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LA GESTIONE E IL CONTROLLO

DELLA SCABBIA NOSOCOMIALE


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1. GENERALITA ................................................................................................................. 2
2. SCOPO............................................................................................................................ 4
3. CAMPO DI APPLICAZIONE............................................................................................ 4
4. DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA .................................................................................. 4
4.1 NOTIFICA DI MALATTIA INFETTIVA ........................................................................... 4
4.1.1 Al momento della notifica ........................................................................................... 4
4.2 GESTIONE DEL PAZIENTE.......................................................................................... 4
4.2.1 Isolamento.................................................................................................................. 4
4.2.2 Indicazioni per il paziente ........................................................................................... 5
4.2.3 Dispositivi di protezione individuale ............................................................................ 5
4.2.4 Presidi assistenziali .................................................................................................... 6
4.2.5 Biancheria/effetti letterecci.......................................................................................... 6
4.2.6 Trattamento del paziente............................................................................................ 6
4.2.7 Sanificazione ambientale/rifiuti ................................................................................... 7
4.2.8 Trasporto del paziente................................................................................................ 7
4.2.9 Comunicazione del rischio.......................................................................................... 7
4.3 INDAGINE EPIDEMIOLOGICA ..................................................................................... 8
4.4 CONTROLLO DELLA TRASMISSIONE IN CASO DI EPIDEMIA.................................. 8
5. RESPONSABILITA ......................................................................................................... 9
6. MATRICE DELLE RESPONSABILITA ........................................................................... 9
7. DISTRIBUZIONE DEL PROCEDURA.......................................................................... 10
8. BIBLIOGRAFIA E NORMATIVA DI RIFERIMENTO...................................................... 10
9. ARCHIVIAZIONE........................................................................................................... 11
10. ELENCO ALLEGATI................................................................................................... 11
11. STATO DELLE REVISIONI ......................................................................................... 11




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1. GENERALITA
Definizione
La scabbia una malattia parassitaria della cute, altamente contagiosa, causata
da un acaro, Sarcoptes scabiei, sottospecie hominis.

Ciclo biologico
La femmina gravida dellacaro scava dei cunicoli nella cute e vi depone le uova.
Dopo 2-3 giorni dalle uova hanno origine le larve. Gli stadi successivi di sviluppo
sino allacaro adulto si svolgono sulla superficie cutanea; ci spiega lelevata
contagiosit della malattia.

Epidemiologia
Malattia ubiquitaria; negli anni passati venivano generalmente interessate persone
con basso livello igienico-sanitario e socio-economico, mentre recentemente le
infestazioni stanno interessando persone di tutti i livelli socio-economici senza
distinzioni tra et, genere, razza o standard di igiene personale; endemica in
molti paesi sviluppati; pi frequente dinverno.

Trasmissione
Avviene solitamente ad opera della femmina adulta fecondata (la trasmissione
attraverso forme immature - uova e larve - possibile ma molto rara);
tipicamente interumana per contatto diretto cute-cute, soprattutto durante contatti
sessuali, in persone che dormono nello stesso letto e, meno frequentemente,
attraverso oggetti. Data la labilit dellacaro al di fuori dellospite (muore di solito
dopo 1-2 giorni), il contagio indiretto ad esempio attraverso biancheria e lenzuola,
si verifica solo se questi effetti sono stati contaminati da poco tempo da una
persona infestata. Possibili serbatoi sono i medicamenti a base di olio e le creme
(gli acari in olio minerale possono sopravvivere per 7 giorni).

Periodo di
incubazione
Da 2 a 6 settimane in caso di persone non esposte in precedenza, da 1 a 4 giorni
in caso di reinfestazione.

Periodo di
contagiosit
Fino a che gli acari e le uova non siano stati distrutti da adeguato trattamento.
Possono essere necessari 2 o pi cicli di trattamento, eseguiti ad intervalli di una
settimana.
Manifestazioni
cutanee
Il sintomo predominante dellinfestazione il prurito, particolarmente intenso di
notte. Le lesioni a livello cutaneo sono caratterizzate da piccole vescicole perlacee
e sottili lesioni lineari, lunghe pochi mm., costituite dai cunicoli scavati dallacaro
femmina nello strato corneo dellepidermide per deporvi le uova. Tali lesioni si
localizzano in particolar modo tra gli spazi interdigitali, sulle superfici anteriori di
polsi e gomiti, nelle pieghe anteriori delle ascelle, intorno alla circonferenza
addominale, sulle cosce e sui genitali esterni delluomo; nelle donne sono
frequentemente colpiti i capezzoli, laddome e le regioni inferiori delle natiche. Nei
neonati possono essere interessati la testa, collo, palmo delle mani e piante dei
piedi; queste aree sono generalmente risparmiate in individui pi anziani. Le
manifestazioni cutanee della scabbia sono spesso difficili da riconoscere per la
contemporanea presenza di lesioni da grattamento quali papule, escoriazioni e
croste, che possono andare incontro anche ad eczematizzazione e a piodermite
per la sovrapposizione di batteri. La malattia benigna e non compromette lo
stato generale del paziente, ma pu cronicizzare ed estendersi a tutto il corpo se
non si interviene con un corretto trattamento.




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Forme cliniche
Esistono due diverse forme di scabbia:
- quella classica, che si manifesta con intenso prurito soprattutto notturno, e
con lesioni localizzate prevalentemente negli spazi interdigitali, nella piega del
gomito, nel cavo ascellare, nelle regioni mammarie e glutee, sulladdome e sui
genitali. Le regioni plantari, il volto ed il cuoio capelluto non vengono mai
colpiti;
- quella norvegese tipica dei soggetti immunodepressi, defedati, ecc. ed
appare come una dermatosi generalizzata estesa a tutto il corpo con
desquamazione diffusa, vescicole, croste. In questo caso il prurito pu essere
ridotto, talvolta anche assente.

