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1

LAUREA QUINQUENNALE IN ARCHITETTURA INGEGNERIA


a.a. 2009-2010
CORSO DI
TECNICA DELLE COSTRUZIONI

Prof. Roberto Capozucca
APPUNTI DI CALCOLO ELASTICO DELLE
PIASTRE SOTTILI
Generalit
E tradizione consolidata dei corsi di Tecnica delle Costruzione delle Facolt di
Ingegneria riprendere lanalisi dei continui elastici bidimensionali piastre e lastre
o quelli di a sviluppo spaziale gusci, per le numerose applicazioni che si
riscontrano nella pratica tecnica delle strutture in cemento armato, in acciaio o nelle
pi tradizionali strutture in muratura di edifici monumentali.
In quanto segue lattenzione sar rivolta alla teoria delle piastre sottili in
grado di mantenere un regime flessionale prevalente a quello membranale e costituite
di materiale isotropo. Il problema dellequilibrio elastico della piastra sottile viene
ricondotto alla soluzione di unequazione differenziale alle derivate parziali,
associata a particolari condizioni al contorno, in cui la superficie elastica
incognita. Soluzioni ancora efficaci per gli ingegneri strutturisti sono praticabili
mediante uno sviluppo in serie di funzioni che, per la rapida convergenza delle serie
adottate, permettono di determinare i valori degli spostamenti e sollecitazioni in
modo semplice ed utile per il controllo di soluzioni spesso onerose ottenibili con
codici di calcolo agli elementi finiti usualmente utilizzabili.
Si discutono le soluzioni con lo sviluppo in serie semplici ed in serie doppie.
Inoltre, come esempio applicativo, si controlla il comportamento di un modello
sperimentale di piastra quadrata in conglomerato cementizio rinforzato appoggiata su
tutti i lati sottoposta ad un carico distribuito su unarea quadrata limitata.



2
2 Propriet dei materiali e legge dellelasticit
Nello studio del continuo si considera che i materiali posseggano alcune
particolari propriet fisiche. In particolare, un materiale si definisce perfettamente
elastico se a seguito della rimozione del carico riassume completamente la forma
originaria. Matematicamente la propriet elastica descritta dalla legge di Hooke.
Un corpo che mostra lo stesso comportamento elastico in tutte le direzioni
chiamato isotropo.
Nel caso in cui il corpo possieda differenti propriet elastiche nelle due
direzioni ortogonali detto ortotropo. Lortotropia solo un caso particolare di
anisotropia. Nellanalisi delle strutture impiegate nellingegneria si distinguono due
tipologie di elementi ortotropi: lortotropia naturale, conseguente alle propriet
fisiche del materiale che differiscono lungo le varie direzioni, lortotropia
strutturale, che comprende gli elementi rinforzati per motivi di resistenza e stabilit,
come le piastre nervate. Le propriet elastiche variabili in questi casi possono essere
espresse dalle differenti rigidezze torsionali e flessionali nelle due direzioni. In
campo elastico questo secondo gruppo pu essere trattato con la stessa teoria
impiegata per le piastre ortotrope con qualche modifica.
Per la soluzione del problema della distribuzione delle tensioni e delle
deformazioni in un corpo isotropo, necessario utilizzare equazioni che tengano
conto delle stesse propriet nelle varie direzioni.
La relazione generale di elasticit esprimibile nel modo seguente

kl ijkl ij
C c o = (1)
Secondo la notazione di Voight:
33 33 31
23 22 21
13 12 11
; ;
; ; ;
; ; ;
o o o o o t
o t o o o t
o t o t o o
= = =
= = =
= = =
z zy zx
yz x yx
xz xy x
(2)
Esplicitando una delle componenti di tensione (ad esempio
x
o ), si ricava:
+ + + + + + + = =
31 1131 23 1123 22 1122 21 1121 13 1113 12 1112 11 1111 11
c c c c c c c o o C C C C C C C
x


33 1133 32 1132
c c C C +

3
In generale, ogni componente di tensione si scrive attraverso 9 costanti elastiche;
essendo 9 il numero delle componenti di tensione (
ij
o per i,j=1,3) si ottengono 81
costanti elastiche. Poich risulta
ji ij
c c = e
ji ij
o o = , le componenti di tensione
indipendenti sono 6 e quindi le costanti della (3.1) diventano 36. L'equazione (3.1),
per le condizioni di elasticit di Green, richiede che sia verificata anche la seguente
condizione:

) )( ( ) )( ( ij kl kl ij
C C = (3)
Quindi le 36 costanti elastiche si riducono a 21. Se ci sono simmetrie del materiale,
le 21 costanti presenti nei legami possono essere ancora ridotte.

MATERIALE ANISOTROPO
L'equazione (3.3) pu essere scritta in forma matriciale esplicitando le 21 costanti:

zx
yz
xy
z
y
x
t
t
t
o
o
o
=
66 65 64 63 62 61
56 55 54 53 52 51
46 45 44 43 42 41
36 35 34 33 32 31
26 25 24 23 22 21
16 15 14 13 12 11
c c c c c c
c c c c c c
c c c c c c
c c c c c c
c c c c c c
c c c c c c
zx
yz
xy
z
y
x

c
c
c
(4)
essendo le costanti
ij
c (i,j=1,6) legate alle costanti
ijkl
C (i,j,k,l=1,3) dell'equazione
(1). Per esempio :
1111 11
C c = ;
1123 15
C c = ;
1212 44
C c = ;
.
MATERIALE ORTOTROPO
Un materiale ortotropo possiede una simmetria elastica rispetto a 3 assi
perpendicolari. Considerando le coordinate dei tre assi x,y,z perpendicolari a tre
piani di simmetria, si possono determinare alcune relazioni tra le costanti
dell'equazione (3.4). Si hanno quindi solo 9 costanti elastiche:

4

zx
yz
xy
z
y
x
t
t
t
o
o
o
=
66
55
44
33
23 22
13 12 11
0 0 0 0 0
0 0 0 0 0
0 0 0 0 0
0 0 0 0 0
0 0 0 0
0 0 0
c
c
c
c
c c
c c c
zx
yz
xy
z
y
x

c
c
c
(5)
Se si utilizzano le notazioni dei moduli elastici definiti ingegneristicamente si
perviene alla seguente forma dei legami elastici:

zx
yz
xy
z
y
x

c
c
c
=
zx
yz
xy
z y
yz
x
yz
z
zy
y x
xy
z
zx
y
yx
x
G
G
G
E E E
E E E
E E E
1
0 0 0 0 0
0
1
0 0 0 0
0 0
1
0 0 0
0 0 0
1
0 0 0
1
0 0 0
1
v v
v v
v
v



zx
yz
xy
z
y
x
t
t
t
o
o
o
(6)
Sono inoltre presenti ulteriori legami:

