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PROGETTAZIONE DI NODI FLANGIATI TRAVE-COLONNA IN ACCIAIO:

CONFRONTO TEORICO-SPERIMENTALE TRA SOLUZIONI DIFFERENTI

DESIGN OF STEEL BEAM-TO-COLUMN EXTENDED END PLATE JOINTS:


COMPARISON BETWEEN DIFFERENT SOLUTIONS

F. Iannone, V. Piluso, G. Rizzano


Università degli Studi di Salerno
Dipartimento di Ingegneria Civile
Salerno, Italia
fiannone@unisa.it, v.piluso@unisa.it, g.rizzano@unisa.it

ABSTRACT
The dissipation capacity of steel beam-to-column connections is strongly influenced by structural de-
tails. In fact, the presence or not of continuity plates and supplementary web plates in the panel zone
of column, the position of bolts from the beam flange and web can lead to engage in plastic range sev-
eral nodal components which can be characterized by different plastic deformation supply. In this pa-
per, by means of some experimental tests on full-scale steel beam-to-column extended end plate con-
nections, designed varying from partial strength to full strength connections, the dissipative abilities of
joint components are investigated. As a consequence of experimental results the possibility to develop
a component approach to predict the cyclic response of connections is investigated.

SOMMARIO
Le capacità dissipative dei nodi trave-colonna in acciaio sono fortemente influenzate dai dettagli co-
struttivi. Infatti, la presenza o meno dei piatti di continuità e delle piastre di rinforzo dell’anima della
colonna nonché la posizione dei bulloni rispetto alla flangia ed all’anima della trave possono condurre
ad impegnare in campo plastico componenti nodali diverse e caratterizzate da differenti capacità dissi-
pative. Nel presente lavoro, mediante l’esecuzione e l’analisi di alcune prove sperimentali su nodi
flangiati trave-colonna in scala reale, progettati sia a parziale che a completo ripristino di resistenza,
variandone i dettagli costruttivi, vengono investigate le capacità dissipative delle componenti nodali.
Sulla base dei risultati ottenuti viene valutata la possibilità di sviluppare un modello meccanico per
componenti utile alla previsione comportamento ciclico dei collegamenti.

1 INTRODUZIONE
La conoscenza del comportamento ciclico dei nodi trave-colonna è di fondamentale importanza per la
corretta progettazione delle strutture sismo-resistenti in acciaio, soprattutto se si considera che la dissi-
pazione dell’energia sismica in ingresso, oltre che nelle estremità delle membrature costituenti i telai,
può avvenire nelle componenti dei collegamenti trave-colonna. In particolare, i nodi flangiati trave-
colonna risultano largamente impiegati nella pratica progettuale per la loro facilità di progettazione,
realizzazione e messa in opera nonché per la notevole varietà di soluzioni strutturali che consentono.
Tali soluzioni, che solitamente differiscono per i dettagli costruttivi, in questi ultimi anni sono state
oggetto di diverse sperimentazioni, compiute non solo sui nodi trave-colonna, ma anche sulle loro
componenti base, volte a ricercare criteri di progetto basati sulle proprietà di resistenza, rigidezza e
capacità rotazionale, e sempre più spesso mirate a valutarne anche la risposta ciclica, le problematiche
connesse ai fenomeni di fatica e la capacità di dissipazione energetica.
Nel presente lavoro viene valutata la possibilità di estendere il metodo delle componenti alla previsio-
ne del comportamento ciclico dei collegamenti trave-colonna. A tale scopo sono state eseguite prove
sperimentali finalizzate sia alla valutazione della risposta ciclica complessiva del nodo che alla rispo-
sta ciclica delle singole componenti. In particolare, viene evidenziato come l’energia dissipata sia pari
alla somma di quella dissipata dalle singole componenti, se correttamente identificate.

