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Quattro meglio di due

Il principio dei ponti strallati applicato alle travi degli edifici


Ing. Claudio Pagani

ella sua innata voglia di occupazione dello spazio, luomo ha sempre cercato di dare corpo alle sue idee concependo soluzioni, anche apparentemente azzardate, che consentissero il raggiungimento dello scopo prefissato. Questa voglia di conquista, ha prodotto alcune delle opere ingegneristiche pi affascinanti ed ancora oggi perfettamente funzionanti, mai apparse sulla terra. In questottica, gli esempi forse pi eclatanti, sono rappresentati dai grandi ponti sospesi realizzati, a partire dalla met del secolo scorso, negli Stati Uniti e fra questi, il ponte pi famoso al mondo: il Ponte di Brooklyn. Realizzato a partire dal gennaio 1870, la struttura presenta una luce libera tra le due grosse torri in mattoni, di oltre 470 m. Lidea di base fu semplicemente geniale: realizzare un collegamento tra le due sponde dellEast River tra Brooklyn e Manhattan, evitando di avere appoggi intermedi che avrebbero inevitabilmente dato impedimento alla libera navigazione nel fiume. Il progettista incaricato della stesura del progetto e della stima dei relativi costi, lIngegnere John A. Roebling, pens allora di realizzare una trave in campata singola, che superasse la distanza prevista; vista limpossibilit di

utilizzare una normale trave in semplice appoggio tra le due sponde, considerata lenorme distanza esistente, Roebling adott uno schema che prevedeva limpiego di una trave-impalcato di modesto spessore, realizzata mediante un traliccio di profilati in acciaio, sospesa mediante un sistema di funi facenti capo alle due grosse torri destremit. Lidea, in sostanza, era quella di impiegare un sistema ausiliario (le funi) che consentisse alla trave di superare la distanza esistente tra le due sponde, pur mantenendo

uno spessore pressoch trascurabile. Inaugurato nellestate del 1883, il Ponte di Brooklyn, rappresenta ancora oggi, una delle pi coinvolgenti intuizioni ingegneristiche, rese concrete dallattivit delluomo. LA STORIA SI RIPETE Lidea di dotare le travi di un congegno ausiliario che consenta loro di raggiungere valori prestazionali interessanti, ha fatto da guida allo studio di un nuovo sistema strutturale, da abbinare alle travi prefabbricate ad armatura lenta, per consentirne limpiego oltre i normali limiti duso. Da sempre, si associano alle strutture prefabbricate concetti tipici, solitamente non

riscontrabili nelle realizzazioni tradizionali in opera . Velocit di costruzione, alta qualit garantita dei materiali impiegati, durabilit, accurati controlli in tutte le fasi realizzative dei manufatti, elevatissime performance strutturali e buona economicit, non sono che alcune delle caratteristiche che da sempre, contraddistinguono le strutture prefabbricate nel panorama delle applicazioni ingegneristiche. La pre-costruzione in stabilimento dei singoli manufatti ed il successivo assemblaggio in sito, porta insita la necessit di progettare e realizzare sistemi di connessione tra i singoli elementi (strutture di fondazione-pilastri, pilastro-trave, elementi

di solaio-travi) il pi possibile semplici; di fatto il vincolo di semplice appoggio, sia esso strutturalmente schematizzabile come una cerniera o come un carrello, risulta essere il vincolo pi comunemente adottato. Queste peculiarit, se da un lato consentono di realizzare un organismo strutturale estremamente semplice, con le travi (e spesso anche gli elementi di solaio) in condizione isostatica, dallaltro non permettono di sfruttare la principale caratteristica posseduta dalle strutture tradizionali in opera e cio la mutua connessione in regime di continuit. Prendendo spunto da queste considerazioni, nasce lidea del Sistema Brooklyn.

CONCETTI DI BASE Il concetto di base introdotto dal Sistema Brooklyn, quello di creare una connessione tra campate contigue di travi prefabbricate, attraverso un sistema di tiranti inclinati intestati nel pilastro comune alle due campate, in modo da simulare una condizione statica di conti-

nuit (parziale o totale). Tali tiranti in acciaio, posati a secco entro alloggiamenti predisposti sia nel pilastro che nelle travi e successivamente parzialmente sigillati, realizzano una connessione in grado di sviluppare un comportamento potenzialmente duttile. Al pari degli effetti prodotti

