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Vincenzo Dipaola, Giovanni Donatone, Alfredo Sollazzo, Francesco Trentadue

Linfluenza dei laterizi sul comportamento a flessione dei solai


Si riferisce in merito ai risultati di prove a flessione su prototipi di solai misti, condotte a pi riprese per valutare linfluenza benefica pi o meno rilevante che i laterizi hanno sul comportamento statico-deformativo di queste strutture, cos diffuse nella tradizione edilizia italiana

Ricerca

a diffusione, nel nostro Paese, dei solai latero-cementizi, particolarmente accentuata nella seconda met degli anni 20, provoc il fiorire, sin da quellepoca, di ricerche sperimentali tendenti a provare lattitudine degli elementi in laterizio a collaborare ai fini statici con il conglomerato. Tra gli studi, spesso promossi e sovvenzionati da societ produttrici di laterizi, sono particolarmente da ricordare quelli condotti da C. Guidi[1] e, a pi riprese, da L. Santarella[2], [3], citati da questultimo anche nel II Volume del suo testo Il Cemento Armato[4] (a pag. 81, ad esempio, della XIII edizione). In molti casi le ricerche dimostrarono che era anche possibile limpiego di solai in cui alla soletta di conglomerato ne venisse sostituita una composta di laterizio: le sperimentazioni in merito furono giudicate ben efficaci se, con il R.D.L. n. 832 del 23/05/1932, fu consentito ufficialmente luso dei cosiddetti solai senza soletta. La diffusione di questi ultimi fu notevole specie negli anni 50 e 60; successivamente le loro fortune andarono declinando, fino a quando le recenti Norme tecniche per le costruzioni, comparse sul Suppl. Ord. della G.U., Serie Generale n. 222 del 23/9/2005, ne hanno decretato la scomparsa almeno in Italia. Nel corso degli anni diversi ricercatori si sono occupati a vario titolo dellinfluenza delle pignatte sulla statica degli orizzontamenti latero-cementizi; ci si limita tuttavia a ricordare qui solo una ricerca prevalentemente sperimentale che in un certo senso prelude a quanto si esporr nel presente articolo. Essa fu condotta nel 1992 su prototipi di solaio in cui i blocchi di laterizio risultavano posizionati prevalentemente in zona compressa[5] e non, come avviene in altri casi, quasi esclusivamente in zona tesa. Di recente,nellambito di una convenzione stipulata tra il Di-

partimento di Ingegneria Civile e Ambientaledel Politecnico di Bari e ANDIL Assolaterizi, ci si proposti in maniera sistematica di eseguire confronti sperimentali su strutture latero-cementizie soggette a flessione.Esse si aggiungono peraltro ad altre analoghe riguardanti il comportamento a rottura per taglio gi descritte in[8]. Le conclusioni raggiunte hanno interesse ai fini di valutare il contributo offerto dai laterizi nellaccrescere la rigidezza flessionale degli orizzontamenti e nel limitare perci, tra laltro, eventuali conseguenze negative sullintegrit delle tramezzature ad essi sovrastanti. Prove su pannelli di solaio semplicemente appoggiati agli estremi Le prove eseguite si riferiscono a dodici pannelli di solaio dotati di una caldana superiore di cm 5,00, ciascuno composto da tre travetti precompressi; le dimensioni e le caratteristiche dei prototipi sono desumibili dalla fig. 1. Lo schema statico adottato quello di trave semplicemente appoggiata agli estremi (fig. 2). La foto di fig. 3 mostra uno dei prototipi nel suo insieme nel corso della prova: in essa visibile il complesso pompa-martinetto-traversa di carico, nonch la struttura di contrasto usata per trasmettere il carico. I pannelli sono stati strumentati con comparatori centesimali per la valutazione delle frecce sotto carico e di basi deformometriche, disposte sulle facce laterali, per la misura delle deformazioni. Essi sono di diversi tipi in quanto alcuni sono confezionati con blocchi di laterizio di categoria A, individuati con la sigla SCS20; altri sono muniti di blocchi di laterizio di categoria B (collaboranti), individuati con la sigla R38H20, a giunti allineati; altri infine sono privi di blocchi.

