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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 1
CORSO DI LAUREA IN
INGEGNERIA CIVILE (NUOVO ORDINAMENTO)
FONDAMENTI DI GEOTECNICA
prof. ing. Claudio Mancuso
PARTE 1
Universit degli Studi di Napoli Federico II
Polo delle Scienze e delle Tecnologie
Facolt di Ingegneria
Dipartimento di Ingegneria Geotecnica (DIG)
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 2
ARTICOLAZIONE DEL CORSO
LEZIONI
introduzione alla geotecnica, articolazione del corso,
fenomenologia e concetti fisici di base;
principio di Terzaghi ed interazione terreno/acqua di porosit
richiami di meccanica del continuo
richiami didraulica e moti di filtrazione in regime stazionario;
interazione terreno/acqua di porosit in condizioni non
drenate
interazione terreno/acqua di porosit in regime transitorio
(consolidazione)
indagini geotecniche (indagini di laboratorio e cenni alle
indagini in sito)
compressibilit delle terre (comportamento meccanico
atteso, comportamenti meccanici tipici e prove sperimentali)
deformabilit e resistenza delle terre (prove sperimentali e
comportamenti meccanici tipici)
ESERCITAZIONI
classifica dei terreni e n, , w
tensioni litostatiche
tensioni indotte da carichi
filtrazione
elaborazione ed interpretazione di una prova edometrica
elaborazione ed interpretazione di prove trissiali CID
elaborazione ed interpretazione di prove trissiali CIU
Fondamenti di Geotecnica
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I TRASPARENTI DEL CORSO POSSONO ESSERE
SCARICATI DALLA RETE
NEL SITO http://www.docenti.unina.it
RAGGIUNTO IL SITO, SELEZIONARE IL PULSANTE
CERCA DOCENTE
INSERIRE MANCUSO E SELEZIONARE CERCA
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I TRASPARENTI DEL CORSO POSSONO ESSERE
SCARICATI DALLA RETE
SELEZIONARE CLAUDIO MANCUSO
SELEZIONARE DOWNLOAD
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LINGEGNERIA GEOTECNICA STUDIA SU BASI
FISICO-MATEMATICHE IL COMPORTAMENTO
MECCANICO DI:
TERRENI (ROCCE SCIOLTE)
&
ROCCE (ROCCE LAPIDEE)
SOGGETTI NELLA LORO SEDE NATURALE
AD AZIONI ESTERNE, MODIFICHE DELLE CONDIZIONI
AI LIMITI E MODIFICHE DELLE PROPRIETA
A CAUSA DI FENOMENI NATURALI O DI
INTERVENTI ANTROPICI
ESTRATTI DALLA SEDE NATURALE ED IMPIEGATI
COME MATERIALI DA COSTRUZIONE DI:
RILEVATI, ARGINI, COLMATE, DIGHE IN TERRA
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 6
FONDAZIONI
OPERE DI SOSTEGNO
COSTRUZIONI IN TERRA
STABILITA DEI PENDII
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MECCANICA DELLE ROCCE
DINAMICA DELLE TERRE
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IN TUTTI I PROBLEMI INDICATI OCCORRE TENERE CONTO
DELLA NATURA DEL MATERIALE
CON CUI SI HA A CHE FARE
LIMITANDOCI AL CASO DEI TERRENI
(il corso non tratta di meccanica delle rocce)
IL MEZZO GRANULARE ed SEMPRE POROSO
(ESISTONO SEMPRE SPAZI INTERGRANULARI)
NELLA GENERALIT DEI CASI
COSTITUITO DA PI FASI
(SOLIDA, LIQUIDA E GASSOSA)
CHE INTERAGISCONO
DAL PUNTO DI VISTA MECCANICO
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 9
la risposta meccanica dipende
esclusivamente dalle azioni normali e
tangenziali al contatto tra i grani
'
ij

'
ij

lo stato di sforzo al contatto tra i


granelli (efficace)
e le sue variazioni
DETERMINANO LA
RISPOSTA MECCANICA DEI TERRENI
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MEZZO POROSO ASCIUTTO
alcune propriet indice fondamentali
porosit di indice
solide particelle volume
pori dei volume
V
V
e
porosit 100 x
totale volume
pori dei volume
V
V
n
grani specifico peso
solide particelle volume
solide particelle peso
V
P
u.v. dell' secco peso
totale volume
solide particelle peso
V
P
volume di unit dell' peso
totale volume
totale peso
V
P
s
p
p
s
s
s
s
d
= = =
= = =
= = =
= = =
= = =
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IN CONSEGUENZA DELLA PROPRIA NATURA
GRANULARE E POROSA I TERRENI HANNO
COMPORTAMENTO MECCANICO NON LINEARE
esempio della compressione a
sezione trasversale costante

v

w
0.4
0.6
0.8
1.0
0 10 20 30 40 50
Tensione verticale,

'
v
(kg/cmq)
I
n
d
i
c
e

d
e
i

v
u
o
t
i
,

e

=

V
p
/
V
s
Linea di primo carico
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 12
0.4
0.6
0.8
1.0
0 10 20 30 40 50
Tensione verticale,

'
v
(kg/cmq)
I
n
d
i
c
e

d
e
i

v
u
o
t
i
,

e

=

V
p
/
V
s
Linea di primo carico
Linee di scarico-ricarico
IN CONSEGUENZA DELLA PROPRIA NATURA
GRANULARE E POROSA I TERRENI HANNO
COMPORTAMENTO MECCANICO ELASTO-
PLASTICO (MEMORIA DELLO STATO
TENSIONALE PREGRESSO)

v

w
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MEZZO POROSO SATURO
particella solida
incompressibile
comportamento elastico, lineare, isotropo
infinitamente resistente
scheletro solido
fluido interstiziale
incompressibile
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MEZZO POROSO SATURO
altre definizioni fondamentali
e saturazion di grado 100 x
pori dei volume
acqua d' volune
V
V
S
acqua d' contenuto
secco peso
acqua peso
P
P
w
p
w
s
w
= = =
= = =
porosit di indice
solide particelle volume
pori dei volume
V
V
e
porosit 100 x
totale volume
pori dei volume
V
V
n
grani specifico peso
solide particelle volume
solide particelle peso
V
P
u.v. dell' secco peso
totale volume
solide particelle peso
V
P
volume di unit dell' peso
totale volume
totale peso
V
P
s
p
p
s
s
s
s
d
= = =
= = =
= = =
= = =
= = =
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 15
LINTERAZIONE TRA LE FASI MOLTO SIGNIFICATIVA
SIA NEL CASO DEI TERRENI PARZIALMENTE SATURI
SIA IN QUELLO DEI TERRENI SATURI
NEL CORSO CI LIMITEREMO AL CASO IN CUI SIA
PRESENTE UN SOLO FLUIDO (acqua) NEI PORI
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 16
sollecitazione
esterna
configurazione
deformata
configurazione
iniziale
acqua espulsa
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 17
INTERAZIONE TRA LE FASI
) t ( u ) t (
ij
'
ij
=
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INTERAZIONE TRA LE FASI
0.0
1.0
2.0
3.0
4.0
-5 -3 0 3 5 8 10
tempo (anni)
t
e
n
s
i
o
n
i
tensioni totali
pressioni neutre
tensioni efficaci
0.0
1.0
2.0
3.0
4.0
-5 45 95 145 195 245 295 345
tempo (anni)
t
e
n
s
i
o
n
i
tensioni totali
pressioni neutre
tensioni efficaci
TERRENI A GRANA GROSSA
TERRENI A GRANA FINA
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 19
Terreno A
Terreno B
Roccia
z
d
e
c
i
n
e

