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N° 341 | MENSILE - GIUGNO 2020 | PRIMA IMMISSIONE 29/05/2020 | EURO 6,00

RUN THE JEWELS LORENZO SENNI JEHNNY BETH MAX CASACCI MOTTA
BEASTIE BOYS STEVE VON TILL THE BLUE NILE MARK LANEGAN JEFF BUCKLEY

MARCO GIALLINI SLEAFORD MODS OLTRE 300 RECENSIONI


INTERVISTA SIAMO FOTTUTI TRA DISCHI, LIBRI, FILM
RUMOROSA SERIE E FUMETTI

IGGY & BOWIE


UNITI A BERLINO

TUTTA LA MUSICA DI CUI HAI BISOGNO

POSTE ITALIANE SPA - SPED. IN A.P. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N.46) ART. 1, COMM A 1, NO / TORINO - ISSN 1591-4062 - N.6 ANNO 2020

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Gabriel von Max (1840-1915), Scimmie come critici d'arte, olio su tavola, Neue Pinakothek, Monaco. Ph. Bayer & Mitko. Credits: Bayer & Mitko/Artothek/Archivi Alinari

CONNESSIONI
INVENTIVE
Vita, emozioni ed esperienze sociali alla soglia di un cambio d’epoca
registrate attraverso un dispositivo online di conversazioni digitali

A cura di Luigi Fassi e Alberto Salvadori

Tutti i giovedì alle ore 11.00


Live FB @museoman + IG @ica_milano
#connessioninventive
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A B B O N ATI
A RU MO RE

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EDI TOR I ALE

L’ARTISTA E IL PUBBLICO
DI ROSSANO LO MELE

In una recente intervista rilasciata ad Andrea Laf- lavora, viene pagato, di lì non si scappa. Ma può
franchi per il “Corriere della Sera” (13 maggio 2020), dire questo l’artista? Può dire quando sarà pagato,
Morgan è tornato su uno dei suoi cavalli di battaglia o quanto? Non ha nessuna certezza di guadagnarsi
ideologici. Ossia un registro pubblico degli artisti la vita, a meno che non rinunci alla sua vocazione.
gestito dallo Stato: “Rischioso, ma si spera che sia Può abbandonare la sua professione e mettersi a
un meccanismo osservato e vigilato. Non dovrebbe fare lo scaricatore. Questa è una possibilità che gli
essere in mano al ministero”. Con tanto di questio- è sempre aperta. Non può rinunciare alla sua voca-
nario in cui il richiedente dovrebbe poi autodefinirsi: zione per diventare avvocato, ingegnere, muratore
esordiente, in ascesa, sopravvalutato e sottovalutato. o idraulico nel giro di una notte. Ma quello che vo-
Morgan s’inserirebbe dentro quest’ultima categoria: gliamo da lui, in effetti, è che come gli altri uomini
ma, al di là delle opinioni personali, va riconosciuto faccia un lavoro onesto, faccia qualcosa di utile… e
che Marco Castoldi da anni rilancia questa visione poi eserciti la sua arte. Ve l’immaginate chiedere a
della musica. Il che mi ha riportato alla mente una un medico o a un avvocato di lavorare tutto il gior-
proposta, proprio legata a questo preciso momento no a ‘qualcosa di utile’ per seguire la vocazione nel
storico, proprio legata alle persone che riempiono tempo libero! Io espongo le mie ragioni. Se sono in-
(tra l’altro) queste pagine. Gli artisti. Fa più o meno giusto voglio sapere in che modo. Voglio sapere per-
così. ché legge, medicina, ingegneria e simili sono con-
siderate professioni utili, professioni che rendono,
Ora la mente degli uomini è rivolta all’opera di e pittura, letteratura, musica e così via, no. Voglio
ricostruzione. Anche questo costerà una somma sapere come mai un buon medico, un buon avvoca-
immensa, esorbitante. Ma in nessuno di questi piani to, un buon ingegnere, riceve un elevato compenso
ho sentito una parola sull’artista. Quasi come se non per la sua fatica, mentre migliore è un artista mino-
esistesse. Non abbiamo fatto nulla per proteggere re è il compenso che riceve per il suo lavoro. Ci sono
i nostri artisti in tempo di guerra. Faremo qualco- artisti, senza dubbio, che ricevono grosse somme
sa ora che c’è la pace? Staremo a vedere. Sarebbe per il loro lavoro. A meno che non siano bene avan-
fatale, a mio avviso, attendere che il governo sia ti negli anni, di rado questi artisti sono gli artisti
pronto ad affrontare il problema. Sarebbe altret- buoni. Secondo i criteri correnti, peggiore è l’artista
tanto fatale attendere che il pubblico sia pronto ad più alto è il compenso per la sua fatica. Un buon ar-
affrontare il problema. L’artista è uno sconosciuto tista, solo quando è prossimo alla morte – se è tanto
che sta fuori dalla porta, troppo timido per bus- fortunato! – comincia a ricevere un equo compenso
sare. Davanti a qualsiasi porta si trovi, sente solo per il suo lavoro. Se questo non è vero, allora cade
discutere problemi. L’unica parola che non sente tutto il nostro argomento. Se è vero, allora è evi-
mai è ‘artista’. China il capo dalla vergogna, sente dente che esiste un pregiudizio contro l’artista. La
d’essere un intruso. Ma il suo problema è altrettanto vittima però non è soltanto l’artista, ma il pubblico.
reale, altrettanto grave, di quello delle vittime della Oggi il pubblico non se ne rende conto. Il pubblico
guerra. Anche lui non ha da mangiare, non ha casa, si lascia infinocchiare da belle promesse d’ogni
non ha i mezzi per guadagnarsi la vita. Anche lui si genere, di vantaggi materiali soprattutto. Gli si
sente colpevole, quantunque non ne abbia motivo. promettono nuove automobili, nuovi aspirapolvere,
L’abbiamo costretto a sentirsi colpevole perché gli nuovi frigoriferi, persino nuovi tostapane. Come se
abbiamo fatto credere che non è una parte vitale fossero queste le cose più importanti! Quale statista
della comunità. Ma non ha commesso nessun de- sarebbe tanto imprudente da promettere al pubbli-
litto. Non ha professato nessuna ideologia falsa o co un nuovo artista? Ve l’immaginate le risate che
malvagia, a meno che esercitare la propria arte non si farebbero alle sue spalle? Eppure non so pensare
sia un delitto. Perché è ignorato, allora? Di che cosa a un dono più grande per un mondo stremato d’una
è colpevole? messe di nuovi artisti (…)

Se potessimo porre questa domanda a ognuno, ot- Il fatto è che l’arte rende, lo si creda o no. Non rende
terremmo alcune belle risposte. – Ma io di che cosa all’artista, ecco tutto. Non di solito, almeno. Non è
sono colpevole? – dirà l’uomo della strada. – Nep- nostra intenzione occuparci in questa sede di coloro
pure io ho abbastanza da vestirmi, abbastanza di che ricevono in vita una giusta parte di quello che
questo o di quello. producono. Il nostro interesse va a coloro che sono
- Ma quando lavori ti pagano per quello che fai, no? negati, rifiutati, eliminati. Il nostro interesse va a
Al che è obbligato a rispondere di sì. Se e quando coloro che arricchiscono gli altri con la loro fatica e

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EDI TOR I ALE

che in cambio del loro travaglio non ricevono altro che credono nel piano e vogliono lavorare per la sua
che scherni o insulti. La grossa questione è: chi sof- attuazione. Bisogna pur cominciare da qualcuno. E
fre di più, l’artista che non è riconosciuto o il pubbli- se non sono gli artisti migliori? Che importanza ha
co? (Per non parlare dell’arte in sé). se i primi eletti non sono i più meritevoli?
Facciamo il conto delle cifre favolose che oggi Uno dei più grandi vantaggi che, secondo me, si
valgono, ad esempio, le opere d’un Van Gogh, un otterrebbero, dando all’artista una sicurezza econo-
Gauguin, un Modigliani. Quanto fa? Abbastanza mica, sarebbe di eliminare dalla scena quanti si cre-
per mantenere Van Gogh per tutta la vita? Sì. Ab- dono artisti e non lo sono. Se è vero, com’è opinione
bastanza per mantenere Van Gogh e Gauguin? Sì. generale, che la sicurezza economica rammollisce
Abbastanza per mantenerli tutti e tre? Abbastanza, l’uomo, uccide il suo incentivo, e così via, allora non
anzi, per mantenere per una vita intera una dozzina c’è modo migliore di metterlo alla prova. In linea
d’artisti e più. Non solo per dare loro vitto, alloggio di massima il sistema per liberarsi dei fannulloni
e vestiario, colori, pennelli e tele, ma anche soldi da è di concedere loro lusso e ozio a sazietà e lasciare
spendere, anche la possibilità di viaggiare (…) che si eliminino da soli. Quest’idea fu realmente ap-
Ma come sapere quale arista incoraggiare? La plicata in un carcere belga. Funzionò. Al carcerato
domanda che inceppa ogni discussione del genere che non voleva lavorare veniva assegnata una cella
(…) Un artista ha bisogno di essere aiutato prima di comodissima, un uomo per servirlo, e cibo, bevan-
poter mostrare il suo valore. Gli occorre tempo per de e tabacco a volontà. Dopo dieci giorni di questo
maturarsi. Come risolvereste il problema, allora? trattamento, era lui a pregare d’essere autorizzato
A questo punto io credo che, da come risponde a a lavorare come gli altri (…)
questa domanda, ogni uomo riveli di che pasta è. Il Perché vogliamo penalizzare quelli che ci danno
timido dà una risposta timida, il prudente dà una la felicità? Questo atteggiamento non rivela forse
risposta prudente, il furbo una risposta furba, e così un’inconscia rivalità, un odio per l’uomo di talen-
via. Ma non c’è una risposta unica che risolverebbe to? (…) Se leggete le vite dei grandi uomini, specie
l’intera questione? Sì, c’è: è aver fede, dare e spera- le vite dei grandi artisti, scoprirete che c’è sempre

ADV
re che i risultati siano buoni. Dare a ogni artista, stato qualcuno che ha creduto in loro, qualcuno che
buono o cattivo, meritevole o immeritevole. Ogni ha dato loro quel minimo di fiducia e di sostegno
artista potenziale dovrebbe avere una possibilità. morale di cui avevano bisogno. Sull’importanza
L’uomo che non è artista a tempo debito si stan- avuta nella loro vita da questo conforto spirituale,
cherà di fingere d’esserlo. Quando rinuncia, cessate ciascuno può pensarla a suo modo. Comunque, non
di provvedere a lui. Ma se desidera continuare la ho mai incontrato un artista che non gli attribuisse
lotta fino a 99 anni, anche se non riuscite a vedere la massima importanza. Se questo è vero, tanto
niente di buono nel suo lavoro, dategli i mezzi per vero da non poter essere negato neppure dai più
continuare. Dateglieli in nome dell’arte, che com- incalliti materialisti, allora pensate che cosa vor-
prende opere buone e cattive, artisti riusciti e no. La rebbe dire per l’artista avere addirittura il sostegno
prima cosa è dare. In seguito potrete chiedervi se ne morale della società! (…) Oggi l’artista è indotto a
vale va la pena o meno. considerare la società come un nemico. Si sente un
Ma chi deve dare e quanto? Noi pensiamo soltanto estraneo, spesso un paria.
a quelli per i quali è sufficiente una vita modesta; il
vero artista vuole produrre, non arricchirsi. Non ci Per esigenze di copione ho dovuto tagliare. Non sono
interessano i mediocri che si prostituiscono al gusto parole di un incendiario ministro statalista (scegliete
del pubblico: a loro provvederà generosamente il voi un partito a caso, non fa differenza), né di Elon
pubblico. Il difficile è cominciare. Chi offrirà questo Musk, Bill Gates, Jeff Bezos o di qualche pensatore
fondo? Ovviamente se aspettiamo che se ne assuma californiano steampunk. No: le ha scritte un eroto-
l’incarico il governo, federale, statale o municipale mane, inventore della auto fiction, a cavallo tra Stati
che sia, possiamo metterci il cuore in pace: non lo Uniti (da cui fu a lungo bandito) ed Europa. Si chia-
farà mai. (E se lo farà, chissà cosa salterà fuori!) mava Henry Miller. Era il 1947, 73 anni fa. Morgan
La soluzione è che tutti quegli artisti che credono non era ancora nato, ma i sottovalutati sì. Il libro
nell’idea si associno e sfruttino al massimo il loro in questione si chiama Ricordati Di Ricordare (di
ingegno creativo. Non esiste una sola maniera di ri- recente ripubblicato dal mio editore, Minimum Fax,
solvere il problema. Dovrebbe essere possibile, però, che spero non mi faccia causa per l’estratto). Disse
far questo… presentare dettagliatamente il caso al di sé, Miller: “Non ho soldi, né risorse, né speranze.
pubblico e poi chiedere alla comunità, o alle comu- Sono l’uomo più felice del mondo”. Ma non aveva la
nità, di dare inizio alla costituzione di un fondo. Da pretesa che valesse anche per gli altri.
chi verrebbero scelti i primi artisti? Da quegli artisti Artisti, s’intende.

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341 CO N T E N U T I

92

COV E R S TO R Y

IG G Y P O P

26 Marco Giallini D I A N D R E A VA L E N T I N I

32 Sleaford Mods D I M AU R I Z I O B L AT TO

38 Lorenzo Senni & Max Casacci D I F R A N C E S C O FA R A B E G O L I


E PA O LO F E R R A R I

46 Jehnny Beth DI FR ANCESCO VIGNANI

92 Retropolis: Iggy Pop & David Bowie a Berlino D I LU C A F R A Z Z I

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NUMER O 341
ANNO 2 9
G I UG NO 2 02 0

DI R ET TOR E R ESPONS ABI LE


Marco De Crescenzo

DI R ET TOR E EDI TOR I ALE


Rossano Lo Mele

COOR DI NAMENTO R EDAZI ONAL E


Alessandro Besselva Averame

R E DA Z I O N E E WE B Nicholas David Altea,


Letizia Bognanni

M A R CO GIA LL I N I CONSULENTI ALL A R EDAZI ONE


Maurizio Blatto, Giona A. Nazzaro,
P. 2 6 Claudio Sorge, Giorgio Valletta

R UBR I CH E Alessandro Baronciani, Carlo


Bordone, Luca Doldi, Francesco Farabegoli,
Luca Frazzi, Sergio Messina, Marco Pecorari,
Andrea Pomini, Barbara Santi

COLL ABOR ATOR I


Davide Agazzi, Diego Ballani, Antonio
Belmonte, Paolo Bogo, Claudia Bonadonna,
Antonio Briozzo, Arturo Compagnoni, Matteo
Da Fermo, Stefano D'Elia, Stefano Fanti, Mauro
Fenoglio, Paolo Ferrari, Daniele Ferriero,
Manuel Graziani, Luca Gricinella, Stefano
Morelli, Andrea Prevignano, Fernando Rennis,
Mario Ruggeri, Gianluca Runza, Fabio Striani,
Doriana Tozzi, Andrea Valentini, Simona
Ventrella, Francesco Vignani

DI R ET TOR E AR TI STI CO Stefano Manzi

PR OG ET TO G R AF I CO
E I MPAG I NAZI ONE Sericraft Lab snc

S L EA F OR D M O D S F OTOG R AF I Stefano “Star Fooker” Brambilla,


Francesca Sara Cauli, Luigi De Palma
P. 3 2
MAR KETI NG E PUBBLI CI TÀ
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RUMOREMAG.COM AMMI NI S TR AZI ONE


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5 Editoriale 88 Flashback Pubblicità a carattere musicale


direttamente presso l’editore
8 News 89 Retropolis
14 Privé 104 Che fine hai fatto? Autorizzazione del tribunale di Torino n. 21
del 25/07/2013
18 My Tunes 105 Gente Sola ISCRIZIONE AL ROC N° 23733

20 Futura (Ma Non Troppo) Questo periodico è associato


all’Unione Stampa Periodica Italiana
CONTEN ITOR I 53 Recensioni 106 Visioni
Finito di stampare nel mese di Maggio 2020
54 Disco Del Mese 110 Letture
76 Treecolore 112 Fumetti
78 Radici 113 Poster-i
80 In Italia 114 Banda Larga
86 Singolare

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LITURGY FONTAINES D.C. LITTLE RICHARD MARK L ANEGAN

A CU RA DELL A RE DA Z I ONE GIUG NO 2020 @ ru m o re m a ga z i n e

BRYAN ADAMS L I A M G A L L AG H E R QUINCY JONES TO N Y A L L E N

INDICE: NEWS p. 08 — FACCIAMO I CONTI p.09 — SOCIAL p.10 — IN ARRIVO p.10

QUINCY JONES VS
MICHAEL JACKSON,
SECONDO ROUND

Lo rivela l’“Hollywood Repor-


ter”: un tribunale californiano
ha rovesciato il verdetto con
cui, nel 2017, erano stati
riconosciuti a Quincy Jones
più di nove milioni di dollari
in royalties per il suo lavoro
con Michael Jackson da Off
The Wall in poi. Secondo
la corte, il giudice che ha
emesso la sentenza originale
“non avrebbe adeguatamente
interpretato alcuni contratti
rilevanti”. Il nuovo verdetto
annulla la cifra al momento
corrisposta a Jones, ovvero
più di 5 milioni in diritti d’au-
tore tra copie vendute e brani
in licenza, e circa 1,6 ulteriori
milioni: gli introiti che avreb-
be ricevuto qualora la MJJ IL COMING OUT DI HUNT-HENDRIX
Productions (la società che
si occupa di curare gli affari
del musicista scomparso per
unter Hunt-Hendrix, ma in quel momento il tutto era stato
conto degli eredi) gli avesse
concesso il diritto di prima chitarrista leader dei soffocato da una paura di esporsi che le
opzione per remixare i master H Liturgy, ha dichiarato di aveva impedito di affrontare pubblicamente
originali. essere transgender sul la questione. Tuttavia, ha aggiunto la
proprio profilo Instagram: musicista, “la musica e le idee per le mie
INCREMENTO DI “Sono una donna. Lo composizioni provengono da un cuore
NUOVI ASCOLTI sono sempre stata. L’amore che devo dare femminile, e non ho più alcuna intenzione
DURANTE LA PANDEMIA è l’amore di una donna, se non altro perché di distorcerne parzialmente la trasmissione
è qualcosa che mi appartiene”, ha esordito facendo ricorso la maschera del ‘maschio
l’artista statunitense in un messaggio effeminato’. Questa dichiarazione,
Un sondaggio statunitense a rivolto ai fan. La maturazione di questa sostanzialmente, si fa da sé. Non ho scelta,
cura di “Billboard” e Nielsen consapevolezza, continua Hunt-Hendrix, non ho modo di impedirle di sgorgare, e
Music/MRC (“COVID-19: è addirittura precedente alla nascita della così mi limito ad arrendermi a essa”.
Tracking The Impact On The formazione black metal, risalente al 2005,
Entertainment Landscape”),

8 | RUMOREMAG.COM

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condotto a intervalli di due
settimane a partire dal 25
FACCIAMO I CONTI marzo su un campione di un
migliaio di utenti, ha dimo-
strato che durante la pande-
mia il 43% degli americani

5
DEL MAT TINO: A QUEST'ORA VA A ha ascoltato nuova musica,
DORMIRE DI NORMA IL PRODUTTORE un incremento di circa il
ELETTRONICO MURA MASA. CIÒ 4% rispetto a misurazioni
NONOSTANTE GIURA DI ALZARSI PRESTO precedenti. C’è stato inoltre
AL MAT TINO un incremento del 10% degli
streaming, e più della metà
degli intervistati ha manife-

20
A N N I E P I Ù: S E C O N D O I B I F F Y C LY R O, stato entusiasmo all’idea di
SE A INIZIO CARRIERA AVESSERO poter ritornare ad assistere
RACCONTATO QUANTO SAREBBE DURATA a concerti dal vivo, pur con
L A LORO AVVENTURA, L A GENTE SI tutte le necessarie precauzioni
SAREBBE MESSA A RIDERE e cautele (presenza di posta-
zioni con gel igienizzante per
le mani, controllo della tem-
peratura, ingressi limitati).

13
ANNI: LI AVEVA JENNY LEWIS (EX
RILO KILEY) QUANDO RECITÒ IN UNA RACCOLTA FONDI
PUBBLICITÀ PER SUPER MARIO BROS CON PER JON HASSELL
L'AT TORE FRED SAVAGE

Sul sito GoFundMe è stata

14
istituita una raccolta, da parte
di famiglia e amici, per soste-
I BRANI CHE DOVREBBERO FAR PARTE nere economicamente il com-
DEL PROSSIMO ALBUM DEI GARBAGE positore e trombettista John
Hassell, sul cui sito è apparso
il seguente messaggio: “Ora,
all’età di 83 anni, a causa di
alcuni problemi di salute cro-

20
A N N I F A , S E C A R I B O U A V E S S E A S C O LT A T O nici Jon è in serie difficoltà
L A SUA MUSICA ODIERNA, SAREBBE RIMA- economiche e necessita di
S TO S C H I FATO D A L L A S U A S T E S S A V O C E C H E assistenza finanziaria per una
C A N TA vita sana e sostenibile. Poiché
Jon appartiene alla fascia
d’età più a rischio per il Covid
19, la sua condizione è diven-
tata ancora più urgente nelle

1930
SECONDO IL CANTAUTORE BAXTER DURY ultime settimane”. All’appello
TUT TA L A GENTE DI EAST LONDON GUIDA ha fatto eco anche Brian Eno,
MOTO DI QUEL PERIODO coautore con Hassell dell’epo-
cale Fourth World Vol. 1: “Jon
sta vivendo un periodo piutto-
sto difficile, credo che molti di

2
noi gli debbano moltissimo e
LE SET TIMANE. IMPIEGATE DA RUFUS contribuire a questa iniziativa
WAINWRIGHT PER INCIDERE IL SUO è un modo per ringraziarlo”.
PROSSIMO DISCO, COL PRODUTTORE
MITCHELL FROOM PROBLEMI DI SALUTE
PER IAN ANDERSON

4
ANNI DI CARRIERA RESTANTI. LI
Il leader dei Jethro Tull, inter-
PREFIGURÒ A ISOBEL CAMPBELL NEL 2010
vistato dallo statunitense Dan
UN'AMICA IMPRENDITRICE. L'ULTIMO
Rather per la sua trasmissione
ALBUM DI ISOBEL È USCITO A FEBBRAIO
The Big Interview, ha rivelato
di soffrire di broncopneu-
mopatia cronica ostruttiva
(BPCO), una patologia che gli
RUMORE È DISPONIBLE OGNI MESE ANCHE IN VERSIONE DIGITALE
è stata diagnosticata un paio
SCARICA SUBITO LA NOSTRA APP! di anni fa. Interpellato da
DISPONIBILE PER SMARTPHONE E TABLET APPLE E ANDROID Rather sulle difficoltà inerenti
l’esibirsi dal vivo, Anderson

RUMOREMAG.COM | 9

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N E W S! G I UG N O 2 02 0

aveva dichiarato: “Ti dirò


qualcosa che non ho mai detto RUMORE PER IL SOCIAL
a nessuno pubblicamente
prima di oggi, soffro di una SF O G H I, CO N FE S S IO N I E CA Z Z EGGI CAT TUR ATI IN RE TE
malattia incurabile ai polmo-
ni. Faccio fatica, ho quelle che
si definiscono esacerbazioni,
periodi nei quali mi viene una
infezione che si trasforma in
bronchite grave e per due o CUTS LIKE A SAL AD
tre settimane rende piuttosto
problematico salire sul palco Tonight was supposed to be the beginning of
ed esibirsi. Fortunatamente a tenancy of gigs at the @royalalberthall, but
sono 18 mesi che non mi acca- thanks to some fucking bat eating, wet market
de”. Anderson ha aggiunto di animal selling, wet market animal selling, virus
“avere i giorni contati” ma, a
seguito della preoccupazione
B R Y A N marketing greedy bastards, the whole world is
now on hold [...]. My message to them other than
suscitata da tale esternazione, A D A M S “thanks a fucking lot” is go vegan.
e dalla comparsa di innume- @ B R Y A N A D A M S
revoli pre coccodrilli, ha volu- (Questa sera avrebbe dovuti essere l’inizio di una serie di
to specificare che si stava ri- concerti alla @royalalberthall, ma grazie a dei bastardi
ferendo all’attività musicale e del cazzo, mangiatori di pipistrelli, venditori di animali,
non all’aspettativa di vita. An- smerciatori di virus, il mondo intero è in pausa […] Il
derson ha anche identificato, messaggio che rivolgo loro anziché “tante grazie, cazzo”, è
a suo dire, l’origine della ma- diventate vegani).
lattia: 50 anni di esposizione,
sui palchi di tutto il mondo,
alle macchine del fumo.

ALTRI SCOMPARSI
ru m o re m a g ru m o re m a ga z i n e

Altro mese denso, purtroppo,


di lutti. Ci hanno lasciati infat-
ti il rapper britannico di ori-
gine nigeriana Ty (ad appena
47 anni, per Covid-19), autore
nel 2003 di Upwards, eccel- IN ARRIVO
lente album denso di sonorità
e ospiti (tra cui Tony Allen)
finito tra i finalisti del Mercury
Prize; la campionatissima
cantante (e autrice) soul/R&B
Betty Wright (1953-2020);
Brian Howe, frontman dei Bad
Company – in sostituzione di
FONTAINES D.C.
Paul Rodgers - a partire dalla
reunion del 1986; Richard
Lane, chitarrista cofondatore
A HERO’S DEATH
PARTISAN
degli Stems, cult band power
pop australiana capitanata da
Dom Mariani.
Lo avevamo anticipato qualche mese fa: a poco più di un anno di distanza dal premiatissimo
ERRATA CORRIGE N. 340 Dogrel, i dublinesi avevano già completato un nuovo album. Ora però abbiamo una data
di uscita e un titolo. Come ha spiegato alcuni mesi fa il chitarrista Carlos O’Connell,
interpellato da “DIY”, i nuovi brani sono nati alla fine della scorsa estate, senza pianificare
Nel servizio su The 1975, all’in-
terno del box dedicato alla un ritorno in studio nell’immediato. Le tracce del nuovo disco sono state registrate nello
recensione del nuovo album studio di South London di Dan Carey, già produttore dell’esordio. O’Donnell ha parlato in
degli inglesi, è stata inserita quella occasione di compresenza di brani veloci e brani più soft e lenti (tra cui la shoegaze
per sbaglio la copertina di Ci Lucid Dream), aggiungendo: “Non ci piace l’idea di essere definiti da un unico suono, non
Sentiamo Poi di Moder. è molto realistico. Ciascuno ha molte sfaccettature e così è la vita, restare legati a un unico
suono, come band, non ha alcun senso”.
All’interno dello stesso servi-
zio, a pagina 28, nella seguente FO N TAI N ESD C.CO M PA RT IS A NRE C O RD S .C O M
frase, “In questo momento
sono particolarmente sensibile
allìesposizione”, la forma cor- FUORI IL 31 LUGLIO 2020
retta è ovviamente “In questo

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momento sono particolarmen-
te sensibile all’esposizione”.

Nella recensione di Adorned di


Scott Matthew, autore France-
sco Vignani, il film Short Bus,
WOODEN GRIPS citato nel testo, è uscito nel
2006 e non nel 2016.
ZOMGHAX @thedavidcrosby would you cover
any Death Grips?
D A V I D IN USCITA

CROSBY (@thedavidcrosby ne farai di cover dei Death Grips?)


@THEDAVIDCROSBY
Khruangbin Mordechai (26
RE: … excuse me?
giugno) Rufus Wainwright
(… scusa?) Unfollow The Rules (10 luglio)
Sam Prekop Comma (10
luglio) The Jayhawks XOXO
(10 luglio) The Streets None
Of Us Are Getting Out Of This
Life Alive (10 luglio) Pro-
tomartyr Ultimate Success
Today (17 luglio) The Preten-
ders Hate For Sale (17 luglio)
Land Of Talk Indistinct Con-
versations (31 luglio).

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L'ESPERIENZA
LANEGAN VS GALLAGHER DI RUMORE
SI AMPLIFICA
a tenuto banco per alcuni era anche una gran femminuccia”. Alcune OGNI MESE UNA NUOVA
giorni la polemica a settimane fa Lanegan aveva sostenuto PLAYLIST DEDICATA
H distanza tra Mark Lanegan che Gallagher avesse abbandonato il tour AL NUMERO IN USCITA
e Liam Gallagher, il americano degli Oasis, nel 1996, per evitare
riaccendersi di una faida una scazzottata promessagli da Lanegan. PER VIVERE IL MAGAZINE
che ha lontane radici negli Al che il frontman britannico, con la IN MANIERA TUTTA NUOVA
anni 90, quando Lanegan faceva parte degli proverbiale diplomazia, lo aveva definito
Screaming Trees. Il cantante statunitense un “un tossico isterico”. Lanegan ha poi
ha rievocato i poco cordiali rapporti con stemperato i toni dicendo di non pensare
Gallagher nel suo memoir fresco di stampa che Gallagher sia una cattiva persona,
Sing Backwards And Weep (recensito in aggiungendo: “ora guardo le sue clip su
questo numero), nel quale scrive che “Liam Twitter e mi fanno ridere, è una specie di
Gallagher era ovviamente un poser, un eccentrico zio”. A questo punto attendiamo
bullo da cortile”, e che “come tutti i bulli, il seguito. ru m o re m a ga z ine

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R.I.P. G I UG N O 2 02 0

LITTLE RICHARD
Dire che Richard Wayne Pennyman, questo il nome all’anagrafe, è stato un pioniere del
rock’n’roll è quasi come dire che San Paolo è stato un pioniere del cattolicesimo. Padre
fondatore di quella nuova chiesa al pari dei vari Elvis Presley, Chuck Berry, Jerry Lee
Lewis, Buddy Holly e Fats Domino, con il suo primo successo, Tutti Frutti, pubblicato
nel 1955, Little Richard aveva annunciato l’arrivo di un nuovo mondo parlando, let-
teralmente, una nuova lingua. Una nuova lingua che faceva addirittura a meno delle
parole, alla quale bastavano fonemi e onomatopee per rivoluzionare musica e costume.
Anticipando peraltro, nero e bisessuale in un’epoca non esattamente accomodante in
tal senso, una certa fluidità di genere: glam rock e Prince sono in fondo figli suoi. Del
secondo Richard dirà: “i baffetti, le mosse, la fisicità, è un genio ma ha imparato tutto
da me. Mi vestivo di viola da prima che nascesse, mi truccavo prima di chiunque altro”.
Come nel caso del Big Bang, tutto quanto arrivato dopo, per quanto memorabile (par-
liamo di brani comunque leggendari come Long Tall Sally, Lucille, Good Golly Miss
Molly, per dirne qualcuna), avrebbe rappresentato una sorta di lunga coda di quella
provvidenziale rivelazione. Nel 1959 la scia di successi incominciò ad affievolirsi, ma
l’era dei pionieri era ormai finita, la strada ormai aperta. Negli anni 60 Richard andrà
in tour in Inghilterra con dei giovanissimi Stones (e Bo Diddley e gli Everly Brothers),
nei ‘70 farà cover loro e dei Beatles, evidenziando se non altro il debito di entrambi i
gruppi nei suoi confronti. Tra un tentativo e l’altro di restare al passo coi tempi, a fine
decennio, anche a fronte di performance via via sempre più declinanti per via di alcol e
(193 2 -2 020) droghe, deciderà di dedicarsi alla predicazione evangelica, pubblicando sporadicamen-
te dischi gospel e apparendo di tanto in tanto in pubblico nel ruolo di se stesso.

TONY ALLEN
Considerato da Brian Eno “probabilmente il più grande batterista di sempre”, in-
ventore, in quanto motore ritmico dei formidabili Africa 70 che accompagnavano
Fela Kuti, di un ritmo impossibile da descrivere destinato a diventare il tratto più
peculiare dell’afrobeat, inesausto cesellatore di microvariazioni ritmiche tanto
potenti negli effetti quanto delicate nel tocco, Tony Allen ha avuto una carriera
lunghissima, fino all’ultimo assai densa. Lo dimostrano, al di là di una produzione
solista sempre di altissima qualità e vivacità (comprendente i notevoli Lagos No
Shaking e The Source), il suo zampino decisivo in progetti quali The Good The Bad
And The Queen (ma anche i Rocket Juice And The Moon con Damon Albarn – che
lo omaggia pure nel testo di Music Is My Radar dei Blur - e Flea) e una sconfinata
(194 0-2 020) e vertiginosa sequenza di collaborazioni (Jeff Mills, Sébastien Tellier, Moritz Von
Oswald Trio, Jimi Tenor, Gorillaz, Gonjasufi tra gli altri).

DAVE GREENFIELD
Basterebbe forse la memorabile musica scritta per Golden Brown e l’altrettanto
memorabile arrangiamento, con l’insolito suono di una spinetta a scandire i sali-
scendi estatici a tempo di valzer di un’ode all’eroina tra le più memorabili di sem-
pre, per ricordare il talento di Dave Greenfield. Ma la presenza del tastierista negli
Stranglers era stata fin dall’inizio elemento distintivo nell’edificazione di una delle
alchimie sonore più originali di tutto il punk inglese, un approccio allo strumento,
il suo, in controtendenza con i dettami dell’epoca. Legato in qualche modo a radici
sixties (tanto che veniva spesso tirato in ballo Ray Manzarek dei Doors) ma incon-
fondibile e sempre ingrediente decisivo nella musica del gruppo. L’ex compagno
di band Hugh Crornwell lo ha ricordato così: “Rappresentava la differenza tra gli
(1949-2 02 0) Stranglers e qualsiasi altro gruppo punk. Le sue abilità musicali e la sua natura gen-
tile hanno dato un tocco unico alla band”.

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FLORIAN
SCHNEIDER
Sull’importanza dei Kraftwerk per la musica degli ultimi 50 anni è stato scritto di
tutto, ma basterebbe una constatazione: sono stati l’unico gruppo bianco ad aver pro-
fondamente influenzato la black music (celebre la frase di Derrick May: “La techno
sono George Clinton i Kraftwerk chiusi insieme in ascensore”). In quel progetto arti-
stico che come pochi altri ha saputo delineare il futuro in cui avremmo vissuto, attra-
verso una ricerca estetica ad ampio raggio che ha raccontato la civiltà industriale nei
suoi orizzonti futuristici ma anche nelle sue alienazioni, sempre alla ricerca di una una
utopica convivenza tra uomo e macchina, l’apporto di Florian Schneider, scomparso a
73 anni dopo una lunga malattia, è sempre stato essenziale. Se è vero che con il passa-
re del tempo il suo contributo alla scrittura dei brani è stato ridimensionato dalla in-
gombrante presenza dell’alter ego Ralf Hütter, con il quale aveva fondato il gruppo nel
1970 (uscendone amichevolmente nel 2008), Schneider è sempre stato un ingrediente
essenziale. Come ha scritto David Stubbs, autore di Future Days, ricordandone la figu-
ra in un post su Facebook, Schneider “rappresentava la corrente (neo) romantica che,
sublimata, attraversava i Kraftwerk, la brama per un passato modello, intatto, che,
espressa attraverso la loro musica, andava da Franz Schubert alla Bauhaus, importan-
te almeno quanto il loro futurismo, se non di più. Quelle tessiture verdeggianti, quella
(1947 -2 020) voce svettante e filtrata dal vocoder, l’aspetto risonante e nostalgico del loro suono
erano elementi chiave nel definirne l’identità e l’indispensabile magnetismo”.

PHIL MAY
Phil May aveva fondato i Pretty Things nel 1963 insieme al chitarrista Dick Taylor,
quest’ultimo reduce dai primissimi Rolling Stones, e appena un anno dopo erano diven-
tati un gruppo di punta della scena R&B britannica, con singoli come Rosalyn e Don’t
Bring Me Down (brani che quasi un decennio dopo uno dei loro più grandi fan, David
Bowie, rivisiterà in Pin Ups; lo stesso Bowie che anni prima aveva rubricato il numero
di May alla voce “God” sulla sua agenda) e un cantante, May appunto, che con buon
anticipo sui tempi cantava le gioie dell’LSD, portava i capelli lunghi e sbandierava la
propria bisessualità. In seguito la band realizzerà quella che molti considerano la prima
rock opera, S.F. Sorrow, uno dei massimi capolavori della psichedelia britannica, e il
meno celebrato e caleidoscopico ma altrettanto ispirato Parachute (1970, il primo senza
(194 4 -2 02 0) Taylor, che rientrerà in tempi recenti in formazione), facendosi in seguito hard rock per
poi ritornare alla dimensione garage/R&B degli esordi, fino allo scioglimento (2018).

ASTRID KIRCHHERR
Se quella dei Beatles è stata una rivoluzione non solo musicale e culturale ma
anche estetica, una buona parte del merito va riconosciuto ad Astrid Kirchherr. La
fotografa tedesca, che poco dopo averli conosciuti in occasione di una delle loro
frequenti residenze ad Amburgo, all’alba degli anni 60, si sarebbe fidanzata con Stu
Sutcliffe (il quale avrebbe abbandonato il gruppo nel 1961 per dedicarsi alla pittura,
poco prima di morire, appena ventunenne, per emorragia cerebrale), è stata l’au-
trice dei loro primi ritratti fotografici, ma soprattutto li ha incoraggiati ad adottare
la pettinatura moptop, di ispirazione “esistenzialista”, destinata a renderli celebri,
ispirandone anche il look sartoriale (la predilezione per le giacche senza colletto).
Nel film del 1994 Backbeat, focalizzato sul periodo amburghese dei Fab Four, per il
(193 8 -2 02 0) quale la Kirchherr aveva fornito la sua consulenza, il suo ruolo era stato interpreta-
to da Sheryl Lee.

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TESTO DI
PRIVÈ / PANZANE IL MITO DEL CRITICO INCOMPETENTE F RANCES CO FARAB EG O LI

Il mito del critico


incompetente
PANZANE

a sentir loro è così. Non sono a materiali su cui gli altri non
soltanto lettori 50enni con il riuscivano a mettere le mani. È
mito di Beppe Riva (sempre sia difficile da ammettere perché non
lodato); a volte sono quelli che ha necessariamente a che fare
scrivevano allora e scrivono oggi. con la bravura e presuppone di
Parlano della cosa come se non li accettare che il mondo ha meno
riguardasse, come se sentissero bisogno di noi. Nell’86 potevi
il loro mestiere annacquato da essere l’unico italiano a possedere
troppi amatori e wannabe. un disco prima dell’uscita, e
Tutto questo discorso si basa su anche dopo quel disco sarebbe
una specie di postulato, accettato stato ascoltato da poche persone.
da quasi tutti quelli che scrivono Nel 2020 scrivi recensioni che
e leggono di musica, e che è escono in edicola 12 giorni dopo
sostanzialmente falso. Il postulato che il disco è stato già ascoltato
Sono soprattutto i più anziani secondo cui la differenza tra un da chiunque fosse interessato. Tra
a porre il problema, quelli che buon critico musicale e un cattivo chi legge la tua recensione ci sono
hanno visto l’altro mondo: critico, chiamiamolo così, è la fanatici del gruppo che magari
20, 30, 40 anni fa la critica sua competenza. Naturalmente hanno dedicato 6 mesi di vita a
era più puntuale, precisa, non è così. Intanto: cos’è di cercare ogni cosa di quella band.
autorevole. Basta guardare alle preciso la competenza? È più Sono persone che possono pesare
pagine delle riviste, ai voti che competente qualcuno che ha ogni singola parola che hai scritto
vengono assegnati ai dischi - ascoltato più dischi o qualcuno del disco, possono sgamare ogni
meno stroncature, pareri più che ha ascoltato meno dischi errore e ogni azzardo, possono
democratici, meno aggressività. in maniera più approfondita? confrontare la tua recensione con
La ragione? Presto detto: una Quelli che ascoltano tutti i generi altre 50 uscite la settimana prima
volta per scrivere era richiesta senza pregiudizi o quelli che ne e cercare quella che più si adatta
molta più competenza, poi è ascoltano uno solo per dieci ore al alla tua esperienza sul disco,
arrivata Internet e con essa giorno? Impossibile da stabilire magari in un’altra lingua. In altre
l’idea malsana che chiunque sia ex ante. E comunque inutile - parole: arriviamo dopo, ci leggono
in grado di scrivere di musica. qualunque sia la vostra idea di persone molto più preparate di
Che si possa essere giornalisti competenza, il dato oggettivo è quelle che ci leggevano 30 anni
senza aver fatto esperienza di che oggi la tecnologia e il mercato fa, hanno meno tempo da perdere
redazione, eccetera. Questo ha ci permettono di ascoltare più e possono imbastire un processo
portato a una progressiva perdita musica di allora, di più generi, sui social. Facciamo quel che
di autorevolezza dei critici, una per più ore al giorno e con più possiamo, e ad essere sincero mi
spirale autodistruttiva che ha possibilità di approfondire. sembra molto più bello così.
trasformato le riviste in bidoni Conviene ammettere la verità:
dell’umido pieni di robaccia non è mai stata la competenza a
approssimativa scritta da una dare prestigio a un giornalista, è
marmaglia di scarsi. O insomma, la sua capacità di avere accesso

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TESTO DI
PRIVÈ / BLOG'N'ROLL COMPUTER WORD CARLO B O RD ON E

Computer Word
BLOG'N'ROLL

abbastanza sicuro che in una che finisce per incepparsi come


conversazione in un negozio di un Hal 9000 programmato
dischi qualcuno annuirebbe con da Simon Reynolds. La gag di
il tono di chi lascia intendere recensire dischi inesistenti è
di aver già sentito i demo su vecchia come il rock'n'roll, ma
Bandcamp. Peccato che questi quelli di “Ear Wave Event” hanno
dischi non esistano. Così come portato lo scherzo a un livello
non esistono i loro autori, e superiore di metacritica. Per
ovviamente le recensioni da chiudere il cerchio infatti, hanno
cui ho stralciato le citazioni. O chiesto a vari musicisti di creare
meglio: quelle recensioni sono delle tracce a partire da quelle
state scritte, solo non da esseri recensioni farlocche. L'effetto
umani. L'idea è venuta ai geniali è esilarante, ma se ci si riflette
prankster della rivista “Ear Wave sopra un attimo si capisce che
Immagino che, da lettori e Event”, solitamente serissima, il senso dell'esperimento non
ascoltatori attenti alle novità postmoderna e multidisciplinare sta tanto nell'intento satirico
quali siete (edgy si dice, no?) nel suo approccio alla critica, – in fondo chi più dei critici
conosciate perfettamente alcuni la cui “Issue 5” è fatta di fake musicali è in grado di rendersi
dei dischi più importanti usciti reviews elaborate da una ridicolo da solo? - quanto nella
quest'anno. Come l'incredibile intelligenza artificiale (o “rete dimostrazione che non c'è
Sound Of Music dei Maneuvering neurale”) preventivamente niente che non sia rimpiazzabile
Themes & Modes Of Production, caricata a molla con centinaia di e obsoleto. Anche ciò che
“un granello pulviscolare di recensioni prese da “Pitchfork”, presuppone analisi, creatività,
energia elettromagnetica che “The Wire”, “Spin” ecc, Il neural coscienza critica. Se esistono la
può essere visto e ascoltato, network ha quindi ingerito, grafica e la musica AI generated,
amplificato o decodificato”. processato e rigurgitato tutti i perché non dovrebbe esistere
Oppure l'esotismo intrigante cliché, i lemmi, i voli pindarici, i anche il giornalismo musicale
di Forget Nothing del Grupo luoghi comuni e le straordinarie AI generated? È il futuro, baby.
Relentless che “combina cazzate che quelli come noi E comunque il disco di Massimo
composizioni tanto minimaliste producono abitualmente, Tavani l'ho sentito e non è affatto
quanto espressive con suoni restituendo risultati male.
cosmici e ultramondani”. iperrealisticamente uguali. Con
E scommetto che abbiate qualche eccezione, perché a un (dedicato a Florian Schneider,
famigliarità anche con The Cult certo punto la prosa dei critici the original man-machine)
Of the Nile del compositore musicali va oltre persino alle
sperimentale Massimo Tavani, capacità di elaborazione di un
orgoglio del nostro underground computer (la recensione di Live
elettronico, che ha creato At the Beach dei The Mysterious
“un bizzarro mix di bizzarrie consiste nella parola “fun”
soniche e auricolari”. Ora, sono ripetuta per cinquanta righe),

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TESTO DI
PRIVÈ / ZIGZAG PADDY, MICHAEL E BEN LU CA F RAZ Z I

Paddy, Michael e Ben


ZIGZAG

Generation (“Spero di morire che ritrae Ben Watt sorridente e vi


prima di diventare vecchio”) faccio un bonifico (d'altronde, con
una trama fatta di ironia e la storia personale che si ritrova
proclami. Ce lo siamo posti come fatta di malattie rare e tour per
obiettivo. Quando abbiamo ospedali, ci sta che il buon vecchio
iniziato ad ascoltare musica Ben non sia DJ Francesco).
eravamo tra quelli che ridevano I loro ultimi album, trionfi di pop
di CSN&Y, per poi ritrovarci oggi crepuscolare e travagli interiori,
a sbavare per un unplugged di J sono dischi che ha senso ascoltare
Mascis. Insomma: mai dire mai. oggi. Perché quel lato oscuro del
Parentesi: piuttosto che assistere pop un ventenne (buon per lui)
a un unplugged di J Mascis non sa cosa sia eppure c'è, conta,
mi sparerei in bocca. Chiusa e nel loro caso è di una bellezza
parentesi. In ogni caso: cercando che abbaglia, triste ma capace
Paddy McAloon, Michael di tenere la barra dritta è possibile di spostare le montagne. E (mi
Head, Ben Watt: Prefab Sprout, arrivare alla “terza età musicale” rivolgo ai miei coetanei nati nei
Pale Fountains (e tanto altro), (la mia) conservando una mid Sixties) non è necessario che
Everything But The Girl. Mi discreta dignità e continuando dopo aver ascoltato Irene di Ben
servono per dimostrare che ogni a detestare serenamente la Watt o Picasso di Michael Head vi
generazione, compresa la mia, musica prodotta dai “vecchi”. rifacciate una verginità andando
prima o poi si arrende al concetto Basta un minimo di impegno, a spasso con l'ultimo di Burzum
di “classicità”, ma può farlo senza tenendo bene a mente quello sottobraccio. Non c'è bisogno di
compromettere una credibilità che dicevamo ai nostri fratelli lifting alla reputazione.
costruita in 40 anni di acquisti maggiori quando ci torturavano
Alternative Tentacles. con Mud Slide Slim di James Nonostante tutto, Il rock (il punk,
Non mi sottraggo alla regola ma Taylor. Io ce la faccio, a parte l'hardcore, il garage) resta musica
puntualizzo: i tre di cui sopra qualche eccezione: Paddy, Michael fatta da giovani per i giovani e
rientrano tra le poche figure e Ben, appunto. E meno male passata una certa soglia lo si vive
che hanno passato gli “anta” che esistono, queste eccezioni. solo da spettatori. È così, occorre
pubblicando dischi degni di Sono veterani dell'underground farsene una ragione. Con quelle
rispetto da parte di chiunque, che mi permettono di vivere poche eccezioni che ti salvano la
tre ammosciafeste dell'indie la maturità da appassionato di vita.
invecchiati onestamente, senza musica senza nascondermi, e Ognuno ha i propri Paddy,
mai nascondere le rughe della loro questo perché la loro produzione Michael e Ben, per fortuna. Che
(grande) musica. Ma andiamo con recente è credibile. Pochi, ma ci non sono i nostri James Taylor,
ordine. sono. Accomunati da un senso del ma i nostri Nick Drake. E non è la
pop che non ha eguali, da quella stessa cosa.
Siamo cresciuti ricamando attorno malinconia figlia dell'età che
alla frase iconica pronunciata avanza e che spesso sconfina nella
da Pete Townshend in My tristezza pura: trovatemi una foto

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TESTO DI
PRIVÈ / GLOBO S O LO N E LY AN D REA PO M I N I

So Lonely
GLOBO

durante il lockdown ha azzerato tutto il mondo scoprivano l’Oriente


le vendite. Gli unici segnali di e il viaggio era completamente
vita sono arrivati dal nostro overland. Chissà che la crisi non
sito e da alcuni negozi online, restituisca significato alla parola
poco significativi sul piano dei viaggio". Avremo conseguenze
numeri ma molto incoraggianti a lungo termine sul nostro
circa le aspettative dei lettori, modo di viaggiare? "Mai come
perché abbiamo continuato a in queste settimane abbiamo
vendere guide di destinazioni preso coscienza di quale grande
che difficilmente si potranno privilegio sia il potersi muovere
raggiungere prossimamente. liberamente, e quanto povera sia
Il best seller di questi mesi? Il un’esistenza che ci costringe in
Libro Dei Quiz Di Viaggio, 2000 un perimetro stretto. La prima
domande per mettere alla prova cosa che tutti sogniamo di fare è
Viaggiare porta cultura, apre la propria conoscenza del mondo. ricominciare a viaggiare. Nel breve
la mente, ci rende più aperti e Per viaggiare rimanendo fermi termine, dovremo concentrarci
tolleranti verso l'altro? Balle. sul posto". Sono saltate nuove su viaggi a corto e medio raggio,
Basta fare un giro in qualche uscite già programmate? "I nostri e la necessità di evitare luoghi
gruppo Facebook di viaggiatori autori impegnati in ricerche, in affollati darà una spinta a luoghi
nei giorni in cui succede qualcosa Italia e nel resto del mondo, hanno meno celebrati, mete fino ad oggi
che riguardi l'immigrazione, dovuto rientrare non appena è considerate secondarie. Sarà anche
ad esempio. O basta guardarsi scattato il lockdown. L’uscita di l’occasione per l’affermazione
intorno all'estero, dove in troppi molte nuove edizioni è stata quindi del viaggio lento, a piedi o in
non perdono occasione per dare posticipata: India, Cina, diverse bicicletta. Ma noi italiani avremo
indegna prova di sé in tal senso. Il città americane. Allo stesso tempo, anche l’occasione unica di vedere
turista è sempre l'altro, d'altronde: abbiamo accelerato i tempi di la Cappella Sistina o gli Uffizi
noi sul comodino abbiamo lavorazione di alcune destinazioni senza le masse di turisti stranieri.
Il Selfie Del Mondo di Marco italiane, per le quali le ricerche In fondo siamo fortunati". La
D'Eramo, lui al massimo “Condé erano già state completate. prima LP post Covid? "Abbiamo
Nast Traveller”. Ma noi, come Saranno molto utili in questa lavorato intensamente, nonostante
lui, almeno una volta una Lonely strana estate alle porte". le difficoltà, per pubblicare la
Planet in borsa l'abbiamo messa. guida che per noi rappresenta la
La metteremo ancora, dice Angelo Quando si riprenderà a viaggiare ripartenza. Esce in questi giorni
Pittro, direttore di Lonely Planet come prima? "Prima di quanto e si chiama Italia On The Road.
Italia al quale abbiamo chiesto un si creda. In Europa, tanto per Credo sia ciò che occorre a chi, pur
po' di cose, con la fase 2 ai primi cominciare. Ma non sono sicuro non potendo raggiungere mete
timidi passi. che sarà 'come prima', ci vorrà esotiche, non vuole rassegnarsi
qualche anno perché il volare torni alla mera villeggiatura. Come ha
Quanto sta costando il Covid-19 ad essere facile ed economico. Del detto Joe Strummer, the future is
alla LP? "La chiusura delle librerie resto, LP è nata quando i giovani di unwritten".

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MY TUNES
THE LAST GOODBYE
JEFF BUCKLEY

GIUGNO 2020 DI MAURIZIO BL AT TO

he cosa abbiamo gio. “Questo è il nostro ultimo addio”. re. Vado e nuoto, “me lo sento addosso”.
sperimentato di “Questo è il nostro ultimo abbraccio”. Ma la vita è un nido di chiodi, Jeff è in
C più ultimamente?
L’assenza. Ciò che
“Ti farò soltanto piangere, questo è il
nostro ultimo addio”. Che privilegio
acqua e in quel momento sta passan-
do un battello. Il gorgo creato dal suo
ci manca e quanto. poter andarsene così. Annunciandolo su transito lo risucchia. Poco dopo Keith,
Abbiamo inciampa- questi accordi. che è rimasto a riva, non lo vede più.
to quotidianamente Jeff Buckley è sparito. La polizia draga
su qualcosa che era sparito o non ci La fine è nota. Jeff Buckley si trova la zona, ma non trova nulla. Il 4 giugno
era più concesso. E, di conseguenza, ci a Memphis, in attesa della band, per un passeggero del traghetto American
siamo allenati a dire addio. In maniera poter completare le nuove registrazioni. Queen vede qualcosa impigliato tra i
tragica alle persone, con malinconia ai È la sera del 29 maggio 1997 e, improv- rami della vegetazione lungo le sponde,
riti e alle possibilità assunte come scon- visamente, decide di immergersi nel proprio sotto il Beale Street di Mem-
tate, sempre disponibili, ma ora svanite, Wolf River Harbour, un affluente del phis, in pienza zona centrale. Si sforza
sottratte con destrezza annunciata. fiume Mississippi. Un desiderio incon- di capire cosa sia, poi dà l’allarme. Il
Lo vedi? Ecco, ora non c’è più. Ciò che tenibile? Forse il caldo, probabilmente riconoscimento tocca a Gene Bowen,
verrà ricostruito manterrà per sempre i quel bisogno irrefrenabile di “entrare” il manager di Buckley, che lo guarda
segni del restauro, suture e cemento in fisicamente nella vita che l’ha sempre e riconosce la maglietta e il piercing
bella vista. E alcune perdite rimarranno caratterizzato. Chiede al suo roadie, all’ombelico. “Sì, è Jeff”. L’autopsia non
tali, per sempre. La vecchia vita riflessa Keith Foti, di fermare il furgone, e si rivela alcuna traccia di alcool o droga,
su quanto è in piedi ora, sperando non butta in acqua, vestito e con gli stivali assolutamente nulla.
tiri vento. addosso. Ha trentuno anni. Si fanno an-
cora queste cose a quell’età? Certo, anzi. È andata così, si è buttato nella vita, e
Così ho pensato spesso a Jeff Buckley. Non a caso te le concedi da solo, non l’ha persa. Una fine da Re, quasi una
A The Last Goodbye. Quella canzone, sono goliardie di gruppo, sei tu. Te le fiaba. Nel fiume chissà come scivolasti?
si è detto spesso, suona come un presa- vuoi godere. Lo fai. Te lo puoi permette- Le acque sacre del blues, che odore ha

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TESTO DI
MY TUNES THE LAST GOODBYE JEFF BUCKLEY MAU RIZIO B L AT TO

“IL FI UM E M I S S I SS IP P I AV RÀ S E MP RE L A S UA STRA DA , NE SSUNA A BIL ITÀ INGEGNE RISTICA


PUÒ CO N V I N C ER LO A FARE DIV E RS AME N TE … ”
(MA RK TWAIN, IN ER UP T I O N)

il Mississippi? Fango, buio, un drone consolazione”. La canzone è diventata salute delle farfalle significa volersi nor-
sordo. La natura che ti sovrasta. Avrà un modo per andarsene davvero, per malizzare? Attiene più alla sicurezza o
capito cosa stava succedendo? Qual è segnalare che una storia, qualsiasi essa alla poesia, secondo voi?
stato il suo last goodbye? Avrà sorriso fosse, era terminata per sempre. Il 12
dicendosi, quindi è cosi che va a finire? gennaio del 2005 la WHFS, alternative Io mi sono sposato non molto dopo la
radio dell’area di Washington D.C. e sua morte e mi ricordo perfettamente
The Last Goodbye ha una specie di intro Baltimora, trasmise come ultima can- una mattina in cui, nelle mie nuove
slide e poi uno di quei grandissimi riff zone proprio The Last Goodbye. Dopo- vesti di adulto, mi sono domandato se
alla Buckley, che era sì bello e aveva una diché divenne una radio specializzata la sua morte fosse stata uno spreco.
voce divina, ma era anche un grande in selezioni di “modern latin dance”. Ho messo Grace sul piatto e mi sono
chitarrista e un sopraffino autore di can- Addio, miei cari, è finita. affacciato lungo le mie inattese pro-
zoni. Nonché un maestro delle cover, spettive. Un bel cumulo di possibilità
dote troppo poco celebrata. C’è la melo- Lo stesso giorno in cui Jeff Buckley e interrogativi. Ci ho pensato. Lo era,
dia, spinta in alto da un’epica romantica morì, Elizabeth Frazer, con cui aveva uno spreco, ma mi sembrava anche in-
da archi (che ci sono) e vocalizzi (pure). avuto una breve e intensa relazione, giusto etichettarlo così. Credo sia stato
Quando era un ragazzino Jeff ricevette registrò Teardrop insieme ai Massive una vittima di quell’età in cui ti sembra
dal padrino dischi di Hendrix, Who, Attack. Lei disse in seguito che stava concretamente di poter fare quello che,
Pink Floyd e Led Zeppelin. So cosa vuol pensando proprio a lui mentre la can- soltanto qualche anno prima, sognavi
dire, avevamo la stessa età ed è successo tava. Riuscite a immaginare le loro voci soltanto. Una pacca sulla schiena e
a tutti noi. Qualcuno te li passava ed insieme? Anche solo mentre si parlano avanti, “è il tuo momento”. E tu ti butti.
era una liturgia pagana. “Questa roba è davanti a una finestra, uno di fronte Ti immergi?
sacra, inginocchiati e che possano sal- all’altro, con le luci di una città qualsiasi
varti come hanno fatto con me”. A cia- in lontananza. Continuo a pensare che sia meraviglioso
scuno di noi il compito di onorarli o tra- come uno dei dischi più belli di tutti i
dirli, ma da lì bisognava passare. Jeff si Il suo funerale venne celebrato il 1° ago- tempi sia un inno alla Grazia. E che lui
allineò e portò a corredo Genesis e Yes, sto del 1997, nella chiesa di Saint Ann a fosse come noi, quando non era Lui.
crebbe nella California del Sud ascol- Brooklyn. Jeff Buckley aveva debuttato Che avesse amato i suoi dischi, quelli
tando i capisaldi del prog e mettendo da esattamente nello stesso luogo, sei anni che aveva. Per questo, quando cantava
parte i soldi con cui si comprò Physical prima, nel corso di un tributo a suo qualcosa di qualcun altro, lo faceva
Graffiti dei Led Zeppelin. Poi vennero padre Tim che, di fatto, non aveva mai risplendere. Ce ne siamo accorti tutti,
Nina Simone, Nusrat Fateh Ali Khan, conosciuto. L’evento era organizzato trattenendo il respiro mentre soffiava
Sly & The Family Stone e gli Smiths, ma dal grande produttore Hal Willner, luminosamente Hallelujah di Leo-
allora furono Page e Plant. Che, quando portatoci via dal Covid proprio in questi nard Cohen, che lui aveva conosciuto
uscì Grace, gli fecero apertamente i giorni. Jeff suonò insieme al suo fido nella versione di John Cale. I labirinti
complimenti tanto da indicarlo come chitarrista, Gary Lucas, e cantò qualche attraverso cui abbracciamo ciò che ci
il miglior album degli anni 90. E che canzone del padre. Alla fine ruppe una definisce. A braccia aperte. Preso. Una
lui cantò nella sua ultima notte. Tutto corda della chitarra e concluse con una volta ha detto, “Voglio essere fatto a
torna sempre, ciò che ci ha nutrito e for- versione per sola voce di Once I Was. pezzi dalla musica. Voglio che sia qual-
mato, quando le ore sono condensati di Disse “Mi infastidiva non esser stato cosa che mi nutre e mi riempia, e che
pietra, riemerge sopra di noi. presente al suo funerale, non aver mai risucchi via la vita da me. Voglio essere
potuto dirgli nulla. Usai quello show per buttato contro le rocce”. Ci pensate?
The Last Goodbye è in realtà una can- dargli il mio ultimo saluto”. The Last
zone sulla fine di una relazione, cioè sul Goodbye. Nei giorni futuri, che troveranno spa-
tema ultimo di quasi tutti i brani miglio- zio in un calendario inesistente, Jeff
ri. Di almeno quelli che ti trovi addosso. Il manager di Jeff Buckley, Dave Lory, Buckley suonerà in sottofondo. È The
“Odio la sensazione che l’amore tra noi ha scritto un libro intitolato Jeff Buck- Last Goodbye quella che sentite. Non
due sia finito. Ma è finito”. La melodia ley: From Hallelujah To The Last Goo- abbiate timore, qualcosa accadrà. Ma
ha un sentore orientale, frutto di Nusrat dbye. Nelle pagine dedicate agli ultimi nel momento in cui lui dice, “Hai detto
ma anche di Plant, che si riflette nel giorni di Jeff c’è scritto che “Aveva fatto ‘no, questo non può succedere proprio
modo in cui Buckley pronuncia kiss me, un colloquio per diventare custode di a me’”, riflettete sulle parole e pensatelo
please kiss me. “Baciami, per favore farfalle allo zoo di Memphis. Penso che tra le acque buie mentre, chissà, avverte
baciami. Ma baciami senza desiderio, mirasse a sistemarsi. Voleva una vita l’eco di un epitaffio che non immaginava
tesoro, e fa che non sia un bacio di normale”. Davvero? Occuparsi della di aver scritto per sé.

