Sei sulla pagina 1di 118

OPERE GEOTECNICHE

Laura Tonni
(laura.tonni@unibo.it)

Programma del corso:

1. Richiami ed integrazioni di meccanica delle terre Pag. 2

2. Condizioni di sollecitazione e deformazione Pag. 20


Condizioni drenate e non drenata
Percorsi tensionali
Verifiche di stabilit a breve e lungo termine

3. Indagini geotecniche Pag. 51


Prove in sito

4. Metodi sullanalisi limite Pag. 74

5. Fondazioni superficiali Pag. 86


Capacit portante
Cedimenti

6. Fondazioni su pali Pag. 104


Carico limite di un palo
Prove di carico
Pali sollecitati da forze ortogonali allasse
Comportamento dei pali in gruppo

7. 10Strutture di sostegno Pag. --

8. La misura della sicurezza e le basi del dimensionamento agli stati limite Pag. --
Le verifiche di sicurezza secondo le NTC 2008

Libri consigliati:
a) R. Berardi (2013), Fondamenti di geotecnica, Citt Studi Edizioni
b) C. Viggiani (1999), Fondazioni, Hevelius Edizioni

Lista di distribuzione: laura.tonni.OPEREGEOT2014; password MASTERGEO14

1
RICHIAMI ED INTEGRAZIONI DI MECCANICA DELLE TERRE

Un elemento di terreno pu essere considerato un SISTEMA MULTIFASE, costituito da uno scheletro di particelle
solide il quale comprende dei vuoti riempiti di liquido (di solito acqua) e di gas.

Le dimensioni delle particelle possono avere diversi


ordini di grandezza (le dimensioni dei grani sono
espresse in mm):

Nonostante i terreni siano costituiti da particelle, lapproccio comunemente usato nella Meccanica delle Terre
assimila i terreni a un mezzo continuo (se il mezzo costituito da una sola fase) o pi continui sovrapposti (nel caso
di un mezzo multifase).
Sulla base di tale assunzione possibile applicare ai terreni i concetti di tensione e di deformazione, nonch le leggi
della meccanica del continuo.
In ciascun punto possibile definire uno stato tensionale
In ciascun punto possibile definire uno stato di deformazione

Lo stato tensionale in un punto espresso dal tensore di sforzo di Cauchy:


11 12 13
= [21 22 23 ] oppure = [ ]
31 32 33
Il tensore pu essere scomposto in una parte isotropa e una parte deviatorica:
= +
con
1
= = media dei termini sulla diagonale
3
1 =
= delta di Kronecker = {
0
Lo stato deformaticvo in un punto espresso dal tensore delle deformazioni:
1 1

11 12 13 2 2
1 1
= [21 22 23 ] oppure =
31 32 33 2 2
1 1
[ 2 2 ]
Anche in questo caso il tensore pu essere scomposto in una parte isotropa e una deviatorica:
1
= +
3
con
= = somma componenti sulla diagonale = deformazione volumetrica
= deviatore della deformazione: associato alla variazione di forma dellelemento

Anche il fluido interstiziale viene considerato un continuo in cui possibile definire in ogni punto la pressione u.

Il terreno viene idealizzato come un mezzo formato da due continui sovrapposti, uno solido ed uno fluido.

2
La legge di interazione tra le varie fasi si chiama PRINCIPIO DEGLI SFORZI
EFFICACI e fu proposta da Terzaghi nel 1923.

= +
se = = +
se = + 0 = =

TENSIONE TOTALE: sistema di tensioni applicato dallesterno


PRESSIONE NEUTRA: pressione del fluido che riempie i pori
TENSIONE EFFICACE: quella parte di sforzo che i granelli si scambiano attraverso i reciproci contatti.

La non linearit del legame costitutivo dei terreni impone di mettere in conto lo stato tensionale dovuto al peso del
terreno.
= tensione verticale totale
= pressione neutra
= = ( ) = tensione vert. efficace

peso efficace o perso per unit di volume del terreno


immerso


0 = 0 tensione orizzontale a riposo
La tensione orizzontale a riposto dipende dalla storia tensionale.

STORIA TENSIONALE
Il punto B normalconsolidato: finch i punti
rappresentativi del deposito si collocano sulla linea di
deposizione (livelli tensionali efficaci crescenti mai
sperimentati nella sua storia tensionale)

Il punto D sovraconsolidato.

DEPOSITO NORMALCONSOLIDATO (NC): La massima tensione verticale efficace alla quale stato sottoposto ogni suo
elemento coincide con la tensione verticale efficace attuale.

DEPOSITO SOVRACONSOLIDATO (OC): Attualmente ad esso compete una tensione verticale efficace inferiore a
quella raggiunta nel corso della sua storia tensionale.

TENSIONE DI PRECONSOLIDAZIONE, : La massima tensione verticale efficace cui stato sottoposto il terreno nella
sua storia tensionale.

EFFETTO DELLA STORIA TENSIONALE SULLA TENSIONE ORIZZONTALE A


RIPOSO
0 coefficiente di spinta a riposo

Formulazione analitica di Jaky:


Caso di terreno NC: 0, = 1 sin
Caso di terreno OC: 0, = (1 sin )

3
OCR il grado di sovraconsolidazione definito come:

=
0
Per terreni NC = 1; per terreni OC > 1
Il coefficiente si assume di solito pari a 0.5.

Esiste un limite superiore alla tensione orizzontale,


rappresentato dalla spinta passiva.

Nella fase di successiva deposizione il terreno ha un


comportamento reversibile: la curva di ricarico di nuovo
E, D, C.

Ci si aspetta lo stesso per 0 , ma in realt la relazione tra



0 e 0 segue la linea gialla tracciata in figura.

PRECONSOLIDAZIONE DOVUTA AD AGING: preconsolidazione associata ad invecchiamento del terreno.



Da B a B: si arresta il fenomeno di deposizione, rimane costante 0
ma lindice dei vuoti diminuisce (cedimento). associato ad un
fenomeno di deformazione viscosa.

Da B a C: ricomincia il processo di deposizione. A rigore, il terreno


dovrebbe comportarsi come fosse NC, invece il materiale si comporta
come fosse OC sul ramo di ricarico. La tensione detta tensione di
quasi sovraconsolidazione.

Da C in poi: il terreno torna a comportarsi come fosse NC.

FILTRAZIONE
I vuoti interstiziali sono tutti interconnessi: lacqua libera di fluire allinterno del terreno.
I moti di filtrazione in un mezzo poroso sono quelli collegati quindi allacqua libera, cio quella che circola libera nei
vuoti interstiziali interconnessi.
Lacqua filtra da un punto di carico piezometrico pi alto ad uno a
carico piezometrico pi basso (non di pressione!).

La filtrazione dellacqua attraverso il terreno governata dalla legge


di Darcy:

=

Il rapporto tra la perdita di carico piezometrico ed il tratto L in cui
tale perdita si verifica si chiama gradiente idraulico:

=

Lequazione di Darcy ha il significato di una rappresentazione


statistica delle condizioni di flusso nel terreno: la velocit che troviamo nella formula non quella dei filetti fluidi, ma
la velocit media del moto.

il coefficiente di permeabilit: varia a seconda del materiale.


4
Tipo di terreno (/)
Ghiaia pulita 102 1
Sabbia pulita, sabbia e ghiaia 105 102
Sabbia molto fine 106 104
Limo 108 106
Argilla omogenea al di sotto della falda < 109
Argilla sovraconsolidata fessurata* 10 104
8

(*) Altera la permeabilit intrinseca del materiale.

In condizioni 2D, la filtrazione dellacqua attraverso il terreno


descritta dallequazione di Laplace:
2 2
+ =0
2 2
La rappresentazione grafica della soluzione di tale equazione
viene fatta con reticoli di flusso fatti di linee di flusso e linee
equipotenziali.

MOTI DI FILTRAZIONE IN REGIME TRANSITORIO


Lapplicazione di un carico su un terreno comporta linsorgere di
sovrappressioni dellacqua interstiziale.

Il profilo triangolare quello in regime idrostatico.


la sovrappressione interstiziale: si genera in un bulbo di terreno
in cui avviene la diffusione del carico applicato in superficie;
variabile da punto a punto.

Esiste un gradiente idraulico tra il bulbo e il terreno sottostante.


Lacqua verso lesterno fino alla dissipazione delle .

A seguito dellespulsione dellacqua dalla zona interessata dal carico si ha una riduzione dellindice dei vuoti. Il
processo indicato come CONSOLIDAZIONE.

Gli assestamenti dellopera, legati al lento moto di filtrazione e alla contestuale variazione delle tensioni efficaci,
NON RISULTANO dunque contemporanei allapplicazione del carico ma sono differiti nel tempo.
Lanalisi del processo di consolidazione ha lo scopo di prevedere il decorso nel tempo del cedimento e della
sovrappressione interstiziale.

CONSOLIDAZIONE MONODIMENSIONALE CON CARICO INFINITAMENTE ESTESO.


In questa particolare situazione la sovrappressione la
stessa in tutti i punti.

La consolidazione si studia nello strato di argilla, poich


avviene in modo lento. Nei terreni granulari si ha una
filtrazione rapida, che pu essere considerata praticamente
istantanea.

Il cedimento che si verifica in conseguenza dellapplicazione


di un carico uguale al volume dellacqua che riempie i pori e che viene espulsa.
Il cedimento dipende da variazioni delle tensioni efficaci, cui si accompagnano processi di diffusione dellacqua
interstiziale.

5
Modalit sperimentale per studiare il meccanismo di cedimento: PROVA
EDOMETRICA (deformazione laterale impedita)

1. = , = 0 a 0 = 0
2. + = al generico tempo t
3. = , = 0 al termine del processo

Andamento dei cedimenti nel tempo per un assegnato carico:

CONSOLIDAZIONE PRIMARIA: Il processo deformativo governato da variazioni delle tensioni efficaci cui si associano
processi di diffusione dellacqua interstiziale.

CONSOLIDAZIONE SECONDARIA: Il processo deformativo governato da variazioni delle tensioni efficaci cui si
associano processi di diffusione dellacqua interstiziale.

Parametri ricavabili dalla prova edometrica:

Consolidazione monodimensionale per abbassamento della falda:

Parametri che governano la compressibilit, che danno la possibilit di calcolare lentit del cedimento per
consolidazione primaria.
Coefficiente cv di consolidazione primaria: ha a che fare con i cedimenti dovuti a moti di filtrazione in regime
6
transitorio, per dice in quanto tempo si realizza un dato cedimento di consolidazione primaria.
Intervengono permeabilit k e la compressibilit del terreno stesso cv.
Metodo grafico per ricavare cv a partire da una prova edometrica:

La TEORIA DELLA CONSOLIDAZIONE MONODIMENSIONALE DI TERZAGHI costituisce la base per linterpretazione


delle prove edometriche e per unanalisi dellandamento dei cedimenti.
2
2 =

Si parla di caso molto semplice di consolidazione
monodimensionale, quindi il cedimento nella sola direzione
verticale.
Nellequazione si mette in relazione la dipendenza della
pressione neutra con la geometria (z) e con il tempo t (moto
di filtrazione in regime transitorio).

Approccio che permette molta autonomia per affrontare


problemi pratici.
La soluzione dellequazione dipende da:
condizioni di drenaggio, cio le condizioni al contorno
distribuzione iniziale delle sovrappressioni interstiziali (u0), cio le condizioni iniziali

Soluzione associata allequazione di Terzaghi


In forma grafica si utilizzano come variabili il grado in consolidazione puntuale Uz e lo spessore dello strato
normalizzato rispetto allaltezza di drenaggio Hdren (=massima lunghezza di filtrazione che pu percorrere una certa
particella di acqua):
(, 0) (, )
=
(, 0)

U(z,t) tende a zero man mano che la sovrappressione di dissipa.

Sono rappresentate delle isocrone: curve che descrivono il


processo di consolidazione per tempi diversi. Per tempi bassi il
processo di consolidazione lontano dallessersi esaurito nella
maggior parte dello spessore dello strato. Per Tv che aumenta le
sovrappressioni neutre si dissipano.

= 2

Le curve isocrone fanno riferimento a tempi diversi. Su ogni curva troviamo un tempo adimensionale.
Lobbiettivo della rappresentazione quello di fornire la soluzione dellequazione in forma adimensionale, in modo
che la soluzione sia sempre spendibile per ogni problema.

7
Altro metodo pi speditivo per utilizzare la soluzione di Terzaghi quella di ricorrere ad un altro tipo di
rappresentazione, in cui si rinuncia ad una
rappresentazione del processo di consolidazione in
ogni punto dello strato, ma guardando cosa
succede mediamente.

() = generico cedimento allistante t


() = cedimento alla fine del processo

La teoria di Terzaghi si usa per interpretare le prove edometriche, ma ci sono differenze sostanziali tra la previsione
di Terzaghi e il reale comportamento delle terre.
Nel piano Um Log (Tv)

La curva ha un asintoto orizzontale, cio


il processo non termina mai.

I dati sperimentali descrivono una


curva che nel suo ultimo tratto ha un
andamento approssimativamente
rettilineo.

La teoria di Terzaghi non in grado di dar ragione della consolidazione di tipo secondario. La previsione teorica e la
curva sperimentale sono in ottimo accordo fino al 60% del processo, poi le curve si separano. (La curva rossa
coincide con la curva nera tratteggiata!!!!).
La teoria di Terzaghi esclude il comportamento viscoso delle terre, quindi non mette in evidenza la consolidazione
secondaria.

LA RESISTENZA AL TAGLIO
La resistenza al taglio di un terreno, sia che si tratti di sabbia, limo o argilla,
proviene principalmente dallattrito fra le particelle.

= tan + criterio di Mohr Coulomb
il criterio tradizionalmente adottato per descrivere il comportamento delle
terre.
la tensione tangenziale a rottura (failure) sul piano di rottura: una

funzione della tensione normale efficiace a rottura sul piano di rottura
secondo tan pi una parte costante

8
Rappresentazione grafica del criterio di Mohr
Coulomb.

In forma alternativa:
1
3
sin = 2 (1 )

1 + 3
cotan + 2

Si impone che il circolo di Mohr a rottura sia


tangente alla retta limite.

In realt la rappresentazione del criterio di Mohr Coulomb in questo modo parziale. Nello spazio generale delle
tensioni, il criterio in realt individua una piramide a base esagonale descritta da questa equazione:
| | ( + ) sin 2 cos = 0 , = 1,2,3

Nellipotesi che = 1, = 3 1 > 3 si riottiene lequazione semplice.

PROVA TRIASSIALE: prova per eccellenza con cui si studia il comportamento tenso deformativo delle terre.
Nella prova triassiale un provino cilindrico viene sollecitato in condizioni di
simmetria assiale tramite un fluido in pressione ed un pistone che agisce in
direzione assiale.
Si ha un provino cilindrico in condizione di sollecitazione in assiale
simmetria tramite un fluido in pressione, che occupa la camera intorno al
provino, e un pistone, che provoca un carico assiale. Il provino isolato
con una membrana impermeabile. Il provino saturo pu scambiare acqua
con lesterno solo con le due pietre porose superiore ed inferiore,
collegate con un drenaggio che permette lo scambio dacqua tra provino
ed esterno.
Si pu misurare la pressione neutra nei pori.
Una prova triassiale pu essere:
Consolidata drenata TXCD
1. Fase di consolidazione
2. Rottura drenata (applicando una tensione deviatorica

= 1 3 ; = = 3 ; 1 = + )

Consolidata non drenata TXCU
1. Fase di consolidazione
2. Rottura non drenata (i drenaggi sono chiusi)
Non consolidata non drenata TXUU: lacqua non abbandona il provino in nessuna fase della prova.
1. Fase di compressione
2. Rottura non drenata

1. Fase di compressione isotropa del provino: il fluido di cella viene mantenuto a pressione costante. Se il drenaggio
aperto, la prova si dice consolidata; se il condotto di drenaggio chiuso la prova non consolidata.
2. Fase di rottura per compressione assiale del provino: il pistone avanza a velocit costante. Se il condotto di
drenaggio aperto, la prova drenata; in caso contrario la prova non drenata.

Il fatto che i rubinetti siano aperti non assicura che la prova sia drenata, il carico assiale deve essere applicato in
maniera sufficientemente lenta per essere sicura che lo sia, in modo che , = 0

9
PROVA TRIASSIALE CONSOLIDATA DRENATA TXCD
Compressione isotropa: condotto di drenaggio aperto,
prova consolidata
Taglio: condotto di drenaggio aperto, prova drenata

Si effettuano tre o pi prove (su tre provini dello stesso


materiale) che si differenziano per la pressione di cella sotto cui
si consolida. Tali pressioni si scelgono con il seguente criterio: in
laboratorio si cerca di riprodurre il livello tensionale in sito.
La forza assiale per cui il provino si rompe diverso per ogni
caso. Ricostruisco i circoli di Mohr a rottura.
La retta limite che esprime il criterio di rottura quella tangente
ai tre circoli tracciati. La pendenza esprime langolo di resistenza al taglio; lintercetta allorigine esprime la coesione.
La curva sforzi-deformazioni ottenuta da una prova TXCD utile per

la determinazione del modulo elastico drenato (o ).

In ordinata ho la tensione deviatorica, in ascissa la variazione assiale


del provino (in altezza).
Curva nera: comportamento incrudente.
Curva rossa: resistenza di picco.

H
= =
0 H0

Andamento della deformazione volumetrica in funzione della


deformazione assiale.
Curva nera: comportamento contraente.
Curva rossa: comportamento prima contraente, poi dilatante.

PROVA TRIASSIALE CONSOLIDATA NON DRENATA


Compressione isotropa: condotto di drenaggio aperto,
prova consolidata
Taglio: condotto di drenaggio chiuso, prova non
drenata

Si sviluppano nella seconda fase delle sovrappressioni che non


si dissipano mai.
Sul provino stato di sollecitazione totale (applicate sul contorno
del provino): traccio sul piano di Mohr i circoli a rottura in
termini di tensione totale. Successivamente si traslano i circoli del valore della sovrappressione neutra che si genera
durante la prova (che misuro con un trasduttore). Ottengo quindi i circoli a rottura in termini di tensioni efficaci, da
cui ricavare la retta limite di rottura da cui ricavare i parametri di resistenza al taglio del terreno.
La fase di rottura non drenata pi veloce, quindi particolarmente utile per esempio nel caso delle argille (una
rottura drenata occuperebbe molto tempo).

PROVA TRIASSIALE CONSOLIDATA NON DRENATA


Compressione isotropa: condotto di drenaggio chiuso,
prova non consolidata
Taglio: condotto di drenaggio chiuso, prova non drenata

La prova si interpreta in termini di tensioni totali.


cu la coesione non drenata: parametro utile per affrontare
situazioni complesse che non sarebbero risolubili altrimenti. Per
esempio, la costruzione di un rilevato su un substrato di argilla
10
NC. Se si verifica rottura avviene nel breve termine (subito dopo la costruzione). La rottura avviene quando ancora
nel substrato di argilla ci sono le che non sono in grado di valutare, quindi non conosco i parametri di resistenza
in termini di tensioni efficaci.
Per ottenere cu nel grafico: traccio i circoli di Mohr a rottura in termini di tensioni totali, variando ogni volta la
pressione di cella. Si ottengono cerchi tutti dello stesso diametro (le pressioni con cui si comprime le sente solo
lacqua interstiziale, non il provino). Si ottiene una retta tangente ai cerchi che risulta parallela allasse delle ascisse.
cu un non parametro geotecnico da utilizzare per casi di collasso in condizioni non drenate, non studiabili con
metodi che presuppongono un approccio in termini di tensioni efficaci.

La prova triassiale pu essere interpretata in termini delle variabili:


Tensione media p (efficace p)
1 + 23 1 + 23
= = =
3 3
p sarebbe la media delle tensioni totali, ma poich siamo in condizioni di assiale simmetria 2 = 3
Tensione deviatorica q
= 1 3 = 1 3
Deformazione volumetrica (somma delle tre componenti della diagonale del tensore di deformazione)
= 1 + 23
Deformazione deviatorica
2
= (1 3 )
3
Se si utilizzano queste variabili di tensione e deformazione per interpretare le prove triassiali, si pu fare
considerazioni sui percorsi tensionali seguiti quando si esegue una prova triassiale.

Prova triassiale TXCD (standard): resta costante 3 e aumenta progressivamente 1 = 3 + .

Sul piano (/, ), la prova rappresentata da un segmento di pendenza 1/3. Il punto di partenza lo stato
tensionale che si ha al termine della consolidazione. Per una
consolidazione isotropa trovo il punto q
1 + 23
= ( = 1 = 2 = 3 = pressione efficace
3
retta limite

= )

La pendenza data da . Poich siamo in fase di taglio

abbiamo 1 0 e 3 = 0, poich t si ha 3 = 2 . Quindi:
3
= 3
1 1
Il percorso tensionale si arresta nel momento di rottura. A B
p, p'
Posso quindi tracciare la retta limite sul piano (, ), descritta
dal criterio di Mohr Coulomb.
Nel disegno ci poniamo nel caso di materiale incoerente, possiamo quindi scrivere = , dove M un
6 sin
coefficiente che dipende da : infatti = 3 sin .
q
Prova triassiale TXCU:
Lo stato di sollecitazione sulle superfici esterne identico a
retta limite
quello che applico durante una TXCD, ma quello che accade
allinterno del provino diverso.
Per tracciare il percorso delle tensioni totali, ottengo un
segmento rettilineo con pendenza 1/3 (come nel caso della
TXCD). Quando ho una prova di questo genere per si A'

sviluppano sovrappressioni neutrali: il percorso tensionale


efficace si separa dal percorso tensionale totale.
La rottura si ha quando il percorso tensionale EFFICACE
interseca la retta limite. La prova si arresta quindi nel punto A. A
p, p'

11
PROCESSI DI CARICO DRENATI E NON DRENATI
CONDIZIONE DRENATA: la condizione in cui in ogni punto di un volume di terra la variazione delle tensioni
efficaci coincide con la variazione delle tensioni totali.
Di fatto applico sul contorno dellelemento di terreno un carico e istantaneamente quel carico si traduce in
un incremento si pressione efficace
CONDIZIONE NON DRENATA: la condizione in cui, localmente, lelemento di volume non scambia alcuna
massa di acqua con lesterno, per cui si ha assenza di variazioni di volume (condizione a volume costante; se
ci sono deformazioni sono puramente distorsionali).

Le velocit relative con cui si applicano le tensioni totali al terreno e con cui hanno luogo i processi di filtrazione
determinano il verificarsi delluna o dellaltra condizione.

CONDIZIONE DRENATA
Applico un carico sullelemento di terreno in un tempo piuttosto lungo rispetto alle
capacit di drenaggio del terreno.
Istantaneamente il carico applicato si traduce in un incremento di tensioni efficaci.
La pressione neutra si mantiene sempre uguale, il valore quello associato alle
condizioni di falda.
Il terreno varia inoltre il proprio volume.

CONDIZIONE NON DRENATA:


Applico un incremento di tensione totale in intervallo di tempo limitato. La tensione
efficace resta in un primo istante pari al valore che aveva prima dellapplicazione del
carico.
Lacqua va in sovrappressione, passando dal valore stazionario ad un valore maggiore
fino a cui si applica il carico. Il volume rimane poi costante per il periodo di
applicazione del carico.
Se la rottura si verifica in questo tratto, il parametro che uso per le verifiche
geotecniche cu.
A seguito della fase di carico inizia il processo di consolidazione: si dissipa la
sovrappressione, le tensioni efficaci aumentano, si stabilizzano le tensioni totali. Al
processo di dissipazione delle sovrappressioni si associa una diminuzione di volume
(nel lungo termine).
Se la rottura del terreno avviene nella fase finale, si usano come parametri di
resistenza al taglio quelli drenati.

RESISTENZA AL TAGLIO DELLE SABBIE


Tipologia di carico applicato di tipo statico.
A causa dellelevata permeabilit, il comportamento dei terreni a grana grossa
(ghiaie e sabbie) pu essere analizzato direttamente in condizioni drenate.
Per studiare questo comportamento uso la prova TXCD.

Nei terreni a grana grossa importante il grado di addensamento.


I risultati di una prova TXCD sono presentati in termini di tensione deviatorica,
deformazione assiale e volumetrica, indice dei vuoti.

Grafico 1: una sabbia densa descritta da una curva sforzi deformazioni di tipo
rammollente, in cui si riconosce una resistenza di picco. Successivamente la
tensione deviatorica subisce un crollo, fino ad un valore ultimo che definisce lo
stato critico.
12
Se considero lo stesso materiale, ma con un grado di addensamento minore, ed eseguo la prova nelle medesime
condizioni ( = ) la curva sforzi deformazioni di tipo incrudente: tende allo stesso stato ultimo (critico). Il
materiale si continua poi a deformare dopo C, mantenendo una tensione deviatorica costante.
Posso definire quindi una resistenza di picco e una critica, definendo poi i corrispondenti angoli di attrito:

= di picco tan = ( )


= critico tan = ( ) = ( )

Grafico 2: la sabbia sciolta ha il tipico comportamento di un materiale contraente (riduce il volume in fase di taglio),
fino ad un volume costante, poi continua a distorcersi a volume costante. La sabbia densa, dopo una piccola
riduzione di volume, dilata.
Definisco quindi un angolo di dilatanza, che descrive la variazione di volume associata ad una deformazione
distorsionale.

= dilatanza tan =

Il rapporto cambia di segno per avere una convenzione di segno positiva per un materiale che dilata.
La dilatanza nulla allo stato critico; massa in corrispondenza di condizioni di picco.

Grafico 3: una sabbia sciolta parte da indice dei vuoti molto elevati e progressivamente si riduce fino ad un valore
ultimo che poi si mantiene costante. La sabbia densa parte da un valore di e piccolo, ha un leggero calo poi aumenta
verso un valore ultimo (lo stesso della sabbia sciolta) che poi rimane costante. Il valore ultimo lo stesso per
entrambe le sabbie ed quello associato allo stato critico.

Sperimentalmente qual leffetto della pressione di confinamento sulla risposta meccanica delle sabbie?

Eseguo le prove aumentando le pressioni di cella gradualmente.


Linteresse di vedere la risposta meccanica variando la pressione di confinamento quello di capire come il materiale
si comporta in sito allaumentare dello stato di sollecitazione (ovvero allaumentare della profondit).
Si osserva che, per sabbie dense (a sinistra) e per quelle sciolte (destra), allaumentare della pressione di
confinamento aumenta la resistenza.

13
Gli stessi risultati vengono rivisti sulla base di altre variabili:
1. In termini di rapporto tensionale efficace (esprime il comportamento attritivo) in funzione della
deformazione assiale, il provino 3 non ha pi un picco di resistenza. Tutti i provini tendono ad un valore
ultimo comune del rapporto tensionale.

2. Comportamento deformativo: la sabbia densa ha comportamento dilatante. In termini di indice dei vuoti:
con valori di pressioni di cella differenti sui tre provini osservo per bassi livelli di confinamento un
comportamento dilatante, per livelli di confinamento maggiori il comportamento passa da dilatante a
contraente, come per una sabbia sciolta.

La sabbia ha un comportamento dipendente dalla pressione (barotropia) e dal grado di addensamento (picnotropia).

Per ricavare i parametri di resistenza in condizioni di stato critico e di picco: a partire dalle curve sforzi
deformazioni, per tracciare linviluppo di rottura prendo le tensioni deviatoriche allo stato critico, che individuano il
diametro del circolo di Mohr a rottura. Noto questo e la pressione a cui consolido, traccio i circoli e ricavo linviluppo
a rottura nello stato ultimo.

Tale inviluppo in buona approssimazione lineare e passa per lorigine. Individuo langolo di resistenza al taglio
come pendenza della retta.

14
Per le condizioni di picco: prendo i punti di picco (in arancione in
figura sopra) e riporto tali valori sul piano di Mohr. Linviluppo a
rottura delle condizioni di picco di tipo curvilineo e passa per
lorigine: a tensione di confinamento nulla abbiamo resistenza
nulla.
Nella pratica per non si lavora con inviluppi che non siano di
tipo lineare, perch nellintervallo tensionale interessato si
linearizza tale inviluppi. Si usa una equazione del tipo:
= tan
Inoltre linviluppo di picco curvilineo in un primo tratto, poi si
riporta sullinviluppo dello stato critico. Il picco di resistenza
quindi si osserva a bassi livelli tensionali; dopodich, allaumentare del livello
tensionale, il terreno non manifesta pi tale resistenza, ma solo quella ultima
corrispondente allo stato critico.
Per capire il comportamento del materiale si usa la CSL (critical state line), che
separa un comportamento dallaltro. La condizione di stato critico descrivibile
dal punto di vista analitico. Si definiscono equazioni in vari piani, ad esempio
(, ) e (, ). La CSL si ottiene, dato un materiale, osservando per ogni valore
di confinamento quale sia lindice dei vuoti corrispondente.

In condizioni di stato critico esiste una relazione unica


tra resistenza, tensione normale efficace, indice dei
vuoti (def. stato critico).
Le condizioni di stato critico in prove di compressione
triassiale sono espresse dalle seguenti equazioni:
=
{
= ln dove = 1 + volume specifico
La prima equazione indica che nel piano (, ) la CSL
ha un andamento di tipo rettilineo.
Nel piano (, ), o, nel piano (, ), la linea dello
stato critico ha andamento non lineare. Se la
rappresento invece sul piano (, ln ) la CSL ha un
andamento di tipo rettilineo. Nella seconda equazione,
quindi, la pendenza della CSL, mentre il volume
specifico in corrispondenza di una pressione unitaria.

I terreni il cui stato iniziale si trova a destra della linea di stato critico si comprimono
se sottoposti a taglio in condizioni drenate.

I terreni il cui stato iniziale si trova a sinistra della linea di stato critico dilatano se
sottoposti a taglio in condizioni drenate.

Esiste un confine, dato dalla linea di normalconsolidazione, oltre cui i materiali a destra dello stato critico non
possono posizionarsi.

RESISTENZA AL TAGLIO DELLE ARGILLE


I parametri di resistenza al taglio (in termini di tensioni efficaci) dei terreni a grana fine possono essere ottenuti da
prove consolidate drenate (CD) o da prove consolidate-non drenate (CU) con misura delle . Voglio ricavare e .
Lelemento discriminante per la risposta meccanica di una argilla la sua storia tensionale.

15
Risultati di prove TXCD (sperimentali) su argille NC ed OC.
Per argilla OC: curva sforzi deformazioni simile ad una sabbia densa
(curva rammollente).
Per una argilla NC: curva sforzi deformazioni tipicamente
incrudente.
Entrambe le curve tendono al comune stato critico.

Per le variazioni di volume: una argilla NC ha un comportamento


contraente, mentre una OC ha il medesimo comportamento di un
materiale dilatante.

Prova triassiale TXCU.


Lacqua intrappolata nei poli nella
seconda fase. Di conseguenza il volume e
lindice dei vuoti sono costanti.
Si osserva che una argilla NC ha una curva
sforzi deformazioni ha andamento
monotono crescente fino ad un valore
ultimo. La sovrappressione neutra si
sviluppano con valori positivi.
Per una argilla OC: la curva sforzi
deformazioni monotona crescente. Il
materiale ha tendenza dilatante, ma non pu esplicarla: di conseguenza si sviluppano sovrappressioni neutrali che
possono diventare anche negative, man mano che il materiale pi sovraconsolidato (OCR crescente).
Percorsi tensionali:
Argilla NC. Si sviluppano > 0, in aumento fino ad un valore ultimo.
q

ra
ttu
ro
di
ppo
lu
vi ?u
in

T.E. T.T.

p'

Argilla OC. Se largilla molto sovraconsolidata, inizialmente si sviluppano > 0, successivamente per si
ha una inversione di tendenza nel percorso tensionale, finch < 0.
q

? u<0
T.E.

T.T.
p'

16
Linviluppo di rottura di argille NC ottenuto da prove CD e
CU (ricordarsi che per tracciare linviluppo bisogna
traslare i circoli di Mohr in tensioni totali per avere quelli
in tensione efficace) unico.
I punti di rottura individuano un unico inviluppo
rettilineo (prendo la curva sforzi deformazione di pi
prove e traccio i circoli di Mohr con la stessa procedura
descritta per le sabbie), descritto dallequazione

= tan .
Passa per lorigine.

