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N° 344 | MENSILE - SETTEMBRE 2020 | PRIMA IMMISSIONE 28/08/2020 | EURO 7,00

BLUES PILLS BOB MOULD ENNIO MORRICONE DEPECHE MODE YO LA TENGO


MANA GUIDED BY VOICES SIR LORD BALTIMORE ADDICT AMEBA LAZY EYES

TERRITORI LONDINESI RETROPOLIS OLTRE 300 RECENSIONI


BLUMBERG, FLYNN INDIE USA ‘95 TRA DISCHI, LIBRI, FILM
& HENSON SERIE E FUMETTI

IDLES
IL SUONO DELLA NUOVA INGHILTERRA

TUTTA LA MUSICA DI CUI HAI BISOGNO

POSTE ITALIANE SPA - SPED. IN A.P. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N.46) ART. 1, COMM A 1, NO / TORINO - ISSN 1591-4062 - N.8 ANNO 2020
The New Album 21 / 8 / 2020
CD / 2LP / Digital
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FIRST ALBUM
IN 35 YEARS
FEATURING
THE ORIGINAL
4 MEMBERS

AVAILABLE
AUGUST 21ST
EDI TOR I ALE

FINE DELLA LETTERA Q


DI ROSSANO LO MELE

25 anni or sono, un quarto di secolo esatto fa, ai Un provino, in pratica. Mai portato a termine perché
primi di settembre del 1995, accadde qualcosa di la produzione del film - senza avvertirli - aveva chiesto
rilevante alla musica. Alcuni fra i più importanti la stessa cosa agli Skunk Anansie. Fu proprio il brano
musicisti inglesi dell’epoca (e di un passato poi tra- di Skin e compagnia a essere scelto e incluso nella pel-
ghettatosi nel futuro) si recarono in 20 diversi studi licola. Così, con quello “scarto”, i Portishead decisero
di registrazione. Lo scopo era quello di incidere un di aderire alla compilation, forzando la loro creatività:
album benefico a favore dei ragazzi bosniaci vittima solitamente lenti come tartarughe, i tre di Bristol riu-
della guerra che da tempo stava imperversando. Il scirono in un solo giorno a trasformare quel provino
massacro di Srebrenica si era appena consumato e in un pezzo fatto, finito, prodotto e mixato. Convincere
la popolazione locale era evidentemente allo stremo. band dalla spiccata coscienza politica come Massive
Da qui l’idea di Tony Crean, boss della Go! Discs. Al Attack e Manic Street Preachers non fu certo difficile,
risveglio dopo un’influenza micidiale si rende conto così come coinvolgere gente all’epoca già famosa come
di cosa sta accadendo in Europa e decide di fare qual- Charlatans e Suede; oppure future icone della musica
cosa. Allora gli viene in mente un evento discografico rock planetaria come i Radiohead, anagraficamente fi-
fuori dall’ordinario: anni prima i giamaicani Toots & glie del Live Aid quindi sensibili a progetti del genere.
The Maytals avevano registrato un concerto tenuto il
sabato trasformandolo in un disco sugli scaffali già il Ma i Blur? Gli Oasis? E soprattutto, Macca? Misero da
lunedì successivo. Per puro caso entra in contatto con parte le differenze di ogni tipo (per l’unica volta nella
il PR responsabile di quel progetto, così Crean si con- loro vita, specifica Noel Gallagher) e abbracciarono
vince: registrare un album collettivo e benefico in un l’idea. Così i Blur parteciparono per conto loro, men-
giorno e renderlo disponibile entro una settimana. tre Noel e Weller crearono una super band chiamata
The Smokin’ Mojo Filters. In quel gruppo al basso c’è
Comincia il giro di telefonate e, benché tutti gli amici McCartney. Abbey Road: Il giorno della registrazione,
lo sconsiglino (non ce la farai mai, i dischi benefit dato il nervosismo, Weller si ferisce da solo una mano.
sono album di rara bruttezza etc.) Crean mette a Gallagher gli passa una chitarra e in quel momento
fuoco prima di tutto un elemento: la cronaca mu- Weller si rende conto di non aver mai suonato Come
sicale in quei mesi parlava solo della (presunta) Together. Veloce ripasso su accordi e tonalità. Il brano
rivalità tra Blur e Oasis. Quindi, se lui fosse riuscito viene inciso e l’antologia è pronta per andare in stam-
a includere sullo stesso supporto entrambe le band, pa. Si chiama però The Help Album e non Come To-
forse la cronaca e il pubblico si sarebbero interessati gether. Con 70mila copie smerciate in un solo giorno
al progetto. Un grafico di MTV butta giù il logo della rimane il benefit più venduto della storia britannica,
compilation in un pub di Camden, nel frattempo forte di circa un milione e mezzo di euro raccolti per
Crean accende la radio, da cui proviene Come To- la causa, ossia aiutare le famiglie bosniache colpite
gether dei Beatles. Decide allora di telefonare a Paul dalla guerra. Brian Eno, Chemical Brothers, Stone
Weller per dirgli: se chiamassimo Come Together Roses e Sinead O’Connor sono solo alcuni fra i tanti
la raccolta, che ne diresti di incidere una cover del nomi coinvolti. Ma il ricordo di tutta questa storia
pezzo insieme a Paul McCartney? Lo yes di Weller non esisterebbe se non fosse esistito un mensile chia-
dura quanto una quaresima, e quest’ultimo aggiunge: mato “Q”. Nel silenzio dell’estate appena trascorsa ha
ma solo se ci riporti ad Abbey Road! Più tardi Weller cessato le pubblicazioni dopo 34 anni di ininterrotta
confesserà di averla sparata grossa e di aver detto di esistenza. Tutta la vicenda riassunta sopra l’ha scrit-
sì solo perché si trattava del suo sogno più irrealiz- ta Dorian Lynskey sul penultimo numero andato in
zabile e desiderato da ragazzino, da fan dei Beatles, edicola. Dorian - fra i più bravi scrittori musicali in
pienamente conscio del fatto che Macca non avrebbe circolazione - non farà di certo fatica a trovare una si-
mai acconsentito. stemazione. Ma noi tutti rimaniamo orfani di un gior-
nale che ha raccontato un mondo musicale – a cavallo
Il reclutamento continua e Crean racconta l’idea a tra cultura pop e indipendente – in un modo unico e
Geoff Barrow dei Portishead. Barrow gli spiega che identitario. A livello (icono)grafico e di scrittura. Tra
la band ha un pezzo (Mourning Air) inciso per la gli effetti incalcolabili della pandemia c’è stato anche
colonna sonora di Strange Days di Kathryn Bigelow. questo, e ora siamo tutti un po’ più poveri.

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344CO N T E N U T I

26

COV E R S TO R Y

IDLES

26 Idles D I N I C H O L A S D AV I D A LT E A

34 Blues Pills DI M ARIO RUGGERI

40 Territori londinesi D I M AU R O F E N O G L I O

94 Retropolis: American Indie '95 DI DIEGO BALL ANI


NUMER O 34 4
ANNO 2 9
S ET TEMBR E 2 02 0

DI R ET TOR E R ESPONS ABI LE


Marco De Crescenzo

DI R ET TOR E EDI TOR I ALE


Rossano Lo Mele

COOR DI NAMENTO R EDAZI ONAL E


Alessandro Besselva Averame

R E DA Z I O N E E WE B Nicholas David Altea,


Letizia Bognanni

B LUES PIL LS CONSULENTI ALL A R EDAZI ONE


Maurizio Blatto, Giona A. Nazzaro,
P. 3 4 Claudio Sorge, Giorgio Valletta

R UBR I CH E Alessandro Baronciani, Carlo


Bordone, Luca Doldi, Francesco Farabegoli,
Luca Frazzi, Sergio Messina, Marco Pecorari,
Andrea Pomini, Barbara Santi

COLL ABOR ATOR I


Davide Agazzi, Diego Ballani, Antonio
Belmonte, Paolo Bogo, Claudia Bonadonna,
Antonio Briozzo, Arturo Compagnoni, Matteo
Da Fermo, Stefano D'Elia, Stefano Fanti,
Mauro Fenoglio, Paolo Ferrari, Daniele
Ferriero, Manuel Graziani, Luca Gricinella,
Stefano Morelli, Andrea Prevignano, Fernando
Rennis, Mario Ruggeri, Gianluca Runza, Fabio
Striani, Doriana Tozzi, Andrea Valentini,
Francesco Vignani

DI R ET TOR E AR TI STI CO Stefano Manzi

PR OG ET TO G R AF I CO
E I MPAG I NAZI ONE Sericraft Lab snc

ET H A N P. F LYN N F OTOG R AF I Stefano “Star Fooker” Brambilla,


Francesca Sara Cauli, Luigi De Palma
P. 4 8
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rumo remag r u mo remag az i ne ru m o re m a ga z i n e
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Brezzo di Bedero (VA)
5 Editoriale 88 Flashback
Pubblicità a carattere musicale
8 News 89 Retropolis direttamente presso l’editore
14 Privé 104 Che fine hai fatto? Autorizzazione del tribunale di Torino n. 21
18 My Tunes 105 Gente Sola del 25/07/2013
ISCRIZIONE AL ROC N° 23733
20 Futura (Ma Non Troppo)
Questo periodico è associato
CONTEN ITOR I 55 Recensioni 106 Visioni all’Unione Stampa Periodica Italiana

56 Disco Del Mese 110 Letture Finito di stampare nel mese di Agosto 2020
78 Treecolore 112 Fumetti
80 Radici 113 Poster-i
82 In Italia 114 Banda Larga
86 Singolare
K AT E T E M P E S T S WA N S E N N I O M O R R I C O N E S O N G H OY B LU E S P E T E R G R E E N

A CU RA DELL A RE DA Z I ONE S ET T EMBRE 2020 @ ru m o re m a ga z i n e

SWANS BRIAN ENO SUN RA ARKESTRA THE BL ACK MADONNA KING TUBBY

INDICE: NEWS p. 08 — FACCIAMO I CONTI p.09 — SOCIAL p.10 — IN ARRIVO p.10

I DIARI DI ENO

Nuova edizione, in occasione


del venticinquennale, per A
Year With Swollen Appen-
dices (pubblicato in Italia
da Giunti col titolo di Futuri
Impensabili) di Brian Eno. Il
libro, pubblicato originaria-
mente nel 1996, mette insie-
me diari e saggi risalenti al
biennio precedente. La nuova
edizione, pubblicata da Faber
And Faber in Gran Bretagna
il prossimo 9 febbraio, con-
terrà una nuova introduzione
dell’autore. La grafica della
ristampa riprende il diario
originale utilizzato da Eno.

LA NEW YORK DI LOU REED

Trattamento deluxe per New THE BLACK MADONNA E KATE TEMPEST CAMBIANO NOME
York di Lou Reed. Lo storico
album del 1989 esce alla fine
del mese su Rhino in versio-
ne 3CD/DVD/2LP. Il disco on ragioni e modalità di Kae Tempest, dichiarandosi non
non era mai stato rimasteriz- differenti The Black binaria (non riconoscendosi né nel genere
zato precedentemente, e la
scaletta comprende 26 brani
C Madonna e Kate Tempest femminile né in quello maschile) e dicendo
hanno deciso di cambiare che d’ora in avanti avrebbe abbandonato
tra tracce live e registrazioni nome. La producer l’uso dei pronomi di genere”she/her”
inedite in studio. Il DVD
newyochese, chiamata in utilizzando invece “they/them”. In un tweet
contiene il film concerto – da
causa da alcuni fan che le chiedevano di ha spiegato dettagliatamente la scelta: “È
tempo fuori catalogo – The
New York Album, registrato cambiare il nome – considerato offensivo, una parola dell’antico inglese che indica
all’epoca al Theatre St. Denis un atto di appropriazione culturale - la ghiandaia, uccello associato ai concetti
di Montreal, e, oltre a musi- attraverso una petizione online, ha deciso di comunicazione, curiosità, adattamento
ca e immagini. Il box include che d’ora in avanti firmerà i suoi lavori con e CORAGGIO, che è il nome del gioco in
un libro con interventi, tra lo pseudonimo di The Blessed Madonna. questo momento”.
gli altri, di Laurie Anderson, L’artista britannica, invece, ha annunciato
Don Fleming e lo scomparso che d’ora in poi utilizzerà lo pseudonimo
Hal Willner, oltre a liner

8 | RUMOREMAG.COM
notes a cura dello specialista
David Fricke.
FACCIAMO I CONTI
LIBRO SU ROBERT WYATT
E ALFREDA BENGE

2
SETTIMANE: QUELLE TRASCORSE DA UNA
GIOVANE L AURA MARLING AGLI STUDI Side By Side è il titolo del
DELLA REAL WORLD CAMBIARONO PER libro illustrato incentrato
SEMPRE LA SUA PERCEZIONE DELLA sulla collaborazione arti-
MUSICA stica tra Robert Wyatt e la
compagna – di vita e musica
- Alfreda Benge, coautrice

40
ANNI DI R.E.M., E PER CELEBRARLI di molti testi del musicista
MICHAEL STIPE VORREBBE FARE britannico fin dagli anni 80,
QUALCOSA DI SIMILE A QUEL CHE HA oltre che responsabile di
FAT TO PAT TI SMITH PER I 40 ANNI DI tutti i suoi artwork fin dall’e-
HORSES pocale Rock Bottom (1974).
Il libro comprende testi, po-
esie, scritti e illustrazioni, e

80
una prefazione a cura di Jar-
%: LA PERCENTUALE DELLA MUSICA vis Cocker. In concomitanza
REGISTRATA DAI KHRUANGBIN INCISA con l’uscita, Domino ristam-
ALL A TERZA MASSIMO QUARTA TAKE IN pa l’intero catalogo del mu-
STUDIO sicista su vinile, inclusa - per
la prima volta disponibile in
questo formato - l’antologia
His Greatest Misses.

7
I MUSICISTI NELL A FORMAZIONE AT TUALE
DEI FL AMING LIPS: WAYNE COYNE LA BIOGRAFIA DI KING TUBBY
VUOLE CHE LA BAND CAMBI SEMPRE
C O M P O N E N T I , E V O LV E N D O S I
Pubblicata originariamente
in lingua francese lo scor-

3
so anno, autore Thibault
Ehrengardt, la biografia di
ALBUM SOLISTI SONO NECESSARI, SECONDO
uno dei maestri riconosciuti
R O B E R T F R I P P, A F F I N C H É U N A R T I S T A T R O V I
del dub giamaicano, King
L A S U A V E R A I D E N T I TÀ
Tubby (all’anagrafe Osbourne
Ruddock), The Dub Master è
stata ora tradotta in inglese
da Dread Editions. Il libro

20
MINUTI PER AT TRAVERSARE UNA STRADA ripercorre la vicenda del leg-
DESERTA: QUESTI GLI EFFET TI DELL'ASSUN- gendario ingegnere del suono,
ZIONE DI ACIDI SU PETER GABRIEL L'UNICA dalle origini nel quartiere
VO LTA C H E L I P R E S E di Waterhouse, a Kingston,
passando per i seminali dischi
registrati nel suo Waterhouse
Studio, fino alla tragica morte

12
(per omicidio) del 1989. Re-
ANNI: A QUELL'ETÀ PHOEBE BRIDGERS alizzata con il beneplacito
SCOPRÌ LA MUSICA DI JACKSON BROWNE. della figlia, Arleen Ruddock,
E OGGI NON RIESCE A CAPACITARSI DI il libro ha tuttavia incontrato
ESSERE DIVENTATA SUA AMICA parecchie difficoltà sulla sua
strada, tra cui richieste di de-
naro per rilasciare interviste e

110
il rifiuto da parte della polizia
locale di collaborare alla rico-
CONCERTI NEL SOLO 2018: QUESTO IL
struzione della tragica scom-
RIASSUNTO LIVE DEI ROLLING BL ACKOUTS
COASTAL FEVER DOPO L'ESORDIO parsa di Ruddock.

IL RITORNO DELLA
SUN RA ARKESTRA

RUMORE È DISPONIBLE OGNI MESE ANCHE IN VERSIONE DIGITALE

SCARICA SUBITO LA NOSTRA APP! La Sun Ra Arkestra, guidata


DISPONIBILE PER SMARTPHONE E TABLET APPLE E ANDROID dal novantaseienne(!) Mar-
shall Allen, torna con un nuovo

RUMOREMAG.COM | 9
N E W S! S E T T E M BR E 2 02 0

album dopo 20 anni (e a più


di 27 anni dalla scomparsa del
suo leggendario fondatore).
RUMORE PER IL SOCIAL
Previsto per ottobre, Swirling SF O G H I, CO N FE S S IO N I E CA Z Z EGGI CAT TUR ATI IN RE TE
uscirà con il marchio della sta-
tunitense Strut e conterrà una
rilettura di Seductive Fantasy,
brano comparso in origine su
On Jupiter, album dell’Arke- ALTRI TEMPI
stra del 1979. Per questa nuova
versione il canadese Chad Van- EVERETT ‘Don’t Worry About The Government’ sang
gaalen (oltre che artista visua- T R U E Talking Heads in 1977. Fuckers
le, musicista con una corposa @ E V E R E T T T R U E
discografia su Sub Pop) ha rea- (‘Non preoccupatevi del governo’ cantavano i Talking
lizzato un video animato. Heads nel 1977. Coglioni)

ALTRI LUTTI

Denise Johnson (1963-2020),


la cui voce è un ingrediente
fondamentale di Screamade- BALOCCHI E PROFUMI
lica dei Primal Scream (e pro-
tagonista assoluta nella cover My Dad got me the Tori album. I read about
di Slip Inside This House PERFUME Liz In a Spin magazine I stole from the grocery
dei 13th Floor Elevator, ad G E N I U S store...those two things changed everything
esempio), attivissima pure, @PERFUMEGENIUS
in quegli stessi anni, nella (Mio Papà mi prese l’album di Tori [Amos, ndr]. Lessi
scena acid house; Matteo Gi- di Liz [Phair, ndr] in un numero di Spin che rubai in un
vone, musicista torinese assai alimentari… queste due cose cambiarono tutto)
attivo nella scena cittadina
e cantante tra gli altri dei
Maniaxxx; Hux Brown della
band reggae Toots And The
Maytails; Tom Finn dei ba-
roque pop Left Banke; Vera
Lynn (1917-2020), immorta-
lata da Roger Waters in Vera, IN ARRIVO
su The Wall dei Pink Floyd;
Mr. Chi Pig, vero nome Ken
Chinn (1962-2020), cantante
del gruppo harcore canadese
SNFU; Malik B. (1972-2020),
rapper cofondatore dei Roots,
in formazione fino al 1999 e
poi collaboratore sporadico;
SONGHOY BLUES
Balla Sidibé, cantante della
senegalese Orchestra Baobab;
Jan Savage, chitarrista dei
OPTIMISME
TRANSGRESSIVE
garage rockers Seeds.

ERRATA N. 342/343
Il terzo album della più rock tra le formazioni maliane di ultima generazione è stato prodotto
da Matt Sweeney (Chavez, Stephen Malkmus, Bonnie Prince Billy) e registrato e mixato da
Nel servizio sui Beastie Boys
Daniel Schlett (The War On Drugs, Modest Mouse) a Brooklyn. Uscita anticipata dal singolo
a cura di Luca Gricinella, ad
Badala, titolo che in lingua Songhai si traduce all’incirca con “non me ne importa nulla”:
un certo punto per una svista
durante la revisione del testo canzone, accompagnata da videoclip con sottotitoli multilingue, scritta dalla prospettiva di
il trio newyorchese è diventato una donna che si libera dell’oppressione maschile, tema attualissimo – non il solo – in un
un quartetto. Mali ancora diviso e con il nord del paese in mano agli islamisti. La sintonia con Sweeney,
affermano, è stata decisiva per la riuscita del lavoro: “Ci ha detto, ‘dobbiamo fare un vero
Nella recensione del nuovo album dei Songhoy Blues. Sul palco la vostra energia è pazzesca. Perché non la mettete tutta
album di Jessy Lanza, All The nelle canzoni?”
Time, autore Giorgio Valletta,
il collaboratore della musici- SO N G H OYB LUES.CO M T RA NG RE S S IV E RE C O RD S .C O M
sta cui si fa riferimento non è
l’inesistente Jeremy Hamilton
bensì Jeremy Greenspan dei FUORI IL 23 OT TOBRE 2020
Junior Boys.

10 | RUMOREMAG.COM
IN USCITA

CHE SUCCEDE?
Jonsi Shiver (2 ottobre)
Matt Berninger Serpen-
S W A N S ...another great work I somehow managed to
tine Prison (2 ottobre)
@SWANSOFFICIAL never experience fully through the years (though
Crippled Black Phoenix
of course heard some of the songs floating on the
Ellengæst (9 ottobre) Dead
air). Bought the album (What's Going On) a few
Famous People Harry (9
days ago and listened while doing some work
ottobre) METZ Atlas Ven-
around the house. Unbelievably beautiful.
ding (9 ottobre) Touché
Amoré Lament (9 ottobre)
(… un’altra grande opera che per un o motivo o per
l’altro non sono mai riuscito a godermi pienamente nel Beabadoobee Fake It
corso degli anni [anche se ovviamente o sentito alcune Flowers (16 ottobre) FUZZ
delle canzoni fluttuare nell’aria]. Ho comprato l’album III (23 ottobre) Pallbearer
[What’s Going On] pochi giorni fa e l’ho ascoltato mentre Forgotten Days (23 ottobre)
facevo dei lavori in casa. Incredibilmente bello) Laura Veirs My Echo (23
ottobre) The Specials Dubs
(24 ottobre)

r u mo remag r u more m a ga z i n e

ASCOLTA
QUESTO
NUMERO SU
SPOTIFY

L'ESPERIENZA
ROCK THE MOUNTAIN! - LA MOSTRA DI RUMORE
SI AMPLIFICA
OGNI MESE UNA NUOVA
urata dal nostro Paolo digitalizzazione” da parte dello stesso
PLAYLIST DEDICATA
Ferrari e da Daniela museo torinese – a partire dalle copertine
AL NUMERO IN USCITA
C Berta, la mostra Rock The (dai Deep Purple di Deep Purple In Rock,
Mountain! (sottotitolo: “la coi volti della band incastonati nel Monte PER VIVERE IL MAGAZINE
montagna nell’iconografia Rushmore, a Felt Mountain di Goldfrapp) e IN MANIERA TUTTA NUOVA
della musica pop”) si dai poster (il Cervino, utilizzato dai Rolling
svolgerà dal 17 settembre al 17 gennaio Stones nel 1976 per il manifesto del loro
2021 presso il Museo Della Montagna di tour di quell’anno), allargando lo sguardo
Torino e in seguito al Palazzo Roccabruna alle variazioni, nel corso del tempo, delle
di Trento, nei mesi di aprile e maggio del “strategie comunicative dell’industria
prossimo anno. Si racconta la presenza musicale”. I materiali della mostra coprono
del paesaggio montano nell’iconografia gli ultimi 50 anni, con una attenzione
musicale – “oggetto di un progetto di particolare riservata ai ‘70.
acquisizione, studio, catalogazione e ru m o re m a ga z ine

RUMOREMAG.COM | 11
R.I.P. S E T T E M B R E 2 02 0

ENNIO MORRICONE
Difficile raccontare il musicista italiano più influente degli ultimi 70 anni nello
spazio di una rubrica. Cronologicamente parlando, Morricone è stato dapprima un
arrangiatore inventivo nell’ambito della nostra canzone pop, riuscendo a inserire in
pezzi come Il Barattolo di Gianni Meccia o Sapore Di Sale di Gino Paoli intuizioni
avanguardistiche mai a discapito di un tocco pop che ha pochi egiali. È stato autore
di canzoni innovative (Se Telefonando di Mina, geniale, immortale canzone senza
ritornello). Si è inventato un inimitabile e meticoloso approccio alla musica da film,
modernissimo contrappunto alle immagini, a partire dall’invenzione, con Sergio
Leone, di un immaginario spaghetti western antieroico e originalissimo, che gli re-
galerà l’immortalità nonostante si tratti, di fatto, della punta di un iceberg. Si è poi
misurato, nella trilogia gialla di Dario Argento ad esempio, in un linguaggio speri-
mentale, tagliente e nevrotico emotivamente efficacissimo, mettendo insieme mood
music classica contemporanea senza compromessi. È stato anche trombettista – e
teorico, e animatore - del Gruppo Di Improvvisazione Nuova Consonanza, uno dei
progetti più radicali della musica improvvisativa del secondo Novecento, autore tra
le altre cose di The Feed-back, geniale album ahimé totalmente invisibile all’epoca
che cercava di portare quel discorso in ambiti rock avanzati. Ha scritto oltre 500
scores, arrivando solo a fine carriera a un meritatissimo Oscar - grazie alla tenacia
dell’uberfan Quentin Tarantino – per The Hateful Eight. Ma influenzando, lungo
la strada, pressoché chiunque, da Mike Patton a Mark Knopfler, dai Tuxedomoon
a Stan Ridgway, intere scene e discendenze musicali che il Maestro diceva senza
(192 8-2 02 0) troppi fronzoli di non avere mai sentito, da buon artigiano meticoloso impegnato a
pensare, scrivere, arrangiare e registrare musica ventiquattro ore su ventiquattro.

JUDY DYBLE
Judy Dyble era entrata nei Fairport Convention alla fine del 1966: Ashley Hutchin-
gs, Richard Thompson e Simon Nicol, che suonavano in varie jug bands, cercavano
una cantante per il loro nuovo gruppo. Con la band londinese la Dyble aveva regi-
strato il primo album omonimo, ancora legato a un repertorio folk rock di matrice
americana. Dopo essere stata “scaricata senza troppe cerimonie” dal gruppo, aveva
preso parte alle session di The Hangman’s Beautiful Daughter della Incredible
String Band e poi era stata coinvolta dall’allora fidanzato Michael McDonald in una
tarda formazione del trio Giles, Giles & Fripp che di lì a poco sarebbe sfociata nei
King Crimson: a testimonianza di quel passaggio, una prima versione di I Talk To
The Wind poi riemersa ufficialmente anni dopo. Nel 1973, dopo una parentesi coi
Trader Horne, aveva definitivamente abbandonato la musica, per poi ritornarci
(1949-2 02 0) sporadicamente nei decenni successivi. Nel 2015 aveva pubblicato la sua autobio-
grafia, An Accidental Musician, scritta insieme a David Thompson.

VERN RUMSEY
Bassista degli Unwound, uno dei più originali gruppi post hardcore degli anni 90,
Rumsey aveva fondato la band nel 1991 a Olympia, nello Stato di Washington,
insieme a Justin Trosper (chitarra e voce) e al batterista Brandt Sandeno (poi
rimpiazzato da Sara Lund l’anno successivo), tutti e tre già nei Giant Henry. Atti-
vo anche come ingegnere del suono, Rumsay aveva suonato il basso su Fake Can
Be Just As Good, terzo album dei Blonde Redhead pubblicato nel 1997, e dopo lo
scioglimento degli Unwound, avvenuto nel 2002 a seguito della pubblicazione del
doppio Leaves Turn Inside You, aveva preso parte a vari progetti, tra cui Long
Hind Legs, Oslo, Fits Of Depression e Flora V. Fauna, oltre a esibirsi da solo come
Red Rumsey. Alcuni mesi fa era stata annunciata la nascita degli Household Gods,
progetto in cui il musicista era affiancato da David Pajo, Conan Neutron e Lauren
(197 3 -2 02 0) K. Newman, il cui esordio, Palace Intrigue, uscito a giugno, era stato registrato da
Dave Catching al Rancho De La Luna.

12 | RUMOREMAG.COM
PETER GREEN
Peter Green ha avuto due vite artistiche, o meglio tre. La prima come giovane, talen-
tuoso protagonista della scena rock blues britannica, a partire dalla sostituzione del
dimissionario Eric Clapton nei Bluesbreakers di John Mayall per alcuni concerti nel
1965, entrando in pianta stabile nella band dall’anno successivo. Su A Hard Road
(1967) ci sono due composizioni, tra cui lo strumentale (formato molto amato dal
chitarrista) The Supernatural, ma già nel 1968 l’esigenza di mettersi in proprio si
fa pressante, e nascono così i Fleetwood Mac, con l’ex batterista dei Bluesbreakers,
Mick Fleetwood, Jeremy Spencer e il bassista John McVie. Se il repertorio è inizial-
mente impostato sulle cover, Green diventa ben presto songwriter di talento, scriven-
do brani come lo strumentale Albatross, Black Magic Woman (poi ripresa da San-
tana), Oh Well e Man Of The World. La seconda vita coincide con una profonda crisi
personale, spirituale e psichica, il punto di non ritorno nel 1970: il classico acido di
troppo e l’abbandono della band. A quello stesso anno risalgono le session free form
poi pubblicate con il titolo di The End Of The Game, uno dei grandi classici eccentrici
del rock britannico (e non solo), il cui status di culto è rimasto inalterato nei decenni.
Dopo anni turbolenti di attività sporadica e precarietà extramusicale, durante i quali
gli viene anche diagnosticata una forma di schizofrenia, e viene sottoposto a sedute
di elettroshock, all’alba del nuovo decennio ritorna lentamente in attività, fino a fon-
dare, negli anni 90, il Peter Green Splinter Group con Nigel Watson e Cozy Powell.
Negli anni 2000 si vocifera di una reunion dei Fleetwood Mac originari, ma non se ne
(194 6-2 02 0) fa nulla, e nel 2009 Green, che in quello stesso anno aveva ripreso a esibirsi, è stato il
protagonista di un un documentario di BBC 4, Man Of The World.

EMITT RHODES
Dopo essersi fatto le ossa nell’adolescenza con i Palace Guard e con gli psichedelici
Merry-Go-Round, allo scioglimento di questi ultimi, nel 1969, Rhodes incideva in
proprio nel garage dei genitori adattato a home studio, suonando tutti gli strumen-
ti, l’esordio solista omonimo, un successo di critica invisibile al grande pubblico
proprio come i due successivi. Un terzetto di lavori all’insegna di un power pop
DIY, secondo il “Los Angeles Times” “un mix di innocenza alla Harry Nilsson e in-
trospezione casalinga alla Paul McCartney”, a seguito dei quali l’artista si ritirerà
dalle scene, riemergendo nella colonna sonora dei Tenenbaum e riprendendo ina-
spettatamente il filo del discorso nel 2016, con la pubblicazione di Rainbow Ends,
disco che radunava alcuni suoi fan tra cui Nels Cline, Jon Brion, Susanna Hoffs e
(195 0 -2 020) Aimee Mann. Dopo l’uscita, aveva cancellato ogni impegno promozionale e concer-
to, preferendo restare nei sobborghi losangelini in cui era vissuto per 65 anni.

TIM SMITH
Dei Cardiacs, nati nel 1981 dalle ceneri dei Cardiac Arrest (autori del singolo A Bus
For A Bus On A Bus, 1979, e dell’album The Obvious Identity), Smith è stato leader
e cantante, la mente principale dietro all’originalissima formula proposta dalla band
britannica. Caso unico, probabilmente, di coesistenza tra radici, pratica e velocità
punk da un lato e passione per progressioni armoniche insolite, tempi dispari e
strutture allargate dall’altro. Una formula da qualcuno identificata con l’espressione
“pronk” (“prog+punk”), poco amata dal gruppo. La furia creativa della band – e di
Smith, anche produttore e autore di videoclip - si allargava a una famiglia di progetti
paralleli altrettanto eclettica. Nel 2008 un infarto, con conseguenti danni neurologi-
ci, lo aveva confinato su una sedia a rotelle, e nell’ultimo decennio una serie di pro-
(1961-2 02 0) getti musicali avevano contribuito a sostenerne le spese mediche. Nel 2018 il Royal
Conservatoire Of Scotland gli aveva conferito una laurea ad honorem.

RUMOREMAG.COM | 13
TESTO DI
PRIVÈ / PANZANE VARG VIKERNES F RANCES CO FARAB EG O LI

Varg Vikernes
PANZANE

(nome scelto tra una decina stupide a cose più complesse).


di pseudonimi disponibili) è Un incontro tra i due sarebbe
probabilmente il più famoso stato inconcepibile in qualunque
musicista metal in attività, l’unica realtà parallela alla nostra. E nel
persona il cui nome è conosciuto mondo in cui viviamo? Comunque
anche da chi non ha mai ascoltato difficile. Lo sveltimento dei format
una nota di metal estremo. Attivo comunicativi ha fatto sì che Varg
dai primissimi anni 90 con una Vikernes mollasse almeno in
one man band chiamata Burzum, parte i deliranti proclama di 20
con cui ha pubblicato alcuni dei pagine che pubblicava sul suo
più clamorosi capolavori della sito e iniziasse a twittare, mentre
storia del black metal, deve la sua contemporaneamente Aranzulla
fama alle vicende extramusicali: smetteva di essere un indirizzo
condannato a 20 anni di carcere Internet e si trasformava in una
Da tifosi assoluti del maccosa per aver ucciso Øystein Aarseth specie di sciamanico influencer
abbiamo accolto con entusiasmo (Euronymous), sospettato di d’alto bordo di area tech business,
il tweet con cui, il giorno 24 essere l’autore di alcuni roghi di con pesanti risvolti memetici.
luglio dell’anno corrente, Varg chiese in Norvegia, estremista di In qualche modo uno è finito
Vikernes postava una foto destra conclamato, protagonista nell’orbita dell’altro: il fatto che
di Salvatore Aranzulla per di innumerevoli opere di finzione qualche giorno prima Vikernes
dimostrare che gli appartenenti e non (biografie, documentari, avesse postato la foto di Salvini
alla razza italica avevano figliato oral history, biopic). Da dieci dandogli del mediorientale fa
troppo, e per troppo tempo, con anni circa è uscito di galera, si è supporre che abbia tirato giù le
i loro schiavi ebrei. O qualcosa trasferito in Francia e continua foto da qualche lista dei 100 most
del genere, starò sicuramente a pubblicare dischi: uno all’anno influential Italians in 2020 e le
fraintendendo. Maccosa nel primo lustro, poi una pausa tenga pronte per trollare di tanto
(sostantivo maschile): il momento riflessiva, l’ultimo album a in tanto. Il tutto immerso in un
in cui una concatenazione suo nome si chiama Thulêan contesto comunicativo che era
irragionevole degli eventi, Mysteries, è uscito qualche impossibile raccontare dieci anni
avvenuta quasi completamente mese fa e certifica l’evoluzione fa e sarà impossibile raccontare
sottotraccia, si rivela in un singolo dark ambient a cui sembra tra dieci anni. A guardarci di
episodio la cui assurdità sembra essersi dedicato anima e corpo fino: un’opera di random art
completamente inspiegabile. Nella dopo Umskiptar. Un dischetto. abbacinante.
mia interpretazione personale, Salvatore Aranzulla è il più famoso
il maccosa è il principale veicolo divulgatore tech della storia
attuale dello spiritus mundi, la italiana, proprietario di un impero
cerniera con cui tutto confluisce in economico costruito su un sito che
tutto il resto. spiega come risolvere i problemi
che si possono incontrare
Piccolo recap: Varg Vikernes usando un computer (da cose

14 | RUMOREMAG.COM
TESTO DI
PRIVÈ / BLOG'N'ROLL MASTER EK CARLO B O RD ON E

Master Ek
BLOG'N'ROLL

di stare due o tre anni su un Che questa peraltro fosse una


album, che tanto comunque chi li tendenza resa quasi obbligatoria
ascolta più gli “album”: la gente dal cambiamento delle modalità
vuole canzoni, vuole playlist a di fruizione lo avevamo già notato
getto continuo, vuole il mixtape a in periodo pre Covid persino nel
sorpresa con il video, il giochino, piccolissimo di questa rubrica.
il remix, la versione in spagnolo A rendere tutto più orwelliano,
e quella in thailandese, la story tuttavia, è il tono, la scelta delle
su Instagram e il balletto su immagini e della terminologia.
TikTok. Insomma, cari artisti La frase più agghiacciante del
pieni di pretese: a la-vo-ra- sermone di Ek è “oggi è cambiata
re! Le risposte dei musicisti, la narrazione”, seguito a ruota da
generalmente con parole di “i musicisti devono impegnarsi
quattro lettere all'indirizzo di in un dialogo costante con i
Probabile che al ritorno Ek, non si sono fatte attendere. fan”. Narrative, storytelling,
dalle vacanze ci saremo già Ma in realtà c'è poco da stupirsi. engagement, conversation:
tutti dimenticati dell'ultimo Intanto basterebbe conoscere l'odioso vocabolario zuccherato
dibattito sul futuro della musica, il personaggio. Appena qualche dello sfruttatore 3.0, concetti
provocato dall'esternazione del giorno prima, nel discorso agli pubblicitari che stanno già
tycoon che il futuro della musica azionisti di Spotify, aveva chiarito mostrando la corda ma ancora
sta provando a ipotecarlo. Chissà, quale sarà il prossimo step nel buoni come bastoni per
nel frattempo, quale altra perla piano di spotifizzazione del tenere le vacche nel recinto.
di saggezza avveniristica ci avrà mondo: conquistare il mercato Incidentalmente, a proposito di
regalato Daniel Ek, l'equivalente radiofonico. Che sostanzialmente “narrazione”: se l'artista deve
da Alta Fedeltà (se ci fate caso significa spazzare via quello farsi oltre che da ufficio stampa
fisicamente ricorda un po' Dick, che ancora resiste come reperto e PR anche “raccontatore” di se
il commesso pelato della versione novecentesco. La radio o sarà stesso, noi che la musica in teoria
cinematografica) di Jeff Bezos in streaming e on demand (su dovremmo raccontarla che ci
o Elon Musk. Con la consueta Spotify, chiaro), o proprio non stiamo ancora a fare?
grazia smart-capitalistica da sarà. Il tutto sintetizzato in uno
King Kong in un negozio di slogan che qualche brivido lo fa
porcellane, il multimiliardario venire, per la violenza concettuale
svedese creatore di Spotify ha con cui è espresso: “tutto ciò che
strigliato quei fancazzisti dei è lineare deve morire”. Proprio
musicisti rimasti legati a un così, parola per parola. Cosa
“vecchio modello di produzione”. volete che sia, per uno con questa
Tipo, azzardiamo, quello per cui visione del mondo, insegnare
vieni pagato per la musica che a qualche milione di musicisti
crei e diffondi. Ma anche quello come devono fare il loro mestiere
in cui non puoi più permetterti se non vogliono morire di fame?

RUMOREMAG.COM | 15
TESTO DI
PRIVÈ / ZIGZAG UN GIGANTE LU CA F RAZ Z I

Un gigante
ZIGZAG

Questi i fatti. Tra queste poche capirci. Roba sua, la Skydog.


righe però c'è un mondo. Sua l'organizzazione di tour
francesi ed europei di Clash,
C'è uno dei dischi definitivi nella Damned, Doctor Feelgood,
storia del rock, Metallic K.O., Heartbreakers, Johnny Thunders
cronaca dell'agonizzante addio e di leggende punk autoctone
degli Stooges a Detroit tra cocci di come Dogs e Stinky Toys.
bottiglia, eroina, insulti, sfascio Suo tutto questo. Suoi soprattutto
diffuso. Una Bibbia al contrario 60 anni spesi per difendere
uscita quando di Iggy non un'idea. Di quanti “non musicisti”
importava più niente a nessuno. si può dire lo stesso? Penso a John
Lo dobbiamo a lui. Peel, Lester Bangs, Greg Shaw,
C'è il primo vero festival punk Nick Kent e pochi altri. Marc
europeo in quella location assurda Zermati rientra nell'Olimpo.
“È stato un gigante sconosciuto che è Mont-De-Marsan, sud della Ma chi ha preservato la memoria
del rock'n'roll”. Francia, sabato 21 agosto 1976 (un degli Stooges quando il mondo
Non è farina del mio sacco, è un mese prima del weekend al 100 li aveva archiviati senza appello,
messaggio che ho ricevuto da Club con Pistols, Clash, Damned e chi ha dato l'anima affinché il
Claudio Sorge: “Ti prego, scrivi Buzzcocks che molti considerano pub rock non soffocasse sotto
qualcosa per 'Rumore', dedicagli l'inizio di tutto). In cartellone, la dittatura della disco, chi
la tua rubrica”. ai piedi dei Pirenei, Eddie & The ha creduto nel punk prima di
Claudio parla di Marc Zermati. Un Hot Rods, Gorillas, Richard Hell, chiunque altro, non può essere
gigante sconosciuto del rock'n'roll, qualche bel nome della scena liquidato come un “romantico
appunto. Il titolo del mio pub rock e i primi pittoreschi del rock'n'roll”. Troppo semplice.
“ZigZag” di febbraio era “Morte al emuli locali di Johnny Rotten. Lo Zermati è molto di più. Quando a
necrologio”: ecco l'occasione per dobbiamo a Zermati, quel festival. metà anni 70 tutto rema contro,
sfoggiare tutta la mia incoerenza. C'è l'Open Market, nel cuore di lui che fa? Sale sul carro dei
La morte, scrivevo, è un fatto Parigi, mecca per gli amanti del perdenti e parte per la crociata
naturale: il rock è vecchio, i suoi garage rock quando per il resto più improbabile perché (come
protagonisti pure, succede che del mondo “rock” erano Eagles e dichiara in una delle sue ultime
comincino a morire. Su Zermati Fleetwood Mac. Era il suo negozio. interviste) “The teenage scene
però ero sicuro che i “coccodrilli” C'è la Skydog, etichetta needed to wake up”.
non si sarebbero sprecati, avevo indipendente alla quale si Dice bene, Claudio: un gigante.
un buon motivo per dirgli “grazie” sono ispirati Greg Shaw per Oggi, spero, un po' meno
e non mi sono fatto pregare. la Bomp! e Jake Riviera per la sconosciuto.
Stiff (rispettivamente con uno
Marc Zermati, nato ad Algeri e tre anni di ritardo) che nel '73
e trasferitosi da adolescente a inaugura il suo catalogo con un
Parigi, è morto il 13 giugno all'età EP della band più fuori moda del
di 75 anni per un attacco di cuore. momento, i Flamin' Groovies. Per

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TESTO DI
PRIVÈ / GLOBO RISEMANTIZZARE AN D REA PO M I N I

Risemantizzare
GLOBO

Finalmente una bella notizia fascismo di cui tanto si discute


insomma. Due belle notizie anzi, mentre andiamo in stampa. In
perché il nome previsto per la cui monumenti del regime e
stessa fermata era Amba Aradam/ toponomastica coloniale fanno
Ipponio, due vie adiacenti. Ipponio bella mostra di sé, mentre tutto
era una colonia greca più o meno intorno la nazione ancora insiste a
corrispondente all'odierna Vibo minimizzare o rimuovere i propri
Valentia, e va bene. Ma quell'Amba crimini.
Aradam entrato nell'italiano
corrente nella sua storpiatura Come spesso succede, però, in
ambaradan (a proposito: quando Sardegna qualcuno ci aveva già
ne esce?), sappiamo tutti cos'è? pensato. A Orgosolo, fra i vari
Un altopiano in Etiopia che l'Italia celebri murales dedicati a figure ed
dovrebbe vergognarsi anche solo episodi storici delle lotte popolari,
È ufficiale: il comune di Roma a nominare, non per uno ma per ne spicca uno particolarmente
ha deciso di intitolare una futura due motivi. Perché nel 1936 fu significativo e site specific.
fermata della linea C della teatro di una vittoria militare a All'inizio di Via Cadorna, proprio
metropolitana a Giorgio Marincola, suon di armi chimiche del glorioso sotto la targa con il nome del
il "Partigiano Nero". Se avete maresciallo Badoglio, con 20mila nostro eroe, l'artista ha voluto
letto Razza Partigiana di Carlo morti etiopi. E perché tre anni aggiungere giusto due righe di
Costa e Lorenzo Teodonio, oppure dopo nelle sue grotte si rifugiarono didascalia: "Generale L. Cadorna.
Timira di Wu Ming 2 e Antar numerosi partigiani locali con le Massimo responsabile degli
Mohamed, già conoscete la sua loro famiglie e altri profughi, e eccidi della 1ª Guerra Mondiale.
storia esemplare. Nato in Somalia i gloriosi Granatieri di Savoia li Soldati morti su tutti i fronti: 8
da un militare italiano e una donna attaccarono di nuovo con armi milioni 740000. Soldati italiani
locale, riconosciuto dal padre - chimiche, finendo i sopravvissuti morti: 571000. Invalidi e mutilati:
una rarità in quell'epoca e in quel con i lanciafiamme. 451645. Dispersi: 117000. 210000
contesto - e cresciuto dagli zii in soldati fucilati e condannati perché
Italia, partigiano azionista attivo Le belle notizie, in realtà, sono volevano farla finita con la guerra".
nella resistenza romana e quindi, addirittura tre. La stessa via Ecco, tirare giù o sfigurare un
a capitale liberata, nel biellese. verrà infatti risemantizzata: non po' delle troppe statue dedicate a
Catturato nel gennaio 1945, viene le si cambierà nome dunque, ma individui che non le meritano deve
imprigionato dai nazisti a Bolzano, sarà indicata come "luogo dove essere stupendo. Ma anche una
e quando il carcere viene liberato l’esercito italiano compì un grave bella risemantizzazione dal basso
il 30 aprile decide di continuare eccidio coloniale delle popolazioni non è malaccio.
la lotta in Val Di Fiemme. Lì viene etiopi". Un gesto simbolicamente
ucciso quattro giorni dopo da potentissimo, e auspicabilmente
una colonna delle SS in ritirata, il primo di una serie purtroppo
nell'ultima strage compiuta dai lunghissima, in una città che è già
nazisti in territorio italiano. (o ancora) di fatto il museo del

RUMOREMAG.COM | 17
MY TUNES
EVERYTHING COUNTS
DEPECHE MODE

SETTEMBRE 2020 DI MAURIZIO BL AT TO

on c’è nulla di male fate un salto” raccattato con le unghie Mitzi, diminutivo di un altisonante
a posare le suole su da amici di amici di amici di chi stava Domiziano (“alla madre piace la liri-
N “terreni comuni”.
Gli inglesi hanno il
guidando. Un manipolo di imbucati
stipato dentro un’utilitaria al ritmo del
ca”, consueta incomprensibile spiega-
zione d’accompagnamento) aveva un
tempo, noi il calcio. synth pop, costumi da bagno ready to leggero ritardo, ma un entusiasmo in-
Da lì in poi si co- go sotto i jeans, testosterone bloccato crollabile. Erano tempi in cui avere
struisce, sperando sul pause, birra Moretti e delirio di qualcosa come l’Asperger non suscita-
in qualcosa di più solido, in termini “torna indietro” e “rimettila da capo” va alcun interesse di facciata, ma anzi
linguistici e di relazioni umane. Musi- su Everything Counts. Che è una gran veniva considerato una sfiga, però, pa-
calmente parlando, azzarderei i Depe- canzone, con un ritmo da figlio illegit- rallelamente, la sostanza vinceva sulla
che Mode. New wavers con gli anfibi, timo dei Kraftwerk arricchito da una di forma e se facevi parte di qualcosa lo
metallari di ampie vedute, occasionali quelle meravigliose bizzarrie pop anni facevi comunque, la vita era una prati-
con ambizioni danzerecce, devoti di 80, vale a dire xilofono, una specie di ca che si svolgeva principalmente per
Johnny Cash entrati via Personal oboe (conosciuta in Italia come ciara- se stessi, e non sotto il veleno di ap-
Jesus: tutti d’accordo. Forse teorizzai mella o pipita) e la melodica. Il testo provazioni esterne. Nulla era insta-
soltanto io sulla questione, ma la rac- accusa l’avidità e la corruzione del grammabile, tutto, anche se complica-
colta di tutti i singoli dei Depeche mondo economico britannico, parlan- to, era e basta. Quindi Mitzi entrava in
Mode si rivelò efficace per ammortiz- do di mani che “afferrano tutto ciò che macchina e si ficcava al centro, fine. La
zare la distanza tra casa nostra e una possono” su una linea ritmica fissata sua passione per Everything Counts
clamorosa festa in piscina alla quale dal venerabile Synclavier di Martin era nata davanti al televisore, di fronte
eravamo stati invitati. Insomma, invi- Gore, settato con campioni di suoni e a una puntata del quiz Superflash di
tati più o meno, diciamo che ci stava- rumori registrati in strada. Ma non fu Mike Bongiorno, in onda su Rete 4. Lì,
mo dirigendo lì, in quella zona novare- questo a catturare l’attenzione di secondo copione, era successo di tutto.
se desiderosa di essere Lombardia Mitzi, che adorava la canzone e ondeg- Mike aveva chiesto a Martin Gore, in
sulla base di un semplice “se volete, giava al centro del sedile posteriore. canottiera a rete e look sadomaso, se

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TESTO DI
MY TUNES EVERYTHING COUNTS DEPECHE MODE MAU RIZIO B L AT TO

“È I L M O M EN TO D I L AN C IART I, NON LIMITARTI A CA DE RE A P E SO M ORTO, M A DAT TI UNA SP INTA


CON I L PI ED E C H E H AI ME S S O DAVANT I. L’ IDE A È QUE L L A DI E NTRA RE IN ACQUA P RIM A CON LE
DITA, L E M A N I, L E B RACC IA, L A T E S TA E P O I CON IL RE STO DE L CORP O. NE L TUF F O RICORDATI
DI T EN ER E L E G AMB E U NIT E E DIS T E S E . ALL’ INIZ IO SE M BRA DIF F ICIL E , M A VE DRA I CH E CON L A
PR ATI C A C I R I US C IRAI AN C H E T U”
(“I M PARIAM O A TUF FAR C I ! ”, I B LUEP I SC I NE .I T )

fosse un ragazzo o una ragazza, aveva colica (minore rispetto alla loro, deci- rossa, i Depeche spingevano a mille.
paragonato Andy Fletcher a Stanlio e samente minore) e guardammo i mila- Mitzi fu portato in trionfo dai romani,
chiesto a Dave Gahan (definito il più nesi entrare in acqua con le ragazze, che in termini di imperatori qualcosa
intelligente del lotto) perché non ve- mentre noi stavamo fuori in costume, la sapevano, una milanese lo baciò in
stisse di rosso o giallo invece che nero, ma con la scioltezza di un container di fronte e i friulani brindarono alla sua
visto che era “giovane”. Mitzi si disin- ghisa. Aspettavamo un segnale, e quel- salute. Noi eravamo tutti svenuti sul
teressò della folle intervista e amò su- lo arrivò. Dopo Donna Summer e K.C. prato, rigidi come sempre. Da lì in poi
bito la canzone, quindi quando partì & The Sunshine Band, senza preavvi- finimmo indistintamente in acqua,
nell’autoradio urlò “queeeesta mi so, entrarono i Depeche Mode, chiara- ballammo, qualcuno amoreggiò e
piace!” e iniziò a dare di matto. Noi mente su Everything Counts. L’atmo- Mizzi batté i pugni a tempo in acqua
con lui. Raggiungemmo con una certa sfera si scaldò, qualche romano iniziò senza sosta, ebbro di sé stesso e del
fatica il luogo della festa e ci mi- a ballare e una milanese in bikini suo planaggio d’antologia. Everything
schiammo tra i presenti nel disinteres- squittì forte. Quindi, fu il momento del Counts passò più volte e divenne l’inno
se più assoluto. La piscina, totemica ed gesto biblico. Atteso forse, ma non in di una di quelle notti in cui, letteral-
enorme, campeggiava in un prato ricco queste proporzioni. Da distante, pa- mente, ti sembra di mordere la vita. Il
di adolescenti e bevande assortite. Ab- recchio distante, si udì un “queeeesta testo fissò la nostra epica minore.
bastanza il paradiso a ripensarci, ma mi piace!” e un lontano scalpiccio che Frasi come “non si può tornare indie-
un certo imbarazzo faceva sì che, al divenne presto una cavalcata imperia- tro”, “la vacanza è stata divertente”,
massimo, qualcuno mettesse i piedi a le, a metà tra la rincorsa di un primati- “tutto per sc stessi, dopo tutto” e “fidu-
bagno, mentre imperavano scelte disco sta del salto con l’asta e una parata mi- cia accettata da un’abbronzatura e un
music scontate e nessuno sembrava litare sovietica velocizzata. Era Mitzi. sorriso” mi parvero tavole di saggezza
sapere di chi fosse la festa e men che Due ali si aprirono, delimitate da spa- vergate sul synth. Ma me ne accorsi
meno quale fosse il proprietario di vento e ammirazione, i friulani dimen- soltanto io, come sempre. Gli altri
tanto ben di dio. Poi, chiaro, c’erano ticarono le grappe, i romani di essere erano assonnati, mezzi ubriachi, con i
anche molte ragazze. Tante da far per forza sempre e comunque romani, jeans marci per i costumi da bagno e
strizzare gli occhi a Mitzi mentre si i milanesi presero coscienza di altre l’asticella della bellezza dello stare al
stringeva il costume. “Mitzi dai, non forme di vita e noi, così goffi e rigidi, mondo ancora tarata su livelli da re-
facciamoci riconoscere subito”. Da be’ noi cominciammo ad avere paura. cord assoluto. Mitzi aveva gli occhi
chi? Presto detto, alcuni gruppi terri- Mentre Mitzi terminava la sua rincorsa sbarrati, con più energia addosso di
toriali dominavano la scena. I romani per tuffarsi in piscina anche i Depeche uno stuolo di pale eoliche. Quando lo
che, come nei loro film, parlavano in Mode persero un paio di battute, il accompagnammo a casa faceva ancora
dialetto e a bassa voce, rendendosi in- mondo intero trattenne il respiro, per- scintille, ma realizzai che sulla camicia
comprensibili ai più e discorrendo di sino Dio si curò dell’umanità e lui de- aveva piccoli rettangoli dai contorni
quartieri di provenienza e fermate collò, immortale Icaro folle. E, spaven- insanguinati. Marchiato dalle piastrel-
della metropolitana. I friulani, tenden- tosamente, franò sulle piastrelle a un le, eppure felice. Everything Counts è
zialmente silenziosi e con dura appli- metro dal bordo. Il rumore che pro- uno dei pochi brani in cui cantano tutti
cazione al reparto alcolici. Noi, finta- dusse il suo sfasciarsi avrebbe potuto i Depeche Mode, una band di Basildon,
mente altezzosi e in realtà soltanto costituire un album intero di white 42 km dal centro di Londra, nata in un
preoccupati di non apparire provincia- noise industrial dell’epoca, un clango- periodo in cui il pop era ancora diver-
li. I milanesi (mischiati ai locals) che re di ossa, avventatezza, escoriazioni e timento e persino critica sociale, can-
ridevano di cose che sapevano solo velleità impossibile da replicare in stu- zone glorificata da un gesto folle e da
loro e che a noi apparivano puttanate dio. Ma lo udimmo solo noi, i presenti. gente chiamata per caso ad assistervi.
(salvo poi abbracciarle anni dopo, Mitzi scivolò in acqua come la replica Probabilmente molti di loro se lo sa-
quando per i milanesi erano già amar- umana di un Mocio Vileda, senza fare ranno dimenticato, magari alcuni lo
cord assoluto). Insomma un microco- rumore, ma riemerse anche poco dopo, raccontano ancora sorridendo. Sono
smo da stereotipo, con gesti calcolati. versione fantoccio della scena madre dati banali di vite normali, ma messi in
Tutto conta, everything counts, ap- di Apocalypse Now, urlando cose in- fila, scritti con ritmo, brillano di più.
punto. Fraternizzammo con i friulani, comprensibili con la bocca piena. In- Perché everything counts, soprattutto
per affinità di frontiera e resistenza al- torno a lui, l’acqua era leggermente in larger amounts.

Everything Counts chiude il primo lato di Construction Time Again, il terzo album dei Depeche Mode (perché vi
chiamate così? Qualcuno in sala sa il francese?, chiese Mike puntando il televisore) pubblicato nel 1983 su Mute. Il video
fu girato a Berlino Ovest e dal vivo la canzone si porta sempre dietro una coda di coro gestita dai fan (abbastanza sempre
in delirio). It’s a competitive world, ma i Depeche Mode ce l’hanno fatta eccome. Anche Mitzi si è difeso, ride spesso ed è
ingrassato come una balena serafica. Se lo vedesse oggi, Mike direbbe di sicuro che assomiglia a Olio.

