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TEORIA DELLE LASTRE INFLESSE

1. Premesse Nelle strutture navali gli elementi componenti il fondo, i ponti, le paratie sono essenzialmente costituiti dal complesso fasciame- nervature; tale complesso strutturale pu essere ricondotto al sistema lastra-irrigidimenti, in generale a contorni rettangolari. Le nervature di irrigidimento possono essere disposte a maglia ortogonale o in una sola direzione. Nel caso del doppio fondo le nervature sono assemblate ad una lastra posta al lembo superiore e ad una posta a quello inferiore; negli altri componenti la lastra presente da un solo lato. Linsieme strutturale pu essere sottoposto a carichi posti nel piano del fasciame ed a carichi ad esso perpendicolari. Nella teoria delle lastre si suppone siano presenti solamente carichi agenti ortogonalmente. Nel caso dei ponti tale ipotesi semplificativa non rispettata se non per quei ponti che sono posti in prossimit dellasse baricentrico della sezione trasversale della trave scafo, o per strutture limitate (copertini) che non partecipano alla robustezza longitudinale dello scafo. La struttura costituita da fasciame e nervature, sottoposta al solo carico flessionale, pu essere ricondotta a modelli semplificati di cui possibile formulare trattazioni analitiche quali: lastra ortotropa grigliato di travi pannello isolato

Il primo caso, per poter essere applicato correttamente, richiede la presenza di nervature molto fitte. Lo schema a grigliato consente di risolvere la struttura riconducendola ad un modello costituito di soli elementi trave: ciascuno di essi ottenuto associando alla sezione costituente la nervatura una striscia di fasciame denominata striscia associata che collabora alla rigidezza dellinsieme fasciame-nervatura. Ciascuno dei pannelli di fasciame delimitati dalle nervature poi riconducibile ad un elemento in regime di lastra inflessa, le cui condizioni al contorno (vincoli) sono realizzate dagli irrigidimenti. 2. Applicabilit delle varie teorie Per lo studio della lastra inflessa esistono fondamentalmente due formulazioni analitiche distinte:

Donatella Mascia Teoria classica di Lagrange (small deflection)1 Teoria di Von Krmn (large deflection)2

Teoria delle lastre inflesse

In funzione delle ipotesi su cui si basa ciascuna trattazione occorre individuare la schematizzazione che meglio si adegua allo studio del comportamento della struttura reale, non necessariamente legata al grado di complessit matematica ad essa connessa. Le diverse teorie possono essere applicate a lastre caratterizzate da differenti rapporti dimensionali, o alla stessa struttura in diverse fasi dello stato di sollecitazione e di tensione (ad esempio in funzione dellintensit del carico). Poich lobbiettivo finale del progetto consiste nello stabilire il massimo carico (a parit di distribuzione) che pu essere sopportato dalla struttura prima del collasso, il perseguimento di tale obbiettivo ha portato a sviluppare anche teorie applicabili in campo plastico. Si consideri ad esempio una lastra di medio spessore (su tale concetto si torner pi avanti), di materiale perfettamente elastico ed isotropo; per carichi di modesta intensit il comportamento potr essere correttamente studiato mediante la teoria classica di Lagrange. Allaumentare della deformazione si svilupperanno anche tensioni di tipo membranale che renderanno il comportamento pi prossimo a quello descritto della teoria dei grandi spostamenti. Supponendo che, al crescere del carico, il materiale continui a mantenersi in campo elastico si ricadr nella teorie della membrana di Fppl. Se, al contrario, si verificassero fenomeni plastici occorrer fare ricorso alla teoria elasto-plastica. Con riferimento allo spessore pu essere fatta una distinzione fondamentale in tre classi; si definiscono cos tre comportamenti distinti in funzione dello spessore riferito alla deformazione massima: Lastra spessa: si applica la teoria classica tenendo conto del contributo di deformazione a taglio (teoria di Lagrange, modificata da Reissner). Il fenomeno della plasticizzazione si manifesta prima dellinsorgere di tensioni membranali non trascurabili. Il carico di collasso pu essere individuato mediante la teoria della linea di snervamento formulata da Johansen. Lastra molto sottile: si applica la teoria delle membrane di Fppl. Il fenomeno della plasticizzazione si manifesta in regime membranale. Il comportamento a collasso pu essere trattato con la formulazione di Greenspon. Lastra di spessore medio: la pi comunemente impiegata nella progettazione delle strutture navali. Si applica la teoria classica di Lagrange. Il fenomeno della plasticizzazione si manifesta quando le tensioni membranali non sono pi trascurabili. Lapproccio in campo elasto-plastico pu essere condotto applicando la trattazione proposta da Clarkson.
1 Teoria

inizialmente formulata da Sofia Germain nel 1815 e successivamente corretta da J.L.Lagrange nel 1886, successivamente ampliata da Reissner ed altri introducendo la deformazione a taglio (1944-45) 2 Von Krmn (1910)

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3. Condizioni al contorno Le lastre, come componenti delle strutture navali, sono connesse ad altri elementi strutturali che costituiscono le condizioni al contorno, cio le condizioni di vincolo per le lastre stesse. In funzione della rigidezza degli elementi e del tipo di connessione si possono identificare i seguenti tipi di vincolo: appoggio semplice incastro vincolo cedevole elasticamente alla traslazione in direzione ortogonale al piano della lastra vincolo cedevole elasticamente alla rotazione (flessionale e/o torsionale) Pi avanti verranno formulate altre considerazioni sulle condizioni al contorno. 4. Metodo di Bach Si tratta di un metodo approssimato che consente, in alcuni casi particolari, di calcolare il momento flettente totale M in una particolare sezione di una lastra, vincolata con semplice appoggio, facendo uso, come per le travi isostatiche, della sola condizione di equilibrio. Si consideri (fig. 1) una lastra circolare di raggio R, appoggiata sul contorno, sottoposta ad un carico uniformemente ripartito di intensit p. Presa in esame una sezione lungo un diametro, con considerazioni di equilibrio, si ricava la risultante del momento flettente M che met lastra trasmette alla rimanente lungo il diametro.

Fig. 1 La risultante delle reazioni vincolari di met lastra sar applicata nel baricentro G della semicirconferenza, la cui distanza dal centro risulta, come noto (vedi fig. 2):

u = OG =

2r

(4.1)

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Fig. 2 Tale risultante vale:

r2 R = p 2

(4.2)

La risultante dei carichi agenti su met lastra sar applicata nel baricentro G1 del semicerchio, la cui distanza dal centro risulta, come noto (vedi fig. 3):

v = OG1 =
Tale risultante vale ancora:

4r 3

(4.3)

R = p
La distanza tra G e G1 espressa da:

r2 2

(4.4)

r 4 2 r uv = 2 = 3 3

(4.5)

Fig. 3 La risultante dei momenti distribuiti lungo il diametro quindi:

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r2 2 r r3 =p M = p 2 3 3

(4.6)

ed il valore medio, nellipotesi di distribuzione costante lungo il diametro, risulta:

m=

M pr 2 = 2R 6

(4.7)

5. La lastra di lunghezza infinita. La soluzione particolare precedentemente esaminata (metodo di Bach) fornisce una soluzione approssimata, in quanto consente la determinazione della risultante M dei momenti flettenti, mentre la distribuzione lungo il diametro, staticamente indeterminata, viene ipotizzata costante. In realt la distribuzione del momento flettente lungo il diametro varia con legge parabolica dal valore zero sul contorno al valore massimo al centro della lastra.

Fig. 4 Le lastre, essendo elementi bidimensionali, sono caratterizzati da flessione in due direzioni ortogonali, e lo studio risulta pi complesso di quello della trave. Si ha infatti unindeterminazione statica interna, che non esiste per le travi: non si conosce la distribuzione dei momenti che una parte della struttura trasmette allaltra. A differenza di quanto avviene per le travi risulta in questo caso impedita la contrazione trasversale ed inoltre presente, nelle varie sezioni, una sollecitazione di momento torcente. Un caso particolare che merita di essere analizzato la lastra di lunghezza infinita. Assunta lipotesi di spessore t costante e di un carico uniformemente
5

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ripartito, agente ortogonalmente al piano medio della lastra, questa presenta una configurazione deformata, denominata superficie elastica, di forma cilindrica: linflessione, infatti, si manifesta in una sola direzione. Indicato con rx il raggio di curvatura della superficie elastica, con riferimento agli assi3 indicati in fig. 4, la componente di deformazione x cos espressa:

x =

du z = =z x rx dx

(5.1)

Fig. 5 Considerata una striscia di larghezza da, se si trattasse di una trave isolata, la sezione trasversale si deformerebbe come indicato in fig. 5, e la curvatura in direzione y risulterebbe:

1 ry = r x
essendo il coefficiente di contrazione trasversale proprio del materiale.

(5.2)

Trattandosi invece di una striscia appartenente alla lastra, si impone che vi sia la continuit tra le sezioni adiacenti; la deformazione y impedita dalle strisce adiacenti (y=0) e nasce una tensione trasversale y = x . Scrivendo le equazioni di deformazione si ha:

x = y =
dalla seconda si ricava:
3

1 x y E

(5.3) (5.4)

1 y x = 0 E

Lorigine della terna di riferimento posta a met spessore della lastra.

