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Ing. Gennaro Magliulo


Dipartimento di Analisi e Progettazione Strutturale
Universit degli Studi di Napoli Federico II
Napoli, 02 marzo 2006
Napoli
Nuova normativa sismica
Progetto di strutture in
cemento armato precompresso
2
Tegolo
Pilastro
Trave a sezione variabile
PREMESSA
La presente relazione si riferisce al calcolo degli elementi strutturali di un edificio monopiano
prefabbricato. In particolare si far riferimento al calcolo del tegolo. La struttura in oggetto sar
progettata oltre che per i carichi permanenti e variabili funzione della destinazione duso, anche per
le azioni dovute al sisma, al vento e alla neve supponendo che ci si trovi in zona sismica 2, in zona
2 per le azioni dovute al vento e in zona 3 per le azioni dovute al carico da neve.
Visione prospettica delledificio monopiano prefabbricato
3
NORMATIVE DI RIFERIMENTO
Il suddetto progetto stato redatto conformemente alle vigenti leggi e le verifiche seguono le
prescrizioni delle norme:
- Carichi e sovraccarichi:
Decreto Ministeriale LL.PP. 14 settembre 2005: Norme tecniche per le costruzioni;
Decreto Ministeriale LL.PP. 16 gennaio 1996: Norme tecniche relative ai Criteri per la
verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi;
Circolare Ministeriale LL.PP. 4 luglio 1996 n. 156 AA.GG/STC: Istruzioni per
lapplicazione delle Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica di sicurezza
delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi di cui al D.M. 16 gennaio 1996.
- Cemento armato normale e precompresso:
Decreto Ministeriale LL.PP. 14 settembre 2005: Norme tecniche per le costruzioni
Decreto Ministeriale LL.PP. 9 gennaio 1996: Norme tecniche per il calcolo, lesecuzione
ed il collaudo delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture
metalliche.
- Costruzioni in zona sismica:
Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 e
successive modifiche ed integrazioni: Norme tecniche per il progetto, la valutazione e
ladeguamento sismico degli edifici;
Circolare Ministeriale LL.PP. 10/04/1997, n. 65: Istruzioni per lapplicazione delle
Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche di cui al D.M. 16/01/1996;
CNR - UNI 10025/98 10 dicembre 1998: Istruzioni per il progetto, lesecuzione ed il
collaudo delle strutture prefabbricate in calcestruzzo.
4

Pianta e prospetto del capannone
5
PROGETTO DEL TEGOLO IN C.A.P.
La copertura delledificio industriale sar realizzata impiegando tegoli binervati precompressi (tipo
TT) realizzati dalla PRE. MER s.r.l.. Al di sopra di essi verr gettata in opera una soletta
collaborante in calcestruzzo di 5 cm, opportunamente armata con rete elettrosaldata. I pannelli
vengono posti in opera accostati tra loro in condizione vincolare di libero appoggio e rivestiti con
manto impermeabile previa interposizione dello strato coibente .

Visione prospettica della copertura
Si osserva che i prefabbricatori tendono a non mettere il getto al di sopra dellimpalcato. La
monolicit dellimpalcato infatti garantita dalla presenza di piastrine ad L affondate in testa ed in
coda a ciascun tegolo in corrispondenza dei piedi e poi attraverso la saldature di queste piastrine tra
loro. Il collegamento orizzontale dei tegoli invece assicurato dagli spinotti nei piedini dei tegoli
che vincolano lo stesso alla trave a sezione variabile; poi visto che questo collegamento realizzato
per tutti i piedini si ha la monolicit orizzontale dellimpalcato (asserzione discutibile). Ci
consentito anche dallOPCM 3274 al paragrafo 5.7.1 salvo per controllare il livello di monoliticit
in termini di resistenza, rigidezza e duttilit.
6

Pianta e prospetto del capannone
Definito il tipo di copertura bisogna determinare il numero di tegoli da
disporre.
Ledificio in esame costituito da due campate di lunghezza
L
1
=L
2
=18 m e con copertura a falde con pendenza circa pari al 10%.
Le altre dimensioni sono: L
3
=14 m, L
4
=6 m, L
5
=3 m e K=5

Si considera per semplicit che lo spazio che dovr essere coperto dai
tegoli accostati sia proprio pari a 18 m e che quindi il solaio sia piano
dato che linclinazione delle falde ridotta.
Si noti inoltre che i moduli precompressi copriranno una luce ridotta
rispetto a L
1
, in quanto bisogna garantire un franco (f) per il
posizionamento della trave di gronda e per lappoggio trave pilastro
alle estremit.
Si disporranno pertanto per ciascuna campata, 8 tegoli della larghezza
pari a 2,20 m.
Pertanto:
m 4 , 0 20 , 2 8 18 L n L f
8 n
m 20 , 2 L
m 18 L
tegolo tegoli 1
tegoli
tegolo
1
= = =

=
=
=

e la distanza tegolo-asse pilastro sar di 0,20 cm sia per il pilastro
centrale che per quello laterale.
7
Caratteristiche dei materiali
Per la realizzazione del tegolo si utilizza un calcestruzzo di classe R
ck
=55 N/mm
2
che nelle
definizioni del D.M. 14 settembre 2005 viene indicato come un calcestruzzo di classe di resistenza
alta usato per strutture semplicemente armate e/o precompresse (punto 5.1 Costruzioni di
conglomerato cementizio DM 14/09/05).
La soletta superiore sar costituita da un calcestruzzo Rck=25 N/mm
2
e da un acciaio Feb44k.
Analisi dei carichi
Carico fisso:
Peso proprio soletta (
cls
=25 kN/mq; s=0,05 m): 1,25 kN/mq
Peso isolante 0,01 kN/mq
Peso massetto alleggerito (
mass
=16 kN/mq; s=0,03 m ) 0,48 kN/mq
Peso impermeabilizzante 0,1 kN/mq
G=1,84 kN/mq
OSS.: il massetto serve solo per creare una superficie liscia su cui poggiare la guaina (massetto
di allettamento)
8
Carico accidentale:
Carico da neve (punto 3.5.2 Carico da neve NTC):
t E sk i s
C C q q = Eq. 1
dove: q
s
il carico neve sulla copertura;
m
i
il coefficiente di forma della copertura;
q
sk
il valore caratteristico di riferimento del carico neve al suolo per un periodo di
ritorno di 200 anni;
C
E
il coefficiente di esposizione;
C
t
il coefficiente termico.
Si ipotizza che il carico agisca in direzione verticale e lo si riferisce alla proiezione orizzontale
della superficie della copertura.
Il carico neve al suolo q
sk
dipende dalle condizioni locali di clima e di esposizione, considerata
la variabilit delle precipitazioni nevose da zona a zona. Essendo nel nostro caso Zona 2,
(provincia di Napoli) e la quota sul livello del mare ?200 m, si ha q
sk
=0,75 kN/mq.
Per le coperture a pi falde si individua le seguenti due combinazioni di carico:
1 ()
2 ()
1 ()
2 () 2 ()
1 ()
1 ()
caso 1
caso 2

Nel caso in esame, essendo =

= 7 , 5
180
% 10
95 , 0
30
8 , 0
0,8
2
=

+ =

con =
+
= 7 , 5
2
2 1

2
t E sk i s
m / kN 71 , 0 1 1 75 , 0 95 , 0 C C q q = = =
9
Carico accidentale:
Carico da vento:
A vantaggio di sicurezza non si considera lazione del vento che per tale inclinazione di
copertura ( 20 0 ) dal basso verso lalto (punto 3.3.7.1 Coefficienti di pressi one interna
ed esterna NTC).
Sovraccarico accidentale:
Per coperture non accessibili si considera un q
k
=1,00 kN/m
2
(punto 6.1.4 Sovraccarichi
variabili -NTC)

In definitiva si ha:
Carico fisso 1,84 kN/mq
Carico accidentale 1,00 kN/mq
Carico da neve 0,71 kN/mq
3,55 kN/mq
Per la portata di 3,55 kN/mq e per la luce di calcolo assegnata (14 m), dagli abachi forniti dal
prefabbricatore della RDB (tegoli TT con soletta aggiuntiva di 5 cm e larghezza della nervatura pari
a 15 cm) si deduce laltezza del tegolo che deve essere pari a 50 cm (si fatta una media tra i valori
forniti per una larghezza pari a 2,50 m (carico utile 3,0 kN/m
2
e trefoli non ricoperti) e per una
larghezza pari a 2,0 m (carico utile 4,0 kN/m
2
e trefoli non ricoperti).
10
Caratteristiche geometriche del tegolo
I pannelli realizzati in calcestruzzo precompresso a fili aderenti, sono costituiti da due nervature
verticali collegate in sommit da una soletta orizzontale spessa 5 cm e larga 220 cm.
X
i = 125 cm
5

c
m
15 cm 15 cm
5
0

c
m
220 cm

Le schede tecniche di produzione della PRE.MER. s.r.l. o della RDB ci forniscono valori dettagliati
della geometria. Tuttavia per rendere il calcolo delle aree e momenti di inerzia pi agevoli si
omettono questi raccordi e si considera una sezione pi squadrata .
Larea del tegolo :
2
t
m 245 , 0 ) 05 , 0 - 5 , 0 ( 15 , 0 2 05 , 0 20 , 2 A = + =
Il momento statico rispetto allasse x vale:
3
x
m 0826 , 0
2
45 , 0
15 , 0 45 , 0 2
2
05 , 0
5 , 0 05 , 0 20 , 2 S = +

=
Il baricentro : m 337 , 0
245 , 0
0826 , 0
A
S
y
t
x
G
= = =
Il momento statico rispetto allasse baricentrico :
3 3
2
3
2
3
G x m 10 09 , 6
2
0,45
- 0,337 0,45 0,15
12
45 , 0
0,15 2 0,337 -
2
0,05
- 0,5 0,05 2,20
12
0,05 2,20
I

