Sei sulla pagina 1di 22

Conosciamo il vino

Quanto il colore

Il colore del vino dipenda essenzialmente da:


 Tipo di uva impiegata
 Tipo di vinificazione
 Tempo di macerazione (per i vini rossi e rosati)

Il colore è aspetto più evidente del vino che, nell'immediato, conquista assaggiatore e
degustatore: il colore della bevanda è conferito da tutte le sostanze presenti nelle bucce
degli acini d'uva, in particolare da polifenoli, antociani e tannini.

il vino rosso e rosato - dipende dal tempo di macerazione: più a lungo le


bucce macerano nel mosto, più intenso risulterà il colore del vino.
Dosando i tempi di macerazione, è dunque possibile gestire il colore del
vino.

Il vino rosato - appare più chiaro rispetto al vino rosso perché la


macerazione del mosto con le vinacce è parziale o comunque viene
protratta per tempi brevi (vinificazione in rosato). Infatti, i vini rosati si
ottengono, generalmente, attraverso una macerazione blanda (rapida)
di uve a buccia nera. Gli spumanti rosati costituiscono l'unica eccezione:
questi vini possono essere ottenuti anche mediante macerazione di un
mix di uve a bacca bianca e nera.

Il vino bianco - non appare colorato perché il mosto non viene lasciato
macerare insieme alle vinacce (ovvero le parti solide della vendemmia
come buccia e vinaccioli): in questo caso, si parla di vinificazione in
bianco, in cui l'unico elemento utilizzato è il mosto.
Conosciamo il vino

Quanto il sapore

Il sapore del vino può essere stimato anche attraverso l'attenta


osservazione di colore ed intensità: pallido, saturo, leggero, profondo,
molto carico.
In linea generale, al palato, un vino poco colorato, risulta più acido e fine
rispetto ad un vino dalla tinta più intensa. Ancora, un vino molto scuro
sarà più “forte” in termini di alcol, più tannico, zuccherino o grasso.

Quanto il profumo

Il profumo del vino dipende dalla combinazione di più fattori:

aromi primari
Sostanze tipiche delle uve aromatiche (es. Vino moscato)

aromi secondari
Aromi contenuti nell'uva e liberati durante la fermentazione Prodotti
della fermentazione

aromi terziari
Sostanze rilasciate dall'affinamento nelle botti o sviluppate durante
l'invecchiamento in bottiglia
Conosciamo il vino

Caratteristiche specifiche per un miglior approccio.

vino corto

un vino poco persistente, cioè caratterizzato da un retrogusto particolarmente scarso.

vino lungo

caratterizzato da una particolare lunghezza in bocca, ovvero da una importante

persistenza del proprio retrogusto e dei propri aromi in bocca.

vino stretto (puntuto)

un prodotto caratterizzato da una forte e per certi versi eccessiva acidità, dal gusto

particolarmente crudo e aggressivo, pressoché privo di dolcezza.

vino largo

invece sarà caratterizzato dalla seguente struttura: vino caratterizzato da poca acidità,

dal gusto mite e leggero e che si contraddistingue da una discreta dolcezza e

compostezza.

vino caldo

sta ad indicare la sua gradazione alcolica. Un vino caldo sarà dunque un vino che per la

sua gradazione alcolica darà una particolare sensazione di calore in bocca.

vino morbido

sarà invece un vino che avrà raggiunto un eccellente e perfetto equilibrio tra gradazione

alcolica, acidità e tannini. La dolcezza dunque è l’elemento principale che

contraddistingue un vino morbido. Un vino morbido sarà un vino che presenterà una

sensazione di frutto strettamente maturo, dolce e tendenzialmente fragrante. La

morbidezza di un vino segnala dunque l’equilibrio del suo sapore.


vino corto vino lungo vino corto vino lungo
aroma poco persistenza del aroma poco persistenza del
persistente proprio persistente proprio
retrogusto e dei retrogusto e dei
in bocca in bocca
propri aromi in propri aromi in
bocca. bocca.