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y = x
e, sostituendo tale espressione nella prima:

(5.5)

x =
da cui:

x 1 2 E
E

(5.6)

x =

(1 2 ) x
E

(5.7)

Per la lastra si definisce quindi convenzionalmente il modulo E


E' =

(1 2 ) > E

(5.8)

Da quanto esposto precedentemente risulta che una lastra sempre pi rigida di un sistema di travi affiancate4. Nel caso di lastra di lunghezza infinita la maggior rigidezza dovuta allimpedita contrazione trasversale ed espressa facendo riferimento al modulo convenzionale E'. Nel caso di carico uniformemente ripartito le espressioni della deformazione massima (freccia in mezzeria), con riferimento alla lastra di lunghezza infinita ed alla trave vengono messe a confronto, nella tab. T1, nelle due ipotesi di appoggio semplice e di incastro. Per la lastra si fa riferimento ad una striscia unitaria. Linerzia I della striscia unitaria, di spessore t ha, come noto, lespressione I= t3/12. Carico p uniforme Deformazione massima in mezzeria w Vincolo Lastra di lunghezza e luce b Trave di luce l
5 pl 4 384 EJ 1 pl 4 384 EJ

Semplice appoggio

w= w=

5 pb 4 384 E' I 1 pb 4 384 E' I

w=

Incastro

w=

Tab. T1
5.1 Relazione momenti curvature

Adottata lipotesi della conservazione del segmento piano, imponendo lequilibrio tra forze esterne ed interne per la striscia unitaria, si ha:
4

A titolo di esempio, per un valore del coefficiente =0.33 risulta (1-2) = 0.89 ed E = 1.123 E.

Donatella Mascia momento flettente esterno = momento interno delle tensioni M = x zdz =
t 2 t 2 t 2

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t 2

(1 2 ) x zdz

(5.9)

Lallungamento unitario in direzione x dato da:

x =

z rx

(5.1 rip)

Lespressione del momento risulta quindi: M=


t 2

t 2

(1 2 )

z2 Et 3 1 D dz = = 2 r rx 12 1 x rx

(5.10)

dove D rappresenta la costante di proporzionalit fra momenti e curvature, analogamente alla rigidezza k per la trave.5
5.2 Relazione spostamenti curvature

Indicato con w lo spostamento in direzione z (ortogonale al piano medio della lastra), nellipotesi adottata di spostamenti e rotazioni infinitesimi, lo spostamento u su una fibra posta a distanza z dal piano medio espresso dalla relazione u = z La curvatura k risulta quindi:

w x

1 x 1 u 2w k= = = = 2 rx z z x x
da cui6:

(5.11)

M = D

2w x 2

(5.12)

La soluzione ottenuta dallintegrazione della (5.12). Il momento flettente, nel caso di una distribuzione di carico p uniforme, proporzionale al termine (pb2); la massima tensione quindi proporzionale al termine pb2/(t2/6) e pu essere espressa come segue:

Per la trave si ha k=1/r = M/EJ Per la lastra si ha k=1/rx=M/D, essendo D=EI con E =E/(1-2) 6 Analoga allespressione M=-EJ d2w/dx2 riferita alla trave
5

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max b = k c p t
2

Teoria delle lastre inflesse (5.13)

dove kc esprime un coefficiente che tiene conto delle condizioni al contorno.

Fig. 6 Per vincolo di appoggio semplice7 risulta: kc = 3/4; per vincolo di incastro: kc = 1/2. Analoghe espressioni di kc si trovano in letteratura per lastre con deformate a doppia curvatura, dove il coefficiente kc conterr anche il rapporto dimensionale tra i lati (a/b). 6. La formulazione della lastra inflessa Come gi accennato le ipotesi fondamentali alla base della trattazione possono essere cos sintetizzate:

I. Conservazione del segmento piano


Tale ipotesi, analoga allipotesi di Bernoulli-Navier di conservazione delle sezioni piane per le travi, consiste nel supporre quanto segue:

Appoggio: max=pb2/8/(t2/6)=6/8 p (b/t)

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un segmento rettilineo e normale al piano medio della lastra, dopo la deformazione si mantiene ancora rettilineo e normale alla superficie elastica
Affinch tale ipotesi possa essere rispettata lo spessore t, costante, dovr essere abbastanza piccolo, perch la deformazione a taglio sia trascurabile rispetto alla deformazione flessionale.

II. Tensioni x e y nulle sul piano medio della lastra


Tale ipotesi ammessa se si verificano le seguenti circostanze:

II.a) gli spostamenti elastici w fuori del piano sono abbastanza piccoli rispetto allo spessore t (wmax<3/4 t)
Se lo spessore molto piccolo (lastre sottilissime) le deformazioni x ed y non sono pi trascurabili nelle fibre poste sulla superficie media e quindi x e y sono diverse da zero su tale superficie (contraddistinta da z=0). Si in tal caso in regime di grandi deformazioni. La lastra non deve quindi essere sottilissima, ossia deve essere sufficientemente rigida flessionalmente per non comportarsi come una membrana.

II.b) La lastra non trattenuta al contorno


Essa deve poter scorrere nel suo piano, altrimenti nel verificarsi della deformazione si dilata anche il piano medio e nascono su tale piano tensioni x e y.

III. Il legame costitutivo elastico


Ovunque la tensione inferiore alla tensione di snervamento del materiale

IV. Il carico di tipo flessionale, ortogonale al piano medio della lastra


Tutti i punti della superficie media si spostano solo secondo lasse z, normale al piano medio della lastra. Per lipotesi IIa) (spostamenti fuori del piano abbastanza piccoli rispetto allo spessore) lecito confondere gli angoli con le tangenti di e le curvature con le derivate seconde di w. Si pu quindi scrivere8:

u = z tgx z

w x w v = z tgy z y

(6.1)

u e v risultano proporzionali alla distanza z dal piano medio.

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2w 1 = 2 = x x rx x 2 y w 1 = 2 = y ry y
dove:

(6.2)

x tgx =
e si suppone inoltre z = 0 :

w w ; y tg y = x y

(6.3)

Se la faccia superiore della lastra soggetta ad un carico ripartito di valore unitario p, in realt esiste una z variabile da p in z = -t/2 a 0 in z = +t/2; se tuttavia lo spessore piccolo la p non pu avere un valore elevato e z molto piccolo rispetto a x y e xy. Dalle 6.1rip, che descrivono lo stato di spostamento, si pu ricavare lespressione dello stato di deformazione, essendo w = w( x, y) lo spostamento laterale:

u = z

w x 2w x 2

v = z

w y
2w y 2

(6.1 rip) (6.4)

x = z

y = z

Occorre ancora esaminare la deformazione angolare xy. Vediamo prima le altre componenti di deformazione che, per le ipotesi introdotte, risultano nulle. Per lipotesi di conservazione del segmento piano risulta:

z =

w =0 z

(6.5)

Dalle note espressioni di xz e yz fornite dalla teoria dellelasticit, derivando le (6.1 rip) e sostituendo si ha:

xz =

u w w w =0 + = + z x x x
(6.6)

yz =

v w w w + = + =0 z y y y

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Per esprimere la deformazione angolare xy consideriamo, con riferimento alla fig. 7, un punto A appartenente ad un piano, posto a distanza z dal piano medio (lorigine di z coincidente con il piano medio, denominato superficie neutra).

Fig.7 A deformazione avvenuta il punto A si sposta in A con spostamenti u e v. A distanza dx da A il punto B si sposta della quantit: v +

v dx x

Analogamente il punto D, distante dy da A si sposta in direzione x della u quantit: u + dy y Il cambiamento dinclinazione del lato AB sar dato da AD sar:

u . y

v ; quello del lato x

Il rettangolo ABCD diventer un parallelogramma ABCD e la deformazione tangenziale, cio la variazione dellangolo retto, sar lo scorrimento mutuo delle giaciture x, y nellintorno di A:

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xy =

u v 2w + = 2 z y x xy

(6.7)

La superficie elastica sar in generale una superficie a doppia curvatura, di raggi rx ed ry. Isolando un elemento infinitesimo (dx, dy) vi saranno, lungo i contorni, i momenti distribuiti per unit di lunghezza mx, my, mxy. Riassumendo, le note relazioni di elasticit possono essere cos riscritte (vedi equazioni 6.4 e 6.7): Legge di Hooke Relazione deformazioni-curvature (6.8)
u 2w x = = z 2 x x z = r x

x = y =

y x E E y E x E xy G

(6.9)

y =

v 2w = z 2 y y

z = ry

xy =

xy =

u v 2w + = 2 z y x xy

Fig. 8 Si pu osservare che tali espressioni dipendono tutte da z. Sommando alla (6.8) la (6.9) moltiplicata per si ha:

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x + y =

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y y y x x + 2 = 1 2 E E E E E

(6.10)

sostituendo le (6.4)

x = z
si ha:
x =

2w x 2

y = z

2w y 2

(6.4rip)

(
(

2 2 E E ( z ) w + w x + y = x 2 1 2 1 2 y 2

)(

(6.11)

Analogamente si possono ricavare le espressioni di y e di xy:


y =
2 2 E E ( z ) w + w y + x = y 2 x 2 1 2 1 2

)(

(6.12)

xy = G xy

2w = 2Gz xy

(6.13)

7. Considerazioni riassuntive Nella trattazione della lastra inflessa sono state introdotte le seguenti ipotesi semplificative:

zz=0
i punti sul piano medio della lastra subiscono spostamenti9 nella sola direzione z tutti i punti che stanno su un segmento perpendicolare al piano medio hanno lo stesso spostamento w un segmento piano si mantiene tale dopo la deformazione (la tangente uguale alla derivata di w rispetto a x): lo stato di spostamento espresso in funzione di w

u = z

w ; x

v = z

w ; w = w( x, y) y

Alla luce delle ipotesi enunciate e delle approssimazioni introdotte lo stato di deformazione cos espresso:
x = u 2w = z 2 x x

Lo spessore deve essere piccolo per rispettare lipotesi della conservazione del segmento piano; lo spessore non devessere piccolissimo affinch le tensioni membranali siano trascurabili.

