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Lezione n° 32 del 3/5/2017

Materia: Anatomia II
Appunti di: Giorgio Imbrogno
Argomenti: prostata, funicolo spermatico e testicolo, utero e vagina

Nella lezione precedente sono state trattate il surrene e le vie urinarie (ureteri, vescica e uretra)
Il professore ricorda che il ‘question time’ avverrà giovedì 11 maggio nelle ore di anatomia, anziché
mercoledì 10.

PROSTATA

Sede
La prostata è un organo sottoperitoneale presente esclusivamente nel sesso maschile, situato inferiormente
alla vescica e attraversato dall'uretra.
Riconducibile alla forma di una castagna, essa presenta un apice rivolto verso il basso ed una base rivolta
verso l’alto

Rapporti
• Superiormente: vescica urinaria
• Anteriormente: sinfisi pubica
• Inferiormente: pavimento pelvico e muscolo sfintere striato dell'uretra
• Posteriormente: con la fascia di Denonvillier* e, posteriormente ancora, con il retto (attraverso il
quale si può palpare la prostata e attuare biopsie prostatiche)
• Lateralmente: passaggio dei nervi del plesso ipogastrico inferiore, i quali si portano ai corpi
cavernosi del pene. (punto di pericolo: se vengono lesi durante la rimozione della prostata,
l’erezione è compromessa)
[ndr: si ricorda che la fascia di Denonvillier ( o fascia mesorettale) appartiene al mesoretto e costituisce la
divisione tra sottoperitoneo anteriore (vescica e genitali) e sottoperitoneo posteriore (retto)]

Morfologia esterna
Sebbene sia un organo parenchimatoso, la prostata non presenta un ilo, di conseguenza i suoi vasi e i suoi
nervi la raggiungono penetrando la sua capsula.
È suddivisa in lobi
• Due lobi laterali
• Un lobo medio
• Uno lobo anteriore: questo talvolta non è classificato come lobo, ma come ‘prostata anteriore’, nome
che gli conferisce una certa individualità, poiché è l’unico a non presentare ghiandole prostatiche,
ma solo stroma.

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Suddivisione zonale
La suddivisione zonale è un ulteriore suddivisione morfologica della postata molto utile in clinica, in quanto
permette di aiutare il medico a proporre una diagnosi in base alla zona coinvolta.
Le zone si trovano nella prostata posteriore e sono:
• Zona periferica (è la zona più posteriore): quando la prostata si ingrossa in questa zona, è più
probabile che l’ingrossamento sia causato da una neoplasia; in compenso, essa prospetta verso il
retto, quindi è anche più semplice ispezionarla e biopsiarla
• Zona centrale: zona intermedia
• Zona di transizione ( è un velo che circonda l'uretra prostatica): il suo ingrossamento può essere
dovuto ad un’ipertrofia prostatica benigna la quale colpisce la maggior parte degli adulti e si aggrava
nell'invecchiamento; l’ingrossamento di questa zona comprime l’uretra creando disturbi durante la
minzione.

Morfologia interna
All’interno della prostata vi è il passaggio dell’uretra prostatica : nella parete posteriore essa presenta
il collicolo seminale, che al suo vertice presenta l'utricolo prostatico (residuo embriologico dell'utero)
Inferiormente ad esso vi sono gli orifizi dei dotti eiaculatori (condotti formati dall’unione del dotto deferente
e delle vescichette seminali).
Infine, ai lati del collicolo seminale sono presenti gli sbocchi delle ghiandole prostatiche.
Si vedono i due sfinteri, liscio e striato.
Dunque, lo sperma sbocca nell’uretra prostatica dai dotti eiaculatori, venendo arricchito dalle secrezione
delle ghiandole prostatiche e , nei pressi dello sfintere uretrale esterno, dalla secrezione delle ghiandole di
Cowper

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GENITALI INTERNI MASCHILI

[Ndr:I genitali esterni verranno trattati successivamente ed il professore ritiene prerequisito dello scorso
anno l’ordine delle vie spermatiche. Tuttavia, trovo necessario fornire una breve panoramica dell’apparato
genitale maschile al fine di conferire un’idea generale:(Da Anastasi-Balboni) esso è formato da:
1. testicoli ( contenuti nel sacco scrotale)
2. vie spermatiche: epididimo, dotto deferente (attraversa il funicolo spermatico), dotto eiaculatore
( riceve il secreto delle vescichette seminali) e uretra ( riceve il secreto delle ghiandole prostatiche
e delle ghiandole di Cowper]
3. genitali esterni].

