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Incontro Annuale dei Ricercatori di Geotecnica 2004 - IARG 2004

Trento, 7-9 luglio 2004

EFFETTO DELL’INERZIA DEL TERRENO SUL FATTORE


DI CAPACITÀ PORTANTE Nγ

E. Cascone
Università di Messina
cascone@ingegneria.unime.it
G. Carfì, M. Maugeri, E. Motta
Università di Catania

Sommario
In questa nota si presentano alcuni risultati ottenuti con il Metodo delle Caratteristiche per valutare
la riduzione del carico limite di fondazioni superficiali in presenza di sisma. In particolare si è valutata
la riduzione del fattore di capacità portante Nγ dovuta all’effetto inerziale della massa di terreno
coinvolta nel meccanismo di rottura ed all’effetto inerziale della struttura. I risultati sono in buon
accordo con quelli disponibili in letteratura e mostrano che nel caso di strutture snelle, caratterizzate da
un elevato periodo di vibrazione, l’effetto inerziale del terreno, solitamente trascurato nelle analisi, può
essere rilevante.

Introduzione
Nelle analisi di stabilità delle fondazioni superficiali il carico limite viene generalmente
valutato utilizzando la formula trinomia di Terzaghi:
1
qlim = cN c + qN q + γBN γ (1)
2
valida nelle ipotesi di terreno omogeneo assimilabile ad un mezzo rigido perfettamente
plastico, condizioni di deformazione piana e carico verticale uniformemente distribuito sulla
fondazione. Per tener conto di condizioni diverse da quelle previste da queste ipotesi sono
disponibili, come è noto, le espressioni di fattori correttivi che consentono di estendere la
applicabilità dell’eq. (1). In particolare, nel caso di fondazioni soggette a carichi inclinati ed
eccentrici, come tipicamente avviene per fondazioni di strutture in zona sismica, vengono
utilizzati i fattori correttivi per l’inclinazione del carico e la larghezza della base della
fondazione viene ridotta per ricondurre il problema al caso di carico centrato.
Sebbene i casi di collasso di fondazioni superficiali indotte dalle azioni sismiche siano in
generale correlate all’insorgenza di fenomeni di liquefazione di depositi di sabbie sciolte
sature, sono noti in letteratura alcuni casi in cui, a seguito di eventi sismici, si sono
manifestate grandi deformazioni o meccanismi di collasso delle fondazioni anche in assenza
di liquefazione (Richards et al., 1993). In effetti, alcuni dei casi di collasso documentati sono
relativi a fondazioni superficiali caratterizzate da bassi valori del coefficiente di sicurezza,
confermando che le soluzioni disponibili conducono generalmente a valutazioni affidabili del
carico limite anche in condizioni sismiche.
Le onde sismiche generate durante un terremoto inducono delle forze di inerzia nel terreno
sottostante la fondazione incrementando le tensioni tangenziali mobilitate; ulteriori incrementi
delle tensioni tangenziali nascono per effetto dello sforzo di taglio trasmesso dalla fondazione
e dovuto alle azioni inerziali che agiscono sulla struttura. D’altra parte, la resistenza al taglio
del terreno può ridursi a causa delle sollecitazioni cicliche e/o dello sviluppo di
sovrappressioni interstiziali. Gli effetti di questi fenomeni sul carico limite delle fondazioni
superficiali sono stati studiati, nell’ultimo decennio, da numerosi autori. In particolare
l’attenzione dei ricercatori è stata rivolta alla valutazione del cosiddetto effetto cinematico,
cioè alla riduzione del carico limite delle fondazioni, dovuta all’insorgere di forze d’inerzia

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nel terreno. I metodi utilizzati in questi studi sono quelli classici dell’equilibrio limite (EL),
dell’analisi limite (AL), ed il metodo delle caratteristiche (MdC).
In questa nota si presentano alcuni risultati ottenuti utilizzando il MdC e relativi alla
riduzione del fattore di capacità portante Nγ dovuta all’effetto inerziale della massa di terreno
coinvolta nel meccanismo di rottura (effetto cinematico) ed all’effetto inerziale della struttura
(effetto inerziale). Si illustrano, inoltre, le condizioni nelle quali l’effetto cinematico,
solitamente trascurato nelle analisi, è rilevante.

