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veneto

Periodico informativo dellAssociazione Italiana Sommelier del Veneto www.aisveneto.it

La

Svizzera enologica

IL VENETO AL 300x100

Il reportage della quarta edizione dellevento clou di Ais Veneto Vincono Erica Sottoriva e Mauro Massarin Lannata 2009 sotto i riflettori nelledizione del decennale

MIGLIOR SOMMELIER

Vini e mercato in Svizzera: un osservatorio privilegiato per analizzare le dinamiche del settore in un paese molto aperto e concorrenziale

ANTEPRIMA AMARONE

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Anno 15 - Numero 1 - Marzo 2013 - Periodico Trimestrale - Poste Italiane S.p.A./Sped.A.P. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) - art.1 comma1 - NE/TV - Contiene I.P. - Prezzo di copertina 2,5

Guardare al futuro consapevoli di essere una grande associazione


Cari amici, un saluto e un congedo da queste pagine che ho occupato amorevolmente per tanti anni. Vivo il dispiacere di non poter completare il mio (e il nostro) progetto, proseguendo fino a fine mandato e portando a compimento lobiettivo di consegnare al futuro unAis Veneto vigorosa e in salute. Un rammarico che ancora mi perseguita e non mi fa trovar ragione e pace. Non siamo tutti delle stesse idee, ma, con maggior buon senso, tutto poteva essere gestito in modo meno tumultuoso e pi ragionevole. Un percorso tortuoso che ha arrecato tanta amarezza e contrasti non consoni ad unassociazione come la nostra. Devo molto ad Ais Veneto: mi ha fatto conoscere e, mi auguro, anche apprezzare. Trentanni di attivit, tanta dedizione e tanto attaccamento con lo scopo principale di tenere alta la nostra bandiera associativa. Ora mi rendo conto di aver profuso - unitamente alla mia squadra - tutto il mio impegno senza lesinare tempo, forze e convinzione. Una passione costante che ha dato frutti riconoscibili e riscontrabili. A voi dico di continuare a voler bene a quest associazione. Sono un sommelier e sar sempre in mezzo a voi perch ci sono ancora molti margini di miglioramento e perfezionamento. Il mio un congedo, non un abbandono. Un carissimo e affettuoso abbraccio, Dino Marchi

Gentili colleghi, questa mie poche righe in apertura de Il Sommelier Veneto sono legate allavvicendamento che sta attraversando la nostra associazione. Come avrete letto nella convocazione dellassemblea allegata a questo numero ci attende infatti a breve il rinnovo della presidenza regionale. Questa occasione sar motivo in queste settimane per guardarci dentro, per leggere quello che siamo o non siamo riusciti ad essere, una opportunit per fare dei bilanci e guardare al futuro, cercando di interpretare le attese. I tempi e alcune dolorose vicende interne non hanno facilitato il percorso con cui siamo arrivati a questo appuntamento. Hanno dato per a tutto il Direttivo Regionale la consapevolezza che siamo e continueremo ad essere una grande associazione, che sa fare quadrato e rimboccarsi le maniche quando c bisogno, che pu ancora contare sullaiuto di tante persone che credono nellimpegno gratuito e nella lealt. E comunque un momento delicato, indubbio, dove a volte la fantasia rischia di superare il naturale desiderio di rinnovamento, dimenticando quanto di buono stato fatto fino adesso, o peggio alimentando lamentose Cassandre di cui il Veneto non ha proprio bisogno. Mi appello per questo al senso di responsabilit, da parte di tutti. E questo lunico modo che abbiamo per raccogliere ed onorare il testimone che ci lascia il nostro Dino Marchi, per guardare avanti e continuare a sostenere a testa alta il nostro Ais Veneto. Prima di scappare al mare ricordate che vi aspettiamo numerosi al voto. Marco Aldegheri - Vice Presidente Ais Veneto
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lappunto
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Asolo Prosecco DOCG Superiore

veneto
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in questo numero
Le Opinioni
IL SOMMELIER VENETO PERIODICO dell'Associazione Italiana Sommelier del Veneto PROPRIETARIO Associazione Italiana Sommelier del Veneto VIA ROMA, 45/2 31044 Montebelluna (Tv) Presidente E Direttore Responsabile DINO MARCHI editorE E CONCESSIONARIA PUBBLICITARIA EDIMARCA SAS STRADA COMUNALE DELLE CORTI, 54 31100 Treviso Tel 0422 305764 Fax 0422 426343 info@edimarca.it IN REDAZIONE PAOLO COLOMBO redazione1@edimarca.it Tel 347 6987498 LAURA TUVERI lauratnews@gmail.com TEL. 338 3162365 Grafica Marika Reginato Immagini Fotografiche TUTTI GLI ENTI E I CONSORZI CITATI NEI TESTI, GARDIN&MAZZOLI Antonio Campanella Anno 15 - MARZO 2013 Periodico Trimestrale Registrazione Tribunale Treviso n. 1042 del 23 ottobre 1997 Iscrizione R.O.C. n. 14021 Poste Italiane S.p.A. Sped. A.P. d.l. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1 comma 1 NE/TV

Lappunto di Dino Marchi e Marco Aldegheri

Associazione
Trecento principi al Castello 15 Erica la migliore dei professionisti Arrigoni primo ad Auronzo 17 20

I bordolesi veneti e francesi 21 Docg, il gusto incontra la qualit 23 Vinitaly, biglietti super scontati per i soci Longarone: ecco i rossi e i dolci premiati 23 27 Il servizio servito 26

Superiore in bellezza, qualit e prestigio


Superior in beauty, quality, and prestige

Focus
Svizzera Market di Paolo Colombo 28

Pagine AIS
Notizie, avvenimenti, curiosit dalle Delegazioni territoriali venete 37

Cronache dal Gusto


Alla scoperta di Wachau, nobili vini dAustria di Nicola Bonera Anteprima Amarone 2009: il decennale Il nuovo corso del biologico 60 67 70

Rubriche
La bacheca Enovit a cura di Paolo Bortolazzi Mondo Olio a cura di Fabio Poli 6 7 13 57 58

Il Goloso Curioso: I preziosi segreti del tonno di Morello Pecchioli Lavorincorso: Lattitudine alla spumantizzazione di Pavana e Boschera di Emanuele Serafin e Stefano Soligo

www.loredangasparini.it info@loredangasparini.it

labacheca
Appuntamento a Mantova con i vini Passiti
La Mostra nazionale dei Vini Passiti e da Meditazione (Volta Mantovana dal 25 al 28 aprile) levento immancabile per chi ama i vini passiti e le delizie del territorio. Si parte dal banco dassaggio dove esperti sommelier e analisti sensoriali consiglieranno e spiegheranno i vini in mostra tra eccellenze nazionali e internazionali. Capofila per lestero saranno il Madeira portoghese e i vini cileni, seguiti da EisWein, Porto e passiti Sudafricani, ovviamente accompagnati dai nostri vini nazionali, vero cuore della manifestazione. Numerose le degustazioni guidate, dedicate agli abbinamenti con cioccolato, formaggi e prodotti del territorio. Ingresso 5 euro. Informazioni e prenotazioni su www.vinipassiti.com, per curiosit e chiarimenti scrivete a info@vinipassiti.com o telefonate allo 0376/839431.

Il Fresco Villa Sandi


Il Fresco, un nome che diventato esso stesso un brand, ad indicare le fresche e fragranti bollicine, simbolo di uno stile di vita italiano e con il quale Villa Sandi festeggia lo straordinario risultato ottenuto confermandosi per lottava volta Prosecco dellanno in Germania secondo la rivista specializzata Weinwirtschaft. Qualit, posizionamento ed un packaging moderno, ma rassicurante, sono i parametri che hanno consentito a Il Fresco Prosecco Doc Villa Sandi di conquistare ancora una volta il primo posto. Il Fresco Ros, presentato nella primavera del 2012, ha incontrato da subito il favore dei consumatori italiani ed ha trovato il mercato estero ideale negli Stati Uniti dove entrato nelle carte vini e nei programmi speciali di molti hotel e resort. Packaging avvincente e bottiglia di grande appeal invitano a stappare le spumeggianti e briose bollicine, perfette per tutte le occasioni. E, con la primavera 2013, Il Fresco si presenta con un Prosecco Spumante Doc Millesimato Extra Dry, ideale per accogliere la bella stagione e che esordir alla ProWein e al Vinitaly. Prowein Halle 3 P61 Vinitaly Pad. 6 E4

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Prosegue il nostro viaggio nel variegato mondo della produzione veneta. Le aziende che desiderassero segnalare i propri prodotti possono contattare i delegati provinciali o il curatore della rubrica. Hanno Collaborato: Maria Grazia Melegari, Alessandro Fiorini, Fabio Poli, Luciano Boldrin, Marco Aldegheri, Wladimiro Gobbo
Perlit Brut - Maximilian I Cantina di Soave Cantina di Soave un colosso di stazza europea, che abbiamo imparato a conoscere per il suo inscindibile legame col territorio di appartenenza, che il nome richiama inequivocabilmente. Unazienda legata mani e piedi alla tradizione delle uve veronesi, rosse comprese a giudicare dai consensi che Amarone anche qui riscuote sempre pi spesso. Per questo Perlit, nuovo brut dedicato al canale Horeca, diventa inevitabilmente un bel tema di discussione, grazie ad un

a cura di Paolo Bortolazzi

ENOVITA
piccoli sorsi di innovazione
in qualche vigneto. Lo hanno perci individuato e selezionato distinguendo i tre diversi cloni, ovvero dal peduncolo rosso, scuro e il forner; hanno poi sperimentato limpianto e la lavorazione pi idonea per la zona del Montello con il suo ferretto, il tipico terreno rosso, da loro sempre mantenuto vivo con una coltivazione rispettosa che prevede anche lutilizzo di micorrize, un insieme di microorganismi che fortifica lapparato radicale della pianta riducendo al minimo il ricorso alla chimica, ristabilendo un naturale equilibrio. Un lavoro complesso, svolto non da soli, che ha portato alla nuova valorizzazione di questo vitigno tendenzialmente silvestris nelle caratteristiche. Ecco dunque il 2011, porpora fitta e luccicante che sfuma ai bordi in violaceo. Pregevole intensit orientata su frutta e fiori rossi, ribes e rosa, che presentano un elegante speziato vegetale, cannella e rabarbaro. Palato asciutto e caldo, fresco e morbido, dal tannino signorile, persistenza ben avvertibile su ricordo speziato vegetale proposto al naso. Prezzo: 8,00 Serafini e Vidotto - Via L. Carrer, 8 31040 Nervesa della Battaglia - TV Tel. 0422 443281 serafinievidotto@serafinievidotto.com www.serafinievidotto.com Ros Cuve dei Frati 2009 Brut Metodo Classico Ca dei Frati Sono passati ormai pi di 70 anni da quando Felice Dal Cero acquist il primo ettaro in terra di Lugana, nel 1969 le prime etichette. Ora gli ettari di propriet sono 120, circa 30 quelli in affitto a sud del lago e dal 2005 13 ettari nella Valpolicella orientale. Ai nipoti Igino, Verduzzo vino biologico Igt Veneto Orientale - Le Carline LAzienda Le Carline si trova nel cuore del Comprensorio Lison Pramaggiore. Dal 1993 Daniele Piccinin ha avviato la conversione totale allagricoltura biologica adottando protocolli di conduzione agronomica con limpiego di sole sostanze presenti in natura, escludendo prodotti di sintesi e di origine chimica. Nella consolidata produzione di Lison Classico Docg, Prosecco, Pinot grigio, Merlot, Refosco, Cabernet, fa il suo esordio questo Verduzzo che riporta in etichetta la dicituravino biologico e il logo biologico europeo, essendo tra laltro il suo produttore, la prima cantina veneta a uscire in commercio con questa importante novit. Si ritiene opportuno precisare che in base al nuovo Regolamento di Esecuzione UE n203/2012 la filiera produttiva adesso completa: essa certifica tutte le tecniche di produzione e vinificazione biologica oltre a consentire lutilizzo sulle etichette del termine succitato. Verduzzo 100%, densit dimpianto 3800 ceppi/ha a guyot capovolto con una resa di 120 ql/ha; vendemmia manuale a fine Settembre. In cantina criomacerazione sulle bucce per 24 ore, pressatura soffice e fermentazione a bassa temperatura per 15 gg, affinamento di alcuni mesi a contatto con la feccia fine e illimpidimento in acciaio. Giallo paglierino

ENOVITA
piccoli sorsi di innovazione
dorato, sentori di fiori di sambuco, di acacia e di mela verde, lieve scia minerale. Piacevole al gusto, morbido, fresco e sapido, di media persistenza, di pronta beva. Ottimo come aperitivo e in abbinamento a primi con verdure. Prezzo: 5,00 Azienda Agricola Le Carline Via Carline 24 - 30020 Pramaggiore - VE Tel. 0421799741 info@lecarline.com- www.lecarline.com Pi Rosso 2010 - Veneto Igt Tenuta Santa Giuliana La tenuta situata a Villa del Conte, un comune a 30 km a nord di Padova, nellarea nota come Alta Padovana. Nella stessa zona si trova anche lantico vigneto Serego Alighieri dove crescono le uve dalle quali nasce questo vino. Il terreno, che presenta concentrazioni di carbonato di calcio, localmente indicato c o m e Caranto, dal latino c a r i s sasso ed composto di strati di limo pressato alternati a strati compatti di sabbia, la cui origine risale al Quaternario quando la pianura venetofriulana era ricoperta dal mare. Merlot, cabernet franc, cabernet sauvignon e un 10% di refosco dal peduncolo rosso, che completa e rende originale il taglio bordo-

cia, e una singolare nota tropicale che lo rende molto attraente. Il Mller gli d probabilmente le note semi-aromatiche e la durella il nerbo, la mineralit gessosa. Una lunga sosta di 6 mesi sui lieviti e il formato magnum, lunico previsto, fanno poi il resto in questo singolare Charmat dalla spuma fine, che alterna morbidezza del palato a note amaricanti, e strizza locchio senza farne mistero a distratti avventori di happy hour, per trascinarli sulla retta via di altre pi ambiziose bollicine marchiate Cantina di Soave. Prezzo: 20,00 , solo formato magnum Cantina di Soave s.a.c. Viale Vittoria, 100 - 37038 Soave - VR Tel. 045 6139811 cantina@cantinasoave.it www.cantinadisoave.it Recantina 2011 - Igt delle Venezie - Serafini e Vidotto Alla base ce il bisogno di preservare il legame con il passato ed i suoi forti valori; a tal scopo fondamentale sono professionalit e determinazione. A Francesco e ad Antonello, o meglio Serafini e Vidotto, non mancano certo n luna n laltra virt; venuto loro naturale quindi impegnarsi in prima fila nella rinascita della Recantina. Si tratta di un vitigno di cui si legge lesistenza fino al 1800, quasi scomparso nel 1900 ma sopravvissuto inconsapevolmente

uvaggio piuttosto dissacrante, almeno per i puristi dellest veronese, un mix al 50% di durella e, udite udite, Mller Thurgau. Ma anche vino creativo, provocante, di grande interesse perch riesce a leggere al meglio lesigenza di andare incontro allevoluzione del gusto che i degustatori incalliti come noi spesso trascurano. Lo fa offrendo profumi intensi, fragranti, immediati, di agrumi dolci, di pera, di pesca e di litchie, poi fiori, biancospino e mentuc-

Gian Franco e Anna Maria lonore per la capacit, la creativit e la caparbiet nellaver creato tante ben note etichette. I Frati innanzitutto, il Lugana con solo affinamento in acciaio, che ti colpisce per la frutta al naso, ora proposto anche nella versione con cinque anni di affinamento in bottiglia; il Brolettino, Lugana affinato in legno; il Pratto che un Brolettino personalizzato con chardonnay e sauvignon; il Ronchedone, marzemino, sangiovese e un tocco di cabernet che affina per 14 mesi in barrique, un rosso di rara eleganza in terra di bianchi. Dagli stessi filari poi, anticipando la vendemmia per spingere la freschezza e con linserimento del groppello si ottiene il Rosa dei Frati. Stesso uvaggio e ancora maggior attenzione in vendemmia anche per lultimo nato il Ros Cuve dei Frati 2009, un brut metodo classico che affina 24 mesi sui lieviti. Di color cipolla di Tropea scarico, si presenta al naso con note tostate, nocciola e brioche, in bocca fresco, sapido, di buona struttura e persistente. Il dinamismo dellazienda non si ferma qui, a Vinitaly 2013 verr presentato lAmarone 2008, in vendita en primeur gi a fine anno. Prezzo: 17,20 Azienda Agricola Ca dei Frati Via Frati, 22 25019 Lugana di Sirmione - BS Tel. 030 919468 - Fax 030 9197072 info@cadeifrati.it - www.cadeifrati.it

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20 CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE VINITALY 2012

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lese classico. Fermentazione in acciaio per circa 20 giorni nei quali vengono eseguite operazioni di rimontaggio e delestages, successivamente affina per 12 mesi in barrique di Allier di primo passaggio. Di colore rosso rubino, quasi impenetrabile, al naso si presenta fine ed elegante, con sentori di rosa, viola, marasca e mora. Di grande impatto la presenza balsamica che risale incessantemente dal bicchiere, alternando i profumi della frutta e dei fiori a quelli delle note tostate della barrique. In bocca, il frutto domina il sorso corposo e appagante, il tannino deciso bene si armonizza con la parte glicerica. Sapidit e freschezza in ottimo equilibrio ne contraddistinguono il carattere, donando al vino una piacevole bevibilit e unottima persistenza. Lo consigliamo in abbinamento con le carni rosse o con un Branzi stagionato delle valli bergamasche. Prezzo: 30,00 Tenuta Santa Giuliana Azienda Agricola di Fantinato Liana Via Marconi, 25 - 35010 Villa Del Conte - PD Tel. 049 5999288 - Fax 049 5999294 Cell. 335 287022 info@tenutasantagiuliana.it www.piurosso.it C Fiui 2011 - Valpolicella Doc Corte SantAlda A Mezzane di Sotto, sulla dorsale est della vallata, c il corpo principale dei 40 ettari di Corte SantAlda coltivati dalla Sig.ra Marinella Camerani e famiglia. Oltre alla vite, trovano spazio ulivi, ciliegi, un piccolo orto e il bosco, tutto con un equilibrio al quale Marinella ha mirato sin dallinizio della sua attivit. La campagna, ci spiega, va vissuta, interpretata e rispettata, senza alcuna forzatura. Luniformit non natura, ogni pianta ha una propria Gloria Gottardi, ex gestori di uno dei pi noti e apprezzati ristoranti del bassanese e non solo, il Pulierin. Grazie alla loro grande passione e forse anche agli studi in agrotecnica decidono nel 1999 di realizzare un sogno di nome Contr Soarda, una tenuta di circa 12 ha a 300 mt di altitudine sulle colline di San Michele a Bassano. I primi anni di vita dellazienda sono dedicati alla sistemazione della tenuta e alla costruzione della cantina, una struttura architettonica unica ispirata a Gaud, che seduce il visitatore per sinuosit ed eleganza. I terreni sui quali sorgono le viti di vespaiolo, marzemino nero, carmenere, pinot nero e merlot sono di origine vulcanica, ricchi di minerali con elevata capacit idroscopica e parte di un microclima particolare originato dallinversione termica dalle correnti provenienti dalla Valsugana. Durante la degustazione ci ha colpito in modo particolare il Vignasilan 2009, 100% vespaiola che affina per due anni in acciaio; macedonia di agrumi, mela verde, ginestra e basilico sapientemente fusi alla nota minerale in un bouquet fine, elegante ed intenso. In bocca le note dolci degli agrumi sostenute dalla sapidit e da una

premiata con:

GRAN MEDAGLIA DORO a CORPUS


Amarone della Valpolicella Classico d.o.c. Vendemmia 2000

MEDAGLIA DARGENTO a DOLCE DI CREM


Spumante a Metodo Classico Millesimato 2003

DIPLOMA DI GRAN MENZIONE a BARRICAIA


Brut Spumante a Metodo Classico Millesimato 2003

evoluzione, per questo lintervento in vigna deve essere diverso e i suoi vigneti sembrano difformi, lontani da quello standard cui siamo abituati. Bandito lutilizzo di sistemici e diserbi, le pratiche agricole prevedono operazioni inusuali, come lutilizzo di una soluzione di acqua e propoli per disinfettare la potatura, o i sovesci a file alterne per mantenere la vigoria delle piante. stato ridotto al minimo lintervento sulle foglie con il solo utilizzo di silice e zolfo, cos come minime sono le pratiche di cantina dove la fermentazione avviene con i soli lieviti autoctoni. Il Valpolicella C Fiui certificato prima biologico, poi dal 2010 anche biodinamico, risultato cristallino, di colore rosso rubino vivace, con sentori olfattivi netti di fiori (geranio) e frutta rossa, amalgamati in un balsamico-minerale molto elegante e fine. In bocca si esprime al meglio, colpisce il binomio morbidezza (data dal corpo) e freschezza, con un tannino presente ma non invadente e una sapidit che lo rende piacevolmente lungo. Prezzo: 11,00 Azienda Agricola Corte SantAlda Localit Fioi - Via Capovilla, 28 37030 Mezzane di Sotto - VR Tel. 045 8880006 - Fax 045 8880477 info@cortesantalda.it www.cortesantalda.it Vignasilan 2009 Breganze Vespaiolo Superiore Doc Vignaioli Contr Soarda Nella splendida cornice delle colline vicentine abbiamo incontrato Mirco e