GETTO INTEGRATIVO

dagli stralli nei ponti, essi garantiscono un sostegno intermedio alle travi, (la cui efficacia pu essere governata dal progettista entro i limiti dettati dalle geometrie strutturali e dalle caratteristiche meccaniche del sistema), che consente di ridistribuire le azioni interne allelemento strutturale. In sostanza grazie allazione prodotta dai tiranti, la trave prefabbricata, posata inizialmente in condizione di appoggio sulle mensole del pilastro, subisce una modifica del suo schema statico che la porta ad assumere, in esercizio ed a rottura, una condizione assimilabile a quella di una trave su quattro appoggi (due rigidi e due elastici). Il progettista, intervenendo sia sulle caratteristiche meccaniche dei tiranti, sia sulla geometria del sistema (gli appoggi fissi destremit sono un dato geometrico del problema mentre la posizione dei vincoli elastici rientra tra le scelte del progettista), pu combinare, di volta in volta, le condizioni al contor no, andando a ricercare quelle che ottimizzano il comportamento dellelemento prefabbricato. Laspetto che rende ancora pi interessante il Sistema Brooklyn, che esso completamente invisibile: in fase di montaggio, sono individuabili le predisposizioni nei pilastri e nelle travi ma dopo avere eseguito i getti di completamento dei solai, il sistema scompare lasciando allosservatore, la sensazione di essere di fronte ad una comune struttura prefabbricata.

CAMPI DI APPLICAZIONE Il nodo realizzato con il Sistema Brooklyn, impiegabile in tutte le soluzioni strutturali nelle quali si adottano travi prefabbricate ad armatura lenta. In considerazione del fatto che il sistema, scompare negli spessori lasciati a disposizione per la struttura, il suo impiego pu essere previsto sia negli edifici di tipo residenziale (tipicamente condomini con travi in spessore di solaio), sia soprattutto, negli edifici industriali e di servizi come autorimesse mono o pluripiano, palazzine uffici, hotels, supermercati, depositi, ecc., nei quali, in considerazioni delle esigenze della Committenza in termini di sovraccarichi utili e di luci, consuetudine adottare travi a T rovescio o ad L, ribassate rispetto allintradosso del solaio. Per queste ultime tipologie di edifici infatti, laltezza non trascurabile delle travi, consente di aumentare linclinazione dei tiranti producendo, a parit di tutte le altre condizioni al contorno ed in particolare mantenen-

do invisibile il sistema, una amplificazione degli effetti indotti nelle travi. Il sistema, si propone di fatto, come limite spartiacque tra i campi dimpiego delle travi in opera o prefabbricate ad armatura lenta, nei quali il ricorso alle travi precompresse risulterebbe non competitivo da un punto di vista tecnico-economico e quelli nei quali si passa alladozione di travi prefabbricate precompresse. PREGI DEL SISTEMA Il Sistema Brooklyn, oltre a garantire i pregi tipicamente riscontrabili nellambito delle strutture prefabbricate e brevemente elencati in apertura, introduce alcune opportunit strutturali di notevole interesse. A) Connessione trave-pilastro Lintroduzione di un sistema di tiranti in acciaio che, passando attraverso i pilastri, vengono ancorati nelle travi, garantisce unazione di cucitura dellinsieme trave-pilastro, in grado di sviluppare duttilit. Questa connessione, oltre a d a s s ol v e re a funz i oni

una buona economicit produttiva. B) Continuit Rappresenta sicuramente, laspetto di maggiore interesse introdotto dal sistema perch consente di inserire e sfruttare una continuit tra le campate attigue di una travata. Tale continuit, risulta avere una efficacia, in termini numerici, che dipende da fattori legati in parte, alla tipologia strutturale in esame ed in parte alle scelte strutturali del progettista. C) Riduzione degli ingombri Lintroduzione di un fattore di continuit, consente di ridurre gli ingombri delle travi prefabbricate. In particolare nei casi di edifici residenziali con travi da mantenere nello spessore del solaio, il Sistema Brooklyn consente, a parit di condizioni al contorno (luci delle travi e dei solai, sovraccarichi utili, ecc.), di ridurre gli spessori delle travi riconducendo il problema, alla definizione delle altezze strutturali degli impalcati. D) Piena libert di scelta Leffetto prodotto dal sistema, si sviluppa prescindendo dalla tipologia dellelemento di solaio adottato. Le travi dotate del sistema Brooklyn, possono essere impiegate sia in presenza di soluzioni tradizionali tipiche delledilizia residenziale (solai in latero-cemento o a lastre prefabbricate), sia con soluzioni pi tipiche delledilizia prefabbricata (lastre alveolari, tegoli a doppio T, ad Omega, ecc.) E) Riduzione dei quantitativi darmatura Lazione di sospensione esercitata dai tiranti del sistema, consente di ridurre i quantitativi di armatura lenta delle travi. Fissate le geometrie strutturali, il Sistema Brooklyn, introducendo due appoggi elastici lungo lo sviluppo della trave, consente di ridurre il valore del momento positivo in campata con conseguente riduzione del rapporto meccanico darmatura. F) Incremento delle luci libere delle travi Spesso, soprattutto nelledilizia residenziale, le posizioni dei pilastri e conseguentemente le luci delle travi, sono dettate da ragioni architettoniche. La necessit di raggiungere luci inusuali per le soluzioni tradizionali con calcestruzzo in opera, implica lesigenza di adottare spessori a volte rilevanti con conseguenti ripercussioni sulla volumetria utile del fabbricato. In questi casi, diventa indispensabile, per ricondurre gli spessori strutturali ai valori tradizionali, introdurre appoggi intermedi con tutto quanto ne deriva da un punto di vista strutturale (aggiunta di plinti, pilastri, ecc.) ed architettonico. Il sostegno introdotto sulla trave prefabbricata dal Sistema Brooklyn, soprattutto con riferimento alle tipologie residenziali con travi in spessore di solaio consente, a parit di condizioni al contorno (sovraccarichi utili, luci dei solai e spessori strutturali), di superare luci inusuali per

