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Geofisica (LT)

metodo dei rapporti spettrali


Horizontal-to-Vertical Spectral Ratio (HVSR)
nota con il nome Nakamura o H/V
metodo passiva per la determinazione della frequenza di
risonanza dei terreni

è un parametro richiesto per la microzonazione sismica di II


livello e serve anche come misura di supporto per analisi di
III livello

A.A. 2017/2018
Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra
Università degli Studi di Ferrara
Nasser Abu Zeid
a.nasser@unife.it
Sismica passiva
Microtremori
HVSR
Prova Nakamura
MICROZONAZIONE: EFFETTI DI SITO
Schema rappresentativo dei fenomeni che possono
determinare modifiche al segnale sismico prodotto dai
terremoti
Topografia: Effetti di amplificazione

In relazione alla presenza di sedimenti


GM1 GM2 incoerenti

GM:Prorpietà geomeccaniche
CONDIZIONI LOCALI -01

• Strati superficiali (modifiche segnali sismici):


- strati superficiali sono:
- meno addensati,
- topograficamente più irregolari,
- le onde sismiche possono subire notevoli
• Modifiche che interessano, in particolare:
- ampiezza delle vibrazioni
- durata del sisma
- contenuto frequenziale
• Generalmente i fenomeni amplificativi sono più importanti:
- in campo lontano (far field)
- effetti della sorgente sono meno risentiti
CONDIZIONI LOCALI -02

• In queste aree prevalgono le condizioni locali del sito:


- l’insieme di quei fattori naturali che interagendo con le
onde sismiche possono modificare, rispetto allo
scuotimento della roccia sottostante (substrato), le
caratteristiche dello scuotimento sismico in superficie.

• Questi condizioni locali sono soprattutto di natura:


- geologica (caratteristiche stratigrafiche, discontinuità
tettoniche e litologiche, livello di falda, età geologica,
ecc.),
- fattori topografici (morfologia superficiale e sepolta) e
- fattori geotecnici (proprietà dei terreni in campo statico
e dinamico ‘campo di deformazioni prodotte da onde
elastiche quindi prevale l’elasticità del mezzo).
Effetti topografici sull’amplificazione
Definizione:

• è il fenomeno fisico di amplificazione del moto a causa degli


effetti topografici,
• è da attribuire alla focalizzazione delle onde sismiche
(riflessioni multiple),
• Il fenomeno fisico di amplificazione del moto sismico alla
sommità di un rilievo topografico va attributo sia a fenomeni
di focalizzazione delle onde sismiche sia all’interazione fra
onde sismiche incidenti e onde sismiche rifratte (Bard,
1982). Tuttavia non bisogna sottovalutare le caratteristiche
geomeccaniche.
• L’amplificazione topografica può o causare o riattivare i
fenomeni franosi.
Effetti topografici sull’amplificazione focalizzazione:
• Dal punto di vista qualitativo la causa della focalizzazione può
essere così spiegata (vedi sotto): le onde sismiche con direzione di
propagazione verticale o subverticale, in corrispondenza della
superficie subiscono riflessioni totali multiple)

Onde SH
• Generalmente è difficile quantificare il valore del fattore di amplificazione
dovuto alla sola topografia perché mancano registrazioni sismiche di qualità
e la roccia può essere alterata quindi rappresenta un’ulteriore
complicazione. I codi nazionali ed europei (NTC08 ed EC8) assegnano
valori compresi tra 1.2 e 1.4 per pendenze generalmente > 15° con valore
massimo per pendenze > 30°
Effetti topografici sull’amplificazione: simulazione
numerica vs fattori da normativa EU EC8
Effetti topografici sull’amplificazione: simulazione
numerica vs fattori da normativa EU EC8

Confronto fattori di
amplificazione
topografica suggeriti
dall’autore del
lavoro (paolucci) e
da normativa EC8.

Il problema è
complesso. La
tabella suggerisce
che la normativa nel
caso di topografia
complessa
sottostima il valore
di tale fattore
Effetti topografici sull’amplificazione
Modello AKI(1988):
Criteri del modello di Sanches-Sesman che si bsa sull’idea
di AKI (1988):
• prevede la schematizzazione dell’irregolarità topografica mediante un
cuneo indefinito avente angolo al vertice ϕ, nell’ipotesi di mezzo elastico,
omogeneo ed isotropo (vedi schema, modificato da Sanchez-Sesama,
1990),

120°
A/A0

FA

180° 210°
120° 300° 240°
φ = c ·π (con 0 < c ≤ 2), 90°
Effetti topografici sull’amplificazione
Modello AKI(1988):
Criteri del modello di Sanchez-Sesama, 1990
Il FA, definito come il rapporto tra l’ampiezza dello spostamento
al vertice in direzione parallela all’asse del cuneo A, e quello
dello stesso punto nel caso in cui la superficie sia piana e
orizzontale A0 (c = 1).
• I parametri del moto sono espressi in funzione dell’angolo al
vertice del cuneo φ = c ·π (con 0 < c ≤ 2),
• il valore di FA , così definito, risulta essere indipendente dalle
caratteristiche dell’onda incidente ma è inversamente
proporzionale all’angolo al vertice (φ)

