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7 Statica delle travi

7 Statica delle travi


7.1 Forze esterne
Si consideri un generico corpo tridimensionale. Si assume che su di esso
agiscono i seguenti tipi di forze esterne:

forze di volume b = b(x): B 3 x 7 ! V; dimensionalmente si ha [b] =


[F L 3 ];

forze di superficie s = s(x): @B 3 x 7 ! V; dimensionalmente si ha


[s] = [F L 2 ].

Si consideri ora una trave (figura 7.1). Nellambito della teoria monodimen-

figura 7.1

sionale in oggetto si eettua una riduzione statica del sistema di forze agente
sulla trave. In altri termini (figura 7.1) si vuole determinare un sistema di for-
ze definite sullasse della trave tale che prese due sezioni generiche i sistemi di
forze definiti sul corpo tridimensionale e sullasse della trave siano equivalenti.
Riducendo il sistema di forze agenti sulla sezione trasversale al baricentro della
sezione stessa sezione per sezione, si ottengono i seguenti campi di forze:

b f = f (s) [f ] = [F L 1 ]
=)
s c = c(s) [c] = [F ]

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7 Statica delle travi 7.2 Forze interne

ove s la coordinata curvilinea individuata sullasse della trave, f (s) c(s) sono
rispettivamente un campo di forze distribuite e un campo di coppie distribuite
per unit di lunghezza.

figura 7.2

Nel modello di trave considereremo quindi una descrizione monodimensio-


nale del sistema di forze esterne considerando una riduzione statica di esso ai
punti della linea dasse, ottenendo forze e coppie distribuite f = f (s), c = c(s)
(figura 7.2). Inoltre, per descrivere distribuzioni di forze e coppie agenti su
porzioni molto piccole della trave, considereremo anche la presenza di forze e
coppie concentrate in un numero finito di sezioni (Gi , Fi ), (Gj , Cj ). In figura
7.3 si riportano alcuni esempi.

7.2 Forze interne


Immaginiamo di separare la trave in corrispondenza della sezione diSbaricen-
tro G(s) Tnelle due parti che indicheremo con L e L + , con L L+ =
L, L L + = ;. Nel modello di trave si assume che le due parti si scambino
delle azioni di contatto cos fatte (figura 7.4):

L + esercita su L un sistema di forze interne la cui riduzione statica


al baricentro G(s) della sezione in esame data dalla forza (G(s), R) e
dalla coppia di momento M;

analogamente L esercita su L + un sistema di forze interne equivalente


alla forza (G(s), R0 ) ed alla coppia di momento M0 .

Queste azioni rappresentano globalmente linsieme delle azioni reciproche


tra L + e L attraverso la sezione. Il sistema di forze interne per una trave

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7 Statica delle travi 7.2 Forze interne

figura 7.3

figura 7.4

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7 Statica delle travi 7.3 Equilibrio della trave

noto quando si conoscono sezione per sezione le grandezze R, R0 , M, M0 ,


ovvero se sono note le funzioni

s 2 (0, L) 7! R(s), R0 (s), M(s), M0 (s) .

7.3 Equilibrio della trave


Consideriamo una trave soggetta ad un sistema di forze esterne

{ f, c, (Gi , Fi ), (Gj , Cj ) }

e ad un sistema di forze interne

{ R, R0 , M, M0 } .

Fissiamo sullasse della trave unascissa curvilinea s 2 (0, L) e consideriamo


una generica parte della trave compresa tra le sezioni di ascisse s1 e s2 (figura
7.5).

figura 7.5

Indichiamo con re (s1 , s2 ) e meO (s1 , s2 ) rispettivamente la risultante ed il


momento risultante (rispetto ad un fissato polo O) di tutte le forze esterne
agenti sul tratto di trave. La risultante ed il momento risultante di tutte le
forze (esterne ed interne) agenti sul tratto considerato risultano pari a:

r(s1 , s2 ) = re (s1 , s2 ) + R(s2 ) + R0 (s1 )
mO (s1 , s2 ) = meO (s1 , s2 ) + (G(s2 ) O) R(s2 )+
+(G(s1 ) O) R0 (s1 ) + M(s2 ) + M0 (s1 )

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7 Statica delle travi 7.3 Equilibrio della trave

Assiomi di Eulero: la trave in equilibrio sotto il sistema di forze


(interne ed esterne) considerato se e solo se

r(s1 , s2 ) = re (s1 , s2 ) + R(s2 ) + R0 (s1 ) = 0
mO (s1 , s2 ) = meO (s1 , s2 ) + (G(s2 ) O) R(s2 )+
(7.1)
+(G(s1 ) O) R0 (s1 ) + M(s2 ) + M0 (s1 ) = 0
per ogni s1 , s2 2 (0, L) .
Si osservi che se si sceglie s1 = 0 e s2 = L, le equazioni (7.1) assumono la
forma
e
r (0, L) = 0
meO (0, L) = 0
e dunque rappresentano le equazioni cardinali della statica per la trave; si
osservi che nel caso in esame esse sono necessarie ma non sucienti per lequi-
librio.
Dividiamo ora la trave nelle due parti L + e L separate dalla sezione
G(s) (figura 7.4). Applicando gli assiomi di Eulero prima alla parte L e
poi alla parte L + e calcolando i momenti rispetto al polo G(s), si ottiene
rispettivamente:

r(0, s) = re (0, s) + R(s) = 0
mG(s) (0, s) = meG(s) (0, s) + M(s) = 0

r(s, L) = re (s, L) + R0 (s) = 0
mG(s) (s, L) = meG(s) (s, L) + M0 (s) = 0 .
Osserviamo inoltre che, per lequilibrio dellintera trave si ha

r(0, L) = re (0, s) + re (s, L) = 0
mG(s) (0, L) = meG(s) (0, s) + meG(s) (s, L) = 0

re (0, s) = re (s, L)
)
meG(s) (0, s) = meG(s) (s, L) ,
pertanto risulta:

R(s) = re (0, s) = re (s, L) = R0 (s)
M(s) = meG(s) (0, s) = meG(s) (s, L) = M0 (s) .

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7 Statica delle travi 7.4 Caratteristiche della sollecitazione

Dunque i due tronchi L + e L si scambiano azioni opposte (figura 7.6). Inol-


tre R ed M, azioni di L + su L , coincidono rispettivamente con la risultante
e il momento risultante rispetto al polo G(s) delle forze esterne agenti su L + ;
ovvero R0 ed M0 , azioni di L su L + , coincidono con la risultante ed il
momento risultante rispetto al polo G(s) delle forze esterne agenti su L .

figura 7.6

7.4 Caratteristiche della sollecitazione


Per caratterizzare le azioni interne nelle travi, utile riferirsi alle componenti
di R ed M in un opportuno sistema di riferimento. Sia (G; x, y, z) un sistema
di riferimento cartesiano ortogonale con asse z tangente alla linea dasse della
trave in G e diretto nel verso delle ascisse curvilinee crescenti (cio uscente da
L ) e gli assi x e y perpendicolari a z e diretti in maniera arbitraria (figura
7.7). Le componenti di R ed M nel riferimento scelto sono per definizione le ca-
ratteristiche della sollecitazione in G. Per esse si usa la seguente terminologia:

figura 7.7

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7 Statica delle travi 7.5 Vincoli

componente simbolo denominazione


Rx Tx sforzo di taglio (lungo x)
Ry Ty sforzo di taglio (lungo y)
Rz N sforzo normale
Mx Mx momento flettente (lungo x)
My My momento flettente (lungo y)
Mz Mz momento torcente
Nel caso di travi piane (si veda il capitolo 5) il sistema di forze esterne
f , Fi costituito da forze agenti nel piano che contiene la linea dasse della
trave; inoltre c un campo vettoriale perpendicolare a tale piano cos come il
vettore momento Cj della generica coppia concentrata. dunque conveniente
in questo caso assumere il sistema di riferimento locale (G; x, y, z) in maniera
tale che lasse x sia diretto perpendicolarmente al piano contenente la linea
dasse. Per tale scelta si ha che le seguenti componenti delle azioni interne
sono nulle:

Rx = 0, M z = My = 0 .

quindi possibile utilizzare la notazione semplificata (figura 7.7)


componente simbolo denominazione
Ry T sforzo di taglio
Rz N sforzo normale
Mx M momento flettente
Le caratteristiche della sollecitazione cos definite si intendono positive se
dirette nel senso positivo degli assi x, y e z. Poich le forze interne agenti
su L + sono opposte a quelle agenti su L nella stessa sezione, quando le
caratteristiche della sollecitazione agiscono sulla base di sinistra dellelemento
di trave considerato, si intendono positive se dirette in verso opposto a quello
degli assi x, y e z (figura 7.8).

7.5 Vincoli
Nella nostra trattazione ipotizzeremo la presenza di vincoli lisci, in grado di
reagire sulla trave con forze e coppie concentrate agenti sulla sezione di ap-
plicazione del vincolo. Per questa tipologia di vincoli possibile ricavare la

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7 Statica delle travi 7.5 Vincoli

figura 7.8

caratterizzazione statica a partire da quella cinematica attraverso il seguente


postulato.
Postulato delle reazioni vincolari. Un vincolo liscio in grado di
reagire con un qualsiasi sistema di forze che non compiano lavoro per tutti gli
spostamenti compatibili con il vincolo stesso:

L = FA u(A)+MA '(A) = 0 per ogni u(A), '(A) compatibili con il vincolo.

Si analizzano nel seguito le possibili reazioni esercitate dai vincoli piani.

Appoggio (figura 7.9)


Lequazione cinematica di vincolo

u(A) = 0 .

figura 7.9

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7 Statica delle travi 7.5 Vincoli

Lespressione del lavoro delle reazioni vincolari quindi

L = FA u(A) + MA '(A) = MA '(A) = 0 per ogni '(A)

) MA = 0 ,

essendo '(A) qualunque, mentre FA arbitraria. Dunque una cerniera pu


reagire solo con una forza passante per la sezione A e avente retta dazione,
con direzione qualunque, appartenente al fascio proprio di centro A (figura
7.9). Rispetto ad un sistema di riferimento cartesiano individuato dai versori
(e1 , e2 ), FA assume lespressione

F A = H A e1 + V A e2 ,

con HA e VA arbitrari parametri reattivi. Si osservi che il numero di parametri


reattivi uguale alla molteplicit cinematica del vincolo (questa propriet
valida per tutte le tipologie di vincolo).

Doppio pendolo (figura 7.10a)


Le equazioni cinematiche di vincolo sono

u(A) e = 0
'(A) = 0 ,

figura 7.10

Lespressione del lavoro delle reazioni vincolari quindi:

L = FA u(A) + MA '(A) = FA u(A) = 0 per ogni u(A) ? e .

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7 Statica delle travi 7.5 Vincoli

Il lavoro si annulla quando FA ? u(A), cio quando FA k e, con MA che


pu avere valore arbitrario. Dunque il doppio pendolo pu reagire con una
forza agente su di una retta appartenente al fascio improprio di direzione e,
equivalente ad una coppia di valore qualsiasi ed una forza passante per la
sezione A e parallela allasse dei pendoli (figura 7.10). I parametri reattivi in
questo caso sono MA e FA .

Carrello o pendolo (figura 7.10b)


L equazioni cinematica di vincolo

u(A) e = 0

Lespressione del lavoro delle reazioni vincolari quindi

L = FA u(A) + MA '(A) = 0 per ogni u(A) ? e per ogni '(A).

Il lavoro si annulla quando i due termini sono entrambi nulli, cio quando
FA k e e MA = 0. Dunque il carrello pu reagire solo con una forza passante
per la sezione A e parallela allasse del carrello stesso (figura 7.10). Il parametro
reattivo dato da FA .

Pendolo improprio (figura 7.11a)


L equazioni cinematica di vincolo :

'(A) = 0

Lespressione del lavoro delle reazioni vincolari quindi

L = FA u(A) + MA '(A) = FA u(A) = 0 per ogni u(A) .

Il lavoro si annulla dunque quando FA = 0, e con MA qualunque. Dunque


il pendolo improprio pu reagire solo con una coppia MA che rappresenta il
parametro reattivo (figura 7.11a).

Incastro (figura 7.11b)


Le equazioni cinematiche di vincolo sono

u(A) = 0
'(A) = 0 .

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7 Statica delle travi 7.6 Sconnessioni

figura 7.11

Lespressione del lavoro delle reazioni vincolari quindi

L = FA u(A) + MA '(A) = 0 .

Il lavoro dunque sempre nullo per arbitari FA e MA . Lincastro pu quindi


reagire con una forza qualunque agente nel piano, equivalente ad coppia di
valore qualsiasi ed una forza passante per la sezione A ed avente direzione
qualsiasi (figura 7.11b). I parametri reattivi in questo caso sono MA , HA e VA .

7.6 Sconnessioni
Analogamente a quanto visto per i vincoli lisci, possibile dedurre la carat-
terizzazione statica delle sconnessioni lisce utilizzando un postulato analogo a
quello relativo alle reazioni vincolari.
Postulato. Una sconnessione liscia in grado di trasmettere un qualsia-
si sistema di forze interne che non compiano lavoro per tutti gli spostamenti
compatibili con la sconnessione stessa.

figura 7.12

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7 Statica delle travi 7.6 Sconnessioni

Esplicitiamo questa condizione (figura 7.12)


L = RA u (A) RA u+ (A) + MA ' (A) MA '+ (A) =
= RA [[u]] A
MA [[']] A
=0

per ogni [[u]] A , [[']] A


compatibili con la sconnessione.
Si analizzano nel seguito le possibili situazioni.

Cerniera (figura 7.13)


Lequazione cinematica di vincolo
[[u]] A
= 0,
pertanto si ha
L= RA [[u]] A
MA [[']] A
= MA [[']] A
= 0 per ogni [[']] A

) MA = 0 ,
mentre RA arbitraria. Dunque una cerniera pu trasmettere solo forze pas-
santi per la cerniera stessa, e di conseguenza nella sezione in cui applicata la
sconnessione il momento flettente nullo.

figura 7.13

Doppio pendolo (figura 7.14)


Le equazioni cinematiche di vincolo sono
(
[[u]] A e = 0
[[']] A
= 0,

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7 Statica delle travi 7.6 Sconnessioni

pertanto

L= RA [[u]] A
MA [[']] A
= RA [[u]] A
= 0 per ogni [[u]] A
? e.

Il lavoro si annulla quando RA ? [[u]] A , cio quando RA k e (ovvero RA d =


0, con MA che pu avere valore arbitrario. Dunque il doppio pendolo pu
trasmettere una coppia di valore qualsiasi ed una forza parallela allasse dei
pendoli.

figura 7.14

Nel caso particolare in cui i pendoli sono diretti lungo la direzione dellasse
della trave (figura 7.14b) , si ha:

RA d = T (A) = 0 ,

dunque nella sezione di applicazione del doppio pendolo il taglio si annulla,


mentre sforzo normale e momento flettente sono arbitrari.
Se viceversa lasse del doppio pendolo perpendicolare allasse della trave
(figura 7.14c), si ha:

RA d = N (A) = 0 ,

dunque lo sforzo normale si annulla, mentre taglio e momento flettente sono


arbitrari.