;
) 2 1 (
;
) 2 1 (
;
) 2 1 (
x zx z
x z
zx
z yz y
z y
yz
y xy x
y x
xy
E E
E E
G
E E
E E
G
E E
E E
G
v
v
v
+ +
=
+ +
=
+ +
=
(7)
in cui
z y x
E E E , , = moduli di Young nelle direzioni x,y,z;

zx yz xy
G G G , , = moduli di taglio per piani paralleli, rispettivamente, alle
coordinate x-y,y-z e z-x. (per esempio, il modulo di
xy
G caratterizza la deformazione
xy
prodotta dalla tensione tangenziale
xy
t );

5
ij
v (i,j=x,y,z) = coefficienti di Poisson che caratterizzano la deformazione di
compressione nella direzione j (direzione dell'effetto) prodotta dalla tensione di
trazione nella direzione i ( direzione dello sforzo).
Per le condizioni di simmetria espresse dalle relazioni di Green, si ha inoltre:

zx x xz z
yz z zy y
xy y yx x
E E
E E
E E
v v
v v
v v
=
=
=
(8)
L'equazione (6) contiene 12 costanti, ma soltanto 9 sono indipendenti essendo
valide le relazioni (8).

MATERIALE ISOTROPO
Lisotropia rappresenta la pi completa simmetria di comportamento e riconduce il
legame elastico lineare a 2 sole costanti indipendenti, per cui i legami costitutivi per
un materiale elastico lineare ed isotropo risultano in definitiva:

zx
yz
xy
z
y
x

c
c
c
=
G
G
G
E E E
E E E
E E E
1
0 0 0 0 0
0
1
0 0 0 0
0 0
1
0 0 0
0 0 0
1
0 0 0
1
0 0 0
1
v v
v v
v v



zx
yz
xy
z
y
x
t
t
t
o
o
o
(9)

6
3 Legami costitutivi per piastre isotrope
Nel caso delle piastre isotrope, in cui il continuo elastico costituito da un
solido bidimensionale con riferimento xoy, le relazioni elastiche sono espresse nel
modo seguente:

=
+

=
=
G
E E
E E
xy
xy
y
x
y
y
x
x
t

o
vo
c
o
v
o
c
(10)
essendo G il modulo di taglio esprimibile con

) 1 ( 2 v +
=
E
G (11)
Le deformazioni
x
c e
y
c sono state ottenute utilizzando il principio di
sovrapposizione degli effetti. Infatti, se si considera un elemento di piastra isotropa,
rappresentato in Fig. 3.1, con i lati paralleli agli assi coordinati e soggetta allazione
della tensione normale s
x
uniformemente distribuita sui due lati opposti, lampiezza
dellelongazione in direzione x data dallespressione:
E
x
x
o
c = (12)
in cui E il modulo elastico per la piastra ortotropa in direzione x.
Lestensione dellelemento in direzione x accompagnata dalla contrazione
laterale in direzione y data dallespressione:

E
x
o
v (13)
in cui v il rapporto di Poisson che rappresenta il coefficiente di contrazione in
direzione normale allasse delle x per sollecitazione in direzione x.
Analogamente, la tensione
y
o produce due componenti di deformazione. Quindi se
agiscono contemporaneamente le tensioni normali
x
o e
y
o , si ottengono le relazioni
(10).

7

Fig. 1 - Effetto Poisson.

Le tensioni invece sono espresse dalle seguenti relazioni:

xy xy
x y y
y x x
G
E
E
t
vc c
v
o
vc c
v
o
=
+

=
+

=
) (
1
) (
1
2
2
(14)
La teoria di Lagrange
Si consideri lelemento piano di Fig. 2 e si assuma come sistema di riferimento
la terna 0, x y z con x ed y giacenti nel piano medio della piastra e z normale a
questo; siano u, v e w le componenti dello spostamento secondo i rispettivi assi di
riferimento. La struttura sia inoltre caricata da una distribuzione qualsiasi di forze
agenti parallelamente allasse z.
Considerato che il materiale sia perfettamente elastico, omogeneo, continuo e
segua la legge di Hooke, si supponga ancora che lo spessore t sia molto piccolo
rispetto alle dimensioni in pianta (circa 1/20 del lato minore).


8

Fig. 2 Schema della piastra.
Questultima condizione permette di formulare il problema elastico della
piastra nella forma sviluppata da Lagrange.
Tale teoria si basa sulle seguenti ipotesi fondamentali:
a) i segmenti rettilinei e normali al piano medio della piastra restano tali nella
configurazione deformata. Lipotesi, detta di Kirchoff, analoga a quella della
conservazione della sezione piana per la trave ed attendibile solo se lo spessore
t piccolo rispetto alle altre dimensioni, perch in questo caso trascurabile la
deformazione dovuta al taglio rispetto alle deformazioni provocate dai momenti
flettenti;
b) le componenti u e v dello spostamento dei punti appartenenti al piano medio della
piastra sono nulle, ci significa che le componenti di deformazione s
x
e s
y
si
suppongono nulle. Lipotesi giustificata solo se lo spessore t, pur trascurabile
rispetto alle dimensioni in pianta, non estremamente piccolo rispetto a queste:
la piastra deve essere sottile ma non troppo, altrimenti gli spostamenti w sono
paragonabili a t e viene chiamata in gioco anche la resistenza membranale della
piastra, con conseguente deformazione del piano medio;
c) La componente w dello spostamento in direzione normale al piano medio
indipendente dalla quota z ed quindi funzione solo di x ed y.
Secondo le ipotesi elencate, la configurazione deformata della piastra pertanto
definita quando nota la componente dello spostamento w(x,y) del piano medio della
piastra.