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y = v 2w = z 2 y y

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z =
xy =

w =0 z

[essendo w = w ( x, y) ]

2 2w 2w u v = 2z w + = z + xy xy y x xy

xz =
yz =

u w w w + + = =0 z x x x
v w w w + = + =0 z y y y

Anche lo stato di deformazione risulta noto se noto lo spostamento laterale w, cio se nota lequazione della superficie elastica.

Fig. 9 8. Condizioni di equilibrio Si esprima per il parallelepipedo elementare di dimensioni infinitesime dx, dy, dz, lequilibrio alla traslazione in x (vedi fig. 10):

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Fig. 10

x + x dx dydz x dydz x yx dy dxdz yx dxdz + yx + y + zx + zx dz dxdy zx dxdy = 0 z


dove i termini fuori parentesi esprimono larea su cui agisce la tensione; semplificando si ha dunque:
x yx zx + + =0 x y z

(8.1)

Analogamente, esprimendo lequilibrio alla traslazione in y, si ottiene:


xy x + y y + yz z =0

(8.2)

Dalle (8.1) e (8.2) si ricava:


yx zx = x + x y z yz xy y = x + y z

e, per le (6.11), (6.12), (6.13)

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3w E 3w 3w xz z 3 + 2 + (1 ) = z 1 2 x y x xy 2 3 3 3 yz w w w E = z (1 ) 2 + 3 + 2 2 z x y y x y 1

e sviluppando si ottiene:
3w E 3w xz z 3 + = z 1 2 x xy 2

(8.3) (8.4)

yz z

3w E 3w z 2 + 3 1 2 x y y

Integrando le (8.3) e (8.4) si ottengono per le tensioni tangenziali xz e yz espressioni non nulle, in funzione di z2 (cio con distribuzione parabolica sullo spessore). Ricordando le note relazioni tensione-deformazione alla base della teoria dellelasticit (Legge di Hooke), tenuto conto delle relazioni (6.6)

xz = 0
dovrebbe risultare:
xy = xz yz xy G = xz xz = 0 G yz = yz = 0 G xy

yz = 0
2w = 2Gz xy non accettabile non accettabile

Da ci risulterebbero necessariamente nulle le tensioni tangenziali corrispondenti, ma questo in contrasto con le condizioni di equilibrio e quindi non pu essere accettato. Le tensioni xz e yz devono dare risultanti non nulle in direzione z, per equilibrare il carico verticale (equilibrio alla traslazione in direzione z). Nella trattazione si rinuncia quindi al soddisfacimento della congruenza per garantire lequilibrio. Le espressioni per xz e yz si ottengono integrando le (8.3) e (8.4)
xz = yz = 3w 3w z 2 t 2 + x 3 xy 2 2 8 0 3w 3w z 2 t 2 + 3 0 2 x y y 2 8

E 1 2 E 1 2

(8.5) (8.6)

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Consideriamo lelemento infinitesimo dx dy. La distribuzione delle tensioni sullo spessore, in analogia a quanto avviene per la trave, di tipo lineare per le tensioni x, y e xy mentre per le tensioni xz e yz di tipo parabolico, come illustrato in fig. 11.

Fig. 11 Se non fossero presenti le tensioni xy, la lastra potrebbe essere assimilata ad una doppia serie di travi disposte ortogonalmente tra loro. 9. Le caratteristiche di sollecitazione Poich, per le citate ipotesi, risultano note le distribuzioni delle tensioni sullo spessore, integrando su di esso si possono considerare le loro risultanti. Vengono cos introdotte, con riferimento allelemento unitario, le caratteristiche di sollecitazione, avendo indicato con t lo spessore della lastra, ipotizzato costante. Si ha quindi:
t t

N x = x dz = 0
2

t t

N y = y dz = 0
2

t t

N xy = xy dz = 0
2

Tali caratteristiche di sollecitazione rappresentano le caratteristiche non nulle per la lastra caricata parallelamente al suo piano medio
t t

m x = x zdz =
2

2w + 2 ( + z 2 ) dz 2 2 y 1 t x 2 E

2 2w

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= E

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2w 2w 2w t3 2w + 2 = D 2 + 2 y y 1 2 12 x 2 x

2 2w 2w m y = y zdz = D 2 + 2 x y t 2

t
t

m xy = xy zdz = 2Gz 2
2
t

2w 2w dz =D(1 ) xy xy

ponendo attenzione al segno10 Con riferimento alle note relazioni:


t3 D= 1 2 12

G=

E 2(1 + )

riassumendo si ha:
2w 2w m x = D 2 + 2 y x 2w 2w m y = D 2 + 2 x y
m xy 2w = D(1 ) = m yx xy

(9.1)

(9.2)

(9.3)

Le tensioni xz e yz danno origine a forze di taglio per unit di lunghezza, cos espresse:
t
t

q x = xz dz
2 2 t
t

(9.4)

q y = yz dz
2

(9.5)

10 Nellespressione di mxy il cambiamento di segno dovuto alla convenzione adottata per le xy indicata in fig. 11. La convenzione assunta per le xy corrisponde a segno opposto alla terna al lembo inferiore. Per le altre tensioni al lembo inferiore il segno concorde.

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Fig. 12 10. Equazione biarmonica di Lagrange Con riferimento alla fig. 12, si esprimono ora le condizioni di equilibrio: equilibrio alla traslazione verticale:
q y q x dx dy q x dy + q y + dy dx q y dx + p dx dy = 0 qx + y x da cui:

q x q y +p=0 + y x

(10.1)

equilibrio alla rotazione attorno alla retta A-B (disposta parallela allasse x).

m xy m y m xy + dx dy m xy dy + m y dx m y + dy dx + q y dxdy = 0 x y
da cui:
m xy x m y y + qy = 0

(10.2)

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Si osserva che le forze agenti su piani ortogonali al piano xz non danno contributo. Analogamente, per lequilibrio intorno ad y, tenuto conto che mxy= -myx si ha:
m xy y + m x qx = 0 x
+

(10.3)

Sostituendo nella (10.1) le (10.2) e (10.3) si ottiene:


m xy m x + x y x m y m xy x y y

+p=0

(10.4)

e, sviluppando:

2mx x 2

2 m xy xy

2my y 2

+p=0

(10.5)

Sostituendo nella (10.5) le espressioni


2w 2w m x = D + y 2 x 2 2w 2w m y = D 2 + 2 x y m xy = D(1 ) 2w = m yx xy

(9.1rip)

(9.2rip)

(9.3rip)

si ottiene
2w 2w 2 2 w 2 w 2 2w 2 D 2 + 2 2 D(1 ) + 2 D 2 + 2 = p x y xy xy y x 2 y x da cui:

4w x
4

+2

4w x y
2 2

4w y
4

p D

(10.6)

con w < t/2 e


D= t3 1 12 E
2

La (10.6) lequazione differenziale della superficie elastica, denominata equazione biarmonica di Lagrange; in forma compatta pu essere cos riscritta:

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4 w =

p D

(10.7)

Lequazione valida solo se i contorni della lastra sono liberi di scorrere orizzontalmente (nel piano della lastra), non inducendo tensioni sul piano medio. Essa tuttavia ancora applicabile, anche nel caso in cui la lastra sia trattenuta sul contorno, se la deformazione massima fuori del piano abbastanza piccola (wmax<3/4 t), perch in tal caso le tensioni normali sul piano medio si mantengono comunque tanto modeste da poter essere trascurate. 11. Le forze di taglio Si ricavano ora le espressioni delle forze di taglio in funzione dello spostamento. Ricordando le (10.2) e (10.3)
qy = m y y m xy x

(10.2rip) (10.3rip)

qx =
e sostituendovi le

m x m xy x y

2w 2w m x = D 2 + 2 y x 2w 2w m y = D 2 + 2 x y m xy = D(1 ) 2w = m yx xy

(9.1rip)

(9.2rip)

(9.3rip)

si ha:
3w 3w 3w 3w q x = D 3 + xy 2 xy 2 xy 2 x

e quindi:
q x = D 2w 2w + x x 2 y 2 2w 2w + y y 2 x 2

(11.1)

e, analogamente:
q y = D

(11.2)

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Da queste, applicando lespressione della teoria approssimata del taglio, si potranno ricavare le tensioni tangenziali xz e yz (vedi equazioni 9.4 e 9.5)
t
t

q x = xz dz
2 2 t
t

(9.4rip)

q y = yz dz
2

(9.5rip)

Nella tavola A1 in appendice vengono messe a confronto le equazioni differenziali ottenute per la lastra inflessa con quelle della trave inflessa. Per determinare le soluzioni particolari si introducono, nei singoli casi, le relative condizioni al contorno. 12. Considerazioni intuitive Come gi visto al paragrafo 5 una lastra di lunghezza infinita, cio vincolata lungo due soli lati paralleli, si comporta come una serie di travi affiancate che si aiutano con la sola contrazione trasversale impedita; per questo contributo la rigidezza passa dal termine EJ al termine EJ/(1-2), maggiore di EJ. La massima freccia w diminuisce di una quantit rappresentata dal rapporto 1/(1-2). Quando invece la lastra, assunta di forma rettangolare, sia vincolata lungo tutti e quattro i lati, essa pu essere considerata costituita da due serie di strisce ortogonali collaboranti. Le strisce in una direzione sostengono quelle in direzione perpendicolare (vedi fig. 13). Ma non solo questo; come illustrato in fig. 13, la flessione delle strisce AB costringe le strisce CD a torcersi e queste, a loro volta, reagendo, trasmettono momenti torcenti e viceversa. Questi momenti, denominati momenti di sostentamento, sono di versi opposti sulle due met, come illustrato in fig.14.

