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L’islam questo

sconosciuto

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La regione del Medio Oriente, fin dall’alba della storia, è stata conosciuta come il centro delle radiazioni
del mondo. Era la culla di civiltà varie e successive dalle quali sono emersi i messaggi di Dio che l’hanno
così consacrata come terra delle rivelazioni.
Durante un periodo, lungo qualche secolo, quando questi territori facevano parte dapprima dell’Impero
Ottomano e in seguito erano sotto il protettorato e il mandato dell’Inghilterra e della Francia, tutto ciò che
riguardava questa regione è stato dimenticato.
Nel 1798 la Campagna d’Egitto condotta da Napoleone ha avuto una grande influenza. E’allora che sono
iniziate le ricerche archeologiche e gli scavi che hanno permesso il ritrovamento di tesori e sepolture in
Mesopotamia, nella Mezza Luna Fertile e nella valle del Nilo. Queste scoperte hanno fatto conoscere sia al
popolo della regione sia al resto del mondo l’esistenza di antiche civiltà.
Allo stesso modo, per le tre religioni celesti -illustrate nel Corano, nel Vangelo e nella Bibbia- si è
verificata la necessità di ricerche e scoperte fatte in un modo obiettivo, senza partito preso e senza
estremismi affinché le genti del Libro, cristiani, ebrei e musulmani, e gli altri conoscano la verità e
valutino le loro dimensioni.
Nel suo libro ”La Bibbia, il Corano e la Scienza” il Dottor Maurice Bucaille ha eseguito uno studio
scientifico, obiettivo, imparziale. E’ una analisi comparata di alcuni capitoli comuni al Corano e alla
Bibbia come la creazione, il mondo animale e vegetale, l’astronomia, il diluvio, l’esodo ecc.
Con la speranza che questo libro sia il primo di molti altri così come di ulteriori ricerche e studi dettagliati
su queste scritture celesti e, in particolare, del Corano che ha la peculiarità di autenticità assoluta.
Dal momento della sua rivelazione, raccolte e scritti, fino ai giorni nostri non ne hanno cambiato una
parola.
Grazie al Corano la lingua araba ha conservato la sua purezza e la propria autenticità.

Molti dei suoi versetti rimangono ancora degli enigmi non ancora ben compresi. Per comprendere il loro
vero significato bisognerà aspettare ancora molto tempo fino a quando la scienza e la tecnologia moderne
progrediscano. In uguale maniera alcuni versetti, inspiegabili all’epoca di Maometto, oggi, come l’Autore
del libro ha ben dimostrato, hanno una spiegazione.

Il Corano è veramente un’enciclopedia estesa che non ha eguale nelle enciclopedie conosciute dal mondo,
e non vi è quindi motivo di stupore se il primo versetto rivelato al profeta, ultimo dei profeti e messaggeri
di Dio, nella Notte Del Destino, iniziasse con il verbo “Leggere!” .
Leggi, in nome del tuo Signore, che ha creato, (2) ha creato l’uomo da un
grume di sangue! (3) Leggi! Ché il tuo Signore è il Generosissimo (4) Colui
che ha insegnato l’uso del calamo, (5) ha insegnato all’uomo ciò che non
sapeva. (Il Grume di Sangue).
Il Dottor Bucaille ha posto l’accento su due punti:
1. Il testo dei versetti del Corano, relativamente ai capitoli da lui esaminati in questo libro, è del tutto
conforme alla verità della scienza moderna e in armonia con essa. Non si può dire altrettanto della Bibbia
che, degli stessi temi trattati dal Corano, fornisce versioni inaccettabili sotto l’aspetto scientifico.
2. Non è possibile che il Corano sia stato scritto da Maometto o da qualsiasi altro scrittore del VII secolo,
seppure ricco di genio, di talento e di capacità. L’Autore conclude che il Corano è il frutto di una
rivelazione. E questo giustifica i versetti che indicano Maometto come ‘Messaggero di Dio’ (La vittoria v.
29).
Non favella a capriccio: - quello che dice gli fu rivelato -. (La stella v. 3 e 4)
Dì: Se si mettessero insieme gli Uomini e i Geni per produrre qualche cosa di simile a questo Corano,
non ci riuscirebbero, nonostante i loro sforzi congiunti. (Il viaggio notturno v. 88)