9

Fig. 3 - Deformazioni dell'elemento di piastra.
Infatti facendo riferimento alla Fig. 3, le componenti dello spostamento u e v
della fibra disposta alla quota z rispetto al piano medio della piastra, sono
rappresentate dalle relazioni seguenti:

x
w
z u
c
c
=
y
w
z v
c
c
= (15)
E cos possibile esprimere le componenti di deformazione del generico
elementino della piastra in funzione dello spostamento w(x,y):

0
2
2
2
2
=
c
c
=
c
c
=
c
c
=
c
c
=
c
c
=
z
w
y
w
z
y
v
x
w
z
x
u
z
y
x
c
c
c

0
0
2
2
=
c
c
+
c
c
=
=
c
c
+
c
c
=
c c
c
=
c
c
+
c
c
=
y
w
z
v
x
w
z
u
y x
w
z
x
v
y
u
yz
xz
xy

(16)
Per passare dalle componenti di deformazione (3.16) alle componenti di
tensione, in virt dellipotesi fatta sullo spessore della piastra, lecito porre:
0 =
z
o (17)
Infatti, indicando con p il carico sulla faccia superiore della piastra, il valore
della s
z
dovr variare fra i due estremi p per z = -t/2 e 0 per z = t/2; se la piastra
abbastanza sottile il valore di p e quindi della massima s
z
trascurabile rispetto ai
valori di s
x
, s
y
e t
xy
dovuti alle caratteristiche flettenti e torcenti; la posizione (17)

10
risulta perci giustificata e le componenti di tensione (14) associate alle (16)
assumono la forma:

y x
w Ez
G
x
w
y
w Ez E
y
w
x
w Ez E
xy xy
x y y
y x x
c c
c
+
= =
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c

= +

=
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c

= +

=
2
2
2
2
2
2 2
2
2
2
2
2 2
1
1
) (
1
1
) (
1
v
t
v
v
vc c
v
o
v
v
vc c
v
o
(18)
E opportuno precisare che le tensioni t
xz
e t
yz
, anche se le deformazioni g
xz

e g
yz
sono considerate nulle, non possono essere uguali a zero. Infatti, considerando
che per lequilibrio alla traslazione nelle direzioni x ed y devono essere soddisfatte le
equazioni

0
0
=
c
c
+
c
c
+
c
c
=
c
c
+
c
c
+
c
c
z y x
z y x
yz y xy
xz
xy
x
t o t
t
t
o
(19)
sostituendo in esse le (18), si ricava:

w
y
Ez
y
w
x
w
y
Ez
z
w
x
Ez
y
w
x
w
x
Ez
z
yz
xz
V
c
c

=
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c
c
c

=
c
c
V
c
c

=
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c
c
c

=
c
c
2 2
2
2
2
2
2 2
2
2
2
2
1 1
1 1
v v
t
v v
t
(20)
con Voperatore matematico o laplaciano.
Integrando le (3.20) rispetto a z e ricordando che t
xz
e t
yz
assumono valore nullo per
z = t/2, si ha infine:

w
y
z t Ez
w
x
z t Ez
yz
xz
V
c
c
|
|
.
|

\
|

=
V
c
c
|
|
.
|

\
|

=
2 8 1
2 8 1
2 2
2
2 2
2
v
t
v
t
(21)
A meno che risulti w A = cost, quindi evidente che le (21) sono diverse da
zero: la contraddizione, per il fatto che le g
xz
e g
yz
sono invece nulle, dipende

11
dallipotesi di conservazione dellelemento normale, che non consente di porre in
relazione queste tensioni con le corrispondenti componenti di deformazione.
In conclusione le tensioni (21) derivano da necessit di equilibrio, ma sono incapaci
di produrre alcuna deformazione: ci significa che la teoria di Lagrange fornisce
soluzioni equilibrate ma non perfettamente congruenti.
Dunque lo stato di tensione nellelemento, come illustrato nella Fig. 4, pu
essere rappresentato dalle sei componenti:

Fig. 4 - Tensioni agenti sulle sezioni della piastra


0
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
1
1
=
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c

=
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c

=
z
y
x
x
w
y
w Ez
y
w
x
w Ez
o
v
v
o
v
v
o

w
y
z t Ez
w
x
z t Ez
y x
w Ez
yz
xz
xy
V
c
c
|
|
.
|

\
|

=
V
c
c
|
|
.
|

\
|

=
c c
c
+
=
2 8 1
2 8 1
1
2 2
2
2 2
2
2
v
t
v
t
v
t
(22)

12
5 Equazione differenziale della piastra inflessa
Le uniche caratteristiche di sollecitazione non nulle, agenti sulle facce
dellelementino di piastra (Fig. 3.5), sono i momenti flettenti M
x
e M
y
, il momento
torcente M
xy
e le forze di taglio Q
x
e Q
y
.

Fig. 5 - Sollecitazioni agenti sull'elementino.
Indicando con

) 1 ( 12
2
3
v
=
Et
D (23)
la rigidezza flessionale della piastra, si ricavano per integrazione delle tensioni le
seguenti espressioni delle caratteristiche di sollecitazione:
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c
=
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c

= =
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c
=
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c

= =
}
}

2
2
2
2
2
2
2
2
2
3 2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
3 2
2
) 1 ( 12
) 1 ( 12
x y
D
x y
Et
dz z M
y x
D
y x
Et
dz z M
t
t
y y
t
t
x x
e
v
e e
v
e
v
o
e
v
e e
v
e
v
o


13

y x
D
y x
Et
dz z M
t
t
yx xy
c c
c
=
c c
c
+
= =
}

e
v
e
v
t
2 2 3 2
2
) 1 (
) 1 ( 12
(24)
w
y
D w
y
Et
dz z Q
w
x
D w
x
Et
dz z Q
t
t
yz y
t
t
xz x
A
c
c
= A
c
c

= =
A
c
c
= A
c
c

= =
}
}

) 1 ( 12
) 1 ( 12
2
3 2
2
2
3 2
2
v
t
v
t

Si osserva che le ultime due delle (24) si sarebbero potute ricavare direttamente
dalle prime tre, considerando lequilibrio globale dellelementino di piastra (Fig. 6).
Infatti scrivendo le condizioni di equilibrio alla rotazione intorno ai lati BC ed AB, si
ottiene:

y
M
x
M
Q
y
M
x
M
Q
y xy
y
xy
x
x
c
c
+
c
c
=
c
c
+
c
c
=
(25)
e sostituendo in queste le prime tre delle (24) si ricavano le ultime relazioni delle
(24). Invece per la condizione di equilibrio alla traslazione verticale dellelementino
di Fig. 3.6 si rileva
0 = +
c
c
+
c
c
p
y
Q
x
Q
y
x
(26)






14
Si individua facilmente che le (25) e le (26) sono equivalenti alle relazioni che
intercorrono nelle travi fra momento flettente e forza di taglio e tra forza di taglio e
carico:

Fig. 6 - Sollecitazioni agenti su un elemento di piastra.