Linviluppo di rottura di argille OC curvilineo,


con una certa intercetta allorigine.

Per ragioni di convenienza operativa, tale


inviluppo viene linearizzato nellintervallo
tensionale di interesse. La sua equazione diventa:
= tan +

Linviluppo di rottura non prosegue nel semiasse


delle tensioni efficaci negative (si interrompe
linviluppo quando si raggiunge lasse delle
ordinate) perch i terreni non resistono a trazione.
Linviluppo dei picchi ad un certo punto si reimposta proprio sullinviluppo di rottura delle argille NC.

RESISTENZA RESIDUA
La resistenza residua delle argille si mobilita per livelli deformativi molto elevati, non studiabili con una prova
triassiale. Pu essere studiata con una prova
di taglio diretto.
Tale prova viene eseguita su un provino a
sezione quadrata posto in una scatola di
taglio. Prevede una prima fase di
consolidazione sotto un certo carico N. Dopo
la consolidazione il provino viene portato a
rottura lungo un piano orizzontale nel mezzo
del provino, in corrispondenza dellunione dei
due telai sovrapposti. La prova va sempre
fatta in condizioni drenate. La prova
normalmente viene svolta a controllo di
deformazione: si applicano non incrementi di
carico nella seconda fase, ma incrementi di
spostamento della parte sottostante del
provino, che si traduce nellincremento della
forza T misurata con un anello
dinamometrico, fino a rottura. Lincremento
di spostamento deve essere molto lento, per
far si che non si sviluppino le sovrappressioni
interstiziali.
Interpretazione dei dati: pi prove con provini
consolidati con N differente (in aumento).

17
Dalla N applicata si ricava:

=

La forza T che corrisponde al momento di rottura quella che serve a ricavare la tensione di rottura sul piano di
rottura:

=

Traccio quindi la retta che interpola i punti sperimentali


e ottengo i parametri e .

Con questa prova si risale alla resistenza al taglio


residua. Svolgo una prova di taglio diretto con le
modalit appena descritte (porto a rottura il campione
sul piano medio). Se grafico landamento della forza di
taglio T in funzione dello scorrimento applicato, si
osserva un andamento sperimentale con un picco che
corrisponde al momento di rottura.
Si riposizionano poi le due met del provino una
sullaltra fino alla posizione iniziale e si ripete la prova,
su un piano in cui c gi stata rottura. Landamento
della forza di taglio sar differente dal ciclo 1.
Eseguo pi di una prova fino a che il valore della forza di
taglio ultima si mantiene costante (ciclo 4). Il valore di
taglio ultimo associato alla resistenza residua:

Posso quindi ottenere sul piano ( , ) linviluppo di


rottura relativo alla resistenza residua: la coesione
risulta nulla, langolo di resistenza al taglio molto basso.

La resistenza residua una resistenza ultima, molto oltre lo stato critico. Viene chiamata in causa quando si studia
per esempio la stabilit di un versante lungo superfici di scorrimento che si sono riattivate dopo una fase di
quiescenza.
una resistenza molto bassa sia rispetto a quella di picco che a quella critica, perch lungo la superficie di
scorrimento le particelle di argilla (forma lamellare) si sono isorientate, individuando un piano preferenziale di
scorrimento: lungo esso lattrito ridotto al minimo.
Si parla di resistenza residua solo nei terreni a grana fine; in quelli a grana grossa non si ottiene mai un
isorientamento delle particelle (assimilabili a sferiche).

PARAMETRI DI RESISTENZA AL TAGLIO NON DRENATI (nei terreni a grana fine): determinazione di
Si utilizza la prova TXUU.
Tipicamente, i risultati di tale prova,
riportati in termini di circoli di Mohr,
restituiscono circoli (in tensioni totali!)
tutti con lo stesso diametro.
In termini di tensioni efficaci si ottiene
un unico circolo di Mohr (quello
tratteggiato in figura).
Lintercetta allorigine dellinviluppo di
rottura individua .
Per argille fessurate, linviluppo di rottura pu essere leggermente diverso, con un intercetta allorigine leggermente
pi bassa.
si utilizza quando non sono in grado di risolvere un problema in termini di tensioni efficaci.

18
Una modalit pi corretta per determinare di utilizzare delle prove TXCU e interpretarle in termini di tensioni
totali. In questa prova si ricavano preliminarmente i circoli di Mohr in termini di tensioni totali. Se considero tre
circoli consolidati a 1, 2, 3 (pressioni di cella).

tensione
tangenziale

T.T.
cu3 cu2
cu1

tensione totale,
tensione efficace
Per ricavare traccio le parallele allasse delle ascisse per le di ogni circolo. Ottengo quindi 1 , 2 e 3 . Non
esiste una unica resistenza al taglio non drenata, ma tre diverse, poich tale parametro dipende dalla tensione di
cella con cui consolido.
Si osserva anche che:

( ) = costante

Perci, in sito osservo:

( ) = 0.22 0.03

Per un terreno OC diventa:

( ) = ( ) con 0.8

La , quindi, funzione del livello tensionale e questo aspetto si pu apprezzare solo a partire da una prova TXCU.

19
CONDIZIONI DI SOLLECITAZIONE E DEFORMAZIONE
COMPORTAMENTO NON DRENATO DELLE SABBIE
Andamento della tensione deviatorica in funzione della deformazione
assiale 1 in prove triassiali non drenate (TXCU) su campioni di sabbia
sciolta.
un comportamento che corrisponde al fenomeno di LIQUEFAZIONE
STATICA: associata allo sviluppo di sovrappressioni neutrali tali da
annullare la pressione efficace.
Es: moti di filtrazione dal basso verso lalto.

LIQUEFAZIONE STATICA: non solamente un problema accademico.


Casi di liquefazione indotti da azioni statiche sono molto frequenti. Ad
esempio il caso della diga di Fort Peck Dam, collassata in seguito alla
sua costruzione.
Altri casi sono quelli che interessano i materiali residui di miniera.

Tempi di applicazione e campi di frequenza dei principali tipi di carichi dinamici


Le situazioni in cui il carico varia nel
tempo sono diverse.
Non necessariamente questo
implica lutilizzo di approcci
interpretativi e metodi di calcolo
differenti da quelli usati in caso
statico.

Nella dinamica dei terreni


laggettivo dinamico viene
essenzialmente associato al tempo
di applicazione del carico (o
alternativamente, alla velocit di
applicazione del carico) ed
riservato a quei carichi il cui tempo
di applicazione cos ridotto che
non lecito trascurare le forze di inerzia e gli effetti che, in un terreno, si associano alla velocit di deformazione
(modifica delle condizioni di drenaggio, effetti viscosi, effetti di interazione tra vibrazioni indotte e terreno
attraversato).
Per tempo di applicazione si intende convenzionalmente un intervallo di tempo pari ad un quarto del periodo T della
sequenza di carico, cio un quarto del tempo necessario per una inversione completa. I problemi in cui lapplicazione
del carico superiore ad una decina di secondi sono considerati statici, quelli in cui lapplicazione del carico
inferiore sono considerati dinamici.
Sono definiti ciclici i carichi che producono unalternanza di fasi di carico, scarico e ricarico e che si ripetono con una
certa periodicit (questa definizione include pertanto sia carichi statici sia carichi dinamici). soprattutto in
condizioni dinamiche che la ripetitivit delle condizioni di carico, scarico e ricarico produce nel terreno effetti
permanenti significativi.

Problemi statici: strutture temporanee e permanenti, moto ondoso.


Problemi dinamici: esplosioni, terremoti, traffico, fondazioni di macchine, infissione di un palo, compattazione.

20
Prove triassiale TXCU su sabbie sciolte.
I risultati sperimentali riguardano prove su campioni con densit
relativa intorno al 20%.
Le tensioni di confinamento vanno da un minimo di 50 kPa ad un
massimo di 300 kPa.
Si osservi che, mentre la tensione deviatorica raggiunge il massimo
valore per piccole deformazioni e quindi diminuisce fino ad un valore

molto piccolo, il rapporto di carico = continua a crescere fino a
raggiungere il valore asintotico M, che lo stesso delle prove drenate.
La condizione di picco
della tensione deviatorica
non in realt associata
ad una vera condizione di
collasso, ma piuttosto una condizione di instabilit. In questo punto
infatti il lavoro del secondo ordine nullo: al picco quindi possibile
perturbare lo stato dellelemento di volume senza compiere lavoro.
Questo corrisponde ad una condizione di instabilit.

NON un comportamento di tipo rammollente (softening)!

Prove TXCU su sabbia Bending Sand.


Le prove sulla Bending Sand presentate
nella slide precedente sono state
effettuate ad una pressione di
consolidazione pari a 400 kPa. Si tratta di
prove a controllo di carico e non a
controllo di deformazione. Nel test indicato
con la lettera A, il picco di tensione
deviatorica stato raggiunto in circa 15
minuti, in corrispondenza di una
deformazione assiale intorno all1%.
Quando si applicato un ulteriore
incremento di carico (a 200 kPa), il provino
immediatamente collassato ed in circa
0,2 secondi la tensione deviatorica
crollata a circa 30 kPa, per una
deformazione pari al 25%. Durante tutta la
successiva fase di deformazione, la
tensione deviatorica rimane costante.
La sovrappressione neutrale (in funzione della deformazione assiale) cresce fino a raggiungere un valore prossimo
alla pressione iniziale di consolidazione (3 ~0). In corrispondenza del massimo valore della sovrappressione neutra,
la tensione principale efficace 3 di circa 15 kPa.

Quando siamo nella condizione di picco, non una condizione di vera e propria rottura, ma una condizione in cui si
perde il controllo della prova: siamo in una situazione di instabilit, perch si annulla il lavoro del secondo ordine:
1 = 0
2 = [ + ] = 0 perch {
2 = 0
cio posso perturbare lo stato del provino senza compiere lavoro.
In circoli di Mohr posso vedere che la condizione di picco non di rottura.

21
tensione
tangenziale

picco T.E.
picco T.T.

tensione totale, tensione efficace


45 kPa
15 kPa
150 kPa 400 kPa 600 kPa

350 kPa

sovrapp. neutre =250 kPa

Il valore di eccesso di pressione al picco (dal grafico) pari a 250 .


Se confronto i circoli con linviluppo a rottura, osservo che sono ampiamente al di sotto della retta limite, il che
conferma lo stato critico lontano dalla rottura. Nelle condizioni ultime con 3 = 15 siamo in condizioni di
tangenza alla retta limite del circolo.

La pressione efficace quindi modesta, cos come il valore del deviatore. Il terreno quindi nelle condizioni di un
fluido e a questo fenomeno si d il nome di liquefazione statica.
La sabbia ha questo tipo di comportamento perch in condizioni drenate il materiale sciolto avrebbe una vocazione
contraente, sotto lazione della sollecitazione tagliante applicata, ma siccome si trova in condizioni non drenate si
sviluppano positive, che giustificano la riduzione delle tensioni efficaci e il conseguente fenomeno di liquefazione,

La medesima cosa si pu apprezzare nel grafico a fianco: in


tutti i casi il rapporto / aumenta fino a tendere
allunit.
In questo caso le prove sono state eseguite con diverse
pressioni che variano da 50 a 300 kPa e sono a controllo
di spostamento (o controllo di deformazione).
Le quindi crescono fino ad annullare le tensioni efficaci.

22
In un fenomeno di liquefazione che interessa le sabbie sciolte
La pressione media efficace modesta, cos come il valore della
tensione deviatorica.
Il terreno quasi nelle condizioni di un fluido.
Il fenomeno prende il nome di LIQUEFAZIONE STATICA

Percorso tensionale seguito dai provini sottoposti a queste prove. Si osserva


che il valore massimo della tensione deviatorica corrisponde al valore massimo
individuato nella curva sforzi deformazioni al picco, ed una condizione di
instabilit.

Possibili risposte sperimentali osservabili il laboratorio.


Le prove sulla Banding Sand (eseguite da
Castro) sono state effettuate su provini
ricostituiti a diversi gradi di addensamento.
Il campione indicato in figura con B ha una
densit relativa del 44% (medio-bassa):
durante la prova si osserva una perdita di
resistenza dopo il valore di picco della
tensione deviatorica (250 kPa), corrispondente
ad una deformazione assiale del 2%. Nel corso
della prova il materiale ha raggiunto
rapidamente il livello deformativo di circa il
18% e contestualmente si verificato un
significativo sviluppo di pressione neutra (a 0.4
secondi dal picco).
Successivamente, affinch il processo
deformativo continui, occorre applicare altri
incrementi di carico assiale (aumento della
tensione deviatorica).
Questo esempio corrisponde ad un caso di
liquefazione parziale.
Il materiale quindi ha inizialmente un
comportamento contraente che per io
impedisco, quindi si sviluppano
sovrappressioni. Successivamente ha un comportamento dilatante.
Il campione C leggermente pi denso di quello indicato con B (47% di densit relativa) e in questo caso non
interviene alcun fenomeno di liquefazione. La tensione deviatorica infatti aumenta (fino ad un valore ultimo) e la
sovrappressione neutra, dopo una iniziale fase contraente, decresce fino a diventare negativa (comportamento
dilatante del materiale).
La situazione D nel secondo grafico corrisponde ad una situazione drenata.

Comportamento non drenato dei materiali granulari (sabbie) saturi: tre tipologie di risposta meccanica (figura
precedente, primo grafico):
a) Materiale granulare sciolto: pu dal luogo a fenomeni di liquefazione.
b) Materiale granulare di densit intermedia: fenomeno di parziale liquefazione, la tensione deviatorica subisce
un crollo dal suo valore di picco, a cui per fa seguito una ripresa della resistenza per livelli deformativi
tipicamente superiori al 15%. Per prova TXCU a controllo di carico: per poter continuare a far deformare il
materiale oltre il 18-20% devo fornire ulteriori incrementi dello sforzo assiale.
c) Materiale densa: un materiale di questo tipo non sperimenta alcun fenomeno di liquefazione, ma si osserva
che la resistenza (tensione deviatorica) aumenta in maniera monotona fino ad un valore ultimo, che la
resistenza non drenata.
A livello di sovrappressioni neutre: la risposta in questi termini una diretta conseguenza della vocazione dei terreni
ad essere dilatanti o contraenti (figura precedente, secondo grafico).
a) Per una sabbia sciolta, il suo comportamento associato ad un comportamento in termini di sovrappressioni
23
neutrali che ne prevede un aumento fino ad un valore massimo che prossimo alla tensione di
confinamento (la tensione efficace su cui si pu contare per la resistenza al taglio molto basso).
b) Si ha un comportamento inizialmente contraente, quindi una sovrappressione neutra che cresce in maniera
monotona, poi si mantiene costante per un intervallo deformativo tipicamente tra il 10-15%; dopodich il
materiale ha comportamento dilatante, quindi la curva della sovrappressione neutra decresce. Di
conseguenza si ha un recupero di resistenza.
c) Sabbia densa: materiale che ha una risposta in termini di sovrappressioni neutre transitoriamente
contraente (nella prima fase), dopodich, in corrispondenza di un punto che si chiama trasformazione di
fase, il materiale inizia a dilatare e le sovrappressioni neutre decrescono fino a diventare negative.

NB: le lettere non corrispondono ai grafici precedenti


a) Sabbia densa: inizialmente si ha
comportamento contraente, poi quando il
materiale comincia a dilatare il percorso
tensionale cambia direzione (p crescenti). Il
punto di cambio direzione individua il punto
di trasformazione di fase, che esprime la
sistuazione in cui il comportamento
volumetrico passa da contraente ( > 0) a
dilatante ( < 0).
b) Sabbia sciolta: il percorso tensionale che
caratterizza la sabbia si sposta nella direzioni
medie decrescenti, quindi si arresta in prossimit dellorigine degli assi. Qui avr liquefazione.
c) Comportamento inizialmente contraente, poi dilatante. Nel percorso tensionale prima comportamento
come la sabbia sciolta (b), poi il comportamento diventa dilatante. Questo spiega perch il percorso
tensionale cambia di direzione, verso le p crescenti.

TIPI DI COMPORTAMENTO NON DRENATO DI UNA SABBIA.


Stato ultimo al quale i campioni arrivano per livelli deformativi piuttosto elevati si chiama stato stazionario di
deformazione. Il concetto di stato stazionario corrisponde al fatto che il materiale continua a deformarsi a volume
costante, tensione efficace costante, resistenza (tensione deviatorica) costante e velocit costante. Se il materiale si
deforma a volume costante si parla di una deformazione puramente distorsionale.
Comportamento delle sabbie in condizioni drenate: il materiale tende allo stato critico che ha le stesse
caratteristiche, tranne che in questo caso la velocit di deformazione non costante.
Stato stazionario della deformazione e stato critico si possono ritenere coincidenti.

Comportamento da associare ad un materiale


molto denso. Lo stato stazionario a cui tende il
materiale si chiama stato stazionario ultimo (USS).
Alla fine il terreno tende ad un punto e l si
mantiene.

Materiale in cui possibile apprezzare una


trasformazione di fase (comportamento da
contraente a dilatante). Il percorso tensionale si
conclude poi allo USS.

24
Curva relativa ad un materiale dal comportamento
intermedio. Si osserva che quando ho un
comportamento che prevede un crollo parziale del
deviatore e una fase in cui il materiale continua a
deformarsi mantenendosi costanti le
sovrappressioni neutre, quello stato intermedio
viene indicato come quasi stato stazionario,
perch non uno stato ultimo. Dopo si ha un
recupero della resistenza: si tende alla fine allo
USS. Il percorso tensionale prevede una prima fase in cui il percorso tensionale ricorda quello di una sabbia sciolta,
poi riconosco il punto di trasformazione di fase (coincide quasi con il quasi stato stazionario).

Sabbia sciolta: lo stato stazionario viene chiamato


stato stazionario critico, perch il materiale si
trova in stato di liquefazione.

Integrazione alle slides


In sintesi, i risultati di prove triassiali monotone in compressione, eseguite su sabbie sature in condizioni non
drenate, individuano due principali tipi di risposta, una contrattiva e laltra dilatante:
Se la densit molto elevata o la pressione di confinamento relativamente bassa, si assiste ad un
comportamento di tipo dilatante della sabbia, caratterizzato da un aumento della tensione deviatorica
allaumentare della deformazione, finch non si raggiunge a grandi deformazioni una condizione finale di
resistenza costante (curva 'a' in Figura). Il cambiamento di direzione del percorso tensionale efficace
corrisponde allinsorgere della dilatanza nel campione in prove drenate. Si pu osservare che il livello
tensionale a cui ci avviene indipendente dalla densit relativa del campione e dalla pressione di cella.
possibile definire allora una linea detta LINEA DELLA TRASFORMAZIONE DI FASE, la cui pendenza prossima
a = .
Se la densit molto bassa, o la pressione di confinamento molto elevata, la tensione deviatorica cresce
fino a raggiungere un valore di picco, dopo di cui decade ad un valore ultimo a grandi deformazioni, in cui il
materiale si deforma sotto tensione deviatorica costante e pressione di confinamento costante (curva b' in
Figura). La pressione neutra cresce asintoticamente fino a raggiungere un valore prossimo alla pressione
iniziale di consolidazione. La pressione media efficace quindi modesta. Tale risposta indicata con il
termine liquefazione e risulta caratterizzata da un comportamento instabile del terreno.

Per densit intermedie, o comunque per pressioni di confinamento sufficientemente elevate, esiste una condizione
intermedia in cui si raggiunge un valore deviatorico di picco, con una caduta successiva della resistenza ad un valore
minimo per valori di deformazioni assiali intermedie (in genere del 5-10%), seguito da un recupero della resistenza
allaumentare della deformazione fino al raggiungimento di un valore di resistenza ultima. In questa condizione, la
resistenza minima del terreno non coincide con quella ultima (che anche massima) ed mobilitata ad un livello di
deformazione pi piccolo rispetto a quello ultimo (Curva c di Figura).
Nel caso di un terreno granulare soggetto a tensioni di taglio, linsorgere di un comportamento contrattivo o
dilatante dipende essenzialmente dallo stato iniziale.
Sulla base di prove di compressione triassiale, Casagrande (1976), Castro e Poulos (1977) suggerirono luso della
linea di stato stazionario (SSL) come elemento di frontiera per individuare la suscettibilit alla liquefazione di un
terreno.
Lo stato stazionario della deformazione definito come quello stato in cui si trova un terreno quando si verificano
contemporaneamente le seguenti condizioni:
1) deformazione continua del mezzo a volume e velocit costante,
2) presenza di uno sforzo deviatorico e di una pressione di confinamento costanti.
La linea dello stato stazionario pertanto definita come il luogo geometrico degli stati ultimi (, , ) in cui una
25
massa di terreno si deforma sotto tensioni costanti e velocit costanti senza variazione di volume. stato osservato
che i percorsi tensionali di prove TXCU effettuate su provini aventi lo stesso indice dei vuoti e differenti tensioni di
confinamento, a grandi deformazioni, convergono allo stesso stato stazionario, che nella rappresentazione
individuato da un punto.
I punti di picco ( ) rappresentano la condizione da cui inizia il comportamento instabile che conduce allo stato
stazionario. Il luogo geometrico dei punti di picco ( ) nel piano delle tensioni individua la linea di
instabilit. La linea di instabilit e linviluppo di rottura a grandi deformazioni suddividono lo spazio delle tensioni (,
) in zone rappresentanti stati fisici stabili, instabili e temporaneamente instabili.
La trasformazione di fase corrisponde al cambiamento di direzione del percorso di sollecitazione dopo che questo ha
raggiunto un minimo della tensione media efficace, associato ad una variazione del comportamento del terreno da
tipo contrattivo a tipo dilatante.
Lo Stato Quasi Stazionario della Deformazione indica uno stato stazionario di deformazione raggiunto ad un livello
deformativo intermedio, in cui si assiste ad una temporanea caduta della resistenza al taglio seguita da un successivo
recupero. Questultima condizione, avendo un cambio di tendenza della risposta del materiale passando da
comportamento tipo contrattivo a comportamento tipo dilatante, a tutti gli effetti anche considerata una
condizione di trasformazione di fase.
Lo stato stazionario a grandi deformazioni definito come ultimo, per distinguerlo da quello a livello deformativo
intermedio (Quasi-Stato Stazionario) e da quello relativo ad un comportamento del tutto contraente, definito come
critico.
Il concetto di stato stazionario della deformazione molto simile a quello di stato critico.
Lunica differenza sostanziale appare essere quella relativa alla velocit di deformazione, che costante nella
definizione di stato stazionario. Ishihara fa notare che dal punto di vista pratico le due condizioni sono coincidenti.

Sul piano , se colleghiamo i punti di instabilit selezionati nei vari percorsi tensionali, si pu individuare una linea
di instabilit.
Si considera uno stesso provino sciolto sottoposto a delle prove con diverse pressioni di confinamento (diverse
pressioni di consolidamento). Il comportamento registrato sempre quello di tipo instabile e i percorsi tensionali
sono tutti simili. Prendo i valori massimi sul percorso tensionale, li collego individuando la linea di instabilit.
Accanto ad essa viene rappresentato linviluppo di rottura.
Queste due linee permettono di separare il piano triassiale in vari domini:
Dominio della stabilit, sotto la linea di instabilit
Dominio compreso tra la linea da stabilit e linviluppo di rottura che definisce il comportamento instabile
del materiale.
Poich si tratta dello stesso materiale (stessa densit relativa) a livelli di confinamento diversi, il materiale tende
sempre allo stesso stato stazionario (punto comune a tutti i percorsi tensionali).

26
COMPORTAMENTO DEI TERRENI SOTTO CARICO CICLICO
Tutte le condizioni di carico usuale con cui si ha a che fare rientrano nei problemi statici. Sismi ed esplosioni in quelli
dinamici.
Il tempo di carico definito come 1/4 del tempo necessario per una sequenza completa di carico.

Carichi dinamici: Carichi in cui il tempo di applicazione cos ridotto (la velocit di applicazione cos elevata) che
non pi lecito trascurare le forze di inerzia e gli effetti che si associano alla velocit di deformazione.

Carichi ciclici: Carichi che producono unalternanza di fasi di carico, scarico e ricarico e che si ripetono con una
qualche periodicit.

SOLLECITAZIONI DI UN ELEMENTO DI TERRENO DURANTE UN EVENTO SISMICO


Condizione di sollecitazione a cui sottoposto un generico elemento di terreno sotto azione sismica.
Le tensioni tangenziali non sono
chiamate in causa nella condizione
prima del sisma (tutte componenti
normali).
Con lazione sismica lelemento di
terreno soggetto ad azioni tangenziali
e, per le velocit in gioco, il
comportamento di terreno si pu
assumere di tipo non drenato.
Questo problema si ha se sono
sottofalda, sopra falda non ci sarebbe.
Considero una deformazione di tipo
puramente distorsionale.
Studio la relazione tra deformazione a taglio e tensione tangenziale.
Lo stato tensionale e deformativo indotto nei depositi sotto falda dalle onde sismiche di taglio simulato in
laboratorio con prove di carico ciclico in condizioni non drenate.

Prove di taglio torsionale ciclico Prove di taglio semplice ciclico Prove triassiali cicliche

Generalmente nei problemi dinamici riguardanti i terreni saturi la velocit di applicazione delle sollecitazioni
sufficientemente elevata da potere assumere condizioni di drenaggio impedito (condizioni non drenate). Le
deformazioni predominanti sono quelle di pura distorsione; per la risoluzione dei problemi applicativi sufficiente
tenere conto del legame sforzi-deformazioni tangenziali.
La prova di taglio semplice ciclico si esegue in una cella cilindrica o prismatica in cui il provino confinato da pareti
rigide ma in grado di ruotare reciprocamente. Consiste nellapplicare cicli di taglio semplice simmetrici, di norma a
controllo di spostamento. In genere si controlla la sola tensione verticale, e in alcuni casi si pu misurare quella
orizzontale. E quindi possibile riprodurre percorsi di sollecitazione analoghi a quelli del terreno soggetto ad azioni
sismiche dovute ad onde di taglio. Gli attuatori, meccanici o idraulici, consentono di applicare sollecitazioni a
frequenze mediamente pi basse di quelle tipiche dei terremoti (1-10 Hz). Linterpretazione di tipo diretto, cio i
parametri equivalenti sono ricavati dallanalisi dei cicli tensione-deformazione registrati. Le deformazioni investigate
con i tradizionali sistemi di misura sono medio-elevate (da 0.01% a rottura). Limpiego pi classico di tali prove la
costruzione delle curve di resistenza ciclica per terreni liquefacibili.
27
La prova di taglio torsionale ciclico si esegue in una cella in cui il provino confinato da acqua in pressione o, pi
frequentemente, aria compressa. Consiste nellapplicare cicli di taglio torsionale, di norma controllando la coppia
torcente allestremit superiore del provino. Questa viene applicata mediante attuatori meccanici o, pi spesso,
elettromagnetici. In genere si controlla la sola pressione di cella e la contropressione, in alcuni casi si pu applicare
anche un carico assiale costante e, su provini cavi, una pressione interna diversa da quella esterna. Sfruttando la
simmetria assiale e il cinematismo rotazionale, quindi possibile riprodurre percorsi di sollecitazione analoghi a
quelli del terreno soggetto ad azioni sismiche dovute ad onde di taglio. Gli attuatori consentono anche in questo
caso di applicare sollecitazioni a frequenze che includono quelle tipiche dei terremoti (1-10 Hz). Linterpretazione
di tipo diretto, cio i parametri equivalenti sono ricavati dallanalisi dei cicli tensione-deformazione registrati. Le
deformazioni investigate con i tradizionali sistemi di misura sono medio-basse (da 0.001% a 0.1%), e quindi
consentono una buona risoluzione nella valutazione delle caratteristiche di rigidezza e smorzamento dei terreni.
Limpiego pi classico di tali prove infatti la costruzione delle curve di variazione di rigidezza e smorzamento con la
deformazione in condizioni pre-rottura.
Nel campo delle deformazioni pi elevate, la prova pi immediata da eseguire la prova triassiale ciclica.
Si tratta di applicare, in una cella triassiale opportunamente modificata, cicli di compressione-estensione, con
controllo di carico o spostamento. In alcune celle possibile controllare separatamente la pressione di cella e lo
sforzo assiale in modo da riprodurre qualsiasi percorso di sollecitazione. Gli attuatori, meccanici o idraulici,
consentono in genere di applicare sollecitazioni a frequenze mediamente pi basse di quelle tipiche dei terremoti (1-
10 Hz). Linterpretazione di tipo diretto, cio i parametri equivalenti sono ricavati dallanalisi dei cicli tensione-
deformazione registrati. Le deformazioni investigate con i tradizionali sistemi di misura sono medio-elevate (da
0.01% a rottura). Limpiego pi classico di tali prove per la costruzione delle curve di resistenza ciclica per terreni
liquefacibili.

APPARECCHIATURA DI TAGLIO SEMPLICE CICLICO (CSS)


In questa tipologia di prova si sottopone il provino in esame
a una forza di taglio variabile nel tempo ().
Due tipologie di strumentazione:
Strumentazione Cambridge: provino prismatico
Strumentazione NGI: provino cilindrico.
Il provino soggetto ad una sollecitazione di taglio puro.
In queste prove tipicamente la
sollecitazione tagliante fornita
con una legge sinusoidale.
una prova che si pu fare a
controllo di carico (fisso lampiezza
dello sforzo tagliante applicato) o a
controllo di deformazione
(impongo una deformazione a taglio variabile nel tempo con legge sinusoidale, fisso la
sua ampiezza).
Prima si esegue una consolidazione, poi si esegue la prova di taglio semplice ciclico.

In una prova di taglio semplice, non necessariamente la


varia con legge sinusoidale (b), si pu far variare anche con
una legge monotona (a).

Intervallo di frequenze analizzato: = 0.01 1 (non quello tipico dei sismi).


Intervallo di deformazioni analizzato: medie ed elevate deformazioni (la prova lavora bene per queste deformazioni),
nel campo 0.01 10%.
28
RISPOSTA DI UN ELEMENTO DI TERRENO SOGGETTO A SOLLECITAZIONI CICLICHE. (24:40)
Si esegue una prova a controllo di
deformazione in cui applico una fase di
carico, scarico, successivo ricarico. Si
tratta di un carico che viene totalmente
invertito (+ ; ).
La risposta tenso-deformativa del
materiale: sul piano (, ), in generale, il
comportamento del terreno dissipativo,
sicuramente non reversibile, perch nei
successivi cicli non si segue mai lo stesso
percorso.
In un approccio elastico la relazione tra
e viene individuata dal modulo di taglio : = /
Se definisco il modulo di taglio nellorigine della curva, cio in A, il modulo di taglio
prende il nome di o 0 . Esso rappresenta il valore iniziale del modulo di
taglio, tangente alla curva sforzi-deformazioni nellorigine e corrisponde al
minimo livello deformativo che sono in grado di misurare (105 %).
Si definisce il modulo di taglio secante (pendenza della retta che unisce lorigine
con la deformazione massima (+ ):

=

A seconda dellampiezza della deformazione imposta, il modulo secante diverso. Mentre 0 una propriet
intrinseca del materiale.
Oltre al modulo di taglio, nel ciclo sforzi-deformazioni proposto, si pu definire il fattore di smorzamento (dampting)
1 1
= =
4 2
che mette in relazione lenergia elastica immagazzinata al primo carico e lenergia dissipata nellintero ciclo.
e variano fortemente al variare del livello deformativo.
Comportamento alle piccole deformazioni < 0.001%
Comportamento alle medie deformazioni 0.001% < < 0.1%
Comportamento ad elevate deformazioni > 0.1%

DOMINI DI COMPORTAMENTO IN RELAZIONE AI LIVELLI DEFORMATIVI


Il comportamento del terreno una funzione del livello deformativo.
Si suppone di fare riferimento ad una prova di taglio semplice ciclico. Si pu svolgere a controllo di carico
(sollecitazione sinusoidale con ampiezza fissata) o a controllo di deformazione (deformazione sinusoidale con
ampiezza fissata). Si ottengono i medesimi risultati.
Dominio elastico lineare (livelli deformativi molto bassi)
Si prende il campione di terreno e applico una sollecitazione tagliante con una ampiezza molto piccola. Si
osserva che anche la deformazione a taglio ha un andamento sinusoidale che ha un ampiezza molto piccola
(oscilla attorno allo 0). Anche la pressione neutra prossima a 0.
Interpretando questo comportamento con una curva , , per ampiezze di sforzo di taglio molto basse, il
comportamento di questo terreno approssimativamente reversibile. La curva , descritta da una retta.
Larea del ciclo di scarico e ricarico ridottissimo.