=

+ +

=
I moduli di resistenza rispetto al lembo superiore e inferiore del tegolo sono:
3
-3
G
xG
s
m 0374 , 0
337 , 0 50 , 0
10 6,09

y h
I
W =

=
3
-3
G
xG
i
m 0181 , 0
0,337
10 6,09
y
I
W =

= =
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Caratteristiche geometriche del sistema tegolo-soletta
I calcestruzzi per il confezionamento del tegolo e della soletta presentano diverso R
ck
, pertanto sono
diversi i rispettivi moduli di elasticit.
Secondo la normativa di riferimento il modulo elastico istantaneo, tangente lorigine, in mancanza
di diretta sperimentazione, si assume in sede di progetto pari a (DM 16/1/1996): ck c R E 5700 =
OSS.: Nel DM 14/9/05 il calcolo si effettua come:
1/3
cm
c R 110000 E = con R
cm
resistenza media
Per il calcolo delle caratteristiche del sistema composto bisogna introdurre, quindi, un coefficiente
di omogeneizzazione pari a:
674 , 0
R 5700
R 5700
n
teg ck,
sol ck,
*
= =

Il baricentro :
m 381 , 0
20 , 2 05 , 0 674 , 0 245 , 0
) /2 05 , 0 0,50 ( 0,05 20 , 2 674 , 0 0,337 0,245
l s n A
) s/2 h ( s l n y A
y
teg soletta
*
teg
teg soletta teg
*
G teg
*
G
=
+
+ +
=
+
+ +
=
Il momento di inerzia rispetto al nuovo baricentro :
( )
2
3
2 3
2
solettas
*
G teg soletta teg
*
3
soletta teg
* 2
G
*
G teg xG
*
xG
, 8
2
05 , 0
381 , 0 5 , 0 05 , 0 20 , 2 674 , 0
12
05 , 0 20 , 2
674 , 0 337 , 0 381 , 0 245 , 0 10 09 , 6
) /2 s y - h ( s l n
12
s l
n ) y - y ( A I I

+ +

+ + =
= + + + + =

Il modulo di resistenza della sezione tegolo+soletta sono:
3
-3
*
G teg
*
xG tegolo
sup
m 0681 , 0
381 , 0 50 , 0
10 8,12

y h
I
W =

=
3
-3
*
G
*
xG tegolo
inf
m 0213 , 0
381 , 0
10 8,12

y
I
W =

= =
3
-3
*
G soletta teg
*
xG soletta
sup
m 0480 , 0
381 , 0 05 , 0 50 , 0
10 8,12

y s h
I
W =
+

=
+
=
12
Calcolo dei carichi a metro lineare e dei momenti flettenti
Per il calcolo delle sollecitazioni si fa riferimento allesercizio e alla condizione di carico rara,
anche considerando quanto suggerito nel punto 4.3.4. del DM 09/01/1996: il calcolo delle tensioni
va effettuato considerando le combinazioni pi sfavorevoli della precompressione, nei suoi diversi
stadi, e delle diverse condizioni di carico corrispondenti alle successive fasi di costruzione e di
esercizio per combinazioni rare. Successivamente si dovr naturalmente verificare il tegolo anche
per laltra condizione di esercizio di carico quasi permanente (OSS. Si dovrebbe anche verificare
per la condizione di carico frequente ma il DM 14/09/2005 nelle tabelle 5.1-XI e XII non fornisce i
valori dei coefficienti per permettere la determinazione delle tensioni limite nel cls a trazione a
compressione) e allo stato limite ultimo. Pertanto in esercizio e per combinazioni di carico rara
(punto 5.1.2.2.2 del DM 14/09/2005, considerato anche il punto 2.7.2 sempre del DM 14/09/2005):
( ) ( ) ( )

= = =
+ + + =
l
1 h
kh EPh Ph
n
2 i
ki EQi Qi i 0 k1 1 EQ 1 Q
m
1 j
kj
EGj Gj
d P Q Q G F

essendo: G
kj
il valore caratteristico delle azioni permanenti (peso proprio, etc);
P
kh
il valore caratteristico della h-esima deformazione impressa (effetto della
temperatura, viscosit ritiro etc);
Q
k1
il valore caratteristico dellazione variabile di base di ogni combinazione;
Q
ki
il valore caratteristico della i-esima azione variabile;
G

=1,0 (0,9 se il suo contributo aumenta la sicurezza);



P
=1,0 (0,9 se il suo contributo aumenta la sicurezza);
Q

=1,0 (0 se il suo contributo aumenta la sicurezza);


EP EQ EG
e ,
sono i coefficienti di modello delle azioni tutti pari a 1, a meno dei
EQ

che possono essere definiti nelle norme relative alle diverse azioni variabili
oi =coefficienti di combinazione pari a 0,6 per la neve;
13
Calcolo dei carichi a metro lineare e dei momenti flettenti
Nel caso in esame la eq. diviene:
neve 0 co sovraccari 0 k k d
Q Q P G F + + + =
in quanto i carichi accidentali sono il sovraccarico e la neve; infatti la normativa consente di
trascurare lazione verticale del sisma su elementi secondari quali i tegoli di copertura (punto 4.6
dellOPCM 3274). Questa scelta opinabile e va chiarita meglio.
OSS: Dalla tabella 5.1-III del DM 14/9/2005 si ricava che
0
pari a 0,6 per la neve e 0,7 per il
sovraccarico accidentale (carichi variabili nei fabbricati per abitazione ed uffici)
Pertanto i carichi distribuiti per metro lineare di trave, risultano essere:
fase di tiro
m / kN 13 , 6 245 , 0 25 A q
tegolo cls tegolo
= = =
m / kN 75 , 2 20 , 2 05 , 0 25 A q
soletta cls soletta
= = =
m / kN 022 , 0 20 , 2 01 , 0 q
tegolo isolante isolante
= = = l
m / kN 06 , 1 20 , 2 03 , 0 16 A q
massetto magro , cls massetto
= = =
m / kN 22 , 0 20 , 2 1 , 0 q
tegolo . imp . imperm
= = = l
m / kN 94 , 0 20 , 2 71 , 0 6 , 0 q q
tegolo s 0 neve
= = = l
fase di esercizio
m / kN 54 , 1 20 , 2 0 , 1 7 , 0 q q
tegolo s 0 co sovraccari
= = = l

kN/m 30 , 1 q q q q
imperm. massetto isolante permanente
= + + =
kN/m 50 , 2 q q q
co sovraccari neve e accidental
= + =
kN/m 7 , 12 q q q
esercizio tiro totale
= + =
14
Calcolo dei momenti flettenti
Quindi si calcolano i momenti in mezzeria considerando il tegolo appoggiato-appoggiato:
Fase di tiro:
kNm 150
8
4 1 6,13

8
L q
M
2
2
3 tegolo
min
=

=
Fase di esercizio:

kNm 4 , 67
8
4 1 2,75

8
L q
M
2 2
3 soletta
soletta
=

=
kNm 9 , 31
8
4 1 ) 22 , 0 06 , 1 (0,022

8
L ) q q (q
M
2
2
3 imperm massetto isolante
permanente
=
+ +
=
+ +
=
kNm 3 , 61
8
4 1 ,50 2

8
L q
M
2 2
3 accident
variabile
=

=
kNm 310
8
4 1 12,7

8
L q
M
2 2
3 totale
max
=

=
15
Calcolo degli sforzi di precompressione (limiti tensionali)
Il calcolo dello sforzo N viene fatto imponendo il rispetto dei limiti dello stato tensionale di trazione
e di compressione allinterno della trave.
Si valuter sia la condizione di tiro che di esercizio. Lo sforzo normale di precompressione sar il
valore pi restrittivo tra i due.
In accordo al D.M. del 14/09/2005 (punto 5.1.8.1.8) allatto della precompressione (al tiro) le
tensioni di compressione non debbono superare il valore:
Rd c , m
ckj
R


dove
mc
=1,7 il coefficiente parziale di sicurezza sul materiale,
Rd
=1,0 il coefficiente di modello
ed R
ckj
la resistenza cilindrica caratteristica a compressione del conglomerato cementizio allatto
dellapplicazione della precompressione.
Sono ammesse tensioni di trazione fino a 0,10R
ckj
fermo restando lobbligo di disporre armature
metalliche che assorbono lintera risultante delle trazioni.
Nelle travi ad armature pretese sono ammesse tensioni di trazione iniziali pari a 0,05R
ckj
, senza
aggiunta di armatura sussidiaria, purch larmatura pre-tesa sia ben diffusa nella zona soggetta a
trazione. Per spessori minori di 50 mm le tensioni normali iniziali sono ridotte del coefficiente

Rd
=1,4.
La R
ckj
, come detto, la resistenza cilindrica a j giorni di stagionatura. Siccome per il
prefabbricatore opera in modo da raggiungere il valore pieno della Rck prima dei 28 gg (attraverso
stagionature precoci a vapore, etc) possiamo considerare Rckj=Rck0,83=46 N/mm
2
.
16
Calcolo degli sforzi di precompressione
La condizione peggiore per il tegolo al tiro sugli appoggi dove non sussiste lalleggerimento del
momento dovuto al peso proprio, il progetto consiste nella determinazione dellarea di trefoli
capace di sviluppare uno sforzo di precompressione tale da soddisfare le seguenti relazioni:



=
o
min , c
sup
o
o
,sup c
W
e
N
A
N
( ) kN 1662
245 , 0
3 , 1
0374 , 0
192 , 0 3 , 1
2280
A
N
W
e
sup
o
o
min , c o
sup , c
=




+

=
o
max , c
inf
o
o
inf , c
W
e
N
A
N
( ) kN 1662
245 , 0
3 , 1
0374 , 0
192 , 0 3 , 1
2280
A
N
W
e
sup
o
o
min , c o
sup , c
=

dove:
2 2
ckj
o
min , c
m / kN 2280 mm / N 28 , 2 83 , 0 55 05 , 0 R 05 , 0 = = = =