La Scabbia in
ospedale
La scabbia frequentemente responsabile di epidemie ospedaliere, infatti alcune
caratteristiche la rendono particolarmente problematica per ospedali ed istituzioni
sanitarie in genere:
1. il lungo periodo di incubazione (da pochi giorni ad alcune settimane) pu
ritardare la scoperta dellepidemia ed i casi di contatti asintomatici possono
trasmettere inconsapevolmente la parassitosi mentre sono ancora nel periodo
di incubazione;
2. la scabbia, inoltre, imita altre patologie dermatologiche, per cui pu portare a
false diagnosi e ritardi nellinizio della corretta terapia, con la conseguenza di
un aumentato tempo di esposizione per lo staff. Addirittura accade a volte che
la diagnosi sia ritardata fino al verificarsi di altri casi nei contatti familiari o
ospedalieri;
3. la forma norvegese, inoltre, caratterizzata da un elevatissimo numero di
acari a livello delle lesioni, per cui la sua elevata contagiosit pu portare
facilmente ad epidemie.
Pertanto il personale di assistenza dovr prestare particolare attenzione a pazienti
(soprattutto se ricoverati per patologie diverse da quelle dermatologiche) che
riferiscono una storia anche apparentemente banale di prurito che si accentua nel
periodo notturno o presente in sedi particolari.






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2. SCOPO
Prevenire la trasmissione della scabbia in ambito ospedaliero.

3. CAMPO DI APPLICAZIONE
La presente procedura si applica ai pazienti ed agli operatori sanitari affetti da scabbia (accertata o
anche sospetta).
4. DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA
4.1 NOTIFICA DI MALATTIA INFETTIVA
La notifica del caso di scabbia, anche se solo sospetto, deve essere effettuata dal medico che fa
diagnosi utilizzando lapposito modulo (Allegato 1), secondo le indicazioni del Decreto Ministeriale
del 15/12/1990. Il modulo, correttamente compilato, datato e firmato, deve essere inviato
immediatamente alla Direzione Medica Ospedaliera, Ufficio Assistenti Sanitarie, che provvede ad
inoltrarlo allUfficio di Igiene e Sanit pubblica dellASUR 7.

4.2 COSTITUZIONE DEL GRUPPO OPERATIVO
Al momento della notifica la SOD di Igiene Ospedaliera, allertata dallAssistente Sanitaria che riceve
la notifica del caso, coinvolge il CIO, le Direzioni Mediche e Infermieristiche della struttura, la SOD
Clinica di Dermatologia e la SOD interessata allo scopo di creare un Gruppo Operativo con il
compito di:
identificare tempestivamente i pazienti e il personale sintomatico;
valutare e classificare i pazienti, il personale e i loro contatti in base alla probabilit
dellinfestazione (alto rischio: conviventi e coloro che hanno frequenti contatti cutanei con il
caso indice; basso rischio: coloro che hanno contatti indiretti: es. attraverso lenzuola o
asciugamani);
predisporre un piano per il controllo dellevento;
attivare una indagine epidemiologica;
predisporre, se necessario, un intervento di comunicazione del rischio e di educazione sanitaria.

4.3 GESTIONE DEL CASO
4.3.1 Isolamento
Adottare le PRECAUZIONI STANDARD + CONTATTO (Allegato 3)
Ricoverare il paziente in stanza singola con bagno proprio.

In caso di scarsa disponibilit di stanze singole comportarsi come segue:
- dare la priorit a quei pazienti con condizioni che possono facilitare la trasmissione (non
autosufficienti, con scarsa compliance, ecc.);
- far condividere la stessa stanza a pazienti nella stessa fase di trattamento;
- evitare di collocare nella stessa stanza pazienti che sono a rischio di eventi avversi
(immunocompromessi, ferite aperte, previsione di degenza prolungata).



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Altrimenti:
fare attenzione ad assicurare unadeguata separazione spaziale tra un paziente e laltro, superiore a
un metro, e porre separatori tra i letti per minimizzare le opportunit di contatto, cambiando i
dispositivi di protezione e lavando le mani tra un paziente e laltro.

Laccesso dei visitatori, che comunque devono rivolgersi al personale di reparto prima di accedere
alla stanza di degenza del paziente, deve essere limitato al minimo indispensabile.
Avvertire familiari e visitatori di evitare di toccare il paziente, gli effetti letterecci e la biancheria, pur
nel rispetto del segreto professionale e della privacy del paziente.

Rassicurare il paziente sul fatto che tali restrizioni sono necessarie solamente fino a 24 ore dopo
linizio del trattamento. Infatti secondo la Circolare Ministero della Sanit n. 4 del 13.03.98
lisolamento non pi necessario dopo 24 ore di trattamento efficace.

4.3.2 Indicazioni per il paziente
Spiegare al paziente le regole fondamentali di comportamento da seguire durante il ricovero per
evitare il rischio di trasmissione della malattia:
non uscire dalla camera se non strettamente necessario
evitare, per quanto possibile, di contaminare lambiente circostante
evitare il contatto con altri pazienti, con il personale e con i visitatori.
Illustrare al paziente ed ai membri della famiglia il decorso della malattia, la causa e il trattamento.
Rassicurare il paziente che il trattamento in grado di risolvere il problema.
Fornire sostegno psicologico per combattere leventuale stato ansioso del paziente.
Far tagliare le unghie e pulire i solchi ungueali.
Informare il paziente del rischio di sovrainfezioni batteriche cutanee che possono essere prevenute:
lavando sempre le mani dopo luso dei servizi igienici
non provocando lesioni da grattamento.

4.3.3 Dispositivi di protezione individuale

Prima di prestare assistenza al soggetto, il personale deve indossare:
copricamice, per tutte le manovre che comportano contatto con il paziente o con gli
effetti letterecci
copricapo, per evitare la contaminazione dei capelli durante le procedure assistenziali
guanti monouso per tutte le manovre, sia quelle effettuate sul paziente, sia quelle
riguardanti lambiente (pulizie, ecc.).
Al termine delle procedure, smaltire gli indumenti di protezione ed i guanti in un apposito contenitore
per rifiuti pericolosi a rischio infettivo posto nella zona filtro, se presente, o in prossimit della porta
della camera.
Luso dei guanti non esclude le procedure di igiene delle mani, che vanno sempre effettuate al
termine delle manovre assistenziali, dopo la rimozione dei guanti.