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L’Autore ha affermato che più si osserva l’Universo, i fenomeni naturali, la creazione, più si giunge alla
conclusione dell’esistenza di un Dio creatore.
E’ evidente che l’Islam, nato dal Corano, è una religione d’avanguardia e non è retrograda, come alcuni -
per una ragione o per un’altra - vorrebbero descriverla. Non è una religione di spade, di violenza oppure
una religione di harem, di veli, di poligamia o di punizioni corporali: come il taglio della mano, la
flagellazione, la lapidazione o recente novità il taglio delle orecchie ai militari disertori e altri fatti
raccapriccianti.
Non è una religione di autopunizione come accade nella processione dell’Ashura quando ci si
auto-flagella il petto con catene.
Alcune di queste manifestazioni risalgono a tempi lontani quando l’Islam si era esteso in tutti i continenti
del mondo, dall’Est all’Ovest, ai confini del mondo di un tempo. Numerosi popoli, differenti per razza,
lingua e colore, hanno allora abbracciato l’Islam portando con sé tutto il loro patrimonio culturale e le loro
tradizioni, riti, superstizioni, miti. Ad avvalorarle hanno inoltre contribuito la cattiva interpretazione e la
errata applicazione dei testi coranici perpetrate, nel corso dei secoli, dagli stessi musulmani, soprattutto da
parte dei gruppi estremisti e da parte di certi Paesi sedicenti musulmani. E’ il caso, per esempio, dei
richiami eccessivi ed enfatici alla guerra santa (Jihad) con o senza ragione, contro un nemico o un altro, e
la campagna di massacri e attentati che i gruppi estremisti attuano nel nome dell’Islam in questo o quel
Paese, arrogandosi una libertà di uccidere innocenti che invece il Corano, più volte, proibisce e vieta.
Non uccidete le persone che Iddio ha proibito di uccidere se non per un giusto motivo. Al curatore
(della vendetta) di chi sia stato ucciso ingiustamente noi abbiamo dato potestà. Che egli non ecceda
nell’uccidere, e sarà aiutato. (Il viaggio notturno v. 33)
Per questo prescrivemmo ai figli di Israele che “chi uccida un uomo, senza che questi abbia ucciso
un altro uomo, o abbia portato la corruzione nel paese, sarà come abbia ucciso tutto il genere umano
(L. gli uomini complessivamente), e che chi ne abbia salvato uno (L. l’abbia vivificato), sarà come
abbia salvato tutto il genere umano. (La tavola imbandita v.32)
Ciò che è più grave e deplorevole è che una parte sostanziosa degli attacchi e dei massacri attribuiti agli
estremisti è perpetrata da elementi assoldati dalle autorità del paese o incoraggiata, istigata e fomentata dai
paesi stranieri.
E’ una vera e propria cospirazione contro la religione islamica, una campagna volta a denigrare l’Islam e
quindi a distruggere il mondo islamico.

LA POLIGAMIA
La poligamia è un altro esempio dell’interpretazione errata del Corano:
....le donne sposatele, quelle che vi vanno a genio, (solo) a due o tre o quattro alla volta, e se temete di
non riuscire a essere giusti, sposatene una sola. (Le donne v. 3)
La possibilità di sposare più di una donna non è assoluta ma collegata a condizioni che è quasi impossibile
rispettare. L’uomo può agire con equità dal punto di vista materiale, provvedendo al vitto,
all’abbigliamento, all’alloggio e a tutte le altre necessità della vita. Ma dal punto di vista morale,
psicologico e sentimentale è contro la natura umana.
E d’altronde il Corano lo dichiara esplicitamente:
Non riuscirete mai a essere del tutto imparziali fra le vostre mogli, anche se lo desiderate vivamente.
(Le donne v. 129)
Malgrado la chiarezza del testo, parecchi musulmani hanno sposato più di una donna e continuano a farlo
ancora oggi, senza scrupoli né rimorsi.

LE PUNIZIONI CORPORALI
In merito alle punizioni corporali, come il taglio della mano, la flagellazione e la lapidazione per crimini
come il furto e l’adulterio e altri ancora, l’errata applicazione dei testi coranici è ancora più sconvolgente.
Citiamo soltanto il caso della mano mozzata ai ladri:

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Al ladro e alla ladra tagliate le mani, come pena di ciò che han fatto, e come esempio dato da Dio,
che è possente e saggio. (La mensa v. 41)
In certi paesi islamici questa punizione viene comminata, ma soltanto a poveri piccoli ladruncoli. La si
infligge abitualmente dopo la preghiera del venerdì, in una pubblica piazza con molto clamore e dopo aver
richiamato l’attenzione dei mass media, in modo che lo spettacolo sia poi diffuso in tutto il mondo. E
intanto i grandi ladri, che si sono impadroniti perfino del denaro pubblico, restano impuniti. In tutto il
mondo islamico, da più di mille milioni di persone, non esiste uno solo di costoro che sia stato oggetto di
tale punizione.

LE LEGGI
L’Islam non si limita ad essere una religione di adorazione e di venerazione ma costituisce anche un modo
di vivere. La religione organizza e guida il comportamento dell’individuo e definisce i suoi diritti e i suoi
doveri in quanto membro di una famiglia in seno ad una società.
La religione è una costituzione, una legislazione completa: un codice di diritto civile, penale,
amministrativo, commerciale e anche di relazioni internazionali.