2 PROGETTAZIONE DEI NODI DISSIPATIVI


Nell’ambito del programma sperimentale previsto, sono state eseguite, ad oggi, tre prove cicliche su
nodi trave-colonna esterni progettati in maniera tale da ottenere la medesima resistenza flessionale
nominale, ma variandone i dettagli costruttivi al fine di ottenere diverse collocazioni della componente
nodale più debole, ossia della componente nodale dissipativa.
I tipi di collegamento provati sono così distinti:
• nodo flangiato a parziale ripristino di resistenza con dissipazione prevalente nel pannello a taglio
[EEP-CYC 01];
• nodo flangiato a parziale ripristino con dissipazione prevalente nel piatto di estremità (“end-plate”)
[EEP-CYC 02];
• nodo flangiato a completo ripristino con trave indebolita (“dog-bone”) [EEP-CYC 03].
Per il progetto dei nodi si è utilizzata una colonna HE200B in acciaio Fe510 e una trave IPE270 rea-
lizzata in acciaio Fe430. I piatti di estremità sono stati realizzati anch’essi in acciaio Fe430, mentre i
bulloni utilizzati, M20 ed M24, sono di classe 10.9.
Con riferimento al nodo EEP-CYC 01 (Figura 1), la resistenza ultima stimata del pannello a taglio è
data da:
f u ,c Avc
M u , sp = ht ≅ 140 kN⋅m (1)
3
dove Avc è l’area resistente a taglio della colonna, ht il braccio della coppia interna ed fu,c è la tensione
ultima nominale della colonna.
Successivamente è stato dimensionato il “T-stub” equivalente al piatto del piatto d’estremità in fles-
sione, nell’ipotesi di meccanismo dissipativo di tipo 1, secondo Eurocodice 3, che prevede la forma-
zione di cerniere plastiche in corrispondenza dei bulloni e della sezione di connessione del piatto di
estremità alla flangia della trave, imponendo una sovraresistenza del 20% rispetto al pannello a taglio
ed una duttilità complessiva (somma del contributo dovuto al pannello a taglio più quello dovuto al
piatto di estremità in flessione) pari a circa 0.006 rad:
beff ⋅ t ep2
M u ,Tstub = f u ,ep ⋅ ht ≅ 1.2 Mu,sp (2)
m
C ⋅ m2
ϑ= + γ u , sp ≅ 0.06 (3)
2t ep ⋅ ht
dove beff è la larghezza efficace del T-stub equivalente assunta pari alla larghezza del piatto
d’estremità; tep è lo spessore del piatto di estremità; m è la distanza tra le cerniere plastiche del T-stub
equivalente e C è una costante funzione delle caratteristiche meccaniche del materiale [1] assunta pari
a 0.195. Inoltre, γu,sp è il valore della deformazione a taglio, calcolata mediante il modello di Krawin-
kler ed al. [2, 3], corrispondente al momento ultimo stimato nella (1).
La progettazione il nodo EEP-CYC 02 (Figura 2) ha previsto il dimensionamento del T-stub equiva-
lente del piatto d’estremità della trave al fine di ottenere un momento resistente molto prossimo
all’Mu,sp del primo nodo. Inoltre, al fine di massimizzare il contributo di questa componente nodale alla
dissipazione di energia, il pannello nodale è stato irrigidito mediante piatti di continuità, dello stesso
spessore delle flange della trave, e ricorrendo a piatti d’anima supplementari.
Infine, il nodo EEP-CYC 03 (Figura 3) è stato realizzato prevedendo l’indebolimento della trave
(RBS) mediante riduzione delle flange e conseguendo un momento plastico, atteso al centro della ri-
duzione, pari a:
M p , DB = 1.15 ⋅ W pl , DB ⋅ f y , E ≅ 120 kN⋅m (4)
dove 1.15 è un coefficiente amplificativo per tener conto dello “strain-hardening” [4]; Wpl,DB è il mo-
dulo plastico al centro del dog-bone ed fy,E è la tensione di snervamento attesa, valutata con un coeffi-
ciente di sovraresistenza 1.2 rispetto a quella nominale. In tal
modo il massimo momento sviluppabile in corrispondenza bolt M20 (10.9) 32 32

della colonna risulta, da progetto, pari a Mc ≅ 140 kN⋅m, con-


90

45
seguendo una riduzione dell’86% rispetto al momento plasti-

93
co della trave considerata a sezione intera. In ogni caso, la
geometria della riduzione è stata progettata seguendo la pro-

