Sei sulla pagina 1di 298

Parte terza

Il calcolo agli "stati limite"


delle sezioniin cementoarmato
Capitolo nono
La sicurezzastrutturale

9.1. Cenni storici e presentazione del problema

Il concettodi sicurezzae quindi i codici e le norme sulla sicurezzadelle


costruzionirimontano probabilmenteai primordi dell'attività stessadel co-
struire,associandosi automaticamentealla responsabilità,in casodi crolli e
danni, l'idea stessa della sictrezza.
Sembraaccertatoche tale problema fosse molto sentito dagli antichi
babilonesiai quali è attribuito quello che si può ritenereil primo codicein
materia,il codice Hammurabi degli anni 2100 a.C. il quale prevedevala
condannaa morte del costruttorenel casodi decessodegli abitanti a causa
del crollo del manufatto. È inoltre ben noto che i Romani avevanodelle
normemolto preciseper le costruzionimilitari.
I primi studi a caratterescientificosulla resistenzadei materiali e delle
strutturesono dovuti a Galileo (1638), che esaminòsperimentalmentee
teoricamente la resistenzaa rottura di travi in casodi trazione o flessione.
Nel secolodiciottesimofurono sviluppatericerchesulla resistenzaa rottura
di archiin muratura (Coulomb 1773),ma solo nel diciannovesimosecolofu
studiatoa fondo il problema base della sicurezzadelle strutture, e cioè
quellodellaresistenzadel materiale.Venneroinfatti formulati i piir impor-
tanti criteri, a tutt'oggi usati, intesi a caratterizzarelo statodi crisi puntuale
delmateriale.Vanno ricordati anzitutto i criteri cheimpongonodellelimita-
zioni solo allo stato di tensione,quali ad esempio:

- criterio delle massimetensioni principali: la crisi del materiale,intesa


come snervamentoo rottura, è attribuita al massimovalore assoluto
delletensioniprincipali(Lamé, 1833;Rankine,1875);
- criteriodell'attrito interno: la crisi è dovutaal superamentodi un valore
limite, funzione del rapporto fra tensionetangenzialee normale(Cou-
lomb, 1776;Mohr, 1882);
258 Teoria e fecnica delle costruzton!

- criterio dera massimatensionetangenziale:


la crisi è attribuita ar varore
massimodella tensionetangenziale
I ff..r.", flij;ì. Venanr,lg72).
Con lo studio deì comportamento
elasticodei materiali il concetto
resÌsrenza punruale*.r. di
a quello Ji ,r*rr.l*" del materiale,
dando luogo ad esempioai :.^r^l^:g1r:.
seguentiben noti crite;i ;;-s;curezzapuntuale:
- criterio della massima, dilatazione:la crisi è dovuta all,allungamento
puntuate massimosubito dat
_"r*i"i" ìpo;;;;;i, ,rrr, Grashof,
- criterio dell,energiadi
-deformazione;la crisi è dovuta ad eccessodi
energiaetasticaassorbita.
- dat.m^ateriaiete.rii"Àill's85);
crireriodelt'energiaelastica.dif".rn",:;bi:;ji;;;,0,
rormazione dovutaa u1,,_u:i:l: energiadi de_
di f;;;;;;";iiih" e ..rpon.uul.
dellacrisi(Huber,1904;
V. Mises,ìSjl, ù"".k" iilq.
Dai criteri di crisi richiamati e dallo
sviluppo della teoria dell,elasticità
ebbe origine il concetrodi
,".".*,
lnl'.l"lJií:L*lf
3:il**j,1fifi ,:,#:il:
l:iilffiliJiJ',::a
Al successivo approfondimento.d€llo studio del
teriali ortreil rimite elastico.e,cioè comportamentodei ma_
del;;;;;;ìt":iico del materiale
fino alla rottura, è dovuta la ,
za,cheviene"Jil;til;;;:ffiil::TiJ:l:,'i$,""T:i:H:,,.;1f
mareriare,
maneiriiuardid.ii;;il;-; pTrte
TT;
l,:ilnT.." o ael,tntera
Le prime formulazionisul
^calcoloa rottura di struttureiperstatiche
vensonofatterisatirea Kirsr(19t7).e
" i";;;;; ù;ó;" sotodopora
secondaguerramondialesi ebbeil pi.n"
,;i;;;; ;ì;';íirilr,"r" der<limit
design>:il primo restoorsanicosull,argom#o
i l"r"riio" ,^"no l94g
prima
ra= "s.r;;;;;;;; ;;J"1u'n"re4e(Bri-
ÍTí"*1"ÌlTllirnentre
La successiva evoluzionedel concetto_
di sicurezzaè dovuta all,affermar_
si di una visionepiù realisricaeprecisa
del -;0";;;;;;delra struttura,
chesi basasuun'analisi sratisric;o"i *.i.rri Jà'.'rrr;;#;;
""u valu.tazione
probabitistica delmareriare,
:,,:l d.l s.ud;;-;ì; ;;;;;, ;;"struuura:
grungecosialla visionepiù moderna si
a.l _*"tt. aì'ri"".i,iiru "n"viene
essere direttamente
colegato"on tap.ooauiiiia;iÀìla;; ad
quantomenodellasualuoriuscita a1,,"struttura,o
diservizio. i.,.*. ràrfii statistiche
sui
La sícurezzaslruttufale 259

carichiagenti sulle strutture e sulla resistenzadei materiali sono dovute a


Levi (1950)e Freudenthal(1956).L'approccio semi-probabilisticofu intro-
dotto da Vr'ierzbicki(1946),mentrei primi studi di tipo probabilistico,intesi
a valutare la probabilità di collassodella struttura, sono dovuti a Levi
(1953),Torroya (1959),Freudenthal(1960).
Da quanto detto si può asserirecheallo stato attualedelleconoscenze, i
principidellasicurezzastrutturalepossanofondarsisutre diverseconcezioni:

- il criterio delle tensioni ammissibili;


- il metodo della verifica a rottura;
- il procedimentosemiprobabilisticoagli stati-limite.

Il primo criterio prestail fianco a numerosecritiche fra le quali la più


importanteè quelladi limitare la verifica a puntetensionalicheinsorgonoin
determinatefibre di determinatesezionimaggiormentesollecitate,restando
largamenteed antieconomicamente al di sotto dei valori ammissibiliconven-
zionalila maggiorparte delle sezionidella struttura. Inoltre non può venir
chiaramenteevidenziataI'influenza di coazioni impresse,soprattutto al di
fuori del campoelastico.Per quanto riguarda poi I'esamedel solo compor-
tamentoin serviziodelle strutture, non semprepuramenteelastico,è chiaro
cheil metodonon garantiscenemmenoil proporzionamentopiù convenien-
te nei riguardi della sicurezzaa rottura.
Questeconsiderazionicontribuisconoa ribadire cheil metodo delleten-
sioni ammissibilinon può costituire I'unico fondamento di una moderna
normativa,pur dovendosiriconoscereche, per taluni aspettidel comporta-
mentodellestrutture,essosi presentaancorainteressante, senon altro per la
mancanzadi adeguati metodi di verifica mediante la teoria degli stati limite.
Per quanto riguarda la verifica a roîtura il procedimentodisponibileè
quello del <limit design> che corrispondead una situazionestatica ben
definita, e che consenteeffettivamentedi conseguireun dimensionamento
efficaceai fini della resistenza.Anche a tale metodo possonoperaltro muo-
versialcunecritiche fra le quali la piir importante è che, preoccupandosi
della sola siclurezza a rottura, non si è automaticamentegarantiti per un
soddisfacente comportamentoin condizioni di esercizio.
Ad ambeduegli anzidettiprocedimentiva poi addebitatodi non tenere
in alcunconto il caratterealeatoriodellediversegrandezzein gioco, quali le
azioniesternee le caratteristichedei materialida cui dipendeessenzialmente
il comportamentodella struttura.
Inoltre, operandosiin ambeduei casi con ampi fattori di sicurezza,si
260 Teorío e tecnico delle costruzíotu

lascia ai vari responsabilidel processocostruttivo la sensazionedi poter


disporreciascunoa proprio vantaggiodi un largo margine.
Sulla basedelle considerazionifatte va riconosciutoche una corretta
impostazionedel problemadellasicurezzadevetenerpresentetutti gli aspet-
ti del comportamentodella costruzionee per ciascunodi essiprevedereun
metodo di verifica che prenda in conto tutti gli elementidi incerfezza.
La prima esigenzapuò veniresoddisfattaattraversouna opportunadefi-
nizione e classificazionedegli stati limite, ovvero di quelle situazioni che
corrispondono a soglie di funzionalità della costruzione;e su questo si
ritornerà nel paragrafo che segue.
La seconda questione può venirrisoltaimpostandola verifica,per quan-
to possibile,su metodi probabilistici, e cioè attraversoil controllo della
probabilità che vengaraggiuntouno stato limite in relazione,ad esempio,
alle effettive resistenzedei materiali impiegati rispetto ai valori assuntiin
sededi progetto ed all'intensità dei carichi e delle deformazioni impresse
statisticamente prevedibili.Nella pratica tecnicatale criterio risulta inappli-
cabile per la mancanzadi dati statistici ad es. sulle variabili menzionatee
quindiper I'impossibilità di esprimere tuttele incertezzein valoridi probabi-
lità. Si adottaperciòuna soluzionedi compromesso <semiprobabilistico>,
con la qualesi rinunzia a calcolareuna probabilità di raggiungimentodi uno
stato limite, ma si opera ricoprendo una parte delle incertezzecon dei
coefficienti forfettari, ovvero, praticamente,introducendodelle grandezze
significativedal punto di vista probabilisticoche sono <i valori caratteristi-
ci> ed <i valori di calcolo>sui ouali si torneràal nar. 9.3.

9.2. Definizione e classificazionedegli "stati limite"

Gli stati limite sonodellesituazionia partire dalle quali la costruzioneo


una delle sueparti cessadi assolverela funzione alla quale era destinata,e
per la quale era stataprogettatae costruita.Pertantola sicurezzadovrebbe
caratterizzarela probabilità che questi stati non siano superati.
Il modo di ragionare in presenzadegli stati limite ed in funzione del
probabilismoè il seguente:

- definire i fenomeni che si vogliono evitare, cioè gli stati limite;


- stimarela gravità dei rischi legati a questi fenomeni;
- dedurre delle regole da seguireaffinché la probabilità di ognuno di
questi fenomeni sia dportata ad un valore molto basso, per essere
accettatain funzione della stima del rischio.
LQ sicurczzo slrutlLtrule 261

Ladefinizionedeitènomenidaevitarecompoltaunasuddivisionefra
statilimiteultimi, il cui superamento comportala rovinaimmediatacon un
limite di esercizio'il cui
,ir.t io .f.uu,o di perditedi vite umane,e gli stati
;;;;;;;;.".iorta la fuoriuscitadi serviziodi elementidellacostruzio-
pubblica'e spesso con possibilità
".?tr^ ."*o-Àissione dell'incolumità
-' ^riutilizzodi certeparti della struttura'
di
la strutturafornisca
eiuiproporito è ài notevoleimportanzail fatto che
imminente'comepure che
o menoindicazioniclrcaun suo st;to di crollo
;;;t;;;;;;o god"t" di una certa ridistribuzionedelle sollecitazioni
nel grado di rischioaccettabile'
interne. Questocomporlauna differenza
'--'-p.i,uito
sr possono
gli stati limite chedevonoconsiderarsi usualmente
ascrivere alle due categorle:

l) statilimite ultìmi, corrispondenti al valoreestremodellacapacitàpor-


tante;
di impiegonormalee di
z) sluJìl-ite di esercizio,legati alle esigenze
durata.
ìe
sonoad esernpio
Le causechepossonoprodurregli statilimite ultimi
seguenti:

- perdìtadi stabilitàdi una parteo dell'insieme dellastrutturaconsidera-


ta comecorPorigido;
- io,,utu locaiiztaia della struttura per azioni statiche;
una sua parte ln un
- collassoper trasformazionedella strutturao di
meccanlsmo;
- instabilitàPer deformazione; -
...... rottura localizzaladella struttl'ua per Iatlca;
- deformazione plastlcao di fluage,lessurazione o scorrimentodi giuntí
checonducanoadunamodificadellageometria,taledarendereneces.
,u.iutusortiturionedellastrutturaodisuepartifondamentalil della
- o corrosionecherendanonecessaria la sostituzione
aagruJutione
struttura o di sueparti fondamentali;
- collassoincrementale per effetto di azioni ripetute;
- collassoper effetto del fuoco o di esplosionietc'
dai se-
Gli stati limite di eserciziopossonoessereinvececaratlerizzati
guenti fenomenl:

- deformazionieccessive normaledella struttura;


per una utilizzazione
262 Teoia e tecnica delle costtuzioni

tessurazrone prematurao eccessiva;


degradazioneo corrosione;
spostamentieccessivisenzaperdita dell'equilibrio:
vibrazioni eccessive
etc.

Il raggiungimentodi uno statorimite può essereprovocatodall'interven-


to concomitantedi vari fattori di caratterealeatorio quali quelli anzidetti,
relativi alla valutazionede|a resistenzadei materiari;delle azioni esterne.
L'obiettivo delle verifiche di sicurezzaè di mantenerela probabilità di
raggiungimentodello stato limiter consideratoentro il valore prestabilitoin
relazione al tipo di costruziole preso in esame,alla sua influenza sulla
incolumità delle personeed alla previstadurata ài esercizio

9.3. Le verifiche di sicurezza: i valori caratteristici ed i valori di


calcolo

Per poter effettuare,sulla basedi quanto esposto,le verifiche agli stati


limite ultimi ed agli stati limite di esercizio,occorrepartire dalle ipotesi
di
carico, e cioè conoscerepreventivamentele azioni'-F-da considerarenene

'
I pdncipali criteri in baseai quali si può sceglieretareprobabilitàsono di
diversanatura:

cÍiteri economici,essenziali quandosi rratta ad es.di valutareI'impossibilitàdi riutiliz_


zo dellacostruzioneper un certoperiodo,ma non esclusiviquandoia
sceltadel livello di
sicurezzapuò metterein giocodellevite u-ane. Da essiscaiuiiscelinozone rmportan_
te.di <durata della vita> di progetto di una costruzione;
criteri -analogici,chepossonoconsentirela sceltadel grado di sicurezzaparagonandolo
ai.riqultatiosservati.e alle regoleammesse in altri cimpi a.ifìi"g.e;.riu;
cnrtn gtundtct.chectevono cercaredi adeguarsisemprepiù allaconcezione probabilisti_
ca, svincolandosidalla forte carica deterministicadi iui oggi risentono
ie leggi e le
sentenze,e tenendopresenteche il limite tra erroreed approis-imazione non puó ess"re
netto e I'efiore ed il casointervengonospessosimultaneàmente in quasitutti gìi inciden_
criteri morali, il cui apportoè ess€nziale
in quelledecisionichepossonomettereln gioco
vlte umane.

Sonoquestii principisui quali si inseriscono tuLtii tentalivipiit moderntdi normarivaa


,.vrllo lnternaztonale
e.suiquali si ritienelogicobasareancheil regolamenro italiano.
iqt ogni causadi insiemedi cause(carichipermanenri, carichi
..^_,Ìl,ilo',.u":or..,.aaone
vanaorl' oerormazlonr rmpresse, etc.)capacidi indurfestati limite in una srruttura.
Lq sícurezzastrutturale 263

verifiche,al fine di determinarele sollecitazioni'S nei vari stati limite' Tali


azionipossonocosìclassificarsi:

- azioni dirette (forze), suddivisein carichi permanenti(pesoproprio ed


altri carichi fissi) e carichi variabili (carichi di esercizio,vento, sisma,

- azioni indirette (deformazioniimpresse)quali ad es' variazioni termi


che, ritiro, presollecitazioni,etc.;
- azioni di caratterechimico-fisicodovule ad agentiatmosferici,fenome-
ni aggressivi,etc.

L'adozione del metodo semiprobabilisticoprevede,tanto per le azioni


quanto per le resistenze,che:

- venganointrodotti i cosiddettivalori caratteristici,owero le resistenze


caratteristicheRo e le azioni caratteristiche-Fr;
- venganotrasformati tali valori caratteristicimedianteopportuni coeffi-
cienti "r- e "y,in valori di calcolo, e più precisamente Re in
le resistenze
R"
resistenzedi calcolo no: - , e le azioni F* in azioni di calcolo

Fo=y.Fp|
- venganoconfrontati fra di loro i <valori di calcolo>,verificandochele
sollecitazionidi calcolo non superinoquelle compatibili con lo stato
limite considerato.

Per quanto riguardale dimensionigeometriche,i moduli elastici(E e G)


dei mateiiali ed i coefficienti di dilatazione,essipossonoessereconsiderati
comeparametri da valutare, in prima approssimazione, su basedetermini-
stica.
Vieneinoltre definito <valorecaratteristico)di una resistenzaquel valo-
re per il quale la probabilità che essonon sia raggiuntoè del 590 (frattile in
ordine0,05).
Indicata con R' tale resistenzacaratteristica,vale la relazione

, Si indicacome<sollecitazioneD ogni effetto o insie-


o (caratte sticadellasollecitazione))
(azioni)t
me di effetti intemi (sforzonotmale,momentoflettente,sforzodi taglio, etc ) chele
provocanoalla struttura.

I ,-,
264 Teoriq e tecnica delle costruzíoni

Rr=R.-Ks (e.1)
dove:

R. = resistenzamedia;
S = scarto quadratico medio;
K = coefficientechedipendedalla probabilitàprefissata.per il valorepri_
ma indicato e con riferimento ad una distribuzionestatisticanormale
si ha rK : 1,64.

Per quanto riguarda i valori caratteristicidelle azioni esternee delle


deformazioni impresseFo e F,o, essi sono i frattili di ordine 0,95 e 0,05
rispettivamentedelle relative distribuzioni statistiche.Valgono quindi, le
relazioni:

Fk=F,,+KS
(9.2)
FL=F^-xs
dello stessotipo della (9.1), con la differenzachein questocasola valutazio_
ne dei coefficienliK e K,, chedipendonodalle distribuzioniin esame,è resa
difficoltosa dalla mancanzadi dati statisticispecifici.euali valori caratteri-
stici delle azioni si assumonoallora, in generale,i valori nominali indicati
dalle normative specifiche,fermo restandola possibilitàdi aggiornamenti
sulla basedelle definizioni ora riportate e di adeguateosservazionistatisti-
che.
Come già detto, i valori di calcolodella resistenzaR, e dell'azioneF, si
ottengonodai valori caratteristicimediàntele relazionii

R,
R o= "b.F* (e.3)
iiFa:

dove 7. dipende dallo stato limite considerato,dal materiale e dalle sue


condizioni di produzionee di impiego, mentreT/ dipendedallo stato limite
in esame,dalla combinazionedei carichiconsideratae dal modello di calco-
lo desunto,come sarà meglio precisatonel paragrafo che segue.
La sicurezzastruttursle 265

9.4. Le combinazioni di carico e I'analisi delle sollecitazioni

La valutazionedelle sollecitazioniva fatta considerandoopportune


combinazionidelle azioni esterne;in particolarenei calcoli allo stato limite
ultimo va fatto riferimento alla seguentecombinazione:

F a= ^ t s G+t ^ t p P+k t l O , , + t (rtr",O,)) (e.4)

essendo:

G, il valore caratteristicodelle azioni permanenti;


Pk il valore caratteristicodella eventualeforza di precompressione;
Q,r il valore caratteristicodell'azionedi basedi ogni combinazione;
Qn i valori caratteristicidellealtre azioni variabili tra loro indipendenti;
ú", i coefficienti di combinazioneallo stato limite ultimo.

I coefficienti7,, 7e e 74 sonopresentatinella tabella 9.1 mentrei coeffi-


nella tabella9.2; in particolarei coefficientiú,i tengonoconto della
cientiry'",
più piccolaprobabilità chehanno i massimivalori dellealtre azioni di essere
contemporaneial massimovalore dell'azionedi base.

Tabella9.1 (si assumonoi valori fra parentesiquandorisultanopiir sfavorevoliai fini della


sicurezza)

Coefficienti .y,
stato limite ultimo stato limite di esercizio
"lc

0 . 8 5( 1 . 2 0 ) 0 . 8 5( 1 . 2 0 )
^t,1 1.50(0) I

Si osserviche nel cementoarmato ordinario (& = 0) ed in presenzadi


una sola azionevariabile Qrla (9.4) fornisce:

Fa = 1.5 Gk + 1.5 Qk (e.5)

Con riferimento inveceallo statolimite di eserciziovanno consideratele


seguenticombinazionidelleazioni:
266 Teoria e tecnica delle costtuzíoní

Fa: Gr'l Pr I o-. + \- (ú,iQ*\ (e.6)


- frequenti:

F a : G t + P k + " ! , \ Q k +' z! ) (únQu\ /o ?\

- quasi permanenti:

Fa: Gt + Pr + I \!z,Q*) (e.8)

essendof,, e ry'r,i coefficienti di combinazionedi tabella 9.2. In pratica il


valore t!'r,Q,rè calcolatoin modo che non vengasuperatoper il 9590della
vita della struttura, mentreil valore tl.,
r,Q,rin modo che non vengasuperato
nel 5090 della vita della struttura.

Tabella 9.2

Azione úo ,!,
0,7 0,35 0,2
Carichi variabili
nei fabbricati per 0,7 0,6 0,3
abitazione
0,7 0,7 0,6
Vento, neve 0,7 o,2 0

Nel casodi civile abitazionecon struttura in cementoarmato ed unico


caricovariabile,si ha dunque:

- combinazionerara:

Fo=Ge*Qs (e.e)
- combinazione frequente:
Ls sicurezzasfrutturale 267

Fa = Gt' + 0'35 Qk (e.10)

- combinazionequasi permanente:

Fa:G*+0.28* (e.11)

Valutate le azioni agenti, l'analisi delle sollecitazioniviene condotta


generalmente in campo lineare. Ciò naturalmenteintroduce nelle strutture
iperstaticheun'approssimazione in quanto le non linearità presentinel pro-
blemafanno variareil risultato, introducendouna ridistribuzionedelle sol-
lecitazioni.
In pratica se tutte le sezionisono progettateallo stato limite ultimo la
ridistribuzioneattesaè piuttosto modesta,in quanto è connessaalla sola
variazionedi rigidezzadovuta alla fessurazionedegli elementi;a meno di
quest'ultimofenomenotutte le sezionigiungonoalla crisi pressochécontem-
poraneamente,senzaalcuna possibilitàdi ridistribuzione.
Diversoè il casodellestrutturevolutamenteprogettateper avereridistri-
buzione;ad esempiotale tipo di progettazioneè consentitanelletravi conti-
nue,doveè possibileridurre il momentodi progetto,aumentandoi momenti
nelle altre sezioninel rispetto dell'equilibrio; ciò a patto che la sezionedi
progettoabbia i necessarirequisiti di duttilità, owero che in condizioni di
crisi possasvilupparesufficienti curvaturein campo plastico.
A tal fine è necessarioche le sezionivadano in crisi con I'acciaio in
condizionidi accentuatadeformazioneplastica;questacondizionesi mani-
festa,comesi vedrànel capitolo 10,per piccoleprofondità dell'asseneutro a
ro[ura.
Capitolodecimo
Statolimite ultimo per tensioninormali r
10.1.Generalità

La verificastrutturalepuò esserecondottacon riferimentoagli stati limi_


te in alternativaal metodo delletensioniammissibili.In basea quanto detto
nel capitoloprecedentesi valutano le azioni di progettoF, e le conseguenti
sollecitazionidi progettoSo.D,altra parte, con riferimento allo stato limite
considerato, ultimo o di esercizio,si valutanole resistenzedi progettoRddel_
l'elementoa partire dalleresistenze di progettodei materiali.La verificacon_
sistein definitivanel constatarecheRo ) Sa.Nel presentecapitolosi analizza
to statolimite ultirno per tensioninormali, mentrenei capitoli cheseguonosi
valutanoaltri stati limite ultimi e di eserciziosignificativi.
L'influenzadel taglio sullecondizionidi rottura per flessionesemplicee
flessionecompostaviene generalmentetrascurata.
La rottura per flessionesempliceo compostasi raggiungequando si
verificanole seguenticondizioni indipendenti:
a) eccessodi deformazioneplasticanell'acciaioteso:
b) schiacciamento del calcestruzzoper flessione;
c) schiacciamento del calcestruzzoper compressione;
La condizionea) si attingeconvenzionalmente quando la deformazione
specificadell'acciaiotesoraggiungeil valore del l0goo.Le condizionib) e c)
si attingono rispettivamentequando la deformazionespecificadel calce_
struzzoè pari al 3,5%oed,al 2Voo.

10.2.Ipotesi di calcolo

Il calcoloè condotto nella ipotesiche le sezionirimanganopiane fino a


rottura, di modo cheil diagrammadelledeformazionispecifichenella sezio_
ne si conservarettilineo.
27O Teoùa e tecnìcs delle costruzion,

o zy"" 3,59ó;
Figuro l0.l

Per quanto attieneil calcestruzzosi adotta generalmente un diagramma


tensionideformazionidi tipo parabola_rettangolo .o." indicato nela fig.
10.1, dove la tensioned"" rappresentala tenslonedi rottura
<<dicalcoro>>
legata alla tensionecaratteristicadi rottura -Rr&attravetso
la relazione:

0,83R,"
o =OR 5
^tc (10.1)

dove il coefficiente0,83 permettedi passaredalla resistenza


cubicaa quella
cilindrica ed il coefficiente0,95 tiene conto della possibiledifferenza
fra il
calcestruzzoprovato sperimentalmente e quello eifettivo.
Per e < 2%osi ha:

o(e) = 1000o."e( _ 250c+ t) (10.2)


mentre per 2Vw< e < 3,5%orisulta costantemente:

o(e) = 6." (10.3)


Per quanto riguarda I'acciaio, il legametensioni_deformazioni
dipende
sostanzialmentedalla sua drrezza: per acciai di durezzanaturale
si può
adottare una schematizzazionebilatera con tensione di snervamento
di cal_
À,,.
colo oo, = -r1, essendoR,k la tensionecaratteristicadi snervamento
e y" il

I
j
I
Stqto límite ultímo per tensioni normalí 2'Ìl

Figuru 10.2
I
coefficientedi materialedell'acciaio,maggioredi 1. In tale diagramma(cfr.
fie. 10.2),le deformazionirisultano così limitate:
- allungamentospecificomassimopari al 10%o
- accorciamentospecificomassimopari al 3,5%0.

10.3. Campi di rottura

In virtù delle limitazioni indicateper le deformazionidel calcestruzzoe


dell'acciaiosi possonoindividuare sei diverseregioni nelle quali potrà tro-
varsila retta di deformazione:in altre parole il diagrammadelle deforma-
zioni specifichenella sezionepuò sostanzialmenteesserecompresonelle
regioniindividuate nella fig. 10.3.
Tale figura è costruitariportando al lembo superiorecompressoi valori
limite della deformazionespecificadel calcestruzzo,pari come già detto al
2rftro
ed al 3.5fto rispettivamentenel caso di compressionesemplicee di
flessione sempliceo composta.
In corrispondenzadell'armaturatesasonoinoltre riportati i valori della
massimadeformazioneammissibilee di quellae,,corrispondentealla tensio-
272 Teoriq e tecnica delle costruzioni

. 3,5*.

| 2%. I
l*-*1

,t Fígurs 10.3

ne di snervamentodell'accìaio;tale deformazionee,, è quella cui corrispon-


de la tensioneoor.
Si qossonocosìindividuarele seidiverseregioninellequali saràcompre-
sa la retta delle deformazionisoecifiche:

- Regione1: Le rette di deformazioneappartengonoad un fascio pas-


santeper il punto,4 mentrela distanzadell'asseneutro dal
lembo compressopotrà variare fra -o e 0. L'armatura è
tesa con la massimadeformazioneplastica tollerabile e
cioè possiedeun allungamentospecificopari al 10%0.Es-
sendotutta la sezionetesasarà questoil caso di trazione
sempliceo composta.
- Regione2: Le rette di deforrnazioneappartengonoancora ad un fa-
scio passanteper il punto A, rÍentre la distanzadell'asse
neutro dal lembo compressopotrà variare da 0 a 0,259h;
per tale ultima posizionedell'asseneutro si attinge infatti
la deformazionemassimadel calcestruzzocompressopari
a 3,5%ocome si deducedalla similitudine:

h 3sW = 0,259h (10.4)


3,5%o+ 10%o
Sîato limite ultimo Der tensioni normoli 2'73

La sezionerisulterà in parte tesa ed in parte compressae


quindi sarà sollecitataa flessionesempliceo composta.
- Regione
3: Le rette di deformazioneappartengonoad un fascio pas-
santeper il punto B mentrela distanzadell'asseneutro dal
lembo compressovarierà fra 0,259 h ed 1l valore x",,,.La
posizionelimite dell'asseneutro ,/,, è legataalla deforma-
zionespecificadalla relazione:

3,5%oh
-'tt, (10.5)
3,5%o -t eo,

Poichéè d'altra parte per l'acciaio:

oo.f ooÍ
-or (10.6)
Et 2.1 x 106

la (10.5)diventa:

0,003s
h = Eri^h (10.7)
o^.
0 . 0 0 3+s; x r0'

I valori del coefficienre1,,.sonoriportati nella tabella 10.1


in funzione della tensionedi calcolo o,r.

Tabellal0.l

2200 3800 3800 4400 4400


220Q 3200 3200 -:--:=
-:----= -
I,l )
-
I,J t, ts I,lJ 1J5 -
t.. 0,7430 , 8 1 30,'7250,749 0,689 0 , 7 t 5 0,657 0 , 6 8 5

La massimatensionenel calcestruzzoin questaregioneè


pari a quella di rottura di calcoloo,", mentreI'armatura è
ancora deformata in campo plastico.
In tale dominio la sezioneè quindi ancora sollecitataa
flessionesempliceo composta.
2'14 Teoria e tecnica delle costruziont

- Regione4: Le rette di deformazioneappartengonoad un fascio pas-


santeper il punto,B mentrela distanzadell'asseneutro dal
lembo compressovarierà fra il valore limite x,,* ed,h. Il
calcestruzzorisulta compressoalla massimatensionedi
calcolomentrel'armatura sollecitatacon tensioniinferiori
allo snervamentopuò risultare anchescarica.
In questaregionela sezioneè sollecitataa flessionesempli-
ce o composta.
- Regione5: Le rette di deformazioneappartengonoancora ad un fa-
scio passanteper il punto B mentre la distanzadell'asse
neutro varia da h ad H.
L'armatura, in tale regione,è sollecitataa compressione e
pertantotutta la sezionerisulta compressa:è questoil caso
della flessionecomposta.
- Regione6: Le rette di deformazioneappartengonoad un fascio pas-
sante per il punto C mentre la distanzadell'asseneutro
varia fra H e + 6. La distanzadel Dunto C dal lembo
suoeriorevale:

3
? 5 7 "

La sezionerisulta sollecitataa compressionesempliceo


composta.

10.4. Il dominio M-N di rottura

Si consideriil casodi una sezionesimmetricadotata di armaluraA'rin


compressioneed Arin frazione. Il casopiìr generaledi flessionecomposta
richiedela ricerca delle condizioni di rottura della sezionèda confrontare
con quelledi progetto:poichéle condizionidi rottura dipendonodall'accop-
piamentomomentoflettente-sforzonormaleè necessario calcolarenel piano
M-N il luogo dei punti che determinanola rottura della sezionee cioè il
dominio di rottura.
Noto che sia tale dominio (fie. 10.4)la verifica consistenel constatare
che il punto D che caratterizzale condizioni di progetto sia interno al
dominio stesso.
La costruzionedel dominio di rottura non può farsi che per punti,
Stato limite ulÍimo Der tensioni nomali 2'75

a-----
lD
I
"x
I

No N

Figura 10.4

ipotizzandouna posizionedell'asseneutro x e calcolandolo sforzo normale


di rottura N, ed il momento corrispondenteM" = N" . e essendoe la
distanza fra il punto di applicazione N, e ì'armaturatesa'.
Fissatotinfattiun valore della distanzadell'asseneutro dal lembo com-
presso,risulta altresìnota la regionenella quale la sezioneviene a trovarsi
nellecondizioni di rottura: ciò significa che risulta nota la deformazione
specificamassimadel calcestruzzoo dell'acciaioteso.
Infatti nella regione I e 2 come già detto, l'acciaio teso possiedeuna
deformazionespecificapari al 10%o mentrenelleregioni 3, 4 e 5 il calcestruz-
zo possiedeuna deformazionespecificadel 3,5%0.Nota l'una o I'altra delle
duedeformazionispecifiche,ed avendofissatauna posizionedell'asseneu-
tro, risultacompletamente individuato il diagrammadelledeformazionidal-
la condizionedi congruenza(fig. 10.5):

'
Nella scritturadelleequazioniche reggonoil problemaconvieneconsiderarel'equilibrio
allarotazioneintomo all'armatum tesa.Poichégeneralmente il momentoè valutatorispetto
al baricentrogeometricodella sezionetmsversale,interessamaggiormenteil momento di
rotturariferito a tale punto. Essovale:

M..
U,o =
i G - tc + c\ = N, (e - xc + c)

)úola distanzadel baricentrogeometricodal lembo di calcestruzzomaggiormente


essendo
teso.
276 Teoria e tecnics delle costruzioní

io(tl

E" ty e'1 eî
(10.8)
1 r y x - c h - x

L'equilibrio alla traslazionee quello alla rotazioneintorno al baricentro


delle armature tese permettono inline di conoscerelo sforzo normale di
rottura N, ed il momentocorrispondente,rispettoalle armaturetese,À/,e.Si
ha così:

N,, = + A,oi - A,oÍ (10.e)


lou"'"t"0'
f-
M,=N,'s= | b ( y \ o ( y ) ( h - x + y ) d . +y A ' p i @ - c ) ( 1 0 . 1 0 )
'Jo

dove la o(y) sarà fornita dalla (10.2)owero dalla (10.3)a secondache la e"
sarà minore o maggioredel 2(mn potendosiporre attraversola (10.8):

€())
v (10.11)
Stato limite ultimo per tensìoni normqli 277

10.5. Metodo semplificato di calcolo: diagramma delle tensioni nel


calcestruzzo a blocco

Un metodo di calcolo semplificato,suggeritoda varie normativetecni-


che,consistenello schematizzare il diagrammadelletensioninel calcestruz-
zo comerettangolarecon tensionipari alla resistenzadi calcoloe profondità
pari a 0,8 volte I'asseneutro a rottura' .

Figura 10.6

Net iaso di sezionedotata di assedi simmetriale equazionidi equilibrio


forniscono evidentemente(fig. 10.6):

N,=o.y'"+Ato't-ero, (10.12)

M, = N,. e = o*5, + Aroî(h - c) (10.13)

avendoindicato con A" I'area della sezionedi calcestruzzocompressa(di


altezza0,8 x) e con S. il momentostaticodi.,4"fispetto all'armaturatesa.In
presenzadi sezionerettangolarele (10.12)e (10.13)si semplificanoin:

N, : o*b 0,8 x + o74j - olr (10.14)

'
Tale metodoè giustificatodal fatto che, nellesezionirettangolari,usandoil simbolismo
o e lp a r . 1 0 . 6 , p e r t > 0 , 2 5 9 s i h a l ' : 0 , 8 0 9 5 = 0 . 8 e ) , = 0 , 4 1 6 = 0 , 4 .
c h ev e r r ài n t r o d o t t n
In ogni casoper valori diversi di f l'errore che si commettecon I'assunzionesemplificata
dsulta molto piccolo.
Per sezionidiverseda quellerettangolaril'assunzioneconsentel'analisi del comportamento
ultimo in modo agevole,e forniscequindi un utile strumentoprogettuale.
278 Teoria e tecnica delle costruziont

M,: o*b 0,8x (h - 0,40-r) + o74"(h - c) (10.15)

Nell'utilizzare le (10.12) + (10.15)il significatodelle regioni introdotte


in precedenza vienemeno.Nelle (10.12)+ (10.15)si ponein genereo', = 6"r,
mentreil valore di o, dipendeda x", risultando:

o, -- o., per x" 2 xr^ (10.16)

10.6. La sezionerettangolare
.
Nel seguitosi analizzain dettaglio il casodella sezionerettangolare,
tanto in terminidi progettoquantodi verifica.

10.6.1.Le regioni di rottura

Si riportanoqui di seguitole equazioni(10.8),(10.9)e (10.10)specializ-


zate al caso di sezionerettangolarecon
t

,_u
il-"-l
I l
#'
t
H
l ' 'l l
ll AfI ,f -/,=",".1
o 'l
l.
Fìguro 10.7

- Regione1: (trazione sempliceo composta).


Si ha (fig. 10.7):

N, = A,o", + A,o'1 (10.17)


Stato limite ultìmo per tensioni normali 2:79

M,=N,.e=Atoi@-c) (10.18)

e' l = o , oxr +l l jn (10.19)

Ed inoltre:

oj = Zte't, se risultae't < e.t:

owero:

o'r -- ox, serisultae,r.( ej' ( 109t0.

- Regione2: (Flessione
sempliceo composta).

3,5 %.

Figura 10.8

Si ha (fie. 10.8):

9= ''t - o'olo
(10.20)
x x - c h - x

(
N" = b o0) aY + A to'r - Ayo"' = xb o,"tl + ,l ,o| - Ato"t (10.21)
\
280 Teoria e tecnica delle costruziont

M":lrl,.s=g
f ",,, (h - x + y) dy + A'1oi(h - c ) =

= xbo.J'(h - M) + A,oi(h - c) (10.22)

avendofatto le posizioni:

f"
o0) aY
I
(10.23\
o.J

f"
"(Y) (' - v ) d v
'| "ì0
(10.24)

lo,,r,o,
Il coefficiente/ rappresentaquindi il rapporto fra I'areaeffettivadel dia_
grammadelletensioninel calcestruzzoe I'area del diagrammarettangolare
o,.r, mentre la grandezzaÀJúrappresentala distanza del baricentro del
diagrammadelletensionidel calcestruzzodal lembo superioredellaregione.
I coefficientiry'e tr sonoriportati nella tabella 10.2in funzionedelladistanza
dell'asseneutro dal lembo compresso,quest,ultimarapportata all'alfezza
utile della sezioneh medianteil coefficienteadimensionale6 = f. Si aeve
n
ancorarilevarecheper valori piccoli di x il contributo delle armaturecom-
pressenelle(10.21)e (10.22)può generalmente trascurarsi.La tensioneoí
dell'armatura compressapuò comunquedeterminarsiin funzione della ei
ricavata dalla (10.20),tenendopresentela schemalizzazione assuntaoer il
diagrammao - e dell'acciaio.

- Regione3: (Flessionesempliceo composta).


Si ha (fie. 10.9):

0,0035_ c- It "
_ ì'
(10.25)
x - c h - x

{

{
Stoîo limite ultimo per tensioní normali 281
-g
g

Nu = 0,8}95bxoo"+ A 7o"1- Af"t (r0.2ó)


a
- 0'416x) + Ar4'r@ - c)
Nu. e = O,8195bxo,"(h 00.n) ,a

iempre, in regione3:

r/ = 0'809s
(r0.28)
I = 0,416

l- -i e" .0,0035 o.c

n+1
I
t
-r
. Figura 10.9

' Si.osserviche nel calcestruzzo si sviluppaper intero il diagramma


p.t-"Uotu:..tt*gqlo, e chqI'acciaiocompresso di
è sollecitatoalla resistenza
'calcaloopr'.

:r Rectone4: (Flessionesempliceo composta)'


Si ha (fig. 10.10)

0,0035 ei er
(10.29)
x . x - c h - x

! Ipotizzando infatti x = 0 , 2 5 9 h e c = O , l Q h , d a l l a ( 1 0 ' 2 5 ) si ricava


e1 = 0.159 x O,ú35/O,259 = 0,W21>
282 Teoria e tecnico delle costruzioni

Tabella 10.2

E ,l' À
0,0800 0,37178 0,34746
0,0900 0,41299 0,34978
0,1000 o,45267 0,35227
0,1100 0,49068 0,35495
0,r200 0,52686 0,35784
0,1300 0,56r06 0,36097
0,1400 0,59312 0,36436
0,1500 0,62284 0,36806
0,r600 0,65004 0,37209
0,1667 0,66674 0,31502
r 0,1700 0,67451 0,37652
0,1800 o,69629 0,38126
0,1900 0,715'79 0,38611
0,2000 0,73333 0,39091
0,2100 0,74921 0,39559
0,2200 o,76364 0,4001
I
0,2300 0,77681 0,40444
0,2400 0,78889 0,40857
0,2500 0,80000 0,41250
0,259 0,80927 0,41587
0,2593 0,80953 0,416
Stoto limite ultimo per tensioni normali 281

F-l-| e" = 0,0035


A:ra"l
f-l
l^'l
t l
l-5 | € rS a o t

Deformazioni Tensioninel
calcèstauzzo
Figwa 10.10

- Aro'
N,:0,8095bxo"" + A 10"7 (10.30)

Mì= N,. e =0,8Ù95bxo,"(h- 0,416x)+ Ato"t(h - c) (10.31)

essendosemprevalide le (10.28)anchein regione4. Infatti anchein questa


regionesi sviluppa per intero il diagrammaparabola-rettangolonel calce-
struzzo,mentrela rottura si verifica per schiacciamento del calcestruzzo
ma
con armatura tesa in fase elastica((rottura fragile>).

- Regione5: (Flessionesempliceo composta).


Si ha (fig. 10.11):

0,0035_ ,î _ er
(10.32)
x x - c t - i

N, = 0,8095bxo."
+ A io,, + Aro, (10.33)

- c) + Agt(h - c)
M, = N,. er = O,8095bxo."(0,416x (10.34)

avendoriferito questavolta il momento ultimo M, all'armatura superiore


Ai. Ancheper questaregionerisultano ancora valide le (10.28).
284 Teoris e tecnica delle costruzioni

. b l
r---ì + E5 voo

II-IFT
I,'ll,l
l t t l
| |-gf t J = r
Deformazioni Tensioni nel
calcestfuzzo
Figura I0'11

= Regione6: (Compressionesempliceo composta)'


Si ha (fie. 10.12):

0,0020 = ,! = e't (10.35)


x-3/7H x-h x - c

N , = b H o . " { + A t o x - Aft (10.36)

F4,
Tl-"j+ Ec< 3,5 %o

l t l
l'll
- t-l3
T l+.

Figurs10.12
Statolimíte ultimo per tensioninormali 285

M, = N,'er = b H o " " Ú ( \ H- c ) t A r o r ( h- c ) (10'37)

IcoefficientiÀe/variano,inquestaregione,conlaposizionedell'asse
g = I'
neutro e sono riportati in tabella l0'3 in funzione del rapporto
Anche per la regione6, comeper la 5, il momentoultimo è statoriferito al-
l'armatura superiore.4i.

Tabella 10.3- coefficienti ú e \ nella regioneó

',,
E ,1, À t À

I,00 0,80953 0,4r59'7 1,65 0,95831 0,48446

1,05 0,83894 0,43144 I,70 0,96153 0,48571

1,10 0,86204 0,44284 0,96438 0,48681

I,l5 0,88049 0,45r53 1,80 0,96693 0,487'79

r)o 0,89548 0,45832 I,90 0,91127 0,48944

1,25 0,90'782 o,463'74 2,00 0,9'7481 0,49007

0,91809 0,46814 , )\ 0,98125 0,49318


1,30
| 15 0,92674 0,47171 2,50 0,98551 5
0,494'7

I,40 0,93409 0,4'7480 ) 1\ 0,98846 0,49583

1 4 5 0,94039 0,47736 3,00 0,99059 0,49661

1,50 0,94583 0,4'7954 3,50 0,99341 0,49'763

1 55 0,95054 0,48142 4,00 0,99513 0,49825

I ,60 0,9546'7 0,48304 5,00 0,99'702 0,49893

> 5,00 I,00000 0,50000


I-
286 Teorìa e tecnìco delle costruzioni

10.6.2. Il progetto della sezíone rettangolare inflessa

Il progetto della sezionerettangolareinflessapuò condursicon le stesse


modalità operativedel metodo delle tensioni ammissibili(cft. par.3.2.2.\.
Considerandoad esempioil caso di sezionecon semplicearmatura, e
definendocomeal solito la profondità dell'asseneutto a rottura nel seguen-
te modo:

(10.38)
l'equilibrio alla rotazione,rr;; l'*."rura tesa fornisce:

M, = bh2o.",trE\ - ì't) = bh2o""c (10.39)

avendoposto (cfr. eq. (3.31)):

c = ú É ( 1_ À f ) (10.40)
Si ricava dunque:

h = (10.41)

con la posizione(cfr. eq. (3.33)):

(10.42)

Analogamente,facendo I'equilibrio alla rotazione intorno al Dunto di


applicazionedello sforzo di compressionesi ha:

M " = o y ' t ( h - > w " ) = or4/(l - ^t) = oy'rr (1 - Àg) (10.43)

da cui (cfr. eq. (3.35)):

At=
,t"-,, = t 1[a"u (10.44)
orr(I N)
Stoto limite ultimo Der tensioni normali 287

dove (cfr. eq. (3.36)):

(10.4s)
o4(1 - Àf)

Risulta cosìpossibiledefinire tabelledei coefficientil, r, t in analogia


con quanto gia fafto nel metododelletensioniammissibili.
I risultati relativi a o* pafi a 110, 130, 150, 170e 190kglcm' sono
presentatirispettivamente nelletabelle10.4,10.5,10.6,10.7,10.8;in ciascu-
na tabellaè presentatoil valoredi r, chenon dipendedalla quafitade 'ac-
eiaio,ed i valori di / in corrispondenza dei valori di o,, variabilida 3000a
4000kg/cmz.

10.6,3. Equazioni adimensionalizzate

Nelle praticheapplicazionipuò convenirescriverein forma adimensio-


nalele equazionidi equilibrioprima riportate,introducendoalcuniparame-
tri opportuni. Tali parametrisono:

M..
tt
' = 1-:í-
bh'o""

N"
v - --=-
bhoÒ.