Q
dx
dM
= 0 = + p
dx
dQ
(27)
Sostituendo le (25) nella (26) inoltre possibile unificare le relazioni nellequazione
p
y
M
y x
M
x
M y xy
x
=
c
c
c c
c
+
c
c
2
2 2
2
2
2 (28)
perfettamente analoga al caso delle travi, in cui si ha
p
dx
M d
=
2
2
(29)
Per ottenere lequazione fondamentale in w(x,y), che governa il problema
dellequilibrio elastico delle piastre sottili, sufficiente sostituire le ultime due delle
(24) nella (26), oppure le prime tre delle (24) nella (28). Si ottiene cos lequazione

15
differenziale alle derivate parziali nellincognita w(x,y) nota come equazione di
Lagrange:
) , ( 2
4
4
2 2
4
4
4
y x p
y
w
y x
w
x
w
D =
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c c
c
+
c
c
(30)
ovvero
) , (
2
2
2
2
2
2
2
2
y x p
y
w
x
w
y x
D =
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c
(31)
che in forma simbolica si pu esprimere nel modo seguente.
) , (
2
y x p w D = V (32)
E immediato riscontrare che la (32) risulta duale dellequazione della linea
elastica delle travi inflesse:
p
dx
w d
EI =
4
4
(33)
Se la w delleq. (30) funzione della sola x si ha
p
dx
w d
D =
4
4
(34)
che differisce dalla (33). Tale differenza dovuta essenzialmente allimpedita
contrazione trasversale della piastra, che risulta sollecitata, a differenza della trave,
non solo da tensioni s
x
, ma anche da tensioni s
y
.
6 Tensioni nelle piastre isotrope
Noto lo spostamento w(x,y) dallintegrazione dellequazione fondamentale di
Lagrange (30), mediante le relazioni (24) immediato ricavare le caratteristiche
della sollecitazione. Se si considerano lespressione della tensione s
x
nella (18)

|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c

=
2
2
2
2
2
1 y
w
x
w Ez
x
v
v
o (35)
e quella del momento Mx dellequazione (24) nella seguente forma:

|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c

=
2
2
2
2
2 3
1
12
y
w
x
w Ez
t
M
x
v
v
(36)

16
dal confronto delle due equazioni possibile risalire alla tensione
x
o ; in maniera
analoga, si determinano le altre componenti di tensione:

z
I
M
z
t
M
z
I
M
z
t
M
z
I
M
z
t
M
xy xy
xy
y y
x x
x
= =
= =
= =
3
3
3
12
12
12
t
o
o

|
|
.
|

\
|
=
|
|
.
|

\
|
=
|
|
.
|

\
|
=
|
|
.
|

\
|
=
2 8 2 8
12
2 8 2 8
12
2 2 2 2
3
2 2 2 2
3
z t
I
Q
z t
t
Q
z t
I
Q z t
t
Q
y y
yz
x x
xz
t
t
(37)
dove I il momento dinerzia della piastra per unit di lunghezza.
Le condizioni al contorno per le piastre
Lequazione differenziale (30) valida in ogni punto interno del dominio
definito dal piano medio della piastra. Per la soluzione del problema per
necessario associare a questa equazione le condizioni al contorno sulla frontiera della
piastra. Tali condizioni possono essere di carattere statico e riguardare quindi le
caratteristiche della sollecitazione M
n
, M
ns
e Q
n
(vedi Fig. 7a), o di carattere
cinematico, interessanti quindi lo spostamento w, la rotazione tangente
s
w
c
c
e la
rotazione normale
n
w
c
c
(vedi Fig. 7b), o di carattere misto, quando nella frontiera sia
imposto un legame tra le caratteristiche della sollecitazione ed i parametri cinematici.


Fig. 7 Condizioni statiche e cinematiche su un bordo libero.

17

Due il numero massimo di condizioni cinematiche che si possono imporre
indipendentemente sul contorno: lo spostamento w e la rotazione normale
n
w
c
c
; la
rotazione tangente
s
w
c
c
infatti nota quando su un tratto del contorno sia assegnato,
in ogni punto, il valore dello spostamento w. Anche il numero massimo di condizioni
statiche indipendenti risulta essere pari a due; essi sono il momento normale M
n
, che
lavora per la rotazione normale
n
w
c
c
ed una nuova caratteristica, denominata in
genere come reazione fittizia o taglio alla Kirchoff R
n
, che compie lavoro per lo
spostamento verticale w, come si vede in Fig. 8.

Fig. 8 - Reazione fittizia R
n
.
Tale caratteristica tiene conto in maniera globale sia dello sforzo tagliante Q
n
sia del
momento torcente M
ns
. Per determinarne lespressione, si supponga che il contorno c
sia costituito ovunque da punti regolari; si determina il lavoro compiuto dalle
caratteristiche della sollecitazione presente sul contorno, che risulta

} }
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c
=
c c
ns n n
ds
s
w
M w Q ds
n
w
M L (38)
Per definizione tale lavoro deve essere identico a quello che si compie
sostituendo la reazione fittizia R
n
a Q
n
ed M
ns
:

18

} }
+
c
c
=
c c
n n
wds R ds
n
w
M L (39)
Deve quindi aversi

} }
= |
.
|

\
|
c
c

c
n
c
ns n
wds R ds
s
w
M w Q (40)
Integrando per parti su tutto il contorno la quantit

}
c
c

c
ns
ds
s
w
M (41)
si ottiene

} }
= |
.
|

\
|
c
c
+
c
n
c
ns
n
wds R wds
s
M
w Q (42)
e quindi si ha

s
M
Q R
ns
n n
c
c
+ = (43)
Se invece il contorno c contiene un punto angoloso, la funzione M
ns
risulter
discontinua in questo punto, assumendo i due valori M
ns
ed M
ns
. Pertanto, alla
distribuzione di tagli Q
n
e momenti torcenti M
ns
andr sostituita, nel punto angoloso,
non solo una distribuzione continua di reazioni fittizie R
n
, ma anche una forza
concentrata S.
Rimanendo valida la (38), la (39) va riscritta nella forma

p
c c
n n
Sw wds R ds
n
w
M L + +
c
c
=
} }
(44)
e quindi si deve avere

p
c
n
c
ns n
Sw wds R ds
s
w
M w Q + = |
.
|

\
|
c
c

} }
(45)
Integrando per parti la quantit

}
c
c

c
ns
ds
s
w
M (46)
la (45) diventa

19

p
c
n p ns ns
c
ns
n
Sw wds R w M M wds
s
M
w Q + = + |
.
|

\
|
c
c
+
} }
) (
' ' '
(47)
Per qualsiasi tipo di contorno dunque valida lespressione (43) per la
reazione fittizia R
n
, tenendo presente inoltre che in ogni punto angoloso agisce una
forza concentrata

