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Analisi non lineare di sezioni in c.a.

soggette a pressoflessione deviata


Marco Di Ludovico, Gian Piero Lignola, Andrea Prota, Edoardo Cosenza
Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Universit degli Studi di Napoli Federico II, Via Claudio 21, 80125 Napoli

Keywords: (presso flessione deviata, progetto, verifica, sezione in c.a., FRP)

ABSTRACT:
Il presente lavoro fornisce indicazioni sulla procedura di calcolo di sezioni in Calcestruzzo Armato (c.a.) sog-
gette a compressione e flessione biassiale recentemente implementata dagli autori. Il metodo proposto consen-
te di operare con sezioni di geometria qualsiasi, anche con cavit interne e diversi tipi di materiali. Sono con-
template le armature interne e di precompressione sia in acciaio che in materiali compositi (FRP), questi
ultimi sia come armatura interna (barre) che esterna. Diversi legami costitutivi non lineari sono stati adoperati
e molti altri personalizzati possono essere implementati tramite semplici user-defined subroutines.
Lalgoritmo di calcolo proposto consente la determinazione di diagrammi momento-curvatura sia fino al cari-
co di picco che nel ramo discendente nonch di disegnare i domini di interazione tridimensionali nello spazio
N-Mx-My.
Il campo delle tensioni intergrato numericamente dopo che la sezione stata automaticamente suddivisa in
elementi finiti rettangolari. Nel caso di sezioni soggette a presso flessione biassiale devono essere risolte due
equazioni non lineari per garantire lequilibrio e la direzione del piano di sollecitazione. Sono fornite diverse
strategie per una efficiente e rapida soluzione di questo sistema fortemente non lineare cos come alcune pro-
cedure iterative e criteri di convergenza. Tutte le prove numeriche eseguite hanno evidenziato una rapida con-
vergenza dellalgoritmo. I risultati calcolati con lalgoritmo proposto sono stati confrontati con risultanti spe-
rimentali e con risultati ricavabili con modelli reperibili in letteratura; in ogni caso possibile trovare una
buona corrispondenza.

dominio di resistenza. Luso di tali approcci sempli-


ficati, sebbene non sempre conservativo, sempre
1 INTRODUZIONE stato giustificato dalla difficolt di valutare manual-
mente la capacit biassiale delle sezioni in c.a.
Lo studio di sezioni soggette a presso flessione Tale capacit pu essere valutata integrando il
deviata di particolare interesse nel caso di strutture campo tensionale agente sulla sezione in condizioni
soggette ad azioni sismiche, in quanto la presenza ultime. Nel presente lavoro proposta una procedura
contemporanea di momenti flettenti secondo dire- per lintegrazione di tale campo tensionale, imple-
zioni non principali di inerzia, riduce notevolmente mentata in un software di calcolo automatico che
la capacit delle sezioni. consente di valutare rapidamente e accuratamente la
Ciononostante le normative sismiche odierne capacit di qualsiasi sezione in c.a. soggetta a pres-
spesso trascurano la complessit del problema tridi- soflessione comunque eccentrica. La sezione in c.a.
mensionale a favore di una maggiore snellezza di pu includere armature interne e di precompressione
calcolo consentendo di valutare separatamente la in acciaio e in FRP sia in forma di barre interne che
flessione lungo gli assi principali di inerzia con ca- di laminati esterni. Per ciascun materiale sono di-
pacit arbitrariamente ridotte (per esempio sponibili legami costitutivi non lineari predefiniti ed
lEurocodice 8 suggerisce di ridurre la capacit fles- impostabili dallutente tramite semplici subroutines.
sionale retta delle sezioni del 30% in presenza di a- Con lalgoritmo proposto possibile sia progetta-
zione biassiale). Il dominio di resistenza della sezio- re che verificare sezioni per un prefissato valore di
ne sottoposta a pressoflessione biassiale sforzo normale N ed eccentricit e. Loutput del pre-
rappresentabile in uno spazio tridimensionale e molti sente algoritmo la determinazione sia del dia-
autori hanno proposto, negli ultimi anni, diversi me- gramma momento-curvatura che dellintero dominio
todi per tracciare alcune sezioni approssimate di tale
di resistenza tridimensionale. sforzo normale centrato.
Nei paragrafi seguenti saranno riportati breve- In seguito stata proposta (Hsu, 1988) una modifica
mente i modelli di calcolo disponibili in letteratura e al metodo LC consistente nelladottare un unico va-
sar estesamente illustrato il modello proposto. Infi- lore per gli esponenti 1 e 2 pari a 1.5 ed aggiunge-
ne saranno riportati alcuni risultati di letteratura che re un nuovo termine nellespressione (1) in modo da
consentiranno di validare lalgoritmo proposto. tenere in conto, in maniera diretta, del rapporto tra lo
sforzo normale ultimo e lo sforzo normale ultimo in
condizioni di rottura bilanciata:
2 STATO DELLARTE 1.5 1.5
N Nb M x My
Le procedure di calcolo inerenti la progettazio- + + = 1 (3)
N
o N b M bx M
by
ne/verifica di sezioni soggette a sollecitazioni di
presso flessione deviata sono iterative e richiedono
in cui Nb rappresenta lo sforzo normale ultimo in
una integrazione al passo delle tensioni agenti sulla
condizioni di rottura bilanciata nel caso di presso-
sezione. Al fine di semplificare il problema, molti
flessione deviata; Mbx e Mbx sono i momenti ultimi
autori si sono proposti, negli ultimi anni, di mettere a
rispetto agli assi x ed y in condizioni di rottura bi-
punto metodi semplificati tesi alla individuazione di
lanciata nel caso di presso flessione retta.
espressioni analitiche che consentissero, in via ap-
Unulteriore modifica al LC (Ferguson et al., 1988 e
prossimata, di determinare il dominio di interazione
Mc Gregor, 1992) consiste nellutilizzare la espres-
tridimensionale o sezioni piane dello stesso. Uno dei
sione (1) assumendo un unico valore per gli espo-
primi metodi semplificati di cui si ha notizia in lette-
nenti 1 e 2 pari a 1.0 ed aggiungendo alcuni fattori
ratura il cosiddetto Load Contour Method, (LC),
moltiplicativi:
(Bresler, 1960) attraverso il quale, fissato un deter-
minato valore dello sforzo normale agente, la super- Mx M y 1 Mx My
+ 1 = 0 se > (4-a)
ficie limite approssimata mediante la seguente e- M x0 M y0 M x0 M y0
spressione:
2
Mx My
1
M x 1 My M My
+ = 1 (1) + 1 = 0 se x (4-b)
M x0 M y0 M x0 M y0 M x0 M y0