d
i

m
e
t
r
i
quanto sopra, la disomogeneit intrinseca
della risposta meccanica dei terreni e la loro
estrema variabilit in natura, rendono
imprescindibili i contenuti sperimentali della
geotecnica, in particolare nelle applicazioni
ingegneristiche
UN ULTERIORE PECULIARIT
DELLINGEGNERIA GEOTECNICA
CONSISTE NEL FATTO CHE NON SONO
NOTE A-PRIORI:
la sequenza con cui si inseguono i diversi
materiali presenti nel sottosuolo (stratigrafia)
la condizione della falda acquifera
le propriet idrauliche e meccaniche dei
materiali che costituiscono il sottosuolo
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 20
LESTREMA VARIABILIT DELLE DIMENSIONI DEI GRANI
LA POSSIBILIT CHE IL LORO INSIEME (i.e., LO
SCHELETRO SOLIDO) SIA ORGANIZZATO SECONDO
UNA INFINIT DI SCHEMI GEOMETRICI,
LENORME NUMERO DI PARTICELLE PRESENTE IN PUR
MODESTO VOLUME DI TERRENO
rendono ogni tentativo di approccio a
problematiche dingegneria basato sulla
meccanica particellare
VANO ed IMPRATICABILE
QUINDI NECESSARIO ADOTTARE UN
APPROCCIO ALTERNATIVO
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 21
Karl Terzaghi
02.10.1883 (Praga, Repubblica Ceca) 25.11. 1963 (USA)
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 22
LIMPOSSIBILITA PRATICA DI TRATTARE I PROBLEMI DI
MECCANICA DEI TERRENI CON UN APPROCCIO TIPO
MEZZO PARTICELLARE SPINSE TERZAGHI AD ADOTTARE
UNO SCHEMA DI MEZZO CONTINUO BIFASE
IL SISTEMA BIFASE TOTALE E COSTITUITO DALLA
SOVRAPPOSIZIONE DI DUE CONTINUI INTERAGENTI:
CONTINUO TOTALE (
ij
)
SCHELETRO SOLIDO (
ij
)
CONTINUO EFFICACE
FLUIDO DI POROSITA (u)
CONTINUO NEUTRO
SCHELETRO SOLIDO, caratterizzato da uno stato di
sforzo (tensioni efficaci,
ij
) rappresentativo delle azioni
scaricate sui granelli
FLUIDO DI POROSITA, caratterizzato da uno stato di
sforzo (pressione neutra, u) pari alla pressione nel fluido
di porosit
IL TERRENO COME
CONTINUI SOVRAPPOSTI ED INTERAGENTI
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 23


= +

=
i
i
i
c i
t T ; ) A A ( u n N
A / t A / T ; A / )] A A ( u [ A / n A / N
i
i c
i
i


= +

=
A / T A / T ; u A / N A / N
1 A / ) A A ( A A
c c

= +

=


A
c
=
i
a
ci
f
i
n
i
t
i
a
ci
A
N
T
F

ij
= delta di Kronecker

ij
= 1 per i = j (tensioni normali)

ij
= 0 per i j (tensioni tangegnziali)
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 24
Per chiarire il ruolo dello scheletro solido e quello
del fluido di porosit, si pu fare riferimento
allo schema che segue, in cui:
F
Se la valvola (V) chiusa, sotto lazione di F il recipiente
pu variare solo la propria sezione trasversale (), ma
deve mantenere il volume costante
Il fluido, che non pu fuoriuscire, entra in pressione (u)
La molla subisce una deflessione e, indicata con la
sua costante elastica, reagisce con una forza
F = + u

V
V
la molla rappresenta lo scheletro solido;
il liquido nel recipiente rappresenta il fluido di porosit.

u
/

w
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 25
Se la valvola (V) viene aperta, il fluido fuoriesce fino a
quando leccesso di energia piezometrica u/
w
non viene
dissipato (i.e., fino a quando non torna in equilibrio con
le condizioni idrauliche al contorno)
Progressivamente, la molla subisce ulteriori deflessioni.
Alla fine del processo (i.e., quando il fluido si
riportato in equilibrio con le condizioni idrauliche
al contorno), risulta:
F =
f
LA REAZIONE DELLA MOLLA E EFFICACE SUL
COMPORTAMENTO MECCANICO DEL SISTEMA
LA PRESSIONE NEL FLUIDO E NEUTRA SULLA
CONDIZIONE DI EQUILIBRIO FINALE
F

f
V
V
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 26
Delta di Kronecker

ij
= 1 per i = j

ij
= 0 per i j
LE TENSIONE EFFICACI REGOLANO IL
COMPORTAMENTO MECCANICO DEI TERRENI
in tal senso
LE PRESSIONI NEL FLUIDO DI POROSITA
SONO NEUTRE
=
ij

ij

ij
+ u
A RIGORE, LO SCHEMA PROPOSTO E VALIDO SOLO NEI CASI
DI TERRENO SATURO DACQUA O SECCO.
PER I TERRENI PARZIALMENTE SATURI OCCORRE
INTRODURRE ULTERIORI VARIABILI DI STATO TENSIONALE
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 27
la risposta meccanica di un terreno dipende dallo stato
di tensione iniziale cui sottoposto;
distorsioni, deformazioni di volume e rottura in un
terreno sono causate esclusivamente da variazioni del
regime di tensione efficace;
due terreni, del tutto identici, esibiscono la stesso
comportamento meccanico se e solo se sottoposti a
stati di tensione efficace iniziale uguali e ad uguali
variazioni dello stato di tensione efficace
LE TENSIONE EFFICACI REGOLANO IL
COMPORTAMENTO MECCANICO DEI TERRENI:
la pressione nel fluido di porosit interviene sullo stato
tensionale totale, ma non regola il comportamento
meccanico dei terreni;
nella sua interazione con lo scheletro solido il fluido di
porosit pu condizionarne il comportamento, ma solo
perch
ij
=
ij
- u;
se
ij
= u (i.e.,
ij
= 0) lo stato del terreno non
varia.
LA PRESSIONE NEL FLUIDO DI POROSITA
NEUTRA
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 28
PRINCIPIO DELLE TENSIONI EFFICACI
IN UN TERRENO ASCIUTTO
particella solida
scheletro solido spazio interstiziale
(poro)
=
ij

ij
Il terreno altamente permeabile al fluido interstiziale
(aria) che, tra laltro, fortemente compressibile
si pu assumere u = 0
lo stato di tensione totale coincide con quello di
tensione efficace
IL CASO HA SIGNIFICATO SOLO PER I TERRENI A GRANA GROSSA
(che in situazioni particolari posso essere quasi completamente asciutti)
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 29
PRINCIPIO DELLE TENSIONI EFFICACI
IN UN TERRENO ASCIUTTO
=
ij

ij
il terreno altamente permeabile al fluido interstiziale
(aria) che, tra laltro, fortemente compressibile
si pu assumere u = 0
gli incrementi di tensione totale coincidono con
quelli di tensione efficace
= u 0
30
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 30
particella solida
scheletro solido
fluido interstiziale
incompressibile
i pori sono saturi di acqua, soggetta ad un regime di
pressione che, nelle fasi in cui il problema meccanico
disaccoppiato, dipende solo dalle condizioni
idrauliche al contorno.
quindi u 0.
Lo stato di tensione totale non coincide con quello
di tensione efficace
PRINCIPIO DELLE TENSIONI EFFICACI
IN UN TERRENO SATURO
=
ij

ij

ij
+ u
=
ij

ij

ij
- u
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 31
Nelle fasi accoppiate vale la relazione
precedentemente indicata, pertanto:
PRINCIPIO DELLE TENSIONI EFFICACI
IN UN TERRENO SATURO
=
ij

