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ISTOLOGIA tessuti:

epiteliale cellule adese a mutuo contatto senza ecm


/membrana basale/

connettivo cellule separate da ecm muscolare fibre di forma allungata capaci di contrarsi nervoso cellule dotate di prolungamenti, connesse a formare reti, capaci di ricevere e trasmettere segnali MEMBRANA BASALE sotto epiteli, attorno a vari tipi cellulari (adipociti, fibre muscolari striate scheletriche) Lamina rara (integrine, laminina, fibronectina) + lamina densa (collagene non fibrillare di tipo IV e proteoglicani) = lamina basale (collagene IV) Lamina basale + lamina reticolare (collagene III fibre reticolari ||| VII fibrille di ancoraggio) = membrana basale Funzioni: barriera di sostegno e filtrante: regola flusso di micronutrienti meccanica barriera selettiva barriera filtrante controllo della permeabilit TESSUTO EPITELIALE costituito da cellule a stretto contatto con scarsa ecm. costituito da lamine/cellule unite da molecole di adesione o strutture di giunzione. le lamine sono separate dai tessuti sottostanti da una MEMBRANA BASALE non vascolarizzati: ricevono i nutrienti per diffusione; ma sono innervati funzioni: rivestimento e protezione, assorbimento, secrezione, recezione sensoriale POLARITA' MORFOLOGICA E FUNZIONALE: diversa specializzazione delle superfici laterali, apicali e basali, particolare disposizione degli organuli cellulari. zona apicale specializzata in assorbimento, secrezione e protezione zona basale mediare l'adesione alla membrana basale e regolazione degli scambi tra epiteli e fluidi extracellulari. Questa separazione di zone si verifica a livello di membrana plasmatica, dove ci sono giunzioni di tipo tight, occludenti che hanno importanti funzioni: barriera alla diffusione paracellulare e recinzione che blocca il rimescolamento di lipidi e proteine di membrana. Nella zona apicale la membrana plasmatica ricca di proteine di trasporto e canali ionici, presenta specializzazioni quali microvilli, stereociglia e ciglia. La zona baso-laterale si organizza per garantire l'adesione cellula-cellula o cellula-lamina basale. TESSUTO EPITELIALE DI RIVESTIMENTO: classificazione in base alla forma delle cellule e al numero di strati cellulari. Forma: l'epidermide, la tonaca o lamina propria che si trovano nelle tonache mucose tubo digerente, apparato respiratorio, via genitali e urinarie - e nelle tonache sierose peritoneo, pleura, pericardio. Classificazione per numero di strati cellulari: epiteli semplici o monostratificati: unico strato, tutte le cellule poggiano sulla lamina basale. epiteli composti o pluristratificati: pi strati. Solo quelle dello strato pi profondo poggiano sulla lamina basale, solo quello dello strato apicale sono a contatto con la superficie libera. epiteli pseudostratificati o pluriseriati: tutte poggiano sulla lamina basale, ma non tutte sono sufficientemente alte per raggiungere l'apice.

La classificazione morfologica tiene conto anche della forma cellulare che pu essere: cellula pavimentosa o squamosa cubica o isoprismatica cilindrica o batiprismatica (i pluristratificati vengono classificati per le cellule apicali, in quanto negli strati pi profondi le cellule tendono ad avere sempre una forma cubica o cilindrica) EPITELIO PAVIMENTOSO SEMPLICE inadatto a resistere a forze meccaniche ma facilita il passaggio di metaboliti e molecole gassose per diffusione. Esempio: alveoli polmonari endotelio riveste il lume dei vasi capillari e dei vasi sanguigni in generale, dei vasi linfatici e le cavit del cuore. Transcitosi scambio tra sangue e tessuti attraverso un movimento a spoletta continuo e bidirezionale (vescicole, endocitosi ed esocitosi) endotelio continuo endotelio fenestrato endotelio discontinuo endotelio con barriera Mesotelio tappezza cavit pleuriche, pericardica, peritoneale, cavit sierose del corpo non comunicanti con l'esterno. EPITELIO ISOPRISMATICO SEMPLICE la superficie apicale fornita di ciglia o corti microvilli. presente ne: dotti esecretori di ghiandole esocrine, in segmenti del nefrone, nei bronchioli terminali, nei bronchioli respiratori. Epitelio ovarico, nell'apparato maschile a livello dei tubuli retti e della rete testis, mentre nelle vescichette seminali svolge ruolo di secretore. follicoli tiroidei funzione secretoria endocrina plessi corioidei EPITELIO BATIPRISMATICO SEMPLICE ciliato riveste la superficie delle tube uterine, vie respiratorie non ciliato (con cuticula striata) presente nei dotti esecretori delle ghiandole, nella mucosa dello stomaco e nell'intestino tenue. EPITELIO PAVIMENTOSO COMPOSTO cellule organizzate in pi strati: sono sempre pi piatte man mano che ci si avvicina alla superficie libera. I primi due strati sono ricchi di desmosomi che diminuiscono allontanandosi dalla membrana basale. Si crea una lamina di tessuto particolarmente resistente alle forze meccaniche, agenti fisici/chimici. Le cellule dello strato basale sono cellule staminali metabolicamente molto attive, proliferando originano cellule che si spostano verso l'alto differenziandosi e perdendo la capacit mitotica e rallentano il loro metabolismo. corneificato (cheratinizzato) epidermide (gengive e palato)! presente uno strato superficiale impermeabile, infatti quando la superficie rivestita asciutta l'epitelio si dota di una protezione esterna, uno strato di cheratina che costituisce lo strato corneo. La superficie di separazione fra l'epitelio pluristratificato e il sottostante connettivo assume una forma irregolare con sporgenze = creste epiteliali e papille connettivali, atte ad aumentare la superficie di contatto, con il risultato di migliorare la resistenza meccanica e l'efficienza degli scambi metabolici. (fa eccezione la cornea che deve essere liscia per far passare la luce). strato corneo (formato da squame di cheratina, quasi non pi vitali), strato granuloso (granuli di una sostanza che addensa i tonofilamenti di cheratina finch la cellula non muore), strato spinoso (pi strati di cellule tenute insieme da desmosomi),

