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Terzo nucleo tematico

Il Sistema Linfatico
Percorso di potenziamento-orientamento
“BIOLOGIA CON CURVATURA BIOMEDICA”
Prima annualità
Prof.ssa Maria Luisa Smorto
L’immunità
• detta anche resistenza è la capacità di utilizzare le proprie
difese fisiche per contrastare danni o malattie
• si distinguono due tipi di immunità
 immunità innata o aspecifica: si riferisce alle difese presenti
fin dalla nascita, che danno risposte rapide senza il
riconoscimento specifico dei patogeni
 Prima linea di difesa: barriere anatomiche come pelle e
mucose
 Seconda linea di difesa: cellule natural killer e fagociti,
infiammazione, febbre e sostanze antimicrobiche
 immunità adattativa o acquisita o specifica: si riferisce alle
difese che prevedono il riconoscimento specifico di un
patogeno che ha superato le difese dell’immunità innata. È
lenta nella risposta e possiede “memoria” (linfociti T, B,
macrofagi)
Il sistema linfatico
• responsabile dell’immunità adattativa
• svolge funzioni omeostatiche
• costituito da
 vasi linfatici che formano una rete entro cui scorre la linfa
 linfonodi
 organi linfoidi primari
timo e midollo osseo
 organi linfoidi secondari
milza,linfonodi, MALT (Tessuti Linforeticolari Associati alle
Mucose) quali tonsille, placche di Peyer
• ha tre funzioni
1. collabora alla difesa immunitaria grazie ai linfonodi che contengono
globuli bianchi (macrofagi e linfociti)
2. asporta l’eccesso di liquido interstiziale dai tessuti e attraverso la
linfa lo immette nel sangue
3. trasporta i lipidi e le vitamine liposolubili (A,D,E, K) introdotti con
l’alimentazione e assorbiti a livello intestinale dai vasi linfatici che li
veicolano al sangue
 Vasi linfatici
• sistema a senso unico che parte dai capillari
linfatici, i quali raccolgono l’eccesso di liquido
interstiziale e lo convogliano al sistema
cardiovascolare
• trasportano la linfa, che contiene acqua,
lipoproteine, ioni, gas e proteine del liquido
interstiziale, e gli anticorpi prodotti dai
linfociti
 Organi linfatici
• producono e immagazzinano i linfociti, le
cellule che combattono gli agenti patogeni che
vengono in contatto con il nostro organismo
• In condizioni fisiologiche
Liquido interstiziale che si forma sul versante
arterioso: 24 l al giorno
Liquido interstiziale che viene assorbito a livello
La Linfa della parte venosa: 22 l al giorno
• ha una composizione chimica Liquido interstiziale rimanente: 1,5-2 l al giorno
simile a quella del liquido
interstiziale, dunque simile al
plasma ma con minor
contenuto di proteine FORMA LA LINFA

Eccezione → la linfa drenata


dall’intestino contiene un’elevata
quantità di lipidi (chilo)

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I vasi linfatici

1. capillari linfatici
• piccoli vasi a fondo cieco, posti negli spazi tra
le cellule
• diffusi in tutto il corpo tranne che nel sistema
nervoso centrale, nel midollo osseo rosso e nei
tessuti privi di capillari sanguigni
• con pareti dotate di cellule endoteliali non
congiunte, ma in parte sovrapposte alle
estremità, che permettono l’entrata del liquido
interstiziale, ma impediscono l’uscita della linfa
2. vasi linfatici
• di calibro maggiore, con struttura simile alle
vene, ma con pareti più spesse e valvole più
numerose
I Linfonodi
• piccoli ammassi ovoidali di tessuto
linfoide formati da linfociti B e T, disposti
ad intervalli regolari lungo i vasi
• hanno tre funzioni
 filtrano la linfa
 eliminano i frammenti cellulari e le
particelle estranee della linfa prima che
questa entri nel sangue
 producono i linfociti, globuli bianchi
specializzati nella risposta immunitaria
I dotti linfatici
• La linfa, drenata dai capillari linfatici, confluisce in vasi di
calibro crescente e passa in due canali principali
 il dotto toracico, riceve la linfa drenata dalla parte inferiore
del corpo, dal lato sinistro di collo, testa e torace, dal
braccio sinistro. Sbocca nella convergenza tra le vene
giugulare interna e succlavia di sinistra
 il dotto linfatico destro, più piccolo, drena la linfa
proveniente dal lato destro del collo e della testa, dal
braccio destro e da parti del torace destro. Sbocca
all’unione tra la vena succlavia destra e la vena giugulare
interna di destra
Il sistema circolatorio linfatico è