strutturali meglio descritte nei punti seguenti, consente di introdurre un importante strumento capace di aumentare la sicurezza strutturale, soprattutto durante la fase di montaggio degli elementi dove, a causa dellelevato grado di svin co l o p r e s e n t e nella struttura, sono maggiori i rischi di incidenti. E importante inoltre sottolineare come, la connessione trave-pilastro avviene a secco: i tiranti vengono inseriti entro alloggiamenti

predisposti nel getto dei pilastri e delle travi e la connessione, meccanica, si sviluppa mediante il serraggio dei dadi del sistema di fissaggio. Non sono necessarie n saldature, n getti integrativi locali per sviluppare un collegamento efficace tra i due elementi strutturali. Inoltre, le predisposizioni nel pilastro non necessitando di lavorazioni particolari (smussi, scassi, sporgenze, ecc.), consentono di realizzare i getti entro casseri standard e quindi garantiscono

soluzioni in calcestruzzo tradizionali o prefabbricate ad armatura lenta. G) Riduzione delle deformazioni La scelta degli spessori strutturali dettata, in primo luogo, dalla necessit di avere strutture con una rigidezza adeguata, tale da non introdurre effetti indesiderati nelle opere di finitura. Solai e travi troppo sottili, a causa della loro ridotta rigidezza flessionale, possono produrre effetti negativi nei fabbri-

LASTRE SOLAIO PREFABBRICATE

cati quali lesioni nei pavimenti, fessurazione nei tamponamenti e nei tavolati, eccessive vibrazioni, ecc.. I numeri indice noti a tutti gli strutturisti, che legano lo spessore minimo degli elementi strutturali alla luce massima da coprire, forniscono dei parametri molto utili per garantire alle travi ed ai solai una adeguata rigidezza flessionale. Il Sistema Brooklyn, introducendo due vincoli elastici intermedi alla trave, di fatto, ai fini del comportamento flessionale, ne riduce la luce libera. In altre parole, a parit di tutte le condizioni al contorno ed in particolare lo

spessore della trave, con il Sistema Brooklyn si possono ottenere deformazioni flessionali minori e quindi una maggiore rigidezza rispetto a quanto riscontrabile in una analoga trave ad armatura lenta. La possibilit di assegnare ai tiranti un pretiro iniziale, da sfruttare in prima fase quando i getti di completamento si presentano in fase liquida consente, pur in presenza di spessori modesti, di ottenere travi autoportanti, azzerando limpiego di opere provvisionali per il sostegno della struttura fino alla completa maturazione dei getti.

Agendo sullentit del pretiro, possibile pertanto controllare la deformazione della trave andando a ridurre, anche in presenza di travi sottili, il problema legato alla eccessiva deformabilit. H) Incremento dei carichi utili Rappresenta la pi diretta conseguenza delle prerogative introdotte dal Sistema Brooklyn e succintamente descritte nei precedenti punti. Leffetto di sospensione al pilastro esercitato dai tiranti sulla trave, garantisce una riduzione del momento sollecitante di progetto agente

in mezzaria. Pertanto, a parit di caratteristiche meccaniche dei materiali, di geometria del problema ed in particolare, di sezione trasversale e di luce della trave, la presenza del Sistema Brooklyn, consente di incrementare il carico utile sopportabile dallelemento strutturale. Il Sistema Brooklyn si presenta pertanto, come un interessante sistema strutturale, in grado di aiutare lelemento trave, ad accrescere le proprie prestazioni staticodeformative.