LE DISPOSIZIONI DELLE LEGGI CAMBIANO SECONDO IL MUTARE DEI TEMPI


Di solito le leggi si sviluppano nel tempo e subiscono modifiche secondo le esigenze e le circostanze.
Basandosi su questo principio, all’inizio dello scorso secolo, l’Impero Ottomano, l’ultimo dei grandi
imperi islamici che raggruppava i popoli islamici di tre continenti: l’Asia, l’Africa e l’Europa, aveva
promulgato una legge — Raccolta delle disposizioni giuridiche - redatta da un gruppo costituito da eruditi
islamici. Dopo anni di studi e di ricerche molto approfondite essi avevano compilato e codificato questa
legge che è rimasta in vigore in molti paesi islamici fino alla metà del secolo scorso, e il cui fondamento
era che “LE DISPOSIZIONI DELLE LEGGI CAMBIANO SECONDO IL MUTARE DEI TEMPI”.
D’altro canto, anche lasciando intatto il testo delle leggi ma ricorrendo a buon senso, flessibilità e
larghezza di vedute, è possibile interpretarle e applicarle nel modo più adeguato ai tempi e alle
circostanze.
Non deve far meraviglia che queste pratiche e queste applicazioni delle leggi islamiche possono produrre
concetti errati gettando così sulla vera religione delle ombre che impediscono di vederne sia le profonde
relazioni con la scienza, la ragione, la logica sia i suoi principi ispiratori: la pace, la tolleranza, la verità, la
giustizia, la convivenza e il diritto dell’uomo. Ecco tre esempi per illustrare quanto esposto.

LA DEMOCRAZIA
Fin dai tempi più lontani l’uomo ha subito e sofferto il despotismo e l’oppressione dei governanti. Dopo
tanti secoli di guerre, rivoluzioni, tumulti e sacrifici, alcuni popoli dell’Occidente sono riusciti a creare,
con notevole sforzo, un regime democratico che valorizza l’essere umano come pietra angolare della
società, con propria personalità e propri diritti.
Ma non appena la democrazia iniziava il suo cammino, l’emergere delle dittature in Europa (dopo la prima
guerra mondiale) ne rallentò il passo.
All’inizio, per arginare le loro mire espansionistiche, i paesi democratici provarono ad attuare una politica
di tolleranza e temperanza ma le provocazioni e le sfide della Germania nazista spinsero quei paesi a
dichiarare la guerra. Nacquero alleanze, forse senza la dovuta riflessione e previdenza, che al termine del
conflitto sancirono la spartizione del mondo in aree d’influenza, dando più vigore ad una dittatura molto
più atroce (Unione Sovietica) che ha privato l’uomo della sua umanità rendendolo un numero,
insignificante e inutile.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale e durante il seguente periodo della guerra fredda, la
democrazia è arrivata in certi paesi dell’America Latina, dell’Asia e dell’Africa.
Con la caduta dell’Impero Sovietico, dopo più di 70 anni, e il fallimento dei regimi comunisti il mondo è
divenuto più convinto che il regime democratico, malgrado i suoi difetti, risulta essere ancora il miglior
regime scoperto dall’uomo.

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“La democrazia e l’economia di mercato” sono diventati lo slogan di cui tutti parlano. Questo è stato
l’apporto dell’Islam.
L’Islam si è concentrato sul benessere dell’individuo, in quanto uomo con propria dignità e con
diritti e doveri verso se stesso, i suoi genitori, la famiglia, i vicini, la società e le altre comunità.
L’Islam ha liberato l’uomo lasciandogli la scelta autonoma del lavoro proficuo, compensato
adeguatamente secondo i suoi sforzi e i suoi meriti e ne ha impedito lo sfruttamento e
l’oppressione. L’Islam ha condannato il dispotismo, l’aggressività e l’arroganza. L’Islam ha
costituito un regime che ha fondamento nella volontà del popolo attraverso la consultazione, il
consenso e la nomina del capo dello stato mediante il plebiscito. E per coloro che rispondono
all’appello del loro Signore, eseguono l’orazione, si consultano fra di loro sui loro affari ed
erogano di ciò che Noi abbiamo loro dispensato (La consultazione v. 38).
E che in verità l’uomo non avrà se non secondo il suo sforzo, e che il suo sforzo un giorno gli
sarà presentato, e dunque ne sarà compensato pienamente (La stella v. 39, 40, 41).

Le disposizioni dell’Islam sulla democrazia e sull’economia di mercato sono illustrate anche da


altri versetti. Ma purtroppo la maggior parte della gente non lo sa!

LA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE

E’ un flagello che da molto tempo colpisce numerose società, sia le più arretrate che le più
progredite, e nessuna è riuscita a curarlo e a debellarlo.
I neri degli Stati Uniti ne hanno enormemente sofferto. Generazione dopo generazione, fino alla
promulgazione dei diritti civili all’inizio degli anni Sessanta, ma le tracce permangono e il ricordo
della discriminazione secolare rimane vivo.

L’apartheid del Sud Africa ha turbato il mondo per decenni e solo da qualche anno, dopo tre
secoli di sofferenza e di sangue, si è giunti a stabilire una costituzione che concede a bianchi e
neri gli stessi diritti di voto. E finalmente , dopo le ultime elezioni, è nato un nuovo Sud Africa.

