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Proposta di un metodo di progetto di plinti a bicchiere

Proposta di un metodo di progetto di plinti a bicchiere


D. Bolognini1, D. Bellotti2, E. Brunesi3 I

Sommario tirante-puntone, come generalmente accettato.


In questo articolo è proposto un metodo di pro- Le modalità di applicazione del metodo propo-
getto per plinti a bicchiere in c.a. prefabbricati sto sono mostrate in dettaglio attraverso il pro-
o gettati in opera, sollecitati lungo le due dire- getto di un caso studio, i cui risultati sono con-
zioni principali da azioni caratterizzate da una frontati con altri metodi, sviluppatisi in contesti
rilevante eccentricità (rapporto fra momento ed temporali ed ambiti progettuali differenti rispetto
azione assiale), condizione tipicamente riscon- al campo di indagine esplorato nel presente
trabile in zone a sismicità elevata. Tale metodo è lavoro, ed utilizzati come riferimento per osser-
basato su di un approccio semplificato in cui l’i- vazioni critiche riguardanti le principali proble-
potesi di monoliticità del plinto è controllata matiche di progettazione in zona sismica di
attraverso la verifica di meccanismi locali plinti a bicchiere.

1. Introduzione setti del bicchiere, la necessità di incrementare le


Il dimensionamento di plinti prefabbricati a bic- dimensioni della suola ed il quantitativo di arma-
chiere in c.a. è un argomento abbastanza tra- tura del plinto in zona sismica, le ripercussioni
scurato a livello di ricerca in ambito nazionale e, progettuali della classificazione nell’ambito delle
conseguentemente, in termini di indicazioni con- connessioni di strutture prefabbricate a telaio
tenute nella specifica normativa. L’esperienza secondo l’attuale normativa.
personale di progettazione di strutture prefabbri- Il D.M. 14/01/08 “Norme tecniche per le
cate in c.a. ed in particolare dei relativi plinti di costruzioni” prevede una classificazione sismica
fondazione in condizioni sismiche, infatti, è stata del territorio Nazionale e spettri definiti in fun-
spesso condizionata da una relativa incertezza zione dello stato limite di riferimento sensibil-
dovuta all’assenza di precisi riferimenti. mente differenti rispetto ai precedenti Decreti
È pur vero, come si specificherà in dettaglio nel Ministeriali. Le fondazioni, inoltre, vanno
seguito, che in realtà un plinto prefabbricato dimensionate applicando il criterio di gerarchia
generalmente si considera come un sistema delle resistenze in modo indipendente dalla
monolitico per il quale si potrebbe ritenere suffi- classe di duttilità assunta [D.M. 14/01/08,
ciente individuare singoli meccanismi locali punto 7.2.5]. In sostanza, una fondazione deve
tirante-puntone ed applicare opportune regole essere dimensionata utilizzando come azioni di
geometriche al fine di ricavare le equazioni per progetto il carico assiale discendente dall’analisi
il dimensionamento di setti, suola ed armatura. ed i corrispondenti valori di momento resistente
In ogni caso il progettista non è in grado di cono- e di taglio dei pilastri. In realtà tali azioni di pro-
scere veramente quale sia il livello di conservati- getto sono limitate superiormente dal valore
vità del dimensionamento effettuato, cioè di delle azioni discendenti dall’analisi moltiplicate
quanto il plinto stesso potrebbe essere sovradi- per un coefficiente pari a 1.3 o 1.1 rispettiva-
mensionato rispetto allo stretto necessario. L’ef- mente in classe di duttilità alta (CD”A”) o bassa
fetto dei parametri in gioco, infatti, non è noto (CD”B”). Non è possibile, però, superare i valori
con precisione, tanto da indurre chi è più sensi- delle azioni calcolate mediante un’analisi effet-
bile al problema a porsi frequentemente tuata con fattore di struttura q = 1, per cui in
domande riguardanti: la lunghezza ottimale di caso contrario si dovranno utilizzare queste
infissione del pilastro ed il reale livello di mono- ultime come azioni di progetto.
liticità della connessione pilastro-plinto, l’effettiva Sebbene tutto ciò faccia intuire come il dimen-
incidenza dell’attrito pilastro-pozzetto sul dimen- sionamento di un plinto possa essere maggior-
sionamento del sistema, lo spessore minimo dei mente impegnativo rispetto al caso in cui non si

1 Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica, Pavia - m davide.bolognini@eucentre.it


2 Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica, Pavia - m davide.bellotti@eucentre.it
3 Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica, Pavia - m emanuele.brunesi@eucentre.it 9
Progettazione Sismica

Pilastro 4.50
prefabbricato Pilastri interrotti
plinti di bordo sismici
4.00
plinti centrali sismici

L/H (larghezza suola/altezza plinto)


3.50
N Iniezione di malta
Plinto
prefabbricato M 3.00

Boccola 2.50
di centraggio

h
2.00
Sottopilinto Campo plinti statici
gettato in opera
Minore resistenza a
1.50
parità di L/H

1.00
0.50 1.00 1.50 2.00 2.50 3.00
Eccentricità dovute a N ridotto Eccentricità dovute a momenti elevati

L e = M/N [m]

Fig. 1 applichi alcun criterio di gerarchia delle resi- sulle fondazioni, il cui dimensionamento dipende
Schema di plinto
prefabbricato (a sinistra) e
stenze, i reali motivi di tale impegno sono da dalla resistenza dei pilastri, che in questo caso,
ipotetici rapporti larghezza ricercare, in realtà, soprattutto nella scelta dello rispetto allo stretto necessario, è notevolmente
suola/altezza plinto nel schema strutturale, piuttosto che nelle prescri- incrementata per esigenze di riduzione della fles-
caso di dimensionamenti
per valori di PGA compresi zioni da normativa. sibilità della struttura. Il sovradimensionamento
fra 0.15 g e 0.35 g di Nel caso di strutture prefabbricate di altezza limi- dei pilastri dovuto alla particolare tipologia strut-
strutture prefabbricate
tata come capannoni monopiano o edifici fino a turale ed alla scelta di dimensionamento in
monopiano e pluripiano
flessibili (a destra). tre piani, in genere si predilige una soluzione a campo elastico, quindi, si traduce in un ulteriore
pilastri monolitici incastrati alla base e con travi di sovradimensionamento delle fondazioni.
piano collegate mediante vincoli schematizzabili Quanto sopra descritto va a sommarsi ad ulte-
a cerniera (per esempio mediante due barre ver- riori problematiche tipiche dei progetti di plinti a
ticali in grado di trasmettere l’azione di taglio, ma bicchiere in zona sismica, quali la necessità di
non il momento flettente). Tali edifici, che deman- impedire il ribaltamento rigido e la rottura del
dano la propria stabilità nei confronti delle azioni tirante verticale nei setti a causa degli elevati
orizzontali ai soli incastri alla base, sono caratte- momenti flettenti applicati al colletto e dei bassi
rizzati da una certa relativa flessibilità. Per tale valori di azione assiale associata che richiedono
motivo, il dimensionamento degli elementi in ele- rilevanti dimensioni della suola di base.
vazione di questa tipologia strutturale è molto In figura 1 sono riportati, a titolo di esempio, i
spesso governato dalla limitazione degli effetti del risultati della verifica a ribaltamento dei plinti di
second’ordine e degli spostamenti associati al alcuni edifici prefabbricati da uno a tre piani,
danneggiamento degli elementi non strutturali alcuni con pilastri presenti al solo piano terreno,
(SLD), piuttosto che dalle verifiche delle sezioni soggetti a valori di PGA compresi fra 0.15 g e
allo stato limite di salvaguardia della vita umana 0.35 g. Per i pilastri con rapporto L/H (lar-
(SLV), nel senso che per irrigidire la struttura l’u- ghezza suola/altezza plinto) indicativamente
nica soluzione è di utilizzare grandi sezioni tra- maggiore di 2.5 è stato necessario modificare la
sversali dei pilastri. La conseguenza è che la strut- tipologia di fondazione. È da precisare che il
tura tenderà a rispondere in modo elastico e la ribaltamento ha senso se il plinto è assoluta-
sua potenziale duttitlità risulterà inutilizzata. mente isolato, senza efficaci cordoli di fonda-
Molto spesso, in particolare nel caso di capan- zione. In sostanza, il problema del ribaltamento
noni monopiano e di edifici di due o tre piani, deve essere trattato considerando la tipologia
si preferisce adottare una soluzione caratteriz- strutturale e i vincoli ipotizzati alla base. Quanto
zata da pilastri di grande sezione perché rite- appena descritto è un ulteriore giustificazione
nuta attualmente più economica rispetto a valu- alla proposta ed allo sviluppo del metodo
tazioni di altro tipo (non ristrette ai soli costi di descritto in questo articolo, alternativo ad altri
costruzione) o ad altre soluzioni strutturali. non espressamente ideati e validati in campo
Questa scelta si ripercuote direttamente anche sismico.

10
Proposta di un metodo di progetto di plinti a bicchiere

Fig. 2
Plinto a comportamento
monolitico mediante
scanalature (a sinistra) e
plinto con superfici lisce (a
destra). Immagine
modificata da Eurocodice 2
(2004).

