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Didattica a distanza: cos’è cambiato e cosa può cambiaredi

Alessandra Nucci

L’importanza della programmazione.


Cos’è cambiato durante queste otto settimane di didattica a distanza? Partiamo da un
questionario da me preparato al quale hanno risposto cinquantacinque insegnanti così
suddivisi nei rispettivi ordini: scuola Primaria (5), scuola Secondaria di Primo Grado (25),
Scuola Secondaria di Secondo Grado (25).
Le domande formulate erano volte a comprendere quali fossero le difficoltà riscontrate
dagli insegnanti nella gestione di alunni con BES linguistico o socio-economico nella
fruizione e partecipazione attiva delle lezioni a distanza. Uno dei primi quesiti riguarda
proprio la presenza alle lezioni che si può riassumere nel grafico sottostante:

Presenza studenti con BES e studenti stranieri in


Italia da meno di 5 anni
Assidua
10%

Scarsa
Costante
54%
36%

Scarsa Costante Assidua

Uno degli insegnanti mi ha fatto notare che avrei potuto aggiungere la voce “bassa” in
modo da poter avere una sfumatura di partecipazione più rappresentativa della sua

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situazione e forse anche quella di molti altri insegnanti. Quello che emerge, in ogni caso, è
un indicatore negativo durante le prime tre settimane di DAD. Agli insegnanti è stato
chiesto di indicare anche quali materiali avessero messo a disposizione degli studenti e
con quali modalità veniva chiesto loro di svolgere i compiti come si può osservare nei
grafici proposti di seguito:

Tipi di materiali messi a disposizione degli studenti

Materiali semplificati

Slide

App create dal docente

Audiolibri

Audio Radio Tre

Approfondimenti in video

Mappe concettuali

schede

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50

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Modalità con cui si chiede agli studenti di svolgere i
compiti

Foto del quaderno

Word

Documenti Google modificabili

Schede in formato pdf

Schede in formato jpg

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45

I grafici mettono in evidenza un uso abbastanza diffuso delle schede ma anche dei
documenti modificabili di Google e, in generale, si evidenzia l’utilizzo di diverse tipologie di
materiali. La variabilità delle proposte è fondamentale, anche in presenza, per rispettare e
valorizzare le diverse di topologie di intelligenze degli studenti.
Le difficoltà rilevate, per quanto riguarda la partecipazione, possono essere così riassunte:
• difficoltà legate alla mancanza di strumenti tecnologici (in particolare il pc) o
mancanza di connessione.
• difficoltà ad utilizzare gli strumenti o le procedure indicate per accedere alle lezioni
online o per reperire i materiali.
• poca interazione dovuta alla mancanza della fisicità del gruppo.
• difficoltà di partecipazione attiva in classi multilivello.

Alcune di queste problematiche sono ad oggi superate grazie ai fondi stanziati per
l’acquisto di strumentazione e anche grazie agli interventi di mediazione culturale che
approfondiremo in seguito parlando di due realtà concrete: il Servizio Pronto Intervento

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Sociale del Comune di Venezia e la rete Una lingua, tante voci e la rete Tante Tinte di
Verona.
Superata, quindi, l’emergenza legata alla dotazione di pc e tablet occorre fare un ulteriore
riflessione sull’importanza della progettazione delle lezioni online. Come già abbozzato
nell’articolo precedente occorre selezionare o redigere con cura i materiali da sottoporre
agli studenti e strutturare in modo preciso le varie fasi della lezione.
Consideriamo l’idea di preparare uno schema contenutistico della lezione che proporremo
agli studenti e le tipologie di materiali. Se durante la spiegazione, sia essa sincrona o
asincrona, si utilizzano presentazioni power point sarebbe meglio farle avere in anticipo
agli studenti così che possano leggerle prima dell’inizio della lezione. In questo contesto è
possibile rifarsi al modello della flipped classroom.

L’elenco riportato sopra può servire come traccia per organizzare le fasi di preparazione,
realizzazione e organizzazione delle attività prima e dopo la lezione. Nella sezione in cui si
parla del lavoro in classe vengono menzionate tre azioni: restituzione, attivazione e
debriefing. Ma in cosa consistono? Il lavoro in classe è incentrato sulla trasformazione
delle conoscenze in competenze per cui il primo passaggio, quello della restituzione, sarà

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volto a verificare che i contenuti studiati dagli studenti in modo individuale siano chiari e a
soffermarsi, eventualmente, su quelli più complessi. Questo può essere fatto in diversi
modi: attraverso domande precise che il docente rivolge agli studenti, attraverso una loro
breve presentazione anche in power point o con l’utilizzo di una mappa concettuale.
La fase dell’attivazione prevede, quindi, lo svolgimento di attività svolte secondo i principi
dell’apprendimento cooperativo. Alla fine di queste attività si farà un bilancio di quanto
svolto, delle difficoltà incontrate, delle conclusioni alle quali i vari gruppi sono arrivati.
Questo momento di riflessione deve essere guidato dall’insegnante che orienta gli studenti
a valutare criticamente il proprio lavoro e dunque a sviluppare la competenza
metacognitiva.
La delicata fase della valutazione sarà oggetto di successive riflessioni.

Buone pratiche: gli esempi delle reti Una lingua, tante voci (Venezia) e Tante tinte
(Verona).

In questo particolare momento di riorganizzazione delle attività che venivano svolte


quotidianamente da scuole e reti di supporto, è doveroso segnalare gli interventi
significativi. Entrambe le reti si sono adoperate affinché agli studenti più in difficoltà
venissero forniti pc o tablet e, nel caso della realtà veronese, consegnando in prima
istanza i dispositivi presenti nelle diverse scuole. Gli interventi di nuova progettazione sono
stati messi a disposizione in tempi molto brevi, così come la riorganizzazione dei servizi di
counselling o l’estensione degli orari di apertura dello sportello con la possibilità di lasciare
messaggi telefonici anche in lingua straniera, nel caso di Venezia. I materiali e le iniziative
sono in rete e si possono trovare collegandosi alle rispettive pagine web. Le reti sono
sempre un importante strumento di condivisione ma in questi mesi sono un fondamentale
punto di riferimento per provare a non lasciare indietro nessuno e far sì che il gap socio-
economico non diventi un discrimine.

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https://www.comune.venezia.it/it/italianoperimmigrati

https://www.retetantetinte.it/index.php?idpag=1

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