' ' '
ns ns
M M S = (48)
uguale alla differenza dei momenti torcenti agenti sulle due facce dello spigolo.
In particolare se lo spigolo retto come mostrato in Fig.9, per il principio di
reciprocit delle tensioni tangenziali si ha


Fig. 9 - Momenti torcenti agenti sullo spigolo retto.
' ' '
ns ns
M M = (49)
e si ricava che

' '
2
ns
M S = (50)
E cos dimostrato che i parametri indipendenti delle sollecitazioni in ogni
punto del contorno risultano il momento normale M
n
e la reazione fittizia R
n
; per i
punti angolosi poi necessario considerare leffetto della forza concentrata S.
Premesso ci opportuno esaminare alcune delle condizioni pi frequenti di
vincolo ed esplicitare per esse le effettive espressioni delle condizioni al contorno.
Considerando per primo il caso dellincastro perfetto, evidente che le
condizioni al contorno sono di tipo puramente cinematico:

20
w = 0 0 =
c
c
n
w
(51)
Nel caso dellappoggio, esse sono di tipo misto e si presentano nella forma
w = 0 M
n
= 0 (3.52)
E possibile esplicitare la seconda delle (3.52) in funzione di w, tenendo
presente che, detto r il raggio di curvatura del contorno nel punto in questione
secondo la Fig. 10, si ottiene
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c
+
c
c
=
2
2
2
2
s
w
n
w
n
w
D M
n
v

v
(53)
La presenza del termine
n
w
c
c

v
deriva dal fatto di aver supposto il contorno
curvilineo con raggio di curvatura r. Nel caso di contorno rettilineo, essendo = ,
si ritorna allespressione usuale.
Infine, se si considera il caso di un bordo libero, le condizioni al contorno
diventano
M
n
= 0 R
n
= 0 (54)
con M
n
esplicitabile in funzione di w mediante la (53) ed R
n
attraverso la relazione
(

c c
c
+ V
c
c
=
2
3
) 1 (
s n
w
w
n
D R
n
v (55)

Fig. 10 Contorno curvilineo con raggio di curvatura r.

21
dove si posto

2
2
2
2
1
s
w
n
w
n
w
c
c
+
c
c
+
c
c

(56)
* * *
Si osservato come il problema dellequilibrio elastico della piastra sottile
ricondotto alla soluzione dellequazione differenziale alle derivate parziali, associate
alle condizioni al contorno. Di essa difficilmente si possono dare soluzioni in termini
finiti; la superficie elastica w viene invece determinata mediante: soluzioni agli
elementi finiti con lutilizzo di codici di calcolo (SAP, STRAUS, etc); soluzioni alle
differenze finite; sviluppi in serie di funzioni, i cui coefficienti sono le nuove
incognite del problema. Questa ultima procedura matematica, basata sullutilizzo di
serie semplici e serie doppie per piastre rettangolari. Il primo deriva da un preciso
procedimento matematico, il secondo scaturisce direttamente dallosservazione di un
fenomeno fisico, quale le libere oscillazioni della piastra.
8 Piastre rettangolari: soluzione con serie semplice di Levy
Si consideri il caso della piastra rappresentata in Fig. 11, semplicemente
appoggiata lungo i lati x = 0 e x = a e comunque vincolata sugli altri due; sia p(x,y) il
carico su di essa agente.

b
x
p (x,y)
bordo comunque vincolato

Fig. 11 - Piastra semplicemente appoggiata su due lati.

22
La soluzione dellequazione differenziale delle piastre (equazione di Lagrange)
si ottiene dalla somma di due soluzioni:

p o
w w w + = (57)
dove
o
w rappresenta la soluzione generale dellequazione differenziale
dellomogenea associata e
p
w una soluzione particolare dellequazione non
omogenea. Una soluzione dellequazione omogenea pu essere data in serie
semplice. Questa soluzione, proposta per primo da Levy, pu essere rappresentata
nella forma generale:
) ( ) ( ) , ( x f y Y y x w
m m o
= (58)
essendo la serie costituita dalle funzioni ) (x f
m
che devono quindi godere delle
propriet:
a) di poter rappresentare attraverso la serie:
) ( ) ( ) , ( x f y A y x w
m m
= (59)
la deformata di una qualsiasi striscia di piastra parallela allasse x;
b) di soddisfare le condizioni al contorno secondo x.
In tal modo la ricerca dellintegrale generale dellomogenea, viene ricondotta alla
determinazione delle sole funzioni Ym(y). Una serie di funzioni che gode delle
propriet elencate risulta

a
x m
sin x f
m
t
= ) ( (60)
E evidente per che la propriet b) risulta soddisfatta solo nel caso in cui i lati x = 0
ed x = a siano semplicemente appoggiati; ci restringe lapplicabilit del metodo allo
studio delle piastre che abbiano due lati opposti semplicemente appoggiati. Restano
invece del tutto arbitrarie le condizioni di vincolo sui lati y = 0 ed y = b.
Tuttavia, anche per condizioni di vincolo che non rispettino quanto detto, la
soluzione del problema pu ancora ottenersi per sovrapposizione di varie soluzioni
elementari, ciascuna delle quali dedotte attraverso il metodo delle serie semplici.
Per la funzione Y
m
(y) si adotta la seguente espressione
y
m
e A y Y
o
= ) (

23
La soluzione dellequazione omogenea risulta quindi

a
x m
sin e A w
y
m
o
t
o

=
=
1
(61)
dove A e o sono costanti da determinare. Sostituendo questa espressione
nellomogenea associata dellequazione di Lagrange:
0 2
4
4
2 2
4
4
4
=
c
c
+
c c
c
+
c
c
y
w
y x
w
x
w
(62)
si ottiene:
0 sen ) ( ) ( ) (
) ( ) (
2 4
=
(
(

+
|
.
|

\
|

|
.
|

\
|
a
x m
y Y y Y
a
m
y Y
a
m
IV
m
II
m m
t t t
(63)
La soluzione non banale si ricava dallequazione caratteristica
0
4
2
2
4
=
|
.
|