 aperto

 unidirezionale , trasporta la linfa in


una sola direzione: dalla periferia fino
alla confluenza giugulo-succlavia. I
vasi linfatici sono dotati di valvole che
impediscono il reflusso della linfa

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Il flusso della linfa
• in assenza di un organo contrattile
che funga da pompa, avviene per
l’azione combinata di meccanismi
passivi e attivi
• le stesse due pompe che
consentono il ritorno del sangue
venoso al cuore mantengono il
flusso linfatico
 la pompa muscolare scheletrica
 la pompa respiratoria
 Pompa muscolare scheletrica
La contrazione dei muscoli scheletrici comprime i vasi linfatici e spinge la
linfa verso le vene succlavie
Quando tale azione viene meno, per esempio a causa dell'eccessiva
immobilità, la linfa tende a ristagnare accumulandosi nei tessuti (edema)

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 Pompa respiratoria
I movimenti respiratori mantengono il flusso linfatico grazie alle
variazioni di pressione associate alla respirazione
Durante l’inspirazione la linfa fluisce dall’addome (pressione maggiore)
verso il torace (pressione minore)
Durante l’espirazione la pressione si inverte, ma le valvole impediscono
il reflusso della linfa
Meccanismi accessori
 Compressione esterna causata dalla pulsazione arteriosa dei vasi
sanguigni che accompagnano i vasi linfatici
 Attività contrattile spontanea dei vasi linfatici dotati di muscolatura
nella loro parete (meccanismo della pompa intrinseca: attiva)

Capillare linfatico

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Il timo
• organo bilobato posto davanti alla trachea
sotto lo sterno, ha una struttura composta da
tre strati:
 la capsula di tessuto connettivo fibroso
 la corticale più scura della midollare per la
presenza di un grande numero di linfociti T,
orticale che pervenuti dal midollo osseo qui si
idollare moltiplicano e maturano e di macrofagi col
compito di ripulire i resti delle cellule morte o
danneggiate
 la midollare dove i linfociti T maturi si
concentrano prima di raggiungere attraverso il
A partire dalla pubertà comincia a sangue la milza e i linfonodi
ridursi, ma continua la sua funzione
come importante ghiandola endocrina
• soltanto il 2% dei linfociti T che giungono nel
che stimola il sistema immunitario timo raggiungono una completa maturazione,
gli altri muoiono per apoptosi
La milza
• localizzata nell’addome posteriormente allo stomaco,
è l’organo linfoide più grosso
• considerata un serbatoio di sangue (contiene 1/3 delle
scorte di piastrine)
• durante la vita fetale è un organo emopoietico
• in caso di splenectomia, le sue funzioni sono sostituite
dal midollo osseo rosso e dal fegato
• è ricoperta da una capsula di connettivo denso
• in sezione trasversale rivela due tipi di
tessuto: polpa rossa e polpa bianca con
diverse funzioni
 la polpa rossa formata principalmente di
seni venosi ripieni di sangue grazie ai
macrofagi rimuove le piastrine ed i
globuli rossi invecchiati, immagazzinando
e riciclando il contenuto di emoglobina
 la polpa bianca composta di
noduli (corpuscoli di Malpighi), ricchi
di linfociti B e di linfociti T e macrofagi,
aiuta a combattere le infezioni
I linfonodi
• piccoli ammassi a forma di fagiolo in elevatissimo
numero ( circa 800 )
• localizzati in diversi distretti ma abbondanti
soprattutto a livello di
 collo
 ascelle
 inguine
• ospitano linfociti B e T , cellule dendritiche e
macrofagi
• filtrano la linfa
• con dimensione da pochi mm a 1-2 cm ma possono
ingrossarsi in caso di tumori o infezioni
Un linfonodo è formato da :
 capsula esterna di connettivo denso
con funzioni di sostegno e di protezione
che invia trabecole all’interno del
linfonodo
 uno stroma interno reticolare che
accoglie linfociti e altre cellule che
costituiscono il parenchima del
linfonodo
 vasi sanguigni, vasi linfatici e nervi
Nel parenchima si distinguono tre regioni :
1.Corticale con numerosi linfociti B organizzati in
follicoli. Al centro del follicolo appare una zona
più chiara, il centro germinativo del Flemming,
circondata da una zona esterna più scura, il Capsula
mantello Mantello
2. Paracorticale si trova in profondità rispetto
Corticale
alla zona corticale
Follicolo
• presenta struttura uniforme
• predominano i linfociti T (t-helper, t- Centro germinativo
Paracorticale
citotossici, t-soppressori) insieme a macrofagi,
cellule dendritiche e sparsi linfociti B in
Midollare
migrazione verso la midollare
3. Midollare organizzata in cordoni cellulari
costituiti da numerose plasmacellule, macrofagi
e piccoli linfociti. I cordoni midollari sono tra loro
separati da ampi seni linfatici

