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Un esempio di applicazione didattica della “grammatica della dipendenza”

nell’insegnamento del greco: la “sintassi dei casi” ∗.

Maria Cristina Torchio


(insegnante di Latino e Greco – professore a contratto presso la SIS di Torino)

1. L’insegnamento delle lingue classiche nella scuola secondaria superiore imporrebbe da un lato
una didattica “velocissima” per quanto riguarda l’apprendimento della morfologia e del lessico di
base, per rendere gli alunni capaci di affrontare quanto prima, alla fine del biennio, l’analisi dei testi
in tutti i suoi aspetti e quindi di accostarsi direttamente alla civiltà che in quei testi trova
espressione, dall’altro tempi “lunghi” o addirittura “lunghissimi”, in assenza spesso di sufficienti
requisiti metalinguistici negli alunni provenienti dalla scuola media inferiore per quanto attiene alla
struttura sintattica della frase sia semplice sia complessa.

2. L’utilizzo, nell’insegnamento della lingua greca (e di quella latina) dei concetti-cardine della
“grammatica della dipendenza”1, nella prospettiva di “cauto eclettismo” raccomandata dai
Programmi Brocca2, può fornire una (parziale e provvisoria) soluzione a questo problema? In
questa esemplificazione mi propongo di prendere in considerazione la trattazione della “sintassi dei
casi” nella lingua greca.

3. Il punto di partenza è stato un esame dei repertori di sintassi dei casi attualmente esistenti nei
manuali o nelle raccolte di brani di “versione” per il liceo classico, che si rivelano in genere o
insufficienti o ripetitivi (spesso gli stessi argomenti sono trattati due volte, nelle schede del libro di
esercizi e nel manuale) o farraginosi, poco chiari e scarsamente fruibili in chiave didattica (questo
anche in manuali molto validi per quanto attiene alla presentazione della morfologia e agli esercizi,
come nella grammatica di Calabrese De Feo - Raffaelli3)4. Alcuni testi, a partire dal manuale di
Restifo-Pappalardo5, che negli anni ’70 ha mutato radicalmente l’approccio all’insegnamento della
lingua greca, per la ricchezza di osservazioni di grammatica storica, non hanno una sezione
specifica dedicata alla sintassi, che è presentata attraverso schede nel volume di esercizi. Altri testi,
più recenti6, integrano lo studio della fonetica, della morfologia e della sintassi in unità didattiche,
poco pratiche per la revisione e il ripasso nel triennio liceale.

4. Troppo spesso la struttura dei manuali ricalca inoltre quella usata per la presentazione della
lingua latina, appiattendo la specificità del greco. Anche per il latino, però, negli ultimi anni, la
“Didattica Breve” (d’ora in poi DB)7 ha indicato proprio nella presentazione della sintassi dei casi


Questo contributo (qui parzialmente rielaborato) è stato presentato come relazione al Seminario di studi Didattica e
attualità dell’antico, Associazione Italiana di Cultura Classica – Tortona, 6-10-2006.
1
Si veda la Premessa.
2
Si veda la premessa, nt. 5.
3
M. R. Calabrese De Feo – L. M. Raffaelli, La lingua dei Greci, Firenze 2003 (ora riedito: Corso di greco. Lingua e
civiltà, Firenze 2007).
4
Ad es., il genitivo con i verbi di abbondanza/privazione è classificato come genitivo partitivo nel manuale della
Calabrese De Feo (cit., p. 389), come genitivo ablativale da L. Biondi – D. Puliga (La parola dal testo. Grammatica
della lingua greca, Bologna 1995; Teoria, p. 419).
5
C. Restifo – A. Pappalardo, Corso di lingua greca, Firenze 1975 (recentemente riedito: C. Restifo – R. Neto, Corso di
lingua greca, Firenze 2001).
6
Ad es. Biondi–Puliga, cit.; V. Citti – C. Casali – L. Fort – O. Fuà, Astrea, Torino 2000.
7
Questa metodica didattica, nata nelle discipline scientifiche e tecniche (F. Ciampolini, La didattica breve, Bologna
1993), già da alcuni anni ha trovato applicazione nelle materie umanistiche, e in particolare nel latino, grazie ai
contributi dell’IRRE (ex IRRSAE) Emilia Romagna (prof. F. Piazzi) e del prof. N. Flocchini (IRRE Lombardia): si

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un ambito in cui è possibile – oltre che auspicabile – una semplificazione e una razionalizzazione8,
in ossequio a un’esigenza di “chiarezza”, brevità, “pulizia logica”9.