𝐴𝑚𝑝. 2 2𝜋 120°
𝐴= = =
𝐴𝑚𝑝_0 ∅ ∅
Effetti topografici sull’amplificazione
Modello Géli et al. (1988):
Criteri del modello di Gèli et al., 1988
• modellazione numerica del fenomeno di propagazione d’onde
SH incidenti verticalmente, hanno determinato le funzioni
d’amplificazione A,
• in funzione della frequenza adimensionale n =2L/ (dove L è la
semilarghezza del rilievo in corrispondenza della base e λ è la
lunghezza dell’onda incidente), in corrispondenza di alcuni
punti situati sulla cresta, sui fianchi ed alla base del rilievo,
Effetti topografici sull’amplificazione
Modello Géli et al. (1988)-funzione di amplificazione:
Criteri del modello di Gèli et al.,
1988
• modellazione numerica del fattore di forma
fenomeno di propagazione d’onde
SH incidenti verticalmente, hanno
determinato le funzioni n=2
d’amplificazione A, massima ampl.

• in funzione della frequenza


adimensionale n =2L/ (dove L è la
semilarghezza del rilievo in
corrispondenza della base e λ è la
lunghezza dell’onda incidente), in
corrispondenza di alcuni punti
situati sulla cresta, sui fianchi ed
alla base del rilievo, I fenomeni di amplificazione tra cresta e base del rilievo
aumentino proporzionalmente al fattore di forma H/L
Effetti topografici sull’amplificazione
esempio
• N. 5 stazioni hanno registrato un
terremoto
• Le stazioni (S2 e S3) installate su
roccia evidenziano una lieve
amplificazione (effetto della
focalizzazione delle onde sismiche ‘ST’:
la NTC08 indica 4 classi di
amplificazione topografica T1-T2-T3-
T3=== quali sono i coefficienti
proposti dalla Normativa?,
• più importanti fenomeni di
amplificazione risultano in
corrispondenza dei materiali di
copertura (stazioni S1, S4 e S5).
• L’amplificazione sembra mostrare un
andamento crescente al crescere dello
spessore del deposito (amplificazione
litostratigrafica Ss)
Effetti geologi - topografici sull’amplificazione
Esempio: Isola d’Ischia (anche se non è espressamente dichiarato come studio di
Microzonazione i dati trattati ed i risultati raggiunti contribuiscono alla
formulazione di un primo livello di Microzonazione Sismica
Effetti geologi - topografici sull’amplificazione
Esempio: Isola d’Ischia (anche se non è espressamente dichiarato come studio di Microzonazione i dati
trattati e risultati raggiunti contribuiscono alla formulazione del primo livello di Microzonazione Sismica

Casamicciola
21/08/2017
20:57:52IT
Ml:3.6
Md:4
Prof. 2 km
Intensità: VII
Sismicità storica – strumentale:
banca dati dell’INGV: www.ingv.it

?
Sismicità storica – strumentale: Catalogo
banca dati dell’INGV: https://emidius.mi.ingv.it/CPTI15-DBMI15/
Sismogramma terremoto d’Ischia-stazione IOCA terra ferma
Napoli
Registrazione
accelerometrica alla
stazione IOCA. In alto la
componente
Est-Ovest (picco di
accelerazione = 272
cm/s2, che
corrispondono a 28% g),

al centro la componente
Nord-Sud (picco di
accelerazione = 191
cm/s2, che
corrispondono a 19% g),

in basso la componente
verticale (picco di
accelerazione = 267
cm/s2, che
corrispondono a 27 %g).
Curve di attenuazione della PGA e PGV. Terremoto d’Ischia Ml.3.6 del 21/08/2017 prof. 2 km

Attenuazione del moto del


suolo con la distanza
dall’epicentro. Confronto tra
dati osservati e dati predetti
da una legge di attenuazione.
In alto: picco di accelerazione
orizzontale (PGA), in basso:
picco di velocità orizzontale
(PGV); a sinistra: confronto
per siti ubicati su roccia (EC8-
A indicato come Site A), a
destra: terreni rigidi (roccia
alterata, depositi coerenti o
cementati, EC8-B, indicato
come Site B). La curva rossa
rappresenta la predizione
della legge di attenuazione
per le zone vulcaniche
(TL16), mentre la curva blu è
la legge di attenuazione per le
zone attive crostali (ITA10), i
cerchi sono i dati osservati.
Effetti geologi - topografici sull’amplificazione
Esempio: Isola d’Ischia (anche se non è espressamente dichiarato come studio di Microzonazione i dati
trattati e risultati raggiunti contribuiscono alla formulazione del primo livello di Microzonazione Sismica

Casamicciola
24/08/2017
Casamicciola. Lesione sulla parete con
Ml:3.6
espulsione di muratura.
Md:4
Prof. 2 km
Intensità: VI-VIII
INGV
Effetti geologi - topografici sull’amplificazione
Esempio: Isola d’Ischia (anche se non è espressamente dichiarato come studio di Microzonazione i dati
trattati e risultati raggiunti contribuiscono alla formulazione del primo livello di Microzonazione Sismica

Casamicciola
24/08/2017
Casamicciola. Crolli parziali.
Ml:3.6
Md:4
Prof. 2 km
Intensità: VI-VIII
INGV
Effetti geologi - topografici sull’amplificazione
Esempio: Isola d’Ischia (anche se non è espressamente dichiarato come studio di Microzonazione i dati
trattati e risultati raggiunti contribuiscono alla formulazione del primo livello di Microzonazione Sismica