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Circolazione nei linfonodi
• I vasi linfatici afferenti trasportano
la linfa in entrata nel linfonodo
• un vaso linfatico efferente trasporta
la linfa in uscita dal linfonodo.

La linfa che arriva dall’esterno permea tutto il parenchima del linfonodo e,


nell’attraversarlo, viene filtrata dalle cellule infiammatorie, dagli agenti infettivi e
dalle sostanze estranee. Qui tali sostanze vengono a contatto con le cellule del
sistema immunitario determinando l’insorgenza di una risposta di difesa
dell’organismo.
Tessuto linfoide associato alle mucose
(MALT - mucose-associated lymphoid tissue )
• diffuso a livello di mucose del tratto gastrointestinale e urogenitale, della
tiroide, dei polmoni, degli occhi e della pelle
• consiste di formazioni non organizzate in organi del sistema linfatico ma come
cellule linfoidi isolate o come piccoli noduli linfatici, solitari o aggregati
(placche di Peyer dell’intestino), fino a veri e propri organi (tonsille palatine)
• assicura una risposta immunitaria completa sia umorale (mediante linfociti B e
anticorpi IgA) che cellulare (mediante linfociti T in seguito a stimoli antigenici
locali)
• si possono individuare aggregati come
 GALT (gut-associated lymphoid tissue), tessuto linfoide associato all'intestino,
tra cui vi sono le placche di Peyer e gli aggregati dell’appendice vermiforme
 BALT (bronchial-associated lymphoid tissue), tessuto linfoide associato alle vie
aeree (trachee, bronchi) tra cui le tonsille
Placca di Peyer

Le Placche di Peyer nell’intestino tenue svolgono un ruolo simile alle tonsille


distruggendo gli agenti patogeni che penetrano attraverso l’apparato digerente.
L’epitelio delle placche di Peyer accoglie le cellule M, che hanno la capacità di
inglobare antigeni presenti nel lume intestinale, trasferendoli ai linfociti
accumulati nella lamina propria.

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Le tonsille
• disposte ad anello nella faringe, in posizione
strategica per la risposta immunitaria contro
sostanze estranee inalate o ingerite
• costituite da tessuto connettivo ricco di
linfociti in particolare macrofagi che
impediscono l’ingresso di batteri e altri
microrganismi dalla bocca e dal naso
 La tonsilla faringea o adenoide è incassata
nella parete posteriore della parte superiore
della gola (rinofaringe)
 Le due tonsille palatine si trovano
bilateralmente sul retro della cavità orale
 Le tonsille linguali sono poste alla base della
lingua