443
167
cedura esposta nelle “Steel Tips” [4].
Inoltre, allo scopo di concentrare l’impegno plastico preva-

93
IPE270
lentemente nella sezione ridotta, il pannello nodale è stato ir-

45
rigidito in modo analogo al secondo nodo, ed è stata utilizza- 154
t = 20 mm ep
ta una disposizione dei bulloni ed uno spessore del piatto
d’estremità che limitino l’impegno plastico di quest’ultimo. HE200B

In tutti e tre i nodi, sia le saldature tra trave e piatto Fig. 1: Nodo EEP-CYC 01
d’estremità che quelle relative agli irrigidimenti del pannello
nodale, sono state progettate a completo ripristino.

bolt M20 (10.9) 30 30 bolt M24 (10.9)


94
35 35
94
40

RBS

35
134

93
400

126

423
400

167
474

t cp = 10 mm t cp = 10 mm
134

93
IPE270 IPE270

35
40

t wp= 10 mm 164
154 t wp= 10 mm
t ep = 20 mm t ep = 25 mm

HE200B HE200B
R195

170 170 70 180


25 25 25 25
120 120
22
53

53
200

200

22

Fig. 2: Nodo EEP-CYC 02 Fig. 3: Nodo EEP-CYC 03

3 ANALISI SPERIMENTALE

3.1 Allestimento delle prove


L’allestimento delle prove è stato realizzato presso il Carico ciclico

Laboratorio Prove Materiali e Strutture dell’Università Trave IPE270


degli Studi di Salerno. Tale laboratorio dispone di un
piastrone di base in c.a. dello spessore di 1m ed al qua-
1557

le, mediante l’uso di barre dywidag ad alta resistenza,


è stato ancorato un telaio di contrasto verticale ed una
slitta di base, entrambe in acciaio. Al telaio verticale, Sforzo di compressione
Colonna HE200B
costante
grazie ad una foratura disposta lungo una sua colonna, 2700
sono stati agganciati due attuatori idraulici utilizzati
per l’applicazione dei carichi durante le prove. Alla Fig. 4: Schema della riproduzione in labora-
slitta di base, invece, sono state opportunamente bloc- torio di un nodo esterno
cate le cerniere costituenti lo schema statico secondo
cui viene riprodotto in laboratorio un nodo esterno (Figura 4), nonché un telaio di contrasto orizzontale
necessario per evitare l’instabilità flesso-torsionale della trave. In Fig. 5 viene mostrato lo schema
completo dell’allestimento per l’esecuzione delle prove in laboratorio.

Telaio di contrasto
verticale
IPE270 IPE270
L=170cm

Telaio di contrasto
orizzontale
Attuatore da 250kN

NODO
FLANGIATO
Cerniera a perno
Attuatore da 1000kN Cerniera a perno

HE200B
L=200cm

Slitta di base in acciaio Piastrone in c.a.

