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Mutamento fonetico «f → h» dello spagnolo

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Il mutamento fonetico «f → h» dello spagnolo è uno dei tratti più caratteristici del castigliano che lo distingue dalle altre lingue
romanze (sebbene lo sia anche per il guascone e, sporadicamente, per altri dialetti romanzi). Il fenomeno consiste nel fatto che, in
certe condizioni fonologiche, la f- iniziale latina si converte in una h- aspirata che in seguito sparisce nelle varietà standard dello
spagnolo, benché in diversi dialetti si conservi la sua pronuncia in alcune parole, soprattutto in buona parte dell'Andalusia,
Estremadura e America latina (e si mantiene anche nei dialetti orientali dell'asturiano, così come nelle zone montane[1] ed
estremaduregne). In questo articolo si mostrano alcuni studi effettuati sul fenomeno con suoi risultati, così come alcune delle teorie e
ipotesi sulle cause che vi hanno contribuito.

Indice
Il fonema /f/ nella fonologia latina
Il posto di /f/ nel sistema consonantico
La pronuncia di /f/ era veramente [f]?
Evoluzione di /f/ in castigliano
Possibili allofoni e loro distribuzione
Prime testimonianze scritte del mutamento nella Castiglia storica
Il contesto fonologico
Il mutamento /f /> /h/ e il bilinguismo basco-latino
Argomenti a favore del substrato basco
Obiezioni contro le teorie substratiste
Ipotesi alternative
Conclusioni
Note
Fonti
Voci correlate
Collegamenti esterni

Il fonema /f/ nella fonologia latina

Il posto di /f/ nel sistema consonantico


Nelle parole originali latine, la /f/ poteva apparire solamente in posizione iniziale, mentre in posizione intermedia era presente
soltanto nei prestiti da altre lingue (p. es. RUFUS 'rojizo', in it. rossiccio). Naturalmente, anche nelle parole prefissate il cui secondo
elemento iniziava con una F-, dove questa poteva stare in posizione intermedia: DE-FENDERE 'defender', CON-FUNDERE 'confundir'
ecc. Questo suono, essendo l'unica fricativa labiale senza fare coppia con nessun'altra (le altre fricative erano /s/ e /h/, quest'ultima
scomparsa dalla parlata verso il I secolo), si adattava molto instabilmente al sistema consonantico, di conseguenza restava facilmente
sottoposta ai mutamenti dell'evoluzione fonetica.[2]

La pronuncia di /f/ era veramente [f]?


Oltre a quanto detto precedentemente, è possibile che il suono
rappresentato dal grafema F non fosse labiodentale, ma piuttosto
bilabiale [ɸ], sebbene ciò sia molto difficile da verificare. Inoltre,
essendo la /f/ un fonema isolato, avrebbe potuto avere due allofoni
nella pronuncia. Alcuni ricercatori considerano ciò un tratto
esclusivo sviluppato dal castigliano, per influsso delle lingue
indoeuropee parlate nella zona dove si è originata la lingua,
sebbene probabilmente non fosse una realizzazione tipicamente
estesa in Hispania. Questa ipotesi, benché possibile, non è
convalidata da prove. Ad ogni modo, sembra più possibile che nei
dialetti ibero-romanzi la pronuncia più generalizzata fosse quella
bilabiale.

La realizzazione fonica labiodentale di /f/, che si trova nel catalano,


francese, italiano, portoghese e rumeno, poteva sorgere, forse, per
analogia con il mutamento[β] > [v], mediante il quale, la originaria Principali popoli della Penisola iberica pre-romana le
cui lingue paleoispaniche avrebbero potuto influire
semivocale /w/ del latino – dopo una fase di articolazione tardiva
nel processo.
come [β] – si consolidò in una /v/ labiodentale in dette lingue.
Quest'ultima fase evolutiva, tuttavia, non venne terminata nelle
zone settentrionali della Penisola iberica, vale a dire: se ipotizziamo che la /f/ avesse potuto avere un'articolazione labiodentale, non
[3].
avrebbe comportato una coppia sonora, pertanto non si sarebbe adeguata al sistema di consonanti

