Sei sulla pagina 1di 7

Lezione n°44 Anatomia II

APPARATO DIGERENTE

Paragrafo introduttivo: nessuna comunicazione importante da parte della docente.


Argomenti: organi cavi e parenchimatosi del tratto digerente, con rispettiva singola descrizione.

L’apparato digerente è costituito da un insieme di organi cavi, che nel loro insieme formano il “canale digerente”, e
parenchimatosi, ovvero le ghiandole extramurali, le quali si trovano esternamente alla parete degli organi cavi, ma
secernono il loro contenuto nel lume.

1. OGANI CAVI

La loro struttura rispecchia quella tipica di tutti gli organi cavi, per cui sono costituiti da una serie di tonache
sovrapposte. Procedendo dal lume verso l’ esterno ritroviamo: la tonaca mucosa, la tonaca sottomucosa, la tonaca
muscolare e la tonaca avventizia o sierosa.
1) Tonaca Mucosa: nei diversi tratti del canale possiede strutture e funzioni diverse.
La funzione può essere assorbente o protettiva. Nel secondo caso, è costituita da epitelio pluristratificato,
presente a livello della prima porzione di esofago e nell’ultima del retto.
 Inferiormente all’epitelio della tonaca mucosa, ritroviamo la lamina propria, costituita da tessuto
connettivo denso, in cui vi sono vasi e ghiandole intramurali, le quali riversano il loro secreto nel
lume dell’organo.
 Al di sotto della lamina propria, vi è la muscularis mucosae, costituita da muscolatura liscia ed è
presente in tutto il tratto del tubo digerente.
2) Tonaca Sottomucosa: è costituita da tessuto connettivo lasso vascolarizzato. Nel duodeno vi sono anche
delle ghiandole.
3) Tonaca Muscolare: è costituita da due strati, il circolare interno e il longitudinale esterno.
Solitamente lo strato circolare interno risulta essere più spesso rispetto al longitudinale esterno, ad eccezione
delle tre tenie nel colon, in cui lo strato longitudinale è più spesso di quello circolare.
La muscolatura di questo strato è liscia per la maggior parte del tratto digerente. L’esofago, però,
rappresenta un’eccezione, poiché nel primo tratto ha fibre striate, nel terzo ha fibre lisce, mentre nel
secondo tratto vi son fibre striate frammiste a quelle lisce.
4) Tonaca Avventizia (se non vi è il peritoneo) o Tonaca Sierosa (se l’organo è avvolto dal peritoneo).
 La tonaca Sierosa è costituita da tessuto mesoteliale che poggia su una lamina propria.
 La tonaca Avventizia è costituita da tessuto connettivale.
A livello del tratto digerente, vi sono anche dei plessi nervosi: plesso di Meissner, nella sottomucosa, e di Auerbach,
tra lo strato circolare e longitudinale della tonaca muscolare.

ESOFAGO
1) Tonaca Mucosa: costituita da epitelio pavimentoso
pluristratificato non cheratinizzato.
Le cellule rivolte verso il lume hanno un aspetto più
pavimentoso, mentre quelle rivolte verso la lamina
propria sono più cubiche.
La lamina propria, posta inferiormente rispetto
all’epitelio pluristratificato, è costituita da tessuto
connettivale denso, con la presenza di ghiandole
esofagee che riversano il loro secreto nel lume
dell’organo.
La muscularis mucosae, sotto la lamina propria, è ben
evidente con fibre muscolari a diverso andamento.
2) Tonaca Sottomucosa: è sottile e riccamente
vascolarizzata.
3) Tonaca muscolare: ritroviamo lo strato circolare
interno e longitudinale esterno.

1
La muscolatura può essere liscia o striata in base al tratto che consideriamo: nel primo tratto è striata, nel
terzo è liscia e nel secondo è mista.
È ben visibile il plesso di Auerbach, tra lo strato circolare interno e longitudinale esterno. Appare molto meno
colorato rispetto alla muscolatura.
4) Tonaca Avventizia: di tessuto connettivo.
La struttura dell’epitelio ci permette di fare diagnosi differenziale.