2. Indicazioni progettuali disponibili in bicchiere è equiparato a quello di un sistema


letteratura di forze F1, F2 ed F3.
In genere un plinto prefabbricato è appoggiato In sequenza, è necessario verificare:
su di una soletta armata gettata in opera. Il bic- I il dettaglio dell’armatura nella parte supe-
chiere è caratterizzato da pareti interne incli- riore del bicchiere e all’interfaccia con la
nate per permettere lo scassero in fase di pro- suola al fine di trasferire la forza F1 tra le
duzione ed il pozzetto ha dimensioni maggiori pareti stesse e fra le pareti e la suola;
rispetto alla sezione trasversale del pilastro in I l’ancoraggio dell’armatura principale;
modo tale che il pilastro stesso e le pareti interne I la resistenza a taglio delle sezioni del
laterali ed inferiore del pozzetto non siano in pilastro all’interno del bicchiere;
contatto (Fig. 1). Gli interstizi, riempiti di malta I l’effetto di punzonamento del pilastro
cementizia, in tal modo eviteranno al sistema esercitato sulla suola e quello esercitato
concentrazioni di sollecitazioni indesiderate da quest’ultima sulla soletta in opera sot-
dovute alla non perfetta levigatura delle super- tostante.
fici degli elementi a contatto. Una regola abba- La lunghezza di infissione h del pilastro nel poz-
stanza comune diffusa tra i progettisti prevede zetto deve essere maggiore di 1.2 volte il lato
che la lunghezza di inghisaggio del pilastro nel della sezione trasversale del pilastro stesso affin-
bicchiere sia pari ad almeno 1/10 dell’altezza ché si possa generare la distribuzione di forze
del pilastro stesso. sopra descritta (h ≥ 1.2 l).
Di seguito sono sintetizzate le principali caratte-
ristiche dei metodi di progetto disponibili in let- 2.2 CNR 10025/98 Istruzioni per il progetto,
teratura. Per una trattazione completa si l’esecuzione ed il controllo delle strutture pre-
rimanda direttamente ai corrispondenti riferi- fabbricate in calcestruzzo
menti riportati in bibliografia. Il modello proposto dalle raccomandazioni CNR
10025 (1998), diversamente dal precedente
2.1 Eurocodice 2 modello inibisce gli effetti legati all’attrito e da
L’Eurocodice 2 stabilisce che: adesione ed è basato sulle seguenti ipotesi:
1. I plinti di fondazione devono essere proget- - I plinti di fondazione devono essere proget-
tati per trasferire le azioni assiale, flettente e tati per trasferire le azioni assiale, flettente e
di taglio dal pilastro al terreno e che tale tra- di taglio dal pilastro al terreno e gli interstizi
sferimento deve avvenire tramite un pozzetto fra pilastro e pozzetto devono avere dimen-
sufficientemente largo da permettere il riem- sione ≥ 30mm effettivi al fine di permettere
pimento ottimale degli interstizi tra pozzetto una corretta costipazione del getto.
e pilastro (EC2, punto 10.9.6). - I plinti prefabbricati devono essere posati su
2. Solo l’utilizzo di superfici sagomate garanti- di una superficie opportunamente prepa-
sce un comportamento monolitico del rata, al fine di garantire una distribuzione
sistema pilastro – plinto (Fig. 2a). uniforme delle sollecitazioni.
3. Nel caso di superfici lisce (Fig. 2b) è - È necessario preparare un allettamento di
ammesso un coefficiente d’attrito al massimo malta su cui posare a fresco i plinti, quando
pari a µ = 0.3 e l’effetto delle azioni flessio- questi ultimi sono fondati su di una soletta di
nale M, tagliante Fh ed assiale Fv gravanti sul calcestruzzo preventivamente gettata in opera. 11
Progettazione Sismica

Fig. 3
Azioni di progetto sul plinto
a pozzetto (a sinistra) e
sistema di forze A
equivalenti sul modello
a
(a destra).
h/4
NSd
t
MSd F1
O
h/4 h

h O H
VSd
H 2h/3
F2

F3

Fig. 4 A’s As z z
Progetto dell’armatura
orizzontale As e A’s del R R’
t

setto frontale: azioni


h/2

c
determinate mediante
meccanismo tirante –
puntone. R’

h/2
A

A’s

c
t

As d d

- Per i plinti realizzati mediante bicchiere pre- interno pozzetto, in ogni caso ≥ 100 mm.
fabbricato su suola in opera, si applicano le Il dimensionamento del setto frontale è effettuato
stesse regole più sotto specificate. in accordo con lo schema tirante-puntone di
- Il pozzetto può avere superficie interna liscia figura 4, che si ipotizza sviluppato lungo la
oppure indentata. metà superiore del bicchiere. Nelle equazioni
- Le armature devono essere progettate in 2, 3, 4 riportate di seguito permettono di verifi-
modo da assicurare la trasmissione delle care rispettivamente l’armatura orizzontale, il
forze assunte nel modello ed essere corretta- puntone di calcestruzzo e l’armatura verticale
mente ancorate. distribuita all’interno dei setti.
- Le azioni di progetto MSd, VSd e NSd sono
(2)
applicate a 1/4 dell’altezza di infissione del
pilastro, a partire dal colletto del bicchiere e
si considerano equivalenti a distribuzioni di (3)
forze aventi risultanti F1, F2 e F3 (Fig. 3), in
particolare:
(4)
3 M Sd 3 M Sd
F1 = + VSd F2 = F3 = N Sd (1)
2 h 2 h

- Limitazioni geometriche:
I altezza bicchiere:
· ≥ 1.20 x lato pilastro se MSd/NSd ≤ 0.15
x lato pilastro; Sui setti laterali si considera il contributo dei due
· ≥ 2.00 se MSd/NSd ≤ 2.00 x lato pilastro; anelli di armatura orizzontale esterna Al ed
· in tutti gli altri casi è consentita un’inter- interna A’l. Le equazioni associate sono riportate
polazione lineare e comunque è consen- di seguito, in accordo con AICAP (2008), che
tita solo un’altezza h ≥ 300 mm; applica il metodo delle indicazioni CNR
12 · spessore setti bicchiere ≥ 1/3 x lato 10025/98 a un caso studio:
Proposta di un metodo di progetto di plinti a bicchiere

do
AI

h/4
M = R’c F1/2
z’

H
F1/2 Av

ho
puntone
A’I

df

co
Fig. 5
Meccanismi per il
pilastro dimensionamento
dell’armatura orizzontale nei
setti laterali (a sinistra) e
dell’armatura verticale.

Fig. 6
Meccanismo a mensola

df
dx
rovescia per il
dimensionamento
dell’armatura della soletta.

e
Rg

La verifica al punzonamento è effettuata con rife-


rimento ad un’impronta che si ottiene incremen-
(5)
tando l’area della sezione del pilastro mediante
un angolo di 33°, caratterizzata dal seguente
L’armatura verticale Av negli spigoli del bic- perimetro critico:
chiere ed il relativo puntone di calcestruzzo nei
setti laterali sono verificati ipotizzando che si (9)
instauri il meccanismo di figura 5.
2 ⋅ A v ⋅ f yd (6) La condizione di verifica è sostanzialmente la
≥ F1
λ0 stessa prevista dall’Eurocodice 2:

2 ⋅ 0.4 d 0 ⋅ t ⋅ f cd (7)
≥ F1
1 + λ 02 (10)
3
h0 4
⋅h + c0
λ0 = = e
d0 d0
dove: k = 1.6 – df ≥ 1 (df espresso in metri);
df
c0 = min 0.2 ⋅ d 0 ;
2

L’armatura della soletta è costituita da una dis-


tribuzione di barre ortogonali nelle due dire-
percentuali geometriche d’armatura nelle due
zioni principali Ax e Ay. Il loro dimensionamento
è effettuato imponendo il meccanismo di figura direzioni comprese rispettivamente in b’ e a’
6 e per mezzo delle seguenti equazioni: (armatura aggiuntiva oppure già ancorata e
non più utile a flessione per lo sbalzo della
(8) soletta); a’ = a + 3df; b’ = b + 3df ; Atot = area
totale di fondazione. 13
Progettazione Sismica

Fig. 7
a
Meccanismo relativo
all’effetto di
punzonamento esercitato
dal pilastro sulla suola.

Ay

dx
df
a’
Ax

2.3 Mori & Pereswiet-Soltan (1981)


N M
Il modello descritto in questo paragrafo è stato q= ± (13)
S W
proposto circa 30 anni fa ed è basato sul
metodo alle tensioni ammissibili. Esso impone la
seguente limitazione sulla lunghezza di infis- Rg · e
As= (14)
sione h del pilastro nel pozzetto: 0.92 · (df – 2) · σa
a. se il carico è assiale ¿ h ≥ 3/4 (a + b)/2;
b. se il carico è eccentrico con risultante all’interno Le sollecitazioni che possono nascere durante la
della sezione del pilastro ¿ h ≥ (a + b)/2; fase di posizionamento del pilastro all’interno
c. se il carico è eccentrico con risultante all’e- del bicchiere sono conteggiate, in via approssi-
sterno della sezione del pilastro ¿ h ≥ 1,3 (a+ mata, in funzione del peso proprio Pp e dell’al-
+b)/2. tezza del pilastro L, assumendo un momento:
Con h ≥ 30 cm e dove a e b sono i lati della
sezione del pilastro.
(15)
L’armatura orizzontale nel bicchiere, costituita
da un doppio anello, è data da:
Per quanto riguarda il punzonamento, il carico
H assiale N si diffonde nella soletta secondo un tronco
A0 = f (11)
σa di piramide con le facce inclinate di un angolo α =
45° o 60° rispetto all’orizzontale a seconda che si
Dove la forza orizzontale agente è Hf = 3M /2h, sia in presenza di armatura oppure no.
M è il momento agente e σa la tensione ammis- Definito c come la media dei lati della sezione
sibile di lavoro dell’acciaio. del pilastro, la tensione tangenziale nel caso di
L’armatura verticale, da disporre su ciascun plinto non armato si considera pari a:
setto in accordo con una delle configurazioni
indicate in figura 9 (oppure si veda anche Fig. N · 0.80
τ= (16)
10), è calcolata come: 2df · (df + 2c)

M Nel caso in cui τbo ≤ τ ≤ τb1 occorre prevedere


Av = (12)
0.92 · H · σa le armature nelle due direzioni x e y al fine di
prevenire il punzonamento. Il calcolo dell’arma-
L’armatura della soletta di fondazione si deter- tura è dato dalla formula:
mina considerando la parte a sbalzo della soletta
come mensola incastrata nel bicchiere soggetta 2 (Aa + Ab) · σa = N (17)
ad un carico q determinato dall’Eq.13 (S è l’area
della sezione della suola e W il corrispondente
modulo di resistenza). Indicato con df lo spessore Il metodo proposto da Mori & Pereswiet-Soltan
della soletta, l’area d’acciaio necessaria è calco- (1981) è basato su di un approccio che in alcune
lata mediante l’Eq.14 in funzione del momento parti è stato superato dalle più recenti normative
flettente generato dalla risultante Rg della distribu- e quindi non integralmente applicabile nella sua
zione delle pressioni e dove con (df -2) si intende forma originale. Esso è però di notevole interesse,
14 l’altezza utile della sezione resistente: perché è stato validato sperimentalmente su di un
Proposta di un metodo di progetto di plinti a bicchiere

sez. A'-A' Fig. 8


A' A' Azioni sul plinto e simbologia
B N delle dimensioni geometriche
(a sinistra); schema delle
zone di sollecitazione nel
t A t A bicchiere (a destra), figura
modificata da Mori &
N M Pereswiet-Soltan (1981).
M
h/6 Hf
h/2

h/3 h
H h
H0 Hf h/2
h/6

df a a

Fig. 9
Possibile disposizione
dell’armatura all’interno del
bicchiere (in pianta), figura
modificata da Mori &
Pereswiet-Soltan (1981).