Esso si propone quindi come un valido sistema strutturale che consente di impiegare le travi prefabbricate ad armatura lenta oltre i limiti attualmente ritenuti invalicabili. Nelle prossime pubblicazioni, verranno forniti gli aspetti tecnici relativi al sistema, con i risultati delle analisi teoriche e delle sperimentazioni compiute su campioni in scala reale.

I COMPONENTI DEL SISTEMA Il Sistema Brooklyn si compone di tre parti. 1) PREDISPOSIZIONE NEI PILASTRI un assieme metallico, composto da una doppia coppia di tubi in acciaio, previsti allo scopo di predisporre un doppio attraversamento del pilastro tramite il quale verranno fatti passare i tiranti (vedere successivo punto 3). Ad un estremo dei tubi previsto un allargamento, che riveste una doppia funzione. In primo luogo, consente il bloccaggio del tirante per contrasto sul pilastro, dopo averne eseguito il pretensionamento. Il bloccaggio avviene mediante un sistema costituito da due dadi e da una rondella: il secondo

Qui di seguito verranno descritti: - i componenti del sistema; - i primi risultati dei raffronti fatti tra soluzioni tradizionali, con travi semplicemente appoggiate sui pilastri, e soluzioni che prevedono limpiego di questa nuova tecnologia; - i risultati delle prime sperimentazioni condotte su modelli in scala reale.

dado viene serrato a garanzia della sicurezza nei confronti delleventuale svitamento del primo. Lallargamento consente inoltre di occultare il sistema di bloccaggio: dopo la messa in tiro dei tiranti e la messa in opera del sistema di bloccaggio, lalloggiamento della testa del tirante viene sigillato con malta a ritiro compensato, garantendo la

scomparsa del sistema e, al tempo stesso, una ulteriore sicurezza nei confronti di eventuali manomissioni. La completa scomparsa della testata del tirante ulteriore indice di sicurezza della corretta messa in opera del sistema. Infatti, la lunghezza del tirante definita in modo tale, che esso risulti sporgere

dal pilastro qualora non venga completamente avvitato nella boccola prevista nella trave. Questi tubi possono essere abbinati al sistema (brevetto internazionale B.S. Italia S.r.l.), che prevede linserimento nel pilastro anche delle predisposizioni per lalloggiamento di mensole metalli-

tre una maggiore precisione in fase di messa in opera entro la gabbia darmatura del pilastro. La predisposizione nel pilastro pu essere semplice, come nel caso dei pilastri di testata, doppia, per i pilastri intermedi alla pilastrata, tripla o quadrupla, nel caso siano previste travi anche perpendi-

rere nella trave, sono stati previsti due meccanismi resistenti aggiuntivi al bloccaggio meccanico realizzato mediante la boccola. In primo luogo, la guaina, essendo corrugata, trasferisce per aderenza al calcestruzzo della trave le trazioni indotte del tirante. Inoltre, attraverso la piastra a cui sono fissate le guaine, vengono fatti passare i ferri darmatura della trave in modo da creare un ulteriore meccanismo dancoraggio del sistema. 3) ELEMENTO DI CONCATENAMENTO TRAVE-PILASTRO La terza componente del Sistema Brooklyn rappresentata dalla coppia di tiranti. Di lunghezza variabile a seconda delle esigenze progettuali, come detto, i tiranti vengono inseriti nella struttura, infilandoli attraverso le predisposizioni nel pilastro, e bloccati alle predisposizioni nella trave. Con la tesatura del tirante si introduce un effetto di parziale sostegno della trave in due punti (la cui localizzazione rientra tra le scelte del progettista) che, producendo la modifica dello schema statico, genera una riduzione dei valori delle

colarmente allintelaiatura principale. 2) PREDISPOSIZIONE NELLA TRAVE La seconda componente del Sistema, da predisporre nelle travi, composta da due guaine metalliche corrugate dotate, al piede, di una piastra metallica forata a cui risultano saldate le boccole di bloccaggio dei tiranti. Le guaine corrugate realizzano lalloggiamento entro cui infilare i tiranti dopo la posa in opera della trave.