strato basale (germinativo) il processo che porta il cheratinocita dallo strato basale fino alla differenziazione allo stato di squama la citomorfosi cornea e si verifica in 20-30 giorni melanociti cellule con tanti prolungamenti intercalati ai cheratinociti dello strato basale; contengono granuli detti melanosomi cellule di Langerhans negli strati spinosi alti, si muovono alla ricerca di corpi estranei (not-self) e li fagocitano. Invece di distruggere il not-self, lo rielaborano e lo espongono sulla propria membrana plasmatica, presentandolo ai linfonodi grazie ai quali scatta la risposta immunitaria. cellule di Merkel polpastrelli, pianta del piede, mucosa delle labbra giunzione con terminazione nervosa afferente percezione di stimoli tattili. Sono una sorta di neuroepitelio, si trovano nello strato basale a contatto con una terminazione nervosa afferente. non corneificato (non cheratinizzato) riveste le superfici esterne di del corpo bagnate da liquore come mucosa orale, faringe, esofago, cornea, vagina, retto. EPITELIO CILINDRICO PLURISTRATIFICATO ciliato congiuntiva dell'occhio non ciliato laringe, faringe EPITELIO CILINDRICO PSEUDOSTRATIFICATO ciliato nella mucosa nasale, tracheale e bronchiale, faringe con stereociglia epididimo, uretra maschile EPITELIO DI TRANSIZIONE (urotelio) formato da cellule superficiali + cellule basali ( uno pseudostratificato). Possiede la propriet do adattarsi alle variazioni della superficie luminale. Le cellule superficiali (cellule ad ombrello), per coprire le basali (cellule a clava), modificano la propria forma in risposta al grado di riempimento dell'organo. calici, pelvi, uretere, vescica e parte dell'uretra SPECIALIZZAZIONI DELLA SUPERFICIE APICALE microvilli: estroflessioni del plasmalemma che aumentano la superficie di membrana al fine di ottimizzare l'assorbimento. L'asse portante un fascio di filamenti di actina stabilizzati da proteine; alla base i filamenti si attaccano alla trama terminale che permette loro piccoli movimenti dal basso verso l'alto. L'insieme dei microvilli delle cellule epiteliali si chiama cuticula striata. Ciglia vibratili: estroflessioni della porzione apicale della cellula, sono in grado di muoversi e di conseguenza muovere ci con cui si trovano a contatto. La struttura portante del ciglio costituita da 9 coppie di microtubuli periferici e una coppia di microtubuli centrali, tenuti insieme da proteine. La dineina responsabile del movimento del ciglio. La struttura portante si chiama assonema, fissato su un corpo basale, che la struttura 9+2. stereociglia: prive di movimento, sono coinvolte in meccanismi di assorbimento [ancora poco chiaro] infoldings: introflessioni che incrementano l'area di membrana su cui sono inserite proteine di trasporto attivo [superficie basale] GIUNZIONI INTRACELLULARI [specializzazioni della superficie laterale] giunzioni occludenti (tight junctions) si trovano solo in zonule, sono aree di saldatura tra le cellule, permettono alle cellule epiteliali di formare barriere efficaci anche se costituite da un solo strato cellulare. Impediscono il libero spostamento di lipidi e proteine di membrana lungo essa stessa, per distinguere area apicale da area baso-laterale. Sta alla base della polarit morfologica e funzionale delle cellule epiteliali. Impediscono che ioni oltrepassino l'epitelio. Formano la base strutturale della barriera emato-encefalica. Concorrono alla formazione della barriera emato-testicolare.

giunzioni di ancoraggio/aderente (25nm) si trovano sia in zonule che in macule, sono compresi i desmosomi (macula) e la zonula adhaerens, tengono adese le membrane di cellule vicine coinvolgendo il citoscheletro gap junctions (2nm) si trovano solo in macule, permeabile a ioni e cellule di piccole dimensioni e pu chiudersi in condizioni di aumento di concentrazione di Ca++ o diminuzione del pH. Accoppiano elettricamente e chimicamente le cellule.

TESSUTO EPITELIALE GHIANDOLARE cellule capaci di sintetizzare e/o secernere molecole bioattive. Si divide in ESOCRINO e ENDOCRINO EPITELIO GHIANDOLARE ESOCRINO Le ghiandole esocrine derivano sempre dalla proliferazione e dal differenziamento di un epitelio di rivestimento. La porzione secernente prende il nome di adenomero, e con il dotto esecretore costituisce la ghiandola. Le esocrine riversano secreto sulla superficie esterna del corpo, o in cavit comunicanti con l'esterno. La componente epiteliale della ghiandola prende il nome di parenchima, mentre il suo supporto connettivale ne costituisce lo stroma. Il secreto raccolto in granuli o goccie di secreto che si accumulano all'interno della cellula. cellule esocrine isolate (cellule caliciformi) superficie secernente ghiandole esocrine propriamente dette complesso dei dotti esecretori (classificazione morfologica) semplice semplice glomerulare ramificata composta classificazione morfologica ghiandole esocrine propriamente dette tubulare semplice (ghiandole intestinali ghiandole gastriche) adenomero di forma tubulare e con un decorso rettilineo che sbocca direttamente alla superficie epiteliale senza un vero e proprio dotto esecretore. tubulare semplice glomerulare (ghiandole sudoripare) l'adenomero sempre di forma tubulare e la parte iniziale del dotto esecretore si avvolgono a gomitolo. tubulare ramificata (ghiandole piloriche dello stomaco) adenomeri a forma tubulare e convergono in un dotto esecretore unico. tubulare composta (ghiandola lacrimale, duodeno, cardias dello stomaco) il dotto esecretore si ramifica acinosa ramificata (ghiandole sebacee) pi adenomeri di forma arrotondata sono collegati ad un unico dotto esecretore. acinosa composta (pancreas, parotide) alveolare composta (ghiandola mammaria) l'adenomero inizialmente tubulare si dilata a formare un largo alveolo con ampio lume centrale. otricolare ramificata (prostata) classificazione morfo-funzionale per modalit di espulsione del secreto ghiandole a secrezione olocrina: l'intera cellula subisce un processo di differenziamento estremoche la porta a trasformarsi in secreto e disintegrarsi per poi essere completamente eliminata all'esterno. Si verifica solo nelle ghiandole sebacee. ghiandole a secrezione apocrina: le cellule eliminano il secreto e parte del citoplasma senza intaccare la propria integrit cellulare. Il meccanismo consiste nella formazione all'apice

cellulare di una protuberanza che si distaccher mediante fusione vescicolare col plasmalemma apicale, che porta ad un progressivo assottigliamento della base della protrusione sino al suo distacco per decapitazione.si verifica in molte ghiandole, ad esempio nella mammaria. ghiandole a secrezione merocrina: la pi diffusa modalit di secrezione e consiste nella fusione della membrana dei granuli di secreto col plasmalemma apicale, con espulsione del solo contenuto del granulo. esocitosi. Classificazione morfo-funzionale per natura chimica del secreto delle ghiandole merocrine: sieroso (pancreas esocrino) abbondante RER, causano un'intensa basofilia, cromatina lassa; produzione di proteine semplici. Mucoso: sviluppato apparato di Golgi, produzione di glicoproteine, queste cellule hanno la tendenza ad accumulare grosse gocciole di secreto. Misto (ghiandole salivari) sia cellule sierose che mucose. Gli adenomeri mucosi sono in genere di forma tubulare, mentre i sierosi sono acinosi, oppure, se si dispongono attorno all'estremit dei tubuli mucosi, formano le semilune di Giannuzzi. Lipidico: produzione di trigliceridi, abbondante REL e mitocondri. idro-elettrolitico: abbondanza di permeasi e mitocondri. Cellule mioepiteliali: natura contrattile grazie a filamenti di actina e miosina, origine epiteliale. Localizzate tra le cellule ghiandolari e la loro lamina basale. EPITELIO GHIANDOLARE ENDOCRINO le cellule endocrine producono ormoni, che sono molecole segnale capaci di interagire con specifici recettori sulle cellule bersaglio, al fine di attivare o inibire specifiche attivit della cellula bersaglio (metabolismo, contrazione, secrezione, proliferazione...). I prodotti di secrezione delle cellule specifiche, definiti ormoni, vengono riversati all'interno dell'organismo, nel sangue o nei fluidi tissutali. ORMONI: sono sostanze di diversa natura chimica; la loro azione biologica mediata da recettori specifici sono efficaci a basse concentrazioni sono efficaci in specie diverse da quella da cui sono stati estratti ogni cellula bersaglio risponde a pi ormoni modalit d'azione degli ormoni: endocrina paracrina autocrina classificazione dell'epitelio ghiandolare endocrino: cellule endocrine isolate si trovano disperse singolarmente nel contesto di un altro tessuto epiteliale, sia di rivestimento o una ghiandola esocrina/endocrina. Presenti soprattutto negli apparati digerente e respiratorio. Esempi: cellule G, producono l'ormone gastrina sono in grado di percepire variazioni di pH nello stomaco quindi, quando si assume del cibo, le cellule G liberano la gastrina che agisce sulle cellule esocrine facendo secernere succo gastrico. Cellule A producono glucagone. Cellule B insulina. Cellule D somatostatina. Cellule PP polipeptide pancreatico... ghiandole endocrina propriamente dette ghiandole cordonali le cellule che le costituiscono si giustappongono formando file, rappresentano la quasi totalit delle ghiandole endocrine ad eccezione della tiroide. I