The Last Goodbye è il terzo brano di Grace, che tutto sommato dovrebbe essere inciso nel vostro DNA, se siete qui.
È il 1994 ed esce come secondo singolo tratto dall’album. Originariamente si intitolava Unforgiven e, nella versione
Legacy di Live At Sin-é, si mostra splendente e spoglia. Voce e chitarra. Un incanto.

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RUMOREMAGAZINE G I U G N O 2 02 0

20 | RUMOREMAG.COM

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DOVE: QUANDO:

Londra, UK
WESTERMAN dal 2017

COSA:

Sophisti pop che si nutre di sottrazione

IL DISCO: ONLINE:

YOUR HERO IS NOT DEAD westerman.world


PIAS/PARTISAN, 2020

our Hero Is Not il suo album d’esordio in uscita da musica e testi. “Il mio è un
Dead è stato questo mese (dopo due EP lavoro di sottrazione progressiva,
“Y l’ultimo pezzo
dell’album. L’ho
pubblicati fra il 2017 e il 2019).
”Nearly There, Cyborg accomuna
che porta ad un bilanciamento
intuitivo. Anche con i testi,
scritta il giorno in artisti che, ognuno a suo modo, parto da un’idea centrale, per
cui è morto Mark hanno perseguito strenuamente la poi svilupparla con poche
Hollis. Non è necessariamente propria visione, senza ponderare linee. È la teoria dell’iceberg di
dedicata a lui o ai Talk Talk, ma troppo se avrebbe funzionato o no Ernest Hemingway: non tutto va
lui è la cosa più vicina ad un per la maggioranza”. spiegato nelle parole del testo.
eroe per me, e quello era il mio Il significato emozionale può
modo di rispondere alla tristezza Nel 2017, la sua prima rimanere implicito”.
che sentivo in quel momento”. collaborazione con Nathan
Il londinese Will Westerman Jenkins (in arte Bullion) per l’EP A Will è stato precocemente
frequenta la prestigiosa d’esordio Call And Response e diagnosticato un deficit
Charterhouse, imparando le la scoperta dell’elettronica come dell’attenzione (AHDH), il
nozioni accademiche del canto necessario completamento. “Io che chiude (forse) il cerchio
corale. “Ho iniziato a suonare provvedo alle basi melodiche e sulle ragioni intime della sua
la chitarra a 16 anni. Non ho alle linee vocali e con Nathan musica. “A livello inconscio, la
mai preso lezioni. Ho imparato risolviamo il puzzle che, composizione per me è un modo
gli accordi essenziali, iniziando attraverso l’introduzione di di mettere in ordine le cose.
a scrivere per me stesso. Solo elementi percussivi e gestione Molti trovano la mia musica
quando ho finito di studiare mi di pieni e vuoti, porta al pezzo rilassante perché, in fondo, è
sono chiesto se valesse la pena finito. Lavorare con qualcuno dal un esercizio di rilassamento
farmi ascoltare da altri”. I punti background diverso dal mio mi ha dell’anima”. E cosi, anche in
cardinali diventano i suoni che aiutato a capire meglio il processo tempi d’isolamento forzato c’è
gli girano intorno. “Neil Young dietro al quadro che cerco di sempre spazio per scelte intuitive.
era il preferito di mio padre. È dipingere con una canzone”. “Dopo qualche settimana,
divertente pensare che quando Impossibile non pensare ai schiacciato dall’enormità della
ero piccolo non sopportassi la sua Blue Nile di A Walk Across situazione, ho iniziato un corso di
voce e trovassi i suoi testi senza The Rooftops, addentrandosi storia dell’economia online. Sto
senso. Quando sono diventato nelle architetture algide (ma imparando a lavorare con Logic
adolescente, ho iniziato ad sentimentali) dell’album. “Il loro Pro. Ho letto A Short Story Of
ascoltarlo in modo diverso. Nick esordio è esplorazione pura. Nella England di Simon Jenkins (per
Drake è stato invece una mia trama e nelle linee percussive. capirci di più su questa faccenda
scoperta. Mi ha confortato mentre Nulla sembra irreggimentato, del nazionalismo), e scoperto
scrivevo da solo, senza stare in un derivativo. Anche per me si tratta il disco Keyboard Fantasies di
gruppo”. E Neil Young, insieme di un processo per tentativi, senza Beverly Glenn-Copeland. Ho
ad altri (Kate Bush, Talk Talk, avvalermi della sicurezza di guide guardato anche molti film di
Robert Wyatt e Frank Ocean, o riferimenti”. Con una cura Fellini. Il surrealismo di Giulietta
per dirne alcuni) finisce in una (quasi maniacale) nell’eliminare Degli Spiriti aiuta molto di questi
playlist con cui Will introduce tutto ciò che è ritenuto superfluo, tempi”.

TESTO DI Mauro Fenoglio

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DOVE: QUANDO:

Londra, UK
THE COOL GREENHOUSE dal 2017

COSA:

La salmodia essenziale ed esistenziale del post punk

IL DISCO: ONLINE:

THE COOL GREENHOUSE thecoolgreenhouse.


MELODIC, 2020 bandcamp.com

“My new favourite post- cinque elementi: avevo bisogno aver lasciato la scuola. Parliamo
everything existential music di un gruppo alle spalle perché di 12 anni fa! Per circa due anni
happening”: è perentorio Henry con il suono delle drum machine ho fatto su e giù tra Francia e
Rollins sul progetto musicale di minimali degli inizi avrei fatto UK. Credevo di essere un poeta,
Tom Greenhouse che, dopo due sempre le stesse cose e non sarei per lo più ero solo ubriaco”. Ad
EP e due singoli in compagnia solo andato lontano” mi dice Tom, ascoltare l’album ora Tom sembra
di una chitarra e un computer, ha “sono nato a Oxford ma sono molto sobrio, invece. Quasi rigido
tirato fuori il primo album. Gli è cresciuto a Leominister, una nel suo post punk minimale,
bastato trascorrere una settimana cittadina vicina al Galles. Per meccanico e salmodiante, che
con i musicisti di cui si circonda un periodo ho vissuto a Londra, utilizza l’umorismo per parlare
ora nello studio e spazio per adesso vivo a Norwich ma sto di cose serie: “Sì, la mia missione
concerti JT Soar di Phil Booth, un spesso a Londra dove risiede il era quella di creare musica pop
ex deposito di frutta e patate fuori resto del gruppo”. lunga e ripetitiva che non fosse
Nottingham. pretenziosa. Presto mi sono
In realtà per un po’ Tom ha vissuto reso conto che avrei potuto farlo
“L’idea di Cool Greenhouse anche nel vecchio continente: concentrandomi sui testi”.
risale al 2015 ma ho iniziato due “Pensavo di essere Arthur
anni dopo, nell’estate del 2019 Rimbaud, così mi sono trasferito
siamo diventati una vera band di a Parigi da adolescente, dopo

TESTO DI Manuel Graziani

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DOVE: QUANDO:

L’Aia,
Paesi Bassi SUPERSONIC BLUES dal 2014

COSA:

BlueCheerMC5SabbathCreamHendrix/punk extravaganza

IL DISCO: ONLINE:

REVERBERATION facebook.com/supersonicblues
WCYT, 2020

“Io suonavo in una band Sabbath, MC5, Stooges, ma anche volta i loro eroi, ti avrebbero
scolastica tipo AC/DC, prima di gente meno conosciuta come risposto: gli Shadows! Quel
fare musicologia ad Amsterdam”, Stack Waddy, Captain Beyond, che voglio dire è che ogni
mi dice Timothy, chitarrista, Pentagram”. generazione è cresciuta con il
“Gianni, il bassista, era in una proprio genere di musica, trends,
band psycho/funk/afrobeat e Qual è il vostro apporto creativo? situazioni socio-politiche. Quel
Lennart suonava la batteria in “Siamo il prodotto del nostro che è tipico di oggi è che non ci
una band surf speed rock”. Ecco tempo. La nostra generazione sono confini ristretti tra generi
i Supersonic Blues, una tra Ie (siamo tutti tra i 20 e i 30) è e subculture”. Quando uscirà il
più dedicate e allo stesso tempo totalmente differente da quella vostro album? “Abbiamo lavorato
moderne band con influenze dei 60’s e 70’s. Amiamo quei con Guy Tavares (Orange
heavy blues 60’s e 70’s. “Usiamo vecchi gruppi, ma ci rendiamo Sunshine) che ha mixato anche
vecchi equipaggiamenti 60’s conto che non può essere lo la cover dei 13th Floor Elevators,
per fissare quel suono. Amiamo stesso di allora. Cerchiamo di Reverberation (molto punk,
i vecchi ampli Sunn e Fender emularli, ma suoniamo anche nda). L’album uscirà tra poco per
e le batterie dal suono aperto quel che ci piace suonare. la WCYT, che ha già pubblicato
che si facevano in Germania Qualunque cosa ci ecciti. Se tu due singoli”.
nei ‘60. Amiamo Cream, Blue avessi domandato ai nostri eroi
Cheer, Hendrix Experience, dei 60’s e 70’s quali erano a loro

TESTO DI Claudio Sorge

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COMA BERENICES DO NOTHING
DOVE: QUANDO: DOVE: QUANDO:
Napoli, Italia dal 2015 Nottingham, UK dal 2018
ONLINE: facebook.com/hellocomaberenices ONLINE: donothingband.com

COSA: COSA:
Un suono immaginifico, Post punk
melodico e avant

IL DISCO: IL DISCO:

ARCHETYPE ZERO DOLLAR BILL


LA LUMACA DISCHI, 2020 EXACT TRUTH, 2020

Sono Antonella Bianco e Daniela Capalbo, Che nel Regno Unito le chitarre godano ancora di
accompagnate dal batterista Andrea De Fazio, già con Nu attenzione non è una novità. A essere degno di nota,
Guinea e Fitness Forever. “Dietro al nostro nome c’è La in particolare, è il revival del post punk. Oltre ai vari
Chioma Di Berenice, costellazione timida, visibile solo Fontaines D.C., Idles e compagnia bella serpeggia una
nelle notti primaverili”, spiegano. “Il suo fascio di luce schiera di nuove leve, tra cui i Do Nothing. Il quartetto di
rimanda alla mitologia greca e alla folta chioma della Nottingham ha pubblicato finora una manciata di singoli
regina Berenice, che la tagliò per un voto agli dei affinché (soprattutto un’ipnotica Gangs) e l’EP Zero Dollar Bill.
suo marito Tolomeo tornasse illeso dalla guerra. Lo
abbiamo scelto quando, rincasate da un concerto di St. Tra reminiscenze Fall, approccio dance LCD
Vincent, un’amica ce lo propose: fu una folgorazione”. Soundsystem e citazionismo che pesca dai Simpson
alla stand up comedy, il basso massiccio, la ritmica
Il nuovo disco si compone di sei strumentali. “I brani avvolgente e le chitarre vorticose sorreggono la
prendono forma da un dialogo melodico tra chitarre, voce salmodiante di Chris Biley, un David Byrne
tastiera e clarinetto (di Gabriele Cernagora, nda): più introspettivo e meno avvezzo ai passi di danza.
suonarli in orchestra sarebbe un sogno”. Il titolo è Indipendentemente dall’essere live o in studio, i Do
Archetype. “È un inno alla libertà che solo la musica Nothing esprimono una vivida alchimia: “Ci conosciamo
può regalare. Nella vita frenetica e dispersiva la musica da anni e siamo stati in varie band, questa è una versione
ci riporta a una dimensione originaria, archetipica, in molto recente di tutto ciò che abbiamo fatto”, afferma
cui le barriere mentali perdono consistenza. Brani che Bailey, “Suonavamo musica molto... noiosa? Ma poi ci
ripercorrono gli anni vissuti insieme, tra musica, concerti siamo presi un anno di pausa e abbiamo capito che cosa
e viaggi nei quali abbiamo toccato con mano il desiderio volevamo fare, e ora sta andando tutto bene!” Come
di trascendere e osservare la realtà attraverso le sue dargli torto. Abbandonare gli orpelli per l’essenziale è
molteplici sfumature, ma riconducendola in una cornice stato l’asso nella manica di un’ottima band, da tenere
universale”. d’occhio.

TESTO DI Barbara Santi TESTO DI Fernando Rennis

24 | RUMOREMAG.COM

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FLORE PUBLIC PRACTICE
DOVE: QUANDO: DOVE: QUANDO:

Lione, Francia dal 2003 New York, USA dal 2018

ONLINE: flore-music.com ONLINE: facebook.com/PublicPractice

COSA: COSA:
Suoni per il grande rave che verrà New (No) wave da ballare
nervosamente

IL DISCO: IL DISCO:

RITUALS GENTLE GRIP


POLAAR, 2020 WHARF CAT, 2020

Ok, la rubrica è Futura e qui invece si suona da anni. Sam York, la voce dei Public Practice, è una giovane
Però: fino a pochi mesi fa la lionese Flore Morfin era un Debbie Harry sovreccitata, il chitarrista Vince
segreto del giro breaks, con solo un album (Raw, 2010) e McClelland ha uno stile poco rassicurante, al limite della
qualche 12" fuori. Poi è arrivato Rituals, rinascita e disco tachicardia. Insieme suonavano nei Wall, ottima band
pazzesco fra cupa techno, gqom e dancehall. Culmine di post punk. Dopo la fusione con due ex Beverly, la bassista
un lungo percorso di reinvenzione personale e musicale: Drew Citron (molto Weymouth oriented) e il batterista
"L'uscita di Raw è stata travagliata, con problemi Scott Rosenthal, nel 2018 nascono i Public Practice,
anche personali. L'ìntero progetto Rituals (tre EP e due ovvero la faccia colta e danzereccia dell'underground
spettacoli live, prima dell'album) è figlio del bisogno di newyorchese contemporaneo.
guardare indietro. Come DJ a tempo pieno sentivo di
aver perso di vista ciò che mi aveva spinto a comporre. Vengono da Brooklyn, i Public Practice. Insieme a The
Ho voluto staccarmi dai cliché della musica da club, e ho Wants, P.E. e Bambara sono lo specchio di una città che,
scoperto come le mie radici siano psichedelia, rap anni pur nella sua spinta futurista, guarda con deferenza a un
90, happy hardcore e breakbeat. Rituals è il desiderio di passato remoto (la No wave fine ‘70 più accessibile, la
riavvicinarmi a loro e renderle contemporanee". dance contaminata dei primi ‘80, ZE Records e dintorni).
Ne scaturisce un ibrido vitale. E se i nomi che ricorrono
Con una forte influenza giamaicana: "Mi sono nutrita all'ascolto del loro primo album Gentle Grip sono
di questa estetica nei tardi anni 90, con l'elettronica del quelli di Talking Heads, Tom Tom Club, Bush Tetras e
tempo. Leftfield, Coldcut, Orb, Banco De Gaia, prima Liquid Liquid (100% NYC, non a caso), i Public Practice
jungle: grazie a loro ho scoperto le fonti, Trojan e Studio sembrano voler sfuggire a un passato che li vincola. E in
One, le mie due etichette preferite. Ho sempre trovato parte ci riescono: il loro post punk/funk da ballo sci-fi
la dancehall molto cavernosa, magnetica e wobbly, ed è (qualcuno ha tirato in ballo anche i B-52's), nonostante
quello che voglio sperimentare con la mia musica". tutto, è calato nel suo tempo. Bravi, belli da vedere e pop
quanto basta: si parlerà di loro.

TESTO DI Andrea Pomini TESTO DI Luca Frazzi

RUMOREMAG.COM | 25

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MARCO T E S T O D I A N D R E A VA L E N T I N I

GIALLINI
F O T O D I W O O LC A N E M A R C O G I A L L I N I

ROCK(O) SCHIAVONE
MARCO GIALLINI AKA GIALLO, AKA IL VICEQUESTORE ROCCO SCHIAVONE, FUORI
DAL SET RESPIRA E VIVE MUSICA. CLASH, GUN CLUB, WHO, LANEGAN, MC5,

S
QUEENS OF THE STONE AGE, IGGY…

dai romanzi di Antonio Manzini), a cui dà volto e


anima. Per non parlare delle sue parti in Boris 3 (dove
ha lasciato un segno indelebile con il personaggio
rusticissimo di Valerio) e Romanzo Criminale – fra le
molte produzioni televisive in cui ha lavorato.
A casa sua, nelle campagne dei dintorni di Roma,
Giallo – questo il suo soprannome – custodisce una
gran collezione di dischi, riviste musicali (fra cui
“Rumore”, di cui è un lettore assiduo) e strumenti:
lo specchio di un amore viscerale che si riflette
immediatamente nel calore con cui ne parla. Perché
Marco è davvero un fiume in piena nel raccontare dei
suoi album su vinile, dei suoi artisti preferiti, delle sue
esperienze ai concerti, dei suoi ascolti e della sua idea
di musica – che, sia ben chiaro, se è senza chitarre belle
rumorose rischia di far “rodere er culo”.
ono le prime ore del pomeriggio e lui sta preparando

PUNK & ANGUILLE


un sugo di quelli “alla vecchia”, con la carne, da girare
e cucinare con lentezza perché si insaporisca il più
possibile. Ogni tanto, mentre parliamo al telefono, “All’inizio ascoltavo, come tutti i ragazzini, i dischi
lo assaggia o si sincera che qualcuno stia seguendo la che trovavo in casa, quelli dei miei fratelli. Di roba
cottura. Mi preoccupo di averlo disturbato in un brutto italiana avevano poco: qualche album di Battisti e
momento, magari deve ancora andare a tavola, ma lui poi De Gregori, insomma quelle cose lì. Io però delle
mi blocca: “No, tranquillo, non è roba per il pranzo. Mi loro collezioni preferivo i dischi con altre sonorità:
sto solo portando avanti”. E continua, fra una battuta dal primo Brian Eno ai Deep Purple e Led Zeppelin,
tagliente e l’altra, a chiacchierare di musica, partendo ma anche i Mountain, i Grand Funk Railroad, gli
per tangenti, rievocando immagini e ricordi, a volte Uriah Heep, i Can… tante di queste cose sul rock,
canticchiando qualche riff per sottolineare i concetti. hard rock. Le sentivo tantissimo, ma poi è arrivato il
Classe 1963, Marco Giallini è uno dei volti più amati punk. Mi ricordo ancora dov’ero quando ho ascoltato
del cinema e della TV in Italia. Sul grande schermo il primo pezzo punk della mia vita: mi trovavo in una
continua a essere protagonista di pellicole che barchetta da pesca sul Tevere dalle parti del ponte
raccolgono ottimi riscontri, ma da qualche anno è in di Corso Francia. Eravamo con un amico nostro, più
pratica identificato col vicequestore Rocco Schiavone, grande, che di notte ci portava a pesca di anguille
personaggio principale dell’omonima serie RAI (tratta con la bilancia: stavamo sulla barca fino all’alba­, poi

TAG: #roccoschiavone #mc5 # brantbjork #marklanegan #vinili ONLINE: facebook.com/MarcoGiallini.Official

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MARCO GIALLINI T E S T O D I A N D R E A VA L E N T I N I

gli MC5 o gli Stooges questo li sente due o tre volte


e poi dice: ‘Oddio li scarico, belli!’ Pensa anche a
«MI RICORDO ANCORA DOV’ERO un gruppo come i Litter, loro contemporanei: erano
Q U A N D O H O A S C O LT A T O I L P R I M O fantastici, ma non sono conosciuti. Però le cose
bisogna farle scoprire, capisci? È così che funziona”.
P E Z ZO P U N K D E L L A M I A V I TA : M I T R O-
VA V O I N U N A B A R C H E T T A D A P E S C A
SUL TEVERE DALLE PARTI DEL PONTE IGGY POP
“È un grande, però diciamo che da solo Iggy ha
D I C O R S O F R A N C I A . E R A VA M O C O N
fatto più canzoni brutte che belle (ride, nda). Poi
U N A M I CO N O S T R O, P I Ù G R A N D E, ce ne sono anche certe come Real Wild Child che
C H E D I N O T T E C I P O R T A VA A P E S C A se le senti dal vivo con basso, chitarra e batteria
D I A N G U I L L E C O N L A B I L A N C I A : S TA- allora sì che spaccano, ma su disco non rendono. Ho
tutti i suoi album, anche l’ultimo: l’ho preso subito
VA M O S U L L A B A R C A F I N O A L L’ A L B A ­, e devo dire che mi è piaciuto molto. È una deriva
P O I L A M A T T I N A P R E S T O P O R T A VA M O differente, ma come dire… si può anche deviare dalla
L E A N G U I L L E A L M E R C ATO. I N S O M M A , strada conosciuta. E comunque cosa vuoi che ti dica:
all’Iguana si perdona tutto!”
E R A VA M O L Ì , I N M E Z Z O A L L’ U M I D I T À E
A L L A F O S C H I A D E L F I U M E, N E L B U I O, E
A UN CERTO PUNTO DALL A RADIOLINA JOY DIVISION
“Con l’arrivo dei Joy Division, cambiò un po’ la
S E N TO : ‘S I E T E S I N TO N I Z Z AT I S U R A D I O
faccenda e mi misi a sentire anche quelle cose lì.
BLU E QUESTO È IL PUNK ROCK’. E Era il periodo in cui tutti noi pensavamo (ride,
PARTONO EDDIE & THE HOT RODS CON nda) non seriamente al suicidio… ecco, i Joy
Division erano perfetti. E comunque noi, un po’ alla
TEENAGE DEPRESSION…»
Lester Bangs – ho letto che una frase del genere la
attribuiscono a lui – ogni mattina svegliandoci per
prima cosa pensavamo che volevamo morire… ma
poi cambiavamo subito idea, perché altrimenti ci
saremmo persi il nuovo degli Stones!”
la mattina presto portavamo le anguille al mercato.
Insomma, eravamo lì, in mezzo all’umidità e alla

I PRIMI LIVE
foschia del fiume, nel buio, e a un certo punto dalla
radiolina sento: ‘Siete sintonizzati su Radio Blu e
questo è il punk rock’. E partono Eddie & The Hot “Il primo concerto che mi ricordo di avere visto credo
Rods con Teenage Depression… da quella radio a sia stato uno di Lene Lovich. Ti rendi conto? Mi ero
transistor minuscola a batterie! Comunque a parte i anche comprato il disco allora, ma comunque si
dischi dei miei fratelli, il primo che mi sono comprato andava a vedere un po’ quello che capitava, perché
proprio coi miei soldi credo sia stato Alive II dei Kiss. in Italia in quel momento di concerti ne passavano
Poi mi presi Made In Europe dei Deep Purple… ma pochi… non veniva più nessuno dopo certi brutti
ero fissato coi Kiss da ragazzino: e quando scoppiò il episodi che erano successi. La situazione era esplosiva
punk ecco che iniziarono tutti a rompermi le scatole per via di certa politica: se ci pensiamo ora, ci furono
perché mi piacevano i Kiss. Però quando Kurt Cobain ragazzi che ammazzarono altri ragazzi per conto di
e i Melvins hanno cominciato a dire che erano un altri – quello accadde, nella sostanza. Tirava una
gruppo importante allora improvvisamente i Kiss brutta aria, ci furono episodi pessimi come il live di
andavano bene a tutti!” Lou Reed interrotto e le molotov contro Santana. Poi
con l’avvento del punk, piano piano, hanno iniziato a
muoversi più cose, hanno iniziato a tornare le band.
MC5, STOOGES & CO. Vidi, tutti in fila, un sacco di grossi nomi: Talking
“Sono il mio faro, gli MC5. Penso che il primo disco, Heads, Elvis Costello, Joe Jackson, i Ramones i
il live, quello con la famosa frase, ‘Kick out the jams, Pretenders… il loro fu un grande concerto, favoloso,
motherfuckers!’, sia inarrivabile. Una fucilata. Una incredibile. Me lo ricordo come una cosa pazzesca:
vera fucilata in bocca, che però purtroppo la gente suonavano da Dio. Dico nomi a caso, ma ne ho visti
tende a dimenticare, perché poi le persone ascoltano davvero tantissimi. A me poi piaceva mescolare tutto.
quello che gli viene dato… vedi, se io adesso faccio Perché in realtà non ho mai creduto nella divisione
ascoltare a un ragazzo, magari un amico di mio figlio, per generi… io preferisco dire che si sente musica”.

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HEAVY METAL CLASH LIVE
“Fra i miei amici, chi ascoltava soltanto punk o un “Li ho visti certo, ero un ragazzino, a Bologna:
unico genere finiva per perdersi un sacco di roba ad aprire c’era il vecchio gruppo di Raf (i Cafè
buona, perché erano settari. Io mi sentivo anche il Caracas, nda). Ma poi l’anno dopo sono andato
metal fra le varie cose, per esempio. Ad ogni modo, anche al Vigorelli di Milano, dove i Clash avevano i
mi ricordo il concerto dei Motörhead perché ho perso Not Moving come band di spalla, e oserei dire che
quasi l’udito: ero sotto una delle casse quando Philty è stato uno dei momenti più alti della mia vita di
Animal Taylor partì con la rullata di Ace Of Spades, appassionato di rock”.
dopo l’intro di Lemmy… sono partiti a duemila
all’ora a un volume folle, vedevo le cromature degli
strumenti che luccicavano sotto le luci, in mezzo al CONCERTI ADESSO
fumo, e mi sono detto: ‘Cazzo, sono fottuto!’ E poi ho “Come no, scherzi? Mi piace ancora moltissimo
visto gli Iron Maiden con Paul Di Anno… insomma, andare a vederli, anche se capita molto meno di
non sono uno di quelli con la puzza sotto al naso prima. Gli impegni e il tipo di notorietà che comporta
(ride, nda), ho visto e ascoltato di tutto. Per me il lavoro che faccio hanno un prezzo da pagare.
Iron Maiden e Killers sono dischi fondamentali. Mi Andare in giro è difficile. Te lo dico in romanesco…
piacevano anche gli Angel Witch, mamma mia che un amico mio una sera mi ha detto: ‘A Giallì, hai fatto
gruppo! E anche i Mötley Crüe: Too Fast For Love, il più foto te oggi che gli ZZ Top’. Te la dico così, terra
primo album, è un grande disco. Però quello lì, solo terra, ma è vero. Quando arrivi ad avere una certa
lui. Già quello dopo, Shout At The Devil non andava… notorietà, inevitabilmente c’è un conto da saldare,
ce l’ho, per carità, lo comprai perché aspettavo tanto ma è giusto così, perché vieni pagato dalla gente che
che uscisse all’epoca, però non era più la stessa ti segue e ti apprezza, di conseguenza ci devi stare.
cosa. Il primo invece è un disco a cui tengo molto: Io almeno sono così. Però poi arrivi a un punto in cui
in primis perché la prima stampa fu praticamente non resisti più, non ce la fai proprio… perché ogni
un’autoproduzione, roba fatta da loro. Poche copie, volta che vai in un posto non è che puoi parlare con
un paio di migliaia. Io ho quella e mi ricordo che me tutti, è sfiancante”.
la comprò mia moglie, appena uscita, come regalo di
compleanno: eravamo fidanzati all’epoca”.

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MARCO GIALLINI T E S T O D I A N D R E A VA L E N T I N I

LANEGAN, QUEENS OF
BRANT BJORK THE STONE AGE
E ARCTIC MONKEYS & JOSH HOMME
“Fra gli artisti più recenti Mark Lanegan per me è “Li apprezzo moltissimo fra le band contemporanee,
davvero uno che può fare quello che vuole, anche anche se a qualcuno sembreranno troppo mainstream.
scoreggiare in un microfono: io prendo tutto quello Ma non solo hanno fatto dei gran dischi: secondo me
che fa. In Rocco Schiavone c’è Lanegan con Duke hanno dato tutto un senso nuovo al rock, cambiando
Garwood nella colonna sonora… nella scena in cui certe regole scolpite nella pietra, con parti storte
Schiavone si fuma la prima canna c’è Mescalito, per per poi tornare a ritornelli orecchiabili. Ti cito Era
dire. E lì c’è stato lo zampino del Giallo, di Giallini che Vulgaris, un disco considerato minore che quando
ha agito (ride, nda). Un altro mio grosso pallino – ma uscì fu criticatissimo, ma per me è un capolavoro. Josh
davvero grosso, grosso – è Brant Bjork. Lo ascolto Homme per me è fantastico. Pensa anche al lavoro che
tutti i giorni. Amo tutti i suoi dischi e sto aspettando ha fatto con Iggy Pop in Gardenia…”.
quello nuovo con trepidazione. Per me lui, di tutto il
giro stoner, è il migliore. Mi piace lo stoner, lo ascolto
tanto – magari non tutto, però apprezzo tantissimo COLLEZIONISMO
E DISCHI
la scena del cosiddetto desert rock… di quel genere
ho praticamente tutto. Bjork fra tutti, comunque, l’ho
sempre seguito come fosse una specie di sciamano, un “Sono un appassionato, ho qualche migliaio di dischi.
guru… (ride, nda) un po’ un ritorno a quelle passioni Parliamo di vinile, ovviamente. Poi ho anche un paio di
che si vivono da adolescenti! Mi piace davvero molto migliaia di CD, anche perché ormai si trovano a prezzi
la sua personalità musicale, quel sound distorto. accessibilissimi. Ti ricordi all’epoca? Quando sono
Apprezzo anche i suoi vari progetti paralleli. Poi fra le usciti costavano una follia, adesso invece è molto meglio
band attive adesso ho apprezzato gli Arctic Monkeys, e poi trovi un sacco di box, cofanetti. Fra i tantissimi
che hanno fatto cose interessanti. L’ultimo non è dischi che ho è impossibile – o quasi – dire quali siano
male, ma francamente preferivo quello prima… sai, per me i più importanti, ma se proprio devo, su tutti
se sento poche chitarre un po’ me rode er culo (ride, scelgo quelli dei Clash che per me hanno rappresentato
nda). Eh sì, ho questo problema, se non sento un bello tantissimo… ho tre copie di London Calling, per
sferragliare di chitarre mi innervosisco subito”. dire. E poi i Damned: il loro LP di debutto, Damned

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MARCO GIALLINI T E S T O D I A N D R E A VA L E N T I N I

Damned Damned per me è una pietra miliare. Ma ce ne


sono tanti davvero. Te ne dico così a caso qualcuno… I VIDEOCLIP
“Ho lavorato a parecchi video musicali e in effetti,
Who’s Next degli Who (loro per me sono davvero uno
se vogliamo parlare di ‘genere’, sono tutti piuttosto
dei gruppi della vita), il primo degli MC5 di cui già ti
scollati da quelli che sono i miei ascolti abituali, ecco.
ho detto, Funhouse degli Stooges, Never Mind The
Ma il punto è che li ho fatti perché erano il frutto di un
Bollocks dei Pistols – che nella loro inconsapevolezza
percorso di amicizie: con gli artisti, coi produttori…
fecero un disco pazzesco. I Gun Club… ho un tatuaggio
io se sono amici mi presto volentieri, poi non è che
dei Gun Club, e non aggiungo altro. Per non parlare dei
devo per forza comprarmi il disco. Ho partecipato con
Thin Lizzy: io sono pazzo di loro e di Phil Lynott. E Stan
la voce, ad esempio, a un pezzo di Paola Turci. È una
Ridgway è un altro Dio per me. Continuo a comprare
canzone, come ha detto anche lei, un po’ nello stile
dischi, non mi fermo… mi piace ancora andare nei della romanità alla Gabriella Ferri, un brano molto
negozi, ma non riesco a farlo spesso, quindi acquisto più bello che si intitola Ma Dimme Te. Poi ho fatto dei clip
che altro online. È andata così: come dicevo a proposito per Marina Rei, Max Pezzali… lui è un buon amico, gli
dei concerti, andare in giro è diventato un problema. piace il rock come a me anche se poi fa un altro tipo
E ribadisco: è una cosa bella, solo che poi alla fine è di musica. E gli piacciono le moto come a me – lui
stressante. Entri al ristorante e hai la sensazione di però è per Harley, io Triumph. Io sono per la velocità,
avere le braghe calate o le orecchie da Topolino (ride, infatti mi sono massacrato in moto e ho avuto più di un
nda). Ti spiego: quando vuoi entrare, ti devi preparare incidente… in uno mi sono quasi ammazzato”.
a fare il primo passo. Fai un respiro poi dici: ‘Ok, vado’.
Apri la porta, si ferma tutto per un momento e poi senti:
‘Ma sei tu! Li mortacci tua!’… questa è l’espressione DE GREGORI
tipica che senti a Roma: ‘Li mortacci tua!’ (ride, nda). “Con lui ho suonato e cantato. È successo un anno fa
Ma non crederti, anche all’estero… in Francia fanno: a marzo. Ero in Val d’Aosta a girare Rocco Schiavone,
‘Oh! Le comedién!’ Perfetti Sconosciuti è effettivamente sono sceso a Roma al volo, ho cantato tre pezzi con lui
andato molto bene in tutto il mondo. Pensa che mi è e uno da solo al Teatro della Garbatella. È stata una
stato detto, e lo riferisco con la massima autoironia: grande emozione, lui è diventato come un fratello per
‘Marco, tu non puoi andare a Taiwan, sei troppo famoso me. Pensa… se da ragazzino avessi detto a mio fratello,
laggiù’… ma cosa? Io non so manco dove cacchio sta che aveva i suoi dischi, che avrei cantato con De
Taiwan! (Ride, nda)”. Gregori lui mi avrebbe risposto: ‘Mavaff…!’ Sai, quando
arrivi da quel tipo di estrazione molto popolare come
me e i miei fratelli, è difficile pensare che magari, in
GLI ITALIANI futuro, qualcuno che tu consideri un mito, o comunque

E IL MICROFONO
una figura ‘in alto’, importante, potrebbe venirti a
cercare – come ha fatto Francesco con me – e chiederti

DEGLI EXPLOITED di fare qualcosa assieme”.

“Ascoltavo in proporzione meno musica italiana, ma


c’era parecchia roba che mi piaceva. Tutta la scena
SANDY BANANA
& THE MONITORS
di Pordendone e del Great Complotto, per dire.
Poi i Gaznevada, con Sick Soundtracks, ma anche i
Diaframma, i Litfiba che ho apprezzato molto fino a “Avevo una band di amici: io, Piero, Orlando, Leandro,
17 Re. Loro li vidi al Bologna Rock, quando lo vinsero Maurizio… avevamo una batteria scassata, un basso,
nel 1982 e con loro a suonare c’erano addirittura qualche chitarra. Ci chiamavamo Sandy Banana & The
gli Exploited… un mio amico – di cui non farò il Monitors. Banana veniva da un amico che chiamavamo
nome, anzi non dirò il cognome, ma si chiama Piero così non per motivi strani che potrebbero venire in
– durante il concerto arraffò il microfono con cui mente (ride, nda), ma perché lui era altissimo, mentre
cantava Wattie e lo strappò dal cavo portandoselo tutti noi altri eravamo ancora bassini di statura. E
via: ce l’ha ancora adesso come souvenir, il microfono poi Sandy Banana era anche un nomignolo di Billy
degli Exploited. Sai anche chi ho amato molto e Blade dei Gaznevada… insomma decidemmo il
mi piace sempre? Umberto Maria Giardini, che nome mischiando queste robe se mi ricordo bene. Io
prima si faceva chiamare Moltheni: lui è davvero un suonavo la batteria, qualche volta cantavo anche, ma
principalmente stavo alla batteria. Eravamo un gruppo
grande, uno dei migliori sulla scena. Come anche
così, un po’ fantasma, nel senso che non abbiamo mai
Paolo Benvegnù, che apprezzo molto. Fra i gruppi
fatto un concerto vero e proprio, però suonavamo per
contemporanei italiani mi piacciono anche i Giuda,
gli amici che venivano a vederci in garage. Facevamo di
che abitano in un paese vicino a dove sto io. Ho
tutto – anche dei gran cannoni (ride, nda). Suonavamo
diversi loro dischi e caspita: menano forte”.
cover e roba nostra… a volte improvvisavamo per ore.
Forse mi è rimasta qualche cassetta, ma non abbiamo
mai inciso nulla”.

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SLEAFORD
MODS T E S T O D I M AU R I Z I O B L AT TO
F O T O D I S I M O N PA R F R E M E N T

FUCKED. FUCKED.

A
di Nostro Signore, ma conosco le ballate di Robin
Hood”. Boom. Quella di William Langland, detto Will
l’Allampanato, poeta e, a quanto pare, grandissimo
collettore di debiti, è la prima testimonianza storica
raccolta sul celeberrimo ladro che rubava ai ricchi per
dare ai poveri. Ma quindi è esistito Robin Hood? Si
nascondeva davvero nella foresta di Sherwood? È stato
Che Guevara con Fra Tuck? È lui il primo vero eroe
di Nottingham? Leggende britanniche o antesignani
Sleaford? Be’, direi Do-wel, Do-bet et Do-best.

Olympiastadion di Monaco di Baviera, 30 maggio 1979,


finale di Coppa dei Campioni. Al 45” lo scozzese John
Robertson crossa dalla sinistra e Trevor Francis, in
tuffo, incassa. 1-0 per il Nottingham Forest sul Malmö:
vete con voi una drum machine? Chi non la possiede, lo stadio esplode. Rimarrà il risultato finale. Gli
chiaro…In caso contrario fate partire un ritmo, fosse uomini che indossano the Garibaldi (pare che il rosso
anche una beatbox vocale, un tunz tutunz casalingo delle casacche sia un omaggio condottiero italiano)
stile performance rimbambita. Ci siamo? Bene, ora vinceranno la coppa più prestigiosa al loro esordio. Due
recitateci sopra, ripetendo senza sosta, “The Vision of anni prima erano in quella che, all’epoca, si chiamava
William concerning Piers the Plowman, together with First Division. In panchina c’è Brian Clough, quello
Vita de Do-wel, Do-bet et Do-best, secundum Wit et di Maledetto United. Un anno dopo conquisteranno
Resoun”. Aumentate la pronuncia roca su Do-wel, Do- ancora la Coppa, in finale contro l’Amburgo. Oggi
bet et Do-best, quindi battete un piede e sudate senza sarebbe impensabile. Quindi immaginate il frastuono
moderazione alcuna. Bene, siete stati Sleaford Mods dei tifosi delle Midlands orientali, apritevi una lattina
anche voi, episodio 1. e rimanete immobili, a godervi quel felice inferno
di gioia. Bene, siete stati Sleaford Mods anche voi,
Spiegazione: L’amabile testo che avete declamato episodio 2 (e la spiegazione c’è già stata).
è in realtà il titolo di un poema narrativo iniziato
dallo scrittore britannico Wiliam Langland nel 1360 La valanga di parole e l’immobilismo dietro il furore.
e portato avanti fino alla sua morte. “La visione Lava e sogghigno: le due anime Sleaford, uno degli
di Pietro l’Aratore (più la parte beatbox…)” è un “acts” più naturalmente caratterizzati a prima vista su
lavoro onirico, ma ricco di invettive sociali, carico un palco. Robin Hood, Garibaldi, Madonna Ruberia,
di accuse verso i ricchi e i loro assurdi privilegi e Brian Clough. E, ovviamente, gli Sleaford Mods.
parallelamente pieno di elogi verso le classi più deboli, Piccola storia nobile di Nottingham e dei suoi eroi.
povere e abusate. Tra i personaggi spicca la figura di Orgoglio proletario, nobiltà di strada, gioia compressa
Madonna Ruberia, mentre fra i passaggi più rilevanti, e rivoluzione quotidiana. Insomma, molti di noi, da
è bene ricordare “Non conosco bene le preghiere bambini o da padri, sono incappati in Robin Hood della

TAG: #nottingham #dowel #pietrolaratore #todays2019 #fucked ONLINE: sleafordmods.com

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Disney, con quel gallo che, chitarra in mano e piglio Penso che si possa considerare All That Glue
da songwriter indie alla Iron & Wine, cantava “Ogni come una sorta di greatest hits. Il che porta
città qualche guaio ha, ma qua e là c'è serenità, ma sempre a qualche consuntivo. È il momento in
non a Nottingham. Com'è triste subir questa tirannia cui, magari senza volerlo, si tirano le somme.
e non poter volare via dopo tanto pianto, dopo aver Agli inizi immaginavate che le cose sarebbero
sofferto tanto. Forse un po' di gioia tornerà, ma non andate in questo modo?
a Nottingham”. E poi avranno magari incrociato “No, onestamente pensavamo che non saremmo finiti
Tweet Tweet Tweet degli Sleaford Mods quando da nessuna parte. Al massimo poteva essere una roba
attacca “Ho iniziato a traballare di martedì, macchie buona per Nottingham, dentro i confini della nostra
di sudore sui finestrini degli autobus, non voglio città, ma niente di più. Davvero”.
rovinarmi il cappotto ma è così che va. ‘Coraggio,
fottuto bastardo!’, questo è tutto quello che gli ho Riesci a fissare due o tre canzoni che secondo
sentito dire. La bandiera di San Giorgio sul furgone te hanno segnato più di altre l’evoluzione
bianco. Questa è la razza umana. Questa è la razza musicale o “storica” degli Sleaford Mods?
umana. UKIP e la tua disgrazia. Teste tritate per “Ce ne sono ovviamente moltissime. Va detto che tutto
le strade di Londra. Tutti voi zombie tweet, tweet, cambiava velocemente e in continuazione. Ma quelle
tweet”. Quindi si saranno detti “Be’, c’è un filo rosso”. che mi hanno fatto sentire come se avessimo davvero
Vecchi problemi, stessi luoghi, solite incazzature, rotto le barriere creative sono state Fizzy, Tied Up In
canzoni diverse. L’avranno visto il gallo della Disney Nottz e B.H.S.”
gli Sleaford Mods? Magari è una domanda da non fare,
un rischio da non correre. Anche perché l’occasione per Ottimo, sono tutte e tre in All That Glue.
risentirli, musicalmente e di persona, è l’uscita di All Riascoltando l’album devo dire che trovo sia
That Glue, raccolta di “grandi classici”, lati b, inediti sempre stata sottostimata la crescita musicale
e rarità raccolti negli ultimi sette anni di carriera di degli Sleaford. L’epica da working class ha
Jason Williamson e Andrew Fearn. Per capirci, Andrew messo in ombra i costanti, magari minuscoli,
è quello che schiaccia il tasto del ritmo e poi si fa una processi di ingrassamento del ritmo, le
birra, mentre Jason è quello che sbraita, arringa e suda. geometrie scarne, quasi Wire e Joy Division. È
Con il suo accento rugginoso e adorabilmente ostile, raro un equilibrio simile di groove e spinta post
parliamo con Jason, quello che suda. punk. Esiste “un piano artistico”?

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SLEAFORD MODS T E S T O D I M AU R I Z I O B L AT TO

“No. Assolutamente tutto naturale. Io non ho nessuna


familiarità con la scena e il suono post punk. Anzi,
devo dirti che non mi piaceva nemmeno. Ascoltavo hip «ALL A FINE TUTTI MASTICANO UN PO’
hop, Wu-Tang Clan, ma anche roba a caso”. DI INGLESE E, SE RIESCONO AD ABBI-
N A R LO A L L A S P I N TA D E L L A M U S I C A, I L
Però insisto sulla raffinatezza mascherata dei
vostri suoni. Sembra primitiva e dissonante, G I O C O È FAT TO. Q U I N D I È S Ì S T R A N O
ma dietro la prima linea d’assalto ci sono CHE SI RIESCA A FUNZIONARE CON
sempre piccoli gioielli. Per esempio in Tweet
UN PUBBLICO STRANIERO, MA NON
Tweet Tweet, dietro il beat e il bassone alla
Peter Hook, io ci sento Morricone. Mi sono C O S Ì TA N TO, I N F O N D O»
giocato il cervello?
“No! C’è Morricone, assolutamente (ride di gusto,
nda)”.

Sono sempre il tempo e le circostanze a In questa direzione, so che avete lanciato


portare le canzoni a un livello diverso, e #AskModsAnything, cioè la possibilità per
Jobeseeker lo ha raggiunto. Ma, al netto chiunque (anche tramite messaggio video
dell’economia disastrata e della mancanza di WhatsApp allo 07958180599) di chiedervi
lavoro, avevate la sensazione fin dall’inizio che qualsiasi cosa. L’idea era poi montare il tutto in
potesse diventare in qualche modo un inno una specie di show. Come sta andando?
generazionale? Lo immaginavi mentre scrivevi “Male, ci siamo dovuti fermare. Il virus ha rovinato
una cosa come “aggrapparsi disperatamente tutto”.
a un volantino sulla depressione fornito dal
National Health Service”? A questo proposito, come giudichi la gestione
“No. Ma, onestamente, è così per l’intera storia dell’emergenza da parte dell'Inghilterra?
degli Sleaford. Dal giorno che li ho messi in piedi Pazza, superba? Mi riferisco all'idea iniziale di
e ho incontrato Andrew, eravamo convinti di non "immunità di gregge", alle prese di posizione
combinare nulla. Inanellavamo soltanto sfortuna dopo di Boris Johnson, che gli si sono rivoltate
sfortuna”. letteralmente contro. Non pensi che sarà
l'ennesima causa di impoverimento delle classi
Invece non è andata così. Credo, in più deboli? 
prima battuta, per merito dei testi. Forse “È uno spettacolo di merda. Anzi, uno spettacolo
nessuno parlava con così tanta chiarezza. horror. Questo governo è semplicemente la nuova
L’immedesimazione è stata totale. Aspettavano versione del solito insieme di bastardi. E non abbiamo
i tuoi testi. È pur vero, per dirla alla Dylan, ancora visto niente, credimi”.
che non non hai bisogno di un metereologo
per capire da che parte tiri il vento, però la Ne sono certo, purtroppo. Difficile essere
credibilità non arriva gratis e bisogna non ottimisti. Tu come stai passando questi giorni
soltanto conoscere, ma forse essere anche di quarantena?
parte di ciò che si canta. O si urla. Alla fine chi “Bene, tutto sommato. Mi deprimo un po’ e sono
influenza cosa, tra parole e musica? ovviamente incazzato, ma in generale cerco di stare su
“Entrambe. In equilibrio”. e di non farmi fottere dalla situazione”.

Di sicuro però la tua montagna di parole è un Dall’esterno talvolta sembra che, più che le
tratto inequivocabile. Non vorrei sembrarti organizzazioni politiche, siano gli artisti spesso
offensivo, ma il tuo accento non è esattamente “a fare la sinistra” in Inghilterra. E credimi,
immediato da comprendere. Non vi ha mai questo non avviene ovunque. Voglio dire, mi
sorpreso il fatto di aver avuto successo non pare che gente come Ken Loach, Billy Bragg o
dico fuori dalle Midlands, ma dall’Inghilterra Kate Tempest abbiano un legame più credibile
stessa? con ciò che accade realmente nel Paese. Che lo
“Yeah. Certo, ci ha sorpresi eccome, è abbastanza raccontino, ma ne siano anche un amplificatore
incredibile. Ma alla fine tutti masticano un po’ di sincero. E utile. Ti riconosci in questi tipo di
inglese e, se riescono ad abbinarlo alla spinta della tradizione?
musica, il gioco è fatto. Quindi è sì strano che si riesca “Sì. Credo che lo facciano anche gli Sleaford Mods,
a funzionare con un pubblico straniero, ma non così magari diversamente, ma siamo coinvolti anche noi in
tanto, in fondo”. quel modo di fare le cose. Di sicuro ammiro tutte quelle

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«NON HO L A MINIMA IDEA DI COME
ANDRÀ E DI COME CI SI POTRÀ ORGA-
NIZZARE. MA SUONARE DAL VIVO MI
M A N C A M O LT I S S I M O E S P E R O D I P O-
TERLO FARE IL PIÙ PRESTO POSSIBILE»

persone e, sì, penso che spesso facciano un lavoro


migliore del nostro! (ride di nuovo, nda)”.

Forse è una curiosità stupida, ma a proposito


di band emblematiche, che rapporto hai con gli
Smiths?
“Nessuno. Non ho davvero nessuna opinione su di
loro. A parte il fatto che erano, ovviamente, una grande

SLEAFORD MODS band”.

Curiosità stupida numero due. Penso che se


lo domandino tutti, dopo averti visto dal vivo,
a sgolarti e dimenarti sul palco. Ma non sei
ALL THAT GLUE stanco come una bestia dopo ogni live?
ROUGH TRADE “Ahh! Sì, un pochino, a dirla tutta. Ma in questi giorni
mi sto finalmente occupando di me stesso e, devo
ammettere che sono fottutamente in forma! (risata più
È bello pensare che esista
ancora un mondo dove divertita di tutta l’intervista, nda)”.
qualcuno inveisce e parla di
cose che conosce, su ritmi Sono contento per te, non vediamo l’ora di
sporchi e bassi pesanti,
per giunta targato Rough vederti all’opera, allora. Non sei preoccupato
Trade. Un segnale di vita, per quanto accadrà ai concerti? La vicinanza
una pulsazione riconosciuta. fisica e "carnale" è una caratteristica essenziale
Diciamocelo, gli Sleaford
Mods sono una delle poche delle vostre esibizioni. Preservarla sarà difficile
“vere” novità degli ultimi e innaturale.
anni. Neanche tanto ultimi, “Sì, sono ovviamente molto preoccupato. Non ho
visto che sono in pista
dal 2007, e lo testimonia la minima idea di come andrà e di come ci si potrà
una discografia ricca e frastagliata tra EP, album e raccolte. organizzare. Ma suonare dal vivo mi manca moltissimo
Disorientati? Iniziate da qui, con una quota di inediti e lati e spero di poterlo fare il più presto possibile”.
b, ma soprattutto con una sequela micidiale di “classics”.
Jobeseeker, Jolly Fucker, Tweet Tweet Tweet e TCR sono
tutte dentro, e già potrebbe bastare. Ma il divertimento, L’ultima volta vi ho visti a Torino, al TOdays
perché è anche questo, è assicurato da 22 canzoni di rabbia, festival del 2019. Suonavate una domenica
nobiltà working class, accenti abbastanza inesplicabili e
grandi strutture musicali. Eccolo il pregio spesso taciuto degli pomeriggio di fine agosto, sotto il sole, in
Sleaford: la raffinatezza (sì, lo è) delle basi. Che se le sogna un’area industriale dismessa, il Parco Peccei.
l’hip hop, che se le sentono addosso le falangi della Post Punk Mi è sembrata la cornice perfetta per un grande
Preservation Society di Fall, Joy Division (il basso, quel basso)
e Cabaret Voltaire. C’è la 4AD dietro alla chiamata alle armi di live.
Reef Of Grief, il Tricky Quasi Dio nel bofonchio senza dentiera “Fantastico concerto, me lo ricordo molto bene. È stato
del ritornello di Blog Maggott, i Bauhaus ascoltati da un davvero bello essere lì”.
corridoio con le porte chiuse nel ringhio di Fizzy e la Dischord
mandata a rotta di collo tra i fuckin’ e gli I hate what you do
and I don’t like you di Routine Dean. Ma anche i Killing Joke Due domande secche. Una parola per
quasi reggae nei fischietti di richiamo di Snake It, l’Apocalisse descrivere l’Inghilterra oggi.
urbana da primi Death In June nella battuta lenta e radioattiva
di Slow One’s Bothered e persino il battito funka-a-tronico “Fucked. Fottuta”.
Prince sotto la melodia (incredibile, c’è) della conclusiva When
You Come Up To Me. Insomma, grande varietà musicale dietro E un’altra per il mondo intero
le spalle di quell’uomo che si agita e punta il dito.
“Fucked. Fottuto”.
84/100

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22 anni di
news & music 24 7 /

ALWAYS ON LINE

www.newsic.it

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LORENZO
SENNI
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SEMPRE
NEL POSTO
SBAGLIATO:
DAI BARACCONI
DI CESENA
ALLA WARP
T E S T O D I F R A N C E S C O FA R A B E G O L I

“I
FOTO DI SA MUEL GEHRKE E CHRIS SHONTING

nelle cose di cui avevamo esperienza. È una cosa che


fuori dalla Romagna francamente non l’avevo mai vista
succedere. Magari a Milano può capitare che qualcuno
sia una cosa e poi ne diventi un’altra, totalmente
diversa. Gli americani sono dei maestri in questo.
Magari sono stati dentro una sottocultura per tutta la
vita e poi cambiano dalla sera alla mattina e diventano
talmente bene un’altra cosa che ti sembra lo siano
stati per tutta la vita, tagliano i ponti con una certa
vita. Nelle nostre zone è diverso, alcuni dei miei amici
di Cesena sono ancora esaltati all’idea di andare a
vedere, non so, i festival a Bellaria con gli Strung Out e
i NOFX, e magari il giorno dopo sono a fare l’aperitivo
al Papeete, capito?”
l mio compagno di classe in prima superiore viveva in
un paese vicino al mio, io non lo conoscevo e avevamo Rave voyeurism, 101. È difficile ma non impossibile
fatto amicizia, lui aveva questo pacchetto d’alluminio pensare alla provincia cesenate come a un ambiente
sotto il banco che io pensavo fosse un panino, e invece di studio culturale dal quale escono incarnazioni
era una panetta di fumo, lo tagliava durante la lezione, di elettronica la cui influenza è definita su scala
lo smerciava, aveva delle pasticche e della coca nel mondiale. Lorenzo Senni ha sempre avuto una parlata
portafoglio. Io venivo da questo retroterra punk inconfondibile, molto lenta e genuina. Pur essendosi
hardcore, anche straight edge, insomma, e lui invece trasferito da molti anni ha ancora un accento molto
era un hardcore warrior e tutti i suoi amici erano marcato e un entusiasmo da cui è impossibile non
gabber, e in maniera indiretta ho scoperto tutto questo farsi contagiare. Ha il sorriso perennemente stampato
mondo tramite loro. Nel nostro contesto è normale in faccia. Straight edge da sempre, consumatore
mischiarsi. Cioè magari andavi ai baracconi di Cesena, compulsivo (si dice) di energy drink. Ha un passato
alle giostre, lo scooter imbrattato con gli adesivi di da (fenomenale) batterista nel giro harshcore
Revelation Records. E magari c’erano anche questi e romagnolo (Le Harmacy), un’etichetta avant che si
lì era anche difficile scambiare due parole, poi magari chiama Presto!?, e un presente di altissimo bordo
in classe si era migliori amici e si usciva insieme per alla corte della Warp, maestro di cerimonia di una
qualche motivo, e poi era naturale educarsi a vicenda cosa che in mancanza di definizioni migliori (e come

TAG: #straightedge #pointillistictrance #rave #scaccomatto #romagna ONLINE: lorenzosenni.com

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potrebbero essercene?) chiameremo pointillistic gli uffici. Simone, che è anche quello di Hundebiss,
trance. Dovessimo spiegarla in una frase, hardcore mi ha esteso l’invito. Così mi sono trovato a vivere a
techno senza cassa. All’atto pratico, il risultato di Milano, era una situazione privilegiata, relativamente
un processo molto laborioso di riflessioni, lavori di in centro ma in una via privata, ognuno aveva una
sottrazione e di bilanciamento di un suono che, prima cameretta e uno studio, abbiamo rimesso tutto a nuovo
di Lorenzo, non s’era praticamente mai sentito. “Una e l’abbiamo reso un ambiente più che vivibile. A un
volta lavoravo quasi solo con Max/MSP, ci lavoro certo punto abbiamo iniziato a organizzare dei concerti
ancora, ma mi serve per gestire le note che poi arrivano nel seminterrato, la Hundebiss Night, una serata che
ai synth. Tutto digitale, giusto per essere chiaro. Sono a un certo punto era importante per Milano: sono
un fan del suono analogico, ma il 90% dei miei dischi passati a suonare tantissimi, Wolf Eyes, Emeralds, US
è fatto utilizzando un Roland JP-8000. È un synth Girls, Peaking Lights, roba più noise estrema, anche
dei primi anni 90, il primo a implementare la forma Kode 9, magari facevano eventi con Club To Club e poi
d’onda Supersaw, che è quella che poi ha plasmato venivano a fare l’afterparty nel nostro seminterrato.
tutta la trance dei tempi d’oro. Lo uso in maniera un Eravamo degli scappati di casa ma ci siamo integrati
po’ particolare: è un synth che ha avuto molta fortuna, bene nella città, abbiamo iniziato a fare sonorizzazioni,
se ne trovano parecchi di seconda mano a prezzi colonne sonore, eventi di moda”.
convenienti. Io ne uso sei, li utilizzo in catena, con Max
che li gestisce e li fa impazzire”. Dopo dieci anni non si è ancora spostato. “Mi solletica
l’idea di tornare a Cesena, ci sono i miei genitori e i
Lorenzo vive a Milano. Ci è arrivato diversi anni fa e miei amici, e per me è un background importante,
non si è più spostato. “Studiavo musicologia a Bologna quello da cui vengo. Voglio dire, io ho vissuto la club
da pendolare, ho iniziato a frequentare i ragazzi degli culture perché da noi era una cosa importante, quasi
Invernomuto a Netmage, che ai tempi era il punto fondamentale, però al contempo sono sempre stato
di ritrovo principale per la gente interessata all’arte, straight edge e quindi ho dovuto comunque trovare
almeno dalle nostre parti. Loro si stavano trasferendo a un modo di viverla personale, non associata a certi
Milano, c’era un imprenditore edile interessato all’arte, cliché che bene o male le sono stati appioppati. Il luogo
aveva acquistato una fabbrica di colori per tessuti da cui provenivo mi ha dato un contesto in cui non
a Lambrate, un edificio enorme, e aveva pensato di dovevo per forza scegliere di essere una cosa sola. Però
fare stare qualche artista nella palazzina dove c’erano per uno che di lavoro fa concerti in giro per il mondo

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LORENZO SENNI T E S T O D I F R A N C E S C O FA R A B E G O L I

diciamo che per il momento una città con tre aeroporti


è un bel compromesso”. Un percorso particolare.
Gli studi di musicologia lo fanno innamorare «A ME PIACE DIRE CHE SONO SEMPRE
dell’avant contemporaneo, apre un’etichetta e N E L P O S TO S B A G L I ATO. S E S U O N O I N
diventa un punto di riferimento. Quantum Jelly, su
UN CLUB, INSOMMA, NON È L A MUSI-
Mego, lo spartiacque. Lì nasce l’idea di ripensare
trance, hardcore e territori musicali affini in chiave CA PIÙ BALL ABILE CHE PUOI SUONA-
minimalista: niente beat, tanto per cominciare. RE IN UN CLUB, MA QUANDO SUONO
Tessiture sonore ossessive, build-up improbabili
IN UN AUDITORIUM DI FRONTE A UNA
e strane fughe da ipertesto del pop. Musica che in
qualunque contesto la si ascolti sembra avere qualcosa P L AT E A D I G E N T E S E D U TA, B E’, È A N-
che non va. “A me piace dire che sono sempre nel CORA PIÙ BIZZARRO. PERÒ CREDO SIA
posto sbagliato. Se suono in un club, insomma, non è
BELLO CHE MI SI POSSA APPROCCIA-
la musica più ballabile che puoi suonare in un club, ma
quando suono in un auditorium di fronte a una platea RE DA DUE PARTI, COSA CHE POI DI
di gente seduta, be’, è ancora più bizzarro. Però credo FAT TO AV V I E N E»
sia bello che mi si possa approcciare da due parti, cosa
che poi di fatto avviene. Ci sono quelli che vengono da
contesti di musica concettuale e sentono i miei dischi
su Warp sapendo da dove vengo e cercano di capire
di La Quiete e Anna Karina, reincarnatosi a nome
cosa ci sia sotto; e poi ci sono quelli che vengono a
Congorock nei tardi 2000, anche lui a Milano). Rimane
contatto con le cose più melodiche, immediate, e poi
comunque da spiegare cosa ci faccia un artista come
scoprono magari le cose che ho fatto in precedenza e i
Lorenzo Senni nel roster di Warp, che almeno nella
trip che ci sono dietro”.
prima parte della sua esistenza è stata la principale
rappresentante di quella che a torto o ragione veniva
Il nuovo album di Lorenzo si chiama Scacco Matto.
definita intelligent dance music, e che oggi fa uscire
In copertina ha una foto di John Divola. All’interno,
dischi trance di fattura particolarmente minimalista.
forse, il suo disco più completo. Un occhio distratto
Per certi versi, l’esatta negazione dello spirito maximal
alla tracklist: le canzoni hanno titoli come The Power
di gente come Autechre o Aphex Twin… “Ma in realtà
Of Failing o Dance Tonight Revolution Tomorrow,
non ne sono così sicuro, anche perché quando è
ennesimo gancio alle radici hardcore-punk-emo. “Sì,
uscito Persona qualcuno ha commentato dicendo che
è un modo per rimarcare comunque da dove vengo.
finalmente Warp era tornata ad occuparsi di musica
Arriva un momento in cui la canzone prende una
che le competeva. Loro hanno questo roster storico
forma definitiva, e in quel momento ha un titolo tipo
di intoccabili che comunque continuano ad avere un
Canzone 2 Versione 4 XPS 2019, e questa cosa di dare
mercato molto grosso, e com’è giusto lo coltivano,
alla canzone un titolo mi piace molto, è un po’ una gag
ma negli ultimi anni sono andati comunque dietro a
ma al contempo non lo è per niente, dandole un nome
parecchie cose, anche gruppi più o meno rock e cose
le dai comunque un’identità, una posizione all’interno
simili. Io ci sono arrivato in un periodo nel quale
del tuo percorso. Poi magari The Power Of Failing non
frequentavo un pochino Londra, e alcuni dei ragazzi
ha niente a che fare musicalmente con un pezzo dei
nell’ufficio di Warp erano fan del mio side project,
Mineral, ma già citare gli Orchid è un discorso diverso,
Stargate, così ci siamo incontrati e ci siamo piaciuti.
per quanto mi riguarda. Mi son trovato tante volte a
Non so, parlando in generale, io sono sicuramente un
parlare con quei ragazzi di Forlì, dei Raein o dei La
figlio degli Autechre, musicalmente, mi hanno aperto
Quiete, e a discutere di quanto comunque siano state
un mondo, ma non voglio fare quello che fanno loro, ed
influenti certe cose che fanno magari nei concerti,
è comunque bello che la loro etichetta supporti la mia
perché comunque loro hanno parecchi riferimenti
particolarità”.
post rock e dal vivo tendono a dilatare certe canzoni.
C’è una canzone dei Raein, 6 Di 6, che è una grossa
Una volta un produttore con un suono così
influenza per me, il fatto che abbia quella struttura
particolare e fuori contesto era destinato ad esistere
ricorsiva e quel fatto di finire con la prima parola del
solo all’interno del suo pubblico. Di questi tempi
testo, è una cosa che ho comunque ripreso e ho fatto
gente come Haxan Cloak o Arca finisce a lavorare a
mia in un altro territorio musicale”.
produzioni di alto bordo con nomi come Björk o Kanye
West, esperienze che Lorenzo non ha ancora voluto
Due facce della stessa medaglia, si diceva. E un altro
fare. “Mi sono state chieste alcune cose ma per ora
bel gancio alla Romagna in musica, che suona solo
ho rifiutato. Non è che non abbia voglia di misurarmi
in apparenza bizzarro e fuori contesto (basti pensare
con cose del genere ma diciamo che comunque io
anche solo a gente come Rocco Rampino, ex chitarrista

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«SE I MARS VOLTA MI CHIAMASSERO A
L AVORARE CON LORO PRENDEREI IL
PRIMO AEREO, MA NON VOGLIO L AVO-
RARE CON QUALCUNO SOLO PER DIRE
CHE HO L AVORATO CON QUALCUNO,
ECCO TUT TO. NON SO SE QUELLI CHE LO
FANNO SIANO AT TRAT TI DALL’ESPERIEN-
ZA IN SÉ O DALL A VISIBILITÀ CHE GARAN-
TISCE, NON NE HO IDEA. ALLO STESSO
MODO NON HO ANCORA FAT TO REMIX.
NON PERCHÉ NON ME L’HANNO CHIE-
STO, È SOLO CHE IN QUESTO MOMENTO
NON MI HA INTERESSATO, ECCO TUT TO»

sono cresciuto idolatrando Steve Albini, e quindi


con una certa idea di musica in mente. Che ne so,
se i Mars Volta mi chiamassero a lavorare con loro
prenderei il primo aereo, ma non voglio lavorare con
qualcuno solo per dire che ho lavorato con qualcuno,
ecco tutto. Non so se quelli che lo fanno siano attratti
dall’esperienza in sé o dalla visibilità che garantisce,
non ne ho idea. Allo stesso modo non ho ancora fatto
remix. Non perché non me l’hanno chiesto, è solo
che in questo momento non mi ha interessato, ecco
tutto”. Una cosa bizzarra: da quando incide per Warp,
i suoi dischi hanno titoli italiani. Una delle tante cose
ostinatamente local di Lorenzo Senni. “Non credo sia
una cosa voluta, anche se poi Warp ha una fanbase
italiana accanita, ma è più una scelta personale. Scacco
Matto mi suona meglio che Checkmate, anche se
magari a livello internazionale Checkmate sarebbe più
comprensibile”. Per la seconda volta il mixaggio del
disco è affidato a Max Casacci, una scelta inusuale visti
i riferimenti di Lorenzo. “Forse sì, non lo so. A un certo
punto, per Persona, dovevo lavorare con Paul Corley,
quello che aveva mixato R Plus Seven, s’era parlato
di volare a New York e mixare con lui. Poi per caso ho
conosciuto Max e ci siamo piaciuti. Non mi sembra
nemmeno una cosa così balzana. Magari il fan medio
dei Subsonica non è particolarmente interessato a me,
ma in fondo parliamo comunque di uno che viene dal
rock e lavora con l’elettronica. Poi lavorare con Max
aveva il vantaggio di poter essere presente lungo tutta
la fase del mixaggio, che è una fase in cui è richiesta
molta creatività, e avrei potuto prendermi più tempo
e pensare alle soluzioni eccetera. Però al di là del
fatto che ci siamo trovati così bene, credo anche che
non sia necessario trovarsi per forza un collaboratore
straniero, magari per paura di non suscitare interesse,
o cose del genere”.