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4.3.4 Presidi assistenziali
Predisporre nella stanza termometro, fonendoscopio e sfigmomanometro che devono essere
riservati al paziente per tutto il ricovero.
Prima di allacciare il bracciale dello sfigmomanometro per misurare la pressione arteriosa,
proteggere il braccio del paziente con uno strato di pellicola trasparente.
Per lesecuzione dellelettrocardiogramma, utilizzare elettrodi adesivi del tipo monouso.
Per lesecuzione di indagini ecografiche, proteggere la sonda dellecografo con lapposita guaina
monouso.
La documentazione clinica ed assistenziale deve essere consultata ed aggiornata al di fuori della
stanza di degenza, dopo aver rimosso i dispositivi di protezione individuale ed aver eseguito ligiene
delle mani.
4.3.5 Biancheria/effetti letterecci
Avvertire il paziente di farsi recapitare biancheria e pigiami in modo da poterli cambiare ogni giorno.
Da preferire biancheria in cotone, per evitare che la lana o i tessuti sintetici irritino ulteriormente la
cute del paziente.
Non lasciare nel comodino o nellarmadio indumenti usati, ma consegnarli, chiusi in sacchi di
plastica, ai familiari.
Avvertire i familiari di lavare la biancheria del paziente separatamente da biancheria ed indumenti di
altre persone. Informarli che sufficiente un ciclo in lavatrice a 90 C (o comunque a temperature
superiori a 60 C); gli indumenti che non tollerano le alte temperature devono essere tenuti chiusi in
un sacchetto di plastica per almeno una settimana, poi lavati con il procedimento adatto al tipo di
fibra.
Cambiare federa, lenzuola, coperte e copriletto almeno una volta al giorno.
Procedere al rifacimento del letto evitando di scuotere la biancheria e metterla subito dentro gli
appositi sacchi, per non contaminare lambiente circostante.
Dopo le prime 24 ore di trattamento, cambiare anche materasso e cuscini.

4.3.6 Trattamento del paziente
Attenersi alle indicazioni del Dermatologo per il trattamento del paziente. E importante comunque:
gettare tutte le creme, le lozioni, ecc. utilizzate sul paziente prima del riconoscimento della
scabbia, perch possibili serbatoi di infestazione
informare il paziente sulle modalit di esecuzione del trattamento
se possibile, far eseguire al paziente un bagno in vasca per rimuovere eventuali squame e
croste anche mediante uno spazzolino a setole morbide
asciugare bene la cute del paziente prima dellapplicazione della pomata
garantire la privacy del paziente durante lapplicazione del medicamento
utilizzare direttamente i guanti e non le garze, che potrebbero irritare ulteriormente la cute
del paziente
al termine della procedura far indossare al paziente biancheria pulita
sostituire completamente la biancheria del letto (federa, lenzuola, coperte e copriletto)
riponendola in sacchi per biancheria infetta
risciacquare abbondantemente con acqua corrente in caso di contatto accidentale del
medicamento con gli occhi
avvisare il paziente che potrebbe persistere un po di prurito perch la soluzione applicata
irritante



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4.3.7 Sanificazione ambientale/rifiuti

Posizionare allinterno della camera di degenza o nella zona filtro, se presente, un contenitore per i
RIFIUTI SANITARI PERICOLOSI A RISCHIO INFETTIVO dove eliminare direttamente tutto il
materiale non riutilizzabile venuto a contatto con il paziente.
La sanificazione e la disinfezione giornaliera della camera vanno eseguite DOPO la pulizia delle
altre camere di degenza come segue:
indossare i DPI necessari (copricapo + camice monouso, guanti monouso non sterili)
aerare la camera
spazzare ad umido
lavare il pavimento con detergente
disinfettare il pavimento con Clorossidante Elettrolitico (ANTISAPRIL 2%) da impiegare su
superfici asciutte
detergere e disinfettare con Clorossidante Elettrolitico (ANTISAPRIL 2%) lunit del malato
tutto il materiale utilizzato per la pulizia deve essere monouso
qualora la pulizia sia appaltata formare gli operatori esterni sulle corrette modalit di
comportamento e vigilare sulladozione delle stesse
Alla dimissione:
inviare al servizio di lavanderia coperte, materassi e cuscini utilizzati
eseguire pulizia a fondo e disinfezione della camera ponendo particolare attenzione a
tavolini, sedie, sostegni per fleboclisi, ruote dei letti, ecc.
eseguire tutte le sopraindicate manovre con le adeguate protezioni (guanti, copricamice,
copricapo, ecc.).
eliminare tutti i DPI nellapposito contenitore al termine delle operazioni di pulizia

4.3.8 Trasporto del paziente

Limitare gli spostamenti ed il trasporto del degente ai soli casi assolutamente indispensabili.
In queste circostanze necessario:
informare gli addetti al trasporto ed il personale della struttura presso la quale viene
trasferito
assicurarsi che vengano mantenute le precauzioni volte a prevenire la trasmissione degli
acari ad altri degenti e la contaminazione dellambiente e delle attrezzature.

4.3.9 Comunicazione del rischio
Il Gruppo Operativo organizza un programma di educazione sanitaria sullevento epidemico
attraverso incontri di reparto con il personale e i familiari (se necessario) per illustrare:
modalit di trasmissione/disseminazione
potenzialit di avere unepidemia estesa se le azioni non vengono intraprese
immediatamente
necessit del trattamento profilattico per ciascun contatto sintomatico
appropriato utilizzo dei prodotti per il trattamento
corretta applicazione delle precauzioni.



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4.4 INDAGINE EPIDEMIOLOGICA
A partire dalla segnalazione del caso, il Gruppo Operativo attiva lindagine epidemiologica.
LAssistente Sanitaria della Direzione Medica Ospedaliera ricostruisce il percorso del paziente
allinterno dellospedale (Pronto Soccorso, eventuali trasferimenti, indagini diagnostiche in altri
Servizi, ecc.) (Allegato 4).
I Coordinatori del reparto di degenza e delle altre unit operative eventualmente coinvolte
preparano la lista dei contatti includendo tutti i componenti dello staff - permanenti e temporanei e
gli altri erogatori di assistenza anche volontari (Allegato 5 - M01PT04) e la lista dei contatti tra gli
altri pazienti, i familiari e i visitatori regolari (Allegato 6 - M02PT04) riferendosi alle 6 settimane
precedenti la segnalazione e le inviano allUfficio delle Assistenti Sanitarie della Direzione Medica
Ospedaliera. Le Assistenti Sanitarie convocano a visita dermatologica di controllo tutto il personale
esposto incluso nella lista per la valutazione del rischio e per leventuale trattamento profilattico. La
lista dei pazienti, familiari e visitatori viene trasmessa al Servizio di Igiene e Sanit pubblica
dellASUR 7 per quanto di competenza.


