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La prova Invalsi

A seguito della legge n. 176 del 25 ottobre 2007, a conclusione del terzo anno della scuola
secondaria di primo grado è stata introdotta una prova scritta all’interno dell’Esame di
Stato per matematica e per italiano. Tale prova ha carattere nazionale, in quanto si pro-
pone di misurare i livelli generali e i livelli specifici conseguiti da tutti gli studenti italiani
in queste due materie, al termine del primo ciclo della scuola secondaria.
Riteniamo di svolgere un servizio utile richiamando qui le principali caratteristiche di
questa prova, per quanto sul sito www.invalsi.it siano presenti tutti i documenti relativi
all’INVALSI e alle prove degli anni scorsi.

1 L’INVALSI
L’istituto che è stato individuato per la formulazione delle prove nonché per la rileva-
zione e studio dei risultati è l’INVALSI (Istituto Nazionale per la VALutazione del SIstema
di istruzione e di formazione), ente di ricerca soggetto alla vigilanza del Ministero della
Pubblica Istruzione, che ha sostituito il CEDE dal 1999.
Oltre alla preparazione annuale dei testi delle cosiddette prove Invalsi e oltre all’attività
di ricerca e di supporto alla ricerca, tra i principali compiti dell’INVALSI ricordiamo:
• la gestione del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV);
• lo studio delle cause dell’insuccesso e della dispersione scolastica, con riferimento al
contesto sociale e alle tipologie dell’offerta formativa;
• il supporto e l’assistenza tecnica all’amministrazione scolastica, alle regioni, agli enti
territoriali e alle singole istituzioni scolastiche e formative per la realizzazione di au-
tonome iniziative di monitoraggio, valutazione e autovalutazione;
• attività di formazione del personale docente e dirigente della scuola, connessa ai pro-
cessi di valutazione e di autovalutazione delle istituzioni scolastiche;
• assicurare la partecipazione italiana a progetti di ricerca europea e internazionale in
campo valutativo, rappresentando il Paese negli organismi competenti.

2 La prova di italiano
Secondo il Quadro di Riferimento del 2009, obiettivo privilegiato della prova di italiano
è la competenza di lettura, valutata nelle sue tre sotto-competenze:
• competenza testuale, incentrata sui processi di comprensione, interpretazione e valuta-
zione del testo;
• competenza grammaticale, consistente “in primo luogo nella padronanza delle regole
grafiche e interpuntive e delle strutture morfosintattiche dell’italiano”1;
• competenza lessicale, correlata alla lettura.

1 L’INVALSI osserva (Prove Invalsi 2009 – Quadro di Riferimento di Italiano, p. 3): “La valutazione delle conoscenze e
delle competenze grammaticali non può non tener conto della pluralità, nella scuola italiana, di modelli teorici di riferimento
per l’insegnamento della grammatica e della conseguente mancanza di una terminologia unitaria. I quesiti verteranno dun-
2 La prova Invalsi

La scelta dell’INVALSI è quindi quella di escludere, per ora, dalla prova di italiano altri
due settori dell’ampio ambito della “padronanza linguistica”, cioè l’interazione verbale,
intesa come capacità di comunicare verbalmente in vari contesti, e la scrittura autonoma.
Tali limitazione è dettata da “motivi di tipo essenzialmente tecnico”, in quanto risulte-
rebbe “difficile in una valutazione di tipo censuario”2.

Come specifica il Quadro di Riferimento di Italiano (p. 6), la prova potrà essere artico-
lata in due parti:
a) la prima intesa a verificare la comprensione dei testi;
b) la seconda dedicata più specificamente alla grammatica e al lessico.
La prova dovrà ricorrere “ad almeno due testi” (p. 6). Vediamo nel dettaglio.

