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Introduzione all'Islm prima parte

L'Islm sunnita nel periodo classico (VII-XVI secolo) E' difficile separare la storia dell'Islam in quanto religione da quella che stata la vicenda terrena come stato e societ. L'Islm regola con pari dignit i doveri verso Dio e quelli verso gli uomini (valga la parabola tradizionale dell'uomo che immerso nella preghiera abbandona tutto per salvare un cieco che sta per mettersi in pericolo). Ci si ricorda di Dio pregando e rispettando i doveri rituali, ma anche tutelando i diritti degli orfani questo in linea di principio, in quanto in realt questa perfetta unione fra sacro e profano si pu riscontrare forse solo nella primissima comunit retta dal Profeta stesso. Alla morte del Profeta Abu Bakr chiam i fedeli al compito di continuare ad adorare Dio e a considerare Muhammad il suo profeta si, ma per altri versi solo un uomo come gli altri. Al primo Califfo si deve al riaffermazione di quella universalit insita nell'insegnamento del Profeta , che si opponeva ai particolarismo soprattutto di clan e di trib. Con la guerra della Ridda e le successive spedizioni di Umar e Uthman in Siria, Egitto e mondo persiano, si affermava quella incredibile spinta che porter gli arabi a formare un impero vastissimo. La domanda che Ventura si pone : quale coscienza avevano i primi musulmani della loro missione? E' difficile rispondere a questa domanda, ma certamente ai fattori contingenti favorevoli, si sovrappose una forte componente rappresentata dai valori spirituali . L'espansione non fu indolore per quanto riguarda il fronte interno, divergenze di opinioni politiche portarono a rotture ma anche a confronti serrati e proficui. Ancora oggi, si fa notare come in ambiente islamico ci che si cerca l'armonia fra le diversit rifiutando gli eccessi. Nel tentativo di costruire una gerarchia in base alla vicinanza avuta con il Profeta, l'Islm primitivo distingue: I compagni del Profeta chiamati sahaba I Seguenti chiamati tabi'un, quelli che non hanno mai conosciuto il Profeta ma hanno incontrato i Compagni I Seguenti dei Seguenti Il criterio dell'intimit con Muhammad prevale anche tra i compagni.

In ogni modo, a questi uomini, compagni, seguenti e seguenti dei seguenti la gente si rivolgeva per lo sforzo interpretativo ( igtihad ) del Corano, libro utilizzato in ogni occasione per dirimere le questioni della quotidianit. La comunit islamica si atterr all'esempio del Profeta riportato dalle tradizioni Hadit ( Sunna ) e, dove esso sembrava mancare, alla convergenza dei pareri e del consenso della comunit (dei saggi) stessa. Il concetto di consenso centrale all'interno della tradizione sunnita. Il Profeta stesso ammoniva che la migliore delle cose quella che sta nel mezzo . La parola di Dio contenuta nel corano, l'insegnamento del Profeta riferito dalle tradizioni e l'accordo prevalente dei saggi, queste sono le principali fonti normative sunnite . A questa regola si attenne gi il primo califfo. Il Corano Per il musulmano il Corano la diretta e letterale trascrizione della parola di Dio. Il termine Corano deriva dal verbo qara'a che significa leggere . Dunque il testo una lettura ad alta voce, una recitazione. Il messaggio divino fu inizialmente affidato alla memoria dei credenti, successivamente annotate su frammenti di coccio, bacchette di palme a materiali diversi e solo successivamente raccolte in modo sistematico. Ben presto per si dovette constatare che si disponeva di diverse versioni del Corano, diverse per piccoli particolari, ma pur sempre difformi. Fra i compagni attivi nella prima collazione e trasmissione dei versetti, spiccano le figure di Zayd ibn Thabit, ibn Abbas, Ubayy ibn Ka'b e Ibn Mas'ud. A questo punto, vista la confusione creatasi, il terzo califfo Uthman decise di varare un testo unico , una sorta di vulgata per tutti i credenti. L'operazione trov inizialmente forti resistenze, alcune versioni che il califfo chiedeva di distruggere si erano affermate in determinate aree (c'era la copia di Basra, quella di Kufa ecc). Fu formata una commissione di saggi guidata da Zayd ibn Thabit che pervenne a un testo unico e ordin la distruzione delle versioni diverse. Le sure furono disposte in ordine decrescente (salvo qualche eccezione), disposizione che la tradizione riconduce alla volont di Muhammad. Ben presto per, la caratteristica della lingua araba (mancanza di vocali e mancanza di segni diacritici), rese possibile la nascita di varianti di lettura del testo (solo Abd al-Malik dispose una scrittura pi accurata del testo). Si affermarono Sette tipi di lettura e, di questi sette trovarono largo seguito quella di Nafi' in Africa settentrionale ad ovest dell'Egitto e quella di Asim nel resto del mondo islamico. Si pu dire che quella di Asim si ormai affermata in maniera universale in tutti i paesi dell'Islam. Nei contenuti il Corano mantiene tutta la sua ambiguit con passaggi ellittici, allusioni e parole di significato oscuro. Lo stesso libro sacro invita i fedeli a seguire soprattutto i versetti di chiaro significato e ad evitare fratture nella comunit sull'interpretazione dei versetti ambigui. L'esegesi del testo sacro continu e, ben presto, emersero figure esperte proprio in questo difficile lavoro, nomi come Ibn Abbas , un giovane cugino del Profeta che viene ricordato come l'interprete del corano . Lo storico che ha raccolto gran parte della documentazione esegetica dei primi secoli naturalmente Muhammad ibn Garir al-Tabari , morto nel 923 e autore di una sintesi delle spiegazioni a commento del Corano ( gami' al-bayan ) di trenta volumi. L'opera di Tabari resta insuperata per la ricchezza e l'ampiezza delle tematiche affrontate.

Una tradizione esegetica si spinge (senza arrivare al libero esame dei versetti) a dare una certa importanza anche all'opinione personale dell'interprete quando questi goda di un certo prestigio. La definizione che si diede a questo tipo di esegesi fu commento basato sull'opinione . Ma numerosi furono gli approcci esegetici, ciascuno rappresent un vero e proprio genere che va dalla interpretazione puramente razionalista di ambiente mu'tazilita di Al-Zamakhshari (m. 1144) e quelle di ambiente mistica di scuola Sufi di Sulami (m. 1021). Un commentario molto usato ancora oggi quello chiamato dei sue Glal , dal nome proprio dei suoi autori, composto nel XV secolo e che si ripropone una spiegazione grammaticale del Corano. Nel corso dei secoli si anche sviluppata una vera e propria scienza sussidiaria, motivata dalla necessit di carattere rituale o giuridico, come quella dell'abrogante e dell'abrogato , che tenta (attraverso una precisa ricostruzione cronologica delle rivelazioni) di individuare i versetti abrogati da versetti successivi. Molto popolari sono anche i trattati che cercano di ricostruire la causa della rivelazione , cio la fattispecie storica che avrebbe generato la rivelazione. Una difficile scienza a parte, di tipo ritualistico, quella che si sofferma sulla ortoepia del Corano, cio sulla sua corretta recitazione e pronuncia ( scienza del tagwid ). Una celebre tradizione del Profeta afferma: chiunque reciti il Corano con perizia sar fra i nobili angeli. E chiunque recita il Corano con esitazione, poich gli risulta difficile, avr doppia ricompensa . L'impatto sonoro della parola di Dio sugli ascoltatori viene ulteriormente evidenziato dal tartil , la salmodia del testo (c' un grosso dibattito sull'opportunit di abbellire il corano con una voce melodiosa). Le leggi del tagwid e dell tartil sono molto complesse e di solito sconosciute ai pi, che per sono tenuti a conoscere almeno qualche versetto a memoria del Corano in lingua araba naturalmente. La Sunna Sunna significa comportamento, regola di condotta, tradizione tramandata dei detti e dei fatti del Profeta. Con la raccolta dei fatti e dei detti nasce cos il hadith , letteralmente notizia, l'insieme delle narrazioni che hanno per protagonista pi o meno diretto il Profeta. Numerosissimi furono coloro che frequentarono o entrarono in qualche modo in diretto contatto con Muhammad, non tutti lasciarono testimonianza, alcuni come Abu Hurayra , si distinsero per il numero di eventi riportati. Per ogni evento distinguiamo: il fatto vero e proprio chiamato matn la catena di trasmettitori detta isnad (elenco di nomi a garanzia dell'attendibilit) Ben presto si generarono numerosi falsi per interesse di parte, con fatti inventati e catene di trasmettitori falsificate. Ci rese necessario lo sviluppo di una vera e propria scienza ( scienza degli uomini ) che aveva come scopo la ricostruzione dell'attendibilit dei singoli trasmettitori. Furono cos classificate le notizie in: sicure buone deboli a seconda del grado di attendibilit.

Ben presto, man mano che le tradizioni si raccoglievano, nacque il problema della loro classificazione. Inizialmente furono raccolte per autore (musnad) , poi per argomento (musannaf) . Il sunnismo unanime nell'attribuire un'autorit indiscussa a 5 raccolte di hadith fondamentali, le raccolte di: Bukhari (m. 870) Muslim (m. 875) Abu Da'ud (m. 888) Tirmidhi (m. 892) Nasa'i (m. 915) La critica occidentale ha inizialmente emantenuto un atteggiamento molto critico sull'attendibilit storica di queste tradizioni, Lammens, Goldziher e Schacht , hanno sostenuto che il corpus delle narrazioni relative al Profeta sia in realt una fabbricazione posteriore databile tra la fine del primo e il secondo secolo dell'gira. Oggi questa posizione viene sfumata e l'epoca viene sostanzialmente retrodatata e il corpus ritenuto pi attendibile. La Sunna non si esaurisce nella definizione di norme giuridiche e di precetti rituali, ma include comportamenti morali e sociali. Il pio musulmano trova nella Sunna una guida per ogni fattispecie della quotidianit (etichetta, costume ecc). Ogni innovazione ( bid'a ) che si discosta dall'esempio del Profeta viene rigettata. Quanto debba intendersi rigida la regola di rigettare ogni innovazione oggetto di confronto nella comunit islamica. Di solito si pensa che sia lecito adottare comportamenti innovativi che non abbiano diretto riferimento alla sfera religiosa (fumare, bere caff, usare le postate), vietando le innovazioni nelle regole di culto (diffondere il richiamo alla preghiera con un nastro registrato ad esempio). Il consenso della comunit, il ragionamento analogico e lo sforzo interpretativo La igma , il consenso democratico della comunit, dopo il Corano e la Sunna, la terza fonte a cui attingere per ritrovare una guida nel vivere quotidiano. Come si deve intendere tale consenso, tuttora dibattuto. Basta il consenso degli studiosi o dei saggi o bisogna perseguire su un determinato argomento una estesa convergenza di pareri? In generale, l'igma l'accordo di tutti i credenti in generale, e in particolare quello dei competenti cui stata affidata la cura di prendere decisioni in materia giuridica . Si distingue da parte dei dotti il consenso tramite parola (che un consenso esplicito e di principio) e quello tramite atto (desumibile tramite l'analisi di un atto di un dotto). Controversa la legittimit del consenso tramite silenzio. Un consenso particolare quello per analogia (qiyas) . Consiste nel decidere su determinate questioni appunto adottando il metodo analogico (Es. se il Corano vieta il vino esplicitamente allora vieta tutte le bevande che provocano ebbrezza). Il qiyas, ritenuto l'ultima fonte a cui far ricorso, investe in pieno il problema del rapporto fra scrittura e ragione e quanto ragionamento lecito introdurre in quello sforzo interpretativo ( igtihad ) che ogni individuo deve compiere nell'elaborazione normativa a favore della comunit e sotto il controllo della comunit stessa. E' proprio nell'igtihad che l'islam ha trovato quella duttilit che gli ha permesso di acclimatarsi cos facilmente in tutte le latitudini della sua espansione. La legge e le scuole giuridiche: principi generali

