Sei sulla pagina 1di 3

Peritoneo

Definizione generale di peritoneo

Il peritoneo è una membrana sierosa di aspetto brillante e lucido che tappezza le pareti
della cavità addomino-pelvica e si riflette a rivestire, in parte o interamente, i visceri in essa
contenuti.Si indica come peritoneo parietale il foglietto che riveste la superficie interna della
cavità addomino-pelvica, come peritoneo viscerale il peritoneo che ricopre la superficie esterna
dei visceri. Il peritoneo è la sierosa più ampia e complessa e differisce dal pericardio e dalla
pleura perchè non provvede al rivestimento di un unico organo ma entra in rapporto con molti
visceri.

Struttura della sierosa

Come le altre membrane sierose, il peritoneo è costituito da un epitelio pavimentoso


semplice, detto mesotelio, che poggia su una lamina di tessuto connettivo lasso (tonaca
propria), al di sotto del quale si trova la tela sottosierosa, strato di tessuto connettivo fibroso
denso ricco di cellule tra le cui maglie decorrono numerosi vasi sanguiferi e linfatici e rami
nervosi. Il mesotelio assomiglia all’endotelio vascolare in quanto è costituito da cellule
appiattite, monostratificate e congiunte mediante numerose interdigitazioni e complessi di
giunzione. Si comporta come una membrana dializzante e può essere attraversata da
liquidi e piccole molecole. La superficie apicale delle cellule mesoteliali peritoneali presenta
numerose vescicole, testimoni delle attività di transito transcellulare. Questa considerazione
permette di comprendere una pratica terapeutica che consiste nella somministrazione di liquidi
e piccole molecole per via transperitoneale

Funzioni assolte dal peritoneo

Le funzioni del peritoneo sono:


1 – facilitare la separazione e lo scorrimento dei visceri fra di loro e rispetto alla parete
addominale (mobilità);
2 – mantenere gli organi nella loro posizione grazie alle pieghe che esso forma e che
contornano i peduncoli vascolari (fissità);
3 – proteggere la cavità addominale da agenti patologici, grazie alla capacità di secrezione e di
riassorbimento delle cellule mesoteliali (difesa).

Disposizione del sacco peritoneale secondo Bichat

Il Bichat elaborò un modo che rendesse più semplice la comprensione della disposizione
del peritoneo. Infatti, descrive un sacco chiuso posto all’interno della cavità addomino-pelvica
supponendola inizialmente vuota di tutti i visceri. Questi, nel corso dello sviluppo, invadono la
cavità addominale dall’alto, dall’indietro e dal basso rivestendosene più o meno completamente
a seconda di quanto si peduncolizzino. In tal modo il peritoneo fornisce un rivestimento ai
visceri tranne che nel tratto in cui sono raggiunti dai vasi. Questo modello, impreciso dal punto
di vista della morfogenesi, tuttavia consente di capire la continuità tra il peritoneo che avvolge
la parete (peritoneo parietale) e quello che avvolge i visceri (peritoneo viscerale).

Cavità e liquido peritoneale

Il peritoneo è una membrana continua, infatti, il peritoneo parietale si riflette


continuandosi con quello viscerale. Tra i due foglietti si viene a formare una cavità, tuttavia
virtuale, detta cavità peritoneale. Tale cavità è un celoma, cioè una discontinuità del
mesoderma tappezzata da mesotelio ed è bagnata da una scarsa quantità di liquido, il liquido
peritoneale, che permette lo scorrimento tra i due foglietti riducendone l’attrito.
Il liquido peritoneale è un dializzato del plasma contenente acqua, elettroliti, ed altri
soluti e peptidi; contiene macrofagi, mastociti, leucociti e linfociti.
Comportamento del peritoneo rispetto ai visceri