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7 Statica delle travi 7.6 Sconnessioni

Pendolo (figura 7.15)


L equazioni cinematica di vincolo

[[u]] A
e = 0,

dunque

L = RA [[u]] A
+ MA [[']] A
= 0 per ogni [[u]] A
?e per ogni '(A).

Questo implica che RA k e e MA = 0. Dunque il carrello trasmette solo una


forza passante per la sezione A e parallela allasse del carrello stesso.

figura 7.15

Se in particolare lasse del pendolo parallelo allasse della trave, si ha


(figura 7.15b)

T (A) = 0 M (A) = 0 ,

se viceversa i due assi sono perpendicolari, si ha (figura 7.15a)

N (A) = 0 M (A) = 0 .

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7 Statica delle travi 7.7 Problema statico

Pendolo improprio (figura 7.16)


L equazioni cinematica di vincolo

[[']] A
= 0,

dunque

L = RA [[u]] A
+ MA [[']] A
= RA [[u]] A
= 0 per ogni [[u]] A
.

Il lavoro si annulla quando RA = 0 con MA qualunque. Dunque il pendolo


improprio pu trasmettere solo una coppia MA . Di conseguenza risulta

T (A) = 0 N (A) = 0 .

figura 7.16

7.7 Problema statico


Il problema statico, per una travatura con assegnato sistema di forze ester-
ne, consiste nella determinazione delle reazioni vincolari e delle caratteristiche
della sollecitazione (azioni interne in ogni sezione) che rendono la travatura
equilibrata.
Consideriamo una travatura soggetta ai seguenti sitemi di forze:
forze esterne
forze attive (assegnate);
forze reattive (incognite);
forze interne
N , T , M (incognite).

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7 Statica delle travi 7.7 Problema statico

figura 7.17

Diremo che il problema statico


impossibile, se non esiste un sistema di forze reattive ed un sistema di
forze interne che rendono equilibrata la travatura per i carichi esterni
(figura 7.17d,f);

possibile, se esistono almeno un sistema di forze reattive e un sistema di


forze interne che rendono equilibrata la travatura; in questo caso diremo
che la travatura

staticamente determinata, se attraverso le sole equazioni di equili-


brio possibile determinare un unico sistema di forze reattive ed un
unico sistema di forze interne che rendono equilibrata la travatura
(figura 7.17b,c);
staticamente indeterminata se tali sistemi non sono univocamente
determinabili con le sole equazioni di equilibrio (figura 7.17a,e).

Teorema. 7.1. (Dualit staticacinematica).


Una travatura isostatica staticamente determinata per ogni sistema di
forze esterne attive.

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7 Statica delle travi 7.8 Teorema dellequilibrio

Una travatura iperstatica staticamente indeterminata per ogni sistema


di forze esterne attive.

Per una travatura cinematicamente indeterminata il problema statico


, a seconda del sistema di forze esterne attive, possibile o impossibi-
le; in particolare per un sistema di forze per il quale il problema statico
possibile

se la travatura labile, essa risulta staticamente determinata,


se la travatura labile a vincoli inecaci, essa risulta staticamente
indeterminata.

7.8 Teorema dellequilibrio


Si assegni una trave rettilinea soggetta ad un sistema di forze esterne ed interne
(figura 7.18), e supponiamo che essa sia in equilibrio. Si consideri una parte
della trave individuata da due sezioni di ascissa s1 e s2 rispettivamente, in
modo che tra le due sezioni non siano presenti carichi concentrati, ma solo
coppie e forze distribuite.

figura 7.18

Se la trave in equilibrio, valgono gli assiomi di Eulero, dunque in equili-


brio ogni sua parte. Gli assiomi di Eulero, scritti per il tronco s1 s2 , forniscono
le seguenti equazioni:
8 e
< r(s1 , s2 ) = r (s1 , s2 ) + R(s2 ) R(s1 ) = 0
>
mO (s1 , s2 ) = meO (s1 , s2 ) + M(s2 ) M(s1 )+ (7.2)
>
:
+(G(s2 ) O) R(s2 ) (G(s1 ) O) R(s1 )+ = 0 .

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7 Statica delle travi 7.8 Teorema dellequilibrio

Nella prima delle (7.2), il termine re (s1 , s2 ) rappresenta la risultante delle forze
esterne, ossia
Z s2
e
r (s1 , s2 ) = f ds ,
s1

inoltre, poich tra s1 ed s2 non vi sono forze concentrate, il campo vettoriale


delle sollecitazioni R(s) continuo, dunque per il teorema fondamentale del
calcolo integrale si ha
Z s2
dR
R(s2 ) R(s1 ) = ds .
s1 ds

Sostituendo questi risultati nella prima delle (7.2), si ha quindi


Z s2
dR
r(s1 , s2 ) = + f ds = 0 per ogni s1 , s2 2 (0, L) .
s1 ds

Questa relazione deve valere per arbitrarie sezioni s1 e s2 (purch non vi siano
forze o coppie concentrate allinterno), dunque lintegrale nullo per arbitrari
estremi di integrazione; questo implica che la funzione integranda deve essere
nulla, ossia
dR
+ f = 0 per ogni s 2 (0, L) . (7.3)
ds
In un sistema di riferimento locale (figure 7.7, 7.19) si pu scrivere:

R = N e3 + T e2 ; f = p e3 + q e2 ;

poich la trave rettilinea, e2 ed e3 sono costanti, per cui:


dR dN dT
= e3 + e2 .
ds ds ds
Proiettando la (7.3) lungo z ed y si ottiene rispettivamente:
dN dT
+ p = 0; + q = 0.
ds ds

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7 Statica delle travi 7.8 Teorema dellequilibrio

figura 7.19

Consideriamo ora il termine meO (s1 , s2 ), calcolato rispetto al polo O corri-


spondente ad s = 0. Risulta
Z s2 Z s2
meO (s1 , s2 ) = c + (G(s) O) f ds = c s q ds e1 .
s1 s1

Inoltre

(G(s2 ) O) R(s2 ) (G(s1 ) O) R(s1 ) = [s2 T (s2 ) s1 T (s1 )]e1 .

Per la continuit delle funzione T (s) e M (s) risulta:


Z s2 Z s2
d(s T ) ds dT
s2 T (s2 ) s1 T (s1 ) = ds = T +s ds =
s1 ds s1 ds ds
Z s2
= (T s q) ds
s1
Z s2
dM
M (s2 ) M (s1 ) = ds ,
s1 ds

per cui la seconda delle (7.2) diventa:


Z s2
dM
mO (s1 , s2 ) = + c s q T + s q ds e1 =
s1 ds
Z s2
dM
= + c T ds e1 = 0 per ogni s1 , s2 2 (0, L) .
s1 ds

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7 Statica delle travi 7.8 Teorema dellequilibrio

Questa relazione deve valere per arbitrarie sezioni s1 e s2 , dunque la funzione


integranda deve essere nulla, ossia:
dM
+c T = 0 per ogni s 2 (0, L) .
ds
Le tre equazioni
8
> dN
>
> +p=0
> ds
>
>
<
dT
+q =0 (7.4)
>
>
> ds
>
>
: dM + c T = 0
>
ds
rappresentano le equazioni indefinite di equilibrio per una trave rettilinea e
sono valide in ogni sezione in cui non sia applicato un carico concentrato. Si
ricorda che in queste equazioni i segni delle funzioni N , T , M , p, q e c sono
positivi se rispettano le convenzioni rappresentate in figura 7.20.

figura 7.20

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7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

7.9 Applicazioni
7.9.1

figura 7.21

La trave in figura 7.21 isostatica, dunque staticamente determinata. Per


determinare le reazioni vincolari e le caratteristiche della sollecitazione sono
sucienti le equazioni di equilibrio. La caratterizzazione statica dellincastro
fornisce per esso le tre componenti reattive HA , VA , MA (figura 7.22).

figura 7.22

Le equazioni cardinali della statica, fissando il polo per i momenti in A,


danno
8 8
< HA + F cos = 0 < HA = F cos
VA F sin = 0 ) V = F sin
: : A
MA F L sin = 0 MA = F L sin .