che a sostegno delle travi. La predisposizione per la mensola metallica ottenuta a partire da un tubo di idoneo spessore, al quale vengono saldate due briglie metalliche a garanzia dellancoraggio del sistema allinterno del getto del pilastro. Superiormente al tubo sono previste due boccole filettate: quella inferiore assolve la funzione statica di impedire, mediante limpiego di un bullone opportunamente dimensionato, la rotazione della mensola allinterno del suo alloggiamento e, contemporaneamente, di bloccarla al pilastro. Quella superiore viene impiegata come elemento di contrasto: il bullone in essa previsto viene svitato dopo la posa della trave fino ad andare in battuta contro la testata della stessa. In questo modo, vengono eliminati i giochi esistenti tra trave e mensola ed il pretensionamento dei tiranti viene trasferito integralmente alla trave. Il vantaggio di questo sistema duplice: la produzione del

pilastro richiede un cassero semplicissimo con sponde filanti, senza dovervi ricavare gli scassi necessari alla costruzione delle mensole in calcestruzzo, ed quindi sinonimo di rapidit ed economicit produttiva. Essendo linsieme

laborante, la trave si trova in una situazione isostatica di semplice appoggio tra i pilastri. A partire da questa fase, la trave subisce la modifica del proprio schema statico passando da una situazione isostatica ad una configurazione iperstatica. Tramite il pretensionamento dei tiranti eseguito prima della posa dei solai, ai due punti intermedi vengono assegnati spostamenti impressi positivi, i cui valori sono tarati di volta in volta a seconda della necessit del progetto, consentendo in questo modo la parziale correzione della freccia elastica della trave. I primi riscontri numerici effettuati, oltre ai risultati sperimentali meglio descritti nel prosieguo, permettono di dire che le modifiche introdotte dal Sistema nella trave produce dei benefici, che possono essere visti, a parit di condizioni al contorno, come: a) aumento dellinterasse dei pilastri;

tubi di infilaggio dei tirantialloggiamento della mensola mutuamente collegato e predistanziato, il sistema, che prevede una mensola in acciaio a scomparsa, rispetto alla tradizionale mensola in calcestruzzo, garantisce inol-

La loro inclinazione, conforme a quella dei tiranti, viene garantita mediante staffe di sostegno anche durante la fase di getto e di vibratura. A garanzia che al sistema tirante-guaina non sia lasciata la possibilit di scor-

azioni interne in campata, originate dai carichi agenti e, contemporaneamente, una riduzione delle deformazioni flessionali. Nel transitorio iniziale caratterizzato dalla presenza del getto integrativo non ancora col-

b) riduzione degli ingombri delle travi; c) aumento dei carichi utili. logica conseguenza, quindi, la possibilit di sfruttare in simultanea i vantaggi disponibili, secondo unattivit combinatoria da calibrare in base

alle esigenze progettuali. CONCLUSIONI Il Sistema Brooklyn rappresenta certamente una nuova soluzione tecnologica in grado di fornire un tangibile contributo alle strutture. Dai primi risultati riscontrati, sia a livello di schematizzazione teorica sia sperimentalmente, appare evidente come il campo dapplicazione del

Sistema vada preferenzialmente a collocarsi in un ambito, nel quale le soluzioni tradizionali ad armatura lenta richiedono un maggiore tributo, esprimibile sia in termini di dimensioni (maggiori altezze e quindi maggiori ingombri), sia con incidenze darmatura molto pi pesanti, mentre le soluzioni prefabbricate precompresse non risultano ancora competitive da

un punto di vista tecnico-economico. Sono attualmente in corso approfondimenti teorico-sperimentali, che si prefiggono due obiettivi. In primo luogo, realizzare una connessione trave-pilastro a secco, estremamente semplice che non richiede n saldature in opera n getti di completamento, in grado per di fornire le prestazioni statico-comporta-

mentali necessarie a trasformare lossatura portante in un telaio a nodi rigidi. Contemporaneamente si vuole rendere il nodo antisismico, aprendo cos nuovi scenari nellambito delle strutture prefabbricate in zona sismica. I risultati degli studi teorici verranno validati attraverso prove statiche e sismiche su modelli di strutture in scala reale.

FASE 0

FASE 1: messa in opera della trave prefabbricata

FASE 3: pretensionamento dei tiranti e bloccaggio della testa

Per una trattazione esaustiva dellargomento e delle prove di carico effettuate sul sistema Brooklyn vedasi larticolo pubblicato in Elite, rivista internazionale di arte della prefabbricazione, n 5/2002. Per informazioni: infotechne@styl-comp.it

FASE 2: messa in opera dei tiranti

FASE 4: sigillatura dellalloggiamento della testa dei tiranti

Il Gruppo Styl-Comp lieto di poter condividere questa innovazione tecnologica, previo accordo sul know-how relativo, con tutti quei prefabbricatori o imprese edili interessate a produrre con questo rivoluzionario sistema strutturale.