dove Mx e My rappresentano il momento flettente ri- dove rappresenta un coefficiente che pu assumere
spetto agli assi x ed y in corrispondenza di un de- valori compresi tra 0 ed 1 in funzione delle propriet
terminato valore dello sforzo normale, N; M x0 e M y0 geometriche e meccaniche della sezione in esame.
rappresentano i momenti ultimi in pressoflessione Assumendo soltanto lespressione (1) con 1 = 2 =
retta rispetto agli stessi assi in corrispondenza di N; 1 si ottiene un dominio di interazione di forma pira-
ed 1 e 2 sono esponenti che variano in funzione midale che nella maggior parte dei casi risulta essere
delle caratteristiche meccaniche e geometriche della troppo conservativo.
sezione nonch del valore di sforzo normale asse- Sempre nellambito del metodo LC, un altro approc-
gnato. cio sicuramente conservativo ma estremamente
Attraverso tale espressione possibile determinare semplice da implementare in relazione a sezioni ret-
una curva che ben approssima una sezione piana del tangolari (Ghersi et al., 2004) fornisce semplici for-
dominio tridimensionale di interazione (N-Mx-My). mulazioni per determinare il momento ultimo in
La corrispondenza tra la curva approssimata e la se- presso flessione retta da utilizzare allinterno
zione del dominio di interazione dipende fortemente dellespressione (1) assumendo come valori degli
dal valore assegnato ai due esponenti 1 ed 2; in esponenti 1 = 2 = 1.4 1.5.
particolare, lautore suggerisce per sezioni in c.a Espressioni in forma chiusa sono state in seguito
quadrate o rettangolari, di usare, per entrambi gli e- (Monti et al. 2006) messe a punto per calibrare i co-
sponenti, un unico valore compreso tra 1.15 e 1.55. efficienti in funzione dello sforzo normale agente
Una espressione del coefficiente in grado di ben sulla sezione, la sua forma e la percentuale di rinfor-
approssimare la sezione del dominio di interazione zo.
riportata anche nellAustralian Standard AS 3600, Un altro metodo approssimato, denominato Reci-
1988: procal Load Method (RL), (Bresler, 1960) riportato
1.7 N peraltro anche nelle norme americane, ACI 318,
= 0.7 + (2)
2002, consiste nellinterpolare il dominio limite at-
0.6 N o
traverso piani secanti definiti mediante tre punti ap-
partenenti al dominio limite in caso di presso fles-
in cui N rappresenta lo sforzo normale agente in ca-
sione retta:
so di sollecitazioni biassiali e No rappresenta lo sfor-
zo normale ultimo della sezione in condizioni di
1 1 1 1 al., 1996) un modello capace di valutare gli incre-
= + (5) menti di deformazioni e tensioni di sezioni sottopo-
N N x0 N y 0 N0
ste ad azioni biassiali sino al raggiungimento delle
deformazioni ultime. Un ulteriore sviluppo (Sfakia-
in cui Nx0 ed Ny0, rappresentano rispettivamente gli nakis, 2002) si avuto nella formulazioni di algo-
sforzi normali ultimi per una assegnata eccentricit, ritmi di calcolo nel caso di sezioni in c.a di forma
ex ed ey nel caso di presso flessione retta rispetto qualsiasi soggette a presso flessione deviata; il me-
allasse x ed y. todo proposto, basato su una modellazione a fibre
La forma del dominio di interazione ottenuto me- della sezione e su procedure grafiche, non contempla
diante lutilizzo di tale espressione stata validata lutilizzo di procedure iterative e perci non presenta
mediante prove sperimentali condotte su pilastri ret- problematiche relative alla convergenza ma, di con-
tangolari soggetti a presso flessione deviata (Ram- tro, necessita di significativi tempi di elaborazione.
mamurthy, 1996). E, tuttavia, necessario sottolinea- Sempre nel campo della definizione di algoritmi di
re che altre prove sperimentali (Silva et al., 2001) calcolo in grado di affrontare il problema della pres-
hanno mostrato che, nella maggior parte dei casi a- so flessione deviata ma con particolare attenzione al-
nalizzati, tale espressione porta alla determinazioni la determinazione del diagramma momento-
di superfici limite eccessivamente conservative; gli curvatura, una nuova metodologia stata messa a
stessi autori, inoltre, hanno sottolineato la scarsa punto attraverso la definizione di un programma
semplicit del metodo che richiede, per ciascun va- multi-modulare (Consolatio et al., 2004)
lore del carico assiale, la determinazione degli sforzi Infine, sono stati sviluppati (De Vivo e Rosati, 1998)
normali ultimi per una assegnata eccentricit, ex ed due algoritmi tesi alla determinazione della capacit
ey (Nx0 ed Ny0). flettente ultima di sezioni in c.a di forma qualsiasi
Nel caso di applicazioni su pilastri realizzati con soggette ad azioni biassiali attraverso ladozione di
calcestruzzi ad alta resistenza (Wang e Hong, 2002), metodi secanti per la soluzione del sistema di due
inoltre,si potuto osservare che lespressione (5) equazioni non-lineari che governa il problema della
conduce a risultati pi approssimati rispetto a quelli presso flessione deviata.
ottenuti applicando il LC. E disponibile, infine, in letteratura una vasta pa-
Oltre ai due metodi sopra menzionati, LC e RL, mol- noramica delle diverse metodologie basate sia sulla
ti autori negli anni hanno proposto criteri alternativi definizione di equazioni in grado di approssimare il
per la determinazione del dominio di interazione nel dominio di interazione sia sulla messa a punto di al-
caso di presso flessione deviata: stato proposto un goritmi di calcolo, proposte nel tempo dai diversi au-
metodo numerico per la determinazione di punti del tori che si sono occupati del problema della analisi
dominio di interazione nel caso di elementi prismati- di sezioni soggette a presso flessione deviata (Fur-
ci in c.a. soggetti a sollecitazioni di presso flessione long et al., 2004).
deviata (Sussekind); sono state affinate tecniche
numeriche per la determinazione della capacit fles-
sionale di elementi in c.a. soggetti a sforzo normale 3 ALGORITMO NUMERICO PROPOSTO
e flessione biassiale (Hulse e Mosley, 1986 e Spiegel
e Limbrunner, 1988); stato proposto un nuovo cri- Nel presente lavoro stato sviluppato un software
terio, in cui la superficie limite ipotizzata appros- di calcolo basato sulla discretizzazione in elementi
simabile attraverso una superficie chiusa convessa finiti delle sezioni in c.a; ai fini dellanalisi, la sezio-
(Silva, 2001); stata fornita una espressione analiti- ne suddivisa in elementi finiti rettangolari.
ca basata sulla definizione della superficie limite at- Il presente modello analitico pu essere applicato
traverso due curve direttrici e due curve generatrici a sezioni in c.a. di forma qualsiasi e caratterizzate da
(Bonet, 2004). differenti materiali dal comportamento non lineare
Altri autori hanno, invece, proposto algoritmi di cal- offrendo la possibilit di valutare sia la resistenza
colo per tenere in conto il comportamento non linea- che la deformabilit/duttilit della sezione in esame.
re della sezione.
Inizialmente stato messo a punto un algoritmo per 3.1 Ipotesi alla base del metodo
lanalisi di sezioni in c.a. capace di tenere in conto
Alla base del metodo proposto vi sono le seguenti
gli effetti sia dellarmatura dolce che di precompres-
ipotesi:
sione (Kawakami et al., 1985); lalgoritmo proposto,
1) Conservazione delle sezioni piane (ipotesi
tuttavia, sebbene efficace, risulta difficile da imple-
classica nel calcolo tecnico delle sezioni in c.a. co-
mentare in un software di calcolo. Altri algoritmi di
nosciuta anche come ipotesi di Bernoulli-Navier);
calcolo (Landonio M. et al. 1986, Contaldo M. et al.,
2) I legami costitutivi non lineari dei materiali co-
1987) sono stati realizzati col fine specifico di de-
stitutivi sono noti a priori;
terminare i momenti ultimi di sezioni in c.a. di forma
3) Le tensioni sono dipendenti dalla sola defor-
qualsiasi in presso flessione deviata.
mazione dellelemento cosicch si trascurano gli ef-
Successivamente stato implementato (Bousias et
fetti di viscosit e ritiro nel tempo;
4) Si assume perfetta aderenza alle interfacce tra dei compositi FRP differente in trazione ed in
calcestruzzo e acciaio (o FRP) delle armature sia in- compressione, in questultimo caso si assume un
terne che esterne eventualmente presenti; modulo elastico molto ridotto, al limite nullo poich
5) Si assume che lapplicazione del carico e la gli elementi in FRP sono molto sensibili ai fenomeni
conseguente deformazione abbiano luogo in modo di instabilit.
monotono; in questo modo non si considera esplici- Lanalisi dei fenomeni di debonding va oltre gli
tamente il comportamento sotto carico ciclico, ma obiettivi del presente articolo, ma pu essere condot-
questo ultimo pu essere tenuto in conto adoperando ta agevolmente considerando una tensione ultima del
opportuni legami costitutivi per i materiali. materiale pari al valore della tensione di debonding
La sezione suddivisa in elementi finiti di di- stessa.
mensioni ridotte e a ciascun elemento si associa un Due condizioni sono esplicitamente considerate e
valore medio di deformazione e tensione. sono riportate in Figura 2. Nel primo caso vi un ca-
Lintegrazione numerica quindi sviluppata consi- rico assiale applicato sulla sezione con una eccentri-
derando il valore di tensione e deformazione bari- cit predefinita: il carico assiale viene incrementato
centrico allelemento. fino a rottura e quindi leccentricit costante in tut-
La deformazione nelle barre di armatura interna ta la storia di carico. Nel secondo caso si opera a ca-
assunta pari al valore baricentrico (non essendovi la rico assiale costante ed anche il rapporto tra i mo-
necessit di considerare elementi finiti come nel ca- menti flettenti My ed Mx costante. E questo ad
so del calcestruzzo poich si assume che il diametro esempio il caso di una pila da ponte caricata con uno
delle barre sia trascurabile rispetto alle dimensioni sforzo normale costante ed una azione in sommit
medie della sezione in c.a.). laterale di tipo sismica per cui a sforzo normale co-
Ragionamento simile fatto per il rinforzo ester- stante cresce la sola componente flessionale (secon-
no in FRP. Le lamine sono considerate come linee do un piano di sollecitazione predefinito). La crisi in
esterne al perimetro della sezione in calcestruzzo di questo caso avviene in un piano a sforzo normale N
spessore trascurabile rispetto alle dimensioni della costante quando il percorso di carico interseca la
sezione. La deformazione quindi assunta uniforme traccia della superficie limite, ovvero quando si at-
in ogni singolo elemento in cui suddivisa la lamina tinge la resistenza flessionale ovvero la massima ec-
e pari al valore baricentrico. centricit del carico.
I principali legami costitutivi noti dalla letteratura
sono stati pre-implementati (vedi Figura 1) mentre My
altri definiti dallutente possono essere implementati
in forma di funzione che lega univocamente alla de-
formazione del materiale la corrispondente tensione N
(legame tensione-deformazione anche non lineare
Mx
con rami discendenti post-picco).
Caso a: eccentricit predefinita e carico assiale variabile
LEGAME N 1 LEGAME N 2 LEGAME N 3 My
EII