La grande via o strada maestra ( shari'a ) il termine che serve a designare la norma dettata da Dio al suo Profeta e che costituisce la legge cui si deve attenere ogni credente. La shari'a vuole ispirarsi al principio di libert garantendo ad ogni individuo il pieno godimento dei frutti dell'esistenza, nel rispetto degli altri e dei diritti divini. Il fiqh , la disciplina che studia il diritto si sofferma sugli aspetti formali del comportamento umano tralasciando la dimensione interiore. Si divide nello studio dei principi e nello studio delle norme positive (queste ultime si distinguono in norme di culto e norme che regolano i rapporti fra gli uomini). La shari'a distingue ogni atto come: Fard (obbligatorio la cui omissione punita) Mandub (raccomandati) Mubah (indifferente dal punto di vista legale) Makruh (riprovevole) Haram (vietato illecito, punibile) Con il passare del tempo, storicamente si sono delineate 4 scuole giuridiche ( madhhab, madhaib ) che, oltre a considerazioni di tipo legale hanno prodotto anche regolamenti che riguardano la sfera dei rapporti fra il credente e Dio e i principi essenziali del credo. Esse sono: la scuola di Abu Hanifa di Kufa (m. 767) e i suoi seguaci detta dunque scuola hanafita. E' una scuola che fa largo uso dell'esegesi per ragionamento analogico , e di un approccio razionalista. La scuola introduce anche la c.d. approvazione che da rilievo alla preferenza del singolo dottore (e introduce una importante componente soggettiva nell'esegesi giuridica dei precetti coranici) diffusa soprattutto in Turchia. la scuola di Anas ibn Malik di Medina (m. 795) detta scuola malichita, che da grande rilievo alle interpretazioni dei dotti di Medina ( qui che avviene la nascita del concetto di consenso tra i dotti) e alle tradizioni. tipica del Maghreb. l'unica scuola giuridica riconosciuta in Marocco ed Algeria; in Tunisia e Libia. la scuola di al-Shafi'i (m. 820) detta scuola sciafiita si pone a met strada tra quella hanifita (la speculazione razionalista prima di tutto) e la scuola malichita (prima di tutto la tradizione), cercando di conciliare le due posizioni. la scuola di Ahmad ibn Hanbal (m. 855) detta scuola hanbalita di Baghdad. La scuola propugna un ritorno netto alle fonti del Corano e della Sunna per combattere ogni forma di eresia ( ultratradizionalismo ). La scuola hanbalita propone un approccio rigido alla dottrina e non riconosce tra le fonti il ragionamento analogico . In generale le scuole hanno convissuto piuttosto pacificamente nel sunnismo e i fedeli sono generalmente liberi di scegliere il rito che ritengono pi adeguato in ogni circostanza. Oggi l'influenza delle scuole tende ad essere minore e questo comporta un impoverimento della dialettica interna all'Islam a favore di un sostanziale irrigidimento della dottrina. Gli atti del culto Un detto del Profeta afferma che l'Islam costituito da 5 cose: l'attestazione per cui non vi altra divinit all'infuori di Dio, l'esecuzione della preghiera, l'elargizione dell'elemosina, l'adempimento del digiuno nel mese di Ramadan e il pellegrinaggio alla casa di Dio. Questi vengono definiti i pilastri dell'Islam ( arkan ).

La professione di fede ( shahada ) Attesto che non vi divinit all'infuori di Dio e attesto che Muhammad l'inviato di Dio. La formale espressione di questa formula viene riconosciuta da tutte le scuole giuridiche come l'espressione di appartenenza all'Islam. L'Islam una religione senza dogmi. Tuttavia, queste due proposizioni sono le verit di fede imprescindibili e vengono ripetute continuamente dai fedeli. La preghiera ( salat ) L'orazione rituale compiuta secondo modalit precise si chiama salat e si distingue dalla preghiera libera e spontanea che ogni fedele pu rivolgere a Dio. Il Corano ingiunge l'obbligo della preghiera senza precisarne le modalit, il numero giornaliero e gli orari, che viene indicato nella Sunna. La presenza di spirito del fedele naturalmente essenziale nella preghiera obbligatoria che la Sunna fissa quotidianamente in numero di cinque : all'alba a mezzogiorno nel pomeriggio al tramonto a notte La successiva giurisprudenza ha sviluppato una vera e propria scienza del calcolo del momento in cui compiere la preghiera. A volte in passato si usato il cerchio indiano , una meridiana piantata in terra. La maggioranza dei musulmani si affida a metodi pi empirici e approssimativi. Nei paesi musulmani l'orario d'inizio di ogni preghiera viene scandito dall'appello ( adhan ), il richiamo alla preghiera lanciato dal muezzin dall'alto del minareto ( Dio pi grande (4 volte ) Attesto che non vi divinit all'infuori di Dio e attesto che Muhammad l'inviato di Dio, venite alla preghiera, venite alla beatitudine, Dio pi grande, non vi divinit all'infuori di Dio ). All'alba si pronuncia anche la preghiera meglio del sonno . I fedeli si recano alla moschea in stato di purit (impurit minori sono macchie di vino, sangue, urina - impurit maggiori sono sesso, mestruazioni). Ci si lava in modo pi o meno approfondito a secondo del grado di impurit e ci si orienta verso la Mecca (qibla) che nelle moschee indicata dal mihrab . Tutte le scuole giuridiche sono piuttosto tolleranti riguardo l'orientamento che pu essere anche approssimativo. La preghiera si svolge attraverso 4 serie di movimenti (ciascuna serie chiamata rak'a, rak'at ). Prima in posizione eretta si pronuncia Allah akbar ( la fase del Takbir ), poi si recita la prima sura del Corano, l'aprente e una sura a scelta ( la fase della qira'a ), poi ci si inchina e, dopo essere ritornati nella posizione eretta ci si prostra. Ci si siede sui talloni e ci si prostra ancora. Poi dopo diverse recitazioni ci si rialza, si guarda a destra e a sinistra e si pronuncia la formula la pace sia su di voi, e la misericordia di Dio e le sue benedizioni. Abbreviazioni e facilitazioni sono previste per i viaggiatori. Oltre alle 5 preghiere il venerd (che non il giorno di festa come spesso si crede) c' la preghiera collettiva, si lascia il lavoro e ci si aggrega in moschea dove talvolta i sermoni assumono una valenza politica importante.

Il calendario musulmano prevede anche due festivit annuali ( la festa dei sacrifici e la rottura del digiuno ), in questi giorni la preghiera collettiva come per il venerd ma celebrata all'aperto in grandi campi allestiti per l'occasione. Vi sono preghiere supplementari che vengono regolate come se non proprio obbligatorie, come necessarie da ogni scuola giuridica e variano anche da paese a paese. L'elemosina rituale ( zakat ) La zakat la tassa, calcolata con precisi parametri, mediante cui il patrimonio viene purificato da possibili valenze negative. In questo senso non una elargizione spontanea (che in arabo viene definita sadaqa ). Anche in questo caso, sia che si tratti di zakat che di sadaqa, ci che conta la buona intenzione e la consapevolezza che necessario mettere un freno alla cupidigia e all'avarizia degli uomini. I beni sottoposto alla zakat devono essere stati guadagnati lecitamente e devono essere stati posseduti da almeno un anno. Inoltre stabilito un minimo imponibile ( nisab ) al di sotto del quale la tassa non viene applicata. Ma quali sono i beni su cui si deve applicare la zakat e in che misura? Facciamo qualche esempio : Per i prodotti dei campi e per la frutta fissata ad un decimo (nel Corano le decime) del totale. Per il bestiame essa varia a seconda del tipo di bestiame posseduto e della quantit in capi. Per l'oro, l'argento e le mercanzie fissata annualmente al 2,5% del valore. Gli introiti della zakat vanno a diverse categorie di persone: Poveri e bisognosi (distinguendoli minuziosamente) Per affrancare gli schiavi Gli esattori della stessa zakat (con i requisiti fissati dalla legge), Per la lotta sulla Via di Dio (Guerra Santa), I viaggiatori La tradizione vuole che la zakat venga erogata sul posto in un raggio di 80 km., ma invalso l'uso di destinare l'incasso alle zone maggiormente bisognose di risorse. Il digiuno ( sawm o siyam ) Il digiuno stato istituito secondo la tradizione il secondo anno dell'gira e prevede l'astensione dal cibo, dalle bevande e dagli atti sessuali per tutto il mese del ramadan dal sorgere del sole a suo calare. Viene riconosciuto al digiuno (raccomandato, sconsigliato o proibito anche in altri periodi dell'anno) meriti sociali, fisici e psicologici oltre che naturalmente spirituali . L'Islam contro ogni forma di eccesso e sono esenti dal digiuno : i malati (quando il digiuno sia gravemente pregiudiziale alla salute), i viaggiatori (per un viaggio di oltre 81 km per il periodo del trasferimento di andata e quello di ritorno), mentre hanno facolt di non digiunare le donne che allattano e le persone in et avanzata . Durante il mese del Ramadan vanno intensificate le letture del Corano (la tradizione vorrebbe che ogni notte si leggesse presso la moschea 1/30 del Corano, in modo da terminarlo nel mese). Il mese del Ramadan inizia in modo empirico attraverso l'osservazione della luna fatta ad occhio

nudo e, anche se oggi con internet il tempo viene comunicato con maggiore efficienza, permangono ancora differenze nell'osservazione del preciso momento in cui inizia il mese del ramadan. Il contegno durante il ramadan deve essere irreprensibile, il fedele deve astenersi dal litigare, dal cattivo eloquio, dalla menzogna Etc La rottura involontaria del digiuno non comporta nessuna sanzione, purch, dopo aver preso coscienza della rottura involontaria, si riprenda il digiuno . Nel caso la rottura del digiuno sia consapevole il trasgressore tenuto a rimediare in uno dei seguenti modi: offrire un pasto a sessanta musulmani bisognosi o dare a sessanta musulmani l'equivalente in denaro di un pasto oppure fare digiuno di 60 giorni. Il Pellegrinaggio ( hajj ) L'ultimo pilastro dell'Islm (non certo per importanza), l'Hajj , il grande pellegrinaggio alla Mecca . Almeno una volta nella vita, per ogni musulmano adulto, uomo o donna, che sia sano, che disponga di sufficienti mezzi economici e a cui non siano di impedimento condizioni esterne, indipendenti dalla sua volont, deve compiere il pellegrinaggio. Non vi obbligo per i bambini, anche se permesso loro di accompagnare i genitori. Il rituale era gi presente con modalit diverse in epoca preislamica, quando si recavano al tempio della Ka'ba (il cubo) numerosi pellegrini in adorazione a diverse divinit. Prima di stabilire l'intenzione di compiere l'Hajj, il pellegrino dovrebbe astenersi dalle azioni negative e riparare al male che pu aver commesso, pagare tutti i suoi debiti, disporre di sufficienti mezzi per le proprie spese per il mantenimento della famiglia durante la sua assenza e prepararsi spiritualmente ad un periodo di grande dispendio di energie, fisiche e psicologiche. Il Pellegrinaggio ha luogo ogni anno, tra l'ottavo ed il tredicesimo giorno di Dhu I-Haijjah , dodicesimo e ultimo del calendario islamico. Vi partecipano ogni anno circa 2.000.000 di fedeli. Il primo rito consiste nell'indossare l'ihram . L'ihram, indossato da tutti gli uomini, e' un indumento bianco privo di cuciture fatto di due pezzi di stoffa: l'uno cinge i fianchi fino al polpaccio, l'altro copre una spalla, trasversalmente. Tale indumento fu indossato da Abramo e da Muhammad durante l'Hajj. Le donne indossano un semplice abito bianco e coprono la testa, ma vietato coprirsi il volto. La testa degli uomini, anche dei religiosi che usualmente la coprono, deve essere scoperta. L'ihram e' simbolo di purezza e di rinuncia al male ed ai beni mondani ed indica l'uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio . Dal momento in cui indossa l'ihram , il fedele, uomo o donna, entra in uno stato di sacralizzazione che rende illecita qualsiasi azione violenta, nei confronti di uomini, animali e persino insetti. Il pellegrino deve evitare pensieri cattivi, litigi e rapporti coniugali. Dal momento in cui inizia la sacralizzazione, il pellegrino non pu sbarbarsi, tagliarsi le unghie, indossare gioielli fino a quando i riti del Pellegrinaggio non saranno conclusi. Indossando l'ihram, il fedele pronuncia la prima invocazione dell' Hajj, la Talbiah : Eccomi, mio Dio, al Tuo comando! Eccomi al Tuo comando! Tu sei Dio senza alcun congenere. Eccomi al Tuo comando! Tue sono le lodi, la grazia e la maest. Tu sei Dio senza alcun congenere. Nel primo giorno dell'Hajj, i pellegrini si spostano da Mecca a Mina , un piccolo villaggio disabitato ad est della citt. Durante il tragitto, i pellegrini pregano e meditano. Nel secondo giorno, il nono del mese, lasciano Mina per ritrovarsi nella piana di 'Arafat per il

