come nel profilo C) il centro di taglio si trova su quest’asse, ma é general- mente spostato rispetto al baricentro. (vedi fig. 7, casi 1, 2, 3). Per certi profili (come i profili a L ed aT), nei Quali le linee medie degli elementi che li compongono si incontrano in un punto, questa intersezione coincide con il centro di taglio (*). (7) In tal casi sia inoltre fy 0. 2b 30D ‘ al Jw Ty’ Typ Woe YeJa] con J, © J ¢ momenti @inerzia delle att 7 eu, rispetto all asse yy’ Jy! ee] ye Set sere [$+ $] 3 Fig.7 Juz —— >t [atte 2bde ade + 6de)+ Taiabear2e) ? + 4el(3db+ Se? Abc +2¢c +071] Per sezioni prive di simmetria, il centro di taglio va deter- minato caso per caso, utilizzando i metodi generali pro- posti nella corrispondente letteratura. I profili con almeno un asse di simmetria sono molto fre- ‘quenti nelle applicazioni strutturali; per essi un procedi- mento pratico per la determinazione del centro di taglio viene nel seguito illustrato (*). Con riferimento alla fig. 8, si consideri un profilo con asse di simmetria 4-4’ € lo si suddivida in 2n elementi piani numerati da 1 a n da un solo lato a partire dal punto B d’intersezione fra la linea media del profilo ¢ I'asse 4-4’. Fig. 8 Siano b:, 11, a1 tispettivamente la lunghezza, lo spessore dell’elemento generico i, ¢ la distanza del suo baricentro Gi dall’asse 4-4’. La proiezione ci della linea media del- elemento i su di un asse perpendicolare ad 4-4’ é con- siderata positiva se la linea media converge in B, negativa in caso contrario. La distanza di fra la linea media dell’elemento i ed il punto B, ottenuta abbassando una perpendicolare per B alla linea media, & considerata positiva se si trova a sinistra rispetto alla perpendicolare per B all'asse 4-4’, negativa in caso contrario. Con queste notazioni la di- stanza f fra il centro di taglio C ed il punto Bé data dalla relazione: aie Saban [2auP — as (ar — J}. ap dove P tbs ed Law: € il momento d'inerzia dell’in- tera sezione rispetto all'asse di simmetria. E da notare che la sommatoria 5 @ estesa a solo mezzo profilo a partire dal secondo elemento, in quanto per il primo ri- sulta di = 0. ( Chr. bibl. (47, $4) Sfruttando lo stesso procedimento si pud anche determi- nare il momento d’inerzia settoriale a partire dal centro di taglio prima ottenuto. Si ha infatti L= 23 bu (Pt dibs P+ —Sftlaa (12) Si applica il procedimento innanzi esposto al profilo di fig. 9. Per esso i termini che compaiono nella (11) sono contenuti in tabella (misure espresse in millimetri): ps os __ jot, 2 elemento | 3° elemento | 4° elemento 6 2354 127 316 ' 5 Sa 1,62 a as 101,6 127 © 0 762 — 254 a 635 35,6 186 P 161s 6135 12015, Applicando la (11) ed essendo [aa = 244 x 10°mm‘, si ricava 1,113 x 10° mmé AA x 10° mm* = 45,5 mm. Dall'applicazione della (12) si ricava: 1, = 31563 x 2 x 1010 — 4,55 x 1,113 x 100 = = 1,26 x 10! mm’, Nota la posizione del centro di taglio C, il carico trasver- sale esterno F agente sulla trave pud pensarsi decomposto in (fig. 10): due forze Fe ed Fy, applicate nel centro di taglio C della sezione e dirette parallelamente alle dire- zioni degli assi x ed y di riferimento; una coppia torcente i trasporto data da: M = Fey + Free. (3) Fig. 10 4, Torsione pura (0 uniforme) Si consideri una trave a sezione costante di lunghezza / soggetta a torsione pura (0 uniforme, o di de Saint-Ve- nant): essa € sollecitata da due momenti torcenti Ma eguali ¢ contrari applicati nelle sue sezioni di estremita (fig. 11). Il sistema delle azioni esterne é in equilibrio ¢ la ex Ma Fig. 11 trave non richiede alcun vincolo. L’angolo unitario di torsione, costante lungo la trave é dato da: of, 0 eet € ad esso & proporzionale il momento torcente, costante anch’esso lungo la trave, dato da (1s) cessendi 7 = 9 (2) la rotazione relativa fra la generica sezione al- Vascissa ze la sezione di riferimento (z = 0), assunta di norma in corrispondenza di un estremo; G il modulo di elasticita tangenziale del mate- riale; le il modulo di torsione alla 4.S.V. Il prodotto Gle esprime la rigidezza torsionale alla d.S.V. della trave (rigidezza torsionale primaria). Per una se- zione circolare compatta /z coincide con il momento d'inerzia polare Jo; mentre per tutti gli altri profili ri- sulta fe < Lo Nel caso di sezioni a profilo aperto costituite da elementi sottili allungati, il valore di Je & dato da: + ds un [. ) essendo: 1 = 1(3) lo spessore del profilo; ds la lunghezza elementare valutata sulla linea media del profilo; Vintegrale @ esteso allo sviluppo totale della sezione. Risulta evidente che la posizione del metallo nella sezione ha poca influenza sulla rigidezza torsionale ed il valore di Je & pressocché indifferente dalla forma della sezione. In conseguenza per un profilo composto da elementi di- Versi, rettilinee © curvi, ciascuno di spessore costante anche se diverso, si pud porre in via approssimata 5 uns ay essendo: 6 Ia lunghezza del singolo elemento: 1 lo spessore mediojdel singolo elemento. Ta presenza di raccordi o di bulbi nel profilo sottile con- duce ad un aumento di 1,, che pud essere talora sensi- bile. Tale aumento é valutabile in via approssimata con Ia seguente espressione (vedi fig. 12)(*): le= (p+ ane, (as) essendo: 1 lo spessore medio degli elementi riuniti dal raccor- do oppure dell’elemento rinforzato da un bulbo; N il rapporto fra l'altezza del raccorde o del bulbo elo spessore degli elementi che ad esso fanno capo; eq costanti empiriche, i cui valori numerici sono forniti in fig. 12 per i casi pitt frequenti. (11 problema del'infiuenza dei raccordi me: peotilati metallici sulla rigidezza torsionale primaria ¢ stato oggeto 4: studio (33). I procedimento approssimato proposto nel segasto € soggerito in (an) (54). Il modulo di torsione completo J si ottiene aggiungendo I; al valore J, calcolato (17) per la sezione completa de- purata dei raccordi € bulbi (le = 1 + 12). 