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UNIVERSIT DEGLI STUDI


MEDITERRANEA
DI REGGIO CALABRIA
Facolt di Ingegneria
Corso di Laurea in Ingegneria Civile
Dipartimento di Meccanica e Materiali

RISPOSTA SISMICA LOCALE:


TEORIA ED APPLICAZIONI

Relatore:
Ing. Daniela Dominica PORCINO

Tesi di laurea di:


Diego BRUCIAFREDDO

ANNO ACCADEMICO 2006/2007

Ascolto

Livello europeo (*)

Inglese
Francese

Lettura

Interazione orale

Produzione orale

B2 Livello intermedio C1 Livello Avanzato B2 Livello intermedio B2 Livello intermedio C1 Livello avanzato
A2

Livello
Elementare

B1 Livello Intermedio A2

Livello
Elementare

A2

Livello
elementare

A2 Livello elementare

(*) Quadro comune europeo di riferimento per le lingue

Capacit e competenze sociali - Sono particolarmente predisposto a lavorare in team cercando sempre di comprendere e di risolvere i
problemi al meglio al fine di ottenere i risultati previsti.
- Sono dotato di un forte senso di volont e di capacit di problem solving anche nelle situazioni pi
dinamiche.
-Sono dotato di un ottimo spirito di adattamento anche nelle situazioni pi complesse e sono pienamente
disponibile a trasferte in tutto il mondo.
-Buona capacit di comunicazione e motivazione ottenuta grazie a unampia esperienza di impartizione
di lezioni private a un buon numero di studenti universitari ( ad oggi circa 60 )

Capacit e competenze
organizzative
Capacit e competenze tecniche
Capacit e competenze
informatiche

Altre capacit e competenze


Patente

Gestione di progetti e gruppi di lavoro

Ingegnere strutturista con capacit progettazione di strutture non tradizionali e complesse.


Si elencano le principali competenze specialistiche in aggiunta alle competenze base di utilizzo del
computer:
Ottima conoscenza Excel+VBA
Ottima Conoscenza programma per Modellazione FEM STRAUS7
Ottima Conoscenza Programma per Modellazione Fem MIDAS GEN
Ottima Conoscenza Programma Per Modellazione FEM SAP200
Capacit di utilizzo e apprendimento in tempi rapidi di tutti i programmi di modellazione FEM
Ottima conoscenza dei linguaggi di programmazione VBA, C++
Ottima conoscenza del programma di Calcolo MATLAB
Ottima conoscenza del pacchetto OFFICE
Ottima conoscenza di AUTOCAD
Runner amatoriale con partecipazione a eventi , nuoto;
A, B

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Unione europea, 2002-2010 24082010

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

INDICE
INTRODUZIONE...................... ................................................................................... Pag. 1
1.COMPORTAMENTO MECCANICO DEI TERRENI
NEI CONFRONTI DELLAZIONE SISMICA ...................................................... Pag. 5
1.1 Propagazione di onde sismiche nel sottosuolo ................................................ Pag. 5
1.2 Risposta meccanica dei terreni sollecitati da taglio ciclico ............................. Pag. 9
1.3. Caratterizzazione sperimentale dei parametri meccanici ................................ Pag. 12
1.3.1 Prove in situ ........................................................................................ Pag. 14
1.3.2 Prove di laboratorio ............................................................................ Pag. 20
1.4. Fattori di influenza sul comportamento meccanico dei terreni ....................... Pag. 21
1.4.1 Deformazione alle piccolissime deformazioni ................................... Pag. 21
1.4.2 Fattore di smorzamento alle piccolissime deformazioni .................... Pag. 23
1.4.3 Deformabilit e smorzamento in campo non lineare ......................... Pag. 24
2.RISPOSTA SISMICA DEL SOTTOSUOLO IDEALE E REALE ...................... Pag. 26
2.1. Caratterizzazione dellazione sismica ............................................................. Pag. 26
2.1.2. Caratterizzazione nel dominio delle frequenze .................................. Pag. 26
2.1.2.1 Spettro di Fourier ................................................................ Pag. 27
2.1.2.2 Spettro di risposta ................................................................ Pag. 28
2.2. Risposta sismica di un sottosuolo ideale .......................................................... Pag. 29
2.2.1 Strato omogeneo elastico-lineare su substrato rigido .......................... Pag. 29
2.2.2 Strato omogeneo elastico-lineare su substrato deformabile ............... Pag. 34
2.2.3 Strato omogeneo visco-elastico su substrato rigido ........................... Pag. 35
2.2.4 Strato omogeneo visco-elastico su substrato deformabile ................. Pag. 40
2.3. Risposta sismica di un sottosuolo reale ............................................................ Pag. 41
2.3.1 Mezzo continuo con rigidezza variabile con la profondit ................. Pag. 43
2.3.2. Mezzo stratificato ............................................................................... Pag. 47
2.3.2.1 Soluzione per il modello a strati continui ............................ Pag. 47
2.3.2.2 Soluzione per il modello a masse concentrate .................... Pag. 50
2.3.3 Effetti della non linearit .................................................................... Pag. 52
2.3.4 Effetti di bordo di valli alluvionali ..................................................... Pag. 53
2.3.5 Effetti della topografia ....................................................................... Pag. 55
3.MODELLAZIONE NUMERICA DELLA RISPOSTA SISMICA LOCALE ..... Pag. 57
3.1. Analisi numerica di tipo monodimensionale ................................................... Pag. 59
3.1.1 Codice di calcolo SHAKE .................................................................. Pag. 60
3.1.2. Codice di calcolo EERA .................................................................... Pag. 64
3.1.2.1 Caratteristiche principali e differenze
di base con le precedenti versioni ......................................... Pag. 64
3.1.2.2 Descrizione dei comandi del codice di calcolo EERA ........ Pag. 66
3.1.3. Codice di calcolo ONDA ................................................................... Pag. 70
3.1.3.1 Modello di Ramberg-Osgood (1943) .................................. Pag. 71
3.1.3.2 Input e Outpt in Onda .......................................................... Pag. 72
3.1.4 Codice di calcolo DESRA ................................................................... Pag. 73
3.1.5 DREGTA ............................................................................................. Pag. 74
3.2. Analisi numerica bidimensionale .................................................................... Pag. 75
3.2.1 Il QUAD-4 ........................................................................................... Pag. 75
III

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

4.RISPOSTA SISMICA LOCALE E ASPETTI DI NORMATIVA ........................ Pag. 77


4.1 Classificazione del sottosuolo .......................................................................... Pag. 78
4.2 Calcolo dellaccelerazione di picco ag ............................................................. Pag. 79
4.3 Spettro di riposta di progetto ............................................................................ Pag. 80
5.CASO DI STUDIO:ANALISI DELLA RISPOSTA
SISMICA LOCALE NEL SITO DI FABRIANO ................................................... Pag. 84
5.1 Inquadramento geologico del sito oggetto di studio ....................................... Pag. 84
5.2 Caratterizzazione geotecnica del deposito ..................................................... Pag. 86
5.3 Terremoto di riferimento ................................................................................ Pag. 92
5.4. Analisi degli effetti di sito .............................................................................. Pag. 93
5.4.1 Caso di deposito su substrato (bedrock) rigido ................................ Pag. 93
5.4.2 Caso di modello elastico-lineare per il terreno
su substrato (bedrock) deformabile ................................................... Pag. 93
5.4.3 Caso di modello visco-elastico per
il terreno su substrato (bedrock) deformabile .................................. Pag. 97
5.4.4 Caso di terreno visco-elastico lineare
equivalente per il terreno su substrato (bedrock) deformabile .......... Pag.101
6.CONCLUSIONI ......................................................................................................... Pag. 108
Bibliografia.. ............................................................................................... Pag. 111

IV

Introduzione

Con il termine rischio sismico si indica il probabile danno che un determinato sito pu subire
in seguito ad un evento sismico.
Da un punto di vista analitico esso pu essere espresso come il prodotto della pericolosit
sismica (H), della vulnerabilit sismica (V) e della quantificazione economica delle realt che sono
state danneggiate, ovvero:

[0.1]
Mentre la pericolosit sismica pu essere direttamente riferita alla vibrazione che un sito pu
subire durante un sisma, la vulnerabilit definisce lo stato di conservazione del patrimonio edilizio.
La valutazione del rischio sismico, in aree ad estensione regionale, viene effettuata mediante la
macrozonazione sismica, definita come lindividuazione di aree che possano essere soggette, in un
dato intervallo di tempo, ad un terremoto di una certa intensit. Allinterno di queste aree si possono
valutare, con maggior dettaglio, le differenze di intensit massima dovute a differenti situazioni
geologiche locali, e quindi quantificare il rischio sismico con la giusta definizione, attraverso
procedure il cui insieme costituisce la micro zonazione sismica. La Microzonazione sismica un
processo multidisciplinare, che necessita lintegrazione di pi conoscenze differenziate come
Sismologia,Geologia, Ingegneria Geotecnica, Ingegneria strutturale e urbanistica.
Le competenze di queste discipline vengono ordinatamente riferite a differenti livelli di analisi, che
idealmente si identifica in:
1. individuazione e modellazione del meccanismo di sorgente, competenze del Sismologo;
2. analisi della propagazione delle onde sismiche a distanza, competenze del Sismologo e del
Geofisico, esperto di struttura della terra.
3. studio della risposta sismica locale, fase che richiede linterazione tra Geologia e
Geotecnica;
4. analisi del comportamento dei manufatti, di competenza dellIngegneria Strutturale per quel
che concerne la vulnerabilit dellopera antropica.
5. valutazione del
parametro relativo alla quantificazione delle realt danneggiate,
appannaggio degli esperti di urbanistica e di Pianificazione territoriale;

Risposta sismica locale: Teoria ed applicazioni

Introduzione

6. Progetto di interventi di protezione civile, onere a carico della Pubblica Amministrazione


I differenti livelli di analisi con le relative competenze coinvolte e gli elementi di conoscenza
richiesti sono ben riassunti dallo schema a blocchi in fig.0.1

Figura 0. 1: Schema a blocchi dei differenti di analisi della


microzonazione sismica

Risposta sismica locale: Teoria ed applicazioni

Introduzione

La microzonazione sismica punta quindi a mitigare gli effetti dei terremoti che possono
verificarsi in una data zona individuando aree a comportamento omogeneo sotto il profilo della
risposta sismica cos da poter progettare specifici piani di intervento di protezione civile.
Il parametro relativo alla quantificazione delle realt danneggiate di difficile valutazione
(comprendendo oltre a edifici o strutture produttive anche vite umane e valori artistici o culturali).
Lo stato di conservazione del patrimonio edilizio, e quindi il fattore vulnerabilit fortemente
influenzato dalla risposta sismica locale ovvero alle vibrazioni che il sisma provocher in quel
luogo.
Levento tellurico, infatti, si propaga nel terreno sotto forma di onde, onde che subendo
riflessioni e rifrazioni causate dalla eterogeneit della crosta terrestre in cui si muovono
arricchiscono il segnale registrato da un ipotetico sismografo.
Per quanto detto la stratigrafia locale del terreno gioca un ruolo moto importante nella
definizione dellevento sismico e poich essa diversa da luogo a luogo necessario condurre un
analisi di tipo locale per ottenere levento da assumere come riferimento. Propriamente si parla di
influenza delle condizioni di sito sullazione sismica.
Pi precisamente il moto sismico localmente influenzato soprattutto dalla geologia, dalla
topografia della superficie, dalla stratigrafia del sottosuolo e dalle caratteristiche geotecniche dei
primi 50 m di profondit di un deposito di terreno. In generale, le caratteristiche del moto sismico
atteso su roccia e ricavate da analisi di pericolosit sono amplificate dalle condizioni locali. La
valutazione degli effetti locali ricavata attraverso analisi di risposta sismica del terreno, le quali
servono a determinare gli spettri di risposta di progetto, valutare la predisposizione alla liquefazione
di un certo sito e eseguire analisi di stabilit dei pendii (Kramer 1996).
Limportanza dellanalisi di risposta sismica del terreno legittimata da numerose normative
nazionali ed internazionali, le quali, non solo definiscono i criteri della progettazione antisismica
ma prescrivono specifiche procedure di calcolo per tener conto degli effetti locali.
Le analisi di risposta sismica del terreno possono essere eseguite tramite unampia variet di
tecniche, le quali possono differire nellaccuratezza con cui viene modellata la geometria del
problema o la cinematica delle onde sismiche, oppure nelle ipotesi dei legami costitutivi utilizzati
per descrivere il terreno. Tali tecniche possono presentare alcune differenze anche nei metodi di
analisi che esse adottano per risolvere le equazioni del moto. Le analisi di risposta del terreno basate
su una geometria e una cinematica monodimensionale sono quelle pi comunemente usate, non
solo per la loro maggiore semplicit ma anche perch spesso lipotesi di suoli stratificati
orizzontalmente molto aderente alla realt.
Per quanto riguarda il modello costitutivo del deposito superficiale di terreno i due modelli pi
frequentemente usati sono quello viscoelastico-lineare e quello viscoelastico-lineare-equivalente,
soprattutto per le convenienti semplificazioni che ne derivano.
Comunque, analisi lineari - equivalenti nel dominio di frequenza presentano comunque delle
limitazioni, fra cui lincapacit di riprodurre correttamente il comportamento di un sistema non
lineare (Constantopulos et al. 1973) ed inoltre anche il mancato rispetto del principio di causalit
fisica (Ching e Glaser 2001). Lanalisi non lineare, per integrazione diretta delle equazioni di moto,
supera queste limitazioni e sebbene sia pi impegnativa a livello computazionale, costituisce forse l
approccio pi affidabile alle analisi di risposta sismica dei terreni.

Risposta sismica locale: Teoria ed applicazioni

Introduzione

A partire dai primi anni 70 stata sviluppata una serie di programmi di calcolo ancora in
evoluzione, atti a definire la risposta sismica monodimensionale dei depositi di terreno. SHAKE
forse, fra questi, il codice di calcolo pi popolare, anche per il fatto che stato fra i primi ad essere
sviluppato e ancora oggi uno tra i pi diffusi (Schnabel et al. 1972; Idriss e Sun 1991). Una
versione aggiornata di SHAKE, basata sempre sullanalisi lineare-equivalente, stata recentemente
sviluppata da Bardet (2000) attraverso il codice di calcolo EERA (Equivalent-linear Earthquake
Response Analysis), un codice di calcolo su Fortran 90 che permette di inserire dati e leggere gli
elaborati su foglio di calcolo Excel.
Durante lultimo decennio stata sviluppata una nuova classe di programmi e codici di calcolo
che implementano in modo ancor pi sofisticato il modello costitutivo del mezzo poroso, alcuni di
questi, sebbene siano stati progettati per analisi monodimensionale possono trattare cinematismi
tridimensionali. Occorre sottolineare, comunque, che questo tipo di codici di calcolo presentano
una certa complessit nella definizione del modello costitutivo per il terreno, il quale richiede la
valutazione di un gran numero di parametri e quindi una caratterizzazione geotecnica pi
approfondita.
Nellambito di questa tesi, oltre agli aspetti teorici e normativi del problema, si analizzer un
caso di studio di risposta sismica locale trattato con il codice di calcolo EERA.

Capitolo 1
Comportamento meccanico dei terreni nei confronti
dellazione sismica

Trattare un problema di risposta sismica locale comporta laffrontare un problema di ampia


difficolt, per via dellelevata aleatoriet delle cause scatenanti e il conseguente comportamento,
molto complesso, dei terreni sottoposti ad uno sforzo dinamico. Per perseguire lobiettivo
ingegneristico necessario valutare quale siano gli aspetti pi importanti di cui tener conto, sia dal
punto di vista della sollecitazione che dal punto di vista della risposta del materiale, e sulla base di
ci effettuare le opportune semplificazioni del problema.

1.1

Propagazione di onde sismiche nel sottosuolo

Lazione sismica si trasmette nel sottosuolo sottoforma di onde elastiche di volume. I risultati
dello studio dellequilibrio dinamico del mezzo elastico ideale mettono in evidenza come la
propagazione delle onde elastiche di volume avvenga secondo due modalit distinte (Fig.1.1):
onde P, associate a stati deformativi di contrazione e dilatazione dellelemento di
volume;
onde S, associate a stati deformativi di tipo distorsionale.
Le prime hanno velocit di propagazione pari a:
[ 1.1]
e direzione parallela alle deformazioni che si manifestano nellelemento di volume investito
dallonda.
Le seconde hanno velocit di propagazione pari a:
[1.2]

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

e direzione perpendicolare allo spostamento dellelemento di volume investito dallonda.

Figura 1. 1 Stati deformativi prodotti da onde P (a) e onde S (b).

Nelle equazioni sopra riportate, M il modulo di rigidezza in condizioni edometriche, ovvero


in condizioni di deformazione laterale impedita, G il modulo di rigidezza a taglio del materiale,
la densit del mezzo.
Poich la velocit dellonda, S o P, dipende sostanzialmente dalla rigidezza del mezzo
attraversato, leterogeneit del terreno gioca un ruolo fondamentale nella propagazione della stessa
dalla sorgente al sito. Inoltre nellattraversare la superficie di interfaccia tra due materiali, si
verificano svariati fenomeni, ben pi complessi delle semplici variazioni di velocit intuibili tramite
le equazioni sopra proposte. I principali sono quelli di seguito elencati, facendo riferimento alla
situazione riportata in figura 1.2:
Generazione di onde riflesse e di onde rifratte
Anche per le onde elastiche di volume vale la legge di Snell. Durante la rifrazione e la riflessione
possibile che si generino onde di natura diversa da quella incidente. In fig.1.2 riportato il caso di
unonda SV, ovvero unonda S polarizzata nel piano verticale, incidente e le successive onde P ed
SV che scaturiscono dalla riflessione e rifrazione dellonda. Come si generata un onda di natura
diversa da quella incidente, pur continuando ad esistere onde di tipo S (SV per lesattezza), e le
onde riflesse e rifratte assumono direzioni diverse da quella originaria. Applicando la legge di Snell
allesempio proposto in fig.1.2, si desume che si ha un avvicinamento alla normale allinterfaccia,
in proporzione alla diminuzione della velocit nel mezzo di destinazione rispetto al mezzo di
provenienza. Tra le onde riflesse e rifratte deve valere infatti che:
6

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

[1.3]
dove:
i angolo di incidenza dellonda
r angolo di riflessione dellonda SV
s angolo di riflessione dellonda P
t angolo di trasmissione dellonda SV
u angolo di trasmissione dellonda P
Vsi e Vpi velocit di trasmissione delle onde nel mezzo i-mo.
Come si pu osservare, dai pedici utilizzati nella [1.3] la velocit di trasmissione dellonda varia
solo se varia il mezzo in cui si propaga.
Modifica di ampiezza di spostamenti
Tale variazione inversamente proporzionale al prodotto V, che prende il nome di impedenza
sismica Z, dei mezzi a contatto; nel caso di onde incidenti lungo la normale alla superficie di

Figura 1. 2: Effetti prodotti da unonda SV incidente allinterfaccia tra due mezzi

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

interfaccia, dette ui, ur,ut le ampiezze, rispettivamente, di onde incidenti, riflesse e trasmesse, si ha:
[1.4]
dove con si indicato il rapporto tra le impedenze dei mezzi di provenienza e destinazione.
Generazione di onde superficiali
Questo fenomeno assume rilevante importanza quando il mezzo di destinazione non pu trasmettere
onde di volume, ovvero una superficie libera. In tal caso le onde P e SV si combinano per formare
delle onde superficiali, che prendono il nome di onde Rayleigh. Queste onde hanno velocit VR , di
poco inferiore alla Vs, e producono vibrazioni in piani verticali caratterizzate da componenti
parallele e perpendicolari alla direzione dellonda.

Figura 1. 3: Propagazione di un evento sismico dalla sorgente al sito e problemi geotecnici

Sulla base delle considerazioni appena fatte si pu trovare una caratteristica che accomuna tutte
le onde di volume che si propagano nel sottosuolo. Generalmente analizzando il sottosuolo, dal
basso verso lalto, si pu notare una contemporanea diminuizione della densit e dellinclinazione
delle superfici di interfaccia dei vari strati. Sperimentalmente si nota anche una diminuizione della
velocit. Di conseguenza londa, avvicinandosi alla superficie, segue un percorso curvilineo che va
progressivamente accostandosi alla verticale mentre gli spostamenti aumentano di intensit, come
viene ben descritto dalle [1.3] e [1.4]. Se i vari strati di terreno dal bedrock alla superficie libera
sono separati da superfici orizzontali, allora il fenomeno sismico assimilabile ad un treno donda
che si propaga verso lalto senza subire deviazioni significative. In un caso generico londa seguir
un percorso del tipo rappresentato in figura 1.3.
Una prima, importante, semplificazione pu essere fatta sugli effetti della propagazione
dellevento sismico. Le onde P provocano quindi nel terreno una serie di compressioni e dilatazioni
8

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

volumetriche, se il mezzo saturo ( come solitamente accade dato che la quasi totalit dei depositi
naturali si trova sottofalda) alle variazioni di volume si oppone il terreno inteso come mezzo bifase,
ovvero alla compressibilit del terreno, espressa sinteticamente dal modulo edometrico, partecipa in
modo significativo la compressibilit dellacqua. Le onde S provocano nel mezzo effetti
distorsionali che, data limpossibilit dellacqua di resistere a sforzi di taglio, impegnano
unicamente la fase solida. Appare quindi giustificato ricondurre la modellazione meccanica di un
fenomeno sismico allanalisi degli effetti prodotti da un insieme di onde S che si propagano verso
lalto, con un campo di spostamenti praticamente orizzontale.