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MAX
CASACCI MISSAGGI MENTALI
E MEMORIE ACQUATICHE
T E S T O D I PA O LO F E R R A R I
FOTO DI CHIAR A MIRELLI E ROSSANO RONCI

È stato Max Casacci a mixare le tracce di Scacco fungono da catalizzatori, a Torino c’è un tessuto ricco
Matto, come del resto accaduto già per il precedente e stimolante che ha portato a vivere qui sia Lorenzo
lavoro di Lorenzo Senni, Persona. È il punto di che Francesco Fantini, il quale ora confeziona trailer
partenza per una conversazione ad ampio raggio con per i colossal del cinema. Loro due componevano con
il musicista, compositore e produttore subsonico lo stesso Mana il collettivo One Circle. La vivibilità e
torinese. i club della città sono un terreno di coltura ideale per
realtà di questo tipo”.
Com’è nato questo sodalizio?
“Accadde quando Lorenzo si legò alla Warp. Cercava In questo caso hai mixato, ma lavori molto nel
di andare oltre quanto fatto fin lì, sentiva il bisogno ruolo di produttore: come e quando nacque la
di passare dalla dimensione della cameretta a una passione per questo ruolo?
prospettiva più professionale. Aveva ascoltato “Avevo una ventina d’anni quando inciampai nei
alcuni miei lavori per Daniele Mana e mi contattò. Carmody, un duo elettro pop formato da Alberto
Confeziono la fase finale dei suoi progetti, il mio non Ramella e Andrea Lesmo che con me divenne trio.
è un intervento artistico, ma ho un grande privilegio: Alberto era il frontman, Andrea si occupava del
osservare il lavoro di un genio dall’interno, capire suono e io lo affiancai. Scoprii un mondo, anche
come funziona il suo cervello, indagare la natura se ci voleva tutta la notte per far andare d’accordo
profonda delle sue strutture”. le macchine di allora. Fu proprio in quelle lunghe
nottate tra synth e batteria elettronica che decisi
Casacci, Mana, Senni: tutto gira intorno a di acquistare le attrezzature con cui allestii la mia
Torino. È un caso? prima saletta personale all’interno dello studio
“Al contrario, realtà come Xplosiva e Club To Club di sonorizzazione cinematografica di mio padre

TAG: #senni #carmody #eno #watermemories #mentalestrumentale ONLINE: facebook.com/maxcasacci

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Ferruccio. Avevo scoperto un ruolo determinante, mi
ero reso conto di quanto, al di là dell’iconografia post
punk di chi saliva sul palco, contasse qualcuno capace
di operare nelle retrovie, lontano dai riflettori. Il
genio di riferimento non poteva che essere Brian Eno.
Da allora la vocazione per la produzione mi è rimasta
nel DNA, anche come componente delle tante band
della mia vita, dai Difference agli Africa Unite, dai
Subsonica al progetto Deproducers”.

Produttore tiranno o dialogante?


“Ho sempre cercato la dimensione collettiva, sono
convinto che il produttore debba valorizzare la buona
idea, che si tratti di una sua intuizione o dello spunto
di un musicista, di un cantautore, del componente di
un gruppo. Devi mettere le persone nelle condizioni
di dare il meglio di sé stesse, poi intervieni per
evitare errori, eccessivi condizionamenti esterni o
altri difetti da correggere. Ma guai se un artista si

SUBSONICA
sente violentato dall’intervento del produttore. Una
tecnica che uso nei casi d’incertezza è incidere il
passaggio oggetto del contendere, lasciar decantare
24 ore e riascoltare con lucidità per decidere se
tenere o cestinare la traccia”.

MENTALE STRUMENTALE Nonché produttore di te stesso, com’è


AUTOPRODUZIONE
accaduto per l’album Watermemories,
dedicato al suono dell’acqua. Esperimento
“Dove stiamo andando estemporaneo o progetto in evoluzione?
non c'è bisogno di Strade”. “Siamo a fine aprile e in piena quarantena sono
Chiedo perdono al dio
delle citazioni fuori luogo, immerso nel lavoro in quella direzione. Immerso
ma non posso fare a meno è il termine giusto, passo le giornate a intonare
di immaginarmela epica, i suoni di barriere coralline, capodogli e altri
la scena in cui una band
all'apice del successo cetacei. Il materiale originale me lo procura l’onlus
consegna all'etichetta con Earthrise, che lavora alla tutela degli oceani e ha
cui ha deciso di chiudere i organizzato anche eventi contro la plastica in alcuni
rapporti un disco antitesi del
pop che li ha portati a quel club milanesi. Ne sta scaturendo una sinfonia
successo. Il film ambientato degli oceani, che si aggiunge al lavoro sui canti dei
nel 2004 proseguirebbe con pennuti che mi ha portato nelle paludi a registrare
il gruppo che dopo il rifiuto
decide di pubblicare comunque il disco. Come sarebbe finita cuculi, aironi e uccelli spatola. Stefano Mancuso
non lo sapremo mai, quello che sappiamo è che questo strano mi sta procurando inoltre suoni provenienti dalle
presente ci sta insegnando tante cose: fra queste, che gli artisti piante. Tutto confluirà in un disco sul suono della
hanno cassetti pieni di inediti più o meno di pregio i quali
sembravano non aspettare altro che una pausa dalla routine Terra. Passione ecologica, certo. Ma non solo. È
e dalle leggi del mercato per venire fuori. Come Mentale che sono attratto dalle sfide che ti costringono a
Strumentale, un lavoro che ha innegabilmente bisogno disimparare tutto, obbligandoti a imparare qualcosa
di calma per essere apprezzato, anche se risulterà ostico
soprattutto - se non soltanto - a chi non conosce altro che i di nuovo. Fare elettronica con i suoni della natura
Subsonica di Tutti I Miei Sbagli, di Incantevole, dei ritornelli significa proprio questo, lavorare senza veri punti di
da urlare saltando sottopalco, della voce di Samuel. Chi ha riferimento”.
dimestichezza con gli episodi strumentali e più sperimentali
disseminati lungo tutta la discografia, invece, non si
meraviglierà del fatto che a un certo punto Casacci e soci A proposito di quarantena, è un caso che
abbiano sentito l'esigenza di dare una forma strutturata anche Mentale Strumentale dei Subsonica sia uscito
alla loro anima più estrema, raccogliendo in un unico volume
una manciata di quei brani nati dalla volontà di non restare in pieno lockdown?
imbrigliati nelle regole della forma canzone, dalla fascinazione “No, al contrario, il legame è stretto. Un album
per gli immaginari sci-fi e i sound cinematici post tutto, space, di questo tipo aveva bisogno del momento giusto,
industriali, nu jazz... Dal Decollo al Rientro In Atmosfera, in
questo viaggio mentale (strumentale) si attraversano scenari non poteva rimanere schiacciato nella girandola
glaciali e ambienti lynchiani, club underground e tempeste di hit, tournée, video, promozione. Il Covid-19 ha
solari. Cosa che succede in tutti gli album dei Subsonica, se disorientato tutti, costringendoci a riflettere sul
ascolti bene.
LETIZIA BOGNANNI
70/100

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tempo, su quel che era prima e su come sarà dopo.
Non credo si sia mai verificata una sincronicità simile
a livello planetario. Non siamo inciampati per caso in «IN QUELLO STUDIO CAMBIARONO I
un disco rimasto nel cassetto per anni, da parecchio SUBSONICA, PRIMA ERO IL LEADER DI
tempo avevamo voglia di farlo uscire e l’emergenza
U N G R U P P O D I G E N T E P I Ù G I O VA N E
ci ha messi nella condizione ideale. Abbiamo fatto
solo un po’ di editing e organizzato meglio il viaggio, DI ME DI DIECI ANNI, COMPONENDO
dal decollo all’atterraggio, lasciando fuori una E INCIDENDO MENTALE STRUMENTALE
buona metà del materiale. Per legare l’operazione
D I V E N TA M M O U N V E R O C O L L E T T I V O.
alla quarantena il nostro amico Donato Sansone ha
elaborato la foto di copertina deformando i volti I N S T U D I O C I B U T TA M M O S U G L I S T R U-
per evocare le mascherine, simbolo del periodo. Le M E N T I A N I M A E CO R P O, L A S C I A N-
tracce nacquero in un periodo delicato, riempivamo
D O F U O R I D A L L A P O R TA Q U A L S I A S I
già i palasport ma sentivamo il bisogno di crescere
come band. Al di là del contratto che volevamo F O R M A D I AU TO CO M P I AC I M E N TO,
chiudere, fu un passaggio determinate, senza il E C R E D O S I S E N TA A N C O R A O G G I »
quale Terrestre non avrebbe avuto la stessa forza.
In quello studio cambiarono i Subsonica, prima
ero il leader di un gruppo di gente più giovane di
me di dieci anni, componendo e incidendo Mentale
Strumentale diventammo un vero collettivo. In usciremo di casa, ma il ruolo degli artisti non è
studio ci buttammo sugli strumenti anima e corpo, questo. A noi spetta il compito di aiutare le persone
lasciando fuori dalla porta qualsiasi forma di a guardare le cose da una prospettiva diversa, che si
autocompiacimento, e credo si senta ancora oggi. tratti di bilanci, speranze, ansie o prospettive. Ecco il
Non possiamo sapere che mondo troveremo quando nostro piccolo contributo”.

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JEHNNY
BETH TESTO DI FR ANCESCO VIGNANI
FOTO DI J OHNNY HOS TILE

LA VITA (E L'AMORE)
DOPO LE SAVAGES
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C hissà se tutti gli amanti si sentono come se
stessero inventando qualcosa, chiede una delle due
protagoniste all'altra in una delle scene più potenti
di Ritratto Della Giovane In Fiamme, recente e
celebrato film di Céline Sciamma. Trasportata dalla
finzione, sbalzata due secoli e mezzo in avanti e magari
trascinata per assonanze francofone, non pare molto
diversa la domanda postasi dalla ex cantante delle
Savages per il suo debutto solista. Diverse le forme di
amore vivisezionate in un disco che non per nulla si
blinda dietro un titolo come “amare è vivere”, d'altro
canto. L'incertezza dei primi passi e della scoperta
reciproca in Flower. O il suo lato carnale, con i ripetuti
accenni al peccato a alla volontà di consumarlo con
la persona desiderata. Sino a includervi l'amore per
se stessi, visto come il singolo di traino dell'album,
I'm The Man, racconti l'evadere da relazioni tossiche
quando non violente. Quesito iniziale a cui Camille
Berthomier, vero nome di Jehnny Beth, non fornisce
risposte monolitiche, quasi a fare il paio con un album
che nelle sue sfaccettature lascia per strada parecchi
punti interrogativi. Scelta voluta, sembrerebbe,
per quanto i lunghi tempi di lavorazione possano
aver pesato sul risultato. Nessuna più notizia delle
Savages da quell'estate del 2017 che segnava la fine
del tour di Adore Life, ad esempio, e nessun indizio
in merito arriva dalla chiacchierata a seguire: non
che mancassero d'altronde i segnali di fine corsa,
con il pettegolezzo secondo il quale la nostra avesse
un proprio management e le altre tre un altro a
girare da tempi non sospetti. E nel frattempo solo
qualche comparsata (fra Gorillaz e duetti con Julian
Casablancas), un'impennata della carriera da attrice
con tanto di candidatura ai premi Cèsar e impegni da
conduttrice per radio e TV, tanto che il consiglio è di
recuperare su YouTube qualche puntata di Echoes,
programma da lei inventato per la chiccosissima Arte.
A fare il punto di quanto successo negli ultimi anni ci
pensa la diretta interessata, ormai ben lontana dalla
divoratrice di giornalisti degli esordi e anche lei in
lockdown casalingo a Parigi, sua nuova residenza.

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JEHNNY BETH TESTO DI FR ANCESCO VIGNANI

“Dipenda dai singoli soggetti, ovviamente. Johnny


Hostile è il mio compagno e il mio collaboratore da
«MA TUTTO IL PROCESSO DEL DISCO ormai 15 anni. Era presente dall'inizio, dalla fase di
M I È PA R S O M O LT O C O N F U S O, E R O scrittura: solo io e lui a sperimentare con le varie scatole
che avevamo a disposizione, le prime versioni dei pezzi
D A V V E R O M O L T O I N S I C U R A S U Q U E L-
sono nate così. Ma presto abbiamo capito che per evitare
LO C H E S TAV O FA C E N D O. È S TATO di replicare gli stessi pattern creativi ci conveniva
S TA N C A N T E M A N E C E S S A R I O, P E R C H É chiamare qualcun altro. Romy Madley-Croft degli xx, ad
esempio, è stata coinvolta prestissimo, anche perché è
SE SAI GIÀ COSA FARE E COME FARLO
una nostra carissima amica: ci siamo conosciuti perché
NON POTRAI MAI CAMBIARE» era una fan delle Savages, ha sentito le prime cose e
le ha adorate. Abbiamo fatto delle session assieme
che sono state molto divertenti, tutte all'insegna della
sperimentazione con metodi e strumenti differenti”.

Non proprio il periodo migliore per fare Più lontani per quanto singolarmente affini,
uscire un disco a cui lavori da anni, se proprio almeno sulla carta, sono invece gli altri due.
vogliamo cominciare dall'attualità. “Atticus Ross, lo storico braccio destro di Trent Reznor,
“Siamo tutti nella stessa barca, alla fine. Sono felice di è arrivato subito dopo. Tutto è cominciato da una
questo isolamento, almeno possiamo fermare questo serie di conversazioni, poi io e Johnny siamo andati
virus e salvare i più fragili. Una cosa è certa, avrà a Los Angeles a lavorare con lui per qualche mese. Di
un grosso impatto sul mio lavoro: il tour di giugno pomeriggio Atticus era in studio con Trent, alla sera
è un grosso punto interrogativo, molti festival come arrivava da noi, si sedeva e ascoltava cosa avevamo fatto
Glastonbury sono già stati cancellati. Sarà anche un durante il giorno. La prima cosa su cui ha messo mano
problema economico: fare dischi costa molti soldi. Miei è stata I Am e mi è parsa perfetta: ha ricreato quel tipo
e di altri. Cerco di non pensarci per ora. Tanto più che è di intensità che si sposa perfettamente al mio modo di
dal 2018 che ci lavoro, anche se a intermittenza: volevo cantare, ne ha preservato l'urgenza. E alla fine è arrivato
semplicemente essere sicura che fosse il meglio che Flood e la sua crew di produttori londinesi: è stato
potessi fare”. bravissimo a creare il caos e a fregarsene completamente
del fatto che fossimo in uno studio costosissimo. Ma
Non è sicuramente il tipico debutto solista, se tutto il processo del disco mi è parso molto confuso, ero
per tale intendiamo quello in cui un artista cerca davvero molto insicura su quello che stavo facendo. È
di proiettare un'immagine non solo distante stato stancante ma necessario, perché se sai già cosa fare
da quanto fatto sin lì ma anche granitica e ben e come farlo non potrai mai cambiare”.
definita.
“Avresti preferito un album del genere, intendi? (ride, È vero che da più parti ti era stato detto che la
nda). In realtà volevo proprio fare un disco che lasciasse tua svolta solista era un errore?
l'ascoltatore con più dubbi che certezze. Nel periodo in “Sì, non dico che sia stata quella la molla definitiva
cui ci lavoravo sono usciti un sacco di lavori davvero ma, sì, un po' di persone hanno pensato di mettermi in
unici, che mi hanno ispirato moltissimo: penso a To guardia. Sono cose che capitano, molto più di quanto si
Pimp A Butterfly di Kendrick Lamar, Blackstar di Bowie pensi. Quando sei un'artista la gente tende a proiettarti
o Double Negative dei Low. Sono lavori che hanno addosso l'immagine che ha di te: è semplicemente una
una propria narrazione senza finire nella trappola del questione di aspettare che il pubblico si adatti a quello
concept album: sono delle specie di viaggi, ti lasciano che hai intenzione di fare”.
quella sensazione di stare entrando in un mondo
parallelo. E sono tutti album che, come il mio, hanno Tornando al disco, forse il contrasto più netto
non solo molti produttori alle spalle ma sono anche è quello fra la purezza del già citato testo di
pieni di riflessioni profonde e provano a fare un mix Flower e un video ad altissimo tasso erotico
di cultura alta e bassa. Io poi non avevo intenzione di come quello girato da Anthony Byrne, regista fra
ripetermi, ho già lavorato con una band in passato. Era gli altri di Peaky Blinders. Voluto, immagino?
ora di esplorare altre strade”. “Assolutamente sì, di sicuro sono molto affascinata
dai contrasti. Come in questo caso: la canzone parla
Quanto conta, come dici tu, l'aver lavorato con di alcune cose e il video aggiunge degli altri strati. È
così tanti produttori e così diversi fra loro? una cosa buona, oltre che interessante. Non dicono la

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stessa cosa ma sono entrambi veri, per così dire: c'è Tutto l'opposto dei due brani più sorprendenti
dell'innocenza anche nella sessualità, nel desiderio. Non del disco, a ricordarti nelle Savages. Ovvero
li vedo come elementi contraddittori”. le due ballate nella seconda metà del disco,
The Rooms e soprattutto French Countryside:
Argomento che approfondisci in Crime Against quanto è autobiografica, visto che sei cresciuta
Love Memories, raccolta di tuoi racconti in uscita in un posto del genere?
a breve. Sono lavori che vanno visti in parallelo? “L'ho scritta mentre ero su un aereo che pensavo stesse
“Credo che quando la gente lo leggerà troverà delle per cadere. Mi è venuta di getto, un po' come se fosse
similitudini, è inevitabile. Li ho scritti nello stesso una promessa: se esco viva da qua, pensavo, giuro che
periodo, d'altro canto. Ma non sono sovrapponibili, il sarò una persona migliore, farò tutte le cose che mi sono
libro è una raccolta di racconti erotici in buona parte ripromessa di fare. Poi ovviamente l'aereo è atterrato
immaginari. Ho iniziato a lavorarci dopo aver traslocato e sarebbe stato facile dimenticarsene, ma io volevo
a Parigi: Johnny Hostile ha iniziato a fare delle foto a riprodurre la densità, lo spessore di quei momenti. Poi
me, ad amici e conoscenti nel nostro appartamento e sì, sono cresciuta nella campagna francese e parte del
negli hotel, foto tutte legate alla sfera della sessualità e a viaggio che per me è stato questo disco nasce proprio dal
quella della liberazione del corpo. Oltre che anonime, il tornare a vivere in Francia e dal provare a riconnettermi
che ha dato vita a una sorta di libertà tale da permettermi con le mie radici. Avevo solo 20 anni quando sono
di scrivere liberamente, giorno dopo giorno, delle mie andata in Inghilterra e ci sono rimasta per 12 anni: ero
ispirazioni. Le ho allegate al libro, ma dal punto di partita per trovare me stessa e le Savages sono state
vista stilistico ero perlopiù interessata a qualcosa che probabilmente la più compiuta espressione di quel
distorcesse la realtà. Le fantasie sono come i sogni: sono desiderio, ma a un certo punto mi sono sentita quasi
veri ma a un certo punto possono anche prendere delle slegata da quello che ero prima di quell'esperienza. E
direzioni strane. E di conseguenza alcune storie sono solo col tempo ho capito che ci doveva essere un modo
più realistiche di altre, mentre altre sono decisamente per riconnettere tutte le parti di me stessa senza tradire
spaventose”. quello che ero diventata come artista, in un certo senso”.

RUMOREMAG.COM | 49

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Tra gli ospiti del disco spicca Joe Talbot degli
Idles: a me sembra che in un certo senso le
Savages abbiano aperto la strada a gruppi
come loro o i Fontaines D.C. Non è che ti
guardano un po' come una sorella maggiore?
“Dovresti chiedere a loro, mi sa! Scherzi a parte, ho
formato le Savages perché da un certo punto di vista
mi sentivo sola, non c'erano molti gruppi in giro che
suonassero o dicessero le cose che dicevamo o per cui
combattevamo noi. Ora invece vedo in giro molte più
band che si ricollegano a quel tipo di esperienza, noto
parecchi paralleli. Vale anche il discorso opposto: se
per assurdo gli Idles o i Fontaines D.C. fossero stati
in giro anni fa forse noi non saremmo mai esistite.
Che bisogno avrei avuto di formare le Savages in quel
caso?”

Dopo averti visto, praticamente, esordiente,


su dei palchi enormi senza alcun timore mi
è venuto da ripensare alle tue esperienze da
JEHNNY BETH attrice. Quanto ti aiutano dal vivo?
“Sì, ho imparato a stare su un palco grazie alla
recitazione. Mio padre era un regista e ha insegnato
il mestiere a molti attori, io praticamente recitavo
già a tre anni. Figurati che mi ricordo che andavo a
TO LOVE IS TO LIVE trovarlo e passavo le ore al buio a guardare le prove.
CAROLINE
È stato lui a insegnarmi le regole del palco ed è una
cosa che è stata fondamentale nella mia vita: sono
L'inizio, quello sì, è da strumenti che uso ancora oggi, sono l'ossatura del mio
manuale di esordi solisti comportamento dal vivo”.
for dummies. Un titolo
didascalico come I Am per
battezzare la scaletta e Quello che era impossibile da notare fin dai
l'introduzione ad agganciare vostri primissimi passi era che sembravate una
un po' di materiale in tinta
con quanto sin qua lasciato gang, quasi dei Clash al femminile. Ora che hai
in consegna dall'ex Savages, già suonato i primi show come artista solista
fra il ronzio arrotato da un non ti manca un po' quell'elemento?
giro circolare di tastiere di
Atticus Ross (storico socio “No, perché ho una nuova gang! E se mi mancassero...
di Reznor dentro e fuori i avrei completamente sbagliato a fare un disco
NIN) e versi come “sono solista, vorrebbe dire essere molto, molto triste.
sempre nuda / sto bruciando dall'interno”. Salvo poi planare
su una ballata pianistica più o meno nello stesso punto in cui Invece ho lavorato duro per trasformare questo
anni fa avremmo trovato il solito groviglio di chitarre, e stesso disco in un'esperienza live, anche perché prima noi
effetto fa vedere i sussurri, le promesse e i dubbi di Flower pensavamo ai concerti e solo dopo a registrare: i due
trovare un riscatto in un nerissimo groove elettronico su cui
Flood avrà passato le notti. Perché, non fossero bastate le dischi a nome Savages sono quasi delle fotografie
puntualizzazioni a riguardo, TLITL è la vera pietra tombale di quel che capitava sul palco. Ad agosto dell'anno
– di quelle messe al momento giusto – sull'esperienza delle scorso io e Johnny abbiamo cominciato a lavorare
Savages. Tanto più se i pezzi che provano a rivendicare
una continuità sono i più deboli del mucchio: poco può Joe al live, abbiamo cercato nuovi musicisti e abbiamo
Talbot degli Idles per far entrare in carreggiata con il resto pensato a tecniche per me inedite per riproporlo. È
un brano come How Could You, e fin troppo prevedibile è la stessa cosa che è successa coi produttori, è stato
il passo di Innocence. Soprattutto in mezzo a un disco che
riserva il meglio quando si sposta ai margini, con salti fra un lavoraccio ma siamo riusciti a trovare persone
industrial per pesi massimi (I'm The Man), omaggi lampanti perfettamente allineate a quello che volevamo. Non
alle frastagliature dell'ultimo Bowie (Heroine) o The Rooms, sono una persona che fa le cose tanto per fare e tutta
ballata di quelle che avrebbe potuto scrivere PJ Harvey una
ventina di anni fa. Bersagli grossi, esattamente come il tipo la mia crew è così: un gruppo che si stringe attorno a
di ribalta a cui un disco del genere guarda. E malgrado la qualcosa in cui crede con orgoglio e con tutte le sue
sensazione, più o meno soffocante a seconda di chi ascolta, di forze. E forse è anche meglio di prima: almeno non è
un'artista allergica al lusso dei vacillamenti o (e ancor meno)
dell'ironia: presa però come culmine estetico prima ancora che una situazione disfunzionale!”
musicale di un percorso lungo anni, la missione di TLITL è di
quelle riuscite.
75/100

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A B B O N A T I
SPECIALE HESTETIKA 2020: 4 NUMERI 38 EURO

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COLD IN BERLIN SKY VALLEY MISTRESS
Rituals Of Surrender Faithless Rituals
LP/CD/DL LP/CD/DL

BLACKLAB
Abyss
LP/CD/DL

EMBR
1823
LP/CD/DL

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M O U R N I N G [ A ] B L K S TA R R O L L I N G B L A C KO U T S C O A S TA L F E V E R P O P U L O U S

R U N THE JE WELS
54

STEVE VON TILL SONIC BOOM DJ GRUFF EDDA E MAROK CARPENTER BRUT

R E C E N S I O N I
26 9 DISCH I TRAT TATI GIUGNO 2020 ru m o re m a ga z i n e

P H OEB E BR ID GER S ORL ANDO WE EKS

56 65

N E I L I N N E S T HE BLU E NI L E J A MIE XX BELL WITC H AND THE AERIAL RUIN - (1 6) -

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DISCO DEL MESE GIUGNO 2020

RUN THE JEWELS

ECCO I MIEI GIOIELLI

che la maggior parte di noi considera la sui beat, alternando registri e velocità,
sua attività principale. prendendo rischi senza scordare la
storia. E conta che quei beat siano
Errore da non commettere: pensare freschi, potenti, creativi, anche loro
che tre anni di silenzio discografico, e perfettamente in equilibrio: i toni da
attività politica invece mai così intensa, boom bap di The Ground Below, Out Of
ci consegnino automaticamente dei Run Site e della stessa Ooh La La (con Greg
The Jewels più militanti. Primo, perché Nice e DJ Premier); la solenne Pulling
l’impressione è che Mike voglia evitare The Pin, con ritornello mostruoso di
un appiattimento simile, e che una Mavis Staples; l’incedere teso di Walking
volta preso il microfono in mano la sua In The Snow e Holy Calamafuck,
parte hip hop pesi altrettanto: parlo in quest’ultima con micidiali sospensioni
televisione di sanità pubblica, ma resto dub; l’assalto su cori morriconiani di
un G. “Fuck the political / The mission JU$T, con Pharrell e Zack De La Rocha
is spiritual”, dice in Pulling The Pin. (“Look at all this slave masters posing
Secondo, perché i Run The Jewels sono on yo dollars”). Due parole a parte
due, e pur non disdegnando l’occasionale meritano i quasi sette minuti della
RUN THE JEWELS accenno conscious El-P resta un conclusiva A Few Words For The Firing
RUN THE JEWELS 4 musicista e basta. È questo equilibrio, in Squad (Radiation): su un ritmo gonfio
JEWEL RUNNERS/RBC/BMG
fondo, il bello. La convivenza di quanto e incalzante di synth, archi e sax che
detto e barre da spacconi; la coscienza accumula tensione, i due consegnano al
Avevamo lasciato Killer Mike in piene
politica come una fra le parti del plotone d’esecuzione del titolo le loro
primarie democratiche, con il suo
discorso, non esclusiva; la penetrazione parole più nude e personali. Creando
sostegno a Sanders dimostrato di
di argomenti seri a un livello street; il un crescendo di emozioni che diventa
persona in vari comizi, e con un video
vaffanculo a sbirri, governo e padroni autobiografia, autocritica, abbraccio agli
pazzesco per lucidità e potenza retorica.
(magari mentre facciamo festa come nel ultimi, manifesto, e sfocia in una coda
Si intitola The Time Is Now, cercatelo:
video del singolo Ooh La La) perché è strumentale palpitante. Dopo l’ultimo
un minuto e mezzo di commozione, fra
bello e giusto così, servono spiegazioni? vaffanculo, ovvio.
citazioni di James Baldwin e piglio da
“First of all, fuck the fuckin law”. 92/100
predicatore. Era l’inizio di febbraio,
paiono secoli. Bernie nel frattempo si è
Certo, conta anche che il rap sia
ritirato, il mondo intero si è ritirato, e
eccellente, connesso alla vecchia scuola
Mike è tornato a concentrarsi su quella
ma avveniristico per come si muove

DI ANDREA POMINI

54 | RUMOREMAG.COM

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RECENSIONI GLI ALBUM GIUGNO 2020

-(16)- THE ACADEMY OF SUN ALICE BAG ALVA NOTO


DREAM SQUASHER THE QUIET EARTH SISTER DYNAMITE XERROX, VOL. 4
RELAPSE THE ACADEMY OF SUN IN THE RED NOTON

A un certo punto della loro In bilico tra colori autorali nobili La storia del punk di Los Ange- Per completare la gigantesca
esistenza, i -(16)- hanno deciso e la neo psichedelia più intel- les che gira in circolo e torna al scritta Xerrox ne manca so-
di esplorare nuove profondità: lettuale e intimista, il quartetto punto di partenza, questa po- lamente uno. Ci riferiamo al
e quel momento è ora. Hanno inglese è già attivo da circa nove trebbe essere una delle chiavi di concept di cinque album a cui
aperto la loro impalcatura ultra anni e vanta tra i suoi estimatori lettura di queste strane giornate fa riferimento questo vol. 4. Il
heavy, sludge, iper hardcore per colonne portanti come Julian in cui le pagine dei necrologi compositore tedesco Carsten
lasciar penetrare all’interno una Cope. Non bastasse, The Quiet si riempiono rubando spazio Nicolai, aka Alva Noto, continua
luce oscura. E quel momento è Earth nella sua eleganza pop a quelle destinate a elencare il lungo viaggio sonoro di mani-
ora. Dream Squasher ci restitu- noir accoglie profonde istanze concerti. Trovarsi ad avere a che polazione, il cui titolo rimanda
isce una band non solo in forma cinematiche che conducono, con fare contemporaneamente con a Xerox, il marchio di fotoco-
smagliante, ma in fase di transi- fluida e istintiva maestria, in un un nuovo disco degli X di Exene piatrici e stampanti. L’artista ha
zione. Una band che sta trovan- climax tenacemente espressioni- Cervenka e uno di Alice Bag e ripetutamente copiato e mani-
do un nuovo modo di concepire sta. Caleidoscopio umorale dove rilevare che entrambe le ragazze, polato i suoni rendendoli irrico-
quella muraglia impenetrabile si destreggiano le anime blues a 60 anni suonati da un pezzo, noscibili rispetto alla loro natura
di suoni: trasformandoli in un morriconiane dei Bad Seeds, godono di ottima salute (toccare originaria: quello che avviene
monolite aperto alle melodie quelle apocalittiche di Death In ferro, prego) non fa solo piace- fotocopiando in continuazione
metal. Dream Squasher è fran- June/Current 93 (mutuate nello re ma apre anche il cuore. Ad la copia della copia della copia.
camente impressionante, so- sguardo coheniano) e le strava- ascoltare il terzo album solista Si lavora in profondità intime,
prattutto quando riabbracciano ganti di epoca Stranglers/Ultra- di quella che fu la cantante dei dove territori ambient iperdi-
il punk core e tirano fuori una vox. Poi arrivano The Parts That Bags, pare che da quei roventi stensi si colorano di elettricità
Me And The Dog Die Together, Need Replacing e Kidnapping mesi del ‘77 di giorno non ne come temporali lontani (Xerrox
la versione Dischargiana dei Se- An Heiress, ed è un montante di sia passato nemmeno uno e che Voyage). Ma la distensione spa-
pultura di Territory. Un rientro eleganza british che abbraccia quelli trascorsi siano comunque risce (Xerrox Calypsoid) e tende
spaventoso. Morrissey (quello di Vauxhall stati impiegati a suonare e can- a elettrificarsi come una centrale
MARIO RUGGERI And I), Beatles e Supertramp. tare rock’n’roll per ogni singolo energetica in ripresa (Xerrox
87/100 STEFANO MORELLI secondo a disposizione. Apesanteur). Salvifico.
90/100 ARTURO COMPAGNONI NICHOLAS DAVID ALTEA
74/100 75/100

AMNESIA SCANNER FIONA APPLE ATAVIST B-REAL & BERNER


TEARLESS FETCH THE BOLT CUTTERS III: ABSOLUTION LOS MEROS
PAN EPIC CANDLELIGHT BERN ONE ENTERTAINMENT

“Una rottura sentimentale col I comuni mortali, chiusi in Manchester: vi vedo che pensate Una joint venture nata nel segno
pianeta”. Il duo finnico (di stanza casa, guardano una serie TV e a Buzzcocks, Factory, Joy Divi- del comune amore per la can-
a Berlino) non le manda certo a poi vanno a fare la pizza. Fiona sion, New Order, Oasis, la scena nabis che vede la voce nasale
dire, virus o meno. Fine già evo- Apple, chiusa in casa (da prima “Madchester”… e poi ci sono gli dei Cypress Hill condividere un
cata nell’album precedente, en- che fosse obbligatorio), guarda Atavist. Riformatisi nel 2017 progetto musicale col collega
dovena euforico d’accelerazione una serie TV - The Fall per la dopo una decina d’anni di stop, Berner, già partner nella serie di
cyberpunk. Qui la festa continua, precisione - e decide che una sfornano ora il terzo atto della mixtape ganja friendly intitolata
ampliando lo sguardo. Le voci frase pronunciata dalla protago- loro discografia. Ed è un album Prohibition. Il disco è un venta-
della peruviana Lalita e della nista sarà il titolo del suo nuovo pesante, livido, devastante glio sonoro in grado di mettere in
brasiliana LYZZA accompagnano album. “Prendi le tronchesi”, come l’impatto di un’incudine luce tutte le sfumature del suono
furbe tentazioni reggaeton. AS dice Gillian Anderson/Stella, lanciata da un aereo. Roba che – e dell’immaginario - della west
Flat è un grumo anni 90, vomi- a cui l’attrezzo dovrà servire a lascia il segno, che si voglia o coast: California, presobenismo
tato insieme ai pesanti metalcore liberare una donna prigioniera no, sottoponendo l’ascoltatore generale e ovviamente l’erba,
Code Orange. L’autotune ecces- di un serial killer. Fetch The all’esperienza di un rullo com- tutto montato su una serie di
sivo di Oracle (terzo membro Bolt Cutters, dice Fiona Apple, pressore doom e death che gli fa beat che proprio non ne vogliono
virtuale della band) scende in e prende i suoi attrezzi, stru- manovra sull’anima, fino a far sapere di uscire dalla tradizione.
campo per AS Trouble, come uno menti “veri” e tutto ciò che può schizzare fuori i peggiori incubi Di simile mentalità anche buona
scarto paranoico di Kanye West. essere suonato e percosso, per e istinti. Se massa incombente, parte dei tanti ospiti del disco: si
Per una baraonda di scura epica liberare una donna, se stessa, e potenza imperiosa, aria nero passa dall’inevitabile Wiz Kha-
nu metal alla Deftones e triba- insieme a lei chiunque si lascerà pece e altra disperazione sono lifa (While Driving), al ritorno
lismo pecioso, che si placa solo trascinare dall’esplosione di il vostro habitat, qui potrete in grande stile di Xzibit (nella
nell’elegiaca AS U Will Be Fine. pura vita - rabbiosa, gioiosa, proliferare. Unico appunto: riuscita title track) ma tra una
Riferimenti non sempre digeri- potente, melodiosa, dissonante, quattro pezzi in 58 minuti sono nuvola e l’altra c’è spazio anche
bili (ancorché ormai d’attualità sensuale, jazz, pop, blues - che devastanti da assorbire tutti per ricaricare i polmoni (Just
per molti, pare) che, in qualche è questo album. La libertà è uno insieme. Tenete sottomano il Breathe, con Everlast).
modo, funzionano. stato mentale. numero del vostro analista. DAVIDE AGAZZI
MAURO FENOGLIO LETIZIA BOGNANNI ANDREA VALENTINI 65/100
70/100 83/100 81/100
RUMOREMAG.COM | 55

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BABY JESUS BAMBARA
WORDS OF HATE STRAY
AREA PIRATA WHARF CAT

Garage, blues psichedelico e una I Bambara nascono nel 2009 e


spina di folk rock che solletica le hanno ben quattro album all’at-
radici, qui e lì estirpate con l’ag- tivo, sono stati però meno fortu-
gressività contenuta del punk nati rispetto a colleghi affini, che
e del r’n’r (Do Worry). Questa hanno raggiunto la notorietà
la brutale sintesi del nuovo molto più rapidamente, ed è un
album del gruppo svedese. Non gran peccato perché Strays è
un disco immediato, tantome- l’ennesima perla in una disco-
no scattante, Words Of Hate. grafia eccellente. Un suono che
Piuttosto si gioca nelle melodie unisce il post punk al country,
ondeggianti di ballate d’altri dove si sentono echi di Liars,
tempi come Björns e Hasch- Nick Cave, ma anche di Orville

PHOEBE
browns, nella calma vaporosa di Peck e Wovenhand, in un mix
Lunas Song con quella chitarra di chitarre distorte, slapback
a evocare surfisti nordici su un delay, reverb e ritmiche serrate,

BRIDGERS
lago ghiacciato, nel ritornello come nei singoli Serafina e Heat
di Who You Are che accarezza Lighting; ma anche morbide
l’anima roots dei Black Lips, nel cavalcate su cavalli d’acciaio
surf rock mite e gutturale di Girl in deserti post urbani, come
Bangs. In tempi d’attesa come Stay Cruel o Made For Me. La
quelli che stiamo vivendo, non band di Atlanta trapiantata a
è una cattiva idea risistemare Brooklyn è pronta per il grande
PUNISHER la poltroncina in vimini della salto e speriamo che sia giunto il
DEAD OCEANS zia, mettere il vinile sul piatto e momento per loro di raccogliere
aspettare con calma che passi il ciò che di buono (ottimo) hanno
cadavere del nemico. seminato in questi anni.
“Punisher parla MANUEL GRAZIANI LUCA DOLDI
dell’apocalisse e di come 72/100 80/100
avere ancora una vita
privata, quando avviene”.
Così la cantautrice di Los
Angeles sul suo secondo
album. Sintesi perfetta
di come la Generazione Z
guardi un mondo (il loro), a
cui hanno tagliato di netto
ogni ipotesi di futuro. OK,
tutto finisce (non certo GARY BARTZ BC CAMPLIGHT
per colpa mia), ma io ho AND MAISHA SHORTLY AFTER TAKEOFF
NIGHT DREAMER BELLA UNION
ancora le mie sensazioni,
il mio umore che va su e DIRECT-TO-DISC SESSIONS
NIGHT DREAMER Bassi dubstep e twang surf,
giù, con cui fare i conti. E la casa della punizione diventa un
orchestrazioni hollywoodiane
luogo in cui portarsi foto, biglietti di compleanno, piccoli
Un grande vecchio del jazz funk e piano ballads, voci robotiche
rimorsi e scazzi, provando a tradurre tutto in musica, per
spirituale statunitense, e una e cori lounge. Benvenuti nel
evitare l’autoflagellazione fine a se stessa. La bionda autrice
delle formazioni più interessanti mondo di Brian Christinzio, uno
è stata (anche troppo) annoverata fra le colonne portanti del
della nuova scena londinese, degli artigiani pop più curiosi
nuovo cantautorato da confessionale a fior di pelle, ai tempi
dell’esordio. La partecipazione al trio Boygenius e ai Better guidata dal batterista Jake Long. dell’ultimo ventennio. Fra i pochi
Oblivion Community Center ha fatto il resto. Ma la sua è una Accoppiata nata sui palchi eu- in grado di costruire un universo
strada che non avrà mai i picchi di tormento di Fiona Apple ropei, e portata in studio dalla sonoro originale e immediata-
o di nuda intensità di Julien Baker. Procede per piccoli scarti Night Dreamer per una delle mente riconoscibile. Shortly…
emotivi non filtrati e cruda autoironia. Il nuovo album segna sessioni dal vivo (una sola take, chiude un’ideale trilogia iniziata
un passo in avanti, nell’uscita dall’alveo comodo delle intimità no postproduzione) che caratte- nel 2015 con How To Die In The
acustiche. La fragilità sintetica della title track, il deambulare rizzano il suo catalogo. Rodata North, sviluppata in ondate di
notturno di Halloween o gli spunti gotici di Chinese Satellite presumibilmente con le due ver- eccentricità sempre più desta-
e ICU (col basso di Jenny Lindberg delle Warpaints), cifre sioni di classici del sassofonista bilizzanti e giunta oggi al punto
d’ipnotica maturità, lo scatto di Kyoto (con il pavé d’ottoni che chiudono l’album - Uhuru di non ritorno. Lo fa con sketch
fornito da Nathan Walcott dei Bright Eyes) la brillante novità. Sasa abbreviata e ammorbidita, sonori come quelli di Ghosthun-
I musicisti a supporto sono sempre gli stessi, ma il peso della Dr. Follow’s Dance invece allun- ting (dedicata alla memoria del
scrittura lievita come gli ospiti. Christian Lee Hutson, Lucy gata sul suo groove implacabile padre) con cui Christinzo na-
Dacus, Conor Oberst, Nick ZInner degli Yeah Yeah Yeahs e, - e sfociata nei tre originali che sconde confessioni intime fra le
appunto, Julien Baker, tutti invitati all’epico crescendo molto lo aprono. Musica in cui la band, pieghe di eccitanti costrutti post-
Arcade Fire di I Know The End. E se la fine è qui, che sia un che in quel suono dei primi anni moderni e anfratti di pura estasi
travestimento da scheletro il portafortuna per affrontarla. 70 ha uno dei suoi riferimenti pop. Si ride e ci si emoziona con
MAURO FENOGLIO principali, fa da sponda perfetta la costante sensazione che nello
80/100 a Bartz, lo accoglie e lo stimola, spazio fatato di questi solchi
lasciando per questa volta sullo tutto possa accadere.
sfondo le sue spinte afrobeat. DIEGO BALLANI
ANDREA POMINI 81/100
56 | RUMOREMAG.COM 75/100
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RECENSIONI GLI ALBUM GIUGNO 2020

PSYCH
PSYCH

BEAUTY IN CHAOS BRENDAN BENSON


THE STORM BEFORE THE CALM DEAR LIFE
33.3 MUSIC COLLECTIVE THIRD MAN
TIA CARRERA
Finalmente qualcuno che rove- Un nuovo disco di Brendan Ben- TRIED AND TRUE
scia le prospettive e ci fa godere son dopo sette anni è come le SMALL STONE
della tempesta prima ancor che lasagne della mamma dopo mesi In arrivo una terrificante, torrida ondata blues
della quiete. È per l’appunto di lockdown, nulla di nuovo psichedelica da Austin. È quella dai veterani Tia
quell’impasto di paura, fascino ma esattamente quello che ti Carrera, che quando si muovono fanno tremare la
e malinconia che la prima si fa sentire bene. Dear Life però terra. Un po’ come gli Earthless, basano gran parte
trascina dietro a incarnare l’es- non è proprio il Benson che ri- della loro musica sull’improvvisazione. Heavy
senza del secondo capitolo del cordavi: in questo suo lockdown psichedelica. Non posso che fare il nome di Jimi
progetto fondato a Los Angeles artistico (interrotto solo con i Hendrix: il suo spirito e il voodoo blues che si lacera e si incendia
dal chitarrista Michael Ciravolo Raconteurs nel 2019), si è messo in una sfolgorante fantasmagoria di suoni. Passaggi incredibili
insieme a una fidata combriccola a sperimentare “in cucina”, di delirio acid blues, nel rotolare continuo di una sezione ritmica
di tenebrosi colleghi. Il dark dando anche una dimensione mai doma. Pezzi come Swinging Wing ti travolgono. Altri
rock chitarrocentrico del prece- più intima ai suoi testi in cui come Zen And The Art Of Thunderstorm, be’, lo dice il titolo,
dente album si fa a questo giro racconta una ritrovata serenità ti trasportano davvero in un’altra dimensione. Chitarra (Jason
più decadente e contemplativo dopo anni complicati. Aggiunge Morales), basso (Curt Christenson) e batteria (Erik Conn). Nulla
nel suo mélange di sfiorita bel- però anche nuovi ingredienti di più semplice e puro. E di totalmente devastante.
lezza gotica, fascinazioni curiane nei suoni, per abbracciare la 84/100
e fugaci brividi romantici, rag- positività del pop con spiccate
giungendo i suoi massimi picchi influenze beatlesiane (Baby’s A CURA DI CLAUDIO SORGE
di magnetismo nei featuring di Eyes), o per spingersi in territori
Wayne Hussey dei Mission (The più aspri con la successive Freak
Delicate Balance Of All Things), Out e I’m In Love, dove si sente BANSHEE KANAAN
Steven Seibold degli Hate Dept. l’influenza di White. Dear Life è LIVIN’ IN THE JUNGLE DOUBLE SUN
(Almost Pure), Ashton Nyte un disco sincero, cristallino, in CARDINAL FUZZ EL PARAISO
degli Awakening (The Outside) e cui Benson mette tutto se stesso: Armati Nelle precedenti
Kat Leon (Stranger). non serve altro. di vecchi session, aveva
ANTONIO BELMONTE LUCA DOLDI fuzztone, sax, convinto di
69/100 70/100 oscillatori, luci più questo
stroboscopiche eterogeneo
e, come terzetto
background, una discoteca in norvegese, che si muove
cui spiccano gli album di Alice tra prog/jazz e psichedelia.
Cooper e Stooges, i Banshee Nelle impro dal vivo i Kanaan
sembrano una versione riescono a infondere quel
americana, ridotta all’osso, pathos e quell’energia che
forse persino punk, degli viceversa, tra le fredde mura di
Hawkwind. Messa su con la uno studio, sembrano assenti.
NAOMI BERRILL BLANCO WHITE stonata/sguaiata attitudine di Come in questo Double Sun.
SUITE DREAMS ON THE OTHER SIDE freak/punk come gli Human Composizioni molto elaborate:
WARNER/CASA MUSICALE SONZOGNO YUCATAN
Eye di Timmy Vulgar e in cui vengono in mente i Weather
trasuda lo spirito bollente di Report, Hatfield And The North
Prima ancora di essere una Quello di Blanco White, al se-
Funhouse degli Stooges. e i Grateful Dead. Ma manca,
raccolta di tre suite per violon- colo Josh Edwards, è un piccolo come dire, un battito vitale.
cello e voce (più chitarra, piano mondo dai grandi spazi: piccolo 75/100
e concertina), impreziosita da perché si viaggia fra isole bri- 60/100
riferimenti letterari (Goethe, tanniche, Mediterraneo e Suda-
THUNDERBIRD DIVINE RIVER CULT
Shelley), musicali (Django merica come se le distanze fos- THE HAND OF A MAN CHILLING EFFECT
Reinhardt, Bach) e folklorici (il sero più che ridotte, annullate. SALT OF THE EARTH TEE PEE/NASONI
richiamo ad alcune danze tradi- Mentre i grandi - diciamo pure
Veterani Dagli anfratti
zionali), Suite Dreams rimane sconfinati - spazi sono quelli
della scena di psichedelici
un tenero sguardo materno dei paesaggi andini, dei deserti
Philadelphia, di Brooklyn.
posato su tutti quegli esseri vi- andalusi, delle scogliere affac-
i TD hanno I River Cult
venti (uomini, animali e piante) ciate sull’oceano, che questo una visione mi pare
che snaturano ciclicamente la giovane inglese, che un viaggio psichedelica dai abbiano un
propria identità per adattarsi fatto da bambino ha fatto inna- larghi orizzonti. Si muovono certo talento, ma lo vedo,
ai mutamenti della vita e della morare del mondo latino, riesce verso l’estensione dei confini come dire, un po’ nascosto
natura. Mai come a questo giro a evocare con i suoi brani dove di un rock psichedelico dalle da un’attitudine pigra. Il loro
il consueto intreccio stilistico di le diverse tradizioni sonore si forme auliche e narcotiche, lento drive heavy narco psych
musica barocca, folk celtico, pop abbracciano con la stessa natu- anche con l’aiuto di strumenti è alimentato da bassi ultra…
e jazz ordito dalla compositrice ralezza con cui si mescolano le come il sitar (Boote’s Void). bassi e da un certo groove
irlandese ci aveva riservato così acque, o l’aria, rendendo quan- Ma per lo più viaggiano su blues; molto diluito in brani
alti livelli di grazia interpre- to mai evidente l’innaturalità fuzz liquidi (ossimoro), con come la title track, più caldo
tativa, perlacea malinconia, del concetto di confine. È quello qualche similitudine con il e incisivo in Neo Dog e Red
luccichio emotivo e armoniosa che succede col bianco: non sound dei Nebula (The Hand Return, che sono secondo me i
gentilezza melodica (Gravity, distinguiamo consciamente i Of Man). Eccellenti. migliori episodi di questo loro
Mermaid Dance, Roundabout, colori, ma li sentiamo tutti. 79/100 sophomore.
My Little Graceful Girl). LETIZIA BOGNANNI 73/100
ANTONIO BELMONTE 73/100
78/100
RUMOREMAG.COM | 57

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BO NINGEN BRAIDS
SUDDEN FICTIONS SHADOW OFFERING
ALCOPOP! SECRET CITY

Guarda chi si rivede: i Bo Ningen. Se tutto il new pop alternati-


I lungocriniti giapponesi trapian- vo fosse così, sicuramente ne
tati a Londra ci fanno una sorpre- gioverebbero tutti. I canadesi
sa: a metà album parte un groove Braids hanno le idee chiarissime
funk pazzesco (Minimal). Dentro su cosa vogliono rappresentare
c’è anche l’ammaliante voce di nel 2020. Lo fanno nel modo
chi maneggia da anni questi sen- più sensato possibile, confer-
tori, Bobby Gillespie dei Primal mandosi con un quarto disco
Scream. A sei anni dall’ultimo meno arzigogolato e nervoso del
disco (III) si riparte da esplora- precedente, che è un racconto sul
zioni percussive, psych rock aci- fallimento umano. Dietro le redi-
dissimo e desert noise (Silenced) ni della produzione c’è l’ex Death
con testi isterici e improvvisazio- Cab For Cutie, Chris Walla.
ni siderali (Zankoku). Le sessioni Upheaval II è la traccia nella
con Drew Brown (già dietro a prima metà con più tensione

STEVE VON TILL


Atoms For Peace e Beck) hanno sonora addosso. Just Let Me ri-
dato spazio a divagazioni speri- prende alcuni incedere chitarri-
mentali, con vuoti e pieni sonori stici sottili dei Radiohead. Snow
che forgiano la materia in modo Angel alza il tiro ritmico con riff
eterogeneo. Estasi psichedeliche sognanti e uno spoken word de-
come se fossero dei Khruangbin vastante e tutt’altro che soft “The
decostruiti e rimontati con il need to march in the streets /
NO WILDERNESS DEEP ENOUGH favore delle tenebre (Kuzurenai)
e senza paura scelgono la strada
Fake news, and indoctrination /
NEUROT Closed borders, and deportation
più difficile. Stranianti. / I’ve been deeply sad”: nove mi-
NICHOLAS DAVID ALTEA nuti che valgono tutto.
“Mi risveglierò con le 78/100 NICHOLAS DAVID ALTEA
stelle. Mi risveglierò 76/100
con le stelle. Alla ricerca
dell’infinito profondo.
Libero dalla Follia” (Steve
Von Till, Indifferent Eyes,
- Harvestman: 23 Untitled
Poems, Astrophil Press)

