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LANALISI DEL TESTO NELLA DIDATTICA DEL LATINO

di Gabriella Pietrantoni
La presente proposta di utilizzazione didattica del testo richiede alcune premesse sul
metodo di lavoro.
Infatti le procedure di analisi testuale sembrano essere pi frequenti nella prassi
dellinsegnamento di lingua e letteratura italiana (lo dimostra il fatto che anche la
prova scritta dellultimo esame di concorso a cattedra ha richiesto competenze di
questo tipo). Tuttavia questo approccio pi scientifico al testo rispecchia un
orientamento didattico che non sempre ben accetto negli ambienti scolastici, e lo
ancor meno negli ambiti disciplinari classici. Non certo un caso che nelleditoria
scolastica in gran parte delle antologie della letteratura italiana i testi sono raccolti e
sistematizzati secondo il criterio dellanalisi formale e strutturale, mentre la
stragrande maggioranza delle antologie latine e greche privilegia determinati percorsi
tematici e trascura importanti aspetti dellanalisi testuale. Il motivo di questa
situazione che permangono nella scuola gli strascichi del dogma crociano
dellinscindibilit per cui le tecniche di smontaggio suscitano ancora imbarazzo e
talora fastidio in alcuni insegnanti. Cito una celebre affermazione programmatica di
B. Croce:
Meno ancora lopera del critico pu consistere nellibrido lavoro tra estetico e
grammaticale, retorico e lessicale, che esercitano alcuni filologi positivistici e che,
come tutti gli ibridismi, affatto sterile. Con lo spezzare le forme della poesia in
vocaboli e metafore, comparazioni, figure, nessi sintattici, schemi ritmici e via, non si
consegue il carattere della poesia, che si rivive e si contempla solo nella totale e
unica intuizione, ma si finisce col mettere insieme un miserando mucchietto di
frantumi inanimati, del quale non si pu far altro che, in definitiva, buttarlo via come
roba che non serve
Gli insegnanti fedeli alle metodiche tradizionali, sottolineano che il valore di un testo
letterario sta non in ci che lo accomuna o lo omologa ad altri, ma piuttosto in quel
che lo differenzia. Tuttavia non si pu misurare loriginalit di un testo se non a
partire da una norma generale che consenta allo studioso di identificare la forma, la
struttura, il contenuto, larticolazione del testo stesso.
Secondo lo studioso Lore Terracini, la cui posizione riassunta da Guido Armellini
nel manuale Come e perch insegnare letteratura, Zanichelli, 1987, i pregi didattici
dei procedimenti strutturalistici risiedono nella sperimentalit, razionalit,
verificabilit. Mentre le pedagogie di impronta idealistica o storicistica forniscono
valutazioni intuitive o nozioni storiche necessariamente precostituite, e comportano
quindi un atteggiamento di ricezione passiva da parte degli alunni, il nuovo modello
di insegnamento consente di trasmettere tecniche di lettura e di analisi che il discente
pu applicare autonomamente, sottoponendo a verifica le affermazioni
dellinsegnante. Non si tratta pi infatti, di captare e scimmiottare gli indefiniti
trasalimenti estetici del docente, n di ingurgitare e ripetere informazioni
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preconfezionate, ma di impadronirsi di criteri e procedimenti operativi ben definiti,