A to.t
a = ; , (10.46)
onoÒc

, A F.r
= . 4
ú )

Dnooc

tt" =E{,/(l-l\E)

ed hanno i seguenti significati:


- p momento specifico ultimo della sezione;
- z sforzo normale specifico ultimo;
- <oed r,r'percentualimeccanichedi armatura tesa e compressa;
- pc momento specifico ultimo del solo calcestruzzo.
288 Teoria e rccnica delle costruzíoni

Tabelta lO.4 - o- = Il0 kg/cm2

/ (per diversi valori di o"', i\ kg/cm")


oo;.3000
t KP/Cm
3200 3400 3600 1800 4000

0,08 0,5607 0,00061 0,00057 0,00054 0,00051 0,00048 0,00046


0,09 0,5025 0,00068 0,00064 0,00060 0,00057 0,00054 0,00051
0,10 0,4562 0,00076 0,00071 0,00067 0,00063 0,00060 0,00057
0,1I 0,4187 0,00083 0,00078 0,00073 0,00069 0,00065 0,00062
0,t2 0 , 3 8 7 6 0,00090 0,00084 0,00079 0,00075 0,0007 r 0,00067
0,l3 0 , 3 6 1 6 0,00097 0,00091 0,00085 0,00081 0,00076 0,00073
0,14 0,3391 0,00103 0,00097 0,00091 0,00086 0,00082 0,00078
0,15 0,3209 0 , 0 0 1 l 0 0,00r03 0,00097 0,00092 0,00087 0,00082
0,16 0,3049 0 , 0 0 1 1 6 0,00109 0,00103 0,00097 0,00092 0,00087
o,t'7 0 , 2 9 1 0 0,00122 0 , 0 0l15 0 , 0 0 r 0 8 0,00102 0.00097 0,00092
0,r8 o,2791 0,00128 0,00120 0 , 0 0 1 l 3 0,00r07 0,00101 0,00096
0,19 0,2686 0,00134 0,00126 0 , 0 0 1 1 8 0 , 0 0 1 1 2 0,00r06 0,00100
0,20 0,2593 0,00r39 0,00r3r 0,00123 0 , 0 0 1 l 6 0 , 0 0 1 1 0 0,00105
0,21 0 , 2 5 1 0 0,00145 0,00136 0,00128 0 , 0 0 1 2 1 0 , 0 0 1 1 4 0,00109
0,22 0,2436 0,00150 0,00141 0,00132 0,00r25 0 , 0 0 1 1 8 0 , 0 0 1 r 3
0,23 0,2449 0,00155 0,00145 0,00137 0,00129 0,00123 0 , 0 0 1 1 6
0,24 0,2307 0,00160 0,00r50 0,00r41 0,00r330,00126 0,00r20
0,25 0,2251 0,00165 0,00r55 0,00146 0,00tl8 0,00130 0,00124
0,26 0,220r 0,00170 0,00159 0,00150 0,00142 0 , 0 0 1 3 4 0,00127
0,27 0,2t65 0,00173 0,00163 0,00153 0,00145 0,00137 0,00130
0,28 0,2131 0,00177 0,00166 0 , 0 0 1 5 60,00148 0,00140 0,00133
0,29 0,2098 0 , 0 0 1 8 1 0,00169 0,00159 0 , 0 0 1 5 1 0,00141 0 , 0 0 153
0,30 0,2068 0,00184 0,00173 0,00162 0,00153 0,00145 0 , 0 0 1 3 8
0,32 0,2012 0,00191 0,00179 0,00169 0,00159 0 , 0 0 1 5 1 0,00143
0,34 0 , 1 9 6 1 0,00198 0,00186 0,00175 0,00165 0 , 0 0 1 5 6 0,00148
0,36 0 , 1 9 1 5 0,00205 0,00192 0 , 0 0 1 8 1 0,00171 0,00162 0,00154
0,38 0,l8?4 0,0021l 0,00198 0,00186 0,00176 0,00167 0 , 0 0 1 5 8
0,40 0 , 1 8 3 5 0,00218 0,00204 0,00192 0,00182 o,oot'720,00163
0,42 0,1800 0,00224 0,00210 0 , 0 0 1 9 80,00r87 0 , 0 0 1 7 70 , 0 0 1 6 8
0,44 0,1767 0,00231 0,0021ó 0,00204 0,00192 0,00182 0 , 0 0 1 7 3
0,46 0 , 1 7 1 8 o,00237 0,00222 0,00209 0,00198 0,00187 0,00r 78
0,48 0,1710 0,00244 0,00228 0,00215 0,00203
0,00192 0,00183
0,50 0,r684 0,00250 0,00234 0,00221 0,00208 0 , 0 0 1 9 7 0 , 0 0 1 8 7
Ststo limíte ullitl|o per lensioníno nali 289

Tabella 10.5 - o,, = l3O kg/cm2

o,/:3000
t kg/cm'
3200 3400 3600 3800 4000

0,08 0 , 5 1 85 0,00066 0,00062 0,00059 0,00055 0,00052 0,00050


0,09 0,4623 0,00074 0,00070 0,00066 0,00062 0,00059 0,00056
0,10 0,4t91 0,00082 0,00077 0,00073 0,00069 0,00065 0,00062
0,11 0,3851 0,00090 0,00084 0,00079 0,00075 0,00071 0,00068
0,12 0,3566 0,00098 0,00092 0,00086 0,00081 0,00077 0,00073
0,13 0,332'7 0 , 0 0 1 0 5 0,00099 0,00093 0,00088 0,00083 0,00079
o,t4 0,3t24 0 , 0 0 1 1 2 0,00105 0,00099 0,00094 0,00089 0,00084
0,l5 0,2952 0,00120 0 , 0 0 1 1 2 0,00105 0,00100 0,00094 0,00090
0,16 0,2804 0,00r26 0 , 0 0 1 1 8 0 , 0 0 1 1 2 0,00105 0 , 0 0 1 0 00,00095
0,17 o,26't'l 0,00133 0,00125 0 , 0 0 1 1 7 0 , 0 0 1 1 0 , 0 0 1 0 5 0,00100
0,18 0,2567 0,00139 0 , 0 0 1II 0,00123 0 , 0 0 1 1 60 , 0 0 1 r 0 0,00105
0,19 0,247| 0,00146 0 , 0 0 1 3 7 0 , 0 0 1 2 8 0 , 0 0 1 2 1 0 , 0 0 1 t 5 0 , 0 0 r 0 9
0,20 0,2385 0 , 0 0 1 5 2 0,00t42 0 , 0 0 1 3 4 0,00r26 0,00r20 0 , 0 0 1 1 4
0,21 0,2309 0 , 0 05r 7 0,00148 0 , 0 0 1 3 90 , 0 0 1 3 1 0,00124 0,00r r8
0,2241 0,00163 0 , 0 0 1 5 3 0,00144 0 , 0 0 1 3 6 0,00129 0,00122
0,23 0,2179 0,00169 0 , 0 0 1 5 8 0,00149 0,00141 0 , 0 0 1 3 3 0,00t2'7
0,24 0,2122 0,00114 0 , 0 0 1 6 3 0 , 0 0 1 5 4 0,00145 0 , 0 0 1 3 70,00131
0,25 0,20'7| 0 , 0 0 1 7 9 0 , 0 0 1 6 8 0 , 0 0 1 5 8 0 , 0 0 t 5 0 0,00142 0 , 0 0 153
0,26 0,2024 0 , 0 0 1 8 5 0 , 0 0 1 7 30,00r63 0 , 0 0 1 5 4 0,00146 0 , 0 0 1 3 8
0,21 0,1991 0 , 0 0 1 8 9 0,00177 0,00166 0 , 0 0 1 5 7 0,00149 0 , 0 0 1t 4
0,28 0,1960 0,00193 0 , 0 0 1 8 0 0,00r70 0 , 0 0 1 6 00 , 0 0 1 5 2 0,00144
0,29 0,1930 0,00r96 0,00r84 0 , 0 0 1 7 3 0,00164 0 , 0 0 1 5 5 o,0014'7
0,30 0,1902 0,00200 0 , 0 0 1 8 8 0 , 0 0 1 7 7 0,00167 0 , 0 0 1 5 8 0 , 0 0 1 5 0
0,32 0,1851 0,00208 0,00195 0 , 0 0 1 8 3 0 . 0 0 1 7 3 0,00164 0 , 0 0 1 5 6
0,34 0,1804 0,00215 0,00202 0 , 0 0 1 9 0 0 , 0 0 1 7 9 0,00170 0 , 0 0 1 6 1
0,36 0,r762 0,00223 0,00209 0,00196 0 , 0 0 1 8 50 , 0 0 1 7 6 0 , 0 0 1 6 7
0,38 0,t'723 0,00230 0,00215 0,00203 0 , 0 0 1 9 1 0 , 0 0 1 8 1 0,00t'72
0,40 0,1688 0,00237 0,00222 0,00209 0,00197 0 , 0 0 1 8 70 , 0 0 1 7 8
0,42 0,1656 0,00244 0,00229 0 , 0 0 2 1 50,00203 0 , 0 0 1 9 3 0 , 0 0 1 8 3
0,44 0,t626 0,00251 0,00235 0 , 0 0 2 2 1 0,00209 0 , 0 0 1 9 8 0 , 0 0 1 8 8
0,46 0,1598 0,00258 0,00242 0,00228 0,00215 0,00204 0,00193
0,48 0,1573 0,00265 0,00248 0,00234 0,00221 0,00209 0,00199
0,50 0.1549 0,002'72 0,00255 0,00240 0,00226 0 , 0 0 2 1 50,00204
290 Teoria e tecnica delle costruzioni

Tabella 10.6 - oo" = 150kg/cm2

I
o"r= 3000
È J200 3400 3600 3800 4000
ig/cm2
0,08 0,4802 0,00071 0,00067 0,00063 0,00060 0,00056 0,00054
0,09 0,4303 0,00080 0,00075 0,00071 0,00067 0,00063 0,00060
0,10 0,3907 0,00088 0,00083 0,000?8 0,000'74 0,000?0 0,00066
0,1I 0,3585 0,00097 0,00091 0,00085 0,0008r 0,00076 0,00073
0,12 0,J319 0,00105 0,00098 0,00093 0,00087 0,00083 0,00079
0,13 0,309? 0 , 0 0 1 1 3 0,00106 0,00100 0,00094 0,00089 0,00085
0,14 0,2909 0,00121 0,001r 3 0,00107 0,00101 0,00095 0,00091
0,15 0,2748 0,00128 0,00120 0 , 0 0 1 r 3 0,00107 0,00101 0,00096
0,16 0,26rI 0,00136 0,00r21 0,00120 0 , 0 0 1 1 3 0,00r07 0,00t02
0,17 0,u92 0,00143 0,00134 0,00126 0 , 0 0 1 l 9 0 , 0 0 1 r 3 0,00107
0,18 0,2390 0,00150 0,00140 0 , 0 0 | ] 2 0,00125 0 , 0 0 1 l 8 0,00tL2
0,19 0,2300 0,00r56 0,00r47 0,00138 0,00r30 0,00123 0,001l7
0,20 0,2221 0,00163 0,00153 0,00144 0,00136 0,00129 0,00122
0,2r 0,2t50 0,00169 0,00t59 0,00149 0,00r41 0,00134 0,00t27
4,22 0,2086 0,00r75 0,00164 0,00r55 0,00146 0,00138 0,00131
0,23 0,2028 0,00r81 0,00170 0,00160 0,00r51 0,00143 0,00136
0,24 0,1976 0,00187 0,00r75 0,00165 0,00156 0,00148 0,00140
0,25 0,1928 0,00193 0 , 0 0 1 8 r 0,00170 0,00161 0,00152 0,00145
0,26 0,1885 0,00198 0,00186 0,00175 0,00165 0,00157 0,00149
0,27 0,1854 0,00203 0,00190 0,00179 0,00r69 0,00160 0,00152
0,28 0,1825 0,0020'7 0,00194 0,00r82 0,001'72 0,00163 0,00155
0,29 0,1797 0,00211 0,00r98 0,00186 0,00176 0,00167 0,00158
0,30 0,17'11 0,00215 0,00202 0,00190 0,00179 0,00170 0,00161
0,32 0,1723 0,00223 0,00209 0,00197 0,00r86 0,00t76 0,00167
0,34 0,1680 0,00231 0,00217 0,00204 0,00r93 0,00r82 0,00t73
0,36 0,1640 0,00239 0,00224 0,00211 0,00199 0,00289 0,00179
0,38 0,1504 0,00247 0,00231 0,00218 0,00206 0,00r95 0,00185
0,40 0,r512 0,00254 0,0u39 0,00225 0,00212 0,00201 0,00191
0,42 0,1541 0,00262 0,00u6 0,00231 0,00218 0,00207 0,00197
0,44 0,r5t4 0,00210 0,00253 0,00238 0,00225 0,00213 0,00202
0,46 0,1488 0,0027'7 0,00260 0,00244 0,00231 0,00219 0,00208
0,48 0,1464 0,00284 0,00261 0,00251 0,0023'7 0,00225 0,00213
0,50 0,1442 0,00292 0,00214 0,00258 0,0024J 0,00230 0,002t9
Stato límíte ultimo per tensionínormsli 291

Tabella 10.7 - o^ = l'7Okg/cm2

T
o"'= 3000 3200 3400 3600 3800 4000
t Kg./cm
0,08 0,4510 0,00076 0,00071 0,00067 0,00063 0,00060 0,00057
0,09 o,4042 0,00085 0,00080 0,00075 0,00071 0,00067 0,00064
0,10 0,3670 0,00094 0,00088 0,00083 0,00078 0,00074 0,00071
0,ll 0,3368 0,00103 0,00097 0,00091 0,00086 0,00081 0,00077
0,t2 0 , 3 1l 8 0 , 0 0 1 l 2 0,00105 0,00099 0,00093 0,00088 0,00084
0,13 0,2909 0,00120 0 , 0 0 1 l 3 0,00106 0,00100 0,00095 0,00090
0,14 0,n32 0,00129 0,00121 0 , 0 0 1 1 3 0,00107 0,00101 0,00096
0,15 0,2582 0,00137 0,00128 0,00121 0,00rl4 0,00108 0,00103
0,16 0,u52 0,00145 0,00136 0,00128 0,00120 0 , 0 0 1 l 4 0,00108
0,17 0,2341 0,00152 0,00143 0,00134 0,00127 0,00120 0 , 0 0 1 l 4
0,18 o,2245 0,00159 0,00149 0 , 0 0 1 4 1 0,00133 0,00126 0,00120
0,19 0,2t60 0,00167 0,00156 0,00147 0,00139 0 , 0 0 1 3 1 0,00125
0,m 0,2086 0,001?3 0,00163 0,00153 0,00144 0,00137 0 , 0 0 1 3 0
0,21, 0,20t9 0,00180 0,00169 0,00159 0,00150 0,00142 0,00135
0,22 0,1959 0,00187 0,00175 0,00165 0,00155 0,0014? 0,00140
0,23 0,1905 0,00193 0,00181 0,00170 0,00161 0,00152 0,00r45
0,24 0 , 1 8 5 ó 0,00r99 0,00187 0,00176 0,00166 0,00157 0,00149
0,25 0 , 1 8 1 1 0,00205 0,00192 0,00181 0 , 0 0 1 7 1 0,00162 0,00154
0,26 0,t'770 0,002 0,00198 0,00186 0,00176 0,00167 0,00r58
0,27 0,1'l4l 0,00216 0,00202 0,00190 0,00180 0,00170 0,00162
0,28 0,1'7t4 0,00220 0,00206 0,00194 0,00183 0,00174 0,00165
0,29 0 , 1 6 8 8 o,N225 0,002t1 0,00198 0,00187 0,00177 0,00168
0,30 0,1664 0,00229 0,00215 0,00202 0 , 0 0 1 9 1 0 , 0 0 1 8 r 0,00172
0,32 0 , 1 6 1 8 0,00238 0,00223 0,00210 0,00r98 0,00188 0,00178
0,34 0 , 1 5 7 8 0,00246 0,00231 0,00217 0,00205 0,00194 0,00185
0,36 0 , 1 5 4 1 0,00254 0,00239 0,00225 0,00212 0,00201 0 , 0 0 1 9 1
0,38 0,1507 0,00263 0,00246 0,00232 0,00219 0,00207 0,00r97
0,40 0,14'16 0,002'71 0,00254 0,00239 0,00226 0,00214 0,00203
0,42 0,1,148 0,00279 0,00262 0,00246 0,00232 0,00220 0,00209
0,44 0,t422 0,00287 0,00269 0,00253 0,00239 0,00227 0,00215
0,46 0,1398 0,00295 0,002'16 0,00260 0,M246 0,00233 0,00221
0,48 0 , 1 3 7 5 0,00303 0,00284 0,00261 0,00252 0,00239 0,00221
0,50 0 , 1 3 5 5 0 , 0 0 3 1 l 0,0029r 0.00274 0,00259 0,00245 0.00233
292 Teoria e tecnica delle costruzioni

Tabella 10.8- o- = t90 kg/cm2

oú = 3000
6 1200 3400 1600 r800 4000
kg/cm'
0,08 o,4266 0,00080 0,00075 0,00071 0,00067 0,00063 0,00060
0,09 0,3824 0,00090 0,00084 0,00079 0,00075 0,00071 0,00068
0,l0 0,3472 0,00100 0,00093 0,00088 0,00083 0,00079 0,00075
0,11 0,3185 0,00109 0 , 0 0 1 0 2 0,00096 0,00091 0,00086 0,00082
0,r2 0,2949 0 , 0 0 1 1 8 0 , 0 0 1 1 1 0,00104 0,00098 0,00093 0,00089
0,13 0,2't52 o,o0t27 0 , 0 0 1 l 9 0 , 0 0 1 1 2 0,00106 0,00100 0,00095
0,l4 o,2584 0,00136 0,00t27 0,00120 0 , 0 0 1 1 3 0,00107 0,00102
0,15 0,2442 0,00144 0,00135 0,00127 0,00120 0 , 0 0 1 l 4 0,00108
0,l6 0,2320 0 , 0 0 1 5 3 0,00143 0 , 0 0 1 3 5 0,00t2'l 0 , 0 0 1 2 1 0 , 0 0 1I 5
0,1'l o,22t4 0 , 0 0 1 6 1 0 , 0 0 1 5 1 0,00142 0 , 0 0 1 3 4 0,0012'7 0,00t21
0,18 0,2t2i 0,00169 0,00158 0,00149 0,00140 0,00r33 0,00126
0,19 0,2044 0,00176 0,00165 0,00r55 0,00141 0 , 0 0 1 3 9 0 , 0 0 1 1 2
0,20 0,1973 0,00183 0,001'72 0,00162 0,00r53 0,00145
0,00137
0,21 0 , 1 9 1 0 0,00190 0,00178 0,00168 0,00159 0 , 0 0 1 5 0 0,00143
0,22 0 , 1 8 5 3 0,00197 0,00185 0,00174 0 , 0 0 r 6 4 0,00156
0,00148
0,23 0 ,t 8 0 2 0,00204 0 , 0 0 1r 9 0 , 0 0 1 8 0 0,00170 0 , 0 0 1 6 1 0,00153
0,24 0 , 1 7 5 6 0 , 0 0 2 1 1 0,00197 0,00186 0,00175 0,00166
0,00r58
0,25 0 , 1 7 1 3 0,00217 0,00203 0,00191 0 , 0 0 1 8 1 0 , 0 0 1 7 1
0,00163
0,26 0,t6't4 0,00223 0,00209 0,00197 0,00186 0,00176 0,00167
0,2'7 0,1647 0,00228 o,00214 0,00201 0,00r90 0 , 0 0 1 8 0 0 , 0 0 1 7 1
0,28 o,t62l 0,00233 0 , 0 0 2 1 8 0,00205 0,00194 0,00184 0 , 0 0 r 7 5
0,29 0,159'7 o,00231 0,00223 0,00209 0,00198 0,00187 0,002'78
0,10 0,1574 0,00242 0,00221 0,00214 0,00202 0 , 0 0 1 9 1 0,00182
0,32 0,1531 0,00251 0,00235 0,00222 0,00209 0 , 0 0 1 9 8 0,00288
0,34 0,1492 0,00260 0,00244 0,00230 0,0021'7 0,00205 0,00195
0,16 0,t457 0,002ó9 o,00252 0,00237 0,00224 0,002t2 0,00202
0 , 38 0,t426 0,00278 0,00260 0,00245 o,0023l 0 , 0 0 2 r 9 0,00208
0,40 0,1396 0,00286 0,00268 0,00253 0,00239 0,00226 0,00215
0,42 0 , 1 3 7 0 0,00295 0,00216 0,00260 0,00246 0,00233 0,00221
0,44 0,1345 0,00303 0,00284 0,00268 0,00253 0,00240 0,00228
0,46 0,1322 0,003
r2 0,00292 0,002'7 5 0,00260 0,00246 0,00234
0,48 0 , 1 3 0 1 0,00320 0,00300 0,00282 0,00267 0,00253 0,00240
0,50 0 , 1 2 8 1 0,00328 0,00308 0,00290 0,00274 0,00259 0,00246
q

Stato limite ultimo per tensioni normqli 293

Con le posizioni (10.46) le equazioni di equilibrio e di compatibilità


Írssumonola forma seguente:

o" ot
v = trl' + a' --:- - a --:- (r0.47)
oof ooJ

ot^ o,
p = t ú ( l _ À É )+ @ '- r ( t - ò r ) = t . + o ' - 1 ( l - ò 2 ) (10.48)
ool

ec e'"
_ e f (10.49)
r : "
t - Ò z l - €

^ c
- h

Nellaipotesidi semplicearmatura(co'= 0) le (10'47)e (10.48)possono


taùllarsi agevolmentefàrnendoin funzionedi { i corrispondentivalori di c'r
e p = p"t tali valori sono riportati nella tabella 10.9.Occorrericordareche
all'aumentaredi É e quindi di p si passadalla regione 3 alla regione 4;
I'ingressoin tale ultima regioneè c Íatterizzafoda un valore di É detto É,,-
cui corrispondeuna deformazionespecificadell'acciaiotesopari ad €,r'ed un
momentospecifico1.t1,^. Per t > t,,^ e quindi F ) llti, I'armatura tesa si
trova, nellecondizionidi rottura, ancorain campoelastico;per tale motivo
risultageneralmenteconveniente,a partire da tale valore del momentospe-
cifico, aggiungerearmaturain compressionesì da potereutilizzareintegral-
rnente,l'aimatura tesa disposta.Nella tabella 10.9 sono quindi riportati i
valori delleresistenzedi calcolodell'acciaioper le quali si verifica I'ingresso
nellaregióne4. È immediatoosservareal riguardo cheal diminuire dellere-
sistenzedi calcolo i corrispondentivalori limiti di {,. e di p/,. aumentano'
Si riportano, qui appresso,alcuneindicazionicircaI'impiegodellatabel-
la nelle diversesituazioni:

A) Progetto
Flessionesemplice con p { p1i^
Noto il momentoesternoe fissatiÓ,ft e o,cpossonodedursidalla tabella
10.9le Dercentualimeccaniche<.rin funzione di p.
294 Teoriq e tecnics delle costruzioni

Tabella 10.9

E p

0,0891 0,035 0,0365


o,to42 0,04'7 0,0488
0 , r1 8 1 0,059 0,0614
0,1312 0,070 0,0'74r
0,1438 0,082 0,0869
0,1561 0,094 0,0999
0,t667 0,104 o,1t12
0,1684 0,106 0,1t29
0,l8l0 0,tt'l 0,1263
o,t937 0,129 0,1399
0,2066 0,!41 0,1536
0,2198 0,r52 o,1677
0,2330 0,164 0,1819
o,2466 0,176 0,1963
o,2590 0,187 0,2096
0,2608 0,188 0,2112
0,n96 0,m0 0,2263
0,2988 0,212 0,u19
0,3183 0,223 o,2576
0,3383 o,235 0,2'139
0,3587 o,u'7 0,2903
0,3796 0,259 0,3073
0,4012 0,n0 o,3248
.0,4234 0,282 0,3921
0,4461 0,294 0,3610
0,4696 0,305 0,3802
o,4939 0,31"t 0,3993
0,5188 o,329 0,4200
0,5450 0,341 0,4412
0,5721 0,352 0,4632
0,6006 0,364 0,4862
0,6283 0,375 0,5086 0,1170
0,6305 0,376 0,5103 0 , t1 8 5
o,64'16 0,383 0,5242 0,1310
0,6613 0,388 n 5?57 0,1426
0,6681 0,390 0,5408 0,1481
0,6788 0,394 0,5495 0,1580
0,6952 0,400 0,562'7 o,1746
0,7310 0,412 0,5918 0,2188
0,7690 0,423 0,6230 0,2832
0,7788 0,426 0,6305 0,3021
o,7935 o,430 0,6423 0,3357
0,8119 0,435 0,3859
0,8597 0,447 0,5801
0,9152 0,459 1,0883
0.9848 0,475 '7.0483
Stato limife ultimo per tensioni nomali 295

Flessionesemplice con p > pt,h


In questocasooccorrearmaturain compressione

,,'=(p-t,,^);l . (10.50)
| -oz

In altre parole la differenzadi momento F - Itri, viene assorbitadalle


armaturein comoressione:infatti dalla 110.48)si ha:

- pun = co(l - òz) (10.51)


lt

dove il termine co'(l - ó) rappresentaproprio il contributo al momento


apportato dall'armatura compressaessendooj certamenteegualea o"r.
Consesuentemente I'armatura tesa dovrà essere:

u:a'!a,,^ (10.52)

Flessionecompostacon p < ptitu


La percentualedi armatura tesaè in tale casopari ad <l - z, dove o si
leggèin corrispondenzadi p.

Flessione composta con p > ptìn


Deve esserein tale caso:

1
a' : ( t " - t " t^ ) - (10.s3)
L - o z

u = a , I @ t i ^ _2 (10.54)

B) Verifica
Posto coo= o - c,.r'sidistinguonoi seguenticasi

Flessionesemplice con oo < 0 (caso raro)


Trascurandola collaborazionedel calcestruzzorisulta

p. = a'(1 - òz) (10.55)

Flessione semplíce con 0 > ao ) ati^


296 Teoriq e tecnica delle costruzíoni

In corrispondenzadi coosi leggedalla tabellail valoredi p cheindichiamo


con po: il momento specificocomplessivovale:

tt = tro t co(l - ò2) (10.56)

Occorre però rilevare che il contributo dell'armatura compressapuò


risultarein realtà inferiore a quello fornito dalla (10.56)dovesi è ipotizzato
implicitamenteche sia oi = o,/. Pertanto se c,.:o cadenella regionè2 è più
prudenteporre co'= 0.

Flessionesemplíce con @o> @!jù


In questocaso,invero non frequente,il momentoposi leggein funzione
del rapporto 9 ld che risulta tabellato in corrispondenzadell,ultima co-
oof
lonna dellatabella10.9.
Il momento specificocomplessivovale:

lt : po * r,.r(1 - ór) (10.57)


' Flessione composta
Si usanole stesseformule valide per la flessionesemplicesostituendo<o
COn(') + ,,.
Si ricorda che il momento associatoallo sforzo z nelle condizioni di
rottura è sempreriferito alle armaturetese.

C) Esempio di impiego nella tabe a 10.9


Si consideriuna sezionerettangolareche in condizioni ultime devesoo_
portare un momento M, par a 15,49tm.
Fissandob = 25 cm; h = 57,5cmi oo. = 137,5kg/cmz risulta:

1549000
= 0.13ó
57,52x25x137,5

cui corrispondedalla tabella 10.9, effettuando I'interpolazione

a = 0,147

Avendo fissato o,r = 3800kg/cm2 si olliene:


Stoto límite ultimo Der tensioní normali 297

0,147x 25 x 57,5 x 137,5


Ar= = I ,O) cm-
3800

10.7. Esercizi

Si vuole verificare la sezionedella fig. 10.13attraversoil metodo delle


tensioniammissibilie quello degli stati limite.
Si considerila sezionesoggettaa flessionesemplice.
Sia inoltre:
- calcestruzzoclasse250

Ru, ) 250 kg/ cm2

- acciaioFeB 38 controllato in stabilimento

R.o 2 3800kglcm2

Le corrispondentiresistenzedi calcolo sono:

o-- = o,8s9{î:I : rro ks/cm2

, 25 cm ,
r-------t

575cm

2 , 5c m
5O14=7,7cmz
Figuro 10.13
298 Teo a e tecnics delle costruzioni

3800 )
ox = 5 5 v +K S l c m -
l,lS:

a) Con il metodo delle tensioni ammissibili si calcola il momento di


esercizio.Le tensioni ammissibilivalgono:

oc : 60 - l4oJ1
per il calcestruzzo = 85 kg/cm'

Per I'acciaio or = 2200k8/cm2.


F
Si calcolala posizionedell'asseneutro(si ponen : 7 : ttl

1 5x 7 , 7 ( = "''n "'
) (= _ _ _ i s l _ l +
I ]
Il momento d'inerzia vale:

-l
1, = 18,893x + ts x 7,7(57,5 - 18,89)' = 22835rcma

w" = 12088cm3 - M," = 85 x 12088: 1027518ks cm

wr = 394cmt - Mr:2200 x 394 = 867429kg cm

Il momento di esercizioè pertanto il piÌr piccolo dei due momenti resi-


stentie vale 8.67tm.

b) La verifica allo stato limite di rottura richiede la valutazionedel


momento di rottura. Occorrerebbepertanto conoscerein quale regionela
sezioneraggiungela rottura in flessionesemplice.Si ipotizzain primo tenta-
tivo che ciò awiene nella regione3; in tale regionesono valide le (10.26)e
(10.27)essendonoti i valori dei coefficientiry'e À. Dalla (10.26),essendoN"
= 0, si ottiene la distanzadall'asseneutro.

A tox '7
,7 x 3304 = 11,43cm
,! .b - o." 0,8095x 25 x 110
Ststo limite ultimo per tensioni normali 299

Occorreola controllare setale distanzaè compresafra 0,259h ed x, e


cioèseeffettivamenteci si trova nella regione3. Essendo0.259 x 57,5 =
14,89> 11,43in realtàla rottura si raggiungerànella regione2. Utilizzando
la tabella 10.2 occorre quindi risolverel'equazione(10.21)per tentativi.

I" tentativo: posto É : 0,22 dellatabellasi ottienery'= 0,7636e quindi:

7,7 x 3304
= 12,11cm
0,7636x 25 x 110

1) 11
t ='::'=
cuicorrisponde .l/
ì
= 0,211.

Si può pertanto riteneredi aver ottenuto col solo primo tentativo una
sufficienteapprossimazione per cui dalla (10,22)può calcolarsiil momento
di rottura in corrispondenzadi tl.,: 0,7636,tr = 0,4001.Si ha così:

M" = 12,1t x 25 x 110 x 0,7636(57,5- 0,4001x 12,11)

1339000ftg cm : 13,39tm

Il rapporto fra tale momentoe quellovalutato alle tensioniammissibiliè


pertanto:

t?' 10
: 1 \ 4
8,67

praticamente coincidentecon il coefficiente1,5 di amplificazionedei carichi


nel calcoloagli stati limite (cfr. eq. (9.5)).
Si consideriora la stessasezioneprima esaminata,ma armatacon 3 ó 14
invecedei 5 { 14già disposti:potrebbeesserequestala sezionedi mezzeriadi
una trave per la qualela sezionegià esaminatasi trovava all'incastro. Si ha
quindi.,4,= 3 x 1,54 = 4,62 cmz.

a) Verifica elastica.Si otiiene:

15 x 4,62 (
^ - - r -f
,< |
\ )="''n"
I

3N Teoria e lecnicq delle costruzionl

l-_ = 15.293
,2i n ,,_ x 4'62(5,1,5
_ 15,29)2
= !53259cma
3

W" = 10O23
crn3- M," =85x 10023= 851994
kg cm
Wt = Z4Z cm3 - Mf = 2200 x 242 _ 532525
lrr r*
Il momento di eserciziovale quindi 5,32 tm.

b) Verifica allo statolimitei si procedeper tentativi utilizzando


e la tabella 10.2. la (10.21)

l" tentativo:si pone { = 0,18, essendo = 0,69629.


{,
Si ottiene:

4,62 x 3304
=
0 , 6 9 6 2 9 x 2 5 x 1 1 0 7,97 cm
747
c.urcorrisponde:
E = #. l / ' t = 0,139.

2'tentativo: si pone f = 0,16, essendo = 0,6500.


ú
Si ottiene:

4,62 x 3304
=
0 , 6 5 0 0 x 2 5 x 1 1 0 8,54cm
e <,,i
cui corrisponde:
E= = = 0,149

Si può ritenere di aver raggiunto una sufficiente


approssimazione.In
conispondenza di { = 9,15si óttieneL = O,:Zirl aaià'iió.zz) ,i .utcotu,
M, - 4,62 x 3304(57,5 - 0,j721 x 8,54) = 8292O1
ks cm = 8,29tm
Il rapportofra tale momentoed il momentoresistente
tensioni,è pertanto: valutatoalle

Rto

#= t.s6
Sloto límite ultimo per tensioni normoli 301

Nei due casi svolti si sono in pratica ottenuti risultati che differiscono
proprio del rapporto 1.5 fra i carichi di progetto valori dei momenti.

Può essereinveceinteressante valutarei risultati su di una sezioneper la


qualeI'armatura sia esuberante:si consideriquindi la stessasezioneprece-
dentema armatacon 5 ó 18 (Ar = 5 x 2,54 = 12,70cmz).
a) La verifica elasticafornisce:

x = 21,98cm

I" = 327845cma

W" = 14916cm3 - M,": 85 x 14916= 1267860


rg cm

Wr = 615 cm3 = 2200 x 615 = 1353714kg cm

Il momentoresistente,valutato con le tensioniammissibili,vale quindi


12,7tm.

b) Èer la verifica allo stato limite ultimo si ipotizza di trovarsi nella


regione2.
l'tentativo: Si pone { = 0,22. Si ricava dalla (10.21)e dalla tab. 10.2i

12,70x 3304
: 19,98cm
0,76364x25xtto

cui corrisponde:

| 9.98
t:
SIS=o'347>0'259

La rottura avvienedunquenella regione3 per cui, ponendoú = 0,8095,


si ottiene:

12,70x 3304
= 18,85cm
0,8095x25x110

cui corrisponde:
302 Teoria e tecnica delle costruzíoni

t = 9) 9/ , J: 0 . 3 2 8
Il momento ultimo si calcolaimponendoÀ = 0,416:

M, = 12,70x 3304 x (57,5 - 18,85x 0,416) = 2083706


k* cm

Il rapporto fra momento ultimo valutato agli stati limire e momento


resistenteè dunque:

20,8
12J:l'64=1'09x1'5

Comesi può facilmenteosservarein questocaso,la verifica a rottura ha


determinato,rispettoalla verifica elastica,un incrementodel 9 per centodel
momento di esercizio.Questo risultato era certamenteprevedibile:infatti
con I'armatura dispostala verifica elasticaè risultata condizionatadalla
tensionenel calcestruzzocompressoessendoI'armatura esuberante.La veri_
fica a rottura invece,consentendoun maggioresfruttamentodel calcestruz-
zo dompresso,ha permessouna migliore tfilizzazionedellaarmaturatesaed
in definitiva un maggioreincrementodel momento di esercizio.
Si consideri ora la sezionedi fig. 10.14 dotata di armatura anche in
compressione.
a) La verifica elasticafornisce:

x = 20,71cm

I' = 333511cmo

W" : t6fiq cm3 - Mn = 85 x 16104= 136884kscm

wr = 604 cm3 - Mt = 2200 x 604 = 1329572rgcm

Il momento di esercizioè pertanto: 13,30tm.


b) La verifica a rottura va questavolta eseguitatenendoconto dell,ar-
matura in compressione.Una ulteriore incognita è pertanto la tensione
dell'atmatura compressa,valore che può comunquedesumersidalle equa_
zioni di compatibilità. Ci si pone nella regione2.
Stqto limite ultimo per tensioni normali 303

t 2 5 l
2'5
-T_ t
î
e ' r = l ó 1 6 = 3 x 2 , 0 1 = 5 , O 3c m 2

A ' = 5 6 1 8 = 5 1 2 , 5 4 = 1 2 , 7 Oc m z
2,5
I
I
I
Figura 10.14

l" tentativo. Posto g : 0,20 dalla (10.20)si ottiene:

0,20 - 0,043
ti = u'ut = o,oo1e6
, o,oo157
l - 0,20 #fr=
e quindi or' = o,,
Dalla (10.21) si ottiene

(12,70-6,03)x3304
''t " = - = 10,93cm
0,7333x 25 x 110

cuicorrisponde:

', : 1 0s 7
,93:n,o
{

Poichési può riteneredi aver ottenuto una sufficienteapprossimazione


si calcolail momento di rottura con ì, = 0,39091.
Si ha così:

M, = 1O,93x0,7333 x 25 x 110 x (57,5 - 0,39091x 10,19)+

+ 3304 x 6,03 x (57,5 - 2,5) : 2275340ks cm


304 Teoria e tecnicq delle costruzíoni

Il rapportofta M, ed,M, è dunque:

. 22,75
=r,5oxr'r4
",3o=L'71
Si ha dunque un guadagno del 140/orispetto alla verifica alle tensioni
ammissibili.
Capitolo undicesimo
Stato limite per taglio

11.1.Generalità

Lo studio del taglio negli elementiin cementoarmato è ancor oggi ben


lontano dal potersi considerareconcluso,nonostanteil fervore di indagini
siateorichechesperimentalicondotteal riguardo. Pur essendoinfatti dispo-
nibili, allo stato, dati sufficienti a far luce sui meccanismiresistentia taglio,
non si è ancora arrivati alla formulazione di metodologiedi progetto in
gradodi tenereconto di tutti quei parametrichel'esperienzaha evidenziato.
È importanteosservareinfatti chela rottura per taglio è in realtàuna rottura
per l'azi.onecombinata di flessionee taglio, e, spesso,sforzo normale e
torsione,la cui esattavalutazioneè particolarmentecomplessa.Tale tipo di
rottura risulta purtroppo particolarmenteinsidiosa,sia perchéabbassala
resistenza degli elementistrutturali al di sotto dellaresistenzaa flessione,sia
perchériduce considerevolmente la duttilità degli elementistessi,provocan-
do a volte rotture repentinecon spiccatecaratteristichedi fragilità.
A tale riguardo va sottolineato il ruolo determinantedelle armature
trasversali(ed in particolare delle staffe) che, opponendosial progredire
dellelesioniinclinate, accresconola duttilità degli elementie permettonodi
avereun segnopremonitoredi fenomenidi crollo che risulterebbero,altri-
menti, repentini e catastrofici.

I 1.2. Meccanismi resistenti

Il taglio, fin quando l'elementoin cementoarmato non è fessurato,è


equilibrato attraversoil sistemadi tensioniprincipali che si sviluppanonel
calcestruzzo,e le armature non partecipanopraticamentealla resistenza.
Nel momentoin cui la tensioneprincipaledi trazioneraggiungein un punto
la resistenzaa trazione del calcestruzzo,si ha la formazione di fessure
306 Teoúa e fecnico delle costruzioni

Corrente comoresso

Correnteteso Armatura trasversale


com0ressa

Figuru I1.1

(dispostepressochéortogonalmentealle isostatichedi trazione)


con una
radicaleridistribuzionedegli sforzi interni, ed il taglio viene trasmesso
da
una sezioneall'altra attraversovari e complessifenomeni.
In presenzadi armature trasversali,per lungo tempo si è accettatoil
classicomodelloteoricopropostodel 1902da Riìter-Mcirsch, costituitoda
un trallccto ad aste incernieratenei nodi, con correnti paralleli e bielle di
conglomeratodi pareteinclinatedi 45"(fig. I I .l). Secondotale metodosi ha
per..tuttala trave un unico tipo di lesioni,inclinatea 45. rispetto
all,asse
dell'elemento,e la forza di taglio esternaviene interamentefronteggiata
dall'armatura trasversale:

T: T(A,) ( r1. 1 )
In assenzadi armaturetrasversali,di conseguenza, secondolo schema
del traliccio, l'elementonon potrebbesopportarJalcun incrementodi carico
al di là di quello di fessurazione.
Moltissimericerchesperimentali,nell'esamecritico di tale schematizza-
zione, hanno invece dimostrato che il reale comportamentodi una trave
sottopostaa taglio si discostasensibilmente dal modelloteoricodel traliccio,
risultando inoltre le sollecitazioninelle armature trasversalialquanto piìr
cont_enute di quelle previstedalla teoria di Ritter-Mórsch.
E stato infatti sufficientementeprovato che il taglio esterno ?" viene
fronteggiatooltre chedalle armaturetrasversalifunzionanti comeastetese,
anchedal rilevanteinterventodi altri meccanismiresistenti.ln particolare:
Ststo limite per taglìo 307

Í
r.
l'-'-l

Figura 1l.2

a) un'aliquota 7",del taglio esternovieneportata dalle tensionitangenziali


r che si sviluppanonella zona di conglomeratocompresso.
Il valore delle r è funzione sia della variazione della lntensità di C
(risultantedegli sforzi di compressione),sia della sua inclinazionep
rispettoall'assedellatrave(fig. 11.2).Si ha alloraper f una espressio-
ne del tipo:

T":x"'b'a(o,z)'sen,P (11.2)

ln cul:
x" = altezzadella zona compressa,funzionedella percentualedi arma-
tura tesa:
b : laryhezza della sezione;
a(o, 'r) : tensioneideale di rottura del conglomeratoin uno stato
tensionalebiassiale;
p = angolo formato dalla risultantedi compressione C con I'assedella
trave.
Questocontributo a taglio offerto dal correntecompressoè statoogget-
to, di recente,di molti studi sperimentali,che hanno permessodi for-
mulare alcune proposte per la qtantizzazionedelle incognitepresenti
nella(11.2).Di essenon si dirà in questasede,volendosilimitarea una
descrizionequalitativa del fenomeno.
b) Un'altra aliquota 4 del taglio esternovieneportata dalle stessebielledi
conglomeratocompressoche si evidenzianotra due lesioni successive.
Esseinfatti, risultando in realtà incastratenel correntesuperiorenon
308 Teoriq e tecnica delle costruzionr

/--

Figura 11.3

già incernieratecomenell'ipotesidi Ritter-Mórsch,assorbono una par-


te della forza verticaleche sollecitale armature d'anima.
È stato inoltre sperimentalmentedimostrato che I'inclinazione delle
bielle è generalmenteinferiore a 45", dipendendodalla percentualedi
armaturatrasversalee dal rapporto tra le rigidezzedel correntesuperio-
re e dell'anima. Poiché alla diminuzione dell'inclinazionedelle bielle
corrispondeuna diminuzionedello sforzo di trazionenellestaffe (com-
pensatoperò da un aumento di quello nei ferri longitudinali), resta
chiarito come la tensioneeffettiva nell'armatura risulti più bassadel
valoreteoricorelativoal traliccio.
Un'altra aliquota f del taglio esternoè portata per <<ingranamento
degliinerti>, ossiaper effetto della forza chesi trasmetteattraversouna
superficiefessurataquando i due lembi opposti tendono ad avereuno
scorrimentorelativo(fig. 11.3).
In ciascunadelle due parti a contatto il moto relativo generasia una r
cheun o, per cui il taglio e la forza normalerisultanti su ciascunadelle
due superfici affacciatevalgono, qualitativamente:

Q=>B'o'cosB L ó senB
(l 1.3)
N:XB o.senB 'B cosÉ

in cui.B rappresental'area di conlatto di ogni dente, che dipende


essenzialmente dall'ampiezzadella lesione,dalle dimensioni,forma e
resistenzadegli inerti, nonchédalla eventualepresenzadi forze normali
alla suoerficiedella lesione.
Srdlo limírc per nglio 309

Figura I1.4

Il taglio portato per ingranamentodegliinerti è un fenomenodi notevo-


le rilevanza,speciein assenzadi armaturetrasversali:sarebbequestoil
meccanismoattraversocui si realizzala trasmissionedel taglio nel con-
glomeratofessuratoper ritiro, per effetto di variazionitermiche,owe-
ro nelle zone di ripresa di getto.
d) Un'altra aliquota I, del taglio esternovieneportato per (effetto spinot-
to>, ossiamediantela resistenzaa taglio offerta dalle barre che attra-
versanouna fessura,quando si verifica uno scorrimentorelativo tra le
faccedi quest'ultima(fig. 11.4).
La capacitàportante per <effetto spinotto> è funzione di un elevato
numero di fattori e, principalmente,della tigidezzadel conglomerato
direttamenteal di sotto della barra (dimensionie resistenzaa frazione
del conglomerato),nonchédella distanza4 tra la sezioneinteressatae la
prima staffa chelegale barre (fig. 11.5).Solitamentel'effetto spinotto
isplica un contributo, relativamenteagli altri meccanismi,di piccola
entità ed anzi, innescandolesionidi distaccolungo l'armatura longÍtu-

Figura ll.5
310 Teorìae lecnicadelle costruziont

6) Ltrcor..! .t ti.sc.{Eao

Figura I1.6

dinale, può incrementarel'apertura delle lesioniinclinatee conseguen-


tementeridurre I'effetto portante per ingranamentodegli inerti. Da
questopunto di vista, l'armatura longitudinalenon sostenutada staffe
ha l'effetto di innescareprematuramentela rottura del correntecom-
pressodi conglomerato.
e) Un'altra aliquota Z" del taglio esternopuò pensarsitrasmessa,in alcuni
casi, per (effetto arco> (fig. 11.6a),mediantela formazione,nella
trave, di un arco-tirante.Perchétale comportamentosi possasviluppa-
re, sononecessarie sia cospicuealfezzedi travi cheforti armaturelongi-
tudinali, in grado di assorbirela componenteorizzontaledella sollecita-
zionenell'arco.
In realtàquestodell'effetto arco non è un vero e proprio meccanismodi
taglio, nel sensoche non trasmetteazioni taglianti dall'una all'altra
sezione.La suapresenzariduceperòil contributo deglialtri meccanismi
resistenti.L'esistenzadi questo meccanismoè sperimentalmenteevi-
d.eîziafadalla circostanzache, una volta iniziata la fessurazionedell'a-
nima, le tensioni al lembo superioredella trave diventanodi trazione
(fig. 11.6b);ciò dipendedalla circostanza chele sezioniprossimeagli
appoggirisultano sollecitatea pressionefortementeeccentrica,con zo-
na compressa sul lemboinferioredellatrave.

Alla luce di quanto espostoinnanzi si potrebbeconcludereche il taglio


esterno Z risulta assorbito,oltre che dall'armatura trasversale,anchedai
meccanismi resistentiprima descritti,per cui alla (11.1)andrebbesostituita
una espressione del tipo:
Stato limite per tqglio 3ll

T = T(A,) + (7, + Tb + T" + Td) (11.4)

In realtà la (11,4) rappresentasoltanto una utile schematizzazione, in


quantoi contributi dei vari termini non sono a rigore semplicemente som-
mabili, essendoessifortementeinfluenzati da numerosiparametri (tipo di
carico,forma della sezione,tipo di fessurazioneche si instauranella trave,
etc.)checondizionanodirettamentela resistenzaa flessionee taglio dell'ele-
mento strutturale.

I I .3. Meccanismi di rotfura

I meccanismicon cui si pervienealla crisi dell'elementostrutturalepos-


sonodistinguersiin due tipi fondamentaliin relazionealle diversemodalità
di formazionedei quadri fessurativi.Il primo, per taglio, interessageneral-
mentel'anima e le fessuresi presentanoinclinatesecondola direzioneorto-
gonalealle isostatichedi trazionee creatensioninellearmaturetrasversali.Il
secondo,per flessione-taglio,è determinatoessenzialmente dal raggiungi-
mento al lembo teso della tensionedi rottura a trazione del conglomerato,
con form-azionequindi di fessureverticali che possonogradualmenteincli-
narsi, per effetto delle tensioni tangenziali.
La presenzadell'uno o dell'altro tipo di lesionedipendeevidentemente
dalla geometriae dalle caratteristichedella sollecitazionedella sezioneM e
L lnfatti il problemadella formazionedellelesioniinclinateè retto dalla z.
nell'anima,mentrequello dellefessureverticalidalla tensionedi trazionenel
calcestruzzoú",i lali $aîdezze possonoesprimersinel seguentemodo:

T
î" = ( 11 . s )
b&. xt

M
od = -)'x) (11.6)
bn'

dove 1, e 1, sono funzione della forma della sezione,della percentuale,di


armatura e delle caratteristichedei materiali.
PonendoXt = Xz/Xrdalle(11.5),(11.6)si otiiene:

o"t Mbo
_
xtrhb (11.7)
312 Teoriqe tecnicadelle costruzio t

rbol
+1---t.F

Ítgura I t. /

ier ridotti valori di tale rapporto vi è da attendersila fbrmazione di


lesioni inclinate, in quanto è predominanteI'effetto del taglio; per elevati
valori è inveceda attendersila formazionedi meccanismicon lesionivertica-
li.
Si evincedunque che il tipo di rottura dipende sia dalla forma della
sezione(attraversoarbo/b), che dal valore assuntodal rapporto M/Th, iI
qualecommisural'importanza del momentoflettenteall,entità dello sforzo
di taglio.
Nel caso della sezionerettangolare,in cú bo/b : l, stantela debole
dipendenzadi 1, dai materiali e dal quantitativo di armatura, il parametro
che reggeil problema è evidentemente M/Th.
Tale rapporto è solitamenteintrodotto in presenzadi carichiconcentrati
(fig. I1.7) simmetrici rispetto alla mezzeia, che è la disposizioneclassica
adottata per le prove di laboratorio, ma può esserein effetti estensibilea
condizioni di carico generichecon riferimento ai valori massimidi M e ?'
Seppurediscussae criticata da molti Autori, l,import anza del parametro
M/Th sultipo di rottura risulta confermataampiamentein sedesperimenta-
le, potendosiindividuare i seguenticampi di funzionamento:
Stqto limíte per taglio 313

M si instaura un comportamento ad arco-tirante (fig.


a)*<r: 11.6), per cui i carichi vengonotrasmessidirettamente
agli appoggiesterniattraversoampiezonedi conglome-
rato sollecitatea pressoflessione. Tale funzionamentoè
tipico di travi corte,con rottura caratterizzatada schiac-
ciamentodel calcestruzzonella zona tra l'appoggio e le
prime lesioniall'intradosso;

del taglio predominasull'azionedel momen-


b)1 * # * t , l'influenza
to flettente, e la rottura intervienein presenzadi una
manifestafessurazione obliquache,instauratasirepenti-
namentea circameràalfezzadell'anima,si propagaver-
so i bordi della trave al cresceredel carico. L'inclinazio-
ne dellelesionievidenziail predominiodellesollecitazio-
ni taglianti unitarie rispetto alle corrispondenti
sollecitazioniflettenti;

I'influenza del momento è predominante,con lesioni


cts<fr-<t: che si innescanoquasi verticalmentein corrispondenza
del lemboteso(effetto delletensionidi trazione),per poi
propagarsiverso I'alto al cresceredel carico. L'effetto
delle tensioni tangenzialiunitarie diviene sensibileper
carichi elevati,per cui il quadro fessurativopresenta,a
rottura, un andamentoleggermenteobliquo nelle zone
di taglio costantee immediatamenteal di sotto del cor-
rente compresso;

I'influenza del taglio diventa del tutto trascurabileri-


ù rYn > 7 spetto all'effetto della sollecitazionefl ettente.

I campi di funzionamentoora proposti, comegià detto, risultano gene-


ralmentevalidi per travi in c.a. di sezionerettangolare,mentreper travi a T
(o doppio 7) risulta di particolare importanzal'entità del rapporto tra la
dimensioneb, del bulbo e la dimensioneó dell'anima. Numeroseprove
sperimentalihanno infatti dimostrato che la forma della sezioneinfluenza
direttamentesia il tipo di fessurazioneiniziale che il contributo offerto dai
vari elementi resistentia taglio, condizionandocosì il tipo di rottura a
collasso.
In fig. I 1.8è riportata, a titolo d'esempio,la variazionedel taglio ultimo
Teotia e tecníco delle costruzioni

rqlru(r)

b/bo
Figuro l ).8

7", rispetto a quello 4 (1) di una sezionerettangolaredi riferimento, in


funzione dellalarghezzadella solettasuperiore.Dana figura si osservache
l'andamentodi Z, tendead un asintotoorizzontaleper valori di D/bo appena
maggioridi 2: restacosìgiustificatala propostadi alcuniAutori ai aaótiare,
per il calcolodelle sollecitazionitangenzialiunitarie, una larghezzacollabo-
rante a taglio non maggioredi 2.

I 1.4. Metodi di calcolo

Comesi è visto in precedenza, il comportamentoa rottura di elementiin


' c.a. sollecitatia flessione
e taglio risulta estremamentecomplessoe variabi_
le, con la conseguenza di rendereproblematicala formulazionedi una teoria
unitaria che ne consentail calcolo a rottura.
può pensare,ad esempio,di costruiredomini(M _ Z) per le sezioniin
_ Si
calcestruzzoarmato, ovvero di determinareformule sperimentaliper la
valutazione della caratteristicaultima tagliante e flett;nte per assegnare
tipologie di travi, ovverodi discretizzaresecondoopportuni modelli la irave
in regimefessurato,owero infine di definire in corrispondenzadel caricodi
rottura in presenzad] M e T, un particolaretipo di cernieraplastica.
Tali diversiatteggiamenticorrispondonoalle proposteformulateda vari
Autori, che possonoesserecosì classificate:
- metodo dei domini resistenti
- metodi basati sull'equilibrio a corpo rigido
- metodi a traliccio interno iperstatico
Ststo limite per toglío 315

- metodo del concio scorrevole


- metodi empirici
Nel seguitosi farà riferimento, in particolare, al metodo del traliccio
resistentedi Ritter-Mórsch, da cui discendonole raccomandazionipiù re-
centi presentiin varie istruzioni e normative.