cordoni sono separati gli uni dagli altri da capillari sanguigni, ogni cellula endocrina ha un capillare in cui riversare l'ormone. Possono essere classificate in base alla natura chimica dell'ormone prodotto: cellule a secrezione proteica sono le pi comuni: REG, Golgi e granuli secretori ben sviluppati. Compongono, ad esempio, gli isolotti pancreatici. cellule a secrezione amminica producono ammine biogene, ormoni di natura basica. Cellule di questa categoria compongono il medullosurrene. cellule a secrezione steroidea producono ormoni steroidi, derivati dalla trasformazione del colesterolo.mostrano un estero REL, numerosi mitocondri e vacuoli contenenti colesterolo, detti liposomi. Non vi si ha accumulo di ormone: quando la cellula viene stimolata essa attiva le vie metaboliche per la trasformazione del colesterolo nell'ormone finito, il quale diffonde per gradiente di concentrazione. Compongono ad esempio il corticosurrene. ghiandole follicolari sono rappresentate essenzialmente dalla tiroide, i tireociti si riuniscono a formare follicoli tiroidei. Nel lume contenuto la sostanza colloide, la tireoglobulina. Sono comprese anche le cellule C, coinvolte nella regolazione del metabolismo osseo, producono calcitonina. La produzione di ormoni non una prerogativa del solo epitelio ghiandolare endocrino, ma condivisa dagli altri tessuti: cellule endocrine di natura connettivale sono presenti nelle gonadi e sono responsabili della produzione di ormoni sessuali. Ne fanno parte le cellule interstiziali del testicolo che producono testosterone, cellule interstiziali dell'ovaio che producono estrogeni. cellule endocrine di natura muscolare sono presenti nel cuore, ormoni coinvolti nella regolazione del bilancio indrosalino e della funzione cardiocircolatoria, prodotte soprattutto nell'atrio destro. cellule endocrine di natura nervosa sono presenti nel cervello, nella zona dell'ipotalamo. La placenta anche un organo endocrino. TESSUTO EPITELIALE SENSORIALE (neuroepitelio) TESSUTO CONNETTIVO deriva dal mesenchima (cellule staminali pluripotenti) ha il compito di sostenere e connettere i tessuti, determina l'architettura plastica e morfologica degli organi e dell'organismo in generale [meccanica, trofica, di difesa] costituito da: cellule + matrice extracellulare ________________________________________________________________________ matrice extracellulare 1.0: fibre, proteine strutturali (con funzione adesiva), sostanza fondamentale anista. attraverso la matrice extracellulare diffonde liquido interstiziale. derivazione embriologica: le cellule dei tessuti connettivi derivano dal foglietto embrionale intermedio (mesoderma) tranne quello della testa che deriva dalle creste neurali ECM (matrice extracellulare) 2.0 limpalcatura del tessuto connettivo e contiene i vari tipi cellulari, costituita da fibre connettivali (collagene, reticolari, elastiche) responsabili delle propriet meccaniche del tc, sostanza fondamentale anista (glicosaminoglicani e proteoglicani) componente astrutturata, proteine strutturali con funzione adesiva (glicoproteine), ACQUA. Sono sintetizzati dai fibroblasti!!! FIBRE COLLAGENE: Calibro 2-12 m, acidofile, Flessibili, poco estensibili ma molto resistenti alla trazione proteina costitutiva: tropocollagene di tipo I

FIBRE RETICOLARI proteina costitutiva: tropocollagene III FIBRE ELASTICHE decorrono isolate o formano lamine (membrane) elastiche, Estensibili ma poco resistenti alla trazione, originate da fibroblasti, condroblasti, cell muscolari lisce delle pareti dei vasi sanguigni Costituite da: elastina, fibrillina SOSTANZA FONDAMENTALE ANISTA Glicosaminoglicani Polimeri zuccherini con funzioni strutturali (legano acqua) [Acido ialuronico, solforati come eparina] Proteoglicani Formano reti che intrappolano lacqua, sono viscosi. Un proteoglicano formato da un asse proteico (acido ialuronico) a cui si agganciano cheratil e condrotil fosfato. Giocano un ruolo nellassemblaggio delle fibre collagene ed elastiche, con acqua il proteoglicano diventa resistente alla compressione. Glicoproteine fibronectina + laminina __________________________________________________________________________ dal mesenchima si originano diversi tipi di cellule: cellule staminali emopoietiche macrofagi condroclasti, osteoclasti fibroblasti-fibrociti condroblasti-condrociti osteoblasti-osteociti cell endoteliali mastociti cell reticolari lipoblasti-adipociti il tessuto connettivo pu essere: - embrionale (composto da cellule del mesenchima) - propriamente detto (le sue cellule sono i fibrociti) - di sostegno (sono il tessuto cartilagineo, costituito da condrociti, e il tessuto osseo, costituito da osteociti, e la mandibola con i denti, le sue cellule costituenti sono la dentina e cemento dei denti) - emo-linfopoietico=SANGUE TC PROPRIAMENTE DETTO 1) le sue cellule sono autoctone o immigrate 2) funzione di sostegno, regolazione della diffusione di sostanze, supporto alla difesa dell'organismo CELLULE AUTOCTONE del tessuto connettivo propriamente detto: - FIBROBLASTI-FIBROCITI sintetizzano la sostanza intercellulare (fibre e sfa) - ADIPOCITI MONOVACUOLATI (bianchi), hanno funzione di riserva energetica, si trovano nel REL e nei mitocondri - ADIPOCITI PLURIVACUOLATI (bruni), hanno funzione di produzione di calore, sono molto vascolarizzate e si trovano in maggioranza nel bambino. Gli adipociti aumentano per iperplasia e/o ipertrofia CELLULE IMMIGRATE del cpd: - MACROFAGI (derivano dai monociti) sarebbero i lisosomi, i globuli bianchi.

particolarmente presenti in tc lasso, funzione difensiva tramite fagocitosi e di rimodellamento tissutale (?), si muovono di moto ameboide. i monociti si formano nel midollo osseo, si immettono poi per uno o due giorni nel circolo sanguigno per arrivare a stabilirsi per due o tre mesi nella matrice extracellulare. La fagocitosi pu essere specifica o aspecifica - PLASMACELLULE (derivano dai linfociti B) si trovano nella tonaca propria delle mucose, secernono anticorpi e sono dette a ruota di carro per la particolare forma data dalleterocromatina che si dispone radialmente. - MASTOCITI (derivano dal granulocita basofilo), secernono eparina e istamina. Leparina unanticoagulante. Listamina invece ha funzione vasodilatante e aumenta la permeabilit basale (facilita la fuoriuscita di plasma), in ultima analisi provoca abbassamento della pressione. Tramite la fisiologia esocitosi dei granuli (che contengono triptasi e chinasi) vi una regolazione degli scambi trofici e emato-tissutali, svolgono una funzione importante per quanto riguarda la difesa immunitaria, cio sono coinvolti nellanafilassi: si liberano IgE (immunoglobuline) che si legano al macrofago, provocando una degranulazione massiva. CLASSIFICAZIONE DEL TCPD:

forme lasse (fibre < cellule & SFA):


tc mucoso si trova nella polpa dentaria e nel cordone ombelicale. fibre: collagene I; SFA: acido ialuronico; cellule: principalmente fibrociti tc fibrillare lasso il pi diffuso. Si trova nel derma papillare, nella tonaca propria delle mucose, nello stroma delle ghiandole, nell'endomisio, nell'endonevrio, nella tonaca intima ed avventizia dei vasi. Fibre: collagene I e III, fibre elastiche; SFA: acido ialuronico, glicoproteine, proteoglicani; cellule: cellule autoctone e immigrate, capillari sanguigni e linfatici tc reticolare stroma degli organi emopoietici, linfatici, emocateretici. fibre: collagene III; SFA: pochi proteoglicani e glicoproteine; cellule: fibrociti, macrofagi. tc adiposo il bianco si trova nel pannicolo adiposo sottocutaneo, omento, capsule renali e ovariche, mediastino, mammella, spazio retro-orbitario, bolla di Bichat. Il bruno si trova nel mediastino, pannicolo inter-scapolare, capsule renali. fibre: collagene III; SFA: pochi proteoglicani e glicoproteine;cellule: adipociti, mastociti, cellule stromali.

forme dense (fibre > cellule & SFA): Fibre: collagene I; SFA: acido ialuronico, glicoproteine, proteoglicani; cellule: fibroblasti
tc denso irregolare a fibre intrecciate derma reticolare, aponeurosi, capsule, epimisio, epinevrio, periostio esterno, sclera, tonaca propria della gengiva. tc denso regolare a fibre parallele tendini e legamenti tc denso regolare a fibre incrociate stroma della cornea tc elastico fibre: elastiche; SFA: scarsa (acido ialuronico, proteoglicani, glicoproteine); cellule: cellule stromali, cellule muscolari lisce.

TESSUTO CONNETTIVO SPECIALIZZATO IN FUZIONI DI SOSTEGNO Tessuto cartilagineo; funzioni: supporto per i tessuti molli, partecipa alla formazione ed allo sviluppo delle ossa lunghe. tessuto osseo TESSUTO CARTILAGINEO cellula caratteristica: condrocita. Priva di vasi e circondata dal pericondrio che un tessuto connettivo denso a fasci di fibre intrecciate, ed (al contrario della cartilagine) riccamente vascolarizzato. Accrescimento intestiziale o per apposizione cartilagine ialina la componente pi diffusa: parte sternale delle coste, laringe, trachea, bronchi, setto nasale, superfici articolari, cartilagine di

accrescimento, abbozzo dello scheletro nell'embrione. La fibra costitutiva il collagene II, SFA abbondante. A livello della lacuna cartilaginea nel pericondrio le cellule appaiono isolate e fusiformi, mentre pi in profondit tendono ad aggregarsi in gruppi isogeni e ad assumere un andamento pi verticale. La matrice territoriale avvolge i condrociti mentre la matrice interterritoriale sta tra le cellule. cartilagine elastica si trova a livello dell'orecchio, dell'epiglottide, e della laringe. contiene numerose fibre elastiche che si sommano alle fibre collagene. La SFA contiene un minor numero di ialina e le cellule sono sempre condroblasti/condrociti. fibrocartilagine (cartilagine fibrosa) contiene numerose fibre collagene organizzate in fasci, si trova a livello dei dischi invertebrati, del menisco, della sinfisi pubica, nelle inserzioni dei legamenti e dei tendini. Offre rigidit e resistenza.

LE CELLULE DEL CARTILAGINEO: condrociti: appaiono raggruppati in gruppi isogeni (ogni cellula per circondata da un sottile anello di ecm=lacuna cartilaginea) e hanno un ruolo chiave nell'omeostasi cartilaginea. Condroblasti: precursori dei condrociti condroclasti: sono coinvolti nel processo di riassorbimento del tessuto cartilagineo. una progenie della linea monociti-macrofagi. (simili agli osteoclasti nelle funzioni). TESSUTO OSSEO funzione di sostegno; funzione di protezione degli organi e le pareti ossee del midollo osseo emopoietico e del sistema nervoso centrale. Origine mesenchimale, costituito da cellule immerse in una ecm. ECM impregnata di sali minerali (il 60% dell'osso, il restante 40% componente organica) principalmente fosfato tricalcico idrato [fosfato di calcio Ca10(PO4)6 che precipita sotto forma di cristalli di apatite+carbonato di Ca o fluoroapatite]. Organo di riserva di ioni Ca+. Nello sviluppo embrionale e nell'accrescimento differisce da quello dell'adulto per la posizione delle fibre collagene: adulto: osso lamellare a fibre parallele accrescimento: osso a fibre intrecciate dal punto di vista macroscopico si distinguono 3 tipi di ossa: 1) Lunghe lunghezza prevale sul diametro (ossa degli arti) 2) Brevi i tre assi spaziali sono equivalenti (vertebre) 3) Piatte prevale lo sviluppo in superficie (volta cranica) organizzazioni tridimensionali: Osso spugnoso: all'interno di ossa brevi, ossa piatte e alle estremit delle lunghe. Costituito da trabecole separate da ampie cavit occupate da midollo osseo emopoietico. La disposizione segue le linee di forza applicate al tessuto. Conferisce leggerezza alle ossa. Osso compatto: sulle superfici delle ossa spugnose e costituisce per intero la struttura centrale delle ossa lunghe. Organizzazione istologica: epifisi: alle estremit delle ossa lunghe, ricoperte in superficie da osso compatto e e costituite internamente da osso spugnoso. Diafisi: zona centrale, anello di osso compatto e costituite internamente da midollo giallo (cellule adipose). percorsa longitudinalmente dai canali di Havers. metafisi: zona tra epifisi e diafisi che serve sino al termine dell'accrescimento, la cartilagine di cui costituita continua a proliferare in direzione della metafisi e a

calcificare verso la diafisi. Al termine dell'accrescimento tutta la cartilagine viene sostituita da ossa. Periostio: Il periostio la membrana di tessuto connettivo che riveste totalmente le ossa a eccezione delle zone ove esse sono legate a legamenti, tendini o cartilagini, delle superfici articolari e dei fori nutritizi. riccamente vascolarizzato e innervato. Nello strato pi esterno vi sono i vasi pi grossi, poche cellule connettivali e e grossi fasci di fibre. Lo strato interno contiene una fitta rete vascolare, ricco di cellule all'occorrenza possono differenziarsi in elementi osteoformatori o osteoblasti. Il suo stato pi interno si chiama STRATO OSTEOGENICO DI OLLIER ENDOSTIO L'endostio un delicato strato di tessuto connettivo che tappezza, nelle ossa lunghe, la cavit midollare della diafisi (al cui interno contenuto il midollo osseo, produttore degli elementi corpuscolati del sangue); composto da un unico strato di cellule osteoprogenitrici ed ha le stesse caratteristiche del periostio, rispetto al quale per pi sottile. L'endostio quindi deputato al nutrimento e a fornire nuove cellule ossee.