\
|
+
|
.
|

\
|

a
m
a
m t

t
(64)
Per la risoluzione si pone
* 2
= e dunque le soluzioni dellequazione
caratteristica risultano

2
3
2
4
2
*
2 , 1
|
.
|

\
|

|
.
|

\
|
=
a
m
a
m
t
t
(65)
Poich
*
1
e
*
2
sono due numeri complessi coniugati, utilizzando la formula
derivante dalla relazioni di De Moivre, si ottengono le quattro radici dellequazione
caratteristica che sono ancora numeri complessi e a coppie coniugati:

* *
1 1 1
| o | o i i + = + =

* *
2 2 2
| o | o i i + = + = (66)

* *
1 1 3
| o | o i i = =

* *
2 2 4
| o | o i i = =
dove

24
o o o = =
1 2
, | | | = =
1 2
,
2
2
*
|
.
|

\
|
=
a
mt
o ,
2
2
3
4
*
|
.
|

\
|
=
b
mt
| (67)
Lespressione di Y
m
(y) pu dunque essere scritta in forma reale
y De y Ce y Be y Ae y Y
y y y y
m
| | | |
o o o o
sen cos sen cos ) (

+ + + = (68)
per cui la soluzione dellomogenea associata risulta, nella forma di serie semplice:

a
x m
y
a
m
D y
a
m
C y
a
m
B y
a
m
A w
m
o
t t t t t
sen senh cosh cosh senh
1

=
(

|
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
= (69)
dove le costanti A, B, C, D si determinano imponendo le condizioni al
contorno;
2 2 1 1
, , , | o | o e quindi anche A, B, C, D sono funzione di m, che assume
valori interi dispari (m = 1,3,5,) se il carico simmetrico, e valori interi pari (m =
2,4,6,) se il carico emisimmetrico.
Per trovare la soluzione particolare dellequazione differenziale si adottano le
seguenti due ipotesi per gli abbassamenti e per il carico:
a)
a
x m
sin a w
m
m p
t

=
=
1

b) il carico p(x,y) sulla piastra pu essere considerato come una serie di
carichi ) ( ),...... ( ), (
2 1
x p x p x p
n
ognuno applicato su una sottile striscia
parallela allasse x come mostrato in Fig.12.
Quindi, il carico p(x), funzione della sola x, pu essere espresso in serie di
Fourier come segue:

a
x m
sin p x p
m
m
t

=
=
1
) ( (70)
dove p
m
, sfruttando le propriet delle funzioni circolari, risulta
dx
a
x m
sin x p
a
p
a
m
}
=
0
) (
2 t
(71)
Per la seconda ipotesi si perde la dipendenza dellintegrale particolare dalla variabile
y e dunque lequazione della piastra assume la forma
D
p
x
w
=
c
c
4
4
(72)

25
Sostituendo nellequazione (72) la soluzione particolare si ricava la relazione
tra i coefficienti
m
a e
m
p :
x
a
b

Fig. 12 - Piastra soggetta a carico p(x) costante lungo y.

4
|
.
|

\
|
=
t m
a
D
p
a
m
m
(73)
Quindi lintegrale particolare assume la forma definitiva:

a
x m
sin
m
a
D
p
w
m
m
p
t
t
4
1
|
.
|

\
|
=

=
(74)
La soluzione completa data dalla somma delle due espressioni (69) e (74)
nella forma seguente:

a
x m
y
a
m
D y
a
m
C y
a
m
B y
a
m
A
m
a
D
p
w
m
m
t t t t t
t
sen senh cosh cosh senh
1
4

=
(
(

|
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
= (75)
che rappresenta lespressione generale della deformata di una piastra avente due lati
opposti semplicemente appoggiati e soggetta ad un carico generico.
Nel caso di carico uniformemente distribuito p(x) = p
o
si ha che
p
m
=
t m
p 4
(76)
La soluzione particolare diventa quindi:

a
x m
sin
m
a
D
p
w
m
m
p
t
t
4
1
|
.
|

\
|
=

=
(77)

26
e la forma definitiva della soluzione completa data dalla relazione
a
x m
y
a
m
D y
a
m
C y
a
m
B y
a
m
A
m
a
D m
p
w
m
t t t t t
t t
sen senh cosh cosh senh
4
1
4

=
(
(

|
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
= (78)
Per la ricerca delle caratteristiche di sollecitazione si utilizzano le relazioni
seguenti, ottenute derivando lespressione dellabbassamento (78)
M
x
=
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c

2
2
2
2
y
w
x
w
D v , M
y
=
|
|
.
|

\
|
c
c
+
c
c

2
2
2
2
x
w
y
w
D v (79)
M
xy
= M
yx
=
y x
w
D
c c
c

2

Le forze di taglio verticali sono determinate dallequilibrio dei momenti
dellelemento:

|
|
.
|

\
|
c c
c
+
c
c
=
c
c
+
c
c
=
|
|
.
|

\
|
c c
c
+
c
c
=
c
c
+
c
c
=
y x
w
y
w
D
x
M
y
M
Q
y x
w
x
w
D
y
M
x
M
Q
xy y
y
xy
x
x
2
3
3
3
2
3
3
3
(80)
9 Piastre rettangolari: soluzione con serie doppie di Navier.
Si consideri una piastra comunque vincolata al contorno e sollecitata da un
carico generico: il problema dellequilibrio elastico della piastra risolto se si
determina la superficie elastica w, che definisce la configurazione della piastra,
equilibrata e congruente e compatibile sul contorno con i vincoli.
Lequilibrio e la congruenza (con i limiti derivanti dallipotesi di Kirchoff) risultano
rispettati se la funzione w soddisfa lequazione di Lagrange; la compatibilit con i
vincoli osservata se la w rispetta le condizioni al contorno associate.
La soluzione dellequazione (30)che soddisfi le condizioni sopra citate pu
essere espressa nella serie doppia di Navier come segue:
) , ( ) , (
1 1
y x w A y x w
mn
m n
mn

=
= (81)
Quindi la piastra rappresentata da
2
particelle collegate elasticamente,
ammetter
2
configurazioni semplici di oscillazione w
mn
(autofunzioni).

