Sei sulla pagina 1di 11

Lezione n° 30 del 26/04/2017

Materia: Anatomia II – Anatomia microscopica


Appunti di: Giulia Zimelli
Argomenti: anatomia strutturistica degli organi cavi e parenchimatosi dell’apparato digerente.

ANATOMIA MICROSCOPICA
- APPARATO DIGERENTE
L’apparato digerente è costituito da una serie di organi cavi, che vanno a costituire il tubo digerente, e da
organi parenchimatosi, che sono le ghiandole annesse all’apparato digerente.

ORGANI CAVI
Gli organi cavi presentano un’organizzazione a tonache sovrapposte. Partendo dal lume dell’organo e
spostandosi esternamente si trovano:
• tonaca mucosa;
• tonaca sottomucosa;
• tonaca muscolare;
• tonaca sierosa o avventizia.

La tonaca sierosa è costituita da mesotelio e si trova negli organi avvolti da peritoneo (intraperitoneali).La
tonaca avventizia, invece,è costituita da tessuto connettivo e riveste organi o porzioni di organi non avvolti
dal peritoneo (extraperitoneali).

Gli organi cavi dell’apparato digerente presentano delle peculiarità dovute alla loro funzione.Negli organi
con funzione di trasporto, come l’esofago, è presente un epitelio che serve per protegge la parete dell’organo
e che, perciò, risulta costituito da più strati di cellule. Lo strato rivolto verso il lume spesso si desquama,
perché è sottoposto a insulti meccanici. Nel caso dello stomaco, a livello della tonaca mucosa si trovano
delle ghiandole che secernono sostanze protettive per la parete stessa, per impedire che questa venga
danneggiata dall’azione digestiva dei succi gastrici.A livello dell’intestino si trovano delle estroflessioni
della parete verso il lume dell’organo, ossia le pliche e i villi, importanti per la funzione di assorbimento
dell’intestino. Queste strutture si trovano nel duodeno, nel digiuno e nell’ileo; nell’intestino crasso si trovano
solamente i villi, non le pliche.

Pliche e villi si differenziano tra loro. Le pliche sono grandi ripiegamenti della tonaca mucosa e della
sottomucosa, perciò la loro impalcatura è costituita dalla sottomucosa. I villi, invece, sono ripiegamenti
esclusivamente della tonaca mucosa, pertanto in questo caso l’impalcatura è rappresentata dalla lamina
propria della tonaca mucosa. I villi si trovano solo a livello intestinale. [ndr: un esempio di plica e di villo
sono la seconda e la terza raffigurazione nell’immagine sottostante.]

1 / 11
Gli organi cavi dell’apparato digerente sono caratterizzati dalla presenza di cellule muscolari lisce nella
tonaca mucosa, in particolare a livello dell’interfaccia tra la tonaca mucosa e la sottomucosa: tali cellule
costituiscono la muscolaris mucosae.
[ndr: la professoressa sottolinea l’importanza di questa componente, da non dimenticare nel riportare la
stratigrafia degli organi cavi dell’apparato digerente.]

ESOFAGO
L’esofago è un organo cavo a tonache sovrapposte, che dall’interno verso l’esterno sono:
• tonaca mucosa;
• tonaca sottomucosa;
• tonaca muscolare;
• tonaca avventizia.

La mucosa dell’esofago ha funzione protettiva, soprattutto verso insulti meccanici. Per questo motivo
presenta più strati di cellule che vanno a costituire l’epitelio, che è di tipo pavimentoso composto non
cheratinizzato. A presentarsi appiattite sono soprattutto le cellule degli stati più in prossimità del lume, le
quali tendono, inoltre, a staccarsi. L’epitelio poggia su una lamina propria di natura connettivale, dove si
possono riconoscere i dotti delle ghiandole.Si trova, inoltre, la muscolaris mucosae, costituita da
muscolatura liscia. Tale componente è ben rappresentata a livello dell’esofago.