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1. Prototipo di pannello-solaio utilizzato nelle prove a momento flettente positivo (misure in cm).

2. Schema di carico per prove a momento flettente positivo (misure in cm).


Martinetto

Elemento di contrasto Putrella da 300 mm

25 A 26 209 310 728 780 209 B 26

3. Esecuzione di una prova sperimentale.

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8000

4. Legami momento-freccia medi (carico complessivo). Legenda: 1 serie 2 serie 3 serie 4 serie

7000 6000 5000 4000 3000 2000 1000 0 0 10 20 30 freccia [mm] 40 50 60

momento (daNm)

Allatto dei getti sono stati effettuati prelievi di conglomerato che hanno fornito una resistenza caratteristica cubica a compressione pari a 31,57 MPa. Le prove non sono state condotte sino a rottura ma arrestate a un carico dellordine di grandezza di quello massimo di esercizio preventivamente stimato. I pannelli sono stati contrassegnati con numeri progressivi da 1 a 12 e classificati nelle quattro serie specificate allinterno della tabella 1.

Classificazione dei prototipi.

serie 1 2 3 4

pannelli con laterizi di categoria A allineati con laterizi di categoria A sfalsati con laterizi di categoria B allineati senza laterizi

n 1-2-10 5-9-11 6-7-8 2-4-12

Un idoneo software di acquisizione dei dati, implementato su di un personal computer collegato ad una centralina alla quale facevano capo tutti i dispositivi elettronici utilizzati per strumentare i prototipi, ha consentito di ottenere in tempo reale spostamenti e deformazioni in funzione del livello di carico raggiunto. Per brevit di esposizione, della notevole messe di dati e dei relativi numerosi diagrammi sperimentali vengono qui riportati sinteticamente i pi rappresentativi. Nella fig. 4 sono messi a confronto i risultati delle quattro serie di prove. In ascisse sono indicate le frecce medie lette, per ciascuna serie, nella sezione di mezzeria; in ordinate sono riportati i momenti cui queste corrispondono, valutati tenendo conto delleffettivo peso proprio dei prototipi e del peso delle strutture per il cui tramite viene trasmesso il carico. Si osserva che i risultati delle quattro serie sono molto vicini tra di loro. Non possibile rilevare perci una significativa diminuzione

delle frecce per uneventuale maggiore rigidezza dei prototipi dovuta alla presenza dei laterizi, in quanto, evidentemente, gli effetti benefici di questi ultimi sono compensati da quelli negativi dovuti al maggior peso proprio che essi conferiscono ai solai. Sostanzialmente simili sono i diagrammi che legano i momenti alle curvature per le quattro serie di pannelli. Da quanto si sinteticamente esposto, si pu dedurre che, per solai a travetti precompressi semplicemente appoggiati agli estremi,la presenza dei laterizi non arreca benefici apprezzabili ai fini di irrigidire la struttura e di attenuare gli stati tensionali nel conglomerato e nellacciaio. La circostanza evidentemente legata al fatto che, nella generica sezione, le pignatte si trovano quasi del tutto al disotto dellasse neutro e non possono contribuire, se non in minima parte, allassorbimento delle tensioni normali provocate dal momento flettente. Quanto rilevato non in contrasto con i risultati conseguiti da Guidi[1], ove il contributo dei laterizi appare rilevante. C da osservare, infatti, che i prototipi da lui provati (che si riferivano ovviamente a solai gettati in opera) avevano luce pari a m 5,00 ed erano dotati di due sbalzi da m 1,10 ciascuno. Presentavano quindi larghe zone in cui il momento flettente tendeva le fibre superiori e comprimeva le fibre inferiori, consentendo ai laterizi di influire positivamente sul comportamento tenso-deformativo dellorizzontamento. Prove su pannelli gettati in opera con pignatte prevalentemente compresse Sin dal 1992[5] sono state ideate ed eseguite da due degli autori del presente articolo prove su prototipi concepiti in modo da simulare la situazione che si verifica a cavallo dellappoggio intermedio di un solaio a due campate uguali. I pannelli, muniti di due nervature gettate in opera, furono sottoposti a prove di flessione disponendoli ribaltati rispetto alla normale configurazione, in modo tale cio da pre-