1.2 Risposta meccanica dei terreni sollecitati da taglio ciclico


Sottoponendo un elemento di volume ad una azione tangenziale (t), variabile nel tempo con
legge irregolare, a partire dalle tensioni normali efficaci geostatiche (ho e vo ) si osserva come il
legame tensione-deformazione sia non lineare, non reversibile e fortemente dipendente dalla storia
dello stato tensionale. In figura 1.4 viene schematizzato il processo di carico ed il rispettivo legame
sforzi-deformazione che mette in luce gli aspetti appena evidenziati.

Figura 1. 4: Comportamento di un elemento di terreno sottoposto ad una sollecitazione di taglio semplice


variabile nel tempo con legge irregolare

Un singolo processo di carico-scarico-ricarico pu comunque essere rappresentato da una


coppia di parametri:
modulo di rigidezza a taglio ( G )
9

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

fattore di smorzamento ( D )

Nella figura 1.5 vengono evidenziati G, che in tal caso un modulo secante, rapporto tra
lescursione massima della tensione tangenziale e la corrispondente escursione della deformazione
angolare, e Go che il valore della rigidezza iniziale. Il fattore D (che sta per Damping Ratio)
rappresenta il rapporto tra WD, energia dissipata nel ciclo, e Ws che lenergia accumulata al primo
ciclo amplificata di un fattore 4.
Lintenzione quindi quella di trovare un legame funzionale tra deformazione angolare di un
determinato terreno (caratterizzato dal valore iniziale di G0 e sottoposto ad una data tensione
geostatica) e levoluzione dei parametri D e G.

Figura 1. 5: Definizione dei parametri di rigidezza a taglio, G, e fattore di smorzamento, D, in un ciclo tensionedeformazione tangenziale

Il grafico successivo (Fig.1.6) evidenzia levoluzione di tali parametri in corrispondenza dei


valori di deformazione angolare impressi. Si vede come la risposta meccanica del terreno, in termini
di D e G, sia dipendente dal livello deformativo impresso. Si individuano tre campi di
comportamento:
piccole deformazioni
medie deformazioni
grandi deformazioni
10

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

Figura 1. 6 livelli deformativi ed aspetti del comportamento meccanico del terreno in condizioni di taglio
semplice

allinterno dei possibile riconoscere un differente comportamento del terreno sotto lazione di
carichi ciclici:

Comportamento a piccole deformazioni

A piccole deformazioni il modulo G assume allorigine il suo valore massimo (G0) che si mantiene
con buona approssimazione costante per livelli deformativi inferiori a un valore l che rappresenta la
soglia di linearit. Tale soglia comunque piccola ( variabile tra 0.0001% e lo 0.01%) caratteristica
del tipo di terreno. . Lenergia dissipata rispetto a quella impressa molto piccola (D0). In tale
situazione il terreno pu essere soddisfacentemente schematizzato come un mezzo elastico o al pi
visco-elastico.

Comportamento a medie deformazioni


11

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

Superata la soglia di linearit il terreno mostra un comportamento dissipativo e marcatamente non


lineare. Si evidenzia un decadimento del modulo G e un aumento del modulo D.
Laspetto dei cicli - si modifica al crescere dellampiezza della sollecitazione, ma il materiale
conserva tuttavia un comportamento stabile ed indipendente dal processo di carico. Infatti, dopo
una sollecitazione ciclica il terreno ripercorre lo stesso ciclo di tensione deformazione. Poich il
numero dei cicli di carico non modica la forma della curva conseguentemente G e D non variano da
un ciclo allaltro. Si pu quindi definire per ogni valore di una coppia (G(),D()) ed
schematizzare il terreno come mezzo elastico-lineare equivalente.
Comportamento a grandi deformazioni
Allaumentare dellampiezza delle sollecitazioni cicliche, si individua un ulteriore livello di
deformazione, convenzionalmente definito v soglia volumetrica, che supera l di uno due ordini di
grandezza, al di l del quale il terreno risente della storia di carico. Sia G che D dipendono quindi
dal numero di cicli di carico, diminuendo allaumentare di esso ( degradazione ciclica).
Per effetto di ogni singolo ciclo - valori residui delle deformazioni volumetriche (in
condizioni drenate) o delle sovrappressioni neutre u (in condizioni non drenate) risultano non
trascurabili. Una conseguenza , estrema, del fenomeno di decadimento ciclico in condizione non
drenate il fenomeno della liquefazione, ovvero limprovvisa perdita di resistenza al taglio a
seguito di annullamento delle pressioni effettive. A questi livelli di deformazione, il legame
costitutivo non pu che essere di tipo elasto-plastico ad incrudimento.
A valle di queste considerazioni opportuno confrontarsi con i dati statistici degli effetti
distorsionali prodotti dallazione sismica. Tali dati evidenziano come, anche terremoti di elevata
magnitudo, portino a livelli di deformazione angolare dellordine dell1%, ovvero deformazioni
medie. Per cui sufficiente, per effettuare una microzonazione sismica, conoscere il
comportamento dei terreni a medie deformazioni, ovvero determinare sperimentalmente le curve G e D-.

1.3 Caratterizzazione sperimentale dei parametri meccanici


La caratterizzazione geotecnica di un deposito comprende:
-la definizione della stratigrafia di dettaglio e lindividuazione delle caratteristiche macro e
megastrutturali;
- la determinazione della condizione di falda;
- lindividuazione della storia tensione e dello stato tensionale attuale;
- la determinazione delle caratteristiche di permeabilit;
- la determinazione delle caratteristiche meccaniche;
Per raggiungere tale obiettivo si ricorre due tipi di tecniche sperimentali, quali:

prove in sito
prove di laboratorio

12

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

Le prove, in sito ed in laboratorio, non devono essere considerate luna alternativa allaltra,
poich entrambe presentano vantaggi e limiti che ne circoscrivono il campo di applicazione.
Le prove in sito offrono il vantaggio di descrivere con continuit le caratteristiche dei depositi
in sito. Esse sono interpretabili in base alla solida teoria della trasmissione di onde nel mezzo
elastico ideale , avvalorata dai livelli deformativi indotti dalle vibrazioni, limitati al campo lineare;
al contempo per la base interpretativa stessa preclude la possibilit di estendere tali indagini al
comportamento dei terreni in campo non lineare.
Le prove di laboratorio consentono lanalisi di un campo di sollecitazioni e deformazioni assai
pi ampio, ma presentano problemi quali: disturbo prodotto dal campionamento, difficolt nel
riprodurre lo stato tensionale in sito, provini di dimensioni molto limitate rispetto ai volumi
coinvolti dallinterazione con opere di ingegneria.
Nella figura 1.7 vengono messi a confronto vantaggi e svantaggi connessi alladozione di
prove in sito piuttosto che prove di laboratorio.

Figura 1. 8: confronto dei principali vantaggi e svantaggi delle prove in sito ed in


laboratorio

Figura 1. 7: confronto dei principali vantaggi e svantaggi delle prove in sito ed in


laboratorio

Nella successiva tabella in figura 1.8 vengono riassunte le potenzialit e campi di misura delle
tecniche sperimentali usualmente adottate in geotecnica sismica.

13

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

Figura 1. 9: Potenzialit e campi di misura delle tecniche sperimentali adoperate in geotecnica sismica

Le tecniche di indagine in sito e di laboratorio vanno quindi integrate reciprocamente in


relazione alla loro complementarit, e comunque sempre affiancate ai tradizionali metodi di
indagine, indispensabili per la completa caratterizzazione del sottosuolo.

1.3.1 Prove in situ


Le prove in sito per la caratterizzazione geotecnica dei depositi naturali includono:
a) I procedimenti sperimentali per gli accertamenti stratigrafici, che possono essere suddivisi in
metodi diretti e metodi indiretti.
I primi comprendono le perforazioni di sondaggio con estrazione continua di carote o di
campioni rimaneggiati o indisturbati, e gli scavi ispezionabili, ossia quei procedimenti che
consentono un diretto e dettagliato rilievo del terreno.
I metodi indiretti riguardano invece tutte quelle procedure, quali le prove geofisiche,
penetrometriche, dilatometriche, che misurano la variazione di determinate caratteristiche e
permettono di risalire successivamente alla definizione del profilo stratigrafico.
b) Le prove penetrometriche sono prove nel corso delle quali si misura la resistenza alla
penetrazione di un utensile standardizzato.
A seconda dei dispositivi utilizzati possono essere dinamiche o statiche.

14

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

Nelle prime (fig.1.9) lutensile infisso a percussione e il dato da rilevare il numero di

Figura 1. 10: prove penetrometriche dinamiche SPT

colpi richiesto per un avanzamento prefissato.


Lutensile pu essere cavo (campionatore a pareti grosse, prova SPT ovvero Standard
Penetration Test, fig.1.8) o a punta conica chiusa (SCPT ovvero Standard Cone Penetration
Test, fig.1.10).

Figura 1. 11: punta conica per le prove SCPT

Le prove statiche sono invece condotte a velocit di avanzamento costante (Cone


Penetration Test, CPT) e viene misurata la pressione esercitata sulle aste di manovra
(penetrometri meccanici, fig.1.11) o sullutensile (penetrometri elettrici, fig.1.12).

15

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

Figura 1. 12: punta per le prove statiche CPT

In generale le prove penetrometriche consentono di risalire mediante procedimenti empirici


al profilo stratigrafico, alle caratteristiche di resistenza al taglio e di deformabilit.

Figura 1. 13: punta del penetrometro elettrico standard; (a) Senza manicotto di attrito, (b) Con
manicotto di attrito

16

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

c) Di recente introduzione e con grande potenzialit di impiego il piezocono (fig.1.13), che


consiste in una modifica della punta del penetrometro statico, tramite linserimento di una
pietra porosa collegata ad un trasduttore, che permette di misurare la pressione neutra
durante lavanzamento.
Poich tale pressione legata al tipo di terreno ed alla sua consistenza, il valore misurato
permette di ottenere una descrizione dettagliata del profilo stratigrafico e, se combinato con
la resistenza alla penetrazione misurata alla punta, anche un indice della storia tensionale del
deposito.

Figura 1. 14: modelli di piezocono: (a) piezocono Wissa; (b) piezocono Torstensson

Potendosi effettuare con tale apparecchiatura prove di dissipazione della pressione neutra,
possibile ottenere inoltre informazioni sulle caratteristiche di consolidazione del terreno e
sulle condizioni di falda.
d) Le prove scissometriche (indicate nella letteratura come Field Vane Test), sono utilizzate nei
terreni coesivi di bassa e media consistenza per la determinazione della resistenza al taglio
non drenata cu.
Esse consistono sostanzialmente nella misura del momento torcente, che , applicato ad un
utensile costituito da quattro alette verticali e ortogonali fra loro, provoca la rottura del
terreno (fig.1.15).

17

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

e) Le prove dilatometriche sono prove di dilatazione di una membrana piana di forma circolare

Figura 1. 16: apparecchiatura per le prove scissometriche

Figura 1. 15: apparecchiature per le prove dilatometriche: dilatometro di marchetti

situata sulla faccia di una lama, che viene infissa nel terreno con una procedura identica a
quella delle prove penetrometriche statiche (fig. 1.16). I dati rilevati nel corso della prova
sono i valori della pressione corrispondenti allinizio del moto della membrana ed a uno
spostamento prefissato, e permettono, mediante correlazioni empiriche di risalire alla
18

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

stratigrafia del terreno, alla sua storia tensionale, alle caratteristiche di deformabilit e a
quelle di resistenza.
f) Le prove pressiometriche sono delle prove di carico realizzate mediante lespansione di una
sonda cilindrica. A seconda del metodo di installazione le attrezzature sono suddivise in
tradizionali (pressiometro Menard) e autoperforanti. Le prime necessitano di un foro di
sondaggio preliminare allinterno del quale viene posizionata la sonda per lesecuzione della
prova. Esse presentano pertanto lo svantaggio di essere eseguite su un terreno disturbato
dallesecuzione del foro, ma la vasta gamma di correlazioni empiriche raccolte negli ultimi
anni ne fanno comunque un valido mezzo di indagine.
La tecnica dellautoperforazione, che consiste nel rimuovere un volume di terreno pari a
quello della sonda che viene introdotta in esso, offre il grande vantaggio di minimizzare
decisamente ogni effetto di disturbo e di risalire perci pi attendibilmente ai parametri che
caratterizzano lo stato tensionale e il comportamento sforzi-deformazioni del materiale .
g) Le prove di carico su piastra sono usate per la determinazione delle caratteristiche di
deformabilit del terreno, supposto per che le dimensioni della piastra stessa possano
essere rappresentative per il problema in esame. La zona influenzata dal carico risulta infatti
compresa entro una profondit pari a circa due volte la dimensione minore della piastra, ed
essendo questa ( per motivi economici) decisamente limitata ne risulta che grandi differenze
possono sussistere tra i risultati della prova e il comportamento delle strutture reali.
Tenendo conto di queste limitazioni la prova comunque di notevole interesse nel caso, ad
esempio, di materiali sabbioso-ghiaiosi, per i quali non si hanno molte altre alternative, e
nel caso di terreni coesivi consistenti fessurati, il cui comportamento, per la pronunciata
macrostruttura, fortemente influenzato dal volume di terreno interessato dalla prova ( le
prove di laboratorio e le altre prove in sito, fatta eccezione per le prove pressiometriche,
interessano un volume di terreno minore).
h) Le prove cross-hole consistono in una serie di misure della velocit della propagazione delle
onde di taglio tra due perforazioni (fig.1.17).
Le onde possono essere generate nel caso pi semplice da un sistema meccanico, costituito
da una parte fissa, solidale alla tubazione di rivestimento del foro, e da due mazze che
vengono azionate dalla superficie mediante un cavo.
Colpendo la parte fissa si generano impulsi trasversali verso lalto e verso il basso. In
alternativa spesso viene impiegato un generatore elettrodinamico che sfrutta la forza
originata dal passaggio di una scarica di corrente in un sistema di bobine. Tale scarica di
corrente pu considerarsi istantanea, in virt del fatto che la sua durata delordine di un
centinaio di microsecondi. Il sistema di ricezione costituito da un geofono verticale, da un
amplificatore e da un oscilloscopio.

19

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

Nel caso delle prove denominate down-hole (fig.1.18), le onde elastiche sono generate

Figura 1. 17: schematizzazione dellesecuzione di una prova cross-hall

Figura 1. 17: schematizzazione dellesecuzione di una prova down-hall

in superficie imprimendo un colpo ad una tavola fissata saldamente al terreno. A differenza


della tecnica cross-hole , che per la misura della velocit delle onde utilizza percorsi
orizzontali, la direzione di propagazione questa volta sub verticale e la distanza tra
generatore e ricevitore varia in funzione della profondit alla quale posizionato il geofono.
i) Le prove di permeabilit in terreni granulari sono effettuate comunemente in fori di
sondaggio, e, a seconda dei casi, lesecuzione pu avvenire a carico idraulico costante o
variabile. Lattendibilit del coefficiente di permeabilit ottenuto subordinata alla
conoscenza delle condizioni di falda esistenti prima della prova e delle condizioni
stratigrafiche. Per analisi pi accurate possibile ricorrere a prove di pompaggio.

1.3.2 Prove di laboratorio


Il comportamento meccanico dei terreni pu essere descritto facendo riferimento ad un mezzo
elasto-plastico anisotropo. Ne segue che la risposta di un campione a un dato sistema di
20

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

sollecitazione dipende dalla sua storia tensionale e dal percorso della di sollecitazione attraverso il
quale si raggiunge la situazione finale.
La determinazione dei parametri necessari alla descrizione di tale comportamento pertanto
subordinata alla possibilit di disporre di apparecchiature di laboratorio che permettano di
riprodurre le condizioni iniziali , le condizioni di sollecitazione e deformazione e le condizioni di
drenaggio, tipiche del problema reale in esame.
Di seguito viene proposta una breve descrizione delle prove di laboratorio pi ricorrenti.
a) la prova triassiale una prova di laboratorio che permette il controllo della tensione radiale
e verticale, il provino viene quindi sottoposto ad uno stato tensionale assial simmetrico. Il
provino avvolto in una membrana in lattice, allo scopo di isolare lacqua presente allinterno
di esso, viene posto in una cella in plexiglas contente acqua il cui valore di pressione pu
essere opportunamente modificato mediante un sistema di pressurizzazione esterno. Sulla
sommit del provino posto un pistone che permette lapplicazione di carici verticali.
Mediante tale prove possibile ricavare i parametri di deformabilit e di resistenza.
b) Nella prova di taglio diretto il provino posto allinterno di due telai orizzontali che
possono scorrere luno rispetto allaltro portando a rottura il provino lungo un piano di
rottura prestabilito.

1.4 Fattori di influenza sul comportamento meccanico dei terreni


Di seguito vengono fornite alcune indicazioni su valori e andamenti tipici di rigidezza (G) e
smorzamento (D) per i vari tipi di terreno.
La differenziazione tra terreni diversi va generalmente riferita ai principali fattori costitutivi
(granulometria, plasticit, tessitura, cementazione), mentre la variabilit in una formazione
litologicamente omogenea va associata a quelle variabili di stato fondamentali (stato tensionale e
storia dello stato tensionale, indice dei vuoti, et geologica).
Le indicazioni di seguito riportate devono essere considerate come:
a) strumenti di stima approssimata dei parametri, in mancanza di misura diretta degli stessi.
b) criteri di verifica dellattendibilit di misure, in assenza della sufficiente esperienza o
confidenza ingegneristica sui valori riscontrabili nella pratica, ma non vanno per questo
ritenute sostitutive della determinazione sperimentale diretta delle grandezze.
1.4.1 Deformabilit alle piccolissime deformazioni
La dipendenza del modulo G0 dalle variabili di stato (tensione media efficace (p), indice dei
vuoti (e), grado di sovraconsolidazione (OCR) pu essere espressa attraverso formule
semiempiriche secondo lespressione (Hardin,1978):
[eq.1.5]
Dove:
-f(e) una funzione decrescente dellindice dei vuoti;
21

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

-Pa la pressione atmosferica;

Figura 1.19: Variazione dei parametri di rigidezza S,n,m con lindice di


plasticit IP (da Vinale et al., 1996)

Il modulo di elasticit tangenziale iniziale G0 pu peraltro esprimersi anche in funzione di valori


tipici di e Vs utilizzando la [eq. 1.2].
Lesperienza ha mostrato che, nellambito di profondit non particolarmente elevate, a
diverse classi di terreno sono associabili gli intervalli tipici di valori di Vs riportati nella tabella in
figura 1.20, accanto ai valori caratteristici di densit del terreno.
22

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni


MATERIALI
Terreni organici, torbe
argille molto molli
Terreni piroclastici sciolti
Argille tenere, sabbie sciolte
Terreni piroclastici densi / cementati
Argille consistenti, sabbie dense
Roccia tenera
Roccia lapidea

Capitolo 1
(t/m3)
1.0 1.3
1.4 1.7
1.0 1.7
1.6 1.9
1.2 1.9
1.8 2.1
1.5 2.2
2.5 3.0

VS (m/s)
<100
100 - 200
200 - 400
400 - 800
> 800

Figura 1. 20: Valori indicativi di e Vs per terreni naturali

1.4.2 Fattore di smorzamento alle piccolissime deformazioni


Linfluenza di fattori costitutivi e variabili di stato sullo smorzamento a piccole deformazioni
(D0 ) sia quantitativamente che qualitativamente, meno documentata in letteratura rispetto a
quanto accade per la rigidezza. Ci perch la misura di D0 maggiormente affetta da incertezze
sperimentali rispetto a quella di G0 e Vs.
Per un dato terreno, lo smorzamento diminuisce con laumentare dello stato tensionale efficace,
ma gli andamenti ed i valori tipici di D0 variano da materiale a materiale, non sempre consentendo
una chiara valutazione degli effetti dei valori costitutivi.
Le fasce di variazione, puramente indicative, riportate in fig.1.21, indicano comunque che:
per terreni granulari (sabbie, ghiaie, rockfill), il campo di variazione di D0 con lo stato e
la storia tensionale ristretto, e i valori prossimi a zero;
Per terreni naturali a grana fine, i valori tipici e il gradiente di diminuizione di D0 con la
tensione media efficace aumentano passando da argille consistenti a tenere; inoltre, a
parit di stato e storia tensionale, i valori caratteristici di D0 aumentano con lIp;
i valori di D0 per terreni costipati a grana medio-fine spesso risultano maggiori di quelli
tipici di argille naturali. Ci a causa della mancanza del processo di diagenesi nella
storia della formazione del terreno da costruzione, e della conseguente minore stabilit
e continuit della microstruttura.