11.5. Il traliccio di Ritter-Mòrsch

Si riporta qui di seguitoil calcolodegli sforzi nell'armaturad'anima, nel


conglomeratod'anima, e nell'armatura longitudinaleinferiore nell'ipotesi
classicadi Mòrsch, ossia di funzionamentodella trave in c.a. a traliccio
resistenteióostatico,secondoquanto già espostocon riferimentoalla solleci-
tazionetagliantenell'ambito delletensioniammissibili.L'ipotesi a basedel
calcoloè che risulti, comunque:

T = T(A,) (11.8)

ossiacheil taglio esternovengainteramenteportato dalle armaturetrasver-


sali d'anima, e chepeftanto sianonulle o trascurabilile aliquote 7", Tu, T"e
To relativeall'effettivo meccanismodi rottura della trave.

11.5.7. Calcolo dello sforzo nell'armatura d'animu

Si considerila porzione di trave separatada una fessurainclinata del-


I'angofoa = 45" (fiC. 11.9).Indichiamocon A,la sezionedell'armatura
trasversalee con o, il valore della tensionenell'acciaio,ed osserviamoche i
correnti della trave di fig, 11.9 sono sollecitati da forze orizzontali e che
lungo la fessuranon esistonocomponentinormali agenti sul calcestruzzo.
Deve essereallora, per I'equilibrio in direzioneverticale:

T = of4,n senF (1l.e)

avendoindicato con B l'angolo di inclinazionedellebarre piegaterispet-


to all'orizzontalee con n il numero delle barre intersecantile fessure.
Poiché risulta:

n:L @ r g o+t c t g p ) (l1.10)


-J-
316 Teorio e tecnico delle costruzioni

\ tt
/./ .t t
ot I
;

l. h'(r+ ctsp)

Figura 11.9

dove I è il passodei sagomatied a è I'angolo d'inclinazionedelle fessuresi


na:

h,
T = ! or4,(ctg
J ' ' -
d + ctg 0) senÉ (11.11)
t

o = 45' si ha, infine:


Assumendo

h*
f==ora,(senB+cosB) ( 1 1r.2 )

La (11.12)consentedi valutareil taglio agentein funzionedellatensione


nell'armaturaoppure,al contrario, la tensionenei ferri piegatinoto il taglio.

11.5.2. Calcolo dello sforzo dí compressione nel calcestruzzo


d'anima

Poiché nella schemafizzazionedel traliccio ideale il numero di bielle tese


è ugualeal numerodi biellecompresse,per I'equilibrio in direzioneverticale
della parte di struttura individuata da un generico piano parallelo alla dire_
zione delle astetese(fig. 11.10)si ha:

n(o"botsena) sena = I ( lr . 1 3 )
essendof sen o lo spessoredella singola biella compressa,ed essendola
risultante delle compressioniinclinata di d rispetto all'orizzontale. Ricor_
Stato límite per tsglio 317

N C

lsend

Figura1L10

dandola (11.10)si ottienequindi:

o"h*bo @te d + ctgB) sen2a= 7 (11.14)

da cui, supponendoo = 45":

T -- o"h.bo(l + cts B) (l l .15)

11.5.3. Calcolo dello slorzo nel cotente teso

Si consideriil tronco di trave di fig. 11.1la compresofra I'appoggioe la


fessuraobliquache partedall'ascissa x.
Nell'ipotesiche I'armatura trasversalesia uniformementedistribuita, in
modo che la risultantedello sforzo sia applicataa metà della fessurae che
sia trascurabileil sostentamentoa taglio offerto dal corrente compresso,
dall'equilibrio alla rotazioneintorno al punto .B si ottiene:

N n ,h.*+ r ú e A T- , ( , + l c t c " ] = o (11.16)

ossra:

N n ,- h . ( 11. 1 7 )
[ , * î

e, per cr : 45"
l--
318 Teoùq e tecnicq delle costruzioni

í3 ./i,
,',' /'
//.,
,,2).
a)

b)

Ar'Ar
Figura 11.1I

N^,=#1,.T(r-ctep)] (11.18)

Si osservicome,ragionandonel modo usuale,nella sezionedi ascissa


r si
sarebbescritto:

,, M(x) Tx
(l1.19)

Ciò significa che per valutareconettamentelo sforzo nel correnteteso


ad una distanzax dall'appoggioè necessario,ove si facciauso della (11.20),
Stato limite per taglio 319

<traslare>>orizzontalmenteil diagramma del momento della quantità Ax


ottenibiledalla (11.17).Poiché, inoltre, nella collocazionedella risultante
N4 delle forze esercitatedalle armature trasversalisi può commettereun
errorepari al più a t/2, per coprire il casopiù sfavorevolesi deveassumere
per Ax il valore:

î
* = (ctg d - ctg B) --L' -2 (11.20)
,

I 1.6. Le formule di calcolo

ll.6.l. Generalità

Le formule di calcoloattualmenteproposteda varie istruzioni e norma-


tive derivanodall'ipotesi di comportamentoa traliccio dell'elementostrut-
turale,riconducendosiquindi ai meccanismied alle formule del par. 11.5;il
contributodeglialtri meccanismiresistentiè conglobatoin modo semplifica-
to in un termine che nel seguitoverrà denominato ?1.
Si pone quindi:

T:T(A,)+7" (l l.2l)

Inoltre, nellalogicadegli stati limite, la verifica della sicurezzastrurrura-


le viene ricondotta alla verifica di tre stati limite, e precisamente:

l) rottura per trazione delle armaturetrasversalid,anima;


2) rottura per compressionedelle bielle di conglomeratod,anima;
3) cedimentidi ancoraggio di nodi dell'elementostrutturale.

La verifica dei primi due stati limite copre i rischi inerenti ai principali
tipi di rottura evidenziatidalle prove sperimentali(cedimentidell,armatura
trasversaleo del conglomeratod'anima). Altri tipi di rottura vengonoinvece
scongiuratimediantela verifica del terzo statolimite, ossiaadottando di_
sposizionicostruttive(ancoraggi,interasseminimo dellearmaturetrasversa-
li, etc.) consigliatedall'esperienzae suffragatedalle molte prove effettuate
al riguardo.
320 Teoria e tecnica delle costruziont

11.6.2. Verifica della sicurezzo

La misura della sicurezzava effettuata attraversola relazione:

To 4 T, (11.22\

dove Q è la sollecitazionedi taglio di progettoprodotta dalleazioni applica-


fe, e T" è la corrispondenteresistenzaa taglio offerta dalla trave. poiché.
come si è detto, la crisi può intervenireper cedimentodegli elementitesi
ovverodeglielementicompressi,si distinguerannoin praticadue valori della
resistenzad,, una prima I,, (crisi <lato acciaio))per lo statolimite ultimo di
taglio-compressione, una secondaf, (crisi <lato calcestruzzo))Derlo stato
limite ultimo di taglio-compressione. Piìr precisamente:

l) crisi degli elementitesi

Il valore di I,, è ottenibilecome sommadella resistenzaofferta dall'ar-


matura trasversalee della resistenzadovuta ai vari contributi di cui si è
detto.
La prima, indicata con f, si ricava immediatamentedalla teoria di
Ritter-Mórschponendonella (11.11)or: oor.
Si ha allora:

T, = o,9L no., lctgp + ctga) senÉ (11.23)

avendoposto h* = 0,9 h.
Assumendo,in mancanzadi informazioni sperimentali,che le fessure
abbianoangolodi inclinazionea : 45'(fig. ll.9) dalla (11.23)si ottiene:

A,
T" = 0.9 -- ho..,(l + crg p) senB (1r.24)

che nel caso di staffe verticali (B = 90') diventa:

r. = o,e?,"., (11.25)

con owio significato dell'indices (= staffe).


Stato limite pet taglio 321

Nel casodi contemporaneapresenzadi staffe verticali e barre inclinate


sommate,per cui:
di B, le resistenzevengonosemplicemente

4,. 4,,
T" = 0,9 -: h ox + 0.9 ---::h o.y(l 1- ctg É) senP (11.26\
t" tB

avendoora indicato l'indice B le grandezzerelativealle barre inclinate del-


l'angoloB.
La resistenzadovuta ai vari meccanismiaggiuntivi,indicatacon [, è di
difficile determinazionesoprattuttoin presenzadi armature,per cui in gene-
re si oone:

Z. = 0.60 oo,,b h 6 (11.27)

dove 6, coefficienteche tiene conto della presenzadi un eventualesforzo


normale. vale:

ò= 1 in assenzadi sforzo normale o se, in presenzadi sforzo


normale di trazione, I'asseneutro taglia la sezione;
ò= 0 se,in presenzadi sforzo normaledi trazione,I'asseneutro
è esternoalla sezione(sezioneinteramentetesa);
Mo in presenzadi sforzo normale di compressione(o di pre-
o. = .| + compressione),con M, momentodi decompressione e Mo
M,"
momentoasentemassimonella sezionein cui si effettua la
verifica a tàgfio, da assumersialmenopari a M".

La (11.27),di provenienzasperimentale,permettedi quantizzareI'ali


quota 4 di taglio afferente ai meccanismiresistentiestraneiall'ipotesi di
Ritter-Mòrsch.
La resistenzatotale di progetto 7,,' vale pertanto:

Tn = T. * T, (11.28)

e la verifica allo stato limite di taglio-trazioneimpone che risulti:

Td<7,+7, (l 1.2e)

essendoQ il taglio valutato nell'elementostrutturalecon le azioni di proget-


to.
322 Teoria e tecnica delle costruzioni

Ponendo l'uguaglianzatra taglio resistentee taglio di progetto, dalla


(11.29)si ha così:

(11.30)

per cui alle armaturedi paretevieneora affidata, diversamente chenell,ipo-


tesi classicadel traliccio resistente,la soladifferenzatra il taglio esternoed il
taglio portato direttamentedal conglomerato.

2) crisi degli elementicompressi

Il valore di ?",,(crisi <lato calcestruzzo>)


può esserericavato dalla rela-
zione (11.14)della teoria classicadi Ritter-Mórsch,ponendovio. : ooce
introducendovi,sulla basedi prove sperimentali,un opportuno coefficiente
riduttivo. Risulta, infatti, che le compressionieffettive nelle bielle di calce-
struzzohannovalori alquantopiù elevatidi quelli ricavabili con la teoria del
traliccio, e chela crisi degli elementicompressiintervienequasi semprecon
caratteristichedi fragilità:
Si ha allora (À > 1):

T,z : 0,9 ìt b ho", (ctg B ctg a) sen2a (11.31)

che diventa, per fessureinclinate di cr À< ó .

-I ' , 2 : 0,9),b h o " " ( l


+ ctgB) (tt.32)
Z

Ponendo, come in molte istruzioni regolamentari,0,9ì, = 0,60,la


(11.32)diventa:

T " z : 0 , 3 0 b h o " " ( 1+ c t gB ) (11.33)

ed ancora, per P : 90o(staffe verticali):

T"z=0'30bho'" (11.34)

cherappresentala resistenzadi progettoper lo stato limite ultimo di taglio-


compressione,in presenzadi staffe verticali.
Sîqlo limite per toglio 323

Va infine osservatoche è sempreconsigliabileporre ctg É = 0 nella


(11.32),anchein presenzadi armaturedi pareteinclinatedi É > 90": infatti
il contributo positivo di tali armature,legatoad una loro efficacemessain
trazione, deve esseretrascurato di fronte al pericolo di una rottura per
fragilita delle bielle compresse.

11.6.3. La traslazione del diagramma dei momenti

Comesi è visto al punto del I1.5.3, lo sforzodi trazionepresente,ad una


distanzax dall'appoggio,nell'armaturalongitudinaledi una trave fessurata,
è pari allo sforzo nell'armatura di una corrispondentetrave non fessurata
valutataad una distanzaxt dall'appoggiopari a

x r = x + N t = x -, l l h, . ( c t s d - c t g P ) -, tt 'l l (l l .3s)

Ne risulta cheper calcolarecorrettamentelo sforzo nell'armaturalongi-


tudinale tesa occorre traslare il diagramma del momento flettente, nella
direzionein cui detto momento flettente aumentain valore assoluto,della
quantitàA:r presentenella (11.35)(fig. 11.11.b).
. Molte normative, in manierapiìr sbrigativa,prescrivonoinvecedi assu-
mereper il momentoflettentedi progetto,nellasezionedi ascissax, il valore
maggiorato:

M ) 1 x 1= M o @ \ + r o @ ) ' h . (11.36)

[ (x) il taglio di progettoall'ascissa


essendo considerata.

11.6.4,Armatura longitudinale prossima agli appoggi

Si è ricavatoin precedenza
il valoredello sforzonell'armaturalongitudi-
nalein corrispondenzadi una sezionefessurata(fig. l1.l2.a):

=# l, *f;<"'""
N^, _"teol] (Í.37)

Nell'ipotesidi sezioneprossimaall'appoggio(x = 0) e di lesioneinclina-


ta a 45",la (11.37)diventa:
3U Teoriq e tecnica delle costruzioni

't
N^, , =' : 2 ( t _ c t c p ) (l1.38)

che nel casodi staffe (É = 90) porge:

N^"t =- ! (l1.39)
t
Se la fessuranon incontra alcuna staffa, per l,equilibrio
del nodo in
corrispondenzadell,appoggiodeveessereinfinè:

Ntt=T (l 1.40)
Si ha cosìchein vicinanzadell'appoggio lo sforzodell,armaturapuò
un valore pari alla rea"ione,-òomesi a gia iniuito dall,esame
lag..etl]lge1e
dellafig. 11.6(funzionamento adarcotirantedi travi óortein c.a.).Di qui il
suggerimento, propostoanchedallenormeitaliane,di disporrein
corrispon_
<fnza
$9qli appoggiterminali un,armaturacapacedi urrirtir" l,intera rea_
zionedell'appoggio stesso.

11.7.Esercizi

Si facciariferimentoallo schemadi travedi fig. 11.12.a


e siaqo= 10000
kg,/mil relativocaricodi progero.
Per i materialisi abbia:

o". = 166Kglcm2

o"Í = 4400Kg/cm2

o*, = 16,6Kg/cm2

Le caratteristichemassimedella sollecitazionerisultano:

Ta = 30[[lO Kg

Ma = 45O00Kg m
Stato limite per tqglio 325

A) Calcolo dell'armatura tesa.


Risulta:

45 x 105
= 0,2013
30x6'12x166

da cui:

t = 0'28
a = 0,2267

Pertanto:

0,2267x 30 x 67 x 166:
l7 ,2 cmz
4400

Realizzandoun'armatura di 6 @20 = 18,84cm',la disposizionedei ferri


potrà essereeffettuata,ad esempio,secondolo schemadi fig. l1'12.b.
Risulta infatti:

a) armaturaAr = 4 ó 20(12,56cm2\

a, = (12,56 x 4400)/(30 x 67 x 166) : 0,16560

& = 0,150

Mr = 0,150 x 30 x 672 x 166 = 33532,8x lÚ Kg cm

b) armatùraA î = 6 ó 2O(18,84cm2)

oz=0,16560x2=0'24840

p - 0,216

Mz = 0,216 x 30 x 672 x 166 = 48287,3x lÚ Kg cm

La traslazioneA.t del diagrammadei momentivale (cfr. ll'20):


326 Teoria e tecnica delle costrazioni

qd = 10O0Oks/m

- l-t T
I o'oo , l l l '
at
l:j +,
, 3 0 , f

c)

Figura 1l-12
Stato limíte Per tqglio 327

A-r = 0,9 x 67 x 0,5 + 25 x 0,5 = 45 cm

avendoposto:

h.:0,9h

a=45'

A :90" (*aÍfe)

t = 25 cm (passostaffe)

Tutti i ferri dovrannoessereopportunamenteancorati(ad esempio,per


una lunghezzanon inferiore a 40 diametri).

B) Calcolo dell'armatura a taglio (staffe).

La resistenzaZ" di progetto del solo calcestrtzzovale (cîr. 11.27):

T" = 0,60 x 16 x 30 x 67 = 19300KS

L'armatura a taglio deveesserecalcolata,pertanto, nella sola zona,4


dellatrave,in cui risuita(fig. 11.12c):

z(,4,) < To - T,: 30000- 19300: 10700K8

Postoil passoI dellestaffe pari a 25 cm, dalla (11'25)si ricava:

,4, = 10700x 25/ (4400 x 0,9 x 67) = 1,91,*z

Adottandostaffed 10(,4, = 2 x 0.785 : 1,57cm2\, si ha quindi:

1 , 5 7 x 4 4 0 0 x 0 . 9 x 6: 7
T(Aî): 16662Kg
25

La verifica a taglio-trazioneè pertanto soddisfatta,in quanto risulta:

T,z = 19300+ t6662 = 35962> T,


328 Teoria e tecnìco delle costruzioní

Il diagrammadi f,, è ripottato ancora nella stessafig. l1.l2c.


La verifica a taglio-compressione
comportainveceil calcolodi 2,,, che
_
vale:

Ta = 0,30 x 166 x 30 x 67 = 100090fg

Poiché risulta 7,, ) To, anchetale verifica risulta infine soddisfatta.


Capitolo dodicesimo
Statolimite di torsione

12.1. Generalità

L'analisi di elementistrutturali in cementoarmato soggettia torsione,


nei due metodi alle tensioni ammissibili ed agli stati limite, non risulta
sostanzialmente diverso. Infatti nella metodologiaillustrata nel capitolo 6,
qualoravengasuperatoun valoreconvenzionaledella r, si fa riferimentoad
un meccanismoresistentea traliccio che è lo stessoadottato anchenella
metodologiaagli stati limite.
In particolareil modo ricorrentedi studiareil comportamentoa torsione
in fasepost-fessurataè quello, già introdotto in precedenza,di riferirsi ad
un modello spazialedi struttura a traliccio (fig. 12.1)costituito da elementi
longitudinalitesi (ferri longitudinali), da elementitrasversalitesi (staffe)' e
da elementicompressidi parete(bielle di calcestruzzo).
La differenza sostanzialefra il calcolo alle tensioni ammissibili ed il

t.rto lone'trdrn.L

Figuru I2.1
330 Teoria e Íecnica delle costruzrcnt

calcolo agli stati limite è che nel primo caso si ammettono


sollecitazioni
torcenti senzaprowedere ad un appositocalcolodelle armature;
I si fa cioè
affidamentosullaresistenzaa trazionedel calcestruzzofino
a cheIa tensione
tangenzialemassima7h4rnon superaun valore ammissibile7"".
Nel metodo
agli stati rimite si valuta invecedirettamente momentotorcente
che l,ele-
mento puÒsopportarein condizioniultime, chedeverisultare
maggloredel
momento torcentedovuto alle azioni esterne.
Deve esserecomunqueosservatoche lo studio della torsione
negli ele_
m€nti in cementoarmato presentaancora notevoli zone
d,ombra, dovute
alla circostanzachela caratteristicatorsionalesi accompagnaquasl
semprea
fle.ssionee taglio. Il comportamentoa torsione è pirtànto
condizionato
dall'azioneconcomitantedi flessionee taglio, con nót.uot"
complessitàdel
problemae con necessitàdi tenereconto ài vari parametri
evidenziatidalle
prove sperimentali.
Per questomotivo alcuneistruzioniconsentonodi trascurareil
contribu_
to torsionaledelle membratureresistentinel calcolo dello stato
limite ulti_
mo, quando_latorsionerappresenta una sollecitazione
secondariae non
necessaria all'equilibriodellasrrunura.
Nel_seguito,comunque,si farà riferimento al modelrodi traliccio per
lo
studio di elementifessuratisoggettia sola torsione(torsionepura),
in linea
con le att.ari indicazionioffertedal c.E.B e recepiteda istruzroni
e norme
lrairanepru recenti.

12.2. II modello di traliccio

Con riferimento al modello di traliccio di tig. 12.1 tutte le


esperienze
condottehanno dimostratochele fessurenel calce-struzzo rìsultanoinclinate
di un angoloa pari all'incircaa 45",e cheessesi sviluppano
con andamento
a spiralelungola superficiedersolido.E statopuredimostrato
chesolouno
strato di calcestruzzovicino alle superfici estèrne,e di spessore
modesto,
contribuiscealfa resistenza,formandosi quasi un distaccà
tra tale sezione
cava esternacompressaed il nucleo interno di calcestruzzo.
In
._ talefase,dunque,il comportamento del solidostrutturalepuò essere
utilmenteschematizzatocon il modello di traliccio sparlategia
richiamato,
postulandoI'ipotesi di armaturalongitudinale.on..ntrutu
negli spigoli e di
armatura trasversaledistribuita con continuità lungo I,asse
dell,elemento.
Considerandofessureinclinate, nel caso geneiale, di un
angolo a e
riprendendoquanto già visto nel capitolo 6 ta'forra ai iìu)ion"
T, ug"nt"
nell'armaturalongitudinaledi areaA, risulta(fig. 12.2a):
Ststo timite di torsione 331

M,p 1
T,=S"/tg"= 0z.r)
2.4 tc,

M,P
S, = tsp = = scorrimentocomplessivoin direzioneverticale;
+

s = spessoredella sezionecava;

DJ

Figura 12.2

p z4 = perimetro ed area del poligono aventeper vertici i baricentri delle


armaturelongitudinali.
Lo sforzo di trazione nella staffa di arcaA, risulta invece (fie' 12'2b):
M'P"
T"=Sntgd=-fgd.
(r2.2)

Sr=r.s.p"= = scordmento nel tratto p" in direzione orizzon-


U
tale;
p = passodelle staffe.
332 Teoris e tecnica delle costruzioni

Fìgura 12.3

Si osservichenellavalutazionedi 4 e 4 non intervienelo spessore s; tale


spessoreintervieneinvecenel calcolo dello sforzo C nella diagonalecom_
pressa;infatti, con riferimento alla fig. 12.3,sesi indica con dpla distanza,
misurata in verticale,fra due successive lesioni che delimitano la generica
diagonalecompressa,si ha:

C=o"sdpsenacosa=rsdp (12.3)
essendos dp coso l'area della sezionetrasversaledella diagonale,e o. senc
la componenteverticaledella tensionenormale, In definiiiva si ha:

r M, 1
" sen a cos d 2,4s sen a cos q
(r2.4)

Per quanto concernec[, a meno di valutazioni sperimentaliaccutate,


generalmentepuò porsi pari a 45", per cui le (12.1), (12.2),(12.4)fornisco-
no:

M,p
"- u (12.5)

M. o.
' 2 A (r2.6)

M
" 2As
(12.7)
Stqto limíte di torsione 333

Anche la valutazionedi s devebasarsi,poi, su considerazionisperimen-


tali, essendodimostratochela presenzadi tensionidi trazionenel calcestruz-
zo oltre una certa profondità dipendedalla geometriadella sezionee dalla
percentuale di armatura presenti.Ciò vale ancheper elementistrutturali a
sezione cava,per cui risulta assolutamentearbitrario, in generale,far coinci-
derelo spessoredel tubo resistentecon quello della sezioneeffettiva.
In ogni caso,in prima approssimazione, si può assumereuno spessore
pari ad l/6 del diametro del cerchiomassimoinscritto nel poligono avente
pervertici i baricentri dellearmaturelongitudinali. Talvolta, in modo anco-
ra piÌr semplice,si considerail doppio del copriferro dei ferri longitudinali.

12.3. Gli stati limite a torsione: le formule di calcolo

Le formule di calcoloattualmenteproposteda varie istruzioni e norma-


tive derivanodall'ipotesi di comportamentoa traliccio dell'elementostrut-
turale,così come definito in precedenza.
Nella logica degli stati limite, e in analogia a quanto già visto per il
taglio, la verifica della sicrrezzastrutturaleviene conseguentemente ricon-
dotta alla verifica di quattro stati ultimi, e precisamente:

1) rottura per trazione delle armaturelongitudinali;


2) rottura per trazione delle staffe;
3) rottura per compressionedelle bielle di conglomerato;
4) cedimentidi ancoraggio di nodi dell'elementostrutturale.

Al solito, la verifica dei primi tre stati limite coprei rischi inerentiai tipi
di rottura piir frequentemente evidenziatidall'esperienza, mentrealtri tipi di
rotturavengonoscongiuraticon I'adozione di particolari ed idoneedisposi-
zioni costruttive.
La misura della sicurezzava effettuata, inoltre, attraversola relazione

M,a 1 M,u (12.8)

doveM,o è la sollecitazionetorsionale di progetto prodotta dalle azioni


applicate,e M,, la corrispondenteresistenzaultima a torsioneofferta dalla
trave.
In praticasi distinguonotre valori del momentotorcenteultimo M,,, con
dferimentoalle tre diversemodalità di crisi 1), 2) e 3). Il valore effettivo di
M, è evidentemente il più piccolo dei tre.
334 Teoúo e tecnico delle costruzioni

Più precisamente:

l) crisi della armatura longitudinale

La crisi dell,armaturalongitu.tinale-siraggiungeevidentemente
quando
lo sforzo di trazione ?i raggiinge il valore liiritei

7,,, = A ,o.7 (r2.e)


9ove.o:/ è, al solito, il valore della tensionedi snervamentodi calcolo per
I'acciaio.
Dalla (12.5)si ha dunque:

M,P
-6- 4 Ato,
(12.10)

e quindi:

M,u,t = 2A,o*L
' p (r2.rr)
2) crisi delle staffe

Analogamente,la crisi per trazionedelrestaffe si ha quando


ro sîorzoT.
raggiungeil valore:

7,,, = A "O, (12.r2)


per cui dalla (12.6) si ottiene:

M,
-24-P, { A
"o' (12.13)

e quindi:

M'''' = '2A"o"L (r2.14)

3) crisi degli elementicompressi

La crisidellediagonalicompresse
si ràggiungequandola tensionedi com_
Stato limíte di torsione 335

pressioneo" raggiungeil valore di progetto o,"; il momentotorcenteultimo


corrispondente può dunquevalutarsimediantela (12.7),doveperò si intro-
duce,sulla basedi prove sperimentali,un opportuno coefficienteriduttivo.
Deveinfatti osservarsichele bielledi calcestruzzo, a causadel deformar-
si dellesuperficilaterali del solido soggettoa torsione,risultano soggettea
sforzonormalee momentoflettente(pressoflessione), per cui le sollecitazio-
ni unitarie risultano alquanto piìr elevatedi quelle fornite dalla (12.7).
Si ottiene dunoue:

M,,,, : \' s oo, A (12.1s)

doveil coefficienteÀ è generalmenteassuntopari a 0,5. Circa le modalità


costruttive,l'esperienzaha dimostrato che I'armatura longitudinale può
essereripartita lungo il contorno ovvero, indifferentemente,concentrata
neglispigoli;è inveceimportanteaverecomunqueridotti valori nel passofra
le staffe (( l0 cm) affinché le spinte lungo gli spigoli, dovute alle bielle
compresse, possanoessereconvenientemente assorbitesenzadanno per i
ferri longitudinali. L'adozione di forti diametri per questi ultimi consente
inoltredi meglioassorbiretali spinte,e di aumentarela distanzatra le staffe.

12.4. Esercizi

Si voglia verificarela sezionerettangolaredi fig. 12.4,sottopostaad un


momentotorcentedi progetto M,o : 3500kem.
Per i materiali si abbia:

3fi,: Ée*sr,*,
o,,= 0,83
4400
o.r : 3 8 2 6k g l c m "
t)5:

Utilizzandoferri d'angolo {16, stoffe g8/10 cm e ponendo il ricopri-


mentodella staffa pari ad 1 cm, si ottiene:

30-2(l+0,8+0,8)
= 4,1 cm
336 Teoria e tecnica delle costruzioni

= I 3 0- 2 ( 1 + 0 , 8+ 0 , 8 ) lt 5 0- 2 ( 1 + 0 , 8+ 0 , 8 ) l= l r r r c m '
p = 2130+ 50 - 4(1 + 0,8 + 0,8)l = 139,2
r^

+J-l- r
:'1 Ercm
îìt I

I
| 30ch I r
Figuru 12.4

Si ha quindi:

l) crisi dell'armatura longitudinale:

M,,.,= 2' 8,04' 3826 = 4910


x ro2ks cm
#
2) crisi delle staffe:

M , " .=2 2 ' 0 . s ' 3 8 2 6 # : o r t ox t Ù k gc m

(À : 0.5):
3) crisi dellediagonalicompresse

M,,3 = 0.5 ' 4,1 ' 156' 1111= 3553x 102ks cm

Si ottiene in definitiva:

Mr,=3553k9m>M,o
Capítolo tredicesimo
Statolimite di fessurazione

13.1.Generalità

Le verifiche di resistenzadelle sezioniin c.a. si conducono,come si è


visto,ipotizzandoil calcestruzzocompletamenteinerte a trazione,e quindi
ammettendo chele sezionirisuitino completamentefessurateal di sotto della
fibraneutra.Si trascuracosì,a vantaggiodi sicurezza,la possibilitàcheha il
calcestruzzo di reagirea trazioneper valori delletensioniinferiori al limite di
fessurazione del materiale.
L'esamedi elementistrutturali in c.a. soggettia flessionemostrainvece,
comenel caso della trave semplicementeappoggiatadi fig. 13.1, che la
presenza di fessureintervienesolo nelle zonein cui il momento flettenteM
iisulta maggiore(o eguale)del momento di fessurazioneMr della sezione'
PerM < Mole sezionirisultanointegreed il calcestruzzo reagiscea trazione.
PerM >- Mr, invece,si riscontranosia sezionifessurate(sez.B-B di fig.
13,1)in cui lo sforzo di trazionerestaaffidato esclusivamente all'acciaio,sia
sezioniintegre (sez. C-C) comprese tra due fessure consecutive, in cui il
calcestruzzo riescea collaborareall'assorbimento dello sforzo di trazione.
D'altra parte è da osservareche in corrispondenzadelle sezioniintegre
l'acciaiotesolavoracon valori delletensioniassolutamente ridotti, per cui la
completaeliminazione delle fessurerisulterebbe fortemente antieconomica.
La presenzadi lesioni piir o meno capillari deveessere pertanto considerata
comeuna owia conseguenza delle condizioni di lavoro dei due materiali
(acciaioe calcestruzzo)che coesistononella struttura, e non deveautomati-
camentedar luogo a valutazioninegativecirca la qualità dei getti o I'esecu-
zionedelleopere.Un quadro fessurativochenon sia indicedi una situazione
patologicadi dissestoè dunqueda ritenersiindicatoredel livello di collabo-
razionestrutturale tra calcestruzzoed acciaio.
È owio, d'altra parte, che quadri fessurativieccessivie diffusi sono
certamenteda evitarsi,in quanto favorisconoI'aggressione di agentiesterni
338 Teoria e tecnico delle costruzioní

\è A+Ay A# +l t - tI +b
Sez AA . Sez BB Sez CC
Figuro I3.I

nei confronti delle armature, la cui ossidazionerisulta tanto più rapida ed


intensaquanto più I'ambiente è chimicamenteacido.
Nascecosìil problema,attesala impossibilitàdi eliminarle,di limitare le
ampiezzedellelesioniin funzionedellecondizionidi eserciziodellastruttura
(ambientecircostante,esigenzedi estetica),delle condizionidi carico (natu-
ra, frequenzae durata di applicazione),nonchédella sensibilitàdegli acciai
alla corrosione.
Nell'ambito del metodo di calcolo agli statilimite il problema della
fessurazionesi risolve, in particolare, nella definizione di tre stati limite
diversi,la cui verifica dipendedai parametriinnanzi descritti,e precisamen-
te:

l) statolimite di decompressione, il qualescartain praticala possibilitàdi


formazione delle fessurein quanto richiede alla sezionedi rimanere
ovunquecompressao al limite scarica(a livello della fibra considerata
nella verifica);
2) stato limite di formazionedellefessure(o di prima fessurazione),con il
quale si accettanosollecitazionidi trazione nel conglomeratopurché
inferiori a quelle di rottura;
Stato límíte dì Íessurazione 339

3) statolimite di aperturacontrollatadellefessure,con il quale,risultando


scontatala presenzadi un quadro fessurativo,si controllainveceI'aper-
tura massimadelle lesioniconfrontandolacon i valori ammissibilisug-
geriti dalle norme.
Tali valori derivano,generalmente,sia da prove ed esperienze di labo-
per
ratorio che dall'esamedi costruzioniesistenti, le quali si è correlato
il grado di corrosionedelle armature all'ampiezzadelle lesioni riscon-
trate.

Poiché la verifica dello stato limite di decompressionenon richiede


particolarichiarimenti,nel seguitosi analizzerannole verificherelativeagli
ultimi due stati-limite considerati.

13.2. Lo stato limite di formazione delle fessure

La verifica di tale stato limite si effettua confrontando il valore del


momentodi eserciziocon quello del momentoMo di prima fessurazione, che
è il valore del momento cui corrisponde,al lembo teso della sezione,la
rottura per trazione del calcestrtzzo.Il calcolo di Mo deveesserepertanto
condottocon la ipotesi di sezioneinteramentereagente,ossiaportando in
conto anchela resistenzaa trazione del calcestruzzo:le formule classiche
dellastaticadel cementoarmatorisultanodi conseguenza, comesi vedràqui
appresso,leggermentemodificate.
Con riferimento alla sezionedi fig. 13.2,Ia posizionedell'asseneutro si
determinaimponendo,al solito, I'annullamentorispetlo ad essodel momen-
to staticototale della zona reagente,nella qualedeveesserecompresaanche
I'areadi calcestruzzoteso debitamenteomogeneizzata.
Indicando con d, il modulo di elasticitàall'origine del calcestruzzoa
trazione,e fatte le posizioni:

n = EtlE" (13.1)

A' _ F II] (r3.2\

I'annullamentodel momento statico della sezionereagentesi scriveallora:

br? ( H - x- ) '
+ n A | ( x . - $ ) - n A y Q- x , ) - n ' b =0 (13.3)
T t
t--

340 Teoria e tecnìca delle costruziont

l
J
t

11
i
I
F----l
At
a"*/n,

Fìgura 13.2

la cui radice oositiva è:

(13.4)

Ponendo r'= 0 (ipotesi di calcestruzzonon reagentea trazione), la


(13.4) riacquistala forma nota per sezioneparzializzata.
Il momento d'inerzia della sezioneomoseneizzatarisulta:

_ b . ,
1",= alrl + n'(H - r.)']+ n A1 ( h - x , ) z + n A ' r ( x " - ó ) ' ( 1 3 . 5 )

e la tensioneo, al lembo teso della sezionevale (fig. 13.2):

',:n'y@-x,). (r3.6)
tcí

Il momentoflettenteMF di prima fessurazionesi ricavaallora immedia-


tamentedalla (13.6), ponendo út: o*t (tensionedi rottura a trazione del
conglomerato):
Stato limite di fessurazione 341

oo", Iri
,^,. ' F -- (13.7)
nt (H _ x"\

Il valoredellaresistenzaa trazioneè spessodeterminatoattraversoprove


di flessionesu prismi in calcestruzzonon armato; si ottienecosìla (resisten-
za a trazioneper flessione>della formula:

Fl/4 (13.8)
- ocq
bH2 /6

essendoF la forza corrispondente alla rottura del prisma(fig. 13.3).In tal


caso,per comeè stataricavataoo",/owero senzadistinguerecls. tesoe com-
'= 1; inoltre,nel valutareI' l'armatura
presso,si deveporre nella(13,7)n
generalmente ha scarsopeso, per cui si può porre:

Uo = o.*( (13.9)

avendo sostituito ad 1",I'inerzia geometrica della sezione'

!"
I e/z I e /____ì
2 |
t<-.--.-------------.--.--'rl-_
Figuru 13.3

La verificadello stato limite di formazionedellefessureconsistedunque


nelcontrollarecheil momentoflettenteagenterisulti ovunquenon maggiore
delmomentodi fessurazione M, innanzi calcolato,ovvero' con riferimento
allasezione,che la tensioneagenteal lembo teso risulti ovunquenon mag-
gioredella resistenzacaratteristicaa trazione del calcestruzzo'
Poichéil valoredi tale resistenzaa trazioneè un parametrocaratleÎizza-
to da grandevariabilità, è peraltro evidenteche la misura positiva di tale
statolimite non escludela possibilitàchesi abbianofessure,anchesegaran-
tisceche la probabilità di averlerisulta assaimodesta.
342 Teorío e tecníca delle costruzionl

13.3. Lo stato limite di apertura delle fessure

Scontatala formazionedellefessure,checon buona probabilità si mani-


festanoquandovengonosuperatele limitazioni indicateal punto precedente'
con la veiifica allo statolimite di aperturadellefessuresi intendecontrollarne
le ampiezzee rapportarleai valori ammissibilisuggeritidall'esperienza'
Sótto I'aspettòteoricoil problemaè sensibilmente complicatodall'eleva-
to nu-.ro deì parametrichJ intervengono' come ad esempio I'aderenzafra
acciaioe calcesiruzzo,la disomogenea a
resistenza trazione del calcestruzzo'
la percentualedi armaturatesae la suaubicazione geometrica nella sezione'
ie modalità di stagionaturadel calcestruzzoe la variabilità dei carichi'
Per semplicitàdi esposizionesi riporta la più elementaredelle formula-
zioni e precisamente quèllafondata sulla ipotesidi Brice checonsistenell'as-
sumereun andamentocostantedelletensionidi aderenzatra le armatureed
il calcestruzzo (fig. 13.4).
Inrealtàsarebbenecessariointrodurreillegamecostitutivodiaderenza'
fra
owero la relazionefra tensioni tangenzialidi aderenzae scorrimenti
le grandi
acciaioe calcestruzzoche inevitabilmentesi manifestano'Stante
incertezzeconnessecon il fenomenodell'aderenza,la soluzionechesi conse-
gue adottando I'ipotesi di Brice è tecnicamenteaccettabile'
Si consideriun tirante in cementoarmato sollecitatoda una forza F
crescente applicatadirettamentesull'armatura(fig' 13'5)' Nelle due zone
ierminali sàno mobilitate le tensioni di aderenzanecessarieper trasferire
oarte dello sforzo dall'acciaio al calcestruzzo;a tali tensioni si associano

BRrcE
f'."
Figura 13.4
Ststo límite di fessurazíone 343

, Í

'l
E1

=ffit l----l

Fígurc 13.5

scorrimentifra acciaioe calcestruzzo,owero una tendenzadell'armaturaa


fuoriusciredalla guaina di calcestruzzo.
Nella zona centraleinvece,in assenzadi slittamenti, la forza esternaè
assorbitanel rispetto della congruenzasia dall'acciaioche dal calcestruzzo'
Si ha cioè:

F=F,+F"=o/r+oj" (13.10)

avendoindicato con .,4,ed ,4" rispettivamenteI'area dell'acciaioe quella del


calcestruzzo.
La (13.10)può ancorascriversi:

F = oy'"(l r np) = or',ft -, 1 1


"p -)
( r 2 .1 )
344 Teoria e tecnica delle costruzioni

avendoposto:

Er Aî
n=-=-;t.=--- ( 1 3l.2 )
L. A"

La lunghezzaA/ del tratto in cui si ha trasmissionedegli sforzi per


aderenzapuò ricavarsi dalla considerazioneche in tale tratto lo sforzo
trasferito al calcestruzzoteso è {, per cui dall'equilibrio del tondino si ha:

,": o ,{,)o* (13.13)


fo,
avendoindicato con p il perimetro del tondino. Nell'ipotesi di Brice r(:r) è
costantee pari alla tensionelimite di aderenzaroo,per cui dalla (13.13)si
ricava:

F" = p r*A,l (13.14)

da cui:

F, ol ,
( r3 . 1 5 )
Pîad Pr"a

Al cresceredella forza esterna_Fla prima fessurasi manifestaevidente_


mente quando nel calcestruzzosi attinge il valore della tensionedi rottura
per lrazioneo"",.Il valoredella forza Fo di prima fessurazione,
ricordandola
(13.11)e ponendooc = oo"tè pertanto:

F o : o " , y ' " ( l+ n p ) (r3.16)


Aumentandoulteriormenteil valoredella forza si formano altre fessure;
il fenomeno si stabitizzaquando il numero delle fessureè tale che pur
trasferendosiparte dello sforzo di trazionedell,acciaioal calcestruzzo,non
si attingein quest'ultimo la tensionedi rottura per trazione.Si parla in tale
casodi fessurazione(stabilizzata).
Stato limite di fessurazione 345

13.3.1. Distanza fra due fessure adiacenti

Per valutarei limiti entro i quali è compresala distanzafra due successi-


ve fessuresi osserviche in una sezionefessuratalo sforzo di trazione è
interamentesopportatodall'acciaioteso. Attraversole tensionidi aderenza
si ha il progressivopassaggiodello sforzo al calcestruzzo tesocheraggiunge
la tensioneoo",ad una distanzadalle fessurepari a (cfr. eq. 13.15):

^, o""y',.
^l- " = - (13.
r7)
P îoa

La massimadistanzafra le fessureè dunque pari a 2Ll^,. (fig. 13.6).


D'altra parte nella sezionecentralefra due successive fessure,essendola
tensionenel calcestruzzopari a o"",,può formarsi una ulteriorefessura;sesi
verifica tale evenienzala nuova distanzafra le lesionirisulta pari proprio a
Al^r.
In definitiva, in condizionidi fessurazionestabilîzzata,ladistanzaAI fra

o /
NI
r l
rDl
*o l\

'- - c
F - -l- - - -l
,i---

ÈI{WruruWil
-el

i:
i----i----i

Figura 13.6
346 Teoria e tecníca delle costruzíoni

le fessurepuò variare nel seguenteintervallo:

Al.i" < a, <zAI^i^ (13.18)

owero, dalla (13.17):


o""y'" (r3.1e)
" 6 1a 2 o : 1rad
:
p roa P

Una rappresentazione grafica del fenomenopuò impostarsiseparandoil


corrisponden-
aiug.u,,'*u à.U" sforzoun-iformeF con una lineatratteggiata
(fig' 13'7)' La ri
i. lto rfor"o massimoo,"/. assorbibiledal calcestruzzo
dall,acciaio e
oartizione della forza esternaF fra l,aliquota F, assorbita
individuata da ùÎa spezzata'' la cui in-
["J]f" l" "tt".ur, a dal calcestntzzoè
Jfìt""i"". rispetto alla fondamentaleè tg a
= r'p con la limitazioneF" (
o""l*

T ^-
úo.rat -r^--
Figuru 13.7

13.3.2. Ampiezza massimo delle fessure


di sposta-
L'ampiezzadelle fessurepuò determinarsicome differenza
adiacenti'Indi-
*.nto urriul. fra acciaioe calcestruzzoteso fra due fessure
cando con w |ale ampiezzasi ha pertanto:

lot (13.20)
te7(r) - e,(x)l dx
\
Stato limite di Íessurazione 347

Generalmentela deformazionedel calcestruzzoteso può trascurarsiri-


spettoa quella dell'acciaio, mentre per quest'ultima si assumeun valore
medio; con tali semplificazionila (13.20)diventa quindi:

w = AI ei^ (13.2t)

e cioèl'ampiezzadellefessurerisulta proporzionalealla loro distanzaed alla


deformazione mediadell'acciaio.
Per quantoconcernela distanzafra le fessurela (13.19)suggerisce, in
vantaggiodi sicurezza:

o^^A^
^1 = -:::---: (13.22)
P raa

Poichéil perimetrop può porsi nella forma p = Ar/0.25 d essendoó il


diametrodel tondino, la (13.22)può scriversi:

o^",
-" ó
AI : 0.25 (r3.23)
îaa It

con la solita Dosizione:

lt =; (13.24)

Per quanto concernela deformazionemedianell'acciaionel conciocom-


presofra due lesioni, lo sforzo complessivotrasmessodall'acciaioal calce-
struzzorisulta paú a o."rA",per cui si ha:

I o."y'"
o|n=o7-t (13.2s)
+

=+=?,1'-
',^ ""#l (13.26)

Seindichiamo con or.la tensioneche si avrebbenell'acciaioapplicando


348 Teoriq e tecnics delle costruziont

lo sforzo o.""4", checonduceala fessurazionedel calcestruzzo,


a a sola ar-
matura, si ha evidentemente:

(13.27)

per cui la (13.26)diviene:

orl o,- |
e' r , , = ; i l l - 0 . 5 - 1 | (13.28)
t1ÍL ,)
La (13.29),utitizzandole (13.23)e (13.28),divienein deîinitiva:

w=0.25!.911,_o.rtl (13.2e)
r o a L r L fL
%l
Osservandola (13.29)si può dedurre chel, ampiezzadelle fessure
au_
menta al cresceredel diametro delle armaturee delia tensione
dell,acciaio,
ed al diminuire della tensionedi aderenza.
Si osserviinoltre che il termine w/AI, pari proprio a €/u, rappresenta
l'ampiezza.dellafessuraper unità di lungheiza. ialia
1tZ.Z$si deduceche
essadipendesolo dalla tensionene 'acciaio,dalla resistànzadel
calcestruzzo
e dalla percentualedi armatura. Ciò sta a signifi.u.. .t.'uuln..rtando
ad
esempiol'aderenzafra aeciaioe calcestruzzo, àdottando acciaiad ad.erenza
migliorata, owero riducendoil diametro dei ferri, l;i;;i;;.^
de'e fessure
per unità di lunghez2anon cambia, ma, poiché le
fessurerisultano più
rawicinate, se..ne,_riduce la loro ampiezzi massima: si otiiene cioè una
ressurazoneplù dltfusa.
L'applicazionedella (13.29)nerìapraticatecnicacomportanaturalmente
un elevatogrado di incertezza,in quanto sia la resistenzaa irazione
o"", del
conglomerato,sia la tensionedi aderenza7d,,variano ,anribil-anta
a,ono
influenz.ateda numerosiparametri; inoltre i;ipotesi aiSiì..
e sicuramente
approssimata.
E oppoluno quindi modificare le (13.23)e (13.26)in base
ai risultati
sperimentalielaborati su basestatistica.In particolare'leraccomandazioni
FIP-CEB e dell'Eurocodice2 suggerisconoil ,"gu""i. uuto..
at Al,

A/ = 56 + 0.25krkrL [mm] (13.30)


p
Stoto limite di fessurazione 349

Travi inflesse

h"r, =2,5{H-d[ llv€llo dsl barlc6ntro

efficace

Solette inllesse

a a a a a a fn''
= ) € (H- x)/3
+o/o2
:"1 ;:::"',.i:,"':1c
Í'iguro 13.8

Vi è quindi una distanzaminima di 5 cm, più un terminecheha la stessa


strutturadella (13.23);il coefficientek, vale 0.8 nel casodi barre liscee 1.6
nelcasodi barre ad aderenzamigliorata, mentrek, vale 0.5 in flessionee 1.0
in trazione semplice.Nella valutazionedi p, la sezionedi calcestruzzoda
considerareè solo quella <<efficace>> A","rr,owero quella che effettivamente
trasmettegli sforzi di aderenza;a tal propositosi dannole indicazionidi fig.
r3.8.
Per quanto concernela deformazionemedianell'acciaiole stesseindica-
zioni suggeriscono,in sostituzionedella (13.28),la seguenteespressione:

E r , = , l r - B ' P ,*,)'l
orf ( (13.31)
"ÍL tej l
doveÉ, vale 1.0nel casodi barread aderenzamiglioratae 0.5 per barrelisce,
mentrep, vale 1.0 nel casodi carichidi brevedurata e 0.5 nel casodi carichi
di lunga durata o ciclici.
La diminuzionedi B, è collegataal deterioramentodell'aderenzanel caso
di azioni ripetute, o al fluage che si manifestaper l'aderenzanel caso di
carichi applicati per lungo tempo.
È interessanteosservareche I'Eurocodice2 fornisce direttamentedelle
350 Teoria e tecnica delle costruzionr

tabellein basealle quali stabilireil massimodiametro delle barre e la loro


distanzaaffinché, per prefissativalori dellatensionedi lavoro, non debbano
effettuarsicontrolli sull'ampiezza dellefessure(tabelle13.1e 13.2,valide
per acciaioad aderenzamigliorata).

Tabella13.l

Massimo
Tensione
diametro
nell'acciaio
delle barre
lkg/cm'l
lmml
1600
2000 25
2400 20
2800 16
3200 1t

3600 l0
4000 8
4500 6

Tabella13.2

Massimadistanzafra le barrelmml
Tensionenell'acciaio
flessione trazionepura
lkg/cm2l
300 200
2000 250 150
2400 200 125
2800 150 t)

3200 100
3600 50
Stato limite dí fessurazio e 351

L'ampiezzadellelesionivalutatain precedenza è stataottenutaconside-


rando grandezze<medie>,e va quindi consideratacome l'ampiezzamedia
dellelesioni w-. Volendo invececonsiderareil valore caratteristicolr,r,esso
si pone pari a 1,7 w^ e va confrontato con le limitazioni regolamentariin
corrispondenzadell'aggressivitàdell'ambientein cui la struttura è inserita.

13.3.3.Minimi di armatura

La percentualedi armatura per elementistrutturali inflessi è limitata


inferiormenteda un altro fenomeno legato alla fessurazione;adottando
infatti membraturecon percentualidi armaturatroppo bassepotrebbema-
nifestarsiuna rottura improwisa all'aumentaredei carichi, circostanzaque-
sta che è preferibile evitare in quanto verrebberoa mancare quei segni
premonitoridell'imminentecollasso.All'apparire dellaprima fessurainfatti
la sezionedevepresentareun'armaturatesain gradodi assorbirelo sforzodi
trazioneche le deriva nell'ipotesi di sezioneparzializzata.
Per una sezionerettangolare inflessa,potendosiscrivereper la (13.9):

b t|'
M r = úo,,7 (r3.32)
6

ed essendoil momento di rottura valutabile con la relazione,

M, = h*o/r = 0,8 Ho74t (13.33)

eguagliandoM, ed M, si ottiene:

"ÀI!! o^-,.
F ^ * :
= n,>r "y (13.34)
* : v ' z t oÍ

Assumendoú-t = 30 kg/cm'e o, = 40OO


kg/cm' risultadunquep.,.
= 0,15î/o
.