2.1 Articolazione della prova di italiano


Per quanto riguarda la prima parte della prova, essa prevede testi di natura lettera-
ria e testi di natura non letteraria. I testi letterari sono in prevalenza narrativi, ma
anche poetici o teatrali. I testi non letterari possono essere di tipo informativo-esposi-
tivo e parzialmente argomentativo (oppure misto).
Ai testi non letterari si possono aggiungere anche i testi non continui, cioè quei “testi
costituiti da frasi raggruppate in paragrafi, che a loro volta possono fare parte di strut-
ture più ampie, come sezioni o capitoli. I testi non continui possono essere organizzati
in vari modi (ad es. elenchi, matrici) ed essere costituiti anche da elementi non verbali:
tra i testi non continui di uso più frequente troviamo i grafici, le tabelle, le mappe, i mo-
duli, gli annunci. Naturalmente si potranno avere anche testi misti, ossia testi continui
corredati da tabelle, grafici, mappe, ecc.”3.
I testi, in lingua originaria italiana, devono essere completi o rappresentare una por-
zione di testo autonomo. La lunghezza dev’essere non eccessiva, poiché il tempo stabi-
lito per lo svolgimento della prova è di 2 ore. Viene raccomandato in genere un testo
non troppo corrente nella pratica didattica, lessicalmente e concettualmente ricco, vicino
al vissuto degli studenti e con possibile riferimento a valori generalmente riconosciuti.
Questa parte della prova s’incentra, come si è detto, sulla competenza testuale nei suoi
tre aspetti che qui di seguito esaminiamo.
1) Comprensione locale e globale del testo; con questo ambito si intende valutare se l’al-
lievo sappia mettere in atto i seguenti processi di lettura:
a) individuare informazioni presenti nel testo;
b) formulare semplici inferenze;
c) elaborare una comprensione globale del testo;
d) sviluppare un’interpretazione, integrando informazioni e concetti presentati in di-
verse parti del testo;
e) valutare il contenuto del testo, la lingua e gli elementi testuali.
2) Organizzazione logica entro e oltre la frase: per valutare la capacità di cogliere rela-
zioni interne alla frase o tra frasi, nonché le relazioni pronominali, anaforiche ecc.

que sulle conoscenze grammaticali imprescindibili ai fini di una comprensione approfondita e critica dei testi, avendo come
oggetto di indagine la struttura morfosintattica della frase, unità sintattico-semantico fondamentale”. In altre parole, la ter-
minologia grammaticale usata è quella tradizionale.
2 Prove Invalsi 2009 – Quadro di Riferimento di Italiano, p. 1.
3 Prove Invalsi 2009 – Quadro di Riferimento di Italiano, p. 7.
La prova di italiano 3

3) Aspetti formali e retorici; l’obiettivo è valutare la conoscenza di figure retoriche, di


elementi di narratologia, delle tipologie testuali ecc. (cfr. Tabella di p. 59).
Sono previsti quesiti inerenti la competenza lessicale, per valutare nello specifico la ca-
pacità di “selezionare a partire dal contesto immediato, ma anche dall’insieme delle in-
formazioni del testo, la particolare accezione di significato pertinente” e inoltre “il saper
formulare ipotesi sul possibile significato o per lo meno sull’area di significato di voca-
boli non noti a partire dal contesto immediato, ma anche dall’insieme delle informa-
zioni del testo”4.

La seconda parte della prova, relativa alla competenza grammaticale, si incentra in


particolare sulla “capacità di individuare le strutture morfosintattiche della frase e le
strutture interpuntive in funzione della loro pertinenza testuale, dal punto di vista cioè
del loro apporto alla costruzione e configurazione dei significati del testo”5. Le domande
vertono pertanto:
a) sulla morfologia verbale, con particolare attenzione alle funzioni modali, temporali
e aspettuali;
b) sul sistema pronominale, con particolare attenzione alla funzione deittica, anaforica,
cataforica;
c) sulle tradizionali parti del discorso, con attenzione alle loro caratteristiche morfolo-
giche, alle potenzialità sintattiche e al valore semantico che assumono nel testo;
d) sulle principali funzioni sintattiche, con particolare attenzione a soggetto, predicato,
oggetto diretto e indiretto, e alle funzioni attributive, predicative e appositive;
e) sui rapporti logico-semantici tra sintagmi (principali complementi) e tra frasi (prin-
cipali tipi di coordinate e subordinate);
f ) sui valori sintattici (cioè di segnalazione tra i segmenti costituivi della frase e del pe-
riodo) e prosodici (cioè di segnalazione di pause, cambiamento di intonazione per
esprimere attesa, sorpresa…) della punteggiatura.
L’ambito della competenza lessicale è riservato in particolare agli aspetti morfologici
del significato (derivazione, alterazione, composizione), al significato contestuale, alle re-
lazioni di sinonimia o antinomia, all’uso figurato del lessico.

