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SCUOLA INTERATENEO DI SPECIALIZZAZIONE

PER LA FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI


DELLA SCUOLA SECONDARIA
S.I.S. Piemonte

Le solite vecchie storie di sposi in riva al lago?


Una proposta per linsegnamento della letteratura italiana
nella scuola secondaria di primo grado:
I promessi sposi di Alessandro Manzoni.

Specializzanda

Silvia Grindatto

Anno Accademico

2007 / 2008

Supervisore

Prof. Ugo Gherner

Indice

Insegnare letteratura italiana nella scuola secondaria di primo grado: riflessioni


teoriche e metodologiche
Introduzione

p.

I programmi ministeriali

p.

Le proposte dei manuali

p.

Le mie proposte metodologico-didattiche

p.

15

Il contesto scolastico

p.

22

Presentazione dellargomento: i Promessi sposi di A. Manzoni

p.

22

Requisiti

p.

25

Obiettivi formativi e disciplinari

p.

25

Lezione 1 Primo incontro con lautore e la sua opera

p.

27

Lezione 2 Don Abbondio: un personaggio totalmente negativo?

p.

30

Lezione 3 Don Abbondio e fra Cristoforo a confronto

p.

33

Lezione 4 Renzo e Lucia

p.

35

Lezione 5 La singolare figura di Gertrude

p.

37

Lezione 6 E tempo di verifiche

p.

41

Riflessioni conclusive

p.

42

Verifica e valutazione

p.

44

Allegato 1

p.

48

Allegato 2

p.

54

Progettazione dellintervento didattico

La scansione dellintervento didattico

Insegnare letteratura italiana nella scuola secondaria di primo grado:


riflessioni teoriche e metodologiche
Introduzione
Linsegnamento della letteratura italiana nella scuola secondaria di primo grado rappresenta
una scelta importante compiuta da numerosi docenti, convinti della necessit di avvicinare
precocemente gli studenti ad un patrimonio culturale la cui ricchezza e complessit richiede un
lavoro graduale di accostamento e presa di contatto. Come sottolineato dallo psicologo dello
sviluppo J. Bruner (1997), la letteratura possiede un notevole potenziale formativo e conoscitivo,
nonch di coinvolgimento etico ed estetico, che risulta fondamentale soprattutto nel lungo
periodo della crescita e dellapprendimento, quando gli adolescenti cominciano a manifestare, in
modo sempre pi consapevole, precise esigenze di orientamento e di interpretazione della realt
interiore ed esteriore, della vita delle idee, dei sentimenti e dei linguaggi, dei bisogni elementari
e complessi (Ceserani 1999:XXXI-XXXII).
Gli insegnanti tentano di rispondere allinsieme di tali necessit attraverso approcci
differenziati alleducazione letteraria, conciliando le proprie inclinazioni personali con un
accurato esame delle specificit della classe e del contesto scolastico: alcuni scelgono di adottare
unimpostazione di tipo storicistico, fondata sul rispetto della sequenzialit cronologica degli
autori, dei movimenti, delle correnti di pensiero; altri preferiscono invece lavorare per generi e
per temi, inserendo lanalisi delle opere letterarie allinterno di percorsi di pi vasto respiro, volti
ad indagare le caratteristiche di una certa tipologia testuale o le molteplici articolazioni di una
particolare tematica; altri infine guardano alla letteratura in termini di documento e di
testimonianza per la ricostruzione di momenti rilevanti della nostra storia culturale o, ancora,
la intendono come utile punto di partenza per sviluppare, affinare e differenziare le competenze
linguistiche degli allievi.
Di fronte ad orientamenti tanto variegati, pare indispensabile fare un passo indietro,
soffermandosi a riflettere sulle prerogative e sulle funzioni che leducazione letteraria pu e
deve svolgere in un ordine di scuola come quello secondario di primo grado, nel quale let non
elevata degli studenti (e il corrispondente livello di maturazione cognitiva ed esperienziale)
sottolinea lurgenza di unattenta mediazione didattica.1 Simili sforzi di metacognizione e di
1 La necessit della mediazione didattica appare ancora pi stringente se si considera lelevato numero di allievi
stranieri che sono oggi inseriti allinterno del nostro sistema scolastico: linsegnamento della letteratura italiana
andrebbe impostato anche tenendo conto delle peculiari esigenze apprenditive di questi ragazzi, che non sempre
dispongono di abilit linguistiche adeguate alla comprensione di testi complessi come quelli letterari. In questa
direzione si sta recentemente muovendo qualche casa editrice, scegliendo di affiancare ad alcuni dei brani
raccolti nellantologia tradizionale una versione semplificata rivolta specificamente agli stranieri, con lo scopo
prioritario di avvicinarli ad opere di indubbia valenza culturale, senza tuttavia lasciarli sprovvisti di una guida
e di un accompagnamento.

valutazione critica costituiscono, a mio parere, il vero fondamento della professionalit docente
che, per sottrarsi ai rischi dello spontaneismo e dellapprossimazione, dovrebbe sempre
interrogarsi su se stessa, sui propri metodi e presupposti, dando vita a circoli teorico-pratici
segnati da frequenti e ricorsivi ritorni:

In che modo la teoria pu criticizzare il contesto, aiutare la mente a liberarsi dalla prigionia del
concreto? In che modo la pratica pu fornire quellapporto di autenticit, di motivazione ed indurre
la teoria a riconfigurarsi dando luogo a nuova conoscenza contestualizzata? (Calvani 2000:15)

Prendendo le mosse da questi interrogativi, possibile affrontare con maggiore


consapevolezza i problemi posti dalla programmazione didattica, non pi dettata dalla forza
della consuetudine, ma ispirata ad una riflessione ad ampio raggio, ad un sapere critico ed
esperto (Calidoni 2000:115-233) in grado di garantire lefficacia del processo di
insegnamento/apprendimento.

I programmi ministeriali
Un riferimento indispensabile per chi intenda considerare il ruolo attribuito alleducazione
letteraria allinterno della scuola media senza dubbio costituito dalle indicazioni ministeriali,
che concorrono a definire un quadro generale, valido a livello nazionale, al quale tutti gli
insegnanti sono chiamati ad attenersi.
In questottica unattenzione particolare deve essere rivolta ai programmi del 1979, che
segnarono una svolta importante, direttamente influenzata dalle Dieci tesi per uneducazione
linguistica democratica messe a punto dal Giscel nel 1975. Per la prima volta al centro del
percorso formativo venne posto il diritto dellalunno al possesso del linguaggio in tutte le sue
forme, verbali e non verbali, nellambito di uneducazione linguistica finalizzata alla
maturazione e allo sviluppo della comprensione e della produzione del parlato e dello scritto
mediante linterdipendenza dellascoltare, parlare, leggere e scrivere secondo le diverse funzioni
e variet della lingua. Il campo di interesse spaziava quindi dai dialetti ai linguaggi settoriali,
fino ad arrivare ai registri colloquiali e familiari, riservando alla letteratura una posizione
rilevante, ma non privilegiata, in una chiara presa di distanze nei confronti dellimpostazione
prettamente umanistica della scuola gentiliana. I testi letterari, privati della loro tradizionale aura
di sacralit, rappresentavano soltanto una delle tante tipologie di testi scritti con le quali lo
studente doveva essere portato a confrontarsi: il linguaggio delle opere letterarie di prosa e di
poesia sar considerato anche come espressione della tradizione linguistica che ha fornito la base
principale della lingua nazionale nelluso colto come nelluso popolare. I testi letterari andranno
2

visti (...), oltre che come espressione della personalit dellautore, anche nel loro aspetto estetico
e come documento della civilt, della vita sociale, delle consuetudini e degli usi linguistici.
La portata radicalmente innovativa di tali prescrizioni (accolte in realt con una certa
diffidenza in ambito scolastico) non fu per accompagnata da una rigorosa precisazione della
specifica funzione spettante allinsegnamento della letteratura allinterno del pi esteso settore
delleducazione linguistica: ad esso venivano ricondotti disparati ambiti di intervento (storia
della lingua, scavo psicologico, apprezzamento estetico, storia dei costumi e della cultura
Armellini 1987:19), senza tuttavia giungere allindividuazione di concrete metodologie e
modalit operative. Per contro, nella parte relativa al potenziamento delle abilit di lettura, i
programmi consigliavano la presentazione agli alunni di passi, opportunamente scelti, tratti da
opere di capitale importanza per la nostra lingua e, pi in generale, per la nostra storia letteraria
(il pensiero corre immediatamente a Dante e a Manzoni), segno di un non sottovalutabile
riconoscimento della valenza formativa di questambito disciplinare.
I principi ispiratori che determinarono la svolta del 1979 sono stati in linea di massima ripresi
dalle successive disposizioni ministeriali, che hanno contribuito a delineare il profilo di una
scuola secondaria di primo grado in cui linsegnamento della letteratura possiede sue autonome
peculiarit, certamente distanti dallimpostazione prevalente nelle scuole di ordine superiore.
Mentre in queste ultime (soprattutto nei trienni) prevale ancora oggi lo studio della storia
letteraria, tendenzialmente assimilata ad un repertorio di classici da presentare agli studenti in
successione lineare, nella scuola media si invece affermato un modello pi attento alla
testualit nelle sue diverse forme, rifacendosi ad unidea di alfabetizzazione funzionale, tale da
consentire ad ogni alunno il raggiungimento di una piena padronanza di tutte le principali
tipologie comunicative.
Nelle Indicazioni Nazionali per i Piani di studio personalizzati nella Scuola secondaria di
primo grado (2004), lunica sezione in cui compaia un rimando alla letteratura quella intitolata
Per leggere, nella quale si suggeriscono lavori incentrati sullanalisi degli elementi
caratterizzanti il testo letterario narrativo (novella, racconto della memoria, monologo interiore,
romanzo, ecc.) e il testo poetico; uno spazio maggiore viene riservato alla disciplina nel
P.E.C.U.P. (Profilo Educativo, Culturale e Professionale dello Studente alla fine del Primo Ciclo
di Istruzione), in cui si afferma che, al momento delluscita dalla scuola media, lalunno deve
sapersi orientare entro i pi importanti generi letterari antichi e moderni (fiabe, miti, leggende,
poemi, poesia lirica ed epica, teatro, racconti, romanzi, resoconti di viaggio, ecc.) e deve aver
cominciato a sviluppare, grazie al contatto con i testi semplici ma significativi della nostra
letteratura e della nostra cultura (da apprendere anche a memoria), il gusto per lopera darte
verbale (poesia, narrativa, ecc.) e per la lucida espressione del pensiero.
3

Nelle recentissime Indicazioni per il curricolo per la Scuola dellInfanzia e per il Primo
Ciclo di Istruzione (2007), viene ribadita la necessit di praticare la lettura su una grande variet
di testi, tra i quali non mancano di comparire quelli letterari: in particolare si afferma che la
lettura di alcuni testi del patrimonio letterario italiano e dialettale, opportunamente selezionati in
ragione dellet e della maturit dei ragazzi, deve indurre alla discussione, a ipotesi
interpretative, al confronto dei punti di vista. Si attinger alle opere della nostra pi alta
tradizione letteraria, come ad esempio alcuni versi tratti da Dante, per costruire una solida base
culturale.
Le sintetiche annotazioni qui riportate permettono di rilevare come, nei documenti ufficiali
esaminati, non sia stato sostanzialmente superato quel gap, gi riscontrato nei programmi del
1979, tra le altamente condivisibili dichiarazioni di principio e le troppo generiche indicazioni
concrete di intervento, gap che non ha certamente giovato ad una coerente definizione delle
pratiche didattiche da utilizzare in ambito scolastico.
Tra gli elementi di maggior criticit rientra ad esempio la tendenza delle Indicazioni 2007 ad
affrontare il discorso sulleducazione letteraria in termini pi tecnicistici che ideativi, non
facendo alcun riferimento allessenziale dimensione delleducazione allimmaginario (che vede
nella letteratura un importante campo di sperimentazione di mondi possibili ed impossibili) ed
alludendo solo vagamente alla formazione e sviluppo del senso estetico (Ruolo primario
assume il leggere per soddisfare il piacere estetico dellincontro con il testo letterario e il gusto
intellettuale della ricerca di risposte a domande di senso).
Un altro fattore di ambiguit va poi ricercato nella non risolta contraddizione tra linvito a
selezionare i testi da leggere sulla base dellet e del grado di maturazione dei ragazzi da un lato
e il suggerimento di attingere ad opere della pi alta tradizione letteraria (ad esempio Dante)
dallaltro: la possibilit di accedere a testi complessi e stratificati come quelli danteschi non pu
essere data per scontata (a meno che non si scelga volutamente di privilegiare i pochi allievi
linguisticamente e culturalmente dotati), ma deve al contrario essere costruita gradatamente,
attraverso una sorta di apprendistato linguistico-letterario, che sia in grado di fornire a tutti validi
strumenti di comprensione e di fruizione personale.2

Lattenzione recentemente mostrata dal Ministero della Pubblica Istruzione nei confronti della figura e della
produzione letteraria di Dante risulta confermata dalle molteplici iniziative avviate nellanno scolastico in corso,
finalizzate a promuovere nei docenti e negli studenti linteresse per lapprofondimento dellopera dantesca, gi a
partire dalla scuola primaria. Rientrano in questo quadro il programma nazionale Scuole aperte (che,
nellottica di unapertura degli istituti scolastici in orario extracurricolare, individua tra gli ambiti tematici da
sviluppare mediante specifici percorsi didattici proprio lo studio di Dante) e il bando di concorso Dante nella
scuola, volto ad incoraggiare la realizzazione di elaborati e progetti sul tema Figure ed episodi della Divina
Commedia. Tra le finalit del concorso, il tentativo di porre le basi per un adeguato ritorno alla lettura diretta
dei grandi della nostra letteratura, riferimento che fa ben sperare in una futura possibile pianificazione di
simili iniziative anche per I promessi sposi.

I programmi nazionali lasciano quindi aperte numerose questioni, sulle quali opportuno
fermarsi a riflettere per evitare che il vuoto venga colmato da proposte educative poco efficaci,
ispirate ad una concezione riduttiva dellinsegnamento dellitaliano: ne sono un esempio le
derive storicistiche sempre pi diffuse nella scuola media, le quali propongono in formato
bignamizzato carrellate di storia della letteratura ad alunni i cui livelli di competenza
comunicativa e linguistica dovrebbero destare serie preoccupazioni (Piscitelli 2007:78). Non
certamente questa la soluzione adatta per riscoprire e difendere il valore formativo
delleducazione letteraria, soprattutto in unepoca storica in cui il sistema della comunicazione di
massa sembra aver fatto proprie sia le funzioni educative (trasmissione di modelli di
comportamento, di valori etici e sociali, ecc.) sia le funzioni ludico-estetiche (invenzione di
mondi, espressione delle emozioni collettive, ecc.) tradizionalmente affidate alla letteratura.
Occorre in questa prospettiva partire da alcuni punti fermi (le specifiche caratteristiche dei
destinatari - le peculiarit delloggetto - gli obiettivi, i tempi, i modi dellinsegnamento
letterario), cercando di individuare, con rigore intellettuale ed onest pedagogica, quali siano le
strade effettivamente percorribili, quale tipo di letteratura convenga proporre in ambito
scolastico, quali capacit e competenze degli allievi meritino di essere attivate.
Linsieme di tali questioni risulta ancora pi stringente se il problema viene affrontato in
unottica particolare, quella relativa al ruolo che un classico come I promessi sposi pu svolgere
allinterno del percorso educativo proposto agli studenti della scuola secondaria di primo grado. I
molteplici riferimenti dei programmi ministeriali alla lettura di testi altamente rappresentativi
della nostra storia linguistica e letteraria inducono a pensare che sia tuttoggi riconosciuta la
validit, anche per gli allievi pi giovani, di un incontro, accuratamente mediato e preparato, con
le opere degli autori maggiori: se infatti sommamente consigliabile, per catturare linteresse dei
ragazzi, presentare loro brani vicini allesperienza quotidiana, avvincenti e divertenti, non per
questo necessario rinunciare del tutto al confronto con pi vasti orizzonti di senso, che
consentono di sviluppare le facolt critiche, ma anche di scoprire una dimensione nuova, forse
pi complessa, ma certamente pi ricca di messaggi e di sfumature.
Sar quindi compito del docente alternare sapientemente in classe il lavoro su opere capaci di
rispecchiare il mondo adolescenziale con il lavoro su opere canoniche, attraverso un continuo
gioco di passaggi da un livello allaltro. Significativamente Italo Calvino osserva:

E classico ci che tende a relegare lattualit al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo
di questo rumore di fondo non pu fare a meno (Calvino 1991:23).

Le proposte dei manuali


Per una valutazione attenta della proponibilit didattica dei Promessi sposi nella scuola media
pu rivelarsi utile considerare, accanto alle indicazioni contenute nei documenti ufficiali,
limpostazione adottata dai libri di testo, che rappresenta lo strumento maggiormente utilizzato
dai docenti nella pianificazione della propria attivit disciplinare. I manuali da me esaminati, tutti
posteriori alla svolta sancita dai programmi del 1979, coprono un arco temporale di circa
ventanni, consentendo di verificare permanenze, innovazioni e mutamenti di prospettiva.

Primo gruppo: 1989/1990


Il primo gruppo di opere, risalente al periodo 1989-1990, rispecchia con una certa evidenza i
nuovi orientamenti introdotti nel 79, miranti a garantire una pi equilibrata compresenza di
educazione linguistica ed educazione letteraria nella scuola secondaria inferiore: lobiettivo
comune sembra essere quello di offrire agli studenti un percorso di lettura vario ed articolato,
comprendente testi di differente natura, letterari e non, che consentano agli allievi di
sperimentare tutte le tipologie ed i registri comunicativi.

