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Studio sperimentale del comportamento di travi miste

legno-acciaio con connettori a piolo


P. Gelfi* e E. Giuriani*

ABSTRACT
The stiffening and strengthening of wooden floors by means of a thin collaborating steel
slab is presented. Connectors between wooden beam and steel slab are ordinary smooth steel
bars simply forced , through the interposed plank, into calibrated holes drilled in the wooden
beams. Studs are welded to the steel slab to provide a fixed constraint. The technique is
particularly suitable for restoration since it avoids wood protection during casting, needed
when a concrete slab is adopted. Moreover, the small steel slab thickness (5 mm) allows to
maintain of the original floor level.
Experimental data and theoretical formulations are provided both for the local shear
behaviour of the single connector and for the global flexural behaviour of the composite
beam. Results show the effectiveness of the proposed technique both on increasing the
flexural stiffness and the strength of the composite beam.
1

INTRODUZIONE

Gli impalcati di legno dei vecchi edifici manifestano spesso mancanze strutturali e
funzionali tali da rendere necessari interventi di consolidamento. Essi infatti sono
generalmente dimensionati per carichi accidentali modesti, ben lontani dai valori richiesti
dalle attuali normative in relazione alla destinazione duso della struttura. Inoltre, per effetto
dei carichi di lunga durata, gli impalcati lignei subiscono spesso deformazioni eccessive, che
ne compromettono la funzionalit. Viene quindi richiesta in genere una maggiore rigidezza,
sia per evitare danneggiamenti e lesioni delle tramezzature e dei pavimenti, sia per migliorare
il comfort abitativo, limitando le vibrazioni dovute al calpestio e migliorando
linsonorizzazione. Per il miglioramento sismico risulta poi di particolare importanza la
formazione del diaframma di piano in grado di trasferire le azioni orizzontali del sisma alle
pareti resistenti a taglio.
In passato si fatto ricorso frequentemente alla sostituzione degli impalcati lignei con
solai in latero-cemento o in sezione mista in acciaio e calcestruzzo.
Una maggiore sensibilit verso la conservazione dellesistente ha portato alla necessit
di consolidare i solai lignei esistenti, con tecniche che usualmente si fondano sulla
collaborazione di solette di calcestruzzo armato (Piazza e Turrini 1983, Giuriani e Frangipane
*

Dipartimento di Ingegneria Civile, Universit degli Studi di Brescia

STUDIO SPERIMENTALE DEL COMPORTAMENTO DI TRAVI MISTE LEGNO-ACCIAIO CON CONNETTORI A PIOLO

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1991, Ronca et al. 1991, Capretti e Ceccotti 1992, Gelfi e Ronca 1993, Capretti et al. 1993),
che nelle zone sismiche vanno adeguatamente collegate alle murature per il trasferimento
delle azioni orizzontali.
Nel presente studio proposta una tecnica di consolidamento consistente nel
solidarizzare limpalcato ligneo con una sottile lastra di acciaio. Questa soluzione consente di
aumentare la rigidezza flessionale e la capacit portante e di ottenere il miglioramento
sismico.
La tecnica, completamente a secco, evita i rischi di danneggiamento legati
allinfiltrazione dellacqua durante il getto e risulta quindi particolarmente idonea negli
interventi su solai di rilevante valore storico ed architettonico. Inoltre, il modesto spessore
della lastra non comporta variazioni delle quote dei piani permettendo di mantenere inalterate
le soglie e i pianerottoli delle scale e di limitare il carico sul solaio.
La collaborazione tra la lastra di acciaio e i travetti di legno realizzata dalla
connessione, la cui efficacia caratterizza il comportamento globale dellimpalcato. Nel
presente lavoro viene proposto lutilizzo di pioli in acciaio infissi a secco nei travetti di legno
e saldati alla lastra metallica. Il lavoro affronta sia sperimentalmente che teoricamente lo
studio del comportamento locale del connettore e di quello globale dellimpalcato.
In appendice vengono anche riportate alcune indicazioni operative che in questo caso
specifico assumono notevole importanza per lefficacia dellintervento.
2

RIGIDEZZA DELLA CONNESSIONE

La valutazione della rigidezza della connessione risulta particolarmente importante


perch le deformazioni flessionali della trave composta sono fortemente influenzate dallo
scorrimento tra lastra e trave (Giuriani e Frangipane 1991). Il comportamento della
connessione illustrato schematicamente in Fig. 1. Nel tratto infisso nel legno il
comportamento del piolo idealmente riconducibile a quello classico della trave su mezzo
elastico (Fig. 1 b).