RUMOREMAG.COM | 19
RUMOREMAGAZINE S ET TEMB RE 2 02 0

20 | RUMOREMAG.COM
DOVE: QUANDO:

Milano,
Italia ADDICT AMEBA dal 2017

COSA:

Pantropicalismo metropolitano

IL DISCO: ONLINE:

PANAMOR facebook.com/addictameba
BLACK SWEAT, 2020

iunire la Pangea con l’apporto di ciascuno. Samuele freestyle sull’attualità. Dal


a suon di musica Albani, batterista, ha portato la punto di vista storico, vogliamo
R ad alta gradazione
tropicale, non
sua lunga esperienza con musicisti
latinoamericani. Il Lorenz ha
contribuire al dibattito sulla
necessità di decolonizzare il
male come un’innata attitudine rock, così presente e il passato italiano.
proposito. Nati come Davide Boselli, il bassista: Ancora in troppi minimizzano
nel 2017 al Casoretto, barrio loro due hanno composto i sei il colonialismo e il razzismo
milanese ideale per un gruppo pezzi di Panamor, poi arrangiati istituzionale e sociale nostrani,
del genere, gli Addict Ameba si dal resto della banda". spesso ridimensionati anche
descrivono a “Rumore” tramite da insospettabili pensatori di
il percussionista Paolo Cerruto Quanto conta Milano in questo sinistra. Dobbiamo renderci
come "un’entità erratica e approccio? "La nostra passione consapevoli del privilegio di
mutevole, una famiglia sonora, per la musica del mondo viene chi è nato in Italia con una
un collettivo, perché oltre ai 13 anche dal vivere in un porto cittadinanza, e fare di tutto per
musicisti transitati in tre anni come Milano, dove è facile migliorare le condizioni di chi
abbiamo intorno un bel gruppo ascoltare musicisti del Centro vive e lavora in questo paese
di amici e amiche: fotografi, o Sud America, incontrare in situazioni di illegalità o
poeti, grafici, videomaker, fonici, maestri africani, sentire discriminazione. Musicalmente,
DJ, funamboli, pirati". In mezzo afrobeats dalla bicicletta di un il nostro non è un vezzo esotico,
ci sono musicisti provenienti rider subsahariano, mentre dei né un tentativo di sfruttare
da band cittadine consolidate ragazzini rappano in spagnolo o l’onda lunga della moda legata
(Lorenz, di Al Doum & The pompano trap franco-maghrebina, all’immaginario tropicale. Al
Faryds, compone e suona la e le coetanee impazziscono per contrario, è un’ipotesi di studio e
chitarra, produce e registra), il pop coreano. Siamo nati e approfondimento, un tentativo di
ma non solo: "Il primo nucleo cresciuti in città transculturali, apertura mentale in un momento
di tre percussionisti incontra ma il nostro non è un amore storico in cui vengono chiusi porti
due terzi dell’attuale sezione ingenuo e incondizionato verso le e cervelli. Il suono può sfuggire
fiati, provenienti dalla sfera del altre culture, tipico del pensiero alle gabbie e favorire scambi
jazz, con l’idea di dar vita a un ipocrita liberale. Conosciamo inediti e rivoluzionari. La musica è
esperimento. Al primo bozzolo e combattiamo le ingiustizie forse l’unica direttrice che unisce i
si aggiungono mano a mano gli e le diseguaglianze sociali che continenti e gli esseri umani, oltre
altri, per conoscenze o incontri soffocano le minoranze da cui a navi cargo, finanza, aeroplani
fortuiti. Non ci precludiamo l’occidentale attinge, dalla musica e rete satellitare. Siamo come
nessuna possibilità, amiamo la alla moda". balene che vagano negli oceani, e
salsa di Héctor Lavoe come le captano suoni dalle coste e dalle
sperimentazioni della Mauskovic Come può musica quasi bande che suonano sulle crociere.
Dance Band. In mezzo c’è un interamente strumentale essere Poi li mixiamo e cantiamo. Mentre
ventaglio ampio che studiamo e politica? "La nostra dimensione tutto va a fondo cantiamo".
assimiliamo, per poi riprodurlo a politica sta nel contorno. In
modo nostro. Una visione comune concerto spesso lancio messaggi
si è andata costruendo nel tempo tra un brano e l’altro, o improvviso

TESTO DI Andrea Pomini

RUMOREMAG.COM | 21
DOVE: QUANDO:

Roma, Italia
BEDSORE dal 2017

COSA:

Occult death progressive

IL DISCO: ONLINE:

HYPNAGOGIC HALLUCINATIONS facebook.com/bedsoredeath


20 BUCK SPIN, 2020

I Bedsore arrivano da Roma Paul Thomas Anderson. È difficile 2019 iniziano le registrazioni di
e incidono per la 20 Buck Spin, dire che cosa ci abbia realmente Hypnagogic Hallucinations”.
una delle più prestigiose etichette portati a comporre nel modo in Come vi state organizzando per
metal mondiali. Alla quale due cui lo facciamo oggi, visto che il post Covid? “É stato e sarà un
anni fa inviano un demo che viene direttamente o indirettamente duro colpo non poter sostenere
immediatamente apprezzato, da prendiamo spunto dagli ambienti l’album dal vivo. Nel frattempo
qui il contratto per Hypnagogic più disparati, dalla musica continuiamo a lavorare su nuovo
Hallucinations. Da quali fonti d’avanguardia a quella da film”. materiale. Incrociamo le dita per
di ispirazione arriva la loro questa estate e speriamo di poter
musica? ”Sicuramente la musica Mi fate un riassunto della vostra suonare al Morbid Catacombs Fest
e il cinema Italiani sono una storia? “I Bedsore nascono intorno a Berlino, dove siamo al momento
costante fonte di ispirazione per all’estate del 2017, quando J e S - confermati”.
noi. Morricone, Goblin, Area, Il già membri dei SVNTH - iniziano
Balletto Di Bronzo, Semiramis, a lavorare sul materiale che circa
PFM. A livello visivo poi ci piace un anno dopo costituirà il nostro
associare la nostra produzione al primo omonimo demo. Dopo vari
cinema di Dario Argento, Luca concerti G e D entrano stabilmente
Guadagnino, John Carpenter, nella line-up, rispettivamente
Denis Villeneuve, Robert Eggers o al basso e alla batteria. A marzo

TESTO DI Claudio Sorge

22 | RUMOREMAG.COM
DOVE: QUANDO:

Klazienaveen,
Drenthe,
Olanda
THE HECK dal 2017

COSA:

Stile e ferocia del garage punk sonico

IL DISCO: ONLINE:

WHO? theheck.nl
DIRTY WATER, 2019

Non occorre tornare indietro Who? e nei due singoli che e derivativo tout court. I tre
fino agli Outsiders per parlare anticipano il nuovo album in prendono a morsi la modernità
di Dutch garage rock. Due dei uscita a primavera per la tedesca e shakerano melodia indie,
più interessanti gruppi garage Soundflat. facendosi guidare dalle buone
contemporanei arrivano proprio vibrazioni del passato. Il bassista
dall’Olanda: mi riferisco a “Il nostro ultimo singolo René Katerbarg suona un vecchio
E.T. Explore Me e agli Heck di Shit On The Radio è un atto Crucianelli, Henri imbraccia
Henri Sulmann, il trentottenne d’accusa contro l’attuale sistema una Eko 500 del 1962: “Adoro il
consulente finanziario del radiofonico olandese”, mi dice suono caratteristico delle vecchie
nord est dei Paesi Bassi, a uno Henri, “dove passano sempre chitarre. Questa Eko mi ha rapito
sputo dalla Bassa Sassonia, che gli stessi artisti paludati 24 ore immediatamente e poi ha un
negli ultimi 15 anni ha fatto al giorno. Nemmeno un’ora alla aspetto fantastico, con tutti quei
pratica con No-Goods, Miracle settimana è dedicata a gruppi bottoni e la finitura gold glitter.
Men e De Keefmen. Ora guida più piccoli, e non parlo solo di Nei live porto un’altra chitarra
l’incendiario power trio con la sixties garage ma anche di hip italiana, una vecchia Welson
divisa d’ordinanza da cameriere hop. Fa male l’idea che tutto color red sparkle”.
sixties. Uno stile vintage che va debba adattarsi al formato
di pari passo con la ferocia sonica radio”. Anche perché quello degli
ben distribuita nell’esordio Heck non è un garage vetusto

TESTO DI Manuel Graziani

RUMOREMAG.COM | 23
ETUK UBONG POTTERY
DOVE: QUANDO: DOVE: QUANDO:
Lagos, Nigeria dal 2016 Montreal, Canada dal 2018
ONLINE: etukubong.com ONLINE: facebook.com/Potteryband

COSA: COSA:
Fela + Sons Of Kemet = Art post punk
Earth music

IL DISCO: IL DISCO:

AFRICA TODAY WELCOME TO BOBBY'S MOTEL


NIGHT DREAMER, 2020 PARTISAN, 2020

"Certo, suono ancora tre volte la settimana al Truth, Ma chi l'ha detto che il post punk dev'essere tutto bianco
il mio locale a Lagos. È una comunità che accoglie e nero, baritoni depressi e giri di basso catacombali?
chiunque senza badare a classe, razza o religione. Nessuno. E infatti i Pottery, cinque ragazzi di Montreal
Diamo al pubblico quattro o cinque ore di musica ma col cuore da qualche parte fra la New York dei Talking
senza interruzioni: suonare così tanto aiuta la mia Heads, la Leeds dei Gang Of Four, la Akron dei Devo
band a rafforzarsi, a prepararsi per ogni eventualità". e qualunque altro luogo in cui la new wave sia stata
Lontani dalla Nigeria, tocca accontentarsi di un album declinata nelle sue forme meno piovose, riempiono il loro
potentissimo come Africa Today, recensito in questo esordio di colori funk e forme arty.
stesso numero.
Nel loro folle motel troveremo “gli odori, le sigarette, il
Le analogie con Fela Kuti non si fermano al dettaglio rumore, il loro furgone Mary, il loro amico Luke, i disegni
del club come base operativa, ma nemmeno esauriscono nel bagno, la California del Nord, accenti dei Beatles, Taco
il discorso su quella che Ubong chiama Earth music: Bell, le Grandi Pianure, gli hot dog. Amore e odio, rabbia
"È musica che non solo insegna e riflette la storia nera, e felicità, e tutto quello che c'è in mezzo. Partito come un
ma serve anche agli oppressi per rivoltarsi contro gli inside joke fra i membri della band, Bobby e il suo motel
oppressori. Essere messo allo stesso livello di grandezza sono diventati la realtà alternativa onnicomprensiva
di Fela mi onora, era un grande musicista e ha lasciato che il gruppo ha costruito per tutti gli altri. Perciò,
un'impronta indelebile sui nostri tempi, amo e rispetto essenzialmente, Bobby è i Pottery, e il suo motel si trova
la sua ideologia e il concetto di panafricanismo. Ma dovunque siano loro”. Che però sono anche attenti a
appartengo a un'altra generazione, e la situazione in quello che succede fuori dalle camere: “è un momento
Africa è diversa. Dobbiamo costruire una comunità che unico e bizzarro per pubblicare un disco e, anche se non
offra uguali opportunità agli uomini e alle donne di potremmo essere più eccitati all'idea che lo ascoltiate,
unirsi e dialogare per un mondo migliore, ricordandosi di siamo consapevoli che ci siano cose molto più importanti
cambiare la narrazione passata e presente sull'Africa". che stanno accadendo nel mondo, e vi incoraggiamo
a concentrarvi e dirigere le vostre energie verso un
cambiamento positivo. Continuate ad alzare la voce contro
le ingiustizie e il razzismo”.

TESTO DI Andrea Pomini TESTO DI Letizia Bognanni

24 | RUMOREMAG.COM
LAVORAZIONI
CARNI ROSSE NAVA
DOVE: QUANDO: DOVE: QUANDO:

Milano, Italia dal 2014 Tehrān, Iran/Milano, Italia dal 2016


ONLINE: facebook.com/
lavorazionicarnirosse ONLINE: facebook.com/navaproject

COSA: COSA:
Avanguardia, avant jazz Elettronica colta
e radici orientali

IL DISCO: IL DISCO:

GIANO SARABE EP
ARTISTI DEL 900, 2020 NETTWERK/BERTUS, 2020

Milano, 2014. C’è una band senza nome che da tempo Lei, Nava Golchini, è una cantante iraniana di stanza
si esibisce in gallerie, installazioni, mostre o reading, a Milano. Lui è il produttore e arrangiatore Francesco
per un personale legame con arte e cinema. Hanno suoni Fugazza. I due hanno fondato i Nava, con Elia Pastori e
che inducono suggestioni, sino a percepire e suggerire Marco Fugazza: un suono elettronico ma meticcio, intriso
immagini sporche e spesso deteriorate dal tempo e dal delle origini della nostra. “Mi sono trasferita a Milano
processo stesso di creazione. Durante la manifestazione nel 2011. Con loro ho cominciato a esprimere il mio lato
Open Studio, alla quale erano stati invitati a suonare, musicale iraniano, che portavo con me come esperienza
vengono collocati in una ex macelleria foderata di di vita passata. C’è tanta Persia nel mio subconscio”,
piastrelle celesti e bianche con una porta su cui c’è spiega. “Francesco e io ci siamo conosciuti in accademia
scritto “Lavorazioni Carni Rosse”. Quella scritta diventa musicale a Milano. Gli chiesi di arrangiarmi una cover,
il nome con cui Tiziano Doria (suoni, rumori), Sergio poi iniziammo a lavorare su alcuni miei provini folli. Li
Montemagno (tromba), Andrea Reali (voce, distorsioni) sentì e mi disse che avrebbe voluto lavorarci per creare
e Paolo Romano (contrabbasso) pubblicano LCR (2019) un suono eterogeneo ma riconoscibile. Così prese forma
e Giano (2020). il progetto e grazie all’arrivo di Marco ed Elia ora siamo
un quartetto”.
Si contorcono all’interno di una camera oscura,
improvvisando in maniera strutturata, ma distorta, Un EP d’esordio, Body, e ora un secondo, Sarabe.
traendo ispirazione da un’idea. In Giano la suggestione “Sarabe in persiano significa ‘miraggio’. Il ritornello dice
è la scala dei venti, con le sue progressioni per intensità che il nostro amore è stato un miraggio che non tornerà.
e forza, generando suoni variati di volume e dinamica, In tutto l’EP ritorna questo concetto in vesti diverse,
dalle fattezze ruvide e graffianti, profondamente legate anche se inconsapevolmente, non volevamo un concept.
al materico, al carnale, all’ancestrale. La loro musica L’illusione dell’amore che subito persuade, si tramuta in
evoca immaginarie e grottesche ballerine possedute, in delusione che resta nel campo visivo come una nuvola dai
penombra, da esseri deformi con deviate fantasie. contorni sfocati, un miraggio”.

TESTO DI Antonio Briozzo TESTO DI Barbara Santi

RUMOREMAG.COM | 25
“NO MAN IS AN ISLAND ENTIRE OF ITSELF; EVERY MAN IS A PIECE OF THE CON-

TINENT, A PART OF THE MAIN; IF A CLOD BE WASHED AWAY BY THE SEA, EUROPE

IS THE LESS, AS WELL AS IF A PROMONTORY WERE, AS WELL AS ANY MANNER

OF THY FRIENDS OR OF THINE OWN WERE; ANY MAN’S DEATH DIMINISHES ME,

BECAUSE I AM INVOLVED IN MANKIND. AND THEREFORE NEVER SEND TO KNOW

FOR WHOM THE BELL TOLLS; IT TOLLS FOR THEE”. (JOHN DONNE)
IDLES T E S T O D I N I C H O L A S D AV I D A LT E A
F O T O D I TO M H A M

L’ACCETTAZIONE
MOMENTANEA DI SÉ
IDLES T E S T O D I N I C H O L A S D AV I D A LT E A

I
«VOGLIAMO CREARE IL SOUND DELL A
N O S T R A C O M U N I TÀ , C R E A R E U N A
U N I O N E AT T R AV E R S O L A M U S I C A : U N O
S PA Z I O T R A L E N O T E C H E H A C O M E O B-
B I E T T I V O I L D A R E V I TA A U N S E N S O D I
R A D I C A M E N T O, C O M E È AV V E N U T O P E R
IL SINGOLO GROUNDS. È UN GRANDE
PA S S O C H E A B B I A M O C O M P I U T O I N S I E-
M E , E I L S I L E N Z I O C H E S I C R E AT O S I È
T R A S F O R M AT O I N S PA Z I O : A B B I A M O L A-
l 24 giugno 2016, al festival olandese Down The
Rabbit Hole, l’immensa P J Harvey, dopo aver V O R AT O S U L L E F R E Q U E N Z E , U T I L I Z Z A N-
eseguito con la sua band Let England Shake, D O D E I S U B -B A S S P E R U N D I S C O C H E
interrompe il concerto e con voce ferma e un foglio D O V E VA S U O N A R E P I E N O »
in mano legge le parole che vedete qui sopra. È
ciò che scriveva il poeta John Donne nel 1624, in
Devotions Upon Emergent Occasions. “Nessun uomo
è un’isola” è una frase di una potenza abissale. A chi
non è mai capitato di sentirsi solo? Recentemente “Nessun uomo è un’isola” è anche un inno che gli
siamo stati obbligati, giustamente, a diventare delle Idles, la band attualmente più rumorosa in UK, ha
piccole isole senza possibilità di contatto. P J Harvey tradotto in qualcosa di più di una idea profonda che
declamava quelle frasi il giorno dopo la vittoria del indica fragilità e limiti dell’uomo, risvegliando un
“leave” al referendum sulla permanenza del Regno senso di comunità ormai assopito. Il gruppo di Bristol
Unito nell'Unione Europea. Una data storica, e da porta avanti una propria anima etica che li ha resi ciò
qui possiamo partire per renderci conto di quanto sia che sono ora, in ambito underground tra i più seguiti,
importante fare parte di una comunità, di qualcosa con un zoccolo duro di affezionati ascoltatori. Un
di più grande di noi. Se l’esito alle urne fosse stato ciclo che culmina dopo due dischi, ciascuno a suo
diverso, e se il conseguente taglio (momentaneamente modo esplosivo, in un terzo, Ultra Mono, in uscita
rimandato) del cordone ombelicale dal continente, ancora una volta per Partisan Records. Sicuramente
ovvero la Brexit, non avesse avuto luogo, questa l’album più difficile della loro carriera. Abbiamo
rabbia post punk che da un po’ di tempo trabocca parlato con il megafono degli Idles, Joe Talbot, per
dall’Inghilterra, dall’Irlanda del Nord e anche farcelo raccontare. Uno che col post punk e il punk
dall’Irlanda, forse non sarebbe emersa in maniera ha davvero poco a che fare, quantomeno se si parla
così violenta. Una necessità primitiva di urlare, di di background musicale, e che ci ha spiegato come
gridare (o parlare) utilizzando suoni affilati e ritmiche si è arrivati a un nuovo suono, per certi versi più
serrate, per restare attaccati e non diventare isola(ti). ingombrante.

TAG: #heavypostpunk #hiphop #jamiecullum #warrenellis #jehnnybeth ONLINE: idlesband.com

28 | RUMOREMAG.COM
La prima volta che ho ascoltato Ultra Mono mi In Ultra Mono si percepisce questo vostro
ha colpito soprattutto l’impatto sonoro fisico del ampliamento della gamma dei suoni e del
suono. Come avete lavorato per ottenere questo numero di strumenti suonati. Come si è evoluto
risultato? il suono degli Idles?
“Abbiamo scritto le canzoni avendo ben impresso “Abbiamo usato due nuovi strumenti: un Bass VI, che
un suono in testa. Dovevano suonare enormi. è una chitarra molto particolare (è di fatto un basso a
Pragmaticamente, noi diventiamo più grandi, e più sei corde, accordato un’ottava sotto la chitarra anziché
persone vengono ai nostri concerti, rendendo il tutto due, nda), e soprattutto un sassofono, suonato dal
più esplosivo. La musica va avanti, le dimensioni delle nostro amico Colin Webster dei Sex Swing, una band
sale da concerto in cui suoniamo sono più ampie e fantastica. Volevamo creare un suono completo, nel
anche il nostro pubblico vuole esplorare nuovi orizzonti. quale si percepissero i dettagli. Ultra Mono indica la
Vogliamo creare il sound della nostra comunità, creare momentanea accettazione di sé stessi. E per accettare
una unione attraverso la musica: uno spazio tra le te stesso devi accettare ogni elemento di te. Il suono del
note che ha come obbiettivo il dare vita a un senso di sassofono lo abbiamo utilizzato per ottenere una certa
radicamento, come è avvenuto per il singolo Grounds. pienezza, e per inserire nuove textures ‘aliene’”.
È un grande passo che abbiamo compiuto insieme, e il
silenzio che si creato si è trasformato in spazio: abbiamo Avevo letto che volevate catturare un feeling da
lavorato sulle frequenze, utilizzando dei sub-bass per disco hip hop…
un disco che doveva suonare pieno. Entrare in contatto “Penso che la mia voce all’interno della band si sia
con il produttore Kenny Beats è stato un passaggio concentrata sul suo emergere come qualcosa di esplosivo
importante, ci ha permesso di aggiungere profondità e di e composito. Da giovane mi affascinavano le voci, sono
avvicinarci a un suono hip hop”. cresciuto con l'hip hop, non ascoltavo guitar music
mentre crescevo, non mi colpiva il punk ma hip hop

RUMOREMAG.COM | 29
e soul. Volevo declinare il suono roboante e la natura l’incarnazione di maggior successo del sound coeso che
esplosiva del rap per creare musica attingendo a quella ho in mente, Ready To Die di Notorius B.I.G. Parlando
essenza, il suono della comunità e dell'unità, il suono di nomi recenti, mi piace Danny Brown, ma penso che la
delle persone che si riuniscono per combattere il sistema musica in assoluto più incredibile sia quella di Kendrick
dall’interno, facendo cose concrete. Il suono dei b-boys. Lamar. E poi tutto ciò che produce Kenny Beats, ma
Voglio prendere la violenza incarnata dal punk e unirla mi piace tantissimo anche il grime britannico. Il mio
al ritmo dell'hip hop per realizzare qualcosa di nuovo”. disco preferito in questo momento è quello dei Run The
Jewels”.
Dischi hip hop o artisti che consideri
importanti? Brutalism era un disco che riparava qualcosa
“Quello che ho ascoltato di più è probabilmente di rotto. Joy As An Act Of Resistance celebrava

10 CL ASSICI POST POST PUNK DALLE ISOLE BRITANNICHE

SAVAGES EAGULLS GIRL BAND CABBAGE LIFE


SILENCE YOURSELF EAGULLS HOLDING HANDS YOUNG, DUMB POPULAR MUSIC
(MATADOR, 2013) (PARTISAN RECORDS, WITH JAMIE AND FULL OF... (AFGHAN MOON, 2017)
2014) (ROUGH TRADE, 2015) (SKELETON KEY, 2017)

30 | RUMOREMAG.COM
IDLES T E S T O D I N I C H O L A S D AV I D A LT E A

differenze e vulnerabilità contro la mascolinità


tossica. Quale messaggio vuole diffondere Ultra
Mono? « B R U TA L I S M E R A L'I N I Z I O D I U N N U O V O
“Brutalism era l'inizio di un nuovo genere che ci G E N E R E C H E C I S P I N G E VA A G U A R D A-
spingeva a guardare fuori da noi stessi, al di là del
RE FUORI DA NOI STESSI, AL DI L À DEL
nostro egoismo e della nostra avidità. Joy As An Act Of
Resistance è un atto di resistenza, una unità di partenza NOSTRO EGOISMO E DELLA NOSTRA
e l’inizio di una conversazione anche per il gruppo. AV I D I TÀ . J O Y A S A N A C T O F R E S I S TA N C E
Guarire sia come band che come singoli individui,
È U N AT T O D I R E S I S T E N Z A , U N A U N I TÀ
parlando delle proprie emozioni a chi spera di cambiare
il mondo limitandosi ad ascoltare, in maniera codarda. D I PA R T E N Z A E L’ I N I Z I O D I U N A C O N-
Ultra Mono è l'accettazione di te stesso all’interno di una V E R S A Z I O N E A N C H E P E R I L G R U P P O.
comunità che cambia, e che a sua volta sta cambiando il
GUARIRE SIA COME BAND CHE COME
mondo. È una scelta, un atto di resistenza. Quando inizi
una conversazione devi accettare ciò che sei”. S I N G O L I I N D I V I D U I , PA R L A N D O D E L L E
PROPRIE EMOZIONI A CHI SPERA DI
Il concetto di “io sono io” (I Am I) è
C A M B I A R E I L M O N D O L I M I TA N D O S I A D
fondamentale. Che cosa vuol dire esattamente?
“’Io sono io’ è una affermazione, una specie di motto che A S C O LTA R E , I N M A N I E R A C O D A R D A .
ha l’obbiettivo di farci accettare da noi stessi, in tutti gli U LT R A M O N O È L'A C C E T TA Z I O N E D I T E
aspetti moderni, impressi il più possibile nell’attualità,
S T E S S O A L L’ I N T E R N O D I U N A C O M U N I TÀ
nella contemporaneità. Si tratta di accettare il punto
in cui ci si trova, il chi si è in questo momento. Una C H E C A M B I A , E C H E A S U A V O LTA S TA
momentanea accettazione di sé stessi”. CAMBIANDO IL MONDO»

“Nessun uomo è un’isola” è un concetto che ha


origine in John Donne, e che viene in seguito
ripreso in un saggio di Thomas Merton. In che
modo hai utilizzato questo principio all’interno testa. È cambiato il concetto di umanesimo perché anche
della band? il mondo sta cambiando. Per me l’umanesimo resta
“È un concetto molto semplice dal punto di vista comunque la migliore pratica possibile”.
umanistico. Sei una goccia nell'oceano, ma ogni goccia
è importante, e, come dici tu, questo vale anche per La prima canzone del disco si intitola War: è
ogni componente della band, che crea essendo parte una traccia potente, i suoni sembrano voler
di qualcosa di più grande di sé. Chi vuole cambiare riprodurre quelli di una guerra. Perché avete
comprende le differenze, accetta l’altro, sapendo di voluto aprire il disco in quel modo?
essere parte di qualcosa di molto più grande”. “Perché volevamo iniziare l’album con un senso di
determinazione e di lotta. È il suono della convinzione di
C’è una parola che ricorre spesso nei tuoi sé, che dovrebbe risuonare forte come l'amore. E l'amore
discorsi, “umanesimo”. Pensi che il significato di è una cosa molto violenta e forte, è un bulldozer”.
questa parola sia cambiato negli ultimi anni?
“Certo, accade con qualsiasi cosa in cui tu creda: Le ultime due canzoni, A Hymn e Danke, sono
socialismo, capitalismo, qualsiasi idea tu abbia in quasi un manifesto programmatico sull’amore…

SHAME GOAT GIRL ITALIA 90 THE MURDER FONTAINES D.C.


SONGS OF PRAISE GOAT GIRL EP III CAPITAL A HERO'S DEATH
(DEAD OCEANS, 2018) (ROUGH TRADE, 2018) (FIERCE PANDA; 2019) WHEN I HAVE FEARS (PARTISAN, 2020)
(HUMAN SEASON, 2019)

RUMOREMAG.COM | 31
IDLES T E S T O D I N I C H O L A S D AV I D A LT E A

“Sono due canzoni molto diverse. Lo scopo è creare gruppo sembra una specie di archetipo del
eccitazione all’interno dell’album: quando inizia il miglior mondo possibile.
viaggio c’è un senso di violenza e di amore, e alla fine un “Penso sia una delle cose più belle capitateci da quanto
senso di gioia e di amore, che chiude con Danke". siamo una band. Siamo davvero grati ai fondatori e al
gruppo concerti della AF GANG. Una delle cose che mi
Siete entrati anche in contatto con Warren sciocca e mi rende orgoglioso è che, malgrado i social
Ellis registrando il disco. Qual è stato il suo media siano spesso terribili, quella è una vera comunità
contributo? di amanti della musica e musicisti”.
“Non siamo entrati esattamente in contatto noi con
Warren Ellis, lui è arrivato in studio mentre stavamo Quando penso agli Idles penso a una scena neo/
registrando, a Parigi. Ci conosceva già e ha aggiunto una heavy post punk con nomi come Girl Band,
sua parte in Grounds, ovviamente stupenda”. Shame, Cabbage, Fontaines D.C., Murder
Capital, Italia 90, Egyptian Blue. Riconosci
Jamie Cullum partecipa a Kill With Kindness, è l’esistenza di questa nuova scena musicale
suo il piano che si sente all’inizio. È una novità anglosassone che ha come argomenti affini la
per voi una introduzione di quel tipo. Volevate politica, la società e la comunità?
creare un contrasto? “Sì, senza dubbio c’è un nuovo movimento, non unito
“Quando lo abbiamo incontrato ci era già venuta l’idea necessariamente dal suono ma da una sensibilità
di utilizzare il piano, ma nei dischi precedenti non etica comune. Egyptian Blue, Talk Show, Shame,
lo abbiamo mai fatto. Jamie Cullum è un incredibile Murder Capital, TV Priest sono gruppi ottimi emersi
innovatore, e mi piace il suo show radiofonico. Sì, recentemente, band assolutamente incredibili. Ma non
volevamo inserire qualcosa che facesse da contrasto, sono simili musicalmente, c’è una affinità di temi e modi.
come un punto alla fine di una frase, per creare uno Noi non ne facciamo parte perché siamo ormai in giro da
stacco”. 12 anni, e credo che la nostra musica sia completamente
differente. Ci riteniamo tagliati fuori dal discorso per
Il gruppo Facebook “All Is Love AF GANG” i motivi che ho detto, ma ci sono davvero grandi band
è diventato una sorta di comunità etica di come Fontaines D.C. e gli altri che ho nominato. Si
individui, non sono solo vostri fan. Brian, sprigiona una bella energia in questo momento, che
Lindsey, Louie fanno un lavoro notevole. Quel penso possa andare lontano”.

ULTRA MONO
PARTISAN
IDLES
Lo ripetiamo ancora una volta: questo sarà il disco più difficile dei progenitori Jesus Lizard. L’importante è lasciare lo spazio per
degli Idles. Non perché Joy As An Act of Resistance (2018) sia muoversi, come dice Joe Talbot - “This is my dance space” - e poi
insuperabile, ma le carte in tavola variano e il cambiamento l’ospite Jehnny Beth, grande fan della band, che ripete in francese
riguarda soprattutto un processo sonoro. Oltre ai sodali Nick “ne touche pas moi” nell’omonimo brano che rilancia la grande
Launay e Adam “Atom” Greenspan, alla produzione si aggiunge attenzione che i cinque di Bristol riservano alla ragazze durante
Kenny Beats (FKA Twigs, DaBaby, Vince Staples) per scavare ancora i loro concerti. Qua e là nelle varie tracce appare il sax tenore, a
più in basso dei bassi. Intanto, appena parte War, traccia che tessere cacofonici e dissonanti arrangiamenti per deviare le rigidità
inaugura il disco, si viene catapultati nel suono poderoso e roboante noise (Reigns). A Hymn tiene sulle spine senza esplodere mai, ma
di Ultra Mono: sembra di stare sotto un bombardamento aereo. la sua potenza inespressa col tempo si farà apprezzare. E se non
Ansiogena, potente e dissonante quanto Grounds, che però ha più vi garba, “Fuck you, I’m a lover” urla su di giri Joe in The Lover.
spazio a disposizione, con tanto di intervento, sul finale, di Warren Ripetersi non sarebbe servito a nulla. Gli Idles si evolvono senza
Ellis. Il pianista jazz britannico Jamie Cullum appare in Kill With perdere punti, occupando tutte le frequenze sonore possibili, più
Kindness, un intro soffice soffice prima lasciar fare alle chitarre di ingombranti che mai. Danke.
cartavetro del gruppo. E nella mischia del disco c’è pure David Yow 89/100

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BLUES
PILLS TESTO DI M ARIO RUGGERI
F O T O D I PAT R I C U L L A E U S

POST COVID BLUES


I
nutile nasconderselo: il 2020 è stato e sarà uno
spartiacque. Un mondo con un prima e un dopo.
Abbiamo imparato a conoscerlo così: la nostra
storia pre Covid e la nostra storia post Covid. Uno
scenario di cambiamenti, scossoni, incertezze che
travolge di fatto tutto. Socialità, vita quotidiana,
lavoro, economia, futuro, arte. Eh già: l’arte. Un
bene primario, ormai considerato secondario e
quasi ovviamente maneggiato come scarto terziario
nella classifica delle priorità e delle necessità di una
società. L’arte come quella cosa ultima, in fondo,
che può far spendere soldi ma che ne farà generare
pochi. Investimenti senza rientro. Perché investire
per ottenere è il mantra sul quale si è basata la nostra
società moderna, lo stesso mantra che si è frantumato
grazie allo spillover più potente e imprevedibile (o
preventivabile) che potessimo immaginare. C’è una
cosa che ci ha insegnato il tempo di mezzo del Covid-
19 (il Lockdown) con tutto il carrozzone di intuizioni
e speranze per un futuro migliore, di redenzione,
di resurrezione della civiltà umana (illusione
immediatamente evaporata con i primi passi verso il
ritorno alla “normalità”): se una società non si fonda
e si basa sull’istruzione, sulla cultura e sul grande
respiro umano dell’arte, affonda. E ormai siamo tutti
quanti in apnea da troppo tempo. Cosa c’entra tutto
questo con i Blues Pills? Molto. La loro storia recente
è un ottimo spunto di riflessione. È un momento da
condividere per capire quanto sia fragile, precario, in
bilico verso il nulla, il mondo di un gruppo musicale
(o di un artista, in genere: fate voi). E di quanto la
fine artistica, individuale e collettiva, sia molto più
vicina di quanto potessimo immaginarci. In breve,
e ce lo racconteranno loro nel dettaglio: i Blues Pills
passano gli ultimi due anni della loro carriera a
investire ogni risorsa economica nella costruzione
del loro studio di registrazione. Nel mentre
iniziano le lavorazioni di un nuovo album, l’ultimo
contrattualizzato con la Nuclear Blast. Un anno di
lavoro, di ricerche, di prove. L’organizzazione di
quello che sarebbe stato il tour più lungo e importante

RUMOREMAG.COM | 35
BLUES PILLS TESTO DI M ARIO RUGGERI

abbiamo vissuto e visitato con i Blues Pills. Pensavo


ai tantissimi amici sparsi per gli stati europei. Ero in
«HO VISSUTO CON GRANDE TENSIONE ansia per loro e ogni giorno sembrava non finire mai.
L E N O T I Z I E C H E A R R I VAVA N O D A T U T TA Poi ho incominciato a vivere l’incertezza delle scelte
dei governi del Nord Europa. All’inizio sembrava quasi
E U R O P A . O G N I G I O R N O C E R C AV O D I
che noi fossimo immuni, in un certo senso, o che quel
LEGGERE IL MAGGIOR NUMERO DI NO- dramma potesse toccarci solo lievemente. E invece poi
T I Z I E P O S S I B I L E E O G N I V O LTA E R A la situazione è esplosa anche da noi e il lockdown è
divenuto la nostra realtà”.
COME SE TORNASSI AI LUOGHI CHE
A B B I A M O V I S S U T O E V I S I TAT O C O N I In effetti, almeno all’inizio, la Scandinavia
B L U E S P I L L S . P E N S AV O A I TA N T I S S I M I sembrava quasi un’isola felice. E non ti
nascondo che molti di noi hanno iniziato a
A M I C I S PA R S I P E R G L I S TAT I E U R O P E I .
sognare di poter essere là. Poi le cose sono
E R O I N A N S I A P E R L O R O E O G N I G I O R- andate in un altro modo.
N O S E M B R AVA N O N F I N I R E M A I » “Sai, credo che il nostro governo, come quelli dei paesi
limitrofi, si sentisse piuttosto forte di una sanità ben
organizzata e di una situazione sociale e geografica
piuttosto diversa da quella dei paese centrali o
mediterranei, ad esempio. Il fatto che siamo molto
dalla loro fondazione (incredibile, se pensiamo che i distanti l’uno dall’altro, che la concentrazione della
Blues Pills sono stati sin dall’inizio una instancabile popolazione è principalmente in alcune grandi città
macchina live). Poi, il Covid. Il crollo dell’Europa ma il resto del territorio è costituito da piccole unità
centrale e mediterranea prima, l’approdo anche urbane distanziate tra loro, ci ha dato l’illusione di
nelle terre del Nord. Il Lockdown. La sospensione poter controllare meglio la situazione. E invece non è
del tutto. Improvvisamente, la storia dei Blues Pills stato così”.
diviene un coacervo d’incertezze. Neppure loro, oggi,
sanno ipotizzare un prossimo futuro. Lo sognano, lo Quando è arrivato anche da voi il lockdown,
vogliono, ma tra dubbi, ansie e grandi paure. E così come ti sei sentita?
Holy Moly!, che avrebbe dovuto essere l’album di “Male, come tutti. Imprigionata. Isolata dal resto
apertura della loro seconda parte di carriera, diventa del mondo. Isolata dagli altri. Tuttavia, credo che
oggi un punto di arresto in attesa di qualcosa. Che l’impatto personale sia stato, per me, e per noi
cosa? Una grande speranza dickensiana. Un ritorno al scandinavi in generale, diverso. Siamo più abituati
passato che forse non era poi così male. La storia che ad una socialità diversa, meno intensa, meno
ci racconta Elin Larrson è la storia di decine, centinaia, massiva. Questo ha sicuramente fatto in modo
migliaia di band oggi. È lo stato dell’arte del mondo che ne sentissimo il peso in misura minore. Ma
del rock (e della musica, in generale). È anche, se psicologicamente è stato veramente un duro colpo. Un
vogliamo, un grido di aiuto cui siamo chiamati tutti conto è potersi permettere di stare tranquilli, isolati:
quanti a rispondere: in ballo c’è la sopravvivenza di un conto è non poterlo fare a prescindere”.
generi, band, etichette, promoter. Ovvero la salvezza
del nostro mondo più bello. Cosa hai fatto in quel periodo?
“La verità? Ho cercato di pensare ogni giorno a come
Erin, innanzitutto una domanda tanto scontata poter portare avanti il mio progetto e al mio sogno
quanto importante: come hai vissuto i mesi di di musicista, a come poter vivere, mantenermi e
lockdown e più in generale il grande dramma trovare altre strade per il prossimo futuro. E questo
del Covid-19? ha sviluppato un senso di angoscia e di oscurità che
“Intendi personalmente o come artista?” non mi aspettavo. È stato ed è un gran casino, che in
qualche modo ci porta a dover fare i conti con la nostra
Vorrei partire dalla tua sfera personale. storia di artisti, musicisti, e a immaginarci un futuro
“È stato ed è ancora un periodo strano, difficile, che non vogliamo perdere”.
pieno d’incertezze. Ho vissuto con grande tensione le
notizie che arrivavano da tutta Europa. Ogni giorno Qui arriviamo al lockdown per i Blues Pills.
cercavo di leggere il maggior numero di notizie Un album in uscita, Holy Moly!, uno studio di
possibile e ogni volta era come se tornassi ai luoghi che registrazione pronto, grandi scommesse per il

TAG: #lockdown #holymoly #futuro #arethafranklin #prossimodisco ONLINE: bluespills.eu

36 | RUMOREMAG.COM
futuro e all’improvviso una frenata imperiosa. Holy Moly! è stato l’altro enorme ostacolo.
Partiamo dall’interazione tra voi musicisti. Ho pensato spesso in questi mesi a cosa possa
Com’è andata? significare per un artista avere un disco pronto
“Una sofferenza incredibile, e ti spiego perché. Da poco e non poter fare quello che è chiamato a fare:
avevamo completato il nostro studio di registrazione, salire su un furgone e incominciare a girare il
la base per costruire anche discograficamente un mondo per presentare il proprio parto creativo.
futuro diverso. Per noi l’ultimo anno è stato quasi “Tasto dolentissimo questo. E spero che la nostra
solo mettere a punto lo studio e suonarci. Abbiamo storia, che è quella di tantissime altre band, possa
provato costantemente, quasi ogni giorno. Sia per le rappresentare un momento di riflessione per tutti:
registrazioni del disco, sia per la preparazione del tour, musicisti, fan, discografici, stampa, media. Tutti.
sia per trovare i suoni migliori, le apparecchiature Realizzare un disco non significa alzarsi la mattina con
più consone a quello che avevamo in mente. Stavamo alcune idee, chiudersi in una sala di registrazione e
prendendo anche contatti con alcune band per incidere. Quella forse è la parte più semplice. Un disco
realizzare le prime preproduzioni. La vita quotidiana per un musicista è come un figlio. Scrivi, provi, correggi,
dell’ultimo anno si è spezzata improvvisamente. Ma ascolti, lasci che ciò che hai fatto ti parli, cresca con te.
la cosa più difficile è che viviamo tutti quanti distanti Passi le notti sveglio a modificare anche una sola nota
l’uno dall’altro, abbastanza da non poter prendere e o un suono. Plasmi la tua idea, la vedi concretizzarsi. E
vederci in mezz’ora, o essere a un’ora di auto. E quindi, solo ad un certo punto, quando ti sembra perfetta, decidi
per moltissime settimane, il nostro unico contatto è che è definitiva. Ma dietro ci sono tantissime altre cose:
stato il computer. Ci vedevamo a distanza, ma senza c’è la pianificazione di un tour. E se sei un musicista
quell’unità che ci ha sempre caratterizzati”. che non si può permettere di vivere solo di quello, nella
pianificazione c’è anche l’abbandono del tuo lavoro
Tra di voi che cosa vi siete detti? temporaneo, la ricerca di un altro lavoro quando il tour
“Ci siamo sostenuti a vicenda, abbiamo ironizzato sarà finito, il bilancio con i soldi, magari anche il trasloco
spesso sul nostro futuro e su quali lavori fare per in una casa che costi meno. Poi ti devi misurare con le
poterci mantenere, visto che con la musica sarà molto tue forze, la durata del tour, il rischio che le date saltino,
difficile, soprattutto all’inizio. Io ad esempio ho che qualcuno non ti paghi. E ci sono le aspettative: la
pensato di tornare a insegnare musica ai bambini. Ma voglia di vedere il tuo album apprezzato, la vendita
in nessuno di noi è mai scattato quel sentimento di delle copie che ti permette di accreditarti per un disco
rinuncia che era sicuramente la cosa più pericolosa”. successivo. In Holy Moly! abbiamo creduto tantissimo

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BLUES PILLS TESTO DI M ARIO RUGGERI

e a un certo punto: stop. Tutto fermo. Tutto rimandato. Venendo al disco, Holy Moly! ci racconta il
Senza peraltro sapere quando e a che condizioni”. momento forse più soul e gospel della storia
dei Blues Pills. C’è una spiritualità quasi
Voglio condividere con te una riflessione: mi debordante tra le righe del rock. Inutile dirti
sono reso conto che forse oggi, come mai prima, che ho pensato spesso ai Big Brother And The
la gente può rendersi conto di quanto il rock Holding Company, a Janis Joplin, ma anche ai
sia una faccenda dal vivo. Di come la fruizione Creedence Clearwater Revival e a una lunga lista
della musica, l’espressione della musica di soulmen, da Wilson Pickett a Marvin Gaye.
stessa, la sopravvivenza di una band, passino “Si lo è, è decisamente il nostro disco soul, e sai da dove
necessariamente dalla dimensione live. Tolta arriva quella sensazione di spiritualità di cui parlavi?”
quella, il castello crolla. Che ne pensi?
“Giustissimo. E nell’era del virtuale questa deve essere No.
una grande lezione per tutti. Gli ultimi 20 sono stati “Da Aretha Franklin. Il mio idolo di sempre. Il mio
l’era in cui si scaricava di tutto, la musica era liquida, punto di riferimento. La musicista che più ho amato
ai concerti c’era sempre meno gente. Tutti chiusi nelle ed ascoltato in vita mia. E proprio in questi mesi ho
proprie stanze, a commentare sui social, perdendo riascoltato sistematicamente Amazing Grace”.
l’essenza della musica stessa. Ho letto in questi mesi lo
sfogo di tantissime persone che non potevano uscire e C’è anche un lato poetico che arriva da cantautori
andare a vedere un concerto. Ecco, spero che questa cosa di fine anni 60, inizio anni 70? Perché ho trovato
rimanga impressa nella mente delle persone. Quando una forma lirica e delicata che mi sembra arrivi
potrete, e in tutta sicurezza, uscite e tornate ai concerti. da Simon & Garfunkel o da Dylan o da Van
Non è solo un happening. Non è una serata passata in Morrison.
un modo diverso. Non è andare a vedere la band che ti “Interessante. Soprattutto la citazione di Van Morrison
piace. È mantenere in vita una forma d’arte. Perché le che forse non è un’influenza diretta, ma sicuramente fa
band vivono di quello. La musica vive di quello”. parte dei nostri ascolti storici. Un po’, ovviamente, come
Bob Dylan”.
Aggiungo un altro spunto: nei tre mesi di
lockdown italiano ho assistito a molti concerti in Torniamo a Holy Moly! Quale sarà il suo futuro?
streaming. Chiamalo un modo per sopravvivere. “Mi piacerebbe poterti rispondere. Posso solo vedere
E più ne ho visti, più mi sono reso conto di tanta incertezza. Faremo di tutto per poter suonare, con
quanto l’interazione tra pubblico e band, tutte le limitazioni del caso ovviamente, ma non credo
durante il concerto, sia parte integrante della sarà così semplice. A un certo punto con la Nuclear Blast
musica. abbiamo deciso di farlo uscire. Attendere ancora avrebbe
“In che senso?” significato perderlo completamente. E un anno di lavoro
buttato così non lo avremmo accettato. Ma nel frattempo
Durante lo showcase di presentazione del disco ci siamo resi conto che Holy Moly!, costatoci tanto
degli Horisont il silenzio tra un brano e l’altro sacrificio, sarebbe stato un disco transitorio”.
era assordante, e anche tra i musicisti c’era
quasi una sensazione di disagio. In che senso?
“Credo di poter avere voce in capitolo su questo “Che ci porta a decisioni anche abbastanza rapide. Nella
argomento, avendo fondato la storia dei Blues Pills sia nostra mente è scattata immediatamente l’idea di fare
sul blues e sul rock a cavallo tra gli anni 60 e gli anni 70, un altro disco entro la fine dell’anno per poterli portare
sia sul potere della musica dal vivo. E ti posso dire che, entrambi in tour e farli crescere insieme, sperando
sebbene sia importante poter contare su questo tipo di ovviamente che le cose nel frattempo migliorino e che
tecnologie, almeno per poter raggiungere virtualmente ci sia concesso di viaggiare e suonare in locali che si
la gente, i tuoi fans, senza la dimensione live il rock possano permettere di pagare una band con il pubblico
non esiste. Il rock, e il blues prima di lui, sono nati ridotto. Avevamo già altro materiale nel cassetto. Solo
per strada, su un palco. In un rapporto simbiotico tra che c’è un altro ostacolo”.
musicista e fan. E tutto ciò che accade in un concerto,
dal guasto tecnico allo spettatore ubriaco, ai fan che Quale?
cantano le canzoni a memoria in prima fila, a chi ti “Holy Moly! era l’ultimo disco sotto contratto con
scatta una foto, alle urla: tutto è musica. Tutto fa parte la Nuclear Blast. Dopo quello, ci saremmo seduti a
del rock. Il rock è una dimensione molto più ampia della discutere la situazione. È il motivo per cui due anni
canzone. È un rito collettivo. È una partecipazione. E fa abbiamo deciso di costruire il nostro studio di
una sorta di funzione religiosa. Per quanto mi riguarda registrazione. Ci avrebbe permesso di avere una totale
il rock è live e la sua sacralità si concentra tutta in quel autonomia sui tempi di lavorazione, senza chiedere
momento”. investimenti onerosi o insostenibili all’etichetta.

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BLUES PILLS TESTO DI M ARIO RUGGERI

Saremmo diventati proprietari dei nostri master e Holy Moly! è uscito. Un passo è stato fatto. Ma il
quindi avremmo interagito secondo altre logiche con vostro stato d’animo qual è?
eventuali etichette, sia con la Nuclear Blast sia con “È strano. Abbiamo un entusiasmo diverso. Quasi più
altri. Ma in tutto questo ovviamente c’è il discorso della riflessivo. A ogni uscita di un nostro disco corrispondeva
partecipazione alle spese del tour da parte della label una intensità quasi adolescenziale nel voler fare le cose.
che ti pubblica. In questo momento nessuno sa quali Scalpitavamo. Oggi è un po’ diverso. Le paure di tutti
saranno questi investimenti. Quindi uscire con un nostro sono diventate anche nostre. E quindi stiamo vivendo
disco significherebbe anche dover pensare al sostegno una situazione quasi inedita. Sentimenti inediti. Voglia
finanziario di un tour. Cosa che accade nel momento di tornare a essere i Blues Pills, ma con tanta nebbia
peggiore che potessimo ipotizzare”. davanti a noi e forse anche una grande nostalgia per
quello che ci sembra un passato remoto ma in realtà è
Vi siete dati degli scenari possibili? solo l’anno scorso. Questo ci sta toccando molto: il fatto
“Sicuramente abbiamo pensato di ridurre le nostre di aver quasi vissuto un salto temporale in avanti che ci
aspettative. Almeno per la fine di quest’anno e per fa vedere ieri come se fosse un’era geologica fa. Credo sia
l’anno prossimo. Il che significa selezionare molto solo una questione di assestamento, ma al momento la
di più l’attività dal vivo, concentrare il tour per aree percepiamo così”.
geografiche, partendo dalla nostra sfera di mondo.
Organizzarci per stare molto attenti sia alla nostra E quindi, il prossimo disco dei Blues Pills sarà
salute che a quella delle persone, dei nostri fan, che mai più cupo o ancor più spirituale?
vorremmo mettere a rischio. Fare meno concerti, credo. “Per come stanno le cose ora, potrebbe anche essere il
Farli in zone più strategiche. Cercare di suonare in tutti più diretto e incazzato di sempre. Abbiamo bisogno di
gli stati possibili, ma meno. Ridurre probabilmente scrollarci dalle spalle tutto questo, sia come esseri umani
anche le nostre pretese economiche, cercare di spingere che come artisti, e credo che il rock diretto sia una
di più sul merchandise per rientrare dei costi. Magari terapia perfetta. Non lo so: è uno spunto interessante.
pubblicare noi stessi piccole rarità da vendere. Io credo Non ho ancora immaginato i Blues Pills in studio a
e spero che questa situazione sia temporanea. Ma registrare, non so che reazione potremmo avere, ma sarà
dobbiamo necessariamente affrontarla per quello che è”. sicuramente interessante”.

BLUES PILLS HOLY MOLY!


NUCLEAR BLAST

Aretha Franklin con i Led Zeppelin. O Tina Turner con i Grand approccio più soft soul, dai blandi riverberi psichedelici. Ma che ora
Funk. O, se non vogliamo essere banali, Candy Givens con Tommy torna ad esplodere. Irrefrenabile. I due pezzi iniziali, come detto,
Bolin (gli Zephyr!). Proud Woman, che apre in modo squillante sono micidiali. E non sarebbero stati così feroci, tumultuosi e torridi
l’album del ritorno dei Blues Pills, sembra più la terza opzione. se non ci fosse stata quella selvaggia di Elin a “guidarli”. Tutto il
Mentre Dreaming My Life Away è decisamente più la prima. nuovo album è conciso, coeso, equilibrato. All’inizio citavo Tommy
Paragoni roboanti, ma necessari per far capire a quale livello di Bolin e Candy Givens: California sembra una canzone del repertorio
deflagrante carica hard rock soul sia arrivata la band. Ma perché degli Zephyr del 1971, R&B supersonico con vocalizzi isterici alla
ritorno? Perché con l’uscita del bretone Dorian Sorriaux e il Joplin. Mentre una percussione afro rock tremendamente pulsante
conseguente passaggio di Zack Anderson dal basso alla chitarra e trascinante introduce e domina brani di fiammeggiante hard rock
il gruppo ha preso una nuova fisionomia. Per certi aspetti i Blues soul come Kiss My Past Goodbye. Naturalmente non mancano gli
Pills sono ritornati alle origini, quando la sezione ritmica dei Radio episodi più intimisti, se vogliamo usare un termine del genere, come
Moscow, Zack Anderson e Corey Berry, staccatasi da Parker Griggs, il R&B super sensuale di Dust e soprattutto la ballata spezzacuore
aveva formato con Elin e Dorian i Blues Pills. e c’era una tale conclusiva, Wish I’d Know. Top.
energia acid blues 60’s nell’aria da far tremare i polsi. Un’energia CLAUDIO SORGE
che nell’ultimo album sembrava essere scemata in favore di un 84/100
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TESTO DI M AURO FENOGLIO

TERRITORI
FOTO DI DAN ROCHA

LONDINESI
amon Albarn abita a Westbourne Grove, l’arteria
principale per raggiungere l’area di Notting Hill. La
canzone You & Me, episodio centrale del suo primo
album solista del 2014, è una riflessione privata,
che si svolge nei giorni d’agosto immediatamente
successivi all’annuale carnevale caraibico che
si tiene nell’area fin dagli anni 60. Una sorta di
canzone apocalittica post carnevale, come la
definisce l’autore stesso. Un lungo bilancio con sé
stesso che tocca affetti famigliari, convivenza con
la droga ed evoluzione creativa, spalmandosi su un
tappeto di ritmi narcolettici e pigra melancolia. Un
immaginario che unisce depressioni occidentali e
suggestioni terzomondiste, muovendo da una realtà
urbana che si nasconde fra le righe. In un disco dalla
modernità quasi artigianale, intimo ma globalista. I
due piani di lettura di una tipica storia londinese.

Perché se la mitologia di Londra è concetto


consolidato, più sfuggente è il suo apparire come

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TERRITORI LONDINESI T E S T O D I M AU R O F E N O G L I O

Jah Wobble ruba dalle basi ritmiche del Metal


Box dei PIL per imbastire il suo esordio nel 1980.
U N A C I T TÀ C H E C O N T I N U A A V I V E- Finirà a urlare ai passanti “Ero qualcuno, ripeto, ero
R E S U D U E P I A N I PA R A L L E L I . D A U N A qualcuno” dagli altoparlanti della fermata di Tower
Hill della metropolitana. Altra disgraziata storia
PA R T E C R O C E V I A I N E V I TA B I L E E P R A -
londinese.
T I C O P E R TA N T I A R T I S T I C H E A M B I S C O -
NO A MISURARSI CON UN CONTESTO Nel 2008 “Uncut” pubblica uno studio che rivela
come i londinesi prediligano musica che non superi
P I Ù G R A N D E E N E C E S S I TA N O D I U N A
le 90 battute al minuto, contro le 150 di Manchester
P I AT TA F O R M A C H E L I E S P O N G A A U N o Liverpool. I dati mostrano come Londra consumi
N U M E R O M A G G I O R E D I C O N TAT T I . in media più jazz, classica e hip hop del resto del
Regno Unito. Con 8.8 milioni di abitanti e il 37% di
D A L L’ A LT R A , U N U N I V E R S O D ’ I M M A G I -
costoro non nati in Inghilterra, la capitale del regno
N A R I O S F U G G E N T E E S O T T E R R A N E O, conferma la sua natura fortemente meticcia, aperta
CHE CONTINUA A NUTRIRE LE MUSICHE alla contaminazione e all’abbraccio delle musiche
strane che vengono da Caraibi, Pakistan, Turchia,
RECENTI E IL FUTURO PROSSIMO
Bangladesh o Nigeria. L’oceano di suono, per dirla
con un altro illustre londinese poco allineato, David
Toop. Un modo di sentire la musica che, dal tempo
dei menestrelli su Tottenham Court Road “non
riferimento narrativo per rock e pop. Se altre
esiste solo nelle orecchie, ma anche nelle menti e
città cardine (prendiamo New York o Glasgow)
nel ricordo dei suoi abitanti”. E allora c’è una storia
disseminano di spunti geografici e toponomastici
musicale sotterranea della città, che si sviluppa
la (loro) storia della musica del ventesimo secolo,
attraverso protagonisti inusuali e dischi che nascono
determinando spesso interi percorsi artistici
come cesure per poi diventare strane pietre miliari.
con l’epica dei luoghi, il rapporto fra Londra e
i suoi autori mercuriali è meno lineare, meno
Per cominciare, se esiste un immaginario della
decodificabile. Certo, c’è una città del qui e adesso,
Swinging London anni 60, intesa come grandiosità
lungo una strada maestra che unisce gli Who ai Clash,
gotica e aristocratica insieme, fra il realismo kitchen
passando per i Jam. Certo, la teoria del dub intrisa
sink britannico, le stanze d’albergo con le carte da
nei morbidi ritmi caraibici importati dalla Giamaica
parati arabescate e le cofane di capelli che dondolano
ha fatto da piattaforma alle sublimi contaminazioni
per strada, il merito è di un londinese d’adozione
fra militanza e divertimento dei Madness. Ma anche
venuto con i suoi compagni d’avventura dal lontano
la risposta londinese al vento di rottura del ’77 hai i
Ohio. Quello Scott Walker che suggerà la malinconia
suoi due piani di lettura. Partendo, guarda caso, dal
d’archi e ottoni d’Albione, avvolgendola in un nuovo
gesto situazionista di un ex studente di scuola d’arte.
wall of sound, prima di disintegrarsi con le sue ansie
Quel Malcom McLaren che s’inventa i Sex Pistols
della fine degli anni 60 e riemergere come Orfeo
partendo dal negozio d’abbigliamento della sua
dopo la visita agli inferi, un decennio dopo. La sua
fidanzata d’allora, Vivianne Westwood. Qui e adesso,
Montague Terrace (In Blue) esiste (come luogo)
sicuro, ma anche avanguardia e burla. Una tipica
nella realtà fisica di Londra, ma vive nella letteratura
storia londinese. Già, proprio il dub che il bassista
dell’incontro fra due anime. La sua The Sun Ain’t

LONDON FIELDS 10 TITOLI PER UNA GEOGRAFIA IMM AGINIFICA DELL A CIT TÀ

SCOTT WALKER SYD BARRETT DAVID BOWIE JAH WOBBLE KATE BUSH
SCOTT 4 THE MADCAP LAUGHS THE RISE AND FALL OF ZIGGY THE LEGEND LIVES ON... HOUNDS OF LOVE
(PHILIPS, 1969) (HARVEST, 1970) STARDUST AND THE SPIDERS JAH WOBBLE IN BETRAYAL (EMI, 1985)
FROM MARS (VIRGIN, 1980)
(RCA VICTOR, 1972)

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TERRITORI LONDINESI T E S T O D I M AU R O F E N O G L I O

Gonna Shine (Anymore) risuonava nel jukebox in un che continua a nutrire le musiche recenti e il futuro
pub di Whitechapel quando il gangster Ronnie Kray prossimo. Dai paesaggi di pioggia sintetica notturna
uccise il rivale di gang George Cornell. Pallottole che di Burial alla precarietà vaporosa e ipnagogica di
volano, gonfiore d’archi, echi di Sibelius e cinema Dean Blunt, allo sguardo delle persone per strada
d’essai. Cronaca e avanguardia che animano il di Kate Tempest. Mentre la città reale continua
romanzo dell’altra Londra. Che è una storia di dischi a cambiare, fagocitata da una gentrificazione
come fine e nuovo inizio. Come l’uscita di scena incessante, che dagli anni di Blair e della Cool
sghemba del londinese d’adozione Syd Barrett, che Britannia non concede sconti ai nostalgici, il piano
fa di tutto (inconsciamente) per sabotare il proprio astrale della suggestione ribolle continuamente.
esordio The Madcap Laughs, fra voci d’ambiente Attraverso le voci della nuova Londra, cosmopolita,
e falsi inizi registrati in presa diretta, inciampi aperta alla contaminazione, autoironica e geniale.
acustici come prematura nascita del lo-fi. Salutando Che si chiamino Ethan P. Flynn, Jockstrap,
la compagnia psichedelica (e i Soft Machine che Vegyn, J Paul. Materializzandosi in enclavi di
avevano provato a partecipare ad alcune delle sperimentazione, come il coraggioso Cafe Oto fondato
session) nel 1970, da vecchio (non ancora) diamante da Amish Dunbar e Keiko Yamamoto, a East London
pazzo. O come il timido londinese di Tottenham Mark (nel quartiere hipster di Dalston, per la precisione),
Hollis, che lascia al mondo il disco più intimo di punto d’incontro della comunità off britannica (che
sempre, una università del silenzio e della rimozione siano Robert Wyatt o David Toop) e casa rifugio per
come motore di essenza intima della melodia, nel l’ombroso Daniel Blumberg.
1998.
Una città unica, che esplode in una molteplicità di
Tipiche storie londinesi, in cui il piano della chiavi di lettura. Proprio come nel romanzo noir
comunicatività pop viene trasfigurato dall’ansia fantascientifico The London Fields di Martin Amis,
non negoziabile della purezza creativa. Ed è ancora pubblicato nel 1989: Londra è una sorta di Arcadia
la parola arte che aleggia sotto la volta celeste del ideale all’interno di centro urbano. Dove i citati
Planetarium di Londra nel settembre 1985, quando campi non esistono come oasi verdi reali, ma sono
Kate Bush presenta con un gioco di laser e luci il simbolici campi di forza, d’attrazione e repulsione,
suo Hounds Of Love, che diventerà riferimento che muovono le azioni dei personaggi del libro.
ineludibile, da allora, per chiunque voglia ambire Geografia reale della città e descrizione dei luoghi
all’Olimpo dell’art pop. Un disco partorito fra le mura in continuo enigmatico conflitto. Come in You & Me
accoglienti dello studio casalingo di Wickam Farm, al di Damon Albarn, in cui l’eco di una festa si scioglie
riparo del caos di South London, tra lavoro febbrile nell’amarezza di una riflessione sulla propria vita.
e pasticcini con tè serviti dalla mamma. Un’oasi Come nel viaggio di Scott Walker, salutato con le
dove creare quel miracolo di gighe ancestrali, fiabe parole di Albert Camus, nella retrocopertina del suo
nordiche e Fairlight, per rispondere alle delusioni ultimo (incompreso) album prima di sparire con il
del precedente (e poco compreso) The Dreaming. In decennio d’oro, Scott 4. “Il lavoro di un uomo non è
una città che continua a vivere su due piani paralleli. altro che un lento viaggio per riscoprire, attraverso
Da una parte crocevia inevitabile e pratico per tanti le deviazioni dell’arte, quelle due o tre immagini
artisti che ambiscono a misurarsi con un contesto semplici e immense la cui sola presenza gli ha aperto
più grande e necessitano di una piattaforma che li il cuore per la prima volta”. L’arte come la città:
esponga a un numero maggiore di contatti. Dall’altra, eternamente su due piani, fra comunicatività e
un universo d’immaginario sfuggente e sotterraneo, avanguardia.

THE THE MARK HOLLIS KING KRULE DAMON ALBARN DEAN BLUNT
MIND BOMB MARK HOLLIS 6 FEET BENEATH THE MOON EVERYDAY ROBOTS BLACK METAL
(EPIC, 1989) (POLYDOR, 1998) (XL, 2013) (PARLOPHONE, 2014) (ROUGH TRADE, 2014)

RUMOREMAG.COM | 43
LA ZONA FRANCA
DELLA MELODIA IMPROVVISA

DANIEL
BLUMBERG
“Non è necessario chiedersi dove inizi o finisca telecamera, circondato da candele, luci soffuse e
una canzone”. Queste le parole di David Toop che silenzio apocalittico. Canzoni che iniziano e finiscono
accompagnano il nuovo disco di Daniel Blumberg, improvvisamente. La ricerca del minimo eco con mani
On&On. Perché la materia che il cantautore londinese e bacchette, sul corpo inerme di un pianoforte, per una
ricama per il seguito dello stupefacente Minus è Permanent resa a cappella, per necessità e progetto. Si
fatta di melodie che nascono e muoiono, partendo alza, disegna su un tavolo, suona, si ferma e riprende.
dalla cospirazione ragionata di strumenti e rumori. Intorno, il silenzio, come se la fine (qualunque essa
Circondato dalla stessa comunità di musicisti che lo sia) fosse già avvenuta, là fuori. E quel mantra recitato
avevano accompagnato per il disco precedente, con la come un amuleto e ripreso più volte, alla chitarra
guida sapiente di Peter Walsh (lo storico produttore prima e al pianoforte poi. L’architrave delle ragioni
dei più avventurosi album di Scott Walker), Daniel di On&On. “Porta un uomo fuori a passeggiare,
Blumberg abita quella zona franca fra melodia e tenendogli la mano, alcuni hanno secondi pensieri,
avanguardia, nutrendosi continuamente di opposti. La altri capiranno, non ho chiesto nulla, non volevo
solitudine e la collaborazione come sorgente creativa, chiedere, perché’ mi aspettavo che l’amore andasse
il silenzio e il rumore, la dissonanza e l’armonia. Il suo avanti, e avanti, e avanti…”. Come la prima volta che
set in streaming al Cafe Oto il 17 Marzo, mentre le nubi l’ho intervistato, le risposte sono un flusso irregolare
orrorifiche della pandemia iniziavano ad abbattersi di silenzi, ripensamenti, tentativi e scuse, da cui far
sull’Occidente, è manifesto d’intensità assoluta. Da emergere concetti, pensieri, possibili spiegazioni (non
solo, con un cappellino a proteggersi dagli occhi della necessarie, alla fine). Avrei voluto chiedergli di quanto

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TERRITORI LONDINESI DANIEL BLUMBERG T E S T O D I M AU R O F E N O G L I O

ci siano i Gastr Del sol dietro a quel miracolo di Bound.