La reazione HA ha componente negativa, per cui diretta verso destra. Lo


schema di corpo libero riportato in figura 7.23.
Per determinare le leggi di variazione delle caratteristiche della sollecita-
zione, fissiamo unascissa s 2 (0, L) lungo lasse della trave, e consideriamo la
parte di trave a sinistra (o alternativamente a destra) della sezione di ascissa

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7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

figura 7.23

generica s (figura 7.24). Le caratteristiche della sollecitazione sono date dalla


risultante e dal momento risultante, rispetto alla sezione considerata, di tut-
te le forze esterne agenti sulla parte di sinistra (o alternativamente di destra)
secondo le convenzioni rappresentate in figura 7.20. Si ottiene
8
< N (s) = F cos
T (s) = F sin
:
M (s) = F L sin + F s sin

figura 7.24

Si osservi che le leggi di variazione cos ricavate rispettano le equazioni


indefinite di equilibrio. Infatti, non essendoci carichi distribuiti, dN/ds =
dT /ds = 0, dunque N e T sono costanti, mentre dM/ds = T , dunque M
lineare rispetto ad s. I diagrammi delle sollecitazioni sono rappresentati in
figura 7.25 (si noti che il diagramma del momento flettente si rappresenta con
le ordinate positive verso il basso).

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7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

figura 7.25

7.9.2
La trave in figura 7.26 isostatica, dunque staticamente determinata. La
caratterizzazione statica della cerniera fornisce per essa le componenti reattive
HA e VA , mentre per il carrello in B si ha VB (figura 7.27).

figura 7.26

figura 7.27

Sostituendo il carico distribuito q con una forza concentrata equivalente di


modulo pari a qL e applicata in mezzeria del tratto su cui applicato il carico,

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7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

le equazioni cardinali della statica, fissando il polo per i momenti in A, danno


8 8
> HA = 0 > HA = 0
>
> >
>
< < qL
VA + VB qL = 0 ) VA =
>
> >
> 2
: VB L qL L = 0
> >
: qL
2 VB = .
2
Lo schema di corpo libero riportato nella figura 7.28.

figura 7.28

Per determinare le leggi di variazione delle caratteristiche della sollecita-


zione, fissiamo unascissa s 2 (0, L) lungo lasse della trave, e consideriamo la
parte di trave a sinistra (o alternativamente a destra) della sezione di ascissa
generica s (figura 7.29). Le caratteristiche della sollecitazione sono date dalla
risultante e dal momento risultante rispetto alla sezione considerata di tutte
le forze esterne agenti sulla parte di sinistra (o alternativamente di destra)
secondo le convenzioni rappresentate in figura 7.20:
8
>
> N (s) = 0
>
< qL
T (s) = qs
> 2
> 2
: M (s) = qL s qs
>
2 2

Si osservi che dN/ds = 0, dT /ds = q, dM/ds = T , dunque M ha


andamento parabolico. Nella sezione s = L/2 dove T = 0 il diagramma del
momento presenta un massimo relativo: M (L/2) = qL2 /8.

Corso di Scienza delle Costruzioni 99 A. A. 2013-2014


7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

figura 7.29

figura 7.30

7.9.3
Studiamo cinematicamente la travatura in figura 7.31 con il metodo geometrico
(figura 7.32). Essa costituita da tre corpi rigidi vincolati con un doppio
pendolo (vincolo doppio), un carrello (vincolo semplice) e un incastro (vincolo
triplo), e connessi con un pendolo (connessione semplice) ed un doppio pendolo
(connessione doppia) per cui risulta:

l = 3n v c=9 (2 + 1 + 3) (1 + 2) = 0 ;

dunque la travatura pu essere isostatica o labile a vincoli inecaci. Il dop-


pio pendolo in A fissa il centro di rotazione CI del primo tratto nel punto
improprio associato alla direzione orizzontale, mentre il carrello in C impone
che lo stesso CI debba appartenere alla retta verticale r. Queste condizioni
sono incompatibili, dunque non pu esserci alcun CI , cio il tratto I non pu

Corso di Scienza delle Costruzioni 100 A. A. 2013-2014


7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

figura 7.31

figura 7.32

subire spostamenti rigidi infinitesimi. Lo stesso si pu dire per il tratto III per
eetto dellincastro che sottrae ad esso tutti i gradi di libert. Il pendolo in
D impone che il centro di rotazione relativo CI,II debba trovarsi sulla retta s,
ma essendo il campo di spostamenti di I identicamente nullo, questa diventa
una condizione su CII . Allo stesso modo il doppio pendolo in E impone che
CII,III sia il punto improprio associato alla direzione orizzontale, ma essendo
il campo di spostamenti di III nullo, anche questa diventa una condizione su
CII . Queste ultime due condizioni sono incompatibili, dunque non pu esistere
CII , per cui nessuno dei tre tratti pu subire spostamenti rigidi infinitesimi e
la struttura isostatica, dunque anche staticamente determinata.
La caratterizzazione statica dei vincoli fornisce le componenti reattive HA
e MA per il doppio pendolo, VC per il carrello e HF , VF MF per lincastro

Corso di Scienza delle Costruzioni 101 A. A. 2013-2014


7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

(figura 7.33).

figura 7.33

Per determinare le reazioni vincolari utilizziamo le equazioni cardinali della


statica, fissando il polo per i momenti in F, e le equazioni di sconnessione.
La sconnessione in D doppia, per cui avremo due equazioni statiche. In
particolare il pendolo trasmette solo forze interne parallele al suo asse, per
cui si annulleranno sforzo normale e taglio (si veda la figura 7.15). Il doppio
pendolo in E trasmette solo forze dirette lungo il suo asse e coppie. Essendovi
per una forza applicata sulla sezione di sinistra, il taglio sar nullo solo a
destra (si veda la figura 7.14), mentre a sinistra avr valore in modulo pari al
modulo della forza applicata.

8 P 8
> Fo = 0 > HA qL HF = 0
>
> P >
>
>
> >
>
>
> Fv = 0 >
> VC qL qL + VF = 0
>
> P >
>
>
< >
< L2
M (F) = 0 MA HA L qL2 3LVC + qL2 + q + MF = 0
) 2
>
> M (D) = 0 >
> MA + qL2 + HA L + VC L = 0
>
> >
>
>
> >
>
>
> N (D) = 0 >
> HA = 0
>
> >
>
: :
Tdx (E) = 0 qL VF = 0

Corso di Scienza delle Costruzioni 102 A. A. 2013-2014


7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

HA = 0 MA = 2qL2
) VC = qL VF = qL
qL2
HF = qL MF = .
2
Lo schema di corpo libero rappresentiato in figura 7.34.

figura 7.34

I punti di discontinuit delle leggi di variazione delle caratteristiche della


sollecitazione sono:

sezioni B e C per la presenza di forze e coppie concentrate e per la


variazione di direzione dellasse della trave;

sezione E per la presenza di un forza concentrata e per la discontinuit


del carico distribuito.