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5. Prototipo di pannello-solaio con travetti in c.a.p. per prove a momento flettente negativo.

sentare la soletta nella parte inferiore e quindi in zona tesa. Essi erano provvisti di un cordolo trasversale centrale cui fu applicato un carico concentrato in modo che il diagramma del momento flettente risultasse sufficientemente vicino a quello che si presenta nel tratto contiguo allappoggio intermedio del solaio continuo a due campate di cui si detto prima. Il confronto tra le deformazioni ed i livelli tensionali misurati nel conglomerato e nellacciaio in due pannelli di solaio, uno dotato di laterizi compressi tra le nervature e laltro privo, mostr una maggior rigidezza flessionale del primo rispetto al secondo, pur avendo il primo un peso proprio pi elevato per la presenza delle pignatte. Questi risultati sono stati confermati nel corso di prove dello stesso tipo condotte,pi di recente,su prototipi gettati in opera, muniti di tre anzich due travetti di calcestruzzo armato. Si omette di descrivere questa sperimentazione: ci si limita ad osservare che, anche in tal caso, si avuta una riduzione notevole della deformabilit dei solai provvisti di laterizi rispetto a quelli che ne sono privi; a rottura le prove non hanno messo invece in evidenza differenze significative tra i carichi di collasso. Prove su pannelli-solaio di tipo semi-prefabbricato Queste prove sono state previste con la finalit di approfondire maggiormente largomento, operando ancora su elementi inflessi con pignatte prevalentemente compresse, ma prendendo in considerazione strutture non pi gettate in opera, bens pannelli semiprefabbricati, sia con travetti in cemento armato precompresso che con travetti tralicciati in cemento armato ordinario.Tutto ci per stabilire se leffetto benefico sul comportamento statico, determinato dalla presenza delle pignatte, si presenti anche in tal caso, nonostante lovvia minore solidariet esistente questa volta tra elementi resistenti principali ed elementi in laterizio interposti.

Sono stati perci confezionati dodici pannelli, sei con travetti precompressi e sei con travetti tralicciati. Per ciascuna serie, tre prototipi sono stati realizzati usando blocchi di laterizio ordinari (categoria A) e tre senza blocchi. Le dimensioni dei prototipi (figg. 5 e 6) sono le seguenti per entrambi i tipi: luce totale 310 cm luce netta tra gli appoggi 300 cm larghezza 112 cm cordoli di appoggio in c.a. (112x10) cm spessore 25 cm (20 cm + 5 cm di soletta). Tutti sono stati realizzati con tre travetti e,ove presenti,con due file di pignatte a giunti allineati, ciascuna delle quali costituita da dieci blocchi aventi dimensioni 25x38x20 cm. La classe di resistenza del conglomerato risultata pari a Rck= 25 MPa in base a prove di compressione eseguite su 12 cubetti prelevati allatto del getto dei prototipi. I pannelli con travetti precompressi e pignatte sono stati identificati facendo seguire il numero dordine (da 1 a 3) alle lettere P (Precompresso) e C (Con laterizi); analogamente i pannelli con travetti tralicciati sono stati identificati sostituendo la lettera P con T (Traliccio). Lidentificazione dei prototipi privi di laterizi si ottenuta per entrambe le categorie sostituendo la lettera C con S (Senza laterizi). Il carico stato ottenuto tramite un martinetto della portata massima di 50 t,alimentato da una pompa oleodinamica e trasmesso al pannello tramite una traversa di acciaio (HE220B). Il peso totale, comprensivo di quello del martinetto, della cella di carico e della traversa di acciaio, pari a circa 146 daN. Il carico stato applicato nella sezione di mezzeria in corrispondenza del cordolo centrale secondo lo schema di fig. 7. Ciascun pannello stato sottoposto ad un carico monotonamente crescente partendo dal valore nullo fino alla rottura. La

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6. Prototipo di pannello-solaio con travetti tralicciati per prove a momento flettente negativo.