EI EI EI N5
I I I N4
II II N3
LEGAME N 4 LEGAME N 5 LEGAME N 6 N2
f cd N1
EII EIII
EII
Parabola

EI EI
Rettangolo
Mx
I III I III I
II
Caso b: rapporto tra le eccentricit costante e carico assia-
II II le costante
LEGAME N 7 LEGAME N 8
EI
f cd
Figura 2. Tipologie di carico contemplate nellalgoritmo
f cd

Parabola
Trapezio
Spoestra Monti La procedura di seguito descritta fa riferimento al
secondo caso, ma anche il primo caso pu essere
I II I II semplicemente risolto dopo aver tracciato lintero
dominio di resistenza tridimensionale della sezione.
Figura 1. Legami costitutivi adoperati Lo sforzo normale esterno Next costante durante
la storia di carico cos come la direzione dellazione
I legami riportati in Figura 1 sono alcuni dei le- orizzontale, ovvero il centro di pressione, punto di
gami costitutivi implementati. Il legame costitutivo applicazione dello sforzo normale, rimane sulla retta
di inclinazione predefinita, ext. passante per il bari- y
centro dellintera sezione (o qualsiasi altro punto de- x_max
x_min
finito dallutente).
I momenti flettenti valutati con lalgoritmo pro-
posto, cos come quelli adoperati per tracciare i dia-
grammi momento-curvatura, sono valutati con rife-
rimento al baricentro dellintera sezione (o qualsiasi

y_min
altro punto definito dallutente).