3 ‘ Per i profili di sagomario i valori di /z , calcolati usando le 3 ef (17) € (18), sono riportati nelle tabb. 1, II, III ¢ IV alle pies erase 7 agg. 10, 11 ¢ 12 Noto il modulo di torsione Je, la massima tensione em ty tangenziale in ogni sezione vale } 45, Le tensioni tangenziali corrispondenti allo stato tensionale di torsione pura variano linearmente nello spessore di iascun elemento costituente la sezione, hanno direzione parallela al suo asse mediano e sono eguali ed opposte rispetto ad esso (vedi fig. 13 a € b). psos8 ¢s052 een), 5. Torsione di ingobbamento impedito In una trave a sezione costante sottoposta a torsione la componente w' dello spostamento secondo z (ingobba- mento) é legata all'angolo unitario di torsione dalla se- guente relazione w =o =o, 20) essendo « ~ « (s) = w (x, ») una funzione della geome- tria della sezione trasversale definita area settoriale (cfr. b) ae Fig. 13 (2,6) Me SSE 08. Tabella [ - TRAVI IPE UNI 5398-64 omy Se =. T Designazione ° Se | ke Kil LJo Profilo fem’) (om) (em) | (em) (em (om) | | ease T IPE 80 8,02 5,143 118,754 oor 0.0441 | 13,805 IPE 100 12,966 10,162 353476 1,031 00335 | 27,261 IPE 120 18,192 18,337 5202 | 1512 0025 | 49210 IPE 140 24290 30,588 1988.37 2183 0.0208 81,865 IPE 160 31/283 47,456 s7621 | 3,136 0.0175 127,104 IPE 180 39,130 71,216 moss: | 4228 00147 190.901 IPE 200 47815 101,734 130186 6.130 0.0134 271,929 IPE 220 57970 146,664 227737 7979 oo1i6 392,854 IPE 240 68,060 203,036 376243 | 11,225 09107 544,806 IPE 270 87,682 soraa7 | 708708 1408s 0.0087 808,266 IPE 300 108,487 435306 | 126378 17,880 0,007 116491 IPE 330 127,400 386,040 | 199841 24758, 10,0063 1568.61 IPE 360 14702 | 796,684 314309 33,101 0.006 2130.79 IPE 400 173,925 1056,59 so2214 4922 0.0059 2830.04 IPE 450 206,815 1434.26 | 794311 $9,170 0.0033 3840.09 IPE 500 242,000 193600 | asaaaoj 9.358 0.0089 518362 IPE 550 29.70 2525.85 1893450 108881 0.0047 6769.08 IE 600 31950 | aa9,0 | 258297 146,505 og | a3ss.76 par. 2) od anche ingobbamento wnitario, al cui anda- cui corrispondono le tensioni normali mento é legata la configurazione deformata del profilo secondo z. Nel caso di torsione pura 0 uniforme, essendo dy/dz ccostante lungo la trave, la w risulta indipendente da z qualsiasi sia il grado della funzione «. Si dice invece che la trave soggetta a torsione non uni- forme quando gli spostamenti w risultano funzione di 2. Questa circostanza pud verificarsi essenzialmente per due ragione: 4@) varia con z il momento torcente e quindi l'angolo uni- tario di torsione a cui esso & proporzionale; 5) Ie condizioni di vincolo sono tali da imporre delle li- mitazioni alla w (ingobbamento impedito. Qualunque sia la causa della variabilita di w con z, na- scono in ogni sezione trasversale delle componenti di deformazione secondo 2: aw a (Ql) 10 = Ee 2) anch’esse variabili con 2. La variazione delle o. lungo le fibre longitudinali della, trave richiede, per I'equilibrio, la presenza di opportune Tar € Tyr alle quali, per la reciprociti delle tensioni tan- genziali, corrispondono delle tex € Ty nel piano della sezione. Si consideri a titolo di esempio il comportamento tor- sionale di una trave a doppio T (fg 14). Per effetto della torsione, le ali della trave ruotano nel loro piano in dire- ioni opposte. Se ¢ é l'angolo torsionale complessivo sulla lunghezza | ed h é la distanza fra gli assi delle ali, la sezione esce dal suo piano, cicé si ingobbs, per un an- golo pari a gh/2I (vedi fig. 14). T valori di w, corrispondenti all'ingobbamento, rappre- sentano lo spostamento subito in senso longitudinale da ciascun punto della sezione rispetto alla pesizione inde~ formata. tn Tabella Il - TRAVI HE ad ali larghe ¢ parallele i UNI 5397-64 Designazione a Se ie ® i Talo Profi tem ny em tem cor) (om) HE 100.4 4,52 7.920 8 09 0.300 A S30 erat HE 19.4 5,290 8 138508 x 2102 HE uo A 129 a ie x | eee HE 100A 205,920 10,735 3 308900 ass M eai908 Pe) HE 1 A 310,685 cons.2 13.2% 8 arose Suet | BRE x ss waned vhs HE 200 4 450,000 vos216,0 ase 8 Sis ass 531508 M Bun sions 2 HE 20 4 662,172 1oxsso 25,501 0071 1768, 8 Sanaa Sine 2 Scene asen x Groster Sine 266136 sien rae ata meme ree 00s 8 Bee Fr Scams & ban iste | santoes sont ‘HE 260 A 1254,30 st7245 | 46,552 0,0059 B 1792, 98, 754925 | 110,424 0,075 M 3756,73 1732085 | 598,516 0.0115 HE 280.4 1637.09 noe | $5.44 0,082 3 sie ine | aa Oe x ame ios | Ene Bad HE 300 A 273,50 ros | 75,715 0,049 3 joss tose eae erent M 23215 +7080, 74 sousae | 1160967 o:or01 HE 3204 220,875 2567,67 1514527 | 97,010 0,0050 3 Bees 36 sonst aaron one M ia wie 3014019 1380 O08? HE M0 