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ISTOLOGIA

La cellula eucariotica è l'unità morfologica e fisiologica fondamentale degli organismi viventi, animali e vegetali.
La cellula eucariotica è avvolta da una membrana plasmatica che ne delimita la circonferenza e fa da barriera.
All'interno della cellula è presente un nucleo che contiene il DNA e una serie di organelli con varie funzioni.

La cellula eucariotica ha varie funzioni:


• nutrimento
• riproduzione
• respirazione
• accrescimento
• capacità di sintesi
• movimento
• reattività agli stimoli

Le cellule hanno una morfologia differente tra loro, e spesso questo significa una diversa funzione.

Ematossilina / Eosina
Sono sostanze utilizzate per evidenziare dei tessuti.
• Ematossilina è una base che si lega alle componenti acide e le colora in blu: RNA, DNA, sostanza
fondamentale della cartilagine e mucina delle ghiandole esocrine.
• Eosina è un acido che si lega alle componenti basiche e le colora in rosa: proteine del citoplasma, fibre
collagene.

TESSUTO EPITELIALE

Le cellule di questo tessuto hanno caratteristiche comuni:


• Si trovano a stretto contatto le une con le altre, infatti c'è poco spazio intercellulare e poca matrice
intercellulare
• Presenza di una lamina basale che separa il tessuto epiteliale dal tessuto connettivo
• Sono polarizzate, ovvero presentano 2 superfici distinte: una verso la lamina basale sottostante, l'altra verso la
zona apicale superiore.
• Presenza di complessi giunzionali che permettono la compattezza del tessuto, impedendo alle cellule di non
allontanarsi.
• Presenza di molecole di adesione
• Capacità rigenerative (es. pelle)
• Tessuto epiteliale NON è vascolarizzato. Tutto ciò che è importante per la sua fisiologia dipende dal connettivo
sottostante.

Possiamo classificare 3 diversi tipi di epitelio:


1. Di rivestimento = cellule organizzate in lamine che delimitano le superfici interne ed esterne dell'organismo.
2. Ghiandolare = cellule specializzate nella secrezione e nel rilascio di sostanze prodotte dalle cellule stesse.
3. Sensoriale = cellule intercalate tra epiteli di rivestimento, intervengono nella reazione a stimoli.

Il tessuto epiteliale ha diverse funzioni:


• Protezione
• Assorbimento
• Secrezione
• Regolazione della permeabilità
• Trasporto transcellulare
• Sensibilità

POLARITA'
Le cellule epiteliali sono polarizzate, possiamo riconoscerne 3 superfici: basale, apicale, laterale.
Per ogni superficie ci sono delle specializzazioni:

• Specializzazioni della superficie apicale


1. Microvilli. Sono delle estroflessioni della membrana citoplasmatica con una struttura di tipo proteico che fa da
sostegno (scheletro di actina).
Hanno lo scopo di aumentale la superficie di assorbimento, sono presenti per esempio nell'intestino.
Sono formati da microfilamenti di actina. Tanti microfilamenti si organizzano e, tenuti insieme da proteine di
ancoraggio, formano un microvillo.
Hanno una struttura formata da molte subunità che permettono così al filamento di allungarsi e restringersi.
Il microvillo non è dotato di movimento.
2. Ciglia. Sono delle estroflessioni della membrana citoplasmatica, sono più grandi dei microvilli ed hanno uno
scheletro formato da microtubuli organizzati.
L'unità fondamentale dei microtubuli è la proteina Tubulina. Esiste α-tubulina e β-tubulina.
Un microtubulo è formato da eterodimeri di α e β-tubulina che associati formano un protofilamento. 13
protofilamenti formano un microtubulo( A perchè completo), con forma di un cilindro cavo.
Al microtubulo A si affianca un microtubulo B (incompleto, formato da 10/11 protofilamenti). 9 di queste
coppie A-B si distribuiscono lungo una circonferenza e costituiscono il nucleo centrale di un assonema.
In questi assonemi sono presenti delle proteine con funzione connettiva e strutturale: le nexine tengono unite le
9 coppie di microtubuli A-B, mentre le dineine si dispongono a raggera, connettendo le 9 coppie alla
membrana che circonda l'assonema.
Il classico movimento a frusta delle ciglia è dato dalla dineina. Che partendo da una coppia A si aggancia ad
una coppia B e si ha uno scivolamento reciproco delle coppie adiacenti. Questo meccanismo è energia
dipendente.

• Specializzazioni della superficie laterale


1. Giunzioni. Possono essere:
-Occludenti : Sono formate da proteine transmembrana e proteine citoplasmatiche di ancoraggio che legano
l'actina del citoscheletro. Impediscono il passaggio di materiali.
Abbondano nell'epitelio intestinale e nell'urotelio.
-Aderenti : Mantengono le cellule ben salde tra di loro. Possono essere
_Fasce aderenti : seguono e saldano tutto il perimetro. Sono presenti E-Caderine che con la sua
porzione intracellulare prende contatto con la proteina Catenina, poi con la
Vinculina e poi con l'Actina.
_Desmosomi : hanno una struttura a placca, che non segue tutto il perimetro. Sono abbondanti
nello strato spinoso dell'epidermide, nell'epitelio delle vie respiratorie, nell'apparato
gastro intestinale e nel tessuto cardiaco. Si lega ai tonofilamenti di citocheratina
tramite la placca di adesione (composta da desmoplachina e placoglobina) che
prende anche contatto con le caderine (desmocolline e desmogleine).
-Comunicanti : sono strutture formate da Connessine (canali proteici). Tante connessine formano un
Connessone. Quando 2 connessoni di 2 cellule adiacenti si allineano, si forma un canale
in grado di unire il citoplasma delle 2 cellule. Questo allineamento può essere stabilito o
smontato, in modo da poter regolare il passaggio di materiale.

• Specializzazione della superficie basale


Queste specializzazioni hanno funzioni di sostegno e regolazione degli scambi nutritivi tra epitelio e
connettivo.
1. Pieghe della superficie basale. Sono introflessioni che creano compartimenti che ospitano mitocondri.
2. Emidesmosomi. (metà desmosoma) Garantiscono l'adesione tra la porzione basale (della membrana) e
l'epitelio, e conferiscono resistenza alla trazione.

MEMBRANA BASALE

È una struttura acellulare che separa il tessuto epiteliale dal tessuto connettivo sottostante.
È ricca di macromolecole della matrice e svolge una funzione di supporto e di barriera selettiva.
È composta da:
• Lamina basale. Divisa in: lamina lucida (che contiene glicoproteine) e lamina densa (che contiene collagene).
• Lamina reticolare. Zona ricca di fibre collagene 1 e 3.

EPITELI DI RIVESTIMENTO CLASSIFICAZIONE


Gli epiteli rivestono le superfici interne ed esterne del corpo
Si classificano in base al numero ed alla forma delle cellule che li compongono.

• Epiteli semplici
1. Pavimentoso semplice = Costituito da un singolo strato di cellule appiattite. Ha la funzione di controllare la
permeabilità (trasporto fluidi e scambi gassosi).
Costituisce interno dei vasi sanguigni (endotelio), rivestimento cavità pleurica,
peritoneale e pericardica (mesotelio).

2. Cubico semplice = Costituito da un singolo strato di cellule di aspetto cuboide. Ha funzioni di secrezione e
assorbimento. Riveste i dotti escretori delle ghiandole esocrine.

3. Cilindrico semplice = Costituito da cellule molto più alte che larghe. Si divide in ciliato e non ciliato.
-Ciliato = presente a livello delle tube ovariche e dell'utero.
-Non ciliato = presente nell'intestino tenue e nei dotti ghiandolari.