23

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

Figura 1. 21: Dipendenza del fattore di smorzamento iniziale D0 dal tipo di terreno e dalla tensione
effettiva (Vinale et al., 1996).

1.4.3 Deformabilit e smorzamento in campo non lineare


Per descrivere la dipendenza del comportamento non lineare dai fattori costitutivi, numerose
correlazioni empiriche sono state proposte da vari autori: nella maggioranza dei casi, la posizione e
la forma delle curve G() e D() vengono associate ai valori di Ip, come mostra la fig.1.22. Come si
vede dalla figura, lestensione del campo pseudo-lineare (in cui GG0, DD0 ) si amplia con
lindice di plasticit.
Per terreni pi fini e mineralogicamente pi attivi si assiste quindi ad un aumento della soglia di
linearit l e di quella di accoppiamento volumetrico distorsionale v (ad essa superiore, come si
detto, per uno o due ordini di grandezza) in proporzione a Ip.

24

Risposta simica locale: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 1

Figura 1. 18: Dipendenza del comportamento non lineare dallindice di plasticit in


termini di rigidezza normalizzata e fattore di smorzamento (da Vucetic e Dobry, 1991)

25

Capitolo 2
Risposta sismica del sottosuolo ideale e reale
Il risultato di una analisi di risposta sismica locale, come gi detto nel capitolo
introduttivo, quello di quantificare come lazione sismica si modifica nel propagarsi
dallepicentro fino alla zona di studio a causa delleterogeneit del terreno che attraversa. Per
modifiche si intende linsieme delle variazioni in termini di ampiezza, durata e contenuto in
frequenza.
Possono essere utilizzati due approcci per valutare la risposta sismica locale: quella di
riferire il terremoto alla formazione rocciosa di base ovvero quella di riferire il moto sismico
ad un ipotetico (o reale) affioramento della roccia di base, che tecnicamente prende il nome di
Bedrock Outcrop. La valutazione quantitativa della risposta sismica locale pu quindi
effettuarsi sulla base del confronto tra le diverse grandezze rappresentative del moto sismico
alla superficie del terreno e quello di riferimento (bedrock di base o bedrock outcrop).

2.1 Caratterizzazione analitica dellazione sismica


La rappresentazione della azione sismica, sia in termini di azione che di risposta, pu
essere fatta sia nel dominio dl tempo che nel dominio delle frequenze.
Nel Dominio del tempo, i parametri utilizzati per descrivere sinteticamente le
caratteristiche di un terremoto sono il valore dellaccelerazione di picco (ap) e la durata; nel
dominio delle frequenze si utilizzano lo spettro di Fourier e lo spettro di risposta.
2.1.2 Caratterizzazione nel dominio delle frequenze
Lanalisi nel dominio delle frequenze, pi propriamente detta analisi di Fourier, come
prima evidenziato viene svolta mediante lo spettro di Fourier e lo spettro di risposta.
Nei due paragrafi successivi si illustrer sinteticamente questa tecnica di analisi,
rimandando a trattati specialistici per lapprofondimento del problema. Analizzando le
modifiche di contenuto in frequenza si pu valutare leffetto di filtraggio dovuto al terreno,
che incrementa lampiezza del moto in corrispondenza di alcune frequenze e la riduce per le
altre; ci si ottiene attraverso la cosiddetta funzione di trasferimento H(f), che corrisponde al
rapporto tra lo spettro di Fourier del moto alla superficie del terreno e quello dellanaloga
componente in corrispondenza del basamento roccioso. E possibile, peraltro, definire una

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

seconda funzione di amplificazione come rapporto tra le ampiezze degli spettri di Fourier alla
superficie del terreno ed in corrispondenza dellaffioramento della formazione rocciosa. In
relazione a ci si dimostra che la prima indipendente dalle caratteristiche di deformabilit
della roccia, e quindi, essa corrisponde alla Hr(f) determinata nellipotesi di substrato rigido;
invece, la seconda tiene conto della deformabilit della roccia di base e va quindi determinata
sulla base delleffettiva deformabilit del substrato.
Dal punto di vista applicativo la prima funzione di trasferimento consente di operare su
segnali sismici virtualmente definiti sul tetto del substrato roccioso di base (e quindi non
registrabili, n direttamente ricavabili da registrazioni strumentali), la seconda su segnali
direttamente misurata dallo strumento sullaffioramento roccioso.
2.1.2.1

Spettro di Fourier

Un segnale X(t), definito nel dominio del tempo e di durata To, anche se estremamente
irregolare, come il caso dellazione sismica, pu artificiosamente essere reso periodico (con
periodo To), ripetendolo indefinitamente nel tempo. Ci permette di decomporlo nella serie di
Fourier, cio la somma di infinite funzioni armoniche, di frequenza (f) crescente a partire da
un valore iniziale fo=T0-1 con la formula che segue:

sin 2

[2.1]

dove:
- A0 il valore medio del segnale
- An ampiezza dellarmonica di frequenza fn=nf0
- n fase dellarmonica di frequenza fn=nf0
Ampiezza e fase di ciascuna armonica definiscono una variabile complessa X(f)
associabile a ciascun valore di frequenza f, e rappresentano la trasformata di Fourier di X(t)
dal dominio del tempo al dominio delle frequenze.
La funzione complessa X(f) si pu esprimere come:
[2.2]
la cui parte reale, R(f), e quella immaginaria, I(f), forniscono gli spettri di ampiezza A(f) e di
fase (f) delle diverse armoniche.
Il ritorno al dominio del tempo dal dominio delle frequenze ottenuto mediante la
trasformata inversa (antitrasformata):

[2.3]
Nella pratica la risoluzione degli integrali [2.2] e [2.3] effettuata utilizzando tecniche di
integrazione numerica che operano su intervalli campionati ad intervalli di t costanti,
mediante gli algoritmi della FFT (Fast Fourier Trasform) per la trasformata diretta e IFFT
27

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

(Inverse Fast Fourier Trasform) per la trasformata inversa. Detti algoritmi sono spesso
implementati nei metodi di analisi numerica della risposta sismica.
2.1.2.2 Spettro di Risposta
Lo spettro di Fourier la pi immediata rappresentazione dei moti sismici per
visualizzare la distribuzione in frequenze e operarne svariate trasformazioni analitiche, ma ai
fini ingegneristici senzaltro pi significativa unaltra rappresentazione numerica dei
segnali, cio lo spettro di risposta delloscillatore semplice. Questo si definisce come la legge
di variazione della massima ampiezza (in accelerazione,velocit o spostamento) del moto
prodotto da un segnale sismico applicato alla base di un oscillatore semplice di fissato
smorzamento al variare del suo periodo naturale:

[2.4]

con ovvio significato dei simboli. Partendo dallequazione di equilibrio dinamico


delloscillatore armonico smorzato:
[2.5]
dove al primo membro vi la forza che equilibra lazione esterna, al secondo membro lo
smorzamento proporzionale alla velocit e lazione della molla espressa dalla classica legge di
Hook. A seguito dellapplicazione della forzante F(t)=-m a(t) e ponendo:

[2.6]

lequazione [2.5] diviene:


2

[2.7]

che con condizioni iniziali u(0) = (0)=0 a per soluzione:


1/

[2.8]

dove:
-

1
la frequenza propria delloscillatore smorzato, prossima a n
poich generalmente piccolo .
La funzione a secondo membro della [eq.2.7] rappresenta lintegrale di Duhamel
dimensionalmente una velocit. Il suo valore massimo Sv* identifica con esattezza lo
spostamento spettrale Sd:
28

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

[2.9]
e in forma approssimata coincide con la velocit spettrale Sv :

[2.10]

e laccelerazione spettrale Sa:

[2.11]

Lo spettro di risposta in termini di spostamento velocit e accelerazione il diagramma di


Sd, Sv o Sa al variare del T, con un valore di assegnato. Lordinata per T=0 coincide con il
valore di picco del moto sismico in superficie.
Da quanto detto si evince che unanalisi completa della risposta sismica locale deve
prendere in conto le modifiche delle caratteristiche del moto sismico in termini di ampiezza e
di contenuto in frequenza (effetto di filtraggio).

2.2 Risposta di un sottosuolo ideale


In questo paragrafo verr trattato il caso del sottosuolo ideale procedendo per grado di
complessit. Lo schema di riferimento uno strato di terreno omogeneo di spessore H,
poggiante su un basamento roccioso orizzontale, ed eccitato da una oscillazione armonica
costituita da un onda di taglio S di frequenza f, incidente al basamento con direzione di
propagazione verticale.

2.2.1

Strato omogeneo elastico lineare su substrato rigido

In questo primo caso si fa lassunzione che il terreno sia caratterizzato da legame


costitutivo elastico lineare e substrato roccioso sia rigido. Lo schema di riferimento quello
riportato in figura 2.1, ove si indicato con s e Vs , rispettivamente, la densit e la velocit
delle onde di taglio nel terreno.
Il fenomeno della propagazione monodimensionale delle onde allinterno dello strato
elastico :
[2.12]
dove lincognita u(z,t) la componente orizzontale dello spostamento. Per sollecitazione
armonica di frequenza =2f, la soluzione della [2.12] del tipo:
,

[2.13]

29

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

dove p(z) la cosiddetta funzione di forma che descrive la distribuzione con la profondit
delle ampiezze di spostamento che variano puntualmente con frequenza pari a quella di
sollecitazione. Sostituendo la [2.13] nella [2.11] si ottiene la seguente:

[2.14]

che una equazione differenziale lineare del secondo ordine a coefficienti costanti. Cercando
una soluzione del tipo ez si ottiene la seguente equazione associata alla [2.14]:

[2.15]

Figura 2. 1: Schema di riferimento per la propagazione dellonda sismica in condizioni monodimensioali


con bedrock rigido

le cui soluzioni sono


/
, ovvero complesse e coniugate. Ricordando i metodi
di risoluzione propri dellanalisi matematica, la p(z) si pu ottenere come combinazione
lineare delle soluzioni del tipo ez calcolate. Quindi le soluzioni della [2.15], ricordando che
Vs=(G/)1/2 , sono tutte le curve della famiglia:
[2.16]
ancora dallanalisi matematica, la [2.15] pu essere scritta come:

cos

sin

[2.17]
30

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

dove si posto k=/Vs . Sostituendo la [2.17] nella [2.13] otteniamo lespressione generale
dello spostamento generale u(z,t):

cos

sin

[2.18]

La soluzione formata da due onde stazionarie che si propagano luna verso lalto e laltra
verso il basso, la seconda parte dellequazione da scartare perch londa si propaga verso
lalto. Dal punto di vista analitico la condizione al contorno da imporre che sulla superficie
libera non vi sia sforzo di taglio, ovvero:

0,

0,

[2.19]

inserendo la derivata parziale rispetto alla variabile z della [2.17] nella [2.18] si ottiene:
,

[2.20]

da cui C2=0. Per cui la componente orizzontale dello spostamento, funzione della profondit e
del tempo, :

cos

[2.21]

avvero unonda stazionaria di ampiezza C1 .


Il risultato ottenuto pu essere utilizzato per valutare la funzioni di trasferimento in
termini di rapporto tra le componenti orizzontali dello spostamento (o dellaccelerazione per
losservazioni fatte al precedente 2.1) di due punti qualsiasi dello strato. Possiamo quindi
ricavare la funzione di trasferimento tra la superficie (z=0) e la base (z=H) dello strato, essa in
questo caso ha espressione reale e per la [2.20] vale:
[2.22]
La funzione di amplificazione, ovvero il modulo della funzione di trasferimento, intesa
come funzione complessa, vale quindi:

[2.23]

Analizzando la funzione di amplificazione otteniamo che essa periodica ed assume


valori sempre maggiori o al pi uguali allunit, come evidenziato dal grafico in fig.2.2,
inoltre per alcuni valori di F essa ha valore infinito. Ne consegue che nel caso trattato
lampiezza dello spostamento, o parimenti il valore dellaccelerazione, sempre almeno pari
31

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

a quello della formazione rocciosa, non si verificano cio fenomeni di attenuazione. Abbiamo
visto che esistono particolari valori di F per i quali la funzione di amplificazione assume
valori infinito, ovvero in linea di principio laccelerazione in superficie infinitamente pi
grande dellaccelerazione registrata nello strato di formazione rocciosa. Tali valori si hanno
per F=(2n-1) /2, cio in corrispondenza dei seguenti valori delle frequenze e dei periodi:

2
2 /
1/

1
2

1,2,3

[2.23]

1,2,3

[2.24]

1,2,3

[2.25]

tali valori prendono il nome di frequenze (o periodi) naturali di vibrazione dello strato e
si identifica una ordinalit nei modi di vibrare del terreno associata ai valori che assume n
nelle precedenti equazioni.

Figura 2. 2: Funzione di amplificazione relativa ad uno strato omogeneo elastico lineare su substrato
rigido

Le frequenze naturali di vibrazione (e parimenti i periodi) sono direttamente proporzionali


allo spessore dello strato ed inversamente proporzionali alla velocit delle onde di taglio nel
32

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

terreno. Quindi quanto pi lo strato deformabile in direzione trasversale esse sono grandi.
La definizione appena data suggerisce un nuovo modo di indicare la distribuzione degli
spostamenti con la profondit, ovvero attraverso la funzione modale. La funzione modale
definita come il rapporto tra lampiezza dello spostamento in superficie lampiezza dello
spostamento alle varie profondit in relazione ad un determinato modo di vibrare del terreno.
Quindi la forma modale definita dallequazione:

cos

1,2,3

[2.26]

Le forme modali Un sono diagrammate in figura 2.3 per i primi quattro modi vibrazione
in funzione della profondit adimensionalizzata z/H. Si noti che se il terreno vibra nel primo
modo gli spostamenti sono dello stesso segno (ovvero in fase) in ogni punto dello strato;
viceversa, ai modi superiori, gli spostamenti del terreno avvengono parte in una direzione e
parte nella direzione opposta.

Figura 2. 3: Forme di oscillazione dei primi quattro modi di vibrare di uno


strato omogeneo elastico lineare su base rigida

Il caso analizzato, seppur di estrema semplicit, ha messo in luce come la risposta di un


deposito di terreno ad una eccitazione armonica fortemente influenzata dalla frequenza di
eccitazione: le frequenze in corrispondenza delle quali si verificano elevate amplificazioni
dipendono dalla geometria e dalle caratteristiche fisico-meccaniche del deposito di terreno
considerato.
33

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

La situazione pi pericolosa in termini di fenomeni di amplificazione si verifica quando


la frequenza delleccitazione armonica () eguale ad una delle frequenze fondamentali dello
strato (n). Quando si verifica tale condizione si ha il fenomeno della risonanza dello strato,
ed il fattore di amplificazione teoricamente infinito.

2.2.2 Strato omogeneo elastico lineare su substrato deformabile


Se alle ipotesi precedenti, indicate nel paragrafo 2.2.1, si aggiunge la condizione che il
substrato sia deformabile, ci implica che nel passaggio dellonda sismica tra bedrock e strato
di terreno, questa stessa si modifica secondo quanto osservato allinterno del capitolo 1. Si
indicheranno con r e Vr rispettivamente la densit e la velocit delle onde di taglio della
roccia di base nello schema di riferimento adottato nel precedente paragrafo, riportato in
figura 2.1.
Essendoci, quindi, interazione tra i due mezzi, roccia e strato, dobbiamo calcolare il
rapporto tra le impedenze sismiche secondo la [1.4], in questa trattazione considereremo il suo
inverso e lo indichiamo con I:
[2.27]
Si era gi detto, nellintroduzione a questo paragrafo, della possibilit di definire due
funzioni di trasferimento: una relativa al rapporto tra ampiezza dello spostamento in
superficie e ampiezza dello spostamento sul basamento roccioso ed una come rapporto tra
lampiezza in superficie e lampiezza relativa allaffioramento della roccia di base. Resta
dimostrabile come la prima (che chiameremo Hdb() ) eguale a quella che si ottiene
considerando o meno il substrato deformabile (quindi uguale all Hr() calcolata al
precedente punto), mentre la seconda una funzione complessa la cui espressione dovuta a
(Roesset,1970):
[2.28]
A partire dalla [2.28] possiamo calcolare la funzione di amplificazione:

[2.29]

la quale evidenzia come nellipotesi di substrato deformabile, la funzione di amplificazione


Ad() dipende, oltre che dalle propriet meccaniche del terreno anche da quelle della roccia di
base attraverso il rapporto di impedenza I. Ponendo il numeratore della [2.29] uguale a zero
si ha:
34

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

[2.30]

che non ha soluzione reale per alcun valore di I. Ancora analizzando denominatore della
[2.29] si pu ricercare il valore massimo della funzione di amplificazione, che si ottiene
quando cos2F=0 e sin2F=1 ovvero F=(2n-1)/2 come nel caso precedente. Il risultato ottenuto
mostra come che la funzione, che ha sempre valore finito, assume valore massimo in
corrispondenza delle frequenze di vibrazione naturali. Tale valore massimo pari proprio a
I, ovvero i fenomeni di amplificazione del moto sismico sono direttamente proporzionali alla
differenza di impedenza tra roccia di base e strato superiore.
2.2.3

Strato omogeneo visco-elastico su substrato rigido

Un modello costitutivo pi aderente al comportamento meccanico dei terreni quello che


considera il materiale come mezzo visco-elastico, ovvero come un modello di terreno che
rispetto allenergia fornitagli in grado di disperdere una considerevole parte per attriti
interni. Sinteticamente si pu tenere conto dello smorzamento interno introducendo il
parametro D (dumping ratio).
Tra i modelli visco-elastici utilizzati uno dei pi semplici il modello alla Kelvin-Voigt che
considera il terreno come mezzo visco-elastico lineare (cfr. fig.2.4), ovvero con un parallelo
molla, di costante G, e di un pistone di viscosit .

Figura 2. 4: Rappresentazione schematica del modello alla Kelvin-Voigt

35

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

La semplicit di questo sistema essenzialmente dovuta alla facile (ma non per questo
poco efficace) schematizzazione del terreno e la corrispondente relativa facilit di trattare il
problema in termini analitici.
La forma generale dellequazione generale di equilibrio dinamico del terreno :
[2.31]
con riferimento al modello in fig. 2.4:
[2.32]

[2.33]

Sostituendo nella [2.31] si ottiene lequazione differenziale che regola il problema:


[2.34]
La soluzione della [2.34] si pu ricercare, considerando una sollecitazione armonica,
nella forma:

[2.35]

che identica alla [ 2.13]. Sostituendola nella [2.34] si ottiene:


0

[2.36]

Introducendo il modulo di taglio complesso G*, il numero donda complesso k* e la


velocit delle onde di taglio complessa VS* , definiti secondo le seguenti espressioni:
[2.37]
[2.38]
[2.39]
si ritrova un equazione formalmente analoga a quella esaminata nel 2.2.2 per cui la soluzione
generale :

cos

[2.40]
36

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

Einteressante valutare quanto valga il rapporto di smorzamento. Sostituendo la [2.20]


nella [2.32] ottengo:

sin

[2.41]

sin

[2.42]

Lenergia dissipata Wd durante un ciclo completo di carico-scarico eguale allarea che


resta racchiusa allinterno della curva sforza-deformazioni :
[2.43]
dove vengono considerate le sole parti reali aderendo alla teoria di Meirovitch (1967). Dalle
[2.41] e [2.42] si ottiene:
cos

sin

sin

[2.44]

sin

sin

[2.45]

sostituendo la [2.44] e la [2.45] nella [2.43] si ottiene:


1
2

sin

sin 2

cos 2

sin

[2.46]

Lenergia accumulata dopo un ciclo di carico scarico pu essere calcolata attraverso


lespressione:

sin

[2.47]

per cui applicando la definizione del fattore di smorzamento D si ottiene:


[2.48]
Lequazione [2.36] pu allora essere riscritta come:

[2.49]

In base a considerazione analoghe a quelle svolte nel par. 2.2.2 si arriva a definire la
funzione di trasferimento complessa H*r(), valutata come rapporto tra lampiezza dello
37

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

spostamento in corrispondenza della superficie dello strato e quella in corrispondenza della


roccia di base (o dellaffioramento roccioso, stante lipotesi di substrato rigido):
[2.50]
avendo posto F*=k*H. Per piccoli valori dello smorzamento D la velocit complessa delle
onde di taglio pu scriversi:

[2.51]

e di conseguenza il numero donda complesso:

[2.52]

La funzione di trasferimento ha quindi equazione:


[2.53]
e la funzione di amplificazione si ottiene ancora una volta come modulo della H*r ():
[2.54]
Poich per valori piccoli si pu porre sinh(x)x la [2.54] si pu scrivere nella forma:
[2.55]
Landamento di tale funzione riportato in fig.2.5 per vari valori del fattore di smorzamento
D. La funzione perde la sua periodicit, e presenta valori massimi finiti.
Effettuando il calcolo analitico del valore massimo di Ar*(), si pu mostrare come le
frequenze naturali, in corrispondenza delle quali la funzione di amplificazione attinge i valori
massimi, risultano praticamente identici a quelli calcolati nellipotesi di mezzo elasticolineare. I massimi relativi della funzione di amplificazione sono invece decrescenti al crescere
dellindice n(ordine del modo di vibrare del banco) secondo la formula approssimata:
,

[2.56]

I picchi di risonanza si riducono pertanto allaumentare del fattore di frequenza F, in


maniera inversamente proporzionale a D. Leffetto ben illustrato anche dalle funzioni
38

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

modali in fig.2.6. In corrispondenza della prima frequenza naturale, denominata frequenza


fondamentale del banco risulta, ponendo n=1 nella eq.2.55:

Figura 2. 5: Funzione di amplificazione relativa ad uno strato omogeneo visco-elastico lineare su


substrato rigido

[2.57]

In conclusione, per uno strato omogeneo a comportamento visco-elastico lineare


poggiante su un substrato rigido, il valore massimo dell amplificazione si ha in
corrispondenza della frequenza fondamentale, dipende soltanto dallo smorzamento del terreno
ed inversamente proporzionale ad esso.