Nel connettivo della sottomucosa sono riconoscibili le ghiandole esofagee (i cui dotti si trovanonella lamina
propria della tonaca mucosa).

Esternamente si trova la tonaca muscolare, che presentadue strati di muscolatura, con fibrocelluledisposte
in modo diverso:
1. hanno un andamento circolare nel primo strato, il più interno;
2. hanno un andamento longitudinale nel secondo strato, il più esterno.
Nei preparati anatomici che osserveremo, tra questi due strati è visibile il plesso nervoso di Auerbach,
caratterizzato da raggruppamenti di cellule di una colorazione più chiara, meno intensa rispetto agli altri
tessuti.

2 / 11
Tonaca muscolare – particolarità dell’esofago
Nell’apparato digerente, quando si parla di tonaca muscolare ci si riferisce quasi sempre alla muscolatura
liscia. Fa eccezione solamente l’esofago, che presenta anche muscolatura striata. Infatti, si possono
distinguere:
1. un tratto cervicale, in cui la tonaca muscolare è costituita solo da muscolatura striata;
2. un tratto intermedio, caratterizzato dalla compresenza di muscolatura striata e liscia;
3. un ultimo tratto, in prossimità dello stomaco, in cui si trova muscolatura liscia.
Pertanto, quello che si verifica è un passaggio graduale dalla muscolatura striata a quella liscia, in senso
cranio-caudale.

STOMACO
Lo stomaco è un organo cavo a tonache sovrapposte, che, dalla più interna alla più esterna, sono:
• tonaca mucosa;
• tonaca sottomucosa;
• tonaca muscolare;
• tonaca sierosa.

La tonaca mucosa è costituita da un epitelio, di tipo batiprismatico semplice, che si trova nella porzione più
superficiale, da una lamina propria, ricca di ghiandole, e da una muscolaris mucosae.

Nella tonaca mucosa si trovano le fossette gastriche, che si aprono verso il lume dello stomaco. Queste
strutture si formano dal ripiegamento dell’epitelio,che si approfonda andando verso la muscolaris mucosae.
Nelle fossette gastriche, a livello della lamina propria, si trovano delle ghiandole:infatti, dirigendosi in
profondità nelle fossette, le cellule dell’epitelio si modificano e diventano cellule di tipoghiandolare,
specializzate nella secrezione degli enzimi gastrici digestivi.A livello delle ghiandole gastriche si trovano
diverse tipologie cellulari, di cui 2 sono facilmente distinguibili a microscopio.
• Cellule parietali (delomorfe o ossintiche): sono cellule di grosse dimensioni, di forma sferoidale,
con nucleo centrale e intensamente colorate, in quanto fortemente eosinofile; sono responsabili della
secrezione di acido cloridrico.
• Cellule principali (adelomorfe o zimogeniche): sono cellule mucose, con nucleo in posizione più
basale e scarsamente colorate, in quanto più basofile (hanno un aspetto più chiaro, più violaceo,
rispetto alle cellule parietali che si colorano di fucsia); nel citoplasma si vedono dei granuli, che
conferiscono alle cellule un aspetto puntinato.
• Intercalate a queste cellule ci sono delle cellule neuroendocrine, non facilmente visibili se non si
utilizzano specifiche colorazioni.

3 / 11
La tonaca sottomucosa è molto vascolarizzata.

La tonaca muscolare è ben rappresentata ed è costituita da 3 strati di fibrocellule muscolari, con


orientamento diverso:
1. hanno andamento obliquo nello strato più interno;
2. hanno andamento circolare nello strato intermedio;
3. hanno andamento longitudinale nello strato più esterno.

Si possono trovare anche dei plessi nervosi: oltre al plesso di Auerbach che può essere presente tra gli strati
della tonaca muscolare (nello stomaco si trova solo in alcuni casi, mentre nei preparati dell’esofago sarà
sempre visibile), in alcuni casi si può osservare il plesso sottomucoso (o di Meissner).

Esternamente è presente una tonaca sierosa, costituita da mesotelio.