VINITALY 2013 7-10 Aprile Padiglione 5 Stand D4


VILLA RINALDI Via S. Lorenzo 74 - 37038 Soave (VR) - www.villarinaldi.it

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freschezza tipicamente varietale creano un sorso piacevole, appagante, quasi succoso. Un vino caratterizzato dal vitigno e dal territorio, dove intensit ed eleganza sono i principali caratteri distintivi. Prezzo: 14,50 Vignaioli Contr Soarda Strada Soarda, 26 36061 San Michele di Bassano del Grappa - VI Tel. e Fax 0424 505562 info.contrasoarda.it - www.contrasoarda.it Redentor 2008 Rosato di Raboso sui lieviti Vino Spumante Brut Tessre Tessre ovvero tutti i volti del raboso, Emanuela Bincoletto vale a dire passione per la terra e i suoi frutti. Binomio inscindibile per il territorio del Piave, in quel di Noventa, laddove il sacro fiume comincia a sentire il mare e i terreni pesanti di calcare ed argilla sono bisognosi di dedizione. Dote che in questa azienda non manca a tal punto da applicare metodologie di biodinamica in vigneto e biologiche per i suoi frutti. Lavorazioni che gi da molti anni hanno portato ad avere impianti con pi di 5000 ceppi per ettaro ed una produzione inferiore a due kg di uva per pianta. Scopriamo quindi lultima dizionale perch non sboccato e pertanto proposto con i lieviti o meglio colfondo. Poposta originale che prevede unelevazione di ben 48 mesi, per palati ricercati ma anche per chi vuole gusti naturali. Un mosaico color oro antico ricco di sfumature che anticipa profumi articolati, complessi e altres evoluti che toccano sia la frutta gialla matura, susina, sia la rossa un po acerba, prugna, con ricordi di nespola, agrumi canditi e frutta secca come la noce e il suo mallo. Le fragranze richiamano il pan brioche e i fiori gialli assolati. Conferma al sorso, nel quale il tempo ha domato il timbro rabioso con succosa morbidezza nonostante il pas dose che ospita una piacevole sapidit, riconfermata nella persistenza di carattere. Prezzo: 10,00 Tessre - Loc. Santa Teresina Via Bassette, 51 30020 Noventa di Piave - VE Tel. 0421 320438 info@tessereonline.it www.tessereonline.it Amarone della Valpolicella Doc 2008 - Marco Mosconi Marco Mosconi ha fondato la sua azienda ad appena ventanni, nel 2006, tra le vigne di garganega in localit Paradiso, vicino allantica Pieve di Santa Giustina di Illasi. Come molti figli di viticoltori, produce in proprio con le uve prima conferite alle cantine sociali. Un esordio classico in Val dIllasi, dove la viticoltura ha una storica tradizione, ma, in questo caso, da annotare la rapidit con cui il giovane produttore ha raggiunto la maturit espressiva con uno stile personale e nitido che ci ha affascinato; dapprima con i Soave, e oggi con la gamma dei Valpolicella, prodotti dai vigneti collinari in localit Montecurto. Tra

Hanno Collaborato: Matteo Guidorizzi

a cura di Fabio Poli

novit e approfondimenti sullextravergine doliva

versione del raboso offerta da questa azienda: nuova, in quanto da rifermentazione in bottiglia, metodo classico, e tra-

questi, emerge su tutti lo splendido Amarone 2008. Elegante e austero irretisce il naso con il frutto scuro, speziato e maturo del corvinone (unito in maggioranza alla corvina nel blend che prevede anche rondinella, oseleta e croatina). Nessun cedimento, in bocca, al residuo zuccherino: secco e intessuto di tannini fitti e se ne apprezza la leggiadra eleganza nel sorso compatto e tuttavia privo delle eccessive concentrazioni piuttosto diffuse nella Valpolicella orientale. Una tenace acidit accompagna il sorso equilibrato e cangiante di marasca, china ed eucalipto. Pu fare ancora molta strada e racconta della profonda vocazione di un giovane che nasconde nel cassetto due diplomi: uno di geometra e uno di tromba, conseguito al Conservatorio. Marco cura la vigna e sente il suo vino come un progetto sperimentale o un brano musicale, dove tecnica e arte si fondono. Prezzo: 45,00 Azienda Agricola Marco Mosconi Loc. Paradiso, 5 - 37031 Illasi - VR Tel. e Fax 045 7834080 info@marcomosconi.it www.marcomosconi.it

Olio extravergine Garda Dop Cantina Caorsa Forse non tutti sanno che la Cantina Caorsa di Affi, oltre ad essere il ben noto produttore di Bardolino, lo spumante Graffio ne un esempio, produce anche Olio extra vergine di oliva. La Cantina legata alla galassia CALV, il Consorzio Agrario Lombardo Veneto, il pi importante consorzio agrario italiano, una soluzione per una agricoltura sostenibile in tempi di globalizzazione e di multinazionali alimentari. CALV in grado di certificare tutta la filiera agroalimentare, tutta italiana, dal seme alla pasta Valle del Grano, per esempio, da solo grano duro italiano, dalloliva allolio nel nostro caso, arrivando fino alla distribuzione con la rete dei punti vendita Bottega Amica. Le olive dei soci conferitori di Caorsa sono di cultivar Casaliva; lolio al naso un fruttato leggero di mandorla dolce, erba appena tagliata e fiori di campo; in bocca setoso, ha un piccante medio discreto e persistente, perfetto su un branzino al sale ma anche su un pesce di lago. Prezzo: 12,50 - 750 ml Cantina Caorsa con spaccio aziendale Loc. Caorsa,14 37010 Affi - VR Tel. 045 7235522 Bottega di Campagna Amica Viale del Lavoro 52 37135 Verona Tel. 045/8202592 info@calv.it - www.calv.it

Val Mezzane Olio extravergine di oliva - Val Mezzane La Cooperativa Val Mezzane nasce nel 1977 per commercializzare le ciliegie di questa piccola vallata dellest veronese, associa una quarantina di produttori di cui solo una decina sono anche produttori di olive per una produzione annuale di circa 30 ql di olio. La cooperativa per ragione di costi ha rinunciato alla Dop e per la commercializzazione si appoggia al consorzio di secondo grado COLLIS (Cantina di Colognola ai Colli e Cantine dei Colli Berici di Lonigo, Barbarano Vicentino e San Bonifacio, e Cevico, importante consorzio di secondo grado di Lugo di Romagna). Lolio un blend di grignano, frantoio, leccino, casaliva e nostrana, al naso si avverte un erbaceo gentile con leggera nota agrumata, in bocca decisamente dolce, con un amaro appena suggerito ed un piccante delicato che entra piano e rimane a lungo, sentori di mela bianca assai piacevoli ed adatti anche ai pi piccini. Prezzo: 11,00 - 750 ml Cooperativa Agricola Val Mezzane Via Leon, 1 Mezzane di Sotto - VR Tel. 045 8880353 www.valmezzane.it

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MondoOlio realizzato in collaborazione con AIPO www.aipoverona.it

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le aziende informano

ASSOCIAZIONE

Vigna Rda: la tradizione dei Colli Euganei


Una realt emergente del territorio, che coniuga la ricchezza di terreni particolarmente vocati alla viticoltura con un lavoro attento e curato sin dalla vigna
Lazienda Vigna Rda, nata nel 2000, una delle realt emergenti dei Colli Euganei, terra generosa e molto mediterranea, particolarmente vocata alla viticoltura, che riesce a trasmettere ai vini, nei rossi in particolare, una solarit insolita a queste altitudini. A guidarla sono Gianni Strazzacappa e la moglie Elena che, dopo aver riconvertito i vigneti di famiglia, si sono posti da subito lobiettivo di produrre uve di alta qualit secondo un progetto innovativo che coniughi tradizione e modernit.

Trecento principi al Castello


ne naturale tra le singole piante e la conseguente produzione di una minore quantit di grappoli, condizione essenziale per ottenere uve perfette. Lazienda coltiva 18 ettari a vigneto, con variet come gli autoctoni Fior dArancio e Serprino oltre agli internazionali Merlot, Cabernet e Chardonnay, per una produzione annua di 70 mila bottiglie, molte delle quali destinate allexport, con mercati principali come Austria e Germania, e di recente con aperture di nuovi contatti anche verso il promettente Giappone. Pur essendo considerata unazienda di tipo convenzionale spiega Gianni Strazzacappa , dove parte delle uve vengono acquistate da fornitori della zona, curiamo con molta attenzione il lavoro in vigna, con concimazione a base di letame, la lotta integrata e riducendo al minimo il ciclo dei trattamenti fitosanitari in modo da coltivare la vigna sempre a bassissimo impatto ambientale. Vengono ridotte al minimo anche le operazioni di cantina, perch siamo convinti che il vino di alta qualit si ottenga prima di tutto in vigneto. Vigna Rda produce vini tipici della zona dei Colli Euganei, come il Fior dArancio, nelle variet spumante e passito, il Moscato secco, il Serprino, nonch vini con uve di vitigni internazionali con cui produce lo Scarlatto (Merlot 60%, Cabernet 40%), vino di punta dellazienda, e il Ca Zamira (Chardonnay). La nostra necessit attuale continua Strazzacappa quella di potenziare la vendita sui mercati esteri, sia quelli nuovi come il Brasile che quelli dellest Europa come Polonia, Ungheria e Slovacchia. Per questo saremo presenti questanno al Vinitaly ed il prossimo allInternational Wine Festival in Austria. In ambito locale, invece, puntiamo molto sulleffetto trainante offerto sia dalla vicina zona turistico-termale di Abano e Montegrotto che dallo splendido scenario naturale del Parco dei Colli Euganei e per questo due anni fa abbiano aperto per i nostri ospiti una nuova sala di degustazione dove offriamo agli eno appassionati i nostri prodotti assieme a specialit del posto come il prosciutto di Montagnana ed il Grana Padano dop.

La storia che si mescola alla modernit, la tradizione a braccetto con il nuovo che avanza. E un mix sicuramente di grande effetto quello che anche questanno andato in scena lo scorso 9 marzo nella splendida cornice del millenario Castello di Susegana (fu eretto nel 1110) per la quarta edizione de Il Veneto al 300x100, manifestazione principe di Ais Veneto, organizzata con il sostegno di Amorim Cork Italia, della Cassa di Risparmio del Veneto e di Agriventure. Ma i veri principi, i

Quarta edizione de Il Veneto al 300x100, il meglio della produzione regionale selezionato dalle commissioni di degustazione di Ais Veneto

Sfruttando la ricchezza dei terreni calcarei tipici della zona, che consente lopportunit di coltivare in modo orientato e mirato le diverse variet di vite, stata, infatti, aumentata la densit di ceppi per ettaro per favorire la competizio-

Azienda Vitivinicola Strazzacappa Gianni Via Monte Versa, 1569 35030 VO (PD) Tel e Fax 049 9940228 info@vignaroda.com www.vignaroda.com

protagonisti dellevento, sono stati loro: i trecento vini selezionati dalle commissioni di degustazione di cento aziende del Veneto. Non un caso che proprie in queste terre la famiglia Collalto, padrona di casa, inizi la coltivazione della vite sin dal Medioevo. Proprio a sugellare la ricchezza dellantichissima cultura della vite, un prodotto che legato a doppio filo con la tradizione ed il lavoro delluomo in vigna, con le evoluzioni moderne del gusto e del mercato, anche questanno i sommelier hanno voluto legare levento-mostra del top della produzione con momenti di approfondimento e di confronto. Primo fra tutti il convegno Mondo Vino, un nuovo format che si propone di analizzare

proprio queste evoluzioni del mercato e di conseguenza del lavoro del sommelier. Altro momento tradizionale della manifestazione stato il concorso per il miglior sommelier del Veneto, nelle due categorie professionisti e non professionisti, momento sempre molto atteso sia per lo spettacolo delle prove vissute in diretta dal pubblico che per valutare il grado di preparazione della sommellerie moderna, da sempre un punto di riferimento nel settore del vino.
Italia e Svizzera a confronto

Il convegno, dedicato questanno alla Svizzera (di cui approfondiamo il tema nel nostro Focus a pag. 28)

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e tanti tappi!

ha analizzato analogie e differenze tra i due paesi, confrontando il ruolo del sommelier e la promozione del vino sul mercato svizzero. Un tema complesso, difficile da analizzare, ma che pu offrire interessanti spunti per il nostro lavoro quotidiano ha affermato in apertura di giornata il vice presidente di Ais Veneto Marco Aldegheri. Dopo il saluto della padrona di casa, principessa Maria de la Trinidad di Collalto, del sindaco di Susegana, Vincenza Scarpa, e di Fabio Ortolan, vice presidente della Cassa di Risparmio del Veneto, si quindi entrati nel vivo della discussione con lintervento di Ezio De Bernardi, sommelier ed oggi direttore commerciale di Valsangiacomo Vini, realt enologica di riferimento della Svizzera italiana, che ha voluto sottolineare come il sommelier debba essere sempre curioso, con una continua voglia di crescere ed imparare. De Bernardi ha quindi proseguito spiegando come il Canton Ticino da qualche anno abbia riconosciuto la figura del sommelier professionista a livello legale, che a breve sar valido anche in tutta la confederazione Svizzera, tra i primi paesi al mondo ad riconoscere legalmente la figura del sommelier. Francesco Tettamanti, direttore di Ticinowine, ente promotore dei vini ticinesi, ha invece voluto evidenziare come il mercato enologico della svizzera italiana sia oggi un anticipo di quello che potr divenire il mercato italiano nei prossimi anni, con lentrata in commercio di produzioni vinicole provenienti da tutta Europa e da tutto il mondo. Una situazione che rischia di appiattire fortemente la scelta del consumatore finale, che avr pi difficolt a trovare vini provenienti da piccole produzioni di qualit mentre le grandi distribuzioni faranno la parte del leone. La parola infine passata ad Antonello Maietta, presidente

nazionale Ais, che ha ricordato come la comunicazione sia il fattore principale della professione del sommelier e che lAis, in quasi 50 anni di attivit, ha fatto di questo un punto dorgoglio, grazie soprattutto ai sommelier non professionisti che con la loro passione hanno promosso la cultura del vino anche al grande pubblico. E levento Il Veneto al 300x100, che in questa edizione ha richiamato, nonostante la pioggia, ben 1500 visitatori, la dimostrazione pi alta di questa passione.
300 vini per 100 aziende

Anche per questa edizione Il Veneto al 300 x 100 ha aderito ad Etico, il progetto di raccolta e riciclo dei tappi in sughero usati promosso da Amorim Cork Italia, partner dellevento. In ogni sala del Castello sono infatti stati posizionati dei contenitori di cartone dedicati alla raccolta dei tappi accumulati nel corso della giornata. Il materiale raccolto sar dapprima smistato e selezionato e infine riciclato come prodotto base delle malte di granulo di sughero per lisolamento termico e acustico degli edifici, consentendo cos di

donare nuova vita a questa preziosissima materia prima. Il ricavato della vendita dei tappi alle aziende specializzate nel riciclo sar devoluto a sostegno di alcune onlus del territorio.
Nei calici non solo Veneto

Ottimo infine il risultato delle due degustazioni guidate, dedicate al Merlot del Canton Ticino e ai vini di Croazia e Argentina, due appuntamenti che hanno voluto sottolineare come il vino possa essere un elemento fondamentale per conoscere realt molto diverse tra loro, permettendo ad ognuno di ampliare i confini della propria cultura, non solo enologica.

Il ruolo centrale della manifestazione stato giocato, come detto, dalle 100 aziende provenienti da tutto il Veneto, aree note e meno note, selezionate in base alle degustazioni ufficiali compiute dalle commissioni di Ais Veneto nel corso del 2012. Ad accompagnare i vini, anche i prodotti tipici veneti che i visitatori giunti al Castello di San Salvatore hanno potuto assaporare. Innanzitutto Crocca in Bocca, croccanti sfoglie di pane, quindi la Soppressa Trevigiana firmata Borgoluce, la Casatella Dop ed i migliori formaggi veneti offerti dalla Latteria Soligo, i Fasolari di Chioggia e il Branzino di Pirano Fonda. Si sono potute assaporare anche le golosit del Consorzio del Radicchio Rosso di Treviso e di Castelfranco Igp. Prezioso anche il sostegno offerto dal Gruppo Panificatori Trevigiani. Per chiudere in dolcezza, gli studenti dellIPSSAR Massimo Alberini di Lancenigo (TV) hanno offerto ai presenti alcune dolci specialit di pasticceria secca, accompagnata dallElisir Gambrinus. Lacqua stata offerta da Ferro Wines Distribuzione, il caff dalla ditta trevigiana Manuel Caff, mentre lAccademia Luigi Bormioli ha messo a disposizioni i calici per le degustazioni.

Erica la migliore dei professionisti

Ancora una donna, ancora vicentina, la miglior sommelier professionista del Veneto. E la trentaseienne Erica Sottoriva, titolare, assieme al marito Umberto De Toni, della Trattoria Al Moraro di Vicenza. Giovanni Niero, che lavora allEnoteca Piave di Spinea (VE), giunto secondo, terzo Enrico Fiorini del ristorante Al Borgo di Cerea (VR). Il giovanissimo Mauro Massarin, 27enne della delegazione di Treviso, ha vinto fra i non professionisti, seguito ex aequo, dalla vicentina Paola Dalle Mulle e dal veneziano Andrea Lamponi, non nuovi a questo concorso. Visibilmente soddisfatti i delegati di Vicenza, Roberta Moresco, e di Treviso, Arno Galeazzi. In tredici hanno partecipato alle

Emozione alle stelle per chi si cimenta al concorso, premio Amorim Cork, e per chi assiste alle prove
semifinali andate in scena la mattina. Sempre molto seguita la finale, con compiti che mettono a dura prova professionalit e nervi dei concorrenti, sempre e comprensibilmente emozionatissimi. Un parterre, formato prevalentemente di colleghi, che fa il tifo per chi osa gareggiare. Alla fine prevalgono

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Comune di Volta Mantovana

Volta Mantovana
25, 26, 27, 28 Aprile 2013

Pro Loco Voltese

La commozione di Erica Sottoriva allannuncio della sua vittoria

Il podio dei professionisti con Enrico Fiorini e Giovanni Niero, assieme a Carlos Santos e Antonello Maietta

Erica e Mauro, che a luglio, voleranno in Portogallo per un viaggio-studio offerto da Amorim Cork Italia, sponsor del premio. Lamministratore delegato Carlo Santos, far da cicerone nella sua terra, orgoglioso di esserlo, patria del sughero e del Porthos. Per tutti e due lacrime di gioia difficili da contenere. Erica, seconda al concorso 2012, era davvero emozionatissima quando stata proclamata vincitrice. Per lei la cosa pi importante nel suo lavoro comunicare con passione il mondo del vino, proponendo non solo le etichette pi note, ma soprattutto i vitigni autoctoni non sempre conosciuti come meriterebbero. Passione che vuole trasmettere anche ai figli, in ogni campo della vita. Il trevigiano Mauro Massarin, ad un passo dal diventare professionista, da sempre occupato nel settore della ristorazione, lavora al ristorante Perch di Roncade. Diplomato allistituto alberghiero, vorrebbe diven-

In questa XI Edizione
Erica Sottoriva riceve il premio come miglior sommelier professionista del Veneto 2013 da Carlos Santos

Rassegna e banco dassaggio dei vini passiti da tutta Italia Degustazioni guidate con abbinamenti e ampia mostra mercato Ospite di questanno i Vini Passiti del Cile e il Madeira dal Portogallo

tare una figura completa, un punto di riferimento a 360 gradi per il cliente. Cercare sempre con passione il migliore abbinamento fra cibo e vino la sua sfida quotidiana. Il concorso stata condotto e presieduto da Cristiano Cini, responsabile dellarea formazione e concorsi di Ais nazionale. Con lui in giuria anche Antonello Maietta, presidente nazionale Ais, Marco Visentin (primo a Charme Sommelier 2007), Dante Brancaleoni, delegato Ais Rovigo, Giampaolo Breda, relatore Ais Venezia, e Stefano Cipolato, miglior sommelier professionista del Veneto nel 2008.

Possibilit di menu convenzionati

Mostra Nazionale

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Il vincitore fra i sommelier non professionisti Mauro Massarin I tre premiati nella categoria non professionisti

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Arrigoni primo ad Auronzo


di Mario De Pra

Terza coppa di sci Ais Veneto. Certo questanno il tempo non stato clemente, in particolare sabato 2 febbraio quando una ventina di sommelier ha affrontato la gara di slalom in due manche sotto una nevicata eccezionale. Ci siamo trovati invece in cinquanta per la straordinaria serata del venerd che ha dato il via alla due giorni. La scelta della stessa location, lArt Bar Ribotta di Ivana Zandegiacomo, ai piedi delle piste del monte Agudo, ha aggiunto un tocco di familiarit allevento. La qualit dei vini, individuati dal delegato di Belluno, Roberto Ferro, ha di certo portato la serata ad un livello professionale piuttosto elevato. La degustazione, dunque, e il dibattito sul tema Possono i bordolesi del Veneto competere con i pi blasonati cugini doltralpe? iniziato con la sapiente introduzione di Dino Marchi che ha fornito

Sotto la neve la terza coppa di sci Ais Veneto. Primi nella combinata ex aequo Denise e Michele Casanova e Maria Poli e Manuela De Bernardin. Pesce vince nelle degustazioni
agli astanti una vera e propria lezione sul Bordeaux. I vini proposti alla cieca, in ordine casuale, tra veneti e francesi, hanno impegnato a fondo i degustatori fino alla cena. Una maniera di stare assieme e di confrontarsi, questo stato il pregio dellirripetibile serata. La mattina, sotto la neve, la manifestazione entrata nel vivo con la gara in pista preparata dai maestri dello Sci Club Auronzo e, a seguire, per la combinata, la degustazione, sempre ala cieca, di due vini e un distillato. Il vincitore dello slalom stato Marco Arrigoni, quarto nella combinata; Gianni Pesce, primo nella degustazione e sesto nella combinata. Il trofeo della combinata andato ex-aequo ai fratelli Denise e Michele Casanova, Maria Poli e Manuela De Bernardin. Un premio stato riconosciuto anche alloutsider Marco De Paoli che, fuori gara, ha ottenuto il miglior tempo nello sci. La festa poi continuata fino a sera, quando abbiamo lasciato Auronzo con larrivederci al 2014.
LArt Bar Ribotta Ivana Zandegiacomo e Massimo Favat

Le due coppie vincitrici del trofeo della combinata

Gianni Pesce, primo classificato alla degustazione

Sci maschile Degustazione Combinata 1 Marco De Paoli (F.C.) 1 Gianni Pesce 1 Michele e Denise Casanova 1 Marco Arrigoni 2 Casanova Denise 2 Maria De Poli Manuela De Bernardin 1 Miro Dal Farra 3 Arno Galleazzi 3 Gloria Gavric 2 Moreno Zanetto 4 Frigo 4 Ferro - Galleazzi 3 Michele Casanova 5 Maria Poli 5 Marco Arrigoni 4 Roberto Ferro 6 Moreno Zanetto 6 Moreno Zanetto 5 Mario De Pra 7 Marco Arrigoni 7 Gianni Pesce 6 Veronese Vasco 8 Maria Marchetto 8 Frigo - Veronese 7 Gianni Pesce 9 Marchetto - De Pra
Marco Arrigoni, primo classificato alla gara di slalom

I bordolesi veneti e francesi


Va premesso che indubbiamente i vini a base cabernet e merlot, potenti e destinati a durare, sono identificativi della viticoltura francese del Bordeaux. Questo metodo negli anni stato esportato in varie parti del mondo e riguarda da vicino anche lenologia nazionale nelle varie regioni, dal Trentino alla Sicilia, con una buona presenza in Veneto. Quindi Bordeaux quale punto di riferimento dellenologia mondiale, da almeno tre secoli, ma con radici molto pi lontane. La storia millenaria si concretizza oggi negli Chteau Margaux, Lafite, Latour e Yquem. Grandi vini rossi animati dalla potenza del merlot e del cabernet sauvignon, cardine del bordolese, ma anche cabernet franc e

di Mario De Pra

Il confronto nei risultati della degustazione curata da Dino Marchi

Sci femminile 1 Anna De Simoi - 2 M. De Bernardin - 3 Gloria Gavric

petit verdot. Percentuali diverse per ogni area, con il merlot che la fa da padrone nel Pomerol, il cabernet sauvignon nel Mdoc e il cabernet franc che marca i vini di Saint-million. Com noto, la classificazione del 1855 indica le premier cru classe e la legge del 1935 regolamenta le denominazioni di origine territoriale. Con la storia finiamo qui, per entrare nel vivo della degustazione dei vini curata da Dino Marchi.