In Israele ancora oggi gli arabi continuano ad essere considerati cittadini di rango inferiore dopo
lo sradicamento di due milioni di palestinesi dalla terra dei loro avi: l’epurazione razziale.

In Europa, dove è stato pagato un prezzo molto alto per porre fine alle dittature razziste dell’asse
Roma-Berlino, dalle ceneri del comunismo sono emersi nazionalismi fanatici che hanno mostrato
tutta la loro ferocia nella spregevole e vile epurazione etnica.
L’Occidente non ha potuto sottrarsi all’accelerazione di queste tendenze estremiste (la xenofobia), e questo
non è certo un buon auspicio per il futuro.

E’ strano che il ripetersi di questi fenomeni non abbia spinto i Centri islamici, le associazioni e i governi
islamici a far conoscere al mondo turbato che l’Islam, già nel VII secolo, aveva diagnosticato questa
malattia e che l’aveva efficacemente curata.
O uomini, vi abbiamo creati da un maschio e da una femmina e costituiti in popoli e tribù perché vi
conosciate a vicenda. Il più onorato di Voi presso Dio è il più pio di voi. E Dio è scientissimo e
informatissimo. (Le camere private v. 13)
In ottemperanza a questo versetto l’ultimo dei profeti, Maometto, designò Bilal AL-HABACHI (l’Etiope),
come primo Muezzin dell’Islam, affinché citando il nome di Dio, l’Onnipotente, chiamasse cinque volte al
giorno i musulmani alla preghiera; e Solimano AL-FARISI (il Persiano) e Suhayb AL-ROUMI come
compagno e apostolo e tanti altri. E’ da allora che nell’Islam sono escluse le divergenze di razza, di lingua,

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di colore e di nazionalità. Tutti gli uomini sono uguali, i credenti sono fratelli, senza riguardo al luogo in
cui si trovano.
I credenti sono fratelli: fate quindi opera di pace tra i vostri fratelli e temete Iddio, se volete vi si usi
misericordia. (Le camere private v. 10)
Ma tutto questo, purtroppo, la maggior parte della gente lo ignora.

LA PREVIDENZA SOCIALE
Anche i governanti in lotta per il potere e per il dominio dei popoli hanno sempre mostrato, in ogni tempo
e in ogni regime, una certa simpatia - sincera o meno - per i poveri e i meno abbienti.
Nei Paesi più sviluppati il progresso ha favorito la nascita di società filantropiche, che si sono occupate
sempre più della loro sorte e del loro destino istituendo centri di accoglienza per i poveri, orfanotrofi per i
bambini, ricoveri per gli anziani. Per soccorrere i bisognosi sono state organizzate raccolte di fondi, per
tutelarli sono state emanate leggi ad alto contenuto sociale.
L’Inghilterra e i paesi scandinavi sono stati i precursori del soccorso sociale. Ma in questo settore
nessun paese ha conquistato il vertice raggiunto dall’Islam. Perché l’Islam non si è limitato a
aiutare i bisognosi attraverso doni e aiuti caritatevoli ma è andato ben oltre, riconoscendo i loro
diritti nei confronti degli abbienti.
Sui loro beni accordavano un diritto al povero mendico e al derelitto. (Quelli che spargono v. 19)
Dà al parente ciò che gli è dovuto, e così al povero e al ramingo, ma non essere scialacquatore. (Il
viaggio notturno v. 26)
Questi e altri versetti significano che i poveri possono sempre appellarsi ai tribunali per recuperare i loro
diritti. Infatti, se i sedicenti paesi islamici mettessero in atto le disposizioni dei versetti riguardanti i diritti
dei poveri con lo stesso impeto con cui stanno applicando i versetti concernenti le punizioni corporali, la
povertà, nei loro paesi, dovrebbe essere completamente sradicata. Ecco la giustizia sociale prerogativa
dell’Islam ma, purtroppo, la maggior parte della gente non lo sa!
E’ ben chiaro che gli esempi citati, tra tanti altri, dimostrano che il Corano era molto in anticipo sul suo
tempo (14 secoli). Diventa allora lecito chiedersi per quali misteriosi motivi i paesi musulmani siano oggi
penalizzati da un sottosviluppo rilevante sebbene possiedano ampi territori ricchi di terre fertili e
considerevoli risorse materiali e umane.
Il motivo principale è l’allontanamento dei musulmani dai principi, dai fondamenti e dagli insegnamenti
dell’Islam (il Corano e il Hadith) che, tra l’altro, ha condotto alla divisione dell’Islam in frazioni, sette e
partiti.
Ciò costituisce una deviazione pericolosa e fatale, che ha indebolito l’Islam minando la sua stessa struttura.
D’altra parte il Corano, a più riprese, condanna le divisioni, avverte i credenti e li mette in guardia contro
questi pericoli
Invero questa vostra nazione è una nazione unica, e io sono il vostro Signore, servitemi dunque. (I
profeti v. 92)
Tenetevi saldamente attaccati alla corda di Dio, compatti, senza dividervi, ricordando la grazia che
Egli vi ha conferita. Eravate, infatti, nemici gli uni degli altri ed Egli ha conciliato i vostri cuori,
rendendovi, con la Sua grazia, fratelli. (La famiglia di ‘Imrân v. 103)
O un altro versetto:
Egli ha prescritto a voi, della religione, ciò che abbiamo ordinato a Noè. E ciò che abbiamo rivelato a
te e ordinato a Abramo, a Mosè e a Gesù. E cioè: osservate la religione e non vi dividete riguardo ad
essa. (La consultazione v. 13)
Ha pienamente ragione chi ha detto che la religione islamica non ha colpe ma che la colpa, tutta la colpa,
viene dai musulmani stessi.
Solo il ritorno alla fonte (il Corano) senza disonore e senza macchie è la garanzia del ritorno alla salvezza
del mondo islamico.