13.4. Esercizi

A) Calcolo del momento di fessurazione.


di fig. 13.9a,per la qualesi abbia:
Si considerila sezionerettangolare
352 Teoria e tecnica delle cosîruzioni

A , = 4,62cmz

,--A 't {

tt - ll
l_l A1 =9,42cm2
I
--T--
I
a)

l z s l

m
ffii
' 2
l.--*l
5 t
b)

Figura 13.9

Ar=3ó20=9,42cmz

A' r = Z 0 L4 = 4,62cm2

E" = 210000Kglcm2

En = 1O5N0Kglcmz
Stato limile di fessurazíone 353

= 21OOO00
K8/cm2
4

Ú*, = 20 K8/cm2

6=3cm

Si intende calcolareil momento di fessurazioneM, della sezionein


esame.

a) Si determinainizialmentela posizionedell'asseneutro x. per sezione


totalmente reagente,imponendola condizioneespressa dalla (13.3);risulta
owiamente:

105000
nt: -i: - - "'"
210000

- - t7 tE - = 10
2100000/210000

Si ha così:

6,25xl + 765,4x" - 2ol9l : o

da cui la radice positiva:

x" = 22'3 cm

Il momento d'inerzia della sezionepuò essereallora calcolato con la


(13.5),e vale:

,",:'1:# - 3 ) 2+
+ 1 0x 4 , 6 2x ( 2 2 , 3

2 5 x ( 5 0- 2 2 3 ) 3
+ 0,5 + f0 x g 4n x (41 - ?2.1f : 255000
cm"

risulta quindi (fig. 13.9b):


Il momentoflettenteMF di prima fessurazione

20 255000
MF 3682,31x 102Kg cm
n' (H - x"\ 0,5 (50 - 22,3)
354 Teoúo e tecnics delle costruzioni

Per valori del momentoflettenteM ( M, la sezionerisulta interamente


reagente,e le tensionidi lavoro nei materialisonovalutabili rispettivamente
con (M in Kg cm):

,"=f,," ="*#! = 8,745


x r,-sx M Kslcm2
;

x 10 x (27,7 - 3)
' r = " T ( h - x "M) = 255000
= 9,686 x lO4 x M Kglcm2 ;

'",=''f (H- x")= M x O255000


,5x27,7
= 5,431 x l}'s x M K,S/cm2.

Per valori di M > M. vieneinvecea mancareil contdbuto del calcestruz-


zo teso,per cui il calcolodelletensionideveessereeffettuato sotto le ipotesi
di sezioneparzializzata e di calcestruzzonon reagentea trazione.
La condizionedi annullamentodel momento statico si scriveallora:

25xx1
-; + 10 x 4,a x (rc - 3) - 10 x 9,42x (47 - x") = 0

da cui:

)cc= l4'3 cm

Il momento d'inerzia della sezionepanializzata vale quindi:


'r< w l4a3
":'""
- 1 "=
, -' + 1 0 x 4 , 6 2 x ( 1 4 , 3- 3 ) ' + l 0 x 9 , 4 2 x
J

x (47 - 143)2 = 131000crna

e conseguenlemenle:
Ststo limite di fessurazíone 355

Figura 13.10

"" =H#! = 10,e16


x 1o-5
x M K8/cm2
;

Mxl0x(47-14,3)=
24,962 x 10-4x M Kg/cm2.
131000

B) Calcolo ampiezzadelle fessure.


Con riferimento alla sezionedi fig. 13.10si valuta in primo luogo il
momentodi fessurazioneMo.
Risulta:

Ar=4Ó16=l},l8cm2

E F
" =-/ = ts ; n' =l= o . s : o n: 1 9 , K
3 slcm2

La condizionedi annullamentodel momento statico fornisce:


l,

r 3 0 x x' ?_ 30x(70-x")2
- 15 x 10,i8 x (67 - x") = 0
o
" ' '5
2
356 Teo a e tecnica delle costruzíont

da cui:
7,5 x2"+ 1202,"Ìx" - 46981= 0

con la radice positiva che risulta:

x' = 32'48 cm

Il momento d'inerzia della sezionetutta reagentevale:

30 x 32,483 3 0 x ( 7 0 - 3 2 , 4 8 ) 3 _r
1", 0.5

15 x 10,18 x (67 - 32,48)2: 788704cma

Il momentodi fessurazione
risultadunque:

o*,
" Ia 19,3 x 788704
M ^ :
n'(H - x") 0 , 5 ( 7 0- 3 2 , 4 8 )

Si vuole ora valu tare l'ampiezzamediaw. dellelesioni,supponendoche


agiscaun momentoM pari a 11375Kg m.
Per tale momento la sezionerisulta evidentementeparzialízzata;in tali
condizioni si ha:

x" = 21,52cm

I"t = 4l55l} cma

ot : 1868K?/cm'

Per valutare I'ampiezzadelle lesioni è necessarioconoscerela tensione


o/, chesi ha nell'armaturaalla formazionedella prima fessura;si ha quindi:

., 811406 (zo - 21,51) = 1420Kg/cm2


oi, = l5
415rrr

Poichéi ferri sono ad aderenzamigliorata, e si supponedi effettuareun


calcoloper carichidi brevedurata,nella(13.31)si poneB,B, = 1; si ha in
definitiva una deformazionemedia nell'acciaiofra due fessureoari a:
Stato limite dí fessuruzíone 351

1868 | ( 14201'-l
+ ^ = r I - ; t oL ,t - [ " * J l :
= 8,89 x lO'4 x 0,422 = 3,75 x l}'a

Per calcolarela distanzamedia fra le lesioni si deve in primo luogo


valutarel'area efficacedi calcestruzzo;secondole indicazioni dell'EC2 si
ha:

A,,* = 30 x (2,5 ' 3) = 225cmz

da cui:

u:\l] =o'o+s
Poichénel casoin esamesi ha:

k'k'=1'6x0'5=0'8

risultadalla (13.30):

al = 50+ 0,2sx 0,8l2 = et mm


U,U4)

In definitiva si ottiene:

w^ = enLl = 3,75 x 104 x 121 = 0 '045mm

e quindi:

wt = 1,7 w. = 1,7 x 0,045 = 0,078mm


l---
l €

Copitolo quattordicesimo
Stato limite di deformazione

14.1. Generalità

Per stato limite di deformazionesi intendegeneralmente una situazione


di comportamentostrutturale in cui, pur non il
avendosi collasso, interviene
comunquela perdita di funzionalità della struttura per eccesso di deforma-
zione. Come esempiopuò indicarsiil casodi una centinadi sostegnoper il
getto di un arco, in cui si raggiungonodeformazioni incompatibili con la
configurazionedi progetto dell'arco stesso;si è allora in presenzadi uno
stato di funzionamentoin corrispondenzadel qualela centina,pur conser-
vando la sua capacitàportante, è in effetti da considerarsiinservibile.
Inconvenientitipici nel campodellecostruzionicivili originati da eccessi-
ve deformazionisono ancorale fessurazionidi tramezzie tompagni, i rista-
gni d'acqua sui solai di copertura, il distaccodi intonaci e i dissestinelle
'pavimentazioni degli ambienti. Nasce quindi spontaneoil problema del
controllo delle deformazionidegli elementistrutturali, soprattuttoquando,
come nel calcolo agli stati limite, le pitr elevatesollecitazioniraggiungibili
nei materiali e la presenzadi quadri fessurativiestesipossonocomportare
livelli di deformazionenotevolmenteelevati.
La verifica dello stato limite di deformazioneconsisteràallora nel ri-
scontrarecheper le combinazionidi caricorelativeagli stati limite di eserci-
zio il conseguente livello deformativo sia minore del massimolivello defor-
mativo accettabile,quale consigliatodall'esperienzao fissato dalle norme'
Prima di esporre il procedimentodi calcolo della freccia su schemi
semplici, si rammenta che in condizioni di eserciziole travi in cemento
armato presentanoin generequadri fessurativiestesi;in altri termini le zone
dellatrave in cui il momentoMdovuto ai carichiesternirisulta maggioredel
momentodi fessurazioneMo costituisconospessola maggiorparte dell'ele-
mento.
Nei tratti di trave in cui ristlta M < MF evidentemente può farsi affida-
360 Teoriq e rccnico delle coslruzioni

mento sulla inerzia della sezioneinteramentereagente,con l'acciaio oppor-


tunamenteomogeneizzato,e che nel seguitoindicheremocon f; in termini
di curvatural/R, si ha ouindi;

1 M
< M'\ (14.1)
R- EJ,(M

Nei tratti di trave fessurata,che come si è detto sono notevolmente


estesi,la curvatura non si presentadi immediatavalutazione.Infatti nelle
sezioniin cui si sono formate le lesionipuò evidentemente
farsi affidamento
sull'inerziadella sezioneparzializzata,sempreopportunamenteomogeneiz-
zata, chenel seguitoindichiamo con 1r; la curvaturapuò dunquevalutarsi
nel seguentemodo:

I M
(14.2)
.P . 2 " .F T
2

Nelle sezionifra due successive fessuresi ha però il trasferimentodi


sforzi di trazionedall'acciaioteso al calcestruzzoteso, con un conseguente
effetto irrigidentechenella letteraturatecnicaanglosassone è indicato come
(tension stiffening>.
Coerentemente dunque con quanto fatto nella valutazionedella defor-
mazionemediadell'acciaioe7,(cfr. par. 13.3.2),risulta necessario introdur-
re il concettodi <curvaturamedia> 1/R..

14.2. La valutazione della curvatura media

Nei tratti di travi in cui si ha M > Mo è necessario


valutarela curvatura
media che si ha fra due successive lesioni.
Si osserviche:

1 ) per M = Mo deverisultare l/R^ = 11Pr'


per M * M, la c.urvat.ural/R^ devetendere al valore limite l/-R,
corrispondentealla completafessurazione;
3) I'espressione
della curvaturamediadeveesserecoerentecon il risultato
sperimentalegià introdotto per valutare €y-,espressodalla (13.31).

In accordo con tali osservazioni,la formula di origine sperimentale


Stalo limile di defornazione 361

Figuru 14.1

fornita dal CEB può porsi nella seguenteforma:

I
=ulr'u,l M )
( Mo)'
* d1
D
f,-u,u,(T)'l (14.3)

doveB, e B, hanno il significato già evidenziatonel par. 13.3.2.


La (14.3)fornisceevidentemente un valore della curvaturamedia che è
semprecompresofra | / R, e l/Rr, e chetendeasintoticamente alla curvatura
1/R, per , , ,ot l'andamento del legamemomento-curvaturamedia,
ponendoF, B, = 1, è schematicamente indicatonella fie. 14.1.

14.3. Il calcolo delle frecce

Gli abbassamenti nelle travi in cementoarmato, avendodefinito le cur_


vaturein funzionedel momentoattraversola (14.1)nellezonenon fessurate
e Ia (14.3) nelle zone fessurate,possonoimmediatamenteottenersicon sli
ysuali metodi di calcolo.
cípío deítavorí vírtuari, to s pos
ran enrc/
**:f:r^il,l

74.4)
362 Teo a e tecnico delle costruzioni

avendoindicato con s l'intera strultùra e conM' il diagrammadel momento


corrispondentealla forza unitaria applicatanella sezionein cui si sta valu-
tando lo spostamento/.
Dividendola struttura nella partenon fessuratasr e nella parte fessurata
s, si può dunque scrivere:

. f| l c | l (14.5)
iYr 'rr -r rI4'ds
l
./: I p l p
,", ,., u
rr-

dovela curvatural/R, è fornita dalla (14.1)e la curvanral/R^dalla(14'3)'


Il calcolodegli integrali presentinella (14'5), effettuati in forma chiusa
qualorapossibileo numericamentenegli altri casi,forniscedunqueil valore
di l.

14.4. Una metodologia semplificata

Un metodo semplificatoconsistenel valutare la curvatura rnediaassu-


mendo chela deformazionemedia dell'acciaioe7,fra due successive lesioni
sia data dalla (13.31),owero

o,
. e r ^ = fú l-t u ' uf ,o [r ,;l J' l (14.6)
]
Poichéil rapporto o1,/o1èpari a Mo/ M, in quanto entrambele tensioni
sono valutate còn riferimento alla sezionefessurata,può anchescriversi:

or
of |
- p r p( ,M ) ' f (t4.7)
ln) ):-,",
-JN
F
Lr
avendoposto:

(14.8)
| - p$2(MF/M)2

Il calcolo della curvaturamedia, sezioneper sezione,può dunquecon-


dursi valutando la posizionedell'asseneutro e le deformazionimedie nel-
Stato limìte di deformazione 363

l'acciaio e nel calcestruzzoconsiderandoun coefficientedi omogeneizzazio-


ne neÍi

F
n-* = lL (14,9)
,JJ
F

Valgonodunquetutte le formule della flessionesemplicedatenel cap. 3,


semplicementesostituendon* ad n.
La curvatura media può dunque valutarsi nel seguentemodo:

I
(14.10)
R. h

essendoe". la deformazionemedia nel calcestruzzo;poiché risulta:

M
(14.11)
Dc EJ^'"

"^=#,="*#(h- x')=h" -'"' (14.12)

dove 1. è il momento d'inerzia della sezionereagentecon l,acciaio omoge_


neizzatoattraverson"rr, dalla (14.10)si ottiene:

1 M
(14.13)
R- EJ^

Vale dunquela solitarelazionefra momentoe curvatura,a patto però di


valutare il momento d'inerziaI_.
La (14.13)sostituisce dunquela piìrcomplessa (14.3).Si osserviperòche
tale metodointroduceun errorenellezonedi trave con momentoptossimoa
quello di fessurazione;supponendoinfafti BrB, = | e Mr = M la (14.g)
fornisce.Er",pari ad infinito. Tranneperò questaincoerenzaper le zonecon
momento prossimo ad M, il risultato che si ottiene è molto prossimoa
quellofornito dalla (14.3).
364 Teoriq e tecníca delle costruziont

14.5. Gli effetti del fluage

contemporanea-
Il metodo espostonel paragrafo precedente'utilizzato
de€li effetti del fluage
,n"rrt" ul ..todo del modulo ef-fettiv; per tenerconto
degli spostamentia lun-
n.i .a..rrro"ro, consenteI'immediatavalutazione
eo termine.
"" gli effetti del
ìi'*ut ir ."rodo del modulo effettivo consentedi valuiare
nuug. ,..pfi"..ente introducendo un modulo di elasticita ridotto E"'*

(r4.r4)

normativa o.valutato speri


essendo,piI coefficientedi fluage, dato dalla suffi-
.""i"f.L". Per valutare gli sp-ostamentia lungo termine è dunque
semplicemente consideran-
.i.nt. oru.. il metodo del paralrafo precedente
do il seguentecoefficientedi omogeneizzazione:

"nf,"fî
..etJ
(14.1s)
E,,"tt

la
Conseguentemente si ottiene un nuovo valore di 1' che consente
attraversola (14'13)'
valutàzionedella curvatura media a tempo infinito

14.6. Esercizi

Siconsiderilatravedoppiamenteappoggiatadifig.l4.2,diluce6mcon
momento.diPrima fessura-
caricounitorrnementedistribuito paria4t/m' Il
;;dlù.*ì;fuepatia6l29 Kgm ed il modulo di elasticitàdal calcestruz-
zo E" pari a 285000Kg/cm''
prossimitàdell'appoggiosi
L'estensioned del tîatto non fessuratoin
genericaascissaz:
ottiene imponendoche il momento alla

aI qz'
M (z) - : - r - : -
2

sia proprio pari a Mo; si ottiene dunque:


Ststo limite di deÍormazíone 365

q = 4Vn

Figura 14.2

-o\e = e,,s
Yo
da cui:

:l = 56.38cm

L'integrazionenumericadella (14.5) si perseguesuddividendoil tratto


non fessuratoin due intervalli ed il tratto fessuratoin quattro intervalli,
secondole ascissedefinite nella tabella 14.1.Nella stessatabellasono anche
forniti i valori d\ M ed,i valorì di M' ; quest'ultimo, ricercandosilo sposta-
rnento in mezzeria, è dato da:

I
M'(z) (z 4 t/2)
2-

Si assumenel calcoloPrp, = 1.0 (ferri ad aderenzamigliorata, carico di


brevedurata); il valore di E, risulta dunquepari a2.l x lÚ Kg/cm' perM
< Mr, mentre è dato dalla (14.8) per M ) M,.
Per ottenerela tabella l4.l i valori dell'asseneutro sono stati valutati
con le seguenti formule:

bH212 + nerr{.
f, p e rM
{M,
bH + nu74,

;.r
366 Teoria e tecnica delle costruzioni

.,:u#
[ _ , . ,bh I
'"t/t l perM>M,
^
le (14.11)eQa.n), mentrela
I valori di e".ed er.sonovalutatiattraverso
curvaturamediamediantela (14.l0).

Tabella14.l

z Mxl05 M' F l/R^ x 105


i^3
lcml Íkgcml Ikgcml tke7i.'l lks/cm"l x 103 Icm'tl
0 '7,9'7
0 0 285.0002 , 1 X 100 0 0 0
28,19 3,224 r4,09 0,056 0,046 0,160
56,38 6,129 28,t9 0,107 0,088 0,304

|r'7,28 11,323 58,64 t970466 t0,42 0,264 0,533 |,244

t78,19 15,032 89,09 2518'161 8 , 8 4 0 , 3 7 1 0,82'7 1,873

239,09 t'7,258 I 1 9 , 5 5 2403t2'1 8,43 0,433 0,994 2,229


300,00 18,000 150,00 2375443 î ì1 0,454 r,048 2,346

Risultandoi passidi integrazionerispettivamentepari a 18,19cm nella


zona 4on fessurataa 60,91cm nella zona fessuratasi ottienein definitiva:

+
Ío = 2128,19(2' 0,160. 14,09+ 0,304. 28,19) x 10-5

+ 6 0 , 9 1 ( 0 , 3 0. 4
2 8 , 1 9 + 2 . r , 2 4 4 . s 8 , 6 4+ 2 . 1 , 8 7 3 . 8 9 , 0 9+

2 .0,229. 119,55+ 2,346. l50,OO)x 10'51


: 0,84cm

dove si è lutilizzaloil metodo di integrazionedei trapezi.


Per valutare la freccia a tempo infinito si assumeBrB?:0,5 (carico di
lunga durata) e I : 3. Il modulo E"."r,rist]Jtadunquepari aE"/4 = 71250
Kg/cm2.
I nuovi valori di n"rr,e"^, er, ed 1/R. sono forniti d,allatabella 14.2.
L'integrazionenumerica,sempreutilizzandoil metododei trapezi,fornisce:
Stoto límite di deformszione 36'1

owero:

f- I ìR

Ío ffi: r,uo
Tabella 14.2

z Mxl05 M' ll
'l0l l / R, x.105
Lcml lkgcnl lkgcml fkeTí.'tIke/cm"l x 103 x
Ic^'' l
0 0 0 11.250 ) 1 X l0Ó 29,47 0 0 0
28,t9 3,224 14,09 0,194 0,t24 0,498
56,38 6,129 23,19 0,369 0,236 0,94'7
tt7,28 tt l?1 58,64 u605t4 34,53 0,279 0,690 2,218
1 7 8 , 1 9 t5,032 89,09 2290397 3 2 , 1 5 0,986 0,980 3,0'12
239,09 17,258 1 1 9 , 5 5 2241360 3t46 |,239 1,148 1 S?1

300,00 r8,000 150,00 2229246 31,29 1,190 1,203 3,'739


l-
Edited by Foxit Reader
Copyright(C) by Foxit Software Company,2005-2008
For Evaluation Only. il

'':

Parte quarta

Il calcolo delle sezioni


in cementoarmato Precompresso
Capitoloquindicesimo
Generalità

15.1. Introduzione alla precompressione

Nellateoriastaticadelcementoarmato,essendosiesclusaognipossibili-
è stataconsi-
tà delconglomeratodi resisterea sforzi di trazione,la sezione
in
iiita paíziatlrtuta,cioè in una fasedi lavoro che seguela fessurazione:
effettiva'
tal moio si è fatto affidamentosolo su di una parte della sezione
tulilizzataqualora la si mettesse in
cheootreubeessereinvecetotalmente
condizioni di reagirePer intero.
un preventivoed op-
Questopuò, àd esempio,essereottenuto creando
oortino statodi presollecitazione che, sovrappostoa quello che viene suc-
in ogni
Lriuuln.nt. i"aótto dai carichidi esercizio,consentaI'eliminazione
generale, impedisca la parzializza'
àeitetettsiottidi trazioneo, piir in
redellasezione.
L'applicazionedi uno stato di presollecitàzione può interessare'1n gene-
o
unì struttura di qualsiasimaterialenella quale si desiderinoridurre
narestatitensionalipericolosiper la siqxezza: per esempio in una.trave
si può ottenereuna riduzionedei momenti sugli appoggimediante
può
i cedimentidei vincoli; in una struttura reticolaremetallicasi
piir
a onu da.oaprassioneparticolarmentefavorevole per le aste
creandovolutamentedeterminatidifetti di montaggio'
Nel casodel calcestruzzo tale tecnicasi realizzamediantela creazionedi
yentivisforzi di compressioneo di pressoflessione, capacidi provocare
succes-
. rtiuttu.u uno statotensionalepermanente,tale da garantire'al
contenute entro limiti
inta*ento a.i carichi, chele tensionifinali siano
preventivamente per evi-
La coazionevienein genereapplicata
fessurazione nel conglomerato,ma in effetti si potrebbe pensa-
per
indurre la precompressioneanche in una sezione giìr parzillizzata
o ai un'anÀuotaaèi carichi esterni,le cui corrispondentisollecitazioni
sianoperò assorbiteda un'apposita armatura'
I
3'72 Teo a e tecnicadelle costruziont

?
u
\) Av
E
Q

a)
J

==l
:
=
L-J

c)

Fígura 15.)

Se,per esempio,si consideraun elementodi trave in calcestruzzo sempli-


cementeinflesso,la trazioneche si inducenelle fibre inferiori provoca delle
fessurazionicertamenteinaccettabilidata l'assuntaincapacitàdel conglome-
rato di resisterea trazione(fig. 15.1a);seinvecei momenti agisconosu un
elementodi trave chesia statopreventivamente compressoo pressoinflesso si
può ottenereun diagrammadel tipo di quello di fig. 15.lb che saràsenz'altro
tollerabile, in quanto le tensioni finali al lembo inferiore sono ancora di
compressione;la maggioreo minore eccentricitàdello sforzo normale può
consentiredi ottenereuna maggioreo minore riservadi compressione'owe-
ro, a parità di caratteristicaflettenteesterna,di utilizzaresforzi di entità piÌl
piccolao piìr grandecomeillustratonellefigg. 15.lb e 15'1c.
In tal modo il conglomeratopuò acquisirenuovecaratteristichemecca-
nichechene migliorano il comportamentoa rottura. Infatti, paragonandoi
cerchidi Mohr relativi allo stessopunto, nel quale in un casoè presentela
sola tensionetangenziale(zona inerte di una trave in cementoarmato) e
nell'altro ancheuna tensionenormaledi compressione (sezionepresollecita-
Generalilù 3'73

ta),si può far sì cheil secondo,seppurampliato,vengaa traslare,in modo


talecheaumenti,rispettoal primo, il coefficientedi sicurezza(fig. l5'2)'

figuru 15.2

15.2. La pratica realizz zione

Nellapraticatecnica,lo statodi coazionedi cui si è detto, può essere


realizzaloricorrendo a sistemiartificiali, ossiaa sistemidi forze esterneo
interne,distribuitecon continuitàlungo la strutturaovveroconcentrate in
puntiparticolari.Naturalmente qualsiasisistemaè accettabile sempre che lo
statodi presollecitazione si mantengainalteratonel tempo.Sein particolare
ci si riferisceal conglornerato, vannosubitoricordatiin propositoi fenome-
ni di deformazionelenta che il calcestruzzo presenta,spontaneae sotto
carico,chesi sonoindicaticomeritiro e fluage(variazione di deformazione
a tensionecostante)e che certamentevanno ad influenzaree modificare
l'entitÈr dellacoazioneimpressa.Sequestapoi è realizzatamediantecavidi
acciaioancoratiin punti opportuni,va ricordatochel'acciaiosottocaricosi
deformanel tempo, presenlandoil cosiddettofenomenodel rilassamento
(variazione di tensionea deformazione costante).In tal casoil complesso dei
fenomeni anzidetti produce in definitivauna diminuzione di tensione nel-
l'acciaioe quindi una variazionedello statodi coazionenel tempo.
Talefenomenosi presenta particolarmentepericoloso perla funzionalità
delleopereprecompresse ed ha rappresentato il motivo principaledella
ritardata realizzazione della precompressione, considerataI'impossibilitàdi
gii
impiegare usuali acciai da cemento armato. Il progresso tecnologico che
ha consentitodi elevarenotevolmente le tensioni di rottura degli acciaiè
stato quindi determinanteper la pratica realizzazione di stati di coazione
mediantearmaturemetalliche.
374 Teoriq e tecnica delle costruzíoni

Indicandoinfatti con or la tensioneinizialenell'acciaioe ^o/la cadutadi


tensionedovuta a tutti gli effetti anzidetti, il rapporto:

ú7i - Aoy
(15.1)
oÍi

caratteÀzzail grado di tÍilizzazione, ovvero il rendimentodell'acciaioim-


piegato.
Facendocorrisponderela caduta di tensioneAo, ad una deformazione
viscosa),, ossia:

Lot : l'81 (15.2)

I'espressione del rendimento ? assume la forma:

À
? = 1 - (15.3)
eli

Il valore di L dipendein generedalla qualità degli acciaimolto meno di


quantonon dipendaer,;si può quindi ritenerecherlvari sostanzialmente solo
in rapporto alla deformazioneammissibileinizialeer. PertantoI si riducea
valori molto bassiquando e, è dello stessoordine di grandezzadi ),, il chesi
,. ..,,.( 1 4 0 0I
verificapergliacciaidolci | É/j = ^ ._ ,^6 | , menrresi manriene prossimo
L" z x t u )"
all'unità (utilizzazionequasi completa)nel caso degli acciai ad alto limite
a 1 0 . 0 0 0l .
elasticoIgt=2xto6
l'.

' Con riferimento


infatti al solo effetto del ritiro del calcestruzzo,essendo
L. = 0,25 x 10'3,si ottiene:

- per gli acciai dolci:

7oN, =
,', , = o . 7x l o l
2x l0'

n = 1 -Y = o.6q
Generqlítà 375

Poiché i due tipi di acciaio presentano lo stessomodulo elastico


piil
(Ef = 2 x lÚ kg/cm21le deformazionichesi raggiungonosonotanto
Gli
eleuatequarrtomaggiorisono le tensionidi rottura e, quindi, di lavoro'
forti
acciaiche aonsant*o forti tensioni di lavoro e, conseguentemente'
deformazionivengonocomunementeindicati come acciai armonici'
Un altro aspettodella conservazionenel tempo dello stato di presolleci-
tazioneè connessoalle eventualiescursionidei carichi che inducono sovra-
tensionipositive o negativenelle armature. In effetti l'importanza di tale
fenomenòsi presentadel tutto secondariarispetto a quelli su accennati'in
quantole elevatetensioni di lavoro degli acciai impiegati ne risentonoin
misurapercentualmente modesta.

15.3.Le modalità costruttive

La precompressione nel calcestruzzovienein pratica effettuatain molte-


ptici modi cheianno dato luogo ad un'enormequantità di brevetti diversi'
le
i.a coa"ioneè impressamediante cavi di acciaio tesi generalmentefra
per mutuo contrasto fra i cavi ed il
estremitàdella trave, tealizzandocosì,
corpodellatrave, sforzi di trazionenell'acciaioe sforzi di compressione nel
calcestruzzo'.

- per gli acciaiad alto limite elastico:

.o=#*r=5r' ro'r

,=r_orS=o.os
pa a
Per ottenerequindi nelle condizioni di eserciziouno sforzo finale dspettivamente
una tensione iniziale nel primo caso
ùÀ' à)irl "a-i io.úlo kg/"^' bisogneràimpremere, - (2
-?; iòii t rc-\.= tsodkgtcm'e nelsecondocaso pari a10000
;;;i;'í;ó - ,t to.i:
?'irii.ió.ZS x tO : 10900kg/cm2 onenendosi, non solo valori dellerensioni inaccetta-
tensioniiniziali di compressione nel calcestruz-
úii""i i"i"i"i" a"rce, ma ancheeìevatissime
;;:t]J;;il;;.
-,ilai-:t" "d éscluderela pratica convenienzadi crearesforzi di precompressione
no.-a" armatum da cònglomeratocementizioarmalo' restandoteoricamente
di acciaio'
i;"l.uraa oossiu ittr ai impiegareun èlevatissimoed antieconomicoquantitativo
'""J;;"J;;;;;uuiii-u"ciuio,
incorporati o esternialla trave, si possono^realizzare i
per contrasto con elementi inîinitamente
,i"rrlriittuii ai *""lone agendosul sistemielastico
376 Teofis e tecnica delle costruziont

La precompressione mediante cavi di acciaio dà luogo a due sistemi


costruttivi nettamentedifferenziati che, a secondache utilizzino o meno
l'aderenzaacciaio-calcestruzzo, prendono rispettivamenteil nome di pre-
compressionea fili oderentie precompressione o cavi scorrevoll;nel primo
casolo stato di precompressione si realizza per aderenzatra acciaioe calce-
struzzomentrenell'altro per riporto dello sforzo sulletestatedi estremitào
di sezioniintermedie.
Nel primo sistema,dispostala cassaformaper il getto dellatrave, vengo-
no tesi i cavi tra due supporti esternifissi. Successivamente vieneeffettuato
il getto di calcestruzzocheawolgerà i cavi pretesi;in questafaseI'acciaioed
il conglomeratonon reagisconomutuamente.A maturazioneavvenuta,cra-
scun cavo viene svincolato dagli ancoraggifissi e, accorciandosielastica-
mente, trova contrasto nel calcestruzzo,al quale trasferisceper aderenza
uno sforzo di precompressione.
Nel secondosistemasi effettua inizialmenteil getto della trave, nella
qualesonostati predispostigli alloggiamentiper i cavi; a maturazioneavve-
nuta si predispongonoe si tendono i cavi facendo contrasto sulla trave
stessa,cosicché10 stato di coazionefra acciaioe calcestruzzosi stabilisce
all'atto stessodell'operazionedi messain tensione.In seguitosi riempionoi
fori di alloggiamentodei cavi con malta cementiziasotto pressioneallo
scopodi proteggerlidagli agentiatmosfericie di realizzareI'aderenzatra i
cavi ed il calcestruzzo.
La solidarietàtra cavi e calcestruzzo,peraltro, non modifica lo stato di
coazionepoichégli sforzi mutui sonolocalizzatisugli ancoraggi';i cavi resi
aderentirisentono in misura maggiorerispetto agli scorrevoliI'azione dei
carichi esterni, subendodelle escursionidi tensioneche sono tuttavia di
modestaentità. Invece, per quanto riguarda le deformazioni, l'armatura
metallicafa sentireil suo effetto poichémodifica il momentod'inerzia della
sezionetrasversaledella trave.
I due sistemicostruttivi, cui si è brevementefatto cenno, costituiscono
oggi la quasitotalità dellerealizzazionipratichee trovano campodi applica-
zione in due distinti settori.
Il sistemaa cavi aderentiha l'inconvenientedi immobilizzarele apparec-

rigidi: tale tecnicatrova particolareapplicazionequando le entità degli sforzi da applicare


sono molto elevate.
'
Si prescindenaturalmentedalle azioni mutue che nasconofra acciaioe calcestruzzoa
sesuitodelle cadutedi tensione.
Generaiù 377

chiaturedi pretensionedurantel'intero periodo di maturazionedel conglo-


merato:pertanto essotrova in genereapplicazionelimitatamenteai manu-
fatti prefabbricati(per es. travi per impalcati di luci modeste,fondelli per
solette,travetti per solaio, ecc.), per i quali l'impiego di attrezzaturefisse
(peres.banchi di pretensioneabbastanzalunghi: 70, 80 ed anche100metri)
consenteuna migliore úilizzazione degli ancoraggiterminali.
Non mancanoesempidi applicazionea strutture eseguitein opera, ma
ciò costringea prendereil contrastodei cavi sulle casseformeche pertanto
devonorisultare particolarmenteresistentie quindi molto onerose.
Inoltre il sistemaa cavi aderentiper la maggiorparte delleapplicazioniè
îe lizzafocon cavi rettilinei, il che fa perderei molteplici vantaggiin quelle
strutturele cui caratteristichedella sollecitazione varianoda punto a punt04.
Il sistemaa cavi scorrevoli(resi poi aderenti)trova la sua più naturale
applicazionenel campo delle strutture rcalizzatein opera ed a conci fuori
operachevengonoprecompressi in sito, per la grandesemplicitàdellamessa
in tensionedelle armatvrea mezzodi martinetti idraulici e per il già menzio-
nato vantaggiocostituito dalla possibilità di sagomarei cavi secondoil
tracciatopiù idoneo, in funzione della variabilità delle caratteristichedella
sollecitazione.
Applicazionedi notevole interessecostruttivo trova la tecnica con la
qualealcuneparti di strutture prefabbricate,e precompresse con I'uno o
l'altro dei sistemi,vengonocollegatein operada getti non precompressi.Le
applicazionipiìr comuni in questocampo si trovano nei solai e negli impal-
cati da ponte in cui le nervaturevengonoprefabbricate,mentre la soletta
vienegettatain opera in normale calcestruzzoarmato.
Altre applicazioni'sta trovando la cosiddettaprecompressione parziale,
checonsistenell'affidare una parte degli sforzi ad armaturemetallichenon
Dretese.

'
Si imponetalvolta ai cavi prima del getto di calcestruzzo
un percorsonon rettilineocon
opportuniancoraggidell'armatura,in contrastocon le casseforme.
' Si rileva infine che la pretensioneva
estendendosi con successoad alt materiali che,
comgil conglomeratocementizio,presentanobuone resistenze alla compressione(per es. il
Iaterizioarmato).Il sistemaha il notevolevantaggiodi operaresu di un materialein cui non
vi è il îenomenodel ritiro e per il quale i fenomeni di fluage risultano minori di quelli
dscolltmtiDeril calcestruzzo.
eOl' !-. r.r: ì L-'.

i .'

Capitolosedicesimo
II calcolodella sezione

16.1.La statica delle sezioni in conglomeratoprecompresso

In analogiaa quantosvoltoper le sezioniin cementoarmato,si vuole


esaminare il comportamento dellesezioniin calcestruzzo precompresso per
le diversecaratteristiche della sollecitazione esterna:sforzonormale,mo-
mentoflettente, sforzodi taglioe momentotorcente.
'
Si è già detto in precedenza che, a causadelledeformazionilentenel
calcesúuzzo e nell'acciaio,lo stato di coazioneindotto dalla precompressio-
ne è funzionedel tempo e varia con una leggeanalogaa quellacon cui
varianoi fenorneniviscosi.Nel capitolodiciottesimo si analizzeranno diffu-
samente le diversecausecheprovocanouna riduzionedellostatotensionale
neltempo;è sufficienteper ora precisarel'ordine di grand,ezza delle cadute
di tensione dovuteagli effettilenti:mediamente può assumersi una cadutadi
circarl20Voperle strutturea caviscorrevolie di cìrcail 30goper le strutture
'a.cavi
o meglioa fili aderenr i'.
Pertantonelleverifichedi resistenza o nei calcolidi progettooccorre
prendere in esamediversefasi di lavorodellastruttura,con riferimentoalle
variecondizionidi sollecitazione a cui può esseresottoposta.Nei riguardi
dellostatodi coazione,infatti, all'attodellamessain tensionedellearmatu-
re, lo sforzodi precompressione avrà un valoreN, : BN, essendoB un
coefficiente amplificativocheprecisala sovratensione da assegnare all'ac_
ciaioaffinché,a tempoinfinito, ossianell'esercizio dellastruttura,lo sforzo
di precompressione sia pari ad un valoreN; successivarnente. infatti. lo
sforzodi precompressione diminuirà nel tempo dal valore inizialeNo al

'
Convieneparlaredi fili aderenti,costituili in particolareda trefoli o da barre scanalate,
chesviluppanouna noreroleaderenzi..
380 Teo a e tecnicadelle coslruzionl

valore,N_a causadei predetti fenomenidifferiti. così pure le sollecitazioni


indotté dai carichi esternisarannodiverseall'atto della messain tensionee
nell'esercizio della struttura,essendo diversi,in generale,i carichiagenti'
Si può quindi far riferimento alle seguentifasi:
l) precompressione in faseinizialecui si aggiunge lo statodi sollecitazio-
ne dètivantedai carichi esternipresentiall'atto del tiro. Tale verifica viene
ìómunernente indicata come al disarmo o al tiro;
2) precompressione in una faseintermedia,in particolarequellafinale (e
quiidi depuratadi un'aliquotao di tuttele cadutedi tensione), cui si aggìun-
ge to staio di sollecitazione derivantedall'applicazione di tutti i carichi
permanenll:
3) precompressione finale cui si aggiungelo stato di sollecitazionederi-
vaniè dai carichipermanentie quello dovuto ai carichiaccidentali(verificaa
pieno caricoo in esercizio).
Il criterio informatoredel calcolodella sezioneè comunquequello di
seguirel'ordine di costruzionee le varie fasi in cui viene a trovarsi la
strutturadurantel'esecuzione dopo l'inizio dellamessain tensionedei cavi,
sia riguardo all'ordine di tesaturadelle armature' sia riguardo alla collabo-
razionedelle varie parti precompresse e non precompresse (ad esempio
successivo getto dellesolettenon precompresse).
A seconda dei casipossonopresentarsi anchealtresituazioniparticolari:
disarmoa precompressione parziale,successive precompressioni e ripresedi
tensione,zavorraggiodella strutturaprima del suo completamento'
Poichéal disarmoe durantele variefasi di costruzione si hannosolleci-
tazioni nella strutturache sussistono per un periodo di tempo limitato, i
valori delletensioniammissibilidurantetali fasi possono assumersi maggio-
ri di quelli corrispondentialle fasi definitive di struttura a vuoto ed a pieno
carico. Inoltre, poiché si tratta di sezioniìnteramentereagenti,occorre
limitaresia le tensionimassime(massimacompressione ammissibile), sia le
tensioniminime(minimacompressione ammissibile o eventualmenfe fÍazro-
ne).
In definitivaoccorreprefissare quattrodistintivalori limite dellatensio-
ne ammissibile nel conglomerato. e precisamente:
Ki,,r, Ki,,^,tensioniammissibiliminima e massimain faseiniziale(al
tiro):
I(,1,,,K1.,.,tensioniammissibili minima e massimain fase finale (in
esercizio).
Si indicherannoancoracon Kt" e Kl le tensioniammissibilinell'acciaio
all'atto del tiro ed a tempo infinito.
Il calcolo della sezíone 381

16.2. Sforzo normale centrato (trazione)

Si consideriuna sezioneappartenentead un solido presollecitatodi area


,4. e I'unica caratteristicadella sollecitazionedovuta ai carichi esterni sia
uno sforzo normale baricentricodi trazione 1..
Adottandola convenzionedi considerarepositivele tensionidi compres-
sione,in ogni punto della sezionesi avrà una tensioneprodotta da ?" di
valore:

I
(16.1)

Lo stato di precompressione deveesseretale da riportare le tensioninei


limiti ammissibili per tutta la vita della struttura. Poiché in generalelo
sforzo7III7puòattingeredue valori estremi4,, e 7,,,,n per la presenzao meno
deisovraccarichi, si dovranno imporre due distinte condizioni a cui lo stato
di precompressione devesoddisfare.Indicandoconlo l'area della sezionedi
conglomerato,dovrà esserein fase iniziale:

Y"*r^ (16.2)

essendo 1f.,, la tensionemassimaammissibilein questafase.


Effettuata, dopo la messain tensione,I'iniezionedei cavi, I'areareagen-
te della sezionediverrà':

A = Ao I nAr (16.3)

l;
,4r l'area metallicapretesaed ,?ìl consuetorapporto J. Conseguen-
essendo

tementela caduta di sfbrzo (p - 1) N agiscesulla sezione7e la tensione


finale in assenzadi sovraccaricosarà fornita dalla relazione:

'
Ci si riferisceal sistemadi precompressione
a cavi scorrevoli.
382 Teoriq e tecnics delle costruzioni

AN - T^', (p - l)N
o = -----t (16.4)
tlo A

All'intervento dei sovraccarichidovrà soddisfarsipoi la diseguaglianza:

0N - T^n (p-l)N+T^*-T^k
Ao
) K'^* (16.5)

In genere,potendositrascurarela variazionedi areadovuta ai cavi. si ha


piir semplicemente:

ft'*'^'' (16.6)

Nelle (16.5) e (16.6)K ^,, è la minima tensionedi compressioneche si


vuole realizzarein esercizio;talvolta può fissarsiper K'-,, ancheun modesto
valore di trazione.

16.3. Flessione

16.3.1. Generalità

È principalmenteper le sezionisollecitatea flessionechela tecnicadella


precompressione trova le maggiori e più interessantiapplicazioni,per la
possibilitàdi trasformareun diagrammaintrecciatodi tensioni in un dia-
gamma tutto di compressione, elevandola capacitàdellasezionedi assorbi-
re momenti.esterni.
Con riferimentoinfatti ad una sezionedi forma generica(fig. 16.1),detti
M^,, e M^* i valori del momento flettente, rispettivamenteal tiro ed in
esercizio, devono risultare verificate le quattro condizioni di resistenza
espressedalle diseguaglianze:

4 =+ X - W * H r * r , .
(r6.7)
4= + X . W - 3 * u r *
q

Il cqlcolo della sezione 383

o: > Ko-," ol< Kì".'


Diagramma
dellA tensioni
ammissibili

7
ammissibili
I. oÎ < K".., ol > r'-,.

Fìgura 16.1

{
relative all'atto del tiro, e:

ol= +X- #;"*,%" *'^*


(16.8)
o=! +X . X , - f f , * r .
relativealla fase di eserciziodella struttura, essendoe l'eccentricitade o
sforzoNe lT^, l/., i moduli di resistenzadella sezione,4odi calcestruzzo'.

'Come gia
detto uel paragrafo 16.2, nelle struttue a cavi scorrevolile caratteristiche
geomJtfichedella s€zione,A, I, yy'y,, vaiano dalla fase di tito a quella di esercizio. Infatti
inizialmente si dovrebbe tener conto della sezionegeometrica della trave depumta dei fori
dispostiper I'alloggiamentodei cavi che sono scorrevoliall'intemo delleguaine;successiva-
mente, operata la messain tensione dell'acciaio, come già rilevato, si procede, dopo un
determinato pedodo di tempo, alla iniezione di malta di cemento a pressionenelle guaine,
ottenendosi cosl la cementazionedell'acciaio all'interno della sezione. Bisognerebbequindi
teuer presenteche a cavi iniettati le caratteristiche geometrichedella seziole sono variale per
la pres€nzadelle aree metalliche, che in generevengono omogeneizzatecon un rapporto di
eq\iJiualeîzapaîia 8y'4 = 6, e della malta di iniezione omogeneizzatar|lelrcpporto E"t/8" =
0,2. E da osservare cheper tale ragionele (16.8)non sonoesatte:infatti a pafire dalla fasedi
384 Teoria e tecnica delle costruzíoni

In particolarela precompressione potrà, ad esempio,essereproporzio-


nata in manieratale da avererisDettivamente in fase di tiro e di esercizio:

(16.9)

il che comporta owiamente che la risultante degli sforzi nella sezionesia


localizzatain fasedi tiro nel punto inferiore del nocciolocentraledi inerziae
in fasedi esercizionel punto superiore.
In definitiva dette e, ed e, le distanzedei punti di nocciolo inferiore e
superioredal baricentro G della sezionee d la distanzadel cavo risultante
dal punto di noccioloinferiore (fig. 16.2),la predettacondizioneequivalead
imoorresoddisfattele due relazioni:

M;t, : BNd
(16.10)
M^* : N(d + e, + e")

Per una sezionerettangolare,nell'ipotesi che sia B = 1, si ha:

M.* - M^^ 3
(M^* - M^r) (16.11)
ei + es H

iniezionedelleguaine,ogni vadazionedellecaratteristiche vienead agire


della sollecitazione
sulla sezioneomogeneizzata.In tal modo, supponendoad esempiochele cadutedi tensione
awenganotutte nella struttura a cavi non iniettati, le (16.8)si modificano nelle:

':=4-X.*n+%5:!:!<K:^

o; =6, -
An
-ffi-ff>*1,.
essendoAN = (g- l)Nla cadutadi sforzo nell€armaturepretesee t/" e ,t/, i nuovi moduli
di resistenzadella sezione omogeîeizzata.
In quanto seguesi tmscura per semplicitala variaziorÌedelle carattedstichegeometriche,
peraltro spessopoco determinante.
Il calcolo della sezione 385

+
Ì

+ d

Figura 16,2

valoreche può assumersicome dato orientativo dell'entità dello sforzo di


pretensioneda associarsiad una sezionerettangolaredi allezza11 soggetta
ad un momentoM^^ - M,r.

16.3.2. I punti limite

Il casoparticolareillustrato nel precedenteparagrafopuò generalizzarsi


con la definizione di due punti caratteristicidella sezioneprecompressa,
chiamatipunti limite.
Con riferimento ad una genericasezionesi possonoinfatti definire due
punti Eo ed Er corrispondentialle massimeeccentricitàche può assumereil
punto di applicazionedella risultante di tutti i carichi agentisulla sezione,
senzache sianosuperatele tensioniammissibilinellevarie fasi di lavoro; la
determinazione di tali punti è subordinataalla conoscenzadella geometria
della sezione,dell'intensità dello sforzo di precompressione ed infine del
valoredelle suddettetensioni ammissibili.
Nella fasedi tiro (fig. 16.3)le tensioniai lembi estremidellasezionesono
fornite dalle relazioni (16.7) che, indicando con No : 0N lo sforzo di
pretensionedelle armaturee con e0 : e - M,n,,/Nnla relativa eccentricità
ed in conformità alla nota 3, possonoessereriscritte nella forma:

- No Noeo
/tt -
' A
-L

w ,
(16.12)
, No Noeo
(t: = -f
, A W i
I
386 Teoria e lecnica delle cosîuzìoni

+ H
+
-r--7-
lo;l -
l-

tl t /
U
r oÎ rr ol
---ìî-

Figura16.3

e devonosoddisfarele condizioni:

4 >- K'-'" (16.13)

4 < K'^*
essendo1f.,, e l(^",le tensioni ammissibiliin fase di tiro.
Il soddisfacimentodelle (16.13)sotto forma di eguaglianzaimpone due
limiti differenti all'eccentricitàa:

, p'(. K'^,)
e"^ : - | (16.14)
v"I d^)

e" " ^ -=t l r - $ te)^ ) (r6.15)


ri I
essendop il raggio d'inerzia della sezionerispetto all'assebaricentricox, ed
avendoposto:

-"n (16.16)
A
Il calcolo della sezione 38'1

Il punto limite inferioreEovienepertantoindividuato dal minoredei due


valoriforniti dalle (16.14)e (16.15).
Ponendo:

Kiry, + Ki^y,
,,o _
(16.17)
H

si verificafacilmenteche per:

f^ = K",, (i 6 . 1 8 )

risulta:

e ' o= e " o (16.1e)

Tali eventualitàsono chiaramenterappresentate nelle figg. 16.4ae


16.4b,dalle quali risulta manifesto come solo una della due condizioni
(16.13)possaverificarsisotto forma di eguaglianza,restandoI'altra soddi-
sfattasolo sotîo forma di diseguaglianza.
Analogamente,riferendosialla fase di esercizio,detti N lo sforzo resi-
duo nellearmatureed,e, : p - M,,*/N la relativaeccentricità,le tensioni
ai lembi estremisono fornite dalle relazioni:

N",
- t _
* ;
A W,
(16.20)
I
N",
* -
W,

con le condizioni:

_ ) ' K:,*
(16.2t)
o! >' v1

Risultanocosì individuate le eccentricità:


f -

388 Teortae tucnicsdellecostruzioni

F-rl +gF
K:.--f-F- r9,.--l-ts
+f-l<- Kg K*
l-f+-+'"
ìsl

-T'r
.;1";f
- - o=
I

--t
Kg.,
, I

..o

a) b)

Figura 16.4

.. p"(. Kl*l
el=- | r - -:- |
Y,I o;)
(16.22)
, -
p '(. Kl,'l
et' = - | r - ---:- |
l i l o ; )

essendol('., e K ^", le tensioni ammissibiliin fase di esercizio,e avendo


posto:

N = o l
(16.23)

Il punto limite superiore-8, è pertanto individuato dal minore dei due


valori forniti dalle (16.22\.
Ponendo:
It calcolo dellq sezione 389

Kr^^y, + Kt^tS,
ri, = \16.24)

si verificaancorache risulta:

1 e " lI Ie " t l (16.25)

ú'^ = K; (16.26)

restandoevidentequanto già detto a proposito della fase di tiro'


Nelle figg. 16.5ae 16.5bsono illustrati i due casi limite espressidalla
(16.26).

_t|F-- ^''" ,olI


'
l<->j
i K' ,

a ) u)
Figurs 16.5
390 Teoria e tecnicq delle costruzioni

L'introduzione dei punti limite permettedi sintetizzarein manieraassai


intuitiva il comportamentostatico della sezioneprecompressa,
Con riferimento alla fig. 16.6 si indichi con d la distanzadel punto di
applicazionedello sforzo di precompressione dal punto limite inferiore e
siano eoed e, i raggi del nocciolo limite. È immediatorilevareche, non do-
vendoil centro di pressionerisultaremai esternoai punti Eoed -8,,la sezione
può tollerareun momentominimo:

M^i" >- pNd (16.27)

per effetto del qualelo sforzo di precompressione


Bl/si trasportada B in C
(al di sopra o coincidentecon En), ed un momento massimo:

M^^<N(dleole,\ (16.28)

per effetto del quale lo sforzo N si trasporta d,a B in D (al di sotto o


coincidentecon .8,). Evidentementeil momento minimo M*,, deve agire
all'atto stessodella precompressione,al fine di non avereal bordo superiore
una tensioneo""inferiore a quellaKfl,, ammissibile,owero al bordo inferio-
re una tensioneoi maggioredi K'^^.