vino stretto vino largo vino stretto vino largo


gusto gusto poca acidità, gusto
poca acidità, gusto
particolarmente particolarmente
leggero e presenta leggero e presenta
crudo e crudo e
aggressivo, privo una discreta aggressivo, privo una discreta
di dolcezza. dolcezza e di dolcezza. dolcezza e

compostezza. compostezza.

vino caldo vino morbido vino caldo vino morbido


grazie alla sua eccellente e grazie alla sua eccellente e
gradazione alcolica perfetto equilibrio gradazione alcolica perfetto equilibrio
dà una particolare tra gradazione dà una particolare tra gradazione
sensazione alcolica, La sensazione alcolica, La
di calore in bocca. dolcezza dunque è di calore in bocca. dolcezza dunque è
l’elemento l’elemento
principale. principale.
Una coppia sta cenando in un ristorante molto famoso,ad
un certo punto la donna guarda verso il bancone del bar e
con un’espressione molto schifata dice al suo
accompagnatore:
- Lo vedi quell’uomo laggiù? E’ il mio ex marito, beve da
quando abbiamo divorziato 3 anni fa…
Alché l’uomo scioccato risponde:
- Davvero?!? Incredibile… non avevo mai sentito di
qualcuno che avesse festeggiato così a lungo!

Due uomini ubriachi fradici discutono davanti una casa.


Dice uno :"Io abito qui!"
Contesta l'altro :"No,sono io quello che abita qui!"
Svegliata dal fracasso,si affaccia una donna e
arrabbiatissima li rimprovera:
" Bene,bene di nuovo padre e figlio completamente
ubriachi!"
Massime e frasi celebri

Il vino aggiunge un sorriso all'amicizia ed una scintilla all'amore (E. De Amicis)

La verità è nel vino (in vino veritas).

A mano a mano che il vino entra in noi, i segreti ne escono.

Il vino è tanto delicato che nell'acqua affoga.

Meno internet e più cabernet.

Quando il vino fa male, non è colpa del vino.

Rosso di sera .... bianco di mattina.

Mangia da sano e bevi da malato.

Bisogna dire pane al pane e vino al vino.

Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere (C. Baudelaire)

Coscienza: caratteristica dell'uomo, solubile nell'alcool (Anonimo)

Una donna mi ha portato sulla strada del bere e non ho nemmeno avuto la
cortesia di ringraziarla (W.C. Fields)

Io bevo per la sete che avrò (Francois Rabelais)

Quando beviamo ci ubriachiamo, quando siamo ubriachi ci


addormentiamo, quando dormiamo non commettiamo peccati. Allora
ubriachiamoci e andiamo tutti in paradiso! (Brian O'Rourkell)

Non ci può essere un buon modo di vivere dove non c’è un buon modo di
bere (Benjamin Franklin)

Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra


gli idioti (Ernest Hemmingway)

Bevo quando ce n’è l’occasione, e a volte quando non c'è (Miguel De


Cervantes)
Vino porte due Secondo Incontro

Mr. V Lezione #1 - Come degustare il vino


https://www.youtube.com/watch?v=zHxIrwGwyC0

Mr. V è un nobile toscano, che ama il cibo gourmet e il buon vino. È qui oggi per salvarvi da una delle situazioni
più imbarazzanti a tavola: quando il maître chiede di assaggiare il vino. Seguendo i suoi consigli, farete una
figura da veri esperti. Pronti?
http://www.italyamonews.com/2015/08/04/lettura-alla-scoperta-del-vino-italiano-con-traccia-audio/

Lettura/ Alla scoperta del vino italiano


Scritto da P. Gagliano on 04/08/2015. Postato in Letture, Viaggio in Italia

La storia del vino è talmente antica da affondare le proprie


radicinella leggenda. Pare che già i Sumeri si deliziassero il palato
con questa bevanda e dopo di loro gli egiziani, i greci e
romaniinnaffiavano i loro banchetti con “il nettare degli dei”. In Italia
la produzione e la consumazione del vino è altrettanto antica. I Greci
chiamavano l’Italia Enotria, terra del vino, e ancora oggi con i suoi
544 vitigni autoctoni il vino è una peculiarità tipica del territorio e
delle tradizioni italiane. Per questo a Expo Milano 2015 l’Italia ha
deciso di dedicare un intero padiglione al vino, alla sua storia
millenaria e al suo futuro tecnologico.
affondare le proprie radici (is rooted – s’est enraciné) si deliziassero (enjoyed – se
plaisaient) innaffiavano (watered – arrosaient) vitigni (vines -vignes) padiglione (hall)