4.5 CONTROLLO DELLA TRASMISSIONE IN CASO DI EPIDEMIA
Per un efficace controllo della trasmissione nel caso di evento epidemico necessario:
dedicare personale specifico ai pazienti infetti nel reparto coinvolto, fino al temine
dellepidemia;
valutare lopportunit di potenziare il personale per lapplicazione dei prodotti e lesecuzione
del bagno (numero di pazienti interessati, non autosufficienti, disponibilit degli spazi, ecc.).
escludere dal lavoro gli operatori sanitari-casi fino a trattamento completato;
evitare la mobilit del personale tra reparti/servizi fino al termine dellepidemia.

Il Servizio Farmacia deve mettere a disposizione del reparto una quantit adeguata di prodotto
scabicida.
Per un efficace trattamento importante che le direttive per luso sullo scabicida siano seguite e
monitorate attentamente (applicazione a tutta la superficie corporea dal collo in gi compreso lo
spazio subungueale), seguendo comunque le indicazioni alluso riportate sul foglietto illustrativo di
ciascun medicamento. E importante coordinare i tempi di somministrazione dei trattamenti (casi e
contatti vanno trattati simultaneamente).




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5. RESPONSABILITA
Lapplicazione delle attivit descritte nel presente documento deve avvenire in maniera
rigorosa e sistematica da parte di tutto il personale coinvolto, in relazione alle diverse
attivit previste e nel rispetto delle specifiche competenze.

6. MATRICE DELLE RESPONSABILITA
R=responsabile azione A=approvazione

Gruppo
Operativo
Assistente
Sanitaria DMO
Direttore
SOD
Dirigente
Medico SOD
Coordinator
e
Infermiere

OSS
Applicazione procedura A A R R R R
Revisione della procedura A A
Informazione R R
Esecuzione R R R
Verifica e valutazione
della procedura
R

R

Riordino e smaltimento
materiale




R
Conservazione del
documento nella SOD


R

Conservazione del
documento in Direzione
Sanitaria
R



Notifica caso/i R
Invio lista contatti
(dipendenti)


R

Invio notifica e lista
contatti (non dipendenti)
allUfficio Igiene e Sanit
Pubblica
R



Indagine epidemiologica R




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7. DISTRIBUZIONE DELLA PROCEDURA
Direttore Generale
Direttore Sanitario
Direttore Sanitario di Presidio
Direttori di Dipartimento
Direttori di SOD
Responsabile Area Professioni Sanitarie
Coordinatrice di Dipartimento
Coordinatrice di SOD
Componenti CIO
Portale CIO

8. BIBLIOGRAFIA E NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Ministero della Salute. Decreto Ministeriale 15 dicembre 1990. Sistema informativo delle malattie
infettive e diffusive. GU 8 gennaio 1991, n. 6.

Ministero della Salute. Circolare n 4 del 13 marzo 1998. Misure di profilassi per esigenze di
sanita pubblica. Provvedimenti da adottare nei confronti di soggetti affetti da alcune malattie
infettive e
nei confronti di loro conviventi o contatti.

Manuale per il controllo delle malattie trasmissibili. A cura di David L. Heymann. Rapporto ufficiale
dell'American Public Health Association. XVIII edizione, DEA Editrice, Roma 2004

Siegel JD, Rhinehart E, Jackson M, Chiarello L and the Healthcare Infection Control Practices
Advisory Committee, 2007 Guideline for Isolation Precautions: Preventing Transmission of
Infectious Agents in Healthcare Settings, June 2007
http://www.cdc.gov/ncidod/dhqp/pdf/isolation2007.pdf









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9. ARCHIVIAZIONE
Documento
Luogo
archiviaz.
Responsabile Durata Catalogazione Accesso Supporto
Allegato 1
Cartella
Clinica Pz
DMO
COORD.
Ass. Sanit
indeterminata
Scheda di notifica
Malattia Infettiva
Cs DS RAQ CARTACEO
Allegato 2 UCS COORD. indeterminata
malattie soggette a
denuncia obbligatoria

Cs DS RAQ CARTACEO
Allegato 3 UCS COORD.
Da
specificare
(CDC Atlanta)
Precauzioni standard
e contatto
Cs DS RAQ CARTACEO
M01PT04 UCS COORD. indeterminata
Scheda analitica di
ogni caso
Cs DS RAQ
CARTACEO
M02PT04 UCS COORD. indeterminata
Elenco dei contatti
(operatori sanitari) con
la scabbia

Cs DS RAQ
CARTACEO
M03PT04 UCS COORD. indeterminata
Elenco dei contatti
(familiari -visitatori)
con la scabbia
Cs DS RAQ
CARTACEO

10. ELENCO ALLEGATI
Allegato 1 Scheda di notifica Malattia Infettiva
Allegato 2 Malattie soggette a denuncia obbligatoria
Allegato 3 Precauzioni standard e contatto
Allegato 4 M01PT04 Scheda analitica di ogni caso
Allegato 5 M02PT04 Elenco dei contatti (operatori sanitari) con il caso di scabbia
Allegato 6 M03PT04 Elenco dei contatti (familiari -visitatori) con il caso di scabbia
11. STATO DELLE REVISIONI
Rev. Data Motivo Pagina
00 01/07/08 Emissione Tutte