Fig. 5: Schema di allestimento delle prove


Per l’applicazione dei carichi sono stati utilizzati due
attuatori idraulici della MTS, modello 243. Uno
disposto inferiormente, della capacità di 1000 kN,
che governato in controllo di forza è stato utilizzato
per applicare uno sforzo normale di compressione
costante nelle colonne e pari a circa 650 kN.
L’attuatore superiore invece, della capacità di 250
kN, è stato agganciato all’estremità libera della trave
e, governato in controllo di spostamenti, ha consenti-
to l’applicazione di carichi ciclici.
Tab. 1: valori della storia di spostamenti imposta
V θ δ
Fig. 6: Storia di rotazioni imposta dalla AISC Step n° cicli
[mm/sec] [rad] [mm]
Ampiezza e numero dei cicli sono stati pro- 1 0.00375 6 5,85
grammati con riferimento a quanto suggerito dal- 0,5
2 0.005 6 7,8
le norme AISC per le prove di carico cicliche su 3 0.0075 6 11,7
connessioni trave-colonna [5], le quali propon- 1
4 0.01 4 15,6
gono di condurre queste sperimentazioni a rota-
5 0.015 2 23,4
zione controllata del nodo, indicando come pro-
6 0.02 2 31,2
va ciclica tipo quella rappresentata in Fig. 6, dal- 2
7 0.03 2 46,8
la quale è stata ricavata la storia di spostamenti
8 0.04 2 62,4
da eseguire mediante l’attuatore superiore (Ta-
bella 1). 9 0.05 2 78
Durante la prova sono stati monitorati ed acqui- 4 10 0.06 2 93,6
siti diversi parametri: spostamenti compiuti e 11 0.07 2 109,2
forze applicate da entrambi gli attuatori, nonché 12 0.08 2 124,8
gli spostamenti di diverse componenti nodali. 13 0.09 2 140,4
6
Questi ultimi sono stati acquisiti disponendo n. 3 14 0.10 2 156
trasduttori a filo e n. 6 LVDT in diversi punti del 15 0.11 2 171,6
nodo (ai margini del piatto di estremità, in corri-
spondenza delle flange della trave, nei quattro an- Forza e Spostamento
Attuatore 250 kN Filo 3

goli del pannello nodale), nonché dell’estremità


libera della trave. Lo schema relativo alla disposi- Trasduttore a filo
zione di tali strumenti di acquisizione viene ripor- LVDT
tato in Fig. 7.
Forza e Spostamento
Attuatore 1000 kN LVDT 3 e 4 LVDT 5 e 6

3.2 Proprietà geometriche e meccaniche dei


collegamenti LVDT 1 LVDT 2

Con riferimento ai tre nodi descritti nel precedente Filo 1 Filo 2

paragrafo, ed alla notazione di Fig. 8, in Tabella 2


viene riportata una loro descrizione schematica ed Fig. 7: Disposizione strumenti di acquisizione
i valori misurati delle caratteristiche dimensionali.
Tab. 2: caratteristiche nodali e dimensioni misurate in mm
Nodo Bulloni Serraggio Irrigidimenti bept, hep, e1, e2,
p1, p2, p3 HE200B IPE270
ep
hc = 201 hb = 268
153.6
EEP 8 M20 30.5, 42.2, bc = 201 bb = 134
550 N⋅m nessuno 441.0
CYC 01 (10.9) 92.6, 94.2, 168.1 tw = 9.2 tw = 6.6
20.1
tf = 15.3 tf = 10.9
hc = 198 hb = 271
piatti di 156.7 31.2, 40.5,
EEP 8 M20 bc = 198 bb = 131
550 N⋅m continuità + 474.4 94.3,133.6,
CYC 02 (10.9) tw = 9.2 tw = 6.8
piatti d’anima 20.7 126.2
tf = 15.5 tf = 10.7
hc = 198 hRBS = 271
piatti di 427.0
EEP 8 M24 36.0, 33.0, bc = 198 bRBS = 88.8
800 N⋅m continuità + 161.0
CYC 03 (10.9) 89.0, 99.0, 163.0 tw = 9.2 tw = 6.8
piatti d’anima 25.3
tf = 15.5 tf = 10.7
e1 e1
Relativamente alle proprietà meccaniche desunte da prove a trazione su p1
campioni di materiale, si hanno i seguenti valori:
e2

fy,ep = 290 N/mm2 E = 207288 N/mm2 fy,wc = 430 N/mm2


p2

2 (*)
fu,ep = 493.7 N/mm E / Eh = 86.5 fu,wc = 523 N/mm2
εh / εy = 11.3 E / Eu = 632.8 fy,fc = 382.5 N/mm2
h ep
p3