; (limite di trazione)
2 2
Rd c , m
ckj o
max , c
m / kN 26900 mm / N 9 , 26
0 , 1 7 , 1
83 , 0 55
R
= =

=

=

; (limite di compressione)
=1,30 (suggerito dallesperienza) un coefficiente che tiene conto della caduta di tensione
elastica allatto del tiro;
e
0
la distanza tra il baricentro geometrico della sezione tegolo e il baricentro dei cavi di
precompressione. e
0
=y
g
-0,145=0,337-0,145=0,192 m;
A larea della sezione del tegolo;
W
sup
il modulo di resistenza della sezione del solo tegolo riferito alla fibra superiore;
W
inf
il modulo di resistenza della sezione del solo tegolo riferito alla fibra inferiore.
Tra i due risultati ottenuti scegliamo il pi limitativo, cio il minore valore di N, fornito dalla prima
relazione: ( ) kN 1402 N
o
sup , c


17
Limiti tensionali in esercizio
Le massime tensioni normali,
c
, di compressione nel conglomerato, nelle condizioni di esercizio a
cadute avvenute, devono rispettare la seguente limitazione:
Ec c , m
ck
c
R


dove:
mc
il coefficiente parziale di sicurezza sul materiale, da assumersi in accordo a quanto
riportato nella Tabella 5.1-XI e
Ec
il coefficiente di modello, da assumersi in accordo a quanto
riportato nella stessa tabella. Per condizioni ambientali ordinarie e combinazione di carico rara

mc
=1,5 e
Ec
=1,4.
Le massime tensioni normali,
c
, di trazione nel conglomerato, nelle condizioni di esercizio, devono
rispettare la seguente limitazione:
c , m
ctk
c
f


con
mc
=3,2 per condizione ambientali ordinarie e condizioni di carico rara per travi ad armatura
pre-tesa, senza aggiunta di armatura sussidiaria, purch larmatura pretesa sia ben diffusa nelle
zone soggette a trazione.
18
Verifiche in esercizio
In esercizio, la sezione pi sollecitata quella di mezzeria,
max , c
T
sup
iabili var . perm carichi
sup
soletta
sup
min
sup
tegolo
,sup c
W
M
W
M
W
M
W
e N
A
N
+ + +

=
+

min , c
T
inf
iabili var . perm carichi
inf
soletta
inf
min
inf
tegolo
inf , c
W
M
W
M
W
M
W
e N
A
N

+ =
+

dove:
( )
2 3 2
3
2
ck ctm flessione , ctk
mm / N 28 , 3 55 27 , 0 7 , 0 2 , 1 R 27 , 0 7 , 0 2 , 1 f 7 , 0 2 , 1 f =

= = (D.M.
09/01/1996 punto 2.1.2)
( ) ( ) ( )
ck ctm flessione , ctk
R 48 , 0 7 , 0 2 , 1 f 7 , 0 2 , 1 f = = (D.M. 14/09/2005 punto 11.1.10.2)
Con:
2 2
c , m
ctk
min , c
m / kN 1020 mm / N 024 , 1
2 , 3
28 , 3 f
= = =

= ;
2 2
Ec c , m
ck
max , c
m / kN 26200 mm / N 2 , 26
4 , 1 5 , 1
55 R
= =

=

=
W
T
sup
il modulo di resistenza della sezione teg+sol riferito alla fibra superiore del tegolo;
W
T
inf
il modulo di resistenza della sezione teg+sol riferito alla fibra inferiore del tegolo;
M
min
il momento dovuto al solo peso proprio del tegolo;
M
soletta
il momento dovuto al solo peso della soletta;
M
carichi perm.+ variabili
il momento dovuto ai carichi permanenti+i carichi variabili;
e=e
o
=y
g
-0,145=0,337-0,145=0,192 m in quanto i cavi sono rettilinei e quindi la stessa
eccentricit che si ha agli appoggi la si ha anche in mezzeria;
19
Verifiche in esercizio (risultati)
( ) kN 17998
245 , 0
1
0374 , 0
192 , 0
26200
0681 , 0
6 , 92
0374 , 0
4 , 67
0374 , 0
150
A
1 e
N
soletta
sup
max , c T
sup
. var . perm
sup
soletta
sup
min
sup , c
W
W
M
W
M
W
M
=

+ +
=

+ +

+

( ) kN 1043
245 , 0
1
0181 , 0
192 , 0
1020
0213 , 0
6 , 92
0181 , 0
4 , 67
0181 , 0
150
A
1 e
N
soletta
inf
min , c T
inf
var . p . c
inf
soletta
inf
min
inf , c
W
W
M
W
M
W
M
=

+ +
=

+ +

+

Tra i due risultati ottenuti scegliamo il pi limitativo, cio il maggiore valore di N, fornito dalla
seconda relazione:
( ) kN 1043 N
inf , c

Ricordando anche laltro limite ritrovato per la fase di tiro, si ha:
kN 1402 N kN 1043
Naturalmente per venire incontro a necessit di tipo economico, conviene considerare N=1043 kN.
20
Scelta dei trefoli
Secondo il D.M. 14/09/2005 le tensioni nei trefoli devono essere limitate ai seguenti (punto
5.1.8.1.10):
s , m
k ) 1 ( p
f
spi


con
12 , 1
s , m
=
(al tiro) (a seconda della tipologia di armatura da precompressione
fili, trecce e trefoli, barre diverso il valore assunto per la tensione di snervamento)
s , m
ptk
f
sp


con
65 , 1
s , m
=
(in esercizio)
essendo:
spi

la massima tensione possibile nellacciaio allatto della precompressione e


sp

la massima tensione ammissibile nellacciaio in esercizio



k ) 1 ( p
f
la tensione caratteristica all1% di deformazione sotto carico e
ptk
f
la tensione
caratteristica di rottura.
Dai cataloghi forniteci, per trefoli a 7fili
2 4 2
k ) 1 ( p
m / kN 10 167 mm / N 1670 f =
2 4 2
ptk
m / kN 10 186 mm / N 1860 f =
con un rapporto di rendimento pari a
898 , 0
4
10 186
4
10 167
f
f
ptk
k ) 1 ( p
=

=

Imponendo le limitazioni dettate dalla normativa si ha:
2
m / kN
4
10 149
12 , 1
4
10 167
s , m
k ) 1 ( p
f
spi
=



2
m / kN
4
10 113
65 , 1
4
10 186
s , m
ptk
f
sp
=



Larea di trefoli necessaria per conferire uno sforzo di precompressione N
0
:
2
4
spi
0
min , spi
cm 10 , 9
10 149
1043 1,3 N
A =

=

Considerando 10 trefoli da 1/2 pollice con diametro nominale di 93 mm
2
si ha:
A
sp
=930 mm
2
21
Verifica in combinazioni di carico quasi permanenti
Si passa ora a verificare il tegolo anche per l altra condizione di carico quasi permanente. Pertanto:
( ) ( ) ( )

= = =
+ + + =
l
1 h
kh EPh Ph
n
2 i
ki EQi Qi i 2 k1 1 EQ 1 Q 21
m
1 j
kj
EGj Gj
d P Q Q G F
Eq. 1
essendo:
G
kj
il valore caratteristico delle azioni permanenti della j-esima azione permanente (peso proprio,
precompressione, etc);
P
kh
il valore caratteristico della h-esima deformazione impressa (effetto della temperatura, viscosit
ritiro etc);
Q
k1
il valore caratteristico dellazione variabile di base di ogni combinazione;
Q
ki
il valore caratteristico della i-esima azione variabile;
G

=1,0 (0,9 se il suo contributo aumenta la sicurezza);


P
=1,0 (0,9 se il suo contributo aumenta la sicurezza);
Q

=1,0 (0 se il suo contributo aumenta la sicurezza);


EP EQ EG
e ,
sono i coefficienti di modello delle azioni tutti pari a 1, a meno dei
EQ

che
possono essere definiti nelle norme relative alle diverse azioni variabili
i
2
=coefficienti di combinazione pari a 0,1 per la neve e 0,3 per i carichi variabili nel caso di
abitazioni ed uffici;
Nel caso in esame la eq.8 diviene:
neve acc k k d
,1Q 0 ,3Q 0 P G F + + + =
22
Momenti in combinazioni di carico quasi permanenti
Pertanto i carichi distribuiti per metro lineare di trave, risultano essere:
fase di tiro
m / kN 13 , 6 245 , 0 25 A q
tegolo cls tegolo
= = =
m / kN 75 , 2 20 , 2 05 , 0 25 A q
soletta cls soletta
= = =
m / kN 022 , 0 20 , 2 01 , 0 q
tegolo isolante isolante
= = = l
m / kN 06 , 1 20 , 2 03 , 0 16 A q
massetto magro , cls massetto
= = =
m / kN 22 , 0 20 , 2 1 , 0 q
tegolo . imp . imperm
= = = l
m / kN 16 , 0 20 , 2 71 , 0 1 , 0 q q
tegolo s 0 neve
= = = l
fase di esercizio
m / kN 66 , 0 20 , 2 0 , 1 3 , 0 q q
tegolo s 0 co sovraccari
= = = l

kN/m 0 , 11 q q q
esercizio tiro totale
= + =
Quindi si calcolano i momenti in mezzeria considerando il tegolo appoggiato-appoggiato:
Fase di tiro: kNm 150
8
4 1 6,13