Ci ha pensato a darmi lui l’indizio, dal nulla. La prima
volta si sentivano ottoni che si accordavano come «D O P O M I N U S A B B I A M O I N I Z I ATO A
sottofondo alla nostra conversazione. Qui, ad un certo S U O N A R E M O LT O D I P I Ù D A L V I V O .
punto, mi è sembrato di sentire voci di bambini che
PER I NOSTRI SHOW CI PIACE NON
giocano lontani. Forse. In una zona franca fra melodia
e rumore. AV E R E U N P I A N O O U N A S C A L E T TA
P R E C O S T I T U I T A . P R E F E R I A M O S O R-
Per il nuovo disco hai lavorato con lo stesso
PRENDERCI DI QUELLO CHE SUCCEDE.
gruppo di musicisti del precedente Minus.
Quali sono le differenze fra i due album? C O S Ì C I S I A M O T R O VAT I A R I P R E N D E R E
“Direi che per On&On abbiamo sviluppato C A N Z O N I C H E F I N I VA M O P E R S U O N A-
ulteriormente le idee di Minus, arrivando a un
R E D I C O N T I N U O. P OT E VA C A P I TA R E
risultato più costruito. Abbiamo lavorato tanto
in studio con Pete Walsh per farlo progredire CHE FINISSIMO UNA CANZONE E LA
tecnicamente. Pete ha preparato alcuni elementi di RICOMINCIASSIMO DA CAPO»
base che ci sono serviti durante il processo. È stato
molto eccitante”.

On&On è quasi un mantra, che porti avanti


lungo quattro tracce del disco. Che idea c’è più rumoroso o strumentale. Altri, che affrontano
dietro? la musica da una angolatura diversa, mi ascoltano
“Scusami se sono un po’ lento. Registrare un disco cantare su una linea melodica e si chiedono dove sono
porta via mesi e, una volta finito, già pensi al progetto finiti. Trovo la tensione che si crea nei set dal vivo
successivo. Dopo Minus abbiamo iniziato a suonare molto interessante e non ho paura ad affrontarla. È
molto di più dal vivo. Per i nostri show ci piace non qualcosa a cui sono preparato, lavorando da tempo
avere un piano o una scaletta precostituita. Preferiamo con musicisti che hanno poco a che fare con il
sorprenderci di quello che succede. Così ci siamo cantautorato. Ne ho anche parlato molto con David
trovati a riprendere canzoni che finivamo per suonare Grubbs, con cui sto lavorando a un nuovo progetto.
di continuo. Poteva capitare che finissimo una Resta un enigma interessante”.
canzone e la ricominciassimo da capo. In particolare
mi sono fissato su quella che sarebbe diventata Come per Minus, e forse anche di più, lo studio
On&On. Si possono scrivere canzoni tradizionalmente e i rumori d’ambiente sembrano rivestire
strutturate, dove gli stessi accordi finiscono per un ruolo importante nella resa finale delle
ripetersi all’infinito. Con On&On è successo questo. composizioni.
Poi c’è il fatto che a volte ascolti una canzone e ti “Pete Walsh è un produttore incredibile. Il suo modo
viene subito voglia di rimetterla su. È una cosa che di registrare mi ricorda molto il set up per la musica
non succede con i libri, quando li leggi. Una canzone classica, quando viene registrata per la televisione.
invece ti può incoraggiare ad ascoltarla ancora. Estremamente trasparente e pulita nei segnali e nella
Poi il concetto di ripetizione è parte integrante del risoluzione. Per cercare di catturarne tutto il volume.
modo in cui compongo e del modo di suonare di Ci sono musicisti, nell’ensemble con cui lavoro, che
alcuni dei musicisti con cui lavoro. Per esempio, Ute hanno bisogno di più spazio e sottolineatura, come
Kanngiesser, che suona il violoncello in modo così Tom Wheatley e il suo contrabbasso. Il lavoro di
intenso nel disco. In buona sostanza sono un fautore Pete ne amplifica perfettamente il suono. C’è molto
delle tecniche di ripetizione. Anche quando ripeti una controllo ed organizzazione nel modo in cui registra.
parola per cinque volte, la sesta suonerà differente. È Ad esempio riusciamo a registrare per tre ore di
qualcosa che non pianifichi a tavolino, ma viene fuori seguito senza fermarci. Anche perché, con me, la
in modo istintivo”. registrazione deve essere in presa diretta, faccio fatica
a interrompermi e poi riprendere in seguito. Con Pete
Il mio collega Maurizio Blatto, recensendo riesco a lavorare anche su questi dettagli operativi”.
On&On, ha citato Jeff Buckley. Ti riconosci
in qualche modo nel suo bilanciamento di Quanto la tua attività improvvisativa influenza
asperità e melodia? la tua narrativa cantautorale?
“Certo. È una dicotomia che ho imparato a controllare “Il progetto GUO è un legame molto importante per
sempre di più. Quando suoniamo dal vivo è me. Seymour Wright (sassofonista di GUO, nda) è
sorprendente vedere la reazione delle persone. Chi una persona con cui discuto anche di come registrare.
è abituato alla melodia resta spiazzato da un set I miei dischi di canzoni sono (ovviamente) diversi,

RUMOREMAG.COM | 45
TERRITORI LONDINESI DANIEL BLUMBERG T E S T O D I M AU R O F E N O G L I O

solo canzoni brevi, come avveniva in passato, mi ha


permesso di muovere i primi passi con un linguaggio
« A U N C E R T O P U N T O D E L L A M I A V I TA che in realtà sto esplorando nel profondo solo ora.
H O L A S C I AT O P E R D E R E L E C A N Z O N I . Oggi sono molto più critico”.

SENTIVO DI ESSERE TROPPO PREVEDI-


Parliamo della colonna sonora di The World
BILE QUANDO SCRIVEVO UNA LINEA To Come di Mona Fastvold. Come è stato
MELODICA. DOVEVO DISCUTERNE lavorarci?
“È stata la mia vera prima esperienza con la musica
C O N M E S T E S S O. E R A C O M E M E T T E R S I
per il cinema. Lavorare per altri ti impone di darti una
I N B A R C A V E L A D A S O L I . P O I , A L L’ I M - disciplina per creare qualcosa che s’incastri nell’idea
P R O V V I S O, H O A S C O LTAT O U N A M I A che ha l’altro autore. È un processo molto diverso da
quello dei miei dischi. Dovrebbero presentare il film al
C A N Z O N E E D È S TAT O C O M E U N O
prossimo festival di Venezia, credo”.
SCHIAFFO IN FACCIA. SENTIVO CHE
E R A U N A C O S A M O LT O P O T E N T E , C H E Quanto è importante la comunità off del Cafe
Oto per il tuo approccio alla musica?
POTEVO CERCARE DI RAZIONALIZZARE
“Grazie a Oto ho potuto incontrare musicisti
I N M O D O D I V E R S O. C O S Ì H O R I P R E S O straordinari come Billy (Steiger), Jim (White) o Tom
A SCRIVERE CANZONI, SEMPLICEMENTE (Wheatley). Ti faccio un esempio di cos’è quel posto.
Il live stream che ho fatto a marzo doveva essere
P E R C H É E R O D I N U O V O A M I O A G I O. »
originariamente un concerto. Avrei suonato insieme
ad altri musicisti. La mattina del concerto mi dicono
che uno dei musicisti è ammalato. Viene cancellato
perché non si può far entrare il pubblico nel locale, e
ma queste collaborazioni sono semplicemente cose decidiamo in fretta e furia di metter su l’evento che
che devono accadere. Cosi come la mia attività è poi andato in onda. Il fonico di Oto si occupa di
visuale. Chiaramente lavoro meno con la chitarra in mettere a punto lo streaming, David, un barista, porta
questo tipo di collaborazioni. Un’altra è quella con delle piccole telecamere che riprendono l’evento e
Elvin Brandi (che è intervenuta vocalmente anche in persino Peter Brötzmann arriva in bicicletta a dare una
On&On) sotto la sigla BAKH. Pura improvvisazione mano. Grazie ad Amish (il fondatore di Oto, nda), in
vocale”. poche ore organizziamo tutto. Solo in uno spazio del
genere possono succedere queste cose. Discutiamo, ci
Ho letto in una tua vecchia intervista che la troviamo, e cerchiamo di creare qualcosa. Poi, grazie
scoperta di Smog è stato uno dei motori del tuo all’incredibile programma dal vivo, riesco ad avere
cambio di direzione musicale. È così? accesso a nuova musica. Io non colleziono dischi, non
“Onestamente non mi ricordo quando l’ho detto. Forse ne posseggo nemmeno uno, per cui Oto è uno dei miei
lo ha detto qualcun altro. Comunque Bill Callahan è accessi alla musica”.
un autore molto importante. Non posso dire di aver
ascoltato sue canzoni recenti. Sono legato alle sue cose Che influenza ha il posto in cui vivi, Londra,
più classiche. Dovresti suonarmi qualcosa per farmelo sulla tua arte?
ricordare (e accenna a due strofe, probabilmente da “Sono nato a Londra. Mi ritengo fortunato perché
canzoni di Smog, che non riusciamo a individuare, nda)”. sarebbe stato impossibile per me collaborare con
altri se fossi vissuto su una remota isola scozzese.
A distanza di anni, hai ripensato alle ragioni Poi posso andare al cinema sotto casa o a una
che ti hanno portato ad abbandonare la tua galleria d’arte. Essendo le interazioni con altri artisti
carriera precedente con gli Yuck? molto importanti per me, Londra è un posto molto
“Prima del lockdown ho lavorato per sette mesi a una conveniente”.
colonna sonora. È stato un progetto coinvolgente.
Con molti artisti che amo, e Pete Walsh. C’è questo Leggendo la nota d’accompagnamento a
progetto e poi il disco che ho appena pubblicato. On&On scritta da David Toop, mi colpisce
Sono molto contento del modo in cui lavoro oggi, lo il riferimento a canzoni che “arrivano
trovo ideale per me. Credo che il passato faccia parte e fuggono”. Melodie che vengono fuori
della mia evoluzione e dell’educazione che mi ha improvvisamente fra i rumori d’ambiente. Ce
portato a fare qualcosa di nuovo con la forma canzone. ne parli?
Lavorare contemporaneamente con le canzoni e per i “Devo tornare indietro e rispondere alla tua domanda
film mi permette di ampliare la mia visione. Scrivere su Jeff Buckley. A un certo punto della mia vita ho

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lasciato perdere le canzoni. Sentivo di essere troppo mandato un SMS a Jim (White) perché ero convinto
prevedibile quando scrivevo una linea melodica. ci fosse lui infilato in qualche modo tra i ritmi di
Dovevo discuterne con me stesso. Era come mettersi una delle nuove canzoni di Dylan, e trovavo la cosa
in barca vela da soli. Poi, all’improvviso, ho ascoltato incredibile. La motocicletta per me è qualcosa di
una mia canzone ed è stato come uno schiaffo in relativamente nuovo. Non me n’è fregato nulla fino a
faccia. Sentivo che era una cosa molto potente, che 19 anni. Poi ho fatto una lezione di guida di un giorno
potevo cercare di razionalizzare in modo diverso. e mi son reso conto che avevo bisogno di novità.
Così ho ripreso a scrivere canzoni, semplicemente Ne ho comprata una usata per 250 sterline e ho
perché ero di nuovo a mio agio. Bound è un pezzo incominciato a guidarla. Ora vado in giro per Londra e
con un’andatura fissa ma strutturata. Non ho avuto un pieno mi costa come un mensile in metropolitana.
bisogno di lavorarci molto intorno. Sai, a volte una Probabilmente continuerò a guidarla finche non andrò
canzone può essere troppo corta o troppo lunga, in bancarotta. Il problema è che vado molto piano e
ma con Bound semplicemente abbiamo provato a tutti mi suonano il clacson. Sono certo che Dylan fosse
renderla irresistibile. Come quando inizi ad annuire, molto più veloce di me”.
muovendo su e giù la testa in riferimento a qualcosa
che senti e istintivamente riconosci. È qualcosa che ho La pandemia ha forzato le persone a ripensare
imparato scrivendo canzoni. Poi, è chiaro, se annuisci alla loro capacità di vivere isolati. Che cosa ha
per un’ora poi ti stanchi. C’è sempre la necessità di un rappresentato per te?
bilanciamento”. “È stato un momento strano per me, perché il
lockdown è arrivato nell’istante in cui avevamo appena
C’e poi Teethgritter, la tua canzone (diciamo) finito la colonna sonora per Mona. Sette mesi con le
più tradizionale. Una sorta di “new wave of Bob stesse persone a registrare in presa diretta a casa mia.
Dylan” (sento che accenna una risata, nda). Ero felice di buttarli tutti fuori dal mio appartamento.
Parlando di Dylan, avete in comune l’amore per Ero così stanco e pronto per una pausa. È molto
le motociclette. Un’incidente sulla motocicletta importante per me bilanciare l’attività collaborativa
aprì una nuova fase nella carriera di Bob. Cos’è con periodi in cui lavoro da solo. Certo, mi manca tutto
per te la motocicletta? l’aspetto comunitario e non sono ancora riuscito a
“Non posso dire di essere un grande fan di Bob Dylan. rivedere tutti i miei amici. Speriamo che tutto questo
Ho intenzione di diventarlo un giorno o l’altro. Ho si risolva prima o poi”.

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L’OPERA STRUGGENTE
DI UN FORMIDABILE GENIO

ETHAN P.
FLYNN FOTO DI M A X WELL GR ANGER

A guardarlo al tramonto, sulla terrazza dell’edificio Solo i più illuminati tra i nuovi musicisti londinesi
che ospita gli uffici della Young Turks sapevano veramente chi fosse e quanto valesse. Da FKA
a Londra, mentre passa un treno e gli astanti Twigs, a Slowthai, a Vegyn o alle nuove leve Jockstrap e
sorseggiano l’aperitivo, con i suoi 18 anni Black Country, New Road. Collaboratore, arrangiatore
incoscienti in una polo a strisce e con un inguardabile e amico. Violino, clarinetto, sax, elettronica vintage e
borsello, viene da chiedersi che cosa ci stia a fare lì, strabordante talento nascosto dietro al rifugio del lato
insieme a talenti in erba come 1010 Benja SL e Lauren B della musica ufficiale. Ma ora, forse, non più.
Auder. Ma poi (per fortuna), parte la musica. Un
Beck appena uscito dal pub? Uno Sleaford Mods che Ciao Ethan, dove sei?
si lecca le ferite private col cuore in mano? Un erede “Su una spiaggia, nel Kent. Sto girando un video e ora
del Britpop che pasticcia con l’hip hop? Un avido mi riposo dentro una grotta. Fuori c’è il sole. È molto
consumatore di cinema d’essai e colonne sonore? diverso da quando i Coldplay girarono il video di
Probabilmente un po’ di tutto questo. Sta di fatto che il Yellow”.
giovane Ethan è rimasto un tesoro nascosto per molti,
anche quando ha caricato il suo artigianale esordio Non si trovano molte informazioni biografiche
intitolato provocatoriamente B-Sides And Rarities su sul tuo conto. Ci dici come è nata la tua
Bandcamp. Neanche la giapponese (e lungimirante) Big passione per la musica?
Love che lo ha stampato su supporto fisico all’inizio di “Mia madre ha sempre ascoltato molta musica.
quest’anno, gridando al miracolo, è riuscita a stanarlo. Nessuno nella mia famiglia suona degli strumenti, ma

TAG: #postmoderno #produzione #hiphop #morricone #vecchio ONLINE: ethanpflynn.bandcamp.com

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T E R R I T O R I L O N D I N E S I E T H A N P. F LY N N T E S T O D I M AU R O F E N O G L I O

ho imparato a suonare il violino a cinque anni. A sei ero


già sulla chitarra. Poi altri ancora, col tempo. Quando
ho iniziato a smanettare con il computer ho capito «O G G I LO N D R A È L A C I T TÀ I N C U I
che potevo registrare le cose che facevo e la mia vita è V I V O . M O LT O V I C I N O A L C E N T R O E A
cambiata. Potevo formattare le mie cose, che fino ad
T U T T E L E P E R S O N E C H E CO N O S CO.
allora tenevo scritte su vecchi libri. È stato allora che
ho iniziato a capire che cosa significasse produrre. Ho SO COME MUOVERMI, COME PREN-
iniziato a registrare sul computer di casa a 11 anni”. DERE UN AUTOBUS. QUANDO ARRIVI
I N C I T TÀ , L A E S P LO R I P E R L A P R I M A
Quindi prima è arrivato il violino e poi
l’elettronica? V O LT A E L’ A N S I A S I N A S C O N D E D I E T R O
“Si. Quando ho iniziato a suonare la chitarra elettrica A O G N I A N G O L O . Q U E S T O È L’ A S P E T T O
non sapevo ancora che cosa significasse registrare e
CHE AMO DI PIÙ DELLA MIA MUSICA
produrre. Pensavo che andare in studio volesse dire
semplicemente suonare. Per me ascoltare musica, PA S S ATA »
allora, era qualcosa di magico. La consapevolezza di
come poter sezionare i vari elementi è venuta dopo,
quando il computer mi ha fatto capire che cosa volesse
davvero dire produrre musica”.
per vivere in città. Mi è servito anche perché avere
Sembri in qualche modo affascinato dall’hip 18 anni e troppo tempo a disposizione alla lunga può
hop. schiacciarti. Ho incontrato lì tutti i miei migliori amici.
“Da quando avevo 14 anni. Oggi la musica pop è Lewis Ewans dei Black Country, New Road, Georgia
fondata sull’hip hop. Il rock riveste un ruolo sempre più Ellery e Taylor Skye dei Jockstrap. Eravamo tutti
marginale. Ho scritto tantissima musica seguendo un eccitati per il fatto di essere al primo anno di università
approccio hip hop. Anche per canzoni che non diresti e abitavamo allo stesso indirizzo. Poi ho avuto la
mai avere una base del genere. Uso drum machine e percezione che mi stavo tirando indietro, e che dovevo
lavoro con la mia musica, trattandola in un certo senso fare il salto, tuffarmi dove non si tocca per imparare a
come se fossero campioni da estrarre. Madlib, J Dilla, il nuotare. E allora ho incontrato quelli di Young Turks.
primo Kanye West sono stati di grande ispirazione per Comunque la Guildhall mi ha dato l’opportunità di
me. Il modo in cui creavano canzoni a partire da altre stare in mezzo a gente come me”.
canzoni era qualcosa di completamente nuovo”.
Parlando di Jockstrap e Black Country, New
Ho letto i titoli di una tua playlist che spazia Road: tu collabori con molti artisti londinesi,
fra autori d’estrazione molto diversa. siamo di fronte a una nuova scena? Una
Sparklehorse, Captain Beefheart, MF Doom. comunità creativa?
Che cosa ti spinge ad ascoltare musica così “Non nel senso che avrebbe avuto tempo fa. Oggi
varia? Internet dà la possibilità ad ognuno di noi di interagire
“Non c’è uno stile specifico che mi interessi più di con chiunque, in qualsiasi momento, istantaneamente.
altri. Mi piace quando sento la persona che c’è dietro Sono ancora in contatto con tutti i musicisti che ho
la musica. Come con Sparklehorse. Il suo Good incontrato a Londra ma, anche se non pretendo di
Morning Spider è stato pubblicato quando sono parlare per tutti, ho la sensazione che ognuno porti
nato e mia madre lo adorava. Sicuramente si sentiva avanti le proprie cose, ognuno indipendentemente
sempre, a casa, quando ero un bebè. È così straziante e dagli altri. Non esiste realmente un suono di Londra,
meraviglioso. Alla fine tutti sono ispirati da qualcuno. cosa che per me è rinfrescante”.
Captain Beefheart ha ispirato Tom Waits che ha
ispirato Sparklehorse. Quando ascolto MF Doom, ci Hai militato in qualche band in passato?
sento i campionamenti di It’s Gonna Rain o Come Out “Avrei fatto fatica a svilupparmi come musicista senza
di Steve Reich. Mi piace tracciare il lignaggio della esser stato in qualche band. C’è un limite alle cose
musica quando la ascolto”. che puoi fare in solitudine. Certo, non posso dirmi
particolarmente orgoglioso di quello che abbiamo
Ti sei iscritto alla Guildhall Music & Drama prodotto in quelle band. Ma i ricordi di quando hai 14
School a Londra per abbandonare dopo un anni e suoni con altri sono bellissimi. La prima volta
anno. Che cosa ti ha lasciato quell’esperienza? che sei di fronte al pubblico. Non è come quando sei
“In realtà mi sono iscritto lì per poter vivere a Londra. a scuola e fai una recita o un concerto. In quel caso
All’inizio non avevo davvero voglia di imparare. Poi ho non e per te, ma per i tuoi genitori e i tuoi insegnanti.
appreso comunque molto. Ma volevo avere una base Però essere in una band è come un grande ‘vaffanculo’

RUMOREMAG.COM | 49
a tutti, perché fai parte di un gruppo e ti senti bene.
Certo, facevamo cover rock, io cercavo di spingere
sul lato più sperimentale mentre a tutti gli altri non
fregava nulla. Ma per un po’ ridurre la chitarra a
brandelli e urlare dentro al microfono è stata una
buona cosa”.

Quanto è importante Londra per la tua


musica?
“Gran parte delle canzoni che hai ascoltato su B Sides
non ha molto a che vedere con Londra. Ho vissuto
in una comunità rurale nel nord dell’Inghilterra
e quando mi sono trasferito in città per me si è
trattato di un cambiamento epocale. Credo che B
Sides fotografi quel momento. Non è stata Londra
a ispirarmi ma vivere in modo differente ha messo
in moto la mia creatività. Oggi Londra è la città in
cui vivo. Molto vicino al centro e a tutte le persone
che conosco. So come muovermi, come prendere un
autobus. Quando arrivi in città, la esplori per la prima

ETHAN P. FLYNN volta e l’ansia si nasconde dietro a ogni angolo. Questo


è l’aspetto che amo di più della mia musica passata”.

Dicci come è nata la tua collaborazione per


Magdalene di FKA Twigs
B-SIDES & RARITIES: VOL. 1 “L’ho conosciuta quando tutti noi di Young Turks
YOUNG TURKS
siamo andati a sentire Future nel 2017. Possedevo
già il suo LP1 e mi affascinava il suo lavoro. Ad inizio
Una cascata di percussioni dell’anno successivo mi ha invitato a scrivere con
marziali e un coro in lei. Non aveva ancora molti pezzi pronti allora. Ho
autotune ipersaturo aprono
ascoltato Cellophane per la prima volta nel suo studio
la scena alla voce di un
Bowie alticcio e triste, una notte, circondato da candele, e sono rimasto
dalla disperazione quasi sbalordito. Credo che abbiamo scritto insieme Home
astrale, che veleggia su
With You quella stessa notte. Ho suonato il piano e
una melodia da carillon
gamelan (se mai ne esista ho arrangiato alcuni passaggi. Ero li a disposizione
uno) per spegnersi fra le nel caso avesse bisogno di aiuto, senza che io
dissonanze di ottoni e piatti
proiettassi il mio ego sul progetto. Poi sono arrivati
in scivolamento. È la sintesi
di Are You Doing This To altri grandissimi personaggi, tra cui Nicolas Jaar,
Hurt Me, introduzione a che apprezzo molto. Con Twigs siamo ancora amici e
questa collezione d’istantanee di vita recente del mercuriale
pronti a lavorare di nuovo insieme”.
giovane talento inglese. Insieme quasi per forza, visto che si
tratta di tracce che coprono almeno quattro anni di vita, e a
cui l’autore non riconosce la dignità concettuale di album. Il titolo del tuo debutto è una specie di
Ma la qualità traboccante di queste seconde file sfugge alla
eufemismo consapevole o piuttosto l’indizio
negazione del loro creatore. Che diventa (suo malgrado,
forse) veicolo capace di far riemergere dettagli della storia che qualcosa di più grande deve ancora
della musica britannica, ricombinandoli meravigliosamente. arrivare?
Che dire della pigra sfrontatezza quasi baggy di What You “Mah, entrambe le cose, forse. Non volevo il classico
Do To Me, che si fa una pinta al pub con gli Suede, l’exotica
cinematica di When I Taste The Pavement o il modernariato debut album a questo punto. Per me l’album è
di Looking Out For You che guarda la Swinging London dal qualcosa di necessariamente coerente da un punto di
futuro. La sensazione è quella di una sorta di Beck d’Albione, vista sonoro. Con B Sides ho la percezione che si tratti
per la capacità di navigare fra tradizione (aristocratica, qui)
e schemi hip hop (Television Show è esemplare in questo di frammenti di musica che appartengono alla mia vita
senso), nostalgia da tardo impero e modernità svagata. Sarà e di cui vado orgoglioso, ma che non rappresentano
l’incoscienza dei 21 anni, portati come uno arrivato per caso, necessariamente ciò che volevo fare solo perché ero
ma anche una maturità pronta a mettersi presto in gioco. Lo
spiritual ubriaco di Love Will Find A Way è ipotesi di pop per per conto mio. La musica di B Sides è molto datata.
viaggi interstellari, It’s Only Me un cadeau per Elvis Costello, La traccia più recente ha tre anni, quella più vecchia
se mai si trovasse a corto d’idee, True una punteggiatura da sette. Voglio prenderne le distanze in modo che resti
crooner al pianoforte d’alta scuola. Insomma, caro Ethan,
saranno pure B-sides, ma d’ora in poi sarà molto più difficile qualcosa di genuino. Faccio ancora musica da solo, ma
continuare a prendersi poco sul serio. ho più esperienza e fiducia”.
85/100

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T E R R I T O R I L O N D I N E S I E T H A N P. F LY N N T E S T O D I M AU R O F E N O G L I O

La tua performance live per Boiler Room ti


mostra come un mix di disperazione quasi
lisergica e di fragilità col cuore in mano. Ti ci «CON B SIDES HO L A PERCEZIONE CHE
riconosci ancora? S I T R AT T I D I F R A M M E N T I D I M U S I C A
“Quando ho fatto quel live non me ne fregava molto
C H E A P PA R T E N G O N O A L L A M I A V I TA
di ciò che gli altri potessero pensare di me. Ho
conosciuto il mio attuale manager e i tipi di Young E D I C U I VA D O O R G O G L I O S O, M A C H E
Turks quella sera. Eravamo sul terrazzo, sopra gli N O N R A P P R E S E N TA N O N E C E S S A R I A-
edifici dell’etichetta. Sapevo che era qualcosa di troppo
MENTE CIÒ CHE VOLEVO FARE SOLO
grande per me. Ero solo uno dei tre a cui era stato dato
quello spazio. Sono andato lì a mostrare quello che P E R C H É E R O P E R CO N TO M I O. L A M U-
avevo dentro, senza pensarci troppo su o senza che me S I C A D I B S I D E S È M O LT O D A T A T A . L A
ne fregasse molto. Le canzoni erano così acerbe allora.
TRACCIA PIÙ RECENTE HA TRE ANNI,
Eravamo a metà 2017. Non mangiavo nulla da ore ed
ero leggermente brillo. Ho deciso di abbracciare la QUELLA PIÙ VECCHIA SETTE. VOGLIO
situazione e tirar fuori tutto. Nessuno sapeva chi fossi P R E N D E R N E L E D I S TA N Z E I N M O D O
e potevo permettermi di deludere qualcuno. Faccio
CHE RESTI QUALCOSA DI GENUINO»
ancora cose del genere, ma meglio. Il menefreghismo è
sparito”.

Canzoni come When I Taste The Pavement


o Looking Out For You svelano un lato
cinematografico nei tuoi arrangiamenti. nuove. Non ho mai scritto così tanto in vita mia, anche
Di certo saprai che abbiamo perso da poco perché non sapevo che cos’altro fare. In realtà ho
Ennio Morricone. Quei due pezzi me lo hanno un centinaio di canzoni finite, molte delle quali non
ricordato. verranno mai pubblicate. Scrivo continuamente”.
“Ennio, che riposi in pace. Credo che i registi, i
musicisti o i pittori facciamo lo stesso lavoro, in modo It’s Only Me e True sembrano voler dire che
diverso. Ho visto tutti i film di Sergio Leone quando alla fine resta solo la verità, nuda e cruda. Ce ne
ero più piccolo e per me l’idea di musica di Morricone parli?
è intimamente connessa all’idea di cinema. Non mi “Ho iniziato a prendere le distanze da quei testi, quasi
vergogno a dire che è stato una delle mie più grandi ancora prima di metterli giù. Anche perché essendo
influenze”. giovane tendo a prediligere l’approccio postmoderno,
in grado di guardare tutto con una certa ironia. Con i
Cosa pensi del carattere onnivoro della musica miei primi pezzi volevo dire che ‘tutto è reale’, proviene
contemporanea? Una volta c’erano le chitarre dalla vita vera. It’s Only Me, in particolare, parla di
da una parte e l’elettronica dall’altra. Oggi non un’esperienza molto profonda, nella quale la persona
è più cosi. davanti a me, in quel momento, diceva, per l’appunto,
“Tutto è comunque elettronica oggi. Non esistono più ‘sono solo io e sono qui davanti a te’.
molti dischi realizzati senza l’aiuto di un computer. Mi
piacerebbe fare un disco che suoni come Neil Young o Pensi di suonare con una band di supporto in
Dylan, ma riproporrei qualcosa che già è stato creato, futuro?
e dai migliori. Posso suonare la chitarra, arrangiare e “Prima del lockdown ho fatto due concerti con una
scrivere una canzone in modo tradizionale, ma senza piccola band. Per il futuro sono un po’ preoccupato,
un approccio che guardi oltre non riesco a essere perché l’esperienza non è così divertente come
soddisfatto. Come ascoltatore non ho particolari immagino sia per molti. Per carità, mi piace stare su
barriere, sempre che riesca a entrare nella testa di chi un palco, ma trovo molto doloroso il dover ritornare a
ha composto la musica e capire quanto di lui (o lei) ci essere una persona normale quando è tutto finito”.
sia nei suoni che ascolto”.
Everybody’s Dying To Meet You è il primo
La solitudine sembra un ulteriore aspetto singolo di B Sides. E cita nel testo. Ci dici quali
distintivo della tua musica e dei tuoi testi. sono il tuo personaggio preferito e il più odiato
Come hai reagito allo strano periodo che della serie?
abbiamo vissuto in questa prima parte del “Il mio preferito è Ned Stark. Mi è piaciuto il modo in
2020? cui lo hanno ucciso, facendo capire a tutti che chiunque
“Sono tornato a casa dei miei con la mia fidanzata. Lei poteva morire nella serie. Il più odiato è probabilmente
ha finito il suo corso di arte e io ho scritto 13 canzoni Daenerys Targaryen, per la sua spietatezza finale”.

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NON VENITEMI A CERCARE:
L’ENIGMA DI

KEATON
HENSON
L’elusività sta diventando un meccanismo di averne i mezzi. Ma essere sul palco è una cosa
abbastanza comune nella musica contemporanea. Se completamente diversa. Essere in una stanza piena di
non ti butti a pesce nell’autopromozione convulsiva persone… ho problemi a sostenere una conversazione
e nel presenzialismo calibrato, finisci per scegliere con un interlocutore”. Dalla sua casa a Richmond,
la strada opposta: il rifiuto di esserci e la scomparsa sobborgo a sud di Londra, compone alcuni pezzi per
da tutto e da tutti. Ne abbiamo già parlato in passato chitarra minima e voce tremolante. Una collezione
su queste pagine e il dubbio che onnipresenza e di scuse, inadeguatezza alla vita e alla condivisione
sparizione siano due facce di una stessa medaglia sentimentale, imbarazzo, nuda e senza sconti. Un
dell’autopromozione postmoderna non si risolve. amico lo convince a caricarle on line. Il DJ Zane Lowe
La storia del londinese Keaton Henson rimane le ascolta e immediatamente le promuove.
comunque peculiare. La sua necessità di non esserci
per nessuno sembra muovere da basi più profonde Nel 2010 nasce così l’esordio Dear, diario intimo (a
di quelle richieste da una posa astuta per costruire il dire poco) sull’impossibilità di stare al mondo, da soli
proprio mistero e affascinare il pubblico. o insieme a un’anima gemella. L’autoflagellazione
che non chiede conforto, scusandosi con chi è stato
Poco più di 30 anni, figlio dell’attore inglese Nicky coinvolto, procede sulle note fragili e tese di una sei
Henson e della ballerina classica Marguerite Porter, corde e l’eco di una percussione improvvisata su una
nasce illustratore e poeta, diventando cantautore credenza. La mente va ovviamente al Bon Iver nella
quasi per caso. “Mi considero uno scrittore. Credo sua baita perduta fra I boschi del Wisconsin, che si

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52 | RUMOREMAG.COM
TERRITORI LONDINESI KEATON HENSON T E S T O D I M AU R O F E N O G L I O

lecca le ferite lasciate da Emma, Forever Ago. Ma qui


è tutto ancora più nudo, dimesso, emozionalmente
impacciato. Lo convincono a fare un piccolo tour L A S TO R I A D E L LO N D I N E S E K E ATO N
in alcuni musei inglesi e ci si accorge subito della HENSON RIMANE COMUNQUE PECU-
sua impossibilità di sostenersi su un palco. C’è
L I A R E . L A S U A N E C E S S I TÀ D I N O N E S-
qualcosa di oscuramente medico nella sua ansia e
nella volontà di sparire senza avviso. Le parole della S E R C I P E R N E S S U N O S E M B R A M U O V E-
cantautrice francese Soko, frequentata ai tempi di RE DA BASI PIÙ PROFONDE DI QUELLE
Dear, (relazione intensa, fotografata in pezzi scritti
R I C H I E S T E D A U N A P O S A A S T U TA P E R
per l’altro da entrambi) sono eloquenti. “Ero pazza di
lui. Abbiamo passato un mese insieme, facendo piani COSTRUIRE IL PROPRIO MISTERO E AF-
per sparire nei boschi, completandoci l’un l’altro. FA S C I N A R E I L P U B B L I CO.
Fra Londra e Parigi. E prima che io andassi in tour
mi ha detto che non poteva far parte della mia vita.
Doveva stare da solo, senza uscire di casa, e produrre
la sua arte. Non ha mai risposto alle mille lettere
d’amore che gli ho mandato. Adesso mi dedica le più
belle canzoni e i più bei poemi, facendo la vittima, collegata a sensori in grado di misurare i livelli di
come se fossi stata io a spezzargli il cuore. Credo stia tensione nervosa che i vari movimenti della sinfonia
scrivendo una tragedia sulla nostra storia d’amore generano.
che lui ha deciso di rompere”. Vezzo d’artista dal La sua malattia diventa oggetto d’indagine, senza che
giovane cuore spezzato, portato all’estremo? Troppo nessuno dei suoi problemi venga veramente risolto.
semplice da spiegare cosi. Esausto, parte per il Canada, si dimentica di tutto
(anche di mangiare) rifugiandosi nella natura. Suo
C’è un dolore profondo, che non riesce a negoziare padre sta morendo, le sue riflessioni private hanno
con sentimenti in grado di trovare una strada per un nuovo oggetto doloroso per quello che diventerà
sopravvivere alla routine della vita. E dire che nel (prima o poi) il nuovo album: “È molto simile al
2013 hanno provato anche a impacchettarlo come primo: una collezione di cose che voglio dire, di modo
prodotto finito per imberbi anime tormentate, che possa espellerle io stesso. Gli altri non devono
portandolo a Los Angeles, facendogli registrare necessariamente ascoltarle. L’ho creato a casa,
Birthdays (secondo album), sotto l’egida muscolare per lo più da solo, in strane ore notturne e diurne.
di Joe Chiccarelli. Lì la precarietà tenorile prova a Quando ne ho registrato la base, inaspettatamente un
giocarsela su basi più elettriche e contestualizzate, incredibile gruppo di persone e venuto a sollevarmi
senza riuscire a ripetere l’intensità dell’esordio. sulle proprie spalle e a elevare queste sensazioni non
Per poi rifugiarsi nel tratto dei disegni di Gloaming dette a un livello sonoro ulteriore”.
(ovvero “crepuscolo”), graphic novel disegnata
e pubblicata sempre nel 2013 e cosi descritta Ontario (primo singolo del disco) è un perfetto
dall’autore: “Uno studio sulle cose che non possiamo esempio di questo nuovo corso. Quel precario soffio
vedere, un’ode ai sobborghi e a tutte le creature che vocale che si erge su una melodia quasi tombale, con
prendono vita dentro la loro mondanità”. Osservate i pochi elementi ad accompagnarla in un crescendo
per anni dalla finestra del suo appartamento a dolce ma inesorabile. “Non è solo un disco che parla
Richmond, che non vorrebbe abbandonare mai. di perdita e dolore, ma di come perdita e dolore
colorino il resto delle nostre vite. Come se il buio
Da allora, un album di composizioni classiche della morte osservata a lungo, quando finalmente
(Romantic Works) e un side project elettronico distogli lo sguardo, ti facesse riscoprire il colore di
(Behaving). Un terzo disco nel 2016, Kindly Now, tutto ciò che ti circonda”. Un decennio di remissione
che torna parzialmente alle atmosfere del casalingo dei peccati non richiesta, di ansie e vulnerabilità mai
esordio. E proprio quell’anno, in una delle rare negoziate che sembrano trovare senso in uno spazio
occasioni per vederlo su un palco, al Palladium nuovo. Dove ciò che è stato diventa un monumento
di Londra, introduce improvvisamente Epilogue, alla sofferenza finalmente cristallizzata (forse),
pezzo enigmatico che sembra preannunciare al suo nel corpo di un uomo e di un artista dove trovano
addio definitivo alla carriera di cantautore. Lascia il una nuova maturità. Forse, appunto. Non ci è dato
palco per riemergere col progetto di Six Lethargies, sapere, oggi, quando il nuovo album (Monument
una sinfonia minimale per orchestra. Creata in tre dovrebbe essere il titolo) vedrà la luce e se mai il
anni come esame della malattia mentale, l’ansia suo autore riuscirà finalmente a uscire dal proprio
e il trauma che ne derivano. Per la sua prima mausoleo di solitudine.
performance al Barbican, parte del pubblico viene

RUMOREMAG.COM | 53
ARMAND HAMMER HANDLE THE FL AMING LIPS GERMS PRINCE ETUK UBONG

BOB MOULD
60

K A I R O N; I R S E ! B R AT FA R R A R L A Z Y E Y E S F L E E T WO O D M AC B O B DY L A N

R E C E N S I O N I
270 DISCH I TRAT TATI S ET TEMBRE 2020 ru m o re m a ga z i n e

MA NA AA.VV.

78 76

MERIDIAN BROTHERS AKSAK MABOUL ALESSANDRO CORTINI SIR LORD BALTIMORE


DISCO DEL MESE SETTEMBRE 2020

AA.VV.

IL CALEIDOSCOPIO DEL NUOVO JAZZ

di estrazione elettronica ha preso l’originalità di Pokus, Emma-Jean


confidenza con il lato più futurista del jazz Thackray, Joe Armon-Jones e appunto
e le sue aperture esotiche, inglobandoli Collocutor. Tutto materiale edito, spesso
in un contesto legato alla pista da ballo, su titoli ormai difficili da reperire. Scelto
e giungendo da presupposti diversi a bene e raccolto con cura, fila che è un
conclusioni affini e complementari. piacere. Door To The Cosmos cita invece
Uscite a poche settimane di distanza, un Sun Ra del 1979 (Door Of The Cosmos,
due raccolte apparentemente slegate - un da Sleeping Beauty) e con le sue 24 tracce
solo nome in comune, i Collocutor della quasi tutte inedite celebra il lavoro della
sassofonista Tamar Osborn - raccontano londinese On The Corner, nel nome
proprio queste due facce della medaglia, un altro omaggio significativo. “Call it
ma finiscono per lavorare al meglio anything”, borbottò proprio Miles Davis
anche e soprattutto insieme, formando all’Isola di Wight dopo 38 minuti senza
un eccellente punto della situazione interruzione, a chi gli chiese il titolo del
collettivo. Kaleidoscope - New Spirits pezzo appena suonato. Ecco, chiamatelo
Known & Unknown cita un album di come volete, ma questo suono assomiglia
culto del 1969 (Spirits Known And molto a ciò che i jazzisti suonerebbero
AA.VV. Unknown di Leon Thomas), e fotografa se arrivassero sulla Terra oggi. Mostra
KALEIDOSCOPE nelle sue 21 tracce il panorama jazz la stessa attitudine, la stessa pulsione
NEW SPIRITS KNOWN & UNKNOWN britannico dell’ultimo lustro (più Makaya avventurosa verso l’ignoto, seppur
SOUL JAZZ McCraven) con scelte non scontate. costruendo su basi ben salde: le frange
Saltando i nomi più noti, pescando più afrocentriche di techno e house, la
DOOR TO THE COSMOS
ON THE CORNER fra autoproduzioni e piccole etichette, grande esperienza bass britannica, il jazz
sottolineando innanzitutto la forte etica elettrico dei ‘70, i ritmi e i sapori di varie
Uno degli argomenti ricorrenti, parlando do it yourself della scena. Ma anche, si sa, parti del mondo. E non solo dal Regno
della scena jazz emersa in Inghilterra la sua varietà stilistica: c’è spazio per il Unito arrivano anche i suoi protagonisti,
negli ultimi anni, è quello della sua stretta deep funk acido della Cromagnon Band e molti dei quali al debutto, con il nostro
connessione con il presente e i suoi le potenti vibrazioni caraibiche di Theon Khalab, i peruviani Dengue Dengue
suoni, dell’attitudine aggiornata e senza Cross, l’umore spirituale di Nat Birchall e Dengue, la tunisina Azu Tiwaline e i
paraocchi con cui affronta un genere a Matthew Halsall, i groove stilosi di Chip cubani/iraniani Ariwo fra i migliori del
lungo identificato con la sola tradizione. Wickham e Expansions, le arie fusion di lotto.
Allo stesso modo, una nuova generazione Tenderlonious e Levitation Orchestra, 82-82/100

DI ANDREA POMINI

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RECENSIONI GLI ALBUM SETTEMBRE 2020

47SOUL AA.VV. ALL WE ARE AUTOTELIA


SEMITICS DOOM SESSIONS VOL.1, VOL.2 PROVIDENCE /
COOKING VINYL HEAVY PSYCH SOUNDS DOMINO ROCKET RECORDINGS

L’elettro rap radicale palestine- Grande idea della HPS: una C’è qualcosa di irresistibile nel Autotelia è un termine psicologi-
se bussa per la terza volta nel nuova serie di split denominati caleidoscopico mondo degli All co che indica il raggiungimento
formato LP con un disco che Doom Sessions, in cui si alterna- We Are. Saranno i synth sapien- della soddisfazione personale
conquista al primo ascolto. Il no due band che fanno dello slu- temente intrecciati con le ritmi- nella ricerca di stimoli e scopi
messaggio è forte, ma non di- dge power il loro vessillo. Primo che oppure gli incastri vocali; all’interno di noi stessi, invece
venta mai pretesto per appros- volume: cominciano i Conan che si tratti degli ammiccamenti che dall’esterno. Come a dire:
simazioni in materia di produ- con gli italiani Deadsmoke. I di Not Your Man o dell’elegan- una variabile del solipsismo. Che
zione. E la prospettiva è univer- Conan sono una forza tettonica za quasi barocca dell’apertura Demian Castellanos degli Oscil-
sale: la condizione del popolo sradicante. La loro Beheaded affidata a Providence, il trio sa lation e Tom Relleen dei Tomaga
palestinese diventa chiave di tracima oltre ogni argine. Fuzz ormai maneggiare e miscelare dicono di aver trovato nel loro
lettura per le tante discrimina- gargantuantico, bassi ultrater- con sapienza suoni e dinamiche. nuovo progetto, in cui riguada-
zioni che impoveriscono il pia- reni, lamenti dall’abisso. Post Per questo motivo il loro nuovo gnano la loro perduta libertà
neta. Border Ctrl è bandiera di doom, ormai, per alcuni versi disco è un piccolo compendio creativa. Autotelia, appunto.
questa visione: il muro di Bet- simile a certe cose che sta facen- di stati d’animo che alterna Un incrocio di nuove direzioni
lemme e quello messicano sem- do uno come Adam Richardson. momenti riflessivi (When You kosmische psichedeliche. I due
brano toccarsi sotto i colpi di un Mentre i Deadsmoke sono, se Cry) a potenti brani dance dal sono una sorta di nuovi “fratelli
beat poderoso, di un ritornello posso dir così, più umani. Non sapore rétro (il trittico finale). chimici”, ingegneri di un sound
soul arabo irresistibile e delle diversissimi dai Conan. Forse Insomma, promossi a pieni voti dalle antiche eco Autobahn/
taglienti rime latino mediorien- con un tocco sabbathico in più. o, meglio: siamo di fronte a una krafwerkiane, che passa da
tali. È la nuova Clandestino, cui Dethroned Concrete è roman- conferma che testimonia ancora mantra pinkfloydiani (Thinkin
partecipano Shadia Mansour e tica, pesante e scura come il una volta quanto saper persona- Makes Is So, con uso chitarre)
Fedzilla. Molto altro brilla nella più inaccessibile degli Inferni. lizzare sound impressi nella me- e martella pesante, a tratti, un
sabbia: la dilatata Arab Arab, Nell’altro volume, un po’ sotto- moria di tutti sia un complesso po’ alla maniera dei neokrauti
la refrigerante 47 Cocktail, il tono gli Acid Mammoth; buoni i equilibrio che non tutti riescono inglesi Mugstar. Ritmica electro
levare di Lil Disco, l’incendiaria 1782, discepoli della scuola sab- a raggiungere, in pochissimi e buchi neri post psichedelici.
Hold Your Ground. bathiana ortodossa. sanno mantenere. CLAUDIO SORGE
PAOLO FERRARI CLAUDIO SORGE FERNANDO RENNIS 79/100
82/100 78/100 71/100

DANIEL AVERY BDRMM BIFFY CLYRO BENJAMIN BIOLAY


LOVE + LIGHT BEDROOM A CELEBRATION OF ENDINGS GRAND PRIX
PHANTASY SONIC CATHEDRAL WARNER POLYDOR

Dopo il lavoro con Alessandro È un periodo bello per gli Dove eravamo rimasti? Ah, sì, A forza di dare per scontato che
Cortini di inizio anno, concre- amanti della musica classificata all’album Ellipsis (2014) che Biolay sia il più grande autore
tizzatosi nelle trame introspet- come post punk. Un “genere” in forse è meglio dimenticare. Ma francese vivente, si finisce quasi
tive di Illusion Of Time, Avery cui si possono far rientrare tante non ha senso piagnucolare ri- per sminuirne il talento. Ultimo
chiude il 2020 con il suo terzo di quelle cose che è facile anche pensando ai Biffy Clyro passati. esempio questo GP, se in circo-
album in proprio. Un lavoro considerarlo privo di significato, Certo, la via del rock FM con lazione si contano pochissimi ar-
che lui stesso descrive come o dare adito ai puristi di fare voce iper filtrata e tutto stan- tisti in grado di arrivare a quasi
composto da due metà ben le pulci a giudizi e paragoni dardizzato con l’occhio al pop 20 anni dagli esordi al picco di
distinte ma intrecciate, vaga- gridando alla lesa maestà ogni finto alternativo non è stato una carriera che conta opere
mente riconducibili - questo lo volta che vengono tirati in il massimo. Con Tiny Indoor come Negatif (2003). In un ri-
aggiungiamo noi - ai suoi due ballo i Joy Division, o i Fall o Fireworks e Worst Type Of torno in cui tutto viaggia al 110%
dischi precedenti. Una, quella qualsiasi altro esponente di un Best Possible in qualche modo della concorrenza: lussurioso
più o meno marcatamente tech/ glorioso passato che “non si può si reinseriscono in binari a loro negli arrangiamenti e morbidis-
house, al suo fantastico debutto replicare”. Ma va? Lasciamo più consoni allontanandosi da simo nei giri funk, come ricco
Drone Logic, del 2013 (si veda- perdere i lamentosi e i teorici quei suoni affini agli Imagine di ammiccamenti (dal r’n’r di
no Dusting For Smoke e Dream della morte di tutto, quindi, e Dragons. Meno interessanti le Idéogrammes ai Pulp di Comme
Distortion ad esempio). L’altra, mettiamo pure questo esordio incursioni pop ormai presenti Une Voiture Voléè) ma impecca-
quella morbida e sognante, alla accanto al nuovo dei Fontaines da anni, tipo Space o Instant bile nei toni da chansonnier di
svolta ambient del successivo D.C. nella playlist degli ascolti Story, classica traccia alt pop brani come Ma Route. La solita
Song For Alpha, del 2018. Con più goduriosi degli ultimi mesi, che non aggiunge nulla al ombra del Serge nazionale?
netto sbilanciamento a favore di ovviamente se a farci godere di gruppo scozzese. Cop Syrup Certo, ma neppure Gainsbourg
quest’ultima, a dire il vero, tanto solito ci pensano Cure, Jesus strizza l’occhio agli Incubus per ha mai avuto il coraggio di ospi-
che le cose più dritte e dance And Mary Chain, My Bloody Va- ricordarci che sanno ancora tare due ex fidanzate (Keren
paiono quasi fuori posto, senza lentine, DIIV, Beach House... La scrivere quelle cose là. Provano Ann e Chiara Mastroianni) oltre
però che il resto riesca a coinvol- camera da letto può essere un a rinnegare in parte Ellypsis l’attuale (l’attrice Anais Demou-
gere fino in fondo. bel posto dove passare l’estate. ma non basta. stier) in un solo disco.
ANDREA POMINI LETIZIA BOGNANNI NICHOLAS DAVID ALTEA FRANCESCO VIGNANI
70/100 80/100 52/100 81/100
RUMOREMAG.COM | 57
BLACK METEORIC STAR BORIS
DISCO NO
VOLUMINOUS ARTS SARGENT HOUSE

Gavilán Rayna Russom rispol- L’eterno ritorno dei Boris. Una


vera il più technoide alias Black band che in tutta la sua carriera
Meteoric Star, per un’ode in ha esplorato e continua inesau-
forma di triplo 12” alla discoteca sta a esplorare tutto l’esplorabi-
come catalizzatore di energie, le del continente “metal”. E va
spazio di liberazione, mondo. anche oltre. È come se volessero
Quasi due ore di pompa sporca e ancora “imparare” qualcosa da
analogica, senza preoccupazioni stili/attitudini del passato. E le
di forma o durata: 19 minuti di mostruose chitarre sono sempre
linee funk sepolte da squarci ca- lì. Ogni volta è un ricombinare
vernosi e improvvisazioni (Fluid vecchi elementi per ricreare
Feline Forms), 12 di techno pop dall’interno qualcosa di nuovo e
e folate di tensione (Disorienting inascoltato. Tutto e il contrario
Shapes), 15 di techno cosmica di tutto: heavy metal, doom,
e dissonante (I’m Unmelting), hardcore, black, shoegaze/

BOB MOULD
nove di boogie con cantato sopra metal, noise, psych metal, emo
le righe (Freaks Only, titolo per- metal, ecc. Se Love Evil (per
fetto). Più brevi ma altrettanto la Third Man) era un festival
efficaci l’electro sporca di acido di squisite rasoiate e feedback
di A Charm Against The Evil shoegaze, No ritorna al classico
That Men Do, l’acido e basta di metalcore (Anti-Gone), alter-
Apparitions On A Dance Floor nato a bombastiche deiezioni
BLUE HEARTS e Quincox, il delirio high energy black/doom (Zarkalo). Sempre
MERGE di Muscle Machine, la techno tutto rimodellato dalla loro fine
distorta di Purr Attraxxxxion. e torturata sensibilità.
Difficile uscirne indenni. CLAUDIO SORGE
Bob Mould è un personaggio ANDREA POMINI 76/100
più contraddittorio di 81/100
quel che si possa pensare.
L’entusiasmo del pubblico
per la sua fase più recente
(che da Silver Age a Blue
Hearts ha prodotto cinque
dischi in otto anni) ha
finito per dipingerlo come
una specie di nonnino
punk col barbone bianco
e il sorriso perennemente TIM BOWNESS BRIGHT EYES
stampato in viso; all’atto LATE NIGHT LAMENTS DOWN IN THE WEEDS,
pratico parliamo di un
INSIDE OUT MUSIC WHERE THE WORLD ONCE WAS
DEAD OCEANS
artista che, a dispetto di un Da 30 anni membro di quella
nome ingombrante e di una discografia incommensurabile,
schiera di eletti britannici che E se, dopo aver (troppo?) cele-
si è opposto per 25 anni a ogni forma di reducismo hardcore.
hanno cercato una via possi- brato l’enfant prodige e sbadi-
La stessa ambiguità alla base dell’idea che uno dei principali
bile fra avanguardia, memorie gliato di fronte all’adulto, ci tro-
protagonisti del divorzio tra hardcore e politica stia bussando
progressive e pop sofisticato. In vassimo solo ora davanti al Conor
oggi alla porta con il suo disco più inquieto e schierato di
coppia nei No-Man con Steven Oberst vero e proprio? Due indizi
sempre. Difficile imbastire un processo alle intenzioni, nel
Wilson (il loro Flowermouth fanno una mezza prova, a som-
caso di specie. Le stagioni della vita sono quelle che sono, la
maturità costringe a far bilanci e rivedere certe inflessibilità, del 1994 è uno dei dischi più mare questo ritorno dopo quasi
ed è vero che Mould ha abbandonato ogni ambizione di ricerca sottovalutati di quel decennio) o un decennio dei Bright Eyes
per accettare una cattedra da insegnante – di fatto la tracklist con i suoi lavori solisti successivi all’ottimo Better Oblivion Com-
di Blue Hearts contiene un’altra dozzina di declinazioni della (a partire dal brillante Flame) è munity Center del 2019 in coppia
stessa canzone di Bob Mould. Ma è anche vero che l’alternative rimasto sempre fedele a quella con Phoebe Bridgers. Non che
ha imboccato una direzione più flessibile, compromessa, narrazione. Il sesto disco a suo molto sia cambiato negli anni,
smorzata e - nel complesso - noiosa, che quasi tutti abbiamo nome lo rilancia come autore, fra qualche ancheggiamento alla
imparato a riconoscere come normalità, e che gli stimoli al in grado di sposare eleganza Dylan, gli abboccamenti di routi-
di fuori non sono più così tanti. In questo senso Blue Hearts compositiva con lirismo oscuro e ne col melò e la verbosità di uno
assolve almeno a un valore culturale: ci ricorda da dove cosciente dei tempi che viviamo. che probabilmente manda vocali
veniamo, ci fa una sacrosanta ramanzina e ci assolve con un L’umbratile sussurro tenorile da sette minuti agli amici. Ma
bonario calcio nel culo. La miglior forma di boomerismo su insegue l’eco dei No-Man di questo è l’ex ragazzo di Omaha
piazza: fosse rimasto qualche dubbio in merito al fatto che il I’m Better Now, sfiora l’algidità in fondo, solo ora meno pudica-
“nuovo” Bob Mould ci sia o ci faccia, Blue Hearts risponde passionale di David Sylvian in mente pop e capace di ritmi più
con la certezza incrollabile di un entusiasmo che nei momenti Darkline (con il sintetizzatore sereni. Oltre che con la sicurezza
migliori sembra farina del sacco di un gruppo di sbarbi. di Richard Barbieri), raggiunge di uno che vicino al dimentica-
FRANCESCO FARABEGOLI una confidenzialità matura in toio è già stato messo una volta e
85/100 The Hitman Who Missed, per un talento che, per quanto Oberst
tornare a convincere. ci provi, resta più forte di lui.
MAURO FENOGLIO FRANCESCO VIGNANI
72/100 78/100
58 | RUMOREMAG.COM
RECENSIONI GLI ALBUM SETTEMBRE 2020