Fig.13

23

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Fig. 14 Le stesse considerazioni valgono considerando due strisce contigue (fig. 15); la striscia CD, pi prossima al lato vincolato, sinflette meno della striscia AB , ad essa adiacente: le configurazioni deformate assunte dalle due strisce sono quindi diverse. Se le strisce fossero indipendenti le loro facce comuni scorrerebbero luna rispetto allaltra; essendo invece tra loro collegate, sulle facce comuni si generano deformazioni di scorrimento e, conseguentemente, tensioni tangenziali (xy e yx) le cui risultanti sono rappresentate dai momenti torcenti mxy e myx (fig. 16).

Fig. 15
24

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Ogni striscia AB riceve dalla striscia EF momenti che la deprimono e dalla striscia CD momenti che la sostengono. Poich tali momenti myx crescono dalla mezzeria della lastra, dove sono nulli, verso gli appoggi, prevalgono i momenti di sostentamento, il cui verso rappresentato sulla striscia denominata CD in fig. 16. Ogni striscia sostenuta dalla porzione di lastra compresa fra essa e lappoggio pi prossimo, mediante i momenti torcenti. Questi momenti sono successivamente trasmessi alle altre strisce, fino a scaricarsi sullappoggio sotto forma di un aumento della reazione. I benefici dei due tipi di collaborazione sono massimi per la lastra quadrata (a = b) e diminuiscono al crescere del rapporto b/a per le lastre rettangolari, diventando trascurabili per b/a > 2.

Fig.16 13. Metodi di soluzione La soluzione si ottiene dallequazione differenziale

4 w =

p D

(10.7rip)

completata dalle condizioni al contorno.


13.1 Sollecitazioni su una giacitura qualsiasi

Il momento flettente ed il momento torcente non esistono soltanto sulle sezioni normali agli assi x ed y, ma anche su qualsiasi altra sezione normale al piano medio della lastra. Nellintorno di un punto qualsiasi essi variano al variare dellorientamento della sezione che si considera e possono essere determinati quando siano noti i valori sulle facce (x e y) normali agli assi di riferimento. Si consideri il prisma infinitesimo, illustrato in fig. 17.

25

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Si esprima lequilibrio alla traslazione, trascurando il contributo dovuto al carico (pari a P/2 ds2sencos), perch infinitesimo del secondordine:

q x ds cos q y ds sen + q n ds = 0
Dalla (13.1) si ha dunque:

(13.1)

q n = q x cos + q y sen

(13.2)

Noti che siano qx e qy questa relazione permette di calcolare il taglio in una qualsiasi giacitura.

Fig. 17 Si esprima lequilibrio alla rotazione attorno allasse s:

m x cos 2 ds + m xy sen cos ds + m y sen 2 ds m yx sen cos ds + m n ds = 0


Ricordando che mxy= myx si ha ancora:
26

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m n = m x cos 2 + m ysen 2 + m yxsen 2


Si esprima ora lequilibrio attorno allasse n,
m x sen cosds m xy cos2 ds + + m y sen cosds m yxsen2 ds + m nsds = 0

(13.3)

da cui:

2 mxsen cos+ mysen cos+ myx cos sen2 + mns = 0

e infine:
mns = mx my 2 sen2 myx cos2

(13.4)

I contributi dovuti alle forze di taglio sono stati trascurati perch infinitesimi del secondordine. Riassumendo si ha quindi:

m n = m x cos2 + m ysen 2 + m yxsen 2


mns = mx my 2 sen2 myx cos2

(13.3rip) (13.4rip)

Fig. 18 Le relazioni sono analoghe a quelle della lastra caricata nel suo piano, con la seguente corrispondenza:
27

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mx N x my N y m xy N xy
14. Sollecitazioni principali: il cerchio di Mohr. Si pu utilizzare quindi il cerchio di Mohr, di cui si ricordano le relazioni fondamentali. In ogni punto di un continuo esistono due direzioni ortogonali ed denominate direzioni principali tali che sulle sezioni normali ad esse i momenti m ed m sono uno massimo ed uno minimo, mentre su tali sezioni il momento torcente m nullo. Tali giaciture si ottengono imponendo lannullarsi del momento torcente nellespressione (13.4):
mns = 0 tg(2) = 2myx mx my

(14.1)

I momenti m ed m prendono il nome di momenti principali e sono individuati dalle seguenti relazioni, ottenute dalle (13.3) e (14.1):
m mx + my 1 = 2 2 m

(m x m y )2 + 4m 2 xy

(14.2)

La (14.2) lequazione di una circonferenza, in cui il primo termine rappresenta le coordinate del centro (OC,0) ed il secondo termine rappresenta il raggio. Il cerchio rappresentato in fig. 18. 15. Analisi delle condizioni al contorno Riassumendo, le caratteristiche di sollecitazione non nulle che devono essere determinate sono: mx, my, mxy, Tzx, Tzy Le condizioni al contorno sono in totale quattro, due condizioni statiche e due condizioni geometriche.
15.1 Condizioni geometriche

Considerando un elemento della lastra, possiamo definire come grandezze geometriche uno spostamento e due rotazioni (attorno allasse n e attorno allasse s, fig. 19).

28

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Fig. 19

Fig. 20 Di queste tre grandezze, soltanto due sono incognite (w e w/n), perch, noto w in funzione di s, nota anche la tangente che, per angoli infinitesimi, pu w (fig. 20) essere confusa con langolo: tg = s
29

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15.2 Condizioni statiche

Teoria delle lastre inflesse

Considerando una giacitura, definita dalle coordinate n, s, z, possiamo definire come caratteristiche statiche le seguenti tre grandezze (v. fig. 21): qn mn mns Si pu dimostrare che le caratteristiche di taglio e momento torcente possono essere ricondotte ad una sola caratteristica. Si consideri una faccia di normale n: su di un tratto ds si sostituisca la distribuzione di tensioni tangenziali con un sistema di forze equivalenti, come illustrato in fig. 22; si pu scrivere la relazione:

m ns ds = Tds
e procedendo per tutti i tratti infinitesimi adiacenti:

(15.1)

T' = m 'ns
' T' ' = m 'ns

(15.2)

Tali forze si annullano in parte tra di loro; rimarranno soltanto le forze residue dT, equivalenti ad un carico distribuito. In particolare, se mns cresce con s, tali forze saranno orientate verso lalto, distribuite sul contorno ed espresse per unit di lunghezza (v. fig.22).

Fig. 21

q* = n

dT dm ns = ds ds

(15.3)

Tali forze, q * , equivalenti al momento torcente sul contorno, sono n denominate forze di sostituzione.

30

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Teoria delle lastre inflesse

Fig. 22 Per il principio di De Saint Venant, in seguito alle aggiunte di momenti equilibrati espressi come

m ns ds = Tds

(15.1rip)

lungo il contorno, il regime statico ed elastico della lastra si modifica solo nelle immediate vicinanze del contorno stesso, fino ad una distanza circa pari allo spessore della lastra, mentre altrove esso resta invariato. Se il vincolo non atto a reagire con un momento torcente mns, questo viene sostituito da una distribuzione di forze

q* = n

dm ns ds

(15.3rip)

La reazione verticale Rn del vincolo per unit di lunghezza sul contorno non uguale al taglio qn, ma risulta:

R n = q n + q* = q n + n

dm ns ds

(15.4)

Se il momento torcente varia con continuit lungo s, le forze di sostituzione risultano ripartite lungo il tratto stesso:

31

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Rx = qx + R y = qy +

m xy y m yx x
(15.5)

Se invece in un punto So il momento mns varia bruscamente dal valore m1 prima di So al valore m2 dopo So, nel tratto infinitesimo (So-) - (So+) la forza che equilibra la forza di sostituzione risulta:

R = q * ds = n
So So

So +

So +

m ns ds s

(15.6)

=[

S + m ns So o

= m 2 m1

Quindi in So si ha una forza di sostituzione concentrata di valore uguale alla differenza dei due momenti. In corrispondenza di uno spigolo del contorno il momento mns presenta di solito una discontinuit: si ha infatti un valore m1 su uno dei lati ed un valore m2 sullaltro. Se langolo tra i lati retto si ha :
m 2 = m1

e quindi
R = m1 + m 2 = 2 m1

La reazione rappresentata da una forza concentrata uguale alla differenza dei due momenti. Questa forza una reazione negativa che il vincolo trasmette alla lastra sullo spigolo, per impedire che langolo si sollevi.

v y = v x = m xy
da cui:

R = v y v x = 2 m xy
La reazione R esiste soltanto se il vincolo in grado di trasmetterla (vincolo bilaterale). In caso contrario lo spigolo tende a sollevarsi. In fig. 23 e 24 sono rappresentate rispettivamente le azioni trasmesse dalla lastra sul vincolo e le reazioni vincolari.