basati su regole esplicite, che consentono di smontare e decodificare razionalmente i
messaggi letterari; la figura sacrale del maestro , i suoi gusti e le sue propensioni
vengono cos relativizzati, a tutto vantaggio delle possibilit di critica degli studenti.
Nel contesto dellattuale societ di massa, in cui i grandi mezzi di comunicazione
aumentano a dismisura la distanza tra ai produttori e i consumatori dellinformazione,
questa abitudine allo smontaggio e alla decodifica dei meccanismi testuali pu
contribuire e creare verso i messaggi che il potere trasmette anche fuori dalla scuola
quella coscienza semiologica di cui spesso () si sottolineata la capacit
liberatoria
In tal modo una didattica improntata alle procedure linguistico semiotiche esalta il
valore formativo dellinsegnamento letterario, affinando quella capacit di rapportarsi
criticamente ai messaggi, che costituisce il solo antidoto allazione passivizzante dei
mass media.
La ricognizione analitica dei meccanismi testuali pu consentire agli studenti di
riconoscere il valore estetico come risultato concreto e verificabile di un processo
artigianalmente ben organizzato, sgombrando il campo dagli atteggiamenti ritualistici
e reverenziali e favorendo una familiarit e una confidenza nuova nei confronti dei
fenomeni letterari.
Certo non si pu sottovalutare il pericolo che il lavoro di analisi possa diventare una
sorta di arida vivisezione in cui non resta spazio per il godimento estetico. Ma se
vero che un bel quadro ci colpisce e ci affascina indipendentemente dalla
comprensione delle tecniche e dello stile con cui stato realizzato, altrettanto vero
che la storia dellarte non si basa sulla suggestione soggettiva dello studioso, ma
colloca ciascuna opera in un contesto culturale e stilistico, attraverso lidentificazione
di precise caratteristiche strutturali. Daltronde il fatto che gli alunni, applicando
autonomamente le categorie analitiche e strutturali allinterpretazione dei testi,
possano poi accostarsi autonomamente a qualunque lettura, senza la mediazione dei
docenti, non sminuisce tuttavia il valore didattico di una buona lettura espressiva,
nutrita di quelle emozioni che derivano dai gusti e dalle propensioni personali
dellinsegnante.
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Dopo questa doverosa premessa segnalo allattenzione di chi legge la pubblicazione
non recentissima di un testo ancora poco diffuso nelle scuole: Analisi del testo
latino di Ines Poli. Thema ed. 1995.
Esso raccoglie testi adatti alla lettura da parte di alunni del biennio, e li propone nella
prospettiva dellanalisi testuale, applicando le categorie analitiche solitamente
utilizzate per i testi in lingua italiana. Seguendo i suggerimenti e lesempio
dellautrice, tenteremo di svolgere su due testi di Cicerone un lavoro di smontaggio e
di analisi che riproducibile, in teoria, per qualunque tipo di testo, specialmente, in
funzione didattica, se presenta delle chiare e facilmente identificabili caratteristiche
che si prestino ad una catalogazione schematica e lineare.
Lo schema generale di lavoro analitico sul testo il seguente:
Schema generale di analisi testuale.
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CONTENUTO

Storico/ cronachistico; politico; mitologico; filosofico;


Poetico (poesia epica, lirica, satirica, tragica, ecc.)

FUNZIONE LINGUISTICA

Referenziale, persuasiva, espressiva, creativa


(le 4 principali funzioni linguistiche di Jakobson)

FORMA O GENERE
LETTERARIO

(lettera, discorso, narrazione, poesia, teatro, ecc.)

TIPOLOGIA DI SCRITTURA

STRUTTURA

Articolazione in sequenze in base al contenuto e alla


modalit espositiva. Struttura metrica

CONTESTUALIZZAZIONE

ASPETTI SINTATTICI

(testo argomentativo, narrativo, descrittivo,


pragmatico, emotivo/espressivo, referenziale ecc.)

Riferimenti ad altri testi dello stesso autore.


Riferimenti ad opere di genere o di contenuto
analogo di altri autori.
Stile paratattico o ipotattico; figure della sintassi
(anafora, enumerazione, anastrofe, chiasmo, ecc.)
Ordine frasale.
Registro linguistico (standard, familiare, letterario;
eventuale presenza di linguaggi settoriali; arcaismi,
neologismi, prestiti, ecc.)

ASPETTI LESSICALI
Campi associativi o semantici (parole- chiave; figure
del lessico : metafora, analogia, similitudine, sinestesia,
ossimoro, ecc)
ASPETTI FONICI

Assonanze, consonanze, allitterazioni, onomatopee,


effetti espressivi del ritmo e della metrica

Ciascuno di questi aspetti pu essere ulteriormente ampliato e precisato: ad esempio,


in presenza di un testo descrittivo spaziale indicheremo se lo spazio definito in
termini realistici o simbolici, se il campo di percezione solo visivo o anche uditivo,
olfattivo o tattile; se il punto di vista interno, esterno, a focalizzazione zero ecc.
Per il testo narrativo ci soffermeremo su alcuni aspetti particolari quali la durata della
storia e del racconto, lordine di intreccio e di fabula, il narratore, gli interventi di
analessi, metalessi, prolessi ecc.
Ci occuperemo di due particolari tipologie testuali: il testo argomentativo sul modello
della pagina introduttiva della prima Catilinaria di Cicerone, e il testo descritttivo, a
partire dal ritratto sallustiano di Catilina.
Nel caso specifico del testo argomentativo, occorre partire da alcune linee guida,
utilizzate di solito quando si insegna agli alunni un modo corretto di argomentare, e
che ci serviranno per rintracciare i criteri generali organizzativi di qualunque testo
argomentativo: scopo, destinatario e natura del testo; principi sui quali fare forza oer
dimostrare la validit della tesi.
Gli schemi forniti sono tratti dal manuale di grammatica di Doneg - Piva Guida alle
abilit linguistiche Bulgarini 1998.
PER ENTRARE IN SINTONIA COL DESTINATARIO
ELEMENTI DA
TIPI DI DESTINATARI
INQUADRARE
Ambiente sociale
Abitante di una piccola citt, di un piccolo paese di
montagna, componente di unassociazione di
imprenditori, membro di unassemblea di fabbrica
Contesto culturale
Docente, professionista, studente, tecnico, operaio,
contadino
Ruolo
Dirigente, responsabile di un gruppo operativo,
collaboratore, esecutore
Relazioni esistenti
Persona incontrata per al prima volta, compagno di
lavoro, vecchio conoscente, amico, rivale, parente..
Dimensione uditorio
Singola persona, gruppo piccolo, gruppo medio
grande, platea
EMITTENTE
Rapporto di relazione tra
emittente e destinatario