wuquf, il rito centrale dell' Hajj . Tutti i pellegrini si riuniscono e restano in piedi, la loro immagine ricorda quella del giorno del Giudizio e la loro presenza assume il significato una supplica ad Allah, l'espressione del loro pentimento e il riconoscimento del bisogno della Sua Clemenza e del Suo Perdono. Alcuni si riversano sul Monte della Misericordia, da cui il Profeta pronunci l'ultimo, indimenticabile sermone "dell'addio", in cui enunciava i pilastri della nuova religione. Sono queste le ore pi intense dell'intero pellegrinaggio, che il fedele dedica alla preghiera ed alle invocazioni. In questo luogo sacro, i pellegrini raggiungono il culmine della loro vita religiosa, sentendo come mai la presenza e la vicinanza di un Dio di misericordia. Un detto del profeta afferma che lo stesso Muhammad implor a Dio il perdono dei peccati dei credenti riuniti ad 'Arafah, cos tutti i pellegrini si preparano a lasciare con gioia la piana di 'Arafah, sentendosi spiritualmente rinati . Dopo il tramonto, la massa di pellegrini procede verso Muzdalifah , una pianura a met strada tra 'Arafah e Mina. Qui dapprima pregano, poi raccolgono dei sassolini che useranno nei giorni successivi. Il terzo giorno si celebra la festa del sacrificio . Prima dell'alba i fedeli si trasferiscono a Mina dove avviene la " lapidazione di Satana ", con il lancio dei sassolini verso una struttura in pietra bianca. Secondo la tradizione, questo rito affonda le sue radici nella storia di Abramo, ed i fedeli ricordano il tentativo di Satana di fare in modo che il grande profeta trasgredisse gli ordini divini. Il lancio dei sassolini simbolico del rifiuto del credente di essere tentato dal male e dai vizi, non una ma sette volte e, chiaramente, il numero sette simbolizza l'infinito. Alla fine di questo rito, molti pellegrini sacrificano un montone o una pecora, la cui carne, ben chiusa in containers refrigerati, partir alla volta dei paesi pi poveri del globo . Questo rito associato all'obbedienza di Abramo, pronto a sacrificare il suo figlio per adempiere alla volont del Creatore, e simboleggia la prontezza, da parte del musulmano, a separarsi dalle cose pi care se questo voluto da Dio. Inoltre, ricorda ai fedeli la necessit di condividere i beni terreni con coloro che sono meno fortunati. Terminata, a questo punto, gran parte del pellegrinaggio, i fedeli possono, se vogliono, liberarsi dell'ihram ed indossare gli abiti giornalieri per celebrare la fine del mese del Pellegrinaggio. Gli uomini possono radersi e tagliare i capelli, e le donne tagliano una ciocca simbolica, per marcare la loro parziale desacralizzazione. E' un simbolo di umilt. Tutte le proscrizioni, tranne quella relativa ai rapporti coniugali, possono essere alleggerite. In quello stesso giorno in tutto il mondo i musulmani offrono i propri sacrifici e celebrano la preghiera comunitaria della festa del sacrificio. I pellegrini tornano a Mecca dove compiono un altro rito essenziale dell'Hajj: il tawaf , la circuambulazione , per sette volte ed in senso anti-orario, della Ka'aba , simbolo dell'unicit di Dio, e simboleggiante l'implicazione che tutte le attivit umane devono avere come centro Dio. Durante i giri, i fedeli possono toccare o baciare la Pietra Nera . Questa pietra ovoidale ha un posto speciale nel cuore dei musulmani, non come oggetto in s (l'idolatria e' estranea al culto islamico), ma poich rappresenta l'ultimo frammento della costruzione originaria innalzata da Abramo ed Ismaele. Secondo la tradizione, il profeta Muhammad la baci, per questo motivo i fedeli desiderano imitare questa azione. Nessuna azione devozionale correlata alla pietra, n essa , o mai stata, un oggetto da adorare. Il secondo Califfo, Omar, chiar questo concetto quando afferm:

So che essa non e' altro che una pietra, incapace di fare del bene o del male. Ma ho visto il Messaggero di Dio tenerla tra le mani, e questo ricordo me la rende cara ". Dopo aver completato il tawaf , i pellegrini pregano, preferibilmente alla stazione di Abramo, il sito in cui Abramo costru, originariamente, la Ka'aba. Qui essi bevono l'acqua della sorgente di Zamzam . L'ultimo rito del pellegrinaggio il sa'y, la corsa, ricordo di un memorabile episodio della vita di Hagar, madre di Ismaele: l'affannosa e disperata corsa di Hagar tra le due rocciose colline di Safah e Marwa, alla ricerca di acqua per il piccolo Ismaele. Qui trov la fonte di Zamzam, indicatale dal piccolo piede di suo figlio. Alla fine del sa'y, il pellegrino completamente desacralizzato, e pu riprendere tutte le normali attivit . Secondo il costume sociale di molti paesi islamici, da questo momento il pellegrino pu fregiarsi del titolo di Hajj. Dopo aver completato i riti del Pellegrinaggio raccomandata la visita alla Moschea del Profeta nella citt di Medina (al-Madinah al Munawwarah) e la visita alla tomba del Profeta e alle tombe dei suoi Nobili Compagni, nella forma prevista dall'Islam. Tornando nei rispettivi paesi, pellegrini di razze e lingue diverse, porteranno con s i commoventi ricordi della terra dei profeti, di Abramo, Ismaele, Hagar e Muhammad. Essi ricorderanno per sempre quel momento unico ed universale, in cui i ricchi ed i poveri, i bianchi ed i neri, i giovani e i vecchi si sono incontrati in un'atmosfera di uguaglianza perfetta. I pellegrini ritornano a casa con la gioia di aver compiuto qualcosa di incredibilmente importante nella vita religiosa: non solo aver obbedito ad un'ingiunzione divina ma anche aver sperimentato l'unione e la fratellanza di tutta la comunit dei credenti in quella che viene definita un'"anticipazione del giorno del Giudizio". Soprattutto, sulle loro labbra vi e' una preghiera: Oh Dio, accetta il nostro sforzo e fa' che si avveri ci che disse il nostro Profeta: non c'e' altra ricompensa per un Pellegrinaggio pio se non il Paradiso . Oltre all'Hajj (il Pellegrinaggio propriamente detto) vi un altro modo per recarsi nei luoghi santi dell'Islam: la 'Umra, la visita (il piccolo pellegrinaggio) . Si tratta della visita alla Casa di Allah alla Mecca, un rito individuale che pu essere compiuto in qualsiasi periodo dell'anno. La pratica rituale della 'Umra, (il piccolo pellegrinaggio) consiste nel recarsi in stato di Ihram (sacralizzazione) alla Mecca e compiere il tawaf quindi assolvere al sa'y, infine la rasatura della testa o l'accorciamento dei capelli conclude il rito e sancisce l'uscita dallo stato di sacralizzazione. Altri precetti religiosi alla nascita il padre sussurra nell'orecchio destro e all'orecchio sinistro il richiamo alla preghiera (adhan), poi mastica un dattero e lo infila nella bocca del figlio strofinandogli leggermente la gola, poi sacrifica un vitello o un ovino per ringraziare Dio. Parte della carne si consuma in famiglia e parte va data in beneficenza. I bambini per tradizione (Sunna) e non certo per indicazione del Corano vanno circoncisi (molti lo ritengono un obbligo, mentre altri un atto raccomandato) Il rito funebre prevede di ricordare al morto in agonia i principi fondamentali del credo. Il morto sar interrogato nella solitudine della tomba dagli angeli Munkar e Nakir e se sar impreparato allora sar tormentato fino al giudizio universale. Il cadavere viene avvolto in un sudario o nell'abito dell'hajj (se lo ha fatto). Il morto viene sepolto poggiandolo su di un fianco e orientato verso la Mecca (qibla)

Per essere mangiabile la carne deve provenire da un animale ritualmente ucciso. Mentre si uccide l'animale bisogna pronunciare la formula Bismi Llah Allah akbar e lasciare defluire tutto il sangue. Il vino vietato. L'abbigliamento dell'uomo deve essere decoroso e le donne per dettato coranico devono coprire le loro parti belle. Le relazioni fra gli uomini: la famiglia La legge islamica comprende sotto il nome generico di mu'amalat tutti i negozi che regolano i rapporti degli esseri umani fra di loro, norme di diritto civile e commerciale ad esempio. In effetti, non essendoci in linea di principio fra ordine spirituale e ordine temporale, la shari'a dovrebbe provvedere a definire la sfera politica oltre che la sfera privata. 1) la famiglia: considerata il nucleo di base della societ islamica, la famiglia viene regolata dal Corano in modo molto pi rispettoso della donna e dei figli rispetto alle norme preislamiche che in alcuni casi prevedevano anche l'infanticidio. Il matrimonio islamico un contratto tra lo sposo e un rappresentante della sposa in presenza di due testimoni. E' prevista una dote che viene percepita dalla moglie che esprime il suo consenso (solo in alcune scuole tradizionali il consenso non richiesto). Il Corano ammette la possibilit che un uomo possa avere fino a 4 mogli sempre che possa garantire loro un assoluta uguaglianza di trattamento. Oggi sono pochissimi i musulmani che praticano la poligamia. Il matrimonio pu essere sciolto tramite ripudio ( talaq ) da parte del maschio e i figli restano affidati al padre. I figli vengono anche molto tutelati nel caso in cui restano orfani. 2) La comunit dei credenti : La umma rappresenta la forma compiuta della societ islamica, che lega tutti i credenti in un vincolo di fratellanza. Il Profeta sosteneva che i musulmani sono una mano sola e si sorreggono a vicenda. Il capo della umma Dio, legislatore e arbitro di tutto. Non esiste alcuna chiesa e nessun clero poich ogni credente sacerdote di se stesso. La umma tuttavia sente ben presto, dopo la morte di Muhammad, l'esigenza di una guida e su questo si divide ( fitna ). Chi debba guidare la umma da sempre oggetto di dibattito. Sicuramente un musulmano che riscontri il consenso della umma (o dei dotti) e che possa essere rimosso dai fedeli nel caso in cui si macchi di reati contro l'Islam. 3) le relazioni con i non musulmani : Nell'Islam esiste lo spazio del dar al-Isl am e lo spazio del dar al-Harb , ma le circostanze storiche e politiche hanno consigliato la sospensione delle operazioni belliche. Tra i non musulmani si fa una distinzione fra la gente del libro ( ahl al-kitab ) che sono ebrei, cristiani, sabei e magi zoroastriani e i veri e propri infedeli che sono i pagani e i politeisti. Una comunit che fa atto di sottomissione viene posta sotto la protezione ( dhimma ) musulmana e gode di una certa autonomia religiosa e amministrativa. Paga una tassa la gzya (testatico) e il kharag (imposta fondiaria). I Dhimm possono vivere con le proprie leggi religiose ma non devono esagerare nella ostentazione dei segni esteriori. Devono inoltre mettere in atto una serie di gesti di sottomissione come cedere il passo ai musulmani, salutare per primi, non esporre merci proibite dalla legge islamica etc La Dhimma, valutata con la mentalit medievale presenta alcuni tratti notevoli di tolleranza e liberalit e, in generale le condizioni dei non musulmani in Islam sono state migliori dei non cristiani in Europa.