Figura 2. 6: Forme di oscillazione dei primi tre modi di vibrare di uno strato
omogeneo visco-elastico lineare su base rigida

39

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

2.2.4

Capitolo 2

Strato omogeneo visco-elastico su substrato deformabile

Come visto per il terreno con comportamento elastico lineare, la funzione di


trasferimento, calcolata come rapporto tra le ampiezze di spostamento in corrispondenza della
superficie del terreno e dellaffioramento, esprimibile a partire da quella calcolata
nellipotesi di substrato roccioso mediante lequazione proposta da Roesset(1970):
[2.58]
dove si dimostra che il rapporto di impedenze complesso:
[2.59]
indipendente da .
La funzione di amplificazione non esprimibile in maniera semplice. Comunque i
massimi di tali funzione , che corrispondono ancora alle frequenze naturali, sono esprimibili
con la seguente espressione dovuta a Roesset(1970):
,

[2.60]

Tale equazione evidenzia come i valori di picco della funzione di amplificazione in


corrispondenza delle frequenze naturali sono esclusivamente funzione del dumping ratio e del
rapporto di impedenza.
Nella fig.2.7 viene riportato il valore di massimo assoluto (relativo alla frequenza
fondamentale del banco) in corrispondenza di determinati valori di D al valriare del rapporto
di impedenza. Per D=0 il valore del massimo della funzione proprio pari a I. Per D>0,
lamplificazione massima diminuisce al crescere del rapporto di impedenza. A parit di
rapporto di impedenza I, si verifica una riduzione del picco di amplificazione allaumentare di
D.
Quanto sopra evidenziato mostra che il rapporto di impedenza ha, sul massimo fattore di
amplificazione, un effetto analogo a quello dello smorzamento del terreno. Definendo allora
un fattore di smorzamento efficace Def:
[2.61]

dato dalla somma dello smorzamento interno del terreno (D), e del contrasto dimpedenza fra
terreno e roccia ( ovvero dello smorzamento associato alla perdita di energia per radiazione),
lespressione del massimo assoluto della funzione di amplificazione pu essere espressa:
40

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

[2.62]

che formalmente equivale alla [2.57].


Lespressione appena calcolata, seppur molto semplice, rilevante dal punto di vista

Figura 2. 7: Influenza del rapporto di impedenza I sullamplificazione massima relativa alla


frequenza fondamentale, nel caso di strato omogeneo visco-elastico su substrato deformabile

applicativo per stimare lordine di grandezza dellamplificazione che ci si deve attendere su


un sito. Inoltre utilizzando le espressioni delle frequenze e dei periodi fondamentali
possibile conoscere con immediatezza quali frequenze sono le pi critiche.
Ci pu essere fatto, in prima approssimazione, schematizzando il terreno eterogeneo, in
prima battuta, come un sottosuolo ad uno strato omogeneo equivalente.

2.3 Risposta sismica di un sottosuolo reale


La funzione di amplificazione di un sito fornisce, come evidenziato nei casi finora trattati,
una chiara ed efficace rappresentazione delleffetto filtrante di un deposito di terreno sule
onde sismiche. Essa mette in evidenza in quale campo di frequenze, la presenza del terreno
modifica, sostanzialmente, il segnale sismico originario.
La conoscenza della sola funzione di amplificazione non comunque sufficiente per
determinare le caratteristiche del moto sismico alla superficie di un deposito. In termini
applicativi, scopo finale di un analisi di risposta sismica locale infatti quello di disporre di
41

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

uno spettro di risposta dellaccelerazione, che sintetizzi realisticamente leffetto causato da un


ipotetico terremoto associato alleffetto filtrante delleterogeneit dei depositi attraversati.
La funzione di amplificazione , ad ogni modo, rappresenta un indispensabile elemento
per determinare il moto in superficie.
Ad esempio nella fig.2.8 viene rappresentato lo schema che porta alla determinazione del

Figura 2. 8: Schema di calcolo della risposta di un banco omogeneo eccitato da un


segnale sismico

moto sismico in superficie di un deposito su basamento roccioso, a cui applicata


leccitazione sismica rappresentata, anzich da unonda stazionaria, da un moto irregolare
come nel caso di un sisma reale.
Nel dominio delle frequenze, possibile esprimere il fenomeno di amplificazione
mediante loperazione cosiddetta di convoluzione ( prodotto frequenza per frequenza):
[2.63]
tra lo spettro di Fourier del moto al bedrock , Fr(f), e la funzione di trasferimento H(f) del
deposito, ottenendo cosi lo spettro di Fourier del moto in superficie, Fs(f).
Il moto sismico alla superficie di un deposito quindi condizionato da caratteri del moto
atteso al basamento roccioso, ovvero il terremoto di riferimento. Questo caratterizzato da
contenuti in frequenze, magnitudo e percorso di propagazione (e che quindi solo una analisi di
42

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

risposta sismica locale pu cogliere). Generalmente si verifica che i periodi fondamentali (e le


durate) di un moto sismico aumentano con il contenuto energetico e la distanza epicentrale;
lampiezza massima invece diminuisce allontanandosi dalla sorgente per effetto
dellattenuazione geometrica (espansione del fronte donda) e di quella anelastica (energia
dispersa per smorzamento interno).
Negli schemi teorici ideali trattati precedentemente si fatto riferimento al modello di
sottosuolo omogeneo ed uniforme, caratterizzato da valori di densit, smorzamento e
rigidezza costanti. Questa assunzione pu per risultare poco attendibile per rappresentare
leffettiva complessit fisico-geometrica di un sottosuolo reale.
Per garantire la massima affidabilit di unanalisi di risposta sismica locale necessario
tenere conto delle inevitabili disomogeneit del terreno e, quindi, della variazione tra strato e
strato dei parametri di rigidezza e smorzamento, i quali oltre che dal tipo di terreno dipendono
dallo stato tensionale e quindi sono variabili con la profondit.
Nel Capitolo 1 si era gi analizzato come il comportamento del terreno, eccezzione fatta
per quello sottoposto a piccolissime deformazioni, non sia schematizzabile come di un mezzo
elastico-lineare o viscoelastico-lineare. Esso manifesta un comportamento fortemente non
lineare e dissipativo. Unanalisi di risposta sismica locale deve inoltre essere in grado di poter
fornire soluzioni anche per i terreni che non presentano una stratigrafia orizzontale (ad
esempio in corrispondenza dei margini di valli alluvionali, o per effetto di irregolarit
morfologiche del basamento roccioso o del deposito in affioramento).
Lanalisi di un sottosuolo reale richiede che vengano tenute debitamente in
considerazione le considerazioni appena fatte. Nei successivi paragrafi, per volta, si
affronteranno queste problematiche cercando di migliorare le espressioni prima trovate nel
caso di sottosuolo ideale, alle quali va il merito comunque di metter in luce con relativa
semplicit gli aspetti pi importanti del fenomeno studiato.

2.3.1

Trattazione del mezzo continuo con rigidezza variabile con la profondit

Pur mantenendo lipotesi di terreno omogeneo dal punto di vista della densit si pu
ottenere una schematizzazione del comportamento reale del terreno tenendo conto della
variabilit della rigidezza trasversale con lo stato tensionale, e conseguentemente della
variazione della velocit di propagazione delle onde di taglio. Un approccio possibile quello
di ricorrere ad un profilo G(z) ottenuto con le prove citate nel capitolo precedente
discretizzare il terreno in tanti strati aventi modulo di rigidezza costante: il problema cos
ottenuto e quello del mezzo stratificato, che si affronter in seguito.
In un deposito litologicamente omogeneo la quantit di dati raccolti negli anni sulla base
di prove sperimentali, ha permesso di derivare delle equazioni analitiche atte a simulare
levoluzione del modulo G con la profondit (e quindi con lo stato tensionale).

43

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

Volendo in questa sede proporre uno studio qualitativo del problema, a titolo
rappresentativo, utilizzeremo la funzione G(z) proposta da Gazetas (1982) e Vinale, Simonelli
(1983):

[2.64]

che stata ottenuta nellipotesi (sufficientemente realistica) di terreno con densit costante e
modulo trasversale variabile. Si suppone ancora valida la eq.1.2 per cui:

[2.65]

ovvero la velocit delle onde di taglio cresce con la profondit z.


Dalle due equazioni si osserva come il grado di eterogeneit del deposito espresso dalle
variabili ed m. Volendo studiare un caso semplice si pone nella [2.64] m=1, che equivale ad
una variazione lineare della velocit delle onde di taglio con la profondit.
In tal caso la soluzione analitica delle equazioni del moto consente di dedurre le forme di
oscillazione Un e i periodi naturali Tn per ciascun modo, una volta ricavate, per via numerica,
le radici Sn dellequazione:

ln 1

atan 2

1,2, .

[2.66]

Si ha infatti che:
[2.67]

[2.68]

44

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

In fig.2.9 sono riportati alcuni risultati dello studio in termini di forme di oscillazione Un
dei primi quattro modi di vibrazione, espressi per differenti valori di VH/V0=1+ che prende il
nome di rapporto di eterogeneit. La figura mostra come leffetto delleterogeneit si traduce
in una sostanziale modifica delle forme di oscillazione rispetto al caso di sottosuolo
omogeneo, che corrisponde a rapporto di omogeneit pari a 1, ovvero =0. Allaumentare del
rapporto di eterogeneit, lampiezza degli spostamenti delle forme modali si riduce sempre

Figura 2. 9: Funzioni di forma per m=1 (da Vinale e Simonelli, 1983)

pi marcatamente con la profondit ed i valori massimi si concentrano nella zona pi


superficiale del deposito.
Rapportando i valori di Tn espressi dalla [2.68] ai corrispondenti periodi dello strato
omogeneo con velocit pari a quella media del banco eterogeneo (fig.2.10) si evince che per
il primo modo di vibrare si ha una riduzione di Tn mentre per i modi superiori si nota un
accrescimento via via maggiore e crescente con il rapporto di eterogeneit.
Accoppiando la soluzione generale dellequazione del moto nel dominio delle frequenze,
u(z,), con le condizioni al contorno possibile ottenere lo spostamento u(0,) sulla
superficie libera. In analogia a quanto finora fatto, rapportando questa funzione allo
spostamento alla base si ottiene la funzione di trasferimento H(). La soluzione fornita da
Gazetas (1982) al problema, esposto a grandi linee in questa trattazione, esprime la funzione
di straferimento nellipotesi di smorzamento D costante con la profondit:
45

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

[2.69]

in cui q un parametro adimensionale complesso:


[2.70]

Figura 2. 10: Rapporto di eterogneit VH/V0 (da Vinale e Simonelli, 1983)

con il significato dei simboli identico a quelli gi introdotti in questo capitolo.


In figura 2.11 diagrammata con linea continua lampiezza A(F) della funzione di
amplificazione ottenuta dalla eq.2.63 per un deposito con =0.5 (VH=1.5V0), per due valori di
smorzamento (D=5%, D=10%).
Allo scopo di mostrare linfluenza del grado d eterogeneit (rappresentato dal parametro
), in figura sono anche riportati i primi picchi delle funzioni di amplificazione per diversi
valori di , incluso il valore di deposito omogeneo =0.
Al crescere del grado di eterogeneit , i diagrammi evidenziano sia un aumento della
prima frequenza fondamentale (cio la gi discussa diminuzione del periodo T1) che un
incremento del fattore di amplificazione.
Leffetto delleterogeneit del banco sulla funzione di amplificazione si traduce, quindi,
in un avvicinamento delle frequenze fondamentali del deposito e in un aumento dei picchi di
amplificazione, rispetto al caso di sottosuolo omogeneo. Complessivamente, entrambi i fattori
implicano che non considerare la variazione della rigidezza con la profondit pu significare
sottostimare anche notevolmente i potenziali effetti di amplificazione del moto sismico.

46

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

Figura 2. 11: Funzioni di amplificazione per =0, 0.5, 2, 10 e D=5%,10%


(da Gazetas, 1982)

2.3.2 Trattazione del mezzo stratificato


In presenza di eterogeneit marcate, sia dal punto di vista litologico, che dal punto di
vista di rigidezza e quindi velocit di propagazione delle onde di taglio, si pu scegliere di
adoperare in due modi differenti cui corrispondono due schemi differenti messi a confronto in
fig.2.12, che comunque si riferiscono a stratificazioni orizzontali:
modellazione a strati continui
modellazione a masse concentrate
Questi sono accomunati dal fatto che in entrambi i modelli la risposta locale viene effettuata
risolvendo le equazioni del moto, nota leccitazione sismica al bedrock. Leccitazione sismica
in entrambi i casi rappresentata sotto forma di storia temporale dellaccelerazione a(t),
mentre le equazioni del moto che descrivono il moto sono formulati in maniera diversa
secondo i due approcci.
2.3.2.1 Soluzione per il modello a strati continui
Nei modelli a strati continui, il terreno schematizzato come un mezzo continuo
multistrato, n cui ogni strato assunto omogeneo ed a comportamento visco-elastico lineare
(fig. 2.14a ).

47

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

Sotto questa ipotesi li-esimo strato e caratterizzato da una altezza hi, una densit i, un

Figura 2. 12: Sottosuolo stratificato discretizzato in strati continui (a) e masse concentrate (b)

modulo di taglio Gi ed un fattore di smorzamento Di, legato al coefficiente di viscosit


tramite la relazione [2.48].
In ciascuno strato si pu particolarizzare la [2.34], come segue:
[2.71]
dove con z si indicata la coordinata locale delli-mo strato (0<z<hi ).
Procedendo come nel caso della [2.34], inserendo il pedice i ad ogni passaggio, otteniamo
la soluzione della [2.71] nel caso di sollecitazione armonica:

[2.72]

ricordando la relazione tra e u, ovvero:

[2.73]

dalla [2.72] si ottiene:

[2.74]
48

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

Dalla soluzione riportata nella [2.72] si nota come per ogni strato vi siano due onde, una
propagantisi verso lalto, laltra propagantisi verso il basso. Ogni strato porta quindi con se
due incognite ottenibili con le condizioni al contorno. Le condizioni da imporre sono
condizioni di continuit tra u e tra lo strato i-esimo e lo strato (i+1)-esimo. Quindi bisogna
imporre che:

0,

[2.75]

0,

[2.76]

dalle equazioni [2.72] e [2.74] si ottiene:

[2.77]

0,

[2.78]

[2.79]

0,

[2.80]

da cui sostituendo nelle equazioni [2.76] e [2.77] si ottiene:


[2.81]
[2.82]
Nelle due equazioni che esprimono la continuit nellinterfaccia tra i vari strati si pu
introdurre il rapporto di impedenza trattato nel paragrafo 1.1 :
[2.83]
possono ottenersi delle formule di ricorrenza pi agevoli per la soluzione numerica:

[2.84]

[2.85]

Il risultato si pu ottenere seguendo il seguente procedimento:

49

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

1. Nella [2.72] particolarizzata per la superficie libera (primo strato) si pone


1(0,t)=0. Si ottiene C1,1=C2,1 ovvero onda incidente e onda riflessa di pari
ampiezza.
2. applicando, iterativamente, le [2.84] e [2.85] per gli n strati, si ottengono le
funzioni di trasferimento c1,i(), c2,i () delle componenti ascendente e
discendente, dalla superficie allo strato i-mo:
,

[2.86]

[2.87]

3. Si introducono queste espressioni nella [2.72] permettono di esprimere la funzione


u(z,t) nei vari strati.
La funzione di trasferimento Him (), che esprime il rapporto tra le ampiezze di
spostamento di due qualsiasi livelli i ed m, data da:
,

,
,

,
,

[2.88]

Trattandosi di funzione armoniche, risulta


e
e pertanto la [2.81]
esprime anche la funzione di trasferimento di velocit e accelerazioni tra strato e strato. Per
m=1 e i=n dalla 2.81 si ottiene la funzione di trasferimento tra il substrato e la superficie
libera di un profilo di un sottosuolo suddiviso in strati omogenei.
Lapplicazione della equazione 2.81 nel dominio delle frequenze permette di operare la
convoluzione di un sismogramma da un punto allaltro del profilo , utilizzando algoritmi che
effettuano molto rapidamente trasformate di Fourier dirette e inverse.
Per esempio, se ar(t) un dato accelerogramma al bedrock per determinare
numericamente il moto corrispondente in superficie as(t) si pu effettuare la serie di
operazioni:
[2.89]
dove Hsr() la funzione di trasferimento tra substrato e superficie libera.
2.3.2.2 Soluzione per il modello a masse concentrate
Il modello a masse concentrate un modello discreto, in quanto la stratigrafia viene
ricondotta ad una serie di masse, concentrate in corrispondenza della superficie di separazione
degli strati e collegate tra di loro da molle e smorzatori viscosi in modo da costruire un
sistema ad n gradi di libert.
I parametri che caratterizza questo sistema, rappresentato in fig.2.12 (b) sono gli spessori
hi, le masse mi, le rigidezza delle molle ki ed i coefficienti di smorzamento viscoso i. Masse,
rigidezze e smorzamenti del sistema discretizzato si ottengono dalle corrispondenti grandezze
50

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

riferite allelemento di volume, rispettivamente massa dalla densit dello strato, rigidezza dal
modulo di taglio e coefficienti di smorzamento viscoso dai coefficienti di viscosit. Le
relazioni sono le seguenti:

[2.90]
[2.91]

[2.92]

Lequilibrio dinamico del sistema si esprime attraverso le n equazioni:


0
[2.93]
0
dove ui lo spostamento orizzontale assoluto delli-esima massa.
Supponendo il substrato deformabile , alle n equazioni [2.93] deve aggiungersi la
condizione di equilibrio della massa n+1 accoppiata alla congruenza con il moto del bedrock:

[2.94]
In definitiva, si ottiene un sistema di equazioni differenziali lineari nelle ui sinteticamente
esprimibile nella forma:
[2.95]
in cui:

[2.96]

[2.97]

51

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

[2.98]

Il secondo membro della [2.95] il vettore delle sollecitazioni esterne applicate a ciascuna
massa. Pertanto il vettore {J} ha tutti i termini nulli tranne lultimo che vale 1, mentre:
[2.99]
il che corrisponde ad assumere lassorbimento di energia per radiazione nel semispazio
deformabile equivalente a quello generato da uno smorzatore viscoso con coefficiente n+1
pari allimpedenza del Bedrock.
Nel caso di bedrock rigido si elimina l(n+1)-esima ed f(t) vale:
[2.100]
Nei modelli a masse concentrate, la risoluzione del sistema [2.93] si ottiene applicando
metodi analoghi a quelli tipici della dinamica strutturale, cio lintegrazione diretta nel
dominio del tempo (esprimendo velocit e accelerazioni in funzione degli spostamenti
mediante derivazione numerica) oppure lanalisi modale.
E peraltro possibile operare nel dominio delle frequenze, risultando:
[2.101]
In tal modo il sistema [2.93] si pu linea rizzare nella forma complessa:
[2.102]
e risulta quindi essere espresso come prodotto tra a trasformata di Fourier della ur(t) per il
vettore
, costituito dalle n funzioni di trasferimento tra il bedrock e ciascuna
interfaccia tra gli strati:
[2.103]
in cui:
[2.104]

2.3.3 Effetti della non linearit


Linfluenza della non linearit del comportamento del terreno sullaccelerazione di picco
qualitativamente illustrata in figura 2.13; lo schema fa per semplicit riferimento ad uno
52

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

strato di terreno omogeneo, poggiante su un basamento roccioso orizzontale, e soggetto ad un


moto sismico caratterizzato da valori via via crescenti dellaccelerazione di picco al bedrock
amax,r. Nella stessa figura, in funzione della profondit, sono riportate le distribuzioni delle
deformazioni di taglio massima max (a), del modulo di taglio G (b), del fattore di
smorzamento D (c) e dellaccelerazione di picco allinterno dello strato amax (d) alvariare
dellaccelerazione di picco su roccia amax,r.
Al crescere di questultima a causa del comportamento non lineare del terreno, si verifica