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I VINI DEGUSTATI
Chteau La Cardonne, Cru Bourgeois 2005 - Mdoc. Vitigno dominante cabernet sauvignon accompagnato da merlot. Dal colore profondo al naso viaggia fra il minerale, lerbaceo e lo speziato. Manca del frutto. Al gusto equilibrato e potente. Chteau Batailley, Gran Cru Classe 2009 - Pauillac. Capitale vinicola del Mdoc. Vigneti che degradano verso la Gironda. Qua ci sono tre Premier Gran Cru Classe. E lo stile del Mdoc con un colore rosso rubino e fraseggi granato. Al naso presenta caratteri fruttati del cassis accompagnati da cuoio e spezie aromatiche. Gusto equilibrato ed elegante. Pontac Lynch 2010 - Margaux. Colore rosso rubino concentrato. Un naso dolce e fruttato del cassis che accompagna note erbacee e un bouquet che lo rende complesso e fine. Il gusto secco, note pseudo caloriche equilibrate e sensazioni di un tannino dolce e intrigante. Nero dArcole 2009 - Arcole. Merlot 80%, cabernet sauvignon 10%, altri. Appassimento delle uve per 40/45 giorni, 9 mesi in tonneau e botti grandi. Ciliegia, cacao, tabacco, spezie e molto fruttato. Si nota la filosofia di chi lo produce. Profondo il colore rosso rubino. Naso complesso rappresentato dal fruttato maturo e dalla confettura. Note speziate che si perdono nel frutto sotto spirito fino a sensazioni eteree. Lappassimento importante non dona equilibrio al gusto. Villa Capodilista Rosso Colli Euganei 2009 - Conte Emo Capodilista. Merlot e cabernet evidenziano con carattere la tipicit. Un viaggio odoroso delle terre di origine dove si evidenzia la mineralit e la freschezza, accompagnate da tocchi fruttati di mirtillo e da note balsamiche. Il gusto dimostra carattere ed eleganza. Fratta 2008 - Maculan. Cabernet sauvignon 65% e merlot 35%. Rubino dai riflessi sanguigni. Naso fitto ed elegante intessuto di viole, ribes, erbe officinali, chiodi di garofano, legno balsamico, pepe, liquirizia. Gusto ricco di acidit e di tannini perfettamente integrati. Chiude con sensazioni di spezie e grafite. Un anno in barrique. Guido Manara 2007 - Manara. Cabernet sauvignon 70%, merlot 20%, croatina 10%. Colore inchiostro. Naso potente e balsamico con confettura di amarene, sciroppo di frutti di bosco, spezie, tabacco dolce. Gusto di grande concentrazione, con tannini dolci e nobili, minerale e generosa nota alcolica. Molto persistente. Capo di Stato 2007 - Loredan Gasparini. Da un vigneto del 1946 e con prima produzione nel 1964. Cabernet sauvignon, merlot, cabernet franc, malbec. Colore rosso rubino e riflessi granato non accentuati. Naso erbaceo e minerale ma anche fruttato e speziato e balsamico. Gusto rappresentato da tannini levigati e rotondi. Gemola 2007 - Vignalta. Colore rosso rubino e riflessi granato. Il naso complesso e fine con sentori di more e ribes nero, ma anche peperone, balsamico e cuoio misto a sensazioni di cacao. Gusto persistente e bilanciato con finale di menta e liquirizia.

Docg, il gusto incontra la qualit


Nuovo appuntamento con Docg: eccellenza italiana nel mondo, secondo atteso simposio dedicato interamente alle etichette italiane pi prestigiose. Lo propone la delegazione Ais di Padova. Banchi dassaggio, degustazioni guidate e non, convegni. Il tutto andr in scena domenica 21 aprile presso lAbbazia di Praglia, antico monastero benedettino dellXI secolo, situato nella campagna padovana alle falde del Monte Lonzina in comune di Teolo, nei pressi di Abano Terme. Attualmente lAbbazia un centro di eccellenza nel settore del restauro dei libri antichi e ospita la Biblioteca nazionale. Obiettivo della manifestazione favorire il confronto tra aziende e consumatori per un reciproco scambio di opinioni in un clima disteso ed elegante. Levento, con inizio alle 9,30, si aprir con il convegno intitolato Qualit e tipicit: comunicare il valore di un vino. Qualit significa molte cose. E rispetto, devozione per le antiche tradizioni, ma anche instancabile ricerca del meglio. E cura meticolosa di ogni dettaglio, in ogni momento della produzione. Ma anche un elemento imprescindibile in grado di imporsi sui mercati di tutto il mondo. E poi carattere, musica di colori, di sapori, di aromi. E cultura della pazienza. Questi e altri temi verranno affrontati dai relatori nel corso del convegno. Dalle ore 11 alle 20 spazio ai banchi dassaggio di circa

Seconda edizione, organizzata dalla delegazione di Padova allAbbazia di Praglia, della kermesse che mette in vetrina le migliori etichette italiane

cento aziende che racconteranno i loro prodotti deccellenza. Anche in questa seconda edizione alcuni esclusivi appuntamenti la faranno da padrone. Da non perdere Nel bicchiere di Roberto Gardini, degustazioni guidate di alcuni vini importanti a cura del noto sommelier professionista. Infine, al buon vino sar abbinato il buon cibo con degustazioni di tipicit gastronomiche venete e padovane, fra cui prosciutti artigianali e formaggi, prodotti da forno e dolci della tradizione. Il programma completo della kermesse nel sito di Ais Veneto www.aisveneto.it.

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o anno e dello scors

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Vinitaly, biglietti super scontati per i soci


Condizioni particolarmente vantaggiose per gli associati Ais, da questanno, per lacquisto del biglietto dingresso alla fiera Vinitaly (Verona, 7-10 aprile). Tutti gli iscritti in regola con la quota associativa per il 2013 avranno diritto a comprare il biglietto di ingresso al costo di 15 euro, invece di 50. La prenotazione verr effettuata online sul sito www.vinitaly.com. Lingresso valido per una sola giornata, a scelta tra luned 8, marted 9 o mercoled 10 aprile. Il biglietto non consentir laccesso per domenica 7 aprile. Per questa giornata sar possibile acquistare un altro tagliando presso la sede centrale di Ais al costo di 20 euro. Info: 02-2846237 e ais@aisitalia.it.
Premio Carta dei vini

Tutte le iniziative legate ad Ais Veneto per la prossima edizione della manifestazione veronese, in programma dal 7 al 10 aprile

Maschio, e Stefano Andreotti, in rappresentanza di Bormioli Luigi. Partner del premio anche Dersut Caff.
Bonaventura Maschio premia i corsisti

Luned 8 aprile, alle 16, lo stand della Regione Veneto accoglie la cerimonia di premiazione del concorso La migliore Carta dei vini e la migliore Carta dei distillati della ristorazione del Veneto. Ideato da Ais Veneto, il concorso giunto alla quinta e lente veneziano da sempre patrocina liniziativa. A premiare i vincitori ci saranno il direttore marketing di Santa Margherita, Stefano Silenzi, Andrea Maschio, titolare della Bonaventura

Il Vinitaly ospita anche la premiazione dei primi due classificati tra i corsisti Ais Veneto di 1 e 2 livello che hanno partecipato al corso di aggiornamento dal tema Distillati italiani e internazionali: classificazione, produzione, analisi sensoriale. Avr luogo presso il padiglione della storica distilleria di Gaiarine (padiglione 6, Stand C4) luned 8 aprile alle 11.

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FORMAZIONE

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Il servizio servito
Lo scorso 19 e 20 gennaio, presso il Ristorante La Bulesca di Rubano (Padova) si svolto il consueto seminario sulle tecniche di servizio di Ais Veneto, un mini-corso che, lo ricordiamo, ha lobiettivo di affinare le capacit dei sommelier in diversi contesti operativi: ristorazione, bar, enoteche, servizi

Ecco i nomi degli idonei allultimo seminario sulle tecniche di servizio di Ais Veneto
(Vicenza), Christian Laiti (Verona), Marcello Leder (Padova), Maurogiulian Longo (Verona), Massimo Marinello (Padova), Silvia Menoncin (Padova), Antonio Nicolin (Vicenza), Carla Panciroli (Verona), Marino Preite (Verona), Alberto Rasi (Padova), Alessandra Righetti (Verona), Paolo Rossi (Vicenza), Sabrina Salotto (Venezia), Francesco Sanna (Verona), Andrea Soffiati (Verona), Alice Spimpolo (Vicenza), Carlo Tagliaro (Verona), Ivana Toma (Padova), Tullio Valmassoi (Belluno), Adriana Zorzi (Venezia).

Longarone: ecco i rossi e i dolci premiati


Per colpa di un refuso in fase di stampa, nello scorso numero non stato pubblicato lelenco dei vini rossi, giovani e maturi, e di quelli dolci selezionati per il VIII Concorso enologico della fiera Sapori Italiani di Longarone, giunta alla sua XII edizione (3-15 ottobre scorsi), che ha visto ancora una volta Ais Veneto in campo con i suoi degustatori ufficiali. Ce ne scusiamo con gli

Ais Veneto ancora partner di Sapori Italiani nella selezione dei vini del Concorso enologico
interessati e i lettori e provvediamo a rettificare proponendolo in questa pagina.

VIII Concorso Enologico SaPORI ITALIANI 2012


CLASS. DENOMINAZIONE rosso giovane PUNTEGGIO

1 COLMELLO MONTELLO E COLLI ASOLANI DOC 2011 RECANTINA 2 DE LORENZI REFOSCO DAL PEDUNCOLO ROSSO DOC 2011 3 AZ.AGR.DE BACCO ROSSO IGT DELLE DOLOMITI 2011 CUSS 3 CAVIT TRENTINO DOC MARZEMINO 2011 BOTTEGA DEI VINAI 4 LORENZON ESPEDITO CARMENERE DOC DEL PIAVE 2011 4 LE MANZANE CABERNET FRANC IGT 5 BIASIOTTO ANDREA CABERNET FRANC IGT 6 AZ.AGR. DE BACCO VANDUJA IGT DELLE DOLOMITI 2011 7 BASEI MASSIMILIANO PINOT NERO IGT DEL VENETO 2011
CLASS. DENOMINAZIONE rosso MATURI PUNTEGGIO

esterni. Lo scopo didattico-pratico da raggiungere la ricerca omogenea del servizio completando conoscenze e modalit gi in possesso. La partecipazione al Seminario resa obbligatoria a tutti i componenti iscritti nel Gruppo Servizi ed ha lo scopo dellaggiornamento oltre al risultato di idoneit. Ecco lelenco completo dei 35 sommelier risultati idonei al seminario dopo la prova orale e pratica: Silvia Adami (Verona), Viviana Alver (Belluno), Aminta Bacchin (Treviso), Andrea Bagatella (Padova), Andrea Bergamaschi (Verona), Nicola Broccardo (Vicenza), Davide Bubola (Treviso), Stefano Cagnotto (Padova), Barbara Campese (Treviso), Ezio Cavattoni (Verona), Federico Cocchetto (Treviso), Igino De Bovi (Padova), Roberta De Felip (Belluno), Monica Framba (Verona), Sandro Gallina (Venezia), Chiara Lain

Vini e valori veneti: nasce la nuova associazione


Si chiama Vini e Valori Veneti ed la nuova associazione finalizzata alla promozione dei vini del Veneto a cui hanno aderito il Consorzio del Soave, del Durello, dellArcole, del Merlara e del Gambellara, cogliendo lopportunit offerta dallultimo bando del Psr Misura 133. Strategie condivise sulla base di precisi programmi che avranno come obbiettivo quello di divulgare il sapere della qualit. E evidente che negli ultimi anni il sistema vitivinicolo veneto soprattutto in questarea fa notare Carlo Bressan, responsabile del progetto Vini e Valori Veneti, nonch gi presidente del Consorzio dellArcole stato interessato da una profonda trasformazione. Industriali e commercianti si confrontano con continuit per ottimizzare risorse e redditi e le cantine cooperative condividono con sempre maggior dettaglio obiettivi produttivi. E quindi normale che anche i consorzi cerchino delle nuove risposte aggregative per analizzare al meglio un mercato sempre pi attento al fattore prezzo.

1 TOMMASI AMARONE 2007 2 TOMMASI VALPOLICELLA SUPERIORE DOC RIPASSO 3 PIAN DELLE VETTE IGT DELLE DOLOMITI GNOME 2009 4 VEnEGAZZU FALCONERA 2009 5 BELLENDA COLLI CONEGLIANO ROSSO DOCG 2007 6 SANTA MARGHERITA LISON PRAMAGGIORE DOC REFOSCO 2010 6 CAVIT TRENTINO DOC LAGREIN DUNKELL 2010 7 AZ.AGR.VIECELI IGT DELLE DOLOMITI NERO GENTILE 8 LORENZON ESPEDITO PIAVE DOC 2008 RABOSO 9 BASEI VENETO IGT RABOSO
CLASS. DENOMINAZIONE DOLCI PUNTEGGIO

1 CAVIT TRENTINO DOC 2010 MOSCATO GIALLO S.VIGILIO 2 CONTE EMO DI CAPODILISTA FIOR DARANCIO SPUMANTE COLLI EUGANEI DOCG 3 BIASIOTTO GOCCE DORO MOSTO DUVA 3 ESPEDITO LORENZON RABOSO PASSITO DEL VENETO IGT 2007 4 LIESSI GIUSEPPE REFRONTOLO PASSITO DOC COL DEI MULIN 5 LE MANZANE MARZEMINO COLLI TREVIGIANI

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Svizzera Market
Un approfondimento ragionato sul mercato enologico elvetico che, grazie alla sua apertura alle importazioni, rappresenta un osservatorio interessante sulle dinamiche concorrenziali. E non solo.

focus

Non c progresso senza confronto. E in un mercato ormai globalizzato il confronto vuol dire rapportarsi con diverse realt al di fuori dei propri confini. Anche perch, diciamolo, nel settore del vino la tendenza italiana quella dellautarchia, del bere solo prodotti di casa nostra (quasi il 90%). Ma c, invece, l fuori tutto un mondo che aspetta di essere scoperto. E, magari, nel confronto diretto, di offrire spunti, idee e riflessioni interessanti, magari da replicare e mettere in pratica anche qui. E su questi presupposti che Ais Veneto da sempre, attraverso i suoi viaggi-studio, sostiene la necessit di conoscere meglio anche altre realt vinicole. Cominciata da qualche numero anche qui, sulla nostra rivista, grazie alla rubrica Alla scoperta di che cerca di analizzare territori enologici esteri forse ancora poco noti (in Germania, Ungheria, persino in Palestina nello scorso numero ed in questo in Austria). E continuata durante la recente edizione de Il 300x100 con un convegno intitolato Mondo Vino, un format che Ais vuole portare avanti proprio con lidea di approfondire meglio la conoscenza di mercati diversi, di altre sommellerie, di consumatori con gusti differenti. Gi qualche numero fa avevamo analizzato nel nostro Focus il fenomeno Cina (nel n. 3 del 2012) ed oggi, proprio prendendo spunto dal convegno di cui sopra, si parla

di Svizzera. Una terra vicina, ma con differenze sostanziali, come vedremo, sul mercato enologico ma anche molte analogie. La sua morfologia non ne fa un paese dalla grande tradizione enologica, ma certo che negli ultimi anni le aziende vitivinicole elvetiche sono cresciute molto, cos come la qualit dei loro vini. La superficie destinata alla viticoltura di 15 mila ettari, i tre quarti dei quali si trovano principalmente nella parte di lingua francese, e pi precisamente nel Vallese (oltre 5.000 ettari). Il Ticino italiano invece rappresenta per importanza il quarto vigneto nazionale con 1.040 ettari, principalmente a Merlot (80%). Il consumo globale di vino di 2,8 milioni di ettolitri, per un dato pro capite di 37,9 litri lanno (molto simile a quello italiano che di 38, 4). Pur essendo considerata quindi un big consumer la Svizzera anche un grande importatore di vino, visto che la produzione copre solo un terzo del mercato, con Italia e Francia ai primi posti fra le preferenze dei consumatori. Inoltre, essendo anche un paese dal Pil procapite elevato, ha una capacit di spesa molto alta ed quindi un ottimo mercato per le imprese vinicole. A parlare di Svizzera abbiamo quindi coinvolto i due relatori del convegno, il direttore commerciale di Valsangiacomo, azienda vinicola con sede a Mendrisio, Ezio De Bernardi, il direttore dellagenzia di promozione Ticinowine Francesco Tettamanti, il segretario generale della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera Fabrizio Macri ed il titolare del gruppo vinicolo Plozza Andrea Zanolari. Come sempre, buona lettura.

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soprattutto di vini provenienti da mercati emergenti, che offrono vini pi rotondi, fruttati e piacioni a prezzi anche molto contenuti. E servito ad avvicinare sicuramente i giovani al mondo del vino, ma direi che poi a lungo andare le preferenze sono rimaste verso i classici vini europei. Oggi i vini del cosiddetto Nuovo Mondo fanno un po fatica ad emergere. LItalia, invece, mantiene una reputazione e una considerazione ancora molto alte, con prezzi accessibili e prodotti di qualit. Al confronto i vini svizzeri scontano sicuramente un maggior costo di partenza, sia per le uve che per la lavorazione. La nostra azienda, oltre ai nostri vini, su base merlot, fra cui il particolare Bianco di Merlot, un vino in crescita, distribuisce anche alcuni vini italiani come il Prosecco e il Chianti. C in Svizzera anche molta attenzione alla sommellerie, i corsi sono ben frequentati, e permettono di ottenere, penso unico caso al mondo, il diploma statale cantonale e a breve arriver anche il diploma federale. Pochi per riescono ancora a lavorare come professionisti, e questo avviene solo nellalta ristorazione o nelle enoteche. La crisi, del resto, ha colpito anche da noi soprattutto il settore della ristorazione, con dati in calo negli ultimi anni. Cos difficile trovare unoccupazione per un sommelier, anche perch, ed una nota dolente del settore in Svizzera, molti ristoratori propongo solo vini che offrano buone rese piuttosto che pensare alla soddisfazione del cliente. Per quello che riguarda le carte dei vini sono seguite solo dove c professionalit, anche se il livello generale direi che buono.

un osservatorio interessante sulle dinamiche di mercato


La viticoltura svizzera dispone di 15 mila ettari, coltivati specie lungo il Rodano, nel Canton Vallese. In questa realt il Canton Ticino occupa una piccola fetta di poco pi di 1.000 ettari, per la maggior parte coltivati a merlot. Il mercato svizzero composto da ottimi consumatori di vino, con 38-40 litri pro capite ma con un prezzo medio di acquisto molto elevato. Una delle caratteristiche pi interessanti data dal fatto che si tratta di un mercato molto aperto, con ben un 60% di importazioni. Con la sua produzione, infatti, la Svizzera riesce a coprire solo un terzo della domanda, quindi due terzi provengono dallestero, con paese principale lItalia, che negli ultimi anno ha superato di poco la Francia, e al terzo posto la Spagna. Direi che, grazie anche ad un euro svalutato e con prezzi quasi artificialmente pi bassi rispetto ai paesi di provenienza, i prodotti dimportazione stanno andando molto bene. A Italia, Francia e Spagna, inoltre, si sono aggiunti negli ultimi anni anche vini cileni, australiani, argentini e sudafricani, il che fa della Svizzera un osservatorio interessante sulle dinamiche di mercato. In questo le difficolt maggiori le scontano proprio i vini svizzeri, perch hanno prezzi pi alti di quelli importati a causa di costi di produzione molto elevati, con punte di 300-350 euro al quintale per le uve. Inoltre molti esercenti effettuano ricarichi spesso eccessivi, fino a tre, quattro volte il costo del vino. Con un mercato cos aperto ed una concorrenza cos forte, un fattore chiave per poter emergere rappresentato dal sapere comunicare bene i propri prodotti, magari con forme e metodi originali che utilizzino la rete di internet. Una volta funzionava la promozione a livello cartaceo, ma oggi i tempi sono cambiati anche perch il consumo si spostato dal ristorante alle mura domestiche e di conseguenze sono cambiate le forme di acquisto: sono sempre pi spesso le donne che si occupano del vino, spesso comprandolo presso la grande distribuzione. E nello stesso tempo sta crescendo la passione dei giovani nel vino, che sono il nuovo punto di riferimento del mercato del in Svizzera, tanto che per loro si organizzano spesso corsi di degustazione o eventi organizzati. Il grado di conoscenza medio non molto elevato,

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Ezio De Bernardi, direttore commerciale Valsangiacomo

C molta attenzione alla sommellerie, tanto che a breve arriver anche il diploma federale
Lavoro da dieci anni presso la Valsangiacomo, realt molto conosciuta e primo produttore vinicolo del Canton Ticino. Produciamo 200 mila bottiglie lanno, con destinazione soprattutto il mercato svizzero e principalmente su due canali, la ristorazione e la Gdo di qualit, ma anche nelle enoteche e nellalta gastronomia. Una distinzione rispetto alla realt italiana data dal fatto che la presenza nella grande distribuzione non ci penalizza nei confronti della ristorazione, delle enoteche o delle vendite ai privati. Si tratta sempre e comunque di una presenza di qualit, dato che al vino riservato un ottimo trattamento, molto spesso con laffiancamento di un sommelier a consigliare i clienti negli acquisti. Credo che il consumatore elvetico si possa quindi definire attento e ben preparato; quando si reca in negozio o in enoteca sa esattamente dove indirizzarsi e dispone anche di una buona propensione alla spesa, ma sempre con attenzione al rapporto qualit/ prezzo. Inoltre viaggia spesso, magari per tour enogastronomici in Piemonte o in Toscana. Fra i diversi cantoni, il mercato pi interessante per i nostri vini, anche come possibilit di acquisto visto che hanno un prezzo medio molto alto, quello della Svizzera tedesca, in quanto quella italiana si orienta soprattutto sui vini italiani e quella francese sui francesi. Grazie al lavoro degli ultimi anni, il vino del Canton Ticino sta ottenendo ottimi risultati e sta aumentando la sua reputazione e la sua immagine. C molto concorrenza, direi a partire dagli ultimi 15 anni,