29
La deformazione accumulata nel numero di cicli approssimativamente nulla.
Dominio isteretico stabile
Aumento la ampiezza della . Si osserva la risposta del terreno in termini di deformazioni a taglio (nel
tempo). La ampiezza della deformazione a taglio progressivamente aumenta nel tempo. Lampiezza non
aumenta indefinitamente nel tempo, ma ad un certo punto si assesta su un valore ultimo che si mantiene
costante. Osservando landamento della pressione neutra, pur avendo un valore maggiore del caso
precedente, oscilla attorno allo 0.
In termini di curva sforzi-deformazioni: si osserva un comportamento manifestamente non reversibile (cio
isteretico). Larea del ciclo maggiore. Effettivamente, nei primi cicli di carico non si sovrappongono le
curve, perch aumenta la ampiezza della deformazione. Dopo un certo numero di cicli la ampiezza di resta
costante: i cicli di carico e scarico si sovrappongono gli uni con gli altri, sottintendendo che si va verso una
condizione di stabilit (infatti si chiama dominio isteretico stabile).

Alla fine il comportamento del materiale indipendente dal numero di cicli: la deformazione accumulata ad
un certo punto raggiunge un valore costante nel tempo.
Dominio isteretico instabile
Lo stesso terreno lo si sottopone ad una prova dove aumento la ampiezza di (valore piuttosto elevata). La
deformazione tangenziale aumenta indefinitamente di ampiezza nel tempo. La pressione neutra aumenta
progressivamente, seppur oscillando.

Sulla curva sforzi deformazioni si osserva una risposta tenso-deformativa non solo funzione del livello
deformativo, ma dipende anche dal numero di cicli: aumentandolo, il singolo ciclo tende a ruotare perch
aumenta la deformazione a taglio (incremento incontrollato della deformazione). Si arriva infine alle
condizioni di collasso.

Lampiezza della deformazione di taglio il parametro fondamentale per definire il comportamento di un terreno in
presenza di carichi dinamici e ciclici.
A piccole deformazioni ( < 103 %) il legame tensioni tangenziali-deformazioni tangenziali , ai fini pratici,
schematizzabile con un modello elastico lineare (dominio elastico lineare).
A medie deformazioni (103 % < < 101 %) il legame non lineare e dissipativo. Tale legame non
influenzato dal numero di cicli N (dominio isteretico stabile).
Ad elevate deformazioni ( > 101 %) il legame influenzato dal numero di cicli N (dominio
isteretico instabile).

30
SOGLIE DI DEFORMAZIONE e
rappresentato landamento di due valori di soglia della
deformazione: soglia volumetrica e soglia lineare.
Soglia lineare : quel valore di deformazione che segna il
passaggio da comportamento elastico lineare ad un
comportamento isteretico stabile.
La soglia di deformazione lineare varia tra 104 102.
Soglia volumetrica : quel livello di deformazione che
separa il comportamento isteretico stabile da quello
isteretico instabile.
Si chiama soglia volumetrica perch segna dove inizia il
comportamento accoppiato tra deformazione a taglio e
volumetrica. Nel comportamento isteretico instabile si
accumulano le sovrappressioni neutre, perch il materiale vorrebbe cambiar volume per effetto dellazione
tagliante ma siamo in condizioni non drenate.
La soglia di deformazione volumetrica di 1-2 ordini di grandezza pi grande di (102 101 )
Pi un materiale plastico, pi la soglia lineare e volumetrica sono spostate verso livelli deformativi maggiori.

EVOLUZIONE DELLA RIGIDEZZA , DEL RAPPORTO DI SMORZAMENTO E DELLA SOVRAPPRESSIONE INTERSTIZIALE


IN FUNZIONE DELLA DEFORMAZIONE A TAGLIO
In un unico grafico sono rappresentati landamento del
modulo secante e del dampting nei diversi domini di
comportamento, ai diversi livelli deformativi.
Nel dominio elastico lineare posso definire 0 e 0
(valore estremamente piccolo perch ridottissimo il
ciclo di isteresi), parametri che posso definire per
descrivere il comportamento del terreno.
Nel dominio isteretico stabile si ha un modulo secante
che dipende da , ma a parit di ampiezza non influisce il
numero di cicli ; lo stesso vale per .
Nel dominio isteretico instabile, anche se mantengo
costante il livello deformativo , il numero di cicli
influenza la rigidezza.
Le quantit della figura sono tutte rappresentate in
forma normalizzata (tranne che non ha dimensione).
Esempio:
valore secante corrente
=
0 valore alle piccolissime deformazioni
evidente che tale curva parte da 1.
Leccesso di pressione viene rapportato alla tensione di

confinamento .
0
La prima curva in alto descrive landamento di con il livello deformativo (curva di decadimento di ): finch il
materiale in campo elastico lineare, si mantiene piuttosto costante; tipicamente si assume che la soglia lineare

cada nel punto in cui ha subito una riduzione del 5%: = 0.95. Successivamente, finch sono prima della soglia
0
volumetrica si osserva che si riduce, ma non c dipendenza dal numero di cicli. Superata tale soglia, la curva si
divide in una molteplicit di curve, perch varia con a parit di . In particolare, maggiore il numero di cicli,
minore la rigidezza.

Il dampting parte da un valore iniziale 0 molto basso e si mantiene costante su tutto il tratto lineare. Tra la soglia
lineare e volumetrica il dampting segue una curva unica, che funzione solo del livello deformativo. Quando si passa
a livelli deformativi pi elevati, anche questa curva si differenzia a seconda del numero di cicli. Il comportamento
tanto pi dissipativo ( maggiore) allaumentare del numero di cicli.

31
Curva della pressione neutra: la pressione neutra comincia ad accumularsi da poco prima della soglia volumetrica,

che viene definita quando = 0.01 (in genere si dice che si sviluppano dalla soglia volumetrica). Anche in questo
0
caso, la curva che esprime lo sviluppo delle si divide con il numero di cicli. Maggiore il numero di cicli, maggiore
lo sviluppo delle .

Indici di degradazione ciclica:


() ()
= =
(1) (1)
Il problema non si pone nel campo isteretico stabile. rilevante solo per comportamenti isteretici instabili.

Decadimento del modulo di taglio 0 da piccole a


grandi deformazioni.

Il comportamento dissipativo funzione non solo del


livello di deformazione , ma anche del numero di
cicli.

La curva discendente la curva di decadimento del


modulo di taglio

Le altre curve sono le curve dello smorzamento,


diverse in funzione dei tre livelli deformativi.

La curva pi in basso descrive landamento delle


sovrappressioni neutre (in forma di rapporto
normalizzato in funzione della tensione efficace
iniziale). Lo sviluppo delle diventa rilevante dalle
deformazioni medie, lo teniamo in considerazione a
partire dalla soglia volumetrica, che sancisce il
passaggio dalle medie alle grandi deformazioni.
Teniamo conto dellaccoppiamento tra taglio e
variazioni di volume.

RIGIDEZZA IN FUNZIONE DEL LIVELLO DI


DEFORMAZIONE
Il 0 valore del modulo di taglio massimo diverso
a seconda della tipologia di materiale considerato: i
materiali a grana fine hanno valori pi bassi
rispetto ai terreni a grana grossa.
I fenomeni di decadimento con il livello
deformativo sono pi pronunciati nei terreni a
grana grossa rispetto ai materiali a grana fine. La
curva di decadimento per intervallo deformativo
ampio mostra che la variazione del modulo di taglio
percentualmente pi alta per ghiaie e sabbie.

32
CAMPI DI VARIAZIONE DELLE CURVE /0
Rappresenta lo stesso concetto, rappresentando le
grandezze in forma normalizzata rispetto al valore
iniziale del modulo di taglio.
Tutte le curve partono da 1 perch a piccole
deformazioni il modulo di taglio prossimo a 0 .
In virt del fatto che i terreni a grana fine hanno un
decadimento meno pronunciato del modulo di
taglio, le curve che competono i terreni a grana fine
si trovano pi in alto, mentre le curve che
competono i terreni a grana grossa si sviluppano
sotto alle curve delle argille.

TERRENI A GRANA GROSSA


Come variano le curve di decadimento di uno
stesso materiale (SABBIA DI TOYOURA), consolidato a valori di 0
diversi. Sono i risultati di una prova triassiale ciclica.
Per uno stesso materiale le curve di decadimento non sono le stesse.
Quando il livello tensionale pi elevato, il modulo di taglio ha un
decadimento inferiore rispetto a livelli tensionali pi bassi.
Il decadimento del modulo di taglio dipende dal livello tensionale.

Per il fattore di smorzamento (secondo grafico): si osserva che quando


si ha livelli tensionali bassi si esalta il comportamento dissipativo della
sabbia (curva di dampting pi alta).

TERRENI A GRANA FINE


La storia tensionale (OCR) ha un peso nella risposta del materiale, cos
come lindice plastico.

A parit di deformazione di taglio, la degradazione ciclica cresce


al ridursi dellindice plastico IP. Quindi argille di elevata plasticit
sono meno suscettibili a fenomeni di degradazione ciclica.
La degradazione ciclica si riduce marcatamente al crescere del rapporto di sovraconsolidazione OCR. Quindi i
fenomeni di degradazione ciclica sono pi marcati nelle argille NC di bassa plasticit.
Quindi i fenomeni di degradazione ciclica sono pi marcati nelle
argille NC di bassa plasticit.

Degradazione ciclica:
rapporto tra il modulo di
taglio al ciclo 1 e il modulo
di taglio al ciclo n-esimo.

33
VARIARE DELLO SMORZAMENTO CON IL LIVELLO DI
CONFINAMENTO (tensione effettiva media) con riferimento
a diverse tipologie di materiale.
0 pi basso per i terreni a grana grossa, aumenta andando
verso i terreni a grana fine.
Sabbia e Ghiaie: 0 = 0.5 2%
Modesta influenza di p e OCR per il valore iniziale di 0
Terreni a grana fine: 0 = 2 5%
Aumenta con IP, dipende da p ed OCR (il valore iniziale
di 0)

RISULTATI DI PROVE DI TAGLIO TORSIONALE CICLICO (CTS) SU PROVINI DI SABBIA ALLO STATO DENSO
La densit relativa a cui stato ricostituito il campione di sabbia pari al 75%. Il materiale
stato consolidato a 98 kPa.
La prova consiste nellapplicare dei cicli di taglio torsionale, che vengono imposti applicando
una coppia torcente allestremit superiore del provino.
Il provino pu essere cavo (caso 1) o a forma cilindrica piena (caso 2).
Al provino si applica un confinamento mediante un fluido in pressione (acqua o aria) per
imporgli una e se il provino cavo si pu diversificare la tensione applicata allinterno e
allesterno.
Si pu applicare anche una distinta da .
La prova viene eseguita a controllo di carico.
a. Grafico 1: fa riferimento alla sollecitazione applicata al provino. Lampiezza dello
sforzo di taglio applicato, rapportato con il livello di confinamento applicato, si
mantiene costante nel tempo.
b. Grafico 2: la deformazione a taglio nel
tempo aumenta di ampiezza, senza
situazioni di instabilit
c. Grafico 3: per le pressioni neutre
(normalizzate con la tensione efficace
iniziale) si osserva uno sviluppo di esse. Lo
sviluppo positivo, ma si osserva un
andamento medio crescente nella
prima parte della prova, dopodich la
curva si sviluppa attorno ad un valore
medio costante nel corso della prova,
manifestamente minore dellunit.
Questo comportamento si osserva nelle
sabbie dense perch nel corso dei cicli di
carico interviene la tendenza dilatante dei
terreni densi e questo fa s che non si
verifichi un accumulo di sovrappressioni neutre. Lintervento della dilatanza (in condizioni non drenata) fa
sviluppare sovrappressioni negative, ma poich siamo in un ciclo, la risposta complessiva a questo
andamento che presenta picchi e cadute di sovrappressione.


= 1 significa che la pressione neutra eguaglia la tensione di consolidamento. Quindi indica una tensione
0
efficace corrente nulla, non c pi resistenza al taglio. Il materiale si comporterebbe come un fluido, ma non

questo il caso perch, nel suo comportamento medio < 1.
0
La prova lavora bene nellintervallo medie ed elevate deformazioni (risultati accurati).
Nelle piccole deformazioni e per deformazioni molto elevate la risposta meno precisa.
Campo di frequenze tipicamente utilizzato: = 0.01 1

34
RISULTATI DI PROVE DI TAGLIO TORSIONALE CICLICO (CTS) SU PROVINI DI SABBIA ALLO STATO SCIOLTO
Si ripete la stessa prova di taglio torsionale su una sabbia
sciolta, ricostituito ad una densit relativa del 47%.
a. Grafico 1: si esegue la prova a controllo di carico,
lampiezza di mantiene costante.
NB: le prove devono essere fatte in modo da
superare la soglia volumetrica.
b. Grafico 2: inizialmente i valori della deformazione
sono modesti, poi improvvisamente tali valori
aumentano molto rapidamente, fino a che ad un
certo punto la prova si arresta. Si intuisce il motivo
osservando la pressione neutra.
c. Grafico 3: per il comportamento completamente
contraente del materiale, le sovrappressioni
aumentano in maniera monotona, fino a che il

rapporto arriva allunit: si annullano le tensioni efficaci correnti nel provino e si perde completamente la
0
resistenza al taglio (fenomeno di liquefazione).
Il tutto si pu rappresentare anche nei due grafici a fianco.

0 = 98 la tensione iniziale di confinamento. Il
percorso tensionale infatti parte proprio da tale valore
a. Grafico 1: landamento a dente di sega esprime il
percorso tensionale del provino nel corso dei cicli.
Il materiale ha comportamento contraente, quindi
il percorso tensionale si sviluppa verso tensioni di
confinamento decrescenti, verso lorigine. Ad un
certo punto si perde il controllo della prova,
intorno ai 30 kPa. Il percorso tensionale si porta
bruscamente verso lorigine degli assi, ad indicare
che si lavora con tensioni efficaci tendenti a 0.
b. Grafico 2: andamento della tensione a taglio in funzione della deformazione a taglio. Si osserva un
andamento isteretico instabile.

RISULTATI DI PROVE DI TAGLIO SEMPLICE CICLICO SU PROVINI DI


SABBIA ALLO STATO SCIOLTO
Lo stesso risultato si ottiene anche in questo tipo di prova (vale
anche per altre prove).
Prova a sforzo controllato, dopo consolidazione isotropa.
a. Grafico 1: landamento della tensione a taglio in funzione
della deformazione a taglio rappresentativo di un
comportamento isteretico instabile, con i cicli che
diventano molto grandi.
b. Grafico 2: percorso tensionale. Si parte dalla tensione a
destra, andando verso lorigine degli assi.
Dopo un certo numero di cicli, il comportamento del terreno
diventa instabile. Quando il provino arriva a rottura, la tensione
efficace media nulla. Avviene il collasso per liquefazione ciclica.

35
RISULTATI DI PROVE DI TAGLIO SEMPLICE CICLICO SU PROVINI DI
SABBIA A COMPORTAMENTO DILATANTE (sabbia densa)
Prova a sforzo controllato, su sabbia mediamente addensata dopo
consolidazione isotropa.
a. Grafico 1: Siamo sempre nel campo di comportamento
isteretico instabile, ma con accumulo di deformazioni
plastiche. I cicli non sono sovrapposti, ma indicano un
progressivo aumento di deformazione.
b. Grafico 2: il percorso tensionale anche qui si sviluppa verso
sinistra, ma non raggiunge mai lorigine degli assi. Dopo
alcuni cicli, i percorsi tensionali sono caratterizzati da
recuperi di resistenza. A rottura (superamento di un valore
limite della deformazione) la pressione efficace media non
nulla.
La condizione di rottura, in questo caso, non associata ad un
fenomeno di liquefazione ma ad un valore limite di deformazione.
La condizione di rottura si stabilisce in maniera convenzionale.

PROVE TRIASSIALI CICLICHE (CTX)


Si applicano cicli di estensione al provino, applicando un confinamento .
Lintervallo di deformazione analizzato quello delle deformazioni medio
elevate, misura di deformazioni poco accurate per piccole deformazioni.
Campo di frequenze tipicamente utilizzato: = 0.01 1
Casistiche possibili:
a. Compressione isotropa preliminare (pressione di cella uguale in
tutte le direzioni = ), poi applico cicli +, di
compressione estensione.
Sul piano di Mohr: quando applico + i circoli si sviluppano verso
destra della tensione iniziale, fino al raggiungimento del valore
massimo di . Poich sto applicando dei cicli, diminuisce fino
a diventare negativo (i circoli si sviluppano verso sinistra); i circoli
si sviluppano fino a che non ottengo il valore massimo di .
Sono sempre in compressione, perch il valore pi piccolo
ancora positivo.
b. Compressione anisotropa = . Applico poi cicli
in compressione estensione, con > .
Lo stato tensionale oscilla tra i due circoli di Mohr.
c. Compressione isotropa con variabile in opposizione di fase con
i cicli .

I comportamenti meccanici trovati nelle altre prove si possono ritrovare


anche qui.

36
PROVA CTX A CONTROLLO DI CARICO ( = ) SU SABBIA
DI MESSINA
Non abbiamo una situazione di liquefazione, ma osservando
landamento di siamo molto vicini allunit.

Levidenza sperimentale mostra che i terreni sabbiosi saturi, quando sottoposti a sforzi ciclici completamente o
parzialmente alternati, esibiscono due diverse modalit di collasso:
LIQUEFAZIONE: Si realizza nelle sabbie sciolte a comportamento contraente, come conseguenza
dellaumento delle sovrappressioni interstiziali positive che conduce ad un annullamento non
transitorio e durevole delle tensioni efficaci. Si realizza nelle sabbie sciolte a comportamento
contraente, come conseguenza dellaumento delle sovrappressioni interstiziali positive che conduce
ad un annullamento non transitorio e durevole delle tensioni efficaci.
MOBILIT CICLICA: Collasso tipico delle sabbie dense a comportamento dilatante, legato allo
sviluppo di deformazioni irreversibili e al superamento di una soglia critica per le deformazioni.

RESISTENZA AL TAGLIO CICLICA DEI TERRENI GRANULARI


Il parametro utilizzato per definire la rottura nei terreni granulari il rapporto di sovrappressione interstiziale :

=
0
con sovrappressione neutrale, 0 pressione di confinamento (in sito ci si riferisce alla tensione verticale efficace
).
Rottura per liquefazione: = 1
Rottura per mobilit ciclica: la condizione di rottura non stabilita in modo definito, perch fa riferimento a
valori di tali da produrre deformazioni superiori ad una certa soglia di deformazione ritenuta critica
(definita convenzionalmente). Sicuramente < 1.

In una accezione generale, la rottura nei terreni granulari (comprensiva sia dei fenomeni di liquefazione, sia della
mobilit ciclica) definita come la condizione in cui si ha = 1, oppure si raggiunge un prefissato livello
deformativo (di norma il 5% in doppia ampiezza).

La resistenza ciclica , mobilitata in condizioni cicliche non drenate, viene generalmente normalizzata rispetto a 0
(se ricavata in laboratorio) o con (se stimata da prove in sito).
Si definisce allora il rapporto di resistenza ciclica CRR (Cyclic Resistance Ratio) (normalizzata rispetto alla tensione
efficace, che in laboratorio la tensione a cui si consolida).

= =
0 20
Il primo rapporto quello che rappresenta il CRR ricavato da una prova di taglio semplice o taglio torsionale ciclico. Il
secondo rapporto lo si ricava da una prova triassiale ciclica: la tensione deviatorica in cui si cicla.
Il rapporto di resistenza ciclica CRR decade progressivamente ad ogni ciclo di carico.

37
Curve di resistenza ciclica (figura a destra): si riporta
landamento di CRR in funzione del numero di cicli.
Nel grafico riportata una famiglia di curve, ognuna associata
ad una prova su un campione granulare ricostituito a valori
diversi di densit relativa.
Dato un certo campione, per costruire tale curva faccio una
serie di prove in cui cambio lampiezza dello sforzo di taglio che
impongo. Vedo dopo quanti cicli raggiungo un valore di
deformazione assegnato. Rieseguo la prova su un altro provino
identico con unampiezza maggiore: si abbassa il numero di
cicli.

La resistenza ciclica generalmente espressa in termini di relazione tra rapporto di resistenza ciclica (CRR) 0
ed il
numero di cicli uniformi che portano il terreno a rottura. Tale relazione fortemente influenzata dalla densit
relativa.

CONDIZIONI PER LINNESCO DELLA LIQUEFAZIONE


1. Il terreno deve avere comportamento contraente
2. I carichi ciclici devono avere unampiezza sufficiente perch le deformazioni di taglio superino la soglia
volumetrica
3. Il numero di cicli deve essere sufficiente al raggiungimento della condizione di annullamento permanente
delle pressioni efficaci

SINTESI
Liquefazione lo stato fisico in cui si pu venire a trovare un terreno sabbioso saturo allorquando perde la sua
resistenza al taglio per effetto dellincremento e dellaccumulo delle pressioni interstiziali. Con il termine
liquefazione si indicano differenti fenomeni fisici (liquefazione ciclica, mobilit ciclica, fluidificazione) osservati nei
materiali granulari poco addensati saturi durante lapplicazione rapida di carichi dinamici e ciclici in condizioni non
drenate.
Durante lo scuotimento ciclico si realizzano condizioni non drenate, ovvero la deformazione volumetrica nulla.
Lacqua rimane intrappolata e si ha una variazione delle pressioni interstiziali . Lincremento di pressione
interstiziale determina un decremento di resistenza al taglio. Quando la resistenza al taglio si annulla il terreno si
comporta come un fluido
Liquefazione ciclica
o Condizioni: Assenza di sforzi di taglio necessari per lequilibrio statico (superfici piane e orizzontali,
assenza di carichi in superficie)
o Manifestazioni: crateri e vulcanelli di sabbia, fratture, ondulazioni e cedimenti del piano campagna
o Danneggiamenti: assenti o modesti (vulnerabilit ed esposizione nulle o trascurabili)
Mobilit ciclica
o Condizioni: Sforzi di taglio necessari per lequilibrio statico inferiori alla resistenza al taglio dopo il
terremoto
o Manifestazioni: deformazioni permanenti limitate, spostamenti laterali, cedimenti assoluti e
differenziali, smottamenti
o Danneggiamenti: da modesti a gravi a strutture, infrastrutture e sotto-servizi
Lateral spreading:

Fluidificazione
o Condizioni: Sforzi di taglio necessari per lequilibrio statico superiori alla resistenza al taglio dopo il
terremoto
o Manifestazioni: grandi deformazioni permanenti, collassi di fondazioni e opere di sostegno, frane,
movimento di masse fluide e collasso in pendii naturali ed artificiali, perdita di capacit portante
delle fondazioni;
o Danneggiamenti: gravissimi
38
RICHIAMI DI SPINTA DELLE TERRE
Condizioni a riposo
Si valuta lo stato tensionale dellelemento
di terreno indicato.
Su di esso agiscono le tensioni principali

0 e 0 = 0 0 .
Lo stato tensionale a riposto sul piano di
Mohr un circolo che si trova ben al di
sotto della retta limite.
Lo stato tensionale a riposo si pu individuare con una infinit di circoli di

Mohr perch data 0 i circoli si possono sviluppare a destra o sinistra di 0 . Il
parametro 0 determina la dimensione e la posizione del circolo.
Se inserisco una parete verticale liscia e rimuovo il terreno a sinistra di essa,
affinch la parete non si muova ( = 0) devo applicare un profilo di spinta
che sia pari a quello esercitato dal terreno rimosso. Ho tracciato quindi il
profilo della tensione orizzontale a riposo.
Per terreno NC: 0, = 1 sin
Per terreno OC: 0, = (1 sin )

Vengono definite due condizioni di spinta estreme, associate a una


compressione o espansione laterale del terreno a tergo della
struttura di sostegno. Si raggiungono una tensione orizzontale
massima e una minima.
La rotazione della struttura possibile riducendo il profilo di spinta o
aumentandolo.
Lincremento del profilo di spinta arriva a corrispondere ad una
situazione massima che corrisponde alla spinta orizzontale passiva.

EQUILIBRIO LIMITE INFERIORE: situazione raggiunta quando


consentiamo una espansione laterale del terreno a tergo della
struttura di sostegno. SI ottiene riducendo il profilo di spinta.
Il profilo di spinta via via ridotto consente una rotazione della
struttura di sostegno e provoca una espansione laterale ( 0).
Il profilo non si pu ridurre indefinitamente, ma solo fino al
raggiungimento di un valore ultimo: si innesca poi un meccanismo di
collasso lungo una superfice di scorrimento (slip plane in figura.)
Il cuneo in evidenza detto cuneo di Rankine.
Sul piano di Mohr: dal generico circolo di Mohr a riposo, riducendo il
profilo di spinta tale circolo aumenta il proprio diametro, fino a che non si
arriva ad essere tangenti allinviluppo di rottura. In tale condizione il
valore della tensione orizzontale raggiunto si chiama tensione orizzontale
attiva. la condizione di equilibrio limite inferiore.
La relazione
1 3 1 + 3
= [ cotan + ] sin
2 2
lespressione del raggio, prima come semi-diametro del circolo, poi
attraverso le relazioni dei triangoli rettangoli.
Manipolando tale espressione e ricordando che per lequilibrio limite inferiore
la tensione principale massima la tensione verticale 1 = 3 mentre la
tensione principale minima 3 =
= 3 = 1 2 = 2 tensione orizzontale attiva
con
1 sin 2

= = tan (45 ) coefficiente di spinta attiva
1 + sin 2

39

Quando si raggiungono le condizioni di spinta attiva, la superficie di scorrimento inclinata di 45 + 2 rispetto alla
direzione della tensione principale minima (direzione orizzontale).
Per individuare la traccia del piano di scorrimento si deve per prima cosa individuare il polo del circolo di Mohr, che
in questo caso dato dal punto corrispondente a . Se collego il polo con il punto di tangenza (punto di rottura F),
la retta congiungente la traccia del piano su cui agisce lo stato tensionale a rottura, individuo cos langolo della
superficie di scorrimento.

EQUILIBRIO LIMITE SUPERIORE: Si raggiunge quando consentita una


compressione laterale del terreno: aumento il profilo di spinta, determinando
una rotazione della paratia, che comprime il terreno a monte.
Sul piano di Mohr: partendo dalla condizione a riposo, la tensione principale
massima aumenta fino alla tangenza con la retta limite. Il valore ultimo di
1 = chiamato , tensione orizzontale passiva.. La tensione principale
minima la .
Procedimento analogo:
1 3 1 + 3
= [ cotan + ] sin
2 2
= 1 = 3 + 2 = + 2 tensione orizzontale passiva
1 + sin 2

= = tan (45 + ) coefficiente di spinta passiva
1 sin 2

In questo caso, la superficie di scorrimento inclinata di 45 rispetto alla
2
direzione orizzontale (direzione della tensione principale massima).
Il polo del circolo in questo caso coincide con il punto
corrispondente a sul circolo.

DIPENDENZA DEI VALORI DI SPINTA DAGLI SPOSTAMENTI


DELLOPERA: per raggiungere le condizioni di equilibrio limite
inferiore, lespansione laterale molto pi piccola rispetto alla
compressione laterale necessaria alle condizioni di equilibrio limite
superiore. La spinta passiva quindi molto pi significativa della
spinta passiva.
Figura a lato: si vede la diversit di comportamento a seconda del
grado di addensamento. I profili di e per una sabbia densa e
sciolta non sono gli stessi (nonostante sia il medesimo materiale).
Sabbia densa: pi grande di .

EQUILIBRIO LIMITE DI UN MEZZO NON COESIVO DELIMITATO DA UN PIANO INCLINATO STATO LIMITE ATTIVO
Si considera un semispazio di terreno, con estradosso del terreno inclinato di un
angolo .
Si individua un elemento di terreno di larghezza unitaria e peso = ,
applicato nel baricentro.
Imponendo lequilibrio alla traslazione e alla rotazione, si dimostra che sulle facce
dellelemento le tensioni , sono inclinate secondo la direzione
dellestradosso del piano campagna. Lo stato tensionale alla base dellelemento
verticale (le sue componenti e sono tangenziali e normali)
11
= = = cos tensione verticale su AB
1
cos 1
= sin = cos sin
{ componenti normale e tangenziale di p
= cos = cos2

40
Si traccia quindi sul piano di Mohr lo stato tensionale.
Si osserva che lo stato tensionale sul piano parallelo al piano
campagna (AB) si colloca su una retta che passa per lorigine ed
inclinata di . In relazione al punto M sul disegno si possono
leggere le due componenti di tensione.
La retta inviluppo di rottura si colloca pi in alto (per semplicit
si assume = 0).
Il circolo in figura fa riferimento alle condizioni di equilibrio
limite inferiore.
Per valutare lo stato tensionale su una parete verticale bisogna
individuare il polo P del circolo di Mohr. Mandando da P la
verticale (traccia del piano su cui voglio calcolare la spinta)
posso individuare il valore di pressione che voglio calcolare, cio
OA. Non una tensione principale, perch abbiamo una
componente tangenziale e una normale. Per cui in questo modo
mi calcolo la risultante e ricavo le componenti, conoscendo la
pendenza dellestradosso.
Metto poi in relazione tale risultante con perch una quantit che posso calcolare in modo semplice.
Ricavo infine un nuovo coefficiente di spinta attiva, funzione anche dellinclinazione dellestradosso .

= 0 = cos

=
= sin
= sin
cos ( 2 cos 2 2 cos 2 )0.5 cos (cos2 cos2 )0.5
= = = =
0 + cos + ( 2 cos 2 2 cos 2 )0.5 cos + (cos2 cos2 )0.5
cos (cos2 cos2 )0.5
= 0
= 0


cos + (cos2 cos2 )0.5

Le tensioni principali sono ruotate rispetto alla verticale e allorizzontale,


sono nelle direzioni a e b indicate in figura. I piani di rottura sono inclinati di

45 + 2
rispetto alla direzione della tensione principale minima.

EQUILIBRIO LIMITE DI UN MEZZO NON COESIVO DELIMITATO DA UN PIANO INCLINATO STATO LIMITE PASSIVO
In questo caso calcolo la tensione un un piano verticale allequilibrio
limite superiore. Il provedimento il medesimo. Il valore della tensione
OP.
cos + (cos 2 cos 2 )0.5
= 0

= 0


cos (cos 2 cos 2 )0.5

a e b in figura indicano ancora le tracce


dei piani di rottura. Sono inclinati di

45 rispetto alla direzione della
2
tensione principale massima.

Qui finisce il Metodo di Rankine.