8
L q
M
2
2
3 tegolo
min
=

=
Fase di esercizio: kNm 4 , 67
8
4 1 2,75

8
L q
M
2 2
3 soletta
soletta
=

=
kNm 9 , 31
8
4 1 ) 22 , 0 06 , 1 (0,022

8
L ) q q (q
M
2
2
3 imperm massetto isolante
permanente
=
+ +
=
+ +
=
( )
kNm 1 , 20
8
4 1 ,16 0

8
L q q
M
2 2
3 acc neve
variabile
=

=
+
=
kNm 5 , 269
8
4 1 11

8
L q
M
2 2
3 totale
max
=

=
23
Verifiche in combinazioni di carico quasi permanenti
In accordo al D.M. del 14/09/2005 (punto 5.1.8.1.8) al tiro per condizioni di carico quasi
permanente valgono le stesse limitazioni viste per la condizione di carico rara. Pertanto inutile
verificare.
Le massime tensioni normali,
c
, di compressione nel conglomerato, nelle condizioni di esercizio
a cadute avvenute (D.M. del 14/09/2005 -punto 5.1.8.1.7), devono rispettare la seguente
limitazione:
Ec c , m
ck
c
R

dove
mc
il coefficiente parziale di sicurezza sul materiale, da
assumersi in accordo a quanto riportato nella Tabella 5.1-XI e
Ec
il coefficiente di modello, da
assumersi in accordo a quanto riportato nella stessa tabella. Per condizioni ambientali ordinarie e
combinazione di carico rara
mc
=1,5 e
Ec
=1,8.
Le massime tensioni normali,
c
, di trazione nel conglomerato, nelle condizioni di esercizio,
devono rispettare la seguente limitazione:
c , m
ctk
c
f

con
mc
che non dato per condizioni di carico
quasi permanente. Quindi si verifica solo il cls in compressione.
Pertanto:
max , c
T
sup
iabili var . perm carichi
sup
soletta
sup
min
sup
tegolo
,sup c
W
M
W
M
W
M
W
e N
A
N
+ + +

=
+

Si ricava:
( )
soletta
sup
max , c T
sup
var . p . c
sup
soletta
sup
min
sup , c
m / kN 13057
245 , 0
1
0374 , 0
192 , 0
20400
0681 , 0
52
0374 , 0
4 , 67
0374 , 0
150
A
1 e
N
W
W
M
W
M
W
M
=

+ +
=

+ +

+
Questa una condizione che non incide nella verifica essendo N venuto negativo.
24
Disposizione dei trefoli
Secondo il D.M. del 5/9/05 (punto 5.1.8.3.1), nel caso di armatura pre-tesa, nella testata i trefoli
devono essere protetti da un ricoprimento di almeno 35 mm. Inoltre facendo rientrare il tegolo nella
comune tipologia di travi, al punto 5.1.6.1.3 del DM 5/9/2005 si dice che la superficie della
armatura resistente principale deve distare almeno 20 mm dalle facce esterne del conglomerato
cementizio.
15 cm
Y
G
=
1
4
,
5

c
m
X
d
'

Supponendo di mettere i trefoli ad una distanza intermedia costante e ricordando che il baricentro
degli stessi a 14.5 cm dal bordo inferiore, possibile scrivere:
cm 5
2
5 . 4 5 . 14
2
' d 5 . 14
x cm 5 . 14 x 2 ' d =

= = + (d=4.5 cm in modo da rientrare nei limiti di


norma)
Si osservi che sovente il sistema di ancoraggio dei trefoli caratterizzato da una griglia con distanza
fissa, generalmente 5 cm.
25
Disposizione dei trefoli
CALCOLO DELLA ECCENTRICITA'
cavo N
oi
No Y
i
M
oi
M
o
Y
or

---- kN kN m kNm kNm m
1 271 0.045 12
2 271 0.095 26
3 271 0.145 39
4 271 0.195 53
5 271
1356
0.245 66
197 0.145

dove:
0 0
N
A
A
N
sp
si
i
=
lo sforzo di precompressione che compete a ciascun livello con
tref si
A 2 A =
area dei trefoli in corrispondenza di ciascun livello;
Y
i
la quota di ciascun livello di trefoli;
M
oi
= N
oi
y
i
momenti flettenti valutati rispetto il lembo inferiore;
Il baricentro delle armature fornito dalla seguente espressione:
m 145 , 0
N
M
y
i 0
i 0
R 0
= =


Esso rappresenta il punto di applicazione della risultante degli sforzi di precompressione.
La tensione nei trefoli per singolo livello :
2 4
max , spi
2 4
si
i 0
spi
m / kN 10 149 m / kN 10 145
000186 , 0
271
A
N
= < = = =

26
Verifica dei trefoli in fase di tiro
Adotteremo un coefficiente di omogeneizzazione pari a:
6 = =
c
f
E
E
n
in realt
5 =
c
f
E
E
n

Considerando n=6 sovrastimiamo le cadute di tensione;
A
c
n A
si
A
ci

m
2
- m
2
m
2

0.245 6 0.00093 0.251
dove: + =
i si c ci
A n A A
Sx,
teg
Y
i
Y
Gi
.
I
xo
Y
G
d
i
Ixo
omogg,
Y
or
e
o
omogg.

m
3
m m m
4
m m m
4
m m
0.045 0.285
0.095 0.235
0.145 0.185
0.195 0.135
0.083
0.245
0.330 6.09E-03 0.337
0.085
6.32E-03 0.145 0.185
dove:
ci
i
i si x
Gi
A
Y A n S
y

+
=
, con Y
i
distanza dello i-esimo trefolo dal bordo inferiore ed S
x
momento statico del tegolo rispetto allasse X passante per il bordo inferiore della sezione;
I
xo
momento di inerzia del solo tegolo;
Y
G
posizione del baricentro della sola sezione del tegolo rispetto al lembo inferiore;
d
i
distanza del trefolo rispetto al baricentro della sezione omogeneizzata Y
Gi
;
( )
2
i
i
si
2
Gi G c 0 x omog , 0 x
d A n y y A I I

+ + =

momento di inerzia della sezione
omogeneizzata rispetto allasse passante per il proprio baricentro;
R 0 Gi
y y e
omog , 0
=
eccentricit dello sforzo di precompressione rispetto al baricentro della
sezione omogeneizzata.
Verifichiamo quindi la sezione al tiro in corrispondenza dellappoggio:
( ) ( )
0
min , c
2
3
Gi
ci
0 0
ci
0 0
cs
2280 m / kN 1345 330 , 0 50 , 0
10 32 , 6
185 , 0 1356
251 , 0
1356
y h
I
e N
A
N
= =

= =

( ) m / kN 26900 kN/m 12150 330 , 0 50 , 0
10 32 , 6
185 , 0 1356
251 , 0
1356
y
I
e N
A
N
0
max , c
2
3
Gi
ci
0 0
ci
0 0
ci
= =

+ = + =


27
CADUTE DI TENSIONE
Unaliquota della tensione impressa alle armature viene persa a causa delle deformazioni lente del
conglomerato e degli stessi acciai utilizzati.
Le cadute di tensione sono di due tipi: quelle legate al sistema e alle modalit di precompressione;
quelle dipendenti dalle caratteristiche visco-elastiche dei materiali.
Pi precisamente:
a) Perdite di tensione dovute a fenomeni istantanei che tendono a diminuire lallungamento
impresso ai fili;
b) Perdite di tensione dovute a fenomeni differiti nel tempo.
Le prime sono dovute al fatto che le armature sono tesate prima del getto e la precompressione
viene impressa, a maturazione avvenuta, mediante laderenza tra acciaio e conglomerato. Ci
comporta che laccorciamento del calcestruzzo corrisponde un identico accorciamento dellacciaio e
quindi una riduzione della tensione iniziale fornita allarmatura. In realt tale caduta nellacciaio
consente la sollecitazione del calcestruzzo.
Le seconde sono di gran lunga pi importanti e insidiose. Esse sono le cadute di tensione per
deformazioni lente o fluage nel calcestruzzo e nellacciaio, dovute ad effetti viscosi (scorrimenti tra
i grani del materiale sotto carico) che dipendono dallo stato di sollecitazione nella struttura; le
cadute corrispondenti al fenomeno del ritiro (variazioni di volume del calcestruzzo dovute alla
presa e allindurimento), che invece sono pressoch indipendenti dallo stato di sollecitazione.
La conseguenza diretta dei fenomeni della viscosit e del ritiro del calcestruzzo sul
comportamento nel tempo degli acciai pretesi quella di ridurre in essi lo stato di
deformazione impresso allatto della messa in tensione e quindi provocare una caduta di
tensione.
28
CALCOLO DELLE CADUTE DI TENSIONE ELASTICHE.
Il calcolo delle cadute di tensione elastiche nei trefoli si esegue riferendosi alla sezione di mezzeria,
poich ivi si massimizzano. Ci si trova inoltre ancora nella fase di tiro, quando cio, al disarmo
della trave, per effetto del peso proprio del tegolo si produce una deformata elastica ed una relativa
curvatura che abbassa il valore della tensione nel trefolo da quello di tesatura iniziale.
trefolo Wc
i

ci

fi

spi
'
spi
N'
oi
M'
oi
Y'
0r
e'
o
omogg.
n m
3
kN/m
2
kN/m
2
kN/m
2
kN/m
2
kN kNm m m
1 0.0222 9940 59639 1458441 1398802 260 11.71
2 0.0269 9145 54869 1458441 1403572 261 24.80
3 0.0342 8350 50099 1458441 1408342 262 37.98
4 0.0469 7555 45330 1458441 1413111 263 51.25
5 0.0746 6760 40560 1458441 1417881 264 64.61
0.1453 0.1844

dove:
) y y (
I
W
i Gi
ci
ci

= ;
i ci
min
i ci
0 0
ci
0
ci
) W (
M
) W (
e N
A
N
+ =
;
ci fi
n = ipotizzando una perfetta aderenza tra calcestruzzo e trefoli, ossia che sia
soddisfatta la relazione
f
=
c

ci spi spi
n ' = ;
si spi i
A ' N =
0

M
oi
=N
oi
y
i ;
m 1453 , 0
N
M
' y
i 0
i 0
R 0
= =


m 1844 , 0 ' y y ' e
R 0 Gi 0
= =
29
CADUTE DI TENSIONE DA RITIRO (D.M. 14/09/05 punto 11.1.10.6)
La deformazione totale da ritiro si pu esprimere come:
ca cd cs
+ =
dove:
cd
la deformazione per ritiro da essiccamento
ca
la deformazione per ritiro autogeno.
Il valore medio a tempo infinito della deformazione per ritiro da essiccamento :
0 c h , cd
k =


dove:
0 c
valutato mediante i valori della Tabella 11.1.Va del punto 11.1.10.6 in funzione di
2
ck ck
mm / N 7 , 45 83 , 0 55 83 , 0 R f = = = e dellumidit relativa pari al 80% (valore
medio rilevato a Napoli nel mese di Febbraio) ed pari a -0,276 (valore interpolato tra
f
ck
=40 e f
ck
=60);
h
k valutato mediante i valori della Tabella 11.1.Vb del punto 11.1.10.6 in funzione di h
0
che la dimensione fittizia (in mm) pari a:
( )
m 123
4000
245000 2
aria ' all esposto o coglomerat in sezione della perimetro
to conglomera in sezione della Area x 2
u
A 2
h
c
0
=