Nuovo sangue

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L’arrivo di nuova gente che convinta abbraccia la religione dopo averla studiata, concepita e compresa
può dare un nuovo sangue per rivitalizzare l’Islam e contribuire al suo rinnovamento. Infatti i primi
musulmani, che con molto coraggio e entusiasmo hanno portato la bandiera dell’Islam propagandola nel
mondo, non erano nati in una famiglia islamica ma avevano aderito a questa religione dopo ponderazione e
convincimento.

Religione Universale

La religione islamica ha la singolarità di essere una religione universale, aperta a tutti. Maometto, il profeta
analfabeta, non è venuto per un solo popolo ma per il mondo intero senza alcuna distinzione.
Non ti abbiamo mandato se non per misericordia verso l’Universo. (I profeti v. 107)
Ti abbiamo mandato, come annunziatore di bene e comunicatore, a tutti quanti gli uomini, ma la
maggior parte degli uomini non se ne rendono conto. ( I Saba v. 28)

Per la genti del Libro (cristiani e ebrei), l’adesione all’islam non comporta una rinuncia alla loro religione
ma rappresenta un seguito, un ampliamento, un completamento. Mentre per i musulmani l’adesione a
un’altra religione costituisce invece una rinuncia, un regresso, perché loro credono alla Bibbia, al Vangelo
e al Corano, come credono senza alcuna distinzione ai messaggeri di Gesù, di mosè e degli altri profeti.

Non disputate con le genti del Libro se non nella maniera migliore, tranne che con quelli di essi che
agiscono ingiustamente, e dite:“Crediamo in ciò che è stato mandato dall’alto a noi e in ciò che è
stato mandato dall’alto a voi. Il nostro Dio e il vostro Dio è uno solo, e noi gli onninamente dediti”(Il
ragno v.46)
Ditte:“Crediamo in Dio, a ciò che è stato mandato dall’alto a noi, in ciò che è stato mandato dall’alto
ad Abramo, a Ismaele, a Giacobe e alle (12) tribù, in ciò che è stato recato a Mosè e a Gesù, e in ciò
che è stato recato da parte del signore ai profeti. Non facciamo distinzione fra essi, e siamo dediti
interamente a Dio” (La vacca v.136)

Conclusione
Verso la fine della seconda guerra mondiale i rappresentanti di circa cinquanta Paesi si sono riuniti a San
Francisco per redigere lo statuto di una organizzazione mondiale: le Nazione Unite.
Si sognava di porre fine alle atrocità della guerra e di iniziare un nuovo periodo di pace, di sicurezza e di
prosperità per l’umanità intera.

Da quel giorno è trascorso più di sessant’anni, e le violenze in tutte le sue forme, la violazione delle leggi e
diritti dell’uomo, e la corruzione che ogni tanto in tanto colpivano il mondo sono diventate malattie
endemiche, con le quali viviamo continuamente notte e giorno.
Nelle società nazionali la situazione non è migliore. Le punizioni: la pena di morte, la carcerazione,
perfino le multe non portano a nulla e tutte le misure di sicurezza non hanno dato nessun risultato positivo.
E’un fallimento totale, a livello nazionale e internazionale, che angoscia il mondo e lo induce a chiedere
che si ponga fine a questi mali. Laddove tutte le leggi fatte dall’uomo hanno fallito, il ritorno alle religioni,
con i loro valori morali (etici e spirituali) anche se indeboliti e a volte totalmente scomparsi (a causa della
supremazia del materialismo) resta il rimedio più efficace per risvegliare e rinsaldare LA COSCIENZA,
che guida l’uomo nella scelta fra il bene e il male.
LA COSCIENZA è l’armatura la più protettiva e la più potente di tutte le leggi punitive. Il Corano ha
mostrato la via da seguire per arrivare alla formazione di un uomo onesto e sincero portatore di una
COSCIENZA viva e attenta che si dirige verso il bene e allontana il male, fatto che costituisce lo scopo di
tutte le religioni. La via è quella di applicare e praticare i quattro doveri (i pilastri dell’Islam):

- Il digiuno (un mese l’anno dall’alba al tramonto),


- La preghiera (5 volte al giorno),

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- Il pellegrinaggio (1 volta o più alla Mecca per colui che può),
- La purificazione dei beni.