La teologia e il sufismo Nella riflessione sulle tematiche islamiche la ragione trova un posto secondario, essendo questa sempre vincolata ai dati della rivelazione. Uno dei temi centrali il rapporto fra fede e opere. Un primo approccio molto radicale alla questione fu proposto dai Kharigici , per i quali il credente che si macchiava di un gesto peccaminoso grave doveva in sostanza essere escluso dalla comunit dei fedeli e ucciso. Questa tesi, non piacque alla maggioranza della Umma, si formarono allora movimenti che disgiungevano la fede dalle opere, come il movimento Murgita . I Murgiti si affidavano al principio del differimento riguardo al giudizio sulla fede (che solo Allah pu esprimere). Per il murgismo, la fede non pu n crescere n diminuire per le opere e le azioni fatte. La questione del rapporto fra fede e opere dipende molto dalla posizione che si prende riguardo al libero arbitrio . Il Corano sul libero arbitrio ha posizioni piuttosto ambigue come nel caso di 74, 31 Dio travia chi vuole e guida chi vuole o, in opposizione 18,29 chi vuole creda, chi non vuole respinga la fede. Nacquero cos due scuole diverse: qadariti : che attribuisce all'uomo il libero arbitrio giabariti : che nega all'uomo il libero arbitrio Numerose furono le correnti che gli eresiografi ci hanno fornito riguardo l'Islam primitivo. Tutte sono per assolutamente minoritarie. I mu'taziliti La prima vera e propria scuola teologica dell'Islam si form in ambiente qadarita ed quella del mu'tazilismo (separazione), movimento fondato da Wasil ibn Ata (m. 748) che aveva assunto una posizione separata (donde forse il nome) rispetto al proprio maestro. Forse la parola deriva anche da astensione , rispetto al problema della fede (problema fede opere), facendo i mu'taziliti rientrare il reo di un peccato grave nella categoria di empio , a met strada fra le posizioni estremamente negative dei kharigiti e quelle positive dei murgiti. Il fondatore Wasil ibn Ata propagand la sua dottrina con molto zelo sviluppando con una notevole vis polemica il genere della confutazione. La scuola si divide in due correnti: quella di Basra quella di Bagdad le due scuole si differenziano solo riguardo all'atteggiamento che hanno nei confronti del potere politico califfale. Il massimo splendore del movimento si ebbe sotto gli Abbasidi Baghdad, una sorta di dottrina ufficiale dello stato con una vera e propria inquisizione persecutoria (la mihna) riguardo ad esempio a chi negava la tesi principale della scuola che : il Corano deve considerarsi creato e non eternamente esistente accanto ad Allah . Furono gli Hanbaliti e forse lo stesso ibn Hanbal a sperimentare le forti pressioni e le multe della mihna fino al declino degli abbasidi che coincise con il declino della scuola.

Ecco i principali punti della dottrina mutazilita che una scuola che presenta un forte approccio razionalista : L'unit di Dio (tawhid): contro il trinitarismo cristiano e ogni forma di antropomorfismo riferito ad Allah. Interpretazione allegorica del Corano che un libro creato . Dio non pu commettere atti ingiusti, l'uomo che sceglie (in quanto dotato di un certo libero arbitrio anche se non assoluto Dio sempre il pi grande!) tra bene e male . Dio manterr le sue promesse e le sue minacce e il paradiso e l'inferno sono da ritenersi eterni e definitivi. il peccatore non pentito, l'empio, si trova fra la condanna definitiva e il perdono. L'uomo comune e non solo il potere politico, anche con la forza, tenuto a imporre i giusti principi. La teologia ortodossa: ash'ariti Al decadere del mutazilismo la speculazione teologica continu e ben presto si impose una sintesi che fu operata da Abu l-Hasan al-Ash'ari , (nato a Basra nel 874), un ex mutazilita pentito che scrisse: argomentazioni dei musulmani dove espone le scuole teologiche e filosofiche del mondo musulmano il libro del bagliore dove espone le sue tesi teologiche e filosofiche; il libro della dimostrazione dove cerca una conciliazione con la tradizione. I suoi avversari furono gli hanbalisti e i mutaziliti (in declino in quel tempo). La diffusione dell'ash'arismo, che in sostanza propugna un ritorno al Corano e ai detti del Profeta in quanto la ragione non pu da sola spiegare il mistero del mondo , di deve a importanti personaggi della storia dell'Islam che hanno contribuito alla sua diffusione, tra questi alBaqillani (m. 1013), al-Baghdadi (m 1037), ma soprattutto il grande: Abu Hamid al-Ghazali , il pi grande dottore dell'Islam che nacque a Tus nell'Iran orientale nel 1058 e si dedic alla filosofia e alla teologia (scrisse le intenzioni dei filosofi e l'autodistruzione dei filosofi ) nelle sue opere si tenta di mostrare in che vicolo cieco porta la filosofia razionalista greca. Si ricorda ancora oggi con l'epiteto di la prova dell'Islam. L'opera pi nota certamente il ravvivamento delle scienze religiose , 4 tomi dove racchiusa una visione globale dell'Islam. Grazie ad al-Ghazali l'ash'arismo stato accettato a pieno titolo nel novero delle tesi legittime dell'Islam fino a diventare la linea ortodossa del sunnismo. La teologia ortodossa: maturiditi Il fondatore della scuola maturidita fu Abu Mansur al-Maturidi (m. 944), contemporaneo di Ash'ari ma operante a Samarcanda. La scuola si diffuse in Taransoxiana e tra le popolazioni turche del centro Asia (insieme alla scuola giuridica hanafita con la quale si abbina nella scuola c.d. hanafita-maturidita ) Il maturidismo molto simile all'asharismo, differendo da questa solo per piccoli dettagli e accentuando in sostanza la natura flessibile e lo spirito di accomodamento caratteristici dell'atteggiamento asharita.

La teologia ortodossa: elementi essenziali L'ortodossia quindi quella della scuola asharita-maturidita. Al rigore fatto di premi e punizioni del mutazilismo la scuola asharita-maturidita risponde che il volere di Dio non pu essere schematizzato rigidamente in una griglia di azioni immutabili fatta di premi e punizioni. Dio potrebbe, se volesse, premiare il malvagio e punire il giusto. Egli fa quello che vuole nella sua infinita libert di azione. La via ortodossa quella mediana. Secondo la teoria dell'acquisizione ogni atto dell'uomo, anche quello apparentemente pi volontario, non il frutto di un suo autonomo potere, ma una creazione divina che l'uomo si limita ad acquisire e a riferire a se stesso. Dio libero di premiare l'uomo reo di un peccato (che non un infedele come ammettevano i kharigiti e nemmeno un empio come per i mutaziliti) che mantiene il suo stato di credente e se si pente prima di morire pu ricevere i benefici del paradiso. La fede, come sostengono i murgiti non pu essere soggetta ad aumento o a diminuzione, ma per evitare il lassismo che deriva dal portare alle estreme conseguenze questa tesi, la scuola ortodossa ammette anche una grande importanza per le opere. A volte si pensa anche ad una sorta di intercessione del Profeta nel giorno del giudizio universale per coloro che hanno creduto nel suo messaggio e si sono macchiati solo di peccati non gravissimi (la teoria stata molto controversa). I credenti per il sunnismo godranno della visione di Dio (anche questa tesi controversa in quanto si ammetterebbe una dimensione spaziale definita per Dio). Al momento della morte gli angeli Munkar e Nakir interrogano il morte e il giorno del giudizio universale sar annunciato dalla tromba dell'angelo Serafiele (Israfil) . I morti risorgeranno e si troveranno al cospetto di Dio. Dio peser le opere e il morto dovr passare un ponte sottilissimo dove solo i probi riusciranno. Il paradiso un giardino dove si possono godere i piaceri di acqua corrente, frutti perenni, belle fanciulle (tutto ci inteso da tutti come una metafora). Il diavolo Iblis l'angelo caduto punito da Dio perch si rifiut di prostrarsi dinnanzi ad Adamo al momento della creazione. Iblis il tentatore . L'Islam crede anche nei geni ( ginn ) che non sono necessariamente malvagi ma possono interferire nella vita dell'uomo. Tra i Profeti si distinguono gli inviati ( rasul, rusul ) e i Profeti in senso pi ristretto ( nabi, nabiya' ). I nabiya ripetono in sostanza il messaggio dei rusul ai quali affidata la vera e propria rivelazione. Muhammad naturalmente il rasul pi importante, colui che considerato una sorta di sigillo dei messaggeri divini, quello che chiude il ciclo delle profezie. I pi importanti Profeti sono Adamo, Abramo, Mos, Davide e Ges (inviati divini). Origine, correnti e dottrine del sufismo Il termine sufismo deriva forse da suf , lana, con riferimento al materiale di cui era fatto il saio indossato dai primi asceti musulmani, o forse da safa , purezza. Oggi si definiscono sufi quei musulmani che praticano con una certa intensit le discipline spirituali vissute con un forte senso di interiorit e ascetismo. Louis Massignon (1883-1962) ha tentato di fare piazza pulita di un certo pregiudizio che,

alimentato anche da una incertezza sull'origine storica del movimento, vedeva il sufismo come un prodotto per imitazione di elementi del pensiero neoplatonico, gnostico o di antiche religioni persiane. In realt per Massignon il sufismo un prodotto originale dell'Islam che nasce dal Corano e dalla Sunna. La dimensione interiore e riservata, il sospetto verso un culto solo esteriore e molte altre caratteristiche del sufismo sono presenti gi nel libro sacro e si sono sviluppate successivamente anche grazie a personaggi come al-Hasan al-Basri (m. 730), considerato uno dei padri del sufismo. Basra, Kufa e Baghdad, furono i centri della scuola sufi irachena, dove si predicava : il distacco dalle cose mondane il timore di Dio l'abbandono fiducioso in Lui l'amore spirituale Nel nono secolo d.C. risalta la figura di Rabi'a al-Adawiyya , che diventa il modello per eccellenza dell'amore esclusivo per Dio al quale tutto va sacrificato. Da quel momento c' un continuo fiorire di persone e opere che andranno ad illustrare la scuola sufi, come al-Muhasibi , che promosse il metodo dell'autodisciplina . Il momento pi drammatico della storia del sufismo si ha con Mansur al-Hallag , che fa scandalo e con il suo proclama ana l-Haqq = io sono il Vero , provocando un conflitto con i dottori della legge. Mansur al-Hallag , nonostante molte resistenze fu messo a morte e rappresenta un po' il martire del sufismo. Oltre alla scuola irachena si ricorda la scuola di Merv e quella di Balkh nel Khorasan Pi ad occidente, tra la scuola irachena e quella di Merv troviamo l'opera di Bistami , che usava confutare i propri interlocutori con i paradossi della ragione per produrre in se stesso e negli altri l'ebbrezza estatica. Una singolare scuola quella dei malamani , la scuola del biasimo che atira il biasimo della gente sui suoi esponenti nascondendo alla societ la perfezione spirituale dei suoi membri. Il sufismo si afferma ben presto in tutti i paesi dell'Islame saranno in molti a professare di essere sufi tasauwwf . Numerose sono le opere di straordinaria importanza per il sufismo : Il libro del bagliore di al Sarrag, il nutrimento dei cuori di al-Makki ecc Dopo la grande opera di al-Ghazali il sufismo fu largamente accettato nella Umma anche se le polemiche con i dottori non termineranno mai. Il maestro massimo del sufismo sicuramente ibn Arabi , nato in Andalusia nel 1165 e grande viaggiatore prima di stabilirsi a Damasco. Scrisse le illuminazioni della Mecca , dove dimostr una grande conoscenza dell'Islam e dove espresse tesi come quella dell'unicit dell'essere , che sembra portare forse ad un panteismo naturalistico di tipo spinoziano dove non c' diversit fra Dio e il Mondo. Ibn Arabi dovette affrontare numerose accuse e stemperare talvolta le sue pericolose posizioni. Sosteneva che: la Realt divina l'essere delle creature ma le creature non sono la Realt divina . Con il riemergere del fondamentalismo la polemica nei confronti del sufismo e di ibn Arabi si riaccesa, al punto che in Egitto si dovuta sospendere (per poi legalizzarla) una edizione critica delle le illuminazioni della Mecca .