ij

ij
+ u
=

ij

ij

ij
- u
32
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 32
se il terreno altamente permeabile (a grana
grossa), le normali storie di carico risultano
sufficientemente lente da permettere il continuo
drenaggio dellacqua di porosit sotto gradenti
idraulici assai modesti (ossia con u trascurabili)
PRINCIPIO DELLE TENSIONI EFFICACI
IN UN TERRENO SATURO
ALTAMENTE PERMEABILE
=

ij

ij
t
IN PRATICA:
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 33
IN PRATICA, NELLE CONDIZIONI INIZIALE E
DURANTE TUTTO IL PROCESSO DI
CONSOLIDAZIONE VALE LA RELAZIONE:
=
ij

ij

ij
- u(t)
se il terreno poco permeabile (a grana fina), le
normali storie di carico risultano troppo
veloci per permettere il drenaggio - si pu
assumere che i carichi vengano
applicati istantaneamente, ossia in
CONDIZIONI NON DRENATE.
PRINCIPIO DELLE TENSIONI EFFICACI
IN UN TERRENO SATURO
DI BASSA PERMEABILITA
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 34
PRINCIPIO DELLE TENSIONI EFFICACI
IN UN TERRENO SATURO DI BASSA PERMEABILITA
(condizioni non drenate)
=

ij

ij

ij
- u(0)
F
A

u
/

w
Lo scheletro solido assorbe una parte del carico e,
di conseguenza, si deforma
35
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 35
PRINCIPIO DELLE TENSIONI EFFICACI
IN UN TERRENO SATURO DI BASSA PERMEABILITA
=

ij

ij

ij
- u(t)
IL PROCESSO di CONSOLIDAZIONE:
Per effetto delle u indotte in condizioni iniziali
(non drenate), lacqua di porosit non in
equilibrio con le condizioni idrauliche al contorno.
Pertanto prende a filtrare e tende a dissipare
lenergia in eccesso (u/
w
).
Lo scheletro solido assorbe la parte di carico
rilasciato dal fluido di porosit e,
di conseguenza, si deforma ulteriormente.
0.0
1.0
2.0
3.0
4.0
-5 45 95 145 195 245 295 345
tempo (anni)
t
e
n
s
i
o
n
i
tensioni totali
pressioni neutre
tensioni efficaci
36
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 36
PRINCIPIO DELLE TENSIONI EFFICACI
IN UN TERRENO SATURO DI BASSA PERMEABILITA
(condizioni drenate)
=

ij
(t=)
ij
(t=)
F
A
37
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 37
COSA OCCORRE FARE NEI
CASI APPLICATIVI
38
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 38
VOLUMI DI TERRENO INTERAGENTI CON OPERE
DINGEGNERIA CIVILE - CAMPO STATICO
39
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 39
FASI PER LA PREVISIONE DEL COMPORTAMENTO
MECCANICO DI UN SOTTOSUOLO
ANALISI DELLO STATO TENSIONALE EFFETTIVO
INIZIALE (TENSIONI GEOSTATICHE
ij
)
DEFINIZIONE DELLE VARIAZIONI DI STATO
TENSIONALE EFFICACE
ij
DEFINIZIONE DEL LEGAME
TENSIONE-DEFORMAZIONE DEL/I TERRENO/I
COINVOLTI NELLINTERAZIONE CON LOPERA DA
REALIZZARE [
ij
= f(
ij
)]
INDIVIDUAZIONE DELLO STATO DEFORMATIVO
INDOTTO
ij
ANALISI DELLO SPOSTAMENTO DEI PUNTI DEL
SOTTOSUOLO u, v, w
GIUDIZIO SUL GRADO SI SICUREZZA DELLOPERA
40
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 40
RICHIAMI DI
MECCANICA DEL CONTINUO
E POSSIBILI
APPLICAZIONI IN GEOTECNICA
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Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 41
Il primo obiettivo da perseguire la definizione degli effetti di
sollecitazioni esterne e del peso proprio sul continuo totale (
ij
)
Tenuto conto del principio delle tensioni efficaci di Terzaghi,
APPROCCIO FISICO-MATEMATICO
=
ij

ij

ij
+ u
La conoscenza delle
ij
, dei principi didraulica dei mezzi porosi e dei
meccanismi dinterazione tra scheletro solido e fluido di porosit,
permetteranno di individuare il regime di tensione efficaci (
ij
):
=
ij

ij
- u
ij
ossia:
DI MISURARE IL REGIME DI TENSIONE DA CUI HA
ORIGINE LA RISPOSTA MECCANICA DEI TERRENI
42
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 42
=
ij

ij

ij
- u
IN PARTICOLARE
con riferimento alle variazioni di stato tensionale prodotte da
perturbazioni delle condizioni litostatiche, indipendentemente
dalle condizioni di drenaggio varr (sempre) la regola:
in cui i valori di u (funzione del tempo) andranno opportunamente
specificati:
in condizioni non drenate, u = valori derivanti dallinterazione
scheletro solido/fluido di porosit nellistante di applicazione dei
carichi (t=0);
in fase di consolidazione, u(t) = valori derivanti dallinterazione
scheletro solido/fluido di porosit ad un generico tempo (t>0, t);
in condizioni drenate (i.e., nessuna interazione tra scheletro
solido e fluido di porosit), u = u() = 0, ossia:
=
ij

ij

ij
- u(0)
=
ij

ij

ij
- u(t)
=
ij

ij

ij
- u()
ij
- 0 =
ij
=
43
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 43
Si consideri un corpo continuo in equilibrio sotto lazione di un sistema
di forze esterne (p
1
, p
2
, , p
N
).
Per studiare leffetto di queste sollecitazioni in un generico punto O,
immaginiamo il corpo diviso in due parti A e B, mediante una
superficie piana mm passante per O.
Rimuovendo la parte B, quella A rimane in equilibrio se sulla
superficie mm si fanno agire le sollecitazioni che esercitava la parte
rimossa (B). In particolare, sullareola elementare S agir una
sollecitazione F.
Si definisce tensione il vettore t
n
:
MECCANICA DEL CONTINUO - TENSIONI
S
F
t
S
n

0
lim

=
Considerando la normale n allarea S, le componenti di t secondo n e
nel piano mm prendono il nome di:

n
- tensione normale

n
- tensione tangenziale
S
F=t
n
S

n
S

n
S
O
A
B
m
m
n
p
4
p
1
p
2
p
3
p
5
p
6
P
7
44
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 44
Scegliendo una terna destrorsa di assi ortogonali Cartesiani (x,y,z), si
pu esaminare il caso dellelemento S di normale orientata secondo
uno degli assi, ad esempio lasse x.
In tal caso potremo definire la t
x
e le sue componenti
x
e
x
: la
x
potr poi essere ulteriormente scomposta nelle sue componenti lungo
y e z, ossia,
xy
e
xz
.
A
B
S
t
x
S

x
S

x
S
O
m
z
x
p
4
p
1
p
2
p
3
p
5
p
6
P
7
y
45
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 45
A
B
S
t
x
S

x
S

x
S
O
m
z
x
p
4
p
1
p
2
p
3
p
5
p
6
P
7
y
S
t
x
S

x
S

x
S
z
y

xz
S

xy
S
x
46
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 46
operando analogamente, si possono definire altrettante componenti
di tensione con riferimento ad elementini S di normale orientata
secondo gli assi y e z.
in definitiva si individuano 9 componenti speciali di tensione, che
definiscono il tensore delle tensioni S nellintorno del punto O:
z zy zx
yz y yx
xz xy x
S



=
Come si vedr successivamente:
e, quindi, il tensore S simmetrico rispetto alla diagonale principale.
zy yz zx xz yx xy
= = = ; ;
47
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 47
z
y
x
Se isoliamo un cubo elementare (infinitesimo) nellintorno di O, con le
facce parallele ai piani coordinati, la notazione adottata per le tensioni
(normali e tangenziali) quella indicata in figura, dove le tensioni
sono tutte di segno positivo.