Evoluzione di /f/ in castigliano

Possibili allofoni e loro distribuzione


La realizzazione del fonema /f/ come fricativo bilabiale [ɸ], risulta piuttosto instabile, per questa ragione tende a subire alcuni
cambiamenti nella sua realizzazione fonetica in base ai suoni con cui entra in contatto. Così, l'articolazione [ɸ], dipendendo dal
contesto fonologico, poteva avere realizzazioni di tipofortis o di tipo lenis. Si presume che avesse tre allofoni:

[h] davanti alle vocali velari /o, u/,


[hɸ] (trascrivibile anche con[ɸh]) davanti alla semivocale /w/, e
[ɸ] nelle altre posizioni, vale a dire, davanti alle vocali /i, e, a/ e alleconsonanti /j, r, l/.
Quando un fonema possiede diversi allofoni, come in questo caso la /f/, è sempre sottoposto a mutamenti potenziali per quanto
concerne la distribuzione degli allofoni. Alcune condizioni fonologiche possono raffozzare (p. es., preceduta da una nasale /-nf-/, o
dalle liquide /-fl-, -fr-/) oppure rilasciare l'articolazione, fino a pervenire a una semplice aspirazione. Nel dialetto guascone della
lingua occitana, indipendentemente dal contesto fonetico, questa articolazione [h] si è generalizzata in tutte le posizioni; mentre nel
castigliano, solamente davanti a vocali (tranne nel dittongo ue».
« Vedi anche la sezione contesto fonologico):

FRATRE > hray 'hermano' [fratello], cast.fraile (fray) [frate]


FRUCTU > heruto, cast. fruto [frutto]
FLORE > hlor, cast. flor [fiore]
FESTA > hèsta, cast. fiesta [festa]
FILU > híu, cast. hilo o filo [filo]
FATU > hado (anche in cast.) [fato, caso]
CONFINE > couhí, cast. confín [confine]
PROFUNDU > prouhoun, cast. profundo [profondo]

È necessario menzionare il fatto che anche in altre regioni della Romània si è concluso questo tipo di mutamento, per es., in alcune
zone calabre, in Italia, troviamo h- al posto della F- latina:

FABA > hava (cast. haba) [fava],


FEMINA > hímmina (cast. hembra) [femmina],
FERRU > hierru (cast. hierro) [ferro],
FICU > hicu (cast. higo) [fico].

Ci sono anche apparizioni nel nord B


( rescia):

FAMEN > ham (cast. hambre) [fame],


FEBRUARIU > hebrer (cast. febrero), [febbraio]
FOLIA > hoja (cast. hoja) [foglia].

Il mutamento è inoltre comune nei dialetti ruralirumeni, così come nel macedorumeno e meglenorumeno:

FILIU > hiu (cast. hijo) [figlio],


FERRU > hier (cast. hierro) [ferro].

In alcune aree isolate dellaSardegna, la f- è scomparsa completamente:

FOCU > oku (cast. fuego),


FUMU > ummu (cast. humo).[4]

Prime testimonianze scritte del mutamento nella Castiglia storica


La documentazione più antica che attesta il mutamento /f /> /h/ o la perdita completa di /f/ nella Castilla storica (incluso La Rioja), è
del IX secolo. In uno dei documenti, dell'anno 863, il nome latino FORTICIUS appare nella forma Ortiço; poi, in un altro, del 927,
nella forma Hortiço. Dall'XI secolo, il numero di apparizioni aumenta, e non solo in Castiglia, ma anche in altri territori. Come si può
ben vedere negli esempi, ammesso che il cambiamento già fosse apparso sporadicamente nella scrittura, poteva effettuarsi molto
tempo prima in forma orale.[4]

Non si sa con certezza, tuttavia, se questa realizzazione fonica innovatrice fosse generalizzata in tutto il territorio castigliano.
Probabilmente era in uso propriamente solo nelle classi sociali più basse; è possibile che le classi colte e più conservatrici
pronunciassero una [f] o [ɸ] in tutte le posizioni, oppure poteva accadere che l'aspirazione [h] si articolasse solo davanti a vocali
velari. In un modo o nell'altro, non si sarebbero potuto trarre conseguenze definitive fino a che questa evoluzione fonetica non fosse
venuta a consolidarsi nella forma scritta, dato che nel corso dei secoli, l'aspirazione era rappresentata anche dal grafema f-. Ciò viene
anche confermato nel Poema del Mío Cid, dove la preposizione di origine araba, hasta (< ḥatta) appare nella forma fasta. Allo stesso
tempo, il castigliano prese la parola araba al-ḥanbal pronunciandola alfombra [tappeto]. Tutto questo indica che, in realtà, i parlanti
non potevano percepire la differenza acustica tra le realizzazioni [f] e [h], come pensa Alarcos Llorach (1951, 39):[5][6]