Figura 16.ó

In tutte le fasi di lavoro della sezioneil momentoflettentedevepertanto


esserecontenutofra i limiti:

M^, { (16.29)
Il calcolo dello sezíone 391

affinchéil centrodi pressionericadaall'interno del nocciololimite e vicever-


satutti i momenti flettenti:

M 1 M,,,^ M>M^^ (16.30)

portanoil centro di pressionefuori del nocciolo limite e ouindi non sono


tolleratidalla sezione.
Il momento:

M,, = M^* - M^i,: N t d ( l - P ) + e o+ e l (16.31)

vieneusualmentedefinito momento utíle della sezionee risulta esserefun-


zionelinearedel momento d'inerzia della sezione,essendoad essopropor-
zionaleil diametro (eo + e,)o.
Rimanecosìfissatoil concettofondamentalechela sezioneprecompres-
sa,a differenzadella sezionein cementoarmato, non è in grado di assorbire
un momentomassimoin sensoassoluto,ma può tollerareuna determinata
vuiazioneM,, delmomentoesterno,a partire da un momentoM., indipen-
dentedal momento d'inerzia della sezionee proporzionaleall'eccentricità
del cavorispetto al punto inferiore del nocciolo limite. Frequentemente
il
momentoM^ù : ANd viene denominatomomento utile aggiunto.
Per fissaremeglio questi concettipuò giovareun esempioconcretoe a
tale scoDosi faccia riferimento alla sezionedi mezzeriadi una trave di

' Sidefinisce
/er?drmentogeomelrico il rapportofra l'ampiezza
diunasezione delnocciolo
e la suaaltezza:
cenfaled'inerziadellasezione

.( | |
o"ll,*
= - - j y . - l) = wo,,

Le sezionidi maggiorreldimento sono evidentemente quelleche presentanouna notevole


centrifugazione delle aree lungo I'altezza, ad esempioquelle a doppio T per le quali si
ottengonovalori del rendimentodi circa 0,50. La sezionerettangolare,in particolare,ha un
rendimento:

H t/ t 2 =
n= v.r)
Hr4

cherisulta antieconomico.
t-r

392 Teorìa e tecnica delle costruzioni

lunghezza/ appoggiataagli estremie rcalizzaÍain operacon il sistemaa cavi


scorrevoli.
All'atto della messain tensione,ossiaal tiro delle armature,la trave si
inflette verso l'alto e di conseguenzale casseformesi scaricanodel peso
proprio di quest'ultima(fenomeno,in genere,indicatocome(autodisarmo>
della trave)'.
In questafase è presenteil solo pesoproprio g della trave e pertanto il
momento minimo nella sezionedi mezzeriarisulta nari a:

U^,, = gP/8 (16.32)

Indicandoconp il sovraccaricoutile per unità di lunghezzadellatrave, il


massimomomento che sollecitala sezionedi mezzeriavale:

tur nu = G+ùP (16.33)


g

Seil punto di applicazionedello sforzo di precompressione


è tale chesi
abbia:

M^,,
a, = (16.34)
BN

all'atto della precompressioneil centro di pressionesi sposta nel punto


limite inferiore.Eoe si ottieneil diagrammadi tensioniindicato con la lettera
a nella fig. 16.7. Se inoltre si fa in modo che risulti:

M , , = U l d ( l- i l + " o + e 1 = t (16.35)
ó

il centro di pressione,all'atto dell'applicazionedel carico di esercizio,si


spostanel punto superiore-8, del nocciolo limite e si ottiene il diagramma
indicato con la lettera ó nella fig. 16.7.
Così operandosi realizzail pieno sfruttamentodella sezionein quantoil

5
Tale fenomenotuttaviahon si verificasempre,comead esempiopuò accaderenel casodi
travi precompressecon più cavi tesati in tempi successivi.
Íl calcolo della sezíone 393

Fase di tiro Fase di esercizio

',F
_-A:
I
I

Figura 16.7

diagrammadelletensionidescrivel'intero campo compresofra le due posi-


zioni limite individuate in precedenzain funzione della geometria della
sezionee dell'intensitàdello sforzo di precompressione.Si osserviora che
perI'assorbimentodel momentoutile M,,, è richiestoun adeguatomomento
d'inerziadella trave o, che è lo stesso,un,adegualaampiezzadel nocciolo
limite,mentreper l'assorbimentodel momentominimo è richiestosoltanto
che sia presenteuna oppofiuna distanza d al di sotto del punto limite
inferiore,condizionequest'ultimache si verifica generalmente per le usuali
sezioni.
Questaconsiderazioneconduceall'affermazionemolto suggestiva,sep-
purenon del tutto rigorosa,che,nelletravi precompressea cavi scorrevoli,il
pesoproprio (cui corrispondein genereil momento minimo) è assorbito
gratuitamente.
Ora può accadereche il momento minimo dovuto al pesoproprio sia
minoredel momento utile aggiunto della sezione:

M^i^ < p Nd (r6.36)

ed in tal casola sezionenon può essereutilizzata alla sua massimacapacità


di lavoro, a meno chenon si ricorra ad un espediente,chein taluni casipuò
394 Teo s e tecùica delle coslruziont

offrire qualchevantaggio,quale lo zavorraggioprovvisorio della trave' Si


tratta in sostanzadi colmarela differenza:

pNd - M^tu (16.37)

medianteun carico di zavorra che si impone alla struttura all'atto del tiro
dellearmature;successivamenie questovienegradualmentesostituitocon il
carico delle sovrastrutturefisse che vengonoposte in opera dopo il tiro.
Può accadere,viceversa,cheil momentodovuto ai carichiagentiall'atto
del tiro delle armature eccedail momento utile aggiuntodella sezione:

M^i^ > $Nd (16.38)

ed in tal caso è giocoforza diminuire I'entità del momento utile.


Questoinconvenientedeveessereridotto al minimo in sededi progetto
(compatibilmentecon le altre esigenzetecnichee costruttive),cercandodi
spostareversoI'alto il baricentrodella sezionee con essotutto il campo di
nocciolo.Ciò si può realizzare,entro certi limiti, con una convenientedistri-
buzionedelle areedella sezione,ed in effetti in tutti quei problemi in cui il
momento dovuto ai carichi fissi è rilevante rispetto a quello dovuto ai
sovraccarichi,la progettazionetendeversole sezionidissimmetrichedotate
di ala molto grandee bulbo ridotto alle dimensioniminime compatibili con
I'alloggiamentodei cavi. Comunquedi questo si dirà piir estesamente nel
paragrafo che seguein cui si tratta il problema di progetto delle sezioni
precompresse.

16.3.3. Progetto della sezione

16.3.3.1.Generalità

Il progetto di una sezionein conglomeratoprecompressosollecitataa


flessionesi presentaoltremodocomplessoper il notevolenumerodi parame-
tri incogniti e per il sovrapporsidelle diversecondizioni di lavoro della
sezione.In generale,quindi, non è agevoleeffettuare un vero calcolo di
progettoper le sezioniprecompresse; comunqueil problema,chesi presenta
di notevoleinteresseteorico, può essereaffrontato con opportunesemplifi-
cazioni che ne consentonouna soluzionesufficientementeagevole.
Di regola nella progettazionesono noti:
Il calcolo della sezione 395

- le tensioniK^^, K^^, K'-,, e K',^, innanzi definite e funzioni delle


caratteristichedi resistenzadel calcestruzzo;
- le tensioni Kr' e Ki, funzioni delle caratteristichedell'acciaioe delle
cadutedi tensionecausatedalle deformazionilente;
- il momento flettente M,o ger'eîalonella sezionein esamedal carico
utile che la struttura devesopportare.
Incognitosarebbeinveceil momentodovuto al pesoproprio dellatrave,
in quantoin fase di progetto non sono note le dimensionidella sezione;
tuttaviapuò calcolarsiin prima approssimazione il pesoproprio della strut-
tura e supporrenoto il momento M.,,.
I-e incognitedel problema sono quindi gli elementigeom€triciatti a
definirela forma e le dimensioni della sezionedi calcestruzzo,nonchéil
valoredello sforzo di precompressione e la sua posizionenella sezione.
Tra le incognitedel problemafigura, come detto, anchela forma della
sezione:infatti, mentre nelle strutture in cementoarmato ed in quelle in
acciaiola forma piir convenientedella sezionepuò esseredefinita a priori e
non dipendeaffatto dai carichi esterni,nelle strutture in conglomeratopre-
compresso essa,come si dirà in seguito,risulta funzione del rapporto fra
momentominimo, presenteall'atto del tiro, e momentomassimo,relativo
allecondizionidi esercizio.
È inoltre da rilevareche,mentrenellecostruzionimetallicheed in quelle
in cementoarmato è sempreconvenienterispettarele tensionilimite ammis-
sibili relativamentealle condizioni di massimocarico, nelle costruzioniin
conglomerato precompresso non è opportuno chein determinaticasivenga-
no raggiuntele tensioni limite in tutte le fasi di carico della struttura.
Prima di iniziare il calcolodi progettoè pertantoopportuno premettere
alcuneconsiderazionisul comportamentostatico della sezionein relazione
al rapportoesistentefra i carichipresentiall'atto del tiro e quelli relativi alle
condizionidi esercizio.
I casi che sostanzialmente DossonoDresentarsisono due:

M_-.
''a l _ -= '|
M^,,

È il casochesi presentaquandoi carichifissirappresentano la quasitotali-


tà dell'interocarico.In tale eventualitàè manifestochele condizionidi tiro, e
cosìpurequelledi esercizioa vuoto, vengonosensibilmente a coincidereconla
condizione di esercizio
a pienocarico; è questaultima dunque checondiziona
il progetto dellasezione,restandocertamente le
soddisfatte tensioniammissi-
bili relativeal momentominimo ove queste sianosoddisfattein esercizio.
396 Teorto e tucnica delle costruzioni

r1,", o"o<Ko."'

Fase di èsercizio Fase di tiro

Figwa 16.8

La migliore utili zzazionedella sezionesi ha pertantoquando è massima


la distanzàfra il baricentrodellearmatureed il punto di nocciolosuperiore,
risultando quindi economicae razionalela sezionea T (fig' 16'8)' il che
rende evidentementeimpossibileil raggiungimentodelle tensioni limite in
fase di tiro o di esercizioa vuoto.

M_--
b) ;lul- > |
m in

È il caso che si presentaquando i carichi agenti all'atto del tiro sono


un'aliquota molto modestadel caricototale. In tale eventualitàè necessario
che il punto di nocciolo inferiore sia prossimoal baricentro dell'armatura
pretesaondeavereil rispettodellecondizionilimite legateal momentomini
mo. È inoltre opportuno, per I'assorbimentodel momentoutile (checosti-
tuisce pressochél'intero momento massimo),disporre della maggioream-
piezzapossibiledal nocciololimite. La migliore utilizzazionedella sezionesi
Lu p".iunto adottando sezionidel tipo a doppio T simmetrico(fig' 16'9)'

In tutti gli altri casi, intermedi tra i due ora accennati,la sezionepiù
convenienterisulterà pertanto del tipo a doppio T non simmetrico,e resta
evidentecheil rispettoper eguaglianzadi ambeduele tensionilimite relative
alle condizioni di carico minimo potrà soddisfarsisolo nel caso b)'
Il calcolo dello sezione 397

kr

ro'" '
Fasedi esercizio Fase di tiro
Figura )6.9

16.3.3.2. Procedimento approssimato di progetto

Con riferimento alla fig. 16.10,le incognitedel problemasono le carat_


geometriche
teristiche delìasezione:

B t, 82,b, dp d2,6, H

e lo sforzo di precompressione N.
Va subito osservatoche alcuni dei precedentiparametri restanofissati
concriteri cheprescindonodal diretto progettodella sezione.Lo spessore d,
dell'alasuperioreinfatti è condizionato,tranne chenel casodi travi isolate.
da considerazionidi caratterestatico che riguardano il proporzionamento
della struttura trasversaledi collegamentodelle travi (solettad,impalcato,
solai di calpestioo di copertura, ecc.). Lo spessoreó della costola. che
convienemantenereil piìr piccolo possibile,viene fissatocon precisicriteri
tecnologici:tale spessoreè comunquelimitato inferiormenteda esigenzedi
gettononchédalla necessitàdi alloggiarele armaturepretesee gli eventuali
apparecchid'ancoraggiodei cavi rialzati ed in generesi assumepari a 15 +
20 cm. La distanzaó fra il baricentrodelle armatureed il lembo inferiore,
che convieneancora contenereal valor minimo, dipende dal copriferro
necessario e dall'ingombro presumibiledei cavi: in pratica6 può variarefra i
10 ed i 20 crn, in dipendenzadell'entità dello sforzo di precompressrone e
398 Teoria e lecnica delle coslruzionì

l-------.-.___.->l i
Tà,
T

{
ar
T t B r l
l<_---_+l
Figurq 16.10

quindi del numero di cavi necessario.


Restanoquindi da determinarele cinque incognite:

Bp 82,d2,H, N

Riferendosi alla fase di esercizioe supponendodi voler ottenereun


regimetensionaledel tipo illustrato in fig. 16.11'è immediatorendersiconto
della modestainfluenza che su di essoesercitail bulbo inferiore. In questa
fase la sezionepuò pertanto considerarsidel tipo a T, restandoin gioco le
sole incognite:

Br H, N

Le equazionidi equilibrio che si hanno a disposizione,rispettivamente


alla traslazioneed alla rotazioneintorno all'assetangenteal lemboinferiore
della sezione,sono peraltro:

* =*', (16.3e)
Il c.tlcolo dello sezione 399

B , x K r ," ,

Figura t6.l l

M",^+N6:$r, (16.40)

aveldoindicatocon S,ed d il momentostaticoed il momentod,Ínerziadella


sezione
a T rispetto a tale asse.
Esplicitando
le (16.39)e (16.40)si ortiene:

Kt f .,t ( H - d , \ ,1
N =":: I B '. )r 1 -- ( 8 , - b l (r6.41)
t l | , )

(8,H, .^_. (H - d),


tuu t n_*L*
q= _b) I
H- [u,r"-3ó)_(Br t2(H*d)_3ó].](16.42)
a

. Essendo tre le incognitedel problemae due le equazionia disposizioneè


immediatorendersiconto che una delle incognitepuò fissarsiad arbitrio,
restando le altre due univocamentedeterminatein f;nzione di quest,ultimae
del valoreM.,, del momento di esercizio.
In genereè opportuno fissareil valore dell'altezza11 perchéaltrimenti,
comesaràmeglio chiarito in seguito,si potrebbeperveniiea soluzioni del
tutto irrazionali o quanto meno non economiche.
Per poter fissare I'altezza occorre tener conto che un valore troppo
esiguoconducea sforzi di precompressione molto elevatie quindi a notevoli
400 Teoria e tecnica delle costruziont

areemetalliche,mentreun valore troppo elevato,richiedendospessoririle-


vanti per la costola, conduce a soluzioni poco economicheper ciò che
concerneil conglomerato:tutto questo è valido sempreche questioni di
esteticao di ingombro non fissino già un limite superiorealla sceltadi tale
parametro.In genereun valoremedio accettabileper I'ahezzapuò ricavarsi
ponendoin prima approssimazione:

-. I I
n = - +
lo n
ed affinando con qualchetentativo il valore iniziale, sino a pervenirea quel
valore f1" che rendeminimo il costo della struttura.
FissataÉ/, dalla (16.42)si ricava:

HM^* (H - d,\'
-b+tz(H-d,\-361
Kt^- 6
B t = (16.43)
n- (H - d.\2
o
- (2H - 3ò) 12.(H_dl)_361

ed infine dalla (16.41)si ricava il valore dello sforzo N.


Risultanopertantounivocamentedeterminatisia il valoredello sforzodi
pretensioneN che gli elementigeometricidella sezionea T, della quale è
possibilecalcolarela posizionedel baricentro ed il valore dei moduli di
resistenzaW,e W,, avvalendosidei noti concettidella geometriadellemasse
owero sfruttandola conoscenza del regimetensionalerelativoalla condizio-
ne di esercizio.
Con riferimento al diagrammatensionaleillustrato in fig. 16.12si ha:

N
-r ', = .- H y s = H - y i (16.44)
AK'^^

essendoowiamente:

A=(Br_b\dt+Hb (16.45)

L'eccentricitàe risulta così data da:

" = y, - 6 (16.46)
II calcolo dellq \ezíone 401

o"l= n/n

lbl

Fígura 16.12

e dovendoessere:

M^* - Ne
(16.47)
A wi

sl ncava lmmedlatamente:

,,:^(+-") (16.48)

e di conseguenza:

W,y,
W,:. (16.49)

La sezionecosìproporzionatarisponde,comesi è detto, unicamentealle


esigenzedelle condizioni di esercizio,e va verificata nella fase di tiro.
Indicandoquindi con M*,,, il valoreteorico del momentoin fasedi tiro
chela sezionea T puo assorbirequando il lembo inferiore lavora al limite
ammissibileI{,,.,, dalla relazione:
402 Teoria e tecnicq delle costruzioni

pN M'.* - PNe
^;^=T (r6.50)
wi

e tenendopresente
la (16.47),si traeó:

M;t,-pM^*-K"^*w, (16.51)
Indicando con M^,n il momento effettivo presentenena
. . sezioneall,atto
del tiro, possonopertanto presentarsitre eve;tualità:

M^,, > M), (16.s2)


M** = M), (16.53)
M^', < M)', (16.s4)
Nei.ca,si
(16.52)e (r6.53)la sezionea T, proporzionata perra condizione
..
di esercizio,rispettaancheIe esigenzerelaiivealla f"* ai tjr" e può quindi
accettarsi
comesoluzione definitivadelproblema'(èl,eventualità corrispon_

t, U , errune I(.* rrli risu.ltapositivo per la conyenzioneassuntacirca


"il"jll,lÍ..t il segno
'In
effetti jl del
_vat-ore momenXolimite M*^,n è stato ottenuto nel solo rispetlo delle
tensioni
-ammissibirial lembo inferiore. tn pertJi'il iló"";;ffi;;finirsi un ulteriore
valoreM**-i, asso,cjato al fispettodelle.tensioniammissibilij f.Àúo ,up..ror..
ancora che in condizioni di riro sia nura la tensione tmponendo
J t.1"u"-riiir.iràii, si ha infatti:

BN _ M;h - PNe
___\_=u
,t
e tenendo presenteche in fase di esercizio risulta:

wr -N,M ^* -N e
A W ,
$ ncava;

M;k=pM^u-BKt^tV,

e cioè per la (16.49):

È-
Il calcolo della sezíone 403

denteal casoa illusîrato in precedenza); nel caso(16.54)invecela sezionea


T nonrispondealle esigenzedella condizionedi tiro e va quindi modificata
comesi esponenel seguito.
Dalla(16.50)apparemanifestocheagendoun mom enroM ^io < M),^le
tensionial lemboinferiore superanoil limite 1f.,"; è indispensabile pertanto
aumentareil modulo W, della sezioneper riportare le tensioni entro limiti
ammissibili.
Per ottenerequestoè opportuno disporrein corrispondenzadel lembo
inferioredellasezioneuna controsoletta(bulbo) di cui occorre,calcolarele
dimensioni Bt e d' $ig. 16.13)'
È necessario notare, tuttavia, che l'aggiunta di tale areasuppletivamo-
difica,seppurmodestamente,il regimetensionalenella fasedi esercizioe si
dovrannoquindi apportarelievi variazioni alla geometriadella sezioneed
allaentitàdello sforzo di pretensione.
Dalla (16.51) per M*^,, : M^i,, si ricava il modulo di rcsistenzaw''
necessario in fase di tiro:

FM^^ _ M^, (16.55)


K'^*

percui l'incrementodi modulo resistentechesi deveotteneredisponendola


controsoletta vale:

M ' ) r = B M . ^ - B K ' ^--^ W , ! :


),

quest'ultima
Paragonando cheil terminesottrattivo:
con la (16.51)si osserva

- BrL*w,i

pergli usualivalori di B e Kr.,' è sempremaggioredel corrispondenteterminef-,' I/, che


Iiguranella(16.51).Si trae pertanto che essendo:

M -,^ < M.,

le condizionilimite al lembo superioresono sempresoddisfatteove 1o siano le condizioni


(16.52)e (16.53),relativeal lembo infedore.
404 Teoia e tecnica delle costruzioni

rrgura to.tJ

LW,=1ry'-ry. (16.56)

.Con riferimento semprealla figura 16.13, detteA, Wi,yi edl,"le caratte_


dstiche geometrichedella sezionea T prima proporzionatae:

A* =A -tM

w*'=w'+aw,

!*t ed y-"

le analoghe caratteristiche della sezione variata per l,aggiunta


dell,area:

4'4 = (82 _ b)d2 (16.s1)


sr ncava:
Il calcolo della sezione 405

d,
"At ri t '- *A' À2 - i ]

li : (16.58)
A + M

edancora.trascurandoil momentod'inerzia baricentricodella controsolet-


ta:

w i v ,: w , Y+' ' a ( Y- i Y , )'2r M ( r , - ? ) ' (16.5e)

da cui, per la (16.56):

a ) -\2

o * , = ; 1 r , , ,- y : ) + A ( y- ,y * , ) t * u l(r-: - ? z ) | (16.60)
_)
Dalla(16.60),tenendocontodella(16.58),si traecon semplicipassaggi:

Ay,Aw,
M = (16.61)
d, l t ( d.)1 d"
- - : l l w . * A I -r ., - - | | - Ltv.
' -:2
,' ) t l | ) | |
[,, t

checonsente,prefissatod,, di calcolareI'area integrativa A,4 e quindi la


lwghezzadella suola inferiore.
A tal punto la sezioneprecompressaè totalmente definita nella sua
geornetria ed è noto anchelo sforzo di pretensioneN. Si è già detto peraltro
che lo stato tensionalenella condizionedi eserciziorisulta variato per la
presenza dellacontrosolettaed è quindi necessario modificareil valoredello
sforzoN, annullandola tensioneal lembo inferiore in tale fase. Solo così
infatti può esseregarantito il calcolo svolto in precedenzaed assicuratoil
rispettodelletensioniin fasedi tiro. Seinoltre dal calcolorisultanonotevoli
dimensionidel bulbo, occorreverificare che al lembo superiorein fase di
tiro non si abbiano tensioni di trazione eccessive.Per quanto concerne,
infine,la tensionemassimain esercizio,occorreosservareche in genereil
suovaloreeffettivo risulta inferiore a quello ammissibileK',,^-
406 Teofio e rccnico delle coslruzioni

16.4. Lo sforzo normale eccentrico

Nei paragrafiprecedentisi è affrontato lo studio di una sezioneprecom-


pressa,semplicemente inflessadai carichiesterni,mostrandocomein effetti
il problema si riconduca a quello della pressoflessione. Pertanto in tale
I
campo rientra il caso in cui le caratteristicheesternesiano di pressoo
tensoflessione,tenéndoconto che allo sforzo normale di precompressione
deveesseresommatoalgebricamentequello.esterno:nelle espressionidelle
tensioni occorre quindi aggiungere,rispettivamenteal tiro e in esercizio,i
termini corrispondentiallo sforzo normale esternoche può attingereper le
condizioni anzidette i valori N'ed Ni con le corrispondenti eccentricitàe'
ed e". Le (16.7) all'atto del tiro e le (16.8) relative alla fase di esercizio
Dertantosi modificano nelle':

q" =
pN + N' q#*Vr*"^,.
A
(16.62)
" PN+N' B N e- N ' e
, A W i
3"*r-
(r6.63)

3, *r^
,' N*N" Ne -N'b"
o;= *
A W

avendotenuto separatii momenti flettenti dovuti allo sforzo normaleester-


no eccentricoe quelli derivanti dai carichi trasversali.
Più semplicemente si può scrivere:

"
Lo sforzo normale esterno,vadabile fra i limiti if'ed N', è stato assuntodi compressione
e le corispondenti eccantdcitàe'ed,e" di.segnocontrario a quelledella precompressione.
Il cqlcolo della sezíone 407

c=PN-!N'-W.#"r*r^
(16.64)

c=ryJN'.W-#,*ur*
- l _
N+N" - #".T"**r-
(16.65)

o!

M' = M^i, l- Nb (16.66)

M"=M^*+N2" (16.67)

Tali formuleconsentono,almenoteoricamente,di impostareil progetto


sezionecomeper la flessione,salvoa considerare,in luogo dello sforzo
precompressione centratoBN ovvero N, lo sforzo PN + N'ovvero
+ N", ed in luogo di M^,, ed M^,,i momentiM'ed M".

6.5.Taglio

6.5,1. Generalitù

Le strutturein conglomeratocementizioprecompresso possonoin gene-


sforzi di taglio di notevoleentità, anchecon modestispessori
'anima;la resistenzaa tali sforzi risulta infatii migliorata, rispetto a
dellestrutture in calcestruzzoarmato, per i seguentimotivi:
1) i cavi, nella maggior parte dei casi, vengonodisposti nell'elemento
un tracciatocurvo: ne consegueche lo sforzo di precompressione
una componenteverticaleche diminuisceI'entità della caratteristicata-
prodottadai carichiesterni,con conseguente riduzionedelletensioni
408 Teo a e tecnica delle costruzioni

2) la presenzadi tensioninormali di compressionecomporta una ridu_


zione delle tensioni principali di trazione.

16.5.2. Riduzione dello sÍorzo di taglio per I'inclinazione dei cavi

Lo stato di presollecitazionein ciascunasezionedella membraturapuò


essererappresentatoda una forza N, variabile da sezionea sezione,la cui
retta d'azione è tangenteal tracciato del cavo.
Nella sezionex - x (fig. 16.14),sea è l,angolo chela tangentealla curva
forma con I'assedella trave, la forza À/ può scindersiin due componenrr,
rispettivamenteparallelae normale all'assedella membratura.di intensità
(N cos a) ed (N sen a).

Ncosa

N sen4

Figurc 16.14

La componente(N sena) agiscenella stessadirezionedella caratteristica


tagliante, sommandosialgebricamentead essa;lo sforzo di taslio totale
pertanto vale:

T,: T - Nsena (16.68)

e subisceowiamente delleescursioniin relazionealle diversefasi di lavoro.


Se To e Tn sono gli sforzi di taglio dovuti ai carichi permanentied
accidentali,i tagli ridotti a vuoto ed a pienocaricovaìgono:
Il colcolo della sezione 409

Tu:Tr-BNsena (16.69)

T r z : T ot 7 , - N s e n c v (16.70)

Se la trave è ben proporzionata,nell'espressione di 7..,la quantità


(pNsena) prevalesu 4, mentrenell'espressione di ?1,risulta (Tq + T) >
(N seno), per cui f, e ?1,hanno segnocontrario.
La miglioreutilizzazionesi ha nell'ipotesicherisulti verificatala condi-
zione:

Te+Tq -Nsenot= - (2, - BNsena) (16.7t)

che consentedi ricavare:


'|
Nsena=(2Te+Tn),, (16.72)
p , l

I tagli ridotti T,j e 7,,, a vùoto ed a pieno carico, risultanoquindi pari a:

. f _
(1 - p) rP - pr'l
(16.73)
A + r
(1 -B)rt,-pr,l
T _ (t6.74)
A + t
SeB = 1, la (16.72)fornisce:

N s e n a= T p + T,r/2 (16.75)

e quindile (16.73)e (16.74)si particolarizzano


in:

T^
T,t: -f"= -i (16.76)

. In tal casolo sforzo di taglio residuoè quello corrispondentealla metà


delsolo sovraccarico,essendola caratteristicatagliante dovuta ai carichi
fissiedall'altra metà del sovraccaricoannullatadalla componenteverticale
dellosforzodi precompressione.
410 Teoria e fecnica delle costruziotu

Tuttavia, anchequalora non potesseessererealizzataquestacondizione


di <optimum>, lo sforzo di taglio residuo risulta sempreun'aliquota di
quello effettivo.

16.5.3. Riduzione detle rensioni principali di trazione

Nel genericopunto della membraturasia 7 la tensionetangenzialedovu-


ta alla caratteristicatagliante residuae o la tensionenormale dovuta alla
precompressione. La tensioneprincipale di trazione, come è noto, vale:

o l
-4 (16.77)
2 2

e l'inclinazionedelleisostatichedi compressione(fig. 16.15)è fornita dalla:

o,
rgp = (16.78)
T

owero dalla:

ZT
rg 2q (16.79)
o

L'espressionedella o, fornita dalla(16.77) si può semplificare se il valore


î
di - è tanto oiccolo da consentire di arrestarsi al secondo termine dello
ú '
sviluppo in serie del radicale; si ha in tal caso:

ú o( 4l-]"' o o ( )Ìl I
-2 (16.80)
2 IL t + : o' -1) = - -
l ! - l

2 21" d) o

Lo sforzo di scorrimentoS = rbAz, relativamentead un tratto di lun-


ghezzaAz,può decomporsinelladirezionedelleisostatichedi compressione,
ed in quella secondocui si collocanole staffe; nell'ipotesidi staffe disposte
verticalmente,lo sforzo di trazione in esserisuha pari a (fig. 16.15b):

(16.81)
Il cslcolo dellq sezione 411

P,

tt

t.. nl-'

] " - l

*D,z
rbaz

Figura 16.15
412 Teoria e tecnica delle costruziont

Indicando con A,I'area totale di staffe nel lratto Az, la sollecitazione


nelle armature vale:
)
l
rbLz tg,p
(16.82)

da cui discende,ser è il numerodi braccidi una staffa di sezioneco,e or"^.la


tensioneammissibileper le armature, il passoAz delle staffe:

, n@Íoí'^,,
(r6.83)
îb lge

Il passoAz va ovviamentecalcolatonel punto della sezionenel quale è


massimoil valore(r Igp : 1o,11.
Qualoral'entità della caratteristicataglianterisulti notevole,può conve-
nire precomprimerela membratura nella direzione dello sforzo di taglio,
eliminandocosìqualsiasitensionedi trazione.Tale precompressione eviden-
tementepuò realizzarsidando uno sforzo di pretensionealle staffe, le quali
vengonoancoratenella suolainferiore o superioree tesedall'altra estremità,

16.6. Torsione

La presenzadella sola caratteristicatorsionaleè rara nelle strutture in


cementoarmato precompresso;ad essageneralmentesi associano,infatti,
quelle flettenti e taglianti.
La valutazionedelle tensionitangenziali,trattandosi di sezioniomoge-
nee,si effettua con le formule ad esserelative,e per la presenzadello sforzo
di precompressione la tensioneprincipaledi trazionevieneridotta al valore
fornito dalla (16.77).
Nel casochetale tensionerisulti ancorasuperioreai limiti regolamenta-
ri, si dovrà disporrenellatrave una opportunaarmaturametallica,calcolata
come nella teoria del cementoarmato ordinario.
Il calcolo della sezione 413

16.7.Esercizi

Esercizio n. 16.I

La catenadi un arco è sollecitatadai seguentisforzi di trazione:

T^n = 25.000kg per i soli carichi permanenti;


T*, = 35.000kg per i carichi permanentied accidentali.

Si intendeprogettarela sezionedella catenae lo sforzo di precompres-


sione,avendoassuntoper il calcestruzzoi limiti:

Kk^ = 120k,/cm'

K'^, : 0

e prevedendo una cadutadi tensionenei cavi a tempo infinito pari al 20 per


centodello sforzo iniziale.
Imponendoche le sollecitazioninella catena siano contenuteentro i
limiti imposti, sotto l'azione dei carichi permanentied accidentalisi ha
rispettivamente:

$N-T^',):Ki^^lo

@-r^)=K'^ty'o

avendoassuntoA = 1,25,ed avendoindicatocon Aol'areadellasezione.


Sostituendo
i valori noti si ha:

1,25N - 25.0ffi= l20Ao

N-35.000=0

N : 35000ks

Ao = 156 cm2

Si può assumereuna sezionedi 12 x 13 : 156 cm2.


414 Teoria e tecnica delle costruziou

Esercizion. 16.2

La sezioneriportata nella fig. 16.16è sollecitatada un momentofletten-


te dovuto al pesoproprio pari a 180fm e da un momentoa pieno caricopari
a 290 tm.
Lo sforzo di precompressione N vale 320 t ed è applicatoa l0 cm, dal
lembo inferiore della trave.
Verificarela sezioneal disarmoed in esercizio,prevedendochele cadute
di tensionesiano del 20 per cento e che il calcestruzzodella sezioneabbia
una resistenzacaratteristica R"k = 4000 t/mq.

a) Carattertsfiche geometrtche della sezione.

Si calcolanoI'area ed il momentostaticodella sezionerisoettoal bordo


superiore.

bi xhì A I'i .t
62x15 930 6975
18 x 135 2430 67,5 164024
22x25 550 rtt < 67375
A = 3910cm' S = 238375cm3

Il baricentro dista dal bordo superiore:

t'rtotTt= 6tcm
'' =
ed il momento d'inerzia baricentricovale:

I = l/3180.x 613 + 40 x743 - 62 x 463- 22 x 491'l=


= 8.581.000cma = 0,08581ma

sonopari a:
I moduli di resistenza

t/, = 0,08581/0,61= O,1407m3

,/, = 0,08581/0,74= 0,1159m3


Il calcolo dells sezione 415

t 4 0 I

Figura 16.16

b) VeriJicaal tiro.

No = |,25 x 32O: 400t

Mr" = 4oo x o'64 = 256 tm

Ms = 180tm

400 256 - 180


4=ó =ro2r-54o=48rt/m2

^ = 400 256 - 180: l02t + 668= r68e


t/m2
4 *
ó ffi

4^ = 0,a8R"* = 1920t/m2

c\ VeriJícain esercízio.

N = 320t
416 Teoria e tecníca delle costruzioni

Mn = 32Ox 0.64 = 204.8rn

M, * o : 29Otm

', 320 290 - 204,8 :


-' : - - l
l f 818,4 + 605,5 = 1423,9t lmz
0,391 0,1407

320 290 - 204,8


= 818,4 - 735,1 : 83,3t /m'
0,391 0,1159

laddoveKf - = 0,38 .l?"r : 1520t /mz

Esercizio n. 16.3

Per la sezionedella fig. 16.17determinareil nocciolo limite.


Le caratteristichegeometrichedella sezionevalgono:

r"=42cm

)i:73 cm

A = 4545cmz

J = 7.190.000cma

p2 = 1582cm2

Lo sforzo di precompressione
è pari:

al tiro: No = 291'06t

in esercizio: N = 232,85t

Prevedendosiper il conglomeratouna resistenzacaratteristica:

R"* = 420k8/ cm2


Il colcolo della sezione 4l'7

''t
r
l A l

íE'
I
î I

-J--

18

+ I Èo

Fisuro 16.17

quali tensioni ammissibiliin fase di tiro i seguentivalori:


assumono

KLn = - 0,08 x R* = - 33,60kg/cm2

KL* = o,qs x Rd = 2or,6okg/cmz

in esercizio,
volendosiescludere
tensionidi trazione:

K'^t": O

K1^* = o,se X R"* = 159,6okglcm2

Dalle(16.16)e (16.17)si ricava:

f^ = 64,O4kglcm2

K". = 52,29kglcmz
I

418 Teoúa e tecnico delle costruzioni

e risultandod^ > K'^ si ha eo = e'[,e dalla (16.15):

eo = 46'55 cm

in fase di eserciziodalle (16.23)e (16.24)si calcolainvece:


l
ù = 51,23ks /cm2

Kl^ = 101,3tkg/cn2

La distanzae, si ricava quindi dalla secondadelle (16.22)e vale:

€r: e', = - 21,6'lcm

Esercizio n. 16.4

Si progetti una sezionein cementoarmato precompressosollecitatada


un momentominimo pari a 220tm e da un momentomassimopari a 435 lz.
La resistenzacaratteristicadel conglomeratoda impiegareè:

R,* : 350 k8/cm2

per cui si ha:

Kt^^ = 133 kg/cm2

K"^^ = 168 k8/ cm2

Con riferimento al simboli usati in fig. 16.10 si fissano inizialmente i


seguentiparametri:

ó = 0 , 1 2m

ul = 0,20m

b : 0 , 1 6m
Il calcolo dellq sezione 419

Dalla relazione(16.43)si ha pertanto:

1,60x 435 ( 1,60- 0,20)'


_ _ 0,16_[2(1,60 _ 0,20_) 3 x 0,12]
1330 6
= O,954m
rd ( 1 , 6 0- 0 , 2 0 ) '
- ( 2 x r , 6 0 - 3 x 0 , 1 2 )- - 1 2 ( 1 , 6 0 -0,20) - 3 x 0,121

L'area A della sezionea T è pari a:

A = O,4148m2

dalla (16.41),risulta:
e lo sforzo di precompressione,

N = 368,24t

Dalle(16.44)e (16.46)si ricava:

li = l '068 m

e : 1,068- 0,12 : Q,948m

essendo,come delÍ.o,12 cm la disÍanzadal bordo inferiore previstaper il


baricentrodei cavi.
Dalla (16.48)si ottieneinfine:

Wi = 0 '0968m3

per la (16.55):
edessendo

lili = o'r927 m3

(siè previstoun coefficienteB pari a 1,25),si ha:

LW, = 9,9959*z

e dalla(16.61):

LA = O,I0m2
420 Teoria e tecnica delle costruzioni

avendofissato dz = 0,30 m per le necessitàd'alloggio dei cavi.


A tale incrementodi area corrisponde:

AA
LBz = -.t = 0,33m

che si arrotonda a 0,34 m per portare a 0,50 m la larghezzadel bulbo


inferiore.

| 1,oo

I o.so I
|.-.__:l
Figuru 16-18

La sezionecosìprogettata,assumendoB, = 1,00m, è riportata in figura


16.18.Le caratteristichegeometrichedi tale sezionesono:

A = 0,526m2

y" = O,7025m

li : 0'8975m
Il calcolo della sezione 421

I = 0,1763ma

W" = O'251m3

Wi = O'196m3

dalla relazione:
Dovendoricalcolarelo sforzo di precompressione,

M^^
- + -Ne
N - - = u
A w , w i

sl rrcava:

N =378t

e quindi al tiro:

No = 1,25 x 378 = 472'5t

Le verifiche al tiro ed in esercizioforniscono infine:

q' = 311'16t/m2

4 = 1650'18 t/m2

ol = 1280'82 t/m2

ol = - 1,32t/mz

contenutenei limiti prefissati.


perfettamente

Esercizio n. 16.5

La sezionedella fig. 16.19è sollecitatada uno sforzo normaleeccentrico


vaiiabileda 300 a 560 t con eccentricitàe' : e" : 60 cm'
422 Teorìa e tecnica delle costruzioni

_T
l'o
T
t,,
I
J_
l'o
I

Figura 16.19

Occorre determinare lo sforzo di precompressionedi entita tale da elimi-


nare in fase iniziale e finale trazione ai lembi estremi e verificare la sezione
pensandola reahzzata con un calcestruzzo aventeR"k : 4000 t/m'.
Le caratteristichegeometrichedella sezionevalgono:

A = l,l2 m2

I = 0,3157ma

Il = 0,3946m3

p2 : 0,2819m2

Prevedendoil baricentrodei cavi di precompressione


a l0 cm dal lembo
inferiore della sezioneed imponendoche in eserciziola tensioneal bordo
inferiore sia nulla, si ha:

, N" Nk' N Ne
O' : = - -A- W + - + w
Il cqlcolo della sezione 423

da cui:

560 s60 x 0.60 - - '^, ( | 0'70 I


v -
t,n- w%6 1lJ2- 0.3946)

e quindi:

N = 131,755t

Al bordo superioresi avrà inoltre:

N ' -f N "e" N Ne
, - +'- - -- : 1235.41
t/m'
W A W

In fase di tiro, per No = 1,25N ed N' = 300 /, si ottiene:

3 0 0x 0 ' 6 0 0-19'l
"' -= 3 0 0 -
d t . 2 5l l - *
+' "* t . 7 5=5 2 5 0 , 8 e t / m t
1-3"--
t,t2 0,i946 Ll,t2 0,3946)

3 0 0x 0 ' 6 0
"r ' -= 3 0 0 +' + "r .- z" s( l . - ' . 0 : 1 9 ' l '1- 3' "1- -, 7 :5 55 7 8 , te/ rn '
t,t2 0,3946 [ t , t z 0 , 3 9 4) 6

n. 16.6
Esercizio

La sezionedella fig. 16.20 è sollecitatada uno sforzo di taglio che


al tiro ed in esercizio,rispettivamentei valori:
assurne,

Tt : 14'62t
Tz = 26'00 t

Occorreverificarela sezionee calcolarel'armatura a taglio. Con la nota


relazione:

rs
'-
Ib

sonostati calcolati i valori delletensionitangenzialiin corrispondenzadel-


424 Teoria e tecnico delle costruziou

tl" I ''-1"I

Figuro 16.20

l'attaccodell'animacon la suolasuperiore,dellacorda
baricentricae dell,at-
tacco dell'anima con il bulbo inferiore, ottenendosi:

= 6o't+tt*'
['"
G,z = 108,0tttm2
= 78,76
trm'
fa
lr^2 = 140,07t/mz

= ss,22
trm'
fa
lro = 103,53t/m2
Il cslcolo dello sezione

tensioni normali negli stessipunti valgono (cfr. es.16.2):

(o", = 613,6t/m2
tV,2"= 1275,2t/m2
= lo2l t/mz
fo^'
1
lt-2 = 8!8,4t/mz
= 1454'9t/mz
fou
1
= 331,9t/m2
loiz

la relazione:

1 _ - . -
o"=;Ío-.,1é+qll

le tensioniprincipali di trazione, risultando:

o,rr = - J'9J î/m'-


anima-suola:
9,15 t /m'

o,tt = - 6,00 t/m2


cordabaricentrica: ^
23,30r/m'
onr = - 2,50 t/m2 ^
29,65 t/m'

'armaturaa taglio va proporzionataal valoremassimo


della o"e cioèin
all'attaccoanima-bulbo.
'angolo è individuato da:
9
to A<
tEP = - = 0,212
t+\t,uI

staffe ó8 a due bracci, con tensioneammissibilenell'acciaio


426 Teofia e tecnicq delle costruziont

pari a 1800kg/cmz, si ottiene:

1800x2x0,5
Az= =33cm
0,212xtgx14

Esercizion. 16.7

. La travedellafig. 16.21è precompressa con quattrocavida 42 îilig6


ciascuno.La suasezione trasversale
è qìela proeetiataall,esercizio16.4ele
relativecaratteristichegeometrichevalgono:

A = 0,526m2

r" = 0,7025m

li = 0'8975m

= 0,1763ma

W" = o'251m3

Wi = 0'196m3

I carichi che sollecitanola trave valgono:

al tiro: I = 1,955tlm
in esercizio: q = 3,860tlm

Le caratteristichedella precompressione
per la sezionedi mezzeriasono
,le
seguentl:

No = 472,5t
M = 378,0I

avendo assunto una o, in esercizio pat'' a 796Okg/cm2 ed avendo


ipotizzato
I ogt
,'., s-lfF
TF

+#-
Poo-o9,
' o9l
428 Teofia e tecnica delle costruzìoni

cadutedi tensioneper effetti lenti nella misura del 20 per cento 19 = 1,25\.

Si
_ desideraverificareal taglio la sezioneposta a 2,00 m dall,appoggioe
calcolareI'armatura corrispondente.
Le equazionidei quattro cavi (fig. 16.21)sono le seguenti:

(x - 4,48)2
cavo I + o,14
44,066

(x - 7,61)2
cavo 2 + 0,14
51,498

(x - 6,82)2
cavo 3 + 0,08
92,954

(.r - 8,91)'
cavo 4 + 0,08
116,00

essendon la distanzamisurata a partire dalla mezzeriaed y I'ordinata di


ciascuncavo all'ascissax, carcolatarispetto al lembo inferióre dela trave.
Nella sezionea 2,00m dall'appoggio(x = 13,00ln) si ha per i cavi 2, 3 e
4 (il cavo I è già rialzato):

(13,00- 7,6r)2
./2 - + O,l4 = 0,704m
5t,498

(13,00 - 6,84,
+ 0,08 = O,491
m
92,954

( 1 3 , 0 0- 8 , 9 1 ) ,
+ 0,08 = 0,224m
116,00

L'assedi ciascuncavo forma con I'assedella trave un angoloa, definito


dalla relazione:
Il calcolo della sezíone 429

e cioè,per i tre cavi in esame,nella sezionex : 13,00m:

tg..,:29ffip = o,2oe3
r3,o0- 6,82=
! é u l - , 0,1329
92,954

tgo o=l
tI9: t1 = o.o7o5
t6,oo

Si ha così:

dz = l1'2O' ; send2 = 0,1965; cos oz = 0'9805

dz = 7"30' ; senoh -- 0,1305; cos az = 0,9914

dt = 4 ; send4 = 0,0698; cas qc: 0'9976

Lo sforzo normale e lo sforzo di taglio dovuti alla precompressione


valgonoquindi al tiro ed in esercizio:

a 41) \
N. = (0.9805 + 0,9976t: 3s0,76
+ 0,9914 t
I f
l
I or'; <
lvo = - + 0,0698)= - 46,87
-;r: (o,rs0s+ 0,1305 t
L +

( 172
=î 4 0 , 9 9 7 6=' )2 8 0 , 6 2 t
( 0 , 9 8 0+s 0 , 9 9 1 +
l*
)
I .r* = - 37,50
lv = - :j to,rs0s+ 0,1305
+ 0,0698) t
L +

Lo sforzo di taglio dovuto ai carichi esterni nella sezionea 2,00 m


dall'appoggiovale, al tiro ed in esercizio:
-

430 Teoùs e tecnico delle costruzioni

Ts = 25'41 t

Tq = 5O'18t

e carichi esterni)vale:
Lo sforzo di taglio risultante (precompressione

al tiro: To=VolTn=-46,87+25,41 : - 21,46t

in esercizio: T - v + Tn = - 37,50+ 50,18= 12,68t

Le tensionitangenziali,al livello della corda baricentrica,attraversola


nota relazione:

ZS
ID

valgono:

ro = 106'46t/mz

rt : 62'51t/m2

Essendole tensioni normali baricentrichenella stessasezione:

-^ =+ = 667
tlmz

"^ --I = 553t/m2

si calcolanoper le due fasi, di tiro e di esercizio,le tensioni principali di


trazione:

- líi,58 î /m2

_ t _ - 6,97 t /m2
Il calcolo della sezione 431

Non occorrerebbein effetti calcolareI'armatura a taglio essendole


tensioniprincipali o, < 0,02 x 3500 = 70 t/m'. Essa comunque può
valutarsinelle condizioni di eserciziocon le relazioni:

6.97
rep = - = O.ll

1400x2x0,5
: 127cm
0,11x 16 x 6,25

di disporrestaffe ó8 a due bracci, al tassodi lavoro ammissibile


1400kg/cm'.
Capitolo diciqssettesimo
Le verifichea fessurazionee rottura

17.1.Premessa

Nel capitolointroduttivo si è rilevato che la precompressione vieneuti-


lizzataprincipalmenteper evitareche le strutture si lesioninosotto l'azione
deicarichiesterni;ciò comporta che in tutte le fasi di lavoro la struttura
precompressa si presentaa sezioneinteramentereagentee quindi interessa
conoscere il marginedi sicurezzarispetto alla fessurazioneed alla rottura.
Mentreper quanto rigua:da la prima il calcolo, condotto nell'ipotesidi
sezione interamentereagente,fornisceun valoresufficientementeindicativo
per il carico di fessurazione,il carico di rottura non può in alcun modo
ilesumersi se non rimuovendo tale iDotesi.
È.da osservarsiconseguentemente una sostanzialedifferenzacon le se-
zioniin cementoarmato per le quali, infatti, il calcoloconvenzionale,con-
dottosecondole note ipotesidellasezioneparzializzata,garantiscegià di per
sestesso cheil coefficientedi sicurezzaglobalealla rottura della sezionenon
scenda mai al di sotto del minore coefficientedi sicurezzainterno.
. Nelle sezioniprecompresseil superamentodel carico di fessurazione
provocainvecewa parzializzazionesemprepiit spinta, con conseguente
,sempre più rapido aumentodelletensioninella zona reagente.Questofeno-
comporta che il coefficientedi sicurezzaglobale può risultare pii.r
del minore coefficientedi sicurezzainterno onde la opportunità di
bompiere la verifica a rottura.
' Nel seguitosi tratta prima il problema
della verifica a fessurazionee
successivamente della verifica a rottura.

17.2.Lt verifica a fessurazione


:
Nelle sezioni in cemento armato precompresso la determinazione della
434 Teoriq e tecnico delle costruzioni

sicurezzaa fessurazioneacquistauna importanza particolarerispetto allo


stessoproblema nel campo delle strutture in cementoarmato ordinario.
Si è visto precedentemente che la tecnica delle costruzioni in cemento
armato tende a limitare I'ampiezzadelle lesioni in relazioneai fenomenidi
corrosionenelle armaturechein taluni casipossonoportare al deperimento
ed alla crisidelìestrutture.
Questofenomenoè ancor più esasperatoper le strutture in precompres_
so nelle quali gli alti limiti di lavoro degli acciai, con le conseguentiridotte
areemetalliche,rendonoparticolarmentepericolosauna eventualecorrosio-
ne, ancheesigua,delle armature pretese.
Inoltre, in taluni casi, per particolari condizioni ambientali, sembra
accertatoil verificarsidi un fenomenospontaneodi corrosione,che appare
dipendentedallo stessoelevatovalore della tensionenell'acciaio,e che può
essereacceleratoed esaltatodalla esistenzadi cavillatureanchemodeste.
D'altra parte è da osservareche nelle travi precompresse le lesioni, se
provocateda un carico eccezionale e di brevedurata, si richiudono rapida-
mente allo sparire di questo, sempreche non si sia superatoil limiìe di
elasticitàdell'acciaioed in condizionidi esercizionon si abbianotensionidi
trazione. Infatti se sono verificate le condizioni suddette, la zona della
sezionecheeccezionalmente si lesionaè, in condizioninormali, sollecitataa
compressionee pertanto, essendol,armatura pretesaancora elastica,allo
spariredel sovraccaricoeccezionale ritorna nellecondizioniiniziali di sezio-
ne interamentecompressa.Viceversa,se in eserciziovi sono tensioni di
trazione,l'apparire di una lesionein condizionieccezionalidi caricomodifi_
ca definitivamentela struttura che pertanto, allo spariredi esso.non potrà
mai raggiungerel'assettoelasticoiniziale.
Il problemadella determinazionedel coefficientedi sicurezzaalla fessu-
razionedi una data membraturarichiederebbeinnanzituttol,adozionedi un
criterio di crisi puntuale come si è soliti fare per il calcolo a rottura.
Il problema,nel casodi regimitensionalibiassialie triassiali,si è rivelato
notevolmentecomplesso:nel seguito,pertanto, ci si limita al solo casodelle
sezionisoggettea stati di tensionemonoassialie quindi, in definitiva, al caso
generaledi sforzonormaleeccentrico,checomprendesia il casodello sforzo
normale centrato che quello della flessionesemplice.
Con riferimento alla fig. 17.1, la sezioneivi rappresentataè sollecitata
da uno sforzo di trazioneN, da un momento flettenfeM e da uno sforzodi
precompressione N, applicato con una eccentricitàe.
Nelle condizioni di eserciziole tensioni al bordo inleriore e superiore
sono fornite da:
Le verifiche a fessurqzione e rottura 435

o:>o:

Fígura 17.1

No'
_ 1V M
T + _
w, w
( 1 .7r )
1ú No, N M
_ T _W,
A wi

il diagrammacorrispondenteè rappresentatoin fig. 17.1a.All'aumentare


caratteristiche esterneM ed N, nell'ipotesi che il materialecontinui a
in manieraelasticalineare,si pervieneal diagrammadella fig.
.1b,in cui si è indicato con o", il valore limite della tensionedi trazione.
La condizionedi fessurazioneviene pertanto espressadalla relazione:

No No"
-tt (t7.2)
A w, wi

cui N* ed M+ costituisconole caratteristicheesterneche provocano la

Il dominiodi fessurazionecon le ipotesiforrnulate,e semprecon riferi-


allafig. 17.1,è quello della fig. 17.2nella qualesonoindicati con Nr'
Mi i valori delle caratteristicheche da sole Drovocherebbero la fessura-
436 Teoria e lecnica delle costruziont

Figura 17.2

zione al lembo inferiore della sezione.