12 45 12 12 55 12 Fig. 10
20.5
2.5

Dettaglio della carpenteria


2.5 2.5 2.5 2.5 2.5 2.5 2.5 2.5 12
e dell’armatura del plinto di
2.5

prova, figura modificata da


45 120
60 60
Mori & Pereswiet-Soltan
2.5

80 80 (1981).
12
8 8
2.5

20.5
12 12
2.5 2.5 2.5 2.5
120 140
25.5 12 55 12 25.5
140

4 3 3 4 4 3 3 4
25
6 5 5 6 6 5 5 6 8 8
25
3 3
7 7 7 7
10 9 9 10 10 9 9 10
7 7
27
4 4
1 1
2 2

1 4Ø6 l=136 cm 81-82 8 11


4Ø6 l=116 cm 15
71-72
2 5Ø8 l=136 cm 4Ø10 4Ø10
76 7 76 8
5Ø8 l=116 cm 1Ø8 6 10
l=172 cm l=174 cm
l=334 cm
l=338 cm

80 64 65-66
15 15 15
55-56
70 54
4
1Ø8 3
1Ø8 1Ø8 5 9
l=330 cm l=266 cm l=270 cm
l=274 cm

plinto dimensionato per un momento di progetto meccanismo di rottura ed i punti deboli del plinto.
pari a 60 kNm al fine di determinare: l’effettivo In figura 10 e figura 11 sono riportati rispettiva-
carico di rottura e di incipiente fessurazione, il mente i dettagli di carpenteria ed armatura del 15
Progettazione Sismica

plinto esaminato e la relativa configurazione di momento applicato pari a circa 200 kNm, pari
prova. Quest’ultima prevede il getto di un sotto- ad un rapporto di 3.36 rispetto al momento di
plinto massiccio in c.a. in cui sono ammarati 3 progetto. Aumentando la forza, si manifestano
tirafondi φ20mm ad interasse di 300mm. Un lato fessurazioni anche nella parte inferiore del bic-
della soletta del plinto è quindi bloccato tramite chiere ed in corrispondenza della soletta che si
una piastra metallica e 3 bulloni φ 20mm. Il pila- allargano lasciando scoperta l’armatura. Il col-
stro, alto 5m ed opportunamente armato, ha una lasso avviene per un momento di circa 360
sezione trasversale 50 cm x 30 cm; sulla sua som- kNm, vale a dire 6 volte il momento di progetto.
mità è applicata una fune d’acciaio collegata ad È opportuno ricordare che i valori dei rapporti
una carrucola a circa 10 m dall’asse del pilastro fra momenti applicati durante la prova speri-
stesso. La forza esercitata sulla fune è rilevata mentale e momento di progetto vanno opportu-
mediante un dinamometro a cella idrostatica. namente interpretati, in quanto il dimensiona-
Le prime fessurazioni oblique sulla sommità del mento del plinto è affrontato mediante il metodo
bicchiere si riscontrano in corrispondenza di un alle tensioni ammissibili.

Fig. 11
Configurazione di prova sul
sistema pilastro-plinto, figura T
modificata da Mori &
Pereswiet-Soltan (1981).
440

Lato della
Mt suola vincolato
al terreno

1000

Fig. 12
Danneggiamento del plinto
in corrispondenza di una
forza inclinata pari a circa
8000 kg,
da Mori & Pereswiet-Soltan
(1981).

Fig. 13
Collasso del plinto per una
forza inclinata pari a circa
90 kN (M = 360 kNm), da
Mori & Pereswiet-Soltan
(1981).

16
Proposta di un metodo di progetto di plinti a bicchiere

2.4 Osanai et al. (1996) forze d’attrito (Fig. 14b); il modello 2 è solleci-
Il modello di calcolo proposto da Osanai et al. tato dalla restante parte di azione laterale e da
(1996) è basato su di una ricerca numerico – forze d’attrito Ft1, Ft2, Ft3 (Fig. 14c).
sperimentale citata dal fib Bulletin n. 27 (2003) Nel caso di pilastri interni, fissata una certa dire-
come riferimento per la progettazione di colle- zione, le travi di fondazione raccordano il plinto su
gamenti fra pilastri e fondazioni a pozzetto in entrambi i lati e la forza resistente orizzontale C =
zona sismica. Le ipotesi di base sono: inibizione C11 + C12 è trasmessa direttamente alla parte di
della resistenza a trazione del calcestruzzo, sol- trave compressa antistante, riducendo così le solle-
lecitazioni di trazione assorbite da armature citazioni di trazione nell’armatura di fondazione.
appositamente predisposte, forze di attrito fra Per tale motivo le migliori prestazioni si possono
pilastro e pozzetto conteggiate. ottenere dall’utilizzo di un calcestruzzo ad elevata
Il meccanismo di trasferimento delle sollecitazioni resistenza. Nel caso di un pilastro perimetrale,
sismiche dal pilastro al bicchiere prevede un sistema invece, il setto di plinto sprovvisto di trave di fon-
di azioni composto dalla risultante R alla base del dazione è soggetto a forze di trazione che devono
pilastro, da risultanti orizzontali a differenti quote essere sopportate da una apposita armatura anco-
del pozzetto in corrispondenza dei punti di contatto rata nella trave di fondazione sul lato opposto (Fig.
con il pilastro (C11 C22) e da forze orizzontali e ver- 14a). In tal caso, la nascita di notevoli sollecitazioni
ticali di attrito (Ft1, Ft2, Ft3) su tutte le interfacce pila- di trazione provoca un potenziale degrado della Fig. 14
stro – fondazione (Figg. 14b e 14c). monoliticità del vincolo pilastro – fondazione. Schema di trasferimento
delle azioni dal pilastro alla
Il sistema di azioni sopra descritto può essere La forza di trazione complessiva C risultante in
fondazione:
suddiviso in due modelli semplificati da studiare corrispondenza della connessione pilastro – (a) Setto non confinato ed
separatamente. Il modello 1 è quello che resiste fondazione è ricavabile da considerazioni di armatura di collegamento;
(b) modello parziale 1;
all’effetto dell’azione assiale e di una parte di equilibrio delle forze agenti sui due modelli di (c) modello parziale 2
carico laterale, senza però tener conto delle figura 14b e c. (Osanai et al., 1996).

P1 P2 = P-P1
h
h

Y1

C11 C12
Ft2
De

Ft1

R C22
XR Ft3
L2

a) b) D c) D

1
C=C11 +C12 = · {M·(h+De -L3)+N·ec ·[(μ1 -α)·D-Y1]} (18)
h·(Lc -L3 +μ1 ·D)

dove: µ1 = coefficiente d’attrito pilastro - plinto


D = lato del pilastro;
ec = D/2 – xR, dove xR è approssimativa-
mente 0.4 x, con x = lembo compresso;
De = lunghezza di infissione del pilastro Secondo Osanai et al (1996) le prove speri-
nel plinto; mentali effettuate hanno permesso di ricavare le
α = h/D, dove h è l’altezza del pilastro, seguenti ulteriori informazioni:
misurata dal colletto del bicchiere; - la lunghezza di infissione efficace è pari ad
N = azione assiale applicata; almeno 1.5 volte la dimensione del lato mag-
M = P · h = momento flettente applicato, giore della sezione del pilastro;
dove P è la forza laterale applicata; - il valore del coefficiente d’attrito è posto in
Y1 = punto di applicazione della forza di tra- relazione alla lunghezza di infissione del
zione C a partire dal colletto del bicchiere (= pilastro ed alla presenza di superfici sago-
H/4, dove H è l’altezza del bicchiere). mate o meno (Tab. 1). 17
Progettazione Sismica

Tabella 1 - Coefficienti d’attrito raccomandati da Osanai et al. (1996) per il calcolo della forza di trazione
indotta dal pilastro sul setto frontale

Lunghezza di infissione (a = lato pilastro) Chiavi di taglio Coefficiente d’attrito

≥ 1.50 · a assenti 1.00

≥ 1.25 · a presenti 1.00

≥ 1.00 · a presenti 0.50

3. Metodo di progettazione proposto locale (es: setto frontale, setti laterali, soletta)
Il metodo di progetto proposto in questo articolo oppure ad una verifica globale dell’intero plinto
prevede che il plinto si comporti come un blocco (es: ribaltamento, scorrimento) (Fig. 15a).
monolitico e sia caratterizzato da una risposta La distribuzione di armatura, pensata coerente-
pressoché elastica. La zona a comportamento mente ai meccanismi locali e globali ipotizzati
non lineare è traslata al di fuori del plinto stesso, (descritti in dettaglio più avanti), prevede barre
in altre parole si prevede la formazione di una verticali Av concentrate negli spigoli del bicchiere
cerniera plastica diffusa a partire dal colletto del ed ancorate nella suola, strati di barre orizzon-
bicchiere (Fig. 15c). Per questo motivo la con- tali ad anello Ah e A’h sia sul lato esterno, sia su
nessione plinto-pilastro è classificabile come di quello interno del bicchiere, barre verticali Aw
tipo “b” secondo quanto indicato dalle Norme distribuite all’interno dei setti del bicchiere, barre
Fig. 15 Tecniche per le Costruzioni (D.M. 14/01/08). per sopportare l’inflessione della suola (Ax e Ay)
Esempio qualitativo di
La capacità portante del generico plinto prefab- distribuite lungo le due direzioni principali, oltre
dominio resistente N-M (in
alto a sinistra), schema di bricato a bicchiere è rappresentata dal dominio all’armatura per il punzonamento (Fig. 15b).
armatura di un plinto (in N – M (azione assiale – momento flettente), indi- Dato che si ipotizza una risposta pressoché
basso)
e posizione della cerniera
viduato dall’inviluppo minimo di più sottodomini, lineare del sistema, non è stato ritenuto necessa-
plastica (in alto a destra). ciascuno dei quali è associato ad una verifica rio sviluppare modellazioni ad elementi finiti