Casamicciola
24/08/2017
Ml:3.6
Md:4
Prof. 2 km
Intensità: VI-VIII
INGV

R. Azzaro, S. Del Mese, G. Martini, S. Paolini, A. Screpanti, V. Verrubbi A.


Tertulliani(2017), QUEST- Rilievo macrosismico per il terremoto dell’isola di Ischia del
21 agosto 2017, Rapporto interno, doi:10.5281/zenodo.849091.
Effetti cosismci –ISCHIA 21 ago 2017
Deformazioni tiltmetriche cosismiche permanenti osservate alla stazioni ISC (freccia
rossa) e FOR (freccia verde). La stella in blu indica l’epicentro del terremoto del 21
Agosto ML:3.6±0.2 - Md:4.0±0.3 EMS: VI-VII-VIII (quindi > VI danni)
Cenni sull’analisi di Microzonazione Sismica
di III livello detta anche Risposta Sismica Locale
(RSL) – Site Effect Response:

• Microzonazione sismica richiede la Stima anche


quantitativa degli effetti di sito,
• Si affronta mediante l’applicazione di diversi metodi
ed approcci:
1. metodi sperimentali: per semplicità noto come
approccio sismologico
2. metodi numerici: approccio geotecnico ‘che
utilizza alcuni risultati provenienti da analisi di
registrazione sismologiche e da indagini
geofisiche).
http://geotecnica.dicea.unifi.it/effetti.pdf
Cenni sull’analisi di Microzonazione Sismica
di III livello detta anche Risposta Sismica Locale
(RSL) – Site Effect Response:
1. metodi sperimentali: per semplicità noto come
approccio sismologico:

• permettono di effettuare la valutazione della RSL a


partire dall’analisi delle registrazioni di segnali
sismici: naturali (forti e deboli), da sorgenti sismiche
artificiali o da registrazioni di microtremori (campo
dell’elasticità con frequenze generalmente > 1 Hz),
• Questo ultimo metodo è ricondotto a studi fondati
sull’analisi spettrale del moto sismico ‘weak motion’
registrato da sismometri a tre componenti
http://geotecnica.dicea.unifi.it/effetti.pdf
Cenni sull’analisi di Microzonazione Sismica
di III livello detta anche Risposta Sismica Locale
(RSL) – Site Effect Response:
1. metodi sperimentali: per semplicità noto come
approccio sismologico:

• Il metodo dei rapporti spettrali di ciascun sito rispetto


ad un sito di riferimento posto su roccia affiorante
(King e Tucker, 1984; Malagnini et al., 1996; Tucker
e King, 1984) e i rapporti spettrali per ciascun sito fra
le componenti orizzontale e verticale del moto che
possono essere applicati sia alle registrazioni di
terremoti. Quindi
• Z1(w)/Z0(w)
• NS1(w)/NS0(w)
• EW1(w)/EW0(w)
Cenni sull’analisi di Microzonazione Sismica
di III livello detta anche Risposta Sismica Locale
(RSL) – Site Effect Response:
1. metodi numerici: per semplicità noto come
approccio geotecnico:
• si avvalgono dei risultati ottenuti da adeguate
indagini:
1. geologiche,
2. geotecniche e
3. geofisiche
4. studi sul rischio sismico dell’area
• utilizzano modelli fisico-matematici (1D, 2D, 3D per
la stima della RSL utilizzando codici di calcolo disponibili
gratuitamente in rete (tipo SHAKE91 ‘in ambiene excel’,
SHAKE2000 ‘commerciale’, Proshake, Srata, Cliq,….etc..).
Cenni sull’analisi di Microzonazione Sismica
di III livello detta anche Risposta Sismica Locale
(RSL) – Site Effect Response:

1. metodi numerici-sismologici: quale applicare?

• L’applicazione di uno approccio piuttosto che l’altro è


funzione di:
1. scala dello studio,
2. l’approfondimento delle indagini (e quindi le
risorse economiche necessarie),
3. Quali obiettivi si vogliono raggiungere in primo
luogo
Parte IX
Sismica passiva
Nakamura
H/V
HVSR
Sismica passiva - IL METODO HVSR
(HORIZONTAL TO VERTICAL SPECTRAL RATIO,
H/V O HVSR O IL METODO NAKAMURA)

vantaggi
• L’attrattiva principale del metodo H/V è legata alla constatazione che
può essere applicato in aree a sismicità bassa o nulla (Nakamura,
2000),
• Il metodo non necessita della risposta di un sito preso come riferimento
o di specifiche indagini geotecniche.
Sismica passiva: Composizione dei microtremori
secondo diversi autori

Frequenza (Hz) sito

zone di vulcani

Spessore < 100 m

Spessore < 100 m

Spessore ~ 500 m
Sismica passiva: il rumore sismico è sostanzialmente stocastico –
contenuto in frequenza (Spettro di Fourier) – esempio

Average NS Component Spectra


Componente orizzontale
Recorded at Catania NS
1E-003

FAS

1E-004

Ore 12.00
Ore 15.00

1E-005
0.1 1.0 10.0

Frequenza
Frequency (Hz)
(Hz)
Microzonazione sismica: amplificazione

Nel caso di geometrie di sottosuolo 1D, la


funzione di amplificazione può essere
determinata analiticamente.