Fig. 1. Comportamento della connessione

Il tratto di spessore t, corrispondente allassito interposto tra lastra e trave, considerato


libero, in quanto lassito non vincolato rigidamente al travetto ed il piolo agisce in questo
tratto entro un mezzo molto cedevole trattandosi di sollecitazioni perpendicolari alle fibre. La
lastra di acciaio, saldata al piolo, costituisce un vincolo rotazionale elastico di rigidezza .
Per la rigidezza kw del legno sono disponibili precedenti risultati sperimentali (Gelfi e
Giuriani 1995 e 1999a), relativi al legno di abete, secondo i quali la rigidezza in campo
elastico nella direzione parallela alle fibre, definita come rapporto tra la forza di interfaccia
piolo-legno per unit di lunghezza del piolo e lo spostamento relativo, non dipende
significativamente dal diametro del piolo. Il piolo viene assunto di lunghezza illimitata nel

256

STRUTTURE MISTE ACCIAIO-CALCESTRUZZO E LEGNO-CALCESTRUZZO

legno in quanto la profondit delle zone perturbate, dove le deformazioni sono significative,
modesta e confrontabile con la lunghezza di infissione usualmente adottata.
Ricorrendo alla teoria classica della trave su suolo elastico, si pu ricavare la seguente
espressione per la rigidezza K=V/s della connessione (V = forza di taglio, s = scorrimento fra
lastra e travetto, Fig. 1):

t2
t 2 2

k w
1 t3
t 2 2 2 EJ

=
+ +
K 3EJ k w
t
1 4 3
+ +
EJ
kw

con = 4

kw
4 EJ

(1)

La sensibilit del valore di K al valore della rigidezza rotazionale della piastra


considerevole. Infatti, adottando per i parametri in gioco i seguenti valori:
rigidezza del legno (abete)
kw = 1300 N/mm2
modulo elastico dellacciaio
E = 210000 MPa
momento dinerzia piolo d 16
J = 3217 mm4
tratto di piolo libero
t = 30.5 mm (assito pi semispessore piastra)
si ottiene K = 5818 N/mm per = 0 (rigidezza rotazionale della piastra trascurabile) e K =
18832 N/mm per = (rigidezza della piastra infinita). Data limportanza della rigidezza
rotazionale della piastra e data la difficolt di definirne il valore con approcci semplificati,
si resa necessaria unindagine numerica e sperimentale
2.1 Studio dellinterazione piolo-lastra di acciaio

Per valutare la rigidezza rotazionale offerta dalla lastra, si sono eseguite sia una serie
di analisi agli elementi finiti che una serie di prove sperimentali. Le analisi numeriche hanno
messo innanzitutto in evidenza che le deformazioni indotte dalla rotazione del piolo si
smorzano rapidamente (Fig. 2) e quindi i pioli dei travetti adiacenti non si influenzano
reciprocamente.
Si notato inoltre che il valore della rigidezza rotazionale dipende notevolmente dalla
discretizzazione della piastra e soprattutto del piolo. Modellando il piolo con elementi rigidi
(Fig. 3 a) il valore di risulta superiore di circa il 30% rispetto a quello ottenuto con una
modellazione del piolo con elementi brick (Fig. 3 b), che consente alla sezione allattacco con
la piastra di deformarsi fuori piano. La lastra modellata con elementi plate/shell a 8 nodi e
il piolo con elementi brick a 15 nodi.

Fig. 2. Linee di isorotazione per la piastra con pioli a passo 20 cm

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a)

257

b)
Fig. 3. Differenti modellazioni del piolo

Data lincertezza sulla modellazione numerica e la grande sensibilit della soluzione


alla discretizzazione del piolo, si ritenuto necessario un confronto sperimentale.
I provini sperimentali sono costituiti dalla lastra di acciaio di 5 mm di spessore,
vincolata al contorno in modo da rappresentare la porzione di lastra della zona di competenza
di ciascun piolo. Nella direzione del carico la dimensione pari allinterasse dei pioli (Fig.
1), mentre nellaltra direzione si adottata una dimensione largamente superiore alla
larghezza di diffusione indicata dallindagine numerica. I vincoli sono di appoggio bilatero
lungo i bordi perpendicolari al carico, dovendo simulare le linee di flesso della deformata (v.
Fig. 1), mentre i bordi paralleli al carico non sono vincolati.
Il piolo collegato alla lastra con saldatura a completa penetrazione (Fig. 4 saldatura
tipo A); alcune indagini preliminari condotte sugli altri tipi di saldatura hanno dato risultati
analoghi per il tipo B e prestazioni inferiori per i tipi C e D. Pertanto le prove sperimentali, sia
sul comportamento locale che sul comportamento globale della trave mista, sono state
condotte con saldature di tipo A, di minor ingombro rispetto a quella di tipo B.
45