Autori
Titolo

Struttura
dellopera

M. T. Rigato - E. Bruni - M. Terragni


Percorsi di lettura. Educazione linguistica attraverso lanalisi
testuale
complessiva Il manuale relativo al terzo anno di corso costituito da un volume
unico.

Casa editrice

La Scuola

Anno di pubblicazione
1989
Numero
di
pagine 4
dedicate a Manzoni
Numero
di
pagine Verga: 5
dedicate a Verga, a Pirandello: 6
Pirandello e a Calvino
Calvino: Brani antologizzati dai Un ostacolo imprevisto (dal cap. III)
Promessi sposi
Apparati
informativo- Quasi del tutto assenti. Non sono fornite notizie sulla biografia
espositivi
dellautore n sulle caratteristiche del romanzo. Compare solo una
sintetica scheda che presenta rapidamente il Romanticismo nei suoi
tratti fondamentali. Molto essenziale anche il cappello introduttivo
che prepara la lettura del brano.
Tipologia degli esercizi

Gli esercizi proposti (riassunto, items a risposta aperta, a scelta


multipla, a completamento) riguardano solo in minima parte la
comprensione del brano e appaiono impostati in modo piuttosto
6

generico. Numerose domande puntano a sollecitare gli studenti ad


operare delle generalizzazioni, partendo dal brano esaminato per
formulare ipotesi sulla poetica manzoniana.
Veste grafica

Autori
Titolo
Struttura
dellopera

Semplice, ma efficace. Compaiono disegni ed illustrazioni a


vivacizzare limpostazione complessiva.

A. De Maestri - M. E. Ghirardato - D. Tartara


Segnalibro
complessiva Il manuale relativo al terzo anno di corso costituito da un volume
unico.

Casa editrice

Fabbri

Anno di pubblicazione

1990

Numero
di
pagine 7
dedicate a Manzoni
Numero
di
pagine Verga: 5
dedicate a Verga, a Pirandello: 5
Pirandello e a Calvino
Calvino: 10
Brani antologizzati
Promessi sposi
Apparati
espositivi

dai Lassalto al forno delle grucce (dal cap. XII)

informativo- Quasi del tutto assenti. Unico supporto: una scheda relativa
allorigine e al significato del termine romanticismo.

Tipologia degli esercizi

Gli esercizi proposti (a risposta aperta e a completamento) appaiono


ben congegnati: alcuni riguardano la comprensione complessiva del
brano, altri prevedono un lavoro sulle parole (i toscanismi usati
da Manzoni), altri infine sono centrati sui contenuti e sulle tecniche
narrative.

Veste grafica

Semplice, ma arricchita da qualche sottolineatura colorata e da


alcune illustrazioni.

Autori
Titolo
Struttura
dellopera

G. C. Oli - D. Bonaccorsi
Calendario di lettura
complessiva Il manuale relativo al terzo anno di corso costituito da un volume
unico.

Casa editrice

Le Monnier

Anno di pubblicazione

1990

Numero
di
pagine 19
dedicate a Manzoni
Numero
di
pagine Verga: 5
dedicate a Verga, a Pirandello: 3
Pirandello e a Calvino
Calvino: 3
Brani antologizzati
Promessi sposi

Apparati
espositivi

dai La notte dellinganno (dal cap. VIII)


Renzo verso lAdda (dal cap. XVII)
Nel castello dellInnominato (dal cap. XXI)
Scendeva dalla soglia... (dal cap. XXXIV)

informativo- Molto essenziali: sono presenti alcune schede sulle caratteristiche


del romanzo, accompagnate da un intervento critico di Giorgio
Tosi, che sintetizza la trama dellopera. Ogni brano poi
accompagnato da brevi commenti con spunti di attualizzazione.

Tipologia degli esercizi

Gli esercizi proposti (tutti a risposta aperta) sono centrati sulla


comprensione del testo, sui collegamenti interdisciplinari e
sullanalisi linguistica. Sono strutturati con cura: suggeriscono
confronti tra brani e autori diversi, approfondimenti critici,
riflessioni personali. Il taglio complessivo piuttosto elevato, non
proporzionato allestrema sintesi degli apparati espositivi.

Veste grafica

Varia e ricca di spunti di analisi figurativa (oltre a disegni,


illustrazioni e riproduzioni di dipinti celebri, compaiono fotografie
dattualit e carte storico-geografiche).

Dei tre manuali considerati, solo Percorsi di lettura ricorre ad unimpostazione storicistica
nella presentazione della letteratura, elaborando un itinerario che tocca i principali autori ottonovecenteschi e che risulta strutturato in modo agile e sintetico, non diversamente dalle altre
sezioni proposte dal libro di testo, a cui viene riconosciuto un analogo grado di importanza e
significativit (I giovani e i loro problemi, Problemi del nostro tempo, Il testo informativooggettivo e soggettivo, La pubblicit, Sviluppi della scienza e della tecnica, ecc.). Ad essere
privilegiato senza dubbio lincontro diretto del ragazzo con il testo, non appesantito dalla
mediazione di apparati espositivi di eccessiva lunghezza, cos da favorire lo sviluppo di
autonome abilit di analisi e di comprensione, applicabili indifferentemente ad un brano dei
Promessi sposi o ad uno scritto sulla vita dei cetacei.
Segnalibro e Calendario di lettura si affidano invece a soluzioni diverse: in entrambi i casi la
letteratura non oggetto di un apposito percorso di approfondimento, ma viene inserita come
elemento qualificante allinterno di sezioni pi ampie, che affrontano una particolare tematica o
un determinato genere ( il caso di Segnalibro, suddiviso in unit che spaziano dalle
problematiche del mondo giovanile ai modi e alle forme del raccontare), o che addirittura
corrispondono a grandi partizioni temporali ( il caso di Calendario di lettura, in cui i brani
8

proposti risultano semplicemente raggruppati per mese, senza precisi accorpamenti


contenutistici). Segnalibro, sulle orme di Percorsi di lettura, dedica ai Promessi sposi uno spazio
limitato, scegliendo di privilegiare altre tipologie di scrittura (articoli giornalistici, opere teatrali,
biografie, testimonianze storiche, ecc.); Calendario di lettura tributa invece al romanzo
unattenzione maggiore, che appare tuttavia pienamente compensata dalla rilevante quantit di
testi non letterari inseriti nellantologia, rispondente a una finalit di formazione culturale di
portata generale.

Secondo gruppo: 1995/1998


I manuali risalenti alla seconda met degli anni 90 presentano caratteristiche in parte nuove,
anticipando le scelte compiute dai libri di testo pi recenti. Le antologie, pur continuando a
raccogliere brani di differente natura e provenienza, appartenenti a svariati ambiti del mondo
della cultura e della comunicazione, cominciano a rivolgere alla storia letteraria uno sguardo
privilegiato, allestendo specifici ed articolati percorsi.

Autori
Titolo
Struttura
dellopera

AA.VV.
I libri di Gulliver. Avventure nel mondo della lettura - Conoscere
(vol. 3E)
complessiva Il manuale relativo al terzo anno di corso si compone di cinque
volumi: Ascoltare (vol. 3A) - Leggere (vol. 3B) - Parlare (vol. 3C)
- Scrivere (vol. 3D) - Conoscere (vol. 3E).

Casa editrice

Bruno Mondadori

Anno di pubblicazione
1995
Numero
di
pagine 8
dedicate a Manzoni
Numero
di
pagine Verga: 12
dedicate a Verga, a Pirandello: 15
Pirandello e a Calvino
Calvino: 7
Brani antologizzati
Promessi sposi
Apparati
espositivi

dai Quel ramo del lago di Como (dal cap. I)


La peste a Milano (dal cap. XXXIV)

informativo- Concisi ed essenziali: si limitano ad unintroduzione sulla biografia


di Manzoni e sulle caratteristiche del romanzo, accompagnata da
brevi cappelli che precedono i brani da leggere.

Tipologia degli esercizi

Gli esercizi proposti (quasi tutti a risposta aperta) sono strutturati


con estrema cura, invitando i ragazzi ad analizzare i molteplici
aspetti che emergono dai testi presentati: non solo la comprensione
di base, ma anche lo stile, le immagini, le tematiche, i messaggi.

Veste grafica

Autori
Titolo
Struttura
dellopera

Piuttosto uniforme e poco vivace. Scarse le illustrazioni e le


fotografie.

M. Menegazzo - S. Rabitti
Tante storie tante idee - Antologia (vol. 1)
complessiva Il manuale relativo al terzo anno di corso si compone di tre volumi:
Antologia (vol. 1) - Laboratorio (vol. 2) - Quaderno (vol. 3).

Casa editrice

Petrini

Anno di pubblicazione
1998
Numero
di
pagine 35
dedicate a Manzoni
Numero
di
pagine Verga: dedicate a Verga, a Pirandello: Pirandello e a Calvino
Calvino: 39
Brani antologizzati
Promessi sposi

Apparati
espositivi

dai Il manoscritto (dallintroduzione)


Don Abbondio e i bravi (dal cap. I)
Renzo e Lucia (dai capp. II - III)
Lassalto al forno. (dal cap. XII)
Don Rodrigo e la peste (dal cap. XXXII)
Verso la conclusione (dal cap. XXXVI)

informativo- Essenziali nel fornire le informazioni principali sullautore e sulla


trama del romanzo. Nessun commento accompagna i testi.

Tipologia degli esercizi

Veste grafica

Gli esercizi proposti (a risposta aperta, a scelta multipla, a


completamento) non paiono molto approfonditi e mirano a sondare
quasi esclusivamente gli aspetti pi superficiali della
comprensione.
Non particolarmente vivace, ma senza dubbio ricca di immagini,
fotografie, illustrazioni che orientano la lettura dei testi proposti.

Le proposte elaborate dalle due opere prese in esame rispondono a logiche tra loro divergenti:
mentre I libri di Gulliver ricorre alla pi tradizionale impostazione storico-cronologica (che negli
anni successivi ha riscosso un crescente successo presso leditoria scolastica), Tante storie tante
idee affronta invece il discorso sulla letteratura in chiave originale, non presentando la storia
letteraria dalle origini ai giorni nostri in formato ridotto, ma affiancando due ampi percorsi sulla
Divina commedia e sui Promessi sposi a due altrettanto estesi itinerari di studio dedicati alla
produzione di Italo Calvino e di Gabriel Garca Marquez. Si tratta di una scelta a mio parere
vincente, sfortunatamente non imitata dagli altri manuali (che paiono dominati da una perniciosa
ansia di esaustivit a tutti i costi): anzich costringere gli alunni a passare continuamente da un
genere allaltro in modo superficiale e frammentario, potrebbe infatti rivelarsi pi proficuo
10

invitarli ad approfondire pochi scrittori scelti, possibilmente accostando autori coinvolgenti e


moderni (come Calvino e Marquez) a qualche illustre esponente delle tradizioni letterarie
italiane, fondamentale per la nascita e larricchimento della nostra lingua e letteratura (come
Dante e Manzoni).
Occorre tuttavia rilevare come Tante storie tante idee non riesca in realt a mantenere tutte le
sue promesse, nonostante lottimo punto di partenza: lestrema sintesi dei suoi apparati espositivi
e la strutturazione non sempre accurata degli esercizi impediscono infatti di condurre un lavoro
davvero approfondito sul romanzo manzoniano, non sfruttando adeguatamente lo spazio a
disposizione per proporre delle attivit non solo centrate sullacquisizione di conoscenze, ma
anche e soprattutto sul potenziamento di competenze critiche e analitiche.

Terzo gruppo: 2004/2007


Nei manuali scolastici degli ultimi anni sembra essersi definitivamente affermata la tendenza
a dedicare allo studio della letteratura un ruolo autonomo, predisponendo veri e propri volumetti
allegati alla consueta antologia, in cui viene ripercorsa la storia degli scrittori e dei testi letterari
di maggiore rilievo, nel pieno rispetto della sequenzialit cronologica. Ad Alessandro Manzoni
viene in tutti i casi riconosciuta una giusta importanza, come ad uno dei maggiori rappresentanti
della nostra cultura, riservandogli spesso uno spazio pi ampio rispetto a quello assegnato ad
altri autori altrettanto significativi.

Autori
Titolo
Struttura
dellopera

A. Tancredi - P. Bugiani - T. Noja


Vele Letteratura (vol. 3)
complessiva Il manuale relativo al terzo anno di corso si compone di tre volumi:
Vele Generi e Temi (vol. 1), Vele Strumenti (vol. 2), Vele
Letteratura (vol. 3).

Casa editrice

Garzanti Scuola

Anno di pubblicazione

2004

Numero
di
pagine 16
dedicate a Manzoni
Numero
di
pagine Verga: 7
dedicate a Verga, a Pirandello: 10
Pirandello e a Calvino
Calvino: 4
Brani antologizzati
Promessi sposi
Apparati

dai Don Abbondio e i bravi (dal cap. I)


La storia di Gertrude (dal cap. IX)

informativo- Sintetici, talvolta imprecisi nella formulazione dei concetti, non


11

espositivi

sempre adeguatamente approfonditi. Vengono proposte due schede


introduttive sulla vita dellautore e sulle caratteristiche del romanzo
(con accenno alle peculiarit del genere storico, alla trama e ai temi
fondamentali, ai personaggi). Ogni brano preceduto da un
sintetico cappello introduttivo (con precisazione dellantefatto,
contestualizzazione e veloce commento del testo presentato).

Tipologia degli esercizi

Gli esercizi proposti (a risposta aperta, a scelta multipla, a


completamento) toccano soprattutto gli aspetti della comprensione
dei messaggi principali del testo e della caratterizzazione dei
personaggi. Le dimensioni dellapprofondimento stilistico e critico,
della rielaborazione personale e delle tecniche narrative impiegate
sono quasi completamente trascurate.

Veste grafica

Ampio luso del colore, delle sottolineature, del grassetto. Non ci


sono immagini ad accompagnare i testi, privando gli studenti di un
supporto importante per il processo di apprendimento.

Autori
Titolo

P. Assandri - E. Mutti
In volo. I Classici

Struttura
dellopera

complessiva Il manuale relativo al terzo anno di corso si compone di tre volumi:


In Volo (volume principale) - Quaderno di Lavoro - I Classici.

Casa editrice

Zanichelli

Anno di pubblicazione

2004

Numero
di
pagine 21
dedicate a Manzoni
Numero
di
pagine
dedicate a Verga, a
Pirandello e a Calvino
Brani antologizzati dai
Promessi sposi

Apparati
espositivi

Verga: 13
Pirandello: 12
Calvino: 10
Questo matrimonio non sha da fare (dal cap. I)
Addio, monti sorgenti dallacque (dal cap. VIII)
Renzo a Milano (dal cap. XII)
Di nuovo insieme (dal cap. XXXVI)
informativo- Compare unintroduzione sintetica, ma pregnante, in cui sono
toccate in modo essenziale le questioni fondamentali: la vita e le
opere di Manzoni; la genesi, la struttura narrativa e la trama del
romanzo; i personaggi e i temi principali. Molto pi rapidi i cappelli
introduttivi che precedono ciascun brano, i quali si limitano a
riassumere in poche righe gli antefatti.

Tipologia degli esercizi

Gli esercizi proposti (a risposta aperta, a scelta multipla, a


completamento) risultano molto scarni, quasi esclusivamente
centrati sulla comprensione complessiva dei contenuti principali dei
brani. Pochissimo spazio allanalisi e allapprofondimento.
12

Veste grafica

Innovativa e divertente: oltre alle illustrazioni originali, compaiono


numerosi fumetti, che contribuiscono ad attualizzare e ad avvicinare
i ragazzi agli argomenti di studio.

Autori
Titolo

R. Bissaca - M. Paolella
BibliotecaTre - Letteratura (vol. 3C)

Struttura
dellopera

complessiva Il manuale relativo al terzo anno di corso si compone di tre volumi:


Antologia italiana (vol. 3A), Laboratori (vol. 3B), Letteratura (vol.
3C).

Casa editrice

Lattes

Anno di pubblicazione

2005

Numero
di
pagine 22
dedicate a Manzoni
Numero
di
pagine Verga: 14
dedicate a Verga, a Pirandello: 11
Pirandello e a Calvino
Calvino: 5
Brani antologizzati
Promessi sposi

Apparati
espositivi

dai Don Abbondio e i bravi (dal cap. I)


Renzo e Lucia: i promessi sposi (dal cap. III)
Addio monti... (dal cap. VIII)
La fine di don Rodrigo (dal cap. XXXIII)

informativo- Molto essenziali. Compaiono due schede introduttive: biografia di


Manzoni e breve presentazione del romanzo (con accenno alle
caratteristiche del romanzo storico, alla trama e ai temi
fondamentali). Ogni brano preceduto da un sintetico cappello
introduttivo (con precisazione dellantefatto e contestualizzazione).

Tipologia degli esercizi

Veste grafica

Autori
Titolo
Struttura
dellopera

Gli esercizi proposti (a risposta aperta, a scelta multipla, a


completamento) toccano soprattutto gli aspetti della comprensione
dei messaggi principali del testo e della caratterizzazione dei
personaggi. Meno spazio per lapprofondimento critico e per la
rielaborazione personale.
Colorata e accattivante. Tutti i brani sono accompagnati da
interessanti illustrazioni di Giovanna Da Re, realizzate con uno
stile moderno, vicino al gusto dei ragazzi, non troppo distante dal
linguaggio grafico dei murales.