7. Schema di carico adottato per i prototipi di pannelli semiprefabbricati (misure in cm). Legenda: Pu = carico esercitato dal martinetto Pm = peso proprio del martinetto Pcc = peso proprio della cella di carico Ptr = peso proprio della traversa di carico

strumentazione utilizzata composta da trasduttori a induzione per la misura delle frecce e da estensimetri elettrici superiori ed inferiori per la misura delle deformazioni. I risultati Dei numerosi diagrammi costruiti a partire dai risultati sperimentali ci si limita qui a riportare quelli di cui alle figg. 8 e 9. Nella fig. 8 sono messi a confronto i diagrammi medi momento-freccia ricavati per le quattro terne di pannelli provati (PS, PC, TS, TC).Nella fig. 9 sono riportati i corrispondenti diagrammi medi momento-deformazione ottenuti utilizzando le letture ai due estensimetri superiori e valutando il momento nelle sezioni in corrispondenza delle quali essi sono ubicati. Da entrambe le figure risulta evidente la minore deformabilit dei solai con laterizi rispetto a quelli senza laterizi. Ma lo scarto appare assai minore di quello rilevato nelle strutture gettate in opera:per i pannelli a travetti precompressi, trascurando i risultati sperimentali fino ad M40 kNm, in quanto poco attendibili stante lirregolarit di comporta-

mento dei PS,la riduzione media della deformazione in compressione per la serie PC rispetto alla PS del 10,5% circa. Per i pannelli tralicciati TS e TC il comportamento nettamente pi regolare e la riduzione della deformazione in compressione, valutata sullintera gamma dei risultati, sale al 12,3% circa. evidente, tra laltro, la maggiore rigidezza che in assoluto i solai a travetti precompressi presentano nei confronti di quelli a travetti tralicciati. Nella tabella 2 sono indicati i carichi di rottura a flessione relativi alle 12 prove.

2 Carichi di rottura sperimentali.


pannelli carico di rottura media [kN] [kN] pannelli caricodi rottura media [kN] [kN]

PS1 PS2 PS3 PC1 PC2 PC3

198,57 196,47 198,75 206,48 197,26 207,06

197,93

203,90

TS1 TS2 TS3 TC1 TC2 TC3

190,95 195,75 190,15 196,53 193,54 202,95

192,28

197,67

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8. Diagrammi sperimentali momento-freccia. Legenda: Pannelli PS Pannelli PC Pannelli TS Pannelli TC momento [KNm]

180 160 140 120 100 80 60 40 20 0 0 10 20 30 40 50 60

freccia [mm]

9. Diagrammi sperimentali momentodeformazione (in zona compressa). Legenda: Pannelli PS momento [KNm] Pannelli PC Pannelli TS Pannelli TC

100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 0 100 200

deformazione * 106

300

400

500

600

Essi sono quelli erogati al martinetto allatto della crisi. In corrispondenza dei risultati ottenuti per le quattro serie di prototipi sono riportati i valori medi relativi a ciascuna serie. Si osserva che, sia per i pannelli a travetti precompressi che per quelli a travetti tralicciati,vi un incremento del carico di rottura, rispettivamente pari al 3,02% e al 2,80%. Il contributo dei laterizi, al fine di migliorare il comportamento della struttura allatto della crisi, perci modesto, cos come era stato gi rilevato nel caso di travetti gettati in opera. La foto di cui alla fig. 10 mostra un pannello nel corso della prova, la fig. 11 un prototipo a travetti tralicciati allatto della crisi, da cui si rileva landamento del quadro fessurativo e il coinvolgimento dei laterizi in zona compressa. Confronto tra risultati sperimentali e analisi teoriche Per completare il quadro dei risultati,si valutata la posizione dellasse neutro della sezione trasversale dei pannelli nei due stadi di comportamento, prima e dopo la fessurazione. Nellese-