Per la diagnosi differenziale, è importante individuare la presenza dei due tipi principali di cellule
ghiandolari a livello della lamina propria e dei tre strati di fibrocellule della tonaca muscolare, che a livello
dello stomaco risulta spessa.

DUODENO
Il duodeno è un organo cavo a tonache sovrapposte, costituito da:
• tonaca mucosa;
• tonaca sottomucosa;
• tonaca muscolare;
• tonaca sierosa.

A livello del duodeno si riconoscono pliche e villi, che servono per aumentare la superficie di assorbimento.
Inoltre, gli enterociti dell’epitelio presentano dei microvilli, che permettono di aumentare ulteriormente la
superficie assorbente.

La tonaca mucosa è costituita daun epitelio batiprismatico semplice. La lamina propria presenta molte
ghiandole, con cellule mucipareaddette alla secrezione di muco e scarsamente colorate con ematossilina-
eosina. Nella tonaca mucosa si trova, infine, la muscolaris mucosae.

La tonaca sottomucosa, a livello del duodeno, presenta delle strutture peculiari che consentono di fare
diagnosi differenziale. Si tratta delle ghiandole del Brunner,ghiandole tubulari composte, di tipomucoso,
che si presentano con un aspetto biancastro.

4 / 11
La tonaca muscolare è costituita da2 strati di fibrocellule muscolari:
1. lo strato interno presenta fibrocellule con orientamento circolare;
2. lo strato esterno presenta fibrocellule con orientamento longitudinale.

Il duodeno è rivestito esternamente da una tonaca sierosa, in quanto si tratta di un organo intraperitoneale.

Per i preparati anatomici di duodeno sono state utilizzate due colorazioni differenti:
• la colorazione ematossilina-eosina permette di vedere le componenti sierose intensamente colorate,
mentre quelle mucose risultano scarsamente colorate;
• la colorazione con acido periodico - reattivo di Shiff (colorazione PAS, con elevata affinità per i
mucopolisaccaridi), invece, permette di osservare la componente mucosa di un colore viola intenso.
[ndr: la professoressa consiglia di osservare preparati con entrambe le colorazioni.]

INTESTINO TENUE MESENTERIALE


È un organo cavo a tonache sovrapposte, costituito da:
• tonaca mucosa;
• tonaca sottomucosa;
• tonaca muscolare;
• tonaca sierosa.

Come il duodeno, è caratterizzato dalla presentadi pliche, villi ed enterociti con microvilli, per aumentare la
superficie assorbente.

L’epitelio della tonaca mucosa è di tipo batiprismatico semplice e, intercalate agli enterociti, presenta
dellecellule mucipare. A livello della lamina propria si trovano leghiandole intestinali, caratterizzate da
unascarsa presenza mucosa: si tratta di ghiandole più sierose, che appaiono più fucsia nei preparati.
[ndr: come riportato nel libro di anatomia microscopica, “le ghiandole intestinali, o cripte, sono fossette
tubulari che si aprono nel lume, lungo tutta la superficie mucosa dell’intestino, tramite piccole aperture alla
base dei villi. La loro parete è formata da enterociti, cellule a muco e cellule del Paneth.” Riporto delle
informazioni sulle cellule di Paneth, tratte dallibro di testo “Anatomia del Gray”: sono cellule epiteliali
specializzate, molto numerose nelle parti più profonde delle cripte intestinali, che presentano granuli
secretori acidofili che si colorano intensamente con eosina o ematossilina.]

Si individua, poi, la muscolatura liscia della muscolaris mucosae.

La tonaca sottomucosa è costituita da tessuto connettivo lasso contenente vasi.

5 / 11
La tonaca muscolare è formata da 2 strati di fibrocellule muscolari, disposte con diverso orientamento:
1. hanno un andamento circolare nello strato interno;
2. hanno un andamento longitudinale nello strato esterno.

Infine, a rivestire esternamente l’organo, si trova il mesotelio della tonaca sierosa.