Questi pilastri sono solo i mezzi e non gli scopi della religione come erroneamente credono certi
musulmani, essi sono solo gli strumenti e sono collegati con la dichiarazione di fede (Shadat): ….non c’è
altro Dio eccettuato Allah e Maometto è il suo Messaggero – Costituiscono così i cinque pilastri
dell’Islam.
La religione di Dio è una sola, perché Dio è unico. Essa è stata annunciata da vari messaggeri successivi.

La soppressione delle barriere artificiali tra le genti del Libro è una necessità vitale. Questo non può che
realizzarsi attraverso il DIALOGO.

Centro Islamico Culturale


Il Centro Islamico Culturale, costituito a Roma nel 1966(Allegati 1 e 2), prese l’iniziativa di iniziare un
dialogo con il mondo cristiano inviando al Vaticano, un messaggio augurale, in occasione del Natale e
dell’Anno Nuovo. Questo messaggio fu diffuso via radio e l’anno seguente (1967) il Vaticano rispose
inviando auguri in occasione dell’I’d Al-Fitr, festività della fine del digiuno per il mondo islamico. Questo
scambio di messaggi* è diventato una tradizione rispettata da entrambe le parti.
Inoltre il Centro ha creato una modesta tribuna sotto la forma di un settimanale denominato “la Lega
Islamo-Cristiana”(Allegato 3) che cominciò la pubblicazione nel 1967, dopo la guerra dei sei giorni
contro Israele, e continuò a essere stampato fino al 1972. In questa pubblicazione, tra gli altri argomenti,
si difendeva Gerusalemme dalla giudaizzazione e dall’alterazione demografica perché la Città Santa deve
appartenere di eguale diritto alle tre religioni monoteiste.
Il dialogo con il Vaticano è quindi proseguito attraverso incontri, scambi di visite, partecipazione a
riunioni, congressi, seminari ecc…
Dopo oltre trenta anni dai primi timidi inizi del Luglio 1966 gli strenui sforzi e la perseveranza sono stati
coronati dal successo rappresentato dall’accordo, tra il Vaticano e l’Istituto Al-Azher del Cairo, di
costituire un comitato regolare permanente di dialogo tra le due più grandi religioni monoteiste del mondo
– il cristianesimo e l’islam – firmato a maggio del 1998 nella Città del Vaticano. Questo è un evento che
promette bene non solo per i seguaci di entrambe le religioni ma per il benessere, l’armonia e la pace
dell’umanità intera.

All’inizio del terzo millennio, il dialogo tra le due parti fece passi giganti. Papa, Giovanni Paolo Secondo,
a capo della chiesa cattolica, visitò l’Egitto, si recò all’Istituto El-Azher e si riunì con il rettore dell’Azher
in un lungo dialogo a febbraio del 2000; un mese dopo si recò in un viaggio storico alle terra santa, durato
una settimana intera, la Giordania e la Palestina, culminata a Gerusalemme dove visitò la Moschea El Aksa
e si riunì con il Mufti, e, uscendo si dirette al Muro del Pianto. Il 29 Marzo celebrò una messa nella chiesa
della natività, invitando con un gesto solenne, alla pace, all’amore e all’armonia tra le tre religioni celesti.
La prima settimana di maggio 2001 il Papa, nel corso del pellegrinaggio in Siria, rilevò la
necessità di un spirito nuovo per il dialogo e la collaborazione tra cristiani e musulmani :
“C’è bisogno di un spirito nuovo per il DIALOGO e la collaborazione tra cristiani e
musulmani. Insieme riconosciamo il Dio Unico, creatore di tutto il mondo. Insieme
dobbiamo annunciare al mondo che il nome del Dio unico è un nome di pace e un invito alla
pace.” Questo concetto fu ripetuto durante la sua visita, per la prima volta nella storia, alla
moschea Omayyade di Damasco dove rimase in raccoglimento.

Al centro del dilemma di cui soffre l’umanità, i musulmani che credono in tutte le religioni e in
tutti i profeti hanno una responsabilità storica enorme. Essi sono gli unici qualificati per lanciare
una vasta e intensa campagna di dialogo, allo scopo di formare un fronte unico, forte e compatto,

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di tutti coloro che credono in un solo Dio, al fine di insegnare, dirigere e guidare, tutti insieme, il
mondo angosciato e disperato verso la via del bene e della rettitudine: LA RETTA VIA.