Superiore

DESTINATARIO
Inferiore

Pari

Pari

Inferiore

Superiore

Alcune tecniche di persuasione


Principi sui quali fanno Esempi di come sono introdotti gli argomenti
forza
AUTORITA
Se lo dice lui tutti dicono i medici, gli
studiosi, gli esperti affermanosostengono
QUALITA
In molte situazioni analoghe in altri casi
Ci sono altre possibilitAltri invece
CONVENIENZA
preferibile conviene (qualit positive
delle proposte)
CAUSA EFFETTO
Se allora di conseguenza, Per questi
motivi perci ne risulta
GIUSTIZIA
Come tutti gli altri un dovere. Come
stabilito Sarebbe uningiustizia
ANALOGIA
come se sembra Il vecchio lupo di
METAFORA
mare
RAPPORTO
Se pensi cos allora devi Hanno detto che
Persona azioni
ora devono Comportarsi cos non si addice
RAPPORTO
Come fanno i tuoi amici Se facessero cos i
individuo gruppo
tuoi Chi ha la tua posizione
CONTRADDIZIONE
Non coerente non c logica ci
contraddice
ANTIMODELLO
Tu non sei come quelli Se fai cos allora sei
come chi Non voglio sembrare uno che
ANTITESI
Il risultato sar il contrario otterr un effetto
opposto
DISCREDITO DI UN
Non abbiamo stima per chi fa cos non
TESTIMONE
apprezzato chi Tutti disapprovano chi

I Catilinaria (I, 1-2)


Quo usque tandem abutere, Catilina, patientiae nostrae? Quamdiu etiam furor iste
tuus nos eludet? Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?ecc
Forma e contenuto: Con questo discorso Cicerone attacc in Senato Catilina durante
la seduta dell8 novembre del 63 a. C. Il contenuto manifestamente politico: si
polemizza contro la malafede di Catilina e lingenuit dei senatori che sottovalutano
la pericolosit delluomo.
Il discorso utilizza una funzione prevalentemente persuasiva: chi parla vuole
presentare una tesi, sostenerla, dimostrarla e difenderla; non si accontenta di far
conoscere il proprio punto di vista, ma vuole ottenere la condivisione di opinione da
parte del destinatario e indurlo a modificare il comportamento.
Poich ha uno scopo essenzialmente pratico, il testo punta su fatti concreti, e li
presenta secondo una fitta concatenazione logica, in modo da portare il destinatario
alla conclusione voluta.
Perci lemittente deve tener conto della caratteristiche del destinatario in relazione
ad alcuni parametri: ambiente e contesto culturale, ruolo, relazioni, dimensioni
delluditorio: qui si tratta del Senato, un uditorio di tipo politico al quale il console si
rivolge per richiamarlo alla consapevolezza delle proprie prerogative e dei propri
doveri verso la patria.
Il testo segue lo schema tradizionale della tipologia argomentativa: Tesi, argomenti
a favore della tesi, antitesi, confutazione. La pericolosit di Catilina, sostenuta nella
tesi, esposta tramite una serie di interrogative apparentemente rivolte a Catilina, ma
in realt indirizzate al Senato: nellantitesi, introdotta dalla celebre affermazione o
tempora, o mores ! levidente assuefazione generale ai misfatti di Catilina Senatus
haec intellegit, consul videt, hic tamen vivit c una sottile allusione alla debolezza
dei senatori, che evidentemente non sono cos fortes come dovrebbero, se tollerano
la sfacciataggine con cui Catilina trama apertamente contro lo stato. Luso ricorrente
delle interrogative retoriche, delle anafore (nihil ripetuto ben sei volte e quid tre
volte), delliperbole, e dellironia, rientra nella prassi della scrittura argomentativa,
ma qui finalizzato a stuzzicare luditorio, come per scuoterlo da una sorta di torpore
morale e psicologico. Furor, audacia, coniuratio, sembrano essere le parole chiave
con cui loratore costruisce limmagine negativa dellavversario, allinterno di un
lessico che attinge al mondo della politica e della guerra, a voler dimostrare che la
situazione urgente e preoccupante.
La sintassi, che in testi analoghi risulta ricca di connettivi logici, qui appare serrata e
spezzata dalliterazione delle interrogative, dalle enumerazioni per asindeto, in un
sapiente gioco di contrapposizioni; curioso osservare che tutti i tempi dellantitesi
sono al presente, quasi a sottolineare la minaccia incombente sullo Stato, mentre la
tesi si articola in un ritmo concitato di richiami agli ultimi misfatti e alle trame future
di Catilina.