Fissate sui vari tratti delle ascisse come indicato in figura, si ottengono le
seguenti leggi ed i corrispondenti diagrammi.

AB, s1 2 (0, L)
N (s1 ) = 0
T (s1 ) = 0
M (s1 ) = 2qL2

BC, s2 2 (0, L)

Corso di Scienza delle Costruzioni 103 A. A. 2013-2014


7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

N (s2 ) = 0
T (s2 ) = 0
M (s2 ) = 2qL2 + qL2 = qL2

CE, s3 2 (0, 2L)


N (s3 ) = 0
T (s3 ) = qL
M (s3 ) = 2qL2 + qL2 + qLs3 = qLs3 qL2

EF, s4 2 (0, L)
N (s4 ) = qs4
T (s4 ) = qL qL qs4 = qs4
qL2 q(L s4 )2 qs24
M (s4 ) = qL(L s4 ) + = qL2
2 2 2
Si osservi che in B il diagramma del momento flettente non si pu ribal-
tare, in quanto il suo valore nella sezione immediatamente a sinistra diverso
da quello nella sezione immediatamente a destra a causa della presenza della
coppia concentrata. In figura 7.36 sono riportate le coppie agenti sul nodo B
(le due forze interne pi la coppia concentrata) che come si pu vedere rispet-
tano lequilibrio alla rotazione. In C invece, non essendovi coppie concentrate
applicate, ma solo una forza concentrata, i due momenti a sinistra e a destra
sono uguali, dunque il diagramma pu essere ribaltato. In E vi una forza
concentrata perpendicolare allasse della trave, dunque si riscontra un salto nel
diagramma del taglio, e di conseguenza un punto angoloso nel diagramma del
momento flettente. Nella sezione a destra di E il taglio si annulla e dunque vi
un punto di massimo relativo del momento.

7.9.4
Studiamo cinematicamente la travatura in figura 7.37 con il metodo geome-
trico (figura 7.38). Essa costituita da due tratti vincolati con una cerniera
(vincolo doppio) e due carrelli (vincoli semplici), e connessi con una cerniera
(connessione doppia) per cui risulta:

l = 3n v c=6 (2 + 1 + 1) 2 = 0;

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7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

figura 7.35

figura 7.36

dunque la travatura pu essere isostatica o labile a vincoli inecaci. La cerniera


in A fissa il centro di rotazione CI del primo tratto nella cerniera stessa, mentre

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7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

figura 7.37

figura 7.38

i due carrelli in E ed F impongono ciascuno che il centro CII debba appartenere


alle rispettive rette ecaci. Queste ultime due condizioni impongono che CII
debba trovarsi nellintersezione dei due assi, mentre la cerniera in C impone
che il centro di rotazione relativo CI,II debba trovarsi nella cerniera stessa. I tre
possibili centri di rotazione CI , CII e CI,II non sono allineati, dunque il primo
teorema delle catene cinematiche ci permette di aermare che la struttura
isostatica. Infatti se la struttura potesse subire spostamenti rigidi infinitesimi,
il teorema imporrebbe lallineamento dei tre centri di rotazione, e questo va
in contrasto con le condizioni imposte dai vincoli, dunque non sono possibili
spostamenti rigidi.
La caratterizzazione statica dei vincoli fornisce le componenti reattive HA
e VA per la cerniera, VE e HF per i carrelli (figura 7.39).
Per determinare le reazioni vincolari utilizziamo le equazioni cardinali del-
la statica, fissando il polo per i momenti in A, e lequazione di sconnessio-

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7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

figura 7.39

ne. La cerniera in C impone che il momento flettente sia nullo nella sezione
immediatamente a destra, mentre a sinistra pari a C.

8 P 8
>
> Fo = 0 >
> HA + qL HF = 0
>
> P >
>
>
< >
< VA + VE = 0
Fv = 0
P ) L2 3
>
> M (A) = 0 >
> q C + VE L = 0
>
> >
> 2 2
>
: M (C) = 0 >
:
dx V E L HF L = 0

2 2C qL 2 C
HA = qL + VA =
) 3 3 L 3 3L
qL 2 C qL 2 C
VE = + HF = + .
3 3L 3 3L
Rappresentiamo in figura 7.40 lo schema di corpo libero.
I punti di discontinuit delle leggi di variazione delle caratteristiche della
sollecitazione sono:

sezione B per la variazione di direzione dellasse della trave e per la


discontinuit del carico distribuito;

sezione C per la presenza di una coppia concentrata;

sezione D per la presenza di un nodo triplo.

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7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

figura 7.40

Fissate sui vari tratti delle ascisse come indicato in figura, si ottengono le
seguenti leggi ed i corrispondenti diagrammi, nei quali si riporta separatamente
leetto del carico distribuito q e della coppia C.

AB, s1 2 (0, L)
qL 2C
N (s1 ) = +
3 3L
2 2C
T (s1 ) = qL qs1
3 3L

2 2C s21
M (s1 ) = qL + s1 q
3 3L 2

L
BC, s2 2 0,
2

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7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

qL 2C
N (s2 ) =
3 3L
qL 2C
T (s2 ) =
3 3L

qL 2 C 3 qL 2 C
M (s2 ) = C+ + L s2 + L=
3 3L 2 3 3L
L2 L 2C
=q
q s2 (s2 + L)
6 3 3L

L
CD, s2 2 ,L
2
qL 2 C
N (s2 ) =
3 3L
qL 2 C
T (s2 ) =
3 3L

qL 2 C 3 qL 2 C
M (s2 ) = + L s2 + L=
3 3L 2 3 3L
L2 L 2C
=q q s2 s2
6 3 3L

L
DE, s3 2 0,
2
N (s3 ) = 0

qL 2 C
T (s3 ) =
3 3L

qL 2 C L
M (s3 ) = + s3
3 3L 2
DF, s4 2 (0, L)

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7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

N (s4 ) = 0

qL 2 C
T (s4 ) = +
3 3L

qL 2 C
M (s4 ) = + (L s4 )
3 3L

In figura 7.41 sono riportate le forze agenti sui nodi B e C, in figura 7.42
sono riportati i diagrammi delle caratteristiche della sollecitazione.

figura 7.41

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7 Statica delle travi 7.9 Applicazioni

figura 7.42

Corso di Scienza delle Costruzioni 111 A. A. 2013-2014


8 Applicazioni ulteriori

8 Applicazioni ulteriori
8.1 Strutture con maglie chiuse
8.1.1 Analisi cinematica
Si consideri la struttura in figura 8.1: i gradi di libert sono pari a l = 3n
c v = 3 0 3 = 0, e dalla disposizione dei vincoli facile dedurre che essa
isostatica.

figura 8.1

Ora si immagini di connettere le due sezioni in C0 e C00 in maniera tale che


esse risultino solidali una allaltra (figura 8.2). Abbiamo quindi introdotto una
connessione tripla. Dunque si ha l = 3n c v = 3 3 3 = 3 per cui la
struttura risulta iperstatica. In generale possiamo osservare che ogni maglia

figura 8.2

chiusa rappresenta una connessione tripla che va quindi opportunamente presa


in considerazione nel calcolo dei gradi di libert. Ad esempio per la struttura
in figura 8.3 si ha l = 9, dunque essa nove volte iperstatica.
Si osservi che se applicassimo la formula l = 3 + s v = 3 + 0 3 = 0, ot-
terremmo unapparente incongruenza con il calcolo precedente. In realt questa