5 mm

Connettore d=16mm

Fig. 4. Tipologie di saldatura

Per la valutazione sperimentale della rigidezza sono stati adottati campioni con
lunghezze = 100 mm e 200 mm (con larghezze di 200 mm e 300 mm rispettivamente), pari
ai due interassi dei pioli adottati per la trave sperimentale (Fig. 9), peraltro significativi nella
la pratica costruttiva.
Il banco di prova illustrato in Fig. 5. La lastra a) saldata al piolo b) (d=16 mm) al
quale applicato il carico mediante la barra strumentata c) messa in trazione mediante un
sistema a vite. Lo spostamento del piolo misurato dal comparatore millesimale d). Da questo
spostamento, depurato dalle deformazioni flessionali del gambo (lunghezza 50 mm) valutate
teoricamente in campo elastico, si ottiene la rotazione della base del piolo.

258

STRUTTURE MISTE ACCIAIO-CALCESTRUZZO E LEGNO-CALCESTRUZZO

Fig. 5. Test per la misura della rigidezza e della resistenza del collegamento piolo-piastra

Nella tabella I sono riportati i valori della rigidezza rotazionale ottenuti sia dalle
prove sperimentali che dallanalisi numerica, nonch i valori della rigidezza della connessione
K ottenuti utilizzando la (1). Si nota che i valori di ottenuti dallanalisi numerica sono
notevolmente superiori ai valori sperimentali. Questa differenza comunque ha minore
influenza sulla rigidezza complessiva K della connessione.
Le differenze tra i valori sperimentali e numerici della rigidezza K sono relativamente
modesti e quindi una semplice modellazione numerica pu essere impiegata per analizzare
casistiche diverse.
Tabella I: Valori sperimentali e teorici della rigidezza rotazionale della lastra e della rigidezza K della
connessione

Interasse pioli
[mm]
200
100

Valori sperimentali
K [kN/mm]
[kNm/rad]
8.3
8.5
9.5
8.8

Fig. 6. Tensioni ideali

id = 12 + 22 1 2

Valori teorici

11.9
16.3

K
9.4
10.2

con piolo soggetto a momento plastico

Per quanto riguarda la capacit portante ultima, la prova sperimentale mostra che si
forma una vistosa cerniera plastica nel gambo del piolo senza deformazioni plastiche nella
lastra, nonostante il suo piccolo spessore (Fig. 7). Questo comportamento consente di ritenere
valido il meccanismo resistente del piolo, ampiamente studiato in (Gelfi e Giuriani 1987 e
Gelfi et al. 1998), che prevede la formazione di due cerniere plastiche nel gambo del piolo, la

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prima prossima alla lastra e la seconda nel legno. La prima cerniera plastica localizzata alla
distanza di circa mezzo diametro dallincastro.
Si noti che lanalisi numerica condotta in campo elastico (Fig. 6) mostra che la lastra
supera il limite elastico dellacciaio (fy=303 Mpa) quando il carico raggiunge il valore ultimo
della prova sperimentale, corrispondente al raggiungimento del momento plastico nel piolo
(My=d3fy/6=198 kNmmm). Lo snervamento della lastra avviene per in una zona molto
limitata, tale da non modificare apprezzabilmente il grado di incastro del piolo.

Fig. 7. Deformazione residua del piolo allo scarico

RESISTENZA DELLA CONNESSIONE

La formulazione della resistenza ultima della connessione una estensione di quella


teorica presentata in (Gelfi e Giuriani 1987, Gelfi et al.1998 e Gelfi e Giuriani 1999a) per il
caso generale di travi miste in materiali diversi, tra loro non a contatto e si basa su un
meccanismo di collasso del piolo con formazione di due cerniere plastiche e con rifollamento
plastico del legno.
Si fa riferimento al concetto di lunghezza efficace introdotto in (Gelfi e Giuriani 1987).
La capacit portante del piolo infatti pari alla risultante della pressione di rifollamento fhw
nel legno agente sulla lunghezza efficace lw (Fig. 8). Il piolo deve poi avere una lunghezza
aggiuntiva minima di affondamento nel legno (lw in Fig. 8) perch si possa instaurare il
meccanismo di collasso con le due cerniere plastiche (Fig. 8 a) che permette di raggiungere la
massima capacit portante.