Scheda di notifica
di malattia infettiva
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Elenco malattie soggette a
denuncia obbligatoria
Allegato 2
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RACCOMANDAZIONI PER LAPPLICAZIONE
DELLE PRECAUZIONI
STANDARD E CONTATTO
Allegato 3
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PRECAUZIONI STANDARD
COMPONENTI RACCOMANDAZIONI
Igiene delle mani
Dopo il contatto con sangue, liquidi biologici, secrezioni,
escrezioni, oggetti contaminati; immediatamente dopo la
rimozione dei guanti; tra un paziente e laltro
Disp. di protez individuale (DPI)
o Guanti
Per il contatto con sangue, liquidi biologici, secrezioni,
escrezioni, oggetti contaminati, mucose e cute non integra
o Copricamice
Durante le procedure e le attivit assistenziali in cui si
prevede il contatto degli abiti o della cute esposta con
sangue, liquidi biologici, secrezioni, escrezioni
o Maschera, protezione
oculare (occhiali),
schermo facciale*
Durante le procedure e le attivit assistenziali che possono
generare schizzi o spruzzi di sangue, liquidi biologici,
secrezioni, in particolare aspirazione, intubazione
endotracheale
Attrezzature assistenziali
contaminate
Manipolare in modo da prevenire il trasferimento di
microrganismi ad altre persone e allambiente; indossare i
guanti se visibilmente contaminate; effettuare il lavaggio
delle mani
Sanificazione ambientale
Stabilire procedure per la pulizia e la disinfezione regolari
delle superfici ambientali, in particolare quelle toccate
frequentemente nelle aree assistenziali
Biancheria e teleria
Manipolare in modo da prevenire il trasferimento di
microrganismi ad altre persone e allambiente
Aghi e taglienti
Non reincappucciare, rompere o manipolare aghi usati; se il
reincappucciamento necessario, utilizzare una tecnica ad
una sola mano; utilizzare dispositivi di sicurezza se
disponibili; smaltire i taglienti utilizzati negli appositi agobox
Rianimazione del paziente
Utilizzare boccaglio, pallone ed altri dispositivi ventilatori per
prevenire il contatto con la bocca e le secrezioni respiratorie
del paziente
Ricovero del paziente
Preferire la stanza singola se il paziente ad alto rischio di
trasmissione, se pu contaminare lambiente, se non
rispetta le comuni regole delligiene, o ad elevato rischio
di acquisire infezioni o di sviluppare eventi avversi in
seguito ad una infezione
Respiratory hygiene/cough
etiquette (contenimento della
fonte di secrezioni respiratorie
infette nei pazienti sintomatici,
ad iniziare dal primo punto di
accesso, ad es. triage,
accettazione nei dipartimenti di
emergenza e negli
ambulatori/studi medici)
Istruire le persone sintomatiche a coprire bocca e naso
quando starnutiscono e/o tossiscono; ad utilizzare fazzoletti
di carta e a smaltirli in contenitori no-touch; a praticare
ligiene delle mani dopo che si sono contaminate con
secrezioni respiratorie; ad indossare una mascherina
chirurgica se tollerata e a mantenere una separazione di
almeno 1 metro dalle altre persone

*Durante procedure a rischio di generare aerosol in pazienti con infezioni (accertate o sospette) trasmesse
attraverso aerosol respiratori (ad es, SARS), indossare maschere FFP2 o superiori in aggiunta a guanti,
copricamice e protezione di occhi/viso




RACCOMANDAZIONI PER LAPPLICAZIONE
DELLE PRECAUZIONI
STANDARD E CONTATTO
Allegato 3
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PRECAUZIONI STANDARD
UtiIizzare Ie Precauzioni Standard per I'assistenza di tutti i pazienti
assumendo che essi possano essere infetti o coIonizzati da un microrganismo
che pu essere trasmesso neIIe strutture assistenziaIi.









INDICAZIONI PER
LIGIENE DELLE
MANI



1. Nel corso dellassistenza, se possibile, evitare di toccare le superfici nelle
immediate vicinanze del paziente.

2. Lavare le mani con acqua e sapone o con acqua e antisettico quando sono
visibilmente sporche o contaminate con materiale organico, sangue o liquidi
biologici.

3. Se le mani non sono visibilmente sporche, utilizzare un antisettico a base
alcolica per la decontaminazione routinaria delle mani. In alternativa lavare le
mani con acqua e antisettico. Il frequente uso di soluzioni a base alcolica pu
aumentare il rischio di dermatiti.

Effettuare ligiene delle mani:

o Prima di qualsiasi contatto diretto con il paziente.
o Dopo il contatto con sangue, fluidi biologici o escrezioni, mucose,
cute non integra, o medicazioni di ferite.
o Dopo il contatto con la cute integra del paziente (ad es. per
prendere il polso o la pressione arteriosa, o sollevare il paziente).
o Se le mani devono passare da una parte contaminata del corpo
ad una pulita.
o Dopo il contatto con oggetti (comprese attrezzature mediche)
nelle immediate vicinanze del paziente.
o Dopo aver rimosso i guanti.

4. Lavare le mani con acqua e sapone o con acqua e antisettico quando
probabile che sia avvenuto un contatto con spore (es. C. difficile o Bacillus
anthracis). In tali circostanze raccomandata lazione fisica di lavaggio e
risciacquo delle mani con acqua, in quanto prodotti a base di alcool,
clorexidina, iodofori ed altri antisettici hanno scarsa attivit contro le spore.

Non indossare unghie artificiali quando si ha contatto diretto con pazienti ad alto
rischio di infezione (es. pazienti in Terapia Intensiva o Sala Operatoria).






RACCOMANDAZIONI PER LAPPLICAZIONE
DELLE PRECAUZIONI
STANDARD E CONTATTO
Allegato 3
PT04
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Data 01/07/08
Pag. 3 di 7




DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
INDIVIDUALE (DPI)