5. Nozioni sintattiche fondamentali sulle funzioni dei casi e sulla struttura della frase semplice
devono, com’è ovvio, essere introdotte gradualmente (ma in modo corretto)10 fin dai primi passi
nell’apprendimento del greco11. Un’esigenza didattica ormai condivisa è quella di partire dal testo12,
per osservare in esso concretamente i fenomeni linguistici e sintattici e procedere quindi a una loro
progressiva sistemazione. Se, per quanto riguarda l’apprendimento morfologico, un approccio
puramente induttivo non è sempre consigliabile13, anche in relazione al tempo-scuola a disposizione
per il greco nel ginnasio (4 h. settimanali), per quanto riguarda le nozioni sintattiche di base mi
sembra molto proficuo un approccio incentrato sull’osservazione dei testi, in modo da consentire
anche un addestramento graduale alla comprensione/traduzione dei testi stessi, che è obiettivo
fondamentale cui deve tendere l’insegnamento del greco (come mostra la seconda prova dell’Esame
di Stato).

6. I concetti-base della “grammatica della dipendenza”, con la centralità assegnata al verbo e alla
ricostruzione del suo quadro predicativo, con la distinzione dei complementi in “vincolati”, “liberi”
e “di secondo livello”14 e con gli schemi ad albero per la rappresentazione della struttura sintattica
della frase (adattati didatticamente per non ingenerare confusione negli alunni), possono essere
introdotti fin dall’inizio per l’analisi sintattica della frase, partendo dalla L1 e parallelamente nelle
due lingue classiche15: si veda l’esempio di analisi proposto nell’Allegato 2 (Longo Sofista,
Poimenika/ III 23, 1-5). Un approccio di questo tipo è più facile se gli alunni sono già abituati a
questo modello dalla scuola di base, ma si può innestare con gradualità anche su un metodo di
insegnamento della grammatica tradizionale.

vedano La didattica breve del latino. Esperienze e ricerche didattiche, a c. di F. Piazzi, Bologna 1993; Didattica breve
– materiali 1. Italiano, storia, filosofia, a c. di F. Piazzi, Bologna 1995; P. V. Cova, Didattica breve e grammatica
latina 1, «Nuova Secondaria» 9 (1995), pp. 69-71; Id., Didattica breve e grammatica latina 2, «Nuova Secondaria» 10
(1995), pp. 75-77; Didattica breve – materiali 2. Recupero e altro, a c. di F. Piazzi, Bologna 1996; Didattica breve –
materiali 3. Recupero italiano, storia, a c. di F. Piazzi, Bologna 1996; Un percorso di “Didattica Breve” verso la
qualità nel recupero scolastico e nella ricerca metodologica disciplinare, a c. di S. Contadini, Bologna 1996; Didattica
breve – materiali 4. Latino, a c. di F. Piazzi, Bologna 1997 (d’ora in poi DB 4); D. Calia, Proposta per una didattica
breve del latino, «Aufidus» 34 (1998), pp. 123-140. Manuali di latino che applicano questa metodica sono F. Piazzi,
Breve iter, Bologna 2000 (più volte riedito); D. Calia, Latino & oltre, Napoli 2002.
8
Vedi ad es. le proposte di W. Dressler, Come descrivere la sintassi dei casi in latino?, in La sfida linguistica, cit., pp.
168-185; Cova, Didattica breve 2, cit., p. 77; M. Monti – A. Tugnoli, Didattica breve delle lingue classiche: una
proposta per il biennio, in DB 4, pp. 11-30; L. Stupazzini, Ipotesi per una distillazione della grammatica latina, in DB
4, pp. 31-51 (e il manuale L. Stupazzini – G. P. Benedetti, Stilus Romanus, Bologna 2005).
9
F. Ciampolini, Prefazione a DB 4, p. 8.
10
Ad es., presentare in fase iniziale il genitivo esclusivamente come il caso del complemento di specificazione (quindi
del nome) può portare in seguito alla difficoltà per l’alunno di comprendere il genitivo che completa verbi (oggetto in
genitivo), o il pronome indefinito (genitivo partitivo), o un aggettivo (complemento di secondo livello).
11
Cfr. gli Obiettivi Specifici di Apprendimento (OSA) di Lingua e Cultura Greca del primo biennio della scuola
superiore riformata (Decreto Ministeriale 17/10/2005).
12
Vedi ad es. la lettera inviata il 9 marzo 1987 ai Presidi dal Direttore Generale dell’Istruzione Classica, Scientifica e
Magistrale R. Cammarata (La didattica del latino e del greco); i Programmi Brocca biennio, pp. 291-294. Un tentativo
interessante di applicazione didattica del principio della centralità del testo nel manuale di Calabrese De Feo – Raffaelli
(cit.).
13
Cfr. Calabrese De Feo, La lingua dei Greci, cit., Guida per l’insegnante, p. 7.
14
Per questi concetti di base si veda la Premessa.
15
Si veda la Premessa, nt. 6.