M. Botto - M. Giacosa
Team - Letteratura Ottocento e Novecento (vol. B)
complessiva Il manuale relativo al terzo anno di corso si compone di due
volumi: Antologia italiana e Letteratura Ottocento e Novecento
13

(vol. B).
Casa editrice

Paravia

Anno di pubblicazione

2007

Numero
di
pagine
dedicate a Manzoni
Numero
di
pagine
dedicate a Verga, a
Pirandello e a Calvino

20

Brani antologizzati
Promessi sposi

Apparati
espositivi

Verga: 5
Pirandello: 6
Calvino: -

dai Don Abbondio incontra i bravi (dal cap. I)


Matrimonio a sorpresa (dal cap. VIII)
La morte di don Rodrigo (dal cap. XXXIII)

informativo- Essenziali, ma completi nellindicare le informazioni principali


sullautore e sul romanzo. Ogni brano preceduto da un sintetico
cappello introduttivo (con precisazione dellantefatto e
contestualizzazione). Compaiono inoltre interessanti box di
approfondimento (evidenziati con il colore giallo), in cui sono
raccolte veloci note sulle tecniche narrative impiegate
(anticipazione, flashback, ritmo della narrazione, meccanismo della
suspence).

Tipologia degli esercizi

Gli esercizi proposti (a risposta aperta, a scelta multipla, a


completamento) sono formulati con una certa cura, toccando gli
aspetti della comprensione, dellanalisi e della riflessione
personale.

Veste grafica

Ricorrente luso di colori vivaci e di sottolineature per rendere pi


accattivante laspetto delle pagine. Lapparato iconografico rimane
tuttavia piuttosto tradizionale, con riproduzioni delle illustrazioni
ottocentesche di Francesco Gonin.

I quattro manuali esaminati presentano una sostanziale uniformit di impostazione,


sicuramente spiegabile in riferimento alla scelta compiuta da molte case editrici, che cercano di
andare incontro ai gusti e alle esigenze degli insegnanti, oggi sempre pi propensi ad affrontare
anche nella scuola media lo studio della letteratura in modo sistematico. Limpressione tuttavia
che, nonostante la maggiore attenzione rivolta agli autori italiani (e tra questi in particolare a
Manzoni) rispetto al passato, non sia sostanzialmente cambiata la tipologia di esercizi e di
attivit di analisi che accompagna i brani antologizzati. Continuano infatti a prevalere i quesiti
volti a sondare esclusivamente la comprensione di base dei testi letti, a cui si affiancano talvolta
proposte di rielaborazione personale dei contenuti affrontati o, pi raramente, domande di natura
stilistica e retorica. Mancano inoltre apparati informativo-espositivi completi ed esaurienti, che
permettano al docente di contare su una solida base di partenza, sulla quale costruire percorsi di
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lettura davvero significativi, tali da consentire agli alunni di accostarsi alle opere proposte in
modo consapevole. Non compaiono infine supporti didattici di indubbia utilit, quali mappe
concettuali, schemi riassuntivi, tabelle di comparazione, che potrebbero aiutare gli studenti nello
studio e nel ripasso individuale.
Un caso emblematico senza dubbio quello dei Promessi sposi, unopera talmente complessa
e ricca di spunti da richiedere un approccio attentamente meditato, in grado di salvaguardare dai
rischi della banalizzazione, della tipizzazione dei personaggi, del riduttivismo biografico. Non
molte risorse offrono in tal senso i manuali se, di fronte ad un episodio significativo come quello
dellincontro di don Abbondio con i bravi, si limitano a proporre esercizi di questo tipo:
Come ti appare don Abbondio? Riassumi sul quadernone le caratteristiche della sua
personalit che emergono da questa lettura.
Individua nel testo almeno tre frasi dalle quali si pu comprendere il carattere di don
Abbondio. Scrivile sul quaderno e spiegane il significato.
Evidentemente un aspetto rilevante come la caratterizzazione della personalit di don
Abbondio merita di essere trattato con maggiore sistematicit, attraverso lelaborazione di quesiti
meglio strutturati, che guidino gli allievi ad entrare nel testo e a scoprirne i meccanismi
costitutivi. Anche in questo caso (come gi per le indicazioni non sempre esaurienti dei
programmi ufficiali) il vuoto lasciato dagli incompleti suggerimenti operativi forniti dai
manuali deve essere colmato dal singolo docente, a cui spetta un lavoro impegnativo, ma al
tempo stesso fortemente stimolante, in cui risiede il valore aggiunto della sua professionalit.

Le mie proposte metodologico-didattiche


Il quadro delineato fino a questo momento ha permesso di porre in luce una serie di rilevanti
questioni teorico-metodologiche, che mi pare ora necessario affrontare da una prospettiva
propriamente didattica. Se leducazione letteraria si vede riconosciuto dai programmi nazionali
un pieno diritto di cittadinanza nei percorsi formativi della scuola media, ovviamente in
abbinamento con laltrettanto fondamentale apporto delleducazione linguistica, il problema da
cui partire quello di stabilire quale specificit linsegnamento della letteratura debba e possa
svolgere allinterno di questo particolare ordine scolastico, evitando che si limiti a presentarsi
come una mal riuscita imitazione o anticipazione dello studio della storia letteraria caratteristico
della secondaria superiore.
Il primo punto fermo, rispetto al quale non mi sembra possibile dissentire, coincide con la
convinzione che non sia sufficiente richiedere agli studenti lacquisizione di qualche
frammentaria conoscenza relativa agli autori, ai movimenti e alle opere maggiori della nostra
15

cultura: sono ormai innumerevoli le pubblicazioni specializzate che ci ricordano come


lapprendimento non debba esclusivamente coinvolgere la dimensione dei saperi astratti e
nozionistici, ma vada al contrario ricondotto alla ben pi duttile sfera delle competenze e delle
capacit, che rappresentano il principale potenziale di crescita su cui ciascun soggetto pu
effettivamente contare, anche a lungo termine.
In questottica appare indispensabile porre al centro della pratica scolastica il testo
letterario, operando un convinto capovolgimento dal livello del know what a quello del know
how: non solo conoscenza della biografia dello scrittore, della sua poetica, del contenuto delle
sue opere, ma anche e soprattutto sperimentazione diretta delle tecniche e delle procedure di
lettura, analisi, interpretazione e commento dei testi in prosa e in poesia. Lobiettivo didattico di
primaria importanza diventa in questo modo la leggibilit del testo, la capacit (...) da parte
dello studente di sapersi porre di fronte ad esso in funzione di una corretta comprensione e
fruizione, elaborando risposte autonome, che possano evolversi secondo una linea crescente
di non dipendenza dal docente e dal manuale (Checchinato 2000:28-29).
Un interessante campo di indagine sul quale verificare lapplicabilit delle affermazioni
teoriche qui presentate costituito dai Promessi sposi, un romanzo la cui fortuna
inscindibilmente legata al suo esteso, prolungato ed intensivo uso scolastico. Certamente non
proponibile a ragazzi di dodici/tredici anni una sua lettura in versione integrale, ma ci non
implica necessariamente lassunzione di un atteggiamento rinunciatario, che porti ad escluderlo
completamente dalla programmazione disciplinare. Si pone a tal proposito il problema della sua
antologizzazione, da alcuni considerata illegittima in quanto ritenuta sinonimo di
decurtazione, impoverimento e snaturamento dei suoi messaggi: se in termini generali si
potrebbe anche concordare con posizioni di questo tipo, da un punto di vista meno radicalmente
snobistico si avverte invece la necessit di una selezione del suo materiale narrativo, troppo
stratificato in alcuni segmenti per poter essere adeguatamente decodificato da allievi di
giovanissima et.
Ciascun docente pu quindi scegliere di affidarsi alla selezione proposta dal libro di testo in
adozione oppure decidere di operare una selezione personale, rispondente ai reali interessi e
bisogni della sua classe: in effetti il processo di insegnamento-apprendimento non dovrebbe mai
configurarsi come unimposizione dallalto, ma come uno sforzo continuo di negoziazione che,
qualora non parta dal background culturale gi posseduto dagli allievi, rischia di perdere
qualsiasi traccia di significativit. Emblematicamente Michele Pellerey osserva:

(...) a noi pare che sia sempre indispensabile partire dal mondo interiore degli allievi, da quella che
stata chiamata la loro matrice cognitiva, cio dallinsieme delle loro rappresentazioni interne, dai

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concetti, dai principi che essi gi posseggono, dai loro miti, dai loro pregiudizi, dalle loro provvisorie
e spesso errate spiegazioni dei fatti e dei fenomeni, dagli atteggiamenti e stati motivazionali in loro gi
presenti (Pellerey 1983:177).

Ovviamente ci non significa rimanere prigionieri della loro visione del mondo n tantomeno
affidarsi ad un deleterio spontaneismo, ma acquisire la consapevolezza che, se si intende
produrre unautentica evoluzione delle strutture conoscitive dei ragazzi, indispensabile
prendere le mosse dalla situazione cui esse sono giunte sotto la spinta dellambiente familiare e
sociale, nonch delle esperienze scolastiche precedenti.
Sulla base di tali presupposti, linsegnante pu progettare dei percorsi di approfondimento che
consentano agli allievi di avvicinarsi al romanzo manzoniano in unottica particolare,
abbandonando fin da subito ogni velleit onnicomprensiva per adottare un angolo visuale forse
ristretto, ma certamente non banale: ad esempio si pu scegliere di soffermarsi sui personaggi
principali, ipotizzando attivit di confronto a distanza (per similarit o per opposizione) ed
esercizi di analisi delle modalit descrittive e rappresentative impiegate; unaltra opzione
consiste invece nel delineare degli itinerari tematici, pregnanti ma al tempo stesso vicini
allimmaginario dei ragazzi (Notti e sogni - Il paesaggio - Librerie e biblioteche - La peste), dai
quali partire per suggerire attualizzazioni, rielaborazioni personali, comparazioni.
In ogni caso occorre essere consapevoli del fatto che il momento della scelta dei testi da
presentare ai ragazzi riveste unimportanza fondamentale nel determinare il minore o maggiore
successo del proprio intervento didattico: innanzitutto necessario tenere conto delle capacit di
lettura degli allievi (che spesso nella scuola media non appaiono ancora pienamente
consolidate), optando per brani di lunghezza non eccessiva e non troppo disomogenei, da un
punto di vista sintattico e lessicale, rispetto al patrimonio linguistico della classe; in secondo
luogo risulta indispensabile considerare il criterio della vicinanza dei messaggi contenuti nei
brani proposti allesperienza quotidiana extrascolastica degli alunni, cos da catturarne
linteresse e la motivazione. E infatti importante che i ragazzi siano guidati a capire (e a
sperimentare) come lopera letteraria non sia una turris eburnea di sapienza inarrivabile e
incomprensibile, ma un prodotto della cultura umana che pu essere avvicinato sotto differenti
prospettive, apprezzato nelle sue componenti, discusso, interiorizzato.
Chiaramente questo non vuole essere un invito a fare della propria progettazione disciplinare
una rincorsa dei gusti adolescenziali: sar evidentemente cura del docente predisporre dei
percorsi graduati di lettura che, prendendo le mosse da testi vicini alle competenze
linguistiche, ai gusti estetici, alle abitudini di fruizione degli studenti, si orientino
progressivamente verso una maggiore apertura su orizzonti culturali pi variegati e complessi.
La ricchezza dei Promessi sposi, contraddistinti da un articolato intreccio di linguaggi, storie e
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livelli di significato, offre in questo senso innumerevoli opportunit di lavoro, da calibrare in


funzione del profilo complessivo del gruppo-classe, che potr per la prima volta entrare in
contatto con unopera da riprendere, magari, pi avanti, in modo individuale, quando lavvenuta
maturazione cognitiva ed affettiva ne consentir un pi pieno godimento:

(...) non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore. Tranne che a scuola: la
scuola deve farti conoscere bene o male un certo numero di classici tra i quali (o in riferimento ai
quali) tu potrai in seguito riconoscere i tuoi classici. La scuola tenuta a darti degli strumenti per
esercitare una scelta; ma le scelte che contano sono quelle che avvengono fuori e dopo ogni scuola
(Calvino 1991:27).

Perch ci sia possibile, perch ogni individuo riceva davvero dalla scuola quegli strumenti
necessari a far valere in seguito, per lintera esistenza, le proprie ragioni di lettore e, soprattutto,
di cittadino, indispensabile che si lascino da parte i metodi meramente trasmissivi, per avviare
invece, sui brani selezionati dal romanzo manzoniano, una sorta di laboratorio testuale, che
richieda il coinvolgimento diretto degli studenti.
Lincontro con lopera letteraria deve diventare per questi ultimi unoccasione di
sperimentazione e di consolidamento delle proprie capacit interpretative, da esercitare mediante
attivit volte a mettere in gioco differenti processi cognitivi, dai pi semplici (ricordare comprendere - applicare) ai pi complessi (analizzare - creare - valutare). Ad esempio si potr
ricorrere a quesiti che chiedano agli alunni di esporre il contenuto degli episodi incontrati e di
ricostruirne lo sviluppo temporale (per valutare la conoscenza dellintreccio); oppure ad esercizi
che presuppongano una rilettura del testo, invitando gli allievi ad approfondire la
caratterizzazione di un personaggio o il significato di un evento, ma anche a collegare e
confrontare tra loro le diverse parti del romanzo (per valutare il livello di comprensione e le
capacit di sintesi e di applicazione); ancora si potranno utilizzare proposte di scrittura creativa o
argomentativa che, a partire dagli spunti offerti dai brani esaminati, favoriscano la rielaborazione
personale e la produzione; infine saranno da presentarsi esercitazioni relative alle scelte
stilistiche e (in certa misura) retoriche, affinch i ragazzi comincino a guardare alle opere
letterarie come ad elaborate strutture di linguaggio, da conoscere ed apprezzare secondo gradi
crescenti di difficolt.
Per facilitare il lavoro attivo sui testi, accentuandone la natura laboratoriale, sar poi
importante che il docente non lo appesantisca con un eccesso di nozioni teoriche, che potrebbero
scoraggiare gli studenti inducendoli ad impegnarsi con minore determinazione: il metodo
migliore da applicare a mio parere quello induttivo, che invita a prendere direttamente le
mosse dai brani per procedere gradualmente verso le generalizzazioni astratte e le
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contestualizzazioni storiche. In questo modo si favorisce fin da subito ladozione da parte dei
ragazzi di un atteggiamento partecipativo, limitando al minimo la ripetizione acritica di saperi
non verificati e non conquistati autonomamente a partire da bisogni reali. Come scrive Graziella
Pagliano Ungari, fondamentale fare propria lipotesi didattica

che preferisce, alla trasmissione da parte del docente dei risultati di lettura, lattivit di decodifica
degli studenti, che vi si accingono per la prima volta, privi di conoscenze culturali specifiche e ai
quali vanno forniti strumenti di analisi e dati di corredo semplici e di uso immediato (Pagliano
Ungari 1978:26-27).

Le domande da porsi durante il lavoro sul testo narrativo non devono quindi limitarsi al che
cosa racconta, ma estendersi al perch lo racconta e al come lo racconta. Grazie a
procedimenti di questo tipo, leducazione letteraria pu aspirare ad incentivare apprendimenti
caratteristici sia del pensiero convergente sia di quello divergente:3 se da un lato infatti le
attivit rivolte prevalentemente alla comprensione convergono sulloggetto di studio per
accertarne ed accettarne i significati pi rigidamente codificati sviluppando la padronanza dei
processi

di

analisi-sintesi

logico-deduttivi,

dallaltro

lato

le

attivit

centrate

sullinterpretazione e sulla valutazione divergono da esso per discuterne i modi duso, i


significati, i valori e per scoprirne aspetti inediti, sviluppando competenze pi creative come
lintuizione e linvenzione (Armellini 1987:100-101).
Per arricchire ulteriormente lapproccio scolastico ad un classico come I promessi sposi
potrebbe inoltre rivelarsi utile ricorrere alla mediazione delle immagini statiche ed in
movimento: rispetto allastrattezza e alla convenzionalit delle spiegazioni esclusivamente
verbali, luso dei mediatori iconici assicura una maggiore vicinanza e fedelt al reale (con cui si
intrattiene una relazione di tipo fisico-percettivo), andando incontro alle esigenze di quegli
studenti che non dispongono ancora di capacit adeguate nel campo della rappresentazione
simbolica dei concetti (Damiano 1993:212-238). Unattivit certamente proficua potrebbe essere
ad esempio la ricerca e losservazione collettiva di raffigurazioni antiche e moderne dei
personaggi del romanzo, verificando come levoluzione delle tecniche grafiche, linfluenza
dellepoca storica e le finalit perseguite incidano fortemente sulle caratteristiche dei prodotti
finali: gli alunni potrebbero essere chiamati a stabilire quali tipi di illustrazioni intrattengano
rapporti di pi stretta corrispondenza con il testo manzoniano e quali invece se ne discostino
maggiormente, esprimendo valutazioni estetiche e predilezioni personali. Unaltra possibilit

Il pensiero convergente consiste nel dimostrare (in modo deduttivo o comunque logico) ci che gi si sa; il
pensiero divergente nel costruire un nuovo sapere trovando modalit nuove di vedere un problema, facendo
collegamenti non previsti, usando analogie, ecc.. (Pontecorvo, Pontecorvo 1986:373-374).