yx

yz

xy

xz

zx

zy
In meccanica dei terreni convenzionale considerare positive le
tensioni normali di compressione. Quindi le
x
,
y
e
x
sono positive
quando dirette verso linterno del volume elementare.
Con il simbolo
ij
si indica la tensione tangenziale agente sulla faccia
di normale i ed avente la direzione dellasse j. La
ij
positiva
quando:
agisce su una faccia di normale uscente di verso concorde allasse i
ed ha verso discorde allasse j;
agisce su una faccia di normale uscente di verso discorde allasse i
ed ha verso concorde allasse j;
48
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 48
DEFINITO IL TENSORE IN UN PUNTO O, IL VOLUME
ELEMENTARE NEL SUO INTORNO DEVE ESSERE IN
EQUILIBRIO SOTTO LE SOLLECITAZIONI ESTERNE, IL
PROPRIO PESO E LE EVENTUALI FORZE DINERZIA
IN FIGURA SONO RAPPRESENTATE LE TENSIONI DIRETTE
SECONDO Z E LA FORZA PESO, OVVERO LE SOLLECITAZIONI
DIRETTE LUNGO LASSE Z
W = dxdydz LA FORZA PESO E
IL PESO DELLUNIT DI VOLUME DEL MEZZO [FL
-3
].
LA CONDIZIONE DI
EQUILIBRIO ALLA TRASLAZIONE LUNGO z SI SCRIVE:
2
2
t
w
g z y x
z
yz
xz

49
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 49
Operando analogamente per gli assi x ed y si ottengono le tre
equazioni di equilibrio alla traslazione:

2
2
2
2
2
2
t
w
g z y x
t
v
g z y x
t
u
g z y x
z
yz
xz
zy y xy
zx
yx
x

dove u, v e w sono le componenti dello spostamento.


Le tre equazioni di equilibrio alla rotazione mostrano che:
xz zx zy yz yx xy
= = = ; ;
In condizioni statiche, ossia quando le accelerazioni lungo gli
assi x, y e z sono trascurabili, le (1) si riducono alle ben note
equazioni indefinite dellequilibrio:

0
0
0

z y x
z y x
z y x
z
yz
xz
zy y xy
zx
yx
x
(1)
50
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 50
I VALORI ASSUNTI DALLE
ij
VARIANO AL VARIARE DEL SISTEMA DI RIFERIMENTO
z zy zx
yz y yx
xz xy x
S



=
z zy zx
yz y yx
xz xy x
S



=
51
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 51
ESISTE UNA PARTICOLARE TERNA DI ASSI CARTESIANI
ORTOGONALI RISPETTO ALLA QUALE LE TENSIONI
TANGENZIALI
ij
SONO TUTTE NULLE E LE TENSIONI
NORMALI ATTINGONO IL VALORE ESTREMO DELLA
PARTICOLARE DIREZIONE A CUI SI RIFERISCONO
LE DIREZIONI DI QUESTI ASSI SI CHIAMANO DIREZIONI
PRINCIPALI DI TENSIONE, I CORRISPONDENTI PIANI
COORDINATI PIANI PRINCIPALI DI TENSIONE E LE
TENSIONI AGENTI NORMALMENTE AD ESSI SONO DETTE
TENSIONI PRINCIPALI. LE TENSIONI PRINCIPALI VENGONO
INDICATE CON I SIMBOLI:

1
- la massima

2
- lintermedia

3
- la minima
52
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 52
si pu dimostrare che tutte le coppie possibili di
n
e
n
devono
soddisfare le seguenti diseguaglianze:
2
2 1
2
2 1
2
2
3 1
2
3 1
2
2
3 2
2
3 2
2
)
2
( )
2
( ) (
)
2
( )
2
( ) (
)
2
( )
2
( ) (





+
+

+
+

+
+
n n
n n
n n
c
b
a
Nelle condizioni di uguaglianza, ciascuna di queste relazioni
individua un cerchio del piano
n
,
n
(piano di Mohr).
Considerando anche la condizione di disuguaglianza, si conclude
che tutte le possibili coppie (
n
,
n
) individuano punti di una
circonferenza o dellarea evidenziata in figura (arbelo di Mohr).

n

1

2
a
c
b
53
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 53
lo stato tensionale agente su piani ortogonali ad un piano
principale rappresentato da un punto del corrispondente
cerchio di Mohr
le componenti di tensione (
n
,
n
) sono comprese
(apparten-gono) al piano principale

3
n

n
54
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 54
Noti i valori delle tensioni principali
1
e
3
pu essere tracciato
il cerchio di Mohr corrispondente, di centro (
1
+
3
)/2 e raggio
(
1
+
3
)/2.
Viceversa, se sono noti i valori delle tensioni normali e tangen-
ziali secondo due assi ortogonali (x, z) del piano 1-3, il il cerchio
di Mohr pu essere tracciato tra i punti (
x
,
xz
) e (
z
,
zx
), con
centro (
x
+
z
)/2.

n

1

3
(
1
+
3
)/2
(
1
-
3
)/2

n
(
x
,
xz
)

n
(
z
,
zx
)
(
x
+
z
)/2
55
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 55
Tracciato il cerchio di Mohr ed individuato il polo delle giaciture
possibile ricavare i valori delle tensioni principali agenti su un
qualsiasi piano normale al piano 1-3.
Il polo (K) quel punto del cerchio di Mohr che gode della
propriet che qualsiasi retta per esso passante interseca il
cerchio in un punto le cui coordinate (
n
,
n
) sono rappresen-
tative dello stato tensionale agente su quella giacitura.
Nella convenzione di Mohr sono positive le
n
che danno luogo
ad una coppia oraria rispetto ad un osservatore posto sulla
normale uscente alla generica faccia del cubetto.

xz

zx

xz
Giaciture di
riferimento per polo

n
(
x
,
xz
)

n
(
z
,
zx
)
(
x
+
z
)/2
POLO K

zx

xz

n
> 0, d luogo ad una coppia
oraria rispetto allosservatore !

n
< 0, d luogo ad una
coppia antioraria
rispetto allosservatore !
56
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 56

n
(
x
,
xz
)

n
(
z
,
zx
)
K
3
1

xz

zx

xz
3
3
1
1
RICERCA TENSIONI PRINCIPALI
57
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 57

n
(
x
,
xz
)

n
(
z
,
zx
)
K
z
x

xz

zx

xz

RICERCA TENSIONI SPECIALI SU x, z


58
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 58
OLTRE ALLE FORME DI RAPPRESENTAZIONE DELLO STATO
TENSIONALE MEDIANTE
TENSORI DELLE TENSIONI SPECIALI
TENSORE DELLE TENSIONI PRINCIPALI
ANCHE POSSIBILE DEFINIRE LO STATO TENSIONALE
SULLA BASE DI QUANTIT INDIPENDENTI DAL SISTEMA DI
RIFERIMENTO PRESCELTO (INVARIANTI)
1 3 3 2 2 1 2
3 2 1 1


+ + =
+ + =
J
J
) (
3
1
J
3
1
p
3 2 1 1
+ + = =
2
3 1
2
3 2
2
2 1
2
2
1
) ( ) ( ) (
2
1
) J 3 J (
2
1
q
+ + =

=
59
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 59
) 2 (
3
1
p
3 1
+ =
) ( q
3 1
=
se lo stato tensionale tale che risulti:
3 2
=