3.2 Discretizzazione della sezione in elementi finiti


La sezione di calcestruzzo deve essere definita

y_max
mediante una poligonale chiusa che delimita il peri-
metro con segmenti di retta; tali segmenti di retta y x
formano sia il perimetro esterno che interno della
sezione (in presenza di eventuali cavit).
I punti della sezione sono interni ad una poligona-
le chiusa (anche in presenza di cavit) se la somma
algebrica di tutti gli angoli orientati definiti dal pun-
to e da tutte le coppie di vertici consecutivi del pe-

yel
rimetro pari a 360. Da ci si evince limportanza
xel
dellordine con cui i vertici sono definiti: i vertici
devono essere numerati consecutivamente e in senso
antiorario sul perimetro esterno, mentre quelli del
perimetro interno, se presenti, devono essere nume-
rati in senso orario (Figura 3). Lultimo vertice as- x
sunto coincidente con il primo per chiudere la poli- Figura 4. Discretizzazione della sezione
gonale
Se il baricentro di un elemento giace allinterno
del perimetro della sezione ed costituito dal mate-
riale k, allora si pone il moltiplicatore del materiale
k pari ad 1 (ci significa che lelemento appartiene
alla sezione ed considerato nei calcoli), altrimenti
k posto pari a 0 (ovvero non attivo).
Una misura della qualit della discretizzazione
pu essere data dal rapporto tra la somma delle su-
perfici degli elementi finiti e larea effettiva della
sezione. Larea totale, Adisc. degli elementi finiti
data dalla somma delle superfici Ak=xelyel (uguali)
degli elementi attivi (ovvero con moltiplicatore del
materiale pari ad 1): Adisc=kAk=xelyelk.
Figura 3. Definizione della poligonale di contorno alla sezione Larea effettiva invece della sezione data
dallintegrale sul dominio regolare piano :
Eventuali contorni curvilinei possono essere ap- 1 1 n
prossimati con una serie di segmenti. Definita la ge- A = d = r nds = ri ri+1 (6)

2 2 i =1
ometria della sezione necessario suddividere la
medesima in elementi finiti. Secondo il teorema di Gauss o della divergenza,
Per definire la minima area rettangolare che invi- lintegrale su di un dominio piano regolare pu esse-
luppa la sezione di calcestruzzo considerata, si con- re trasformato nellintregale curvilineo sul contorno
siderano le coordinate minime e massime dei vertici: del dominio e, nel caso di una poligonale chiusa
xmin, xmax e ymin, ymax. Per ottenere una suddivisione (formata da n segmenti di retta) tale integrale curvi-
della sezione in nd x md fibre (o elementi), si deve lineo degenera in una sommatoria che interessa i soli
definire una griglia di passo orizzontale xel=(xmax- vettori che identificano i vertici della sezione e i vet-
xmin)/nd e verticale yel=(ymax-ymin)/md (vedi Figura 4). tori ad essi ortogonali: r e r; ri il vettore posizio-
Dopo aver suddiviso la geometria della sezione in ne del vertice i e ri il vettore ad esso ortogonale
calcestruzzo in elementi finiti si deve attribuire ad ottenuto ruotando ri di 90 in senso orario: se r=(x,y)
ogni elemento un materiale una tipologia di calce- allora r=(y,-x).
struzzo. Per garantire la consistenza dellintera procedura
il baricentro della sezione calcolato a partire dalla
area discretizzata in elementi finiti, piuttosto che
dallarea reale effettiva. inclinazione compreso nellintervallo (-45,+45) o
Lapproccio esposto molto conveniente anche lintercetta sullasse x se langolo di inclinazione
per il calcolo con lausilio di fogli di calcolo elettro- esterno al precedente intervallo.
nici. Ogni dato pu essere raccolto in una matrice E inoltre fondamentale definire, oltre alla dire-
tridimensionale; ciascun elemento (o cella) della ma- zione, un orientamento o verso dellasse neutro oltre
trice bidimensionale nd x md (o livello) riferito ad alla direzione (in quanto le distanze degli elementi
una particolare fibra (o elemento) di calcestruzzo, da esso andranno valutate con un segno che caratte-
mentre ogni livello (la terza coordinata della matri- rizzer lo stato di compressione o trazione delle fi-
ce) si riferisce ad una particolare informazione ri- bre). Lasse neutro per definizione lasse a defor-
guardante ciascuna fibra (per esempio, la ascissa del mazione nulla, cos che i punti che giacciono alla
baricentro, lordinata, il moltiplicatore del materiale, stessa distanza dallasse neutro hanno deformazione
la distanza dalla retta dellasse neutro, etc., vedi Fi- costante (isolinee) pari al valore della curvatura della
gura 5). sezione moltiplicato per la distanza della fibra
TENSIONI
GEO(1,nd ,8)
dallasse neutro. La convenzione dei segni adottata
DEFORMAZIONE
prevede che la deformazione degli elementi della se-
DISTANZA DALL'ASSE NEUTRO
zione che giacciono sullo stesso semipiano definito
GEOMETRIA CLS 3
GEOMETRIA CLS 2
dallasse neutro e dal punto di applicazione dello
GEOMETRIA CLS 1
sforzo normale esterno devono avere lo stesso segno
ORDINATE CELLE dello sforzo normale applicato (ad esempio se il
ASCISSE CELLE progettista assume positive le compressioni, allora lo
sforzo normale di compressione esterno sar positi-
vo cos come le deformazioni di compressione). Par-
ticolare attenzione va posta nella valutazione degli
elementi di armatura da precompressione. Il valore
GEO(nd,nd,1)
della deformazione da considerare deve essere la
somma della precompressione efficace nei cavi
Figura 5. Matrice delle propriet geometriche e meccaniche (prima di applicare la flessione esterna e dopo aver
valutato le perdite di tensione) e lincremento di de-
Dopo aver discretizzato la sezione di calcestruzzo formazione dovuto alla flessione.
e definito gli elementi finiti (o fibre), si passa alla Fissato un valore della curvatura e noto il campo
definizione di tabelle, una per ciascun tipo di arma- deformativo, possibile valutare il campo tensionale
tura presente. in ciascun elemento adoperando i legami costitutivi
Le barre di acciaio o di FRP hanno dimensioni per i materiali interessati.
della sezione trasversale trascurabili e pertanto non La risultante interna, ovvero lintegrale del campo
sono discretizzate, ma definite dalla posizione del tensionale dato da:
loro baricentro. Le armature applicate esternamente, narm . nd md narm .