L’area del Chianti


Realizzato da Vinitaly in collaborazione con il ministero
delle Politiche agricole e progettato dal famoso
architetto Italo Rota, il padiglione offre un percorso
affascinante, interattivo e multisensoriale che si snoda
lungo tre piani: dalla Domus Vini al piano terra, fino
alla Terrazza a copertura della struttura. Passando per
la Biblioteca del Vino al primo piano, un’area
per degustare le grandi produzioni italiane, frutto di
passione e di lavoro, di tradizione e di nuove
tecnologie. Il percorso coinvolge tutti i cinque sensi.
Attraverso suoni, profumi e le grandi rappresentazioni
del vino nelle arti il visitatore si immerge in una
descrizione armonica, ma allo stesso tempo
caleidoscopica, che introduce alla Biblioteca del Vino e
all’Enoteca del futuro dove sono presentate tutte le denominazioni italiane, dal Chianti al Barolo, dal
Brunello di Montalcino al passito di Panteleria.
progettato (designed – conçu) si snoda lungo (runs along – s’articule)degustare (taste
– déguster)coinvolge (involves – implique) si immerge (delves into – plonge dans)

Per scoprire qualcosa in più sul vino italiano, ascoltate la lettura sul Chianti classico di Brolio tratta
dal corso di enogastronomia per stranieri Il Buongustare e rispondete alle domande.

1) Qual è la zona di produzione del Chianti Classico?


2) Di cosa scrivevano il barone Ricasoli e il dottore Cesare Studiati?
3) Dove viveva il Barone Ricasoli?
4) Qual è la formula del Chianti classico?
Buon lavoro!
Vino, lezioni di cultura enologica nel programma scolastico
Presentato un disegno di legge per introdurre come materia a scuola lezioni di storia e cultura del vino. Per
ritrovare le nostre radici e insegnare che bere è qualcosa di molto diverso dallo "sballo". Intanto la Puglia si
candida a fare da apripista con un progetto pilota

Scuola: consigli per un rientro soft


Milioni di bambini e ragazzi tornano sui banchi di scuola: ecco le dritte di medici, nutrizionisti e psicologi per superare lo
stress da rientro. Non esistono ricette miracolose per ottimizzare il rendimento, ma di certo seguire alcune semplici regole
può aiutare a migliorare la concentrazione e ad affrontare al meglio la ripresa degli impegni scolastici e sportivi

Si è persa l'abitudine di consumare vino in famiglia, i ragazzi attorno ai 15 anni consumano alcol almeno
una volta a settimana, ma fuori casa. E lo fanno con la logica dello sballo. Riportiamo il vino nelle case,
nelle scuole, nell'alveo della cultura mediterranea perché il vino non si beve per ubriacarsi, è origine
dell'identità e dell'appartenenza. Facciamolo ritornare ad essere una bevanda popolare". Attilio Scienza,
ordinario di Viticoltura alla facoltà di Agraria all'Università degli Studi di Milano, uno dei massimi esperti di
enologia in Italia, lo dice nel corso della presentazione del disegno di legge per l'insegnamento
obbligatorio della storia e cultura del vino, presentato al Senato.

La storia del vino si candida dunque a diventare materia scolastica nelle scuole primarie e secondarie di
primo e secondo livello. Questo è l'obiettivo del ddl presentato dal senatore Dario Stefano (Sel)
componente della Commissione Agricoltura, che punta a raccontare l'Italia attraverso l'uva e il vino,
componenti essenziali della cultura mediterranea.