27
Per la soluzione delleq. (3.30) pertanto fondamentale la conoscenza del sistema
delle w
mn
.
x
b

Fig. 13 - Piastra semplicemente appoggiata.
Il metodo delle serie doppie applicabile alle piastre rettangolari solo se la
condizione di vincolo al perimetro di semplice appoggio; per tale ragione si
consideri la piastra di lati a e b, rappresentata in Fig. 13, appoggiata al contorno e
sollecitata da un carico generico p(x,y).
In questo caso il sistema di funzioni w
mn
che consente di utilizzare la
soluzione in serie doppie :

b
y n
a
x m
y x w
mn
t t
sen sen ) , ( = (82)
La soluzione del problema, sostituendo la (3.82) nella (3.81), risulta
b
y n
a
x m
A y x w
m n
mn
t t
sen sen ) , (
1 1

=
= (m = 1,2,3; n = 1,2,3) (83)
che soddisfa le seguenti condizioni al contorno del problema:
w = 0 Mx = 0
2
2
=
c
c
x
w
per x = 0 e x = a
w = 0 My = 0
2
2
=
c
c
y
w
per y = 0 e y = b
Anche per il carico si adotta un analogo sviluppo in serie:
b
y n
a
x m
p y x p
m n
mn
t t
sen sen ) , (
1 1

=
= (84)

28
dove il generico p
mn
, che dipende dal tipo e dalla posizione del carico applicato,
espresso dalla relazione
}
O
O = d
b
y n
a
x m
y x p
N
p
mn
mn
t t
sen sen ) , (
1
2
(85)

4
ab
d
b
y n
sen
a
x m
sen N
2
mn
= O
t t
=
}
O
(86)
Le costanti A
mn
si possono ricavare sostituendo la soluzione w nellequazione della
piastra (30), quindi

\
|
+
|
.
|

\
|

=
b
y n
a
x m
a
m
A D
m n
mn
t t t
1
4
1
sen sen
+
|
.
|

\
|
|
.
|

\
|

=
b
y n
a
x m
b
n
a
m
A
m n
mn
t t t t
1
2 2
1
sen sen 2 (87)
) , ( sen sen
1
4
1
y x p
b
y n
a
x m
b
n
A
m n
mn
=
|
|
.
|
|
.
|

\
|

=
t t t

Sostituendo la soluzione w(x,y) e il carico p(x,y) sviluppati in serie di Fourier
nellequazione di Lagrange (30), si ricavano cos le costanti A
mn
delleq. (83):

D
C
b
n
a
m
D
p
A
mn
mn
=
|
|
.
|

\
|
+
=
2
2
2
2
2
4
t
(88)
La deformata della piastra assume quindi lespressione definitiva:
b
y n
a
x m
b
n
a
m
p
D
y x w
m n
mn
t t
t
sen sen
1
) , (
1 1
2
2
2
2
2
4

=
|
|
.
|

\
|
+
= (89)
Le caratteristiche di sollecitazione, definite per unit di lunghezza, sono date
dalle derivate dellabbassamento w(x, y), analogamente al caso degli sviluppi in serie
semplice secondo le relazioni (79) e (80). Per proporzionare le sezioni, i valori
ottenuti devono essere moltiplicati per la rispettiva larghezza efficace.
Nella Fig. 14 sono rappresentate le funzioni
a
x mt
sen per m pari e per m
dispari. E evidente che tutte le funzioni con m dispari sono simmetriche rispetto alla
sezione di mezzeria e quelle con m pari sono invece emisimmetriche.

29

Fig. 14 Funzioni
a
x mt
sen per m pari e dispari.
x
b
x'

Fig. 15 Sistema di riferimento centrato.

Riferendosi agli assi x e y di Fig. 15, le quattro situazioni particolari che
possono presentarsi nelle varie forme delle w
mn
conducono ai seguenti risultati:
1) simmetria rispetto a x ed y
m = 1, 3, 5, 7
n = 1, 3, 5, 7

30
2) emisimmetria rispetto a y e simmetria rispetto a x
m = 2, 4, 6, 8
n = 1, 3, 5, 7
3) simmetria rispetto a y ed emisimmetria rispetto a x
m = 1, 3, 5, 7
n = 2, 4, 6, 8
4) simmetria rispetto a x ed y
m = 2, 4, 6, 8
n = 2, 4, 6, 8
Nel caso in cui la piastra sia sottoposta ad un carico uniformemente distribuito
p agente su tutta larea, leq. (85) risulta:

mn
p
dxdy
b
y n
a
x m
ab
p
p
a
o
b
mn
2
0
16
sen sen
4
t
t t
= =
} }
(90)
essendo m ed n numeri dispari per la simmetria della soluzione. Sostituendo la (90)
nella (89) si ottiene come deformata della piastra lespressione seguente:

=
|
|
.
|

\
|
+
=
1 1
2
2
2
2
2
6
sen sen
16
) , (
m n
b
n
a
m
mn
b
y n
a
x m
D
p
y x w
t t
t
(91)
Lo spostamento massimo si manifesta ovviamente al centro della piastra, per
x = a/2 e y = b/2 si ha quindi:

+
|
|
.
|

\
|
+

=
1 1
2
2
2
2
2
1
2
6
max
) 1 ( 16
m n
n m
b
n
a
m
mn
D
p
w
t
(92)
Anche i massimi momenti flettenti si verificano in mezzeria e valgono:

1
2
1 1
2
2
2
2
2
2
2
4
2
max
) 1 (
16
+
+

=

|
|
.
|

\
|
+
+
=

n m
m n
x
n
m mn
n
m
pa
M

v
t
(93)

31

1
2
1 1
2
2
2
2
2
2
2
4
2
max
) 1 (
16
+
+

=

|
|
.
|

\
|
+
+
=

n m
m n
y
n
m mn
m
n
pa
M

t
(94)
essendo un coefficiente pari al rapporto tra i lati
a
b
=
Si consideri ora il caso in cui la piastra sia soggetta ad unimpronta di carico di
intensit p, secondo la Fig. 16, tale che risulti
P = p c d (95)
x
b
d
c
v
u

Fig. 16 - Piastra soggetta ad unimpronta di carico
In questo caso leq. (85) diventa:
= =
} }
+

dxdy
b
y n
a
x m
abcd
p
p
c
u
c
u
d
v
d
v
mn
t t
sen sen
4
2
2
2
2

b
d n
a
c m
b
v n
a
u m
mncd
p
2
sen
2
sen sen sen
16
2
t t t t
t
= (96)
e lespressione definitiva della deformata risulta:

=
|
|
.
|

\
|
+
=
1 1
2
2
2
2
2
6
sen sen sen sen sen sen
16
) , (
m n
b
n
a
m
mn
b
y n
a
x m
b
d n
a
c m
b
v n
a
u m
D cd
p
y x w
t t t t t t
t
(97)