19

consiste nellutilizzo dello strumento filmico, da intendersi sia come semplice integrazione
visiva rispetto ai contenuti affrontati in aula sia come specifica produzione culturale da
analizzare nella complessit del suo codice espressivo. La visione di un film che ripercorra le
vicende di Renzo e Lucia (o anche solo di alcune sue sequenze particolarmente significative)
pu costituire un importante momento di avviamento o di consolidamento del percorso didattico
che si intende svolgere: ovviamente anche in questo caso non ci si potr accontentare del
perseguimento di obiettivi di basso profilo (come la semplice acquisizione, da parte degli
allievi, di una generica conoscenza della trama dellopera), ma bisogner puntare, attraverso
unoculata disamina delle scelte compiute dal regista, a sviluppare le abilit di comprensione e di
confronto tra il linguaggio letterario e quello cinematografico, molto amato dagli adolescenti. Il
film infatti

uno strumento capace di catturare lattenzione, stabilire il contatto visivo, pervenire allastrazione
attraverso la fase concreta della rappresentazione visiva, sviluppare il processo di concettualizzazione
dellesperienza (...), coinvolgendo contemporaneamente la sfera verbale e iconica; pu rivelarsi
funzionale a un apprendimento concreto e orientato allazione, a un apprendimento che sfrutta
prevalentemente la capacit intuitiva e divergente del pensiero, a un apprendimento che utilizza
soprattutto la capacit di conoscere per strutture globali (Ferracin, Porcelli 2000:IX-X).

Nella stessa direzione va anche il ricorso al fumetto,4 cui possibile appoggiarsi non per
sostituire la lettura del romanzo in versione originale, ma per offrire agli allievi lopportunit di
confrontarsi con una diversa modalit comunicativa, da sperimentare direttamente mediante
esercitazioni di trasposizione degli episodi manzoniani pi interessanti nel linguaggio
fumettistico. La componente ludica dellapprendimento pu uscirne in questo modo potenziata,
aiutando i ragazzi a ridurre drasticamente la percezione della distanza che, almeno in apparenza,
sembra separare luniverso manzoniano da quello giovanile.
A questo proposito unulteriore risorsa cui fare riferimento rappresentata dal modello
dellintervista immaginaria allautore o ad un suo personaggio, che costituisce unefficace
alternativa alla tradizionale lezione frontale, incentrata sulla presentazione della biografia dello
scrittore o del ritratto psicologico di uno dei protagonisti: inizialmente pu essere linsegnante a
proporre alla classe unintervista di questo genere, inventata sulla base dei particolari obiettivi
disciplinari, in modo da consentire agli studenti di familiarizzare con una tipologia di scrittura
insolita, che potranno in seguito applicare in prima persona ad altri autori e/o personaggi.

Uninteressante edizione a fumetti del romanzo A. Manzoni, I promessi sposi a fumetti, riduzione di C. Nizzi,
realizzazione grafica di P. Piffarerio, Torino, Societ San Paolo, 1984. Non si dimentichino poi I promessi paperi
(1976) e I promessi topi (1989), facenti parte del ciclo delle Grandi parodie Disney.

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Linsieme dei suggerimenti operativi qui raccolti non ha ovviamente pretese di assoluta
esaustivit e validit, ma vuole contribuire a definire un repertorio di orientamenti e di tattiche
applicabili in ambito scolastico, che ogni docente dovrebbe conoscere per potenziare la propria
saggezza strategica (Calvani 2000:158), ovvero la propria capacit di valutare le possibilit
offerte da ogni strategia didattica in rapporto al peculiare contesto di applicazione. Non si tratta
certamente di aderire allideal-tipo dellinsegnante prestigiatore, intento a stupire
quotidianamente i suoi ragazzi con effetti speciali e trovate innovative, ma di riflettere
criticamente sui modi dellinsegnamento letterario, per individuare ogni volta la strada giusta da
percorrere in rapporto alla classe e allargomento trattato. Anche lopera pi affascinante rischia
infatti di apparire ai nostri alunni opacamente lontana se non affrontata in modo intellettualmente
stimolante e convincente. Valgano come monito le parole di una recente canzone dei Bluvertigo:

Consideriamo il fatto che la scuola nel paese / unistituzione alquanto


reazionaria, repressiva: / reagisce alle reazioni, non stimola interessi / non produce
cultura ma propone da centanni / le stesse vecchie storie di sposi in riva al lago, / gli
stessi schemi mentali, obsolete concezioni...

Al di l del carattere apertamente provocatorio di questo testo musicale, chiaro il senso


profondo del messaggio in esso contenuto: la storia narrata da Manzoni, se ostinatamente piegata
ad una didattica di tipo tradizionale, rischia di diventare lemblema di una scuola chiusa su se
stessa ed incapace di rinnovarsi, facendo di Renzo e Lucia due personaggi muti, lontani
dallimmaginario giovanile, difficilmente apprezzabili e comprensibili.

21

Progettazione dellintervento didattico


Il contesto scolastico
Il contesto scolastico in cui si operato per la realizzazione del presente progetto didattico
quello della succursale di una Scuola Media della provincia di Torino, caratterizzata da un
ambiente raccolto e tranquillo. In particolare stata coinvolta una classe terza, costituita da un
numero contenuto di allievi (venti) di differenti livelli cognitivi e attentivi.

Presentazione dellargomento: I promessi sposi di A. Manzoni


Il presente progetto didattico, realizzato in occasione dellesperienza di tirocinio attivo
prevista dal Corso di Specializzazione SIS, stato progettato in sintonia con la programmazione
annuale di Letteratura italiana elaborata dallinsegnante titolare, che aveva ipotizzato per
lultimo anno di corso un esteso itinerario di studio, dal Neoclassicismo al Neorealismo. In
accordo con la docente accogliente, ho stabilito di affrontare in classe un argomento di
particolare ampiezza e complessit, I promessi sposi di Alessandro Manzoni, che ha richiesto
lattivazione di tutte le mie competenze di mediazione didattica: la sfida consisteva infatti nel
ridurre entro un monte-ore relativamente limitato lesame di un autore e di unopera che
offrono innumerevoli spunti di approfondimento e che generalmente occupano un intero anno di
lavoro durante il biennio delle scuole superiori. Si trattava insomma di elaborare un percorso
che, pur nellinevitabile sinteticit, risultasse significativo per i ragazzi, ne catturasse linteresse
e soprattutto offrisse loro lopportunit di acquisire alcune conoscenze di base, sviluppando nel
contempo le abilit di analisi testuale, indispensabili per garantire un accesso davvero autonomo
al patrimonio letterario.
Linsieme di tali considerazioni mi ha indotta a scegliere una chiave di lettura del romanzo
incentrata sulla presentazione dei suoi personaggi fondamentali, soffermando lattenzione sui
primi otto capitoli (in cui sono minuziosamente descritte le figure di don Abbondio, Renzo,
Lucia e fra Cristoforo), con una veloce incursione nei capitoli successivi, il nono e il decimo
(dedicati alla storia di Gertrude). Rispetto agli itinerari di tipo tematico (riguardanti ad esempio il
ruolo della Provvidenza o limportanza del paesaggio nei Promessi sposi), che rischierebbero
con ogni probabilit di risultare dispersivi con studenti dotati di scarsi pre-requisiti di partenza,
mi sembra che la decisione di concedere spazio allesame diretto dei protagonisti del romanzo
offra maggiori garanzie di produttivit, consentendo agli allievi di partire da un livello pi vicino
alle loro esperienze e rappresentazioni mentali. La classe aveva infatti gi lavorato in precedenza
sulle caratteristiche del testo descrittivo, acquisendo un bagaglio di nozioni e di competenze che
22

sarebbe stato un peccato non sfruttare pienamente; inoltre le descrizioni dei personaggi
manzoniani, cos vivide e ricche di sfumature psicologiche, mi paiono particolarmente adatte a
toccare la sensibilit di tutti gli allievi, anche di quelli che incontrano numerose difficolt nella
comprensione e nellinterpretazione della lingua scritta.
Ovviamente il privilegiare questo tipo di approccio non significa trascurare la necessit di
approfondire gli aspetti pi rilevanti della visione poetica dellautore (quali il rapporto con la
storia e con la religione, le osservazioni sulla giustizia umana e divina, la funzione attribuita alla
cultura, ecc.), ma al contrario prendere le mosse dalla dimensione pi strettamente narrativa per
approdare a momenti di riflessione meno superficiale, utili soprattutto ai ragazzi maggiormente
motivati per cominciare ad avvicinarsi in unottica problematizzante al pensiero manzoniano.
Non bisogna a mio parere dimenticare che insegnare in una scuola media significa confrontarsi
con studenti di provenienza socio-culturale differenziata, contraddistinti da livelli di
motivazione e di sviluppo cognitivo disomogenei: occorre quindi proporre delle attivit che
permettano a chiunque di raggiungere una serie di obiettivi ritenuti indispensabili per la
formazione di cittadini consapevoli e adeguatamente alfabetizzati, senza tuttavia appiattirsi nella
ricerca di uneccessiva facilit ed immediatezza.
Nella conduzione dellintervento didattico ho adottato unimpostazione volta ad attribuire
unassoluta centralit al testo letterario, letto collettivamente in classe, spiegato nel suo
significato letterale e infine analizzato da un punto di vista tematico, contenutistico e linguistico.
Si tratta a mio avviso di unimpostazione capace di educare gli studenti al piacere
dellincontro con il testo, di costringerli a misurarsi con i suoi meccanismi costitutivi e ad
affinare progressivamente le proprie capacit interpretative, evitando di cadere nel rischio di uno
studio della Letteratura condotto in absentia del suo principale oggetto dindagine, soffocato
dallastrattezza della riflessione metaletteraria o, come pi spesso accade nella scuola secondaria
di primo grado, banalizzato nel nome di esigenze meramente trasmissive.
Il mio obiettivo consisteva nel superare la triade data dalla combinazione dei seguenti
elementi: rapida lettura del testo / spiegazione frontale da parte del docente (supportata dalla
dettatura di appunti o dalla consegna agli alunni di una scheda di sintesi) / studio mnemonico dei
ragazzi. Tale metodo, piuttosto tradizionale, presenta innegabili vantaggi di economicit, ma nel
contempo si limita ad insegnare agli allievi a farsi pappagalleschi ripetitori di nozioni
passivamente recepite, a cui non corrisponde lattivazione di processi di apprendimento pi
complessi, legati alla dimensione delle competenze.
Al contrario un lavoro attento di analisi testuale, che induca gli allievi a confrontarsi
direttamente con il messaggio elaborato dallautore ed eventualmente a partire da questo per
giungere induttivamente a ragionamenti pi ampi e generali, mi pare possa produrre risultati
23

significativi, ponendosi in unottica di problem-solving. Rilevanti in questo senso le osservazioni


di Remo Ceserani:

A me sembra che sia da consigliare, anzitutto, un uso molto prudente dei testi letterari nella scuola
dellobbligo. (...) I testi poetici sono complesse strutture di linguaggio e certamente possibile
condurre i bambini a entrare nel mondo della figuralit, delle ambiguit semantiche, delle molteplicit
degli strati di significato. Ma ci vuole un lavoro paziente e concentrato, che faccia leva non sulle
impressioni, ma sulla comprensione dei meccanismi verbali, non sulla genericit delle idee e dei
temi ma sulle ambiguit affascinanti del linguaggio e sugli strumenti, la fatica e anche le astuzie del
lavoro poetico e artistico (Ceserani 1993:394).

Nel tentativo di rispondere a queste istanze, ho deciso di ricorrere ad una metodologia


operativa che coniugasse rigore e partecipazione, sistematicit e coinvolgimento attivo dei
ragazzi.
Oltre a concedere ampio spazio alla lettura ad alta voce dei testi e al lavoro di suddivisione e
titolazione delle sequenze, ho ritenuto opportuno, per facilitare lascolto e ad integrazione delle
scarne notizie riportate dal manuale (molto essenziale nei suoi apparati espositivo-interpretativi),
fornire di volta in volta agli studenti delle schede5 che servissero da supporto alle esercitazioni di
analisi e comprensione dei brani esaminati. Tali schede, piuttosto schematiche nella loro
articolazione, sono state da me strutturate in modo da poter essere completate sia
collettivamente, impostando le lezioni nella forma di un dialogo continuo e partecipato tra
docente e discenti, sia individualmente, come compito da svolgere a casa e da correggere
successivamente a scuola, in momenti incentrati sul confronto e sulla discussione delle risposte.
Nella stessa direzione va la proposta di realizzazione di un cartellone, costruito
progressivamente di lezione in lezione mediante lapporto diretto di tutti gli alunni. Vista
lesiguit del tempo a disposizione, non stato possibile prevedere degli incontri interamente
dedicati ad esso: dopo aver stabilito insieme ai ragazzi limpostazione di fondo del lavoro, si
deciso di assegnare a ciascuno dei compiti specifici e circoscritti da svolgere individualmente
sulla base delle particolari inclinazioni di ognuno (alcuni si sono occupati delle scritte e delle
decorazioni, altri hanno cercato su Internet le immagini dei personaggi manzoniani, altri ancora
hanno steso brevi trafiletti di presentazione dellautore e dei protagonisti, altri infine hanno
reperito e colorato le carte storiche dellItalia settentrionale e della Lombardia del 1600). Gli
ultimi minuti di ogni lezione sono stati utilizzati per raccogliere ed incollare quanto prodotto
dagli studenti, in modo da giungere, al termine del percorso, al completamento del lavoro, che

Tutte le schede utilizzate durante la conduzione dellintervento didattico sono raccolte in Allegato 1.

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rester alla classe come sintesi visiva degli argomenti affrontati, mappa di navigazione utile ad
orientarsi nella complessit dei Promessi sposi e a ripassare in vista dellesame finale.
Se considerata nel suo insieme, la mia proposta didattica aspira quindi ad assicurare agli
studenti un ruolo attivo e propositivo nel processo di costruzione della conoscenza, condizione
a mio parere indispensabile per (ri)dare significativit allo studio di un classico che, nei vari
ordini di scuola, deve essere analizzato in una prospettiva coerente con il grado di maturazione
cognitiva, emotiva ed esperienziale dei ragazzi.

Requisiti
Conoscenze
conoscere almeno in linea generale i tratti essenziali delle correnti culturali dellIlluminismo,
del Neoclassicismo e del Romanticismo;
conoscere gli elementi caratterizzanti del testo descrittivo e del testo narrativo;
conoscere la funzione ed il significato delle figure retoriche pi comuni (similitudine,
metafora, antitesi, ossimoro).

Competenze / Abilit
saper leggere e comprendere, almeno nel loro significato letterale, brevi testi narrativi e/o
descrittivi.

Obiettivi formativi e disciplinari


Obiettivi formativi
sviluppare le capacit di lettura consapevole dei testi letterari, valorizzando il piacere
derivante dallincontro con il testo;
migliorare le capacit di attenzione e di partecipazione attraverso un coinvolgimento attivo
nel processo di insegnamento/apprendimento;
potenziare le capacit di collaborazione con linsegnante e con i compagni in vista della
realizzazione di un cartellone illustrativo di sintesi del lavoro svolto.

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Obiettivi disciplinari
Conoscenze
conoscere i momenti pi significativi della biografia di Alessandro Manzoni, con particolare
attenzione al suo rapporto con la fede religiosa e con le correnti culturali dellIlluminismo e
del Romanticismo;
conoscere le caratteristiche fondamentali del genere letterario del romanzo storico;
conoscere e saper spiegare il significato dellaffermazione contenuta nella Lettera sul
Romanticismo scritta da Alessandro Manzoni a Cesare DAzeglio: la letteratura dovrebbe
avere lutile per iscopo, il vero per soggetto e linteressante per mezzo;
conoscere a grandi linee la trama del romanzo e il contesto spazio-temporale in cui si
svolgono le vicende;
conoscere le caratteristiche fisiche e psicologiche di alcuni personaggi del romanzo partendo
dalla lettura di brani tratti dai primi nove capitoli dellopera: don Abbondio (cap. I), Renzo
(cap. II), Lucia (capp. II e III), fra Cristoforo (cap. IV), Gertrude (cap. IX);
conoscere le principali tecniche narrative cui Manzoni ricorre per presentare i suoi
personaggi: focalizzazione esterna ed interna - dialogo - ritratto;
conoscere alcune caratteristiche della societ spagnola seicentesca descritta nel romanzo: le
ingiustizie e i soprusi nei confronti dei deboli - la condizione delle donne (sia nobili che
popolane) - la consuetudine delle monacazioni forzate - la realt della Chiesa (divisa tra
lautentica fede di fra Cristoforo, la pochezza morale di don Abbondio e la spregiudicatezza
delle monache faccendiere del convento di Monza).

Competenze / Abilit
saper porre a confronto le caratteristiche dei personaggi esaminati, individuando affinit e
differenze;
saper trarre dalla lettura dei brani proposti informazioni sullaspetto fisico e sulla psicologia
dei personaggi;
saper riconoscere nei testi considerati le figure retoriche pi comuni (similitudini, metafore,
ossimori, antitesi, metonimie);
saper individuare, di fronte ad un testo dato, la tecnica narrativa utilizzata;
saper elaborare, a partire dalle vicende dei protagonisti manzoniani, riflessioni personali con
riferimento alla propria esperienza individuale;
saper utilizzare gli strumenti informatici per ricercare materiale iconografico e documentario
relativo agli argomenti affrontati in classe.