Le prove sono costituite da quesiti a risposta chiusa (a scelta multipla) o aperta. Essi
presentano diversa struttura e livello di difficoltà “per consentire di valutare processi di
lettura elementari (come il saper ritrovare informazioni esplicitamente presenti nel testo)
e processi più complessi (come il trarre inferenze, il saper interpretare un testo) o, in-
fine, processi superiori alla semplice comprensione, come il saper analizzare e valutare
criticamente il testo”6.
Nel caso di quesiti a scelta multipla, l’allievo ha la possibilità di indicare solo una risposta.

Il numero di quesiti deve essere piuttosto cospicuo (nella prova del 2009 sono stati as-
segnate 15 e 17 domande per la prova di comprensione del testo, 10 per la prova gram-
maticale), a fronte di un tempo orario di svolgimento di 2 ore.

4 Prove Invalsi 2009 – Quadro di Riferimento di Italiano, p. 4.


5 Prove Invalsi 2009 – Quadro di Riferimento di Italiano, p. 3.
6 Prove Invalsi 2009 – Quadro di Riferimento di Italiano, p. 8.
4 La prova Invalsi

Alleghiamo, dal Quadro di Riferimento di Italiano, la tabella degli oggetti linguistici


suddivisi per ambiti

COMPETENZA / CONOSCENZE GRAMMATICALI


ORTOGRAFIA E PUNTEGGIATURA
Divisione delle parole in sillabe; divisione delle parole («ce l’hai», «gliel’hanno» ecc.); uso speci-
fico e non distintivo delle lettere c e q; uso dell’accento e dell’apostrofo (ma cautela: sono egual-
mente corretti «sé stesso» e «se stesso»); uso dell’h; nessi consonantici complessi, consonanti
doppie, resa grafica di omofoni, uso della lettera i nella formazione dei plurali (-ce/-cie; -ge/-gie –
ma cautela: l’alternanza è attualmente piuttosto fluida) e nei digrammi (sc, n/gn, l/gl ). Segnali in-
terpuntivi e loro funzioni: i) scansione dei sintagmi, delle frasi, dei periodi; ii) articolazione e ge-
rarchia informativa.
MORFOLOGIA E SINTASSI
Categorie grammaticali (lessicali: verbo, sostantivo, aggettivo, avverbio; e funzionali: articolo,
pronome, preposizione, congiunzione). Funzioni sintattiche (soggetto e oggetto sintattici, fun-
zione predicativa, copulativa, attributiva, appositiva), rapporti di reggenza, accordo. Aspetti sin-
tattici della punteggiatura.

COMPETENZA LESSICALE
LESSICO
Aspetti morfologici del significato (derivazione, alterazione, composizione); significato conte-
stuale delle parole, relazioni di significato tra parole (sinonimia e antonimia; iponimia e ipero-
nimia; campi semantici); uso figurato del lessico.

COMPETENZA TESTUALE
COMPRENSIONE LOCALE E GLOBALE DEL TESTO
Parafrasi, sintesi, confronto di contenuti testuali; riconoscimento della gerarchia tra le informa-
zioni esplicite, riconoscimento delle informazioni implicite essenziali per la comprensione del
testo. Individuazione del tema del testo e interpretazione del suo significato complessivo. Indi-
viduazione di elementi specifici del testo (ad esempio personaggi e loro azioni e funzioni, carat-
teristiche dell’ambiente, contesto di riferimento, ecc).
ORGANIZZAZIONE LOGICA ENTRO E OLTRE LA FRASE
Relazioni interne alla frase: tempo, spazio, causa, fine, condizione, mezzo, modo, (s)vantaggio,
comparazione ecc.; relazioni tra i significati di frasi indipendenti o porzioni di testo: motivazione,
consecuzione, riformulazione, esemplificazione, opposizione, particolarizzazione, generalizza-
zione, successione temporale, ecc. Individuazione dei riferimenti pronominali, di anafore e in
genere degli elementi di coesione del testo.
ASPETTI FORMALI E RETORICI
Disposizione (tipo)grafica del testo (anche per quanto riguarda i testi non continui), varietà di re-
gistro; principali figure retoriche (metafora, metonimia, similitudine; climax, chiasmo; ambi-
guità, ironia, iperbole); principali forme metriche. Elementi di narratologia, generi testuali.
Modelli strutturali propri dei testi non continui.