invece, quali le lamine in FRP, sono suddivise in va- N int = dA + j Aj = i i Ai + j Aj =


ri segmenti di spessore predefinito e sono trattate Adisc j =1 i =1 j =1 (7)
nd md narm .
come elementi discreti ad area concentrata. Ciascun
segmento in cui suddivisa larmatura esterna ha
= N +
i =1
i
j =1
j Aj

deformazione e tensione costanti. In questi casi Ad ogni elemento attivo (con moltiplicatore del
sufficiente adoperare una tabella per ciascuna tipo- materiale i pari a 1) attribuita una tensione i uni-
logia di armatura: ciascuna riga contiene informa- forme, pari al valore corrispondente alla deforma-
zioni su ciascun elemento (ad esempio nella prima zione del suo baricentro; Ni=iAii la risultante di
colonna vi lascissa del baricentro di una barra, sforzo normale per lelemento i. Lintegrale , quin-
nella seconda colonna lordinata, quindi la distanza di, approssimato dalla somma estesa a tutti gli ele-
dallasse neutro, e cos via). menti attivi e a tutti gli narm. elementi di armatura,
portando in conto in questo modo, i contributi di
3.3 Lalgoritmo calcestruzzo, acciaio ed FRP.
Una volta che tutte le coordinate degli elementi Allo stesso modo si valuta il momento flettente,
sono state definite, possibile valutare la distanza, in primo luogo rispetto agli assi del sistema di rife-
ortogonale, di ciascun elemento dalla retta dellasse rimento:
narm nd md
neutro.
Mx = y dA + j Aj y j = Ai yi +
Ai fini della analisi lasse neutro caratterizzato j =1 i =1
i i

da un punto, P, caratterizzante il fascio di rette cui


Adisc (8)
narm nd md narm
appartiene, e da un angolo di inclinazione. Da un + j Aj y j = N y + i i j Aj y j
punto di vista strettamente di programmazione pi j =1 i =1 j =1

utile per definire le coordinate del punto P con un


parametro solo: lintercetta sullasse y se langolo di
narm . nd md
pressione dello sforzo normale, si assume giacere
My = x dA + j Aj x j = i i Ai xi + sempre sulla retta appartenente al fascio di rette u-
j =1 i =1
Adisc (9) scente dal baricentro della sezione con linclinazione
narm . nd md narm .
+ j Aj x j = prescritta ext.
j =1
N x +
i =1
i i
j =1
j Aj x j
Per ciascun valore dellinclinazione (variabile
principale) dellasse neutro si esegue un ciclo itera-
e quindi si valuta il momento di trasporto rispetto tivo per equilibrare lo sforzo normale (la variabile di
al baricentro dellintera sezione (o qualsiasi altro questo ciclo iterativo innestato la profondit
punto definito dallutente) Mx,g, My,g. dellasse neutro). Una volta ottenuto lequilibrio si
Langolo di inclinazione del piano di sollecita- valuta linclinazione del piano di sollecitazione in-
zione interno emergente quindi tgint=- My,g/Mx,g. terno emergente. La procedura si ripete fino ad otte-
nere la convergenza dellinclinazione del piano di
3.4 Criteri di Convergenza sollecitazione. La doppia procedura iterativa rap-
presentata schematicamente in Figura 6.
Nel caso di compressione e flessione lungo un as-
se principale di inerzia (pressoflessione retta), le e-
quazioni non lineari da risolvere si riducono ad una
sola equazione di equilibrio: lintergale del campo
tensionale sullintera sezione, Nint, associato ad un
determinato asse neutro e curvatura, deve essere u-
guale (ovvero in equilibrio) allo sforzo normale e-
sterno applicato, Next. Questo problema diviene ge-
neralmente non lineare superata la fase elastica
lineare e pu essere risolto cambiando iterativamen-
te la profondit dellasse neutro finch non si ottiene
lequilibrio con la condizione di convergenza gene-
ralmente posta nella forma |Nint-Next|<tolleranza, i-
donea a superare i problemi computazionali di rap-
presentazione digitale dei numeri (lo zero della
funzione differenza potrebbe non essere rappresen-
tabile nella precisione numerica dellelaboratore). Il
problema si ritiene quindi risolto se lo scarto (o squi-
librio) tra la sollecitazione esterna applicata e lo
sforzo normale emergente minore di una quantit
predefinita, in genere una percentuale dello sforzo
esterno Next.
Nel caso invece di pressoflessione biassiale, il si-
stema di equazioni da risolvere composto da due
equazioni accoppiate nelle incognite di profondit ed
inclinazione dellasse neutro. Il criterio di conver-
genza dellinclinazione dellasse neutro pu essere Figura 6. Diagramma di flusso schematico della procedura
utilmente tradotto nella convergenza
dellinclinazione del piano della sollecitazione ester- A causa della elevata non linearit del problema
na applicata allinclinazione del piano della solleci- formulato opportuno sviluppare alcune tecniche di
tazione interna emergente: |int-ext|<tolleranza. Il ottimizzazione del processo iterativo e dei criteri di
processo iterativo diviene ora notevolmente pi convergenza per rendere pi efficiente e rapida la
complesso a causa della doppia convergenza di due soluzione del problema.
equazioni non lineari accoppiate. In primo luogo conviene tradurre il problema in
Tale problema pu per essere risolto in due tem- forma canonica f(x)=0, per esempio Next-Nint(x)=0,
pi adottando due procedure iterative successive. dove x il parametro che rappresenta la profondit
In primo luogo si fa variare la profondit dellasse neutro. I metodi di soluzione delle equa-
dellasse neutro per ottenere lequilibrio dello sforzo zioni non lineari del tipo f(x)=0 prevedono almeno
normale. Quindi tale procedura iterativa e ripetuta al due parti: una iterazione ed un test di convergenza.
variare della inclinazione dellasse neutro finch non Ad ogni iterazione si valuta una possibile soluzione
si ottiene la convergenza dellinclinazione del piano e il test di convergenza interrompe il ciclo delle ite-
della sollecitazione esterna applicata allinclinazione razioni. I criteri di convergenza sono stati gi discus-
del piano della sollecitazione interna emergente. si, saranno ora illustrate le tecniche di iterazione.
Lo sforzo normale esterno applicato rimane co- Per risolvere il problema dellequilibrio assiale si
stante durante il processo di carico ed il centro di adotta un metodo di interpolazione lineare modifica-
to (o regula falsi) con approccio secante. CASO (a) CASO (b)
Alla base di questo metodo vi la considerazione y y

che la soluzione dellequazione deve essere compre-


sa tra due punti che forniscono valori di segno oppo-
sto della funzione continua. Appena sono disponibili
tali valori a e b possibile operare con metodi pi
raffinati che operano su intervalli chiusi [a,b] con- c.
c
sentendo di approssimare la soluzione con una inter-
.