STOMACO
1) Tonaca Mucosa: è costituita da epitelio
monostratificato batiprismatico, le quali cellule
producono muco per proteggere le pareti
dell’organo.
Poggia sulla lamina propria in cui sono contenute
ghiandole gastriche. Esse riversano il proprio secreto
nelle fossette gastriche che si aprono a livello del
lume dello stomaco.
La muscularis mucosae nello stomaco invece è meno
evidente.
[la lamina propria con un elevato numero di
ghiandole aiuta a far diagnosi differenziale dello
stomaco].
Le ghiandole gastriche sono costituite da diverse
tipologie di cellule, intercalate tra loro:
 Delomorfe o ossintiche o parietali: di grandi
dimensioni, con il nucleo centrale.
Secernono acido cloridrico e acquisiscono
un colore fucsia con la colorazione
ematossilina eosina.
 Adelomorfe o principali o zimogeniche:
hanno il nucleo in posizione basale, di color viola (con ematossilina eosina) e secernono pepsina.
 Neuroendocrine: non sono individuabili; secernono gastrina, istamina, somatostatina.
2) Tonaca sottomucosa: sottile.
3) Tonaca Muscolare: è molto spessa poiché è costituita da tre strati: obliquo (interno), circolare (intermedio) e
longitudinale (esterno).
Tra lo strato circolare interno e longitudinale esterno troviamo il plesso nervoso di Auerbach.
4) Tonaca Sierosa: essendo lo stomaco un organo intraperitoneale, la sierosa rappresenta il suo strato più
esterno.

DUODENO
1) Tonaca Mucosa: presenta un epitelio batiprismatico
semplice.
Intercalate tra gli enterociti vi sono cellule mucipare
caliciformi, che producono il muco.
 La lamina propria contiene ghiandole e
noduli linfatici.
 Inferiormente vi è la muscularis mucosae.
2) Tonaca Sottomucosa: permette di fare diagnosi
differenziale.
Presenta ghiandole a secrezione mucosa, dette
ghiandole del Brunner. Esse appaiono scarsamente
colorate con l’ematossilina eosina; ma possono
acquisire una colorazione viola con PAS.
Il PAS è un colorante che mostra affinità per il muco
polisaccaride.
3) Tonaca Muscolare: circolare interna e longitudinale
esterna.
4) Tonaca Sierosa
2
La tonaca mucosa e sottomucosa formano estroflessioni che protrudono verso il lume e costituiscono le pliche.
La sola tonaca mucosa si solleva verso il lume per costituire i villi intestinali.
Pliche e villi hanno la funzione di aumentare la superficie assorbente.
 Le pliche hanno dimensioni maggiori, con andamento circolare.
 Ciascuno plica, presenta dei villi di dimensioni minori.
 A livello di ciascun villo l’epitelio presenta gli enterociti, i quali, a loro volta, presentano dei microvilli a livello
della membrana apicale.
Nel duodeno, inoltre, vi sono i dotti per le ghiandole extramurali (fegato e pancreas) che liberano il proprio prodotto.

INTESTINO TENUE MESENTERIALE


1) Tonaca Mucosa: costituita da epitelio batiprismatico
semplice.
L’epitelio è costituito da enterociti con i microvilli nella
parte apicale, e da cellule caliciformi mucipare
intercalate.
 La lamina propria possiede ghiandole per lo più
sierose.
 Inferiormente vi è un sottilissimo strato di
mucularis mucosae.
2) Tonaca Sottomucosa
3) Tonaca Musoclare: circolare interna e longitudinale
esterna.
4) Tonaca Sierosa.
Tonaca mucosa e sottomucosa protrudono verso il lume
dell’organo per formare le pliche circolari.