Corso di Scienza delle Costruzioni 112 A. A. 2013-2014


8 Applicazioni ulteriori 8.1 Strutture con maglie chiuse

figura 8.3

formula, che permette di calcolare i gradi di libert della struttura consideran-


dola come un unico corpo rigido al quale sono applicate sconnessioni e vincoli
esterni, va corretta sottraendo un numero di gradi di libert pari a tre volte il
numero delle maglie chiuse. Si ha quindi l = 3+s v 3m = 3+0 3 9 = 9.
Si consideri ora la stessa struttura di figura 8.2 e si applichi un sistema di
carichi esterni (figura 8.4). La struttura iperstatica, ma facile verificare
come le tre incognite reattive VA , HE e VE siano determinabili con le sole
equazioni cardinali della statica. Al contrario, non possibile determinare le
caratteristiche della sollecitazione con le sole equazioni di equilibrio.

figura 8.4

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8 Applicazioni ulteriori 8.1 Strutture con maglie chiuse

Per comodit di linguaggio, possibile utilizzare le seguenti denominazioni:

isostaticit esterna: si ha quando le reazioni vincolari sono determinabili


con le sole equazioni di equilibrio;

isostaticit interna: si ha quando le caratteristiche della sollecitazione


sono determinabili con le sole equazioni di equilibrio.

La struttura di figura 8.4 dunque globalmente iperstatica, isostatica ester-


namente e tre volte iperstatica internamente. Per renderla isostatica su-
ciente inserire tre sconnessioni semplici (figura 8.5) disposte in maniera tale
da non consentire spostamenti rigidi infinitesimi. In tale configurazione risulta
l = 3n v c = 9 3 6 = 0, o equivalentemente l = 3 + s v 3m =
3 + 3 3 3 = 0.

figura 8.5

Lanalisi cinematica pu essere eseguita per via geometrica verificando pri-


ma leventuale isostaticit o labilit interna. Si consideri la struttura priva dei
vincoli esterni (figura 8.6). Risulta l0 = 3n v c = 3. Le tre cerniere danno
condizioni sulle possibili posizioni dei centri di rotazione relativi, che in questo
caso devono coincidere con le cerniere stesse. Nella configurazione a sinistra
le tre cerniere non sono allineate, dunque i tre corpi rigidi che compongono
la struttura non possono subire spostamenti rigidi infinitesimi relativi; infatti,
se tali spostamenti fossero diversi da zero, per il secondo teorema delle cate-
ne cinematiche i tre centri relativi dovrebbero essere allineati. Questultima
condizione risulta verificata nella configurazione di destra. Dunque possibile
aermare che nel primo caso la struttura isostatica internamente, infatti ha
tre gradi di libert e si comporta come un unico corpo rigido piano, mentre nel
secondo caso vi labilit interna.

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8 Applicazioni ulteriori 8.1 Strutture con maglie chiuse

figura 8.6

Per lanalisi cinematica esterna nella configurazione non labile internamen-


te, basta guardare la travatura come un unico corpo rigido, che ha quindi
tre gradi di libert, vincolato con un carrello e una cerniera fissa. Risulta
l = 3 3 = 0 e, per la disposizione dei vincoli esterni, la struttura isostati-
ca esternamente. Lisostaticit interna ed esterna implica lisostaticit globale
della struttura.

8.1.2 Analisi statica


Sia data la struttura in figura 8.7. Per quanto visto in precedenza, essa
isostatica sia internamente sia esternamente. Le incognite reattive VA , HF
e VF possono essere determinate con le sole equazioni cardinali della statica.
Risulta:
8 8 F
>
> HF + F = 0 >
> VA =
>
< >
< 2
3
VA + VF F = 0 ) VF = F
>
> >
> 2
>
: >
:
2LVA + F L 2F L = 0 HF = F .

Per determinare le leggi di variazione delle caratteristiche della sollecitazio-


ne, necessario sconnettere la struttura in corrispondenza di una sezione scelta
arbitrariamente. Per semplicit sconnettiamo la struttura in corrispondenza
della cerniera in B (figura 8.8). Per la caratterizzazione statica di una cerniera,
la forza interna che le due parti di struttura cos individuate si scambiano
una forza passante per la cerniera stessa, avente le due componenti TB e NB .

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8 Applicazioni ulteriori 8.1 Strutture con maglie chiuse

figura 8.7

figura 8.8

Imponendo le condizioni dettate dalla caratterizzazione statica delle altre


due cerniere in D e G (momento flettente nullo) possibile ricavare le due forze

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8 Applicazioni ulteriori 8.1 Strutture con maglie chiuse

interne incognite:
8 8 8
> F
< M (D) = 0 < TB L NB L = 0 < NB =
) ) 4
: : F > F
M (G) = 0 L + TB L + NB L = 0 : TB = .
2 4
quindi possibile scrivere le leggi di variazione delle caratteristiche della
sollecitazione secondo lo schema di figura 8.7.

AB, s 2 (0, L)
F
N (s) =
4
F
T (s) =
4
F
M (s) = (L s)
4
BC, s 2 (0, L)
F
N (s) =
4
F
T (s) =
4
F
M (s) = s
4
CD, s 2 (0, L)
F 3
N (s) = F = F
4 4
F
T (s) =
4
F
M (s) = (L s)
4

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8 Applicazioni ulteriori 8.1 Strutture con maglie chiuse

DE, s 2 (0, L)
F 3
N (s) = F F =
4 4
F 5
T (s) = F = F
4 4
F F 5
M (s) = (L + s) + L Fs = Fs
4 4 4
EF, s 2 (0, 2L)
F 5
N (s) = F = F
4 4
F 3
T (s) = F = F
4 4
F F 5 3
M (s) = FL + Fs 2L (s L) = FL + Fs
4 4 4 4
AF, s 2 (0, 2L)
F
N (s) =
4
F F F
T (s) = =
4 2 4
F F F F
M (s) = s + s + L = (L s)
2 4 4 4
Nella figura seguente si riportano i diagrammi delle caratteristiche della solle-
citazione.

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8 Applicazioni ulteriori 8.1 Strutture con maglie chiuse

figura 8.9

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8 Applicazioni ulteriori 8.2 Travature reticolari

8.2 Travature reticolari


Le travature reticolari piane sono strutture piane caratterizzate dalle seguenti
propriet (figura 8.10):

le travi costituenti le varie parti della struttura sono rettilinee;

le connessioni sono tutte nodicerniera;

i vincoli esterni sono cerniere, carrelli o pendoli, e sono applicati nei nodi;

i carichi esterni sono forze concentrate applicate nei nodi.

figura 8.10

Se sono soddisfatte tutte le propriet elencate, tutte le aste sono soggette


esclusivamente a sforzo normale. Infatti se si isola una delle aste (figura 8.11),
poich le connessioni sono cerniere, le forze interne che essa scambia con il
resto della struttura sono forze passanti per i suoi estremi. Scomponendo tali
forze interne secondo le direzioni parallela a perpendicolare allasse dellasta,
ed imponendo lequilibrio dellasta stessa si ottiene:
8 8
< NE NB = 0 < NE = NB
TE TB = 0 ) T =0
: : B
TE LBE = 0 TE = 0 .

Di conseguenza il momento flettente ed il taglio sono identicamente nulli, men-


tre lo sforzo normale costante su tutta lasta e pari a NBE = NE = NB . Si
riportano nelle figure 8.188.22 alcune tipologie di travi reticolari di comune
utilizzo.