41
TEORIA DI COULOMB (1776)
una teoria alternativa alla teoria di Rankine.
Si chiama teoria del cuneo di massima spinta perch lobiettivo dello
sviluppo analitico quello di individuare il cuneo per cui la spinta
massima.
La soluzione si basa sul metodo allequilibrio limite, ed uno dei
metodi a disposizione per valutare le condizioni di stabilit di unopera.
In questo metodo tipicamente si individua una superficie di scorrimento.
In figura si adotta la superficie rettilinea AC, che individua il cuneo ABC
potenzialmente instabile. Potenzialmente il cuneo che scivoler di
moto rigido lungo AC.
Lungo AC si deve ipotizzare una distribuzione tensionale (di sforzi). Lungo
tale superficie la distribuzione quella che soddisfa il criterio di rottura = tan + .
Applico poi una equazione di equilibrio globale, allintera porzione di terreno che si instabilizza.
Una volta scelta una generica superficie di scorrimento, si mettono in evidenza tutte le forze agenti sul cuneo:
Peso del cuneo di terreno , applicata nel baricentro del cuneo
Reazione che la restante porzione di terreno esercita sul cuneo potenzialmente instabile; si colloca sul
cono di attrito pari a (inclinata di tale angolo rispetto alla normale alla superficie di scorrimento), angolo
di resistenza al taglio del terreno. cos perch siamo in condizioni limite. Conosco la forza in direzione e
verso, ma non in modulo
Reazione che esercita il cuneo sul muro (uguale e contraria alla spinta del cuneo sul muro). inclinata di
un angolo rispetto alla normale al paramento interno del muro. esprime quindi langolo di attrito tra
2 3
muro e terreno (tipicamente = (3 4) ). posizionata sul cono di attrito sullinterfaccia muro
terreno perch siamo in condizioni limite.
La condizione di equilibrio espressa in forma grafica
dal triangolo delle forze.
Tranne il peso di cui conosco modulo, direzione e
verso, le altre forze le conosco solo in direzione e
verso.
Si prendono una molteplicit di superfici di
scorrimento (individuate in figura da un angolo
variabile) e individuo quello per cui la spinta
massima.
Riportando landamento di in funzione dellangolo
si ottiene una curva come quella in figura, che
presenta un massimo.
Lespressione della spinta attiva
1
= 2
2
con
sin2( + )
= 2
sin( + ) sin( )
sin2 sin( ) [1 + ]
sin( ) sin( + )
Nellespressione compaiono, oltre alla resistenza al taglio descritta da , delle variabili legate alla geometria del
problema ( inclinazione dellestradosso del terreno, inclinazione del paramento interno del muro) e langolo di
attrito tra muro e terreno .
In questa fase trascuro completamente il contributo di coesione. La coesione offre come contributo una forza che ha
la stessa direzione della superficie di scorrimento espressa come = = . Se introduco la coesione
si riduce la spina attiva.

42
Lapproccio alla Coulomb si pu poi anche applicare
nel caso di spinta passiva (equilibrio limite
superiore).
Il meccanismo di collasso in questo caso associato
ad una compressione del terreno. Mettendo in
evidenza il cuneo e le forze in gioco, cambiano le
forze e .
Entrambe sono posizionate in relazione al
meccanismo di scivolamento.
ha parte opposta rispetto al caso precedente
perch il cuneo scivola da parte opposta.
Anche in questo caso si parte da coesione nulla. Il
contributo di coesione sempre diretto lungo BC, da
C verso B. Se c coesione la spinta passiva aumenta.
In questo caso la curva che rappresenta rispetto
allangolo presenta un minimo.
Lespressione della spinta passiva
1
= 2
2
con
sin2( )
= 2
sin( + ) sin(
+ )
sin2 sin( + ) [1 + ]
sin( + ) sin( + )

Considerazioni sulle ipotesi del metodo e sulla sua applicabilit:


Con lapproccio di Coulomb (anche per Rankine) si ipotizzano superfici di
scorrimento piane. Ma in presenza di attrito la superficie di scorrimento non
piana, soprattutto pi in profondit. Il fatto che tale superfice sia non
piana comporta un effetto sullentit della spinta stessa, attiva o passiva che
sia.
Spinta attiva: se sfrutto la teoria di Coulomb commetto un errore in
favore di sicurezza, perch sovrastimo la spinta attiva.
Spinta passiva: se sfrutto la teoria di Coulomb, si
sovrastima la resistenza passiva, quindi commetto un
errore che non a favore di sicurezza. sconsigliato
quindi questo metodo per la sua stima.
In questo caso esistono approcci differenti per
calcolare la spinta (resistenza) passiva: ad esempio
Packshaw (1969), per il tratto della superficie di
scorrimento BC, ipotizza un arco di circonferenza,
Caquot e Kerisel (1948) ipotizzano un arco di ellisse;
James e Bransby (1971), Shields e Tolunay (1972, 1973), Terzaghi e Peck (1967) ipotizzano una porzione di
spirale logaritmica).
Errori commessi:
= 0.30 per superficie piana = 4.95 per superficie piana
= 30 { ;{
= 0.38 per spirale logaritmica = 4.66 per spirale logaritmica
= 0.5
= 0.21 per superficie piana = 11.83 per superficie piana
= 40 { ;{
{ = 0.18 per spirale logaritmica = 4.58 per spirale logaritmica

Se aumento il rapporto , la differenza di drastica:
= 80.64 per superficie piana
= 1 = 40 {
= 18.28 per spirale logaritmica

43
Modalit di rottura di un muro di sostegno a gravit: si mobilita la spinta attiva.

Strutture di tipo flessibile: ad esempio una paratia, resiste solamente grazie alla resistenza passiva che si sviluppa a
valle. Se presente anche un tirante, esso aiuta la spinta passiva.

Diaframma a mensola: Diaframma con ancoraggio in Diaframma con ancoraggio in


diagrammi delle caratteristiche di testa e sezione libera alla base testa e sezione di base fissa
sollecitazione

Le modalit di rottura delle opere di sostegno flessibili possono essere: rotazioni in avanti (a) o intorno al punto di
ancoraggio (b), eccesso di deformazione (c), cedimenti a monte (d), sollevamento (e), stabilit globale (f).

44
RAPPRESENTAZIONE DEGLI STATI TENSIONALI E CONDIZIONI CRITICHE PER LA STABILIT DI UNOPERA METODO
DELLO STRESS PATH
Metodo che permette di valutare le condizioni pi gravose su opere geotecniche pi comuni.

Comuni situazioni di carico in sito e il corrispondente modello in


laboratorio.
1. Trasferire un carico ad un substrato di fondazione: il
semi spazio di terreno viene caricato con un rilevato.
2. Muro di sostegno e sviluppo di una spinta attiva nei
confronti di cui si progetta la struttura stessa.
3. Scavo.
4. Problema di spinta passiva o resistenza passiva,
associato alla presenza di una struttura di sostegno
flessibile.
Viene messo in evidenza per ogni caso una superficie di scorrimento
probabile e, con riferimento ad essa, si messo in evidenza un
elemento di terreno generico e rappresentativo, per valutare lo
stato tensionale indotto su di esso.
1. Incremento della tensione verticale. Nel caso di rilevati
di piccola dimensione prevalente sullincremento della
tensione orizzontale, che comunque presente; per
rilevati molto estesi abbiamo solo un incremento di
tensione verticale.
2. Un elemento sulla superficie di scorrimento a monte dellopera interessato da una riduzione della
tensione orizzontale.
3. Elemento di controllo sotto lo scavo. Da uno stato tensionale iniziale si ha una riduzione della tensione
verticale. Se lo scavo su unarea limitata si ha anche una diminuzione di tensione orizzontale.
4. Si ha un aumento della tensione orizzontale rispetto allo stato tensionale iniziale.

PERCORSI DI CARICO ESEGUIBILI IN UNA CELLA TRIASSIALE AVANZATA.


1 + 23
=
3
1 + 23
=
3
= 1 3
I percorsi si tracciano sul piano triassiale ,
TXCD prova di compressione triassiale standard: il percorso
tensionale, a partire dalla tensione a cui consolido 1 = ,
inclinato 1/3.
Si possono eseguire anche prove in scarico: prove in cui il
provino compresso viene associato a uno scarico, applicando
una riduzione della tensione radiale 3 . In questo caso il
percorso tensionale inclinato di 2/3.
Finch ci si muove nella direzione delle positive si ha
sempre un materiale che viene compresso.
Si possono anche eseguire delle prove in estensione: aumento la tensione orizzontale, mantenendo orizzontale la
verticale, oppure a partire da tensione radiale fissa riduco quella che agisce assialmente.
I percorsi tensionali si sviluppano quindi da parti opposte rispetto allasse : quelli sotto sono percorsi tensionali per
estensione, quelli sopra per compressione.
Per tensioni deviatoriche positive, posso avere compressioni per carico o per scarico.
Per tensioni deviatoriche negative, il percorso blu si ottiene come estensione per carico (aumento il carico radiale)
mentre quello verde si ottiene per scarico (diminuisco il carico assiale, come nel caso di uno scavo).

Quali sono le condizioni pi gravose ai fini di instabilit? Per capire se devo fare verifiche nel breve o nel lungo
termine (verifica in condizioni drenate o meno).

45
I percorsi tensionali sono rappresentati sul piano , , variabili di tensioni parenti di , .
Si sintetizza tutta linformazione racchiusa nella rappresentazione di Mohr (che sarebbe molto complessa) in un
punto (il pi alto del circolo, ovvero quello caratterizzato da ). Alla fine una linea descrive il percorso tensionale.
1
= (1 3 )
{ 2 coordinate del punto con max
1
= (1 + 3 )
2
Questo tipo di rappresentazione adatto per problemi piani, in cui rappresento = 1 e = 3 .
1 1
= ( ) = ( )
2 2
1
= ( + )
2
1
{ = ( + )
2
Queste sono le variabili per descrivere i percorsi tensionale.

RILEVATO MESSO IN OPERA SU UN TERRENO NC


Ho un substrato di terreno su cui costruisco un rilevato. Il piano di falda
prossimo al piano campagna.
Si sviluppano istantaneamente delle , che si dissipano
istantaneamente se il substrato a grana grossa, mentre se a grana
fine richiedono tempo per dissiparsi.
Per un terreno NC: costruisco un rilevato e ipotizzo una generica
superficie di scorrimento (tracciata in figura). Su questa superficie
individuo un elemento di controllo su cui faccio considerazioni in merito
allo stato tensionale.

Si parte dallo stato tensionale iniziale A (0 , 0 ), precedente alla
costruzione del rilevato ( = 0). Questo stato tensionale iniziale parte
da un punto sul piano , che non coincide con un punto sullasse (il
terreno non si trova in uno stato tensionale isotropo, bens anisotropo).

In particolare, A si trova sulla retta 0 (perch 0 = 0 0 ) inclinata
10
di un angolo = .
1+0
Costruendo il rilevato su un substrato argilloso, sul confine ho il percorso di tensione totale AD (non inclinato di 45).
Nel frattempo si sviluppano sovrappressioni neutre > 0: il percorso tensionale efficace si sviluppa verso le
decrescenti (AB).
Per capire se il meccanismo di collasso si sviluppa subito o nel lungo termine, disegno il criterio di rottura di Mohr
Coulomb sul piano , : lequazione in questo caso del tipo:
1 3 1 + 3
= sin = sin
2 2
La pendenza di tale retta quindi = sin .
La rottura si verifica quando le tensioni efficaci soddisfano il criterio di rottura (intersezione del percorso rosso con la
retta limite: punto C).
Se il percorso di carico tale per cui non si arriva alla retta limite, concluso il processo di carico le si dissipano nel
tempo. Dal punto B si va verso il punto D, perch diminuisce. Nel lungo termine lo stato tensionale in D, nel
breve termine in B.
Le condizioni pi gravose sono quelle nel breve termine. In un caso del genere, se avviene la rottura, avviene nel
breve termine, perch siamo pi vicini alla retta limite. Devo fare una verifica nel breve termine, quando nel
substrato ho le con la distribuzione pi complessa: non so valutarle, quindi la verifica difficile.
Rinuncio a una verifica in termine di tensioni efficaci e la faccio in termini di tensioni totali: il parametro di resistenza
al taglio che utilizzo .

46
RILEVATO MESSO IN OPERA SU ARGILLA COMPATTA MOLTO SOVRACONSOLIDATA
La struttura la stessa del caso precedente, ma il substrato su cui
costruisco argilloso e sovraconsolidato.
Rispetto a prima:
Cambia lo stato tensionale iniziale dellelemento di controllo

(0 , 0 ): per un materiale molto sovraconsolidato ( molto

grande) 0 > 1 0 , < 0 < 0. Lo stato tensionale cade
sempre sulla retta 0 , ma 0 > 1. Parto quindi dal semipiano con
< 0.
Linviluppo di rottura curvilineo con un intercetta di coesione
(non passa per lorigine).
Il percorso tensionale totale lo stesso visto per il caso
precedente, perch il rilevato sempre lo stesso; cambia il
percorso tensionale efficace, perch le che si sviluppano sono
inizialmente positive, poi diventano negative (largilla fortemente
sovraconsolidata avrebbe tendenza dilatante e non potendolo
fare sviluppa sovrappressioni neutrali negative).
Il percorso tensionale diventa quindi quello rosso ABB. Quando le
si dissipano, si passa dal punto B al punto D.
Osservando lo stato tensionale nel breve termine B e nel lungo termine D,
pi gravosa ai fini della stabilit la situazione a lungo termine: eseguo quindi una verifica in termini di tensioni
efficaci, con i parametri e .

Nellosservare le immagine, si vede che il percorso tensionale totale gi stato depurato della pressione neutra
associata alle condizioni di falda, cio in condizioni di equilibrio:
= 0 con TPS = total stress path
Il punto D, quindi, nel lungo termine (quando le sovrappressioni si dissipano) rappresenta uno stato tensionale
efficace.
Se il substrato fortemente sovraconsolidato, il problema della rottura poco sentito. Perch il percorso tensionale
passi da parte opposta rispetto al percorso occorrono livelli deformativi piuttosto elevati. Quindi avendo a che
fare con questo tipo di materiale verosimile che i percorsi totali ed efficaci si mantengano in una porzione del
piano comunque distante dalla retta limite.

VERIFICA DI STABILIT DI UNA STRUTTURA DI SOSTEGNO


In questo caso un muro di sostegno a gravit, si ha a che fare con un
terreno che corrisponde ad una argilla NC.
Metto in evidenza la superficie di scorrimento curvilinea, perch si ipotizza
attrito tra il muro e il terreno a tergo. Individuo su di essa un elemento di
controllo.
Quando si verifica un fenomeno di instabilit o un movimento rigido tra
due porzioni di terreno a tergo del muro, lelemento in esame viene
interessato da una compressione per scarico (scarico laterale).
Lammasso di terreno, poich si riduce la tensione orizzontale,
interessato da una espansione laterale.
Il percorso tensionale quello tipico di una compressione per scarico, per
riduzione della tensione orizzontale. Il percorso tensionale totale e va
in direzione di una riduzione della pressione media.
Il materiale coinvolto una argilla NC: lo stato tensionale di partenza nel
punto A si trova sulla retta 0 (in questa rappresentazione ha una
1
pendenza = 1+0 ) che giace sul semipiano delle positive.
0
Per descrivere landamento del percorso tensionale efficace, si deve
pensare a quello che sarebbe il comportamento sperimentale. una argilla NC che, soggetta a compressione per
carico, avrebbe sviluppato positive in condizioni non drenate. Se sottopongo lo stesso materiale ad una
compressione per scarico si sviluppano sovrappressioni di segno esattamente opposto a quello che ottengo in

47
condizioni di compressione per carico. Per questo il percorso tensionale efficace, spostandosi da A a B si sviluppa a
destra di quello totale.
Fino a qui ho descritto il breve termine. Nel lungo termine, dando la possibilit alle di dissiparsi, lo stato
tensionale passa da B a D. Quindi, osservando la figura, la situazione pi gravosa ai fini della stabilit quella del
lungo termine, quando lo stato tensionale efficace rappresentato dal punto B.
La verifica si far in termini di tensioni efficaci, in condizioni drenate.

VERIFICA DI STABILIT DI UNOPERA DI SOSTEGNO FLESSIBILE (caso da sapere bene per lesame!!!!!!)
Si analizza il caso di una paratia tirantata. una parete di sostegno che resiste
non solo in funzione della spinta passiva che si sviluppa a valle della paratia
stessa, ma resiste anche in funzione dellazione del tirante, collegato a qualche
ancoraggio.
Si individuano in modo semplice i profili di spinta da una parte e dallaltra.
A valle ho un profilo tutto di resistenza passiva, a monte ho la spinta attiva in
base a cui dimensiono la struttura.

Fasi di realizzazione di una paratia:


1. Infissione paratia nel terreno.
Si ha il semispazio di terreno in cui prevista
linfissione della struttura di sostegno flessibile
(palancola metallica ad esempio).

2. Prima fase di scavo: il terreno a tergo viene sostenuto dalla paratia. uno scavo
piccolo.

3. Messa in opera dei tiranti di ancoraggio

4. Ripresa delle operazioni di scavo, fino alla quota di fondoscavo finale.

Operazione ideale in ambito urbano, perch non si occupano molto gli


spazi adiacenti alla costruzione.
Nel caso della nostra struttura di sostegno, si mette in evidenza un
elementino di terreno che si trova nella porzione di terreno a valle della
struttura, dove agisce la resistenza passiva.
Esso posizionato lungo una superficie di scorrimento generica. Anche in
questo caso, si fa lipotesi che il terreno sia una argilla NC.
Individuo sul piano lo stato tensionale iniziale che compete a tale
elemento, per le considerazioni fatte nei casi precedenti: il punto A
posizionato sulla retta 0 .
Il percorso tensionale che interessa lelementino la combinazione di due
percorsi diversi.
1. Inizialmente si ha uno scavo: lelemento soggetto a una
estensione per scarico. (Percorso AB in figura)
2. La paratia ha la possibilit di deformarsi. Se lo scavo ridotto la
deformazione minore. Lelemento di terreno, oltre ad una
48
estensione per scarico, anche interessato ad una compressione laterale a causa della deformazione della
paratia. Se aumento la tensione orizzontale si ha una estensione per carico. (Percorso AD in figura)
A sempre interessato da una estensione:
1. Quella associata allo scavo per scarico;
2. Quella associata alla deformazione della paratia per carico.
Poich le situazioni avvengono quasi contemporaneamente devono essere combinate.
Linviluppo di rottura viene rappresentato nel semipiano delle t negative, perch un inviluppo di rottura in
estensione: associato che la rottura avviene sempre a taglio, ma in un percorso tensionale in estensione (aumento
lo sforzo radiale). La resistenza in estensione pi bassa di quella in compressione, quindi ho un minore di quello
che troverei in compressione.
I percorsi tensionali efficaci devono essere confrontati con questo inviluppo di rottura che esprime una resistenza in
estensione.
1. Iniziale estensione per scarico: il percorso tensionale ricalca lestensione per scarico, rappresentata dalla
retta AB. Se scaricassi e basta, lo stato tensionale si sposterebbe indefinitamente lungo AB. Il percorso
tensionale dellelementino inizialmente si sovrappone alla linea di estensione per scarico AB, fino ad un
generico punto F.
2. La struttura si deforma: inizia a svilupparsi una compressione laterale. Ecco che il percorso tensionale totale
cambia direzione, perch tende a diventare parallelo al quello che laltro percorso di riferimento, cio
quello di estensione per carico associato alla spinta passiva (AD).
Il percorso totale complessivo nasce dalla combinazione dei due percorsi: allinizio comanda solo lo scavo, poi
interviene la deformazione della struttura. Il percorso tensionale totale AFG, si ha un cambio di direzione che lo
porta parallelo ad AD (estensione per carico).
In termini di tensioni efficaci (percorso AEG): inizialmente il percorso tensionale efficace si colloca a destra di quello
totale. In quella fase si sviluppano negative, finch lo scarico a comandare. Quando interviene la spinta passiva
si sviluppano positive.
Se nel breve termine questa la situazione di riferimento, nel lungo termine la dissipazione di sovrappressioni
positive (EG) porta lo stato tensionale efficace da E a G.
Quali sono le condizioni pi gravose per la stabilit? Siamo pi vicini allinviluppo di rottura nel breve termine, quindi
se si verifica rottura avviene subito dopo la costruzione della struttura.
Non so valutare bene le in questa fase, quindi ricorro a una analisi in termini di tensioni totali (chiamo in causa la
resistenza al taglio non drenata ).
Altra considerazione: a seconda di come la paratia viene progettata, possibile che la situazione appena descritta
non sia quella pi rispondente al caso da affrontare. La situazione appena descritta quella in cui predomina la
spinta passiva sullo scavo. A seconda della profondit di infissione e dellentit dello scavo, pu prevalere
questultimo sulla spinta passiva. Il percorso tensionale totale diventa AFG. Il peso dello scavo nel percorso
tensionale predominante. Il percorso tensionale efficace AEG si colloca qualitativamente a destra, quindi si
sviluppano tutte negative.
Confrontando gli stati tensionali efficaci nel breve (E) e nel lungo termine (G) con la retta limite, trovo che sono pi
vicino ad essa nel lungo termine. In questo caso la verifica viene fatta in termini di tensioni efficaci, una verifica
drenata.
A priori non posso sapere quale meccanismo prevale in una paratia, quindi vanno effettuate entrambe le verifiche.

COSTRUZIONE GRADUALE DI UN RILEVATO


Quand che si ricorre alla costruzione graduale di un rilevato? Quando ho un substrato di fondazione di cui non mi
fido molto, di cui so a priori di non poter contare su una molto elevata.
Quello stesso rilevato affrontato nel primo caso viene costruito in due o pi fasi, aspettando lesaurirsi del processo
di consolidazione, per contare su una riserva di resistenza.
Costruisco la prima porzione (2) del rilevato. Metto in evidenza una possibile superficie di scorrimento e un
elemento di controllo su di essa. Il substrato di argilla NC.
Il punto A nel piano si trova sulla retta 0 (non rappresentata).
Sono in un tipico caso di compressione per carico:
1. Percorso delle tensioni totali AD 2. Percorso delle tensioni efficaci AB
So che la rottura, se si verifica, nel breve termine.

49
Durante la fase di dissipazione, lo stato tensionale efficace non va in D ma in
E. Infatti, in fase di dissipazione delle sovrappressioni si passa da uno stato
completamente non drenato a uno stato completamente drenato.
In condizioni non drenate la variazione di volume nulla, quindi il modulo
volumetrico di quel terreno infinito (infinita rigidezza in confronto di
variazioni di volume, solo variazioni di forma). Questa situazione
corrisponde ad un coefficiente di Poisson = 0.5, quindi un modulo
volumetrico = .
In condizioni drenate ha il valore tipico di una argilla: = 0.2 0.3.
Interpretazione elastica del comportamento del terreno in fase di
dissipazione delle :

0 = approccio elastico
1
Cambiando il coefficiente di Poisson, 0 cambia continuamente, durante
tutto il processo di dissipazione. SI riduce quindi la tensione orizzontale.
Questo spiega perch, al termine della consolidazione non sono nel punto D ma nel punto E.
Esaurito il processo di consolidazione carico nuovamente: da E il percorso delle tensioni totali parallelo ad AD. Le
tensioni efficaci seguono il percorso EF, perch si sviluppano sovrappressioni positive.
Per queste considerazioni, la rottura nel breve termine. Si fa una analisi quindi di tipo non drenato, in termini di .
Il ricorso ad una costruzione graduale permette di far affidamento su una riserva di resistenza che non avrei se avessi
costruito tutto in una volta (avrei intercettato la retta limite con il percorso tensionale ABC efficace e ci sarebbe stato
un collasso, prima del completamento del rilevato!).
Con una costruzione graduale osservo che la rottura, se si verifica, avviene quando il percorso tensionale efficace
raggiunge il punto G, molto pi elevato di C in termini di resistenza al taglio.
un incremento della resistenza al taglio non drenata, di cui posso beneficiare solo con una costruzione
graduale del rilevato.
La resistenza al taglio non drenata non un parametro fisso, ma funzione del livello tensionale.
Dalle prove triassiali consolidate non drenate:
1. Il laboratorio funzione di , cio della tensione con cui consolido
2. In sito funzione di

( ) = 0.22 0.03, quindi se cambia 0 cambia anche !
0

SCELTA DEI PARAMETRI NELLE ANALISI DI STABILIT


1. Individuare la tipologia del problema di carico: carico o scarico,
estensione o compressione. Quindi i percorsi tensionali sono suddivisi
in 4 grandi famiglie. indipendente dalla tipologia del materiale.
2. Storia tensionale del deposito: entro nel merito di quale sia il
materiale e considero se il deposito NC o OC, perch la risposta in
termini di dipende proprio dalla storia tensionale.
3. Condizioni critiche
a. A breve termine: immediatamente dopo la costruzione
dellopera.
i. Analisi in termini di tensioni totali.
Il parametro
b. A lungo termine: dopo che le si sono completamente
dissipate.
i. Analisi in temini di tensioni efficaci.
I parametri sono e

necessario caratterizzare il deposito in maniera corretta, quindi


definire i giusti parametri per il terreno.
I parametri geotecnici vanno determinati sperimentalmente, perch sono
variabili caso per caso (nulla toglie che per una tipologia di terreno ci sia una variabilit limitata nei valori, ma
comunque il parametro cambia da caso a caso).

50
INDAGINI GEOTECNICHE

CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA DEL SUOLO MEDIANTE PROVE IN SITO


La caratterizzazione geotecnica di un deposito comprende:
1. Definizione della stratigrafia: devo vedere le diverse tipologie di terreno che incontro dal piano campagna
scendendo in profondit fino a dove mi interessa;
2. Determinazione delle condizioni di falda: devo sapere landamento delle pressioni neutre nel sottosuolo in
condizioni di equilibrio, in particolare se sono presenti degli acquiferi connessi o disconnessi tra loro;
3. Individuazione della storia tensionale e dello stato tensionale attuale: devo conoscere il parametro e,

per lo stato tensionale attuale, e 0 ;
4. Determinazione della permeabilit: coefficiente di permeabilit ;
5. Determinazione delle propriet meccaniche: , , , conoscere le propriet di compressibilit (definite con
la prova edometrica), il coefficiente di consolidazione .
A tale scopo si ricorre a:
Prove di laboratorio su campioni indisturbati (non sempre facile poterlo fare, soprattutto con i terreni a
grana grossa: campioni di questo tipo in genere vengono ricostituiti in laboratorio);
Prove in sito.

FINALIT DELLE INDAGINI IN SITO MEZZI DI INDAGINE


Sondaggi
Profilo stratigrafico Prove penetrometriche
Dilatometro
Pressiometro
Prove penetrometriche statiche e dinamiche
Deformabilit Dilatometro
Prova di carico su piastra
Prove geofisiche
Pressiometro
Prove penetrometriche statiche e dinamiche;
Resistenza al taglio Dilatometro;
Prova scissometrica;
Prova di carico su piastra
Pressiometro
Pressione orizzontale a riposo (0 )
Dilatometro

Da notare che non tutte le strategie sperimentali disponibili sono adatte a determinare un qualsivoglia parametro.

VANTAGGI DELLE PROVE IN SITO SVANTAGGI DELLE PROVE IN SITO


Rapide ed economiche; Condizioni al contorno di complessa
Descrizione continua con la profondit; individuazione;
Maggiore volume di terreno investigato; Condizioni di drenaggio spesso incerte;
Stato tensionale e permeabilit definite meglio. Effetti di disturbo indotti sul terreno circostante
Necessit di ricorrere a correlazioni empiriche.
In sede di programmazione delle indagini occorre decidere:
Numero, tipologia ed ubicazione dei punti di indagine;
Profondit da raggiungere.
Dipendono dal tipo di opere che stiamo considerando:

51
Primo obiettivo da conseguire per la caratterizzazione di un terreno la DEFINIZIONE DELLA STRATIGRAFIA. Esistono
vari metodi:
Metodi diretti
o Sondaggi, con estrazione continua di carote o di campioni rimaneggiati o indisturbati;
o Scavi ispezionabili
Metodi indiretti (quelli che vediamo noi)
Comprendono tutte quelle procedure che misurano la variazione di determinate caratteristiche e permettono di
risalire alla definizione del profilo stratigrafico.

CAMPIONATORI:

(Def.) Un campione indisturbato un campione che conserva la struttura, il contenuto di acqua e la composizione
chimica del terreno in sito, e che risulta quindi rappresentativo ai fini della determinazione dei parametri di
resistenza al taglio, deformabilit,
permeabilit.

I risultati delle indagini (e in particolare dei


sondaggi) devono essere interpretati e
sintetizzati per fornire una rappresentazione
delle formazioni indagate: costruisco una
colonna stratigrafica in cui graficamente sono
rappresentate le diverse tipologie di terreno,
con a fianco una breve descrizione testuale
(simbologia e termini consigliati nelle
Raccomandazioni AGI).

52
LA PROVA PENETROMETRICA STATICA (CPT)
Prova pi largamente utilizzata nella pratica professionale ai fini della caratterizzazione dei
depositi.
Consiste nellinfiggere nel terreno una punta conica a velocit di avanzamento costante (la
velocit standard pari a 2 /), misurando due grandezze di base:
Lo sforzo necessario per la penetrazione della punta, (resistenza alla punta);
Lattrito laterale che si sviluppa sul manicotto posto al di sopra della punta, .
Evoluzione: se la punta munita di settore poroso (pietra porosa, tipicamente un
materiale ceramico) e relativo trasduttore (piezocono), viene misurata anche la pressione
nei pori . La possibilit di poter avere anche questa infrmazione sulla pressione neutra
enfatizza di molto le capacit di caratterizzazione di questa strumentazione.
La pietra porosa pu essere inserita in varie posizioni della punta:
A met: la relativa misura di pressione neutra si indica con 1 ;
Alla base della punta: la relativa misura di pressione neutra si indica con 2 .
La misura delle pressioni neutre quindi non la stessa a seconda di dove viene posizionata la pietra.

Lattrezzatura comprende un sistema di


aste per linfissione della punta
penetrometrica e un dispositivo di
spinta, zavorrato e/o ancorato.
Le aste vengono avvitate una allaltra
per arrivare alla profondit di infissione
desiderata.
La strumentazione di spinta in genere
installata allinterno di un furgone che
garantisce il necessario zavorramento.

PROVA PENETROMETRICA STATICA MECCANICA O PUNTA BEGEMANN


Definita meccanica quando la misura della spinta viene fatta in superficie,
misurando la pressione esercitata sulle aste di manovra.
Prevede che la punta sia telescopica: misure separate, prima avanza la punta, poi
il manicotto.
Il penetrometro a punta meccanica utilizza una batteria di aste interne per
infiggere la punta indipendentemente dalle aste di spinta
La prova presenta il vantaggio di avere bassi costi e semplicit operativa.
La prova affidabile in terreni omogenei di consistenza medio-elevata.
Prova ampiamente utilizzata nella pratica professionale

53
PROVA PENETROMETRICA STATICA ELETTRICA
La resistenza alla punta e lattrito laterale locale vengono misurati mediante
trasduttori montati direttamente al di sopra del cono (misure fatte localmente).
La misura locale molto pi accurata della misura in superficie.
Costa di pi, soprattutto la manutenzione.
La strumentazione standardizzata: requisiti specifici.

PIEZOCONO (CPTU)
uno sviluppo ulteriore della punta elettrica.
Una pietra porosa collegata ad un trasduttore permette di misurare la
pressione dellacqua interstiziale durante lavanzamento.
Schema a sinistra: quello ideale con la pietra porosa sulla punta, ma non
utilizzabile perch in infissione si riempirebbe di materiali fini e quindi dopo
poco risulta inutilizzabile.
Schema di destra: quello pi usato, con la pietra porosa alla base del cono per
la misura di 2 .

La punta elettrica si pu adattare con una molteplicit di trasduttori. Ad esempio il piezocono sismico.

PIEZOCONO SISMICO (SCPTU): punta penetrometrica elettrica con piezocono.


Linserimento di un geofono sulla punta permette di misurare la velocit ( ) delle onde sismiche.
In sito, la perturbazione viene generata in superficie con un martello, sotto forma di onde di taglio. Le onde vengono
misurate in profondit dal geofono e la velocit viene data da un rapporto tra spazio percorso e tempo.

INTERPRETAZIONE DELLA PROVA:


Durante la prova si misurano:
Resistenza alla punta ;
Attrito laterale ;
Pressioni neutre (se presente piezocono, prova
CPTU) (profilo in blu).

54
Subito si possono calcolare:

Rapporto di frizione = 100 (se ho piezocono)


= 100 (punta Begemann)

Si traccia anche questo profilo, unitamente a quello dellattrito laterale.

Resistenza alla punta corretta = + (1 )

Questo perch nel piezocono si crea un incavo in cui penetra acqua, quindi
risente anche della pressione dellacqua.
Il parametro graficato nella prova proprio .