polazione lineare con una corda che connette i due x x

valori f(a) ed f(b) di pendenza =[f(b)-f(a)]/(b-a). Figura 8. Posizioni limite dellasse neutro.
Tale corda interseca lasse delle ascisse nella nuova
stima della soluzione xnew=a-f(a)/. Il problema invece della ricerca dellinclinazione
Questo metodo pu risultare poco efficace se la dellasse neutro sempre un problema definito in un
derivata della funzione molto elevata in prossimit intervallo chiuso in quanto tale intervallo sempre
della soluzione e quindi un estremo dellintervallo minore di 180 poich lasse neutro ai fini della so-
rimane fisso e la convergenza lenta. (vedi Figura luzione coincidente (anche se con verso opposto)
7). se lo si ruota di 180. Diversi sono i metodi che con-
f(x) sentono di risolvere tale tipo di problema in un do-
f(b) minio limitato: si cercher ora di individuare quello
che velocizza la soluzione del problema in esame.
Come primo tentativo si pu adoperare una inclina-
zione dellasse neutro ortogonale allinclinazione del
r

piano di sollecitazione. La soluzione del problema


pu essere ricercata intorno a tale posizione e quindi
a ?
b
valutare la funzione in passi successivi avvicinando-

si alla soluzione per valori decrescenti della funzione
e interrompendo la ricerca quando la funzione cam-
bia segno. Questo semplice metodo di scansione pu
f(a) per risultare alquanto lento, anche se una stima pi
1 35 42
raffinata del primo valore di tentativo pu essere
linclinazione dellasse neutro valutato in campo e-
lastico lineare.
Un metodo certamente pi rapido pu essere il
metodo della bisezione che ad ogni passo dimezza
Figura 7. Regula falsi con approccio secante
lintervallo di ricerca preservando la met in cui si
osserva una inversione di segno della funzione agli
Per evitare ci si pu procedere con il metodo di estremi. Un interessante vantaggio di tale metodo
Newton modificato che non prevede la valutazione la conoscenza a priori del numero di iterazioni da
della pendenza ad ogni passo e quindi non diverge eseguire n=log2/ per ottenere una predefinita tol-
se ad un passo la derivata si annulla. Si adotta sem- leranza sulla soluzione partendo da un intervallo di
pre la pendenza della corda valutata al primo tentati- dimensione o (certamente minore di 180).
vo e se la convergenza ancora lenta si pu ridurre Quando lintervallo di ricerca della soluzione
la pendenza Per valutare i primi due valori di tenta- stato ridotto opportunamente, allora possibile pro-
tivo della soluzione si possono considerare le due seguire con uno dei metodi proposti in precedenza
rette limite tangenti la sezione in due punti estremi per aumentare la precisione della soluzione trovata.
(Figura 8): in modo che nel primo caso la sezione ri- In particolare, nel codice di calcolo presentato si
sulta tutta tesa (a) e nel secondo tutta compressa (b). adottata tale seconda metodologia.
Il metodo proposto nella sua forma classica opera
su intervalli chiusi, in modo che la soluzione si sup-
pone sia sempre compresa tra i due valori limite. 4 STRATEGIE NUMERICHE
Questa limitazione pu essere superata se si valuta
in ogni caso la pendenza al primo passo e poi si In assenza di coefficienti parziali di sicurezza per
adotta il medesimo valore anche per valutare la so- le propriet meccaniche dei materiali, le equazioni
luzione al di fuori dellintervallo iniziale. Tale me- trovate devono considerarsi rappresentative del fe-
todo stato adottato nel codice di calcolo implemen- nomeno fisico e non equazioni di progetto.
tato.
4.1 Analisi di momento e Curvatura
Per tracciare il digramma momento-curvatura
necessaria una procedura rapida di soluzione del si- zione ultima cu = 8.5)
stema di equazioni non lineari poich il problema
della doppia convergenza deve essere risolto ripetu- 150 2 strati di CFRP
tamente per ogni valore della curvatura considerato. spessore: 0,32 mm

Per valutare il digramma momento-curvatura si pu


far incrementare la deformazione nellelemento pi
compresso della sezione da un valore iniziale (ad e-
sempio zero) fino ad un valore ultimo. Questa pro- ARMATURA:
4 12 area: 4x113 mm

500
cedura pu per comportare un errore in esecuzione
se lo sforzo normale esterno applicato causa, prima
ancora della applicazione della flessione, ovvero del-
la curvatura, una deformazione nella fibra pi solle-

150
citata superiore al valore iniziale della deformazione 300
imposta. Un aspetto chiave del presente lavoro ri-
guarda il superamento di questo problema: si esegue Figura 9. Sezione ad L
una iniziale analisi per compressione centrata e
quindi si valuta la deformazione massima nel calce-
struzzo e la si assume come valore iniziale, quindi si 45

procede per incrementi costanti di deformazione fino 40


a

allattingimento della crisi del calcestruzzo in fun- 35


zione dei legami costitutivi adoperati. Questo aspetto 30
fondamentale poich la curvatura da sola non b
M [kNm]
sufficiente a caratterizzare il comportamento della 25

sezione. A parit di curvatura , ma per una differente 20
fcd=13.28

fcd=13.28

deformazione massima, lo sforzo normale applicato 15

pu essere, infatti, marcatamente diverso. Per elevati 10


a b
valori di sforzo normale applicato le deformazioni 5 2 5.5 2 8.5

nel calcestruzzo hanno un minimo margine per in- 0


crementarsi cos come minima la capacit flessione 0 5 10 15 20 25

che ci si pu attendere. [rad/m 10-5]