TABELLA – INTESTINO TENUE


Nella tabella sono riportati gli elementi caratteristici che si possono trovare nelle diverse porzioni
dell’intestino tenue, utili per fare diagnosi differenziale.

DUODENO DIGIUNO ILEO

Villi sì, alti sì, alti sì, pochi e più bassi

Enterociti sì sì sì

Cellule caliciformi e mucipare sì sì sì


sì, con minor componente sì, con minor componente
Ghiandole intestinali
sì, abbondanti mucosa (presentano cellule mucosa (presentano
(nella tonaca mucosa)
di Paneth) cellule di Paneth)
Ghiandole del Brunner
sì no no
(nella sottomucosa)
Aggregati linfoidi
sì sì sì
(nella lamina propria)

Placche del Peyer sì no no

Gli aggregati linfoidi si trovano nella lamina propria di tutte e tre le porzioni dell’intestino tenue. Solamente
a livello dell’ileo sono presenti sia nella lamina propria che nella tonaca sottomucosa: in tal caso prendono il
nome di placche del Peyer.

6 / 11
INTESTINO CRASSO
L’intestino crasso è un organo cavo a tonache sovrapposte, che dall’interno verso l’esterno sono:
• tonaca mucosa;
• tonaca sottomucosa;
• tonaca muscolare;
• tonaca sierosa.

È caratterizzato dalla presenza di villi e dall’assenza di pliche.

Nella tonaca mucosa si trova un epitelio batiprismatico semplice, in cui si individuano cellule mucipare.
L’epitelio poggia su una lamina propria, che presentaghiandole tubulari a secrezione mucosa e aggregati
linfoidi. Si trova, poi, una muscolaris mucosae con muscolatura liscia.

La tonaca sottomucosa è costituita da tessuto connettivo lasso, contenente i vasi.Nell’immagine sottostante i


vasi sono molto evidenti,perché per il preparato anatomico si è utilizzata una colorazione diversa da
ematossilina-eosina, che permette di vedere bene i vasi. Anche nell’intestino crasso, come nell’ileo, si
trovano le placche di Peyernella sottomucosa.

Si individua, poi, la tonaca muscolare con 2 strati di fibrocellule muscolari, che hanno orientamento
diverso:
1. hanno un andamento circolare nello strato interno;
2. hanno un andamento longitudinale nello strato esterno.

Esternamente l’intestino crasso è rivestito da una tonaca sierosa.

ORAGNI PARENCHIMATOSI
Gli organi parenchimatosi dell’apparato digerente sono le ghiandole annesse ad esso.

FEGATO
Il fegato è la ghiandola più grande del nostro organismo, rivestita esternamente dal peritoneo.
Si tratta di un organo avvolto da una capsula di connettivo fibroso, detta capsula del Glisson, da cui partono
setti stromali, che si approfondano nel parenchima e lo dividono in lobuli. Il fegato risulta suddiviso in
lobi[ndr: si tratta della suddivisione classica, non più utilizzata, perché ai lobi che si vedono esternamente
non corrisponde una suddivisione interna], settori e segmenti (o zone); a livello dei segmenti si trova l’unità
morfo-funzionale del fegato, ossia il lobulo epatico.

7 / 11
Il lobulo epatico classico è costituito da epatociti che si dispongono in lamine, andando a costituire delle
strutturepoligonali, di forma all’incirca esagonale o pentagonale. Le lamine hanno un decorso a raggiera e
convergono verso una vena che si trova al centro, detta vena centro-lobulare. Tra queste lamine di epatociti
si trova una fitta rete di capillari, i sinusoidi epatici, con decorso radiale.Gli epatociti non sono in diretto
contatto con la parete dei sinusoidi, in quanto tra le due strutture si viene a creare un ristretto spazio, detto
spazio di Disse.
A livello di ciascunvertice del poligono è presente uno spazio portale, in cui si individuano delle strutture
cave immerse in un tessuto connettivo. Si trovano:
• almeno un ramo dell’arteriaepatica;
• almeno un ramo della vena porta epatica;
• almeno un dotto biliare.
Il sangue che arriva al lobulo epatico passa nei sinusoidi epatici e poi nella vena centro-lobulare, quindi
fluisce in direzione centripeta. A livello dei sinusoidi epatici si trova un sangue misto. La bile prodotta
dagli epatociti si sposta, invece, in senso centrifugo, andando dalle lamine cellulari ai vertici, dove si
trovano i dotti biliari.