PRESENTAZIONE DELLE MISURE: , , ,

A seconda della collocazione della


pietra porosa (filtro) ho una diversa
risposta della pressione neutra:
posso avere due profili diversi (a) e
(b).

APPLICABILIT DELLE PROVE


PENETROMETRICHE.
La strumentazione si pu utilizzare nei
terreni, non nelle rocce e non nelle ghiaie
(quando incontro un banco di ghiaia la
prova va a rifiuto: la prova si interrompe).
La prova funziona bene su tutte le altre
tipologie.

55
Cosa si pu determinare con questa prova:
Profilo stratigrafico;
Parametri di compressibilit e
deformabilit;
Parametri di resistenza a taglio;
Caratteristiche di consolidazione in
terreni coesivi (solo con
piezocono);
Storia del deposito (solo con
piezocono).

Con la prova penetrometrica si devono adottare approcci interpretativi diversi a seconda del tipo di terreno che mi
trovo davanti.
1. Terreni coesivi: posso determinare
a. Resistenza al taglio non drenata ;
b. Modulo confinato ;
c. Grado di sovraconsolidazione ;
d. Modulo di elasticit trasversale 0 ;
e. Coefficiente di consolidazione .
2. Terreni incoerenti
a. Densit relativa ;
b. Parametro di stato ;
c. Angolo di resistenza al taglio ;
d. Modulo di elasticit trasversale 0 .
3. Terreni limosi (terreni intermedi): non ci sono ancora approcci interpretativi affidabili, perch in questi
materiali si verifica il fenomeno del parziale drenaggio .

PROVA PENETROMETRICA PER DEFINIRE LA STRATIGRAFIA


Guardando il profilo, solo da una analisi visiva si capisce la tipologia di materiali attraversati:
I terreni a grana grossa hanno resistenza alla punta pi elevata (fino a 30 ), i terreni a grana fine hanno
resistenza alla punta fino a 2 ;
Andamento del profilo delle pressioni neutre: dove non c la falda non misuro pressione neutra. Iniziano
sotto falda. Fino a che il piezocono si muove in strato sabbioso, la pressione neutra coincide con la pressione
0 , perch non si generano delle sovrappressioni neutre. Quando si entra nello strato di argilla si sviluppano
sovrappressioni neutrali positive (materiale con vocazione contraente che, non potendo farlo, sviluppa
sovrappressioni negative). Dove si sviluppano delle sovrappressioni negative, il comportamento del terreno
di tipo dilatante. Nel materiale granulare ho
un avanzamento di tipo drenato, nei materiali
a grana fine ho un avanzamento di tipo non
drenato.

La definizione di un profilo stratigrafico


dettagliato per non semplicissimo.
Per costruirla nel dettaglio ci vogliono
strumenti pi affinati.

56
Guida per la stima del tipo di terreno da risultati di prove CPT con la
punta meccanica tipo Begemann (Schmertmann, 1969): carta di
Begemann.
In ascissa ho il rapporto di frizione, in ordinata la resistenza alla punta.
Il dominio poi organizzato in sottodomini, per classificare al meglio il
terreno che ci si trova davanti.

Carte di classificazione di Robertson: nate per le prove elettrice CPT e


le CPTU.

Prima versione della carta, basata sulla classifica dei terreni con due grafici in coppia.
A sinistra: in ordinata resistenza
alla punta e in ascissa il rapporto
di frizione
A destra: in ordinata la resistenza
alla punta e in ascissa il
parametro delle pressioni neutre

=
0
Si individuano 12 regioni: i
numeri pi bassi individuano i
terreni a grana fine (blu), i terreni
limosi sono in verde, in giallo le
sabbie.
I numeri 11 (argille molto sovraconsolidate fessurate) e 12 (sabbie cementate) sono pi problematici.
Nella seconda carta, i terreni a grana grossa sono tutti concentrati dove il parametro delle pressioni neutre pi
prossimo allo 0. Classi con il numero pi alto: terreni a grana grossa. Pi si sale di numero, pi un terreno a grana
grossa pulito.

Seconda versione della carta: classifica che si utilizza universalmente. Sono ancora due grafici.
Differenze dalla precedente:
1. Si utilizzano misure
normalizzate, soprattutto per la
resistenza alla punta:
0
=
0
la resistenza alla punta
normalizzata. Si ricorre a questo
perch funzione del livello
tensionale, quindi in questo
modo si riesce ad inquadrare
materiali dello stesso tipo nella
stessa regione del grafico,
anche se sono sottoposti a livelli
tensionali differenti (diversa
profondit).
Il livello di frizione anchesso viene normalizzato rispetto a 0.
2. La classifica semplificata rispetto alla precedente, perch ho meno regioni.

57
Le carte di Robertson si chiamano carte di classificazione, ma in realt dovrebbero essere intese come carte che
restituiscono il tipo di comportamento del materiale. Ecco perch dal suo autore e da chi le usa sono indicate come
SBT chart (Soil Behaviour Type chart), cio carte di comportamento del terreno. Non restituisce quindi la classe
granulometrica, ma la risposta meccanica, ad esempio di tipo clay o sand type. Raramente c un completo
disaccordo. Soprattutto con le miscele, ad esempio un limo, la classifica restituisce spesso una risposta di tipo
argilloso.
I risultati della classifica sono due profili SBT, in cui sono indicate le classi (ultime due colonne in figura)

Non necessariamente le due carte danno a tutte le profondit lo stesso risultato: possono anche essere in
disaccordo.

Forma speditiva per classificare il terreno: spesso si fa riferimento ad un indice


di materiale
= [(3.47 log )2 + (log + 1.22)2 ]0.5
funzione di e del rapporto di frizione .

A valori costanti di ho delle linee che separano i vari domini sullabaco di


Robertson.

INTERPRETAZIONE NEI TERRENI A GRANA FINE


Lavanzamento della punta nei terreni a grana fine generalmente NON
DRENATO. Questo comporta lo sviluppo di sovrappressioni interstiziali
(positive se il materiale ha tendenza contraente, come una argilla NC;
negative se il materiale ha tendenza dilatante) la cui misura estremamente utile.
Il profilo in figura fa riferimento a un terreno a comportamento prevalentemente
contraente.
I metodi di interpretazione delle misure in sito (per ricavare i parametri desiderati)
fanno riferimento a:
Soluzioni teoriche basate su assunzioni semplificate:
o Riconducono il problema di interpretazione a un problema di
capacit portante (BCT)
o Espansione delle cavit in un mezzo elastoplastico (CET)
o Metodo dello strain-path (SPM)
o Approcci numerici (FEM)
Correlazioni di tipo empirico.
In generale vengono usate correlazioni di tipo empirico, che per hanno anche avuto riscontro sulle soluzioni
58
teoriche proposte nel tempo.
Uno dei calcolo pi immediati da fare nelle argille ricavare la resistenza al taglio non drenata
0
=

dove = 10 20 un fattore di capacit portante.
Una relazione di questo tipo stata ricavata come correlazione empirica, ma ha una sua giustificazione nelle
soluzioni teoriche sviluppate.
dipende da una molteplicit di fattori:
Indice plastico;
OCR;
Effetto scala;
Velocit di deformazione;
Test di riferimento per la : perch a seconda del test di laboratorio che eseguo non ricavo sempre la stessa
, perch risente degli effetti della anisotropia.
Tipicamente si adotta un valore di = 15 20; dipende da quanto si vuole essere cautelativi.
stata sviluppata una correlazione che permette, nei terreni a grana fine, di ricavare (Senneset et al.), anche se
sembra strano perch si tratta di prove non drenate:
= ( , )
Controllare sempre che la correlazione sia adatta per il materiale in esame, che vengano valori che possano essere
realistici.

Modulo confinato : = 8.25 ( 0 ) Kulhawy & Mayne (1990)


linverso di , parametri ricavabile da una prova edometrica. un parametro che descrive la compressibilit
del terreno.

Rapporto di sovraconsolidazione : esistono molte correlazioni. Le pi affidabili sono:



= ( 0 ) = = 0.3, Powell et al. (1988)
0
Il problema ruota intorno alla scelta di . Il serve solo per una prima stima.
1
1


= 2 [1.95+1 ( 2 )] 1.2 0.75, Mayne (1991)
0
A differenza della formula precedente, ottenuta per via teorica ed anche pi difficile da applicare
perch al denominatore compare , pendenza della retta della linea dello stato critico sul piano , ,
perch la soluzione teorica stata ricavata nellambito della teoria dello stato critico.
1.2 significa assumere a priori che abbia un = 30, ma una argilla lo avr pi basso verosimilmente.

Per una argilla NC si ha = (2.5 5)0 , al fi fuori di questi valori si tratta di materiali OC.

Rigidezza: le stime della rigidezza basate sui valori di sono


spesso poco affidabili, ovvero la prova CPT/CPTU non il metodo
pi affidabile. Questo perch sono a grandi deformazioni (prossimi
alla rottura) e cerco di calcolare parametri che riguardano le
piccolissime.
Il modulo di elasticit tangenziale dipende da
Indice dei vuoti;
OCR;
Livello tensionale;
Livello deformativo;
Caratteristiche dei grani;
Caratteristiche strutturali.

59
Modulo di taglio alle piccole deformazioni
0.695
0 = 99.5 ( )0.305 Mayne & Rix (1993)
01.1130
la pressione atmosferica.
Un approccio spesso utilizzato nella pratica ingegneristica quello di correlare con un modulo di Young operativo,
rappresentativo di un certo livello tensionale o deformativo: = Modulo di Young non drenato

CARATTERISTICHE DI CONSOLIDAZIONE
Con il piezocono, possibile effettuare PROVE DI DISSIPAZIONE della
pressione neutra.
Si possono ottenere informazioni sulle caratteristiche di consolidazione
del terreno e delle condizioni di falda.
La prova di dissipazione ha senso farla sotto falda in un deposito a grana
fine.
Nel grafico la espressa in funzione del tempo in scala logaritmica.
Ricorda molto landamento dei cedimenti nel tempo di una prova
edometrica, per un assegnato incremento di carico. Da questa prova di
ricavava il coefficiente di consolidazione primaria.
Dal grafico in figura si ricava un coefficiente di consolidazione che parente di quello di consolidazione primaria. Il
valore finale di pressione neutra corrisponde al valore di equilibrio associato alle condizioni di falda 0 .

Poich la dissipazione avviene essenzialmente in


direzione orizzontale, si determina un coefficiente di
consolidazione orizzontale .
Lapproccio (teorico) pi comunemente usato quello
proposto da Houlsby & Teh (1988).
Indice di rigidezza:

=

Fattore di tempo adimensionale modificato:

=
2
il raggio del piezocono (parametro geometrico); il
generico tempo associato alla dissipazione.

La soluzione rappresentata in forma grafica in figura.


lanalogo della teoria della consolidazione
monodimensionale di Terzaghi.

Se devo applicare questa soluzione numericamente:


prendo il tempo corrispondente al 50% del processo di
consolidazione.

50 2
=
50
La teoria distingue poi la posizione del filtro, che sia sul
cono o alla base del cono.

La cosa non banale dare un valore allindice di


rigidezza, a causa della complessit nella determinazione
di .

60
Esistono strumenti, espressi in forma grafica sui testi, che
facilitano: si inserisce il 50 e si ricava automaticamente il .

Landamento classico di una prova di dissipazione ricorda


landamento dei cedimenti in una prova edometrica. Non la
ottengo per per tutti i materiali. Per quelli fortemente OC,
la curva di dissipazione prima suggerisce un aumento
delleccesso di pressione, a cui segue una diminuzione fino al
valore ultimo.

Dal 50 si pu anche ottenere una valutazione di massima


della permeabilit in sito. Si utilizza labaco di Parez & Fauriel
(1988). Otteniamo dei range di variabilit.

INTERPRETAZIONE NEI TERRENI A GRANA GROSSA


Lavanzamento della punta nei terreni a grana grossa generalmente DRENATO. Il profilo della misurata segue
approssimativamente il profilo della 0
In sabbie fini molto dense o sabbie limose si possono generare sovrappressioni interstiziali negative per effetto della
dilatanza.

Resistenza al taglio drenata: numerose prove hanno confermato limpossibilit di ottenere relazioni semplici
e generali, perch il comportamento delle sabbie dipende anche dal suo grado di addensamento, non solo dal livello
tensionale. Si cercato di correlare la resistenza alla punta con la densit relativa .
Esistono varie proposte di vari autori, espresse sotto forma di abachi: variano da autore a autore, da materiale a
materiale).
In funzioe della densit relativa si ricava poi un angolo di resistenza al taglio di picco, distinto per tipologia di sabbia
61
considerata.
Correlazione diretta: proposta da Kulhawy & Mayne (1990)
0
= 17.6 + 11 log ( ) per sabbie non cementate pulite, prevalentemente quarzose
0

Modulo di compressibilit: approccio di Lunne & Christophersen (1983)




0 + 2
= 4 per qc < 10 MPa
0



0 + 2
= (2 + 20) in MPa, per 10 < qc < 50 MPa
0
= 120 per qc > 50 MPa
lincremento tensionale che vado ad applicare. Ne tengo conto perch lavoro in termini di tensioni efficaci
(diversamente dalle argille).

ESERCIZIO: ESEMPIO DI INTERPRETAZIONE DI UNA PROVA PENETROMETRICA.


assegnata la prova con piezocono (CPTU), illustrata in figura 1. I valori di , ed sono riportati in Tabella 1, ad
intervalli di profondit di circa 20 cm.

a) Utilizzando le carte di Robertson (1990), individuare la classe di terreno presente tra 4 e 11 metri di

profondit. Per il calcolo delle tensioni litostatiche si adotti = 19,5 3 ; piano di falda a 0,7 metri di
profondit rispetto al piano campagna.
b) Utilizzando la relazione di Lunne & Christophersen (1983), si determini il modulo edometrico M dello strato
di terreno compreso tra 4 e 6 metri.

62
Soluzione:
a) Calcolo delle variabili normalizzate:
0
=
0

= 100
0
0
=
0

Occorre valutare preliminarmente la tensione verticale totale 0, la tensione verticale efficace 0 e la

pressione neutra iniziale 0 . Assumendo = 19,5 3 e, adottando il medesimo valore anche per il
terreno sopra il piano di falda (nellipotesi che il terreno anche sopra falda sia parzialmente o totalmente
saturo) si ha:
0 =
= 0 = 0.7
{ 0
0 = ( ) >

0 = 0
profondit dal piano campagna, profondit del piano di falda.

I valori di , e , calcolati secondo le modalit appena descritte e relativi alle profondit 4-12 metri
sono riportati in Tabella 2 e rappresentati sulle carte di Robertson , (Figura 2). I risultati della
classifica sono ulteriormente presentati nei grafici di Figura 3.

63
1
b) La relazione di Lunne & Christophersen (1983) permette di determinare il modulo edometrico = in

funzione della resistenza alla punta misurata durante lavanzamento del penetrometro . Tale modulo

viene indicato con 0 , perch riferito alla tensione verticale 0 , e si calcola come segue:
0 = 4 , < 10
La precedente stata sviluppata per sabbie silicee non cementate, quindi si
ritiene possa essere adottata in prima approssimazione anche per la stima
delle caratteristiche di compressibilit della sabbia (appartenente al gruppo 6)
presente tra 4 e 6 metri di profondit.
Nel calcolo di 0 utilizzeremo la resistenza alla punta corretta , la quale
legata alla resistenza alla punta misurata durante lavanzamento del piezocono
( ) dalla relazione:
= + (1 )
avendo indicato con a il rapporto tra larea netta e larea totale della punta.
I valori di 0 ottenuti sono riportati in Tabella 3.
La relazione in realt sarebbe questa


0 + 2
0 + 2
= 0 = 4

0 0
ma, non avendo lincremento di tensione, io calcolo solo 0 .

64
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA (SPT = standard penetration test)
una prova eseguita nel corso di un sondaggio (si fa nel fondo foro del sondaggio) e
consiste nellinfissione a percussione di un campionatore a pareti grosse. una prova
che non da una descrizione continua con la profondit, sono solo risultati puntuali.
Si effettua facendo cadere un maglio di 63,5 kg da unaltezza di 760 mm.
Viene registrato il numero di colpi ( ) necessario allavanzamento del
campionatore di 300 mm.
In realt poi, guardando lo schema, i 30 cm di avanzamento si realizzano con una
certa procedura:
1. Prima fase: seating. Si fa avanzare il campionatore per 15 cm iniziali: essi
comprendono anche lavanzamento legato al peso proprio della
strumentazione. Si annota il numero di colpi necessari allavanzamento di
questa fase. Se esso supera
50, la prova non viene
eseguita (terreno troppo
consistente).
2. Se per la prima fase il
numero di colpi minore di
50, inizia la prova vera e
propria, in due fasi
successive da 15 cm, per un
totale di 30 cm. Per ogni
intervallo misuro il numero
di colpi necessario. Il valore
finale di dato dalla
somma dei precedenti
(escluso quello della fase di
seating) e deve essere
minore di 100. Se non fosse
cos comunque ci si ferma.

Interpretazione dei risultati di


questa prova: una prova
estremamente grossolana, per stata diffusissima per molto tempo in America. Esistono quindi database e
letteratura molto ampi.
La prova dipende molto dalla strumentazione e dalloperatore: grosso problema di ripetibilit delle misure.
La prova serve non per la classificazione in s, ma viene utilizzata per determinare la densit relativa delle sabbie, la
resistenza al taglio delle sabbie e la consistenza delle argille.

CLASSIFICA ORIENTATIVA DELLA COMPATTEZZA DEI TERRENI IN BASE ALLA PROVA SPT
La tabella delle sabbie mette in relazione il numero di colpi con lo stato di addensamento.
Normalmente avviene una normalizzazione delle misure rispetto allo stato tensionale, perch lo stato di
addensamento dipende anche dalla profondit. Viene introdotto quindi
1 =
per normalizzare il numero di colpi rispetto al livello tensionale. Esiste un forte dibattito sul valore di : per
esempio si pu usare la relazione
1
= ( ) = 0.5 0.56

oppure
2 3
= =
0 0
1 + 100 2 + 100

65
Nella tabella data anche lindicazione (1 )60 , valore del numero di colpi normalizzato rispetto al livello tensionale
su cui poi si considera anche lefficienza del sistema di battitura (in questo caso il 60%).
Per le argille invece: lo stato di consistenza viene direttamente relazionato con .

Classica applicazione della SPT:


ricavare la densit relativa. Il grafico a
fianco uno dei pi accreditati, che
parte da e dal livello tensionale
efficace.
Ricavata la densit relativa, posso
ricavare langolo di resistenza al taglio
in funzione di essa, come presentato
nel secondo grafico (abaco di
Schmertmann).
Le quattro equazioni traducono in
forma analitica gli andamenti lineari
associati alle sabbie di diversa
granulometria.

Si pu poi mettere direttament in relazione langolo di resistenza al taglio in


funzione di e del livello tensionale efficace.

66
LA PROVA DILATOMETRICA
una prova pi sofisticata e complessa rispetto alla SPT. Il dilatometro stato messo a punto da
un professore italiano (Marchetti).
Il dilatometro piatto una lama di acciaio di spessore 14 mm, dotata di una membrana circolare
del diametro di 60 mm, che viene fatta espandere e, in relazione alla pressione necessario per
farlo, possibile ricavare i parametri dilatometrici, utili per la caratterizzazione meccanica del
terreno. Principali parti dellattrezzatura dilatometrica:
La lama e la membrana;
La centralina di controllo e misura;
Il cavo elettro-pneumatico per
collegare con continuit la centralina
alla lama.
La lama viene spinta a pressione nel terreno e
viene arrestata ogni 200 mm per eseguire la
prova.
La strumentazione di infissione la stessa
utilizzata per una prova penetrometrica statica.
Questa prova permette una descrizione del
deposito con continuit, anche se non con la
stessa frequenza di una prova penetrometrica.
Come si esegue la prova:
Faccio scendere la strumentazione con
una velocit pari a = 2 /;
Mi fermo ogni 20 cm di spessore;
Si fa dilatare la membrana tramite gas in pressione;
Si misura:
o Pressione 0 a cui inizia lespansione della membrana, fa spostare il centro della membrana di 0.05 mm
(lettura A);
o Pressione 1 a cui si ottiene uno spostamento del centro della membrana di 1.1 mm (lettura B);
Riporto la membrana nella posizione a riposo e si legge il valore della pressione in scarico (lettura C).
Le pressioni 0 1 vengono corrette (prima di essere fornite come risultati) per farle corrispondere alle pressioni
esercitate dal terreno sulla membrana: la prima per farla corrispondere proprio ad uno spostamento nullo, la
seconda viene corretta tramite la rigidezza della membrana.

Misure ed interpretazione:

Si definisce un indice di materiale = 10 ,
1 0
che permette di classificare i terreni.
Si definisce un modulo dilatometrico
= 34.7(1 0 )
correlabile con il modulo edometrico
1
= =

Si definisce un indice della tensione orizzontale

= 0 0, correrabile con il coefficiente di
0
spinta orizzontale a riposo 0 ; non
esattamente il coefficiente di spinta a riposo
perch solo per il fatto che ho infisso la lama
ho disturbato il deposito, quindi non sono
proprio in condizioni a riposo.
Le prove dilatometriche vengono poi presentati con dei grafici come quelli in figura.

67
Classifica del terreno da una prova
dilatometrica: basata sullindice di
materiale (in ascissa) e il modulo
dilatometrico (in ordinata).
Si riconoscono tre settori a seconda
dellindice di materiale.
Per gli indici pi bassi ho terreni a grana
fine, per quelli pi elevati i terreni a
grana grossa.
Il modulo dilatometrico indica qual il
grado di consistenza di un terreno a
grana fine o il grado di addensamento di
un terreno a grana grossa: per valori
bassi ho argille poco consistenti o
sabbie poco addensate; per valori alti
ho argille molto consistenti
(sovraconsolidate) o sabbie molto
dense.

Determinazione di 0 : lo si mette in correlazione con .


0 0
=
0
0.47
0 = ( ) 0.6 ( 80)
1.5
La stessa correlazione empirica della formula stata riportata nel grafico a
fianco. corretta solo per terreni coesivi.
Pi in generale e pi recentemente sono state proposte altre correlazioni:
0 = 0.34 = 0.44 0.64
I valori pi bassi di = 0.44 0.54 sono quelli tipici delle argille
molto plastiche; quelli pi elevati ( = 0.54 0.64) competono
alle argille poco plastiche.
Per i materiali a grana grossa il valore di 0 deve tenere conto anche del della sabbia. Si sviluppata
quindi una correlazione che tiene conto anche di .

0 = 0 ( , )
0
Quindi necessario prevedere un uso integrato di prove in sito.
Correlazione di Marchetti, modificata da Baldi, per le sabbie:

= 0.376 + 0.09 0.00461
0
Per argille vale la correlazione di Marchetti, in cui si tiene conto delle diverse
tipologie di argille.
0.47
0 = ( ) 0.6

68
Per il modulo dilatometrico: si pu correlare con .
Tipicamente = . Il valore di diversa a seconda del tipo di materiale ed funzione di e di
Argille: = 0.14 + 2.36 log
Limi, limi sabbiosi: = 0 + (2.5 0 ) log 0 = 0.14 + 0.15( 0.6)
Sabbie: = 0.5 + 2 log

VANE TEST O PROVE CON SCISSOMETRO


Consistono nella misura della coppia che provoca la rottura del terreno.
Utilizzate in terreni coesivi di bassa e media consistenza, queste prove
che permettono di determinare la resistenza al taglio non drenata .
Si infigge nel terreno una paletta a croce greca e porto a rottura il
terreno applicando una coppia torcente in superficie.
Si pu fare a fondo foro oppure si ha la strumentazione autoperforante.
Le lame possono avere diverse dimensioni, di conseguenza cambia
laltezza (sempre il doppio del diametro). Si sceglie in base al materiale
da rompere e in base alla profondit.
Alla profondit richiesta si fa avanzare la strumentazione facendola
uscire dalla scarpa di protezione. Applico un momento torcente,
imponendo una rotazione di 6/min. importante mantenere questa
velocit di rotazione, perch al variare di essa cambia il valore di che
si ricava. Si porta a rottura il terreno lungo la superficie laterale del
cilindro individuato dalla strumentazione in rotazione.
Dal momento torcente (ha un crollo quando avviene la rottura) si ricava
il valore di :
6
= 2
( + 3)
La profondit massima di 30 m, la massima raggiungibile di 100 kPa.
La prova viene utilizzata anche per determinare la sensitivit di un deposito argilloso.
La sensitivit di un argilla
()
=
()
Il rapporto si alza quanto pi il materiale sensitivo.
Per > 16 ho le argille dette quick clay: sono materiali estremamente inaffidabili, con reazioni catastrofiche simili a
quelle dei fenomeni di liquefazione. Altera completamente la resistenza al taglio non drenata che pu mobilitare se
soggetta ad un rimaneggiamento (o un processo deformativo).
Per deteminare la sensitivit dellargilla: in superficie stacco il strumento di torsione e giro a mano per 8-10 giri.
Ricollego poi il tutto e rieseguo la misura sempre a 6/min. Misuro in corrispondenza di rottura un momento
massimo che pu essere molto minore di quello della prima fase e dalla corrispondente ricavo . Le argille
sensitive sono quelle a struttura metastabile, dispersa, dovuta alla chimica dellambiente deposizionale.

va corretto:
( ) = ( )
Ricavo quindi la resistenza al taglio non drenata
operativa in sito.
Questo deriva dagli studi di Bjerrum: sono studi
sullanalisi di casi di rottura di rilevati a composizione
argillosa, quindi una rottura in condizione non drenata.
Se ipotizzo una superficie di scorrimento circolare,
lungo la superficie di scorrimento si mobilita la .
Il fattore di sicurezza dato da

=

calcolati rispetto al centro della superficie di
scorrimento.

69
quello offerto dalla che si oppone alla massa di terreno instabile, quello
generato dalla forza peso.
In condizioni di incipiente rottura = 1
Bjerrum introdusse (scissometro) nel momento stabilizzante (esegu cio una analisi a ritroso) non si ottiene
fattore di sicurezza coerente con la condizione del terreno: per cui necessario correggere il valore di ottenuta
con lo scissometro mediante un coefficiente . Propose quindi una curva di correzione. Nella curva, se non conosco
non posso conoscere . bene sempre ridurre la dello scissometro del 10%.

PROVA DI CARICO SU PIASTRA (PTL)


Determinazione della resistenza al taglio non drenata .
Il substrato fortemente consolidato e quindi fessurato: ci rende
possibile un comportamento non drenato.
La determinazione di in laboratorio molto difficile in quando si
possono utilizzare solo provini molto piccoli (altezza 76 mm e
diametro 38 mm), quindi non intercetto la fessurazione.
Nel caso di terreni fessurati ricorro a prove in sito, tra cui la PTL,
eseguita con una piastra di grande dimensione (con diametro
maggiore di 760 mm.
Pi grande la piastra, pi sar il volume interessato, quindi sono di
pi le fessure che intercetto (analisi del comportamento medio del
deposito).
Questa prova pu essere eseguita in superficie o in un foro
(pozzetti).
Si determina la a diversi livelli tensionali, quindi a diverse profondit.
0
=

con che corrisponde al limite ultimo, 0 tensione totale calcolata alla profondit di prova e ~9 coefficiente
di capacit portante.
Non si arriva sempre a rottura. Considero di essere a rottura ad un certo livello di cedimento, relazionato con il
diametro della piastra (di solito il 15%).

VALUTAZIONE DELLA RESISTENZA A LIQUEFAZIONE DEI TERRENI DA PROVE CPT


Per innescare un fenomeno di liquefazione ci sono due fattori:
1. Fattori predisponenti: legati alla tipologia e alle caratteristiche del deposito sabbioso: se il deposito
giovane (recente deposizione) con granulometria poco assortita e sciolto pi probabile che si sviluppi
liquefazione. Inoltre sono pi soggetti a liquefazione i depositi superficiali.
Il deposito deve essere sotto falda poich la liquefazione causata da un accumulo di sovrappressioni
neutre.
2. Fattori scatenanti: legati ad azioni sismiche
a. Magnitudo maggiore di 5.5
b. Peak Ground Acceleration, componente orizzontale > 0.15
c. Durata del terremoto () > 15
Laccumulo delle sovrappressioni non inizia subito. Devo applicare una serie di cicli di scarico prima.

Nel terremoto dellEmilia: la magnitudo era pari a 5.9, = 0.264 , () = 8.1 . Nonostante la durata sia
inferiore ai 15 secondi, ci sono stati degli aftershocks (scosse successive circa della stessa entit) che si sono verificati
quando le sovrappressioni non si erano ancora dissipate.

Effetti: crateri, vulcanelli, fuoriuscite di acqua e sabbia, crepe, fratture.

Per valutare la suscettivit alla liquefazione necessaria la conoscenza di due variabili:


Rapporto di Sforzo Ciclico,
Esprime la resistenza ciclica richiesta, con riferimento ad un determinato terremoto. Occorre una specifica
analisi di sismicit del sito in esame per ottenere il profilo di progetto di con la profondit.

70
Per determinare questo parametro posso fare una analisi di risposta sismica locale (di solito si fanno con dei
codici di calcolo). Si applica al bed rock unazione sismica. Poi analizzo i fenomeni di amplificazione nella
profondit, fino al piano di campagna. Analizzo landamento dello sforzo di taglio massimo e della
deformazione.
Rapporto di Resistenza Ciclica,
Esprime la capacit del terreno di resistere alla liquefazione.


Fattore di sicurezza nei confronti della liquefazione: =

Per determinare ci vorrebbero i grafici che si producono con lanalisi locale. Quando non si hanno a
disposizione, si utilizza la formula
0
= = 0.65 ( ) ( )
0 0
: sforzo di taglio ciclico medio
: accelerazione orizzontale di picco in superficie
1.0 0.00765 < 9.15
1.174 0.0267 9.15 < < 23
: coefficiente riduttivo in funzione della profondit: = {
0.744 0.008 23 < < 30
0.5 > 30
Le analisi di liquefazione con il metodo di Robertson non vanno altre i 30 m perch sono analisi superficiali.

Per determinare si parte dalle prove CPT elettriche, CPTU, SCPTU. Faccio una forzatura se uso delle CPT
meccaniche.
Questo metodo (Robertson e Wride, 1988) basato sulle CPT elettriche.

, < 50 7.5 = 0.833 [ , ] + 0.05
1000
, 3
50 < , < 160 7.5 = 93 [ 1000 ] + 0.08
Il valore 7.5 a pedice indica la magnitudo del terremoto che di solito viene
usata come riferimento.
, una grandezza adimensionale, resistenza alla punta normalizzata.
Per ora conosco . Il pedice n indica che lesponente n variabile a
seconda del materiale che considero, cs indica che ipotizzo di avere a che
fare con una sabbia pulita (clean sand).
Le misure devono essere ricondotte tutte a , .
La curva mette in relazione la resistenza ciclica con tale valore e la
possibilit di liquefazione. I punti sono tutti i casi analizzati da Robertson.
Come si calcola , ?
1. Resistenza alla punta normalizzata riferita a sabbia pulita
, =
dove il fattore di correzione che tiene conto della quantit
fine.
2. Resistenza alla punta normalizzata

0
= ( )( )
0
dove = 1 per > 2.6 (materiale a grana fine), = 0.5 per
2.6 (materiale a grana grossa). la pressione
atmosferica, 101.3 kPa.
3. Indice di materiale (Soil Behaviour Type Index)
= [(3.47 log )2 + (log + 1.22)2 ]0.5

71
4. Fattore di correzione (da non sapere a memoria)
= 5.581 3 0.403 4 21.63 2 + 33.75 17.88 > 1.64
= 1 1.64, cio non devo fare correzioni perch non ho componente fine-

Ora posso calcolare il fattore di sicurezza nei confronti della liquefazione:


7.5
=

Poich Robertson considera 7.5 come magnitudo di riferimento stato introdotto il fattore di scala della magnitudo.
2.56
= ( )
7.5
Infine, la probabilit di liquefazione per queto metodo pari a
1
=
5.45
1 + (0.81 )

Sintesi del metodo di Robertson & Wride (1988)

72
Se > 2.6 non applico il metodo perch il terreno non liquefacibile.

= ( ) 7.5
=

Quando ho un profilo penetrometrico e grafico noto che < 1 quando < . Avere un numero
sporadico di punti in cui < 1 non significa avere un problema di liquefazione.
Facendo una analisi puntuale possono presentarsi casi in cui credo ci sia liquefazione.
Definisco il potenziale di liquefazione (mezzo per valutare il comportamento complessivo del deposito) che si ottiene
integrando sulla profondit:
=20

= = () () definizione di Iwasaki
0
Indica la suscettivit alla liquefazione di un deposito sabbioso.
1 < 1 () = 10 0.5
() = {
0 > 1
Se il profilo di ricade tra 0 e 5 la suscettivit modesta.
0 < < 2
2 < < 5
{
5 < < 15
> 15

73
METODI SULLANALISI LIMITE

EQUAZIONI DI CAMPO PER UN MEZZO POROSO


Lavoro con un mezzo poroso, ma lo considero come fosse un continuo,
in modo da poter applicare i risultati della meccanica del contino.
Ho 16 equazioni in 16 incognite che descrivono il comportamento di
unopera in terra (soluzione di un problema geotecnico: sono
equilibrio, congruenza, legame costitutivo ed equazione di continuit.
Considero un deposito, da cui estraggo un continuo . Esso soggetto
a forze al contorno : t sono le forze, u sono gli spostamenti.