Steve Von Till non ha


scritto No Wilderness Deep
Enough durante il dramma THE BUZZDEALERS CARPENTER BRUT
BLOOMING BLOOD MACHINES
planetario ed epocale del
AUTOPRODUZIONE CAROLINE INTERNATIONAL
Covid-19. La sua ennesima
intima espressione umana non arriva dal silenzio profondo Dopo la collaborazione per
Ad ascoltare certi album, e
del lockdown. Dal deserto urbano di un mondo sconfitto dalla il clip di Turbo Killer (2016)
vedere da dove arrivano, si ha
natura. Ma se vogliamo pensare che una tragedia mondiale era chiaro che la combo Seth
la sensazione che l’overdose di
senza precedenti sia di fatto il monito finale dell’universo e Ickerman (i due registi francesi
serie tv stia riportando in auge
della natura a un genere umano ormai più che decaduto, allora
(anche) il mito delle chitarre e Raphaël Hernandez e Savitri
ci piace pensare che Steve Von Till lo abbia predetto. Che
della trasandatezza stilosa degli Joly-Gonfard) più Carpenter
qualcosa in lui andasse esattamente in quella direzione. Che a
anni 70. Altrimenti non si spie- Brut (all’anagrafe Franck Hueso,
suo modo, Steve Von Till avesse capito. Non è descrivibile ciò
ga perché un giovane quartetto geniaccio francese, di Poitiers,
che fluttua in No Wilderness Deep Enough: quasi un’energia
di Atene abbia deciso nel 2020 della synthwave) era destinata
vibrazionale che esce e dialoga con le energie del tempo. Un
dialogo esistenzialista tra uomo e natura (la Wilderness di di seguire una ferrea dieta a a riformarsi. Ed eccola per la
Thoreau), alla ricerca del vero significato dell’esistenza: la base di groove e fuzz. Per met- colonna sonora del film Blood
comunione con il creato. Il ritorno dell’uomo alla terra. È un tere subito le cose in chiaro i Machines, delirante pellicola in
viaggio intimo, isolato, esistenzialista in cui musica, parole, greci partono con un pezzo dal bilico perenne fra la sci-fi e la
suoni, silenzi, diventano un corpo unico, tangibile, che riffone facile intitolato, guarda psichedelia. Le sonorizzazioni
cammina a passo lento verso il ricongiungimento con il sé. caso, Like An Old Song e a ruota create da Carpenter Brut sono
Un disco che Von Till definisce di psichedelia rurale: ma che sparano il combinato disposto avvolgenti, ipnotiche e convin-
è un confine ancora troppo stretto. È un disco spirituale, la di Rolling Stones e Motown, centi. Per intenderci: è roba
descrizione dell’amore alle più alte armoniche possibili, un po’ Electrocution. Non mancano la ottima, che si fa ascoltare anche
come lo fu in altro modo Astral Weeks di Van Morrison. È un ballata che cresce come il finto avulsa dal contesto filmico. Si
dialogo tra l’uomo e il pianeta, visto come granello di sabbia orgasmo di una vecchia groupie parlava di synthwave e la syn-
e insieme come universo dalla vastità indefinibile. È come (So Divine), i singulti chitarri- thwave c’è – ma magistralmente
se lo vedessimo allontanarsi tra i boschi e sparire nel vento. stici alla Jimi Hendrix (Sex Me) psicotropa… ora ansiogena, ora
Non prima di averci regalato un disco meraviglioso, alieno, e i bagliori psichedelici (Hyper- evocativa di sbalorditivi scenari
doloroso, stupefacente. sonic Jaunt). Un lavoretto pu- alieni, ora in odor di trip spazia-
MARIO RUGGERI lito e ben fatto, pure troppo, in le. Suoni colorati, che riflettono
80/100 piena Netflix Generation. luci e ombre dell’anima.
MANUEL GRAZIANI ANDREA VALENTINI
71/100 89/100
58 | RUMOREMAG.COM

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RECENSIONI GLI ALBUM GIUGNO 2020

CATHEDRALE CHOUK BWA THE COLOURS PASCAL COMELADE


HOUSES ARE BUILT THE SAME & THE ÅNGSTRÖMERS THAT RISE & MARC HURTADO
HOWLIN’ BANANA VODOU ALÉ GREY DOUBT LARME SECRETE
BONGO JOE RHYTHM SECTION KLANGGALERIE
A dispetto del nome goth i Ca-
thedrale sono un poderoso grup- Nel secolo in cui le collaborazio- Il concept è bizzarro: un docu- Pascal Comelade e Marc Hurta-
po indie garage che mette in fila ni intercontinentali come questa mentario audio che racconta “la do, dai primi anni 80 sono attivi
la tenacia dei Franz Ferdinand, sono diventate frequenti, fattibi- storia segreta degli esseri umani nella scena industriale e post
la sfrontatezza degli Oh Sees, la li e alla moda, tocca ora agli hai- di colore che vivono su Marte”, punk francese: il primo con la
freschezza dei Cloud Nothings tiani Chouk Bwa e ai belgi Ångs- ad alludere a un presente tossico Bel Canto Orchestra, valvola di
e dei Kiwi Jr. Al terzo album i trömers. I primi sono un settetto affollato da teorie della cospira- sfogo della sua passione per stru-
quattro di Tolosa hanno trovato di mizik rasin tradizionale, zione e post verità. L’incontesta- menti giocattolo o autocostruiti;
la quadra e la squadra. Se nel composto da ballerini e percus- bile realtà è che il duo composto il secondo con gli Étant Donnés,
precedente album mancava il sionisti, in cui tutti cantano se- da Simeon Jones e Nathanael formazione di area grigia con col-
pezzo che rimane in testa, qui condo schemi di botta e risposta Williams confeziona nel suo laborazioni con il gotha della po-
ce ne sono diversi a centrare il fra solista e coro, celebrando in album di debutto un suono molto esia suburbana: Genesis P-Orri-
bersaglio. Dal singolo The Bet musica e spirito il legame con raffinato e notturno, capace di dge, Lydia Lunch e Michael Gira.
con quel bel basso tondo, alla l’antica patria africana. I secondi assorbire spunti da funk, jazz, In questo Larme Secrete pesano
legnata post punk Aquiel, dalla sono un duo elettronico quasi house, hip hop, dub e sovrappor- la frequentazione di Hurtado con
ballata oceanica Right Time alla esordiente di Bruxelles, armato vi un affascinante immaginario Alan Vega, e la dimestichezza di
psichedelia ariosa di Open Your di sintetizzatori modulari e mac- cosmico. Coadiuvati da ospiti Comelade con rudimentali synth
Eyes, dallo spaghetti western chinari d’annata vari, che ha stu- di crescente rilievo nella scena dalla memoria preset. Ne viene
futuribile Gold Rush alla spinta diato la materia vodou e sceglie britannica odierna come Yussef fuori una raccolta di canzoni
ormonale da Viagra Boys di di lasciar condurre il gioco agli Dayes, Yazmin Lacey e Andrew chiaramente ispirate ai Suicide o,
Reverence. Ingranaggi oliati alla altri. Assecondandone l’impeto Ashong (quest’ultimo ad aggiun- volendo scendere nel dettaglio,
perfezione, tensione mai decre- poliritmico, e lavorando quasi gere la sua voce all’andamento al cubist blues di Alan Vega, Alex
scente, melodie a muso duro, sempre un passo indietro su det- frastagliato di The Juice), The Chilton e Ben Vaughn. Nulla di
riff efficaci, voce graffiante, vio- tagli e sound design, fra basse Colours That Rise disegnano pa- nuovo, piuttosto suggestioni ben
lenza blasé. Potrebbero farcela a frequenze ed effetti, con gusto e esaggi suggestivi e stratificati, in note ma riproposte con maestria
uscire dalla nicchia. originalità. Scelta vincente. un disco che invoglia al riascolto. e un tocco citazionista.
MANUEL GRAZIANI ANDREA POMINI GIORGIO VALLETTA ANDREA PREVIGNANO
79/100 80/100 80/100 60/100

BELL WITCH STYGIAN


AND THE AERIAL RUIN BOUGH VOL. 1
PROFOUND LORE

“Le canzoni dei Bell Witch si sono sempre focalizzate sul tema un giorno ucciso dagli schiavi perché si perpetui la discendenza
dello spazio tra la vita e la morte. Così come quelle degli Aerial di un nuovo capo, che avrà in dono il ramo d’oro. Le liriche di
Ruin hanno a che fare con il concetto della veglia. Entrambe queste Stygian Bough passano attraverso la creazione di un prog doom
cose hanno una connessione”, dice Dylan Desmond (basso e voce) cangiante. The Bastard Wind inizia con un arpeggio acustico e
che insieme a Jesse Shreibman (batteria e voce) forma il nucleo un battito che precipitano in un passato tribale, e un canto che
dei Bell Witch. Mentre Aerial Ruin fa capo sostanzialmente a Erik si perde nelle volte del tempo, disvelando l’orrore, celebrandolo.
Moggridge (chitarra e voce). Se il precedente lavoro dei Bell Witch Canti folk madrigaleschi, ipnotici e rarefatti, si alternano a immensi
aveva visto la semplice collaborazione di Moggridge, in questo sipari che si alzano su scenari e crescendo maestosi (Heaven Torn
nuovo la coesione tra i tre elementi è totale. Sono una nuova forza, Low), chiudendosi poi a strapiombo su doom liturgici strazianti
un nuovo gruppo. E Stygian Bough è un album di una potenza (Candlemass mix Sunn O)))), in un coacervo di voci e scampanii
smisurata. Ispirato al classico studio di James Frazer Il Ramo ascendenti (The Unbodied). In tralice si sentono anche i Pallbearer.
D’Oro, che descrive dinamiche e miti della formazione sociale ai E Roy Harper, il visionario, nelle parti acustiche. Un lavoro di una
primordi dell’umanità, The Stygian Bough (Il Ramo dello Stige) è forza sradicante, quasi ultraterrena.
l’elaborazione fatta dai Bell Witch/Aerial Ruin dei miti di Frazer. CLAUDIO SORGE
Nella fattispecie il re che regna sugli schiavi, sapendo che verrà 90/100
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HIP HOP

HIP HOP

D.O.A. DATENIGHT
TREASON IS THIS ALSO IT
SUDDEN DEATH DROP MEDIUM
HEADIE ONE & FRED AGAIN
GANG I canadesi D.O.A. sono una di Una settimana nella falegna-
RELENTLESS quelle band che ci aspettiamo di meria dello zio del ventenne
Ascrivere Headie One alla scena drill e vedere in giro per sempre. Una Grayton Green, il cantante e
connotarlo come il rapper cresciuto nel “ghetto” specie di monumento a un certo chitarrista, registrazioni lo-fi ed
di Broadwater Farm e con vari trascorsi con la modo di concepire il punk – e ecco il terzo album dei ragazzi di
legge, pare riduttivo. Non può essere un caso l’hardcore, di cui si fregiano di Nashville che hanno intitolato
che in questo Gang ci siano ospiti del calibro essere fra gli inventori, con il ti- Sonic Youth 18 Years On Earth
di FKA Twigs, Jamie xx e Sampha. Ma, grandi tolo del loro album Hardcore ’81 uno dei primi EP e possono van-
nomi a parte, qui l’elemento chiave è la produzione musicale: il – che mixa esuberanza musicale, tare un 7” per la Third Man di
26enne londinese è affiancato da Fred Again (già collaboratore politica radicale e attitudine in Jack White. Ascoltare un disco e
di Manuva, Stormzy, Sheeran e Brian Eno) che in parte si muove your face. Il loro album numero comprendere al volo i riferimenti
sulla scia dell’hardcore continuum, in parte ha un approccio 18 non è da meno e ribadisce è confortante, ma anche noioso.
produttivo del tutto aperto e contemporaneo, andando ben oltre tutto quanto: Joey Shithead – Questo rischio non si corre coi
il compitino della rielaborazione del suono urban e puntando su che è anche un uomo politico Datenight che si aggrovigliano
atmosfere oscure, malinconiche e intime. Un incontro artistico del Partito Verde del Canada – e tra i generi del garage come una
davvero suggestivo e coinvolgente. soci si lanciano in otto pezzi al pianta rampicante selvatica. C’è
80/100 veleno contro razzismo, corru- una sopita alienazione in queste
zione, guerra, sessismo e riscal- semplici canzoni di due minuti
A CURA DI LUCA GRICINELLA damento globale. Più una cover che pagano dazio al miglior punk
dell’ex compatriota Neil Young DIY (Off My Back), al college
(una Hey Hey, My My suonata a rock scocciato (Way Back), al
IVAN AVE ZEROH 78 giri) e un’autocover di Fucked Dunedin Sound dei Clean (On
DOUBLE GOODBYES BLQLYTE Up Ronnie, divenuta Fucked Up TV) ai Meat Puppets in pacca
MUTUAL INTENTIONS LEAVING Donald ovviamente in “onore” post punk (Bad Times) e, cosa
Il norvegese già Il losangelino di Trump e delle sue malefatte. non secondaria, al songwriting
collaboratore Zeroh (aka Una conferma. sofferto dei Replacements.
di DâM-FunK, Blaqbird) ha ANDREA VALENTINI MANUEL GRAZIANI
Kaytranada e impiegato sei 72/100 73/100
Mndsgn (qui anni per rea-
ospite), oscilla lizzare questo
tra rap e R&B. In sette brani disco che firma come produ-
su 11 c’è la chitarra di Sasac cer e “rapper”. Le virgolette
ma hanno collaborato alla pro- perché l’approccio è del tutto
duzione anche il batterista di sperimentale e si passa da
Hiatus Kaiyote e due nomi già spoken word cavernosi a voci
accostati a Onra, Byron The e melodie distorte immerse in
Aquarius e Devin Morrison. paesaggi oscuri, rumorosi e di-
Un bel team per un disco ele- latati, con il pianoforte e altri DEADBEAT DEAN ALLEN FOYD
gante, dall’anima black e con strumenti atipici per l’hip hop & PAUL ST. HILAIRE VS SHERPA
il background rap che non si fa in sottofondo. Un bel viaggio 4 QUARTERS OF LOVE PSYCHEDELIC BATTLES VOL.6
ancora da parte. sonoro psichedelico. AND MODERN LASH VINCEBUS ERUPTUM
73/100 70/100 ANOTHER MOON
Una gentilezza madrigalesca alla
Racconta Scott Monteith di avere Jethro Tull e un’intrigante di-
QUELLE CHRIS da 14 anni una cartella sull’hard namicità fuzz/psichedelica sono
& CHRIS KEYS S.PRI NOIR disk, sempre quella, in cui racco- le caratteristiche del gioiello
INNOCENT COUNTRY 2 ETAT D’ESPRIT glie strada facendo tutti i ritmi e barocco protopsych Atlas, che
MELLO MUSIC GROUP MI6 le idee melodiche che gli fanno apre alla grande questa battaglia
Il secondo ca- Il quartiere, i venire in mente la voce di Paul St. psichedelica n. 6 tra i Dean Allen
pitolo della col- suoi miti (come Hilaire. “Quando è abbastanza Foyd, autori del brano, e gli
laborazione tra le agognate piena so che è ora di chiamarlo, Sherpa, giovani virgulti italiani.
Quelle Chris & griffe) e il ma quasi sempre mi chiama lui I DAF sono il segreto più recon-
Chris Keys è di- mondo esterno prima”. L’ultima volta che la voce dito e sfolgorante di una nuova
chiaratamente che lo discri- angelica del rasta di Dominica età rock psichedelica. Guidati da
ispirato all’approccio musicale mina (specialmente su base e la sapienza dub techno del ca- Francis Rencoret ex dei mitici
degli Slum Village del periodo razziale), l’influenza musicale nadese si sono incontrate era il proto stoner svedesi Roachpow-
Dilla e con ospiti di valore dell’Africa, il cinema come im- 2014, e oggi la magia si rinnova der, ci regalano qui quattro
come Earl Sweatshirt, Home- maginario di riferimento e una con quattro tracce profonde e gemme di cangiante bellezza, tra
boy Sandman e Pink Siifu. Il concezione del rap trasversale lunghissime. Nate da sensazioni cui la lunga The Shifting, fatato
risultato è un hip hop fluido e aperta, intima o percussiva di buio e disagio, sia personali viaggio multicolor in mutevoli
e leggero in cui le influenze che sia: sono questi gli ele- sia collettive e internazionali, paesaggi jazz psichedelici. E
funk, jazz, R&B e gospel sono menti essenziali del secondo ed elevate da St. Hilaire fino alla dove finiscono loro iniziano gli
amalgamate con un’ispirazio- disco del parigino S.pri Noir. coesistenza perfetta di tensione Sherpa, non molto dissimili
ne rara. Ideale per rimettersi Se la trap è (anche) questa, e potere lenitivo. Tanto nella dai DAF, proiettati in un mood
in pace con il rap. ben venga. metà in cui prevale l’elemento psichedelico più atmosferico e
70/100 68/100 dread (enorme soprattutto War rarefatto di suggestioni etniche.
Games), quanto in quella dove Meravigliosi entrambi. Album
emergono invece i quattro quarti. incredibile.
ANDREA POMINI CLAUDIO SORGE
60 | RUMOREMAG.COM 80/100 82/100
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RECENSIONI GLI ALBUM GIUGNO 2020

DIARCHY DJ PYTHON DOOMSHAKALAKA DRAKE


SPITFIRE MAS AMABLE DOOMSHAKALAKA DARK LANE DEMO TAPES
UNHERD MUSIC INCIENSO MOSHI MOSHI OVO/REPUBLIC

Prakash Rawat, voce e chitarra, Dall’esordio del 2017, Dulce Chi ricorda gli Hot Club De Un mixtape ha, storicamente,
e Gauraw Tivari, batteria e au- Compañia, il produttore del Paris, trio di Liverpool che ha at- uno scopo: tenere alta l’atten-
tore dei testi, sono i componenti Queens (ma cresciuto in Florida) traversato gli anni zero confuso zione dei fan sul rapper in que-
di questo gruppo del Bangalore, Brian Piñeyro insegue il perfetto nel rinascimento dell’indie rock stione, in attesa dell’album vero
India, che mescola tutte le pos- bilanciamento fra i tempi ritmici britannico, titolare di almeno un e proprio. Questo tape non fa
sibilità offerte da una scheletrica del reggaeton e un abito più affi- album (il debutto Drop It ‘Til It differenza (ma è in vendita, non
combinazione di Clutch meets ne alla house. Una sorta di deep Pops, del 2006) che avrebbe me- gratis..), col nuovo, sesto, disco
Tool, rock heavy ellitticamente reggaeton, sviluppato ulterior- ritato ben più di tanti contem- per l’artista canadese che già si
anni 70 e un sound eastern mente nell’EP Derretirse, dello poranei? Paul Rafferty, bassista/ profila nell’orizzonte estivo. Que-
psichedelico inedito. Quel che scorso anno. Il nuovo album cantante e autore, è riemerso sta raccolta di canzoni - perché
ascoltiamo nel loro secondo spinge ancora di più sulla cifra cinque anni fa nei rumorosi Bad di questo di tratta – è un insieme
album è sorprendente. È un ipnotica della musica. Un pigro Meds, e torna oggi da solo come di pezzi pescati dal Soundcloud
mondo indo/psichedelico irro- e sereno abbandono, dove le Doomshakalaka. L’eclettismo, del rapper o finiti su internet a
bustito da riff di metal maturo, tracce si tuffano l’una nell’altra, la leggerezza, l’ironia e il talento causa di leak: al netto della ge-
con arpeggi e atmosfere da Led senza discontinuità, fra ritmi più sono sempre quelli, ma l’aria nesi eterogenea, il lavoro suona
Zeppelin folk psych a fungere, rallentati (rispetto al passato) e è cambiata: le dieci canzoni, coeso, ma questa non è neces-
come dire, da cuscinetto tra una melodia minima. Come un lungo scritte dal 2011 in qua, parlano sariamente una cosa buona.
costruzione psyche/metallica e chill out ambientale, fino agli 11 con toni nostalgici e agrodolci Drake non fa davvero niente per
l’altra. E poi anche recitazioni minuti di ADMSDP, dove la ca- di un Paul che diventa adulto, e smarcarsi dal suo classico suono
da tempio buddista. Uno dei mi- denza cambia e il recitato della riflette sull’incompiuto lasciato un po’ drill, un po’ cloud rap,
gliori brani è Kamal Hosse, con poetessa di Brooklyn LA War- indietro. Con un suono che si un po’ miele assortito: manca la
quel suo toolismo zeppeliniano. man riverbera al sole, indagando adatta benissimo al tema, anche hit in grado di diventare guilty
Perfettamente integrato dalla su quali verità celi il velo d’appa- lui più classico e adulto, rock pleasure, lo zuccherino che fa
nenia indopsych di Tirunelveli. rente rilassatezza. “Puoi essere chitarristico che sa di soul e pop, mandar giù la medicina amara.
Dominante diarchia. depresso, ma stare bene”. intricato e mai banale. Ci risentiamo questa estate.
CLAUDIO SORGE MAURO FENOGLIO ANDREA POMINI DAVIDE AGAZZI
79/100 72/100 76/100 50/100

MOURNING [A] BLKSTAR THE CYCLE


DON GIOVANNI

“Siamo un impasto di Black Culture multigenerazionale, che e forza. The Cycle cattura l’atmosfera e il suono di quella stanza
non aderisce ai generi né ai gender. Dedicato alla cura di storie e quasi in presa diretta, e porta la musica già peculiare del gruppo
canzoni della diaspora apocalittica”: potrà suonare pretenzioso su livelli mai raggiunti. Gli elementi sono quelli, ritmi hip hop e
William Washington, ma tant’è. Basta ascoltare, e quella del loro voci soul, consapevolezza politica e attitudine comunitaria da jazz
trombonista e autore sarà la migliore definizione possibile per il spirituale anni 70, ma il risultato va ben oltre la somma delle parti.
collettivo di Cleveland. Per il suo imporsi come più di un semplice Per puro valore musicale - la grana profonda e i tratti avventurosi
gruppo, peraltro un grandissimo gruppo. Per il suo chiamare a dei beat, lo splendore delle parti vocali soliste e corali, i sapori
sé la forza di passato e futuro nell’interpretare il presente, nel giamaicani nascosti nei bassi e nei fiati di varie tracce, la scrittura
testimoniarlo per dovere di artista, come diceva quel James Baldwin stellare di cose come Sense Of An Ending, So Young So, 4 Days o
che, se fosse qui, li adorerebbe. Significative, in questo senso, le Mist :: Missed fra le altre - e per l’impatto complessivo di un tale
modalità con cui i sette (tre voci miste, batteria, chitarra, tromba lavoro, quantitativo (doppio LP di 18 tracce) e qualitativo. Difficile
e trombone, più programmazione ed effetti) hanno composto e immaginare qualcosa di più attuale e necessario di queste persone e
registrato questo quarto album. Provando per ore, di notte, in di questa musica, qui e ora.
quello che fu un grande negozio con vetrina sulla strada, finestra sul ANDREA POMINI
mondo intorno e su una nazione allo sbando, ma capace di calore 89/100
RUMOREMAG.COM | 61

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RECENSIONI GLI ALBUM GIUGNO 2020

EOB FAKE NAMES FLYING LOTUS HANK VON HELL


EARTH FAKE NAMES FLAMAGRA (INSTRUMENTALS) DEAD
CAPITOL EPITAPH WARP COLUMBIA

“Continuavo a chiedermi: cosa Nomi finti, eppure dietro questi Una prospettiva interessante su Non ha perso tempo Hank Von
ne penseranno?”. Succedeva a grandi nomi del punk: i Fake Flamagra, uscito un anno fa e Hell. Segno che il suo recupero
un insicuro Ed O’Brien ai tempi Names sono Brian Baker (Minor qui presentato in veste appunto umano e artistico è incoraggian-
di OK Computer. Ci sono voluti Threat, Dag Nasty, Bad Religion), strumentale, senza i grandi nomi te. Bissa il suo debutto solista,
più di 20 anni al chitarrista dei Michael Hampton (S.O.A.) Den- del microfono che lo caratteriz- approdando in casa Columbia e
Radiohead per superare il suo nis Lyxzén (Refused, Internatio- zavano. Restano Stephen Ellison abbandonando definitivamente
senso di inferiorità nei confronti nal Noise Conspiracy) e Johnny e la sua banda dunque, basso di il death punk. Il “nuovo mondo”
dei più artisticamente ardimen- Temple (Girls Against Boys). Thundercat in testa e a seguire di Hank è il rock americano. Fil-
tosi Yorke e Greenwood, ed esor- Nientemeno. Il loro “debutto”, al- Miguel Atwood-Ferguson, Ro- trato, sporcato, filiato con ricordi
dire in solitaria, con un’attitu- meno con il nome del supergrup- bert Glasper e Brandon Coleman di punk, ma Dead parla un altro
dine tutta diversa: “se vogliono po, non è la somma delle parti, (e Herbie Hancock in Pilgrim linguaggio. O meglio, un linguag-
ascoltarlo, benissimo, altrimen- ma un punk rock ispirato dalle Side Eye), in 27 tracce e un’ora gio integrato al rock. In più di
ti chi se ne frega”. Un encomio fonti originali. Un punk rock che di musica strabordante. Un tour un’occasione sembra quasi che
per il coraggio, dunque, anche apre, e non poco, al rock’n’roll de force fra funk, fusion, hip hop la vera riscoperta di Hank sia per
se va detto che il disco pecca americano, unendo le melodie e jazz che punta in tante direzio- gli anni 80 e per tutto quello che
della tipica smania da esordio dei Social Distortion a quelle (a ni, una raccolta di beat a volte hanno significato per la melodia
– soprattutto se tardivo – di volte) del power pop. Il tutto trai- appena abbozzati che, in questa pop rock. Volumi rock, chitarre
volerci comprimere di tutto, con nato da un concentrato di rock forma, pare trovare la com- tese, eppure frammenti di elettro
il risultato di suonare indeciso: punk decisamente intrigante. A pattezza che a tratti mancava pop dance (Danger Danger e
in questo caso, fra indie folk ete- tratti affascinati dall’emo prima all’originale. Ma che allo stesso Disco che, giuro, sembra Billie
reo, indietronica, reminiscenze maniera (Brick), molto spesso modo rivela l’approccio tutto Jean), di hit wonders AOR (Fo-
screamadeliche e un Brasile che pienamente inseriti in un suono sommato accorto e conservativo rever Animal) abbracciati quasi
resta sullo sfondo, ed è un pec- tardo anni 80 (Darkest Days) e del suo creatore dopo il salto paternalmente dal suo consueto
cato, perché è proprio l’elemento infine indissolubilmente legati al in avanti del precedente You’re e affabulante poseurismo da au-
che avrebbe potuto rendere tutto retro punk carsiano di metà anni Dead!, con una certo manieri- tentica rockstar.
più personale e incisivo. 90 (Heavy Feather). smo giusto dietro l’angolo. MARIO RUGGERI
LETIZIA BOGNANNI MARIO RUGGERI ANDREA POMINI 80/100
63/100 74/100 73/100

SIDEWAYS TO ROLLING BLACKOUTS


NEW ITALY
SUB POP COASTAL FEVER
Merita il giro su Google fino a New Italy, paesino australiano del i Go-Betweens, ovunque e ovviamente, se Not Tonight non
Nuovo Galles del Sud da cui arriva il batterista Marcel Tussie. sfigurerebbe su Liberty Belle, o il Peter Buck surf di Cars In Space
Non che ci sia molto più della storia di una città fondata nel 1882 e il piglio molto Feelies da primi della classe degli arrangiamenti.
da immigrati veneziani: un museo, un ristorante (neppure male, Raccontando in parallelo una quotidianità nuova ma comune
a occhio) e repliche di statue romane sparse in giro. Solo che a molti coetanei, come il tornare a casa sempre per ultimi di
da un lato restituisce a dovere l’idea che ovunque possa essere Sunglasses At The Wedding, unica ballata di un disco forse meno
casa, tanto più se a raccontarne la nostalgia è un gruppo che dal rocambolesco del previsto. Anche volutamente, stando a un
2018 di Hope Dawns non è quasi sceso dal tour bus. E dall’altro primo brano intitolato Second Of The First che darà spago a chi lo
il contrasto fra l’estetica classicizzante della città e il viverci a chiamerà una copia in bella scrittura dell’esordio. Giudizio vero,
20 anni spiega forse più di altro il fascino dei cinque australiani, non fosse però altrettanto irresistibile.
oltre che un successo che rende il loro secondo disco uno dei più FRANCESCO VIGNANI
attesi dell’anno nel giro indie. Ovvero: ingabbiare anche i più 79/100
smaliziati e adulti, ma suonare sufficientemente freschi anche per
un under 30. Nessuno in giro mette oggi meglio su disco il jangle
delle (tre) chitarre, intanto. E letali sono i relativi ammiccamenti:

62 | RUMOREMAG.COM

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AVA N T
AVA N T

HAZEL ENGLISH CHRISTIAN LEE


WAKE UP! HUTSON
POLYVINYL BEGINNERS
ANTI- ZEITKRATZER & MARIAM WALLENTIN
Il preziosissimo primo EP Never THE SHAPE OF JAZZ TO COME
Going Home (2016) di Hazel La penna intima di Hutson ha ZEITKRATZER PRODUCTIONS
English era una meraviglia di in- contribuito a una canzone per Noto per la reinterpretazione in chiave cameristica
die pop e jangle lucente, a tratti l’EP del super gruppo femminile di opere avanguardistiche ed estreme (Xenakis,
piacevolmente acerbo e sincero. Boygenius e a un paio per il Stockhausen, Lucier, Whitehouse, Merzbow, Lou
Dopo qualche anno di anoni- debutto dei Better Oblivion Reed e Keiji Haino, tra gli altri) l’ensemble tedesco
mato ora sappiamo anche il suo Community Center. È proprio Zeitkratzer si dà alla rilettura di standard jazz, gui-
vero nome, Eleisha Caripis. La Phoebe Bridges (membro di dato ancora una volta da Reinhold Friedl (allievo
giovane australiana trasferitasi a entrambi i progetti) a dare una di Alexander von Schlippenbach). A coadiuvare il decimino la voce
L.A. mette in bella mostra tutte mano con produzione e cori, grezza e vibrante della cantante svedese Mariam Wallentin (Wil-
le potenzialità vocali ed emoti- per l’esordio del cantautore di dbirds & Peacedrums, Fire! Orchestra). Il gruppo rende omaggio
vamente contagiose. Gli apici Santa Monica. Pezzi registrati, al Richard Muhal Abrams di Bird Song scagliandone il finale in
più maestosi della sua scrittura chitarra e voce, al cellulare, che un mare di stridori di ance; ripropone Jelly Roll Blues di Sweet
passano dall’apertura di Born non abbandonano troppo la Emma Barrett trasformandola in un claudicante blues beefhear-
Like con la voce in primo piano, veste demo, anche dopo il lavoro tiano; e disossa Strange Fruit preservandone il nocciolo doloroso.
limpida e sinuosa. Si velocizza in studio. Giusto impreziositi 85/100
l’andamento con riff di chitarra dagli arrangiamenti d’archi
jangle pop (Shaking) e pulsioni di Nathaniel Walcott (Bright
wave (Wake UP!). Vengono a Eyes). Una voce che ricorda A CURA DI ANDREA PREVIGNANO
galla i forti rimandi al sixties a tratti quella del compianto
pop (Off My Mind) e il disin- Elliott Smith (specialmente DEISON
canto naturale (Combat). Una in Atheist e Northsiders), per TRRMÀ & JOHN DUNCAN
versione rivitalizzata di Hope testi che navigano di crociera, THE EARTH’S RELIEF CHIMERATORIUM
Sandoval appare in Work It Out. fra idiosincrasia, insicurezza, 577 13/PRIVATE SOUNDS
Hazel English è l’emanazione candide confessioni e ricordi. Giuseppe Can- Nasce da un
raffinata dell’indie pop. MAURO FENOGLIO diano (synth) evento onirico
NICHOLAS DAVID ALTEA 62/100 e Giovanni To- di Cristiano
74/100 disco (batteria) Deison l’idea
tornano sulla di una col-
newyorkese 577 laborazione
Records con un album crepi- con John Duncan, campione
tante che coniuga afrobeat e estremo della performance
sintesi modulare, un febbrile art e compositore elettronico.
lavoro percussivo intrecciato Una traccia ciascuno e una
ai borborigmi graffianti di comune, Chimeratorium è un
filtri e oscillatori. Ogni traccia elegante e inquietante esem-
porta il nome di una celebre pio di sound sculpting per
I BREAK HORSES NORAH JONES vetta e l’ultima il concetto di elettronica ambientale, voci e
WARNINGS PICK ME UP OFF THE FLOOR
Ktìria (costruzione), a ricor- percussioni, di musica esoteri-
BELLA UNION BLUE NOTE
dare l’eterna dicotomia tra ca e rituale, l’incontro tra due
Sei anni di silenzio non sono Passano gli anni ma non un natura e modernità. concezioni attinenti, tra due
pochi, se ormai cominciavamo certo pregiudizio, almeno da 80/100 menti affini.
a dare il duo di Stoccolma per noi, attorno alla Jones. A naso: 80/100
disciolto o perso in faccende una da apericena e sushi, di
più locali. Quasi fossero seguiti quelle mai di casa nei cartelloni
TUNNELS OF ĀH ARASH MOORI
lunghi ripensamenti a Chiaro- più chiacchierati. Un mezzo mi- DEATHLESS MIND EXOTHERMIC
scuro, abiura quasi totale dello stero che ogni tanto si rinnova, COLD SPRING TYPE
shoegaze iniziale e album forse un po’ come provare a spiegare
Progetto am- Arash Moori
troppo raffinato per il periodo. che, sì, Hurts To Be Alone è il
bient ritual di torna sulla
Warnings, per lunghi tratti, fa solito pezzo jazz con impianti label Type di
Stephen Āh/R.
finta di nulla: patinatissimo il soul e dettagli R&B, solo che un John Twells
Burroughs, ex
cuscino di synth analogici sotto arrangiamento tanto denso e leader degli in- con un album
la voce di Maria Lindén in brani sofisticato è per pochissimi. “It’s dustrial rocker che trae ispi-
come Turn o Silence, quasi una gonna be okay”, chioserebbe lei Head Of David, Tunnels Of Āh razione dall’elettronica frat-
versione pastorale per il nord estrapolando le parole da una è un’esplorazione rumorosa turata e ricomposta di Mika
Europa di Deserter’s Songs. ballata come Heartbroken, Day di recessi geografici desolati. Vainio e Pansonic, con una
Garbato ma non nuovissimo, After. Guardando magari la coda Questa volta, come recitano le particolare attenzione ai suoni
così che gli unici progressi arri- di chi collaborerebbe con lei, note a commento, il luogo che delle jungle pirate radios che
vano solo da una parte centrale come qua il Jeff Tweedy country ha ispirato Burroughs è “un a partire dai primi anni 90 tra
di puro (e molto meno sornione) e misurato di I’m Alive. Con il tratto di mezzo miglio di fer- Londra e Birmingham propa-
electropop, di quello affinato 10.0 di Fiona Apple che qualcosa rovia abbandonata dove sono garono il verbo jungle/d’n’b.
in giro con gli amici M83: la potrebbe imparare dall’econo- avvenute varie trasgressioni E si gioca tutta qui l’unicità di
questione è semmai quella di mia di How I Weep: e il tutto umane”. Con qualche richiamo Exothermic, sospeso tra astra-
accontentarsi di un gruppo che in un disco di scarti da Begin involontario ai primi NWW. zione e pulsazione.
continua a sembrare in eterna Again (2019), pubblicato quasi 65/100 65/100
ricerca di un’identità. come omaggio ai completisti.
FRANCESCO VIGNANI FRANCESCO VIGNANI
68/100 73/100
RUMOREMAG.COM | 63

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GOTICA

GOTICA

KADAVAR KATE NV
STUDIO LIVE SESSION VOL. 1 ROOM FOR THE MOON
AUTOPRODUZIONE RVNG INTL.
EYE OF NIX
LIGEIA I Kadavar sono sempre stati Dopo gli esperimenti dell’accla-
PROPHECY gente pragmatica, che ha sem- mato Binasu e l’interlocutorio
pre realizzato il massimo dalla для FOR, la moscovita Kate
Ad accompagnare il canto inquieto e ammaliante
dell’act di Seattle è il corredo archetipico della propria arte. Il Covid-19, al pari Shilonosova (ospite inattesa del
sirena Ligea. Immagine che traduce idealmente di molte altre band, li ha ferma- recente album di Nicolas Godin)
un’avvincente simbiosi del gesto gotico. Narriamo ti. Alla viglia di un tour europeo torna a cimentarsi con una vi-
di un luogo poetico, il terzo, in cui le sostanze cre- e poi australiano, i Kadavar sione eccentrica della canzone
puscolari del death doom e quelle del post black sono ritornati a Berlino e hanno e a plasmare la sua duttile voce
disegnano amplessi mirabili con l’estetica dark wave psichedelica cominciato a pensare al da farsi; in un disco originale quanto
e il lirismo operistico (il registro della Von Spain, che all’occor- per continuare – come dicono divertente e dalla paradossale
renza muta in coloriture siouxsiane). Un retaggio nobile, che loro – “a far rotolare la palla”. attualità. Un’ideale anima ge-
ricorda da vicino le sofisticate trenodie di 3rd And The Mortal e Questa che ora ci propongono è mella come l’altrettanto “irrego-
primi Paradise Lost, il death algido dei Sentenced, ma affina co- una prima session del meglio di lare” e compianta Lizzy Mercier
stantemente il romanticismo eterico d’Albione. quanto hanno inciso in carriera. Descloux è fra le influenze
85/100 Un (altro) live, digitale, ancora dichiarate, in un lavoro ricco di
più esteso come minutaggio, richiami al pop giapponese anni
suonato con un sentimento di 70 e 80 e all’art pop elettronico
inquietudine misto a rassegna- occidentale del medesimo perio-
A CURA DI STEFANO MORELLI zione. Die Baby Die ad esempio do. Dove una Sayonara a metà
suona quasi più malinconica strada fra Laurie Anderson e
THE MOON dell’originale, e Children Of The Grace Jones affascina di obliqua
NEXION AND THE NIGHTSPIRIT Night apocalittica. Non ci sono accessibilità, mentre Tea si per-
SEVEN ORACLES AETHER trucchi, né overdubs. Solo lo mette l’irriverenza di una cita-
AVANTGARDE PROPHECY spleen di una band che vede il zione di Tchaikovsky, e altrove
Attivi sin dal Da Aether, il proprio futuro avvolto in una (Du Na) marimba e sax dialoga-
2016 e con alle brano d’aper- nebulosa. no con avvincente sensualità.
spalle un EP tura, a Logos, CLAUDIO SORGE GIORGIO VALLETTA
omonimo, gli e oltre sino ai 79/100 81/100
islandesi san- confini ultimi
ciscono il loro di A Mindenség
esordio presso il porto sicuro Hívása e Asha;
dell’Avantgarde. Non un caso, il canto degli ungheresi si è
visto la fervente inclinazio- oltremodo evoluto in un man-
ne spiritual black e caotico tra etno sinfonico e fiabesco.
progressiva di Seven Oracles. Territorio in cui l’arcaica fa-
Opera molto curata nei temi scinazione di Dead Can Dance
sin dall’artwork, nonché figlia e Qntal incontra la maestria
del lignaggio estetico promul- cinematica e lunare che fu dei KEIYAA KOOBA TERCU
gato da Behemoth, Funeral migliori Dismal, anche rispet- FOREVER, YA GIRL PROTO-TEKNO
Mist, Deathspell Omega e Wa- to alle escursioni folk psiche- FOREVER RECORDINGS ROCKET RECORDINGS
tain. Base solida su cui progre- deliche.
dire ulteriormente. 87/100 Da vari anni ormai, a intervalli Etno noise è una buona defini-
70/100 regolari di pochi mesi, qualcuno zione per i Kooba Tercu. Che
ci ricorda come l’R&B sia una sono una crew anglo/greco/
forma in continua evoluzione cretese. Si intuisce fin dal nome
e capace di spingere in avanti e dal titolo del loro terzo album
WITH THE END IN MIND VADER
TIDES OF FIRE SOLITUDE IN MADNESS
l’immaginario pop globale. Ora che cosa possano fare. Prendo-
AVANTGARDE NUCLEAR BLAST tocca alla cantante e produttrice no temi e brandelli di elementi
di Chicago, che ha realizzato in folk mediterranei/balcanici e li
Una matrice Nel mentre, in
autonomia un prodigioso disco centrifugano dentro una frene-
molto pieno rigore
di debutto, in grado di decollare tica rete ritmica. Una sorta di
suggestiva filosofico/
grazie al passaparola digitale. mantra groove fatto di pattern
quella dei atittudinale,
WTEIM, i polacchi Volendo partire dai pezzi forti, è electro, loop, effetti, percussio-
istituita su gettano sul impossibile non essere conqui- ni acustiche tribali e ipnotismi
una procedura ambient neo piatto una serie notevolmente stati dal groove ipnagogico di psichedelici alla Can. Una pul-
folk espressionista ma il cui ispirata sia sul piano tecnico Hvnli, o non perdersi nel loop sazione che non ha un attimo di
l’impeto rituale si avvince nelle che in quello creativo. Solitude sensuale di Rectifiya (dove ad respiro. Loro in passato hanno
estensioni post black e neo In Madness è intrinsecamente assisterla è DJ Blackpower ov- lavorato con band come gli Acid
psichedeliche (a tratti quasi urgente, un nuovo centro vero il rapper Mike), ma l’album Mother Temple (qualcosa si
d’ascendenza kosmische). d’attacco, che addita le falle ha numerose frecce al proprio può sentire nella hypno rock
Pensate alle stesure folk dell’odierno per il tramite arco. Ad esempio nel capovolgi- Qasan). Così come la gioiosa
avanguardiste di Psychic di un contesto tellurico e mento in atto nella cover dell’al- marzialità, pur con tutti gli
Tv, Popol Vuh e Current magmatico di matrice death trimenti esuberante Do Yourself orpelli etno tekno di Cemento
93, così quanto alle tinte grind/thrash NWOBHM A Favor di Prince, qui intima Mori, evoca i Killing Joke. È il
shoegaze alla Klimt 1918, ma efficace quanto quello dei ‘90. nell’esprimere una dolorosa so- rumore di una moderna civiltà
nell’inclinazione romantico Tanto di cappello, davvero. litudine, o nell’asprezza di Every urbana che integra tecnologia
organica di Alcest e Wardruna. 86/100 Nigga Is A Star. con antichi canti tribali rurali.
80/100 GIORGIO VALLETTA CLAUDIO SORGE
85/100 80/100
64 | RUMOREMAG.COM

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RECENSIONI GLI ALBUM GIUGNO 2020

SHAAM LAREIN LIQUIDARLO


SCULPTURE CELULOIDE
ICON CREATING EVIL ART ANAMNESIS
BUH
Lontano dal mondo delle
Black Girls nipponiche, o Una lunga storia e otto
forse tangente, i lato oscuro di album alle spalle, il quartetto
Shaam Larein ha un’eleganza peruviano Liquidarlo Celuloide
sostanziale, non formale. In è un punto di riferimento
questo, in modo più armonico e della scena psych rock
lirico, ricorda quello di Chelsea sudamericana, figlia della
Wolf. Sculpture è quasi inevi- tradizione psichedelica di
tabilmente una visione gotic Aguaturbia e Tarkus, cugina
doom della musica, ma come di gruppi come Föllakzoid e
l’avrebbe potuto concepire Vago Sagrado. Viste le affinità
P J Harvey. O Diamanda Galás. con certe realtà kraut antiche
O Florence & The Machine se e moderne, e con certo post
avesse vissuto in simbiosi con i punk inglese, non stupisce che a
Black Sabbath. È la densità del produrre queste fumiganti nove

ORLANDO WEEKS
nero plumbeo, un respiro lento tracce ci sia Jaz Coleman dei
e pesante, il cui unico ossigeno Killing Joke, che lascia il suo
è la dimensione lirica che inconfondibile segno alla voce
riporta luce (tenue). Evocativa, e ai synth in Perversión. Lluvia
come a volte solo la musica Negra confina con il noise rock
nordeuropea sa essere (Shaam massiccio e slabbrato di Slug
Larein collabora, artisticamente e Killdozer, mentre Saliva è il
e graficamente, con In Solitude perfetto e improbabile incontro A QUICKENING
e Watain), Shaam Larein ci tra Stone Roses e Sonic Youth. PIAS
regala il romanticismo metal in ANDREA PREVIGNANO
musica. Decisamente notevole. 70/100
MARIO RUGGERI La fine del progetto The
79/100 Maccabees, di cui era la voce,
ci ha regalato un artista in
continua trasformazione,
alla ricerca di percorsi
musicali inediti per lui fino
a quel momento. Dopo
l’esperienza musical/
letteraria di The Gritterman,
A Quickening è il primo
album di Orlando Weeks da
LUZIA MOUNTAIN WITCH solista. Un disco suonato
CANJERÊ EXTINCT CULTS quasi interamente da lui
A BUZZ SUPREME THIS CHARMING MAN
stesso e dedicato al figlio
appena nato, caratterizzato
Si parte da una sinuosa quanto Profumo di hard antico e se-
da una delicatezza commovente: l’ultimo scatto di una vecchia
malinconica Sambinha, con polto, e il gusto di una registra-
Polaroid, conservato per fermare un momento magico e
un limpido intervento poetico zione analogica, per una band
irripetibile. Dimenticate le digressioni chitarristiche della
di Lirinha, per un viaggio ricco che pare uscita da un’annata tra
sua ex band, l’album si basa su pianoforte, tappeti di synth,
di sensazioni semiacustiche. il 1971 e il 1976. Non si tratta
stratificazioni di tromba, riverberi di chitarra e un uso minimale
Subito dopo occorre schivare di gente che suonava in quegli della batteria. Un tessuto sonoro complesso, una “stanza”
le pallottole vaganti evocate anni e che ritorna, ma di giova- nella quale la voce di Weeks costruisce piccoli mondi sospesi
dall’ammonitoria Preparação ni nati quando i Black Sabbath a mezz’aria. Il primo singolo uscito, Safe In Sound, è forse il
Para A Morte, ma nulla pesa esistevano già da almeno 20 brano più vicino, ma non troppo, alla band di provenienza.
se ad accompagnare il viaggio è anni. La loro devozione a quei Per il resto l’album si muove in uno spettro sonoro che va da
una voce ispirata, mai autocom- suoni, atmosfere e scenari pre Thom Yorke, passa da Sufjan Stevens e arriva fino a Moses
piacente nello spaziare tra luce doom è totale. Sabbath, certo Sumney, toccando a tratti atmosfere jazz e mantenendo però
e ombra. La Sorvete di Gaetano (Worship è roba di alta scuola), uno stile unico e ben riconoscibile. Fra le altre, Moon’s Opera
Veloso è risolta in un elegante ma anche Scorpions della prima è forse il punto più inaspettato, un affresco sonoro con una
reggae samba con deliziosa par- ora, e U.F.O., con tagli di orga- linea vocale complessa, che attinge a pieno nel soul/jazz. Sul
tenza in punta di bicchiere che no Hammond e una fitta rete di finale è invece Summer Clothes a stupire, il pezzo forse più
fa venir voglia di un aperitivo al riff rock’n’roll 70’s e una leggera emozionante e lungo del disco (quattro minuti) che si spinge
tramonto con Sonia Braga, men- patina doom a impregnare le in leggere digressioni post rock. A Quickening è un disco
tre coerente con il titolo brilla canzoni (la ballata heavy Back sfaccettato, pienamente immerso nel tessuto sonoro del nostro
il funky elettrico di Iluminada, From The Grave è grezza ma tempo, che sa mescolare i generi disgregandone i confini, con
firmata Roberto Mendes & Jorge terribilmente magnetica). Non grande personalità. Un disco che saprà stupire chi conosce
Portugal. Decisiva nel complesso lontanissimi dai Kadavar, ma il background di Weeks, ma saprà conquistare anche chi è
la produzione di Lucas Santtana, più, come posso dire, sinceri. più vicino al mondo del cantautorato moderno, influenzato
sempre più credibile come snodo Non avranno il benché minimo dall’elettronica.
cruciale tra la grande scuola tro- successo, ma questo per me è ir- LUCA DOLDI
picale e il suono attuale. rilevante (forse non per loro…). 85/100
PAOLO FERRARI CLAUDIO SORGE
73/100 79/100
RUMOREMAG.COM | 65

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WEIRD RNR

WEIRD RNR

MUZZ NANA GRIZOL


MUZZ SOUTH SOMEWHERE ELSE
MATADOR ARROWHAWK/DON GIOVANNI
WASTED PIDO
WASTED PIDO GHOST REVENGE I Muzz partono inconsciamente Le sembianze sono quelle di un
MACINA/BURNING SOUND/DEAD MUSIC/ROAD SWEET ROAD/ROTTEN BABUINO da lontano: Paul Banks e Josh gruppo indie rock come tanti,
Peggio per voi se John Woo, Hormonas, L’Amico Kaufman (produttore/polistru- accordi punkeggianti e melodie
Di Martucci e Destroy All Gondolas vi dicono mentista e nei Bonny Light Hor- pop. Ma c’è di più. La musica è
nulla. In tutte c’ha messo lo zampino Wasted seman) si conoscono dai tempi ravvivata dalla tromba, e dagli
Pido che, dopo 15 anni di giravolte come one delle scuole, prima di arrivare a archi dei Defiance, Ohio qua e
man band tira fuori il primo, vero album in una NY. Matt Barrick, batterista dei là. Il resto è soprattutto Theo
splendida edizione in vinile con copertina seri- Walkmen, ex Jonathan Fire*Ea- Hilton, che negli stessi De-
grafata apribile. Le one man band tendono a essere monotone ter, era già nel progetto Banks + fiance, Ohio suona, ma che dal
ma, fidatevi, non è questo il caso. Diversi i colori nella tavolozza Steelz. Cinque anni per giungere 2007 dedica ai Nana Grizol (in
lo-fi punk del nostro speleologo del blues primitivo (Born In qui ed è strano ascoltare la voce ballo anche membri dei Neutral
The Swamp), del r’n’r alieno (Ghost Of The Record Store), del di Paul attorniata non più dalle Milk Hotel) la sua scrittura più
country bizzarro e up & down (Pussy Freak Blues, Sea Dog). E algide atmosfere degli Interpol, personale e pregnante. Uno di
se non bastasse Pido ci fa smuovere il culo col groove Barefoo- ma da corroboranti ottoni, archi, quelli che ci mettono cervello e
ting, sballare col post punk I’m A Mistake e infine ci dà il colpo rhodes e batterie jazz. Red We- cuore in parti uguali, vita vissu-
di grazia con l’hard’n’roll RnR Anarchy. stern Sky sfila tra ammaliante ta e ideali, analisi sociale ed em-
76/100 tensione palpabile e fiati podero- patia: South Somewhere Else
si come nei National; poi i baroc- racconta la fatica del crescere
A CURA DI MANUEL GRAZIANI chismi folk (Everything Like It queer nel sud degli Usa, le con-
Used To Be) e le radici americane traddizioni di una Athens non
(Knuckleduster). Banks mette sempre liberal, le gioie e i dolo-
ETCÉTERA GUNKY più cuore nella voce, Kaufman è ri dell’attivismo, le questioni di
LA DANZA DE LOS DÍAS ECTOPLASTIC un arrangiatore supremo (già con identità e razza che tutto ciò si
MÚSICA PARA LOCOS AUTOPRODUZIONE National e War On Drugs) e Bar- porta dietro. Senza appesantire
Pensate a quei Noise e postco- rick essenziale. Un meraviglioso l’ascolto, anzi. Un eroe, altro
clubbini a re sono i cugini animale a tre teste. che Tiger King.
forma di cripta scemi che ti NICHOLAS DAVID ALTEA ANDREA POMINI
con nuvole di tocca invitare 86/100 77/100
fumo e sudore al matrimonio,
addensato. sapendo già
Ascoltare i sei pezzi dell’EP che si presenteranno con un
d’esordio del quartetto di Città regalo del cazzo. Questi due
del Messico è come essere in tizi di Filadelfia sono quei cu-
quei clubbini lì, per ora solo gini. Troppo scassati per la No
un miraggio. Tradotto: punk wave, troppo contorti e weird
scarnificato di scuola Rip Off per i punk binari. Un corto-
con laceranti accelerazioni hc, circuito interessante, vedi i
melodie disperate alla Jay Re- Sonic Youth prima maniera di ORANGE GOBLIN ORGÖNE
atard (Cenizas Negras) e il bel Fun. Noise figlio del punk che ROUGH & READY, LIVE & LOUD MOSFET
AUTOPRODUZIONE HEAVY PSYCH SOUNDS
contrasto tra la voce maschile sarebbe andato alla grande nei
e quella femminile. CSO di un tempo.
Gli Orange Goblin sono un mo- Un viaggio musicale intrigante,
70/100 74/100 numento dello stoner. Scoperti e quello dei francesi Orgöne, che
lanciati da Lee Dorrian, possono intreccia etnica, krautrock e
essere considerati, insieme ai drammatica potenza prog rock
THE MARK MOTOSEGA trapassati Acrimony, i paladini metal. Non una rilettura di
VODKA GROUP ANOTHER LOST CHANCE
THE MARK VODKA GROUP TO SHUT YOUR MOUTH
dello stoner inglese. Chi li ha vecchie pagine prog anni 70,
DRUNKEN SAILOR SLACK/FAT CITY/SONATINE visti in full action live sa che piuttosto un agglomerato di
sono una forza selvaggia, con la nuovi stili e culture diverse che
Si presentano Citando uno
presenza sciamanica ruggente di si mischiano vorticosamente,
con I Wanna dei pezzi più
Ben Ward, che per come canta con quella spericolatezza, que-
Piss In The riusciti dell’al-
è l’unico vero erede di Lemmy, sto sì, tipica del prog classico.
Face Of The bum, Stop
World, un This Bullshit, e il fido e strepitoso Joe Hare, Ogni brano è come una piccola
minuto e mezzo fermate questa chitarrista superduttile metal/ suite corazzata: il sound è duro,
di punk sonico doppiato in merda se ci riuscite. Io non ce blues/folk. Per il loro 25esimo spigoloso, sinistro e declama-
velocità dai 48 secondi di la faccio. Qui il garage’n’roll fanno uscire questo monu- torio nei momenti di maggiore
Goon. Ma il gruppo canadese strangolato dall’urgenza e mentale live album, il secondo pathos. Tastiere, synth e chi-
di Halifax è molto di più. Il dalla frenesia hardcore mostra dopo Eulogy del 2012, che ha tarre sono lame acuminate che
power pop contrassegnato SST carne viva e anima, nel senso solo due brani in comune con il lottano tra loro. Pensate a certe
di Everybody’s Punk Now e di soul. Quella dei Motosega vecchio. Sono show tra il 2016 durezze dei King Crimson, scar-
No I Wanna Be A Bad Boy ha è una corsa sciagurata tra i e il 2019. La band è strepitosa. ti e impro/space alla Magma
armonizzazioni a fior di pelle, vicoli stretti di Napoli mentre Sentite roba come il rito voodoo con un feeling dark metal che si
il pop punk All That You’ve violenti temporali melodici a Stonehenge, lo stoner terri- infiltra. Al centro di questa nar-
Done For Me e l’aroma paisley (Preteen Pretentious, Just ficante Saruman’s Wish; o la razione, c’è Olga Rostropovich,
di Touch Of Grey sono da Mess) si abbattono su di loro. Hammond/purpleiana Shine, capace di cantare in francese,
Champions League. 72/100 acid heavy blues ballad che fa inglese e russo.
75/100 venire giù tutto. CLAUDIO SORGE
CLAUDIO SORGE 80/100
80/100
66 | RUMOREMAG.COM

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RECENSIONI GLI ALBUM GIUGNO 2020