32
Procedura di calcolo operativa
Le espressioni dellabbassamento e delle caratteristiche di sollecitazione sono
esprimibili nel modo seguente:

ABBASSAMENTO
b
y n
a
x m
D
U
S Z w
m n
t t

= sen sen (98)


MOMENTI FLETTENTI
b
y n
a
x m
D
U
S Z M
b
y n
a
x m
D
U
S Z M
m n
y
m n
x
t t
t t

=
=
sen sen
sen sen
(99)
MOMENTI TORCENTI
xy yx
m n
xy
M M
b
y n
a
x m
D
U
S Z M
=
=

t t
cos cos
(100)
TAGLI
b
y n
a
x m
D
U
S Z Q
b
y n
a
x m
D
U
S Z Q
m n
y
m n
x
t t
t t

=
=
cos sen
cos sen
(101)
REAZIONI
b
y n
a
x m
D
U
S Z Q
b
y n
a
x m
D
U
S Z Q
y
x
t t
t t

=
=
cos sen
cos sen

) , 0 (
) , 0 (
b y y
a x x
= =
= =
(102)
Il fattore D quello definito nellequazione (81). Gli altri fattori Z, S, ed U
dipendono dal tipo di carico.
Introducendo le notazioni

12
3
Gt
= ,
D

o
2
= e
b
a
= c (103)
i fattori Z, S e U sono dati dalle tabelle seguenti Tab. 1, 2, e 3.






33
Tab. 1 - Valori del coefficiente Z per le diverse sollecitazioni.
abbassamento (w) o
sollecitazione
Z

w

M
x


M
y


M
xy


Q
x


Q
y


Q
x


Q
y



2
16
t
p

2
16
a
p D


2
16
a
p D

2
16 2
a
p c

3
16
a
p D t

3
16
a
p D t c

3
16
a
p D t

3
16
a
p D t c




34
Tab. 2 - Valori del coefficiente S per le diverse sollecitazioni.
abbassamento (w) o
sollecitazione
S

Tipo di carico


w

Mx

My

Mxy


Qx

Qy

Qx

Qy

uniforme, impronta linea

mn
1

m
n
n
m
2
qc +
n
m
m
n
q c +
2


1

n
n
m
o c
2
2
+
m
m
n
| c +
2
2

n
n
m
o c
2
2
2 +
m
m
n
| c 2
2
2
+
n S










35
Tab. 3 - Valori del coefficiente U per le diverse sollecitazioni.
coefficiente
di carico
tipo
U
p
p = po /2l
p = p1
1
(per m = 1,3,5...; n = 1,3,5...)
sen
(per m = 1,3,5...; n = 1,3,5...)
(per m = 1,2,3...; n = 1,2,3...)
b
a
b
a
b
a
v
c
d
u
v
n v
b
sen
n v
b
sen
n d
b
sen
m c
a
sen
m u
a







36
Applicazione
I metodi di soluzione discussi nei paragrafi precedenti sono stati applicati al
modello di piastra isotropa appoggiata su tutti i lati rappresentata in Fig. 17.
lo
sezione trasversale
x
a = 100 cm
b

=

1
0
0

c
m
t = 5 cm


Fig. 17 - Schema del modello sperimentale.
La soluzione in serie doppia di Navier con il metodo di calcolo proposto stata
impiegata per condizione di carico uniformemente distribuito (p = 1 kg/cmq).
Le condizioni al contorno, per la piastra semplicemente appoggiata, risultano:

=
=
0
0
x
M
w
per x = 0 , x = a (104)

=
=
0
0
y
M
w
per y = 0 , y = b
La stessa piastra, sottoposta a carico uniformemente distribuito, stata risolta
con la serie semplice di Levy. In questo caso le condizioni al contorno sono:

=
=
0
0
y
M
w
per y = 0 , y = b (105)
Si mostrano i risultati per alcuni punti, riassunti nelle tabelle seguenti
relativamente alla sola condizione di carico uniforme:

37
punto x y
cm cm
1 0 50
2 25 50
3 50 50
4 75 50
5 100 50
6 50 0
7 50 25
8 50 50
9 50 75
10 50 100

Tab. 4 Risultati relativi al calcolo con il metodo di Levy per il carico uniforme.
punto w Mx My Mxy Myx Qx Qy Qx Qy
mm Nmm/m Nmm/m Nmm/m Nmm/m N N N N
1 0 0 0 81,7 -81,7 307,8 0 427,5 0
2 1,618 3436 2840 -58 58 142,2 4,1
3 2,232 3915 4032 0 0 0 -8,8
4 1,618 3436 2840 58 -58 -142,2 4,1
5 0 0 0 -81,7 81,7 -307,8 0 -427,5 0
6 0 0 0 0 0 0 358 0 468
7 1,62 2909 3397 0 0 129,5
8 2,32 3915 4032 0 0 -8,8
9 1,592 2437 3415 0 0 -150
10 0 0 0 0 0 -387 0 -526

Tab. 5 Risultati relativi al metodo di Navier per il carico uniforme.
punto w Mx My Mxy Myx Qx Qy Qx Qy
mm Nmm/m Nmm/m Nmm/m Nmm/m N N N N
1 0 0 0 2,81 -2,81 320,43 0 430,11
2 1,617 3786 3387 1,90 -1,90 139,87 0,11
3 2,239 4637 4637 0 0 0,14 0,14
4 1,619 3790 3391 -1,89 1,89 -139,55 0,11
5 0 0 0 -2,81 2,81 -320,42 0 -430,11
6 0 0 0 2,81 -2,81 0 320,43 430,11
7 1,617 3387 3786 1,90 -1,90 0,11 139,87
8 2,239 4637 4637 0 0 0,14 0,14
9 1,619 3391 3790 -1,89 1,89 0,11 -139,55
10 0 0 0 -2,81 2,81 0 -320,42 -430,11


Bibliografia di riferimento:
1. Bares R., Massonnet C.: Analysis of Beams Grids and Orthotropic Plates,
Crosby Lockwood & Son, Ltd, London, 1968.
2. Bares R.: Calcolo di Lastre e Piastre con la teoria elastica lineare, Ed. CLUP
Citt Studi, Milano, 1986 (a cura di F. Mola).
3. Ugural A. C.: Stresses in Plates and Shells, McGraw-Hill, Boston, 1999.