La via e le confraternite sufi La pratica ha nel sufismo una importanza notevole. In primo luogo ci sono le buone maniere dell'adab che bisogna praticare nei confronti dei propri maestri che sono uomini perfetti, sostituti del Profeta. Il rituale centrale del sufismo il Dhikr (ricordare e menzionare il nome di Dio) come una sorta di mantra . E' il maestro (shaykh) che dice all'allievo (murid) che tipo di Dhikr adottare (Allah, Huwa ecc). Talvolta il rituale avviene in collettivit, dove anche si recita e si danza. Raramente in forma sfrenata ed esuberante. Con il passare del tempo, storicamente si formeranno diverse vie , organizzazioni piramidali a partire da un maestro fino a scendere agli allievi passando per i gi iniziati. Queste associazioni si organizzeranno in vere e proprie confraternite , libere e autonome e favorite nel loro moltiplicarsi anche dal meccanismo di delega che i maestri possono dare ai propri allievi. Tutte le confraternite vengono chiamate con il nome del fondatore e il suffisso aggettivale iyya . Famosi ordini sono quello della Suhrawardiyya di Baghdad e quello Rifa'iyya di Bastra (fondate nel dodicesimo secolo). Le confraternite hanno avuto un ruolo importante nell'espansione musulmana come in India, Africa nera, balcani ecc Introduzione all'Islm seconda parte

L'Islm della transizione (XVII-XVIII secolo) Le periodizzazioni della storia del mondo europeo non possono essere applicate alle altre culture. L' Islam infatti ha conosciuto dalla sua nascita fino al XVI secolo (decimo dell'Egira) una sostanziale omogeneit grazie anche allo strumento del consenso (igma), che ha permesso il rinnovamento nel rispetto dei principi basilari. Possiamo affermare che a partire dal primo millennio dall'Egira, sempre di pi si sente l'esigenza di un rinnovamento in seno all'Islam. Oramai da molo tempo le scuole teologiche e giuridiche si erano sclerotizzate ciascuna sulle proprie posizioni e il dibattito aveva perso la sua fecondit. Il rinnovamento viene vissuto con due modalit dagli studiosi islamici, dauna parte quelli che vogliono un radicale ritorno al Corano e al Profeta con le sue tradizioni, dall'altra invece quelli che intendono accogliere gli elementi di innovazione pur denunciando gli eccessi dei tempi. Al giro i boa dei mille anni si sperimenta cos nel mondo islamico una sorta di protofondamentalismo ad opera di quegli ambienti hanbaliti ( neohanbalismo ) che si concentrava

intorno all'insegnamento di Ahmad Ibn Taymiyya , nato a Harran nel 1263, trasferitosi e operante a Damasco, morto in prigione per le sue idee radicali. Fu proprio a ibn Taymiyya che si fece riferimento nel XVIII secolo per tentare il ritorno al passato. Il wahhabismo Il movimento wahhabita deve il suo nome al teologo Muhammad ibn Abd al-Wahhab , nato nel 1703 in un selvaggio villaggio dell'arabia e immediatamente conquistato al neohanbalismo taymiyyano. Scrisse il libro dell'unit divina, dove attacca gli sciiti, i mu'taziliti e i sufi per la tolleranza nei confronti delle pratiche innovative. Ibn Abd al-Wahhab biene immediatamente allontanato e esiliato dalla comunit sannita, ma un accordo con la famiglia dei Sa'ud della piccola oasi del Nagd, lega i destini del wahhabismo all'arabia. Sar l'accordo del 1744 che sancisce il sodalizio tra una ideologia radicalmente tradizionalista e la futura casa regnante saudita, che caratterizzer l'evoluzione di questa regione fino ai nostri giorni. La bandiera saudita, la professione di fede protetta da due spade indica perfettamente lo stile politico del nuovo regno saudito derivante dall'unione del Bagd e del Higaz (l'Arabia Saudita appunto). Una delle principali pretese di questo gruppo che i musulmani il cui credo differisca dal loro sono innovatori ( ahl ul bida' ), politeisti ( mushrik ) e perfino miscredenti ( kafir ) . Il movimento rifiutava ogni forma di consenso ( igma ) che non fosse quello dei Compagni . I wahhabiti finirono per cadere negli stessi atteggiamenti che intendevano denunciare, con un smisurato culto della personaliti tributato al fondatore del movimento e caratterizzandosi subito come un settarismo intemperante e intollerante nei confronti degli stessi musulmani (per loro sono tutti mushrik = politeisti). La dinastia di Riyad per il ruolo internazionale che gioca oggi e per l'enorme ricchezza che ha tratto dallo sfruttamento del petrolio, oltre per la diffusione di biblioteche e centri di cultura viene indicata come la garante dell'Islam in sede internazionale. Il mondo delle confraternite Sul versante opposta al wahhabismo c' il mondo delle confraternite sufi, apertamente in polemica con il mondo wahhabita. Tra il XVII e il XVIII secolo le confraternite raggiunsero talvolta un livello di autonomia da impensierire seriamente il potere califfale. A questo si aggiungeva anche il pericolo di un culto della personalit tributato ai fondatori o alle guide delle confraternite. La condanna di questi abusi fu pronunciata soprattutto all'interno stesso del sufismo. Personaggi come al-Darqawi nella seconda met del XVIII secolo denunciarono l'eccesso di attivismo politico degli ordini e l'eccessivo protagonismo di alcuni maestri, Sempre in quel periodo si situa l'azione di Ahmad al-Tigani , che fond una sua via autonoma, la Tiganiyya che propugnava un severo ritorno alle origini del sufismo. Ancora oggi la Tiganiyya nelle regioni dell'Africa nord occidentali e sul sahariane si fa sentire con notevole forza sulla religiosit della gente. Movimenti simili si ebbero anche in India con Mirza Ganganan e Sgah Wali Allah , ambedue di Delhi, operarono nel XVIII secolo e propugnavano un ritorno alle fonti. Sono in molti a credere che per tutto l'ottocento l'Islam ha sostanzialmente ignorato l'occidente con il suo portato tecnologico. In realt persone come Abd al-Qadir (1807-1883), che scrisse il libro delle soste, dimostrano che in realt la riflessione sul confronto con l'Europa stata continua e una lettura attenta ce lo mostra in tutta la sua chiarezza.

L'Islm contemporaneo Sin dall'Ottocento, si sono sviluppate in Europa due atteggiamenti nei confronti della questione orientale e dell'Islam in particolare: da una parte: il mondo romantico legato all'eredit di Goethe, che tendeva ad idealizzare il vicino oriente amandolo e talvolta identificandosi nei suoi valori e dall'altro, il mondo positivista (con ad esempio Ernest Renan) che vedeva nei musulmani l'impossibilit strutturale ad assimilare la modernit. L'interesse dell'Europa moderna per l'Islam tuttavia molto pi antico, la prima cattedra di lingua araba a Parigi della prima met del XVI secolo, mentre la spedizione di Napoleone in Egitto nel 1798 segna un vero e proprio spartiacque nel rapporto fra Europa e mondo islamico. La difficile emergenza della modernit L'impatto con l'Europa moderna per i primi musulmani del XIX secolo positivo e ricco di curiosit. Al-Tahtawi scriver un diario di viaggio l'oro di Parigi , che pu essere considerato il primo resoconto scritto del mondo musulmano al cospetto della modernit, che per l'autore principalmente data dalla scienza. I successivi avvenimenti politici e sociali daranno avvio ad una mitizzazione nostalgica di un passato storico in cui l'Islam si sentito forte. Luoghi come Damasco, Baghdad, Cordova, saranno dei veri e propri topoi evocativi nella coscienza musulmana. Nel 1798-1801 Napoleone invade l'Egitto, (dopo la disfatta di Napoleone gli ottomani prendono il controllo del paese); nel 1830 i Francesi invadono l'Algeria e nel 1881 impongono un protettorato in Tunisia; nel 1916 gli accordi di Sykes-Picot prevedono la spartizione della Mezzaluna Fertile tra inglesi e francesi (mentre gli inglesi con la dichiarazione di Balfour (1917) pensano di liberare l'Europa dagli ebrei occupando la Palestina a danno degli arabi); 1948 proclamazione dello stato di Israele ; negli anni '50 decolonizzazione francese e inglese (1962 indipendenza dell'Algeria); l'egiziano Sayyid Qutb pubblica all'ombra del Corano vero manifesto dell'Islam rivoluzionario; 1967 guerra arabo-israeliana dei sei giorni (il disastro arabo) 1973 guerra arabo-israeliana successo dell'esercito israeliano (prima crisi petrolifera); 1978 Rivoluzione in Iran ; Il riscatto della storia Nella storia dell'Islam, con la distruzione di Baghdad e dell'impero abbaside da parte dei Mongoli nel 1298 , prende avvio una frammentazione del mondo musulmano che privileger dal punto di vista anche dislocativi e geografico il mondo rurale piuttosto che la citt. Le lite cittadine punteranno in seguito il dito accusatorio sulle confraternite, simbolo della regionalizzazione e della frammentazione della nazione, sia dal punto di vista politico che teologico con una progressiva deriva mistica. La chiusura delle confraternite (come avvenuto in Turchia con Mustafa Kemal) apparso un

passaggio obbligato al wahhabismo, portatore di una visione cittadina e fortemente accentratrice del potere statale. Le confraternite sufi ad esempio potranno sopravvivere solo all'interno delle citt dove si sposternanno, oppure come movimento politico come accaduto in Libia e in Sudan. Ritratti implacabili I ritratti che ci provengono dai sociologi e i filosofi che entrano in contatto con il mondo arabo a partire dalla seconda met dell'ottocento, sono improntati a quella visione che vuole gli europei portatori di un progresso (affermatosi con la rivoluzione francese) al quale gli altri popoli e le altre culture non possono che sottostare. Alexis de Tocqueville sar inviato nel 1841 in Algeria dal parlamento francese per studiare il mondo arabo. Egli parler di questo mondo in termini di disordine e arretratezza. Non molto diverse sono le osservazioni di Engels a Marx in una lettera nel gennaio del 1848 sull'Algeria. Nel frattempo molti pensatori musulmani hanno nei confronti del colonialismo ( che per gli europei anche missione civilizzatrice ) una certa ambiguit, essendo taluni attratti da alcuni aspetti della modernit e contemporaneamente respinti, naturalmente, dalla perdita di libert del giogo europeo. Agli inizi del 900 il mondo arabo caratterizzato da un fermento e un esteso dibattito sul rapporto tra tradizione e modernit ( nahda=rinascita ). Nel 1929 Hasan al-Banna fonda l'associazione dei fratelli musulmani e a partire da quegli anni ogni tentativo critico di approccio alla modernit, che fino ad allora aveva caratterizzato la Nahda (rinascita) , per molti verr stroncato e l'Islam si legher in modo rivoluzionario al rigetto della modernit. Costruitre il moderno: la triade della nahda Il periodo della nahda (rinascita) presentato attraverso la vita e le opere dei tre personaggi principali: Gamal al-din al-Afghani, vissuto nel XIX secolo, il primo musulmano che si misurato con la cultura europea (celebre la sua polemica con Ernest Renan ). Contestato soprattutto per il suo carattere particolare (amava nascondere la sua origine dissimulandola forse perch temeva di essere perseguitato in quanto sciita). Fonda la rivista il legame indissolubile e diventa la classica figura dell'intellettuale ideologo quasi militante. In lui progetto politico e riflessione religiosa sono legati. Muhammad Abduh, profondamente religioso, allievo di al-Afghani, critica il fatalismo musulmano e l'imitazione sterile, professa la tolleranza e l'esigenza di un maggiore ruolo per l a razionalit. Scrive epistola sull'unicit , dove cerca di superare l'antinomia fra ragione e rivelazione . Egli sostiene che l'Islam la religione della ragione e della scienza e che in caso di controversia su diun argomento si pu anche far valere la ragione sulla rivelazione (ricorrendo all'interpretazione allegorica). Insegna all'universit di Al-Azhar in Egitto dove per ben presto entrer in contrasto con gli autori tradizionalisti. Rashid Rida , allievo di Abduh, concepisce il pensiero salafista , che un tentativo di adattamento attraverso la riflessione teologica e la formulazione di un progetto politica, dellIslam alla modernit. Tra i tre il pi tradizionalista, propugna un ritorno al Corano e alla Sunna. I bersagli polemici sono le scuole hanbalite e il teologo Ibn Taymiyya del XIII secolo. Per Rida l'occidentalizzazione corrisponde al taqlid, all'imitazione servile. L'Islam non pu fare a meno del califfato. Saranno in molti ad ispirarsi a Rida, fra questi al-Banna, il fondatore della fratellanza musulmana.