VASCOLARIZZAZIONE: il T.O. riccamente vascolarizzato. Dato che la sua struttura impedisce il nutrimento per diffusione, gli osteociti devono provvedere alla propria nutrizione attraverso un sistema di canali proprio del t.o. Nell'osso spugnoso i canali sono inseriti tra le trabecole, mentre nel compatto vi sono due tipi di canali:

canali di Volkmann: sono sistemi di canali decorrenti diagonalmente o

perpendicolarmente ai canali di Havers, permettono connessioni tra vasi sanguigni e differiscono dai sopracitati per la direzione e per non essere circondati da lamelle concentriche. Essi servono per evitare la necrosi del tessuto nel caso in cui ci fosse un vaso bloccato. [arteriole e venule di calibro ampio] compatto delle ossa piatte e nelle diafisi delle ossa lunghe. Essi differiscono dai canali di Volkmann a causa del diverso orientamento rispetto all'asse maggiore dell'osso, i primi infatti hanno un andamento parallelo mentre i secondi seguono un decorso trasversale. Il canale di Havers la parte pi interna dell'osteone ed circondato da lamelle concentriche in numero variabile fra 8 e 15, con un minimo di 4 e un massimo di 24. [capillari e venule]

canali di Havers: sono canali vascolari che percorrono il tessuto osseo lamellare

questo sistema vascolare deriva da zone diverse: parte esterna vasi che entrano nel periostio e si ramificano all'interno dei canali. Parte pi interna vasi che derivano dalla ramificazione dell'arteria nutritizia principale, vi penetra attraverso il FORAME NUTRITIZIO, si ramifica all'interno del midollo in un ramo ascendente ed uno discendente. ORGANIZZAZIONE: gli osteociti sono alloggiati in spazi scavati nella matrice mineralizzata, a forma di lente biconvessa, denominati lacune, immerse nella ecm mineralizzata. Dalle lacune si diramano canalicoli nei quali alloggiano i prolungamenti citoplasmatici degli osteociti, ci provvede alla vitalit delle cellule. Pi o meno l'organizzazione la stessa in compatto e spugnoso, in quest'ultimo le lamelle sono disposte parallelamente tra loro sulle superfici delle trabecole e gli spazi inter-trabecolari sono occupati da midollo osseo emopoietico. OSTEONE: unit strutturali dell'osso compatto. Nell'osso compatto le lamelle sono disposte concentricamente attorno ai canali di Havers, nei quali sono presenti: vasi, cellule, matrice del tc lasso. MATRICE OSSEA (sostanza fondamentale anista): Proteoglicani della ecm: ruolo nella mineralizzazione della ecm e nella fissazione di cristalli di idrossiapatite alle fibre collagene (il 90% della matrice, collagene I). glicoproteine: includono molecole implicate nella mineralizzazione proteine: con propriet adesiva per le cellule. osteocalcina, sembra inibisca la mineralizzazione.

[FIBRE CONNETTIVALI: collagene I, fibre elastiche, fibre reticolari]

CELLULE DEL TESSUTO OSSEO cellule osteoprogenitrici/preosteoblasti osteoblasti (secernono fibre collagene e proteine della matrice ossea, si chiama OSTEOIDE quando non ancora mineralizzato) osteociti (sono rimasti inclusi nella matrice mineralizzata) preosteoclasti osteoclasti (sono sincizi specializzati nel rimodellamento osseo. Compaiono solo quando servono, si dice che sono cellule plastiche) OSTEOCLASTI: dissolvono la matrice mineralizzata per acidificazione del microambiente della zona sigillata= lacuna di Howship (ha basso ph) con i podosomi dissolvono la componente organica: SFA attraverso esocitosi di enzimi lisosomiali, fibre collagene tramite attivazione della collagenasi CLASSIFICAZIONE ISTOLOGICA: tessuto osseo fibroso (primario): si trova nelle ossa primarie, nelle inserzioni tra tendini e legamenti, nel cemento dentario tessuto osseo lamellare (secondario) semplice: si trova nelle trabecole sottili, nei turbinati, nella lamica cribrosa dell'etmoide osteonico

OSTEOGENESI avviene sempre per sostituzione di un tc preesistente. 1. Angiogenesi 2. cellule mesenchimali (osteoprogenitrici) 3. osteoblasti 4. tessuto osteoide (mineralizzazione) 5. tessuto osseo fibroso/primario 6. preosteoclasti osteoclasti 7. rimaneggiamento 8. osteoblasti 9. tessuto osteoide (mineralizzazione) 10. tessuto osseo lamellare/secondario Diretta (membranosa): ossa piatte della volta cranica e dello splancnocranio. I centri di ossificazione sono localizzati nel mesenchima. L'ossificazione avviene direttamente nel tc preesistente. mantellare: corpo della mandibola. . I centri di ossificazione sono localizzati nel mesenchima. CARTILAGINE DI MECKEL: processo cartilagineo mandibolare il
primo abbozzo di cartilagine embrionale

indiretta (condrale, per sostituzione) : centri di ossificazione nella cartilagine, preceduta da un modello cartilagineo. A) pericondrale (manicotto periostale) B) endocondrale: centro diafisario, centro epifisario

SANGUE ED EMOPOIESI funzioni: respiratoria, trofica, esecretrice, coordinamento e regolazione, difesa, termoregolazione, omeostasi... EMATOCRITO: volume % del sangue occupato dagli elementi figurati sangue=elementi figurati (45%)+plasma (55%) ELEMENTI FIGURATI (parte corpuscolata) globuli rossi (eritrociti/emazie): disco biconcavo (favorisce gli scambi gassosi) anucleati, contengono emoglobina,(contenente Fe++ capace di legarsi reversibilmente all' O2), 4,5mln/mm^3 nella donna, 5-6 nell'uomo, diametro di 7,5 nanometri, il citoscheletro di spectrina garantisce flessibilit e plasticit per garantire il passaggio attraverso i capillari.

Sulla membrana localizzati gli antigeni.vita media di 120 giorni globuli bianchi 1) granulociti (detti polimorfonucleati, per via dell'irregolare forma del nucleo) - neutrofili (50-70%) contrastano le infezioni mediante fagocitosi, esocitosi del contenuto dei granuli specifici (mieloperossidasi, lisozima, lactoferrina). Cromatina addensata, manca il nucleolo. 12-14ore di vita. Movimento ameboide. - eosinofili (2-4%) difesa contro parassiti animali. Partecipano alle reazioni allergiche internalizzando ed eliminando i complessi allergene-anticorpo plasmatici durante le reazioni allergiche. Nucleo bilobato, privi di nucleolo, vita 8-12giorni - basofili (0.5-1%) nucleo reniforme (ad S) privo di nucleolo, funzione simile a quella dei mastociti nel connettivo: svolgono un ruolo nella difesa immunitaria e anafilassi, presentano recettori IgE. Privi di attivit fagocitaria ma s movimento ameboide diapedesi. Regolano la permeabilit vascolare grazie ai granuli specifici (eparina e istamina fattore di attivazione piastrinica). 2) agranulociti - linfociti (20-40%) componente cellulare fondamentale del sistema immunitario. Possono essere grandi/granulari/NK (tanto citoplasma poco nucleo, uccidono cellule modificate che risultano prive di antigeni di istocompatibilit self ovvero cellule neoplastiche o infettate da virus. Non necessitano di attivazione, sono cellule di prima difesa tipica dell'immunit innata. Linfociti grandi granulari) oppure piccoli (poco citoplasma tanto nucleo sferico eterocromatico) e si classificano in base a dove hanno raggiunto la loro immunocompetenza: linfociti B (differenziati nel midollo) immunit umorale liberazione di anticorpi da parte dei linfociti trasformati in plasmacellule. Incontro con antigene NOT-SELF: cellule della memoria, plasmacellule, anticorpi. linfociti T (differenziati nel timo) difesa immunitaria cellulare = cellulo mediata. I linfociti T legano l'antigene estraneo solo se questo esposto sulla superficie di cellule self dell'organismo. L'antigene viene riconosciuto in associazione con una classe speciale di glicoproteine di membrana dette molecole di istocompatibilit. - T citossici - T helper: stimolano a promuovere l'azione dei linfociti T e B - monociti (4-8%) nucleo reniforme con eucromatina, precursore circolante dei macrofagi. Piastrine: 250.000/350.000 per l; vita media di 5-9 giorni, a forma di lente biconvessa, si tratta di frammenti citoplasmatici, partecipano all'emostasi. Al suo interno si distinguono cromomero con i granuli e ialomero con il citoscheletro. Funzionamento delle piastrine.