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La scansione dellintervento didattico


Lezione 1: Primo incontro con lautore e la sua opera
(2 unit orarie)
Presentazione del percorso e negoziazione del patto formativo
E opportuno utilizzare i primi minuti dellincontro per la negoziazione con gli studenti del
patto formativo: si tratta di un momento di estrema importanza nella definizione della relazione
comunicativa che si instaura tra il docente e i discenti, durante il quale possibile giungere
allindividuazione preliminare di una piattaforma comune di principi e di regole da rispettare.
In particolare fondamentale descrivere brevemente ai ragazzi il tipo di lavoro da svolgere
insieme, soffermandosi sulla scansione dei tempi, sulla presentazione dellargomento, sulle
modalit di verifica formativa e sommativa. Tra gli aspetti da sottolineare con maggiore
incisivit rientra la richiesta della puntualit nellesecuzione delle consegne, indispensabile per
assicurare il buon esito dellitinerario previsto che, soprattutto in una delle sue componenti, si
fonda sulla diretta partecipazione degli allievi: le tradizionali lezioni frontali e dialogate saranno
infatti integrate dalla realizzazione di un cartellone, vero e proprio work in progress da
aggiornare di volta in volta mediante lassegnazione di piccoli compiti domiciliari (ricerca di
immagini, stesura di trafiletti riassuntivi, ecc.) ai singoli studenti, chiamati fin da subito alla
precisione ed alla scrupolosit.
Non pu ovviamente mancare, da parte dellinsegnante, la dichiarazione della propria
disponibilit a lavorare in modo sereno e produttivo, dando vita ad un rapporto fondato sul
rispetto reciproco e lasciando poi spazio alle domande e agli eventuali suggerimenti provenienti
dai ragazzi.

Alessandro Manzoni e il Romanticismo


Si entra a questo punto nel vivo del percorso didattico ripercorrendo i momenti salienti della
biografia e della formazione culturale di Alessandro Manzoni (1785 - 1873): per favorire il
coinvolgimento diretto degli studenti, si sceglie di dare avvio alla lezione mediante unattivit
vicina ai loro interessi e al loro linguaggio, non priva di un risvolto accattivante e, perch no,
divertente. La scelta cade sulla lettura dellintervista immaginaria a Manzoni, posta in apertura
delledizione I promessi sposi a fumetti del 1984 (che pu essere eventualmente rielaborata ad
hoc dal docente): essa rappresenta uno strumento insolito per gli allievi, a cui d la possibilit di
accostarsi alla personalit del grande scrittore in modo nuovo, non passando attraverso la
mediazione del libro di testo o dellinsegnante, ma apprendendo dalla sua viva voce notizie e

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dati interessanti, in una sorta di dialogo a distanza che ben suggerisce lidea delle innumerevoli
opportunit di attualizzazione offerte dalla letteratura.
Dopo la lettura ad alta voce dellintervista, si procede collettivamente a raccogliere e a
sistematizzare le informazioni in essa contenute attraverso la compilazione di due carte
didentit, una relativa allautore e laltra al romanzo, stimolando gli allievi ad un impegno
attivo ed immediato nella ricerca, sul testo appena letto, degli elementi idonei a completare le
schede identificative.6 Durante il lavoro di compilazione, che pu stimolare i ragazzi anche sotto
laspetto ludico (lidea quella di una gara di velocit nella ricerca testuale), linsegnante
interrompe temporaneamente lesercitazione per soffermarsi su alcune questioni di particolare
rilievo, da approfondire in brevi momenti di esposizione frontale, senza tuttavia rinunciare del
tutto allinterattivit.
Dapprima il docente costruisce alla lavagna insieme agli alunni una mappa delle idee sul
Romanticismo, i cui tratti essenziali vengono ricapitolati mediante un rapido brainstorming (utile
sia a ripassare un argomento gi affrontato in precedenza dalla classe sia a chiarire la posizione
di Manzoni allinterno della corrente culturale considerata): tra gli elementi da porre in rilievo vi
sono senza dubbio il rifiuto della ragione, lesaltazione del sentimento e della soggettivit, la
predilezione per le immagini notturne e per la natura solitaria e tempestosa, il recupero della
dimensione spirituale e religiosa, lattrazione per il lontano nel tempo e nello spazio, il senso
della storia, lidea di nazione. Gli studenti vanno ovviamente invitati ad osservare come solo
alcuni di questi fattori siano effettivamente presenti nella produzione manzoniana, che possiamo
ritenere rappresentativa di un Romanticismo moderato, tipicamente italiano e lombardo,
lontano dalle sfrenate evasioni fantastiche dei romantici nordici.
In seguito linsegnante provvede ad illustrare i caratteri principali del romanzo storico
(fondato sulla mescolanza di veridicit storica e di invenzione fantastica), cercando di far
cogliere le differenze che distinguono un libro di storia (in cui prevale una trattazione oggettiva
degli eventi) da un romanzo storico (in cui, pur nella ricostruzione precisa e documentata del
passato, concesso ampio margine alla finzione, che consente allautore di narrare la sua storia
dando spazio alla creativit personale).
Un breve spazio pu poi essere utilizzato per sintetizzare la poetica manzoniana del vero,
dellutile e dellinteressante, citando alla classe la pregnante definizione elaborata dallo
stesso Manzoni nella famosa Lettera sul Romanticismo a Cesare DAzeglio, sul cui significato
viene richiamata lattenzione dei ragazzi: la letteratura deve perseguire fini di utilit civile e
morale, concedendo ampio spazio alla rappresentazione della realt ed occupandosi di argomenti

Lintervista immaginaria a Manzoni e le carte didentit sono riportate in Allegato 2.

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attuali, vivi nella coscienza contemporanea e vicini allesperienza quotidiana, tali da raggiungere
un pubblico popolare di media cultura, non circoscritto ad unlite raffinata ma ristrettissima.
Infine il docente richiama la questione della revisione linguistica dei Promessi sposi e delle
varie edizioni del romanzo, spiegando il significato della celebre espressione (citata
nellintervista immaginaria) della risciacquatura dei panni in Arno.

La struttura narrativa e le edizioni de I promessi sposi


Lultimo segmento della lezione viene dedicato alla presentazione della struttura interna del
romanzo, suddiviso in sei grandi blocchi narrativi che delineano una progressione a
cannocchiale delle vicende, le quali, dalla ristretta prospettiva del paese natale dei protagonisti,
si estendono a coinvolgere spazi sempre pi ampi e fatti storici di portata europea:
1. Capitoli I-VIII: sezione borghigiana. Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, due giovani
popolani che vivono nei pressi di Lecco, non possono sposarsi a causa dellopposizione di
don Rodrigo, un prepotente signorotto locale che si invaghito di Lucia, giungendo a
minacciare il curato, don Abbondio, affinch non celebri le nozze. Nonostante laiuto di padre
Cristoforo, Renzo, Lucia ed Agnese (la madre della ragazza) sono costretti ad abbandonare il
paese;
2. Capitoli IX-X: Lucia si rifugia con Agnese presso un convento di Monza, dove conosce la
monaca Gertrude;
3. Capitoli XI-XIX: Renzo si reca a Milano, dove viene coinvolto nei tumulti scoppiati a causa
dellaumento del prezzo del pane. Uscito fortunosamente dalla citt, si dirige a Bergamo,
confidando nel sostegno del cugino Bortolo;
4. Capitoli XX-XXVI: don Rodrigo si rivolge ad un potente signore, lInnominato, da cui spera
di ottenere aiuto per rapire Lucia dal convento di Monza. La giovane viene effettivamente
prelevata dagli uomini dellInnominato, che tuttavia, posto di fronte alla fede della ragazza,
spinto ad una sincera quanto travagliata conversione. Lucia viene liberata ed ospitata presso la
villa di don Ferrante e donna Prassede, di nobile lignaggio;
5. Capitoli XXVII-XXXII: prevale la narrazione di importanti vicende storiche (il flagello della
peste e la calata dei lanzichenecchi, truppe tedesche giunte in Italia per partecipare alla guerra
di successione al ducato di Mantova e del Monferrato);
6. Capitoli XXXIII-XXXVIII: don Rodrigo, colpito dalla peste, muore nel lazzaretto di Milano.
Qui avviene anche il ricongiungimento di Renzo e Lucia che, dopo essersi finalmente sposati,
si trasferiscono con Agnese a Bergamo, dove la famiglia e gli affari prosperano.

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Il lavoro sul cartellone


Nel corso di questo primo incontro, il cartellone viene presentato ai ragazzi ancora
completamente bianco, con lunica eccezione di una scritta recante il nome di Alessandro
Manzoni e di una carta storica relativa alla Lombardia del 1600. Per la volta successiva si
assegnano i seguenti compiti: ricerca di un ritratto dellautore (due o tre studenti), stesura di un
breve trafiletto biografico (uno studente), stesura di un trafiletto che sintetizzi la poetica del
vero, dellutile e dellinteressante (uno studente), riproduzione della mappa delle idee sul
Romanticismo costruita collettivamente alla lavagna (uno studente), realizzazione di una scritta
colorata che riporti il titolo del cartellone (uno studente).

Lezione 2: Don Abbondio, un personaggio totalmente negativo?


(2 unit orarie)
Quel ramo del lago di Como
La seconda lezione viene impiegata per lavorare sul primo capitolo del romanzo, partendo
dalla celebre sequenza dapertura, di carattere descrittivo, incentrata sulla rappresentazione del
territorio di Lecco. Il breve brano viene letto ad alta voce da uno o pi alunni, quindi si procede a
spiegare i termini e le espressioni meno facilmente comprensibili, per passare infine alla
riflessione sul significato e sulle caratteristiche del passo. Tale metodologia di lavoro sar
dora in avanti utilizzata per tutti i testi presi in esame.
In primo luogo si sottolinea come Manzoni scelga di collocare fin da subito la vicenda narrata
allinterno di un preciso contesto spaziale, identificato per mezzo di puntuali riferimenti
paesaggistici, la cui veridicit pu essere accertata insieme agli studenti mediante losservazione
collettiva di una carta geografica e/o di una fotografia (distribuite in fotocopia ai ragazzi).
In secondo luogo si invitano gli allievi a soffermarsi sulle modalit di costruzione della
descrizione, che non risponde ad una finalit meramente informativa (indicare i luoghi
dellazione), n tantomeno scenografica (dipingere uno sfondo suggestivo), ma punta a definire
con immediatezza le forme delladesione manzoniana al vero: predominano i riferimenti
visivi (che possono essere cercati nel testo e sottolineati dai ragazzi: par che renda ancor pi
sensibile allocchio, al primo vederlo, alzando lo sguardo, la vista spazia), i quali
pongono losservatore direttamente allinterno della scena, attribuendo al suo sguardo una
funzione organizzatrice della visione che a mano a mano si definisce.
La complessit della sequenza dapertura, interamente affidata alla voce esterna del narratore,
pu inoltre offrire un utile spunto per chiarire agli allievi la natura onnisciente del suo ruolo,
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cui affidata nel corso del romanzo la conduzione della storia, di cui regge sapientemente le fila:
il narratore dei Promessi sposi (da non confondere con lautore dellopera) conosce lintera
materia narrata, dai pensieri intimi dei personaggi agli avvenimenti passati, presenti e futuri,
intervenendo spesso nel racconto con considerazioni generali, commenti e giudizi sulloperato
dei protagonisti.

Don Abbondio
Lanalisi del primo capitolo prosegue con lesame della figura di don Abbondio, considerata a
partire da una scelta di passi significativi centrati sulla prima comparsa in scena del personaggio
e sulla presentazione del suo temperamento. Si procede alla lettura collettiva, immediatamente
seguita dal lavoro di analisi contenutistica e linguistica.
1. La passeggiata di don Abbondio: oltre allindicazione della data dinizio della vicenda narrata
(7 novembre 1628), funzionale ad ancorare il tempo della finzione romanzesca a quello della
verit storica, opportuno far notare agli allievi labilit con cui Manzoni mette
progressivamente a fuoco la figura del curato, rifacendosi ad una strategia dinamica fondata
sullaccostamento di differenti punti di vista. Dopo averne identificato il nome e lo stato
sociale, il narratore lo rappresenta direttamente in azione, descrivendo i suoi gesti ed i suoi
atteggiamenti in modo da lasciar trasparire alcuni aspetti del suo carattere: gli studenti sono
invitati a sottolineare nel testo le espressioni rivelatrici e a raggrupparle in due colonne
distinte, a seconda che pongano in rilievo la natura abitudinaria del personaggio, amante di
una vita tranquilla senza imprevisti (tornava bel bello, tranquillamente, dovera solito
dalzar sempre gli occhi dal libro, drizzando, comera solito, lo sguardo), oppure la sua
disattenzione e superficialit, che lo inducono a rimuovere tutto quanto lo disturba
(buttando con un piede verso il muro i ciottoli che facevano inciampo nel sentiero, girati
oziosamente gli occhi allintorno). Lautore utilizza in questa sequenza la tecnica della
focalizzazione esterna, che gli permette di accostarsi con discrezione al suo personaggio,
seguendone i movimenti come se lo stesse accompagnando con una macchina da presa:
linsegnante dovr ovviamente spiegare agli alunni che cosa si intenda per focalizzazione,
fornendone magari una breve definizione;
2. Lincontro con i bravi: Manzoni prosegue nella caratterizzazione di don Abbondio, la cui
fisionomia si precisa dopo lavvistamento dei bravi, grazie al passaggio da una
focalizzazione esterna ad una interna al personaggio, di cui vengono svelati i pensieri e i
sentimenti. Utilizzando matite di diversi colori, gli studenti sono guidati a ricercare nel brano
le reazioni mentali (quel che pi dispiacque a don Abbondio fu il dover accorgersi...che
laspettato era lui, domand subito in fretta a se stesso, se, tra i bravi e lui, ci fosse qualche
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uscita di strada, fece un rapido esame, se avesse peccato contro qualche potente, ecc.) e
fisiche (tenendosi sempre il breviario aperto dinanzi, come se leggesse, spingeva lo sguardo
in su, per ispiar le mosse di costoro, mise lindice e il medio della mano sinistra nel
collare, volgeva intanto la faccia allindietro, torcendo insieme la bocca, ecc.) del curato di
fronte allimprevisto che gli capitato e che suscita in lui unirrefrenabile tentazione di fuga.
La sua pavidit risulta confermata dal dialogo immediatamente successivo con i due sgherri:
allarroganza delle loro richieste si contrappone la vaghezza ed il servilismo delle risposte di
don Abbondio, che evita di prendere posizione ed accetta supinamente la prepotenza dei suoi
interlocutori. A testimonianza della centralit attribuita dallautore alla dimensione della
comunicazione, pu rivelarsi utile invitare i ragazzi a riflettere sulle concrete caratteristiche
linguistiche dei messaggi verbali presenti nel dialogo esaminato: mentre i bravi ricorrono ad
affermazioni perentorie, rafforzate da frequenti esclamazioni, don Abbondio utilizza
espressioni fortemente dubitative, spesso interrotte dai puntini di sospensione e venate di
piaggeria (Ma lor signori sono troppo giusti, troppo ragionevoli...). Linsieme delle
osservazioni fin qui condotte permette in ultima battuta di raccogliere le impressioni degli
studenti sullimmagine che Manzoni delinea della societ del Seicento lombardo: anzich
dilungarsi nella lettura integrale del primo capitolo, che contiene unimportante ma complessa
digressione relativa alla gestione della giustizia da parte degli occupanti spagnoli, risulta a
mio avviso sufficiente desumere alcuni spunti di analisi dallepisodio dellincontro di don
Abbondio con i bravi, esempio circoscritto ma significativo del sistema di soprusi e di
ingiustizie caratteristico del periodo storico in questione. Le indicazioni fornite dai ragazzi
possono essere visualizzate mediante la costruzione alla lavagna di una mappa delle idee, che
raccolga i seguenti concetti: violenza - debolezza della legge - soprusi dei potenti nei
confronti dei deboli - ingiustizie.
3. Il ritratto di don Abbondio: proseguendo nellutilizzo della tecnica della focalizzazione
interna, Manzoni illustra il sistema di vita ed i principi etici del personaggio, fornendo alcune
notizie biografiche volte ad offrine un ritratto approfondito ed articolato. Dapprima ci si
sofferma sulle ragioni avanzate da don Abbondio a giustificazione della propria scelta di
dedicarsi alla vita religiosa (non lautenticit della fede, ma la ricerca di una fonte di
sostentamento dignitosa, resa ancor pi appetibile dal prestigio riconosciuto ad una classe
riverita e forte), quindi si passa a rintracciare nel testo le espressioni che meglio sintetizzano
lindole e la morale del curato, con particolare attenzione a quelle di tipo proverbiale e/o
metaforico, di cui viene illustrato e discusso il significato: non era nato con un cuor di
leone, si sentiva in quella societ come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in

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compagnia di molti vasi di ferro, neutralit disarmata in tutte le guerre che scoppiavano
intorno a lui.

In conclusione pu essere utile invitare gli allievi a formulare un giudizio complessivo sul
curato, proponendo loro la seguente domanda: Don Abbondio un personaggio totalmente
negativo?. Senza dubbio egli non possiede unelevata statura morale, ma non pu nemmeno
essere accostato alla prepotente violenza di don Rodrigo: la sua mediocrit finisce con il
suscitare compassione e addirittura ilarit nel lettore, che sorride di fronte alle sue eccessive
paure, alle meschinit messe in atto per non compiere scomodi doveri, alla sua piccineria.

Il lavoro sul cartellone


I lavori assegnati agli alunni nel corso del primo incontro (riguardanti Alessandro Manzoni ed
i suoi rapporti con il Romanticismo) vengono incollati sul cartellone. Lindicazione dei luoghi in
cui si svolgono le vicende narrate nel romanzo viene accompagnata dallindividuazione degli
stessi sulla carta storica posizionata al centro del cartellone, aiutando i ragazzi ad acquisire una
conoscenza pi diretta della geografia dellopera.
Per la volta successiva si assegna la stesura di un trafiletto di presentazione del personaggio di
don Abbondio (uno studente) e la ricerca di un suo ritratto (due o tre studenti).