Metodo di analisi e discussione dei risultati


Il metodo delle caratteristiche è basato sull’ipotesi che in una massa di terreno in
condizioni di collasso incipiente debbano essere soddisfatte le condizioni di equilibrio ed il
criterio di rottura. In condizioni piane le equazioni indefinite di equilibrio sono:
∂σ x ∂ τ xy
+ = X (2a)
∂x ∂y
∂ τ xy ∂σ y
+ = Y (2b)
∂x ∂y
dove X ed Y sono forze per unità di volume. Le eq. (2) possono essere integrate per
determinare lo stato di sforzo e la rete delle linee caratteristiche.
In condizioni pseudostatiche le forze di volume possono essere espresse dalle relazioni:
X = γ* sinϑ (3)
Y = γ* cosϑ (4)
dove:
γ * = γ (1 − K v ) + K h2
2
(5)
in cui γ è il peso dell’unità di volume del terreno,
ϑ = tan −1 [K h (1 − K v )] (6)
rappresenta l’inclinazione di γ* rispetto alla verticale, e Kh e Kv sono i coefficienti di
accelerazione sismica orizzontale e verticale.
Per determinare NγΕ, omologo di Nγ in condizioni sismiche, si è considerato un mezzo
caratterizzato da γ ≠ 0 e c′ = 0 e si è assunto q = 0. L’effetto dell’inerzia del terreno è stato
valutato fissando, come condizione al contorno, una inclinazione nulla del carico e Kh ≠ 0 nel
terreno; l’effetto dell’inerzia della struttura è stato valutato invece assumendo una
inclinazione non nulla del carico e Kh = 0 nel terreno. In tutte le analisi si è assunto Kv = 0.
La Figura 1a mostra l’effetto dell’inerzia del terreno sui valori del rapporto NγΕ/Nγ ottenuti
al variare del coefficiente sismico Kh per ϕ = 20°, 30° e 40°. Il rapporto NγΕ/Nγ decresce
rapidamente al crescere di Kh e tende ad annullarsi in corrispondenza della condizione limite
Kh = tanϕ per la quale l’equilibrio non è più possibile. I valori di Nγ utilizzati sono quelli
ottenuti dalle analisi per Kh = 0. In Figura 1a sono anche mostrate le curve che interpolano i
risultati, di espressione:
eγk = (1 − K hk tanϕ)
0.45
(7)
dove con eγk= NγΕ/Nγ si è definito il coefficiente correttivo da applicare al fattore di capacità
portante statico Nγ per tener conto dell’effetto cinematico e con Khk si è indicato il valore del
coefficiente di accelerazione sismica orizzontale del terreno.
La Figura 1b mostra il confronto tra i risultati ottenuti, espressi mediante la eq. (7), ed i
risultati disponibili in letteratura per il caso ϕ = 30°. In particolare, si osserva un ottimo
accordo con i risultati di Shi e Richards (1995) ottenuti utilizzando il MdC. Un complessivo
buon accordo si ha anche con i risultati di Shi e Richards (1995) ottenuti con il metodo
dell’equilibrio limite e con i risultati di Paolucci e Pecker (1997) ottenuti utilizzando il
teorema dell’estremo superiore dell’analisi limite.
In Figura 2 il confronto con i risultati di Paolucci e Pecker (1997) è esteso agli altri valori
di ϕ considerati nelle analisi. L’equazione della curva che interpola i risultati di Paolucci e

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Pecker (1997) differisce dall’eq. (7) solo nell’esponente, assunto pari a 0.35. Le curve
ottenute con il teorema cinematico dell’AL forniscono stime di NγΕ/Nγ maggiori di quelle
ottenute con il MdC. L’eq. (7) è pertanto più cautelativa dell’espressione proposta da Paolucci
e Pecker (1997), congruentemente col fatto che il teorema cinematico fornisce stime per
eccesso del carico limite mentre il metodo delle caratteristiche fornisce stime per difetto.
In Figura 3, per il caso ϕ = 30°, sono mostrati i risultati ottenuti considerando
separatamente l’effetto dell’inerzia del terreno (curva A) e dell’inerzia della struttura (curva
B) e quelli ottenuti considerando entrambi gli effetti contemporaneamente, assumendo lo
stesso valore di accelerazione sismica nel terreno e sulla struttura (Curva C). La curva D in
figura, ottenuta moltiplicando i risultati numerici delle curve A e B, si sovrappone quasi
perfettamente alla curva C. Pertanto l’effetto cinematico e quello inerziale possono essere
studiati separatamente e poi sovrapposti.
La Figura 4a mostra i risultati ottenuti per ϕ = 20°, 30° e 40° nel caso in cui si consideri
solo l’effetto dell’inerzia della struttura. In questo caso il taglio trasferito dalla struttura alla
fondazione ha l’effetto di inclinare il carico di un angolo δ = tan-1Kh. I risultati non sono
significativamente influenzati da ϕ e sono ben interpolati dalla relazione di Brinch-Hansen:
eγi = ( 1 − 0.7 ⋅ K hi )
5
(8)
ove eγi= NγΕ/Nγ è il coefficiente correttivo da applicare al fattore di carico limite statico Nγ per
tener conto dell’effetto inerziale della struttura e con Khi si è indicato il valore del coefficiente
di accelerazione sismica orizzontale della struttura.
Il fattore di carico limite in condizioni sismiche può pertanto essere espresso dalla relazione:
N γE = N γ ⋅ eγk ⋅ eγi (9)
La Figura 4b, per il caso ϕ = 30°, mostra che i risultati ottenuti, espressi mediante l’eq. (9)
nell’ipotesi Khi = Khk, sono in buon accordo con quelli di letteratura ottenuti con diversi
metodi di analisi. Il vantaggio delle soluzioni proposte consiste nel poter valutare
separatamente i due effetti considerati mediante relazioni semplici che forniscono, almeno nel
caso dell’effetto cinematico, risultati più cautelativi.
È evidente dal confronto tra le Figure 1a e 4a che a parità di accelerazione l’effetto
dell’inerzia della struttura è più marcato dell’effetto cinematico. Tuttavia, per strutture con
elevato periodo di vibrazione si può verificare Khi < Khk e i due effetti producono riduzioni di
Nγ confrontabili. Per esempio, con riferimento alla OPCM 3274/03, per le fondazioni di una
struttura in zona 1 (ag = 0.35g) su un terreno di categoria B (S = 1.25) con ϕ = 30°, si ottiene
Khk = 1.25·0.35 = 0.44 e dall’eq. (7) eγk = 0.52; se il periodo proprio del telaio è T = 1 s,
assumendo un fattore di duttilità pari a 4.95, tipico di strutture intelaiate in cemento armato ad
un solo piano, dallo spettro di progetto si ottiene Khi = 0.11 e l’eq. (8) fornisce eγi = 0.67.
Pertanto, nell’esempio considerato la riduzione di Nγ per l’effetto cinematico è maggiore di
quella dovuta all’effetto inerziale della struttura.

