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Kalala, un termine islamico, studiato e spiegato agli stessi Musulmani.

Estratto da un saggio che dimostra l'incoerenza del "Libro Chiaro", il


Corano come lo descrivono i Musulmani.

(Sura IV, v. 12) “… Se un uomo lascia un’eredità KALALA, o una donna,


ma ha un fratello o una sorella, a ciascuno di loro toccherà un sesto,
mentre se sono più di due divideranno un terzo, dopo aver dato seguito al
testamento e [pagato] i debiti senza far torto [a nessuno].”.

La parola KILALA significa in arabo stanchezza, spossatezza. Quindi, la


prima frase è po’ confusa. La frase “o una donna” è mal collocata, poi la
frase seguente “ha un…” prosegue in arabo al maschile, il che non sta
bene, linguisticamente parlando.

La traduzioni tendenziosa del Corano in italiano seguono le esegesi arabe


per correggere e migliorare l’errore linguistico di Allah. Quindi riportano:
… Se un uomo “o una donna” (parole anticipate per migliorare il testo di
loro Allah) “non hanno eredi, né ascendenti né discendenti, ma
hanno...” (tutto questo invece di “lascia un’eredità KALALA, ma ha ...”,
che è una disonestà nella traduzione) un fratello o una sorella, a ciascuno
di loro toccherà un sesto, mentre se sono più di due divideranno un terzo,
dopo aver dato seguito al testamento e [pagato] i debiti senza far torto [a
nessuno]. Questo è il comando di Allah. Allah è sapiente, saggio.”.

I Compagni del Profeta, a partire da chi in seguito divenne il II Califfo,


mostrarono che il significato di Kalala è incomprensibile.
(Abu Talha) 'Omar ibn al-Khattab in un sermone di un venerdì, aveva poi
detto: Non mi lascio alle spalle nessun problema più difficile di quello di
Kalala. Non c'è nulla di cui ho chiesto al "Messaggero di Allah"
ripetutamente più del problema di Kalala, e lui (il Profeta) non mi ha mai
mostrato più fastidio che riguardo a questo problema, tanto che mi ha
colpito nel petto con il suo dito e disse: Oh 'Omar, il verso rivelato nella
passata stagione estiva, [collocato] alla fine di Sura IV non ti basta? 'Omar
(allora) disse: Durante la mia vita, e se riesco, darei un giudizio su (Kalala)
che tutti sarebbero in grado di decidere, anche se leggono il Corano o no.
(Sahih Muslim).
(Zayd ibn Aslam) ‘Omar ibn al-Khattab chiese al "Messaggero di Allah" di
qualcuno che era morto senza genitori o prole, e il "Messaggero di Allah"
gli disse: Il verso "rivelato nell'ultima estate alla fine di la Sura IV è
abbastanza per te. (Malik) - (Sahih Muslim, n. 1617).
Quindi ‘Omar continuava a chiedere al Profeta circa KALALA, senza
avere una risposta chiara al cosiddetto “Libro Chiaro”, cioè il Corano di
Maometto, solo una recita dell'ultimo versetto di Sura IV.
Questo significa che al Profeta è stato ripetutamente chiesto a tale
proposito, e egli mostrò rabbia per non essere stato compreso, comunque
egli non riuscì a spiegarlo!
(Sa'id ibn al-Musayyib) ‘Omar chiese al "Messaggero di Allah": come
possiamo [distribuire] l’eredità Kalala? Il Profeta disse: Allah non ha
rivelato il versetto 12 di Sura IV? Ma 'Omar sembrava non capire, quindi
Allah "rivelò" il versetto 176 di Sura IV, ma anche con tale versetto,
‘Omar non capì, così disse a Hafsa (sua figlia data in sposa al Profeta): Se
vedi il "Messaggero di Allah" ben disposto, chiedigli qualcosa su Kalala.
Quando il Profeta era ben disposto, gli chiese, e lui rispose: Tuo padre ti ha
suggerito questo? Vedo che tuo padre non lo saprà mai.

La domanda di ‘Omar ibn al-Khattab sembra legittima e il Corano gli


rispose alla fine della Sura IV, come affermava Maometto.
Vediamo allora tale versetto:
(Sura IV, v. 176) “Ti chiederanno un parere sulla KALALA. Dì: A
proposito del defunto che non lascia figli, Allah vi dice: …”.
Le traduzioni tendenziose del Corano in italiano seguono le esegesi arabe
per rettificare l’errore clamoroso di Allah. Così riportano:
… Ti chiederanno un parere. Di': A proposito del defunto che non lascia
eredi, [né ascendenti, né discendenti] Allah vi dice:…”.
Omettono completamente la parola KALALA, scrivono "Non lascia eredi"
invece di "Non lascia figli" e aggiungono "[né ascendenti né discendenti]"
che non appare assolutamente nel testo originale. È una falsificazione bella
e buona.
Allah decise quindi che KALALA significa “senza figli”.
Ma gli esegeti, diversamente dalle parole del loro Allah, asseriscono che
KALALA significa senza eredi, ascendenti o discendenti!