= = =
ed pari a 0,97 (valore interpolato tra h
0
=100 mm e h
0
=200 mm).
Pertanto: ( ) % 0268 , 0 276 , 0 97 , 0 k
0 c h , cd
= = =


Il valore medio a tempo infinito della deformazione per ritiro autogeno
: ( ) ( ) % 0089 , 0 10 10 7 , 45 5 , 2 10 10 f 5 , 2
6 6
ck ca
= = =


In conclusione % 0357 , 0 0089 , 0 0268 , 0
ca cd cs
= = + = .
La perdita di tensione valutata nel seguente modo:
2 6 4
f cs rit , f
m / kN 71757 10 201 10 57 , 3 E = = =


30
CADUTE DI TENSIONE PER FLUAGE ( Eurocode 2 punto 3.1.4 )
Il coefficiente di viscosit (t, t
0
) in relazione con il modulo tangente, Ec, che si pu assumere
pari a 1,05 Ecm. Se non richiesta una grande accuratezza, il valore che si pu ricavare dalla Figura
6 pu essere considerato il coefficiente di viscosit, a condizione che il calcestruzzo sia soggetto a
una tensione di compressione non superiore a 0,45 fck al tempo t
0
, et del calcestruzzo al momento
dellapplicazione del carico. Nello specifico, siccome la tensione limite di compressione in esercizio
(cio nel momento di messa in carico)
ck
ck
Ec c , m
ck
max , c
f 44 , 0
8 , 1 5 , 1
83 , 0
f
R
=

=

= , risulta possibile
determinare il valore del coefficiente di viscosit dal grafico sottostante. Il tempo di messa in carico
t
0
pu variare da 10 gg ad 1 anno a seconda delle necessit. Si suppone che t
0
>100 giorni e quindi si
considera la tangente nellorigine del diagramma di sinistra.

Pertanto (, t
0
)=1,2. A vantaggio di sicurezza si assume (, t
0
)=2,0 ( ) ( )
0
c
0 0 cc
Ec
t , t ,

=
31
CADUTE DI TENSIONE PER RILASSAMENTO ( D.M. 14/9/05 punto 11.2.3.4 )
In assenza di dati sperimentali relativi agli acciai considerati, la caduta di tensione per rilassamento
a tempo infinito ad una temperatura di 20C per una tensione iniziale
ptk spi
f ,75 0 = pu assumersi
pari a:
spi r
, =

18 0 (valore valido per i trefoli e riportato in tabella 11.2.VII), ossia pu essere
valutata in funzione della tensione iniziale. In tal caso bisogna ammettere che al variare di questa, la
caduta vari con legge parabolica. Accettando che per tensioni iniziali inferiori al 50% della tensione
caratteristica di rottura f
ptk
, gli effetti dovuti al rilassamento non producono perdite di tensione, si
pu assumere come legge di variazione la seguente:
r,/spi
0,18
0,75
spi/fptk
0,50

Dalla legge si evince che


r
pu essere valutata a partire da
spi

una volta noto il rapporto


ptk
spi
f

,
ovvero
2
ptk
spi
2
spi
r
5 , 0
f 25 , 0
K



con k = 0,18;
Il valore di k, in realt, molto cautelativo in quanto sovrastima le cadute di tensione anche tenuto
conto che i trefoli usati sono a basso rilassamento.
32
CADUTE DI TENSIONE PER RILASSAMENTO ( D.M. 14/9/05 punto 11.2.3.4 )
Avendo a disposizione anche prove a lunga durata possiamo utilizzare la seguente espressione
fornita dalle norme:
) ( C
1000 r rt rt r
+ =

(12)
essendo:
1000 r
la caduta per rilassamento da catalogo per % 2,0 ore 1000 t = ;
rt
la caduta per rilassamento da catalogo per ) ore 5000 t ( % 6 , 2 ore 2000 t = ;
C coefficiente tabellato dipendente da t e pari a 3 per t=5000 ore;
per cui la (12) fornisce:
( ) k 044 , 0 020 , 0 026 , 0 3 026 , 0
) ( C
spi
1000 r rt rt
spi
r
= = + =

+
=




Pertanto lecito assumere a vantaggio di sicurezza k = 0,05 ed in definitiva si ha:
( )
2 2
2
6
2
ptk
spi
2
spi r
m / kN 69750 5 , 0 75 , 0
25 , 0
05 , 0
10 395 , 1 5 , 0
f 25 , 0
K
= =

=

dove
ptk spi
f 75 , 0 = in quanto
75 , 0 78 , 0
f
ptk
tiro , spi
> =

;
33
Stato tensionale dei trefoli a cadute di tensione avvenute
Per tenere conto dellinfluenza reciproca tra le cadute di tensione per ritiro e viscosit del
conglomerato cementizio, indicate globalmente con la notazione
ssf
e la caduta per rilassamento
dellacciaio


r
, si pu adottare la seguente espressione (punto 5.1.8.1.5 del DM 14/09/2005):


=

spi
ssf
r r
5 , 2 1 '

dove


r
' rappresenta la minore caduta per il rilassamento dellacciaio.
spi
la tensione di esercizio nei trefoli;
Le tensioni di esercizio nei trefoli sono infine:

=
r fl rit spi spi
' '

fi
EL

rit

fi
FL

ril()

TOT

sp

kN/m
2
kN/m
2
kN/m
2
kN/m
2
kN/m
2
kN/m
2

59639 51696 54990 238081 1220360
54869 53061 54826 234513 1223928
50099 54425 54663 230945 1227496
45330 55790 54500 227377 1231064
40560
71757
57155 54337 223809 1234632
La verifica dello stato tensionale nel trefolo richiede che sia
2 4
ptk
sp
m / kN 10 113
65 , 1
f
=

OSS.: la verifica tensionale non risulta essere soddisfatta. Tuttavia tenendo presente che al punto
4.3.4.10 del DM 9/1/96 detto che negli acciai da pretensione possono ammettersi, per effetto dei
sovraccarichi, incrementi dei limiti massimi di tensione pari a 0,06 f
ptk
, possiamo concludere che:
2 4
ptk
ptk
sp
m / kN 10 124 f 06 , 0
65 , 1
f
= +

34
VERIFICHE IN FASE DI ESERCIZIO
La posizione del centro degli sforzi di precompressione determinata allo stesso modo di come
fatto in precedenza, portando per questa volta in conto anche le cadute di tensione. I risultati sono
illustrati sinteticamente nella tabella che segue:

sp
N
i
M
i
N M Y
r
e
omog.
No/N
kN/m
2
kN kNm kN kNm m m %
1220360 227.0 10.21
1223928 227.7 21.63
1227496 228.3 33.11
1231064 229.0 44.65
1234632 229.6 56.26
1142 166 0.145 0.184 1.19
Dove: ;
i i i
Y N M = con Y
i
distanza della i-esima linea dei trefoli dal bordo inferiore;
spi si i
A N =

i i
M M = e
i i
N N = ;
N
M
Y
r
=

R Gi omog
Y y e =

OSS.: il rapporto N/N
0
=1,19 ci dice che le cadute di tensione ipotizzate (=1,3) risultano minori di
quelle effettive.
Per le verifiche in esercizio distinguiamo tra le due condizioni di carico rara e condizione di carico
quasi permanente.
In ogni caso le tensioni normali di esercizio, al lembo superiore e inferiore sono calcolate come:
omog
sol teg , s
var perm
omog
teg , s
sol
omog
teg , s
min
omog
teg , s
omog
ci
cs
W
M M
W
M
W
M
W
Ne
A
N
+
+
+ + + =

omog
sol teg , i
var perm
omog
teg , i
sol
omog
teg , i
min
omog
teg , i
omog
ci
ci
W
M M
W
M
W
M
W
Ne
A
N
+
+
+ =

dove: N lo sforzo normale in esercizio (cio considerate anche le cadute di tensione);
A
ci
larea della sezione omogeneizzata costituita dal tegolo e dai trefoli;
e
omog

leccentricit dello sforzo di precompressione rispetto al baricentro della sezione
tegolo + trefoli omogeneizzata e considerando anche le cadute di tensione;
omog
teg , s
W e
omog
teg , i
W il modulo di resistenza della sezione omogeneizzata tegolo+trefoli rispetto
al lembo superiore ed inferiore del tegolo;
omog
sol teg , s
W
+
e
omog
sol teg , i
W
+
il modulo di resistenza della sezione omogeneizzata
tegolo+trefoli+soletta rispetto al bordo superiore ed inferiore del tegolo;
35
VERIFICHE IN FASE DI ESERCIZIO
condizioni di carico rara
N A
ci
e
omog.
omog
teg , s
W
. omog
teg , i
W
. omog
sol teg , s
W
+

omog
sol teg , i
W
+
.