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Francesco Tettamanti, direttore Ticinowine

La Svizzera, con la sua forte concorrenzialit,

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soprattutto nelle classi sociali pi basse, ma c comunque una fascia di consumatori pi attenti e ben formati. Una dimostrazione data dallincremento di presenze in eventi come Cantine Aperte e dalla crescita del fenomeno dellenoturismo; anche lacquisto diretto in cantina ad un buon livello, visto che i ricarichi nella grande distribuzione sono molto alti, si arriva anche al 40% in pi, pur con unIva molto bassa che si attesta sull8%. termini di promozione della qualit percepita e dei marchi di prestigio del made in Italy vitivinicolo. I canali di vendita pi dinamici sono il dettaglio specializzato, che in Svizzera importa diffusamente e direttamente dallItalia, e i grandi magazzini della grande distribuzione organizzata. In sofferenza invece, soprattutto per quanto riguarda i margini, lingrosso alimentare. Il consumatore svizzero informato ed attento alla qualit: tendenzialmente indifferente al prezzo purch ci sia massima trasparenza ed onest nel rapporto qualit/prezzo, usa il suo elevato potere dacquisto per acquistare vini rinomati oppure di nicchia ed alta qualit. Il prodotto italiano trendy e di successo in tutte le fasce di et; viene consumato nei ristoranti e nelle case ma anche nei bar e nei locali da un pubblico mediamente giovane ed abbiente. Le cantine italiane che volessero esportare in Svizzera, quindi, devono entrare in unottica di promozione territoriale. La Svizzera un mercato ricco e dinamico in grado di assorbire grandi volumi di prodotto italiano, nonostante la ridotta dimensione demografica, ma anche fortemente presidiato e concorrenziale. Il suo alto potere di acquisto lo rende un mercato ambito e difficile. La penetrazione commerciale ha una prospettiva se parte da una promozione territoriale e quindi da una Camera di Commercio o un Consorzio che tramite fondi propri od europei sia in grado di investire in una promozione sistematica sul mercato, non solo di un vino o di una cantina ma di un territorio con i suoi vitigni pi prestigiosi. Questapproccio fornisce la necessaria massa critica per avere un impatto sul mercato. Inoltre bisogna entrare in unottica di mediolungo periodo, accettando magari di iniziare ad esportare piccoli quantitativi presso piccoli operatori in attesa che il prodotto venga conosciuto, apprezzato e diffuso. Molto importante, infine, entrare in unottica di partnership con limportatore e non di semplice fornitura. La Camera di commercio italiana in Svizzera la chiave di accesso del vino italiano al mercato. La Camera, sebbene sia un soggetto istituzionale riconosciuto dal Governo italiano ed operante allinterno della rete delle camere di Commercio Italiane allEstero, non un ufficio pubblico ma una struttura privata, una libera associazione di imprenditori che opera con criteri privatistici cercando di massimizzare lefficienza dei suoi interventi. Nel vino abbiamo unesperienza ormai ventennale nellorganizzazione di degustazioni accompagnate da momenti di

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incontri business tu business in Svizzera e nellorganizzazione di delegazioni di buyer specializzati, a cominciare dal Vinitaly. La Camera il partner tipico di soggetti quali consorzi e Camere di Commercio che abbiano intenzione di realizzare azioni di promozione di vino italiano sul mercato svizzero seguendo la traccia gi seguita dalla Camera con consorzi di vini molto prestigiosi quali il Barolo ed il Franciacorta.

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Fabrizio Macri, segretario generale della Camera di commercio italiana per la Svizzera

La penetrazione commerciale in Svizzera ha una prospettiva solo se parte da una promozione territoriale
La Svizzera il quarto mercato di importazione al mondo di prodotti italiani: lexport italiano in Svizzera ammontava nel novembre 2012 a 21,14 miliardi di euro. Tale quota, nonostante il periodo di diffusa debolezza congiunturale, non accenna a diminuire con un aumento del 12,5% nei primi 11 mesi del 2012. Le esportazioni vinicole italiane in Svizzera ammontano a circa 365 milioni di franchi che fanno dellItalia il secondo paese fornitore alle spalle della Francia (423 milioni di franchi). LItalia, tuttavia, di gran lunga il primo fornitore di vino in quantit (713.127 ettolitri a fronte dei 454.148 esportati dalla Francia) con un valore medio a bottiglia di 5,1 franchi contro i 9,3 franchi della bottiglia francese. Tutto ci a conferma del fatto che ancora molto resta da fare in

Andrea Zanolari, titolare Plozza Wine Group

I consumatori svizzeri sono molto disponibili sia a provare nuovi vini che a spendere per quelli di qualit
Una particolarit di molte aziende enologiche svizzere, come la nostra, quello di vendere i propri prodotti pur commercializzando anche altri marchi. La Plozza, nata nel 1919 in Valtellina, unazienda storica che produceva solo vini territoriali. Poi si sono aggregate nel gruppo altre realt, come unazienda produttrice dei Grigioni, una delle zone vinicole pi ambite della Svizzera, e una dellEngadina, che si aggiungono alla nostra storica produzione di Franciacorta. In totale il gruppo commercializza 1600 etichette, con un mercato diviso fra la ristorazione ed il consumatore finale, tramite la Gdo, in particolare nella Svizzera tedesca e nel Ticino. Il motivo di un assortimento cos vasto di prodotti dato dal fatto che la Svizzera un mercato molto aperto verso le importazioni. La produzione svizzera di vino, infatti, copre solo il 35% del mercato interno, il resto suddiviso in due mercati

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ben distinti: il primo appannaggio dei vini francesi, che vanno molto nella relativa zona cantonale di confine, il secondo di quelli italiani, che sono i pi venduti nel Canton Ticino e nella Svizzera tedesca. Poco appeal hanno, invece, i vini austriaci e quelli tedeschi, mentre molto bene stanno andando negli ultimi anni quelli spagnoli e portoghesi. Tutto questo ha apportato una grande apertura nei gusti dei consumatori svizzeri, molto disponibili sia a provare nuovi vini che a spendere anche per quelli di qualit. Anche se spesso si lascia orientare molto dal packaging e dalla confezione di un vino. Negli ultimi anni, inoltre, il grado di competenza e conoscenza del consumatore di vino svizzero molto cresciuto. Una conferma arriva, ad esempio, dal fatto che la nostra azienda non ha mai venduto cos tanti vini di pregio come negli ultimi tempi. Il canale di acquisto preferito rimane ancora la grande distribuzione, che si sta dimostrando molto attenta verso il prodotto vino, specie per le catene di alto livello che propongono anche vini di grande qualit e pregio. Ma molto frequentate sono sia le fiere specializzate che le serate di degustazione organizzate da aziende ed enoteche. In crescita anche il fenomeno degli acquisti in cantina, direttamente dal produttore, cos come lenoturismo. Un ulteriore elemento di crescita della cultura del vino in Svizzera dato dal grande successo che stanno riscuotendo i molti corsi di sommelier, specie qui in Ticino, una passione spesso trasmessa dalla vicinanza con lItalia, e che riguardano soprattutto i giovani. Anche a livello professionale qualcosa si sta muovendo, con il ruolo del sommelier che comincia a prendere piede, anche se purtroppo presente solo nellalta ristorazione. La disponibilit ad incrementare la propria preparazione nel mondo del vino c sicuramente, fra gli appassionati. Credo che continuando su questa strada possa aprirsi anche un futuro a nuove opportunit per la professione anche qui in Svizzera.

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Indomabile, tipico, unico


RABOSO PIAVE SANGUE DEL DIAVOLO DOC
Vino prodotto con 100% raboso Piave, con un 10% di appassimento. Vinificato in rosso con macerazione di 20/25 giorni su tini di legno da 35 ettolitri. Le temperature variano dai 24-26 C per favorire lestrazione della sostanza colorante contenuta nella buccia degli acini. Il 10% delle uve viene appassito in fruttaio per un massimo di 70-80 giorni nellultima annata, rispetto ai 40 delle prime, per renderlo pi facilmente bevibile. E stato premiato con la Medaglia doro al Berliner Wine Trophy 2009.

Il Raboso in purezza di Ca di Rajo dimostra negli anni il suo esclusivo carattere, esaltato da un miglioramento del lavoro di appassimento in cantina. Ecco la scheda di degustazione a cura di Ais Veneto
Le degustazioni

LA STORIA DI UNA TERRA IN UN VINO SENZA TEMPO

Il Torchiato di Fregona un vino antico, che nasce in un territorio dal microclima caratteristico dove solo i grappoli pi radi e giunti allideale maturazione vengono utilizzati per un lungo appassimento. Da una torchiatura ancora artigianale si ottiene il mosto che fermenta in piccole botti di rovere e acacia in attesa che il Torchiato prenda vita e riposi.

Annata 2009 Colore rosso rubino vivace ed omogeneo, abbastanza trasparente. Al naso profumi intensi e complessi che portano alle tipicit del Raboso Piave. La vena acida esalta i piccoli frutti rossi e la ciliegia. Espressivi i fiori secchi ed appassiti con sentori vegetali sostenuti da caratteri minerali. Si denota una leggera nota pungente pepata con note giovani di frutta matura, dovute senzaltro alla lieve presenza di uve appassite. Il gusto decisamente rappresentato da un presente tannino che aggredisce in maniera nobile. E un vino fresco e caldo. La poca morbidezza rappresenta la sua tipicit. Di media persistenza ma di qualit fine. E un vino pronto, dotato di un equilibrio gustativo che riconosce la sua tipicit. Da abbinare con oca al forno, anatra allarancia completati dai sughi. La verticale (2005-20062007-2008) La carrellata delle annate precedenti vede rispecchiarsi la filosofia aziendale e landamento climatico. E evidente anche il mutamento nella lavorazione verso un maggior

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www.torchiato.com

I prodotti

La gamma di produzione prevede sia vini bianchi che rossi. Si tratta principalmente di vini che derivano da uve tipiche dellarea del Piave, cabernet sauvignon e franc, merlot, chardonnay e pinot grigio, con una produzione importante anche di Prosecco, sia Doc che Docg. Ma i gioielli dellazienda sono quelli prodotti con i vitigni autoctoni: Raboso Piave, realizzato in due versioni, una classica e una pi moderna, e Manzoni bianco. Il fondamento della mission aziendale, infatti, si basa soprattutto sulla valorizzazione delle espressioni pi tipiche del territorio. Ed su questa strada, che lega storia, territorio e prodotti di qualit, che Ca di Rajo punta per espandersi, soprattutto in quei mercati emergenti dove il vino sta diventando una forma di status symbol.
La storia

appassimento. Il 2005, dal punto di vista olfattivo, esalta soprattutto sentori di frutta e ciliegia. Il 2006 appare invece un po pi chiuso, esaltando mineralit e speziatura. Il 2007 si apre totalmente ad un vegetale importante di erbe aromatiche. Il 2008, infine, si media un po col 2006 facendo emergere il sentore vegetale. Sono comunque tutti vini molto simili, espressione del territorio e delle caratteristiche del Raboso Piave.

La storia della Ca di Rajo parte da radici lontane, iniziate dalla famiglia Cecchetto, viticoltori da generazioni. Una prima svolta avviene negli anni Settanta quando, sfruttando le possibilit offerte dalla mezzadria, vengono acquistati 15 ettari di terreno di propriet dallazienda Giol, per la quale i Cecchetto lavoravano appunto come mezzadri. Da l si muovono i primi passi dellattivit di produzione diretta, grazie soprattutto a Marino Cecchetto, classe 1931. Solo in anni pi recenti si concretizzato lacquisto di altri 10 ettari nel 2000 e la ristrutturazione dellazienda con i nuovi impianti di vinificazioni, affinamento e imbottigliamento del 2005. Sfidando la crisi, ulteriori investimenti per migliorare le potenzialit produttive arriveranno nel 2013, con un nuovo impianto dimbottigliamento, la creazione di una nuova ala per laffinamento in legno e unaltra come centro di appassimento. Oggi in azienda lavora la terza generazione dei Cecchetto, con i figli Simone, Alessio e Fabio, che hanno dato impulso allespansione produttiva portandola a diventare una delle pi interessanti realt vinicole della zona del Piave.
Gli eventi

BELLUNO vigna

Un benvenuto ai nuovi sommelier Grandi vini per grandi formaggi Scuola, TREVISO VENEZIA ROVIGO La cucina veneta

Manzoni, padre dei nobili incroci Dai banchi alla PADOVA A tavola tra tradizione e innovazione Vini secondo natura Dolci francesi

Nella sua strada per esprimere al meglio la sua forte presenza territoriale, Ca del Rajo ha sviluppato anche una forte attivit di comunicazione, che si concretizzata nella realizzazione di una serie di eventi periodici, prima fra le aziende della zona, quali lorganizzazione in cantina di mostre darte. Lobiettivo di questo stretto legame fra arte, territorio e vino di far comprendere alla clientela che lazienda non solo limitata alla produzione di vino ma parte vitale del tessuto culturale ed economico dellarea del Piave. Questo modo di presentarsi sul mercato si rispecchia in pieno sulla struttura aziendale, racchiusa nellantica borgata medievale di Ca del Rajo, da cui lazienda prende appunto il nome. Oltre a questo lazienda per promuovere i propri prodotti partecipa a numerose fiere di settore in tutto il mondo. Azienda Agricola Ca di Rajo di Cecchetto Bortolo & S. s.s. Via del Carmine, 2/2 - 31020 San Polo di Piave (TV) Tel 0422 855885 - Fax 0422 805627 - info@cadirajo.it - www.cadirajo.it

premiati i pi bravi a Mendoza I muffati dOrvieto Bio, il vino del futuro dio meticcio

Di nuovo con Gualtiero Alla scoperta dei caprini

Aspiranti sommelier crescono VERONA Figli di un VICENZA Un Torcolato da Guinness

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AIS
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Non venditori di vino, ma di territorio. E questa la filosofia di Ca di Rajo, azienda familiare di origini antiche ma che con lultima generazione ha dato una svolta moderna alla produzione, che si concentra soprattutto con gli autoctoni Raboso e Manzoni Bianco. Lazienda si trova a Rai di San Polo di Piave, in un antico borgo medievale e dispone di 25 ettari di vigneti di propriet, cui si aggiunge il lavoro di vari conferitori di uve. Annualmente produce circa 800 mila bottiglie distribuite nel canale HoReCa. Molto forte la fetta dellexport, che arriva al 60%, con un orientamento soprattutto verso i nuovi mercati asiatici, quali il Giappone (che rappresenta lo sbocco principale per lexport), la Cina, Hong Kong, lIndonesia e la Corea, ma con presenze importanti anche in Europa (in particolare in Svizzera) e nelle Americhe (Usa, Canada, Brasile e Messico).

Notizie, avvenimenti, curiosit dalle delegazioni territoriali venete

Pagine

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Un benvenuto ai nuovi sommelier


Formazione sempre in primo piano, con linvito ai venti nuovi sommelier di partecipare agli eventi associativi
I direttori dei corsi Angela Rech e Claudio Garna

Manzoni, padre dei nobili incroci


Nella sua Agordo un convegno per ricordare il suo prezioso impegno per il mondo del vino di qualit
Il professor Luigi Manzoni

di Roberto Ferro

Come spesso scrivo su queste pagine, la principale attivit della delegazione diretta alla formazione professionale. Grande impegno viene espresso in questo senso dai direttori dei corsi Angela Rech, Claudio Garna e Massimo Ballotta che con il loro costante impegno, unito a quello degli assistenti, fanno s che vengano costantemente organizzati i corsi, diffondendo sul territorio lo spirito dellassociazione. In questo contesto, ai primi di marzo stato avviato un primo corso ad Agordo, che ha lo scopo di raccogliere le aspirazioni di quanti, lontani dal capoluogo, per esigenze professionali o per mero diletto, vogliano avvicinarsi al mondo del vino e partecipare al sodalizio. E con soddisfazione che ho visto, dunque, concludersi a febbraio il terzo corso, che ha qualificato venti nuovi sommelier, che costituiscono vera linfa per la

Roberto Ferro, a sinistra, con Massimo Ballotta Roberto Ferro con le assistenti ai corsi Lara Saviane e Gianna Pedol

di Mario De Pra

Belluno Delegato Roberto Ferro


c/o Ristorante La Buona Tavola 2 Via Martiri del XIV Settembre 1944, 24 32100 Belluno Tel./Fax 0437/30673 belluno@aisveneto.it

delegazione. Questi i loro nomi Mariano Bettega, Alessandra e Francesca Bocus, Sonia Bressan, Paolo Cavasin, Mauro Collazuol, Francesco Dalla Rosa, Laura De Menech, Valeria Ferro, Roberto Gomiero, Sara Menardi, Simone Menardi, Sara Pfeifhofer, Maria Beatrice Rossi, Walter Scalet, Serafini Salvatore, Anna Vigliaturo, Luigi Zortea, Antonio Colotto, Lorenzo Pillon. A loro raccomando di considerare limportante traguardo raggiunto come punto di partenza, in quanto solo una costante partecipazione alle manifestazioni e ai corsi di aggiornamento, consentir di crescere, raggiungendo un alto livello di conoscenza e professionalit. Dopo la terza coppa regionale di sci alpino, sul monte Agudo di Auronzo e la degustazione in combinata, ma soprattutto la straordinaria serata intitolata Possono i Bordolesi del Veneto competere con i pi blasonati cugini dOltralpe? che ha visto in rassegna il meglio dei rossi della nostra regione a confronto con straordinari vini di Bordeaux, torniamo alla normale attivit con le degustazioni del luned. A tale scopo ricordo limportanza di partecipare, auspicando la massima partecipazione di tutti voi alle varie iniziative

della delegazione e alle manifestazioni a livello regionale come il prossimo Vinitaly.

Gianluca Bisol a Gustocortina

A giugno c Gustocortina di Mario De Pra foto di Roberto Casanova Seconda edizione di Gustocortina, il 16 e 17 giugno allHotel de la Poste. Vetrina delle eccellenze del made in Italy, prevede larea Wine con banchi di degustazione di vini, Food con laboratori del gusto e la sezione Travel, per promuovere le strutture ricettive e circuiti che offrono itinerari del gusto. Nutrito il programma di seminari, fra cui uno sullolio doliva con la partecipazione, tra gli altri, del professor Roberto Stevanato dellUniversit Ca Foscari di Venezia. Anche questanno c Open House Gala: i migliori chef e produttori di vino, in alcune case private selezionate, proporranno vere e proprie lezioni culinarie.

La famiglia di Luigi Giovanni Antonio de Manzoni, proveniente da Ceneda di Vittorio Veneto (Treviso), si trasfer ad Agordo nel 1700, dove fu impegnata principalmente nel commercio di legname e nellattivit mineraria, ancora molto fiorente nella vallata. Il palazzo de Manzoni, che fa ancora bella mostra di s in piazza Libert ad Agordo, fu dimora della famiglia fino al trasferimento a Belluno, dove Luigi frequent il liceo classico per poi laurearsi a Pisa in Scienze agrarie. Sindaco di Conegliano e preside della scuola di enologia (ora istituto Cerletti) dal 1933 al 1958, attento ricercatore, ricordato per la sua capacit di innovare la viticoltura tramite i suoi celebri incroci. Li chiam semplicemente con una serie di numeri di un particolare filare e della posizione di un vitigno. Cos il Manzoni bianco,

ottenuto incrociando riesling renano e pinot bianco, venne chiamato Manzoni 6.0.13, cui si aggiungono il Manzoni Rosso (gi incrocio Manzoni 2.15, glera e cabernet sauvignon), il Manzoni Rosa (gi incrocio Manzoni 1.50; trebbiano e traminer aromatico) e il Manzoni Moscato (gi incrocio Manzoni 13.0.25; raboso Piave e moscato dAmburgo). Nel convegno per celebrare lillustre agronomo tenutosi ad Agordo lo scorso 6 dicembre, lassessore regionale alle Politiche agricole, Franco Manzato, nel suo intervento ha cos ricordato il professor Manzoni: oltre ad aver creato gli straordinari vitigni per vini innovativi, ha insegnato come fare ricerca per lagricoltura e per il reddito degli imprenditori vitivinicoli, utilizzando metodi che non compromettono il Dna e mettendo i risultati a disposizione di tutti. Dopo lintroduzione di Manzato, sono seguiti gli interventi di Damiana Tervilli, attuale preside dellIstituto Cerletti di Conegliano che con i suoi studenti ha presentato i vini in degustazione, del capitano della Confraternita degli Incrocio Manzoni Umberto Perissinotto e di Severina Cancellier, presidente
Al centro la nipote del professor Manzoni, Anna Manzoni, con Gabriele Bernardi e Loris Santomaso

dellunione ex allievi della scuola di viticoltura e di ecologia di Conegliano. Sono intervenuti anche Giuliano Mocchi, che ha parlato del progetto di Museo Manzoni, Diego Tomasi del Centro Ricerca per la Viticoltura C.R.A.VIT di Conegliano e Debora Francesca dellUniversit di Padova, sede di Conegliano, che ha presentato la ricerca effettuata sul Manzoni bianco nella pubblicazione Manzoni bianco. Un grande vino nella terra del Prosecco. Lincontro stato moderato da Mimmo Vita, giornalista di Veneto Agricoltura. I saluti dellamministrazione comunale sono stati portati dal sindaco di Agordo Renzo Gavaz e dallassessore alla Cultura Cristina Bien. Presenti anche i vertici di Veneto Agricoltura, il Consigliere regionale Sergio Reolon e la nipote del professor Manzoni, Anna. Numerosi i sommelier tra il pubblico e la Confraternita de Agort che ha curato il servizio dei vini (tutti gli Incroci Manzoni nelle varie tipologie di vinificazione) abbinati ai formaggi dellagordino e a piatti e dolci rigorosamente preparati con prodotti locali.