Come varia l’aspetto morfologico nei tratti dell’intestino tenue:


1) Duodeno: presenta
 Villi abbastanza alti, ma non quanto quelli del digiuno.
 Cellule caliciformi mucipare ed enterociti.
 Ghiandole intestinali a livello della tonaca sottomucosa (ghiandole di Brunner).
 Nella lamina propria vi sono aggregati linfoidi che NON si estendono alla sottomucosa.
2) Digiuno: presenta
 Villi molto alti.
 Microvilli sugli enterociti.
 Cellule caliciformi mucipare in numero maggiore rispetto al duodeno.
 Ghiandole intestinali che hanno le cellule di Paneth con funzione di difesa contro i microrganismi.
 Non vi sono ghiandole nella sottomucosa.
 Aggregati linfoidi solo a livello della lamina propria.
3) Ileo: presenta
 Villi in numero minore rispetto agli altri tratti.
 Gli enterociti presentano microvilli.
 Le cellule caliciformi sono ancora in numero più elevato.
 Ghiandole intestinali con le cellule di Paneth.
 Nella lamina propria ritroviamo aggregati linfoidi.
 Gli aggregati linfoidi sono presenti anche nella sottomucosa e prendono il nome di Placche di Peyer.

INTESTINO CRASSO
1) Tonaca Mucosa: epitelio batiprismatico semplice, in cui son intercalate numerosissime cellule caliciformi
mucipare (elemento importante per la diagnosi differenziale).
A livello della lamina propria ritroviamo ghiandole con cellule mucipare. La lamina si estroflette verso il lume
formando delle pliche, ma non possiede i villi.
La muscolaris mucosae è molto sottile.
2) Tonaca Sottomucosa: tessuto connettivale lasso, spesso e vascolarizzato.
3
3) Tonaca muscolare: circolare interno e longitudinale esterno.
4) Tonaca Avventizia.

2. ORGANI PARENCHIMATOSI

FEGATO
Il fegato è la più grande ghiandola extramurale annessa agli organi cavi del tubo digerente. Esso è un organo
parenchimatoso rivestito da una capsula esterna (o di Glisson) di natura connettivale, che penetra nel parenchima
come stroma, tipico degli organi pieni. Lo stroma suddivide il fegato in lobuli, che non sono riconoscibili
perfettamente in un preparato microscopico umano (a differenza di quello animale). Il lobulo è la più piccola struttura
epatica anatomo-funzionale, nel quale possiamo riscontrare sia una funzione circolatoria (sangue), che una funzione
secretoria (bile). Esso e formato da:
• Epatociti;
• Triadi portali, formate ciascuna da rami di vena porta (venule portali), arteria epatica (arteriole epatiche) e dotti
biliari;
• Vene centro-lobulari.
Esistono diverse concezioni del lobulo epatico, in base ai limiti dettati dalle strutture appena citate, e sono:
1. Lobulo classico
2. Lobulo di Mall
3. Lobulo di Rappaport (o acino-portale)

LOBULO CLASSICO
Il lobulo classico ha una forma esagonale, i cui vertici sono formati da 6 triadi portali diverse, mentre nel centro
troviamo una vena centro-lobulare. In piu troviamo:
- Epatociti, disposti in fila e a raggiera dai lati dell’esagono verso la vena centro-lobulare.
- Sinusoidi e canalicoli biliari, che decorrono tra le file degli epatociti, direzionati dalle triadi portali, verso il centro.

4
Le sinusoidi non sono altro che il punto di confluenza delle diramazioni della venula portale e arteriola epatica (per
ciascuna triade portale ai vertici) nella vena centro-lobulare. Sono dei veri e propri capillari formati da endotelio, in cui
il sangue venoso e arterioso si mescola in direzione centripeta, cioè verso la vena centrale. Tra le file di epatociti e i
sinusoidi si viene a formare un sottile spazio definito come spazio di Disse. Al contrario i canalicoli biliari, non sono
veri e propri capillari: non c’è alcun endotelio, in quanto sono delimitati dalle pareti degli epatociti stessi (non le facce
che guardano verso lo spazio di Disse, ma quelle opposte). In questo modo, la bile secreta dagli epatociti viene
rilasciata direttamente in questi canali, con decorso centrifugo, cioè verso i dotti biliari situati agli apici del lobulo.