1. Osservare le seguenti indicazioni di base:

Indossare i DPI quando si prevede il contatto con sangue o fluidi biologici.
Prevenire la contaminazione di abiti e cute durante la rimozione dei
dispositivi di protezione individuale.
Prima di uscire dalla stanza del paziente, rimuovere e smaltire i dispositivi
di protezione utilizzati.
2. Guanti
Indossare i guanti quando si prevede il contatto con sangue o altro
materiale biologico potenzialmente infetto, mucose, cute non integra, o
cute integra potenzialmente colonizzata (ad es. pazienti incontinenti a feci
e urine).
Indossare guanti appropriati per la procedura da effettuare.
o Indossare guanti monouso per lassistenza diretta al paziente
o Indossare guanti monouso o riutilizzabili (tipo domestico) per la
pulizia dellambiente o di presidi medici
Rimuovere i guanti dopo il contatto con il paziente e/o con lambiente
circostante (comprese le attrezzature mediche) usando appropriate
tecniche per prevenire la contaminazione delle mani. Non usare lo stesso
paio di guanti per lassistenza a pi pazienti. Non lavare i guanti per riusarli
in quanto pratica associata alla trasmissione di patogeni.
Cambiare i guanti durante le procedure assistenziali se le mani devono
passare da una parte del corpo contaminata (es. area perineale) ad una
non contaminata (es. faccia).
3. Copricamice
Indossare un copricamice, appropriato per la procedura, per proteggere
la cute e prevenire la contaminazione degli abiti durante le procedure
assistenziali in cui possibile il contatto con sangue, fluidi corporei,
secrezioni, escrezioni.
o Indossare un copricamice nel caso di contatto diretto con
secrezioni o escrezioni non protette.
o Rimuovere il copricamice e lavarsi le mani prima di lasciare la
zona del paziente.
Non riutilizzare il copricamice, neppure per ripetuti contatti sullo stesso
paziente.
Non indicato indossare di routine il copricamice prima di entrare nelle
aree critiche.
4. Dispositivi di protezione per bocca, naso, occhi
Indossare i DPI per proteggere le mucose di occhi, naso e bocca durante
le procedure assistenziali che possano generare schizzi di materiale
biologico (sangue, fluidi corporei, secrezioni e escrezioni). Indossare
singolarmente o in associazione maschere, occhiali di protezione,
schermo facciale in funzione della procedura da effettuare.
Durante le procedure che possono generare aerosol di secrezioni respiratorie (es.
broncoscopia, aspirazione, intubazione etc) indossare, in aggiunta a guanti e
copricamice, schermo facciale completo o maschera con visore trasparente o
maschera e occhiali di protezione per proteggere completamente il viso a meno
che si tratti di pazienti affetti (o sospetti) da agenti microbici per i quali sono
raccomandate particolari precauzioni respiratorie (es. M.Tuberculosis, SARS,
febbri emorragiche virali).





RACCOMANDAZIONI PER LAPPLICAZIONE
DELLE PRECAUZIONI
STANDARD E CONTATTO
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RICOVERO DEL
PAZIENTE


1. Ricoverare il paziente in stanza singola, se disponibile, se rappresenta un
potenziale rischio di trasmissione di malattie per gli altri (es. secrezioni non
protette, escrezioni o ferite secernenti o bambini con sospetta infezione virale
respiratoria o gastrointestinale).
2. Valutare i seguenti fattori per decidere dove ricoverare il paziente:
Via di trasmissione dellagente infettivo
Fattori di rischio di trasmissione legati al paziente
Rischio di eventi avversi risultanti dalla trasmissione di infezioni ad altri
pazienti nelle aree di degenza
Disponibilit di stanze singole
Possibilit di effettuare il cohorting di pazienti con la stessa infezione
ATTREZZATURE
ASSISTENZIALI


1. Stabilire strategie e procedure per il trasporto e la gestione di attrezzature
assistenziali che possono essere contaminate con sangue o fluidi corporei.
2. Rimuovere materiale organico dai dispositivi critici o semicritici prima delle
procedure di disinfezione ad alto livello e di sterilizzazione.
Indossare appropriati DPI nel manipolare dispositivi che sono stati a contatto o che
sono visibilmente contaminati con sangue o fluidi corporei

SANIFICAZIONE
AMBIENTALE




1. Stabilire strategie e procedure appropriate per la sanificazione delle superfici
ambientali in funzione del livello di contatto con il paziente e del grado di
contaminazione.
2. Sanificare le superfici che possono essere facilmente contaminate da patogeni
sia quelle nelle immediate vicinanze del paziente (es. barre del letto, comodini)
che quelle frequentemente toccate durante lassistenza al paziente (es.
maniglie della porta; servizi igienici, etc.) rispetto a superfici a minor rischio
(es. superfici orizzontali delle sale di attesa).
3. Usare efficaci disinfettanti ad attivit microbicida (secondo le indicazioni del
fabbricante) verso i patogeni che pi probabilmente contaminano lambiente
circostante del paziente.
Nel caso in cui non si riesca ad interrompere la catena di trasmissione
per sospetta resistenza ai disinfettanti in uso da parte di alcuni agenti
patogeni (es. rotavirus, C.difficile, norovirus) cambiare il prodotto con
uno pi efficace.
4. Nei reparti che assistono pazienti pediatrici o nelle aree di attesa dotate di
giochi (es. ostetricia/ginecologia), stabilire politiche e procedure per la pulizia e
la disinfezione dei giocattoli da effettuarsi ad intervalli regolari.
5. Seguire le seguenti indicazioni:
o Scegliere giocattoli che possono essere facilmente puliti e disinfettati
o Non consentire luso di peluche
o Pulire e disinfettare giochi fissi (es.scivolo) almeno una volta alla
settimana o quando visibilmente sporchi
o Se i giocattoli vengono facilmente a contatto con la bocca,
risciacquare con acqua dopo la disinfezione; oppure lavare in
lavastoviglie
o Quando necessario sanificare un giocattolo, farlo immediatamente
oppure separarlo dagli altri giocattoli che sono gi puliti e pronti per
luso.
6. Stabilire politiche per la sanificazione di apparecchiature elettroniche multi-
uso, in particolare quelle usate dai pazienti, per lassistenza al paziente e per
le attrezzature mobili spostate frequentemente allinterno o allesterno della
stanza del paziente (es. giornalmente).





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DELLE PRECAUZIONI
STANDARD E CONTATTO
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BIANCHERIA/
TELERIA
Manipolare la biancheria/teleria usata con molta attenzione per evitare la
dispersione di microrganismi e la contaminazione di aria, superfici e persone.

PRATICHE DI
SICUREZZA PER
LE INIEZIONI




Le seguenti raccomandazioni devono essere applicate per luso di aghi, cannule e
sistemi infusionali.
1. Usare tecniche asettiche per evitare la contaminazione dei presidi sterili per
iniezione
2. Non somministrare farmaci con una singola siringa a pi pazienti, anche se
lago o la cannula sulla siringa vengono sostituiti. Aghi, cannule e siringhe
devono essere sterili e monouso; essi non devono essere riutilizzati per un
altro paziente neppure per una medicazione o soluzione che potrebbe essere
usata per un successivo paziente.
3. Usare liquidi e linee infusionali (es. sacche, tubi e connettori) solo per un
singolo paziente e smaltire appropriatamente dopo luso. Qualsiasi siringa,
ago o cannula utilizzata per entrare o connettersi nella sacca o nella linea
infusionale del paziente deve considerarsi contaminata.
4. Non somministrare farmaci da fiale o ampolle a singola dose a pi pazienti o
riunire i residui per utilizzarli successivamente.
5. Se necessario utilizzare fiale multidose, sia gli aghi o cannule e siringhe
usate per il prelievo del farmaco devono essere sterili.
6. Non tenere le fiale multidose nelle immediate vicinanze del paziente e
conservarle in accordo con le raccomandazione del fabbricante; smaltire se la
sterilit stata presumibilmente compromessa.
7. Non usare sacche o bottiglie di liquidi infusionali per pi pazienti.