Tale carattere di concitazione emotiva, in aperto contrasto con landamento ben pi


ricco, armonioso e simmetrico della scrittura di Cicerone, accentua lintonazione
emotiva del testo, che appare pi vicino allo stile parlato.

Restiamo ancora su Catilina, ma spostiamoci sul testo di tipo descrittivo, prendendo


in esame il celebre ritratto che Sallustio ne fece nel V cap della sua monografia.
De Coniuratione Catilinae, 5
L. Catilina, nobili genere natus, fuit magna vi et animi et corporis, sed ingenio malo
pravoque. Huic ab adulescentia bella intestina, caedes, discordia civilis grata fuere,
ibique iuventutem suam exercuit. (ecc)
Si tratta di uno dei passi onnipresenti nelle antologie del biennio, e conosciuti da tutti
gli studenti; ma esso soprattutto un modello esemplare e straordinariamente riuscito
di ritratto. La descrizione un procedimento piuttosto soggettivo, anzi, quanto pi
singolare la personalit dellautore, tanto pi suggestivi e indimenticabili risultano i
ritratti che egli ci ha tramandato. Tuttavia anche quando la descrizione di un
personaggio si connota di elementi fortemente espressivi, e perci non facilmente
catalogabili, comunque possibile rintracciare a grandi linee il seguente schema
fisso, in cui loggetto descritto diviene qualificato come il referente (lo schema
tratto da F. Roncoroni , M. Sboarina, I modelli testuali, Milano, Mondadori, 1992)
Nobili genere natus
Ingenio malo pravoque
bella intestina grata fuere
Animus audax ardens in cupiditatibus
Satis eloquentiae, sapientiae parum
Vastus animus, cupiebat
Animus ferox
Luxuria atque avaritia

Qualit

Referente

Parti

qualit
viso
parti..
corpo

qualit magna vi et animi et corporis


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corpus patiens inediae, algoris, vigiliae


parti.
qualit
abbigliamento
parti
qualit.
atteggiamento
parti
In proporzione alla ricchezza e alla completezza del grafico la descrizione risulter
pi o meno particolareggiata.
Contenuto e contesto
In Sallustio la capacit di schizzare i personaggi dettata da una sensibilit
individuale, che attingendo allesperienza politica ed esistenziale, si traduce in una
profonda indagine psicologica, capace di spingersi oltre le apparenze e cogliere le
sfumature pi nascoste della personalit senza rinunciare ai particolari realistici dei
tratti psicosomatici e ambientali.
Nel brano in questione appaiono particolarmente numerosi i dati relativi al carattere,
al modo di fare, mentre i dati fisici sono poco rilevanti: lautore si riserva di
completare il ritratto al cap. XV, facendo un resoconto particolareggiato dei crimini
commessi e segnalando nel colorito esangue, nello sguardo torbido, nellincedere
irregolare, una instabilit emotiva dettata dalla cattiva coscienza.
Ma qui lautore vuol mettere in evidenza il carattere complesso, torbido,
contraddittorio del personaggio, in cui convivono il vizio e la grandezza, la
depravazione e le qualit intellettuali, lasciando trasparire una sorta di ambigua
ammirazione mista allorrore, un compiacimento che mai e poi mai ci sogneremmo di
trovare in Cicerone.
Perci il suo stile caratterizzato dallaccumulo di aggettivi tra loro disomogenei, e
dalla distribuzione apparentemente casuale e disordinata di informazioni sul fisico e
sul carattere, negative e positive: per accentuare la contrapposizione degli elementi
caratteriali di Catilina, lautore opera opportune scelte lessicali : termini di evidente
ambiguit semantica (audax, varius, vastus),violente antitesi (simulator ac
dissimulator, alieni adpens, sui profusus).
Anche la struttura sintattica
appare disomogenea: elementi trimembri,
perfettamente simmetrici, accanto a forme inconsuete di tmesi (quoios rei lubet per
cuiuslibet), chiasmi, ellissi. Le spezzature sintattiche, luso della variatio, ma
soprattutto larcaismo della grafia rimandano certamente allo stile e al moralismo
severo e tradizionalista di Catone.
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Il ritratto stesso di Catilina funzionale al messaggio ideologico che egli vuole


lanciare: la decadenza morale di Roma il terreno nel quale nasce e si sviluppa la
vicenda di Catilina, il cui ritratto appare come la raffigurazione impietosa di una
societ intera. In senso pi ampio, il brano la prova di quanto aleatoria sia la pretesa
di obiettivit di uno storico, che cerca sempre di arrivare alla dimostrazione di una
tesi, in questo caso il disfacimento politico e morale di Roma , cui lautore dedica un
excursus di ben otto capitoli.
*