La cavità peritoneale si estende dal diaframma alla pelvi ed è completamente chiusa nel
maschio, mentre nella femmina comunica con l’esterno attraverso gli osti addominali delle tube
uterine.
A seconda del comportamento assunto dal peritoneo rispetto ai visceri che esso riveste
si può fare una distinzione tra organi intraperitoneali, peritonealizzati, retroperitoneali e
sottoperitoneali.
 Gli organi intraperitoneali sono quelli situati all’interno della cavità peritoneali e sono
rappresentati esclusivamente dall’ovaio;
 Gli organi peritonealizzati (p.e. fegato, stomaco, milza, cistifellea, bulbo duodenale,
tenue mesenteriale, cieco, colon traverso, colon ileo-pelvico) sono quelli che sono
completamente rivestiti dal peritoneo viscerale e sporgono nella cavità addominale
attraverso le pieghe del peritoneo parietale (p. e. meso o legamenti);
 Gli organi retroperitoneali (p.e. pancreas, le rimanenti porzioni del duodeno, colon
ascendente e discendente, arterie, vene, linfatici e nervi della cavità dell’addome) sono
per lo più rivestiti dal peritoneo parietale e solo sulla faccia anteriore o sono situati al di
dietro del peritoneo parietale (reni, surreni, vasi, linfatici e nervi della loggia renale).
Contraggono rapporto con la parete addominale posteriore attraverso un tessuto
connettivo detto retroparitoneale;
 Gli organi sottoperitoneali (p. e. utero, tube uterine) sono quelli che sporgendo dalle
pareti della cavità pelvica sollevano il peritoneo parietale dal basso verso l’alto.

Grado di aderenza del peritoneo

Il peritoneo parietale è in rapporto con le pareti dell’addome attraverso il tessuto


connettivo sottoperitoneale e, pertanto, è scollabile; il peritoneo viscerale, invece, è adeso alle
pareti dell’organo che se ne riveste attraverso un connettivo sottosieroso in diretta continuità
con il connettivo dello stroma del viscere, pertanto non è scollabile.

Nomenclatura anatomica

La complessità del peritoneo è spesso legata alla complessità dei termini utilizzati nei diversi
tempi e divenuti canone terminologico. Abbiamo già visto la differenza tra foglietto parietale
e foglietto viscerale del peritoneo.
Lamina è una area della superficie peritoneale spesso costituita dall’accollamento di due o più
foglietti peritoneali che possono formare una fascia. Tali foglietti possono essere non
separabili, mentre talvolta presentano come collante tessuto connettivo ed in questo caso è
possibile trovare un piano di clivaggio (piano di scollamento) che ne permetta la separazione.
Esempio di tali formazioni sono la fascia del Treitz, che collega il duodeno con il peritoneo
parietale posteriore e la fascia di Toldt, che collega il colon ascendente alla parete
addominale posteriore.
Meso è la piega di peritoneo parietale che si forma quando si riflette dalla parete addominale
per rivestire i visceri ad domino-pelvici. Pertanto, connette i visceri alla parete ed è costituita
da due foglietti accollati tra loro entro cui si trovano i vasi, i linfatici ed i nervi destinati al
viscere stesso. Sono meso: il mesentere, il mesocolon traverso, il mesocolon sigmoideo o ileo-
pelvico, il mesenteriolo, il mesovario e la mesosalpinge.
Epiploon è una formazione formata da una doppia lamina di peritoneo viscerale che consente
alle formazioni vascolo-nervose di portarsi da un viscere ad uno vicino.
Legamento è una piega peritoneale che unisce organi tra di loro o alla parete addominale di
minore lunghezza e maggiore spessore rispetto ai meso, non necessariamente contengono
peduncoli vascolo-nervosi.
Cavi, fossette, docce, borse sono depressioni formate dalla sierosa peritoneale, presenti
sulla parete addominale o tra i visceri e la parete.

Suddivisione della cavità peritoneale


Cavità previscerale è una cavità virtuale estesa dal processo xifoideo al pube,
limitata in avanti dal peritoneo parietale anteriore ed indietro dalla faccia anteriore dei
visceri. Vi si riconoscono:
 Zona sopraombelicale
 Zona sottombelicale
 Zona ombelicale
Regione sopramesocolica è situata al di sopra del mesocolon trasverso, che connette il
colon trasverso con la parete addominale posteriore.
Regione sottomesocolica è situata al di sotto del mesocolon trasverso.
Regione pelvica situata al di sotto del mesocolon sigmoideo.