800 Ribaltamento e Punzonamento


Scorrimento flessione soletta
700
Zona a
comportamento
Armatura verticale non lineare
600 negli spigoli
Momento M [kNm]

500
Puntone
400 setto laterale
Zona a
comportamento
300
Armatura
lineare
200 orizzontale
setto frontale
100

0
0 500 1000 1500 2000 2500 3000 3500
Azione assiale N [kN]

Av Aw Av

Ah
Ah Ah
A'h A'h

A'h

Ax

Ay Ay
Proposta di un metodo di progetto di plinti a bicchiere

particolarmente raffinate. I meccanismi locali


tirante-puntone rappresentano un buon compro-
messo fra affidabilità dei risultati ed onere com- (19)
putazionale, tanto più che il metodo è anche
validato sperimentalmente.
La verifica strutturale è effettuata con l’obiettivo
di trasferire al terreno le azioni agenti alla base Come evidenziato in passato (Leonhardt, 1977),
del pilastro attraverso un comportamento mono- la trasmissione delle forze per aderenza e taglio
litico del plinto. Ulteriori ipotesi sono: fra pilastro e bicchiere è un fenomeno piuttosto
- i plinti prefabbricati devono essere posati su complesso che viene generalmente risolto in via
estremamente semplificata. Per esempio, nono-
di una superficie opportunamente preparata
stante il numero e l’inclinazione dei puntoni sulle
al fine di garantire una distribuzione delle
facce laterali siano condizionati dalla presenza
sollecitazioni quanto più uniforme possibile;
e dalla disposizione dell’armatura orizzontale e
- i setti devono avere spessore minimo pari a
verticale effettivamente disposta (Fig. 17) in fase
200 mm;
di calcolo si considera generalmente la pre-
- la dimensione minima degli interstizi fra
senza di un unico puntone equivalente.
pilastro e pozzetto è di 30 mm;
- a vantaggio di sicurezza non si considera
Armatura orizzontale nel collare
l’effetto dell’attrito pilastro-pozzetto; Nel setto frontale del bicchiere, sollecitato dalla
- le azioni di progetto Msd, Vsd e Nsd sul bic- forza F1, si ipotizza l’instaurarsi di un meccani-
chiere sono applicate a 1/4 dell’altezza di smo tirante-puntone grazie all’effetto di vincolo
infissione del pilastro a partire dal colletto fornito dai setti laterali (Fig. 18). Gli sforzi di
del bicchiere e sono calcolate analogamente trazione e di compressione si considerano uni-
al caso di connessioni di tipo “b” secondo il formemente distribuiti rispettivamente sullo spes-
D.M. 14/01/2008; sore del setto frontale e sulla larghezza dei pun-
- le azioni risultanti relative al modello di cal- toni. Questi ultimi sono diretti lungo le diagonali
colo (F1, F2 e F3) sono distribuite come in del bicchiere, si sviluppano per un’altezza pari
figura 16 e definite mediante l’Eq. 19. a h/2 e la loro larghezza di calcolo è determi-

Fig. 16
Azioni di progetto (a
h/4
sinistra) e azioni previste dal
3 Msd modello di calcolo (a
F1 = Vsd + —— · ——
3 Msd O 2 h destra).
F2 = —— · ——
2 h
2h/3
F2

F3 = Nsd

Fig. 17
Comportamento della
fondazione a bicchiere per
pilastri con flessione e
trasmissione diretta delle
forze tra bicchiere e pilastro
mediante aderenza e taglio
(modificata da Leonhardt,
1977).

19
Progettazione Sismica

Staffoni orizzontali Staffoni orizzontali


superiori esterni superiori interni

ta A ta
Barre piegate interne
tb

F 1/2
F 1,y
B

F 1,x Ah
tb

F 1/2
Ah d
Setti laterali Setto frontale
per la forza F 1,x per la forza F 1,x
Staffoni esterni

Fig. 18 nata in funzione della lunghezza di ancoraggio orizzontale distribuita nella metà inferiore del
Schema tirante – puntone sul
setto frontale del bicchiere
necessaria dell’armatura orizzontale (Fig. 19). bicchiere, pari a un terzo di quella utilizzata
del plinto (visto in pianta) L’armatura Ah è disposta ad anello, uno sul lato nella parte superiore. Questa indicazione è
e disposizione dell’armatura esterno ed uno su quello interno del bicchiere, e cor- legata al fatto che il setto frontale tende a com-
orizzontale superiore.
risponde alla maggiore fra le aree necessarie per la portarsi come una piastra vincolata su tre lati (i
verifica del tirante del setto frontale o di quello dei due setti laterali e la soletta di base).
setti laterali. Per maggior precisione, essa è l’arma-
tura totale presente nella metà superiore di un setto 1
A’h = Ah, min (21)
del bicchiere distribuita su più strati e, per questioni 3
pratiche, può essere realizzata ricorrendo anche a
Verifica del puntone compresso del setto frontale
barre sagomate, purché adeguatamente ancorate,
La larghezza del puntone compresso è calcolata
come mostrato in figura 18b.
in funzione delle lunghezze di ancoraggio
In realtà, se il plinto è sollecitato da due azioni
minime lb1 e lb2 delle barre tese, come indicato
concomitanti lungo le due direzioni ortogonali,
in figura 19, misurate sugli assi delle due distri-
occorre tenere conto del fatto che il setto frontale
buzioni di armature ortogonali:
per l’azione Fx è contemporaneamente setto
laterale per l’altra azione in direzione perpendi-
bw =(lb1 –d1)·sinϑ+(lb2 –d2)·cosϑ≤ t
colare (Fy) e quindi è necessario sovrapporre gli cosϑ
effetti in modo corretto (Eq. 20). Questa regola
andrebbe adottata anche nel caso degli altri (22)
metodi descritti in precedenza, in modo tale che
il plinto possa sopportare l’azione concomitante dove ϑ = arctg (1/λ), cioè 45° nel caso di plinto
del sisma lungo le due direzioni ortogonali. quadrato (λ = 1) e lb = (φ · fys)/(4 · fbd) è la gene-
Si prevede di posizionare un’ulteriore armatura rica lunghezza di ancoraggio.

1
Ah1 ≥ (λ·F1, x+F1, y) setto frontale per la forza Fx
2·fys

1
Ah2 ≥ (F1, x+λ·F1, y) setto laterale per la forza Fx
2·fys

Ah = max {Ah1; Ah2}


dove:
F1x e F1y sono le componenti della forza F1 rispettivamente lungo x e y

A 2 + ta B 2 + tb
20 λ = max λx ; λy , con λx = , λy =
B 2 + tb A 2 + ta
Proposta di un metodo di progetto di plinti a bicchiere

Fig. 19
bw Schema per la
determinazione della
larghezza della biella
compressa del setto frontale
in funzione della lunghezza
di ancoraggio delle
armature.

lb2

d2

d1

lb1

La verifica del puntone compresso del setto fron- Verifica dell’armatura verticale negli spigoli e nei
tale è espressa in funzione della geometria del setti del bicchiere
plinto mediante l’equazione sottostante, dove i Il momento di progetto è sopportato mediante
coefficienti 0.5 e 0.85 tengono conto rispettiva- un meccanismo tirante-puntone che si sviluppa
mente della potenziale riduzione di resistenza per sui setti laterali, vincolati ai setti frontali ed alla
effetto della fessurazione del puntone e dell’effetto suola, dove il tirante è ancorato. La direzione
dovuto alla presenza di carichi non puramente del puntone compresso si individua congiun-
assiali di lunga durata (nel D.M. 14 gennaio 2008 gendo i punti A1 e B1, rispettivamente definiti
il coefficiente 0.85 è già implicitamente conside- dall’intersezione degli assi dell’armatura verti-
rato nella definizione di fcd); tramite i coefficienti λx cale ed orizzontale e dall’intersezione della ver-
e λy si conteggiano gli effetti concomitanti delle ticale del filo esterno del bicchiere con la base
due componenti di F1 lungo y e x rispettivamente. della suola, come mostrato nella figura 20 sot-
– tostante.
0.5 · 0.85 · fcd · bw · h ≥ F/2 La formula di progetto dell’armatura verticale A v

con F = max {(F1,x + λy · F1,y); (23) in uno spigolo è definita imponendo una condi-
(F1,y + λx · F1,x)} zione di equilibrio alla rotazione:

do Fig. 20
Meccanismo tirante –
puntone su di un setto
h/4

F1/2 laterale del bicchiere in


direzione x o y (in alto) e
distribuzione di armatura
verticale Av (in basso a
H

Av
3/4 h

sinistra) e Aw (in basso a


bw

destra)

puntone
tf

co

Armatura verticale negli spigoli Armatura verticale distribuita

Barre verticali
negli spigoli

Barre verticali
distribuite nei setti
Progettazione Sismica

Verifica della suola a flessione e verifica globale


F1,x · λ 0,x F1,y · λ 0,y
A v = max ; a ribaltamento
2·fyd 2·fyd
La soletta è verificata come mensola incastrata
dove:
(24) rovescia sollecitata dalla reazione del sotto-
h h
H0 – H0 – plinto, la cui distribuzione si considera lineare,
λ0,x = 4 e λ0,y = 4
3 3 in funzione dei carichi applicati. L’andamento
A+ · t B+ ·t delle pressioni di contatto sulla suola può essere
2 2
schematizzato con una forma trapezoidale o
Verifica del setto posteriore triangolare a seconda che la posizione della
Si prevede di posizionare un’armatura verticale risultante delle sollecitazioni sia interna o
A w distribuita nei setti del bicchiere pari a quella esterna al terzo medio della sezione.
utilizzata in uno spigolo. È da notare come questa Nel primo caso i valori estremi della distribu-
impostazione sia particolarmente efficace nel caso zione di pressione sono:
di azioni ortogonali concomitanti, grazie al fatto
di utilizzare come armatura a flessione sia i ferri Nsd M
σmax, min = ± sd (29)
verticali negli spigoli, sia quelli distribuiti lungo i A·B W
setti. Per tale motivo, e per esigenze pratiche, si
accetta che il dimensionamento sia effettuato per il dove
momento massimo agente contemporaneamente Msd = max{Mx; My} e W è il corrispondente
lungo le due direzioni ortogonali del piano. modulo di resistenza della sezione trasversale
della suola vista in pianta.
Nel secondo caso, la pressione massima vale:
(25)