FUNICOLO SPERMATICO
Il funicolo spermatico è una struttura pari che si diparte dall’anello inguinale esterno del canale inguinale e
collega la cavità pelvica con i testicoli. Esso presenta una parete analoga alla parete addominale (poiché esso
non è altro che un’erniazione della stessa) la quale ha una propria vascolarizzazione ed un proprio contenuto.
(vasi e nervi gonadici, dotto deferente)
La sua parete è composta dalla:
• Fascia spermatica esterna: (corrisponde
all’aponeurosi del muscolo obliquo
esterno)
• Fascia cremasterica o muscolo cremastere
(composta da fascetti muscolari del
muscolo obliquo interno e trasverso
dell’addome)
• Fascia spermatica interna (corrisponde
alla fascia trasversalis)

Questa suddivisione è presente anche nello


scroto in quanto anch’esso era parte stessa della
parete addominale.
Superficialmente alla fascia spermatica esterna
sono presenti cute e sottocute.
Il tessuto sottocutaneo dello scroto è alquanto
particoare: esso è poco rappresentato, non
contiene adipociti ma cellule muscolari lisce ed
è chiamato dartos.

La parete del funicolo ha una propria vascolarizzazione:


• arteria pudenda esterna (ramo della arteria femorale),
• arteria e vena cremasterica (rami dell’arteria e vena epigastrica inferiore)
NB: essi sono gli stessi rami che vascolarizzano la parete corporea anteriore poiché la parete del funicolo
spermatico non è altro che un'estensione della parete corporea.

All’interno del funicolo spermatico troviamo:


• Dotto deferente, il quale presenta i propri vasi e nervi
• Vasi del testicolo: arteria e vena gonadica e linfatici gonadici
• Nervi testicolari (innervazione visceroeffettrice del testicolo)
• Legamento vaginale [descritto con il peritoneo testicolare successivamente]

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L'arteria testicolare è una per ogni testicolo,
mentre le vene testicolari sono doppie con ampie
anastomosi, tanto che sembra formino un plesso
chiamato plesso pampiniforme. Esso è
responsabile del varicocele, ovvero la stasi del
flusso venoso testicolare. In questa situazione
patologica il testicolo si gonfia e il contenuto
scrotale diviene molto evidente.

Infine, volendosi focalizzare esclusivamente sul sistema vascolare del funicolo spermatico, si evince che
questi sono tre:
• Sistema vascolare del testicolo
• Del dotto deferente
• Della parete

TESTICOLO
Sede e morfologia esterna
Ogni testicolo risiede nel proprio emiscroto ed è avvolto da peritoneo.
È un organo ovoidale di circa 4 cm di altezza (dimensioni 4x3x2cm), ha un polo superiore ed uno inferiore;
presenta un ilo rivolto posteriormente e una faccia posteriore schiacciata.

Peritoneo
Durante l’ontogenesi, il testicolo origina nel retroperitoneo ,in prossimità dei reni, discende da essi ed ernia
la parete addominale anteriore, creando il canale inguinale ed entrando nel proprio emiscroto. (il pediatra
valuta se il testicolo è disceso o meno: se rimane dentro per un certo periodo di tempo si rischia la sterilità)

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Poiché l’intero processo avviene nel retroperitoneo, il peritoneo non viene direttamente coinvolto, difatti la
parete del funicolo spermatico non lo presenta. Tuttavia il testicolo ne risulta rivestito, di conseguenza si
ammette che durante la sua ontogenesi, un pezzo di peritoneo che si trova nel decorso del testicolo venga
trascinato nello scroto assieme ad esso e che successivamente la parte che connette il testicolo stesso al
peritoneo venga riassorbita e formi il legamento vaginale
Il peritoneo testicolare è chiamato tonaca vaginale e presenta un foglietto viscerale adeso alla sua capsula che
si ribatte sull’ilo formando il foglietto parietale adeso alla fascia spermatica interna.

Rapporti
Il polo superiore è libero e scavalcato dal dotto deferente, mentre quello inferiore è attaccato alla parete
inferiore dello scroto dal gubernaculum testis; posteriormente è presente l'ilo e anteriormente la parete dello
scroto

Morfologia interna
Il suo parenchima è costituito dai tubuli seminiferi
che in prossimità dell'ilo diventano rettilinei (tubi
retti) anastomizzandosi tra loro formando la rete
testis . Da questa rete si diramano dei condottini
efferenti che, uscendo dal testicolo, dapprima
sono retti, poi ciascuno diventa convoluto ed il
primo di questi costituisce un condotto periferico
esterno in cui sboccano tutti gli altri.
Successivamente, anche quest’ultimo condotto
periferico diventa convoluto per poi linearizzarsi e
formare il dotto deferente.
Le struttura appena descritte sono la testa e il
corpo dell'epididimo (sopra al didimo ovvero il
testicolo), e la sua coda non è altro che l'inizio del
dotto deferente.

La complessità di questa rete tubulare è motivata dal fatto che la maturazione degli spermatozoi avviene a
contatto con la parete della stessa, di conseguenza, per una corretta maturazione, essi devono averne a
disposizione una grossa quantità.

La capsula del testicolo è molto robusta ed è denominata tonaca albuginea. Essa è rivestita dal foglietto
viscerale della tonaca vaginale ed composta da connettivo denso e fibre elastiche che le conferiscono un
colore azzurrognolo. Da essa dipartono dei setti stromali che compartimentalizzano l’ammasso di tubuli
seminiferi.