• Epiteli composti = costituiti da 2 o + strati di cellule. Solo lo strato più basso poggia sulla membrana basale.
Si dividono in base alla forma delle cellule superficiali.
1. Pavimentoso stratificato = Ha funzione di protezione da agenti patogeni, sostanze chimiche o abrasioni.
Si divide in non cheratinizzato e cheratinizzato.
-Non ch = cellule non ricche di cheratina e non perdono il nucleo. Presente
nell'esofago, nella vagina e nel retto.
-Cherat = cellule ricche di cheratina e prive di nucleo. Presente nell'epidermide.

2. Cubico stratificato = Costituito da più strati di cellule di forma cuboide. Presente nei dotti delle ghiandole
sudoripare.

3. Cilindrico stratificato = Costituito da cellule poliedriche negli strati profondi e cellule cuboidali negli strati
superficiali. Presente in laringe faringe e dotti mammari.

• Epiteli pseudo-stratificati = Costituito da 1 strato di cellule con altezza diversa che poggiano sulla membrana
basale. Solamente alcune raggiungono la porzione apicale: per questo sembra un
epitelio composto.
Funzione di protezione, assorbimento e secrezione.
1. Ciliato = presente nelle mucose delle vie respiratorie (laringe faringe trachea et.)
2. Non Ci = presente nelle vie spermatiche, in parti dell'uretra maschile e femminile.

• Epitelio di transizione = è un epitelio composto. Lo strato superficiale è composto da cellule cupoliformi.


La forma delle cellule varia a seconda dello stato funzionale dell'organo.
Riveste la vesciva e l'uretere.

• Cute (o pelle) = è formata da una componente esterna (epidermide, struttura epiteliale) ed una interna
(derma, struttura connettiva) e sono separate dalla membrana basale.
Sono presenti annessi cutanei come unghie, peli e ghiandole.
Ha funzioni di protezione, regolazione termica, assorbimento, recezione sensoriale, secrezione

Epidermide = Possiede grandi capacità rigenerative.


È composta da 4 diversi strati (basale spinoso granuloso corneo). Le cellule dell'epidermide
impiegano circa 15/30 giorni a rigenerarsi completamente (passando da uno strato all'altro).
Sono presenti 4 tipi cellulari diversi:
-Cheratinociti
-Melanociti = producono il pigmento melanina
-Cellule di Langherans = implicate nella risposta immunitaria
-Cellule di Merckel = meccanorecettori

EPITELI GHIANDOLARI

Esistono 2 tipi di ghiandole:


• Endocrine = secernono il loro secreto all'interno dei vasi sanguigni.
• Esocrine = secernono il loro secreto verso l'esterno del corpo o in dotti collegati con l'esterno.
Sviluppo embrionale delle ghiandole:

Dall'epitelio di rivestimento le cellule epiteliali proliferano e penetrano nel tessuto connettivo sottostante. Esse possono
rimanere o non rimanere in contatto con l'epitelio d'origine.
• Quando il contatto è conservato si formano le ghiandole esocrine munite di dotto escretore
• Quando il contatto non c'è si formano le ghiandole endocrine, prive di dotto escretore.

La porzione secernente di una ghiandola si chiama adenomero.


Il complesso dotto escretore + adenomero = parenchima
Il tessuto connettivo di sostegno della ghiandola si chiama stroma.

CLASSIFICAZIONE GHIANDOLE ESOCRINE

• Per numero di cellule secernenti


-unicellulari
-multicelluari
• Ramificazioni dei dotto escretori
-semplici
-ramificate
-composte
• Forma degli adenomeri
-tubulari
-alveolari
-acinosi
• Tipo di secreto
-mucose
-sierose
-miste
• Meccanismo di secrezione
-merocrine
-apocrine
-olocrine
-eccrine

-Tipo di secreto
• Mucose = (es ghiandole salivari e cellule calciformi). Secernono mucina. Hanno un RER poco sviluppato
situato alla base, mentre un Apparato di Golgi molto sviluppato nella regione sovranucleare.
• Sierose = (es pancreas e ghiandole lacrimali). Secernono un fluido acquoso ricco di enzimi. Hanno cellule di
forma poliedrica o piramidale. RER basale abbondante e Golgi apicale.
• Miste = (es sottomandibolare e sottolinguale). Hanno un adenomero formato in parte da cellule che producono
un secreto mucoso, e da altre che producono un secreto sieroso.

-Meccanismi di secrezione ghiandolare


• Merocrina = (ghiandole salivari). Producono il secreto all'interno della cellula. Dopo essere stato sintetizzato
dal Golgi, viene rilasciato in delle vescicole di esocitosi. Queste si fondono in zona apicale con la
membrana plasmatica e rilasciano il loro contenuto all'esterno.
• Apocrina = (ghiandola mammaria). Il secreto è prodotto ed accumulato all'interno della cellula dentro a delle
vescicole. Al momento del rilascio, tutta la parte apicale della cellula contenente il secreto si
stacca e va a costituire il secreto della ghiandola.
• Olocrina = (ghiandole sebacee). La cellula accumula il secreto al suo interno. “Scoppiando” rilascia il
contenuto.
• Eccrina = (ghiandole sudoripare e gastriche). Il materiale viene esocitato (esocitosi semplice) senza che prima
sia venga accumulato all'interno della cellula.

TESSUTO CONNETTIVO

Tutti i tessuti connettivi derivano dal mesoderma.

Tessuto connettivo embrionale può essere:


• Mesenchimale = deriva dal mesoderma, presente durante vita embrionale, costituito da cellule mesenchimali
immerse in una matrice gelatinosa con scarse fibre reticolari.
• Mucoso = Molto diffuso nell'embrione, pochissimo nell'adulto (cordone ombelicale), costituito da cellule
mesenchimali immerse in una matrice gelatinosa (acido ialuronica) con scarse fibre collagene 1 e 3.

FUNZIONI TESSUTO CONNETTIVO


• Supporto strutturale
• Medium per scambi metabolici tra cellule e sangue
• Processi di protezione organismo
• Sviluppo e omeostasi di tessuti adiacenti
• Deposito di grassi

TESSUTO CONNETTIVO PROPRIAMENTE DETTO

Può essere:
• Lasso = le fibre creano una rete aperta
• Denso = le fibre sono strettamente impacchettate

È costituito da alcune cellule fisse ed altre cellule migranti.


Esse sono immerse in una matrice extracellulare abbondante, formata da:
• Fibre = possono essere:
-Collagene = conferiscono resistenza alla flessione ma non sono estendibili. 3 catene polipeptidiche si
associano a formare un tropocollagene. Più molecole di tropocollagene si associano e formano una fibrilla.
Più fibrille formano una fibra collagene.

-Reticolari = sono formate da collagene di tipo 3. Abbondano nelle pareti dei vasi sanguigni e nel tessuto
adiposo.

-Elastiche = sono costituite da elastina e fibrillina. Hanno la caratteristica dell'estendibilità. Le molecole di


elastina sono legate da legami covalenti. Quando una si allunga, la struttura si estende. Abbondano nella tonaca
elastica delle arterie e nei tendini.

• Sostanza fondamentale = è una matrice amorfa simile ad un gel. È una soluzione acquosa composta da
complessi macromolecolari facilmente idratabili, resistenti a pressione e compressione. Sono contenuti
glicosaminoglicani, proteoglicani e glicoproteine.