1) l’unico variabile è la velocità di


propagazione delle onde di taglio (Vs)
in funzione della profondità,
2) Vs2 (sedimenti superficiali) < Vs1 (basamento
roccioso/sismico,
2i (wt  kz )
u( x, t )  Ae
Vs1
Al tempo t=0 e x=0 (superficie libera) la fase
h
dell’onda incidente=0.
L’onda intrappolata sarà in fase con l’onda
incidente se la fase è 2.

Questa condizione si realizza quando:


t=2h/Vs1 e la distanza d=2*h (spessore).

Vs2>Vs1 Siccome k=f/Vs1, la fase sarà espressa da:

2hf 2hf
  2 (  )  2
VS 1 VS 1
VS 1
f 
SH
4h
Sismica passiva: IL METODO HVSR –
CONCETTI TEORICI DI BASE

V2 S (2n  1)
fn  , n  1,2,...
4h , V2S

2 (  o G0 )
A( f )  
(2n  1)  2f , V1P

ATTENZIONE: C’È ANCHE IL CONTRIBUTO DELLE ONDE SUERFICIALI (RAYLEIGH)


n : NUMERO MODO DI PROPAGAZIONE; G: MODULO DINAMICO DI RIGIDITÀ; f :FREQUENZA
: SMORZZAMENTO
Sismica passiva: IL METODO HVSR - Concetto della
tecnica (H/V)
• la tecnica viene utilizzata normalmente per la determinazione
speditiva degli effetti di sito in termini di frequenza di
risonanza del sito (fn) a causa delle riflessioni multiple (SH) che
avvengono negli strati superficiali= questi producono onde
superficiali nel caso di presenza di un sedimenti incoerenti
• la tecnica (sismica passiva) si basa su:
1. i microtremori sono composti da diversi tipi di onde: onde di
superficie (R ed L) ed onde di volume,
2. la componente verticale del rumore sismico ambientale non
subisce amplificazione durante la propagazione verso la superficie
libera (Av~1), assunzione fondamentale fatta dall’autore,
3. l’ampiezze spettrale delle componenti principali del moto sismico
(cioè il rapporto H(f)/V(f) tende all’unità) sono ‘circa’ uguali nel
basamento roccioso (sismico);
risulta che l’amplificazione può essere espressa analiticamente dalle seguenti relazioni
Sismica passiva: IL METODO HVSR
Schema concettuale base della tecnica H/V di un sottosuolo con possibili effetti di sito

H(f), V(f): spettri H(f) e V(f) onde dispersive di superficie (R e L)


Ottenibili da misure effettuate in superficie libera (cioè senza costruzioni)

P, S
Hb(f), Vb(f): spettri delle componenti H e V del moto sismico nel substrato
roccioso (o sismico) alla base dei sedimenti incoerenti. Sostanzialmente sono
onde di volume
Hb(f)=Hr(f)
𝐻𝑓 𝑓 = 𝑨𝒉 ∗ 𝐻𝑏 + 𝐻𝑆
Vb(f)=Vr(f) 𝑉𝑓 𝑓 = 𝑨𝑽 ∗ 𝑉𝑏 + 𝑉𝑆
Ah e Av: funzione di trasferimento del moto sismico delle onde di volume incidenti
verticalmente sulla superficie del substrato roccioso/sismico
Sismica passiva: IL METODO HVSR – RIASSUNTO IPOTESI

1) la componente verticale ‘V’ mantiene le proprie


caratteristiche (cioè ampiezza) passando attraverso il
deposito,
2) è relativamente influenzata dalle onde di Rayleigh.

Per queste ipotesi si evince che,

• la componente verticale dei microtremori può essere


impiegata per rimuovere dalla componente orizzontale
- gli effetti dovuti alla sorgente
- gli effetti dovuti alla presenza delle onde di Rayleigh.
Sismica passiva: IL METODO HVSR – RIASSUNTO IPOTESI
Risulta che,
Il metodo sembra particolarmente efficace nell’individuare:
• la frequenza fondamentale dei depositi e
• implicitamente contiene un fattore di amplificazione di primo ordine di
approssimazione

a b
Frequenza (da H/V
rumore)

H/V-rumore

Frequenza (da terremoti) H/V-terremoti


Sismica passiva: IL METODO HVSR –

𝐻𝑓 𝑓 = 𝑨𝒉 ∗ 𝐻𝑏 + 𝐻𝑆
𝑉𝑓 𝑓 = 𝑨𝑽 ∗ 𝑉𝑏 + 𝑉𝑆

Th: fattore di amplificazione onde orizzontali


Tv: fattore di amplificazione onde verticali
I fattori Th e Vh di amplificazione così determinati stimano il valore di
amplificazione atteso alla superficie libera rispetto ad un riferimento
posto sul substrato roccioso/sismico.
(Av~1): la componente verticale del rumore sismico ambientale non subisce
amplificazione intorno all’intervallo di frequenza dove la componente H
subisce amplificazione durante la propagazione verso la superficie libera. Cioè
all’interno dei sedimenti incoerenti
Vf~Vb: se l’effetto delle onde R è trascurabile
Vf>Vb: c’è effetto di onde R quindi occorre tenerne conto. Questo effetto si stima
tramite la valutazione di T_v ma generalmente viene trascuato
Th*: amplificazione orizzontale

 1

N: H/V dati di rumore sismico


Senza N può indicare anche analisi di 𝐻𝑓 𝑓 = 𝑨𝒉 ∗ 𝐻𝑏 + 𝐻𝑆
sismogrammi di terremoti naturali 𝑉𝑓 𝑓 = 𝑨𝑽 ∗ 𝑉𝑏 + 𝑉𝑆
quindi