La procedura descritta permette di valutare Figura 10. Sezioni piane (Mx-My) del dominio di interazione
leffetto della rottura dei cavi di precompressione,
della delaminazione degli FRP, etc in maniera auto- 4.2 Domini di resistenza
matica. Se i legami costitutivi sono, in ogni caso,
considerati ed implementati come funzioni scalino, La valutazione del dominio di resistenza pu es-
ovvero se si assume che la tensione si annulli al su- sere eseguita in maniera molto pi rapida poich non
permanto della deformazione ultima, allora si ha la vi strettamente la necessit di ottenere la conver-
esclusione automatica dalla integrazione delle ten- genza per prefissati valori dellinclinazione del pia-
sioni degli elementi che attingono la rottura (ovvero no di sollecitazione in quanto il dominio rappre-
che attingono deformazioni superiori al valore di rot- sentativo di un fascio di piani di sollecitazione ad
tura assunto). inclinazione comunque variabile. E quindi suffi-
A titolo esemplificativo si riportano, con riferi- ciente far variare la sola profondit dellasse neutro
mento ad una sezione in c.a. ad L (vedi Figura 9) per garantire lequilibrio tra lo sforzo normale ester-
con ali asimmetriche di dimensioni 300x500 mm, no applicato e quello emergente interno e ripetere la
armata con 4 barre 12 (tensione di snervamento di procedura per differenti valori della inclinazione
progetto fyd = 278 MPa) rinforzata al lembo superio- dellasse neutro. In questo modo si valuta una sezio-
re con 2 strati unidirezionali di tessuti in composito ne del dominio tridimensionale a sforzo normale, N
fibrorinforzato (spessore di 0,16 mm, modulo elasti- costante. Una maniera ancora pi rapida di operare,
co Ef= 390 GPa, deformazione ultima fu = 1.67% e la quale per non consente di definire a priori una ri-
deformazione di progetto, ffd = 3,0) i diagrammi soluzione dei punti del dominio di resistenza consen-
momento-curvatura con riferimento a due diversi le- te di valutare per prefissate profondit e inclinazioni
gami costitutivi del calcestruzzo (vedi Figura 10). dellasse neutro la capacit della sezione. In questo
In particolare, la curva (a) riferita ad un legame modo si determinano punti ovunque dispersi sulla
tensione-deformazione parabola rettangolo (resisten- superficie (nello spazio N-Mx-My) del dominio di re-
za di progetto a compressione fcd= 13.28 MPa, de- sistenza in quanto si valuta la sezione per valori di
formazione ultima cu = 5.5), mentre la curva (b) sforzo normale esterno e di inclinazione del piano di
fa riferimento ad un legame caratterizzato dalla pre- sollecitazione casuali.Un ultimo aspetto da valutare
senza di un ramo di softening post-picco (modulo la determinazione della curvatura e del momento
elastico tratto di softening Ec2=-3000MPa, deforma- ultimi. Prefissati una profondit dellasse neutro ed
uninclinazione, si identifica per ciascun materiale la 4.3 Validazione del modello mediante confronto
fibra pi distante dallasse neutro e per essa si valuta con i risultati disponibili in letteratura
la deformazione massima. In presenza di legami co-
Laffidabilit dellalgoritmo sviluppato stata va-
stitutivi con softening, quando si attinge la deforma-
zione ultima in un materiale non si ha necessaria- lutata attraverso comparazioni con i dati sperimenta-
mente anche lattingimento del momento massimo. li disponibili in letteratura. In particolare, si proce-
Il valore del momento massimo quindi non pu esse- duto ad una comparazione con i risultati sperimentali
re valutato in concomitanza del raggiungimento del- derivanti da prove effettuate su elementi strutturali
la deformazione ultima nei materiali (ad esempio nel con sezione quadrata e rettangolare (Hsu, 1988, Bre-
calcestruzzo), poich in presenza di softening ne- sler, 1960 e Ramamurthy, 1966). I risultati di tali
cessario tracciare completamente il diagramma mo- comparazioni sono riportati in Tabella 1; con riferi-
mento-curvatura e solo dopo ricercare il valore di mento alle prove effettuate da ciascun autore sono
momento massimo, anche se questo procedimento riportati nelle colonne della tabella sia i dati di input
incrementa notevolmente i tempi di elaborazione per (geometria della sezione, percentuale di armatura,
il dominio di resistenza. g, tensione di snervamento e modulo elastico
A titolo esemplificativo si riportano, con riferi- dellacciaio, fy ed Es, resistenza cilindrica del calce-
mento alla sezione ad L rappresentata in Figura 8, le struzzo, fc, eccentricit rispetto allasse x ed y, ex ed
sezioni piane del dominio di interazione ottenute in ey, sforzo assiale, N) sia i risultati sperimentali e teo-
corrispondenza di diversi valori di sforzo normale
rici in termini di momenti ultimi rispetto agli assi x
adimensionalizzato, = N/Nu (vedi Figura 11).
50 ed y, Mx e My. Nellultima colonna sono, inoltre, ri-
n=0.3
40
portate le differenze riscontrate in percentuale tra i
valori sperimentali e quelli teorici; si sottolinea, tut-
30
tavia, che tale comparazione pu essere affetta da
molteplici incertezze relative alle effettive caratteri-
n=0.5 n=0.7
20

n=0.1
n=0.910 stiche dei materiali utilizzati durante le prove speri-
mentali ed alla modalit di prova stessa. Dalla Ta-
My [kNm]

0
-120 -100 -80 -60 -40 -20 0 20 40 60 80 100 120 bella 1 si evince che, nel caso di sezioni quadrate, lo
-10
scarto percentuale varia da un valore minimo pari a
-20 0.27% ad un valore massimo pari a 22.96% con una
-30 differenza media percentuale pari a 5.79% e 5.68%,
-40
per Mx e My, rispettivamente. Si sottolinea che, in
tutti i casi analizzati di sezione quadrata, il valore
-50

Mx [kNm]
dello sforzo normale agente durante la prova sem-
pre di gran lunga inferiore (mediamente circa il
Figura 11. Sezioni piane (Mx-My) del dominio di interazione 10%) allo sforzo normale centrato ultimo della se-
per la sezione di figura 8 zione. Unaltrettanto buona correlazione tra dati teo-
rici e sperimentali si evince dai risultati relativi alle
Analogamente in Figura 12, si riportano, con rife- prove effettuate su sezioni rettangolari: lo scarto
rimento ad una sezione simmetrica (quadrata in c.a. percentuale varia da un valore minimo pari a 0.40%
con lato di 250 mm, armata nei vertici con 4 barre ad un valore massimo pari a 16.39% con una diffe-
12 con tensione di snervamento di calcolo fyd = renza media percentuale pari a 11.0% e 10.79%, per
278 MPa e resistenza a compressione di calcolo del Mx e My, rispettivamente.
calcestruzzo pari a fcd= 13.28 MPa) le sezioni piane
(a =cost.) del dominio di interazione
45 5 CONCLUSIONI
=0.4
35
=0.5

25
=0.2
Il presente lavoro illustra un algoritmo di calcolo
=0.1
15 =0.8 automatizzabile per lanalisi non lineare di sezioni in
=0

5
c.a. e c.a.p. di forma arbitraria, mono e pluriconnes-
=1
My [KN-m]

-45 -35 -25 -15 -5 -5 5


=-0.05
15 25 35 45
se, soggette a sollecitazioni di pressoflessione retta o
-15
deviata. Il metodo presentato rivolto anche al caso
-25
di sezioni in cemento armato rinforzate mediante
-35
lutilizzo di materiali compositi sia nella forma di
-45
barre interne che in quella di tessuti applicati ester-
Mx [kN-m]
namente.