PROCEDURE PER LA PUNTURA LOMBARE
1. Indossare una maschera chirurgica quando bisogna posizionare un catetere o
iniettare materiale allinterno del canale spinale o dello spazio subdurale (es.
durante mielografia, puntura lombare e spinale o anestesia epidurale).



SICUREZZA
LAVORATORI



Rispettare le indicazioni della normativa per la protezione del personale
dallesposizione a patogeni trasmissibili per via ematica.
Osservare le seguenti indicazioni:
o fare attenzione nella manipolazione di aghi, bisturi e altri strumenti o
dispositivi taglienti, nello smaltimento di taglienti al termine delle
procedure, durante le procedure di pulizia di strumenti usati, durante lo
smaltimento di aghi usati;
o non incappucciare gli aghi usati;
o non manipolare gli aghi usati con entrambe le mani;
o non rivolgere mai la punta dellago verso il corpo;
o utilizzare tecniche in un sol colpo usando una sola mano, o usare
strumenti meccanici progettati per mantenere la protezione dellago;
o non disconnettere manualmente gli aghi dalle siringhe; non piegare,
spezzare o manipolare in qualunque modo gli aghi usati con le mani;
o smaltire aghi, siringhe, lame di bisturi e altri oggetti taglienti in appositi
contenitori resistenti alle punture, che devono essere posti nella posizione
pi pratica e vicina possibile alla zona dellutilizzo;
o sistemare aghi e siringhe riutilizzabili in contenitori resistenti alle punture
per il trasporto alla centrale di sterilizzazione;
utilizzare cannule, boccagli, palloni ambu per la respirazione artificiale o altri
strumenti per la ventilazione, come alternativa alla rianimazione bocca a bocca
nelle aree dove prevedibile ci sia la necessit di manovre di rianimazione





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DELLE PRECAUZIONI
STANDARD E CONTATTO
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PRECAUZIONI CONTATTO
UtiIizzare Ie Precauzioni Contatto, in aggiunta a queIIe Standard, per I'assistenza a tutti i pazienti
con infezione nota o sospetta trasmissibiIe per contatto.









RICOVERO DEL
PAZIENTE



A. STRUTTURE ASSISTENZIALI PER ACUTI
1. Ricoverare iI paziente in stanza singoIa.
In caso di scarsa disponibiIit di stanze singoIe, vaIutare Ie seguenti aIternative
(in ordine di priorit):
o Dar precedenza ai pazienti che presentano condizioni che possono
faciIitare Ia trasmissione dei microrganismi (es.drenaggi non protetti,
incontinenza fecaIe).
o Ricoverare neIIa stessa stanza pazienti infetti o coIonizzati con Io stesso
patogeno e con anaIoghi fattori di rischio.
o Se si ricovera un paziente che richiede Ie Precauzioni Contatto neIIa stanza
di un aItro paziente che non infetto o coIonizzato con Io stesso
microrganismo:
o Evitare di ricoverare i pazienti in isoIamento da contatto neIIa stessa
stanza di soggetti ad aIto rischio di eventi avversi infettivi o con
fattori che possono faciIitare Ia trasmissione (es. immunodepressi,
soggetti con ferite aperte o con probabiIe degenza proIungata).
o Assicurarsi che i pazienti siano separati I'uno daII'aItro (aImeno 1
metro). Predisporre una barriera (tenda) tra i Ietti per minimizzare Ia
possibiIit di contatto diretto.
o Cambiare gIi indumenti di protezione e Iavarsi Ie mani tra un
paziente e I'aItro indipendentemente daI fatto che uno o entrambi i
pazienti sia o no in isoIamento da contatto.

B. STRUTTURE ASSISTENZIALI PER LUNGODEGENTI ED ALTRE STUTTURE
RESIDENZIALI
1. Decidere iI ricovero deI paziente caso per caso, vaIutando i rischi di
infezione per gIi aItri pazienti neIIa stessa stanza e I'impatto psicoIogico
negativo suI paziente infetto o coIonizzato.

C. STRUTTURE ASSISTENZIALI AMBULATORIALI
NeIIe strutture ambuIatoriaIi, portare iI paziente in un ambuIatorio o in un box di
isoIamento neI pi breve tempo possibiIe.

DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
INDIVIDUALE
(DPI)


GUANTI GUANTI GUANTI GUANTI
1. Indossare i guanti ogni voIta che si viene in contatto con Ia cute integra deI
paziente o con superfici ed oggetti in prossimit deI paziente (es.
attrezzature mediche, barra deI Ietto). Indossare i guanti appena entrati
neIIa stanza.
COPRICAMICI COPRICAMICI COPRICAMICI COPRICAMICI
1. Indossare iI copricamice prima di entrare neIIa stanza se si prevede che i
propri abiti possano venire a contatto con iI paziente, Ie superfici ambientaIi
potenziaImente contaminate o attrezzature in prossimit deI paziente.
Rimuovere iI copricamice e Iavarsi Ie mani prima di Iasciare Ia stanza deI
paziente.
2. Dopo aver toIto iI copricamice assicurarsi che gIi abiti e Ia cute non entrino
in contatto con superfici ambientaIi potenziaImente contaminate per evitare
di trasferire microrganismi ad aItri pazienti o aII'ambiente.





RACCOMANDAZIONI PER LAPPLICAZIONE
DELLE PRECAUZIONI
STANDARD E CONTATTO
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PRECAUZIONI CONTATTO (continua)
TRASPORTO DEL
PAZIENTE


1. In strutture assistenziaIi per acuti o Iungodegenze o in aItre
strutture assistenziaIi Iimitare a fini strettamente assistenziaIi iI
trasporto e i movimenti deI paziente fuori daIIa stanza di degenza.
2. Se iI paziente deve essere trasportato fuori, assicurarsi che Ie aree
coIonizzate o infette siano opportunamente protette e coperte.
3. Rimuovere i DPI contaminati e Iavarsi Ie mani prima di procedere aI
trasporto deI paziente.
4. Indossare DPI puIiti per prendere iI paziente quando stata
raggiunta Ia destinazione.