I pensatori dell'Islam periferico In India si svilupperanno scuole di pensiero islamiche che avranno al particolarit di doversi misurare con una cultura maggioritari (induista) locale e con la mancanza della lingua araba cos importante per la lettura del Corano. Da una parte storicamente si avranno personaggi come il sultano Akbar , che nel XVI secolo tenteranno degli esperimenti notevoli di sincretismo, amministrando uno stato musulmano con un esercito interamente ind, dall'altra pensatori intransigenti contrari a qualsiasi sincretismo che porranno l'accento sull'unicit divina (tawhid) come Sirhindi nel XVI secolo. Tra i pensatori pi importanti nel Settecento troviamo Sha Wali Allah, favorevole allo sforzo interpretativo (igtihad) e contrario a ogni forma di imitazione servile. Egli si trova ad osservare la contrapposzione fra il sistema delle caste indiano e l'ugualitarismo musulmano. Il dharma contro la shai'a. La variet presente sul territorio fa si che Allah sosterr la necessit di una sorta di relativismo culturale . Da ricordare ancora sono Sayyid Khan (considerato il fonatore del modernismo musulmano in india) e vissuto nell'Ottocento. Promotore di un sincretismo con l'occidente e convinto assertore della necessit della igtihad e dell'interpretazione metaforica del Corano. Alessandro Bausani ha ritrovato degli scritti di questo pensatore ha mostrato come nel pensiero di Khan c' la possibilit di uno sviluppo scientista dell'Islam. Anche l'indiano Muhammad Iqbal ha svolto un ruolo primario a cavallo tra Ottocento e Novecento per quanto riguarda il tentativo di sintesi fra pensiero Islamico e mondo occidentale. Iqbal profetizz lo scontro tra bolscevismo e Islam, due metafisiche in contrasto fra di loro. In questo autore il linguaggio poetico si mescola con quello filosofico e scientifico. Nascita dell'Islam militante I pensatori musulmani di fine Ottocento e inizio Novecento si sono confrontati con il nazionalismo e lo stato nazione, elaborando una propria linea di pensiero che si in sostanza tradotto nel tentativo di sintesi tra tradizione arabo islamica e stato nazione di origine europea. Gli stati del vicino oriente, anche quando si dichiarano laici, sono sempre fondati sul patrimonio della tradizione arabo-islamica ( turath ) in quanto la ragione politica non mai disgiunta dalla ragione divina . Ai letterati tradizionalisti che in passato legittimavano in virt di una scala di valori dicotomica, la produzione di norme e regolamenti che guidavano la Umma, si affiancato in epoca moderna, la figura di un intellettuale autodidatta, e legato alle forme moderne di diffusione del sapere. Alla fine degli anni Settanta si forma una classe di intellettuali militanti che mutua lo stile comunicativo tradizionale con i mezzi moderni e sviluppa nel concreto una idea di stato visto come mezzo e non come fine. Dalla tradizione viene preso il concetto di gahiliyya , che diventa una categoria astorica e sempre valida per indicare un occidente visto sempre di pi come la sede del consumismo sfrenato e dell'ignoranza dei valori religiosi e spirituali. Il discorso dell'Islam radicale non dunque un discorso esclusivamente di fede, ma si incentra sul concetto di stato, uno stato che deve essere formato dalle diverse componenti tutte islamizzate. Si avr dunque la donna islamica, l'operaio islamico ecc secondo una terminologia che ricorda molto quella comunista. Due grandi autori del Novecento pongono le basi per la militanza islamica:

Abu al-Mawdudi , nasce in India e impara l'arabo studiano scienze, diritto e filosofia, difende il califfato ottomano come espressione della potenza musulmana e scrive la guerra santa dell'Islam . Fonda una comunit che vuole reggersi come quella originaria del Profeta (la Gama'at ) Per alMawsudi, che ispira la costituzione pakistana e scrive il programma dell'universit di Medina, la legge fondamentale la shari'a e tutte le leggi in contraddizione con la shari'a sono da abrogare. L'uomo carente e imperfetto e ha bisogno di Dio a cui deve obbedienza e abbandono. Sayyid Qutb, egiziano che affermer: non vi altro Dio che Allah, e Allah e un modo di vivere . L'ideologia dell'Islam appare dunque un progetto totalizzante giustificato dalla fragilit dell'essere. Sayyid il primo a concettualizzare l'islam politico, visita gli Stati Uniti e ne scrive in un articolo molto critico l'America che ho visto . Rilegge e commenta il Corano dal carcere in termini rivoluzionari e attivisti. Usa lo strumento della scomunica e aderisce alla fratellanza musulmana. La novit dell'islamismo militante dunque rispetto al passato la formulazione di una tipologia di Stato, concetto estraneo alla cultura del passato. Non essendovi nel mondo musulmano un peccato originario, il regno di Dio pu realizzarsi sulla terraed per questo che lo stato islamico soprattutto un codice penale. Per l'islamismo militante la shari'a tutto, il problema principale non di tipo teologico, ma si incentra su come islamizzare la societ . Gli ulema' vengono istituzionalizzati in tutti i paesi musulmani in un ministero degli affari religiosi , a cui affidato il compito. Nascita dell'Islam militante Nel 1929 Hasan al-Banna fonda il movimento dei Fratelli Musulmani Egiziano di nascita, alBanna sin da giovanissimo convinto della necessit di predicare il ritorno alle tradizioni pi severe della legge islamica. La prima sede del movimento sar una moschea. Si in un periodo in Egitto caratterizzato da un grande fermento intellettuale e confronto fra modernizzatori e tradizionalisti. Nel '32 il movimento dei Fratelli Musulmani diventa politico e comincia ad avere una sua struttura interna gerarchizzata, c' una sezione femminile e c' una presa di posizione netta anti colonialista. Dio il nostro scopo, Il Messaggero il nostro modello, il Corano la nostra legge, la guerra santa il nostro cammino, il martirio il nostro desiderio . al-Banna viene assassinato dalla polizia egiziana nel febbraio del '49. La Fratellanza Musulmana si svilupper in modo sopranazionale con una organizzazione ramificata ma estremamente centralizzata. Nata inizialmente in ambito sannita, la lettura politica ( islamismi ) conosce nel mondo sciita due personalit importanti: Baqir al-Sadr, sayyid , dunque discendente del Profeta, nasce nei quartieri periferici di Baghdad, diventa mugtahid , autorizzato a praticare l'igtihad prestissimo e opera a Nagaf. Dottissimo si schiera contro il comunismo e contro la penetrazione delle idee occidentali in Iraq. Il comunismo trova fra gli sciiti di ambito rurale numerosi seguaci e al-Sadr rispondecon la nostra filosofia e la nostra economia, dove si teorizza una economia islamica , via alternativa al comunismo e al capitalismo, una sorta di limitazione alla propriet privata. Dopo l'economia Baqir sviluppa il suo modello politico che islamico di tradizione sciita duodecimana . Vicino all'Iran, Baqir sar imprigionato da partito Ba'th iracheno e pi volte rilasciato, alla fine viene assassinato nel 1980 insieme alla sorella. Ali Shari'ati, nato in Iran, e morto a Londra in circostanze misteriose, studia a Parigi e si avvicina alle filosofie della liberazione, esistenzialiste, critiche marxiste ecc vicino ai ceti poveri, a causa della sua attivit viene imprigionato dallo sci diverse volte.

Ben presto l'islamismo comincer ad interessarsi anche dei regnanti che nel mondo arabo non applicano la legge islamica. L'idea di delegittimare il potere, concettualizzata da Sayyid Qutb fu messa in pratica in Egitto dal gruppo Al-gihad, responsabile dell'assassinio nel 1981 di Sadat. Sadat per l'autore del gesto Abd al-Salam Farag era colpevole di aver firmato gli accordi di Camp David con Israele e di non applicare la shari'a in Egitto (i dirigenti inadempienti vengono assimilati ai mongoli). Molti gruppi sono attivi oggi per una presa di potere dal basso verso l'alto, con un intervento capillare e una rete sul territorio di associazioni, volontariato ecc tendente a diffondere la cultura islamica. Il rifiuto dei valori morali dell'occidente pressoch unanime. L'occidente accusato di adorare la materia, (come afferma Abbasi Madani un leader algerino), L'Islam in Europa, problemi e prospettive In questi anni stiamo assistendo ad un Islam che cerca di definirsi in termini europei (grazie all'immigrazione). Come configurare il rapporto fra le comunit islamiche in Europa e i governi e lo stesso rapporto fra musulmani d'Europa e musulmani arabi resta una sfida tutta da giocare. La storia non sembra affatto finita, a dispetto di quanto scrive Francis Fukuyama (The End of History), la sociologia degli stati arabi completamente mutata, con una crescita esponenziale della popolazione e una urbanizzazione selvaggia. Il problema resta quello di sempre di un confronto fra le esigenze di identificazione e l'autonomia personale. Per i musulmani di Europa Oliver Roy ha teorizzato una sorta di aggiornamento teologico . Certo che l'Europa sar chiamata ad istituzionalizzare la presenza della minoranza musulmana, forse prevedendo anche la formazione degli imam localmente e non come accade oggi nei rispettivi paesi di origine. L'Islam europeo nasce da una frattura con il territorio di origine, quella dar al islam che ha rappresentato per secoli l'identificazione della Umma. Inoltre si confronta con una societ atomizzata e disincantata rispetto alle religioni. L'individualismo sta investendo in pieno l'Islam europeo, orfano del territorio e non pi incentrato sul diritto. L'Islam della contestazione e gli Stati Musulmani Ci che caratterizza l'Islam contemporaneo il blocco della riflessione teologica per una interpretazione tutta politica del fenomeno. La situazione nei diversi paesi talvolta molto diversa. Nel rapporto fra stato e islamismi c' il caso interessante della Giordania e del Marocco, dove il confronto sembra essersi abbassato di intensit da quando in governo sono stati ammessi fondamentalisti moderati. In Siria e in Turchia al contrario lo scontro frontale e i governi sembrano perdenti rispetto ad una islamizzazione dal basso della societ civile. Altri casi interessanti sono il Libano, multiconfessionale e multietnico, dove il conflitto fra stato e islamismi sembra stemperarsi nelle logiche tribali e interetniche che caratterizzano questo paese. Il caso pi eclatante quello dell'Arabia Saudita, dove il governo della casa regnate pu vantare una forte carica simbolica custodendo i luoghi sacri. Lo stato quanto di pi puritano si possa immaginare (wahhabismo) anche se i reali sono strettamente intrecciati in affari loschi con il governo americano. Anche in Egitto lo scontro frontale con il governo.

Confessioni scismatiche, eterodosse e nuove religioni sorte nell'islam - Nella cultura islamica non c' mai stata una netta distinzione fra eresia e scisma , il dissenso politico, si quasi sempre accompagnato a quello teologico. Il fatto che le prime divergenze, alla morte del Profeta, sono quasi esclusivamente di carattere politico ( questione della successione ), non esclude che alcune tendenze teologiche eterodosse si siano abbozzate gi in epoca protoislamica. L'elezione di Abu Bakr , avvenuta mentre i familiari di Muhammad erano ancora impegnati nei riti funebri aveva sollevato malcontenti da pi parti. Al malcontento dei familiari di Muhammad si affianc quello degli ansar che non vedevano di buon occhio il primato degli emigranti ( muhagirun ) sulla Umma. Ma lo stesso dissenso politico sulla successione, si strutturer sotto forma di vere e proprie fazioni politiche solo con il passare del tempo. Il partito di Ali trover una sua definizione precisa nei decenni successivi alla morte del Profeta anche se il suo insuccesso porter gli sciiti a ridefinire anche le proprie specificit dottrinarie, come il prevalere dell'imamato e una sorta di concezione metastorica del proprio ruolo (e del martirio). - Fin dal primo secolo l'Islam ha avuto una estensione enorme, ma alla luce degli studi moderni, scarsi appaiono gli apporti delle diverse religioni (come lo zoroastrismo persiano) al complesso dottrinario dell'Islam . L'essenza del messaggio islamico, il suo nucleo ha avuto scarsi o nulli sincretismi con i diversi climi in cui si espresso. Eventuali scismi, dissidenze e tendenze eterodosse sono state sviluppate soprattutto dagli Arabi stessi . Superata ad esempio la tesi che l'imamismo sciita iraniano sia da considerarsi il risultato della fusione di un legittimismo dinastico iraniano con la consuetudine elettiva araba (Bausani). In realt spesso si dimentica che l'imamismo in Iran si diffonder solo molto tardi (a partire dal XVI) secolo e che a legittimare una successione dinastica furono gli omaiadi avversari dei filo alidi futuri sciiti. Il movimento dei partigiani di Ali e le sue principali tendenze: kharigiti e imamiti della shi'a media. Il dissenso alide si svilupp soprattutto a Kufa e durante il califfato di Uthman, accusato di favorire gli interessi della famiglia omayyade a discapito della famiglia del Profeta. Lotta fra famiglie dunque Quando Uthman fu ucciso Mu'awiya (governatore della Siria) accus del delitto i partigiani di Ali e scaten la prima delle numerose scissioni interne al potere musulmano. - Tuttavia, una prima diramazione del dissenso data dal movimento scismatico kharigita , inizialmente filoalide e poi su posizioni autonome sia antialide che antiomaiade. I kharigiti (= coloro che escono in battaglia in difesa della religione), sono portatori di una forte istanza etica. Dopo l'arbitrato sulla piana di Siffin (657) , dove Mu'awiya e Ali si trovarono l'uno contro l'altro (da ricordare i corani sulle punte delle lance), i kharigiti che volevano dare battaglia e affidarsi al giudizio di Dio, effettuarono una vera e propria secessione non accettando l'arbitrato pacifico favorevole a Mu'awiya, sostenendo che:

non vi giudizio se non quello di Dio . Ali fu accusato di essere troppo arrendevole e di affidarsi al giudizio degli uomini. I kharigiti furono in larga parte sterminati dallo stesso Ali, ma storicamente sono numerose le rivolte militari e politiche che si ispirano pi o meno apertamente al movimento. Gli eresiografi classificano decine di sette kharigite anche se il movimento si distinse solo per le azioni politiche e militari e mai per un autonoma formulazione delle dottrine teologiche . In ogni modo: Ammettono la legittimit dei primi tre califfi (contrariamente agli alidi) e credono in una elezione meritocratica (fosse anche uno schiavo negro), credono nella supremazia delle opere sulle fede (se il califfo si macchia di reati deve essere estromesso dalla carica). Alcune sette kharigite sono estremiste (gli azraqiti iraniani ad esempio) e prevedono la morte in molti casi, mentre altre sette sono pi moderate (come gli ibaditi ). Per certi versi i kharigiti furono i precursori dei mutaziliti, anticipandone alcuni importanti temi, come la natura creata del Corano e l'interpretazione allegorica del testo sacro. La sci'a media: Il movimento imamita ( spesso detti quelli dei dodici ) si rif alle rivendicazioni di Ali e in generale della famiglia del Profeta e al martirio di Hussein, il figlio di Ali, avvenuto a Kerbala' il 10 ottobre 680 per mano del figlio di Mu'awiya, il califfo Yazid. Non pochi, secondo lo sciismo sono i versetti del Corano e le tradizioni, che indicano il primato di Ali e della famiglia del Profeta per la successione al califfato. Ali fu ucciso da un kharigita e il suo imamato (come indicano il califfato gli sciiti) fu tumultuoso e difficilissimo. Dopo la morte di Hussein gli alidi preferirono una vita ritirata fino al periodo abbaside, quando sfruttarono il malcontento generale per abbattere la dinastia omayyade. Gli abbasiti una volta al potere per, finirono per osteggiarono i loro stessi alleati alidi. Gli imam, discendenti di Ali si susseguirono senza grosse rivendicazioni politiche fino a quando morto l'undicesimo imam alide venne riconosciuto guida spirituale Muhammad al-Mahdi . Gli imamiti riconoscono 12 imam e ritengono che ogni imam ha designato in un testamento il suo successore (questo per dirimere le possibili controversie sulla successione) quasi come una nuova rivelazione dell'Arcangelo Gabriele. Muhammad al-Mahdi ad un certo punto scompare nell'874 (occultamento) ma continua a guidare i suoi agenti, gli imam appunto, i guidati da al-Mahdi che prima o poi ritorner ad annunciare il momento finale per l'umanit. Gli sciiti imamiti vivono in modo molto intenso l'assenza della loro guida e l'attesa del suo ritorno ( aspettativa messianica ). L'imamismo ha conosciuto diverse vicende storiche, ma nel XV secolo Isma'il , un esponente della famiglia turcomanna dei Safavidi , discendenti del settimo imam, riusci a instaurare uno stato imamita in Iran . Durante il regno imamita dei Safavidi in Iran ci fu un grande rigoglio filosofico e letterario ( la scuola di Ishahan ), ponendo le basi per la sopravvivenza di una cultura sciita imamite in quelle regioni. Paradossalmente il fatto di essere al potere poneva all'imamismo problemi di rindirizzamento della propria carica di innovazione e di opposizione. Nelle altre aree dell'impero musulmano gli sciiti erano costretta alla difensiva e ridotti alla sopravvivenza.

In Iraq gli sciiti con Muhammad Baqir al-Sadr (morto nel 1980) hanno considerato finito il quietismo storico e hanno inteso necessario passare all'azione politica. Dal punto di vista teologico l'imamismo segue la scuola mu'tazilita (interpretazione allegorica del corano che un libro creato); Dal punto di vista giuridico la scuola sia'farita (poco diversa dal sunnismo, ragionamento analogico e consenso dei dotti) L'imamato considerato un vero e proprio articolo di fede. L'imam svolge le funzioni pi o meno analoghe del califfo ed custode della legge. l'amico di Dio (mentre solo nelle correnti estremiste una figura tra l'umano d Dio). Guida la preghiera. Per gli imamiti, dopo la fase delle profezie venuta quella dell'amicizia , gli amici di Dio, gli Imam, sono la guida della comunit e godono anche del dono dell'infallibilit . Gli hadith degni di fiducia sono quelli tramandati e riferiti dai membri della famiglia del Profeta e, a questi si affiancano le raccolte dei detti e degli insegnamenti degli imam. Ultimo e importante elemento della shi'a la dissimulazione, taqiyya (=cautela). Condannata dai Kharigiti e mal vista dai sanniti, consiste nel dissimulare la propria fede per sfuggire alle persecuzioni. Gli sciiti ammettono il matrimonio a tempo, da qualche ora a 99 anni. (i sanniti la condannano come forma di prostituzione). Le differenze tra sciiti e sunniti sono davvero poche e non giustificano la separazione. Se esistono differenze sostanziali sono da rintracciare nella diversa tonalit del vissuto spirituale. La shi'a estrema: l'ismailismo Non facile ricostruire l'andamento storico di quelli che gli eresiografi chiamano esagerati o estremisti . Personaggi che avrebbero portato alle estreme conseguenze l'entusiasmo per Ali e la sua famiglia. Personaggi come: Ibn Saba (ebreo convertito) avrebbero divinizzato Ali mentre questi era ancora in vita o come Al-Mukhtar , che aveva divinizzato un figlio di Ali (il figlio della Hanafita) e venerato il trono vuoto di Ali stesso; Sempre a Kufa fu la volta di al-Mughira , che raffigurava Dio con un corpo composto dalle lettere dell'alfabeto. Ma la nascita dell'ismailismo, forse il movimento scismatico pi importante, ruota intorno alla figura di uno dei figli del sesto imam Ga'far al Sadiq : Isma'il. Isma'il sarebbe scomparso (ed lui dunque il mahdi) prima della morte del padre ed a lui che spettava l'imamato non al fratello divenuto imam alla morte del padre. Gli ismailiti credono dunque in una sequenza di 7 imam (gli imamiti a 12 e gli zaiditi a 5) Poco si conosce riguardo alla vita religiosa e al credo nel periodo protoismailita. Una particolare importanza storica viene attribuita ad un testo scoperto all'inizio del XX secolo Umm al-kitab e forse redatto nel X secolo, che contiene confuse e poco affidabili esposizioni dottrinali sul movimento. Grande rilievo data alla distinzione in ambiente culturale ismailita fra sapere esoterico e sapere essoterico . La teosofia e l'ermeneutica esoterica della quale gli sciiti si ritengono maestri, raggiunge negli ismailiti un'importanza enorme. Gli insegnamenti della corrente vengono impartiti gradualmente e seguono una via gerarchica e segreta.

Gli ismailiti considerano la storia come un insieme di eventi ciclici e un alternarsi di occultamento e svelamento degli imam. Il ciclo finisce con la grande resurrezione delle resurrezioni . Il numero 7 ha una importanza fondamentale (sono anche detti quelli dei sette). Pi in generale la numerologia che tenuta in grande considerazione. - Storicamente gli Ismailiti nel IX secolo escono dall'ombra e si strutturano in due correnti : i carmati e i fatimidi Quelle dei Carmati e dei Fatimidi da molti non sono considerate sette religiose, ma gruppi politicomilitari, che hanno governato senza lasciare successori. * i carmati, furono una setta chiusa che, paradossalmente, propagandava idee ugualitarie e comuniste. Riunitasi intorno alla figura di Hamdan Qarmat , ritenevano che Muhammad ibn Isma'il , fosse il Mahdi tanto atteso e poi scomparso. Furono antiabbasidi, e ebbero nello Stato del Bahrein la loro roccaforte. Giunsero perfino ad attaccare e conquistare la Mecca, nel 930 e a sottrarre per un po' la pietra nera. Il loro Stato indipendente, di tipo comunitario ed egualitario, sopravvisse fino all'XI secolo circa. Inclini allo scandalo, avevano una ideologia piuttosto rozza ed enfatizzarono il sapere esoterico. * i fatimidi, credettero di discendere dalla figlia del Profeta, dalla figlia di Muhammad Fatima . La corrente fu fondata nel X secolo e rappresenta una vera e propria rottura rispetto allo sviluppo dell'ismailismo ritenendo che dopo Isma'il gli imam si siano succeduti regolarmente senza occultamenti e che Abd Allah (m. 934) fosse l'imam legittimo. Non vi era, a differenza di quanto ritenevano i carmati e altri gruppi, alcuna necessit di attendere l'imam nascosto. Si stabilirono dapprima nell'Africa del Nord, poi fondarono il Califfato fatimide d'Egitto (nel 969), ove mantennero il potere fino al 1171. L'ultimo fatimide fu deposto al Cairo nel XII secolo da Saladino. Tra i capi Fatimidi si ricorda al-Hakim , scomparso in circostanze misteriose nell'anno 1021 e considerato dai suoi seguaci una reincarnazione del Profeta, del quale i Drusi ancora oggi, attendono il ritorno. I fatimidi furono pi raffinati dei crmati e misero in rilievo l'opportunit di dare un buon equilibri fra sapere essoterico e sapere esoterico. Nel 1094 avviene una scissione tra i fatimidi: il figlio di un membro della dinastia, Nizar , assassinato dal fratello, viene condotto in Persia, dove sorge la nuova corrente dei Nizariti , oggi diffusa in Arabia Saudita, Siria, Iran e India. L'Imam nizarita porta il nome di aga Khan . Per i nizariti la rivelazione non si conclude con Muhammad ma si rivela continuamente nella successione degli imam. Nello stato fatimide, dal punto di vista giuridico Qadi al Nu'man nel X secolo realizz un vero e corpus ismailita e i sovrani fatimidi si dimostrarono molto tolleranti nei confronti dei sanniti. Carmati e Fatimidi hanno condiviso l'opinione secondo cui si doveva distruggere "l'illegittimo" Califfato sunnita e difendere la propria dottrina, praticando il terrorismo rivoluzionario - Certamente il massimo interprete della dottrina religiosa e filosofica ismailita fu Nasir i Khusraw , vissuto nell'XI secolo e autore di un tentativo di conciliare la filosofia greca con le posizioni ismailite. Shi'a moderata: gli Zayditi