PSYCH
PSYCH

BUZZARD BUZZARD BILL CALLAHAN


BUZZARD GOLD RECORD
NON-STOP DRAG CITY
COMMUNION/CAROLINE RED MESA
Non materiale da disco d’oro, THE PATH TO THE DEATHLESS
Quanto al fatto che i BBB siano ovviamente, al massimo ritmi DESERT
rétro, non ci piove: il meglio del genere se Shepherd..., ri- Il paradosso dei Red Mesa è che hanno fatto un
pop glam del 1972/73. In primis torno del 2019 dopo sei anni di ottimo disco, ma che è anche il loro limite. Cioè,
Marc Bolan, del quale l’apertura assenza, dista appena 14 mesi da non sai se l’hanno fatto loro o… gli Obsessed, o
del disco, Double Denim Hop, questo GR. E mezzo anno luce addirittura si tratti del ritorno degli Spirit Caravan.
ricorda in modo sfacciato Get dal punto di vista sonoro, con le Perché i brani più potenti e pregnanti di The Path
It On. Ma detto questo, pare strutture morbide ed elaborate To The Deathless - puro fiammeggiante desert
che i media inglesi, “Guardian” a cedere il passo al vecchio e più stoner blues - sono proprio la title track e Desert Moon, lisergiche
in testa, abbiano accolto bene i austero Callahan in dieci pezzi preghiere sciamaniche cantate dalla voce cruda e così espressiva
BBB, ed è strano perché di solito via via più asciutti. Spesso da di Dave Sherman, e il blues indiano di Disharmonious Unit, in cui
non sono così teneri con i reviva- buona la prima e lasciati volu- invece canta Wino. Praticamente i Red Mesa sono una backing band
listi. Questi ragazzi gallesi capi- tamente abbozzati, ma l’umore per loro, Wino e Sherman, interpreti dalla personalità straripante.
tanati dal carismatico Tom Rees resta ottimo: “Hello, I’m Johnny Peraltro sono ben costruite e strutturate, le loro composizioni, e alla
sono davvero bravi. Acchiappa- Cash”, scherza ad esempio in fine il disco è fatto così ed è assolutamente un gran disco.
no con le loro spartane melodie apertura di disco (una Pigeons 80/100
rock’n’roll e quel gusto beat- modellata dalla chitarra di Matt
lesiano rock alla John Lennon Sweeney), con il marito innamo-
che è poi tipico dell’era glam, rato a tornare nella rilettura di A CURA DI CLAUDIO SORGE
quando appunto Lennon fece il Let’s Move To The Country e la
suo album e lo chiamò Rock And serenità di As I Wander in coda. DARK FOG MONARCH
Roll (vabbe’, erano tutte cover). Lavoro che nasceva per accom- ESCAPE INTO ENOUGH IS ENOUGH
Long Day Free Day per dire è pagnare il tour di quest’anno: THE PSYCHEDELIC LANDSCAPE LIVE AT STEEL MILL
una roba del genere. Così come date inevitabilmente saltate, an- CARDINAL FUZZ AUTOPRODUZIONE
From Late Night City è un tipico damento ondivago da (discreto) Un sound Ritornano gli
instrumental rock anni 50. disco minore a rimanere. rumoroso, psiconauti di
CLAUDIO SORGE FRANCESCO VIGNANI ridondante, San Diego con
73/100 73/100 forse un po’ un live. Quattro
confuso. Fuzz tracce. Sempre
psichedelia sulla scia di certi
sulfurea, ribollente. Senza Allman Brothers, per sapori e
direzione, come dentro in calori southern ’70, ben espressi
un’oscura nebbia. Da cui il attraverso quel sound con
nome della band, presumo. chitarre armonizzate, e sempre
Sparsi momenti blues jazz inclini a certe fughe heavy
oscurati da flussi psichedelici psych confinanti con atmosfere
soffocanti (Link Celestial) si space prog. Sebbene ci sia a
CRACK CLOUD DENNIS DEYOUNG amalgamano a incanti psych tratti, come dire, un po’ troppa
PAIN OLYMPICS 26 EAST: VOLUME 1 mediorientaleggianti. Se avete autoindulgenza “emotiva”, in
TIN ANGEL FRONTIERS
apprezzato i dischi di Aqua queste ficcanti melodie che si
Nebula Oscillator, Spacemen 3, espandono irrefrenabilmente.
Vero, un elenco telefonico di A Dennis DeYoung, che compie
Heads, i DF sono in questa scia. 72/100
generi è il modo più fastidioso oggi 50 anni di carriera, dob-
per iniziare una recensione. Ma biamo molte cose. Negli anni 70/100
poco è difficile come riassume- 70 l’aver trovato un punto in
re un debutto da 29 minuti in comune tra il prog rock, il musi-
DAVI RODRIGUEZ
DE LIMA BUFFALO FUZZ
cui, dopo un avvio da Arcade cal di Broadway e il pomp rock FANTASMA VOL. II
Fire post punk, il seguito pre- creando di fatto una matrice SULATRON AUTOPRODUZIONE
vede elettronica kraut, Bowie sonora che, in America, resiste
Possibile un Arrivano dalla
berlinese, disco DIY, Massi- ancor oggi. Se ne accorse Lloyd
Syd Barrett… turbolenta
ve Attack in crisi di panico, Webber che lo volle coautore di
anni 90? Mi Minneapolis.
avanguardia hip hop e riff da alcune musiche di Jesus Christ
immagino Ad ascoltarli
Human League riletti dai Devo. Superstar. Dennis DeYoung che, nel 1988, vengono in
Fermandoci ai riferimenti più non ha mai smesso di suonare, un confuso mente i Golden
ovvi, oltretutto. Lasciando né rinunciato alla sua cifra musicista di Seattle infatuato Grass, i migliori Black Keys
così fuori una storia anche più stilistica (a prescindere dal dal primo Barrett se ne sia con un’attitudine sleazy classic
incredibile, con i sette (ma il successo di mercato) e 26 East: uscito con un disco come rock anni 80 – cori levigati,
gruppo è a geometrie variabili) Volume 1 ne è l’ennesima dimo- questo. Un sound sfilacciato una certa facilità di melodie – e
a essere tutti ex tossicodipen- strazione. Non è musica di un e narcotico, elettricamente anche i Picture Books per il
denti impegnati nei centri tempo che fu: è musica sempli- sconclusionato e isterico simbiotico rapporto a due tra
di recupero di Vancouver. cemente senza tempo, in cui la per molti versi, e talvolta chitarra, batteria e nient’altro.
Una gioia per le orecchie, a melodia sposa l’hard rock, che sognante, teneramente I Buffalo Fuzz scrivono ottime
lasciargli tempo di crescere. E si unisce all’enfasi musical, che psichedelico (Neblina canzoni. Buffalo Stomp, ad
un esempio di come suoni tanto torna con grandeur alla forza Rosa). Lui, Davi, è in realtà esempio, ispirata dal riff di una
sfruttati possano essere ancora letterario/narrativa del prog un brasiliano solipsista vecchia canzone degli Spooky
tremendamente eccitanti, se degli anni 70. Con un’eleganza trapiantato in Germania che Tooth, The Wrong Time.
affrontati con una così feroce sostanziale che anche oggi ha parla di anime migranti. 78/100
voglia di riscatto. ben pochi eguali. 74/100
FRANCESCO VIGNANI MARIO RUGGERI
77/100 77/100 RUMOREMAG.COM | 59
HIP HOP

HIP HOP

THE DEATH WHEELERS DISCLOSURE


DIVINE FILTH ENERGY
RIDING EASY ISLAND
ODDISEE
ODD CURE Essere una brava band stru- Dal precedente album Caracal
OUTER NOTE mentale non è impresa da tutti. sono trascorsi ben cinque anni,
Il rap di Oddisee non può prescindere da jazz, soul Dick Dale And The Arrows erano durante i quali i fratelli Lawren-
e funk, né da uno sguardo attento sulla società. dei fenomeni del post surf. Lo ce hanno continuato a pub-
Odd Cure lo ribadisce, prima riflettendo sugli Stati stesso Rudi Protrudi nella sua blicare singoli ed EP, come ad
Uniti odierni a partire dallo stravolgimento che incarnazione/omaggio a Link aggiustare progressivamente il
la pandemia ha innescato nel quotidiano (il disco Wray – Link Protrudi – era stra- tiro prima di trovare un nuovo
è nato durante un periodo di autoisolamento), ordinario. Per non parlare del equilibrio sonoro convincente.
e poi puntando sul soul come influenza più rilevante per sommo e originale Link Wray, È così che è nata la collabora-
valorizzare questi pensieri. È riduttivo parlare solo di rap dal quale tutto ebbe inizio. Eb- zione con Fatoumata Diawara,
perché, oltre alle parti cantate - anche in falsetto -, a introdurre bene, a vederli e a leggere quello che qui bissa nella splendida
le canzoni di Odd Cure ci sono vari skit in cui l’artista dialoga che si dice(va) di loro, novelli Douha (Mali Mali), ed è sotto
con i suoi cari trasmettendo una buona dose di serenità, quindi Surfisti Strumentali Metallici forma di singolo anonimo, a
le parole (davvero centrali nel disco) non sono affatto solo della Morte, ero più che eccitato “etichetta bianca”, che è uscita
rappate. Oddisee è semplicemente un musicista afroamericano dai Death Wheelers. Poi la delu- alcuni mesi fa la travolgente
contemporaneo. sione. Il primo disco, I Tread On title track, caratterizzata dalle
75/100 Your Grave, e ora questo sopho- parole del motivatore Eric Tho-
more. Puri poseurs tarantiniani mas. Fra gli 11 episodi di Ener-
A CURA DI LUCA GRICINELLA con una totale mancanza di gy è forte anche la presenza di
immaginazione. Brani tutti più o artisti hip hop, da un Mick Jen-
meno simili. Alla fine, solo noia. kins alle prese con la vellutata
LOGIC BLU & EXILE CLAUDIO SORGE UK Garage di Who Knew? al di-
NO PRESSURE MILES rompente Slowthai, che affianca
DEF JAM DIRTY SCIENCE
57/100
Aminé in My High, passando
Forte di un Dopo otto anni, per Common e la rediviva Kelis.
grande succes- Blu & Exile fir- E i fratelli? Sempre impeccabili.
so, spesso non mano un altro GIORGIO VALLETTA
supportato dalla disco insieme. 79/100
critica, Logic, Un doppio
a 30 anni, ha album com-
annunciato che questo è il suo posto da 20 brani che hanno
ultimo album, dando seguito come punto fermo l’omaggio
all’inflazione di questi procla- alle radici, a partire da attivisti
mi noiosamente definitivi. Tra e artisti ispiratori (vedi Roots
citazioni e omaggi (i più evo- Of Blue). Musicalmente spic-
cativi agli Outkast di Elevators cano i riferimenti al blues e,
e SpottieOttieDopaliscious), soprattutto, al jazz. Un disco
il disco scorre liscio, con una classico, d’altri tempi nel bene BOB DYLAN EZRA FEINBERG
certa uniformità di toni ma (deve sedimentare, non è usa ROUGH AND ROWDY WAYS RECUMBENT SPEECH
anche un livello medio che non e getta) e nel male (si poteva COLUMBIA RELATED STATES
soffre di cali. osare di più).
65/100 66/100 Raccontare in 800 battute il Già nei Citay e nella prima for-
disco di un premio Nobel che mazione dei Piano Magic, Fein-
come dice withmanianamente berg firma un secondo album al
CURREN$Y di se stesso “contiene moltitudi- passo coi tempi e con i loro corsi
& HARRY FRAUD LARTISTE ni”? Non proviamoci neanche. e ricorsi. Sdoganata la new age,
THE OUTRUNNERS COMME AVANT Non basterebbero neppure per il chitarrista e compositore sta-
JET LIFE ZAYN elencare il name dropping im- tunitense (con John McEntire
petuoso che scorre nelle canzo- alla batteria) la sfiora e anche
Quarto lavoro Di origine
ni. Di Rough And Rowdy Ways più in queste sei tracce lunghe
congiunto per marocchina,
Currenṩy e cresciuto nel (“modi rozzi e rissosi”, titolo iro- e avvolgenti, integrandola in
Harry Fraud. Se dipartimen- nico perché negli ultimi 20 anni modo sapiente con ambient, mi-
il rapper resta to parigino mai come in questo caso Dylan nimalismo, kraut rock meditati-
uno dei più 93 - “patria” si è sforzato di essere meno ar- vo e fusion. L’arpeggio acustico
prolifici in circolazione (circa di molti rapper -, il 35enne ruffato musicalmente e sbilenco che accoglie flauti e sintetizzato-
85 uscite firmate negli ultimi Lartiste si muove principal- nel cantare) avrete già letto tutto ri di Aquainted With The Night,
20 anni), il producer newyor- mente tra urban pop, afro e e si spera l’abbiate anche ascol- che acquista potenza per strada.
chese, dopo un periodo sotto i latin trap. Già dal suo primo tato. Bene: ascoltatelo ancora. L’altro crescendo, più funky e
riflettori nei primi anni 10, ul- album solista si capiva come E ancora. Ultimo tassello di un sincopato, di A Spider Painted
timamente era meno quotato. la concezione del rap di Lar- mosaico poetico senza eguali. Over. La pulsazione estatica di
Suoni morbidi, campionamen- tiste fosse aperta a più stili e Ci sono il respiro della Storia e i Palms Up verso poliritmi che
ti soul, ospiti di rilievo (tra cui suoni e oggi questo percorso doppi o tripli sensi, l’arroganza sanno di Africa occidentale.
Connway The Machine di Gri- ha raggiunto l’apice. Se ancora e l’umiltà, la mortalità incom- L’intreccio di Rhodes e chitarra
selda Records e Wiz Khalifa) e si vuole parlare di rap va detto bente e l’eternità dietro l’angolo. slide su tappeti sintetici della
rap di qualità. che è molto popolare. Molto più di un capolavoro placida title track. Il resto è
69/100 53/100 senile: un disco mondo, e quel ancora un po’ troppo, ma la so-
mondo si chiama Dylan. stanza c’è eccome.
CARLO BORDONE ANDREA POMINI
95/100 75/100
60 | RUMOREMAG.COM
RECENSIONI GLI ALBUM SETTEMBRE 2020

THE FLAMING LIPS FRED UND LUNA FUTURE JACK GARRATT


AMERICAN HEAD IM WELTENRAUM HIGH OFF LIFE LOVE, DEATH & DANCING
BELLA UNION COMPOST FREEBANDZ/EPIC UNIVERSAL

Dice Coyne di aver sempre visto i Tornano i due manichini im- Pezzo indistinguibile dal sin- Aveva il futuro apparecchiato,
Lips come un gruppo provenien- maginari della boutique di Kar- golone trap “medio” del mo- il povero Garratt: lo stesso Brit
te “dalla terra”, ma di aver pro- lsruhe, con un altro dispaccio mento, pezzo indistinguibile Award per esordienti vinto
vato a pensarli per AH come una “elektrokraut/krautelektro”. dal precedente e, per non farsi dalla giovane Adele, un debutto
band a stelle e strisce nella tradi- Così ha battezzato la loro musica mancare nulla, altro pezzo in- (Phase del 2016) che doveva
zione dei Grateful Dead o Parlia- Rainer Buchmüller, che li ha distinguibile dai primi due. E mandare in pensione James
ment. Premessa lineare, per una creati e ne cura l’attività, proiet- così via, per 70 minuti, un’ora Blake e le classifiche in dolce
volta. C’entrasse qualcosa con tandoli questa volta nello spazio e dieci di trap indistinguibile. attesa. Nulla di tutto ciò è suc-
un disco americano al massimo del titolo, secondo una tradizio- Se è questo il campione del cesso, ovviamente. E LD&D
nella passione del paese per gli ne tedesca ormai classica. Più genere a stelle e strisce, beh, racconta proprio questo, fra
oppiacei, se quello che resta fra che in passato prevale dunque per il Futuro c’è poco da stare depressioni, disillusioni e voglia
le dita è il gemello ancora più una netta fascinazione kosmi- allegri. Sia chiaro, ho torto io: le di mollare tutto dopo il primo
dopato – e grondante riferimenti sche, quel senso di esplorazione classifiche continuano a dar ra- round. Solo che, se più che ri-
alle droghe - dell’eccellente The e scoperta tramite sintetizzatore gione al bad boy di Atlanta, con spettabili sono i dubbi privati,
Terror del 2013. Stessa la mano che abbiamo imparato ad amare un nuovo album, l’ottavo della quelli pubblici restano pressoché
al mixer (un Dave Fridmann con i grandi del genere, ma con carriera, che raggiunge la prima gli stessi. La tendenza a rimpol-
di ritorno) e stessa la capacità una presenza ritmica maturata posizione: l’evoluzione e lo stile, pare i brani fino a sfiorare un
di ancorarsi a un’atmosfera, nel 2020. Esplicita nella acid però, son proprio un’altra roba. prog per millenial, e sempre lo
con l’assottigliarsi della voce di house pura di Säure 5, ma inte- Una valanga di produttori “di stesso è il vizio di rifugiarsi nelle
Coyne a rendere ancora più do- ressante soprattutto quando si grido”, tutti gli ospiti giusti per (notevolissime) corde vocali
lorosa la solennità delle ballate infiltra fra gli strati sintetici e le far parlare del disco (i colleghi nei momenti difficili. Insieme a
di un disco enigmatico ben oltre melodie sognanti in modo meno di classifica Travis Scott e Lil una scrittura schizoide più che
le premesse. Soprattutto se il esplicito (Nonstop su tutte). Da Uzi Vert, oltre all’immancabile avventurosa: per arrivare da uno
momento di massimo lindore In Die Weite Welt Hinaus e Mo- Drake) ma a fine ascolto non c’è irriso in quanto troppo blando,
risponde al nome di Mother, I’ve nosong, invece, gli omaggi più un brano che rimanga in testa. LD&D offre più emicranie che
Taken LSD. fedeli al passato. DAVIDE AGAZZI momenti degni di nota.
FRANCESCO VIGNANI ANDREA POMINI 45/100 FRANCESCO VIGNANI
75/100 78/100 60/100

ARMAND HAMMER SHRINES


BACKWOODZ STUDIOZ

L’omicidio di George Floyd da parte della polizia di Minneapolis ha L’ha acquistata per costruire uno zoo; un’utopia per risollevare
riaperto la questione della partecipazione. Qualsiasi voce pubblica si il suo quartiere dal degrado. Come conferma il fratello alla fine
è sentita chiamata a schierarsi. Con prese di posizione nette o gesti di Pommelhorse. Sogni costruiti dall’immondizia, fotografati da
simbolici. Nel mese di maggio, la CNN ha seguito quotidianamente uno spoken word che guarda in faccia la burla del mondo. Per la
le proteste di BLM, dimenticandosi totalmente della pandemia, prima volta, vengono chiamati a raccolta beat maker d’eccezione,
mentre il virus iniziava a galoppare nel sud del paese. L’importante da Earl Sweatshirt a Kenny Segal ad Andrew Broder. E ospiti, che
era, qualsiasi cosa volesse dire, esserci. Ecco, tutto questo non accompagnino il rapping criptico di Elucid e quello più svagato di
interessa i rapper di Brooklyn, Billy Woods ed Elucid. La loro Woods. KeyiaA fra i cubismi di Charms, Quelle Chris fra i tasti jazz
Backwoodz Studioz è sempre stata voce per osservatori della di Frida, Moor Mother nel neo soul agit di Ramses II. Un universo
realtà e della strada, senza pretendere onori. Al quarto album, di parole per una situazione non più sostenibile, che scelgono di
dopo gli incendiari Rome e Paraffin, il duo si dichiara annoiato essere ritratto surreale piuttosto che formale militanza. Astrazioni
dall’apocalisse, ma ancora più deciso a dare dignità poetica alla Clouddead, ma coscienza del ‘hood, per il disco hip hop più
realtà. A partire da una delle copertine dell’anno. Un poliziotto stralunato e incisivo dell’anno.
di NYC, guardato a vista da una tigre del Bengala, che ruggisce MAURO FENOGLIO
dietro ad una finestra. Il suo padrone è l’operaio Anthony Yates. 83/100
RUMOREMAG.COM | 61
GOTICA

GOTICA

BEBEL GILBERTO GLASS ANIMALS


AGORA DREAMLAND
PIAS POLYDOR
ERIC CLAYTON AND THE NINE
A THOUSAND SCARS Un disco morbido su cui far Gli ultimi due anni dei Glass
ECAT9 atterrare le foglie e la pioggia Animals non sono stati una
d’autunno. Dopo sei anni di passeggiata: non bastasse l’in-
“In the space between us is the sign of life”. Apre
con toni di rinascita e continuità spirituale il sen- silenzio, tormentati da lutti cidente e la riabilitazione di Joe
tiero neo Saviour Machine di Eric Clayton. Un a ripetizione e stati d’animo Seaward, ecco il lockdown a ral-
rientro atteso, specie dopo la recrudescenza della non certo solari, la cantautrice lentare progetti e flussi creativi.
malattia, il suo graduale ed eroico superamento, brasiliana si affida a Thomas Nonostante questo Dave Bayley,
e le dovute onoranze nei riguardi della dipartita Bartlett per cucinare 11 tracce instancabile autore e produt-
di Bowie (metal sinfonico a parte, da sempre il fulcro ispirativo in salsa indie pop senza rinun- tore, ha messo in fila ricordi
insieme a Peter Gabriel). Nell’attesa della versione autorizzata ciare alle spezie tropicali. Ci d’infanzia e scarti emotivi dando
di Legend III:II, i Nine proseguono mirabilmente nel solco ci- dev’esser stato da lambiccarsi vita a Dreamland. Dopo averne
nematico, rivelatorio e art rock operistico, del progetto madre. il cervello a scegliere i singoli: posticipato l’uscita in segno
Anzi, nell’attraversare episodi come Revelation Mine, American la scelta è ricaduta sull’elegante di solidarietà per le proteste
Whore, Where It Stars, la cureiana In The Lines o The Space Bolero, quasi senza beat, e sulla del Black Lives Matter, il terzo
Between Us, si scorge nei fatti la continuità estetica tra Saviour più vivace Na Cara, in cui nei album degli oxoniensi è arrivato
Machine II e la seconda fase di Legend: la sua sintesi e il suo svi- giochi e nei contrappunti tra in piena estate ma conserva la
luppo lirico formale. Si custodisca il sigillo. ritmo e percussioni esplodono freschezza, il gusto e la cura dei
87/100 la classe della cantante e del suoi predecessori. Allo stesso
A CURA DI STEFANO MORELLI produttore. Si osa nell’eterea tempo, bagna di una velata tri-
Yet Another Love Song, resta stezza un pop psichedelico e spa-
LAMIA VOX sospesa nell’aria Cliché, è più ziale che flirta con l’R&B e il rap.
IAN ARKLEY ALLES IST UFER, fisica Raio, è davvero spaziale Se Tangerine è l’ottimo biglietto
ONE EWIG RUFT DAS MEER Teletransportador. Bebel sem- da visita di Dreamland, Space
OPA LOKA CYCLIC LAW bra cantare alle stelle, o forse Ghost Coast To Coast guarda al
Con alle spalle Nei codici mi- sono loro che ci parlano attra- passato e Heat Waves segna il
un curriculum stico/ermetici, verso lei. Bel dubbio. picco qualitativo dell’album.
di riguardo nel nella ricerca PAOLO FERRARI FERNANDO RENNIS
metal estremo, estetico/sim- 84/100 78/100
Seventh Angel bolica, i Lamia
e Ashen Morta- Vox contribu-
lity tra gli act di iscono a quel
riferimento, oggi Arkley pro- livore artistico che rintraccia
muove una ricerca totalmente nel neo classicismo romantico,
strumentale in seno al tema ne- nel folk arcaico ed etnico, non-
ofolk, psichedelico e ambienta- ché nel ritratto neo medieva-
le (anche in spunti organici neo lista, i fondamenti del proprio
CMI, vedi Reliquary). One deve sentiero lirico. Da cogliere
il suo retaggio alla corrente nuovamente, se amate Dead MICHAEL GRANT DAVID GRUBBS
neo pagana, quella che in War- Can Dance, Ataraxia e Arcana. & THE ASSASSINS & TAKU UNAMI
druna, Negura Bunget, Faun 85/100 ALWAYS THE VILLAIN COMET META
e ultimi Blood Axis, ha i suoi FRONTIERS DRAG CITY
rappresentanti più celebri.
77/100 È tutta in Always The Villain David Grubbs è un artista rico-
l’esperienza di Michael Grant: noscibile al primo accordo, per
soprattutto i cinque anni al suoni e interpretazioni capaci di
ORPLID STEVE ROACH servizio degli L.A. Guns. Lì ha evocare paesaggi solitari e ma-
DEUS VULT A SOUL ASCENDS assorbito la grande legge dello linconici. Comet Meta approfon-
PROPHECY PROJEKT street (che negli L.A.Guns fu in- disce le dinamiche già esplorate
Greifenherz Steve Roach nanzitutto ripresa del punk ame- in Failed Celestial Creatures
fu un ottimo non si ricano di fine anni 70 e del glam) (esordio del 2018), consegnando
capitolo nelle smentisce, e fondendola con la sua personale un album dal profondo senso
sue collocazioni nella famiglia storia con gli Endeverafter, hard narrativo. La poetica delle sei
folk industriali. ambient alternative band di ben poca corde di Grubbs e l’astrattismo
Deus Vult, che meditativa fortuna. Gli Assassins sono il elettroacustico dello sperimenta-
arriva oltre un decennio dopo di casa Prophecy assurge suo riscatto. Un disco di hard tore Taku Unami emergono nelle
con l’urgenza di risvegliare a ruolo di guida con Alio rock moderno, le cui radici sono carezze post rock di Nothing Left
la culla Europa, rilegge il Die. Si tratta di esplicito principalmente nel suono del To Hear But The Night e The
laccio acustico tradizionale non dualismo, manifestato nuovo millennio: un genere che Furthest Farthest, nel nervoso
in una luce più complessa attraverso il medium sonoro. oggi quasi più nessuno affronta. fingerpicking su una esultante
e matura, cesellando i suoi Qui si rintracciano tre stanze Micheal Grant lo fa invece con folla alla maratona di New York
ricorsi tematici in attente per una durata complessiva di grande classe. Sembra di tornare (Comet Meta) e nelle suggestioni
rifrazioni wave, neo classiche circa 70 minuti, in una danza a tutto quanto accadde dopo la dark ambient di Mirror Auction
ed elettronico minimaliste. che mira a trascendere tempi fine del grunge. Canzoni ampie, At Echo Decor e Heart Of The
Dunkle Stunde vede anche e spazi dell’ordinario. Potrà rette da una malinconia nasco- Thrumming House. Le scarne e
la partecipazione di Katrin incuriosire anche gli amanti sta, nervose e a tratti scure. De- austere note di pianoforte, su vi-
Lindner (icona rock nell’epoca della corrente sinfonico cisamente una buona prova. sionari echi elettronici, chiudo-
della DDR). minimalista. MARIO RUGGERI no la notturna Walking Corpse
83/100 73/100 72/100 In An Old House.
ANTONIO BRIOZZO
62 | RUMOREMAG.COM 78/100
RECENSIONI GLI ALBUM SETTEMBRE 2020

HAIM JON HASSELL CHARLES HAYWARD JIM BOB


WOMEN IN MUSIC PT. III SEEING THROUGH SOUND CROSSFADE ESTATE POP UP JIM BOB
COLUMBIA (PENTIMENTO VOLUME TWO) KLANGGALERIE CHERRY RED
WARP
Alle tre sorelle di Los Angeles Registrato nel 2005 in dieci ore Jim Bob era assente dalle scene
(insieme a gente come Vampire Ovviamente non è possibile di session, successivamente edi- dal 2013 e, diciamocelo, le cose
Weekend o Clairo) toccherà il inventare due volte la ruota, tate e riassemblate, presso l’Al- non sono andate esattamente
compito di difendere la fortezza soprattutto quando le pietre di bany di Deptford, Londra, hub come auspicato ai tempi dei
del buon gusto nel pop america- paragone sono dischi come il dedicato all’arte radicale, sfrut- Carter USM. Non tanto per lui,
no più comunicativo, tenendosi miliare Fourth World, Vol. 1: tando un mixer a 24 piste appe- quanto per l’Inghilterra intera.
lontane dalla degenerazione del Possible Musics. Ma l’83enne na installato, Crossfade Estate Per questo oggi vige un cupo
mainstream. Il loro terzo album Hassell lo sa benissimo, tanto avrebbe dovuto uscire origina- clima di smobilitazione. Ama-
è segnale di maturità e visione che il “pentimento” del sottoti- riamente nel 2008. Ma 15 anni rezza e disincanto sono i perni
che si apre a nuove possibilità. tolo fa riferimento all’omonimo dopo il tempo non ne ha scal- tematici di un artista che non
La riedizione del luna park da termine pittorico, “ricomparsa in fito l’intensità. Nella mente di può fare a meno di descrivere
american graffiti poteva essere un dipinto di immagini, forme o Hayward una paradossale soap la realtà con stralunata ironia e
a rischio usura e allora meglio tratti precedenti, che sono stati opera con riff e temi ricorrenti con i mezzi di sempre: un indie
reagire agli schiaffi della vita modificati o sui quali è stato di- che fanno le veci dei personag- rock che pur senza l’urgenza di
(il diabete di Este e il cancro ai pinto”. Questo secondo volume, gi, coinvolgendo otto musicisti un tempo si barcamena fra chi-
testicoli del produttore Ariel ancora più del precedente e “ge- (tra cui Ashleigh Marsh e Chris tarre affilate, inserti elettronici e
Rechtshaid), rinnovando. mello” Listening To Pictures, fa Cornetto, entrambi a tastiere orchestrazioni. Jim Bob è ancora
Cade a fagiolo la presenza del intravedere in tralice toni e colori e fiati, e Sean O’Hagan: la sua un songwriter che sa trasfor-
maestro ricamatore Rostam del passato, ma il trombettista The Borrowers emerge limpida mare ogni brano in una giostra
Batmanglij, abile nello sposare statunitense resta un maestro e pop tra rumori d’ambiente), il colorata di citazioni e calem-
l’urgenza del trio. Il milkshake nel gestire spazi, silenzi, chia- disco si muove agile tra improv- bours. Dimostra inoltre di non
al veleno di The Steps, la dolce roscuri e filigrane, e così questi visazioni e forme strutturate, tra aver perso il fiuto per la melodia,
narcolessia di Gasoline, la pas- dieci brani amniotici e oceanici jazz angolare e improvvisazioni esibendo scampoli di classicità
seggiata sul lungomare di Sum- mostrano una freschezza solo in ad ampio raggio, all’insegna di brit(pop) che faranno la felicità
mer Girl sono frutti agrodolci di parte dovuta all’aver disegnato il una musica totale, irrequieta, in di coloro ha imparato ad amarlo
un’estate crudele. futuro più di 40 anni fa. costante movimento. sin dagli anni 90.
MAURO FENOGLIO ALESSANDRO BESSELVA AVERAME ALESSANDRO BESSELVA AVERAME DIEGO BALLANI
78/100 75/100 75/100 76/100

POLYMOON/
CATERPILLARS
KAIRON; IRSE! OF CREATION
SVART

Dalla Finlandia con furore. Un furore freddo e psichedelico. nuove imprevedibili direzioni. Più “dolci” e armoniosi i Polymoon
Due band, l’una già al quarto album, l’altra esordiente. di Tampere. Il loro album d’esordio si apre sulla stratosferica Silver,
Sorprendentemente simili come sensibilità e modus operandi. dalle improvvise sovrapposizioni di masse di suono, che altrettanto
“Enfatizziamo il caos psichedelico: ogni canzone crea la sua realtà, repentinamente poi spariscono, lasciando spazio a un sottostrato
in una visione surreale di panorami eterei” - dicono i Kairon; IRSE!. shoegaze, come fosse un lontano canto di sirene. Ma è il successivo
Che hanno già avuto lusinghiere recensioni da media come “The Lazaward che fa il botto: una navigazione interstellare alla… Giöbia,
Wire” e il “Guardian”. Una band splendidamente pretenziosa, ebbene sì, sublime vortice di effluvi transpsichedelici. E ancora
elegantemente cerebrale nell’enfatizzare il caos psichedelico riecco i My Bloody Valentine in Malamalama, tra trionfali esplosioni
suddetto. Un cocktail di pura volatilità fuzz gaze alla My Bloody di tastiere analogiche. Fino all’apoteosi finale di Metempsychosis,
Valentine con il gusto prog balzano dei Dungen. Ma supportato suite che non si pone limiti. Come ha scritto qualcuno: malinconia
da una ritmica pulsante e serrata. Mondi vorticosi che appaiono e ed euforia si alternano e miscelano continuamente nella musica dei
scompaiono, nell’esplosione di atmosfere celestiali. Mir Inoi sembra Polymoon. Come se fosse impossibile distinguere realtà da sogno.
un sogno di Canterbury totalmente trasfigurato. E Altaar Deseconds Possiamo chiamarlo progressive post moderno?
è una caleidoscopica estatica meraviglia. Il loro approccio sembra CLAUDIO SORGE
a tratti un po’ caotico, ma lascia continuamente aperte le porte a 81-82/100
RUMOREMAG.COM | 63
WEIRD RNR

WEIRD RNR

JUNE OF 44 KELEKETLA!
REVISIONIST: ADAPTATIONS AND KELEKETLA!
FUTURE HISTORIES IN THE TIME NINJA TUNE
COOL JERKS OF LOVE AND SURVIVAL
ENGLAND LA TEMPESTA Eterni Coldcut. È intorno a loro
NIGHT VERSUS DAY/TAPETALKS che prende forma Keleketla!, a
No, non è esattamente un partire dalla collaborazione fra
“Brexit, nazionalismo, stipendi bassi: benvenuti
in Inghilterra” recita il cartello appeso sulla porta nuovo album: la scaletta è il duo britannico e una serie di
che apre le 12 stanze comunicanti dell’album del sostanzialmente costituita da musicisti sudafricani. Basi stese
quartetto di Leeds. Post HC è fuorviante. Questo è remix (Matmos, John McEnti- a Soweto, lavoro successivo a
proprio hardcore che nuota a piene bracciate nelle re) e riletture di brani tratti da Londra, contributi da varie parti
acque reflue del post punk. Diciamo degli Idles più Anahata (Cardiac Atlas, una del mondo fra jazz, elettronica
rozzi senza alcuna narrazione attorno. La voce corrosiva di Dan Recorded Syntax che diventa e hip hop. Partecipano Shabaka
Colbourne percula la politica reazionaria in Tory Paradise, tra le “rerecorded”) e In The Fishtank Hutchings, Joe Armon-Jones,
punte più acuminate dell’album, si scaglia contro l’individuali- (Generate, una Modern Heredi- Tenderlonious, Tamar Osborn,
smo sfrenato (Ordinary People), s’interroga sul controllo nella tary Dance Steps che acquista il Sibusile Xaba e Yugen Blakrok,
minimalissima Eh, mentre ce ne stiamo al sicuro dei nostri lavori prefisso “post”). Eppure questi e Il suono viene da sé. Antico e
ben pagati, con camicie costose in cerca di figa (Modern Man). otto brani, che segnano il ritorno moderno insieme, pop in modo
Musica e parole d’impatto. Oggi ce n’è bisogno più che mai. in studio della band statunitense intelligente, con picchi nel
78/100 dopo una rimpatriata live del gqom con canti di protesta di
2018, in occasione del tren- Future Toyi Toyi, e in quelle che
tennale degli amici Uzeda, ce sono probabilmente fra le ulti-
A CURA DI MANUEL GRAZIANI li restituisce 20 anni dopo più me registrazioni di Tony Allen.
affilati e determinati di come Maestoso, inutile dirlo, nelle
OLDE BOI AND THE ce li ricordassimo. E siccome forme afrobeat con tiro elettro-
INJECT THE LIGHT SOUNDS IN HIS HEAD all’epoca erano una formidabile nico di Freedom Groove (con i
THE APOCALYPSE IS BORING OLDE BOI AND THE SOUND e inventiva anomalia post rock, fiati degli Antibalas e le voci dei
DIRT CULT IN HIS HEAD capirete che l’attesa di un vero Watts Prophets) e Papua Mer-
Da 15 anni GOODBYE BOOZY nuovo album dei June Of 44, a deka (con l’attivista e dissidente
Chris Mason Olde Boi è questo punto, si fa pressante. papuano Benny Wenda).
sguazza nelle cresciuto a ALESSANDRO BESSELVA AVERAME ANDREA POMINI
nicchia della Orange County 70/100 75/100
nicchia, por- con Ty Segall,
tando avanti la che omaggia
Dirt Cult Records. Non c’è da coverizzando
stupirsi, quindi, che con una Slaughterhouse in pieno stile
parte del cervello sintonizzata KBD. Ha completato l’album
su una vecchia e oscura com- durante il lockdown con l’aiuto
pilation punk e con l’altra su della fascinosa batterista della
un qualche album di Carter Ty Segall Band, Emily Rose
U.S.M. si sia chiuso nel semin- Epstein. E il cerchio si chiude
terrato per registrare questi in questa cassetta di Budget KEHLANI MADELINE KENNEY
cinque pezzi di “punk arrogan- rock crudo che non usa il lo-fi IT WAS GOOD UNTIL IT WASN’T SUCKERS LUNCH
ATLANTIC CARPARK
te e seducente che riflettono come coperta di Linus ma
sullo stato attuale del mondo”. come immanente forza espres- L’ascesa della stellina R&B di Il problema strutturale dell’au-
70/100 siva. Una piccola rivelazione. Oakland è un mix di successo trice di Oakland sembra sempre
75/100 alimentato da talent e relazioni essere l’incapacità di spingersi
sentimentali da ottovolante oltre la sua zona di conforto. Un
sentimentale. Una storia che cantautorato che attinge, timi-
SCHIZOS SWEET REAPER
SCHIZOS CLOSER STILL
sembra preparata a tavolino do, alle curve più gentili dell’in-
SWEET TIME ALIEN SNATCH! per tabloid e talk show, con die pop e del folk, preferendo
condimento di crolli mentali nascondersi dietro la sicurezza
Hanno esordi- Gli Sweet Re-
ed emotivi. Se non fosse che c’è delle carezze, senza mai davvero
to con un EP aper sono da
sempre stato un certo talento sfidare l’ascoltatore. Questo suo
intitolato Fuck bosco e da ri-
dietro la cortina del gossip, di terzo album non cambia la cifra,
Iggy Pop. I tizi viera, o meglio
di Nashville da spiaggia e da certo confermato da questo suo pur nelle differenze. Il suono
alzano il tiro cimitero: dac- secondo disco, pensato sull’orlo si fa più chitarristico e diretto
con il featuring di Satana che ché il trio di Ventura guidato della pandemia, intimo per vo- rispetto al passato. Le brume
maneggia un aspirapolvere da Seth Pettersen gioca con cazione. Movenze da vellutato di Cat Power non sono lontane
fuori giri nel primo pezzo un’estetica surf gotica. Ce li nu soul, che indagano eleganti in Be That Man, il rifugio dei
Driller. Seguono nove fulmini vedrei bene i NOFX suonare su sesso e sentimento, vulnera- tardi Fleetwood Mac a un passo
sonori, per un totale di 14 mi- Faster Getaway o intonare la bilità e apocalisse (privata). Se in Cut The Real. Spesso si ha la
nuti. Lo-fi punk per orecchie melodia acidula di Sad Eyes Everybody Business è la pietra sensazione di star ascoltando
foderate d’amianto. Terapia sulla tomba di Ian Curtis. Wi- tombale cucita dalla chitarra, su un clone dei War On Drugs
shock per l’acufene, tra colpi pers e sagace malinconia post tutto quanto d’inutile si è detto procedere a velocità di crociera.
di stoner menomato (BAR) punk su un’assolata spiaggia su di lei, Real Hot Girl Skit (con Solo l’intervento illuminato di
e GG Allin in vena hardcore californiana che vede Greg intro stradaiolo di Megan Thee Kurt Wagner dei Lambchop per
(Dead Routine, Banned In Ginn in veste di aiuto bagnino. Stallion) e Grieving (con James la solarità brillante di Sucker
Birmingham). 72/100 Blake al controcanto) sono not- alza di qualche punto l’anonimo
73/100 turni indizi di velleità. giudizio.
MAURO FENOGLIO MAURO FENOGLIO
68/100 62/100
64 | RUMOREMAG.COM
RECENSIONI GLI ALBUM SETTEMBRE 2020

INDIE

INDIE
KING NOMAD KLEIN
SAGAN OM RYMDEN FROZEN
RIPPLE MUSIC AUTOPRODUZIONE
SPECIAL INTEREST
Per quella “delicatezza occulta” Il fascino della musica pensata THE PASSION OF
con la quale i Blue Öyster Cult dalla produttrice di Londra NIGHT SCHOOL
trattarono ciò che nei primi ’70 Sud sta nella capacità di far Nella New Orleans dei nativi digitali non ci si aspet-
fu definito - alcuni sostengono emergere storie, da patchwork terebbe sbocciassero ragazzi in fissa con la Londra
proprio per loro - avanguar- di suoni e ispirazioni assemblati del Batcave, immersi con l’anima nei suoni anni 80
disticamente “heavy metal”, i come brandelli di memoria. Se della Berlino neue deutsche welle e con il corpo nei
King Nomad possono essere il precedente (monumentale) sobborghi della Chicago marchiata Wax Trax, più
accostati alla inarrivabile band Lifetime era un’indagine giovane giusto di qualche anno. Ipercinetici con
di Eric Bloom e Buck Darma. sulle radici, la nuova l’adrenalina in circolo costante dietro al battito di una drum machi-
Basterebbe solo sentire il brano autoproduzione ha l’aria di ne programmata al ritmo degli Underworld più spregiudicati, una
che sta all’inizio del loro terzo faccenda privata. Registrato in coscienza sociale che impedisce l’ovvietà e una evidente passione
album, Omniverse. Rispetto ai solitaria, con chitarra, rumori per certo post punk: Siouxsie e Virgin Prunes ma anche Einstürz-
precedenti, Sagan Om Rymden e campionamenti, nelle ore ende Neubauten, DAF e Malaria, tanto per non farsi mancare nulla.
presenta canzoni splendida- piccole di una camera da letto. Dieci mazzate giusto in mezzo agli occhi, chi resta in piedi se la
mente definite. Sospese tra uno Un ascolto che coinvolge, senza gode. Esordio da circolettare in rosso.
space metal anni 70 (Captain mai offrire conforto. Come nei 84/100
Beyond?) e una magia proto 15 minuti di U Got This, dove
hard rock riverberata da vocals la sei corde s’immerge in un
pop psichedeliche; che poi mare di reiterazione e rumore A CURA DI ARTURO COMPAGNONI
conducono tutte nell’alveo di vacuo. Oppure, in Mark, tributo
un heavy prog dolce, sognan- a Mark Duggan, ucciso dalla
te, ricco di influenze tra le più polizia di Londra nel 2011. 11 VINTAGE CROP GALORE
varie. Vedi le esplosioni di Til- minuti di cui dieci di straniante SERVE TO SERVE AGAIN GALORE
lbakablik, tra psychedelic jazz e silenzio, rotti solo da una UPSET! THE RHYTHM ROCKS IN YOUR HEAD
Blue Öyster Cult, o le maroqui- melodia tombale. Ennesima Credo capiti
neries pop di Multiverse. MAURO FENOGLIO piccola mera- a chiunque di
CLAUDIO SORGE 74/100 viglia in uscita imbattersi pe-
80/100 dall’Australia, riodicamente
filiera Ausmu- in una nuova
teants/Living band che pare
Eyes, i Vintage Crop se ne essere un esperimento creato
escono con un album dove la in laboratorio al solo scopo di
sezione ritmica fa quadrato andare a lambire tutte o quasi
attorno a un suono che celebra le proprie passioni personali.
Gang Of Four e Public Image, A questo giro tocca ai Galore
su cui svetta una voce che per da San Francisco, ragazzi che
l’ennesima volta si trova a ren- pescano a piene mani in tre
KUTIMAN LIANNE LA HAVAS dere omaggio al buon vecchio immaginari assai cari a chi
WACHAGA LIANNE LA HAVAS
Mark E., di questo passo desti- scrive: la Glasgow dei Pastels,
SIYAL MUSIC NONESUCH
nato ad assurgere ad un epica l’Olympia della K Records
Wachaga come uno dei più nu- Non è casuale che, poco prima eternità artistica. (Crabs?) e la Kill Rock Stars
merosi gruppi etnici della Tan- della sua scomparsa, Prince 70/100 epoca riot grrrls.
zania: è lì che l’israeliano Ophir abbia voluto collaborare con lei. 74/100
Kutiel, nel 2014, pone le basi Dopo due album in cui ha messo
per quello che diventerà il suo in luce il proprio talento, stavol-
UNIFORM DAMAGED BUG
quarto album come Kutiman. ta Lianne realizza il suo lavoro SHAME BUG ON YONKERS
Le modalità sono quelle ormai più personale e artisticamente SACRED BONES CASTLE FACE
comuni a molte operazioni del indipendente. La sua calda voce
Michael Berdan Riscoperto da
genere, si registra sul posto e la chitarra acustica sempre
ha dichiarato etichette di
e si aggiunge il resto a casa. al centro, finalmente lontane di aver scritto culto dei nostri
Forse non una collaborazione dalle tentazioni pop e in grado le canzoni di giorni (De Stijl
paritaria dunque, con tutte le di esplorare uno stile folk/soul questo nuovo e e Sub Pop) che
implicazioni del caso, ma la ma- adatto a raccontare la fine di quarto disco dei di recente ne
niera naturale e gioiosa con cui una relazione. Impossibile non suoi Uniform sotto l’influenza hanno celebrato il culto, Mi-
i suoni della città di Arusha e i pensare a Joni Mitchell quando di letture noir d’eccellenza: chael Yonkers è un personag-
contributi appositi (voci e cori si ascolta Green Papaya, ma Ellroy e Hammet. Ipotesi che gio che con il suo approccio
fantastici soprattutto) vengono è tutta sua la sublime fragilità non sorprende affatto quando irregolare eppure pop alla
amalgamati nel disco attenua espressa in Paper Thin o in una si avvia l’ascolto delle otto materia folk e psych ha ispi-
i dubbi. I sintetizzatori, i ritmi Please Don’t Make Me Cry che tracce di Shame: un groviglio rato una serie di musicisti im-
e la sezione fiati avvolgono il vede la collaborazione di un di suoni neri come la pece che pressionante, Oh Sees e Black
materiale tanzaniano in un’at- altro “irregolare” come Nick paiono sul punto di decollare Lips in testa. John Dwyer paga
mosfera magica, che sa molto di Hakim. Persino l’apparentemen- ad ogni angolo ma che trat- ora il dazio dovuto: nove cover
jazz cosmico e psichedelia elet- te improbabile cover di Weird tengono la velocità a beneficio synth psichedeliche di godibi-
tronica di taglio freak. Il suono Fishes dei Radiohead si inserisce della tensione. lissimo taglio trance ipnotico.
è denso, vivo, creativo, tutto perfettamente nel racconto ed è 65/100 67/100
fuorché calcolato o ruffiano. tocco da fuoriclasse.
ANDREA POMINI GIORGIO VALLETTA
79/100 89/100
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RECENSIONI GLI ALBUM SETTEMBRE 2020

L.A. WITCH FENNE LILY MASSIVE WAGONS MATMOS


PLAY WITH FIRE BREACH HOUSE OF NOISE THE CONSUMING FLAME: OPEN
SUICIDE SQUEEZE DEAD OCEANS EARACHE EXERCISES IN GROUP FORM
THRILL JOCKEY
Al di là della suggestione del Sarà la presenza di Steve Albi- Da tempo l’Earache Records,
nome, un album che sa di L.A. ni, a dividersi con Brian Deck per decenni simbolo del metal Instancabili Drew Daniel e M.C.
dalle prime note. Di quella l’onere di asciugare da par suo estremo, ha deciso d’investigare Schmidt, iperproduttivi da ul-
combinazione fra punk, garage, il suono fra le mura del suo il mondo del classic rock, deci- timo. A 16 mesi di distanza da
psichedelia, radici e desolazione Electrical Audio a Chicago, ma samente più redditizio in terra Plastic Anniversary, concept
urbana alla quale la città degli il secondo album della cantau- albionica. Operazione culminata sull’inquietante e freddo mondo
angeli ci ha abituato più o meno trice poco più che 20enne del con la compilation New Wave dei polimeri, i due eclettici com-
da sempre. In particolare, le Dorset riporta a certa sensibilità Of Rock And Roll, stiracchiatis- positori elettronici americani
nove tracce di Play With Fire anni zero. Per dire, l’intensità sima ricerca di pseudo talenti pubblicano un triplo album che
rimandano sia al mondo sotter- folk umbratile di Nina Nastasia il cui risultato è decisamente ospita 99 musicisti di diversis-
raneo di band come Fourgiven (storica protegé di Albini) o di sconfortante. Tra loro i Massi- sima estrazione (per citarne
e Yard Trauma a metà anni 80, Tara Jane O’Neil non sono cosi ve Wagons, gli unici ad avere alcuni: Yo La Tengo, Oneohtrix
sia ai tentativi più alternative lontane. Certo, i temi cari al un’idea di rock classico, anche Point Never, Pig Destroyer,Mou-
dei Nymphs poco più avanti, cantautorato femminile (si può se confusa. Quarto album per il se On Mars, Locrian, So Per-
ma senza la patina major. Ci ancora dire, come metrica di gruppo di Lancaster, decisamen- cussion, Foetus) ai quali è stata
sono le tirate fuzz un po’ malate distinzione?) col cuore in mano te il migliore della loro carriera, imposta l’unica restrizione dei
(True Believers, Fire Starter, di questo decennio sono tutti lì: che ne mette in luce il tiro alla 99 BPM. Dalla frammentazione
Sexorexia) e le ballate notturne timidezza, precarietà mentale, Rival Sons o alla The Answer, e dall’editing dei contributi ri-
e inquiete (Dark Horse, Maybe nomadismo sentimentale. Fra ma senza averne francamente la cevuti i due hanno ottenuto un
The Weather), gli omaggi ai ma- Aldous Harding e Phoebe Brid- personalità e risultando più uno estenuante (quasi tre ore) colla-
ledetti del cinema (Motorcycle gers in minore. Ma il piglio elet- strano equilibrio tra i Darkness ge in stile plunderphonics la cui
Boy) e quei manifesti program- trico generale tiene il livello di e i Wildhearts. Intendiamoci: è il fruizione non può che risultare
matici che gli amanti del genere zuccheri basso. E poi I Used To disco che garantirà loro il giusto consultiva. In fondo è bello per-
adorano (I Wanna Lose). Peccato Hate My Body But Now I Hate successo, che ascolteremo anche dersi sfogliando l’album come
per la voce di Sade Sanchez, che You rimette le cose in ordine, con piacere, ma che alla lunga ri- un dizionario enciclopedico.
canta tutto alla stessa maniera. ben oltre il titolo. sulterà estremamente consueto. ANDREA PREVIGNANO
ANDREA POMINI MAURO FENOGLIO MARIO RUGGERI 75/100
72/100 70/100 68/100

CUMBIA
SIGLO XXI
BONGO JOE MERIDIAN BROTHERS
Si fa presto a dire cumbia. C’è il boom commerciale di un suono con in mente l’esempio di connazionali dei primi ‘80 come Cumbia
con tutte le carte in regola per far ballare anche i muri, certo. C’è Siglo XX (da cui il titolo) e 2000 Voltios per le contaminazioni disco/
l’influenza che da tempo il genere esercita sui produttori più accorti, funk, e dei Kraftwerk (ricordate El Baile Alemán di Señor Coconut?)
inizialmente in America Latina e quindi nel resto del mondo. Ci sono per l’uso metronomico di primordiali batterie elettroniche. Chiuso
quelli che cumbieros lo sono diventati quasi a tempo pieno, come in casa con sintetizzatori, chitarre, computer e macchinette varie,
Quantic. Poi ci sono i colombiani, ed è tutto un altro discorso. È lì Alvarez ne esce con il suo lavoro forse più immediato e orecchiabile.
infatti, in patria, che la cumbia sta attraversando da molti anni alcune Dieci tracce in cui il suo classico suono astratto e imperfetto,
delle sue mutazioni più interessanti, grazie a un gruppo allargato tipo nastro che si smagnetizza, suona compatto e ballabile come
di musicisti che ha data vita a progetti come Romperayo, Ensamble mai prima, senza perdere un grammo della sua stralunata indole
Polifónico Vallenato, Los Pirañas, Sexteto La Constelación De psichedelica. Puya Del Empresario, Los Golpeadores De La
Colombia, Frente Cumbiero, Chupame El Dedo e appunto Meridian Cumbia, Cumbia De La Amistad: le hit si accumulano. Ma Cumbia
Brothers. Ovvero Eblis Alvarez, colui che in perfetta solitudine (ma Del Pichamán, cover delirante di Son Of A Preacher Man di Dusty
dal vivo la band c’è) reinventa ogni volta il suono dei “fratelli”, con i Springfield, le batte tutte.
ritmi incalzanti e le melodie minimali della tradizione come punto di ANDREA POMINI
partenza, e suggestioni sempre nuove. Questa volta, in particolare, 81/100

66 | RUMOREMAG.COM
AVA N T
AVA N T

MAKAYA MCCRAVEN ZARA MCFARLANE


UNIVERSAL BEINGS E&F SIDES SONGS OF AN UNKNOWN
INTERNATIONAL ANTHEM TONGUE
BROWNSWOOD KONSTRUKT & OTOMO YOSHIHIDE
Come già successo per il EASTERN SAGA: LIVE AT TUSK
precedente In The Moment, Un viaggio nel passato della KARL
McCraven abbina a un suo propria famiglia e nella propria Registrato live all’edizione del 2018 del Tusk Festi-
album un’appendice tratta dalle identità, con suoni e modi val (Newcastle), Eastern Saga vede l’incontro tra il
stesse sessioni, lavorata ex novo contemporanei. Voce fra le più quintetto free jazz turco Konstrukt e il compositore
dal batterista e produttore con le belle della nuova scena jazz giapponese Otomo Yoshihide, qui ai suoi strumenti
sue ormai note modalità di taglia britannica, Zara aveva già ripreso d’elezione, chitarra, turntable. Tante le tracce da
e cuci. Nati come colonna so- il reggae nel suo terzo album seguire per meglio comprendere: le affinità del
nora del documentario di Mark Arise, ma oggi si immerge nel free americano per la spiritualità dell’oriente tutto (Don Cherry,
Pallman sulla lavorazione dello folk giamaicano più ancestrale i coniugi Coltrane), la figura del percussionista Hüseyin Ertunç,
stesso Universal Beings, questi e puro. In un lungo soggiorno dai ‘70 figura di raccordo tra il free turco e l’occidente, e la comune
lati E ed F suonano innanzitutto sull’isola, studia i ritmi delle appartenenza a un oriente brulicante di fermenti avantgarde. Si
al livello (eccellente) degli altri cerimonie popolari e il loro va dall’introduzione reminiscente della tradizione koşma ai vio-
quattro. Spesso come il lavoro significato, e torna a Londra lentissimi vortici chitarristici di Yoshihide, per un album che è un
di un beatmaker in senso lato mettendo quanto appreso nelle viaggio free psych di grande potenza.
più che di un jazzista, per il mani dei produttori Kwake Bass 75/100
modo in cui i ritmi prendono il e Wu-Lu. La ricostruzione per
centro della scena e fioriscono, via digitale (con percussionista)
inserendo Makaya e soci - Sha- è tanto fedele quanto creativa, A CURA DI ANDREA PREVIGNANO
baka Hutchings, Nubya Garcia, e anche su inediti sfondi
Kamaal Williams, Jeff Parker, elettronici, raffinati come le si IANCU DUMITRESCU
Junius Paul - in un contesto più conviene, lei splende. Con una ALBERTO BOCCARDI & ANA-MARIA AVRA
lineare e fruibile. Si veda la deli- rinforzata consapevolezza da CAIRO PRIMO AT THE GRM PARIS (PERFORMED
catezza quasi pop di Butterss Fly britannica nera, e le conseguenti OLTRARNO BY STEPHEN O’MALLEY)
ad esempio, o il piglio hip hop di riflessioni su colonialismo e Nato da una IDEOLOGIC ORGAN
Everybody Cool. razza, a fare da carburante. lunga perma- Il mondo della
ANDREA POMINI ANDREA POMINI nenza per moti- drone music
81/100 81/100 vi professionali incontra una
a Il Cairo, Cairo delle correnti
Primo di Al- più astratte
berto Boccardi, è cresciuto nel dell’elettronica
ventre della città, tra i suoi colta del 900, lo spettralismo.
dieci milioni di anime, nelle Qui il titolare della sigla Sunn
residenze del club Canale Un- O))), Stephen O’Malley, arma-
dici. È intatta la maestria di to di chitarra, echi, riverberi e
Boccardi nel costruire sottili alle prese con tecniche di de-
trame elettroacustiche, nell’u- tuning, reinterpreta due brani
MEDHANE MILDLIFE tilizzarle impeccabilmente. Ed
AUTOMATIC
dei coniugi Iancu Dumitrescu
COLD WATER
PIAS
è nei diastemi delle sedimen- e Ana-Maria Avram, compo-
AUTOPRODUZIONE
tazioni sonore che si insinua sti nel 2012 in una residenza
Medhane-Alam Olusuola, ov- Un sound vintage semi pro- l’entropia cairota. parigina al GRM e pubblicati
vero l’hip hop moderno come gressive “dissanguato” da ogni 75/100 l’anno successivo.
universo vario, che include mi- possibile elemento rock. Le- 70/100
litanza e sguardo privato, senza vigato, fragile, etereo quasi. E
chiedere a chi ascolta di schie- tremendamente affascinante.
MARINA ROSENFELD
Con una sezione ritmica che
LIONEL MARCHETTI & BEN VIDA
rarsi. Il rapper di Brooklyn ha PLANKTOS VERTICE
prodotto tre album in poco più sembra rubata ai Bee Gees del AUTOPRODUZIONE FRIDMAN GALLERY
di un anno: Own Pace, Full Cir- loro periodo di Saturday Night
Il musicien Due improvvi-
cle e questo. Per cui s’affida per Fever, in questo secondo album
concret fran- sazioni risalenti
la prima volta ad uno stuolo di i Mildlife hanno molto più ap-
cese Lionel al 2016 e al
produttori fidati. Obliv, Alexan- peal della semplice rilettura di
Marchetti ha 2019 segnano
der Spit, Chuck Strangers, un funk progressivo o di un jazz il ritorno della
lavorato negli
Navy Blue, Bori, Iblss e Stoney rock anni 70, suonati con so- compositrice
ultimi cinque
preparano un palcoscenico di bria raffinatezza. Qualcuno ha anni a un’opera in cinque Marina Rosefeld e di Ben Vida
beat narcolettici spruzzati di scritto che pare di sentire una movimenti ispirata all’epo- (Town And Country) dopo
jazz e soul urbano, che scorre collaborazione tra i Kraftwerk nima raccolta di “geopoesie” Feel Anything (2016). Bleep
come un film. Dove l’ingegnere e Herbie Hancock nella stanza di Régis Poulet, intellettuale di synth, fruscii elettrostatici,
civile della prestigiosa Carnegie di progettazione di Bob Moog: trasversale. Realizzato con deflagrazioni e riavviluppi,
Mellon dice di dolori privati, modernariato funk progressive un’ampia gamma di synth figure elementari al piano
etica del lavoro e risalite. Nella anni 70 maturi. Da una parte, se analigici, chitarra, clarinetto alimentano Any Landscape;
rilassata Off Tha Strenght (con volete, tutto ciò che il punk rock e field recordings, Planktos un clima di sospensione, piani
KeiyaA ai cori), fra le brume di volle radere al suolo. Dall’altra si rivela come una gigantesca affioranti, impennate di oscil-
All Facts, col diario soul di New una rivisitazione creativa di esperienza immersiva pensata latori e improvvisi ritorni al
Drip. Come un King Krule ca- suoni e suggestioni da soun- per una rappresentazione acu- silenzio animano Branches.
tapultato nella nuova pulsante dtrack di Miami Vice rifatta con smatica. 65/100
scena rap di New York. gusto, intelligenza e stile. 65/100
MAURO FENOGLIO CLAUDIO SORGE
75/100 78/100
RUMOREMAG.COM | 67
BEATS

BEATS
OLAN MONK LIELA MOSS
LOVE/DEAD WHO THE POWER
C.A.N.V.A.S.. BELLA UNION
CINTHIE
SKYLINES - CITY LIGHTS È quando scopri che Love/Dead Giunge al secondo lavoro
AUS MUSIC è stato registrato sì nello splen- solista su lunga distanza la
dido Connemara, ma anche in voce dei Duke Spirit. Dopo il
Da oltre due decenni in attività, solo ora la DJ/pro-
una camera mortuaria e in una più intimo My Name Is Safe In
duttrice berlinese ha trovato il coraggio di esporsi
con un album intero, e il risultato è trasversale e coroner’s court di Londra, che Your Mouth, con questo nuovo
ispirato in ogni suo episodio. Merito del gusto da tutto torna. Perché tre quarti album Liela sposta l’attenzione
DJ appassionata della house music meno scontata, d’ora più inutilmente - perdo- sul mondo esterno e principal-
e dell’esperienza accumulata anche attraverso la nate la banalità - mortiferi rara- mente sul bieco individualismo
gestione di ben cinque etichette dance (anche se questo disco esce mente li avevamo passati. Nulla che imperversa nella società
per il marchio creato da Will Saul e Fink). Se Calling e Bassline contro l’arte che lavora con e moderna. Partendo da esso, la
sono irresistibili anthems da rave, Concentrate allude alla disco sull’argomento, ci manchereb- cantautrice riflette su temi diver-
più tonda e funkeggiante, mentre il piano e la melodia di Mornings be, ma nel nuovo dell’irlandese si, dal consumismo alla natura
In Melbourne trasmettono una luminosità ineguagliabile. E così Monk sembra davvero che voci calpestata fino alla spiritualità e
via, dalla Chicago House allo UK Garage, senza toglier spazio a un lugubri e saturazioni di synth, alla ricerca di libertà. Affiancata
momento contemplativo come l’iniziale Skylines. ritmi rallentati e ambienti indu- come sempre da Toby Butler,
84/100 strial, siano messi lì per ragioni suo compagno anche nella vita,
soprattutto estetiche. Un auto- l’artista inglese in questo lavoro
compiacimento che appesanti- inanella dieci canzoni dalle forti
A CURA DI GIORGIO VALLETTA sce l’album (occhio agli 11’32” tinte synth rock con cui forgia un
di Gold), al quale non bastano groove oscuro e dal ritmo pul-
rari barlumi di umanità (la bella sante. Le trame sonore si ergono
AA.VV. NIKITCH & KUNA MAZE Dead, con la voce di Maria So- principalmente su strati di synth
ITALIAN SYNTH PLANETARIUM DÉBUTS merville, o la conclusiva Tomb, in bilico tra atmosfere anni 80
SLOW MOTION TRU THOUGHTS con i campioni del rumore del e incursioni futuristiche su cui
Ben 36 brani, Nata tra Cham- traghetto per le isole Aran) per danzano suadenti le morbide
divisi in tre bery e Lione, la tirarsi fuori dal pantano. linee vocali di Liela.
volumi (o “si- collaborazione ANDREA POMINI DORIANA TOZZI
stemi”), a rap- fra i due giova- 40/100 75/100
presentare una ni musicisti/
discreta parte produttori fran-
della nostra scena elettronica cesi sfocia in un album pub-
più attenta al dancefloor. Dai blicato dalla prestigiosa eti-
groove scuri di produttori chetta inglese (per cui debuttò
come l’emergente Tagliabue Bonobo). Fra ritmi house o
all’electro disco di Bottin spezzati, frequenti riferimenti
fino all’acida Elea di Fabrizio jazz e momenti più rilassati,
Mammarella, che insieme a sono 11 brani di notevole ele-
Franz Scala firma il megamix ganza: esemplare il jazz/funk MOTORPSYCHO MOUNTAIN TAMER
pubblicato in cassetta, a rias- di Hey, This Must Be Deep, il THE ALL IS ONE PSYCHOSIS RITUAL
sumere l’edizione digitale di cui titolo è un omaggio a Gil STICKMAN HEAVY PSYCH SOUNDS
questa compilation. Scott-Heron.
I veterani del rock made in I Mountain Tamer sono sempre
74/100 81/100 stati influenzati da suoni e danze
Norway si presentano, in que-
sta estate post quarantena, con rituali americani. Che diven-
il terzo capitolo della “trilogia tano, quando la band è in full
THEO PARRISH informale” – loro definizione – immersion, vere e proprie tran-
PRINS THOMAS WE ARE ALL GEORGEOUS
ce. Giunge così al terzo album
TRAÆNS MONSTERSS
Gullvåg Trilogy che comprende
RUNNING BACK SOUND SIGNATURE anche The Tower del 2017 e The questo trio californiano parti-
Crucible dello scorso anno… ma colarmente apprezzato in Italia.
Noto per la sua Pubblicati Dopo l’esordio su Argonauta
non chiedete di cosa parla, per-
cifra cosmic esclusivamente e un passaggio sulla tedesca
ché la band non lo svela. Nulla
disco, il produt- su Soundcloud,
di nuovo sul fronte occidentale: Nasoni, si accasano con la HPS
tore norvegese questi sei
il mestiere c’è, così come l’ori- e producono probabilmente il
dedica il suo lunghi collage
ginalità. Manca forse il guizzo loro miglior album. La mia idea
nuovo lavoro al sonori - per
della sorpresa. Il risultato è un su di loro è sempre stata quella
suono trance e alle sue atmo- un totale di oltre 150 minuti -
lungo lavoro di psichedelia, che avrebbero potuto svilup-
sfere epiche. Un mondo non sono da leggersi come il diario
così lontano per chi, come lui, del produttore detroitiano, progressive rock, indie, jazz, pare meglio quel che rimaneva
ama le derive più “progres- il suo editoriale audio sulla beat/freakbeat e tocchi di ci- inespresso nella loro musica.
sive” della musica dance, qui condizione degli afroamerica- nematic music – all’inglese Credo ora invece che il loro stile
sviluppate attraverso riff con- ni nell’America odierna. Fra – che può riconquistare i fan sia quello di rimanere semplici,
tagiosi di synth (vedi Traæns citazioni che vanno da James di vecchia data e attirare i non compatti, se volete ripetitivi,
2), derive piano acid (Traæns Baldwin a David Chappelle, iniziati. Il problema è, forse, convogliando questa forza ritual
5) o “space” (l’episodio nume- meravigliosi frammenti mu- l’impegno che richiede l’ascol- heavy in trascinanti e ipnotiche
ro otto). Non male anche se sicali e racconti personali: un to… per intenderci: la suite in sarabande. Talvolta mi hanno ri-
con qualche caduta nel banale. ascolto consigliatissimo. cinque movimenti N.O.X. dura cordato dei Jane’s Addiction ri-
62/100 80/100 oltre 40 minuti (ed è come un dotti ai minimi termini. E certo,
disco nel disco). occultamente trascendenti.
ANDREA VALENTINI CLAUDIO SORGE
72/100 76/100
68 | RUMOREMAG.COM
RECENSIONI GLI ALBUM SETTEMBRE 2020

STUART MOXHAM NZCA LINES JIM O’ROURKE ANGEL OLSEN


& LOUIS PHILIPPE PURE LUXURY SHUTTING DOWN HERE WHOLE NEW MESS
THE DEVIL LAUGHS MEMPHIS INDUSTRIES PORTRAITS GRM JAGJAGUWAR
TINY GLOBAL PRODUCTIONS
L’inglese Michael Lovett con- Il Groupe De Recherches Musi- Sapevamo già che All Mirrors,
24 tracce in 41 minuti, e nome tinua a coltivare sotterranea- cales (GRM), fondato da Pierre l’album di Angel Olsen uscito
C’è questa gag con il mio amico mente un synth pop stratificato Schaeffer nel 1958, nasce come nel 2019, aveva un “gemello”,
e collega Maurizio Blatto. Dopo ed eccentrico, ovviamente non centro di ricerca elettro acustica. gli stessi brani registrati negli
che ho già ammassato una pila distante dai più noti artisti con Per decenni ha ospitato menti, stessi giorni in versioni diverse,
d’acquisti per le vacanze estive, cui è frequentemente associato fra le più avventurose, del pano- più spoglie e minimaliste, che
lui mi tira fuori un ultimo disco, (oltre ad aver condiviso colla- rama sperimentale. Nel 1980, la cantautrice voleva farci ascol-
brandendolo come “quella perla boratori con gli Hot Chip, ha uno studente di Chicago visita tare prima o poi. Il momento è
che ti pentirai di non avere spesso accompagnato in tour i lo studio parigino per riuscire arrivato e in effetti quello che
nelle notti d’estate”. Io non lo Metronomy). A dispetto del ti- a capire teorie e pratiche, che ci troviamo fra le mani non è,
prendo mai e ai miei tramonti tolo, condiviso da un brano “alla i suoi professori all’università come si potrebbe (mal)pensare,
estivi manca sempre qualcosa. Beck”, e del suo suono esuberan- non riuscivano a spiegargli. Oggi una raccolta di demo, b-sides
Di solito è un album di Stuart te e virtuosistico, Pure Luxury è quello studente è uno dei mas- o peggio scarti di registrazio-
Moxham (maestro dell’arte un terzo album tremendamente simi esponenti dell’avanguardia ni, e nemmeno un sequel o un
della sottrazione, con i Young consapevole del presente in cui meno isolazionista e, come parte prequel, quanto piuttosto un
Marble Giants) con Louis Phi- siamo immersi. Il disco/funk della nuova collaborazione fra reboot, la stessa storia scritta
lippe (principe francese del pop elettronico di Real Good Time GRM ed Editions Mego, dedi- con altri toni – cambiano anche
sopraffino e giornalista sporti- cela una risposta ironica al pre- ca una lunga suite al centro. i titoli dei brani: ascoltarlo è
vo). Per dirla breve, tutto quello valere della politica populista, Accompagnato da strumenti come essere con un’amica che
che vorreste dal pop che cerca mentre l’urgenza indie pop di acustici (il piano di Eiko Ishiba- ha bisogno di trovare un senso
la melodia perfetta: eleganza Larsen si riferisce alla crisi cli- shi, gli archi di Atsuko Hatano, a qualcosa che le è successo e
discreta e nobile, cori stesi su matica del nostro pianeta. Ed è e la tromba di Eivind Lonning) quindi te lo racconta ancora e
chitarre che arpeggiano lievi, il solo a fine scaletta che ci si può Jimbo pesca nei suoi appunti ancora, aggiungendo o cambian-
filo rosso della vita sottratta alle permettere di ballare spensierati di drones e interferenze, per un do particolari. “Volevo registrare
ansie del presente. sul groove di Tonight Is All That percorso uggioso fra rigore e tra- mentre stavo ancora elaborando
MAURO FENOGLIO Really Matters. sporto emozionale. certi sentimenti”, dice.
79/100 GIORGIO VALLETTA MAURO FENOGLIO LETIZIA BOGNANNI
70/100 75/100 75/100

PATTI PENNY RIMBAUD MIKE POLIZZE PRIMO!