29
7. In I liceo si può procedere a una sistemazione e integrazione delle conoscenze sulle funzioni dei
casi16, utilizzando mappe in cui tali funzioni siano accorpate e suddivise in base al tipo di legame
con il verbo o con un elemento nominale all’interno della frase: si veda l’Allegato 1. Tali mappe
possono essere anche costruite man mano dagli alunni stessi (in forma più semplificata), sotto la
guida dell’insegnante, nel corso del ginnasio, con esempi tratti dai testi da loro tradotti17, e quindi
completate nel corso della I liceo, entrando a far parte di una ideale “cassetta degli attrezzi” che li
accompagni nel loro percorso di conoscenza delle testimonianze della civiltà greca.

8. Una procedura di questo tipo scaturisce quasi naturalmente dall’esigenza di far emergere le
logiche di fondo della lingua greca attraverso la ricerca metodologico-disciplinare (la “distillazione”
raccomandata dalla DB) per migliorare la qualità non solo dell’insegnamento, ma soprattutto
dell’apprendimento.

16
I Programmi ministeriali tuttora vigenti prevedono espressamente, per la classe I liceale una “ricapitolazione e
integrazione dello studio della lingua greca svolto nelle due classi ginnasiali” (Ordinanza Ministeriale 30/3/1967), ma la
difficoltà pratica di svolgere trattazioni esaustive della sintassi per mancanza di tempo (3 h. settimanali per lingua,
“autori”, letteratura) impone la necessità di puntare sempre più su una sistemazione essenziale a livello formale e
finalizzata alla comprensione/traduzione dei testi letterari, sfruttando al massimo la continuità con il ginnasio attraverso
il recupero e l’approfondimento progressivo delle conoscenze già assimilate dagli alunni.
17
Lo spunto mi viene da N. Flocchini, Insegnare latino (Progettare la scuola 8), Firenze 1999, p. 193; Monti-Tugnoli,
Didattica breve…, cit., pp. 16-24.

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Allegato 1
Mappe delle funzioni dei casi

NOMINATIVO
1) Complementi vincolati
C1 = Soggetto
C1 = Nome del predicato o Complemento predicativo del soggetto (C1 – V – C1)
con verbi copulativi; verbi appellativi, elettivi, estimativi, effettivi in forma passiva
Nel cosiddetto “nominativo con l’infinito” il complemento predicativo è reso con una
proposizione infinitiva.
patro\j me\n dh\ o( Ku=roj le/getai gene/sqai Kambu/sou [...] mhtro\j de\
o(mologei=tai Manda/nhj gene/sqai (XEN. Cyr. I 2).