Sei gli emendamenti del testo che coinvolgono il Miur (ministero dell'istruzione) per quanto riguarda la
programmazione dei corsi annuali, la didattica e la formazione dei docenti, quantificando in 12,4 milioni le
risorse necessarie per poter istituire un'ora di insegnamento in aula alla settimana dedicata a "Storia e
civiltà del vino".
Un progetto che potrebbe partire a livello sperimentale già dal prossimo anno nelle scuole di alcune
regioni, a partire dalla Puglia e forse anche in Veneto. "E' il momento che l'Italia recuperi la sua
identità perché il vino fa parte della nostra storia - ha detto il senatore Stefano - un elemento da vivere
non dal punto di vista tecnico o enologico ma innanzitutto di cultura".
L'iniziativa legislativa ha ottenuto il plauso dal mondo del vino che ha partecipato alla presentazione al
Senato. "Il vino è storia e tradizione - ha detto Paolo Castelletti, segretario generale Unione Italiana Vini - e
se studiato fin dalle scuole medie può formare i giovani al consumo moderato e portare alla riscoperta del
gusto. E il ddl va in questa direzione".

Secondo Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi "l'obiettivo oggi è far capire quello che c'è dietro il
vino e non solo berlo", mentre Isabella Marinucci di Federvini ha evidenziato che sostenere il vino significa
anche valorizzare i territori di provenienza.
Apprezzamento anche da parte del professore Attilio Scienza: "era ora che arrivasse questa proposta, dopo
che la Francia si è già mossa in questa direzione nel 1991".

"Oltre a raccontare il vino come elemento pregnante della nostra storia, dobbiamo comunicare l'idea che il
vino è un elemento fondamentale dei popoli mediterranei - ha detto ancora Attilio Scienza - e che bere
non deve essere una gratificazione fisica, ma culturale e quindi occorre scoprire la storia che c'è dietro al
vino. Questo abbiamo smesso di trasmetterlo ai giovani, tornare a farlo a scuola è una prima tappa di un
processo che deve essere sviluppato".

Un momento della presentazione del ddl (foto Dire)

Il vino italiano "rappresenta, come nessun altro prodotto, il nostro Paese nel mondo - aggiunge Riccardo
Cotarella, presidente Assoenologi - in Italia ci sono più vini che campanili, è una ricchezza tipicamente
italiana, una trasversalità territoriale e varietale unica al mondo. Attualmente si riscontra un aumento del
livello culturale di chi si avvicina al vino. Il vino si approccia prima con la mente e poi con i sensi. Occorre
bere con intelligenza, nonché sapere del vino. E' il mezzo attraverso il quale si soddisfano, con la cultura, i
sensi e la mente. Insegnare il vino nelle scuole significa anche insegnare il valore di bere conintelligenza e
moderazione".

Questo ddl, conclude Paolo Castelletti, segretario generale Unione Italiana Vini, "è un testo importate dalla
doppia valenza. Alla promozione del patrimonio storico e sociale associa una possibile rilevante azione.
Come riportato nella relazione sui problemi collegati all'alcol, predisposta dal Ministero della Salute,(25
marzo 2016)

http://espresso.repubblica.it/food/dettaglio/vino-lezioni-di-cultura-enologica-nel-programma-
scolastico/2229977.html?refresh_ce
Vino nella Mitologia: Dioniso - Mediterranea