INDIE

INDIE
OTHER LIVES ÖTZI
FOR THEIR LOVE STORM
PIAS/ATO ARTOFFACT
THE BETHS
Il quarto disco degli Other Li- Con alle spalle due EP e l’album JUMP ROPE GAZERS
ves è nato durante una vacanza Ghosts, edito nel 2017, le Ötzi CARPARK
in Sicilia dalla vena creativa sono oggi un definito quartetto In una immaginaria enciclopedia del rock alternati-
di Jesse Tabish, cantante e completamente al femminile e vo del secolo scorso, il capitolo indie rock potrebbe
compositore principale. Il dedito a un’interessante sintesi essere semplificato in soli tre paragrafi dai quali
suono finale invece è stato per- tra l’anarco punk avanguardista, poi far partire a raggio infinite sinapsi. Uno di
fezionato in una baita isolata il post punk bansheesiano questi paragrafi sarebbe inevitabilmente dedicato
nei boschi umidi dell’Oregon, e la new wave psichedelica. alla Nuova Zelanda da dove oggi arrivano i Beths,
visibile sulla copertina, attuale Nel loro Storm è soprattutto il cui secondo album amplifica e rende ancora più solide le basi su
dimora di Tabish e della moglie l’ambivalenza creativa e sinergica cui avevano edificato l’esordio, vecchio di un paio d’anni. Lasso di
tedesca, Kim, parte della band. di queste anime a fare colpo, tempo questo, impiegato a girare il mondo in compagnia di Death
For Their Love ci racconta il specie quando il sax di Winter Cab For Cutie prima e Pixies dopo, band che forniscono i confini al
viaggio personale di Tabish Zora si innesta abilmente nel perimetro entro cui i quattro di Auckland si muovono: alternative
nell’oscurità dei meandri della circoscrivere funzioni che furono rock anni 90 a voce femminile con chitarre ingombranti e discreta
mente umana. Le melodie tra- care a Psychedelic Furs (periodo propensione al gancio rapido.
sudano l’attrazione del baratro Talk Talk Talk), X-Ray Spex e ai 69/100
e allo stesso tempo la scelta per più recenti Vanishing (la staffetta
la vita, un ritorno alla musica tra Tunnels e Scorpio). Un
condivisa intorno al fuoco nelle crepuscolo espressionistico, che A CURA DI ARTURO COMPAGNONI
serate ubriache, spazzate dal non disdegna assolutamente, pur
vento e dal dolore. Gli Other restando fedele al tratto melodico
Lives creano strati musicali (un po’ come i primi Christian DIET CIG THE HOWLING HEX
dall’apparenza melodica, rasse- Death rispetto al doom dei DO YOU WONDER ABOUT ME? KNUCKLEBALL EXPRESS
renante, in realtà al limite del Sabbath), le spigolose e virulente FRENCHKISS FAT POSSUM
lamento funebre. declinazioni insegnate dai Crass. Disco per cui Neil Hagerty
STEFANIA IANNE STEFANO MORELLI potrebbe venire è uno dei miei
85/100 80/100 esercitato il di- tanti punti
ritto mensile al deboli, uno di
copia e incolla quelli cui non
dalla preceden- ho mai saputo
te recensione: altra voce fem- resistere, sin dai tempi di
minile, altra seconda uscita e Pussy Galore e Weird War.
album che gioca anch’esso con Dopo aver rispolverato la sigla
l’indie rock del secolo scorso. Royal Trux il nostro decide di
In questo caso si procede per dare ora una ripassata pure
sottrazione, essendo la forma- al marchio Howling Hex in
zione smezzata a sole chitarra combutta con un’altra bionda
PHOTAY PINK SIIFU e batteria: bella voce, melodie (Nicole Lawrence), impegnata
WAKING HOURS NEGRO
che scorrono fluide e sezione come lui con voce e chitarra.
MEXICAN SUMMER FIELD-LEFT
ritmica che prova a mordere. Ennesima variazione sul tema
Complice l’approdo a un’eti- Nato in Alabama ma di casa a Manca però il guizzo capace di Exile On Main Street, alcolica
chetta indipendente di maggior Los Angeles, il rapper Livingston far la differenza. e sbarellata al punto giusto.
visibilità, il terzo disco del Matthews sceglie una modalità 66/100 69/100
produttore newyorkese Evan espressiva estrema per il suo se-
Shornstein, cresciuto a suon di condo album, in netto contrasto
GORDI SWEET SPIRIT
Orbital e Aphex Twin, si pre- con l’introspezione del prece- OUR TWO SKINS TRINIDAD
annunciava come quello per lui dente Ensley. I 20 brevi episodi JAGJAGUWAR MERGE
decisivo. La percussiva Warmth di cui si compone applicano
Arriva dall’Au- Una copertina
In The Coldest Acre e l’industrial distorsione e rumore al vitriolico
stralia sperduta che fuorvia
pop dissonante di The People ne hardcore punk di Homicide/Ge- verso gli anni
e rurale Sophie
hanno preceduto l’uscita in ma- nocide/Ill Die e FK, all’estempo- 70 di ABBA e
Payten, bat-
niera convincente, ma l’effetto raneo jazz dissonante dell’intro- tezzata Gordi glam rock quel-
complessivo è invece contraddit- duttiva BLACKisGod,A Ghetto all’anagrafe di la degli Sweet
torio e spesso deludente, come – Sci – Fi Tribute( G), dedicata casa Jagjaguwar. Finita sotto Spirit, texani di Austin al loro
nelle dubbie citazioni world di Is al compianto Ras G, mentre solo l’ala protettrice del compare di debutto per la benemerita
It Right? e soprattutto nell’insi- a tratti (vedi We Need Mo Color. etichetta Bon Iver la ragazza Merge dopo un paio di album
stenza con cui la sua voce propo- Abundance) è concessa una rela- doppia il buon debutto (Reser- fatti uscire in proprio. Non che
ne traiettorie di pop elettronico tiva tregua “psichedelica”. Forte voir) con un seguito capace di il loro core business sia effet-
desueto, vedi una Rhythm Re- dei contributi di artisti come mettere ancor più in risalto le tivamente altrove, come dimo-
search che evoca il primo Peter Moor Mother e Nick Hakim, caratteristiche della sua voce, strano le sessioni fotografiche
Gabriel solista. Che la ricerca di Negro è un incandescente ma- pur affiancando strumentazio- che girano in rete, ma il reale
un “centro di gravità permanen- nifesto di protesta contro il raz- ne morbidamente elettronica epicentro si localizza dalle
te” nel “caos della vita moderna” zismo e le brutalità poliziesche al pianoforte, suo strumento parti di una discoteca d’altri
sia il tema del disco non risulta e l’ideale punto di incontro fra d’elezione. tempi piazzata ai bordi del de-
un’idea nuova né espressa con la generazione dei Bad Brains e 68/100 serto. Bizzarro ma funzionale.
efficacia. quella dei Death Grips. 68/100
GIORGIO VALLETTA GIORGIO VALLETTA
52/100 77/100
RUMOREMAG.COM | 67

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BRIGID MAE POWER PSYCHIC MARKERS
HEAD ABOVE THE WATER PSYCHIC MARKERS
FIRE BELLA UNION

Colpisce subito la voce: antica, Il terzo lavoro della band lon-


di una antichità che evoca secoli dinese è un cammino evolutivo
di ballate anglo/scoto/irlandesi, dall’ipnosi alla rivelazione, che
limpida e priva di affettazione nasce in preda ai dubbi esisten-
nel suo incedere vagamente ir- ziali dell’anziano protagonista
regolare, come una Anne Briggs di Where Is The Prize e procede
catapultata in un altroquando come un vortice verso le visioni
estraneo al canonico scorrere del della conclusiva Baby It’s Time.
tempo. Luogo in cui le antiche Tra pop psichedelico, new wave
ballate (letteralmente, anche: ed elettronica, le nuove compo-
in scaletta c’è una rispettosa e sizioni di Steven Dove e soci si
asciutta The Blacksmith) convi- muovono su un terreno sonoro
vono con organi sixties, contrab- dai paesaggi avvolgenti, come
bassi, country, folk, e il mai in- già aveva dimostrato il singolo
terrotto dialogo tra le tradizioni di lancio Silence In The Room

SONIC BOOM
delle due sponde dell’Atlantico con il suo groove travolgente. Il
viene rimesso in moto da fiddles percorso verso l’illuminazione
e steel guitars. Ma anche dove la è però frastagliato e turbolento
magnifica We Weren’t Sure, tra e si passa così dall’incubo os-
psych e samba tropicalista, pare sessivo di Sacred Geometry alla
un miraggio esotico da Swinging frenetica Clouds, che si contrap-
London. Ad aiutare la cantau- pone alla traccia iniziale guar-
ALL THINGS BEING EQUAL trice irlandese nel vestire il suo dando la vita con gli occhi di un
CARPARK terzo album Alasdair Roberts e bambino. Un disco che riflette
Peter Broderick: una garanzia. sulla vita e sulla morte mostran-
ALESSANDRO BESSELVA AVERAME dole sotto diverse prospettive.
Non c’è dicotomia tra il 80/100 DORIANA TOZZI
Sonic Boom che generava 84/100
noise 30 anni fa e il
manipolatore di synth del
2020. Lo shoegaze non
esisteva, quando i suoi
Spacemen 3 mettevano a
ferro e fuoco l’indie inglese.
Suonare melodico e distorto
pareva una bestemmia, poi
dischi come Loveless e Fade
Out ci avrebbero aperto gli RADAR MEN HANIA RANI
occhi. Ma senza le intuizioni FROM THE MOON HOME
THE BESTIAL LIGHT GONDWANA
di Peter Kember (aka Sonic
FUZZ
Boom) e Jason Pierce, a fare da ponte tra il rumore kraut e In questi mesi viaggiare non ci
la ruggine punk dei Mudhoney, non staremmo a pontificare è concesso. O forse sì. La com-
Benché la dea dell’hype non sia
su My Bloody Valentine e Loop. Se lo facciamo è perché positrice polacca pubblica il suo
sono esistiti gli Spacemen 3. Dieci vite dopo, Sonic Boom mai stata benevola con loro, i
RMFTM si muovono su terreni secondo album, dal titolo quanto
compie il giro completo esasperando il concetto di trance.
accidentati simili a quelli dei Pre- mai emblematico. Home è una
Poco importa se oggi il mezzo non è più la distorsione, All
occupations. Vale a dire un post tavolozza che aggiunge tonalità
Things Being Equal è un album coerente col resto della sua
punk psichedelico dai bordi me- al precedente Esja, con elettro-
produzione, al di là della forma: dieci tracce quasi prive di
tallici e taglienti. Questo almeno nica e voci a rendere evocativo
ritmica (solo The Way That You Live fa battere il piede), linee
sulla carta, perché il percorso che un discorso piuttosto intimo, ri-
synth d’annata e un organetto sixties a supportare una voce
filtrata, brani di elettronica minimalista nella quale il confine ha condotto gli olandesi fin qui, empito dalle storie di luoghi che
tra oggetto e concetto diventa labile, e il noise subliminale. e che li ha visti partire nel 2011 diventano “casa”. Da una lunga
Penso a un Brian Eno metà ‘70 intento a smanettare su con uno space rock brutalmente tradizione di neoclassica, vedi
tasti e manopole in un groviglio di cavi, o ai Kraftwerk che lisergico, è finalmente approda- Nils Frahm e Ólafur Arnalds,
deumanizzano melodie perverse alla Brian Wilson: cose to ad un sound industrial poco fusa qui con un pop nordico,
così. Psichedelia, a conti fatti. Siamo al cospetto di un lavoro addomesticabile che degli esordi a tratti vicino a quello delica-
monolitico e complesso, ma d’altronde Sonic Boom non ha mai ha mantenuto l’afflato ipnotico e to di Soley, ecco le sfumature
firmato dischi facili. In questo caso ci sfida sul terreno della l’ispirazione sperimentale. Oggi agrodolci di Leaving o quelle
concentrazione, vuole misurare quanto impieghiamo a gettare il gruppo (che nel frattempo è di- più tese di Zero Hour. Al centro
la spugna o gridare al miracolo. È un album solenne e molto ventato un sestetto) utilizza stru- l’immancabile pianoforte, tutto
drogato, All Things Being Equal, e c’è un gran lavoro dietro la menti drammatici perfezionati intorno un susseguirsi di echi
sua linearità. Peccato per la copertina, orrenda. Ma si tratta di da gente come Swans (l’arcano jazz e sperimentali. Se volete
un dettaglio: la musica dopata di Sonic Boom non ha bisogno tribalismo), Godflesh (le ritmiche sentire quanto il blu può essere
di immagini, bastano quelle che evoca. siderurgiche) e Killing Joke (la affascinante e inquietante allo
LUCA FRAZZI carica anthemica) ma riesce co- stesso tempo, Rani ha il potere
85/100 munque a costruire il proprio in- di tradurlo in immagini e, so-
sano e allettante inferno sonoro. prattutto, suoni.
DIEGO BALLANI FERNANDO RENNIS

73/100 75/100
68 | RUMOREMAG.COM

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RECENSIONI GLI ALBUM GIUGNO 2020

BRAZIL
BRAZIL

IRMIN SCHMIDT SIN CITY


NOCTURNE WELCOME TO SIN CITY
MUTE DIRTY WATER
CÍCERO
Irmin Schmidt negli ultimi de- Welcome To Sin City è una COSMO
cenni ha scritto per il cinema e sgangherata collezione di canzo- AUTOPRODUZIONE
composto un’opera (musicando ni country rock’n’roll, ispirate in “Non siamo il centro/Niente riguarda solo noi”.
il Gormenghast di Mervyn parte a Gram Parsons e ai Flying Così dice il cantautore carioca nel meraviglioso
Peake), ma non ha mai abbando- Burrito Bros di Gilded Palace Of Nada Ao Redor che conclude il suo quinto album,
nato del tutto le radici: le frange Sin, in parte al più torrido Mink in cui frammenti esistenziali s’intrecciano a do-
più sperimentali della classica DeVille spanish soul; zeppa di mande sul senso del Tutto (il cielo stellato kantiano
contemporanea. Il fondatore rock’n’roll di Memphis e New della copertina). Frutto di un lungo autoisolamento
dei Can, 83 anni, qui immorta- Orleans e, in un brano come in Portogallo, paese lento e poco affollato, soprattutto in confronto
lato in un concerto dello scorso Barbara, chiaramente debitrice alla magmatica São Paulo dov’era nato il precedente Cícero & Alba-
anno al britannico Huddersfield a Van Morrison. A porgerci troz (2017), Cosmo ritorna al fai da te di Canções De Apartamento
Contemporary Music Festival, queste crude delizie rétro con (2011). L’indie pop di allora, però, lascia spazio ad una sperimen-
ricorre a pochissimi mezzi: un accenti a tratti inaspettatamente tazione sussurrata e quasi psichedelica (Marinheiro Astronauta).
pianoforte preparato, talvolta toccanti, sono Jack e Nick, di- Da ascoltare in cuffia (come d’altronde è stato composto), sembra
utilizzato in modalità percussi- ciamo i due meno teste di cazzo raccontare lo sgomento del mondo ferito in cui viviamo.
va, e una serie di soundscapes dei Cavemen che, come sapete, 90/100
registrati elaborando field re- sono questa band neo zelandese
cordings di vario tipo (fruscii, punk rock senza arte né parte
acqua sgocciolante, campane, (il loro fascino sta proprio in A CURA DI PAOLO BOGO
il rombo lontano di quello che questo). Evidentemente stufi del
potrebbe essere il motore di un cazzeggio punk dei Cavemen, i
aereo). Creando tre lunghi e sug- due ci regalano questo divertis- CESRV BRUNA MENDEZ
gestivi brani in costante dialogo sement old fashioned, per lo più BELA VISTA CORPO POSSÍVEL
tra silenzio e rumore, tra immo- suonato al piano barrelhouse e BEATWISE AUTOPRODUZIONE
bile contemplazione e continua chitarra acustica. Diciamolo: i DJ e producer Nel suo album
ricerca di orizzonti ulteriori. due ci sanno fare. di São Paulo del 2016 (il no-
ALESSANDRO BESSELVA AVERAME CLAUDIO SORGE con ascendenze tevole O Mesmo
75/100 71/100 italiane, Cesar Mar Que Nega
Pierri aka A Terra Cede
CESRV torna À Sua Calma)
a pochi mesi da Brime! dove, la cantautrice di Goiânia me-
con i rapper Febem e Fleezus, scolava indie e MPB. In questo
mescolava grime con il baile nuovo lavoro, invece, abban-
funk delle favelas. In questo dona a sorpresa la chitarra e
nuovo EP, dedicato al quar- si presenta con un suono tra
tiere dove vive la sua famiglia R&B e synth pop, una voce
e ha creato il suo studio, mai sopra le righe e testi in-
SLEEPWULF SOHN fonde musica brasiliana anni centrati sulla corporeità. Ospi-
SLEEPWULF LIVE WITH METROPOLE ORKEST
60/70 con footwork, house, te: la band Tuyo da Curitiba,
CURSED TONGUE 4AD
drum’n’bass e jungle. Il risul- da cui arriva anche il copro-
Un’altra band svedese che esce Sfilate le vesti di Trouble Over tato ottenuto: eccellente. duttore Gianlucca Azevedo.
dal nulla, per la precisione dalla Tokyo e indossate quelle di 80/100 80/100
cittadina di Kristianstad, e lascia Sohn, Christopher Michael
a bocca aperta per la limpidez- Taylor ha sfornato un paio di
za del talento. Seppur ancora LP di ammaliante electro soul
MARIA LUIZA JOBIM CASTELLO BRANCO
molto grezzi e praticamente dando subito lustro al nuovo CASA BRANCA SERMÃO
autoprodotti, hanno sprazzi da moniker. Con questo lavoro, AUTOPRODUZIONE AUTOPRODUZIONE
antichi maestri dell’heavy blues. registrato al Melkweg di Am-
Figlia del Dopo il bellis-
Le basi del loro stupefacente e sterdam, il cantante e produt-
“padre della simo e strug-
scarno storytelling heavy è da tore britannico riassume quindi
bossa nova”, gente Serviço
individuarsi nell’ossatura rock i momenti più importanti di
Antônio Carlos (2013) e il mi-
blues di band come i Free unita questo suo inizio di carriera Jobim (1927- nimalista Sin-
a quella di Leaf Hound. Canzoni in un album live che è molto 1994), Maria toma (2017), il
che poi si tingono di occulto, più della testimonianza di un Luiza propone il suo primo cantautore carioca termina la
citando i Pentagram (Misty concerto. La Metropole Orkest album solista. Prodotti da trilogia (“Un viaggio attra-
Mountain) e anche i Witchcraft avvolge e trascina infatti le Kassin, gli otto brani, no- verso passato, futuro e pre-
per la delicatezza della sintesi. raffinate trame elettroniche dei stalgici e malinconici, sono sente”) con un altro album il
Vere perle preziose. Canzoni brani dell’artista londinese in all’insegna del pop elettronico, cui titolo inizia con esse, Ser-
come Wizard Slayer e Whisky un dialogo aperto tra strumen- a eccezione del finale (e acu- mão. Se i toni restano pop ma
Mountain, o l’interludio folk ti che si scoprono complici e stico) Antonia. La casa bianca risultano più ariosi e meno
druidico God Of The Gaps. E accrescono l’intensità dei pezzi del titolo (e dell’omonimo ed malinconici del solito, le
poi quella splendida ballata originali impreziosendoli col emozionante pezzo) è quel- canzoni sembrano cercare un
evocatrice di certi oscuri Doors, monumentale manto dell’ap- la dove viveva col padre da rifugio accogliente per tempi
come Beasts Of Collision, una parato orchestrale intessuto da bambina. A Rio, ai piedi del sempre più difficili e cupi.
grazia che ti tocca nel profondo. più di 50 strumenti. Poco più di Corcovado. 75/100
Maledetti svedesi. un’ora per un disco sontuoso e 70/100
CLAUDIO SORGE al tempo stesso elegante.
81/100 DORIANA TOZZI
73/100 RUMOREMAG.COM | 69

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il nuovo album
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RECENSIONI GLI ALBUM GIUGNO 2020

METAL
METAL

SOKO CLEO SOL


FEEL FEELINGS ROSE IN THE DARK
CAROLINE FOREVER LIVING ORIGINALS
TRIVIUM
La cantautrice d’Oltralpe tra- Lauryn Hill, Stevie Wonder, WHAT THE DEAD MEN SAY
piantata in California arriva al Frank Ocean sono sicuramente ROADRUNNER
terzo album dopo essersi dedi- fra i punti di riferimento dell’ar- Mi è sempre sfuggita la strabordante supremazia
cata al cinema, deviazione che tista londinese che si era già dei Trivium che, a conti fatti, è tra i gruppi di
le è costata quattro anni pieni di fatta notare con meraviglie come metal moderno più premiati di sempre. Continuo
silenzio discografico in cambio One – nostro “singolo del mese” a non condividere l’entusiasmo globale, ma non
di una nomination ai César. Il poco più di un anno fa – e per un posso non riconoscere ai Trivium di essere la
viaggio in 12 tracce è introspet- approccio discretamente incon- forma moderna degli Iron Maiden. Ecco, se esiste
tivo, personale, intimo, a tratti sueto alla materia R&B. Fra le un gruppo che ha tradotto alcune visioni maideniane nei tempi
sussurrato, come nel caso della 11 canzoni del suo primo album, moderni, sono loro. E What The Dead Men Say, seppur con
delicata Blaspheme, unico testo pubblicato dalla stessa etichetta qualche calo di tensione, rende molto bene il concetto di Heavy
in francese. Forse anche per che ci ha offerto il “mistero” dei Antico applicato ai giorni nostri. Con tanto di growl e di sfuriate
questo sono banditi i duetti, che Sault, compaiono infatti accenti post core.
nel lavoro precedente avevano lounge, rilassate melodie dal 70/100
impegnato Ariel Pink. Ma Being gusto giamaicano (vedi una
Sad Is Not A Crime, come recita Young Love che risplende di
uno dei passaggi più avvolgenti essenzialità sonora), oltre al più
del menù, canzone cui fanno prevedibile tocco funk vintage
compagnia al vertice delle dell’ottima title track. Se la A CURA DI MARIO RUGGERI
emozioni il nicotinico ossimoro passionale When I’m In Your
Quiet Storm e la conclusiva Arms si muove su una sinuosa
ballata Hurt Me With Your Ego. rarefazione degna della miglior POWERWOLF TRICK OR TREAT
E giù inviti diretti all’interlo- Sade, a Butterfly bastano solo BEST OF THE BLESSED MASTER OF ILLUSION
cutore pressoché costante: Let la sua voce in primo piano e una NAPALM FRONTIERS
Me Adore You, Don’t Tell Me To chitarra acustica per conquistare Togliendosi i Ispirato ai
Smile. Appelli dolorosi. definitivamente. sorrisini dal manga e capita-
PAOLO FERRARI GIORGIO VALLETTA viso, soprattut- nato da Yannis
66/100 82/100 to sapendo che i Papadopoulos,
Powerwolf sono Master Of Illu-
tedeschi e da 15 sion ci riporta
anni rappresentano l’essenza ai primi anni 90, quando il
del metal teutonico (pessimo mondo metal contrastava
inglese incluso), bisognerebbe lo strapotere del prog metal
ammettere che sono bravissi- con un ritorno complessivo
mi custodi di una tradizione. al power metal. Che i Trick
Che può piacere o no, ma che Or Treat eseguono in modo
parte dal folk centroeuropeo perfetto e con idee che, seppur
SOLDATI WOLFGANG VOIGT e attraversa 40 anni di metal. non nuove, sono sviluppate
DOOM NACIONAL FREILAND KLAVIERMUSIK 2
E loro lo fanno bene. Una rac- benissimo. Molto interessante
ARGONAUTA PROFAN
colta per conoscerli a fondo. e vicino agli Helloween di Kee-
A partire dai proto stoner Natas, Personaggio senza macchia, 72/100 per Of The Seventh Keys.
i Soldati di Buenos Aires hanno cofondatore della Kompakt e 74/100
elaborato negli anni un sound produttore fra techno minimale,
rigidamente schematizzato, ambient e avanguardia. E bella
convogliato in forme di incande- idea, ricreare l’originale tensio-
TOKYO BLADE BLUT
scente e monotematico metallo, ne meccanica della techno con DARK REVOLUTION HERMENEUTICS
che arriva quasi a sfiorare la solo un pianoforte e talvolta una DISSONANCE AUSR
disciplina kraut. Un’operazio- cassa, sconfinando nella musica
Certe band ce Cosa dire di un
ne di scrematura e di purezza, dodecafonica e nel minimalismo
l’hanno nel disco spiazzan-
quella dei Soldati. Piena di quel classico. Peccato però che Frei- te? I Blut scri-
sangue. Non c’è
sentimento latino malinconico, land Klaviermusik 2, seguito vono un disco
nulla da fare.
che si respirava anche nei Natas. ideale di un primo album uscito Si sente il peso importante.
I passaggi ossessivi e allo stesso esattamente dieci anni fa, riesca del tempo, ma Perché è metal
tempo nostalgici di Whisky nell’ingrato compito di lasciarci la classe, quella non muore. I ma investito di diecimila
Negro: Slayer come se fossero più nervosi e stanchi di prima. Tokyo Blade che appartengono riflessi. Perché è power, è go-
suonati da un gruppo math rock Qualche accenno più umano e alla leggenda della NWOBHM tico, è moderno, è teatrale, ha
con le lacrime agli occhi. Stoner molto lontanamente groovy c’è, tornano con un nuovo disco inserti elettronici, ha l’oscuri-
glaciale nelle forme, caldo nel ma in mezzo a 50 minuti di ma- che ha ancora la giusta poten- tà del doom ma riverberato sul
sentimento. Lo stoner/punk di nate severe e martellanti sulla za. Hanno perso un po’ il lato prog e quasi Nine Inch Nails,
Los Secretos De Shiva. E infine tastiera, lato sinistro soprat- oscuro, ma il tiro è sempre ma per raccontare il buio del
l’apocalisse doom latina di Solar tutto. Senza il valore aggiunto quello delle grandi band. metal profondo. Difficile,
Tse. Il massimo che si possa ipnotico che ipotetiche versioni 80/100 creativo, libero. Merita tutta
immaginare di comunione tra techno vere potrebbero dare, l’attenzione possibile.
lacerante stoner noise e totale rimpiazzato da un girovagare 84/100
struggimento latino. astratto e pomposo che finisce
CLAUDIO SORGE per irritare molto presto.
80/100 ANDREA POMINI
48/100
RUMOREMAG.COM | 71

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BEATS

BEATS

WAAJU PAUL WELLER


GROWN ON SUNSET
OLINDO POLYDOR
CLAP! CLAP!
LIQUID PORTRAITS Non saranno legati direttamente Nella mia enciclopedia, alla voce
BLACK ACRE a nessuno dei nomi noti della “invecchiare con stile”, appena
nuova scena jazz londinese, ma accanto alla foto di Bowie c’è
A oltre tre anni da A Thousand Skies, il suono di
guai a sottovalutare i Waaju. Che quella del modfather. Questo
Cristiano Crisci si è ulteriormente evoluto e rag-
due anni dopo il debutto omo- perché Weller è un artista che sa
giunge qui un livello estremamente elaborato che
però nulla sottrae alla sua potenza comunicativa. nimo tornano appunto Grown, cogliere il meglio della moderni-
Semmai, le tessiture percussive – fra digitale e ana- cresciuti, e mostrano qualità e tà senza lasciarsene sopraffare.
logico – contribuiscono all’agilità dei cambiamenti ispirazioni non comuni. Guidati Nella sue produzioni più recenti
di percorso messi in atto da Hokkaido’s Farewell Portrait (in 150 dal batterista, autore e produt- non c’è nulla che sembri forzato
secondi!) o Southern Dub, ospite il percussionista Domenico Can- tore Ben Brown - e completati o fuori posto. Ognuno degli ul-
dellori. Strutture fluide e sempre mutevoli, anche quando in Mo- da basso, chitarra, percussioni e timi album gode di una propria
ving On appare la voce felina della belga Martha Da’ro o mentre sax - i cinque si sono formati per specificità. On Sunset è quello
sulla fitta trama ritmica di Rising Fire emerge l’arpa di Kety Fusco. un tributo ad Ali Farka Touré, e della serenità e dell’afflato
Il viaggio fra i “ritratti liquidi” di Clap! Clap! è quanto mai avvin- vantano un’ampiezza di riferi- cosmico. Una cosa che appare
cente e potrebbe conquistare nuovi adepti alla sua causa. menti rara: afrobeat, dub, folk evidente quanto più si abban-
89/100 cubano e sudamericano, jazz dona ad arie bacharachiane, ad
funk anni 70, soul (con echi di acidi R&B dai finimenti lisergici
maloya in Time’s Got A Hold, e a sognanti ballad esotiche.
A CURA DI GIORGIO VALLETTA cantata da Will Heard). Tutto te- Quando poi con i synth ana-
nuto insieme dall’apertura men- logici e i cambi di tempo della
PHENOMENAL tale del jazz britannico contem- splendida Mirror Ball fa propri
JASMINE INFINITI HANDCLAP BAND poraneo, e dalla sua prossimità alcuni trucchi della moderna
BXTCH SLÄP PHB ideale agli stili urbani apparen- psichedelia, finisce per dar vita a
NEW WORLD DYSORDER TOY TONICS temente distanti del continuum una allucinazione retrofuturista
L’artista Erano otto anni hardcore. Sei lunghi brani in degna dei Tame Impala, ma con
newyorkese che la band tutto, uno meglio dell’altro. molto più stile.
è da qualche “disco rock ANDREA POMINI DIEGO BALLANI
tempo fra le soul” mancava 80/100 78/100
più chiacchie- all’appunta-
rate nella scena mento con l’al-
sotterranea, grazie a uno stile bum, ma ne valeva la pena. Il
che combina techno, hardcore terzo disco del trio newyorkese
house, beat hip hop, spirito guidato da Daniel Collás è una
queer e un immaginario dark vera e propria celebrazione
apocalittico. Irriverente e vi- della musica dance analogica:
scerale come la prima techno suonata (nel senso tradizio-
di Detroit, ma in grado di arri- nale del termine) con gusto,
vare a sintesi inedite come in senso del divertimento e funk WESTERMAN HAYLEY WILLIAMS
una simbolicamente intitolata in abbondanza. Fra i più de- YOUR HERO IS NOT DEAD PETALS FOR ARMOR
Ghettro e nel surreale e adre- liziosi anni 80 e la nostalgia PIAS/PARTISAN WARNER
nalinico finale di Shonuff. dello stile DFA che fu.
La musica del londinese Will Haley Williams, cantante dei
81/100 78/100
Westerman guarda a riferi- Paramore, parallelamente stava
menti del passato, più come ad costruendo un suo percorso
amuleti che ne guidino l’istinto personale. Un percorso fatto
che a manuali da consultare. di tre EP, usciti a distanza
JOSEY REBELLE AA.VV.
JOSEY IN SPACE THE FIRST CIRCLE
L’immaginazione meticcia del ravvicinata, che oggi diven-
BEATS IN SPACE NEROLI pop adulto britannico anni 80, tano il suo primo ed effettivo
con i bassi del funk bianco e il debutto solista: Petals For
La sempre più A celebrare
tocco del jazz che incontrano la Armor. Decisamente lontana
affermata DJ l’uscita numero
malinconia del post rock. Tutto dal pop anni 80 della sua band
londinese firma 50 e il venten-
assorbito in architetture di gen- d’origine (almeno, degli ultimi
un mix che è nale di attività
tile maturità melodica. Certo, la due dischi) Haley trova la sua
manifesto di vi- per l’etichetta
sionaria versa- fondata dal DJ sinfonia urbana dei primi Blue vena intimista, riscopre se stes-
tilità, in grado di attraversare e produttore veronese Volcov, Nile è una suggestione inevita- sa come artista, e francamente
con personalità l’intero spettro una raccolta di otto inediti bile. Ma vengono in mente tanti spiazza un po’ tutti. Dall’esteti-
delle musiche dance di questo quasi interamente spogli da piccoli eroi del pop britannico ca giuliva del pop dei Paramore
tempo e degli ultimi decenni, strutture ritmiche, e che in- meno allineato e più curioso. ad un’eleganza sostanziale e
dalla deep house al suono da vece giocano esclusivamente Dalla fascinazione (fusion) per raffinata. Forse a tratti un po’
rave. Esemplari dell’altissima sulle qualità atmosferiche di l’America di Scritti Politti e ridondante, ma è un difetto che
qualità qui contenuta, il dialo- quella che può essere definita China Chrisis, passando per la possiamo accettare. La sostanza
go fra archi e acid della BBoy deep house. I brani sono fir- lezione meta pop degli XTC o la dice di un’artista ispirata, mol-
di Fotomachine e il poema dub mati da fuoriclasse come Kirk levità delle astrazioni di Durutti to più di prima, che ha trovato
afrofuturista di Tenesha The Degiorgio, Dego, Fred P, Lin- Column. La produzione di Bul- una nuova e lucente via.
Wordsmith. kwood e Gerald Mitchell. lion completa alla perfezione le MARIO RUGGERI
84/100 79/100 intuizioni dell’autore, per uno 75/100
degli esordi dell’anno.
MAURO FENOGLIO
80/100
72 | RUMOREMAG.COM

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RECENSIONI GLI ALBUM GIUGNO 2020

EXTREMA
EXTREMA

WINO X
FOREVER GONE ALPHABETLAND
RIPPLE MUSIC FAT POSSUM
VAMPIRE
Che piaccia o no, con tutti i Immaginate se nel 1977, in pieno REX
suoi chiaroscuri (per usare punk rock, una band degli anni CENTURY MEDIA
un eufemismo) Scott “Wino” 50 si fosse riformata e avesse Non poteva che arrivare dalle terre svedesi uno dei
Weinrich è una specie di fatto un nuovo disco. Sarebbe migliori album death del 2020: Rex dei Vampire.
leggenda del doom rock. stata presa sul serio? Ne dubito. Legati indiscutibilmente alla old school, figli di
Minore, culto o sotterranea Bene, gli X di Exene, Billy Zoom, Slayer e Mercyful Fate, ma assolutamente guidati
che si voglia, ma sempre di DJ Bonebrake e John Doe, 40 dallo spirito dei Dissection di Storm Of The Lights
leggenda parliamo… o vogliamo anni dopo il loro esordio, hanno Bane, i Vampire hanno quel suono occulto che fece
dire che Obsessed e Saint Vitus fatto lo stesso: si sono riformati. la fortuna dei Bathory e, più di recente, dei primi Midnight. Bra-
non hanno contato nulla? La cosa un po’ imbarazza. Per- vissimi a rimanere sempre in equilibrio tra death, thrash e black
Questo nuovo album solista ché gli X erano una band punk e primigenio, convincendo non solo per tecnica e costruzione, ma
– il primo acustico dal 2010 il punk era il no future. Dunque per impeto e cattiveria. Fantastici quando riprendono il substrato
(quando uscì Adrift) – con solo l’idea di un nuovo disco acuto delle chitarre, come il King Diamond di Abigail e quando si
11 pezzi principalmente per degli X dovrebbe far sorridere. lasciano trascinare dalla NWOBHM. Bravissimi.
chitarra e voce spolpati fino Ma c’è anche un altro modo di 85/100
all’osso, nella sua semplicità vedere la cosa. Gli X erano, e
è un colpo al cuore. Riff tristi sono, una band rock’n’roll pura,
ma efficaci, quella voce che a qualunque significato diate a
tratti ricorda lo Ian Anderson questa parola. E Alphabetland A CURA DI MARIO RUGGERI
dei tempi d’oro… il tutto per è un ottimo disco di rock’n’roll,
un cocktail di folk, doom senza fresco, dinamico, credibile; nu-
distorsione, folk rock alla Neil trito del meglio del r’n’r dei 60’s SHRAPNEL DESTRUCTION
Young e Americana. (la title track inizia con gli ac- PALACE FOR THE INSANE BORN TO THRASH
ANDREA VALENTINI cordi di My Generation!). Stan- CANDLELIGHT NUCLEAR BLAST
79/100 do così le cose, l’età sparisce. Terzo disco per Incredibile
CLAUDIO SORGE gli Shrapnel che pensare come,
77/100 trovano la loro 40 anni prima,
perfezione nel i Destruction
processo di re- calcassero i pal-
staurazione del chi tedeschi, al
thrash metal. Palace For The loro debutto. Sono passati 40
Insane è un incrocio di Testa- anni, nei quali hanno sempre
ment, Mortal Sin, Slayer, Exo- consolidato il loro ruolo di
dus. Suoni più contemporanei, maestri del primo trash mon-
ma concetto assolutamente diale. Born To Thrash è una
legato alla fine degli anni 80. bella rassegna di classici im-
Nel genere, un ottimo disco. mortali tra cui la leggendaria
YAEJI ADRIAN YOUNGE & ALI Thrash Till Die.
WHAT WE DREW SHAHEED MUHAMMAD 75/100
XL JAZZ IS DEAD 001
75/100
JAZZ IS DEAD
Nulla a che vedere con le bana-
lità del K-pop. Nonostante le Per definire in fretta l’ambiente
origini sudcoreane, la 26enne sonoro di questo disco, per una
produttrice, cantante e rapper volta si può anche dare retta
di casa a New York occupa una all’algoritmo di Spotify che, a LIVING GATE ENTRY
posizione peculiare all’incrocio fine ascolto, propone brani di DEATHLUST DETRIMENT
fra elettronica, indie pop, house Donald Byrd e Roy Ayers. Non RELAPSE SOUTHERN LORD
music e R&B, come dimostrato che fosse indispensabile, perché Aaron Riese- Progetto
dai primi due EP con i quali si nell’ultimo anno Adrian Youn- berg (YOB) di Sara G e
è imposta all’attenzione inter- ge e Ali Shaheed Muhammad Clayton Stevens
Lennart Bossu
nazionale. Con questo mixtape hanno condiviso lo studio con dei Touché
e Levy Seyna-
e nel respiro concesso da 12 gli artisti che considerano loro eve (Amenra) Amoré, com-
brani, è più agevole verificarne maestri ispiratori tra cui pro- Wim Coppers pletamente
la consistenza, e la ricerca delle prio Ayers, ospite nella prima (Oathbreaker, Wiegedood): dedicato alla riscoperta del
imperfezioni in episodi come (sensuale) traccia. Gli otto brani sono loro i Living Gate. Una suono Discharge, fuso con lo
Money Can’t Buy e Free Inter- di Jazz Is Dead 001 sono i primi band che ritorna agli Obi- stomp degli Exploited, la sin-
lude è rassicurante da questo frutti di questi mesi di sessions. tuary, ai Suffocation e ai primi tesi dei Minor Threat e la furia
punto di vista. Mentre l’elegante La scelta di usare strumenta- Morbid Angel. Un progetto di dei Converge. Powerviolence,
ibrido garage/ambient di The zioni vintage fa capire come si restaurazione del death ameri- punk e post hardcore insieme.
Th1ng – firmato con Shy One - tenda alle atmosfere sonore di cano: che, dalle prime mosse, Non male.
come la vulnerabilità della scura qualche decennio fa, quando sembra già vincente. 75/100
In The Mirror, oltre a confer- queste icone del jazz (nate tra 80/100
marne l’eclettismo, sono testi- gli anni 30 e 50) sono venute
monianza di una maturità arti- alla ribalta. L’album spazia tra
stica destinata a sfociare presto vari stili e una collaborazione su
in un album vero e proprio. tutte, quella con Marcos Valle,
GIORGIO VALLETTA lo dice in modo esplicito.
76/100 LUCA GRICINELLA
88/100 RUMOREMAG.COM | 73

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CONFINI

CONFINI
IAN WILLIAM CRAIG EL MICHELS AFFAIR
RED SUN THROUGH SMOKE ADULT THEMES
130701 BIG CROWN

Il sound Il pro-
designer getto del
della British polistru-
Columbia mentista e
rivolge la produttore
sua arte nel newyor-
manipo- kese Leon
N + [ BOLT ] lare nastri Michels
PLAY 15 AMPS magnetici e processare l’intensa - Wu-Tang Clan, Adele e Lee
MIDIRA
voce a un momento di dolore e Fields fra i nomi nel suo cur-
Immaginate l’immensa cattedrale Christuskirche nostalgia. Gli ultimi attimi di riculum - si riaffaccia con un
di Bochum, totalmente priva di luce. Prendete tre vita del nonno chiuso in casa, album di suggestivo “soul cine-
musicisti (N alla chitarra, Andreas Brinke e Thomas mentre fuori dalla finestra di- matografico”. 12 brevi episodi
Rosen al basso) con cinque amplificatori ciascuno. vampano incendi, fotografati su originariamente concepiti per
Infine disponete i 15 amplificatori, in cerchio, con fragili melodie di pianoforte vin- essere campionati da produttori
musicisti e pubblico seduti al proprio interno, in tage e intima ruggine elettroni- hip hop, in cui risplendono or-
modo da ricevere i suoni in maniera differente a seconda della ca. Un disco toccante e nudo, per chestrazioni fra David Axelrod e
posizione, e otterrete Play 15 Amps. Midira pubblica l’ambiziosa un artista sempre sorprendente. Lalo Schifrin, e la magnificenza
installazione in edizione limitata, su vinile nero, e limitatissima, in MAURO FENOGLIO di momenti come Hipps.
versione deluxe, con due set registrati in un museo di Düsseldorf,
72/100 GIORGIO VALLETTA
insieme a Maik Erdas alla batteria. Le lunghe suite senza respiro
del progetto delineano imponenti e spigolose linee di basso da cui
78/100
emergono impercettibili movimenti di chitarra che trasportano
l’ascolto in paesaggi sonori ambient/drone.
80/100
FLIP THE HAGGIS HORNS
EXPERIENCES STAND UP FOR LOVE
BEAT ART DEPARTMENT HAGGIS
A CURA DI ANTONIO BRIOZZO
MARJA AHTI Hip hop Funk a 24
& NIKO-MATTI AHTI strumentale carati, come
WHY DO BIRDS SUDDENLY JARMO HUHUTA classico, dal di consue-
APPEAR? MIDAIR
veterano to, da una
OUIDAH MIDIRA
austriaco sicurezza
Marja è una Il finnico Jarmo Philipp in materia.
compositrice Huhuta debutta Kroll. 16 Turnisti
nata in Svezia e con un album beat pigri di rango
appartenente da stupefacente. e soulful, con il tocco di chi con fior di collaborazioni pop
anni alla scena Elettronica queste cose le fa da qualche de- e band in proprio, gli otto di
sperimentale noir, dark
cennio e la giusta proporzione Leeds firmano un quinto album
finlandese. Niko-Matti è il suo jazz e le composizioni
fra campioni (vocali e non) e che conferma la loro maestria
partner, nonché membro del contemporanee di pianoforte
strumenti, pronti per eventuali nel riproporre il suono originale
collettivo artistico Himera. del tedesco Kai Schumacher
rapper non troppo avvezzi alle dei primi ‘70, con interessanti
Why Do Birds Suddenly Appe- si aggiungono a trame di
novità. Ottimo per chi ama il divagazioni latine, modern soul
ar?, primo lavoro in duo, è la violoncello, corno francese,
clarinetto, voci e percussioni genere, meno per gli altri, nono- e addirittura reggae, nella bella
dimostrazione del potenziale
creativo della musica elettroa- etniche. Ne deriva stante una scrittura che prova title track. Con lo storico socio
custica: field recordings, cattu- un’interiorizzazione del suono ad andare oltre la mera accu- John McCallum alla voce in
rati in Finlandia e in Grecia, in- che fa di Midair la colonna mulazione di idee in loop. sette pezzi su nove.
ANDREA POMINI ANDREA POMINI
trappolati in sinistre atmosfere sonora di un immaginario
e angusti spazi sonori. viaggio nella parte più oscura 70/100 70/100
72/100 di ciascuno di noi.
80/100
PAOLO L. BANDERA LOUISE LEMÓN LOVE COFFIN
+ MARK SOLOTROFF SONOLOGYST DEVIL SECOND SKIN
GEOLOGICAL PLOTS ANCIENT DEATH CULTS ICONS CREATING EVIL ART BAD AFRO
AND SUBWAY RIFTS AND BELIEFS
AUTOPRODUZIONE COLD SPRING Quasi un Bowie da
Paolo Bandera Questo lavoro punto d’in- notti ber-
(Sigillum S, è terribilmente contro in- linesi fine
Iugula-Thor…) attuale nel trat- sospettabile anni 70,
e Mark Solotroff tare un tema nel nuovo più o meno.
(Anatomy che nell’era lavoro di Glam wave
Of Habit, moderna è Louise luccicante e
Bloodyminded...) sono stati vissuto senza accettazione. Lemón: un po’ tetra.
ispirati dal forzato isolamento Raffaele Pezzella, con P. Cha- quello con la jazzeuse inglese Sonorità dolciastre, liquide,
per la pandemia COVID-19. gas (clarinetto, sax), F. Kedes Natalie Duncan. Entrambe in scure, dolcemente ammalianti.
Geological Plots And Subway (voci, synth) e D.D. Septivan relazione con il diavolo. Due Un’enfasi molle che accompa-
Rifts è un album di abrasivo (percussioni), compie un’a- fronti opposti che in comune gna ogni canzone, stile Duran
noise e asfittico industrial per nalisi della morte, come culto hanno la melodia evocativa. Duran mix Psychedelic Furs,
immagini tratte da una storia di nelle religioni e civiltà antiche, Louse Lemón, ovviamente, in un all’incirca. Questa è la seconda
fantascienza scritta da Bandera, attraverso cinque brani che ambito romantico, gotico, rock. Bara dell’Amore e io, per quanto
manipolate da Solotroff e catapultano l’ascoltatore in un Al punto da risultare splendida- mi riguarda, non vorrei farmici
raccolte in un libro di 40 pagine immaginario sonoro tra cupo mente pop. Devil è un disco bel- sotterrare.
scaricabile in PDF. dark ambient e musica tribale. lissimo, delicato e potente. Una CLAUDIO SORGE
68/100 75/100 grande interprete. 60/100
MARIO RUGGERI
81/100
74 | RUMOREMAG.COM

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SUONA ANCORA
RECENSIONI IN BREVE GIUGNO 2020 IL MEGLIO
DEI MESI PASSATI

MHYSA OVAL RRRAGS


NEVAEH SCIS HIGH PROTEIN
HYPERDUB THRILL JOCKEY LAY BARE

L’ex diva Markus Classico


queer della Popp assor- 70’s hard
NON, qui al be e rilascia rock suo-
suo secon- come una nato da
do album. spugna dal rockers di
Ancora 1991, quan- mezza età
una volta, do Oval era (il bassista
manifesto un proget- Rob Zim è
di coscienza di genere, che to a più facce. Attualmente il anche con i Lords Of Altamont).
sceglie il riparo di un approccio tedesco è in pedalata solitaria Influenze che vanno da James THE 1975
lo-(sci)fi all’R&B e citazioni- e lascia fluire tutto quello che Gang/Grand Funk all’heavy NOTES ON A
smo spinto, attraverso cam- gli passa per la testa. Glitch e soul ruvido dei Thin Lizzy, con CONDITIONAL FORM
pioni di voci dal passato. Col svariati impulsi elettronici si un pizzico di heavy metal, fino DIRTY HIT
dancefloor relegato a poco più scontrano per creare una trama ad assomigliare a band neo
che un grumo di memoria, la vivida. A tratti entra un’idea di Dalla premiata ditta Healy
hard correnti come i Golden
costruzione dei pezzi diventa jazz vivisezionata si inserisce nel & Daniel, che sposta la
Grass. Buoni spunti, chitarrista
eccessivamente straniante e taglia e cuci sonoro, ma i contor- bussola sugli anni 90, una
incredibile, ma nel complesso
astratta per riuscire a essere ni spesso diventano nevrotici e lezione di pop onnivoro per
per me un po’ troppo leggerini
comunicativa. incontrollati. un mondo al crocevia.
e levigati.
MAURO FENOGLIO NICHOLAS DAVID ALTEA CLAUDIO SORGE
62/100 69/100 63/100

THE SHRIEKS SOFT BOI MALCOLM STRACHAN


ODE TO JOE SO NICE ABOUT TIME
AUTOPRODUZIONE CLIMATE OF FEAR HAGGIS

Hanno Già noto Trombetti-


una storia come Pes- sta scozze-
radicata simist (un se, turnista
nel punk, album su di valore
gli Shrieks Blackest e membro
di Luis Ever Black) fondatore
Accorsi, e con il suo degli Hag-
italovene- vero nome, gis Horns,
zuelano che formò il suo primo da sempre in viaggio fra d’n’b Strachan si prende una pausa
gruppo, Janz Kappela nel 1977, evoluta e trip hop, ambient e solista meno funk e più pretta- NICOLAS JAAR
e conobbe da vicino gli scassati techno, il bristoliano Kristian mente jazz, con un debutto che CENIZAS
palchi del CBGB’s. Ora Luis è di Jabs inaugura l’alias Soft Boi sa di classico. Tanto soul jazz di OTHER PEOPLE
nuovo a New York con questa con 50 minuti di beat morbidi e marca Blue Note, attualizzato il
formazione che fa un r’n’r molto rallentati, voci parlate e tensioni giusto con una consapevolezza La natura abissale dei suoni
70’s, tra Stones maturi, funk occasionali. Un concept sulla del beat contemporanea, tocchi sparsi fra gli spazi, mentre
e sguaiatezze alla Dictators. A mascolinità ai tempi delle app latini e da colonna sonora, e una gli strumenti tradizionali
parte qualche sentimentalismo di dating, avvolto in un bozzolo leggerezza che porta via. Se sa- ricamano un tessuto che di-
e, appunto, un po’ di sguaiatezza sintetico che smorza quasi ogni remo ancora a fare aperitivi sui venta sudario ambientale.
di troppo, la band, come dire, interesse. balconi, prendete nota.
funzionicchia. ANDREA POMINI ANDREA POMINI
CLAUDIO SORGE 55/100 73/100
61/100

UNDER THE REEFS YUMI ZOUMA ZEBRA KATZ


ORCHESTRA TRUTH OR CONSEQUENCES LESS IS MOOR
UNDER THE REEFS ORCHESTRA POLYVINYL THE VINYL FACTORY
CAPITANE
Non è di Fra i primi
Un trio certo il artisti a
belga dal disco per emergere
nome evo- rimanere nell’ondata
cativo, e sconvolti queer hip
dal suono dai neo- hop, Ojay
intrigante: zelandesi Morgan
guidata dal Yumi giunge ora
chitarrista Zouma. Piacevole dream pop all’album di debutto. Corrosivo
Clement Nourry e completata sintetico che in qualche epi- nei testi e nei suoni: questi ulti- NICK HAKIM
da un batterista e un bassista/ sodio trova anche lo spunto mi spesso ai confini con l’esteti- WILL THIS MAKE ME GOOD
sassofonista, l’Orchestra suona interessante. Atmosfere synth ca industrial, come nel velenoso ATO
musica strumentale notturna pop zuccherate e riverberate singolo Ish - coprodotto da Sega
e pensosa. Imparentata con la che si perdono nella normalità. Bodega e Tony Quattro - e nel Suoni che filtrano il soul
vasta area post rock, e impre- Cool For A Second sembra dare travolgente duetto con Shygirl urbano della tradizione
ziosita da fughe psichedeliche, vibrazioni interessanti ma è uno in Lick It N Split, mentre in Zad attraverso una lente di
improvvisazioni jazz, arie cine- dei pochissimi episodi isolati. Drumz il suo rap è contrapposto psichedelia narcolettica.
matografiche e groove ipnotici. Recuperate EP Collection (2015) a un frenetico incedere jungle.
Ancora non del tutto a fuoco, e sarete soddisfatti per davvero. GIORGIO VALLETTA
ma promettente. Di questo ve ne dimenticherete. 80/100
ANDREA POMINI NICHOLAS DAVID ALTEA
72/100 63/100
RUMOREMAG.COM | 75

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TREECOLORE DISCO DEL MESE

EDDA E MAROK

ISOLATI MA IN CORO,
NOIO VOLEVAM SUONAR
con Cosma, Casacci e Sinigallia, e la cui costruire linee melodiche e parole.
collana Alone, giunta al quarto volume Ed è capace di mettersi a servizio delle
e frutto di collaborazioni anch’essa. Ora canzoni. Sa miscelare e dosare bene
la scintilla è scoccata con Stefano Edda l’elettronica e gli impulsi del basso, in
Rampoldi. Un passato nei Ritmo Tribale. una musica contemplativa, ipnotica,
Trascorsi di sostanze, India, Hare Krish- vertiginosa, contagiosa, a volte persino
na e redenzione, poi a montar ponteggi. claustrofobica. Sospesa. In un vortice.
E una carriera individuale lunga 12 anni
e cinque album. “Ero lì felice che mi E funziona anche per quel modo unico
stavo strappando dei ciuffetti di peli dal che ha Edda sia di scrivere sia di inter-
culo e mi arriva una mail da Maroccolo. pretare le sue canzoni. Per quella voce
‘Facciamo un disco lo-fi e gratis’. Non ri- psichedelica, eccentrica ma naturale.
spondo ma siccome insiste e non so che È Edda. Semper biot. Nudo. Il suo è
dire, dico sì. E ho fatto bene”, spiega. un flusso di coscienza, un monologo
visionario. Personaggi ai margini a pa-
Due alieni, proprio come Totò e Peppino rafrasare la vita e le sue contraddizioni,
a Milano. Avulsi dal contesto, affatto raccontati col solito crudo realismo, con
preoccupati da alcunché, eppure così senso critico e con ironia sottile e feroce.
EDDA E MAROK attuali, profondi, autentici, solidi. Li- Edda è sangue e grida. È cicatrici e can-
NOIO; VOLEVAM SUONAR
beri. Noio; Volevam Suonar è un espe- dore. Marok è esperienza, competenza,
CONTEMPO
rimento, un secondo approccio dopo estro, capacità di lavorare in squadra.
Maroccolo è innamorato delle collabo- la collaborazione di Edda su L’Altrove, Nonostante, nel mezzo del ciclone virus,
brano incluso in Alone Vol. 1. E funziona qui quella squadra sia divisa ma unita
razioni. Ci va a nozze. Prima Litfiba,
bene. Funziona perché Maroccolo ha dalla tecnologia. In trincea dalle rispet-
poi CSI, passando dai Beautiful con
un’impronta netta, nel comporre, nel tive dimore, hanno lavorato a questo
alcuni Marlene Kuntz e Howie B. Quindi disco isolati tuttavia in coro. “Un iPad,
suonare, nell’arrangiare, nel produrre.
A.C.A.U., tra gli ospiti Carmen Consoli, Un’impronta figlia del suo bagaglio. un Mac mini, un basso”, gli unici stru-
Raiz, Battiato, Manuel Agnelli, Cristi- Ha carattere nel disegnare certe trame menti in loro possesso, oltre alla connes-
na Donà. PGR. Ivana Gatti. Il colpo di sintetiche. Sa, ragione per la quale è un sione per interagire.
fulmine con Claudio Rocchi che si è tra- amante delle collaborazioni, cucire abiti 84/100
dotto in Vdb23, la reunion dei CSI con su misura secondo l’artista con cui lavo-
Angela Baraldi alla voce, i Deproducers ra. Lo sa capire e sa creargli il terreno su

DI BARBARA SANTI - FOTO DI ALBERTO TRAKLE BONUCCI

76 | RUMOREMAG.COM

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TREECOLORE GLI ALBUM GIUGNO 2020

ANTARES ARTHUAN REBIS BILLY BOGUS THE BLACK LEGACY


PRANK LA PRIMAVERA VHS MEMORIES BLACK FLOWER
SLACK DEL PICCOLO POPOLO MORE TAPE REMIXES ARGONAUTA
AR PIZZICO
Settimo album per gli Antares, La title track è un rock blues,
lasciando da parte EP, split e Una fiaba in musica, concepita A fine 2018, un album creato come potevano farlo esplodere
raccolte di outtakes. Un bel tra- in quarantena e che vede come campionando suoni, voci e i Cream quando facevano pezzi
guardo, considerato che il power soggetto principe la fata Ali- rumori da vecchie videocas- come Politician. Ma anche i
trio di Gradara non fa proprio doro e il Piccolo Popolo, eroi e sette, e ricavandone un suono Mountain, se è per questo. E
musica da aperitivo. Per chi an- simboli di quel mondo infinito italo/electro interessantissimo, poi il chitarrista dei Black Le-
cora non li conosce, gli Antares e fantastico alla ricerca di un’u- nostalgico e ballabile in parti gacy ci mette anche un pizzico
sono la punta più acuminata manità scomparsa e del Grande uguali. Oggi, lo stesso album di Zakk Wylde dentro (quello
dell’italico heavy punk. Ad Cuore. Un sentito omaggio, remixato traccia per traccia da dei Pride And Glory e Black
aprire le danze epilettiche una quello di Arthuan Rebis, che fa otto tipi affini allo spirito del Label Society). Queste sono
Overtorture da Nirvana, era Ble- della tradizione folk celtica e produttore modenese. Benissimo le basi dei milanesi The Black
ach, sotto anfetamina e la corsa mediterranea la punta di dia- fanno Tagliabue con una Spiag- Legacy, per il loro viaggio biker
a perdifiato di Megalomaniac. I mante di una narrazione mai gia Cannibale ultra dopata, il blues in nove tappe. Oltre alla
ritmi spasmodici e la furia cieca scontata e vissuta in profondità, veterano del ritorno afro Enzo title track, tutto l’album non
(Prank, Dingo, Pet Therapy) talvolta affine al medievalismo Ponzio con Enter The Ninja, si discosta molto dall’incipit;
non indeboliscono la scrittura, di Dowland oltre che alla linea il Paraguaj funky e saltellante accentuando forse certi toni in
potente e sempre a fuoco (You formale del maestro Zitello. Ma di MOV Your Body, e il socio direzione di un boogie metal
Much Too Talk) che si fa psi- entrando nell’alveo, con dovizia di sempre Johnny Paguro con brutale e scuro, genuinamente
chedelica in Shiver, math noise di attenzioni e nell’incanto della la sua Libyan Bikers tesa all’e- grezzo e travolgente. Non devo
in Misery, puramente rock in voce di Paolo Tofani, scorgerete stremo su stab house insistenti. star certo a dirvi che roba simile
Simulator. Nel pezzo più lungo, linearità affini pure alle forme Niente male anche il resto però: sarebbe opportuno ascoltarla in
The River, sarà pure per l’as- crepuscolari e arcane del primo lo stesso Bogus con il suo proget- un concerto live, ma di questi
sonanza del titolo, si rivedono i Sorrenti, di Drake, e del Sylvian to The Caribbean House, Daniel tempi accontentatevi di spa-
Green River di Mark Arm, Steve più intimista (Venti Di Intem- Monaco in puro viaggio cosmic, rarvela a casa vostra al più alto
Turner e un paio di futuri Pearl peranza o Danze Di Alidoro E il sempre bravo MA Spaventi e il volume possibile.
Jam. Ed è un gran bel sentire. Specchi Di Rugiada). brasiliano Pigmalião, con la sua CLAUDIO SORGE
MANUEL GRAZIANI STEFANO MORELLI luminosa versione di Necula. 76/100
74/100 80/100 ANDREA POMINI
78/100

BRAVATA CCC CNC NCN COLAPESCEDIMARTINO ELM


PRAY FOR TODAY RAFTING SONORO NELLE I MORTALI THE WAIT
WHITE ZOO CORRENTI ELETTROMAGNETICHE 42/SONY MUSIC BRONSON
RUMORE NERO
Eclettismo ed esperienza fanno A dicembre annunciavano l’u- Brutto, aggettivo: “che riesce
la differenza se decidi di passare Un album che è un grande clas- scita di quest’album che li vede sgradevole o suscita contra-
dalla teoria alla pratica. Il sico della musica industriale insieme, posticipata per motivi rietà o repulsione sul piano
leccese Sergio Chiari è partito italiana (Suicidio Modo D’Uso, dolorosamente noti, e con lei le dell’istinto o del giudizio esteti-
come discografico, poi gli ha 1989), poche altre realizzazioni, date previste per il mese di apri- co (opposto di bello)”. Gli ELM
affiancato un negozio di dischi poche selezionate apparizioni, le. Ma si recupera, e ora i due sono brutti e fanno dischi brut-
e infine ha imbracciato una l’aura leggendaria. I CCC CNC corregionali e sodali Colapesce ti. Se le cose andranno come
chitarra. Il risultato del primo NCN fissano su disco Rafting e Dimartino sono pronti. Pop devono, ogni nuovo disco degli
album dei suoi Bravata per Sonoro, una performance d’oltremanica che si contagia di ELM sarà più brutto di quello
certi versi è sbalorditivo. Alla ideata nel 2017 per i 25 anni tinte mediterranee, della nostra prima, più sulfureo, più sgrazia-
delicatezza Paisley di Perfect dell’emittente antagonista to- tradizione, in bilico tra una to, peggio vestito e con un alito
Spot si abbina il glammone rinese Radio Blackout, dove la contemporaneità sintetica (che ancora più pestilenziale e inav-
Magpie figlio dei Giuda: non a radio come medium politico, tradisce radici ‘80) e il calore di vicinabile. Pesante in maniera
caso Lorenzo Moretti è dietro l’apparecchio radiofonico in un pianoforte, tra elettronica quasi gratuita, sboccata, senza
al banco regia e non solo. La sé e la sua affascinante quanto e chitarre arpeggiate. Mortali, senso - generose inflessioni di
struggente ballata alla Lloyd semplice tecnologia, sono i dannatamente umani, fallibili, heavy metal classico sbrindella-
Cole, Bombs, anticipa il punk protagonisti assoluti. Disturbi terreni nelle loro fragilità e te con arroganza, come gli Iron
ombroso della title track. in onde corte, voci di regime, nella forza, nei vizi e nelle virtù. Maiden presi a bastonate dagli
Ancora un bel ping pong tra Un disco cui hanno collabo- Iron Monkey. E non è difficile
frequenze distorte, jingle fa-
paisley autunnale e chitarre r’n’r rato diversi artisti, tra i quali scorgere in lontananza i fanta-
miliari, spettrali fenomeni
con I Don’t Know e Rave Up, Mario Conte, Federico Nardelli, smi di tutta una metafisica del
elettromagnetici, loop ossessivi
finché l’iniziale sdolcinatezza di Giordano Colombo, Frenetik rock pesante, quella dei primi
costituiscono la colonna sonora
Pristine si tramuta in un pezzo
di un manifesto situazionista & Orang3 e Mace, che hanno Danzig, della prima Rollins
alla David Sylvian, anche per il
sulla radio “agile scialuppa”, e prodotto ciascuno la propria Band, certi Scratch Acid. In
contributo al piano e al synth di
sulla comunicazione. parte, e una splendida Carmen breve: brutti come la fame.
Tiziano Tarli e Andrea Senatore.
ANDREA PREVIGNANO Consoli in Luna Araba. FRANCESCO FARABEGOLI
MANUEL GRAZIANI
85/100 BARBARA SANTI 73/100
75/100
76/100 RUMOREMAG.COM | 77

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RADICI GIUGNO 2020 / DJ GRUFF

10 CANZONI PER
DJ GRUFF
L’album I Migliori Pensieri sta uscendo una traccia per volta e nasce da uno scambio
tra il dottor Dario Fichera, medico dell’Università di Parma, e Gruff. “Così come la
necessità aguzza l’ingegno, la solitudine fa con la fantasia”, spiega. “Quando Fichera,
in trincea da giorni, mi ha chiamato per invitarmi a supportare il corpo dei medici e
degli infermieri con la mia musica, mi sono commosso e mosso subito, diffondendo
un appello a musicisti, cantanti, attori, rapper e writer”. Un progetto che coinvolge più
di 200 artisti. “Ho chiesto a molti di loro e abbiamo più di 1000 gigabyte di dati già
ingrigliati. Siamo tantissimi e continuano ad arrivarne altri, non dico i nomi perché sarà
più interessante scoprirli nelle canzoni in programma. I Migliori Pensieri unisce gli
artisti, ma c’è molto di più. Viene E Va Lato C ospita una quantità proibitiva di DJ, MC,
musici e writer”. E aggiunge: “Per me la musica è tutta, ed è tutta bella”. Il ricavato del
progetto andrà a Emergency.