guire tale operazione si sono ritenute equivalenti le sezioni dei pannelli a travetti precompressi e tralicciati,prendendo in considerazione i contributi del calcestruzzo e dellacciaio e trascurando quello del laterizio. Nel primo stadio (sezione interamente reagente) si assunto un coefficiente di omogeneizzazione n = Es/Ec = 6,867, avendo attribuito i valori di 206000 MPa e 30000 MPa ai moduli di elasticit longitudinali dellacciaio e del conglomerato rispettivamente. La posizione dellasse neutro stata individuata tramite la distanza x = 15,52 cm dal lembo compresso ed il momento dinerzia stato valutato pari a circa 86400 cm4. Assunta la tensione limite a trazione: fcfm = 1,2 fctm = 1,20,48 Rck = 1,20,48 25 = 2,88 MPa, il momento di fessurazione teorico risultato pari a Mcr = 26,24 kNm, sufficientemente prossimo a quello riscontrato sperimentalmente, pari a circa 2830 kNm, cos come rilevabile, ad esempio, dai diagrammi di cui alla fig. 8 sia per i pan-

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10. Fase intermedia di una prova sperimentale.

11. Crisi di un pannello con travetti tralicciati.

nelli a travetti precompressi che per quelli a travetti tralicciati. Nel secondo stadio (sezione parzializzata), la distanza dellasse neutro dal lembo compresso risultata pari ad x = 7,60 cm e conseguentemente il momento dinerzia della sezione reagente omogeneizzata (n = 6,867, trascurando gli effetti lenti dovuti ai carichi di lunga durata), sceso a circa 26100 cm4. Nelle figg. 12 e 13 sono rappresentati i diagrammi momentofreccia sperimentali, rispettivamente per i pannelli a travetti precompressi e per quelli a travetti tralicciati, unitamente al legame teorico. In entrambi i casi, il diagramma teorico, che si compone di due rami rettilinei diversamente inclinati, separati da un tratto orizzontale corrispondente alla fessurazione,si inserisce in una posizione intermedia rispetto agli altri due. La freccia teorica sembra essere,sotto carichi limitati,alquanto inferiore a quelle sperimentali per poi divenire nettamente superiore ad esse dopo la fessurazione, salvo a tornare a ridursi nuovamente nei loro confronti sotto carichi ancora pi elevati. Tornando infine al confronto tra le frecce misurate per via sperimentale tra pannelli muniti e privi di pignatte, pu essere interessante sintetizzare in un parametro,che si potrebbe chiamare indice di rigidezza, la minore deformabilit dei primi rispetto ai secondi. Schematizzando con una bilatera ciascuno dei legami sperimentali medi carico-freccia (simili ai diagrammi momentofreccia di figg. 12 e 13), possibile osservare che i pannelli PC presentano, nei confronti dei pannelli PS, un incremento di detto indice di rigidezza mediamente pari al 12%, mentre per i pannelli TC, rispetto ai TS, si rileva un incremento dellordine del 18% circa. Questi risultati sembrano confermare quanto proposto in una recente bozza di normativa europea[9] che introduce (punto E.4) un indice di rigidezza ka atto a sintetizzare, sotto forma di coefficiente amplificativo della rigidezza flessionale, il benefico effetto prodotto dai laterizi nei solai prefabbricati ai fini

della valutazione della freccia sotto carico. Tale coefficiente viene previsto intermedio tra 1.00 e 1.20, in accordo con quanto riscontrato attraverso i confronti sperimentali eseguiti. Si osserva, comunque, che il suo valore fortemente influenzato da diversi fattori. Esso differente infatti a seconda che la valutazione avvenga sotto carico inferiore o superiore a quello di fessurazione; varia a seconda che il solaio sia a travetti prefabbricati o tralicciati, ma soprattutto influenzato dallo schema strutturale cui riferito, in quanto risente fortemente del fatto che i laterizi si trovino, in misura pi o meno estesa, in zona tesa o in zona compressa. Considerazioni conclusive La campagna di prove sperimentali a flessione su pannelli di solai, con e senza laterizi interposti tra i travetti, ha fornito alcuni interessanti risultati che si aggiungono a quelli ricavati da prove di taglio spinte fino a rottura, di cui si riferito in [8]. Innanzi tutto si rilevato che, qualora lo schema statico del solaio comporti la presenza di laterizi prevalentemente disposti in zona tesa, come accade nel caso di pannelli semplicemente appoggiati nelle sezioni di estremit,lincremento di rigidezza dovuto agli elementi in laterizio viene praticamente annullato dagli effetti del maggior peso proprio della struttura dovuto alla presenza dei blocchi. Questa circostanza particolarmente evidente nel caso di solai parzialmente prefabbricati, specialmente se a travetti precompressi; si ritiene che, viceversa, nel caso di solai gettati in opera, la maggiore aderenza tra i travetti e le pignatte interposte incrementi sensibilmente il contributo degli elementi in laterizio. Ben diverso il discorso valido per i pannelli di solaio in cui i laterizi siano disposti, per tratti pi o meno ragguardevoli della luce, in zona compressa. Da prove appositamente ideate per effettuare questo tipo di indagine risultato, infatti, che la rigidezza del solaio si incrementa notevolmente in presenza delle pignatte. Tale incre-