Il rapporto spettrale H/V=Hf/Vf (si ottiene dall’analisi dei dati


registrati con stazione singola (portatile o permanente=stazione
sismologica)

Commenti:
1) Al basamento sismico (roccioso) Hb/Vb è circa 1
2) (Hs/Hb) e (Vs/Vb): sono associati all’energia delle onde R
se il contributo è minimo o nullo allora H/V=Ah/Av
se il contributo non è trascurabile allora H/V=(Hs/Vs)
cioè dall’ellitticità delle onde R

3) Il picco di frequenza corrispondente al rapporto H/V più elevato fornisce una stima
della frequenza fondamentale f0 dovuta alle riflessioni multiple delle onde SH negli
strati superficiali meno rigidi, mentre il valore del rapporto H/V non può essere
utilizzato come fattore di amplificazione (valore assoluto),
4) Il picco del rapporto H/V è funzione del rapporto di impedenza acustica in primo
luogo e del contributo di onde R in secondo luogo
Sismica passiva: IL METODO HVSR – TERREMOTI/RUMORE
a) confronto tra le frequenze di risonanza ottenute da indagini tipo Nakamura e
da analisi di eventi sismici,
b) lo stesso confronto ma relativo alle ampiezze dei picchi. Il grafico di sinistra
conferma la capacità della tecnica H/V a rilevare la frequenza di risonanza
mentre quello di destra mostra, come è ben noto, il minore significato relativo
all’ampiezza del rapporto H/V(SESAME Del.23.12).

a b
Frequenza (da H/V
rumore)

H/V-rumore

Frequenza (da terremoti) H/V-terremoti


Significato del picco o picchi di frequenza osservati nell’analisi delle prove H/V

Il picco di frequenza con valore massimo, 𝐼. 𝐴. = 𝑉𝑠 ∗ 𝜌 I.A.=4.5


rappresenta il valore della frequenza di
risonanza (F0) dovuta alle riflessioni multiple
delle onde SH negli strati superficiali

Rapporto H/V)
(incoerenti). Il fattore di amplificazione
(valore del rapporto H/V) è funzione oltre del >2.5

contrasto di impedenza acustica (I.A.) anche


del grado di influenza delle onde Rayleigh. Il
picco di frequenza (quindi del apporto H/V) è
netto se il contrasto di I.A. > 2.5; se invece è I.A.=1.2
inferiore, l’energia elastica delle onde R si
distribuisce su frequenze prossime alla
frequenza fondamentale quindi modifica in Frequenza di risonanza (Hz “Vs/4*H)
qualche modo il valore del fattore di
amplificazione ma non si annulla.
Significato geologico-geofisico del picco o dei picchi di
frequenza osservati nell’analisi delle prove H/V

Nonostante le limitazioni legate alle assunzioni:


1) Sottosuolo 1D e
2) contrasto di impedenza necessario (2,5/3,0),

la tecnica H/V risulta utile soprattutto laddove non si disponga di registrazioni


da eventi forti. In questi casi risulta d’aiuto per determinare le frequenze
secondo cui avviene un’amplificazione delle onde sismiche, e per effettuare
una prima microzonazione sismica.
I picchi di frequenza che vengono rilevati sono l’espressione della
presenza di discontinuità acustiche con evidente contrato di impedenza
acustica, una grandezza definita dal prodotto della velocità (Vs) per la
densità (r) che per un angolo di incidenza pari a 0 viene espressa da:

𝐼 = 𝑉𝑠 ∗ 𝜌
dove,
I: impedenza acustica, Vs: velocità onda elastica nel mezzo,
r: densità del mezzo
Sismica passiva: significato picco di frequenza (H/V)

Il grado di amplificazione di un sito dove sono presenti importante spessore


di sedimenti incoerenti è funzione di due fattori:

1) Impedenza acustica,
2) smorzamento

1
𝐴𝑚𝑝𝑙𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑓 =
1 𝜋𝐷
+
𝐼. 𝐴. 2
𝑉𝑠𝑏 ∗ 𝜌𝑏
con I.A. 𝐼. 𝐴. =
𝑉𝑠𝑠𝑒𝑑. ∗ 𝜌𝑠𝑒𝑑.
1
𝐴𝑚𝑝𝑙𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑓 = =
Se D0 avremo, 1
𝐼. 𝐴.
Significato geologico-geofisico del picco H/V

Nota la legge del ¼ di lunghezza d’onda che rappresenta la risoluzione


verticale delle onde sismiche quindi controlla lo spessore minimo che può
essere visto da indagini sismiche.