A 209,67 21067 uease 0049 8 sic 26168 Bass renee M wou Seo 33 cease HE 360.4 327,05 2179899 13,08 0049 8 ee ince Bair 22038 M tt aisoes0 et cent HE 400 A 3965,06 roasava 16,682 0047 8 3ore:00 eect 55 Oreos ™ sn36 40 747083 aa ocom0 HE 450 A 565,44 asa 2,0 0,ons 8 ei:00 Se esos ocon8s x 10320.38 smite sels oom HE 500 A o,81 sesamna 214,685 9,008 16137,9 8 3400 wie ai 2.0080 seen'0 x 133 '36 uae ideeidie oso0e8 sete HE 550 A 66,06 rosso a1 0,004 1808,7 3 forint tines Sista scone ine. x as Besse as enc sora HE 600 A 45,31 e002 390.973 0039 21207,0 $ sates soesred $5,000 oa ior x Ba isris Bile oro cannes | Sea] Sox Tabella Il - PROFILATI AD U &m Serie normale Soa UNI 5786-66 (< 80 mm) UNI 5680-65 (> 80 mm) oar J om Sed sary ] ] ] ] Designazione | f | ou en | San Sun | Sum profilo | cm | (emt) | tem) | em) | | aah x0 | 1309 | 1808 | 0.308 | —o,s4 | 40 149 | 2.970 | | 0657 | —0328 | 50 1551 | 4,298 007 | 1,196 | —0,596 | 6 Noe | 6999 | 4785 Ss | sar | — 1261 80 1m9 | gs | 6225 8789 | 4aer | 2241 | | 100 192 | 12754 | 8,40 | 15.2. s.coa | — 4.002 120 | 2012 | i742 | rim | 2ase2 | tases | — 140 2227 | maa | 14470 | 3R.070 | 21983 — 10977 160 2372 | 2808 | 17737 | 33.47 | — 16.573 180 2518 | 34489 | 21,280 | 47951 | — 23975 200 2003 | L579 25,102 67.033 | —33516 | 1043618 0.0206 220 2838 | 48870 29,452 91670 — 45.838 | 16744588 0.0189 240 2ose | $7211 33,872 121742 | 60.871 | 2538118 0.0170 tel seal] sexo wn Tabella IV - PROFILATI AD U Ki nee” Serie normale rinforzata “k ‘UNI 1086-1087 why ew Sad sory Desweae dhe omy om) Say Susy Sua) g le kil profilo | cm) | (em) | (em) | em) | (em tem) | em) Gem) | (em) = | 140 x 8 2iss | mses | aos | aoass | aoa | — 1211 | aaisze | gale | oon wox9 | 2146 | 23420 | 13,954 | 42192 | 27,212 | — 1306 | 2373s | 7259 | 00350 160 x 85 | 2.327 | 28,761 | 17,396 | 58.099 | 36844 | —18422 | 399mg | 8323 | 0.0287 160 95 | 2288 | 29,451 | 17,080 | 80,920 | 430 | 20,215 | 422982 | 8.7 | 0.0297 180 x 9 2469 | 35,327 | 20,865 | 81,231 | 52,893 | —26446 6793.64 GEIS 0.0245 180 x 10 | 2423 | 36,134 | 20,480 | 84,987 | 57,686 | 28,863 | 7181.25 12366 0.0257 | | 20x95 | 2811 | 42541 | 24611 | 110,410 | 73.485 | —36727 | 110369 | 00216 200 x 105 | 2.562 | 43.469 | a4iss | isa7s | Tea | — 30,861 | runes 0.0226 20x10 | 2.785 | 49.469 | 28903 | 150282 | 99,955 | —49.978 | 176808 | | 00197 220 x 2,736 | $0,978 | 28,390 156,555 | 108,000 | — 54,000 | i8ss7.2 | 0.0206 240 x 10,5 | 2,929 | 58,406 | 33,244 | 195,360 | 132,065 | —66,032 | 266792 | 21787 | 0.0177 240 x 11,5 | 2877 | 59,561 | 32,657 | 203,164 | 142,086 | —71,083 | 279637 | 2485s 00185 12 Dalla (22), ricordando le (20) ¢ (21), i valori di « risul- tano proporzionali alle tensioni normali che si destano nelle travi quando l’ingobbamento ¢ parzialmente 0 to- talmente impedito. Poiché le travi reali sottoposte a ca- richi torcenti presentano sempre condizioni di ingobba- mento impedito, la conoscenza delle funzioni o per i vari profilati é di grande importanza nello studio della torsione non uniforme. SEZIONE 2-2) Fig. 14 6. Torsione mista Da quanto emerso nei parr. 4 5 risulta che una trave reale in profilo sottile sottoposta a carichi torcenti pre- senta, accanto alle tensioni tangenziali derivanti dalla torsione pura (tensioni tangenziali primarie 0 di 4.S.V.), uno stato tensionale secondario caratterizzato da tensjoni normali o: € tensioni tangenziali rz: € tye simili a quelle che caratterizzano la flessione composta. Di conseguenza il momento torcente M; si spezza sezione per sezione in uun‘aliquota primaria Ma equilibrata dalle tensioni tan- genziali alla d.S.V. ed in un‘aliquota secondaria Mu, equilibrata dal complesso delle tensioni secondarie o € 1, derivanti dalla torsione per ingobbamento impedito; si ha quindi Mim Me+ My. (23) Mg tisulta nullo solo in condizioni di torsione pura; anche nel caso di momento torcente costante (M: = cost), le aliquote Mz ed Mu variano secondo z in maniera com- plementare nel rispetto della (23). Nel caso di travi reali, una volta determinato il diagramma del momento torcente in funzione delle condizioni di ca- rico e di vincolo, il problema della torsione mista & quello della ripartizione sezione per sezione della caratteristica torcente M,in momento torcente primario Mg e secon- dario Mo (fig. 15). Questa ripartizione risulta fortemente influenzata dalla geometria della sezione trasversale. Si pud in generale Fig. 15 affermare che per le sezioni piene od «a cassone » la quota Mo, é sempre trascurabile rispetto a Mz. Vice- versa per le sezioni aperte, specie se a profilo sottile, la quota Ma é molto piccola rispetto alla Mz ; in questi casi quindi trascurare quest’ultima pud condurre a gros- solani errori di valutazione della rigidezza torsionale di una trave (vedi anche par. 11). 