εu / εy = 589 fu,wc = 522 N/mm2


(*)
Valutata rispetto alla sezione minima misurata nella zona di strizione
p2

dopo la rottura.
e2

3.3 Risultati sperimentali t ep bep

Le curve momento-rotazione relative ai tre nodi vengono mostrate nelle Figure Fig. 7: Bullonatura e
9, 10 e 11. In Figura 12 invece si riporta la sovrapposizione degl’inviluppi re- piatto d’estremità
lativi alle precedenti curve.
Hysteretic Curve M-θ EEP-CYC 01 Hysteretic Curve M-θ EEP-CYC 02
250000 250000
Mmax = 181479 kN·mm Mmax = 188456 kN·mm
Mmin = -200894 kN·mm 200000 Mmin = -198216 kN·mm 200000

150000 150000

100000 100000
Moment [kN·mm]

Moment [kN·mm]

50000 50000

0 0
-0,100 -0,075 -0,050 -0,025 0,000 0,025 0,050 0,075 0,100 -0,100 -0,075 -0,050 -0,025 0,000 0,025 0,050 0,075 0,100
-50000 -50000

-100000 -100000

-150000 -150000

-200000 Nodal M-rot -200000 Nodal M-rot


Envelope Envelope
-250000 -250000
Joint Rotation [rad] Joint Rotation [rad]

Fig. 9: Curva momento-rotazione EEP-CYC 01 Fig. 10: Curva momento-rotazione EEP-CYC 02


Hysteretic Curve M-θ EEP-CYC 03 Hysteretic Curve M-θ
250000 250000
Mmax = 198499 kN·mm
Mmin = -206503 kN·mm 200000 200000

150000 150000

100000 100000
Moment [kN·mm]

Moment [kN·mm]
50000 50000

0 0
-0,100 -0,075 -0,050 -0,025 0,000 0,025 0,050 0,075 0,100 -0,100 -0,075 -0,050 -0,025 0,000 0,025 0,050 0,075 0,100
-50000 -50000

-100000 -100000

-150000 -150000
Envelope EEP-CYC1
-200000 Nodal M-rot -200000 Envelope EEP-CYC2
Envelope Envelope EEP-CYC3
-250000 -250000
Joint Rotation [rad] Joint Rotation [rad]

Fig. 11: Curva momento-rotazione EEP-CYC 03 Fig. 12: Inviluppi dei nodi
Dalle precedenti figure è possibile osservare come i tre nodi abbiano presentato caratteristiche di resi-
stenza e di rigidezza similari, differenziandosi invece per capacità rotazionale, tipologia ed ampiezza
dei cicli. In particolare, nel nodo EEP-CYC 01 si osserva una rotazione complessiva legata prevalen-
temente ai contributi deformativi del pannello a taglio e del T-stub (Figure 13 e 15), e solo in piccola
parte al pannello d’anima soggetto a trazione e compressione (Figura 17). Nel caso del nodo EEP-
CYC 02 la rotazione globale è essenzialmente dovuta al solo T-stub (come si evince dal confronto tra
le Figure 14 e 16) che ne conferisce anche un moderato effetto “pinching”, mentre il pannello d’anima
soggetto a trazione e compressione contribuisce in modo del tutto trascurabile sia in questo caso che
nella prova EEP-CYC 03 in cui, invece, la capacità di rotazione plastica è stata offerta esclusivamente
dalla zona indebolita della trave soggetta a flessione. In tal caso, infatti, è possibile osservare che il
contributo rotazionale offerto dal pannello a taglio è risultato trascurabile presentando un comporta-
mento analogo a quanto mostrato in Fig. 14. Analogo discorso può essere fatto per i T-stub di questo
nodo che, non hanno mai compiuto cicli superiori al millimetro di spostamento, non apportando alcun
contributo rotazionale.
Per quanto riguarda le modalità di collasso, nella prova EEP-CYC 01 si è pervenuti alla rottura fragile
delle saldature tra le flange della trave ed il piatto d’estremità (Figure 19 e 20), causa del rapido de-
grado di resistenza visibile nell’inviluppo di Figura 9 a circa 0.07 rad. Nella prova EEP-CYC 02 si è
invece pervenuti alla completa frattura del piatto d’estremità in corrispondenza delle saldature alle
flange della trave (Figura 21), anch’essa causa di un repentino degrado di resistenza a circa 0.04 rad.
Infine, nella prova EEP-CYC03 il degrado di resistenza (Figura 11) è imputabile all’instabilità locale
verificatasi nelle flange della trave (Figura 22).
Hysteretic Curve M-γ EEP-CYC 01 Hysteretic Curve M-γ EEP-CYC 02
250000 250000