2) Complementi di secondo livello


Attributi e Apposizioni di un Complemento al Nom.

VOCATIVO

Il Vocativo corrisponde a un enunciato autonomo, che sta sullo stesso piano di un


enunciato con verbo.

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GENITIVO
1) Complementi vincolati
C2 = Oggetto al Genitivo
ei)j kairo\n h(/keij, o(/pwj th=j di/khj a)kou/svj (XEN. Cyr. III 1, 8)
tw=n a)po/ntwn fi/lwn me/mnhso (ISOCR. I 26)
o(/soiper kh/dontai tw=n au)tw=n po/lewn [...] (PLAT. Crit. 53 B)
a)pobalou=sai [...] o)mma/twn u(/pnon (EUR. Bacch. 692)
Ou)rano\j prw=toj tou= panto\j e)duna/steue ko/smou (APOLLOD. I 1, 1)
e)pei\ d' a)ne/sthn kai\ xeroi=n kallirro/ou | e)/yausa phgh=j (AESCH. Pers. 201-202)
oi( me\\n neoi\ suggnw/mhj a)ciou=ntai tu/gxa/nein para\ tw=n presbute/rwn (LYS.
XXIV 17)
e(ortw=n de\ kai\ qusiw=n a)llh/loij metei=xon (PLUT. Rom. 21)
ta\ )Anacago/rou bibli/a tou= Klazomeni/ou ge/mei tou/twn tw=n lo/gwn (PLAT. Ap.
26 D)
de/omai poihtou= deciou= (AR. Ran.71)
polla/kij e)qau/masa th=j to/lmhj tw=n lego/ntwn u(pe\r au)tou= (LYS. XII 41)

C2 = Genitivo di colpa e pena


tima=tai d' ou)=n moi o( a)nh\r qana/tou (PLAT. Ap. 36 B)
diw/comai se deili/aj (AR. Eq. 368)

C2 = Genitivo di stima e prezzo


h)=rce d' e)n )/Andr% pria/menoj tria/konta mnw=n th\n a)rxh/n (AESCHN. I 107)
ta\ plei/stou a)/cia peri\ e)laxi/stou poiei=tai, ta\ de\ faulo/tera peri\ plei/onoj
(PLAT. Ap. 30 A)

C2 = Genitivo di origine
Darei/ou kai\ Parusa/tidoj gi/gnontai pai=dej du/o (XEN. An. I 1, 1)

C2 = Genitivo di pertinenza
ou)/toi gunaiko/j e)stin i(mei/rein ma/xhj (AESCH. Ag. 940)

C2 = Genitivo di possesso
bibli/a ta/de tou= Eu)ripi/dou ei)si/n

C2 = Genitivo partitivo (con ei)mi/)


Kriti/aj tw=n tria/konta h)=n

C2 = Genitivo di età
h)=n e)tw=n w(j tria/konta (XEN. An. II 6, 20)

C2 = Genitivo di materia
foi/nikoj [...] ai( qu/rai pepoihme/nai (XEN. Cyr. VII 5, 22)

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2) Complementi liberi
Complemento di tempo determinato
e)gei/retai th=j nukto/j (AR. Nub. 9)

Complemento di allontanamento (con preposizione)


a)postre/fein au)to\n e)peirw=nto e)c )Isqmou= (XEN. An. II 6, 3)

Complemento di stato in luogo (avverbiale)


to\n de\ li/p' au)tou= (Il. I 428)

Secondo termine di paragone


[ponhri/a] qa=tton qana/tou qei== (PLAT. Ap. 39 A)

Genitivo assoluto
[oi( )Aqhnai=oi] e)j de\ Ku/pron nausi\ diakosi/aij au(tw=n te kai\ tw=n cumma/xwn,
Ki/mwnoj strathgou=ntoj (THUC. I 112, 2)