Lezione 3: Don Abbondio e fra Cristoforo a confronto


(2 unit orarie)
Don Abbondio e fra Cristoforo
Un modo interessante per approfondire la lettura dei Promessi sposi consiste nel porre a
confronto personaggi differenti, concentrando lattenzione su un tema di particolare rilievo
oppure su un aspetto significativo della personalit dei protagonisti. In questottica possibile
prevedere un esercizio di analisi parallela delle figure di don Abbondio e di fra Cristoforo,
mirante a sottolineare la loro diversit rispetto alle ragioni della scelta sacerdotale,
allatteggiamento assunto nei confronti della Chiesa, alla maniera di rapportarsi alla violenza del
tempo, di esercitare il proprio ministero.
In prima battuta vengono letti ad alta voce alcuni passi scelti tratti dal capitolo IV: la sequenza
dapertura (in cui compare un intenso ritratto di fra Cristoforo) e quella conclusiva (in cui
inserito un accenno al fervore con cui il frate adempie ai propri uffici religiosi). Lampia analessi
che occupa la sezione centrale del capitolo viene riassunta oralmente agli studenti, cos da
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permettere loro di conoscere, almeno a grandi linee, le circostanze che determinarono la


conversione del personaggio (non un evento fulmineo e quindi poco credibile, ma un
cambiamento interiore lungamente preparato e meditato).
Lattenzione si focalizza a questo punto sullesame del ritratto di fra Cristoforo che,
sebbene incentrato soprattutto sui dettagli fisici, lascia trasparire numerosi rimandi al
temperamento del personaggio: gli alunni possono dapprima individuare gli elementi su cui
Manzoni insiste nella descrizione del volto del religioso, quindi riconoscere i tratti del carattere
cui questi rimandano, soffermandosi sulla similitudine degli occhi come cavalli bizzarri, che
ben sintetizza lessenza pi profonda della personalit del frate, in cui convivono intensit
passionale ed equilibrata moderazione.
In seconda battuta possibile invitare i ragazzi a riflettere sulle principali differenze che
distinguono il coraggio e lonest di fra Cristoforo dalla pusillanimit di don Abbondio
(differenze che essi stessi hanno probabilmente colto a livello intuitivo), proponendo loro una
scheda di confronto da completare collettivamente, suddivisa in due colonne (una relativa al
curato, gi compilata, ed una al frate cappuccino, da compilare sul momento), in cui siano posti
in rilievo i seguenti aspetti: il momento di entrata in scena del personaggio - il comportamento
esteriore ed il movimento degli occhi - il tipo di paesaggio circostante - latteggiamento nei
confronti dei potenti - latteggiamento nei confronti degli oppressi - latteggiamento nei
confronti di Renzo e Lucia - le ragioni della scelta religiosa. Tale attivit di confronto risulta
funzionale al tentativo di rendere evidente, agli occhi degli studenti, la distanza che separa i
sistemi valoriali dei due protagonisti: da un lato la scelta rinunciataria di una neutralit
disarmata, orientata ad evitare qualsiasi scontro con il mondo esterno; dallaltro lato la volont
di impegnarsi in una continua battaglia contro le ingiustizie della societ.
Nel corso dellultimo segmento dellincontro linsegnante invita i ragazzi a riassumere in tre
aggettivi pregnanti la personalit di entrambi gli uomini di Chiesa, avviando poi una riflessione
collettiva volta a sollecitare gli studenti a porre in relazione gli argomenti studiati con la
propria esperienza individuale, sempre nellottica di un coinvolgimento attivo dei discenti nel
processo di insegnamento-apprendimento.
La tecnica da utilizzare quella del meta-plan: ogni ragazzo invitato a completare
individualmente, su un foglietto di carta, la seguente affermazione: Di fronte ad uningiustizia
io mi comporto come........................................................ . Perch.................................................
Ovviamente gli alunni avevano la possibilit di scegliere tra il modello di don Abbondio
(fondato su un atteggiamento di non intervento) e il modello di fra Cristoforo (ispirato ad un
coraggioso rifiuto dei soprusi), motivando le ragioni della propria decisione. Le risposte fornite
dagli allievi vanno raccolte alla lavagna e commentate insieme, ragionando in particolare sui pro
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e sui contro di entrambi i modelli: lobiettivo quello di giungere a chiarire in modo semplice e
diretto le peculiarit delle due figure manzoniane, ma anche quello di aprire il dibattito su
temi di sicuro rilievo per i ragazzi (lopportunismo e laltruismo, la necessit di difendere i
deboli, la paura nei confronti dei pi forti).

Il lavoro sul cartellone


Si incollano il ritratto di don Abbondio e il trafiletto contenente la sua descrizione. Per la volta
successiva si assegna la ricerca del ritratto di fra Cristoforo (due o tre studenti) e la stesura di un
trafiletto di presentazione del personaggio (uno studente).

Lezione 4: Renzo e Lucia


(2 unit orarie)
La riflessione sulla corruzione e sulle sopraffazioni che contraddistinguevano la Lombardia
spagnola del 1600 pu essere ripresa ed ampliata a proposito della figura di Renzo, che merita di
essere analizzata in classe da un duplice punto di vista: non solo possibile anche in questo caso
soffermarsi sulle tecniche cui Manzoni fa ricorso per la caratterizzazione del personaggio, ma
pu inoltre risultare interessante prestare attenzione alle modalit con le quali il giovane reagisce
allingiustizia di cui vittima, pervenendo ad alcune importanti considerazioni relative alla
funzione che lo scrittore attribuisce al linguaggio, inteso come strumento di potere e di prestigio
sociale.
Di particolare interesse risulta poi la presentazione del personaggio di Lucia che, insieme a
Renzo, riveste nel romanzo un ruolo di primo piano.
Tenendo conto dellesiguit del tempo a disposizione, si propone agli studenti la lettura di due
brani (da contestualizzare per mezzo di opportune indicazioni): il primo tratto dal secondo
capitolo ed incentrato sul dialogo che si svolge tra Renzo e don Abbondio nel giorno fissato per
il matrimonio; il secondo, proveniente dallo stesso capitolo, offre invece un primo ritratto di
Lucia.

Il colloquio tra Renzo e don Abbondio


Si analizza in primo luogo la breve presentazione di Renzo che precede il dialogo con il
curato: Manzoni ne delinea un ritratto particolarmente completo, informando il lettore sulla sua
et (ventanni), sulla sua condizione familiare ( orfano di entrambi i genitori) e sociale ( un

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agiato filatore di seta, un lavoratore attivo ed onesto), sullabbigliamento che indossa in


occasione delle nozze.
Il docente pone laccento sulla presenza di una significativa figura retorica, lossimoro lieta
furia, che ben sintetizza la complessit della personalit di Renzo, in cui convivono
atteggiamenti diversi e talora contrastanti (alla sua bont e generosit si affianca infatti
uneccessiva impulsivit, che pu talora sfociare in vera e propria aggressivit). Nella stessa
direzione va anche il rimando ai modi gioviali e risoluti del ragazzo, nonch laccenno
allaria di festa e...di braveria che lo accompagnava nel giorno del matrimonio, precisi segnali
che lasciano presagire la reazione del giovane di fronte alle resistenze del curato.
In seconda battuta si passa a considerare il dialogo tra Renzo e don Abbondio (articolato in
due momenti successivi, inframmezzati dallincontro del giovane con Perpetua), sovrapponendo
differenti prospettive dindagine: 1) la progressione degli stati danimo del protagonista (gioia turbamento - sospetto - certezza - rabbia), indagati attraverso la ricerca di precisi riferimenti
testuali; 2) la possibilit di cogliere nelle battute di dialogo elementi utili alla descrizione
psicologica e sociale dei personaggi (reticenza e vaghezza del curato versus determinazione e
crescente insofferenza di Renzo); 3) il progressivo configurarsi del linguaggio e della cultura
(basti pensare alluso che don Abbondio fa del latino) come strumenti di potere e di
sopraffazione, cui chi li detiene ricorre per confinare il proprio interlocutore in una posizione di
inferiorit, imponendo argomenti ai quali laltro non sa rispondere e negando qualsiasi diritto di
replica.

Lucia
Il brano scelto la celebre descrizione di Lucia in abito da sposa, collocata alla fine del
secondo capitolo, a cui segue il breve dialogo tra la giovane, Renzo ed Agnese, durante il quale
Lucia trova finalmente il coraggio di rivelare la persecuzione di cui stata vittima.
Linsegnante fa in primo luogo notare come Manzoni ricorra anche per questo personaggio
alla tecnica della focalizzazione interna, delineando un ritratto in cui le notazioni fisiche
risultano accompagnate dai riferimenti al carattere e agli stati danimo interiori.
Dopo aver esaminato attentamente il tipo di acconciatura e di abbigliamento indossato da
Lucia (preferibilmente con il supporto di un ritratto da osservare collettivamente), si prendono in
considerazione le espressioni utilizzate dal narratore per caratterizzare psicologicamente la
giovane (sandava schermendo, ascoltava con angoscia, arrossendo e tremando, accento
soave di scusa, ecc.), rivolgendo particolare attenzione ad alcuni ossimori (modestia un po
guerriera, ad indicare come la timidezza e la ritrosia della protagonista non la portino a fuggire
dalle battaglie della vita, e gioia temperata da un turbamento leggiero, ad indicare come la
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felicit della promessa sposa risulti attenuata dalla preoccupazione per le minacce di don
Rodrigo).
La finalit didattica quella di individuare sia le espressioni che pongono in evidenza il
carattere timido e riservato della promessa sposa sia gli elementi che ne rivelano invece la
ricchezza interiore, la forza danimo, la fede religiosa, cos da contrastare la tendenza alla
tipizzazione ad alla banalizzazione cui spesso gli studenti si abbandonano, incasellando entro
rigide griglie interpretative tutti gli elementi loro presentati. Tale tipo di impostazione consente
innanzitutto di offrire agli alunni strumenti sempre pi raffinati ed approfonditi di analisi del
reale, nellottica di una convinta educazione alla complessit; contribuisce inoltre ad ampliare
il loro bagaglio lessicale, che si arricchisce di nuovi apporti ( infatti ipotizzabile che la maggior
parte degli allievi non comprenda autonomamente il significato di espressioni quali modestia un
po guerriera e placido accoramento, utilizzate da Manzoni per descrivere la psicologia di
Lucia, espressioni che vanno ovviamente spiegate e discusse in classe in modo che entrino a far
parte delle conoscenze linguistiche di almeno una porzione di studenti).
Il lavoro si conclude schematizzando rapidamente alla lavagna le principali caratteristiche del
personaggio, eventualmente chiedendo agli studenti di sintetizzare con pochi aggettivi pregnanti
la personalit di Lucia.

Il lavoro sul cartellone


Per la volta successiva si assegna la ricerca dei ritratti di Renzo e di Lucia (tre o quattro
studenti) e la stesura di due trafiletti di presentazione dei personaggi (due studenti).

Lezione 5: La singolare figura di Gertrude


(2 unit orarie)
La quinta lezione interamente dedicata alla presentazione di una delle figure femminili pi
significative dellintero romanzo, Gertrude, le cui caratteristiche possono essere proficuamente
poste a confronto con quelle di Lucia: tale esercizio permette innanzitutto di illuminare due
differenti sistemi di vita e di valori, due diversi modi di intendere e di vivere lidentit di
genere, consentendo inoltre di rilevare come, nella societ seicentesca, le donne,
indipendentemente dallo loro estrazione sociale, fossero esposte ad un rischio costante di
ingiustizia e prevaricazione, non avendo a disposizione efficaci strumenti di difesa.

37

Gertrude
Con un deciso salto in avanti, si passa ad esaminare il ritratto di Gertrude collocato allinizio
del capitolo IX, in cui Manzoni realizza una perfetta fusione di elementi fisici e psicologici (ad
ogni particolare dellaspetto esteriore lautore associa infatti un aggettivo o una frase pi ampia
che pongono in luce una caratteristica morale e/o espressiva della monaca).
Dopo aver passato in rassegna e spiegato i tratti costitutivi della descrizione di Gertrude, si
esortano gli alunni a notare come lintero brano risulti fondato su una serie di nette opposizioni
(da schematizzare rapidamente alla lavagna mediante una tabella): da un lato lantitesi tra
immobilit (monaca ritta - due occhi che fissavano talora in viso le persone, restavano
immobili e fissi senza attenzione - mano languidamente appoggiata alla grata) e movimento
(mosse irregolari e risolute - talora gli occhi si chinavano in fretta - i moti della labbra
erano, come quelli degli occhi, subitanei, vivi, pieni despressione e di mistero), dallaltro lato
lantitesi tra il colore nero (velo nero - nero saio - sopraccigli neri - occhi neri neri - neri capelli)
e il colore bianco (bianchissima benda di lino - fronte di non inferiore bianchezza - gote
pallidissime).
Linsistenza manzoniana su tali opposizioni risponde ad una ben precisa finalit: suggerire il
disordine interiore, il tormento, il contrasto tra forze opposte che, in lotta fra loro, determinano
linquietudine di Gertrude. Il lettore intuisce il dramma del personaggio, ma non lo comprende
pienamente: sa di trovarsi di fronte ad una monaca singolare, che mostra di possedere un non
so che di strano, ma non riesce ancora ad individuare lorigine e lentit di questa angosciosa
condizione.
Per ampliare la riflessione il docente invita inoltre i ragazzi a ricercare nel testo alcuni dettagli
che concorrono a rendere particolarmente insolito laspetto della monaca: anzich presentarsi
come una religiosa casta ed integerrima, la donna d infatti prova di uneccessiva cura per la
propria bellezza corporea (le labbra sono tinte di un roseo sbiadito, la vita dellabito
attillata, dalla fascia del velo fuoriesce una ciocchettina di neri capelli).

La storia di Gertrude
Lanalisi della figura di Gertrude procede con lapprofondimento della sua storia che,
soprattutto per quanto concerne le tematiche della monacazione forzata e dei difficili rapporti
intrattenuti dalla giovane con i familiari, pu offrire interessanti spunti di riflessione ai ragazzi su
alcuni dei tipici problemi delladolescenza, quali la definizione della propria identit e la
complessit dei rapporti con i genitori.
Lampia analessi dedicata alla storia di Gertrude non viene letta per intero, ma ci si limita ad
alcune sequenze opportunamente selezionate a partire dal nono capitolo (riguardante linfanzia e
38

ladolescenza della ragazza), lasciando ad una veloce sintesi orale (eventualmente supportata
dalla dettatura di qualche appunto) il racconto delle altre fasi della vicenda.
Come gi per i brani esaminati in precedenza, anche in questo caso si ricorre alla seguente
metodologia operativa: dopo la lettura collettiva del testo e la spiegazione dei termini e delle
espressioni pi complesse, si passa allindividuazione delle sequenze e al lavoro di comprensione
e di analisi, sempre condotto con il supporto di apposite schede-guida. La suddivisione in
sequenze risulta senza dubbio facilitata dalle numerose locuzioni temporali utilizzate dallautore
per scandire la progressione degli eventi: il primo segmento riguarda le notizie sulla famiglia di
Gertrude e sulla sua prima infanzia (quando venne alla luce), il secondo tratta dei primi anni
trascorsi in convento (A sei anni...fu collocata, per educazione e ancor pi per istradamento alla
vocazione impostale, nel monastero di Monza), il terzo relativo al periodo trascorso dalla
giovane nella casa paterna (Venne finalmente il giorno tanto temuto e bramato).
1. La nascita e linfanzia di Gertrude: prima ancora che Gertrude nasca, la sua presenza viene
avvertita come un impedimento per i progetti del padre che, dotato di unassoluta autorit
in famiglia, appare esclusivamente mosso dalla preoccupazione di serbare intatto il suo
patrimonio. Gli studenti possono essere guidati ad individuare nel testo le espressioni che
rivelano la spietata rigidit della logica paterna, pi attenta al calcolo e allinteresse che
alla serenit dei propri figli: destinato a conservar la famiglia, a procrear cio de figliuoli,
per tormentarsi a tormentarli nella stessa maniera, la sua condizione era gi
irrevocabilmente stabilita, decisione per la quale faceva bisogno, non il suo consenso,
ma la sua presenza. Lesistenza di Gertrude quindi segnata fin dallinizio: le viene
negata qualsiasi possibilit di scelta autonoma, nel nome di un meccanismo sociale che le
impedisce di essere padrona di se stessa e che non riconosce il valore dei sentimenti
individuali. Coerentemente con tali premesse, il padre adotta un metodo educativo fondato
su un sistematico ricorso alla violenza psicologica, non ricorrendo ad una comunicazione
sincera e immediata (Nessuno le disse mai direttamente: tu devi farti monaca), ma
avvalendosi delle forme di suggestione pi sottili: lopera di persuasione occulta
condotta dai famigliari della bambina viene analizzata attentamente insieme ai ragazzi,
invitati a riconoscere le modalit attraverso le quali si alimentava lorgoglio della
protagonista e si suscitava in lei lidea del monastero;
2. Lingresso e la permanenza in convento: il primo aspetto ad essere messo in evidenza
latteggiamento attribuito da Manzoni alla badessa e alle altre monache faccendiere del
monastero di Monza, cui viene destinata Gertrude. Nel 1600 (e non solo) il clero e la
nobilt erano classi potenti reciprocamente legate nella difesa dei rispettivi privilegi, al
punto che frequentemente i rappresentanti della Chiesa venivano meno ai loro doveri ed
39

alla loro indipendenza per cedere agli interessi di una casa illustre, ottenendo da questa
vantaggi e prestigio. Nel caso di Gertrude possibile rintracciare concretamente le
conseguenze operative di tale alleanza: le religiose di Monza, esultanti nel vedersi offerto il
pegno della protezione del principe padre, rinunciano al tradizionale ruolo di cura delle
anime e diventano complici del progetto di condizionamento psicologico della fanciulla.
Lanalisi delleducazione ricevuta da Gertrude nel monastero pu essere condotta proprio
in questa prospettiva, guidando gli allievi a riconoscere le componenti dellopera di
persuasione portata avanti dalle monache che, riservando alla giovane un trattamento
privilegiato, puntano a far leva sul suo bisogno daffetto e sulla sua vanit. Interessante
inoltre soffermarsi sugli effetti prodotti in Gertrude dal confronto con le compagne e sul
comportamento contraddittorio da essa tenuto nei loro confronti, segno di una sempre pi
incontrollabile inquietudine interiore: privata di qualsiasi affetto, blandita e nel contempo
segretamente manipolata, indotta a sviluppare unidea distorta della stessa religione
(ridotta a larva, non colta cio nei suoi aspetti autentici, ma solo in quelli esteriori di
decoro e di potere), Gertrude impara a poco a poco a rinchiudersi in un mondo fantastico
per cancellare la sua condizione presente e per rifugiarsi nella vita che desidererebbe e che
invece le negata. Questa condotta la rende tuttavia incapace di affrontare e di gestire la
realt, inducendola a manifestare il suo disagio in atteggiamenti volubili ed incostanti, che
ben manifestano la sua debolezza interiore;

Pu essere utile, a conclusione dellattivit svolta, coinvolgere pi direttamente i ragazzi nelle


vicende del romanzo, proponendo lesecuzione di due esercizi miranti a stimolare la riflessione
sulle motivazioni psicologiche del comportamento di Gertrude e del principe padre. I
questionari possono essere dapprima compilati individualmente, quindi discussi a livello
collettivo, cercando di indurre gli allievi a rapportare le esperienze dei personaggi al proprio
vissuto, nel tentativo di favorire linteriorizzazione dei contenuti presentati anche da parte degli
alunni meno dotati di capacit rielaborative ed interpretative.
I dati raccolti mediante lesercitazione proposta possono costituire il punto di partenza per
stabilire, insieme alla classe, un confronto tra metodi educativi odierni e passati, valutandone
vantaggi e carenze sia in chiave emotiva sia in chiave socio-cognitiva. Eventualmente si potr
chiedere ai ragazzi di elencare le caratteristiche del genitore e/o dellinsegnante ideale, tentando
di far emergere la necessaria compresenza di affettuosit e severit.