Carattere moderato ebbe il movimento che prese avvio dalla rivolta di un figlio del 4^ Imam di nome Ali Zayn al-Abidin e Kufa nel 740 contro il califfo omaiade Hisham. La novit non fu tanto nella rivolta (molto comuni a Kufa), ma nel fatto che i partigiani di Zayn sostennero che un qualunque discindente di Ali avrebbe potuto rivendicare per se ricorrendo alle armi il califfato. Non si vincolava cos la successione ad un ramo particolare della famiglia del Profeta. Gli zayditi si ritengono quindi pi aperti al sunnismo e non formarono mai un vero e proprio partito politico. Fra i sostenitori della maidismo si annoverano cos personaggi di ambienti diversi (Es. la rivolta dell'anima pura abd Allah nell'ottavo secolo che fu etichettata come zaidita e che vide il concorso di forze molto eterogenee). Carattere pi scismatico lo ebbe invece il movimento zaidista degli Zang , che diedero avvio ad una rivolta si schiavi negri minacciando il califfato di Baghdad nell'869. Questo vero e proprio movimento rivoluzionario fu sterminato. Movimento scismatici minori e nuove religioni sorte in seno all'Islam - Nella storia dell'Islam si stati sempre molto cauti a bollare un movimento come scismatico e a escludere con leggerezza individui dalla comunit dei credenti accusandoli di essere kafir (miscredenti). I movimenti e le correnti scismatiche eterodosse e le nuove religioni si sono perlopi mosse in direzione di esasperare il rapporto che esiste fra aspetti interiori (batin) e aspetti esteriori (zahir) del credo , portando in secondo piano quelli esteriori . Molte sette nel tentativo inoltre di trovare un equilibrio fra sapere esoterico e sapere essoterico hanno finito per privilegiare quello esoterico allontanandosi cos dalla shari'a. Mentre lo sciismo medio ha saputo autoregolare perlopi queste tensioni, nel solco della tradizione ismailita ( shi'a estrema ), si possono trovare invece comunit che hanno adottato comportamenti sociali avulsi dal contesto dell'Islam (c.d. eredit ismailita ). - Uno degli elementi da prendere in considerazione quando si studiano le matrici dei movimenti eterodossi, la diffusione della cultura ellenistic a a partire dal IX soprattutto nella comunit di Harran in mesopotamia. Gli abitanti di Harran si autoidentificarono con i Sabei e operarono una instancabile opera di traduzione dal greco all'arabo rendendosi artefici cos di un travaso di idee dalla filosofia pitagorea, socratica, platonica e neoplatonica. - E' in questo quadro culturale che va collocata l'origine di molti raggruppamenti scismatici minori che perlopi superarono il confine fra divinit e umanit attribuendo qualit divine agli stessi uomini (unione fra sostanza umana e divina Hulul ). Nessuna delle sette ad eccezione dei baha'i si mai voluta proporre come una religione interamente nuova, tutte hanno affermato di essere il nucleo pi segreto della rivelazione ( la rivelazione a Muhammad avrebbe per alcuni riguardato anche una parte esoterica che il Profeta avrebbe reso nota solo a pochi eletti ). Nusairi o Alatiti: " Mi rivolgo alla porta, mi inchino al Nome, adoro il Significato ". antico gruppo eterodosso dalle origini oscure forse di matrice ismailita. Sopravvissuto a molte persecuzioni, i nusairi credono nell'esistenza di un sapere esoterico e sostanziale e di un sapere essoterico e formale, ciascuno dei quali si incarna in un personaggio storico per sette cicli . Nell'attuale ciclo Al il significato , l'incarnazione divina, il detentore del sapere sostanziale e sacro, Muhammad solo il nome , colui che ne ha divulgato la forma. Il samit , il sapere esoterico

pu essere conosciuto solo tramite una terza figura detta anche la porta (bab) e che nel nostro ciclo attuale rappresentato da Salman il Compagno persiano del Profeta . La setta dei nusairi ha ben presto assunto un'organizzazione chiusa e gerarchizzata attraverso gradi iniziatici ( shaykh e fallah ) e il rispetto dei rituali raccolti nel libro della Summa . Questi rituali che si discostano da quelli dell'Islam si svolgono in private abitazioni e prevedono una certa discriminazione nei confronti delle donne. I nusairi, detti anche alauiti hanno oggi diversi seguaci (il presidente della Siria Assad ad esempio) che vivono soprattutto in Libano e in Siria. Drusi: Il termine Drusi indica i seguaci di una setta religiosa, originariamente musulmana, fondata nell'XI secolo in Egitto. L'etimologia della parola deriva dal nome dell'egiziano al-Darazi , che sosteneva insieme al persiano Hamza , l'identificazione dell'Imam fatimide al-Hakim (996-1021) con Dio. Al- Hakim fu un tipo piuttosto bizzarro e intollerante nei confronti dei sunniti. Alla sua morte si diffusero leggende di un suo possibile ritorno. Nell'XI secolo al-Muqtana si disse in contatto con al-Hakim e diede un forte impulso alla setta che tra le montagne siro-libanesi sopravvissuta fino ad oggi. Dalla scomparsa dei suoi principali protagonisti, cominciata un'attesa del loro ritorno e i fedeli si sono nel tempo organizzati sotto forma di una setta segreta e chiusa organizzata in aristocratici detentori del sapere essoterico e ignoranti estranei a questo sapere. La dottrina drusa piuttosto complessa perch accoglie elementi dell'Islamismo, del Giudaismo, dell'Induismo e del Cristianesimo, sostenendo la fede in un principio divino , l''aql al-faal (intelletto attivo). L'aql pu manifestarsi in forma umana e secondo la comunit drusa l'ultima di queste manifestazioni si avuta appunto nell'Imam-califfo al-Hakim, nell'XI secolo Yazidi : gruppo chiuso che, come i drusi, pratica l'endogamia . E' diffuso soprattutto nell'area curda ed considerato dai musulmani estraneo all'Islam (e per questo storicamente perseguitato). Incerta l'origine del nome, forse dal califfo omaiade Yazid o forse dal persiano izad, una sorta di Dio angelo. Originariamente forse dovette nascere come partito filoomaiade e poi successivamente trasformatosi in corrente scismatica religiosa islamica. Il credo piuttosto misterioso e presenta alcune connotazioni da setta luciferina , con l'adorazione dell'angelo decaduto e la teorizzazione della presenza di una sorta di torre del diavolo (i musulmani li chiamano adoratori del diavolo). Il Satana yazidico dalle sembianze di un pavone ( chiamato Malak Ta'us ) non sembra per avere connotazioni malefiche, un angelo decaduto e pentitosi che ha spento le fiamme dell'inferno con le sue lacrime raccolte in sette recipienti. Questo satana angelo pentito si sarebbe incarnato in diversi personaggi omaiadi dei quali il pi importante Shaik Adii, un discendente del califfo omaiade Marwan . Le sacre scritture dello yazidismo sono il Libro della Rivelazione e il Libro Nero . Quest'ultimo contiene alcuni precetti quali il divieto di mangiare lattuga e il divieto di vestirsi di blu scuro. Il rituale principale il pellegrinaggio annuale , della durata di sei giorni, verso la tomba di Shaik Adii a Lalish (a nord di Mosul). Durante la celebrazione, i fedeli si immergono nelle acque di un fiume, lavano le statue raffiguranti Malak Ta'us e accendono centinaia di lampade sulle tombe di Shaik Adii e degli altri santi. Nel corso della cerimonia viene anche sacrificato un bue. La societ yazidi presenta una struttura gerarchica che vede ai vertici un capo secolare, detto emiro, e un capo religioso, detto sceicco .

Sufismo ed eterodossia: hurufi, bektashi, ahl-i haqq Hurufi: fondatore del movimento fu Fadl Allah nel XVI secolo, che ben presto, dopo una vita da sufi si propose con un nuovo Profeta prima e poi come la stessa diretta manifestazione di Dio. Fu fatto decapitare dai mongoli, ma per i suoi seguaci egli sopravvisse e torner come Mahdi a manifestare trionfalmente la sua natura divina. Scrisse il libro dell'eternit , dove rivestono un ruolo fondamentale le letter dell'alfabeto arabo-persiano , rilevate ai diversi profeti nel tempo e conclusasi nello stesso Fadl Allah. Si sviluppa in ambiente hurufita una corrispondeza fra i tratti del volto e le lettere. Gli hurufi si estinsero per aperto contrasto con l'ortodossia musulmana in quanto Muhammad ritenuto l'ultimo e definitivo Profeta dai musulmani. Bektashi : Confraternita musulmana eterodossa che prende nome dal mistico Haggi Bektash (XIII secolo), ed sicuramente documentata in Turchia ed in Albania dagli inizi del XVI secolo. Tra il XV e il XVI secolo le dottrine e le pratiche vengono elaborate dal secondo maestro della scuola Balim Sultan . Nella dottrina confluiscono sincretisticamente elementi sunniti, sciiti e cristiani. Contava molti adepti nel corpo dei giannizzeri , a cui diede compattezza e con il quale collegato il suo sviluppo. Con la soppressione dei giannizzeri (1826) perse d'importanza, ma sopravvisse in Turchia fino alla soppressione delle confraternite (1925), ed in Albania fino ai giorni nostri. Hai Bektasi Veli, , nacque in Persia, a Nishapur, nel 1209.Visse in a una piccola citt ai margini nord-ovest della Cappadocia che prese il suo nome. Elabor un credo religioso riassunto nel libro Makalat , nel quale confluiscono temi dell'islam sunnita e "Alevi" - cristianesimo ortodosso . La struttura piramidale, vi sono gli appassionati, gli amanti, e i dervisci (alcuni si danno al celibato). Poi il grado successivo quello di Baba, il vertice del nonno (dede). Le sue tesi comportamentali prevedono un'osservanza al Corano meno severa e rigida: si potrebbe dire che la sua visione molto liberale e individualista . La Bektsiyyah, fu una confraternita molto popolare, rivale di quella di Mevlana, e, incorporando molti elementi extraislamici, ebbe grande seguito in tutto l'impero, che raccoglieva popolazioni di cos varie religioni. Per raggiungere l'illuminazione e la beatitudine nell'aldil, dice Hai Bektas, l'uomo pio deve superare quattro porte di conoscenza che gli consentiranno di vedere sempre la via giusta tra il bene e il male. La comunit degli Ahl -I - Haqq ( gente della Verit ) stata fondata nel XV secolo da Sultan Sohaq . Il culto si basa sul raggiungimento dell'estasi attraverso il totale annientamento del proprio essere in Dio e sulla resurrezione finale. I principali centri degli Ahl-I-Haqq si trovano nel Kurdistan e nell'Azerbadjan e sono formati da elementi di estrazione prettamente agricola e contadina. Gli esseri umani sono divisi in due categorie distinte, gli esseri luminosi destinati ad una serie di 1001 reincarnazioni e gli esseri oscuri che si allontanano sempre di pi dalla visione del sole spirituale. Eterodossie e movimenti religiosi nell'Islam indiano In India i musulmani furono presenti in minoranza in diversi modi e a partire dal 1526 attraverso l'avvento dei Moghul , dinastia che fu osteggiata da alcuni movimenti come i roshaniti , gruppi

eterodossi. Si formarono alcuni interessanti sincretismi fra sufismo e spiritualismo ind. Le confraternite senza legge , (come l'ordine dei madari ) sono un esempio molto interessante di questo sincretismo. In tali confraternite dedite talvolta alle arti girovaghe, all'elemosina, si rispettavano alcune tradizioni musulmane. Ricordiamo ancora all'estremo opposto rispetto a quello popolare dei madari la religione divina propugnata dal terzo imperatore moghul dell'India Akbar che avvi una scuola di comparazione delle religioni e tent di formulare una religione che contenesse tutti gli elementi dei messaggi religiosi del passato. L'idologia di Akbar ha avuto per alcuni commentatori un sapore illuministico o di un razionalismo ante litteram. In realt, lapproccio aristocratico di Akbar lo allontana molto da questo tipo di scuole. La religione baha'i L'unico movimento nato nell'Islam che si sia definito a chiare lettere come una religione interamente nuova quello dei baha'i. La Fede Bah' (chiamata anche Bahaismo) una religione monoteista nata alla met del XIX secolo, i cui membri seguono gli insegnamenti di Baha' Allh (1817-1892), il loro profeta e fondatore. Conterebbe circa cinque milioni di seguaci in tutto il mondo. diffusa in 233 paesi e territori e conta rappresentati in oltre 2.100 diversi gruppi etnici e tribali. La Fede Bah' trae le sue origini dal Babismo, un movimento religioso riformatore nato nell'ambiente islamico. Il principio fondamentale della Fede Bah' che la verit religiosa non assoluta, ma relativa. Il messaggio essenziale di Bah'u'llh quello dell'unit: c' un unico Dio inconoscibile , che progressivamente si rivela all'umanit attraverso il suo verbo che si manifesta nei vari messaggeri divini. Tutte le religioni sono viste come stadi della un'unica verit. La Fede Bah' afferma quindi che esiste un solo Dio e che esiste una sola religione; tutti i Profeti di Dio fanno parte dell'identica catena di Rivelazioni Divine e sono stati inviati sulla terra per educare l'umanit. I suoi credenti considerano la vita di Bah'u'llh, le sue opere e la sua influenza pari a quelle delle altre Manifestazioni di Dio, come per esempio Abramo, Krishna, Mos, Zoroastro, Buddha, Cristo e Maometto . I bah' considerano il loro profeta, nella successione dei Messaggeri Divini, il pi recente. Tra i riti previsti vi sono Preghiera personale, ascesi e semplicit di vita. Digiuno annuale di 19 giorni. Rifiuto dell'impegno politico e obiezione di coscienza. Tolleranza e rispetto della diversit. Alcuni considerano la Fede Bah' come la pi giovane tra le religioni indipendenti. La comunit mondiale costituita da una rete di consigli locali, nazionali ed internazionali. Ha un unico sistema di amministrazione globale, con consigli governativi elettivi in pi di 18.000 localit. Riconosciuta dall'ONU come organizzazione internazionale, la sede centrale ad Haifa.