(Gli aspetti retorici sono testati esclusivamente nelle prove della scuola secondaria)
Le griglie di valutazione 5

3 Le griglie di valutazione
La griglia di correzione che correda le prove Invalsi, per la prova di comprensione te-
stuale, presenta in sequenza: il numero dell’item, la risposta corretta; l’ambito di valu-
tazione; i processi attivati nell’alunno, secondo la tabella sopra riportata. La griglia della
prova grammaticale, oltre al numero dell’item e all’indicazione della risposta corretta,
indica la categoria dell’item che corrisponde all’ambito di valutazione e al processo.
Dalle griglie emerge chiaramente la diversificazione del lavoro di valutazione sull’allievo,
l’ampia articolazione dei quesiti nelle tre sotto-competenze individuate come precipue al-
l’interno della macro-competenza della lettura. Questo risponde alla finalità specifica della
prova, che mira a verificare i livelli generali e specifici di apprendimento acquisiti dagli al-
lievi, a livello nazionale, al termine del ciclo di istruzione della secondaria di primo grado.
Per l’anno 2009, il fascicolo di italiano della Prova Nazionale si è composto di due parti,
di cui la prima richiedeva la lettura di due testi, uno di carattere letterario e uno di ca-
rattere informativo-espositivo, corredati rispettivamente da 17 e 13 domande; la se-
conda era costituita da 10 quesiti di carattere grammaticale. Tutte le domande sono
state a scelta multipla con quattro alternative di risposta. Il “punteggio grezzo teo-
rico” oscillava dunque fra 0 (nessuna risposta corretta) e 40 (tutte le risposte corrette).
Per l’attribuzione di un punteggio sufficiente, equivalente a 60/100, è stato proposto il
criterio del raggiungimento, da parte dell’alunno, di almeno 7/17 risposte corrette alle
domande relative al testo letterario, 5/10 risposte corrette alle domande relative
al testo informativo e 4/10 risposte corrette alle domande di grammatica.
Ma è stato proposto in alternativa un altro conteggio: “nel caso in cui il candidato non
abbia raggiunto il criterio di sufficienza secondo la modalità suddetta, per ottenere un
punteggio di 60/100 dovrà aver fornito almeno 22-24 risposte corrette (pari al 55%-60%
di risposte esatte sul totale degli item), qualunque sia la natura e la combinazione di esse.
Una volta identificata la soglia della sufficienza, il prospetto che segue indica in che modo
attribuire i punteggi per gli alunni che si collochino al di sotto e al di sopra di tale soglia”7.
Numero risposte corrette Punti
Da 1 a 3 10
Da 4 a 6 20
Da 7 a 9 30
Da 10 a 12 40
Da 13 a 15 50
16 risposte corrette così composte: 7 testo letterario, 5 testo informativo,
4 grammatica (in alternativa: 22-24 risposte corrette di qualunque natura) 60
Da 1 a 6 risposte corrette alle restanti 24 domande (oppure da 25 a 28 risposte
corrette nel caso si sia seguito il criterio alternativo di sufficienza) 70
Da 7 a 12 risposte corrette alle restanti 24 domande (oppure da 29 a 32 risposte
corrette nel caso si sia seguito il criterio alternativo di sufficienza) 80
Da 13 a 18 risposte corrette alle restanti 24 domande (oppure da 33 a 36 risposte
corrette nel caso si sia seguito il criterio alternativo di sufficienza) 90
Da 19 a 24 risposte corrette alle restanti 24 domande (oppure da 37 a 40 risposte
corrette nel caso si sia seguito il criterio alternativo di sufficienza) 100
7 Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009 – Griglia di correzione – Fascicolo di Italiano.
6 La prova Invalsi

Va infine ricordato che il punteggio della Prova Nazionale, comprensiva del fascicolo di
italiano e del fascicolo di matematica, risulta dalla media aritmetica dei punti attribuiti
alle risposte all’uno e all’altro. Tale punteggio verrà poi tradotto in un voto in decimi e
“pesato” secondo l’autonoma determinazione della Commissione.