32

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Fig. 23

Fig. 24

33

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Teoria delle lastre inflesse

15.3 Condizioni al contorno per i differenti tipi di vincolo

w = 0;

w =0 n

w = 0; m n = 0

m n = 0; R n = 0

Le condizioni statiche e geometriche corrispondenti alle varie possibili condizioni di vincolo sono di seguito sintetizzate:

34

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15. Soluzione particolare Lastra rettangolare appoggiata, soggetta a carico ripartito con legge sinusoidale.

Fig. 25 Per la lastra, appoggiata lungo i bordi, si verificano le seguenti condizioni al contorno: lato A-D (x=0) Condizioni di vincolo
w = 0

(15.7) (15.8)

2w 2w m x = 0 D 2 + 2 = 0 x y

lo spostamento nullo lungo tutto il lato, cio lungo y, quindi il secondo termine della (15.8) nullo; rimane la condizione:

2w =0 x 2
B-C (x=a)
w = 0

(15.9) (15.10) (15.11)

2w 2w mx = 0 D + 2 =0 x 2 y

lo spostamento nullo lungo tutto il lato, cio lungo y, quindi il secondo termine della (15.11) nullo; rimane la condizione:

2w =0 x 2

(15.12)

35

Donatella Mascia C-D (y=0)


w = 0

Teoria delle lastre inflesse (15.13)

2w 2w m y = 0 D 2 + 2 = 0 y x

(15.14)

lo spostamento nullo lungo tutto il lato, cio lungo x, quindi il secondo termine della (15.14) nullo; rimane la condizione:

2w =0 y 2
A-B (y=b)
w = 0

(15.15) (15.16) 7)

2w 2w m y = 0 D 2 + 2 = 0 y x

lo spostamento nullo lungo tutto il lato, cio lungo x, quindi il secondo termine della (15.17) nullo; rimane la condizione:

2w =0 y 2

(15.18)

La legge di variazione del carico espressa dalla seguente relazione:

P = P0sen

x y sen a b

(15.19)

Si verifica se sia possibile risolvere il problema scegliendo per lo spostamento una legge analoga a quella che descrive il carico:

w = c sen

x y sen a b
w=0

(15.20)

La funzione scelta verifica le condizioni al contorno:


w=0

x=0 x=a

2w x 2

=0

y=0 y=b

2w y 2

=0

quindi essa una soluzione valida per la lastra appoggiata lungo i lati. Lequazione differenziale assume dunque la seguente espressione:

36

Donatella Mascia
4w 4w 4w P x y + 4 + 2 2 2 = 0 sen sen 4 a b x y x y D

Teoria delle lastre inflesse (15.21)

e sostituendo lespressione di w data dalla (15.20) si ottiene:


x y 4 4 4 P x y c sen sen 4 + 4 + 2 2 2 = 0 sen sen b a b a b a ab D

(15.22)

da cui:

P 1 c 2 + 2 = 0 D b a 1
Si ricava cos per la costante c lespressione seguente:
c= P0
4

(15.23)

2 D 1 1 a 2 + b2

(15.24)

Lespressione per w diviene quindi:


w= P0 1 1 D 4 2 + 2 b a
2

sen

x y sen a b

(15.25)

La (15.25) lequazione della superficie elastica. Da essa si possono ricavare le espressioni per le caratteristiche di sollecitazione (vedi fig. 24):

Fig. 24

37

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Teoria delle lastre inflesse

1 1 + P 2w 2w 0a2 b2 x y sen sen mx = D 2 + 2 = 2 x a b y 2 1 1 2 + 2 a b 1 1 + P 2w 2w 0b2 a2 x y sen sen my = D 2 + 2 = 2 y a b x 2 1 1 2 + 2 a b

(15.26)

(15.27)

mxy = D(1 )

2w P0 x y cos cos = (1 ) 2 xy a b 1 1 2 2 + 2 a b

(15.28)

Le caratteristiche mx ed my sono massime nel centro della lastra (cio in x=a/2 ed in y=b/2) e si annullano lungo i quattro lati (x=0, y=0; x=a; y=b). La sollecitazione mxy nulla lungo le mediane. Si possono inoltre ricavare gli sforzi di taglio e le reazioni vincolari. Lungo il lato x=a si ha:

2w 2w P0 y qx = D 2 + 2 = sen x x y b a 1 + 1 a2 b2
e la reazione vincolare risulta:
m xy P0 y 1 2 = Vx = q x + 2 + 2 sen 1 b y 1 b a 2 + 2 a b a

(15.29)

(15.30)

presentando quindi una distribuzione sinusoidale lungo il lato (vedi fig. 26).

Fig. 26

38

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Teoria delle lastre inflesse

16. Lastra semplicemente appoggiata con distribuzione generica di carico Il caso precedentemente esaminato pu essere visto come un caso particolare del pi generale dove la legge di variazione del carico espressa dalla relazione11:

P = Pmn sen

ny mx sen b a

(16.1)

Come il precedente esso pu essere risolto adottando per w la seguente espressione:

w = c mn sen

ny mx sen b a
n y mx sen b a

(16.2)

Applicando, per lo spostamento laterale w, la relazione


w= Pmn m2 D 4 2 a n2 + 2 b
2

sen

si ritrova infatti il caso precedente quando si ponga m=n=1. Nellespressione del carico il valore Pmn esprime il valore massimo, i termini a e b sono le dimensioni della lastra, m ed n sono numeri interi qualsiasi. Quando sia assegnato un carico P(x,y) generico, esso pu essere sviluppato in serie di Fourier, cio pu essere espresso come segue:
P( x , y ) = Pmn sen
m =1 n =1 m= n =

n y mx sen b a

(16.3)

dove:
Pmn = n y mx 4 ab P( x, y)sen a sen b dxdy ab 0 0

(16.4)

Lespressione per P(x,y) si ottiene dividendo la lastra in mn rettangoli di lati a/m e b/n. Il carico disposto a scacchiera, con ordinata massima Pmn alternativamente positivo e negativo. Ciascuno dei termini Pmn ha una soluzione del tipo visto al paragrafo precedente. Quindi, sovrapponendo gli effetti, la superficie elastica rappresentata da una serie doppia. Essa espressa come segue:
w=
m= n = m =1 n =1

Pmn
2 n 4 m D 2 + 2 b a 2 2

sen

mx ny sen a b

(16.5)

11

La prima soluzione fu formulata da L.M.H. Navier (Accademia di Francia 1820)

39

Donatella Mascia Il momento flettente mx espresso dalla relazione:

Teoria delle lastre inflesse

m2 n2 P 2 + 2 mn 2w 2w a b m x ny mx = D 2 + 2 = sen sen 2 x a b y 2m2 n2 2 + 2 a b


di cui la (15.26) rappresenta un caso particolare con m=n=1

(16.6)

Analogamente possono essere ricavate le espressioni di my e di mxy. Per lastra appoggiata sottoposta a carico uniforme si ha: Se a=b Se b=1.5 a Se b=2 a

my = mx mx 2.5 my mx 5.2 my

17. Lastra appoggiata soggetta a carico uniforme P0 In generale lespressione da assumere per il termine Pmn del tipo:
Pmn = 4 a b mx n y P( x, y)sen a sen b dxdy ab 0 0

(17.1)

Sussistono difficolt analitiche a calcolare i termini Pmn. La soluzione per carico costante P(x,y)=P0 =cost. data da:
16P0 Pmn = 2 mn 0 per n, m dispari per n, m pari

La soluzione quindi cos espressa :

w=

16P0 6 D

m n

1 m2 n 2 mn 2 + 2 a b

sen 2

ny mx sen b a

(17.3)

dove n,m =1,3,5 Labbassamento massimo si ha nel centro della lastra (x=a/2; y=b/2) e vale:
m+ n 2 2 2 2

w max =

16P0 6 D

m n

( 1)

m n mn 2 + 2 a b
2

(17.4)

Lespressione che si ottiene per il momento data da:


40

Donatella Mascia

Teoria delle lastre inflesse

m2 n2 + 2 a2 b 16P0 senmx senny mx = 4 a b m n m2 n2 2 mn 2 + 2 a b


Dalla (17.4) si ottengono i valori di wmax in funzione del rapporto b/a.