M
t1

My
A

Vu
w

2
w

B
B

Lw

My

d f hw
(a)

Vu

(b)

M
(c)

(d)

Fig. 8. Meccanismo di collasso e modello per il calcolo della resistenza della connessione

+ t1

260

STRUTTURE MISTE ACCIAIO-CALCESTRUZZO E LEGNO-CALCESTRUZZO

Si assume che la cerniera plastica A si formi nel piolo ad una distanza dalla piastra che
pu essere stimata pari alla met del diametro del piolo (distanza t1 in Fig. 8), come proposto
in (Gelfi e Giuriani 1987) e confermato dalle prove sperimentali (Fig. 7). Essendo nullo il
taglio in corrispondenza della cerniera plastica B dove il momento flettente del piolo
massimo (Fig. 8 c), lequilibrio del tratto AB (Fig. 8 d) espresso dallequazione:
Vu (l w / 2 + t1 ) 2 M y = 0
con:
lw
My

(2)

lunghezza efficace nel legno;


momento resistente plastico del piolo;

f hw
resistenza a rifollamento del legno;
Vu resistenza ultima della connessione per singolo piolo;
Dalla (2), essendo la resistenza ultima Vu della connessione per il singolo piolo:
Vu = f hw d l w

(2)

si pu ricavare la lunghezza efficace del tratto infisso nel legno:


4M y

lw =

f hw d

+ t12 t1

(3)

Poich il momento resistente plastico del piolo dato dalla nota relazione:
M y = f yd 3 / 6

dove f y la tensione di snervamento del piolo, la (3) pu essere scritta nella forma pi
espressiva:
lw = w d

con

w =

2
t
2 f y t1
+ 1
3 f hw d
d

(4)

La resistenza ultima del piolo risulta allora per la (2) e la (4):


Vu = w f hw d 2

(5)

La lunghezza minima aggiuntiva di infissione nel legno lw ricavabile dallequazione di


equilibrio:
2

f hw d l 'w / 4 M y = 0

da cui:
l 'w

4M y
f hw d

=d

2 fy

3 f hw

(6)

STUDIO SPERIMENTALE DEL COMPORTAMENTO DI TRAVI MISTE LEGNO-ACCIAIO CON CONNETTORI A PIOLO

261

Quindi la lunghezza totale di infissione nel legno dovr essere maggiore di:

Lw l w + l'w

(7)

Per le applicazioni importante sottolineare che lunghezze superiori a quelle fornite


dalla (7) non comportano resistenze maggiori. Tuttavia, se si adottano questi valori minimi,
sufficienti per raggiungere la resistenza massima, si ottiene una rigidezza inferiore di circa il
30% rispetto a quella fornita dallequazione (1), ricavata nellipotesi di lunghezza illimitata.
Un modesto aumento delle lunghezze minime consente di ottenere praticamente il valore
teorico massimo della rigidezza: con laumento di un diametro nel legno si raggiunge il 90%
della rigidezza massima. Pertanto ai fini progettuali si possono proporre le seguenti lunghezze
del piolo:
Lw,tot Lw + d

(8)

Nel caso dei pioli con diametro d = 16 mm della trave sperimentale del paragrafo 4, la
resistenza ultima, la lunghezza efficace e la lunghezza teorica minima di infissione risultano
rispettivamente:
Vu = 12.6 kN ;

l w = 1.41d = 22.6mm ;

Lw,tot = (1.41 + 2.35 + 1)d = 4.76d = 76.2mm

avendo adottato fy = 290 Mpa, fhw = 35 Mpa, t1 = 20mm. Si noti che per la trave sperimentale
si adottata una lunghezza di infissione di sei diametri, superiore al valore minimo.
Si osserva che, nel caso particolare di assenza di assito (t1 = 0), la (2) e la (3)
forniscono unespressione praticamente coincidente con quella dellEurocodice 5 (eq. 6.2.2
d), valida nel caso di collegamenti tra legno e piastra di acciaio di grosso spessore (>d):

Vu = 1.5 2M y f hw d 1.1 4M y f hw d
Il coefficiente 1.1, che non compare nella (2), tiene conto della resistenza aggiuntiva che il
bullone offre, per grandi deformazioni, lavorando a trazione (Johansen 1949).
La rigidezza iniziale K e la resistenza ultima Vu fornite rispettivamente dalle relazioni
(1) e (2 o 5) consentono di ricavare la curva teorica di comportamento della connessione V =
V(s), proposta in (Gelfi e Giuriani 1987):

V = Vu 1 e Ks / Vu

essendo V lazione di taglio applicata al piolo.