PLASMA (ph7,4) siero+fibrinogeno acqua 90% componenti inorganici (1%) = sodio, potassio, calcio, magnesio, ferro) componenti organici (9%) = proteine (albumina, globulina, fibrinogeno), lipidi, colesterolo, glucosio, anticorpi, ormoni, enzimi... EMOPOIESI produzione di cellule mature dal sangue partendo da cellule totipotenti. Si distinguono due tipi di tessuto emopoietico: tessuto mieloide caratteristico del midollo osseo e il tessuto linfoide, proprio degli organi linfoidi. TESSUTO MUSCOLARE

T Muscolare striato: scheletrico, cardiaco. T M liscio. TM STRIATO SCHELETRICO Composto da FIBRE muscolari plurinucleati (sinciziali) disposte in fasci. Avvolte da SARCOLEMMA (membrana plasmatica), vi sono presenti proteine contrattili ed accessorie (actina, miosina). Nel SARCOPLASMA sono presenti numerosi mitocondri, abbondante glicogeno, lipidi, reticolo sarcoplasmatico, 1 app di Golgi e 1 REL. L'intero muscolo rivestito da epimisio, dal quale si distaccano fasci connettivali pi sottili = perimisio che circonda pi fibre muscolari ed infine l'endomisio che circonda le singole fibre. Alle estremit sono in continuit con il tendine. Tessuto riccamente vascolarizzato ed innervato. Unit funzionale del tm striato: sarcomero. le miofibrille di cui composto provocano il bandeggio caratteristico dei muscoli: ordinata disposizione di actina e miosina. Il filamento di actina completato da troponina (3 subunit: 1legata alla tropomiosina, una copre il sito di legame con la miosina e una lega gli ioni Ca) e tropomiosina. Ogni miofibrilla circondata da cisterne di reticolo sarcoplasmastico che all'unione di banda A e banda I confluiscono, si dilatano e prendono rapporto tramite gap juncion con il tubulo T, formando una triade. Il tubulo T propaga gli stimoli dalla fibra nervosa alle cisterne di reticolo sarcoplasmatico le quali sono il sito di accumulo dello ione Ca. [CONTRAZIONE MUSCOLARE: l'impulso nervoso passa dal tubulo T e arriva alle cisterne di reticolo sarcoplasmatico dove l'onda di depolarizzazione apre i canali per lo ione Ca, liberato dalla calsequestrina. il calcio diffonde e si lega alla troponina, attivando la funzione ATP-asica delle teste di miosina. Questa energia viene utilizzata per la formazione dei legami fra actina e teste di miosina. Una volta legate adp+p si staccano dal legame facendo entrare un nuovo ATP che provoca il distacco dal sito di legame con l'actina. A questo punto avviene lo scorrimento grazie al quale il filamento sottile va verso il centro del sarcomero. Quando il legame actina-miosina diviene stabile si ha il rigor mortis.] PLACCA MOTRICE una struttura specializzata che permette la trasmissione dell'impulso nervoso alla fibra muscolare. Le fibre nervose in prossimit delle muscolari si ramificano, perdono la guaina mielinica e terminano con espansioni dilatate (bottoni) contenenti vescicole con il mediatore chimico per la trasmissione dell'impulso nervoso che si mettono in rapporto con le fibre muscolari nella doccia primaria. Doccie secondarie ne aumentano la superficie. Motoneurone + fibre muscolari che innerva = unit motoria COMPOSIZIONE DEL FASCIO MUSCOLARE: FIBRE ROSSE: contrazione tonica: poco potente ma duratura. Povere di glicogeno, miofibrille rade, abbondante mioglobina. Piccole FIBRE BIANCHE contrazione fasica: molto potete ma poco duratura. Ricche di glicogeno, miofibrille fitte, poca mioglobina. Grandi cellule satelliti: cellule staminali quiescienti. TM STRIATO CARDIACO costituito da fibre mono o bi-nucleate non sinciziali nel cui citoplasma si trovano proteine contrattili ed accessorie. Le cellule sono unite tra loro a formare STRIE INTERCALARI. Le cellule cardiache hanno un nucleo ovoidale in posizione centrale, numerosi mitocondri. Il reticolo sarcoplasmastico forma una sola cisterna dilatata in rapporto col tubulo T a livello della linea Z e il complesso viene chiamato diade. Ha una struttura plessiforme. Unione tramite giunzioni gap. Vi avviene una depolarizzazione spontanea ritimica.

TM LISCIO formato da fibre fusate mononucleate con i filamenti di actina e miosina non organizzati in sarcomeri. Gli ioni calcio si legano alla calmodulina che attiva una miosinachinasi. Muscoli lisci viscerali (i movimenti sono mediati dalle cellule di Cajal), muscoli lisci multiunitari. Ciascuna cellula avvolta da membrana basale. I filamenti sottili sono privi di troponina e tropomiosina, quelli contrattili sono obliqui mentre quelli citoscheletrici sono longitudinali. Le proteine leganti l'actina prendono il ruolo della linea Z; al posto del tubulo T ci sono le CAVEOLE, la cellula durante la contrazione non si accorcia perch l'actina disposta in maniera dicoidale, si strizza! TESSUTO NERVOSO costituito da: neuroni, che sono cellule eccitabili (dando luogo ad onde elettriche di depolarizzazione di membrana, la propagazione dell'impulso infatti dato da potenziali d'azione) e conduttrici; funzioni dei neuroni: percezione di stimoli regolazione delle funzioni dei visceri (secrezione, motilit) controllo della motilit volontaria espletamento delle funzioni intellettive superiori (memoria, apprendimento, ideazione) cellule gliali, che non sono in grado di eccitarsi, le quali svolgono un ruolo di sostegno e trofico nei confronti delle cellule neuronali controllandone anche l'attivit metabolica.

SISTEMA NERVOSO: CENTRALE formato da encefalo e midollo spinale, organizzazione istologica specifica: corpi cellulari dei neuroni, i loro dendriti, la parte iniziale del neurone (cono di emergenza/monticolo assonico) che non sono rivestiti da mielina si aggregano a formare la sostanza grigia, localizzata nella corteccia (parte pi esterna degli emisferi cerebrali e cerebellari) e nella parte centrale dell'encefalo e del midollo spinale. La sostanza bianca invece occupa la parte centrale degli emisferi cerebrali e cerebellari e la parte esterna del tronco encefalico e del midollo spinale. PERIFERICO i gangli sono accumuli di corpi cellulari dei neuroni, i nervi sono fasci di fibre nervose, le terminazioni nervose periferiche sono strutture al termine delle fibre nervose specializzate alcune per la ricezione di stimoli recettrici ed altre per la trasmissione effettrici. Dal nevrasse originano i nervi cranici e i nervi spinali, i nervi spinali sono connessi al midollo tramite una radice dorsale/posteriore (formata da fibre sensitive o afferenti) ed una ventrale o anteriore ( formata da fibre motrici o efferenti). A livello della radice dorsale presente un ganglio spinale (formato dai corpi cellulari dei neuroni sensitivi). Le due radici, dorsale e ventrale, dopo essere emersi dal canale vertebrale si uniscono a formare il nervo spinale. Dal punto di vista funzionale il sistema nervoso suddiviso in SN Cerebro-spinale (volontario) e SN Autonomo/simpatico (involontario) che controlla l'attivit contrattile della muscolatura liscia e cardiaca, l'attivit secretoria delle ghiandole e la vasomotilit. SVILUPPO DEL SN: neuroectoderma embionale placca neurale solco neurale tubo neurale + creste neurali encefalo,midollo + snp CLASSIFICAZIONE DEI NEURONI in rapporto a: 1. la morfologia del corpo cellulare, l'arborizzazione dei processi citoplasmatici neuroni unipolari: unico prolungamento (neurite) presenti durante la vita embrionale, rari nei Vertebrati. Nell'organismo adulto sono i fotorecettori e gli