(17.5)

Per le lastre rettangolari soggette a carico uniformemente ripartito sono disponibili in letteratura soluzioni tabellate. I metodi di soluzione disponibili sono: serie doppie serie semplici differenze finite elementi finiti altri metodi approssimati Esempio: lastra quadrata appoggiata con carico uniforme P0. Labbassamento massimo si verifica nel centro della lastra (x=a/2; y=b/2) e vale:

w max =

16P0 a 4 D
6

m n

mn m 2 + n

2 2

sen

m n sen 2 2

Limitando lo sviluppo in serie doppia ai primi 9 termini si ha: m=1 m=1 m=1 n=1 m=3 n=3 m=3 n=5 m=3 n=1 m=5 n=3 m=5 n=5 m=5 n=1 n=3 n=5

w max

1 1 + 2 2 1 3 10 11 2 1 1 + + 2 3 1 10 2 1 5 26 16P 1 1 = 6 0 a4 + + 2 3 5 34 2 D 3 3 18 1 1 + + 2 2 5 3 34 5 1 26 1 + 2 5 5 50
41

Donatella Mascia da cui:


w max = 0.00406 P0 a 4 5 P0 a 4 = k1 D 384 D

Teoria delle lastre inflesse

(17.6)

essendo k1=0.35328 Tale valore risulta esatto. Se nello sviluppo ci si arresta ai primi 4 termini: m=1 n=1 m=1 n=3 m=3 n=1 m=3 n=3 risulta:
w max = 0.004056 P0a 4 D

mentre per il primo termine si ha:


w max = 0.00416 P0a 4 D

con un errore in eccesso dello 0.46%. Il caso esprime la soluzione per carico con distribuzione sinusoidale. In fig. 27 rappresentata la curva del coefficiente k1 della (17.6) in funzione del rapporto tra i lati b/a. Tale valore messo a confronto con il valore k2 relativo alla lastra incastrata sul contorno essendo: per la lastra appoggiata
w max = k 1
4 5 P0 a 384 D

(17.6rip)

per la lastra incastrata


w max = k 2
4 1 P0 a 384 D

(17.7)

42

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Teoria delle lastre inflesse

Fig. 27 18. Soluzioni tabellate In letteratura sono disponibili soluzioni tabellate, relative a lastre rettangolari con differenti condizioni di carico e di vincolo. I casi pi ricorrenti sono presentati nel seguito. 18.1) Lastra rettangolare, appoggiata lungo i contorni, sottoposta a carico uniforme La soluzione relativa ad una lastra, di lati a e b, con b>a, soggetta ad un carico uniforme di intensit q. Lo schema illustrato in fig. 28. I coefficienti che compaiono in Tabella 1, indicati rispettivamente con i simboli , , 1, , 1, , 1, n, inseriti nelle relazioni sotto riportate, consentono di calcolare i valori massimi di spostamento, caratteristiche di sollecitazione e reazioni vincolari. Wmax: massima deformazione al centro della lastra

Wmax =

qa 4 D

(18.1)

Mxmax: massimo momento flettente, sulla faccia di normale x, al centro della lastra:
M x max = qa 2

(18.2)

MYmax: massimo momento flettente, sulla faccia di normale y, al centro della lastra:

43

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M y max = 1qa 2

Teoria delle lastre inflesse (18.3)

QXmax: massima sollecitazione di taglio, in mezzeria del lato di normale x


Q x max = qa

(18.4)

QYmax: massima sollecitazione di taglio, in mezzeria del lato di normale y


Q y max = 1qa

(18.5)

VXmax: massima reazione vincolare, in mezzeria del lato di normale x


Vx max = qa

(18.6)

VYmax: massima reazione vincolare, in mezzeria del lato di normale y


Vy max = 1qa

(18.7)

R: reazioni vincolari, concentrate sugli spigoli, di segno opposto a quello del carico:
R = nqa 2

(18.8)

Fig. 28 In Tabella 2, con riferimento alla fig. 28, in funzione del rapporto tra i lati, sono indicati i valori dei coefficienti e 1 attraverso i quali sono espressi i momenti flettenti Mx e My lungo la mediana y=0, i valori sono espressi per lascissa x compresa tra 0.1a e 0.5a, essendo landamento sul rimanente tratto speculare rispetto allasse verticale.

44

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Teoria delle lastre inflesse

Landamento dei momenti flettenti lungo la mediana coincidente con lasse x illustrato, per alcuni valori del rapporto tra i lati, nelle figg. 29 e 30.
Mx = qa sulla mediana (y = 0)
0.15
2

0.1 0.05 0 0 0.5 1

x/a
b/a = 1.0 b/a = 1.5 b/a = 2.0

Fig. 29 In tabella 3, sempre in funzione del rapporto trai lati, sono indicati i valori dei coefficienti e 1 attraverso i quali sono espressi i momenti flettenti Mx e My lungo la mediana x=a/2; i valori sono espressi per lascissa y compresa tra 0.4 e 0, essendo landamento sul rimanente tratto speculare rispetto allasse x.

My = 1qa sulla mediana (y = 0)

0.1

0.05 0 0 0.2 0.4 0.6 0.8 1

x/a
b/a = 1.0 b/a = 1.5 b/a = 2.0

Fig. 30 Nel caso particolare di lastra quadrata, in fig. 31 illustrato landamento delle reazioni vincolari lungo il lato, ottenuto come somma del contributo dovuto al taglio e di quello torsionale.

45

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Fig. 31 18.2) Lastra rettangolare, sottoposta a carico uniforme, con differenti condizioni di vincolo lungo i contorni. Come illustrato in fig. 32, la soluzione tabellata in Tabella 4 relativa a differenti combinazioni di vincolo lungo i quattro lati. In tabella sono riportati i valori dei coefficienti n ed n1 che consentono di calcolare i massimi momenti flettenti Mx ed My. Le espressioni che forniscono tali valori sono:

max M x = max M y =

1 2 qa n1 1 qa 2 n2

(18.9) (18.10)

Fig. 32

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Fig. 33 18.3) Lastra rettangolare, appoggiata sul contorno, sottoposta a carico idrostatico. La soluzione relativa ad una lastra, di lati a e b, con b>a, soggetta ad un carico idrostatico, applicato come illustrato in fig. 33, di intensit massima q0. La soluzione fornita attraverso quattro tabelle che descrivono rispettivamente i coefficienti , 1, , 1, n1, n2 da inserire nelle espressioni
M x max = qa 2 M y max = 1qa 2 Vx max = qa Vy max = 1qa R = nqa 2

I valori e 1 sono riportati in tab. 5. In tab. 6 e 7 sono riportati rispettivamente , 1 e n1, n2.

47

Donatella Mascia

Teoria delle lastre inflesse

TABELLE Lastra appoggiata carico uniforme q Coefficienti , , 1, , 1, , 1, n b/a 1.0 1.1 1.2 1.3 1.4 1.5 1.6 1.7 1.8 1.9 2.0 3.0 4.0 5.0 0.0041 0.0049 0.0056 0.0064 0.0071 0.0077 0.0083 0.0088 0.0093 0.0097 0.0101 0.0122 0.0128 0.0130 0.0130 0.0479 0.0554 0.0627 0.0694 0.0755 0.0812 0.0862 0.0908 0.0948 0.0985 0.1017 0.1189 0.1235 0.1246 0.1250 1 0.0479 0.0493 0.0501 0.0503 0.0502 0.0498 0.0492 0.0486 0.0479 0.0471 0.0464 0.0406 0.0384 0.0375 0.0375 0.3380 0.3600 0.3800 0.3970 0.4110 0.4240 0.4350 0.4440 0.4520 0.4590 0.4650 0.4930 0.4980 0.5000 0.5000 1 0.3380 0.3470 0.3530 0.3570 0.3610 0.3630 0.3650 0.3670 0.3680 0.3690 0.3700 0.3720 0.3720 0.3720 0.3720 0.4200 0.4400 0.4550 0.4680 0.4780 0.4860 0.4910 0.4960 0.4990 0.5020 0.5030 0.5050 0.5020 0.5010 0.5000 1 0.4200 0.4400 0.4530 0.4640 0.4710 0.4800 0.4850 0.4880 0.4910 0.4940 0.4960 0.4980 0.5000 0.5000 0.5000 n 0.0650 0.0700 0.0740 0.0790 0.0830 0.0850 0.0860 0.0880 0.0900 0.0910 0.0920 0.0930 0.0940 0.0950 0.0950

Tabella 1.

48

Donatella Mascia

Teoria delle lastre inflesse

Lastra appoggiata carico uniforme q momenti flettenti sulla mediana y=0


Mx = q a2

M y = q a 2 1
0.4 0.5 x/a b/a 1 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 valori di 1 0.0168 0.0303 0.0400 0.0459 0.0479 0.0172 0.0311 0.0412 0.0475 0.0493 0.0174 0.0315 0.0417 0.0480 0.0501 0.0175 0.0316 0.0419 0.0482 0.0503 0.0175 0.0315 0.0418 0.0481 0.0502 0.0173 0.0312 0.0415 0.0478 0.0498 0.0171 0.0309 0.0411 0.0472 0.0492 0.0169 0.0306 0.0405 0.0466 0.0486 0.0167 0.0301 0.0399 0.0459 0.0479 0.0165 0.0297 0.0393 0.0451 0.0471 0.0162 0.0292 0.0387 0.0444 0.0464 0.0152 0.0272 0.0359 0.0442 0.0430 0.0145 0.0258 0.0340 0.0390 0.0406 0.0138 0.0246 0.0322 0.0369 0.0384 0.0135 0.0240 0.0315 0.0360 0.0375

x/a 0.1 b/a 1

0.2

0.3

valori di 0.0209 0.0343 0.0424 0.0466 0.0479

1.1 0.0234 0.0389 0.0486 0.0541 0.0554 1.1 1.2 0.0256 0.0432 0.0545 0.0607 0.0627 1.2 1.3 0.0277 0.0472 0.0599 0.0671 0.0694 1.3 1.4 0.0297 0.0509 0.0649 0.0730 0.0755 1.4 1.5 0.0314 0.0544 0.0695 0.0783 0.0812 1.5 1.6 0.0330 0.0572 0.0736 0.0831 0.0862 1.6 1.7 0.0344 0.0599 0.0773 0.0874 0.0908 1.7 1.8 0.0357 0.0623 0.0806 0.0913 0.0948 1.8 1.9 0.0368 0.0644 0.0835 0.0948 0.0985 1.9 2 3 4 0.0378 0.0663 0.0861 0.0978 0.1017 0.0431 0.0763 0.1000 0.1142 0.1189 0.0445 0.0791 0.1038 0.1185 0.1235 0.0450 0.0800 0.1050 0.1200 0.1250 2 3 4 2.5 0.0413 0.0729 0.0952 0.1085 0.1129 2.5

Tabella 2.