Da sinistra: i responsabili della Confraternita Incrocio Manzoni, lassessore alla Cultura di Agordo, Cristina Bien, lassessore regionale Franco Manzato e il sindaco di Agordo Franco Gavaz

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Da sinistra: Massimo Grava, Paolo Stival, Mario De Pra e il delegato Roberto Ferro

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Dai banchi alla vigna


Visita studio alla Bellenda per i corsisti di primo livello, indispensabile complemento della formazione teorica
I vini degustati

Grandi vini per grandi formaggi


San Fermo Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore brut Da uve glera delle colline sovrastanti lazienda , lasciato maturare in acciaio e poi in bottiglia per alcuni mesi; delicato, con abbondante e fine perlage. Sei Uno Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore brut Fuori dagli schemi della tradizionale fermentazione in autoclave del Prosecco, questo brut viene fermentato in bottiglia. La sboccatura, dopo tre mesi di sosta sui lieviti e laffinamento in cantina per altri sei mesi, gli conferiscono complessit unita alle note tipiche del Prosecco. Metodo Classico Ros talento brut Da uve pinot nero; questo metodo classico ros caratterizzato dal brillante colore ed esprime sensazioni di ciliegia e richiami di mandorla. I circa 36 mesi in bottiglia lo rendono importante per un aperitivo o per labbinamento gastronomico. Diol metodo classico da uve raboso brut La zona di coltivazione quella delle grave del fiume Piave nella zona di Tezze. Si presenta nel bicchiere luminoso e brillante, con abbondante schiuma; si vede bene per labbinamento con il baccal. Contrada di Concenigo Colli di Conegliano rosso Docg Da uve merlot, cabernet sauvignon, marzemino, vinificato in acciaio a contatto con la vinaccia per 15/18 giorni, poi affinato in barrique per 18 mesi. La maturazione in legno lo rende pieno e complesso. Un grande rosso, da accompagnare a formaggi stagionati.

Una serata unica alla scoperta di pregiati formaggi con il matre fromager Enrico Panzarasa

di Mario De Pra

di Valerie Tikhonoff foto di Rossano Moretto

E sempre un momento importante per gli allievi sommelier del primo corso mettere a confronto le nozioni apprese sui banchi con la visita ad una cantina per toccare con mano i metodi di coltivazione della vite, la vinificazione nelle diverse tipologie e infine la degustazione con enologi ed esperti di viticoltura. Cos stato allazienda Bellenda di Vittorio Veneto (TV) in uno splendido pomeriggio dinizio inverno, dove gli onori di casa sono

stati fatti dallenologo Paolo Stival e dal responsabile commerciale Massimo Grava. Dunque, via a piedi nei vitigni per parlare del terroir e dei sistemi di coltivazione e poi in cantina, dove lenologo ha soddisfatto le numerose domande degli allievi, per poi guidare la degustazione, che ha visto in rassegna i vini cinque vini. La visita si conclusa con lintervento di Paolo Cosmo della famiglia proprietaria dellazienda.

Sold-out, tutto esaurito come si usa dire nei grandi eventi di spettacolo. E accaduto lo scorso 15 novembre allAntica Trattoria Ballotta di Torreglia in una magnifica serata dedicata ai formaggi e al loro abbinamento ai vini, il tutto sotto la guida del matre fromager Enrico Panzarasa e del presidente Ais Veneto Dino Marchi. Questo evento, fortemente voluto dal delegato di Padova Bruno Maniero e dal direttivo, ha coinvolto tutta la delegazione con un risultato decisamente apprezzato dai molti corsisti e sommelier intervenuti. La serata ha preso il via con la pregevolissima introduzione di Panzarasa che, facendo un paragone col vino, ha detto che il formaggio vive, evolve, matura, invecchia, pu ammalarsi e se ne va. Un buon formaggio dipende dal perfetto equilibrio fra territorio, ambiente, scelta dellanimale e lavoro delluomo. Sono state ricordate le

Marco De Bacco, Roberto Ferro e Angela Rech

Marco De Bacco e la sua saca di Mario De Pra Presenti i sindaci di Feltre, Paolo Perenzin, di Fonzaso, Gianluigi Furlin e di Seren del Grappa, Loris Scopel, la sala consiliare del Municipio di Feltre ha ospitato la presentazione dello spumante ottenuto da sola uva bianchetta Saca dellazienda De Bacco. Lo produce il ventiduenne, caparbio viticoltore Marco De Bacco, che si avvalso anche della collaborazione dellenologo Emanuele Serafin. Al giovane imprendi-

tore stata riconosciuta la capacit di rinnovarsi e di affrontare senza paura in questo momento di crisi strade nuove per produrre reddito. Un vero successo, che va ad aggiungersi a quello recentemente riscosso dal suo merlot Cuss la scorsa estate al Cervim in Valle dAosta. Allimprenditore, da sempre vicino allAis, vanno le nostre congratulazioni.
I sindaci con De Bacco

Padova Delegato Bruno Maniero


Via Malachin, 5 35031 Abano Terme (PD) Tel./Fax 049/812038 Cell. 333/5286277 bruno.maniero@tiscali.it padova@aisveneto.it

origini, le varie fasi della produzione, le varie tipologie, le classificazioni, la stagionatura e laffinamento che porta alla massima espressione del formaggio, il tutto in modo molto coinvolgente con molte domande dei partecipanti. Quindi le degustazioni di sette famosi formaggi, non solo nazionali, abbinati ad altrettanti importanti vini, con il suggerimento del presidente Marchi di tener presente che la serata aveva come protagonista il formaggio e quindi labbinamento con i vini proposti andava valutato collegialmente per creare unirripetibile occasione di confronto su questa tipologia di abbinamento, un tema di grande attualit. Si iniziata la degustazione con un Fongaro Brut M.C. Doc 2007, spumante metodo classico, abbinato a un Brillat-Savarin Vignelait, con un Berlucchi 61 Franciacorta Ros stato abbinato una delicatissima ricotta al fumo di ginepro prodotta nel cuore del Parco Nazionale dAbruzzo con latte ovino crudo. Si proseguito con un riesling renano 2010, lo Schwaigerner Grafenberg Troken di Heuchelberg Weingartner, abbinato in modo armonico ad una Taupiniere Charentaise, formaggio francese a latte

intero crudo di capra, quindi con un Maglen Pinot nero Doc 2009 di Tramin abbinato con un formaggio sardo a latte ovino, il Gran Nuraghe (granglona). Si poi passati alla degustazione di un ottimo Barolo Docg Essenze 2007 di Terredavino abbinato ad un Fribourg Tradition Reserve, formaggio svizzero a latte vaccino crudo e a pasta cotta e pressata, ad un Amarone 2007 di Speri abbinato ad un eccezionale formaggio di fossa Dop di Sogliano al Rubicone appena sfossato per loccasione ed infine ad uno splendido Tordiruta Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc passito 2006 di Moncaro abbinato in modo decisamente armonico con un Roquefort Dop J. Carles, formaggio francese a latte ovino e a pasta erborinata. La degustazione si conclusa con una specialit dellAntica Trattoria Ballotta, il risotto con le quaglie abbinato ad un Maeli Rosso Infinito Igt 2011 Colli Euganei e coi cioccolatini abbinati al Sangue Morlacco, un cherrybrandy della distilleria Luxardo di Torreglia. Una serata entusiasmante dove lesperienza sensoriale dellabbinamento formaggio-vino ha affascinato tutti non solo grazie al matre fromager e al presidente Marchi ma anche allatmosfera molto raffinata creata dai proprietari del locale, i signori Legnaro. il Sommelier Veneto 01/13

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A tavola tra tradizione e innovazione

di Ivana Toma foto di Rossano Moretto

Scuola, premiati i pi bravi


Il riconoscimento allenologo Paolo Tiefenthaler

Dopo la premiazione studenti e professori hanno deliziato il palato dei presenti con il finger food

La gastronomia veneta che sa stupire, incantando i sensi, protagonista della serata di fine anno a Montegrotto Terme, con i vini delle cantine Casale del Giglio e Opera
e quello a Carlo Guiotto, ex delegato di Padova

di Caterina Bazza e Andrea Peretto

Serata bellissima, elegante e raffinata quella che ha avuto luogo allhotel Millepini di Montegrotto Terme lo scorso dicembre, una cena didattica intitolata Stupire e gustare. Il Veneto a Tavola tra Tradizione e Innovazione, unoccasione per lo scambio degli auguri natalizi. Fin dal primo sguardo apparso evidente come la materia cibo fosse stata manipolata per finalit estetiche e per ottenere unesperienza multisensoriale, atta a sollecitare tutti e cinque i sensi con larmonia di forma e colore che, passando attraverso gli occhi, eccita la fantasia prima di tentare le labbra. Tutto questo grazie alla grande professionalit dello chef Filippo Bondi che ha saputo curare con originalit ed equilibrio le portate, rispettando la semplicit dei sapori e facendo esaltare il gusto e il colore degli ingredienti. Natura e cultura strettamente connesse tra loro hanno dato vita a una buona cucina, capace dinterpretare in modo encomiabile cibi comuni, esaltandone la qualit. Protagonisti della serata sono stati anche i meravigliosi vini delle cantine Casale del Giglio e Opera, in abbinamento alle diverse portate del men, sapientemente descritti dallenologo Paolo Tiefenthaler. La prima, fondata

nel 1967 da Berardino Santorelli, originario di Amatrice, si trova nellAgro Pontino in localit Le Ferriere, nel Comune di Aprilia (LT), 50 chilometri a sud di Roma. Un territorio, rispetto ad altre zone del Lazio e ad altre regioni italiane, tutto da esplorare dal punto di vista vitivinicolo sino al 1985, quando nasce un progetto che pone a dimora sui suoi territori quasi 60 diversi vitigni sperimentali: unavventura complessa e rischiosa di cui artefice lo stesso Tiefenthaler. Di questa cantina abbiamo degustato Petit Manseng Casale del Giglio 2011, Antinoo 2010 Bland Chardonnay Viognier affinato in tonneau, Mater Matuta 2009 ed Aprodisium 2011 vendemmia tardiva.La cantina Opera, fondata nellOttocento a Verla di Giovo, in Val di Cembra, sinserisce in un paesaggio di notevole pregio ambientale, caratterizzato dai

vigneti terrazzati che si estendono lungo la gola della vallata. un territorio che, grazie alle sue caratteristiche pedoclimatiche, si pu considerare il pi vocato per la produzione delle uve destinate al Trento Doc. Questi i vini degustati: Opera Trento Doc 2008 brut e Opera Trento Doc Ros. Un ringraziamento speciale va allamico Paolo, il grande enologo delle due aziende vitivinicole, protagoniste assolute di questa importante e affascinante serata, oltre ai tanti baci abbracci finali intercorsi tra i numerosi amici e colleghi intervenuti in questa serata unica che ha chiuso gli eventi del 2012.

La Sala Specchi dellIstituto alberghiero Pietro dAbano, sabato 26 gennaio, ha ospitato la cerimonia di premiazione degli allievi distintisi nelle attivit scolastiche ed extrascolastiche nellanno 20112012. Questa iniziativa nata dalla collaborazione tra lInternational Inner Wheel Distretto di Abano Montegrotto e lAis Veneto, che insieme hanno deciso di conferire delle borse di studio, in denaro o in buoni libro, agli studenti che hanno ottenuto risultati significativi. La cerimonia stata accompa-

Bruno Maniero, a sinistra, con Stefano Stortolani

Sommelier solidali Una donazione dei sommelier di Ais Veneto alla Fondazione Irpea di Padova che si occupa di assistenza ai disabili e non solo. Lassegno stato consegnato al direttore Stefano Stortolani dal delegato di Padova, Bruno Maniero, nel corso dellannuale assemblea dei soci, ospitata allHotel Galileo a Padova.

gnata da un pranzo organizzato dai ragazzi delle classi 5BR, 4AR e 2E aiutati dai loro insegnanti, Ivana Toma, Fabio Momolo e Davide Nicoletto che hanno deliziato il palato dei presenti. Ad accogliere gli invitati un ricco buffet di specialit finger food che ha riscosso un grande successo ed stato molto apprezzato. Il men prevedeva un antipasto con tortino di sfoglia salata con cipolle e pancetta alla lionese con salsa allo zafferano abbinato ad un Traminer aromatico. Laromaticit del piatto e quella del vino si sono fusi piacevolmente. Come primi piatti un risotto di tastasal, seguito da crespelle di grano saraceno alla ricotta e spinaci, entrambi accompagnati da un Soave Classico. Passando ai secondi, la spalla di vitello al forno aromatizzato al rosmarino accompagnato da patate Parmentier e pomodori al gratin, stato servito con un Morellino di Scansano. Per finire una mousse di cioccolato bianco affiancato da un vino passito a base di malvasia. Lo staff di cucina stato magistralmente diretto dallo chef Nicola Michieletto. Tra una pietanza e laltra il preside dellIstituto, Luigino Grossele, ha consegnato agli studenti i diplomi di merito. Un premio stato consegnato anche dal professor Bruno Maniero, delegato Ais di Padova, al miglior Sommelier Junior al Concorso Nazionale. E

sempre una bellissima esperienza stare assieme agli studenti e soprattutto tra quelli dellAlberghiero. Questa scuola non rappresenta solo un percorso scolastico ma un percorso di vita. Limpressione che questi ragazzi danno di avere gi capito, nonostante la loro giovane et, cosa vorranno fare da grandi. Con il loro impegno e la loro umilt, sono riusciti ad emozionarci.

Cinzia Baliello e alla sua sinistra Bruno Maniero

Viva la meritocrazia di Fabio Ghirardello, sommelier professionista e docente allIpssar Pietro dAbano Affrontare il discorso del merito scolastico pare sia un po difficile nel nostro paese. Nessuno che parli di quanti bravi ragazzi ancora ci sono? A volte basterebbe far notare che esistono anche loro e che c di che andarne fieri. Fieri anche di genitori in grado di educare i figli al rispetto e allo studio. Certo che esistono queste eccellenze, Cinzia Baliello ne una prova, brava a scuola si sempre dimostrata attenta e proiettata nel mondo non solo scolastico, sperando non sia lunica a fare la differenza nella nostra realt piena di difetti. Per fortuna che lAis, attraverso la delegazione di Padova, ci aiuta a riconoscere limpegno e il merito scolastico attraverso lassegnamento di borse di studio. Va inoltre sottolineato il secondo posto al concorso Nazionale Sommelier Junior edizione 2012. Buona fortuna Cinzia per il tuo futuro, che sia pieno di successo.

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Argentina negli anni Cinquanta disse che si fa come si sempre fatto in Veneto. Non abbiamo avuto il coraggio di dirgli che ora in Veneto gli alberi non si piantano pi, anzi si estirpano. Ci ha invitato a visitare la sua piccola azienda agricola. Siamo rimasti allibiti, quasi ebbri, in mezzo a 560 ettari di pescheto, 280 di vigneto, 90 di noceto e un centinaio ad ortaggi. Mille ettari in ordine perfetto, con i campi divisi da filari di alberi e enormi siepi a separare le coltivazioni. Ovunque irrigazione a goccia, anche per gli alberi. Con la visita a questa azienda avevamo allenato il cuore allemozione che ci colse quando, arrivati allaltura che immette nella vallata di Tupungato, siamo rimasti silenti per un quarto dora a contemplare migliaia, decine di migliaia di ettari di vigneti che coprono la vallata principale e le laterali. Nellaria non c umidit e la vista arriva a coprire interamente il centinaio di chilometri fino alle nevi perenni delle Ande. Ovunque vigneti e qualche frutteto. Solo questa visione valsa un viaggio durato trenta ore. Lo stupore si tramutato in riverenza, quasi fossimo approdati in una cattedrale, davanti alla maestosa cantina che sorge in mezzo ad un vigneto di duemila ettari, unica propriet. Filari ordinati e precisi come il vigneto di un ettaro della Valpolicella. Siamo gi a 1000 metri di altitudine. Fino a 1300 si espande il Malbec, vino caratteristico della zona e, salendo, il pinot nero e poi i bianchi fino a lambire i 2500 metri di altitudine. La grandiosit della cantina, anche nelle sale degustazione, era proporzionata allenormit del vigneto. Il direttore e la sommelier di sala si sono messi a nostra disposizione per la visita e le degustazioni. Un solo numero per capire la grandezza: 10 milioni di bottiglie pronte ad essere vestite e spedite. Ci hanno fatto degustare i loro vini migliori, a livello dei nostri eccellenti. E le uve maturano senza trattamenti. Avevamo sentito dire duranti i nostri corsi che lArgentina vitivinicola un gigante addormentato. Abbiamo constatato che si sta svegliando. I giovani partecipanti al corso di cucina capivano litaliano per averlo studiato e lo parlavano abbastanza correttamente, gli anziani usavano un veneto frutto di un miscuglio dei vari dialetti della nostra regione. Sorpresi ed emozionati quando, durante la cena di commiato, abbiamo donato la grammatica veneta e il dizionario di Gianni Sparapan e letto alcuni racconti dai libri dello stesso autore con i quali abbiamo arricchito la loro biblioteca. Finale con le vecchie nostre canzoni venete ed alcune, sempre in veneto, composte in Argentina dagli emigranti tra cui una, cantata da solista dallormai anziano titolare della piccola azienda che finiva: g cat el pan ma go perso la felicit.

La cucina veneta a Mendoza


Di nuovo in Argentina per un corso di cucina ai figli dei nostri immigrati per non dimenticare le origini. Il tutto annaffiato dai loro ottimi vini

di Dante Brancaleoni e Renato Maggiolo

LAssociazione Polesani nel Mondo ci ha inviato in Argentina, a Mendoza, per tener vivo il ricordo della cucina tipica veneta, con un corso ad hoc, fra i discendenti dei veneti che in queste terre emigrarono. Tanto era lentusiasmo di ripetere lesperienza fatta lanno scorso a Rosario, ancor pi rafforzato dalla destinazione, infatti Mendoza una delle maggiori zone vitivinicole del mondo. Allaeroporto di Mendoza ci attendeva Marco di Lello dellAssociazione Polesani nel Mondo, nostra guida e riferimento per tutto il periodo di permanenza. La provincia di Mendoza composta in prevalenza da discendenti di italiani, soprattutto piemontesi e veneti, infatti lattivit principale la vitivinicoltura. Lidentit e il ricordo della provenienza polesana negli anni

si diluito nellaffermazione dellappartenenza veneta. Il punto di riferimento lAssociazione Familia Veneta de Mendoza, che ha una bella sede composta da uffici, sale riunioni, cucina e sala da pranzo per almeno duecento commensali. Vi inoltre unorganizzazione che raggruppa tutti gli italiani, ma si attiva solo in concomitanza delle elezioni politiche in Italia. La vita sociale si svolge nelle famiglie, tre le maggiori: veneta, piemontese e siciliana. Tra gli allievi del corso di cucina, per la maggior parte giovani, vi erano anche due fratelli che hanno aperto il primo agriturismo argentino, battezzandolo Agriturismo Veneto. Abbiamo tutti concordato sullinutilit, oltre che

sulla difficolt (ben quattordicimila chilometri ci separano) di portare i nostri prodotti veneti, visto che per fare la cucina veneta si possono utilizzare con successo i prodotti coltivati nella splendida campagna di Mendoza, molto simili a quelli veneti. La garanzia di una buona cucina tipica, infatti, non sono solo i prodotti, ma anche modalit di cottura, tradizione e valori. Non abbiamo certo avuto difficolt a trovare i vini da abbinare ad ogni pietanza tipica veneta. La provincia di Mendoza piuttosto arida, meno di 200 millimetri di pioggia lanno, ma la citt sovrabbonda di parchi con alberi e la campagna lussureggiante. Proprio i veneti, modernizzando le pratiche irrigue degli scomparsi indios, hanno iniziato la piantumazione dei lunghissimi filari di alberi lungo i campi. Quando si decide di mettere a coltivazione un terreno, arido e desertico, si porta lacqua che scende dalle Ande e, prima di tutto, si piantano alberi, siepi e arbusti. Quando la vita di insetti e microorganismi ripresa, allora si iniziano a piantare le viti, i frutteti e gli ortaggi. Un emigrato in

Rovigo Delegato Dante Brancaleoni


Via Carducci, 113 45027 Trecenta (RO) Tel./Fax 0425/701307 Cell. 335/8138325 brancadante-ais-ro@libero.it rovigo@aisveneto.it

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Vini secondo natura


Una serata dedicata alla produzione di vini naturali, nellottica anche della sostenibilit ambientale

Angiolino Maule, a sinistra, con il delegato di Rovigo Dante Brancaleoni

I muffati dOrvieto
Vino di pregio, per veri intenditori. Un viaggio fra la storia e i vini dellazienda Castello della Sala

di Michele Ridini

Un noto adagio recita che il buon vino si fa in vigna prima che in cantina. Ma sempre cos? Dichiarare il poco uso di sostanze chimiche nella produzione del vino in cantina sempre sufficiente? E, soprattutto, siamo sicuri che la qualit di questo lavoro esattamente quella che ci hanno descritto fino ad oggi? E ancora, davvero quella del vigneto pulito, perfettamente geometrico e razionale, quello ad altissima densit di ceppi, quella che fa da giardino alle tante cantine sparse sul suolo italiano? Non vogliono essere provocazioni, ma solo alcuni dei tanti argomenti oggetto di uninteressante incontro, con immancabile degustazione, sui vini naturali organizzato dalla delegazione di Rovigo lo scorso novembre alla trattoria alla Busa a San Martino di Venezze. Lospite della serata stato Angiolino Maule, uno dei massimi esponenti e promotori dei vini naturali che ci ha parlato dei suoi vini e della sua filosofia produttiva. Una splendida serata che a molti ha consentito di conoscere una nuova tipologia di vini, ottenuti da lavorazioni minime sul territorio, sulle uve e sul vino stesso, in assenza di

additivi chimici e manipolazioni da parte delluomo. Questi metodi complessi richiedono una profonda consapevolezza e conoscenza sia del vigneto che della cantina. Il vino naturale prodotto in quantit artigianali, da un produttore indipendente, su vigneti a basse rese per pianta e con uve sane e prive di pesticidi, da terreni vocati alla produzione di uva, raccolta manualmente con particolare attenzione allintegrit dei grappoli. Le intuizioni dei Maule evidenzia la necessit di tornare ad un approccio pi rispettoso della terra e del sistema natura. La sua una piccola rivoluzione culturale che va contro i vini convenzionali e che gi in molti, sia produttori sia consumatori,

fenomeno molto evidente la ricerca di vini che abbiano alle spalle anche un valore etico. In casa nostra la stessa sommellerie pare aver superato certa naturale diffidenza rispetto alle produzioni cosiddette biodinamiche. Il nostro viticoltore ci ha presentato uno scenario che rimette necessariamente in gioco anche il nostro ruolo di comunicatori del vino. Nel corso della serata coinvolgente stato il modo in cui ci ha voluto trasmettere il suo credo, la sua passione nella volont di realizzare una produzione ispirata alla valorizzazione di tecniche ed esperienze produttive sia in vigna che in cantina rispettando la natura al 100%. Bellissimo stato vedere Maule, al termine della sua esposizione, girare tra i tavoli e rispondere, spiegare e relazionarsi con i partecipanti. Lo ringraziamo per la serata, ma soprattutto, per limpegno profuso per la diffusione di queste modalit produttive sempre che sempre pi interesse riscuotono.