olfattivi neuroni bipolari: un assone e un neurite presenti nei gangli cocleari e vestibolari e nella retina neuroni speudounipolari: unico prolungamento che si biforca a T: un ramo si porta in periferia, l'altro verso il snc presenti nei gangli delle radici dorsali dei nervi spinali e nei gangli di alcuni nervi cranici neuroni multipolari: numerosi dendriti e unico assone. 2. la lunghezza degli assoni neuroni di tipo I di Golgi: lungo assone che ha origine nella sostanza grigia, decorre in quella bianca o fuoriesce dal snc entrando a far parte di un nervo periferico neuroni di tipo II di Golgi: corto neurite che non fa niente di quello il tipo I. 3. il ruolo funzionale neuroni sensitivi/afferenti: ricevono impulsi sensoriali e li trasmettono al snc dove vengono elaborati [SNP SNC] neuroni motori/efferenti: portano gli impulsi motori dal snc verso i distretti periferici [SNC SNP] interneuroni/neuroni associativi: collegano fra loro i neuroni motori e sensitivi

STRUTTURA DEI NEURONI SOMA: nucleo sferico e voluminoso, evidente nucleolo con cromatina dispersa. Sviluppati organuli con attivit secretoria; RER e ribosomi non associati a membrane in gran quantit, responsabile della forte basofilia citoplasmatica, aspetto a zolle: Sostanza tigroide di Nissl (basofilia a zolle); presenti anche nei dendriti MA NON nell'assone. APPARATO DI GOLGI molto sviluppato, posizione perinucleare. Vi vengono concentrate e modificate: proteine sintetizzate nel rer, neurotrasmettitori peptidici, enzimi lisosomiali, i costituenti delle vescicole sinaptiche e della membrana plasmatica. CITOSCHELETRO fitta rete di microtubuli (neurotubuli), filamenti intermedi (neurofilamenti) e microfilamenti. Importante per il mantenimento della particolare forma ed coinvolto nel trasporto di organuli e vescicole all'interno del soma e lungo l'assone. (flusso assonico) REL ben sviluppato, MITOCONDRI abbondanti, CENTRIOLI presenti DENDRITI: corti, ramificati, contengono gli stessi organuli del soma, sede dei contatti sinaptici, ricevono l'impulso nervoso e lo trasmettono all'assone. Sulla loro superficie si trovano molte spine o gemmule, che sono sede di contatto di tipo sinaptico ASSONE: lungo, no ribosomi, dipende metabolicamente dal pirenoforo e conduce l'impulso in direzione cellifuga. Termina con uno o pi bottoni sinaptici. Si ramifica solo in corrispondenza di un corpo bersaglio. La sua superficie non presenta gemmule. La sua membrana plasmatica prende il nome di assolemma, il citoplasma di assoplasma. L'assoplasma contiene microfilamenti di actina e molti neurotubuli (microtubuli) e neurofilamenti (filamenti intermedi), sottili mitocondri numerosi nei terminali assonici. IL FLUSSO ASSONICO un movimento di molecole dal soma estremit assonica e viceversa. Cos le terminazioni assoniche vengono rifornite di mediatori chimici e degli enzimi coinvolti nella sintesi e nella degradazione trasporto anterogrado. Esiste anche un trasporto di tipo retrogrado attraverso cui vengono riportati al soma materiali da eliminare o riutilizzare (100mm al giorno ed

attivato dalla DINEINA, trasporta corpi multivescicolari e organuli usurati). Il flusso assonico veloce scorre a 100-400 mm al giorno e con esso vengono veicolati nelle vescicole materiali per la trasmissione sinaptica, di neurosecrezione e di ricambio di componenti della membrana. bidirezionale e si realizza attraverso lo scorrimento delle vescicole lungo i microtubuli grazie all'ATPasi, chinesina e dineina. La CHINESINA principalmente. Trasporta vescicole di membrana e vescicole di neurotrasmettitori. Il flusso assonico lento ha una velocit di 0,2-8mm al giorno ed attivato da ACTO-MIOSINA che trasporta enzimi, monomeri del citoscheletro e mitocondri, il moto eseguito alternando momenti di scorrimento e lunghe pause. La dura vita delle vescicole: gemmano dall'apparato di Golgi trasportate lungo microtubuli verso la sinapsi le membrane in eccesso vengono recuperate sotto forma di corpi multivescicolari e tornano al corpo cellulare dove vengono eliminati dai lisosomi o riutilizzati. SINAPSI CHIMICHE: apertura canali Ca++ attivazione CaM-chinasi fosforilazione mobilizzazione vescicole sinaptiche esocitosi e rilascio del NT NT si lega a recettori sul PS NT distrutto da proteine sul PS eccitatorie rilascio di Na+ depolarizzazione inibitorie Cl- iperpolarizzazione FIBRA NERVOSA= assone + guaine di rivestimento la guaina di rivestimento fornita nel SNC dall'oligodendrocita, nel SNP dalla cellula di Schwann; si suddividono in mieliniche o amieliniche, motrici efferenti o sensitive afferenti. Le guaine sono formate da particolari cellule gliali, le quali possono o accogliere semplicemente molti assoni nel proprio citoplasma oppure avvolgerne uno formano varie lamelle concentriche e stratificate, che si chiamano guaina mielinica. FIBRE NERVOSE MIELINICHE: la mielina presenta un'alta percentuale di lipidi e bassa di proteine, essa serve da isolante che accelera la conduzione dell'impulso. Nel snp una singola cellula di Schwann avvolge un unico assone, mentre nel snc un singolo oligodendrocita avvolge pi assoni (sino a 50). il tratto di assone mielinizzato da una singola cellula di Schwann si chiama internodo o segmento internodale. Inoltre nel snp la cellula di Schwann forma, insieme alla sua membrana basale, la guaina di Schwann o neurolimma (che posta all'esterno della guaina mielinica) rivestita dalla guaina di Key e Retzius appartenente all'endonevrio, che simile per struttura e funzione alla membrana basale. la guaina interrotta nei nodi di Ranvier in corrispondenza dei quali l'assone a diretto contatto con i liquidi extracellulari. La mielina presenta discontinuit imbutiformi a decorso obliquo e si chiamano incisure di SchmidtLantermann, dove le lamelle si separano lasciando negli spazi citoplasma della cellula di Schwann; queste incisure favoriscono la nutrizione dell'assone. Formazione della guaina mielinica: la cellula di Schwann emette due estroflessioni (mesassoni) che accolgono l'assone in una nicchia il mesassone si allunga e e si avvolge fino a 50 rotazioni del citoplasma viene espulso e i plasmalemmi si accollano linea densa maggiore e linea intraperiodo. FIBRE NERVOSE AMIELINICHE: accolte nel citoplasma della cellula di Schwann nel snp e dell'oligodendrocita nel snc. La zona in cui la cellula si invagina si chiama sempre mesassone. L'IMPULSO NERVOSO un segnale elettrico trasportato dal soma di un neurone lungo l'assone verso la sua terminazione, sotto forma di onde di depolarizzazione transitorie di membrana, grazie a canali ionici definiti canali a controllo di potenziale, che si aprono o si chiudono in funzione delle variazioni di potenziale elettrico. In condizione di riposo i canali per il K sono aperti mentre quelli per il Na sono chiusi il potenziale di membrana pari a -70mV. Quando avviene una stimolazione i canali per il K si chiudono mentre quelli per Na si aprono facendo entrare ioni +

