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ALFABETO CONQUISTATO

ALFABETIZZAZIONE XVIII SECOLO


- Obiettivo: delineare modalità e caratteri essenziali dei processi di apprendimento
di prima acculturazione
. riguardo a aree rurali e ceti non abbienti
- NO scolarizzazione Né legata a età infantile
. scuola NON tappa obbligatoria
. solo nel xviii secolo tradizioni diverse si compongono nelle aule
1) Cultura professionale dei chierici (scrittura e commento classici)
2) Cultura tecnica mercanti (dati contabili e pratiche d’affari)
3) Lettura catechista
- Triade leggere, scrivere e far di conto non concepiti come sapere unitario
- Unica alfabetizzazione essenziale era quella religiosa:
. primo progetto acculturazione massa nasce nel corso del xvi secolo sotto egida
delle chiese

LETTURA:
- Insegnamento lettura rimane a lungo subordinato e finalizzato a indottrinamento
religioso
. in Italia ferrea censura sui volgarizzamenti scrittura espropriano gamma di libri
anche a contenuto biblico
. catechismi, satteri (finalizzato a memorizzazione e scrittura alfabeto in
maiuscolo e minuscolo), raccolta cantici e preghiere, esercizi cristiani
. al di là, gusto e curiosità per i libri stimolati da ambiente, da contesto sociale e
professionale
- Anche nel 700 alfabetizzazione legata a latino
. lingua volgare rimane ai margini di processo
. libri accompagnati da immagini per messaggio immediato in mondo di semi
analfabeti
. accanto a immagini elemento a funzione didattica: musica per aiutare la
memoria
 Reclutamento insegnanti: maestria nel canto gregoriano capacità anteposta a
competenze didattiche
- Apprendimento basato su declamazione della memoria: si imparavano i testi per
poterli leggere
. competenza acquisita fragile e precaria
. non viene assicurato l’accesso al senso (raggiunto dai colleghi latini su base di
esercizi ripetuti e graduati legata ad interpretazione classici)
- Supporti materiali primi alfabeti: terra cotta, metalli, tessuto, cuoio, paste dolci
. carta rappresenta inconvenienti vista la facile rottura
- Fino a 700 concetto di libro scolastico appare estraneo a didattica
. frequenza libri di risma: venduti a foglio
. si insegnava a leggere anche romanzi e poemi cavallereschi (amati e conosciuti
dal popolo)
. durante 700 si affronta tema dell’insegnamento in volgare
. uno dei maggiori problemi è applicazione vecchio metodo dell’insegnamento
individuale che porta spreco di tempo:
 Passaggio tra leggere lettera per lettera e leggere parola richiede molto tempo
 Restricted literacy: alfabetizzazione socialmente limitata e intellettualmente
segmentata
- Problema differenti tipi grafici:
. tutti dovevano imparare alfabeto scrittura a stampa e corsivo per decifrare
manoscritti e scrivere
 Mancanza di specifici libri di esercizi faceva sì che ognuno portasse a scuola
vecchi documenti di famiglia su cui lavorare
 Solo a fine 700 a partire dalla Germania cominciano a diffondersi modelli di
calligrafia differente e si fa strada principio che lettura e scrittura vadano
insegnante contemporaneamente

SCRITTURA:
- Decidere di imparare a scrivere presupponeva obbiettivi precisi commisurati a
destino sociale e professionale
- Forma di apprendistato meno flessibile di altre e trasmissione entro
- Nel 700 ancora no funzione unica dello scrivere, ciascun ceto alfabetizzato
attribuiva a questa capacità significati e limiti diversi
. bisogno di scrivere avvertito come indispensabile solo se legato o imposto da
attività quotidiane
. scrittura risulta a lungo limitata e condizionata da suo complesso modo di
apprendimento
. nella scuola si fa progressivo passaggio di alfabetizzazione da leggere
solamente a leggere e scrivere contemporaneamente
- Per lungo tempo insegnare a scrivere significa insegnare a tracciare simboli
alfabeto, mentre capacità comporre testo corretto rilegata a collegio
- Due accesso alla scrittura in età moderna:
1) Scuola latina: apprendistato veloce, indifferenza verso calligrafia, ortografia
e sintassi né grammatica volgare
2) Scuola di scrittura e aritmetica mercantile: rivolte a borghesia commerciale
(eleganza e precisione, no struttura del discorso)
- I problemi:
1) Forte valore simbolico attribuito a segno tracciato da mano che ottiene il
potere
2) Scrittura concepita come forma di disciplinamento non solo linguistico
3) Percorsi disorganizzati e male posti per gruppi popolani
4) Per autodidatti esistevano alfabeti e operine a stampa ma producevano
variegata gamma di tipi di scrittura differente
5) Didattica scrittura ostacolata dai più colti
- Rari i profili del vero e proprio maestro di scrittura che occupava posizione più
umile degli amanuensi e aveva bisogno di altri lavori per sopravvivenza, spesso
stato sociale umile e basso e conoscenza latino insufficiente
. anche i diversi personaggi che lavoravano su scrittura vedevano di cattivo
occhio didattica della scrittura nelle scuole (autori, commercianti, professionisti)
- I libri di calligrafia erano venduti come fogli non relegati, costo alto
. per le classi più povere semplice calamaio con canna sottile e materiali più
poveri (la carta costava molto)
- Il procedimento chiave della pratica di scrittura riguardava innanzi tutto
l’affilatura del pennino che faceva l’istruttore per quasi tutto il periodo della
lezione levando quindi molto tempo alla didattica
. alfabetismo spezzato: tempi lunghi, procedure complicate, materiali costosi e
fragili