EPILOGO
Il mondo è malato, afflitto da un’epidemia contagiosa, devastante, più grave di tutte le malattie
conosciute fino ad oggi, che svuota il cuore dalla pietà trasformando l’uomo in una belva feroce .
Malgrado la spaventosa espansione ovunque nel mondo, nei paesi sviluppati o in via di sviluppo,
a tutti i livelli, individuali, comunali, nazionali ed internazionali, nessuno urla, LA MANCANZA
DI COSCIENZA, origine di tutti i mali e di tutte le sofferenze del mondo dovuti :
- alla violenza in tutte le sue forme : guerre, terrorismo, genocidi e torture...
- alla violazione delle convenzioni, dei patti e dei diritti dell’uomo...
- alla usura e alla corruzione...

L’unico deterrente è una coscienza pura e pulita che guida l’uomo verso il bene e lo sottrae al
male.
Lanciare una campagna globale per il RIVIVAL della coscienza è di estrema importanza ed avrà
senza dubbio un grande impatto sulla sorte del genere umano, generazione dopo generazione sul
pianeta terra , attraverso questa terapia :

- il ritorno alla religione ed ai suoi valori morali (etici e spirituali), e in primo luogo a dire
la verità, perché la menzogna predispone il suo autore a commettere tutti i tipi di crimini
e di peccati.
- Il sottoporsi all’esame della propria coscienza, regolarmente, magari la sera prima di
dormire, e rivedere il proprio operato, applicando in anticipo, per chi li conosce, i versi
che recitano :
E al collo di ogni uomo abbiamo attaccato il suo destino, e nel giorno della
risurrezione gli mostreremo una scrittura che troverà dispiegata davanti a sé.{Gli
sarà detto}«Leggi la tua scrittura : Ti basterà oggi essere il contabile di te stesso»
(Il viaggio notturno v. 88)

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*
‫بسم ال الرحمن الرحيم‬

‫يييييي يييييييي ييييييي‬


‫ييييييي‬
Centro Islamico Culturale d’Italia
Prot. N. 2027/70 Roma, 23 Shawal 1390
21 Dicembre 1970

Cari Cristiani,
Sono ormai giunte le Festività in cui tutti si riuniscono nella concordia e
nella pace, in cui le anime sono pervase da rinnovati sentimenti di amore e di
speranza e il cuore trabocca di giusta letizia.
In questa lieta ricorrenza, a voi, alle vostre famiglie e ai vostri amici giungano i
nostri più fervidi auguri per un sereno Natale e un Nuovo Anno colmo di ogni
prosperità. Che la misericordia di DIO Onnipotente e la gioia entrino nelle vostre
case e nei vostri cuori per regnarvi sovrane !
La vostra gioia è la nostra perché ci accomuna la fede in un solo DIO. L’Islam,
come il cristianesimo è la religione della virtù e della fratellanza, costantemente alla
ricerca della comprensione e della collaborazione di tutti coloro che credono in Dio
per realizzare i comuni intendimenti umanitari nel segno della pace e della giustizia.
Proprio in questi giorni, un grande passo è stato fatto per avvicinare il Mondo
Islamico al Mondo Cristiano e favorire una reciproca conoscenza. Infatti, l’incontro
tra la Delegazione Islamica e il Vaticano darà certamente i suoi frutti gettando le
basi di un domani, ormai prossimo, in cui l’Islam e il Cristianesimo, tra le due più
importanti e predominanti religioni del mondo, uniranno e intensificheranno i loro
sforzi per il bene dell’umanità. Noi siamo stati sempre due mondi è innanzitutto una
profondo e reciproca conoscenza. Conoscendoci e comprendendoci meglio, siamo
certi di scoprire che i punti d’incontro tra le nostre due religioni sono più di quelli
attualmente conosciuti e che insieme riusciremo, tra l’altro, a combattere con più
efficacia contro l’ateismo ed il materialismo che purtroppo stanno dilagando nel
mondo, contro l’odio la discriminazione e l’oppressione violenta e spietata.

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La felicità che, ora più che mai, sentiamo palpitare in noi, non deve farci
dimenticare i poveri , gli infelici e tutti coloro che soffrono in questo mondo.
Pensiamo anche ai popoli oppressi e, particolarmente, ai nostri fratelli palestinesi
che da anni stanno soffrendo nella miseria, lontani dalla loro Patria, provati da ogni
ingiustizia e colpiti duramente nei loro più intimi sentimenti. Solo quando si
riuscirà a porre a questa ingiustizia la pace ritornerà nella Terra della Pace dove gli
Arabi, Cristiani e Musulmani, e gli Ebrei torneranno a vivere fraternamente, come
già vissero, in Pace ed Amicizia.
Fratelli, rinnovando a tutti Voi, in Oriente e i Occidente, i nostri migliori
auguri per le Festività ricorrenti, preghiamo IDDIO Onnipotente affinché, nella sua
infinita misericordia, ci conceda di coronare felicemente i nostri comuni sforzi che
mirano tutti alla restituzione della dignità ad ogni essere umano e alla realizzazione
del bene, della giustizia e della pace nel mondo.