2
=
3

3
=
2
60
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 60
RAPPRESENTAZIONE DI
VARIAZIONI DELLO STATO TENSIONALE

3

1
b
c
a
q
p
a
d
b
c
61
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 61
Un corpo soggetto ad una variazione delle sollecitazioni si deforma:
variano le dimensioni e la forma
in conseguenza del proprio deformarsi e di quello di tutti gli altri
elementini di volume, il generico cubetto subisce uno spostamento
rispetto alla propria posizione originaria.
Le componenti dello spostamento secondo gli assi x, y e z del sistema
di riferimento sono indicate con i simboli:
u, v, w
nellipotesi di piccoli spostamenti lo stato deformativo definito da
MECCANICA DEL CONTINUO - DEFORMAZIONI
deformazioni lineari
positive se di accorciamento z w
x u
z
x
=
=
/
/

x
w
z
u
xz

=
deformazione di taglio
positiva se langolo retto
originario aumenta
62
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 62
considerando anche i piani x,y e y,z possiamo
definire 9 componenti di deformazione:
simmetrico rispetto alla diagonale principale
z u x w z w
y w z v y v
x v y u x u
xz zx z
zy yz y
yx xy x
= = =
= = =
= = =
/ / ; /
/ / ; /
/ / ; /



e, quindi, un tensore delle deformazioni D:
z
zy
zx
yz
y
yx
xz
xy
x
D

2 2
2 2
2 2
=
63
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 63
Ipotizziamo che il generico volume infinitesimo sia idealmente
composto da elementi cubici pi piccoli (a).
Per effetto delle sollecitazioni applicate gli elementi potrebbero
deformarsi in modo da dare luogo ad una configurazione finale non
continua (b). Questa configurazione potrebbe rappresentare una
condizione di rottura.
Affinch il volume infinitesimo resti continuo anche nella
configurazione deformata occorre che gli elementini si deformino in
modo da ricomporsi in un continuo (c). Questa condizione espressa
dalle equazioni di congruenza (o equazioni di continuit).
(a) (b) (c)
|
|
.
|

\
|

|
|
.
|

\
|

|
|
.
|

\
|

z y x z z x x z
z x
z y x y z x z y
y z
z y x x z y y x
x y
xy
xz
yz
z zx x z
xy
xz
yz y yz
z
y
xy
xz
yz
x
xy y
x

2 2
2
2
2
2
2 2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2 ;
2 ;
2 ;
Poich le 6 componenti di deformazione derivano solo da 3 compo-
nenti di spostamento (u, v e w), solo 3 equazioni di congruenza sono
indipendenti.
64
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 64

1
- la massima

2
- lintermedia

3
- la minima
ESISTE UNA PARTICOLARE TERNA DI ASSI CARTESIANI
ORTOGONALI RISPETTO ALLA QUALE LE DEFORMAZIONI DI
TAGIO
ij
SONO TUTTE NULLE E LE DEFORMAZIONI NORMALI
ATTINGONO IL VALORE ESTREMO DELLA PARTICOLARE
DIREZIONE A CUI SI RIFERISCONO
LE DIREZIONI DI QUESTI ASSI SI CHIAMANO DIREZIONI
PRINCIPALI DI DEFORMAZIONE, I CORRISPONDENTI PIANI
COORDINATI PIANI PRINCIPALI DI DEFORMAZIONE E LE
TENSIONI AGENTI NORMALMENTE AD ESSI SONO DETTE
DEFROMAZIONI PRINCIPALI, INDICATE CON I SIMBOLI:
65
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 65
OLTRE ALLE FORME DI RAPPRESENTAZIONE DELLO STATO
DEFORMATIVO MEDIANTE
TENSORI DELLE DEFORMAZIONI SPECIALI
TENSORE DELLE DEFORMAZIONI PRINCIPALI
ANCHE POSSIBILE DEFINIRE LO STATO TENSIONALE
SULLA BASE DI QUANTIT INDIPENDENTI DAL SISTEMA DI
RIFERIMENTO PRESCELTO (INVARIANTI)
3 2 1 1 v
I + + = =
2
3 1
2
3 2
2
2 1
2
2
1 s
) ( ) ( ) (
3
2
) I 3 I (
3
1
2
1
+ + =
(

=
66
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 66
Le equazioni costitutive di questo materiale ideale possono essere
scritte in forma diverse in funzione di due parametri meccanici.
I parametri usati nella teoria dellelasticit sono: E (modulo di Young)
e (coefficiente di Poisson), ma sono possibili altre scelte, come ad
esempio K (modulo di rigidezza volumetrica) e G (modulo delasticit
tangenziale).
LEGAME COSTITUTIVO
MEZZO ELASTICO - vs - TERRENI
continuo, omogeneo ed isotropo;
elastico; il legame tensioni-deformazioni non dipende dalla storia
tensionale e deformativa;
lineare; la variazione di stato deformativo indotta da una data
variazione di stato tensionale non dipende dalle condizioni
tensionali e deformative iniziali.
Come gi accennato, le condizioni di equilibrio, in termini di
componenti di tensione, e le condizioni di congruenza, in termini di
deformazione, non sono sufficienti per risolvere un problema di
meccanica del continuo. Occorre ancora conoscere le relazioni che
intercorrono tra tensioni e deformazioni per il materiale che
costituisce il corpo in esame. Queste relazioni sono le cosiddette
equazioni costitutive.
Le pi note e semplici equazioni costitutive sono quelle che
descrivono il comportamento tensio-deformativo del materiale ideale
oggetto della teoria dellelasticit. Questo materiale :
67
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 67
Significato fisico di E e
Con riferimento alle condizioni di compressione mono-assiale:
1 3 2
1
1

= =
=
E
Equazioni costitutive in termini di E e
( ) | |
( )
( ) | |
( )
( ) | |
( )
zx zx y x z z
yz yz z x y y
xy xy z y x x
E E
E E
E E


+
= + =
+
= + =
+
= + =
1 2
;
1
1 2
;
1
1 2
;
1

1
68
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 68
Significato fisico di K e G
K
p
v
=
Equazioni costitutive in termini di K e G
q
G
p
k
s
v

=
=
3
1
1

2
69
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 69
Le due diverse scritture delle equazioni costitutive sono equivalenti.
Considerando ad esempio il caso di un elemento in condizioni di
simmetria assiale (i.e.,
2
=
3
;
2
=
3
), si ha:
| |
| | ) ( ; ) ( / 1
3 / ) 2 ( ; 2 / 1
3 1 3 1 3 3 2
3 1 3 1 1


= + = =
+ = =
q E
p E
Pertanto risulta:
p
E E
v


= +

= + =
) 2 1 ( 3
) 2 (
2 1
2
3 1 3 1


quindi:
) 2 1 ( 3
=
E
K
per =0,
v
=3/Ep
per =0.5,
v
=0
Inoltre si pu scrivere:
q
E E
s

+
=

+
= =
3
) 1 ( 2
) (
3
) 1 ( 2
) (
3
2
3 1 3 1


quindi:
) 1 ( 2 +
=
E
G
per =0,
s
=2/3 q/E
per =0.5,
s
=q/E
Altrettanto potrebbe dimostrarsi per una qualsiasi condizione
tensionale e deformativa.
70
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 70
ESEMPI DUSO DI
EQUILIBRIO, CONGRUENZA e LEGAME COSTITUTIVO
PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI
DINTERESSE APPLICATIVO
71
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 71
STATO TENSIONALE LITOSTATICO
Analizzando lo stato tensionale e deformativo di un semispazio a
piano limite orizzontale soggetto esclusivamente alle sollecitazioni
derivanti dal proprio peso dellinit di volume () costante.
In questa ipotesi le componenti di tensione sono indipendenti da x ed
y e quindi variano solo con z, come peraltro gi visto quando sono
state ricavate le equazioni indefinite dellequilibrio.
Inoltre qualsiasi verticale rappresenta un asse di simmetria ed
pertanto una direzione principale di tensione e di deformazione.
Si ha quindi
zx
=
zx
= 0 e
zx
=
zx
= 0. Le altre direzioni principali
sono ovviamente contenute nel piano x, y.
In queste condizioni la 3
a
equazione dellequilibrio:
z

z
f(x)
f(y)
x
CL
0 =

z y x
z
yz
xz

z
z
si semplifica in:
72
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 72
Nellipotesi = costante, lintegrale generale di tale equazione :
c z
z
z
z
+ = =