I parametri K e Vu sono comunque un utile riferimento anche per la formulazione di
leggi pi raffinate come quelle proposte in (Giuriani e Frangipane 1993), (Gattesco e Giuriani
1996), (Johnson 1991).
4

TRAVE SPERIMENTALE

Vengono presentati i risultati di una prova sperimentale eseguita su una trave mista in
legno-acciaio, con lo scopo di fornire un utile riferimento per il confronto con i risultati

262

STRUTTURE MISTE ACCIAIO-CALCESTRUZZO E LEGNO-CALCESTRUZZO

ottenibili con modellazioni teoriche, sia con approccio numerico che con approccio analitico
(Gubana 1995).
La trave sperimentale in legno-acciaio rappresenta la nervatura di un solaio con
interasse dei travetti di 50 cm. I connettori, con diametro d=16 mm, sono infissi nel travetto
per 6 diametri (96 mm) e sono saldati alla lastra di acciaio secondo la tipologia A di figura 4.

Fig. 9. Caratteristiche trave sperimentale

STUDIO SPERIMENTALE DEL COMPORTAMENTO DI TRAVI MISTE LEGNO-ACCIAIO CON CONNETTORI A PIOLO

263

Nella figura 9 sono riportate le caratteristiche geometriche e meccaniche della sezione.


In particolare sono evidenziate le caratteristiche meccaniche della sezione ideale,
omogeneizzata al legno, nell'ipotesi di connessione perfetta, con coefficiente di
omogeneizzazione n=Es/Ew=21 (il valore del modulo elastico del legno Ew=10000 N/mm2
stato determinato direttamente con prova di flessione sullintero travetto prima di
confezionare la trave composta). Per un riferimento sono inoltre indicati i valori delle
tensioni, calcolati secondo la teoria classica nellipotesi di connessione ideale infinitamente
rigida.
Il passo dei connettori stato definito sulla base di un dimensionamento a scorrimento
secondo la teoria classica, affidando ai connettori pi sollecitati di estremit una
sollecitazione in esercizio pari a circa 1/3 del valore della resistenza ultima (eq. 2). I pioli
hanno interasse di 10 cm nelle zone di taglio massimo (fino ad 1/4 della luce) e di 20 cm nel
tratto centrale e sono sfalsati per evitare fenditure lungo la venatura della trave. Per il
dimensionamento si fatto riferimento ad un sovraccarico utile di esercizio di 4 kN/m2 che,
con l'aggiunta del peso proprio, corrisponde ad un carico totale di circa 5 kN/m2.
Il banco di prova mostrato nella figura 10. La trave, capovolta, appoggiata sui due
bilancieri incernierati ai montanti. Le sollecitazioni sono impresse applicando agli estremi
spostamenti verticali. Le forze applicate sono ricavate dalla lettura dei comparatori
millesimali delle losanghe dinamometriche. Lo schema di carico (Fig. 10) corrisponde a
quello di una nervatura di solaio ordito tra due pareti in muratura con una luce netta di 4 m, e
luce di calcolo di 4,20 m. La lastra di acciaio ha una lunghezza pari alla luce netta.
Il peso proprio produce, sulla trave posta sul banco, azioni interne trascurabili. Oltre ai
comparatori per la misura della freccia, si sono posizionati comparatori millesimali per la
lettura degli slittamenti relativi fra lastra e travetto.