7. La resistenza a torsione delle travi in parete sottile Sotto carichi trasversali eccentrici rispetto al centro di taglio, una trave a sezione sottile aperta si inflette e si torce: la resistenza a torsione della trave si esibisce se- Zione per sezione attraverso due effetti: il primo corri- sponde alla resistenza propria della torsione pura (par. 4), il secondo alla tendenza delle sezioni ad opporsi all’in- gobbamento (par. 5) Si consideri ad esempio una trave a doppio T caricata in mezzeria da un carico torcente e vincolata agli estremi con un appoggio torsionale. Si intende con appoggio torsionale un tipo di vincolo «a forcella » capace di rea~ gire con un momento torcente senza impedire gli sposta~ menti w della trave. In contrapposizione I’incastro torsio- nnale impedisce, oltre che la rotazione della sezione di estremita, anche gli spostamenti w e quindi il suo ingob- bamento. Fig. 16 1B Per la trave in esame torsionalmente appoggiata con sche- ‘ma simmetrico ¢ simmetricamente caricata rispetto alla sezione di mezzeria, in corrispondenza di quest’ ultima gli spostamenti w debbono esseri nulli, perché incompatibili ccon la simmetria del sistema (fig. 16). Pertanto la sezione i mezzeria rappresenta in questo caso il vincolo che im- pedisce l"ingobbamento ed il problema si presenta di torsione mista, Infatti la resistenza a torsione della se- Zione di mezzeria corrisponde all'ingobbamento impedito delle ali, mentre alle estremiti, che sono libere d’ingob- barsi, la sezione resiste per sola torsione pura. Nelle altre sezioni trasversali della trave il comportamento é inter- medio a quelli sopra descritti ¢ la resistenza si manifesta in parte per torsione pura, in parte per ingobbamento im- Pedito (vedi fig. 17, per una trave caricata da una coppia torcente in una sezione generica). ‘Comportamento analogo si verifica per una trave a men- sola caricata torsionalmente sull’estremo libero (fg. 18) I vincolo (incastro torsionale) impedisce I'ingobbamento della sezione d’incastro; in tutte le altre sezioni lungo la luce della trave la resistenza all'ingobbamento si ri- duce gradualmente con l'allontanarsi dall'incastro e ad essa si associa in maniera crescente la resistenza per tor- sione pura (fig. 196). In fig. 19 a e ¢ sono anche riportati ali andamenti della rotazione torsionale @ e del bimo- mento B, a meno di opportune costanti. ‘Nel caso di travi variamente caricate e vincolate torsio- nalmente la ripartizione sezione per sezione fra i due modi di resistere alla torsione dipende dalle condizioni di ca- rico in stretta relazione con il grado di fissaggio all'ingob- bamento dei vincoli della trave. In ogni sezione di una trave a profilo sottile aperto (ad esempid la sezione a doppio 7), l'aliquota di resisten- za per pura torsione dipende dalla variazione dell’angolo di rotazione torsionale g lungo I’asse longitudinale. Se la sezione ha ruotato torsionalmente di g, l'entita del 14 Fig. 18 momento torcente sopportato per torsione pura, ricor- dando la (15) é data da: Ms = Gly’, (24) cui corrispondono le tensioni tangenziali w= Gig" (25) Per effetto dell’ingobbamento impedito la corrispondente aliquota di resistenza é legat> all'inflessione contrapposta ») dalle ali che si comportano come travi inflesse nel pro- prio piano. Per questa inflessione laterale nascono nelle ali tensioni normali tangenziali. Le tensioni normali dovute alla torsione non uniforme valgono, ricordando le (20), (21) e (22): Ou = wE 9", (26) dove il fattore « (area settoriale od ingobbamento unita- rio), espresso dalla (1), dipende dalla geometria della sezione trasversale ed i suoi valori numerici sono riportati nelle tabelle I, I, Il € IV per i profili di sagomario. La flessione laterale della sezione, oltre che generare le suddette tensioni normali, & accompagnata da tensioni tangenziali tw nella sezione trasversale che, nel caso di trave a doppio T (fig. 20), agiscono nelle ali in dire- zioni opposte € danno Iuogo ad una coppia Me, che insieme ad Ma (24) equilibra sezione per sezione il mo- mento torcente totale Mr (23). Le tensioni tangenziali ro in ogni punto della sezione valgono: , en dove il fattore So (momento statico settoriale) dipende dalla geometria della sezione trasversale ed i suoi valori numerici sono riportati nelle tabelle I, I, III e IV per i profili di sagomario (cfr. par. 2). Il contributo torcente Mw é dato dalla sommatoria lun- go la linea media della sezione dei momenti delle forze di taglio rispetto al centro di taglio della sezione; il suo valore é espresso da M,=— Ele". 28) dove Jy (momento d'inerzia settoriale) dipendente dalla geometria della sezione trasversale ed i suoi valori nume- rici sono riportati nelle tabelle I, 11, III e IV per i profili di sagomario. Un quadro riassuntivo dello stato tensionale completo (te, To, dew), che si genera per torsione mista nei profilati a doppio T ed a Cé fornito in fig. 21 8. La ripartizione del momento torcente e caratteri- stiche della sollecitazione nei problemi di torsione mista (0 non uniforme) Come accennato al par. 6, il problema della ripartizione della caratteristica momento torcente Mz nelle due ali- quote Me (momento torcente primario alla de Saint Venant; formula 24) ed My (momento torcente secondario © di ingobbamento impedito; formula 28) riveste partico- lare importanza quando i due effetti sono dello stesso or- dine di grandezza e questo avviene per le sezioni sot- tili aperte. In ogni sezione della trave il momento torcente & somma dei due effetti: Mi= M+ My essendo: Gla 9 eee 029) Me Sia m(z) il momento torcente esterno applicato alla trave per unita di lunghezza dovuto alla presenza di carichi trasversali