COMPONENTE CELLULARE DEL CONNETTIVO PRORPIAMENTE DETTO

• Cellule fisse =
-Fibroblasti : responsabili della sintesi della matrice extracellulare (se quiescenti fibrociti). RER sviluppato e
molti mitocondri.
- Adipociti
-Periciti : hanno una forma che gli permette di abbracciare i vasi sanguigni e capillari contenuti nel connettivo.
Sono ricchi di proteine contrattili, così possono controllare il flusso sanguigno modificando il
calibro dei vasi a cui sono associati.

• Cellule migranti = Plasmacellule, Linfociti, Neutrofili, Eosinofili, Basofili, Monociti, Macrofagi, Mastociti.
La maggior parte di esse origina nel midollo osseo e passa nel sistema circolatorio.
In seguito a vari stimoli passano dal sangue al connettivo, dove si specializzano.

-Istiociti : derivano dai Monociti. Sono capaci di fagocitosi. Sono ricchi di lisosomi (che contengono enzimi
per la degradazione dei corpi estranei). Hanno quindi un ruolo di difesa, essendo in grado di
eliminare corpi estranei e produrre sostanze antibatteriche.

-Mastociti : derivano dalle cellule staminali del midollo osseo. Sono presenti numerosi granuli basofili
che accumulano eparina e istamina (importanti per risposte allergiche). Contengono corpi
lipidici (per l'accumulo di acido arachidonico, precursore per la produzione di leucrotieni
che inducono contrazione muscolare). In seguito a stimolazione del mastocita, si ha una
degranulazione massiva e una rilascio di eparina e istamina, con produzione di leucotrieni

-Plasmacellule : hanno citoplasma basofilo e nucleo eccentrico. Hanno RER e Golgi molto abbondanti.
Producono anticorpi.

CLASSIFICAZIONE TESSUTO CONNETTIVO PROPRIAMENTE DETTO

• Lasso = è flessibile e plastico. Abbondanza di sostanza fondamentale che prevale su cellule e fibre.
Ha funzione di sostegno e protezione, trofica, riparazione.

• Reticolare = è un connettivo lasso ricco di fibre reticolari (collagene 3) e fibroblasti. È presente nel fegato,
nel midollo osseo e nei linfonodi.

• Denso = può essere:


-Irregolare = resistente a sollecitazioni meccaniche. Prevalenza della componente fibrosa, disposta
irregolarmente. Si trova nel derma e nelle guaine dei tendini.
-Regolare = resistente alla trazione. Le fibre collagene sono disposte parallelamente.
Si trova nei tendini e nei legamenti.

• Elastico = è un connettivo denso con abbondanza di fibre elastiche. Stabilizza la posizione delle vertebre,
ammortizza i traumi, permette espansione e contrazione delle arterie elastiche.
Si trova nei legamenti gialli delle vertebre e nelle pareti di vene e arterie.

TESSUTO ADIPOSO
Funzioni:
• Sintetizzare e immagazzinare lipidi (trigliceridi).
• Riserva energetica (lipidi conservati possono essere liberati nel sangue per la produzione di energia.

Ci sono 2 tipi di tessuto adiposo:

• Uniloculare (grasso bianco) = cellule adipose uniloculare, se isolate hanno forma sferica. Quando sono
raggruppate tendono ad avere forma poligonale.
Presente soprattutto nel connettivo sottocutaneo di tutto il corpo e all'interno
della cavità addominale.
Funzione di deposito energetico, isolamento termico e protezione organi vitali.

• Multiloculare (grasso bruno) = cellule adipose multiloculari più piccole rispetto a quelle uniloculari.
Si presentano come numerose goccioline lipidiche citoplasmatiche.
È molto vascolarizzato e molto innervato.
Mitocondri abbondanti per la produzione di calore.
Questo tessuto è abbondante nel feto e nel neonato. Permano in quantità
ridotta a livello del mediastino, ghiandole surrenali, collo, aorta.
Non si formano nuovi depositi nella vita post-natale.

TESSUTO CARTILAGINEO ED OSSEO

Sono strettamente correlati tra di loro. Le cellule di questi tessuti sono specializzate nella sintesi e secrezione della
matrice extracellulare all'interno della quale rimangono poi intrappolate.

CARTILAGINEO.

È costituito da cellule, i condrociti, immerse in delle lacune, e immerse nella matrice extracellulare da loro prodotta.
Caratteristiche di questo tessuto sono la flessibilità, l'elasticità e la levigatezza.
Non è vascolarizzato e non contiene nervi.
È circondato da un connettivo denso detto pericondrio, che è vascolarizzato. Ha funzione trofica per la cartilagine.
Ha una scarsa capacità rigenerativa. In caso di danno probabilmente non si riparerà.

Nell'embrione e nel feto lo scheletro è costituito da cartilagine.


Nell'accrescimento post-natale troveremo tessuto cartilagineo di accrescimento tra l'epifisi e la diafisi delle ossa lunghe,
in grado di aumentare di volume e dimensione consentendo l'allungamento delle ossa lunghe.

Nell'adulto compone le superfici articolari, lo scheletro di sostegno dell'orecchio, l'esterno del naso, della laringe della
trachea e dei bronchi, dischi intervertebrali e sinfisi pubica.

Sono presenti 3 tipi di cartilagine:


• Ialina
• Elastica
• Fibrocartilagine

IALINA

È la cartilagine più abbondante nell'organismo. Ha un' aspetto traslucido e costituisce l'abbozzo scheletrico durante la
vita pre-natale.
Forma la cartilagine nasale, delle vie respiratorie, cartilagine costale, cartilagine articolare.

È costituita da una matrice extracellulare abbondante con aspetto di gel compatto.


La componente fibrosa è formata prevalentemente da collagene 2 non organizzato.
La sostanza fondamentale ricca di acqua nella quale sono immersi complessi molecolari (proteoglicani) che
conferiscono al tessuto resistenza alla compressione e conferiscono aspetto levigato.
È in grado quindi di dare un sostegno rigido ma flessibile, e in più riduce l'attrito tra 2 superfici ossee.

La cartilagine ialina è ricoperta da una membrana vascolarizzata ed innervata chiamata pericondrio, dal quale si
diffondono le sostanze di nutrizione che devono arrivare alle cellule (funzione trofica).
Sotto di esso sono presenti le lacune, immerse nella matrice extracellulare, dentro alle quali sono contenuti i condrociti
raggruppati a piccoli gruppi (gruppi isogeni, la cui formazione è dovuta a come il tessuto è sintetizzato). Le cellule che
fanno parte dello stesso gruppo isogeno originano tutte dalla stessa cellula.
Avvicinandoci alle lacune troviamo una matrice definita territoriale, allontanandoci la matrice si chiama interterritoriale.

CONDROISTOGENESI (sviluppo della cartilagine)

Lo sviluppo della cartilagine e del pericondrio origina da delle cellule mesenchimali che secernono una matrice
metacromatica ialina e collagene. Con l'aumentare di questa sostanza, le cellule che inizialmente erano vicine le une alle
altre si allontanano, rimanendo incluse nella matrice da loro stesse prodotta, all'interno delle lacune.
Quando l'attività del condroblasto, ormai circondato da matrice, diminuisce, la cellula prende il nome di condrocita.
I due termini quindi identificano lo stesso tipo cellulare ma in fasi diverse di attività.

ACCRESCIMENTO DELLA CARTILAGINE

L'accrescimento avviene in 2 modi distinti:


1. Crescita per apposizione = avviene alla periferia della cartilagine. Delle cellule condroprogenitrici si
differenziano in condroblasti che elaborano un nuovo strato di sostanza interstiziale
cartilaginea attorno a quello formato in precedenza.
2. Accrescimento interstiziale = cellule cartilaginee già differenziate si dividono ripetutamente dando origine a
una nuova progenie di cellule che deposita nuova sostanza intercellulare. La
nuova progenie forma i gruppi isogeni.
CARTILAGINE ELASTICA.