TAG S: #IMIGLIORIPENSIERI #VIENEEVAL ATOC ONLINE: DJGRUFF.COM

JAMES BROWN GRANDMASTER LEE MORGAN MILES DAVIS PETER TOSH


THE BOSS CAZ, CHRIS STEIN THE SIDEWINDER KIND OF BLUE EQUAL RIGHTS
WILD STYLE THEME

“Il groove addosso. “Il dislivello. Invece “Lo studio. Andare “I gremi. L’incontenibi-
Come si spiega mi piace “La semplicità nel gesto. era un calesse per un oltre l’oltre perdendosi le svario galattico non
se è più di molto. Come Passa un treno e riparte cocchiere nato. La vita prima del ciak. Davis ha confini e se grema
si spiega la vela quando vestito di stile. Lettere l’è bela come Cochi e l’ho ascoltato e lo ascol- è tutto a posto. Però se
ti porta a spasso. Una come portavoce Renato. Ho consumato to, e tuttora non riesco non grema e tu gli fai
notte Ringo mi ha chie- Cornice dove entra chi questo disco. Il suo a decifrare tutte le sue domande con fini poco
sto di mettere musica può. È uscito ad agosto groove è potentissimo. lingue. Kind Of Blue chiari non si capirà più
a una festa organizzata il mio album August Morgan è un mostro è la perfezione divina quale punto ostentare.
per The J.B.’s, da allora 11th, tributo alla cultura sacro, e lui come i suoi che non pensi possa Bisognerebbe valutare
PLAYLIST

fare il DJ è diventata la hip hop e alcuni tra i discepoli Hubbard e esistere e poi te la trovi la situazione vista
mia ragione di vita”. feat. nelle tracce sono Tolliver continuano a sul tuo giradischi”. dal punto di vista di
i pionieri che trovi in ispirarmi”. punto”.
DA BLACK CAESAR Wild Style”. DA THE SIDEWINDER DA KIND OF BLUE DA EQUAL RIGHTS
DA WILD STYLE OST
BIG DADDY KANE DJ QBERT BLACK UHURU MAN PARRISH THE OVERTAKERS
RAW REDWORM SHINE EYE GAL HIP HOP, BE BOP BEWARE
(DON’T STOP)

“Dischi tramandati da “Mentalità nel gira- “Si dubba per sempre. “Beware l’ho ascoltata
umano a umano, her- dischi. È una delle Dubberei pure le frecce “A un certo punto, tra qualche anno fa e in
mano. Lavorati a mano canzoni che ti cambiano dell’automobile per l’altro, figurati tu, un qualche modo mi ha
gli ingredienti a mano la vita, che ascolti fino favorire i finali degli bimbo che vuole solo cambiato la vita. Con-
a mano si amano per lo a diventare parte di lei. screcci che ho in testa; screcciare e si ritrova tiene l’amore che porto
stile che emano stereo Livelli lisergici. Nell’al- a parte la canzone che con la instrumentale di dentro da un po’. Come
o mono aereo, il locale bum ci sono ospiti e è spettacolare. Penso questa meraviglia! Non il sale con la neve. Chi
con i sub cui lascio scratch spaziali, con al suo insegnamento si scorda mai, come il scioglie chi. Come tra
l’onere del dope, ho il tecniche di ogni dove, tecnico dubbistico. primo amore. Questa noi. Chi sceglie chi? Tu
livello d.o.p. sul disco un disco che ha cam- Dubbare è una forma traccia ha fatto la diffe- lo sai chi sogna chi?”.
don’t stop senza app al biato la visione dello matematica scomposta, renza per me, la screccio
top suono hip hop”. scratch nel mondo”. un po’ come lo scratch”. ancora oggi”.
DA COLORS DA WAVE TWISTERS DA GUESS WHO’S DA MAN PARRISH DA RUDIES ALL AROUND
COMING TO DINNER

A CURA DI BARBARA SANTI - FOTO DI CECILIA BOTTA

78 | RUMOREMAG.COM

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TREECOLORE GLI ALBUM GIUGNO 2020

EN ROCO FORGOTTEN TOMB IRBIS 37 KAYLETH


PER RICONOSCERSI NIHILISTIC ESTRANGEMENT UN ALTRO CIELO 2020 BACK TO EARTH
DISCHI SOVIET STUDIO AGONIA UNDAMENTO ARGONAUTA

Registrato in presa diretta nel Tra gli episodi pubblicati dal Un Altro Cielo degli IRBIS 37 è Passo in avanti per la brillante
giro di tre sole sessioni, Per 2015 a oggi (Hurt Yourself And senza dubbio uno dei migliori formazione veronese. Il terzo
Riconoscersi è un disco incen- The Ones You Love e We Owe dischi usciti nel 2020. Il nuovo full length è una raccolta in cui
trato sulle inquietudini e sulle You Nothing, del 2017) dalla album del collettivo milanese filtra più calore rock rispetto
contraddizioni della nostra band piacentina, in Nihilistic di casa Undamento ci fa capire alle precedenti. Ma attenzione,
società, risultando così il primo Estrangement rintracciamo ancora una volta quanta magia l’approccio è del tutto particola-
vero e proprio album politico una volontà più netta da parte possa nascere mescolando del re. I primi due brani, Corrupted
della band genovese. Quel tenue del leader Ferdinando “Herr buon rap con altri generi, dando e Concrete, sono il biglietto di
garbo acustico che accomunava Morbid” Marchisio, respon- vita ad atmosfere che scaldano presentazione: due mega canzo-
gli En Roco a gruppi come i sabile anche della produzione il cuore. IRBIS (aka Martino ni tra stoner e prog tecnologico.
Belle And Sebastian ha lasciato – mentre del mixaggio si è Consigli) assieme ai producer Se posso dire: un mix acido
via via il posto a questa nuova occupato il bassista Alessandro Lugos.lux e d.Noise ha costruito tra i Nebula e gli Hawkwind;
coscienza espressiva, la quale “Algol” Comerio -, nel rileggere un disco pieno di influenze, dal chitarre roventi e synth astrali,
viene esternata mediante so- il doom post black delle origini soul, all’R&B passando per il in composizioni ottimamente
norità ora più elettriche (Ho (RBMK), secondi i crismi di rock e l’itpop dei nostri giorni, strutturate. A seguire, il resto di
Chiuso Casa), ora attraversate Dakthrone, Shining e primi scavando nella propria anima 2020 Back To Earth accentua
da una esile vena psichedelica Katatonia; anche rispetto a un per mettere nero su bianco le sue dinamiche prog stoner,
(Isola).I testi, benché sia chia- sentire immaginifico decadente le emozioni più indecifrabili. in scenari sci-fi lividi, desolati
ro l’obbiettivo, risultano però e mutuato nel ricavo neopsiche- Bacio e Mentre Dormi sono due e forse, a tratti, un po’ troppo
spesso vaghi e poco incisivi delico. In quest’ottica, formula- dei punti più alti di un lavoro simili tra loro; sconquassati da
(Indolenza, Chiamala Libertà), che profuma di novità nota una tellurica sezione ritmica
zioni come quelle adottate nella
come se si cercasse di inguai- dopo nota. Un nome, il loro, (The Avalanche); liturgici e
title track vanno viste come
nare il pugno con il più classico destinato a palchi di livello e ieratici, in Sirens. Chiude alla
prospettive creative e non solo
dei guanti di seta: un po’ più di che risentirete sicuramente. grande Cosmic Thunder, titolo
in una logica neo alcestiana.
coraggio avrebbe giovato alle MATTEO DA FERMO che dice tutto.
STEFANO MORELLI
sorti del risultato finale. 83/100 CLAUDIO SORGE
78/100
STEFANO D’ELIA 78/100
68/100

LAFABBRICA LINGUINI LOWINSKY MALACARNE


DIECI PICCOLE CANZONI URBANE EAT LINGUINI OGGETTI SMARRITI CI SERVE UN BARMAN
AUTOPRODUZIONE AUTOPRODUZIONE MOQUETTE AUTOPRODUZIONE

Se le rubriche musicali hanno È punk. È hardcore. È noise. Il nome tra l’ironico e il depresso Vengono da Caltanissetta e
un senso, per il valore che può È rumore. È violenza. È fisico è stato suggerito dal loro amico hanno tra le mani un debutto
avere una recensione, è anche e ipnotico. Eat Linguini Drew McConnell, bassista dei assolutamente degno di nota.
di guidare o “dare un parere” a lancia, nel panorama heavy Babyshambles, ora turnista di I Malacarne rappresentano un
un gruppo musicale. Soprattutto italiano, una band che ha Liam Gallagher. I Lowinsky ritorno duro, inequivocabile,
se ha margini di miglioramento enormi margini di crescita. Si riemergono da Bergamo dopo all’Italia degli anni 90, quella
e una visione musicale. Che va chiamano Linguini, crescono una manciata di EP con il primo che, ai margini dell’indie, aveva
nutrita. I LaFabbrica arrivano nel giro milanese, e riescono ad album, Oggetti Smarriti, tutto sviluppato una forma di cros-
dall’area flegrea e sicuramente incrociare tre culture: in ordine in italiano. Echi ben delineati di sover bellissima. Per capirci: i
hanno mandato a memoria la cronologico, quella del punk quell’indie rock USA (Coltelli), Malacarne suonano come gli
lezione indie italiana degli anni crassiano, quella del primo le parti sbilenche dei Guided Assalti Frontali sotto dosi di funk
90, soprattutto nella sua secon- crossover (i D.R.I. degli esordi) By Voices o l’Evan Dando più e noise core. Hanno un equilibrio
da parte. E il loro obiettivo piut- e poi tutto l’humus noise core intimo col piglio melodico dei bellissimo tra rap e heavy. Non
tosto evidente, è creare un ponte americano. E riescono a trovare Teenage Fanclub. Poi c’è Sep- sono dozzinali, non cadono nei
temporale tra quel periodo ed almeno un filo conduttore che puku, che in giapponese indica cliché, ma sono veramente duri
oggi. In parte riesce. Le canzoni non faccia perdere equilibrio un rituale suicida dell’antico e senza compromessi. Si sono
funzionano ma soprattutto l’al- al loro lavoro. Ben bilanciato, Giappone: un brano apparente- costruiti un sound, forse non
bum ha un suo filo conduttore. seppur con alcune cose da mente leggero, tra crescendo e nuovo, ma perfetto per il loro
Ha una sua omogeneità. Si vede rileggere e far maturare (un genere e picchiano duramente.
distorsioni soniche, che affronta
chiaramente un lavoro duro alle po’ più di dinamica nei suoni) Insomma: sono bravi. Perché in
i pensieri di un ragazzo pronto
spalle. Ciò che serve ai LaFab- ma la struttura canzone c’è loro si sente l’urgenza del fare e
all’ultimo gesto estremo, tra
brica è trovare una gamma più ed è innegabile. Molto bello del dire. C’è il seme della ribellio-
rabbie e ammissioni. I Lowinsky
ampia di suoni, una maggior lo stomp Neurosis di Ghost
sono abili a trovare un equili- ne cosciente. C’è la voglia di usci-
forza di modernizzazione e Ship. Decisamente una band
brio melodico tra l’italiano e gli re da confini stretti. E questo, per
rendere ancor più incisivi i testi. che merita di proseguire il suo
stilemi dell’indie americano, ma una band agli esordi, è tutto.
Sarebbero passi importanti per percorso.
un passo futuro. soprattutto a non smarrirsi. MARIO RUGGERI
MARIO RUGGERI
MARIO RUGGERI 70/100
NICHOLAS DAVID ALTEA 80/100
72/100 RUMOREMAG.COM | 79
65/100
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IN ITALIA

NESSUN DISCO È UN’ISOLA


(DESERTA E CHE NON C’È)

ffetto Decameron? prova a suonare come una versione dub


Effetto basse aspettative degli Spacemen 3. Dovessimo, prima
E superate perché come
cantava il vate Roberto
di tornare sulla Terra, stare ancora per
qualche momento sul bagnasciuga,
Antoni cosa pretendi sceglieremo di ascoltare Il Tempio Degli
da un paese che ha Uomini Granchio di Mondoriviera
la forma di una scarpa? Fatto sta che (soundcloud.com/mondoriviera),
anche questo mese la musica ricevuta progetto solista del romagnolo di
e/o ascoltata è come il rancio secondo Bellaria-Igea Marina Lorenzo Camera
Oreste Jacovacci, ottima e abbondante. (anche nei Ponzio Pilates, quelli
In attesa di sapere che ne sarà della il cui cantante è stato multato dai
musica dal vivo per fare calembour carabinieri perché “colto in flagranza” a
tipo 7 note in nero consoliamoci per recuperare la strumentazione necessaria
quanto possibile con quella prodotta per continuare a lavorare e avviare un
durante questo periodo: significativo nuovo progetto in streaming in quanto
recuperare degli strumenti musicali
non corrisponde ad una vera necessità
è in tal senso il ritorno ai lidi in quanto il musicista lo si può fare
dell’autoproduzione di Toni Cutrone per hobby). Il disco viene presentato
col suo alias elettro-metitabondo Mai come una sorta di colonna sonora di
Mai Mai (maimaimai.bandcamp. post elettronica cheap per un film
com). Dopo la pubblicazione l’anno immaginario, creata con un vecchissimo
scorso di un disco per Tempesta, PC e software e plugin gratuiti, e con
compagna delle indie italica per una chitarra effettata: ci sarebbero tutti i
antonomasia, Toni in questo periodo di presupposti per non ascoltarlo nemmeno
isolamento riaffiora con Isola/Azione, perché sa di già sentito e pretestuoso
coadiuvato per l’occasione da Matteo e invece si fa ascoltare con piacere.
sUb_modU Bordin (Squadra Omega, Outside Concludiamo finendo per sbattere
PIDGIN SYNTHS
TRU THOUGHTS RECORDINGS
Inside Studio). Due lunghe tracce, una inevitabilmente la capoccia sugli scogli
di 16 minuti e una di 12 in cui riflette e perché siamo ubriachi: i torinesi Rope
Se il primo italiano a far capolino fra immagina la penisola che verrà: e visto (soundcloud.com/ropetheband)
le fila di una etichetta che un catalogo che il ruolo della critica musicale deve affrontano la crisi dei 40enni come
Bonobo, William Holland/Quantic e essere militante gli ho appena inviato loro miscelando lu primmo ammore
Alice Russel (per capirci, una che ha 25 sacchi su paypal ® per comprare grunge, noise e punk hc di scuola padre
partecipato a Here Lies Love di David
una copia del picture disc, anche solo figlio e soprattutto spirito santo Sub
Byrne e Fatboy Slim) e l’eclettico
producer Romeo Sandri, aostano di per sentirmi idealmente a sud di Roma Pop Dischord e SST. E poi dopo averci
base a Berlino, saxofonista e musicista Est. Rimaniamo in zona, spostandoci fregato sto aperitivo ce lo pisciano
jazz (e non solo: chi se li ricorda i a Londra per vociferare di My Dance direttamente sui jeans, con buona pace
suoi Tempo Zero, fratelli minori dei The Skull (mdts.bandcamp.com/ del distanziamento sociale: wet dreams
Kina?) non sappiamo proprio cosa music), etichetta di Marco Cazzella are made of this.
piacevolmente aspettarci, anche se il a vocazione crampsiana (l’etichetta
titolo del disco è una dichiarazione
milanese, non la band) collana nova
di intenti. In Pidgin Synths Sandri
rielabora e riattualizza in chiave musicha: mdts è specializzata infatti
elettronica l’afrobeat: quattro tracce, in poesia sonora, musica concreta ed
di cui due efficacissime riletture fatte elettronica. Se la Cramps aveva John
con un synth analogico di Expensive Cage e il Gruppo Improvvisazione Nuova
Shit e Water No Get Enemy di Consonanza l’etichetta italo-londinese
Fela Kuti. Un appetizer ottimo e ha in catalogo Thurston Moore, il
abbondante in attesa dell’album? compianto Z’EV e Maurizio Bianchi e i
71/100 “nostri” Jabbaboy con i loro svarioni
fra free jazz e noise e Grip Casino, che

A CURA DI MARCO PECORARI

80 | RUMOREMAG.COM

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TREECOLORE GLI ALBUM GIUGNO 2020

LORENZO MORRESI OAXACA ORAX FABRIZIO PATERLINI


OBJET MELODIE ONDE DI SABBIA FILM TRANSITIONS III
FLY BY NIGHT 2 HEADED DEER NEW RETRO WAVE MEMORY RECORDINGS

Già noto per alcune produzioni Nati in provincia di Cuneo per Il nome Orax per chi mastica Nell’arco di pochi mesi, come
fra house e nu disco come Seven iniziativa di Alberto “Boto” retrowave e simili non è di certo da calendario, Fabrizio Paterlini
People, Lorenzo Morresi allarga Dutto (chitarra dei Movie Star sconosciuto. Al quinto disco chiude la sua trilogia dedicata
la visuale in questo suo primo Junkies) e Mattia Bernardi però, il rischio di ripetersi è più alle microstorie per solo piano,
album, costruendo su quelle (batteria), e completati da di una semplice possibilità. Ma inaugurata nel novembre 2019,
basi un suono più vario e sfac- basso, tromba e percussioni, c’è un brano che spariglia le proseguita con il secondo
cettato, che deve molto anche gli Oaxaca spingono le loro carte e indirizza verso territori volume di cui abbiamo parlato
al jazz spirituale, all’ambient improvvisazioni fra rock differenti: è Land Of Crosses che ne mesi scorsi su queste pagine,
e a varie musiche del mondo. decostruito e free jazz elettrico fa da game changer. Un’aper- e ora in via di accorpamento su
Sintetizzatori, campioni per- ancora più avanti. Al terzo tura desert/western da cowboy vinile, dopo l’uscita del terzo
cussivi e batterie elettroniche album in 12 anni di carriera, e saloon nella quale si innesta e ultimo volume. Otto nuovi
sono affiancati dunque da stru- l’intesa è ormai perfetta: un la synth wave, con chitarra di- vagiti di totalizzante malinconia
menti elettrici e acustici, anche oggetto non identificato come storta e la cassa che cresce in su tasti d’avorio che pur nella
e soprattutto di provenienza Trittico apre con 17 minuti di orbita trance. Piacevolmente loro come da progetto fulminea
esotica: marimba, steel drums, i incalzante marcia acida, sapori destabilizzante. Poi c’è Fatal durata rimarcano la vis cinema-
flauti cinesi e hawaiani di Fabio folk andini si fanno strada in che intesse arpeggi di chitarra tografica del compositore man-
Mina in vari pezzi, l’ibrido Reich e 8/7, 640 Blues e Onde che ritroviamo marcati perfino tovano (a partire dai chiaroscuri
sitar/chitarra autocostruito da Di Sabbia suonano più rarefatte nella chiusura di Protect Me che yanntirseniani di Waltz). Otto
Stefano Ubaldini per Rituel. Il ma altrettanto intense, Pannella guarda avanti. L’apertura ano- tentativi di chiudere il cerchio
risultato finale è tanto ritmico chiude in potenza su un groove mala di Fire In My House è la dando una risposta alla do-
e sinuoso quanto sognante, martellante di basso e batteria, conferma dl fil rouge che unisce manda da cui era iniziato tutto:
capace di evocare pigri scenari come una jam psichedelica saldamente le tracce del disco. “Quante emozioni sei in grado
tropicali (Trans Tropicalia su d’altri tempi. Stefano Isaia Orax ha messo in atto un’altra di provare in un minuto?”
tutti) senza perdere di vista (Si- aggiunge clarinetto e sax in rielaborazione della retrowave ANTONIO BELMONTE
stema, Rhythm Horizontal) la Reich e Pannella, Jaimie Branch sintetica per riportare a galla 72/100
pista da ballo. non lo sa ma potrebbe aver vecchi ricordi.
ANDREA POMINI trovato dei cugini oltreoceano. NICHOLAS DAVID ALTEA
73/100 ANDREA POMINI 74/100
82/100

POPULOUS DIEGO “DEADMAN” PIERPAOLO RANIERI PAOLO SAPORITI


W POTRON I AM A PEACOCK ACINI LIVE TRIO
LA TEMPESTA READY2GO BLIND FAITH ORANGE HOME
RIVERTALE
Forte della meritata risonanza Storico turnista e collaboratore Paolo Saporiti è un cantautore
internazionale di Azulejos, il C’è qualcosa di liberatorio nel di numerosi artisti pop e jazz e chitarrista milanese con un
produttore salentino dedica ritorno di Diego “Deadman” Po- italiani e internazionali nonché lungo percorso e dieci album,
il nuovo album all’universo tron. Ready2Go è una liturgia noto per il suo originale metodo due dei quali con Xabier Irion-
femminile, avvalendosi di varie roots del silenzio. Nel silenzio didattico, Ranieri sforna il suo do e Giorgio Prette, nel progetto
voci: l’argentina Kaleema, nasce e cresce quasi come una primo LP solista sfoggiando Todo Modo. Acini Live Trio è
la giapponese Cuushe, le celebrazione salvifica: come se come un “pavone” le piume più il suo primo dal vivo, con Al-
nostre L I M e M¥ss Keta. Se il il Deadman avesse dialogato colorate del suo basso, protago- berto Turra (chitarra elettrica)
conturbante incipit di Desierto personalmente con lo spirito del nista indiscusso delle compo- e Lucio Sagone (batteria, per-
(con l’argentina Sobrenadar) e il blues. Ci aveva abituato a lavori sizioni. La voce calda e oscura cussioni). Ci sono folk, blues,
cameo di Emmanuelle in Flores notturni, a ballate radicali, al dello strumento si declina in jazz, e un lirismo che a tratti
No Mar evocano le atmosfere blues come minimalismo, e trame dai mille ruoli, frutto della ricorda Jeff Buckley, senza
del lavoro precedente, i ritmi invece Ready2Go è un meravi- continua ricerca timbrica che pause o cali di tensione. Sapo-
sono generalmente più intensi e l’artista porta avanti ormai da riti sembra mettere a nudo la
glioso viaggio nelle terre desola-
i sapori latinoamericani digitali svariati anni. Il fraseggio morbi- propria anima, con voce intima
te degli Stati Uniti, interpretato
e contemporanei declinati su do evoca spesso atmosfere jazz e sofferta, poi improvvisamente
e guidato con un’emozione
coordinate più ampie ma con ma intrecciandosi con gli impul- rabbiosa, forse per cancellare
senza pari. Mooreland: ovvero
una veste sonora se possibile si elettronici le composizioni si un dolore vissuto (Io Non Ho
lo sguardo verso una terra che
ancor più rifinita che in passato. fanno più audaci e sperimentano Pietà, Gelo), per desiderio di
Soprattutto, W è un party
ci si lascia alle spalle. Bevendo
bourbon in mezzo alla polve- un ampio ventaglio di generi. liberazione (La Mia Falsa Iden-
divertente, incantevole, iper Alla base c’è la filosofia della tità, Nel Nome Mio), per con-
inclusivo, che non può che re, di notte, in mezzo al nulla.
Scritto, suonato, registrato dal library music, con i meticolosi cedersi in sincera confessione
culminare nei sei vertiginosi
puro talento di Diego, Ready- incastri tra gli strumenti che (La Mia Luna) o per un senso di
minuti finali di Roma, complici
2Go è l’unico viaggio che potre- evocano immagini vivaci e can- pace finalmente raggiunto (Ar-
Matilde Davoli e Lucia Manca.
mo fare da qui a molto tempo. gianti per un lavoro virtuoso e di rivederci Roma).
GIORGIO VALLETTA
MARIO RUGGERI grande atmosfera. ANTONIO BRIOZZO
84/100
75/100 DORIANA TOZZI 78/100
70/100 RUMOREMAG.COM | 81

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TREECOLORE GLI ALBUM GIUGNO 2020

SENNA SHANDON SHIVA BAKTA SINDACATO


SOTTOMARINI 25 YEARS ON THE ROAD SAVE ME LIMITI
COSTELLO’SI INDIEBOX NOJA RECORDINGS AUTOPRODUZIONE

I Senna non hanno scelto la Un patrimonio musicale. Che In un’epoca di stitici pseudomi- È di Casale Monferrato ma
velocità, preferiscono prendere ci appartiene, ma che molto nimalismi indie un po’ di sana gravita su Torino per motivi di
le traiettorie migliori: quelle spesso è uscito dai confini e megalomane (si fa per dire) studio il trio che debutta con
pulite e senza sbavature. Sotto- nazionali. Un patrimonio nato incoscienza può salvare. Inco- il piede giusto in area hip hop
marini è un lavoro sottile fatto dallo stile inconfondibile e dalla scienza che, nel caso del secondo di grana cloud rap. Poplejon e
di sottrazioni, e il trio romano sensibilità artistica di Olly Riva, album di Lidio Chiericoni aka Jabba The Loot raccontano stati
ha ben impresso nella mente un musicista che in fatto di rock Shiva Bakta, è legata soprattutto d’animo personali, resi univer-
il tracciato del percorso da se- ha sempre avuto da insegnare al formato: un solo brano lungo sali da un ben coltivato bernoc-
guire. Partono soffici (Giulia) a molti, soprattutto per la sua 40 minuti, non suite in senso colo per la spiritualità, l’arte sa-
ma cambiano marcia con Addio predisposizione naturale a strettamente prog ma più arti- cra e l’autoanalisi. Il beatmaker
Alla Città, fatta di buone inten- scrivere canzoni internazionali. colato flusso di coscienza pop interno, Neverender, si muove
zioni. Qualche forzatura un po’ Gli Shandon hanno marchiato 25 alla Moon In June, germogliato con agilità tra programmazione
scontata nel testo di Agosto fa anni della nostra storia. Hanno su una frase di piano che ritorna e parti suonate di chitarra. Già
perdere terreno. Gli intarsi dei attraversato due decenni, e per come leitmotiv. La “megalo- il singolo Gargoyle, metaforica-
Kings Of Convenience e alcune almeno uno sono stati la ska mania” sta nel volerci infilare mente legato alle guglie animali
evocazioni del migliore Ric- punk band di riferimento. Oggi si un po’ di tutto, oltre a cantare poste a difesa delle cattedrali,
cardo Sinigallia puntellano le permettono il lusso di rileggere la e suonare ogni cosa tranne prometteva bene, e la prova
visioni. Un pop rock immersivo, propria storia, risuonando parte chitarra elettrica e basso (Carlo sulla lunga distanza conferma la
principalmente acustico e fatto dei loro classici in compagnia Barbagallo) e batteria (Nicola qualità del progetto. Il desolato
di luoghi, anfratti e ricordi, che di una carrellata di ospiti Benetti): Todd Rundgren, Mo- esistenzialismo di Martiri e
può (e deve) evolvere, trovan- veramente importante. Ma 25 torpsycho, Flaming Lips, psiche- quello chimico di Contatto,
do un’andatura personale per Years On The Road ha in sé una delie pre e post Tame Impala, lo il pop scuro di Altovoltaggio
evitare le similitudini coi soliti sola dimostrazione: la qualità sguardo art pop di Jim O’Rourke guidano le 12 tracce fino alle
noti. Non è una gara di velocità altissima della forma canzone e molto altro ancora. Talvolta allucinazioni della conclusiva
ma di regolarità, e i Senna sono Shandon. Molto spesso perfetta. chi troppo osa molto stringe, ed Ragni. Espressivo anziché fine a
pronti. Altro che ska core adolescenziale. è questo il caso. se stesso l’autotune.
NICHOLAS DAVID ALTEA MARIO RUGGERI ALESSANDRO BESSELVA AVERAME PAOLO FERRARI
67/100 75/100 77/100 77/100

SOLARIS STORM{O} SUPERNAUGHTY THEO TADDEI


UN PAESE DI MUSICHETTE FINIS TERRAE TEMPLE LOTO
MENTRE FUORI C’È LA MORTE TO LOSE LA TRACK/SHOVE ARGONAUTA FRESH YO!
BRONSON
Ci vuole tanto fiato per ascoltare Lo dico subito: assomigliano Questo ragazzo toscano ha una
Gli integralisti noise non sono gli Storm{o}, soprattutto perché molto ai Trouble, i livornesi qualità oggi sempre più rara,
diversi da quelli cattolici. i primi minuti dell’album Finis Supernaughty. Heavy doom ovvero quella di riuscire a far
Crediamo che la nostra fede Terrae (dal latino “confine della rock’n’roll sanguigno, con un cambiare improvvisamente
sia l’unica in grado di portare terra”) hanno la capacità di giusto equilibrio tra rock blues marcia ai suoi brani in corso
la salvezza, ci guardiamo dai partire ai mille all’ora, non farti e metal. Loro si presentano d’opera: prendete l’accelerazio-
falsi profeti e sfidiamo il senso capire nulla, prenderti a schiaffi come old school rock and rol- ne di Fantasia al minuto 3.10,
comune per difendere i suoi e, ovviamente, lasciarti esani- lers, e aggiungerei: figli degli oppure ascoltate come si som-
valori. È una fede di sofferenza me a terra senz’aria. Spigolosi, anni 90. Penso a certo grunge, mano in un crescendo vorticoso
e repressione, come del resto irruenti, nessuna mezza misura ai Soundgarden ad esempio. le stratificazioni che compongo-
quella cattolica. Si basa sulla o apertura lenta e arpeggiata, Questo, il loro sophomore, no Nascondino, e avrete la reale
convinzione che alla fine dei dritti verso l’hardcore più vio- ribadisce la solidità del suono dimensione della sua capacità
tempi, quando tutto sarà lento ibridato dal noise. Con e della capacità di comporre ot- di gestire le complesse dinami-
compiuto, Egli tornerà. Il Progresso si ristabilisce un sotti- time canzoni. Se in brani come che che coesistono all’interno
noise. Dividerà le pecore dai le collegamento con le atmosfere BiGB si percepisce chiaramen- delle sue composizioni. Taddei
capri (a noi piacciono i capri) leggermente più distese di Ere te l’influenza dei Trouble di ha un’idea di musica ambiziosa,
e distruggerà gli infedeli. e lo spoken word amplifica la Eric Wagner, quel doom rock che assomma un rock con una
Qualunque disco aderisca ai solennità delle parole. La band aulico e cupamente avvolgen- forte attitudine onirica (XIX)
Sacri Precetti ci fa battere il te, in altri come Biogrinder è a delle sfavillanti atmosfere
di Feltre (provincia di Belluno)
cuore. Non fanno eccezione percepibile invece quella psi- cinematiche alla Mercury Rev
mette in primo piano i testi che
i Solaris, noise crooners chedelica, che pure devo dire (Agosto Del 13), in cui la psiche-
sono un’autoanalisi sulla con-
romagnoli benedetti dal card. è stata anche parte degli stessi delia carnale di Iosonouncane
temporaneità e sulla creazione di
Martin Bisi: il Fausto Rossi di
confini fisici e mentali. Un disco Trouble, in certi album che viene resa ancora più straniante
Exit coi Jesus Lizard a fare da
che non poteva attendere troppo hanno fatto. da una voce a tratti distante,
backing band.
la sua nascita. Necessario. CLAUDIO SORGE che ricorda in più di un episodio
FRANCESCO FARABEGOLI
NICHOLAS DAVID ALTEA 75/100 quella di Alberto dei Verdena.
68/100 76/100 STEFANO D’ELIA

82 | RUMOREMAG.COM 75/100
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SILVIA TAROZZI THIS ETERNAL DECAY TOMMY TOXXIC VOINA
MI SPECCHIO E RIFLETTO SILENCE LA DANZA DELLE STREGHE IPERGIGANTE
UNSEEN WORLDS TRISOL PLUGGERS V4V

Un arco di dieci anni di vita, Ascoltarsi il nuovo disco dei Tommy Toxxic è il volto di una Ne hanno fatta di strada in que-
con gioie e imprevisti, raccolto This Eternal Decay durante trap diversa, dal volto emotivo sti anni i Voina, giovane gruppo
in testi e musica. La violinista questi cupi e surreali giorni di e dark, distante dai social e abruzzese che partendo dalla
e collaboratrice di lungo corso “prigionia” domestica sortisce dall’apparenza che a volte regna provincia ha finito per calpesta-
della compositrice Éliane Radi- decisamente uno strano effetto, sovrana in questo sottogenere. re i più importanti palchi italia-
gue e di Michael Pisaro, prende considerando che la loro è tutti La Danza Delle Streghe è il suo ni, portandosi a casa nel 2016 il
spunto dalla lettura delle poesie gli effetti una dissertazione secondo disco, arrivato meno premio del MEI per la miglior
di Alda Merini, per immaginare sonica sul silenzio e sulla di un anno da Ghost, la sua band emergente. Ivo Bucci ha
composizioni che ne omaggino solitudine. Ma nulla di bucolico prima fatica discografica pub- la capacità di scrivere dei veri e
l’ispirazione e distillino espe- e contemplativo. Dio ce ne blicata con il nome di Goya. Lo propri inni generazionali, brani
rienze personali. Un approccio scampi. Solo una sei corde pseudonimo (ora abbandonato) che puzzano di alcol da quattro
elettroacustico, che s’avvale di tagliente, una voce tenebrosa, relativo al celebre pittore spa- soldi e notti insonni, in grado
un ensemble classico e interventi un synth marmoreo e un bel gnolo non è casuale, parliamo di acquisire una valenza uni-
elettronici. Toni che spaziano basso ossessivo (to’, in A Secret infatti di una chiara influenza versale per i millennials (Luna
fra il più delicato pop da camera serpeggia quasi la stessa linea per l’artista romano, riscontra- Park, Stanza, in cui Vasco
alla Penguin Cafe Orchestra (Al di basso di Apart dei Cure), in bile anche nella copertina de Brondi viene calato in una di-
Cancello, Astuta, L’Assenza), perfetta aderenza ai dettami La Danza Delle Streghe, libera- mensione corale); una scrittura
il prog astratto del Bestiario della più canonica dark wave, mente ispirata all’opera Satur- verace, che accantonato il post
di Maria Monti (La Sostanza qui affezionata all’industrial dei no Che Divora I Suoi Figli. In hardcore dei dischi precedenti
Dell’Affetto) e i riverberi sintetici NIN nei momenti più concitati quest’album Tommy realizza un si integra in maniera del tutto
del primo Battiato (Domina). Gli (Future Anthem, I’m Nothing) disegno perfetto di tutti i suoi naturale con elementi mutuati
interventi vocali si cristallizzano e alla decadenza sintetica di lati artistici e umani, arrivando dall’hip hop (Mercurio Cromo,
in un’impostazione accademica, Depeche Mode (Fade Away) a mettersi totalmente a nudo in il timido rappato all’interno di
empaticamente distante. Diario e Clan Of Xymox (Silence) in Voci e Ossa Rotte. Ore Piccole), regalandoci nove
dai risvolti seducenti ma rigido. quelli più notturni. MATTEO DA FERMO brucianti episodi di ordinario
MAURO FENOGLIO ANTONIO BELMONTE 80/100 disagio urbano.
65/100 70/100 STEFANO D’ELIA
75/100

PERTURBAZIONE (DIS)AMORE
ALA BIANCA

2003, una neonata s’addormenta fra le braccia del papà sulle del narratore Tommaso Cerasuolo ritrova quella fresca anarchia
note di Agosto. Ne sono passati di anni da allora. Per lei (ora degli esordi, tornando a disegnare piccoli scarti emotivi, senza
maggiorenne) e per i quattro Perturbazione. Un bel pezzo di vita. cercare alchimie d’effetto. Lo slowcore di Le Spalle Nell’Abbraccio
In mezzo il Festival di Sanremo, una cesura dolorosa, il tentativo e la lievità beatlesiana di Mostrami Una Donna per l’ascesa. I
(complicato) di seguire nuove strade, per arrivare qui, quasi in Death Cab For Cutie di Chi Conosci Davvero e le parole non dette
circolo. Con l’idea (forse folle, per un mondo affamato di presente di Silenzio per le prime brume del dubbio. La felicità ebbra di Taxi
istantaneo) di un concept in 23 canzoni. Il tema è la parabola Taxi e la coralità di Lasciarsi A Metà, con l’inevitabilità di Smiths
del rapporto fra due persone qualsiasi. Innamoramento, estasi, e Cure, per i saliscendi dell’indecisione. L’ombra dei National di
dubbio, separazione e solitudine. Due cuori anonimi che diventano Conta Su Di Me introduce al diario di Io Mi Domando Se Eravamo
simbolo di tutte quelle ispirazioni (musicali e non), chiamate Noi, per sciogliersi nell’intimità di Le Assenze. Chissà quale delle
qui a raccolta per creare la cassetta mista definitiva. Dove Dalla 23 sceglierà la diciottenne per la sua prossima playlist. A noi basta
e Vecchioni stanno insieme a Morrissey e i Cursive, Rohmer con sapere che: “in qualche luogo che non esiste le nostre canzoni
Buzzati. Per tornare a fare ciò che (da sempre) si sa fare meglio: risuonano ancora”. Mai come adesso.
accarezzare le piccole cose della vita, negli spiragli fra grandi gioie MAURO FENOGLIO
e dolori profondi. Dove una canzone pop diventa preziosa. La voce 82/100
RUMOREMAG.COM | 83

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TREECOLORE IN BREVE GIUGNO 2020

ESC FLAME PARADE GEDDO HVSBAND


ARGONAUTA COSMIC GATHERING FRATELLI APART
AUTOPRODUZIONE MATERIALI SONORI AUTOPRODUZIONE MORE LETTERS

Quello di C’è un’idea Un disco Primo


questo gio- di fondo che che parla di passo sulla
vane artista porta oltre amicizia e lunga di-
romano è il semplice fratellanza, stanza per il
un pop leg- new folk. condito di nuovo pro-
gero come Gli arran- storie di getto dell’ex
una brezza giamenti vita di tutti Buzz Aldrin
marzolina, cinematici i giorni in Gianloren-
che però viene subito spazzata dei cinque ragazzi toscani am- cui i personaggi si confrontano, zo De Sanctis che per l’occasio-
via da un acquazzone improv- pliano verso un suono lounge scoprendo così i punti di contat- ne fa tutto da solo, annegando
viso; brani che dicono poco, ma folk, ricavato anche dalle ultime to e le differenze che ci rendono tra sintetizzatori e chitarre un
che a tratti lo fanno bene (Sul infatuazioni di Alex Turner, sia unici. Geddo è un cantautore suono di estrazione darkeggian-
Portone, Normale), sempre se sponda Arctic Monkeys che The ruspante, che attraverso un folk te per farlo riemergere in un
il proprio concetto di canzone Last Shadow Puppets. Esiste la rock ricco di venature blues (Su formato che travalica i generi,
d’autore comprende le produ- matrice più classica, sia chiaro, La Testa) ci comunica un gran- tra ritmi in levare, distensioni
zioni di Luca Di Risio e Alex ma la si manipola, la si impre- de senso di positività e di strari- pop e beat per il dancefloor. In
Britti. Tanto sentimento, poche ziosisce per evitare di sembrare pante vitalità (Come Un Pazzo, una collezione di dischi divisa
idee, qualche spunto interes- l’ennesima noiosa copia di Mu- Fino All’Alba). per generi lo rubricherei tra
sante (Giulio). mford & Sons. STEFANO D’ELIA la discografia DFA e la Grace
STEFANO D’ELIA NICHOLAS DAVID ALTEA 63/100 Jones di Living My Life.
50/100 73/100 ARTURO COMPAGNON
67/100

I SALICI ISKRA LIBET TOMMASO MANTELLI


THE EYES OF THE CONTROCORRENTE IL PRIMO RITRATTO 9 USELESS TUNES
UNCONSCIOUS RIOT AUTOPRODUZIONE AUTOPRODUZIONE SHYREC
LIZARD
Registrato Pregevole Nove inutili
Il voca- in Bulgaria connubio melodie, va
bolario insieme tra canzone di under-
ad ampio ad alcuni d’autore statement
raggio ma- musicisti notturna e il titolo,
turato dalla del posto, fumosa ed in questo
band friula- l’esordio elettronica conciso
na sulle rive di questo IDM, l’al- album di
dell’Isonzo musicista siciliano va inserito bum d’esordio di questo duo canzoni per sole voce e chitar-
ha regole tutte sue: piglio folk sotto la voce di un pop rock a piemontese annovera alcuni ra acustica, che il musicista e
quasi combat a tratti, altrove tratti gradevole (Non Fermarti), episodi davvero notevoli (Stasi, produttore veneto (già Captain
più bandistico, altrove tribale, ma tutto sommato inoffensivo. Sospetto), tracce in cui i La Crus Mantell) ha registrato la scorsa
con una espansività e certe co- Nove brani privi di scossoni, in finiscono per flirtare con Burial. estate nel suo Lesder Studio
loriture, le chitarre ad esempio, cui l’autore esprime il suo punto Tra beat irregolari e ossessivi e sulle rive del Piave. All’insegna
che non si possono non dire psi- di vista riguardante politica e testi enigmatici, i Libet disegna- di un solido cantautorato rock
chedeliche. Una bestia strana, società in maniera scontata e no alienanti panorami urbani filtrato da una sensibilità anni
dei Bellowhead con in mente priva della dovuta incisività (Bel in cui è bello perdersi (Dashi, 90 – il grunge su tutto – che
i Gong, talvolta dispersivi ma Paese, Spalle Al Muro). L’Indirizzo Sbagliato). però non diventa mai troppo
più spesso narratori di storie STEFANO D’ELIA STEFANO D’ELIA ingombrante.
avvincenti. 52/100 70/100 ALESSANDRO BESSELVA AVERAME
ALESSANDRO BESSELVA AVERAME 70/100
70/100

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SUONA ANCORA
IL MEGLIO
DEI MESI PASSATI

THE MILLS MOSCOW PATTONI


CERISE COWARD OCEANO, ORA
OVERDUB 1Q84/COYPU VINA RECORDS

Giusto il È un mono- Lo sfrenato


tempo di lite sonoro intimismo
un anno questo mini da cameret-
per formare album dei ta contenu-
una band, Moscow. to in questi
riordinare Asciutto pezzi è lo
le idee e come se stesso che
appron- fosse stato abbiamo
tare a suon di sferzate rock un privato di tutti gli inutili e arzi- imparato a conoscere nell’ul-
“esorcismo ai propri demoni gogolati ornamenti. Noise es- timo lustro, tuttavia Pattoni in LORENZO SENNI
personali”. Sette sberle sonore, senziale, con deliri post core. Ci alcuni momenti riesce a solle- SCACCO MATTO
grezzotte ma ficcanti, deriva- senti Washington D.C. – anche vare la testa dalla ressa degli WARP
tive ma accattivanti, che tanto se arrivano da Vicenza – ed aspiranti Brunori e a respirare
profumano di venerdì sera in emerge un’idea di rottura dove un po’. Bastano i primi tre brani L’ennesimo gancio per un
sala prove a rockeggiare tra il cantato sciamanico e malefico per capire che questo ragazzo ha futuro che si preannuncia
lattine di birra, sigarette e po- porta a Postmodern Result. la capacità di scrivere canzoni pieno di possibilità, per uno
ster dei Jet e Datsuns lì pronti Credere in Jesus (Lizard) e la in grado di restare impresse con dei più lucidi pensatori del
a suggerire accordi dalle pareti Touch And Go come punto di la loro disarmante dolcezza. nostro presente.
(Eyes, Cerise). riferimento e gridarlo. Solidi. STEFANO D’ELIA
ANTONIO BELMONTE NICHOLAS DAVID ALTEA 65/100
65/100 78/100

RÉCLAME RODO SLOWGREE


VOCI DI CORRIDOIO CALMA APPARENTE FROM MY PAST
GIUNGLA DISCHI MARSIGLIA BACKLIGHT RECORDING

Pop ba- Un folk In ciascuno


rocco e rock che si di questi
multiforme, tinge di pop otto episodi
capace di e un timbro di natura
muoversi personale elettronica
con disin- dall’indole minimale
voltura tra soul che e speri-
l’eleganza fanno ben mentale,
dei Blue Nile e le atmosfere do- sperare. L’esordio di Antonio il produttore torinese esplora
lenti e ossessive di Matt Elliott Rodo spicca per scrittura e tem- altrettanti scenari, quasi pro- BLACK RAINBOWS
(Notte D’Inverno), senza di- peramento. Testi poetici, ispi- vando a raccontare delle storie COSMIC RITUAL SUPERTRIP
sdegnare la migliore tradizione rati e un clima rarefatto, sono la attraverso le sonorità e le so- HEAVY PSYCH SOUNDS
italiana. Chiudendo gli occhi costante di un lavoro omogeneo luzioni utilizzate. Il gelo alieno
sembra di ascoltare la voce del ma mai monocromatico. Con il di BB2be Me oppure il surreale I Black Rainbows sono un
compianto Mango in Fra Le nostro, alla voce, tastiere e chi- incedere swingante di Pantera tipo di gruppo raro, che rie-
Braccia Di Un’Altra, ma è solo tarre arpeggiate, ci sono Loren- ne sono efficaci esempi, fino sce sempre a fare un nuovo
una delle tante suggestioni in zo Poggi all’elettrica e Giovanni ad approdare alle dissonanze album migliore del prece-
cui ci si può imbattere in que- Stimamiglio al basso e batteria. su tappeti glitch di Memory’s dente.
sto ottimo esordio. BARBARA SANTI House.
STEFANO D’ELIA 70/100 GIORGIO VALLETTA
70/100 68/100

SOUNDSCAPE’S TŌRU TURENNE


ACTIVITY DOMANI TENDER HEART
THE WAR OF THE WORLDS PULP DISCHI FROM THE LAGOON
FONOARTE/REVENGE FUNCLAB
Accantonati
Tra jazz, i suoi I Fiori Il brano
ambient, Di Hiro- che intitola
elettronica shima Elia il primo
e fusion, il Vitarelli si album del
terzo album sceglie un produttore
del trio nickname veneziano
(Marcello che am- è rappre-
Malatesta, micca a Murakami e battezza sentativo
Marco Di Battista e Roberto il suo primo progetto solista della sua interpretazione sur- BOLOGNA VIOLENTA
Zechini), incentrato sul dialogo all’insegna della solitudine come reale ma efficace del moderno BANCAROTTA MORALE
OVERDRIVE/DISCHI BER-
tra synth e pianoforte, omaggia “forma di resistenza al presen- suono house. Infusa di sincera VISTI/TRUE BYPASS
la storica invasione degli alieni te”: cantautorato, elettronica sensibilità deep – vedi la torri-
messa in scena da Orson Welles e carezze acustiche riescono a da Jack-Up – e inattesi tocchi Pillole schizofreniche
alla radio, nel 1938, ingloban- flirtare soffusamente senza però R&B, come nel vocal che si di grind hardcore
done alcuni frammenti con negarsi provvidenziali momenti sovrappone alla chitarra filtrata convivono con una
interessanti risultati. Anche se di più ampio respiro orchestrale della stravagante I’m Talking dimensione ambient/
a tratti la suggestione prende il (A Testa Bassa, L’Aquilone, Il To U. Cerebrale e godibile neoclassica, tra violino,
sopravvento sulla forma e certe Vento). anche nell’assenza di club in cui
batteria, harmonium e
soluzioni ritmico/elettroniche ANTONIO BELMONTE poterlo ballare.
campionamenti.
paiono un poco datate. 68/100 GIORGIO VALLETTA
ALESSANDRO BESSELVA AVERAME 78/100
60/100 RUMOREMAG.COM | 85

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BIBIO JAMES BLAKE
SLEEP ON THE WING YOU’RE TOO PRECIOUS
WARP POLYDOR

Il Bibio Molte delle


che imma- cose miglio-
giniamo ri nella car-
vagare per riera ormai
le strade di ultradecen-
campagna nale dell’ar-
delle sue tista inglese
Midlands sono state
(titoli come The Milkyway Over pubblicate su singolo. È il caso
Ratlinghope rendono l’idea?), di questa ballata romantica
registratore in mano e capelli ma ricca in soluzioni sonore
al vento. Mezz’ora di musica, in innovative, composta insieme a
un EP quasi tutto strumentale Dominic Maker dei Mount Kim-
fatto di arpeggi folk acustici, bie. Fra loop vocali atmosferici,
archi, piccoli tocchi elettronici nacchere digitali e un elegante
e appunto field recordings. cambio armonico nel finale, un

JAMIE XX
Escapismo rurale: chi non ci ha gioiello di understatement nel
pensato almeno una volta, negli suo insinuarsi inesorabilmente.
ultimi mesi? GIORGIO VALLETTA
ANDREA POMINI 83/100
71/100

IDONTKNOW COMA BERENICES DIRTY PROJECTORS


YOUNG TURKS
ARCHETYPE WINDOWS OPEN
LUMACA DISCHI DOMINO

Sono passati cinque anni da In Colour, Sei com- La band


e per James Thomas Smith questa è la posizioni newyorkese
prima traccia solista pubblicata da al- semiacusti- torna con
lora. Certo, in mezzo c’è stato il lavoro che che si un nuovo
come parte degli xx per I See You, ma è muovono lavoro,
impossibile non notare una nuova evolu- a cavallo quattro
zione sonora, in un brano che prescinde tra genti- tracce
dalle consuete logiche del dancefloor. lezze post stravaganti
Per una banale questione di BPM – Idon- rock e reminiscenze prog, sulle nella loro leggerezza e articolate
tknow si apre con un breakbeat ricco di ornamenti percussivi quali queste musiciste cam- nella loro semplicità, che sposta
prima di singhiozzare ed esplodere in un impetuoso incedere a pane adagiano con maestria ulteriormente le coordinate
160 battiti al minuto -, ma anche per la perizia nel combinare fi- delle avvolgenti melodie (Silent delle più recenti produzioni del
sicità e la sua riconoscibile cifra emotiva, in un risultato che rag- Days, Riyad). Sono brani questi combo, intingendo gli strumenti
giunge un impossibile equilibrio fra minimalismo e massimali- impregnati di amabili sapori acustici indie pop in un imma-
smo.Alla follia contribuisce anche lo spettacolare video one shot jazzy, dotati di un piacevole ginario folk dalle sfumature jazz
girato a Belfast nella prima notte del lockdown, protagonista la brio e capaci far viaggiare con e classiche. Un capitolo breve e
coreografa irlandese Oona Doherty. Un ottimo ritorno. la fantasia, verso un mondo luminoso, che aggiunge un colo-
GIORGIO VALLETTA verdeggiante e brulicante di vita rato tassello alla produzione di
90/100 e profumi. Dave, Maia e soci.
STEFANO D’ELIA DORIANA TOZZI
72/100 70/100

DJ GRUFF DO NOTHING ENABLERS GIA FORD


I MIGLIORI PENSIERI ZERO DOLLAR BILL PIGEON DIARIES MURDER IN THE DARK
AUTOPRODUZIONE EXACT TRUTH EXILE ON MAINSTREAM DIRTY HIT

Un progetto Il decaden- Per sem- Il secondo


ambizioso tismo post plificare li EP dell’arti-
e corale, punk si è ri- chiamerò sta di Shef-
che tradisce appropriato post psiche- field doveva
un’umanità della Gran delici. Gli essere a
sorpren- Bretagna Enablers tema lesbo
dente. Così in modo hanno fatto vampiresco.
come la deciso. Qui questo Finisce
risposta: Gruff, stuzzicato dalle siamo a Nottingham, dai Do esperimento: hanno mixato invece per abbracciare in modo
parole di Dario Fichera, medico Nothing, che si differenziano parti musicali registrate in varie più ampio un’oscurità vellutata.
che in tempi di Covid non si prendendo qualche deviazione parti del mondo, un miscuglio I sei pezzi e tre interludi che lo
è risparmiato, ha lanciato un meno ruvida. New Life gode di ambient e free jazz, lavo- compongono si muovono felpati
appello cui hanno risposto 200 dell’alternanza vocale di uno rando in un secondo tempo su fra bassi slappati, funk bianco
artisti. Il disco esce a singoli, spoken word che declina verso ritmiche diluite e parti vocali micione e incursioni di sax. Il
questo è il primo e omonimo, e un Julian Casablancas post recitate. La mini suite che ne neo soul tutto lustrini di Diz-
vede coinvolti tra gli altri Cle- punk. In Lebron James ripe- risulta è questo Pigeon Diares, ziness e i profumi Sade di You
mentino, Oyoshe, Militant A, scano le ritmiche dal punk funk sensazioni atmosferiche can- And I sfoggiano tinte noir con
Petra Magoni, Gianluca Petrella degli LCD Soundsystem. Questa gianti di realtà inafferrabili. convincente disinvoltura.
e Roberto Chiga. Nottingham sembra New York e Incredibilmente non annoia. MAURO FENOGLIO
BARBARA SANTI suona da dio. CLAUDIO SORGE 69/100
75/100 NICHOLAS DAVID ALTEA 75/100
79/100
86 | RUMOREMAG.COM

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SINGOLARE LA LUNGHEZZA NON È TUTTO GIUGNO 2020

GIOVENTÙ BRUCIATA GRAND PAX INDIA JORDAN KITCHEN PEOPLE


QUARTERED PWR FOR YOU PLANET PERTH
LAMETTE/GI-KILL!/MASTI- BLUE FLOWERS/PIAS LOCAL ACTION WARTTMANN INC.
CE/ROCKOUT FASCISM
Il sound A un anno Nella ge-
Nel primo “notturno e dall’ottimo ografia
hc italiano malinconi- biglietto del punk
la voce co” londi- da visita di australiano
era uno nese della DNT STP i gruppi più
strumento ragazza ha MY LV, il grezzi si
confuso ottenuto nuovo EP ammassano
nel caos. apprez- ribadisce sulla costa
Il gruppo zamenti fuori e dentro l’isola l’orgoglio queer dell’artista del occidentale. A Perth prendono
di Formia, che da lì proviene, britannica, questo EP sublima Nordest inglese (Doncaster) vita nuove forme hardcore e da
invece fa la voce grossa, cat- le atmosfere dei singoli Comet attraverso un’interpretazio- lì arrivano anche i KP col loro
tiva, tanto quanto la chitarra e Bunk e li tinge di downtempo ne sempre più personale dei synth punk isterico che non di-
metallica taglientissima e la e melodie pop delicate. La title linguaggi house, techno e mentica la centralità della me-
sezione ritmica spiritata. L’EP è track condensa tutto al meglio, drum’n’bass e nell’abbandono lodia. Prendiamo la contagiosa
dedicato al compianto Roberto settando la rotta per un ottimo alla conseguente estasi. Passan- Hunger Pains dove i ragazzi
Perciballi dei Bloody Riot che equilibrio che costringe ad do con naturalezza dalle sug- aprono tutto e smarmellano
ha contribuito al testo di IX attenzionare Grand Pax, aspet- gestioni Orbital della frenetica alla grande. O la più lenta e
Cerchio: una lucida critica della tando un album che testimoni title track alla contagiosa sintesi articolata Planet Perth, forte
scenetta alternativa. Hardcore questo talento. di Dear Nan King. di un basso che si muove con
per imbianchini che leggono FERNANDO RENNIS GIORGIO VALLETTA sinuosità robotica.
Pasolini. 72/100 84/100 MANUEL GRAZIANI
MANUEL GRAZIANI 75/100
72/100
LAMPREDA MERCURY BOYS NAVA NINA SIMMONS
& NAUTILUS FRANK RETURN TO CINDERS SARABE MADERA NEGRA
KAVA KAVA WCYT NETTWERK SALGARI
BIODIVERSITÀ
Ci sono Nato Vibrazioni
I due Tim Aar- dall’incon- al gusto di
musicisti boden dei tro iniziale cumbia, per
fiorentini, Supersonic fra la can- questo dop-
rispettiva- Blues e Guy tante ira- pio debutto
mente per- Tavares, niana Nava torinese:
cussionista ex Orange Golchini e il dell’etichet-
e manipola- Sunshine e produttore ta, e di un
tore di suoni guru della psichedelia heavy lo- e arrangiatore Francesco Fugaz- duo di produttori che unisce
elettronici, uniscono strutture fi, nei Mercury Boys. Una nuova za, il quartetto milanese giunge elettronica da un lato (Davide
minimali e suggestioni tribali formazione ultra underground, al secondo EP con un suono Vizio), clarinetti e sax dall’altro
nei cinque episodi di questo ma con un gusto per la registra- internazionale contemporaneo (Jacopo Albini). Sinuose e not-
mini album, intitolato a una zione analogica lo-fi, in grado e dichiaratamente affine ad turne, le quattro tracce hanno il
bevanda cerimoniale dalle pro- di restituire l’ingenua grezzezza artisti come Arca e Apparat. Il merito di lavorare su suggestio-
prietà rilassanti e ansiolitiche. del vero rock underground, risultato è complessivamente ni e conoscenza, evitando scor-
Fra dilatazioni di gusto ambient tra primitivo 70’s hard e punk. convincente, pur passando dalle ciatoie banali e viaggiando bene
e ricorrenti allucinazioni, il Quattro brani abrasivi e sfolgo- rifrazioni IDM dell’inaugurale su tempi sia bassi e cadenzati,
viaggio – pur senza guizzi par- ranti, tra cui la cover degli MC5 Hold alle meno intriganti tenta- sia più dritti e vivaci.
ticolari - è sufficientemente American Ruse. zioni pop di You. ANDREA POMINI
suggestivo. CLAUDIO SORGE GIORGIO VALLETTA 78/100
GIORGIO VALLETTA 79/100 68/100
63/100

SOL21 TH DA FREAK YONIC SOUTH ZERO PORTRAIT


SIAMO DAVVERO LIBERI? HOLA TODOS TWIX & DIVE PULP
AUTOPRODUZIONE HOWLIN’ BANANA/FLIPPIN’ FREAKS LA TEMPESTA ANTISTANDARD

Piacevoli Dopo un Party band Di dischi


sia i testi sia gran bell’al- definitiva così, in
la musica, bum ma- sin dal Italia, non
anche se linconico, nome, gli è che se ne
non brilla i ragazzi di Yonic South sentano tan-
per origi- Bordeaux bissano tissimi e già
nalità. Tra tornano l’EP dello questa è una
una ballata con quattro scorso anno buona cosa.
che ricorda Walk On The Wild pezzi su vinile 10” che è uno con un altro lavoro di uguale L’EP, l’esordio per questo pro-
Side, virando su un pop sinte- sfaccettato bignami d’indie rock consistenza sotto ogni punto duttore di stanza a Roma, non
tico à la Carboni, accenti funk, infedele. Title track sostenutis- di vista. Si parte con una Rock reinventa la ruota della bass
una scansione melodica e suoni sima troncata di netto, Twisted And Roll Star che getta gli music ma fa bene tutto quello
che trasudano Battiato, ombre tiene l’adrenalina a mille con Oasis dentro Psychocandy e si che deve fare: i cinque episodi
wave e ritmi in levare, scorrono quell’inconfondibile impronta chiude con un tributo a Steven musicali funzionano, benone
sei brani dai quali però non Cloud Nothings, Fear sempre Gerrard, con tanto di campio- l’opener Wanfa e ancora meglio
traspare ancora un’identità ben sostenuta ma dilatata e con namento del saluto alla Kop da Fauna, con Enzo Agronomist
definita. Le idee non sono molto un ritornello più arioso d’una parte del leggendario capitano (già Smania Uaglions) nell’u-
chiare, ma è solo il secondo EP. scoreggia, per concludere nel del Liverpool. In mezzo è tutto nico pezzo con voce. Battesimo
BARBARA SANTI delirio sperimental Beckamorto garage punk surfeggiante, tra riuscito.
60/100 di Bumfuzzle. Cramps e Black Lips. DAVIDE AGAZZI
MANUEL GRAZIANI ARTURO COMPAGNONI 70/100
77/100 78/100
RUMOREMAG.COM | 87

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FLASHBACK THE BLUE NILE

THE BLUE NILE

LE LUCI DELLA CITTÀ

voce per più di 20 anni. Si conoscono Solitudini grigie che si muovono in un


all’università di Glasgow. Buchanan quadro di Hopper, sotto le luci della città,
studia letteratura, l’ombroso amico di nelle sue stazioni ferroviarie, nel traffico
sempre Paul Joseph Moore elettronica, che corre distratto nella notte. L’America
Robert Bell matematica. Il loro non sarà a quel punto diventa realtà. Buchanan si
mai semplice catalogo di canzoni, ma perde a Los Angeles in una storia (andata
colonna sonora sentimentale moderna. a male) con Rosanna Arquette. Peace
La loro incapacità di stare alle regole At Last, con i suoi saliscendi umorali,
del gioco dell’industria musicale li è il documento di una band al bivio.
trasformerà in culto e ne determinerà Il ritorno a Glasgow (otto anni dopo)
la disfatta. Negli anni, il produttore passa dalla rottura del contratto con
fidato Calum Malcom, nel suo studio la Warner e l’addio alle ambizioni. Gli
di proprietà, il Castlesound, garantirà amici Buchanan e Moore non si parlano
la giusta dilatazione dei tempi creativi. più. High è l’epilogo. Riannoda tutta la
Produrranno quattro dischi dal 1983 al loro storia, fra matematica e cuore. Le
2004, finiti quasi per inerzia, con lunghe luci della città in copertina e il 99 Otago
pause in mezzo. Il primo è puro futurismo Street Building, dove i tre provavano agli
THE BLUE NILE emozionale, con in testa le percussioni inizi, ritratto all’interno. Arriva al decimo
HIGH di Fear Of Music dei Talking Heads, nel posto delle classifiche inglesi, e subito
CONFETTI
taschino una fotografia dell’America anni dopo Buchanan comunica al manager
50 di Sinatra e il manuale fusion degli lo scioglimento del gruppo. Come per le
“Abbiamo cercato di fare frammenti di
Steely Dan. A Walk Across The Rooftops ristampe dei tre precedenti, anche High
musica, che fossero compassionevoli e viene pubblicato da un’azienda d’impianti esce in versione rimasterizzata, questa
mai autopromozionali. Come quando ti hi-fi (Linn), per testare un loro nuovo volta con quattro inediti del periodo e
prepari ad attraversare la strada proprio modello stereo. Cuore e tecnologia. Sei due remix. “Speri solo che le tue canzoni
nel momento in cui lo fa una persona anni dopo arriva Hats. Ancora oggi, uno risuonino con le emozioni di ciascuno.
anziana. Ti trattieni dall’offrigli aiuto, dei romanzi (in musica pop) definitivi Che si tratti di una star di Hollywood o di
perché sembreresti paternalistico. Vuoi sulla sfera privata della vita urbana. uno che aspetta l’autobus alla fermata”.
solo esser certo che stia bene”. Cosi Piccoli movimenti del cuore disegnati 83/100 DISCO
Paul Buchanan sulle ragioni intime del da tastiere avvolgenti, archi sintetici, 78/100 EXTRA
trio scozzese, a cui ha dato (intensa) drum machine e una voce da pelle d’oca.