Figura 2. 13: Variazione dei profili di deformazione tangenziale massima (a), modulo di taglio (b) e
fattore di smorzamento (c) mobilitati, e dellaccelerazione massima (d) nel terreno, al crescere
dellaccelerazione massima su roccia amax (da Lanzo e Silvestri,1999)

un aumento della deformazione di taglio massima e , conseguentemente, una riduzione del


modulo di taglio e un aumento del fattore di smorzamento mobilitati. Per bassi livelli di
energia del terremoto di riferimento, laccelerazione di picco lungo il profilo dello strato
aumenta dal basamento roccioso alla superficie (curve 1 e 2 fig. 2.13 (d) ). Per elevati livelli
energetici, laccelerazione di picco pu viceversa diminuire lungo il profilo (fig. 2.13 (d)
curva 3). Ci perch a seguito del comportamento non lineare, l riduzione delle caratteristiche
di rigidezza del terreno riduce la trasmissione di frequenze elevate, mentre laumento del
fattore di smorzamento D abbatte i picchi di amplificazione delle ampiezze dello spostamento.
In termini di fattore di amplificazione (valutao come rapporto tra laccelerazione di picco alla
superficie del terreno e quella su roccia) leffetto della non linearit si pu tradurre quindi in
una riduzione del fattore di amplificazione allaumentare del livello di accelerazione su
roccia.
2.3.4 Effetti di bordo di valli alluvionali
Teoria ed esperienza hanno da tempo permesso di riconoscere che alla superficie di
depositi alluvionali vallivi possono verificarsi significativi fenomeni di amplificazione, con
notevoli incrementi di durata del moto sismico rispetto a quanto previsto dalla teoria
53

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

monodimensionale. La comprensione di questi fenomeni risultata di fondamentale


importanza per gli studi di rischio sismico di grandi aree urbane (Citt del Messico, Los
Angeles, Osaka, Tokio) ubicate proprio in corrispondenza di valli alluvionali e nellanalisi
della vulnerabilit sismica del patrimonio edilizio ivi esistente.
Dalla trattazione finora svolta di deposito riconducibile a uno schema monodimensionale,
gia stato osservato che le cause principali di amplificazione del moto sismico sono sia il
fenomeno di intrappolamento di onde S allinterno del deposito ( favorito dal contrasto di
impedenza fra terreno e basamento roccioso), che la risonanza determinata dalla prossimit
delle frequenze del moto al substrato a quelle naturali di vibrazione del deposito.
Nel caso di valle alluvionale, oltre ai fattori sopra menzionati si devono tenere in

Figura 2. 14: Schema di generazione di onde di superficie prodotte da effetti di bordo ai margine di
una valle alluvionale.

considerazione i cosiddetti effetti di bordo che corrispondono a due fenomeni ben precisi.
Il primo effetto quello della focalizzazione delle onde sismiche in aree prossime al
bordo della valle a seguito dellinterferenza costruttiva tra il campo donda riflesso e quello
rifratto.
Il secondo effetto quello prodotto dallincidenza delle onde sismiche in corrispondenza
dellinterfaccia non orizzontale roccia-terreno al bordo della valle, che determina la
generazione di onde superficiali aventi direzione di propagazione orizzontale. Le onde di
superficie cos generate, in presenza di una marcata differenza di impedenza tra terreno e
basamento roccioso, rimangono confinate allinterno della valle e sono soggette a riflessioni
multiple sui bordi. Il campo degli spostamenti da esse generato limitato soltanto dallo
smorzamento interno del terreno. In genere queste onde di superficie hanno velocit di
propagazione bassa, dellordine di 1000 m/s, e periodi tipicamente compresi tra 0.5 e 5 s. Una
schematizzazione degli effetti di bordo illustrata in fig.2.14, dove rappresentata la sezione
trasversale di una valle alluvionale, soggetta ad onde S incidenti al contorno del deposito di
terreno; il sismogramma relativo al deposito alluvionale mostra chiaramente larrivo di onde
di superficie di lungo periodo generate dalla conversione di onde S incidenti.
Appare evidente il limite del classico schema monodimensionale che per come stato
concepito non prevede la generazione di onde di superficie. Esso pu portare ad una
54

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

significativa sottostima dellampiezza e della durata del moto sismico soprattutto per periodi
maggiori di 0.5 secondi.
Una valida alternativa in queste condizioni quella di utilizzare dei metodi di analisi
bidimensionali.
2.3.5 Effetti della topografia
Dallanalisi dei dati disponibili si evince che la topografia pu determinare significativi
effetti locali. Losservazione della localizzazione dei danni suggerisce che linfluenza della
geometria superficiale si risente maggiormente alla sommit di un rilievo.

Figura 2. 15: Schema di generazione di onde di superficie prodotte da effetti di bordo a margini di
una valle alluvionale

Il fenomeno fisico dellamplificazione del moto alla sommit di un rilievo topografico va


attribuito alla focalizzazione delle onde sismiche in prossimit della cresta del rilievo a
seguito della riflessione delle onde sismiche sulla superficie libera (fig.2.15) e allinterazione
fra il campo donda incidente e quello diffratto. una situazione locale Una valida alternativa
in queste condizioni quella di utilizzare dei metodi di analisi bidimensionali.
Di seguito riportato un quadro riepilogativo delle indicazioni acquisite con maggiore
attendibilit in merito allinfluenza della topografia sul moto sismico, ricavate dai principali
studi sperimentali e teorici di letteratura (Geli et al., 1988; Bard, 1994):
alla sommit di una irregolarit topografica il moto sismico amplificato rispetto
alla base;
lamplificazione alla sommit di una irregolarit topografica condizionata dalle
sue caratteristiche geometriche, in quanto si verificano fenomeni di focalizzazione
quando la lunghezza dellonda incidente comprabile con la semilarghezza L
della base dellirregolarit;
lentit dei fenomeni di amplificazione correlata alla forma dellirregolarit
topografica: maggiore il fattore di forma H/L, pi elevata lamplificazione in
sommit;
55

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 2

lungo i fianchi di una irregolarit topografica, linterazione tra onde incidenti e


diffratte produce rapide variazioni del moto, in ampiezza e contenuto in
frequenza; ci genera un complesso campo di spostamenti, con alternanza di
fenomeni di amplificazione e attenuazione, che possono dar luogo a marcati
movimenti differenziali;
esiste un accordo qualitativo tra i risultati delle modellazioni numeriche
bidimensionali e le osservazioni sperimentali per quanto riguarda lamplificazione
del moto del suolo alla sommit d una irregolarit topografica ed i complessi
fenomeni di amplificazione e attenuazione che si verificano lungo i fianchi;
non esiste, invece, un accordo quantitativo tra i risultati delle modellazioni e le
osservazioni sperimentali: generalmente i rapporti di amplificazione misurati sono
molto maggiori di quelli teorici.

56

Capitolo 3
Modellazione numerica della risposta sismica locale
Nel precedente capitolo stato sottolineato, come lanalisi di un comportamento lineare
del terreno, pu risultare scarsamente affidabile nella previsione del moto sismico in
superficie. Pur tenendo in conto della variabilit delle caratteristiche meccaniche con la
profondit, utilizzando le procedure descritte nel paragrafo 2.3.1, i risultati non sono ottimali
perch la calibrazione dei parametri della funzione G(z) non semplice. Per ottenere un
modello aderente il pi possibile alla realt necessario adoperare delle discretizzazioni, che
portino a dividere il profilo in esame in tanti strati in cui la velocit delle onde di taglio e la
densit di massa siano con buona approssimazione costanti, ovvero il generico straterello di
terreno pu essere trattato come un mezzo continuo ed omogeneo sia litologicamente che
meccanicamente. Nella maggior parte dei casi pratici unanalisi di risposta sismica locale di
un sottosuolo stratificato deve portare adeguatamente in conto il comportamento non lineare
del terreno, e ci non pu che avvenire per via numerica.
Per ottenere risultati significativi dallanalisi numerica necessario seguire le seguenti
fasi:
- ricostruzione della geometria del sottosuolo
La ricostruzione della geometria del sottosuolo effettuata sulla base delle
conoscenze geologiche dellarea e da specifiche indagini, quali rilevamento di
superficie, indagini geognostiche dirette (sondaggi stratigrafici) o indagini geofisiche
indirette o comunque linsieme delle procedure descritte nel capitolo 1. Tali
conoscenze permettono di definire la geometria tridimensionale del sottosuolo, da cui
possibile individuare il modello geometrico mono-, bi- o tridimensionale da usare
nelle analisi, e la profondit del substrato roccioso a cui applicare il moto di input.
- Definizione del moto di output
Il moto di input rappresenta il segnale sismico al bedrock, la cui ampiezza e contenuto
in frequenza dipendono dalle caratteristiche della sorgente sismica, della magnitudo e
dal percorso sorgente-sito compiuta dalle onde sismiche. Il moto di input da
utilizzarsi nelle analisi numeriche pu essere espresso sia sotto forma di
accelerogramma sia di spettro di risposta elastico.
- Definizione dei parametri geotecnici
Le propriet fisico meccaniche dei materiali presenti nellarea di studio vengono
definite attraverso prove in sito e prove di laboratorio. Il grado di affidabilit
dellanalisi dipende dal grado di approfondimento utilizzato nella definizione dei

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

parametri geotecnici del materiale, che funzione del tipo e del numero di prove
effettuate, del numero e della qualit dei campioni esaminati e della profondit,
estensione e dettaglio delle indagini eseguite in sito.
Scelta dei programmi di calcolo
Sono disponibili molti programmi di calcolo per eseguire modellazioni numeriche ai
fini della valutazione della risposta sismica locale; essi differiscono per le ipotesi
semplificate in relazione alla geometria del problema ed al modello costitutivo
assegnato al terreno, e per lalgoritmo di calcolo utilizzato.

CODICE DI
CALCOLO

SHAKE

MASH

EERA
DESRA
DESRA-2
DESRAMOD

GEOMETRIA,

LEGAME

METODO

COSTITUTIVO

DI ANALISI

1-D

Monofase (tensioni totali)

Continuo

Berkeley

Frontiera e base

Lineare equivalente -

Dominio

Schnabel et al.

elastica

viscoelastico

frequenze

(1972)

Tensioni effettive + u

Discreto

Berkeley

Non lineare

Domino

Martin e Seed

Viscoelastico

tempi

(1978)

Monofase

Continuo

Berkeley

Lineare equivalente

Dominio

Idriss e Sun

Viscoelastico

frequenze

(1992)

Tensioni effettive + u

Discreto

Vancouver RPI

Lineare equivalente

Dominio

Finn et al. (1976)

Isteretico

tempi

Vucetic (1986)

Monofase

F.E.M.

Berkeley

Lineare equivalente

Dominio

Idriss et al.

Viscoelastico

tempi

(1973)

Monofase

F.E.M.

Berkeley

Lineare equivalente

Dominio

Lysmer et al.

Viscoelastico

frequenze

(1975)

CONDIZIONI AL
CONTORNO

1-D

1-D

1-D
Frontiera rigida
2-D

QUAD-4

Base rigida,
superficie libera
qualsiasi
2-D / 3-D

LUSH

Base orizzontale,

FLUSH

frontiera laterale
assorbente

DYNAFLOW

2-D

Tensioni effettive

GEFDYN

2-D/3-D

Elastoplastico

F.E.M.
Dominio
tempi

FONTE

Princeton ECP
Prvost (1981)

Figura 3. 1 Codici di calcolo per lanalisi della risposta sismica locale (da Lingegneria sismica in
Italia, Atti del 5 convegno nazionale(Palermo,1991)

Nella tabella in fig. 3.1 si riporta una sintesi dei codici di calcolo maggiormente
utilizzati, con le principali caratteristiche. La scelta del programma di calcolo di
fondamentale importanza e deve essere commisurata al grado di dettaglio acquisito in
merito ai cosiddetti parametri di input dellanalisi (geometria e stratificazione del
58

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

sottosuolo, propriet dei materiali e moto sismico). Una scelta inadeguata porta a
valutazioni approssimate, a volte del tutto erronee.
-

Selezione del tipo di risultato


Risulta fondamentale la scelta del tipo di risultato da fornire in accordo con la finalit
principale dello studio. Esistono due tipologie di risultati:
1. una funzione che rappresenti istante per istante il moto sismico al suolo, tra
cui laccelerogramma, lo spettro di Fourier dellaccelerazione, o lo spettro di
risposta dellaccelerazione in funzione di un dato valore dello smorzamento D.
2. una grandezza scalare che quantifichi leffetto di amplificazione locale
presente al sito, tra cui il rapporto tra il valore dellaccelerazione di picco al
suolo e quella del segnale di input, oppure il rapporto tra lo spettro di risposta
in accelerazione / velocit / spostamento al suolo ed il corrispondente spettro
del segale di input o il rapporto tra il valore integrale del segnale di input o di
output, calcolati su determinati spettri di risposta per determinati intervalli del
periodo di vibrazione

3.1 Analisi numerica di tipo monodimensionale


A partire dal 1970, la ricerca nel settore ha prodotto una notevole quantit di codici di
calcolo per lanalisi dei problemi monodimensionali, alcuni dei quali piuttosto diffusi anche
nel settore tecnico-professionale. Le possibili procedure utilizzate per lintroduzione del
legame non lineare nella soluzione dellequilibrio dinamico del sistema si distinguono in:
Analisi lineare equivalente che consiste nellesecuzione di una sequenza di
analisi lineari complete, con aggiornamento successivo dei parametri di rigidezza
e smorzamento fino al soddisfacimento di un prefissato criterio di convergenza.
Analisi non lineare incrementale con integrazione passo-passo delle equazioni
del moto, modificando contestualmente i valori dei parametri di rigidezza e
smorzamento.
Tra i programmi di calcolo che adottano lanalisi lineare equivalente il pi noto e pi
frequente adottato SHAKE (Schnabel et al.,1972; Idriss e Sun,1992), che adotta il modello a
strati continui; il prototipo tra i codici che invece fanno uso di analisi incrementale DESRA
(Lee e Finn,1978) di cui sono state proposte numerose versioni ed aggiornamenti. La figura
3.2 offre un confronto tra le principali caratteristiche dei due codici di calcolo.
Quale sia il metodo di analisi prescelto, laccuratezza della soluzione ottenuta per via
numerica proporzionale al numero di elementi introdotti nella discretizzazione, la cui
crescita condiziona per i tempi di calcolo. Una regola molto importante da tenere in conto
per ottimizzare la discretizzazione, sia in strati continui che a masse concentrate, quella di
prevedere almeno 3-4 punti per descrivere la generica semilunghezza donda della vibrazione
di un elemento di spessore h e velocit Vs. Una regola pratica per tenere in conto quanto detto
riassunta dalla formula
59

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

. 3.1

Discretizzando in strati un sottosuolo omogeneo, si dimostra (Roesset,1977) che sia


lanalisi con il modello a masse concentrate che quella a strati continui forniscono, nel calcolo
della n-esima frequenza naturale di vibrazione, un accuratezza che decresce con n.
NOME
FONTE

SHAKE
Berkeley
(Schnabel et al., 1972)

DESRA
British Columbia (Lee e
Finn,1978)
RPI, UCLA (Vucetic, 1986)

DISCRETIZZAZIONE

Strati continui

Masse concentrate

TIPO ANALISI

Dominio frequenze

Dominio tempi

TIPO SOLUZIONE

Funzioni di trasferimento

Integrazione diretta passo passo

MODELLO TERRENO

Curve G() e D() qualsiasi

IMPLEMENTAZIONE NON

Iterazioni sui parametri fino a

LINEARIT

convergenza

FRONTIERA

assorbente
Calcola amplificazione tra due
qualsiasi strati (in particolare

OPZIONI

deconvoluzione da superficie a
bedrock);
restituisce spettri di Fourier e di
risposta

Legame tensione deformazione


associate allo smorzamento
Soluzione di ogni passo con
parametri tangenti e controllo
inversioni
Assorbente
Incorpora un modello per la
generazione, redistribuzione e
dissipazione delle u, con
parametri meccanici in funzione di

Figura 3.2 Confronto tra le caratteristiche dei due codici di calcolo EERA e DESRA (da Lanzo e
Silvestri, La microzonazione sismica,1999)

Nei paragrafi successivi si presenteranno diffusamente vari tipi di programmi, oltre ai due
pi diffusi appena menzionati.
3.1.1

CODICE DI CALCOLO SHAKE

La teoria su cui si basa il programma di calcolo Shake91 considera le risposte associate


alla propagazione verticale delle onde di taglio attraverso un sistema viscoelastico lineare.
Tale sistema composto da N strati orizzontali che si estendono infinitamente nella direzione
orizzontale e lo strato sottostante costituito da un semispazio omogeneo e isotropo. Ogni
strato omogeneo e isotropo ed caratterizzato dallo spessore, h, dalla densit, , dal modulo
di taglio, G, e dal fattore di smorzamento D.

60

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

Il codice Shake calcola la risposta di un deposito di terreno ad una eccitazione sismica


basandosi sulla soluzione continua dellequazione dellonda sviluppata da Kanai (1951),
adattata attraverso lalgoritmo della trasformata di Fourier (Cooley e Tukey, 1965). La

Figura 3. 3: Rappresentazione schematico dellalgoritmo per lanalisi lineare equivalente utilizzato dal
codice SHAKE

nonlinearit del decadimento del modulo di taglio e del fattore di smorzamento messa in
conto, attraverso lanalisi lineare-equivalente, tramite un processo iterativo che fornisce i
valori del modulo di taglio e del fattore di smorzamento compatibili con le deformazioni
effettive in ogni strato. In figura 3.3 riportato lo schema dellalgoritmo utilizzato nel codice
di calcolo SHAKE.
Nellanalisi sono assunte le seguenti ipotesi:
1. Il sistema di strati del terreno si estende infinitamente in direzione orizzontale;
2. Ogni strato del sistema definito tramite i valori di modulo di taglio, rapporto di
smorzamento critico, densit e spessore. Questi valori sono indipendenti dalla
frequenza.
3. Le deformazioni che subisce il sistema sono causate dalla propagazione verso lalto
delle onde di taglio provenienti dalla formazione rocciosa sottostante;
4. Le onde di taglio sono definite tramite valori di accelerazione assegnati ad intervalli
costanti. Nella soluzione, implicita una ripetizione ciclica della storia temporale
dellaccelerazione;
5. La dipendenza delle deformazioni dal modulo di taglio e dal rapporto di smorzamento
messa in conto tramite una procedura lineare-equivalente basata su deformazioni
effettive calcolate nel livello medio di ogni strato.