2Nsd 2Nsd
σmax = oppure σmax = (30)
Verifica del puntone compresso nel setto laterale 3·A·u 3·B·u
Da una relazione puramente geometrica, si ha:
Anche in questo caso il meccanismo resistente è
h0 h0 di tipo tirante – puntone, come mostrato in
tgδx = ; tgδy = (26)
(A+2t) (B+2t) figura 21. Ai fini della verifica si dovrà disporre
un’armatura di intradosso, distribuita nelle due
La larghezza del puntone diagonale è determi- direzioni ortogonali della soletta, utilizzando le
nata similmente all’Eq. 22 in funzione della lun- equazioni sottostanti; il momento resistente
ghezza di ancoraggio minima delle armature associato si determina mediante iterazioni suc-
presenti (Fig. 20): cessive imponendo l’uguaglianza fra la risul-
tante R delle pressioni e l’area di acciaio A x o
h t A y di calcolo.
b’w,x = l bv − + c · sinδx + l bh − + c · cosδx
4 2
h t Ax · fsd A ·f
b’w,y = l bv − + c · sinδy + l bh − + c · cosδy ≥ Rx; y sd ≥ Ry (31)
4 2 λx λy

(27) dove:
dove: λx = ex/dx e λy = ey/dy;
c è il copriferro; lbv e lbh sono le lunghezze di - ex, ey = distanze della risultante delle pres-
ancoraggio delle distribuzioni di barre di arma- sioni rispetto al filo esterno del bicchiere in
tura rispettivamente nelle direzioni verticale ed direzione x e y;
orizzontale. La verifica del puntone compresso - dx e dy = altezza di calcolo all’attacco della
nel setto laterale è soddisfatta mediante la soletta con il bicchiere, rispettivamente in
seguente equazione, analoga all’Eq. 23, anche direzione x e y;
per quanto riguarda il significato dei coefficienti - Rx e Ry = risultante delle pressioni, in dire-
riduttivi (fessurazione del puntone e presenza di zione x e y.
carichi non puramente assiali di lunga durata):
Verifica a ribaltamento
– La verifica globale a ribaltamento dell’intero
0.5 · 0.85 · fcd · b’w · t ≥ F ’/2
(28) plinto è soddisfatta imponendo che la somma

con F ’= F1/2 max { (1+tg2δx); (1+tg2δy) } dei momenti stabilizzanti sia maggiore della
22 somma dei momenti ribaltanti.
Proposta di un metodo di progetto di plinti a bicchiere

Fig. 21
Verifica dell’armatura della
soletta del plinto:
funzionamento a mensola
rovescia incastrata.

Verfica a scorrimento VEd M u V


vEd = β · = 1+ k · Ed · 1 · Ed (32)
La verifica globale a scorrimento si effettua conside- u1 · d f VEd W1 u1· d
rando il carico assiale di calcolo ed un coefficiente
d’attrito calcestruzzo – calcestruzzo pari a 0.35.
dove: MEd e VEd sono le azioni di calcolo sull’e-
Verifica a punzonamento lemento soggetto a punzonamento;
L’effetto di punzonamento da verificare è duplice d è l’altezza della sezione efficace calco-
ed è dato sia dal carico trasmesso dal pilastro lata in corrispondenza del perimetro di
sulla suola, sia da quello trasmesso dalla suola riferimento;
sul sottoplinto. Le indicazioni di riferimento sono u1 è la lunghezza del perimetro di riferi-
tratte dall’ Eurocodice 2 (§6.4), basato su un mento;
procedimento piuttosto laborioso. Per tale k è un coefficiente geometrico definito nella
motivo, nonostante il lettore possa leggere diret- tabella 6.1 dell’Eurocodice 2;
tamente la fonte stessa, si ritiene utile riportare W1 corrisponde alla distribuzione di taglio
nel seguito un riassunto delle principali informa- come rappresentato in figura 6.19 dell’Eu-
zioni necessarie per la verifica. rocodice 2.
Il taglio dovuto al punzonamento sul perimetro Per pilastri rettangolari, il coefficiente β dell’Eq.
critico di riferimento è determinato mediante la 32 può essere calcolato con la seguente equa-
seguente formula: zione semplificata:

ex 2 ex 2
β = 1+1.8 · + [A] pilastri interni con eccentricità lungo le due direzioni
L’y L’x

u1 u1 (33)
β= + k· ·e [B] pilastri perimetrali con eccentricità lungo le due direzioni
u*1 W1 par

u1
β= [C] pilastri d’angolo con eccentricità lungo le due direzioni
u*1

Fig. 22
b
Meccanismo di rottura per
punzonamento (in accordo
con Eurocodice 2).

F3

δ = 26.6° tf t’f d’f

L’ = b + 2 (2 (tf - c)) 23
Progettazione Sismica

dove: ex e ey sono le eccentricità dei carichi lungo νEd ≤ νRd con riferimento al
x e y (rapporto fra momento ed azione perimetro critico u1
assiale MEd/VEd);
L’x e L’y sono le dimensioni del perimetro di νEd = β · VEd ≤ νRd,max con riferimento al
u0 · df perimetro critico u0
controllo, come definito in figura 6.13 del-
l’Eurocodice 2 (nel caso di pilastro qua-
Dove νRd,max = 0.5 · υ · fcd
drato L’x = L’y= a · 2 · 2 (tf – c));
u1 e u*1 sono definiti nelle figure 6.15 e
6.20 (a) dell’Eurocodice 2. 2 · (c1 + c2) pilastro interno

u0 = c2 + 3df ≤ c2 + 2c1 pilastro perimetrale


Nel caso di strutture in cui la stabilità laterale
non dipenda da uno schema statico a telaio fra 3df ≤ c1 + c2 pilastro d’angolo
orizzontamenti e pilastri e per luci che non dif-
feriscano per più del 25%, è possibile applicare
c1 e c2 sono i lati della sezione del pilastro,
un’ulteriore semplificazione: nel caso come rappresentato in fig. 6.20 (Eurocodice 2)

β = 1.15 [A] pilastri interni fck


υ = 0.6 · 1 – con fck in MPa
β = 1.40 [B] pilastri perimetrali (34) 250
β = 1.50 [C] pilastri d’angolo
Una volta verificato il comportamento monolitico
La resistenza di un elemento di calcestruzzo del plinto attraverso il soddisfacimento delle pre-
senza armatura specifica è pari a: cedenti verifiche, può risultare vincolante l’ulte-
riore verifica a punzonamento dell’impronta del
νRd,c = CRd,c · k (100ρl · fck) 31 + k1 · σcp ≥ (νmin + k1 · σcp)
plinto sul sottoplinto, a meno di prevedere uno
sbalzo molto modesto della sottofondazione
Dove: fck è in MPa; CRd, c = 0.18/γc (per esempio paragonabile al suo spessore).

200 Prove sperimentali


k=1+ ≤ 2.0, con d in mm
d Allo scopo di validare il metodo proposto, sono
state progettate due prove sperimentali identiche
Asp,x Asp,y
ρl = ρlx · ρly ≤ 0.02 dove ρlx = ; ρly = su sistemi plinto-pilastro da effettuare in labora-
L’y · df L’x · df torio. Il plinto è caratterizzato da un’altezza
k1 = 0.1 totale di 120 cm, pozzetto da 90 cm, spessore
dei setti 20 cm e suola quadrata di lato 180 cm.
3 1
L’armatura è dimensionata in accordo con il
νmin = 0.035 · k 2 · fck 2
metodo proposto per resistere ad azioni di pro-
NEd getto pari a: Nsd = 500 kN, Msd = 300 kNm
σcp = (Fig. 23). In realtà, come già specificato, la par-
Ac
ticolare disposizione di armatura verticale negli
La resistenza di un elemento di calcestruzzo con spigoli e nei setti del bicchiere può consentire al
armatura specifica a punzonamento è pari a: plinto di sopportare tale valore di momento
agente contemporaneamente lungo le due dire-
df
νRd,cs = 0.75 · νRd,c + 1.5 · A ·f ·k· zioni ortogonali.
sr sw ywd,ef
(36) All’interno del plinto è infisso un pilastro a sezione
1
· · sin(α) quadrata di lato 50 cm e altezza complessiva di
u1 · df
415 cm, opportunamente armato in modo tale da
Dove:Asw = area di un perimetro di armatura rispondere in campo elastico e non interagire con
specifica a punzonamento; la risposta del plinto durante la prova.
sr = distanza radiale fra i perimetri di Per quanto riguarda i materiali, sono stati utiliz-
armatura; zati un calcestruzzo Rck = 40 MPa per i plinti ed i
fywd,ef = 250 + 0.25 · df ≤ fywd [MPa]; pilastri, malta di riempimento equivalente a Rck =
α = angolo di inclinazione dell’armatura 25 MPa ed acciaio FeB 44k (l’acciaio B450C non
rispetto al piano della soletta è stato considerato perché le prove sono state
effettuate prima dell’entrata in vigore del D.M.
La condizione di verifica al punzonamento è 14/01/08).
24 duplice: La configurazione di prova (Fig. 24a) prevede il
Proposta di un metodo di progetto di plinti a bicchiere

sistema plinto-pilastro sollecitato da un carico massima (spostamento rispetto ad un sistema


assiale costante pari a 500 kN e da una storia di fisso = 103 mm, forza = 220 kN, pari a circa
spostamento orizzontale di carico e scarico quasi 2.1 volte quella di progetto), si ha il pilastro non
statico di ampiezza massima 180 mm (rapporto ancora snervato ed un quadro fessurativo del
spostamento/altezza pilastro = 6%) applicato plinto relativamente poco sviluppato (Fig. 24c e
alla sommità del pilastro. Un sistema anti-ribal- d). La risposta fortemente non lineare del sistema
tamento, composto da travi metalliche di riscon- (Fig. 25) è giustificata dal fatto che il pilastro,
tro mantenute in posizione mediante barre post- danneggiando il riempimento di malta, ha
tese vincolate al piastrone del laboratorio, è posi- potuto compiere una rotazione rigida all’interno
zionato su di un lato della suola del plinto. del pozzetto. Lo spostamento associato può
Le prove sono state terminate poco oltre il drift essere stimato assumendo che lo spostamento
6% (rapporto fra spostamento in testa al pila- totale sia dato dal contributo delle seguenti com-
stro, 180 mm, e distanza fra il colletto del bic- ponenti: spostamento pseudo-elastico del pilastro
chiere ed il punto di applicazione della forza (20 mm, Fig. 25), spostamento pseudo-elastico
orizzontale, 2.80 m) in corrispondenza del del plinto (< 3 mm), spostamento dovuto alla fes-
quale si è riscontrata la rottura del setto poste- sura alla base del bicchiere (≈ 50 mm) ed infine
riore, caratterizzata dalla presenza di una fes- spostamento incognito dovuto alla rotazione del
sura orizzontale qualche centimetro al di sopra pilastro nel pozzetto. Quest’ultimo, calcolato per
della soletta, progressivamente ampliatasi al differenza, è pari a circa 30 mm.
crescere dello spostamento. Applicando lo stesso approccio al livello di drift
Ingegneristicamente è più importante soffermare 2%, si ha che la componente di spostamento in
l’attenzione sui risultati relativi a drift inferiori. In sommità del pilastro dovuto alla rotazione di
particolare, in corrispondenza della resistenza quest’ultimo nel pozzetto è pari al 20% dello