p(z) eccentrici rispetto al centro di taglio della sezione trasversale: iz) = plz) + e(2) . La condizione di equilibrio per l'elementino dz di trave & espressa da aM: = Mi + mz) dz + (Mm +o a) G0) che diventa: dM: —Sh = may, ep da cui sostituendo le (29) si ottiene: EL. g'""— Gla gp” = miz) G2) La (32) rappresenta l'equazione differenziale del quart’or- dine a coefficienti costanti che regge il problema della torsione mista nelle travi in parete sottile. Sembra opportuno osservare che tale equazione é strutturalmente eguale a quella che regge il problema 15 “Tenslon!tangesiatt primarie per torione pore Posizione del centro i tag, Sain toa TN tw Tenlon agenii decoders per iteonsomem impeito “Tenslon! normal per Ingobbamento impedito della trave sottoposta ad un carico trasversale p(z) in pre~ senza di uno sforzo assiale H di trazione (fig. 22): Ele'"" — Ho" (2). 3) L’analogia si manifesta infatti operando nella (33) le seguenti sostituzioni [23] iol coed G4) H>Gle pie) > mie) ‘In questa visione pud dirsi che la rigidezza torsionale pri- maria (Gla) della trave assume lo stesso significato dello sforzo assiale di trazione H; all’azione di « irrigidimento flessionale » conferita da H nella trave inflessa corrispon- 16 Ory = WEG" Fi de I'azione di « irrigidimento torsionale » dovuto al ter- mine Glz nella torsione mista, Con la posizione: -VE @9 dove k rappresenta «la lunghezza adimensionale carat- teristica della trave », la (32) diventa: vir is Fe -F- G6) Il suo integrale generale pud esprimersi nella forma: PHPFOtGt tC bss ht ‘oppure onF Gt Eece? dove: § & l'imtegrale particolare, legato alla distribuzione di me sulla trave; Ca, Ce, Cs € Cs le costanti d’integrazione dell'equazione ‘omogenea, determinabili attraverso le condizioni al con- torno per ogni tratto di trave. b) Fig. 22 Note le quantita , Ci, Ce, Cs, Cs, dall’angolo di torsione espresso dalla (37) pud innanzitutto ricavarsi 'angolo unitario di torsione ¢', cui é proporzionale 'ingobbamento della sezione (20) w= og’: (38) possono inoltre conoscersi le grandezze statiche caratte- istiche del problema ¢ cioé: il bimomento B 0 momento d'ingobbamento, risultgnte dalle tensioni normali dovute alla torsione: B=—ELg", 39) ed il momento torcente totale M, dato dalla somma del momento torcente primario Mz, risultante dalla distribu- zione delle tensioni tangenziali ra variabili nello spessore delle singole parti della sezione, ¢ del momento torcente secondario Mo, risultante delle tensioni tangenziali te; per la (23) con le (29) risulta: Mi=—El.9"" + Gly’. (40) Determinata quindi la funzione g (37) ¢ le sue derivate rispetto a z fino alla terza, le formule (39) e (40) forni- scono le caratteristiche della sollectazione per il proble- ma della torsione mista Pertanto ricordando le (37), (39) ¢ (40), le quattro grai dezze fondamentali del problema in esame assumono in forma esplicita le espressioni seguenti: = C+ C54 Crshtst Coch te +90): eO=F tokaks + cok nk +9@3 @p k sibs, Bi) = Gta [Cash Fitch 2+ Ge ‘| ; Ma) = Gh [e+ %O) — Leo] La ricerca degli integrali particolari 7(z) ha condotto per i seguenti casi alle espressioni riportate: a) momento torcente concentrato miz)=0; G2) = 0: (42) b) momento torcente uniforme miz)=m=pre: Gl tam (43) ©) momento torcente a disribusione triangolare m(z)= mee 9) = (44) 4) momento torcente a distribusione trapezia mz) =e (po +1) a=, (ttm Zt) as ©) momento torcente a distribuzione parabolica mda) = mu 5 Per la determinazione delle 4 costanti C1, C2, Coe Ce che compaiono nelle (41), pud farsi ricorso alle seguenti con- dizioni, che corrispondono alle pitt frequenti situazioni di vincolo 8) appoggio torsionale di estremita y=0; g”=0(B=0); an 7 rus yee PT | us 1a ha 7-8 _ BY D+ TT oye * wi 27 04D 4+ | "9 +E bere ore tire rary ary] {22-4 | isasy j net 1) yu W[(-2)2e rear 0-2. + Gren SET |ara2s0 re 70 +) me 27+ tw gy] 242 we z ; 27 Spe yge U0) Y AE ened a eee tle 4) 49 [218-214 eckho lrel vrai choke on TT —(2 96+ Puce b+ (res ie) + Gates whoa a 18.00 13930 AOA) app I, al tarpon)? Feyresane | are fsxts¥e—a—390)- x au, ya w5ap0 + sary Haye tt Tt are tt Cae AT 13950) fore. 74 wsas0 re 9K ~——t--F {EEE + ree ts yuyu yan 15250] 0-.8=4 |o-s= Y rT a eH 1 aire 5 Spas 3 2949) GS) 7 = a= =s- : |[sx" -@—vs¥s 0-391 Ge) | 15250 o-d=4 Jom o=s z = = ares LGR: = dns foauee i—a9e * 132>9/0=,6=4 |o~,6=4 ree Se ene | enews 1 2yeu01810) auorzeI0y one — {t a 2) isvo_| ) incastro torsionale di estremita e=0; g=0w=0); (48) ©) estremo libero p'=0(B=0; M=0 (49) 4) appoggio torsionale intermedio F sia = denen (Wein = Wsesua)i Bawa) - (50) sin = seen (Brin Nel quadro di fig. 23 sono riportate le espressioni delle soluzioni di g per alcuni casi significativi di carico ¢ di vincolo. Per gli stessi casi in Appendice sono riportati i diagrammi cche forniscono lungo la trave gli andamenti dig, 9’, ¢"", 7°", da cui sono valutabili le caratteristiche bimomento B (39) e momento torcente M: (40), nonché la ripartizione di quest’ultimo nelle due aliquote Mz ed Mo (29) A chiarimento della teoria esposta si consideri lo schema di fig. 24(*), costituito da una mensola di luce / caricata in corri= spondenza del piano di equazione 2 = 2° da una forza F ap- plicata ad una distanza e dal centro di