200000 200000

150000 150000

100000 100000
Moment [kNxmm]
Moment [kN·m]

50000 50000

0 0
-0,05 -0,04 -0,03 -0,02 -0,01 0,00 0,01 0,02 0,03 0,04 0,05 -0,005 -0,004 -0,003 -0,002 -0,001 0,000 0,001 0,002 0,003 0,004 0,005
-50000 -50000

-100000 -100000

-150000 -150000

-200000 -200000
Shear Panel Shear Panel
-250000 -250000
γ [rad] γ [rad]

Fig. 13: Pannello a taglio, nodo EEP-CYC 01 Fig. 14: Pannello a taglio, nodo EEP-CYC 02
Hysteretic Curve F-δ EEP-CYC 01 Hysteretic Curve F-δ EEP-CYC02
800 800

600 600

400 400

200 200
Force [kN]
Force [kN]

0 0
-1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 -1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16

-200 -200

-400 -400

-600 -600

T-Stub Sx T-Stub Sx
-800 -800

Displacement [mm] Displacement [mm]

Fig. 15: T-stub sinistro, nodo EEP-CYC 01 Fig. 16: T-stub sinistro, nodo EEP-CYC 02
Hysteretic Curve F-δ EEP-CYC 01 Hysteretic Curve F-δ EEP-CYC03
800 800

600 600

400
400

200
200
Force [kN]

Force [kN]
0
0 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4
-4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 -200
-200
-400

-400
-600

-600 -800
Panel T-C Sx Panel T-C Sx
-800 -1000
Displacement [mm] Displacement [mm]

Fig. 17: Pannello T-C sinistro, Fig. 18: Pannello T-C sinistro,
nodo EEP-CYC 01 nodo EEP-CYC 03

Fig. 19: Impegno plastico del pannello nodale e del Fig. 20: Rottura della saldatura,
T-stub, nodo EEP-CYC 01 nodo EEP-CYC 01

Fig. 21: Rottura del piatto di estremità, Fig. 22: Instabilità delle flange nella sezio-
nodo EEP-CYC 02 ne ridotta della trave, nodo EEP-CYC 02