In particolare,nel casodi flessione
semplice,si deduce:
r^l
M' ;= [ ! * V - , " , ) * , = ( o .-, ú . t
['4 wi
)
w (17.3)
essendoor,la tensioneal lembo,jnfeliore
indotta dalla solaprecompressione,
mentre in presenzadi solo sforzo
normale si ha:

-t = (*.V - ' " , ) n = ( o o- , o " ,A)


(17.4)
Per determinarein generaleil :
ienza.ti en,",hLÀ r- ^^_^j.-,! ..margine.di sicurezzaalla fessurazionein
":!:n:'il;;ffi"#:ffi
li'J;;1";:i:11"3::*:r15
di variazionedi questeultime, ;['ttr.llff
e cioè:
";
lì :i::;: :::::i: :.::lTl., mómenro
neftenre
variabile;
il:l::":::-.:g:"u,iubn;,;;;;;;;il;',.""::,,xil:;
. 'no,n."to
n"ìtJ; u#ffi
?,:lAL"::,:î
uno stessoparametro, ;:"#iilio,,ur..n,.
ua
Nella fig. 17.3sono rappr

*n*:F#':' ?,:'.:rif
il'n'"'i'",'?l'.j"Jff
:,::î;lîi:llg:j]
Le verirtche a fessurazione e rcttura 437

a) b) c)

Fígurq 17.3

AP, BP, CP,


4^=
lO'nu= nO'1r: CO

In realtàil fenomeno,anchenel casodegli stati tensionalimonoassiali,


nonè cosìsemplicecomeschematizzato.Infatti eseguendo il calcoloin fase
elastica,il margine di sicurezzaa fessurazione risulta essere inferiore a
quelloeffettivo, a causadelledeformazioniplasticheche, seppurlimitate, si
manifestano certamentenella zona di conglomeratoteso.
A taleproposito è da rilevarsiche I'impiego di armaturesussidiarienon
pretese, ripartite nella zona di calcestruzzosollecitatoa ftazione,contribui-
scenotevolmente ad elevarele suaccennate doti di plasticitàdel conglomera-
to, migliorandoquindi i margini di sicurezza.

l7 .3. La verifica a rottura

l7 .3.1. Generalità

La necessitàdi determinareper le strutture precompresse il marginedi


iicurezzaalla rottura è stata puntu alizzata nella ptemessaal presente capito-
lo. Persemplicità, così come fatto per la fessurazione,ci si limita a trattare il
casodella rottura in presenzadi stati tensionalimonoassiali'
Analizzandoil comportamentodelle travi in c.a.p. sotto l'azione di
carichicrescentifino alla rottura, si osservanodiversefasi (fig. 17.4):
'438
Teoria e tecnica delle co,struzioni

i
l
)
( u')

IÈÈ
'| : :.!'

lsÈl
n l
*+J:
l=ol
:€5i
o
it 3o 9I r
ll.

Figura 17.4

l) Faseelastica:i materialisonop-oco
sollecitatie la trave ha un compor_
tamento elastico pressochélineare
fino "l .t;;";#;to at tembo teso
dellatensionedi rottura a cui
esercizio,a cui corispond. i,t:lt:!::d". yn.momento M"' In condizioneàì
r momentoM' il comportamento
semprecontenutoin questa delle trave è

2) Fasedellafessurazione
del calcestîuzzo:nelcalcestruzzo
tqnsion^e
di rouura si è raggiunta
]a maperre.zue
d;;ffi;i;;t,;il"i'Jn",ri ,onoun.oru
prodoue fessurazioni.
Il vjlore del carico;;, r;;#fi;rifìca
dellaprimalesionea cui corrisponae t,aperrura
I momentoffii.u fJrru.urron"
rn genererisultaesseredi oocosuperioreu qr.il;;;i;rsponde 1,ur),
mentoM". pertantol,estensione il mo_
ai tur. rur. Éplutt;;i,,n,;," a menoche
nellatravenon vi sia una forte percentuale
diametroe bendiffusanellazonatesa,.nel ài *_ìir.".l"fce di piccolo
qualcasosonopiù elevatele doti
t.,o ., úi ..";;;;;,;;;""; unvarore
più
:,:illi';'î;t;l.,::neromeraro
d"tl" deformazione
a sez.i.oneparzializzata:
,-"".11^lir.
ressuratoper ìa maggiorparte della il calcesrruzzo
risulta
^ì" t"r" . ll il;;;. nel,acciaio
rmonicoè minoredi on, (tànsione cui corrisponde
.a pari allo 0,1V0).It comoortamento unuà.ioio,urion. pruui
Aemtiavee ancorufliaurn.ntutrn.n_
te elastico,nel sensoche al d
compretamente
; r. i,;; ;#;:"::ff richiudonà
i::,:::ìr ,|:,î"""il,,:
Le verifiche a f*surazione e rottura 439

Figura 17.5

4) Faseplastica:é questala fasedelle grandi deformazioniplastichesia


peril conglomeratoche per I'acciaioarmonico'

Particolareimportanzanel meccanismodi rottura rivestela percentuale


di armaturadella sezione.Infatti, nel casodi travi dotate di una percentuale
di armaturaparticolarmenteelevata,piuttosto raro nella pratica tecnica,la
rotturaawiene per schiacciamentodel calcestruzzocon l'armatura pretesa
ancorain campo elastico:la trave, di conseguenza, dopo aver raggiuntola
massimacapacità portante, non è in grado di conservarla all'aumentare
delladeformazione.determinandouna rottura di tipo fragile (curva a di fig'
17.5).Diversamentenel casodi travi dotate di una norrnale percentuale di
armatura,la crisi awiene o per rottura dell'armaturao per schiacciamento
delcalcestruzzo accompagnatoda una notevoleplaslicizzazionedell'arma-
tura pretesa:in entrambi i casi la trave, dopo aver raggiunto la massima
capacitàportante, la conservaall'aumentaredella deformazione,manife-
standoun comportamentoche usualmenteviene definito di tipo duttile
(curvaó di fig. 17.5).
La duttilità è una caratteristicadel comportamentodella trave che rive-
steuna particolareimportanzain quanto governala capacitàdi rotazione
dellezonepiù sollecitatee quindi la capacitàdi ridistribuzionedelle solleci
tazioninella struttura in prossimità della rottura. Ciò è particolarmente
importanteper le strutture iperstatichenei confronti dell'assorbimentodi
sollecitazioni provocateda carichiimprevisti(cedimentidi fondazione,ecc.)
nonchédella capacitàdi dissipazionedi energiain campo anelasticosotto
l'azionedi carichi dinamici (sismi, impatti, ecc.).
I
I 440 Teoria e rccnica delle costruzioni

viceversa,nercasodi comportamento
preceduto
to elastico
lineare,
fragile, il collasso
daunostadiochedi pocoo nuru,iaj-rroJir#aadelrastrutturaè
"o_po.ru_".r_
echeouindinonpr.r.nru,*riùirì'J.ioì.urioni
che.nella faseimmediatamenteprecedente

A volte la fessurazione.
il
anelasti-
.off urro Ì"fjàrro senzapreavvi_

e la_rottura sono molto vicine e addirittura


possonocoincidere,avendosianche
in questocasounu .oi,u.u di tipo fragi_
l
le. Ula tale situazione,per la,veritàpo.o
f..q*rt" niffì'p.ut"u tecnica,si
verifica quando le travi sono dotate
di una pri""ntuuù aì i_atura partrco_
larmentemodesta.

17.3.2. Il caso della rottura per


flessione per momenrc mqssrmo
Si consideri la genericasezionedelra
figura 17.6, sorrecitatada una
coppia esternaagenteDarallelamente pia;o
al di simmetna. Nella figura
17.6aè riportato il diagiammadelle
deformazi,o"i..ii;"*i"1" e nel conglo-
merato relativo alla fase di esercizio,
in cui si è i.di;;;;",
- e" la contrazionespecifica
totale del conglomeratoal lembo superiore;
- e,o la deformazione
specificadettafiUra aicongil; postaall,altez-
za dell'armatura pretesa;
- ero la dilatazionespecifica
dell,acciaiosollecitatodallo slbrzo di preten_
sione.

Le deformazionidel diaerammadi fig.


17.6a
quelle provocate dalla sola nrecompressione comprendonoquindi sia
sia quelle relative ai carichi
esterniagentinella fase di esercizio;in particoraie
ia iìia il)ione ,r, aal, ar-
matura di pretensionedeve ritenersi già
depurataa.iiurióo,, corrispon_
dentealle cadutedi tensioneain"rite n'eit"nipo.
E;;iliJ,. inoltre preci_
sare che la deformazionespeclticae,opuò
risultare, in tale rase di lavoro
della trave, sia di contrazio;e, comeriportato
in figura, che di dilatazione.
La deformazionedell,acciaioarmànico
quelladet conglomeraroDosto .irrfi"" p..i"rrt" differente da
alla stessaq"oà;;;';;;';"cavi scorrevori,
infatti, alt,atto della mesiain tensione
i cavi sonoliberi di scorrereall,inter_
no delleguaine,mentrenel sisremaa.
fili ao"."nti ta i"suùli"n" eff ttuata
prima del getto.
euindi solo dopo d"il";;;;;t casodi rravi
-l,iniezi.r.
dopo il taglio,deifili
lljl-,rjl: ly'.." net casodi tra;ù;;, l,acciaio ed it
conglomerato,essendosoridalitra roro,
sono costretiia deformarsidella
Le |etfiche a fessurazíone e rotlurs 441

€s ec

' tt .€",
r_î.-
"t 'l
F-i!-+ |

a) b)
Figura17.6

stessaquantità. Nella fig. 17.6a si è indicata con:

cJ - ^Èf - Èh'f car (17.5)

la dilatazionefittizia pari alla somma di quella dovuta alla pretensione


dell'armaturae della deformazionespecifica(di contrazioneo di dilatazio-
ne)del conglomeratosituato all'altezzadell'armatura stessa.
La deformazioneunitaria dell'acciaioarmonico al collasso(fig. 17.6b)
è, dunque,pari a:

(17.6)

in cui e, è la dilatazionespecificadella fibra di conglomeratoposta alla


quotadell'armatura,letta sul diagrammadella e nella situazioneultima. La
dilatazionee, rappresenta,quindi, la deformazionedell'acciaiopretesoal di
là delladecompressione.
Nell'ipotesidi conservazionedellesezionipianefino a rottura, la lineari-
tà deldiagrammadi fig. 17.6bconsente,peraltro, di istituire la relazionetra
e"ed e":

ec
(r7.7)
)c h - x
442 Teoiq e tecnicadelle costruztonl

di cui ci si awale specificamentenel seguito'


Il collassodella sezione,comegià accennatoin
schiacciamentodel calcestruzzose:
precedenza'avvieneper

(17.8)
L
l

ovvero per rottura dell'acciaio, se:


(17.9)

di rottura del calce-


avendoindicato con e., ed er, le deformazioniin fase
"" "il.ú; e dell'acciaioarmonlco'
struzzo percentuale
la tensioneiniziale nell'acciaio'esistequindi una
contemporaneamente il
limite dell'armatura pretesapr,per cui si raggiunge
Evidentementeper
"ofluso a"f|u..iaio armonico e del conglomerato'
(17.10)
lt ) ltt

lembo compressodel
la rottura è caralter\zzatadallo schiacciamentodel
conglomerato,mentre Per
(17.11)
It1pt

è I'armaturaa determinareil collassodella sezione'

l7 .3.2.1. Calcolo dell'armatura limite


limite' per
Individuata la dilatazione fittiziaZr, il calcolo dell'armatura
che si verifichi il collasso
o,runìoi.r.runri detto, viene condotto imponendo e per I'arma-
;;;;;.;;;; ;ei I'estremafibra compressadi conslomerato
"-' tesa(fig. 17.7).
tura in tal
r-" aiùí-;, tia il lembo estremocompressoe I'asseneutro viene
casodeterminatadalla relazione:
eÍ, - ei
€,o
(r1.12)
- h - t.

delle sezionipiane'
dedottain baseall'ipotesrammessadella conservazione
Le veri.Íichea Íessurqzione e rottura 443

8oo A6c

r t t . t

Figura 17.7

Dalla(17.12) si ha quindi:

xt' -- - n (17.13)
eco+ etu- ef

L'equazioneesprimentel'equilibrio alla traslazionenella direzionepa-


rallelaall'assedella trave si scrive(fig. 17.7):

t''
orln -- o(u)b{r) a, (t7.14)
)n

evendoindicatoconl/i I'armatura alla qualecorrispondeil collassocontem-


poraneodell'acciaioe del calcestruzzo,corroy,la tensionedi rottura dell'ac-
ciaioe dove:

t = e ( ù = : x (17.1s)
xI

La (17.14) consentedi determinareimmediatamente-z4r:


444 Teoúa e tecnico delle costruzioni

n, =
: l . ' o ( e tb { x )a x (17.16)

La rottura, quindi, awiene per collassodelllarmaturadi precompressio-


ne quando:

Ar 4 A1t 07.17)
mentre avvieneper schiacciamentodel conglomeratose risulta:

A7 ) A1r (17.t8)

17.3.2.2. Le sezioni debolmentearmate

Nell'ipotesi di Ar < A, il diagrammadelle deformazioni si presenta


comeillustratoin fig. 17.8.
La posizionei dell'asseneutro vienedeterminatadall,equazionedi equi_
librio alla traslazione:

f''
o ( e )b ( x ) d x (17.19)
"I0

essendo:

E : e ( ù= 2 x (17.20)
x

Il momento flettente di collassoè fornito dall'equazionedi equilibrio


alla rotazioneintorno al baricentrodella zona .o-p.irru, ossiadalla rela_
zione:

Mo= oio'Ar'h* (17.21)

doveft * rappresentala distanzatra il baricentrodei cavi di precompressrone


ed il punto di applicazionedella risultantedegli sforzi di compressione
nel
Le verirtche a Íessurazione e rottura 445

o r l

F------l-tr-----------l

Fígurs 17.8

Tale punto è di facile determinazioneuna volta fissatala legge


calcestruzzo.
=
o o(e)per il calcestruzzo e aver calcolatoi tramitela 117.19).

17.3.2.3.Le sezioni fortemente armate

Nell'ipotesidi Ar > A, il diagrammadelle deformazioni si presenta


comeillustrato in fig. 17.9.
Si ha pertantoper il valore della dilatazionenell'acciaio:

- h - x
(17.22)

La posizionex dell'asseneutro è fornita dall'equazionedi equilibrio alla


traslaz
ione:

t"
o ( e ) b (x) dx (t7.23)
"\ 0
446 Teoria e tecnica delle costruzioni

I "' ..
_, ,l

Fíguro 17.9

t"o
€ = €(J) = -J (17.24)
)t

Nella relazione(17.23)o, è funzione di e, e quindi, come risulta dalla


(17.22),di x. La (17.23)perrantoè un'equazione nell,unicaincognitai che
può risolversiper via iterativauna volta fissatala leggeo - e del conglome_
rato e quella dell'acciaio.
Il valore del momento di rottura è fornito dall,equazionedi equilibrio
alla rotazioneintorno al baricentrodella zona compressa,ossiadalla rela-
zione:

Mo = or ' At . h* (t7.25)

in cui o, è funzione di e, e quindi di i, mentreft*, come visto, è facilmente


calcolabileuna volta risolta I'equazione(17.23\.

17.3.2.4. Le verifiche s rottura nella pratica tecnica

Nei paragrafi precedentiè stato espostoun procedimentodi calcolodel


momento di rottura per sezionidi forma generica,valido per un qualsiasi
Le veriliche a fessuruzione e rottura 44'7

o - e del calcestruzzoe dell'acciaio.La procedura,benchéconcet-


assaisemplice.è notevolmentelaboriosanella pratica applicazio-
percui si preferisceadottareformulazioni approssimateche ne consen-
una valutazionesufficientementeesattae piir rapida.
Il calcolodel valore del momentodi rottura può essereinfatti condotto
semplificativadi diagrammadi compressionerettangolaredel
)estruzzo. In particolaresi assumeun diagrammarettangolareestesoad
altezzay, valitataa partire dal lembosuperiorecompresso,pari a 0.80i,
i la profondità dell'asseneutro; si assumeinoltre una tensione
limite del calcestruzzopari a o"". In tali ipotesi, il regimedi
e di tensioneè rappresentatonella fig. 17.10.La posizione
'asseneutro viene calcolata,al solito, utilizzandoI'equazionedi equili-
allatraslazione.A tal fine, dovendosivalutarela risultantedegli sforzi
trazione,si devecalcolarela deformazioneerdell'acciaioarmonico,pari,
visto,a:

eÍ:eîp+eap+ea (17.26)

e, è la deformazionecorrispondentealla precompressione residua,e,,


deformazionecorrispondentealla decompressione della fibra di calce-
postaalla quota del cavo ed e, è la deformazione,letta sul diagram-
dellee, in corrispondenzadella situazioneultima della sezione.

' " 1

; ^ -
r B ' l cl è . - ì
l-T------'1
t è r l

Figura 17.10

La deformazionenell'acciaio armonico dovuta alla precompressione


nel casodi piir cavi posti alla stessaquota, può esserevalutata con
riferimentoalla tensionemedia, ossiacon la relazione:
448 Teoria e tecnica delle costruzioni

' \t - t^ w î i
-rP (17.27)
Et nEr

in cui or,è la tensionenell'iesimocavo depuratadellecadutedi tensioneed il


è il numero di cavi.
La deformazionee," della fibra posta al livello dei cavi, dovuta alla
decompressione del calcestruzzo,è fornita dalla relazione:

-ap
p.
LG . î ) (t7.28)

in cui Nè lo sforzo residuodi precompressione, pari alla sommadegli sforzi


residuiagentinei singoli cavi, ed e è l'eccentricitàdi À/ rispettoal baricentro
della sezione.
Con riferimento al casoparticolaredella sezioneriportata nella figura
17.10,l'equazionedi equilibrioalla traslazionesi scrive:

a) per y q d

By o - - A r o r : 0 (17.2e)

b)perd<y<(H-d)

Bdo,.*b(y-dlo,"-Aft=0 (17.30)

Nelle (17.29)e (17.30)la tensioneo, nell'armaturadi pretensione è


funzionedella deformazionee,fornita d,alla(17.26), e può quindi calcolarsi
a partire da quest'ultima una volta assegnatoil legameo - € per I'acciaio
armonico. La e, dipendeperò, tramite la e,, dalla profondità dell'asseneu-
tro i: ne consegue che la determinazione di i, a cui è legaroy, richiede,
generalmente,la soluzionecon un procedimentoiterativo dell'equazione
(17.29)ovverodella(17.30).
Occorre inoltre rilevare che in pratica, nella sezionedi cui si vuole
calcolareil momentodi rottura, è dispostaancheun'armaturadolceordina-
ria siaal lembosuperiore chea quelloinferiore:la(17.29)ela(17.30)vanno,
in tal caso, modificate inserendoi termini relativi ai contributi offerti da
questasia allo sforzo totale di compressioneche a quello di trazione.
Le veriliche a fessurazíone e rottura 449

o"'b(r)

Figuru 17.11

Notala posizionedell'asseneutro, è possibileinfine calcolareil momen-


to di rottura utilizzando l'equazionedi equilibrio alla rotazione.
Con riferimento alla sezionedella fig. 17.10,l'equilibrio alla rotazione
al baricentro della zona compressafornisce:

Mo: o/fr- ( l7 . 3 1 )

ft* è la distanzatra il baricentrodell'armaturadi pretensionee quello


dellazonacompressa.
i Valutazionipiù approssimatedel momento di rottura possonoinfine
effettuatebasandosisulle due seguentiosservazionifondamentali:
a) la percentualedi armaturaè in generelargamenteal di sotto di quella
limite,per cui la rottura si verifica per collassodell'acciaio;
b) il bracciodella coppia interna, per gli usuali rapporti adottafi di B/b
'(fig. con il valore(h - d/2).
17.11),coincidesensibilmente
In tal casoinfatti si ricava immediatamentela relazioneapprossimata:

Mo= o1.Ay - X) (r7.32)


l,
in cui o7"è la tensioneconvenzionaledi rottura dell'acciaiopreteso.
Indicandocon:

Apy" 'l A ,o1,


(17.33)
o,"bh
I
450 Teoùa e tecníco delle costruziont

la percentualemeccanicadi acciaioteso,valori di M, piir aderentialla realtà


sono, peraltro, forniti dalla relazione:

M, = (Arorhl + A,oyJt,)
|
[ ' - c2 .) l (17.34)

nei casiin cui risulta (q < 0.20)e (sh < A. Nella (17.33)e (17.34)si è
indicato con Ared A, rispettivamentele areedi acciaiopretesoe di acciaio
ordinario, con hred ft" le distanzedei baricentridi dettearmaturedal bordo
compresso,conb lalarghezzadellatrave e con o^ la tensionedi snervamento
dell'acciaioordinario.
È interessanteosservareche nelle relazioni approssimate(17.32)e
(17.34)il momentodi rottura non è influenzatodall'entità delladeformazio-
ne inizialmenteimpressaall'armatuîa, caÍatteÍízzata,invece,nellatrattazio-
ne innanzi svolta dalla dilatazione îittizia e, ovvero dalla dilatazione
(et t e,).
Si è ritenuto pertanto utile costruirele curve del momento specificodi
rottura:

M^
(17.35)
o.r)D n-

in funzione della percentualemeccanicadi armatura q e per diversivalori


della deformazioneiniziale di pretensione,espressaattraversoil rapporto
adimensionale(fig. 17.12):

t... - eî
(17.36)
%

Le curve,in particolare,sono statetracciateassumendoper le caratteri-


stichemeccanichedei materiali i sesuentivalori:

or. : 18.OOO
Kg/ cm2

Er=2x1o6Kg/cm2

fn = 9%o
Le verifiche a fessurazíone e rouuru 451

o"" = 400KT/cmz

€- = 110. 10-ó'V4oo= 2,2voo

mentreil rapporto X è statoassuntopari ad 1,2,3 e 4, rispettivamente


ai valori della er:
corrispondente

x= I 4=6'8%o

x:2 lr = 4'6%o

x = 3 4 = 2'4Voo

x = 4 Zr = O,Z a'rrc

È opportunonotare che a x = I corrispondeuna dilatazioneiniziale di


tiro prossimaa quella di rottura, mentreil valore1 = 4 corrispondeal caso
di armaturainizialmentepressochéscarica;nelle praticherealizzazionisi ha
in genere1 = 2.
Le curvedella fig. 17.12presentanonei punti 0,, 0r, 0, e 0odelledisconti-
nuitàdovute al passaggiodal comportamentoa debole a quello a forte
armatura;le percentualimeccanichedi armatura limite sono ovviamente
funzionedel rapporto 1 ed aumentanoal diminuire di 1.
Da tali curvesi rileva chenel campodel comportamentoa debolearma-
tura il momento di rottura è poco influenzato dal valore di 1 e quindi
dall'entitàdello sforzo di pretensione;maggioriscostamentisi hanno invece
neicasidi comportamentoa forte armatura.
Dalle stessecurve si rileva inoltre che, nel caso di comportamentoa
debolearmatura,il momentodi rottura è con buona approssimazione diret-
tamenteproporzionalealla percentualedi acciaio teso, così come risulta
anchedafle (17.32)e (17.34).
Nei casiusuali della pratica tecnicasi utilizzanopercentualigeometriche
comprese fra 0,25cloe0,40ah,corrispondentia percentualimeccaniche, per i
.valoridi or, e o", adottati, rispettivamentepati a 0,1125 e 0,1800.
Neiduecasilimitedi q = 9,1125e0,1800,dallecurvedellafig. 17,12,si

: o,to34
Mo= o,to3o,obh2 orLrt : 0,9rsor64.rh
452 Teoria e tecnica delle costruzioni

M o , o= 1 8O O Ox gf c m 2 e , " = 5 " / " "


4"b.- Ef = 2 x1Oók9/cm2
ocó= 4OO kgfcmz eco=Ztzoloo

x=1
0,30

0,25 1:.77
"l '/

r
X=4
q20

"*
0,15

0,10

0,05 /

/" I
,1121
I
I
18
o,1o olo 0,3o o,4o q 50
Figura 17.12

o:4!
Mo = 0,160o,"bh2= 0.160 ord.4l1
'
= 0,890o,l yh
ot,/ t

molto vicini ai valori calcolabilicon le (17.32)e (1i'.34).


L'esamedelle curve rivela ancora come a parità di 4, nel campo delle
deboli armature, il momento di rottura risulti, anche se modestamente,
maggioreper ìe sezionicui corrispondonominori deformazioni iniziali; il
contrario inveceaccadeper il comportamentoa forte armatura.
Questo fenomeno è d'altra parte fisicamenteintuitivo se si pensaal
diversosistemameccanicodi rottura nei due casi: per le deboli armature,
Le verìrtche s fessurazíone e rcttura 453

infatti,lo sforzodi trazionenell'armaturaall'istantedel collassonon dipen-


de dali'entitàdella deformazioneiniziale, mentre il braccio della coppia
internadiminuisceall'aumentaredi €/ e pertanto il prodotto et"Ath* dimi'
nuisce all'aumentaredella pretensione;nel casoinvecedella forte armatura
bracciodellacoppiainterna si mantienepressochécostante,mentreovvia-
.entelo sforzo di trazione nell'armatura è direttamenteinfluenzato dal
piÌÌ
valoredellosforzo di pretensione,e quindi il momentodi rottura è tanto
altoquantominore è 1, ossiaquanto maggioreè la deformazionedi preten-
sione.

Il caso della rottura per Ílessione per momento mtntmo


17..3.3.

In alcunicasi la rottura di una Irave precompressa può avvenireper


climinuzione del momentoesterno'Ciò si può verificaresubito dopo I'esecu-
zionedellaprecompressione nel casoin cui, per effetto di una errata mano-
vra,nellatrave si ha una diminuzionedel momentominimo previstoin fase
piìt
cliprogetto,oppure, nel casodi travi a più campate,per effetto di una
sfavorivoledisposizionedei sovraccarichiche porta ad una diminuzione
dellasollecitazioneflessionale.
In questicasilo sforzo di precompressione, chetendea far nascereforti
compressioni nella zona circostanteil cavo, non essendopiù bilanciato
effettodel momentoesterno,può provocarelo schiacciamento del con-

Restandovalide le ipotesi formulate nel caso di rottura per momento


isimo,il diagrammadella deformazioneè rappresentatoin fig' 17'13'

- e",è la contrazionespecificaper la quale si verifica lo schiacciamento


del conglomerato:
e. è I'aliungamentospecificodel conglomeratoal lembo superiore;
., ed., rapp.esentanola contrazionespecificadel conglomeratoin
córrispondenza dell'armatura nella fase iniziale ed alla rottura;
g ed ., rappresentanola dilatazionespecificadell'armaturanella fase
inizialeed alla rottura;

La linearità dei diagrammi consenteinoltre di scrivere:

(h-x) (17.37)
(H-x\
454 Teoría e tecnica delle costruzioni

Tr------------r
tî- --s
l " l l
I -N-f-b

I.+l.l
-Tr:-'r
f-fr-F-::=
l<--=---->l

Fase iniziale Fase di rottura

Figura 17.13

c r= l t - e , = è r - . # Q - x) (17'38)
\n - xt

La posizionedell'asseneutro i viene determinata,al solito, dall'equa-


zione di equilibrio alla traslazione:

f-'
of , = o(e) b(x) dx (17.39)
)n

dove:

e = e ( . r )= é : A . , (17.40)

ed in cui o, rappresentala tensionenell'acciaiocorrispondentealla deforma-


zionee, e, quindi, come risulta dalla (17.38),è funzione di i.
La (17.39), pertanto, è un'equazionenell'unica incognita i che può
risolversiper via iterativa una volta stabiliti i legamio - e dell'acciaioe del
calcestruzzo.
Il valore del momento di rottura, dall'equazionedi equilibrio alla rota-
zione intorno al baricentro della zona comDressa.è fornito da:
Le veriÍichea fessuruzionee rottura 455

M o= o Í ' A r ' h * (17.41)

in cui o7è rtota e h* (distanzatra il baricentro dei cavi ed il punto di


applicazionedella risultantedegli sforzi di compressionenel calcestruzzo)è
facilmentecalcolabile una volta risolta la (17.39).

17.3.4.La rottura della sezione presso-inflessa

Si prendein considerazioneil solo problema della semplicearmatura,


essendoin generei cavi disposti semprenella zona che in condizioni di
è soggettaa tensioni di trazione.
esercizio
Con riferimento alla genericasezionedella Îig. 17.14,si consideranoi
duecasi:

a) I'asseneutroè internoalla sezione;


b) I'asseneutro cadeal di sotto delle armaturepreteseed all'esternodella
sezione.

Figura 17.14

Per semplicitàsi riferiscela caratteristicaflettenteesternaal baricentro


deglisforzi di compressionenel calcestruzzo.

Casoa)

Il collassodella sezione,similmente a quanto accadenella flessione


456 Teoria e tecnico delle costruzionl

b)

Fígurs 17.15

semplice,può esserecaîatfeîizzatoancoradal raggiungimentodella defor-


mazionelimite nellearmature,ovvero dallo schiacciamento del lembo com-
pressodel conglomerato.In fig. 17.15aè rappresentata la prima eventualità,
in fig. 17.15bil casolimite del collassocontemporaneodi entrambi i mate-
riali, in fig. 17.15cil casodel collassoper schiacciamento del conglomerato.
Nel casoillustrato nella fig. 17.15a,le caratteristichecorrispondential
collassodella sezione,dalle note equazionidi equilibrio, si scrivono:

-r Jo
o(e) b(x) dx (17.42)

Mo: oJ.'At'h* (17.43)

doveft * rappresentala distanzatra il baricentrodei cavi di precompressione


ed il punto di applicazionedella risultantedegli sforzi di compressione
nel
calcestruzzo,e:

c - c \ ^ . / - : , (17.44)

e"=(ey,-ey) (17.4s)
h - x
Le verifíche a fessurqzione e rotturq 45'l

Le (17.42) e (17.43) consenanola loro validità sino a quando la e"non


per il conglomeratoe cioè, dalla
il valorelimite e",di schiacciamento
7.4$. sino a che la distanzadell'asseneutro x dall'estremolembo com-
soddisfala diseguaglianza:

0(.r(-r,=à (r7.46)
e-+tJu-eJ

Per valori delle caratteristichecui corrisnondauna distanzax esterna


(17.46)(fig. 17.15c),cioè tali cherisulti:

(.r(É1 (17.47)
Éco+tfu-eÍ

corrispondenti,sempredalle usuali equazionidi equilibrio, si


èspressioni

ft
o , ( e , ). A ,' -J I o o ( e) b ( x ) d x (17.48)

Mo:oyky)'Ar'h* (r7.49)

la dilatazionee, dell'armatura desumibiledalla proporzione:

- h - x
-J - =
F r-I - + -co :
a (17.50)
f

il collassocaîatferizzalo,dunque,dal solo schiacciamento


del conglome-

Casob)

Nel caso invece che I'asse neutro cada al di fuori della sezione(fig.
,16)e cioè che risulti verificata la relazione:

11 (; < oo (17.s
r)
458 Teoriq e tecnica delle costruzioni

TT----l T
l--l r- I -=
l-l

l"ll'l
I
-t t-l
-t l::::::::l

IJA]
t-x
F= I-l
-l
-ll
,rr, e. '
.t-ì*r ;
-l-fft-
lt
I /
U
L
a) b)

Figura 17.1.6

le caratteristichecorrispondential collassodella sezionesono fornite dalle;

N o = o 7 ( e y )' A t - \ o(e) b(x) dx (r7.s2)


r;_a

M o = o t ( e l )' A r ' h* (17.53)

dove &* ha il solito significato, e(x) è pari a:

Íro
€ : e l x ) : : x (17.54)
x

ed e, è fornita da:

er=4-Í::s-nl (17.55)

rilevareche per x -
È interessante oo (fig. 17.16b)la (17.55)assume
I'aspetto:

e.:e, - e-^ (17.56)


Le verirtche q fessurozíone e rottura 459

le corrispondenticaratteristichedi collassovalgono:

No : o y ( e y ')A t - o " . ' 4 " (17.57)

Mo=o7k7)'5. (17.58)

indicatocon .4" e S, rispettivamenteI'area dellasezionedi conglome-


ed il momenlo statico dell'areadelle armaturepreteserispetto al bari-
della sezione.

17.3.5.Costruzionedel dominio M-N


in fig. 17.17e può essere
Il dominioM-N ha la forma rappresentata
per punti. Ad ogni diagrammadellee (fig. 17.18),cherappresenti
possibilestato di rottura, corrispondeinfatti una coppia di valori Mo-No
possonoesserecalcolati mediante le relazioni riportate nei paragrafi

Figura17.17

Dal diagrammadi fig. 17.17si deducecheil massimovaloredel momen-


di rottura si verifica quando è presenteanche la caratteristicasforzo
460 Teofia e tecníca delle costruzioni

T- ,r .r.7F
| /t 7 I lJ
Jf444-! I el=gf!,

Figura 17.18

l7 .3.6. La rottura delle travi a cavi non iniettati

In tutti i paragrafi che precedonosi è semprefatta l'ipotesi di perfetta


aderenzatra cavi pretesie calcestruzzoe questoanchenel casodel sistemadi
precompressione a cavi scorrevoli,in quantosi ipotizzachela rottura awen-
ga dopo I'iniezionedei cavi.
Nel casoinvecechela trave vengacaricataprima dell'iniezionedei cavi,
il meccanismodi rottura che si verifica in questocaso è molto diversoda
quello finora descritto.
Gli effetti dell'aderenzasonomolto evidentisesi confrontanoi risultati
della prova condotta fino a rottura su due travi identichein una sola delle
quali sia stataeffettuataI'iniezionedei cavi. Riportandoin grafico i risultati
di questaprova (fig. 17.19)si vedechela travea cavi iniettati,a paritàdel
valore del carico agente,si inflette di meno.
Ciò si spiegain quantoin questocasola deformazionedel cavoè ugualea
quelladel calcestruzzo al qualeè aderente,mentrenell'altro caso,mancando
I'aderenza,si verifica uno scorrimentotra cavo e calcestruzzoe la deforma-
zione nel cavo assumeun valore mediamenteminore e pressochécostante
lungo tutta la trave. In quest'ultimocaso,inoltre, lo sforzonel cavonon cre-
scein manierasignificativaall'aumentaredel caricoesternofino alla rottura.
La differenza di comportamentotra i due sistemi si traduce in una
diminuzionedel momento di fessurazionedel 10 + 1590e del momentodi
rottura che in alcuni casi può ancheesseredel 50%.
La rottura awiene quindi sempreper schiacciamento del calcestruzzoe
si verifica dopo la formazionedi un'unica grande fessura.Solo seè presente
Le veiîiche a f$surozíone e rotturo 461

C A V I I NI E I T A T I
o
CAVI NON INIEITATI
o.

SPOSTAMENTO

Figura 17.19

unadiscretaouantità di armatura non Dretesa.la fessurazionesi manifesta


nel caso delle travi a cavi iniettati e cioè con una serie di oiccole

Il caricodi rottura si può calcolarein manieraapprossimataconsideran-


I'effetto della precompressione come una forza esternache rimane co-
al cresceredei carichi fino alla rottura. Pertanto valsono ancora le
(17.23)e (17.25)nelle quali o, assumeil valore di tensionenelle
Dretesein assenzadi carico esterno.

7.4.Esercizi

n. 17.1

La sezioneriportata nella fig. 17.20è sollecitatada un momentofletten-


massimoin esercizio:

M*^ = 320 tm

è precompressa
da uno sforzo:

N = 360t
462 Teoria e tecnícq delle costruzionl

dispostocon eccentricità:

e -- 0,6082m

Le caratteristichegeometrichedella sezionesono le seguenti:

A : 0,5245m2

/s : 0,8418m

!1 = 0"7082m

I = 0,1565ma

(" = 0,1859m3

Wi = 0 '2210m3

di resistenza
Prevedendoche la trave sia realizzalacon calcestruzzo
caratteristica:

R"r = 450k8/ cm2

vale:
la resistenzamassimaa trazione per flessione,secondole norme'

: 28,6rk8/cm2
f "rt : 1,20x 0,70 x 0,5s x {[5tr
il momentodi fessurazione:
Dalla (17.3)si calcolaimmediatamente

( 360 + 360 x 0.ó082+ 286,10.lx 0,2210: 433,86tm


' o -_
"^n. o,22lo )
10.5245

di sicurezza
convenzionale quindivale:
alla fessurazione
II coefficiente

M; 433,86
''t = -
M-^ 320
Le vefirtche a fessurqzione e rotÍura

F___j!

' 75 |
t l

Figurq 17.20

n. 1 /..2

La sezioneriportata nella figura 17.21 è sollecitatada un momento

M = 284,40tm

è precompressa
da uno sforzo:

N = 285,645r

con eccentricità:

e=O,64m
464 Teoria e rccnica delle coslruziont

F
a a o a

1-
lr0

I
I 150

l-
I110

'
-T-
9 l

r
a
a . a

5
o

0
a a

l
F
Figura 17 21

Le caratteristichegeometrichedella sezionesono le seguenti:

A":0'4270mz

Ap = 7,432+ 2 x 11,148= 29,728cmz

At = A'r = 4Ó12= 4,52 cm2

l'': O ' 7 7m

li:0"73 m

I = 0,11571
ma
Le veri.fiche a Íessurazione e rcttura 465

Si vuole effettuarela verifica a rottura Der momento massimo.

Il calcolodel momentodi rottura vieneeffettuatocon le seguentiipotesi:

diagrammadelle deformazioni rettilineo;


deformazionea rottura del conglomeratocompressoe,, : 0.3590;
diagrammadi compressionerettangolareestesoad un'altezzay pari a
0,80dell'altezzadella zona compressa;
tensioneconvenzionalelimite del conglomeratocompressopari a
q, = 0'44 R"à
comportamentoelastico-perfettamente plastico dell'acciaio;
deformazionemassimadell'acciaioteso al di là della decompressione
tr' = l'04/o;
di calcolo dell'acciaioda precompressopari a fo,o = fr*/t"
r-esistenza
resistenzadi calcolo dell'acciaioordinario pari a fro = fy*/',"
tensionedi calcolo dell'acciaio ordinario compressonon superiorea
quella.corrispondentead una deformazionedello 0,2090.

Nel casoin esamesi assume:

o". = 0,44 x 400 : 176kg/cm2

f 0,7= 17500/1,15= 15217k7/cmz

fra = 44O0/1,15= 3826kg/cm2

E" = l8ooo.'l4ú = 36o.oo0


ke/cm2

Ep = 2'000'000ks/cm'

4 = 2'lol'ffi} k8/cm'

La deformazionenell'acciaio armonico dovuta alla pretensionedelle


armature,valutata con riferimento alla tensionemedia, è pari a:

285645
= 0,4804Vo
29,728x 2.000.000
466 Teoria e tecnica delle costruzioni

€co= 0,35 %
t
3.E
î

t
e r o= ' l , o % T
Fígtoa 17-22

La deformazionenella fibra di calcestruzzoposta alla quota dei cavi


vale:

2Ss64s( | - 64x64 = o,oouro"


'., :
*360006
lq.no 0,11571 )
x 108

Di seguitosi determinaper tentativi la posizionedell'asseneutro egua-


gliandogii sforzi risultanti di compressione si
e di trazionee successivamente
calcolail corrispondentemomento di rottura'
La risultante degli sforzi di trazione viene calcolataconsiderandonel-
l'acciaioarmonicounadeformazionepariallasommadiquellacorrispon-
denteallaprecompressioneresidua,alladecompressionenellafibradicalce-
struzzopostaalla quota dei cavi ed a quellaletta sul diagrammadi deforma-
zione in corrispondenzadella condizioneultima della sezione'

l'tentativo
Si adotta il diagrammadi deformazioniriportato nella figura 17'22'
Dalla linearità del diagrammasi calcolala profondità dell'asseneutro:

x":r47fi=sz,tt,*
per cui:
Le verifíche a fessurqzione e rotturu 467

o'ol
il41 - 38,11)= o,N9449
1 4 7- 3 8 , 1 1

o-'90'3's - 3) = o.o$zza
(38,11
-i =
.l
38,11

Risultandoquindi:

15217 =
e" -- 0,009449t 0,007609
2.000.000

e'r=0,OO3224>0,002

oP = 75217kg/cmz

oi = 3826ke/cm2

di compres-
comedetto,un diagramma
Adottandoper il calcestruzzo,
rettangolaredi Profondità Pari a:

Y = 0,80 x" = 30,49cm

risultantedegli sforzi di compressionevale:

C = 176x (1000+ 170+ 16 x 10,49)+ 3826x 4,52 = 252'753


kg

la risultante degli sforzi di trazione vale:


-- 469665kg
T = 15217x 29,728 + 3826 x 4,52

tentativo
Si pone

e" = e"" -- 0,3570

x"=90cm
468 Teoria e tecnícs delle costruzionl

per cui risulta:

x 87/90 = 0,003383
ei = 0,OOrS > 0,002

t, = 0,0035x 51/90 = 0,001983

€r: 0,0035x 57/gO= O,O02217 = 0'001822


> 3826/2100'OO0

nell'acciaioarmonicovale:
complessiva
La deformazione

eo= e, I eop+ eo= 0,004804+ 0,000467+ 0'001983:

= 0,00'7254
< 0,007609

Si ha quindi:

o'r : 3826k8/cm2

x 2.000.000:
op = O,O0'7254 14508k8/cm2

o, = 3826 kg/cm2
Essendo

):0,80x90=72cm
e di trazionevalgonorispettivamen-
le risultanti degli sforzi di compressione
te:

C = 176 x (1000 + 170 + 16 x 52') + 3826 x 4,52 = 369646ks

I = 14508 x 29,728 + 3826 x 4,52 = 448587kg

3? tentativo
Si pone

ec=eco=0,35Ea

x,: lO4 cm
Le ve rtcheq fessurazione
e rcttura 469

cui, dalla linearita del diagrammadelle deformazioni,risulta:

€; = 0,0035x l0l/rD4 = 0,003399> 0,002

€p= o,oo35x 37/lo4 = o'ool245


€/ = 0,0035x 43/104= 0'001447
< 0,001822

nell'acciaioarmonicovale:
complessiva
La deformazione

€p= 0,004804+ 0,000467+ 0,001245=


= 0,006516
< 0,007609

Letensioninell'acciaioordinarioedin quelloarmonicoquindivalgono:

o', = 3826kg/cm2

op = 0,006516x 2.000.000= 13032k8/cm2

or = 0,001447x 2.100.000- 3039kg/cm2

risultantidegli sforzi di compressionee di trazione, essendo:


y = 0,80 x 104= 83,20cm
pÍln a:

= 176x (1000+ l7O + 16 x 63,20\ + 3826x 4'52 - 401t85kg


T __ 13032x 29,728+ 3039x 4,52 = 40tt52 k8
verificatol'equilibrioalla traslazione,si ritiene
praticamente
Essendo
:ttabilela posizionedell'asseneutro.
La distanzadel punto di applicazionedella risultante degli sforzi di
dal lembo superioreè pari a:

50 x 2Ú/2 + 170x 23,30+ 16 x 63,2x 51,6+ 6 x 4,52x 3


1000+ 170+ 16 x 63,20+ 4,52x 6
= 30,36cm
4'7O Teorìa e tecnica delle costruziont

La risultante degli sforzi di trazione è inveceapplicatain un punto che


dista dal lembo superioredi:

. 29,728 x 13032x 141 + 4,52 x 3039 x 147 - tÀ1.1 --


29.728 x 13032+ 4'52 x 3039

Il braccio della coppia interna dsulta pertanto pari a:

d = r4r,21 - 30,36 = lr0'85 cm

Con riferimento al più piccolodei due sforzi, il momentodi rottura vale:

M, = 401152x 1,1085 = 444677kgm

Il coefficienteconvenzionaledi sicurezzaalla rottura è quindi pari a:

444.677
r'=zfg.Aú=r'ror
Copitolodiciottesimo
Le cadutedi tensionenelle strutture precompresse

18.1.Generalità

L'applicazionedellaprecompressione è stataagli ini"i condizionataprin-


cipalmenie dalledifficolta connesseall'impiegodi acciaiil cuitassodi lavoro
per-
oótesse coprire con buon rendimentoI'aliquota di tensioneche andava
-" u.uuìu delle deformazionilentedel
loiu conglomerato e degli acciai.
stessi
(ca-
iali perditedi tensione,che correntementevanno sotto il nome di
dute,ditinsione>,hanno un'importanzadecisivasul comportamento statico
di unastrutturaprecompressa: essedevono,infatti, essereprevistee valutate
adegoatamente in modó che, una volta scontate,la struttura assumaquel
iegi-medefinitivo garantito proprio dalla conservazjonenel tempo di una
ce;iaaliquota dello stato di coazioneimpressoinizialmente'
Le caìute di tensionepossonosostanzialmente distinguersiin due cate-
gorie:quellelegateal sistémaed alle modalità di precompressione e quelle
dei materiali' Più precisamen-
iipenaéntida é caratteristicheviscoelastiche
te Dossonoesseresuddivisecome segue:

a) perditedi tensionedovutea fenomeniistantaneichetendonoa diminui


re I'allungamentoimpressoai fili;
b) perditeditensione dovute alla resistenzad'attrito tra cavi e calcestruz-

c) perditedi tensionedovute a fenomeni differiti nel tempo'

Di tali cadutedi tensione,le prime sonoconseguenza di diversifenome-


ni, alcunitipici del sistemaa fili aderentied altri di quello a cavi scorrevoli'
leseconde sonocaratteristichedel sistemadi precompressione a cavi scorre-
voli, mentrele terze sono comuni a tutti i sistemiadoperati'
, ilei successivi paragrafi si esaminanoinizialmentele perdite di tensione
cui in a) e b), facendòriferimento ai sistemidi precompressione adopera-
e succéssivamente si trattano i fenomeni di cui alla lettera c)'
4'72 Teoria e tecnica delle costruzíont

18.2. Cadute di tensioneper fenomeni isfanianei

Come rilevato, le cadute di tensionedovute a fenomeni istantaneisi


manifestanosia nel casodi precompressione a fili aderentiche in quello di
precompressione a cavi scorrevoli. Le causeche determinanotali perdite
sono essenzialmente individuatenella deformazioneelasticacheinsorgenel
conglomeratoper effetto dell'applicazionedello sforzo di precompressione,
nel rientro degli apparecchidi ancoraggioe nello scorrimentodei fili all'atto
del bloccaggio.

18.2.1. Deformazione elastica

Nel casodi travi a cavi scorrevoliè noto che la precompressione viene


effettuata facendocontrasto sulle testatedelle travi stesse,consentendoai
cavidi scorrereall'internodelleguaine.È quindi possibileottenerenell'ac-
ciaio una tensioneprefissata,non influenzata dall'accorciamentoelastico
della trave che si verificà contemporaneamente alla messain tensionedelle
armaturedi precompressione, poiché la lettura ai manometridei martinetti
viene effettuafa dopo che tale deformazioneistantaneasi è manifestata.
Tuttavia, quando la precompressione è ottenuta con più cavi scorrevoli,la
cui tesaturaviene effettuata in tempi successivi,nei cavi tesati per primi si
manifestauna caduta di tensione,usualmentedetta per (effetto mutuo),
dovuta alla successiva tesaturadei rimanenti. Tale perdita, che può essere
ridotta medianteopportuneritesature,è valutabilein alcuneunità per cento
dellatensioneiniziale.
Nel caso,invece,di travi precompresse a fili aderenti,le armaturesono
tesateprima del getto e la precompressione vieneimpressa,a maturazione
awenuta, mediantel'aderenzatra acciaio e conglomerato.Ciò comporta
cheall'accorciamentodel calcestruzzo corrispondeun identicoaccorciamen-
to dell'acciaioe quindi una riduzionedellatensioneinizialefornita all'arma-
tura.
E opportuno notare che in effetti senzail verificarsi di tale caduta
nell'acciaio.il calcestruzzonon risulterebbesollecitatoda alcuna coazione.
Infatti, all'atto del taglio dei fili, lo sforzo iniziale, prima assorbitodagli
ancoraggiterminali indipendenlidalla trave, vienetrasferito al conglomera-
to a cui, per aderenza,sono solidali i fili stessi:si produce pertanto un
accorciamentodel conglomeratoe quindi, a causadella contrazionedell'ar-
matura,uno statodi coazionein esso.
Le codute di tensione nelle strutture orecompresse 4'73

cadutadi tensionenell'acciaiopuò esserecalcolatarilevandoche,per


nella fibra di calcestruzzoalla quota del genericofilo deve

(18.1)

-"f" oc
D ; (18.2)

Dalla (18.2)si ricava quindi:

F
--Je
p -c (18.3)

o" è la tensionedi compressionenel calcestruzzo,valutata facendo


lo sforzo iniziale di precompressione.
alla sezioneornogeneizzata

Rientro degli apparecchí di ancoraggio


Nelsistemadi precompressione a cavi scorrevoli,gli apparecchidi anco-
dellearmaturesonogeneralmente annegatinelletestatedellatrave.
In corrispondenza dell'ancoraggio,pertanto, il calcestruzzorisulta sog-
a sforzi concentrati in zone ristrette, cui fanno riscontro tensioni
tali da produrre la plasticizzazionelocale del materiale.Ciò
il prodursi di una deformazioneanelasticache si rendemanifesta
il rientro degli apparecchidi ancoraggionella testata.
Il conseguenteawicinamento A/ delle sezioni estremedi un cavo di
/ produce, quindi, una caduta di tensioneistantaneapari a:

AI
Ao1,=4, (18.4)

Il valoredel rientro A/ dipende,oltre chedall'entità dello sforzoapplica-


rdalle caratteristichedi resistenzadel calcestruzzo,dai particolari co-
della testatae segnatamente dalla distribuzionedellearmatureme-
intorno agli apparecchi.
474 Teoriq e tecnica delle coslruzíont

La valutazionedell'entita del rientro, esistendouna copiosadocumenta-


con
zione sperimentale,piir che per via teorica, si perseguefrequentemente
criteri analogici.