Bibliografia
Budhu M. e Al-Karni (1993) A. Seismic bearing capacity of soil. Géotechnique, 43, pp. 181-187.
Dormieux L. and Pecker A. (1995). Seismic bearing capacity of foundation on cohesionless soil,
Journal of Geotechnical Engineering, ASCE, 121, pp. 300-303.
Paolucci R. e Pecker,A. (1997) Seismic bearing capacity of shallow strip foundations on dry soils, Soils
and Foundations, 37, pp. 95-105.
Richards R. Jr., Elms D.G. e Budhu M. (1993). Seismic bearing capacity and settlement of foundations.
Journal of Geotechnical Engineering, ASCE, 119, pp. 662-674.
Sarma S.K. e Iossifelis I.S. (1990). Seismic bearing capacity factors of shallow strip footings.
Géotechnique, 40, pp. 265-273.
Shi X. e Richards R. Jr. (1995). Seismic bearing capacity with variable shear transfer. Earthquake
induced movements and seismic remediation of existing foundations and abutments, S. Kramer and
R. Siddharthan eds., ASCE Geotechnical special publication N. 55, pp. 17-32.
Soubra A.-H. (1999). Upper-bound solutions for bearing capacity of foundations. Journal of
Geotechnical and Geoenvironmental Engineering, ASCE, 125, pp. 59-68.

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1 Inerzia del terreno 1


MdC (a) (b)
Eq. (7)
0.8 0.8

0.6 0.6
NγE/Nγ

NγE/Nγ
0.4 0.4
Inerzia del terreno c'=0 ϕ'=30°
Eq. (7)
0.2 0.2 Shi e Richards - MdC
Shi e Richards - EL
ϕ=20° 30° 40° Paolucci e Pecker - AL
0 0
0 0.2 0.4 0.6 0.8 1 0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5
Kh Kh

Figura 1. Effetto inerziale del terreno: a) risultati dell’analisi e interpolazione; b)confronto con altri risultati.

1 1 MdC c'=0 ϕ'=30°


Inerzia del terreno
Eq. (7) A - In. terreno
0.8 Paolucci e Pecker - AL 0.8

0.6 NγE/Nγ 0.6


NγE/Nγ

B - In. struttura
0.4 0.4

D = AxB
0.2 0.2
C - Inerzia terreno
ϕ=20° 30° 40° e struttura
0 0
0 0.2 0.4 0.6 0.8 1 0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5
Kh Kh

Figura 2. Confronto conla soluzionei di Paolucci e Pecker (1997). Figura 3. Sovrapposizione degli effetti.

1 1 Inerzia terreno e struttura


c'=0 ϕ'=30°
Eq. (9)
0.8 0.8 Shi e Richards - MdC
Shi e Richards - EL
Paolucci e Pecker - AL
0.6 0.6 Sarma e Iossifelis - EL
Inerzia della struttura
NγE/Nγ

NγE/Nγ

Budhu e Al-Karni - EL
MdC Dormieux e Pecker - AL
Eq. (8) Soubra - AL
0.4 0.4
Richards et al. - EL
ϕ=
20

0.2 ϕ= 0.2
°

(a) 3 ϕ= 4 (b)
0° 0°
0 0
0 0.2 0.4 0.6 0.8 1 0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5
Kh Kh

Figura 4. Effetto inerziale della struttura: a) risultati dell’analisi e interpolazione; b)confronto con altri risultati.

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