61

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

Il sistema in grado di tener in considerazione entrambe le variazioni (modulo di taglio e


rapporto di smorzamento) e mettere in conto una base elastica. Laccelerogramma che viene
fornito come moto di base pu essere applicato in qualsiasi strato del profilo, cos come
possibile richiedere laccelerogramma di risposta in qualsiasi strato.
Il codice Shake programmato per eseguire le seguenti operazioni:
1. Leggere laccelerogramma applicato, trovare il valore massimo dellaccelerazione,
scalarlo secondo un valore di picco definito dallutente e calcolare il periodo
dominante. Laccelerogramma di risposta pu essere calcolato in qualsiasi strato
interno oppure affiorante;
2. Leggere i dati relativi al deposito di terreno e calcolarne il periodo proprio;
3. Calcolare i valori massimi di sforzi e deformazioni a taglio nel punto medio di ogni
strato e ottenere nuovi valori del modulo di taglio e del rapporto di smorzamento
compatibili con le deformazioni;
4. Calcolare lo spettro di risposta e lo spettro di Fourier;
5. Calcolare la funzione di amplificazione fra due sottostrati definiti dallutente;
6. Calcolare la storia temporale delle deformazioni e dello sforzo di taglio nel punto
medio di ogni strato.
I dati da fornire come input al programma vengono inseriti in un file in formato .DAT e
sono catalogati in varie opzioni (option) di cui di seguito viene data una breve spiegazione:
Option 1: Curve di decadimento del modulo di taglio e del fattore di smorzamento per i vari
terreni facenti parte del profilo stratigrafico in esame (il numero massimo di tipi di terreno che
si possono prendere in considerazione 13)
Option 2: E necessario indicare sulla prima riga il numero degli strati da analizzare e poi,
sulle righe successive fornire indicazione per ogni strato, indicando, il tipo di terreno (facendo
riferimento alle curve della opzione 1), il numero di sottostrati (il macrostrato in esame verr
diviso in sottostrati di spessore e caratteristiche costanti), lo spessore (in piedi), il modulo di
taglio iniziale (in libbre su piede quadrato, non necessario se data la Vs), il valore iniziale
del rapporto di smorzamento, il peso specifico (in libbre su piede cubico) e la velocit delle
onde di taglio (in piedi al sec).
Option 3: Accelerogramma in ingresso: questi dati devono essere specificati su due righe
consecutive: sulla prima occorre precisare il numero di punti di cui composto
laccelerogramma, il numero di punti su cui costruire la trasformata di Fourier (deve essere
una potenza di 2), lintervallo di tempo tra due valori consecutivi dellaccelerogramma (in
sec), il nome del file da cui leggere laccelerogramma e le indicazioni su come leggere
laccelerogramma (es: 8f10.6). Sulla seconda riga occorre specificare il picco
dellaccelerazione che si desidera (in g) e la massima frequenza da usare nelle elaborazioni,
(in Hz). Laccelerogramma deve essere un file .ACC pu contenere fino ad un massimo di 8
punti per riga, i valori dellaccelerazione vengono letti in (g) ed il separatore decimale deve
essere il punto (.).
Option 4: richiesto lo strato di applicazione dellaccelerogramma in ingresso, occorre
inoltre specificare se tale strato affiorante (0) o interno (1).
62

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

Option 5: su una stessa riga occorre specificare il numero massimo di iterazioni che lutente
richiede al programma (ITMAX) e la massima differenza accettabile tra valore di modulo di
taglio e rapporto di smorzamento usati e valori compatibili con le deformazioni (ERR). Il
processo iterativo si blocca quando il rapporto tra moduli utilizzati e moduli compatibili con
le deformazioni calcolate minore della quantit specificata (ERR) oppure quando viene
raggiunto il numero massimo di iterazioni richieste (ITMAX). Solitamente, 3/5 iterazioni
sono sufficienti per ottenere errori minori del 5-10%. Inoltre sulla stessa riga occorre
specificare il rapporto tra deformazioni effettive e deformazioni massime, tipicamente questo
rapporto varia tra 0,4 e 0,75 in dipendenza dellaccelerogramma applicato e della magnitudo
che si intende rappresentare;
Option 6: Specificare per quali strati occorre calcolare la storia temporale dellaccelerazione
di risposta (prima riga) e specificare (seconda riga) per ogni strato se questo affiorante (0)
oppure interno (1).
Option 7: Specificare per quali strati occorre calcolare la storia temporale della
deformazione e dello sforzo di taglio.
Option 8: Calcolo dello spettro di risposta, occorre precisare per quale strato desideriamo
tale elaborazione e se tale strato affiorante (0), oppure interno (1); possibile anche
precisare il campo di frequenze per le quali lo spettro di risposta viene calcolato, infine
richiesto il rapporto di smorzamento critico da utilizzare nellanalisi spettrale.
Option 10: Calcolo della funzione di amplificazione, necessario definire per quali strati
desideriamo tale operazione, la caratteristica di entrambi (affiorante o meno) e lintervallo di
tempo (in secondi) da utilizzare in questo calcolo. E ben sapere che la funzione di
amplificazione verr comunque realizzata per 200 punti.
Loutput del programma rappresentato da 2 files che si presentano in formato testo, il primo
dei due files, contiene (oltre alla ripetizione degli input principali) le seguenti informazioni:
Valore massimo dellaccelerazione, istante in cui si verifica, valore di picco scalato, fattore
di scala e frequenza principale;
Valori di deformazione a taglio, rapporto di smorzamento e modulo di taglio normalizzato
su ogni substrato per tutte le iterazioni, fornendo anche lerrore in percentuale per ogni valore
ad ogni passo;
Valori di deformazioni e sforzi di taglio massimi in funzione della profondit ed istante in
cui si verificano;
Accelerazioni massime, frequenze fondamentali calcolate nel punto superiore di ogni strato;
Spettri di risposta per spostamenti relativi, velocit relative, pseudo-velocit relative,
accelerazioni assolute e pseudo-accelerazioni assolute;
Aree degli spettri di risposta per laccelerazione assoluta e per la velocit;
Funzione di amplificazione tra i due strati selezionati dallutente;
Il secondo dei files di output contiene le storie temporali delle deformazioni e degli sforzi di
taglio degli strati selezionati dallutente.

63

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

3.1.2 CODICE DI CALCOLO EERA


EERA un moderno sviluppo del concetto di analisi lineare-equivalente per risposta sismica
su depositi di terreno, il quale stato sviluppato in precedenza nelle due versioni di SHAKE,
quella originaria (Schnabel et al 1972) e quella successiva (Idriss e Sun 1991).
EERA integrato completamente in un foglio di calcolo di EXCEL, si presenta come una
macro che si installa con i componenti aggiuntivi di EXCEL (fig.3.1) e fornisce un gran
numero di opzioni allutente che SHAKE non forniva, oltre ad una interfaccia grafica pi
user-friendly. Tra queste, un numero praticamente illimitato di dati con cui lutente pu
descrivere le caratteristiche del suolo e gli strati del terreno; inoltre, d la possibilit allutente

Figura 3. 4: In alto a sinistra evidenziato come si presenta il men di EERA

di scegliere il numero di punti su cui tracciare la trasformata di Fourier.


3.1.2.1 Caratteristiche principali e differenze di base con le precedenti versioni
EERA e SHAKE_91 sono basati sugli stessi principi fondamentali, comunque i loro sviluppi
sono sostanzialmente differenti ed possibile sintetizzare le principali differenze secondo i
seguenti punti:
-

La biblioteca dinamica di EERA sviluppata in Fortran 90, tutti i calcoli matriciali e


vettoriali vengono eseguiti senza lutilizzo di indici. Uno dei principali vantaggi di
Fortran 90 rispetto ai suoi predecessori il dimensionamento dinamico degli arrays,
ci significa che la dimensione degli arrays si adatta alla dimensione dei problemi nei
limiti della memoria disponibile sullhard disk. EERA dimensiona interamente i suoi
arrays di lavoro a seconda delle dimensioni del problema;
64

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni


-

Capitolo 3

Come diretto beneficio del dimensionamento dinamico in EERA, non ci sono limiti
sul numero totale di propriet del materiale e di strati di terreno. I sottostrati e le
propriet del terreno non sono pi limitati rispettivamente a 50 e 13 come in SHAKE;
Un altro beneficio del dimensionamento dinamico che lutente pu prescrivere il
numero dei punti su cui costruire la trasformata di Fourier anche in numero maggiore
a 4096, purch il numero di punti sia sempre una potenza di 2. Un pi elevato numero
di punti pu essere utile nei calcoli per descrivere la trasformata di Fourier alle alte
frequenze; comunque aumentando il numero di punti su cui costruire la trasformata di
Fourier si tende a dilatare anche i tempi di calcolo;
Lo spostamento relativo e la velocit possono essere calcolati per i sottostrati allo
stesso modo dellaccelerazione.
Lutente pu selezionare il calcolo per il moto di un oggetto nelle due modalit:
filtrato o non filtrato. SHAKE91 usa un filtro passa-basso opzionale che elimina le
risposte in alta frequenza. Le componenti in alta frequenza possono essere utili per gli
utenti interessati alla risposta dinamica delle strutture che hanno componenti in alta
frequenza propria.
EERA inoltre, utilizza una versione ottimizzata (IMSL 1998) dellalgoritmo di Cooley
e Tukey per il calcolo della trasformata di Fourier.
Unaltra differenza sostanziale che in EERA sono possibili due modalit di scelta
relativamente alla valutazione del modulo complesso G*: la prima, che anche quella
utilizzata nella versione originale di SHAKE (Schnabel et al.,1972) assume che il
rapporto di smorzamento D sia indipendente dalla frequenza , ci implica che anche
G* non dipende da e si pu calcolare con lespressione complessa [2.48] il cui
modulo :
|

[3.1]

la seconda, utilizzata a partire da SHAKE_91 (Idriss e Sun,1992), presuppone che G*


sia funzione di D tramite la seguente espressione:
1

2 1

[3.2]

Ci comporta una differente schematizzazione del legame costitutivo del terreno.


In particolare nelle due formulazioni lenergia dissipata durante un ciclo di carico
pari rispettivamente a:
[3.3]
2

[3.4]

Nella pratica per il modulo D usualmente inferiore di 0.25 per cui i risultati prodotti
usando le due differenti espressioni sono molto simili.

65

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

Figura 3. 5: Rappresentazione schematica dei valori nelle iterazioni del


modulo di taglio e del fattore di smorzamento in corrispondenza della
deformazione angolare. (da EERA manual)

3.1.2.2 Descrizione dei comandi del codice di calcolo EERA


Come mostrato in figura 3.4, sul foglio di lavoro Excel, EERA si presenta come una macro
dalla quale si pu accedere ad un men che dispone di 7 comandi:
1. Process Earthquake Data: legge ed elabora laccelerogramma di input del terremoto
che viene fornito dallutente (input ed output sono poi leggibili sul foglio di lavoro
Earthquake). Il relativo comando nellEERA men visibile in Fig.3.6;
2.

Calculate Compatible Strain: legge il profilo del terreno, le curve del materiale ed
esegue le iterazioni principali per quanto riguarda le deformazioni a taglio, lo sforzo di
taglio, le accelerazioni di risposta e i rapporti normalizzati del modulo di taglio per
ogni strato. Input ed output sono poi consultabili sul foglio di lavoro Iteration, mentre

66

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

Figura 3. 6: Comando Process Earthquake data relativo ai dati accelero metrici del sisma di
riferimento

il profilo del terreno e le curve dei materiali sono contenuti nei fogli di lavoro Profile,
Mat(i);

Figura 3. 7: Comando Calculate Compatible Strain che avvia lalgoritmo di iterazione

67

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

3. Calculate Output: apre una sottofinestra dalla quale possibile richiedere uno dei
seguenti procedimenti:

Figura 3. 8: Curva delle caratteristiche meccaniche dei vari materiali (worksheet mat i)

Acceleration / velocity / displacement: calcola la time history dellaccelerazione, della


velocit relativa e dello spostamento nel punto pi alto dei sottostrati selezionati (input
ed output sono sul foglio di lavoro Acceleration);
Stress-strain: calcola lo sforzo di taglio e la deformazione a taglio presente nel punto

Figura 3. 9: Menu iteration per la restituzione dei risultati delle iterazioni disponibili sia
graficamente che numericamente

68

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

medio dei sottostrati selezionati (input ed output sono sul foglio di lavoro Strain);
Amplification: calcola il fattore di amplificazione tra due strati selezionati (input ed
output sul foglio di lavoro Amplification);
Fourier Spectrum: calcola lo spettro di Fourier dellaccelerazione sul punto pi alto
del sottostrato selezionato (input ed output sul foglio di lavoro Fourier);
Response Spectrum: calcola gli spettri di risposta per accelerazione e pseudo
accelerazione assoluta, velocit e pseudo velocit relativa e spostamenti relativi (input
ed output sono sul foglio di lavoro Spectra);
All of the above: calcola tutti gli output sopracitati

Figura 3. 10: Visualizzazione di uno dei diversi tipi di output disponibili

Duplicate worksheet: duplica i fogli selezionati per definire nuove curve dei materiali
e aggiungere nuovi output (ad esempio spettri di risposta per numerosi sottostrati);
5. Delete worksheet: cancella i fogli non necessari (alcuni fogli non possono essere
cancellati);
6. Remove EERA: disinstalla la macro di EERA da Excel;
7. About EERA: visualizza il numero della versione di EERA;

4.

Le potenzialit del programma EERA in termini di restituzione dei risultati possono essere
cos riassunte:
- Calcolare e visualizzare il moto sismico al suolo ed in qualunque altro strato stabilito
dallutente, per un qualsiasi input sismico applicato sia al bedrock sia allaffioramento.
- Calcolare e visualizzare lo spettro di Fourier sia dellaccelerogramma di input sismico
sia dellaccelerogramma al suolo.
69

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni


-

3.1.3

Capitolo 3

Calcolare e visualizzare la storia temporale delle deformazioni e degli spostamenti


negli strati selezionati.
Calcolare e visualizzare le accelerazioni e le deformazioni massime relative al
baricentro degli strati durante la scossa sismica.
Calcolare e visualizzare i cicli di carico e scarico (cicli isteretici) cui sottoposto un
generico strato durante il sisma.
Calcolare gli spostamenti residui presenti nel terreno al termine dellevento sismico.
Calcolare e visualizzare lo spettro di risposta elastico al suolo per un dato
smorzamento del sistema predefinito.
CODICE DI CALCOLO ONDA

Questo codice di calcolo stato sviluppato rivisitando il lavoro di Ohsaki (1982) ed


estendendo la sua capacit di modellare importanti aspetti della risposta sismica non-lineare di
un deposito di terreno quando questo soggetto ad una scossa sismica tenendo conto del
fenomeno della degradazione ciclica per passi successivi. Questo programma utilizza la
schematizzazione a masse concentrate gi discussa nel capitolo 2. Un aspetto delicato per
tutti i modelli discreti, particolarmente in dinamica non lineare legato alla convergenza e
alla stabilit della soluzione in relazione al modo di affinare lo schema di discretizzazione.
Nel modello di Ohsaki, questo relazionato al numero minimo di sottostrati in cui
suddividere ogni macrostrato del deposito di terreno. Secondo quanto definito da Ohsaki
(1982), il numero di suddivisioni Nsub viene scelto in accordo a queste condizioni:
-

Nsub deve essere tale che il periodo di vibrazione determinato tramite lalgoritmo abbia
un errore in percentuale minore del 5%;
Nsub deve essere tale che la risposta del sistema ad una scossa sismica data sia calcolata
con un errore minore del 5%.

3.1.3.1

Modello di Ramberg-Osgood (1943)

Nel codice di calcolo ONDA la non-linearit messa in conto assumendo il modello di


Ramberg-Osgood (1943), ovvero:
1. Una curva scheletro (backbone curve) che descrive la fase iniziale di carico
monotona della curva sforzi-deformazioni;
2. Un ciclo che simula la fase di scarico e ricarico e la degradazione di rigidezza che
subisce il terreno quando leccitazione sismica continua;
Il modello di Ramberg-Osgood descritto tramite una relazione non invertibile che dipende
da quattro parametri, i parametri e R descrivono, rispettivamente, la posizione e la curvatura
della curva scheletro, mentre gli altri parametri sono max (la resistenza a taglio del terreno) e
Go (il modulo di taglio a piccolissime deformazioni). Tale relazione pu essere scritta come
segue:
1

[3.4]

70

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

dove:
- la deformazione angolare
- lo sforzo di taglio
- Rif = max/G0
I parametri e R delleq. (3.4) si ottengono tramite una regressione lineare compiuta su dati
sperimentali riguardanti le curve di decadimento del modulo di taglio per le diverse litologie
riscontrate nei profili stratigrafici presi in esame.
Per quanto riguarda il ciclo di scarico e ricarico generalmente adottato il criterio di
Masing, che afferma che i rami di scarico e ricarico della curva sforzi-deformazioni hanno
la stessa forma della curva di carico iniziale ma corretti da un fattore di scala (n) uguale a 2,
tale funzione riassumibile nella seguente equazione:
1

[3.5]

dove c e c sono rispettivamente deformazione e sforzo normalizzati in corrispondenza del


punto di inversione del ciclo.
Il codice di calcolo Onda assume, nelle analisi, il 2 criterio di Masing (secondo criterio
di Masing modificato, Tatsuoka et al. 1993), il quale considera un fattore di scala (n) non
necessariamente uguale a 2. Difatti un fattore di scala n maggiore di 2 permette di simulare il
fenomeno dellincrudimento ciclico, mentre il fenomeno di rammollimento pu essere
riprodotto assumendo valori di n pi piccoli di 2. Questa estensione del criterio di Masing
permette di simulare in modo pi appropriato i menomeni di incrudimento e di
rammollimento del terreno, dando al codice di calcolo la capacit di calcolare le deformazioni
a taglio permanenti durante un evento sismico.
La versione 1.0 del programma stata sviluppata da Camelliti (1999) e accettava valori di
n arbitrari ma costanti. La versione 1.0 stata usata per alcune applicazioni (Vercellotti 2001,
De Martini Ugolotti 2001, Saviolo 2002); la versione attuale assume il fattore di scala n
variabile con il numero di cicli e con il livello di deformazione a taglio.
Se Geq il modulo di taglio per i rami di scarico e ricarico, ottenuto da prove cicliche, e
Gs il modulo di taglio secante misurato tramite prove monotoniche convenzionali, la serie di
fattori di scala n adottati da Onda ottenuta empiricamente dalla condizione Geq= Gs.
Occorre ricordare che in Onda, cos come in altri codici di calcolo basati sulla
modellazione del comportamento ciclico attraverso lassociazione di una curva scheletro ad
un ciclo per la simulazione dei rami di scarico e ricarico della curva curva back-bone, il
fenomeno della dissipazione di energia, nellanalisi, riprodotto implicitamente attraverso
laggiornamento della matrice di rigidezza [K] durante lintegrazione passo passo delle
equazioni del moto.
Questo tipo di comportamento costitutivo preso in prestito dalla teoria generale della
ipoelasticit (Lubliner 1990), il quale, anche se discutibile dal punto di vista termodinamico,
non produce errori di rilievo nelle applicazioni di maggiore interesse. Questo metodo di
calcolo della dissipazione di energia incorporato in Onda affiancato ad un secondo
meccanismo che quello associato alla matrice degli smorzamenti [C] della [2.95]. Sebbene
71

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

questo secondo meccanismo associato alla dissipazione di energia sia di importanza assai
minore, in natura di tipo viscoso, ovvero dipendente dalla frequenza e diventa rilevante per
frequenze molto basse, al di sotto della soglia ciclica lineare (Vucetic 1994). Se si
considerano deformazioni pi ampie, questo secondo meccanismo ancora valido ma
rappresenta una quota molto piccola della dissipazione dellenergia in confronto al
meccanismo di dissipazione isteretica.
3.1.3.2 Input e Output in ONDA
Il codice di calcolo Onda 1_3 stato sviluppato in ambiente Matlab pertanto i dati di
input vengono inseriti in un file MATLAB M-file. La costruzione di questo M-file
chiaramente descritta nel manuale di utilizzo.
I risultati delle analisi vengono salvati come file di testo (.txt) nella cartella Output che
deve essere creata nella stessa directory in cui stato salvato il programma.
Questa una lista dei files di output e di ci che in essi contenuto:
GEN_nomefile.out : questo file composto da 8 colonne e contiene:
1. Colonna 1: spessore dello strato [m];
2. Colonna 2: profondit del punto medio dello strato [m];
3. Colonna 3: tensione verticale effettiva nel punto medio dello strato [kPa];
4. Colonna 4: accelerazione massima assoluta dello strato [m/s2];
5. Colonna 5: massimo valore dello sforzo di taglio registrato nel punto medio dello strato
[kPa];
6. Colonna 6: massimo valore assoluto della deformazione a taglio registrata nel punto medio
dello strato [%];
7. Colonna 7: deformazione a taglio permanente nel punto medio dello strato [%];
8. Colonna 8: spostamento residuo di ciascuno strato [cm];
ACC1_nomefile.acc: accelerogramma di risposta in superficie, il file composto di due
colonne: tempo [s] e valori di accelerazione [m/s2];
ACC_nomefile.out: storia temporale dellaccelerazione di risposta calcolata nel punto
superiore di ogni strato, il file composto di tante colonne quanti sono gli strati + 1,
ovvero la prima colonna contiene il tempo [s] e le altre i valori dellaccelerazione [m/s2];
DEF_nomefile.out: storie temporali della deformazione a taglio calcolate nel punto medio di
ogni strato, stesso formato di ACC_nomefile.out;
TENS_nomefile.out: storie temporali degli sforzi di taglio calcolati nel punto medio di ogni
strato, stesso formato di ACC_nomefile.out;
X_nomefile.out: storie temporali degli spostamenti relativi fra due strati adiacenti, stesso
formato di ACC_nomefile.out;
FR_nomefile.out: spettro di risposta elastico calcolato alla superficie del deposito di terreno,
composto da due colonne: periodo [s] e valori di accelerazioni [g];
I grafici seguenti vengono eseguiti di default dal programma:
1.

accelerogramma di input e accelerogramma di risposta al suolo;


72

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

2.
3.
4.
5.

spettro di Fourier dellaccelerogramma in ingresso e di quello di risposta in superficie;


storia temporale della deformazione a taglio negli strati selezionati dallutente;
storia temporale degli spostamenti negli strati selezionati;
accelerazioni massime e profilo delle deformazioni a taglio in funzione della
profondit;
6. curve sforzo-deformazione negli strati selezionati;
7. profilo degli spostamenti residui;
8. spettro di risposta elastico in superficie del deposito di terreno;
3.1.4 CODICE DI CALCOLO DESRA
Il DESRA utilizza lalgoritmo di integrazione delle equazioni del moto per il modello a
masse concentrate, che stante lipotesi di non linearit dei parametri meccanici prevede il
continuo aggiornamento passo dopo passo delle matrici di rigidezza e smorzamenti, e pertanto
costringe ad operare nel dominio del tempo.
In questa procedura, tipicamente si assumono legami G() e D() associati, cio in una
unica legge () che descrive con continuit i rami di carico e scarico del ciclo di isteresi,
legando lo smorzamento alla non-linearit. Il modello fa inoltre riferimento ad una
espressione di semi-empirica che lega la sovrapressione neutra u alla deformazione ed alla
storia di sollecitazione ciclica, ed aggiorna i parametri meccanici (in particolare la rigidezza)
in relazione allaccumulo di u.
La risposta del deposito e fornita attraverso le storie nel tempo del moto (accelerazioni,
velocit, spostamenti, deformazioni tangenziali, tensioni tangenziali, sovrapressioni
interstiziali ). Gli spettri di ampiezza di Fourier sono calcolati invece dagli accelero grammi
utilizzando lapporto del Matlab.
La versione D-MOD2 permette di eseguire le seguenti analisi:
1. analisi della risposta sismica in termini di pressioni totali cio si assume che non vi sia
sviluppo di sovrappressioni interstiziali o che comunque siano trascurabili e che non vi
sia degradazione del modulo di taglio del terreno, a causa delle pressioni efficaci;
2. analisi della risposta sismica in termini di pressioni efficaci, cio si assume che vi sia
sviluppo di sovrappressioni interstiziali e ci sia quindi degradazione del modulo di
taglio di ogni strato, per la sovrappressione interstiziale assunta essere confinata
allinterno di ogni strato senza quindi ridistribuzione o dissipazione;
3. analisi della risposta sismica in termini di pressioni efficaci tenendo conto dello
sviluppo, della ridistribuzione e della dissipazione delle sovrappressioni interstiziali
cio utilizzando lequazione della teoria della consolidazione monodimensionale si
determina la variazione di pressione interstiziale nel tempo (dissipazione) e si
ricalcolano le tensioni efficaci (ridistribuzione) tutto ci dipende dalle condizioni
idrauliche al contorno del deposito;
I dati di input consistono in informazioni geometriche del deposito, di informazioni
relative al sisma e di dati sulle caratteristiche geotecniche dei materiali costituenti gli strati
del deposito.

