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La modulazione ad anello (Ring Modulation)

La modulazione ad anello è stata, ai primordi della musica elettronica, una delle tecniche di
sintesi sonora più sfruttate, anche grazie alla sua semplicità tecnologica. Il nome "anello"
deriva dalla configurazione del suo circuito che è costituito da una serie di quattro diodi al
germanio collegati secondo uno schema circolare univoco.
Il modulatore ad anello è stato uno dei primi "effetti" utilizzati per generare voci robotiche
nei film di fantascienza (citiamo ad esempio "First Spaceship on Venus" e il celebre serial
della BBC "Doctor Who").
Fra i più entusiasti utilizzatori troviamo Karlheinz Stockhausen nelle opere Mikrophonie II
(dove un coro di voci veniva modulato da un organo Hammond), Mantra (una composizione
per due pianoforti e modulatore ad anello) ecc. Ricordiamo anche i Black Sabbath, che lo
usarono sull'assolo di chitarra di Paranoid. Negli anni 70 il ring modulator venne
implementato nei sintetizzatori commerciali, primi fra tutti i sintetizzatori Moog.
Il principio di funzionamento del modulatore ad anello è molto semplice ed è correlato con
le tecniche di modulazione d'ampiezza (detta AM, Amplitude Modulation), tecnica che
i chitarristi conoscono molto bene con il nome "tremolo effect".
La modulazione ad anello consiste nella moltiplicazione di due segnali bipolari, uno
portante (C, dall’inglese Carrier signal) e uno modulante (M, Modulating signal). Il segnale
portante (C) è tipicamente il segnale principale con uno spettro armonico ricco, mentre
quello modulante (M) è tradizionalmente una sinusoide. La formula della modulazione ad
anello è quindi semplicemente: C x M. Quando la frequenza del segnale modulante è sotto
i 20Hz, l'effetto che si ottiene è il classico tremolo. Quando M ha una frequenza udibile,
invece, il timbro di C cambia. Per ogni componente sinusoidale di C, il segnale modulante
M produce due nuovi segnali laterali (frequenze laterali, o frequenze immagine – in inglese
sidebands), uno uguale alla somma di C ed M, l'altro uguale alla loro differenza.
Un’altra caratteristica della modulazione ad anello è che nello spettro complessivo
risultante non compariranno né il segnale modulante né il segnale portante, a
differenza della modulazione d’ampiezza (AM) in cui il segnale portante si conserva.
Questo fenomeno si verifica perché nella modulazione d’ampiezza il segnale modulante (M)
è un segnale unipolare, mentre nella ring modulation, come si è detto, sia il segnale
portante (C) che il segnale modulante (M) sono bipolari. Inoltre, se i due segnali sono in un
rapporto esprimibile con un numero razionale, i segnali risultanti saranno in rapporto
armonico, altrimenti verranno generate delle componenti in rapporto non armonico.
Esempio:
C = sinusoide con frequenza 440Hz; M = sinusoide con frequenza 220Hz
CxM=?
 Se M è un segnale bipolare (mod. ad anello) il segnale risultante sarà formato da due
frequenze laterali, di frequenza 220Hz (C-M) e 660Hz (C+M).
 Se M è un segnale unipolare (mod. d’ampiezza) il segnale risultante sarà formato
dalle suddette frequenze laterali più la frequenza portante, quindi 220Hz (C-M),
440Hz (C) e 660Hz (C+M).
A differenza della semplice modulazione di ampiezza, quindi, il circuito del ring modulator
elimina la frequenza portante, lasciando in uscita solamente le frequenze laterali.