A' A
S e z A-A S e z A'-A' Fig. 23
29

20 6 70 6 20 20 6
122
70 6 20
Geometria ed armatura del
20 plinto studiato
6
sperimentalmente
(Nsd=500kN, Msd=300
70 180
95 95
kNm).
120 120

6
20
12 12
13 13 29
180 180
A' A
29 20 6 70 6 20 29
180

6
5 5
14 14 13 7 15 15 15 15 15 7 13 14 14

3 4 3
5

11 11
11 11
1 1' 1' 1 1 1
180

11 11
11 4 11 6
11 11
16 16 2 2
2 2' 2' 2
16 16
5
27 27

5 5
14 14 13 7 15 15 15 15 15 7 13 14 14

180

5
12+12Ø12 l=174 cm 120 120
15 15

14 14 120 120

5Ø14 1
3Ø12 2
l=510cm l=510 cm
4+4Ø12 4Ø16
114 4 114 3
l=242 cm l=242 cm
15

15

15

15

15 120 15 15 120 15
l=150 cm l=150 cm
30 5Ø14 3Ø12
l=150 cm

l=150 cm

l=150 cm

l=150 cm

20 100 1' 2'


120

120

120

120

2+2Ø12 6 120 120


l=200 cm
15 l=150 cm 15 15 l=150 cm 15

25
15

15
15

15
Progettazione Sismica

Fig. 24
(a) Configurazione di
prova;
(b) deformata del sistema
pilastro-plinto durante la Carico
prova al 2% di drift; assiale
(c) quadro fessurativo 500 kN
rilevato sul setto frontale del
plinto dopo l’applicazione
del drift 4%; Storia di
(d) quadro fessurativo sposta-
rilevato sul setto posteriore e mento Pilastro
del plinto e sulla soletta orizzon- 50x50 cm
dopo l’applicazione del tale 2.80m(h)
drift 4%. sovradi-
mensio-
nato

Iniezione
di malta
cementi-
zia
Contrasto
23
suola
N/mm2
plinto

a) Scala 1:1 b)

c) d)

spostamento totale, vale a dire circa 0.4% in ter- fetto dovuto all’attrito tra le pareti laterali del
mini di drift. L’informazione più importante è pilastro e quelle del pozzetto. Per quantificare
quella relativa alle condizioni di progetto: in più chiaramente l’effetto dell’attrito in termini di
questo caso la componente di spostamento riduzione della forza di trazione sul setto fron-
dovuto alla rotazione del pilastro all’interno del tale del pozzetto a parità di momento agente,
pozzetto è pari a 0.2% in termini di drift. l’Eq. 18 è stata applicata al caso del plinto in
In fase di calcolo si assume sempre che il pila- esame. Il risultato è riportato nel grafico di
stro sia incastrato nel bicchiere. I risultati sopra- figura 26, in cui la forza di trazione C è
descritti mostrano come tale ipotesi sia garantita espressa in funzione del momento agente M per
dal modesto quadro fessurativo, ma non dal tre diversi valori del coefficiente d’attrito (µ = 0,
materiale di riempimento (pur di qualità elevata 0.5 e 1) e dell’altezza dei pilastri. Si può notare
rispetto a quanto si possa garantire normal- come a parità di momento agente (300 kNm) è
mente in cantiere), il quale, danneggiandosi, possibile riscontrare riduzioni di forza laterale
impone lo stesso effetto di una rotazione iniziale di trazione fino a circa 50% fra il caso ad attrito
alla base del pilastro tale per cui tg (α) = 0.002. nullo (µ = 0) e quello ad attrito unitario (µ = 1).
Il degrado dell’incastro alla base comporta una L’effetto attrito, in ogni caso, non è considerato
riduzione della capacità resistente, una ridistri- nel metodo di calcolo proposto a causa dell’in-
buzione delle azioni sulla struttura ed un incre- certezza relativa alla qualità del riempimento
mento del livello di spostamento. che viene effettivamente garantita in fase di
26 Un ulteriore aspetto da rimarcare è dato dall’ef- costruzione.
Proposta di un metodo di progetto di plinti a bicchiere

500 Fig. 25

Forza orizzontale in sommità [kN]


Curva sperimentale taglio
400 alla base del pilastro -
spostamento in sommità
relativa alla seconda prova.
300
La curva nera rappresenta,
invece, la predizione
200 numerica della risposta del
solo pilastro, sovrapposta ai
100 cicli sperimentali al fine di
controllare la permanenza
in campo elastico del
0
pilastro stesso.

-100
0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200
Spostamento orizzontale in sommità [mm]

1000
Altezza "h" Pilastro 50 x 50 cm
pilastro μ =0
900
Forza di trazione setto frontale Ns [kN]

2.80 m Fig. 26
800 3.50 m Andamento della forza di
5.00 m h trazione sul colletto del
700 7.50 m plinto prefabbricato
10.00 m analizzato in laboratorio in
μ = 0.5
600 funzione del momento
applicato ed al variare del
500 h
coefficiente d’attrito µ e
400 dell’altezza del pilastro h.
μ=1
300
h
200 Ns
M
100
0
150 200 250 300 350 400 450 500
Momento flettente al colletto del bicchiere M [kNm]

4. Esempio di calcolo stro e dei corrispondenti tagli. Tali valori sono


In questo paragrafo è effettuato il dimensiona- quelli minimi previsti dal §7.2.5.
mento di un caso studio mediante i diversi metodi NEd = 560 kN
descritti in precedenza. La struttura di riferimento MEd,x = 557 kNm; MEd,y = 354 kNm
è prefabbricata in c.a. e caratterizzata dalla pre- VEd,x = 62 kN; VEd,y = 41 kN
senza di pilastri monolitici incastrati alla base ed
incernierati alle travi di piano. I pilastri, aventi Le caratteristiche dei materiali utilizzati per il
altezza pari a 9 m a partire dal colletto del bic- plinto sono riportati in tabella 2:
chiere e sezione quadrata, sono stati dimensionati Tabella 2 Caratteristiche dei materiali di riferimento
in modo tale da limitare sia gli spostamenti asso- per la progettazione del plinto (NTC2008)
ciati allo stato limite di danno, sia gli effetti del · Calcestruzzo per plinti prefabbricati:
second’ordine; in particolare è stato imposto: per Rck = 40 MPa
i primi uno spostamento massimo pari a 1% del- fck = Rck 0.83 = 33.20 MPa
l’altezza, per i secondi un coefficiente di sensitività fcm = fck + 8 = 41.20 MPa
massimo θ = 0.10. La sezione, pertanto, calcolata fcd = 0.85 fck/1.5 = 18.8 MPa
3 —–
con calcestruzzo C45/55 ed acciaio B450C, ha fctm = 0.30 · √fck2 = 3.1 MPa
un lato di 60 cm ed una percentuale di armatura fctk = 0.7 fctm = 2.17 MPa
longitudinale ρL = 1.51%. Le azioni di progetto sul fctd = fctk/1.5 = 1.45 MPa
plinto sono determinate imponendo la gerarchia 3 ——–
Ec = 22000 · √fcm/10 = 36643 MPa
delle resistenze fra il pilastro ed il plinto stesso in
accordo con il §7.2.5 delle NTC2008. In partico- · Acciaio: B450C
lare, al carico assiale calcolato secondo la combi- fyk = 450 MPa
nazione del §3.2.4 sono associati i valori dei fyd = fyk/1.15 = 391 MPa
momenti resistenti della sezione di attacco del pila- Es = 210000 MPa 27
Progettazione Sismica