NB: Se si fa dissezione del dotto deferente si nota che anch’esso ha una tonaca muscolare: alcuni la
chiamano muscolo cremastere interno. Di conseguenza, il muscolo cremastere del funicolo spermatico e
dello scroto deve essere denominato ‘muscolo cremastere esterno’, per non creare confusione.

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GENITALI INTERNI FEMMINILI

VAGINA
La vagina è il primo tratto delle vie genitali femminili ed è un canale lungo circa 8-9 cm, schiacciato antero-
posteriormente con diametro trasverso di circa 2-3 cm.
E’ completamente sottoperitoneale e nella sua porzione apicale è in continuità con l’utero col quale forma
un angolo di 100° rivolto in avanti

Essa è un organo cavo a tonache sovrapposte, di conseguenza presenta una tonaca mucosa, una sottomucosa
poco rappresentata, una tonaca muscolare rilevante e un’avventizia.
Al suo interno vi sono delle pieghe circolari che scompaiono con la distensione e sono molto meno evidenti
di quelle intestinali

Quella parte dell’utero che prospetta nella vagina è chiamata portio: essa crea una convessità che fissandosi
al canale vaginale forma un fornice (il professore propone una similitudine: bisogna immaginarsi una pallina
da tennis appoggiata sopra un cilindro con diametro inferiore alla stessa; il punto in cui la pallina tocca il
cilindro è il fornice e la superficie della pallina che prospetta internamente al cilindro è la portio).
La morfologia della portio cambia se una donna è nullipara, primipara o pluripara (il professore non specifica
come, ma dalle foto che proietta si evince un progressivo slargamento dell’orifizio uterino esterno con
l’aumentare del numero di parti affrontati dal soggetto.

Anteriormente alla vagina è presente l’uretra e posteriormente il retto. Essa è quasi completamente
sottoperitoneale, tranne che per una limitata porzione superiore, in cui la parte posteriore del fornice è
rivestita dal peritoneo del cavo del Douglas.

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UTERO

Morfologia esterna
L’utero è un organo a forma di pera, lungo circa 7cm, (dimensioni di qualche centimetro maggiore nelle
multipare). È presente un corpo, diviso in una una parte superiore, in cui vi sono le corna da cui originano le
tube di Falloppio, ed una inferiore, rappresentata dal fondo
Inferiormente a quest’ultimo vi è l’istmo, punto di passaggio tra corpo a collo dell'utero
Il collo presenta una porzione superiore all'inserzione della vagina ed una porzione intravaginale (la portio),
la quale presenta lo stesso epitelio della vagina (pavimentoso pluristratificato).
.
L'utero non è dritto, ma tra corpo e collo presenta un angolo fisiologico compreso tra i 120° e i 180°; in
questo caso l’utero è detto essere normoflesso.
Se questo angolo è minore dei 120° allora l’utero è detto antiflesso, se invece l’angolo è maggiore di 180°
allora l’utero sarà detto retroflesso. In aggiunta, se l’angolo tra utero e vagina è minore di 100° allora l’utero
è detto antiverso, ma se questo è eccessivamente maggiore, allora l’utero sarà retroverso.
Dunque, possono esistere varie combinazioni di queste varianti anatomiche: utero retroflesso antiverso,
antiflesso antiverso etc...

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Clinicamente importante è il caso di utero retrocesso: esso si presenta talmente piegato all’indietro che la
portio, invece che prospettare verso il canale vaginale, è rivolta verso la parete vaginale posteriore. Questa
situazione può essere causa di sterilità femminile, poiché la complessa morfologia anatomica creatasi
rappresenta un ulteriore ostacolo durante la risalita degli spermatozoi.

Durante la gravidanza le dimensioni dell’utero aumentano considerevolmente, da circa 50ml a 5L. Questa
dilatazione provoca una compressione dei vasi e degli organi circostanti tra colonna vertebrale, fegato e utero
stesso

Morfologia interna
Nel corpo dell’utero è presente la cavità uterina, di forma triangolare e appiattita, la quale si restringe a
livello dell'istmo per poi allargarsi diventando il canale cervicale, di forma circolare. Dunque, per entrare nel
corpo dell’utero dalla vagina, bisogna oltrepassare l’orifizio uterino esterno della portio, risalire il canale
cervicale e, infine, oltrepassare l’istmo ( anche denominato orifizio uterino interno).
La parete posteriore del canale cervicale presenta delle irregolarità chiamate pliche palmate o albero della
vita

Alla fine della lezione vengono accennate la varianti anatomiche di utero e vagina legate a ontogenesi
scorretta:
• utero settato (B): è un utero con un setto sagittale
• utero bicorne (C): il soggetto presenta una vagina e due uteri
• utero didelfo con doppia vagina: due uteri, due vagine

L’utero didelfo è un difetto congenito evidente, e può essere scoperto durante la prima visita ginecologica, al
contrario dell’utero settato che può anche passare inosservato.

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