torsione C della se- Zione trasversale del profilo, per il quale sono noti i valori del modulo di torsione /e e del momento di inerzia settoriale /,, valutato avendo assunto il polo principale coincidente con 1 centro di torsione. L'azione del carico trasversale non passante pper il centro di torsione provoca deformazioni torsionali ac canto a quelle flessionali. Il problema torsionale é retto dal- Vequazione (36) e (42); sono inoltre note le espressioni delle quattro grandezze fondamentali (41): due cinematiche (7 ¢ ¢') € due statiche (Bed Mi). Fig. 24 [Nel caso in esame lo schema va considerato diviso in due tratt separati in corrispondenza del carico torcente, a ciascuno dei quali occorre associare espressioni diverse (p, © 94) pet la ro- tazione (37). Le conseguenti otto costanti sono determinabili imponendo le seguenti condizioni: (Lo schema statico di fig. 24 & quello considerato in [52] per la valutazione del'influenza della torsione non uniforme in elementi i irrigidimento a forma qualsiai sulla ripartizione delle forze oriz~ ~zontali nelle ossature spaziali a molt pian. perz armas: per z= 2": Ms MS Bim Bry Ma + Ma= Mi= Fee; Br=0; Ma=0 Le suddette otto equazioni sono tutte esprimibili in funzione di @ altraverso le (41); la risoluzione del corrispondente sistema fornisce per le costanti i seguenti valori primo trauo (0 < z <2") , de) —she Gelst a ak af G=Fee; 1 Cm—Fets G=-a; secondo tratto (2 < z te espresse come le analoghe grandezze flettenti iato» in vicinanza della freccia; ad esempio: I aa see ‘Al carico torcente M; corrisponde una copia torcente, il cui asse- ‘momento @ indicato in fig. 256. Isuo verso postvo & ofario per un osservatore posto dalla parte fate tj” ponnrs dell’asse 2. ev b) iI bimomento cosi rappresentato valgono le usual convenzioni su sega dele trai inflewse, Fig. 26 (a € 8) 2 € nella sezione B, quando in A venga applicato un bimomento Bay = 1; will la rotazione torsionale rigida della se- zione B rispetto alla A, quando il vin- colo torsionale in B sia imperfetto. Le quantita (y*«s)o € (7"sa)o dipendono esclusivamente dal carico torcente applicato alla trave("): indo = [9i2)eon a Oiade = — [Ce - ‘Le quantita a* ¢ * sono funzione delle sole caratteristiche geometriche della trave e sono espresse da: chk shk 1 i cid te eee iat o —Fan [ ke shk | Le (55), con le (56) e (57) consentono la risoluzione di travi torsionalmente iperstatiche. Si consideri ad esempio la trave perfettamente incastrata @ torsione agli estremi (fig. 26a); per la congruenza ri- sult (7) Yaa = 05 (58) da cui indicando con Byy = Bay € Bpy = By, i bimo- ‘momenti d’incastro perfetto, e risolvendo il sistema (58) si ricava: F Analogamente per la trave forsionalmente appoggiata in B ed incastrata in A (fig. 266), dall’equazione Yan = 0 () Per le seguenti condizioni di carico si forniscono le espressioni i Gan) € (aa. — momento torcente unlformemente distribulto su tutta la trave (m): mit [ k chk—1 Ee — momento torcente concentrato (Mi) nella sezione z= a, (con Gish = eae = 2 she [mat * Me ine = —— | 7 (s6") Ee * Malt (ade = — —— (ery EL si ricava: —£ [vin +]. (60) Inoltre per una trave continua su appoggi torsionali le (57) consentono di stabilie le condizioni di congruenza all'in- gobbamento nella sezione comune a due campate con- tigue. Con riferimento alla fig. 27 per la continuita della trave sull’appoggio B dovra essere: Yaa + You da cui By By + Bolay + a3) + Bol Z Te (61) == [Ga + id] + ( La (61) & strutturalmente simile all'equazione dei tre momenti di largo impiego nella risoluzione delle travi continue inflesse e pertanto in analogia pud essere chia- mata equazione dei tre bimomenti Scrivendo tale equazione per ogni appoggio torsionale intermedio, si pud costruire un sistema di tante equazioni lineari quanti sono i bimomenti incogniti. A titolo di esempio si consideri la trave continua a tre campate vincolata alle sezioni estreme 4 e D con incastri torsionali ed in quelle intermedie B e C con appoggi torsionali (fig. 28). Il carico torcente é distribuito con legge uniforme m su tutta la trave e la sezione trasversale é caratterizzata dalle seguenti srandezze: E=21 x 10kgem-t; G = 0,808 x 10% kg em-*; 1, = 10.501,68 cm’; Ja = 12,32 cm da cui, per la (35), si ricava: 2,12 x 10-*em- Ricordando inoltre le (56!) e (57), si ha: ese ml? Cady = Gage = 21845 BE 5 , mi Cady = ane = 2.7014 Seen mB (ide = aos = 31008 {= 08077 Se ary F 1 Amos pts a 1 a = o6s29 ' 1 f= 013357 Es 1 81923 : t B= 0.12036 Le incognite del problema sono i bimomenti B4, Ba, Bc, Bo; il sistema risolutore ¢ costituito dalle equazioni dei tre bimo- ‘menti (61) scritte nei punti 4, B, C, D. Si ha quindi: BB, + Belay + 03) + Bobs = — [54 + (ech) Byby + Belay + 43) + Bp = — (emo + (enol (andy + Baa} + BoB) = 0 \ Coeds + (Bo + Bohs) = 0 Le prime due equazioni esprimono la continuita della varia- Zione di rotazione, cioé dell'ingobbamento, nei punti Be C; Je ultime due ne esprimono I'annullamento in corrispondenza degli incastri torsionali 4 e D. Dalla risoluzione del sistema si ottiene: mal Ba = — 21453 m ft Ba = — 24419 mit Bo = —2,9487 7, Bo = — 3,162 p= — 3,1682 7. Appare evidente come I'analogia fra travi torsionalmente iperstatiche € travi inflesse iperstatiche possa