cs

ci

kN
m
2

m
m
3
m
3

m
3
m
3
kN/m
2
kN/m
2

1142 0.251 0.184 0.0371 0.0192 0.0678 0.0228 6108 126
I limiti tensionali sono (condizioni ambientali ordinarie):
2 ck
cs
m / kN 26190
4 , 1 5 , 1
R
=


2 ctk
ci
m / kN 1030
6 , 1
f
=
condizioni di carico quasi permanente
N A
ci
e
omog. omog
teg , s
W
. omog
teg , i
W
. omog
sol teg , s
W
+

omog
sol teg , i
W
+
.

cs

ci

kN m
2
m m
3
m
3
m
3
m
3
kN/m
2
kN/m
2

1142 0.251 0.184 0.0371 0.0192 0.0678 0.0228 5506 1920
I limiti tensionali sono (condizioni ambientali ordinarie):
2 ck
cs
m / kN 20370
8 , 1 5 , 1
R
=


Evidentemente quello che cambia tra le due condizioni di carico il momento M
perm
+M
var
che
vengono calcolati con coefficienti di combinazione differenti.
Le verifiche risultano entrambe soddisfatte!
36
VERIFICA ALLO STATO LIMITE ULTIMO PER
SOLLECITAZIONE TAGLIANTE
La consuetudine progettuale suggerisce di verificare la trave in calcestruzzo armato precompresso
come una trave in cemento armato normale per una distanza pari a 70 dallappoggio. Tale
prescrizione discende dal ritenere inefficace la precompressione allinterno della suddetta distanza.
La combinazione di carico da considerare la seguente:
( ) ( ) ( )

= = =
+ + + =
l
1 h
kh EPh Ph
n
2 i
ki EQi Qi i 0 k1 1 EQ 1 Q
m
1 j
kj
EGj Gj
d P Q Q G F
(10)
essendo:
G
k
il valore caratteristico delle azioni permanenti;
P
k
il valore caratteristico della eventuale forza di precompressione;
Q
1k
il valore caratteristico dellazione di base di ogni combinazione;
Q
ik
i valori caratteristici delle altre azioni variabili tra loro indipendenti;
G
=1,4 (0,9 se il suo contributo aumenta la sicurezza);
Q

=1,5 (0 se il suo contributo aumenta la sicurezza);


P
=1,2 (0,9 se il suo contributo aumenta la sicurezza);
1
EQ EP EG
= = =
(tabella 5.1-II del DM 14/09/2005)
6 , 0
neve 0,
=

7 , 0
richi 0,sovracca
=

Nel caso in esame la (10) diviene:
neve
, k k co sovraccari k, k d
Q 6 , 0 5 , 1 0,9P 1,5Q G 1,4 F + + + =
37
VERIFICA ALLO STATO LIMITE ULTIMO PER
SOLLECITAZIONE TAGLIANTE
Il massimo valore del taglio si ha ovviamente sullappoggio laddove come detto non si considera
lazione della precompressione. Si ha quindi:
peso tegolo l
q

g

0
q
---- kN/m
2
m ---- ---- ---- kN/m
proprio 2.78 ---- 1.4 ---- 8.58
soletta 1.25 ---- 1.4 ---- 3.85
isolante 0.01 ---- 1.4 ---- 0.03
massetto s=2 cm 0.48 ---- 1.4 ---- 1.48
imperm. 0.10 ---- 1.4 ---- 0.31
sovraccarico 1.00 1.5 ---- 0.7 3.30
neve 0.71
2.200
1.5 ---- 0.6 1.41
totale 19.0
Il taglio sollecitante di calcolo :
kN 133
2
14 19
2
L q
V
3 ult
sdu
=

= =

Tale valore deve essere confrontato con il taglio resistente di calcolo allo stato limite ultimo
Rdu
V .
La resistenza a taglio
Rdu
V di elementi strutturali dotati di specifica armatura a taglio deve essere
valutata sulla base di una adeguata schematizzazione a traliccio (DM 14/9/2005-punto 5.1.2.1.6.2).
Gli elementi resistenti dellideale traliccio sono: le armature trasversali, le armature longitudinali, le
bielle di conglomerato cementizio. Secondo il D.M. 9/1/96 (p. 4.2.2.3.1) per valutare la resistenza a
compressione delle bielle inclinate di conglomerato si pu usare la seguente espressione:
kN 133 V kN 1027 d b f 30 , 0 V
sdu w cd Rdu
= << = =
in cui b
w
=2b=30 cm
cd
f resistenza di calcolo a compressione;
d altezza utile;
38
CALCOLO DELLE ARMATURE TRASVERSALI DANIMA
Il calcolo viene eseguito imponendo il soddisfacimento della seguente espressione fornita dalle
norme ( D.M. 9/1/96 par. 4.2.2.3.2):
wd cd sdu
V V V +
in cui:
cd
V la resistenza a taglio offerto dal calcestruzzo dovuti ai vari meccanismi resistenti che si
sviluppano in esso: = d b f , V
w ctd cd
6 0
dove:
f
ctd
= resistenza a trazione di calcolo del calcestruzzo;
d = laltezza utile;
=un coefficiente che tiene conto della presenza di un eventuale sforzo normale;
wd
V la resistenza a taglio offerta dallarmatura trasversale danima:
) cos sen (
s
d 90 , 0
f A V
ywd sw wd
+ =

dove:
A
sw
= area dellarmatura trasversale;
f
ywd
=resistenza a trazione di calcolo dellarmatura;
s= passo delle staffe;
= inclinazione dellarmatura trasversale rispetto allasse della trave;
39
CALCOLO DI V
cd

Considerando che
9 , 0 6 , 1
f f
f
ctk
r c , m
ctk
ctd

=

=
(DM 14/9/05 punto 5.1.2.1.4.2) e che
( )
bk ctm ctk
R 48 , 0 7 , 0 f 7 , 0 f = =
(DM 14/9/05 punto 11.1.10.2), si ricava:
( )
2 bk
r c , m
ctk
ctd
mm / N 73 , 1
9 , 0 6 , 1
R 48 , 0 7 , 0
f
f =


=

=

La resistenza di calcolo aumenta se presente flessione, cio
ctm cfm
f 2 , 1 f = ed infine:
2
ctd
mm / N 08 , 2 73 , 1 2 , 1 f = = e risulta dunque:
kN 133 1 355 , 0 3 , 0 2080 6 , 0 d b f 6 , 0 V
w ctd cd
= = =
CALCOLO DI V
wd

IL DM 9/1/96 al punto 4.2.2.3.2, chiarisce che laliquota di resistenza tagliante V
wd
non pu
essere inferiore alla met del taglio di calcolo. Pertanto: kN 3 , 66
2
V
V
sdu 1 min
wd
= =
Quindi dallespressione di normativa, una volta fissato il tipo di staffa, si pu calcolare il passo
minimo dell armatura trasversale danima.
Si ha infatti
wd
ywd sw
V
d , f A
s
90 0

Se utilizziamo staffe 10 FeB44k
m 10 03 , 5 A
5
10

=
2 4
10 sw
m 10 01 , 2 A 4 A

= = (staffe a 4 braccia)
2 3
s
yk
ywd
m / kN 10 374
15 , 1
430000
f
f = =

=

quindi: m 36 , 0 s
min
=
40
Minimi di normativa per le staffe
Le verifiche a taglio risultano soddisfatte se adottiamo staffe 8 con un passo di 35cm.
La normativa fornisce alcune limitazioni sul passo delle staffe (par. 5.1.8.2.2 del D.M. 14/9/05):
1) b 5 , 1 metro per A
sw
[mm
2
], essendo b=30 cm
2 sw
mm 450
ml
A


Se poniamo una staffa ogni 35 cm, per metro lineare si avranno:
mm 287
35 , 0
A 2
A
8
sw
= =

ovvero unarea insufficiente;
Ponendo s=20 cm
! OK mm 450 mm 502
20 , 0
A 2
A
8
sw
> = =


2) almeno3 staffe al metro lineare
3) d , s 8 0 che nel nostro caso con d = 0,355 m cm 4 , 28 5 , 35 8 , 0 s =
In prossimit degli appoggi (per una lunghezza pari allaltezza utile della sezione) devono essere
applicate le prescrizioni contenute nel par. 5.1.6.1.2 del DM 14/9/2005 (OSS. Queste regole
valgono in realt per il c.a. ordinario, ma abbiamo gi osservato che nei primi 70 diametri siamo in
questa condizione):
long
s 12
con
long

diametro minimo dellarmatura longitudinale (nel nostro caso dei


trefoli) cm 15 25 , 1 12 s = .
Pertanto: in appoggio adotteremo per l=d=40 cm staffe 8 con un passo s=15 cm;
per il resto della trave staffe 8 con un passo s=20 cm;
OSS.1: in zona sismica esistono prescrizioni pi restrittive di quelle sopra considerate. Tuttavia si
ritiene il tegolo un elemento secondario per cui queste considerazioni non valgono. A
riprova di questo al punto 5.1.6.1.2 del DM 14/9/2005 si parla di nodo strutturale che
quindi un nodo continuo e non certamente lappoggio di un tegolo sulla trave a sezione
variabile.
OSS.2: ovvio che la verifica a taglio nella zona in cui agisce la precompressione sicuramente
soddisfatta. Si ricordi, infatti, che nellespressione di V
cd
compare il termine che assume
valori compresi tra 1 e 2. Del resto ben noto che leffetto della precompressione benefico
per il taglio.
41
VERIFICA A FESSURAZIONE
La formazione delle fessure, in unopera realizzata in cemento armato, da ritenersi una ovvia
conseguenza delle condizioni di lavoro dei due materiali (acciaio e calcestruzzo) che coesistono
nella struttura. Daltra parte, quadri fessurativi eccessivi e diffusi sono certamente da evitarsi, in
quanto favoriscono laggressione di agenti esterni nei confronti delle armature, la cui ossidazione
risulta tanto pi rapida ed intensa quanto pi lambiente chimicamente acido.
Nasce cos il problema, attesa la impossibilit di eliminarle, di limitare le ampiezze delle lesioni in
funzione delle condizioni di esercizio della struttura, condizioni di carico, nonch della sensibilit
degli acciai alla corrosione.
Secondo il D.M. 14/9/05 (punto 5.1.2.2.6.1) per assicurare la funzionalit strutturale bisogna
considerare i seguenti tre stati limite diversi:
1. stato limite di decompressione,nel quale, per la combinazione di carico scelta, la tensione
normale nella fibra ovunque di compressione ed al pi uguale a 0;
2. stato limite di formazione delle fessure nel quale, per la combinazione di carico scelta si
accettano sollecitazioni di trazione nel conglomerato purch inferiori a:
m
ctk
t
f