È caratterizzata dalla presenza di abbondanti fibre elastiche (che conferiscono anche colorito giallo) sia a livello del
pericondrio che della matrice.
Queste fibre conferiscono ottima flessibilità ed elasticità.
Non sono contenuti molti proteoglicani.
Nell'adulto è presente nel padiglione auricolare, nel meato uditivo esterno, nella tuba uditiva e nell'epiglottide.
Garantisce sostegno supportando le deformazioni senza danno.

CARTILAGINE FIBROSA (O FIBROCARTILAGINE).

È priva di pericondrio.
È caratterizzata da da grossi fasci fibrosi di collagene 1 immersi in scarsa matrice cartilaginea.
I condrociti si organizzano in file parallele situate tra i fasci fibrosi di collagene 1.
È presente nei dischi intervertebrali, nella sinfisi pubica, nei menischi articolari e nelle inserzioni dei tendini sulle ossa.
Garantisce resistenza alla trazione e limita i movimenti reciproci.

TESSUTO OSSEO

Il tessuto osseo è costituito da abbondante matrice extracellulare dove sono localizzati gli osteociti.
Caratteristica fondamentale di questa matrice è la sua mineralizzazione, che le conferisce un aspetto duro.
Infatti la matrice è composta da una componente fibrosa (collagene 1), una componente amorfa (glicoprot e proteoglic)
e una componente inorganica (cristalli di idrossiapatite).

Le funzioni di questo tessuto sono di:


• Sostegno e protezione di molti organi
• Riserva di sali minerali (calcio immagazzinato al 99% qui)
• Leva per i muscoli
• Ospita il midollo osseo, tessuto emopoietico

Nella matrice extracellualare è immersa la componente cellulare dell'osso.


4 tipi di cellule:
1. Osteoprogenitrici
2. Osteoblasti
3. Osteociti
4. Osteoclasti

È presente una struttura chiamata periostio (membrana connettivale) che avvolge l'osso. È ricca di vasi (funzione
trofica) e non è presente a livello delle articolazioni e nelle zone di inserzione di muscoli e tendini.
È presente anche l'endostio, uno strato di cellule con proprietà osteoprogenitrici che riveste le superfici interne dell'osso.

CELLULE OSTEOPROGENITRICI

Sono cellule di origine mesenchimale situate a livello del periostio e dell'endostio. Non sono morfologicamente
distinguibili dai fibroblasti, ma in risposta a determinati stimoli (es. nella riparazione di una frattura) possono
differenziarsi in osteoblasti pienamente funzionanti.

OSTEOBLASTI

Derivano dalle cellule osteoprogenitrici.


Sono localizzati a livello della superficie dell'osso e appaiono come cellule cuboidali con citoplasma basofilo che
formano lamine cubiche o cilindriche.
Sintetizzano la parte organica della matrice e regolano la mineralizzazione di quella inorganica.
Presenta una forte attività fosfatasica alcalina.
Hanno dei recettori per l'ormone paratiroideo (determina l'aumento di concentrazione di calcio nel sangue).

OSTEOCITI
Sono le cellule più numerose nell'osso. Sono le cellule matura dell'osso.
Si tratta di ex osteoblasti che, una vola sintetizzata e secreta la matrice ossea, rimangono intrappolati nell'interno delle
lacune e diventano cellule quiescenti.
Hanno un corpo cellulare appiattito dal quale si dipartono numerosi canalicoli attraverso i quali gli osteociti rimangono
in contatto tra di loro e riescono a scambiarsi ioni e molecole.
Se necessario, una volta liberati dalle loro lacune, possono ritrasformarsi in osteoblasti e riprendere l'attività sintetica.

OSTEOCLASTI

Derivano da cellule progenitrici del monocita-macrofago.


Sono cellule giganti multinucleate dotate di attività erosiva verso la matrice ossea.
Sono accolti in delle fossette da essi stessi scavate chiamate lacune di Howship.
La superficie dell'osteoclasto rivolta verso questa lacuna presenta il caratteristico orletto striato.
È in grado di acidificare la zona a lui sottostante mediante delle pompe protoniche contenute nell'orletto, favorendo così
la degradazione della matrice ossea. I minerali passano nell'osteoclasta e vengono rilasciati nei capillari.
Gli osteoclasti liberano enzimi lisosomiali che degradano la matrice. I prodotti della degradazione vengono
internalizzati dalla cellula per un'ulterariore degradazione e per essere poi riversati nel sangue.

ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE TESSUTO OSSEO

• Lamellare = cellule e sostanza extracellulare organizzate in lamelle. In ogni lamella le fibre collagene sono
parallele tra loro e orientate nella stessa direzione, ma in direzione diversa rispetto alla lamella
contigua. In base alla disposizione delle lamelle si distinguono:

-lamellare compatto = Forma i tavolati delle ossa piatte, strato superficiale delle ossa corte.
l'osso maturo è organizzato in lamelle concentriche o parallele che rappresentano l'unità
strutturale del tessuto. Ogni lamella è costituita da tot n° di osteociti e matrice extracellu.
Le lamelle circondano con strati multipli i canali di Havers, formando con essi delle
strutture cilindriche chiamate osteoni (o sistemi di Havers). L'osteone appare quindi
come una serie di anelli concentrici disposti intorno ad un foro centrale.
Gli spazi interposti tra gli osteoni sono riempiti dai sistemi interstiziali: residui di
osteoni preesistenti. L'osso compatto è nutrito da vasi sanguigni che penetrano
nell'osso attraverso i canali di Volkmann, che proseguiranno poi nei canali di Havers.

-lamellare spugnoso = Forma le ossa brevi, epifisi delle ossa lunghe, diploe delle ossa piatte.
È fatto da trabecole ramificate tra loro per formare un'impalcatura tridimensionale.
Le trabecole sono separate da ampie cavità. In queste cavità (midollari) è contenuto
il midollo osseo rosso, con funzioni emopoietiche, e midollo giallo.

• Non lamellare = Costituisce lo scheletro embrionale e il tessuto osseo deposto inizialmente nelle fratture.
Contiene matrice mineralizzata e possiede lacune contenenti cellule disposte irregolarmente
ed ha fibre collagene disposte in modo intrecciato.

OSTEOGENESI

L'osso origina sempre da un tessuto connettivo embrionale (mesenchima) preesistente, le cui cellule proliferano e si
addensano.
Esistono 2 tipi di osteogenesi:
1. Intramembranosa (o diretta) = l'osso si forma direttamente dal tessuto connettivo primitivo per differenziazion
delle cellule mesenchimali in osteoblasti.
(ossa piatte della volta cranica, mandibola, mascella).
2. Endocondrale (o indiretta) = l'osso è preceduto da un modello cartilagineo (ialina) che viene sostituito da
tessuto osseo.
(ossa della base cranica, vertebre, bacino, arti).
-INTRAMEMBRANOSA

È tipica delle ossa piatte (della volta del cranio, ossa della faccia, della clavicola).

-ENDOCONDRALE

È tipica della maggior parte delle ossa lunghe e delle ossa corte (ossa colonna vertebrale, ossa del bacino, ossa degli
arti).

Sostituzione di un abbozzo cartilagineo =


I centri primari (diafisari) di ossificazione endocondrale compaiono entro la fine del 3° mese di vita intrauterina.
I centri secondari (epifisari) di ossificazione endocondrale compaiono dal 9° mese di vita intrauterina.