4 CONSIDERAZIONI IN TERMINI DI CAPACITA’ DISSIPATIVE


A seguito dei dati misurati nelle tre prove, relativi sia al comportamento complessivo del nodo che
delle sue principali componenti, è possibile effettuare alcune considerazioni.
Durante la prova EEP-CYC 01 è stata osservata, sin dai primi cicli, la formazione di linee di plasticiz-
zazione a 45° all’interno del pannello nodale (visibili grazie alla verniciatura in grassello effettuata in
fase di allestimento), mentre l’impegno plastico della piastra di estremità risultava visivamente eviden-
te solo in una fase avanzata della prova. Tale risultato, in accordo con quanto misurato e rappresentato
in Figura 23, evidenzia come la dissipazione nodale si sia localizzata prevalentemente nel pannello a
taglio. Scarso, ma non trascurabile, è stato l’apporto dissipativo dovuto al piatto di estremità (T-stub
EP), bassissima invece l’energia dissipata dal pannello d’anima a trazione-compressione. Dalla Figura
23 è possibile altresì evidenziare come la somma delle energie dissipate dalle singole componenti con-
siderate restituisca, con ottima approssimazione, l’energia complessivamente fornita al nodo attraverso
la storia di spostamenti imposta.
Analoghe considerazione sono possibili per la prova EEP-CYC 02, in cui è stato visivamente osserva-
to l’impegno plastico del solo piatto di estremità. Dalla Figura 24, infatti, è possibile osservare che
l’energia totalmente dissipata è legata principalmente all’impegno plastico dei due T-stub equivalenti
del piatto di estremità. Il pannello d’anima a taglio ed il pannello a trazione-compressione della colon-
na manifestano un trascurabile comportamento dissipativo legato anche agli irrigidimenti apposita-
mente progettati.
Infine, nella prova EEP-CYC 03 si è visivamente osservato il concentrarsi delle deformazioni plasti-
che nella porzione di trave appositamente indebolita. In tale zona, infatti, si è dissipata complessiva-
mente l’energia nodale, risultando l’energia dissipata dalle componenti nodali di scarso significato
(Figura 25).
La maggiore o minore capacità dissipativa dei tre nodi, legata peraltro anche all’ampiezza ed alla rego-
larità dei cicli isteretici, è osservabile bene dal confronto di Figura 26.
Energy dissipation EEP-CYC 01 Energy dissipation EEP-CYC 02
250000 60000
Node Node
Shear Panel Shear Panel
T-Stub EP Sx T-Stub EP Sx
50000
200000 T-Stub EP Dx T-Stub EP Dx
PAN Sx PAN Sx
PAN Dx PAN Dx
40000
Energy [kN·mm]

Energy [kN·mm]
SUM Comp. SUM Comp.
150000

30000

100000
20000

50000
10000

0 0
20 25 30 35 40 20 25 30 35
n° cycles n° cycles

Fig. 23: Energia dissipata, nodo EEP-CYC 01 Fig. 24: Energia dissipata, nodo EEP-CYC 02
Energy dissipation EEP-CYC 03 Energy dissipation
250000 250000
Node
Energy EEP-CYC01
Shear Panel
T-Stub EP Sx Energy EEP-CYC02

200000 T-Stub EP Dx 200000 Energy EEP-CYC03


PAN Sx
PAN Dx
Energy [kN·mm]

Energy [kN·mm]

SUM Comp.
150000 150000

100000 100000

50000 50000

0 0
20 25 30 35 40 20 25 30 35 40
n° cycles n° cycles

Fig. 25: Energia dissipata, nodo EEP-CYC 03 Fig. 26: Confronto energetico dei nodi

5 CONCLUSIONI
Sulla base dei risultati ottenuti nel presente lavoro, con particolare riferimento ai confronti energetici
relativi alle prime due prove, è stata valutata la possibilità di sviluppare un modello meccanico per
componenti in grado di descrivere il comportamento ciclico di nodi flangiati.
In particolare, la possibilità di estendere il metodo delle componenti alla previsione del comportamen-
to ciclico dei collegamenti trave-colonna appare praticabile in considerazione dell’evidenza sperimen-
tale che mostra come l’energia complessivamente dissipata dal nodo sia pari alla somma dell’energia
dissipata dalle singole componenti, a condizione che queste ultime siano correttamente identificate e
ne sia adeguatamente valutata la risposta ciclica locale forza-spostamento.

BIBLIOGRAFIA
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