4.1 Dimensionamento mediante il metodo pro- Φ16 mm. Nella metà inferiore si dispone un’ar-
posto matura A’h = Ah/3 corrispondente a 2+2Φ14 mm.
Data la notevole eccentricità dei carichi (es: L’armatura verticale in uno spigolo è data da:
MEd,x/NEd = 557/560 = 0.99 m), è sensato
attendersi che il meccanismo predominante sia il
ribaltamento rigido, dipendente dal rapporto fra
la larghezza della suola e l’altezza del bic-
chiere. Indipendentemente da questa considera-
zione, la prima scelta progettuale effettuata è la
definizione dell’altezza del pozzetto mediante
un criterio ragionevole (es: 1/10 dell’altezza del
pilastro e comunque non inferiore a 1.5 volte il
lato maggiore della sezione del pilastro stesso). Si dispone pertanto, un’armatura Av costituita
In questo caso, essendo la sezione del pilastro da 4 barre verticali Φ18mm concentrate in cia-
quadrata di lato 60 cm, si è scelta una lun- scuno spigolo. L’armatura verticale distribuita
ghezza di 90 cm. Questo dato permette di defi- nei setti deve rispettare la condizione Aw = Av,
nire il sistema di forze agenti: pertanto si dispongono 4+4 barre Φ12mm.
Per quanto riguarda le verifiche locali sul calce-
3 M Sd,x 3 557
F1,x = VSd ,x + = 62 + = 990 kN; struzzo, ricordando che il coefficiente 0.85 è
2 h 2 0.90
incluso nella definizione di fcd, si ha:
3 M Sd ,x 3 557 - puntone setto frontale:
F 2,x = = = 928 kN;
2 h 2 0.90
F (F1,x + λ y · F1,y)
0.5 · fcd · bw · h ≥ =
3 M Sd, y 3 354 2 2
F1, y = VSd, y + = 41 + = 631 kN;
2 h 2 0.90
1615 kN > 802 kN
3 M Sd , y 3 354
F 2, y = = = 590 kN; - puntone diagonale:
2 h 2 0.90
F ' F1,x
F 3 = NSd = 560 kN 0.5 · fcd · b’w · t ≥ = · (1+tg2δx )
2 2
1388 kN > 362 kN
È ora possibile calcolare la larghezza L di ten-
tativo della suola e lo spessore tf di tentativo Dove le variabili di calcolo assumono i seguenti
della stessa all’attacco del bicchiere mediante valori:
un equilibrio alla rotazione tra forze stabiliz- lbh = 505 mm lunghezza di ancoraggio
zanti (carico assiale, peso plinto) e forze ribal- minima (setto frontale)
tanti (momento flettente, taglio) attorno ad uno bw = 523 mm spessore puntone di calcolo
spigolo. Tramite l’Eq. 38 si ottengono rispettiva- (setto frontale)
mente valori pari a 2250 mm e 300 mm. bw_max = 191 mm spessore puntone massimo
(setto frontale)
∑ MS NEd + P. P. Plinto · L 2 λ =1 rapporto di forma in pianta
= (38)
∑ MR M Ed + VEd · H + tf − h /4 δ = 0,75 rad inclinazione puntone
lbv = 568 mm lunghezza di ancoraggio
Per quanto riguarda le armature e le verifiche minima (setto laterale)
sui puntoni, fissato uno spessore dei setti pari a b’w = 547 mm spessore puntone di calcolo
270 mm, un valore di copriferro di 30 mm e (setto laterale)
ricordando che il plinto è simmetrico (λ = 1), La verifica della suola a flessione è effettuata
l’armatura orizzontale nei setti è calcolata impo- mediante l’equazione 31, in cui il momento resi-
nendo la condizione: stente è calcolato per iterazioni successive in
funzione della risultante delle pressioni R. Tale
1 1 · 990 + 631 equazione è stata risolta tramite un foglio elet-
A h= A h1 ≥ ( λ · F1,x + F1,y ) = =
2 · fyd 2 · 391 tronico ed il risultato è rappresentato diretta-
= 2073 mm2 mente dalla parte non lineare del dominio resi-
stente di figura 27. L’armatura nella suola è
Si dispongono pertanto, nella metà superiore del costituita da 18+18 barre Φ12mm poste lungo
28 bicchiere, 5 staffoni interni ed altrettanti esterni le due direzioni ortogonali.
Proposta di un metodo di progetto di plinti a bicchiere

Lb
H
h

tf2
tf1

tf
La La

Tabella 3 - Riepilogo della geometria del plinto


1600
Lato del pilastro a sezione quadrata [mm] 600 Soletta

1400 Arm orizz.


Altezza pilastro [m] 9.00 Arm. vert
1200 Cls front
a [mm] 700 t [mm] 300 Cls lat
1000 Scorrim.
A [mm] 800 tf [mm] 300
M [kNm] Punzon.

b [mm] =a tf1 [mm] 350 800

B [mm] =A tf2 [mm] 150 600

h [mm] 900 La[mm] 2250 400

H [mm] 950 Lb [mm] = La 200

Sbalzo sottoplinto [mm] 300


0
0 500 1000 1500 2000 2500 3000
Spessore sottoplinto [mm] 250
N [kN]

Le verifiche a punzonamento pilastro-suola e Dove la percentuale di armatura passante ρl è Fig. 27


Dominio resistente del plinto
suola-sottoplinto si effettuano in accordo con l’Eu- stata determinata conteggiando, a vantaggio di progettato mediante il
rocodice 2, ipotizzando di considerare un pilastro sicurezza, solo il 50% dell’armatura longitudinale metodo proposto e
interno, tale per cui β = 1.15 in via semplificata. confronto con domanda N
collaborante (50% di 18Φ12mm = 1008mm2):
(azione assiale) – M
Per la determinazione dell’azione di progetto per (momento flettente).
unità di lunghezza del perimetro critico è neces- A’x A’y
ρl = ρxρy = · =
sario calcolare preventivamente l’altezza effi- L y’ · d’f L x’ · d’f

cace df ed il perimetro critico u1; in sequenza: 1008 1008


= · = 0.0030
1880·181 1880·181
L’ = a + 2 · (2 ·(tf – c)) =
= 600 + 2 · (2 · (350 – 30)) = 1880 mm Tale resistenza deve comunque rispettare la
condizione:
L – L’ L −B
df = · (tf – tf2) − t + tf2 – c = 181 mm 3 1
2 2 NEd
νRd,c ≥ 0.035 · k 2 · fck 2 + 0.1· =
Ac
u1 = 4 · a + 2 · π · (2 · df) = 4675 mm 3 1
560 · 103
= 0.035 · 2 2·33.2 2+ 0.1· =
νEd = (β · VEd)/(u1 · df) = 6002
= (1.15 · 560000)/(4675 · 181) = 0.76 N/mm2
= 0.73 N/mm2 νRd,c = 0.73 N/mm2

La resistenza dell’elemento privo di armatura


Il plinto necessita di armatura specifica, in
specifica è:
1
quanto la resistenza dell’elemento di solo calce-
νRd,c = CRd,c · k · (100ρl · fck) 3 + k1 · σcp = struzzo è minore dell’azione di progetto.
La resistenza dell’elemento provvisto di armatura
1
0.18 specifica a punzonamento, ipotizzata inclinata a
= · 2 · (100 · 0.0030 · 33.2) 3 +
1.50 45°, è data dall’equazione 36. Imponendo che
560 · 103 la resistenza sia pari alla domanda ed inver-
+ 0.1 · = 0.67 N/mm2
6002 tendo tale equazione, si ricava il rapporto Asw/sr 29
Progettazione Sismica

con il quale si definisce l’armatura di progetto: di sicurezza sufficientemente elevato (es: 3.00).
La verifica dell’armatura longitudinale al lembo
Asw νEd – 0.75 · νRd,c inferiore può essere effettuata ipotizzando che il
= =
sr 1 tratto sporgente del sottoplinto si comporti come
1.5 · df · fywd,ef · k · · sin (α)
u1 · df
una mensola rovescia con sollecitazione costante
0.76 – 0.75 · 0.73 sul lato terreno. Mediante il metodo di Brinch-
= = Hansen è possibile tenere conto dell’eccentricità e
1
1.5 · 181· 295 · 2 · · sin (45°)
4675 · 181 dell’inclinazione dei carichi, della profondità del
piano di posa e della forma della fondazione.
= 1.587 mm2/mm
4.2 Dimensionamento secondo CNR 10025/98
Il plinto è di seguito progettato e verificato secondo
Asw =1.587·150=238mm2
le indicazioni fornite dalla CNR 10025/98 “Istru-
Si dispongono 2+2 barre sagomate Φ12mm, zioni per il progetto, l’esecuzione ed il controllo
abbondanti rispetto all’area di progetto (Asw,eff = delle strutture prefabbricate in calcestruzzo”. Poi-
896 mm2). Per completare la verifica a punzona ché i pilastri hanno i lati di 600 mm, il rapporto
mento, occorre controllare il rispetto della condi- MSd/NSd = 557/560 = 0.99 risulta compreso tra
zione νEd ≤ νRd,max in corrispondenza del perimetro i limiti 0,15 l (dove l = lato del pilastro) e 2 l, di
critico u0. Nell’effettuare questo passaggio, si sup- conseguenza la lunghezza di inghisaggio h dovrà
pone sempre di considerare un pilastro interno. essere compresa tra 1,2 l e 2 l ossia: 0,72 ≤ h ≤
1.20 m. La seconda limitazione prevede che lo
β · VEd 1.15 · 560 · 103 spessore del setto non sia inferiore a 1/3 del lato
νEd = = = 1.48 N/mm2
u0 · df 2400 · 181 interno del pozzetto o comunque ≥ 10 cm. Per
fck quanto riguarda la lunghezza di inghisaggio, si
νRd,max = 0.5 · 0.6 · 1 – ·f =
250 cd adotta la media dei valori indicati, cioè 1.00 m,
33.2 mentre lo spessore del setto è posto pari a 270 cm
= 0.5 · 0.6 · 1 – · 18.8 = 4.89 N/mm2
250 (> 800/3 = 267 mm). Si adotta un copriferro di
30 mm. Le dimensioni del pozzetto in pianta sono
La verifica a punzonamento è quindi soddisfatta. 700 mm sul fondo e 800 mm al colletto del bic-
È utile ricordare che nel caso di pilastri di bordo chiere. Le azioni agenti sulla colonna si trasferi-
o di spigolo, la domanda è incrementata da scono al plinto attraverso le forze F1, F2 e F3 ripor-
valori di β più elevati (1.4, 1.5) e che il perimetro tate di seguito:
critico è determinato mediante formule differenti
3 M Sd ,x 3 557
da quella utilizzata nel caso di pilastro interno. F1,x = VSd,x + = 62 + = 898 kN;
2 h 2 1.00
Si omette la verifica a punzonamento della suola
del plinto nei confronti del sottoplinto. 3 M Sd ,x 3 557
F 2,x = = = 836 kN;
Per quanto riguarda la verifica a scorrimento, 2 h 2 1.00
fissato un coefficiente d’attrito calcestruzzo – cal-
cestruzzo f pari a 0,35 e calcolato il peso pro- 3 M Sd , y 3 354
F1, y = VSd , y + = 41+ = 572 kN;
prio del plinto, che risulta pari a 55kN, la veri- 2 h 2 1.00
fica a scorrimento è soddisfatta dalla condizione
3 M Sd, y 3 354
riportata di seguito. È da notare come il carico F 2, y = = = 531 kN;
2 h 2 1.00
assiale discende dalla combinazione sismica con
carichi gravitazionali, senza tenere conto degli
F 3 = NSd = 560 kN
effetti della componente verticale dello spettro.