ATTREZZATURE
ASSISTENZIALI



1. Gestire Ie attrezzature assistenziaIi secondo Ie indicazioni deIIe
Precauzioni Standard.
2. In strutture assistenziaIi per acuti o Iungodegenze o in aItre
strutture residenziaIi usare strumenti non critici monouso per
I'assistenza aI paziente (es. manicotto per Ia misurazione deIIa
pressione) oppure riservare gIi strumenti per I'assistenza aI
paziente evitando Ia condivisione di taIi presidi tra pi pazienti. Se
ci non fosse possibiIe, puIirIi e disinfettarIi adeguatamente prima di
utiIizzarIi per un aItro paziente.
In assistenza domiciIiare
1. Limitare Ia quantit di presidi "non monouso" da portare a casa deI
paziente. Quando possibiIe, Iasciare i presidi a casa deI paziente
fino aI termine deII'assistenza domiciIiare.
2. Se gIi strumenti non critici (es. stetoscopio) non possono essere
Iasciati a casa, puIirIi e disinfettarIi prima di riportarIi via, utiIizzando
un disinfettante di IiveIIo intermedio/basso, oppure porre i presidi
riutiIizzabiIi in una busta di pIastica per iI trasporto e
successivamente provvedere a puIizia e disinfezione.
In assistenza ambuIatoriaIe
1. Inserire in buste di pIastica i dispositivi non critici riutiIizzabiIi
contaminati per iI trasporto e successivamente provvedere a puIizia
e disinfezione.
SANIFICAZIONE SANIFICAZIONE SANIFICAZIONE SANIFICAZIONE
AMBIENTALE AMBIENTALE AMBIENTALE AMBIENTALE


Assicurarsi che la stanza del paziente sia frequentemente (es. almeno
giornalmente) pulita e disinfettata mirando lattenzione ai punti critici (es. barra
del letto, comodino, superfici dei servizi igienici, pomello della porta) e alle
attrezzature nelle immediate vicinanze del paziente.

INTERROMPERE LE PRECAUZIONI CONTATTO DOPO LA RISOLUZIONE DI SEGNI E SINTOMI O INTERROMPERE LE PRECAUZIONI CONTATTO DOPO LA RISOLUZIONE DI SEGNI E SINTOMI O INTERROMPERE LE PRECAUZIONI CONTATTO DOPO LA RISOLUZIONE DI SEGNI E SINTOMI O INTERROMPERE LE PRECAUZIONI CONTATTO DOPO LA RISOLUZIONE DI SEGNI E SINTOMI O
IN CONFORMITA' CON LE RACCOMANDAZIONI PER SPECIFICI MICRORGANISMI IN CONFORMITA' CON LE RACCOMANDAZIONI PER SPECIFICI MICRORGANISMI IN CONFORMITA' CON LE RACCOMANDAZIONI PER SPECIFICI MICRORGANISMI IN CONFORMITA' CON LE RACCOMANDAZIONI PER SPECIFICI MICRORGANISMI






Scheda analitica di ogni caso
M01PT04
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Data 01/07/08
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CASO N. DATA ____/____/____
Componente Gruppo Operativo che conduce lindagine ...

Persona
Cognome Nome Data di nascita / /

Et Sesso M F n. cartella
Diagnosi di ricovero..
Luogo
Ospedale.. Unit operativa .
Provenienza:
Domicilio
trasferito da UO interna allospedale specificare)
trasferito da UO di altra struttura sanitaria (specificare)..
Altro (specificare)
Esito del ricovero dimesso trasferito presso deceduto
Tempo
Percorso intraospedaliero
Data / / Unit operativa Camera n. n. posti letto n. letto
..
Data / / Unit operativa Camera n. n. posti letto n. letto
..
Data / / Unit operativa Camera n. n. posti letto n. letto
..
Data / / Unit operativa Camera n. n. posti letto n. letto
..
Data / / Unit operativa Camera n. n. posti letto n. letto
..
Interventi chirurgici
Data / / intervento eseguito presso

Data / / intervento eseguito presso

Procedure invasive
Data / / procedura eseguita presso dispositivo usato

Data / / procedura eseguita presso dispositivo usato

Data / / procedura eseguita presso dispositivo usato

Data / / procedura eseguita presso dispositivo usato

Note



La seguente scheda va compilata per ogni caso di scabbia accertato o anche solo
sospetto e va allegata alla indagine epidemiologica a cura del Gruppo Operativo



Elenco dei contatti (operatori sanitari)
con il caso di scabbia.
M02PT04
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Data 01/07/08
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DATA
COGNOME E
NOME
QUALIF.
ATTIVITA ALLATTO
DELLESPOSIZIONE
TIPO DI CONTATTO
(a cura della Direzione
Medica Ospedaliera)

Alto rischio
Basso rischio
Alto rischio
Basso rischio
Alto rischio
Basso rischio

Alto rischio
Basso rischio
Alto rischio
Basso rischio

Alto rischio
Basso rischio

Alto rischio
Basso rischio
Alto rischio
Basso rischio

Alto rischio
Basso rischio
Alto rischio
Basso rischio
Alto rischio
Basso rischio

Alto rischio
Basso rischio
Alto rischio
Basso rischio
Alto rischio
Basso rischio

Alto rischio
Basso rischio



DATA FIRMA Responsabile/Coordinatore SOD




DA TRASMETTERE ALLA ASSISTENTE SANITARIA DI DIREZIONE MEDICA OSPEDALIERA




Elenco dei contatti
(altri pazienti, familiari, visitatori, ecc.)
con il caso di scabbia.
M03PT04
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Data 01/07/08
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DATA COGNOME E NOME
RECAPITO
TELEFONICO
TIPO DI ESPOSIZIONE

















DATA FIRMA Responsabile/Coordinatore SOD

DA TRASMETTERE ALLA ASSISTENTE SANITARIA DI DIREZIONE MEDICA OSPEDALIERA