Immagine: lobuloepaticoclassico

È importante sottolineare che il lobulo, in realtà, non presenta una forma poligonale molto regolare; infatti,
soprattutto nei preparati anatomici di tessuto epatico umano, non è facilmente distinguibile. Perciò, per la
diagnosi differenziale, è necessario prima di tutto individuare lavena centro-lobulare e le lamine di epatociti
disposte a raggiera, per poi andare a ricercare gli spazi portali con le strutture che vi si trovano.

Oltre al lobulo classico, sono stati descritti altri due lobuli: il lobulo di Mall e il lobulo di Rappaport.

Il lobulo di Mall(o portale) ha una forma poligonaletriangolare. Al centro del triangolo è presentelo spazio
portale, dove si trovano arteria epatica, vena epatica e dotto biliare, mentre ai tre vertici si trovano le vene
centro-lobulari. Questa organizzazione determina un cambiamento nello scorrimento di sangue e bile: infatti,
il sangue fluisce in direzione centrifuga e la bile in direzione centripeta (esattamente il contrario della
condizione che si ha nel lobulo epatico classico).

Il lobulo di Rappaport (o acinoportale) ha una forma all’incirca ovale. Presenta due vene centro-lobulari
nei due poli più lontani dell’ovoide e due spazi portali nei due poli più ravvicinati.
Questa tipologia di lobulo viene molto utilizzata in patologia, perché è importante da un punto di vista
funzionale. Mano a mano che ci si allontana dagli spazi portali, ossia dalla porzione centrale del lobulo, gli
epatociti soffriranno di più, in quanto saranno più lontani dal punto in cui arriva il sangue. Perciò si possono
individuare 3 zone:
1. nella zona 1, quella più centrale, in vicinanza dello spazio portale, gli epatociti sono giovani e sani,
perciò svolgono funzioni sintetiche;
2. la zona 2 è la zona intermedia;

8 / 11
3. nella zona 3, vicino alla vena lobulare, gli epatociti ricevono un minor apporto di sangue arterioso,
quindi risulteranno più deboli o invecchiati; le loro principali funzioni sono di tipo metabolico(ad
esempio, in questa zona avviene il metabolismo dei farmaci).
Da un punto di vista funzionale, l’acino di Rappaport è il più indicato nella descrizione del lobulo epatico.

Immagine: tre tipologie differenti di lobulo

Gli epatociti presentano un polo vascolare, rivolto verso la componente sanguigna, e un polo biliare, rivolto
verso il canalicolo biliare.
I canalicoli biliari non hanno una parete propria, in quanto sono delimitati solamente dalla membrana
dell’epatocita. Infatti, due epatociti in vicinanza, tenuti insieme da gap junctions, vanno a delimitare con le
rispettive pareti delle strutture cave dove viene secreta la bile, che sono proprio i canalicoli. Invece, i dotti
biliari, che si trovano a livello dello spazio portale, presentano la parete.

Riassumendo, al microscopio si osservano le seguenti strutture:


• esternamente la capsula del Glisson, da cui partono i setti stromali;
• internamente alla capsula fibrosa il parenchima, in cui si riconoscono dei lobuli (classici), costituiti
da lamine di epatocitidisposti a raggiera attorno a una struttura centrale, che è la vena centro-
lobulare; ai vertici si trova lo spazio portale, con arteria epatica, vena epatica e dotto biliare.
Queste ultime tre strutture, ossia i vasi e il dotto, sono distinguibili a microscopio:
• l’arteria ha lume pervio, con un’apertura all’incirca circolare, e presenta una parete con componente
muscolareben sviluppata, perciò risulta più fucsia rispetto alla vena;
• la vena ha una paretemeno strutturata (perché la tonaca media è meno rappresentata), quindi il lume
del vaso può presentarsi schiacciato oppure con un’apertura non circolare, nel caso in cui sia pervio;
• il dotto biliare ha un’apertura circolare e si distingue dall’arteria perché presenta una parete con
cellule cubiche, che presentano un nucleo voluminoso centrale e sonointensamente colorate in viola.

