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Modellazione di una platea nervata


Lo scopo di questa breve trattazione è quello di indicare le varie opportunità che MasterSap offre per la
modellazione di una platea nervata, ed in particolare della nervatura; naturalmente ad ognuna delle
modalità di corrispondono sia un diverso livello di approssimazione del comportamento reale che un
diverso vantaggio per quanto concerne poi la verifica e l’elaborazione degli esecutivi.

La prima modalità, sicuramente la più naturale, prevede l’utilizzo di elementi guscio/piastra non solo per
la modellazione della platea ma anche della nervatura; in questo caso si ottiene una adeguata
rappresentazione del comportamento reale ma nel contempo una elaborazione ‘scomoda’ delle armature
delle nervature perché queste vengono trattate come quelle di una paretina, che non corrisponde alle
modalità esecutive delle nervature.

Figura 1: modellazione della nervatura con elementi guscio.

Per ottenere in automatico una verifica ed un esecutivo maggiormente rispondenti alle necessità
operative, l’elemento ottimale per la modellazione della nervatura è senz’altro l’elemento trave (non di
fondazione ma di elevazione, in quanto il contatto con il suolo è già rappresentato dalla platea).
L’utilizzo di questo elemento a sua volta può dare origine a modalità diverse via via più complesse ma nel
contempo più valide.

Il modo più semplice è sicuramente quello di intercettare direttamente i nodi della platea con le travi-
nervature; non emergendo dalla platea, la rigidezza complessiva è più modesta di quella della struttura
effettiva e quindi questo modello rappresenta una approssimazione del comportamento reale. Ciò
nonostante da luogo a risultati accettabili e quindi viene utilizzato da molti professionisti.

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Figura 2: modellazione con elementi trave inseriti nel piano della platea.

Sicuramente più adeguato a rappresentare correttamente il problema è invece il sistema costituito


dall’elemento trave in associazione o alla ‘relazione di corpo rigido’ o all’utilizzo degli ‘offset
strutturali’. Le due configurazioni danno origine al medesimo modello, e conseguentemente al medesimo
risultato, poiché per entrambi la nervatura viene modellata in asse, ossia nella sua reale posizione,
realizzando quindi una corretta valutazione della rigidezza.

Figura 3: modellazione con elementi trave nella loro reale posizione.

L’utilizzo della relazione di ‘corpo rigido’ prevede però una riproduzione dei nodi in corrispondenza della
nervatura in quanto la relazione va posta tra i nodi in asse della trave ed i corrispondenti della platea;
assegnando direttamente un offset strutturale alla travi invece si perviene al medesimo risultato senza la
necessità di tale duplicazione, ottenendo quindi una soluzione ottimale sia per quanto riguarda il risultato
finale che per quanto riguarda l’ottimizzazione del numero di nodi utilizzato.

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Figura 4: particolare della modellazione con elementi trave che evidenzia la relazione di corpo rigido tra i nodi della
nervatura ed i nodi della platea.

Figura 5: particolare della modellazione che evidenzia l’offset strutturale imposto alle travi che modellano la
nervatura.

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