1 𝑉𝑠 Vs: valore medio di VS2 del sismostrato

𝑓0 = = sovrastante il substrato
4 ∗ 𝑇𝑒𝑚𝑝𝑜 4𝐻 roccioso(sismico) considerato
omogeneo ed isotropo
Il problema dell’equazione e che ne la Vs
ne lo spessore H sono noti con
precisione soprattutto in assenza di
indagini specifiche di tipo sperimentale , V2S

Una relazione plausibile per descrivere la


variazione della Vs con la profondità può
essere descritta da una legge di , V1P
POTENZA tipo Y=aXb

𝑉𝑠 = 𝑉𝑠0 1 + 𝑧 𝑥 , z=z/z0 (z0=1 m)


IBS-Von, 1999, Parolai et al., 2002, D’Amico et al., 2008
Significato geologico-geofisico del picco H/V
Una relazione plausibile per descrivere la
1 𝑉𝑠 variazione della Vs con la profondità può
𝑓0 = = essere descritta da una legge di
4 ∗ 𝑇𝑒𝑚𝑝𝑜 4𝐻 POTENZA tipo Y=aXb

𝑉𝑠 = 𝑉𝑠0 1 + 𝑧 𝑥 , z=z/z0 (z0=1 m)


𝐻
𝑑𝑧
𝑇=
0 𝑉𝑠 (𝑧)
1 𝑉𝑠0 (1 − 𝑥)
𝑓0 =
𝐻
𝑑𝑧 4 (1 + 𝐻)(1−𝑥) −1
𝑇=
0 𝑉𝑠0 (1 + 𝑧)𝑥
portare H fuori,

1 (1 + 𝐻)(1−𝑥) −1 (
1
)
𝑇= 𝑉𝑠0 (1 − 𝑥) 1−𝑥
𝑉𝑠0 (1 − 𝑥) 𝐻= +1 −1
4 ∗ 𝑓0

H: spessore strato che produce la risonanza


Significato geologico-geofisico del picco H/V
Una relazione plausibile per descrivere la
variazione della Vs con la profondità può
essere descritta da una legge di
POTENZA tipo Y=aXb

𝑉𝑠 = 𝑉𝑠0 1 + 𝑧 𝑥 , z=z/z0 (z0=1 m)

considerando H>>1 e 𝑉𝑠0 (1 − 𝑥)>>4 ∗ 𝑓0


La relazione si semplifica nella seguente
espressione:

1 𝑉𝑠0 (1 − 𝑥) 1
(1−𝑥 )
𝑓0 = 𝑉𝑠0 (1 − 𝑥) 1
4 (1 + 𝐻)(1−𝑥) −1 𝐻≅ 𝑓0 −1−𝑥
4

𝐻 = 𝐴𝑓𝑟 𝐵
1
( )
𝑉𝑠0 (1 − 𝑥) 1−𝑥
𝐻= +1 −1
4 ∗ 𝑓0 H: spessore approssimativo dello
spessore dello strato risonante
H: spessore strato che produce la risonanza (discontinuità acustica).
Significato geologico-geofisico del picco H/V
Una relazione plausibile per descrivere la
1
(1−𝑥 ) variazione della Vs con la profondità può
𝑉𝑠0 (1 − 𝑥) 1
−1−𝑥 essere descritta da una legge di
𝐻≅ 𝑓0
4 POTENZA tipo Y=aXb

𝐵 𝑉𝑠 = 𝑉𝑠0 1 + 𝑧 𝑥 , z=z/z0 (z0=1 m)


𝐻 = 𝐴𝑓𝑟
A, B:parametri del modello (si sottolinea che le seguenti relazioni semi-empiriche
sono valide per i siti dove sono state raccolte i dati quindi sono sito specifico ed in
quanto tale devono essere utilizzate con le dovute cautele!!

IBS-VON seht e Wohlenberg, 1999) Parolai et al., 2002 (Germania)

−1.388 −1.551
𝐻 = 96 𝑓𝑟 𝐻 = 108 𝑓𝑟
Delgrado et al., 2000) Dinsh et al., 2009)

−1.268 −0.952
𝐻 = 55.64 𝑓𝑟 𝐻 = 58.3 𝑓𝑟
Significato geologico-geofisico del picco H/V
Una relazione plausibile per descrivere la
1
(1−𝑥 ) variazione della Vs con la profondità può
𝑉𝑠0 (1 − 𝑥) 1
−1−𝑥 essere descritta da una legge di
𝐻≅ 𝑓0
4 POTENZA tipo Y=aXb

𝐵 𝑉𝑠 = 𝑉𝑠0 1 + 𝑧 𝑥 , z=z/z0 (z0=1 m)


𝐻 = 𝐴𝑓𝑟
A, B:parametri del modello (si sottolinea che le seguenti relazioni semi-empiriche
sono valide per i siti dove sono state raccolte i dati quindi sono sito specifico ed in
quanto tale devono essere utilizzate con le dovute cautele!!

IBS-VON seht e Wohlenberg, 1999) Parolai et al., 2002 (Germania)

−1.388 −1.551
𝐻 = 96 𝑓𝑟 𝐻 = 108 𝑓𝑟
Delgrado et al., 2000) Dinsh et al., 2009)

−1.268 −0.952
𝐻 = 55.64 𝑓𝑟 𝐻 = 58.3 𝑓𝑟
Acquisizione e processing (H/V)

•registrando in un punto per un certo tempo le 3 componenti del


moto delle particelle del terreno (la verticale V(t) e due orizzontali
ortogonali tra loro: NS(t), EW(t)) con un sismometro a frequenza
propria inferiore al campo di frequenzerisonanza attese per il sito
di interesse;
•calcolandone i rispettivi spettri di Fourier V(f), NS(f) e EW(f)
secondo l’espressione riportata di seguito, facendo il rapporto
detto per l’appunto HVSR, acronimo di Horizontal to Vertical
Signal Ratio (HVSR).