18.2.3. Scorrimento dei fin al bloccaggio

In tutti i sistemi che prevedonoil serraggiodei fili mediantecunei di


ancoraggio,occorre prevedereuno scorrimentoiniziale dei fili rispetto al
cono, prima che questoabbia raggiunto la posizionedi bloccaggio'
L'entità di questoscorrimentoè una caratteristicapiù o meno costante
di ciascunbrevetto e viene fornita dalle ditte costruttrici'

18.3. Cadute di tensione per attrito lungo il cavo

Nel sistemaa cavi scorrevoli,come detto più volte, i cavi sono posti in
tensionea mezzodimartinetti e l'entità degli sforzi esercitatiè rilevabileai
manometri delle PomPe,
Lo scorrimentodei cavi nelle guainefa insorgeredegli sforzi di attrito
chesi oppongonoa quelli applicati,con concomitantediminuzionedi questi
ultimi. ie cadute di tensioneche si manifestanosono di entità diversaa
secondache il cavo abbia un tracciatolineareo curvo' Tali cadute,infatti'
come evidenziatoda numerosi risultati sperimentali,risultano più elevate
nellecurveche raccordanoi cambiamentidi direzionedell'assedei cavi, ma
sono presentianchese il cavo ha andamentolineare, a causadelle leggere
ondulazionidovute alla difficoltà di porre in operaun cavo perfettamente
rettilineo.
Le cadutedi tensionedovute all'effetto di curvaturadipendonofonda-
mentalmentedalla pressioneesercitatadal cavosul calcestruzzo, dalla devia-
zioneangolaredel tracciato del cavo e dal coefficientedi attrito in curvatra
cavo e guaina.
Le óadutedi tensionedovute all'effetto di lunghezza,presentisia nei
tratti rettilinei che in quelli curvi, dipendono invece essenzialmente dalla
forza esercitatadal cavo, dalla sua lunghe zza e da! coefficiente di attríto in
linea.
Si analizza,pertanto,l'andamentodello sforzolungo un tratto a sempli
ce curvaturadeiquale sianoR il raggio di curvatura,ctqI'apertura angolar€
massimadella curva, No ed N' gli sforzi presentiagli estremi'
All'applicazionedello sforzo No il calcestruzzo(fig' 18'l) reagiscecon
Le codute di tensione nelle strutture precompresse 475

No

Figura 18.1

un sistemadi pressioninormali al cavoin ciascunpunto, cui corrispondeun


sistemadi tensioni tangenzialidi attrito:

p, = Í" . p" (18.5)

essendo, il coefficientedi attrito in curva tra il cavo e la guaina.


Dall'equilibrio di un elementodi lunghezzainfinitesima:

d s = R . d a (18.6)

$ ncava:

p,-R.du= =^+
w,"nf; (18.7)

N
" r - R (18.8)

La variazionedello sforzo dovuta all'attrito lungo l'elementoconsidera-


to, essendoper I'equilibrio nella direzionedella tangente:
476 Teoría e tecnica delle costruzioní

N - (N * dN) = P,Rdu (18.e)

risultaquindi:

dN = - ptRd.a= - f"p,R4a = - f"N da (18.10)

relazioneche consentedi ricavarela leggedi variazionedello sforzo lungo


I'assecurvo del cavo:

dN
_= _Icad (18.11)

Integrandotra 0 ed o si ricava il valore dello sforzo nel punto generico


definito dall'angolo ct:

N = N oe-fp (18.12)

e di qui la variazionedi sforzo:

AN=No-N=No(t-"to1 (18.13)

owero, dividendoper la sezionecostantedel cavo,la variazionedi tensione:

Aon -- oo ( t - "'r," 7 (18.14)

Ponendoal posto dell'angologenericoc il valoreao dell'aperturaango-


lare massimadel tratto curvo. si ottiene la riduzione totale di tensione:

Aon=oo(t-"to"1 (18.15)

che mostra come essa,sempreche la curvatura conserviovunquelo stesso


segno,siaindipendentedal tipo di curva e funzionesolamentedell'angoloao
tra le tangenti estremedelimitanti il tratto curvo.
Nel casochela curvaturadel cavopresentiinversionidi segno(fig. 18.2)
si può procedereal computo progressivodelle perdite sui vari raccordi,
mettendoin conto per ciascunodi essila relativa ampiezza(variazionedelle
tangentiestreme),cosicchéla perditatotale risulta data, almenoteoricamen-
te, da:
Le codute di tensione nelle strutture precompresse 47'7

r)
Figurq 18.2

= oo T _ . { - l
1Ao1),,, (18.r6)
lt rr.2, l
In effetti in corrispondenzadei punti di flessosi sonodeterminatesperi-
mentalmente perdite di tensioneancor più gravosedi quelle teoricamente
calcolate, per cui è opportuno limitarne il numero al minimo possibile.
Neitratti rettilinei non si dovrebbero,in teoria, manifestarefenomenidi
attrito,Tuttavia, in fase di esecuzione si verificano deviazionidel tracciato
nominale e contatti accidentalitra i diversielementidel cavo, l'alloggiamen-
to e gli eventualidispositivi distanziatorie quindi, anchenel caso di cavi
rettilineicorrettamenlerealizzali, si hanno perdite di tensioneper attrito.
Queste vengonoin generevalutateriferendosiad una deviazioneconvenzio-
naleB per unità di lunghezza,per cui operandoin modo del tutto analogoa
quantovisto in precedenza,si ha:

Ao, = oo(l - eLa'''t= úo(l - e I') (18.17)

in cui x è la distanza della sezionein cui si vuole valutare la caduta di


tensione dalla sezionedi applicazionedi ooed f, = Pf" è il coefficientedi
attdtoin linea.
Considerando sia la perdita dovuta all'attrito in curva chequelladovuta
all'attritoin linea, la cadutadi tensionetotale, tenendoconto dellavariazio-
necontinuadella tensionenel cavo, vale:

+
Ao* : oo fl - e'U"" t''t, (18.18)
4'18 Teo a e tecnica delle coslruziont

d2

, I
I
I

Fìguro 18.3

e limitando lo sviluppoal
Sviluppandoin seriela funzioneesponenziale
secondotermine, si ottiene:

Lo, -- oo(f"a * f,x\ (r8.19)

La valutazionedelle cadute di tensioneper attrito mediantela (18.19)


risulta attendibilesoltantò.se (f" a + Í, x) è minore di circa 0'25.
Un casodi particoldreinteresseper le frequentiapplicazioniè quellodel
cavo rialzato alle due estremità* e tesato da entrambele parti (fig. 18.3).
La massimacaduta di sforzo si risentirà nel punto X del cavo che non
subiscespostamentoper effetto del tiro applicatoalle estremità.L'ascissadi
questopunto si ricerca,pertanto, eguagliandogli sforzi nelle sezioniimme-
diatamentea destraed a sinistra di essoowero, nel casoche gli sforzi No
applicati alle estremitàsiano eguali, eguagliandole perdite di tensionepre-
senti nei due tratti del cavo separatida X.
Con riferimentoalla fig. 18.3,tenendoconto delleperditedi tensionenel
tratto rettilineo, si ha:

oo[l - ( f , a r ' r f , x \ l = o 0 [ 1- V " o t t f t ( l - - r ) ] ]

da cui si ottiene:

I f". -
" 2 * \az at)
Le cadute di tensione nelle strutture precompfesse 479

Cadutedi tensioneper fenomeni differiti

In tale categoria,certamentedi gran lunga più importante ed insidiosa


altre, sono compresele cadutedi tensioneper deformazionilente nel
e nell'acciaio, dovute ad effetti viscosi che dipendono dallo
di sollecitazionenella struttura, e le cadutecorrispondential fenomeno
ritiro. cheinvecesonopressochéindipendentidallo stato di sollecitazio-

Circai fenomenidella viscositàe del ritiro del calcestruzzoe del rilassa-


degliacciaisi rimandaa quantodetto nei paragrafi1.2.5.e 1.4.3.

Valutazionedelle cadutedi tensioneper effeîîi lenti

La conseguenza diretta dei fenomenidellaviscositàe del ritiro del calce-


sul comportamentonel tempo degli acciaipretesiè quella di ridurre
essilo stato di deformazioneimpressoall'atto della messain tensionee
di orovocareuna cadutadi tensione.
La valutazionerigorosadellacadutacausatada tali fenomenie da quello
rilassamento degli acciaiè oltremodocomplessaed incerta.Ciò è dovuto
all'impossibilitàgià accennatadi descriverecon sufficienteapprossima-
il fenomenodel rilassamentodegli acciaiarmonici (paragrafo1.4.3.),
alladifficoltà di valutarein pratica i coefficientio, B e 7 checompaiono
espressioni (1.7)ed (1.8) dei paragrafi1.2.5ed 1.2.6.Volendostudiare
il problema in via teorica,limitandosiper semplicitàad una trave ad
rettilineo, precompressabaricentricamentee di sezionecostante(fig.
8.4),I'equazioneche definiscenel tempo l'entità dello sforzo di precom-
può ricavarsidall'eguaglianzadelledeformazionidel calcestruzzo

t -l
I

Figura 18.4

dell'acciaio,a partire dall'istante in cui è impressolo stato di coazione.


480 Teoria e tecnico delle costtuzioni

Indicando con:

/ la lunghezzainiziale della trave e del cavo preteso;


A", E" l'area della sezionetrasversaledella trave ed il modulo di elasticità
del conglomerato;
A,. E, le analoghecaratteristiche dell'acciaio;
6íi,; la funziòne di viscositàdel calcestruzzodi cui al paragrafo l'2'51'
!ú(t, z) I'analoga funzione per l'acciaio;
€.(i) la contrazionespecificaprovocatadal ritiro al tempo /;
No lo sforzo di precompressione iniziale e cioè al tempo / : /1 ;
N(l) lo sforzo di precompressione al tempo l;

l'equazionedi congruenzafra calcestruzzoed acciaio al tempo f assume


I'asDetto:

N - No, " = ( t l ' ( t . d r + e , ( t ) t=


* f' ó rr
E,A " ),, E,A "
(18.20)
N^-N l'N(r)1
=_:-/- I = ' ' i t ! t ( t r, \ d r
ErAt ),, ErAr

Si osserviche nella (18.20)il primo termine del primo membro rappre-


sental'allungamentoelasticoal tempo / del conglomerato,dovuto alla cadu-
ta di sforzo (N. - N); il secondotermine del primo membro rappresenta
I'accorciamentòviscosoal tempo f, sommadei ricordi delle precedentide-
formazioni elasticheawenute alle epocher; il terzo terminedel primo mem-
bro rappresentala deformazionetotale di ritiro al tempo l'
I tèimini del secondomembro rappresentano'invece,per l'acciaio, ri-
spettivamentel'accorciamentoelastico al tempo l, dovuto alla riduzione
(N, - lg dello sforzo, e l'allungamentoviscoso,somma dei ricordi delle
précedentideformazioni elasticheavvenutealle epocher'
Integratala (18.20),il valore asintoticodi N(/), per I tendenteall'infini-
to, consintirebbedi valutareI'entità della cadutadi sforzo totale e, quindi'
di determinarelo stato di coazionesul quale poter fare affidamento'
Per le difficoltà su accennate,tuttavia, in particolareper ciò checoncer-
ne la definizionedella funzione { (t, t), I'integrazionedella (18'20)non è
perseguibilee, pertanto, nella valutazionepratica dello stato di coazionea
i"-pó infinito,ii fa riferimentoa valori ricavatiin basead esperienze' come
si dirà nel paragrafoseguente.
Le cadute di tensione nelle strutturc precompresse 481

A titolo illustrativo si calcola ora la caduta di sforzo dovuta al solo


fluagedel calcestruzzo, nell'ipotesipuramenteteoricachesianonulli i feno-
neni di ritiro e rilassamento.È owio che in tal modo si giungerebbea
risultatidel tutto inesatti,non solo perchénon è lecito trascuraretali feno-
neni, ma ancheper la loro influenza sulle cadutedovute al fluage.
La (18.20)in taleipotesi,assumendo propostaal
peró(f, z) l'espressione
paragrafo 1.2.5,si scrive:

N-N" t t, ' 1V"-N


p A t + . , P F 1n l1 r 1, - o , , - , odtr = _ _ . / (lg.2l)
a | LtAt

Derivandorispetto a I e semplificandosi ha:

E"A ",.t - to)-


,EtAt 4 * oB Ne-'\t o OB.zz)
Et Ar dt

edooerandoil cambiamentodi variabile:

x = e - P l î - t a ) (18.23)

si ottiene:

E"A"+ ErAf4!
+ oN =o (18.24)
EsAr dx

cheforniscecome soluzione:
E, A, - ,o'
o "au
E . A ,+ E r A J
N (î) = Ke (18.25)

La costanteK si determinaimponendola condizioneiniziale:

lr'(rr) = No (18.26)

checonduceall'espressione:

(r8.27)
482 Teoúa e tecnica delle coslruziont

Per t - oo, nell'ipotesi che l' = /0, si ottiene lo sforzo finale:

(18.28)

essendoal solito n = Er/ E" e IL


Per Dercentualidi armatura p : 0,250/0,assumendoz = 6, si ottiene:

N : 0,985No

N : 0,970No

Perd=3 N = 0,955No

18.4.2. Valutazione approssimata delle cadute di tensione per


fenomení diÎîeriti
Attese le difficoltà di effettuare un calcolo rigoroso delle cadutedi
tensione,nella pratica tecnicasi fa riferimento alle Norme regolamentarile
cui presórizionisi fondano su esperienzeeseguitein Italia ed all'esteroda
numerosi ricercatori, confortate inoltre da un trentennio di applicazioni
costruttive.
Le cadutedi tensionedovute ai fenomenidi ritiro e di fluagedel calce'
struzzoedirilassamentodell'acciaio,salvopiìrprecisevalutazioniedin
assenzadi dati sperimentali,possonoessere,infatti, calcolatecome segue:

a)- per quanto riguardala valutazionedegli effetti dovuti al ritiro, la cadu'


ia di tensionenell'acciaiopuò essereottenuta dalla relazione:

Lon = e, E, (18.29)

in cui e"è la deformazionedovuta al ritiro, il cui valore, riportato dalle


norme,varia in funzionedel tempo intercorsotra il getto e I'applicazio-
ne dello statodi coazione'La (18.29)fornisceuna valutazioneapprossi-
mata dalla cadutadi tensione,in quanto il valore della deformazione e,
non tienein alcun conto la presenzadellearmature che, opponendosi a
tale cieformazione,ne limitano l'entità;
b) la deformazionelenta sotto carico, depuratadel ritiro, può essere valu-
Le csdute di tensione nelle strutture precompresse 483

tata trascurandoil contrasto offerto dalle armature e assumendoche


ciscunafibra di calcestruzzosi contraggaproporzionalmentealla defor-
mazioneelasticainiziale. Assumendoche la deformazionedifferita sia
pari ad m volte quella elastica,si ottiene:

F
Ao,.=
. mc,E,:mo.,J - ' h
(18.30)
J

dovela deformazioneelasticainizialee",è calcolata,nella sezioneconsi-


derata,con riferimento alla tensioneo",cheagiscesulla fibra di conglo-
meratoposta al livello dell'armatura;
la cadutadi tensioneper rilassamentodell'acciaiopuò esserevalutatain
funzionedellatensioneini zialeoyi : N o/AJ, ammettendoche,al varia-
re di questa,tale caduta assumauna leggedi variazioneparabolica'
Accettandoche, per tensioni iniziali inferiori al 5090 della tensione
gli effetti dovuti al rilassamentonon produ-
caratteristicadi r ottu,rafo,k,
conoperditedi tensione,si può assumerela leggedi variazioneriporta-
ta nella figura 18.5. Da tale figura si evinceche la caduta di tensione
Aor.può esserevalutata a partire dalla on, una volta noto il rapporto
or/fo,r, owero:

( o,,
4 , o ,= k o y t l , - 0,50 (18.31)
LJ p.t ]

dovek è deducibiledalle indicazioni fornite in normativa in funzione


del tipo di armatura da precompressione impiegata' La caduta di ten-
sionefornita dalla (18.31)può essereridotta al valoredesuntodall'e-
soressione:

I 2.50 4o"..I
= aop - -;-J
ao',, (18.32)
It
per tener conto dell'influenza reciprocatra le cadute di tensioneper
ritiro e fluage,indicateglobalmentecon 4o,,, e quellaper rilassamento.
Va tuttavia rilevato che in commerciosono prodotti acciaida precom-
presso(stabilizzati) con i quali si hanno cadute di tensionenotevol-
menteinferiori e pari a circa il 590 + l09o della tensioneiniziale o,,'
Teoria e tecnica delle costruzioni

La t,

Figurq 18.5

In definitiva le cadutedi tensioneglobali per fenomenidifferiti risultano


esserepari a:

Aoro= Loy,+ Ao/, + Ao't,= no"'t I oor, (18.33)

Di norma per le travi a cavi scorrevoli le cadute di tensionepossono


variarefraill5goedil30go,infunzioneanchedelleeventualiripresedi
tensionechesembra,alla lucedellemoderneesperienze, riducanole aliquote
dovute al fluage ed al rilassamento.
Per le travi a fili aderentila perdita percentualeè un po' più elevatadi
quella che si ha per i cavi scorrevolie può variare fra il 200/oed il 3590'

18.5. Esercizi

Esercizio n. 18.I

Valutare la caduta di tensioneper attrito nella trave della figura 18'6


ipotizzandocheil tiro vengaeffeituato contemporaneamente da entrambele
testate.La trave e precompressa con tre cavi a tracciato parabolico di area
pari a:
'7
cavo l: A r = .432cm'
Le cadute di tensione nelle strutturc prccompresse 485

i cavo2: At = 11,148cm2

cavo3: Ar = Il,l48 cmz

La tensioneiniziale di tesaturaè egualeper i tre cavi ed è pari a


nn -- 12700k g / cm2.
Con riferimento al sistemadi assicartesianiriportato nella figura 18.6,
l'equazionedei singoli cavi è la seguente:

cavol: ) = 8,056' 10-s;2+9

cavo2: y = 5,278 ' 10'sx2 + 9

cavo 3: ) = 1,806 ' l}'s x2 + 9

l
T-
Figura 18.6

Avendo ipotizzato di effettuareil tiro contemporaneamente dalle due


testate,la cadutadi tensioneper attrito assumevaloremassimonella sezione
di mezzeria.
Gli angoli formati dalle tangenti ai cavi nella sezionedi testata ed in
quelladi mezzeriadella trave valgono:
- 5'
cavo 1: ot = arctg (2 . 8,056 ' 10 1200) = 0,1910rad

c a v o2 : o t = a r cIî Q . 5 , 2 7 8 ' 1 0 - 5 ' 1 2 0 0 ) = 0 , 1 2 6 r0a d

c a v o3 : d . = a r c t g( 2 . 1 , 8 0 6 ' 1 0 - s ' 1 2 0 0 ) = 0 , 0 4 3 r3a d


486 Teoris e tecnicq delle costruzioni

Ipotizzandoche le guainesiano in lamierino metallico ed assumendoi


seguentivalori dei coefficienti di attrito:

f"--o'3 l=0'00:

le tensioninella sezionedi mezzeia possonoesseredeterminateapplicando


la (18.19):

cavo 1:
-- 11515kg/cmz
or = 12'700(1 - 0,3 ' 0,1910- 0,003 ' 12)

cavo2:
or = 1270O(1 - 0,3 ' 0,1260 - 0,003 ' 12) : 11762 1",t^2

cavo 3:
(1 - 0,3 .0,0433 - 0,003 ' 12) = 12077k8/cm2
or = l2'7OO

in tale sezionevale pertanto:


Lo sforzo di precompressione

N = 7 , 4 3 2 x 1 1 5 1 5+ 1 1 , 1 4 8x ( 1 1 7 6 2+ r 2 O 7 ' 7=) 3 5 1 . 3 3 6 k 9

cui corrisponde,essendolo sforzo iniziale pari a:

No = 12700x (7,432+ 2 x 11,148): 377.545


kg

una perdita di tensioneper attrito del 6,940/o


'

Esercizio n. 18.2

Valutare la perdita di tensioneper attrito nella trave della fig. 18.7'


nell'ipotesidi tiro effettuato all'estremo-4, con una tensioneinizialenell'ac-
ciaio pari a 130kg/mm2.I dati geometricidel problema sono:

L = 4,00m

lz = 5 'OOm
Le cadute di tensíone nelle struttuk precompresse 48'l

lz = 4,00 m

h=8,oom
ls : 4 'O0m

dt: 15'

dz = l5o

uz : 30'

dq = 15'

Ipotizzandochela guainadel cavo sia costituitada lamierino metallico,


peri coefficientidi attrito si assumonoi valori:

in linea retta: f = 0,00:

tn cuffa: Í" = 0,3

h = 4,00

Figuru 18.7

le tensioni nel cavo in alcunesezioni:


Si calcolanoprogressivamente

ou = o^ - 0,003x 4,00- w x = n8,23kg/mmz


lL #)

oc = os ( 1 - 0,003 x 5,00 ) = 116'46 kg/mm2


488 Teoriq e |ecnica delle costruzioni

( .
o^ = o. | | - o,oo3x 4,oo- 0,3" : ro5,e2
kg/mm2
#)

( . - 0 , 0 0 3x 8 , 0 0- 0 , 3 , r ; ] = 8 6 , 7 5k g / m m z
ou= d,
L'
(. - ooo3x 4,oo - 0,3 " : 78,e0kg/mm2
6F' = oF- |L |
#)

Nel punto F si trova quindi una tensionepari a 78,90kg/mm', con una


perdita di tensionedel 39,3 per cento.

Esercizio n. l8.i

Per la trave dell'esercizio18.1, la cui sezionetrasversaledi mezzeriaè


riportata nella fig. 18.8,si vogliono calcolarele cadutedi tensioneper feno'
mìni differiti. La trave è precompressa con tre cavi la cui tensionecaratteri-
stica di rottura valefo,o = 17500kg/cm2' La tensionedi tesatura' eguale
per tutti i cavi, è pari a o1i = 12700kg/cm2, crti corrispondeuno sforzo
iniziale di precompressione N,t = 377'545 kg; a seguito delle cadutedi
tensioneper attrito tale sforzo si riduce a N = 351'336kg (esercizio18'1)
con tensioni nei cavi Pari a:

cavo 1: -Í ll5l5 kg/ cm2

cavo 2: or = ll'762 k8/cm2

cavo 3: or = 12077kg/cmz

Il calcolodellecadutedi tensioneper ritiro e per fluagevieneeffettuato


prevedendoche la messain tiro delle armature awenga 14 giorni dopo il
getto del calcestruzzo.
=
La caduta di tensioneper ritiro, assumendoe" = 0'00025 ed Et
2.050.000kg/cmz, valet

Aor, = 0,00025 x 2.050.000= 512k8/cm2


Le codute di tensione nelle strutture precompresse 489

Figuru l8-8

La cadutadi tensioneper fluagevienecalcolataassumendochela defor-


mazionelenta del calcestruzzosotto carico, depuratadel ritiro, sia pari a 2
voltela deformazioneelastica;quest'ultimava valutata nella fibra di calce-
struzzoposta alla quota dei cavi.
Con riferimentoalla sezionedi mezzeriadellatrave,diareaA = 4270cm'
e momentod'inerzia baricentrico,I = 1,1571x 107cma, siha:

[ 351336 351336x (73 - rz 2268Nx 102x &1


--t' = 974ke/cm"
I qzlo l,l5?l x to? l,l57t ,x ,rr
lo' ]

avendoassuntoun coefficiente di omogeneizzazionez = 6 ed un momento


flettente di esercizio, comprensivo solo dei carichi permanenti, pari a
M = 226800ksm.
490 Teoriq e rccnica delle costruzioni

La caduta di tensioneper rilassamentoviene calcolatamediantela


(18.31); ipotizzando che I'armatura di precompressione sia costituita da
trefoli, il coefficientek che comparenella (18.31)vale:

t : o ' r 1: z . a s
0,25'

avendoquindi assuntochea tempo infinito, per una tensioneinizialepari a


0,75 f",k, la caduta di tensioneper rilassamentosia pari a 0,18 or. Si ha
pertanlo:

rtl5l5 l2
cavol: L.o, = 2,gg x 11515 - o,so = 828ks/cmz
[ ,r*: 1

r l11AJ I r
c a v2o: A o , , = 2 , s s x 1 1 7[6f f2i - o , s o 1 = 1003k8/cm2

r 11n1't I .z
o : L o r = 2 , g gx r 2 o ' 7[7f f i - o . s o 1
cav3 = 1 2 5k7s / c m z

Tali valori possonoessereridotti mediantela (18.32)per tener conto


dell'influenza reciproca tra le cadute di tensione per ritiro e fluage del
calcestruzzoe la caduta di tensioneper rilassamento.Si ha quindi:

| 2.5 x" (5lz


' , - , - -+1 .'974\
= ' |I
c a v ol : L o ' , , : g 2 gx II--'- = 56lkg/cmz
L 11515 I

2,5x(512+974)
cavo2: Lo'r,=1g63t = uru
or,,*'
It- t1762 I
2,5 x (512+ 974)I
cavo3: Aoi,: 1257>< t - | : - - - "k g'l "-m'-
X lll
| 12077 I

In ciascuncavo si ha in definitiva la seguentecaduta di tensioneper


fenomeni differiti:

cavo l: Ao, = 512 + 974 + 561 :2047 kg/cm2


Le cadute di tensione nelle strutture precompresse 491

Ao, : 512 + 974 + 686 = 2172 kT/cm2

Ao, = 512 + 974 + 870 = 2356kg/cm2

le tensioni finali valgono:

l: o, = 11515- 2O47= 9468kg/cm2

2: o, = 11762- 2172 = 959Okglcmz

3: o, = 12077- 2356 = 9721kglcmz

Lo sforzo residuo di precompressione,essendoil cavo I di


= 7,432cmzed i cavi 2 e 3 di arcaAr : 11,148cm', vale:

N = 7,432 x 9468 + 11,148x (9590 + 9'l2l) : 285645kg

a1f81,3090dello sforzo iniziale N = 351336kC.

n. 18.4

Calcolarele cadute di tensionenell'acciaiodel travetto di cui alla fie.


.Il travettoè precompresso con 6 trecciolinedi acciaioarmonico,costi-
ciascunadi esseda 3 fili i 2,25 mm, con un'area per ciascunatreccia
a 0,12cmz.La disposizionedell'armaturaè indicatanella stessafigura.
Le caratteristichegeometrichedella sezione,tenendo conto dell'area
ornogeneizzata(n = 6), sono le seguenti:

A = 78,28cm2

!; = 3'40 cm

f " = 5'60 cm

I = 418,00cma
492 Teo a e tecníca delle costru4iont

4'50
I I
f-l

3 . 85

Figura 18.9

Si prevedeal tiro una tensioneiniziale:

or,= 14109k8/cm2

con uno sforzototale di precompressione:

Nó=Ox0.l2 x l 4 l o 9= 1 0 1 6k0g

dispostoad una eccentricità:

( 9 , 0 0 - 1 , 3 0 ) + 5 x 1 , 6=0
e, -- 3,40 - O,78cm

Si prevededi effettuareil taglio dei fili dopo tre giorni dalla messain
tensionedei fili stessi;in tale tempo quindi si verificheràuna certaaliquota
del rilassamentodell'acciaio.
Nel casoin esamela curva sperimentale(fig' 18'10)indica chedopo72
Le codute di tensione nelle strutture precompresse 493

Figuro 18.10

e cioètre giorni, I'acciaio ha avuto una caduta del 4,30 per cento. La
nell'acciaioprima del taglio vale quindi:

or= 14109x (1 - 0,043) = 14109- 607 = l3502kg/cm'

A tal punto, effettuandoil taglio dei fili e cioè imponendola coazione


calcestruzzo,intervieneil fenomenodella deformazioneelastica.
La t€nsionenel calcestruzzoall'altezzadelbaricentrodellearmatureper
dellosforzo inizialeNo, (No -- 6 x 0,12 x 13502= 9721 ke),va'

^ 9721 9721x O,78'=


d^ = * t56K9/an-
78,n ota,oo

La deformazioneelasticaall'altezzadelle armaturesaràpari a:

138
e" = ei = = 0,394 9bo
350000-

assuntoall'atto del taglio dei fili:

E" : 350000kT/cmz
494 Teoriq e tecnica delle costruzìoni

La caduta di tensioneistantaneavale quindi:

ot!
A b , = c t E = I O O O1.9 x lo6 = 749kslcm2

essendoPer le trecce:

Er -- 1,9 x !06 k8/cm2

pari a 2'5
Per il fluage, assumendoche la deformazionedifferita sia
volte quella elastica,si ha:

A'b, = 2,5 x 749 = 1873kg/cm2

getto ed il taglio
Per il ritiro, trascurandola perdita che si verifica fra il
=
dei fili ed assumendoe" 0'00025' si ha:

x 1,9 x 106= 4'75kglcm2


A'' oy = O,OOO25

Neiriguardidelrilassamentosiassumeunacadutaparia2,5voltequella
presenteche un'aliquota
rpoi-."t"ufÀ"nte determinataa 120ore, tenendo
così:
dì essaè già stata scontataprima del taglio dei fili' Si ha

tt,l25 - 4,30 u.1r.t


x 14109-_ 962kg/cm,
1,u^ _ -r1 =
,.
100 100

In definitiva, quindi' la tensionefinale nell'acciaiovale:

oÍ = l4l}g - 607 - 749 - 1873- 475 - 962 = 9443kslcmz

pari
' al 66,9 per cento della tensioneiniziale'
della pre-
II calcoló dello stato tensionaledel travetto fornisce all'atto
compressione:

q= = 22'6
-n")rí,#''r 5,60 kglcm2
ffi

4 = ffi.y2##3,4o: t8s,8ks/cm2

i
L
L. cadute di tensione nelle strutture prccompresse 495

A tempo infinito è nora la tensionenell'acciaio:

ot = 9443kTlcm'

€ pervalutarelo stato tensionalenel travetto occorrerebberiferirsi all'area


delsolocalcestruzzo.
Essendoperaltro esiguele differenzefra le caratteristichegeometriche
deltravettocon e senzaarmatura solidale,per semplicitàsi calcola:

N = 0,72 x 9443 = 6799kp

6'799 6799x 0,78


ol 5,6A= É,8 kgl cm2
78,28 418,00

6799 6799 x 0,78


- 3,40 : 130,0ke/cm2
78,28 418,00
Capitolodiciannovesimo
La precompressionedelle strutture

19.1.Premessa

Il calcoloin faseelasticaed a rottura delle sezioniprecompresse, svolto


nei precedenti per
capitoli, è fondamentale lo studio dellestruttureprecom-
presse, rnadeveessereintegratoda altre considerazioni.Infatti il calcologlo-
baledella struttura richiedela conoscenzadelle condizioni di carico e della
naturadei vincoli, necessaria per procederealla determinazionedellecaratte-
ristichedellasollecitazione nellediversesezionied alla conseguente
definizio-
ne della sagomaturadei cavi. Con particolareriferimento a quest'ultima,
usualmente si introduce il concettodi cavo risultanteche riescemolto utile
percaîaIleîizzarelo stato tensionaleprodotto dalla precompressione.
Deve,inoltre, esseremessain rilievo la sostanzialedifferenzadi compor-
tamentotra le strutture isostatichee quelleiperstatichenei confronti della
coazione impressa:mentreinfatti nelle prime lo sforzo di precompressione
nondestareazioninei vincoli e quindi le caratteristichedella sollecitazione
direttamenteconseguentialla coazionenon vengonomodificate, nelle se-
condelo sforzo di precompressione producereazioninei vincoli sovrabbon-
danti,cheinducono nella struttura uno stato di tensioniparassite.Si pone
cosìil problemadella ricercadel tracciatodel cavorisultantecui corrisponde
la migliore ttllizzazione della precompressione applicata.
Le strutture iperstatiche,il cui calcolo è, quindi, più complesso,non
sonodi frequenteapplicazionee, pertanto,nel seguitolo studio vieneessen-
zialmentesviluppatoper le strutture isostatiche,limitando la trattazionedi
quelleiperstatichesolamenteai casi pii.rsemplici.

19.2. Il cavo fisultante

La precompressione
di una membratura si realizzain generecon la
498 Teoriq e tecnicq delle costruzíoni

messain tensionedi più cavi, ciascunocon un proprio tracciatoed un


proprio sforzo.
Ai fini del calcolo di progetto e di verifica si può sostituire,al sistema
costituito da k cavi, un unico cavo, detto risultante,cherestadefinito dalla
risultanteN degli sforzi di precompressione N, nei singoli cavi.
Indicando con o, l'angolo formato dalla tangenteal genericocavo con
l'assedella trave (fig. 19.1),lo sforzo risultantepuo decomporsiin due
componenti,rispettivamenteparallelae normalein ogni punto all'assedella
trave:

) . t\. cos d, (1e.1)

1 . .: ),t\,sen d, (te.2)

L'ordinatadel cavorisultante,riferita all'assedellatrave,seq è l'ordi-


nata del cavo iesimo, è fornita da:

\--l ,,
) . t\,e, cos d,
e\z): (1e.3)
) N, cos o,

e lo sforzo risultante vale:

(1e.4)

In particolarese,comeaccadein genere,I'inclinazionedi ciascuncavoè


molto piccola, si può confondereil cosenocon l'unità ed il senocon I'argo-
mento e pertantole (19.1),(19.2)e (19.3)assumonoI'aspetto:

\- r,r. (1e.5)

T Ì
_ . S lr ^, (1e.6)
La precomprcssíonedelle strutture 499

Jt_
A I

,A' ' I
= Il t
500 Tearia e tecnica delle costruzloní

\- v.".
k
(le.7)
\- l,.r

19.3.Il fuso di Guyon e la sagomaturadei cavi

Il problemadella sagomaturadei cavi di precompressione riveste,come


si è già detto, un'importanza notevolenella progettazionedi una struttura
precompressa. Tale sagomaturaè infatti legataa precisicriteri di staticaed
economia,semprechele caratteristichedella sollecitazionesianovariabili da
punto a punto nell'interno della struttura.
È quindi importantedeterminareentro quali limiti possavariarela con-
figurazionedel cavorisultante,affinché in ogni punto dellatrave le tensioni
ai lembi estremirestino contenutenei limiti ammissibiliprefissati.

risu)ats.z

A tal fine, si considerila genericasezionedella fig. 19.2e sianoEoedEt i


punti estremidel nocciololimite. Comesi è visto nel paragrafo16.3.2,la
condizionecheai lembi estreminon venganosuperatele rersioni ammissibili
equivalead imporre che il centro di pressione,in qualsrasifase di carico,
cada sempreall'interno del nocciolo limite E',Er. Detti N0 ed N rispettiva-
il
Lq precompressionedelle sfrutturc 501

mentelo sforzodi pretensioneinizialee finale e B il baricentrodellearmatu-


re,o piir in generaleil centro dellecoazioniimpresse,in fasedi tiro il centro
L
di pressione saledella quantitàM^i,/No, mentrein fase di esercizioa pieno
caricoessosi sposta,semprea partire da,B, della quantità M^""/N.
Per la sezionedella fig. 19.2, riportando, rispettivamentedai punti
limiteEned E,, le qnantititM,ù/Noe M.",/N, si individuanoi due punti Boe
B,; è chiaro che il baricentro delle armature deve necessariamente essere
compreso fra tali punti affinché si abbia il rispettodelletensioniammissibili
in tuttele fasi di lavoro della sezionestessa.Infatti seil punto B cadesse al di
sottodi 80, all'atto del tiro il centro di pressione,spostandosidi M.,,/No'
risulterebbe al di sotto di Eoe quindi esternoal nocciololimite, ed analoga-
menteseB cadesse al di sopradi ,B,,in fasedi esercizio,spostandosiil centro
di pressionedi M,""/ N, esso sarebbeancora esterno al nocciolo limite,
risultandoal di sopra del punto E .
Ripetendotale costruzionesezioneper sezione,si viene ad individuare
unazonadella trave nella quale deveesserecontenutoil cavo risultante:a
ouestasi dà il nome di fuso di Guyon.

E6
-|qp4'
tt"

Figura 19,3
502 Teoria e tecníca delle costruziont

Con riferimento, ad esempio,alla trave di sezionecostantedella fig'


19.3e nell'ipotesìdi sforzoN costantelungo l'assedellatrave, è immediato
costruireil iuso di Guyon riportando dalla retta -Eo'Eo la parabolaMt/Noe
dalla retta ErE,la patabola (Ms + M)/Ni il cavo risultante deve essere
contenutoentro tali curve'
Siosservichequaloraimomentiflettentipresentasserodelleinversioni
per
di segno,la costruzionedel fuso di Guyon si effettua riportando, sezione
dalla retta limite inferiore EoEo,il minimo (in senso algebrico) tra i
sezio-ne.
valori dei due rapporti Mo/No ed M/N, se con Mo si indica il momento
flettente in fase di tiro e con M il momento in esercizio'I valori No ed N
rappresentanogli sforzi di precompressione corrispondenti'-Analogamente
in
dalia retta limiie superiore.8,8, si riportano i valori massimi, sempre
sensoalgebdco,dei due rapporti suddetti'
Occò-rreinfine rilevare che a rigore, nelle zone di momento negativo'i
punti limite (e quindi le relativerette)non coincidonocon quelli dellezonedi
momentopositivo poichésonodiversilo sforzo di precompressione e le ten-
sioniammissibilinellafaseditiroedinquelladiesercizio;tuttaviaglierrori
chesi commettononel considerarlicoincidentisonoin generedi lieveentità.
La figura 19.4illustra la costruzionedel fuso di Guyon appenadescritta'

M'/No

Figura 19.4
La prccompressíonedelle strutture 503

La semplicitàdi costruzionedel fuso limite viene evidentemente meno


qualora,comeaccadefrequentementenelle pratiche applicazioni,lo sforzo
di precompressione sia variabile lungo l'assedella trave'
Nel casoinfatti chelo sforzo di pretensioneda applicaresia notevoleed
occorraquindi disporreun elevatonunero di cavi, può risultareimpossibile
ancorarlitutti alle testatedellatrave, per cui si rendenecessarioI'ancoraggio
di alcunidi essiin ca,rrpata(fig. 19.5);in tal modo lo sforzo di precompres-
sionesubisceuna brusca variazioneogni qualvolta si interrompe uno dei
cavie le curverappresentative del rapporto tra momentoflettentee sforzodi
pretensione, che figurano nella costruzionedel fuso limite, presentanouna

l p

--.-l----

No(zi

Fígura 19.5
504 Teoria e tecnica delle costruzionr

discontinuitàin corrispondenzadegli ancoraggi.Peraltro anchenel casodi


ancoraggioin testatadi tutti i cavi, l'eventualecurvaturadi questicomporta
una variabilità dello sforzo di precompressione che, tuttavia, è in generedi
entità assaimodestae può, in prima approssimazione, trascurarsi.
Qualora quindi lo sforzo di pretensione N sia variabile lungo l,assedella
trave, non è possibileprocederealla costruzionedel fuso limite seprima non
sonostatedeterminatele ascissedegli ancoraggidei cavi e conseguentemente
l'andamentodello sforzo di precompressione; il procedimentodi Guyon as-
sumecosìla caratteristicadi procedimentodi verifica e non piir di progetto.

19.4. Il sistemaequivalentealla precompressione

Si considerila trave della fig. 19.6con sezionetrasversaledotata di un


assedi simmetriae precompressa con un cavo giacentenel piano di simme-
tria stesso.
SiaNlo sforzodi precompressione che,trascurandole forze d'attrito tra
cavo e guaina, si supponecostantelungo z e sia e(z) la relativa eccentricità
rispetto alla linea dei baricentrr.
Indicandocon a = a(z) l'angolo formato, in corrispondenzadellagene-
rica ascissaz, dalla tangenteal cavocon la lineadei baricentri,le caratteristi-
chedella sollecitazionenella sezionedi conglomeratosono fornite, comegià
detto. dalle esoressioni:
l/.:-Ncosa (1e.8)
Tr:-Nsena (1e.e)
Mx:-Necosa (19.10)

Figuru 19.6
La úrecomDressionedelle strutture 505

I'
tl\

i\\
._ _ -]-i'
1p.. lt

Figurq l9-7

da cui è possibile,tra I'altro, risalire alle sollecitazionipuntuali o e r che si


destanoin ciascunasezione.
Le (19.8)(19.9)e (19.10)sonoovviamente direttamente
da ricollegarsi al
sistemadi azioni mutue cheinsorgonotra cavoe conglomerato all'atto della
messain tensionedellearmature,azioni chepossonoessereschematizzale in
duecategorie (fig. 19.7):
l) azioni concentrate,loca,lizzate in corrispondenzadallesezionidi estre-
mità del cavo:
2) azioni diffuse, agenti lungo il cavo stesso.
Questeultime, in assenzad'attrito, si riducono esclusivamente ad una
oressione:

N
Y , - R ( 1 9 .ll)

agentenormalmenteal tracciato del cavo, di cui l,/R è la curvatura.


Sia le azioni concentrateche quellediîfuse possono,inoltre, essererap-
presentate mediantele loro componentisecondogli assidi riferimento ed i
loro momenti rispetto a questiultimi: precisamente le prime possonoessere
rappresentate da uno sforzo normaleN", un momento flettenteM" ed uno
p",
sforzodi taglio Z, e le altre da un carico assiale un caricotrasversale p)
ed un momento diffuso m,.
A tali azioni si da il nomedi caricoequivalentealla precompressione ed è
owio che una siffatta distribuzionedi carichi, dando luogo, sezioneper
506 Teoriq e tecnica delle costruzíoní

+ oe
e+- oz
ot

d.

Figura 19.8

sezione.ad una curva di successive risultanti di iniensitàN(z) (curva delle


pressioni)coincidentecol tracciatodel cavo, provocain ciascunasezionele
stessecaratteristichedella sollecitazionefornite dalla (19.8),(19.9)e (19.10).
Il calcolodell'intensitàdelle azioni difÎwe p", p"'n, può condursirife-
rendosi alle condizioni di equilibrio del genericoconcio elementaredella
struftura.
Infatti, con le notazioni della figura l9'8, le tre equazionidi equilibrio
alla traslazionesecondoz ed y ed alla rotazionerispetto ad x forniscono:

a - N cos . frar) + r,a, = o


N cos (t9.tz)
?
( d a . )
N sena - N sen * + P"dz: u (1e.13)
L" Adz )

d " , l
l"
de -)
-f
N senadz t Ne cosd -lr "r, + , a z l *;clz
a z )
|
[o a z )

.dz (19.14)
+nrdzV*mdz=O

(19.13)
Dalle(19.12), ponendo:
e (19.14),
La prccompressionedelle strulîure 507

d a ,
cos, az=r
az
(19.15)
do. dot
sen, dz -- , dZ
az az

e trascurandogli infinitesimi di ordine superiore,si ottengonole espressioni:

p" , = - N
d r r nzo * : N
d l G oz s o ) (1e.16)

-, da d
Pr=1\cosd- \sen d.) (1e.17)
az

( de lal
m-t = - N l s e n d - , c o s d . + e s e n d ,I (1e.18)
L az dz)

cheinsiemealle forze N", 7", M", concentratesulle testate,costituisconoil


sistemadi carichi equivalentialla precompressione.
Le (19.8),(19.9),(19.10)e le (19.16),(19.17),(19.18)si semplificano
notevolmentese gli angoli formati dalle tangenti al tracciato del cavo con
I'assebaricentricohanno un valore molto modesto.In tal casoinfatti può
Dorsicome detto:

cos cr = I (19.19)

de
send=a=tgd=E (1e.20)

e quindi le (19.8), (19.9) e (19.10) assumonol'aspetto:

(le.21)

de
7 - - _ ^ /
, a z (19.22)

M' = - N" (19.23)


5OB Teo a e tecnicq delle costruzioni

€ o l

t Figura 19.9
l
mentrele (19.16),(19.17)e (19.18),trascurandogli infinitesimidi ordine
superiore,forniscono:

P"=o (19.24)

n
.
: N :-: (t9.2s)
az._

m'=o (19.26)

Riferendosi
adesempio al casodellafig. 19.9,in cui il tracciatodelcavo
analitica:
ha comeespressione

eo+el .f( z'I


e(z't=eo- z+4jlz-j)
r

essendo/ la frecciadellaparabolariferita alla congiungenteA-B, si ha il


seguentesistemadi carichiequivalenti:
1) azioniconcentrate in corrispondenza z = 0
dellatestatadi ascissa

N'o= -lV

r t o :- - l T - ' t f )
M'o = - Neo
La precomprcssionedelle strutture 509

2) azior^iconcentratein corrisponrìcnzadella testatadi ascissaz = /

N zt: -N

î,1=Nl+."^!:)
Mt: - Net

3) azioni diffuse lungo l'assedella trave

Pr.=0

p. y _
= _8r/
p

m":0

L'insiemedi tali azioni è schematicamente illustrato nella fig. 19.10.


Il calcolo appena sviluppato nel caso di un unico cavo è ovviamente
estendibile,per sovrapposizione,al caso di più cavi inseriti in un'unica
trave.

Tvo

Figura 19.l0

19.5.La precompressione
nelle strutture iperstatiche

19.5.1
. Generalità

Nei paragrafiprecedenti I'effettodellaprecompressione


si è esaminato
mostrandoche lo statodi coazioneimpostosi
sullestruttureisostatiche,
510 Teoia e tecnica delle costruzioní

traducein uno sforzo tangenteal tracciato del cavo risultante.La precom-


pressioneproduce,peraltro, una deformazionedella struttura non ostacola-
ta dai vincoli, le cui reazioni,in assenzadi carichiesterni,risultanoidentica-
mente nulle.
Nel caso, invece, di strutture iperstatiche,la deformazioneprodotta
dalla precompressione è ostacolatadai vincoli solrabbondanti, con conse-
guente presenza di reazioniiperstatiche:lo stato di sollecitazione,pertanto,
non è piìr rappresentatodal solo sforzo risultante ma anchedalle reazioni
vincolari che, non essendoapplicate forze esterneed essendoil sistema
equivalentealle precompressione autoequilibrato,risultano in equilibrio.
Le reazioni dei vincoli iperstatici sono usualmentedette parassitein
quanto, ostacolandola deformazione della struttura, riduconoI'effetto del-
la precompressione.
Mentre nelle strutture isostatichelo sforzo è applicato lungo l'assedel
cavorisultante,nellestruttureiperstatichei punti di applicazionedellerisul-
tanti degli sforzi, dovuti sia alla precompressione chealle reazioniparassite,
definiscono,quindi, una curva delle pressioni distinta dal tracciatodel cavo.
Va rilevato che quanto detto finora si riferisceal casodi strutture stati-
camenteindeterminatesia nei confronti della precompressione che dei cari-
chi esterni. Occorre, infatti, distinguere le strutture precompresse in presen-
za di vincoli sovrabbondantida quelle isostatiche all'atto della precompres-
sionee resesuccessivamente iperstatichemedianteI'inserimento di ulteriori
vincoli. Per questeultime gli effetti dovuti alla precompressione, a meno
dell'influenza delle deformazioni lente, non si differenzianoda quelli già
trattati per le strutture isostatiche,mentreI'analisi dellesollecitazionidovu-
te ai carichi esterniva condotta con riferimento alla struttura ipe^tatica.