Ambasciatore Baha Awni

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Allegato 1:

Roma il 16 marzo 1974

Sig. Presidente
Ho avuto l’onore e il privilegio di essere il presidente e l’architetto del Centro per svariati anni
durante i quali l’organizzazione si è distinta per le sue attività e progetti.
Diffondendo inoltre i nobili principi dell’Islam, il dialogo tra Musulmani e Cristiani ha avuto un
ottimo debutto e il riavvicinamento tra le due religioni iniziò a prendere forma. Rimarrò sempre
fiero del servizio reso alla Causa Palestinese, presentando il problema nella sua vera e reale
dimensione, e spiegandolo in maniera molto obiettiva attraverso l’organo speciale della “ Lega
Islamica - Cristiana” (1967-1971).

Il Centro sta raccogliendo oggi, il frutto di questi anni di lavoro difficile e arduo, svolto con
perseveranza e molta pazienza privo di ogni forma di ipocrisia e demagogia. Questi risultati
nessuno li può negare o eliminare per quanto possa essere maligno e pregiudizioso.

E stato un mio sincero desiderio in quanto membro fondatore del Centro, continuare a dare a
questa istituzione nella quale credo fermamente, offrendo ogni contributo possibile al Consiglio
Amministrativo, ma purtroppo si è dimostrato vano a causa dell’illegale andamento emerso
dall’attività del segretariato. Non ho quindi fallito nell’indirizzare all’attenzione del Consiglio fin
dall’inizio questo andamento pericoloso esposto nella mia Lettera del 23 novembre 1972, ma
senza sortire effetto. Tale andamento è divenuto con il passare del tempo sempre più pronunciato
al punto di passare per normale routine.

Mi accontenterò di citare alcuni esempi:

1- l’assemblea generale è convocata dal consiglio amministrativo. La notifica deve essere


fatta attraverso la registrazione di una lettera con ricevuta di ritorno da parte del
Presidente, o in sua assenza di uno dei Vice-Presidenti( Articolo 9 dello Statuto).
Nessuna Assemblea del Consiglio Amministrativo ha avuto luogo da gennaio. La notifica
non è stata spedita attraverso la consueta lettera registrata, ma una ordinaria senza la firma
del presidente che era assente.

2- Il bilancio annuale è gestito dal Consiglio Amministrativo( Articolo 13 dello Statuto).


Nessuna bozza è stata presentata per il bilancio del 1974 per essere discussa o orientato
dal Consiglio Amministrativo, il quale avrebbe dovuto riunirsi come sopra enunciato.

3- Uno degli tre revisori è attualmente membro del Consiglio Amministrativo.

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La regola più elementare consiste nel proibire ad un membro del Consiglio di rivestire
contemporaneamente il ruolo di revisore, per la semplice ragione che il compito del
revisore e di controllare l’operato del Consiglio. C’è stata anche un’opinione legale su
questa questione data all’epoca, sulla richiesta del centro e tenuta negli appositi Archivi
( Lettera dell’Avv. Marco Rosati, Notaio, datata 3 maggio 1972 ).

4- Il Presidente con il consenso del Consiglio, nomina un direttore con salario (Articolo 12
dello statuto). Non ci sono decisioni da parte del Consiglio circa la convocazione
dell’attuale direttore. Egli è stato nominato dal segretariato generale senza che questi
ricevesse il consenso ne del Presidente ne del Consiglio.

E evidente da quanto esposta, che la presente assemblea non si può considerare legalmente
costituita. Qualsiasi siano le ragioni che il Segretariato Generale possa esporre non potrà cambiare
la natura dell’illegalità.
Dal momento che i fondatori del Centro scelgono di istituirlo in osservanza della legge italiana
(Codice Civile), qualsiasi violazione dello Statuto risulta essere una violazione della legge del
paese.

Sono sicuro che nessun Musulmano potrebbe sentirsi felice di fronte ad una tale situazione,
certamente non gli Ambasciatori, maggioranza del consiglio, successivamente costituitosi,
durante l’austerità, un sottile esempio di rispetto e di osservanza con la legge del paese, rifiutando
di trarre beneficio dei propri privilegi.

Non è nell’ interesse di nessuno dare l’impressione di mancanza di rispetto della legge, soprattutto
nel momento in cui il Centro sta portando avanti la realizzazione del suo più grosso progetto, con
l’aiuto e la benevolenza delle autorità di cui.

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Da parte mia mi sento incapace, in quanto uomo ossequioso della legge, accettare o tollerare una
tale condotta, date le circostanze attuali non trovo alcun valido motivo nel rimanere membro del
Consiglio o nel candidarmi alle Rielezioni.

Vorrei fare una promessa solenne ai miei fratelli di rimanere fedele come sempre, ai principi e
agli obbiettivi del Centro, sempre disponibile e volenteroso a mettermi a vostra disposizione nel
mie competenze , non appena questa ondata di scorrettezza scesi.

Accetti, Sig, l’esternazione delle mie alte considerazioni.

Baha Awni

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Allegato 2:

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Allegato 3:

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