Sei sulla pagina 1di 24

Soggetto economico e soggetto giuridico

Isabella Mozzoni

1
Stakeholders – soggetto economico –
soggetto giuridico e governance

Come si comporta l’azienda?


- quali sono i suoi obiettivi
- quali i criteri che guidano le scelte e le
decisioni

2
Contributi e ricompense
Le persone che svolgono attività economica come mezzo
per realizzare i propri fini portano nell’azienda
contributi di diversa natura (lavoro, competenze, risorse
finanziarie) e si aspettano per questo una ricompensa.
Contributi e ricompensa variano nel tempo e possono
avere sia carattere economico che non economico (es
lavoro volontario nel non profit). Tutti questi soggetti
hanno interesse alla salute e alla continuità dell’azienda.
Quelli che chiamiamo stakeholders sono i soggetti in
qualche modo coinvolti nella vita dell’azienda.

3
La teoria degli stakeholders

La capacità delle imprese di perdurare nel tempo


dipende, oltre che dall’operare secondo economicità,
dalla capacità di soddisfare contemporaneamente una
grande quantità di interlocutori.

4
La teoria degli stakeholders
Categorie di stakeholders:
Stakeholders interni (portatori di interesse primari) –
azionisti, manager, lavoratori, associati

Sono definiti istituzionali

5
La teoria degli stakeholders
Categorie di stakeholders:
Stakeholders esterni (primari) – sono fortemente
condizionati dal destino economico dell’azienda –
clienti, fornitori, banche ecc.

Stakeholders esterni (secondari) – comunità territoriali,


governo, sindacati

6
L’assetto istituzionale
Insieme delle strutture e dei meccanismi
relativi alla proprietà, al governo e al
controllo

soggetto economico - proprietà:


“la o le persone fisiche nei cui interessi
prevalenti è gestita l’azienda”.
7
GLI OBIETTIVI
 Massimizzare la soddisfazione degli
interessi del soggetto economico
(persone che hanno il potere di
assumere le decisioni di maggiore
portata), compatibilmente con un
adeguato grado di soddisfazione degli
altri stakeholder (es. clienti, fornitori,
dipendenti)
8
LA GOVERNANCE
L’insieme delle regole e dei vincoli attraverso
cui il soggetto economico esercita il suo potere
di governo e persegue il soddisfacimento dei
propri interessi.
Governo dell’azienda affidato al soggetto
giuridico (coloro che possono validamente
prendere impegni per l’azienda e ne
definiscono le linee strategiche)
9
MODELLI DI GOVERNANCE
 Due variabili chiave:
 composizione della compagine proprietaria,
 stabilità della compagine stessa.

 Due principali modelli di governance:


a. Impresa padronale (proprietà chiusa)
b. Impresa manageriale (proprietà aperta):
- public company (proprietà diffusa)
- impresa consociativa (proprietà ristretta)

10
IMPRESA PADRONALE
 Elementi caratteristici:
 proprietà concentrata e tendenzialmente stabile;
 visibilità dell’imprenditore (=soggetto economico)
che detiene le funzioni di controllo e di governo
dell’impresa

11
IMPRESA PADRONALE
 Obiettivo:
 massimizzare il profitto (dell’imprenditore)

L’obiettivo del massimo profitto vale nell’ambito di tre condizioni che


lo vincolano e limitano

 Vincoli e limitazioni obiettivo:


 interessi e valori extraeconomici (potere, prestigio, benessere
collettivo, crescita culturale, ecc.);
 orizzonte temporale (profitto a breve, profitto a lungo termine);
 propensione al rischio

12
IMPRESA PADRONALE
 Vantaggi:
 vis imprenditoriale
 dedizione
 agilità

 Limiti:
 debolezza finanziaria
 debolezza manageriale

13
IMPRESA MANAGERIALE
 Elementi caratteristici:
 Dissociazione dei ruoli di portatore di capitale di rischio
(azionisti) e di quello direzionale (manager)

chi è il soggetto economico (quali obiettivi)?