CARTILAGINE DI CONIUGAZIONE

La cartilagine di coniugazione è la responsabile dell'allungamento delle ossa durante lo sviluppo. Si tratta di una zona
dell'osso lungo che, una volta concluso lo sviluppo, rimane formato da cartilagine.
Si riconoscono 2 lati:
1. Lato epifisario = qui avviene accrescimento interstiziale della cartilagine.
2. Lato diafisario = qui avviene l'ossificazione. Allungamento della diafisi fino alla chiusura dell'epifisi.

Alcuni importanti ormoni regolano questo processo:


es. somatotropina (ormone della crescita). Se si ha un eccesso di somatotropina in un individuo che ha già concluso il
suo accrescimento osseo, si verificherà acromegalia, ovvero eccessiva deposizione ossea che provoca deformazione.

RUOLO DELL'OSSO NEL METABOLISMO DEL CALCIO

Lo scheletro rappresenta un grande serbatoio di calcio che può essere mobilizzato in caso di necessità (calcio spostato
dall'osso tramite il sangue per raggiungere le zone in cui è richiesto).
Questo movimento comporta una degradazione dell'osso.
Il calcio è importante per la contrazione muscolare, la coagulazione, la conduzione dell'impulso nervoso.

RIMODELLAMENTO OSSEO

Si basa sull'equilibrio dinamico tra il riassorbimento osseo da parte degli osteoclasti e la produzione di nuovo osso da
parte degli osteoblasti. Questo processo non avviene solamente durante lo sviluppo, ma continua per tutta la vita.

RIPARAZIONE FRATTURE

Una frattura comporta la distruzione della matrice, la morte delle cellule, la lacerazione del periostio ed endostio e la
rottura dei vasi.
Si susseguono diversi step:
-Costituzione di un callo cartilagineo che collega temporaneamente i monconi.
-Sostituzione del callo cartilagineo con tessuto osteogenico prodotto dal periostio.
-Produzione di un eccesso di tessuto osseo scarsamente organizzato (callo osseo).
-Riassorbimento del callo osseo (osteoclasti) e sostituzione con osso compatto.

SANGUE

Il sangue è un particolare tipo di tessuto connettivo.


È costituito da una componente corpuscolata sospesa in una componente liquida.
Il sangue possiede le proprietà di un fluido che circola all'interno di un sistema chiuso (apparato circolatorio).
La componente fluida del sangue è il plasma, composto al 90% da acqua.

Funzioni del sangue:


• Trasporto delle sostanze nutritive ai tessuti
• Trasporto delle sostanze di scarto (CO2) prodotte
• Trasporto di ormoni ed altre molecole regolatrici
• Trasporto delle cellule implicate nei processi di difesa
• Termoregolazione

La componente corpulare del sangue è composta da:


• Eritrociti (globuli rossi o emazie) = sono le cellule più abbondanti nel sangue. Sono specializzate nel trasporto
dei gas respiratori. Sono privi di nucleo ed organelli citoplasmatici.
Sono discoidali e biconcavi. Hanno una membrana plasmatica
molto deformabile. Ci sono antigeni che determinano il gruppo sanguigno.

• Leucociti (globuli bianchi) = sono cellule coinvolte nella difesa dell'organismo da attacchi di agenti esterni.
-immunità aspecifica (innata) = granulociti e monociti
-immunità specifica (acquisita) = linfociti
Sono dotati di mobilità che gli permette di uscire dai vasi sanguigni tramite
un processo chiamato Diapedesi.
I leucociti si differenziano in granulociti (neutrofili, eosinofili, basofili) e agranulociti (linfociti, monociti).
-Neutrofili = combattono le infezioni batteriche con fagocitosi. Hanno molti lisosomi.
-Eosinofili = combattono infezioni da parassiti. Moderano le infiammazioni.
-Basofili = sono legati alle allergie.
-Linfociti = possono essere classificati in linfociti B e T. I linfociti B sono i precursori delle plasmacellule.
I linfociti T cooperano con i B nella risposta anticorporale.
-Monociti = sono tra le cellule più grandi. Dopo aver transitato nel sangue, penetrano nel tessuto e vanno incontro ad
una trasformazione che li rende capaci di fagocitare batteri e residui cellulari.

• Piastrine (trombociti) = sono cellule che derivano dalla frammentazione dei megacariociti. Sono quindi
frammenti cellulari. Sono prive di nucleo. Hanno forma sferica. Contengono diversi
granuli il cui contenuto viene liberato quando le piastrine vengono stimolate.

TESSUTO MUSCOLARE

Si divide in : striato scheletrico, striato cardiaco, liscio.

STRATO SCHELETRICO

Costituisce i muscoli dell'apparato locomotore.


È costituito da fibre muscolari striate scheletriche (processo di fusione tra mioblasti, che costituiscono un sincizio da cui
origina la fibra muscolare).
Ogni fibra è ricoperta da una membrana plasmatica chiamata sarcolemma, a sua volta rivestita da una membrana basale
formata da matrice amorfa glicoproteica e fibre reticolari.
Il sarcoplasma contiene abbondante REL (reticolo sarcoplasmatico), moltissimi mitocondri (perchè serve atp x contraz),
gocce lipidiche e glicogeno (per immagazzinare energia), e mioglobina, una proteina che contiene ferro e permette di
legare ossigeno.

A livello dell'endomisio sono presenti delle cellule satelliti (mononucleate) con caratteristiche di staminalità. In caso di
lesione muscolare, si differenzieranno per dare origini a mioblasti e ricreare il tessuto. Hanno quindi capacità
rigenerativa.

L'unità fondamentale del muscolo è la fibra muscolare. Una fibra è formata da tante miofibrille. Tante fibre si
organizzano in fasci, e tanti fasci formano il muscolo.
Ad avvolgere tutte queste unità c'è una struttura connettivale:
• Endomisio = connettivo ricco di fibre reticolari. Circonda ogni fibra muscolare.
• Perimisio = connettivo poco denso. Circonda ogni fascio muscolare.
• Epimisio = connettivo denso irregolare. Circonda tutto il muscolo.

ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE DELLE MIOFIBRILLE

Presentano una caratteristica striatura trasversale.


Questa è data da una ripetizione regolare di bande scure (A) e bande chiare (I).
Ogni banda A presenta una zona centrale più chiara (banda H) attraversata da una linea scura (linea M).
La banda I invece è attraversata da una linea scura (linea Z) che la divide a metà.
Ogni segmento di miofibrilla che si estende tra due linee Z è chiamato sarcomero.
Il sarcomero è l'unita funzionale e strutturale della miofibrilla.
Ogni sarcomero comprende una banda A e metà banda I.
L'intera banda A è occupata dai filamenti spessi (miosina). I filamenti sottili (actina) partono da ogni linea Z occupando
tutta la banda I e un pezzo della banda A (dove si sovrappongono con filamenti spessi), ma non entrano nella banda H.
Questa disposizione determina la caratteristica striatura delle miofibrille.

FILAMENTO SOTTILE

Il filamento sottile è composto dalla proteina actina e altre due proteine, la tropomiosina e la troponina.
Ogni filamento sottile è formato da due filamenti di f-actina avvolti ad elica uno sull'altro. Ogni filamento di f-actina è
costituito da una catena di subunità di g-actina (globulari) (collana di perle).
A tutto questo si aggiungono le tropomiosine, che si associano testa-coda a formare un filamento continuo che si adagia
lungo i filamenti di f-actina. All'estremità di ogni molecole di tropomiosina si lega una troponina, composta da 3
subunità (T lega troponina a tropomiosina, C lega calcio e troponina, I si lega ad actina per evitare legami con miosina).
Le molecole di troponina si dispongono regolarmente interponendosi tra tropomiosina ed actina.