«La sensazione del parlante era che la sostituzione di h con f non comportasse nessun cambio di significato;
fonologicamente, erano varianti di un solo fonema. Per i dotti, tra queste due varianti vi era una certa relazione
valutativa: la f era più colta, la h più rustica; entrambi i suoni saranno, in seguito, varianti stilistiche di un solo
fonema.»

Il contesto fonologico
Come si è potuto vedere precedentemente, nel castigliano si venne a generalizzare l'articolazione aspirata con [h] in tutte le posizioni
prevocaliche:

FACERE > hacer


FEMINA > hembra
FERRU > hierro
FILIU > hijo
FOLIA > hoja
FUMU > humo
alcune eccezioni (generalmentecolte) sono: febrero, fiebre, fiesta, filo, fin.
Anche le parole prefissate hanno subito la medesima evoluzione in quanto i parlanti le percepivano come tali:

OFFOCARE > ahogar [soffocare]


SUFFUMARE > sahumar [affumicare]

In caso contrario, la -F- intervocalica evolvette, normalmente, verso una [β] (rappresentata da v o b nella forma scritta), per analogia
con l'evoluzione delle occlusive sorde originali:

PROFECTU > provecho [profitto]


RAPHANU (< gr. ῥάφανος) > rábano [ravanello]

Nel castigliano antico, la sequenza -NF- diede -f (o -ff-): INFANTE > ifante o iffante, che successivamente si consolidò nella forma
etimologica infante dello spagnolo contemporaneo.

La F- si è conservata davanti alle consonanti, così come davanti alla semivocale [w] (tranne in Andalusia e in alcune zone dialettali
dell'America latina, dove si pronuncia come un'aspirata o una fricativa velare in questa posizione); ciò si spiega con il fatto che la [w]
ha avuto un'articolazione labiale che poteva agevolare nella conservazione in quanto tale l'articolazione della altrettanto labiale [ɸ] o
[f]:

FLORE > flor


FRIGIDU > frío
FORTE > fuerte
FUIMUS > fuimos

Vi sono, tuttavia, pochi altri esempi in cui il gruppo FL- perde la F- iniziale (p. es., FLACCIDU > lacio), facendo supporre che in
alcune rare occasioni poteva, a volte, comparire l'aspirazione [hl-]; nonostante nella maggioranza dei casi la f si conservi in questo
contesto (è probabile che qui altri fattori siano intervenuti, per es. la palatalizzazione in cui si viene a perdere poi l'occlusiva dei
gruppi iniziali CL- e PL-).

Il mutamento /f /> /h/ e il bilinguismo basco-latino

Argomenti a favore del substrato basco


Una delle spiegazioni più generali e accettate sulle possibili cause del fenomeno viene attribuita a Ramón Menéndez Pidal. Secondo
costui, ciò che diede inizio al mutamento fu il substrato basco-cantabro-iberico. In sintesi, egli sostiene che i baschi e i cantabrici (e
presumibilmente anche gli iberi), le cui lingue mancano del suono [f], la vennero a sostituire aspirandola in [h] che, acusticamente,
era il suono più vicino. Ciò concorda con il fatto che le prime tracce scritte in merito al mutamento sorsero nella Castiglia
settentrionale, che erano zone confinanti con le quelle di lingua basca e, ancor più nell'altro lato dei Pirenei, in Guascogna, abitata
ugualmente in origine da popolazioni che parlavano nell'
antichità l'euskera o una lingua similare.

Anche se lo stesso mutamento venne a svilupparsi in altre regioni dellaRomània, solamente il castigliano e ilguascone sono le lingue
nelle quali questo fenomeno si è consolidato e generalizzato, in quanto si tratta di due aree in cui è attestato la presenza antica di
popolazioni basco-aquitane anteriori alla conquista romana.