73

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

3.1.5

Capitolo 3

DREGTA

DEGTRA, un programma sviluppato in Messico, tra gli anni 1995 e 1997. Il


programma si presenta con videata Windows .

Figura 3. 11: Videata del programma di calcolo DEGTRA

Nella finestra pi piccola si seleziona laccelerogramma da processare, che deve essere


stato salvato obbligatoriamente in formato txt. Dopo aver aperto laccelerogramma si imposta
il tempo di campionamento tra i suoi punti e attraverso licona corrispondente si chiede di
calcolare lo spettro di risposta.
I risultati ottenuti sono visualizzati graficamente dal programma e sono stati salvati in
formato.txt, per poi essere visualizzati tramite foglio excel.
Il programma Degtra, oltre al calcolo dello spettro di risposta e dello spettro di Fourier,
offre la possibilit di eseguire integrazioni e derivazioni, offre la possibilit di filtrare le basse
o le alte frequenze di una serie di valori definiti in un intervallo di tempo, ed in grado di
scalare un accelerogramma od una qualsiasi funzione.
74

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

3.2 Analisi numerica bidimensionale


Come evidenziato nei paragrafi precedenti, in una sezione di un sottosuolo con geometria
variabile, lanalisi monodimensionale pu dare risultati poco attendibili quando il rapporto tra
profondit e distanza dai bordi e maggiore di 2.
In casi del genere opportuno ricorrere ad analisi bidimensionali, con il metodo degli elementi
finiti (FEM) o il metodo degli elementi al contorno (BEM).
Questi rispettivamente discretizzano un dominio o la sua frontiera, tenendo adeguatamente conto
sia delleterogeneit che delle condizioni al contorno.
Per le analisi FEM, i software di calcolo pi noti sono:
- il QUAD-4 (Idriss et al.,1973),operante nel dominio del tempo;
- il FLUSH (Lysmer et al.,1975), operante nel dominio delle fequenze;
entrambi nati in seno alluniversit di Berkeley (California).
Entrambi implementano modelli ed analisi non lineari per la descrizione del legame costitutivo
del terreno.
La procedura numerica richiede di discretizzare il dominio in una mesh di elementi triangolari e
/o quadrilateri, seguendo un procedimento analitico simile a quello affrontato nel cap.2 si ottiene il
sistema delle equazioni che descrivono i moto del sistema nella forma:

[3.6]
in cui, a differenza del problema monodimensionale le tre matrici non sono bandate e la matrice degli
smorzamenti pu essere ottenuta mediante combinazione lineare delle altre.
Il FLUSH ha avuto diffusione limitata, a causa dellassunzione di una frontiera inferiore (cio
tetto del bedrock) orizzontale. In questa sede si parler brevemente del QUAD-4 ce ha incontrato
maggior fortuna nel diffondersi proprio perch riesce a tenere debitamente in conto la particolare
giacitura del bedrock.

3.2.1 Il QUAD-4
Nel QUAD-4 il moto sismico di riferimento (che pu includere sia la componente verticale che la
componente orizzontale) applicato simultaneamente su tutti i nodi della base; questa assunzione pu
comportare risultati poco attendibili alle frequenze pi elevate.
Il sistema risolto mediante integrazione passo-passo nel dominio del tempo con parametri
costanti per lintera durata del sisma; al termine di ogni iterazione, le matrici di rigidezza e
smorzamento vengono aggiornate con un criterio del tutto simile a quello adoperato dallo SHAKE.
Nel definire le condizione al contorno, va tenuto presente che lipotesi di substrato rigido (
vincolante nelle prime versioni del codice) implica linevitabile sovrastima dellamplificazioneper
effetto della riflessione totale; leffetto si pu ridurre spostando la frontiera pi in profondit,
introducendo quindi una porzione di bedrock nel dominio.

75

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 3

La pi recente versione del programma permette tuttavia di considerare il substrato deformabile,


introducendo smorzatori viscosi al contorno inferiore. Inoltre, se non si riesce ad includere
laffioramento del tetto del substrato nelle mesh, necesario imporre vincoli agli spostamenti sulla
frontiera laterale.
Nel discretizzare il dominio, per lo spessore massimo hmax degli elementi va tenuta presente la
seguente regola:
[3.7]
mentre la larghezza massima degli stessi non deve superare 10 hmax , dove il substrato pi profondo,
e 5 hmax, presso la frontiera laterale.

76

Capitolo 4
Risposta sismica locale e aspetti normativa
Nel progetto di una qualsiasi opera di Ingegneria Civile, il calcolo delle azioni che
graveranno su di essa una fase propedeutica sia per il dimensionamento, sia per la garanzia
che nel corso della sua vita utile possa ottemperare alle finalit per la quale viene progettata.
In questa fase, molto delicata, il progettista, oltre a servirsi dellesperienza e del buon
senso, deve confrontarsi con quanto dispone la normativa vigente.
Negli ultimi anni in Italia si assistito ad una evoluzione normativa in materia di zone
sismiche.
Fino al 1984 diverse aree risultavano non classificate. Successivamente lordinanza
O.P.C.M. del 20/3/2003 e successive modifiche ed integrazioni, ha avuto il merito di
individuare per tutto il territorio italiano, una determinata categoria di appartenenza relativa
allazione sismica attesa. In altri termini, a differenza della precedente classificazione, ogni
zona del territorio italiano stata definita simica e di conseguenza, per ciascuna di esse, viene
indicato il terremoto atteso in termini di accelerazione di picco e spettro di risposta.
E in fase finale di preparazione ed in attesa di prossima pubblicazione nella Gazzatta
Ufficiale il nuovo Testo Unico (Norme tecniche per le costruzioni) che ha recepito le
indicazioni fornite dallEurocodice 8 (EC8), il quale disciplina la progettazione e la
costruzione di strutture in zona sismica per i Paesi membri della Comunit Europea.
Nei successivi paragrafi, si discuter diffusamente della classificazione sismica del
territorio nazionale, del calcolo dellazione sismica e dei fenomeni associati agli effetti di sito.

4.1 Classificazione del sottosuolo


Per il calcolo dellazione sismica, sia lEC8, che lordinanza ministeriale 3274,
propongono, come primo passo, quello di effettuare una classificazione del terreno di posa
della fondazione.
NellEurocodice 8 cos come nellO.P.C.M. 3274 si definiscono sette classi di sottosuolo,
ciascuna delle quali caratterizzata da una descrizione sintetica del profilo stratigrafico e
distinta sulla base di uno dei seguenti fattori:
- la velocit di propagazione delle onde di taglio nei primi 30 m di sottosuolo
[Vs,30];
- il numero dei colpi della prova penetrometrica NSPT;
- la resistenza a taglio non drenata cu;

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 4

Nei siti in cui possono rendersi disponibili misure di Vs fortemente consigliato effettuare la
classificazione del sottosuolo in base a tale parametro.
,

[4.1]

dove:
- n il numero di strati omogenei in cui possibile dividere i primi 30 m di sottosuolo;
- hi e Vsi sono rispettivamente lo spessore in metri e la velocit delle onde di taglio dello
strato i-esimo in m/s.
E importante notare che il parametro Vs,30 una velocit equivalente, il cui valore
diverso dalla media delle velocit dei singoli strati, pesata con gli spessori stessi, al fine di
esaltare il contributo dei terreni pi deformabili.
Qualora non sia possibile avere un andamento della Vs con la profondit, si possono
alternativamente utilizzare o la resistenza a taglio non drenata o i risultati della prova NSPT.
Si noti che, tale possibilit viene contemplata sia nellEC8 che nella O.P.C.M. 3274.
Delle classi di sottosuolo le prime 5 sono identificate con le lettere A, B, C, D ed E pi
due classi speciali di sottosuolo indicate con le sigle S1 ed S2. Per quel che concerne le
categorie S1 ed S2 si tratta di:
- S1 Depositi costituiti da, o che includono,uno strato spesso almeno 10 m di
argille/limi di bassa consistenza, con elevato indice di plasticit (IP>40) e
contenuto dacqua caratterizzati da valori di Vs30 < 100 m/s (10< cu<20 KPa)
- S2 Depositi di terreni soggetti a liquefazione, di argille sensitive, o qualsiasi
altra categoria di terreno non classificabile nei tipi precedenti
per i quali sono prescritti studi specifici.
Difatti, la precedente normativa antisismica, risalente alla L. 2.2.1974 n64 e al D.M.
3.3.1975 (e successive modifiche e integrazioni), non teneva in debito conto la dipendenza
dello spettro di risposta dalle particolari condizioni locali. In altri termini, il calcolo
dellazione sismica, veniva eseguito esclusivamente individuando la classe di appartenenza di
pericolosit sismica e moltiplicando il conseguente spettro di risposta per un coefficiente
forfettario, che di regola era unitario, ed assumeva valore pari ad 1.3 qualora il piano di posa
della fondazione poggiasse su terreni meccanicamente molto deboli.
La classificazione dei siti, che nasce a livello normativo per definire in maniera
semplificata le azioni sismiche sui singoli edifici, pu rappresentare uno strumento di
zonazione sismica per analizzare aree relativamente estese, ovvero, rappresenta a tutti gli
effetti una macrozonazione.
A conclusione di questo paragrafo va tuttavia detto che internazionalmente riconosciuto
che metodi per la valutazione della risposta sismica locale basati sulle categorie di sottosuolo,
come pocanzi proposto, rappresentano solo metodi ancora parzialmente approssimativi.
In definitiva sia nel caso di edifici di particolare importanza, sia nel caso di edifici
ordinari fondati su sottosuoli con caratteristiche complesse ed eterogenee in termini di
78

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 4

propriet geometriche, geofisiche meccaniche ed idrogeologiche opportuno come daltro


canto prevede la normativa sismica oggi in vigore effettuare studi di risposta sismica locale
del sito. Infatti la normativa specifica che solo in mancanza di tale studio sar possibile fare
direttamente riferimento alle cinque tipologie di suolo sopra riportate.

4.2 Calcolo dellaccelerazione di picco ag


La fase successiva alla determinazione della categoria di appartenenza del sottosuolo in
oggetto l individuazione della zona di pericolosit sismica di appartenenza, al fine di
ottenere la design ground acceleration ( ag) che andr poi moltiplicata per una forma spettrale
di riferimento.
Secondo lEC8, i territori nazionali devono essere suddivisi in zone sismiche in funzione
della pericolosit locale, descritta in termini di accelerazione massima alla superficie di un
sito rigido di riferimento.

Figura 4. 1: Mappa di classificazione del territorio nazionale (da INGV )

La suddivisone su scala nazionale coincide con quella introdotta nellallegato I


dellO.P.C.M. 3274.

79

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

ZONA
4
3
2
1

Capitolo 4

PGA/g
<0.05
0.05-0.15
0.15 0.25
>0.25

ag/g
0.05
0.15
0.25
0.35

Figura 4. 2:Valori attesi per laccelerazione di picco normalzzata

Le zone sismiche di riferimento sono 4, ciascuna caratterizzata da un valore di ag


normalizzato rispetto allaccelerazione di gravit. Ciascun valore riferito ad una probabilit
di superamento del 10% in 50 anni. I valori sono riportati nella tabella in fig.4.2

4.3 Spettro di risposta di progetto


La costruzione dello spettro di risposta elastico formalmente analoga sia nellEC8 che
nellO.P.C.M. 3274 salvo che per differenti valori di alcuni parametri.
Lo spettro di risposta elastico, nelle due norme, costituito da una forma spettrale
(spettro normalizzato), considerata indipendente dal livello di sismicit, moltiplicata per il
valore dellaccelerazione massima del terreno che caratterizza il sito.
Ci riferiremo solo alla componente orizzontale, procedimento analogo valido per la
componente verticale.
Lo spettro di risposta elastico della componente verticale definito dalle espressioni
seguenti:
0

2.5
2.5
2.5

2.5

[4.2]
[4.3]
[4.4]
[4.5]

dove:
- S fattore che tiene conto del profilo stratigrafico d fondazione
- fattore che tiene conto di un coefficiente di smorzamento viscoso equivalente ,
espresso in punti percentuali diverso da 5

80

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 4

0,55

[4.6]

T periodo di vibrazione delloscillatore semplice

TD, TB, TC periodi che separano i diversi rami dello spettro, dipendenti dal suolo
stratigrafico di fondazione.

I valori dei coefficienti in funzione del suolo di fondazione sono riportati nella fig.4.3 dei
valori proposti dallO.P.C.M. 3274.
Nella fig.4.3 invece si riporta la forma dello spettro normalizzato per i vari casi
Categoria
Suolo
A
B,C,E
D

TA

TB

TC

TD

1
1.25
1.35

0.15
0.15
0.20

0.40
0.50
0.80

2
2
2

Figura 4. 3:Valori dei coefficienti secondo O.P.C.M. 3274

Nella fig.4.4 invece si riporta la forma dello spettro normalizzato per i vari casi.

Figura 4. 4: spettro di risposta normalizzato per i vari casi EC8

Lo spettro di progetto da adottare per il calcolo dellazione sismica allo stato limite di danno
pu essere ottenuto riducendo lo spettro di risposta elastico secondo un fattore pari a 2,5.
81

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 4

Inoltre la Normativa precisa che gli stati limite di collasso e di danno possono essere
verificati mediante luso di accelerogrammi artificiali o naturali, ai quali devono
corrispondere degli spettri di risposta coerenti con gli spettri di risposta elastici. La durata
degli accelerogrammi, secondo quanto prescritto dalla Normativa, deve essere stabilit sulla
base della Magnitudo e degli altri parametri fisici che determinano la scelta del valore di ag e
S. In assenza di studi specifici, la durata della parte pseudo-stazionaria degli accelerogrammi
dovr essere almeno pari a 10 s.
La Normativa infine, esprime le formule da adottare nella verifica allo stato limite
ultimo (SLU) o di danno (SLD), in cui gli effetti della azione sismica si combinano agli
effetti delle azioni dei carichi permanenti, dellazione di precompressione e dei carichi
variabili.
Si possono determinare spettri specifici per il sito in esame, corrispondenti alleffetto di
un azione sismica caratterizzata da probabilit di non superamento del 10% in 50 anni
(sicurezza nei confronti della stabilit - SLU) oppure da probabilit del 50 % in 50 anni
(protezione nei confronti del danno - SLD). Tali spettri possono essere utilizzati purch le
ordinate non risultino, in nessun punto del campo dei periodi di interesse, inferiori all80%
delle ordinate dello spettro elastico standard.
Le costruzioni devono essere dotate di un livello di protezione antisismica differenziato
in funzione della loro importanza e del loro uso, e quindi delle conseguenze pi o meno gravi
derivanti da un loro danneggiamento per effetto di un evento sismico, in particolare la
Normativa definisce:

[4.7]
dove:
-

i coefficiente di importanza (cfr. tabella in fig. 4.5)


S categoria di appartenenza del suolo di fondazione

Figura 4. 5: valori del fattore di importanza

82

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 4

Si definiscono 3 categorie di importanza degli edifici a ciascuna delle quali associato un


differente valore i come indicato nella tabella 3.
Moltiplicare lazione sismica per un i =1signifiva modificare il periodo di ritorno
dellazione di progetto, ovvero non progettare pi una struttura allo stato limite ultimo che
ha probabilit di accadimento del 10% in 50 anni, bens, ad esempio, per questa probabilit
progettarla allo SLD e allo SLU per un terremoto che ha probabilit inferiore (ad
esempio con un moltiplicatore delle azioni di 1,5 si pu approssimativamente ottenere un
evento con probabilit di accadimento del 2% in 50 anni).

83

Capitolo 5
Caso di studio:
Analisi della risposta sismica locale nel sito di Fabriano

In questo paragrafo si applicheranno le metodologie e le tecniche fino ad ora discusse, per


effettuare uno studio della risposta simica locale per via numerica utilizzando il codice di calcolo
EERA, che, come esposto nel capitolo 3, schematizza il terreno come strati continui e consente di
eseguire vari tipi di analisi: elastico-lineari, viscoelastico-lineari e analisi lineari equivalenti.
La localit scelta Fabriano per la quale sono disponibili sufficienti informazioni, provenienti
da prove in sito ed in laboratorio.
E da tener presente che il sito riveste un indubbio interesse dopo la recente crisi simica umbromarchigiana dellautunno del 1997 che ha colpito numerosi centri quali ad es. Cesi, Visso, Nocera
Umbra, Assisi e lo stesso centro di Fabriano.

5.1

Inquadramento geologico del sito oggetto di studio

Fabriano una citt delle Marche, in provincia di Ancona, situata sulle alture dellAppennino,
nella valle dellEsino.
Labitato di Fabriano occupa, per lo pi, la conca fluvio lacustre attraversata dal torrente Giano,
pochi chilometri a monte della confluenza con il torrente Riobono. Il centro abitato di Fabriano si
colloca nel contesto geologico dellAppennino Umbro-Marchigiano il cui assetto strutturale il
risultato di una storia de formativa complessa caratterizzata da eventi tettonici differenti
susseguitesi negli ultimi 15000 anni, ma riconducibili essenzialmente a due fasi principali.
Nellintervallo di tempo tra il Serravalliano ed il Pleistocene medio stato attivo un campo di
sforzi di compressione con direzione prevalente SW-NE che ha prodotto sovrascorrimenti, faglie
inverse. La successiva fase tettonica distensiva ha operato coassialmente alla precedente,
disarticolando le strutture compressive e determinando la formazione di zone ribassate in
tramontane (graben e semigraben) delimitate da faglie spesso sismogenetiche.

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5

Figura 5. 1: mappa geologica di Fabriano con lindicazione di alcuni sondaggi

85

Microzonaazione sismiica: Teoria ed Applicazzioni

5.2

Capitolo
C
5

Caratterizzzazione geotecnic
g
ca del dep
posito

Per carratterizzare il sottosuollo dal puntoo di vista sttratigrafico e meccanicco sono statte effettuatee
le seguentii indagini:
- un carotagggio continuuo fino alla profondit di 24.00 m..
- prelievo di
d campioni indisturbatii.
- esecuzionne di prove down-hole.
d
I risultaati e la desccrizione dellle prove di prospezionee sismica inn foro, provee down-hole, effettuatii
fino ad unaa profondit di 24.00 m e le provee di laborato
orio di colonnna risonantte su provin
ni di terrenoo
ottenuti daal campione prelevato alle
a profonddit di 6.00 6.70 m soono riportatte nelle figu
ure 5.2, 5.3
e 5.4.
Vss (m/s)
0

00
10

200

300

400

500

600

700

800
0

Serie1

z (m)

10

15

20

25

Figura 5. 2 Profilo di
d Vs ottenuto
o da prove doown-hole

s
del depositto che risullta cos cosstituita (fig..
E stato quindi poossibile ricoostruire la stratigrafia
5.5):
p
strato vegettale
- 0 0.70 m di profondit:
- 0.70 3.70 m di profondit: argillla limosa marrone, organica,
o
allterata, con inclusionee
lapidee;
- 3.70 6.70 m di profonddit: argilla limosa grig
alterata, caaratterizzataa
gio-bruna, localmente
l
da livelli
l
con inclusi
i
lapiddei;
- 6.70 13.300 m di prrofondit: argilla lim
mosa consisstente di ccolore grig
gio-azzurro,,
caratterizzata dalla
d
presennza di livellii debolmentte sabbiosi;
- 13.30 15.30 m di profonndit: argillaa marnosa di
d colore griigio azzurroo
866

Microzonaazione sismiica: Teoria ed Applicazzioni


-

Capitolo
C
5

15.30 24.00 m di profonndit: marnaa bituminossa molto connsistente di colore grig


gio-azzurro;
1.20

1.00

G/G0

0.80

0.60
Serrie1
0.40

0.20

0.00
0.0001

0.001

0.01

0.1

DEFO
ORMAZIONE DI TAG
GLIO (%)

Figura 5. 3: Risultati deella prova di colonna


c
rison
nante eseguita
a su un camp
pione prelevatto a 6.70 m di
d profondit

RAPPORTO DI SMORZAMENTO DI TAGLIO D (%)

35
30
25
20
Serie
e2

15
10
5
0
0.0001

0.001

0.01

0.1
1

DEFORMA
AZIONE DI TAGLIO (%)

c
rison
nante eseguita
a su un camp
pione prelevatto a 6.70 m di
d profondit
Figura 5. 4: Risultati deella prova di colonna

La moddellazione del
d depositoo secondo strati contin
nui sia litollogicamentee che meccanicamentee
viene fattoo in accordoo alla suddivvisione dei macrostratii proposta da
d Ohsaky ((1970) e rip
portata nellaa
tabella 5.1,, in cui:

877

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5
,
,

[5.1]

Figura 5. 5: Profilo stratigrafico ottenuto da un sondaggio spinto fino a 24 metri di


profondit

88

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5

Nella zona sono state comunque eseguite complessivamente 220.65 m di perforazione a


carotaggio continuo, 89.40 m a distruzione di nucleo; sono state effettuate 23 prove SPT e prelevati
due campioni indisturbati. Con leccezione del sondaggio in esame che ha attraversato coltri
detritiche ed eluvio-colliviali prima di raggiungere il substratoargillo-marnoso, tutte le perforazioni
hanno interessato depositi alluvionali prevalentemente ghiaiosi fino alla intercettazione del bedrock
alla profondit di 60 m costituito dalla formazione Gessoso-Solfifera (argille marnose-siltose scure,
a volte bituminose, e marne siltose di colore grigio). Da relazioni empiriche, tra tipo di terra e Vs ,
nota anche la Vs negli strati inferiori a 24 m .