2 2
NS ( f )  EW ( f )
V( f )
Questo calcolo viene effettuato su tutte le frequenze nel range
0.1 – 50 Hz (generalmente fino a 30 Hz: valore massimo di
interesse per lo studio degli effetti dei terremoti)
Terremoto di ISCHIA: 21/08/2017 Ml:3.6 – Md:4.0 prof. 2
Esempio: stazione PIGN – terra ferma

Sorgente: INGV
Terremoto di ISCHIA: 21/08/2017 Ml:3.6 – Md:4.0 prof. 2
Esempio: Sorgente: INGV

Porzione analizzata
H/V: 10 secondi fase S

NB: i due grafici evidenziano due picchi di


frequenza: tra 2-3 Hz e intorno a 5 Hz in
relazione alle onde di volume (S). Tuttavia,
il secondo grafico (analisi segnale di coda)
evidenzia che il picco intorno a 5 Hz
subisce un enorme incremento ciò indica il
contributo delle onde superficiali.
Porzione analizzata
H/V: 10 + coda
Purtroppo i dati delle stazioni sismologiche
installate sull’Isola d’Ischia non sono
disponibili.
Rapporto spettrale H/V per il terremoto del 21 agosto 2017
registrato alla stazione IOCA (vicino all’epicentro)

Esempio:
Area: ISCHIA,
Terremoto del 21 ago
2017 Ml:3.6
Casamicciola
Rapporto spettrale H/V per il terremoto del 21 agosto 2017
registrato dalle tre stazioni IOCA, IFOR, IMTC. Stella: epicentro

Edifici alti ~>12 m

edifici alti ~8-9 m


In cemento armato

Esempio:
Area: ISCHIA,
Terremoto del 21 ago
2017 Ml:3.6
Casamicciola
Esempio:
Area: ISCHIA, Terremoto del 21 ago 2017 Ml:3.6
Casamicciola

In conclusione si può affermare che i


dati sismologici disponibili evidenziano
una diversità nella risposta sismica dei
3 siti di registrazione suggerendo in
modo molto chiaro la presenza di
importanti effetti di sito alla stazione
di IOCA ubicata nella parte alta di
Casamicciola in località Grande
Sentinella.
Frequenza di risonanza – edifici in cemento armato
Processing dei dati (H/V)
Scelta delle finestre
Temporali della durata
di 30 minuti.
Criterio scelta finestre:

STA/LTA
Escludere i segnali
forti detti transienti
(passaggio automobile,
Persone) di durata limitata
SONO DA ESCLUDERE PERCHÉ
IL RUMORE GENERATO E
DI UNA SORGENTE VICINA
NON LONTANA
CODICI DI CALCOLO
WWW.GEOPSY.ORG

SESAME (OBSOLETO)
Esempio: Hm/V
Area: Casaglia (FE) (media (NS-EW)/V)
attività antropica
“Industriale”

frequenza
risonanza
del sito F_max=F_Nyquist
0,78 Hz HE-W/V +Dev.st. (H/V)
-sDev.st. (H/V)
(EW/V)

F_Nyquist=2*F_campoin.
HN-S/V
(NS/V)

F_campionmento=100Hz F_Nyq.=50 Hz
Risposta sismica di depositi ideali
Cenni introduttivi
MICROZONAZIONE: APPROCCI UTILIZZATI
L’approccio geotecnico
ha il vantaggio di utilizzare nelle analisi numeriche un evento sismico di
riferimento e quindi di tenere implicitamente conto della non linearità del
comportamento del terreno. Per contro ha lo svantaggio di richiedere
una serie di parametri di input e di conoscenze (geologiche,
geotecniche, geofisiche e sismiche) che richiedono specifiche indagini e
studi.
L’approccio sismologico, invece, ha il vantaggio di considerare
l’effetto della sollecitazione sismica nelle tre dimensioni nonché di
tenere implicitamente conto delle condizioni locali; ha invece, tra i
principali limiti, vi sono: quello di considerare eventi di bassa magnitudo
e quindi di valutare il comportamento dei materiali soltanto a bassi livelli
deformativi; di richiedere oltre alle analisi sismologiche analisi
geotecniche dinamiche integrative allo scopo di rilevare il
comportamento del bedrock in condizioni sismiche e di effettuare le
registrazioni per periodi di tempo che generalmente dipendono dalla
sismicità dell’area e che possono variare da un minimo di un mese a un
massimo di due anni.
Risposta sismica di depositi ideali
Le analisi di RSL si prefiggono la determinazione delle modifiche (in termini di ampiezza,
durata e frequenza) che un moto sismico uB(t) (rappresentato da un’accelerazione, una
velocità od uno spostamento nel dominio del tempo, t, oppure, da uno spettro di risposta
elastico, F, o uno spettro di Fourier nel dominio delle frequenze, f ) relativo ad una
formazione rocciosa di base, B, di un deposito, subisce nel suo attraversamento fino a
raggiungere la superficie libera, S, trasformandosi nel moto sismico uS(t).