Superiore. Ancor pi pregiato il muffato, il vino definito muffa nobile, dal colore giallo oro, bouquet elegante e avvolgente, ricco; sapore nobile, suadente e di armoniosa morbidezza, dolce e persistente freschezza; adatto a un lungo invecchiamento. Si ottiene da uve sovramature attaccate dalla muffa nobile, la Botrytis cinerea, che conferi-

di Marco Visentin foto di Ferdinando Trevisan

Un avvincente percorso nellorvietano, una serata da intenditori tra vini muffati di eccellenza. Orvieto una delle rarissime zone dItalia vocata alla produzione di vini dolci con una fama che si tramanda da secoli gi dal tempo degli Etruschi. Nella tappa mensile delle Degustazioni del luned, abbiamo riscoperto una zona unica nel panorama vitivinicolo italiano: Orvieto e i suoi vini muffati. Vini ricchi, provenienti da colline dove in autunno si forma una fitta nebbia che favorisce lo sviluppo sui grappoli di una muffa particolare, la botrytis cinerea, che dona al vino profumi e sapori ricercati. Ci accompagna in questa particolare avventura Massimiliano Pasquini direttore ed enotecnico dellazienda Castello della Sala Antinori. Fra castelli, borghi e altipiani aleggiano in queste zone presenze di papi,

Marco Visentin con Massimiliano Pasquini, a destra

stanno seguendo e che forse potrebbe fare davvero breccia, in un momento in cui lattenzione per lambiente sembra stia diventando preponderante. I segnali sono molti, in primis un aumento dellacquisto di tutti quei prodotti classificati come biologici e questa una tendenza che anche il vino sembra seguire. Il nostro oratore ha sottolineato come allestero sia gi un

Treviso Delegato Arno Galleazzi


Via Cirenaica, 13 31100 Treviso Tel./Fax 0422/261385 treviso@aisveneto.it

immagini sacre, cantine e castelli e scopriamo nel racconto di Pasquini una qualit assoluta dei vini con attenti procedimenti a temperature costanti, che sfruttano micro climi baciati dal sole con umidit dei laghi (Corbara e Bolsena), e nebbie preziose dove affiorano le muffe nobili. Le colline dellorvietano sono caratterizzate da terreni con tramuta variabile di argilla e sabbia, tufo sgretolato e fossili marini che realizzano anche vini bianchi ricchi di freschezza sapidit. Oggi lOrvieto viene prodotto con un giusto mix di tradizione e moderne tecnologie nelle varie espressivit ma il vino prodotto nella zona pi antica ha diritto alla specificazione Orvieto classico. La tipologia vendemmia tardiva pu essere attribuita esclusivamente al vino a denominazione di origine controllata Orvieto e Orvieto classico con la qualificazione

sce al vino caratteri unici di concentrazione ed eleganza. Una muffa particolare che si nutre dellacqua contenuta
VISITA STUDIO

Un brindisi col Capo di Stato di Arno Galleazzi In visita alla cantina Loredan Gasparini, a Venegazz. I corsisti del primo livello hanno incontrato il titolare, Lorenzo Palla, che da buon padrone di casa, con molta spontaneit e ospitalit, ha illustrato le caratteristiche e la peculiarit di tutta la sua produzione, facendo anche degustare il suo prezioso e celeberrimo Capo di Stato. Per ringraziare della squisita ospitalit ricevuta, stato donato a Lorenzo Palla il libro di Angelo Gaia, Sor San Lorenzo. Poi tutti al ristorante Alla Panoramica di Eddy Furlan per una maritata pausa conviviale.

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nella polpa degli acini e che dilata i pori della buccia senza romperla, provocando cos levaporazione quando i grappoli si riscaldano ai raggi del sole. I mosti che si ottengono sono quindi molto zuccherini e ricchi di glicerina, conferiscono al vino una particolare consistenza, con particolare concentrazione aromatica. La raccolta di queste uve avviene con molto ritardo fino a dicembre ed eseguita a molteplici riprese. Questo straordinario processo naturale si verifica solo in alcune rare zone nel mondo dove le condizioni climatiche lo consentono: nel Sauternes in Francia, nella Valle del Reno in Germania, nel Tokaj in Ungheria e nellOrvietano in Italia. I vigneti di uve grechetto, sauvignon, traminer, procanico, drappeggio, verdello, trebbiano sono piantati sui migliori terreni dove condizioni pedoclimatiche garantiscono il raggiungimento di una qualit

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Dolci francesi
Due relatori deccezione, i colleghi Francesconi e Furlan, per parlare dei vini dolci dOltralpe
DIPLOMATI

di Mauro Di Barbora foto di Ferdinando Trevisan

elevata. La qualit si produce in vigna tra cura maniacale dei vigneti che vengono defogliati o irrorati in base allandamento della stagione. Pasquini ci racconta del diradamento della pianta lasciando 3 o 5 grappoli per vite con rese a 30 quintali duva per ettaro e 15 ettolitri. Il sesto di impianto e molto fitto per limitare al massimo la produzione per pianta mantenendo alta la qualit; vi un mix di qualit eccelsa ed alta tecnologia in cantine moderne dove si valorizzano al massimo i profumi della tradizione, ricchi di spessore, carattere, morbidezza ed eleganza. Finalmente entriamo in degustazione. A Villa Braida la sala gremita come sempre; arrivano i 6 preziosi vini: giallo oro a volte ambrato, olfatto ricco di profumi tropicali, albicocche, frutta disidratata, fichi, miele e nocciole tostate; grande struttura palato dolce ed agrumato; profumi ricercati con progressione dai fiori ai frutti passando dal trop i c a l e allammandorlato, dallagru-

Complimenti ai neo sommelier Consueta visita alla Berlucchi, lo scorso 21 febbraio, per lattesa cerimonia di consegna del sospirato diploma di sommelier. A tutti i neo sommelier le pi vive congratulazioni. Ecco i loro nomi. Massimiliano Andreazza, Davide Basso, Giancarlo Belli, Simone Botti, Giusi Brienza, Augusto Silvio Brunello, Federica Carraro, Francesca Di Toma, Mirco Favero, Michela Francescato, Michela Ferro, Luana Gallonetto, Daiana Lorenzato, Yanelis Palmero, Myroslava Paziy, Michele Pozzobon, Nadia Pozzobon, Pierangelo Rigo, Jacopo Rossi, Ignazio Russo, Mauro Simioni, Eddi Susin, Enrico Tiveron, Kuei-Yuan Yang, Jaovad Zahir.

Nellultima serata del programma autunno-inverno delle degustazioni del luned, la magia strega Villa Braida. Due i maghi, Mariano Francesconi, con la sua didattica ricca e fluida, ed Eddy Furlan, con le sue descrizioni in felice ed armonico abbinamento con il cibo, autentica poesia per la platea, ampia e rapita. I vini dolci, in questo caso tutti rigorosamente francesi, sono caratterizzati da importante residuo zuccherino e tenore alcolico, ottenuti per appassimento, che pu avvenire in fruttaio
I vini degustati

(locale termo condizionato), al sole (naturale), con surmaturazione in pianta (con o senza Botrytis Cinerea), con crioestrazione o con la tecnica di produzione degli Eiswein. Dai presenti, calorosi e sinceri applausi, per gli assenti, i miei appunti di degustazione.

mato alla mineralit; in bocca piacevolezza ed eleganza, dolcezza e freschezza, sapidit e morbida persistenza. Una giostra di profumi, ricco di una dolcezza intensa in ottimo equilibrio con freschezza e sapidit dal finale interminabile: eccezionale. Al termine grande coinvolgimento del pubblico con domande su tecniche di lavorazione, territorio, versatilit e abbinamenti. Concludiamo la serata con una degustazione di formaggi Erborinati Dop e Pecorino Umbro Dop.

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Muscat Beaumes de Venise 2006, Maison M. Chapoutier Vino fortificato con acquavite uvica, da vitigno Muscat Petits Grains; paglia piena, cristallino e di buona consistenza, naso nella tipicit, con salvia, pesca sciroppata, fiori darancio, albicocca disidratata; fortificazione impercettibile al naso, ma presente al gusto, con uva passa sotto spirito, chiusura delicatamente ammandorlata. Jurancon Moelleux AOC Symphonie de Novembre 2003, Domaine Cauhap Da vitigno Petit Manseng, ideale in appassimento perch a grappolo spargolo e buccia spessa; dorato vivacissimo, di grassa consistenza, naso di ginestra appassita, miele, scorza darancio candita, albicocca disidratata, nocciola tostata; in bocca caldo e morbido, di marcata sapidit, con ritorni di agrumi canditi e mandorla. Pinot Gris Alsace AOC Clos Jebsal 2004 V.T., Domaine Zind Humbrecht Vendange tardive oro verde, consistente, spiccatamente minerale (pietra focaia, sbuffi sulfurei), rosa gialla e ginestra appassite, miele, ananas sciroppato, albicocca in confettura; in bocca caldo e morbido, in equilibrio perfetto con sapidit/minera-

lit muscolari, ritorni coerenti di miele e frutta sciroppata. Sauternes 2001 AOC, Chateau Raymond Lafon Smillon dominante con saldo Sauvignon Blanc, oro antico, apre il naso con speziatura marcata di zafferano, note iodate, quasi marine, scorza dagrumi candita, miele; sorso di grande soddisfazione, di voluttuosa morbidezza, dominato da zafferano, chiude con miele di castagno, di lunghissima persistenza. Muscat de Rivesaltes 1980, Chateau Las Collas Blend di Muscat Petits Grains e dAlessandria, fortificato, veste ambra di grande vivacit, naso ossidato in evidenza (sherry), caramella dorzo, miele di castagno, frutta secca, cera dapi, note eteree di smalto; in bocca caldo, con ritorni di frutta sotto spirito e caramello. Banyuls Rancio Cuve Au Tragou 1985, Domaine Vial-Magnres Grenache con piccolo saldo di Carignan, mogano con leggeri lampi rosati, si impone al naso con frutta sotto spirito, prugna secca, nocino, tabacco, note rancio che ricordano il Rum Agricole; bocca segnata piacevolmente dalla fortificazione, con chiusura di china, frutta secca e distillato.

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Bio, il vino del futuro


Promuovere la conoscenza del vino biologico e le sue qualit spetta anche ai sommelier

di Paolo Chinellato

Finalmente biologico! Questa classificazione che da diverso tempo viene attribuita a molte categorie merceologiche, ora pu anche essere estesa al vino. Purtroppo, tuttavia, addentrandoci in questo mondo ci imbattiamo in tutta una serie di definizioni pittoresche e fantasiose: industriale, artigianale, sartoriale, convenzionale, naturale, biologico e addirittura quantico (questultima in pochi lhanno capita). Ma cosa significa in realt? Far chiarezza e promuovere la conoscenza. Questi gli obiettivi che hanno stimolato lorganizzazione di un focus Vino biologico e benessere (cui dedichiamo un approfondimento a pag. 70) ospitato presso lazienda Le Carline di Lison, dove il titolare, Daniele Piccinin, si occupa di agricoltura biologica da quando, 25 anni fa, inizi la sua avventura nel mondo del vino. In effetti oggi il momento giusto per condividere esperienze e competenze e per far chia-

Venezia Delegato Paolo Chinellato


Via Bambane, 14/p 30030 Martellago (VE) Cell. 348/3040474 aisvenezia@libero.it venezia@aisveneto.it

rezza fra chi desidera saperne di pi su un universo tanto affascinate quanto sconosciuto. Il simposio prende il via con lintervento del patron dellazienda, che ha esordito affermando: Noi produttori di vino biologico non abbiamo la pretesa di dire che il nostro vino migliore degli altri, ma chiediamo che venga fatta una corretta informazione su cosa contengono e su come vengano prodotti i vini naturali, biodinamici e biologici. Risponde lagronomo Cristina Micheloni, vicepresidente Aiab e coordinatore del progetto Orwine, affermando che ci sono voluti 20 anni per arrivare allattuale ordinamento europeo che oggi, finalmente, si applica da Malta alla Svezia e che, alla fine, ha creato il logo Bio. Prosegue Orazio Franchi, enologo, che sottolinea come degli ausiliari chimici che nel Regolamento 203 sulla produzione del vino erano 68 ne siano stati eliminati 24, proprio quei prodotti che permettono ai tecnici di incidere anche sulla struttura: E stato fatto un lavoro intelligente che mette alla prova la capacit del produttore di lavorare bene prima di tutto in vigna. Altro capitolo quello dellanidride solforosa, i solfiti elencati nel retro delle etichette. Nei vini bianchi sono ancora un male necessario, ma stiamo drasticamente limitandone luso e informando i consumatori. Il sommelier chiamato a dire se il vino bio anche piacere sensoriale. La risposta non univoca, se vero

che non tutti hanno pulizia nel gusto e armonia, anche vero che quando incontriamo quelli fatti bene scopriamo che si scostano dai vini spesso omologati: c tipicit ed eleganza fuori da schemi precostituiti, come i due vini degustati. Lison Classico (Tocai con leggera aggiunta di Chardonnay) che si presenta al naso con profumi di frutta esotica, tropicale gi interessante anche se appena prelevato in botte. In bocca ha ancora una freschezza scalpitante, equilibrata sapidit, una certa ruvidit che sar addomesticata in bottiglia. La maturazione delluva ha apportato un bel colore giallo paglierino intenso piacevole alla vista. La sua freschezza nasconde unimportante alcoolicit che funge da antiossidante in assenza di anidride solforosa. Il Cabernet Doc Lison Pramaggiore senza solfiti aggiunti conquista con la sua eleganza. Discrete note vegetali di foglia di peperone, di erba tagliata e profumi di ibisco. Anche in bocca manifesta carattere e classe con tannini suadenti anche se ancora giovani e pimpanti. Ecco la risposta migliore alla nostra domanda: il bio ha un ulteriore valore aggiunto in termini di qualit e salubrit.

Di nuovo con Gualtiero


Incontro con un grande maestro della cucina italiana, Gualtiero Marchesi, e altri accademici

di Paolo Chinellato

Ancora un incontro con il grande della cucina italiana che venuto a trovarci in un ristorante a noi caro: il San Martino dei nostri soci Raffaele e Michela. Grande emozione e piacere per aver incontrato Gualtiero Marchesi, unicona dellenogastronomia mondiale, ospite nel ristorante segnalato per aver la seconda migliore carta dei vini del Veneto. E nel contempo anche una sfida per lo chef, ma anche per il sommelier, che deve trovare un abbinamento armonico per piatti nuovi, complessi e molto particolari. Serata vissuta con trepidazione ma anche con grande entusiasmo, alla presenza non solo del maestro, ma anche del gotha della cucina italiana, a cominciare dal presidente dellAccademia italiana della cucina, oltre a qualificati giornalisti del settore. La sfida cominciata con unentre dello chef Raffaele decisamente interessante, composta da gamberi rossi marinati su crema fredda di sesamo con

pesca e granatina al Martini e frutto della passione, variazione di tonno di Carloforte, roast beef alla nizzarda e ventresca affumicata. Il sommelier accetta la sfida e propone in abbinamento una bollicina importante: un Blanc de noir Grand Cru dellazienda Francois Second in Champagne. Struttura e personalit del vino si sposano con eleganza e complessit, accompagnando in modo armonico il piatto creando pulizia ed equilibrio con una leggera, ma corretta prevalenza del vino, senza prevaricazione. La seconda proposta dello chef stata un astice avvolto con lardo su crema di cannellini e cuore di crostacei, seguito da insalata tiepida di tagliolini in brodo di corallo e crudo di capasanta. Proposte davvero intriganti che uniscono allaromaticit dei crostacei il gusto deciso del lardo e le importanti note dei cannellini. La nostra scelta caduta su di un bianco di struttura, un Trebbiano dAbruzzo

dellazienda Masciarelli affinato in acciaio, ancora abbastanza giovane e gi con note di interessante complessit e una discreta ma piacevole morbidezza che attenuava le inevitabili sensazioni di freschezza. La proposta successiva stata un classico piatto estivo, anche se rivisitato in chiave di elegante leggerezza dallo chef, come il vitello tonnato. La scelta dellabbinamento, che non doveva essere scontata, caduta su uno splendido Verduno Pelaverga vendemmia 2007, con note gi discretamente evolute, ma che conservava ancora freschezza e faceva apprezzare una presenza assolutamente discreta di tannini, decisamente evoluti e rotondi. Il semifreddo finale a base di pesche Mirabelle accompagnate da un cannolo non permetteva abbinamenti, ma per finire con eleganza abbiamo proposto un Cristina Vendemmia tardiva ottenuto da uve trebbiano, moscato, sauvignon e pinot grigio dellAzienda Roeno di Belluno Veronese. Il maestro non solo ha apprezzato lequilibrio e leleganza dei piatti, ma ha anche lodato larmonia degli abbinamenti, cosa che a noi, in trepidante attesa, ha veramente fatto molto piacere e ci ha fatto riflettere sul fatto che le grandi persone sono giustamente severe e critiche, ma anche gentili e riconoscenti, espressione questa di nobilt danimo.

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Da sinistra Raffaele Ros e Michela Berto, titolari del San Martino, al centro Gualtiero Marchesi, Ettore Bonalberti, delegato dellAccademia Italiana della Cucina di Venezia Mestre Terraferma, e Giovanni Ballarini, presidente nazionale dellaccademia Italiana della Cucina

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Aspiranti sommelier crescono


Partiti i corsi di qualificazione professionali della delegazione veneziana, con un centinaio di iscritti, appassionati ed entusiasti

Figli di un dio meticcio


Seducente serata al ristorante Alla Borsa di Valeggio sul Mincio, fra Chianti classico, piatti della tradizione e reminiscenze cinematografiche

di Matteo Guidorizzi

di Paolo Chinellato foto di Bruno Bellato

A gennaio sono iniziati a Mestre, come ogni anno, i corsi di qualificazione professionale per sommelier. Un centinaio di iscritti saranno impegnati per quindici lezioni in un percorso verso laffascinante mondo del vino. Tra i partecipanti ci sono anche molte ragazze e signore, preparate e motivate seriamente a capire la cultura e la passione enologica. Un segnale sicuramente positivo e incoraggiante in questo momento di crisi economica. La preparazione sicuramente allaltezza delle aspettative, seguita costantemente dai nostri direttori di corso e dai responsabili della didattica. Non deve mai mancare allaspirante sommelier lo stile, la cortesia e la disponibilit nonch un bagaglio tecnico e culturale idoneo al conseguimento del titolo. Colonna por-

tante dei corsi come sempre lentusiasmo portato il primo giorno dai partecipanti, mantenuto poi dai relatori e da tutto lo staff organizzativo. In questo inizio 2013 altri colleghi si sono aggiunti alla delegazione di Venezia, in unatmosfera ricca di fascino, ovattata dalla neve tra i vigneti ricoperti di bianco. Il 21 febbraio si svolta la consegna dei diplomi alla Guido Berlucchi in Franciacorta, un nome di prestigio e di riferimento nella viticultura nazionale che detiene una posizione di leadership. Il delegato Paolo Chinellato ha consegnato il tastevin e il diploma ad ogni sommelier, ricordando che non si deve considerare questo come un traguardo ma un trampolino per la crescita sia professionale che

culturale nellaffascinante mondo del vino. Questi i nomi dei diplomati: Alberto Milanese, Alessandro Fontana, Andrea Biscardi, Angela Aloi, Fabio Catto, Chiara De Stefani, Davide Lapis, Denis Maccagnan, Enrica Dalla Bona, Gabriele Rossetti, Larry Daniel, Marco Cazzaro, Mauro Zennaro, Nicola Burei, Nicol Stevanato, Paolino Mattuzzi, Pompeo Ligorio, Stefano Trevisan, Vincenzo Pizzo. Complimenti a tutti e in bocca al lupo per una spumeggiante carriera.

Petto di faraona con prugne e polenta morbida con Riserva Ducale Oro Chianti Classico annata 2000. Un piatto rivelazione, lilluminazione sulla via di Damasco, il punto in cui lavventura gustativa diventa esperienza dellanimo. Perch il sommelier un viaggiatore naturalmente curioso verso le altre culture enogastronomiche e nello stesso tempo ambasciatore della sua terra ma gioiosamente propenso al meticciamento, allincontro e alla condivisione di ci che gi ha per storia personale con ci che ancora non gli appartiene. La serata per noi fedeli del dio meticcio si svolta al ristorante Alla Borsa di Valeggio sul Mincio: il tema era una verticale di chianti classico Riserva Ducale dellazienda Ruffino; lintenzione era sposare i tortellini di Valeggio, dal tipico ripieno di brasato, con un

Verona Delegato Marco Aldegheri


Via Sasse 43A 37132 Verona Cell. 392/9621016 m.aldegheri66@gmail.com verona@aisveneto.it

grande vino toscano di nobile ed antica genealogia (prima annata 1947). Invece la vera sorpresa stato labbinamento con faraona con la quale il vino ed il piatto sono diventati unaltra cosa, bellezza e poesia per i sensi e per la mente. Ci vuole una similitudine per raccontare questa emozione e tra i ricordi spunta un film da un racconto di Karen Blixen, Il pranzo di Babette, un raffinato pranzo francese in una piccola ed austera comunit luterana in Danimarca, ancora un mescolamento di culture, una situazione meticcia. La nostra faraona come le quaglie en sarcophage del film, il nostro Riserva Ducale come il mitico Clos de Vougeot, la cuoca Babette del Caf Anglais di Parigi come la bravissima signora Nadia del Borsa che ci ha presentato e raccontato il suo piatto. E nel finale quasi ci si aspetta, come nel film, che un sommelier in divisa si alzi e proponga il brindisi con le parole del generale Lorens Loewenhielm: Ecco, la misericordia e la verit si sono incontrate, la rettitudine e la felicit si sono baciate!. Alla fine del pranzo in comune tra i commensali del film e i sommelier la medesima giovialit e soddisfazione per la serata. Per questo seducente mosaico

di Veneto e Toscana, di tradizioni veronesi e di chianti blasonati, di ricordi tra cinema e romanzi, per questa serata meticcia che rendeva leggeri, ora vogliamo ringraziare tutti coloro che con il loro contributo lhanno resa possibile, con linvito a riprovarci perch sono stati davvero bravi. I protagonisti del rito pagano: dalle cantine Ruffino, Rosatello 2011 Vdt, Chianti Superiore 2011 Docg, Riserva Ducale Oro Chianti Classico annate 2007, 2004 e 2000. Dalla cucina della signora Rita: Nodo dAmore al burro dorato e salvia, petto di faraona regina dautunno con prugne e polenta morbida.