La costante c pu essere ottenuta


mediante la condizione al contorno
0 ossia 0 , 0 per = = = c z
z

Tensioni verticali [FL-2]


P
r
o
f
o
n
d
i
t


[
L
]
z
z
=

z
x
73
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 73
Nelle condizioni indicate, [semispazio a piano limite orizzontale con
f(x) e f(x)], le equazioni indefinite dellequilibrio nelle direzioni
(principali) x ed y si specializzano in:
0 ; 0 =

y x
y
x

indicando che per z costante risulta:


costante ) ( costante; ) ( = = y x
y x

Tuttavia non possibile individuare una condizione al contorno che
permetta di ottenere il valore della costante ricercata.
Per ottenere le sigma in un piano orizzontale occorre quindi fare
ricorso alle condizioni di congruenza.
PER OPERARE IN MANIERA SEMPLICE
SI OSSERVI CHE, PER EFFETTO DELLA SIMMETRIA
INDEFINITA, LUNICO MODO DI DEFORMAZIONE
CONGRUENTE CARATTERIZZATO DA

x
=
y
= 0
x
y
z
74
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 74

x
=
y
= 0
( ) | | 0
1
=

= =
z y x y x
E

Se, ad esempio, si adottasse uno schema di mezzo continuo,
omogeneo ed isotropo a comportamento elastico lineare, la
suddetta condizione di congruenza pu essere scritta:
Si adoperano le tensioni efficaci, dato che
secondo il principio di Terzaghi da esse dipende
la risposta meccanica del sistema.
Tenendo conto della simmetria orizzontale del problema:
z z y x
k

0
1
x
y
z
75
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 75
Si noti che nel mezzo elastico in studio
z

x
=
y
, poich:
Tensioni [FL-2]
P
r
o
f
o
n
d
i
t


[
L
]

x
Si noti inoltre che essendo note le tre tensioni principali, lo stato
tensionale risulta completamente definito qualunque sia la z.
76
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 76
Lo stato deformativo completamente descritto dalle componenti
principali di deformazione
x
,
y
e
z
.
Come gi osservato
x
=
y
= 0:
Daltra parte, dalle equazioni costitutive (di Navier) si ricava:
( ) | |
| |
ed
z
z
z z x z z
z
z z z z x x y x
E
E E E
E
E E


=
=

= =
=
(


=
=
(

|
.
|

\
|
+

= + = =
)
1
2 1
( )
1
2 (
1
2
1
0
1
) 1 (
1 1
1 1
2
2
dove:
)
2 1
1
(
2




= E E
ed
In definitiva, lunica componente di deformazione non nulla
z
.
77
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 77
Il rapporto /(1-) verr nel seguito indicato come coefficiente di
spinta a riposo k
o
:
)
2 1
1
(
2




= E E
ed
Si deduce che E
ed
> E. In particolare un materiale caratterizzato da
un coefficiente di Poisson pari a 0.5 ha E
ed
=.
z
z
= =
1
z

= =
1
1
2 3
ed
z z
z
E E


= )
1
2 1
(
2
0 = =
y x

=
1
o
k
O per =0
1 per =0.5
Poich i terreni non hanno comportamento elastico lineare, per essi il
k
o
pu assumere anche valori maggiori dellunit.
Inoltre, nei terreni la relazione
x
/
z
=k
o
riguarder le tensioni
efficaci, responsabili del comportamento meccanico dello scheletro
solido e quindi del rispetto della condizione di congruenza (
z
=0) alla
base della relazione stessa.
Il modulo E
ed
=
z
/
z
verr chiamato modulo di compressione
edometrica. Dalla relazione:
78
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 78
In un mezzo stratificato orizzontalmente, per le tensioni in un punto
M alla profondit H nello strato k valgono le relazioni:
z o z y x
k
i
i i k
k
i
i i z
k
h H h

= = = =
+ = =

=
1
) (
3 2
1
1
1
1
1
z o z y x
k
i
i i k
k
i
i i z
k
h H h

= = = =
+ = =

=
1
) (
3 2
1
1
1
1
1

1
, k
o1

2
, k
o2

3
, k
o3
H
h
i
Tensioni [FL-2]
P
r
o
f
o
n
d
i
t


[
L
]
M
79
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 79
INCREMENTI DI TENSIONE PER
SOVRACCARIOCO INDEFINITO
Pertanto la soluzione diviene:
i , 0 per = =
z
z
z

X
x

z
0
i
Se applichiamo su tutto il piano limite del semispazio un carico
uniformemente distribuito di intensit i, permane la condizione di
simmetria lungo qualsiasi asse vertivale. Pertanto, la soluzione delle
equazioni indefinite dequilibrio e di congruenza analoga a quella
trovata per le tensioni litostatiche, salvo la condizione ai limiti:
i) (
1 1
i;
1 3 2 1
+

= = + = = z z
z


i k i
1
i;
o 3 2 1
=

= = = =


z
Quindi, gli incrementi di tensione valgono:
0
i
i i
= = = =
= =
y x
ed ed
z
z
o x z
E E
k


80
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 80
Le variazioni di stato tensionale e deformativo possono essere
espresse mediante gli invarianti (p, q,
v
,
v
):

= =
+ =

+
=

+ =
+
=
) 1 ( )
1
2 1
( )
1
1 (
)
3
2
3
1
( ]
) 1 ( 3
1
[ ]
) 1 ( 3
2
3
1
[
3
2
3 1
3 1
o
o
k i i i q
k i i i p

= =
= + =
1 3 1
1 3 1
3
2
) (
3
2
2


v
v
3
2
=

s
v

0.5
) 2 1 (
) 1 ( 3
) 1 (
) 1 ( ) 2 1 ( 3
2
o
o
k
k
p
q
+

=


3 per =0
0 per =0.5
q
p

v
1
3
| | 5 . 0 ; 0
5 . 0 =
0 =
2
3
| | 5 . 0 ; 0
5 . 0 =
81
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 81
CASI ELEMENTARI - forza concentrata
In alcuni casi applicativi possibile schematizzare il problema ipotiz-
zando che siano verificate condizioni di simmetria radiale. Lo stato
tensionale in coordinate cilindriche descritto in figura.
Il problema pi semplice da analizzare quello di un carico
concentrato P applicato normalmente al piano limite di un
semispazio elastico privo di peso (=0), problema risolto per la
prima volta da Boussinesq.
(



=
(

+

+


=


=


=

z R
R
R
z
R 2
P ) 2 1 (
z R
R ) 2 1 (
R
z r 3
R 2
P
R 2
z r P 3
R 2
z P 3
2
3
2
2
r
5
2
rz
5
3
z
P
x
y
z
A(x,y,z)
R

r
82
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 82
Partendo da questi due casi elementari si pu, per integrazione
(i.e., sovrapposizione degli effetti), conoscere lo stato tensionale
indotto da una qualsiasi distribuzione di carichi verticali applicati al
piano limite di un semispazio elastico privo di peso ( =0).
Ad esempio, consideriamo il caso di un carico uniforme di
intensit q (FL
-2
) distribuito su una striscia di lunghezza infinita e
di larghezza B. Questa condizione di carico pu essere realizzata
come insieme di linee di carico dintensit P (FL
-1
). Ciascuna linea
induce nel generico punto P un incremento delle componenti di
tensione; sommando gli effetti di tutte le linee di carico si ottiene
lincremento globale delle componenti di tensione nel punto P.
Analizziamo ad esempio lincremento
z
.