2P

2P

Q = 4P

10 10

P
80

P
80

P
100

P
80

80

Fig. 10. Banco di prova e schema di carico della trave sperimentale

Si sono eseguiti due cicli di carico fino a raggiungere il 75% del momento di esercizio
in mezzaria (carico totale Q=6.90 kN); due cicli di carico fino al valore del momento di
esercizio (Q=9.20 kN); un ciclo di carico fino 1.5 volte il valore del momento di esercizio
(Q=13.8 kN). Infine il carico stato fatto crescere fino al valore Q=44.0 kN (4.8 Qes), oltre il

264

STRUTTURE MISTE ACCIAIO-CALCESTRUZZO E LEGNO-CALCESTRUZZO

quale non si ritenuto significativo procedere, date le grandi deformazioni raggiunte. La


prova stata condotta con controllo delle deformazioni, con incrementi delle frecce ad ogni
passo di 0.40.5 mm nei primi cinque cicli e di 0.52 mm nellultimo ciclo, con velocit di
carico corrispondente ad un passo ogni 5 minuti.
Nelle figure 11 e 12 sono riportati i diagrammi carico-freccia e carico-slittamento che
mostrano un comportamento quasi linearmente elastico fino al carico di esercizio.
Nella tabella II sono messi a confronto, in corrispondenza del carico di esercizio, i
valori sperimentali della freccia con i valori teorici calcolati nelle ipotesi di connessione
perfetta e di portanza del solo legno. La tabella mostra che la connessione perfetta
conferirebbe alla trave mista una rigidezza 5.48 volte superiore a quella della sola trave di
legno (v. rapporto fw/fi). La deformabilit della connessione riduce la rigidezza della trave e
provoca un incremento di freccia di circa il 50% (fs/fi = 1.55); la trave mista ha comunque
una rigidezza notevolmente superiore a quella del travetto di solo legno (fw/fs = 3.54).
Tabella II - Valori sperimentali e teorici della freccia con carico di esercizio.

sperimentale
fs [mm]

connessione
perfetta
fi [mm]
5.96

9.25

solo travetto di
legno
fw [mm]
32.7

45

fw/fi

fs/fi

fw/fs

5.48

1.55

3.54

15

1.5 carico
di esercizio

id = 1.545 kN/mm

ne pe

rfetta

40

e s s io

35

Conn

E (dopo 20 giorni)

30

10

Carico Q (kN)

Carico di
esercizio

VI ciclo
di carico

25

20

w = 0.286 kN/mm
15

1.5 carico
di esercizio

M
00
Carico di
00
1
=
esercizio
oE
gn
e
l
i
od
ett
rt av

10

Pa

2P

2P

Q = 4P

80

80

100

80

80

0
0

10

20

30

40

50

60

70

80

Freccia (mm)

Fig. 11. Diagramma carico-freccia (sulla destra ingrandimento)

10

STUDIO SPERIMENTALE DEL COMPORTAMENTO DI TRAVI MISTE LEGNO-ACCIAIO CON CONNETTORI A PIOLO

265

50
16

40

14
Scorrimento S3

35

12
Scorrimento S1

Carico Q [kN]

30

10
25

20
15

Carico di
esercizio

Q = 4P

2P
S1 S2

10

2P

F max = forza di scorrimento sul


piolo di estremit (teoria classica)

S1

S3

Forza di scorrimento massima F max [kN]

Scorrimento S2
45

0
0

0,5

1,0

1,5

2,0

2,5

3,0

3,5

4,0

4,5

5,0

Scorrimento s [mm]

Fig. 12. Diagramma carico-scorrimento

Il carico massimo raggiunto Q=44 kN (M=26.4 kNm), pari a 4.8 volte il valore di
esercizio, con una freccia di 79 mm e slittamento massimo tra legno e lastra di acciaio di 4.8
mm. A questo valore del carico corrispondono nel legno e nellacciaio le tensioni w=23.1
Mpa e s=89.8 Mpa, calcolate con la teoria classica.
Per un utile riferimento nel seguito vengono fatte alcune valutazioni teoriche sul
comportamento in esercizio e sulla capacit portante ultima della trave mista.
4.1 Deformazioni in esercizio

Lo scopo principale degli interventi di consolidamento dei solai in legno laumento di


rigidezza in esercizio. Poich il comportamento in esercizio generalmente impegna la
connessione con sollecitazioni in campo praticamente elastico, non necessario ricorrere a
onerose modellazioni non lineari.
Nel caso presente si pu adottare una semplice modellazione in campo elastico lineare
schematizzando il travetto con elementi beam e la lastra con elementi truss (Fig. 13). I
pioli possono essere modellati con elementi beam aventi rigidezza alla traslazione
Kp=3EpJp/Lp3 uguale alla rigidezza K della connessione (eq. 1), essendo Lp la distanza fra il
baricentro del travetto e il baricentro della piastra, che per la trave sperimentale di 105.5
mm.
Le frecce calcolate con il carico di esercizio e con i valori sperimentali e teorici della
rigidezza K dei connettori sono rispettivamente di 10.1 e 9.6 mm, contro un valore
sperimentale di 9.3 mm. Anche questo semplice modello numerico coglie quindi bene il
comportamento reale in esercizio.