FAR DI CONTO:
- Per lungo tempo aritmetica relegata a margini didattica ufficiale e vista come
forma specialistica dei mercanti soprattutto nelle campagne
- Nelle zone urbane si stava affermando didattica legata a rete di scuole d’abaco
o aritmetica mercantile anche se spiccava preferenza per procedimenti che
evitassero impiego calcolo e con utilizzo prontuari di conti fatti, tavole
moltiplicazione, di cambi e di pesi e misure
- Scuole parrocchiali: uniche per più poveri che miravano ad indottrinamento
religioso più che didattica
- Apprendimento aritmetica diversi canali
- Problemi di assimilazione e comprensione per chi non aveva dimestichezza con
libri e affari e veniva da famiglie povere
. una volta assimilati i numeri arabi far di conto riscontrava difficoltà: assenza
adeguato corredo didattico, difficoltà maneggiare penna, poco tempo a
disposizione, materiali poveri
 Fino a 700 usato metodo calcolo con i gettoni

- Scarsità materiali didattici


- Da una parte non tutti sapevano usare i testi, dall’altra per superare problemi
delle stampe copie pirata si tentò di semplificare i numeri dei testi si tentò di
semplificare i numeri dei testi (sotto supervisione e dette di Scolopi)
- Insegnamento simultaneo: necessità di lavagna (punto focale lavoro in classe) e
tabelloni murali (tabella alfabeto e sillabe)
. nuovo sistema si articolavo in tre moduli:
1) Scuole comuni: aperte ad ogni borgata per insegnamento lettere, scrittura e
catechismo
2) Scuole principali: in ogni distretto che faceva anche latino, geografia,
geometria e meccanica
3) Scuole normali: nei capoluoghi di provincia per la preparazione del maestro
 In scuole lombarde si intendeva tipo insegnamento che sceglieva lingua
italiana con insegnamento simultaneo di gruppo, apprendimento congiunto
di scrittura e lettura, tabelle murali riassuntive, libri di testo chiari e facili
 Diventa d’esempio per l’insegnamento
4) Storia della scuola di Sassetti: decise di utilizzare metodo normale suscitando
indignazione
. richiedeva stretta disciplina in classe in contrasto con vecchio disordine
. contenuti lezioni differenti e variegati utilizzando nuovi libri di testo
. abbandona latino per prediligere volgare
. introduce sistema mutuo insegnamento che si basa su principio di delega a
gruppi di monitori scelti tra allievi più capaci
 Metodo messo a punto da Bell e Lancaster
. traduce libri
. crea tabelle da appendere in classe
. organizza classi
. compila orari e regolamenti
. utilizza marche premio e castigo per alunni
 Scuole normali viste come aggravio di soldi levato ai collegi latini oltre a
difficile radicamento scuole d’alfabeto
 Contrasto maggiore insegnamento in lingua volgare perché: a) tradizioni
radicali si opponevano a cancellazione del latino; b) testi in italiano
risultavano troppo complessi per l’Italia rurale
 Sassetti suggeriva di iniziare frasi in vernacolo man mano più complesse
e tradurle in italiano, per poi fare domande in italiano e far rispondere gli
alunni nella stessa lingua
- Alle fine del 700: popolani parlano dialetto, ceto dirigente parla dialetto-italiano,
la comunicazione scientifica in latino, sociabilità mondana in francese
- Problemi principali scuola fino a 700:
1) Mancanza materiali adeguati
2) Strutture non idonee ad educazione
3) Lingua italiana più complessa e di difficile utilizzo in campagne
4) Insegnanti non preparati su tutte le materie
5) Forte lavoro minorile inesistente nelle campagne
6) Sistema di insegnamento non adeguato
7) Cronica mancanza di fondi
- Seconda metà 700: nuove politiche e interessi riguardo a insegnamento,
difficoltà a orientarsi tra metodo antico e metodo nuovo normale
. discriminazione sempre più netta tra campagne e città
- Nell’800 intralcia la didattica la mancanza di strumenti minimi del lavoro
quotidiano (penna, carta, matite, inchiostro)
. Giovanni Scopoli (1809 direttore della pubblica istruzione) sfoltisce lungo
metodo mettendo maestri sotto maggiore sorveglianza e dando cure a
organizzazione didattica