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te con latte di pecora e/o vacca. Auspica una maggior tutela dei prodotti tipici, un maggior controllo e, come fanno nella vicina Francia, anche in Italia si dovrebbe porre pi attenzione a preservare maggiormente i prodotti che contraddistinguono le tradizioni locali. Mariano ci accompagna in una carrellata di immagini fotografiche alla scoperta di paesaggi francesi per poter descrivere il territorio con tutto il suo patrimonio di castelli, fiumi, colline, dove vengono prodotti alcuni dei formaggi e dei vini in degustazione. Ma tornando alla degustazione, la Robiola di Roccaverano lunico formaggio di capra italiano scelto per la serata. Prodotto nellastigiano, un formaggio a pasta cruda, fresca tenera e compatta dal sapore dolce e fondente: quello presentato non aveva una grande stagionatura per cui laroma lattico e la tendenza acida erano ben evidenti. Il secondo caprino, il Selles sur Cher AOP Touraine (Francia) un formaggio a pasta molle, viene posto a coagulare in stampi cilindrici, spolverato
I vini degustati

Alla scoperta dei caprini


Carrellata di formaggi di capra, quasi tutti prodotti in Francia, dove maggiore lattenzione per la loro valorizzazione

di Rosanna Dal Santo

Una serata da tutto esaurito, vista anche lalta affluenza di soci intervenuti per lassemblea annuale che ha

preceduto la degustazione tenutasi a fine gennaio alla trattoria Al Cappello di Breganze. E stato davvero difficile, dopo quanto ascoltato in assemblea, immergersi nellargomento della sera-

ta, ma Mariano Francesconi, presidente di Ais Trentino, ha saputo fin da subito catturare lattenzione e condurci alla scoperta dei formaggi di capra e al successivo, curioso gioco di abbinamenti. Dopo aver spiegato in modo esaustivo caratteristiche e tecniche di produzione dei formaggi di capra, con importanti indicazioni per poter scegliere un prodotto di qualit, lattenzione si spostata sul piatto di formaggi servito che il relatore ha descritto, collocando ogni tipologia nella sua area dorigine e delineandone le caratteristiche organolettiche.
LE DEGUSTAZIONI

Vicenza Delegato Roberta Moresco


Cell. 393/0020515 moresco.ais@alice.it vicenza@aisveneto.it

Il primo formaggio stato la Robiola di Roccaverano, che ritiene sia lunico grande caprino italiano che si avvicina alla tradizione francese. Storicamente la Robiola di Roccaverano era un formaggio a latte crudo 100% di latte di capra, ma purtroppo i consorzi di tutela italiani tendono ad allargare le maglie del disciplinare, per cui ora si trovano in commercio Robiole di Roccaverano prodot-

con sale grosso e ricoperto di cenere di carbone. La stagionatura va dai dieci giorni a quattro settimane. Quando si taglia emerge il netto contrasto cromatico tra la crosta e la pasta. Questultima si rivela molto fine e si scioglie in bocca rilasciando i classici sentori di un vero formaggio di capra. Il sapore acidulo, salato e leggermente dolciastro. Segue il Chabichou du Poitou, anche questo proveniente dalla regione della Loira, che viene prodotto con latte di capra fresco e intero. La cagliata viene introdotta in stampi a forma di cono, nel fondo dei quali si trovano in rilievo le lettere CDP. Laffinamento dura dieci giorni durante i quali si forma una crosta bianca con leggere striature bianche, gialle o blu. La pasta compatta e friabile al tempo stesso, al gusto i suoi aromi delicati, dolci e con lieve retrogusto acidulo, invadono il palato lasciando una sensazione cremosa. Il quarto il Lazos, formaggio a latte

pastorizzato, proveniente dalla Catalogna, pi precisamente da Castello. Il nome Lazos deriva dal laccio con cui viene legato il panno che lo avvolge durante la fase di stagionatura, ed il risultato dalla combinazione di un sapiente e accurato lavoro artigianale e di una attenta selezione della materia prima che determina la sua personalit ineguagliabile. La crosta globosa con i bordi arrotondati scura con riflessi grigio verdognoli. La pasta bianca, poco elastica ma non rigida. Profumo dolce di latte di capra, il sapore abbastanza intenso e gradevole, piacevole al palato. Il Banon de chevre, altro formaggio francese, prende il nome da un piccolo paese in alta Provenza. Si presenta in un involucro di foglie di castagno imbevute di acquavite (il marc del territorio) e chiuse con rafia. Ha pasta molle e delicata, un sapore morbido e delizioso. Viene prodotto in piccole forme rotonde da 100 grammi. Lultimo formaggio non poteva che essere un erborinato: il Bleuet de chevre Berry, proveniente dalla regione del Berry situata al centro della Francia. Si contraddistingue per la sua forma triangolare e per la crosta fiorita. Durante la maturazione, il penicilum roqueforti si sviluppa nella pasta creando le caratteristiche striature blu-verdastre e per creare tutti i suoi migliori aromi necessita di almeno otto settimane di affina-

Sancerre AOC Grand Cuve La Chaudovillonne 2007, Fournier (Francia) Valdeorras DO As Sortes Val do Bibei Godello 2005, Bodega Rafael Palacios (Spagna) Alsace Gewrztraminer Heimbourg de Turcheim 2000, Domaine Zind Humbrecht (Francia) Montepulciano dAbruzzo Villa Gemma 2005, Masciarelli (Italia) Tokaji Edes Szamorodni 2008, Oremus Szolobirtok (Ungheria)

tura. I presenti si sono divertiti a fare il gioco degli abbinamenti, commentando e scambiandosi opinioni sulle sensazioni che ogni formaggio sprigionava accostato ai vini. La Robiola di Roccaverano, con la sua tendenza acida e laroma lattico, si sposava bene con il Sancerre AOC, anche se, come stato sottolineato, lannata 2007 risultava essere ancora troppo giovane e quindi mancava un po di morbidezza per trovare la giusta dimensione in bocca. Il Selles sur Cher AOP si abbinava perfettamente al Valdeorras DO Godello, ma molti sono stati concordi nellaffermare che anche con il Montepulciano dAbruzzo si creasse la giusta contrapposizione per esaltare le caratteristiche gustoolfattive del formaggio e del vino. Il Valdeorras trovava il suo migliore abbinamento con lo Chabichou du Poitou, mentre il Lazos stava a meraviglia sia con il Sancerre che con il Montepulciano. Gli ultimi due formaggi il Banon AOP e il Bluet de chevre Berry si esprimevano al meglio sia con il Gewrztraminer che con il Tokaji Edes, ma ormai le papille gustative erano affaticate e quindi i pareri erano un po discordanti. Ma il piacere di queste serate anche mettersi in gioco, confrontarsi, per arricchire il nostro bagaglio di esperienza stimolando la crescita professionale e la nostra passione.

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Un Torcolato da Guinness
Alla festa della spremitura della vespaiola anche la gara per decretare il miglior abbinamento fra vini e formaggi

I vini degustati

di Rosanna Dal Santo

Lo volevano a tutti i costi gli organizzatori della Prima del Torcolato. Volevano fare il Guinness dei primati con la treccia pi lunga, non di pane n di mozzarella, ma duva, la treccia duva pi lunga al mondo. Alla 18esima edizione della Prima del Torcolato, un appuntamento con la spremitura pubblica delluva vespaiola nella piazza della rinomata cittadina di Breganze, si tenuta questa singolare prova. Numerosi sono stati gli eventi che nonostante la pioggia battente hanno richiamato un pubblico curioso e desideroso di assaggiare questo nettare che viene torchiato pubblicamente e che viene fatto degustare in anteprima ai presenti. Da secoli, nelle cantine della zona, il
DELEGAZIONE

Soci in assemblea Lo scorso 24 gennaio la Trattoria Al Cappello di Breganze, ha ospitato in una sala gremita di soci, lannuale assemblea di delegazione. Questi i punti allordine del giorno: comunicazioni del delegato, relazione attivit del 2012, programmi 2013, presentazione rendiconto 2012 e comunicazioni del presidente regionale. E stato questultimo punto a richiamare i numerosi soci, desiderosi di avere chiare informazioni riguardo gli eventi accaduti in Ais Veneto, che hanno portato alle dimissioni del presidente Dino Marchi. I soci con i loro interventi hanno dimostrato comprensione ed espresso solidariet verso presidente e delegati.

metodo adottato per appassire luva dopo la vendemmia quello di intorcolare cio attorcigliare i grappoli migliori con spaghi per confezionare i rossoli, ossia delle trecce da appendere alle travi delle soffitte delle tipiche case di collina, per almeno tre- quattro mesi dove ricevono il massimo della ventilazione. In questo modo i grappoli perdono parte del loro peso a causa dellevaporazione dagli acini dellacqua, ma con concentrazione del loro contenuto di zuccheri. Questanno i produttori si sono cimentati in unimpresa unica, hanno realizzato una treccia lunga circa 40 metri e con una serie di carrucole stata issata sul campanile della piazza che per altezza la seconda torre campanaria del Veneto dopo quello di S. Marco a Venezia. Limpresa con grande soddisfazione riuscita sotto un cielo plumbeo e carico di pioggia, che, tuttavia, non ha fermato la tenacia degli organizzatori. E come ogni anno, anche in questo 2013 il Torcolato stato messo sotto la lente dingrandimento per trovare il miglior abbinamento, non con i dolci tipici della zona ma con un piatto di formaggi selezionati con dovizia da Erasmo Gastaldello titolare della Casa del Parmigiano di Marostica. A farlo ci hanno pensato un gruppo di giornalisti che nella sala degustazioni della

Breganze Doc Torcolato 2009 Vignaioli Contr Soarda Breganze Doc Torcolato 2008 Vigneto Due Santi Breganze Doc Torcolato 2008 Azienda agricola Maculan Breganze Doc Torcolato 2008 Cantina Beato Bartolomeo da Breganze Breganze Doc Torcolato 2009 Azienda agricola C Biasi Breganze Doc Torcolato 2009 Azienda agricola Col Dovigo Breganze Doc Torcolato 2006 Azienda agricola Miotti Firmino Breganze Doc Torcolato 2007 Azienda agricola Vitacchio Cav. Guerrino

Il Goloso Curioso

Cantina Maculan si sono sacrificati a questa bellissima esperienza. I formaggi in degustazione sono stati Morlacco del Grappa; Robiola di Roccaverano; Gorgonzola dolce; Parmigiano Reggiano; Piacentinu di Enna; Pecorino di fossa; Gorgonzola naturale. E stata davvero una scommessa trovare il miglior abbinamento, ma il verdetto del panel test ha decretato la vittoria al Gorgonzola dolce, seguito dallAsiago stravecchio, ma a mio avviso anche la Robiola di Roccaverano si esprimeva in maniera egregia con il Torcolato. Chiss quale sar la sfida per ledizione 2014: sicuramente gli organizzatori ci stanno gi pensando e sar davvero intrigante.

I preziosi segreti del tonno


di Morello Pecchioli

Il lattume di tonno fritto del Tavern di Monselice, una rara prelibatezza isolana tutta da gustare, solo per veri gourmet

Il tonno chiamato maiale di mare perch, proprio come si fa con sua maest il porcello, delle sue parti non si butta via niente. Anzi, anche quei ritagli che sembrano insignificanti sono, invece, preziosi. Tutti sanno quanto sia pregevole la sacca ovarica dei pesci femmina, la bottarga, ma pochi conoscono la squisitezza della sacca del liquido seminale del tonno maschio, il cosiddetto lattume. In Sicilia e in Sardegna lo considerano, a ragione, una prelibatezza. Fritto superbo, ma anche con la pasta o in insalata cibo da gourmet. I golosoni che vivono in Veneto, per gustarlo come si deve, non hanno bisogno di volare a Trapani o a Carloforte, sullisola di San Pietro, dove si parla ancora il ligure tabarchino e dove lo chiamano figatello. Basta trasferirsi a Monselice, in provincia di Padova, e sedere ad uno degli eleganti tavoli del ristorante di pesce Tavern ospitato nella bellissima Villa Cornr. Meglio fare una telefonata per tempo (0429/080003; pesce@tavern.it) perch il lattume merce rara da trovare. Qui lo chef Matteo Cazzin lo cucina come si deve: fritto. Non sar elegante evidenziarlo, ma non vorremmo che qualcuno pensasse ad uno scherzo leggendo che un cuoco che fa di cognome Cazzin prepara un piatto straordinario con il liquido seminale del tonno: no, non una burla. Prima di mettere in padella il lattume, Matteo lo preMatteo Cazzin e Roberto Veronese

Il lattume di tonno del Tavern

para magistralmente secondo gli insegnamenti dei colleghi siculi e sardi. Dopo di che lo passa in una pastella di sua invenzione che ne esalta il sapore e infine lo depone in una bollente mistura di oli (extravergine doliva, di semi e di girasole) ideale per fritti ghiotti e leggeri. Con quale vino abbinare il lattume di tonno fritto? Suggerisce Roberto Veronese, patron del Tavern e raffinato anfitrione: LOlivetani di Ca Lustra, un Colli Euganei bianco sapido e di nobile carattere. Cosa offre il nostro men oltre al lattume di tonno? Molto interessanti sono la carbonara di tonno (con gli spaghetti fatti in casa), la tagliatella di seppiolone con pomodorini freschi e bottarga di tonno e, freschissima novit, il carpaccio crudo o la tagliata cotta di pesce limone. Sembra un pesce esotico per la sua patina gialla e invece nostrano. Assomiglia alla ricciola ed molto buono. Rispetto della tradizione ma rivisitata con la capriola della fantasia, prodotti freschissimi e di prima qualit, assoluta padronanza della materia prima ittica: sono le doti che fanno di Matteo Cazzin uno dei pi interessanti cuochi di pesce (ma non solo) del Veneto. Che come dire dItalia, dato che i veneti, da sempre, sanno cucinare il pesce in modi e forme straordinari. Ultimo avviso ai naviganti ghiottoni: non perdete le cozze alla Cazzin. Ma attenti a non farvi trascinare dallentusiasmo di intingere il buon pane fatto in casa nel favoloso sughetto che le esalta, uno dei pi saporiti e deliziosi mai trovati: si rischia di riempirsi e di dover rinunciare troppo presto alle altre leccorne. Ristorante di pesce Tavern, Villa Corner - Via Orti 7, Monselice (Padova) Tel. 0429.080003 - www.tavern.it.

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LAVORINCORSO

Filare di pavana in localit Bova Rossa (Feltre)

lavori in corso

Il centro di spumantizzazione

Lattitudine alla spumantizzazione di Pavana e Boschera


a cura di Stefano Soligo ed Emanuele Serafin, Veneto Agricoltura

La commercializzazione dei vini mossi (spumanti e frizzanti) sta crescendo, soprattutto nei nuovi paesi consumatori. Le richieste sono rivolte per lo pi a vini piacevoli ed accattivanti, questo perch i neo consumatori di vino sono alla ricerca costante di novit, soprattutto caratterizzate da spiccata personalit. Il Veneto ha un patrimonio di variet minori, per la maggior parte di

I risultati di un progetto di ricerca di Veneto Agricoltura per valutare le caratteristiche degli spumanti prodotti da vitigni minori
antica coltivazione, che rappresentano un potenziale di offerta per quanto riguarda i vini spumanti e frizzanti, soprattutto nella versione elaborata in autoclave, che potrebbe consentire agli operatori veneti di accrescere la loro presenza nel consumo dei vini mossi nei paesi non tradizionalmente consumatori. Questa premesse hanno indotto alla definizione di un progetto di ricerca e comunicazione che valuta le caratteristiche di spumanti prodotti da uve di vitigni minori per un eventuale allargamento della base ampelografia regionale di vitigni atti alla produzione di questa categoria di prodotto;

unita ad una corretta divulgazione dei concetti di vino territoriale attraverso la formazione di tecnici in grado di comunicare, a loro volta, il territorio al consumatore. Lattivit svolta presso le strutture gestite da Veneto Agricoltura presso la cittadella del vino di Conegliano dove, assieme al Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia (Cirve) stato costituito un Centro di microspumantizzazione unico nel suo genere. In questa nota si descriveranno le caratteristiche dei prodotti ottenuti dai vitigni Pavana e Boschera. La base spumante stata ottenuta lavorando con costanti batonage in maniera de favorire la lisi cellulare e quindi la liberazione di molte mannoproteine presenti naturalmente nella cellula del lievito con lobiettivo di apportare morbidezza naturale. Lacidit presente stata decisa al momento di raccolta delle uve e si cercato di preservarla con precisione e delicatezza fino al momento della rifermentazione, attenti soprattutto ad evitare rifermentazioni batteriche come fermentazione malolattica. Il vino stato filtrato sterile, zuccherato come da estremi legislativi ed in seguito allintroduzione del lievito reidratato (da 4 giorni prima), inviato in autoclave con temperature di partenza di 18-19 C; dopo un discreto avvio di partenza si abbassata la temperatura ed a pressione raggiunta (6 atm) si sono raddoppiati i turni di agitazione al

fine di proseguire la lisi cellulare iniziata con i primi batonage. Abbassamento poi della temperatura a -1 C per 4 giorni quindi, a stabilizzazione tartarica raggiunta, filtrazione a 10, 5, 3 e 0,65 micron ed imbottigliamento. Il vino di base ottenuto possedeva le seguenti caratteristiche chimiche:
Boschera Pavana pH 3,12 3,09 Acidit totale (g/l) 6,9 8,1 Alcool (v/v) 10,37 11,00

BOSCHERA - Il vino ottenuto prima della rifer-

Con i profili sensoriali:

mentazione in autoclave manifestava particolari note speziate mediterranee con sottolineature di origano ben marcate, sensazioni di frutta a pasta bianca, pesca in primis, note molto sottili di fiori bianchi quali gelsomino ed acacia con in sottofondo brevi sensazioni vegetali; durante la rifermentazioni si deciso di utilizzare lieviti neutri, capaci di rifermentare il residuo zuccherino senza apportare sensazioni fermentative (es. banana), ed a vino finito si avuta unesaltazione del bouquet iniziale.
PAVANA - La stabilizzazione tartarica avvenuta

in autoclave solamente dopo la seconda rifermentazione ed anche su questa sperimentazioni si ricorsi allutilizzo di lieviti dalle buone capacit fermentative ma neutri in termini di apporti sensoriali. Si presenta come un vino rosato dai vivi riflessi rubini, non da considerarsi un rosato arancione salmonato; allolfatto presenta da subito una grandissima complessit ed intensit inizialmente inaspettata, si evincono ampie sensazioni floreali di rosa ciclamino e violetta, sensazioni fruttate molto fresche quali mela verde ed albicocca; al palato si conclama in tutta la sua freschezza ed ottima sapidit, particolarmente persistente e dal retrogusto interessante di rosa canina e pietra focaia.

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ALLA SCOPERTA DI

ALLA SCOPERTA DI

Wachau, nobili vini dAustria

di Nicola Bonera, wine consultant

La storia della viticoltura austriaca inizia verosimilmente intorno al 700 a.C., quando i Celti cominciarono sporadiche coltivazioni nellAustria meridionale; molti ritrovamenti fanno risalire ad epoche di gran lunga antecedenti. Durante le epoche successive la viticoltura venne fortemente incoraggiata, prima dagli Imperatori Romani, successivamente da Carlo Magno; pochi furono i periodi bui, uno su tutti linvasione Magiara tra l890 e il 955. La rinascita non tard e grazie anche alle Abbazie e ai monaci la viticoltura prosper e tocco il suo zenit tra il XV e il XVI secolo, quando le vigne contornavano tutte le principali citt, comprese le aree pi fredde come Salisburgo oppure il Tirolo e il Voralberg. Una data importante per lAustria del vino il 1860: il Barone August Wilhelm von Babo fond la prima scuola enologica riconosciuta al mondo, il centro di Klosterneuburg, preso a modello negli anni seguenti per la creazione delle odierne scuole di San Michele allAdige, Conegliano, Alba. Tra il XIX ed il XX secolo, prima le malattie come loidio e la fillossera, poi le Guerre Mondiali, contribuirono ad

Viaggio alla scoperta della regione viticola austriaca, patrimonio Unesco, che produce eccellenti e apprezzati vini aromatici

raggiungere. Il clima delle aree vitivinicole influenzato principalmente da tre fattori: i venti freddi che soffiano dalle steppe nordorientali, i venti caldi del clima Pannonico che arrivano dallUngheria, il clima temperato tipicamente mediterraneo proveniente da sud. In Austria si possono distinguere, come da mappa sottostante, 4 principali aree climatiche.