19.5.2. Il cavo concordante

Per ottenerela massimaefficienzadella precompressione occorremini-


mizzareI'effetto delle reazioni parassite. Tale effetto, in assenzadi vincoli
assiali,può essereannullato predisponendoun tracciatodel cavotale chelo
stato di coazioneimpressoproduca deformazionicompatibili con i vincoli
iperstatici.Questi,in tal caso,non reagisconoall'atto della pretensionee la
precompressione awiene comesela struttura fossevincolataisostaticamen-
te. I1 cavo il cui tracciato soddisfatali condizioni viene detto concordante.
Il calcolo delle reazioni iperstatiche,connesseal sistemadi coazione
indotto dalla precompressione,può condursi con gli usuali metodi della
Scienzadelle Costruzioni. In particolare,utilizzando il metodo delle forze
La prccompressionedelle strutture 5ll

efz)

FÌgura 19.11

occorreconsiderare,nella scrittura delle equazionidi congruenza,le defor-


mazioniprodotte dalla pretensione,mentre, applicando il metodo delle
deformazioni,compaionole forze dovute alla precompressione nelle equa-
zioni di equilibrio. Poiché il grado di iperstaticitàdelle strutture precom-
presse non è molto elevato,frequentementesi utilizza, per la scrittura delle
equazionidi congruenza,il principio dei lavori virtuali.
Si consideri,ad esempio,la travedellafig. 19.1l, incastrataagli estremi
e precompressa da un cavo risultante di tracciato generico,e sia:

e : e( s ) (19.27)

la distanzadel cavodalla curvabaricentrica,dovecons si è indicatal'ascissa


curvilinea.
Awalendosi del principio dei lavori virtuali, si può assumerequale
sistemaprincipalela trave a mensoladella fig. 19.12,nella qualeM", R",,
Rr"rappresentanole tre reazioni iperstatichedell'incastrosoppresso.
Le caratteristichedella sollecitazionenel sistemaiperstatico, indicate
N(s) e 7(s), risultano espressedalle relazioni:
con,'tZ1s;,

M(s) = Mp+mMBlm,Ru.- I mrRu, (19.28)

lV1sl:Np+n-RBzlnrR", (19.29)

761 =f,+tzRB.+trRBr (19.30)


512 Teoria e tecníca delle costtuzioni

Figura 19.12

in cui M,(s), N,(s) e [(s) sono le caratteristichedella sollecitazionedovute


alla sola precompressione sul sistemaprincipaleed m(s), m"(s),m"(s),n"(s),
nl.t, l.(s) e l,(s) le caratteristichedella sollecitazione
ielative all'applicazione
delle azioni iperstatichein forma unitaria.
Il sistemadi equazioni(di congruenza)lineari risolventeha quindi I'a-
spetto:

ll M -m lt ^2 ll mm- rl mm
+ R r . d s l - R u , \;;at =0(19.31)
\-îdt+MB\
Jo "'
Frds
Jo"'
I ",
Jo "' Jo "'

f' ( M '-m.
" + _N _ r _ _ T-1.
_ ^n, *^.u \
_ : +I x f f l a s +tt M
| |
JoL EI EA d o -_- d s +

(t( m"?+ n' l /I


* Rr. | - 1 v-' G
- -A
1 , )l 1 s {
I IEI EA

** " ,([T . # . '.1,


I
*GA) ds=0 (1e.32)

o,*,"1,
I,(ry*Y *,uub)
mm_.
LI
La precomprcssionedelle strutturc 513

( t,^,
* Rr. -, ' E
, n ,A -, y _:_: l
''GA) ds*
I E I

(m?
+nrrì |
ll ' + n' ?a v - -r ll Il d s = o (1e.33)
EA 'GA,)
LEI

avendoindicato con i lo sviluppo complessivodella curva baricentrica.


Indicandocon M^(s) e N*(s) il momento flettente e lo sforzo normale
dovutialle reazioni iperstatiche,le (19.28)e (19.29)possonoscriversi:

M(s)=Me+MR (1e.34)

fr1s1 : ,ntlo-r. 7u'o (19.35)

doveNo(s)e M,(s), nell'ipotesi che il tracciato del cavo risultante formi


angolidi modestaentità con la linea dei baricentri, possonomettersinella
forma:

N o ( s )= -N(s) (19.36)

MoG): -N(s).e(s) (1e.37)

in cui N(s) è lo sforzodi precompressione.


Si ha così:

M(s): -NetM^ (19.38)

lf 1sl = - N + NR (19.39)

L'effetto delle reazioniiperstaticheè dunqueparagonabilea una varia-


zionedello sforzo di precompressione e ad una variazionedel tracciato, la
cui nuova equazione può ricavarsi dall'eguaglianza:

(-N+Np)e*= -Ne+MR (19.40)


514 Teoria e tecnica delle costruzíoni

che fornisce:

Ne MR
c \r' -Iv -N (1e.41)
-,t- -,%

Qualorala struttura sia vincolatain modo da consentirela deformazione


assialeper effetto della precompressione,il numerodelleincogniteiperstati-
che diminuiscedi un'unità; nel caso della trave della fig. 19.13essesi
riducono alle due sole reazioni Ru,ed Mu,
Le (19.28),(19.29)e (19.30)assumonopertantol,aspetro:

M(s) = Me + mMB + mlRB! (19.42\

lf 1"1 : ,ntlo (19.43)

T (s1 = To + trRu, (19.44)

Le corrispondentiequazionidi congruenza,trascurandoi termini relati_


vi alla deformazionetagliante,si scrivono:

tt M"^
I n d s * '" |,fr0'* *"'l"To'=o (r9.45)

ltM.*,.
-;a' f' mm. rl m2
\ *M"\ids+R,, (19.46)
"0 l;as=o

momento flettente M (s) indotto dalla precompressione


risulta così
.Il
parr a:

M(s): -Ne*M* (19.47)

essendosiindicato al solito con M*(s) il momento reattivo:

Mo$) : mMR + mrRB! (19.48)

mentrelo sforzo normale,ù(sy,per le ipotesipostesui vincoli e sullasensibile


La precompressionedelle strutturc 515

""
l")
I *",
Figura 19.13

rettilineitàdell'asse,risulta identico a quello provocato dalla sola precom-


pressione:

N(s) = - 1t' (19.49)

In questo caso pertanto l'effetto delle reazioni iperstatichesi riduce


esclusivamente ad una variazionedella curva delle successive risultanti, la
cui equazionedalla (19.41)risulta:

Mo
e*(s)=e-i:€-€n (19.50)

Si può pertantoaffermareche nella precompressione delletravi ipersta-


tiche ad asserettilineo (o quasi rettilineo) con vincoli'scorrevoli parallela-
menteall'asse,è efficacesolo I'aliquota e*(s) dell'eccentricitàe : e(s)del
cavorisultante.
dellepressioni>>,
La curva e*(s), definita <<curva per una struttura isosta-
tica, essendoels) : 0, coincidecon il tracciato del cavo risultante.In una
strutturaiperstatica,invece,il cavo risultante è, come detto, concordante
quando il suo tracciato è tale da non generarealcun momento reattivo,
516 Teoria e tecnica delle costruzioni

quando cioè risulta: e *(s) = e(s).


Restaperaltro evidenteche, sein una struttura iperstatica,nelleprecisa-
te condizionidi vincolo e di geometriadi asse,il tracciatodel cavorisultante
è affine al diagrammadel momentoflettentedovuto ad una qualsiasicondi-
zione di carico esterno,tale tracciatodefinisceancheun cavo concordante'
Una giustificazioneimmediata si ha, ad esempio,con riferimento alla
trave incastrataed appoggiatadella fig. 19.14, in cui il cavo risultante è
definito dalla curva:

e(z) = ' u (r , - ! , )
affine al diagrammadel momento flettente nella stessatrave per un carico
uniformementeripartito:

7 a 4 l
m( z ) : r n z | - 1 2 l .

Nella trave, resa isostaticaper soppressionedell'appoggio,I'abbassa-


mento dell'estremoB dovuto alla precompressione vale:

-N\ f' l( ' ) z d z = o


-^ to

risultandocosìnulla la reazioneiperstaticanella trave con i vincoli effettivi'

Figura 19.14
La DrecomDrcssionedelle strufturc 517

Figura 19.I5

In quanto seguesi riporta un'applicazionedel procedimentodi calcolo


illustratoin precedenzaper la determinazionedel tracciatodal cavo concor-
dante.
Con riferimentoalla trave della fig. 19.15,essendo:

e,+e"
e(z): ' z-et

la leggechedefinisceI'andamentodel cavorisultantee trascurandole defor-


mazioniassialie taglianti, I'applicazionedel principio dei lavori virtuali al
calcolodella reazioneiperstaticaR, comporta:

tt M^m lt mR,m
\ - î d r + \ -' of i - a z = o
Jo "'

doveil momento MoQ) dovttto alla sola precompressione


è dato da:

Mek):-N'e(z)

edil momentorn prodotto sullo schemaresoisostaticoda una forza unitaria


è pari a:

m ( 7 ) : x - l

L'equazionedi congruenza,pertanto, può essereriscritta nella forma:


518 Teoria e tecnica delle coslruzioni

- "u* - ' dz) R"


l,* I,o# o,: 0
Affinché il cavo sia concordante,deverisultareegualea zerola reazione
iperstaticaR, e, quindi, si deveverificare:

l ' r- , t " ( r ) ( z- I ) a 7 : 0
|
Jn EI

owero, utilizzando l'espressione di e(z), deve essere:

lt(e,+ e. ì
rì ol \- , - , , ) k - t ) d z = o

da cui, sviluppandol'integrale, si ottiene:

e2
el -
;

A tale risultato si può pervenireancheimpiegandoil sistemaequivalente


alla precompressione. Le (19.8),(19.9),e (19.10)fornisconole caratteristi-
che della sollecitazioneapplicate in corrispondenzadell'estremoB della

N'=-Ncosa

T'= -Nsenu

M"= -Ne'cosa

e la reazione iperstatica R, può esserecalcolata dalla seguenteequazione di


lngruenza:

M,F Tult RuP


_ - : U
2EI 3EI 3EI
La precompressionedelle strutturc 519

DovendorisuìtareR, : 0, si ottiene:

Ne, 12cos a Nl3 sen a


-l --:n
2E] 3EI

e r+e 2
t8 ot
I

fornisce:

e2
e r = l

19.6. Teorema di Guyon o delle trasformazioni lineari

Una interessanteapplicazionedi quanto espostoinnanzi circa la deter-


minazionedella curva dellepressioniin una struttura iperstaticaè costituita
dal teoremadi Guyon per le travi continue. Tale teoremasi enuncianella
forma:
((In una trave continuala curva dellepressionidipendesolo dalla curva-
tura del cavo risultantee dalla sua eccentricitàsugli appoggiestremie non
dalleeccentricitàsugli appoggi intermedi>.
Ciò significa che spostandoi punti di passaggiodel cavo risultante in
corrispondenzadegli appoggi intermedi, la curva delle pressioni rimane
inalterata,variando solo il sistemadi reazioniin equilibrio che, per quanto
giàrdetto, non modifica lo stato tensionaledella struttura.
Si considerila campataiesimadi una trave continua (fig' 19.16),e sia
e(e)I'eccentricitàdel cavo risultanteall'ascissaz. Si ammettachelungo tutta
Ia trave l'inclinazione del cavo sia piccola in modo da poter confondereil
cosenodell'angoloa con I'unità.
Se le singoletravate fosseroindipendenti, in ciascunadi esseil cavo
risultantecoinciderebbecon la curva delle pressionied in ogni sezionesi
avrebbeun momentoflettenteNe, essendoN lo sforzo di precompressione
In effetti, a causadellacontinuitàdellatrave, la precompressione fa insorge-
re dei momentisugli appoggied il momentoflettentein una sezionegenerica
si scrive:
520 Teoria e tecnica delle costruzíoni

M(z)= -Ne*M, ,
L
f M,*rl (19.51)

Il calcolo dei momenti M, ed M,*, può effettuarsi con uno dei metodi
classici,pensandoil momento À/e come dovuto ad un carico esterno.

Figura 19.16

Si suppongaora di spostarei punti di passaggiodel cavo sugli appoggi


intermedi, lasciandoinalterata la curvatura ed i punti di ancoraggioalle
estremita.Se si indica con ò, I'ampiezzadello spostamentosubito dal cavo
sull'appoggioi, il momentoflettentein un punto qualunquedellatrave, resa
isostaticaper soppressionedegli appoggiintermedi, può scriversi:

f 1 - z
M ( z ) = - " L r + a ' - *i 4 , . , Í ] ,tn.ta

Lo spostamentodel cavo inducepertanto,nella trave resaisostatica,un


diagrammadi momenti attivi aventel'andamentoriportato in fig. 19.17.Si
tratta quindi di valutare l'effetto di questo diagrammasupplementaresul
regimedelle iperstatiche.Orbene i momenti corrispondential diagramma
della fig. 19.17provocherebberonella trave isostatica,nei punti relativi agli
appoggi soppressi,spostamenti?i; tale insiemedi spostamentipuò essere
annullato solamenteda una distribuzionedi reazioniR, tali da produrre un
di4grammadi momentiegualeed oppostoa quello della fig. 19.17.Una tale
soluzione,senz'altroequilibrata e congruente,è infatti I'unica possibile.
In definitiva, quindi, lo spostamentodei punti di passaggiodei cavi sugli
appoggiintermedigeneraun sistemadi reazioniiperstaticheche, sezioneper
sezione,annulla il diagrammadei momenti flettenti suppletivo.
Sulla struttura iperstaticail diagrammadei momentigeneratodalla pre-
La precompressionedelle strutturc 521

=1-+.

Figura 19,17

compressione rimane quindi egualea quello calcolatoprima dello sposta-


mentodei punti di passaggiodel cavostesso.D'altra parte, ciò è immediata-
menteintuibile ove si pensichespostareil cavosu di un appoggiointermedio
significaintrodurre, in corrispondenzadi tale appoggioe dei due immedia-
tamenteadiacenti,delle forze concentrate,che sono direttamenteassorbite
dai predetti vincoli, senzadestarepertanto deformazioni flessionalinelle
travr.
Sein particolare,prima dello spostamentodel cavo, il cavo stessofosse
statoconcordante,e quindi tale che in ogni sezionedella trave il momento
flettentefossestato pari a Na, dopo lo spostamentodel cavo il diagramma
deimomentiflettenti sarebbeancorafornito da Ne. E owio cheuno sposta-
mentodel cavo sugli appoggiestremimodifica inveceil diagrammainiziale
poichéessoequivalead aggiungeredue coppie alle estremitàdella trave.
Si designapertanto come ((trasformazionelineare> l'operazione che
consistenel cambiarei punti di passaggiodel cavo sugli appoggiintermedi
senzamodificarne la curvatura.
Tale teorema è di notevole utilità per il dimensionamentodelle travi
continue.Infatti, partendo da cavi concordanti, con tracciati anche non
svolgentisitutti nel corpo dellatrave, si eseguela progettazionedellastruttu-
ra considerandola,per quanto riguarda la precompressione, come isostati-
ca. Si operanopoi delle trasformazionilineari, le quali non modificano la
curvadellepressioni,in modo tale da far assumereal cavouna configurazio-
necontenutanel corpo dellatrave, e tale da potersirealizzarepraticamente.
A chiarimentodi quanto detto in precedenzasi riporta un'applicazione.
Si consideriuna trave di sezionecostantesu due campate,simmetrica,e
sianoa, b, c (c : a) le eccentricitàdel cavo risultante, rettilineo, sui tre
appoggiA, B, C (fig. 19.18).SoppressoI'appoggio B, nella trave AC la
522 Teoria e tecníca delle costruzioni

curva delle pressionicoincidecol tracciato dei cavi ed il momento flettente


dovuto alli precompressionenella sezionegenericadella trave isostatica
varrà:

M = Necosa

L'abbassamentodella sezioneB è pari a:

^n u_ =NuF l a + b_ t l = r t , r u _ o ,
L 3 1)-ont'""
Per ristabilire la congruenzasotto I'appoggio -B è necessarioapplicare
una forza X, diîerta verso l'alto, tale che risulti:

xQt)3 _ Y! p6 _ o1
48EI 6EI'

Si ricava pertanto:

o
* = rru j

in B è dato da:
ed il momento dovuto alla precompressione

a
uu=Ni

La curva delle pressionipassain B per un punto con eccentricità


Lo precompressionedelle strutturc 523

risul-
b'= - a/2 e quindi risulta indipendentedall'eccentricitàÓ del cavo
tantein B, rimaìendo legatosoio alla eccentricitàa' In particolare'nel caso
io$. o ='0, la curva délle pressionicoinciderebbecon l'asse della trave'
Nel casoinvecedi cavo curvo, per esempiocon andamentoparabolico
(fig. 19.19)e di freccia/, I'eccentricitàè pari a:

4f( b
" : i [ ' - j )z -' ì 1 '

pensandosoppressol'appoggÍo cen-
Per effetto della precompressione,
trale,il punto B si abbassadella quantità:

n'=Srt-ot
avendopostocos d = l.
Per iipristinare la congruenzain B,la fotza X da applicarevale:

x =auf-!

Il momentototale in B pertanto è pari a:

Me=Nlf-b)+Nb=Nf

Siritrova quindi ancorachela curva dellepressioniè indipend€nteda '


nentrerestainfluenzata dalla curvatura del cavo'
524 Teoria e tecnics delle costruziont

19.7.Esercizi

Esercizion. 19.I

Si consideriunatravedi lucedi 22,85m (fig. 19.20)precompressa con4


cavicostituitida 18$ 7, i cui tracciati,indicandocony la distanzadallembo
inferiore,hannole seguenti equazioni:

x
cavo l: 'v = 0 , 9 0 , t 0,094
11,425"

x
cavo 2: "v = 0 . 6 0 = + o,og4
11,425'

'
cavo 3: 'v : 0 . 3 0 ^ * 0,094
tr,425'

cavo 4: y = 0,094

I carichi che sollecitanola trave, rispettivamenteal tiro ed in esercizio,


valgono:

g = 1136ke/m

p = 1136 + 1900 = 3036kglm

Le caratteristichegeometrichedella sezionesono:

H:ll5cm

!"=42cm

li=73cm

I = 7.190.000cma

A = 4545cmz

p2 = 1582cm2
Lo precompressionedelle slrutfure 525

Lo sforzo di precompressione,
in esercizioed al tiro, è pari a:

N = 4 x 18 x 0,384x 8420: 232.796


ks

No=1,25N:290.995ke

essendo8420kg/cm2 la tensionefinale nell'acciaio.


L'equazionedel cavo risultante è:

y : o,25x t,Bo :
o,oe4
#+
x
= o,45 ; + 0,094
11,425'

Le rette limite per la trave in esamedistanodal baricentrodella sezione


dellequantità:

eo = 46,55 cm

er = 21,67 cm

calcolatenell'esercizio
16.3.
I momentiflettenti al tiro ed in esercizionella sezionedi mezzeriavaleo-
no:

M g^* = 74141kgm

Mo^* = 198145kgm

Si procedeora alla determinazionedel fuso di Guyon: disegnatele due


rettelimite, distanti e, ed eodalla retta baricentrica(fig. 19.20),a partire da
M^ M^
essesi riportano,al di sotto,dei segmentinari a;i ed;1, rispettivamente

dalla retta inferiore e superiore.


Le due paraboleche si ottengonounendo gli estremidei suddetti seg-
menti, staccatirispettivamentedalla retta limite superioreed inferiore, deli-
Teoria e tecnica delle costruzíoni

.oì.

l-------l
rt6e'o

I 1690 |
La precomprcssionedelle sttutture 52'7

mitanoil fuso di Guyon: il cavorisultanteè contenutonel fuso, assicurando


cosìil rispettodelletensioniammissibiliin tutte le fasi di lavoro della trave.

Esercizio n. 19.2

La stessatrave dell'esercizioprecedenteè precompressacon ll cavi


costituiti da 12 $ 5, di cui 4 ancorati in campata.
Per la costruzionedel fuso di Guyon è necessarioconoscerea priori le
ascissedi ancoraggiodei cavi.
Questesono state fissatenei seguentivalori:

xt = 7'425 m

xz : 8'725 m

xs : l0 '025m

xt = ll '325m

mentregli altri cavi sono previsti con ancoraggioin testata.

a) Costruzione delle rette limite

Essendolo sforzo di precompressione variabile da tratto a tratto della


traveper il rialzamentodi alcuni cavi, la posizionedelle rette limite andrà
calcolatatratlo per tîatto ùÍilizzandole formule ripoftate nel paragrafosui
punti limite.
1" tratto compresofra x = 0 ed x = 7,425 m:

N = 232,848t

No = 291,060t

€r : - 21,67cm

eo = 38,1'7cm
528 Teoria e tecnica delle costruzioni

2' lrallo compresofta x = 7,425m ed x : 8,725m:

N : 2ll,680 t

No = 264'600t

ot^: 46,57kg/cm2

d^ = 58'21kglcm2

Kt^ = 101,31ke/cm2

4 = 63,39ks/cm2

Essendoo'- 1 K^, risulta eo : eL, pari ai

ì ( K9,"ì
"o=lll-
l'L oo^ )l : 4 7 . t 5 c m

mentre,essendoo) <K), si ha:

e , = e.' ,: l l -r+ l = - 2 1 . 6 1c m
p - -2 f K t \

Y , [ o ; )

3" tratto per 8,725m < x < 10,025m:

N = 190,512t

No : 238'l4O
t

d* = 52,40ks/ cm2

. o,
, o : r b = 1 , ,lr[ , _ fAl : 4e.27
cm
d^)_

et:-21'67cm
La precompressionedelle strutturc 529

4' tralto per 10,025m < x < 11,325m:

N : 169,344t

No = 211'68t

d^ = 46,57kg/ cm2

eo = e'o : 50,70cm

e t = - 2 l ' 6 7c m

5" tratto per 11,325m < x < 11,425m:

N = 148,176t

No = 185'22 t

d^ = 4O,75ke/cm2

eo = e'o : 52'59 cm

et: - 2 1 ' 6 7c m

b) Equazione del cavo risultonte

I cavi sono sagomatisecondotracciati ad andamentoparabolico;indi-


candocon7 la distanzadal lemboinferiore dellatrave, le equazionidel cavo
risultantesono le seguenti:

1" tratto (11 cavi):

r
'y = 0,7670 . * 0.094
11,425'

2' rratto (10 cavi):

x
'v : 0,5937 = * 0.o94
11,425'
530 Teo o e tecnico delle costruzioni

3" tratto (9 cavi):

x
'v : 0 , 4 5 8 5 ,-t 0,094
11,425'

4' tratto (8 cavi):

I
-v = 0 , 3 4 4 3 . 10,094
11,425'

5" tratto (7 cavi):

_2
y : o,24oo,:- + 0,094
11,425'

c) Costruzione del fuso di Guyon

Per procedere,in pratica, al tracciamentodel fuso di Guyon, determina-


te tratto per tratto le rette limite distanti eoed e, dall'assebaricentricodella

trave, occorreriportare a partire da essedei segmentipariaa!.a p


1t.-
N o N
nendo conto che in ogni tratto No ed N assumonovalori differenti).
Le paraboleche si ottengonounendoquestipunti delimitanotratto per
tratto il fuso di Guyon. La fig. 19.21illustrachiaramentetale costruzionee
da tale figura si rileva che il cavo risultante è semprecontenutonel fuso
limite.
La precompressionedelle strutturc 531

r.--*l
1610 |
' t69'O
, i
r--;66o-----------
Capitolo ventesimo
Le strutture parzialmenteprecompresse

20.1. Generalità

Per strutture parzialmenteprecompresse si intendono quelle costituite


da più elementidi identicoo di diversomateriale,collegatifra loro in modo
da realizzareuna sezionenon omogeneadi opportune caratteristicheresi-
stenti, e nelle quali la precompressione può inî.eressareuno o piìr elementi
(strutturea sezionemista) ovvero strutture in cui sono presenti,oltre agli
acciai armonici pretesi, anche armature ordinarie non pretesealle quali
vieneaffidata parte degli sforzi (strutture ad armatura mista).
Gli esempipiù frequenti di strutture a sezionemista si incontrano nei
solaicostituiti da travetti prefabbricatiprecompressi,completatiin operada
calcestruzzo non precompresso, e nei ponti, con travi precompr€sse rese
solidali con la soletta gettatain una secondafase (figg. 20.1a e b).
Per tali strutturepuò talvolta convenireeffettuareuna secondaprecom-
pressionesulla sezionecompletaed in tal casogli elementicostituentirisulta-
no in eserciziotutti precompressi.
Il vantaggiofondamentalechevieneconseguitocon I'adozionedi sezioni
misteprecompresse si giustificatenendoconto cheall'atto del tiro lo sforzo
di pretensioneagiscesu di una sezionedi arearidotta rispettoa quellafinale,
destinataad assorbirein esercizioi carichi esterni. L'avere pertanto due
sezioniresistentidiverse,I'una piÌr piccolaall'atto del tiro, I'altra maggiore
in esercizio,permetteuna notevoleeconomiadi sforzo di precompressione e
quindi, in conseguenza, di acciaioarmonico.Né vanno trascuratii vantaggi
dovuti ad una maggiorerapidità di costruzione,connessaalla possibilitàdi
prefabbricazionedegli elementiprecompressie successivo varo di essi,e ad
una produzione maggiormenteaccuratae controllata, con notevolerispar-
mio, infine, di centinaturae mano d'opera.
Nei paragraficheseguonosi studiail problemadi verifica dellestrutture
a sezionemista, mentrenon vienetrattato il problemadi progetto, di com-
534 Teo o e tecnics delle costruziont

plessaimpostazioneper i numerosiparametti che vi intervengono.Infine,


per le strutture ad armatura mista si forniscono i concettiinformatori che
sono alla basedella loro progettazione,

Fíguru 20.1
Le strutture porzialmente precompresse 535

20.2.Le strutturea sezionemista

20.2.1.Il calcolodi verirtco


Con riferimento alla fig. 20.2 si considerila sezionecostituita da una
nervaturaprecompressa e da una solettain cementoarmato. Il diagramma
delletensioninormaliall'atto del tiro è indicatonellafie.20.2ae le tensioni
ai lembi valsono:

N" Nne M'"


of - ---: - _: -L' -----a
Ao W., W",
(20.1)
No Noe M'"
.'9 = - + - - . -
Ao W", W.,

essendo:

Aa l'area dellasezionedellanervatura;
W^ e W", i moduli di resistenzadella nervatura;
e I'eccentricitàdello sforzo iniziale di precompressione
Nn;
M'E il momento flettente dovuto al pesodella nervatura stessa.

cs

.Z
t /
d::ll
I
l'
rn
tt t l
tl
U
V
a? o': al"

a) b) c) d )

Figuro 20.2
536 Teoría e tecníca delle costtuzioni

Nell'ipotesi chele cadutedi tensionesi scontinotutte prima del comple-


tamento della sezione',le tensioni si riducono a quelle rappresentatenella
fig. ?I.2b, essendo:

N ne , M'r
- w - w
^/ o
(20.2)
l/ Ne Mi
+ _ _ _-----:
4 w . w .

A tale fase segueil getto del calcestruzzocostituente la soletta, il cui


peso, se scaricato sulle nervature, provoca un'ulteriore variazione dello
statotensionalenella nervatura;quest'ultimoè illustrato nella fig. 20.2cedi
relativi valori estremisono:'

M"-
o"=o'"+É"
(20.3)
M""
o"i=oi-
Woi

essendoM! il momento flettente dovuto al peso della soletta.


Una volta consolidatoil getto della soletta,per tutte le successive
condi-
zioni di carico, la sezioneresistentesi modifica venendoa collaborarela
solettastessa.Indicando con:

W" il modulo resistentedella sezionecompletarelativo al lembo superio-


re della soletta;

'
Attesa l'incertezza nel valutare I'entita delle aliquote di cadute di tensiole da attdbuire
all'una o all'altra delle sezioni resistenti, si considerano tutte le cadute scontate sulla sola
nervatura, ottenendosi in tal modo, per la quasi totalitè! dei casi pratici, una valutazione a
favore di statica: infatti così piocedendo si calcolano cadute maggiori di quelle reali.
'
Il peso proprio della solettapuò, invece,in alcuni casi esseresopportato da apposite
centinatureche non scaricanosulla trave e va pertanto considerato alla streguadel sovraccari-
co e cioè agentesulla sezionecompleta.
Le strutture pqrzíolmente prccompresse 537

I
l4/,

W,
il modulo resistentedella sezionecompletaall'attacco fra solettae
nervatura:
il modulo resistentedella sezionecompletaal lembo inferiore;

le tensioni,in corrispondenzadelle tre fibre suddette,valgono (fig' 20'2d):


I
-.r M.
-' = -----L
w"
- -'-yt (20.4)
ws

" , _
_ " ^. , _ %
W i

essendoMo il momento flettente dovuto ai sovraccarichi.

I er

Figura 20.3
538 Teoris e tecnica delle costruzíoni

È interessanteosservareche i conglomeraticostituentila nervaturae la


soletta,o più in generalel'elementoprecompresso e quello realizzatosucces-
sivamente,possono esseredi qualità diversa, oltre ad avere ovviamente
diversastagionatura.In tal casoè opportunoconsiderareun diversomodulo
di elasticitàper i due materiali. Si indicheràcon 'E'oil modulo elasticodel
calcestruzzoprecompresso e con .8, quello del calcestruzzodi completamen-
to; con le notazioni della fig. 20.3, si ha:

Ar
A,, I n r Ao
(20.5)
néo
!, = - A
A, * nrAo

I'area della soletta, d la distanzatra i baricentri della solettae


essendo-,4,
L^
della nervaturaed n ' il rapporto ;.
Il momento d'inerzia dell'intera sezionerispetto all'assebaricentrico
vale pertanto:

I = Ir * A ryl + n(Io + I o'o) (20.6)

essendod ed 1oi momenti d'inerziabaricentricidella solettae dellanervatu-


fa.
I moduli di resistenzada introdurre nelle (20.4) sono quindi pari a:

f ù -
I
n"

I
w" . = - - . (20.7)
flth"

I
w' , = .
kthi

È da osservarecheil comportamentostaticodellesezionimiste,schema-
tizzalo dallerelazioniprecedenti,è basatoowiamente sull'ipotesidi conser-
Le strutture parzialmente precompresse 539

vazionedellesezionipianee quindi della perfettasolidarietàdeglielementia


contatto.
Quandoad assicuraretale solidarietànon sia sufficientela solaaderenza
fra calcestruzzodella trave e della soletta,si adottano particolari sistemidi
collegamento;il più usato è in generecostituito da una idonea staffatura.

Figutu 20.1

La fig. 20.4mostrale staffe di cucituraemergentidall'elementoprecom-


pressoda solidarizzaread una soletta cii completamento.Nel caso della
sezionedella fie. 20.3, il calcolodellestaffe di collegamentovienecandotto
affidando a ciascunastaffa lo sforzo di scorrimento:

,7 (",t"
\. : (20.8)

essendo:

T il taglio dovuto ai solí carichi esterni;


S il momentostaticodellasolettarispettoall'assebaricentrico
dell'intera
sezlone;
540 Teoria e tecnicq delle costruzioni

1 il momento d'inerzia dell'intera sezionecalcolatocon la (20.6);


Az il passodelle staffe.

Supponendo,a vantaggiodi statica, che la superficiedi contatto fra i


due elementinon presentialcuna resistenzaallo scorrimento,le staffe an-
dranno verificate al tranciamento;la verifica si condurrà pertanto con la
relazione:


2r,^^a, ,-; o, Q0.e)

essendoo, i'area del tondino della slaffa e r"^^ la tensionetangenziale


ammissibileper l'acciaio impiegato.

20.2.2. L'influenza della viscositù

Nel casodelle strutturemiste, che si stannoesaminando,in generei


materiali costituentihanno caratteristichemeccanichee reologichediverse:
il calcestruzzodella trave precompressa presenta,infatti, qualità più pregia-
te di quelledella soletta(in particolareper le travi prefabbricate)e certamen-
te una stagionaturapiù avanzata.Nel tener conto della collaborazionefra i
due materiali, non si può quindi prescinderedalle deformazionilente nel
tempo che non si sviluppanoin manieracongruente,a meno chenon inter-
vengauna variazionenel tempo delle azioni mutue che si trasmettonogli
elementicomponentila struttura: questocomportanel tempo una migrazio-
ne di sforzi dalla membraturapiù giovanea quella più vecchia.
In tale circostanzarisiedeI'insidia della viscositàche può dar luogo a
situazionistaticheparticolarmentepericolosee deveesserequindi opportu-
namentevalutata e vigilata.
Nascepertanto il problema di seguirenel tempo l'evolversidel regime
tensionalenei due elementistrutturali, per poternedefinireil comportamen-
to in esercizioriferendosiai valori asintotici della deformazione.
Data la complessitàdella trattazionecheandrebbeal di là degli scopidi
questo paragrafo, ci si limiterà ad indicare i concetti fondamentali che
presiedonol'impostazionee la soluzionedel problema.
Si tratta in sostanzadi consideraredue membrature sovrapposte,di
differenti caratteristicheelastichee reologiche,e soggetteall'azionedei cari-
chi esterni ed alle azioni mutue che si trasmettonolungo Ia superficiedi
contatto, che rappresentanole incognitedel problema.
Le sfrutÍurc parzialmenfe precomprcsse 541

Con riferimento all'esempiodeila fig. 20.5 si indichi conp(z) rl carico


ripartito agentesulla membraturasuperioree conn(2, t) e slz, 4 le incognite
azionimutue chesi sviluppanoal tempo I fra i due elementia contatto;siano
infine u(2, t) e v(2, t) le componentidello spostamentorispettivamentenella
direzionelungo la quale si esercitanole azioni s(2, t) ed n(2, t).

, _ - -
T;Fl::,
l
I

l--o-l
* î
s(z,t)

E
Fígura 20.5

Le equazionichereggonoil problemasi ottengonoimponendole condi-


zioni di congruenzafra i due elementilungo il bordo comune;si possono
scriverecosì, contrassegnandocon gli indici I e 2 le grandezzerelative
all'elementosuperioreed a quello inferiore, le equazionidi congruenzain
forma simbolica:
542 Teofis e îecnics delle costruziont

u [ o ' l zt,) + u l " ' ( r ,t ) + u l ] ( 2 ,t ) = ut')(2, î) + uts)(2, t)


(20.10)
v l o ) ( 2t ,) + , l ' ) ( 2 , t ) + v l ' ) ( 2 t, ) : v[^)(2, t) + vts)
(2, tt

doveciascunodei termini comprendesia la deformazioneelasticachequella


viscosa;ad esempioil termineu f') (2, r), introducendola funzione$' (r, z)
di cui al paragrafo1.2.5.,si esplicitain:

ul")(2,t) : uliìk, t) + ulil,k, t) :

Q0.11)
It
: u\ilk, r) + ór(r, r\ ul!ì(2,r) dr.
J
Nell'ipotesi di condizionidi carico simmetriche,sviluppandoin seriesia
la funzione norap(z) chele funzioni incognitenQ, t) ed s(2, l), si ottengono
espressionidelle componenti elastichedello spostamentoda sommarea
quelle viscose,secondola (20.11), e poi da introdurre nelle equazionidi
congruenza (20.10).
Si pervienecosìad n sistemidi due equazioniintegralitipo Volterra nelle
incogniten^(t) ed s*(t).

Assumendoper le funzioni $t(t, r) e ór(/, 7) espressionidel tipo:


- t,t
ó, = s.B.e'e,t', Q0.12)

di cui si è già detto al paragrafo 1.2.5., è possibilederivarele due equazioni


integrali rispetto al tempo /, ottenendosi,attraversoun opportuno cambia-
mento di variabili, n sistemidi due equazionidifferenzialilineari del primo
ordine a coefficienticostanti,non omogenee,nelleincogniten. (t) e .t. (/).
Tali equazioni,integratesecondoil metodo di Lagrange,tenendopre-
sentile condizioniiniziali, fornisconoin funzionedel tempo I le espressioni
delleazioni mutue: si ha cosìla possibilitàdi valutarenel tempo le caratteri-
stichedella sollecitazionee quindi lo stato tensionalenella struttura mista'
Le strufture parzialmente precompresse 543

20.3. Le strutture ad armatura mista

Un rischio particolarmenteinsidioso per la durabilità delle opere in


cementoarmato precompressoè rappresentato,comedetto, dalla corrosio-
ne dell'acciaioarmonico: le elevatetensioni di lavoro che si raggiungono
nellearmature da precompressione le rendono infatti più vulnerabili alla
corrosionerispetto alle armaturedi acciaioordinario. Per prevenirela cor-
rosione,è necessarioquindi limitare o evitarela fessurazionedel calcestruz-
zo in trazioneed evitarela microfessurazione per compressione.La corro-
sionedellearmaturerisulta, comunque,fortementeinfluenzatadall'aggres-
sivitàdell'ambientee dalla frequenzadei carichi agenti. Ad esempio,per
unastrutturaintegralmentecompressasotto l'azione dei carichidi esercizio,
puòaversila comparsadi sforzi di trazioneed eventualmente la fessurazione
delconglomeratosotto I'azionedi carichieccezionali.Tale fessuraaonenon
destaperò particolari preoccupazioninei riguardi della corrosione delle
armaturepoichéil caricoeccezionale, in quantotale, agisceper un intervallo
di tempo limitato ed al cessare della sua azione le fessuresi richiudono
completamente.
Questeconsiderazioniportano alla suddivisionein classidi precompres-
sioneriportata nella tabella20.1, in dipendenzadel valore assuntodal mas-
simosforzo di trazionenel conglomeratosotto I'azione dei carichi più gra-
vosi previsti in esercizio.Alla classedi precompressioneintegraleo totole
appartengono gli elementiche devono semprerisultareintegralmentecom-
pressi.Bastipensarea quelli chedevonogarantireI'impermeabilità(conteni-
tori di liquidi o coperturein cui I'impermeabilitàè assicurataattraversola
solacoazioneartificiale) o piÌr in generalequelli nei quali la fessurazione
potrebbecomprometterela funzionalità della struttura, alle opere site in
ambientefortementeaggressivo,alle strutturerealizzateper conciprefabbri-
cati in cui il giunto dispone di scarsao nulla resistenzaa trazione, agli
elementisoggettia frequenti e cospicuevariazioni di sforzo per i quali il
continuoaprirsi e richiudersidellelesionipotrebbedare origine a fenomeni
di fatica nelle armature (casodei ponti ferroviari).
La classedi precompressione limitata comprendeinvecegli elementiin
cui è previstatrazionenel conglomerato,senzaperò chequestaraggiungail
limitedi rottura a trazione. Appartengonoa tale classegli elementiesposti
alla normaleaggressivitàatmosferica,quali gli edifici ordinari o i viadotti
autostradali.
La classedi precompressione parziale è riservatainfine agli elementi
espostiad ambiente poco aggressivoe non soggettia fenomenidi fatica, pe:'
544 Teori(r e tecnica delle costruziont

i quali è possibileammetterela fessurazionedel calcestruzzosotto l'azione


dei carichi di esercizio.

in îunzionedel valole assuntodal


Tabella20.1 - suddivisionein classidi precompressione
massimosforzo di trazionenel conglomerato.

TENSIONE NEL
CLASSE SEZIONE CALCESTRUZZO

integrale
Precompressione non fessurata o,)0

limitata
Precompressione non fessurata o.,(o.(0

parziale
Precompressione fessurata

Nel caso di precompressioneparziale,avendosiparzializzazionedella


sezione,la verifica viene effettuata prescindendodal contributo a trazione
del conglomerato,come awiene nelle sezionipressoinflesse di cementoar-
mato normale.Quandoanchesi prevedala decompressione del calcestruzzo
(precompressione
sotto l'azione dei carichi di esercizio limitata e parziale)'è
comunquebuona norma imporre chela sezionerisulti totalmentecompressa
sotto l'azione del solo carico permanenteed, eventualmente,di un'aliquota
ridotta (circa il 1090)del carico accidentale.
Da quanto detto si evincecheil diversocomportamentofra le tre classi
dipende dall'entità dello sforzo di precompressioneapplicato: fissata la
geometriadella sezioneed i carichi, al diminuire dello sforzo di precompres-
sionesi passadalla precompressione integralea quellalimitata, e da questa
alla precompressione parziale' Conviene definire come grado di precom-
pressioneil rapporto:

M,I
(20.l3)
M e+q

fra il momentodi decompressione Mo ed il momentodi eserciziototaleM,*q


dovuto al carico permanenteed ai sovraccarichiaccidentali.Il momentodi
decompressione M, rappresentail valoredel momentoflettenteche,insieme
allo sforzo di precompressione in esercizio,ossiadepuratodegli effetti do-
vuti alle cadutedi tensione,producetensionenulla nel calcestruzzoin alme-
no un ounto della sezione.Per x 2 | si ha quindi precompressioneintegrale,
Le strutture parzíolmente prccompresse 545

mentreper r < 1 precompressione limitata o parziale.Si noti chela defini-


zione(20.15)è legataalla condizionedi esercizioassunta,per cui al variare
di questauna stessasezioneprecompiessapuò ammetterediversivalori del
gradodi precompressione.
La scuolaamericanaintendein manieraleggermentediversail concetto
di precompressione parziale.Le norme ACI (American ConcreteInstitute)
definiscono parzialmenteprecompressa una sezionein cui sia presente
un'assqciazione di acciaio pretesoe di acciaio ordinario non pretesoche
aonaorìonoambeduealla suaresistenza.Il grado di precompressione viene
definitodiversamente,attraversoil rapporto:

, M,O
'" (20.14\
M"

oveM,, è il momento ultimo della sezione,calcolatotenendoconto solo


delleaimaturepretese,ed M, il momentoultimo totale' II rapporto ('corri-
spondecon buona approssimazione al rapporto fra le percentualimeccani
ihe dellearmaturepretesee di quelletotali, a meno dei diversibracci delle
forzeinterne,e risulta semprestrettamentecompresofra 0 e i, in quanto in
qualunque sezioneprecompressa è semprepresenteuna pur piccolaquantità
di acciaioordinario che contribuiscecomunqueal momento ultimo totale
dellasezione.La definizione (20'16) del grado di precompressione tiene
contosolodello stato limite ultimo della sezionee non fa alcun riferimento
allecondizionidi esercizio.
La precompressione parzialepuò quindi esserevista come una tecnolo-
giaintermediafra il cementoarmato ordinario e la precompressione integra-
ie, e rappresenta in alcuni casi la soluzione preferibile per preciseesigenze
stàtictrei funzionali. Con la precompressione integrale si raggiungonoa
vuotoelevatetensioni di compressionee le controfrecceche ne derivano'
oltread essere cospicuesin dall'inizio (aliquotaelastica),si incrementanonel
tempoper effetto della deformazioneviscosadel conglomerato'Il fenome-
no È particolarmenteevidentenel caso dei ponti a tÍavata, nei quali la
condizione di completosovraccaricosi verifica raramentee comunqueagr-
sceper intervalli di tempo molto limitati, per cui la condizionea vuoto è
praticamente permanentee le controfreccefinali superanoancheil doppio
àel valoreiniiiale. Ciò comporta la necessitàdi effettuare con maggiore
frequenza il ripristino del manto stradaleper owiare alle variazioni di cur-
vaturafastidioìead un transitovelocee, conseguentemente, un aggraviodei
costidi manutenzione.È chiaro che la precompressione parziale risulta la
546 Teoria e tecnica delle costruziont

soluzionecherispondeottimamentealle esigenze del casopoiché,a parità di


parte'
sezione,vengonoridotte le compressionimassimea vuoto' D'altra
per la durabilità di una struttura, sono i carichi permanenti ad essere deter-
minanti. mentrenon si ha in generealcun inconvenientese, sotto il transito
di pesantiautotrenio di carichimilitari, si produceun sensibileallungamen-
to àel conglomeratoall'intradossodelletravi e conseguentemente la fessura-
zione. Infatti le fessuresi richiudono all'allontanarsidel carico eccezionale
cosicchérisulta assicuratala protezionedegli acciai dalla corrosione'
La precompressione parziale presenta,inoltre, un migliore comporta-
mento iispetto alla precompressione integralein presenzadi sollecitazionidi
tipo dinamico,quali quelledovuteall'azionesismica'Una sezionein cemen-
to armato pr..à.p..tto allo stato integro presenta,infatti, diagrammi
momento-curvaturacon area del ciclo di isteresiridotta rispetto ad una
sezioneallo stato fessurato,cheinveceoffre una superiorecapacitàdi dissi
pazionedi energia.La precompressione parziale,allontanandolo statolimi-
ie di formazione delle fessureda quello di rottura, fornisce alla struttura
un'ampiafasedideformazione,durantelaqualel'energiadovutaall'azione
sismicaviene assorbitaprima di pervenireal collasso'

20.4. Esercizi

Siverifichilasezionedellafig'20.6appartenenteadunatraverea|izzata
con una costolaprecompressa e prefabbricata,con solettasuccessivamente
sovrapposta.La costoli è precompressacon 9 cavi costituiti da 12 $ 7'
Imomentiflettentichesollecitanolasezionenellediversefasidilavoro
sono:

per il pesoproprio della costola: M, = 200 tm i

per il peso della soletta: M" = 156 tm i

I
per i sovraccarichipermanenti: Mp : 40 tm i
I
per i sovraccarichiaccidentali: M, = 100 tm i
Le strutture parziolmente precompresse 54'l

a) Carattelistíche geometriche della sola costola

Ao = 0 '5245mz

J", = o,8418m

!"i = 0"7082m

Io = 0 '1565ma

I - 0'8418=
5.3i89m.
w.. 0.1565

| - 0'7082=
4.5252m'3
w", 0,1565

b) Verifiche al tiro

Prevedendounatensionefinalenell'acciaiopariadS660kg/cm'ecadu-
te tensionenella misura di 16,7 per cento, si ha al tiro:
di
R660
No=9x4,62xTft1 =432r

Le tensioniai lembi sono pertanlopari a:

432
- t -- - +
"' ( 4 3 2 x 0 , 6 0 8 2 - 2 o o x) 4,5252= llOS t /m2
0,5245

432 -
e=
'' t.432x 0,6082- 200) x 5,3789= 486t/m2
0,5245

Il diagrammadelle tensioni è riportato nella fig' 20'6b'


ó*ti]cli"ta" le cadute di tensioneavvenutetutte nella sezionedella
solacostola,essendoAN = 0,167N0 = 72,14 '' si ottiene:

7' 14
oí = ll08 - _ 72,14x 0,6082x 4,5252= 772tlmz
o,5245
548 Teoría e tecnica delle costruzioni

-* -.-
--t---t-
El
----r_*,
tr-J
t--.\_.--------\
st ----,---___.
: |
&---J lR
*Nl l------=-------.-
---------o
: | :-
-
g-l- l*

f- ---,-...-.
f | --------,e "
:|
Hr-------lÈ
Le strutîurc parzialmente precompresse 549

1) 14
o: = 486 - ;= + 72,14 x 0,6082x 5,3789: 585t/m2
u,J24)

Il diagrammadelle tensioni è riportato nella fig. 20.6c.

c) Verifiche a soleîto gettata

Al gettodellasoletta,prevedendosi le eventualicasserature
portatediret_
tamentedalla costolastessa,la sezioneresistenteè ancoraquellaconsiderata
inizialmente.Le tensioni ai lembi estremisono dunque:

o"i = 772 - 156 x 4,5252= 66 t/m2

o'í : 58S + 156 x 5,3789: 1424t/m2

Il diagrammadelle tensioni è riportato nella fig. 20.6d.

d) Caratteristiche della sezÌone inîera

Prevedendouna secondaprecompressione e quindi l,impiego di calce_


struzzoper la solettadella stessaqualità di quelìo adoperatoper la costola,
si assume z, : 1.
In tale ipotesi le caratteristichegeometrichedella sezioneintera sono:

A : 0,5245+ 0,20 x 2,00 = 0,9245m2

Y i : l ' 1 1 5 7m

Y, : O,6343m

I = 0,3591ma

I
= 3 '1069m''
t4/

I
1 , 2 0 9m
4'
W.:
550 Teoria e tecníca delle costruzioni

1
= l '7664m't
w-

Qualoranon si effettuasseuna secondaprecompressione, all'applicazio-


al
ne dei sovraccarichisi desterebbe lembo inferiore una tensionedi trazio-

M.+M.
o
_ ,: - " - o - - - " - n= - l 4 Ox 3 , 1 0 6=9 - 4 3 5t / m 2
Wi

che sommataalla tensioneesistentecaicolataal punto c) fornirebbe:

oi=66-435= - 3 6 9t / m z

È indispensabilequindi procederead una successiva precompressa


del-
I'intera sezioneallo scopo di non averetale tensionedi trazione.

e) Secondaprecompressione

Si tesano altri due cavi da 12 $ 7, il cui baricentro dista dal lembo


inferiore di 20 cm.
Si ha in tal modo:

8610'
o ,=
N o = 2 x 4 , 6 2 x 1 _ U , ,'= so'

_ s 6
,-,: s6 x o.stsl x t,7664: - 5t t/m2
G*-

96
ú"" : 1424* 96 x 0,9157x 1,2094= 1422tlmz
ó*-

s6
o"'i= 66 * 9 6 x 0 ' 9 1 5 7x 3 ' 1 0 6 9: 4 4 3 t l m z
G*+

Il diagrammadelletensioniè riportato nella fig. 20.6e.Si osservichela


Le strutturc parzíalmente precompfesse 551

trazioneal lembo superioredella solettaè modestae che inoltre è del tutto


transitorias.

f) Cadute di tensione

Per gli effetti lenti si otterrà nei due cavi prima tesati,una cadutapari a:

AN:0,167x96=l6t

Si ottiene così:

- 51 - l6 - 42t/mz
4' = 1 6 x 0 ' 9 1 s 7x r ' 7 6 6 4=
ù+

. 1 6
" = 1422
d.v
u,924J

t6
4v = 442 0,9245 16 x 0,9157x 3,1069: 380t/m"

nellafig. 20.6f.
delletensioniè rappresentato
Il diagramma

g) Sovraccarichi
permonenti

All'atto dell'applicazione permanenti


dei sovraccarichi si ha:

;y -- - 42 + 40 x r,7664: 29 t/mz

o! = l4ZZ+ 40 x 1,2094: 14'10


t/mz

o! -- zto - 40 x 3,1069: 256t/m2

delletensioniè riportatonellafig. 20.69.


Il diagramma

I In effetti all'atto della secondaprecompressione si otte[à una caduta di tensionenei


novecavi per la deformazioneelasticaindotta daÌla secondaprecompressione. Questa
vienetrascurataessendoin seneremodesta.Si osserviinfatti che sele caratte stiche
dellasezioneintera fosserostatecalcolatetenendoconto delì'areaomogeneizza-
deiprimi nove cavi, le tensionicalcolateal punto e) sarebberoesatte.
552 Teoriq e tecnícs delle coslruzíonl

h) Sovraccarichi accidentali
si ha:
All'atto dell'applicazionedei sovraccarichiaccidentali

i{' = Zg + 100 x 1,7664= 206tlmz

out = 1470+ 100 x 1,2094= I59l t/m2

- 55 t/m2
oYI =256 - 100 x 3,1069=

Il diagrammadelle tensioni è riportato nella fig' 20'6h'