MAESTRI E MAESTRE
- Interventi svolti nel secondo 700 si focalizzano su autorità docenti
. alla fine di antico regime solo leggere e scrivere qualificava a insegnamento
. professione non pagata bene né apprezzata con conseguente reclutamento
casuale e provvisorio
 La maggior parte accettava doppio incarico per avere altri introiti
. visti bene solo insegnanti del clero perché “sani principi morali e accademici”
(soprattutto in campagna dove era affidato a clero)
 Questi anteponevano catechismo ad alfabeto perché uomo di dio
- Iniziano interventi di concorsi per insegnamento su base di esami di calligrafia
e aritmetica
. sono rari e ostacolati per divergenze tra: centro e periferia, clero e stato,
ipoteche e dignità
- Anni del dominio francese: questione insegnanti acquisisce maggiore rilevanza
su tutto il territorio
. criteri di valutazione in base a merito di conoscenze nella didattica delle prime
classi
. emerge figura istruttori diversa da docente ufficiale ma complementare
- In età napoleonica i funzionari hanno in mente il modello delle classi normali e
cominciano a percepire inammissibile il disordine
- Chierici VS laici e pubblico VS privato: scontro che investe terreno politico-
religioso e vede contrapposte due concezioni differenti:
1) Aspirazione a educazione nazionale uniforme
2) Richiesta libertà di insegnamento che legittimi ordine
. raramente maestri privati accettavano cariche pubbliche perché stipendio
misero e dovere di accettare programmi visti di cattivo occhio
- Maestri ai margini della didattica ufficiale della scuola “normale”:
1) Maestri rusticani: un po’ contadini e un po’ maestri, profilo incerto
2) Chierici: insegnavano nelle chiese il catechismo
3) Donne maestre: ruolo di alfabetizzazione ai più piccoli, didattica e esercizi ai
più grandi e attività da signorine a adolescenti
. non insegnavano a scrivere perché donne lo apprendevano solo se destinate
a religione o magistero
4) Magistre: escluse da scuola ufficiale con compito di farvi accedere parte dei
ragazzi indirizzandoli e addestrandoli verso didattica con strumenti per
orientarsi nel mondo della lettura e scrittura
- Rappresentazione a stereotipi del maestro: immagine negativa fino a rivoluzione
in cui si prendono provvedimenti per conferire nuova dignità (si passa da umile
magister a dignitoso istruttore con ruolo chiave nel progetto di educazione
nazionale)
. problematiche: qualificazione opinabile; paghe basse; incerta collocazione
sociale; isolamento intellettuale e sociale dei villaggi rurali; visione negativa
ruolo educatore popolare
 Sotto ogni regime (antico, napoleonico e lumi, nuovo regime “normale”) si
chiede a maestro di annullare se stesso per obiettivi superiori
. aumenta richiesta di professionalità registrata dell’educatore, ma l’immagine delle
magistre è destinato a cristallizzarsi alla memoria sotto luce negativa
- Riassunto storico della scuola:
. anni dominio francese in italia: anni di lenta trasformazione
 Si sviluppa idea che ignoranza costituisca fonte di mali e porta a
cambiamento su piano concreto di un primo nucleo di scuole elementari e
insegnanti selezionati su base competenze primarie (calligrafia, latino,
aritmetica, lettura) facendo accrescere divario tra campagne e città
. si mette tassa comunale da far pagare a tutti gli allievi (secondo orientamento
consolidato in epoca napoleonica) creando reazioni frustranti (lavoro minorile
in campagne toglie tempo a studio e insegnanti meno preparati)
. i gruppi più semplici ottengono apertura di classe “normale”
. alla fine del 700 il programma normale crea nuovi problemi perché nuova
didattica in italiano più complessa per classi rurali