Al termine di queste esemplificazioni di analisi testuale si pu osservare ancora che i


procedimenti di questo tipo sono la dimostrazione di come non esistano, in teoria,
barriere tra la cultura scientifica e quella umanistica, a patto di far comprendere agli
alunni che lo scopo dellanalisi non di spogliare i testi dei loro connotati di opera
darte, ma piuttosto di ricostruire i processi logico deduttivi che sempre sono alla
base della produzione di un testo. Risalire agli schemi compositivi, ai procedimenti
argomentativi o espositivi, alle tecniche utilizzate per rafforzare e rendere
convincente una tesi, utile anche per imparare ad organizzare il proprio discorso in
modo logico, ordinato, consequenziale, coerente.
LANALISI DEL TESTO POETICO NELLA DIDATTICA DEL LATINO
Poich il biennio un ciclo scolastico nel quale leducazione letteraria si intende
soprattutto come trasmissione di una attrezzatura tecnico culturale per poter
leggere i testi, nessuno si meraviglia pi del fatto che linsegnamento dellItaliano ha
perso la dimensione storicistica, ed orientato invece allidentificazione strutturale
dei generi letterari. Ma tale impostazione didattica, che appare irrinunciabile perch
propedeutica allo studio della storia della letteratura italiana, non trova ancora
applicazione nellinsegnamento delle lingue classiche. Lautrice del testo di antologia
latina gi citato, Ines Poli, osserva nella prefazione che nella maggior parte dei casi la
lettura dei classici relegata alla seconda parte del secondo anno del biennio: noi
abbiamo altrove osservato che un assaggio dei testi classici possibile subito, in
funzione strumentale alla didattica della lingua, e che lanalisi di testi in prosa,
proposti anche con lausilio di traduzioni parziali o integrali, pu favorire
lacquisizione di un linguaggio pi appropriato e rigoroso nella produzione scritta e
orale, oltre che la comprensione profonda e consapevole del testo stesso.
Pi avanti dimostreremo che lidentificazione dei modelli testuali, unita al
riconoscimento del contenuto generale e della struttura di un brano, una traccia
utilissima nella fase preliminare della traduzione.
Tenteremo dunque di lavorare anche sul testo poetico, pur sapendo che lacquisizione
di competenze specifiche pi avanzate (lettura metrica, analisi filologica, rapporti con
il contesto) dovr necessariamente essere rinviata al triennio.
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Ci non ci impedir comunque di tracciare un percorso di sviluppo di competenze