GOOD BIG HOW? LONG LOST SOLACE FIND SOGNI
ERSTE THEKE TONTRAEGER ONE LITTLE INDEPENDENT PARADISE OF BACHELORS ANTI FADE/UPSET! THE RHYTHM

Collocandoli nella scena punk Da decenni, ormai, i Crass C’è un certo chiacchiericcio, Primo! sono quattro ragazze
contemporanea faremmo sono un’entità solo ideale, viva del tutto improvviso, attorno a di Melbourne: due delle quali
un torto ai Patti, formazione nella memoria collettiva per via Mike Polizze. Nulla a che fare suonano anche nei Terry, come
newyorchese che col punk for- della legacy lasciata – a livello con un nome che facilmente ri- la cantante e chitarrista Xanthe
malmente ha poco a che fare. Lo di dischi, messaggi, politica manda all’Italia: qualcosa ma- Waite che ha tutto per far inna-
ritroviamo nell’attitudine (ter- e (ovviamente) per la miria- gari arriva dal fresco interesse morare giovani e vecchi indie
mine abusato dal quale non si de di band anarchopunk che per la scena (e i suoni) del Lau- addicted, dall’imberbe webzina-
sfugge), nella marginalità della ne hanno seguito la scia. Ma rel Canyon, figlio di un docu- ro al nostro decano Arturo Com-
proposta, nell’indipendenza i singoli membri con il punk mentario TV omonimo e godi- pagnoni. La scelta del nome e dei
culturale. Meno nello stile, piut- in senso strettamente sonoro bilissimo. E il grosso dal nome titoli dei dischi in italiano (Sogni
tosto complesso. Il primo riferi- non hanno più nulla a che fare. di Kurt Vile, concittadino, è preceduto da Primo Cassetto
mento sono gli Uranium Club: Penny Rimbaud lo ribadisce, sponsor e musicista nel debutto del 2016 e Primo Amici del 2018)
stacchi secchi, accelerazioni ner- con la pubblicazione di questa solista di Polizze. Uno in giro si deve anche alle origini dell’al-
vose, frenate improvvise, caos suite in quattro movimenti che da anni con il post grunge dei tra chitarrista, la siculo austra-
controllato. Tanta, troppa carne prende ispirazione dal celebre Purling Hiss e che in proprio liana Violetta Del Conte Race.
al fuoco. Orgoglio underground Urlo di Ginsberg e si tuffa in un tenta una versione acustica, Questa cosa ce le avvicina ancor
a pacchi, progressioni geome- universo sonico fatto di jazz, rasserenata e innamorata della di più, al di là dei coretti languidi
triche, richiami a gente come sperimentazione, free form, melodia di quanto proposto dal di Perfect Paper, del post punk
Minutemen, Firehose, Primus sonorizzazioni… per inten- socio, con momenti da Gram amniotico di Rolling Stone, del
e di nuovo Uranium Club (ma derci: questo è più un reading Parsons reincarnato nelle dita garage fiabesco di Machine e di
senza il genio della band di Min- poetico che un album di musica di un Grant-Lee Phillips. In un quello più terreno di Present, dei
neapolis): i Patti tengono alta e immortala, in effetti, una lavoro che neppure si pone il sogni color sabbia con cui ci culla
l’asticella ma alla lunga Good performance live del 2003 al problema di parlare la lingua la conclusiva Reverie. Armonie
Big annoia un po’. A scanso di London Jazz Festival (con tanto dell’oggi e che apprezzerà so- timide, slackerismo raffinato e
equivoci: c’è di (molto) peggio in di DVD di accompagnamento). prattutto chi a volte ha avuto la una grazia naturale. Non male.
circolazione, ma non comprate a Per crassiani d.o.c. completisti e tentazione di mandare gli LP di MANUEL GRAZIANI
scatola chiusa. poeti d’assalto. Vile a 45 giri. 71/100
LUCA FRAZZI ANDREA VALENTINI FRANCESCO VIGNANI
65/100 65/100 71/100 RUMOREMAG.COM | 69
THE REFLECTORS MAX RICHTER
FIRST IMPRESSION VOICES
BURGER DECCA

Anche se l’etichetta già non Cioè un lavoro che il noto com-


esiste più, travolta dai fatti che positore post minimalista anglo
conoscete (e se non li conoscete tedesco ha iniziato a concepire
fate un salto su Google), il disco oltre un decennio fa, ispirato
dei losangelini Reflectors è qui, alla Dichiarazione Universale
in tutto il suo splendore vintage. Dei Diritti Umani. Le voci a cui
La copertina è quella di un qual- allude il titolo sono quelle di
siasi “bucato” Beserkley del ’79 e persone di ogni parte del mondo
il suono è formalmente perfetto, invitate a leggerne gli articoli,
ovvero quello di una qualsiasi mentre un’orchestra sinfonica
band power pop Bomp! con Con- o i suoi synth ne commentano
verse e Rickenbacker. Del ’79, adeguatamente il contenuto.
ovvio. A questo punto però è le- L’opera vive di momenti molto
cito chiedersi: perché non ascol- emozionanti ad esempio grazie
tarsi direttamente un gruppo al violino di Mari Samuelsen

BRAT FARRAR
del ’79? Niente da dire: è esatta- (come in All Human Beings –
mente così che si suona il genere Pt. 3) oppure quando in Journey
di Knack e 20/20. Dopo anni di Piece si ricorda il diritto, mai
revival però abbiamo capito tutti così attuale, alla libertà di mo-
come funziona e un disco come vimento. Come afferma Richter,
First Impression oggi a me mi dobbiamo riflettere sulla “pos-
dice poco. Riconosco la cura del sibilità di un mondo migliore e
ADVENTURES IN THE SKIN TRADE dettaglio e le citazioni ricercate, più giusto”, e al di là di troppo
BEAST poi per me la cosa finisce lì. Not facili ironie questo si rivela un
my cup of tea. ascolto toccante, oltre che estre-
LUCA FRAZZI mamente necessario.
Brat Farrar, titolo di un 50/100 GIORGIO VALLETTA
fortunato romanzo giallo 78/100
del 1949 di Josephine
Tey, è il nom de plume
dell’australiano Sam
Agostino che dopo aver
girato con i Digger & The
Pussycats, Kamikaze Trio
e Russian Roulettes, nel
2010 ha deciso di mettersi
in proprio sfruttando la
tecnologia in puro spirito RIVAL CONSOLES ROMARE
DIY. È sufficiente guardare ARTICULATION HOME
ERASED TAPES NINJA TUNE
il video della title track che
apre il suo quarto album. IDEM più che IDM, se ci passate Archie Fairhurst è stato nomade
Nel filmino artigianale si alternano scatti di un party casalingo
il neologismo sul neologismo. per molto tempo. La scoperta
con un Cicciobello nudo circondato da un orsacchiotto di
Laddove il nuovo di Ryan Lee delle gioie della famiglia e il
peluche e bambole dallo sguardo vitreo; di fronte a sé ha uno
West conserva della cosiddetta trasferimento in campagna
Shure SM58, sulla destra una copia acciaccata di Raw Power.
Intelligent Dance Music davvero da Londra forniscono grana e
Nel pezzo che dà il titolo all’album cassa e rullo dritti fino
poco, giusto il gusto per il detta- sostanza al suo terzo disco. Se
alla fine, chitarra in perenne erezione, voce affilata come una
lama arrugginita. Insomma, ci dovremmo esser capiti. No. glio e qualche incrocio ambient/ Love Songs: Part Two rimane
La fiammata iniziale serve a confondere le acque. C’è una breakbeat, ciò che resta è soprat- un tuffo al cuore, dove la ri-
doppia lettura in Adventures In The Skin Trade: il commercio tutto la monotonia del discorso, flessione melancolica prendeva
della pelle ha a che fare col sesso ma anche con l’idea della e la riproposizione di suoni e il sopravvento, qui si spinge
maturità, “come i serpenti cambiamo pelle e diventiamo stili già codificati e sfruttati. Da su un approccio più fisico al
persone diverse”, mi dice Sam. Il ko metallico si ammorbidisce West e da altri, contemporanei e dancefloor, senza mettere in un
dischiudendo melodia collosa già da Come Back To You, non. Il che, in un album di sole angolo l’emotività. Così, i terreni
per aprirsi ai sintetizzatori maestosi di My Kind Of Thing sei tracce e poco più di mezz’ora tribalismi vintage di The River
e alla calma elettrica di Big Crash, con la voce sulle tracce di durata, non è proprio il lasciano la scena alla delicata
dell’indolenza di J Mascis. La cupa reiterazione del ritornello massimo. Due e mezzo i modelli: reiterazione jazz di Deliverance,
in I’m Not Here, che chiude il lato A, ha un’ideale continuum in pezzo con cassa dritta e melodia il proto funk di High alla morbi-
Not Like You: lo yin e lo yang di un album che trova equilibrio epica, a metà strada fra classici- dezza acustica di Home. Sapori
nella drammaticità delle chitarre noise e nell’armonia di una smi alla Nils Frahm e Kompakt fra passato e futuro, nutriti da
synth wave tutt’altro che algida. Una dualità ancor più marcata anni zero (carina Vibrations equipaggiamento domestico,
in Just Because They Can e Rose Tattoo. Chiude la distensiva On A String, meno la tarantella ricontestualizzato. Un organo di
Right Back At The Start cristallizzata nei cieli di Glastonbury, berlinese di Forwardism); pezzo seconda mano, la 12 corde del
immaginando che i New Order abbiano tirato sul palco gli sognante gonfio di sintetizzatori, padre, la vecchia drum machine
impacciati Damon & Naomi. senza beat oppure con ritmo ricostruita e un mangiacassette,
MANUEL GRAZIANI spezzato. Formalmente perfetto, con cui campionare nastri regi-
80/100 ma poco più. strati. Casa dolce casa.
ANDREA POMINI MAURO FENOGLIO
50/100 71/100
70 | RUMOREMAG.COM
RECENSIONI GLI ALBUM SETTEMBRE 2020

CONFINI
CONFINI

SAULT SOUNDWALK COLLEC-


UNTITLED (BLACK IS) TIVE WITH PATTI SMITH
FOREVER LIVING ORIGINALS PERADAM
BELLA UNION FREDERIC D. OBERLAND & IRENA Z. TOMAZIN
C’è il mistero, per coloro ai quali ARBA, DÂK ARBA
interessa: questi Sault non si sa Una vecchia sacerdotessa del HOLLOW GROUND
chi siano, anche se i bene infor- rock. Un musicista di origine Arba, Dâk Arba nasce come colonna sonora di
mati dicono si tratti del produt- ucraina che usa la musica per un’installazione fotografica dell’artista france-
tore Inflo, della cantante Cleo “combinare etnografia, lettera- se Fanny Béguély incentrata sulla propensione
Sol e della rapper Kid Sister. E tura, psicogeografia e osserva- dell’uomo all’autoesame e sui suoi tentativi di
c’è la musica, tanta, potentissi- zione della natura”. Un incontro esplorare i misteri del tempo. Frédéric D. Oberland
ma. Dopo i due album con cui si casuale sul volo da Parigi a New (Oiseaux-Tempete) e Irena Z. Tomazin percorrono,
è presentato al mondo lo scorso York. Dopo Mummer Love, in simbiosi, un sentiero che li conduce all’interno di una giungla
anno senza preavviso alcuno, album dedicato a Rimbaud, e sonora oscura e inquietante dalla quale la Tomažin scalcia e si
il collettivo marchia a fuoco Peyote Dance, in onore di Ar- dimena per divincolarsi. La sua voce si eleva, a tratti sofferta e gut-
questo 2020 con un lavoro bello taud, la collaborazione tra Patti turale, e graffia i distorti e ossessivi droni della ghironda elettrica di
e necessario quanto The Cycle Smith e i Soundwalk Collective Oberland, evocando atmosfere tetre e ritualistiche. L’impressione
dei Mourning [A] BLKstar, al (Stephan Crasneanscki con che ne deriva è quella di assistere a una veglia funebre di una tribù
quale lo lega più di una affinità. Simone Merli e Kamran Sade- di pellerossa sonorizzata dagli Étant Donnés degli esordi. Passato,
Un passo avanti ulteriore, che ghi) giunge a compimento con presente e futuro postindustriale.
all’entusiastica miscela di funk, Peradam, ispirato al romanzo 80/100
hip hop, disco mutante, dub e Il Monte Analogo di René Dau-
soul già nota - scarna il giusto, mal. Suoni minimali registrati A CURA DI ANTONIO BRIOZZO
senza un capello in più o fuori sull’Himalaya, gran parterre
posto - aggiunge un’esplicita in- di ospiti (Anoushka Shankar, MASSIMO OLLA SUZANNE LANGILLE
tenzione politica, e un livello di Tenzin Choegal, Charlotte Gain- LIFE IN A SONIC FREE FORM & NEEL MURGAI
scrittura stellare che con pochis- sbourg) e la voce declamante RESEARCH EXPERIENCE COME WHEN THE RAVEN CALLS
simi elementi fa miracoli. Fra i di Smith piena di entusiasmo e LUCE SIA FAMILY VINEYARD
dischi dell’anno, a dir poco. inaspettata eleganza. Life In A Sonic Dieci anni dopo
ANDREA POMINI CLAUDIA BONADONNA Free Research il loro primo
88/100 66/100 Experience acclamato
prende forma album, Suzanne
nei nascondigli Langille e Neel
dell’anima di un Murgai pubbli-
musicista senza compromessi, cano Come When The Raven
nella quale è obbligata a spec- Calls. Come nel precedente,
chiarsi quella dell’ascoltatore. anche questo lavoro è basato
In sotterranei bui e segreti si sulle percussioni dell’indiano
intravedono scantinati e stanze su cui volteggia la bellissima
delle torture da cui emergo- voce dell’americana. Purtrop-
no droni creati da strumenti po, a differenza del predeces-
SPARKLE DIVISION TOBIN SPROUT autocostruiti, ritmi marziali e sore, l’attesa lascia spazio alla
TO FEEL EMBRACED EMPTY HORSES
agonizzanti vocalizzi di impro- delusione a causa di un’idea
TEMPORARY RESIDENCE FIRE
babili vittime. Come si fa a non musicale che finisce per essere
Willliam Basinski, celebrato Per gran parte della storia del amare Massimo Olla? piatta e ripetitiva.
compositore americano d’avan- gruppo, e fino al 2014, capitano 79/100 60/100
guardia, si concede una “vacan- in seconda di Robert Pollard nei
za intelligente” con un album Guided By Voices (con la sua
estroverso e a tratti euforico, firma in calce a una quota non
MARGARIDA GARCIA JUNKYARD SHAMAN
/MANUEL MOTA WHAT IF WE BOTH ARE JUST
come annunciato dall’incipit trascurabile dello sterminato OARS SOMEBODY ELSE’S DREAM
exotica di You Go Girl! Ad assi- repertorio della band), Tobin HEADLIGHTS PENNY WHISTLES AND MOON PIES
sterlo e spronarlo in quest’inso- Sprout nel suo settimo lavoro
I lisboneti Il finnico Jun-
lita avventura, registrata quattro solista affronta di petto le sugge-
Margarida kyard Shaman
anni fa ma pubblicata solo stioni dell’Americana (forma
Garcia (basso) è un eretico
ora dopo qualche esitazione, mentale più che stile circoscrivi-
e Manuel Mota polistrumen-
il giovane assistente di studio bile, ammesso che sia possibile (chitarra) tista con 97
Preston Wendel. Oltre a una farlo) e nel farlo ricorre a un continuano la album pubbli-
manciata di collaboratori che in- vocabolario minimo e intimo, discesa nel loro apocalittico cati in soli otto anni. What If
clude il leggendario contrabbas- prevalentemente acustico, mondo. Nel corso degli anni, We Both Are Just Somebody
sista e violinista Henry Grimes, che si sviluppa in una concisa il loro sodalizio li ha condotti Else’s Dream, ispirato ai
scomparso qualche mese fa, qui mezzora. Dieci brani all’insegna a declinare improvvisazione versi di Phantoms Of The
splendente in una Oh Henry! di un songwriting classico, dove e sperimentazione, rese quasi Past della connazionale Terhi
che osa muoversi a tempo di l’elettricità chitarristica dei impalpabili in una plumbea Eskelinen, è improntato sul
footwork. Sono toccanti anche GBV fa capolino in appena un spirale sonora. Oars è un’o- tema della solitudine e dell’i-
la dedica “cosmica” di To The brano, All In My Sleep. Il tutto pera scura in cui chitarra e solamento in cui trovano spa-
Stars, Major Tom e il tributo è incorniciato tra due ballate al stridori lo-fi fluttuano e si so- zio richiami al dark jazz del
di For Gato, ed è magnifico piano (Wings Prelude e No Sha- vrappongono sino a diventare nord Europa, all’avanguardia
perdersi nell’oceano ambient me) che non sfigurerebbero su indistinguibili. Misterioso. giapponese di Merzbow e al
di To Feel per poi ritrovarsi nel un disco di Bill Fay. Un album 74/100 black blues di Keiji Haino.
vortice cut up della parte finale asciutto, toccante, ispirato. 75/100
del disco. ALESSANDRO BESSELVA AVERAME
GIORGIO VALLETTA 75/100
85/100 RUMOREMAG.COM | 71
RECENSIONI GLI ALBUM SETTEMBRE 2020

STRAY CATS THE STREETS TAYLOR SWIFT DAVID TOOP


ROCKED THIS TOWN NONE OF US ARE GETTING FOLKLORE APPARITION PAINTINGS
FROM LA TO LONDON OUT OF THIS LIFE ALIVE REPUBLIC ROOM40
SURFDOG UNIVERSAL
Al di là di tutto, la 30enne stella Musicologo e giornalista mu-
Un nuovo live degli Stray Cats, Basta nemmeno un minuto e un americana ha avuto sempre il sicale, David Toop è una delle
in sé, non è certo una notiziona… verso a caso dello strano yacht pregio di dare dignità narrativa migliori teste pensanti contem-
Brian Setzer, Lee Rocker e Slim rap in coppia coi Tame Impala alle sue ruminazioni private, poranee: depongono per ciò i
Jim, in effetti, da questo punto di Call My Phone..., per aprire rendendole universalmente suoi volumi Ocean Of Sound
di vista non si sono mai fatti un buco di nostalgia a forma di condivisibili. Una qualità figlia (1995) e Sinister Resonance
rincrescere. Però è innegabile accendino per Mike Skinner. dell’apprendistato country. Il (2010), illuminanti saggi sulle
che – pur nella prevedibilità e DJ occasionale e padre di fami- suo album pandemico uscito modalità di ascolto e fruizione
nella quantità di registrazioni glia, ormai. E c’è della dolcezza all’improvviso a luglio chiama in della musica. Last but not least,
dal vivo disponibili – la band nel vederlo coach a bordo ring aiuto Aaron Dessner dei Natio- Toop è anche improvvisatore,
è sempre coinvolgente. Per prima ancora che maestro di nal, per ricamare d’ombre il suo abile manipolatore di field recor-
cui non importa se Stray Cat cerimonie in 12 pezzi costruiti lato più intimo. E la hit maker si dings, formidabile connettore
Strut, (She’s Sexy) + 17, Rock attorno ai featuring di rapper scopre a proprio agio, adagian- di suggestioni sonore disparate.
This Town o Built For Speed le inglesi emergenti, oltre che dosi naturalmente sulle sponde Grazie a electronics, chitarra,
abbiamo ascoltate mille volte: lo degli Idles in un brano omoni- discrete e sognanti. Come nel basso, tastiere, percussioni,
rifacciamo e ci divertiamo anco- mo inferiore alla somma delle ritratto d’appendice di The Last flauto dolce basso e contributi
ra, in qualche maniera. Anche parti. È il formato a rendere Great American Dinasty o in vocali registrati per l’occasione
ora (questo live è preso dal tour troppo altalenante il mixtape: coppia a cuore aperto con Bon o tratti dall’archivio dei suoi in-
celebrativo dei quattro decenni bene magari i bassi imponenti Iver in Exile. Si sente la mano contri musicali (qui p.e. Ornette
della fondazione) i gatti randagi di Eskimo Ice con Kasien o il del compagno d’avventura Jack Coleman), Toop costruisce con
graffiano, magari con consumato brillante pastiche di Falling Antonoff dietro ai rivoli di Seven pazienza artigiana un mondo
mestiere più che con l’impeto dei Down con Hak Baker. Ma, tra o a pennellare la maddalena di materico, misterioso, una jungle
20 anni. Ma si sa: il rockabilly inesperienza degli ospiti e il Cardigan, per lambire la spiag- savage dove si fondono musica
fatto a regola d’arte è come la tua troppo rispetto di Skinner, il gia nostalgica di Lana Del Rey. elettroacustica e rituali esotici, in
birra preferita – finisci sempre colpo resta spesso in canna. Terreno fertile, al riparo dalle un contesto di totale smaterializ-
per stappartene una e godertela. FRANCESCO VIGNANI luci della ribalta. zazione post rock.
ANDREA VALENTINI 68/100 MAURO FENOGLIO ANDREA PREVIGNANO
70/100 75/100 80/100

IN THREES
UPSET THE RHYTHM/MATERNAL VOICE
HANDLE
Quando si parla di Manchester i nomi che ricorrono, band del passato come A Certain Ratio, gli Handle oggi portano al
inevitabilmente, sono quelli mitologici: Buzzcocks, Joy Division, limite estremo il processo di asciugatura di quel suono. Restano
New Order, Smiths, Stone Roses, Oasis. Anche oggi, non c’è i cordoli in cemento, gli spigoli, resta quella musica storta che
rivista che non abbia dedicato ampio spazio all’edizione del fa male anche quando fa ballare. In Threes è un album cinico
quarantennale di Closer. E va bene. Manchester però è ancora lì, nel quale ritroviamo il funk europeo più cupo (Malaria!, Palais
nel nord dell’Inghilterra, con tutti i suoi bei palazzoni popolari, Schaumburg) e sprazzi di no wave fuori controllo alla Contortions.
la pioggia, la fiera indipendenza culturale da Londra. E lì sforna Le armi sono un basso legnoso che incute timore, una batteria
gruppi, come sempre. Tanti. In qualche caso, fantastici. Gli Handle e una tastiera dissonante. Con pezzi come Punctured Time e
derivano dalla meteora Duds, superbo sestetto che col proprio caos Coagulate si buttano ancora giù i palazzi, come nella stagione d’oro
ultrafunk sublimava il concetto di underground. Non per vantarmi del post punk. 40 anni però non sono passati invano. Sono serviti
(anzi sì, per vantarmi) ma un paio d’anni fa transitarono in Italia a cementare un’idea, quella di “musica scomoda”. Se escono dischi
e a vederli a Bologna saremo stati in 20. Due membri dei Duds come In Threes significa che c’è ancora speranza: non ci siamo
(Giulio Erasmus e Nirvana Heire) oggi sono la chitarra e la batteria arresi alla musica come contorno. Non tutti.
degli Handle, trio completato dal cantante e polistrumentista Leo LUCA FRAZZI
Hermitt. E se i Duds rispolveravano la black music sotto zero di 90/100

72 | RUMOREMAG.COM
EXTREMA
EXTREMA

TOOTS AND TRICKY


THE MAYTALS FALL TO PIECES
GOT TO BE TOUGH FALSE IDOLS
TROJAN JAMAICA/BMG HAVOK
No, Fall To Pieces – pubblicato V
Il rispetto è infinito, la a un anno da un’apprezzata CENTURY MEDIA
simpatia contagiosa, il ruolo autobiografia – non è la “cosa Ci sono state molte forme di thrash metal, ma
nella storia della black music più simile al pop che abbia mai uno solo era il vero suono. Un po’ come accadde
fuori discussione. Ma questo inciso”. E non sarebbe potuto nel grunge. Metallica, Anthrax, Slayer, Megadeth
disco torna nello scaffale essere diversamente, arrivando erano gruppi con peculiarità estremamente di-
dopo il primo ascolto, o, al dopo il suicidio nel maggio 2019 verse. Forbidden, Testament, Exodus, Overkill
massimo, girata la boa del terzo di Mina, figlia di Tricky e Mar- (ad esempio) avevano invece una linea comune.
grado di giudizio. Cui l’uomo tina Topley-Bird. Definizione Quella che seguono da sempre gli americani Havok. Un gruppo
ha diritto, dopo essere stato bizzarra, quindi, ma anche l’uni- in grado di aggiornare i suoni di quell’epoca ma di mantenere la
vittima d’ingiusta carcerazione. ca cosa a sollevare sopraccigli in struttura inalterata. Betrayed By Technology ne è il manifesto:
Lanciamo un salvagente, allora. un disco continuo come non gli perfetta cavalcata con rullante in accordatura alta, doppia cassa
Ci si aggrappa la stessa Got To capitava da tempo. In ballo fra nei fill e quel suono acuto e apocalittico di chitarre. Una canzone
Be Tough, soul anche ispirato isolazionismo e sperimentazio- che rimanda a I Am Immortal dei Mortal Sin, uno degli esempi
su cui però la voce fatica più del ne, con 11 brani spesso poco più più alti di puro thrash anni 80. Tra le migliori espressioni del
dovuto. Lo acchiappa I Stand che bozzetti, senza mai una nota neo thrash moderno.
Accuse, un reggae soffice che in più del minimo sindacale. 80/100
sfoggia persino un passaggio Nessun ospite, soprattutto, con
quasi a cappella. Affonda l’ex Massive Attack a nasconder- A CURA DI MARIO RUGGERI
invece la cover di Three Little si e lasciare la ribalta alla ottima
Birds di Bob Marley, con ospite nuova vocalist Marta Zlakowska:
il figlio Ziggy, penalizzata da e nell’unico caso in cui prende VIOLENT HAMMER SYNAPSCAPE
un arrangiamento stracarico di il microfono (Hate This Pain), RIDERS OF THE WASTELAND A MUTUAL DISAGREEMENT
orpelli. il senso di stare avvicinandosi HELL’S HEADBANGER ANT-ZEN
PAOLO FERRARI troppo a un dolore simile si fa La Hell’s He- Loro insieme
46/100 stordente. adbanger, da a Hypnoskull
FRANCESCO VIGNANI sempre, tratta permangono
73/100 la materia più quali alfieri
estrema del primi del cyber
metal. Estrema noise d’attacco,
ovvero: suonata estremamen- anche quando sono l’ambient
te. Per questo solo loro avreb- o il semplice adeguamento rit-
bero potuto scegliere i fin- mico tec(h)nocrate a farla da
landesi Violent Hammer, che padrona (pulsioni e distorsio-
dopo una serie di demo de- ni che lontanamente rammen-
buttano con un album spiaz- tano VAC e Klinik). Momenti
zante. Qualcosa tra il crust, i come I Can’t Kill What You
JEREMY TUPLIN ETUK UBONG primissimi Bolth Thrower e i See e They’ll All Be Gone sono
VIOLET WAVES AFRICA TODAY
Bathory. Disturbanti. gemme: suppliscono la man-
TRAPPED ANIMAL NIGHT DREAMER
73/100 canza di Noisex e Converter.
È una disinvoltura celestiale Registrato live in studio, il de- 80/100
quella che lo spaziale cantastorie butto del trombettista nigeriano
indie folk del Somerset mostra è un affare potentissimo, al cui
nel suo terzo album registrato confronto persino i Sons Of
con gli Ultimate Power As- Kemet rischiano di passare per
VOODOO GODS RITUAL DICTATES
sembly: i musicisti che l’estate fiacchi. A colpire subito è ap- THE DIVINITY OF BLOOD GIVE IN TO DESPAIR
scorsa lo hanno accompagnato punto l’energia del tutto, nutri- REAPER ARTTOFACT
anche in Italia. Una terapia di ta dall’uso di ritmi rituali della
Nei Voodoo Qualcuno ha
gruppo con al centro la potenza tradizione, e da una frenesia
Gods ci sono avvicinato i
del lirismo al servizio delle que- che pare perenne, inarrestabile, canadesi Ri-
Seth Van de
stioni di cuore fatte di incontri anche quando formalmente si tual Dictates
Loo e George
e fallimenti. I 12 pezzi di Violet rallenta un po’. Ma non è tutto: Fisher dei Can- al grindcore.
Waves galleggiano placidi Ubong è un leader vero, pren- nibal Corpse. Non ci siamo.
nel liquido amniotico, quan- de il minimo indispensabile Basterebbe. Ma il gruppo Potenzialmente, sono qualco-
do arrivano a contatto con le di afrobeat e lo plasma in un fondato dal batterista Alex sa di nuovo: un incrocio tra il
membrane vibrano psichedelia suono nuovo che chiama Earth Voodoo è molto di più: è una death metal, il death punk, il
malinconica da tramonto lunare. Music, e sa di funk e jazz spiri- visione ultramoderna del post core, i Morbid Angel e i
Spero abbiate presente Sogno di tuale, carnevali caraibici e ceri- thrash metal. Una versione Voivod. Stanno sviluppando
Andrea Pazienza. Bene. Allora monie ancestrali. Ci canta sopra metallica, con lievi sposta- la teoria musicale, servirà loro
immaginate Space Magic du- testi politici e sociali, di amore menti sul death e con passaggi ancora tempo, ma le premesse
rante la partenza del pattino nel e fratellanza, ed è forse il primo tecnici alla Death di Symbolic. sono di una grande band con
mare olio di San Benedetto. In connazionale a portare davvero Bravissimi. idee futuribili.
Swimming ci vedrete l’occhi dei Fela nel futuro. Ah, ha anche un 77/100 82/100
cannelli e state pur certi che con club a Lagos dove suona tre sere
Violets Are Blue arriverà l’acqua a settimana, se amate i corsi e
blu a spettinarvi i diti. ricorsi storici.
MANUEL GRAZIANI ANDREA POMINI
74/100 84/100
RUMOREMAG.COM | 73
RECENSIONI GLI ALBUM SETTEMBRE 2020

VALKYRIE VATICAN SHADOW SUZANNE VEGA JESSIE WARE


FEAR PERSIAN PILLARS AN EVENING OF NEW YORK WHAT’S YOUR PLEASURE?
RELAPSE OF THE GASOLINE ERA SONGS AND STORIES INTERSCOPE
20 BUCK SPIN COOKING VINYL
Una band per fan di Pentagram, Sarebbe bello fare finta che
Windhand e Obsessed? Certo. Preso come sempre dalla geopo- Esiste un livello di perfezione, pur questo WYP arrivi subito dopo
Ma anche per chi ama il Neil litica mediorientale, e da tutto “borghese”, cui tendere. Qualcosa Devotion, debutto dell’inglese
Young rovinosamente e malin- quello che concerne guerra, di così impeccabile e fascinoso da del 2012, e che i due non siano
conicamente elettrico di brani terorrismo, imperialismo e di- risultare esteticamente perfetto. separati da altri due lavori ben
come Southern Man. La commi- sgrazie affini, Dominick Fernow Suzanne Vega, in formazione meno centrati. Saremmo pro-
stione di doom e southern rock aggiunge alla lista un concept jazzy acustica, ha registrato babilmente (di nuovo) invasi da
non è mai è stata così equilibra- sul golpe iraniano del 1953 questo live al Carlyle Cafè di New articoli sull’importanza di Sade
ta come in questa band della organizzato da USA e Gran Bre- York, luogo dove si esibisce abi- per la scena attuale, con la Ware
Virginia, i Valkyrie. Il cui nuovo tagna. Con titoli come Predawn tualmente Woody Allen ed era fa- a essere la star che prometteva
album può essere considerato Coup D’Etat (Schwarzkopf Duf- cile incontrare tanto Debbie Harry dall’inizio. E che meriterebbe,
una nuova interpretazione del fle Bags Of Rials) a creare l’at- quanto Audrey Hepburn. Qui, con visto che non serve neppure
southern rock. Certo, un po’ più mosfera, e musica che vira verso voce meravigliosa, offre classici un capolavoro per ricordare
metallico. Ci sono canzoni in lidi meno esplicitamente techno (Marlene On The Wall e Luka, come mai ci innamorammo dei
cui sembra di veder battagliare rispetto al passato. Prevale piut- pronti via, poi Cracking, Tom’s suoi wildest moments anni fa.
i fantasmi dei Crazy Horse (The tosto un’aria di tensione e atte- Diner) e intrattiene i fortunati Basta una partenza che sposa
Choice); altre in cui, soprattutto sa, creata da sfondi industriali presenti con storie su New York, la causa della migliore Tracey
a livello vocale, sembra di senti- e melodie solenni, bassi quasi personali e “leggendarie” (Sinatra Thorn (Spotlight), in pratica, e
re dei Corrosion Of Conformity dub e distorsione, che dilata i e Ava Gardner che litigano). Tra il ritorno prepotente dei groove
influenzati da Roky Erickson ritmi o li copre, con il mastering le canzoni lucidate per la Grande del James Ford messo al mixer a
(Evil Eye) ed altre ancora come di Justin Broadrick a dare det- Mela, New York Is A Woman, strappare il meglio dalle sincopi
Fear And Sacrifice, in cui senti tagli e profondità non comuni. New York Is My Destination e disco di Step Into My Life o dalla
esplodere la furia dei Lynyrd Fino ai 12’ finali dell’appro- Walk On The Wild Side imprezio- robyniana Save A Kiss. Temen-
Skynyrd di Free Bird. Scontri di priata Ayatollah Ferocity (The sita da un’intro su cosa abbia rap- do di averla persa dalle parti di
chitarre in duelli epici. La Val- Refinery At Abadan), sfogo presentato per Lei (per tutti?) Lou Ed Sheeran, il ritorno a casa vale
chiria è sudista. finalmente meritato. Reed. Appunto, la perfezione. un un mezzo trionfo.
CLAUDIO SORGE ANDREA POMINI MAURIZIO BLATTO FRANCESCO VIGNANI
78/100 79/100 81/100 79/100

WASHED OUT KAMASI WASHINGTON THE WATERBOYS WHITNEY


PURPLE NOON BECOMING (MUSIC FROM THE GOOD LUCK, SEEKER CANDID
SUB POP ORIGINAL NETFLIX DOCUMENTARY) COOKING VINYL/EGEA MUSIC/ SECRETLY CANADIAN
YOUNG TURKS THE ORCHARD
Il film Delitto In Pieno Sole Da un punto di vista strettamen-
(1960) tratto dal romanzo Il Non sempre facile mettere i Perdonabili inciampi a parte te musicale il periodo del lock-
Talento Di Mister Ripley di panni di chi accetta di lavorare (Dream Harder, per dire) l’e- down da Covid-19 verrà ricorda-
Patricia Highsmith, fu la rampa su commissione. Il sassofonista strosità del buon Mike Scott nel to come uno dei momenti storici
di lancio per la popolarità del di L.A. risponde con entusiasmo baloccarsi col lievito madre del in cui più di ogni altro i musicisti
celebre attore francese Alain alla chiamata della regista Nadia blues a seconda delle personali si sono dedicati a riscoprire ma-
Delon. In Francia veniva inti- Hallgren, per musicare il suo do- fregole musicali del momento teriale altrui, pubblicando dischi
tolato Plein Soleil, mentre in cumentario sulla vita di Michelle dovrebbe essere tutelata dall’U- di cover. In realtà le cronache
Usa proprio Purple Noon, come Obama. Entusiasmo che, alla NESCO. E il 14esimo album ci raccontano di come questo
il ritorno di Ernest Weatherly fine, si ritrova obbligato a mette- dei suoi Waterboys sta lì a di- album della coppia di Chicago
Greene, meglio conosciuto re a freno la consueta esondante mostrarlo. Registrato in casa sia stato allestito prima che la
come Washed Out. Sinuoso e narrativa jazz dell’autore, per durante il lockdown, con un’at- pandemia scompaginasse i piani
ammaliante ma non aspettatevi focalizzarne il citazionismo su titudine ai limiti del (raffinato) più o meno di tutti. Un album
l’umanità calda di Paracosm territori più confortanti e solari. cazzeggio, Good Luck, Seeker si che si presenta come esercizio
(2013) o il movimento sognante Fra beatitudine sunshine pop, muove zigzagando tra le osses- di stile impeccabile sia quanto a
di Within And Without (2011), omaggi Motown (più suggeriti sioni di una vita (Stones e Dylan scelte, andando a pescare in ter-
riferimenti degli anni d’oro dall’alto che sentiti) e R&B da su tutti), i sanguigni soliloqui ritori vari e anche dissimili (dal
della chill wave e dell’hypnago- conciliante e ignara gioia alto mistico spirituali di sempre, il repertorio Eno/Byrne, alle Ro-
gic pop. Qui i colori tendono ai borghese. Neanche gli episodi richiamo sirenesco di mamma ches, passando per John Denver,
tramonti mediterranei e i suoni più documentaristici (Provoca- Scozia e una voglia matta di Moondog e Damien Jurado), che
non sfuggono via, sono legger- tion, che fotografa le tensioni futuro: sfrontato (Dennis Hop- sul versante di arrangiamenti ed
mente più marziali (Reckless razziali durante la presidenza per), epico (Low Down In The esecuzioni, tanto da sembrare
Desires), una ballata chitarra e Obama) o più privati (Song For Broom), moderno (The Golden un’opera tutta loro, a un orecchio
voce (Game Of Chance) e inne- Fraser, dedicata al padre di Work), passatista (Sticky Fin- non allenato agli originali. Come
sti più synth pop (Hide). Michelle) alzano l’asticella. gers), scanzonato (The Soul tale dunque un disco minore di
NICHOLAS DAVID ALTEA MAURO FENOGLIO Singer) ma, in primis, squisita- Fleetwood Mac o Supertramp.
69/100 50/100 mente disorganico. ARTURO COMPAGNONI
ANTONIO BELMONTE
61/100
74 | RUMOREMAG.COM 68/100
DEVON WILLIAMS KAMAAL WILLIAMS ADRIAN YOUNGE & ALI ZAKK SABBATH
A TEAR IN THE FABRIC WU HEN SHAHEED MUHAMMAD VERTIGO
SLUMBERLAND BLACK FOCUS WITH ROY AYERS MAGNETIC EYE

JAZZ IS DEAD 002


A sentirlo cantare adesso è diffi- Secondo album in proprio per JAZZ IS DEAD Copertina sovraesposta contro la
cile immaginarselo negli Osker, il prolifico musicista londinese sobria, gelida cover di Hipgnosis
punk band sotto Epitaph a caval- noto anche come Henry Wu. Qui Dopo aver inaugurato l’etichetta del primo Black Sabbath (1970).
lo tra i ’90 e gli anni Zero. In prosegue il suo viaggio al confine provocatoriamente battezzata La differenza tra il primo album
quei due album la voce sguaiata fra quella che si potrebbe definire Jazz Is Dead con una compila- dei Black Sabbath e la rilettura
si inseriva nel punk californiano fusion, certo jazz spirituale e tion ricca di prestigiose collabo- di Zakk Wylde è anche questa.
sporco del gruppo losangelino. forme più contemporanee, dalla razioni (dagli Azymuth a Gary Tutto il calore dell’Uomo del
Dopo svariati progetti minori, house alla jungle (vedi One More Bartz), i due produttori affianca- Sud nei riff rock doom che sono
nel 2006 inizia il suo percorso Time). Gli archi di Miguel-Atwo- no uno degli ospiti del suddetto l’architrave del sound dei Sab-
solista. Una perfezione stilistica od Ferguson e il sax del virtuoso primo volume per un album che bath. Zakk tiene sì a freno il suo
che in questo quarto lavoro sod- Quinn Mason sono preziosi ne esplora il classico stile jazz/ stile convulso, ma non può fare
disferà chi ha sofferto le ultime elementi attorno ai quali il disco funk. Otto brani inediti in cui a meno di esplodere in alcuni
variazioni dei Wild Nothing di guadagna in spessore, come nel sembra di riascoltare il miglior topici momenti: tipo nella sara-
Jack Tatum. La dolcezza dei Pre- contributo di quest’ultimo all’e- Roy Ayers, offrendone una rilet- banda pazzesca di Wicked World,
fab Sprout, il jangle pop solido e stemporanea jam di Pigalle o nel tura sottilmente contemporanea o nelle acrobazie straripanti di
le trame indie pop sono un corpo groove disco funk di Save Me. – fra bassi profondi e occasionali A Bit Of Finger/Sleeping Villa-
unico che si avvita su se stesso. Oppure nei momenti più rarefat- chitarre fuzz - ma rispettosa del ge, che terminano su un boogie
Rispetto al precedente Gilding ti, come 1989 e la languida Hold suo passato. Come nelle armonie stomp alla John Lee Hooker,
The Lily (2014) sottrae le parti On, complice la voce di Lauren vocali di Synchronized Vibra- dove Zakk non si tiene più. Solo
sintetiche e va verso una scrittu- Faith, già al fianco di Kaytranada. tion, le tessiture cosmiche di lui poteva rifare il primo album
ra più concreta. Una lavorazione Complessivamente, un viaggio Shadows Of The East (complice dei Black Sabbath, con Blasko e
caratterizzata dalla morte del sonoro non privo di scossoni e il sax di Wendell Harrison) o le Joey Castillo che lo sostengono
padre e dalla nascita della figlia. improvvise svolte, com’è com- sinuose movenze latineggianti a meraviglia. Il figlio dei Black
Rimane tutto sospeso tra nostal- prensibile che sia per un artista di Gravity, sottolineate dal suo Sabbath rende il più bell’omaggio
gia e speranza. Meraviglia. ancora così curioso e irrequieto. inconfondibile vibrafono. possibile ai padri di Birmingham.
NICHOLAS DAVID ALTEA GIORGIO VALLETTA GIORGIO VALLETTA CLAUDIO SORGE
79/100 76/100 78/100 81/100

AKSAK MABOUL FIGURES


CRAMMED DISCS

Gli Aksak Maboul nascono nel 1977: musica da camera DIY e avant album, spalmato su due CD dal minutaggio contenuto. Figures
rock in opposition, folklori immaginari e salgariane fantasie sulle comprende come da tradizione mercuriali miniature minimaliste
musiche dal mondo. “11 danze per combattere l’emicrania”, recita e schizzi sperimentali, ma soprattutto una serie di formidabili
il titolo dell’esordio dei belgi, premonizione di quell’attitudine canzoni che intrecciano i testi arguti e surreali della Vincent con
globalista e quell’ampiezza di manovra su cui il cofondatore Marc un avant pop di scuola francofona che riprende il discorso di Les
Hollander edificherà una delle più peculiari etichette indipendenti Rita Mitsouko, Antena e Stereolab arricchendolo con quei caratteri
europee, Crammed Discs, patria apolide di Tuxedomoon, Hector art rock continentali che gli Aksak Maboul hanno contribuito a
Zazou e Konono N°1. Una attività, quella di discografico, che dopo il sviluppare più di quattro decenni fa. Oltre alla line-up più recente,
sulfureo Un Peu De l’Âme Des Bandits (1980, con il coinvolgimento nel cast troviamo vecchi amici come Fred Frith, Steven Brown
degli spiriti affini Fred Frith e Chris Cutler) spingerà il musicista (Tuxedomoon) e Michel Berckmans (Univers Zero, Art Zoyd),
a mettere quasi del tutto tra parentesi il progetto. Dopo Ex-Futur ma Figures non ha nulla a che fare con vecchie glorie e bei tempi
Album, album registrato tra l’80 e l’83 e completato nel 2014, il andati: è un disco dalle idee freschissime, musicalmente poliglotta e
polistrumentista e Véronique Vincent hanno riesumato la sigla, autenticamente entusiasmante.
raccogliendo consensi e nuovo pubblico ed elaborando materiale ALESSANDRO BESSELVA AVERAME
fresco ora raccolto in questo caleidoscopico e ispiratissimo doppio 83/100
RUMOREMAG.COM | 75
ABYSS X ALUNA
INNUENDO RENAISSANCE
DEEP MATTERS OF THE HEART MAD DECENT

Un denso Tuttora
curriculum parte del
che vede duo Aluna-
l’artista George, la
di Cnosso londinese
(Creta), Aluna
danzatrice, Francis si
laureata in cimenta in
computer science, attivista per proprio con un disco che rias-
i diritti LGBT in carcere e col- sume le sue passioni per il lato
laboratrice di Rabit e SOPHIE, più pop dell’R&B, combinato a
introduce il suo esordio auto- ritmi house e dance. Purtroppo
prodotto. Un flusso trance che buona parte di queste 14 canzo-
procede (un po’ troppo unifor- ni sono deboli e troppo leggere
me) fra interferenze, seduzioni per lasciare il segno, pur con
da Madonna periodo Erotica in qualche eccezione: vedi The Re-
chiave PC music e il soffio arca- cipe (offerta dal sempre genero-
no della tradizione che scorre so Kaytranada) e la dancehall di
sottotraccia. Get Paid.
MAURO FENOGLIO GIORGIO VALLETTA
61/100 51/100

AA.VV. WILL BUTLER


GENERATIONS
MERGE
CHOIR BOY
GATHERING SWANS
DAIS

Dove c’è Prendete gli


gusto non americani
ANGELHEADED HIPSTER c’è perden-
za, Butler
Drums,
toglietegli
THE SONGS OF MARC BOLAN ci riprova il sole e le

AND T.REX dopo cin-


que anni e
spiagge im-
maginarie,
BMG la passione e declinate
per un certo rock‘n’roll rurale e in un mood decisamente new
la sperimentazione ingabbiata romantic. Ecco i Choir Boy, da
La stella di Marc Bolan in strutture pop esplodono qui Salt Lake City, con in testa Adam
abbaglia ancora oggi il cielo in un album più vario e a fuoco Klopp e la sua voce angelica
della musica, nonostante dell’originale. Wit e spiritualità 80’s. Melodie di scuola Smiths,
l’artista sia scomparso ormai si alternano al sempre sapiente chitarre lucidate a dovere, qual-
da più di 40 anni. Non uso della dinamica. La schizo- che divagazione dreamy, synth
solo per la sua capacità di frenica Outta Here, la “subur- pop cristallino e una non vaga
reinventarsi coraggiosamente, biana” Surrender e la caleido- inclinazione (solo visuale) per
passando da icona del scopica Not Gonna Die sono lì a l’horror. Gli orfani di Chapel
movimento hippie, con la testimoniarlo. Club e Wild Beasts sono avvisati.
sua peculiare visione del folk FERNANDO RENNIS NICHOLAS DAVID ALTEA
acustico, ad antesignano 73/100 76/100
del glam rock fino a sfiorare
con disinvoltura le rive del
pop, ma anche per il suo stile
elegante che non passava GRAND RIVER ED HARCOURT
BLINK A FEW TIMES MONOCHROME TO COLOUR
inosservato (è noto che da giovane si ispirava addirittura al
famoso dandy ottocentesco Beau Brummell), Bolan ha saputo TO CLEAR YOUR EYES POINT OF DEPARTURE
EDITIONS MEGO
influenzare almeno tre generazioni tanto per la musica quanto per Titolo che
l’immagine, che secondo la sua concezione della vita e dell’arte Si scomoda ben rap-
non era affatto un dettaglio secondario. Quest’anno, mezzo secolo il prestigio- presenta
dopo l’uscita del primo singolo con i suoi T. Rex, Bolan entra so marchio il salto dal
finalmente nella Rock And Roll Hall Of Fame e, per celebrarlo
Mego per il più che
degnamente, i produttori Bill Curbishley ed Ethan Silverman
bis di Aimée minimale
hanno deciso di coinvolgere diversi illustri fan per rendergli
Portioli, Beyond The
omaggio. Da Kesha a Joan Jett, da Devendra Banhart a Beth
italo/olan- End di due
Orton, da Father John Misty a Marc Almond, fino ai figli di John
dese di base anni fa, per quanto rimanga la
Lennon, Sean e Julian, e agli U2 con Elton John, tanti sono gli
artisti che hanno accettato di partecipare, rendendo questo disco a Berlino, che firma con Blink... struttura interamente strumen-
straordinariamente variegato, seppur coerente grazie alla forza una prova matura e ambiziosa. tale del lavoro. Ben più ricca,
della penna del cantautore di Hackney, riconosciuto come uno Un lavoro che, all’interno di quindi, con archi a sfidare in
dei più importanti compositori della storia del rock. Anticipato coordinate ambient, fonde stru- drammaticità il pianoforte e le
da un’intensa Cosmic Dancer ridefinita dal tocco di Nick Cave, menti acustici e sintetizzatori, ambizioni cinematografiche in
l’album non omaggia però solo l’immenso talento di Bolan bensì sequenze sognanti e flash mini- bella vista, ma – esattamente
anche quello di Hal Willner, il noto produttore sotto la cui egida è malisti, droni polverosi e melodie come il predecessore – fin
stato concepito, scomparso a causa del Covid-19 lo scorso aprile, solenni. Fino all’uso inedito della troppo di genere. E molto meno
prima di vederne la tanto attesa pubblicazione. Ma la sua stella e propria voce, nella conclusiva, personale di quanto fatto fin qui
quella di Bolan non smetteranno mai di brillare. crepitante All There Now. dall’inglese.
ANDREA POMINI FRANCESCO VIGNANI
DORIANA TOZZI
85/100 78/100 65/100
76 | RUMOREMAG.COM
SUONA ANCORA
RECENSIONI IN BREVE SETTEMBRE 2020 IL MEGLIO
DEI MESI PASSATI

HEAVY VELVET MAN MAN NAYANA IZ


SESSIONS DREAM HUNTING IN THE VALLEY SMOKE & FLY
ESHOM OF THE IN-BETWEEN DIFFERENT
SUB POP
Versione Nata a
live in Una delle Londra, ma
studio, band meno “creata”
più cruda, lineari che in India,
dell’album vi possano dichiara
uscito capitare a orgoglio-
nel 2019. tiro sono i samente
Avvolgente Man Man. l’artista
narco rock blues, geneticamente Fermi per 20enne al suo debutto. Un
modificato da influenze grunge. circa sei anni, sono ritornati con manifesto pulsante d’influenze FONTAINES D. C.
Agitata cantante biondo platino, Ryan “Honus Honus” Kattner diverse, dall’hip hop tecnico di A HERO’S DEATH
ma un po’ impacciata. Tablas a dirigere le manovre. Gipsy marca britannica all’electro pop PARTISAN
hippie a supporto del rito rock jazz, soul, blues, dark cabaret e gommoso. Il tutto virato attra-
blues, che li fa assomigliare in sperimentazioni da orchestra di verso la lente multicolore delle A Hero’s Death è un ottimo
definitiva a una cosa rock torrida strada. Non è facile stargli die- radici indiane e una passione album. La matrice del sound
di Tommy Bolin mixata con tro nei salti di genere e nelle ca- virale per la danza, come forma è sempre il post punk, del
i californiani neopsych Slow priole musicali da saltimbanchi di liberazione espressiva. Trac- quale viene accentuato mag-
Season. America rock selvaggia. circensi. Un po’ pregio e un po’ ce ancora acerbe, piattaforma giormente l’aspetto dark e
Non male. difetto ma è la loro natura. per crescere. romantico.
CLAUDIO SORGE NICHOLAS DAVID ALTEA MAURO FENOGLIO
76/100 64/100 65/100

ALASDAIR ROBERTS SLIGHT OF ULTHAR


THE SONGS OF MY BOYHOOD OTHER PEOPLE PROVIDENCE
DRAG CITY FIGURE 2 RC/DEADSTACHE 20 BUCK SPIN

Nuovo Uno “stu- Grande


album per dio degli entusiasmo
l’ex front- stili rock di critica
man degli americani”, per il nuovo
Appendix dice del suo album degli
Out che secondo Ulthar.
percorre album lo “Pitchfork”
a ritroso i stesso Jim in testa.
territori dell’indie folk tenue e Hill, responsabile della sigla Ma riconosciamolo, non siamo
malinconico che ha reso nota Slight Of. Un suono che attinge molto lontani dalla divorante X
la sua band nei ‘90, andando a da memorie pop e classic rock morbosità dei primi Morbid ALPHABETLAND
recuperare brani dai tre LP del bambine e scrittura indie ma- Angel. Ecletticità dello stile: FAT POSSUM
gruppo: The Rye Bears A Poison, tura, caldo e avvolgente come si doom, black, death? Sì certo,
Daylight Saving e The Night addice a canzoni che raccontano com’era nei primi Morbid Angel. Gli X erano, e sono, una
Is Advancing. I pezzi rivisitati storie di umanità provinciale Un pezzo come Furnace Hiber- band rock’n’roll pura, qua-
compongono una sorta di gre- e poco attraente. La lista dei nation ne dà la plastica dimo- lunque significato diate a
atest hits nostalgico, anticipato predecessori è lunghissima e strazione. E il tutto viene calato questa parola. E Alphabet-
dal primo singolo della band, Ice agguerrita, ma Other People in quella che è da parte del grup- land è un ottimo disco di
Age, mai ripubblicato dal 1996. merita una possibilità. po di Oakland una vera e propria rock’n’roll.
DORIANA TOZZI ANDREA POMINI ossessione per H.P. Lovecraft.
68/100 70/100 CLAUDIO SORGE
70/100