Corso di Scienza delle Costruzioni 120 A. A. 2013-2014


8 Applicazioni ulteriori 8.2 Travature reticolari

figura 8.11

8.2.1 Analisi cinematica


Si consideri la struttura in figura 8.10. I gradi di libert totali sono dati da:

l = 3n v c = 21 3 (2 + 4 + 6 + 4 + 2) = 0

essendo n = 7 il numero di aste, e 4 la molteplicit delle connessioni in B e C,


6 per la connessione in E. Per strutture con un elevato numero di aste questo
calcolo pu risultare laborioso, per cui conveniente considerare la struttura
come un insieme di punti materiali (nodi ) connessi da aste e vincolati con
vincoli esterni. Ciascun nodo ha quindi 2 gradi di libert nel piano, mentre
ciascunasta rappresenta una connessione semplice per i nodi stessi (da un
punto di vista cinematico unasta rappresentata da unequazione che impone
che la distanza mutua tra due nodi si mantenga costante). Il numero di gradi
di libert pu quindi essere calcolato con la formula seguente:

l = 2nnodi a v,

ove a rappresenta il numero di aste. Per la struttura in esame risulta l =


10 7 3 = 0, dunque la travatura pu essere isostatica o al pi labile a
vincoli inecaci.
Verifichiamo che la struttura sia isostatica internamente con il metodo
geometrico. Si consideri lelemento A B E (figura 8.12). Risulta l0 =
9 (2 + 2 + 2) = 3, inoltre le tre cerniere, che rappresentano i possibili centri
di rotazione relativi delle tre aste, non sono allineate. Per il secondo teore-
ma delle catene cinematiche, questo sistema non pu subire spostamenti rigidi
infinitesimi relativi, e poich l0 = 3 esso si comporta come un unico corpo

Corso di Scienza delle Costruzioni 121 A. A. 2013-2014


8 Applicazioni ulteriori 8.2 Travature reticolari

rigido piano. Aggiungendo di volta in volta una coppia di aste si aggiungo-


no e sottraggono 6 gradi di libert, e ripetendo il ragionamento precedente si
pu concludere che la struttura risultante si comporta ancora come un unico
corpo rigido piano. In definitiva si pu concludere che una struttura reticola-
re cos composta (travatura reticolare triangolata) si comporta come un unico
corpo rigido piano, dunque internamente isostatica, purch non siano veri-
ficate condizioni di allineamento tra le cerniere e purch non vi siano aste in
numero sovrabbondante (si veda la struttura in figura 8.13, la quale interna-
mente iperstatica). Verificata dunque lisostaticit interna, facile verificare
lisostaticit esterna della struttura considerandola come un unico corpo rigido
vincolato con i vincoli esterni (cerniera in A e carrello in D.

figura 8.12

figura 8.13

8.2.2 Analisi statica


Poich la struttura esternamente isostatica, possibile ricavare le reazioni
vincolari con le sole equazioni cardinali della statica. Risulta (figura 8.14):
8 8
< HA = 0 < HA = 0
V + VD 2F = 0 ) V =F
: A : A
4LVD F L 3F L = 0 VD = F .

Corso di Scienza delle Costruzioni 122 A. A. 2013-2014


8 Applicazioni ulteriori 8.2 Travature reticolari

figura 8.14

Le forze interne sono costituite dai soli sforzi normali, costanti lungo cia-
scunasta. Si utilizza nel seguito il metodo dellequilibrio dei nodi. Se, come
in questo caso, possibile trovare un nodo nel quale convergano due sole aste,
possibile imporre lequilibrio di tale nodo alla traslazione nelle due direzioni
e determinare di conseguenza gli sforzi normali nelle aste che vi convergono.
Si consideri il nodo A (figura 8.15) e si indichino con NAB e NAE gli sforzi
normali nelle aste AB e AE rispettivamente, ipotizzati positivi (quindi uscenti
dal nodo). Si ha:
8 p 8 p
< F + NAB 2 = 0
> >
< NAB = F 2
2p )
>
: N +N 2 >
: NAE = F .
AE AB = 0
2
Lasta AB caratterizzata dunque da sforzo normale negativo, ossia unasta
compressa, mentre al contrario lasta AE tesa.
A questo punto possibile studiare lequilibrio del nodo B (figura 8.16) ove
lo sforzo in AB noto, per cui le incognite sono gli sforzi NBC ed NBE . Si ha:
8 p p 8
p
< F 2 2 + NBC + NBE 2 = 0
> >
< NBC = F
p2 p 2 )
: F p2 2 F N
> 2
= 0
>
: NBE = 0 .
BE
2 2

Corso di Scienza delle Costruzioni 123 A. A. 2013-2014


8 Applicazioni ulteriori 8.2 Travature reticolari

figura 8.15

Analogamente per il nodo E si ottiene:


8 p 8
< NED + NEC 2 F = 0
> >
< NEC = 0
p 2 )
>
: N 2 >
: NED = F .
EC =0
2
Per il nodo D si ottiene:
8 p
< F NCD 2 = 0
>
p
p2 ) NCD = F 2.
>
: F +N 2
CD = 0
2
Le equazioni di equilibrio scritte per il nodo C, una volta determinati gli sforzi
normali in tutte le aste, sono identicamente soddisfatte:
8 p
> p 2
< F F 2 =0
2p
: F + F p2 2 = 0 .
>
2
Il diagramma dello sforzo normale pu essere tracciato evidenziando con
tratto pi marcato le aste compresse e con tratteggio le aste scariche (figura
8.17).

Corso di Scienza delle Costruzioni 124 A. A. 2013-2014


8 Applicazioni ulteriori 8.2 Travature reticolari

figura 8.16

figura 8.17

Asta Sforzo normale


p
AB 2F
BC p F
CD 2F
AE F
ED F
BE 0
CE 0

Nel caso pi generale, in cui non possibile trovare un nodo in cui le inco-
gnite siano solo due, possibile scrivere sempre un sistema di 2nnodi equazioni
di equilibrio in cui le incognite sono le v componenti reattive e gli a sforzi
normali. Essendo la struttura isostatica, si ha l = 2nnodi a v = 0, per cui

Corso di Scienza delle Costruzioni 125 A. A. 2013-2014


8 Applicazioni ulteriori 8.2 Travature reticolari

il sistema determinato. Nel caso in esame si avrebbe il seguente sistema:


8 p
>
> 2
>
> HA + NAE + NAB =0
>
> 2
>
> p
>
>
>
> 2
>
> VA + NAB =0
>
> 2
>
> p p
>
> 2 2
>
>
>
> NAB + NBE + NBC = 0
>
> 2 2
>
> p p
>
> 2 2
>
>
>
> NAB NBE F =0
>
> 2 2
>
> p p
>
> 2 2
>
>
< NBC NCE + NCD =0
2 2
> p p
>
> 2 2
>
> NCE NCD F =0
>
> 2 2
>
> p
>
>
>
> 2
>
> NED NCD =0
>
> 2
>
> p
>
>
>
> 2
>
> VD + NCB =0
>
> 2
>
> p p
>
> 2 2
>
>
>
> NAE NBE + NBC + NED = 0
>
> 2 2
>
> p p
>
> 2 2
>
: NBE + NBC = 0,
2 2
che fornisce le medesime soluzioni trovate precedentemente.