testuali parallelo a quello previsto per la lingua italiana, anche se necessariamente pi
ridotto nelle dimensioni.
Se dunque consuetudine collocare nel primo anno del biennio la lettura in
traduzione italiana di testi di epica classica, e al secondo destinare lo studio di varie
forme di generi poetici (dal sonetto alla canzone, dallode civile allidillio, ecc.)
perch non presentare agli alunni anche testi poetici in lingua latina, magari con
traduzione integrale o parziale, correlati al percorso tematico ma meglio ancora, a
quello sui generi testuali, previsto dalla programmazione di classe?
Certamente rientra in una prassi gi consolidata la lettura di alcune liriche di Catullo,
passi scelti di Orazio, Ovidio, Virgilio, Lucrezio. Scelti di solito tra quelli che meglio
si prestano ad un confronto con le opere dei nostri poeti. Ma spesso la lettura si ferma
allindividuazione di qualche contenuto tematico, o al massimo di qualche figura
retorica, e tralascia aspetti interessanti come il lessico, le figure foniche, e tutto quello
su cui si pu riflettere agevolmente anche con lo strumento della traduzione
contrastiva: ma ci sar oggetto di indagine pi avanti. Per ora ci preme sottolineare
come anche nel testo poetico latino si possano indicare quelle procedure particolari
(ordine frasale, figure del lessico e del suono) che danno ad ogni testo ( e non solo a
quelli in versi ) la funzione poetica cos come la intende Jakobson, cio una
funzione prevalentemente incentrata sullestetica del messaggio.
Ci preme anche evidenziare che lanalisi del testo poetico in lingua latina
praticabile gi dal primo anno di studio della lingua latina, e a questo scopo
utilizzeremo la favola di Orfeo tratta dalle Georgiche di Virgilio, e lepigramma V,34
di Marziale per la morte di una bimba, entrambi incentrati sul tema della morte e
dellaldil nella sensibilit degli antichi.
Per il primo passo presenteremo il materiale didattico prodotto da Maria Luisa
Valente e Fiorangela DIppolito, due allieve della scuola di specializzazione
dellUNICAL, che hanno conseguito il titolo di abilitazione nel luglio 2001, e che
hanno svolto il tirocinio in due mie classi ginnasiali, la IV C e la IV D del Liceo
Classico B. Telesio di Cosenza, nellanno scolastico 2000/2001. Le autrici del lavoro
utilizzarono passi scelti del IV e del VI libro dellEneide per costruire ununit
didattica che aveva come obiettivi da un lato lacquisizione di alcune competenze
morfosintattiche (pronomi, participi, infiniti), dellaltro lo sviluppo della capacit di
stabilire confronti tra testi poetici dello stesso autore, di riflettere in particolare sul
tema dellamore e morte in Virgilio, e infine di analizzare e riprodurre alcune
tecniche di descrizione di spazi, ambienti, personaggi. In quel caso la favola di Orfeo
fu rielaborata per farne uno strumento di verifica delle competenze e capacit
acquisite, e presentata con lausilio di una traduzione parziale che facilita molto il
compito degli alunni e lascia loro il tempo e le energie per concentrarsi sullanalisi
del testo.
Come si pu vedere dal questionario allegato, una parte di esso riguarda gli aspetti
morfosintattici del testo, laltra stimola alla riflessione sul valore poetico del testo.
Per una lezione partecipata si potrebbe trasformare il questionario in una vera e
propria traccia di lavoro, una guida pi esplicita e diretta alla riflessione sugli spunti
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di analisi offerti, che sono gi piuttosto numerosi: partendo dalla comprensione


globale del testo, si invitano gli alunni a individuare particolari descrittivi,
confrontarli con altri passi dello stesso autore (Eneide); identificare attraverso le
parole chiave i campi semantici prevalenti (oscuro/ opaco; freddo/rigore/durezza;
follia/amore, ecc.). Si indicano poi alcune figure retoriche particolarmente efficaci
(lanafora te, dulcis coniunx, te solo le simiitudini che paragonano le anime agli
uccelli in fuga, e lo spirito di Euridice al fumo, ecc).
A questi spunti di analisi, gi notevolmente interessanti, io aggiungerei ancora
qualche considerazione sullordine frasale e sugli aspetti fonici del linguaggio
poetico.
Cominciamo con qualche osservazione sulla valenza fonica di alcuni versi o
sintagmi: al v. 467 caligantem nigra formidine lucum laccumulo di nasali e di
liquide accostate al timbro scuro delle vocali chiuse, crea unatmosfera di tenebra, di
mistero.
Lopacit impenetrabile del paesaggio suggerita dalle annotazioni sul colore nero che
ricopre ogni cosa, si riflette anche nella ripetizione dalla vocale u ai vv. 478, 479:
circum..limusharundopalusunda. Lallitterazione della esse ai versi 470
e482 riproduce in qualche modo il vocio confuso e inquietante delle anime, e il sibilo
dei serpenti cerulei intrecciati nei capelli delle Erinni; in tutto il passo il risuonare
della sibilante crea unatmosfera impalpabile e sfuggente. Nel cruciale momento della
nuova morte di Euridice, la frantumazione ritmica in monosillabi e bisillabi e
lallitterazione della dentale tibi tendens, heu non tua palmas accentuano
materialmente il distacco tra i due innamorati.
Anche la disposizione di termini dettata da precise scelte espressive:
particolarmente efficace ad esempio la collocazione dei pronomi dimostrativi al
principio del verso in una sorta di isolamento che ne esalta lidea di abbandono e di
solitudine: ipse (v.464), te (465-466), quos (vv.478), illa (v.495).
Analogo effetto di accentuazione espressiva prodotto dalla collocazione di verbi al
principio e alla fine di un verso: condunt (v. 473), alligatcoercet (v.480) restitit
(v.490); la disposizione distanziata degli aggettivi rispetto ai sostantivi a cui si
riferiscono produce invece una dilatazione dellimmagine e conferisce grandiosit e
gravit alle cose e alle creature: caligantem nigra formidine lucum (v. 468),
nesciaque humanibus precibus mansuescere corda (v. 470)
subita incautum dementia cepit amantem (v. 488)
Senza protrarre oltre la ricerca di effetti particolari, essenziale far comprendere agli
alunni che la magia di un testo poetico sta nellintuizione geniale per cui certe parole
accostate tra loro suonano in modo speciale, e perdono tutta la loro bellezza in
qualunque forma di trasposizione in prosa, o se tradotte in unaltra lingua.
Ed ecco suggerita agli alunni una finalit essenziale dellapprendimento della lingua,
quella di poter accedere in modo diretto e non mediato a testi antichi, lontani, eppure
senza tempo se riescono ancora ad emozionarci o a commuoverci.