1. EQUILIBRIO

+ = 0


come scrivere + + , + + , + +

il contributo del peso proprio, diverso da 0 solo in direzione z. il delta di Kronecker, nullo se o
pari a 1 se = .
Per il principio delle tensioni efficaci = +
Nella diagonale ( = ) il delta di Kronecker non nullo, quindi = + .
Posso quindi sostituire nellespressione iniziale e ottengo

+ + = 0

= = ( ), con carico piezometrico e quota rispetto al piano di riferimento.
= + = ( )
Queste equazioni di equilibrio sono specializzate per lo scheletro solido. La pressione neutra la abbiamo infatti
sono quando = .

2. CONGRUENZA: relazione tra spostamenti e deformazioni


1
= ( + )
2
Tutte le componenti di deformazione con lo stesso indice cono le componenti di deformazione longitudinale. Se i
pedici sono diversi sono scorrimenti angolari.

Equazioni di equilibrio e congruenza prescindono dal tipo di materiale che si sta considerando. Il legame costitutivo e
lequazione di continuit fanno riferimento al tipo di materiale.

3. LEGAME COSTITUTIVO: legato al materiale. Sono 6 equazioni nelle variabili tensione deformazione

=

Quello pi semplice il legame elastico lineare (Hooke), che in geotecnica non esiste quasi mai, perch il terreno
ha comportamento non reversibile e non lineare.
Si usa una forma incrementale in funzione della non linearit. Lincremento della tensione legato
allincremento di tensione efficace mediante tensore di cedevolezza del 4 ordine (nellapproccio elastico
lineare la matrice elastica). Se + in tensore di cedevolezza elastoplastico, esso composto da due parti: una
governata dallelasticit e una dalla plasticit.

4. EQUAZIONE DI CONTINUIT
2
2 =

La introduco perch lavoro con un mezzo multifase.
In virt dellincompressibilit dei grani e dellacqua, una variazione di volume data solo dalluscita/entrata di
acqua.

la variazione di volume nel tempo. la variazione nello spazio del carico piezometrico.

74
La soluzione di queste equazioni non quasi mai esprimibile in forma chiusa. Se riuscissi ad usarle potrei descrivere il
problema.
Distinzione di due problemi:
Problema di stabilit Analisi degli spostamenti (condizioni di esercizio)
Approcci:
SLU (collasso) SLE (analisi di deformazione)

ANALISI LIMITE
In condizione di collasso si genera un fenomeno di rottura nel substrato di fondazione. Si forma quindi una superficie
di scorrimento in cui avviene una traslazione relativa tra due zone di substrato. Un numero elevato di punti soddisfa
la condizione di rottura. I metodi di analisi possibili sono: metodo di equilibrio limite, metodo di analisi limite e
metodo delle caratteristiche (integrazione di equazioni di equilibrio e congruenza lungo delle linee).
In ogni caso si assume che il substrato sia in una condizione di incipiente rottura: in un numero elevato di punti lo
stato tensionale soddisfa la condizione di rottura.

Metodo di Coulomb: ipotizzo una superficie di scorrimento e una distribuzione di tensioni lungo essa. Poi risolvo le
equazioni di equilibrio globale. Questo metodo si disinteressa di molte condizioni, per esempio lo stato tensionale
dentro e fuori il cuneo. Inoltre non considera la congruenza. Considera il legame costitutivo applicando Mohr-
Coulomb (criterio di rottura) sulla superficie di scorrimento. Ci d quindi una informazione di stabilit, ma perch
un approccio semplificato.

METODO DELLANALISI LIMITE


Attraverso un approccio statico e cinematico trovo un limite superiore e inferiore di quella che la soluzione (non
conosco il valore esatto del meccanismo di collasso). Si applica una parte delle equazioni.
Per semplificare i calcoli di stabilit possibile ignorare alcune delle condizioni di equilibrio e congruenza e
adoperare due teoremi noti come teoremi dellanalisi limite.

Teorema dellestremo superiore


Se possibile trovare un cinematismo di collasso compatibile, tale che il lavoro delle forze esterne sia uguale
allenergia dissipata dagli sforzi interni, si verifica la rottura (cio le forze esterne costituiscono un limite superiore
del carico di collasso reale).
Per applicare il teorema dellestremo superiore necessario rispettare le condizioni di congruenza e le equazioni
costitutive, ma non necessario che gli sforzi interni siano in equilibrio con i carichi esterni. Una soluzione di
estremo superiore una soluzione non cautelativa.

Teorema dellestremo inferiore


Se possibile determinare una distribuzione di sforzi allinterno del terreno che sia in equilibrio con i carichi esterni e
non violi in alcun punto il criterio di rottura del materiale, il collasso non pu verificarsi e la configurazione di carichi
corrisponde ad un limite inferiore di quello di collasso reale.
Per applicare il teorema dellestremo inferiore necessario che siano soddisfatte le condizioni di equilibrio e il
criterio di resistenza, ma le condizioni di congruenza possono essere ignorate. Una soluzione di estremo inferiore
una soluzione cautelativa.

Quello che si perde nelladozione dei teoremi dellanalisi limite la certezza della soluzione: il risultato un
intervallo di valori e non un valore ben definito per i carichi di collasso.

Ipotesi del metodo dellanalisi limite


Il terreno si comporta come un
mezzo perfettamente plastico.
Quando si sviluppano delle
deformazioni plastiche, si
raggiunta la condizione di rottura.
Le deformazioni continuano,
mentre le tensioni rimangono costanti.
75
La legge di flusso si assume associata (vale la legge di normalit): quando si sviluppano le deformazioni
plastiche, lincremento di deformazione plastica normale alla superficie di plasticizzazione.
Nella perfetta plasticit la superficie di plasticizzazione coincide con il piano di rottura (Mohr Coulomb).
In condizioni non drenate ( = = ) sul piano
sovrappongo gli assi delle deformazioni coniugate, cio a
corrisponde la deformazione (componente normale). A
corrisponde lo scorrimento (tangente alla superficie di scorrimento).

la componente dellincremento di deformazione plastica
normale alla superficie di
scivolamento. Se vale la legge di normalit, normale al criterio di
rottura.
Nelle condizioni non drenate non ho variazione di volume, ma solo
scorrimento (componente tangenziale), quindi variazione di forma.
Nelle condizioni drenate ( ), la deformazione ha una
componente longitudinale e una di scorrimento.
Rapporto tra le componenti normali e tangenziali: dilatanza , cio
la variazione di volume associata a una sollecitazione a taglio.
Il rapporto tra le componenti (variazione di volume) e (scorrimento) : la dilatanza coincide con
langolo di resistenza al taglio (conseguenza della legge di normalit), cio = .
Di solito nella realt .
Lerrore che commetto piccolo, quindi uso questo caso anche quando < .
Ipotizzando una curva tipica di un comportamento elastico
perfettamente plastico, che mi aspetto? Di picco o critico? Mi aspetto
critico perch allo stato critico che cresce a e volume costanti.
Osservo che il metodo dellanalisi limite molto
buono per le condizioni drenate.
Differenza tra rottura drenata (b) e non drenata (a):
a) Quando = 0 lo spostamento parallelo alla
superficie di scorrimento
b) Quando 0 lo spostamento ha una direzione diversa dalla superficie di scorrimento.

Nella teoria di Coulomb (cuneo) la legge di flusso associata? No perch e non sono uguali. Infatti la direzione
del moto parallela alla superficie di scorrimento, per cui = 0, ma viene sempre assunto diverso da 0.

Cinematismi di collasso compatibili


Tipologie di superficie di scorrimento che si possono sviluppare alla rottura.
Una porzione di superficie di scorrimento individua due porzioni che si mettono in moto
relativo.
rappresento in linea doppia una porzione di una superficie di scorrimento curva. Da un
lato della superficie di scorrimento il materiale stabile, dallaltro, in virt
dellapplicazione della legge di normalit, si realizza un incremento di spostamento
inclinato di un angolo pari a rispetto alla superficie di scorrimento.
Indico un centro di istantanea rotazione (se piana infinito, se no finito).
Ad una rotazione corrisponde un incremento di raggio pari a .

= + tan = tan

Integro in una certa apertura, tra 0 iniziale e , ho una apertura .

= tan ln = tan = 0 tan
0
Ho ottenuto un generico raggio di rotazione, che descrive una generica superficie di scorrimento.
Specializzo tale superficie:
a) Caso non drenato: = 0, = . Le superfici di scorrimento devono essere segmenti di retta ( = ) o
archi di cerchio ( = 0 ). Potrei avere anche una combinazione di questi due casi.
Si noti che, per il motivo sopra, quando studio un rilevato considero una superficie di scorrimento circolare
76
se sono in condizioni non drenate.

b) Caso drenato: 0. Allora = 0 tan lequazione di una spirale logaritmica con anomalia .
In condizioni drenate, quando = > 0, perch un cinematismo di collasso sia compatibile le superfici di
scorrimento devono essere segmenti di retta o archi di spirale logaritmica.

Applicazione dei teoremi dellanalisi limite per la valutazione della capacit portante di fondazioni superficiali.
Esempi di soluzione di limite inferiore.
Per calcolare una soluzione di estremo inferiore necessario prendere in esame uno stato tensionale equilibrato,
che non violi il criterio di resistenza rappresentato nella figura sottostante.
Si possono considerare delle discontinuit statiche che separano zone in cui la direzione delle tensioni principali
diversa.

Analisi in termini di tensioni efficaci (condizioni drenate)

il carico che porta a rottura la fondazione, il carico a lato della


fondazione.
Voglio applicare il teorema limite inferiore (approccio statico).
Posso individuare nellammasso di terreno tre regioni in cui ho una differente
distribuzione degli sforzi: una zona attiva dove ho la fondazione (il terreno
sotto la fondazione affonda e spinge lateralmente) e due zone passive a lato.
Le zone sono separate da discontinuit statiche prive di attrito.
Passano dalla zona attiva a quella passiva ho una rotazione delle direzione
principali (quello che nella zona attiva la tensione massima diventa minima
nella zona passiva e viceversa).

Discontinuit statica: linea virtuale che mi separa zone caratterizzate da


direzioni principali distinte.

Devo determinare il valore di che determina il collasso (il pedice f sta per failure, cio rottura).
Calcolo le tensioni orizzontali: lungo le discontinuit lo stato tensionale deve essere il medesimo. Per ipotesi trascuro
il peso proprio del terreno.
Zona attiva: ,

=
Zona passiva: ,

=


Allequilibrio: ,
= , = = = 2 =

Con 2 = coefficiente di capacit portante.

Analisi in termini di tensioni totali (condizioni non drenate)


Lo strato di fondazione un materiale a grana fine.
In questo caso (non drenato) se si verifica la rottura nel breve termine. Si fanno
quindi prove non drenate e si utilizza (lanalisi in termini di tensioni totali e
non in termini di tensioni efficaci).
Anche qui devo trovare una distribuzione di tensioni in equilibrio che non violi la
rottura.

Discontinuit statica: linea virtuale che mi separa zone caratterizzate da direzioni


principali distinte.

77
Sul piano in condizioni non drenate il criterio di resistenza si esplica in termini di parametri non drenati:
= =
Lungo la discontinuit ho equilibrio: i due circoli si intersecano in .
Rispetto al caso precedente introduco il contributo del peso .

Zona attiva (1): alla profondit rispetto al piano di posa della fondazione la tensione verticale totale
= +
= 2 eventualmente = ( + ) 2

Quando lavoro in termini di tensioni totali = 1, poich = tan2 (45 2 ) e = 0 in condizioni non
drenate. Si avr quindi a rottura:
= ( + ) 2
Nella zona passiva (2): alla stessa profondit
= +
= + 2 eventualmente = ( + ) 2
= ( + ) + 2
Imponendo la condizione di equilibrio in corrispondenza della discontinuit:
= ( + ) 2 = ( + ) + 2 =
Dove lincognita e 4 il coefficiente di capacit portante .
NB: posso inserire il contributo del peso perch nellequilibrio si elide quindi non si complica il problema. Nel caso
precedente invece non era cos.

Ho trovato due soluzioni di capacit portante:


1. Condizioni non drenate: = 4
2. Condizioni drenate: = 2

Una soluzione di limite inferiore meno conservativa pu essere ottenuta se si considera un ventaglio di
discontinuit statiche anzich una singola discontinuit.

Singola discontinuit Due discontinuit statiche: Tre discontinuit statiche. Ventaglio di discontinuit
statica (senza attrito): una il passaggio da zona attiva statiche: si ha un numero
sola rotazione delle a passiva viene ipotizzato infinito di discontinuit,
direzioni principali di 90. meno brusco, imponendo lungo le quali si mobilita
Sotto la fondazione ho la che la rotazione avviene in interamente la resistenza
zona attiva, ai lati le zone due salti. In questo caso del terreno. In tal modo si
passive. ho due discontinuit e verifica la completa
lattrito. La resistenza rotazione delle direzioni
mobilitata dal terreno principali.
inferiore alla massima Ho una rotazione
resistenza del terreno. infinitesima delle
direzioni. In questo modo
la soluzione migliora,
perch restringo
lintervallo in ci faccio
cadere la configurazione
reale di collasso.

78
Obiettivo: ricavare una soluzione notevole.
Per la dimostrazione lavoro in condizioni non drenate.
Si consideri una discontinuit statica lungo la quale la resistenza
mobilitata . Per equilibrio, e devono essere uguali da
entrambe le parti della discontinuit: i circoli di Mohr delle tensioni
totali associati alle due zone si intersecano (considero le tensioni
totali perch sono in condizioni non drenate).
In corrispondenza della discontinuit i due circoli di Mohr
(corrispondenti alla zona 1 e alla zona 2) si devono intersecare nel
punto D.
Si dimostra che, se si considerano infinite discontinuit statiche
(ventaglio) per una rotazione complessiva pari a delle direzioni
principali, si ha:
2 1 = 2
con 2 1 differenza delle tensioni medie (soluzioni notevoli).
La resistenza lungo le infinite discontinuit del ventaglio = .
Langolo che individua lapertura del ventaglio di discontinuit
uguale alla rotazione delle direzioni principali di tensione, ossia pari
a .

Dimostrazione:
La rotazione delle direzioni principali di tensione .
Stato tensionale in zona 1: osservo che la discontinuit risulta

ruotata di 2 rispetto alla direzione su cui agisce la tensione principale
massima.

Mohr: se langolo sul piano , i piani su cui agiscono quelle tensioni nella realt sono ruotati di 2.

Stato tensionale in zona 2: in Mohr ho un angolo di , quindi nella realt ho una rotazione di 2
.

Posso esprimere la rotazione delle direzioni principali di tensione in termini di e :
2

= =
2 2 2
Considero la rappresentazione sul piano (, ): il punto D rappresenta lo stato tensionale sulla discontinuit.
Considerando il triangolo 1 2 , ottengo che
2 1 = 2 cos
Dai circoli di Mohr osservo che:
Equilibrio limite inferiore corrisponde alla zona passiva
Equilibrio limite superiore corrisponde alla zona attiva
Entrambi i circoli sono tangenti al criterio di rottura = = . Il raggio del circolo di Mohr quindi pari a = .
Ottengo quindi:

2 1 = 2 cos = 2 cos = 2 cos ( ) = 2 sin
2
Fino a questo momento ho ipotizzato un angolo qualunque, ma deve essere una quantit finita. Agir una
tensione che non sar la massima ma una minore.
Se invece utilizzo una rotazione infinitesima, ottengo che i circoli di Mohr sono quasi sovrapposti.

, 2 1 2 sin = 2
2 1
Lultima uguaglianza data dal fatto che per angoli infinitesimi si pu assumere che il seno di un angolo coincida con
langolo stesso.
Integro sul ventaglio di discontinuit statiche di apertura e ottengo il risultato:

2 1 = = 2 = 2
0 0
c.v.d.
Questo risultato posso estenderlo a vari problemi in cui ho il ventaglio di discontinuit.

79
Considero il problema in condizioni drenate.
Lavoro in termini di tensioni efficaci, per cui il criterio di rottura :
= tan +
In questo metodo lavoro con resistenze al taglio critiche, quindi posso trascurare . Il criterio di rottura diventa:
= tan

Considero una discontinuit statica lungo la quale la resistenza mobilitata :



tan = ( ) tan

Per equilibrio, e devono essere uguali da entrambe le parti della discontinuit: i circoli di Mohr delle tensioni
efficaci associati alle due zone hanno dimensioni diverse, sono tangenti alle rette di rottura e si intersecano nel
punto D. Cerco una relazione tra le tensioni medie: diversamente dal caso precedente non cerco una differenza ma
un rapporto.
Si dimostra che, se si considerano infinite discontinuit statiche (ventaglio) per una rotazione pari
a delle direzioni principali, si ha:
2
= 2 tan
1
In tal caso la resistenza lungo la discontinuit = . Langolo che individua lapertura del ventaglio di
discontinuit uguale alla rotazione delle direzioni principali di tensione, ossia pari a .

Applicazioni del teorema limite inferiore.


Negli esempi che seguono si applica la tecnica del ventaglio di discontinuit statiche per ottenere soluzioni di
limite inferiore meno cautelative.

Condizioni drenate analisi nel lungo termine.


Individuo la zona attiva e la zona passiva e le separo con un ventaglio di discontinuit
statiche. La rotazione delle direzioni principali di tensione tra zona attiva e passiva pari

a = 2 . Dove blocco il ventaglio?
Considerando che la superfice che delimita il ventaglio a sinistra confina con la zona
attiva, quel piano corrisponde ad una superficie di rottura in regime di spinta attiva
Rankine: se sono in condizione attiva le superfici di rottura sono inclinate rispetto

allorizzontale di 45 + 2 . Stessa cosa per la zona passiva, ho linclinazione di 45 2
.
Quindi il ventaglio risulta aperto in questo modo:

80
Lavoro in condizioni drenate, quindi in termini di
tensioni efficaci.
Ipotizzo il criterio di rottura in condizioni drenate:
= tan
I circoli della zona 1 e della zona 2 non si intersecano,
perch gli stati tensionali sono separati dal ventaglio.
Zona 1 (passiva):
1 = 0 + 21
1 = 1 sin raggio della circonferenza
1 = 0 + 1 = 0 + 1 sin
0
1 =
1 sin
Zona 2 (attiva):
2 = 2 = 2 sin = (1 + sin )2
Sapendo che
2 2 tan 2 tan 2 tan
0
= 2 = 1 =
1 1 sin

Nello specifico caso, per = 2 ottengo:
2 tan
0 tan
0 +

2 = = = = =
1 sin 1 sin (1 + sin )

Condizioni non drenate analisi nel breve termine.


Come si colloca il ventaglio: essendo in condizioni non drenate, = 0. In modo analogo al caso precedente, ricavo
le inclinazioni e ottengo:

Zona 1 (passiva):
1 = 0 + = 0 +
Zona 2 (attiva):
= 2 + = 2 +

Sapendo che = 2 e

2 1 = 2 = 2 = (0 + )
2
Esplicito, in funzione delle quantit note, lincognita :
= ( + ) =

Applicazione dei teoremi dellanalisi limite per la valutazione della capacit portante di fondazioni superficiali.
Esempi di soluzione di limite superiore.
Per calcolare una soluzione di estremo superiore necessario prendere in esame un cinematismo di collasso
compatibile. Si eguaglia poi il lavoro fatto dalle forze esterne con lenergia dissipata lungo la superficie di
scivolamento.
Come conseguenza dellipotesi di normalit:

81
I meccanismi di collasso compatibili si riducono:
Condizione non drenate Condizioni drenate
o Superficie di scorrimento circolare o Superficie di scorrimento a spirale
o Superficie di scorrimento piana o Superficie di scorrimento piana
o Combinazioni delle due precedenti o Combinazione delle due precedenti

Condizioni drenate analisi a lungo termine.


Nellesempio si ignora il peso del terreno.
Cerco una superficie di scorrimento compatibile. Traccio cos una spirale logaritmica
di anomalia , essendo in condizioni non drenate.

Equazione della spirale: = 0 tan , con generico raggio e 0 raggio iniziale.
La risultante delle componenti di tensione normale e tangenziale sulla superficie di
scivolamento diretta verso il centro di rotazione O. La risultante delle tensioni (, ) perpendicolare alla
direzione del moto quindi lungo la superficie di scivolamento non viene dissipata energia.
La direzione del moto (lungo cui abbiamo lo spostamento ) inclinata di rispetto alla tangente.
Sulla superficie di scorrimento viene soddisfatto il criterio di rottura = tan . Quindi le
componenti e stanno in modo da far stare la tensione risultante sul cono di attrito (). Quindi
diretta come .
Se osservo lenergia dissipata dagli sforzi esterni (prodotto scalare tra e ) nulla (i vettori
sono ortogonali).
Come conseguenza di questo, ci che accade sulla superficie di scorrimento non lo considero,
considero solo le forze esterne.

tan
tan
= ( ) ( ) ( 0 ) ( ) potenza delle forze esterne
2 2
= 0 potenza dissipata dagli sforzi interni

la forza applicata al centro della fondazione, = = la velocit in funzione della velocit angolare
2
(rotazione rigida della porzione di terreno che collassa).
Eguaglio la potenza delle forze estere e interne e ricavo lespressione di :

tan
= ( ) ( ) ( tan 0 ) ( ) = 0 =
2 2
In questo meccanismo di collasso si ha una rotazione rigida senza alcuna distorsione di forma. Perci si pu arrivare
allo stesso risultato considerando lequilibrio del terreno contenuto nella spirale logaritmica. Scrivo il momento di
rispetto al centro di rotazione 0 e lo pongo pari a zero, poich = 0 = .

tan
tan
= 0 ( ) ( ) ( 0 ) ( ) = 0 = 0 2 tan
2 2

Condizioni non drenate analisi nel breve termine.


Poich sono in condizioni non drenate, lavoro in termini di tensioni totali. La
superficie di scorrimento un arco di circonferenza.
In condizioni non drenate la dilatanza nulla: la direzione del moto quindi
coincide con la direzione di scorrimento (lo spostamento diretto come la
tangente allarco di circonferenza).
In questo caso devo calcolare lenergia delle forze interne poich non sono
pi nulle.

= ( ) ( ) (0 ) ( )
2 2
= ( ) ( )
Il criterio di rottura non drenata = = = : ho solo la componente di tensione tangenziale.
Ancora una volta eguaglio la potenza delle forze estere e interne e ricavo lespressione di :
2
= ( ) ( ) (0 ) ( ) = ( ) ( ) ( 0 ) ( ) = ( 2 )
2 2 2
=

82
Anche in questo caso, trattandosi di una rotazione rigida, si pu arrivare allo stesso risultato considerando
lequilibrio del terreno contenuto nel semicerchio.

Cerco ora di migliorare le due soluzioni ottenute, sfruttando meccanismi di collasso pi complessi.

Condizioni non drenate analisi nel breve termine.


1. Meccanismo di rottura individuato da 3 blocchi rigidi che scivolano.
La superficie di collasso che considero non pi circolare, ma
viene spezzata in dei tratti rettilinei.
Deve per avvenire lo scorrimento anche delle superfici
interne BC e BD, inclinate di 45.

Odografo: parto dallorigine e traccio le velocit dei


cunei che mi generano un collasso.
La direzione del moto parallela alle superfici di
scorrimento.
1 = 0 2
3 coincide in modulo, direzione e verso con 1
1 , 2 e 3 partono dallorigine.

In un meccanismo di collasso di questo tipo, lenergia si dissipa lungo tutte le superfici in corrispondenza delle
quali avviene lo scorrimento, incluse le superfici di separazione fra blocchi adiacenti.

2. Meccanismo di rottura formato da 2 blocchi rigidi separati da un ventaglio di discontinuit cinematiche.


Cinematismo compatibile: composizione tra una superficie circolare (cuneo 2)
e due piane (cuneo 1 e cuneo 3).
Il cuneo 1 e il cuneo 3 scivolano, il cuneo 2 ruota.

Se la zona (2) al centro si comportasse come un corpo rigido, lunico


meccanismo di collasso compatibile sarebbe quello indicato in B), fisicamente
impossibile. Lo scorrimento dei cunei (1) e (3) lungo le superfici (ac) e (de)
possibile solo se si divide la zona (2) in un certo numero di cunei, ognuno dei
quali pu scivolare lungo superfici radiali (discontinuit cinematiche)

Per ipotizzare una superficie di scorrimento cos devo immaginare


che nel cuneo 2 ci siano dei piani radiali lungo i quali avviene lo
scorrimento. lequivalente del ventaglio di discontinuit statiche
(apertura infinitesima ).

Odografo: non indicata la velocit del piano di posa della


fondazione.
Inizio con 1 parallela alla superficie del moto. Disegno
poi le altre velocit: sono segmenti della stessa
lunghezza e inclinati parallelamente alla direzione di
scorrimento.
Le velocit relative tra i due cunei adiacenti (lungo i
piani radiali di contatto tra i due cunei) pari a .

Ora considero una infinit di cunei: ottengo un arco di


circonferenza. Indica la relazione tra la velocit del cuneo e la velocit del pano di posa
della fondazione.
Con riferimento al singolo cuneo di apertura :
() = ( ) energia dissipata nell unit di tempo lungo l arco di circonferenza
() = ( ) energia dissipata nell unit di tempo lungo la linea radiale
83
= (2 ) energia complessivamente dissipata nell unit di tempo nella zona a ventaglio
Per aperture infinitesime di ogni cuneo e apertura complessiva del ventaglio di discontinuit cinematiche:

= 2 = 2
0

Nel caso in esame = 2 , = , = 0 2
2

= 2 = 2 2 , 0 2 2 = 0 energia complessivamente dissipata nellunit di

tempo nella zona a ventaglio.

= 2 ( 2) 0 2 = 20 energia dissipata nellunit di tempo lungo (ac) e (de).

Lenergia dissipata dagli sforzi interni quindi pari a:
= + = (2 + )0
Lavoro, nellunit di tempo, delle forze esterne:
= 0 0 0 = ( 0 )0
Applico il teorema del limite superiore:
= ( 0 )0 = (2 + )0 = ( + )
la stessa soluzione del limite inferiore. Quella che ho ottenuto quindi una soluzione esatta.

Condizioni drenate analisi nel lungo termine.


Poich sono in condizioni drenate, lavoro in termini di tensioni efficaci.

Il meccanismo di rottura individuato da due blocchi rigidi separati da


un ventaglio di discontinuit cinematiche.

La nuova superficie di scorrimento fatta dalla composizione di piani e


spirali.

Il tratto ac dato da:


1
= = 0 = raggio iniziale della spirale
2 cos (45 + )
2
Il cuneo centrale ha apertura = 90.

2 tan
=

2 cos (45 + 2 )



sin (45 + 2)
= 2 sin (45 + ) = 2 tan
2
cos (45 + 2 )
Odografo associato al meccanismo di collasso: costruito in funzione
di una velocit di riferimento 0 , che in questo caso la velocit
(diretta verso il basso) della fondazione (ab).
Per la condizione di normalit, la direzione del moto uguale alla
superficie di scorrimento.
3 la velocit di scivolamento lungo la superficie rettilinea.
Se la proietto lungo la verticale ottengo la velocit che posso associare
al carico 0 latistante la fondazione.

84
La figura illustra una situazione semplificata,
nellipotesi che il meccanismo di collasso
preveda un numero finito di cunei. A fianco il
diagramma degli spostamenti (equivalente
allodografo). Si ricordi che, in condizioni
drenate ( 0) il vettore spostamento non
parallelo alla superficie di scorrimento, ma
inclinato di un angolo (= ).

Lavoro, nellunit di tempo, delle forze esterne:



= 0 0 [ 2 tan tan ( + )] [0 tan ( + ) 2 tan ] = 0 0 [0 tan tan2 ( + )]
4 2 4 2 4 2
Energia dissipata nellunit di tempo dagli sforzi interni:
= 0 per l ipotesi di normalit
Applico il teorema limite superiore:

= 0 0 [0 tan tan2 ( + )] = 0 =
4 2
la stessa soluzione del limite inferiore, quindi una soluzione esatta.

85
FONDAZIONI SUPERFICIALI
CAPACIT PORTANTE
Fondazione superficiale: quella caratterizzata dal fatto che il rapporto tra il suo approfondimento D e la larghezza B
della fondazione / < 4 6.
La fondazione superficiale trasferisce il carico al terreno attraverso la pressione di contatto che si sviluppa lungo il
piano di posa della fondazione.
Meccanismi di rottura:
Rottura generale: si formano superfici di
scorrimento ben definite che partono dalla
fondazione e si sviluppano nel substrato di
fondazione fino al piano campagna (riemergono in
superficie). Ampi rifluimenti laterali e verso lalto
del terreno sottostante e latistante la fondazione.
quel carico limite che determina tale rottura
(vedi lezioni precedenti).
Prova di carico su una fondazione superficiale: analizzo la curva dei cedimenti in funzione del carico
applicato. Inizialmente ho un andamento quasi lineare, poi i cedimenti aumentano in maniera significativa.
Raggiunta la condizione di rottura generale posso avere due casi:
1. In corrispondenza del carico limite la curva tende ad un asintoto il cui valore corrisponde proprio a
. Comportamento che corrisponde al legame costitutivo perfettamente plastico.
2. Comportamento di tipo fragile (in figura): si raggiunge un valore di picco a cui segue
immediatamente un crollo del carico stesso.
Tipicamente una rottura generale si accompagna ad ampie rotazioni lungo la superficie di scorrimento.
La rottura generale tipica di substrati di fondazione molto rigidi: se parliamo di terreni sabbiosi, essi sono
tipicamente densi. Il meccanismo principale lo scorrimento per taglio.
Punzonamento: assenza di una superficie di
scorrimento ben definita. associata alla
formazione di piani verticali, che determinano
laffondamento della fondazione. Il terreno
sottostante la fondazione si comprime;
spostamento verso il basso del terreno
circostante la fondazione. un tipo di rottura che
fa intervenire la compressibilit del terreno:
tipica dei materiali granulari poco densi, o comunque di materiali dotati di una certa compressibilit. Se si
osserva la curva carico cedimento associata a questa rottura, non esiste pi una curva che suggerisce una
ben evidente. Ha il classico andamento tipico di un comportamento incrudente.
Rottura locale: meccanismo intermedio ai due
precedenti. Allinterno del substrato di
fondazione si sviluppano superfici di scorrimento
che partono dalla fondazione ma che non si
sviluppano per intero fino al piano campagna.
Ancora una volta si osserva una curva carico
cedimento di tipo incrudente. Anche in questo
caso chiamata in causa la compressibilit del
substrato.
Una rottura non drenata non pu corrispondere a un meccanismo tipo punzonamento o rottura locale: le variazioni
di volume sono nulle, quindi posso avere collasso solo con uno scorrimento per taglio (rottura generale).
Se la rottura generale avviene in condizioni drenate, evidente che abbiamo una variazione di volume, ma
sicuramente non la compressibilit che comanda sul meccanismo generale, ma continuer ad essere lo
scorrimento per taglio. In condizioni drenate posso avere quindi tutti e tre i meccanismi di rottura.
Tutte le soluzioni di capacit portante fanno riferimento al meccanismo di collasso per rottura generale.