VILE CREATURE WOO YELLO


GLORY GLORY! ARCTURIAN CORRIDOR POINT
APATHY TOOK HELM! QUINDI UNIVERSAL
PROSTHETIC
Curiosa la Ormai a un
Riuscite a scelta che passo dal
immaginare inaugura diventare
un incrocio il catalogo la (peraltro
impossibile dell’e- deliziosa)
tra gli Obi- tichetta parodia di
tuary e gli fiorentina: se stessi,
Swans? Una una suite Dieter
straziante in cinque movimenti finora Meier e Boris Blank proseguono
eviscerazione di urla e suoni inedita e firmata dal duo inglese rispettivamente a esercitarsi JASON MOLINA
grumosi e dissonanti. Là dove di culto formato cinque decenni in deliri verbali con voce roca EIGHT GATES
uno strano death metal e uno fa da Clive e Mark Ives. Ad ac- alla Leonard Cohen e groove SECRETLY CANADIAN
strano post punk si incontrano compagnare le loro costruzioni electropop desueti ma dalle
e ne esce un disgustoso ibrido. minimaliste per synth e dal frequenti suggestioni esoti- Eight Gates è un dono
Per dire, disgustoso come un retrogusto ambient, i remix che. Spiccano in scaletta The inatteso. Parte di queste
racconto grottesco di Thomas degli irlandesi Wah Wah Wino e Vanishing Of Peter Strong, registrazioni londinesi era
Ligotti. Sono solo in due, Vic dei redivivi Ultramarine, e una Arthur Spark e la bizzarra Siren già trapelata come bonus
e KW: vocals, chitarre e per- nuova versione della loro Love Singing, che ospita la cantante track, ma qui abbiamo un
cussioni. Con il supporto della On Other Planets. cinese Fifi Rong. vero, bellissimo, album.
fotografa/visual artist Danika GIORGIO VALLETTA GIORGIO VALLETTA
Zandboer. Per stomaci forti. 71/100 73/100
CLAUDIO SORGE
79/100 RUMOREMAG.COM | 77
TREECOLORE DISCO DEL MESE

MANA

L’ARTE DEL SURREALE

Astro:Dynamics nel 2014, e lo spiazzan- di sapore morriconiano rielaborata e


te EP Abstract Speed + Sound (2015), scardinata in I’m Not Here. Non a caso,
pubblicato dalla Other People di Nicolas fra le influenze dichiarate dall’autore in
Jaar. Forte anche dell’esperienza nel questa circostanza, c’è la musica italiana
“supergruppo” One Circle, insieme a da film degli anni 70 e dei primi ‘80, così
Lorenzo Senni e Francesco Fantini, è come il Jon Hassell la cui visione del
con il passaggio alla Hyperdub che il Quarto Mondo sembra essere aggiornata
suo cognome inizia a contrassegnare le e filtrata in Berber Pendulum, quasi a
nuove uscite, dall’EP introduttivo Crea- ennesima testimonianza della spiccata
ture all’imprevedibile musica da camera ambizione di questo disco. La narrazio-
aliena emersa lo scorso anno in Seven ne della tracklist conosce un momento
Steps Behind. Fino a questo disco, la centrale di tensione, prima creata nella
cui realizzazione è iniziata proprio alla minacciosa Disordine Al Disordine per
fine del 2019 per concludersi durante poi divenire più esplicita nella successiva
la recente quarantena, in maggio. Inti- Tentacle Daemon, con le sue strane chi-
tolato alla frase di apparente nonsense tarre sintetizzate. Ma è sempre la sua in-
contenuta in una scena del classico di Fe- solita sensibilità a rendere ulteriormente
derico Fellini 8½, sin dalle frequenze e speciali e incredibilmente accessibili le
MANA dagli arpeggi dell’introduttiva Spin And elaborazioni sonore di questi 42 minuti.
ASA NISI MASA
Loops, l’album è testimonianza di una Se Asa Nisi Masa è la codificazione in
HYPERDUB
ricerca sonora assolutamente peculiare, alfabeto serpentino della parola anima,
È un’evoluzione artistica ormai ultra- che accenna e propone melodie impal- Mania (titolo della traccia conclusiva)
pabili e celestiali in un contesto onirico ne è il suo anagramma. Un epilogo lumi-
decennale sebbene sotterranea quella
oppure esotico. Suggestivo specialmente noso ed elettrico, semplicemente spetta-
che vede protagonista Daniele Mana,
nel canto mistico di Shrive Alone - esem- colare nella sua capacità di giocare con
musicista elettronico che dopo i primi voci, colori e tonalità, e di emozionare
plare del ricorrente utilizzo della voce
passi come metà del duo Nice Guys e poi come puro strumento, testimoniato nuovamente.
in proprio sotto lo pseudonimo The Pure anche dalle scelte in sede di missaggio - e 90/100
aveva adottato la sigla Vaghe Stelle per nell’atmosfera sospesa di Two Islands.
una serie di lavori che già esprimevano L’elaborazione sonora qui raggiunge
notevole personalità. Fra questi ultimi, livelli particolarmente alti nell’ipnotico
l’album Sweet Sixteen per la londinese vortice di Eterna Corrente e nell’epica

DI GIORGIO VALLETTA - FOTO DI ANDREA COSSU

78 | RUMOREMAG.COM
TREECOLORE GLI ALBUM SETTEMBRE 2020

AA.VV. AL MUSTAQIL BLACK ELEPHANT BLEEDING EYES


GOLDEN DOLPHIN HARRAGA SEVEN SWORDS GOLGOTHA
MUSIC FROM TURIN VOL. 1 AFOFORO/STELLA NERA/DETHECTOR SMALL STONE GO DOWN
DELETE
Al Mustaqil, ovvero il batterista/ A Detroit di rock’n’roll se ne I Bleeding Eyes ti colpiscono,
Un modello d’autobus futuristi- polistrumentista (bozouki, chi- intendono. E se un’etichetta ti feriscono, ti inquisiscono. La
co presentato alle Officine Viber- tarre, fiati, computer, field re- come la Small Stone mette sotto loro musica è come un’esplora-
ti di Torino nel 1956, come titolo cordings etc.) Jacopo Andreini, contratto una band di Savona, zione nei meandri di una mente
di un’istantanea per la scena vecchia conoscenza della scena Italia, non dev’essere per caso. malata. Una voce che parla
avant della città. La sempre at- avant nostrana (Enfance Rouge, Ma perché questa è una band dall’interno, che obbliga, che
tenta Delete dà visibilità a una tra i tanti), accompagnato da con gli attributi. Giunti al loro istiga, che descrive scenari di
comunità pulsante di musicisti sette musicisti, tra cui Amy quarto album (il secondo per la orrore e apocalisse. Qualcosa di
con attitudine e gusto affini (pur Denio al clarinetto. Andreini Small Stone), i Black Elephant vagamente simile a 11 Paranoias
nella diversità di stile). Un tes- arrangia e dirige, più che un sembrano provenire dal deserto e Ancient Lights. Psychedelic
suto connettivo di collaborazioni album, una sorta di diario sono- del Nevada invece che dall’Ita- sludge. Soundtrack interna
e amicizie che unisce idealmente ro sotto forma di unica traccia, lia. La loro è una heavy psych al delirio di uno psicopatico.
nomi più noti a nuove individua- con tanto di bibliografia di rife- moolto americana, nutrita alle Soundscapes gonfi di lucida cu-
lità. L’out folk di Enrico Degani rimento e scaletta che posiziona radici da un sacro fuoco voodoo pezza, tra riff noise doom pro-
(Perfect Prison) e il post rock interventi parlati e musiche, blues hendrixiano, scossa da fondissimi, arpeggi stranianti
terminale di Luca Purum Nihil queste ultime oscillanti per ispi- una fuzz dementia ribollente. e ossessivi, percussioni oltre-
(Ouroboros), con la liquidità razione tra Egeo, Nordafrica e Tra le cose migliori di Seven tombali a dare la trascinata ca-
ambientale di Fabrizio Modone- Medioriente, e tra tradizione e Swords: The Last March denza. E dentro, sopra e sotto,
se Palumbo (Torino Exotica) e fragore sperimentale, con sullo Of Yokozuna e Mihara, due il delirante recitato predicatorio
l’IDM contemplativa di Selfim- sfondo vittime e contraddizioni baluginanti desert blues, come di Simone Tesser, l’uomo che
perfectionist e DsorDNE (These di quella “barbarie mediterra- i Fleetwood Mac di Then Play sembra un clown maligno uscito
Days), giusto per citarne alcuni. nea” che campeggia sulla co- On, puri riti hippie dalla Death da un racconto di Stephen King,
Dopo le ferite profonde lasciate pertina a mo’ di toponimo. Una Valley. E la misterica e ieratica che procede ieratico e incespica
dal lockdown pandemico, un sintesi eccellente che lascia agire Govinda, acid psychedelia dal ed è travolto da queste ondate
modo per dire che lo sguardo la musica smontando ogni possi- fascino inebriante. psychotic doom.
verso il futuro può essere ancora bile appiglio retorico. CLAUDIO SORGE CLAUDIO SORGE
motore creativo. ALESSANDRO BESSELVA AVERAME 80/100 80/100
MAURO FENOGLIO 75/100
75/100

THE BLUES BULY PANK CHERRY PIES CORPO


AGAINST YOUTH AMERICAN BUFFET THE CHERRY PIES III
LIVE AT HENRY’S BLUESHOUSE BLACK CANDY SPOOKY/BEAST/SCHMALZGRUB LIZARD
AUTOPRODUZIONE
Secondo disco per Marco Pa- Durante il lockdown tanti, Raccontammo la storia unica
C’è questo tipo con i baffetti rente (col nomignolo che por- troppi musicisti hanno sentito dei Corpo quattro anni fa, sul
che sembra un siciliano doc e tava appena 13enne) nel giro di l’irrefrenabile bisogno di lancia- numero 296, accogliendo con i
si chiama Gianni TBay ed è un un mese, a spianare la strada al re segnali di speranza al mondo dovuti onori un album di musica
bluesman puro, che pare uscito prossimo di canzoni che vedrà in forma di (pessima) musica registrata nel 1979 e mai uscita
da un paese lungo il Mississippi luce in autunno. Se in genere la homemade. Con qualche ecce- prima, originale e sfaccettata.
negli anni 50. Conosciuto musica è cucita sulle immagini, zione. I Cherry Pies (un duo: Oggi i salentini - Francesco
anche come The Blues Against qui nasce prima lei, libera, ed è Veronica Zucca e Stefano Isaia) Calignano alla chitarra e Biagio
Youth, il suo è un one man su di essa che si incastra il mon- ad esempio hanno sfruttato Calignano a piano, tastiere e
show. In questo disco potete taggio dei frame, in un film mu- l’isolamento per produrre suoni batteria, con il terzo fratello
ascoltarlo live alla Blueshouse sicale di 22 minuti. Un “disco- che nascono sì da un contesto Mario al basso in un pezzo, più
di Birmingham, UK, sciorinare metraggio per non adulti”, dedi- particolare, ma spiccano per sezione fiati e una cantante liri-
un trascinante country delta cato all’America e ai suoi para- intensità e ispirazione a prescin- ca - tornano con il nuovo disco
blues, in un concerto strepitoso. dossi, in un montaggio frenetico dere. Otto brani che spaziano promesso allora. Prodotto da
Lo stile? Siamo dalle parti del di immagini che la parafrasano. dal paisley di What Have I Got (i Paolo Bergese degli Airportman,
Texas, dove nacque e visse Parate militari, presidenti, Coca Dream Syndicate in acido) all’at- III si concentra però quasi solo
Lightning Hopkins, e non in zona Cola, Mickey Mouse, lunapark, mosferica Liqueur Amère pas- sull’anima prog del gruppo, con
Mississippi. Ma certo ovviamente villette e famigliole. Poi l’ato- sando per Behind The Trees con otto tracce intricate e barocche
c’è anche un’influenza del mica, violenze, polizia, carri Claudio Zucca dei Rippers alla persino nei titoli, arie sinfoniche
Mississippi, penso a Charlie armati, i moti antirazzisti, ad chitarra, il tutto in chiave ultra e svolte continue. Mai gratuite,
Patton. E d’altra parte Gianni accompagnare quattro compo- lo-fi. Il loro suono nasce dal va detto: la ricerca di una sintesi
TBay dà anche una rendition di sizioni sospese tra elettronica garage e rivolta cuore e stomaco personale è chiara e riuscita, vari
Poor Boys di John Fahey. Mentre essenziale, autunnali chitarre con disincanto. Se amate i Movie momenti sorprendono, ma è
Uncle’s Blues è puro delta, arpeggiate, afose pennate funk Star Junkies, i Lame e il loro come se molta della magia aliena
un po’ Muddy Waters. Roba approccio alla materia, Cherry di un tempo si fosse persa.
e surreali linee melodiche dalle
preziosissima. Non so voi, ma io Pies è pane per i vostri denti.
parole inventate. A NDREA POMINI
starei ore ad ascoltarlo.
CLAUDIO SORGE
BARBARA SANTI LUCA FRAZZI 68/100
72/100 70/100 RUMOREMAG.COM | 79
80/100
RADICI SETTEMBRE 2020 / ALESSANDRO CORTINI

10 CANZONI PER
ALESSANDRO CORTINI
Polistrumentista, produttore e compositore versatile e prolifico approdato da Forlì a
Los Angeles appena ventiduenne, ha lavorato con un esercito di musicisti, tra i quali i
Nine Inch Nails, ma non è certo un segreto. A settembre è uscito il suo ultimo lavoro
solista, Volume Massimo, e in pieno lockdown ha pubblicato Illusion Of Time insieme
al produttore e DJ inglese Daniel Avery, con il quale ha condiviso proprio il palco dei
N.I.N. Un disco completato in quel frangente e uscito adesso. “La collaborazione con
Daniel è nata da una stima personale reciproca, che è poi germogliata in uno scambio
di idee via Rete. Il risultato è Illusion Of Time”, racconta Cortini. Ma, in clima di
emergenza, l’attività concertistica è ferma, e resta il tempo per dedicarsi alla musica
lasciata indietro. “Periodo di poca creatività, ma molto tempo per organizzare cose che
ho composto e scritto tempo fa. Cose che usciranno mensilmente, sia via Bandcamp sia
attraverso Mute”.

TAG S: #VOLUMEMASSIMO #ILLUSIONOFTIME ONLINE: CORTINI.BANDCAMP.COM

FREUR DURAN DURAN APHEX TWIN THE BEATLES TIMORIA


DOOT-DOOT SAVE A PRAYER XTAL A DAY IN THE LIFE SANGUE IMPAZZITO

“Il primo pezzo ‘elet- “Ricordo il mio walk- “Il pezzo con cui l’ho “Mia madre era una fan “Uno dei due gruppi
tronico’ che ricordo. La man, riavvolgendo la scoperto, ancora il mio sfegatata dei Beatles, italiani del mio tempo
batteria elettronica, il cassetta ad nauseam, preferito. Anche qui un quindi sono cresciuto che hanno segnato la
lavoro programmato di per ascoltare questa immenso senso di ma- ascoltandoli. A Day In mia gioventù. Viaggio
delay/echo e il synth canzone. Il misto di linconia positiva. Quel- The Life è secondo me Senza Vento è uno di
finale sono ancora oggi elettronica, chitarra e le sensazioni che senti l’equilibrio perfetto quegli album di cui
parti che mi portano malinconia nel pezzo è all’alba di ritorno da tra John e Paul, con mi basta ascoltare un
un immenso confor- una ricetta che conqui- una serata con amici, il giusto ammontare pezzo per ricordare
to quando le ascolto. sta da quando ero un adolescente, e il mondo di sperimentazione e esattamente dov’ero
PLAYLIST

Sicuramente la outro bambino”. è tutto da scoprire”. melodia”. quando l’ho sentito per
più bella di tutti i tempi, la prima volta”.
secondo me”. DA SELECTED AMBIENT DA SGT. PEPPER’S LONELY DA VIAGGIO SENZA
DA DOOT-DOOT DA ARENA WORKS 85-92 HEARTS CLUB BAND VENTO

BLUVERTIGO GUNS N’ ROSES DEPECHE MODE RADIOHEAD FRANCESCO


EBBREZZA TOTALE ESTRANGED CONDEMNATION EVERYTHING IN ITS DE GREGORI
RIGHT PLACE GENERALE

“Metallo Non Metallo “Il periodo più ‘spe- “Uno dei pezzi meno
fu una rivoluzione rimentale’ dei GNR… elettronici dei DM, dal “L’album e la canzone “Generale è la mia
sonica in Italia, per Sono cresciuto in quei mio album preferito che mi hanno cambiato. infanzia, in parte anche
quanto mi riguarda, giorni in cui erano sen- (accanto a Violator). Ha Perfetto nella sua imper- l’origine della mia
giacché introdusse za dubbio il gruppo più dimostrato di essere ad fezione, normale e fami- melodia, e un umore
elementi elettronici e di importante della scena hoc anche in un album liare nella sua stranezza che vorrà sempre dire
produzione in uno stile rock, e hanno lasciato come questo. Sicu- aliena. Un capolavoro malinconia e allegria,
a quel tempo unico, ma un grosso segno nella ramente uno dei più che è luce di riferimento inscindibili tra loro.
sufficientemente affina- mia crescita musicale, strani, da un periodo di su come si dovrebbe fare La ricetta perfetta, per
to da essere accessibile anche se magari non è eccessi del gruppo”. musica: seguendo il pro- quanto mi riguarda”.
alle masse”. ovvio”. prio cuore, non quello
DA METALLO DA SONGS OF FAITH degli ascoltatori”.
NON METALLO DA USE YOUR ILLUSION II AND DEVOTION DA KID A DA DE GREGORI

A CURA DI BARBARA SANTI - FOTO DI EMILIE ELIZABETH

80 | RUMOREMAG.COM
TREECOLORE GLI ALBUM SETTEMBRE 2020

DAYGLO DEMONS THE DELAY IN THE GIOVANNI DI DOMENI- JESTER IN JAIL


DAYGLO DEMONS UNIVERSAL LOOP CO & MANUEL MOTA MEMORIES FADED
AUTOPRODUZIONE HOLY CIRCUITRY DYSPNEA & BROKEN HEARTS
BULBLESS!/BELL GARDEN HEADLIGHTS SEAHORSE RECORDINGS
È partito dal punk a metà ‘80 e
al punk è tornato. In mezzo il Partiamo con la brutta notizia: Manuel Mota e Giovanni Di Ci sono band che partoriscono
salentino Gopher ha fatto parte questo disco, molto probabil- Domenico sono due musicisti dai quattro idee messe in croce e
di un sacco di roba, tipo gli mente, sarà l’ultimo lavoro a percorsi formativi nettamente le rielaborano all’infinito per
indimenticabili Isola Posse All nome The Delay In The Univer- distinti. Il chitarrista portoghese anni, e altre che come questo
Stars. Qui fa da solo ciò che gli sal Loop di Dylan Iuliano. È la è probabilmente l’erede di trio pesarese di idee ne hanno
riesce meglio, “reinterpretare chiusura di un cerchio, o di un Loren Connors e prosegue sulle così tante da finire, in alcuni
svariati generi musicali met- loop, che parte dalla copertina orme dell’americano, padre di casi, per generare un po’ di caos.
tendoli in un calderone fatto di realizzata da Cendrine Rovini, un blues alieno e visionario. Prendete l’energica Liars On
furiosa attitudine punk”. Calde- la stessa che si occupò cinque L’italiano è un pianista tra i The Moon e il languido roman-
rone è il termine giusto. L’altra anni fa di Split Consciousness, migliori al mondo, con studi ticismo smithsiano di Now We
parola chiave è curiosità, che lo la prima proiezione sonora più tra avanguardia e free jazz. In Are...: la sensazione non è quel-
ha spinto ad affogare il garage affine all’attuale suono del pro- Dyspnea, però, la distanza tra i la di ascoltare due gruppi distin-
punk e l’hc nella sperimenta- ducer campano. Holy Circuitry due non si percepisce. Mota tesse ti? Sono due le diverse anime
zione e nelle acque torbide del è materia composita concepita una trama malinconica con note che premono all’interno dei JIJ,
surf. Un lavoro volutamente lontane e riverberi dissonanti su quella brit rock da cui scaturi-
sia durante il lockdown e sia tra
frammentario, noise, lo-fi, cui cadono, come fini gocce di scono brani come la tagliente
il 2015 e il 2017. L’IDM ipergli-
John Zorn e popcorn, che fa pioggia, le note del piano Fender Oh, Feelings! e l’epica Ellie e
tchata con voci pitchate (Fu-
girare la testa tra i sapori dub di Rhodes di Di Domenico. Le nove quella genuinamente punk’n’roll
ture Rituals) o i richiami 8bit
Blue Elephant, il free jazzetto tracce suonano inizialmente e grunge di Mannequin e Repul-
sezionati dallo spoken word in
Wrong Direction, la cover cata- come fossero rarefatte e spettrali sion: questo significa varietà,
Self Invaders (feat. Dylan An- ma alla lunga anche confusione.
combale di Paperback Writer, il ma alla fine risultano avvolgenti
gell). Strutture definite in forma Se i ragazzi sapranno arrivare
portentoso mix di Beastie Boys e contemplative. La sensazione
e NoMeansNo di Nat Sirt And canzone, tanto che Moonshine a una sintesi (come accade in
è quella di nuotare sotto il filo
Araz Tee. 28 schegge impazzite nella sua brevità è una perfetta When I’m Alone, Run e la title
dell’acqua e, una volta alzata la
su vinile e su Bandcamp. traccia di synth pop emoziona- track) avremo presto a che fare
testa, di trovarsi persi in mezzo
le. La buona notizia? Ennesimo con una band grandiosa.
MANUEL GRAZIANI al mare.
solido album visionario.
72/100 NICHOLAS DAVID ALTEA
ANTONIO BRIOZZO STEFANO D’ELIA

82/100 76/100
77/100

LA FURNASETTA LUMI MANIAXXX MERSH


& SARA OHM MAY THE GODDESS UNEARTH ME THE LAST NIGHTMARE UNDERGROUND
BAT-KVINNOR
DEFENSE MECHANISM OF CAPTAIN MISSION SLACK

INDUSTRIAL COAST BEAST/ANNIBALE


Dei 43 minuti del secondo I Mersh arrivano da quella
Non è chi sia davvero o chi abbia album dei Lumi non ne andrà Pura magia immaginare i Vio- fabbrica della nebbia a cavallo
come ospite, ma che cosa sia. sprecato neanche uno durante lent Femmes su una tavola da del Po tra Emilia, Lombardia e
Creatura da cantine abbandona- l’ascolto. Anche la più piccola surf psichedelica (Seariders), Veneto e si muovono al di fuori
te e periferie malevole, La Fur- increspatura emotiva si sommerà inciampare su un cartello dell’underground “istituziona-
nasetta è un’entità industrial(e) alle successive in un continuo con la scritta In fuzz we trust le”. La loro scelta di margina-
fin dal nome, (forno verticale di divenire melodico (e atmosferico) (Chebahaka, Man In Trees), lità si riflette in un suono che,
Casale Monferrato), che si iner- orchestrato dalla carnalità dimenarsi a ritmo di country come nel caso dei compagni
pica a unghie e denti stretti sui di un pianoforte e un violino orgasmico (Panic! Great God d’etichetta Chow, è (defini-
suoni che a fatica definiscono il sapientemente stemperata da un Pan Is Dead), piombare nella zione abusata ma efficace)
genere. Bestia misteriosa, arriva algido minimalismo elettronico lenta oscurità di una flebile decisamente fuori moda. Non
alle spalle. Ma lo fa senza offese di scuola nordeuropea (Frahm, luce al Neon, come la gang di che questo basti per fare di un
gratuite e, soprattutto, con Kohlstedt ecc.). Encomiabile il Michelotti (Waves). Pur aven- disco qualsiasi un bel disco,
inedita varietà compositiva. Post trio catanese nel vivificare un do qualche disco alle spalle, ma quando c’è qualità si tratta
punk, elettronica, Carpenter articolato scenario narrativo sonorizzato Gola Profonda e di un valore aggiunto. Il riferi-
recluso in Piemonte (Asbestos (l’incontro/distacco tra uomo e reinterpretato musicalmente mento è la Seattle di 30 anni fa,
Rescue), macigni di rumore nero divinità) attraverso un viaggio Mulholland Drive, i Mania- materia affrontata con onestà
stellato, bella voce femminile, immaginifico che, partendo xxx sono un culto per pochi. e una capacità di comporre che
malinconia digitale, persino dalla malinconia cangiante fa del “già sentito” qualcosa
Anche in onore della memoria
massimovolumismo (Trapped di Ex Machina, e dopo aver che val la pena risentire. Non
del frontman Matteo Givone,
Under Ice) e funk apocalittico fatto sponda sulle inaspettate fanno la storia, i Mersh, suona-
volato in cielo troppo presto,
(Brass Tactics). Sul secondo interferenze noise dei tre no la musica che amano e che
questo è il momento giusto per
lato della cassetta, Sara Ohm da movimenti di Demise, si esaurirà
scoprirli. con album come Underground
Goteborg, meno interessante col chiaroscurale, e soffusamente
MANUEL GRAZIANI trova diritto di cittadinanza
nel suo approccio Crass white cinematografico, congedo su
80/100 anche nel 2020.
noise. Voto unicamente per La tasti d’avorio e archi di Her Gift
LUCA FRAZZI
Furnasetta. Everlasting.
ANTONIO BELMONTE 70/100
MAURIZIO BLATTO
71/100 RUMOREMAG.COM | 81
75/100
IN ITALIA

IN ITALIA PRIMA DELLE SABBIE


(MINIMAL IMMORALIA)

e considerazioni a nell’approcciarsi alla bass music inglese


livello di massimi più oscura e tribale è poi letteralmente
L sistemi partendo sulla
chiusura del magazine
approdato nella terra di Albione, finendo
a incidere per etichette culto come Idle
“Q” forse le leggerete Hands, Swamp81 e Wisdom Teeth.
nell’editoriale del Dopo aver fondato la sua etichetta
direttore o nei club privé di quei massimi bianca Ansia, ecco il suo debutto sulla
volumi di Farabegoli e/o Bordone, nel lunga distanza, Perdu: si tratta quasi
mentre io, come uno speaker SRS-XB10 di un ritorno a casa visto che esce per
della Sony® in mezzo alla maggese la Hudebiss (hundebissrecords.
provo a connettere il bluetooth® con lo bandcamp.com), etichetta del
zeitgeist sono mi immagino un mashup vernaschino Simone Still Trabucchi.
fra le considerazioni dei colleghi e quelle Perdu gioca sui contrasti fra beat
di Ernesto Galli Della Loggia sul tema sporchi e cattivi a bassa frequenza e
delle periferie dal titolo Attenti A Quei paesaggi sonori digitali ambientali in
cui l’approccio umano di Piezo al sound
design prova a essere credibile sia per
P2. Che fare? Mi ascolto i dieci dischi di i laureati all’università della strada che
Morricone che ho comprato su Amazon per quelli con un dottorato di ricerca alla
dopo la sua morte o cerco di ascoltare Redbull Academy e ci riesce in pieno.
musica nova, chiaramente non nel Chiudiamo con Gabriele Gasparotti
senso dell’omonimo gruppo di Eugenio (gasparotti.bandcamp.com), allievo
Bannato e Carlo D’Angio? Sempre alla di Riccardo Sinigaglia (quello con il gl,
ricerca di un compromesso storico che non quello di Ciao Cuore) e autore di
confonda Mosca e Washington nella musica elettroacustica composta con
salsa pummarola cominciamo allora strumentazione analogica, che già si
col segnalare il carsico ritorno dell’ex era fatto notare qualche anno fa con
MARTA DE PASCALIS Vanessa Van Basten Morgan Bellini, un lavoro ispirato a Maldoror, il lost
SONUS RUINAE
MORPHINE RECORDS
in compagnia del bassista Zappeo: movie maledetto di Alberto Cavallone
era inizialmente della partita Franz (Gabriele tra l’altro è anche autore
La sound designer romana è partita Valente, poi sostituito da una drum cinematografico). Istantanee Vol.1, è
dall’interesse per la prima computer machine, mossa legittimata da quando un lavoro concepito come una serie di
music esordendo nel 2016 su The lo hanno fatto i Big Black. I due, col loro studi analogici per synth semimodulari
Tapworm (un catalogo che va da progetto Yellow Kings (yellowkings. con inserti di piano e turntablism,
Baudrillard e Jarman a Fennesz
bandcamp.com), intitolano il loro registrati su nastro come se fossero
e Aaron Turner/Isis), passando
poi alle sintesi analogiche fino alle primo lavoro Songs For The Young: noi fotografie sviluppate in camera oscura:
recenti escursioni verso le sequenze e usiamo questa sarcastica dichiarazione di 11 suggestioni sinestetiche retrofuturiste
frequenze della sintesi FM. Per farsi intenti per giustificare l’uso del termine assolutamente suggestive.
una idea delle coordinate sui cui viaggia post grunge, e state sicuri che se state
basterebbe scrollare la sua playlist leggendo il disco vi piacerà. Mi sto
#20TRACKSOF compilata per il Club convincendo che da quando ho passato
To Club: si apre con gli Autechre e si
gli anta sono caduto vittima dell’effetto
chiude con Battiato. Sonus Ruinae è
un po’ il classico disco di sintesi, della boomer: oramai cerco le emozioni
maturità: a canvas of harmonics and a che prima mi davano esclusivamente
sublime place where things are whole, la batteria, il contrabbasso eccetera
where your first listen is engraved just fuggendo verso lidi sintetici che però
like that ancient city’s pavement,and sappiano di realness, tipo lavorare
Marta endlessly writes beauty on top presso sé stessi. Ho insomma bisogno
of it, layer after layer. di un pusher come Piezo: dietro questo
73/100 alias c’è il con base a Milano Luca
Mucci, un accademico dell’Ableton che

A CURA DI MARCO PECORARI

82 | RUMOREMAG.COM
TREECOLORE GLI ALBUM SETTEMBRE 2020

MODERN STARS NORTH OF LORETO ALESSANDRA NOVAGA OTEME


SILVER NEEDLES M SHOULD HAVE BEEN UN SALUTO ALLE NUVOLE
MIACAMERETTA AUTOPRODUZIONE A GARDENER MA.RA.CASH
DIE SCHACHTEL
Ombre espressioniste post punk Giù il cappello per Bassi Tutto nasce da un documen-
che si proiettano su autostrade Maestro, che da un paio d’anni I Should Have Been A Gardener tario del 2012 sull’Hospice di
kraut psych. I Modern Stars anziché far cassa con il rap, è un gioiello di rara bellezza, San Cataldo (Lucca), “ultimo
sono una band italiana che ita- operazione che gli riuscirebbe destinato a diventare uno dei porto” per malati terminali e
liana non sembra affatto. Una pure facile, coltiva con passione lavori più belli di questo trava- cure palliative: il compositore/
certa “gravità vocale” pesa su la house music americana fiorita gliato 2020. Alessandra Novaga, filmmaker Stefano Giannotti
questi mantra celestiali e ipno- a cavallo dei decenni ’80/’90 chitarrista sempre più incline a ha elaborato quei materiali (le
tici, che si collocano tra anni tra New York e Chicago. Roba sperimentazione e improvvisa- testimonianze del personale
70 tedeschi e neo psichedelia grassa, come ben spiega fin dal zione, si immerge nella poesia aprono ogni brano) con il suo
spiritualizzata alla Spacemen titolo The House The Funk, ricca e nella vita di Derek Jarman, ensemble, Oteme, trasforman-
3. Silver Needles è un brillante di fughe psichedeliche. Implode, vissuta in una casa di legno nel doli in musica, traendone un
tentativo di “spaziamento” tra viceversa, la conclusiva Acid Kent, sul mare, con uno dei giar- raffinato racconto che fa pen-
epoche psichedeliche di una Shit, con Veezo, una di quelle dini più belli mai visti al mondo. sare, come impostazione e atti-
band che colpisce per questa tracce in cui a ogni ascolto Ne deriva un personale ritratto tudine, a certi lavori di Michael
assoluta capacità di full im- scopri una nuova chicca per un che inizia da April 21, crepusco- Mantler. A tratti la trasposizione
mersion. Degli Spacemen 3 più viaggio claustrofobico di oltre lare blues figlio di un immagina- della lingua parlata in canto
“heavy”? In un certo senso, sì. sei minuti. Rare le voci, dopata rio incontro sulla Luna tra Ennio si rivela (inevitabilmente?) un
Ma con heavy intendo più una a dovere quella di Take Me Morricone e Loren Connors. poco forzata, ma il disco è assai
sorta di scura profondità. I Joy Home. M rappresenta Milano, Traccia dopo traccia, veniamo suggestivo e sfaccettato, con
Division con sitar e tablas? Un di cui Loreto Nord è epicentro lentamente accompagnati nel Blaine L. Reininger (Tuxedomo-
pezzo come Space And Time, creativo; la Musica; la creatività giardino fiorito di Jarman tra on) che presta il suo inconfon-
bellissimo, mi fa pensare a una di Munari. Dunque, mollato scarni bagliori chitarristici jazz dibile violino alla strumentale
cosa del genere. Sta in questa il rap, Bassi non rinuncia alla al calar (The Wound Dresser) e Gli Angeli Di San Cataldo, la
“zona grigia”, l’originalità neo narrazione, introdotta dalla al sorgere del sole (Poppies In chitarra zappiana di Giannotti
psichedelica dei Modern Stars. bella copertina di Enrico Dalla The Morning; Father Forgive che fa decollare la coda di Turni
CLAUDIO SORGE Vecchia e percettibile anche Me) e il conclusivo e poetico e un gran lavoro su voci e fiati.
79/100 senza testi. brano che dà il titolo all’album. ALESSANDRO BESSELVA AVERAME
PAOLO FERRARI ANTONIO BRIOZZO 73/100
70/100 91/100

OTTONE PESANTE UMBERTO PALAZZO MARCO PARENTE FRANCESCO PERISSI XO


DOOMOOD L’EDEN DEI LUNATICI I PASSI DELLA COMETA ROSSANA
AURAL AUTOPRODUZIONE BLACK CANDY GUELFO

Batteria e ottoni rumorosi: Il Palazzo che non ti aspetti. Marco Parente Suona Dino Il terzo lavoro del produttore
basta poco alla “brass metal Scritto e registrato in poco più di Campana, recita il sottotitolo e polistrumentista fiorentino
band” di Faenza per prendersi un mese, in solitudine e in pieno del suo ultimo ghiribizzo. La è un tuffo nelle viscere del
uno spazio non indifferente lockdown, L’Eden Dei Lunatici partitura originale che il nostro dolore per cercare la salvezza
nell’ambito strumentale estremo. è “un disco a tema sulla vita in ha scritto e da qualche anno attraverso l’illuminazione ca-
DoomooD racchiude però un po’ riviera alla fine degli anni 70”, porta in giro per il paese in uno tartica della musica. Percorso
di esperimenti, collaborazioni e racconta un tuffo all’indietro spettacolo condiviso con la po- introspettivo e complesso che
e deviazioni necessarie negli anni della giovinezza del listrumentista Sadi Oormood. qui si risolve in architetture
dall’ultimo Apocalips (2018). veterano abruzzese. Nei suoni Comunque è presto spiegato: sonore altrettanto articolate in
In quell’episodio non vi era un sincopati e groovy di Battisti e Marco è da sempre, anche cui i vuoti, le assenze e i silenzi
brano che non partisse subito Carella, nelle atmosfere pigre e nell’uso della voce, quanto di più interiori si esprimono attraver-
a BPM altissimi dritti in faccia, indefinite dell’estate in una città musicale ci sia. Lo è naturalmen- so i vuoti, le assenze e i silenzi
ma alla lunga ne emergevano di mare, in quel misto stralunato te, è un dono. Musicale proprio tra le trame strumentali ma il
i limiti. Ora si prendono i loro di attesa e incompiutezza. Fra come la scrittura di Campana, desiderio e il bisogno di inse-
tempi, disegnano atmosfere riff nervosi di chitarra e bassi quella dei Canti Orfici. Così il guire la luce, di raggiungere
oscure e dilatate quando serve, gommosi, un po’ di synth, melo- nostro tesse melodie in aria con l’accettazione della morte come
prima di esplodere in crescendo die spensierate ma dal retrogu- quel timbro etereo che si fa stru- parte della vita, sono i momen-
nervosi (Grave). Tentacles con sto malinconico e storie di ordi- mento tra gli strumenti. Quella ti “pieni” che tra loop, suoni
la voce di Sara della band doom voce di testa che qui canta i versi manipolati e frasi ossessive ci
naria adolescenza sotto il sole, si
italiana dei Messa si muove su del poeta dopo averli assimilati, conducono alla liberazione.
materializza un’Italia scomparsa
atmosfere quasi cinematiche. traducendoli in una nuvola spe-
e forse idealizzata, imperfetta e DORIANA TOZZI
Tutto l’opposto di Serpentine
molto spontanea, a volte troppo rimental/avanguardistica, in un 73/100
Serpentone che va verso sonorità
(qualche legnosità nei testi e viaggio sonoro vertiginoso lungo
black metal con il featuring di
nelle soluzioni c’è), ma capace di mezz’ora.
Silvio, voce della band sludge/
doom Abaton. Intuizioni pesanti. struggimenti autentici. BARBARA SANTI

NICHOLAS DAVID ALTEA


ANDREA POMINI 77/100
74/100
75/100
RUMOREMAG.COM | 83
TREECOLORE IN BREVE SETTEMBRE 2020

ANICE CAZALE THE CONVENTIONALS DJ PASTA


POEMS ABOUT DESTRUCTION LOOP LIFE CONVENTIONALS ALBUM ATLAS BEATS
COYPU/DREAMINGORILLA CASAL GAJARDO CASAL GAJARDO AUTOPRODUZIONE

La loro Primo Il lockdown Primo


storia inizia album è termina- “album”
circa una solista per to anche in proprio
decina di Charlie Out per questi per Davide
anni fa, si Cazale, già 11 brani, Piva (già
conclude voce dei tenuti nel in Amari
nel 2016 Frigidai- cassetto da e Fare
ma nel 2017 re Tango Charlie Out Soldi): più
c’è una vera e propria rinascita oltre che agitatore culturale e Cazale (Frigidaire Tango) e Alex appropriato definirlo, come fa
con un cambio di line-up del produttore, lavoro che vede la Redsea (Sam Onso And The lui stesso, un beat tape. Cioè 18
duo, ripartendo dalle volontà luce sotto la sua etichetta.11 Kiters) per circa 20 anni. Com- brevi episodi strumentali a evi-
del chitarrista. Post rock fatto di brillanti esempi di un synth pop posizioni rock e folk dal taglio denziare le sue influenze e ispi-
distorsioni e ambienti fragorosi avanguardista in cui Brian Eno sì convenzionale, ma che hanno razioni sonore, fra J Dilla, Daft
(Almost Love), immersi nelle incontra Teho Teardo; brani resistito molto bene al passare Punk e Kaytranada, dal funk a
foreste e avvolti dalla nebbia, distinti da toni caldi e notturni, del tempo, regalandoci torbidi episodi rilassati fino alla disco e
che a tratti ha influenze shoe- che ben si sposano con le eclet- squarci grunge (Feel The World, oltre. Caleidoscopico, raffinato
gaze violente (So Close). Senza tiche sperimentazioni di pezzi Nothing To Lose) e delle violen- e godibilissimo, in attesa di una
lasciar da parte la quiete semia- come Human Nights e Love te schegge punk (Skary). futura uscita più sostanziosa.
custica tra glockenspiel e synth. Stop Time. STEFANO D’ELIA GIORGIO VALLETTA
NICHOLAS DAVID ALTEA STEFANO D’ELIA 70/100 78/100
72/100 72/100

JOHN KING/ KOBRA L’ESPERIMENTO THE LAST FIVE MINUTES


SERGIO SORRENTINO CONFUSIONE DEL DR K THE LAST FIVE MINUTES
BLACK LAKE BLUES IRON LUNG TERRORE SUL MONDO SILENTES/GREY SPARKLE/DETHECTOR
SUONI POSSIBILI FLAMINGO
Attendeva- Alberto Ca-
Il blues è mo l’album In Italia la rozzi e Mat-
l’impiom- di queste sacra triade teo Uggeri
batura che vecchie Misfits/ degli Spar-
unisce le conoscenze Samhain/ kle In Grey
estremità (protago- Danzig è sviluppano
di questo nisti di un amatissima. cinque
album: “Futura” Eppure frammenti
John King, nel 2019). Nuova line-up, non ricordo (dai sette ai dieci minuti) ispi-
chitarrista adottivo newyorkese, nuovo sound: è un ibrido di alcuna band nostrana degna di rati dagli “ultimi cinque minuti”
vanta collaborazioni con Bang anarcho art punk britannico nota (o anche solo emersa dal di una improvvisazione del
On A Can All-Stars, Kronos (con sax, of course) e hardcore pozzo della sala prove) che rie- 2016: energie accumulate che
Quartet e Merce Cunningham old school italiano metropoli- vocasse degnamente queste so- si disgregano e polverizzano
Dance Co.; e Sergio Sorrentino tano (Wretched, Negazione…). norità: ci pensano questi quattro depositandosi tutto intorno,
(Gavin Bryars, Elliott Sharp). E Il tutto marcio, fuligginoso, ceffi genovesi a colmare il vuoto tra field recordings, feedback
nel lago nero in cui si ritrovano nervoso e ansiogeno. Come (con rilettura in italiano di due addomesticati, ambient noise
a nuotare, le 12 battute sono il una giornata piena di casini in pezzi dei Misfits, fra cui She). Un e percussioni tribali, in un sor-
pretesto per una libera improv- una Milano distopica, in cui il CD di horror punk nudo, crudo, prendente equilibrio tra tensio-
visazione che ricorda il miglior 1984 è esploso nel 2020. E zero ben fatto, melodico e come Dan- ne crescente e calma profonda.
Frith solista. nostalgia. zig comanda. ALESSANDRO BESSELVA AVERAME
ANDREA PREVIGNANO ANDREA VALENTINI ANDREA VALENTINI 75/100
70/100 77/100 75/100
SUONA ANCORA
IL MEGLIO
DEI MESI PASSATI

MALARIMA MORO & THE SILENT MY GRAVITY GIRLS


IN EQUILIBRIO REVOLUTION I MISS SOMETHING
A BUZZ SUPREME UNBECOMING AND MISS EVERYONE
VANISHING FOX WEAKMUSIC
Ballate rock
âgée vaga- Tornano Prendete le
mente mo- all’inglese, dissonanze
nocroma- dopo la degli Alt J,
tiche, spe- precedente il Bon Iver
cialmente parentesi degli ultimi
nell’inter- italiana. album, i
pretazione Unbeco- malinconici
della voce di Max Rossi che de- ming si paesaggi
clina fiumi di parole in italiano, apre con cinque canzoni incise sintetici descritti dai Lali Puna CRISTIANO GODANO
quasi come fosse assorto, so- in presa diretta, più scure, so- e dai Notwist e avrete l’esatta MI ERO PERSO IL CUORE
vrappensiero. Chitarre sovrap- spese tra jangle pop, post punk, cifra stilistica di questo nuovo ALA BIANCA
poste, jangle pop, armoniche, indie rock britannico. L’umore lavoro dei MGG. 12 brani con-
una sezione ritmica solida, folk, cambia nelle altre sei tracce in traddistinti da una raffinata Un linguaggio musicale
psichedelia e r’n’r’ sono gli ele- studio, si fa più lieve, più pop, ricerca sonora, che marcia di classico, o forse sarebbe
menti che tradiscono il bagaglio pur rimanendo intriso di ’80. A pari passo con una scrittura de- meglio dire senza tempo, tra
di una band adulta. Bagaglio rendere il clima ancora più vel- licata e crepuscolare, la quale indie folk di matrice ame-
che emerge anche dal senso cri- lutato ci pensa la voce di Paola rimanda al disperato romanti- ricana e puro cantautorato
tico dei testi. Venturi, che sostituisce in tre cismo urbano dei Blue Nile. nostrano.
BARBARA SANTI brani quella di Morini. STEFANO D’ELIA
62/100 BARBARA SANTI 78/100
74/100

NIEMANDSROSE OSHINOKO BUNKER PRELUDE TO DESIRE


STALINGRAD ORCHESTRA LOST DESIRES
AUTOPRODUZIONE OBO AUTOPRODUZIONE
BLACK CANDY
Il chi- Cinque
tarrista I fiorentini composi-
Giuseppe Oshinoko zioni che si
Argentiero Bunker muovono a
si prende Orchestra cavallo tra
una pausa suonano un post rock,
dai suoi mathcore shoegaze,
Vostok per pericoloso musica
declinarne la stessa rarefazione come un ambient e sottili languori ci-
melodico/narrativa su registri rasoio arrugginito, articola- nematici: il risultato consiste ANDREA
più marcatamente neofolk/ to, rabbioso, così pervasivo in un cupo affresco dalle tinte NARDINOCCHI
mediterranei. Un vinile dall’ar- e rumoroso da non riuscire a autunnali, in cui il dream pop si LA STESSA EMOZIONE
twork curatissimo fa da culla trattenere abbondanti borda- arricchisce di inquietudini dark LUOVO
a tre brani intrisi di amore e te di feedback. Dentro a Obo (Decaying Flowers). Il panora-
resa, morte e sacrificio, al pari c’è l’irrequietezza del pigfuck ma dipinto da Luca Guarnieri La ricetta è solida, miscela
di quelle stesse lettere spedite americano e la componente più affascina per la sua ispirazione di pop, R&B, soul, elettro-
dal fronte dai soldati tedeschi intelligente dell’hardcore (si visionaria, ma soffre alla lunga nica, funk, diabolicamente
(e mai recapitate) alle quali si registra a questo proposito una di una sorta di glaciale staticità. contagiosa e piacevole.
sono ispirati. collaborazione di Mike Watt). STEFANO D’ELIA
ANTONIO BELMONTE Lacrime, sangue e acufene. 68/100
70/100 ANDREA PREVIGNANO
80/100

EUGENIO RIPEPI SAM ONSO & THE KITERS UNRULY GIRLS


ROMA NON SI RADE LOCKDOWN LION EPIDEMIC
MUSIC FC CASAL GAJARDO DIRTY BEACH

Canzone Ultimamen- Dal Sannio


d’autore te ci siamo direttamen-
classica, sentiti un te a casa
che attra- po’ tutti vostra per
versa De dei leoni martellarvi
Gregori, chiusi in di proposito
Bersani, gabbia, una le tempie
Rino Gae- sensazione e l’anima
tano, Guccini, persino Jannacci di spaesamento mista a frene- con un bel carico di electro
e molta della produzione folk sia che ben traspare in questo punk garagistico a presa rapida, MY DEAR KILLER
nostra degli ultimi 40 anni. Un nuovo lavoro di Alex Redsea. ambasciatore di psichedelia COLLECTABLE ITEMS
BORING MACHINES
folk che a tratti si fa combatten- Rocker di lungo corso, l’ex Ras lisergica (No Wonder You Want
te (La Frontiera), o romantico Shamra ci presenta questa Me Dead) e oscillazione di culi
Come se la logorrea di Sun
(Un Ritratto…), poi pungente sorta di Best Of dei SO&TK, un da torbido clubbing britannico
Kil Moon venisse arginata
(il reggae di Villaggio Globale). compendio che comprende del (Dren Crom, Black Love). Ri-
dal livido intimismo delle
Scrittura e ironia non mancano, sanguigno rock di matrice stone- uscite a immaginare i Primal
immaginarie bettole
salvo limare qualche ingenuità siana (We’Re Back Again) misto Scream disciolti nell’acido in-
metafisiche di Matt Elliott.
e trovare una cifra che non è ad avvolgenti ballate lisergiche sieme a un T. Reznor in piena
ancora del tutto espressa. (Rolling, Less). trance agonistica?
BARBARA SANTI STEFANO D’ELIA ANTONIO BELMONTE
60/100 72/100 69/100
RUMOREMAG.COM | 85
ANUNAKU & DJ PLEAD BROKE ONE
032 NO MAN IS AN ISLAND
AD 93 SAFE MODE

Il produtto- Pubblicato
re italiano nel Ban-
che qui si dcamp Day
firma Anu- del 19 giu-
naku (in gno scorso
alternativa (in modo da
all’altra devolvere
sigla da l’incasso
lui spesso utilizzata, TSVI) col- all’associazione NAACP in sup-
labora con l’australiano Plead porto al movimento Black Lives
in quello che è il primo EP Matter), il nuovo EP di Fabio
pubblicato dall’etichetta londi- Brocato ne conferma la solida
nese Whities dopo il cambio di affidabilità quando si tratta di
nome. Le percussioni e melodie groove che stanno fra Detroit
arabeggianti dell’introduttiva house e suggestioni acid. Il ta-
Wheele si fondono con breaks glio è un po’ più introspettivo

LAZY EYES
dal gusto jungle nell’irresistibile del solito, e ci si emoziona con
Clap Clap, prima del finale tech- la parentesi ambient di As Si-
no di Haze. lent As The Moon.
GIORGIO VALLETTA GIORGIO VALLETTA
81/100 79/100

EP1 BUCK BILOXI DAY WAVE


AUTOPRODUZIONE
AND THE FUCKS CRUSH
PUT YOU IN THE GULAG PIAS
GOODBYE BOOZY
Se, come si dice, il buongiorno si vede Jackson
dal mattino, gli australiani di Sydney Buck Biloxi Phillips se
Lazy Eyes sono destinati a diventare i è un extra- ne è stato
nuovi Tame Impala. Più completi e ta- terrestre. un po’
lentuosi, addirittura. Almeno a sentire Grattugia per i fatti
questo loro debutto. Un (maxi) singolo punk come suoi dopo
stratosferico. Autoprodotto. Dream pop se il mondo l’esordio
e fuzz psychedelia ai confini di atmosfere non girasse sulla lunga
shoegaze. Un primo brano, The Seaside, nel senso distanza nel 2017 con The
stupendamente eclettico - possono venire in mente certe dolci opposto, astratto da ogni con- Days We Had. Lo ritroviamo
elucubrazioni degli MGMT. Una ballata pianistica, Cheesy Love testo logico. Un martire che in forma, e ne viene fuori un
Song, intrisa di zuccherosi fluidi post beatlesiani, che batte i prima o poi faremo santo ma incontro ravvicinato tra i pri-
Lemon Twigs sul loro stesso terreno. E un fuzz anthem gentile che nel frattempo ci gustiamo missimi Wild Nothing di Golden
come Tangerine, che strabilia (in assoluto il primo brano da loro in questo ennesimo esercizio di Haze (2010) e i Drums. Insom-
composto). Brillanti compositori di ottimistiche, radiose canzoni anacronismo spinto. Put You In ma, massicce dosi di jangle e
per il post lockdown, i Lazy Eyes stupiranno molti. The Gulag (gran pezzo) è una surf pop, con i riff zuccherosi
CLAUDIO SORGE centrifuga Damned/Black Flag, e gli stop&go al posto giusto –
84/100 i brani sul retro due iniezioni vedi Starting Again e Potions.
di punk abrasivo e monocorde. Funziona tutto a dovere.
Patrimonio Unesco. NICHOLAS DAVID ALTEA
LUCA FRAZZI 69/100
75/100

DEVIL’S WITCHES THOMAS FEINER FEVER DOG GOATSNAKE


GUNS, DRUGS & GIORGIO LI CALZI HOLD ON YOU BREAKFAST WITH THE KING
AND FILTHY PICTURES ENCOUNTERS AT THE END AUTOPRODUZIONE SOUTHERN LORD
MAJESTIC MOUNTAIN OF THE WORLD
EXIT NORTH I Fever Dog Due bonus
Se una band sono un per- dalle ses-
che copiava Già negli fetto gruppo sions di
Stooges e Anywhen e glam rétro e Black Age
Alice Coo- attualmente il loro sound Blues. I cu-
per, osses- a capo degli (analogico) gini di terzo
sionata dal Exit North proietta grado dei
Vietnam e (insieme gommose Kyuss sono
dalla vio- all’ex Japan visioni psichedeliche primi anni una band longeva e solida come
lenza urbana, avesse inciso un Steve Jan- 70. Questo è il terzo singolo gli alberi del deserto di Joshua
singolo sul finire dei ‘60, quando sen), il cantante svedese riflette tratto dall’imminente album Tree. Scuri, potenti, inestricabil-
già stava per appalesarsi il di- sulle incertezze che ci circondano Alpha Waves. Due brani uno mente blues. Come dice il titolo
sastro di Altamont, be’, avrebbe in un brano emozionante com- migliore dell’altro e diversissimi del loro album. Breakfast With
potuto suonare come Guns, posto insieme al trombettista l’uno dall’altro. Improntato a The King è una sorpresa, avvol-
Drugs... dei Devil’s Witches. Al torinese, di estrazione jazz ma da un futuristico hard rock vintage gente e sradicante, un caldo mix
contrario, la B side è una beffar- sempre aperto a collaborazioni Hold On You. Barocco, pregno di di Kyuss e Danzig. Mentre Dea-
da ballata soft country con qual- trasversali. Le laconiche chitarre seduzione soul e arzigogoli prog thwish è bombastica e accentua
cosa degli Stones ‘70. Magnifica- di Roberto Cecchetto comple- (tipo ultimi Horisont) In My la sua dipendenza da certe melo-
ti da uno come Jus Oborn. tano quella che potrebbe essere Hands. Autentiche prelibatezze. die di Josh Homme.
CLAUDIO SORGE l’anticipazione di un album. CLAUDIO SORGE CLAUDIO SORGE
79/100 GIORGIO VALLETTA 80/100 79/100
77/100
86 | RUMOREMAG.COM
SINGOLARE LA LUNGHEZZA NON È TUTTO SETTEMBRE 2020

IHSAHN LISA BEAT E I BUGIARDI MAGÉNTA MALVIDA


PHAROS DAL TRAMONTO ALL’ALBA UPSIDOWNGLES EP 1 GLI ULTIMI EP
CANDLELIGHT AREA PIRATA AUTOPRODUZIONE AUTOPRODUZIONE

Somman- Guardare il Il vicentino La voce e


do questo video della Alessio l’uso che la
EP col title track e Magenta cantautrice
precedente ritrovarsi al elabora ne fa sono
Telemark Piper Club quattro particola-
si ottiene è un tutt’u- brani nell’a- ri, e non
un album no. Shake, rea grigia scivola
che incarna vestiti op- fra dubstep, mai nell’e-
la natura eclettica dell’ex Em- tical, organo Vox Continental. jungle e UK garage, con risul- sercizio di stile. Si concentra
peror. Autore capace più che Dichiaratamente revivalista, il tanti convincenti e originali. A piuttosto sull’interpretazione
mai di attraversare con classe i complesso di Ancona non lascia partire da Naqqara, ispirata di storie di ordinario amore
linguaggi, nella consapevolezza nulla al caso: vedi la chitarra all’umore astratto delle produ- tratteggiate da una penna vi-
che la musica è una, unica e fuzz e la tromba R&B nella zioni di etichette come Hessle sionaria, che a tratti però cede
irripetibile, indipendentemente travolgente Inutile Piangere Audio o Hemlock. Ai colorati alle lusinghe del mainstream
dal suo medium formale. Pha- e la gran cover a tutto Mersey breaks di Socotra seguono l’e- facendosi ammiccante (Siner-
ros è romanticismo puro virato Beat di Little Latin Lupe Lu. Mi legante sapore mediorientale di gia). Tra pop sintetico, elet-
sull’elettronica e il sinfonico, risposerei solo per chiamarli a Santur e una sincopata Cutting tronica dispettosa, minimale
la voce di Ihsahn emozionale suonare assieme ai Flauers di Radishes fra marimbe e percus- e sfumature orientaleggianti
quanto nei più alti quadri di Tony Borlotti. sioni insolite. scorrono sei tracce comunque
Katatonia e Porcupine Tree. MANUEL GRAZIANI GIORGIO VALLETTA piacevoli.
STEFANO MORELLI 73/100 78/100 BARBARA SANTI
80/100 64/100

MAPS MASSIVE ATTACK PA SALIEU A. K. PAUL


EP1. COLOURS. REMIXED. EUTOPIA VISUAL BETTY / BANG OUT HUNGRY BEAT
TIME. LOSS UNIVERSAL WARNER A. K. PAUL
MUTE
Non poteva Fra I fratelli
Arrivato mancare afroswing Paul (con
con Colours l’edizione e grime, il lui, l’ancor
dello scorso italiana del rapper di più refratta-
anno al suo progetto di Coventry rio Jai) pro-
disco più denuncia si era già seguono nel
ricco e pop, post Covid- fatto notare centellinare
lo shoega- 19 della a inizio l’uscita di
zer inglese band britannica. I tre interventi anno con l’ottima Frontline, brani tanto estemporanei quan-
James Chapman progetta un’e- di scienziati e intellettuali no ma rilancia con questo “dop- to eccentrici. L’ultima produ-
state di EP di relativi remix. global coinvolti sono appoggiati pio lato A”: se la drammatica zione del Paul Institute è questo
Per il primo, il nome in coper- su altrettanti temi sonori elabo- Betty permette al suo flow di piccolo prodigio di funk digitale
tina è quello di Stephen Morris rati con Algiers, Young Fathers splendere, l’energia di Bang in bassa fedeltà, apparentemen-
dei New Order (prevedibile ma e Saul Williams. È quest’ultimo Out è ulteriormente potenziata te nato durante il lockdown. Fra
efficacissimo nel portare in a lasciare il segno, arricchendo dall’originale scelta del campio- melodie tratteggiate, falsetti
zona Both Sides), mentre Rus- di poesia militante una narra- ne utilizzato dal suo produttore alla Prince e una drum machine
sian Linesman carica di tensio- zione nobile nei contenuti ma Felix Joseph: nientemeno che vintage. Come dice A. K. stesso,
ne Sophia e Polly Scattergood un po’ stucchevole nel sound. l’altrettanto esotica Ghosts dei “This is for the heads”.
bada allo scheletro di You Exist PAOLO FERRARI Japan, annata 1981. GIORGIO VALLETTA
In Everything. 61/100 GIORGIO VALLETTA 81/100
FRANCESCO VIGNANI 85/100
71/100

MIRO SASSOLINI SELAH SUE TKAY MAIDZA TOBI LOU


DEDICATA BEDROOM LAST YEAR WAS WEIRD, VOL. 2 LINGO STARR
DANZE MODERNE/FONOARTE BECAUSE MUSIC/ 4AD ARTCLUB
CAROLINE INTERNATIONAL
Originaria- A quattro anni dal suo album Il calem-
mente con- Nel 2017 di debutto, bour del
cepita dagli aveva an- la 23enne titolo pare
Hiroshima nunciato il cantante/ alludere
Mon Amour ritiro dalle rapper au- alla de-
(torniamo scene e per straliana, strezza del
per la preci- un po’ la fresca di rapper di
sione all’an- cantautrice prestigioso Chicago,
no 2000), Dedicata assume belga ha contratto che nei sei minuti di questo EP
oggi, nelle mani e nella voce di fatto la mamma a tempo pieno, discografico, non rinuncia inanella l’energia di Return Of
Miro Sassolini, connotazioni ol- ma proprio grazie ai suoi due alla sua versatilità nel nuovo The Dragon, i toni onirici di
tremodo urgenti e romantiche. figli sembra aver ritrovato l’en- EP. Dal morbido R&B di My Strikes Back (il cui testo cita
Se è percepibile l’influenza dei tusiasmo per la musica. Nasce Flowers all’esuberante rap di con disinvoltura Linda Ronsta-
Diaframma primigeni, sostanza così questo EP, in camera da Shook - degno di Missy Elliott o dt e Roger Zapp) e il contrasto
siberiana che rimane intatta, letto, discostandosi dalle sfu- Azealia Banks -, dalla bossano- fra malinconia sonora e irrive-
l’eleganza neoclassica con cui mature più ruvide e ritmate del va di You Sad alla collaborazio- renza verbale in Drunken Ma-
viene rivisitata evoca alcune fasi suo sound per lasciarsi andare ne con Jpegmafia in una Awake ster. Virtualmente a metà stra-
degli Smiths, specie quelli di all’intimità sussurrata di un che applica il rumorismo di da fra Outkast e Frank Ocean, e
Strangeways, Here We Come. pop/soul acustico ricco di suoni quest’ultimo al verbo trap. il potenziale c’è.
Un tocco di classe ineccepibile. eterei e arrangiamenti minimali. GIORGIO VALLETTA GIORGIO VALLETTA
STEFANO MORELLI DORIANA TOZZI 75/100 82/100
76/100 70/100
RUMOREMAG.COM | 87
FL ASHBACK SIR LORD BALTIMORE