266

STRUTTURE MISTE ACCIAIO-CALCESTRUZZO E LEGNO-CALCESTRUZZO

Fig. 13. Modellazione della trave sperimentale

4.2 Capacit portante ultima


I valori teorici del carico ultimo e del corrispondente momento flettente possono essere
calcolati secondo lo schema classico a rottura che prevede la connessione perfettamente
plasticizzata e il legno a comportamento linearmente elastico fino a rottura.
Adottando per la resistenza ultima del legno il valore fwu = 69 Mpa (ottenuta da prova a
flessione secondo UNI ISO 3133) e per la resistenza ultima del connettore il valore Fu = 12.6
kN, si ottiene la forza di scorrimento totale di mezza trave (14 connettori) pari a D = 176.4
kN. La risultante delle compressioni Ns nella lastra di acciaio ha eccentricit, rispetto al
baricentro del travetto, z =105.5 mm. Per lequilibrio la forza assiale di trazione nel legno Nw
deve essere uguale a Ns. Si ha quindi Ns = Nw = D e il valore del momento resistente ultimo
diviene:
Mu = D z + (fwu - D/Aw)Ww = fwuWw + D(z-hw/6) = 29.8 + 14.2 = 44.0 kNm
con Aw e hw area e altezza della sezione in legno. Questo valore notevolmente superiore a
quello raggiunto nella prova sperimentale (M = 26.4 kNm) interrotta, come gi detto, prima
della rottura. Si nota che il contributo dato dal rinforzo, rappresentato dal temine D(z-hw/6),
determina una capacit portante della trave mista pari circa 1.5 volte quella del solo travetto
di legno (29.8 kNm).
5

CONCLUSIONI

Il presente studio fornisce le espressioni analitiche della rigidezza iniziale K (eq. 1) e


della resistenza ultima Vu (eq. 5) del legame taglio-slittamento della connessione per le
sezioni miste con travetto in legno e lastra di acciaio, con assito interposto e connettori a
piolo. Tale legame risulta indispensabile per le modellazioni numeriche o analitiche del
comportamento globale delle travi miste.
Con lo scopo di fornire un riferimento sperimentale per la taratura dei modelli numerici
vengono anche forniti dettagliati risultati di una trave sperimentale.
In esercizio modellazioni semplici in campo elastico, con connessione di rigidezza pari
a quella teorica, sono in ottimo accordo con i risultati sperimentali.
La trave mista sperimentale ha una rigidezza in esercizio pari a 3.5 volte quella del
travetto di legno e una capacit portante pari a 1.5 volte.

STUDIO SPERIMENTALE DEL COMPORTAMENTO DI TRAVI MISTE LEGNO-ACCIAIO CON CONNETTORI A PIOLO

267

APPENDICE

Lefficacia dellintervento di rinforzo dipende, come gi detto, dalla cura degli aspetti
tecnologici della connessione. A tale riguardo si ritengono utili le seguenti indicazioni:
- Le strisce di lamiera, di larghezza leggermente inferiore allinterasse dei travetti, vengono
preparate con fori svasati per facilitare la saldatura dei pioli;
- La lamiera posta sullassito costituisce la dima per la foratura dei travetti che viene
eseguita con ordinaria punta per acciaio, di diametro leggermente inferiore, in
modo che i pioli vengono infissi con leggero forzamento.
- I pioli sono tondi lisci, di acciaio di buona qualit, e vengono ottenuti mediante taglio a
macchina e successiva eliminazione delle sbavature con formazione di invito alla
infissione. E da evitare luso della trancia che provoca lovalizzazione della sezione
terminale del connettore con conseguente allargamento del foro durante linfissione e la
formazione di giochi indesiderati.
- La saldatura dei pioli alla lamiera deve essere eseguita accuratamente per evitare
cedimenti prima della formazione della cerniera plastica nel piolo.
- Le strisce di lamiera vengono collegate con coprigiunti saldati in modo da costituire un
diaframma continuo che, se opportunamente collegato alle pareti, contribuisce al
miglioramento sismico delledificio.
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