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F) PITIRIASI ROSEA (di Gibert)

Definizione
Tra le dermatosi di natura erito-squamosa si distingue la pitiriasi rosea di Gibert,
caratterizzata da lesioni di tipo eritemato-desquamativo, a decorso benigno ed
autolimitante. Trattasi di una dermatite piuttosto frequente, di lieve o media entità, e
facilmente risolutiva: tant'è che il più delle volte la pitiriasi rosea regredisce
spontaneamente senza bisogno di terapie specifiche.
Il termine “pitiriasi” ha origine greca: letteralmente, il significato rimanda a “crusca”,
metafora che - con ogni probabilità - esplicita la tipica desquamazione satellite della
chiazza madre.

Epidemiologia
Come accennato, la pitiriasi rosea di Gibert risulta una dermatosi piuttosto comune,
che colpisce soprattutto soggetti di età compresa tra i 10 ed i 40 anni, senza
apprezzabile distinzione di sesso. Le statistiche mediche hanno riportato un picco di
pazienti affetti da pitiriasi rosea di Gibert durante la stagione primaverile ed
autunnale, ma non è tuttora chiaro il meccanismo scatenante, né tantomeno la
correlazione diretta tra le stagioni intermedie e la manifestazione della pitiriasi rosea.
Ad ogni modo, la malattia rappresenta il 2% di tutte le dermatosi e, nella popolazione
generale, registra un'incidenza pari allo 0,14%. Le forme recidive di pitiriasi rosea di
Gibert sono poco frequenti e, tra le dermatosi pitiriasiche, queste si manifestano
solamente nel 3% dei pazienti affetti.

Clinica
La pitiriasi rosea di Gibert esordisce con una tipica macula rossastra, chiamata
macchia madre o medaglione di Gibert, che rappresenta l'impronta di riconoscimento
della malattia medesima. La macchia madre si presenta tondeggiante, con diametro di
1-3 centimetri; i contorni appaiono piuttosto definiti, sebbene tendano a desquamarsi.
Il fulcro della macchia appare rosso-rosato (da qui l'appellativo “rosea”) e, man mano
che ci si allontana dal centro, il colore tende ad attenuarsi; dopo alcuni giorni
dall'esordio, in genere, compaiono nuove macchioline-satellite (macchie figlie) che si
diffondono a partire dalla macchia madre, le cui dimensioni risultano più piccole.
Trattandosi di una dermatosi, è palese che la pitiriasi rosea di Gibert interessi la cute;
il target principale della malattia è il tronco, ma può diffondersi anche a livello delle
braccia e del cuoio capelluto. Generalmente, le macchie figlie si dispongono
simmetricamente alla macchia madre; pochissimi i casi di pitiriasi rosea sulle gambe,
sui genitali e sul viso.
In rari casi, la pitiriasi rosea manifesta solamente un'unica grossa macchia arrossata.
Solo nel 25% dei soggetti affetti, la pitiriasi rosea genera prurito; nel rimanente 75%
la malattia si manifesta senza alcun prodromo apprezzabile: il quadro
sintomatologico, in generale, risulta di scarsa entità.
Varianti cliniche:
Tra le forme atipiche della pitiriasi di Gibert, chiaramente più rare rispetto alla forma
classica della dermatosi, si ricordano:

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-Pitiriasi rosea gigante: dermatosi che colpisce il cuoio capelluto, i genitali, la
mucosa orale e le unghie tipico aspetto a ditale da cucito). Il quadro
sintomatologico è pressoché lo stesso della pitiriasi rosea di Gibert.
-Pitiriasi rosea invertita o inversa: pur essendo una dermatosi inconsueta, è
tipica delle persone con pelle scura-olivastra. Le macule si diffondono in aree
anatomiche insolite quali, ad esempio, arti inferiori e superiori, e volto; le zone
tipiche della pitiriasi (tronco, in particolare) rimangono indenni.
-Pitiriasi rosea circinata e marginata di Vidal: questa forma atipica di
dermatosi tende a perdurare per alcuni mesi, malgrado i trattamenti mirati alla
sua guarigione. Generalmente, le macchie rosee sono isolate le une dalle altre,
ma le dimensioni risultano più ampie.
-Pitiriasi rosea vescicolare: dermatosi pitiriasica molto frequente tra la razza
nera, in particolare tra i giovani ed i giovanissimi.
-Pitiriasi rosea urticata: come preannuncia il termine stesso, tale forma di
pitiriasi è accompagnata anche da orticaria.
Tra le altre forme meno conosciute e più infrequenti si ricordano anche la pitiriasi
purpurico- emorragica, la pitiriasi lichenoide e la pitiriasi pustolosa. Quando
l'ipotetica pitiriasi rosea di Gibert non si risolve entro le 10 settimane è necessario un
ulteriore controllo medico allo scopo di escludere la parapsoriasi a placche, talvolta
precorritrice di linfoma cutaneo.