 Serena Maffei
 Il 21 dicembre 2010

Il consumo moderato di vino è un punto forte della dieta
mediterranea: riduce il rischio di malattie cardiovascolari, aiuta a
prevenire l’arteriosclerosi e patologie coronariche, e dulcis in
fundo, è un piacevole modo di scaldare l’atmosfera.
E’ una bevanda che viene festeggiata, offerta in segno di
ospitalità, che riempie e rallegra le feste, senza dubbio un
elemento ricorrente nelle scene di banchetti, festività,
ringraziamenti. Non a caso è un simbolo molto forte anche
nell’Eucarestia Cristiana.
Si trovano riferimenti al vino e alla vendemmia in tantissimi
contesti artistico-letterari, proprio per le sue doti di
“accompagnatore” di situazioni rilassate e festose.
Una affascinante sfaccettatura di questo elemento si rivela nella
mitologia greca, e per assimilazione di questa, anche nella
cultura romana. Il vino era il simbolo di Dioniso, una delle
divinità più complesse dell’Olimpo.
Egli incarna la forza vitale, quindi anche l’energia della Natura
che permetteva all’uomo di ottenere dei raccolti abbondanti che
avrebbero assicurato una stagione agiata.
Incarna la volontà di vita di qualsiasi essere vivente: la fertilità
dell’uomo e della terra.
É facile immaginare quanto fosse importante questa divinità
presso gli antichi Greci.
Certamente doveva essere piacevole festeggiarlo: i riti dionisiaci
sono descritti come dei lunghi cortei in cui ci si esaltava fino alla
frenesia, con l’effetto del vino.
Anche se nell’immaginario comune si pensa a Dioniso come un
giovane ebbro coronato di foglie ed una coppa di vino in mano, la
faccenda sembra essere molto più complicata.
Infatti la leggenda narra che Dioniso fosse nato da una relazione
illecita tra Zeus e una mortale, e per questo Era, moglie del dio,
punì il neonato con la pazzia. Egli vagò fino all’India con un
corteo di satiri e menadi, fondando numerose città, e tornando
verso la Grecia sconfisse molti nemici e sottomise molti popoli e
territori.
Arrivato alle Isole dell’Egeo noleggiò un’imbarcazione da alcuni
marinai, che in realtà erano dei pirati e che cercarono di vendere
il dio come schiavo: questi si difese trasformando l’albero
maestro della nave in una pianta di vite, e se stesso in un leone,
materializzando anche delle belve feroci che si muovevano al
suono di un flauto, mettendo così in fuga i finti marinai.
I riti dionisiaci ripercorrevano infatti le vicende della divinità:
caotici cortei di donne e uomini ebbri di vino vestiti con pelli di
animali, a rappresentare le Menadi ed i Satiri, ballavano insieme
una danza dai ritmi ossessivi, detta ditirambo, suonata con fl auti
e tamburi. Il rito culminava con la caccia e lo sbranamento di una
bestia selvatica.
Secondo alcune fonti nell’Antica Roma, in cui Dioniso era
conosciuto come Bacco, e i riti dionisiaci come Baccanali, il tutto
assumeva un’accezione più erotica e la caccia e lo sbranamento
erano decisamente più cruenti. Il culto di Bacco fu sciolto nel II
secolo a.C. a causa dello scontro con la religione ufficiale, anche
se si continuò a officiarlo come solo culto propiziatorio, privo
della componente misterica.
Nell’ambito dell’arte, Dioniso/Bacco viene raffigurato in linea di
massima come un giovane dai lineamenti molto dolci, quasi
femminili, coronato di foglie d’edera o alloro, o ancora di vite e
grappoli d’uva, solitamente ebbro, con una elegante coppa colma
in mano. E’ attorniato sovente da personaggi danzanti e sensuali,
oppure è sdraiato su un triclino, pare godersi pacatamente
l’attimo, e quasi trasmette la sensazione di rilassatezza che porta
la preziosa bevanda.
Il filo conduttore che lega le opere che illustrano questo soggetto
è il tentativo di rendere la mollezza che deriva dall’abbondanza,
la spensieratezza e l’abbandono intimo dei corpi nel momento
dell’ebbrezza, la frenesia del rito; il tutto coronato da calici e
brocche ricolmi di vino, vassoi e piatti con grappoli d’uva e
lucidi frutti di ogni tipo.
Questo può avvenire in disparati modi a seconda del periodo e a
seconda della volontà dell’artista: Caravaggio ad esempio scelse
di rappresentare un Bacco languido, che trasmettesse il piacere di
momenti sciolti e suadenti. Rubens invece nei suoi dipinti ed
incisioni accentua l’opulenza, il turbinio erotico che deriva
dall’ebbrezza, grazie a una linea più brulicante e mossa. Tiziano,
attraverso una gamma cromatica più accesa raffigura Bacco
insieme alla sua sposa Arianna, e dinamizza la scena rendendo
proprio l’idea del corteo festante.
Nelle ceramiche greche il movimento è intuibile invece
attraverso piccoli dettagli, dal momento che le figure sono
generalmente più stilizzate e statiche; mentre nella statuari a, sia
classica che moderna la materia prende forme morbide, che bene
incarnano e rendono giustizia al mito del Dio del Vino e
dell’Uva, un mito che non è mai passato di moda e che ha
affascinato i più grandi maestri, nonché i più semplici estimatori
della piacevole bevanda.

http://www.mediterraneaonline.eu/il-vino-nella-mitologia-dioniso
"Dalla Dea Vite a Bacco": la vite e l'uva
nella mitologia classica
Ravenna, 28.10.2010, di Giorgia Lagosti

Si dice uva e si pensa a Bacco, ma in realtà…

In principio fu una donna, la dea Vite della saga di Gilgamesh.