LOBULO DI MALL e LOBULO DI RAPPAPORT

Il lobulo di Mall ha una forma triangolare con ai vertici tre vene centro-lobulari e il centro è rappresentato da uno
spazio portale. Rispetto al lobulo classico, l’andamento del sangue e della bile sono scambiati: la bile viene portata
verso il centro, mentre il sangue con le sinusoidi, ai vertici del triangolo.
Il lobulo di Rappaport (acino-portale) invece ha una forma romboidale costituito da due vene centro-lobulari (le
estremità piu lontane tra loro) e da due triadi portali (quelle più vicine). Ulteriore caratteristica è la suddivisione in tre
5
zone:
-ZONA 1: la più interna, con funzioni solo sintetiche;
-ZONA 2: quella intermedia, con funzioni miste tra
quelle sintetiche e quelle metaboliche;
-ZONA 3: la più esterna, con funzioni solo metaboliche;

FEGATO AL MICROSCOPIO
- I lobuli epatici “classici” non sono ben evidenti nell’
uomo. Le cellule epatiche sembrano dirette verso il
centro (vena centro-lobulare) in strutture laminari.
- Ai vertici, le triade portali (in sezione):
1. Venula portale: parete indefinita e irregolare, lume
molto ampio;
2. Arteriola epatica: parete più spessa e circolare, lume
più ristretto;
3. Dotto biliare: epitelio cubico con caratteristica
colorazione violacea.
Queste strutture dei lobuli epatici ci aiutano a
compiere una diagnosi differenziale del fegato.

PANCREAS
Il pancreas è una ghiandola extramurale anficrina, cioè sia a
secrezione esocrina (sierosa) che endocrina (isole di Langerhans).
Il parenchima è rivestito da capsula di natura connettivale, che
affonda nel parenchima suddividendosi in setti stromali. È
formato da dotti interlobulari (tra i lobuli pancreatici) e
intralobulari (nei lobuli).

PANCREAS AL MICROSCOPIO
- Pars esocrina: intensamente colorata in fucsia, la maggior parte
del parenchima;
- Pars endocrina (isole di Langerhans): formata da gruppetti di
cellule prismatiche, colorati meno intensamente, utili per la
diagnosi differenziale.
- Dotti interlobulari: formati da epitelio batiprismatico, con
esternamente del tessuto connettivale
- Dotti intralobulari: formati da epitelio cubico, senza connettivo
esterno.

GHIANDOLA SOTTOMANDIBOLARE
La ghiandola sottomandibolare è una ghiandola extramurale a
secrezione mucosa, sierosa e mista: pertanto avremo tre adenomeri
(unità secernenti) di diverso tipo. Essendo un organo
parenchimatoso ha ancora la capsula esternamente che affonda
come stroma, dove è riscontrabile del tessuto adiposo. È suddiviso
anch’ esso in lobi e lobuli.

GHIANDOLA SOTTOMANDIBOLARE AL MICROSCOPIO

-Adenomeri mucosi: risultano poco colorati da ematossilina-eosina;


- Adenomeri sierosi: sono ben colorati in fucsia;
- Adenomeri misti: son formati da cellule mucose, situate nel centro,
e da cellule sierose, situate in periferia, formando una sorta di
“cappuccio”. Tale struttura è definita come semiluna del Giannuzzi
(N.d.R. le semilune sono molto difficili da individuare);
- Dotti interlobulari e intraloblari: distinguibili nello stesso modo
come nel pancreas.
6
PAROTIDE
La parotide è una ghiandola extramurale acinosa composta a secrezione sierosa. È formata sempre da capsula
connettivale, stroma e da lobi e lobuli.

PAROTIDE AL MICROSCOPIO
- Colorata intensamente in fucsia visto che è sierosa. È facilmente confondibile con il pancreas, il quale presenta però
le isole del Langerhans, più chiare.
- Dotti interlobulari e intralobulari: uguale a pancreas/sottomandibolare
Per una diagnosi differenziale della parotide, è utile osservare una grande quantità di dotti in essa contenuti.