SIR LORD BALTIMORE

THE ORIGINAL HEAVY METAL KIDS

1970 per la Mercury, prodotto da Eddie deliri vocali. In brani come Chicago
Kramer presso i leggendari studi Electric Lives, per dire, c’è una sorprendente
Ladyland (Led Zeppelin, Jimi Hendrix, somiglianza con gruppi inglesi che
Kiss). Dai quali esce una raccolta di proprio in quel momento vivono il loro
canzoni super heavy per quei tempi. momento di gloria, ad esempio i Clear
John, batterista innamorato del soul anni Blue Sky. Su tutto torreggia la lunga
60, aveva incontrato il chitarrista Louis suite Man From Manhattan, che esplora
Ambra fuori da un liceo di Brooklyn. l’universo urbano di una città come New
All’interno della Porsche di Louis (la York - praticamente l’autobiografia heavy
famiglia è benestante) avevano discusso dei SLB - attraversando generi e tendenze
di musica e deciso di iniziare a jammare ma mantenendo sempre un drive hard.
assieme, stimandosi come musicisti. 18 e Non riuscendo a bissare il discreto
20 anni: due tipi dal carattere non facile. successo del primo album, complici
Infatti la storia dei SLB non finirà nel anche alcune incomprensioni e concerti
migliore dei modi. Reclutato il bassista male organizzati, la band si scioglie.
Gary Justin, il nome Sir Lord Baltimore Nel 2006, quando decidono di incidere
lo trova Mike Appel, uno dei produttori, un terzo album, Raw, John e Louis si
SIR LORD BALTIMORE che lo trae dal film Butch Cassidy parlano appena. Louis è influenzato da
THE COMPLETE RECORDINGS 1970 – 2006 And The Sundance Kid: è l’indiano testi ispirati al cristianesimo, e l’album è
CHERRY RED
cattivo da cui Paul Newman e Robert un tentativo di recuperare l’antica magia
Redford cercano di fuggire. Kingdom 70’s, riuscito però solo parzialmente,
È tuttora aperta la disputa su quale
Come è un grandissimo album di hard pur non essendo tutto sommato affatto
sia stata la prima band heavy metal rock visionario, dal sound frenetico e male per essere il disco di una band di
della storia. O meglio, per quale band spiritato. Una perla che ancora oggi reduci che forse non hanno più nulla in
sia stato coniato per la prima volta il risplende di luce propria. Nel 1971 comune l’uno con l’altro. Tutti e tre gli
termine. John Garner, fondatore a New segue l’omonimo Sir Lord Baltimore, album dei SLB (rimasterizzati) li potete
York nel 1969 dei Sir Lord Baltimore, disco più meditato – si fa per dire – e trovare in questo box della Cherry Red:
ne è abbastanza sicuro: fu il mensile dai tratti declamatori, nel quale si un’occasione da cogliere.
“Creem” a usare per la prima volta quel fondono incandescenti strutture heavy 84-82-87/100 DISCO
termine, riferito al loro primo album, progressive, lasciando ampi spazi a ZERO EXTRA
Kingdom Come. Album che esce nel liturgie proto heavy metal e psichedelici

DI CLAUDIO SORGE

88 | RUMOREMAG.COM
RETROPOLIS SETTEMBRE 2020

AA.VV. AA.VV. ANTI-PASTI JOSEPH ARTHUR


1978 - THE YEAR THE UK F/EAR THIS 1980-83 COME TO WHERE I’M FROM
TURNED DAY-GLO SILENTES/STELLA NERA/DETHECTOR CHERRY RED REAL WORLD
CHERRY RED
Nata da una idea di Vittore Ba- Derby, capoluogo del Derbyshi- 20 anni sono passati da un album
Il problema, se di problema si roni e curata nel 1987 da Marco re, Midlands Orientali, 1978. che mostrava un artista capace
può parlare, è che essendoci già Pandin, questa “collezione di Dalle ceneri degli Scrincers, di fondere art folk, rock alla U2
stato il 1977 (in un box analogo musica inascoltata, immagini per volere di Dugi Bell (chi- (Chemical) e persino pulviscoli
dello scorso anno) fra un po’ invisibili e parole non scritte tarra) e Martin Roper (voce), rap (Creation Or A Stain). Quel
dovrebbe arrivare il 1979, e il ispirate dalla paura” rappre- nascono gli Anti-Pasti – e sì, Joseph Arthur, musicista e pitto-
povero 1978 britannico rischia senta una fotografia ad ampio il nome è proprio quello che re che ovviamente ha intrecciato
di rimanere schiacciato fra vicini raggio delle musiche non alline- sembra: deriva da “antipasti”, i talenti nelle sue copertine, ce-
così ingombranti, l’anno del punk ate dell’epoca (e oltre). Un in- parola letta sul menù di un lebra Come To Where I’m From
e quello del definitivo rompete le treccio di inquietudini creative ristorante italiano che i ragazzi con una deluxe edition che non è
righe post. Ma che roba pazzesca che questa volta include anche frequentavano da teenager. La semplice oro colato per i fan della
comunque. La frammentazione nomi e brani per motivi pratici band, come gli Exploited, è un prima ora, ma aggiunge realmen-
verso molte delle derive che ver- lasciati fuori al primo giro. Tra testimonial perfetto del sound te valore al disco. Ben due dischi
ranno - oi, pop, mod, elettronica, i nomi coinvolti, Franti, Deto- della seconda ondata punk, di materiale inedito bastano a
new wave, glam, ska, dub, speri- nazione, le propaggini più spe- quella post ‘77: punk rock catti- far apprezzare early versions e
mentazione - è già cominciata, la rimentali del nostro dopo punk vo, che alterna parti monocordi adattamenti live della tracklist
varietà di riferimenti e pulsioni è (La 1919, 2+2=5, Davaiciass, e standard a intuizioni a base originale, ma non è tutto e allora
già enorme, ma la carica è ancora Die Form, Weimar Gesang), di riff semplici, ma a presa ra- ecco piacevoli scoperte, come
quella. E pensare che in soli 12 ma anche Nurse With Wound, pida. Questo triplo CD contiene nel caso di 40 Days & Nights o
mesi, in un paese tutto sommato i veterani etnokraut Embryo, i primi due album e 18 rarities, In The Distance. In definitiva,
piccolo, siano usciti questi 79 ossia brani tratti da EP, singoli un’ottima iniziativa che valorizza
Doctor Nerve: frammenti ete-
e compilation – non presenti questo tipo di operazioni: una
pezzi (compilati in tre CD con la rodossi che compongono un
negli LP. Un buon lavoro di vera occorrenza onorata e non
solita maestria dagli specialisti movimentato quadro.
documentazione, con tanto di mera questione di business.
di Cherry Red), è qualcosa di ALESSANDRO BESSELVA AVERAME
liner notes esaustive. FERNANDO RENNIS
inebriante. 75/100 DISCO ANDREA VALENTINI 75/100 DISCO
ANDREA POMINI 75/100 EXTRA 70/100 DISCO 80/100 EXTRA
90/100 DISCO
ZERO EXTRA 72/100 EXTRA

BELZEBONG BONNOT SOLOMON BURKE THE CHOSEN FEW


LIGHT THE DARKNESS HIP HOP DOPEST JOINTS THE KING OF ROCK ‘N’ SOUL - THE THE TROJAN ALBUM COLLECTION
HEAVY PSYCH SOUNDS BONNOT MUSIC ATLANTIC RECORDINGS (1962-1968) DOCTOR BIRD
SOULMUSIC
Sullo stile psych/sludge rovi- Produttore cruciale per lo svilup- A riprova dello stretto legame
nato dei Dopethrone e, come po della scena hip hop italiana, il A quasi dieci anni esatti dalla che da sempre unisce la Gia-
dice il titolo, con appena “uno produttore bergamasco, noto ai morte - e a 80, oppure 84, maica al suono afroamericano
sprazzo di luce nell’oscurità” a più per il gran lavoro con Assalti dalla nascita (dipende dalle degli USA, un doppio CD pres-
rischiararne l’eviscerato macel- Frontali, ricostruisce il proprio fonti) - ecco un titolo che ce- soché integrale dei Chosen Few,
lo (che poi deriva tutto da Eye viaggio con un corposo mallop- lebra come si deve uno dei più quartetto vocale fra i più mar-
Hate God e Electric Wizard), a po di 23 tracce. Con lo sguardo grandi soulmen di sempre. Un catamente soul dell’isola. Com-
parte qualche sample vocale, rivolto al futuro: il secondo CD personaggio sopra le righe a dir posto da Franklyn Spence e dai
l’album è tutto strumentale. propone gli strumentali di tutti poco, predicatore fin da bam- tre Brown (nessuna parentela)
Un’instancabile e delirante i brani, a disposizione di tutti i bino e impresario di pompe Noel, Errol e Busty, il gruppo
concatenazione di circolari fuzz rapper esordienti che vogliano funebri, padre di una ventina firma fra il 1973 e il 1976 tre
riffs. L’album uscì nel 2018, ma aderire al relativo contest finaliz- di figli e nonno o bisnonno di album per Trojan. I primi due
è già tempo di ristamparlo. Ed zato a una produzione originale. un centinaio di nipoti, e un (Hit After Hit e Everybody
è anche una riscoperta, effetti- Il vero spirito della cultura hip interprete straordinario. Uno Plays The Fool) prodotti da
vamente. Perchè i Belzebong, a hop è questo. Per chi non coltivi di quelli che ha contribuito a Derrick Harriot e in piena sin-
parte la smisurata potenza che ambizioni del genere, c’è da dare forma concreta al genere, tonia con i suoni in arrivo da
diffondono su monumentali riff godere all’ascolto della superba proprio grazie a queste canzo- nord sia negli originali sia nelle
doom/sludge, dispiegano un The Real Revolutionaries, con ni: quello Atlantic/Stax è uno cover. Il terzo (In Miami) regi-
immaginario da zombie b-mo- M2 Dead Prez, General Levy e dei due poli dell’esplosione soul strato in Florida con Noel “King
vies che ho visto evocare da Paolo Fresu, della cinematogra- dei ‘60, l’altro è quello Motown, Sporty” Williams, sempre meno
pochi. Pot Fiend è una magnilo- fica Roma Meticcia degli Assalti, e le 79 tracce che Burke dona reggae e sempre più marcata-
quente e devastante marcia nel della morbida Everyday Is War alla causa sono fra le sue fonda- mente funk, complice la presen-
fango elettrico; mentre Doper- di Awa Fall, della più recente, menta più solide. Chiedere agli za di K.C. & The Sunshine Band
ganger rivela la sua trama nar- esplosiva Capitalunedì di Mau- Stones per conferma. come turnisti. 11 i bonus, tratti
cotica tipicamente sleepiana. ràs con Inoki e Willie Peyote. ANDREA POMINI da singoli del periodo.
CLAUDIO SORGE PAOLO FERRARI 85/100 DISCO ANDREA POMINI
76/100 DISCO 80/100 DISCO 75/100 EXTRA 75/100 DISCO
ZERO EXTRA 80/100 EXTRA 75/100 EXTRA
RUMOREMAG.COM | 89
RETROPOLIS SETTEMBRE 2020

CRIPPLE BASTARDS DEF LEPPARD GERMS GIANT SAND


MISANTROPO A SENSO UNICO THE EARLY YEARS 79-81 M.I.A. (THE COMPLETE RAMP
F.O.A.D. UNIVERSAL ANTHOLOGY) FIRE
PORTERHOUSE
Sono passati 20 anni dall’uscita Tra il 1979 e il 1981 i Def Lep- Uscito nel 1991 e ora ristampato
di questo disco, che è ormai un pard hanno segnato un’epoca. Parliamo di uno dei dieci gruppi da Fire in doppio vinile, il setti-
classico che risiede stabilmen- Compressi tra la fine della prima definitivi nella storia del punk. mo album di Howe Gelb e soci
te sulla vetta dell’Olimpo del scena punk e lo strapotere della Parliamo di un album monumen- incarna il momento di passaggio
grindcore italiano – e mondiale. NWOBHM s’inventarono un tale come (GI), di singoli come tra il suono sporco ed elettrico
Senza troppi giri di parole: se suono che ereditava la lezione Forming e Lexicon Devil, di au- imparentato con certo Paisley
violenza, impeto, brutalità, melodica dell’hard rock e la tolesionismo come forma d’arte e Underground che il gruppo
velocità, crudezza e furia cieca fondeva con i primi dettami di una storia che è già leggenda. aveva elaborato a partire dagli
sono il vostro pane, qui troverete del metal. Nacque così uno dei Parliamo di gente non addome- esordi di metà anni 80 e il di-
un ricco banchetto all you can manifesti del metal europeo: sticata, di musica fuori controllo sordinato eclettismo lo-fi e alt
eat, con caffè corretto alla Sin- Rock Brigade. On Through The e di un’antologia che la raccoglie country del decennio successivo,
dona come gran finale. Questa Night e High’N’Dry appartengo- tutta. Difficile pensare che chi ancora più evidente nelle session
ristampa comprende la versione no alla storia metallica. Ma non ama il punk non abbia già in casa del secondo disco, contenente un
originale di Misantropo, quella sono solo le versioni remastered i dischi dei Germs ma se così estemporaneo ma intenso Live
redux rimixata dalla band nel a rendere il box set un oggetto non fosse, o se qualche ragaz- At Mad Dog Studios registrato
2013 e un documentario sul ma- prezioso: a corredo, tre CD bo- zino curioso dotato di guanti di il 31 gennaio di quello stesso
king of dell’album. Nell’edizione nus: uno splendido live a Oxford protezione volesse approcciarsi anno. Tra i partecipanti alla
su doppio vinile è anche incluso nel 1979, un CD di singoli e rarità alla materia, quale occasione mi- revue gelbiana, a questo giro, Lu-
il 7” bonus Il Grande Silenzio tra cui la prima versione di Ride gliore? In M.I.A. c’è tutto quello cinda Williams, Rainer Ptacek,
(assente, invece, dalla versione Into The Sun, ripresa poi in che i Germs ci hanno lasciato in il veterano Poppy Allen, John
doppio CD). Una gemma di ni- Retroactive del 1993 (la cui ver- eredità. Il disco esisteva già, pub- Convertino e un esordiente Joey
chilismo sonoro che pesta senza sione era decisamente migliore) blicato in formato CD la bellezza Burns, quest’ultimo presente in
pietà: da avere, anche se già si e un CD con le sessioni al Friday di 27 anni fa, oggi ricompare in una manciata di brani. Un disco
possiede l’originale. Rock Show di Tommy Vance. eroticissimo doppio vinile. Sape- di transizione, nell’accezione mi-
ANDREA VALENTINI MARIO RUGGERI te già cosa fare. gliore del termine.
80/100 DISCO 75/100 DISCO LUCA FRAZZI ALESSANDRO BESSELVA AVERAME

80/100 EXTRA 78/100 EXTRA 90/100 DISCO 73/100 DISCO


ZERO EXTRA 70/100 EXTRA

THEN PLAY ON
tBMG
FLEETWOOD MAC
Il terzo album per una band di solito è quasi sempre l’album della pur rimanendo polarizzati tra due tendenze. Da una parte la
verità. O del cambiamento. Per i Fleetwood Mac fu entrambe le rivisitazione del british folk, evidenziata dai delicati gioielli di
cose. Then Play On fu da una parte l’album più coraggioso e, in brani come Closing My Eyes o la elisabettiana When You Say, con
un certo senso, sperimentale. Dall’altra, l’ultima tappa prima la band psichedelicamente proiettata in corti inglesi del ‘600; e
del grande e radicale cambiamento, coinciso con il successo di dall’altra, come detto, nell’esplorazione del blues elettrificato degli
massa di Rumours del 1977. Secondo chi scrive, in ogni caso, anni 60 inglesi, con deviazioni entusiasmanti alla slide guitar di un
si tratta del miglior album dei Fleetwood Mac. Pur con tutte Peter Green in stato di grazia, vedi Show Biz Blues, che riprende
le contraddizioni di una band in evidente fibrillazione (Peter lo stile di Elmore James, o il classico blues di Chicago One Sunny
Green se ne sarebbe andato subito dopo l’uscita dell’album) e la Day. E tutto questo background, il folk e il blues, serve alla band
confusione di un periodo vissuto tra radicali cambiamenti sociali, come terreno per nuove improvvisazioni “desert” psichedeliche,
rappresenta il picco creativo e la massima espressione di un’idea tipo nella acida Under Way, che li accomuna per certi versi ai
di blues progressivo mai più eguagliata da nessuno, che chiude Grateful Dead. Siamo esattamente a metà di quel processo di
l’epopea leggendaria degli anni 60. “If the music be the food of “americanizzazione” che cambierà per sempre la band.
love, then play on”: questo il detto shakespeariano che ispira CLAUDIO SORGE
l’album. In Then Play On i Fleetwood Mac spingono al massimo, 90/100 DISCO
90/100 EXTRA
90 | RUMOREMAG.COM
GILBERT, LEWIS, MILLS JULY
MZUI THE COMPLETE RECORDINGS
GOOD MISSIONARIES GRAPEFRUIT
FIRE FROM HEAVEN
AA.VV. Nel box i CD sono sei, ma con-
ROCKGARAGE COMPILATION tano soprattutto tre. Il primo e
VOL.1-4 il secondo, con l’unico LP che il
SPITTLE quintetto londinese pubblicò nel
‘68, in versione mono e stereo. E
Tre ristampe di grande valore il terzo, uscito nel ‘95 come The
documentario. Mzui era il Second Of July ma in realtà fatto
progetto di Gilbert e Lewis degli di demo precedenti il debutto.
Wire insieme all’artista Russell Siamo nell’Inghilterra psichede-
Mills, in origine sonorizzazione lica per eccellenza, immersi in un
di un evento multimediale. Am- suono unico che sta fra il freak-
bient severa e un po’ ostica da beat e i Beatles più lisergici, e che
digerire senza il contesto. Good
Missionaries era l’altro alias di
Mark Perry oltre agli Alterna-
diventerà rock progressivo. Dal
canto loro, i July aggiungono un
approccio più grezzo e spontaneo
RICHARD & LINDA
tive TV: se possibile, post punk
ancora più scarnificato e speri-
mentale. Il doppio Rockgarage,
della media e una spiccata libertà
creativa, e firmano un classico.
Sul resto - un album inedito re-
THOMPSON
infine, racchiude il lato sonoro gistrato nel 2010, Resurrection
della omonima fanzine italiana del 2013 e il nuovo The Wight
dei primi anni 80: tra i nomi Album, disponibile anche da solo
Diaframma, Frigidaire Tango, in doppio vinile - meglio tacere.
Detonazione, Go Karts. Il voto purtroppo fa media, ma il HARD LUCK STORIES (1972-1982)
CARLO BORDONE prezzo è contenuto. UNIVERSAL MUSIC
72-73-75/100 DISCO ANDREA POMINI
ZERO EXTRA 68/100 DISCO
40/100 EXTRA Nel 1970, poco dopo
aver lasciato i Fairport
Convention, Richard
Thompson iniziò a sviluppare
più liberamente la sua
poetica e la sua cifra stilistica.
Due anni dopo si inaugurava
così la sua seconda vita
artistica, con il suo primo LP
solista, Henry The Human
MORWELL UNLIMITED/ PIOTTA Fly, in cui già figurava come
PRINCE FAR I L’OTTAVO RE corista quella che sarà la sua
speciale musa per circa un
& THE ARABS (FROM ‘90S ARCHIVES)
decennio, Linda Peters, che
LA GRANDE ONDA/ALDEBARAN
A.1 DUB/CRY TUFF DUB ENCOUN-
ben presto diventerà Linda
TER CHAPTER IV
DOCTOR BIRD
Esegesi delle fonti del rap ro- Thompson. Lo stile unico di Richard, che ama valicare i confini
mano: suona come una cattedra tra generi e influenze diverse utilizzando ingredienti presi in
Due classici dub da un’era di universitaria, ma l’operazione prestito dal folk, dal rock, dalla musica tradizionale e in generale
passaggio, il roots degli anni 70 varrebbe davvero una tesi di dai suoi eclettici ascolti filtrando il tutto con un’attitudine jazz
ancora vivo e la mutazione dan- laurea. Il materiale che usciva ricca di improvvisazione, si perfezionava grazie al tocco delicato
cehall in arrivo. Editi da Trojan in cassetta a inizio anni 90 della calda, versatile e medievaleggiante voce di Linda, dando
nel 1980 e 1981 rispettivamente, fotografa una scena grezza, ma- vita a uno speciale sodalizio che questa corposa raccolta celebra
A.1 Dub dei Morwell Unlimited e gari anche un po’ naif, ma san- attraverso 113 brani (di cui 31 inediti) per un totale di otto dischi.
il quarto Cry Tuff Dub Encounter guigna, vera, geniale. Sotto la Il primo disco, Sometimes It Happens, recupera addirittura
di Prince Far I hanno in comu- regia di Ice One si muoveva un vecchie registrazioni del progetto The Bunch (che vedeva parte
ne alcuni musicisti, il fatto di mondo, con il nome della crew, della crew dei Fairport Convention insieme ad altri artisti folk
non essere mai usciti in CD e il Taverna VIII Colle, a rappre- rock britannici alle prese con cover dei successi rock’n’roll) e
suono tipico di quei giorni, molto sentare lo spirito da osteria. Al- alcune versioni in musica delle liriche del poeta Brian Patten. Si
profondo e con poche voci. Ma colizzato è il pezzo introvabile prosegue poi con i sei album ufficiali rimasterizzati, da I Want To
dove il primo è semplicemente che ne sintetizza in ragga il sen- See The Bright Lights Tonight, proseguendo con Hokey Pokey,
un grande album, il secondo ha timento, ma si vola anche alto Poor Down Like Silver, First Life, Sunnyvista e Shoot Out The
un ulteriore valore aggiunto: ai con la statuaria 1997 Fuga Da Lights, e tutti i loro singoli. Le ciliegine sulla torta sono poi gli
comandi sta un imberbe Adrian Roma. Si fa festa con L’attacco outtakes, le versioni demo e le registrazioni di alcuni brani live
Sherwood, in partenza da queste Dei Funkadelici, e si scava nel dei concerti alla Queen Elizabeth Hall del 1975 e al Theatre
solide basi giamaicane per rin- passato pre Piotta con la squa- Royal di Londra del 1977. Compilata e masterizzata da Andrew
novare il genere con la sua On-U dra Parco Delle Valli Posse. Tra Batt, questa retrospettiva rende omaggio al periodo di massimo
Sound. E per contestualizzare la meglio gioventù coinvolta splendore dei due ormai ex coniugi e lo stesso Richard, curatore
meglio, un secondo CD con altre ci sono MC Giaime, Colle Der della raccolta insieme a Linda, la definisce una “mappa” per
19 tracce coeve recuperate da 12” Fomento, Kobb D, Flaminio riscoprire i loro antichi tesori artistici.
del catalogo Attack. Maphia, Benetti e Gufo. Rabbia DORIANA TOZZI

ANDREA POMINI
e humour, cocktail esplosivo. 79/100 DISCO
82/100 DISCO PAOLO FERRARI ZERO EXTRA
80/100 EXTRA 76/100 DISCO
ZERO EXTRA RUMOREMAG.COM | 91
PRETTY MAIDS RÜSTƏM QULIYEV
MAID IN JAPAN: BACK TO AZERBAIJANI GITARA
THE FUTURE WORLD BONGO JOE
FRONTIERS
La linea ideale è quella che parte
In piena ascesa della seconda dagli strumenti a corda della tra-
fase metal in Europa, dopo dizione, il tar azero e il saz in que-
la metà degli anni 80, Future sto caso, passa per i riverberi surf
World dei Pretty Maids divenne rock dell’egiziano Omar Khorshid
un caso. Innanzitutto per la loro e arriva fino alle staffilate sinte-
provenienza danese (Mercyful tiche di Omar Souleyman. Ma
Fate a parte, il Nord Europa non solo: negli assoli di Quliyev,
era concentrato – grazie al nato nel 1969 fra le montagne
traino Malmsteen – in Svezia) del Nagorno-Karabakh e morto
e soprattutto per il concetto nel 2005, risuonano sia influenze
musicale. Irrigidire la potenza globali (la velocità di esecuzione e
dell’hard rock, sovrapporla la complessità di metal e fusion),
all’heavy metal e inserire ba- sia asiatiche vicine (il pop afgha-
rocco e melodia. Fu un album no di Əfqan Musiqisi, quello ira-

PRINCE sorprendente. Maid In Japan


è la celebrazione live di Fu-
ture World, nel suo 30esimo
niano di Iran Teraneleri e Fars
Musiqisi) o meno (la disco a tutta
Bollywood di Tancor Disco, ver-
anniversario. E peraltro è la sione del classico indiano Jimmy
dimostrazione di una grandis- Jimmy Aaja in passato ripreso
sima forza espressiva dei Pretty anche da M.I.A.). Con accordi di
Maids, ancora in grado di reg-
SIGN O’ THE TIMES gere (se non migliorare) il loro
sintetizzatore e poliritmi martel-
lanti da tastiera lo-fi a spingere
WARNER capolavoro personale. sotto, con gioia.
MARIO RUGGERI ANDREA POMINI
80/100 DISCO 78/100 DISCO
Quando l’operazione di ZERO EXTRA ZERO EXTRA
ristampa e restauro del
catalogo di Prince sarà giunta
al termine ci troveremo di
fronte a un assurdo filologico,
per così dire. Gli inediti
(brani, collaborazioni,
concerti, versioni alternative,
abbozzi e quant’altro)
avranno superato per numero
(e probabilmente qualità…) RAW POWER KEITH RELF
l’eccellenza di quanto già SCREAMS FROM THE GUTTER ALL THE FALLING ANGELS
conosciamo del musicista F.O.A.D. SOLO RECORDINGS
di Minneapolis. L’opera AND COLLABORATIONS 1965 – 1976
cosiddetta “ufficiale” sarà “Tempus fugit”, disse qualcuno REPERTOIRE
ridotta a una nota a piè di pagina rispetto alla mole straordinaria in un passato decisamente re-
di materiale che progressivamente sta venendo alla luce. E di moto. E sono trascorsi, in effet- Appunti, meditazioni, prove
conseguenza ci toccherà metterci a studiare ancora più a fondo ti, 35 anni dall’uscita di questo solitarie, sketch scherzosi, ca-
l’opera di un creatore la cui importanza aumenta e acquista secondo album dei Raw Power lembour per possibili pop hit;
quotidianamente valore e ulteriore profondità. Diamo per (maestri dell’hardcore punk più i singoli post Yardbirds
scontato che tutti i lettori di “Rumore” siano consapevoli di from Poviglio), bollato – quasi (Knowing, Mr. Zero): questo
che capolavoro è Sign O’ The Times e concentriamoci solo sulla all’unanimità – come uno dei contiene All The Falling An-
quantità incredibile di materiale nuovo che accompagna questa migliori dieci dischi dell’har- gels, summa postuma di Keith
ristampa. Iniziamo con la follia delle varie edizioni disponibili. dcore punk degli anni 80 a li- Relf. Persona riservata e timida
Una Super Deluxe Edition comprendente otto CD, DVD oppure vello planetario. Questa ristam- nell’intimo; aggressiva e selvag-
in versione 13 (!) LP e DVD; se no leggermente ridotta a tre CD o pa, con audio rimasterizzato gia sul palco quando era con gli
quattro vinili (e poi c’è ovviamente quella standard). In soldoni dall’ormai collaudatissimo deus Yardbirds. L’album svela i suoi
si tratta di ben 45 (!!!) tracce inedite registrate tra maggio 1979 ex machina del Toxik Basement segreti, le sue geniali intuizioni.
e luglio 1987 più la performance completa del concerto del 20 Studio, ripropone il 33 giri nella Tra le tante: Together Now, In
giugno 1987 per il Sign O’ The Times Tour a Utrecht. Ma (rullo sua gloria, con l’aggiunta della duetto con Jim McCarty, avvol-
di tamburi!) la notizia più straordinaria è che il DVD presenta riproduzione del poster realiz- gente melodia 60’s pop, come
un concerto inedito registrato al Paisley Park del 31 dicembre zato per il live che vide la band quelle di Petula Clark e Tom
1987, ultima tappa del Sign O’ The Times Tour, con il Principe esibirsi insieme a pesi massimi Jones; Line Of Least Resistence,
affiancato dal Dark Magus Miles Davis. E, per finire con un altro come Cro-Mags e Motörhead. ossificato folk pop psichedelico
attentato alle nostre tasche, un box set stampato in 1987 copie Un’uscita in edizione limitata a con qualche scintilla medi-
dalla Third Man Records di Jack White contenente i quattro 350 copie su vinile nero, gestita terranea; All The Pretty Little
singoli ufficiali e due versioni inedite di Witness 4 The con la consueta cura filologica Horses, folk druidico; Cherokee,
Prosecution. E non abbiamo detto del volume di 120 pagine, delle di F.O.A.D. Records, che farà etno blues con chitarra acustica
foto e delle altre mirabilie. Prince è più vivo che mai. gola ai fans storici e non. e harmonica. 32 pagine con
GIONA A. NAZZARO ANDREA VALENTINI libretto e note di Jim Mc Carty,
100/100 DISCO 82/100 DISCO Paul Samwell Smith e Jane Relf.
100/100 EXTRA ZERO EXTRA CLAUDIO SORGE
80/100 DISCO
92 | RUMOREMAG.COM ZERO EXTRA
SUONA ANCORA
RETROPOLIS SETTEMBRE 2020 IL MEGLIO
DEI MESI PASSATI

THE ROLLING STONES RUSH SAGATRAKAVASHEN


GOATS HEAD SOUP PERMANENT WAVES SAGA OF DARKNESS 1988-2018
POLYDOR 40TH ANNIVERSARY F.O.A.D.
MERCURY
Ha ancora il marchio del figlio Nei meandri più underground
minore, GHS. C’entra il carat- Un remaster agli Abbey Road, della Valtellina, fin dalla seconda BE-BOP DELUXE
tere del maggiore, ovviamente 11 brani live dal Permanent metà degli anni 80, si è mossa AXE VICTIM
Exile..., o l’uscire un anno dopo Waves World Tour, deluxe e una figura ormai mitologica: Ugo CHERRY RED
il quinquennio 1968/1972, quel- superdeluxe editions con tanto Scarsi, gran maestro di cerimonie
lo comunemente considerato il di saggi, tour program, libretti del black metal punkizzato che Boogie Bolan, Spiders
periodo d’oro degli Stones. Resta celebrativi, poster e foto ine- nel corso degli anni ha (auto) scesi da Mars, ma anche
invece un album essenziale, e dite: diciamo che i canadesi prodotto materiale di culto con la grande personalità, nessuno
basterebbe chiedere ai Primal hanno fatto il possibile per ragione sociale Sagatrakavashen. scivolone carnevalesco,
Scream: più coeso del preceden- onorare i 40 anni di un disco In questo doppio LP (200 copie godimento chitarristico e
te, lurido dove serve ma ispira- che proiettava la band in classi- in vinile nero, 100 in arancione) garanzia Made in England.
tissimo nelle ballate, Angie chia- fica, a dispetto delle radici pro- troviamo radunata l’intera di-
ramente in testa. Spiega tutto gressive, grazie soprattutto a scografia firmata da Pentacolar
l’incluso e poco conosciuto live a brani come The Spirit Of Radio (questo il nome di battaglia di
Bruxelles dello stesso anno, con e Freewill, che segnavano un Scarsi, che suona tutto nei dischi
una band in forma superlativa a (parziale) passaggio a sonorità della sua band), ossia due demo
lambire il disco in un diluvio di (e lunghezze) meno ostiche. e due EP di oscuro, terrificante
classici. E, se la ricchissima ri- Al di là della rispolverata so- black metal con sfumature punk
stampa include le solite versioni nora però, l’operazione non (più tocchi di metallo vintage con
alternative, sono i tre inediti (in aggiunge molto a un album che attitudine DIY e lo-fi al 100%).
prima fila Scarlet con Jimmy senza questa edizione avrebbe In breve: primi Venom, Bathory,
Page) a valere la ribalta: altro comunque resistito (bene) al Death SS d’annata e Hellhammer
che disco di transizione, a senti- passare del tempo. sono le coordinate sonore. Un
re quanto rimasto fuori. FERNANDO RENNIS documento imperdibile.
FRANCESCO VIGNANI 70/100 DISCO ANDREA VALENTINI
82/100 DISCO 60/100 EXTRA 77/100 DISCO
80/100 EXTRA ZERO EXTRA
GRATEFUL DEAD
WORKINGMAN’S DEAD
WARNER

Workingman’s Dead ritorna


a parlare alla gente comune
dell’America di tutti i gior-
ni, e lo fa con il linguaggio
THE SWORD VENOM NEIL YOUNG tradizionale americano per
CHRONOLOGY 2006-2018 SONS OF SATAN HOMEGROWN eccellenza, il country.
CRAFT BMG SILVER BOW PRODUCTIONS

Non sta succedendo nulla a Au- Questa compilation di demo e È l’inizio del 1975 e Neil Young
stin in ambito heavy, nei primi registrazioni in sala prove risa- deve sfrondare: una sera fa
anni Zero. Così John D. Cronise lenti al periodo 1979-1983 era ascoltare a un ristretto grup-
nel 2003 decide di incidere un già inclusa nel monumentale po di amici due lavori e a fine
demo con le sue canzoni e in co- box In Nomine Satanas, uscito serata decide di pubblicare il
pertina ci mette una spada. Pas- lo scorso anno per celebrare il secondo, Tonight’s The Night.
saporto per il primo album per la 40ennale del gruppo di Newca- L’escluso – Homegrown, ov-
Kemado, Age Of Winters (2006). stle. Niente d’inedito, quindi, a viamente - per anni resta una
Una pietra miliare dell’heavy. parte l’edizione stand alone, ma mezza chimera, per quanto poi
John ci arriva con una ferrea il brivido di ascoltare le versioni una metà dei brani sia sgoccio-
dieta di Black Sabbath, Melvins, primordiali dei loro classici è lata in dischi successivi. Non un
Sepultura, Sleep. Quella degli sempre ben percepibile. Questi mistero il motivo, se lo stesso
Sword è la storia di una delle individui coi primi tre album canadese titubava davanti al
band capitali del metal moderno hanno fatto la storia e hanno far seguire a un album non ca-
e sta in questo box di tre dischi e cambiato il metal, rendendolo pitissimo come On The Beach
libretto con giudizi entusiastici di più nero, cattivo, esoterico e, un progetto doloroso e in gran
Lars Urlich, Mark Morton (Lamb perché no, divertente (non sono parte acustico come questo, P J HARVEY
Of God), Neil Fallon (Clutch). mai stati satanisti adepti del scritto dopo aver scoperto un DRY - DEMOS
Ci sono le migliori canzoni dei lato oscuro: era tutto un trucco tradimento della moglie. Un ca- UNIVERSAL
sei album degli Sword, più una di scena). Unica avvertenza: polavoro perduto, proprio come
sporta di unreleased, tra cui He’s questo è un disco per completi- si sospettava. Ma con un nervo- Già chiare le idee e la ferocia
Waitin’ dei Sonics (gli antenati sti e fan, non adatto per avvici- sismo e una tensione inusuali del disco originale ne resta
dell’heavy) e She dei Kiss. Se non narsi alla band se si è a digiuno anche per il periodo in cui fu testimonianza, ma più
avete nulla di loro, accaparratevi di Cronos, Abaddon e Mantas. inciso, quasi a buttare una luce tangibile è lo spaesamento
questo box. ANDREA VALENTINI nuova sui primi ‘70 di Young. della ragazza appena
sbarcata a Londra con il
CLAUDIO SORGE 70/100 DISCO FRANCESCO VIGNANI
ZERO EXTRA cuore spezzato.
85/100 DISCO 83/100 DISCO
84/100 EXTRA ZERO EXTRA
RUMOREMAG.COM | 93
AMERI
INDIE

’95
TESTO DI DIEGO BALL ANI
ICAN
LA

5
VERA a Matador celebra i 25 anni di
alcune sue storiche pubblicazioni
con una collana il cui titolo,

AL-
Revision History, suona quanto
mai appropriato. Il revisionismo è
una costante dell’epoca di Internet.
La falla di un sistema che prevede
l’accesso a infinite informazioni, ma
per contro lascia a chiunque poco
tempo per approfondirle, verificarle

TER-
e ponderarle, relazionandole fra
loro. Ecco allora che nel grande racconto dell'”Indie Rock Anni
90”, concetti come "alternative rock" e “DIY” si fondono in
un orizzonte di distorsioni, volumi feroci e strutture sonore
imprevedibili, specie se paragonate al paradigma zeppeliniano
che aveva dominato il rock classico.
Per certo fu un’età dell’oro per chiunque avesse voluto

NATI-
imbracciare una chitarra animato solo da passione e
buona volontà. Ad attenderlo avrebbe trovato un mercato
sovraeccitato, alimentato da un flusso di denaro a cui
contribuiva in modo significativo il boom del Compact Disc,
che aveva spinto i vecchi possessori di vinile a rimpiazzare la
propria discografia con i nuovi supporti.

Alla comprensione odierna di tutto quel fenomeno non aiuta il

VA
fatto che per molto tempo quella “indie” era stata una sensibilità
definita in negativo. A creare coesione e senso di appartenenza
fra lo sparuto manipolo di ragazzi che si presentava ai concerti
di Mission Of Burma, Hüsker Dü e Sonic Youth era il disagio di
fronte alla musica e alle sottoculture degli anni 80. Un senso
di sradicamento che faceva di quella indie una tribù invisibile,
priva di evidenti segni di riconoscimento.

TAG: #revisionismo #alternative #indie #culturecrash #lollapalooza ONLINE: matadorrecords.com

RUMOREMAG.COM | 95
’9
RETROPOLIS AMERICAN INDIE ’95 TESTO DI DIEGO BALL ANI

Nel suo libro Culture Crash, Scott Timberg ne data


l'inizio al 1982: l’anno in cui i R.E.M. pubblicavano l’EP
di debutto Chronic Town e dall’altra parte dell’Oceano
esordivano gli Smiths. Il suo nucleo era costituito da
quel tipo di musica che non avresti mai potuto ascoltare
in una radio commerciale o su MTV. Nasceva dall’onda
lunga del punk rock, ma il suo spirito era schiettamente
sperimentale. Il punk aveva contribuito a scardinare
tutte le regole definite nei 20 anni precedenti, ma ora la
nuova generazione amava cimentarsi con riff irregolari
e architetture sonore originali.

L’indie rock americano aveva i suoi trademarks e


una varietà stilistica che andava dalle sonorità più
percussive a quelle più distorte, depressive e free form.
A differenza dell'hip hop, che nasceva a New York per
poi svilupparsi in una serie di varianti regionali, ha
avuto origine in contesti schiettamente locali, talvolta
i più improbabili. Le zone più fertili furono realtà
provinciali e città universitarie come Athens e Olympia.
Ad ogni località faceva capo una “scena”, con il suo
distintivo ecosistema di radio, etichette, negozi di Ogni volta che una bolla scoppia (come quella del
dischi, locali e, naturalmente, band. grunge o del Britpop) c’è sempre una correzione del
Ovunque il confine tra fan e musicisti era labile, mercato che lascia sul terreno molte vittime. Così,
l'approccio era anarchico e partecipativo, e l'idea mentre le grandi case discografiche si affannavano
(almeno in teoria) che chiunque potesse formare una a trovare i nuovi Nirvana, saccheggiando etichette
band, registrare un disco e girare il paese grazie alla indipendenti ridotte a vivai e caldeggiando gracili indie
propria musica era il vero orizzonte motivazionale. Al band a cambiare il proprio sound, i convertiti sulla
centro di tutto c’era una generazione di adolescenti via di Damasco delle chitarre distorte consumavano
che maturava il proprio esclusivo universo valoriale, velocemente il loro rendez vous con l’alternative rock,
discutendo in modo dogmatico di accordature e passando senza colpo ferire alla novità successiva.
feedback di chitarra. Lollapalooza '95, il cui cartellone allineava prime
movers (Sonic Youth e Yo La Tengo), star alternative
Ma così come gli anni 60 erano iniziati ufficialmente (Beck e Hole), rappresentanti della crossover culture
con l’avvento dei Beatles, l’indie rock si trovò (Cypress Hill) e losers di lusso (Pavement) avrebbe
catapultato nei 90s quando il secondo disco dei segnato il picco dell’epica alt rock e l'inizio del suo
Nirvana, pubblicato nel settembre 1991, finì per vendere declino. L’anno successivo i Metallica sarebbero stati
oltre 20 milioni di copie. “Abbiamo vinto”, furono i protagonisti del festival e il genere sarebbe crollato
le parole con cui, nel gennaio del ’92, la critica Gina su sé stesso con l'arrivo di band epigoniche come
Arnold commentò l’avvicendamento fra Dangerous di Matchbox Twenty e Third Eye Blind, che annacquavano
Michael Jackson e Nevermind alla cima della classifica l’ispirazione di Pearl Jam e Soundgarden in una
di “Billboard”. L'emergere simultaneo dei R.E.M. (da melassa romantica. Nel dicembre del 1996 MTV
anni fra i preferiti delle college radio rock statunitensi) rimodulava la sua programmazione introducendo
con il singolo Losing My Religion lasciava immaginare nel palinsesto più pop ed elettronica, a scapito
che una sorta di rivoluzione si fosse ormai compiuta. dell'alternative rock. Riviste e radio ne presero atto e,
con mirabile tempismo, band e cantautori indie vennero
Ciò che seguì fu un momento di frenesia collettiva, abbandonati al loro destino dalle ristrutturazioni delle
in cui le major iniziarono a corteggiare band di culto major, che iniziarono a tagliare il budget di registrazioni
appartenenti a remote scene musicali e artisti la cui e tour promozionali. Sebbene nel 1998 fosse ancora
massima prospettiva era stata quella di pubblicare possibile vedere i Korn a Total Request Live, l'arrivo di
album su minuscole label indie. Fra i casi più eclatanti Napster nel ’99 (subito imbracciato da quegli studenti
ci fu quello di Beck Hansen, curioso esponente della di college che avevano rappresentato il bacino naturale
scena anti folk passato dalle esibizioni sugli autobus di dell’indie rock) metteva definitivamente i sigilli ad
Los Angeles ad un disco su Geffen che si sarebbe potuto un’epoca gloriosa e complicata.
acquistare in tutti i Walmart d'America. Parte di quello che rende la musica degli anni 90
così affascinante è il suo posto nel tempo: una sorta di
Il problema con i trend del pop sta nella loro ciclicità. ponte tra il vecchio mondo pretecnologico e un nuovo

96 | RUMOREMAG.COM
95
TRA INTERVISTA
A GERARD COSLOY (MATADOR)

L’ANA- E MATT SWEENEY (CHAVEZ)


americana. Insieme a lui abbiamo raggiunto il
chitarrista Matt Sweeney, che oltre ad avere suonato

LOGICO
con un parterre di artisti che va dai GBV ad Adele, è
stato membro dei Chavez, autori nel ’95 del classico
post hardcore Gone Glimmering. Ne è scaturita
un’interessante discussione fra memoria, attualità e
fiero senso di appartenenza.

Gerard, qual è il senso di questa Revision


History?

E IL DI-
Gerard Cosloy: “Si tratta di una specie di scherzo fra di
noi. Molte delle cose realizzate con l'etichetta sono state
dimenticate o mal documentate. Le nuove generazioni
tendono a raccontare la storia in modo celebrativo.
Personalmente non sono mai contento di come vengono
realizzate le biografie musicali o di come la storia legata
alla musica viene raccontata. Con la Matador abbiamo
sempre preferito fornire tutti i dettagli piuttosto che

GITALE
leggerne di inventati. Il titolo si riferisce a questo.
Anziché raccontare la storia da capo, preferiamo
considerare queste ristampe come delle pacche
sulle spalle che ci diamo a vicenda, assecondando la
leggenda”.

Parliamo dei vostri esordi nel mondo


indipendente.
Matt Sweeney: “Sono innamorato della musica sin
da piccolo. Grazie allo skateboard sono entrato in
universo digitale in cui tutto è a portata di un click. contatto con l'hardcore, poi sono passato all'indie rock.
Nei ‘90 tutto questo era ancora lontano, ma era già Le mie band preferite ai tempi delle superiori erano
facile intuirne la portata, si trattava solo di capire quali Hüsker Dü, Replacements e i gruppi della SST. Quando
idee, prospettive, sogni e desideri portare nel nuovo passavano da New York, non ne perdevo una. La prima
millennio. In questo senso il ‘95 fu un anno cruciale, per volta che entrai al CBGB's era il 1984, avevo 14 anni. Poi
via di artisti che seppero cristallizzare nel tempo etica e con la mia band delle superiori, gli Skunk, aprimmo per
estetica del rock indipendente. Sonic Youth e Dinosaur Jr. Eravamo ancora scarsi, ma
Fra questi, i Guided By Voices di Alien Lanes regalarono sentivamo che era una cosa che dovevamo fare (anche
all’indie rock americano il suo Abbey Road; gli Yo La se col tempo abbiamo capito soprattutto che cosa è
Tengo di Electr-O-Pura traghettarono il noise degli meglio non fare, musicalmente parlando). Quando
esordi verso un cantautorato maturo e dissonante, formai i Chavez mi sembrava di aver provato già tutto.
mentre i Pavement finirono per incarnare lo spirito Volevo fare qualcosa di nuovo. Non ero particolarmente
indie più indomito, con un album (Wowee Zowee) che convinto di ciò che avevo fatto fino a quel momento e fui
suonava come la risposta a chi era già pronto a darli molto contento di avere una nuova possibilità”.
per venduti. L’operazione Revision History con cui G.C. :“La fanzine ‘Conflict’ è stata la prima cosa a cui mi
Matador celebra oggi il venticinquesimo anniversario sono dedicato, quando ero ancora in Massachussetts.
di quei lavori ha fornito l’occasione per discuterne con Dopodiché approdai alla Homestead, dove rimasi fino al
Gerard Cosloy, da oltre 30 anni executive dell’etichetta 1989, prima di arrivare alla Matador”.

TAG: #conflict #sebadoh #chavez #hardcore #pavement

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RETROPOLIS AMERICAN INDIE ’95 TESTO DI DIEGO BALL ANI

l'indie rock sarebbe stato considerato un genere ci


sarebbe sembrato uno scherzo perverso. Homestead era
« A L T E M P O L' I N D I E R O C K N O N E R A una label di rock underground. Ma rock underground
PERCEPITO COME GENERE. QUANDO voleva dire tante cose: la nostra etichetta era
prevalentemente bianca, maschile e con poco groove.
I SEBADOH PUBBLICARONO IL BRANO
Forse è per questo che ancora oggi la gente la definisce
G I M M I E I N D I E R O C K V O L E VA N O F A R E indie rock”.
U N A P A R O D I A D E L R O C K U N D E R-
Matt, da tuo punto di vista qual è stato il ruolo
G R O U N D D E L L' E P O C A . L' I D E A C H E T R E
dell’hardcore nell’evoluzione dell’indie rock?
D E C E N N I D O P O L' I N D I E R O C K S A R E B - M.S.: “Per noi l'hardcore era qualcosa che apparteneva
B E S TATO C O N S I D E R ATO U N G E N E R E agli inizi degli anni 80. Io sono arrivato giusto in tempo
per assistere alla coda del movimento. Ricordo di aver
C I S A R E B B E S E M B R A T O U N O S C H E R-
assistito a un concerto dei Cro Mags subito prima che
ZO P E R V E R S O. H O M E S T E A D E R A U N A uscisse The Age Of Quarrell. Quel disco era un esempio
L A B E L D I R O C K U N D E R G R O U N D. M A evidente di come l’hardcore stesse cambiando. Ricordo
di averli amati ma anche di esserne rimasto spaventato.
R O C K U N D E R G R O U N D V O L E VA D I R E
Li vidi al CBGB's: presi un calcio in testa e c'era sangue
TA N T E C O S E : L A N O S T R A E T I C H E T TA dappertutto. L'hardcore è stato importante, perché ha
E R A P R E VA L E N T E M E N T E B I A N C A , M A - abbattuto tutto, era pura aggressione, ma noi sentivamo
il bisogno di costruire qualcosa. Con gli Skunk avevamo
SCHILE E CON POCO GROOVE. FORSE
stabilito che ci saremmo riavvicinati alla musica con cui
È PER QUESTO CHE ANCORA OGGI L A eravamo cresciuti, il rock dei ‘70, ma con un approccio
GENTE LA DEFINISCE INDIE ROCK» più maturo. Il che voleva dire anche cambi di tempo e
assoli di chitarra”.
G E R A R D C O S L OY

A questo punto vorrei sapere il vostro punto


di vista su quello che è successo nel panorama
indipendente dopo la pubblicazione di
A proposito di Homestead, di recente mi è Nevermind.
capitato di leggere un articolo che la definiva G.C.: “Non sono mai stato fra quelli che pensavano che
come la label più rappresentativa dell’indie una band avrebbe potuto rivoluzionare tutto. Tuttavia
rock americano, prima che Sub Pop vendesse il è indubbio che il clima fosse cambiato e questo ha
grunge in tutto il mondo. permesso a band che non avevano firmato per una
G.C.: “Sub Pop ha rappresentato una specie di Ground major di avere comunque successo. All'epoca ero molto
Zero per tutta la roba di Seattle, perché erano là e cinico e vedevo la Matador come una forma di resistenza
quando vennero fuori Mudhoney e Soundgarden, a tutto ciò. Col senno di poi ero solamente troppo
si trovavano nel punto giusto al momento giusto. ingenuo. Non solo perché ne abbiamo effettivamente
Homestead non aveva un focus geografico o un sound beneficiato, ma perché siamo stati accessori a tutto
di riferimento. Al tempo l'indie rock non era percepito questo processo. Oggi è tutto completamente diverso.
come genere. Quando i Sebadoh pubblicarono il brano Per certi versi è come se la rivoluzione del '91-'92 non
Gimmie Indie Rock volevano fare una parodia del rock avesse mai avuto luogo. A parte il fatto che alcuni
underground dell'epoca. L'idea che tre decenni dopo giovani si ispirano a quelle band”.

1995: 10 CL ASSICI “INDIE”

THE AMPS ARCHERS FUGAZI MORPHINE PALACE MUSIC


PACER OF LOAF RED MEDICINE YES VIVA LAST BLUES
(4AD) VEE VEE (DISCHORD) (RYKODISC) (DRAG CITY)
(ALIAS)

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RETROPOLIS AMERICAN INDIE ’95 TESTO DI DIEGO BALL ANI

M.S.: “Su questo argomento i Chavez scrissero una


canzone intitolata Break Up Your Band. Quando
i Nirvana esplosero, dicevamo che l'indie rock era « V O L E V A M O S O L O R E A L I Z Z A R E Q U A L-
lo sport americano maggiormente in espansione. C O S A D I C U I A V R E M M O P O T U T O E S S E-
Nessuno di noi lo aveva scelto per diventare famoso o
RE FIERI ANCHE DOPO 20 ANNI. ED È
per fare i soldi. Volevamo solo realizzare qualcosa di
cui avremmo potuto essere fieri anche dopo 20 anni. E S AT TA M E N T E C I Ò C H E È S U C C E S S O.
Ed è esattamente ciò che è successo. Non eravamo N O N E R AVA M O A R R A B B I AT I O D E LU-
arrabbiati o delusi, ma è incredibile quanta gente
S I, M A È I N C R E D I B I L E Q U A N TA G E N T E
in quel momento abbia formato una band e quanti
dischi orribili siano stati pubblicati. È bellissimo fare I N Q U E L M O M E N TO A B B I A F O R M ATO
musica, e non voglio sembrare cinico. Ma era come se, UNA BAND E QUANTI DISCHI ORRIBILI
ora che il metal non era più cool, tutte le band metal
S I A N O S TAT I P U B B L I C AT I. È B E L L I S S I M O
cercassero di suonare come i Nirvana”.
FARE MUSICA, E NON VOGLIO SEM-
Matt, i Chavez nascono come una specie di B R A R E C I N I CO. M A E R A CO M E S E, O R A
supergruppo, formato da membri di band
C H E I L M E TA L N O N E R A P I Ù C O O L ,
come Bullett LaVolta e Live Skull…
M.S.: “Noi ci scherzavamo, dicendo che eravamo un T U T T E L E B A N D M E TA L C E R C A S S E R O D I
supergruppo formato da componenti di band che S U O N A R E C O M E I N I R VA N A »
nessuno conosceva. Forse solo i Live Skull erano
G E R A R D C O S LOY
considerati cool. Per me erano una band importante,
ma vennero eclissati da gente come i Sonic Youth.
La Matador li amava e amava i Bullet LaVolta, altro
gruppo che non ottenne mai il successo che meritava.
Quando formammo i Chavez eravamo ossessionati dal Quest’anno si celebrano i 25 anni di Wowee
rock dei ‘70 e da tutto ciò che di tremendo, grandioso, Zoowee. Gerard, è vero che sei stato tu a portare
oscuro e potente contiene. Hai presente la parte i Pavement alla Matador?
centrale di Don't Fear The Reaper dei Blue Öyster G.C.: “In realtà è successo che Scott (Kannberg, nda)
Cult, o quella di Dream Police dei Cheap Trick? C'era aveva inviato il loro primo 7'' a ‘Conflict’, ma lo aveva
qualcosa di bello in quell'approccio drammatico, e mandato anche ad altre persone che avevano ascoltato
noi cercavamo di riprodurlo a modo nostro. Penso il disco e se ne erano innamorate, chiedendosi chi
che l'elemento più importante, in tal senso, fosse fossero questi pazzi di Stockton. Ricordo che rimasi
Clay, il chitarrista. Lui era quello che aveva più molto colpito da quel sound distintamente catchy
chiaro in mente questo concetto. Io e lui suonammo e sporco, come se fosse stato ricoperto di fango. I
insieme per un anno, cercando di perfezionare le Pavement di allora mostravano una fiducia incrollabile
parti di chitarra fino a quando non le trovavamo verso un particolare periodo della storia del DIY. In
emotivamente soddisfacenti. Clay non ha mai suonato quel momento erano in pochi a guardare al post punk
una chitarra acustica e non ha mai suonato cover, o inglese e a tutto quel sound di fine ‘70. Tutto questo loro
riff altrui. È da quando ha 18 anni che arriva con il lo affrontavano con molta consapevolezza e originalità.
suo amplificatore e cerca di tirare fuori suoni del tutto Le composizioni erano fantastiche e per quanto tutto
suoi. Questo era il nostro approccio: originale ma fosse raffazzonato si sentiva che sotto c'era un cuore che
rispettoso del passato”. batteva”.

RACHEL’S SLEATER- ELLIOTT SMITH SMOG UNWOUND


HANDWRITING KINNEY ELLIOTT SMITH WILD LOVE THE FUTURE OF WHAT
(QUARTERSTICK) SLEATER-KINNEY (KILL ROCK STARS) (DRAG CITY) (KILL ROCK STARS)
(CHAINSAW)

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RETROPOLIS AMERICAN INDIE ’95 TESTO DI DIEGO BALL ANI

Sfatiamo per una volta un mito: quello secondo Rimasi sconvolto dal fatto che volessero lavorare con
cui Wowee Zowee non è riuscito a capitalizzare noi. Per dirla con un cliché: i GBV erano ragazzi arrivati
il successo indipendente di Crooked Rain, tardi alla festa. Noi li conoscevamo già. Ce li aveva
Crooked Rain perché troppo poco commerciale. fatti conoscere Matt (Sweeney, nda), che suonava in
G.C.: “La gente lo dice spesso, ma non capisco a cosa si continuazione i loro dischi nei nostri uffici. Trovammo
riferiscano. A quale canzone del disco rinuncerebbero? un accordo per la distribuzione di Vampire On Titus
Quale idiosincrasia eliminerebbero? Pensare a dei con la Scat di Rober Griffin, che all'epoca era la loro
Pavement più commerciali per me è un ossimoro. etichetta. Così li vedemmo la prima volta quando
Le cose che hanno reso i Pavement speciali sono le vennero a New York e suonarono al CBGB's. Fummo
stesse che hanno impedito loro di vendere milioni di sconvolti dalla loro potenza, specie se paragonata alle
dischi. Non è la fine del mondo. I Pavement non hanno registrazioni estremamente scheletriche e lo-fi. Quando
venduto quanto i fottuti Everclear, ma oggi nessuno si li incontrammo, e fu chiaro che volevano venire con noi,
sognerebbe di intervistare questi ultimi. Probabilmente non ci fu neanche bisogno di pensarci, perché erano
se i Pavement fossero diventati famosi la gente si già una delle nostre band preferite. Il problema è che
sarebbe lamentata lo stesso. C'è anche una questione questo complicò parecchio il nostro rapporto con la
di identità dietro, e la comprendo bene. La politica Scat, perché di fatto rubammo loro il gruppo (anche
identitaria che sta dietro all'universo indie è quella che se l'idea, ripeto, partì dalla band). Rubare un gruppo a
mi ha dato da vivere e ha pagato il mio mutuo, per cui una label che stavamo distribuendo non fu un gran bel
non mi voglio lamentare troppo. È solo che non si può gesto. Ancora adesso, a distanza di anni, è una cosa che
avere tutto. I Pavement hanno un repertorio incredibile, mi imbarazza”.
hanno realizzato dischi stupendi. Tutto il resto sono
inutili congetture”. Cosa c’è di vero nel fatto che per Alien Lanes
ebbero un anticipo di 100mila dollari e che
Veniamo ai GBV, come decideste di metterli l’album, escluse le birre bevute, ne costò appena
sotto contratto? All’epoca Pollard e soci avevano dieci?
un’età decisamente superiore a quella delle G.C.: “Penso che sia costato più di centomila dollari, era
altre band e, a parte il lo-fi, avevano un sound un contratto fra più etichette. È stato uno degli album
più regolare e power pop. che più ci è costato produrre. Non il più costoso, ma
G.C.: “Non li ho mai percepiti come una band regolare. sicuramente uno dei primi cinque. Senza dubbio però
C'era molta originalità nel modo con cui registravano ne è valsa la pena”.
e si presentavano, dall’artwork ai titoli delle canzoni.

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Matt, tu hai suonato spesso con loro.
M.S.: “Si ogni tanto lo faccio ancora. Vedi, se su disco
le canzoni erano piccole epiche psichedeliche da un
minuto, dal vivo era pura follia. La prima volta che
sono venuti a suonare al CBGB’s nessuno sapeva
cosa aspettarsi. La gente non immaginava di vedere
questo gruppo di mezza età, incredibilmente squisito
e potente, saltare da una parte all’altra del palco. Ero
felicissimo. A quel punto andava di moda il post rock e
non era molto figo saltare come pazzi ai concerti. Poi,
il fatto che registrassero le canzoni in modo così veloce
faceva sì che quando le sentivi dal vivo, essendo appena
state composte venivano suonate con una incredibile
eccitazione. Con i Chavez abbiamo suonato spesso con
loro, erano la nostra band preferita e c'era una grande
ammirazione reciproca. Loro amavano tutte le nostre
ex band, era molto divertente questa cosa perché noi

GUIDED
facevamo loro da supporto e loro erano più vecchi ma ci
seguivano con attenzione perché eravamo gli ex Bullet

BY VOICES
LaVolta e gli ex Live Skull”.