3) Complementi di secondo livello


Genitivo di specificazione
e)k tw=n xwri/wn tw=n Kotuwritw=n (XEN. An. V 5, 6)

Genitivo soggettivo/oggettivo
ta\j pro\j Mh/douj a)peila\j au)tou= (XEN. Cyr. IV 5, 18)
tou= u(/datoj e)piqumi/# (THUC. II 52, 2)

Genitivo partitivo (con aggettivi, numerali, pronomi)


pollou\j me\n tw=n polemi/wn a)polwlo/taj (XEN. Cyr. IV 5, 20)

Genitivo di età
pai=j de/ka e)tw=n

Genitivo di materia
a)/galma [...] Pari/ou li/qou (PAUS. II 28)

Genitivo che completa aggettivi


h( po/lij a(pa/ntwn tw=n politeuome/nwn koinh/ e)stin (ANDOC. II 1)
plh=rej a)/thj [...] ste/goj (SOPH. Ai. 307)
to\ [...] th=j qala/sshj e)pisth/monaj gene/sqai (THUC. I 142)

Attributi e Apposizioni di un Complemento al Genitivo

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DATIVO
1) Complementi vincolati
C3 = Complemento di termine (con verbi trivalenti)
kai\ di/dwsin au)t%= triako/ntoron (XEN. An. VII 2, 8)
e)moi\ ga\r o( me\n path\r kate/lipen ou)de/n (LYS. XXIV 6)

C3 = Oggetto in Dativo
tv= sv= pe/poiqa xeiri\ deci#= mo/nv (EUR. Alc. 1115)
diaith/masi/ te xrh/somai e)p' w)felei/v kamno/ntwn (HP. Ius. 12)
toi=j no/moij e)mme/nein (ISOCR. I 13)
xai=re, qea/, toi=sdessi (Il. X 462)
a)/stroij o(moiwqe/nte (EUR. Hel. 140)

C3 = Dativo di possesso
h)=san de\ t%= Kroi/s% du/o pai=dej (HDT. I 34, 2)

C6 = Oggetto locale (con verbi con preverbo e)n-)


a)ll' a)/ge qa/sson i)dw/meqa [...] | o(/ssoj tij xruso/j te kai\ a)/rguroj a)sk%= e)/nesti
(Od. X 44-45)

2) Complementi liberi
Dativo di vantaggio/svantaggio
h( po/lij h(mi=n e)yefei/sato tou=to to\ a)rgu/rion (LYS. XXIV)

Dativo etico
kai/ moi, w)= a)/ndrej )AJhnai=oi, mh\ Jorubh/shte (PLAT. Ap. 20 E)

Dativo di relazione (del punto di vista)


)Epidamno/j e)sti po/lij e)n deci#= e)sple/onti e)j to\n )Ioni/on ko/lpon (THUC. I 24, 1)

Dativo strumentale
h)\ douri\ tupei\j h)\ blh/menoj i)%= (Il. XI 191)

Dativo di causa
e)moi\ ga\r dokei= ou(tosi/ [...] th\n grafh\n tau/thn u(/brei tini/ kai\ a)kolasi/# kai\
neo/thti gra/yasqai (PLAT. Apol. 26 E)

Dativo di modo
e)spi/ptousin ou)deni\ ko/sm% e)/ti (THUC. VII 84, 3)

34
Dativo di agente e di causa efficiente
tw=n soi pepragme/nwn (DEM. XIX 291)

Complemento di stato in luogo (in poesia e in prosa con nomi di città)


po/nt% me\n ta\ prw=ta koru/ssetai au)ta\r e)/peita | xe/rs% r(hgnu/menon mega/la
bre/mei (Il. IV 424-425)

Complemento di tempo determinato


teta/rt$ de\ h(me/r# e)j )/Efeson a)fiko/menoj, tou/j te fuga/daj [...] kath/gage (ARR.
An. I 17, 10)