FILAMENTO SPESSO

Il filamento spesso è composto da tante molecole di miosina.


La miosina è una proteina filamentosa che presenta una parte globulare (testa) disposta verso l'estremità e una parte
allungata (coda).
Oltre alla miosina i filamenti spessi contengono anche proteine non contrattili localizzate nella banda M.
Hanno una funzione strutturale, infatti forniscono una maglia di ancoraggio per i filamenti spessi.

Durante la contrazione, le teste globulari di miosina si attaccano a siti specifici presenti sul filamento sottile di actina.
Questo avviene solamente se la subunità I della troponina deputata al mascheramento del sito specifico si è spostata ed
ha lasciato il sito libero per l'attacco della miosina (tutto questo avviene solo in seguito alla liberazione del calcio).

RETICOLO SARCOPLASMATICO
Il reticolo sarcoplasmatico è un reticolo endoplasmatico liscio altamente specializzato e specifico per la fibra muscolare.
Si tratta di un sistema continuo di tubuli (disposti longitudinalmente) e cisterne (disposte trasversalmente) delimitati da
membrana, che compongono una rete attorno a ciascuna miofibrilla. (i tubuli si dilatano in cisterne).

I tubuli sono orientati lungo l'asse del sarcomero e confluiscono in due cisterne all'altezza della giunzione A-I. Tra due
cisterne adiacenti si interpone un tubulo T (invaginazione della membrana plasmatica).
Esso forma insieme alle 2 cisterne la così detta triade (importante per l'induzione della contrazione muscolare).

Il reticolo sarcoplasmatico contiene un'elevata concentrazione di ioni calcio.


Tenendolo imprigionato la fibra muscolare controlla la contrazione, perchè finchè il calcio rimane intrappolato
all'interno del reticolo sarcoplasmatico, non potrà legarsi alla troponina e liberare il sito di attacco dei filamenti di
attacco, e quindi non si potrà avere la conseguente contrazione muscolare.

Quando il calcio viene liberato dal reticolo sarcoplasmatico e si diffonde all'interno del citoplasma della fibra
muscolare, tutto ciò può avvenire e quindi si avrà la contrazione muscolare.

Finita la contrazione, il calcio verrà recuperato dal reticolo sarcoplasmatico tramite dei trasportatori specifici.

CONTRAZIONE MUSCOLARE

Nel muscolo striato scheletrico è volontaria e controllata dal sistema nervoso.


Serve quindi che ci sia una parte del sistema nervoso che vada ad innervare le fibre muscolari.
Il potenziale d'azione, originato dall'azione di una fibra nervosa che da l'impulso, si propaga sulla membrana della fibra
muscolare e penetra all'interno della fibra grazie ai tubuli T (invaginazioni della membrana).
Avviene una depolarizzazione che determina l'apertura dei canali del calcio delle cisterne del reticolo sarcoplasmatico.

L'area in cui il segnale proveniente dal sistema nervoso passa alla fibra muscolare è la placca motrice (o giunzione
neuro-muscolare). È una zona anatomica costituita da muscolo e sistema nervoso.
La fibra muscolare quindi si contrae in risposta ad un impulso che giunge tramite l'assone di un motoneurone. La zona
di contatto è la sinapsi (placca motoria).
Questa sinapsi è costituita da due parti:
1. appartiene alla terminazione assonica (membrana presinaptica)
2. appartiene alla fibra muscolare (membrana postsinaptica)
Tra le 2 membrane c'è uno spazio intersinaptico.

Il trasferimento del segnale elettrico da membrana a membrana avviene attraverso il rilascio di un neurotrasmettitore,
chiamato acetilcolina.
Acetilcolina viene liberata nello spazio intersinaptico e si lega a dei recettori presenti nella membrana postsinaptica.
Questo provoca l'apertura del canale ionico e la depolarizzazione della membrana sarcoplasmatica. Si diffonderà poi
attraverso i tubuli T causando il rilascio del calcio dalle cisterne.

L'insieme di motoneurone e fibre innervate prende il nome di unità motoria.

DISTROFINA E COSTAMERO

Un ruolo importante è giocato da un insieme di proteine che hanno la funzione importante di connettere la struttura
delle miofibrille all'interno del sarcoplasma con il sarcolemma (membrana).
La contrazione delle miofibrille deve essere coordinata con quella della membrana, perchè se prendono direzioni
opposte si può incorrere in danni e lesioni. È importante che la membrana segua la contrazione delle fibre.

La distrofina connette i filamenti di actina della fibra muscolare con delle proteine transmembrana (sulla membrana
plasmatica), in particolare alfa-beta-distroglicani e alfa-beta-gamma-sarcoglicani. A loro volta si legano con la matrice
extracellulare (con la proteina laminina).

Tutto questo insieme è come se fosse un ponte che connette il citoscheletro (la struttura interna di ciascuna fibra
muscolare) con la matrice extracellulare esterna.
Questo ponte mantiene una sincronia nella contrazione e evita i danni.
Questo insieme di strutture proteiche prende il nome di costamero.
Un'alterazione della struttura della distrofina provoca malattie genetiche : Distrofia muscolare.

RECETTORI INCAPSULATI NEI MUSCOLI E NEI TENDINI

Sono strutture chiamate fuso neuro-muscolare e organo muscolo tendineo di Golgi che sono recettori presenti nel
muscolo scheletrico (fuso) e nei tendini (golgi) e che permettono l'interfacciarsi del sistema nervoso con il sistema
muscolare.
Forniscono al sistema nervoso centrale delle informazioni riguardo lo stato di contrattilità e rilassamento del muscolo e
quindi indurre una maggior contrazione o un maggior rilassamento.

• Fuso neuro-muscolare = recettore che si trova all'interno del muscolo scheletrico. Caratterizzato da fibre
muscolari modificate, quindi con una morfologia diversa dalle fibre extrafusali (in
poche parole sono fibre muscolari specializzate). All'interno di questa capsula
arrivano 2 tipi diversi di innervazione: una di tipo motorio che formerà le placche
neuro-muscolari e che darà poi il segnale per la contrazione.
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• Muscolo tendineo di Golgi = struttura analoga dal punto di vista funzionale, in cui c'è l'arrivo di fibre nervose
che sono in grado di interfacciare sistema nervoso e muscolare. Questi recettori
però si trovano sul tendine, a livello delle giunzioni muscolo-tendinee.
Danno un tipo di informazione che riguarda il grado di distensione del tendine
che è in grado di fornire al nostro SN un informazione riguardo il grado di
contrazione del muscolo.

TIPI DI FIBRE MUSCOLARI-SCHELETRICHE

• Fibre rosse = Sono fibre lente. Hanno prevalentemente un metabolismo di tipo ossidativo (producono ATP
tramite fosforilazione ossidativa). È un metabolismo aerobico. Sono caratterizzate da una
contrazione lenta, debole e ripetitiva. Non sono facilmente affaticabili. Hanno molta mioglobina,
proteina di colore rosso, proprio perchè hanno bisogno di ossigeno per fosforilazione.

• Fibre bianche = Sono fibre veloci. Hanno prevalentemente un metabolismo anaerobico (producono ATP con
glicolisi). Questo metabolismo è meno efficace rispetto alla fosforilazione ossidativa.
Sono caratterizzate da una contrazione rapida, molto intensa e breve. Sono facilmente
affaticabili. Hanno poca bioglobina.

• Fibre intermedie = Hanno caratteristiche intermedie tra le rosse e le bianche.

