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La statica del punto materiale

1. Condizione di equilibrio statico per il punto materiale: la risultante delle


forze e la 'forza equilibratrice'
2. Le forze vincolari all'equilibrio statico
2.1 Una forza vincolare: la tensione della fune
2.2 Una forza vincolare : la reazione del piano FN
2.3 Una forza vincolare: la forza elastica Fe
2.4 Una forza vincolare: la forza di attrito statico Fs

1. Condizione di equilibrio statico per il punto materiale: la risultante


delle forze e la 'forza equilibratrice'
Quando un corpo fermo diciamo che esso in equilibrio statico. Analizzare un corpo in
equilibrio non semplice, ma noi possiamo cominciare semplificando il problema: per ora non ci
interesseranno i corpi anche nella loro estensione spaziale, ma ci limiteremo a studiare i corpi
pensandoli come dei 'punti' in cui concentrata tutta la massa: i cos detti punti materiali. Pi
avanti vedremo che il punto geometrico che gode di questa propriet il cos detto baricentro di un
corpo e vedremo come si determina. Per ora sappiamo che, in ogni problema, una palla, una
macchina, un ciclista ecc saranno rappresentati con dei punti, ai quali applicheremo le forze in
gioco. Quindi, ricapitolando:
La condizione affinch un oggetto-punto materiale sia in equilibrio statico che:
la somma vettoriale delle forze che agiscono sul corpo, detta risultante, sia nulla.

F=0

R=0

Date un numero n di forze di cui Rn la risultante, chiamiamo forza equilibrante Feq la (n+1)-esima

forza che sommata a R d il vettore nullo, ossia la forza opposta a Rn:

2. Le forze vincolari all'equilibrio statico


All'insieme delle cos dette 'forze vincolari' fanno parte:
a) la reazione del piano d'appoggio FN - detta anche forza normale' - ;
b) la tensione di una fune T;
c) la forza elastica Fe - detta anche forza di richiamo-il cui modulo : Fe = kx ;
d) la forza di attrito statico Fs.
Nota 1: Escluso la forza elastica Fe, per tutte le altre tre non esistono formule che le determinano.
Esse devono essere ricavate caso per caso imponendo la condizione di equilibrio R = 0.
Nota 2: Vedremo che tutte queste forze godono di una propriet comune: esse 'esistono', si
manifestano solo per valori minori o tutt'al pi uguali ad un valore limite, detto carico di rottura,
che dipende dalle propriet fisiche degli oggetti e che viene eventualmente fornito dal problema.

FORZA vincolare all'equilibrio statico < Carico di rottura


Esempio: se il carico di rottura di una fune di 300N e vi attacchiamo un oggetto di peso 400N,
chiaro che la forza 'Tensione' della fune in questo caso non c' pi, perch la corda si rotta e
quindi la tensione T = 0 N. L'oggetto non pi all'equilibrio statico (fermo) e cade.

1.2 Una forza vincolare: la tensione della fune T


Consideriamo il caso di un oggetto fermo appeso ad una fune.

Fp + ? = 0

Fp + T = 0 'scrittura vettoriale' che tradotta nelle componenti diventa

Fp

Fp + ( T) = 0

da cui, in questo caso, T = Fp = mg

Noi sappiamo che su di esso agisce la forza peso Fp, ma lo vediamo fermo. Allora per la
condizione di equilibrio statico noi 'siamo costretti' a pensare deve agire un'altra forza esercitata
dalla fune e tale che la somma vettoriale delle due forza sia nulla. Questa forza viene chiamata
tensione della fune T.
Tutte le funi hanno un carico di rottura oltre le quali la tensione non agisce pi perch la fune..si
rompe!

2.2 Una forza vincolare : la reazione del piano FN


Consideriamo il caso di un oggetto (un libro) appoggiato su di piano orizzontale.

Sappiamo che sul libro agisce sicuramente la forza peso Fp che agisce verso il basso, ma sappiamo
anche anche che il libro fermo (non cade ).
Quindi siamo obbligati ad ipotizzare la presenza di una seconda forza che equilibra la forza peso,

che deve annullare Fp e quindi deve avere: stessa direzione, stesso modulo ma verso contrario.

Fp + ?

= 0

A questa forza diamo un nome: forza di reazione del piano detta anche forza normale.

FN

Fp + FN = 0
quindi
Fp + (- FN ) = 0
Da cui: FN = Fp
X

Fp

In questo caso il modulo della forza FN FN = mg.


Anche per la forza di reazione del piano esiste un valore limite detto carico di rottura, raggiunto il
quale la forza FN non agisce pi. E' il caso del piano che 'sprofonda'.
Nota: contrariamente a quanto si possa pensare, la reazione del piano d'appoggio non sempre
uguale al peso dell'oggetto appoggiato.

Infatti, se incliniamo il piano d'appoggio, osserviamo che P e F non hanno pi la stessa direzione e
'non si annullano' pi. La risultante non pi uguale a zero e il libro scivola verso il basso, lungo il
piano d'appoggio, accelerando. Ma il libro 'non sprofonda ', restando appoggiato sul piano. Quindi
diciamo che , istante per istante, 'fermo' lungo la direzione perpendicolare al piano, cio 'in
equilibrio lungo l'asse y'.

FN
x
Fpx
Fpy

Fp

Scomponendo la forza peso nelle componenti P x e Py , osserviamo allora che la condizione da


imporre lungo la perpendicolare al piano di appoggio, cio lungo l'asse y :

(somma vettoriale!)
Fpy + FN = 0 , ossia
(somma delle componenti

Fpy + FN

- mg cos +
quindi in questo caso :

FN =

FN

= 0

ossia

=0

- mg cos .

Osserviamo che la forza di reazione del piano d'appoggio diminuisce se il piano si inclina.
Domanda: cosa succede se il piano d'appoggio viene messo in verticale? E se viene messo in
orizzontale?

2.3 La forza elastica


Consideriamo il caso di un oggetto fermo appeso ad una molla di costante elastica k.
Poich sappiamo che sul corpo agisce sicuramente la
forza peso P e che che il corpo fermo, siamo
obbligati ad ipotizzare la presenza di una seconda
forza che equilibra la forza peso, che deve avere:
stessa direzione, stesso modulo ma verso contrario.

P + ? = 0

A questa forza diamo il nome di forza elastica detta anche forza di richiamo che, per la legge di
Hook sappiamo avere modulo uguale a F = kx.
Per un corpo appeso ad una molla allora, valgono le uguaglianze:
P = Fe
quindi:

mg = kx

(come gi facevamo lo scorso anno scolastico!)