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MATERIALE PER LA VERIFICA STRUTTURATA (Allegato)


Il pastore Aristeo ha perduto, a causa di un misterioso morbo, il suo allevamento di api;
consigliato dalla madre, chiede al vecchio Proteo, indovino che vive nel mare, la ragione della
perdita. Proteo gli rivela che contro di lui il mitico cantore Orfeo ha suscitato lira delle ninfe dei
boschi: Aristeo, inconsapevolmente, ha provocato la morte di Euridice, sua sposa, morsicata da un
serpente mentre sfuggiva allinseguimento del pastore.
Completa la traduzione del testo fornito in lingua originale:

consolando con la testuggine cava della


lira il suo infelice amore, te, ..,
te sul lido solitario, a s stesso cantava, te allarrivo
del giorno, te
Persino nelle gole Tenarie, porta di Dite,
e nel bosco incupito di nera paura egli entr, penetr
sino ai Mani, e al terribile .., ed ai cuori incapaci
di intenerirsi alle.. ..; ma
colpite dal.., dalle sedi pi.
dellErebo venivano le.leggere, e le
parvenze di chi ha perso la luce, quante sono le
migliaia di uccelli che si nascondono tra le
..quando la sera o linverno la pioggia
li caccia dalle, madri e
.. e corpi privi di vita di
magnanimi eroi, fanciulli e .morte
prima delle nozze, posti sui roghi
dinanzi agli occhi dei ., intorno il
..fango e lo squallido canneto del Cocito,
e lodiosa ..con la sua onda lenta li
recinge e lo Stige li trattiene con nove giri.
Eppure rimasero affascinate . le
case della morte, i recessi del Tartaro e le Eumenidi
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dai capelli intrecciati con serpenti cerulei; e Cerbero


trattenne spalancate le tre ..., e insieme al
vento si arrest la ruota su cui gira Issione.
E gi ritornando sui suoi passi aveva superato tutte le
prove, ed , restituita a lui,
andava verso laria che sta in alto,, seguendolo alle
spalle, (infatti aveva imposto
.. legge), quando unimprovvisa follia
prese lincauto ., perdonabile, se i
Mani sapessero perdonare: si ferm, e guard, la sua
, ormai gi presso la luce,
immemore, ahim, e vinto dalla passione. L tutta la
fatica and perduta, e infranti i patti del crudele
.., e per tre volte si ud un
. sopra gli stagni di Averno. E
.: Che cosa ha perduto me,
. e te Orfeo, quale pazzia cos
grande? Di nuovo mi chiama indietro il destino
e il chiude
i miei occhi smarriti. Addio, sono trascinata, avvolta
da una immensa . mentre
. verso te, ahim non pi tua, le
deboli mani Disse ed in un attimo, come il
. si dissolve in lievi soffi di vento, fugg
dallaltra parte e non lo vide pi, mentre inutilmente
cercava di afferrare ... e molte cose
ancora voleva dirle. Ma il trasportatore dellOrco non
lasci pi che superasse lostacolo della palude.
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Completa la traduzione.
Rintraccia nel testo latino i pronomi dimostrativi ed elencali:

Analizza i seguenti participi:


tempo
Numero
Caso
Solans
Veniente
Decedente caligantem
Ingressus
Commotae
Impositi
Inhians
Referens
Reddita
Sequens
Prensantem
Volentem
passus
Indica quali aggettivi e sostantivi nel testo latino, contribuiscono a creare
unatmosfera cupa e tenebrosa:
.
Un solo verbo espresso al congiuntivo: indica quale e fanne lanalisi grammaticale:

Elenca i pronomi personali presenti nel testo:

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Analisi del testo

(Allegato)

1. Il testo incentrato sul tema della Descensio ad Inferos; quali eroi della letteratura antica
godono questo privilegio?

2. Quale significato simbolico possiamo attribuire alla discesa nelloltretomba? E quale alla legge
che proibisce ai vivi (Orfeo) di guardare in faccia i morti (Euridice)?

3.Quali elementi contraddistinguono le divinit delloltretomba?

4.Come appaiono invece le anime dei morti?