determinando una depolarizzazione di membrana fino ad una inversione di potenziale che arriva a +30mV. La propagazione avviene attraverso la creazione di un fronte di depolarizzazione. Quando il segnale raggiunge il bottone sinaptico, provoca il rilascio del neurotrasmettitore (aCh). LE SINAPSI in rapporto alla morfologia: asso-dendritica asso-somatica assoassonica dendro-dendritica intersomatica in rapporto al ruolo funzionale: eccitatorie inibitorie (inibiscono o riducono l'effetto delle eccitatorie) a livello del bottone sinaptico si trovano mitocondri, e soprattutto vescicole sinaptiche (elettrodense granulari o omogenee agranulari). La fessura intersinaptica di 20-30nm separa l'elemento pre-sinaptico da quello post-sinaptico. Arriva un impulso nervoso al bottone sinaptico apertura dei canali del *Ca++ attivazione della CaM-chinasi fosforilazione mobilizzazione vescicole esocitosi del neurotrasmettitore nella fessura intersinaptica il neurotrasmettitore si lega ai recettori dell'elemento post-sinaptico apertura dei canali ionici si crea un potenziale d'azione sul secondo neurone trasmissione dell'impulso. *lo ione Ca++ responsabile della fosforilazione di proteine regolatrici l'esocitosi delle vescicole (sinapsina I) con conseguente libero spostamento delle vescicole verso la griglia sinaptica ed esocitosi del loro contenuto nella fessura sinaptica. **dopo che il neurotrasmettitore si legato ai recettori, il componente delle vescicole viene recuperato dall'elemento pre-sinaptico attraverso endocitosi. LE CELLULE GLIALI connesse fra loro tramite gap juncion GLI ASTROCITI (corpo cellulare 8m) sono piccole cellule di forma stellata. Si dividono in: protoplasmatici: localizzati nella sostanza grigia, processi citoplasmatici corti e tozzi, un corpo cellulare pi grande dei fibrosi. fibrosi: localizzati nella sostanza bianca; processi citoplasmatici sottili e lunghi. Entrano in stretto rapporto con i capillari sanguigni, entrando nella costituzione della barriera ematoencefalica. Filamenti intermedi fatti da GFAP (proteina acida gliofibrillare) sono abbondanti, sono connessi fra loro tramite desmosomi e giunzioni comunicanti. Contribuiscono al metabolismo energetico cerebrale accumulando e idrolizzando il glicogeno, intervengono nei cicli di glutammato e GABA, li rimuovono dalle fessure sinaptiche, nel SNC si differenziano in astrociti radiali e costituiscono con i loro processi un'impalcatura che permette ai neuroni di migrare nel sistema nervoso in via si sviluppo. [funzioni: sostegno meccanico, trofica (immagazzinano glucosio)] GLI OLIGODENDROCITI sono piccole cellule con un numero ridotto di processi citoplasmatici poco ramificati, e formano la guaina mielinica nel SNC. Mielinizza pi assoni ciascuno con una distinta guaina mielinica a differenza delle cellule di Schwann. Oligodendrociti perineurali o satelliti: presenti nella sostanza grigia oligodendrociti interfascicolari: presenti nella sostanza bianca LE CELLULE EPENDIMALI formano un epitelio monostratificato, pavimentoso o prismatico, che tappezza le cavit ventricolari dell'encefalo e il canale centrale del midollo spinale. Presentano numerosi microvilli e ciglia vibratili, e sono connessi fra loro da desmosomi o giunzioni tight. Cellule ependimali modificate rivestono i plessi corioidei, villi vascolari che si proiettano nel lume dei ventricoli, responsabili della formazione del liquido cerebrospinale (liquor cefalorachidiano). LA MICROGLIA svolge attivit fagocitaria, il loro numero aumenta in condizioni patologiche. Non

sono di origine ectodermica come tutte le cellule gliali, ma derivano dal mesenchima. Corpo cellulare irregolare con numerosi prolungamenti di tipo dendritico, sottili e brevi provvisti di spine. Si ritiene che appartengono al sistema dei fagociti mononucleati (monociti-macrofagi) che verrebbero attivati in seguito ad una lesione cerebrale. SNP=gangli+nervi+terminazioni nervose periferiche nel snp i neuroni sono circondati dalle cellule di nevroglia componente connettivale del snp: epinevrio, perinevrio, endonevrio; queste continuano intorno al nevrasse nelle meningi che avvolgono il snc. Meninge esterna=dura madre meninge intermedia=aracnoide | | molli meningi meninge interna=pia madre | |molli meningi aracnoide: comprende lo spazio sub-aracnoideo nel quale il liquor cefalorachidiano si riversa dopo che ha bagnato l'interno della cavit del nevrasse e dove viene riassorbito. Pia madre: forma sottili involucri attorno ai vasi sanguigni che irrorano il snc. I GANGLI sono agglomerati di cellule neuronali circondati da una capsula di connettivo denso. Le cellule gliali intorno ai corpi neuronali sono dette cellule satelliti perineuronali. Nei gangli sensitivi annessi alle radici posteriori dei nervi cranici e spinali si trovano neuroni pseudounipolari. In tutti gli altri gangli che fanno parte del sn autonomo, si trovano neuroni multipolari. I NERVI sono fasci di fibre nervose avvolte da strati di connettivo: l'epinevrio e il perinevrio e l'endonevrio. LE TERMINAZIONI NERVOSE PERIFERICHE efferenti (cito-neurali) motrici somatiche (placca motrice) viscero-effettrici eccito-secretrici afferenti libere (negli epiteli e nei connettivi) corpuscolate (nei connettivi e nello stroma muscolare) fuso neuromuscolare organo muscolo-tendineo di Golgi corpuscolo di Meissner corpuscolo di Pacini-Vater LA PLACCA MOTRICE o GIUNZIONE NEUROMUSCOLARE la struttura attraverso cui una espansione nervosa e una fibra muscolare giungono a contatto. Ogni fibra muscolare dotata di una placca motrice. Ogni fibra nervosa innerva pi placche motrici. Sono sempre mieliniche per il tm scheletrico, in fondo c' lo strozzamento preterminale. La membrana plasmatica si espande in invaginazioni laminari, cos si amplia la superficie della membrana in cui sono localizzati i recettori per l'acetilcolina; al collagene IV della lamina basale che si trova tra muscolo e espansione nervosa, legato l'enzima acetilcolinesterasi che idrolizza l'ach dopo che essa ha svolto il suo ruolo. Per quanto riguarda il miocardico e il liscio, i nervi non sono mielinizzati. RECETTORI INCAPSULATI dei tessuti connettivi: sono meccanorecettori. Es: il corpuscolo del Pacini (recettore di vibrazioni, pressioni) e il corpuscolo di Meissner (recettore tattile) dei muscoli e dei tendini: recettori da distensione. Es: gli organi muscolo tendinei di Golgi, i

fusi neuromuscolari.