portare, in articolare per le travi continue, ad un procedimento di ‘successive approssimazioni che si rif& al metodo di Cross. Si considera una prima fase in cui tutti i nodi della trave sono bloccati rigidamente da vincoli fittizi che ne impe- discono lingobbamento: in tale situazione i bimomenti che si manifestano alle estremita delle aste sono quelli dincastro perfetto, forniti dalle (59) ¢ la loro somma nei nodi sara in generale diversa da zero. Svincolando in fasi successive i nodi uno alla volta, il bimomento squilibrato ud essere ripartito, cambiato di segno, fra le due aste convergenti nel nodo, secondo coefficienti di ripartizione direttamente proporzionali alle rigidezze all'ingobbamen- to delle due aste stesse, in perfetta analogia con il metodo di Cross. Ciascun bimomento equilibrante verra poi tra- smesso all’estremita opposta dell’asta secondo un oppor- ‘uno coefficiente di trasporto, Con riferimento all’estremo B dell’asta generica, le rigi- dezze all'ingobbamento 0° valgono — trave incastrata in A: . k kchk —shk fea = aR GF TP eshk—ThE—D, (62) — trave appoggiata in A a sy oy kshk Ora atin aloe RE — ARES <1: OD 1 coefficient di trasporto & si determinano dalla congruen- za in A, che si esprime: (64) Yan = Baad” — Boa da cui: (65) (66) Alllatrave continua del precedente esempio (fig. 28) si applichi il metodo delle successive approssimazioni. Per i bimomenti d’incastro perfetto dalle (59) si ha: Ban I coefficienti di trasporto (66) per le tre campate valgono: = 0.18246 ; Ff = 01506; £5 = 0,13689. Le rigidezze all'ingobbamento (62) valgono: Cin eam 122782 EL, sane Che = ew se foatees k Cop = Cop = 1115909 El, + 23 da cui possono ricavarsi i coefficienti di ripartizione: eae Fig. 29 ‘Tali grandezze sono riportate sullo schema di fig. 29, dove sono anche indicate le operazioni di successive equilibra- ‘mento, organizzate come nel metodo di Cross. 1 bimomenti finali, corrispondenti in ogni estremo alla somma dei bimo- ‘ment ripartiti nelle successive fasi di equilibramento, sono ri- quadrati in figura ed, a meno del fattore m, /2/k? hanno gli stessi valori di quelli icavati con il primo procedimento, E da notare la rapidita di convergenza del procedimento do- vuta al forte effetto smorzante dei coefficienti di trasporto. 11, Il comportamento torsionale delle travi in parete sottile e le approssimazioni connesse con la teori La «teoria delle aree settoriali » 0 della « torsione non uniforme », richiamata nei precedenti paragrafi rappre- senta per le travi in parete sottile una « teoria tecnica » cosi come la teoria di de Sain-Venant per le travi a sezione compatta (cfr. par. 1), La formulazione differenziale che regge il problema della torsione mista ha una struttura perfettamente analoga a quella delle travi inflesse. Se si considera infatti il pro- blema della trave soggetta a sforzo normale, flessione com: posta e torsione, il sistema di equazioni differenziali che esprimono l'equilibrio della generica sezione riferita ad un sistema di assi baricentrici pud porsi nella forma se- guente Ela!" + Elygo!’”” + Ela’ Eliyu!"" + Elyo''"" + Ely’ 67) Veta Ely” + Elap™ Ricordando quanto detto al paragrafo 2, se si assume un sistema di riferimento principale generalizzato, per la (9) 4 il sistema (67) si semplifica assumendo la seguente forma; peers 43 ¢ Eb!" = qui (68) Elag’""’ =m. Questa forma é particolarmente pratica nelle applicazioni in quanto il problema della flessione composta, retto dalle prime due equazioni, pud scindersi da quello della torsione che si riduce all'integrazione di un'equazione analoga a quella della linea elastica di una trave inflessa. Il termine noto della terza equazione rappresenta un cari- co torcente generalizzato comprensivo del carico torcente esterno m: ¢ della variazione del momento torcente pri- mario Ma. Come € immediato riconoscere, con la posi- zione: dMa m= + (69) che ricordando la (29') diventa: my = me + Clay", (70) la (68"") coincide con lequazione (32) considerata al par. 8. Affrontare il problema della torsione con la (32) 0 (68°) corrisponde a prendere in conto le sole deformazioni con- seguenti alle tensioni tangenziali di torsione pura te (tensioni tangenzialiprimarie 0 di de Saint-Venant), mentre st trascurano le deformazioni corrispondenti alle tensioni tangenziali d'ingobbamento tw (tensioni tan- genziali secondarie), che conducono anch’esse ad un ul- teriore ingobbamento delle sezioni (ingobbamento se- condario). Quest’ultimo pud essere in alcuni casi piit co- spicuo di quello primario e la sua presenza pud variare il regime statico valutato attraverso la teoria in esame. Inol- tre questa teoria, pur migliorando sensibilmente l’appros- simazione nella valutazione del regime di tensioni ¢ de- formazioni nella trave rispetto alla teoria classica di de Saint-Venant, nessuna informazione pud fornire nelle zone situate in prossimita di vincoli o di carichi concen- trati, in quanto si appoggia sempre sulla validita del po- stulato di de Sain-Venant. Con 'intento di sormontare tali limitazioni, teorie pill so- fisticate [31], che prendono le mosse da basi pit generali e rigorose, hanno fornito la soluzione « esata » del pro- blema. Tuttavia sotto I'aspetto « tecnico » le