14
IMPRESA MANAGERIALE
 Gli azionisti:
 capitale investito = risorse finanziarie
 vogliono massimizzare il profitto
 I manager
 “capitale investito” = capacità professionale
 vogliono:
 Massimizzare la propria remunerazione

 Massimizzare la valorizzazione delle proprie capacità

possono essere interessi contrastanti (profitto vs. crescita)

15
IMPRESA MANAGERIALE
 Il peso relativo con cui gli obiettivi di azionisti e
manager incidono nelle scelte dell’impresa, dipende da
come azionisti e manager si dividono il potere, cioè da
quanto riescono a condizionarsi a vicenda. Nelle
imprese manageriali si possono allora avere due diversi
modelli di corporate governance:
 PUBLIC COMPANY
 IMPRESA CONSOCIATIVA

16
PUBLIC COMPANY
 Elementi caratteristici:
 polverizzazione del capitale tra una moltitudine di
azionisti minimo grado di identificazione
azionista-impresa. (vd grandi imprese USA e
anglosassoni)

E’ l’opposto dell’impresa padronale


 importanza del mercato di Borsa

17
PUBLIC COMPANY
 Vantaggi:
 profilo finanziario: potenziale crescita illimitata
 si affida l’azienda ad un profilo manageriale “capace”
 Limiti:
 Manager-padrone (“da impresa di tutti a impresa di
nessuno”) attenzione al breve periodo e crescita
forzata

Importanza della definizione di adeguati meccanismi


di controllo (decisioni di particolare rilievo prese dal
CdA o Assemblea azionisti, stock options, ecc.)
18
IMPRESA CONSOCIATIVA
 Elementi caratteristici:
 Compagine numerosa ed articolata ma, nella sua parte più
consistente, stabile (nocciolo duro) (vd Giapppone e
Germania)
 nessun singolo azionista ha il controllo
 quota significativa detenuta da operatori finanziari (banche,
fondi di investimento) con prospettive di lungo periodo
 altra quota spesso detenuta da persone con forti interessi nei
confronti dell’impresa (es. famiglia originariamente
proprietaria, ma anche enti pubblici, fornitori, ecc.)

 Continuità dell’impresa come motivo unificante


 Atteggiamento vigile nei confronti del management

19
IMPRESA CONSOCIATIVA
Vantaggi:
 lungimiranza ( stabilità azionariato)
 flessibilità finanziaria e possibilità di accedere al capitale
a basso costo ( presenza di investitori istituzionali)
 azionisti sono interessati ad un controllo più puntuale
dell’operato del management

20
IMPRESA CONSOCIATIVA
 Limiti:

 Elevati gradi di mediazione richiesti al management


(lentezze decisionali, difficoltà nei riorientamenti,
tollerate inefficienze per non turbare il consenso)
 Eccessi di conservatorismo e di prudenza nelle scelte
strategiche (riluttanza a disinvestire da attività in
perdita, scarsa propensione ad investimenti a rischio
elevato)
 Esasperazione dell’orientamento alla crescita a
scapito della redditività e della capacità competitiva
 Limiti alla concorrenza e barriere al cambiamento
21
AZIENDA PUBBLICA
 OBIETTIVO:
 Assicurare a tutti i membri della collettività il
soddisfacimento di bisogni di interesse generale

Chi è il soggetto economico?

22
IL SOGGETTO ECONOMICO
NELLE AZIENDE PUBBLICHE
 Soggetto economico:
 cittadini (clienti e azionisti)
 politici
 dirigenti delle aziende

Elevato grado di complessità di governo (criteri


discrezionali di valutazione dei risultati prendono il
posto del mercato)

23
IL SOGGETTO ECONOMICO
NELLE AZIENDE PUBBLICHE
 “Strumenti” per mantenere equilibrio interno del
soggetto economico e per favorire l’economicità nelle
operazioni:
 Bilanciamento poteri (autonomia vs controllo)
 Sistemi evoluti di gestione e di comunicazione
 Valori condivisi e praticati
 Privatizzazione

24