1.3 · VSd 1.3 · 62 Dimensionamento del setto frontale:


NSd + Nplinto ≥ 560 + 55 ≥
f 0.35 - si anticipa che per soddisfare la verifica del
615 ≥ 230 puntone è necessario aumentare lo spessore
dei setti al valore t = 390 mm e che per soddi-
In questo esempio pratico ci si limita al solo sfare la verifica della base, tale spessore deve
plinto, per cui il dimensionamento del sottoplinto essere ulteriormente aumentato a t = 510 mm;
è omesso. In ogni caso, una scelta ottimale per la - α = A’s/As = 1
determinazione dell’impronta del sottoplinto è di
ricorrere al metodo di Brinch-Hansen (es: Lancel-
-
30 lotta-Calavera, 1999) utilizzando un coefficiente
Proposta di un metodo di progetto di plinti a bicchiere

- Armatura orizzontale: - puntone setto laterale:


max {F1,x; F1,y} · λ
As ≥ = 672 mm2
2 · (1+ α) · fyd

(As + A’s) = 1344 mm2


È da notare che il dimensionamento è stato
(4+4 staffoni orizzontali Φ16mm nella metà finora effettuato considerando una sola dire-
superiore di ogni setto) zione, nel senso che non si sono considerate
puntone: azioni concomitanti ortogonali.
h Per quanto riguarda il dimensionamento dell’ar-
2· 0.4d · · fcd matura della soletta, si procede calcolando
2 = 1525 kN > F1
1+ λ2 l‘andamento delle pressioni alla base e l’entità
della forza risultante Rg in funzione dell’eccentri-
base:
cità dei carichi.
Nel caso in esame, considerando il carico
assiale totale dato dalla somma di NEd con il
peso proprio del plinto, l’eccentricità dei carichi
è esterna al terzo medio, per cui la sezione è
(10+10 barre verticali Φ16mm in ogni setto). parzializzata:

Le dimensioni Lx e Ly in pianta della suola e lo 2NEd 2 · 560 · 103


σt,max= = =
La 2250
spessore tf di attacco della stessa al bicchiere 3· − e' · L b 3· − 990 · 2250
2 2
vengono calcolati mediante un equilibrio alla
rotazione tra forze stabilizzanti (carico assiale, 557 2250
= 1.23 MPa, dove e'= = 0.99 > m
peso plinto) e forze ribaltanti (momento flettente, 560 6
taglio) attorno ad uno spigolo. Tramite l’equa-
La pressione è distribuita linearmente e si annulla
zione 38 si ottengono rispettivamente valori pari
su una profondità di 3 (L α/2 – e’) = 0.405 m, per-
a 2250 mm e 300 mm.
tanto il valore di pressione in corrispondenza del-
l’attacco della suola con il bicchiere vale σb = 1.23
Dimensionamento del setto laterale: – (1.23/405) · (2250 – 800 – 2 · 510)/2 = 0.58
MPa e quindi la risultante è: Rg = (1.23+ 0.58)/2
A + t a 800+ 510 600
- c= − = − = 505 mm · (2250 – 800 – 2 · 510)/2 · 1000 = 195 kN/m
2 4 2 4
L’armatura minima, da disporre in egual misura
- α = A’l/Al = 1 all’intradosso della soletta lungo le due direzioni
- armatura orizzontale esterna: ortogonali è pari a:

max {F1,x; F1,y} c Rg · (e’ + 0.2dx)/ dx


Al ≥ α · −1 = Ax,y ≥ =
2 · fyd z' fyd
898000 505
= · 1· −1 = 194 mm2
2 · 391 0.9 · 480 195000·(990+0.2·300)/300
= =1745 mm2/m
391
- armatura orizzontale interna:
4.3 Dimensionamento secondo il metodo di Mori
max {F1,x; F1,y} c & Peterwiet-Soltan (1981)
A’l ≥ α · +1 = Il metodo in questione è originariamente basato
2 · fyd z'
su di un calcolo alle tensioni ammissibili in
898000 505
= · 1· + 1 = 2491 mm2 campo statico, senza particolari considerazioni
2 · 391 0.9· 480
legate al criterio di gerarchia delle resistenze.
d'f Per tale motivo, un confronto non è possibile, a
c0 = min 0.2 · d0 ; =150 mm meno di utilizzare le stesse azioni di progetto
2
discendenti dalla capacità resistente del pilastro
3 3
h0 4 · h+c0 4 ·1000+150 e le stesse caratteristiche di resistenza e defor-
λ0 = = = = 0.575
d0 d0 1565 mazione dei materiali utilizzate per i precedenti
metodi.
- armatura verticale:
Le azioni sul bicchiere perciò sono: NEd = 560
F1 · λ 0 kN; MEd,x = 557 kNm; MEd,y = 354 kNm; VEd,x =
Av ≥ = 660 mm2
2 · fyd 62 kN; VEd,y = 41 kNm 31
Progettazione Sismica

Fig. 28
Distribuzione delle pressioni MEd
sulla soletta.

NEd

3 (la/2 – e’) σt

e
Rg

L’altezza del pozzetto dev’essere > 1.3 x lato Non sono presenti indicazioni per conteggiare
pilastro, perciò si impone hp = 0.80 m gli effetti dell’azione concomitante in direzione
L’azione Hf, agente sul setto frontale, vale: perpendicolare a quella appena considerata;
non si riportano, di conseguenza, ulteriori cal-
MEd 557 coli per la determinazione dell’armatura
Hf = = = 696 kN
hp 0.8 aggiuntiva.
Per quanto riguarda la determinazione delle
Calcolo dell’armatura orizzontale: dimensioni in pianta della soletta e della relativa
armatura, così come per la verifica a punzona-
Hf 696000 mento, i metodi utilizzati non sono attualizzabili
A02 = = = 1780 mm2
fyd 391 e non vengono riproposti in questo contesto. Il
metodo per la determinazione delle dimensioni
Calcolo dell’armatura verticale: in pianta della soletta, in particolare, potrebbe
risultare pesantemente conservativo in zona
M Ed 557·106 sismica, soprattutto in presenza di forti eccentri-
AV2 = = =1935mm2
0.92·hp ·fyd 0.92·800·391 cità dei carichi, e condurre di conseguenza a
dimensionamenti non realistici.

5. Conclusioni esplicitamente pensato per il dimensionamento


Nel presente articolo sono state analizzate le in zona sismica, dove l’azione di progetto è
principali problematiche relative al dimensiona- caratterizzata dalla presenza di due compo-
mento di plinti a bicchiere, prefabbricati o get- nenti agenti ortogonalmente fra loro. Le prove
tati in opera, in zona sismica. sperimentali effettuate sono state efficaci per la
In particolare, nella parte iniziale è stata evi- valutazione dell’effettivo stato fessurativo del
denziata la relazione che lega il valore delle plinto, così come per la quantificazione della
azioni di progetto, determinate mediante il crite- rotazione fra pilastro e bicchiere al colletto di
rio di gerarchia delle resistenze, alla tipologia quest’ultimo. Ulteriore lavoro sembra necessario
strutturale di riferimento. per determinare con precisione un estremo infe-
Sono state successivamente illustrate le principali riore dello spessore dei setti, così come sembra
caratteristiche sia di metodi di calcolo esistenti, importante ricavare ulteriori informazioni da
sviluppatisi in ambiti progettuali maggiormente prove sperimentali biassiali.
legati a casi statici, sia di un metodo esplicita- L’applicazione pratica del metodo CNR ha evi-
mente pensato per il progetto in zona sismica, denziato come tale metodo possa essere mag-
aggiungendo, dove disponibili, informazioni giormente efficace in campo statico, in quanto il
provenienti da prove sperimentali. Il lavoro è calcolo in zona sismica è risultato molto conser-
completato da un esempio pratico riguardante il vativo nella determinazione dello spessore dei
dimensionamento di un plinto mediante i diffe- setti del bicchiere e di alcune armature, in parti-
renti metodi descritti. colare di quella verticale distribuita nei setti
Sembra opportuno evidenziare, a conclusione stessi e di quella orizzontale nei setti laterali. La
del lavoro, come il metodo proposto in questo verifica a punzonamento si rifà a riferimenti
articolo faccia riferimento alle più recenti indi- meno attuali dell’Eurocodice 2.
32 cazioni normative (NTC2008, Eurocodici) e sia Il metodo proposto da Mori e Pereswiet-Soltan
Proposta di un metodo di progetto di plinti a bicchiere

(1981) sembra anch’esso efficace in campo sta- Per concludere, è da notare che il progetto dei
tico (come ampiamente dimostrato dalle prove plinti in zona sismica non può trascurare il fatto
sperimentali effettuate). In campo sismico, che sia necessario collegare i plinti stessi
invece, l’approccio utilizzato, sviluppato in un mediante cordoli in c.a. per inibire gli effetti
contesto non più recente, non sembra comple- degli spostamenti differenziali del terreno sulla
tamente attualizzabile. struttura. Questo aspetto può diventare partico-
Entrambi i due ultimi metodi commentati non larmente problematico per due motivi: a) nel
forniscono indicazioni riguardanti l’effetto delle caso di grandi luci (es: 20 m) il cordolo diventa
azioni ortogonali concomitanti, per cui nell’e- in realtà una trave; b) se i plinti sono prefabbri-
sempio di calcolo l’armatura è stata calcolata cati è necessario prevedere il collegamento cor-
per la sollecitazione lungo una sola direzione. dolo-plinto.
Si lasciano al Lettore confronti sui risultati ed Nel caso di bicchieri gettati o prefabbricati su
ulteriori valutazioni riguardanti l’opportunità e platea in opera, le verifiche a ribaltamento
la bontà delle scelte adottate nell’ambito dei sin- rigido e a flessione della soletta possono essere
goli metodi descritti. automaticamente soddisfatte.

Ringraziamenti sperimentale della risposta sismica di strutture prefab-


Parte del lavoro descritto è stato finanziato dalla Pro- bricate in c.a. e sottosistemi strutturali”.
tezione Civile Italiana nell’ambito del Progetto Esecu- I provini sono stati prodotti ed assemblati dalla Cielle
tivo 2005-2008 Ricerca n. 6 “Valutazione numerico- Prefabbricati di Casteggio (PV).

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