Gerard, so che gli Yo La Tengo sono uno dei tuoi


gruppi preferiti. C’è qualche ricordo particolare
legato a Electr-O-Pura?
G.C.: “Non ci sono episodi particolari, ma ricordo che
per gli Yo La Tengo fu un periodo intenso. Stiamo ALIEN LANES
MATADOR
parlando di persone che creano e collaborano in
continuazione. Non ho ma finito di stupirmi per le loro
idee e per il loro coraggio. Penso che in quel momento Ricordo ancora la prima
non fossero ancora al massimo della forma. Tuttavia volta che ascoltai i Guided By
Voices, all’epoca di Vampire
proiettavano questa immagine di band importante a On Titus. La sensazione
livello internazionale e credo che fosse impossibile, era quella di aver appena
da parte loro, non esserne compiaciuti. So che è una scoperto una miniera d’oro:
un tesoro fatto di riff à
cosa un po' strana a dirsi, visto che sono persone umili. la Who, suggestioni folk,
Ma se guardi al loro repertorio e quello che hanno alambicchi psichedelici e
combinato nei vari decenni, credo abbiano posizionato tanta squisitezza guitar
pop. Pepite grezze,
la barra incredibilmente in alto per chiunque intenda ancora ricoperte di terra e
suonare quel genere di musica”. detriti, ma in questo stava
l’intuizione di Pollard
e soci: nella volontà di
Tornando al biennio ’94-’95. Avete mai preservare immediatezza e naïveté sopra ogni altra cosa. Di
percepito la popolarità indipendente di noise salvaguardare la freschezza dell’ispirazione e coglierla nel
e lo-fi come una risposta al successo di certo suo stato primigenio. Nel 1994 Bee Thousand aveva svelato al
mondo quel segreto, mostrando come ciò che era apparso come
alternative rock? un divertissement da dopolavoro potesse influenzare un'intera
G.C.: “Non saprei. Di certo quelle band arrivavano in un generazione di rocker underground. Alien Lanes (che oggi viene
periodo in cui lo standard sembrava essere incarnato da ristampato in vinile colorato) non faceva che perfezionare il
concetto, ma in più coglieva una band in pieno slancio creativo,
versioni folk di Paul Rodgers: praticamente tutto quello galvanizzata da un successo inatteso e maestra nell’utilizzo di
che è arrivato fra i Pearl Jam e i Creed. C'erano tutte quel 4 tracce che ormai adoperava in modo bulimico.
quelle band terribili come i Seven Mary Three. Non Quello che forse non è stato sottolineato abbastanza
riguardo ai GBV di metà anni 90 è come la forma (succinta,
so neppure se esista un genere per identificare quella approssimativa) divenisse sostanza in virtù di una massa
roba. Per quanto mi riguarda penso che il video di critica di melodie e atmosfere che finiva inevitabilmente per
Hunger Strike sia il punto più basso della civilizzazione superare la somma delle singole parti. Quei 28 frammenti si
consumavano tutto d’un fiato, ognuno con il suo distintivo
moderna, ma a parte questo non credo che Pavement e allestimento sonoro. Erano come capitoli di un’Odissea
Sebadoh fossero una risposta a quel tipo di musica. Per domestica che suonava al tempo stesso epica e familiare. Non
lo più si trattava di gruppi che esistevano già, avevano tutti brillavano di luce propria ma era impossibile eliminarne
qualcuno senza che l’intero castello crollasse. Ai pezzi più
fatto un percorso parallelo, anche se a volte le strade si pregiati spettava il compito di marchiare a fuoco il canzoniere
erano incrociate”. indie degli anni 90, mettendo a sistema l’esperienza di cinque
rocker maturi, impegnati a riallacciare i file di 40 anni di
escapismo musicale.
90/100 DISCO
ZERO EXTRA

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M.S.: “Vedi, noi stavamo a New York ed eravamo
abbastanza consapevoli di ciò che stava accadendo
all'underground americano. Questa situazione la
percepivamo già dal 1993. Parlo del fatto che la gente
faceva questo tipo di musica con il solo intento di
diventare famosa. Dal canto nostro eravamo interessati
a viaggiare, divertirci e conoscere gente interessante,
provare nuove esperienze, circondarci di esperienze
artistiche. In questo senso ci sono buone ragioni anche
oggi per dar vita ad una band. Gente come Pearl Jam e
Soundgarden ha raggiunto quel livello perché era quello
che voleva, l’unica cosa che interessava loro. Esistevano
per essere delle fottute star. Il problema semmai era
quando gente con meno talento ha cercato di copiarli.
Anche a noi venne offerto un contratto major. Gli
Smashing Pumpkins volevano portarci in tour con loro.
Ma eravamo convinti che avremmo fallito come band
se avessimo accettato. Eravamo così concentrati sul
fatto di realizzare qualcosa di buono che non eravamo

YO LA TENGO
interessati ai soldi”.

Per ultima cosa mi piacerebbe avere un vostro


commento sul modo in cui sono cambiate le
prospettive in ambito indipendente e su cosa è
rimasto di quell’esperienza.
ELECTR-O-PURA M.S.: “Il significato di indie è molto cambiato nel
MATADOR
corso degli anni. Soprattutto dopo l'arrivo del web. Il
concetto di indie riguarda il senso di appartenenza.
Il problema, con il Nel momento in cui tutto è diventato disponibile grazie
settimo disco della band al web, indie e mainstream si sono mescolati. Di base
di Hoboken, sta nel suo
piazzarsi in mezzo a due si tratta di qualcosa che è sempre esistito, mi viene
capolavori come Painful in mente la collaborazione tra Sonic Youth e Public
e I Can Hear The Heart Enemy. Vedi, quando mi è stato chiesto di lavorare
Beating As One. Al cospetto
di questi ultimi Electr-O- con Rick Rubin sul disco postumo di Johnny Cash,
Pura mette in mostra tutte nel gruppo c'erano anche Tom Petty e Mike Campbell.
le caratteristiche dell’album Mike è il prototipo del grande chitarrista rock, è una
di transizione. Mentre la
band iniziava ad esplorare persona squisita, ma è molto timido. Quando Rick gli ha
i groove mesmerici e la detto che avevo suonato con i GBV è cambiato tutto. Si
drone music spettrale, è aperto completamente. Non so esattamente che cosa
continuava ad essere legata al jangle pop degli esordi.
Il risultato è uno dei lavori più accessibili mai realizzati significhi, ma secondo me è un bell'esempio di come
dal terzetto. La partenza, in questo senso, è significativa: le cose fossero mescolate all'interno del rock, già negli
l’opener Decora avvolgeva in strati di feedback sempre più anni 90”.
spessi una melodia onirica e seducente. Analogamente il
resto dell’opera espandeva il vocabolario della band con G.C.: “Penso che per alcuni ragazzi ancora oggi la
circospezione e un occhio al passato, nel caso l’esplorazione musica sia incredibilmente importante. Non sono
non avesse dato esiti soddisfacenti. È il caso del singolo Tom sicuro che culturalmente abbia la rilevanza che aveva
Courtenay, con quella melodia 60s e l’elettricità soffusa che
lo rendeva appetibile anche a chi avesse avuto appena un po’ negli anni 60, 70 e 80. Se consideri solo i soldi che
di dimestichezza con i Velvet Underground (ma anche così vengono spesi, sicuramente vincono i videogame. Ma
il singolo mancherà la Top 200 di “Billboard”). Il sardonico non è giusto misurare il tutto in base alla popolarità.
minimalismo di Paul Is Dead e le spirali chitarristiche di
Pablo And Andrea suonavano come (splendida) ordinaria Talvolta le cose hanno una crescita lenta, si passano
amministrazione in un 1995 che sembrava voler bilanciare di generazione in generazione. Continuo ad avere
l’estro artistico di band come Yo La Tengo, Pavement e fiducia nel fatto che alcune cose possano filtrare
Guided By Voices con le seducenti avance del successo
commerciale. Anche così dalla penna del gruppo uscivano nell’immaginario collettivo anche senza avere spazio nei
bozzetti college rock di straordinaria perfezione formale, un media mainstream. Sono molto colpito dal modo in cui
pop chitarristico che non sarebbe mai più stato così tondo e le persone più giovani sono in grado di maturare nuove
bilanciato. Alla conclusiva Blue Line Singer (nove minuti di
tappeti d’organo e fiero sferragliare elettrico da cui emergeva idee (non necessariamente musicali) per conto proprio.
il canto trasfigurato della Hubley) spettava il compito di Sono ottimista. Non credo che siamo del tutto senza
chiudere i conti con il recente passato e accompagnare il speranza”.
sound della band verso la completa maturità artistica.
75/100 DISCO
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102 | RUMOREMAG.COM
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CHE FINE HAI FATTO? LUCA TALAMAZZI

LUCA TALAMAZZI
IERI (1991 AL 2004) OGGI (DAL 2005)

“Quando entrai nei Carnival Of Fools ero “Finita l’esperienza coi Santa Sangre feci
un timido ragazzo della provincia milanese quello per cui avevo studiato, l'informatico.
innamorato della musica. Suonavo, vivevo Ora ho una stabilità, ma prima ho fatto i salti
coi miei, ero uno studente svogliato e mortali come socio di minoranza in piccole
squattrinato, e tra una prova e l'altra mi società e come freelance. Papà diceva, ‘meglio
laureai in Scienze dell'Informazione. Joe mi un informatico che lavora che un musicista
chiamò nei COF mentre incidevano Religious ENTRA ALLA disoccupato’. Quando ho capito che stavo
Folk per sostituire il chitarrista e completare CHITARRA NEI diventando un informatico disoccupato mi
le registrazioni. Gli altri lasciarono la band e CARNIVAL OF FO- sono chiesto che cosa non andasse. Convivo
subentrammo io, Maurizio Raspante e Mox OLS NEL ’91, CON I da 20 anni con la mia compagna Lilli e
QUALI INCIDE DUE
Cristadoro. Poi arrivò il terzo album, tutto abbiamo due figli. Dopo anni da freelance,
ALBUM, E NEL ’94,
scritto da noi: lo portammo anche in Norvegia. ora faccio il programmatore in una società
QUANDO SI SCIOL-
Aprimmo una data di Nick Cave ma fu il canto GONO, FONDA I di software a Milano. Ho cambiato un
del cigno. Joe aveva fondato i La Crus, non SANTA SANGRE paio di case, restando nella provincia, a
riusciva a seguire entrambi i gruppi e scelse CON MAURIZIO nord. Pensavo che la dimensione ideale del
loro. Andai a vivere con la mia compagna RASPANTE E MOX musicista non fosse quella della ‘professione’,
a nord di Milano. Non amo la città e vorrei CRISTADORO. perché limita la libertà artistica. Ma ero
vivere in una casa nel bosco con i miei animali, ARRUOLATI NEL ingenuo, perché il mestiere riempie la vita e
la natura è fonte di ispirazione. Faccio un CONSORZIO se non lo farà la musica lo farà qualcos’altro.
lavoro tecnologico (sviluppo codici) ma non PRODUTTORI Ho continuato a suonare per divertimento,
amo la tecnologia. Gli altri mi indussero INDIPENDENTI un po' con altre persone/band, un po' da
a cantare e completammo i Santa Sangre. PUBBLICANO DUE solo. Ho diverse registrazioni che non ho mai
ALBUM E POI, A
Presentammo un demo a Sonica (CPI) e pubblicato. Va bene così. Altre mie grandi
FINE PERCORSO,
andò bene. Tante date. Stava diventando una passioni sono il cinema e le serie TV. Leggo
TALAMAZZI DECIDE
professione, ma era estenuante. Le tensioni DI DEDICARSI quando posso, scrivo male, non sono sportivo
emersero quando, a metà lavorazione de ALL’INFORMATICA ma mi muovo in bicicletta. Mi piace anche
La Pelle Muta, capimmo che qualcosa non la politica. Sono membro del partito pirata
andava nell’etichetta e alla fine uscimmo per italiano e ho a cuore l'ambiente, la politica
Desvelos. Io lavoravo in una società gestita da è una forma di collegamento con la realtà
un ingegnere danese, che poi sparì nel nulla e e uno sguardo ad alto livello su ciò che
dovetti ripartire da freelance. Lo scioglimento accade. In fondo è arte. Sono perennemente
fu terribilmente naturale. Facemmo una data stressato. Sono anche dudeista, quella sorta
per promuovere l’album e fu deprimente. di sconclusionata religione atea nata dal film
Eravamo un insieme vuoto. Duro da accettare, The Big Lebowski. Mi basta poco per essere
ma i rapporti non si sono incrinati”. felice, ho imparato a non prendermela”.
DI BARBARA SANTI

104 | RUMOREMAG.COM
GENTE SOL A (MA NON TROPPO) STORIA MINIMA DEI DISCHI DEFIL ATI

MICHAEL SHELLEY
Too Many Movies (Big Deal, 1998)
Discutere a tarda notte dell’importanza del power gli Attractions. Titolo? Too Many Movies, ben esplicato
pop ingoiando cibo che assimileremo senza pietà. nell’autoironica title track (un Tom Petty in London,
Progettare finalmente una bella trasmissione radio per dire), manifesto di cuori spezzati che si illudono
dove poter passare quello che vogliamo, magari anche di poter avere relazioni uguali a quelle che vedono
i Feelies (anzi, soprattutto i Feelies. Perché non la sullo schermo (e via con assolo alla George Harrison).
chiamiamo direttamente Crazy Rhythms?). Fare un Concetto chiaro fin dall’iniziale ballata dolente che apre
glorioso viaggio a New York e andare soltanto nei l’album, Baby’s In A Bad Mood, dove un passaggio
negozi di dischi per comprare a un dollaro i vinili di come “ha fatto il bagno più lungo che abbia mai visto e
Marshall Crenshaw. Ripartire subito per Glasgow e non ha nemmeno toccato la cena che le ho preparato"
scattarsi le foto esattamente come le copertine dei 12” spiega perfettamente come i Big Star siano la band
dei Belle And Sebastian. Scrivere canzoni che partano definitiva, ma anche perché lui sia rimasto a occhi
con accordi acustici e abbiano per titoli nomi di ragazze aperti sul sofà fino all’alba. Avanti con l’indie country
o quantomeno dove si dica spesso “girl”. Bene, le di Lisa Marie, la dolcezza Pernice Brothers di She’s Not
avete fatte o pensate tutte? Non temete, non siete i You (le nuove fidanzate non corrispondono mai a quelle
soli. Nella nostra buona e sventurata compagnia c’è che hai perso) e il paisley chitarristico (Westerberg &
anche Michael Shelley, songwriter power pop romantic Wynn, sì) di Surfer Joan, peana Velvet per quelli che
country folk beatlesiano newyorchese che, per capirci, si innamorano di ragazze troppo cool per loro. Nulla
da ragazzino andava regolarmente al CBGB’s dove da aggiungere a un titolo come You Were Made To
si esibiva anche in solitaria, visto che la sua band del Break My Heart, se non che è una delizia Philly soul
liceo non riusciva a fissare correttamente gli accordi cullata insieme a Laura Cantrell, e applausi pieni per il
di Pulling Mussels (From The Shell) degli Squeeze. Buddy Holly goes McCartney goes Elvis Costello della
Credo che, biograficamente, non servirebbe aggiungere contraccettiva The Pill. Se non fosse sufficiente, ecco
nulla, ma è bene sapere che Shelley, magistralmente Jigsaw Girl, una che "ha ballato con uomini latini pieni
definito dal magazine inglese “Q” uno che sembra di acqua di colonia che hanno tre volte la sua età" ed
“Nick Lowe con i Replacements dietro”, ha una è glorificata da una grazia acustica degna del miglior
buona carriera solista, condivide una band, i Cheeky Daniel Johnston, ma anche The Girl With The Light
Monkey, con Francis MacDonald (Teenage Fanclub) In Her Eyes e il suo handclappin’, o la resa romantica
e disserta amabilmente di pop music ogni sabato assoluta di Sweet Little One sulla cui coda per Wurlitzer
mattina sulla stazione WFMU, oltre che occuparsi e cori si potrebbe scrivere un’enciclopedia degli eroi
dell’etichetta indipendente Confidential Recordings. minori. Gloriosa esercito arrendevole di cui Michael
Apprezzato soprattutto in Gran Bretagna, proprio alla Shelley è un graduato riverito e rispettato. A pensarci
fonte battesimale indie di Glasgow, ha pescato Stevie bene, se dovessimo fare una trasmissione radio, magari
Jackson e Chris Geddes dei Belle And Sebastian per potremmo iniziare proprio con una retrospettiva su di
farsi accompagnare nel suo secondo album. Che è lui, sperando di poter andare a New York, per prenderci
un microcosmo di figure femminili e amori difficili, caffè e ciambella a un diner e poi andare a caccia di tutti
raccontati con il sorriso di uno che ha fatto il barman i suoi dischi. Ho letto che in uno fa anche una cover di
a Brooklyn e che ricorda tanto Nick Lowe, Jonathan Free Again di Alex Chilton. Direi che il viaggio sarebbe
Richman e il pop brianwilsoniano quanto Costello con ampiamente giustificato, no?

DI MAURIZIO BLATTO

RUMOREMAG.COM | 105
VISIONI SETTEMBRE 2020

“Stoner di tutto il mondo uniti!”


IL RE DI STATEN ISLAND (basti pensare al cameo di Action Bronson). Retto con geniale
REGIA DI JUDD APATOW vulnerabilità da Pete Davidson in un gioco sottilmente intrecciato
USA, 2020 fra ironia vittimista e un’attitudine stoner post slacker, Il Re
Di Staten Island (come il monarca dei giardini di Marvin) è
Judd Apatow, dietro le sue sembianze di autore che si muove sul soprattutto la storia un maestro di autofinzioni in cerca di una
confine fra serialità e commedie giovanili, è in realtà uno degli storia cui aderire. Geniale in questo senso il motivo ritornante
ultimissimi registi statunitensi a tenere orgogliosamente in piedi dei tatuaggi fatti male, come se il film stesso cercasse la sua
una (anti?)tradizione che sembra offrirsi come la continuazione dimensione tentando di sottrarsi alle forme note. A tratti Apatow
diretta del cinema di Hal Ashby (la sua vocazione antiautoritaria) sembra dirigere il suo film come una jam session, inanellando
e di John Landis (l’attenzione agli elementi della cultura gioiosamente numerosi sottofinali, come se gli dispiacesse
giovanile). Il tutto condito con un piacere irresistibile dei dialoghi di abbandonare protagonista e film. Il Re Di Staten Island è
che a tratti non può non evocare il primo Bob Rafelson. Apatow davvero un eccellente film di Apatow, al pari almeno di Questi
non presta nessuna attenzione alle convenzioni del cinema “ben Sono I 40. Nessuno oggi come lui è in grado di tracciare i mondi
fatto”. Non si preoccupa della lunghezza (in questo caso siamo interiori dei personaggi filmandoli “solo” mentre parlano fra loro
quasi intorno ai 140 minuti), si abbandona completamente al apparentemente ripetendo le medesime cose all’infinito.
piacere delle performance dei suoi interpreti, disattende le attese GIONA A. NAZZARO
degli spettatori dilatando i tempi e tendendo allo spasimo le gag 96/100

A CURA DI GIONA A. NAZZARO @GIONANAZZARO

ROUBAIX, UNA LUCE HIGH LIFE


NELL’OMBRA REGIA DI JONAS MEKAS
REGIA DI ARNAUD DESPLECHIN FRANCIA, GERMANIA, REGNO UNITO,
FRANCIA, 2019 POLONIA, USA, 2018

Un cambio di passo imprevisto Con due anni di ritardo esce finalmente


per Arnaud Desplechin che in anche in Italia il film di fantascienza
fondo si rivela però ancora una più interessante e necessario degli
volta intimamente legato alla sua ultimi anni. Ambientato in una
traccia autobiografica. Accolto con colonia penale divisa per gender
qualche diffidenza e mugugno a e mansioni, il film mette in scena
Cannes, il film si presenta ancora una distopia sessuale che si apre
più potente a distanza di mesi, sul finale verso scenari altamente
rinnovando la sorpresa nei confronti problematici e disturbanti. Film di rara
di un autore in grado di rinnovarsi complessità, visivamente ambizioso,
con impressionante maestria e capacità d’invenzione. affronta audacemente i nodi più
Ambientato a Roubaix, città nella quale il regista è problematici del rapporto fra corpo, erotismo e società. La
cresciuto e dove tuttora vivono i suoi genitori, il film ricrea Denis ha chiaramente bene in mente le “modeste” proposte
un caso di cronaca nera trasformandolo in un’indagine burroughsiane su come andare a incidere alla base del
metafisica dostojevskiana. Come un noir scritto da George conflitto di genere e interroga frontalmente il principio di
Bernanos, Desplechin compone una riflessione dolente piacere stesso (in una magnifica scena nella quale è coinvolta
sulla natura umana, sul male e sull’umanità che resiste una Juliette Binoche che si offre con assoluto sprezzo del
anche alla luce del peggiore dei crimini. Rinunciando pericolo). Claire Denis oppone il desiderio residuale –
a tutti i luoghi comuni del poliziesco da banlieue, ormai privo di qualsiasi seduzione sulla quale agire – a
Desplechin mette in scena un film che a tratti evoca uno scenario compiutamente postumano, dominato da
addirittura il magistero del primo Bresson, quello recante una tecnologia ridotta a mero strumento di controllo e
ancora tracce del realismo poetico. Cinema volutamente misurazione della forza lavoro. Senza cedere in nessun
fuori dal tempo, eppure modernissimo nel suo continuare momento al feticismo degli effetti speciali, Claire Denis crea
a interrogare le ragioni del filmare. Arnaud Desplechin è con High Life un film di fantascienza che si presenta come
uno dei nostri compagni di viaggio più indispensabili. un documentario del futuro.
GIONA A. NAZZARO GIONA A. NAZZARO

93/100 94/100

106 | RUMOREMAG.COM
SIBERIA LITTLE JOE
REGIA DI ABEL FERRARA REGIA DI JESSICA HAUSNER
ITALIA, GERMANIA, MESSICO, 2020 AUSTRIA, GERMANIA, REGNO UNITO, 2019

Presentato alla Berlinale un attimo Jessica Hausner è la regista che è


prima della pandemia, non si può riuscita a spezzare il monopolio
non pensare a Siberia di Abel di Michael Haneke sul cinema
Ferrara come a un film oscuramente austriaco. Ogni suo film ha
presciente. Viaggio junghiano nella segnalato un notevolissimo passo
psiche di un uomo che si trova isolato in avanti sia nella concezione della
alla fine del mondo, evidenzia sia la forma e del racconto che della sua
straordinaria capacità di invenzione personalissima visione poetica.
del regista (i vari quadri s’intrecciano Little Joe è un glaciale esempio
l’uno nell’altro con una fluidità di fantabotanica nel quale la
ammirevole) che il suo essere a tratti regista incarna dei dubbi profondi
vittima di un eccesso di didascalismo (dovuto soprattutto sull’oscillare dei confini fra il mondo della flora (nel senso
alla sceneggiatura del discutibile Christ Zois, parte più ampio possibile) e quello degli umani. Inevitabilmente
integrante del clan ferrariano). Il Ferrara dell’esilio romano si pensa agli Ultracorpi, ma il discorso della Hausner
è sempre più un cineasta incontenibile e ancora più a cuore è più sottile. Non si tratta di sostituire un ordine con
aperto che in passato. Siberia è un auto da fé compiuto un altro o rinunciare alla nostra umanità ma molto più
coram populo nel corpo del fedele Willem Dafoe. I legami semplicemente di diventare ciò che il nostro sistema
fra Tommaso e Siberia sono infatti evidenti: come se il economico ci chiede da molto tempo. Questo passaggio da
regista avesse voluto letteralmente dare corpo e riflettere un “identico” a un “più identico” è l’arco drammatico del
sugli aspetti opposti e complementari della sua nuova film nel quale l’orizzonte dell’umano residuo è messo da
vita. Lo spettacolo che Abel Ferrara offre di sé, cineasta in parte come una desquamazione della pelle. La Hausner
cerca del cinema e di un significato ultimo, è intimamente è straordinaria nell’inscrivere il conflitto del suo film
cassavetesiano. Mettersi in pericolo instancabilmente è nell’ambito delle attività quotidiane dei protagonisti,
l’unico modo di pensare – pragmaticamente (ossimoro come se fra i due mondi non ci fosse alcuna soluzione di
ferrariano ineludibile) – la sua pratica di cineasta. continuità. Ed è in fondo proprio questo l’elemento che
GIONA A. NAZZARO suscita maggiore inquietudine del suo film.
78/100 GIONA A. NAZZARO
84/100

Extravisioni GLI ALTRI FILM DA NON PERDERE

NOMAD – IN
CORPUS CHRISTI SULL’INFINITEZZA CAMMINO CON
REGIA DI JAN KOMASA
REGIA DI ROY BRUCE CHATWIN
POLONIA, 2019
ANDERSSON REGIA DI WERNER
SVEZIA, 2019 HERZOG
REGNO UNITO, 2019

LA CANDIDATA IDEALE EMA


REGIA DI HAIFAA AL-MANSOUR REGIA DI PABLO LARRAÍN
ARABIA SAUDITA, 2019 CILE, 2019

Divenuta suo malgrado bandiera Un film più interessante


di un presunto cambiamento - come esperienza meramente
che tarda a venire e che per ogni sensoriale che come opera
contraddittorio segnale di apertura con la quale ingaggiare un
compie immediatamente dieci passi corpo a corpo intellettuale.
indietro - dell’Arabia Saudita nei Larraín fiuta(va) nell’aria
confronti delle donne, Haifaa Al- l’irrequietezza che sarebbe
Mansour è oggi la voce femminile poi sfociata nell’inebriante
di un cinema che in fondo non rivolta giovanile soffocata con
esiste ancora. In equilibrio fra due estrema violenza dalla polizia
mondi, Occidente e Arabia Saudita, cilena riscopertasi (tristissima
rispetto ai suoi lavori immediatamente precedenti come conferma di un sospetto mai sopito) sempre pinochetiana.
Mary Shelley – Un Amore Immortale e Dacci Un Taglio, Come cercando un dialogo immediato, urgente, il
La Candidata Ideale si ricollega alle atmosfere de La regista sembra volere comporre un vertiginoso mosaico
Bicicletta Verde. Nel riflettere le presunte trasformazioni audiovisivo più che un racconto lineare, rinunciando a
della società saudita la regista mette in scena un apologo buona parte del controllo, a tratti anche molto asfissiante,
morale e politico come avrebbe potuto immaginarlo un che caratterizzava anche le sue opere più interessanti. Ne
Martin Ritt o un Michael Apted, fatte tutte le differenze risulta un inno al corpo femminile, ma filtrato forse un po’
del caso che comportano ovviamente il maggior numero troppo dallo sguardo maschile per essere convincente sino
di elementi solamente suggeriti e per il resto lasciati in fondo, che vuole offrirsi come canto dell’insurrezione.
alla consapevolezza dello spettatore. Basti pensare alla Larraín cerca con un po’ di insistenza la “bella” immagine
protagonista alla guida della sua automobile con il capo a tutti i costi ottenendo così un film contemporaneamente
coperto dal niqab: immagine in cui si celano infiniti contraddittorio e affascinante, irritante ma a tratti
conflitti e contraddizioni. Non fosse che per il suo riaprire schiettamente gioioso, persino sorprendente ma
discorsi che sembravano scontati, La Candidata Ideale anche irretito dalla sua stessa sovrastruttura. E con
vale il prezzo del biglietto. qualche momento davvero memorabile. Un film quindi
GIONA A. NAZZARO paradossalmente, intimamente, di Pablo Larraín.
72/100 GIONA A. NAZZARO
72/100
RUMOREMAG.COM | 107
VISIONI SERIE TV

“Now war is declared


and battle come down”
GANGS OF LONDON personaggi. Attingendo alle dinamiche familiari in stile Sopranos,
PRODUZIONE: PULSE FILMS, SISTER PICTURES, SKY STUDIOS pescando disinvoltamente dal teatro elisabettiano, e giocando
PIATTAFORMA: SKY ATLANTIC addirittura con i codici delle soap (personaggi che non muoiono
e tornano sino all’ultimo), Evans mette in scena una lotta per
Gareth Evans è un cineasta che sa fare benissimo una cosa: il potere economico spietatissima. Un elemento decisamente
filmare micidiali combattimenti corpo a corpo che permettono controverso è il ritratto dell’aspirante sindaco della City, Nasir
allo spettatore di avvertire ogni colpo e ogni coltellata. Possiede Afridi (interpretato da Parth Thakerar), di origine indiana, figlio
inoltre un notevolissimo senso dello spazio e della coreografia, di uno spietato narcotrafficante, che pare un riferimento obliquo
l’unico (con Chad Stahelski) ad aver compreso la lezione di a Sadiq Khan, l’attuale primo cittadino di Londra. Una polemica
indiretta sul suo cosiddetto fallimento nel ridurre i crimini delle
Yuen Woo-ping e delle magnifiche coreografie degli anni
gang? O alla politica dell’affordable housing che per gli avversari
d’oro di Hong Kong. Dopo il dittico The Raid e il controverso
non è riuscito ad affermare? Se di queste faccende non vi importa
Apostolo (disponibile su Netflix), Evans si sposta nel cuore nulla e l’ultraviolenza è la vostra tazza di tè allora Gangs Of
della Londra pre Brexit e crea una sinfonia di morte e violenza London fa al caso vostro. Tutti gli altri magari chiederanno a
che a tratti lascia sinceramente esterrefatti per la sua brutalità. Gareth Evans di dotarsi anche di uno sceneggiatore in vista della
Quasi intoccabile quando si tratta di mettere in scena gente seconda stagione.
che si picchia, il regista necessiterebbe invece di qualche corso GIONA A. NAZZARO
di ripetizione in materia di drammaturgia e costruzione dei 74/100

ALTERED CARBON BABYLON BERLIN


PRODUZIONE: SKYDANCE MEDIA, PRODUZIONE: X-FILME CREATIVE
MYTHOLOGY ENTERTAINMENT POOL, DEGETO FILM, SKY DEUT-
PIATTAFORMA: NETFLIX SCHLAND E BETA FILM
PIATTAFORMA: SKY ATLANTIC
"Come faccio a sapere chi sei davvero?
Prima delle pile sì, una faccia era una Berlino nel 1929 è una metropoli
faccia, ma adesso può essere chiun- bagnata dalla pioggia, illuminata
que". In un 2384 pieno di megalopoli da luci livide e cromatismi squisita-
di vetro e acciaio sferzate da pioggia mente vintage. La città è viva, il suo
battente (riferimento a Blade Runner cuore pulsante è popolato da uomi-
più che dichiarato), il genere umano ni avvolti da pastrani e borsalino a
ha inventato la vita eterna grazie falda stretta, e l’atmosfera è quella
alle "pile": piccoli dischi di metallo dell’algido noir di odiosi delitti
impiantati nel midollo spinale che irrisolti. I germi del nazionalso-
immagazzinano ricordi e coscienza e che, alla morte del cialismo iniziano a erodere dalle fondamenta gli ideali di
corpo fisico, consentono di trasferire la mente (l'anima?) libertà e il fermento artistico e culturale della Repubblica
dei singoli in altre "custodie", naturali o sintetiche. La di Weimar; i volti, sfuggenti e aguzzi, sembrano emergere
coscienza di Takeshi Kovacs, rivoluzionario sconfitto dalle tele di Otto Dix e George Grosz. Così si apre la terza
che ha provato a opporsi al sistema due secoli prima, è stagione di Babylon Berlin, la serie che trae spunto dagli
sottratta alla stasi della carcerazione virtuale e riassegnata scritti, in sette volumi, di Volker Kutscher. Riprendono le
a una nuova custodia (il corpo massiccio di Joel Kinnaman indagini del commissario Rath (Volker Bruch) e di Char-
nella prima stagione, quello tagliente di Anthony Mackie lotte (Liv Lisa Fries), ex prostituta arruolata fra le forze
nella seconda). La serie creata da Laeta Kalogridis e tratta dell'ordine. Questa volta il cinema è il teatro in cui avviene
dall'omonima trilogia del britannico Richard Morgan taglia il nuovo delitto su cui Rath e Charlotte sono chiamati ad
corto sulle implicazioni cyberpunk e mette in piedi uno indagare, un’attrice brutalmente uccisa sul set. Nell’av-
spettacolo visivamente sontuoso, mix di azione estrema vicendarsi degli episodi, si snodano le storie personali di
e trama hard boiled. Godibile come una chiassata dello una moltitudine di personaggi, forse troppi, e sullo sfondo
Schwarzenegger di Total Recall, lontano dalle profondità incombe il destino della Germania sul finire degli anni 20,
perturbanti di Black Mirror. impreparata alle inimmaginabili catastrofi future.
CLAUDIA BONADONNA MARIANGELA SANSONE

64/100 72/100

108 | RUMOREMAG.COM
Musica
VISIONI ESPANSE

per gli occhi

Cineobituary
THE WEEKND

JO HN SAXON SNOWCHILD
REGIA: ARTHELL ISOM
LABEL: UMG
19 3 5 – 2020
La saga di The Weeknd non si ferma.
John Saxon (all’anagrafe Carmen Orrico), figlio degli italianissimi Antonio Orrico e Snowchild è il nuovo video (una volta
Anna Protettore, viene scoperto giovanissimo e trascinato a Hollywood per rimpinguare si sarebbe detto singolo ma questa
le fila dei giovanotti di belle speranze destinati a far impazzire le fanciulle. Dietro le fornisce solo sospetti anagrafici
fattezze di uno degli uomini più belli di sempre si cela un attore di grandissimo talento. sull’estensore di queste note…) tratto
Se ne accorgono registi come George Cukor (La Ragazza Del Secolo, È Nata Una Stella), da After Hours e segue Blinding
Vincente Minnelli (Come Sposare Una Figlia), Frank Borzage (Il Grande Pescatore), Lights, Heartless, In Your Eyes,
Blake Edwards (La Tentazione Del Signor Smith), John Huston (Gli Inesorabili), Otto Until I Bleed Out e l’omonimo mini
Preminger (Il Cardinale). Per la sua interpretazione nel western di Sidney J. Furie film che ha lanciato l’album. Il video,
A Sud-ovest Di Sonora vince un Golden Globe nel 1966. Saxon (il nome di Orrico fu realizzato dallo studio D’ART Shtajio,
cambiato dal talent Henry Wilson) diventa nel tempo una presenza fissa nel cinema di la prima compagnia d’animazione
genere italiano e statunitense. Film proverbiali come I 3 Dell’Operazione Drago al fianco nipponica interamente di proprietà
di Bruce Lee o Nightmare – Dal Profondo Della Notte cementano la sua reputazione afroamericana e diretto da Arthell
d’interprete di culto. Senza contare i numerosi film interpretati in Italia come Napoli Isom, si presenta come un viaggio
Violenta, Il Cinico, l’Infame, Il Violento (entrambi di Umberto Lenzi), Apocalypse nella biografia di Abel Tesfaye. Dalle
Domani (di Margheriti), La Legge Violenta Della Squadra Anticrimine, Mark Colpisce origini canadesi, testimoniate dalla
Ancora (di Stelvio Massi). John Saxon. Una leggenda per sempre. sua magnifica Trilogy, per ascendere
GIONA A. NAZZARO all’iperuranio del superstardom con
Starboy e giungere così all’ultima
camaleontica trasformazione di After
Hours. Intrecciando riferimenti
cinematografici diversissimi fra loro
THE MARY WILLINGTON come Matrix, Ghost In The Shell,
MOVIE COLLECTION Underworld e Il Bacio Della Pantera,
D E L ME S E SCREENBOUND PICTURES The Weeknd, attraverso un name
dropping importante nel quale cita
Chi era Mary Millington e perché si parla Dizzy Gillespie (“blowing smoke had
ancora di lei? Starlette britannica, è l’epitome me dizzy like Gillespie”), un double
del cinema sexy albionico sul declinare degli entendre non proprio sottile su P. K.
anni 70. Per molto tempo la sua vita è stata Dick (“futuristic sex give her Philip
avvolta da leggende. Ora questo superbo K. Dick”), omaggiando Dirty Dancing
cofanetto presenta l’opera omnia dell’attrice, (“all my diamonds dancing like they
un documentario, un libro e una quantità Swayze”) paragonando il suo status con
davvero impressionante di extra. Fra questi Jay Z (“now I’m in Tribeca like I’m Jay-
figura anche un’ampia selezione di super8 Z”), si cuce addosso una success story
softcore (per i materiali hard probabilmente ci e una mitologia. Le immagini del clip
saranno state troppe obiezioni di ordine legale trascolorano le une nelle altre come una
e riguardanti i diritti…) e numerosi materiali serie di dissolvenze incrociate infinite.
davvero mai visti. Se è vero che le storie ufficiali The Weeknd si proietta sullo spettro
non sono interessanti senza opportune note a offerto dalle possibilità di messinscena
piè di pagina, questo cofanetto dedicato a Mary contemporanea per cercare di dare
Millington non può non soddisfare tutti gli corpo a un’immagine allo stesso
appassionati di minuzie cinematografiche e gli tempo pienissima, totalizzante, ed
anglofili più radicali. In casi come questo è la evanescente, inafferrabile. I più severi,
presentazione stessa della confezione e la cura ovviamente, saranno confermati nella
filologica dell’operazione di restauro e riscattare loro convinzione che Tesfaye non stia
la qualità dei film che sono, in fondo, nient’altro facendo altro che ripetere all’infinito le
che l’equivalente delle commedie sexy nostrane. intuizioni degli esordi, eppure non si
Niente che possa ambire a cambiare il corso può che seguire affascinati le mutazioni
della storia del cinema, ma questo cofanetto della sua persona pubblica.
è un modello di come andrebbero recuperati i GIONA A. NAZZARO
film dimenticati del passato.
GIONA A. NAZZARO
82/100
RUMOREMAG.COM | 109
LETTURE SETTEMBRE 2020

AA.VV.
ARABPOP
MIMESIS

Dal rap all'indie all'electro shaabi. Il mondo musicale


raccontato dalla rivista elettronica “Ma3azef”, ideata
e gestita dal musicista e scrittore giordano Maan Abu
Taleb, sorprende per vivacità di scenari. L'antologia a
fumetti libanese Samandal ha messo in scena, un anno
dopo l'altro dal 2007 a oggi, la resistenza culturale oltre la
guerra civile. Rebus, calligraffiti e gli strabilianti trompe-
l’oeil che hanno reso invisibili i blocchi di cemento intorno
a Piazza Tahrir (in seguito alla campagna Mafish Gidar,
Non ci sono muri, lanciata dallo street artist egiziano El
Teneen nel 2012) testimoniano una fantasia indomita e ingegnosa contro
le maglie della censura. Sotto la spessa coltre dello stereotipo islamico che
avviluppa il mondo arabo, c'è un universo brulicante di stimoli e rivoluzioni,
un movimento di libertà oltre le appartenenze politiche, religiose e di genere.
Questo volumetto in progress rende ragione a tutte le forme d'arte nate dalle
Primavere arabe e penetrate come un fiume carsico nella società civile. "Pop
non solo in quanto espressione dal basso”, dice Chiara Comito, curatrice del
volume insieme a Silvia Moresi, “ma anche in quanto esperienza artistica che
si apre al mondo e diventa prodotto di consumo alla portata di tutti".
CLAUDIA BONADONNA
71/100

FEDERICO GUGLIELMI
NO CONTROL - STORIE DI HARDCORE PUNK CALIFORNIANO
TSUNAMI EDIZIONI
EDDY CILÌA
VENERATO MAESTRO OPPURE Non è solo una delle firme storiche del rock del nostro
PERCORSI NEL ROCK 1994- 2015 paese, ma anche prime mover e tutore della storia del
AUTOPRODUZIONE/AMAZON punk: forse il vertice nella diffusione del genere nel
nostro paese. Non è un caso che proprio lui sia stato il
L’autore non lo sa (e forse neppure gli primo giornalista europeo a recensire i Bad Religion.
interessa) ma sono un suo fan da sempre. O Simbolicamente, padri del punk americano degli anni
almeno da quando seguo le riviste musicali. 80 (e non solo). No Control. Storie Di Hardcore Punk
Perché nei suoi articoli, nelle sue recensioni, Californiano. Un genere che ha cambiato le coordinate
nelle sue monografie, non c’è mai stato solo della musica (e della cultura) americana, e la cui onda
il racconto della musica, ma la riflessione lunga ha generato poi l’epopea del punk degli anni
sulla musica. Qualsiasi artista fosse, in quel 90. Quello che ha reso milionaria l’avventura della Epitaph. Nasceva tutto
momento, protagonista. La storia di Eddy lì: tra Adolescents e Circle Jerks. Tra San Francisco e Orange County.
Cilìa, classe 1961, è simile a quella di chi ha Tra Descendents e Social Distortions. Federico Guglielmi riporta tutto in
deciso (con una mossa pressoché suicida) di strada. Non scrive una storia di genere: lascia che il genere parli, attraverso
consacrare la propria anima alla narrazione decine, centinaia d’interviste raccolte nel corso della sua vita da giornalista.
della musica, all’arte, alla letteratura e a tutto L’affresco di No Control è meraviglioso: è la storia orale di uno dei fermenti
ciò che gravita intorno, con sacrifici (infiniti) più significativi mai apparsi nella storia musicale d’oltreoceano. Talmente
dedizione (costante) intensità (incalcolabile) dirompente da aver condizionato almeno 20 anni di musica rock. Una storia
e soddisfazioni (poche). La sua penna però è di cui innamorarsi, grazie alla guida di un fan (prima), diventato poi punta di
sempre stata diversa da quella degli altri. Il diamante del nostro giornalismo.
viaggio in alcuni dei suoi tanti scritti, a partire MARIO RUGGERI
dal 1994 e quindi 11 anni dopo il suo debutto
85/100
per il “Mucchio Selvaggio” (1983!) rende
immediatamente idea e merito a una persona
che ha fatto dell’analisi, incastonata in una MASSIMO PALMA
scrittura vivace e sempre arguta, il suo punto NICO E LE MAREE
di forza. Venerato Maestro Oppure: Percorsi CASTELVECCHI
Nel Rock 1994-2015 è un viaggio in oltre 20
anni di musica. Un viaggio fatto di articoli, La voce cupa e marziale di All Tomorrow's Parties. Lo
piccole retrospettive, brevi monografie, sguardo enigmatico che seduce e trattiene demoni. Una
percorsi nel profondo degli artisti. Scritti bellezza dalla "mistica inaccessibile", scriverà Gerard
con vena pungente e sempre estremamente Malanga, innocente e spontanea su pellicola (tra le
moderna. Cito a memoria una lucida e spietata braccia vogliose di Fellini, sotto gli occhi crudeli di
analisi sulla carriera di Bowie, dagli anni 80 Andy Warhol, infine libera col giovanissimo vagabondo
in poi, scomoda ma veritiera, controcorrente Philippe Garrel), "macabra, quasi mortuaria, sul
e da applaudire, non solo per il coraggio, palcoscenico". La sacerdotessa delle tenebre. Un
ma per la lucida visione (detto per inciso: dagherrotipo sfocato e soavemente orrifico. Un fantasma
nel sottolineare la pochezza delle scelte pop di passaggio nella storia di altri musicisti: Lou Reed
eighties di Bowie, Eddy aveva perfettamente e John Cale, compagni e nemici, come in fondo tutti gli uomini della sua
ragione). Per questo Venerato Maestro vita, Leonard Cohen, che canterà il desiderio mai consumato per lei in Take
Oppure è, ad oggi, uno dei migliori testi di This Longing, Jim Morrison "fratello di sangue", Bob Dylan, Jimi Hendrix,
critica musicale circolati in questo paese. Iggy Pop... "Di cosa parliamo, davvero, quando parliamo di Nico?", si
Proprio perché è ciò che dovrebbe essere la chiede Massimo Palma. La sua biografia/romanzo sceglie alcuni fatti storici
critica musicale: stimolo, riflessione, a volte (l'adolescenza difficile nella Berlino del dopoguerra, la fuga a New York, la
provocazione. Ciò che la critica musicale (in morte banale a Ibiza dopo una vita accelerata piena di eccessi e ripartenze)
generale) non è più da un pezzo. e procede poi per suggestioni ondivaghe. Un racconto poetico e sfuggente
MARIO RUGGERI come la sua protagonista.
90/100 CLAUDIA BONADONNA
69/100

110 | RUMOREMAG.COM
LETTURE EXTRA SETTEMBRE 2020

JEREMY HEIMANS, HENRY TIMMS


NEW POWER. L’ARTE DEL POTERE NEL XXI SECOLO
EINAUDI

"Il futuro è una battaglia per la mobilitazione!". Jeremy


Heimans e Henry Timms sono due attivisti che non ti aspetti.
Il primo ha fondato Purpose, un’organizzazione specializzata
nel costruire e supportare i movimenti sociali in tutto il
mondo; il secondo gestisce 92nd Street Y, una "comunità
culturale" che sviluppa progetti benefici in quasi 100 paesi.
Uno è stato definito l'uomo più creativo del mondo degli
affari; l'altro ha inventato il #GivingTuesday, la giornata
internazionale della filantropia, in risposta al più capitalistico
Black Friday. Heimans e Timms sono giovani manager
iperconnessi capaci di ipnotizzare milioni di spettatori con
le loro TED Talks. Heimans e Timms sono incarnazioni del New Power. Ovvero
il potere (politico, sociale, economico) figlio della rivoluzione digitale: aperto,
partecipativo, decentralizzato, trasparente, che non ha paura di sfruttare il
crowdsourcing e le campagne social (chi ricorda la Ice Bucket Challenge?). Che
è perfettamente consapevole delle degenerazioni incontrollate della Rete (c'è
una bella disquisizione sulla "macchina dell'intensità" della destra alternativa
americana), ma che è anche in grado di usare ogni potenzialità del mezzo. Che è
pop, informato e ideologicamente disinvolto. In una parola millennial.
CLAUDIA BONADONNA
79/100

CASEY RAE JARETT KOBEK


WILLIAM S. BURROUGHS OGGI È GIÀ DOMANI
FAZI
E IL CULTO DEL ROCK’N’ROLL
JIMENEZ
"Oh New York, la tua magnifica gente! I tuoi portoricani,
Paradossalmente William S. Burroughs è uno i tuoi ebrei, i tuoi musulmani… la tua spazzatura
scrittore ancora “segreto”. Dietro la sua aura europea, quello stronzetto ciccione di Norman Mailer…
da santone sulfureo della controcultura si cela Anche i brutti erano bellissimi! Oh, ero in paradiso!".
infatti uno scrittore complesso la cui percezione Baby, un adolescente con problemi di identità sessuale
critica e pubblica è divisa rigorosamente fra scappato dall'asfittico Wisconsin, e Adeline, una ventenne
accademia, dove le sue opere sono sezionate punk che ambisce a diventare fumettista, s'incontrano nel
in nome dello strutturalismo, linguistica o crogiolo magnificamente ribollente della Grande Mela un
semiotica ecc., mentre nel demi monde della attimo prima che l'AIDS distrugga ogni sfavillio residuo
“controcultura” si celebra il tossicodipendente degli anni 80. Il carosello di squatter, festaioli, tossici e
in odore di uxoricidio chiuso nel suo bunker celebrità in cui si imbarcano è meraviglioso e terribile allo stesso tempo: un
nel quale riceveva le visite di Lou Reed, rutilante tritacarne sociale travestito da serate in discoteca e party letterari
Mick Jagger, David Bowie, Patti Smith e via (in uno dei quali si esibisce anche una versione particolarmente ubriaca e
discorrendo. Il volume di Casey Rae, tradotto incolore di Bret Easton Ellis). Le voci narranti di Baby e Adeline (già visti nel
ottimamente da Alessandro Besselva Averame, folgorante esordio di Io Odio Internet, del quale questo romanzo è una sorta
ha il merito di contestualizzare i numerosi di prequel) si alternano in una trama piena di afflati di gloria ed effettivo
momenti nei quali la vita di Burroughs si è marciume. E Kobek è davvero abile e smaliziato nel mantenere l'equilibrio
intersecata con il mondo del rock. Che l’opera tra disprezzo e nostalgia in quest'ode vivida a un decennio e a una città.
dell’autore de Il Pasto Nudo abbia fornito CLAUDIA BONADONNA
numerosi spunti a band che poi hanno lasciato 76/100
il segno – dagli Steely Dan ai Soft Machine
(per citare solo i casi più eclatanti) – non è
certo un segreto. Probabilmente è a causa delle
affinità elettive fra il mondo di Burroughs e PAUL LYNCH
quello della nascente scena punk della New GRACE
York della metà degli anni 70 che il nome dello 66THAND2ND
scrittore, appannatosi in quel periodo, ritorna
a suscitare interesse. Questa prossimità Giovane, bello, con una voce originale e la sacra missione
estetica e sentimentale si rivela una rinascita di risollevare le sorti della narrativa irlandese dopo i fasti
per Burroughs (basti pensare anche alle degli anni 90. Paul Lynch da Limerick, classe 1977, è
collaborazioni con Bill Laswell e i Disposable precipitevolissimevolmente assurto alle cronache letterarie
Heroes Of Hiphoprisy). Probabilmente nel 2017 con Cielo Rosso Al Mattino e fatto incetta di premi
nulla spiega meglio l’importanza rivestita da in giro per l'Europa col successivo Neve Nera, due romanzi
Burroughs per il rock dell’adorazione di Kurt dalla lingua sontuosa e straziante con cui ha portato in
Cobain. Insieme i due realizzano un disco scena il passato remoto del suo paese. "Quando racconti la
(The Priest They Called Him) che nel tempo contemporaneità”, dice “c’è un sacco di rumore di fondo da
diventerà un oggetto da collezione. Il volume filtrare, eventi della realtà che limitano la tua libertà come
di Casey Rae mette ordine fra leggende, miti autore e che puoi eliminare del tutto collocando la storia
e imprecisioni, traccia una mappa attendibile in un’altra epoca, dedicandoti solo a personaggi e ambiente". Grace è l’ultimo
delle frequentazioni fra Burroughs e rockstar volume di quella che lui stesso ha definito "trilogia irlandese": un po' romanzo
assortite, snocciola qualche aneddoto di formazione, un po' novella picaresca, un po' affresco storico della Grande
divertente e ci offre un ritratto di una New Carestia che ha infestato l'isola di smeraldo tra il 1845 e il 1849. Si ride e si piange
York che seppure distante da noi solo qualche con le vicende di questa ragazzina di strada che si finge maschio e sopravvive con
decennio sembra essere sepolta dalla sabbia delicata arguzia alla crudezza dei tempi. Un afflato che mescola l'inesorabilità
dei secoli. apocalittica di Cormac McCarthy al lirismo rurale di Seamus Heaney.
GIONA A. NAZZARO CLAUDIA BONADONNA

79/100 71/100

RUMOREMAG.COM | 111
FUMETTI SETTEMBRE 2020

IL NUOVO MONDO
DI ALEŠ KOT, TRADD MOORE, HEATHER MOORE
SALDAPRESS

“Il vero amore è imporre la volontà dello stato per il


beneficio di molti. Il vero amore è consentire a molti
di beneficiare dell’abuso di pochi”. Il Nuovo Mondo
è una sorpresa. Se tratti della sottotraccia politica
sembrano rielaborare temi apparsi nella saga di
Martha Washington e in alcuni passaggi di Watchmen,
l’organizzazione visiva di questa nuova guerra civile
americana è portentosa. Rielaborando afrofuturismo,
estetica manga, (p)op-art, colori piattamente squillanti
e una organizzazione delle tavole sempre sorprendente, Il Nuovo Mondo è
una lettura irresistibile. Nelle fisionomie di alcuni personaggi si possono
notare omaggi a George Miller, il regista di Mad Max – Fury Road (il
produttore televisivo) o a Lemmy (il padre di Kirby). Ogni pagina si presta
a essere esplorata ripetutamente per coglierne tutti i dettagli possibili.
E purtroppo, alla luce di quel che accade nell’America trumpiana (e nel
resto del mondo), lo scenario creato da Kot, Moore e Moore è tutt’altro che
implausibile.
GIONA A. NAZZARO
89/100

ANDRÀ TUTTO BENE ZORA LA VAMPIRA


DI LEO ORTOLANI DI BIRAGO BOLZANO, RUBINO VENTURA
FELTRINELLI COMICS (GIUSEPPE PEDERIALI)
EDITORIALE COSMO
Il formato del libro evoca quello del Libretto
Rosso di Mao. Come si conviene a un “diario L’Editoriale Cosmo è una delle realtà fumettistiche
dalla zona rossa” che racconta giorno per italiane più “militanti”. Curate filologicamente, le
giorno lockdown e pandemia. “Ero pronto a pubblicazioni intrecciano gusto popolare e ricerca della
tutto”, racconta Ortolani nell’introduzione. qualità. Nella collana I Classici Dell’Erotismo, la Cosmo
“Ma una pandemia, non ero mica pronto. ripropone le gesta di alcune delle eroine più amate
E quando non sono pronto, l’unico modo della Edifumetto, la casa editrice di fumetti per adulti
che ho per affrontare le cose è disegnarle. di Renzo Barbieri, inaugurando le danze con Zora La
Raccontare a fumetti. Ho iniziato per gioco, Vampira. Tratto rapido (approssimativo?), testi ridotti all’osso e irruenza
è diventato un appuntamento quotidiano. da romanzo d’appendice: se da un lato è interessante osservare attraverso
Ogni giorno ho realizzato una striscia la lente della filologia e del tempo questi prodotti commerciali che all’epoca
sull’emergenza da Covid-19. Ogni giorno cavalcavano con sfacciata spudoratezza il desiderio di liberazione sessuale
ho cercato di fare sorridere i lettori, come di un Italia profondamente cattolica e democristiana, dall’altro non si può
se la striscia fosse una pillola di zucchero non notare che dietro il divertimento ribaldo si cela(va) un mestiere scaltro
per togliersi di bocca il sapore di tragedia”. il cui obiettivo era soddisfare il lettore avido di dettagli ginecologici. Forse
E nonostante il sorriso affiori sempre sulle oggi nella nostalgia per Zora cova anche quella per un’altra Italia, sempre
labbra del lettore, il ricordo dei giorni cialtrona ma (forse) un tantino migliore.
della pandemia vive con una precisione GIONA A. NAZZARO
documentaria che tutti gli improvvisati 63/100
esperti che hanno messo a durissima prova
la nostra pazienza non possono nemmeno
lontanamente immaginare. Le strisce
s’intrecciano una nell’altra andando a
comporre un magnifico romanzo umoristico AI CONFINI DELLA REALTÀ
per immagini. Il filo dei pensieri di Ortolani,
LA VITA DI ROD SERLING
la sua sferzante ironia autocritica, affronta la DI KOREN SHADMI
riluttanza ad accettare i cambiamenti nella EDIZIONI BD
gestione della vita quotidiana e, attraverso
il filtro dell’immaginario collettivo, gioca Rod Serling: un nome un universo. E le note di una
con le paure più profonde. Attraverso uno sigla proverbiale. Ai Confini Della Realtà. Una “certa
scetticismo illuminato e sarcastico prende idea di televisione statunitense” al suo meglio. Il
di mira l’idiozia dei No Vax e la strisciante magnifico libro di Koren Shadmi ripercorre la vita di
xenofobia che affiora anche nei discorsi “di Serling intrecciandola inestricabilmente con alcuni
sinistra”. Ogni pagina presenta un’intuizione degli episodi più proverbiali della serie, confondendo
o una gag memorabile, e già questo è un volutamente i margini fra finzione e realtà. In questo
risultato eccezionale, senza mai un calo modo Serling diventa un personaggio di Ai Confini
di tensione o di invenzione. Considerato Della Realtà e si trova a muoversi in quella zona dove la sospensione
la piaga dei tuttologi che imperversa dell’incredulità è condizione primaria. Il racconto si muove su più livelli
implacabile e in attesa del vaccino anti Covid- contemporaneamente: quello autobiografico, pieno di notazioni sulla
19 possiamo provare ad autovaccinarci con televisione dell’epoca, il contesto storico nel quale la serie vede la luce e
questo distillato di intelligenza che invita a ovviamente dettagli desunti dai singoli episodi. Il virtuosismo mai fine a sé
una maggiore consapevolezza critica e civile. stesso con il quale Shadmi si muove fra questi piani è degno di ammirazione
GIONA A. NAZZARO e non va mai a discapito del racconto, che avvince implacabilmente. Anche
91/100 coloro che ignorano tutto di Serling saranno conquistati.
GIONA A. NAZZARO
86/100

112 | RUMOREMAG.COM
F U M E T T I P O S T E R-I D I A L E S S A N D R O B A R O N C I A N I E A L E S S A N D R O B E S S E LVA AV E R A M E

RUMOREMAG.COM | 113
A CURA DI
BANDALARGA CORPO A CORPO S ERG IO MES S IN A
letto ri@sergio m essina . c om

CORPO
A CORPO
Attenzione: questo articolo screditare gli avversari - uno sport infine divento dirimpettaio di Paola
descrive modi di pensare sbagliati pure di recente adozione, purtroppo Taverna, che la mattina canta gli
e suggerisce logiche talvolta molto popolare. stornelli a voce alta.
controproducenti.
Non provateci a casa. Io però non riesco a sfuggire a Mi immagino la signora Maria
un sentimento irrazionale che Elisabetta Alberti Casellati alle
Nel dover periodicamente scegliere mi tormenta da molti anni, che prese con la bustaia, o quando
i politici che comporranno il magari non influenza il mio voto scopre che il suo dog sitter è
parlamento, alcuni dei quali poi ma sicuramente gioca un ruolo gay. Luigi Di Maio mentre valuta
governeranno per degli anni, ci importante. Non è una cosa di cui diversi tipi di prugne secche al
sono dei parametri ovvi, altri mi vanto, anzi potete considerare supermercato. Insomma non riesco
di recente adozione e qualcuno questo articolo come una a prescindere dal considerare il
completamente irrazionale. Tra i confessione di colpevolezza. Nel modo in cui occupano lo spazio,
primi direi certamente le idee, le giudicare i politici, oltre a quello come interagiscono con il mondo,
proposte politiche, lo schieramento che dicono, mi concentro sempre "chi sono" non dico personalmente,
nel quale si collocano, le battaglie molto sul come lo dicono, come ma come sono nel proprio spazio
politiche e sociali che hanno portato sono vestiti, come si rivolgono a me sociale, come si pongono verso chi
avanti, e via dicendo. Sovente attraverso i media. Osservo come li ascolta, cosa intendono dirmi con
insieme all'interesse personale: se muovono le mani, come fumano, un certo linguaggio corporeo o un
sono un commerciante e un certo cosa tengono nelle tasche, come tipo di vestiario (poco, di solito: in
partito propone delle leggi a me portano i capelli, come parlano. questo Salvini rimane insuperato).
favorevoli, è certamente un punto a Anni fa mi trovavo a Roma e ho Insomma, alla fine mi ritrovo a
favore. Tra quelli di più recenti c'è passato una mezz'oretta a pedinare chiedermi: con chi preferirei passare
il carisma del leader, un modello Ignazio La Russa da lontano, un'estate, Fratoianni o Berlusconi?
reintrodotto in Italia da Berlusconi; ammirandone la falcata (puro Quale dei candidati sceglierei come
c'erano stati altri leader carismatici spaghetti western), il modo di compagno di sbronze, Gelmini o
(come Berlinguer), ma non si muoversi, di telefonare, di parlare Casini? Dovendo fare l'America
sono mai affidati solo a quello, e con gli altri, di abitare il cappotto. coast to coast in macchina starei
forse per questo non hanno mai Quando guardo Renzi mi chiedo chi meglio con Casalino o con la Raggi?
governato davvero. Oggi invece è un gli abbia stirato la camicia, scelto Capisco perfettamente che non sia
aspetto apparentemente decisivo. quel taglio di capelli o preparato il un parametro sensato; sicuramente
Così come la radicalità di certe caffè quella mattina. Qualcuno mi non per una scelta politicamente
proposte, o la promessa di fare spaventa: sogno Franceschini alla responsabile. Però non riesco a
"quello che vuole il popolo", che a riunione di condominio mentre togliermi dalla testa la possibilità
pensarci bene non è un'idea così dice che dal mio balcone sgocciola di trovarmi seduto a fianco di
brillante, ma oggi fa grande presa sul suo, o Santanchè che si lamenta Vincenzo De Luca in un volo diretto
sugli elettori. Naturalmente è anche della musica alta. Rimango chiuso per l'Australia: non credo che
importantissimo l'uso che i politici 18 ore in ascensore con Toninelli, sopravviverei, perfino se avesse
fanno dei nuovi media, non solo per poi tampono Brunetta, quindi faccio ottime idee.
accreditarsi verso gli elettori ma per naufragio con Attilio Fontana e

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OWEN PALLETT ALL WE ARE
Island Providence
Il nuovo album del compositore Torna la band di Liverpool
e cantautore nominato agli Oscar. con un nuovo disco.
Disponibile ora in Digitale Disponibile ora in LP, CD e Digitale

PROTOMARTYR ALEX IZENBERG


Ultimate Success Today Caravan Château
Il nuovo album, prodotto insieme Il secondo, bellissimo, album
a David Tolomei (Dirty Projectors, del cantautore losangelino.
Beach House) Disponibile ora in LP, CD e Digitale
Disponbile ora in LP, CD e Digitale
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