49

Donatella Mascia

Teoria delle lastre inflesse

Lastra appoggiata carico uniforme q momenti flettenti sulla mediana x=a/2


Mx = q a2

M y = q a 2 1
0.2 0.1 0.0 y/a b/a 0.4 0.3 0.2 0.1 0.0 valori di 1 0.02090 0.03430 0.04240 0.04660 0.04790

y/a 0.4 b/a 1

0.3

valori di

0.0168 0.0303 0.0465 0.0459 0.0479 1

1.1 0.0197 0.0353 0.0526 0.0532 0.0554 1.1 0.02250 0.03630 0.04420 0.04810 0.04930 1.2 0.0225 0.0404 0.0585 0.0600 0.0627 1.2 0.02390 0.03790 0.04540 0.04900 0.05010 1.3 0.0252 0.0447 0.0639 0.0667 0.0694 1.3 0.02520 0.03910 0.04620 0.04940 0.05030 1.4 0.0275 0.0497 0.0690 0.0727 0.0755 1.4 0.02630 0.04020 0.04680 0.04950 0.05020 1.5 0.0302 0.0532 0.0737 0.0781 0.0812 1.5 0.02750 0.04100 0.04700 0.04920 0.04980 1.6 0.0324 0.0571 0.0780 0.0832 0.0862 1.6 0.02880 0.04170 0.04710 0.04890 0.04920 1.7 0.0348 0.0607 0.0819 0.0877 0.0908 1.7 0.02950 0.04230 0.04700 0.04840 0.04860 1.8 0.0371 0.0641 0.0854 0.0917 0.0948 1.8 0.03040 0.04280 0.04690 0.04780 0.04790 1.9 0.0392 0.0673 0.0887 0.0953 0.0985 1.9 0.03140 0.04330 0.04670 0.04720 0.04710 2 3 4 0.0413 0.0703 0.1012 0.0986 0.1017 2 0.0586 0.0923 0.1180 0.1168 0.1189 3 0.0723 0.1054 0.1250 0.1221 0.1235 4 0.1250 0.1250 0.1050 0.1250 0.1250 0.03220 0.04360 0.04640 0.04650 0.04640 0.03890 0.04470 0.04310 0.04130 0.04060 0.04260 0.04360 0.04060 0.03890 0.03840 0.03750 0.03750 0.03750 0.03750 0.03750 2.5 0.0505 0.0828 0.1092 0.1102 0.1129 2.5 0.03600 0.04460 0.04470 0.04350 0.04300

Tabella 3.

50

Lastre con differenti condizioni al contorno Carico uniforme Momenti flettenti in campata Casi di vincolo 1 1 2 2 3 3 4 4 5 5 6 6 7 7 8 8 b/a n1 n2 n1 n2 n1 n2 n1 n2 n1 n2 n1 n2 n1 n2 n1 n2 1 27.4 27.4 29.9 36.8 36.8 29.9 37.2 37.2 37.5 55.7 55.7 37.5 44.2 50.6 50.6 44.2 1.02 26.4 27.4 29.0 37.2 34.9 29.7 35.7 37.2 36.7 57.0 52.4 36.8 42.9 51.1 48.3 43.8 1.04 25.4 27.4 28.2 37.7 33.3 29.5 34.4 37.2 36.0 58.4 49.4 36.2 41.8 51.8 45.0 43.4 1.06 24.5 27.5 27.4 38.2 31.8 29.3 33.2 37.3 35.4 59.8 46.8 35.7 40.7 52.5 43.8 43.1 1.08 23.6 27.5 26.7 38.8 30.3 29.2 32.1 37.5 34.7 61.2 44.2 35.1 39.7 53.2 42.0 42.8 1.1 22.8 27.6 26.0 39.3 29.0 29.0 31.1 37.6 34.2 62.6 41.8 34.7 38.8 53.9 40.2 42.6 1.12 22.0 27.6 25.4 40.0 27.9 28.9 30.1 37.8 33.7 64.1 39.8 34.2 38.0 54.8 38.7 42.5 1.14 21.3 27.7 24.8 40.6 26.8 28.8 29.3 38.0 33.2 65.7 37.8 33.8 37.3 55.7 37.2 42.4 1.16 20.7 27.8 24.3 41.3 25.7 28.7 28.5 38.3 32.7 67.3 36.0 33.5 36.5 56.6 35.9 42.3 1.18 20.0 27.9 23.8 42.0 24.8 28.7 27.7 38.6 32.3 68.9 34.4 33.2 35.9 57.5 34.6 42.2 1.2 19.4 28.0 23.3 42.7 23.9 28.6 27.0 38.9 31.9 70.6 32.9 32.9 35.3 58.5 33.5 42.2 1.22 18.9 28.1 22.9 43.5 23.1 28.6 26.4 39.2 31.6 72.4 31.5 32.6 34.7 59.6 32.4 42.3 1.24 18.4 28.3 22.5 44.2 22.3 28.6 25.8 39.6 31.2 74.1 30.2 32.4 34.2 60.6 31.4 42.3 1.26 17.9 28.5 22.1 45.0 21.6 28.6 25.2 40.0 30.9 76.0 29.0 32.2 33.7 61.7 30.5 42.5 1.28 17.4 28.6 21.8 45.9 21.0 28.6 24.7 40.4 30.6 77.9 27.9 32.0 33.2 62.9 29.7 42.6 1.3 17.0 28.8 21.4 46.6 20.3 28.6 24.2 40.8 30.3 79.8 26.8 31.8 32.8 64.1 28.9 42.7 1.32 16.6 29.0 21.1 47.5 19.8 28.6 23.7 41.3 30.1 81.7 25.8 31.7 32.4 65.3 28.2 42.9 1.34 16.2 29.2 20.8 48.4 19.2 28.7 23.3 41.8 29.8 83.7 24.9 31.6 32.0 66.5 27.5 43.2 1.36 15.9 29.4 20.6 49.3 18.7 28.7 22.9 42.3 29.6 85.7 24.1 31.4 31.7 67.8 26.8 43.4 1.38 15.5 29.6 20.3 50.3 18.2 28.8 22.5 42.8 29.4 87.8 23.3 31.4 31.3 69.2 26.2 43.7 1.4 15.2 29.8 20.0 51.2 17.8 28.9 22.1 43.4 29.2 89.8 22.6 31.3 31.0 70.5 25.7 44.9 Tab. 4

9 n1 55.7 53.6 51.8 49.9 48.3 46.8 45.4 44.1 43.0 41.9 40.9 40.0 39.1 38.3 37.6 36.9 36.2 35.7 35.1 34.6 34.1

9 n2 55.7 55.8 55.9 56.1 56.3 56.6 57.0 57.4 57.8 58.3 58.7 59.4 60.1 60.9 61.6 62.3 63.2 64.0 64.9 65.8 66.8

51

Lastre con differenti condizioni al contorno Carico uniforme Momenti flettenti in campata Casi di vincolo 1 1 2 2 3 3 4 4 5 5 6 6 7 7 8 8 b/a n1 n2 n1 n2 n1 n2 n1 n2 n1 n2 n1 n2 n1 n2 n1 n2 1.42 14.9 30.1 19.8 52.2 17.4 28.9 21.8 43.9 29.0 91.9 21.9 31.2 30.7 71.9 25.1 44.3 1.44 14.6 30.4 19.6 53.2 17.0 29.0 21.5 44.5 28.8 94.1 21.2 31.1 30.4 73.3 24.6 44.6 1.46 14.4 30.6 19.4 54.3 16.6 29.1 21.2 45.1 28.6 96.2 20.6 31.2 30.2 74.7 24.2 45.0 1.48 14.1 30.9 19.2 55.3 16.2 29.2 20.9 45.8 28.5 98.5 20.1 31.1 29.9 76.2 23.7 45.4 1.5 13.9 31.2 19.0 56.4 15.9 29.4 20.6 46.4 28.3 100.8 19.5 31.1 29.7 77.7 23.3 45.8 1.52 13.6 31.5 18.9 57.5 15.6 29.5 20.4 47.1 28.2 103.1 19.0 31.1 29.5 79.2 22.9 46.2 1.54 13.4 31.9 18.7 58.6 15.3 29.6 20.1 47.8 28.0 105.4 18.6 31.2 29.3 80.8 22.6 46.7 1.56 13.2 32.2 18.5 59.7 15.0 29.8 19.9 48.5 27.9 107.8 18.1 31.2 29.1 82.4 22.2 47.1 1.58 13.0 32.6 18.4 60.9 14.7 29.9 19.7 49.2 27.8 110.3 17.7 31.2 28.9 84.0 21.9 47.6 1.6 12.9 32.9 18.2 62.0 14.5 30.1 19.5 49.9 27.7 112.7 17.3 31.3 28.7 85.7 21.6 48.1 1.62 12.7 33.3 18.1 63.2 14.2 30.3 19.3 50.7 27.5 115.2 16.9 31.4 28.6 87.4 21.3 48.6 1.64 12.5 33.7 18.0 64.4 14.0 30.5 19.1 51.4 27.4 117.8 16.6 31.4 28.4 89.1 21.0 49.2 1.66 12.3 34.1 17.9 65.6 13.8 30.6 19.0 52.2 27.3 120.3 16.2 31.5 28.2 90.8 20.8 49.7 1.68 12.2 34.5 17.7 66.8 13.6 30.9 18.8 53.0 27.2 122.9 15.9 31.6 28.1 92.6 20.5 50.3 1.7 12.1 34.9 17.6 68.1 13.4 31.1 18.6 53.8 27.1 125.5 15.6 31.7 28.0 96.3 20.3 50.9 1.74 11.8 35.7 17.4 70.7 13.0 31.5 18.3 55.5 26.9 130.8 15.0 31.9 27.7 98.0 19.8 52.1 1.78 11.6 36.6 17.2 73.3 12.7 32.0 18.1 57.3 26.8 136.4 14.5 32.2 27.5 101.8 19.5 53.4 1.82 11.3 37.6 17.1 76.0 12.3 32.5 17.8 59.1 26.6 142.0 14.1 32.5 27.3 105.7 19.1 54.8 1.86 11.1 38.6 16.9 78.9 12.1 33.1 17.6 60.9 26.5 147.9 13.7 32.8 27.1 109.5 18.8 56.2 1.9 11.0 39.6 16.8 81.8 11.8 33.7 17.4 62.9 26.4 150.8 13.3 33.2 26.9 113.8 18.5 57.7 1.94 10.8 40.6 16.6 84.7 11.6 34.3 17.2 64.8 26.3 159.9 12.9 33.6 26.7 117.0 18.2 59.2 2 10.6 42.3 16.5 89.2 11.3 35.2 17.0 67.9 26.1 169.3 12.6 34.3 26.5 124.4 17.9 61.6 Tab. 4 (continuazione)
52