Poi fu la volta di Orotalt e infine del greco Dioniso.
Ecco la storia nascosta nel grappolo d’uva che in questa stagione campeggia sulle nostre tavole.

A fine pasto noi italiani ci facciamo spesso conquistare dagli acini d’uva, possibilmente accompagnati da
un saporito formaggio grana, mentre sorseggiamo uno o più bicchieri di buon vino, bianco o rosso che sia.

Nel bel paese non abbiamo davvero che l’imbarazzo della scelta: tutto merito di Bacco?
Non proprio…

La vite e il suo frutto erano venerati ben prima che il culto del dio prendesse piede presso i Romani.

Certo, direte voi, gli dei romani vengono pari pari da quelli greci: non è quindi una grande scoperta che a Roma
Bacco abbia preso il posto di Dioniso, il più giovane figlio immortale dell’olimpico Zeus. Ma in realtà questo
culto ha origini ben più remote.

Già i Sumeri adoravano una dea nota come Dea Vite o Madre Vite.

Viene perfino citata nella saga di Gilgamesh: è a questa divinità femminile intenta a mescere il vino che
l’eroe si rivolge per chiedere come conquistare l’immortalità.
La vite quindi come simbolo di gioventù e vita eterna.

Ma la vite è anche albero della conoscenza: nel corpo di leggi ebraiche non scritte, ma tramandate
oralmente, questa pianta è il simbolo della scienza del bene e del male.

È una sorta di albero cosmico: avvolge i cieli dove le stelle


sono i suoi acini.

E sempre rimanendo nella zona della mezza luna fertile, la


Mesopotamia, Erodoto ricorda che gli Arabi adoravano un
Dio dei grappoli chiamato Orotalt.

Presso gli Ittiti si chiamava invece Dulukbaba.

Ma senz’altro la divinità a noi più nota è il greco Dioniso.


Un culto il suo che ha però un’origine cretese.

Nell'isola sono infatti state rinvenute tracce diun diffuso culto del vino connesso a quello del toro, l'animale
che è uno dei simboli di Dioniso che giungeva alle sue fedeli con “impetuoso piede di toro”.

Le sue baccanti, durante le cerimonie, invase dal Dio, ne invocavano e cantavano la presenza riproducendone il
mitico corteo di sileni, satiri e ninfe.

E questo avveniva più volte all’anno perché il ciclo delle celebrazioni in onore del Dio aveva tre momenti,
che allegoricamente richiamavano la sua nascita, morte e resurrezione.

Si iniziava a dicembre con le dionisie rurali in cui si assaggiava e mesceva il vino.


Poi a gennaio si svolgeva nell’agorà di Atene la cerimonia della nascita del vino che richiamava la nascita
di Dioniso dalla coscia di Zeus.

E in primavera si celebravano le Anthesteria, tre giorni in cui si ricordava il suo ritorno dagli
inferi:secondo una leggenda Dionisio fu infatti fatto a pezzi e le sue membra bruciate, ma da quelle ceneri
crebbe una pianta, la sacra vite appunto, di cui noi ancor oggi gustiamo i frutti.

http://www.mondodelgusto.it/2010/10/28/dalla-dea-vite-bacco-
vite-uva-nella-mitologia-classica/
http://www.dallapartedelgusto.com/it/tecniche/abbinamentovinoc
ibo-tecniche.htm

sito molto buono

https://www.quattrocalici.it/conoscere-il-vino/il-vino-e-i-dessert/
https://www.quattrocalici.it/

https://www.wikihow.it/Abbinare-il-Vino-al-Cibo

http://www.fisarmontecarlo.it/category/rubriche/abbinamenti -
cibo/