CARDIACO

Le fibre di questo tessuto si chiamano cardiomiociti.


Si tratta di cellule mononucleate con nucleo centrale (scheletrico era sincizio polinucleato).
Anche in questo tessuto ritroviamo la caratteristica striatura.
Questo tessuto presenta un'organizzazione sarcomerica uguale a quella dello scheletrico.
Le miofibrille però non si organizzano in fasci altamente organizzati, ma sono disperse in maniera irregolare nel
sarcoplasma.
I cardiomiociti si dispongono a formare delle lamine separate da sottili setti connettivali.
Alle loro terminazioni presentano delle biforcazioni, le quali permettono alle fibre muscolari di intrecciarsi tra di loro
dando vita ad una struttura tridimensionale.
Questa struttura biforcata da origine poi ai dischi intercalari, ovvero i punti di giunzione dei vari cardiomiociti, a
livello dei quali si trovano numerose giunzioni, sia aderenti (funzione struttural) sia comunicanti gap junction (che
permettono il passaggio dell'impulso elettrico da una cellula all'altra).
I tubuli T dei cardiomiociti sono più profondi rispetto a quelli del tessuto muscolo-scheletrico ed hanno calibro
maggiore.
Il reticolo sarcoplasmatico circonda le miofibrille ma non c'è la triade, bensì la diade: associazione di 1 cisterna del
reticolo sarcoplasmatico con adiacente tubulo T.

Nei cardiomiociti si trovano numerosi mitocondri (per energia), granuli di glicogeno e di lipidi come riserva energetica,
abbondante mioglobina (per ossigeno per contrazione).

In questo tessuto la contrazione è involontaria. L'origine della contrazione è spontanea, nasce nel nodo seno-atriale (che
fa parte del così detto sistema di conduzione), composto da cellule muscolari altamente specializzate.
La contrazione del cuore nasce all'interno del cuore stesso.
Il sistema nervoso autonomo invece regola questa contrazione, in termini di forza e frequenza.

LISCIO

È un tessuto non striato. Non c'è un'organizzazione molto regolare delle proteine contrattili all'interno delle cellule.
Le proteine contrattili non sono organizzate in sarcomeri.

È localizzato a livello della tonaca muscolare della parete del tubo digerente, delle vie respiratorie, delle vie genitali e
urinarie. È presente anche nella parete delle arterie, delle vene e dei tronchi linfatici maggiori.

Le cellule muscolari lisce non presentano tubuli T e reticolo sarcoplasmatico.


Il tessuto muscolare liscio è innervato dal SNA, quindi è una muscolatura involontaria.

A livello di un organo cavo: (es intestino, dal centro alla periferia)

troviamo una mucosa che presenta un epitelio (parte superficiale della cavità interna), una lamina propria (che lo
divide dal connettivo sottostante) e poi uno strato chiamato muscolaris mucosae costituito da tessuto muscolare liscio.
Il tessuto liscio lo troviamo anche nella struttura successiva alla mucosa, chiamato sottomucosa.

Qui troviamo diversi strati: uno muscolare composto da 2 strati muscolari (sempre liscio) ma orientati differentemente.
Uno viene definito circolare e l'altro longitudinale. La presenza di questi 2 strati differentemente disposti è ciò che
permette i movimenti peristaltici.

Il tessuto muscolare liscio è formato da fibre muscolari con forma allungata, più gonfia centralmente e più assottigliata
all'estremità, che permette l'incastro tra varie fibre muscolari. Sono cellule mononucleate (nucleo centrale).
Le proteine contrattili (i miofilamenti) non sono organizzati in miofibrille (non c'è organizzazione sarcomerica).
Ogni fibra muscolare è circondata da una lamina connettivale che presenta numerose fibre reticolari.

La contrazione delle fibre muscolari è comunque dovuta allo scorrimento dei filamenti di actina su quelli di miosina. La
differenza è che i filamenti di miosina non sono sempre organizzati, ma si vanno a formare in seguito allo stimolo alla
contrazione.
La trasmissione dell'impulso avviene tramite delle giunzioni comunicanti (gap junction) che mettono in contatto le
cellule muscolari adiacenti.

Il calcio è l'elemento fondamentale che viene utilizzato come segnale per la contrazione.
Le proteine regolatorie coinvolte nel legame con il calcio che regolano poi la contrazione son differenti rispetto al
muscolo scheletrico.
La contrazione è regolata dal SNA. Si divide in Ortosimpatico che ha come neurotrasmettitore la norepinefrina, quello
Parasimpatico ha come neurotrasmettitore l'acetilcolina.

Gli elementi che costituiscono la fibra muscolare liscia sono:


• filamenti sottili (di actina e tropomiosina)
• filamenti spessi (di miosina)
• filamenti intermedi (di desmina)
• corpi densi = sono strutture proteiche a cui si attaccano i filamenti
• caveole = invaginazioni della membrana simile a tubuli T

Quando il calcio viene liberato, si va a legare ad una proteina regolatoria chiamata calmodulina. Si forma un complesso
di una molecola di calmodulina e 4 ioni calcio. Questo complesso si associa ad una proteina chinasica (in grado di
fosforilare, ovvero attaccare gruppi fosfato). Questa proteina chinasica fosforila le catene leggere della miosina
determinando l'attivazione della miosina. Questa attivazione coincide con un cambiamento morfologico della mioina.
Una volta attiva potrà andare a formare i filamenti spessi di miosina.

La muscolatura liscia può essere:


• Multiunitaria = es muscolatura vascolare. Ogni cellule viene innervata singolarmente.
• Unitaria = es muscolatura viscerale dell'intestino. Solo alcune cellule sono stimolate dalla contrazione tramite
terminazione nervosa. Il segnale della contrazione viene propagate alle altre cellule con gap junct.

RIGENERAZIONE TESSUTO MUSCOLARE

• Tessuto muscolare scheletrico = le cellule non hanno attività mitotica, ma il tessuto può rigenerare grazie alle
cellule satelliti (che si differenziano per riparare danno).
• Tessuto muscolare cardiaco = non è in grado di rigenerare. In caso di lesione le fibre danneggiate sono
sostituite da tessuto cicatriziale (formato da fibroblasti).
• Tessuto muscolare liscio = le cellule hanno ampia capacità rigenerativa.

TESSUTO NERVOSO

Si divide in:
• Sistema nervoso centrale = formato da encefalo e midollo spinale.
• Sistema nervoso periferico = formato da gangli e nervi.

Funzioni principale:
• Ricevere stimoli dall'ambiente, analizzarli e integrarli al fine di produrre risposte appropriate.
• Svolgere le funzioni intellettive e psichiche quali la memoria, la conoscenza, la coscienza.

Può esser:
• Sistema nervoso somatico = è coinvolto nelle funzioni volontarie. Gli impulsi vengono trasmessi alla
muscolatura scheletrica.
• Sistema nervoso autonomo = è coinvolto nelle funzioni involontarie. Gli impulsi vengono trasmessi alla
muscolatura liscia, miocardica e alle ghiandole.
Nel tessuto nervoso troviamo 2 tipi di cellule:
1. Neuroni = sono responsabili della generazione e conduzione dell'impulso nervoso.
2. Cellule di nevroglia = hanno una funzione di supporto e di protezione dei neuroni e delle strutture neuronali.
Le cellule di supporto sono molte più rispetto ai neuroni.

NEURONI.

È costituito da:
• Corpo cellulare (o soma) = area che contiene il nucleo ed i vari organelli citoplasmatici.
• Dendriti = prolungamenti citoplasmatici deputate a raccogliere i segnali e portarli verso il soma.
• Assone = prolungamento molto lungo responsabile della conduzione dell'impulso nervoso da soma alla
periferia, a livello della terminazione sinaptica.