Corso di Scienza delle Costruzioni 126 A. A. 2013-2014


8 Applicazioni ulteriori 8.2 Travature reticolari

figura 8.18

Corso di Scienza delle Costruzioni 127 A. A. 2013-2014


8 Applicazioni ulteriori 8.2 Travature reticolari

figura 8.19 Linea Sibari-Cosenza - Ponte a trave reticolare sul torrente Cocchiato

figura 8.20 Copertura per capannone

Corso di Scienza delle Costruzioni 128 A. A. 2013-2014


8 Applicazioni ulteriori 8.2 Travature reticolari

figura 8.21 Ponte a Binzhou, Shandong Province (China)

figura 8.22 Capriate di copertura per una chiesa

Corso di Scienza delle Costruzioni 129 A. A. 2013-2014


9 Temi desame

9 Temi desame

1 A. Si esegua lanalisi cinematica della struttura in figura al variare del-


langolo di inclinazione dellasse del carrello in E con la verticale.
B. Determinato langolo che rende labile la struttura, si determi-
nino per = i campi di spostamento assoluto e relativo ed i
corrispondenti centri di rotazione.
C. Fissato = 0 si esegua lanalisi statica determinando le reazioni vin-
colari e le leggi di variazione delle caratteristiche della sollecitazione,
e si traccino i relativi diagrammi.

2 A. Si esegua lanalisi cinematica della struttura in figura al variare del-


langolo di inclinazione dellasse del carrello in F con lorizzontale.
B. Determinato langolo che rende labile la struttura, si determi-
nino per = i campi di spostamento assoluto e relativo ed i
corrispondenti centri di rotazione.

Corso di Scienza delle Costruzioni 130 A. A. 2013-2014


9 Temi desame

C. Fissato = /4 e posto M = qL2 , si esegua lanalisi statica deter-


minando le reazioni vincolari e le leggi di variazione delle caratteri-
stiche della sollecitazione, e si traccino i relativi diagrammi.
D. Fissato =
si classifichi staticamente la struttura al variare del
rapporto M/qL2 .

3 A. Si esegua lanalisi cinematica della struttura in figura al variare


dellangolo di inclinazione dellasse del doppio pendolo in F con
lorizzontale.
B. Determinato langolo che rende labile la struttura, si determi-
nino per = i campi di spostamento assoluto e relativo ed i
corrispondenti centri di rotazione.
C. Fissato = /2, si esegua lanalisi statica determinando le rea-
zioni vincolari e le leggi di variazione delle caratteristiche della
sollecitazione, e si traccino i relativi diagrammi.
D. Fissato =
si classifichi staticamente la struttura al variare del
rapporto M/qL2 .

Corso di Scienza delle Costruzioni 131 A. A. 2013-2014


9 Temi desame

4 A. Si esegua lanalisi cinematica della struttura in figura al variare del-


langolo di inclinazione dellasse del carrello in A con lorizzontale.
B. Determinato langolo che rende labile la struttura, si determi-
nino per = i campi di spostamento assoluto e relativo ed i
corrispondenti centri di rotazione.
C. Fissato = /4, si esegua lanalisi statica determinando le rea-
zioni vincolari e le leggi di variazione delle caratteristiche della
sollecitazione, e si traccino i relativi diagrammi.

Corso di Scienza delle Costruzioni 132 A. A. 2013-2014


9 Temi desame

5 A. Si esegua lanalisi cinematica della struttura in figura al variare


dellangolo di inclinazione dellasse del doppio pendolo in E con
lorizzontale.
B. Determinato langolo che rende labile la struttura, si determi-
nino per = i campi di spostamento assoluto e relativo ed i
corrispondenti centri di rotazione.
C. Fissato = /2, si esegua lanalisi statica determinando le rea-
zioni vincolari e le leggi di variazione delle caratteristiche della
sollecitazione, e si traccino i relativi diagrammi.

6 A. Si esegua lanalisi cinematica della struttura in figura al variare


dellangolo di inclinazione dellasse del doppio pendolo in C con
lorizzontale.
B. Determinato langolo che rende labile la struttura, si determi-
nino per = i campi di spostamento assoluto e relativo ed i
corrispondenti centri di rotazione.
C. Fissato = 0, si esegua lanalisi statica determinando le reazioni
vincolari e le leggi di variazione delle caratteristiche della sollecita-
zione, e si traccino i relativi diagrammi.

Corso di Scienza delle Costruzioni 133 A. A. 2013-2014


9 Temi desame

7 A. Si esegua lanalisi cinematica della struttura in figura al variare del-


langolo di inclinazione dellasse del carrello in E con la verticale.
B. Determinato langolo che rende labile la struttura, si determi-
nino per = i campi di spostamento assoluto e relativo ed i
corrispondenti centri di rotazione.
C. Fissato = 0, si esegua lanalisi statica determinando le reazioni
vincolari e le leggi di variazione delle caratteristiche della sollecita-
zione, e si traccino i relativi diagrammi.

Corso di Scienza delle Costruzioni 134 A. A. 2013-2014


9 Temi desame

8 A. Si esegua lanalisi cinematica della struttura in figura al variare


dellangolo di inclinazione dellasse del doppio pendolo in F con
la verticale.
B. Determinato langolo che rende labile la struttura, si determi-
nino per = i campi di spostamento assoluto e relativo ed i
corrispondenti centri di rotazione.
C. Fissato = 0, si esegua lanalisi statica determinando le reazioni
vincolari e le leggi di variazione delle caratteristiche della sollecita-
zione, e si traccino i relativi diagrammi.

Corso di Scienza delle Costruzioni 135 A. A. 2013-2014


9 Temi desame

9 A. Si esegua lanalisi cinematica della struttura in figura al variare


dellangolo di inclinazione dellasse del carrello in F con lorizzon-
talee.
B. Determinato langolo che rende labile la struttura, si determi-
nino per = i campi di spostamento assoluto e relativo ed i
corrispondenti centri di rotazione.
C. Fissato = 0, si esegua lanalisi statica determinando le reazioni
vincolari e le leggi di variazione delle caratteristiche della sollecita-
zione, e si traccino i relativi diagrammi.

Corso di Scienza delle Costruzioni 136 A. A. 2013-2014


9 Temi desame

10 A. Si esegua lanalisi cinematica della struttura in figura al variare


dellangolo di inclinazione dellasse del doppio pendolo in B con
lorizzontale.
B. Determinato langolo che rende labile la struttura, si determi-
nino per = i campi di spostamento assoluto e relativo ed i
corrispondenti centri di rotazione.
C. Fissato = /2, si esegua lanalisi statica determinando le rea-
zioni vincolari e le leggi di variazione delle caratteristiche della
sollecitazione, e si traccino i relativi diagrammi.

11 A. Si esegua lanalisi cinematica della struttura in figura al variare di


x.
B. Determinato il valore x che rende labile la struttura, si determi-
nino per x = x i campi di spostamento assoluto e relativo ed i
corrispondenti centri di rotazione.
C. Fissato x = L/2, si esegua lanalisi statica determinando le rea-
zioni vincolari e le leggi di variazione delle caratteristiche della
sollecitazione, e si traccino i relativi diagrammi.

Corso di Scienza delle Costruzioni 137 A. A. 2013-2014


9 Temi desame

12 A. Si esegua lanalisi cinematica della struttura in figura al variare del-


langolo di inclinazione dellasse del carrello in D con lorizzontale.
B. Determinato langolo che rende labile la struttura, si determi-
nino per = i campi di spostamento assoluto e relativo ed i
corrispondenti centri di rotazione.
C. Fissato = /4 e posto F = qL, si esegua lanalisi statica determi-
nando le reazioni vincolari e le leggi di variazione delle caratteristi-
che della sollecitazione, e si traccino i relativi diagrammi.

Corso di Scienza delle Costruzioni 138 A. A. 2013-2014