3) Complementi di secondo livello


Dativo che completa aggettivi
de/maj a)qana/toisin o(moi=oj (Od. III 468)
a)/ll% a)nqrw/p% prosfilh/j (PLAT. Gorg. 507 E)
e)pi\ de\ xqoni\ ka/ppeson a)/mfw | plhsi/oi a)llh/loisi (Il. XXXIII 731-732)
e)/noxon [...] t$= graf$= (DEM. XXIV 108)

Attributi e Apposizioni di un Complemento al Dativo

35
ACCUSATIVO
1) Complementi vincolati
C4 = Oggetto
C4 = Accusativo dell’ “oggetto interno”
(è un caso particolare, ma la struttura della frase è identica a quella con un normale C4)
ou(=toj [...] cune/fuge th\n fugh\n tau/thn (PLAT. Ap. 21 A), con figura etimologica
Lakedaimo/nioi [...] to\n i(ero\n kalou/menon po/lemon e)stra/teusan (THUC. I 112,5)

C4 con verbi che in ital. non sono transitivi rientra in questa categoria:
qeou/j nomi/zein (PLAT. Ap. 18 C)
u(polei/yei u(ma=j h( misqofora/ (LYS. XXVII 2)

C4 con verbi composti con una preposizione che regge l’accusativo


oi( de\ kate/bainon to\ o)/roj kata\ ta/xoj (HDT. VII 218, 3)

C4 = Complemento predicativo (C1 – V – C4 – C4)


con verbi appellativi, elettivi, estimativi, effettivi in forma attiva
Timo/qeon d' au)tw=n strathgo\n e)xeiroto/nhsan (XEN. Hell. VI 2, 12)
Eu)nomi/h d' eu)/kosma kai\ a)/rtia pa/nt' a)pofai/nei (SOL., fr. 4, 32 W.)
o(\ [gh=raj] t' ai)sxro\n o(mwj kai\ kalo\n a)/ndra tiqei= (MIMN., fr. 1, 6 W.)

Doppio C4
ai( nu/ poq' (Hsi/odon kalh\n e)di/dacan a)oidh/n (HES. Th. 22)
ou)de/na gou=n th=j sunousi/aj a)rgu/rion pra/ttv (XEN. Mem. I 6, 11)
tau/thn u(ma=j th\n xw/ran e)pixeirou=sin a)posterei=n (ISOCR. VI 16)
Diogei/twn th\n me\n qugate/ra e)/krupte to\n qa/naton tou= a)ndro/j (LYS. XXXII 7)

C1 = Soggetto di una proposizione infinitiva


fhsi/ ga\r o( kath/goroj ou) dikai/wj me lamba/nein to\ para\ th=j po/lewj
a)rgu/rion (LYS. XXIV 4)

C6 = Oggetto locale (con preposizione)


oi( de\ (/Ellhnej, a)sfalw=j poreuo/menoi, a)fi/konto e)pi\ to\n Ti/grhta potamo/n
(XEN. An. III 4, 6)

C6 = Oggetto temporale (complemento di tempo continuato vincolato)


penth/konta e)/th e)bi/wse

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2) Complementi liberi
Accusativo di relazione (e accusativo avverbiale)
tou= Plou/tou belti/onaj a)/ndraj pare/xw | kai\ th\n gnw/mhn kai\ th\n i)de/an (AR.
Pl. 558)

Accusativo di distanza e di estensione


Ku=roj [...] e)celau/nei dia\ th=j Ludi/aj staqmou\j trei=j parasa/ggaj ei)/kosi kai\
du/o (XEN. An. I 2, 5)
a)pei=xon de/ka sta/dia a)po\ Sou/swn

Accusativo di tempo continuato (non vincolato)


e)ntau=qa e)/meinen h(me/raj e(pta/ (XEN. An. I 2, 6)

Accusativo assoluto
do/can de\ h(mi=n kai\ e)/ti porrwte/rw proelqei=n (LUC. VH I 11)

3) Complementi di secondo livello


Attributi e Apposizioni di un Complemento all’Accusativo

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Allegato 2
Analisi morfosintattica di Long., Poimenika/ III 23, 1-5