Istopatologia
A livello della cute, si osserva una paracheratosi, seppur di lieve entità, a cui consegue
la scomparsa dello strato spinoso dell'epidermide. Inoltre, in taluni soggetti affetti,
viene diagnosticata una spongiosi lieve (alterazione cutanea caratterizzata dalla
formazione di piccole vesciche o bolle).
Talvolta, la pitiriasi rosea di Gibert causa edema superficiale, caratterizzato da
infiltrazione di linfociti, neutrofili, istiociti ed eosinofili da dilatazione dei capillari.

Eziopatogenesi
Non è chiarita la patogenesi della pitiriasi rosea ma sembrano coinvolti HHV6 e
HHV7.

Diagnosi
Nella maggior parte dei soggetti affetti, la diagnosi si rivela pressoché semplice e
consta del semplice esame obiettivo. Ad ogni modo, in alcuni casi, il semplice esame
obiettivo potrebbe risultare più complicato, di conseguenza è necessaria la diagnosi
differenziale. È necessaria la differenziazione diagnostica della pitiriasi rosea: questa
non dev'essere confusa con Pityriasis versicolor, pitiriasi lichenoide cronica, lichen
planus, psoriasi guttata, tassidermie ( dermatiti allergiche iatrogene), tinea corporis,
micosi delle pelle), dermatite seborroica e sifilide secondaria. Quando la - presunta -
pitiriasi rosea di Gibert interessa anche la pianta dei piedi ed il palmo delle mani, è
indispensabile un esame sierologico approfondito per escludere la sifilide (es. VDRL
quantitativa) e, quando necessaria, l'indagine microscopica per l'isolamento dei
miceti.

Terapia
Come già analizzato, quando si tratta della forma classica di pitiriasi rosea di Gibert,
non sono necessarie terapie mirate, poiché la dermatosi tende a regredire
spontaneamente in circa 4-5 settimane dall'esordio. Quando alla dermatosi pitiriasica

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si associa anche una forma feroce di prurito, il medico, generalmente, prescrive la
somministrazione di antiH per os. Le terapie cortisoniche per via sistemica sono
sconsigliate poiché potrebbero aggravare la condizione preesistente, acutizzando il
danno.
Tuttavia, l'applicazione topica di pomate a base di cortisone di lieve – media intensità)
può alleggerire il prurito ed eventualmente l'eritema creatosi. Talvolta, l'impiego di
creme a base di mentolo placa la sensazione di calore locale; quando il prurito è
incessante e il soggetto affetto da pitiriasi rosea continua a graffiarsi la zona colpita, è
consigliabile l'applicazione di creme contenenti anestetici locali (es. pramoxina).
Utili anche le creme e le pomate ad azione emolliente, pratico aiuto contro la pelle
secca generata dalla dermatosi; è consigliata anche l'applicazione di detergenti a pH
leggermente acido e molto idratanti, poiché la cute lesa risulta particolarmente
sensibile e delicata.
È sconsigliata l'esposizione solare in caso di pitiriasi rosea di Gibert, poiché tale
abitudine potrebbe esacerbare la dermatosi.

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PITIRIASI ROSEA DI GIBERT

Comune eruzione cutanea (prevalenza 0.13% nei maschi e 0.14% nelle donne)
•Preferisce giovani adulti.
•Spesso la comparsa del medaglione iniziale è preceduta da un’infezione delle alte
vie respiratorie con sindromi prodromici che vanno dal malessere, alla nausea, alla
febbre, al mal di gola. La sindrome parainfluenzale però può essere anche molto
sfumata e spesso il pz non se ne rende conto.
•Particolarmente frequente in primavera ed autunno
•Ipotizzato ruolo di HHV 6 e HHV 7
•Osservata talora come reazione da farmaci (barbiturici, captopril, sali d’oro,
isotretinoina, ketotifene)
•Esordisce con una chiazza rotonda-ovalare color salmone con una tipica
desquamazione rivolta verso l’interno della lesione e localizzata di solito al tronco
(medaglione iniziale o herald patch)
Dopo circa 2 settimane (molto meno rispetto a T.Corporis) compaiono in gittate
successive lesioni secondarie, più piccole, arrossate e lievemente desquamanti
disposte simmetricamente
Le lesioni secondarie preferiscono il tronco e gli arti superiori con il risparmio del
volto. Al tronco si dispongono con il loro asse maggiore lungo le linee di clivaggio
cutaneo cutanee ( aspetto ad “albero di Natale”. Nella T. Corporis invece le lesioni
sono disposte una vicino all'altra).
•Possibile forme atipiche (purpuriche, vescicolose, orticarioidi, giganti)
•Nel 75% dei casi si associa prurito, anche intenso → possibile utilizzo antiH1
•Guarigione spontanea nel giro di 6-8 settimane, talora con esiti ipo-ipercromici
Diagnosi differenziali della pitiriasi rosea:
o
Tinea corporis
oPsoriasi (molta più componente squamosa)
oSifilodermi
oEczema nummulare (vescicole)
oDermatite seborroica (anche alle pieghe inguinali o al volto)

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