5. Quali elementi della rappresentazione dellaldil appaiono quasi identici a quelli riproposti
nellEneide?
..
6.Quali aggettivi e sostantivi contribuiscono ad accentuare il carattere cupo e tenebroso dello
spazio?

7. Quali particolari figure retoriche sono presenti nel testo?


.
8.Nel momento conclusivo dellepisodio si fa riferimento ad una follia di Orfeo che gli fa
dimenticare la promessa. In quale altro personaggio dellEneide sono associati la follia e lamore?

9.Enea uscir dallOltretomba dopo aver raggiunto il suo scopo, lincontro con il padre e la profezia
della gloria futura, ma rimarr deluso dalla freddezza di Didone; lesito dellavventura di Orfeo,
invece, disastroso. Stabilisci un confronto tra i due personaggi soffermandoti sulla differenza di
carattere e sulla diversa natura dellimpresa compiuta.

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*
*
*
Laltro passo prescelto, (Marziale, Epigr. V, 34), Per la morte di una bimba breve,
ma assai intenso, merita innanzitutto di essere presentato allinterno del genere
epigrammatico, segnalando agli alunni letimologia del termine, lorigine storica del
componimento, destinato com noto ad abbellire doni votivi, sepolcri, opere darte,
indicandone talora lautore, lofferente, la causa o il fine per cui loggetto fu eseguito,
ecc.
Si far notare come la brevit densit degli epigrammi sia legata appunto alla loro
funzione originaria, e non si trascurer, specialmente in un liceo classico, un breve
riferimento ad alcuni epigrammisti greci.
Abbiamo gi avuto modo di indicare gli epigrammi di Marziale come testi
linguisticamente accessibili e molto utili per la didattica della morfosintassi, oltre che
come spunti di discussione su aspetti della vita quotidiana a Roma: il componimento
in questione merita, tuttavia, unattenzione particolare, per la rara delicatezza del
contenuto, specie se lo confrontiamo con il tono cinico, talora quasi feroce delle sue
pi celebri caricature e invettive.
Il tema centrale della morte reso pi terribile dallaccostamento con la fanciullezza,
let del gioco e degli affetti, e della paura del buio e del freddo. La dimensione
divina rappresentata solo nei suoi aspetti mostruosi e prodigiosi: oraque Tartarei
prodigiosa canis, e lunica presenza rassicurante pu essere quella delle anime dei
genitori del poeta, ai quali egli idealmente affida la bambina.
A livello lessicale evidente la ricerca di accostamenti che accentuino il contrasto tra
la morte e linfanzia: parvola ne nigras horrescat; inter veteresludat; mollia
non rigidus caespes
La collocazione delle parole, al solito, attentamente studiata in relazione
allimportanza che il poeta vuole dare ad alcuni termini rispetto ad altri:

hanc
tibi

puellam
Fronto

Flaccilla
pater - genetrix

caespes
non rigidus

tegat

Mollia

ossa

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I due grafici evidenziano un preciso procedimento compositivo: lautore pone al


principio e alla fine del primo verso i due termini pi significativi, hanc e puellam,
che ci presentano la protagonista dellepigramma; con tibi indicato linterlocutore,
specificato nei nomi dei due genitori, il cui rapporto parentale con il poeta precisato
nel centro del verso; e si tratta di due figure altrettanto importanti quanto la piccola
Erotion, perch a loro il poeta affida il compito di accoglierla e di aiutarla a superare
la paura della morte.
Anche il consueto augurio che la dura terra non pesi sul defunto, perde qui ogni
residuo di convenzionalit, grazie al delicato particolare delle tenere ossa della
bimba e alla litote non rigidus; la posizione centrale di caespes d pi chiara
evidenza alla dolorosa immagine della terra che ricopre il corpicino.
Anche la poesia italiana conosce naturalmente procedimenti analoghi, tuttavia sar
bene far notare che la lingua latina, grazie al suo carattere pi flessivo, consente al
poeta un pi ampio margine di libert nel gioco di collocare le parole, per creare
immagini o suoni particolarmente suggestivi.
Sul piano della comprensione linguistica il testo non pone problemi particolari;
eppure anche aggettivi come prodigiosa o lasciva, per la loro identit fonetica
rispetto alla lingua italiana, potrebbero indurre allequivoco, se non fossero
adeguatamente collegati al contesto: lattenzione alle sfumature semantiche che
sempre richiesta dalla lettura di un testo poetico, diventa allora assolutamente
indispensabile per un testo in lingua latina, e la riflessione sul lessico in relazione ai
campi semantici che ne scaturisce un ulteriore aspetto altamente formativo
dellanalisi testuale.

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