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12. Diagrammi momento-freccia (pannelli con travetti precompressi). Legenda: PS sperim. momento [KNm] PC sperim. PS teor.

100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

freccia [mm]

13. Diagrammi momento-freccia (pannelli con travetti tralicciati). Legenda: PS sperim. PC sperim. momento [KNm] PS teor.

100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

freccia [mm]

mento appare notevole nel caso di pannelli gettati in opera ma sensibile anche in presenza di solai prefabbricati con travetti precompressi o tralicciati. Non inutile rilevare che tratti pi o meno notevoli della luce di un solaio latero-cementizio si trovano normalmente in una situazione del tipo di quella descritta, per effetto di un grado di incastro pi o meno elevato della singola campata nelle sezioni di vincolo, o in presenza di solai continui su pi appoggi intermedi,o anche per la semplice presenza di sbalzi alle estremit degli orizzontamenti. In tutti questi casi, in misura maggiore o minore a seconda dello schema statico e della maggiore o minore aderenza dei travetti alle pignatte per il tramite del getto di completamento, la rigidezza flessionale di un solaio latero-cementizio si incrementa rispetto a quello di unidentica struttura priva di laterizi e ci si traduce non solo nella riduzione delle frecce elastiche e di fluage sotto carico, ma anche nellattenuazione dello stato tensionale nel conglomerato e nellacciaio. La presenza dei laterizi produce un innalzamento del carico di rottura a flessione, ma si tratta di un vantaggio molto limitato.

Ancora una volta, comunque, dai risultati di questa sperimentazione viene rivalutata limportanza che il laterizio ha sulla statica del solaio e riconfermato un ulteriore pregio di cui dotato un prodotto tipico della nostra tradizione edilizia.
Bibliografia [1] C. Guidi: Studi sperimentali su costruzioni in cemento armato,Rendiconti dellXI Riunione dellAssociazione Italiana per gli studi sui materiali da costruzione, Torino, 1926. [2] L. Santarella: Alcune esperienze sul Solaio Berra, Il Monitore Tecnico, marzo 1926, n. 3. [3] L. Santarella: La collaborazione del laterizio nei solai in cemento armato,Atti della Scuola di Specializzazione per le Costruzioni in Cemento Armato, 1a ed., 1932, 2a ed., 1936, Hoepli, Milano. [4] L. Santarella: Il Cemento Armato, vol. II, XIII ed., 1953, Hoepli, Milano. [5] G.Donatone,A.Sollazzo: Collaborazione calcestruzzo laterizio nelle sezioni di solaio soggette a momenti negativi, Costruire in Laterizio, n. 26, marzoaprile 1992. [6] G. Donatone,A. Sollazzo: Sulle condizioni di vincolo dei solai latero-cementizi a travetti precompressi,Costruire in Laterizio, nn. 50-51, marzo-giugno 1996. [7] V. Dipaola,A. Sollazzo, F.Trentadue: Sulla normativa tecnica dei solai laterocementizi,LIndustria dei Laterizi, n. 92, marzo-aprile 2006. [8] V. Dipaola, G. Donatone, A. Sollazzo, F.Trentadue: Resistenza a taglio dei solai misti,Costruire in Laterizio, n. 112, luglio-agosto 2006. [9] prEN15037-1: Precast concrete products - Beams and block floor system - Part 1: Beams, ottobre 2005.

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