Obiezioni contro le teorie substratiste


La teoria esposta nella sezione precedente sembra abbastanza ragionevole a prima vista. Tuttavia vi sono alcune obiezioni nei suoi
confronti. Prima di tutto, in base alle conoscenze oggi disponibili, non si sa se il suono aspirato [h] esistesse nel basco medievale, ma
non lo si può escludere a priori. Davanti a questa incertezza può sorgere la questione sul fatto se questa [h] avesse veramente
sostituito la [f] (la quale, secondo Menéndez Pidal, era definitivamente articolata in modo labiodentale e non bilabiale) e,
secondariamente, se sia certo che i bascofoni non fossero stati capaci di pronunciare la [f] labiodentale (considerando che in alcuni
dialetti euskera, quella che precedentemente era una bilabiale fricativa, evolvette verso una [f] labiodentale in posizione
intervocalica). Il filologo bascoKoldo Mitxelena afferma precisamente che (1957, 126):[7][8]
«...i baschi non sembrano avere trovato troppe difficoltà nel pronunciarla a cominciare da periodi piuttosto
arcaici.»

Altro argomento contro il substrato basco riguarda il fatto che, nel romanzo di Navarra, regione dove vivevano un gran numero di
bascofoni, la /f/ iniziale si sia conservata. Pertanto, se la presenza di una popolazione numerosa basca fosse stata un fattore così
importante, si sarebbe potuto allora ipotizzare la possibilità di un qualche ef
fetto sul dialetto romanzo navarrese.

Altri si sono accostati al problema con progetti più generali. Dato che il mutamento /f /> /h/ appare anche in altre regioni di lingua
neolatina, perché si dovrebbe porlo in relazione per forza con un substrato basco? Alcuni ricercatori considerano il fatto che se il
fenomeno potesse essere spiegato da cause interne strutturali della lingua, non sarebbe necessario cercare ulteriori motivi. Così,
ragiona Malmberg (1958; 1961, 75)[9][10] se partiamo dal fatto che il fenomeno fa riferimento alla perdita di un tratto articolatorio,
vale a dire quello della labialità, in alcune aree isolate degli altri dialetti romanici occidentali, non necessariamente devono esserci
altre cause che ne inizino il cambiamento.

Ipotesi alternative
Oltre alle teorie esposte precedentemente, ci sono stati studiosi che hanno analizzato il problema in base ad aspetti più astratti. Così
per esempio, il filologo spagnolo di grande fama, Gregorio Salvador, membro attuale della Real Academia Española, presentò nel
1983 la sua «Hipótesis geológica», seconda la quale la causa principale motivante del fenomeno era il fatto che i castiglianofoni
primitivi perdettero la loro dentatura per mancanza di fluoro nelle acque di Castiglia. Seguendo la sua ipotesi, si effettuarono perfino
varie analisi idrologiche in Castiglia e Aragona; i risultati, tuttavia, hanno dimostrato che non vi sono differenze significative tra la
composizione delle acque nelle due regioni, per quanto concerne lo scarso contenuto di fluoro. Nel 1986, José Ramón Maruri
dell'Università di Navarra, reagì ironicamente alla teoria di Salvador, facendo la seguente riflessione:[11]

«È evidente che, se i denti dei castigliani primitivi non resistettero all'azione distruttrice delle acque, la stessa
sorte avrebbero dovuto correre i denti degli alto-aragonesi. Non si spiegherebbe, poi, come mai se li siano
sistemati questi sdentati per mantenere intatta la F- iniziale latina che gli altri perderono con la dentatura.
Nell'ipotesi di Salvador non vi è alcuna faglia… geologica

Conclusioni
Il problema delle teorie conosciute fino a oggi è quello dovuto alla eccessiva semplificazione della questione. I ricercatori, sia i
seguaci delle ipotesi substratiste che i suoi oppositori, cercarono di spiegare il mutamento tramite un'unica e semplice causa, quando,
a volte, un solo fattore non è l'unico responsabile di un cambiamento linguistico, ma il processo che lo determina può essere più
complesso.