86
Grafico di . ?. Fa riferimento a fondazioni superficiali su sabbia:
potenzialmente si posso sviluppare tutti i meccanismi di collasso.
In ordinata ho lapprofondimento relativo /, in ascissa la densit relativa del
substrato di fondazione .
Riconosco tre domini, corrispondenti ai meccanismi di collasso. Quando ho alta
densit relativa ho sicuramente rottura generale, la rottura locale per valori di
intermedi, mentre il punzonamento si ha per substrati molto sciolti.
Anche lapprofondimento relativo ha un peso sul tipo di meccanismo di collasso
che si sviluppa.

Come si pu sapere a priori, senza una prova di carico, quale meccanismo di


rottura posso avere?
Vesic introduce il concetto di indice di rigidezza (o
di rigidit) critico, funzione dellangolo di resistenza
al taglio e della geometria della fondazione (
larghezza della fondazione, lunghezza della
stessa).
1
, = exp {(3.3 0.45 ) cotan (45 )}
2 2
Tale valore viene messo a confronto con il valore
caratteristico della fondazione in esame.

=
tan
calcolato a profondit /2 dal piano di posa della fondazione ( = ; altri testi propongono = per
fondazioni nastriformi, ovvero quelle per cui la lunghezza molto maggiore della larghezza; altri testi per fondazione
quadrata o circolare propongono = , con tensione media).
Se pi piccolo del valore soglia (valore critico), verosimilmente avr punzonamento o rottura locale; se maggiore
allora tipicamente avr rottura generale, nei terreni sabbiosi.

UN MODELLO SEMPLICE PER LINDIVIDUAZIONE DEI FATTORI CHE CONTRIBUISCONO ALLA CAPACIT PORTANTE
Si considera un cinematismo di rottura molto semplificato.
Ho una fondazione nastriforme di larghezza . Il carico latistante la
fondazione .
Considero che il substrato sotto la fondazione sia in regime di spinta
attiva, mentre quello a destra dellarea caricata sia in regime di spinta
passiva. Esiste quindi una discontinuit statica priva di attrito (ST).
Considero lequilibrio ad una generica profondit z rispetto al piano
di posa della fondazione:
(sinistra di ST) = (destra di ST)
Spinta agente su ST:
1
= 2 + 2
2
Resistenza passiva agente su ST:
1
= 2 + + 2
2
Uguagliando spinta attiva e passiva ricavo (carico che applicato alla fondazione porta a rottura generale):
1 1
2 + 2 = 2 + + 2
2 2
1
+
= 2 ( 1) + 2 ( ) +
2
Osservo la presenza di tre contributi:
1 1
= 2 ( 1) = 1 ( )

+
= 2 (
) = 2 ( )

87

= = 3 ( )

Sono tre funzioni dei coefficienti di spinta attiva e passiva, quindi di conseguenza dellangolo di resistenza al taglio.
Per cui si ottiene:
1
= + +
2
Non sono disponibili soluzioni esatte che considerino contemporaneamente la presenza dei tre fattori , , .
Soluzioni esatte sono state ricavate solo con riferimento a situazioni semplificate, che considerano separatamente il
contributo dei tre fattori. Le soluzioni complete derivano dalla sovrapposizione di quelle relative ai casi pi semplici.

FORMULA DI TERZAGHI: formula che si utilizza solitamente per la determinazione di


Soluzione completa, ottenuta analizzando la stabilit della fondazione con il metodo dellequilibrio limite globale.
Ipotesi:
Fondazione nastriforme;
Attrito al contatto fondazione terreno (ruotano le direzioni principali). Il cuneo sotto la fondazione,
individuato da superfici piane di inclinazione rispetto allorizzontale, in regime di equilibrio elastico;
Risultante del carico sulla fondazione verticale e centrata;
Piano di posa della fondazione e piano campagna orizzontali;
Il tratto curvilineo della superficie di scorrimento una spirale logaritmica con polo in corrispondenza
dellestremit della fondazione nel caso di terreno privo di peso ( = 0), mentre la sua posizione esatta non
nota a priori nel caso di terreno dotato di peso proprio.

In figura viene evidenziato un meccanismo di collasso. Il tratto MC un tratto di spirale logaritmica con il centro in B
e anomalia , solo nellipotesi in cui il terreno sia privo di peso. Negli altri casi si determina per tentativi.
La soluzione di Terzaghi stata ottenuta mediante il metodo dellequilibrio limite globale, considerando
separatamente i contributi dovuti al peso proprio del terreno (), alla coesione () e al sovraccarico laterale .
La fondazione inizia ad affondare quando la riesce a vincere la resistenza passiva che si sviluppa sulle facce AM e
BM del cuneo ABM (in regime elastico) sotto la fondazione.
Equilibrio alla traslazione verticale del cuneo sotto la fondazione
1
= 2 + 2 sin 2 tan
4
2 sin contributo di coesione che si sviluppa lungo le facce MB e MA, proiettato in direzione
verticale.
1
4 2 tan peso del cuneo

Il problema ricondotto alla determinazione della resistenza passiva: = + + . Calcolo separatamente
le tre componenti della spinta passiva, prendendo in esame casi separati (vale la sovrapposizione degli effetti).
1
= + + FORMULA DI TERZAGHI
2
la soluzione che viene impiegata correntemente.
Le tre componenti sono state calcolate separatamente, con riferimento a superfici di scorrimento diverse fra loro. Si
applicata la sovrapposizione degli effetti, bench il problema sia non lineare.
Tale soluzione da considerarsi una soluzione approssimata.
2
= cotan [ 1]

2 cos2 (45 + )
2
2
=

2 cos2 (45 + 2 )
88
1 + 33
= tan ( 2 1) con = 3 tan2 (45 + )
2 cos 2
3
= exp [( ) tan ]
4 2
I coefficienti di capacit portante dipendono solo dallangolo di resistenza al taglio.
Quando = 0, = 0: questo significa che
1
il contributo della formula 2 si annulla.
il contributo attritivo, legato al peso
proprio. Sparisce in condizioni non drenate.
Sempre in condizioni non drenate ( = 0) si
ottiene = 1.
In condizioni non drenate, per Terzaghi
= 5.70
Quindi in condizioni non drenate:
= +
5.70 per Vesic
con = {
5.14 per altri autori

Poich la soluzione di Terzaghi approssimata, non esiste una sola proposta per i coefficienti di capacit portante.
1. Coefficienti di capacit portante secondo Vesic (1973)

2. Coefficienti di capacit portante secondo Meyerhof


= tan( ) tan2 (45 + )
2
= ( 1) cotan( )
= ( 1) tan(1.4 )

89
3. Coefficienti di capacit portante secondo Hansen


= tan( ) tan2 (45 + )
2
= ( 1) cotan( )

Il valore di proposto molto vicino a quello di Meyerhof, per


lo meno fino a = 35.

I coefficienti di capacit portante variano perch varia lipotesi sullattrito terreno fondazione (quindi sullapertura
del cuneo).

FORMULA GENERALE DI BRINCH HANSEN (1970)


1
= + +
2
Formula che estende lapplicabilit dellapproccio di Terzaghi. nota come formula generale di Brinch Hansen.
Riconosciamo ancora i tre contributi, accanto ai quali troviamo una serie di coefficienti correttivi.
Questi coefficienti vengono inseriti perch nella pratica non sono tutte valide le ipotesi semplificative di Terzaghi.

, , : fattori di capacit portante dipendenti dallangolo di resistenza al taglio . Soluzioni pi


accreditate per , , (potenzialmente si potrebbe scegliere tra tutte le forme disponibili per questi
coefficienti, ma di solito si usano queste perch si ritengono pi accurate):

o = tan( ) tan2 (45 + ), espressione di Prandtl (1921) e Reissner (1924)
2
),
o = ( 1) cotan( espressione di Prandtl (1921) e Reissner (1924)
o = 2( + 1) tan( ), espressione di Vesic (1970)
, , : fattori di forma della fondazione (shape): perch non tutte le fondazioni sono del tipo nastriforme
(formula di Terzaghi), ma possono avere altre forme (i coefficienti correttivi di forma si ricavano da prove su
modelli)
, , : fattori correttivi che tengono conto dellinclinazione del carico (inclination): Terzaghi ipotizza che la
risultante del carico sia centrata e verticale, ma potrebbe anche essere inclinata
, , : fattori correttivi che tengono conto dellinclinazione della base della fondazione (base)
, , : fattori correttivi che tengono conto dellinclinazione del piano campagna (ground)
, : fattori dipendenti dalla profondit del piano di posa (depth): per Terzaghi, la superficie di
scorrimento si ritiene fermarsi in corrispondenza del piano di posa della fondazione, ma si potrebbe anche
sfruttare la resistenza del terreno laterale alla fondazione (sopra il piano di posa). Considerare la resistenza
al taglio in quella porzione di terreno molto pericoloso, perch garantisce una resistenza al taglio molto
piccola

90
I valori dei coefficienti correttivi variano a
seconda dellautore.
Coefficienti correttivi secondo
Meyerhof (da ricordare coefficienti
di forma e di inclinazione)
NB: se langolo di resistenza al taglio
viene ricavato da una prova
triassiale, in cui si ha una
sollecitazione assialsimmetrica,
allora le formule vanno applicate con
un angolo corretto come indicato
in tabella.
NB: se la risultante del carico non
centrata (abbiamo una eccentricit
rispetto al baricentro) si continua ad applicare la formulazione generale di Brinch Hansen, ma nel
contributo attritivo invece che introdurre la reale larghezza della fondazione si introduce una larghezza
fittizia per cui il carico risulta centrato:
= 2
Lo stesso ragionamento vale nella direzione della lunghezza:
= 2
Le eccentricit e sono le due possibili eccentricit, rispettivamente nelle direzioni di e .
Coefficienti correttivi di forma secondo Viggiani

Fattori di inclinazione dalla normativa EN 1997-2:2004

Sono equivalenti alla tabella seguente, proposta da Viggiani:

91
Coefficienti di profondit secondo Vesic:

Inclinazione base della fondazione:

Coefficienti di punzonamento (Vesic): quando la


rottura non una rottura generale, perch il
substrato ha delle caratteristiche tali da non farla
avvenire, si usano coefficienti correttivi che a
partire dalla formula di Brinch Hansen
consentono di ottenere una stima grossolana di
per una rottura tipo punzonamento in una
sabbia sciolta.

FONDAZIONI CON PRESENZA DI FALDA


1
Formula generale di Terzaghi, nellipotesi di rottura drenata: = 2 +
+
A. il peso del terreno sotto il piano di posa della fondazione.
Sicuramente il terreno 2 saturo, quindi = 2 = ,2
sar nullo se non abbiamo coesione
il carico efficace che agisce sul piano di posa della fondazione, quindi
deriva dalla tensione verticale efficace in corrispondenza del piano di
posa. Il terreno in parte sopra e in parte sotto falda, quindi =
1 ( ) + 1
B. Valgono tutte le considerazioni del caso precedente, lunica cosa che
cambia lespressione di : = 1
C. Nel caso in cui < , la superficie di scorrimento intercetter la falda.
Parte del terreno sopra falda e parte sotto.

Cosa inserisco nel contributo attritivo come ? Uso un espressione
di un peso per unit di volume mediamente rappresentativo del terreno
allinterno della superficie di scorrimento

2 2 (1 + ) 2 2 + (2 2 )

92
Le due formule forniscono risultati simili: se considero che , 20 /3 , = 10 /3, posso
ottenere gli stessi risultati, a meno di un minimo errore.
Nel caso in cui (falda sufficientemente approfondita), la presenza della falda pu essere trascurata.

ESERCIZIO 1:
Fondazione di dimensioni 2,25 2,25 ; profondit del piano di posa della fondazione = 1,5 ; substrato di
fondazione sabbioso, con = 20 /3 ( = 18 /3 sopra falda) e parametri di resistenza al taglio = 0 e
= 38.
Calcolare la capacit portante considerando le due diverse situazioni:
a) Piano di falda a = 5 dal piano di posa della fondazione
b) Piano di falda a profondit 1,5 dal piano campagna

Soluzione:
Applico la relazione
1
= +
2
Metto i coefficienti correttivi di forma perch la fondazione non nastriforme.
2.25
= = 1 + 0.1 = 1 + 4.20 = 1.42 (Meyerhof)
2.25
= 48.93 49
= 64.03 64 (Meyerhof)
a) Poich posso trascurare la presenza della falda
1 1
= + = 18 2.25 64 1.42 + 18 1.5 49 1.42 = 3719
2 2
b) Sono sopra il piano di posa della fondazione
1 1
= + = (20 9.81) 2.25 64 1.42 + 18 15 49 1.42 = 2920
2 2

ESERCIZIO 2:
Fondazione nastriforme, = 1,2 ; piano di posa della fondazione a = 2 ; substrato sabbioso, con =
18,8 /3 ( = 17 /3 sopra falda), = 32. Falda a profondit 2 dal p.c.
Calcolare la capacit portante considerando le due diverse situazioni:
a) Risultante del carico con eccentricit = 0,20 .
b) Risultante del carico centrata e inclinata di 15.

Soluzione:
a) Applico la relazione
1
= +
2
Utilizzo le formule/tabelle di Meyerhof:
= 23.2
= 22.02 22
Poich il carico presenta una eccentricit:
= 2
= 9 /3
1 1
= + = 9 (1.2 2 0.2) 22 + 17 2 23.2 = 868
2 2
b) Applico la relazione
1
= +
2
2 15 2
= (1 ) = (1 ) = 0.282
32
2 15 2
= (1 ) = (1 ) = 0.69
90 90
1
= + = 33.5 + 544.3 = 577.8
2
93
CEDIMENTI
Analisi del comportamento della fondazione nelle condizioni di esercizio (quando parlo di capacit portante, analizzo
gli stati limite ultimi, praticamente a rottura).

Componenti del cedimento totale = + + (con riferimento ad un


substrato argilloso, nel quale si sviluppano sovrappressioni interstiziali a seguito
dellapplicazione di un carico):
Cedimento immediato , il cedimento che avviene contestualmente
allapplicazione del carico. Si utilizza per calcolarlo un approccio elastico: i
parametri chiamati in causa sono quelli tipici di una legge costitutiva
elastico lineare (coefficiente di Poisson , modulo di Young drenato e
non drenato ). Il cedimento immediato si sviluppa in condizioni non
drenate: non quindi una variazione di volume, ma ha una natura
distorsionale (associato quindi a variazione di forma).
Cedimento di consolidazione , avviene contestualmente al dissiparsi delle
sovrappressioni interstiziali, in conseguenza di un moto di filtrazione in
regime transitorio. una componente di cedimento differita nel tempo,
intervallo di tempo pi o meno lungo il relazione alle caratteristiche di
permeabilit del terreno. Approccio di calcolo di tipo edometrico, si usano i
parametri tipici di tale prova.
Cedimento secondario , componente differita nel tempo. Meccanismo legato alle propriet viscose del
terreno, avviene a tensioni efficaci costanti. Si calcola con un approccio ricavabile da una prova edometrica,
con il coefficiente di consolidazione secondaria.

FASI CHE CARATTERIZZANO IL CALCOLO DEI CEDIMENTI DELLE FONDAZIONI


1. Ricostruzione della stratigrafia, delle condizioni di falda, della storia tensionale.
2. Determinazione dello stato di sforzo indotto dai carichi trasmessi dalla struttura.
3. Scelta dei parametri di compressibilit.
4. Calcolo del cedimento utilizzando le formule note.
5. Calcolo del decorso nel tempo dei cedimenti.

Lo stato tensionale esistente in un punto del terreno dipende:


Dal peso proprio del terreno
Dalle condizioni di falda
Dalla storia tensionale del deposito (nel calcolo delle tensioni orizzontali abbiamo il parametro 0 che
dipende dalla storia tensionale)
Dai carichi esterni applicati, cio dalla distribuzione della pressione di contatto.

DISTRIBUZIONE DELLE TENSIONI NEL SOTTOSUOLO


Considero una fondazione flessibile, al di sotto della quale la distribuzione delle
pressioni di contatto uniforme.
Il cedimento al di sotto per non uniforme (a differenza della fondazione
rigida).
Distribuzione delle pressioni di contatto: diverso a seconda che il terreno sia
incoerente (rigidezza funzione dello stato tensionale, per avere lo stesso
cedimento ovunque devo avere una pressione maggiore al centro) o coesivo
(sono nel breve termine non drenato , per un cedimento costante la
distribuzione delle pressioni opposta al caso incoerente).
Condizione elastica: non mi preoccupo della porosita.

Nei casi successivi si fa riferimento ad una fondazione flessibile.

94
CASO 0: SOLUZIONE DI BOUSSINESQ (1885)
Si considera un semispazio (si estende a destra e a
sinistra) di materiale elastico lineare,
caratterizzato da un certo modulo elastico e da
un certo coefficiente di Poisson .
Applico un carico concentrato in un certo
punto. Ho un incremento di tensioni in tutte le
direzioni.
Nellespressione della (direzione verticale) non
c nessun parametro costitutivo: funzione solo
di e delle caratteristiche geometriche.
[NB: le formule non sono tutte da ricordare]

Soluzione di Boussinesq (1885) rispetto ad un


sistema di riferimento cartesiano ortogonale
3 3 3 2
= =
2 5 2 5
3 2 1 2 1 (2 + ) 2 3 1 2 (2 + )
= { 5 + [ 3 3 ]} = [
2 3 ( + ) ( + ) 2 2 5 3 3 ( + )2
2
2
3 1 2 1 (2 + ) 2
3
= { 5 + [ 3 3 ]} =
2 3 ( + ) ( + ) 2 2 5

Si possono ottenere anche la soluzione rispetto ad un sistema di riferimento polare (riporto solo quella in direzione
verticale:
3 3
= 5 = 2
(3 cos 5 )
2 2 2
( + 2 )2

Mi concentro sulla componente verticale. La componente di tensione verticale nel generico punto di posizione (, )
rispetto al punto di applicazione, si pu esprimere sinteticamente come (funzione solo di variabili geometriche):

= 2

Essendo
3
= 2 fattore di influenza della tensione verticale
5
2 2
[1 + () ]

riassume le variabili geometriche. funzione di con distanza in orizzontale del

punto considerato rispetto al punto di applicazione de carico e profondit.

Esistono tabelle per il calcolo del valore di tale parametro in funzione del rapporto .

Landamento di per effetto di un carico in superficie a distanza = (nel


particolare disegno pari a 2 m) in figura a lato.

95
Andamento con la profondit di lungo la verticale che passa per il punto di applicazione di : i coefficienti di
1
influenza sono tutti uguali, il suo valore cambia solo in funzione di 2 .

Valuto ora la variazione di tensione verticale su un piano orizzontale, ipotizzato a 2 m dal piano di campagna (quindi
considero costante e variabile).

Osservo che su un piano orizzontale lincremento di tensioni non costante, ma ha un andamento a campana. Pi
vado in profondit pi la campana schiacciata. Ci sar una certa profondit per cui il carico sar ininfluente.

CARICO UNIFORMEMENTE DISTRIBUITO SU UNAREA CIRCOLARE

1
= 1 3
2 2
[ ( 2 + 1) ]

lincremento di tensione lungo lasse dellarea di carico. una
soluzione in forma chiusa.
Per valori di tensione che non appartengono allasse di carico
non posso usare lintegrazione di Boussinesq perch non mi
porta a una soluzione in forma chiusa (solo con metodi numerici).
Si usa lo sviluppo grafico con labaco di Foster e Ahlvin.
In questo abaco si entra con il rapporto

=

in ordinata e con il rapporto

=

che permette di scegliere la curva giusta.
Come risultato leggo in ascissa il coefficiente di influenza con cui posso calcolare = .

96
CARICO UNIFORMEMENTE DISTRIBUITO SU UNAREA RETTANGOLARE
La soluzione si ottiene per via numerica a partire da quella di
Boussinesq. Utilizzo in questo caso la carta di Fadum (1948).
Segue la stessa ratio del caso precedente: calcolo lungo la
verticale che passa per lo spigolo dellarea caricata.
Esprimo base e lungezza in funzione della profondit a cui
voglio calcolare . Per esempio:
= 4 = 2 ( = 2)
=2
= 1 ( = 1)
=2
Entro nellabaco conoscendo (ascissa) e (curva) e trovo il
coefficiente di influenza in ordinata, che in questo caso
pari a 0.20.
Per cui
= = 0.20
dove il carico uniformemente distribuito in superficie.
Questi sono valori tutti calcolati nello spigolo. Teoricamente,
il punto maggiormente di interesse non lo spigolo ma il
centro della superficie. Per
calcolare il valore in questo
punto, devo ricordare che sono
soluzioni di natura elastico-
lineare, quindi vale il principio di sovrapposizione degli effetti.
Divido perci larea in 4 parti uguali, 4 rettangoli per i quali lasse centrale del
rettangolo di partenza lasse dello spigolo per ciascuna areola. Considero un quarto

dellarea caricata, quindi avremo = ed = . Calcolo e la moltiplico per 4 per
2 2
ottenere il valore sullasse centrale.

BULBI DI PRESSIONE PER FONDAZIONE QUADRATA


Se ho unarea caricata larga , il carico uniformemente distribuito va in profondit ,
calando la sua intensit. Per capire come ci avviene, si usano i bulbi di pressione, cio
linee caratterizzate dallo stesso incremento di tensione.
Denotano come si distribuisce il carico applicato in superficie con la profondit.

Calcolo delle diverse componenti di cedimento.


CEDIMENTO IMMEDIATO (area di carico circolare).
quella componente che si ha poco dopo lapplicazione del carico (soluzione elastica)
in un substrato coesivo:

= (1 ) =

la larghezza della fondazione, che per unarea di carico circolare coincide con il raggio .
il coefficiente di Poisson (in condizioni non drenate pari a
0.5) e il modulo elastico (in condizioni non drenate pari a
).
Tre casi distinti:
1. Semispazio illimitato di terreno.
Osservo che landamento di descrive una curva in
cui il valore maggiormente vicino allarea di carica e
cala allontanandosi. Se la zona attiva si riduce
abbiamo meno cedimento.
ingloba il coefficiente di Poisson: abbiamo diverse
curve al variare di esso.
2. varia anche con la zona attiva (che cede). Se la
zona attiva si riduce, lentit del cedimento
inferiore. La curva trasla verso lalto.
97
3. La zona attiva piccola (una frazione dellarea di
carico). diventa negativo, si ha un
refluimento.

Se il substrato coesivo osservo che il cedimento


avviene in condizioni non drenate. Allora =
(modulo non drenato ottenibile da prove triassiali non
dreante TXCU) e = 0.5 (dalla teoria dellelasticit so che il modulo elastico volumetrico valre infinito, quindi un
materiale infinitamente rigido nei confronti delle variazioni di volume).

Valuto in relazione allarea di carico


con cui ho a che fare, sfruttando varie
tabelle (entro sempre con il rapporto
/).
/ la zona attiva, di spessore
limitato .
Il cedimento varia da punto a punto.

CEDIMENTO IMMEDIATO MEDIO (strato di spessore finito)



, = 0 1

I coefficienti 0 e 1 descrivono la geometria del problema: 0 il coefficiente che tiene conto dellapprofondimento
della fondazione rispetto al piano di campagna (/), mentre 1 il rapporto /. Si ricavano mediante abachi.

CEDIMENTO DI CONSOLIDAZIONE
Seconda componente del cedimento in un substrato coesivo. associato alla dissipazione delle sovrappressioni
neutrali che si generano allistante di applicazione del carico. Si verifica un moto di filtrazione in regime transitorio
che determina una variazione del regime tensionale efficace, cambia lindice dei vuoti e nasce un cedimento dello
strato. Calcolo del cedimento di consolidazione basato sul metodo edometrico.
Il cedimento edometrico la parte preponderante del cedimento. In particolare lo nelle argille tenere, ovvero
quelle NC. Mediamente si pu dire che se individuiamo il nostro cedimento totale come somma del cedimento
immediato e di quello di consolidazione (escludo il cedimento viscoso successivo), il cedimento immediato in una
argilla NC pu mediamente essere il 10% del cedimento totale. Nei terreni OC la ocmponente del cedimento
immediato rispetto al cedimento totale pu essere pi significativa: da 1/3 a 2/3 del totale.

CEDIMENTO EDOMETRICO ARGILLA NC


Curva di compressione edometrica sul piano semilogaritmico.
Su questa curva si individuano tratti rettilinei: il ramo di ricarico RR e il ramo
di carico CR (il ramo di scarico e ricarico non rappresentato). Su tali rami
posso definire i parametri di compressibilit.
Nel punto a ginocchio identifico la pressione di preconsolidazione.
Si ha uno strato di un materiale argilloso di spessore iniziale 0 , indice dei

vuoti 0 , la tensione media del deposito 0 (prendo come livello di
riferimento il piano passante per la met dello strato).
Sullo strato viene applicato un carico che si estende indefinitamente
nello spazio. Ho quindi le condizioni edometriche (deformazione
monodimensionale).
La condizione NC caratterizzato dal fatto che la tensione di
preconsolidazione coincide con la tensione efficace corrente. Mi colloco
quindi nel punto a ginocchio.
Applicando un incremento di tensione, esso si distribuisce con la stessa
entit su tutto lo strato. Il cedimento dato da
98

0 +
= 0 log
0
Esprimere il cedimento in funzione di e non di :

1 0 +
= 0 log
1 + 0 0

perch = 1+0
.

CEDIMENTO EDOMETRICO ARGILLA OC (CASO 1)


Nel corso della sua storia tensionale, lo strato stato consolidato sotto una
tensione efficace superiore a quella corrente.

0 <
Individuata la tensione di preconsolidazione, trovo che la tensione verticale
iniziale si trova sul ramo di ricarico.
Ipotizzo che faccia s che lo stato tensionale finale ricada ancora nel ramo
di ricarico (perch sovraccarico modesto o strato fortemente OC). Il
cedimento dello strato governato dal solo parametro di compressibilit
associato al ramo di ricarico.

0 + 1 0 +
= 0 log = 0 log

0 1 + 0
0

CEDIMENTO EDOMETRICO ARGILLA OC (CASO 2)


Argilla sovraconsolidata nellipotesi che lincremento di tensione sia tale da
far s che lo stato tensionale finale ricada sul ramo di carico.
0
+
= 0 ( log + log )
0
1
0 +
= 0 ( log + log )
1 + 0 0
Carico; ricarico.

Se non si lavora sul piano semilogaritmico:


Utilizzando : = 0 (sul piano )

Utilizzando : = 1+0 (sul piano )
0
I coefficienti e variano da punto a punto: quando uso questi parametri per il calcolo dei cedimenti devo fare
attenzione al livello tensionale di partenza e lintervallo tensionale in cui mi muovo. Questo perch a seconda del
punto di partenza cambia la pendenza. Inoltre se lintervallo tensionale molto ampio meglio fare pi sottointervalli
per poter considerare il parametro costante. Scelto il parametro e ritenuto costante, la formula del cedimento
edometrico molto semplice.

Tutto quello che esposto sopra valido per aree di carico molto grandi e spessori dello strato che cede piccoli,
perch accettabile lapprossimazione di consolidazione monodimensionale.

CEDIMENTO DI CONSOLIDAZIONE CORREZIONE DI SKEMPTON-BJERRUM


Il cedimento di consolidazione, provocato dalla dissipazione delle pressioni neutre indotte dai carichi in condizioni
99
non drenate, viene calcolato come unaliquota di quello edometrico.
La correzione di Skempton-Bjerrum si basa sullipotesi che la sovrappressione neutra iniziale, quando applico un
sovraccarico in superficie, sia calcolabile con lespressione della formula di Skempton per le pressioni neutre, con
= 1 perch ci poniamo nel caso di terreno saturo (il coefficiente legato alla natura delle argille):
= [3 + (1 3 )] = 3 + (1 3 )
Non pi come il caso edometrico, in cui le sovrappressioni sono pari alleccesso di carico in superficie. La
valutazione delle sovrappressioni, in questo caso, pi accurato.
Supponendo un monostrato in cui il parametro costante: = 0
Se il parametro varia da sottostrato a sottostrato (quelli in cui diviso lo strato di altezza ):

= = [3 + (1 3 )] =
0 0
con

0 3
= = + (1 )
0 1
Allinterno dellintegrale, con opportuni passaggi, si riesce ad
isolare il cedimento edometrico ; esso sar moltiplicato per
lespressione del coefficiente .
Il parametro tiene conto dellincremento di tensione associato
alle particolari condizioni di carico (non sempre infatti il carico
uniformemente distribuito e infinitamente esteso).

Per non dover calcolare il coefficiente , il suo valore viene fornito


sotto forma di abaco in funzione di (asse delle ascisse) e del
rapporto tra la larghezza dellarea di carico (larghezza della
fondazione) e lo spessore della zona attiva (strato di terreno sotto
il piano di posa della fondazione) /. Nel grafico troviamo due
famiglie di curve: quelle continue corrispondono ad una area di
carico circolare, quelle tratteggiate ad unarea di carico nastriforme.

Il parametro delle pressioni neutre pu essere negativo per argille OC, ricavato da una prova triassiale. Non
necessariamente quello pi idoneo da utilizzare quando sono nel caso di una fondazione nastriforme. Bisognerebbe
ricavare un parametro pi idoneo.

CEDIMENTO SECONDARIO
Ultima componente di cedimento. Viene calcolata anche questa con riferimento alla prova edometrica

= 0 log
100
coefficiente di consolidazione secondaria (si ricava dalla curva che descrive landamento dei cedimenti
nel tempo per un assegnato carico applicato in funzione della deformazione)
0 altezza iniziale dello strato compressibile
100 tempo necessario allesaurimento del processo di consolidazione primaria
Lapproccio si basa sullipotesi che la consolidazione secondaria inizia al termine della consolidazione primaria e
sullassunzione che il valore del coefficiente possa ritenersi costante durante levolversi del cedimento
secondario. non dipende dallo spessore dello strato in esame e nemmeno dallincremento di carico rispetto al
regime tensionale iniziale. una funzione della storia tensionale.
Questo cedimento diventa significativo quando la consolidazione primaria si esaurisce in breve termine.

TERRENI NON COESIVI


Fino a qui abbiamo trattato substrati coesivi. Per substrati non coesivi (sabbie) abbiamo una elevata permeabilit,
quindi quando applico un carico leventuale sovrappressione si dissipa molto in fretta. Non abbiamo un cedimento
differito nel tempo causato dalla dissipazione delle sovrappressioni, ma solo un cedimento immediato o viscoso.
Nei materiali granulari c una grossa difficolt a prelevare campioni indisturbati su cui eseguire prove di laboratorio.
La caratterizzazione dei terreni granulari si basa sulla interpretazione delle prove in sito.
Per calcolare quindi i cedimenti di questi strati ci si basa su approcci empirici basati sulle prove in sito.
100
CEDIMENTO DELLE FONDAZIONI SU TERRENI NON COESIVI METODO DI SCHMERTMANN
Approccio empirico basato sulle prove CPT.



= 1 2

0
1 coefficiente che tiene conto dellapprofondimento relativo
della fondazione

0.50
1 = 1

2 coefficiente che tiene conto del cedimento secondario ( in
anni)

2 = 1 + 0.2 log ( )
0.1
carico netto applicato sul piano di posa della fondazione

= 0
coefficiente di influenza, riportato su abachi
spessore dello strato
rigidezza

ESEMPIO 1
Fondazione superficiale, dimensioni 2 4 .
Profondit del piano di posa: 1
Carico applicato, uniformemente distribuito: 150

Condizioni stratigrafiche:
Da 0 a 5 m argilla con = 40
Da 5 a 13 m argilla con = 75
Substrato compatto oltre 13 m

Calcolare il cedimento immediato medio della fondazione.