9 n1 33.6 33.2 32.8 32.4 32.0 31.7 31.4 31.1 30.8 30.5 30.3 30.0 29.8 29.6 29.4 29.0 28.7 28.4 28.1 27.8 27.6 27.3

9 n2 67.8 68.8 69.9 71.0 72.1 73.3 74.5 75.7 76.9 78,2 79.5 80.8 82.2 83.5 85.9 87.9 90.9 93.9 97.2 100.5 103.9 109.1

Donatella Mascia

Teoria delle lastre inflesse

Lastra appoggiata carico idrostatico q = q 0 x

Inflessione laterale

w=
x/a b/a 1.0 1.1 1.2 1.3 1.4 1.5 1.6 1.7 1.8 1.9 2.0 3.0 4.0 5.0 0.25 0.0143 0.0173 0.0203 0.0231 0.0257 0.0281 0.0303 0.0323 0.0342 0.0358 0.0373 0.0454 0.0477 0.0482 0.0484

q 0a 4 Et 3
0.75 0.0177 0.0210 0.0241 0.0271 0.0298 0.0323 0.0346 0.0366 0.0385 0.0402 0.0417 0.0498 0.0521 0.0527 0.0529

0.50 0.60 Valori del coefficiente 0.0221 0.0220 0.0265 0.0264 0.0308 0.0305 0.0348 0.0344 0.0385 0.0380 0.0421 0.0414 0.0453 0.0444 0.0482 0.0472 0.0508 0.0497 0.0532 0.0519 0.0553 0.0539 0.0668 0.0647 0.0700 0.0679 0.0708 0.0687 0.0711 0.0690 Tabella 5

53

Donatella Mascia

Teoria delle lastre inflesse

Lastra appoggiata carico idrostatico q = q 0 x

momenti flettenti sulla mediana y=0

M x = q0 a2
x/a b/a 1 1.1 1.2 1.3 1.4 1.5 1.6 1.7 1.8 1.9 2 2.5 3 4 0.1 0.0209 0.0234 0.0256 0.0277 0.0297 0.0314 0.0330 0.0344 0.0357 0.0368 0.0378 0.0413 0.0431 0.0445 0.0450 0.2 0.3 Valori di 0.0343 0.0424 0.0389 0.0486 0.0432 0.0545 0.0472 0.0599 0.0509 0.0649 0.0544 0.0695 0.0572 0.0736 0.0599 0.0773 0.0623 0.0806 0.0644 0.0835 0.0663 0.0861 0.0729 0.0952 0.0763 0.1000 0.0791 0.1038 0.0800 0.1050 x/a b/a 0.0466 1 0.0541 1.1 0.0607 1.2 0.0671 1.3 0.0730 1.4 0.0783 1.5 0.0831 1.6 0.0874 1.7 0.0913 1.8 0.0948 1.9 0.0978 2 0.1085 2.5 0.1142 3 0.1185 4 0.1200 0.4 0.1 0.0168 0.0172 0.0174 0.0175 0.0175 0.0173 0.0171 0.0169 0.0167 0.0165 0.0162 0.0152 0.0145 0.0138 0.0135

M y = q 0 a 2 1
0.2 0.3 Valori di 1 0.0303 0.04 0.0311 0.0412 0.0315 0.0417 0.0316 0.0419 0.0315 0.0418 0.0312 0.0415 0.0309 0.0411 0.0306 0.0405 0.0301 0.0399 0.0297 0.0393 0.0292 0.0387 0.0272 0.0359 0.0258 0.0340 0.0246 0.0322 0.0240 0.0315 0.4 0.0459 0.0475 0.0480 0.0482 0.0481 0.0478 0.0472 0.0466 0.0459 0.0451 0.0444 0.0442 0.0390 0.0369 0.0360

Tabella 6

54

Donatella Mascia

Teoria delle lastre inflesse

Lastra appoggiata carico idrostatico q = q 0 x

Razioni vincolari

Vx max = q 0 a
x/a y/a b/a 1 1.1 1.2 1.3 1.4 1.5 1.6 1.7 1.8 1.9 2.0 3.0 4.0 5.0 0 0 0.126 0.136 0.144 0.150 0.155 0.159 0.162 0.164 0.166 0.167 0.168 0.169 0.168 0.167 0.167 1 y/b 0.25 0 0.25 x/a valori di b/a 0.098 0.294 0.256 1 0.107 0.304 0.267 1.1 0.114 0.312 0.276 1.2 0.121 0.318 0.284 1.3 0.126 0.323 0.292 1.4 0.132 0.327 0.297 1.5 0.136 0.330 0.302 1.6 0.140 0.332 0.306 1.7 0.143 0.333 0.310 1.8 0.146 0.334 0.313 1.9 0.149 0.335 0.316 2.0 0.163 0.336 0.331 3.0 0.167 0.334 0.334 4.0 0.167 0.334 0.333 5.0 0.167 0.333 0.333 0.25 0.115 0.110 0.105 0.100 0.095 0.090 0.086 0.082 0.078 0.074 0.071 0.048 0.036 0.029

Vy max = 1q 0 a
0.5 0.50 0.60 valori di 1 0.210 0.234 0.199 0.221 0.189 0.208 0.178 0.196 0.169 0.185 0.160 0.175 0.151 0.166 0.144 0.157 0.136 0.149 0.130 0.142 0.124 0.135 0.083 0.091 0.063 0.068 0.050 0.055 0.75 0.239 0.224 0.209 0.196 0.184 0.174 0.164 0.155 0.147 0.140 0.134 0.089 0.067 0.054

Tabella 7
Lastra appoggiata carico idrostatico q = q 0 x Reazioni concentrate sugli spigoli

R1 = n1q0ab b/a 1.0 1.1 1.2 1.3 1.4 1.5 1.6 1.7

R2 = n2q0ab 1.8 1.9 2.0 3.0 4.0 5.0

n1 0.026 0.026 0.026 0.026 0.025 0.024 0.023 0.022 0.021 0.021 0.020 0.014 0.010 0.008 n2 0.039 0.038 0.037 0.036 0.035 0.033 0.032 0.030 0.029 0.028 0.026 0.018 0.014 0.011 Tabella 8

55

Donatella Mascia

Teoria delle lastre inflesse

Appendice: confronto trave-lastra

Fig. A1 Fig. A2 Relazione momento flettente - taglio

M ( z ) =T z

qx =
qy =

m x m xy x y
m y y m xy x

Relazione taglio - carico

T( z ) +p=0 z

q x q y + +p=0 x y

Relazione momento flettente - carico

2M z 2

+p=0

2 m xy 2 m y 2mx 2 + +p=0 xy x 2 y 2

56

Donatella Mascia

Teoria delle lastre inflesse

Relazione tensioni caratteristiche di sollecitazione


x = y = zz = M y 12 = 3 My J bt xy = 12 mx z t3 12 myz t3 12 m xy z t3

xz =
yz = T S 12 h2 y2 = T b J b bt3 8 2

12 t 2 z 2 qx 2 t3 8
12 t 2 z 2 qy 2 t3 8

yz =

Legame momenti - curvature

M = EJ M = E

d2 dz 2

2w 2w m x = D 2 + 2 y x 2w 2w m y = D 2 + 2 x y m xy = + D(1 ) 2w xy

bt 3 d 2 12 dz 2

Equazione differenziale della linea elastica


d 4 p 12 p = = 3 4 EJ bt E dz
4w x
4

della superficie elastica


+2 4w x y
2 2

4w y
4

12 1 2 Et
3

)p

+ condizioni al contorno

+ condizioni al contorno Ipotesi semplificative


zz = 0

xx = yy = xy = 0
Conservazione delle sez. piane. I punti sullasse geometrico si spostano solo verticalmente.

Conservazione del segmento piano. I punti posti sulla superficie media si spostano solo in direzione z.

57