approssi- mazioni della teoria in esame non hanno praticamente al- cun peso sui risultati dei problemi applicativi della tor- sione delle travi in parete sottile nel caso di sezioni aperte, mentre meritano di essere soppesate nel caso di sezioni chiuse. Le sezioni aperte sono infatti caratterizzate da elevati va- lori della rigidezza torsionale secondaria Elw rispetto a quella primaria Gle; per esse il rapporto Glz/El risulta sempre modesto. Da tale rapporto, o meglio dalla sua radice quadrata che compare nella (35), dipende la legge con cui nelle varie sezioni della trave avviene la ripartizio- ne del momento torcente nelle aliquote primaria © secon- daria. Quest’ultima & tanto maggiore quanto pitt grande & Ele rispetto a Gla, o pil precisamente, a parita di luce /, quanto pid piccolo risulta il parametro k, definito al par. 8 come «luce adimensionale caratteristica della trave » (35). Il valore assunto da k caratterizza caso per caso il problema della torsione ed indica per ess0 se & preponderante l'effetto della torsione pura 0 quello d’in- gobbamento. Da k inoltre dipende la legge con cui si smorzano gli effetti della torsione non uniforme: a paritit di luce ! 1o smorzamento & tanto pit marcato al crescere del valore di k e cioé quanto pitt Glu é grande rispetto ad Elo, Lo smorzamento dell’ingobbamento e del conseguente flusso delle tensioni secondarie ¢ debole nel caso di se~ zioni aperte, per le quali i valori di k sono bassi, e quindi le corrispondenti deformazioni possono considerarsi tra- scurabili Nel caso di sezioni chiuse la rigidezza primaria Gle & preponderante rispetto a Ele, ed il regime torsionale della trave é retto dal flusso di-tensioni primarie: per con- tro, a causa degli elevati valori di k, lo smorzamento del- Vingobbamento e quindi del flusso delle tensioni seconda- rie risulta molto violento. Ne consegue che, nonostante i bassi valori dei momenti torcenti secondari proporzio- nali ad Ele, le forti variazioni delle &: e quindi delle o. possono dare Iuogo ad elevati valori delle tensioni se- condarie te, Ia cui presenza nel caso di sezioni chiuse rende meno accettabile 'ipotesi in base alla quale se ne trascurano le corrispondenti deformazioni rispetto a quel- Fig. 30 le primarie. Ma occorre precisare che, nel caso di sezioni chiuse, causa il forte smorzamento, la presenza di ten- senza di tensioni secondarie elevate risulta circoscritta a brevi tratti in corrispondenza delle sezioni di applicazioni del momento torcente 0 dei vincoli ed acquista quindi il carattere di effetto locale, mentre in tutto il resto della trave le tensioni secondarie sono di norma molto piecole, € quasi sempre trascurabili, rispetto a quelle primarie. Per una membratura sottoposta a forti carichi torcenti la sezione dotata di maggiore rigidezza é senza dubbio quella chiusa, In alcuni casi vengono adottate sezioni miste aperte e chiuse; per esse un criterio di progettazione pud essere quello di ridurre il parametro di smorzamento k, aumentando opportunamente la rigidezza secondaria Ele. Cid € ottenibile centrifugando rispetto al centro di torsione della sezione le parti aperte del profilo misto (fig. 30). Secondo il Bornscheueur nel caso di sezioni mists i risultati della teoria della torsione non uniforme sono ancora accettabili qualora la porzione di sezione chiusa risulti inferiore alla meta della sezione totale. In caso contrario all’aumentare della porzione chiusa i ri- sultati sono affetti da maggiori errori e possono consi- derarsi soltanto orientativi Un interessante confronto fra le soluzioni del problema, in rapporto al comportamento torsionale delle varie se- zioni, é stato effettuato da Kollbrunner e Basler in (49), con riferimento ai momenti d'ingobbamento in mezzeria di una trave torsionalmente appoggiata agli estremi e sot- toposta a tre diverse condizioni di carico 4) carico torcente (m)) uniformemente distribuito: 5) momento torcente (M:) concentrato in mezzeria ©) moment d'ingobbamento eguali (X) applicati alle estremita, I risultati del confronto sono presentati in forma adimen- sionale attraverso la posizione ¥ ay Bik) Bik = 0) che per la sezione di mezzeria adimensionalizza il bimo- ‘mento per un generico valore di k (35) rispetto al bimo- mento in torsione per puro ingobhamento (k = 0), che assume in ogni caso il valore pitt elevato. Le espressioni del rapporto (71) per i tre casi esaminati sono le seguenti : 1 » w= ene (1 ae) ») Y= Yk ighk2: (2 ° W = Leosh k/2 5 e le curve corrispondenti sono diagrammate in fig. 31 Le tre curve, tracciate rispetto a k in scala logaritmica, si estendono fra le ordinate B(k)/B(k = 0) = 1 (torsione per puro ingobbamento) ¢ B(k)/B(k = 0) =0 (torsione pura alla de Saint-Venant), che rappresentano i casi limite non raggiungibili per le strutture reali le quali non pos- sono mai assumere per k i valori 0 ed 0. Le curve mo- strano l'esistenza di due vaste zone per piccoli e grandi valori di k, in cui pud essere considerato, senza apprezza~ bile errore, uno solo dei due fenomeni torsionali, col van- taggio delle semplificazioni analitiche che questo com- porta. Nell'intervallo O 10. In fig. 31 sono inoltre evidenziati i seguenti interval 0,5 < k <2. (prevale Ia torsione d’ingobbamento); 2