3. stato limite di apertura controllata delle fessure, con il quale, per la combinazione di azioni
prescelta, il valore caratteristico di apertura della fessura calcolato al livello considerato
pari a un valore nominale prefissato:
w
1
= 0,1 mm
w
2
= 0,3 mm
w
3
= 0,4 mm
42
VERIFICA A FESSURAZIONE
Nelle verifiche bisogna considerare le seguenti combinazioni di azioni:
- azioni quasi permanenti;
- azioni frequenti;
- azioni rare;
Dal prospetto 5.1-X della norma si desumono i criteri di scelta dello stato limite considerato in
relazione alla nostra condizioni ambientali ordinarie ed armatura sensibile (i trefoli sono considerati
sensibili alla corrosione).
Stato limite w
k
Condizioni
ambiente
Combinazioni delle
azioni
apertura delle fessure
2
w frequente
apertura delle fessure
1
w
Ordinarie
quasi permanente
La verifica per combinazione di carico quasi permanente gi soddisfatta per lo stato limite di
decompressione, poich si considerata trazione nulla al lembo inferiore
Bisogna verificare che, per condizioni di carico frequente, risulti:
mm 3 , 0 w w
2 d
=
essendo w
d
il valore caratteristico di calcolo di apertura delle fessure nella zona di efficacia delle
armature ed fornito dalla seguente espressione (punto 5.1.2.2.6.6 del DM 14/09/2005):
m d
w 7 , 1 w =
dove w
m
lampiezza media delle fessure, calcolata come prodotto della deformazione media delle
barre darmatura
sm
per
sm
che rappresenta la distanza media tra le fessure (
sm sm m
w = )
43
CALCOLO DELLE FESSURE
Il calcolo della distanza media delle fessure pu essere effettuato utilizzando formule semi-
empiriche come quella suggerita dallEC2 ( parte I-1 par. 4.4.2.4):
r
2 1 sm
K K 25 , 0 50

+ =
in cui: K
1
= coefficiente che tiene conto delle propriet daderenza delle barre pari a 0,8 per barre
ad aderenza migliorata;
K
2
= coefficiente che tiene conto della forma del diagramma delle deformazioni pari a 0,5
per la flessione;
=diametro delle barre espresso in millimetri (nel caso siano presenti pi diametri si
considera il valore medio);

r
= rapporto di armatura efficace pari a
eff , c
s
r
A
A
= ove A
s
larea dellarmatura contenuta
nellarea tesa efficace A
c,eff
.. Larea efficace A
c,eff
larea di calcestruzzo che circonda le
armature tese; in genere si assume:
217 , 0 145 , 0 5 , 2 60 , 0 Y 5 , 2 b A
r w eff , c
= = = 0043 , 0
217 , 0
00093 . 0
A
A
eff , c
s
r
= = =
cm 35 mm 342
0043 , 0
5 , 12
5 , 0 8 , 0 25 , 0 50 K K 25 , 0 50
r
2 1 sm
= + =

+ =
Per calcolare la deformazione media lEC2 propone la seguente relazione (che tiene conto
delleffetto del tension stiffening):

=
2
s
cr
2 1
s
s
sm
1
E

essendo:
s
la tensione calcolata nellarmatura nella sezione fessurata;

cr
la tensione nellarmatura tesa calcolata nella sezione fessurata nella condizione di
carico che induce la prima fessura (momento di prima fessurazione);

1
il coefficiente che tiene conto delladerenza delle barre pari a 1,0 per barre ad
aderenza migliorata;

2
il coefficiente che tiene conto del carico (
2
= 0,5 per carichi di breve durata e pari
a 1,0 per carichi di lunga durata o ciclici; (con i primi si considerano gli effetti del
fluage con i secondi la perdita di aderenza);
44
VERIFICA A FESSURAZIONE
Stato limite w
k
Condizioni
ambiente
Combinazioni delle
azioni
apertura delle fessure
2
w frequente
apertura delle fessure
1
w
Ordinarie
quasi permanente

La combinazione di carico frequente la seguente:
( ) ( ) ( )

= = =
+ + + =
l
1 h
kh EPh Ph
n
2 i
ki EQi Qi i 2 k1 1 EQ 1 Q 11
m
1 j
kj
EGj Gj
d P Q Q G F

che nel caso specifico si particolarizza nelle:
neve sovrac
k k d Q 1,0 1,0 ,3 0 Q 1,0 1,0 ,3 0 0,9P G F + + + =
neve sovrac
k k d Q 1,0 1,0 ,1 0 Q 1,0 1,0 ,5 0 0,9P G F + + + =

Le due combinazioni differiscono solo per gli ultimi due termini,perci confrontiamo questi ultimi:
m / kN 744 , 0 94 , 0 3 , 0 54 , 1 3 , 0 Q ,3 0 Q ,3 0
neve sovrac
= + = +
m / kN 864 , 0 94 , 0 1 , 0 54 , 1 5 , 0 Q ,1 0 Q ,5 0
neve sovrac
= + = +
In definitiva la combinazione da usare per la verifica :
neve sovrac
k k d Q 1,0 1,0 ,1 0 Q 1,0 1,0 ,5 0 0,9P G F + + + =
A questo punto importante osservare che la verifica in esercizio eseguita al lembo inferiore per
combinazione di carico rara conduce ad avere
min , c
2
ci
m / kN 126 > = e quindi la trazione
ipotizzata risulta inferiore a quella sopportabile del calcestruzzo, cio non si creano lesioni.
Ci ci assicura lassenza della fessurazione anche per combinazione di carico frequente che risulta
meno severa di quella rara. Per questo motivo risulta inutile procedere al controllo delle aperture
delle fessure.
45
VERIFICA ALLO STATO LIMITE ULTIMO PER
FLESSIONE
Gli stati limite sono delle situazioni a partire dalle quali la costruzione o una delle sue parti cessa di
assolvere la funzione alla quale era destinata, e per la quale era stata progettata e costruita.
La verifica consiste nel valutare le resistenze di progetto e constatare che esse siano maggiori delle
sollecitazioni di progetto derivanti dallapplicazione delle azioni esterne di progetto.
La verifica condotta tenendo conto delle seguenti ipotesi (D.M. 14/9/2005 -punto 5.1.2.1.5.1):
a) conservazione delle sezioni piane;
b) deformazione massima del calcestruzzo compresso pari a 0,0035 nel caso di flessione
semplice o composta con asse neutro reale, e variabile dal valore predetto a 0,002, quando
lasse neutro, esterno alla sezione, tende allinfinito;
c) deformazione massima dellarmatura tesa (contata a partire dalla decompressione del
calcestruzzo se si tratta di armature di precompressione) +0,01.
I diagrammi di calcolo tensione-deformazione del calcestruzzo sono, di norma del tipo parabola
rettangolo. Larco di parabola, di grado secondo, passante per lorigine con lasse parallelo a
quello delle tensioni; allascissa 0,002 si ha il vertice della parabola; lordinata massima f
cd
.
Dallascissa 0,002 a 0,0035 il diagramma costituito da una retta parallela alle ascisse tangente nel
punto di massimo alla parabola.
In virt delle limitazioni indicate per le deformazioni del calcestruzzo e dellacciaio si possono
individuare sei diverse regioni nelle quali potr trovarsi la retta di deformazione.
Il calcolo del momento ultimo sar condotto considerando la sezione di mezzeria nella condizione
di esercizio.
46
Deformazioni iniziali e decompressione nei trefoli
I trefoli ed il cls sono sollecitati in fase di esercizio di conseguenza si configurano gi deformati.
Tale deformazione deve essere considerata nel calcolo del momento ultimo in quanto rappresenta
una risorsa del materiale gi sfruttata che pu anticipare la crisi.
La deformazione dellacciaio per decompressione del cls, alle varie quote di livello laddove ci sono
i trefoli data da:
omog
teg , j
omog
ci
cj
W
Ne
A
N
+ =

dove: N lo sforzo normale in esercizio (cio considerate anche le cadute di tensione);
A
ci
larea della sezione omogeneizzata costituita dal tegolo e dai trefoli;
e
omog

leccentricit dello sforzo di precompressione rispetto al baricentro della sezione
tegolo + trefoli omogeneizzata e considerando anche le cadute di tensione;
omog
teg , j
W il modulo di resistenza della sezione omogeneizzata tegolo+trefoli rispetto alla
quota del trefolo jesimo;
trefolo
omog
teg , j
W
cj
Ec
cj

n m
3
kN/m
2
kN/m
2
----
1 0.0222 14040 0.0332%
2 0.0269 12374 0.0292%
3 0.0342 10709 0.0253%
4 0.0469 9043 0.0213%
5 0.0746 7378
42272331
0.0174%

Invece le tensioni iniziali nei trefoli valgono (considerato anche le cadute di tensione):

sp
Es

spj

kN/m
2
kN/m
2
----
1220360 0.6071%
1223928 0.6089%
1227496 0.6107%
1231064 0.6125%
1234632
210000000
0.6142%
per cui i valori di
spj
e di
cj
andranno sommati alla deformazione relativa alla condizione di rottura,
che, come indicato dalla norma, contata a partire dalla decompressione del calcestruzzo.
47
CALCOLO DEL MOMENTO ULTIMO
Il calcolo del momento ultimo sar condotto, come consentito dalla norma, attraverso lipotesi
semplificativa di stress block (DM 14/9/05 punto 5.1.2.1.5.2), ossia assumendo le tensioni di
compressione nella sezione pari al valore massimo di schiacciamento per il cls (f
cd
) agenti fino ad
una profondit di 0.8 x
c
(essendo x
c
la profondit dell asse neutro dal lembo superiore).