Figura 11. Sezioni piane (Mx-My) del dominio di interazione


Tabella 1. Comparazione risultati sperimentali ottenuti su sezioni quadrate e rettangolari con risultati ottenuti mediante algoritmo sviluppato.

Aut. Test bxh g Es fy fc ex ey N MX MY Differenza (%)


m % [kN/m2] [kN/m2] [kN/m2] m m kN kN kN kN kN % %
SPER.: TEOR. SPER.: TEOR. MX MY
Hsu, U1 0.102x0.102 2.81 201334 503335 26925 0,064 0,089 42,70 2,71 2,60 3,80 3,64 4,11 4,11
1988 U2 0.102x0.102 2.81 201334 503335 26242 0,076 0,089 38,7 2,95 2,88 3,44 3,37 2,34 2,05
U3 0.102x0.102 2.81 201334 503335 26849 0,089 0,089 35,59 3,16 3,15 3,16 3,15 0,44 0,44
U4 0.102x0.102 2.81 201334 503335 26408 0,051 0,051 63,61 3,23 3,24 3,23 3,24 0,27 0,27
U5 0.102x0.102 2.81 201334 503335 25615 0,013 0,140 48,04 0,61 0,47 6,71 5,2 22,96 22,52
U6 0.102x0.102 2.81 201334 503335 26856 0,013 0,178 27,76 0,35 0,36 4,94 5,07 2,11 2,72
Hsu, H1 0.108x0.108 4.87 199955 306828 24443 0,076 0,051 61,83 4,71 4,82 3,14 3,21 2,30 2,20
1988 H2 0.108x0.108 4.87 199955 306828 26780 0,083 0,057 52,49 4,33 4,93 3,00 3,42 13,78 14,01
H3 0.108x0.108 4.87 199955 306828 29145 0,064 0,076 60,50 3,84 3,99 4,61 4,78 3,86 3,69
Hsu, S1 0.102x0.102 2.75 199955 306828 22064 0,025 0,038 93,41 2,37 3,56 2,55 3,78 7,48 6,21
1988 S2 0.102x0.102 2.75 199955 306828 28235 0,025 0,038 110,32 2,80 4,20 2,89 4,34 3,14 3,25
Rama- B1 0.203x0.203 3.88 206850 322617 29166 0,021 0,079 628,97 13,23 13,15 49,38 48,73 0,61 1,32
murthy, B2 0.203x0.203 3.88 206850 322617 25753 0,019 0,047 771,77 14,98 14,89 36,23 36,15 0,58 0,21
1966 B3 0.203x0.203 3.88 206850 322617 33510 0,051 0,088 533,79 27,12 25,56 46,97 44,33 5,74 5,61
B4 0.203x0.203 3.88 206850 322617 31958 0,064 0,110 395,89 25,14 24,11 43,54 41,87 4,09 3,84
B5 0.203x0.203 3.88 206850 322617 19340 0,036 0,036 598,29 21,49 25,68 21,49 25,54 19,51 18,86
B6 0.203x0.203 3.88 206850 322617 27552 0,065 0,065 500,42 32,36 32,65 32,36 32,61 0,91 0,78
B7 0.203x0.203 3.88 206850 322617 29476 0,072 0,072 515,99 37,07 33,92 37,07 33,87 8,50 8,63
B8 0.203x0.203 3.88 206850 322617 34130 0,102 0,102 369,74 37,57 34,81 37,57 34,85 7,33 7,23
Media 5.79 5.68
Bresler B5 0.152x0.203 2.58 206850 368883 22064 0,076 0,102 142,34 14,37 14,47 10,81 10,85 0,7 0,4
-1960 B6 0.152x0.203 2.58 206850 368883 25512 0,152 0,203 75,62 15,37 14,98 11,52 11,30 2,51 1,91
B7 0.152x0.203 2.58 206850 368883 24133 0,152 0,102 93,41 9,49 9,21 14,23 13,78 2,95 3,16
B8 0.152x0.203 2.58 206850 368883 24822 0,076 0,203 106,76 21,69 21,26 8,13 7,92 1,98 2,58
Rama- D1 0.152x0.229 4.59 206850 322617 31648 0,025 0,038 785,11 19,92 20,45 29,04 29,86 2,68 2,76
murthy, D2 0.152x0.229 4.59 206850 322617 25443 0,056 0,084 400,34 22,31 20,35 31,78 33,84 8,78 6,09
1966 D3 0.152x0.229 4.59 206850 322617 24450 0,076 0,114 311,38 23,66 21,07 32,09 35,53 10,95 9,69
D4 0.152x0.229 4.59 206850 322617 25132 0,032 0,032 680,58 22,00 23,13 23,08 22,00 5,12 4,90
D5 0.152x0.229 4.59 206850 322617 30903 0,081 0,081 378,10 30,56 25,55 25,6 30,56 16,39 16,23
D6 0.152x0.229 4.59 206850 322617 23891 0,079 0,046 400,34 31,70 34,83 19,77 18,30 9,86 8,01
Media 11 10.79
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212.
Landonio M. e Perego R., Un Metodo Generale per il Calcolo
Gli autori desiderano ringraziare ling. Ivano Io- Automatico allo Stato Limite Ultimo di Sezioni in c.a. sog-
vinella per il lavoro svolto durante la sua tesi di lau- gette a Presso flessione Deviata, La Prefabbricazione, 2
rea in relazione allargomento in oggetto. (3), 1986.
Il presente lavoro stato sviluppato nellambito Monti G., Alessandri S., Assessment of RC Columns Under
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delle attivit di ricerca della Rete dei Laboratori of the 2nd International Congress, June 5-8, 2006, Naples,
Universitari di Ingegneria Sismica ReLUIS fi- Italy.
nanziato dal Dipartimento di Protezione Civile Mc Gregor, J.G., Reinforced Concrete, Mechanics and De-
Progetto Esecutivo 2005-2008. sign, Prentice-Hall, Englewood Cliffs, N.J., 1992.
Ramamurthy, L.N., Investigation of the Ultimate Strength of
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