4
4
3
cos
2
2


=
=

=
dx q
R
z dx q
z
Il contributo dovuto alla generica
linea di carico :
q [FL
-2
]
P
z

0

1

B
]
2
) 2 sen( ) 2 sen(
[
cos
2
1 0
1 0
2



+ =
=

= =
q
d
q
d
z z
poich:
) tan (tan
0
= z x
si ha:
2
cos / d z dx =
Per il principio di sovrapposizione degli effetti si ha:
CASI DINTERESSE APPLICATIVO - striscia di carico
83
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 83
Con la simbologia indicata in figura, si ha che le componenti di
tensione nel semispazio elastico caricato da una distribuzione
uniforme su striscia indefinita sono:
q [FL
-2
]
P
z

)] 2 sen( sen
2
)] 2 cos( sen [
)] 2 cos( sen [

+ =

=
+ =
+ + =
q
q
q
q
zx
x
x
z
84
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 84
striscia di carico
85
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 85
Consideriamo un carico uniforme di intensit q (FL
-2
) distribuito su
unarea circolare di raggio R. Le tensioni in un generico punto
possono essere calcolate sovrapponendo gli effetti dovuti a carichi
concentrati dQ agenti su ciascuna delle aree elementari dA in cui
pu essere suddiviso il carico globale.
Consideriamo la componente
z
. Il contributo dovuto al carico
elementare dQ dato da:
CASI DINTERESSE APPLICATIVO
area di carico circolare
dA
z r
z q
z r
z dQ
z
2 5 2 2
3
2 5 2 2
3
) (
3
2
) (
3
2
+

=
=
+

Considerando un punto in
asse al carico abbiamo:
dr d r dA
z
=
con variabile tra 0 e 2 ed r
tra 0 ed R.
Si ha quindi:
]
) (
1 [
) (
2
3
3 2 2
3
2
0 0
2 5 2 2
3
z R
z
q dr d r
z r
z q
R
z
+
=
+

Inoltre, in asse al carico risulta:


]
) ( ) (
) 1 ( 2
) 2 1 [(
2
2 3 2 2
3
2 1 2 2
z R
z
z R
q
y x
+
+
+
+
= =


86
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 86
area di carico circolare
87
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 87
area di carico circolare
88
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 88
Per un carico distribuito su unarea rettangolare si ha:
CASI DINTERESSE APPLICATIVO
area di carico rettangolare
2 1 2 2 2
3
2 1 2 2
2
2 1 2 2
1
2
2
2
1
3 3
1
) ( R ; ) ( R ; ) ( R : con
)]
1 1
( ) ( [tan
2
z b a z b z a
R R
R
z b a
R
b a
o
z
+ + = + = + =
+

+

Usando il principio di sovrapposizione degli effetti possibile otte-


nere il valore della tensione in un qualsiasi punto del semispazio
elastico soggetto ad una qualsiasi distribuzione di carichi verticale
scomponibili in aree rettangolari uniformemente caricate.
89
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 89
INTERAZIONE TRA
FLUIDO DI POROSIT
E
SCHELETRO SOLIDO
90
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 90
Il secondo obiettivo del corso la definizione dei principi che permet-
tono di individuare il regime di pressione neutra nel continuo fluido di
porosit, in condizioni idrostatiche, di flusso stazionario (che si ripete
identicamente nel tempo) e transitorio (variabile nel tempo).
Tenuto conto del principio delle tensioni efficaci di Terzaghi:
APPROCCIO FISICO-MATEMATICO
=
ij

ij

ij
+ u
La conoscenza delle
ij
e delle u, permetter di individuare il regime
di tensione efficaci (
ij
):
=
ij

ij
- u
ij
ossia:
DI MISURARE IL REGIME DI TENSIONE DA CUI HA
ORIGINE LA RISPOSTA MECCANICA DEI TERRENI
91
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 91
IDRAULICA DEI MEZZI POROSI
LA VELOCITA DELLACQUA NEI TERRENI
DELLORDINE DI 10
-2
10
-12
m/s. PERTANTO
LENERGIA CINETICA SEMPRE UN INFINITESIMO DI
ORDINE SUPERIORE (10
-5
10
-25
m).
In altre parole, senza commettere errori di rilevo si potr
assumere che lenergia associata ad una particella liquida sia:
Tale energia (dellunit di peso) ha le dimensioni di una
lunghezza, viene definita carico idraulico e si compone di 3
addendi:
Nella relazione (1):
la quota geometrica ed misurata rispetto ad un piano
arbitrario di riferimento;
u/
w
laltezza piezometrica, misurata in termini di
pressioni relative (i.e., u
atm
= 0), e
w
il peso dellunit di
del fluido (tipicamente acqua);
V
2
/(2g) lenergia cinetica, con V velocit con cui si muove
il volume elementare e g laccelerazione di gravit;
h la quota piezometrica = + u/
w
w
u h + =
(1)
w
w
u h
g V h g V u


+ =
+ = + +
con
) 2 ( ) 2 (
2 2
Un elemento di volume fluido ha un certo contenuto
energetico che viene comunemente espresso con riferimento
allunit di peso.
92
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 92
INTERAZIONE IN REGIME
IDROSTATICO
MOTI DI FILTRAZIONE
93
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 93
Acqua in quiete
(Condizioni Idrostatiche)
In condizioni idrostatiche vale la legge di Stevino:
w
u h + =
La velocit V nulla, la h costante ed in modo del tutto
rigoroso vale la relazione:
ossia:
w w
z u =
Daltra parte in condizioni idrostatiche la z
w
[profondit
misurata a partire dal punto con pressione dellacqua nulla
(i.e., dal pelo libero della falda idrica)] sempre pari a (h-).
Il peso specifico dellacqua si considera in genere costante
e pari a 1 t/m
3
(1 gr/ cm
3
; 10 kN/ m
3
)
piano = 0

A
A
B
u
A
/

w
h
A

B
u
B
/

w
h
B

z
w
u

w
w
h u = ) (
94
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 94
INTERAZIONE IN REGIME DI
FLUSSO STAZIONARIO
MOTI DI FILTRAZIONE
95
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 95
Consideriamo un generico volume infinitesimo dV racchiuso da una
superficie ideale dS.
Nellintervallo di tempo tt+dt il flusso complessivo di acqua
attraverso lintera superficie (i.e., la differenza tra la massa dacqua
entrante e quella uscente) dato da:
dt dV V div
w
) (
Acqua in moto
(Condizioni di Flusso)
Considerando lincompressibilit dellacqua (i.e., la costanza di
w
) la
stessa relazione si scrive:
dt dV V div ) (
dV
dS
96
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 96
dt dy dx
dz
z
V
V dy dx
dz
z
V
V
dz dx
dy
y
V
V dz dx
dy
y
V
V
dz dy
dx
x
V
V dz dy
dx
x
V
V
z
z
z
z
y
y
y
y
x
x
x
x

+ +

+ +

+ +


] )
2
( )
2
(
)
2
( )
2
(
)
2
( )
2
( [
Infatti, considerato un volume elementare con centro punto O, in cui
il vettore velocit di filtrazione abbia componenti (V
x
, V
y
, V
z
), il flusso
netto dacqua nel tempo dt vale:
ossia:
dt dV V div dt dz dy dx
z
V
y
V
x
V
z
y
x
=