(1) Numfw=n, w)= ko/rh, polu\ ge/noj, Meli/ai kai\ Drua/dej kai\ (/Eleioi! pa=sai kalai/,
pa=sai mousikai/. Kai\ mia=j tou/twn Juga/thr )Hxw\ gi/netai, Jnhth\ me\n w(j e)k
patro\j Jnhtou=, kalh\ de\ w(j e)k mhtro\j kalh=j. (2) Tre/fetai me\n u(po\ Numfw=n,
paideu/etai de\ u(po\ Mousw=n suri/zein, au)lei=n, ta\ pro\j lu/ran, ta\ pro\j kiJa/ran,
pa=san %)dh/n, w(/ste, kai\ parJeni/aj ei)j a)/nJoj a)kma/sasa, tai=j Nu/mfaij
sunexo/reue, tai=j Mou/saij sun$=den! a)/rrenaj de\ e)/feuge pa/ntaj, kai\ a)nJrw/pouj
kai\ Jeou/j, filou=sa th\n parJeni/an. (3) (O Pa\n o)rgi/zetai t$= ko/r$, th=j mousikh=j
fJonw=n, tou= ka/llouj mh\ tuxw/n, kai\ mani/an e)mba/llei toi=j poime/si kai\ toi=j
ai)po/loij. Oi( de\ w(/sper ku/nej h)\ lu/koi diaspw=sin au)th\n kai\ r(i/ptousin ei)j pa=san
th\n gh=n e)/ti #)/donta ta\ me/lh. (4) Kai\ ta\ me/lh Gh=, xarizome/nh Nu/mfaij, e)/kruye
pa/nta. Kai\ e)th/rhse th\n mousikh\n kai/, gnw/m$ Mousw=n, a)fi/hsi fwnh\n kai\
mimei=tai pa/nta, kaqa/per to/te h( ko/rh, Jeou/j, a)nqrw/pouj, o)/rgana, Jhri/a! mimei=tai
kai\ au)to\n suri/ttonta to\n Pa=na. (5) (O de\ a)kou/saj a)naphd#= kai\ diw/kei kata\
tw=n o)rw=n, ou)k e)rw=n tuxei=n a)ll' h)\ tou= maJei=n ti/j e)stin o( lanqa/nwn maqhth/j∗.


« (1) Esistono, fanciulla, molte specie di Ninfe, Melie, Driadi e Palustri: tutte belle, tutte musiche.
Eco è figlia di una di queste, mortale, perché di padre mortale, bella, perché di madre bella. (2) È
allevata dalle Ninfe ed è educata dalle Muse a suonare la siringa e il flauto, a cantare
accompagnandosi ora con la lira, ora con la cetra, ogni canzone. E così, raggiunto il fiore della
giovinezza, danzava con le Ninfe, cantava con le Muse; fuggiva invece tutti i maschi, uomini e dèi,
perché amava la verginità. (3) Pan si adirò con la fanciulla, perché era invidioso della sua musica e
non riusciva a godere della sua bellezza, e fece entrare follia nella mente dei pastori e dei caprai.
Questi, come cani o lupi, la dilaniarono e ne sparsero per tutta la terra i lacerti che ancora
cantavano. (4) La Terra, per gentilezza verso le Ninfe, coprì tutte le sue membra, ma ne conservò la
musica e, per volontà delle Ninfe, emette voce e imita ogni suono, come prima la fanciulla, dèi,
uomini strumenti, animali; imita anche lo stesso Pan che suona la siringa. (5) Quegli, all’udirla, fa
un balzo e corre per i monti, desideroso solo di riuscire a sapere chi sia il discepolo nascosto
(traduzione mia)». Seguo l’edizione di G. Dalmeyda (Longus, Pastorales (Daphnis et Chloé), Paris
19602), dalla quale quella più aggiornata di M. D. Reeve (Longus, Daphnis et Chloe, Stutgardiae et
Lipsiae 19942) si differenzia solo per un diverso uso della punteggiatura.

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