1. Per prima cosa considero solo lo strato superiore come se ci fosse un substrato rigido sotto. Considero lo strato
pi superficiale di argilla, caratterizzato da = 40

= 0.5 0 = 0.94

4
= = 2, = 2 1 = 0.60
2
150 2
,1 = 0 1 = 0.94 0.60 = 4.2
40
2. Considero un unico strato di argilla dello spessore di 12+1 m, con = 75
12
= = 6, = 2 1 = 0.85
2
150 2
,2 = 0 1 = 0.94 0.85 = 3.2
75
3. Considero lo strato di argilla superiore, con = 75

= 2, = 2 1 = 0.60

150 2
,3 = 0 1 = 0.94 0.60 = 2.3
75
4. Applico il principio di sovrapposizione degli eggetti per il calcolo del cedimento immediato complessivo.
= ,1 + ,2 ,3 = 4.2 + 3.2 2.3 = 5

Il metodo richiede sempre che alla base del substrato che cede ci sia sempre un substrato rigido che confina.

101
ESEMPIO 2
Fondazione superficiale quadrata, = 6
Profondit del piano di posa: 2
Carico applicato netto, uniformemente distribuito: 160

Condizioni stratigrafiche:
Dal p.c. a 17 m di profondit, argilla consistente con =
2
0.13 , = 0.35, = 55 . Presenza di un

substrato compatto oltre 17 m.

Calcolare il cedimento totale sotto il centro della fondazione.

1. Cedimento immediato medio0.55


15
= = 2.5 1 = 0.55
6
2
= = 0.33 0 = 0.95
6

=1

160 6
= 0 1 = 0.95 0.55 = 9
55
2. Cedimento di consolidazione
Per ogni sottostrato in cui ho suddiviso lintero strato di argilla, vado a considerare lincremento di tensione
ed il cedimento edometrico.

= 4 160 ( 2 )

= 0.13 3 = 0.39 ()

3. Correzione di Skempton Bjerrum


Per il calcolo del diametro equivalente assumo larea effettiva della
fondazione (quadrata) come se fosse quella di un cerchio e ricavo il raggio
equivalente.
: 6.77
15
= = 2.2
6.77
= 0.5
= 0.55
Il cedimento di consolidazione vale
= 0.55 116.6 = 64

4. Cedimento totale
= + = 9 + 64 = 73

102
ESEMPIO 3
Fondazione quadrata ( = = 3 ), piano di posa della fondazione a 1.2
m.

Condizioni stratigrafiche:

Deposito sabbioso, con = 16 3.
Nella figura a fianco riportato il profilo della resistenza alla punta ricavato
da una prova penetrometrica statica (CPT), effettuata nel deposito di sabbia.
Piano di falda ben al di sotto del piano di posa della fondazione.

Calcolare il cedimento della fondazione utilizzando il metodo di


Schmertmann.

Si considera un profilo penetrometrico semplificato (linea verde), ottenuto


dividendo il deposito sabbioso in strati di spessore variabile e assegnando ad ognuno di essi un valore
rappresentativo della resistenza alla punta .
Valore di picco di ( ) alla profondit di 2.7 m:
130 0.5
= 0.5 + 0.1 ( ) = 0.67
16 2.7
= 2.5
0 0.5 1.2 16
1 = 1 0.5 = 1 = 0.93
130
2 = 1



= 1 2 = 0.93 1 130 0.203 = 25

0

103
PALI DI FONDAZIONE

I pali di fondazione sono elementi strutturali in grado di trasferire il carico, applicato alla loro sommit, agli strati di
terreno pi profondi e in generale pi resistenti. Ci avviene sia per le al fusto sia per le alla base del palo
(diverso rispetto alle fondazioni superficiali).

Principali situazioni nelle quali opportuno


ricorrere ad una fondazione su pali: di solito si
utilizzano per raggiungere strati pi resistenti,
compatti e profondi, dato che i terreni in
superficie sono scadenti. Non sempre ci
possibile, perci ricorro comunque al palo che
sviluppa una capacit portante grazie alle sole
tensioni tangenziali (attrito laterale) lungo il fusto
(palo sospeso).
I pali resistono anche in direzione assiale di
trazione. Sopportano anche le forze orizzontali
(posso usare anche palificate inclinate).
La fondazione su pali consigliata anche quando
il terreno sottoposto ad erosione (ad esempio in
ambiente marino) e quando previsto uno scavo adiacente alla fondazione di progetto (il palo pu raggiungere
profondit maggiori del fondo scavo). Inoltre li uso per terreni soggetti a cicli di essiccamento e rigonfiamento,
raggiungendo strati non sensibili al contenuto di acqua.
Se il terreno cede pi del palo, le tensioni tangenziali sono opposte a quelle che si oppongono al palo (attrito
negativo).
In sintesi, i motivi per cui si ricorre ad una fondazione su pali possono essere molteplici:
Impossibilit di realizzare fondazioni superficiali a causa di scadenti caratteristiche meccaniche del terreno;
Necessit di limitare i cedimenti;
Necessit di riportare i carichi a profondit che non siano interessate da fenomeni di erosione;
Necessit di assorbire carichi orizzontali;
Realizzazione di opere al largo delle coste;
Rinforzo di strutture esistenti.
Un palo di fondazione trasmette il carico al terreno attraverso tensioni tangenziali sulla superficie laterale e tensioni
normali alla base.

I pali di fondazione possono essere classificati secondo vari criteri.


1. Rispetto al materiale di cui sono costituiti: pali in legno, pali di calcestruzzo prefabbricati, pali di calcestruzzo
gettato in opera, pali di acciaio)
2. Rispetto alle dimensioni: pali di piccolo diametro ( < 300 ), pali di medio diametro (300
700 ), pali di grande diametro ( > 700 )
3. Rispetto alle modalit esecutive: pali a spostamento di terreno (infissi), pali con asportazione di terreno
(trivellati o ad elica continua).
Il comportamento di un palo dipende principalmente dal volume di terreno immediatamente circostante, che
quello disturbato dallinstallazione. Nellanalisi del comportamento di un palo, le modalit esecutive sono pertanto di
primaria importanza, perch da esse dipende il disturbo del terreno.

Le sono influenzate dallinterfaccia palo terreno, dal livello tensionale ( e ).


Le propriet del terreno e il livello tensionale solo legate alle modalit esecutive.

PALI INFISSI
Un palo infisso eseguito senza asportazione di terreno, realizzato mediante infissione (per mezzo di battipali) di
elementi prefabbricati (cls, acciaio) oppure mediante getto di cls in opera entro un tubo forma infisso nel terreno.

104
Palo Franki: ha la caratteristica di aumentare alla base. Questo perch
il tubo forma tappato; con un maglio si batte sul tappo di ghiaia,
trascinando con se il tubo forma stesso. Una volta alla profondit voluta,
si espelle il bulbo di base con una macchina apposita. Poi inserisco la
barra di armatura e getto il cls con acqua molto bassa.

Osservazioni:
In terreni incoerenti, provocano un addensamento che migliora
le caratteristiche del terreno;
In terreni coesivi saturi, linfissione determina un aumento della
pressione neutra e non si ha alcun effetto di addensamento
(avviene in condizioni non drenate, quindi non ho variazioni di
volume, quindi non ho addensamento ma lo sviluppo di
sovrappressioni);
Le attrezzature per linfissione sono di grandi dimensioni e
possono perci essere impiegate solo in cantieri vasti e di
agevole accesso.
Le operazioni di infissione danno origine a vibrazioni nel terreno (possibili dissesti ai manufatti adiacenti,
quindi non possono essere sempre fatti, soprattutto in ambito urbano).

PALI TRIVELLATI
Un palo trivellato eseguito con asportazione di terreno mediante getto di calcestruzzo in un foro trivellato
preventivamente con attrezzatura a percussione o a rotazione.
Un palo trivellato pu essere eseguito in qualsiasi tipo di terreno, adottando lopportuna tecnica di
perforazione;
Lasportazione di terreno pu causare la decompressione ed il peggioramento delle caratteristiche
meccaniche del terreno;
Le attrezzature, a parte i limiti dipendenti dalle dimensioni, non pongono particolari problemi e gli effetti
sullambiente circostante possono essere ridotti a valori accettabili.

Messa in opera:

Durante lo scavo abbiamo la formazione di fango bentonitico: miscela di


acqua e argilla con maggiore di quello dellacqua. Viene usato per
creare una pellicola attorno alla parete del foro.
Circolazione del fango bentonitico:
Diretta: il fango porta via i detriti della trivellazione andando in
su e poi viene fatto decantare (fase lunga).
Inversa: il fango nel fondo viene fatto risalire con pompe nelle
aste cave della strumentazione di scavo.
105
Luso del fango riportato dallingegnere degli idrocarburi.

PALI AD ELICA CONTINUA


Scavo mediante infissione di unelica continua assemblata su un tubo
centrale cavo;
Estrazione dellelica e contemporaneo getto di cls dal tubo;
Inserimento della gabbia di armatura

PALIFICATA: gruppo di pali a distanza ravvicinata e collegati tra loro da plinti,


travi, intelaiature.

CAPACIT PORTANTE DEL PALO DI FONDAZIONE


Le condizioni di carico di gran lunga pi frequenti per un palo di fondazione sono quelle
assiali di compressione.
La capacit portante di un palo di fondazione convenzionalmente suddivisa in due
aliquote, la portata di base e la portata per resistenza laterale (attrito laterale) .
2
+ = + = +
4 0
il peso del palo.
e vengono calcolate in maniera indipendente.
In realt gli sforzi laterali ed alla punta vengono mobilitati con il cedimento secondo leggi
alquanto diverse. In realt non cos perch se faccio la prova di carico su palo, il carico
allinizio sopportato dagli sforzi in alto e man mano da quelli pi in basso e solo alla fine
interviene la portata di base.

Cedimenti di 10/20 mm indipendente dal diametro del palo


Cedimenti relativi (rispetto al diametro) del palo nellordine del 25% (del diametro)

Non detto che e siano massime nello stesso momento.

RISULTATI DI UNA PROVA DI CARICO SU PALO


Nella prima fase di carico, la maggior parte del carico assorbito dalla
resistenza laterale, lungo la parte alta del palo;
Allaumentare del carico aumenta la mobilitazione della resistenza
laterale e gradualmente aumenta la percentuale del carico assorbita
dalla resistenza alla base.
Il meccanismo di mobilizzazione dellattrito laterale governato dallo
scorrimento. Lo spostamento richiesto per mobilitare la massima
resistenza laterale di fatto indipendente dal diametro del palo.
La resistenza di punta si mobilita solo per elevati livelli di spostamento,
proporzionali al diametro del palo.

CAPACIT PORTANTE DEI PALI INFISSI IN TERRENI COESIVI


La portata di base espressa in termini di tensioni totali
= = ( + 0 )
larea di base del palo.
0 la tensione verticale totale iniziale alla base (punta) del palo.
il coefficiente di capacit portante quando = 0 (fondazioni superficiali. In genere lo si assume pari a 9.
Lunico problema la valutazione della . Tipicamente tale parametro viene determinato da prove TXCU e TXUU su
argille NC. Va fatta attenzione al caso in cui abbiamo un substrato molto sovraconsolidato (OC), perch possono
presentarsi problemi di fessurazione.
Se uso da prove di laboratorio rischio di sovrastimare la capacit di base perch il pezzo di terreno di un lavoro in
laboratorio troppo piccolo per tenere conto delle fessure. Ricavo quindi il valore di questo parametro da prove in
sito.

106

Prova di carico su piastra: =
con peso del terreno rispetto al piano da cui inizio a fare la prova, =
760 .
Si noti che la stessa formula per la della fondazione superficiale, inverso se non ho la prova su piastra, allora
prendo il valore del laboratorio (prendo il 75% del in laboratorio).
Oppure uso dei coefficienti correttivi che moltiplicano e sono distinti a seconda dei pali infissi o trivellati:
+ 0.5 +1
= 1 = 1
2 2 + 1
deve essere espresso in metri. Introduco funzione di perch pi cresce , pi grande il volume di terreno
interessato alla base del palo e quindi maggiore il numero delle fessure che intercetto.

NB: un materiale molto sovraconsolitato ha unalta fessurazione e permeabilit. Non quindi detto che sotto la
punta del palo si abbiano condizioni non drenate.

Resistenza laterale: dovuta al fenomeno di aderenza palo terreno.


Ho due possibili metodi:
1. Metodo , approccio in termini di tensioni totali: la (adesione palo terreno) ricavata partendo da
moltiplicata per un coefficiente :
=
Il coefficiente un coefficiente empirico che dipende dal tipo di argilla, dal metodo di installazione del
palo, dal materiale costituente il palo, dalla stessa.
variabile tra 1 e 0.3.

Come valuto per pali infissi (spostamento di terreno):

In alternativa esistono formule empiriche (non a memoria, fattori si!)


Per pali a spostamento di terreno (infissi):
o Randolph & Murphy (1985), Semple & Rigden (1984)
0.5 0.25

= 0.5 ( ) 1 1 = 0.5 ( ) 1
0 0 0 0

dipende dalla snellezza del palo : < 50 = 1, > 120 = 0.7. Per valori

intermedi viene eseguita una simulazione.
o Kolk & Van der Velde (1996)
0.2
0.3
40
= 0.55 ( ) ( )
0

Per pali con asportazione di terreno (trivellati):
o ONeill & Reese (1999), Hu & Randolph (2002), Salgado (2006)
= 0.55
0.55
= 0.4 [1 0.12 ln ( )] 3 5

107
I punti sperimentali formano una nuvola di punti per valori di .

Questo dimostra che non posso lavorare in un caso drenato perch ho una grande dispersione della
valutazione di . Spesso valutiamo con modo non drenato perch non siamo in grado di lavorare con quello
drenato, ma sono i parametri e a comandare la rottura.
molto difficile trovare una relazione tra e a maggior ragione nel caso dei pali che sono in condizione
disturbata.
Anche se si sviluppano delle al lato del palo lecito dire che esse si dissipano in fretta perch il terreno
interessato attorno al palo piccolo.
Quindi la rottura avviene in condizione drenata perch la dissipazione delle sovrappressioni abbastanza
rapida.
Linstallazione del palo provoca un rimaneggiamento del terreno adiacente al palo stesso e ci rende
estremamente difficile correlare il valore delladerenza palo-terreno alla resistenza al taglio del terreno
indisturbato.
La rottura confinata in una zona di modesto spessore, interessata da fenomeni di filtrazione
sufficientemente rapidi da mettere in dubbio la consistenza di un approccio in termini di tensioni totali.
2. Metodo , approccio in termini di tensioni efficaci
Ipotesi:
Le sovrappressioni interstiziali sono completamente dissipate allistante in cui il palo viene caricato;
La rottura confinata in una zona di terreno adiacente al palo di spessore cos modesto da poter
pensare che essa avvenga in condizioni drenate.
In virt del rimaneggiamento o rammollimento subito durante linstallazione, trascurabile la
componente coesiva della resistenza al taglio.
Ladesione palo terreno espressa in termini attritivi:
= tan = 0
tan
resistenza laterale unitaria. angolo di attrito dellinterfaccia palo terreno. tensione perpendicolare

lungo il palo perch questo stato caricato. il valore corrente. Pu essere espresso in termini di 0 , con
coefficiente di spinta che dipende dal tipo di palo.
Pali infissi in argille NC
Il limite inferiore di K pu ritenersi pari al coefficiente di spinta a riposo 0 esistente prima
dellinstallazione del palo

= (1 sin ) tan 0 =

, = 0,
= 0.24 0.29 sono valori confermati anche da prove
sperimentali.
Pali infissi in argille OC
0 = (1 sin )
Pali trivellati in argilla: realizzo un rilascio tensionale.
Quando carico il palo ripristino solo in parte la tensione
iniziale. il limite superiore, cio compreso tra e
.

108
I risultati proposti si riferiscono a pali infissi che hanno lunghezza relativamente modesta (interiore a 20 30 m); in
realt il valore di decresce al crescere della lunghezza.

CAPACIT PORTANTE DEI PALI INFISSI IN TERRENI INCOERENTI


La portata di base (in condizioni drenate) dovuta al peso del terreno precedente al carico:

= 0

con funzione di . La relazione tra e (ed eventualmente con la deformabilit del terreno ed il rapporto )

dipende dallapproccio teorico considerato e dallassociato meccanismo di collasso ipotizzato.

Primo caso
Ipotesi di meccanismo di collasso riconducibile ad una fondazione superficiale. Il comportamento del terreno di
tipo rigido plastico.
Secondo caso
Il meccanismo di collasso alla base del palo prevede che la superficie di scorrimento che si al lato del palo.
Il comportamento del terreno di nuovo rigido plastico.
Terzo caso
Il terreno viene trattato come un mezzo rigido plastico. Attorno al palo si genera un cilindro di terreno al palo

sostenuto dalle sulle pareti (0 pi piccola sulla punta).
Quarto caso
Il terreno elastico perfettamente plastico: entra in gioco la deformabilit del
terreno.
Tratta il problema della rottura come se considerasse il problema di espansione
della cavit sferica allinterno del terreno.

dipende anche da / e dai diversi meccanismi.

1. De Beer (1945)
2. Meyerhof (1953), driven piles
3. Meyerhof (1953), bored piles
4. Brinch Hansen (1951)
5. Caquot, Krisel (1956)
6. Skempton, et al.
7. Berezanteev (1961), L/d 25:50
8. Brinch Hansen (1951)
9. Terzaghi (1943)
10. Vesic (1977)

+40
Attenzione alla scelta di : per i pali infissi = 2 , per i pali trivellati (piccolo/medio diametro) =
3.
Notevole dispersione dei risultati.
Dispersione del meccanismo di perch sono approcci semplificati (schemi interpretativi molto semplificati
109
rispetto al complesso meccanismo di rottura sotto la punta del palo.)
Numerosi autori hanno dimostrato che la portata di base non aumenta linearmente con la profondit. Oltre una
certa profondit rimane praticamente costante.
Meyerhof (1976) sottolinea che, oltre una certa profondit critica opportuno ricorrere ad approcci empirici,
correlando ai risultati di prove in sito.
Si considera la profondit critica in funzione di:

Stato di
/
addensamento
Molto sciolta 7
Sciolta 10
Mediamente alto 14
Densa 16
Molto densa 20

Se > uso prove penetrometriche statiche.

Valutazione della portata di base con prove cpt


= ,
un coefficiente empirico
che dipende dal tipo di terreno e
dal tipo di palo.
, la resistenza alla
punta , rappresentativa dello
strato. Tipicamente il valore si
ottiene mediando tra ( 1.5)
e tra ( + 1.5), cio 1.5
diametri sopra pianta e 1.5
diametri sotto pianta, a
condizione che non esistano significative discontinuit stratigrafiche al di sopra della punta del palo (per almeno 5-8
diametri).
Per i pali infissi in sabbia, in passato si spesso assunto = 1 e = , . In realt recenti studi hanno indicato
lopportunit di assumere per valori inferiori a 1.

Portata per attrito laterale


= tan = 0
tan

la tensione orizzontale esistente lungo il fusto dopo linstallazione del palo e viene assunta proporzionale alla

0 iniziale. Il valore di dipende
dalla densit relativa della sabbia e
dal metodo di installazione del palo.
Inoltre, pu essere prossimo a
in corrispondenza della superficie e
inferiore a 0 alla punta del palo.
un approccio in termini di tensioni
efficaci, drenato.
Posso anche in questi casi ricavare con prove CPT: = .

CAPACIT PORTANTE DEI PALI TRIVELLATI IN TERRENI INCOERENTI


Nel caso di pali trivellati di grande diametro (indicativamente > 1000 ), la portata unitaria di base risulta
mobilitata in corrispondenza di cedimenti NON INFERIORI a 200 mm; la resistenza laterale, al contrario, si mobilita
per cedimenti inferiori, dellordine di 20 mm.
La portata unitaria di base risulta mobilitata in corrispondenza di cedimenti relativi decisamente superiori a quelli dei
pali infissi.
Come conseguenza di questi cedimenti elevati, non risulta possibile definire, n teoricamente n tramite prove in
sito, il valore limite , ma risulta necessario definire un limite convenzionale corrispondente ad un cedimento
110
relativo / prefissato.
In genere si fa riferimento ad un valore corrispondente ad un cedimento relativo / pari a 0.05 (correlabile
a cedimenti tollerabili dalla struttura).

DIFFERENZA TRA PALO INFISSO E PALO TRIVELLATO


Palo infisso (figura 1): per carichi
piccoli ho cedimenti laterali
minori di quelli della punta.

Palo trivellato di piccolo


diametro (figura 2): la portata di
base si mobilita, quindi ho
cedimenti pi bassi rispetto al
palo infisso.

Palo trivellato di grande


diametro (figura 3): la portata di
attrito si mobilita subito. Per
carichi grandi il contributo della portata di base molto importante.
A parit di geometria, la capacit portante di base di un
palo infisso maggiore di quella del palo trivellato (si
vede in tabella il confronto tra la portata di base di pali
trivellati e pali infissi in terreni sabbiosi). Non sempre
posso fare un palo infisso, ecco perch, anche se porta
meno, costruisco i pali trivellati.

Portata di base
Rinuncio a determinare la perch riferita a cedimenti troppo elevati e quindi lavoro con una portata critica.
Esiste un orientamento generale verso luso di correlazioni empiriche per la determinazione della portata critica.
=

Portata per attrito laterale



= 0 tan

111
Attrito negativo
un fenomeno che si sviluppa ogni volta che il palo
attraversa uno strato molto comprimibile per immorsarsi
in uno molto consistente. Il terreno cede di pi del palo e
quindi ho lattrito negativo perch il contributo
dellattrito laterale non si pu considerare in questo
strato.

Le sono rivolte verso il basso, quindi si ha un carico


addizionale per il palo. Il punto neutro il confine
inferiore oltre il quale smette di avere in pi.

PROVE DI CARICO SU PALI


uno strumento per verificarne il comportamento. Si distinguono in due categorie:
Prove di carico di progetto su pali pilota (pali che non fanno parte della struttura): carico spinto fino a 2.5 3
volte il carico di progetto per arrivare a rottura. Lo scopo quello di verificare la portata limite del palo .
Prove di collaudo sui pali della fondazione (fanno parte della struttura): carico spinto fino a 1.5 volte il carico di
progetto. Lo scopo quello di accertare se il palo sia in grado di sopportare un
cedimento compatibile con quello di progetto (carico di esercizio).
Dalle prove si raccolgono dei dati con i quali si possono costruire i diagrammi carico
abbassamento in funzione del tempo e del cedimento in funzione del carico.
Spesso faccio le prove prevedendo cicli di
carico e scarico. Ad ogni carico alzo il carico
ultimo a cui porto la struttura e spesso
arrivando a rottura identifico un asintoto
verticale.
Non sempre posso ricavare il carico a rottura, per a volte sufficiente

trovare il carico che mi porta ~10%, dove labbassamento.
Di solito il carico costante e mantenendolo tale si studia il cedimento e
ogni incremento di carico.

PALI CARICATI ORIZZONTALMENTE TEORIA DI BROMS (da vedere anche sul Viggiani)
La compressione verticale la condizione di carico pi comune,
per possono esserci anche altri casi.
Suppongo un palo in un substrato di fondazione (non mi interessa la
tipologia).
Condizioni di riposo: il sistema di tensioni in assialsimmetria.
Se applico al palo uno spostamento orizzontale , questa
distribuzione viene alterata e quindi ho una reazione del terreno
del tipo in figura.
Per studiare usiamo la teoria di Broms.
Due ipotesi:
Comportamento del terreno (interfaccia palo terreno) rigido
perfettamente plastico. Quindi 0 si mobilita subito la
resistenza massima.
Comportamento sezione struttura del palo rigido plastico
(componente a flessione del palo).
NB: trascuro le rotazioni elastiche.
il momento di plasticizzazione che innesca una cerniera
plastica.
Questa teoria considera anche la resistenza dellelemento strutturale perch se applico una forza orizzontale il fusto
del palo interessato da momento e taglio e potrebbero essere tali da determinarne la rottura.

112
Il collasso pu quindi essere provocato da due meccanismi:
Raggiungimento della pressione massima del terreno
Raggiungimento di una forza tale da determinare la rottura dellelemento palo strutturale.

Nei terreni coesivi in prossimit del piano campagna, landamento della resistenza del terreno vale circa 2 , poi
cresce in funzione della profondit fino a 3 e successivamente rimante costante. In superficie la resistenza del
terreno cala a causa di possibili rifluimenti verso lalto: proprio per questo cautelativamente si lavora con un
diagramma semplificato dove fino ad una profondit di 1.5 si trascura la resistenza del terreno, poi la si assume
costante e pari a 9 .
Nei terreni incoerenti la resistenza del terreno cresce linearmente fino ad un valore di 3 , con lunghezza del
palo fino alla punta.

Terreni coesivi Palo libero di ruotare in testa


2 modalit di rottura:
La rottura di palo corto se
viene chiamata in causa la
resistenza del substrato di
fondazione.
Palo interessato da una
rotazione rigida e lungo il palo
ho un andamento costante
della resistenza pari a 9 e
va a destra e sinistra in
funzione della direzione dello
spostamento.
Nel punto di applicazione di ho lo spostamento nullo e il momento massimo.
La rottura di palo lungo dovuta alla perdita di resistenza strutturale.
Si forma una cerniera plastica lungo il fusto dove il momento massimo.

Voglio determinare laltezza limite che mi porta al collasso.

Ipotizzo una : soluzione ottenuta imponendo lequilibrio alla traslazione della parte di palo che sia sopra alla
sezione con = e = 0.
Applico lequilibrio della rotazione del palo attorno al punto di momendo massimo.
Ho applicato due equazioni di equilibrio imponendo = + 1.5 +
Ottengo quindi:
2 2 2
= 9 (1.5 + + ) + 9 2 ( ) + 4 ( ) + 4 ( ) + 6 ( ) + 4.5
9 2 2
una , cio ho ricavato e ottengo che dipende dalle propriet meccaniche del terreno e da parametri

113
geometrici legati alla dimensione del palo (lunghezza).
Posso ricavare in modo grafico.
NB: so tutte le caratteristiche del palo, ora devo verificare lipotesi di
partenza. La rottura davvero di palo corto?
Devo calcolare il momento massimo e poi il confronto con il momento
di plasticizzazione della sezione. Deve risultare <
Il momento massimo pari a:

= ( + 1.5 + )
18
Ho anche dei grafici che entrando con le mie caratteristiche
geometriche del palo mi forniscono il momento massimo.

Se trovo < allora va bene la mia ipotesi iniziale, quindi non


ho il problema dellinsorgere di una cerniera plastica.
Se invece > sono in condizione di palo lungo.

Palo corto Palo lungo

Quindi per studiarlo lavoro sempre con la stessa condizione di equilibrio, solo che ora impongo = . Ricavo
quindi
2 2
2
= 9 (1.5 + ) + 9( ) + 3( ) + ( ) + 2.25
9 3
in questo secondo caso funzione di:
Propriet del terreno

Rapporto

Resistenza della sezione di fondazione 9 3

Non dipende dalla lunghezza del palo
Infatti se per una certa lunghezza ho gi il meccanismo di palo lungo sono in grado di trovare laltezza limite
lavorando con la lunghezza.
Anche in questo caso posso far riferimento ad un grafico analogo a quello della situazione di palo corto.

Nel primo caso entro nel grafico con il rapporto e ricavo laltezza limite per la situazione di palo corto, nel secondo

caso con il rapporto e ricavo laltezza limite della situazione a palo lungo.
Il pi piccolo dei due quello che non mi interessa e quindi in base all capisco se rottura a palo corto o lungo.

In tutti i grafici ho diversi valori di e ho ununica curva se il palo vincolato in testa.

114
Terreni coesivi Palo impediti di ruotare in testa
Palo corto: in testa non pu ruotare, quindi il palo trasla e viene chiamata in causa la resistenza del
substrato. Il momento massimo lo abbiamo in testa al palo.

Se ipotizzo che il meccanismo di rottura sia a palo corto, impongo equilibrio alla traslazione orizzontale.

2
= 9 ( 1.5)

2
= 4.5 ( ) 10.125 ( < )
3
Le soluzioni grafiche di queste relazioni sono quelle gi esposte per i pali liberi di ruotare in testa.
Palo intermedio: la cerniera plastica si forma in corrispondenza del punto con momento massimo.

Per questa tipologia di palo abbiamo:


2 4
2
= 9 ( + 1.5) + 9 2 ( ) + + 4.5
9 3

La soluzione viene rappresentata nel grafico: entro con il rapporto , scelgo la curva del valore di e trovo

. funzione della resistenza del substrato, del rapporto e del momento di plasticizzazione .
Il grafico permette di individuare tre domini che identificano le tre condizioni di rottura: per il palo lungo la

resistenza non dipende dal rapporto , nel palo intermedio lungo il fusto vale la condizione < .
Palo lungo: si formano due cerniere plastiche: una nel vincolamento in testa e una in un punto del fusto del
palo.

In questo caso abbiamo:


36
2
= 13.5182.25 +
3
La soluzione di tale relazione gi stata esposta graficamente nel caso di pali liberi di ruotare in testa.

115
Terreni incoerenti pali liberi di ruotare in testa
Anche in questo caso possiamo avere le due tipologie di rottura, a palo corto (rotazione rigida) o a palo lungo
(formazione di cerniera plastica).
Anche in questo caso per il palo corto il valore di dipende dalla lunghezza del palo, mentre per il palo lungo no.
Palo corto
3
= ( )
3 2( + )
3
4
= ( ) ( + 0.544 )
2( + ) 2( + )

Palo lungo

( + 0.544 ) =
3 3 4

Terreni incoerenti pali a rotazione in testa impediti


Palo corto: solo resistenza del terreno
2
= 1.5 ( ) vedi grafico di Hlim per pali corti liberi di ruotare in testa
3
3
= ( ) vedi grafico di Mmax per pali corti impediti di ruotare in testa
4

116
Palo intermedio: formazione di una cerniera plastica
1 2
3
= ( ) +
2 4

Palo lungo: formazione di 2 cerniere plastiche


2
3
3
= (3.676 ) vedi grafico di Hlim per pali lunghi liberi di ruotare in testa
4

PALI IN GRUPPO
I pali vengono costruiti a interassi non inferiori a 3 per evitare interferenze tra i pali, possibili danneggiamenti dei
pali gi costruiti e riduzioni della capacit portante. In questo modo:
Minimizzo la sovrapposizione dei bulbi di pressione (avrei delle sovrapposizioni di sovrappressioni neutre nel
terreno e quindi abbatterei la resistenza del terreno.
La zona di influenza di una palificata maggiore di quella del singolo palo.

Linterazione fra i pali costituenti la palificata fa s che il cedimento di questultima sia maggiore di quello del
singolo palo. E non necessariamente la capacit portante della palificata la somma della portata di tutti i
pali.
Per una palificata costituita da pali uguali, la portata della palificata data da:
=
Con efficienza della palificata.
Per palificate in terreni incoerenti, lefficienza in genere superiore allunit. Nel progetto, in via cautelativa, si
assume = 1.
Per palificate in terreni coesivi, lefficienza pu essere inferiore allunit (normalmente = 0.6 0.7). Diventa
prossima allunit per interassi dellordine di 6 volte il diametro.
Unespressione empirica per valutare lefficienza :

arctan [( 1) + ( 1)]
=1 con f e g numero di file
2
117
Struttura di collegamento:
Il carico trasmesso sia dai pali che dallelemento di collegamento.

Il carico trasmesso solo dal singolo palo.

In una palificata si possono osservare due diverse modalit di collasso:


Rottura a blocco (Block failure)
Nella rottura a blocco, la palificata si comporta come un unico blocco. Si verifica quando linterasse
sufficientemente piccolo da consentire interazione fra i pali. La capacit portante va valutata considerando la
fondazione equivalente individuata dal perimetro esterno della palificata stessa.

tipica di quando la struttura di collegamento sospesa, cio non trasferisce il carico al substrato.
Raggiungimento del carico di collasso del singolo palo (individual pile penetration)
In questultimo caso si assume che il palo mobiliti lintera capacit
portante.
Si realizza quando il collegamento sospeso e linterasse
sufficientemente grande. il singolo palo ad andare in crisi.

118