Coloro che posero il fenomeno in relazione con il substrato basco, non hanno spiegato dettagliatamente come si sarebbe potuto
attuare e nemmeno hanno esaminato altre circostanze. Naturalmente, l'utilizzo della parola «substrato» non riesce molto felice in
questo caso, poiché ciò suppone che l'evoluzione si sarebbe svolta in epoca romana, allorché i conquistatori latini si insediarono nella
Penisola. Tuttavia, dai documenti disponibili risulta chiaramente che il mutamento fonetico deve essersi verificato intorno ai secoli
adstrato» piuttosto che al «substrato».[12]
VIII e X, pertanto sarebbe, forse, più opportuno parlare di influenza dovuta all'«

Allo stesso tempo, coloro che si opponevano alle teorie di substrato scartarono la possibilità che il bilinguismo basco-romanzo abbia
avuto un qualche ruolo nel cambiamento. Coloro che hanno cercato di spiegare il fenomeno con argomenti più generali, come il fatto
che «apparve anche in altri luoghi della Romània», non hanno tenuto conto che la medesima evoluzione fonetica possa essere
provocata da cause distinte nei diversi territori.

Riassumendo, si può dire che nessuno ha analizzato in modo soddisfacente la complessità del fenomeno, vale a dire, che sia il
bilinguismo basco-romanzo che le cause strutturali interne della lingua avrebbero potuto intervenire nella realizzazione del
mutamento. Altro problema deplorevole è che, sebbene di recente si siano realizzate nuove ricerche al riguardo, i risultati di queste
sono stati ignorati anche dalle nuovissime pubblicazioni linguistiche. Per concludere, merita la pena di menzionare che la f- che
appare nelle parole dello spagnolo attuale, è stata reintrodotta nella lingua tramite cultismi e semicultismi.

Note
1. ^ (ES ) Adriano García-Lomas, El Lenguaje Popular de la Cantabria Montañesa. Fonética, Recopilación de oces,
V
Juegos, Industrias Populares, Refranes y Modismos , 2ª, Aldus Artes Gráficas Santander, 1966.
2. ^ Lloyd, From Latin to Spanish, op. cit., pag. 212
3. ^ Lloyd, From Latin to Spanish, op. cit., pag. 213
4. ^ a b Lloyd, From Latin to Spanish, op. cit., pag. 215
5. ^ Alarcos Llorach, Emilio. 1951.Alternancia de f y h en los arabismos. Archivum 1.29–41.
6. ^ Lloyd, From Latin to Spanish, op. cit., pag. 218, rif. pag. 370
7. ^ Michelena, Luis. 1957.Las antiguas consonantes vascas. Catalán 1957b, 113–58.
8. ^ Lloyd, From Latin to Spanish, op. cit., pag. 219, rif. pag. 382
9. ^ Malmberg, Bertil. 1958.Le passage castillan f > h — perte d'un trait redondant?Cercatări de lingvistică, 3.337–43;
anche in Phonétique générale et romane, La Haya, Parigi: Mouton, 1971, 459–63; e inoltre nel: 1961.Lingüistique
ibérique et ibéro-romane. Problèmes et méthodes.StL 15.57–113.
10. ^ Lloyd, From Latin to Spanish, op. cit., pag. 220, rif. pag. 380-381
11. ^ (ES ) Discusión de la Hipótesis geológica de Gregorio Salvador(PDF ), Servicio de Publicaciones de la Universidad
de Navarra. URL consultato il 18 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 3 aprile 2010).
12. ^ Lloyd, From Latin to Spanish, op. cit., pagg. 220-221

Fonti
(EN ) Paul M. Lloyd, From Latin to Spanish, vol. 1, Filadelfia, American Philosophical Society
, 1987. URL consultato il 29
gennaio 2011.
(ES ) Historia de la lengua española, Rafael Cano (coordinatore), Ariel Lingüística,Barcellona, 2005.
, Manuel Alvar (direttore), 4ta. edizione, Ariel
(ES ) Manual de dialectología hispánica. El Español de España
Lingüística, Barcellona,1996, 2007.

Voci correlate
Storia della lingua spagnola
Castigliano antico
Riorganizzazione delle sibilanti dello spagnolo
Confronto dei sistemi fonetici latino e spagnolo

Collegamenti esterni
Diccionario de lengua española(Real Academia Española)

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