Secondo Allah del Corano, se il defunto ha figli, essi ereditano, mentre la


nuora non eredita. Una sorella non eredita se non in assenza di figli come
eredità. Questa è un'ingiustizia per la moglie del figlio se suo marito muore
prima del il proprio padre.
Ma ‘Omar aveva ragione quando continuava a chiedere: perché non si
nominavano gli eredi ascendenti, cioè padre, madre e nonni nel Corano?
Pensiamo che Muhammad non sapesse nulla del "suo" Corano, suggerito
da altre persone.

Abu Bakr (il primo Califfo) disse quando gli è stato chiesto di un versetto
del "Libro di Allah": quale cielo mi coprirebbe e quale terra mi
porterebbe? o dove andrei o cosa farei se interpretassi un verso del Corano
in un modo diverso da quello che Allah vuole? Poi gli fu chiesto della
questione Kalala, ed egli rispose: esprimo la mia opinione, se è giusto,
viene da Allah, e se è sbagliato, è da me stesso, è quelli oltre i figli o il
padre.
Questo è contrario di quanto detto prima.
(Shu’abi) Ad Abu Bakr fu chiesto della questione Kalala che si trova nella
Sura IV, egli disse: esprimo la mia opinione, ... (ecc.). Quando ‘Omar
divenne il II Califfo, dichiarò: Non mi sento di cambiare una sentenza
emessa da Abu Bakr. Abu Bakr diceva che Kalala è la persona che non ha
discendenti o ascendenti. (Sunan Darimi) - (Tabari, interpretazione del
Qur’an) - (Sunnan Bayhaqi).

Con grande insistenza, ‘Omar continuava a proporre al Profeta il problema


Kalala fino alle ultime ore della vita di Maometto, e raccomandò ai
musulmani di risolvere questo problema!
(Ibn Abbas) Fui il primo a venire a vedere il califfo ‘Omar quando è stato
pugnalato, e mi disse: Ricorda tre cose da me, perché la gente non sarebbe
venuta da me; infatti, non ho preso alcuna decisione su Kalala, non ho
nominato un Califfo [successore] e ogni mio schiavo deve essere liberato.
(Musnad Ahmad) - (Le classi Maggiori di Ibn Sa’ad) - (Ibn-Abu-Sheyba).

('Omar ibn Khattab, tenendo un sermone dal pulpito) ... Oh gente, vorrei
che il "Maseggero di Allah" ci avesse spiegato in modo più dettagliato tre
cose: l'eredità del nonno, Kalala, e alcuni dei problemi di Riba. (Bukhari) -
(Sahih Muslim).
Né il Profeta dell'Islam né il Corano hanno dato una spiegazione completa
della questione di Kalala.
Quindi, come può il Corano essere un libro illuminante?

Gli interpreti del Corano sono intervenuti e hanno presentato opinioni


contrastanti, tra cui: Kalala significa assenza di eredi di rami (figli) o
antenati (genitori e nonni).
Ciò significa che modificano la parola del loro Allah, che adorano!
Tra gli studiosi non c'è accordo sul vero significato.
(Ibn Ashour) I Compagni del Profeta consideravano la questione Kalala
come uno dei problemi del Corano, così 'Omar ibn al-Khattab disse: Tre
cose che desideravo che il "Messaggero di Allah" avesse spiegato, Kalala,
Riba ed il Califfato. (Interpretazione).

Pit-Stop rapido.
Lo studioso moderno, Mohamad El-Msayh, ha ben spiegato il significato
di Kalala in modo logico.
Guardando all'interno dei primi manoscritti del Corano, che erano non
vocalizzati, troviamo il verso numero 12 della Sura IV scritto con una L,
cioè solo KLH, e senza l'articolo di definizione (AL in arabo), una parola
conosciuta in tutto il semitico lingue, tra cui il siriaco ed il nabateo, che
significa ciò che è nell'attuale arabo "KENA", cioè la moglie del figlio (la
nuora), che è, nel Corano, la moglie del figlio defunto prima della morte
del proprio padre. Questo rende il testo del Corano comprensibile e
accettabile.
Il versetto n. 176, l'ultimo di Sura IV, è scritto come KLLH, a differenza
del testo del versetto 12 della stessa Sura, che dovrebbe chiarire il versetto
12, non è chiaro lo stesso, e Muhammad stesso nonsapeva spiegarlo a suo
amico 'Omar ibn al -Khattab. Molto probabilmente la parola KLL deriva
dal mandaeo, che significa il defunto o la persona morta. Ciò rende il testo
comprensibile correttamente, sebbene non sia chiaro cosa debba essere.

Il problema dell'eredità di Kalala indica la menzogna di Allah del


musulmano, che ha detto "Oggi ho perfezionato la vostra religione" (Sura
V, v. 3), ma le sue parole, il Corano, non avevano spiegato le disposizioni
di eredità Kalala, Riba e altre questioni, anche dopo la rivelazione di altri
versi dopo tale menzogna!