) ( ) (
dt
dz
z
V
V
z
z

2
dt
dz
z
V
V
z
z

+
2
dt
dx
x
V
V
x
x

2
dt
dy
y
V
V
y
y

2
dx
dz
dy
O
dt
dy
y
V
V
y
y

+
2
dt
dx
x
V
V
x
x

+
2
97
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 97
Nellipotesi che i singoli granelli e lacqua siano incompressibili e che
la condizione di perfetta saturazione resti inalterata, se esiste uno
sbilanciamento tra volume di acqua entrante ed uscente (per il
principio di conservazione della massa) si deve verificare una
variazione del volume dei pori (n=V
p
/V) tale che:
dt dV
t
n
dt
t
V
dt
t
V
p
w

di modo che:
0 ) ( =

+ dt dV
t
n
dt dV V div
ossia:
0 ) ( =

+
t
n
V div
dt
t
V
dt
t
V
p
w

dt dV V div ) (
98
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 98
Piuttosto che utilizzare la porosit n (n=V
p
/V) in geotecnica conviene
fare riferimento allindice di porosit e (e=V
p
/V
s
), legato ad n dalla
relazione:
e
e
n
+
=
1
Si ottiene:
)
1
1
(
1
1
e t
e
t
e
e t
n
+

+
=

) ( )
1
1
(
V
V
t V
V
e t
e
s
s
p

=
+

Nellipotesi di piccoli spostamenti ed incompressibilit della sostanza


solida (i.e., incompressibilit della materia costituente i singoli
granelli), risulta trascurabile la quantit:
Quindi:
t t
V
V t
e
e t
n
v
p

+
=

1
1
1
In definitiva, lequazione di campo che descrive i fenomeni di flusso
dacqua accoppiati a quelli di deformazione dello scheletro solido
(variazione del volume dei pori) :
0 ) ( =

t
V div
v

99
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 99
PI IN PARTICOLARE
FLUSSO IN REGIME STAZIONARIO (indipendente dal tempo)
Nelle fasi disaccoppiate, in cui il flusso dellacqua avviene secondo le
leggi dellidraulica dei mezzi porosi e non accompagnato da
deformazioni dello scheletro solido (filtrazione), lequazione di
campo :
t
t+dt
0 ) ( = V div
(3)
FLUSSO IN REGIME TRANSITORIO
Nelle fasi accoppiate, in cui il flusso dellacqua accoppiato a
deformazioni dello scheletro solido (consolidazione), lequazione di
campo :
t
t+dt
0 ) ( =

t
V div
v

(2)
100
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 100
La legge che regola il flusso dellacqua (o altro liquido) nei
terreni fu scoperta da Darcy, con riferimento alla semplice
esperienza indicata in figura.
j k
L
H
k
A
Q
V =

= =
Acqua in moto
(Legge di Darcy)
k = permeabilit [LT
-1
];
Q = portata [L
3
T
-1
];
H= salto energetico [L];
L = spessore del campione (percorso di filtrazione) [L];
A = sezione trasversale del campione [L
2
];
j = H/L = cadente piezometrica [-];
V = velocit [LT
-1
].
immissione
Q
e
c
c
e
s
s
o

d
i

a
l
i
m
e
n
t
a
z
i
o
n
e
H
L
A
B

A
u
A
/

w
h
A

B
u
B
/

w
h
B
La legge di Hazen: k = 100 150 (D
10
)
2
[cm/sec]
101
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 101
La legge di Darcy pu essere generalizzata.
In un mezzo poroso saturo ed isotropo nei confronti della
permeabilit essa si scrive:
) k

z
h
; j

y
h
; i

x
h
( k V

=
isopiezica (h
1
<h)
isopiezica h
isopiezica h
2
< h
1
A
V
piano = 0

A
u
A
/

w
h
A
=h
1
IN UN MEZZO POROSO ISOTROPO LE LINEE DI
FLUSSO E QUELLE ISOPIEZICHE SONO ORTOGONALI
) k

z
h
; j

y
h
; i

x
h
(

102
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 102
Di conseguenza il termine div (V) della (2) e della (3) si
specializza in:
)
z
h
y
h
x
h
( k ) V ( div
2
2
2
2
2
2

=
Utilizzando la scrittura in forma scalare della legge di Darcy
generalizzata si ricava:
2
2
z
z
z z
2
2
y
y
y y
2
2
x
x
x x
z
h
k
z
V
z
h
k V
y
h
k
y
V
y
h
k V
x
h
k
x
V
x
h
k V

=
Ovvero in un mezzo isotropo nei confronti della permeabilit:
)
z
h
k
y
h
k
x
h
k ( ) V ( div
2
2
z
2
2
y
2
2
x

=
Pertanto le equazioni di campo divengono:
0
t
) h ( k
v
2
=



FLUSSO IN REGIME TRANSITORIO
0 ) h ( k
2
= FLUSSO IN REGIME STAZIONARIO
103
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 103
INTERAZIONE IN REGIME DI
FLUSSO STAZIONARIO
MOTI DI FILTRAZIONE
UNIDIREZIONALI
104
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 104
Le costanti c (= cadente piezometrica) e d vanno specializzate
caso per caso, in funzione delle condizioni idrauliche al
contorno.
Inoltre, essendo:
CONDIZIONI DI FLUSSO STAZIONARIO - FILTRAZIONE
moto unidirezionale
0 ) h ( k ) V ( div
2
= =
z d c h c
z
h
z
h
+ = =

0
2
2
Nei caso di flusso unidirezionale lequazione (di campo) indicata
trova una soluzione in forma chiusa. Infatti, detta z la direzione
del flusso essa si specializza in:
in cui varia linearmente con z, anche la u(z) lineare:
z d c u + =
Ovviamente, anche le costanti c e d vanno specializzate in
funzione delle condizioni idrauliche al contorno.
a L z L H a u
a z a u
a L z h h
a z h h
w
w
A
B
+ = + + =
= =
+ = =
= =
per ) (
per
per
per

Nel caso in figura:


w
h u = ) (
H
a
A
B
h
A

h
B
z
L
105
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 105
H
A
B
h
B
z
h h
A
z d c h + =
a
106
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 106
H
A
B
z
u
u
B
z d c u + =

w
a
107
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 107
) ( ) ( ) (
) ( ) (
) ( ) (
) (
a z j a z
a z j z a z a u
a z j z a z
L
H
z u
a z a
w w sat
w w sat w z z
w w w w
sat w z
=
= + = =

+ = + =
+ =




La tensione efficace si annulla quando:
0 ) ( ) ( ) ( = a z j a z
c w w sat

ossia:
w w
w sat
c
j

=
) (
SIFONAMENTO
H
A
B
z
u,
z
u
B

z
u
a
u
A
108
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 108
h
A
z
h h
B
z d c h + =
H
A
B
a
109
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 109
) ( ) ( ) (
) (
) ( ) (
) (
a z j a z
z j z a z a u
a z j z a z
L
H
z u
a z a
w w sat
w sat w z z
w w w w
sat w z
+ =
= + + + = =

= =
+ =




La tensione efficace aumenta per cui non pu aversi al
problema del sifonamento, ma subentra quello della subsidenza.
SUBSIDENZA
z
u,
z
u
B

z
u
H
A
B
a
u
A
110
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 110
0 ;
1 2
1
1
2
2
<< h H h
L
k
L
k

k
2
<k
1
H
A
B
z
u
u
B
u
a
u
A
C
2
1
u
C
L
2
L
1
1 2
1
1
2
1
2
2
2
1
1
1 2 2 1 1 2 1
; ; h H L
L
h
k
k
L
h
k
L
h
k j k j k V V

= = = = =
) 1 ( ); 1 (
2
1
1
2
2
1
2
2
1
1
+ = + =
L
L
k
k
H h
L
L
k
k
H h
o sifonament
2
2
2
= =
c
j
L
h
j

111
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 111
K
2
>k
1
H
A
B
z
u
u
B
u
a
u
A
C
2
1
u
C
L
2
L
1
112
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 112
H
a
2
1
L
2
L
1
h
2
h
1
113
Corso di Laurea in Ingegneria Civile - Fondamenti di Geotecnica Claudio Mancuso parte 1 pag. 113
PERMEABILIT