DI MAURO FENOGLIO

88 | RUMOREMAG.COM

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RETROPOLIS GIUGNO 2020

AA.VV. CASINO ROYALE CASPAR BRÖTZMANN CPR


TRACCE MAGNETICHE 1997 LIVE AT VOX CLUB MASSAKER CPR / JUST LIKE GRAVITY /
SPITTLE OYEZ! HOME LIVE AT CUESTA COLLEGE /
SOUTHERN LORD LIVE AT THE WILTERN
Il lavoro d’archivio sulla prima Come suonava su palco il più im- BMG
wave italiana prosegue con la portante disco italiano degli ulti- Con Home si chiude la serie delle
pubblicazione di una nuova rac- mi 30 anni? In modo eccellente, ristampe marcate Southern Lord Il secondo degli acronimi che ha
colta targata Spittle (l’etichetta quasi i milanesi vivessero la sta- di Caspar Brötzmann, guitarro- visto protagonista David Crosby
più impegnata su questo fronte). gione di CRX in stato di grazia. E rist tedesco, figlio d’arte, chitar- è quello in cui alla sua C si sono
Tracce Magnetiche si aggiunge ai meglio di quanto ricordassimo, rista di estrazione hendrixiana, aggiunti la P di Jeff Pevar e la R
tanti dischi pubblicati di recente noi e pure loro, stando ai racconti attento alle avanguardie noise del figlio, ritrovato dopo decen-
che ricompongono pezzo dopo di un tour travagliatissimo. Disco europee. Home raccoglie ri- ni, James Raymond. Quella che
pezzo il puzzle di una delle scene quasi tutto in scaletta con il resto letture di brani pubblicati in inizialmente sembrava essere
più fertili tra quelle che hanno a uscire da Sempre Più Vicini in precedenza su The Tribe (1988) solo una buona storia strappa-
animato l’underground italia- un groove che sorprende ancora e Black Axis (1995), tracce che lacrime di redenzione e affetti
no. Lo confermano i 16 brani di per le soluzioni nei momenti volle riproporre dopo averle affi- recuperati si è invece rivelata
questo doppio album che sonda meno immediati: le onomatopee nate (alcune sensibilmente varia- una delle parentesi più interes-
il triennio ‘82/’84 e recupera verbali e sonore di In Picchiata, te nell’assetto) per cinque anni santi nella carriera irregolare del
titoli di nomi noti (Blaue Reiter, magari, o i suoni ancora più pieni e più dal vivo. Qui i partner in più irregolare dei californiani.
Nadja) affiancati da pepite come di Hi-Fi. Il rischio è di considera- noise di Brötzmann, il batterista Prodromi non vicinissimi alla
A Sickness Called Distress dei re questo live (solo in streaming) Danny Lommen (Pangemonium, rinascita artistica degli anni re-
Sex, The Age degli U.E.R. e From un documento e basta: solo che Gore) e il bassista Eduardo Del- centi, i due album a nome CPR
Planets To Satellites dei Mono. per assurdo sono i momenti le- gado Lopez, fanno il loro sporco (il debutto omonimo del 1998 e
Pura archeologia, ma di buon li- gati ai suoni del tempo (la d’n’b lavoro, lasciando al protagonista Just Like Gravity del 2001) sono
vello. Se pensate che conoscere la stesa sotto Suona Ancora) a spazio per fiammeggianti ripar- esempi di classic rock dignito-
storia sia importante dimostrate- essere invecchiati peggio. Perché, tenze, come nel caso dell’este- sissimo vagamente permeato di
lo aggiungendo Tracce Magneti- a costo di ripeterci, di qua passa nuante Massaker, brano centrale pulsioni jazz.
che alla vostra collezione. ancora il futuro. di sapore rollinsiano. CARLO BORDONE
LUCA FRAZZI FRANCESCO VIGNANI ANDREA PREVIGNANO 75/78/68/70/100 DISCO
75/100 DISCO 82/100 DISCO 70/100 DISCO ZERO EXTRA
ZERO EXTRA ZERO EXTRA ZERO EXTRA

DEPECHE MODE DIAMANDA GALÁS RORY GALLAGHER KURSAAL FLYERS


VIOLATOR - THE 12” SINGLES THE LITANIES OF SATAN CHECK SHIRT WIZARD LIVE IN ‘77 LITTLE DOES SHE KNOW
SONY INTRAVENAL SOUND OPERATIONS UNIVERSAL MUSIC ITALIA THE COMPLETE RECORDINGS
CHERRY RED
La classe (o lo snobismo?): Il corpo fisico, e quello vocale, Pochi giri di parole: Rory
mentre per gli altri c’è sempre erano un tutt’uno nella “guerra Gallagher è stato uno dei più Il giro pub rock inglese del
un buon motivo per tour cele- estetica” della prima Galás. Lo grandi chitarristi della storia. “Delta del Tamigi” di metà anni
brativi dei dieci anni di carriera shock come necessario e inevi- Amava in modo viscerale il 70 aveva come fari i Dr. Feel-
ed edizioni deluxe per il quarto tabile strumento per condurre blues e la sua chitarra, una good, Eddie & The Hot Rods e i
anniversario del disco X, i De- a coscienza e liberare (oltre Fender Stratocaster, da cui non meno conosciuti Kursaal Flyers.
peche Mode non hanno annun- che liberarsi), mutuato sia da si separò per tutta la sua vita. Questi si distinguevano per un
ciato nemmeno una festicciola a Antonin Artaud sia dal Living Era un artista unico, capace sound più vicino al country rock
casa per i 40 anni di carriera né Theatre. Quì è tragedia nell’ac- di spaziare dal blues all’hard statunitense stile Gram Parsons,
per i 30 del loro album più si- cezione più greca del termine, rock, dal folk al jazz. Un uomo Byrds e Flying Burrito Brothers
gnificativo, che cadono entram- non a caso va letto in accordo schivo, umile, lontano dalle lu- e sono un classico esempio di
bi nel 2020. Sembra quindi che con l’omonimo su Metalan- singhe del music business. Per one hit wonder, noti solo per il
per il compleanno di Violator, guage, lo specchio e il doppio lui contava solo suonare dal singolo Little Does She Know del
uscito a marzo del 1990, ci si scagliati con estrema e radicale vivo e il contatto col pubblico. 1976 (un pezzo da Top 20). Que-
dovrà accontentare della nuova forza nel solo ausilio di voce ed Ed è nella dimensione live che sto box raccoglie i tre album in
uscita della serie di cofanetti effetti dodecafonico/industriali viene fuori il suo straordinario studio della band e uno dal vivo,
che raccolgono tutti i singoli di (da requiem ligetiano). Satan è talento. Lo testimonia que- con l’aggiunta di una session ra-
ciascun album. Brani leggenda- archetipo romantico, baudelai- sto doppio CD (e triplo LP), diofonica. Un buon documento
ri, audio di alta qualità, packa- reiano appunto, simbolo dell’in- registrato nel 1977 durante storico, sebbene più adatto a un
ging da collezionisti, b-sides, compreso, del reietto (perché un tour nel Regno Unito: una target di completisti che non a
remix e per il resto, in attesa dei malato, si veda la lotta contro scaletta di 20 brani infuocati, chi è in cerca di emozioni ruvide.
prossimi box (o di qualche sor- l’AIDS), dell’emarginato, che con materiale tratto perlopiù Curiosità: Graeme Douglas (chi-
presa last minute), “godiamoci malgrado tutto combatte eroi- da Calling Card e Against The tarra) entrò poi, nel ’76, negli
il silenzio”. camente per il diritto a esistere. Grain, che è il periodo meno Eddie & The Hot Rods in cerca
LETIZIA BOGNANNI STEFANO MORELLI documentato di Rory. di sonorità più dure.
90/100 DISCO 90/100 DISCO GABRIELE BARONE ANDREA VALENTINI
ZERO EXTRA ZERO EXTRA 80/100 DISCO 68/100 DISCHI
ZERO EXTRA 68/100 EXTRA
RUMOREMAG.COM | 89

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RETROPOLIS GIUGNO 2020

LYRES EGISTO MACCHI MOBB DEEP NIGHTMARES ON WAX


LIVE AT THE RAT 1980 SUD E MAGIA THE INFAMOUS - 25TH ANNIVER- SMOKERS DELIGHT
CRYPT SOAVE/CINEDELIC SARY EXPANDED EDITION WARP
RCA
Forse il miglior live nella sto- Che certi lavori di De Martino Se molto trip hop è stato accu-
ria dei Lyres. Registrato nel e Carpitella siano, a distanza Un disco di culto assoluto per sato di aver fatto tappezzeria,
settembre del 1980 al Rat di di 60 anni, tuttora ispirazione tutti gli appassionati di rap – questa ristampa deluxe dimostra
Boston in pieno periodo punk, per la musica sperimentale compresa una parte delle ultime che la manifattura era buona. O
Live At The Rat è il frutto della contemporanea lo dimostrano generazioni – rivive di nuovo si trattava di chill out? Probabile.
scoperta nel 2017 di un nastro dischi di recente pubblicazione dopo la pubblicazione, nel 2014, Comunque rilassato ed emble-
live dimenticato nell’archivio di come Tarantismo: Odyssey degli inediti estratti dalle sessioni matico per la beatitudine ganja
Erik Lindgren. Oltre all’isterico Of An Italian Ritual e Nel Sud originarie. Stavolta ci sono tre quanto per il doposole balearico,
Jeff Connolly, nei Lyres che di Mai Mai Mai. Quest’ultimo bonus track e due strumentali un trip è. Valanga di campio-
hanno appena cambiato mo- aveva utilizzato per il suo lavoro in più. La sostanza non cambia namenti (il Trivial Pursuit dei
nicker - prima si chiamavano parti del documentario Sud E perché, senza timori, va detto nerd musicofili) incastonati tra
DMZ - ci sono Peter Greenberg, Magia di Gianfranco Mingozzi che questo è un capolavoro del hip hop pigro, dub e vangelo
Mike Lewis e Howie Ferguson (1978, ispirato all’omonimo rap. Le cronache di strada scritte downtempo. Ma anche al fianco
(ex Real Kids). 14 brani tra 60’s libro del 1959), il cui commento nel 1994 da due ventenni del di soul, acid jazz e sample voca-
garage, punk, R&B, come mai sonoro era stato affidato a Egi- Queensbridge impressionano e li. Tra i classici del tempo: Air
li avevamo ascoltati prima (da sto Macchi. Nelle tracce sinora coinvolgono ancora, anche per (Pipes Honour), Massive Attack
Louie Louie a Mighty Idy, da inedite e riportate alla luce da i beat tanto essenziali quanto ((Man) Tha Journey) e Portishe-
Dirty Robber a Don’t Tread On Soave Macchi, manipolando tesi. Senza contare il livello dei ad. Questi ultimi evocati nell’an-
Me). Un registratore a una trac- vibrafoni, aerofoni, violoncello featuring: da Big Noyd e Nas, cora bellissima Nights Introlude,
cia con un microfono in mezzo e piano riesce a rievocare piena- compagni di quartiere, al colosso proposta anche dal vivo tra le
al pubblico: Tim Warren della mente le suggestioni demar- Q-Tip fino ai due Wu-Tang, Gho- bonus track. Vinile colorato,
Crypt ci ha costruito sopra un tiniane, consegnando ai sensi stface Killah e Raekwon. E poi, sì, nuovo artwork e nuova speranza:
piccolo impero con registrazioni degli appassionati e dei profani c’è Shook Ones, Pt. II, una delle che una Summer of Love ci stia
del genere, e i Lyres sono la sua interessati al tema un disco cui canzoni rap per eccellenza, che aspettando da qualche parte.
più eccitante scoperta. dedicare la propria attenzione. ha segnato la storia del genere. MAURIZIO BLATTO
CLAUDIO SORGE MARCO PECORARI LUCA GRICINELLA 75/100 DISCO
80/100 DISCO 79/100 DISCO 90/100 DISCO 70/100 EXTRA
ZERO EXTRA ZERO EXTRA 60/100 EXTRA

HOW SWEET TO
BE AN IDIOT
GRAPEFRUIT NEIL INNES
Una volta chiusa l’esperienza della Bonzo Dog Band, Neil Innes si era title track scippata un paio di decenni dopo dagli Oasis per costruirci
messo in testa di scrivere delle “vere canzoni”. Non che quelle affidate la loro Whatever e qui presente in due versioni, con arrangiamento
alla verve anarchica e stralunata del gruppo nato dall’incontro con orchestrale (album) e per piano e voce (singolo). E non solo lì:
Viv Stanshall non lo fossero (difficile contestare l’immediatezza pop accompagnato da comprimari di lusso - un funambolico Ollie Halsall
di una I’m The Urban Spaceman), ma la fama di umorista prestato (Patto, Kevin Ayers) a chitarra e organo, le batterie di Mike Kellie
alla musica – che comunque in seguito gli permetterà di ottenere un (Spooky Tooth e poi The Only Ones) e del veterano folk rock Gerry
discreto successo con i Rutles (in buona parte farina del suo sacco il Conway – Innes inocula quel suo inconfondibile tocco nella musica
loro straordinario canzoniere di falsi beatlesiani) e come componente dei primi ‘70, zigzagando tra cajun, pub rock, r’n’r, ballate, vaudeville
aggiunto dei Monty Python post Flying Circus – iniziava a stargli un (il franglais de L’Amour Perdu), ipotetiche risposte ai Little Feat (la
po’ stretta. “Vere canzoni” che ritroviamo in questo esordio solista dolceamara Topless-A-Go-Go) e una onnipresente vena beatlesiana.
del 1973, a lungo colpevolmente dimenticato e finalmente ristampato Che in Singing A Song Is Easy riesce nella quasi impossibile impresa
con abbondanza di bonus: brani che lasciano comunque filtrare, tra di fondere Lennon e McCartney.
le maglie di una scrittura più canonica ma sempre ricchissima di ALESSANDRO BESSELVA AVERAME
intuizioni, quella inconfondibile, poetica, a tratti malinconica vena 80/100 DISCO
surreale. Evidentissima nell’unico brano un poco noto del lotto, la 80/100 EXTRA

90 | RUMOREMAG.COM

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SUONA ANCORA
IL MEGLIO
DEI MESI PASSATI

ARVO PÄRT REDD KROSS SIGLO XX


WORKS FOR CHOIR RED CROSS EP SIGLO XX
CUGATE CLASSICS (40TH ANNIVERSARY EDITION) ONDERSTROOM
MERGE
Arvo Pärt (1935), gigante della A quasi dieci anni di distanza
classica contemporanea, è noto 14 e 11 anni. Questa è l’età dei dalla prima ristampa, l’etichetta BUZZCOCKS
agli estimatori del minimalismo fratelli McDonald quando for- belga OnderStroom, specializ- SELL YOU EVERYTHING
americano (Steve Reich è un suo mano i Tourist insieme al futuro zata nello scavo della storia del 1991-2014
fervido sostenitore) e di rimbal- Circle Jerks, Greg Hetson. In post punk e della synth wave CHERRY RED
zo ai cultori di quella marca di quel momento la scena hardco- locale, ripropone in vinile Siglo
confine tra jazz, classica e musi- re californiana è dominata dai XX, cassetta risalente al 1981 Un pugno di album agili,
ca d’ambiente ben rappresentata Black Flag che per i McDonald del quintetto di Gent che ebbe freschi e rispettosi del
dalla label tedesca ECM, presso sono un po’ come dei fratelli nei primi ‘80 un momento di passato, e una band decisa
la quale il compositore estone ha maggiori. Nel 1980 una forma- notorietà sulla scia delle prove a riprendere il discorso da
pubblicato buona parte della sua zione ribattezzata Redd Kross (e dei primissimi Cure, dei Section dove era stato bruscamente
produzione dalla metà degli ‘80 che vede Ron Reyes alla batte- 25 e dei Joy Division. Venduta ai interrotto.
a oggi. Ora l’olandese CuGate ria) registra un EP di sei pezzi. concerti e distribuita via posta,
Classics raccoglie e rimasterizza Sono sei minuti che fotografano Siglo XX è diventata oggetto di
i lavori per coro composti tra il in modo ruspante l’urgenza di culto tra i fan di certa cold wave e
1989 e il 1991 ed eseguiti dal Vil- quella gioventù inquieta. Lungi tra i nostalgici di quel post punk
nius Municipal Choir sotto la di- dall’essere il gruppo più origi- fatto di semplici quanto assertive
rezione di Vaclovas Augustinas. nale della scena, i Redd Kross linee di basso, chitarre intinte
La musica liturgica polifonica sapevano già scrivere inni di in- nel flanger e cantati drammatici.
che strega Pärt a partire dagli sofferenza giovanilistica in cui si Come nel 2010, in aggiunta a
anni 70 (Beatitudes, Summa, coglieva l’influenza dei Descen- quei brani due tracce tratte da
Magnificat) si trasforma nelle dents e un dono per la melodia registrazioni demo del periodo.
sue mani in un esercizio di subli- che sarebbe sbocciato nei dischi ANDREA PREVIGNANO
me minimalismo mistico. della maturità. 72/100 DISCO
ANDREA PREVIGNANO DIEGO BALLANI ZERO EXTRA
85/100 DISCO 70/100 DISCO
ZERO EXTRA 80/100 EXTRA

POLE
1/2/3
MUTE/PIAS

Dopo quasi un quarto di


secolo uno spettro ancora si
aggira per i cieli di Düsseld-
orf, lo spettro del dub.
SONIC’S UNWELCOME WINTER
RENDEZVOUS BAND RIFLES INTO DARKNESS
DETROIT TANGO AMMONIA SVART
SVART
Operazione “diamo a Cesa- Nel magma di quella covata
È un fatto che band come gli re quel che è di Cesare” per di band che, a cavallo tra gli
Hellacopters debbano tutto ai Ammonia, attiva ormai da ’80 e i ’90, vennero rubricate
Sonic’s Rendezvous Band. Nella oltre 20 anni e sempre attenta come death metal, i Winter
presentazione di questi indispen- a fotografare le realtà varie di New York occuparono un
sabili Basement Tapes (1976) dei dell’italounderground. Rifles posto particolare. Non avevano
SRVB, Nicke Andersson lo dice è l’album perduto degli Unwel- un’ascendenza heavy metal, ma
chiaramente. Con quel sound e come, caduto nel dimenticatoio crust punk (il loro nome era un
quell’energia detroitiana, fusione dopo varie peripezie. Quello che omaggio agli Amebix). La loro
di soul torrido e pre punk, i ci troviamo ad ascoltare è una visione era totalmente apoca-
Sonic’s furono la più sfortunata decina di brani ben prodotti di littica: la rappresentazione di
e meno conosciuta band della alt rock mixato a ottimo grunge un inverno post nucleare. Il
Grande Detroit degli anni 70. nirvaniano, indie e tocchi groo- sound lento, ossessivo, orribil-
Con loro c’erano Fred Sonic Smi- ve metal. Nulla per cui perdere mente cavernoso, si distaccava
th degli MC5, Scott Asheton degli il sonno, forse anche dal sapore notevolmente dall’esercizio di
Stooges, Gary Rasmussen degli un po’ datato, ma un ascolto che una tecnica heavy metal/thrash
Up e Scott Morgan dei Rationals. scivola via gradevolmente. E (resa solo un po’ più “opaca”) NINA SIMONE
Un supergruppo incendiario, lascia pensare al peso di un’oc- di molte band death. Erano ben FODDER ON MY WINGS
come gli MC5. Detroit Tango è casione sprecata. Ammonia, oltre. Into Darkness fu il loro VERVE
la raccolta definitiva dei SRVB. omaggiando gli Unwelcome, primo e unico disco, diventato
Mette assieme brani originali dei ristampa in contemporanea poi un culto negli anni a venire Più ancora che un disco,
Basement Tapes e live inediti e anche Independent Worm (tra gli adoratori dei Winter: un segmento imprevisto
canzoni indimenticabili come Songs del 2001 e The Swedish Fenriz dei Darkthrone). Li in una grande biografia. Il
Electrophonic Tonic, Step By Files, ossia la prima versione di guidava il mortifero Stephen disperato e cieco desiderio
Step e Dangerous, in un doppio IWS prodotta e mixata da Eskil Clams, ora mastermind dell’av- di essere felici, arrancando
vinile gatefold con foto e note da Lövström. ventura space/death Goden. in un modo diverso.
sballo. ANDREA VALENTINI CLAUDIO SORGE
CLAUDIO SORGE 68/100 DISCO 80/100 DISCO
80/100 DISCO ZERO EXTRA 80/100 EXTRA
ZERO EXTRA RUMOREMAG.COM | 91

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1977
T E S T O D I LU C A F R A Z Z I - F O T O D I E S T H E R F R I E D M A N E B A R R Y P LU M M E R

IGGY POP
A BERLINO
CEMENTO, MACERIE E UN FILM
IN BIANCO E NERO

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RETROPOLIS 1977: IGGY POP A BERLINO T E S T O D I LU C A F R A Z Z I

“NOW I'M LOOKING FOR / THE DUM DUM BOYS


THE WALLS CLOSE IN AND / I NEED SOME NOISE”
DUM DUM BOYS, 1977

L’
di meglio di Berlino, e non da solo. Per la serie “mal
comune mezzo gaudio”, all'entourage di Bowie (lui, la
fedelissima segretaria personale Corinne “Coco” Schwab
e il manager Pat Gibbons) si unisce un altro tossico no
limits, Iggy Pop.
Bowie lo aveva già salvato da morte certa negli anni
di Raw Power prendendolo per i capelli in più di
un'occasione. Nei confronti del collega eroinomane aveva
assunto un atteggiamento paterno: amava il carisma e
la furia cieca di Iggy, ne aveva colto l'unicità e cercava
di incanalarla verso qualcosa di quantomeno fruibile.
Su Raw Power c'era riuscito in parte, con il risultato di
produrre l'album di una band in gabbia. Da quel disco
in poi il legame tra i due resta vivo a fasi alterne. Li lega
11 febbraio del 1976, in occasione della data di Los la musica, ovvio, ma anche l'inquietudine. E la droga,
Angeles del tour di Station To Station all'Englewood cocaina per uno, eroina per l'altro, in quantità industriali.
Forum, David Bowie incontra un suo mito, lo scrittore Due anime in pena che si aiutano a vicenda, si fanno una
inglese Christopher Isherwood, all'epoca settantunenne, promessa e scelgono Berlino per cominciare una nuova
cittadino americano da anni dopo il suo abbandono vita. È il 1976.
dell'Inghilterra in gioventù, e dopo il decennio Sia Low che The Idiot nascono in Francia al Château
trascorso a Berlino tra il 1929 e il 1939, gli anni d'oro D'Hérouville, dintorni di Parigi, tra l'estate e l'autunno
della Repubblica di Weimar. Isherwood, omosessuale del '76. È lì che vengono registrati, cogliendo i segnali
dichiarato, aveva scelto di trasferirsi in Germania di cambiamento che sono nell'aria. Alla fine dell'anno
proprio perché il contesto sociale di quella Berlino, esplode il punk: Sex Pistols, Ramones, a ruota tutti gli
più permessiva e aperta delle altre capitali europee, gli altri. Il terremoto arriva qualche mese dopo, nel '77, ma
consentiva una maggiore libertà, sotto ogni aspetto. È già nel '76 ci sono le avvisaglie di un rinnovamento: in
alla fine di quel decennio che Isherwood scrive il suo classifica spopolano ABBA e Al Stewart, chiaro che c'è
libro Addio A Berlino, oggetto di un amore sfrenato qualcosa che non va. Il rock si è seduto, invecchiato di
da parte di Bowie. In occasione di quell'incontro a Los colpo, la ripartenza passa obbligatoriamente per suoni
Angeles, Isherwood prova a convincerlo del fatto che nuovi.
Berlino non è più quella degli anni 30. Inutilmente.
Bowie ha già deciso: per ripartire e disintossicarsi Molti di quei suoni arrivano proprio dalla Germania, e
dall'uso massiccio di cocaina deve isolarsi in un luogo che non dai corrieri cosmici più rilassati come i Tangerine
sia l'opposto di Londra, Los Angeles o New York. Niente Dream quanto piuttosto dagli esponenti del krautrock

TAG: #isherwood #schoneberg #roquairol #hansa #christianef ONLINE: iggypop.com

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più meccanico: Neu! e soprattutto Kraftwerk. Il futuro rimbalza da un coffee shop a una galleria d'arte, da un
passa per l'elettronica fredda di dischi come Autobahn club a una birreria, senza dimenticarsi di fare la spesa
e Radio-Activity, Bowie e Iggy si calano letteralmente per cucinare qualcosa. Iggy conosce la giovane studente
in quel mondo. Vengono dal passato remoto del rock, di fotografia Esther Friedman, è lei a introdurre lui e
dai favolosi anni 60, ma hanno la fedina penale pulita Bowie alla Berlino alternativa. Tra i due si instaura una
non avendone mai rappresentato gli aspetti deteriori. relazione che durerà nel tempo e porterà Esther a firmare
Alla fine dell'anno si insediano in un appartamento al le copertine di TV Eye 1977 Live e Zombie Birdhouse.
155 di Hauptstrasse nel distretto di Schöneberg, cuore Non lontano da Hauptstrasse c'è il Brücke-Museum,
di Berlino, e scelgono gli studi Hansa a due passi dal che Iggy e Bowie visitano per ammirare i dipinti
Muro per mixare i loro album e pianificare il lavoro che li dell'espressionista tedesco Erich Heckel, in particolare
porterà a “Heroes” e Lust For Life. È l'inizio dell'epopea un quadro, Roquairol, che ritrae un uomo in una posa
berlinese di David Jones e James Osterberg. innaturale e che ispirerà le copertine di The Idiot e
“Heroes”. Ne sono talmente affascinati che arrivano a
I due soci scelgono di vivere la “quotidianità” di Berlino comprare i diritti per utilizzare l'immagine e farne la
e parzialmente ci riescono. I reportage di Andrew copertina del disco di Iggy. Alla fine, però, in copertina
Kent, fotografo al seguito di Bowie che poi realizzerà la finirà una foto nella quale è lo stesso Iggy a replicare
copertina di Lust For Life, mostrano un duo affiatato che la posa. In quella foto indossa una giacca di Esther,

DIECI PEPITE DELL'IGUANA

1965 1969 1970 1972 1973


IGUANAS THE STOOGES THE STOOGES IGGY AND THE STOOGES IGGY AND THE STOOGES
MONA I WANNA BE LOOSE (TAKE 2) I GOT A RIGHT SHAKE APPEAL
(7”, FORTE) YOUR DOG (FUN HOUSE, ELEKTRA, (FINAL MIX) (RAW POWER/DAVID
(THE STOOGES/JOHN CALE 2013) (I GOT A RIGHT 7”, BOMP!, BOWIE MIX, COLUMBIA/
MIX, ELEKTRA, 2020) 1991, 7”, FORTE) LEGACY, 2010)

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RETROPOLIS 1977: IGGY POP A BERLINO T E S T O D I LU C A F R A Z Z I

ma l'autore dello scatto non è lei, e nemmeno Andy inequivocabilmente “tedeschi”. Lust For Life salva la vita
Kent, come riportato in alcune edizioni del disco. È a Iggy. Lo riporta definitivamente su questo pianeta e se
Bowie, la foto una Polaroid scattata velocemente, senza oggi, alla veneranda età di 73 anni, passa metà del suo
preparazione. tempo a torso nudo, arrampicandosi sugli amplificatori,
molto lo si deve proprio alla cura berlinese del '77.
Quando Ian Curtis viene trovato impiccato nella sua Il tour di fine anno lo riporta negli Stati Uniti e a maggio
casa di Macclesfield, il 18 maggio del 1980, sul piatto del del '78 esce TV Eye 1977 Live (mixato agli Hansa), disco
suo giradischi c'è The Idiot. A questa immagine macabra che consegna agli archivi un anno speciale e un Iggy che,
viene attribuito più di un significato. Operazione inutile: senza perdere l'istinto killer, impara a gestire corpo,
non c'è, un significato, c'è la fredda cronaca la quale dice mente e spirito. A modo suo, ovvio. Poi, come ogni bella
che Ian Curtis prima di uccidersi ha ascoltato quel disco. storia che si rispetti, tutto finisce più o meno in gloria
Fine. L’iconico cantante dei Joy Division, interprete di e l'appartamento al 155 di Hauptstrasse viene liberato,
una visione intima e dolorosa della musica, ha visitato i ognuno per la sua strada: Bowie verso Lodger, Iggy
suoni gelidi di Sister Midnight e Mass Production prima verso dischi nei quali interpreta (bene) sé stesso (New
di appendersi a una rastrelliera. Nessuno ha mai chiesto Values, Soldier, Party, Zombie Birdhouse) senza però
a Iggy Pop che effetto gli faccia saperlo. Inevitabile toccare più i vertici di The Idiot e Lust For Life.
l'accostamento tra due figure apparentemente così
lontane, unite da un tormento che in Curtis ha trovato La letteratura sugli anni berlinesi di Iggy Pop e David
sfogo solo nel suicidio. Bowie è ricca di aneddoti, mitologia spicciola e immagini
Pubblicando The Idiot Iggy si cuce addosso un vestito ambigue. Il look di Bowie che richiama lo stile del Terzo
nuovo, ed è credibile. Insieme a Bowie e all'amico Reich e certe pose interpretate come prese di posizione
comune Lou Reed è l'unico reduce della passata sono cose che riviste oggi non destano più scalpore,
generazione a essere rispettato. Di più: preso a esempio. istantanee di un'epoca ben più lontana dei 43 anni che
The Idiot esce il 18 marzo del '77, a due mesi di distanza ci separano dal '77. Iggy e Bowie, in quegli scatti, sono
da Low, uscito in gennaio. Iggy parte subito dopo in due trentenni calati in un contesto austero e fuori dal
tour con una formazione che vede Ricky Gardiner alla tempo. Si confrontano con un passato scomodo assetati
chitarra, i fratelli Tony e Hunt Sales rispettivamente di storia, cultura e, paradossalmente, rigore. Cocaina,
al basso e alla batteria e lo stesso Bowie alle tastiere. È eroina e starbiz remano contro ma per poco più di un
un tour eccezionale, sia sul piano del riscontro che su anno la barca resta a galla, merito anche di una città
quello della carica ritrovata. La cura disintossicante che li protegge. Le immagini di Christiane F., film culto
non è completa (di droga ne circola ancora ma meno del 1981, sono il colpo di coda di quella Berlino cinica
di prima, sostituita dall'alcol), eppure i due sembrano e decadente, poi il mondo cambia. I riflettori tornano
sinceramente felici. Tanto che a fine tour cominciano a puntare sull'Iguana quando il successo planetario di
subito a lavorare ai due loro album totalmente berlinesi. Trainspotting, nel '96 (con Lust For Life come brano
Bowie si insedia nella Sala 2 degli Hansa, quella che portante della colonna sonora), obbliga i media a
si affaccia direttamente sul Muro, e Iggy nella Sala rispolverare l'icona Iggy Pop, ma nel frattempo sono
1, col chitarrista Carlos Alomar che rimbalza da uno passati quasi 20 anni e anche le droghe sono cambiate.
studio all'altro e, nel caso di Bowie, con due ospiti Meno siringhe, più pastiglie. Oggi ripensare a quella
che rispondono ai nomi di Brian Eno e Robert Fripp. Berlino è un esercizio anacronistico e anche un po'
Bowie in ottobre pubblica “Heroes”, una delle vette inutile. Riascoltare The Idiot in cuffia ad alto volume ci
della sua produzione, Iggy a fine agosto esce con Lust aiuta solo in parte. Un po' come studiare storia su un
For Life, l'album della resurrezione, due dischi che non libro scritto con un linguaggio superato ma dal fascino
sarebbero potuti nascere altrove. I suoni di Lust For unico. Potere della Storia. Non sfuggiamo alla regola, se
Life sono più caldi rispetto a quelli del predecessore, ma oggi siamo qui a parlarne.

1974 1974 1975 1977 1977


IGGY AND THE STOOGES IGGY AND THE STOOGES IGGY POP & JAMES IGGY POP IGGY POP
(I GOT) NOTHING LOUIE LOUIE WILLIAMSON SIXTEEN LUST FOR LIFE
(12”, SKYDOG, 1976) (METALLIC K.O., SKYDOG, 1976) KILL CITY (TV EYE 1977 LIVE, RCA, 1978) (HIPPODROME PARIS '77,
(KILL CITY, BOMP! 1977) REVENGE, 1990)

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PORTRAIT OF
A PASSENGER
I RICORDI DI ESTHER FRIEDMAN
Alcuni mesi fa (era la fine del 2019) la Galleria d'Arte nel 2013 in Germania nel volume The Passenger. Iggy
Contemporanea ONO di Bologna ha ospitato una Pop dalla casa editrice Knesebeck) sono la cronaca
personale di Esther Friedman, fotografa tedesca che nel della rinascita di un artista (in questo caso anche
'77, ventiduenne fresca di studi a Berlino, conobbe Iggy e soprattutto di un uomo) approdato a Berlino per
Pop, appena stabilitosi in città insieme a David Bowie. ripartire da zero.

Tra Esther e Iggy (Jim, come lo chiama lei) si instaurò È grazie a Maurizio Guidoni della Galleria ONO e a
una relazione che non fu solo sentimentale. Fu lei a Matteo Tonolli che la contatto per chiederle di ricordare
introdurre i due alla vita sociale e culturale della città. quei giorni.
La sua storia con Iggy si chiuse alla fine dell'82, quando
l'Iguana aveva da tempo lasciato Berlino. Un legame di Sei nata a Berlino?
sei, sette anni: tanti, considerato il personaggio di cui “No, sono nata a Mannheim, una città industriale vicino
stiamo parlando. Esther ne seppe contenere le derive ad Heidelberg. I miei venivano dalla Polonia, ma la
e per lui, in quegli anni, ricoprì un ruolo centrale. madre di mio padre era tedesca. Durante l'adolescenza
Sue sono le copertine di TV Eye 1977 Live e Zombie ho vissuto anche a New York, prima a Brooklyn poi a
Birdhouse, e i suoi scatti berlinesi (raccolti e pubblicati Manhattan”.

TAG: #loft #hauptstrasse #hansabythewall #polaroid #tveye1977live

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RETROPOLIS 1977: IGGY POP A BERLINO T E S T O D I LU C A F R A Z Z I

Come ti sei avvicinata alla fotografia?


“Ho fatto un periodo di apprendistato da Hans Pieler,
un fotografo di Berlino che aveva il suo studio sulla « O V V I A M E N T E B E R L I N O O G G I È M O LT O
Jebens Strasse, in un edificio che la Gestapo usava per DIVERSA RISPET TO AGLI ANNI 70 E 80
gli interrogatori. C'erano maniglioni solo su un lato,
ED È LOGICO CHE SIA COSÌ. OGGI NON
potevi entrare ma non uscire”.
C 'È P I Ù I L M U R O E L A C I T TÀ H A C A M-
Che aria si respirava in città, in quegli anni? B I A T O V O LT O . È A N C H E U N A Q U E S T I O -
“Diciamo che non potevi non sentire il peso della
N E D I S PA Z I: D O P O L A C A D U TA D E L
guerra fredda. Ovunque tu guardassi, c'era il Muro a
ricordartelo”. M U R O È D I V E N TATA D I C O L P O G R A N-
DISSIMA, PRIMA LA COSTRIZIONE CE
Quando hai incontrato Iggy per la prima volta?
L A FA C E VA V E D E R E D I V E R S A M E N T E . E
“A una sfilata di moda in un loft. Jim era venuto con
Coco, David quella volta non c'era”. CI SIAMO RESI CONTO DI QUANTO L A
P A R T E E S T D E L L A C I T T À F O S S E M O LT O
Quali ragioni hanno portato Iggy e Bowie a
PIÙ BELL A DI QUELL A OVEST»
Berlino? Volevano davvero disintossicarsi,
come molti sostengono?
“Questo lo sanno solo loro e, credimi, io non gliel'ho
mai chiesto”.

Eri già una loro fan, prima che arrivassero a Ti ha mai parlato degli anni con gli Stooges? In
Berlino? che termini?
“E chi non lo era? David, poi, era già una rockstar “Francamente preferirei non parlarne”.
planetaria...”
Hai frequentato gli studi Hansa? Molti li
Hanno sempre vissuto insieme in descrivono come un luogo "leggendario", che
Hauptstrasse? aveva qualcosa di speciale...
“No, Jim all'inizio si era trovato un altro appartamento “Pensa solo a come si chiamavano: Hansa By The Wall.
dove viveva da solo, poi si è trasferito”. Stavi dentro a questo edificio carico di storia, guardavi
fuori e dalle finestre vedevi il Muro. Pazzesco. Dentro
Com'era la scena musicale alternativa a Berlino c'era un viavai continuo di musicisti, gente come Tony
nel '76 / '77? Visconti, Brian Eno, Robert Fripp, fuori c'era il Muro.
“Berlino aveva una sua scena completamente diversa Arrivavano in città, registravano le loro parti magari un
da quelle di Londra e di New York. A Berlino a nessuno una notte, poi ripartivano. Gli unici a restare a Berlino
importava di quello che stava succedendo altrove, ed è erano Jim e David”.
per questo che era tutto così libero e divertente. Non si
seguivano modelli”. Parlami della copertina di The Idiot. Chi ha
scattato la foto? Perché Iggy ha quella posa,
Qual era l'atteggiamento di Bowie nei confronti simile a quella di Bowie sulla copertina di
di Iggy? “Heroes”?
“Erano amici. Andavano un po' dappertutto in giro “Da qualche parte si legge che la foto è di un tale Andy
per la città, ed erano entusiasti del fatto che potevano Kent. Non è vero. Quella foto l'ha scattata al volo Bowie
andarsene a spasso senza essere fermati e disturbati. con una Polaroid, la giacca che indossa Jim in quel
Questo li rendeva felici. Frequentavano sia locali alla momento è mia. In quella posa riprende il protagonista
moda che bar, birrerie, negozi, cercavano di fare una di un quadro di Erich Heckel, Roquairol, un dipinto del
vita quasi normale”. 1917 che Jim e David avevano visto al Brücke-Museum,
dov'era arrivato nel 1969. The Idiot per Jim è stato un
Che tipo di soggetto era Iggy, dal punto di vista disco decisivo. Ha rappresentato un cambio di percorso
fotografico? netto rispetto alle sue produzioni passate, era qualcosa
“Facile risponderti: Jim era un soggetto fantastico, di molto diverso”.
sempre e ovunque”.
L'immagine di Bowie quando esce Low evoca
Sei mai stato con lui ad un concerto a Berlino? l'estetica del Terzo Reich, e anche Iggy negli
“Sì, siamo andati a vedere Patti Smith insieme, ma non anni degli Stooges aveva "giocato" con svastiche
ricordo molto di più”. e iconografia nazista. Perché, secondo te?

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RETROPOLIS 1977: IGGY POP A BERLINO T E S T O D I LU C A F R A Z Z I

“Credo per pura Da quel momento in poi come si è sviluppata la


provocazione, tua carriera?
perché entrambi “Ho aperto una galleria d'arte con Sebastian Guinness e
non hanno Gottfried Von Bismarck nel 1987 a Heidelberg, e nel 1989
mai creduto abbiamo spostato la galleria a Francoforte. Siamo stati i
nell'ideologia primi, in Germania, a esporre le opere di James Turrell, e
nazista. dopo di lui molti altri artisti di fama mondiale”.
Assolutamente
mai”. Frequenti ancora Berlino?
“Succede, sì. Ovviamente Berlino oggi è molto diversa
Sia “Heroes” rispetto agli anni 70 e 80 ed è logico che sia così. Oggi
che The Idiot non c'è più il Muro e la città ha cambiato volto. È anche
e Lust For una questione di spazi: dopo la caduta del Muro è
Life hanno diventata di colpo grandissima, prima la costrizione
copertine con ce la faceva vedere diversamente. E ci siamo resi conto
foto in bianco e di quanto la parte est della città fosse molto più bella
nero... di quella ovest. Dopo l'89 ho cominciato a muovermi e
“Perchè entrambi a visitare tutte le città dell'Est dove prima non potevo
adoravano il andare. Con l'abbattimento del Muro certe parti della
bianco e nero. città hanno perso un po' del loro fascino. Gli Studi Hansa,
Era l'estetica per esempio, hanno perso quell'alone di leggenda.
che preferivano, Inevitabile. Berlino comunque resta la città più eccitante
perfetta per della Germania, e non mi sorprende che molti giovani
quello che stavano artisti scelgano di vivere lì, in un luogo che è soprattutto
facendo in quel un centro artistico e culturale”.
momento”.
Hai continuato a seguire la carriera di Iggy? C'è
La foto di qualche suo disco che apprezzi particolarmente?
copertina del “Mi piacciono buona parte dei suoi dischi solisti degli
live di Iggy TV anni 80, ma nessuno di quegli album è al livello di The
Eye 1977 Live è Idiot e Lust For Life. Non conosco a fondo i suoi lavori
tua... degli anni 90 e quelli più recenti, ma so che continua
“Si, è una foto di a esserci tanta musica nella sua vita, anche molto
Jim che indossa diversa. È sempre stato un artista di grande talento,
un sacco della fortunatamente ora sembra se ne siano accorti tutti. Ho
spazzatura, visto Gimme Danger, di Jarmusch: un buon film”.
abbiamo
invertito il senso Sei ancora in contatto con Iggy?
dell'immagine per “Non proprio...”
farlo sembrare
sospeso. Barney Hai qualche aneddoto curioso che potrebbe farci
Wan, uno dei più grandi designer di quegli anni, ha pensare a lui come a una persona diversa da
fatto la grafica, e sul retro la mano che si vede è quella quella che conosciamo?
di Jim, che regge della carta fotografica nella camera “Sì. Jimmy adorava passeggiare per Berlino. Un giorno
oscura, mentre si colora”. tornò a casa molto eccitato perché aveva trovato un
piccolo ‘caseificio’ e una mucca nell'Hinterhöfe (a Berlino
Perchè a un certo punto Iggy e David decidono molti edifici hanno il cosiddetto Hinterhöfe, un'area
di lasciare Berlino? cortilizia dietro la facciata dell'edificio principale). Era
“Perchè per entrambi era arrivato il momento di stupefatto. Ho pensato che era stato dolcissimo ad
passare all'avventura successiva, lo dice la loro storia”. emozionarsi così tanto nel vedere una mucca”.

Poi hai realizzato la copertina di Zombie Cosa rimpiangi di quei giorni?


Birdhouse, nel 1982. Quello era già un altro “Mi pento di non aver mai fatto una vera sessione
Iggy… fotografica con David, ero troppo timida per immortalare
“Tutto un altro contesto. La fotografia di Zombie tutti i fantastici musicisti che ho incontrato in quegli
Birdhouse è stata scattata ad Haiti, eravamo andati lì anni. Le mie attenzioni e la mia macchina fotografica
affinchè Jim potesse finire il suo libro I Need More”. erano tutte per Jim…”

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PAROLA DI
BIOGRAFO
INTERVISTA A PAUL TRYNKA
Quello di Paul Trynka è uno dei nomi che contano “Mia sorella maggiore adorava i Beatles, ho pianto
nel giornalismo musicale degli ultimi 30 anni. quando si sono lasciati. Poi nella mia adolescenza ho
Ex direttore di “Mojo”, editorialista di “Q”, firma seguito figure come John Lennon, Eric Burdon, il blues
autorevole di testate come il “Times”, il “Guardian” e di Chicago”.
l'“Independent”, autore di importanti volumi su David
Bowie e Brian Jones e musicista nei primi anni 80 con Sei cresciuto con il punk, la tua prima band
la formazione di culto Nyam Nyam (un album e tre prima dei Nyam Nyam erano i Mental Block,
singoli tra l'81 e l'85 per Vital, Factory e Situation Two), fine anni 70. Quindi immagino che all'epoca
Trynka è anche l'autore dell'unica biografia autorizzata tu fossi già un fan di Iggy per quello che aveva
di Iggy Pop, Open Up And Bleed (uscita nel 2007 per fatto con gli Stooges e per le sue prime cose
Broadway e tradotta in italiano nel 2008 da Arcana col soliste...
titolo Lust For Life). Insomma, un'autorità nel campo “Sì. Un mio amico si era procurato Raw Power intorno
“Iguana e dintorni”. Visto il contesto, rivolgergli alcune al 1976, e io avevo trovato il primo album degli Stooges
domande ci è sembrato un passaggio doveroso. tra i ‘bucati’, li ascoltavamo continuamente insieme
a diversi bootleg di Bowie. Quando abbiamo messo
Quando sei nato, e dove? insieme la nostra prima band punk ci siamo fatti le ossa
“Sono nato nel 1960 e sono cresciuto a Hull, la città suonando cover di quei pezzi, già dalla fine del '76”.
natale di Mick Ronson”.
Poi sono nati i Nyam Nyam, primi anni 80.
Cosa hai ascoltato e amato da ragazzo? Le sonorità erano quelle tipiche dell'epoca:

TAG: #nyamnyam #mojo #openupandbleed #lustforlife #mickrock ONLINE: trynka.net

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« C R E D O C H E D I Q U A L S I A S I R O C K S TA R ,
DI QUALSIASI GRANDE NOME NELL A
STORIA DELL A MUSICA L A GENTE ABBIA
UN'IMPRESSIONE SEMPLICISTICA, UN
P O ' S U P E R F I C I A L E . F O R S E È I N E V I TA B I -
L E . N O N S I C O L G O N O L E S F U M AT U R E .
N E L C A S O D I I G G Y, A L L' E P O C A N E S -
SUNO SI RESE CONTO DI QUANTO GLI
STOOGES FOSSERO VICINI A CERTE
AVA N G U A R D I E . E P E R L A V E R I TÀ N E M -
M E N O A D E S S O S I S T U D I A Q U E L L'A S P E T-
TO DELL A LORO VICENDA»

THE STOOGES
post punk, i primi accenni di goth, eccetera.
Cose apparentemente molto lontane da Iggy e
dintorni. Tu però continuavi a seguirlo?
THE STOOGES (JOHN CALE MIX) “Si e c'ero rimasto male quando, nella sua
ELEKTRA/RHINO
autobiografia, sputtanava pesantemente gli Stooges.
Da quando è uscito Lust For Life però ho ripreso ad
Basta un giro su Discogs adorarlo incondizionatamente”.
per accorgersi che di questo
album (mai entrato nella
top 100 delle classifiche di Quando hai cominciato a scrivere di musica?
vendita) esistono qualcosa Dopo la fine dei Nyam Nyam o prima?
come 117 versioni. Parliamo
“Fino al 1987 non avevo mai scritto di musica. Mi
di otto pezzi, datati 5
agosto 1969 e marchiati ero trasferito a Londra pensando che da lì, stando a
Elektra, sui quali si regge diretto contatto con persone importanti dell'ambiente,
il mito degli Stooges. La
la nostra carriera avrebbe potuto decollare, ma a un
storia la conosciamo: con
quell'esordio nascono il certo punto l'etichetta fallì, e la band a ruota. In quel
punk, il metal e tutto ciò momento mi sono buttato sulla scrittura, convinto che
che nel rock è eccesso.
avrebbe degnamente sostituito la musica in testa ai
Vero, anche se poi è con Fun House che alzano l'asticella
sconfinando nell'improvvisazione, ed è con Raw Power miei interessi”.
che fanno capire al mondo che il glam può essere feroce. In
ogni caso The Stooges compie 51 anni. La produzione viene
Hai scritto per le più importanti testate
affidata a John Cale, appena cacciato dai Velvet Underground.
L'Elektra punta sugli Stooges, li considera gli eredi dei Doors musicali e hai diretto “Mojo”, hai quindi una
ma gli Stooges non sono i Doors e Cale lo sa. Il disco esce grande esperienza nel campo. Credi che la
dieci giorni prima di Woodstock e sbriciola il sogno hippie
stampa abbia raccontato Iggy correttamente?
riportando il “senso del pericolo” in un rock che si stava
guardando allo specchio. La produzione di Cale, però, ha un Oppure che da un certo momento in poi l'abbia
suono troppo anarchico. Jac Holzman della Elektra è convinto sempre e comunque visto come un'icona da
che il pubblico non sia preparato a tanto realismo e mette
considerare per la sua storia e non per quello
mano ai nastri. Il disco che arriva nei negozi è comunque
un monumento, ma le differenze ci sono e questa edizione che produceva di volta in volta?
consente ai fan di valutarle. Il suono nei mix di Cale è più cupo “Credo che di qualsiasi rockstar, di qualsiasi grande
e disperato, gli strumenti separati, le chitarre gravide di noise:
nome nella storia della musica la gente abbia
per chi conosce la band, quasi un altro disco. Difficile dire se
migliore o peggiore, di certo diverso. Se gli Stooges sono una un'impressione semplicistica, un po' superficiale.
leggenda un motivo c'è, a prescindere da Cale e Holzman, ma Forse è inevitabile. Non si colgono le sfumature. Nel
vale la pena fare il confronto. A maggior ragione se questa
caso di Iggy, all'epoca nessuno si rese conto di quanto
nuova edizione (con la tracklist nell'ordine voluto da Cale)
è racchiusa in una copertina che da sola vale l'acquisto, un gli Stooges fossero vicini a certe avanguardie. E per la
primo piano della band più inquietante dell'originale, quattro verità nemmeno adesso si studia quell'aspetto della
teppisti dei quali non sosteniamo lo sguardo, oggi come allora.
loro vicenda”.
90/100 DISCO
ZERO EXTRA

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RETROPOLIS 1977: IGGY POP A BERLINO T E S T O D I LU C A F R A Z Z I

Sei l'autore di quella che è ritenuta la biografia For Life, sono molto diversi tra loro: perchè,
più completa su Iggy, Open Up And Bleed. secondo te? Quale preferisci dei due, e perchè?
Parlaci di quel lavoro. Quanto è durato? “The Idiot è stato realizzato per lo più a Parigi. È
Eri costantemente in contatto con lui? E, minimale, sperimentale e molto importante perché
soprattutto, a Iggy è piaciuto? delinea scenari sonori inediti per Iggy e in generale per
“Ho iniziato a lavorare a una prima versione del il rock di quegli anni. Lust For Life è più caldo e vivace,
libro insieme a un amico prima di entrare a ‘Mojo’. ci senti un gruppo di musicisti che lavorano insieme in
Un decennio dopo il mio agente mi ha persuaso studio, una vera band. È quello che preferisco”.
a riprendere in mano l'idea. All'inizio ero un po'
riluttante poi mi ci sono messo a testa bassa e, col E Iggy quale preferisce, tra i due?
tempo, mi ci sono appassionato tantissimo. Ricostruire “Credo preferisca Lust For Life, anche perchè ha avuto
la storia di Iggy è stato emozionante. Diversi editori un maggiore riscontro di mercato. Però attenzione, ha
erano interessati a pubblicare il mio lavoro e questo fatto parecchi soldi anche quando Bowie ha registrato
mi ha consentito di scegliere quello che mi dava una cover di China Girl, che invece era presente su The
maggiore libertà di azione. Ho realizzato più di 200 Idiot. Questo mi fa pensare che abbia un debole anche
interviste per ricostruire la sua storia, e so che Iggy ha per quell'album...”
apprezzato il fatto che dietro al libro ci fosse una mole
enorme di lavoro. Anche se forse avrebbe preferito che In seguito, pensi che non sia più riuscito a
su certe cose non scendessi così tanto nel dettaglio...” realizzare dischi di quel livello?
“Ha fatto molti album buoni ma non buonissimi. Di
Che idea ti sei fatto del periodo berlinese certo non di quella levatura. Non dimentichiamoci
(fine '76/inizio '78) di Bowie e Iggy? È stato un però che ha costantemente prodotto performance
momento altamente creativo per entrambi? incredibili dal vivo. Se devo indicarti un titolo, dico
“È stato un periodo fantastico. È il periodo che Post Pop Depression. Per me quel disco recupera
preferisco di Bowie, e Lust For Life di Iggy è uno dei molta della tensione degli album berlinesi, sono
miei album preferiti di quel decennio”. rimasto sorpreso ed elettrizzato al suo ascolto”.

Non a caso, sono stati i mesi in cui è emerso il Quali sono secondo te le sue migliori
punk. Non è una coincidenza... produzioni in assoluto, dagli anni 60 ad oggi?
“Esatto: non è una coincidenza”. “Difficile fare una lista. Direi tutti gli album degli
Stooges, quelli berlinesi, Metallic K.O. e appunto Post
Come hanno vissuto la nascita del punk David e Pop Depression”.
Iggy? Come la giudicavano?
“Penso che a loro piacesse il ruolo di pionieri. Credi che il successo di un film come
Musicalmente erano già oltre il punk ma apprezzavano Trainspotting, la cui colonna sonora si reggeva
il rispetto che i punk avevano nei loro confronti, proprio su Lust For Life, sia servito a tenere
considerandoli dei padri spirituali. Amavano il ruolo viva l'attenzione su Iggy a metà anni 90?
di ‘registi’ di quella rivoluzione”. “Non credo sia stato un fattore decisivo. C'è sempre
stato qualcosa che riconduceva a Iggy e portava
I richiami all'iconografia nazista da parte di a parlare di lui, pensa solo alle interviste di Kurt
Bowie e Iggy (che già ai tempi degli Stooges
giocava con svastiche e memorabilia del Terzo
Reich) erano pura provocazione?
“In parte era curiosità intellettuale, in parte arroganza
e provocazione”.
«PENSO CHE A LORO PIACESSE IL
Quali sono state le vere ragioni di quel RUOLO DI PIONIERI. MUSICALMENTE
trasferimento a Berlino? Puramente artistiche/
E R A N O G I À O LT R E I L P U N K M A A P -
letterarie o, come si legge da più parti, per
restare lontani dalle tentazioni di Los Angeles, P R E Z Z AVA N O I L R I S P E T TO C H E I P U N K
New York e Londra e disintossicarsi da droghe A V E VA N O N E I L O R O C O N F R O N T I ,
ed eccessi?
CONSIDERANDOLI DEI PADRI SPIRI-
“Entrambe le cose. Ma soprattutto, per loro è stato un
nuovo inizio. Inoltre Bowie era davvero a corto di soldi T U A L I. A M AVA N O I L R U O LO D I ‘R E G I-
e la vita a Berlino costava meno!” STI’ DI QUELL A RIVOLUZIONE»

I due dischi “berlinesi” di Iggy, The Idiot e Lust

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Cobain o alle citazioni di gente come Sonic Youth e
Dinosaur Jr. Iggy Pop non è mai davvero passato di
moda”.