Il vino in Austria in cifre


Circa 20.000 sono i viticoltori austriaci, solo 6.000 dei quali vendono il loro vino imbottigliato. Circa 45.000 sono gli ettari di superficie vitata, oltre il 60% dei quali sono coltivati a vitigni a bacca bianca. Circa 2.500.000 sono gli ettolitri di vino prodotto in un anno in Austria.

un drastico calo dellattenzione rivolta alla vitivinicoltura. Ulteriore batosta fu lo scandalo del 1985: venne scoperto un complesso sistema di adulterazione del vino tramite laggiunta di un antigelo, il glicol diethylene. In seguito a tale scandalo le leggi divennero molto severe e selettive e contribuirono ad un enorme slancio verso la qualit.
Clima e suoli

Nonostante le diversit territoriali, climatiche e geologiche, una caratteristica rende comune i vini austriaci: lacidit pronunciata e rinfrescante nonostante i grado pieno di maturazione che luva pu

1. Larea del Danubio, dove I venti caldi dellest si mescolano alla ventilazione pi fresca del nord; limportantissima escursione termica ed il ciclo vegetativo lungo generano dei vini di grande eleganza, maturit e complessit ma con una freschezza vivace. 2. Weinviertel, zona delezione per i facili e piccanti Grner Veltliner, pi rustici rispetto a quelli dellarea del Danubio. 3. Area Pannonica, dove i venti caldi ed il clima assolato diviene alleato principale nella produzione dei migliori vini rossi dAustria; laccentuata umidit mattutina seguita da pomeriggi di sole favorisce lo sviluppo della muffa nobile attorno al Neusiedlersee e a Seewinkel. 4. Steiermark o Stiria, pi vicina alle Alpi e con importantissime aree boschive, produce vini pi leggeri, garbati, bianche e rossi adatti ad una cucina gustosa e non troppo elaborata.
I vitigni

piata negli ultimi ventanni, arrivando quasi al 40% sul totale. Tale crescita legata sia al miglioramento delle tecniche in vigna, al clima pi favorevole, ma anche al progressivo distacco dalla mentalit produttiva tipica della Germania, dove, per ovvi motivi climatici, si predilige la coltivazione delle uve a bacca bianca. Tra i vitigni bianchi spicca il Grner Veltliner, con 13.500 ettari, seguito da Riesling Italico con 3.500; sono presenti diversi incroci utilizzati per i vini dolci del Neusiedlersee, come lo Sheurebe, il Bouvier o il Goldburger, e alcuni vitigni esclusivi dellAustria, come il Neuburger, il Rotgipfler e lo Zierfandler. Tra le uve rosse, tutte in forte crescita negli ultimi 10 anni, spicca lo Zweigelt, con 6.500 ettari, incrocio creato nel 1922 dai vitigni Saint Laurent e Blaufrnkisch, seguito da Blaufrnkisch e Portugieser, rispettivamente con 3.200 e 1.600 ettari. Pinot nero, Cabernet e Merlot cominciano a ritagliarsi interessanti spazi nel Burgenland.
Le aree vinicole austriache

Vigneti a Wachau ( visibile lo strato superficiale di Loess, sedimento eolico)

In Austria ci sono 35 vitigni approvati, 22 bianchi e 13 rossi. La proporzione dei vini rossi raddop-

Le regioni vitivinicole sono essenzialmente quattro e le denominazioni/distretti sono 16: Niedersterreich, la bassa Austria, con 27000 ettari vitati, a nord-est del paese; colline dolci coltivate principalmente con vitigni bianchi, soprattutto Grner Veltliner. Burgenland, a est del paese sul confine con lUngheria, 14000 ettari vitati; territorio importante per la produzione di ottimi vini rossi di struttura e, attorno al Neusiedlersee, di eccezionali vini botritizzati. Steiermark, a sud-est, 4000 ettari circa; area

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ALLA SCOPERTA DI
FEASR

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: lEuropa investe nelle zone rurali

adatta alla produzione di vini bianchi profumati e rossi di media struttura. Wien, attorno alla capitale Vienna, piccolo distretto dedicato ai vini bianchi di media struttura.

La classificazione del vino austriaco

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Basata sul modello di classificazione tedesco in vigore durante la Seconda Guerra Mondiale, la legislazione del vino austriaca ha subito nel tempo delle importanti modifiche, che lhanno portata ultimamente ad uniformarsi alle direttive europee in materia di vino. LAustria si data delle regole molto rigide, che si basano principalmente sul controllo di origine, sulla limitazione della resa per ettaro, sui livelli di qualit e sul controllo di qualit effettuato da parte dello Stato. In generale, viene operata una classificazione in base allorigine delle uve ed al contenuto di zucchero nel mosto, espresso in KMW, ununit di misura simile al grado Oechsle tedesco. Partendo dalla fascia qualitativa pi bassa, troviamo: Wein ohne Herkunft, vino da uve austriache senza indicazione della zona di provenienza Landwein, vino da tavola proveniente da una delle tre macroregioni austriache: Bergland, Weinland e Steirerland; equivale alle IGT Q u a l i t t s w e i n / h e r k u n f t t y p i s c h e r Qualittswein (DAC)*, vino di qualit di origine tipica Sono vini di qualit prodotti con uve da vitigni autorizzati. Le uve devono provenire esclusivamente da uno dei 16 distretti vinicoli specifici dellAustria. Il peso del mosto per questi vini

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Superiore
Da marzo a giugno 2013 Eventi da vivere e degustare!

Le 16 denominazioni di origine austriache


Appartenenti alla Niedersterreich: 1. Weinviertel 13.356 ha 2. Kamptal 3.802 ha 3. Kremstal 2.243 ha 4. Wachau 1.350 ha 5. Traisental 790 ha 6. Wagram 2.451 ha 7. Thermenregion 2.196 ha 8. Carnuntum 910 ha 9. Weinbaugebiet: Wien 622 ha Appartenenti al Burgenland: 10. Neusiedlersee 7.649 ha 11. Neusiedlersee-Hgelland/Leithaberg 3.576 ha 12. Mittelburgenland 2.117 ha 13. Sdburgenland/Eisenberg 498 ha
Muretti di contegno (Wachau)

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Appartenenti alla Steiermark: 14. Sd-Oststeiermark 1.400 ha 15. Sdsteiermark 2.340 ha 16. Weststeiermark 500 ha

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PATROCINIO:

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Iniziativa finanziata dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007-2013 - Asse 4 Leader Organismo responsabile dellinformazione: Comitato Provinciale UNPLI Treviso. Autorit di gestione: Regione Veneto - Direzione Piani e Programmi del Settore Primario

ALLA SCOPERTA DI

ALLA SCOPERTA DI

deve essere di minimo 15 KMW. Kabinett, vino di qualit con residuo zuccherino peso del mosto min. 17 KMW Prdikatswein, vino con predicato; sono vini di qualit superiore da raccolti speciali di uve mature. In ordine crescente: o Sptlese, vino da uve perfettamente mature peso del mosto min. 19 KMW o Auslese, vino da uve mature accuratamente selezionate peso del mosto min. 21 KMW o Beerenauslese (BA), vino da uve surmature e/o attaccate da muffa nobile peso del mosto min. 25 KMW o Ausbruch, vino prodotto esclusivamente con uve attaccate dalla muffa nobile o essiccate naturalmente peso del mosto min. 27 KMW, tipico del comune di Rust, sulla sponda ovest del Neusiedlersee o Trockenbeerenauslese (TBA), vino da uve quasi totalmente appassite e botritizzate peso del mosto min. 30 KMW o Eiswein, vino da uve raccolte e pressate una volta avvenuto il congelamento su pianta peso del mosto min. 25 KMW (come Beerenauslese) o Strohwein/Schilfwein, vino da uve essiccate allaria su paglia o canne per almeno 3 mesi peso del mosto min. 25 KMW *Districtus Austriae Controllatus (DAC) Questa dicitura (dal latino: distretti controllati di Austria) una nuova denominazione geografica simile alla AOC francese o alla DOCG italiana. Essa stata introdotta di recente per supplire ad una mancanza di classificazione interna ai Qualittswein. Lobiettivo quello di immettere sul mercato con lindicazione del distretto di provenienza solo i vini pi rappresentativi per quel territorio, e di etichettare gli altri con unindicazione di provenienza generica. Dal 2002 ad oggi solo 7 distretti, tra cui il Kamptal, hanno gi recepito completamente la nuova normativa, mentre gli altri stanno ancora lavorando al profilamento dei loro vini di qualit tipici.

Sulla sommit della capsula di tutti i vini di qualit posta la bandiera austriaca.

La Vinea Wachau unassociazione di viticoltori della Wachau fondata nel 1983. I suoi principi fondamentali sono lobbligo di lavorazione di uve provenienti esclusivamente dalla Wachau e limpegno senza compromessi a difendere la qualit, la tradizione e la purezza. Per la Vinea Wachau il vino deve essere un prodotto completamente naturale, che porta in s la piena espressione e le peculiarit della sua zona di provenienza. Il Codex Wachau e i marchi registrati Steinfeder, Federspiel e Smaragd sono sinonimo di produzione naturale, origine protetta e controlli rigorosi. La Vinea Wachau ha operato una classificazione interna dei vini secchi di qualit unica in Europa, che divide i vini in base al contenuto di alcool.

Rientrano in questa classificazione i vini con un peso del mosto di minimo 17 KMW ed una gradazione alcolica tra i 11,5% e 12,5%. Questi sono solitamente i vini secchi classici con una maggiore complessit ed aromaticit e con un carattere pi marcato. Il nome (in italiano traducibile come gioco di piuma) deriva dalla caccia con il falco, in passato una delle forme di caccia pi amate dai nobili della Wachau.

Identifica i vini migliori e pi preziosi dei vignaioli della Wachau, con una gradazione alcolica minima di 12,5%. Uve perfettamente mature ed unalta concentrazione naturale negli acini permettono la produzione di vini di formato mondiale. La lucertola smeraldo, dalla quale deriva il nome (Smaragd=smeraldo), trova un habitat ideale nei vigneti della Wachau. Nelle belle giornate, essa si espone al sole accanto alle viti, diventando il simbolo di vini dalla perfetta maturazione fisiologica.
Wachau

Classifica i pi leggeri tra i vini di qualit della Wachau, con una gradazione alcolica di massimo 11,5% ed una struttura fragrante con tipiche note fruttate. Il nome deriva dalla Steinfedergras (Stipa pinnata lino delle fate piumoso).

La Wachau una delle regioni vinicole dai confini meglio definiti dEuropa: 33 chilometri di vigneti che si estendono lungo le rive del Danubio tra Melk e Krems. Ricca di storia e con un paesaggio mozza-

fiato, dal 2000 entrata a far parte dei patrimoni dellUnesco. I circa 1350 ettari di vigneti, divisi tra quasi 650 produttori, sono coltivati quasi esclusivamente a Grner Veltliner e Riesling. Le parcelle migliori si trovano sulla riva sinistra del Danubio, su terrazze a secco che arrivano anche a 450 metri; il sottosuolo ricco di granito ideale per la coltivazione del Riesling, mentre il Grner Veltliner esprime tutte le sue potenzialit sui terreni formati da loess. Il clima molto particolare della Wachau una variabile di fondamentale importanza nella crescita della vite. Le propaggini del clima pannonico, proveniente dalla steppa ungherese, giungono da est nella Wachau con venti caldi che si mescolano alle correnti moderate del clima atlantico provenienti da ovest. I freddi venti di caduta del nord, che giungono dal Waldviertel, causano forti escursioni termiche giorno-notte soprattutto nei mesi che precedono la vendemmia. Ogni parcella, poi, caratterizzata da un proprio microclima, influenzato dallesposizione, dallaltitudine, dallinclinazione, dal sottosuolo, nonch dalla presenza dei muri a secco, che assorbono il calore del sole. Il Danubio, invece, bilancia le estreme differenze climatiche tra le estati calde e secche e gli inverni rigidi. Questo complesso insieme di fattori climatici influenza la formazione del bouquet e permette lo sviluppo di unintensa aromaticit nelle uve, sia nei vigneti pi freschi di Spitz, sia in quelli pi caldi di Loiben. Ci riconoscibile nei freschi aromi di frutta, spesso con note esotiche, che sviluppano tutti i vini, dagli Steinfeder ai Federspiel, fino ai pi complessi Smaragd.

I produttori pi rappresentativi della Wachau


F.X. Pichler Franz Hirtzberger Emmerich Knoll Weingut Prager Rudi Pichler Leo Alzinger Nikolaihof

Terrazzamenti a Wachau

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CRONACHE DAL GUSTO

Anteprima Amarone 2009: il decennale

di Paolo Bortolazzi

Anche questanno, la vetrina di presentazione del Grande Rosso, lAmarone, stato lo storico Palazzo della Gran Guardia di Verona. Lallestimento, posto allinterno del loggiato, ha permesso ai visitatori di comprendere la realt della denominazione attraverso le aziende che lhanno resa grande e famosa, le tecniche di coltivazione, di vendemmia e di produzione, il numero e la tipologia degli impianti e le differenti caratteristiche organolettiche delle cinque vallate. La conferenza stampa del sabato stata loccasione per fare il punto non solo sullAmarone, ma sullintera denominazione della Valpolicella, che nel 2012 ha raggiunto un giro di affari di 340 milioni di euro per un totale di 60 milioni di bottiglie. Di queste 15 milioni sono di Amarone, che realizza il suo fatturato per l80% allestero (Germania, Svizzera, Nord Europa, Stati Uniti, Canada, Russia, Ucraina, Cina, India, Singapore e Brasile). Altro dato molto indicativo sono gli ettari vitati, 7 mila circa, con una produzione di 820 mila quintali di uve, 300

Storia di un vino di successo, unico nel suo genere, che difficilmente lascia indifferenti
mila dei quali utilizzati per lAmarone e il Recioto, numeri importanti che bene spiegano il successo della denominazione e dei vini prodotti. Il vice presidente del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, Daniele Accordini, riassume lannata definendola bizzarra, fredda nella prima parte e calda poi, vicina a quella del 2007 ma al di sotto di quella del 2003, con una primavera molto piovosa e un mese di maggio caratterizzato dallassenza totale di precipitazioni, proprio nella fase tra il germogliamento e la fioritura. Il caldo secco dei mesi di luglio e agosto ha portato a una vendemmia anticipata. Per non arrivare in cantina con una maturazione eccessiva, anche le fasi di vinificazione sono state anticipate di circa 15 giorni per

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CRONACHE DAL GUSTO

CRONACHE DAL GUSTO

Il presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella Christian Marchesini, a destra, con il ministro delle Politiche Agricole, Maria Catania

sfruttare al meglio le potenzialit delle uve appassite. Lannata ha visto inoltre una diminuzione del 10% delle uve prodotte rispetto alla precedente, con minore variabilit tra le aree di provenienza e un livellamento qualitativo verso lalto. LAmarone, indubbiamente unico, grazie alla tecnica dellappassimento e alla sua continua evoluzione, accentua e armonizza gli elementi di tipicit delluva e del territorio dal quale proviene. Questa potrebbe essere in sintesi la definizione di questo vino, che annata dopo annata evolve per arginare le variazioni climatiche che, con sempre maggiore forza, stanno cambiando il pianeta in cui viviamo, la terra. Ed la terra dalla quale proviene, lelemento distintivo che i sapienti vignaioli della Valpolicella riescono a catturare e a trasferire allinterno della bottiglia anno dopo anno. Tornando al tema principale, lanteprima, questanno accanto allannata 2009 presso i banchetti dei produttori, era possibile assaggiare unannata precedente. Un sistema tanto semplice quanto efficace che ha permesso ai visitatori di comprendere e interpretare meglio le diversit e le peculiarit delle zone e della singola azienda. Uniniziativa interessante da tutti apprezzata, alla quale le aziende hanno aderito con entusiasmo e interesse.

La degustazione, rigorosamente alla cieca, dei 58 campioni presenti ci ha fornito un quadro dai colori mediamente brillanti, fini ed eleganti. Un carosello di profumi variegati che spaziavano dalle note di frutta rossa e nera matura, alle note floreali fresche e gradevolmente accompagnate da speziature che in taluni casi erano intense e decise, alle note erbacee fini e in buon equilibrio con gli altri elementi. Tannini presenti ma nella maggior parte dei casi gentili e non verdi, simili a quelli gi ritrovati nellannata 2005. Un bouquet di profumi e aromi che ci ha permesso di compiere un viaggio interessante e intenso tra le vallate della Valpolicella. Alcuni, difficili da decifrare, hanno lasciato nelle nostre menti qualche punto interrogativo, cos riassaggiati poi al banchetto del produttore abbiamo scoperto che entreranno in commercio tra la fine del 2014 e linizio del 2015, e quindi hanno caratteristiche e obiettivi diversi dagli altri gi in bottiglia e pronti a essere stappati. Lelevato numero di campioni prelevati direttamente dalle botte, esattamente 32, ci ha portato a una riflessione su quale fosse il metodo migliore per interpretare i vini degustati. Abbiamo cos ritenuto opportuno, nellelencare i vini che pi ci hanno colpito, suddividere i campioni da botte da quelli gi in bottiglia.
LA DEGUSTAZIONE DEI CAMPIONI DA BOTTE

intenso, con la freschezza in buona evidenza. Amarone della Valpolicella Classico Tenuta Lena Di Mezzo 2009 - Monte del Fr Naso balsamico, floreale e fruttato con la ciliegia e la marasca in netta evidenza. In bocca entra inizialmente rotondo ma poi il frutto irrompe accompagnato da un tannino deciso e affilato. Amarone della Valpolicella Classico 2009 Bolla Naso rotondo e ricco. Grande corpo dove il frutto rimane lattore primario durante tutto il sorso. Un po rude, ma non c dubbio si far. Amarone della Valpolicella Classico 2009 Benedetti Soc. Agricola Corte Antica Frutto croccante, marasca e spezia dolce. Bevibilit e slancio per questo amarone rigoglioso e giovane che punta sul frutto e sul territorio. Amarone della Valpolicella Classico Calcarole 2009 - Guerrieri Rizzardi Grande struttura, spezie e note balsamiche seguite dalla frutta rossa sottospirito. Alcol in leggera evidenza, solenne. Amarone della Valpolicella Torre del Falasco 2009 - Cantina Sociale della Valpantena Frutta sottospirito e spezie. In bocca complesso e di corpo, con il legno ancora presente, persistente. Amarone della Valpolicella Classico 2009 Secondo Marco Frutta e erbe officinali. In bocca succoso, elegante con lalcol ancora un po in evidenza. Asciutto e lungo, fa indubbiamente ben sperare. Amarone della Valpolicella Classico 2009 Valentina Cubi Frutta scura matura e una sottile florealit. Corpo deciso, equilibrato e godibile, con una beva che rilancia continuamente verso nuovi assaggi.
LA DEGUSTAZIONE DEI CAMPIONI IN BOTTIGLIA

un po di tempo per integrarsi completamente. Amarone della Valpolicella Classico 2009 Terre di Leone Forte e vigoroso, frutta di prugna macerata, erbe officinali e limpidezza esecutiva. Atipico, elegante e armonico. Amarone della Valpolicella 2009 - Cavalchina Complesso ed energico sia al naso che in bocca, irrequieto ma senza smarrire la via delleleganza. Un vino deciso ed essenziale. Amarone della Valpolicella 2009 - Ca Rugate Fiori ed erbe medicinali, frutto presente ma mai eccessivo. In bocca complesso con la florealit che come al naso rimane sempre in primo piano. Fine e persistente. Amarone della Valpolicella Classico Vigneti di Ravazzol 2009 - C la Bionda Buona larmonia tra frutta e erbe aromatiche. Tannico deciso ma ben integrato nella struttura del vino. Amarone della Valpolicella 2009 - Roccolo Grassi Frutta, fiori e note balsamiche di grande espressione, il legno si sente ma risulta ben integrato. In bocca il tannino grintoso ben supportato dalla freschezza e dal frutto. Amarone della Valpolicella Classico 2009 Giuseppe Campagnola Floreale, erbaceo, fruttato e fragrante con un tannino gi levigato, pronto da bere. Complessivamente lannata 2009 ci sembrata buona, caratterizzata da un generale equilibrio tra le parti, segno chiaro che i produttori hanno raggiunto una capacit tecnica di grande livello. Forse non abbiamo trovato lAmarone vecchio stile come noi lo immaginavamo, poich la maggior parte dei campioni che abbiamo assaggiato potrebbero essere stappati e degustati gi da subito, ma il livello qualitativo sicuramente alto.
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Amarone della Valpolicella Classico Terre di Cariano 2009 - Pasqua Vigneti e Cantine Naso complesso, frutta rossa croccante, note balsamiche e piacevolmente erbacee. In bocca deciso,

Amarone della Valpolicella 2009 - Corte SantAlda Intensit olfattiva dominata dalle spezie e dalla mineralit del terreno. Corpo robusto e di buon equilibrio, il legno ancora evidente necessita di

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CRONACHE DAL GUSTO

Il nuovo corso del biologico


Di vino biologico si parla ancora troppo poco e spesso in modo confusionario. Per cercare di fare chiarezza, alla luce anche della nuova normativa europea il Regolamento 203/2012 lo scorso 23 gennaio si tenuto presso lazienda agricola Le Carline di Pramaggiore (VE), un simposio culturale sul mondo del bio, che ha visto la partecipazione di professionisti ed esperti del settore. Un settore che sta crescendo in modo esponenziale ha spiegato Daniele Piccinin, titolare dellazienda ospite tanto che il nostro paese il pi grande produttore e il maggior esportatore di prodotti bio. Inoltre, quello biologico oggi uno dei pochi settori in agricoltura capace di tener testa alla crisi. Il problema che c ancora molta confusione su cosa si debba intendere per vino biologico. Bisogna distinguere fra vino convenzionale, dove lutilizzo della chimica permesso entro i parametri di legge, vino naturale, che ha raccolto produttori con una filosofia propria ma non certificata, vino biodinamico, che ha come obiettivo il rispetto della natura nei termini indicati da Rudolf Steiner ma equiparato al biolo-

Un convegno allazienda Le Carline di Pramaggiore per spiegare novit e normative sul settore biologico in Italia
gico, ed il vino biologico vero e proprio, unica forma agricola riconosciuta sin da 92 e normata da tecniche agronomiche ben precise. Ma la grande novit, come ha raccontato Cristina Micheloni, vicepresidente dellAiab e coordinatrice scientifica del progetto Orwine, stata proprio lintroduzione del nuovo regolamento europeo n. 203 che permette per la prima volta laggiunta dellaggettivo biologico: anche se il vino arriva per ultimo fra i prodotti agricoli a potersi fregiare di questa dicitura. In Italia il vigneto bio conta 52 mila ettari, l8% del totale. Ad approfondire il cambiamento con la nuova normativa ci ha pensato lenologo Orazio Franchi: se le norme precedenti permettevano luso di 68 composti chimici, con la 203/2012 sono stati ridotti a 44, togliendo soprattutto quei prodotti che permettevano ai tecnici di poter incidere anche sulla struttura stessa del vino. Oggi i vini biologici, se sono di qualit, non hanno nulla da invidiare a quelli convenzionali. Al termine il nostro delegato Paolo Chinellato ha degustato i vini biologici dellazienda (di cui potete leggere anche nelle pagine Ais di Venezia): quando i vini biologici sono prodotti bene, portano sicuramente un valore aggiunto, per la pulizia, soprattutto di gusto, lontana da quella dei vini omologati, e per la qualit, grazie alleleganza dei descrittori. Unico difetto: a volte possono dare grossi problemi sullabbinamento.

Uno stile unico, come le uve da cui nasce.

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