Detto ci attraverso un procedimento per tentativi (ipotizzando una condizione di rottura),
determiniamo la posizione dellasse neutro:
I. Rottura bilanciata
(sia il cls che il ferro hanno raggiunto la deformazione massima consentita).
Si pone
s1
= 0.01 (deformazione ultima dell acciaio del trefolo pi in basso) ed
c
= 0.0035
(deformazione ultima del calcestruzzo) e per lipotesi di conservazione delle sezioni piane il
diagramma delle deformazioni lineare; dunque noto il valore della profondit dellasse
neutro:
m 131 . 0
5 . 3 10
5 . 3 ) 045 , 0 5 , 0 05 , 0 (
5 . 3 10
5 . 3 ) y h s (
x
00
0
00
0
00
0
00
0
00
0
00
0
1
c
=
+
+
=
+
+
=
con: s = spessore della soletta;
h = altezza del tegolo;
y
1
= altezza della prima fila di trefoli dal bordo inferiore
48
I. Rottura bilanciata
Nota la profondit dell asse neutro possiamo calcolarci le deformazioni ultime subite dalle file di trefoli
superiore alla prima.Detta y
i
la quota dal lembo inferiore della generica coppia di trefoli risulta:
) (
10 ) (
*
1
00
0
y x h s
y x h s
c
i c
si
+
+
= avendo indicato con *
si
la deformazione della generica fila di trefoli.
trefolo x
c
Y
i
h
tot

*
si

n m m m ----
1 0.045 0.0100
2 0.095 0.0087
3 0.145 0.0073
4 0.195 0.0060
5
0.1309
0.245
0.55
0.0047
Sommando quella appena calcolata al valore di esercizio della deformazione da pretensione ed a quella di
decompressione del cls (
si
=*
s
+
sp
+
ci
); Si ottiene:
trefolo

spi

ci

*
si

si

n ---- ---- ---- ----
1 0.0061 0.0003 0.0100 0.0164
2 0.0061 0.0003 0.0087 0.0150
3 0.0061 0.0003 0.0073 0.0137
4 0.0061 0.0002 0.0060 0.0123
5 0.0061 0.0002 0.0047 0.0110
Nota la deformazione finale possiamo ricavarci la tensione di lavoro di ogni trefolo, dal legame costitutivo
dellacciaio. Per tale fine calcoliamo la deformazione di snervamento dei trefoli:
00
0
5
3
s s
k ) 1 ( pt
s
ptd
ys
22 , 7
10 2100
1
15 . 1
10 1670
E
1

f
E
f
=

= = =
evidente che sar

<

=
ys si si s
ys si ptd
per E
per f
si

Nota la tensione di ogni singolo trefolo, detta A
si
=0.000186 mq l area della singola coppia di trefoli,
noto lo sforzo di trazione che sollecita la sezione, essendo kN 1351 A T
4
1 i
si si
= =

=

Resta dunque da calcolare lo sforzo di compressione agente, che stante lipotesi di STRESS-BLOCK
fornisce: kN 5031 C = , da cui si vede chiaramente che la condizione di rottura ipotizzata non soddisfa
lequilibrio alla traslazione della sezione in quanto:C/T=3.72
49
I. tentativo
A questo punto conservando le stesse ipotesi di rottura e cio che il trefolo a livello 1 abbia una deformazione pari
all1%, ma procedendo per tentativi nel fissare il valore di x
c
, si arriva a determinare il valore che soddisfa l
equilibrio alla traslazione della sezione.
La soluzione x
c
= 0.0583 m con C=T=1351 kN
Rispettato lequilibrio, si pu procedere al calcolo del momento ultimo. A tal proposito occorre determinare il
braccio della coppia interna h*, che pu semplicemente calcolarsi con la seguente :
h*=(s+h)-yy
c,sup
=0,50+0,05-0,145-0,0292=0,376 m
essendo: y
c,sup
=0.4 x
c
=0,0292 m la distanza dal lembo superiore della risultante delle compressioni;
y=0,145 m la distanza del baricentro delle trazioni dal lembo inferiore (evidentemente poich in
tutti i trefoli la tensione la stessa, la distanza dal centro degli sforzi dal lembo inferiore della
sezione proprio pari alla distanza del baricentro geometrico dei trefoli dal lembo inferiore)
Pertanto il momento ultimo :
kNm 510 376 , 0 1351 * h T M
Rdu
= = =
Il valore del momento ultimo sollecitante si calcola invece a partire dal valore del carico ultimo gi valutato nella
verifica a taglio:
kNm 466
8
14 19
8
L q
M
2 2
3 u
Sdu
=

=
Si pu concludere che la verifica allo SLU soddisfatta.
50
CALCOLO DEL MOMENTO ULTIMO NEI 70
Come gia chiarito in precedenza, in un tratto di lunghezza pari a 70=70x0.0125 =0.875 m dall appoggio, la
trave in precompresso va calcolata e verificata come una trave in cemento armato normale.
Risulta, quindi, necessaria unarmatura inferiore aggiuntiva che sia idonea ad assorbire la massima sollecitazione
flessionale che in questo tratto si manifesta. La sezione pi sollecitata proprio quella distante 70 dall
appoggio.
M
sud,(70)
=V
sdu
x70 - q
ult
(70)
2
/8 =109 kNm
La sezione non cambia dal punto di vista geometrico rispetto a quella di mezzeria, la sollecitazione per subisce
una diminuzione , ci vuol dire che l asse neutro sar meno profondo rispetto alla mezzeria e quindi sicuramente
compreso all interno dello spessore della soletta.
Pu porsi:
M
ult
= Cxd* = B 0,8 x
c
f
cd
(s+h-c-0.4x
c
)
Essendo d* il braccio della coppia interna e c il copriferro dell armatura longitudinale aggiuntiva che verr
introdotta nel tratto iniziale di trave. Ipotizzando un valore di x
c
e reiterando fino a quando tale valore non
consente di avere un
( )

70 Sdu ult
M M si ottiene (per un copriferro c=4 cm):
x
c
=0,009 m
Si pu quindi calcolare larmatura dolce occorrente ad assorbire lo sforzo di T=C=215 kN
T=C f
syd
Af
cal.
ferri Af
eff.

kN kN/m
2
cm
2
---- cm
2

215 373913 5.8 414 6.16
Come mostrato dalla tabella occorrono 4 barre 14.
51
LUNGHEZZA DI ANCORAGGIO.
La tensione di aderenza di calcolo vale (D.M. 14/9/2005 punto 5.1.2.1.4.4):
6 , 1
f f
f
bk
c , m
bk
bd
=

=
Il valore di f
bk
non specificato nel D.M. 14/09/2005, tuttavia al punto 5.1.2.1.10 detto che la lunghezza di
ancoraggio deve essere in ogni caso non inferiore a 20 diametri con un minimo di 150 mm. Nel caso specifico:
cm 30 assume si cm 28 4 , 1 20 0 2
14 anc
= = = l
Oss.: se si fosse usato i limiti della tensione di aderenza del DM 9/1/96 punto 5.3.3 e cio
2 ctk
m
ctk
bd
m / kN 3738
5 , 1
f
25 , 2
f
25 , 2 f = =

= si sarebbe avuta la seguente lunghezza di ancoraggio:


cm 33 , 0
f
T
bd
barra gola sin
anc
=

= l
52
CALCOLO DEL MOMENTO ULTIMO NEI 70 (traslazione)
Bisogna osservare, invero, che il DM 9/1/96 al punto 4.2.2.3.3 considera la traslazione del diagramma del
momento. Questo significa che al verifica svolta sempre nella sezione a 70 dallappoggio, si esegue traslando il
diagramma del momento flettente.Lo schema resistente ipotizzato il seguente:
4
5

1 2
T
C

Come si vede, l armatura nella sezione 1 deve equilibrare un momento presente nella sezione 2, per tale motivo
si trasla il diagramma dei momenti. Il del momento traslato si calcola come da normativa:
M(V)
sdu,(70)
=M
sdu,70
+ V
sdu,70
a
1

essendo: a
1
= 0.9d (1-cotg) = 0.9d (=90 = inclinazione delle staffe)
d = altezza utile della sezione
V
sdu,70
= V
sdu,appoggio
q
ult
x70 =132,7 19*0.875=116,1 kN
Si ripete dunque il progetto dell armatura longitudinale pedissequamente a come svolto nel capitolo precedente.
Se ne riportano sinteticamente i risultati:
Calcolo armatura lenta
T=C f
syd
Af
cal.
ferri Af
eff.

kN kN/m
2
cm
2
---- cm
2

321 373913 8.6 416 8.05

Calcolo lunghezza di ancoraggio
f
ctk

c
f
bd
n barre T
sing. barra

barre
l
1
l
anc.

kN/m
2
---- kN/m
2
---- kN mm m m
2492 1.5 3738 4 80.28 16 0.43 0.45