9 / 11
PANCREAS
Il pancreas è un’altra ghiandola voluminosa del nostro corpo, annessa al duodeno, che viene definita
anficrina, perché ha una componente esocrina e una endocrina.È un organo parenchimatoso, avvolto da una
capsula connettivale, da cui partono setti stromali che dividono il parenchima.

La componente esocrina del pancreas è sierosa, quindi risulta intensamente colorata in fucsia. All’interno
della componente sierosa si trovano dotti intralobulari, il cui lume è delimitato da un epitelio cubico. A
livello del setto stromale, invece, si possono trovare dotti interlobulari, il cui lume è delimitato da un
epitelio più cilindrico. I dotti, soprattutto gli intralobulari, sono scarsi: ciò è utile per la diagnosi
differenziale, in quanto la ghiandola parotide, invece, presenta numerosi dotti intralobulari.

Immersi nella componente esocrina si trovano gruppetti di cellule meno intensamente colorate in fucsia, con
forma all’incirca poliedrica, che costituiscono la componente endocrina del pancreas. Tali gruppi di cellule
sono detti isole del Langerhans e sono importanti per il metabolismo degli zuccheri.

GHIANDOLA SOTTOMANDIBOALRE
La ghiandola sottomandibolare è un organo parenchimatoso, avvolto da una capsula connettivale, da cui
partono setti stromali che dividono il parenchima in lobi e lobuli.Si tratta di una ghiandola di tipo tubulo-
acinoso, a secrezione mista, che presenta pertanto una componente ghiandolare sierosa e una mucosa.

Anche nella ghiandola sottomandibolare si individuano dotti intralobulari e interlobari, che presentano
lestesse caratteristiche di quelli del pancreas. La ghiandola sottomandibolare si distingue facilmente dal
pancreas per il fatto di essere mista, a differenza del pancreas che è una ghiandola sierosa pura.

Si individuano, inoltre, delle strutture dette semilune del Giannuzzi (o adenomeri misti). Ciò che si osserva
è la presenza una componente sierosa che va a costituire una sorta di cappuccio, che avvolge delle cellule
mucose disposte al centro, in modo da formare una mezzaluna (è come se la componente mucosa che si trova
centralmente venisse incapsulata dalla componente sierosa esterna). Queste strutture sono elementi
importanti per fare diagnosi differenziale.

Perciò, in un preparato colorato con ematossilina-eosina si osservano:


• adenomeri sierosi, colorati intensamente in fucsia;
• adenomerimucosi, scarsamente colorati;
• adenomeri misti (semilune del Giannuzzi).

10 / 11
GHIANDOLA PAROTIDE
La parotide è un organo parenchimatoso, avvolto da una capsula connettivale, dalla quale partono dei setti
stromali che dividono il parenchima in lobuli. È una ghiandola acinosa composta, a secrezione sierosa.

Poiché la parotide è puramente sierosa, nei preparati presenta una colorazione omogenea fucsia.

Ha la peculiarità di presentare numerosi dotti intralobulari, delimitati da un epitelio cubico. Inoltre, a


livello dei setti stromali si identificano dei dotti interlobulari, delimitati da un epitelio cilindrico.

Per la diagnosi differenziale con l’altra ghiandola sierosa, ossia il pancreas, è importante notare chei dotti
intralobulari sono presenti in numero molto maggiore nella parotide, mentre non si trovano le isole del
Langerhans, tipiche del pancreas.

11 / 11