Periodo proprio Ti
Ti < 0.032
0.032 < Ti <0.039
0.039< Ti<0.047
0.047 < Ti <0.054
0.054 < Ti <0.092
0.092 < Ti <0.330
Ti > 0.330

Numero di sottostrati
2
3
4
5
6
7
8

Tabella 5.16: Criterio di suddivisione dei macrostrati (Ohsaky,1970)

Nella tabella 5.2 si riportano i parametri salienti nella individuazione degli strati continui nel
sottosuolo di Fabriano. Individuati i microstrati dal profilo di Vs in fig.5.2 si
Profondit
(m)

Vs media
(m/s)

(KN/m3)

Periodo
proprio Ti

Numero di
sottostrati

hi,max
(m)

0 - 3.70

100

19.8

0.148

0.53

3.7 6.70

155

19.8

0.077

0.50

6.7-13.30

269

19.8

0.098

0.94

13.30 15.30

302

20.3

0.029

1.00

15.30-24.00

516

20.3

0.067

1.45

24.00 61.00

854

20.6

0.173

5.30

BASE

1220

21.1

Tabella 5.2: Suddivisione dei macrostrati in microstrati omogenei

89

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5

ricavata la velocit nel baricentro del singolo staterello. Si cos ottenuto linput del programma
che ha elaborato il profilo di Vs utilizzato ai fini delle analisi numeriche eseguite (fig.5.6).

Shear wave velocity (m/s)


0

200

400

600

800

1000

10

Depth (m)

20

30

40

50

60

Figura 5. 6: profilo delle Vs ottenute dalla suddivisione in microstrati

90

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5

Definite le caratteristiche stratigrafiche e le propriet fisiche dei materiali i valori dei moduli di
taglio alle piccolissime deformazioni (o iniziali) sono stati ricavati automaticamente dal codice di
calcolo EERA con lequazione [1.1] . Il profilo di G0 con la profondit riportato nel grafico in
figura 5.7.
Gmax (MPa)
0

500

1000

1500

2000

10

Depth (m)

20

30

40

50

60

Figura 5. 7: Profilo del modulo di taglio G0 (o GMAX ) con la profondit

91

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5

5.3 Terremoto di riferimento


Laccelerogramma di input un accelerogramma reale selezionato dalla banca accelerometrica
italiana e registrato per la zona di Fabriano.
Secondo la nuova classificazione sismica nazionale (O.P.C.M 3519 del 28/04/06) la zona di
Fabriano ricade in zona 2, per la quale il terremoto di riferimento in termini di accelerazione di
picco 0.25 g. Nella figura 5.8 si riporta laccelerogramma di input e nella figura 5.9 il segnale
simico nel dominio delle frequenze secondo lo spettro di Fourier.
0.4
0.3

Acceleration (g)

0.2
0.1
0
-0.1
-0.2
-0.3
-0.4
0

10

15

20

25

30

Time (sec)

Fourier Amplitude

Figura 5. 8: Accelerogramma al bedrock di Fabriano

0.35
0.3
0.25
0.2
0.15
0.1
0.05
0
0

10

Frequency (Hz)
Figura 5.9: input sismico nel dominio delle frequenze

92

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5

5.4. Analisi degli effetti di sito


Allinterno di questo paragrafo si riporteranno i vari risultati, ottenuti con il codice di calcolo
EERA, relativi a diverse ipotesi del comportamento meccanico dei terreni al fine di effettuare un
confronto tra di essi, atto a mettere in luce come la scelta del modello adatto un punto cruciale per
effettuare delle analisi di qualit.

5.4.1 Caso di deposito su substrato (bedrock) rigido


Si analizzato inizialmente il caso in cui non siano presenti fenomeni dissipativi (D =0% per
ogni strato) durante il cammino dellonda ed il modulo di rigidezza di ogni strato si mantiene
costante e pari al valore massimo G0, indipendentemente dal livello deformativo che lo interessa.
Se il bedrock infinitamente rigido esso trasmette solo componenti donda riflesse.
In tal caso, non necessario introdurre un processo iterativo, per cui nel men iteration si
settato il valore 1.
Lassenza di processi dissipativi ha portato a valori di accelerazione massima in superficie
molto elevati, pari a circa 7 volte laccelerazione di gravit. Questo valore, del tutto privo di
significato fisico reale, sta ad indicare come la schematizzazione del terreno secondo un modello
elastico-lineare, al quale si somma lindeformabilit ovvero la capacit di assorbire energia da parte
del bedrock, sia lontano dal comportamento reale del terreno.
Considerando per il terreno un legame costitutivo viscoelastico lineare, mantenendo lipotesi di
bedrock indeformabile, si ottengono comunque valori poco rappresentativi poich, comunque, nella
realt la roccia di base non un mezzo perfettamente rigido e quindi necessario prendere in conto
le perdite di energia per radiazione (smorzamento geometrico o di radiazione).
Daltronde gi nel capitolo 2, si era evidenziato come lamplificazione dipendesse fortemente
dal contrasto di impedenza bedrock-terreno, e che quando questo era infinito (bedrock infinitamente
rigido) lamplificazione, in corrispondenza dei modi fondamentali di vibrare, era teoricamente
infinita.
Un modello accurato di analisi non pu quindi prescindere dal considerare opportunamente la
deformabilit del substrato.

5.4.2 Caso di modello elastico-lineare per il terreno su substrato (bedrock) deformabile


Una rappresentazione pi aderente alla realt quella di ipotizzare che il bedrock sia
elasticamente deformabile con rigidezza costante e pari a quella iniziale.
In figura 5.10 riportato laccelerogramma in superficie ottenuto dalle analisi eseguite sotto le
precedenti ipotesi.
Si osserva come il valore massimo dellaccelerazione orizzontale in superficie sia molto elevato
e prossimo a 1.1 g.
93

Microzonaazione sismiica: Teoria ed Applicazzioni

Capitolo
C
5

1.2
1

Acceleration (g)

0.8
0.6
0.4
0.2
0
-0.2
-0.4
-0.6
-0.8
-1
0

10

15

2
20

25

Time (sec)

F
Figura
5. 10: accelerogram
mma in superrfici in condizzioni free fielld

In figuura 5.11 sonno riportati i relativi anndamenti deella deformaazione angoolare con la profondit,,
nonch il profilo
p
dellee acceleraziooni massim
me ottenuti per
p il deposito dalle anaalisi numericche.
Maxximum She
ear Stress (kPa)
0

100

200

300

0
10

Depth (m)

20
30
40
50
60
70
944

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5
(a)

Maximum Shear strain (%)


0

0.1

0.2

0.3

0
10

Depth (m)

20
30
40
50
60
70
(b)

Maximum Acceleration (g)


0

0.5

1.5

0
10

Depth (m)

20
30
40
50
60
70
(c)
Figura 5. 11: (a), (b), (c) Variazione della tensione tangenziale massima (a), della deformazione angolare
massima (b) e della accelerazione massima (c) con la profondit

95

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5

Per completezza viene riportata la funzione di amplificazione, definita come rapporto fra le
ampiezze degli spettri di Fourier alla superficie del terreno ed in corrispondenza dellaffioramento
della formazione rocciosa (fig. 5.12).
5

Amplification Ratio

4
3
2
1
0
0

10

15

20

25

Frequency (Hz)
(a)
5
Spectral Acceleration (g)

4.5
4
3.5
3
2.5
2
1.5
1
0.5
0
0.01

0.1

10

Period (sec)
(b)
Figura 5. 12: (a), (b) Funzione di amplificazione e spettro di risposta per il caso di substrato deformabile e
modello elastico-lineare per il terreno.

96

Microzonaazione sismiica: Teoria ed Applicazzioni

Capitolo
C
5

5.4.3 Casoo di modelloo viscoelasttico-linearee per il terrreno su sub


bstrato (bed
drock) defo
ormabile
In queesto caso si fa
f lipotesi che tutti glii strati, ecceetto il bedroock (deformabile elasticcamente),
siano carattterizzato daa fattore di smorzamen
s
nto pari al 5%
%.
Il num
mero di iteraazioni ancoora posto paari ad 1 non
n essendoci necessit dii aggiornam
mento dei
parametri che,
c come detto,
d
restanno costanti.
tal casso si rappressenta il terreeno in maniiera pi rafffinata. Noon si abbanddona lipotesi di
linearit dii comportam
mento del teerreno e lunnica modificca rispetto al
a caso 1 visscoleastico (par. 5.3)
lassumeree per tutti glli strati, ecceetto il bedroock (deform
mabile elasticamente), ffattore di sm
morzamento
pari a 5%.
r
lacccelerogramm
ma, ottenuto
o sulla superrficie liberaa, eseguendo
o le analisi
In figuura 5.13 si riporta
sotto lipottesi precedeentemente descritte.
d

1.2
1

Acceleration (g)

0.8
0.6
0.4
0.2
0
-0.2
-0.4
-0.6
-0.8
-1
0

10

15

20

2
25

Time (sec)
Figura 5. 13: Accelerazioone in superfiicie ottenuto introducendo
i
o
lipotessi di mezzo viisco-elastico lineare
l
per il terreno

Nella figura 5.14 si riportanoo gli andamenti con la profondit


p
d
delle
massim
me grandezzze descrittee
nel caso prrecedente.

977

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5

Maximum Shear strain (%)


0

0.1

0.2

0.3

0
10

Depth (m)

20
30
40
50
60
70
(a)
Maximum Shear Stress (kPa)
0

100

200

300

10

Depth (m)

20

30

40

50

60

(b)
98

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5

Maximum Acceleration (g)


0

0.5

1.5

0
10

Depth (m)

20
30
40
50
60
70
(c)
Figura 5. 14: (a), (b), (c) Variazione della deformazione angolare massima (a), della tensione tangenziale
massima (b) e della accelerazione massima (c) con la profondit

Nella figura successiva (Fig. 5.15) si riporta la funzione di amplificazione tra Bedrock e
superficie libera.

99

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5

Amplification Ratio

5
4
3
2
1
0
0

10

15

20

25

Frequency (Hz)
(a)
5
Spectral Acceleration (g)

4.5
4
3.5
3
2.5
2
1.5
1
0.5
0
0.01

0.1

10

Period (sec)

(b)
Figura 5. 15: (a), (b) Funzione di amplificazione e spettro di risposta per il caso
di modello visco-elastico lineare per il terreno e substrato deformabile.

Il confronto tra le figure 5.12 e 5.15 evidenzia differenze poco significative per i due diversi
casi analizzati.
100

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5

5.4.4 Caso di modello viscoelastico-lineare equivalente per il terreno su substrato (bedrock)


deformabile
Questo caso rappresenta in maniera pi aderente il comportamento meccanico del terreno. Si
utilizzano delle curve caratteristiche che descrivono levoluzione del modulo di rigidezza (G) e del
fattore di smorzamento (D) al variare della deformazione angolare (). In questo modo la non
linearit del comportamento meccanico del terreno viene tenuta in conto facendo una serie di analisi
lineari intervallate dallaggiornamento dei parametri secondo le procedure gi descritte nel capitolo
3.
Si precisa che per lo strato argilloso fino a 15 m di profondit si possiedono risultati di prove di
colonna risonante solo per un campione di terreno posto alla profondit di 6.70 m. Per stuiare
linfluenza degli effetti della non linearit, si operato nel seguente modo:
- negli strati fino alla profondit di 15.30 m si sono adottate le curve derivate dalle prove
di colonna risonante riportate in figura 5.3 e 5.4;
- negli strati da 15.30 m fino al bedrock sono stati assunti i parametri G=G0 e per il
fattore di smorzamento un valore suggerito dalla letteratura per marne di simili
caratteristiche (Costanzo et al., 2002) ovvero D0=1.5%;
- per il bedrock si assunto un modello elastico-lineare con D=0% e G=G0;
Il numero di iterazioni stato posto pari a 15 ottenendo una ottima accuratezza della soluzione
misurata dal parametro di convergenza.
In figura 5.16 si riporta laccelerogramma in superficie ottenuto sotto le ipotesi
precedentemente elencate.
Si osserva come il fattore di amplificazione (ovvero il rapporto tra laccelerazione massima in
superficie, aMAX,s , e quella in corrispondenza della formazione rocciosa, aMAX,r , risulti pari a 1.8.

101

Microzonaazione sismiica: Teoria ed Applicazzioni

Capitolo
C
5

0.8
0.6

Acceleration (g)

0.4
0.2
0
-0.2
-0.4
-0.6
-0.8
0

10

15

20

25

Time (sec)

Figura 5. 16: Accelerogram


F
mma in superficie ottenutto nella ipotessi
di modelloo visco-elastico lineare equivalente perr il terreno

Nella figura 5.17 si riporta landamento


l
o dei param
metri signifiicativi masssimi con la profondit,,
analogameente a quantto fatto per i casi preceddentemente illustrati.
I risuultati delle analisi nuumeriche in
i termini di spettroo di rispossta dellaccelerazionee
(smorzameento strutturrale =5%) e funzionee di amplifi
ficazione beedrock-supeerficie sono riportati inn
figura 5.188.
Dalleesame di figg.5.17 si puu notare coome le defo
ormazioni angolari
a
maassime indo
otte (MAX )
nello stratto argillosoo sono com
munque elevvate, con valori
v
che superano lla soglia volumetrica,
v
,
suggerendoo come lauumento dellle pressionii interstiziali dovute allla sollecitaazione sism
mica non siaa
trascurabile e quindi lanalisi a rigore richhiederebbe un approcccio basato sulle tensio
oni efficacii
piuttosto chhe quelle tootali.

1022

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5

Maximum Shear strain (%)


0

0.5

1.5

0
10

Depth (m)

20
30
40
50
60

(a)
Maximum Shear Stress (kPa)
0

100

200

300

0
10

Depth (m)

20
30
40
50
60

103

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5
(b)

Maximum Acceleration (g)


0

0.2

0.4

0.6

0.8

10

Depth (m)

20

30

40

50

60

(c)
Figura 5. 17: (a), (b), (c) Variazione della deformazione angolare massima (a), della tensione tangenziale
massima (b) e della accelerazione massima (c) con la profondit

La fig.5.18 evidenzia linfluenza della non linearit sulla funzione di amplificazione e sulla
forma dello spettro di risposta.
Il confronto tra le figure 5.15 e 5.18 evidenzia come linfluenza della non linearit si traduca
essenzialmente in una leggera attenuazione del primo picco di amplificazione, in corrispondenza
della prima frequenza fondamentale, ed in una scomparsa di picchi significativi alle frequenze pi
elevate.

104

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5

Spectral Acceleration (g)

3.5
3
2.5
2
1.5
1
0.5
0
0.01

0.1

10

Period (sec)
(a)

Amplification Ratio

5
4
3
2
1
0
0

10

15

20

25

Frequency (Hz)
(b)
Figura 5. 18: (a), (b) Funzione di amplificazione e spettro di risposta per il caso di un modello
visco-elastico lineare equivalente per il terreno e substrato deformabile

105

Microzonazione sismica: Teoria ed Applicazioni

Capitolo 5

Dal confronto tra gli spettri di risposta ricavati dalle analisi e quello ricavato per il sottosuolo di
tipo C ( 180 < VS < 360 [m/s] ), riportato in figura 5.19, si osserva come questultimo sia
tuttaltro che cautelativo in tutto lintervallo dei periodi considerato.
0.9
Spectral Acceleration (g)

0.8
0.7
0.6
0.5
0.4
0.3
0.2
0.1
0
0.01

0.1

10

Period (sec)
Figura 5. 19: Spettro di risposta secondo normativa per un sottosuolo di categoria C

106

Capitolo 6
Conclusioni
Il problema dellanalisi di una catastrofe naturale, quale un terremoto, a differenza
dellanalisi di un problema di progetto o verifica di un manufatto, richiede allingegnere di
fronteggiare difficolt proporzionali alla forte aleatoriet delle cause scatenanti, allestensioni
dei volumi coinvolti, alla complessit dei fenomeni meccanici da analizzare, al grado di
esposizione della comunit soggette al rischio oggetto di studio e, non ultima la molteplicit
di competenze tecniche richieste.
Una componente fondamentale nella valutazione del rischio sismico costituita dalla
risposta sismica locale.
La tesi ha affrontato inizialmente largomento richiamando i principi relativi alla natura e
propagazione delle onde sismiche nel sottosuolo, ai criteri di modellazione meccanica e
caratterizzazione sperimentale del comportamento dei terreni sotto azioni sismiche.
Il fenomeno di amplificazione delle onde sismiche stato prima analizzato. a partire dal
modello pi elementare (strato elastico su substrato rigido) ed introducendo poi i fattori di
natura geometrica e meccanica che determinano la variabilit della risposta di un sito, quali:
eterogeneit, comportamento non lineare e dissipativo dei terreni, irregolarit morfologiche
superficiali e sepolte, etc.
E stato affrontato,in fine, un caso di studio relativo alla risposta sismica locale nel sito di
Fabriano, in seguito alla crisi sismica avvenuta nel 1997 che ha colpito numerosi centri
nellarea umbro-marchigiana
Le analisi sono state condotte utilizzando un codice di calcolo EERA per lanalisi di
problemi monodimensionali adottando una procedura basata sul concetto di analisi lineare
equivalente.
Sono stati analizzati diversi casi allo scopo di valutare linfluenza di alcuni fattori quali
ad esempio la rigidezza del substrato roccioso, la non linearit nella modellazione del
comportamento del terreno.
Lanalisi ha messo in luce come ipotizzare un bedrock rigido oppure deformabile incida
sui risultati in maniera significativa. Questa conclusione coerente con quanto descritto nel
capitolo 2, ed da attribuire al fatto che le onde provenienti dal bedrock sono esclusivamente
trasmesse ai terreni sovrastanti in caso di bedrock rigido, parzialmente assorbite nel caso di
bedrock deformabile.
Lanalisi condotta ipotizzando un modello viscoelastico-lineare equivalente per il terreno
ha evidenziato come laccelerazione di picco in superficie sia quasi raddoppiata rispetto al

Risposta sismica locale:Teoria ed Applicazioni

Capitolo 6

corrispondente segnale di input. I valori delle deformazioni angolari massime indotte si


mantengono elevati in corrispondenza dello strato superiore argilloso meccanicamente molto
debole (Vs=100).
Osservando la risposta in termini di accelerazione sia in un superficie che alle varie
profondit si nota come si sia prodotta una amplificazione del segnale sismico, applicato al
bedrock, in termini sia di durata che di ampiezza; osservando, invece, gli spettri di risposta e
le funzioni di amplificazione tra la superficie ed il bedrock si nota come si sia alterato il
contenuto in frequenza del segnale sismico alla base.
In generale, nellipotesi di deposito stratificato orizzontalmente e propagazione delle
onde S verticale, la funzione di amplificazione mostra dei picchi di amplificazione in
corrispondenza delle frequenze di vibrazione naturali del deposito. Linfluenza delle
condizioni stratigrafiche (hi) e delle caratteristiche del terreno (G, ) sullamplificazione
locale, si traduce essenzialmente in un azione di filtraggio di armoniche attorno alle frequenze
fondamentali mentre le propriet dissipative del terreno condizionano lampiezza del fattore
di amplificazione.
Lanalisi dello spettro di risposta suggerito dalla normativa attuale per la categoria del
sottosuolo del sito di Fabriano indica come questultimo sia tuttaltro che cautelativo se
confrontato con quello ottenuto dalle analisi numeriche.

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