40

Il lavoro sul cartellone


Si assegna la ricerca del ritratto della monaca di Monza (uno o due studenti), unitamente alla
stesura di un trafiletto di presentazione della sua figura.

Lezione 6: E tempo di verifiche


(2 unit orarie)
La settima lezione dedicata allo svolgimento della prova di verifica sommativa finale.

41

Riflessioni conclusive
Alla prova dei fatti il presente percorso didattico si rivelato efficace e funzionale, non ha
creato particolari difficolt di applicazione ed ha prodotto risultati soddisfacenti sia in termini di
partecipazione degli allievi alle attivit proposte sia per quanto concerne i risultati finali.
Ovviamente, a seconda del livello cognitivo e attentivo della classe in cui si lavora, pu essere
necessario procedere ad un adattamento del progetto, magari diluendo i contenuti allinterno di
un monte-ore pi ampio, per offrire agli alunni la possibilit di concentrarsi maggiormente
sullanalisi dei personaggi e dei testi previsti.
E proprio questo, infatti, il valore aggiunto di questa unit didattica: a stimolare lattenzione
e linteresse dei ragazzi soprattutto il lavoro di smontaggio e rimontaggio del testo, il
quale, oltre ad una comprensione complessiva di tipo globale, merita di essere esaminato nelle
sue micro-sequenze, da cui possibile trarre molteplici informazioni sulla lingua usata
dallautore, sui suoi procedimenti retorici, sulle tecniche descrittive e narrative, sulle modalit di
presentazione dei personaggi. Senza dubbio si tratta di unattivit lunga e complessa, che
richiede al docente uno sforzo non sottovalutabile in termini di organizzazione preliminare, ma
che produce risultati positivi: anzich limitarsi a far leggere frettolosamente i brani previsti e a
dettare qualche appunto di riferimento, infatti preferibile guidare gli alunni ad entrare nel testo
e a scoprirne i meccanismi costitutivi, coinvolgendoli in unesercitazione pi attiva e stimolante,
capace di comunicare loro il piacere del testo, la soddisfazione derivante da una lettura
accurata delle parole e delle immagini usate dallautore.
Unaltra scelta vincente poi stata quella di sollecitare gli studenti a porre in relazione gli
argomenti studiati con la propria esperienza individuale, sempre nellottica di un
coinvolgimento attivo dei discenti nel processo di insegnamento-apprendimento. In questo caso
un utile supporto venuto dalla tecnica del meta-plan, utilizzata per chiedere agli allievi di
completare la seguente affermazione: Di fronte ad uningiustizia io mi comporto
come.......................................... . Perch..................................... Ovviamente gli alunni avevano
la possibilit di scegliere tra il modello di don Abbondio (fondato su un atteggiamento di non
intervento) e il modello di fra Cristoforo (ispirato ad un coraggioso rifiuto dei soprusi),
motivando le ragioni della propria decisione. Le risposte fornite dagli allievi, raccolte alla
lavagna ed ampiamente commentate insieme, hanno permesso di ragionare sui pro e sui contro
di entrambi i modelli, non solo giungendo a chiarire in modo pi semplice e diretto le
peculiarit delle due figure manzoniane, ma soprattutto aprendo il dibattito su temi di sicuro
rilievo per i ragazzi: lopportunismo e laltruismo, la necessit di difendere i deboli, la paura nei
confronti dei pi forti.
42

La sola nota negativa riguarda il lavoro sulla figura di Gertrude, che ha creato non poche
difficolt agli studenti a causa dellinnegabile difficolt dei brani presi in esame, molto pi
elaborato rispetto ai ritratti di Renzo o di Lucia, al punto da rendere necessari continui interventi
esplicativi da parte mia, volti ad illustrare il significato di numerose espressioni ed immagini
assolutamente indecifrabili per i ragazzi (ad esempio odio inveterato e compresso,
svogliatezza orgogliosa, travaglio dun pensiero nascosto, ecc.). Per favorire la
comprensione del passo stato necessario affiancare alla lettura losservazione della celebre
raffigurazione di Gertrude realizzata da Gonin, che ha permesso di focalizzare lattenzione
sui dettagli dellaspetto esteriore della monaca messi in rilievo da Manzoni, mosso dallobiettivo
di lasciare sottilmente intuire al lettore il dramma del personaggio, senza tuttavia svelarlo
pienamente.
Difficolt ancora maggiori sono state incontrate durante la lettura della prima parte del lungo
flash-back in cui lautore narra il passato della religiosa. Credevo che il racconto dellinfanzia e
della giovinezza della fanciulla potesse suscitare negli studenti un vivo coinvolgimento, dal
momento che in esso vengono affrontate questioni a mio parere rilevanti per dei ragazzi
adolescenti (quali i difficili rapporti con la famiglia, limportanza delle aspirazioni individuali, la
rivendicazione di unautonoma libert di scelta). In realt la partecipazione degli allievi (e la
conseguente possibilit di avviare una discussione collettiva su tali tematiche) stata frenata
dalla complessit del testo manzoniano che, soprattutto nel segmento incentrato sulla
ricostruzione delle fantasticherie di Gertrude, d prova di una sottigliezza danalisi psicologica
difficilmente comprensibile per buona parte del gruppo-classe. Pi proficuo si invece rivelato il
confronto proposto tra Lucia e Gertrude, funzionale ad orientare lattenzione degli alunni verso
un altro aspetto dellingiustizia della societ lombarda del 1600: loppressione esercitata nei
confronti delle donne, costrette ad accettare una condizione di totale subalternit. I ragazzi hanno
notato con stupore come non solo le popolane, ma anche le donne appartenenti alla nobilt
dovessero subire soprusi ed ingiustizie, in certi casi addirittura pi gravi e violente: mentre infatti
Lucia, nonostante la persecuzione di don Rodrigo, non viene privata dei suoi sentimenti pi
autentici e pu alla fine sposare Renzo, Gertrude appare al contrario vittima di un progetto di
condizionamento e di manipolazione particolarmente subdolo, che le nega qualsiasi opportunit
di autodeterminazione e la costringe ad una vita che non le appartiene.

43

Verifica e valutazione
Il presente intervento didattico ha previsto, pur nella sua brevit, numerose e differenziate
occasioni di verifica, rispondenti a diverse logiche valutative:
verifiche informali in itinere, con funzione formativa, in cui sono stati valutati il grado di
attenzione e di partecipazione dei ragazzi, la prontezza nel rispondere ai quesiti posti nelle
diverse fasi della lezione, la capacit di porre domande pertinenti e di intervenire
costruttivamente;
verifiche formali in itinere, con funzione formativa, in cui sono stati valutati gli esiti delle
esercitazioni assegnate come compito a casa, unitamente alla puntualit e alla completezza dei
lavori prodotti individualmente o in gruppo per la realizzazione del cartellone;
verifica formale conclusiva, con funzione sommativa.
La prova di verifica sommativa
La prova di verifica sommativa da me elaborata presenta caratteristiche metrologiche semistrutturate e fa ricorso a differenti tipi di items:
domande a risposta aperta, che si provveduto a vincolare non solo mediante lindicazione
del numero massimo di righe, ma anche grazie ad una formulazione dei quesiti volta a
chiudere lo stimolo (le domande poste agli allievi non sono infatti generiche, ma definiscono
con precisione quanto richiesto nella risposta);
items con stimolo chiuso e risposta chiusa: un esercizio di completamento (in cui non sono
state fornite le alternative di risposta, obbligando i ragazzi a completare il testo ricorrendo
solo alle proprie conoscenze) e un esercizio VERO/FALSO (in cui, per evitare di rilevare
esclusivamente semplici conoscenze di tipo riproduttivo, stato chiesto agli allievi di
correggere le affermazioni ritenute false);
completamento e sistemazione di dati in tabella: nonostante levidente chiusura dello stimolo,
tale esercizio consente agli studenti una certa libert nella formulazione delle risposte, le quali
lasciano emergere quanto effettivamente compreso ed interiorizzato da ciascuno.
La prova di verifica stata predisposta cercando di assicurare un sostanziale equilibrio tra le
parti che la compongono: al primo segmento (relativo alle conoscenze di carattere teorico) sono
stati assegnati 45 punti, mentre al secondo (centrato sullanalisi dei personaggi) sono stati
attribuiti 55 punti, in modo da valorizzare, per quanto possibile, il lavoro sui testi letterari
condotto minuziosamente in classe. Lattribuzione dei punteggi stata concordata con la tutrix,
graduando il punteggio previsto per ogni item sulla base della difficolt dellargomento, del
44

tempo dedicatovi in termini di spiegazione e discussione in classe, della complessit delle


conoscenze e delle competenze da mobilitare.

La prova somministrata alla classe la seguente:


CONOSCENZE DI BASE
1) Rispondi alle seguenti domande:
punti 15
Manzoni lavor lungamente ai Promessi sposi: quante e quali furono le edizioni
dellopera? (max 2 righe)
Dove e quando sono ambientate le vicende narrate nei Promessi sposi? (max 2 righe)
A quale genere letterario appartengono i Promessi sposi? Illustra le caratteristiche
principali di questo genere. (max 5 righe)
2) Indica se le seguenti affermazioni sono vere (V) oppure false (F), quindi correggi quelle
false:
punti 10
Per tutta la vita Manzoni rifiut la fede religiosa.
_________________________________________________________________________
Manzoni era il nipote di Cesare Beccaria, importante scrittore illuminista.
_________________________________________________________________________
Da giovane Manzoni ader al Neoclassicismo, per poi passare allIlluminismo.
_________________________________________________________________________
APPROFONDIMENTO
3) Completa la seguente affermazione, poi rispondi alle domande:
punti 20
La letteratura dovrebbe avere ________________________ per iscopo, ______________
__________ per soggetto e _________________________ per mezzo.
Chi ha scritto questa affermazione e in quale testo la troviamo? (max 2 righe)
Spiega con precisione il significato di questa affermazione, facendo riferimento alle
caratteristiche dei Promessi sposi. (max 10 righe)
ANALISI DEI PERSONAGGI
4) Facendo riferimento ai ritratti di Lucia (cap. II) e di Gertrude (cap. IX), completa la
seguente tabella:
punti 25
LUCIA

____________

Aspetto esteriore della


persona

____________

Manzoni non d indicazioni


precise, ma possiamo supporre
che Lucia fosse allincirca
coetanea di Renzo (20 anni).
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
45

GERTRUDE
__________________
__________________
__________________
__________________
bellezza sbattuta, sfiorita,
scomposta.
Gertrude indossa labito delle
monache: un saio nero e un velo
nero sul capo.

Capelli / Acconciatura

_________________
_________________
_________________

__________________
__________________
__________________

__________________
Lucia animata da una fede
__________________
Atteggiamento verso la autentica, crede che la giustizia _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
religione
di Dio valga anche per i poveri. _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
____________

Ingiustizia subita

____________

_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
Lucia timida, riservata e
modesta, ma possiede una
grande forza interiore.

appartiene alla nobilt


__________________
__________________
__________________
__________________
__________________
__________________
__________________
__________________

Ripensa alle vicende di Lucia e di Gertrude: a tuo parere quale delle due subisce
lingiustizia pi grave? Perch? (max 6 righe)
5) Leggi le seguenti espressioni tratte dai Promessi sposi. Per ciascuna di esse:
- indica a quale personaggio e a quale situazione si riferisce;
- spiega il significato;
- se c una figura retorica, individua di quale si tratta.
punti 15
vand con la lieta furia dun uomo di ventanni
sera accorto (...) dessere, in quella societ, come un vaso di terra cotta, costretto a
viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro
Che vuol chio faccia del suo latinorum?
6) Nelle descrizioni dei suoi personaggi, Manzoni insiste spesso sia sulle caratteristiche
fisiche sia su quelle psicologiche. Leggi le seguenti espressioni e per ciascuna indica:
- a quale personaggio si riferisce;
- cosa ci fa capire del suo carattere.
punti 15
que due occhi grigi che, mentre parlava, eran sempre andati scappando qua e l, come se
avesser avuto paura dincontrarsi con le parole che gli uscivan di bocca
due occhi incavati eran per lo pi chinati a terra, ma talora sfolgoravano, con vivacit
repentina; come due cavalli bizzarri, condotti a mano da un cocchiere, col quale sanno, per
esperienza, che non si pu vincerla
Secondo te, perch Manzoni d cos importanza alla descrizione degli occhi? (max 3
righe)
Nella fase della correzione delle prove di verifica ho tenuto conto della seguente tabella di
riferimento:

46

Item

Assegnazione del punteggio

punti 15
5 punti per la corretta indicazione del numero, della data di pubblicazione
e del titolo delle edizioni de I promessi sposi;
5 punti per la corretta indicazione del contesto spazio-temporale entro cui
si collocano le vicende narrate ne I promessi sposi;
5 punti per lindividuazione del genere letterario dellopera e per la
corretta e completa elencazione delle sue caratteristiche.
punti 10
2 punti per ogni affermazione vera correttamente riconosciuta;
4 punti per ogni affermazione falsa riconosciuta e adeguatamente corretta.
punti 20
2 punti per il corretto completamento dellaffermazione proposta;
3 punti per la corretta indicazione dellautore e dellopera in cui compare
laffermazione proposta;
15 punti per la coerente e completa spiegazione dellaffermazione
proposta, con riferimento alla sua applicazione ne I promessi sposi.
punti 25
2 punti per ciascuna delle prime quattro voci della tabella correttamente
completata;
3 punti per ciascuna delle ultime quattro voci della tabella correttamente
completata;
5 punti per la coerente ed argomentata espressione della propria personale
opinione relativa alle vicende di Lucia e di Gertrude.
punti 15
5 punti per ciascuna delle tre espressioni riportate, di cui siano stati
correttamente precisati il personaggio e la situazione di riferimento, il
significato, la figura retorica utilizzata dallautore.
punti 15
5 punti per ciascuna delle due espressioni riportate, di cui siano stati
correttamente precisati il personaggio di riferimento e le informazioni
ricavabili sulla sua psicologia;
5 punti per la corretta individuazione del valore attribuito da Manzoni agli
occhi dei suoi personaggi.

47

Allegato 1
Schede-guida per lanalisi

Scheda I - Capitolo I
La passeggiata di don Abbondio
1. Tecnica descrittiva impiegata: __________________________________________________
2. Per focalizzazione si intende: _________________________________________________
___________________________________________________________________________
3. Per focalizzazione esterna si intende: ___________________________________________
___________________________________________________________________________
4. Rintraccia nel testo le espressioni che fanno riferimento alla figura di don Abbondio, quindi
raggruppale nelle due colonne sottostanti:
Natura abitudinaria e tranquilla del
personaggio

Superficialit e disattenzione verso la realt


circostante

Lincontro con i bravi


1. Tecnica descrittiva impiegata: __________________________________________________
2. Per focalizzazione interna si intende: ___________________________________________
___________________________________________________________________________
3. Ricerca nel testo le espressioni che descrivono le reazioni fisiche e mentali di don Abbondio
al momento dellavvistamento dei bravi che lo attendono in lontananza. Sottolinea in blu le
reazioni fisiche e in rosso quelle mentali ed emotive. Quale immagine del curato ne deriva?
___________________________________________________________________________
4. Soffermati sul dialogo tra don Abbondio e i due bravi: in che modo esso contribuisce a
caratterizzare la figura del curato? _______________________________________________
___________________________________________________________________________
Don Abbondio pronuncia battute ______________________________________________
I bravi pronunciano battute ___________________________________________________
5. Quale rapporto intrattiene don Abbondio con il potere?
6. Riproduci la mappa delle idee sulla societ lombarda del 1600
Il ritratto di don Abbondio
1. Tecnica descrittiva impiegata: __________________________________________________
2. Quali sono le due ragioni per cui don Abbondio ha deciso di farsi prete?
a) _________________________________________________________________________
b) _________________________________________________________________________
3. Rintraccia nel testo le espressioni che rivelano lindole ed il sistema di vita di don Abbondio.
Elencale qui sotto e spiega il significato di ciascuna:
a) _________________________________________________________________________
b) _________________________________________________________________________
c) _________________________________________________________________________

48

Scheda II - Capitolo IV

DON ABBONDIO
Momento dellentrata in
scena

Tramonto

Comportamento
esteriore

Don Abbondio cammina bel


bello, legge tranquillamente il
breviario e ogni tanto lo chiude
distrattamente. Allontana con un
piede i ciottoli che gli sono di
inciampo, ripete i gesti che
solito compiere, non si aspetta
nulla di insolito.