T: periodo (sec)

T: periodo (sec)
Risposta sismica di depositi ideali

Effettuare un’analisi di risposta sismica locale equivale quindi a quantificare e


confrontare i parametri e le funzioni caratteristiche dello scuotimento sismico in
superficie, nel dominio del tempo o delle frequenze, con quelli relativi alla roccia di base
o affiorante. Nella pratica ricorrente l’input sismico impiegato nelle analisi di RSL non è,
per ovvi motivi, il moto sismico relativo alla base rocciosa, uB(t), bensì quello sulla
medesima roccia affiorante, uR(t). Evidentemente, causa delle diverse condizioni al
contorno e dei processi di alterazione che coinvolgono la roccia affiorante, i due moti
sismici, uB(t) e uR(t), non sono equivalenti
Numeri complessi – Eulero

parte immaginaria
Numeri complessi in coordinate
polari

parte reale

Il coniugato di numeri complessi


in coordinate polari z*
Risposta sismica di depositi ideali – strato omogeneo su substrato rigido (ideale)

Nel caso in cui si ipotizzi di essere in presenza di uno strato di terreno con
comportamento elastico lineare (cioè in assenza di smorzamento interno, D = 0), con
superficie libera orizzontale e con substrato roccioso orizzontale e infinitamente rigido
(quindi con velocità delle onde di taglio e con rapporto d’impedenza6 infiniti), si ha che
l’energia elastica trasportata dalle onde sismiche rimane confinata nello strato di terreno.
Infatti, le onde sismiche, per la legge di Snell, raggiunta la superficie libera saranno
completamente riflesse così come quando raggiungeranno la superficie di separazione
tra terreno e bedrock
Imponendo come condizione al contorno l’assenza di sforzi di taglio
sulla superficie libera z=0, si ottiene A=B quindi

𝑢(𝑧, 𝑡) = 2𝐴𝑐𝑜𝑠(𝑘, 𝑧)𝑒 𝑖𝜔𝑡


𝜔
𝑘=
𝑉𝑠

Funzione di trasferimento F(w)

𝑢𝑚𝑎𝑥 (0, 𝑡)
𝐹(𝜔) =
𝑢𝑚𝑎𝑥 (𝑧, 𝑡)
Risposta sismica di depositi ideali – strato omogeneo su substrato rigido (ideale)

𝑢(𝑧, 𝑡) = 2𝐴𝑐𝑜𝑠(𝑘, 𝑧)𝑒 𝑖𝜔𝑡


𝜔
𝑘=
𝑉𝑠

Funzione di trasferimento F(w)

𝑢𝑚𝑎𝑥 (0, 𝑡)
𝐹(𝜔) =
𝑢𝑚𝑎𝑥 (𝑧, 𝑡)

1 1
𝐹 𝜔 = =
cos 𝑘. 𝐻 𝐻
cos(𝜔. )
𝑉𝑠

La funzione di trasferimento è funzione di w, H, Vs


La funzione di amplificazione, in questo caso, è il modulo della funzione di trasferimento
Risposta sismica di depositi ideali – strato omogeneo su substrato rigido (ideale)

1 1
𝐹 𝜔 = =
cos 𝑘. 𝐻 𝐻
cos(𝜔. )
𝑉𝑠

La funzione di trasferimento è
funzione di w, H, Vs
La funzione di amplificazione,
in questo caso, è il modulo
della funzione di trasferimento.

La funzione di amplificazione, in
1 questo caso, risulta essere
|𝐹 𝜔 | =
𝐻 periodica e sempre > 1.
|cos(𝜔. )|
𝑉𝑠 Quando l’argomento del coseno si
avvicina a [/2+n],la funzione di
amplificazione tende all’infinito
Risposta sismica di depositi ideali – strato omogeneo su substrato rigido (ideale)

La funzione di amplificazione, in
questo caso, risulta essere
periodica e sempre > 1.
Quando l’argomento del coseno si
avvicina a [/2+n],la funzione di
amplificazione tende all’infinito
1
|𝐹 𝜔 | =
𝐻
|cos(𝜔. )|
𝑉𝑠
𝑉𝑠 𝜋
𝜔𝑛 = ( + 𝑛𝜋)
𝐻 2
𝜔𝑛 𝑉𝑠 (2𝑛 + 1)
𝑓𝑛 = = .
2𝜋 𝐻 4
n=0, 1,2,…..
1 4∗𝐻
𝑇𝑛 = =
𝑓𝑛 𝑉𝑠 (2𝑛 + 1)
Sismica passiva: Amplificazione sismica – terreni reali

Il grado di amplificazione di un sito dove sono presenti importante spessore


di sedimenti incoerenti che giacciono su un substrato deformabile è
funzione di due fattori:

1) Impedenza acustica,
2) smorzamento

1
𝐴𝑚𝑝𝑙𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑓 =
1 𝜋𝐷
+
𝐼. 𝐴. 2
𝑉𝑠𝑏 ∗ 𝜌𝑏
con I.A. 𝐼. 𝐴. =
𝑉𝑠𝑠𝑒𝑑. ∗ 𝜌𝑠𝑒𝑑.
1
𝐴𝑚𝑝𝑙𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑓 = =
Se D0 avremo, 1
𝐼. 𝐴.
Sismica passiva: Amplificazione sismica – terreni reali

Relazione tra picco massimo della funzione di amplificazione ed il rapporto di


I.A. in funzione dello smorzamento (D)

NTC08
Sismica passiva: esempio: Amplificazione sismica
– città del Messico
a

• colonna litostratigrafica tipo


• Profilo di Vs
• Funzione di amplificazione
calcolata per due valori di Vs
- funzione crescente
(21 - 104 m/s)
- costante= 75 m/s
• Frequenza di risonanza del
terremoto del 1985 risultata b
essere intorno a 2 Hz quindi
edifici con altezza da 16-20
piani hanno subito enormi
danni a causa della DOPPIA
FREQUENZA
++ Strata 1D: in continuo aggiornamento