I neuroni sono cellule perenni = sono incapaci di rigenerarsi, replicarsi e differenziarsi.


Hanno caratteristica di eccitabilità (capacità di dar vita ad un impulso nervoso) e conducibilità (condurre tali impulsi).

CLASSIFICAZIONE NEURONI IN RAPPORTO AL NUMERO DI PROCESSI CITOPLASMATICI

• Neuroni unipolari
• Neuroni bipolari
• Neuroni pseudounipolari
• Neuroni multipolari

CLASSIFICAZIONE NEURONI IN RAPPORTO ALLE LORO FUNZIONI

• Neuroni sensitivi = trasmettono informazioni da periferia a SNC


• Motoneuroni = trasmettono gli impulsi dal SNC ai muscoli e all'apparato ghiandolare
• Interneuroni = sono neuroni di collegamento tra neuroni sensitivi e motoneuroni.

ULTRASTRUTTURA DEI NEURONI

1. Nucleo = Contenuto all'interno del soma. Dentro al soma è contenuto anche il nucleolo, una regione del nucleo
in cui avviene la sintesi di rRNA.
2. Corpi o zolle di Nissl = questa sostanza tigroide è un sistema di reticolo endoplasmatico ruvido in cui ci sono
molte cisterne alle quali sono collegati complessi di poliribosomi.
3. Citoscheletro = c'è una fitta rete tridimensionale di filamenti citoscheletrici, sia a livello del soma sia a livello
dei dendriti. Ci sono microfilamenti di actina associati alla membrana. Ci sono microtubuli e
neurofilamenti (filamento intermedio) disposti in fasci paralleli nel soma e nei prolungamenti.
4. Assone = prende origine dal soma del neurone in un punto chiamato cono di emergenza. La parte finale si
chiama bottone sinaptico. All'interno del citoplasma dell'assone ci sono molti filamenti intermedi
(neurofilamenti), molti microtubuli, molti mitocondri (serve energia per trasporto assonale), molte
vescicole sinaptica, che contengono i neurotrasmettitori prodotti dal soma.
Trasporto assonale = può andare dal soma verso la sinapsi (anterogrado) o contrario (retrogrado).
Ci sono 2 tipi di flusso: 1. Rapido, che può essere sia anterogrado che retrogrado. 2. Lento, che è
solo anterogrado. Ci sono delle proteine deputate al trasporto anterogrado (chinesine) e altre deputate
al trasporto del materiale retrogrado (dineine).
5. Dendriti = presentano numerose estroflessioni chiamate spine dendritiche. Esse sono formate da
microfilamenti, che si connetteranno poi con i microtubuli del corpo centrale dei dendriti.
Le spine dendritiche sono sede di ricezione di stimoli (sono sempre membrane post-sinaptiche).
Per questo i dendriti trasportano i segnali da periferia a soma.

GENERAZIONE E CONDUZIONE DEGLI IMPULSI NERVOSI

In un neurone c'è un potenziale di riposo pari a -70 mV, dovuto alla differenza di potenziale (carica) tra la superificie
interna (citoplasmatica) del neurone e quella esterna.
Questo squilibrio di carica tra interno ed esterno è generato da una proteina di trasporto chiamata pompa sodio-potassio.
Essa è in grado di trasportare 3 ioni sodio dall'interno della cellula all'esterno. È in grado di trasportare 2 ioni potassio
dall'esterno della cellula all'interno.
Questa differenza (3-2) genera la differenza di carica (all'esterno + e all'interno -).
Stimolando un neurone si provoca un' inversione del potenziale di riposo in un punto preciso.

Questa alterazione va propagata lungo tutta la membrana plasmatica. Si genera un'onda di depolarizzazione che si
propaga lungo la membrana del neurone, raggiungendo poi la parte terminale dell'assone. Quest'onda di
depolarizzazione si chiama potenziale d'azione.

SINAPSI

Possono essere
• Chimiche (la maggior parte) = vescicole della membrana pre che vengono rilasciate nello spazio intersinaptico
dove avviene legame con recettori nella membrana post.

• Elettriche = la propagazione dell'impulso non è dettata dal legame di una molecola su un recettore, ma
l'alterazione della carica passa da una cellula all'altra tramite giunzioni comunicanti.

Possono essere
• Eccitarorie = in seguito all'arrivo del potenziale si depolarizza anche la membrana post sinaptica. Sono
regolate dall'azione di Aceticolina, Glutammina e Serotonina.

• Inibitorie = in seguio all'arrivo del potenziale c'è un iperpolarizzazione. Sono regolate dall'azione della
Glicina e dell'acido GABA.

La velocità di trasmissione dell'impulso dipende dal diametro dell'assone e dalla presenza della guaina mielinica.

Sostanza grigia = contiene i corpi cellulari dei neuroni, i dendriti e la parte iniziale degli assoni.
Sostanza bianca = prolungamenti rivestiti da mielina.

NERVO PERIFERICO

È costituito da fasci di fibre nervose (che è un prolungamento del neurone dotato di una guaina di rivestimento).
Il nervo è rivestito da:
• Epinevrio = circonda una fibra nervosa
• Perinevrio = circonda un insieme di fibre nervose che forma un fascio nervoso
• Endonevrio = circonda l'intero nervo

Gli assoni sono circondati da una guaina mielinica.


Individuiamo delle fibre amieliniche e delle fibre mieliniche. Ciò che le distingue è l'organizzazione che costituisce il
rivestimento di un assone. In qualche modo, anche non con mielina, gli assoni sono sempre rivestiti.

GUAINA MIELINICA

La mielina è una sostanza ad alto contenuto lipoproteico che protegge l'assone, dotata di proprietà isolanti che
favoriscono la conduzione dell'impulso.

• Fibre amieliniche = Non c'è una vera e propria guaina mielinica che riveste l'assone.
Nel SNC assoni circondati da oligodendrociti.
I prolungamenti dell'oligondendrocita rivestono più assoni.
Nel SNP assoni avvolti da cellule di Schwann.
Una cellula di Schwann copre più assoni.
• Fibre mieliniche = la guaina è molto più organizzata.
Nel SNC assoni avvolti da oligodendrocita.
I prolungamenti dell'oligodendrocita rivestono più assoni.
Nel SNP assone avvolto da cellule di Schwann.
Tra una cellula di Schwann e l'altra ci sono degli spazi chiamati nodi di Ranvier, punti in
cui la guaina mielinica non è presente.
Per coprire un assone ci vogliono tante cellule di Schwann.

L'impulso salta da un nodo di Ranvier all'altro, ed è più veloce nelle fibre mieliniche.

CELLULE GLIALI

Hanno funzione di supporto e difesa dei neuroni.

• Cellule di Schwann
• Cellule satelliti = cellule in grado di regolare i livelli di gas e in grado di fornire nutrienti e neurotrasmettitori
ai neuroni. Hanno anche ruolo di eliminare i neurotrasmettitori per fagocitazione.
• Oligodendrociti = formano guaina mielinica nel SNC
• Astrociti = caratterizzati da forma stellata. Hanno funzione di barriera, riparative, sostegno e controllo
dell'ambiente extracellulare.
• Microglia = cellule di supporo del SNC. Derivano dal sangue. Hanno molti prolungamenti. Hanno funzione di
difesa con meccanismo di fagocitazione.
• Ependimali = vanno a rivestire la cavità midollare e i ventricoli cerebrali. Formano un sottile epitelio
chiamato ependima. Hanno numerose ciglia per allontanare sostanza estranee.