Movimento degli occhi

Gli occhi osservano oziosamente


il paesaggio, spostandosi dalla
cima di un monte ad unaltra,
soffermandosi sui giochi di luce.

Paesaggio circostante

Il paesaggio completamente
disabitato.

Atteggiamento verso i
potenti

Si schiera dalla parte del pi


forte, ma solo perch non ne pu
fare a meno. Non ha il coraggio
di opporsi alle ingiustizie.

Atteggiamento verso gli


oppressi

Non si prodiga per aiutare i


deboli, interessato
esclusivamente alla propria
tranquillit, attribuisce sempre
qualche torto a chi si mette
contro un potente.

Atteggiamento verso
Renzo e Lucia

Don Abbondio vede i due


giovani con malanimo, come una
minaccia per il proprio quieto
vivere. Non capisce i loro
sentimenti n le loro ragioni.

Ragioni della scelta


sacerdotale

Don Abbondio sceglie di


dedicarsi alla vita religiosa non
per vera vocazione, ma per
ubbidire alla volont dei parenti:
in questo modo pu garantirsi
una vita dignitosa, entrando a far
parte di una classe sociale
riverita e forte.
49

FRA CRISTOFORO

Scheda III - Capitolo II


Il ritratto di Renzo
Tecnica descrittiva impiegata: _____________________________________________________
Et:
_____________________________________________________________________________
Professione: ___________________________________________________________________
Abbigliamento: ________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
Stato danimo (individua nel testo le tre espressioni che lo descrivono):
a) ___________________________________________________________________________
b) ___________________________________________________________________________
c) ___________________________________________________________________________
I due dialoghi tra Renzo e don Abbondio
Come si conclude il primo dialogo? ________________________________________________
_____________________________________________________________________________
Come si conclude il secondo colloquio? _____________________________________________
_____________________________________________________________________________
Parlando con Renzo, don Abbondio usa il latino. Perch? _______________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
Al termine del primo dialogo compare un riferimento agli occhi di don Abbondio. Come
vengono descritti? ______________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
Che informazioni ci danno circa la psicologia del personaggio? __________________________
_____________________________________________________________________________
Durante i due colloqui con don Abbondio, Renzo prova molti e vari sentimenti. Scrivi accanto a
ciascuno di essi la circostanza che lha prodotto:
LIETA FURIA  ______________________________________________________________
TURBAMENTO  ____________________________________________________________
SOSPETTO  ________________________________________________________________
CERTEZZA  ________________________________________________________________
RABBIA  ___________________________________________________________________
PENTIMENTO  ______________________________________________________________
I pensieri di Renzo
Tecnica narrativa impiegata: ______________________________________________________
Quali sono le fantasie di Renzo a proposito di don Rodrigo? Spiegale con parole tue:
- Avrebbe voluto correre _________________________________________________________
- Si figurava allora ______________________________________________________________
Che cosa fa desistere il giovane dai suoi propositi omicidi? ______________________________
Sottolinea nel testo la frase con cui Manzoni commenta il carattere di Renzo. Che immagine ne
deriva del personaggio? _________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________

50

Scheda IV - Capitoli II e III


Il ritratto di Lucia in abito da sposa
Tecnica descrittiva impiegata: _____________________________________________________
Particolari fisici: ________________________________________________________________
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________
Acconciatura: ________________________________________________________________
Abbigliamento: ________________________________________________________________
________________________________________________________________
________________________________________________________________
________________________________________________________________
________________________________________________________________
Psicologia (ricerca nel testo le tre espressioni che rivelano il carattere di Lucia e spiegane il
significato):
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
Il dialogo con Renzo ed Agnese
Sottolinea nel testo e riporta qui di seguito tutte le espressioni che rivelano il carattere timido e
riservato di Lucia:
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
Ricerca nel testo la frase che rivela la fede religiosa di Lucia. Commenta con parole tue il
significato della sua affermazione:
_____________________________________________________________________________
Quali sentimenti provano Renzo ed Agnese durante il resoconto di Lucia?
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
Ad un certo punto del colloquio, Renzo guarda Lucia con un atto di tenerezza mesta e
rabbiosa. Spiega con parole tue quali stati danimo sono indicati dai due aggettivi:
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
A tuo parere don Rodrigo davvero innamorato di Lucia? ______________________________
Quali sono le reali motivazioni del suo agire? _________________________________________
_____________________________________________________________________________

51

Scheda V - Capitolo IX
Il ritratto di Gertrude
Nel ritratto di Gertrude Manzoni realizza una perfetta fusione di elementi fisici e psicologici: ad
ogni particolare dellaspetto esteriore lautore associa infatti un aggettivo o una frase pi ampia
che pongono in luce una caratteristica morale e/o espressiva della monaca.
Fin dalla sua prima comparsa in scena, abbiamo limpressione di trovarci di fronte ad un
personaggio insolito e singolare, che nasconde qualche segreto: il lettore intuisce il dramma di
Gertrude, ma non riesce ancora a comprenderlo pienamente. La descrizione del suo volto ne
rivela linquietudine interiore. Non un caso che Manzoni decida di impostare tutto il ritratto su
due forti opposizioni:
NERO

BIANCO

MOVIMENTO

IMMOBILITA

Insistendo su tali opposizioni, Manzoni suggerisce il contrasto tra forze e sentimenti differenti
che agitano la protagonista, caratterizzata da una personalit contraddittoria e tormentata.
Nel testo compaiono altri elementi che contribuiscono a rendere insolito laspetto di Gertrude:
invece di presentarsi come una monaca casta e devota, d infatti prova di una cura eccessiva per
la propria bellezza corporea. Di quali elementi si tratta?
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
La storia di Gertrude
Come era gi accaduto per fra Cristoforo, Manzoni fa seguire il ritratto di Gertrude da un ampio
flash-back (che occupa i capitoli IX e X del romanzo), in cui narrata la storia passata della
monaca e in cui ci viene finalmente svelato il suo segreto.
LINFANZIA: prima ancora che Gertrude nasca, la sua presenza viene avvertita come un
ostacolo, come una complicazione per i progetti del padre che, dotato di unassoluta autorit
in famiglia (viene infatti definito __________________________________________),
appare esclusivamente preoccupato di serbare intatto il suo patrimonio. Come possiamo
definire il principe padre?
Rigido e autoritario
Assente e poco interessato alla figlia
Attento e amorevole
Lesistenza di Gertrude segnata fin dallinizio: le viene negata qualsiasi possibilit di scelta
autonoma, nel nome di un meccanismo sociale che le impedisce di essere padrona di se stessa
e che non riconosce il valore dei suoi sentimenti. Il metodo educativo utilizzato dal padre di
Gertrude fondato sui seguenti presupposti:
52

1) Rifiuto di una comunicazione sincera e immediata:________________________________


________________________________________________________________________;
2) Ricorso a forme di suggestione pi sottili (opera di persuasione occulta) per alimentare
lorgoglio della protagonista e per suscitare in lei lidea del monastero:
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
LINGRESSO IN MONASTERO: la badessa del convento, insieme a qualche altra monaca
(Manzoni le definisce _________________________________________ , esprimendo un
duro giudizio di condanna morale) si accorda con il padre di Gertrude, divenendo complice
del progetto di condizionamento psicologico della fanciulla. Nel 1600 il clero e la nobilt
erano classi potenti reciprocamente legate nella difesa dei rispettivi privilegi, al punto che
frequentemente i rappresentanti della Chiesa venivano meno ai loro doveri ed alla loro
indipendenza per cedere agli interessi di una casa illustre, ottenendo da questa vantaggi e
prestigio.
Le monache riservano a Gertrude un trattamento privilegiato: _________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
A tuo parere, perch le monache si comportano in questo modo?
Provano un affetto sincero per la fanciulla
Cercano di far leva sulla sua vanit per
convincerla a prendere i voti
Vogliono onorare in ogni modo la figlia di un potente nobile
Una prima crepa nel sistema educativo messo in atto per condizionare Gertrude si produce
quando la protagonista raggiunge l'adolescenza e inizia a confrontarsi con le sue compagne:
scopre
che
alcune
di
loro
sono
destinate
al
____________________________________________ e comincia a fantasticare di potersi a
sua volta sposare, partecipando alle feste e alla vita mondana. Come tutte le adolescenti,
Gertrude si rifugia in un mondo di sogni, immaginandosi la vita che vorrebbe e che invece le
negata.
E molto sola:
- tutti gli adulti che la circondano (il padre e le religiose) non capiscono i suoi sentimenti e
cercano di manipolare la sua volont;
- con le compagne non riesce a legare perch segretamente le invidia;
- non ha nessun punto di riferimento, anche la religione non le offre alcun conforto.
La condizione delle donne nel 1600
Manzoni descrive la Lombardia spagnola del 1600 come una societ molto violenta, in cui i
potenti usano la propria forza per opprimere i deboli e commettere ingiustizie.
Le donne, a cui non viene riconosciuta nessuna autorit, sono doppiamente vittime di questa
negativa situazione, sia che appartengano alla nobilt sia alle classi sociali pi basse.
LUCIA

GERTRUDE

Classe sociale

Ingiustizia subita

53

Allegato 2
Intervista ad Alessandro Manzoni
Signor Manzoni, lo sa che
agli studenti lei non
troppo simpatico?
Lo
immagino.
Li
costringono a studiare il mio
libro, a impararne interi brani
a memoria, a farne lanalisi
logica
e
grammaticale,
eccetera. Tutte cose piuttosto la vicenda di Renzo e Lucia
nel 1600, unepoca che mi ha
noiose.
sempre
affascinato
Prima
di
Anche il suo romanzo un moltissimo
po noioso. Ci sono troppi scrivere il libro ho studiato a
capitoli
storici
che lungo, mi sono documentato
interrompono la storia di sulle caratteristiche di quel
periodo. Non potevo rischiare
Renzo e Lucia.
Eppure quei capitoli sono di commettere errori cosa
necessari. Come dico a un avrebbero pensato i miei
certo punto del libro, perch lettori? Per le stesse ragioni,
i fatti privati riescan chiari, ho anche voluto che la storia
dobbiamo premettere un di Renzo e Lucia si svolgesse
racconto di quelli pubblici. in luoghi che io conosco alla
Non mi sono mai piaciuti i perfezione: il lago di Como,
romanzi che raccontano storie nei pressi di Lecco, dove da
mi
recavo
in
immaginarie
di
pura piccolo
invenzione. Il mio un villeggiatura insieme alla mia
famiglia.
romanzo storico!
Mmm
un
romanzo
storico? Ci spieghi meglio
che cosa intende.
Si tratta di un romanzo
ambientato nel passato, che
narra
eventi
realmente
accaduti. E vero, ci sono
molti personaggi frutto della
mia fantasia, ma linsieme
rispetta scrupolosamente la
verit storica.
E perch tutto questo
interesse per la storia?
Perch
il
passato

unautentica
miniera
di
informazioni per capire il
presente! Io per esempio ho
deciso di ambientare la
avevo perso la fede.

A proposito della sua


famiglia parliamo un po
di lei. E stato un ragazzo
felice?
No. Quandero piccolo non
ho sentito il calore della
famiglia, perci ero infelice. I
miei genitori si sono sposati
senza
amore;
il
loro
matrimonio
era
stato
combinato dalle famiglie,
come si usava a quellepoca.
Poi si divisero e io fui spedito
in collegio. Avevo sei anni
quando entrai nel collegio dei
Somaschi a Merate. Ne avevo
sedici quando tornai in libert,
a casa di mio padre
sposi?

Ricorda pi volentieri suo


padre o sua madre?
La mamma Giulia. Con mio
padre Pietro, un tipo piuttosto
malinconico, non avevamo
niente da dirci. Quando
stavamo insieme ci sentivamo
a disagio e il pi delle volte
lui finiva per evitarmi.
Eppure
sua
madre
labbandon per andarsene
a Parigi con un altro
uomo
E vero. E tuttavia, quando a
ventanni la raggiunsi, mi
trovai molto bene con lei. Era
una donna piena di vita e
finch visse fu la colonna
della nostra famiglia.
A che et ha cominciato a
scrivere?
Fin da piccolo sono sempre
stato circondato da persone di
vasta cultura: la scelta di
dedicarmi alla letteratura
stata un passo quasi naturale.
Mio nonno, Cesare Beccaria,
fu un celebre pensatore
illuminista, autore di unopera
ancora oggi fondamentale,
Dei delitti e delle pene. In
seguito ho preferito prendere
le
distanze
dal
clima
illuminista per avvicinarmi ad
una nuova corrente culturale,
il Romanticismo, pi vicina
alla mia sensibilit.
Lei, che il nostro pi
grande scrittore cattolico, da
giovane non era credente.
S, cos. Specialmente
durante gli anni di Parigi
tutti?
S, ebbe un grande successo

54

Si racconta che la ritrov,


per
unimprovvisa
folgorazione, nella chiesa di
San Rocco a Parigi.
Certo. In quelloccasione
provai un gran turbamento,
ma credo che la mia
conversione, oltre che un
dono della Provvidenza, fosse
stata propiziata dagli incontri
con padre Degola, al quale si
era rivolta mia moglie
Enrichetta,
anchessa
convertitasi al cattolicesimo
nello stesso anno.
Enrichetta Blondel fu la sua
prima moglie. Come la
ricorda?
Era un angelo di semplicit
e di bont. La sposai che
avevo 23 anni e la persi che
ne avevo 48. Mi aveva dato
otto figli. Quattro anni dopo
mi risposai, con Teresa Borri.
Non ero capace di vivere
solo.
Lei stato un buon padre?
Chi pu dirlo? Forse ero un
padre un po assente, un po
distratto dai miei studi. Certo,
ho molto amato i miei figli e
ho molto sofferto per loro.
Basti pensare che sei dei miei
figli sono morti prima di me.
S, la sua vita non stata
facile. Cosa la sosteneva?
La fede in Dio! Che altro?
La fede in Dio e lamore per
la letteratura, che ha trovato
nel mio romanzo la sua
realizzazione pi alta.
Per quanto tempo
lavorato a I promessi

Per moltissimi anni: non ero


mai pienamente soddisfatto
del mio lavoro. Pensi che la
prima versione dellopera, che
mi ha impegnato tra il 1821 e
il 1823, aveva un titolo
diverso da quello definitivo,
Fermo e Lucia.

anche tra le classi che avevano


minor dimestichezza con la
cultura.

Le vendite del romanzo,


allora, la resero ricco.
Oggi forse uno scrittore di
successo pu diventare ricco.
A quei tempi non esistevano
E come mai ha sentito il leggi sui diritti dautore, e tutti
potevano stampare il mio
bisogno di modificarlo?
Come le ho gi detto, non romanzo senza darmi un
ero mai soddisfatto del mio soldo.
lavoro. Sono molto esigente.
Il Fermo e Lucia non mi Un vero problema per chi
convinceva
cos
lho voleva
dedicarsi
alla
variato. Ho inserito nuovi letteratura
episodi,
ho
modificato Gi ma questo non mi ha
lintreccio e la psicologia di mai impedito di scrivere.
alcuni
personaggi.
E
soprattutto ho scelto un altro Sa che lei comincia a
titolo:
quello
originario diventare simpatico?
proprio non andava. Come Mi fa piacere. Credo che sia
avevo potuto chiamare Fermo proprio questo lo spirito
un personaggio dinamico e giusto con cui iniziare la
lettura del mio libro che
coraggioso come Renzo?.
non manca di riservare
Perch, dopo la prima sorprese a chi sa ascoltare con
stesura del suo libro, and a attenzione i suoi messaggi.
risciacquare i panni in
Arno?
Nel momento in cui scrivevo
il libro, in Italia cera una
grossa differenza tra la lingua
letteraria e quella parlata. Io
volevo scrivere un romanzo
che tutti potessero leggere e
comprendere e cos, in
mancanza di una lingua
ufficiale, scelsi di ispirarmi al
modello del fiorentino. Nelle
edizioni dellopera risalenti al
1827 e al 1840 ben evidente
il
lavoro
di
revisione
linguistica che ho realizzato.

ha E raggiunse il suo scopo? Il


suo romanzo fu letto da

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Nome : ..
Cognome : ........................
Data e luogo di nascita : .....
..........
Genitori : .
..................
Stato civile : ....
..
Religione :
..
..
Professione :
Formazione culturale : .
.
.
Interessi :

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Titolo : .............................................................................................................................................
Genere letterario: ...........................................................................................................................
Tempo : ...........................................................................................................................................
..........................................................................................................................................................
Luogo : ............................................................................................................................................
..........................................................................................................................................................
Protagonisti : ..................................................................................................................................
...........................................................................................................................................................
...........................................................................................................................................................
Data di pubblicazione : ..................................................................................................................
...........................................................................................................................................................
Lingua : ...........................................................................................................................................
..........................................................................................................................................................
Pubblico : ........................................................................................................................................
...........................................................................................................................................................

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