Cosa ne pensi di Gimme Danger, il film?


“Mi è piaciuto abbastanza, anche se per me era tutto,
come dire… un po' troppo familiare e conosciuto”.

Oltre al tuo, ci sono altri libri su Iggy che


consigli?
“Ho scritto il mio libro perché non pensavo ce
ne fosse uno buono là fuori. I libri fotografici di
Mick Rock sono probabilmente quelli che ancora
comprerei sull'argomento”.

Pensi che la gente si sia fatta un'idea di lui che


corrisponde alla realtà?
“Più o meno. Un concetto però temo non sia passato:
molte persone non si rendono conto di quanto Iggy
sia intelligente”.
IGGY POP C'è qualche aneddoto che potrebbe farci
guardare ad Iggy da una prospettiva diversa?
“Tutto quello che ho scoperto su di lui è riportato
nel libro, giuro! Una cosa ci tenevo che emergesse
THE BOWIE YEARS chiaramente: le persone pensano che Iggy sia
UNIVERSAL
cresciuto come una specie di redneck sbandato,
mentre in realtà faceva parte di una ‘cerchia di
Partiamo dal titolo, non intellettuali’, o comunque di un contesto culturale
felicissimo. Che Iggy a degno di tale nome. E questo fin da ragazzo. A
Berlino fosse al traino di
Bowie è risaputo, ma da qui scuola, non a caso, i suoi compagni lo elessero più
a ribadirlo nel titolo ce ne volte come quello tra loro destinato ad avere più
passa. Poco elegante, The successo nella vita e a eccellere in vari campi”.
Berlin Years sarebbe stato
meglio. Amen, guardiamo al
contenuto. Sette CD, tutto Sei sempre in contatto con lui?
lo scibile dell'Iggy berlinese, “Non proprio. Se qualcuno scrive un intero libro
da The Idiot (registrato in
Francia nell'estate del '76 ma su di te, il rischio è che la cosa possa essere vissuta
remixato agli Hansa Studios come un atto pretenzioso e invasivo, e questo
prima della pubblicazione) a nonostante il tuo permesso. Perciò abbiamo
TV Eye 1977 Live, passando
ovviamente per Lust For mantenuto una certa distanza”.
Life. A farcire il tutto, un
CD di outtakes e tre CD con A cosa pensi quando vedi che a 73 anni sul
le registrazioni dei concerti di Londra, Cleveland e Chicago
risalenti al marzo del '77 (il tour di The Idiot con Bowie alle palco prova ancora ad arrampicarsi su una
tastiere), ovvero tutto quello che Iggy ha prodotto in quei mesi di torre di amplificatori?
full immersion nel cuore della Mitteleuropa, tra un coffee shop “Penso sia un fantastico esempio di come la musica ci
gestito da turchi e una libreria di Schöneberg. Le enciclopedie
dicono: musiche di Bowie, testi di Iggy. Non sempre, ma conta dia il potere di trascendere l'età o il fisico”.
poco. Conta sapere che per Iggy, ancora più che per Bowie,
Berlino ha rappresentato un nuovo inizio. Gli arrangiamenti Alla fine: ti reputi un suo fan?
glaciali di The Idiot (registrato prima di Low) anticipavano le
sonorità post punk che di lì a un paio d'anni avrebbero pervaso “Da bambino ho imparato che i tuoi idoli di solito
l'underground, ma per Iggy erano una dichiarazione d'intenti: a un certo punto ti deludono, quindi ho cercato di
ci sono, nonostante tutto. E non come un reduce. Iggy Pop a evitare di pensare a me stesso come un fan. Iggy però
Berlino va incontro al futuro, non lo subisce passivamente.
Oltre a classici come The Passenger e Lust For Life, riscopriamo ha indirizzato la mia vita su binari diversi, nuovi.
grandi brani come Mass Production, da The Idiot, Sixteen nella L'ha letteralmente trasformata, quindi penserò
versione dal vivo da TV Eye 1977 Live, la versione alternativa sempre a lui con gratitudine e affetto”.
di China Girl e tre performance che ci dicono quanto carico e
determinato fosse Iggy in quei giorni. A questo aggiungete un
booklet di 40 pagine impreziosito dalle splendide foto di Esther
Friedman. Grafica del box così così, contenuto molto ricco.
Niente di meglio, per farsi un'idea di quello che era Iggy nel '77.
85/100 DISCO
80/100 EXTRA

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HANSA BY THE WALL
LA FABBRICA DEI NUOVI SUONI
Köthener Strasse è ai margini occidentali di dopo vari passaggi, alla Meistersaal, al 38 di Köthener
Kreuzberg, il centro di Berlino. Costeggia quello che Strasse, dando vita agli Hansa Studios. La leggenda
una volta era il tracciato del Muro, a due passi da nasce lì, nel 1974. Agli Hansa vengono mixati The Idiot
Potsdamer Platz e dalla Porta di Brandeburgo. Oggi la di Iggy e Low di Bowie, e registrati, prodotti e mixati
città è molto diversa da quella che era negli anni 70. Lust For Life del primo e “Heroes” del secondo.
Conserva certe peculiarità (la sua è una modernità low Negli anni, su quegli studi si è detto di tutto, spendendo
profile ed è insolitamente buia di notte), è cosmopolita anche una buona dose di retorica e luoghi comuni:
ma austera, la globalizzazione in atto meno invasiva l'atmosfera unica, la tensione, il contesto socio-politico
rispetto ad altre grandi città. Resta Berlino, l'ex città (piena Guerra Fredda), il clima cupo di una città
del Muro, ma nel 1977 era un altro pianeta: attorno oppressa da una cappa a base di retaggi culturali e
alla Meistersaal, l'edificio costruito nel 1913 come austerità. In una parola: decadenza. Ebbene, forse non
sede della Società Edilizia della città, c'era solo una si trattava di luoghi comuni, lo dice la musica che nasce
spianata figlia dei bombardamenti. E cumuli di tra quelle mura. Non solo Bowie e Iggy (i primi e i più
macerie, a più di 30 anni dalla fine della seconda importanti musicisti a richiamare su quel luogo così
guerra mondiale. È una città che paga lo scotto di una poco glamour l'attenzione del mondo della musica),
punizione durissima quella che accoglie due tossici ma negli anni successivi, prima e dopo la caduta del
extraterrestri che piovono dal pianeta Occidente con Muro, anche Killing Joke, Nina Hagen, David Sylvian,
il loro carico di lustrini (l'onda lunga di Ziggy e Raw Nick Cave, Depeche Mode, Siouxsie & The Banshees,
Power) ed eccessi da smaltire. David Byrne, Wire, Psychedelic Furs, Pixies, U2,
Einstürzende Neubauten, Supergrass, R.E.M., Manic
Non è facile, ma provate a immaginarvi la scena: Iggy, Street Preachers. E la lista potrebbe continuare.
Bowie e a ruota Brian Eno, Robert Fripp, Tony Visconti Sul mito degli Hansa, avamposto di un Occidente che
e altri marziani entrano negli studi Hansa By The Wall sfidava il regime ma ne subiva la fascinazione, tre anni
(oggi TonStudios) e cambiano la storia. La loro, prima fa è stato realizzato un documentario, Hansa Studios:
di tutto, e a seguire quella del rock. Nel '77, non a caso. By The Wall 1976-90, prodotto da Sky Arte e circolato
Quell'edificio dalla facciata imponente con colonne (ovviamente) troppo poco. Se potete, recuperatelo.
in rilievo conserva le vestigia di un passato glorioso. E se vi capita di visitare Berlino, arrivateci preparati:
Sono i fratelli Peter e Thomas Meisel nel 1962 oggi, al piano terra di quell'edificio carico di storia
(l'anno successivo alla costruzione del Muro) a situato al 38 di Köthener Strasse, spicca l'insegna
fondare l'etichetta Hansa e a insediare uno studio di dell'italianissima “Osteria Caruso”, una botta di colore
registrazione prima nel quartiere di Wilmersdorf poi, e calore: non è la stessa cosa.

TAG: #kothenerstrasse #meisel #1974 #muro #osteriacaruso ONLINE: hansastudios.de

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CHE FINE HAI FATTO? GIANCARLO “NAMO” MARCHI

GIANCARLO “NAMO” MARCHI


IERI (1933 AL 1995) OGGI (DAL 1995)

“A fine ‘70, primi ’80, sono un teenager “Da fine ‘95 mi dedico al mio lavoro che
e assisto ai concerti basilari del periodo, mi porta in giro per il Nord Italia, spesso
dai Police ai Talking Heads, dai Clash ai in furgone, a consegnare materiali edili
Ramones. Dopo un diploma da geometra, e controllare cantieri. Negli anni ho fatto
al ritorno dal servizio militare, decido con qualche trasloco ma sempre nel paese natio,
Taver e altri di provare a emulare i nostri Correggio, in cui camminando puoi incontrare
eroi. Il gruppo si chiama En Manque D’autre. MILITA PRIMA l’amico Taver, il conoscente Ligabue, o tempo
Viviamo ancora coi nostri. Incidiamo le NEGLI EN MANQUE fa lo scrittore Pier Vittorio Tondelli. Mi
prime cassette, ci autoproduciamo (faremo D’AUTRE, DEI sono pure sposato e nel 2000 è nato nostro
quattro LP e un 12”) e aumentano i concerti. QUALI ESCONO figlio, che ora ha 20 anni. Ho comprato
Intanto bazzichiamo la scena e il nome QUATTRO ALBUM, casa, frequento concerti, spettacoli teatrali
gira; al Tuwat di Carpi incrociamo i CCCP. E POI NEGLI ACID e manifestazioni culturali. Dopo la crisi del
Io inizio a lavorare per un’impresa edile, FOLK ALLEANZA, 2008, la ditta in cui lavoro resiste fino al 2014
cosa che mi piace e mi apre al mondo dei CON FABRIZIO per poi chiudere. Così capita che mi devo
materiali da costruzione. Poi arriva I Dischi TAVERNELLI, riposizionare (l’edilizia è kaputt), che non
MASSIMO SUPER-
Del Mulo: Ferretti e Zamboni riescono a sono più giovane (ora ho 57 anni) e son poche
CHI, “FIORELLO”,
interessare la Sugar che ci fa un contratto. le possibilità di reinserimento. Negli ultimi sei
ROBERTO MARCHI
Bel periodo. Primo CD, ma il nome non va anni mi son dovuto accontentare di lavoretti
E ATTILIO GORNI.
bene, quindi pensiamo ad A.F.A. Ancora e brevi collaborazioni. Dopo un po’ dalla
CON LORO PUB-
concerti e rischiamo di andare a Sanremo, separazione con gli AFA mi è tornata voglia di
BLICA L’OMONIMO
ma la cosa non va in porto e, visto che Sugar ricominciare e ho messo su i Lubna, con due
ALBUM D’ESOR-
basa il marketing sul festival, ci si arena. DIO E FUMANA
amici e Laura Redeghieri, sorella di Mara, al
Metto su famiglia. Ho 30 anni, abito con la MANDALA, PER
canto. Siamo usciti per Baracca e Burattini.
mia compagna, ed è un periodo in cui viaggio POI DECIDERE DI Tra il 2000 e il 2001 facciamo concerti e
molto. Con gli AFA torniamo su I Dischi Del LASCIARE E DEDI- partecipiamo a eventi e raccolte. Sempre
Mulo, che diventa CPI, nel periodo migliore. CARSI ALL’EDILIZIA. con Fabrizio e Fiorello degli AFA fondiamo
Il secondo CD va bene e arriviamo al clou l’etichetta Lo Scafandro. È il 2010, ci
con l’ideazione dell’operazione Materiale autoproduciamo i lavori e anche quelli di altri
Resistente. Molti i concerti. Poi mi si pone gruppi. L’etichetta resiste, ma ci si scontra con
il problema se continuare con la musica a la mancanza di fondi. Il mio nuovo progetto è
tempo pieno o rimanere a un lavoro normale. la band Gorbalove. Facciamo brani originali
Capisco che il guadagno musicale non è sicuro e ci divertiamo. Leggo romanzi, vedo mostre,
e decido di mollare. Fu traumatico passare da sport poco, musica sempre! Saltuariamente
anni di musica a zero. I rapporti con gli altri organizzo eventi in ambito artistico”.
della band comunque sono buoni”.
DI BARBARA SANTI

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GENTE SOL A (MA NON TROPPO) STORIA MINIMA DEI DISCHI DEFIL ATI

LOUIS TILLETT -Ego Tripping


At The Gates Of Hell (Citadel, 1987)
E in Australia? Cosa succede in Australia, qualcuno esordi. Musicalmente, Ego Tripping è raffinatissimo.
lo sa? Negli anni 80 c’era un disperato desiderio di Ci sono i grandi spazi sonori aperti tipici della scena
informazioni su quello che accadeva down under. australiana, solcati da assoli quasi Jerry Garcia e,
Mistero. Laggiù avevano delle band straordinarie, ovviamente, dalle tastiere (Manzarek, anche) di Tillett
almeno questo si diceva. Arrivavano dei 7”, compilation stesso. Swimming In The Mirror ne è rappresentativa,
della Citadel Records, EP della Au Go Go e della Hot. ancorata però a un groove forte, anticamera di una
Si sapeva pochissimo, da impazzire. Tutto ruotava, solida cavalcata strumentale. Dream Well è Died Pretty
sostanzialmente, intorno e due numi tutelari: Stooges e ma anche R.E.M., mentre Voluntary Slavery parte
Doors. Chitarre aspre e tastiere psichedeliche, tradotto come una jam ancorata al pianoforte e assecondata da
in australiano: Radio Birdman e Died Pretty. In mezzo, un coro soul R&B. Siamo a tre quarti dell’album e da qui
una galassia di band, tra queste i Wet Taxis di Louis arrivano le cose migliori, calde di una luce da tramonto,
Tillett. Nati a Sydney con presupposti più industrial più distese. On Your Way Down, ballata superba per
(qualcuno confluì nei Severed Heads), piegarono in voce, pianoforte e piccoli ingressi di chitarra, in cui
fretta in direzione di un garage 60’s incattivito punk e, sembra echeggiare la distanza, quell’idea di essere
come era obbligatorio etichettare all’epoca, “lisergico”. soli e di guardare il mondo da uno dei suoi angoli
Cover di MC5 e Moving Sidewalks, qualche cassetta, estremi. Subito dopo Persephone’s Dance, tizganata
un paio di 7”, molti live (di supporto a Nico, anche) e strumentale profumata di Est. Infine, a concludere,
un album From The Archives (Hot, 1984) dal titolo l’apice dell’intero disco: Dead End Street In The Lucky
esplicativo. Louis Tillett, nel frattempo, diventa Country, dissolvenza con tasti in prima fila e slide
l’uomo ovunque alle tastiere nella scena indipendente guitar. Qualcosa di Nick Cave, del Lou Reed di Coney
australiana. È al fianco di Damien Lovelock dei Celibate Island Baby e persino dei Pink Floyd di The Great Gig
Rifles, Brett Myers dei Died Pretty, collabora con ex In The Sky (asciugati e resi blues). Nelle sue intenzioni
Laughing Clowns e con Ed Kuepper dei Saints. È un dovevano essere canzoni buone sia per una band che
omone enorme, quasi separato alla nascita da Neil per versioni più intime e, proprio in queste differenti
Young per fisionomia, impermeabile nero, cappellaccio, modalità, le portò in giro affiancato dagli Ego Trippers
bottiglia di scotch in mano e sguardo truce. Vince From Hell, nei quali confluirono parecchi vecchi amici
l’appellativo di Gigante Scuro. E proprio il Dark Giant, del periodo Wet Taxis. Quindi, pubblicazioni soliste
nel 1987, debutta in proprio con Ego Tripping At The fino al 2006 e, nuovamente, diverse collaborazioni (su
Gates Of Hell, uno dei capisaldi trascurati della musica tutte, quella con Tex Perkins dei Beasts Of Bourbon).
australiana. Oggetto misterioso, perché difforme dai Sul suo sito Louis Tillett ha annunciato che, viste le
canoni abituali dell’epoca. Sin dall’iniziale Trip To incessanti richieste ricevute ovunque, si è deciso a
Kalu-Ki Bar scorre una scia jazzata, quasi alla Van ristampare (su CD, a marzo di quest’anno) finalmente
Morrison di Astral Weeks, corretta subito dai fiati più il suo “leggendario” esordio. Molto bene, ma per ora
solidi e dalla voce femminile di Duet In Blue Minor, non si è visto nulla. Come mai? Chissà, sempre difficile
curiosamente affine al The The/Matt Johnson degli avere informazioni dall’Australia.

DI MAURIZIO BLATTO

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VISIONI (DALLA QUARANTENA) GIUGNO 2020

Della resistenza e della poesia


LA FRANCE CONTRE LES ROBOTS francese contro una società troppo materialista nella quale i
REGIA DI JEAN-MARIE STRAUB giovani sono privi di voce. Jean-Marie Straub, ritratto come uno
PIATTAFORMA: KINOSLANG.BLOGSPOT.COM stalinista fuori dal tempo dai suoi detrattori, filma, con il fido
SVIZZERA, 2020 Renato Berta, in due piani sequenza senza stacchi, il testo di
Bernanos. Con un gesto filmico di radicale modernità congiunge
George Bernanos, l’autore di Diario Di Un Curato Di Campagna, le origini dei Lumière con la percezione frammentaria da
pubblica La Francia Contro I Robot nel 1947. Si tratta di un consumo ultra veloce da schermo portatile, componendo il poema
visionario attacco contro la società moderna così come si è della resistenza assoluta. Senza retorica, con una semplicità
delineata dopo la fine della seconda guerra mondiale. Cattolico e sconcertante; una meditazione dolente e malinconica su un
conservatore, Bernanos diffida profondamente della tecnologia – mondo dilaniato e un modello che ci conduce alla rovina. "Troppo
o, meglio, della tecnocrazia - così come la propugna(va) il modello male offendere il mondo", si affermava in Sicilia!. All’apice della
anglosassone e, soprattutto, non nutre alcuna fiducia nella libera pandemia e del lockdown, Straub, in controtendenza totale, dirige
impresa e nella possibilità che questa possa creare la felicità l’unico frammento di cinema realmente necessario, affermando
dell’uomo e condurlo alla libertà. Bernanos appartiene alla schiera ancora una volta che “l’arte non è comunicazione” e tantomeno
degli scrittori schiettamente “reazionari” il cui pensiero ha saputo il cinema. In queste immagini vive sempre, ancora, il futuro del
anticipare lucidamente ciò che non funzionava nel cosiddetto cinema. E del mondo.
modello capitalista difeso dai sostenitori delle sorti magnifiche GIONA A. NAZZARO
e progressive. Il testo anticipa persino l’insurrezione del Maggio 100/100

A CURA DI GIONA A. NAZZARO @GIONANAZZARO

BEASTIE BOYS STORY SUN RA – A JOYFUL NOISE


REGIA DI SPIKE JONZE REGIA DI ROBERT MUGGE
PIATTAFORMA: APPLE TV PIATTAFORMA: AMAZON PRIME USA
USA, 2020 USA, 1980

Spike Jonze documenta la Distribuito per la prima volta nel


performance al Kings Theatre di 1980, il documentario di Mugge
Brooklyn ideata e scritta con i Beastie riappare su Amazon Prime,
Boys, protagonisti sul palco e sullo permettendo così ai seguaci di Sun
schermo. Tra stand up comedy e Ra di riscoprire immagini di una
teatro di narrazione, Mike D e Ad- potenza assoluta. Il grande profeta
Rock raccontano 40 anni di vita della transumanza intergalattica
vissuta da tre amici dotati di una parla in macchina con un’ironia
straordinaria verve e di un talento musicale unico, in sorniona, come a sfidare l’intervistatore a indovinare se
grado di raggiungere un equilibrio di gruppo raro. Un sia serio o ironico. Sorride beffardo, ma fra le pause e
racconto che spazia tra punk, hip hop e funk, New York e la scelta provocatoria di alcune parole si comprende il
Los Angeles, arene, club e festival, cazzeggio e impegno rifiuto del maestro di lasciarsi incasellare dalle frontiere
ma che, soprattutto, è affollato di sentimenti genuini, stabilite dal discorso razzista dei bianchi. Se per gli
perché i due ex “casinisti”, da tanti anni, hanno maturato afroamericani non c’è spazio nel mondo, essi abiteranno
una coscienza che la scomparsa del loro amico MCA ha le spaceways e le galassie. La macchina da presa entra
portato a uno stadio ancora più alto. Se Ad-Rock fa la nella casa che Ra condivideva con i suoi musicisti a
parte del mattatore e Mike D della spalla, MCA, infatti, Germantown, Filadelfia, filma l’Arkestra nel Famous
resta l'anima del trio, come quando il gruppo era in Ballroom e nel Danny's Hollywood Palace e sul tetto
attività. Davanti alla loro gente, Horovitz e Diamond si della Philadelphia's International House. Memorabile
aprono dando voce, corpo ed espressioni alle parti salienti l’assolo furioso di Marshall Allen, la devozione totale di
del loro percorso già raccontate in Beastie Boys Book, e John Gilmore (tenorista venerato da John Coltrane) e
danno continuità alla loro attività pubblica facendo gioire il lavoro comunitario di Danny Thompson. Impossibile
i tanti fan sparsi per il mondo. Un racconto di crescita che trattenere la commozione di fronte a una tale eruzione
fa ridere, sorridere, commuovere, ciondolare la testa e di visionaria creatività e trasporto musicale. Una
invoglia a essere rivisto più volte. immersione totale nel mondo di un genio della musica.
LUCA GRICINELLA Peccato che duri solo un’ora.
92/100 GIONA A. NAZZARO
98/100
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BOMBSHELL TORNARE A VINCERE
REGIA DI JAY ROACH REGIA DI GAVIN O’CONNOR
PIATTAFORMA: AMAZON PRIME PIATTAFORMA: RAKUTEN, CHILI,
USA, 2019 INFINITY, TIMVISION
USA, 2020
La guerra in atto fra Hollywood e
Donald Trump è senza esclusione Gavin O’Connor è un regista
di colpi. Bombshell ricostruisce lo fuori dal tempo. Senza essere
scontro, violentissimo, fra il tweeter un genio, possiede una robusta
in chief e la anchor di Fox News fattura che permette ai suoi film
Megyn Kelly, la quale, durante di presentarsi con i tratti di un
la campagna elettorale, lo aveva artigianato solido in grado, anche
interpellato sul famigerato commento nel momento in cui costeggia
“grab’em by the pussy”. Il film di i territori dell’action movie,
Roach struttura come un thriller di conferire ai suoi personaggi
politico degli anni 70 la guerra solidità e spessore mai banali.
scatenata da Trump contro la giornalista evidenziando Tornare A Vincere è un melodramma working class
parallelamente le complicità politiche e gli abusi sistematici interpretato con grande convinzione da Ben Affleck, che
di Roger Ailes, deus ex machina e padre padrone della Fox, pur non stravolgendo i canoni del genere li rispetta con
nei confronti delle dipendenti dell’emittente. Nonostante devozione e convinzione. A bene vedere Tornare A Vincere
il fatto che il film si rivolga ai già convertiti e che nessun è un’anomalia rispetto al cinema statunitense attuale.
sostenitore di Trump cambierà mai idea vedendolo, resta O’Connor non teme di sporcarsi le mani con argomenti
comunque l’ammirazione per un’industria che all’occasione come colpa e redenzione, non offre al suo protagonista
chiama le cose per nome e si schiera. Immaginarsi un una facile via di fuga e celebra, senza retorica, la difficile
film di questa fattura e con questi nomi realizzato in bellezza della sconfitta. Ed è in questo equilibrio fra
Italia contro Salvini e Feltri è assolutamente impossibile. fragilità, vulnerabilità e arroganza che Affleck trova una
Motivo per cui si sorvola volentieri su eventuali difetti e ci sua efficace modestia, la quale si intreccia precisamente
abbandona al piacere di un lavoro che nei suoi momenti con l’invisibile virtuosismo di O’Connor. Tornare A
migliori ricorda addirittura l’ultimo Mike Nichols. Vincere è la memoria – corretta e sentita – di un cinema
GIONA A. NAZZARO trascorso ma ancora in grado di emozionare.
78/100 GIONA A. NAZZARO
75/100

Extravisioni GLI ALTRI FILM DA NON PERDERE

LA VITA INVISIBILE
EIGHT GRADE DI EURÍDICE THE AERONAUTS
REGIA DI BO BURNHAM GUSMÃO REGIA DI TOM HARPER
REGIA DI KARIM AÏNOUZ PIATTAFORMA:
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USA, 2018 PIATTAFORMA: AMAZON PRIME
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BRASILE, 2019

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REGIA DI SAM HARGRAVE RITORNO A
PIATTAFORMA: NETFLIX HOLLYWOOD
USA, 2020 REGIA DI KEVIN SMITH
PIATTAFORMA: RAKUTEN, CHILI
Sam Hargrave è uno stuntman USA, 2019
di lungo corso che passa dietro la
macchina da presa onorando la Kevin Smith è vivo e non
gloriosa tradizione di gente come mette la testa a posto. E
Hal Needham, Craig R. Baxley, Vic perché mai dovrebbe? Lui,
Armstrong e altri ancora. Adattando sotto le false sembianze
per lo schermo la graphic novel di eterno nerd, si concede
Ciudad, scritta da Ande Parks, degli affondi merceologici e
Anthony e Joe Russo ed illustrata da di politica culturale di uno
Fernando León González, il neoregista spessore impressionante.
mette in campo un notevolissimo Certo, Kevin Smith sarebbe
savoir visivo, a tratti addirittura virtuosistico, e un il primo a minimizzare, ma fa parte del suo personaggio.
umorismo nero notevole. Avrebbe potuto risolversi in Nessuno oggi prende le misure a Hollywood con il suo
uno “sparatutto”, e invece Hargrave, cucendo insieme acume. I meccanismi economici e culturali dell’industria
digitalmente lunghi piani sequenza, riesce a creare una dello spettacolo, le sue regole e la sua carenza di idee
tensione credibile permettendo al suo protagonista di diventano il fondale delle nuove avventure di Jay e
manifestare addirittura una vulnerabile umanità. Lungo Silent Bob, in lotta contro Hollywood per riprendersi i
quasi due ore, non accenna mai un solo momento di calo loro nomi. Il film tracima letteralmente di invenzioni
di tensione, inventando spettacolari set pieces elaborati e e dialoghi memorabili. Il versante citazionista e
complessi: estenuanti coreografie di guerriglia urbana da metalinguistico viene risolto sempre con una vertiginosa
fare concorrenza a Michael Bay ma preferendo costeggiare leggerezza, senza mai peccare di banale compiacimento da
classici minori come I Mastini Della Guerra. Hargrave, secondo grado. Le ingerenze russe nella campagna sono
insomma, e chi l’avrebbe mai detto?, è un regista in grado affrontate dal nostro da par suo e Val Kilmer si ritaglia un
di accogliere la lezione di action come John Wick 3 e andare cameo degno del Mickey Rourke più sfatto. Su tutto, però,
oltre Michael Bay. Pas mal. aleggia il fantasma del tempo che passa inesorabilmente,
GIONA A. NAZZARO e l’omaggio a Clerks è davvero commovente. Infine, guai a
74/100 chi non guarda i titoli di coda sino alla fine.
GIONA A. NAZZARO
83/100 RUMOREMAG.COM | 107

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VISIONI SERIE TV

La metamorfosi del sogno


THE PLOT AGAINST AMERICA avrebbe comportato il trasferimento in un pericoloso quartiere
PRODUZIONE: BLOWN DEADLINE PRODUCTIONS, HBO non ebraico; il giovane cugino Alvin (Anthony Boyle) disprezza
PIATTAFORMA: SKY ATLANTIC ogni cautela e organizza spedizioni punitive contro i nazisti della
zona, salvo poi arruolarsi nell'esercito canadese e partire alla volta
Nel 2004 Philip Roth si cimentava con l'ucronia e vinceva il Premio della guerra in Europa; la cognata Evelyn (Winona Ryder) sposa lo
Sidewise per la storia alternativa col romanzo fanta-autobiografico spregiudicato rabbino Bengelsdorf (John Turturro) e ascende con
Il Complotto Contro L’America. In un 1940 tutto filonazista, l'eroe lui ai massimi vertici della nuova aristocrazia filo lindberghiana;
della trasvolata sull’Atlantico Charles Lindbergh ha sconfitto i due figli piccoli, Philip e Sandy, assistono impotenti allo
Franklin Delano Roosevelt nella corsa alla presidenza degli Stati svuotamento di ogni ideale, all'idea stessa di americanità che
scivola via come un'emorragia costante, percettibile solo agli occhi
Uniti e costruito un regime che, dietro l'apparente neutralità,
di pochi. Ed Burns e David Simon (già acclamatissimi autori di
riproduce le dinamiche totalitarie e segregazioniste della Germania
The Wire) costruiscono il magistrale racconto di una crescente
di Hitler. Un immaginario Philip Roth bambino racconta consapevolezza dell'orrore. Nessun colpo di scena, solo una lenta
l'escalation con un misto di incredulità, desiderio di sapere e quotidianità che - un brandello di conversazione, una piccola
genuino terrore. La lussuosa trasposizione televisiva di HBO azione dopo l'altra - dipinge una riflessione magniloquente e
allarga il punto di vista narrativo all'intera famiglia: i Levin sono un profonda sull'anima nera di ogni nazione.
clan medioborghese di Newark: il padre Herman (Morgan Spector) CLAUDIA BONADONNA
ha appena rinunciato a una vantaggiosa promozione perché 79/100

TIGER KING STILI RIBELLI


PRODUZIONE: SMITH, STEVENS, PRODUZIONE: KINÉ, SKY ARTE,
RECHAIKLIN, GOODE REGIONE EMILIA-ROMAGNA FILM
PIATTAFORMA: NETFLIX COMMISSION
PIATTAFORMA: SKY ARTE
Diretta da Eric Goode e Rebecca
Chaiklin, la miniserie documentaria Ideata da Lara Rongoni, Stili Ribel-
Tiger King è diventata rapidamente li è una sintesi storica di quella che
un vero e proprio fenomeno di costu- nel ventesimo secolo si chiamava
me. Documentario sui generis che as- “cultura rock”, realizzata attraverso
somiglia a un reality show, porta alla alcuni dei capi di abbigliamento (e
ribalta uno spaccato di America pro- accessori) delle sue tribù. Articola-
fonda e buia, folle e cattiva della quali ta in sei puntate (chiodo, occhiali
i media si sono innamorati. Al punto da sole, minigonna, bretelle, stivali,
che Donald Trump, nel bel mezzo della pandemia Co- impermeabile), presenta materiali
vid-19, ha detto di voler concedere la grazia al protagonista d’archivio intrecciati con testimonianze eccellenti. La
– Joe Exotic – condannato a ben 22 anni di carcere. In costruzione delle singole puntate, improntata a uno stile
fondo, a ben vedere, Tiger King è il trash di John Waters divulgativo guidato dalla voce off, è agile, veloce senza
in putrefazione, ormai privo del suo valore insurrezionale. risultare pedante. Il parterre degli ospiti è di altissimo
Collezione impossibile di redneck armati sino ai denti, dal- valore e non necessita certo di presentazioni: Kenney
la fedina penale lercia, dediti alla creazione di improbabili Jones (Small Faces, Faces, The Who), Glen Matlock (Sex
culti della personalità attraverso il diversivo dei grandi Pistols), Suzi Quatro, Pauline Black (Selecter) si affiancano
felini (Bhagavan Antle non è da meno di Joe Exotic, con il a Heather Tilbury Phillips, per anni al servizio della mini-
suo controllo mansoniano sulle donne che lo circondano) gonna Mary Quant, e Jordan Mooney (ossia Pamela Rooke
rischia di dare vita a sequel e spin off. Lo stile sensaziona- modella di Sex, complice di Vivienne Westwood e Malcolm
listico esalta acriticamente i personaggi che mette in scena McLaren). Tra gli italiani spiccano i nomi del nostro Carlo
per poi condannarli moralisticamente, soprattutto nelle Bordone, di Igort e di Tony Face Bacciocchi. Stili Ribelli è
manifestazioni più oltraggiose: il corrispettivo implacabile una versione aggiornata dei cultural studies propugnati da
ma probabilmente del tutto involontario della bancarotta Iain Chambers nel suo Popular Culture – The Metropoli-
etica e morale dell’America trumpiana. tan Experience e di testi fondamentali come 1966 di Jon
GIONA A. NAZZARO Savage. Resistere al magone? Mission impossible.
62/100 GIONA A. NAZZARO
74/100
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Musica
VISIONI ESPANSE

per gli occhi

Cineobituary
ARCA

IRRFAN KHAN NONBINARY


REGIA: FREDERIK HEYMAN
LABEL: XL RECORDINGS
19 67 – 2020
Frederik Heyman è un artista
Con Shah Rukh Khan, Irrfan Khan è probabilmente il volto maschile più amato ambizioso e visionario. Le
e conosciuto del cinema indiano. Registrato all’anagrafe con il nome di Sahabzade informazioni che si possono
Irrfan Ali Khan, ha esordito nel 1988 con Salaam Bombay! di Mira Nair. Dopo essere raccogliere su di lui attraverso il suo
apparso in numerosi campioni d’incasso del cosiddetto cinema bollywoodiano e in sito (frederikheyman.com) elencano
The Warrior, il primo film di Asif Kapadia, nel 2006 approda a Hollywood con Il un numero di clienti molto diversi fra
Destino Nel Cuore, diretto ancora una volta da Mira Nair. Inizia così una vera e propria loro (si va dalla Mercedes Benz alla
carriera hollywoodiana interpretando Il Treno Per Darjeeling di Wes Anderson e Nike passando per Burberry) e una
soprattutto The Millionaire di Danny Boyle. Alternando film in India con blockbuster serie di installazioni e performance
statunitensi come The Amazing Spider-Man di Marc Webb, appare anche in Vita Di Pi, in alcuni dei luoghi più prestigiosi
il capolavoro di Ang Lee. Nel 2013 co-produce e interpreta da protagonista Lunchbox, dediti alla ricerca sulle arti visive. “Usa
minimale melodramma sentimentale film che ottiene uno straordinario successo. la fotogrammetria per creare mondi
L’anno successivo interpreta il magnifico Haider, adattamento dell’Amleto al conflitto digitali dai relitti del passato”, si legge
in Kashmir, che in patria provoca violente polemiche e richieste di censura. Attore ancora nella brevissima biografia.
inconfondibile dalla personalità calda e generosa, Irrfan Khan soccombe a una forma La fotogrammetria è una tecnica
rara di tumore lasciando dietro di sé una testimonianza artistica indelebile. di rilievo che permette di acquisire
GIONA A. NAZZARO dati metrici di un oggetto (forma e
posizione) tramite l'analisi di una
coppia di fotogrammi stereometrici. In
questo ambiente completamente post
organico e post binario, Arca, stando
alle sue parole riportate da papermag.
COLOR OUT OF SPACE com, si presenta come un “ecosistema
STUDIOCANAL composto da un insieme di piccoli stati
D E L ME S E senza essere privat* della dignità di
Le storie della vita di Richard Stanley sono essere una totalità”. Nel video, ma la
fatte della stessa materia delle leggende più definizione è chiaramente riduttiva
affascinanti e incredibili. Dopo il profetico per un’opera così complessa, Heyman
Hardware (e i conflitti sul set di Demoniaca) conferisce forma alla convinzione di
si trova fra le mani la catastrofe de L’Isola Arca di “permettere il cambiamento
Perduta (e qui le leggende si sprecano anche se senza resistergli”. In pochi più
il film risulta in fondo completamente di John di due minuti (139 secondi per la
Frankenheimer…). Le conseguenze del disastro precisione) Heyman crea intorno al
produttivo sono tali che resta inattivo sino al corpo di Arca una serie di tableaux
2019 quando finalmente – e contro tutte le vivants che comprendono anche
aspettative – vede la luce Color Out Of Space, una rielaborazione di La Nascita Di
visionario adattamento di uno dei racconti più Venere del Botticelli e un inquietante
amati di H.P. Lovecraft. Presentato allo scorso parto cronenberghiano officiato da
festival di Londra con un sold out annunciato scheletri d’acciaio sormontati solo
da settimane, il film ci permette di ritrovare da un cervello e bulbi oculari. Il testo
un regista in splendida forma nonostante del brano, con la sua alternanza
inattività e frustrazioni. Interpretato da un di maiuscole e minuscole, è il
Nicolas Cage così sopra (o sotto…) le righe da manifesto di una volontà di sfuggire
far sembrare Mandy di Cosmatos un esercizio a immagini e categorizzazioni. Non
di minimalismo, il film è un magnifico delirio si fa nemmeno in tempo a iniziare a
psichedelico e stregonesco. Come un horror di processare il flusso di informazioni
Brian Yuzna per la Cannon rimasto per qualche condensato nelle immagini che il
oscura ragione sepolto in qualche deposito video è già terminato. Nonbinary è
della produzione. Autentico ossessivo, Stanley probabilmente il punto più avanzato
riprende esattamente dove aveva lasciato e il e teorico della ricerca filosofica ed
film – di conseguenza – scoppietta di energia esistenziale di Arca.
come il lavoro di un esordiente geniale. GIONA A. NAZZARO
Il recupero in home video è dovuto.
GIONA A. NAZZARO

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LETTURE GIUGNO 2020

CESARE BERMANI
BELLA CIAO. STORIA E FORTUNA DI UNA CANZONE
INTERLINEA

Ci sono familiari le versioni di MCR, Chumbawamba,


Tom Waits, Banda Bassotti, magari anche quelle dei
Dog Faced Hermans e dei crucco/nipponici Tiki Tiki
Bamboooos, ma è stata La Casa Di Carta a riportarla
in auge. Cesare Bermani racconta la storia di questa
intramontabile canzone, utilizzando le fonti orali ai fini
della ricostruzione storica. Nell’agile libretto si analizza
l'esplosione nel dopoguerra a partire dal Festival della
Gioventù di Praga del ‘47, per divenire l’inno delle
manifestazioni contro il G8 di Genova, delle rivolte arabe del 2011, delle
Sardine, dei gilets jaunes con la parodia Macron Ciao. Interessante la
ricostruzione sulle origini, dall’ipotesi del canto tradizionale yiddish alla
versione del carabiniere Rinaldo Salvadori che ritiene di essere l’autore,
avendo adattato nel ‘34 un trescone in dialetto vercellese. Ancor più
interessanti l’analisi sui motivi che hanno permesso a Bella Ciao di imporsi
su Fischia Il Vento e la scoperta della sua probabile origine abruzzese:
sarebbe stata, infatti, la Brigata Maiella a portarla al nord durante la
campagna di liberazione.
MANUEL GRAZIANI
75/100

MOTTA
VIVERE LA MUSICA
IL SAGGIATORE

MARK LANEGAN Affrontare gli ostacoli, i cattivi maestri e le folli regole


SING BACKWARDS AND WEEP del gioco, recita il sottotitolo dell’esordio letterario del
ORION PUBLISHING cantautore livornese. La narrazione è interessante, ma
l’esito è un po’ penalizzato da una scrittura selvatica,
Una delle rappresentazioni possibili bulimica di immagini, fatta anche di ingenuità, di
dell'inferno? Essere nel furgone degli Screaming enfasi. Tuttavia è una raccolta di memorie, intuizioni e
Trees in tour negli anni 90. Oppure, banalmente, riflessioni che colpisce per sincerità e carattere. Francesco
essere Mark Lanegan. La lettura della sua si racconta, racconta ciò che ha vissuto e compreso
autobiografia (che in realtà arriva solo fino ai della musica, e quindi dell’esistenza. In uno stream
primi anni zero) suscita reazioni contrastanti of consciousness della durata di 190 pagine, parla di chi lo ha influenzato
proprio per il fatto che il protagonista è un (Mozart che aleggiava in famiglia o i consigli musicali della sorella Alice),
uomo pieno di contraddizioni, che si racconta in di chi ha cercato di tarpargli le ali (l’insegnante/cassiera), di chi lo ha
modo altrettanto contraddittorio. Brutalmente ispirato. In generale della sua ossessione per la musica, che si è poi tradotta
onesto nel non tacere i vari fondi esistenziali nei Criminal Jokers e ancora nel suo percorso individuale. Tra esperienze
toccati con una frequenza spaventosa, ma personali e spunti colti da familiari, maestri, colleghi. Dagli incontri. Dal
anche un po' troppo sensibile al fascino destino. Perché ogni essere umano ha la sua missione, ciò che è difficile è
dell'automitologizzazione da dannato del avere il coraggio di riconoscerla e assecondarla.
rock'n'roll e spesso anche eccessivamente BARBARA SANTI
commiseratorio nei confronti di se stesso. 70/100
Capace di intrecciare amicizie profonde (con
Kurt Cobain, Layne Staley, Dylan Carlson e
pochi altri, tutti non a caso problematici e
devastati quanto lui) ma anche di entrare in
conflitto con la quasi totalità della gente con
cui ha avuto a che fare. A parte la faida con FRANCO ZANETTI
Liam Gallagher riciclata a beneficio dei social IL LIBRO (PIÙ) BIANCO DEI BEATLES
(e della promozione del volume), colpisce GIUNTI
la quantità di veleno retroattivo riservata ai
fratelli Conner. Ma non solo: Lanegan ne ha Le storie dietro le canzoni, sottotitola questa nuova
praticamente per tutti, da Ivo Watts-Russell a edizione del libro uscito nel 2012 del giornalista e
Dean Wareham passando per i Poster Children scrittore bresciano, volume che analizzava i 216 brani
e Jay Leno. I toni vendicativi sono quelli di un del quartetto di Liverpool editi tra il 1962 e il 1970. E, in
uomo costantemente ferito dagli altri perché effetti, sotto a ciascun titolo il nostro ha redatto puntuali
afflitto da un endemico disgusto per se stesso. descrizioni e approfondimenti, corredandoli di episodi
La narrazione è una congerie di flash, aneddoti interessanti, informazioni, testimonianze sommerse e
e ricordi che indubbiamente tiene legati alla gustosi particolari. Quest’edizione è arricchita di 101 brani
pagina e, se ci si abbandona al proprio lato tratti dalle raccolte dei quattro edite dopo il 1970. Si va
voyeuristico, anche divertente (la quantità di dal primo e secondo volume dei Live At The BBC, alle
sfighe che capitano a questo Paperino grunge Anthology. Dal progetto Let It Be… Naked, a The Beatles Bootleg Recordings
di due metri va al di là di ogni immaginazione), 1963. Dai dischi usciti per gli appassionati d’oltreoceano e oltremanica del
lo stile bukowskiano e hard boiled adeguato loro fan club, The Christmas Records, al White Album Super Deluxe. Tra
al personaggio ma con un eccessivo ricorso a provini, live, brani scritti per altri interpreti e chicche per pochi fortunati,
dialoghi diretti che hanno qualcosa di forzato e Zanetti è riuscito a sviscerare ogni dettaglio, con incredibili competenza
inautentico. Per finire con l'ultima antinomia: e passione. Un racconto avvincente, diluito in 500 pagine che si possono
un libro per certi versi appassionante, ma privo leggere poco per volta, per assaporarne meglio dettagli e curiosità.
della minima quantità di gioia. BARBARA SANTI
CARLO BORDONE 80/100
70/100

110 | RUMOREMAG.COM

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LETTURE EXTRA GIUGNO 2020

MARLON JAMES
LEOPARDO NERO, LUPO ROSSO
FRASSINELLI

Siamo abituati a pensare al fantasy come al territorio


rassicurante di fantasie consumate e mitologemi sepolti
da tempo, eppure ancora vivi. Si tratta però di presenze
legate all’immaginario di stampo occidentale, persino
quando permettono a corpi estranei di matrice “esotica”
od orientale di entrare in circolo nel sistema. Eppure,
il corpo immaginifico della civiltà umana è fatto di
miti di ogni forma, fattezza e inclinazione. Tra i quali
un patrimonio enorme dettato e lasciato in eredità
dal continente africano. In questo per molti versi
straordinario romanzo, il primo di una trilogia, l’autore
si presenta a raccogliere doverosamente questo lascito, restituendoci
in cambio un cosmo incredibile di personaggi e strane vicende. Non
pago di questo rilancio, James prosegue facendoci dono di un universo
dall’impronta metamorfica e squisitamente queer, surreale, ma incrociato
con J.R.R. Tolkien e soprattutto con Michael Moorcock. Un cosmo tragico
di violenza che ha il solo difetto di far perdere ogni tanto l’autore nei propri
dialoghi e negli snodi della trama. E ogni tanto si perde anche il lettore.
DANIELE FERRIERO
69/100

CATHERYNNE M. VALENTE
SPACE OPERA
JULIA VON LUCADOU 21 LETTERE

LA TUFFATRICE
CARBONIO EDITORE Ho incontrato per la prima volta l’opera dell’americana
Valente in quel gargantuesco volume tutto al femminile
La distopia come indagine speculativa sul che è Le Visionarie, a cura dei coniugi VanderMeer.
presente, secondo la lezione ormai acquisita Qui, con una facilità che rasenta il prodigioso, la
di Margaret Atwood. Al suo esordio letterario, scrittrice si prese la briga di ridisegnare il concetto
Julia Von Lucadou - classe 1982, un po' stesso di cosmogonia a furia di mitologia, autobiografia,
tedesca e un po' americana, molta gavetta autofiction, fantascienza e scienza purissima. Il racconto
in tv e nel cinema come assistente alla si intitola Tredici Modi Di Concepire Lo Spazio-Tempo
regia - dichiara la discendenza con un certo e alla prima riga recita: “In principio era il Verbo e il
orgoglio: "Mi sono formata sui grandi classici Verbo era con Dio e il Verbo era una singolarità pre-
della fantascienza: Orwell, Huxley, Dick… bariogenesi ad alta densità”, a testimonianza di una perizia linguistica e una
ma l'analisi della società umana messa in mente di uno splendore tale da abbacinare con la loro luce. La sua sintassi
scena dal Racconto Dell'Ancella è la più rende quindi luminosissima questa Space Opera, che nasce come bizzarro
chiara e intelligente che abbia mai letto". frutto della scoperta accidentale del festival Eurovision e di una sfida
Più sottesa, ma ugualmente imprescindibile, letteraria lanciata su Twitter. Nient’altro. Il risultato è un’esplosione che ridà
l'ombra lunga di Charlie Brooker. In un vita e voce a Kurt Vonnegut e Douglas Adams, con glitter di Jonathan Swift
mondo pericolosamente prossimo si vive per e tonnellate di glam rock. Un gioco, in apparenza, ma di una densità degna
accumulare punteggi, le emozioni vengono delle supernova migliori.
misurate da tracciatori di attività indossati DANIELE FERRIERO
come bracciali, le giornate scandite da ferree 73/100
regole comportamentali che garantiscano una
perfetta efficienza sul lavoro e un'impeccabile
forma fisica. Sì, lo scenario descritto nelle
pagine de La Tuffatrice ricorda davvero una ELVIA WILK
puntata di Black Mirror. "Viviamo immersi OVAL
in uno stato di continua ansia da prestazione ZONA 42
capitalistica, e la vetrina dei social media,
costringendoci a una costante comparazione Nel panorama attuale, sono pochissimi i riscontri e
con gli altri, non fa che amplificarla". Ma i paragoni attuabili rispetto al lavoro di una penna
c'è chi all'improvviso si sottrae al gioco. Riva quale quella di Wilk. Il suo Oval è difatti un oggettino
Karnovsky, superstar di tuffi acrobatici dai letterario ameno e bizzarro, che si scompone
grattacieli, rinuncia a celebrità e privilegio facilmente nelle sue parti, ma sfugge sempre la presa
per ritirarsi dal mondo. A farla uscire dal suo del catalogo e dell’elenco descrittivo. È speculative
assordante silenzio è chiamata l'ambiziosa fiction e fantascienza, innegabile. Ha le caratteristiche
psicologa Hitomi Yoshida, che la sorveglia del romanzo borghese e famigliare in salsa del tutto
a distanza attraverso le telecamere di contemporanea, verissimo. Però possiede le qualità
cui è disseminato il lussuoso attico che della critica grottesca e satirica. La riflessione giornalistica e cronachistica
l'ex campionessa condivide col marito. rispetto al presente. E persino l’aplomb del saggio politico e sociologico
L'osservazione diventa dialogo immaginario, sulle asperità del tardocapitalismo e la precarietà del lavoro e dell’esistenza.
il dialogo fascinazione, la fascinazione Oltre, ovviamente, a qualche profonda eco metalinguistica e un cumulo di
decadenza. Hitomi comprende la resistenza emozioni che crepitano sottopelle. Sfiora la velocità della luce nella lettura
passiva di Riva a un sistema pervasivo che non e richiama alla mente il magistero di un Ballard o di DeLillo, con una prosa
lascia alternative e scivola con lei nel gorgo più divertita e leggera ma altrettanto acida. Ha ricevuto lodi da Lethem,
lento e caparbio del dissolvimento. Illumina la VanderMeer e Tom McCarthy. Vi aspetta e non dovreste farlo attendere.
discesa una scrittura essenziale e cruda come DANIELE FERRIERO
la luce di un neon prossimo a spegnersi. 81/100
CLAUDIA BONADONNA
72/100

RUMOREMAG.COM | 111

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FUMETTI GIUGNO 2020

PAPER GIRLS
DI BRIAN K. VAUGHAN, CLIFF CHIANG
BAO PUBLISHING

Paper Girls è giunto alla fine. Sei magnifici volumi


cartonati raccolgono la saga di Vaughan (e Chiang)
presentandola al meglio anche a coloro che magari
(possibile?) si sono lasciati sfuggire uno dei fumetti
più originali e singolari degli ultimi tempi. Operando
al di fuori del duopolio Marvel/DC, gli autori hanno
reinventato la fantascienza a fumetti innestandola in un
complesso reticolo di accadimenti “normali” e quotidiani
e a volte, nonostante tutte le differenze del caso, si pensa
a Love & Rockets degli Hernandez. L’approccio realistico,
calato nella vita delle protagoniste, permette infatti agli autori di dare corpo
a una vera e propria space soap piena di effetti speciali e avventure al di
là delle convenzioni. Eppure, nonostante la fortissima consapevolezza pop
degli autori, Paper Girls non è mai banalmente autoreferenziale o volto al
solo secondo grado. Le protagoniste hanno una credibilità emotiva forte, e
da loro non ci si può che aspettare imprese fantastiche e straordinarie.
GIONA A. NAZZARO
87/100

UMBRELLA ACADEMY
PRO – EDIZIONE XXXL DI GERARD WAY – GABRIEL BÁ
BAO PUBLISHING
DI GARTH ENNIS, AMANDA CONNER,
JIMMY PALMIOTTI, PAUL MONUTS La band di Gerard Way, i My Chemical Romance, ma
SALDAPRESS
dubitiamo che lo si debba ricordare proprio ai lettori
Che la Saldapress ci sappia fare nel di “Rumore”, non è certo in testa alle preferenze di chi
presentare in nuova veste grafica e con un segue la nostra rivista. Eppure Way, qualsiasi cosa si
approccio editoriale sempre all’altezza della possa pensare di lui in quanto musicista, che comunque
situazione classici apparentemente noti e non se la passa affatto male, è uno che osa mettersi
amati è risaputo. Fra i lavori di Garth Ennis, in gioco e, all’occasione, sa reinventarsi. Amante dei
autore di fumetti assurti al rango del culto fumetti, ha dato vita alla saga dell’Umbrella Academy
come Preacher e The Boys, Pro non è certo (un chiaro omaggio ai fumetti inglesi degli anni 70),
quello più noto o citato, purtroppo. Ed è qui trasformandola in un successo decisamente planetario
che il tocco Saldapress si fa notare. È noto che grazie anche alla serie televisiva che ne è stata tratta. La Bao raccoglie
Ennis si occupa di supereroi a malincuore, e le avventure dell’accademia dell’ombrello in tre magnifici volumi che
probabilmente lo fa solo quando c’è qualche permettono di apprezzare sino in fondo la generosità dell’immaginazione
scadenza da pagare al volo o per portare di Way il quale, pur omaggiando i suoi modelli, riesce a dare corpo a un
a casa qualche dollaro in più. Non è un immaginario sincretico di grande interesse. Il tratto spigoloso di Bá aderisce
caso che i risultati migliori Ennis li abbia perfettamente all’immaginazione vivida e ricchissima di dettagli di Way.
GIONA A. NAZZARO
ottenuti o distruggendo le classiche icone
Marvel (l’episodio del Punisher Una Banda 84/100
Di Idioti) o riscrivendole completamente
(basti osservare il trattamento riservato a
Thor o a Nick Fury). Pro, diminutivo e gioco
di parole fra professionista e prostituta,
evidenzia il lato femminista e antimacho di
Ennis, quello che nelle serie maschili viene BUFFY L’AMMAZZAVAMPIRI
fuori grondando ultraviolenza e umorismo LA SCUOLA È UN INFERNO VOL. 1
nerissimo. Certo la sottigliezza, i mezzi DI JORDIE BELLAIRE, DAN MORA, RAÚL ANGULO
toni e le sfumature non fanno parte della SALDAPRESS
dotazione dell’autore. E l’ironia è sempre di
grana grossa e ridanciana. Nel raccontare Buffy L’Ammazzavampiri, insieme a E.R., è stato
le avventure di una prostituta supereroina, l’ultimo telefilm a conoscere un successo planetario
Ennis fa letteralmente a pezzi tutta la prima dell’avvento delle serie televisive, null’altro che
retorica degli eroi in calzamaglia. Ci sono telefilm che hanno cambiato forma. Con una fanbase
neonati da allattare, potenziali stupratori da fedele e devota al culto che non ha mai smesso di
tenere a bada e mille altre complicazioni… celebrare i fasti dell’ammazzavampiri interpretata da
superquotidiane. A fare le spese del Sarah Michelle Gellar, inevitabile che le avventure della
trattamento di Ellis è il pantheon DC. Van Helsing al femminile passassero dal piccolo schermo
Superman, Lanterna verde e altri vengono alle pagine dei fumetti. Il primo volume dedicato alle nuove imprese
ridotti a macchiette dell’egocentrismo dell’antieroina creata da Joss Whedon è un reboot della serie ambientato
fallico. Pro è un’eroina tutta working class. in giorni più vicini ai nostri rispetto alla serie originaria. Lungi dall’essere
Se l’umorismo trucido e l’intelligenza un’operazione di puro marketing, permette invece di comprendere in
guerrigliera e politicamente consapevole sono controluce come in fondo il sistema e il codice dei valori di Whedon non
nelle vostre corde, accomodatevi: qui c’è pane potesse non entrare in contrasto con quello del sistema Marvel (i primi due
per i vostri denti. Un’edizione migliore di Pro film della serie degli Avengers sono suoi). Lettura agile e divertente, il libro
non si può proprio immaginare. accarezza i fan di lunga data e solletica i nuovi arrivati.
GIONA A. NAZZARO GIONA A. NAZZARO
88/100 78/100

112 | RUMOREMAG.COM

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A CURA DI
BANDALARGA DIY S ERG IO MES S IN A
letto ri@sergio m essina . c om

DIY

Da quando frequento l'ambiente invece no, che tira il carretto ma questo ambiente sarebbe la prima
della musica mi sono accorto che che nel nostro mondo è tanto volta. E la mia impressione è che la
c'è una discrepanza piuttosto importante quanto chi sta sul palco: fila dei richiedenti sarà assai lunga
spiacevole. Da un lato c'è quella chiunque di voi abbia mai fatto un e prevedibile. Attenzione: bisogna
che merita delle sovvenzioni: tour italiano di qualsiasi genere sa provarci comunque, ma forse
lirica, classica, sagre di paese, esattamente di che tipo di persone aspettarsi qualcosa non sarebbe
contemporanea spesso floscia, sto parlando. E non sono poche. ragionevole. E allora, che si fa?
biennali a partecipazione
clientelare, e l'immenso esercito dei Tutte persone essenziali per diverse Si fa quello che si è sempre fatto:
figli, nipoti e ogni altro genere di ragioni. La più ovvia è che senza di ci si tira insieme e si va avanti.
raccomandato. Dall'altro lato vige loro moriamo pure noi - musicisti, Come sappiamo fare bene: intere
il darwinismo, la sopravvivenza del DJ, artisti, gente che fa visual, poeti, scene musicali importanti, come
più adatto (scaltro, intraprendente, performer a vario titolo. Ma ce ne l'hardcore punk o l'hip hop italiano,
paraculo, ammanicato, geniale, sono altre, forse più importanti. sono cresciute senza sovvenzioni,
corrotto, ecc.). Questo segmento Innanzitutto che queste persone nella totale indifferenza delle
è popolato da alcuni tipi umani stanno tutte le sere da qualche istituzioni, della Siae e dei media
ricorrenti. Il manager squalo, parte a far succedere qualcosa, a nazionali, con pochissime eccezioni.
l'organizzatore tritacarne, il vario titolo. Anche in posti piccoli, Vorrà dire che, come al solito,
businessman sveglio e con pochi dimenticati da Dio, loro sono lì a ci prenderemo cura della nostra
scrupoli, l'indipendente assai fare una cosa utilissima per quel scena musicale da soli. Certo,
intraprendente e via dicendo. posto, per le persone che ci abitano dovremo attivarci immediatamente,
Naturalmente è anche pieno di tutto l'anno, che della Sagra del proporre spettacoli a un prezzo
gente fantastica: fonici bravi, Pizzunno (lumaca locale col guscio ragionevole, andare a suonare in
dedicati e generosi, backliner tartufato) non ne possono più. E zone remote, magari per le spese.
angelici e strabilianti, roadie con poi perché hanno fatto una scelta Non sarebbe la prima volta, e non
cui andresti a scalare l'Everest, di vita analoga alla mia, e questo sarà l'ultima. Perché se non siamo
gestori di piccoli club che fanno me li rende fratelli a vita. Anche mai riusciti a spiegare ai nostri
miracoli, studi di registrazione loro fanno quello che hanno politici l'importanza dei Negazione
gentili e comprensivi. E poi desiderato fare da piccoli, e hanno o dei Massimo Volume mi pare
l'esercito di volontari e sottopagati puntato tutto o quasi sullo stesso difficile che ci riusciamo adesso.
che rendono possibili queste numero. Oggi questo mondo è Ma noi sappiamo che, per essere
situazioni, essenziali per tenere viva in pericolo, e in molti si stanno sicuri che i prossimi Negazione
la scena locale. Organizzatori pieni organizzando per far sentire la abbiano la possibilità di esistere,
di amore per la musica, che hanno propria voce, rivendicare la propria dobbiamo metterci in gioco subito.
speso una vita a spingerla, che esistenza e ottenere un aiuto, un Quindi certo, proviamo a far sentire
avrebbero dovuto ricevere encomi e riconoscimento economico che la nostra voce. Ma sapendo che
onorificienze e che alla fine invece permetta loro di sopravvivere. probabilmente la responsabilità
forse avranno la pensione sociale. Mi sembra giusto, e forse questa finale sarà la nostra: di artisti,
Gente che ha fatto una scelta di potrebbe essere l'occasione buona. addetti e specialmente del pubblico,
vita, a volte temporanea ma spesso Perché in tanti anni che lavoro in cioè voi.

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